Commercio al dettaglio di tessuti per l`arredamento e di tappeti

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Metodologia di controllo
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI TESSUTI PER L’ARREDAMENTO, DI
TAPPETI E DI BIANCHERIA DA TAVOLA E DA CASA
Codice attività: 52.41.2
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Indice
1. PR EME S SA ........................................................................................................................... 2
1.1 Caratteristiche economico - aziendali del settore........................................................ 2
1.2 Cenni normativi - vendite straordinarie - consuetudini commerciali.......................... 3
2. AT TIVI TA’ PR E PARA TORIA AL CONT ROL L O.................................................................... 4
2.1 Interrogazioni dell’Anagrafe Tributaria ......................................................................... 4
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all’accesso ................................................ 5
2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet....................... 5
3. ME TODOLOGIA DE L CONT ROL LO..................................................................................... 7
3.1 L’accesso ........................................................................................................................ 7
3.2 Controlli prioritari ........................................................................................................... 7
3.3 Controllo del volume d’affari ......................................................................................... 9
3.3.1 - Tipologie di evasione ............................................................................................. 9
3.3.2 - Indizi di evasione ................................................................................................. 10
3.3.3 - Prospetto degli eventuali indizi di evasione.......................................................... 14
3.3.4 - Possibili approfondimenti dell’indagine ................................................................ 15
3.3.5 - Quantificazione dei ricavi omessi......................................................................... 15
3.3.6 - Controllo di carico e scarico del magazzino ......................................................... 15
3.3.7 - Controllo del ricarico ............................................................................................ 16
3.3.8 - Indice di rotazione del magazzino........................................................................ 18
3.3.9 - Indice di produttività per addetto.......................................................................... 19
3.3.10 - Altri controlli ed analisi ....................................................................................... 20
3.4 Ulteriori elementi di valutazione.................................................................................. 21
3.5 Le indagini bancarie..................................................................................................... 21
3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti ............................... 22
3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari ............................ 22
CHECK LIS T ........................................................................................................................... 23
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Commercio al dettaglio di tessuti per l’arredamento e di tappeti
Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa
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1. PREMESSA
Il settore in questione viene individuato dai codici attività: 52.41.2 Commercio al dettaglio di tessuti per
l’arredamento 52.41.3 Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa. Tali attività sono state
trattate in un’unica metodologia, in quanto, nella realtà, si è riscontrata la possibilità per chi effettua la
vendita di biancheria di abbinare anche la vendita di tappeti o tessuti per l’arredamento.
Lo specifico ramo merceologico non presenta caratteristiche omogenee ma varia fortemente a seconda
della modalità con cui viene svolta l’attività ed in base agli assetti dimensionali ed organizzativi adottati.
Il fattore dimensionale ha permesso di distinguere tra gli esercizi con una struttura organizzativa di
dimensioni contenute e quelli di più grandi dimensioni.
1.1 Caratteristiche economico - aziendali del settore
La forma giuridica è prevalentemente la ditta individuale con la presenza anche di società.
Tra le società si riscontrano attività commerciali di dimensioni più consistenti accompagnate da
un’elevata numerosità e varietà di prodotti.
La
seguente
classificazione
degli
esercizi
commerciali
tiene
conto
dei
diversi
canali
di
approvvigionamento e della logistica:
i negozi specializzati nella vendita e realizzazione di tende e tendaggi. In maggioranza sono imprese
individuali, caratterizzate da una gestione di tipo tradizionale, in cui è il titolare che gestisce direttamente
il negozio. La modalità di approvvigionamento di tale punto vendita è rappresentata dalle ditte produttrici
e dai commercianti all’ingrosso. L’attività prevalente è costituita dalla vendita di tessuti per tendaggi da
interni, accessori tendaggi da interni e tendaggi da sole per esterni; inoltre forniscono servizi di
montaggio cucitura personalizzata di tende da sole, tappezzeria e realizzazione di arredi tessili;
i negozi di dimensioni medie specializzati nella vendita di tessuti per tappeti e tendaggi. In prevalenza
sono ditte individuali specializzate nella vendita di tessuti da tappezzeria e tessuti per tendaggi e
generalmente non hanno dipendenti impiegati nello svolgimento dell’attività. Gli acquisti vengono ripartiti
tra ditte produttrici e grossisti.
L’esercizio commerciale potrebbe abbinare alla vendita di tali beni anche il servizio di tappezzeria , nel
qual caso, per la ricostruzione dei ricavi per l’attività specifica, si rimanda il verificatore alla relativa
metodologia di controllo “Tappezzieri”;
i negozi di tappeti. Le imprese in esame sono in prevalenza ditte individuali. L’acquisto di tappeti avviene
prevalentemente presso commercianti all’ingrosso. Coerentemente con il tipo di merceologia venduto la
fascia qualitativa dell’offerta è prevalentemente medio-alta. Detti negozi svolgono anche permute di
tappeti, restauro e pulitura degli stessi, custodia e noleggio. In particolare, nel settore del commercio di
tappeti pregiati, dove il titolare del negozio vende tappeti originali di cui deve garantire la provenienza, si
riscontra, l’attività di importazione diretta da Paesi estranei all’Unione Europea o da territori esclusi dalla
UE che non siano già stati immessi in libera pratica in altro Paese membro;
i negozi di biancheria per la casa. Prevalentemente sono ditte individuali. Gli acquisti vengono effettuati
sia presso ditte produttrici che presso grossisti. L’attività è costituita prevalentemente dalla vendita di
biancheria per la casa e fornitura della stessa agli alberghi.
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I servizi offerti consistono nelle liste di nozze, nella consegna a domicilio effettuata con personale
proprio, consulenza e assistenza post-vendita. Coerentemente con l’elevata incidenza delle vendite
promozionali la fascia qualitativa dell’offerta è prevalentemente medio-bassa;
i negozi di biancheria e tessuti per tendaggi di grandi dimensioni. In prevalenza hanno forma giuridica di
società. Acquistano dalle ditte produttrici e l’assortimento offerto è costituito prevalentemente da
biancheria e da tessuti per tendaggi da interni. Coerentemente con il livello di servizio offerto la fascia
qualitativa dei prodotti è superiore alla media di settore;
i negozi di piccole dimensioni specializzati nella vendita di biancheria. La forma giuridica è costituita da
ditte individuali che non ricorrono a personale dipendente. Acquistano prevalentemente da grossisti e da
ditte produttrici. La fascia qualitativa dell’offerta è medio-bassa.
1.2 Cenni normativi - vendite straordinarie - consuetudini commerciali
Nel settore del commercio, l’effettuazione di vendite straordinarie e di liquidazione sono previste dal
D.Lgs. del 31 maggio 1998, n. 114 e successive modifiche e integrazioni.
