rassegna_stampa_05-05-2014

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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
Sommario
L'Unione Sarda ............................................................................................................................ 3
«La vita? Assai originale».............................................................................................................. 3
Anche Renga, Aquino, Neonelio, Franca Masu nel cast del concerto a Cagliari il 31 maggio ............... 4
Bagni davanti alla vetrina: «Sono allibito» ....................................................................................... 5
Bastione di Saint Remy «Monumento da riaprire» ........................................................................... 6
Cagliari, sogno americano ............................................................................................................. 7
E fino a notte concerti non stop ...................................................................................................... 8
Exme', a lezione di libertà .............................................................................................................. 9
Festa europea in otto Comuni della Sardegna ................................................................................ 10
Ieri sera rievocazione del martirio sulla spiaggia ............................................................................. 11
Il martire guerriero riempie anche i ristoranti.................................................................................. 12
Il Re che smarrì lo scettro Rodotà e il diritto difficile ....................................................................... 13
Il rientro di Sant'Efisio ................................................................................................................. 14
L'abbraccio di Capoterra al santo patrono ..................................................................................... 15
L'attesa nella piazzetta, cuore intimo della festa ............................................................................ 16
La devozione dei fedeli: «Essere qui oggi è una gioia immensa» .................................................... 17
La notte buia di Sarroch, tra canti e invocazioni ............................................................................. 18
La strage dei giornalisti ............................................................................................................... 19
La vita di Sant'Efisio ................................................................................................................... 20
Le tagliano il sussidio e minaccia di farla finita ............................................................................... 21
Molte luci, poche ombre .............................................................................................................. 22
Monumenti aperti con gli studenti ................................................................................................. 23
Non solo sagra: assalto a musei, fiera e parchi.............................................................................. 24
Sant'Efisio torna a casa............................................................................................................... 25
Santa Lucia e i suoi segreti.......................................................................................................... 26
Scuole, aperte le iscrizioni a Tuttestorie ........................................................................................ 27
Scuole, aperte le iscrizioni a Tuttestorie ........................................................................................ 28
Tripudio di colori nel corteo di 2.800 persone ................................................................................ 29
La Nuova Sardegna ................................................................................................................... 30
Aut aut degli americani:«Vendi o no il Cagliari?» ........................................................................... 30
Bene Bressan, un po' meno il concerto ......................................................................................... 31
Il miliardo divorato dall'altra Regione ............................................................................................ 32
In dieci guadagnano quanto 500mila famiglie di operai .................................................................. 34
Oggi Grillo a Cagliari Soru lancia la sfida: «No agli euroscettici» ..................................................... 35
Pinilla: «Senza stadio dopo i mondiali potrei andare via»................................................................ 36
Tra crisi e disoccupati si spera nel Piano giovani ........................................................................... 37
Uccisi da chi vuol negarela libertà d'informazione .......................................................................... 39
web cagliaripad.it ...................................................................................................................... 40
Is Mirrionis, donna chiede la casa e minaccia il suicidio col coltello e lanciandosi nel vuoto ............... 40
Sant'Efisio torna a Stampace, nella chiesetta "is goccius" e i canti in latino ...................................... 41
web Castedduonline.it ............................................................................................................... 42
Cagliari in piedi per il ritorno di Sant'Efisio: mai così tanta gente ..................................................... 42
Piste ciclabili ad ostacoli: c'è il bike sharing, restano i cassonetti ..................................................... 43
San Michele, guerra ai cani e ai padroni sporcaccioni: VIDEO denuncia .......................................... 44
Sardu in Campu, Cagliari diventa capofila in nome del bilinguismo.................................................. 45
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Testata giornalistica registrata al Tribunale di Cagliari in data 05.12.2005 al n. 31/05 - Direttore responsabile: Gianfranco Luigi Quartu.
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web SardegnaOggi.it ................................................................................................................. 46
Galsi, i Riformatori attaccano: "Addio al progetto, in Sardegna non ci sarà il metano" ....................... 46
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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
«LA VITA? ASSAI ORIGINALE»
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38059
Teatro Dal romanzo di Svevo, adattamento di Tullio Kezich e regia di Maurizio Scaparro "La coscienza
di Zeno" al Massimo di Cagliari
L a coscienza di Zeno altro non è che la storia di un piccolo e
insignificante uomo dell'inizio del XX secolo, che incarna l'arte di sopravvivere e lo spirito di adattamento
dell'uomo contemporaneo, afflitto dai mille mali della vita moderna. Alla banalità di quest'uomo si
sommano la nascita della psicoanalisi, lo scoppio di una guerra mondiale e la visione dell'olocausto
nucleare. Per il nostro teatro questo spettacolo è il tentativo di proseguire nella rappresentazione dei
grandi temi della drammaturgia contemporanea. Sullo sfondo di una Trieste cosmopolita e mercantile ma
anche crogiolo culturale della Mitteleuropa tra la fine della Belle Epoque e la Prima Guerra Mondiale, si
svolge la vicenda di Zeno Cosini che, partendo da una seduta psicanalitica, evoca i momenti salienti della
sua vita (la morte del padre, l'amore non ricambiato per una fanciulla, il matrimonio di ripiego con una
sorella di lei, la rivalità con il cognato Guido, la relazione extraconiugale con Carla). Fragile e inadeguato
di fronte ai cambiamenti della società, pieno di tic e di nevrosi, si dichiara "malato", ma la sua malattia è
tutta di origine psicologica. Di fronte alla vita Zeno riesce però sempre a mantenere un atteggiamento
ironico e distaccato («La vita non è né brutta né bella, ma è originale») che gli permetterà di capirla meglio
e, quindi, di crescere; uomo nuovo in cerca di un modo di essere plausibile in un mondo che sembra
sfuggirgli. Sarà lui a dire il bellissimo, inquietante monologo finale sulla ferocia e l'inutilità di quella guerra
che di lì a poco avrebbe rivoluzionato tutto. Protagonista nel ruolo di Zeno Cosini Giuseppe Pambieri,
attore tra i più versatili del teatro italiano, che tratteggia il suo personaggio con tocchi insieme ironici e
meditativi. La regia, nitida e elegante, è firmata da uno dei grandi maestri, Maurizio Scaparro, che vince in
scioltezza la non facile scommessa di portare sulla scena il capolavoro sveviano d'iniziazione e
introspezione. Scaparro fa proprio lo storico adattamento che Tullio Kezich realizzò per il teatro nel 1964,
primo interprete, nello stesso anno, Alberto Lionello, seguito nel 1987 da Giulio Bosetti con la regia di
Egisto Marcucci e nel 2002 da Massimo Dapporto con la regia di Piero Maccarinelli. Martedì il debutto a
San Gavino Monreale - e, da mercoledì a domenica, lo spettacolo andrà in scena al Massimo di Cagliari.
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ANCHE RENGA, AQUINO, NEONELIO, FRANCA MASU NEL CAST DEL
CONCERTO A CAGLIARI IL 31 MAGGIO
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38060
Eventi
M eno di un mese a "Sardegna chi_ama", con diverse novità per la grande serata di musica e
spettacolo in programma sabato 31 maggio, a Cagliari, nello spazio dell'Arena Grandi Eventi di Sant'Elia:
un'iniziativa ideata e diretta dal jazzista Paolo Fresu, e organizzata dall'associazione culturale Dromos di
Oristano, il cui incasso verrà destinato al ripristino delle scuole danneggiate dall'alluvione che ha colpito la
Sardegna lo scorso novembre. Altri nuovi ingressi rinforzano il folto cast della serata (inizio ore 19,30),
che se da un lato perde per sopraggiunti imprevisti Luca Carboni e Patty Pravo, dall'altro incassa la
partecipazione di Francesco Renga, Luca Aquino, Franca Masu, Neonelio e dell'Orchestra d'archi del
Teatro Lirico di Cagliari, che si aggiungono così ai nomi già annunciati: Amii Stewart, Mauro Pagani,
Eugenio Finardi, Gianmaria Testa, Marco Carta, Omar Pedrini, Claudio Coccoluto, Gianna Nannini,
Raphael Gualazzi, Gaetano Curreri e gli Stadio, Paola Turci, Ornella Vanoni, Samuele Bersani, Ron,
Cristiano De André, Alice, Lella Costa, Ascanio Celestini, Geppi Cucciari, Neri Marcorè, Piero Marras,
Tazenda. Info e biglietti presso il Box Office o al telefono 0783310490.
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BAGNI DAVANTI ALLA VETRINA: «SONO ALLIBITO»
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38063
LARGO. Per il primo maggio
Una polemica puntuale come la tradizione di Sant'Efisio. Lo stilista
Luciano Bonino se la prende con l'organizzazione logistica della festa del primo maggio cagliaritano. «Non
ho parole, è impensabile mettere un wc davanti a una vetrina, soprattutto di abiti tradizionali sardi». Una
presenza che scompare dopo un paio di giorni, ma è sufficiente a scatenare l'indignazione. «L'anno scorso
mi sono ritrovato un camioncino che vendeva würstel e salsicce, questo primo maggio tre bagni chimici.
Sono allibito». Rettangolo di plastica rosso e inserti grigi. «Ogni cosa che puoi immaginare la natura l'ha
già creata», la frase è di Einstein. Ed è pure bella. Ma non basta a dare un tocco artistico ai bagni mobili
davanti al civico 76 in largo Carlo Felice. Sono apparsi insieme al martire guerriero. Due su un lato, il terzo
di fronte. Formano un tunnel stretto: in mezzo s'intravede uno degli abiti di Bonino. «Abito tradizionale
femminile di Tonara», informa la didascalia. «Sa camisa bianca con maniche larghe a sbuffo, bolerino di
broccato, sa chinta con quattro tipi di stoffa»: peccato che scompaia tra i wc. Spettacolo tutt'altro che
gradevole, che non e sfuggito a cagliaritani e turisti. «Il 30 aprile erano a fianco all'impalcatura dell'ex
cartoleria Dessì, il giorno dopo sono stati spostati più giù». Lo sfogo non intacca il senso dell'umorismo
dello stilista cagliaritano: «Costume tra due bagni», scherza ma neanche tanto. Sono rimasti due giorni e
mezzo, ieri, in tarda mattinata, un operaio della ditta "Autospurgo Pirisinu Luca", ha provveduto a
rimuovere i bagni dei veleni. Sara Marci
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BASTIONE DI SAINT REMY «MONUMENTO DA RIAPRIRE»
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38055
COMUNE. Chessa (Udc): lavori e collaudi sbagliati, inizi il restauro
«Lavori e collaudi non fatti a
regola d'arte, ecco le cause della chiusura e del degrado del Bastione di Saint Remy». Gianni Chessa
(capogruppo Udc, ex assessore nella Giunta-Floris) non vuole arrendersi all'evidenza: «Eppure è così, il
Bastione e la passeggiata coperta, tra i monumenti più belli della città, sono inaccessibili e fatico a farmene
una ragione». Per questo l'esponente dell'opposizione - firmatario di oltre centoventi interrogazioni nella
consiliatura e di 476 emendamenti (poi ritirati) al Bilancio 2014 approvato la settimana scorsa con i voti
della maggioranza - ha presentato il 18 aprile un'interrogazione urgente "sullo stato di degrado del
Bastione di Saint Remy". «Nel 2008», ricorda Chessa, «la Giunta comunale ha stanziato tre milioni di euro
per la riqualificazione del monumento». LE OPERE I lavori prevedevano la ripavimentazione della
terrazza, l'eliminazione delle infiltrazioni dai muri e il posizionamento di telecamere antivandali. Chessa:
«Nonostante le risorse investite per la ristrutturazione del monumento, il problema non è stato risolto. Anzi,
circa tre anni fa la passeggiata coperta è stata di nuovo chiusa. Da quando sono consigliere è la terza
volta che capita: possibile che chi esegue le opere e poi chi le verifica non riesca a individuare gli errori?».
LA RICHIESTA Il consigliere della minoranza non ritiene «ammissibile la chiusura della passeggiata» per
questo chiede al sindaco e all'assessore «un accertamento sulle condizioni strutturali del Bastione» e in
che modo si intende intervenire perché «siano immediatamente garantiti il restauro e la valorizzazione
della passeggiata coperta». L'AULA L'interrogazione sarà illustrata domani nel primo Consiglio comunale
dopo il via libera dato al Bilancio di previsione finanziario 2014 - 2015 - 2016. Il sì al documento e giunto
dopo che la minoranza ha rinunciato all'esame e al voto di 4800 emendamenti. Nelle precedenti sedute
consiliari al via libera al Bilancio erano state approvate delibere preliminari allo stesso documento
contabile. Pertanto nel 2014 entrerà in vigore la nuova Imposta Unica Comunale (Iuc), che comprende
Tasi (Tributo servizi indivisibili), Tari (rifiuti) e Imu (Imposta municipale propria) previste dalla legge
nazionale. Assieme al Bilancio il Consiglio ha approvato anche il Piano triennale, l'elenco annuale dei
lavori pubblici e il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Pietro Picciau
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CAGLIARI, SOGNO AMERICANO
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38050
Venerdì l'arrivo dell'architetto Meis con i rappresentanti del fondo Usa
Gli acquirenti vogliono
incontrare Cellino
La sfida di Massimo Cellino al calcio inglese è affascinante. Ma cara. Sabato,
dopo aver chiuso la stagione in Championship al 15° posto, il nuovo patron del Leeds si è sfogato alla
BBC. Una lunga intervista radiofonica di 25 minuti per parlare del futuro dei bianchi. Solo negli ultimi 5
minuti, Cellino ha ricordato che tra le sue cariche c'è anche quella di presidente del Cagliari Calcio. In quei
cinque minuti si è affidato a una metafora. E ha spiegato che per le sue due squadre ha un affetto quasi
materno, ma vedendo i suoi due bambini in pericolo, non avrebbe dubbi: «Scelgo il Leeds». Intanto, si è
preso le luci della ribalta nella serata di gala del suo nuovo club. Ha premiato il bomber Ross McCormack
come giocatore dell'anno e poi si è armato di chitarra, salendo sul palco col gruppo dei Pigeon Detectives .
Ma ora inizia il difficile. Perché, per salvare il suo nuovo amore, Cellino dovrà intervenire col machete per
tagliare gli ingaggi e poi trovare i 25 milioni per riacquistare l'Elland Road, «perché i nostri tifosi non
meritano di essere ospiti nel loro stadio». Chissà come l'avranno presa i supporter del Cagliari, abituati,
negli ultimi anni, a girare tra le rovine del Sant'Elia, a Is Arenas e a Trieste. Già, il Cagliari. Il club di cui
Cellino è presidente da 22 anni, prima dell'amore folle per il Leeds. «Ma non posso tenerli entrambi».
Poche parole per confermare che la società è in vendita. «Chi la vuole, mi trova qui». Un segnale per gli
acquirenti che arrivano da oltre Oceano, nonostante le smentite dello stesso Cellino. Nelle stesse ore,
Luca Silvestrone, il portavoce del fondo a stelle e strisce, confermava che quella in arrivo sarà una
settimana determinante per la doppia operazione partita dagli States. Due operazioni, come ha specificato
lo stesso Silvestrone, «difficilissime, abbiamo messo in campo le migliori risorse a livello mondiale». E tra
le migliori risorse c'è di certo Dan Meis, l'architetto incaricato dal fondo per la progettazione del nuovo
impianto. Meis, un boss degli edifici sportivi in giro per il mondo, sbarcherà a Roma giovedì e poi volerà
alla volta di Cagliari, dove, nel pomeriggio, è atteso in Comune dal sindaco Massimo Zedda. Sarà
l'occasione per parlare del nuovo stadio, ma anche per trovare una casa al Cagliari per l'immediato, col
Sant'Elia da 16 mila posti con deroga. Ma Meis, dopo lo stadio, potrebbe fare una capatina anche a
Selargius, dove, al posto dell'attuale impianto, dovebbe sorgere una nuova cittadella sportiva. Di pari
passo, però, va avanti anche il discorso per il passaggio di proprietà. Le due operazioni sono inscindibili e,
dopo i contatti tra commercialisti, ora la palla passa ai vertici. Nei giorni scorsi è stata inviata una mail, in
cui veniva chiesto a Cellino di specificare l'oggetto della trattativa. Oltre al club, infatti, sono da valutare i
beni immobili. Non interessano la sede e i terreni di Elmas, mentre si dovrà discutere del centro sportivo di
Assemini, che il patron rossoblù vorrebbe tenere e, al massimo, affittare. Tra oggi e domani lo stesso
Cellino sarà contattato direttamente dai dirigenti del fondo americano, per una prima proposta ufficiale. Si
cerca di organizzare un incontro, non a Cagliari, già in settimana. I tempi sono strettissimi e c'è da pensare
al futuro immediato. Lo stadio per la prossima stagione, la costituzione della nuova società e la squadra,
con i contratti in scadenza e le operazioni di rafforzamento di un gruppo che, nei programmi degli eventuali
nuovi proprietari, non dovrà più stare sul lato destro della classifica. Ma l'ultima parola spetta a Cellino.
