SOSTITUZIONE DEL FILTRO ORIGINALE CANON EOS 350D
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SOSTITUZIONE DEL FILTRO ORIGINALE CANON EOS 350D
www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 SOSTITUZIONE DEL FILTRO ORIGINALE CANON EOS 350D Tuffanelli Cristiano 2009 Preparazione L’intervento di sostituzione filtro della Canon EOS 350D è un operazione delicata ma comunque realizzabile da chiunque abbia una discreta conoscenza e dimestichezza nel campo dell’elettronica. Le fotocamere digitali sono apparecchiature elettroniche estremamente delicate quindi, per evitare spiacevoli sorprese è fondamentale procurarsi un tappetino antistatico, o un più reperibile sacchetto antistatico aperto, come quello che contiene le schede madri dei computer, ed una cinghia da polso per collegare il nostro corpo a terra. Un normalissimo cavo da 1,5mmq con un’asola al polso può andare bene. ATTENZIONE però a dove lo inserite nella presa! La messa a terra è il foro centrale! Tutto questo serve a salvaguardare i sensibili dispositivi CMOS (come il chip di acquisizione!) Gli altri strumenti necessari sono di seguito elencati e presenti in Figura 1. _ Saldatore per stagno ( se possibile con regolazione della temperatura e punta dissaldante) _ Filo di stagno per saldatura, possibilmente del diametro di 1mm con anima antiossidante _ Colla per vetro, possibilmente trasparente che possa asciugare in poco tempo (una decina di minuti) _ Bomboletta d’aria compressa o pompetta per soffiare l’eventuale polvere dal sensore _ Bisturi o lametta possibilmente con manico (tipo quelle per lavorare la balsa) _ Cacciaviti a taglio e a croce molto piccoli (per la croce vedi le viti sulla fotocamera) _ Pinza di piccole dimensioni con becchi a punta molto fine _ Pennarello indelebile a punta fine (tipo quello per i lucidi da proiezione) _ Lente con basetta di supporto per lavori di miniatura _ Contenitore a scomparti separati per i vari pezzi asportati (anche più barattolini possono bastare) _ Buste antistatiche per schede elettroniche _ Cartoncini con stampate le foto della fotocamera, per poter posizionare le viti (vedi fine articolo) _ Bicchiere e piattino in vetro o ceramica Fig. 1 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Preparazione In primo luogo accertarsi di aver rimosso la batteria principale, la batteria dell’orologio e la scheda CF. I primi passi sono abbastanza semplici, si parte dalla rimozione delle tre viti che fissano il pannello dei connettori (Figura 2). La terza vite rimane sulla parte superiore della fotocamera, dietro la staffa per agganciare la tracolla. Fig. 2 Ora bisogna togliere cinque viti dal fondo della fotocamera (Figura 3). Si noti che la vite numero 5 è un po' più lunga rispetto alle altre quattro. Fig. 3 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Ora aprire lo sportellino CF per accedere ad altre tre viti (Figura 4). Si noti che la vite numero 2 è di color argento mentre le altre sono nere. Rimuoverle. Fig. 4 Rimuovere la cuffietta in gomma del mirino facendola scorrere verso l’alto. (Figura 5). Fig. 5 Dopo aver tolto tutte le viti precedentemente indicate, il retro della fotocamera può essere rimosso (Figura 6). Si solleva lentamente la scocca “display” dal fondo. La parte superiore è bloccata da un paio di incastri lungo il bordo superiore ma, tirando leggermente la scocca verso il basso si libera senza alcun problema. ATTENZIONE! Questi incastri sono molto fragili, spingendo o premendo troppo, si rischia di danneggiarli. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 6 Una volta sollevata la scocca “display” si noteranno due conduttori piatti, quello a sinistra potrebbe essere bloccato da un pezzetto di nastro adesivo giallo. Con una piccola pinzetta o con la punta del bisturi sollevare ed asportare il nastro adesivo giallo. ATTENZIONE a non danneggiare il conduttore piatto! Fig. 7 Copyright (C) 2005 Ashley Roeckelein, Phoenix AZ, USA A questo punto, la fotocamera può essere capovolta ed aperta come un libro. I conduttori piatti sono abbastanza lunghi per poter lavorare agevolmente ma, attenzione a non perdere piccole parti come i pulsanti funzione! (Figura 8). www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 8 Ora bisogna scollegare i conduttori piatti dal proprio connettore. FARE MOLTA MOLTA ATTENZIONE! Il connettore sull’angolo inferiore destra della fotocamera deve essere aperto e, il conduttore piatto sfilato (Figura 9). Occorre agire sulla piccola barra nera all’estremità del conduttore, questa deve essere sollevata per sbloccare il conduttore piatto. Fig. 9 Ora tocca al secondo conduttore piatto (Figura 10). Questo connettore si trova in basso a sinistra ed è piuttosto strano - la barra nera non è sul conduttore come per la maggior parte delle volte ma, si trova sulla parte opposta. Occorre comunque alzare la barra nera e sfilare il conduttore piatto. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 10 A questo punto la scocca “display” è separata dalla fotocamera e, per proteggerla è buona cosa sistemarla in una busta per schede elettroniche (Figura 11). Fig. 11 Ora sul corpo macchina è ben accessibile la scheda madre. I tre fili rossi sulla destra, connessi al bordo tramite un connettore, devono essere scollegati (Figura 12). Imprimere una leggera forza verso l’alto sul connettore tramite un piccolo cacciavite, sempre con molta attenzione. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 12 Ora dal lato opposto rimuovere il pannello “connettori” (Figura 13). Sollevare prima la parte inferiore e poi sganciare quella superiore. Fig. 13 La schermatura al centro della scheda madre deve essere rimossa (Figura 14). Questa lamierina ha 7 punti di fissaggio che devono essere dissaldati. Fare molta attenzione!!! E’ facilissimo surriscaldare o rovinare i componenti vicini alla saldatura. Asportare lo stagno tramite apposito aspiratore oppure tramite una treccia di rame. La Figura 14 indica i 7 punti da dissaldare. Cercare di rimanere con la punta del saldatore il minor tempo possibile sui punti da dissaldare e, tra un punto e l’altro lasciare raffreddare la lamierina. Procedere con la sequenza indicata da 1 a 7. Scaldare la parte stagnata e sollevare leggermente la www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 lamierina. Una volta staccata lasciare raffreddare lo stagno e lasciare la lamella. Quest’ultima si riappoggerà alla saldatura senza riattaccarsi. Gli ultimi due appoggi, il 6 e 7, potranno essere dissaldati utilizzando una lieve pressione laterale piuttosto che essere sollevati. Fig. 14 La Figura 15 mostra la scheda madre priva dela schermatura centrale. Se dopo questa operazione la lamierina risulta un po’ deformata non è grave, poi in fase di riassemblaggio ritornerà come prima. Fig. 15 Sul lato connettori si trova una vite da asportare che, purtroppo è coperta dalla scocca frontale in plastica (Figura 16). www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 16 Utilizzare il saldatore per praticare nella scocca un’asola in corrispondenza della testa della vite (Figura 17). Pulire bene l’asola con il bisturi e rimuovere la vite. Niente paura, quest’asola non sarà visibile una volta che la fotocamera sarà riassemblata. Fig. 17 Adesso occorre scollegare ben 9 conduttori piatti (Figura 18). Attenzione! Alcuni di questi conduttori ne nascondono altri sotto! Numerarli con un pennarello indelebile potrà facilitare l’operazione di riassemblaggio o, quantomeno si potrà fare l’appello per verificare se tutti i connettori sono stati collegati. Prima di iniziare questa delicata operazione, rimuovere con attenzione la striscia di nastro nero in alto a destra (riferimento numero 6 in Figura 18), avendo cura di non danneggiare i fili rossi. Rimuovere le www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 quattro viti sugli angoli che bloccano la scheda madre sulla scocca metallica (indicate dai quadratini blu). Fare molta attenzione ed usare molta cura per scollegare i conduttori piatti. La lente potrebbe facilitare il lavoro di riconoscimento del sistema di sgancio di ogni connettore. Fig. 18 Sfilare ora la lamierina di contenimento della scheda CF nella direzione indicata in Figura 19. Fig. 19 La scheda può ora essere separata dal corpo macchina. Sollevare prima il bordo inferiore e poi, sfilare verso il basso la scheda, separandola dalla fotocamera. Il bordo superiore della scheda è un po’ difficile da disincastrare, fare quindi molta attenzione e usare molta delicatezza. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 ATTENZIONE! C’è un altro fascio di fili neri che collega la scheda alla fotocamera. Si trova sul retro della scheda madre in alto a sinistra (Figura 20). Prima di sfilare il connettore, segnarlo con un pennarello indelebile, così in fase di riassemblaggio non si rischierà di collegarlo al contrario. Fig. 20 Deporre ora la scheda in una busta antistatica dove, sarà al sicuro per tutta la durata dell’operazione. (Figura 20A). Fig. 20A A questo punto è finalmente visibile il CMOS e, dobbiamo rimuovere le 5 viti indicate nella Figura 21. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 21 Ora il sensore CMOS può essere asportato ma attenzione, ci sono tre piccoli spessori (Figura 22) posti sotto le viti 3, 4 e 5. E' molto facile perderli, usare molta cautela. Fig. 22 Ora porre il corpo macchina ormai privato delle fondamentali parti elettroniche in una scatola o busta antistatica. In questo modo ripareremo il tutto da polvere o quant’altro può depositarsi sopra (Figura 23). www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 23 La nostra attenzione ora sarà focalizzata solamente sul sensore CMOS. Svitare le due viti indicate in Figura 24 ed asportare il riquadro metallico che protegge i conduttori piatti. Fig. 24 Per togliere il filtro dal supporto del sensore occorre svitare anche le due viti indicate in Figura 25. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 25 Il telaio rettangolare che sostiene il filtro è incollato al sensore tramite una guarnizione. Con una lametta o un bisturi occorre scollare questa guarnizione facendo attenzione a non rovinarla o toccare il sensore CMOS. Un banale ma utile accorgimento sta nel segnare il contorno del supporto plastico con un pennarello indelebile, in modo da evitare fondati dubbi su come andrà poi rimontato (Figura 26). Fig. 26 Asportando il telaio, la guarnizione quasi sicuramente vi rimarrà incollata (Figura 27). www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 27 Ora il sensore CMOS è completamente separato dal filtro, rimanendo completamente esposto al mondo esterno, senza protezione. E’ quindi di fondamentale importanza proteggerlo dalla polvere, da urti accidentali e da scariche elettrostatiche. Un bicchiere e un piattino in vetro o ceramica possono bastare allo scopo di custodire il delicato componente per il tempo necessario alla sostituzione del filtro (Figura 27A). Fig. 27A Con molta cautela utilizzare il bisturi per scollare la guarnizione dal telaio rettangolare portafiltro (Figura 28). Sarebbe buona cosa non rigare o scheggiare il filtro, è vero che non ci servirà più ma, non si sa mai… www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 28 Sul lato opposto del filtro si trova una seconda guarnizione, è rettangolare con l’adesivo da un solo lato. Sempre con molta cautela scollarla dal telaio senza rovinare il filtro (Figura 29). Fig. 29 Ora rimane solo il filtro incollato sui bordi del telaio. Utilizzare il bisturi per scollarlo (Figura 30). Se si vuole conservare il filtro, fare molta attenzione e raschiare con cura il silicone nero sui bordi prima di sollevarlo. Una volta raschiato completamente il silicone nero, sollevare lentamente e con molta cautela il filtro, un lato alla volta fino a staccarlo completamente dal telaio portante. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 30 Il filtro così è rimosso. Se siete stati bravi senza nessuna scheggia o graffio ma, soprattutto senza aver danneggiato il telaietto in plastica (Figura 31). Fig. 31 Installazione del Filtro Astronomico ACF della Baader Il posizionamento del filtro astronomico nel telaietto dedicato, richiede molta attenzione. Da evitare assolutamente il rischio di graffiare o scheggiare la superficie. Se dovesse esserci una pellicola protettiva, fare molta attenzione nel rimuoverla. Una volta pulito bene il telaio applicare alcune gocce di colla sul bordo e, posizionare con molta cautela il filtro con il lato che riflette meno il rosso dalla parte che guarderà il sensore. Le gocce di colla devono www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 essere piccole, altrimenti posizionando il filtro la goccia si spanderà sul filtro stesso! Vi ricordo che è importantissimo utilizzare una colla per vetro, poiché le colle universali tipo SuperAttak non vanno bene poiché evaporando creano aloni! Lasciare ora che la colla si asciughi per circa 10/15 minuti (dipende poi dalla colla) e con la lametta del bisturi asportare la colla in eccesso sui bordi, senza rovinare il filtro. Per alcune colle può essere d’aiuto l’esposizione ai Raggi UVA che, in una normale abitazione vengono emessi (anche se in scarsa quantità) dalle lampade fluorescenti come in Figura 32. Fare poi attenzione che la guarnizione riposizionata, aderisca e non faccia gobbe o pieghe poiché potrebbe andare a toccare la tendina e compromettere il corretto funzionamento di quest’ultima! Fig. 32 Riassemblaggio della fotocamera La fase di riassemblaggio consiste nel ripercorrere in maniera inversa tutte le fasi di smontaggio. Banale? Sì ma, occorre qualche piccolo accorgimento. Non avendo potuto operare in camera bianca, durante tutte le operazioni di sostituzione filtro, sicuramente qualche pelucco di polvere si sarà depositato sul filtro e sul sensore CMOS. Ora inizia la vera battaglia! Si deve assolutamente evitare che si intrufoli della polvere tra sensore e filtro, pena orribili macchie scure nelle foto! Controllare ogni millimetro quadrato con la lente e, se dovesse esserci dello sporco, asportarlo con la bomboletta d’aria compressa (mi raccomando, tenere la bomboletta dritta…) oppure con la pompetta. Una volta assicurata la pulizia delle due superfici è possibile rimontare il filtro sul sensore CMOS. Se può creare meno ansia, la superficie esterna del filtro potrà essere pulita poi a fotocamera riassemblata quindi, in questo momento non preoccupatevi troppo, basta non rigarlo. Altro accorgimento non meno importante consiste nel controllare che i tre spessori siano nella corretta posizione (Figura 33). Senza questi spessori il sensore non sarà più perpendicolare all’asse ottico! www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Fig. 33 Una volta rimontato il sensore CMOS,occorre ricollegare tutti i conduttori piatti alla scheda madre. E’ un’operazione delicata e noiosa, prestare molta attenzione, l’arrivo è vicino, non perdete la pazienza proprio adesso… Una malizia: i conduttori piatti hanno un piccolo forellino, infilare la punta della pinzetta o un cacciavite piccolissimo, e guidare il conduttore nel proprio connettore. Questo metodo eviterà di toccare troppo il conduttore piatto con dita o con pinzette che, potrebbero rovinare contatti e piste. Sempre con la cura dovuta, risaldare la lamierina nei 7 punti di ancoraggio, facendo attenzione a non colare con il saldatore i connettori piatti e surriscaldare la scheda madre. Il grosso ormai è fatto, ora ci si può rilassare, anche se l’ansia ci spinge a richiudere tutto in fretta e furia per verificare la riuscita dell’intervento. Con calma, basterà ripercorrere a ritroso la sequenza delle viti e delle scocche, fino a ritrovarsi tra le mani una 350D come uscita di fabbrica e, se avete lavorato bene, vi ritroverete una perfetta e funzionante Canon per ripresa astronomica. Buon lavoro! www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009 Qualche consiglio Stampare le foto con i riferimenti numerati delle viti ed incollarle su dei cartoncini di spessore 3/4mm. Questi “pannelli” servono a posizionare le viti sui rispettivi punti numerati, evitando di mischiarle o perderle una volta tolte dalla fotocamera (Figura 34). Fig. 34 Un particolare ringraziamento ad Ashley Roeckelein (Phoenix AZ – USA) per le sue preziose indicazioni relative all’intervento ed alla realizzazione del presente articolo. www.astrofototecnica.it – Tuffanelli Cristiano 2009