A tal riguardo l’art. 15 del citato D.Lgs. n. 114/98 fornisce distinzioni in merito alle vendite di liquidazione,
alle vendite di fine stagione o saldi, e alle vendite promozionali:
i le prime sono quelle fatte da chi vuole vendere in breve tempo tutte le proprie merci o gran parte di esse
in occasione di “cessazione dell’attività commerciale, cessione d’azienda, trasferimento dell’azienda in
altro locale, trasformazione o rinnovo dei locali” e possono essere realizzate in qualsiasi momento
previa comunicazione al Comune;
i le seconde riguardano vendite di prodotti a carattere stagionale o di moda suscettibili di notevole
deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo;
i le promozionali sono invece vendite effettuate per periodi di tempo limitato. In particolare la Legge
Regionale del Lazio del 25/05/2001, n. 12, art. 49, commi 1 e 2, prevede l’obbligo di comunicare al
Comune ove ha sede l’esercizio commerciale almeno quindici giorni prima, la data di inizio della vendita
promozionale e limitatamente alle merci del settore dell’abbigliamento, delle calzature, del tessile, della
pelletteria, della pellicceria e della biancheria, è vietato effettuare vendite promozionali nelle sei
settimane precedenti i periodi delle vendite di fine stagione e nei periodi coincidenti con tali vendite e
quelle di liquidazione .
Si evidenzia che “lo sconto o il ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo
normale di vendita che deve essere comunque esposto” (art. 15, comma 5, D.Lgs. n. 114/98).
Le modalità di svolgimento delle vendite straordinarie, i periodi e la durata delle vendite di liquidazione e
delle vendite di fine stagione, vengono regolate da fonte normativa regionale (art. 15, comma 6, D.Lgs.
n. 114/98).
Inoltre, è prevista per gli esercenti che svolgono l’attività commerciale nei comuni ad economia
prevalentemente turistica, nelle città d’arte o nelle zone del territorio dei medesimi, la possibilità di
determinare liberamente gli orari di apertura e di chiusura, derogando all’obbligo di chiusura domenicale e
festiva (art. 12, comma 1, D.Lgs. n. 114/98).
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2. ATTIVITA’ PREPARATORIA AL CONTROLLO
2.1 Interrogazioni dell’Anagrafe Tributaria
L'attività di controllo dovrà riguardare la raccolta dei dati e delle informazioni riguardanti il soggetto da
verificare già in possesso dell’Ufficio, al fine di ricostruire la sua capacità reddituale.
Al riguardo una prima fonte di notizie è rappresentata dal sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria, dal
quale possono essere tratte le seguenti informazioni:
se trattasi di società:
i
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i
principali soci;
notizie sui comportamenti dell’organo amministrativo;
redditi dichiarati dalla società e dai soci (categoria ed importo);
esistenza di partite I.V.A., anche cessate, intestate ai soci;
elementi indicatori di capacità contributiva dei soci;
bilancio civilistico e relativi indici contabili;
se trattasi di persone fisiche:
i
i
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esistenza di partite I.V.A. cessate;
reddito complessivo dichiarato negli ultimi anni;
reddito di impresa dichiarato negli ultimi anni;
elementi indicatori di capacità contributiva;
per tutte le tipologie di soggetti:
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i
i
i
data d’inizio dell’attività;
luogo di conservazione delle scritture contabili;
notizie sulle sedi legale e/o amministrativa e/o punti vendita e/o eventuali depositi;
posizione fiscale, con dati relativi alle ultime dichiarazioni;
precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, segnalazioni, ecc.;
eventuali operazioni commerciali intercorse con operatori economici sammarinesi, comunitari ed
extracomunitari.
Presso gli Uffici verranno, inoltre, reperiti altri elementi d’accertamento. L’acquisizione dei suddetti atti
consente ai verificatori di:
i predisporre l’accesso contemporaneo o in tempi ravvicinati nei diversi punti vendita e/o depositi;
i controllare l’esistenza e l’entità dei rapporti commerciali fra società e soci con partita I.V.A. ed analogo
codice attività;
i dare una prima valutazione complessiva sulla credibilità dei redditi dichiarati dalla società o dall’impresa
rispetto al minimo “vitale”. Ad esempio si riscontra talvolta l’esistenza di società a ristretta base azionaria
che dichiarano perdite o redditi irrisori per molti anni. Si rende opportuno, in tal caso, ricercare
l’eventuale esistenza di finanziamenti dei soci alla società (indizio d’occultamento dei ricavi);
i acquisire le prime informazioni sull’evoluzione storica del fatturato e del reddito dichiarati, da completare
con i dati riscontrabili presso l’azienda e da giustificare anche mediante apposito contraddittorio con la
parte;
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i indagare sui rapporti finanziari fra società e soci (finanziamenti dalla società ai soci) nel caso di società
di capitale a ristretta base azionaria che, pur dichiarando utili, non li distribuiscono ai soci, soprattutto se
quest’ultimi non dichiarano altri redditi.
Di particolare interesse sarà anche la valutazione del livello di concorrenza in cui opera l’impresa
verificata, raffrontato al relativo bacino d’utenza, effettuando anche interrogazioni selettive per codice attività
per conoscere la numerosità dei soggetti operanti sul territorio.
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all’accesso
E’ opportuno riscontrare i dati acquisiti dall’interrogazione all’A.T. con i dati desumibili dalla banca dati
della Camera di Commercio, dell’I.N.P.S. e dell’I.N.A.I.L., relativamente a:
i
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i
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tipologia delle attività esercitate dal soggetto;
luoghi d’esercizio dell’attività ed eventuali depositi;
generalità del/i rappresentante/i legale/i della società e dei soci;
situazione giuridica del soggetto: normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito, ecc.;
eventuale presenza di protesti a carico dell’impresa, sia nella provincia di residenza che nel resto d’Italia,
per valutare sia “lo stato di salute” dell’azienda che la prevedibile proficuità dell’azione accertatrice;
i controlli a carico del soggetto;
i altri dati ed informazioni.
Notizia utile può rappresentare l’andamento dello specifico settore nella provincia, in base alle nuove
iscrizioni ed alle cancellazioni di ditte intervenute nell’ultimo anno.
Un altro sintomo sullo “stato di salute” dell’esercizio può essere rappresentato dalla “visibilità” pubblicitaria
del soggetto, in quanto il relativo onere normalmente risulta proporzionale alle aspettative di crescita dei
ricavi.
Nella fase preparatoria al controllo può risultare utile interrogare le inserzioni pubblicitarie presenti su
“Pagine Gialle” e “Pagine Utili”, al fine di acquisire notizie relative all’oggetto caratteristico dell’attività, alla
presenza di sedi decentrate e filiali, ecc..
Nell’ambito dell’attività preparatoria è opportuno effettuare un sopralluogo preliminare per conoscere le
caratteristiche esterne e la dimensione dell’esercizio, in particolare se è svolto in più locali, anche al fine di
stabilire il momento, la modalità dell’accesso e la composizione del nucleo di verificatori da impiegare.
Da valutare l’utilità di eseguire, con la massima discrezione, piantonamenti esterni anche intervallati nel
tempo, per avere informazioni sull’affluenza della clientela e sulle caratteristiche dell’esercizio.
2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
Al fine di raccogliere maggiori informazioni sul soggetto da sottoporre a controllo sarà utile verificare la
sua presenza in Internet.
Tale presenza potrà manifestarsi in vari modi: dalla semplice “pagina” con poche indicazioni, al “sito”
completo di cataloghi, listini, informazioni tecniche, ecc..