Alberto Masu
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E FINO A NOTTE CONCERTI NON STOP
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In piazza del Carmine musica, morra e zucchero filato
Un gruppetto di ragazzini improvvisa un torneo
di morra all'aria aperta: Unu, dus, tresi, battero, chimbe . Lo spettacolo è insolito e suggestivo: i turisti
sgranano gli occhi. L'odore forte di salsiccia e cipolle si mischia con quello delicato di zucchero filato e
pop-corn, l'atmosfera è da sagra antica. Nel pomeriggio cagliaritani e forestieri si trasferiscono in piazza
del Carmine. Maxi palco allestito tra i ficus e una cornice di caddozzoni e torronai. Alle 18, Ottavio Nieddu,
da inizio alla Festa delle tradizioni. Ventiquattro gruppi folk si alternano con balli e canti, sfoggiando gli abiti
tradizionali. Si parte con dodici fisarmonicisti disposti a semicerchio, poi è la volta dei padroni di casa: il
gruppo di Villanova mette in scena Su ballu de sa gruxi. Centinaia di persone assistono all'esibizione,
altrettanti si aggirano tra i gazebo. In una mano una colonna di cappelli da cowboy, nell'altra una decina di
finti Borsalino. Alessandro, 24 anni, di Sassari, ha lo sguardo rassegnato: «Non ne ho venduto neanche
uno». Non va meglio a Massimo Piras, titolare del bar Al solito posto. Sveglia alle quattro del mattino con
partenza da Muravera e un bilancio a tinte nere: «Ho servito giusto qualche panino». Fisarmonica in
mano, un giovanotto rom suona Besame mucho. Poco distante Francesco Calledda, originario di Tonara,
spiega ai curiosi la preparazione del torrone. Il suono evocativo delle launeddas del maestro Luigi Lai
conquista la scena. Dopo qualche minuto parte l'ovazione. Il sipario cala a mezzanotte. Sara Marci
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EXME', A LEZIONE DI LIBERTÀ
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PIRRI. L'ex magistrato del pool di "Mani Pulite" parla di diritti, doveri, costituzione
Gherardo Colombo
incontra studenti, professori e genitori
«Com'è che siamo messi con le regole?». La prima
domanda spiazza. Il giudice, quel magistrato diventato famoso per le inchieste passate alla storia come
"Mani pulite", scende dalla pedana e si mischia ai ragazzi. Quel gradino del palco è un ostacolo alla
comunicazione e lui, Gherardo Colombo, se ne disfa in tutta fretta. La platea dei giovanissimi studenti non
è facile. Non è semplice vincere la timidezza, forse anche il poco allenamento a confrontarsi con gli adulti.
Con l'adulto. Con temi faticosi, difficili, impegnativi come libertà, democrazia, diritti. E appunto regole. Non
lo è neppure, probabilmente, per chi l'adolescenza l'ha abbandonata da anni, come quei tanti genitori e
insegnanti che ieri, all'Exme' di Pirri, hanno partecipato al workshop con le scuole Dante Alighieri e Ugo
Foscolo. IL VIA La prima domanda spiazza, la risposta è un brusio. Colombo incalza, prende per mano gli
studenti per accompagnarli sulla strada della riflessione. E allora i pensieri prendono corpo, come le idee.
Monica: «Sì, che mi piacciono le regole». E poi Stefania: «Danno forza alla nostra vita». Non basta. La
discussione si fa vivace. Sara spiazza con un giudizio netto: «Le regole sono noiose». E Maurizio strappa
un sorriso: «Non ci sto capendo niente». IL METODO La strada è lunga e tortuosa, evidentemente.
Gherardo Colombo dà una mano per percorrerla. «Sapete, ci sono tantissime regole che invece di darci
limiti ci danno possibilità, opportunità. Tutti noi possiamo esprimere liberamente il nostro pensiero. Vi piace
questo? Vi piace poter scegliere, per esempio la religione? Vi piace potervi curare se siete malati?
Ebbene, ci sono regole precise che ve lo consentono. C'è una legge». La parola democrazia comincia a
farsi sentire sebbene ancora, nessuno, a quaranta, cinquanta minuti dall'inizio dell'incontro, la pronunci.
Come Costituzione. Ci si arriva pian piano, scalando i gradini del diritto, dei doveri. Delle libertà individuali,
proprie «che non limitano ma completano quelle degli altri», puntualizza Colombo. «C'era un Paese, per
esempio l'Italia, dove i maschi contavano più delle donne. C'era un Paese dove i maschi votavano e non lo
facevano le femmine e i carabinieri impedivamo alle donne di andare ai seggi». Il magistrato Colombo
parla di dittatura, di fascismi. Perché ti piace essere libera?, chiede a una ragazza biondissima che vuol
diventare scrittrice. La chiacchierata si arricchisce di un nuovo tassello: «Scegliere, posso scegliere».
Perfetto. «Si può scegliere senza sapere?», incalza l'ex giudice che si tuffa nella scuola, nel diritto allo
studio, alla conoscenza, all'informazione per spiegare il vero «uomo libero». Per Colombo, «i doveri
servono i diritti». Il dovere di andare a scuola, spesso vissuto con fastidio da un adolescente, diventa al
contrario la certezza del diritto. Per chi ha quindici, sedici anni e per chi ne avrà venti e poi trenta e ancora
settanta. LA LEGGE È una platea ben più consapevole, quando per la prima volta vien fuori la parola
Costituzione. Di certo più attenta, più curiosa. È questo, l'obiettivo del magistrato Gherardo Colombo:
contribuire con le sue conferenze in giro per l'Italia, con i suoi incontri con i giovani per parlare di regole e
della loro osservanza, dei principi di convivenza sociale, alla formazione delle coscienze. Un modo per
offrire anche un sostegno a genitori e insegnanti nell'affrontare le difficoltà dell'educazione alla legalità.
GLI ESEMPI Figli e genitori, studenti e insegnanti. Ancora diritti, ancora doveri. «Spegni il cellulare», tuona
il prof in aula. «Ecco - spiega Gherardo Colombo - quell'insegnante dev'essere il primo a tener spento, in
aula, il suo telefonino. È un po' come quell'insegnante che mette le note per i ritardi e poi, lui stesso, si
presenta in classe non in orario». Andrea Piras
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FESTA EUROPEA IN OTTO COMUNI DELLA SARDEGNA
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L'iniziativa
Anche nell'Isola si celebra la Festa dell'Europa 2014. Lunedì alle 11 alla Mem (Mediateca
del Mediterraneo), in via Mameli a Cagliari, si terrà la presentazione. Ci saranno il governatore Francesco
Pigliaru, gli assessori alla Programmazione Raffaele Paci, all'Agricoltura Elisabetta Falchi, al Lavoro
Virginia Mura e gli otto sindaci dei Comuni nelle cui piazze si svolgerà la Festa. Il Centro regionale di
Programmazione-Autorità di gestione del Por Fesr Sardegna 2007-2013, in occasione della Festa,
programmata in tutta Europa il 9 maggio, organizza otto eventi itineranti che avranno luogo nel territorio.
Nel dettaglio, a Mandas l'8 maggio, a Guspini il 10, a Carbonia l'11, a Tortolì il 13, a Orani il 15, a Laconi il
17, ad Aggius il 20 e a Castelsardo il 22 maggio. Durante l'incontro della Mem sarà illustrato il programma
dell'iniziativa, di cui si può avere anche informazione on line su www.sardegnaprogrammazione.it . La
Festa dell'Europa 2014 è organizzata in collaborazione con i sindaci dei circa 90 Comuni italiani coinvolti
nell'iniziativa, e rientra tra le iniziative di sensibilizzazione del Piano di Comunicazione del Por Fesr.
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IERI SERA RIEVOCAZIONE DEL MARTIRIO SULLA SPIAGGIA
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Nora
La sentenza era già scritta prima del processo: il prigioniero, che si rifiuta di abiurare la fede
cristiana, dev'essere giustiziato. Centinaia di persone ieri sera hanno assistito alla rievocazione del martirio
di Sant'Efisio, decapitato per ordine dell'imperatore Diocleziano nel 303 d.C.. Decine di figuranti vestiti con
i costumi dell'epoca hanno portato in scena sulla spiaggia antistante la chiesetta di Nora gli attimi cruciali
del processo conclusosi con l'uccisione del soldato Efisio di Antiochia. Prima del tramonto, il simulacro del
Santo viene condotto sulla spiaggia. Il cordone di fedeli che si muove a passo svelto è uno dei momenti
più suggestivi. È notte quando Sant'Efisio fa ritorno a Pula, ad accompagnarlo con una fiaccolata ci sono i
suoi fedeli. Questa mattina Sant'Efisio lascerà Pula per andare verso Cagliari. Dopo una tappa a Villa San
Pietro, raggiungerà Sarroch a mezzogiorno, dove verrà celebrata una messa, prima di ripartire alla volta di
Villa d'Orri e poi Su Loi. Ivan Murgana
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IL MARTIRE GUERRIERO RIEMPIE ANCHE I RISTORANTI
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Sant'Efisio riempie le strade e anche i ristoranti. Impossibile trovare un posto a tavola nei locali del
centro dopo la sfilata. Alberto Melis, titolare dell'Antica Cagliari, è alle prese con un conto: «Siamo al
completo e abbiamo dovuto apparecchiare alcuni tavoli più di una volta». Il bilancio è positivo anche per
Maurizio Salis, proprietario di Prima Classe, in via Sardegna: «È andata benissimo. Abbiamo fatto un
centinaio di coperti, più dell'anno scorso». Qualche metro più avanti Tarcisio Mundula, dal Ristorante Italia,
esce dal coro: «C'è stato un leggero calo rispetto al primo maggio del 2013». Sul lato opposto della strada
i tavolini all'aperto di Luigi Monni, proprietario de La Gobbetta, sono tutti occupati. «Ho dovuto fare più
turni». Il menù fisso pensato per l'occasione è da 35 euro: antipasto a scelta tra insalata di polpo,
gamberetti primavera, polpa di aragosta, zuppa di cozze e arselle, moscardini o tonno alla carlofortina.
Primo e secondo di mare, e dessert, caffè, amaro inclusi nel prezzo. La concorrenza nella strada è tanta
ma i clienti non mancano a nessuno. Poco più avanti Cristina Melis, titolare della trattoria Ci pensa
Cannas, si sfrega le mani: «È andata bene, eravamo al completo». Sant'Efisio sorride anche all'Olympic:
«Avevamo quasi duecento coperti», racconta Francesco Ambus, responsabile di sala, mentre corre da un
tavolo all'altro. Sala in maggioranza sarda da Massimo Zamprotta, proprietario del ristorante Al porto:
«Solo il trenta per cento dei miei clienti arrivava da fuori, francesi e tedeschi». Soddisfatto anche Luigi
Dedoni, proprietario de Su Combidu e Sa Schironada, alla Marina: «Entrambi pieni». Sara Marci
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IL RE CHE SMARRÌ LO SCETTRO RODOTÀ E IL DIRITTO DIFFICILE
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Festival di Filosofia Al Massimo di Cagliari dialogo con Lorini sulla legge inconoscibile
C hissà oggi
in Italia come verrebbe fuori "La Certosa di Parma" dalla penna di Stendhal, con l'abbuffata di leggi,
prescrizioni e riforme che si intrecciano, si incontrano e si contraddicono, tanto che negli anni ruggenti
della delega alla Semplificazione Roberto Calderoli si faceva riprendere con la fiamma ossidrica mentre
bruciava norme a pacchi interi, e intanto i suoi compagni di maggioranza ne sfornavano sempre di nuove e
sempre più ad personam. Verrebbe ben diversa da come venne, certamente. Ben diversa dal capolavoro
che Stendhal compose - come scrisse lui stesso in una lettera a Balzac - previa lettura quotidiana di un
paio di pagine del Codice civile per trovare il tono giusto e l'opportuna naturalezza, "senza catturare con
artifici l'anima del lettore". Altri tempi, altri luoghi, altre tecniche legislative. Ieri mattina Stefano Rodotà ha
portato - insieme all'aneddoto stendhaliano - il punto di vista del giurista al festival di Filosofia del teatro
Massimo di Cagliari. Lo ha fatto conversando col docente di filosofia del diritto Giuseppe Lorini: un lungo
dialogo sulla parola del diritto sottratta alla comprensione del cittadino comune - lo scettro tolto di mano al
popolo sovrano - per consegnarla a un ceto di tecnici della norma. Tema di grande pregnanza filosofica,
questo del logos espropriato, e attualissimo ma non per questo nuovo. Fra Otto e Novecento, ad esempio,
il diritto civile britannico e segnatamente la normativa sui beni immobili erano di una complessità tale da
spaventare Max Weber, che pure strumenti per decodificare un corpus giuridico ne aveva più della
stragrande maggioranza degli altri europei. Figurarsi quanto poteva paralizzare i proprietari terrieri sudditi
del trono di San Giacomo, che infatti delegavano gli aspetti salienti della loro attività ai solicitor . E siccome
anche i consulenti legali dei latifondisti avevano paura di mettere il piede in fallo in quel ginepraio
normativo, non andarono mai oltre la più che ordinaria amministrazione, col risultato che l'agricoltura
britannica attraversò un momento di stagnazione desolante. Naturalmente non solo dell'armoniosa
legislazione napoleonica si è parlato al Massimo, né dei problemi agricoli d'Oltremanica. Il divorzio fra
norma e conoscenza - che pure il nostro sistema penale rifiuta come scusante per chi commette un reato
non conoscendolo come tale - ha ceduto il passo ad escursioni nell'attualità. Solo sull'Italicum Rodotà «si è
avvalso della facoltà di non rispondere», memore degli imbarazzanti rimbrotti di Renzi e Boschi ai
"professoroni" perplessi dalla (forse) imminente riforma elettorale. Ma non si è rifiutato di denunciare
«l'imbroglio politico» di chi sventola la lex Mercatoria e si appella alle consuetudini del commercio per
tacere che gli interessi di tre, quattro soggetti forti determinano e distorcono l'universo non solo economico
in cui si muove il cittadino. E che cosa c'è di più attuale - e pure di squisito interesse giuridico - delle
furbizie vestite da obiezioni di coscienza, della disciplina e dell'onore che la Costituzione prescrive ai
cittadini che hanno funzioni pubbliche, dei benintenzionati errori di chi vieta per legge il negazionismo, con
ciò facendo dei negazionisti dei martiri, limitando la libertà di ricerca e per di più fallendo l'obiettivo di
tutelare la verità storica? Che cosa c'è di più attuale dello stridore fra la Costituzione, che all'articolo 36
prevede per il lavoratore una retribuzione "in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia
un'esistenza libera e dignitosa", e i nove milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà relativa, e i
cinque milioni che conoscono la povertà assoluta? Probabilmente nulla, per chi ama il diritto e la giustizia.
