catullo - Il sito del Bassa

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catullo - Il sito del Bassa
CATULLO
UN INVITO A CENA
Cenabis bene, mi Fabulle, apud me
Cenerai bene, Oh mio Fabullo, da me
paucis, si tibi di favent, diebus,
tra pochi giorni, se gli dei ti sono favorevoli,
si tecum attuleris bonam atque magnam
se porterai con te una buona e abbondante
cenam, non sine candida puella
cena, non senza una fanciulla dalla pelle bianca
et vino et sale et omnibus cachinnis.
e vino e sale e tutte le risate.
Haec si, inquam, attuleris, venuste noster,
Oh mio caro, se porterai queste cose, dico,
cenabis bene; nam tui Catulli
cenerai bene; infatti \il borsellino\ del tuo Catullo
plenus sacculus est aranearum.
Sed contra accipies meros amores,
seu quid suavius elegantiusve est;
nam unguentum dabo, quod meae puellae
donarunt Veneres Cupidinesque;
quod tu cum olfacies, deos rogabis,
totum ut te faciant, Fabulle, nasum.
è pieno di ragnatele.
Ma in cambio riceverai affetto sincero,
o se c’è qualcosa di più dolce o di più elegante;
cioè un profumo, che alla mia fanciulla
hanno donato Venere e gli Amorini,
quando tu lo annuserai, pregherai gli dei,
Oh Fabullo, di farti tutto naso.

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