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Per effettuare la ricerca è sempre opportuno partire da un indirizzo specifico del soggetto (dominio) e ci si
potrà avvalere dei cosiddetti “motori di ricerca”.
Il dominio in genere si identifica con la denominazione del contribuente seguita dall’estensione ad
esempio (.it), (.com), (.org).
I motori di ricerca contengono una finestra in cui è possibile digitare una o più parole per avviare una
ricerca sulla rete; il verificatore potrà digitare il nome/denominazione del soggetto e cliccare su “cerca”,
ottenendo una serie di collegamenti (link) e di pagine web contenenti la parola da lui cercata.
La mancata individuazione della presenza in rete del soggetto tramite il motore di ricerca potrà dipendere
anche dall’assenza sul sito di ogni riferimento al nome o alla denominazione/ragione sociale cercati.
In questo caso si potrà tentare l'individuazione del soggetto mediante consultazione della banca dati della
Registration Authority del CNR di Pisa, che ha la gestione centralizzata dei domini “.it”; tale database è
consultabile dal sito www.nic.it.
La ricerca sarà effettuata con le diverse modalità consentite (consigliabile quella per nome e testo libero):
inserendo il nome/denominazione del soggetto da individuare, si potrà ottenere il nome di dominio
corrispondente.
Tra le informazioni consultabili vi sono quelle relative al soggetto che ha richiesto la registrazione del
nome di dominio, all’eventuale amministratore ed una breve descrizione dell’attività.
Si segnala, inoltre, che nel sito www.infoimprese.it è presente una banca dati contenente, per i soggetti
interrogati, alcune informazioni tratte dal registro imprese e l’eventuale link con cui operare la connessione.
E’ possibile accedere ad un motore di ricerca dei siti italiani con dominio, tramite il link di connessione
www.dominitaliani.it.
Si ricorda che è diffusa la presenza d’imprese che nei loro siti hanno predisposto e/o resi già operativi
strumenti di pagamento on-line e che, dunque, tramite Internet effettuano vendite, prestazioni o transazioni a
pagamento.
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3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO
3.1 L’accesso
Preliminarmente deve essere individuato il numero dei locali d’esercizio dell’attività per effettuare un
possibile accesso contemporaneo di due o più nuclei di verificatori nelle varie sedi.
Tutte le operazioni di seguito descritte necessitano, per essere realmente efficaci ai fini dell’indagine, di
un elevato grado di riservatezza, determinante per acquisire ogni elemento o documento utile per la
ricostruzione del reale giro d’affari.
Sono ipotizzabili diverse modalità d’accesso in dipendenza delle differenti caratteristiche organizzative
dell’attività:
i esistenza di un unico punto vendita e assenza di depositi con diversa ubicazione;
i esistenza di un punto vendita in luogo diverso dalla sede legale della società, esistenza di un deposito in
luogo diverso dal punto vendita o dalla sede legale;
i punto vendita di grandi dimensioni o con deposito adiacente.
3.2 Controlli prioritari
I verificatori dopo aver adempiuto alle formalità di rito, procederanno a:
i controllare la cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, assegni, ricevute di carte di credito e
bancomat) trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati;
i individuare le ultime operazioni effettuate, ed in particolare l’ultimo D.D.T., (scontrini, ricevute fiscali e
fatture);
i ricercare l’eventuale documentazione extracontabile che possa assumere rilievo ai fini dell’indagine (ad
esempio: preventivi, agende, appunti, quietanze, corrispondenza, brogliacci, indirizzi, ecc.);
i individuare gli eventuali servizi offerti (ad esempio: montaggio di tende da sole, servizio di tappezzeria e
realizzazione di arredi tessili, pulizia e restauro di tappeti, ecc.);
i rilevare i beni strumentali, le attrezzature e gli arredi posseduti;
i analizzare la quantità e la composizione delle attrezzature informatiche presenti (ad esempio: personal
computer, reti locali, particolari periferiche, ecc.);
In piccoli esercizi la presenza d’apparati informatici sopra dimensionati rispetto all’attività va giustificata
dal contribuente.
Attenzione va posta sulla effettiva disponibilità, nella sede, di tutta l’attrezzatura informatica presente in
inventario: la mancanza di personal computer, soprattutto portatili e/o di particolari periferiche, quali
lettori di memoria di massa o stampanti può essere indizio della esistenza in altri luoghi d’archivi
extracontabili o della gestione di contabilità parallela;
i acquisire i “floppy-disk” e gli altri supporti magnetici rinvenuti. Se l’azienda si avvale di mezzi informatici,
si provvederà a visionare il programma di gestione ed a richiedere la stampa dell’elenco clienti, nonché
di tutti i dati utili al controllo: bilancio di verifica, inventario di magazzino, giacenze, listino prezzi, tariffari,
ecc.. La lettura di detti supporti magnetici potrà consentire la rilevazione di clienti, fornitori, incassi e
pagamenti non presenti in contabilità. Debita attenzione va riservata ai dati registrati nell’hard disk del
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personal computer, utilizzato dal titolare dell’impresa o da soggetti aventi particolari responsabilità
gestionali.
Si rammenta che se la parte non consente l’utilizzazione dei propri impianti e del proprio personale, i
funzionari che procedono all’accesso possono, ai sensi dell’art. 52, comma 9, del D.P.R. n. 633/72,
provvedere con mezzi propri alla elaborazione e lettura dei supporti magnetici (dischetti, CD rom, ecc.)
fuori dai locali aziendali.
Qualora vengano utilizzate chiavi di accesso o codici particolari a tutela del contenuto dei supporti
magnetici, si potrà chiedere al titolare dell’azienda di eseguire le operazioni necessarie per accedere alle
informazioni in esso contenute.
Con la larga diffusione delle nuove tecnologie è sempre più frequente lo scambio di dati ed informazioni
tramite posta elettronica (E-mail). Tali informazioni desunte dalla casella di posta elettronica dell’azienda
possono avere rilevanza ai fini del controllo. A questo proposito si fa presente che i messaggi già
“aperti”, come per la normale corrispondenza commerciale, sono direttamente acquisibili mentre quelli
non ancora letti sono da trattare secondo quanto previsto dall’art. 52, comma 3, del D.P.R. n. 633/72 (si
evidenzia che in molti programmi di gestione della posta elettronica i messaggi aperti sono
contraddistinti da un’icona raffigurante una busta aperta mentre quelli non ancora letti da un titolo in
grassetto);
i controllare l’esistenza di un eventuale sito Internet, non rilevato durante la fase preparatoria al controllo
del contribuente, attraverso l’esame della documentazione reperita;
i rilevare il personale che opera effettivamente nell’impresa, con indicazione dei dati anagrafici, delle
mansioni svolte e della data d’inizio d’attività e del rapporto che intercorre con l’azienda (dipendente,
collaboratore, associato) al fine di raffrontare i dati acquisiti con quelli risultanti dai libri tenuti ai fini
previdenziali e del lavoro, considerando l’eventuale presenza di personale precario, a tempo
determinato, in particolari periodi dell’anno;
i rilevare i prezzi di vendita dai cartellini degli articoli esposti al pubblico, dai listini prezzi e dalle eventuali
fatture di vendita emesse;
i inventariare (quantità, valore e fornitore) le merci destinate alla vendita esistenti presso l’esercizio
(estendendo la ricerca anche ad eventuali altri locali a disposizione di cui si abbia conoscenza). I
verificatori si assicureranno che tutte le movimentazioni di merce vengano segnalate, sino al termine
delle operazioni di rilevazione giacenze.