Celestino Tabasso
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IL RIENTRO DI SANT'EFISIO
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Corteo di 1.500 persone, settanta miliziani e circa cento cavalieri
Stasera la processione, l'arrivo in
chiesa alle 23
Sant'Efisio sta per tornare in città. Stanotte, intorno alle 23, il cocchio con il simulacro del
martire farà rientro nella chiesetta di Stampace. Una processione che durerà qualche ora è che passerà,
oltre che nel ponte della Scafa, anche in alcune strade del centro storico: viale La Plaia, via Sassari,
piazza Matteotti, via Roma (lato portici), largo Carlo Felice, via Crispi, via Sassari, corso Vittorio Emanuele
II, piazza Yenne, via Azuni, via Sant'Efisio. Anche via Portoscalas e viale Sant'Ignazio da Laconi, alla fine
del rito, saranno percorse dai cavalieri di ritorno a casa. LA PROCESSIONE Previsti una cinquantina di
gruppi che arriveranno principalmente della provincia di Cagliari. Un corteo di 1.500 persone, con le
candele in mano. Più di cento i cavalieri, settanta i miliziani che si posizioneranno prima del Santo con lo
scopo di "scortarlo". All'interno della chiesetta di via Sant'Efisio si terrà la cerimonia dello scioglimento del
voto, con il guardiano che sancirà il compimento del rito. La processione sarà in viale La Plaia intorno alle
20,30-21, mentre il Santo giungerà nella chiesetta di Stampace intorno alle 23-23,30. L'importante è che il
simulacro arrivi entro mezzanotte. I DIVIETI In occasione della sfilata, sarà ovviamente impegnata la sede
stradale e quindi non sarà possibile consentire la sosta e il transito dei veicoli. Nelle vie impegnate dalla
processione, dunque, è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata, su ambo i lati, nel percorso
prestabilito per il rientro del simulacro, nella fascia oraria 15-24, a esclusione dei mezzi autorizzati, oltre al
divieto di transito al traffico veicolare durante il passaggio della processione dalle 19 alle 24, a esclusione
dei mezzi autorizzati. GLI APPUNTAMENTI Oggi non ci sarà solo il rientro del Santo a Cagliari. Tante le
iniziative collaterali. Al Teatro Lirico c'è la "Norma", tragedia lirica in due atti, alle 17. Al Massimo, a partire
dalle 17.30, c'è il Festival della filosofia. Un'ora e mezzo dopo l'opera "Elena di Euripide". Nella basilica di
Santa Croce, alle 18, "Echi lontani. Musiche d'epoca in luoghi storici", mentre al palazzo civico di via
Roma, alle 19, c'è "Su contu de Sant'Efis". Infine, al Teatro Civico di Castello, alle 20 l'Apercivico (aperitivo
con degustazione e ingresso alle mostre), un'ora più tardi appuntamento con "Sonus de atongiu".
Piercarlo Cicero
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L'ABBRACCIO DI CAPOTERRA AL SANTO PATRONO
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In centinaia
Un metro dopo l'altro, il corteo sulla statale 195 si è fatto sempre più imponente. Ai fedeli
al seguito di Sant'Efisio è bastato dare un'occhiata alle loro spalle per bisbigliare con stupore: «Non c'era
mai stata così tanta gente, e così tanti giovani». In un'atmosfera di raccoglimento e preghiera una folla di
centinaia di persone ha seguito il simulacro del martire guerriero dalla Maddalena Spiaggia sino alla
chiesetta di Su Loi a lui dedicata. L'abbraccio dei capoterresi al loro Santo patrono quest'anno ha
meravigliato per una partecipazione senza precedenti. Come di consueto, Sant'Efisio domenica è arrivato
a La Maddalena Spiaggia alle 16,30, e qui, lasciato il mezzo militare di fronte al lido, ha ripreso il cammino
sul cocchio trainato dai buoi. In testa al corteo le autorità militari e il sindaco di Capoterra, Francesco
Dessì. Subito dietro il cocchio, il parroco don Sandro Zucca, che ha intonato canti e recitato preghiere
lungo tutto il percorso. Veronica Nedrini
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L'ATTESA NELLA PIAZZETTA, CUORE INTIMO DELLA FESTA
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CAGLIARI. Dalle prime ore dell'alba le messe, poi l'uscita del cocchio
A mezzogiorno e un quarto
la piazzetta-bomboniera (il sagrato affollato, i buoi - le corna coperte di roselline colorate - in paziente
attesa, tutt'intorno drappi rossi e stendardi e gente affacciata ai balconi) si scioglie in un applauso. Piovono
petali, una colomba spicca il volo. Il cocchio con dentro Sant'Efisio sbuca traballante dal portone della
chiesetta. Un applauso più forte, un'altra decina di colombe si leva in volo, nel ronzio delle launeddas un
confratello in tunica azzurra sale su una scala d'alluminio nuova di zecca: con pochi gesti riavvita la croce
in cima al cocchio. La stanga è agganciata. I buoi si muovono, zoccoli e ruote calpestano petali e foglie di
menta spremendo un profumo fresco e penetrante. La manovra per uscire dal sagrato recintato è
complicata, la gente indietreggia, si accalca per far spazio. Rimbomba un grido: «Viva Sant'Efisio». È il
tenore Gianluca Floris. Applauso più forte. La processione, la 358ª, ora può cominciare: la città aspetta il
suo martire. Ma in piazzetta Sant'Efisio, cuore intimo, religioso e stampacino del rito, sono già cinque ore
che si festeggia. A TU PER TU Sono le 7,15 quando don Marcello Lanero celebra la prima messa della
giornata. La chiesetta, un trionfo di fiori rossi e bianchi, drappi, luci, è gremita. Si entra a fatica. Il cocchio
col simulacro del santo dentro è al centro della navata: tutti vogliono toccarlo. È la messa di chi in silenzio,
a tu per tu, a Efisio ha da chiedere una grazia: un lavoro, una guarigione. Fuori, nella piazzetta, arrivano i
primi venditori di candele, santini, rosari, braccialetti coi santi. Sui balconi si sistemano gli addobbi e si
innaffiano i fiori nei vasetti, a un secondo piano è appeso un quadro che raffigura Sant'Efisio. I guardiani, in
frac e cilindro, si salutano. Si caricano acqua, frutta e birre su un furgone. Fotografi si guardano intorno a
caccia di dettagli. CALCA Messa delle 8, celebra don Massimo Noli. Calca, in chiesa: chi si alza per fare
la comunione difficilmente ritroverà il posto. Nella sede dell'Arciconfraternita, Luigi Lai e i suoi allievi
accordano le launeddas . Ai balconi drappi e stendardi più numerosi. Il terzo guardiano viene intervistato in
diretta da Videolina. ALTER NOS Alle 9 dice messa don Walter Onano. Mezz'ora dopo don Angelo Cardia
ne celebra una nel sotterraneo dove, secondo tradizione, 1.700 anni fa fu incarcerato Efisio da Antiochia,
persecutore di cristiani convertito. Manca un quarto alle 10 quando i guardiani indossano i guanti bianchi e
lasciano la piazza: vanno in Municipio a prelevare l'Alter Nos. Alcuni devoti indossano i costumi di Siurgus
Donigala, uno regge a tracolla un cero pesante 30 chili. Su una mensola fra due balconi è esposta una
statuina di Efisio. Oltre il tetto della sede dell'Arciconfraternita, su una terrazza, fra antenne tv e parabole
satellitari, spicca un drappo color mattone: le lettere gialle, cucite, dicono "Sant'Efisio, ci fai emozionare".
Bimbi sulle spalle dei padri, turisti, militari in divisa. Alle 10 e un quarto la folla fa largo a un drappello di
cavalieri: agenti della Municipale, l'Alter Nos Giuseppe Dore, mazzieri. PRESENZE Si notano il candidato
del centrodestra alle Europee Salvatore Cicu e l'ex sindaco, e senatore, Emilio Floris: più tardi arriveranno
anche l'ex ministro e l'ex assessore regionale alla Cultura, Massimo Bray e Maria Antonietta Mongiu. Più
giù, in piazza Santa Restituta le star sono S'Amigu e Pagu Fidau, i buoi che dovranno trainare il cocchio.
PETALI Alle 11, l'Alter Nos è sull'altare con i mazzieri per la messa celebrata da don Francesco Farris.
Fuori, il sagrato è sempre più affollato. Alle 11,30 i balconi sembrano palchetti a teatro: gente affacciata in
attesa. Arrivano i buoi, primi lanci di petali. Si aspetta l'uscita del cocchio, poi la processione potrà
cominciare. Marco Noce
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LA DEVOZIONE DEI FEDELI: «ESSERE QUI OGGI È UNA GIOIA
IMMENSA»
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I commenti della gente in strada
L'attesa è paziente e silenziosa, la devozione profonda. «Essere qui
oggi è una commozione unica»: Natalina De Mauri, 57 anni, si confonde tra la folla di viale La Plaia. Gli
occhi sono lucidi, la voce incrinata. «Ogni volta che vedo Sant'Efisio le lacrime scendono da sole. Ho fatto
tanti voti, per la famiglia, per i miei figli. Si sono avverati». Il Largo, i portici di via Roma, e le altre strade si
colorano con le tinte degli abiti tradizionali a metà sera. Le vesti scure delle consorelle creano un gioco di
contrasti suggestivo accanto agli ornamenti dei miliziani. Giubbetto rosso, calzoni in tinta e sguardo fiero.
Ignazio Lallai, quarant'anni, di Mandas, cammina con passo svelto accanto alla stazione. «È un onore
indossare quest'abito, un'emozione fortissima che aumenta ogni anno». Accanto a lui Walter Mameli,
cagliaritano, venticinque anni: gilet di seta decorato, su gabbani di orbace, pantaloni di panno scarlatto e
fusciacca di seta azzurra. «Rappresento il pescatore benestante», dice con orgoglio. «Faccio parte del
gruppo folk di Villanova, ho iniziato a sfilare quando avevo sette anni». La notte è scura, l'aria umida, le
luci delle fiaccole rendono suggestivo il rientro del martire guerriero nella città che liberò dalla peste. Spariti
le impalcature di metallo e i petali colorati sui lastroni di cemento via Roma mostra il volto vero. Non ha
bisogno di scenografie spettacolari: sono i fedeli accalcati sotto la pioggia a intermittenza a scrivere la
pagina più bella del 4 maggio. Rita Carta, 65 anni, torna indietro con la mente: «Quando ero bambina mia
madre mi portava in piazza Yenne». Sussurra, quasi a voler proteggere un ricordo che custodisce
gelosamente. «Mio padre faceva parte dell'Arciconfraternita di Sant'Efisio, sfilava a cavallo insieme a suo
fratello». Tiene in mano la macchina fotografica: «Ogni volta che lo vedo mi viene la pelle d'oca, dopo tanti
anni l'emozione non è cambiata». La piazzetta intima, nascosta tra le case basse di Stampace non basta
ad accogliere i fedeli. Sono in centina ad attendere il grande momento sotto i balconcini di ferro battuto. La
chiesa intitolata al martire guerriero sembra avere un gusto antico, con gli stendardi colorati appesi alle
finestre e i ritmi cadenzati delle preghiere in dialetto. Maddalena Mocci, sessant'anni, ha lo sguardo
assorto: «Ho lasciato la Sardegna per motivi di lavoro. Non vedevo il rientro dal '74, ma in tv non l'ho perso
un solo anno». Giovanni e Giulia sfilano con gli abiti tradizionali di Quartu: «La Cannacasa de bentu, su
sciallu e la baschina di seta, la gonna de abordau». Un mix d'impatto, bellissimo da vedere. «Veniamo da
cinquant'anni, è un fascino che non cambia». I carabinieri a cavallo annunciano l'arrivo del martire: della
teatralità dell'andata non c'è più traccia, è il momento della devozione più pura e istintiva. Sara Marci
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LA NOTTE BUIA DI SARROCH, TRA CANTI E INVOCAZIONI
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La luce del cocchio illimina i fedeli lungo il percorso del Martire Guerriero
Solo la luce del cocchio
illumina il passo svelto dei fedeli che seguono in processione il santo. Quando sant'Efisio percorre la
strada sterrata che conduce alla cappella di Villa d'Orri, il buio ha già avvolto il parco che circonda l'antica
villa dei Manca di Villahermosa. Hanno camminato tanto per arrivare sin lì, per assistere a quella porzione
del viaggio del martire guerriero verso Nora. «Non sono stanco - racconta Leonardo Cirina, di Cagliari sono quasi vent'anni che seguo la processione». Sono le 21 quando il cocchio si muove tra le radici dei
ficus secolari, la luce che risplende dalle ampie vetrate della villa è come un faro in mezzo al mare. Le
preghiere dei pellegrini rompono il silenzio della notte e, quando il simulacro viene condotto nella piccola
chiesetta, la commozione è palpabile. «Per me è la prima volta - ammette Francesca Fadda, di Cagliari credevo fosse più stancante, ne è valsa la pena». Tentare di entrare nella cappella dove capeggiano gli
ex voto e le immagini di sant'Efisio è un'impresa impossibile, la maggior parte dei fedeli resta fuori e
ascolta in silenzio i canti. «Sono sarda ma vivo ad Arezzo, tutti gli anni torno in Sardegna per seguire
questa processione - dice Annamaria Figus - è una tradizione di famiglia tramandata dai nostri bisnonni».
Le fa eco la cugina, Daniela Pau, di Assemini: «È tutta la vita che il primo maggio seguiamo per intero il
percorso di sant'Efisio, la fede è più forte della stanchezza, peccato non ci siano i mezzi pubblici per
rientrare». Per la famiglia Manca di Villahermosa, che da oltre duecento anni accoglie il simulacro del
santo, è un giorno speciale. «È un momento di grande gioia - confida Armando Manca di Villahermosa - i
nostri avi costruirono questa cappella agli inizi dell'Ottocento e da allora è diventata una tappa fissa del
percorso di sant'Efisio verso il luogo del martirio. Io sono cresciuto a Roma e ho scoperto questa festa da
adulto ma da allora non me ne perdo una». Non è comunque quella l'ultima tappa del viaggio, ci sono altri
chilometri da fare prima che il primo giorno del lungo cammino sia finito. È notte fonda quando il cocchio
percorre la via principale di Sarroch, due ali di folla lo accompagnano sino alla chiesa parrocchiale di
Santa Vittoria. Il primo giorno della processione cattolica più lunga del mondo finisce qui, per ripartire di
mattina alla volta di Pula. Ivan Murgana
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LA STRAGE DEI GIORNALISTI
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MUNICIPIO. La Giornata nazionale della memoria con i familiari delle vittime
Ricordati i cronisti uccisi
dalle mafie e dal terrorismo
«Io avevo dieci anni...». La frase resta sospesa, manca la parte facile
da intuire: «Quando uccisero papà». Poi Fulvio Alfano, figlio del giornalista Giuseppe (ammazzato dalla
mafia siciliana nel '93), è sopraffatto dall'emozione. Ringrazia, torna al suo posto. Dei molti interventi di ieri
nell'aula del Municipio - prestata alla settima Giornata della Memoria dei giornalisti italiani uccisi dalla
mafia e dal terrorismo - quello di Fulvio Alfano è forse il più toccante. L'iniziativa nazionale, organizzata in
concomitanza con la Giornata mondiale per la libertà d'informazione indetta dall'Onu, si è svolta in città. Ha
curato questa settima edizione l'Unci (Unione nazionale cronisti italiani) d'intesa con la Federazione
nazionale stampa italiana e l'Ordine dei giornalisti, con l'alto patronato della Presidenza della Repubblica.