La tenuta informatizzata del magazzino semplifica le procedure di acquisto, segnalando all’esercente le
tipologie e le quantità di merce da ordinare.
Nel caso in cui il soggetto verificato tenga una contabilità di magazzino “automatizzata”, sarà utile
analizzarne il sistema di funzionamento, dal quale si potrebbero rilevare informazioni utili alla
ricostruzione del volume d’affari. In tal caso si provvederà a reperire il file relativo al magazzino, che
potrà essere trasferito in S.A.Ve. seguendo le istruzioni disponibili nella relativa guida operativa, al
capitolo “import ed export dei dati”.
Il contribuente potrebbe aver adottato un sistema, che prevede il collegamento automatico tra lo scarico
della merce dal magazzino “automatizzato” (ad esempio passando il codice a barre del prodotto su un
lettore ottico) e l’emissione di un documento fiscale, oppure un diverso sistema per cui lo scarico di una
merce dal magazzino “automatizzato” non comporta l’emissione automatica di un documento fiscale.
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La tenuta di un magazzino informatizzato non esclude la presenza di merci acquistate “a nero” nel
database di gestione merce;
i rilevare quali carte di credito vengono accettate in pagamento, anche dai cartellini esposti sulle vetrine o
presso la cassa o da altri avvisi alla clientela;
i rilevare gli eventuali rapporti con società di credito al consumo per la concessione di rateazioni sulle
vendite;
i controllare l’esistenza e la corretta tenuta della contabilità;
i rilevare e controllare i dati utilizzati e dichiarati dal contribuente ai fini dell’applicazione degli Studi di
Settore. I controlli da effettuare sono esplicitati nella circolare del 13.10.2000, n. 185/E;
i rilevare, anche in contraddittorio con la parte, con contestuale verbalizzazione delle dichiarazioni rese:
x le merci più significative e dei relativi prezzi di vendita;
x la frequenza e le modalità d’approvvigionamento della merce e le fatture ancora da ricevere (ad
esempio: grossisti, imprese produttrici, gruppi di acquisto, importazioni);
x le modalità di gestione della cassa al fine di appurare la frequenza e l’entità dei prelievi da parte del
titolare, la data, l’importo e la causale dell’ultimo prelevamento;
x la misura e le modalità di riconoscimento degli sconti eventualmente praticati su determinate
categorie di merce;
x la tipologia dei servizi offerti nonché la modalità di svolgimento delle eventuali attività accessorie (ad
esempio montaggio tende da sole, servizio di tappezzeria e realizzazione di arredi tessili, ecc.).
Altri elementi utili ad inquadrare la potenzialità reddituale dell’impresa sono:
i
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i
i
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superficie dell’azienda;
numero d’automezzi impiegati;
anno d’inizio dell’attività dell’impresa;
titolo di possesso dei locali utilizzati;
costi sostenuti per l’utilizzo dei locali (eventuali ristrutturazioni effettuate negli ultimi anni);
ubicazione territoriale (centro-periferia, zona commerciale) e livello di concorrenza (presenza d’altri
esercizi similari nelle zone, dati sulle nuove iscrizioni o cancellazioni di ditte del settore operanti nel
territorio comunale);
i capitale investito.
3.3 Controllo del volume d’affari
Obiettivo del controllo è quello di ricostruire credibilmente i ricavi corrispondenti ai beni e servizi
effettivamente resi a fronte di quelli annotati in contabilità e dichiarati sia ai fini I.V.A. che delle imposte sui
redditi.
3.3.1 - Tipologie di evasione
Le principali metodologie di evasione adottate nel settore si realizzano attraverso l’occultamento dei
ricavi.
In particolare si possono distinguere tre tipologie di comportamento strumentali al suddetto fine, che
spesso possono essere adottate anche congiuntamente:
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a) metodo della sottofatturazione che si basa sulla contabilizzazione di prezzi di vendita più bassi. Si realizza
o attraverso la mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali, oppure emettendoli con un importo
inferiore a quello dovuto. Mentre la mancata emissione può riguardare acquisti di scarso valore unitario
l’emissione di scontrini o di fatture di importo inferiore a quello dovuto può riguardare gli acquisti di
maggiore entità.
Si evidenzia che un occultamento delle vendite produce una sproporzione eccessiva fra il fatturato teorico
e quello dichiarato. La riduzione (sconti, vendite promozionali) praticata dall’impresa, suscettibile in parte
di giustificare tale sproporzione, deve poter essere avvalorata da documenti in possesso dell’impresa
(comunicazioni all’Autorità Amministrativa competente, percentuale di sconto riportata sugli scontrini
fiscali, ecc.). Il regolamento sul sottocosto è di prossima emanazione.
Tale tipologia di evasione realizzata tramite il metodo della “sottofatturazione” consente di:
i non fare emergere tutto l’utile effettivamente realizzato, facendo apparire un ricarico inferiore a quello
reale;
i evadere l’I.V.A. sulle vendite, relativamente ai minori ricavi contabilizzati;
b) metodo del “magazzino gonfiato” attribuendo alle merci invendute un valore superiore a quello effettivo; in
sostanza si fa apparire tra le rimanenze finali anche parte delle merci vendute.
Tale tecnica viene adottata quando nel corso dell’esercizio non sono stati correttamente contabilizzati tutti
i ricavi per vendite e quindi il risultato d’esercizio configura un ricarico percentuale (rapporto tra utile
operativo e costo del venduto) particolarmente basso, che può costituire pertanto un sintomo di evasione.
Con la sopravvalutazione delle rimanenze finali si perseguono i seguenti risultati:
i non far emergere perdite civilistiche e fiscali (peraltro non veritiere) che potrebbero, rispettivamente,
deteriorare i rapporti con le banche e “insospettire” il fisco;
i non ridurre la percentuale di ricarico risultante dalla contabilità rispetto a quella effettiva;
i non fare emergere tutto l’utile effettivamente realizzato;
i evadere l’I.V.A. sulle vendite;
c) metodo degli “acquisti e vendite in nero”.
E’ attuabile quando è possibile effettuare acquisti in nero, circostanza poco frequente nel caso di beni
individuati dalle marche delle ditte produttrici.
Questa modalità di evasione, laddove praticata, consente di:
i non ridurre la percentuale di ricarico risultante dalla contabilità rispetto a quella effettiva;
i non fare emergere tutto l’utile effettivamente realizzato;
i evadere l’I.V.A. sulle vendite in nero.
E’ da rilevare che le vendite straordinarie possono dar luogo a fenomeni di evasione: l’impresa soggetta a
controllo potrebbe aver omesso di contabilizzare una parte dei corrispettivi nei periodi ordinari e, per contro,
aver incrementato artificiosamente le vendite relative ai periodi in cui si svolgono le vendite promozionali.
3.3.2 - Indizi di evasione
Al fine di verificare l’esistenza degli indizi di evasione e ricondurli alle tipologie prima individuate, si
elencano alcuni fra i principali elementi indiziari con le relative fonti documentali sulle quali sono
riscontrabili.
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a)
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Gli indizi di evasione attuata con il metodo della “sottofatturazione” possono essere trovati:
i dal controllo della cassa effettuato al momento dell’accesso: occorre confrontare il denaro e gli altri
valori rilevati al momento dell’accesso con gli scontrini emessi a partire dal giorno dell’ultimo prelievo
effettuato dal titolare. Una piccola differenza può essere giustificata da esigenze di funzionamento
della cassa che richiedono una giacenza minima (per dare il “resto”, per esigenze improvvise, ecc.).
Inoltre, ad ogni assegno rinvenuto o ricevuta di carta di credito dovrebbe corrispondere uno scontrino
di pari importo;
i nelle copie commissioni dei clienti. In sede di accesso possono essere rintracciate copie di
commissioni da cui emergano annotazioni di acconti ricevuti per i quali non risultano emessi i relativi
documenti fiscali;
i nella registrazione dei corrispettivi. Dalla registrazione dei corrispettivi è riscontrabile la presenza di
importi particolarmente elevati negli ultimi giorni del periodo di liquidazione I.V.A. (mensile o
trimestrale) e del mese di dicembre, sintomo di un’evasione attuata con l’emissione a posteriori di
documenti fiscali, finalizzata a far apparire un ricarico minimo credibile e, nel contempo, un debito
I.V.A., ancorché di importo modesto;
i nel giornale di fondo degli scontrini. È opportuno un attento esame, anche a campione, delle
operazioni risultanti dal giornale di fondo del misuratore fiscale (cosiddetto registratore di cassa) al
fine di appurare la presenza di anomalie nella emissione degli scontrini: concentrazione di scontrini
emessi negli ultimi giorni del periodo di liquidazione I.V.A. (trimestre o mese). In caso di riscontro
positivo è ipotizzabile l’emissione di scontrini “a posteriori”;
i dal confronto del ricarico. Occorre confrontare il ricarico che emerge dalla contabilità con quello che
scaturisce dal raffronto tra i prezzi di acquisto delle merci e i corrispondenti prezzi di vendita al
pubblico, rilevati da listini interni, da targhette apposte su articoli in esposizione, dai valori indicati su
fatture di vendita eventualmente emesse;
i dalle dichiarazioni e liquidazioni periodiche I.V.A. e dalle dichiarazioni I.V.A.. L’esistenza di
dichiarazioni periodiche con le liquidazioni I.V.A. e dichiarazioni annuali I.V.A. chiuse costantemente
con saldi a debito di importo molto ridotto o, con I.V.A. a credito sono indizio di corrispettivi non
contabilizzati.
b)
Gli indizi di evasione attuata con il metodo del “magazzino gonfiato” possono essere trovati:
i dall’inventario fisico al momento dell’accesso. È possibile riscontrare una consistenza (quantità e
valore) effettiva inferiore a quella ricostruita contabilmente; minori giacenze di merci rinvenute sono
la prova di una sopravvalutazione del magazzino;
i dalle registrazioni e dalle dichiarazioni I.V.A.. L’esistenza di frequenti saldi a credito nelle liquidazioni
periodiche I.V.A. e, conseguentemente, l’esistenza di una o più dichiarazioni annuali I.V.A. chiuse a
credito rappresentano un indizio di corrispettivi di vendita non registrati a fronte di acquisti
regolarmente contabilizzati;
i dai conti cassa e banche. L’esistenza di finanziamenti all’impresa provenienti dai soci o dal titolare
può rappresentare la spia di presenza di vendite, avvenute in precedenza e non contabilizzate.
Particolarmente significativi sono la registrazione di finanziamenti del titolare nel conto cassa per
evitare un saldo negativo della stessa;
i dal libro inventari, dal bilancio e dalle schede contabili. Una descrizione sommaria delle rimanenze
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finali ed uno scarso dettaglio nella loro classificazione rappresentano di solito un indizio del tentativo
di mascherare una sopravvalutazione del magazzino;
i dall’indice di rotazione del magazzino. Se particolarmente basso, evidenzia un importo troppo
elevato delle rimanenze finali in rapporto al costo del venduto ed è un indizio della sopravvalutazione
del magazzino attuata per occultare vendite non contabilizzate.
c)
Gli indizi di evasione attuata con il metodo degli “acquisti e vendite in nero” possono essere trovati:
i dall’inventario fisico al momento dell’accesso. È possibile riscontrare una consistenza (per quantità e
valore) effettiva superiore a quella ricostruita contabilmente, il rinvenimento di maggiori quantità di
merci dimostra l’esistenza di acquisti non contabilizzati;
i dal conto cassa e dagli estratti conto bancari. Rilevanti giacenze di cassa inutilizzate o consistenti
prelievi bancari del titolare e dei soci, privi di una plausibile giustificazione, sono sintomatici di
acquisti senza fatture. Non sempre, infatti, è possibile finanziare “spese non documentabili” o
“acquisti in nero” con fondi extracontabili; ragioni contingenti possono costringere l’impresa a
ricorrere alle risorse finanziarie “ufficiali”;
i dal conto “prelevamenti del titolare”. La mancata movimentazione conto “prelevamenti del titolare”
può costituire un indizio di evasione qualora il contribuente, che non abbia altri redditi oltre quelli
provenienti dell’attività commerciale, non sia in grado di indicare le fonti finanziarie disponibili alle
quali attinge normalmente per fronteggiare le esigenze della vita quotidiana e per il mantenimento
della famiglia;
i da archivi informatici. Al momento dell’accesso, è possibile acquisire, da floppy disk o da file
registrati sull’hard disk di personal computer: elenchi di incassi, pagamenti, vendite, acquisti, nomi e
consegne non risultanti dalla contabilità e quant’altro sia sintomatico di una contabilità parallela “in
nero”. Ciò rappresenta un indizio molto circostanziato di facile approfondimento e di notevole forza
probatoria.
Con riferimento ai controlli su indicati si richiamano le novità introdotte dal D.P.R. del 07.12.2001, n. 435,
“Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1998, n. 322,
nonché disposizioni per la semplificazione e la razionalizzazione di adempimenti tributari”.
A decorrere dal 02.01.2002 i contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, possono non tenere
i registri prescritti ai fini I.V.A., a condizione che le registrazioni siano effettuate nel libro giornale e che su
richiesta dell’Amministrazione siano forniti gli stessi dati, che sarebbero stati annotati nei relativi registri
(art. 12 del D.P.R. del 07.12.2001, n. 435).
Lo stesso D.P.R. ha inoltre previsto che tutte le imprese, indipendentemente dal volume d’affari, non
dovranno più presentare le dichiarazioni periodiche I.V.A. a decorrere dalle dichiarazioni periodiche relative
al 2002. Inoltre, sempre nell’ottica della riduzione degli adempimenti fiscali, è stato eliminato l’obbligo di
effettuare le annotazioni relative alle liquidazioni I.V.A. periodiche, mensili o trimestrali, e all’avvenuto
versamento dell’imposta.