C'erano i rappresentanti degli organismi di categoria, c'erano i familiari delle vittime: cronisti uccisi perché
scrivevano la verità. «Assassinati la prima volta con i proiettili», ha detto Elena Fava, figlia di Giuseppe
(ammazzato a Catania nel 1984), «e poi con la maldicenza: parlavano di delitto di donne, o di
omosessuali». Nel suo caso si sarebbero aggiunti anche magistrati («qualcuno c'è, come in ogni
categoria») che non facevano il proprio dovere. Mimma Barbaro, poco prima, aveva sottolineato: «Io non
sono la vedova di Mario Alfano: io sono sua moglie. Non è morto». Giulio Francese parla dell'assassinio
mafioso di suo padre Mario (a Palermo nel '79), che all'epoca scriveva di un Totò Riina in ascesa: «Io e
mio fratello Giuseppe ci siamo spesi tanto perché si arrivasse alle condanne. Appena ottenute, mio fratello
ha ritenuto che la sua vita non avesse più uno scopo, e se l'è tolta». Aperta dal presidente del Consiglio
comunale, Ninni Depau, la Giornata è stata coordinata dalla presidente del Gruppo sardo dell'Unci: «I
giornalisti», ha ammonito Maria Francesca Chiappe, «sono intimiditi non solo con le armi da fuoco, ma
anche con la mancanza di norme che li tutelino dalle querele temerarie. I cronisti, soprattutto di piccole
testate, sono minacciati con cause da centinaia di migliaia di euro annunciate da chi è potente». Ci sono
minacce e minacce: «Da noi», rivela Angeliki Gypaki, vice presidente del sindacato dei giornalisti di Atene,
«non c'è la criminalità che spara, ma quella economica». Concorda Enzo Iacopino, presidente dell'Ordine
nazionale dei giornalisti: «Per onorare i giornalisti morti», ha detto, «si devono onorare quelli vivi:
tutelandoli». Chi scrive, deve avere coraggio: «Nella formazione professionale continua», dice Filippo
Peretti, presidente dell'Ordine sardo, «proporrò di inserire anche le lezioni di coraggio». Francesco
Birocchi, presidente dell'Associazione della stampa sarda: «Fortunatamente non ci sono omicidi di
giornalisti nell'Isola, ma gli attentati e le intimidazioni non si contano». I cronisti assassinati in Italia «sono
stati 30 dal 1960 a oggi», ha detto Guido Columba, presidente nazionale dell'Unci: ieri sono stati ricordati
uno per uno». Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, ha insistito sul fatto che
il giornalismo è sempre più precario, come lo sono i diritti dell'informazione. Breve, intenso l'intervento di
Paolo Piccinelli: suo padre Mario fu gambizzato dalle Brigate rosse a Torino nel '79, ma sopravvisse: è
mancato quest'anno. «Io e mia sorella eravamo bambini, vedemmo tutto dalla finestra. Un appuntato dei
carabinieri si tolse la camicia e la legò alla gamba più malconcia di papà, salvandogli la vita. Ora mia
sorella fa la giornalista», conclude Paolo Piccinelli. Lui no. Lui, ora, è un colonnello dei carabinieri. Luigi
Almiento
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LA VITA DI SANT'EFISIO
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APPUNTAMENTI. Musica barocca e gli Olata a Maracalagonis
SU CONTU DE SANT'EFIS In
occasione della festa di Sant'Efisio, i Figli d'Arte Medas raccontano la vita del Santo più amato dai sardi. In
scena Gianluca Medas, con l'accompagnamento musicale della Grande Madre band guidata dal chitarista
Andrea Congia, che racconterà Sant'Efisio tra agiografia, storia e devozione. Appuntamento stasera alle
19 nel cortile del Palazzo Municipale di via Roma a Cagliari. ECHI LONTANI La sezione "Feste musicali
per Sant'Efisio" si chiude stasera con il concerto di musica barocca alle 18 a Cagliari nella basilica di Santa
Croce. Di Dietrich Buxtehude saranno proposti preludi, toccate, fughe e passacaglie. All'organo Simone
Stella. L'ingresso è libero. Il concerto va in diretta streaming dalla piattaforma culturale americana
U-Sophia, raggiungibile dal sito www.echilontani.it. NON CI RESTA CHE RIDERE Otto serate col
divertimento, ogni domenica a partire da oggi, a Maracalagonis dove al Piccolo teatro di via Umberto I si
svolge la seconda edizione di "Non ci resta che ridere" organizzata da Abaco col patrocinio del comune.
La rassegna vuole proporre commedie recitate in lingua sarda e valorizzare nuovi autori. Oggi alle 20,30
"Gratzia Celesti" della compagnia Olata, testo e regia di Salvatore Vargiu.
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LE TAGLIANO IL SUSSIDIO E MINACCIA DI FARLA FINITA
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VIA MONTEVECCHIO. Si è barricata con un coltello nella Circoscrizione
Per risparmiare beve latte
parzialmente scremato diluito con acqua. «Così - spiega - riesco a mettere da parte qualche soldo per la
più piccola delle mie figlie che quest'anno è di diploma e non ha neanche potuto comprare i libri». Cinzia
Moi, 50 anni, da tempo combatte contro la miseria e i mille acciacchi che le ha riservato il destino. Ma
ormai, dopo che dal Comune le hanno tagliato il sussidio destinato ai poveri, non ce la fa più. Una
disperazione che ieri l'ha portata a barricarsi negli uffici della Circoscrizione comunale di via Montevecchio,
nel cuore di Is Mirrionis, armata di coltello. Voleva farla finita, era determinata, ma l'intervento degli agenti
della Squadra Mobile, che conoscono da tempo la sua situazione, l'ha convinta a desistere. «Penso
continuamente alla morte, questa non è vita». DISPERAZIONE Alle 11,30 Cinzia è seduta sul
marciapiede di via Montevecchio, accanto all'ambulanza intervenuta per prestarle le prime cure. Ha
rifiutato il ricovero in ospedale e vuole solo tornare a casa. Racconta della sua vita terribile, fatta di mille
privazioni e guai. «Ho fatto di tutto per campare i miei quattro figli, lo scriva. Nonostante tutto sono stata
una brava mamma». Dal 2008 Cinzia ha chiesto aiuto ai Servizi sociali, che le avevano promesso lavoro e
assistenza. Ma le cose non sono andate come sperava. «Quando mi hanno assunta per fare i lavori
socialmente utili mi sono infortunata - spiega -, ora non posso più fare quasi nulla. Prima ricevevo un
assegno da 850 euro al mese, poi me l'hanno abbassato a 450, adesso a 350. Ma è da tre mesi che non
mi danno soldi. Sono novanta giorni che come unico pasto giornaliero bevo un bicchiere di latte diluito con
acqua per farlo durare di più». L'ULTIMA BEFFA Il primo maggio, mentre tutti festeggiavano, per Cinzia è
stato l'inferno di sempre: un bicchiere di latte e l'attesa del giorno dopo, quando avrebbe dovuto riscuotere
il suo sussidio. Invece ieri è arrivata negli uffici della Circoscrizione comunale di via Montevecchio e ha
scoperto che per lei non c'era nulla, così ha preso un coltello da casa è tornata e si è barricata per un'ora
nell'ufficio minacciando di farla finita. «Mi hanno detto ancora una volta che non ci sono soldi per tutti e io
questo mese non risulto nell'elenco. Cosa vogliono che mi tolga la vita? Io non ne posso più, sono stanca,
Aiutatemi voi, vi prego». M. Le.
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MOLTE LUCI, POCHE OMBRE
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Il maltempo non rovina la festa, venduti tutti i posti nelle tribune
Il tour dell'ex ministro. Bancarelle nel
mirino
Una giornata particolare, il primo maggio, per Cagliari: la sagra di Sant'Efisio, la serata di
musica tradizionale in piazza del Carmine, la festa dei popoli a Monte Claro, i ristoranti e le trattorie del
centro con i tavolini all'aperto, tanti negozi aperti, le bancarelle in via Roma, il festival Univercity alla
cittadella di Monserrato. Il vento, a tratti intenso, non ha rovinato la giornata ai tanti che hanno esplorato la
città. L'appuntamento turistico, il primo dopo Pasqua, sembra essere andato alla grande. TRIBUNE SOLD
OUT I 1.760 posti disponibili sulle tribune per assistere da seduti alla processione in onore del martire
sono andati tutti venduti. «Alle 20 di mercoledì 30 aprile ne rimaneva una dozzina», racconta l'assessore
comunale alle Attività produttive, Barbara Argiolas: «Sono stati acquistati nel giro di pochi minuti giovedì
mattina». L'EX MINISTRO Tra i visitatori a spasso per la città anche un ex ministro, Massimo Bray, alla
cultura nel governo Letta: il deputato del Pd (di confessione dalemiana) ha mantenuto la promessa fatta ai
suoi amici di Twitter sardi: dopo la colazione al caffè Tramer, ha raggiunto piazzetta Sant'Efisio da dove ha
seguito tutta la processione fino a Giorgino, con tour finale per i bastioni. CONFESERCENTI Non
mancano le voci fuori dal coro. A Roberto Bolognese, presidente provinciale della Confesercenti, non sono
piaciute le bancarelle spontanee sotto i portici di via Roma: «Uno spettacolo indegno, quella merce
contraffatta esposta alla luce del sole: roba da Paese incivile. Si è superato il limite. Non è una questione
di etnia di chi vende ma di salvaguardia della legalità e delle tradizioni». Bocciato anche il mercatino nella
corsia centrale di via Roma: «Mal organizzato: che senso ha trovare dei tappeti esposti in uno stand
accanto a un altro che vende prodotti alimentari?» Negativo, infine, il bilancio della giornata di apertura dei
negozi: «Le vendite sono state inferiori alle aspettative: i turisti non hanno comprato». INCIDENTE
Particolare la lamentela di Antonio Presta e Patrizia Piras, la coppia che, dopo uno sfratto, vive e ha la
residenza in un furgone ferroviario in viale La Playa. Sostengono, e sono pronti a documentarlo con delle
foto, che il cavallo montato dall'Alter Nos ha defecato proprio all'ingresso del loro furgone-casa:
«Chiediamo più dignità», dicono. UNIVERCITY Migliaia di persone hanno animato lo "Univercity festival",
al parco della Cittadella universitaria di Monserrato. Un'invasione pacifica di studenti universitari, oltre 500
quelli arrivati da Spagna, Polonia, Germania, Olanda, Inghilterra, ma anche genitori con bambini, ha
animato il primo grande festival universitario nell'Isola. L'evento, organizzato dall'associazione culturale
Univercity, ha richiamato oltre 4.000 persone. Fino a mezzanotte, musica, arte, cultura, spettacoli, sport ed
enogastronomia. Su un palco largo oltre 10 metri si sono alternati artisti locali di fama internazionale, come
i Sikitikis, Juicy M. Dusty Kid, Train to Roots, Katsudoji e altri. Successo anche per i tornei di calcetto e di
basket e i contest di graffiti e street art. Consumati oltre 2.000 panini e quasi 4.000 litri di birra. RIENTRA
SANT'EFISIO Domani, invece, sarà la giornata del rientro del simulacro di Sant'Efisio in città: in serata il
cocchio tornerà nella chiesetta di Stampace dove sarà celebrato il rito religioso in latino e saranno cantati
dei goccius . Nel ponte della Scafa e nelle vie La Playa, Sassari, piazza Matteotti, Roma (lato portici), largo
Carlo Felice, Crispi, Sassari, corso Vittorio Emanuele II, piazza Yenne, Azuni, Sant'Efisio, Portoscalas,
Sant'Ignazio da Laconi sarà vietato il parcheggio (con rimozione forzata) dalle 15 alle 24, mentre dalle 19
alle 24 sarà vietato il transito ai veicoli. Il consiglio della polizia municipale agli automobilisti è di dirigersi
sull'anello formato da viale Merello-piazza d'Armi, viale San Vincenzo, viale Regina Elena, viale Regina
Margherita. Marco Noce (ha collaborato Mauro Madeddu)
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MONUMENTI APERTI CON GLI STUDENTI
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Domani via alle esercitazioni per gli alunni delle superiori
I ragazzi delle scuole raccontano la città.
Monumenti Aperti mette in campo come guide gli studenti degli istituti superiori. Al via con le esercitazioni
per l'imminente apertura prevista per questo fine settimana, 10 e 11 maggio, della manifestazione culturale
giunta alla 18esima edizione. Accompagnati dai loro docenti domani, 85 alunni del liceo scientifico
Michelangelo, saranno impegnati all'Archivio di Stato in via Sonnino e al Search (Spazio espositivo
Archivio del Comune di Cagliari) nel largo Carlo Felice. Poi si sposteranno alla Mediateca del
Mediterraneo. Come loro i compagni del liceo classico Dettori, nello specifico le classi quarte e quinte,
faranno un sopralluogo nella Chiesa di Sant'Efisio venerdì dalle 15. Mentre gli studenti del liceo scientifico
Pacinotti faranno conoscere ai visitatori, in visita sabato e domenica, il Palazzo Civico comunale. I ventotto
alunni dell'Istituto tecnico per geometri Bacaredda coordinati dai docenti referenti, faranno il sopralluogo
all'Exmà giovedì, per esercitarsi prima dell'evento. Le classi terze, quarte e quinte del liceo scientifico
Alberti faranno da guida all'orto Botanico. Mercoledì alle 9.30 gli alunni dell'Istituto superiore Grazia
Deledda si troveranno insieme ai docenti accompagnatori al Palazzo di Città. Maura Pibiri
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NON SOLO SAGRA: ASSALTO A MUSEI, FIERA E PARCHI
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L'ALTRO PRIMO MAGGIO. Anche una classica regata velica fino a Nora
La mappa in una mano,
l'immancabile digitale nell'altra. E il naso all'insù, verso la cima della Torre dell'Elefante. Yes, it's very nice
e risatina corale, le quattro turiste giapponesi proseguono la scarpinata in Castello. Panni stesi ad
asciugare, poche macchine in giro, sembra un giorno qualunque. Sembra, finché si arriva a piazza
Arsenale e alla Cittadella dei Musei. Affollata come di rado capita, da chi alla sagra di Sant'Efisio ha
preferito una mattina tra teche e percorsi guidati. Turisti, francesi per lo più. E tanti cagliaritani. «Siamo
arrivati presto», raccontano i coniugi Musu, «volevamo goderci in tutta tranquillità la mostra su Giovanni
Lilliu». Tutte piene, di visitatori e silenzio attento, le sale dell'esposizione "L'isola delle torri" dedicata al
grande archeologo, la più gettonata del complesso con il Museo Archeologico, che ospita alcune statue dei
Giganti di Mont'e Prama. Per loro, la maggior parte dei 1.123 biglietti staccati durante l'intera giornata. Una
piccola porzione invece per la Pinacoteca, almeno fino all'ora di pranzo: terminata la sagra, un rinnovato
flusso pomeridiano ha reso omaggio anche ai retabli. FIERA Si è giocato d'anticipo anche in viale Diaz.
Scarpe comode e borsa a tracolla, la mise d'ordinanza in una giornata di chilometri e sole, molti hanno
raggiunto di buon mattino l'ingresso della fiera internazionale, bilanciando la corrente dei camminatori in
direzione piazza Yenne. «Abbiamo assistito alla sagra tante volte, bello ma troppa confusione», spiegano
Angela Attene e Gianfranca Tinti, cariche di sacchetti, «la crisi si avverte, ci sono meno stand ma si
trovano delle buone occasioni», concordano, mostrando stracci miracolosi e padelle per cottura senza
grassi. Come loro, i primi arrivati hanno lasciato i padiglioni giusto prima dell'ondata post sfilata. Panini con
salumi di montagna, assaggini di croccante e poi olive pugliesi e, ma sì, anche di miele, hanno dato il via
alla tradizionale passeggiata pomeridiana tra prodotti locali ed etnici (affollatissimo lo stand dell'artigianato
sardo), mobili e, per i più giovani, giochi spericolati. MONTE CLARO Dall'altra parte della città, venti minuti
per trovare un parcheggio. E il sentore che, a un paio di isolati, Monte Claro fosse presa d'assalto.