Gli imprenditori devono, comunque, fornire gli elementi in base ai quali hanno operato la liquidazione in
caso di specifica richiesta da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
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L’art. 15 dello stesso D.P.R., ha eliminato l’obbligo di allegare al registro dei corrispettivi gli scontrini
riepilogativi giornalieri. Pertanto, è consentito effettuare la registrazione, sia giornaliera sia riepilogativa
mensile, dei corrispettivi, entro il giorno 15 del mese successivo, senza allegare gli scontrini riepilogativi
giornalieri.
Per ulteriori chiarimenti si rinvia alla circolare del 25 gennaio 2002 n. 6/E, dell’Agenzia delle Entrate.
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3.3.3 - Prospetto degli eventuali indizi di evasione
FONTI
INDIZI
TIPO EVASIONE
Controllo di cassa al
momento dell’accesso
x
consistenza di cassa superiore agli
importi registrati
1. Sottofatturazione
Copie commissioni
x
presenza di riferimenti ad acconti
non “scontrinati”
1. Sottofatturazione
Registrazione dei corrispettivi
x
maggiori
volumi
di
vendite
realizzate negli ultimi giorni dei
periodi di liquidazione I.V.A. e del
mese di dicembre
1. Sottofatturazione
Giornale di fondo scontrini
x
emissione di scontrini concentrata
negli ultimi giorni del periodo di
liquidazione I.V.A. (mensile e
trimestrale)
1. Sottofatturazione
Fatture emesse, prezzi esposti x percentuale di ricarico superiore a
e listini interni
quella risultante dalla contabilità
1. Sottofatturazione
Fatture di acquisto
x
inattendibile distribuzione
approvvigionamenti
degli 3. Acquisti e vendite in nero
Registrazioni I.V.A. e copie
x ridottissimi saldi a debito nelle
dichiarazioni degli ultimi 2 anni
liquidazioni periodiche I.V.A e nelle
dichiarazioni annuali
Conti Cassa e Banche
x
frequenti saldi a credito nelle
liquidazioni periodiche I.V.A e nelle
dichiarazioni annuali
2. Magazzino gonfiato
x
presenza di numerosi accrediti con
causale diversa da incassi, quali:
finanziamenti provenienti da soci o
titolare
2. Magazzino gonfiato
x
giacenze di cassa consistenti ed 3. Acquisti e vendite in nero
inutilizzate;
x
prestiti ai soci o al titolare, ovvero
prelievi bancari a favore di questi
Libro inventari, bilancio, schede x indice di rotazione di magazzino
contabili
basso;
Inventario fisico al momento
dell’accesso
Archivi informatici
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1. Sottofatturazione
2. Magazzino gonfiato
x
descrizione
sommaria
e
classificazione poco analitica delle
rimanenze
x
minori merci rinvenute rispetto al
magazzino
ricostruito
dalla
contabilità
x
maggiori merci rinvenute rispetto al 3. Acquisti e vendite in nero
magazzino
ricostruito
dalla
contabilità
x
elenchi di incassi, pagamenti, nomi 3. Acquisti e vendite in nero
ed altro non riscontrabile in
contabilità
2. Magazzino gonfiato
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3.3.4 - Possibili approfondimenti dell’indagine
i Controllo incrociato nei confronti dei maggiori fornitori, in particolare per esaminare la documentazione
relativa ai pagamenti effettuati dal dettagliante;
i controllo incrociato con società di gestione di carte di credito;
i controllo incrociato con finanziarie di credito al consumo;
i controllo incrociato nei confronti dei clienti abituali.
3.3.5 - Quantificazione dei ricavi omessi
a) Presenza di indizi di evasione del tipo “sottofatturazione”:
per quanto riguarda le tecniche di indagine per far emergere questa tipologia di evasione, si rinvia al
paragrafo 3.3.7, che illustra le problematiche relative alla determinazione delle percentuali di ricarico
riscontrate in sede di accesso e le ipotesi in cui tali ricarichi possono essere applicati anche ad annualità
precedenti.
b) Presenza di indizi di evasione del tipo “magazzino gonfiato”:
è possibile quantificare i maggiori ricavi applicando alla merce non rinvenuta in magazzino la
percentuale di ricarico media praticata dall’impresa o, se diversa, quella constatata in sede di verifica
(spetterà ovviamente la deduzione del costo).
c) Presenza di indizi di evasione del tipo “acquisti e vendite in nero”
occorre distinguere i seguenti casi:
1. acquisti “in nero” relativi all’anno dell’accesso (maggior magazzino accertato rispetto a quello
contabile). In tal caso sono contestabili soltanto violazioni ai fini I.V.A.;
2. acquisti “in nero” relativi ad anni precedenti quello dell’accesso (risultanti da incongruenze fra
quantità uscite ed entrate nelle scritture di magazzino, oppure da documentazione extracontabile). In
tal caso sono contestabili maggiori ricavi applicando al valore degli acquisti non contabilizzati la
percentuale di ricarico constatata in sede di verifica (riferimento paragrafo 3.3.7), mentre spetterà,
ovviamente, la deduzione del costo;
3. vendite “in nero” risultanti da documentazione extracontabile o da incongruenze documentali e
contabili. Si rilevano maggiori ricavi pari agli importi rilevati.
3.3.6 - Controllo di carico e scarico del magazzino
Il controllo del magazzino può essere fatto per intero o a campione. La scelta relativa non può essere
predeterminata, ma adottata caso per caso in funzione della situazione concreta e del tempo a disposizione
dei verificatori.
Il controllo delle giacenze per campione deve essere effettuato scegliendo, in contraddittorio con la parte
e verbalizzando le relative scelte, alcune categorie di merci che siano particolarmente rappresentative
dell’intero magazzino.
In linea di massima è opportuno individuare le categorie in base al maggior concorso al fatturato.
In definitiva i casi che si possono presentare sono:
i magazzino fisico INFERIORE a quello contabile: è in genere determinato da annuale giro a rimanenze di
parte degli acquisti ed è il risultato di aggiustamenti contabili effettuati alla fine dell’esercizio.
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Accade che a fine anno il contribuente si accorga di aver omesso troppi ricavi e si trova a dover esporre
perdite di esercizio oppure utili irrisori;
i magazzino fisico SUPERIORE a quello contabile: è rivelatore della presenza di merce, acquistata in
nero o comunque per la quale non esiste documento di acquisto, che presumibilmente è destinata ad
essere rivenduta in nero.
3.3.7 - Controllo del ricarico
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso dell’accesso e tenderà a
ricostruire l’effettiva entità del volume d’affari.
Nel procedimento di ricostruzione dei ricavi è indispensabile determinare il ricarico praticato dall’impresa
e l’indice di rotazione del magazzino.
Il “ricarico” è la maggiorazione che il commerciante applica al prezzo di acquisto per determinare il prezzo
di vendita.