Impressione confermata appena varcato il cancello di via Cadello. Viali intasati, gazebo pieni e, a sinistra,
un prato umano. In ventimila, dal primo pomeriggio fino a tarda sera, hanno partecipato all'ottava edizione
di Ethnikà, festa dei popoli, dell'integrazione attraverso l'arte. Centodieci tra associazioni e gruppi in
costume di novantotto nazioni, bambini, famiglie e tavolini pieghevoli. Ogni spazio d'ombra, trasformato in
piccola area picnic dove tirar fuori piatti freddi, far riposare le estremità indolenzite e, nei casi più estremi,
schiacciare un pisolino. «Davvero una bella manifestazione, è valsa la pena caricare l'auto», afferma
convinta la decina di componenti la famiglia Ventura, arrivata da Iglesias con ogni bendidio, sgabelli e teli
mare, «siamo in tanti, volevamo goderci una giornata all'aria aperta diversa dal solito». MOLENTARGIUS
Stile gita fuoriporta, ma in città, anche per le centinaia di persone che hanno affollato il parco Molentargius
Saline. Attirati dalla nidificazione dei fenicotteri, ma anche dalla prospettiva di una pedalata con snack
all'aria aperta. «Durante la mattina abbiamo esaurito le cento biciclette a noleggio», informano
dall'Infopoint, «tanti hanno richiesto informazioni e la mappa del parco ma molti di più, già frequentatori del
parco, si sono mossi in autonomia». IN MARE C'è anche chi ha seguito simulacro e corteo, ma su strade
d'acqua. Una decina di imbarcazioni da crociera ha dato vita alla 31a edizione della Sant'Efis Cup di vela,
classica del Windsurfing Club Cagliari che - salpata alle 10 a Marina Piccola - si è svolta su circa trenta
miglia fino a Nora e ritorno. Con il favore del maestrale, nota scapigliante e dominante di una giornata che,
sant'Efisio o no, ha offerto l'immagine e la concretezza di una città vivace, dinamica, interessante. A
misura di turista e, perché no?, dei suoi stessi cittadini. Clara Mulas
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SANT'EFISIO TORNA A CASA
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Migliaia di persone alla processione verso la chiesetta di Stampace
Il rientro del simulacro in città tra
due ali di folla
Due signore hanno deciso di sedersi ben prima di viale La Plaia. Stanno
nell'imbocco che porta in via San Paolo. «Qua si vede tutto molto meglio, e poi più avanti c'è troppa gente,
non ci potremmo gustare l'evento al meglio». In effetti già dalle sette di sera di ieri la folla che aspettava,
fino da viale La Plaia, il rientro di Sant'Efisio, era davvero immensa. Alla fine il voto è stato sciolto a tarda
serata, ovviamente prima della mezzanotte, come di consueto, nella chiesetta di Stampace, chiudendo
così la 358ª edizione della festa di Sant'Efisio. LA PARTECIPAZIONE Il tempo, che nel pomeriggio non
prometteva nulla di buono per le ore successive, non ha certo fermato il rito. Così come i cagliaritani non si
sono lasciati impressionare, e hanno affollato le strade della città per assistere al rientro del simulacro di
Sant'Efisio nel capoluogo. Tantissimi anche i turisti che dunque hanno partecipato insieme alle decine di
gruppi provenienti soprattutto dalla provincia di Cagliari, alle 1.500 persone della processione con i 70
miliziani e i 100 cavalieri. Nel corteo tante comunità presenti per rendere onore al martire: da Quartu
Sant'Elena a Quartucciu, da Settimo San Pietro a Collinas, fino a Serbariu, Sinnai e San Nicolò Gerrei. IL
PELLEGRINAGGIO Una processione alla fine della quale è stato sciolto il voto, dopo quattro giorni di
pellegrinaggio fino al luogo del martirio, a Nora. Un percorso che ha riguardato alcune vie del centro
storico: da viale La Plaia (dove il Santo è arrivato quando già era calato il buio) il corteo si è snodato in via
Sassari, piazza Matteotti, via Roma, largo Carlo Felice, via Crispi, di nuovo via Sassari, corso Vittorio
Emanuele, piazza Yenne, via Azuni, e infine via Sant'Efisio, dove il Santo ha fatto rientro nella chiesetta di
Stampace. Lungo tutto il percorso, tra l'altro, alcuni cori, con i loro canti tradizionali, hanno scandito il
passaggio dei gruppi e atteso l'arrivo del simulacro tanto caro ai cagliaritani. A precedere il Santo, invece,
il gruppo degli scalzi di Giorgino, che una volta arrivata la notte, con le loro candele hanno illuminato
(insieme a tutti gli altri) il percorso buio che dal borgo dei pescatori porta in città. Per il passaggio del Santo
la piazzetta antistante la chiesa è stata lasciata libera, per motivi di ordine pubblico e non causare danni al
cocchio. L'area è stata poi aperta al pubblico subito dopo l'entrata del simulacro nella chiesetta di
Stampace. Sant'Efisio adesso punta a un riconoscimento internazionale: Cagliari ha infatti inviato
formalmente il dossier per l'iscrizione della festa che ricorda lo scioglimento del voto al santo, nella lista
degli eventi che rientrano nel patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco. I DIVIETI Qualche disagio
per il traffico, ma nulla di particolarmente rilevante, a causa dei divieti imposti per permettere lo
svoglimento della manifestazione senza alcun tipo di intralcio. In via San Paolo, anche in quest'occasione,
non è mancata la presenza dei parcheggiatori abusivi. Sotto il ponte che porta in viale La Plaia era
presente un ragazzo che chiedeva un'"offerta" ai fedeli che lasciavano in sosta la loro auto in quella zona.
Ma anche nell'area che di solito viene utilizzata per il circo, all'ingresso, c'erano due persone che davano
l'idea di essere là per approfittare della situazione. Automobilisti ovviamente infastiditi. Piercarlo Cicero
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SANTA LUCIA E I SUOI SEGRETI
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LA CITTÀ DIMENTICATA. I lavori di scavo nel rudere della chiesa edificata a Marina nel 1119
Da
sede di monaci a scrigno della memoria storica cittadina
Scavi, convegni, proverbi ( Po santa Luxia
passu de mundia, po Nadali passu de orgiali, po Santu Sebastianu passu de boi domau ): a Santa Lucia
l'allora quartiere di Bagnaria, poi diventato Lapola e oggi Marina, ha dedicato anche una chiesa chiamata
nel 1119 Santa Lucia di Civita. La data è più che un indizio: per gli archeologi il tempio (i ruderi sono visibili
all'angolo tra via Sardegna e via Napoli) risale a molti anni prima della fondazione del Castello pisano.
Soccorrono agli studiosi altre due date di riferimento: nel 1263 Santa Lucia di Civita fu la sola chiesa di
Lapola ad essere visitata dall'arcivescovo di Pisa Federico Visconti, mentre nel 1338 era ancora nella
disponibilità dei monaci Vittorini. Della fase medievale non è nota la forma esatta, forse perché i
catalano-aragonesi ridisegnarono la parte bassa di Lapola. L'INTERVENTO Da anni la chiesa di Santa
Lucia è al centro di un piano di recupero messo a punto nel 2005 dalla parrocchia di Sant'Eulalia e
dall'associazione Storia della Città con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni architettonici, della
Soprintendenza archeologica e del Comune. Gli obiettivi del programma (che hanno già permesso di
mettere in evidenza la pianta della chiesa, pavimenti di varie epoche, un pozzo obliterato, sepolture vicino
all'altare, una cripta e una cisterna) sono diversi: dal restauro e recupero di quanto dell'antica chiesa è
rimasto al riutilizzo della sacrestia e dei locali superiori, dall'utilizzo delle tre antiche cappelle come una
loggia aperta sulla piazza allo studio e "documentazione delle fasi culturali medievali ed antiche". Tra gli
obiettivi anche la pavimentazione di "parte dell'area con lastroni di pietra posati su di un consistente strato
di sabbia, tali da permettere un'agevole rimozione per successive indagini nel sottosuolo". Si pensa anche
alla "restituzione della piazza di Santa Lucia all'uso pubblico". L'ARREDO Una volta completati i lavori di
scavo l'area sarà dotata di "arredo essenziale, illuminazione e videosorveglianza dell'area e apparati
descrittivi". Saranno poi restaurati i marmi degli antichi altari e le altre opere d'arte superstiti. Il progetto di
recupero, elaborato dall'architetto Marco Cadinu e promosso da don Mario Cugusi, è proseguito con il via
libera di don Marco Lai, parroco di Sant'Eulalia, e del Museo di Sant'Eulalia. LA RICERCA Numerosi
studiosi e collaboratori hanno contribuito alle fasi di elaborazione del programma di recupero e ricerca. La
parrocchia di Sant'Eulalia, proprietaria del rudere della chiesa e dell'area, ha sostenuto le prime spese di
tutela del monumento e intende rendere disponibile il nuovo spazio ricavato dal recupero dell'antica
chiesa. Ogni fase degli scavi viene resa pubblica e attraverso un sito (www.santaluciacagliari.com)
vengono comunicati i vari ritrovamenti. Nel novembre scorso gli archeologi hanno estratto una sepoltura
rinvenuta durante gli scavi sotto l'altare. «L'estrazione di una sepoltura è un momento intenso durante una
campagna di scavi», hanno avvertito gli studiosi. Dell'antica chiesa è rimasto poco: le cappelle di destra e
parte del presbiterio, tracce della ricostruzione che risalirebbe tra la fine del Cinquecento e i primi anni del
Seicento. Nel Museo di Sant'Eulalia si conserva una parte delle opere d'arte donate alla chiesa: in gran
parte argenti, arredi marmorei. Nell'Ottocento la chiesa fu trascurata. Riuscì a resistere ai bombardamenti
del 1943 ma poi fu demolita nel 1947 con l'obiettivo di ottenere un finanziamento per le ricostruzioni post
belliche. La piazza immaginata nel 1947 non è mai stata realizzata e il rudere, fino all'inizio della
campagna di scavi, è stata adoperata come deposito e immondezzaio. Marina aspetta la rinascita del suo
antico gioiello. Pietro Picciau
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SCUOLE, APERTE LE ISCRIZIONI A TUTTESTORIE
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FESTIVAL. Libri per ragazzi
È l'appuntamento più amato dai giovani lettori, cagliaritani e non. Il
Festival Tuttestorie, ormai un'istituzione nel panorama nazionale della letteratura per ragazzi (è stato
inserito tra le diciotto più importanti manifestazioni letterarie e fiere del libro nazionali dal 1° Rapporto sulla
promozione della lettura in Italia, curato dall'Associazione Forum del Libro su incarico del Dipartimento per
l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri), si prepara alla nona edizione
"Sorpresa! Visioni e libri da restare a bocca aperta", in programma iun città dal 2 al 5 ottobre 2014 distribuito tra Centro d'Arte e Cultura ExMà, Mediateca del Mediterraneo, Libreria Tuttestorie e reparti di
pediatria del Microcitemico e del Brotzu - e sino all'8 ottobre nelle biblioteche e scuole di altri ventuno
comuni dell'isola: Assemini, Calasetta, Carbonia, Decimomannu, Decimoputzu, Elmas, Gonnesa, Mogoro,
Oliena, Posada, Ruinas, Samassi, Sant'Antioco, Serramanna, Siliqua, Silius, Teulada, Quartu Sant'Elena,
Vallermosa, Villasor, Villaspeciosa. Lo staff è al lavoro da tempo e proprio da oggi sono aperte le iscrizioni
per il programma riservato alle scuole, che fino al 31 maggio potranno scegliere tra duecento laboratori e
spettacoli su prenotazione, incontri con scrittori, illustratori e artisti. La nuova edizione sarà dedicata al
tema della sorpresa, emozione primaria dell'essere umano e motore di ogni narrazione. Le modalità di
partecipazione al festival sono illustrate nel dettaglio, all'interno della circolare per le scuole pubblicata su
www.tuttestorie.it Clara Mulas
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SCUOLE, APERTE LE ISCRIZIONI A TUTTESTORIE
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FESTIVAL. Libri per ragazzi
È l'appuntamento più amato dai giovani lettori, cagliaritani e non. Il
Festival Tuttestorie, ormai un'istituzione nel panorama nazionale della letteratura per ragazzi (è stato
inserito tra le diciotto più importanti manifestazioni letterarie e fiere del libro nazionali dal 1° Rapporto sulla
promozione della lettura in Italia, curato dall'Associazione Forum del Libro su incarico del Dipartimento per
l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri), si prepara alla nona edizione
"Sorpresa! Visioni e libri da restare a bocca aperta", in programma iun città dal 2 al 5 ottobre 2014 distribuito tra Centro d'Arte e Cultura ExMà, Mediateca del Mediterraneo, Libreria Tuttestorie e reparti di
pediatria del Microcitemico e del Brotzu - e sino all'8 ottobre nelle biblioteche e scuole di altri ventuno
comuni dell'isola: Assemini, Calasetta, Carbonia, Decimomannu, Decimoputzu, Elmas, Gonnesa, Mogoro,
Oliena, Posada, Ruinas, Samassi, Sant'Antioco, Serramanna, Siliqua, Silius, Teulada, Quartu Sant'Elena,
Vallermosa, Villasor, Villaspeciosa. Lo staff è al lavoro da tempo e proprio da oggi sono aperte le iscrizioni
per il programma riservato alle scuole, che fino al 31 maggio potranno scegliere tra duecento laboratori e
spettacoli su prenotazione, incontri con scrittori, illustratori e artisti. La nuova edizione sarà dedicata al
tema della sorpresa, emozione primaria dell'essere umano e motore di ogni narrazione. Le modalità di
partecipazione al festival sono illustrate nel dettaglio, all'interno della circolare per le scuole pubblicata su
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TRIPUDIO DI COLORI NEL CORTEO DI 2.800 PERSONE
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Diciotto carri per la processione
Su carradori dà gli ordini, rigorosamente in sardo. I buoi
eseguono e rispondono, a modo loro. Da una parte le parole del conducente, dall'altra gli sguardi e i suoni
della bestia. Il primo carro è quello di Pula, poi Quartu, Villa San Pietro, Mogoro. Diciotto in tutto. Ci sono
traccas enormi, altre hanno le ruote "piene", che pesano fino a 300 chili. Legno massiccio, senza i classici
raggi. Roba che non ha prezzo. Nella sfilata a piedi, a guidare il corteo sono i pulesi. Prima di loro, un
guidoncino con la scritta "Sulcis". Nessun errore, solo un salto indietro nella storia. Una novità della
358esima Festa di Sant'Efisio è la suddivisione delle comunità in base alle sub regioni storiche della
Sardegna. Prima il Sulcis e i suoi centri (Pula, Sarroch, Capoterra, Sant'Antioco, Teulada, Carbonia). Poi
Iglesiente, Campidano, Parteolla, Sarrabus. Si conclude con Anglona e Gallura. Alla fine sono 34 le sub
regioni individuate dall'organizzazione diretta da Ottavio Nieddu. SCALZI La comunità di Cabras è fra
quelle che più balzano agli occhi. Sono scalzi, come da tradizione, con gli uomini che indossano pantaloni
alle ginocchia e le donne con una lunga gonna. Un po' di freddo nelle prime ore lo sentono. Isili è presente
anche con Luca, 4 anni, che vestito di tutto punto sfila col padre, più fiero che mai di avere il suo piccolo al
fianco. Dopo un po' Sorgono, con il vestito delle donne pieno di colori: verde, marrone, bianco, rosso, nero.
I VESTITI I copricapo sono uno spettacolo: Orgosolo è noto per su lionzu, realizzato con fili di seta prodotti
in loco, che incorniciano il volto delle donne. Quello di Bono è inamidato secondo una tradizione
tramandata da madre in figlia, con donne specializzate alla realizzazione che richiede ore di preparazione.