Sulla base dei dati indicati nel conto economico o nella dichiarazione dei redditi (per le imprese in
contabilità semplificata), la percentuale media di ricarico può essere così calcolata:
% di ricarico =
Ricavi - Costo del venduto
______________________
x 100
Costo del venduto
Costo del venduto = Giacenze iniziali + Acquisti - Rimanenze finali
La principale difficoltà del controllo del ricarico risiede nella estrema diversità dei prodotti trattati dalle
imprese del settore, a ciascuno dei quali spesso corrisponde una diversa maggiorazione di vendita, in base
al pregio dell’articolo, alla sua richiesta ecc..
L’attendibilità del ricarico praticato dovrà essere valutata separatamente per la diversa tipologie di
prodotti commercializzati:
i tende e tendaggi;
i biancheria per la casa;
i tappeti.
La percentuale di ricarico, inoltre, potrebbe essere influenzata dall’effettuazione di vendite promozionali.
I verificatori nella fase di ricostruzione del volume d’affari, dovranno tenere conto di queste circostanze.
In tal caso sarà opportuno procedere, anche mediante contraddittorio con la parte, alla scomposizione dei
ricavi a seconda della tipologia della merce da cui derivano.
Tutte queste circostanze non devono essere trascurate in sede di accertamento giacché la ricostruzione
induttiva del giro d’affari può superare il vaglio del contenzioso soltanto se si fonda su una percentuale
media ponderata del ricarico che tenga conto della diversità qualitativa e quantitativa dei beni scambiati.
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Negli esercizi di piccole dimensioni è forse possibile ricostruire analiticamente, articolo per articolo, le
quantità vendute rilevandole dalle fatture di acquisto e tenendo conto delle variazioni inventariali, in aumento
o in diminuzione, verificatesi nel tempo.
Negli esercizi di maggiori dimensioni, però, tale operazione potrebbe rivelarsi troppo complessa anche
con l’ausilio di procedure informatiche.
In tal caso il ricarico può essere calcolato con riferimento ad un campione significativo di articoli
individuati, anche in contraddittorio con il contribuente, non tanto in base alla tipologia merceologica quanto
piuttosto in base alla percentuale di ricarico praticata.
Un metodo alternativo potrebbe essere quello di calcolare il ricarico sulle rimanenze di merce rilevate al
momento dell’accesso nel presupposto, generalmente accettato, che la composizione del magazzino sia
sufficientemente rappresentativa, quanto a varietà degli articoli trattati e relative incidenze sul totale, dei
consumi di merce dell’esercizio.
Il ricarico medio ponderato può essere calcolato come segue:
n
6 (R x p)
1
Rmp
=
_________
100
Rmp = ricarico medio ponderato
n = numero degli articoli considerati
R = ricarico dell’articolo considerato
p = incidenza o peso del costo del venduto dell’articolo sul costo del venduto totale (o sul costo del
venduto totale del campione se l’indagine è di carattere campionario)
Ad esempio, nel caso di un campione composto da 3 articoli a, b, c, che presentano ciascuno un ricarico,
rispettivamente, del 100%, 150%, 200% ed un’incidenza sul costo del venduto totale (del campione) del
30%, 50% e 20%, il ricarico medio ponderato è uguale a:
(Raxpa)+(R bxpb)+(Rcxpc)
___________________
100
(100x30)+(150x50)+(200x20)
=
__________________________
=
145%
100
Quanto ai prezzi di vendita da utilizzare per il calcolo del ricarico, essi saranno rilevati dalle targhette
applicate sugli articoli rinvenuti al momento dell’accesso, oppure da listini interni ad uso dei commessi
ovvero in contraddittorio con la parte.
A tal riguardo si rammenta l’obbligo espressamente previsto dall’art. 14 del D. Lgs. n. 114/98 di indicare
in modo chiaro e leggibile, il prezzo di vendita al pubblico di tutti i beni esposti, ovunque allocati.
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E’ possibile presumere che la percentuale di ricarico constatata per il periodo d’imposta in corso alla data
dell’accesso sia stata applicata anche al costo della merce venduta nell’annualità d’imposta oggetto di
verifica, se, dal confronto tra i due periodi non emergono significative variazioni relativamente a:
i tipologia delle merci trattate, tipologia dei fornitori e condizioni d’acquisto;
i valore complessivo degli acquisti e delle vendite;
i periodi di vendite promozionali o di vendita straordinaria di durata non molto diversa da quella riscontrata
nell’anno dell’accesso;
i ubicazione e numero dei punti vendita;
i condizioni di concorrenza.
Qualora si riscontrino le variazioni sopra menzionate, il ricarico constatato al momento dell’accesso potrà
essere esteso agli anni precedenti con le opportune rettifiche da determinare in contraddittorio con la parte.
Tali riduzioni dovranno comunque trovare riscontro in elementi oggettivi e documentati dal contribuente,
quali, ad esempio: prolungati periodi di vendite promozionali, apertura di esercizi commerciali concorrenti
nelle immediate vicinanze, una rilevante esposizione debitoria del contribuente, ecc..
Dei suddetti riscontri è necessario dare atto puntualmente nel processo verbale di constatazione, al fine
di giustificare, per l’accertamento degli imponibili relativi agli anni precedenti, l’utilizzo di una percentuale di
ricarico diversa da quella constatata all’atto dell’accesso.
Le eventuali dichiarazioni rese dalla parte in ordine ad un peggioramento della situazione commerciale
avvenuto negli ultimi anni avvaloreranno l’applicazione del ricarico, come individuato dalla rilevazione dei
dati all’accesso, agli altri anni oggetto di controllo, in quanto la ricostruzione del volume d’affari dovrebbe
risultare più favorevole al verificato.
3.3.8 - Indice di rotazione del magazzino
L’indice di rotazione del magazzino, che consente di operare delle valutazioni sull’attendibilità del volume
delle vendite e degli acquisti, è dato dal rapporto fra la merce uscita dal magazzino in una certa unità di
tempo e la giacenza media presente in esso nella stessa unità di tempo.
In simboli, cioè, si ha:
(Acq. + E.I. – R.F.)
E.I. + R.F.
2
Acq. = acquisti
E.I. = esistenze iniziali
R.F. = rimanenze finali
Il calcolo del tasso di rotazione può essere riferito ad intervalli di tempo di diversa lunghezza (mese,
settimana, trimestre, ecc.) a seconda delle esigenze.
Un indice pari ad 1 sta a significare che il magazzino viene rifornito mediamente una volta l’anno.
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L’indice di rotazione del magazzino potrebbe risentire di particolari scelte commerciali negli
approvvigionamenti (acquisti concentrati all’inizio o alla fine dell’anno).
Un indice di rotazione delle scorte molto basso sta ad indicare un rinnovo del magazzino poco frequente
e potrebbe nascondere acquisti e vendite “in nero”.
Inoltre un indice particolarmente basso, risultante dai dati dichiarati, potrebbe essere sintomatico della
sopravvalutazione contabile delle rimanenze finali.
Il magazzino viene “gonfiato”, facendo apparire tra le rimanenze finali anche parte delle merci vendute
senza la corrispondente registrazione contabile.