Quello di Samugheo è formato da 4 fazzoletti arrotolati secondo un'antica tecnica e posizionati su una
mantellina che lascia cadere le ciocche di stoffa nel capo. Ancora quello di Sennori, con tanti fazzoletti in
serie che formano un'apertura "a becco". Poi i bottoni d'argento e d'oro delle ittiresi, un tempo segno di
riconoscimento della condizione sociale. Le signore di Aritzo hanno una gonna a sacco e un grembiule che
non ha angoli, molto particolare. Gli uomini del Montiferru usano i pantaloni lunghi, come alcune comunità
della Gallura. Nel Sulcis invece arrivano ai polpacci, con un corpetto a doppiopetto e bottoni formati da
monete. LE COMUNITÀ I gruppi più numerosi sono quelli di Cagliari, con circa 130 persone. A seguire c'è
Quartu Sant'Elena (un centinaio), poi altri da una quarantina come Oliena, anche se la maggior parte sono
meno affollati. Alla fine sono 105 i Comuni rappresentati, circa 2.800 anime a piedi, tra cui Isabella e la sua
bimba di neanche un mese. Nelle traccas, trionfo di colori e profumi dei fiori. Il Largo e via Roma, a un
certo punto, sono coperti da un tappeto di petali. Un tempo, certo, erano presi dai campi, oggi invece sono
commerciali. Il tripudio al passaggio del Santo in via Roma, con francesi, russi, inglesi, cinesi, giapponesi
arabi, svedesi, tutti impazziti. Spazio anche allo striscione di protesta nel Largo di un gruppo di
cassaintegrati, che non ricevono soldi da 14 mesi. Il clima è di festa, i problemi rimangono. Piercarlo
Cicero
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AUT AUT DEGLI AMERICANI:«VENDI O NO IL CAGLIARI?»
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Il fondo degli States mette alle strette Massimo Cellino: «Vogliamo una risposta» La prossima settimana è
previsto un incontro col sindaco Zedda per il Sant'Elia
LUCA SILVESTRONE Noi abbiamo tutte le
buone intenzioni di chiudere in tempi brevi se poi il presidente ha deciso di restare ce lo dica chiaramente
di Roberto Muretto w CAGLIARI Un'accelerata che mette Massimo Cellino con le spalle al muro. Il fondo
americano pronto a rifare lo stadio Sant'Elia ed acquistare il Cagliari Calcio, non ha nessuna intenzione di
perdere tempo. Vuole una risposta chiara da parte del patron rossoblù. E la pretende entro qualche giorno,
altrimenti la trattativa finisce prima di cominciare. Gli imprenditori che formano il gruppo si sono stancati di
sentire il presidente dire un giorno che è pronto a lasciare e l'altro fare progetti per il futuro. Chiedono
trasparenza. Venerdì prossimo, alle 15,30 in municipio a Cagliari, è stato fissato un incontro col sindaco al
quale parteciperà l'architetto di fama mondiale Dan Meis (progettista del nuovo stadio cagliaritano) che ieri
su Twitter ha scritto: «Non vedo l'ora di essere a Roma la prossima settimana e per la prima volta in
Sardegna». Forse sarà presente anche qualcuno degli imprenditori pronti a tuffarsi in questa avventura.
Ma prima di salire sull'aereo che li porterà prima a Roma e dopo ia Cagliari, vogliono sapere se Cellino è
sempre disposto a lasciare, oppure ci ha ripensato. Pacchetto. La seconda domanda alla quale il patron
del Cagliari dovrà dare una risposta è: che cosa vende? Solo la società? Oppure anche tutti gli immobili
(sede, terreni di Elmas, Centro sportivo di Assemini)? Perchè è da questo che dipende l'entità dell'offerta
che arriverà dagli States. E sarà una proposta che il fondo, qualora dovesse finire tutto in una bolla di
sapone, renderà pubblica. E lo farà per far capire a tutti che non si tratta di un bluff ma di un progetto serio.
Intenzioni. Massimo Cellino, per ora, non ha dato nessuna risposta. Ha fatto saltare l'incontro previsto in
settimana e pare che insieme al direttore sportivo, Nicola Salerno, stia lavorando per programmare la
squadra del futuro. «Abbiamo letto e sentito - ha detto Luca Silvestrone, il manager romagnolo che cura gli
interessi degli americani in Italia -. E' chiaro che questi sono discorsi un po' strani. Però non entro nel
merito. Una cosa posso dirla, se noi compreremo il Cagliari Calcio, ci occuperemo di fare la squadra e di
tutte le scelte tecniche necessarie. Magari seguendo anche i consigli del signor Cellino che essendo da
tanti anni nel calcio conosce bene questo mondo». Idea. Il gruppo americano, se tutto andrà per il verso
giusto, spera di avere tutte le concessioni necessarie entro dicembre, in modo da poter cominciare i lavori
nell'estate del 2015. Ammesso e non concesso che il Cagliari possa giocare la prossima stagione al
Sant'Elia (lo stadio dovrà avere l'agibilità per sedicimila posti entro il 30 giugno), si dovrà cercare un nuovo
impianto per le prossime due. «Ci dicono che qualcosa si potrebbe fare a Is Arenas», ha detto Silvestrone.
Ma visto tutto quello che è successo e con un'inchiesta ancora in corso, a meno di miracoli, questa
soluzione non sembra praticabile. E fare i lavori con il Cagliari che gioca le gara casalinghe, dilata i tempi e
aumenta i costi. Un bel rompicapo.
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BENE BRESSAN, UN PO' MENO IL CONCERTO
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Cagliari, gli appuntamenti di venerdì e sabato al teatro Lirico hanno mostrato un 1° e un 3° tempo un po'
monocorde
Mercoledì 7 maggio alle ore 21:00 nel locale Poco Loco di Alghero si svolgerà la
presentazione ufficiale del nuovo progetto artistico del trio comico sassarese composto dai fratelli
Umberto, Angelo e Gigi Graziano ovvero i "Tressardi". "Tressardi & 4more" è il titolo dello spettacolo
comico musicale che il gruppo sassarese porterà in scena nel tour 2014. Il progetto, scritto e diretto da
Umberto Graziano, ha l'intento di offrire uno spettacolo nel quale, oltre alle risate, il pubblico possa essere
coinvolto anche nel ballo con brani dallo stile inedito "Sardo Afro Cubano" ottenuto attraverso l'unione e
dunque la contaminazione fra musicisti e cantanti provenienti da Sardegna, Africa e Cuba. Il repertorio
musicale è realizzato con il ri-arrangiamento di alcuni dei più grandi successi della musica pop in limba e
nuove composizioni scritte da Ginetto Marielli, Uccio Soro, Soleandro e lo stesso Umberto Graziano.
Quattro bravissime cantanti-musiciste di colore che cantano coralmente in lingua Sarda è l'idea con la
quale si desidera mettere in evidenza il processo di integrazione e mutamento sociale in atto nell'isola,
mentre i testi comici dei fratelli Graziano tendono ad esorcizzare il grave momento di crisi economica che
colpisce anche i comitati delle feste tradizionali e religiose dell'isola. Ecco come è composto il guppo
musicale : Yanara Reyes Mcdonald (contrabbasso/voce) Netsy Najarro (percussioni/voce) Denise Fatma
Gueye (voce) Anita Mwarabu (voce) Massimiliano Ruiu (piano) Alain Pattitoni (chitarra) Stefano Romano
(batteria) Pavel Josè Hernandez (percussioni)di Gabriele Balloi wCAGLIARI Che Filippo Maria Bressan
amasse in particolar modo Haydn si era già constatato. Da «La Creazione» per esempio o dalla «Trauer
Symphonie», egregiamente dirette sempre al Lirico, nelle passate Stagioni. Ecco perché, riguardo al
concerto tenutosi venerdì (e replicato sabato), varrà la pena cominciare dalla fine. Ultima pagina, infatti,
dopo due titoli mozartiani, era la «Sinfonia n.104» di Franz Joseph Haydn. Ultima anche a venir composta,
nel 1795, e detta "London" giacché scritta in tale città. Fra le sue più mature, sofisticate e complesse,
l'austriaco maestro della forma sinfonica e della "forma-sonata" vi realizzò quasi una summa della propria
arte componistica. Un universo di soluzioni stilistiche e di sviluppi tematici che la sopraffina orchestrazione,
la gestione perfetta dei pesi sonori tra foreground, middleground e background gli permise di organizzare
in un'architettura musicale efficacissima. E Bressan, dal canto suo ne dà lettura notevole, dettagliata,
palesemente partecipe. Già nell'introduttivo «Adagio», l'Orchestra del Lirico si accende in arcate di
pungente cavata. Capace poi, nel successivo «Allegro», di scandire con perizia "legati" e "staccati", fra
scalpitanti incisi, sussulti ritmici di semicrome "in levare", o le numerose, espressive forcelle di dinamica:
viene resa appieno, così, l'instancabile e festosa vorticosità del I° movimento. Non meno il II° - quel
meraviglioso «Andante» in un'eccentrica forma di "tema con variazioni" - restituito in tutta la sua geniale
bellezza, in ogni metamorfosi della melodia il cui incedere vuol farsi ora spensierato ora pensieroso. O nel
«Menuetto», III° tempo, dove Bressan indugia nei silenzi, assapora le lunghe pause, e gioca squisitamente
con i "rallentando". O nelle fioriture policrome e cristalline del «Finale», dove ci fa sentire quanto Haydn
abbia anticipato, di molto, l'impeto "tersicoreo" che Beethoven esplicherà nella Sesta e Settima Sinfonia. In
Mozart, stranamente, non osa altrettanto.Non c'è il medesimo trasporto direttoriale. Nella "Linz", la
«Sinfonia n.36» K.425, convincono abbastanza il «Poco Adagio» e il «Presto» (2° e 4° movimento), ma
siamo comunque distanti dalla varietà di colori e dalla ricercatezza interpretativa riscontrate nella
"London". Soprattutto sul 1° e 3° tempo, si avverte un'esecuzione tendenzialmente monocorde; pulita, per
carità, ordinata, luminosa, ma carente nella diversificazione delle dinamiche. Meno a "tinta unita", forse,
l'esecuzione del «Concerto n.20» K.466. Al pianoforte un Roberto Cominati non troppo esaltante, lui pure
preciso ma dall'escursione dinamica un po' ristretta, fraseggi tiepidi, e coperto più d'una volta
dall'orchestra. Due originali bis: parafrasi di Horowitz sulla bizetiana «Carmen» e la «Milonga del ángel» di
Piazzolla.
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IL MILIARDO DIVORATO DALL'ALTRA REGIONE
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Enti strumentali, Agenzie, Aziende e società controllate: il peso esagerato delle 91 sigle che ruotano
intorno al Palazzo
di Umberto Aime w CAGLIARI In Sicilia, il mondo delle società regionali
partecipate e controllate che cresce, spreca e s'ingrassa all'ombra del monumentale Palazzo dei
Normanni, sede di Giunta e Consiglio, è chiamato l'inferno, dai più raffinati, «Rubik», quello del Cubo. Il
senso è lo stesso: un porto delle nebbie nella contabilità, un rompicapo se provi a ricostruirlo. In Sardegna,
intorno a due Palazzi molto più modesti, viale Trento e via Roma, a Cagliari, c'è qualcosa di molto simile
che divora soldi pubblici a palate: oltre un miliardo e mezzo sui sette destinati alle spese correnti.
Un'enormità: è il 20 per cento del bilancio. L'altra faccia. È questa la Regione autonoma parallela dei
Quattro Mori: 27 società partecipate a vario titolo, al 100 per cento, o quelle in cui l'amministrazione
pubblica ha piccole quote, 54 enti pubblici vigilati, comprese Agenzie e Aziende, 10 sigle di diritto privato
controllate. Ricostruire la mappa non è difficile, basta consultare il sito ufficiale della Regione, mentre tutto
si complica, ancora più della Sicilia, se c'è da tirare una riga sui bilanci. La Corte dei conti ci prova sempre,
ogni anno, quando controlla il bilancio della Regione, ma neanche quei giudici attenti riescono spesso a
quantificare il totale, perché - è scritto in una delle ultime relazioni - «gli stessi assessorati di riferimento
non esercitano l'indispensabile azione di controllo». Anche il sempre preciso Sole24 ha brancolato o quasi
nel buio quando ha dovuto pubblicare quanto sono costati alla Sardegna i bilanci in rosso delle società
partecipate e se l'è cavata con una cifra tonda: 95milioni bruciati, nel 2012. La riorganizzazione. È da anni
e anni che tutti la invocano, ma alla fine è difficile (o impossibile?) da realizzare. Stavolta la giunta Pigliaru
ha in mente una riforma radicale. L'ha annunciato l'assessore alla Programmazione Raffaele Paci, che si è
dato anche una scadenza: entro l'estate. La stessa Corte dei conti lo auspica alla conclusione di tutte le
inaugurazioni dei suoi anni giudiziari, ma sono inviti che finora sono caduti nel vuoto, come quello per il
contenimento della spesa, in continuo aumento soprattutto alla voce «costi del personale», più di 3mila
unità fra enti e agenzie. Di recente, con un'interrogazione, il grippo Sardegna Vera ha sollevato il caso in
Consiglio regionale. Dopo aver ricordato che oltre un anno fa, la giunta Cappellacci aveva deliberato un
piano di «monitoraggio e razionalizzazione entro 45 giorni», ha denunciato: «Quel progetto è rimasto
lettera morta senza sia stato avviato alcun accorpamento o soppressione, mentre invece sono ancora in
corso procedimenti di liquidazione che ormai risalgono a dieci anni fa». Insomma, l'efficienza della
macchina regionale auspicata stavolta dalla giunta Pigliaru pare davvero un'impresa. Una strada
percorribile potrebbe essere quella del centro unico di spesa e approvvigionamento per tutti gli enti. Con
un accorpamento dei fornitori potrebbe essere strappati prezzi molto inferiori ad esempio per computer,
carta e altri costi generali. Ma anche di questo si parla da troppo tempo e si è fatto gran poco. Enti
strumentali. A parte le otto Aziende sanitarie, quella autonoma del Brotzu e le due miste con le università
di Cagliari e Sassari, che tutte insieme da sole macinano 3 miliardi e mezzo, il 65,4 per cento del bilancio
della Regione, è l'Ente Foreste a prendersi la fetta più grossa dei trasferimenti per le spese di
funzionamento: 177 milioni e mezzo. Oltre ottanta milioni di spese correnti mettono assieme le tre agenzie
regionali per l'agricoltura, Argea, Laore e Agris, che potrebbero essere accorpate e dunque far risparmiare
la Regione ma ancora nessuno sa da quale parte cominciare. Poi c'è il caso di Area, l'ex Icap, che proprio
di recente è finito sotto indagine interna e rischia di essere commissariato se non ripresenterà i bilanci dal
2011 a oggi. Area ha avuto, nel 2012, trasferimenti per oltre 3 milioni. C'è anche il caso di Sardegna
Promozione (8 milioni) che è sotto inchiesta in Procura per le spese «troppo libere» nei contratti di
sponsorizzazione. Come se non bastasse, un altro mistero è Sardegna ricerche: oltre 12 milioni di oneri
complessivi, ma neanche un bilancio dichiarato sul sito «amministrazione trasparente». Società
controllate. Fra le 27 in elenco, due sono fantasma (Bastogi e Brioschi, nessuno sa che fine abbiano fatto
eppure sono ancora in carico), due hanno accumulato disavanzi in doppia cifra, Abbanoa -11 milioni e
Carbosulcis -42, tutte le altre arrancano, come conferma la tabella pubblicata a fianco. Da queste società
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la Regione non guadagna un centesimo, perde soltanto e in più nello star loro dietro va incontro a errori e
inchieste di ogni tipo. È successo con la Saremar (deve essere privatizzata da un'eternità) per
l'esperimento flotta sarda, l'Europa ora pretende il recupero di 10,8 milioni, e con SardegnaIt (comunque
una delle poche insieme all'Arst col bilancio in attivo) sotto indagine in Procura per una presunta asta
pilotata sull'affitto della sede. Solo due società non sono pentole bucate: Geasar (aeroporto di Olbia) e
Sogaer (aeroporto di Cagliari) producono utili, ma solo perché qui la Regione ha quote minime e forse il
motivo del successo è proprio questo.
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IN DIECI GUADAGNANO QUANTO 500MILA FAMIGLIE DI OPERAI
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Il Censis: così in Italia si allarga la diseguaglianza sociale Redditi da lavoro diminuiti. «Chi più aveva, più
ha avuto»
di Vindice Lecis w ROMA Dieci uomini d'oro contro cinquecento mila famiglie. Sono loro, i
più ricchi d'Italia, e dispongono di un patrimonio di 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi mezzo milione
di famiglie operaie messe insieme. Italia, storie di diseguaglianze profonde e sempre più profonde.
Nemmeno duemila uomini possono vantare un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (a
parte il valore degli immobili). Questi ricconi (lo 0,003% della popolazione) detengono a loro volta una
ricchezza pari al 4,5% della popolazione totale. Cifre impressionanti che potrebbero rimettere a posto i
nostri conti pubblici. Il cancro dell'Italia si chiama diseguaglianza, commenta il Censis che ha diffuso questi
dati osservando che le distanze della ricchezza sono cresciute nel tempo. Ad esempio oggi il patrimonio di
un dirigente è pari a 5,6 volte di quello di un operaio, mentre vent'anni fa era "solo" il triplo. Il patrimonio di
un libero professionista è quasi cinque volte superiore a quello di un operaio (4,5 volte per l'esattezza),
mentre vent'anni fa era il quadruplo. Il Censis prende in esame anche le dinamiche dei redditi familiari
commentando amaramente che «chi più aveva, più ha avuto». Infatti i redditi operai negli ultimi dodici anni
sono diminuiti in termini reali quasi del 18%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del
3,7%. A loro volta i redditi dei dirigenti sono invece aumentati dell'1,5%. Viste le sperequazioni e le
diseguaglianze sociali, non deve sorprendere che l'austerità e le politiche di rigore abbiano inciso in modo
diverso. Negli anni tra il 2006 e il 2012 i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti del 10,5%, quelli
degli imprenditori del 5,9% , degli impiegati del 4,5% mentre quelli dei dirigenti hanno registrato una
flessione del 2,4%. «Distanze già ampie che si allargano - scrive il Censis - compattezza sociale che si
sfarina, e alla corsa verso il ceto medio tipica degli anni '80 e '90 si è sostituita oggi una fuga in direzioni
opposte, con tanti che vanno giù e solo pochi che riescono a salire. In questa situazione è alto il rischio di
un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello sviluppo come presupposto per un maggiore
benessere». La crisi, i tagli al welfare, le diseguaglianze accentuate stanno anche cambiando la vita degli
italiani come l'avere o non avere figli che diventa un dilemma sempre più lacerante. La nascita del primo
figlio fa aumentare di poco, rispetto alle coppie senza figli, il rischio di finire in povertà. Ma la nascita del
secondogenito fa quasi raddoppiare quel rischio. Il Censis cerca di capire come 10 milioni di italiani
utilizzeranno il bonus dei «mitici« 80 euro. Le riposte intercettano l'incertezza del provvedimento: se sarà
un incremento una tantum, 2,2 milioni di beneficiari lo utilizzeranno per intero per la spesa, 2,7 milioni solo
in parte per consumi e 5 milioni per risparmi e pagamento debiti. In caso di intervento strutturale, sarà
destinato praticamente per intero alla spesa per consumi.
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OGGI GRILLO A CAGLIARI SORU LANCIA LA SFIDA: «NO AGLI
EUROSCETTICI»
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M5S porta in piazza anche i candidati per le Amministrative Ex governatore stasera a Sassari: dibattito sul
Mediterraneo
CAGLIARI A febbraio, con il «buco» alle Regionali, ha deluso i fedelissimi, chissà se nel
frattempo lo strappo con gli elettori si è ricucito. Oggi Beppe Grllo lo capirà dal palco della Piazza dei
Centomila, quella dei Papi, a Cagliari, dove salirà alle 20.30 per il «Vinciamonoi tour», la campagna
elettorale per le Europee del 25 maggio. Siccome i tempi sono stretti, domani lo stesso comizio è previsto
in Sicilia, il leader del Movimento Cinque stelle ha convocato insieme ai due candidati sardi per Strasburgo
(Nicola Marini e Giuliana Moi) anche i candidati sindaco per le Comunali di Sassari (Maurilio Murru) e di
Alghero (Graziano Porcu). Grillo, come si sa, s'è tirato fuori dalle ultime Regionali - la motivazione ufficiale
è stata: «In Sardegna, litigano troppo», ma lo sconforto degli iscritti pare sia rimasto - ma quando è stato in
Sardegna nel 2013 (elezioni Politiche) ha fatto il pieno prima nelle piazze e poi nei seggi. Primo partito,
con il 29 per cento dei voti, quattro deputati e due senatori eletti. L'obiettivo è lo stesso di un anno fa, ma
stavolta Grillo rischia di pagare anche nell'isola l'effetto Matteo Renzi, con il Pd nettamente in testa
secondo gli ultimi sondaggi con quasi dodici punti di vantaggio. Pd alla riscossa. È chiaro che per
prendersi la rivincita sul 2013 e ritornare a essere il primo partito i Democratici puntano molto, in
Sardegna, sulla candidatura di Renato Soru. L'ex presidente della Regione è rientrato ieri dal tour
elettorale in Sicilia e oggi sarà a Sassari (alle 17.30 al Palazzo della Provincia) per partecipare al dibattito
«Mediterraneo: orizzonte d'Europa, orizzonte di pace». Dibattito organizzato dalle associazioni Ponti non
muri, Linee di confine e La rosa rossa e a cui partecipano il vescovo di Beirut Youhanna JiBattah, Silvio
Lai, segretario regionale del Pd, e Antonello Cabras, presidente della Fondazione Banco di Sardegna.
Soru all'attacco. Proprio ieri, nel suo ultimo comizio in Sicilia, l'ex governatore ha lanciato la sfida a Grillo.
«Le sparate contro l'euro - ha detto - la demagogia di chi è a capo del Movimento Cinque Stelle, insieme
alle spinte populista, razziste e xenofobe che girano per l'Europa, rappresentano un grande inganno che
vuole riportare l'Italia indietro». Nel fronte degli euroscettici, Soru ha messo in fila la francese Marine Le
Pen, gli ultrà neonazisti d'Ungheria e poi la Lega e Grillo. «Dobbiamo votare - ha detto Soru - per avere più
Europa ma è chiaro che dovrà essere un'Europa diversa». Nello stesso comizio, ha sostenuto anche il
percorso di Renzi per cambiare l'Italia con le riforme istituzionali: «La strada è quella giusta e servirà a
rivoluzionare anche il mondo del lavoro. E a chi parla di nuova precarizzazione, rispondo che in Sicilia e
Sardegna i giovani il lavoro non ce l'hanno proprio. Da imprenditore poi dico che se posso assumere un
giovane senza troppi vincoli, lo faccio e se in gamba, lo mantengo». Soru dal tour in Sicilia, è ritornato
molto soddisfatto e ora dovrà gettarsi a capofitto nella campagna elettorale sarda. Cicu in Sicilia. Se la
gara sembra essere a due, Pd e Cinque Stelle, Forza Italia non vuole rimanere schiacciata. Ieri in Sicilia, è
cominciata la campagna elettorale di Salvatore Cicu, il candidato sardo del partito di Berlusconi. «Il tema
dell'insularità - ha detto - rappresenta per le due isole una rivendicazione forte per ottenere dall'Europa
quegli investimenti che devono compensare lo stato d'inferiorità nello sviluppo e nelle infrastrutture». Cicu
ha detto di sentirsi «il candidato delle isole» in replica alla dichiarazione di Soru, che nei giorni scorsi
proprio in Sicilia aveva detto di «non sentirsi il candidato della Sardegna, ma di un Pd che vuole cambiare
l'Unione Europea». (ua)
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PINILLA: «SENZA STADIO DOPO I MONDIALI POTREI ANDARE VIA»
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Il calciatore cileno si racconta ai ragazzi delle Medie di Pirri «Per il Cagliari rimanere in serie A è un
piccolo miracolo»
di Mario Frongia w CAGLIARI Carico a mille per conquistare il Brasile, con in
mente il proprio futuro. Al Cagliari? Forse. Maurizio Pinilla senza fronzoli. «Il mio contratto scade nel 2015.
Ma se non si risolve la questione stadio, dopo i mondiali parlo con la società e potrei andare via». La punta
tira fuori le unghie: «Il calcio ha cose belle e altre meno. Ma quel che ci succede non si può definire sport.
Senza stadio né tifosi, due anni tra Trieste, Quartu, Parma, trasferte interminabili e faticose, con tante
incertezze, non è facile giocare bene». Pinigol51 è carico per il Napoli. Con un filo di rabbia. E la maglia
del Cile - raduno il 19 maggio - dietro l'angolo: «Spero di essere ai mondiali, me la gioco con Vargas,
Sanchez, Paredes e Canales». Con 7 gol all'attivo, il puntero giramondo classe '84, cresciuto
nell'Universidade de Chile, si racconta ai ragazzini delle medie di Pirri. «Volete fare i calciatori? Fate altro»,
ironizza nell'incontro per il "Tour delle scuole", iniziativa del club rossoblù. Si parte dalla salvezza.
«Eravamo salvi da sei giornate: un traguardo miracoloso. Un successo da dividere con i tifosi, per colpe
non loro sempre poche migliaia, la squadra, la società e lo staff tecnico». Pinilla, una stagione in altalena?
«No, quando sono rientrato dalla nazionale, dopo aver giocato nell'amichevole con la Germania a
Stoccarda, mi sono ritrovato per quattro volte di fila in panca senza capire perché. Stavo bene. È andata».
È stato bersagliato dagli infortuni. «No, sono stato fuori per scelta tecnica. Pazienza, decide il mister e le
scelte si rispettano». Eppure, Lopez l'ha sempre ritenuto un top player? «Sì. Con Diego abbiamo iniziato
bene la stagione e sarebbe stato meglio chiuderla con lui. Ma rimunginare non serve, quel che conta è la
salvezza». Con Ivo Pulga come va? «Ci conosce bene, sa cosa possiamo dare. Aver fatto 7 punti in tre
partite è stato un bel colpo». Avete temuto di retrocedere? «Mai. Siamo un ottimo gruppo che rema nella
stessa direzione. Comunque, viste le condizioni extra campo, rimanere in A è un piccolo miracolo». Stadio
vuoto e senza tifo. Una tortura? «Ho girato molto, mai visto né sentito nulla di simile in nessun'altra parte al
mondo. Il calcio è spettacolo per e con i tifosi. Le curve devono cantare e gioire». Scudetto alla Vecchia
Signora. Ma in B chi ci va? «La Juve è la più forte. Dietro, mi soprende il crollo del Catania. Le altre sono
tutte in corsa». A proposito di news, magari Cellino la porta al Leeds? «L'Inghilterra non fa per me. Troppo
freddo e andare a pesca di trote non mi diverte». E se Nainggolan la chiama a Roma? «Sono contento per
Radja, merita di essere in una big. Ci sentiamo e vediamo spesso. Ma ripeto, se l'anno prossimo non si
apre il sant'Elia, dopo i mondiali parlo con la società. E lo faranno anche altri compagni. La situazione è
insostenibile, chiediamo solo la normalità». Mauricio, a fine carriera dove si vede? «Vorrei chiudere col
calcio in Cile. Poi, sto con la famiglia a non far nulla per un anno».
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TRA CRISI E DISOCCUPATI SI SPERA NEL PIANO GIOVANI
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Nell'isola, in un solo giorno, il maggior numero di adesioni al database nazionale I sindacati scettici:
«Speriamo che il nuovo progetto non vada sprecato»
oriana putzolu Serve un impegno costante per
aiutare i giovani
di Alfredo Franchini w CAGLIARI La festa del lavoro appena trascorsa è ancora la
ricorrenza in cui, ricordando la battaglia per le otto ore, l'eccidio di Chicago e la strage del primo maggio
1947 in Sicilia a Portella delle Ginestre, il mondo produttivo ripropone i propri obiettivi di crescita? Nel
trarre un bilancio dalle manifestazioni di giovedì scorso, la risposta sembrerebbe essere negativa visto che
lo stesso sindacato ha deciso di celebrare la ricorrenza nei luoghi simbolo della crisi: da Pordenone,
(scelta per la manifestazione nazionale di Cgil-Cisl e Uil per il caso emblematico dell'Electrolux), a Taranto
(Ilva), passando per il Sulcis alle prese con la deindustrializzazione e l'inquinamento. Scelte che non sono
una novità per il movimento sindacale ma che indicano la complessità del problema. Disastro. Gli elementi
del disastro lavoro sono racchiusi nei numeri che pubblichiamo in questa pagina ma qualcosa si muove: il
primo maggio - data simbolica - è partito ufficialmente il progetto per dare una risposta ai disoccupati:
impiego, apprendistato, formazione o anche servizio civile. E' il progetto «Garanzia giovani», finanziato in
Sardegna con 54 milioni di euro destinati potenzialmente a una platea di 75 mila persone comprese nella
fascia tra i 15 e i 29 anni. Tutto ruota attorno ai profili individuali raccolti dalle agenzie accreditate e dai
vecchi Centri servizi. «Verrà firmato un patto di servizio», spiega l'assessore Virginia Mura, «ed entro
quattro mesi ad ogni giovane dovrà essere trovata un'occasione formativa o di lavoro». Boom di click. Il
piano è partito bene: ieri c'erano già state 7.500 adesioni a Garanzia Giovani di cui 567 in Sardegna contro
528 della Lombardia, 513 del Lazio, 458 della Campania, 458 della Sicilia. Troppi Neet. «Speriamo che
non sia un'altra occasione sprecata», afferma Oriana Putzolu, segretaria della Cisl, «l'impegno dovrà
essere costante e ad alto livello per tutti e due gli anni previsti di attuazione». La situazione dei giovani in
Sardegna è preoccupante: circa 42 mila ragazzi non lavorano e non studiano più, coloro che con un
acronimo inglese vengono definiti Neet. «Tra gli under 24», dice Oriana Putzolu, «i disoccupati e gli
inoccupati senza qualifica e senza titolo di studio sono undicimila. In un mercato del lavoro dove si contano
2.000 aziende in crisi potrebbe ripetersi quanto accaduto coi contratti di formazione e lavoro, cioè
l'attivazione di un ridotto numero di contratti di garanzia giovani». La norma consente ai candidati di
rivolgersi ad altre regioni, ma sarebbe un'ulteriore impoverimento». Fiumesanto, Sulcis, Ottana. Nell'isola
sono aperte quasi duemila vertenze di altrettante aziende in crisi. I poli industriali sono a pezzi: a
Fiumesanto (Eon) 250 dipendenti diretti e altrettanti indiretti aspettano il piano per lo smontaggio dei gruppi
e le relative bonifiche. A Porto Torres la crisi ha coinvolto 1.400 lavoratori di Matrica (tra diretti e indiretti).
Piano straordinario. Michele Carrus, segretario della Cgil, rivolge un nuovo appello alla giunta Pigliaru: «Un
impegno per un piano straordinario del lavoro che restituisca una prospettiva ai giovani e ai troppi
disoccupati e cassintegrati». Il governo della Regione, però, è contrario ai piani «straordinari», preferendo
guardare a riforme strutturali. La Cgil replica: «Non possiamo subire le scelte del governo nazionale»
avverte Carrus, il quale sottolinea che «non è sufficiente lamentarsi a Roma, occorre fare qui leggi e
proposte utili per anticipare i cambiamenti e disegnarli così come noi li vorremmo». Il richiamo è a chi «ha
ruoli di responsabilità, a un nuovo impegno per superare la crisi economica e sociale che, ogni giorno, si fa
più pressante e insostenibile». Alcoa. Ovviamente il primo maggio è un ricordo lontano per i lavoratori di
Alcoa: «Non c'è nulla da festeggiare», ha detto Francesca Ticca, segretaria della Uil, «faremo ripartire la
vertenza». Una battaglia che dovrebbe riguarda la politica industriale nazionale con la domanda: serve
l'alluminio per il sistema Paese? La segretaria provinciale della Uil, Daniela Piras, aggiunge: «Attorno alla
vertenza che riguarda i lavoratori diretti e degli appalti dello stabilimento Alcoa di Portovesme c'è solo
silenzio e rinvii. E in questo modo non possiamo continuare ad andare avanti». Sant'Efisio. Il dramma
lavoro è arrivato anche alla sfilata di Sant'Efisio: scritte e striscioni per invocare un'occupazione. «Ho visto
tante scritte con le richieste al santo di un lavoro per sè, i propri figli e nipoti», racconta il sindaco Massimo
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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
Zedda.
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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
UCCISI DA CHI VUOL NEGARELA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38044
Cagliari, ricordati gli agguati mortali di Cosa nostra e le minacce nell'isola Iacopino (Ordine): pensiamo
anche ai vivi. Siddi (Fnsi): sempre con i lavoratori
di Stefano Ambu w CAGLIARI Giornalisti uccisi
da mafia e terrorismo in Sardegna no. Ma i casi di minacce, secondo Ossigeno informazione, negli ultimi
anni sono almeno tre. Con incendi in casa e fiamme alle auto. Molto più grave il bilancio fuori dall'isola. Un
elenco lungo 28 nomi dal dopoguerra ad oggi. Da Cosimo Cristina, assassinato dalla mafia nel 1960, a
Vittorio Arrigoni, rapito e ucciso nella striscia di Gaza nel 2011. Ventotto storie rievocate ieri nella settima
giornata della memoria dei giornalisti uccisi, manifestazione itinerante organizzata dall'Unione cronisti
italiani, che ha fatto tappa nell'aula del consiglio comunale di Cagliari. In sala, molti parenti delle vittime. A
cominciare da Fulvio Alfano, figlio di Beppe, eliminato dalla mafia in Sicilia nel 1993: nel momento più
toccante, è riuscito a pronunciare solo quattro parole: «Allora avevo 10 anni». Poi ha detto grazie e non ha
più parlato, bloccato da emozione e dolore. Insieme a Fulvio c'era la madre Mimma Barbaro, vedova di
Alfano. Hanno voluto ricordare le vittime anche Giulio Francese, figlio di Mario, ucciso nel 1979, e Elena
Fava, figlia di Pippo Fava, ammazzato a Catania da Cosa Nostra nel 1984. I parenti hanno sottolineato un
tratto comune: diffamazione e depistaggio dopo la morte. Spesso si è cercato di spiegare gli agguati senza
nominare la mafia. Salvo poi, a distanza di anni, scoprire che i tentacoli della Piovra dietro quegli omicidi
c'erano eccome. Anche se si negava l'evidenza. Commovente la testimonianza di Paolo Piccinelli, figlio di
Franco, gambizzato dalle Br nel 1979. Affrontate dai rappresentanti di Ordine, Fnsi e Unci le minacce ai
giornalisti e le querele temerarie. Così come il tema dei sottopagati. E i casi di cronisti che, stanchi e
depressi, hanno deciso di togliersi la vita. «Ricordiamo i morti - ha detto Enzo Iacopino, presidente
nazionale dell'Ordine - ma, prima che li ammazzino o si ammazzino, rispettiamo i giornalisti vivi». Per il
segretario della Fnsi, Franco Siddi, sacrifici da non dimenticare. «Di fronte alla crisi e alla chiusure di
giornali - ha aggiunto - non possiamo fare molto. Ma dalla parte dei lavoratori continuiamo ad andare
dovunque ci sia bisogno di mettere in risalto certe situazioni».
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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
IS MIRRIONIS, DONNA CHIEDE LA CASA E MINACCIA IL SUICIDIO COL
COLTELLO E LANCIANDOSI NEL VUOTO
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38083
Una cinquantenne è stata soccorsa dalla Polizia mentre annunciava di volersi togliere la vita dopo
essere entrata nella sede della Circoscrizione in via Montevecchio. All'origine del gesto la richiesta di una
casa e problemi economici
[email protected]
Prima minaccia di togliersi la vita con un
coltello e poi sale sul parapetto degli uffici comunali, annunciando di volersi lanciare nel vuoto. Una donna
di circa 50 anni è stata soccorsa dalla Polizia mentre annunciava di volersi togliere la vita dopo essere
entrata nella sede della Circoscrizione in via Montevecchio a Cagliari. All'origine del gesto la richiesta di
una casa da parte della donna che avrebbe anche problemi economici.
Gli agenti della Squadra
Volante, immediatamente intervenuti sul posto dopo aver ricevuto la segnalazione dei dipendenti comunali,
sono riusciti a convincere la donna a scendere e consegnare il coltello. Il caso è stato segnalato ai Servizi
sociali del Comune.
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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
SANT'EFISIO TORNA A STAMPACE, NELLA CHIESETTA "IS GOCCIUS"
E I CANTI IN LATINO
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38082
Negli ultimi anni il numero di persone che attende il ritorno del santo "a casa" è cresciuto ad ogni
edizione. La processione dovrebbe sfilare davanti alle tribune di via Roma intorno alle 23
[email protected]
Dalla festa sotto il sole del Primo maggio all'ultimo atto notturno, stasera,
con il ritorno a Stampace di Sant'Efisio. Quattro giorni fa c'erano migliaia di persone: oggi ad aspettare il
cocchio con la statua del martire guerriero saranno molti di meno. Ma il fascino è proprio quello:
un'atmosfera più intima e raccolta. Anche se è vero che negli ultimi anni il numero di persone che attende il
ritorno del santo "a casa" è cresciuto ad ogni edizione.
Il rituale non cambia: Sant'Efisio, dopo la
processione e le tappe nei luoghi del martirio sino alla spiaggia di Nora, deve tornare nella sua chiesetta di
Stampace entro la mezzanotte per lo scioglimento del voto. Ma come al solito giocherà un po' d'anticipo: la
processione dovrebbe sfilare davanti alle tribune di via Roma intorno alle 23. In chiesa previsti rito religioso
in latino e "goccius" in onore del Santo. Alla manifestazione del Primo Maggio, la 358/a edizione della
festa, erano scesi in campo novantacinque comuni, diciotto traccas, novanta associazioni di devoti in abiti
tradizionali, cinque strumentisti, trentotto cavalieri e quattro miliziani. E ancora: 220 devoti nelle traccas,
2500 persone in corteo e 70 miliziani a cavallo. In più le decine di migliaia di persone che hanno affollato
via Roma, il Largo e tutto il centro storico. E Sant'Efisio adesso punta a un riconoscimento internazionale:
Cagliari ha infatti avviato formalmente il dossier per l'iscrizione dello scioglimento del voto nella lista
rappresentativa del patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco.
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CAGLIARI IN PIEDI PER IL RITORNO DI SANT'EFISIO: MAI COSÌ
TANTA GENTE
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38078
Storia di un evento che sta entrando nel cuore della città: il ritorno del Santo assume quasi la stessa
importanza del primo maggio. In un religioso silenzio scandito da preghiere e applausi Autore: Jacopo
Norfo il 05/05/2014 01:41
Cagliari in piedi per il ritorno di Sant'Efisio. Migliaia di persone in
religioso silenzio, scandito soltanto dai suggestivi applausi. Il Santo ha fatto ritorno ieri a Stampace poco
prima delle 23, ma la notizia è un'altra: mai come quest'anno c'era tanta gente. Mai come questa volta il
momento è stato così emozionante, forse perché in prima fila c'erano tante famiglie "disperate" nell'anno
della grande crisi. Negli ultimi anni il ritorno del martire guerriero, scortato dai cavalli e dai miliziani, è
diventato un momento emozionante esattamente come la festa del primo maggio. Dopo la tappa a Nora e
a Capoterra, Efisio torna nella sua città. Ed è un momento di speranza,di preghiera per i fedeli, di conforto
per tutti. Vederlo sfilare lì, con la via Roma chiusa al traffico nella notte, nel Largo che diventa stregato
dalla magia di una processione che non è come tutte le altre, diventa un appuntamento da segnare sul
calendario. Quello che prima era solo un evento religioso, il ritorno a casa del santo dalla Sulcitana, ora è il
raccoglimento di una città che si stringe davvero intorno al suo simbolo. Perché attorno non ci sono solo i
turisti, ma soprattutto la gente comune. Non c'entra l'Unesco, è una questione di fede, di affetto, di sentirsi
cagliaritani. Sant'Efisio è quel che unisce il popolo, anche soltanto per tre giorni. Ma lo unisce davvero.
C'erano le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, quelle che si sono fatte notare di più
raccontando agli altri fedeli la loro disperazione. C'erano i politici, ma sembravano mimetizzati tra la folla.
Bentornato, Efisio, proteggici da tutti i mali. (Nella foto di Dietrich Steinmetz, la folla raccolta davanti al
Municipio).
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PISTE CICLABILI AD OSTACOLI: C'È IL BIKE SHARING, RESTANO I
CASSONETTI
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38081
Sos dei ciclisti in via Sonnino
Autore: Federica Lai il 02/05/2014 12:45
Via Sonnino,
piste ciclabili ad ostacoli. Gli amanti delle due ruote sono costretti a fare lo slalom tra i cassonetti della
spazzatura, piazzati proprio in mezzo al passaggio riservato alle biciclette. Un disagio per i tanti ciclisti
presenti in città, anche dopo l'incremento delle stazioni di bike sharing in diversi punti strategici di Cagliari.
Un problema che non si è ancora risolto dopo due anni.
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SAN MICHELE, GUERRA AI CANI E AI PADRONI SPORCACCIONI:
VIDEO DENUNCIA
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38079
Abitanti esasperati, le strade ricoperte dagli escrementi degli animali davanti all'asilo: ecco il VIDEO
Autore: Federica Lai il 03/05/2014 12:39
Una distesa di escrementi nel quartiere San Michele,
tra il parco giochi di piazza Italo Stagno e l'asilo nido comunale. La conseguenza di brevi passeggiate di
alcuni cani, ma soprattutto della maleducazione dei loro padroni. Oltretutto questo spettacolo si presenta a
pochi passi da un parco dedicato ai quattro zampe, proprio in via Premuda. La denuncia viene fatta da
Andrea Portoghese, che in un video ha ripreso lo scempio ai piedi della staccionata del parco dedicato ai
più piccoli.
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SARDU IN CAMPU, CAGLIARI DIVENTA CAPOFILA IN NOME DEL
BILINGUISMO
Indirizzo della pagina: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=38080
Sardu in Campu, Cagliari diventa capofila in nome del bilinguismo
Al progetto partecipano anche
Monserrato, Quartucciu, Sestu, Selargius, Sinnai e Villasimius
Autore: Federica Lai il 02/05/2014 20:39
Cagliari capofila del progetto "Sardu in Campu", finanziato con fondi stanziati dal Governo per il
2014 per la tutela delle monoranze linguistiche storiche. L'obiettivo è quello di portare il sardo nella
quotidianità delle persone come lingua d'uso normale, e promuovere il bilinguismo a livello intercomunale.
Al progetto partecipano anche altri sei Comuni dell'hinterland: Monserrato, Quartucciu, Sestu, Selargius,
Sinnai, e Villasimius. Nel documento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Zedda viene delineato il
progetto che sarà strutturato in tre parti: uno sportello linguistico, per cui viene richiesto un finanziamento
di 32.240 euro, una formazione linguistica, 47.100 euro, e un'attività culturale di promozione linguistica,
32.720 euro. Il progetto. Lo sportello linguistico non sarà una struttura stabilmente operativa in ogni
singolo Comune: lo sportello, secondo una rotazione settimanale regolata da un calendario, garantirà
l'erogazione di servizi istituzionali nei diversi comuni in giorni della settimana diversi e secondo orari
prestabiliti. Ci sarà, infatti, un SarduBus, un camper con una livrea caratteristica che fungerà da base
mobile d'appoggio per le attività che lo sportello metterà in essere direttamente negli spazi pubblici in
occasione di eventi e manifestazioni di particolare richiamo. Gli operatori saranno selezionati in parte
attingendo al personale comunale attraverso una richiesta di disponibilità e in parte attraverso una
procedura ad evidenza pubblica rivolta a figure esterne all'amministrazione. Nel corso della selezione
saranno valutate, tra le altre, le competenze relative alla conoscenza del sardo parlato e scritto, alla
esperienza di contatto diretto con il pubblico, alla esperienza nella organizzazione di eventi e
manifestazioni e nella definizione di progetti, alla pratica nell'uso dei social network. Il corso di
formazione ha come obiettivo l'acquisizione di competenze nell'uso scritto e orale della lingua sarda,
attraverso le nuove e più aggiornate tecniche di educazione linguistica finalizzate allo sviluppo di
competenze ricettive e produttive. A tal fine, il corso sarà strutturato nella modalità blended learning che
prevede, attraverso la costituzione di contesti formativi misti, lezioni frontali e lezioni mediate dal computer
(e-learning) e dai dispositivi mobili (mobilelearning). Il corso si strutturerà in due parti. La prima dal titolo
"La lingua sarda" si articolerà in 5 moduli: Fonetica, Sintassi, Semantica, Grafia e Ortografia, Variazione.
La seconda parte dal titolo "Deu? Chistionu!" sarà dedicata interamente alla comunicazione e quindi all'uso
del linguaggio nella pratica quotidiana. Il progetto di promozione linguistica, invece, rientra nel più ampio
progetto di candidatura di Cagliari e dei territori del Sud dell'Isola come capitale europea della cultura per il
2019. Uno dei pilastri della candidatura è rappresentato dal Patrimonio Immateriale inteso in senso
europeo, come quel bagaglio di pratiche, conoscenze, saperi, espressioni e convinzioni nelle quali le
comunità si riconoscono e sulla cui base (auto)progettano la propria vita. Gli obiettivi sono tre: il
coinvolgimento delle nuove generazioni all'interno di un processo che stimoli la creatività, l'affermazione di
un senso alto di cittadinanza culturale legato anche alla valorizzazione delle lingue minoritarie. E l'utilizzo
del sardo nelle forme e nei generi artistico -culturali della contemporaneità: sessioni di poetry slam (poesia
estemporanea) in sardo, concorsi dedicati ai giovani per la produzione di video, musica in lingua sarda.
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Rassegna Stampa 5 Maggio 2014
GALSI, I RIFORMATORI ATTACCANO: "ADDIO AL PROGETTO, IN
SARDEGNA NON CI SARÀ IL METANO"
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Galsi, i Riformatori attaccano: "Addio al progetto, in Sardegna non ci sarà il metano" "Galsi, la
Giunta regionale dice addio al metano in Sardegna". E' l'attacco dei Riformatori che denunciano
l'abbandono del progetto. Cossa: "Spesi milioni di euro per nulla, uno scandalo che il governo regionale si
arrenda". CAGLIARI - "La Giunta regionale dice addio al Galsi e, stando a quanto afferma l'assessore
dell'Industria, la Sardegna cerca soluzioni alternative. Una resa, dunque, un addio alla metanizzazione
dell'Isola, un ulteriore aumento del gap infrastrutturale. Uno spreco di denaro pubblico, l'ennesimo, che fa
gridare allo scandalo". Lo denuncia il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, che
annuncia la presentazione di una mozione con richiesta di seduta straordinaria del Consiglio regionale.
"Siamo di fronte a uno smacco per la nostra Isola - dice ancora Cossa - e restiamo sconcertati davanti a
una Giunta regionale che assiste senza far nulla a un vero e proprio scippo ai danni della Sardegna e delle
tasche dei sardi". Cossa ricorda che la Sardegna è l'unica regione ancora a non avere il metano e
questa porta famiglie e imprese a pagare il gas e l'energia molto di più che nel resto d'Italia. "Siamo allibiti
dal silenzio di una Giunta regionale che resta impassibile mentre nell'ultimo mese è accaduto di tutto: il
governo che ricorre contro il taglio del costo della benzina per i sardi, i cieli dell'Isola che sono nel caos più
totale e, adesso, lo scippo della metanizzazione". Una Giunta regionale che sta dimostrando non solo di
non saper programmare il futuro della Sardegna ma neppure affrontare le ordinarie emergenze".
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