Qualora il contribuente avesse effettuato delle operazioni di distruzione di merce, al fine di vincere delle
presunzioni di cessione dei beni non rinvenuti in magazzino, di cui al D.P.R. n. 441/97 (vedasi anche la
circolare del 23 luglio 1998, n. 193/E), sarà cura dei verificatori controllare che lo stesso abbia eseguito il
seguente iter amministrativo:
i
inviare almeno 5 giorni prima dell’inizio delle operazioni di distruzione una comunicazione scritta
all’Ufficio Locale dell’Agenzia delle Entrate o, in mancanza, all’Ufficio delle Imposte Dirette ed all’Ufficio
I.V.A., e al Comando della Guardia di Finanza competenti territorialmente;
i
specificare il luogo, la data e l’ora in cui si procederà alle operazioni, le modalità di distruzione, la
quantità, qualità e ammontare complessivo sulla base del prezzo di acquisto dei beni da distruggere e
l’eventuale valore residuale.
I verificatori dovranno pertanto chiedere l’esibizione del verbale da cui devono risultare i predetti elementi,
redatto o da dipendenti degli Uffici finanziari o da militari della Guardia di finanza o, in mancanza di questi,
da notai che hanno presenziato alla distruzione.
Per particolari settori commerciali il verbale attestante le operazioni di distruzioni merci, può essere
redatto dal personale appartenente ad altri organi amministrativi quali dipendenti A.S.L., Vigili del fuoco,
ecc..
Se l’ammontare del costo dei beni distrutti non sia superiore a lire dieci milioni (¼ è sufficiente
una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Per quanto riguarda la perdita di beni dovuta ad eventi fortuiti, accidentali o comunque indipendenti dalla
volontà del soggetto, la stessa deve risultare da idonea documentazione fornita da un organo della pubblica
amministrazione, ovvero secondo quanto recentemente previsto dall’art. 16 del D.P.R. del 07/12/2001,
n. 435, (Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1998,
n. 322, nonché disposizioni per la semplificazione e la razionalizzazione di adempimenti tributari) da una
dichiarazione sostitutiva di atto notorio, resa entro trenta giorni dal verificarsi dell’evento o dalla data in cui se
ne ha avuto conoscenza, dalle quali risulti il valore complessivo dei beni perduti, salvo l’obbligo di fornire, a
richiesta dell’Amministrazione finanziaria, i criteri e gli elementi in base ai quali detto valore è stato
determinato.
3.3.9 - Indice di produttività per addetto
Il numero di addetti all’interno di un’attività commerciale è, evidentemente, in stretta correlazione con la
dimensione dell’attività stessa.
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Potrebbe, dunque, essere utile calcolare l’apporto di ciascun addetto in termini di ricavi:
Ricavi al netto dell’I.V.A.
I=
numero addetti
I = indice di produttività per addetto
Il risultato di detto rapporto dovrà essere coerente con l’assunto logico secondo cui ad ogni addetto
devono corrispondere ricavi che consentano un margine sufficiente a coprire almeno la rispettiva
remunerazione.
A tal fine, sarà utile determinare l’intero costo aziendale per i dipendenti e la remunerazione corrisposta
agli addetti.
Ogni volta che ci si trova di fronte ad un costo per addetto sproporzionato rispetto al fatturato prodotto per
l’azienda sarà necessario indagare su eventuali vendite “in nero”.
3.3.10 - Altri controlli ed analisi
Il controllo incrociato tra i pagamenti effettuati con carte di credito e/o bancomat e i documenti fiscali
consente di rilevare se sussiste corrispondenza tra i corrispettivi introitati e quelli registrati.
Nonostante tale forma di pagamento renda più difficoltoso l’occultamento dei ricavi, potrebbe risultare
opportuno l’esame tra i documenti fiscali emessi ed i riepiloghi contabili delle società di gestione delle carte
di credito o i tagliandi P.O.S..
Pertanto, l’acquisizione degli estratti conto delle movimentazioni di pagamenti effettuati con “moneta
elettronica”, o, in mancanza, la richiesta degli stessi (mediante questionario) alle società di gestione di carte
di credito, consente di verificare la veridicità dei ricavi contabilizzati.
Potrebbe, altresì, risultare utile distinguere gli incassi a seconda del mezzo di pagamento nei vari mesi,
per verificare se il loro ammontare è proporzionale al totale degli introiti.
Un confronto semplice si può effettuare rapportando il dato mensile emergente dalle contabili delle carte
di credito con il dato mensile dei corrispettivi: se tale rapporto calcolato su base mensile varia nei singoli
mesi in modo consistente, è opportuno concentrare il controllo su quei mesi in cui il valore è più elevato,
ossia è maggiore l’incidenza degli incassi con carta di credito sul totale dei corrispettivi mensili.
Tale elaborazione non si presenta utile quando la percentuale di incassi con carta di credito è
particolarmente bassa.
Sarà valutata caso per caso l’opportunità di un controllo incrociato nei confronti dei maggiori fornitori per
esaminare la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dall’impresa verificata (con l’indicazione del
numero d’assegno e della banca trassata), alla ricerca di eventuali assegni ricevuti da clienti per prestazioni
non contabilizzate e “girati” dall’impresa al fornitore.
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Sarà utile, inoltre, controllare, anche a campione, sulla base della documentazione reperita, gli eventuali
rapporti con società di credito al consumo per verificare se alle vendite effettuate con finanziamenti
corrispondono altrettanti ricavi contabilizzati; sarà valutata, altresì, l’opportunità di approfondire il riscontro
mediante un controllo incrociato con le società di credito al consumo.
3.4 Ulteriori elementi di valutazione
Un’ultima serie di elementi e di analisi può essere utilizzata per riscontrare l’attendibilità della
dichiarazione, ovvero la congruità minima di quanto accertato, attraverso due procedimenti.
Si può, ad esempio, porre a confronto la redditività dichiarata con quella conseguibile da un impiego
alternativo e privo di rischio del capitale ricavabile dalla vendita dell’esercizio cui va sommata la retribuzione
figurativa dell’imprenditore e degli eventuali soci direttamente impegnati nell’azienda.
Si può altresì raffrontare il reddito dichiarato con quello conseguibile dalla locazione dell’azienda o anche
soltanto dei locali di proprietà ove viene svolta l’attività, sommato alla retribuzione figurativa del titolare.
Differenze contrarie ad ogni logica economica e perduranti nel tempo, dovrebbero rafforzare il giudizio di
inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili ovvero meglio convalidare la ricostruzione dei ricavi
operata con gli elementi ed i controlli descritti nei precedenti paragrafi.
E’ evidente, infatti, che le attività commerciali svolte in zone particolarmente vantaggiose (ad esempio
all’interno di un centro commerciale oppure nelle strade del centro di una città) potrebbero produrre redditi
elevati anche in caso di affitto; il reddito derivante dalla gestione diretta dovrebbe essere quindi
proporzionato agli ipotetici canoni di locazione.
Un’altra circostanza sintomatica dello stato di salute dell’attività commerciale è inoltre costituita dalla
frequenza nel rifacimento degli arredi, dal loro pregio e dal loro costo.
Si dovranno infine valutare le manifestazioni di capacità contributiva (possesso d’auto, imbarcazioni,
acquisti d’immobili, ecc.) particolarmente stridenti con l’ammontare del reddito dichiarato.
In tal caso, soprattutto qualora non sia stato possibile addivenire ad una soddisfacente ricostruzione del
volume d’affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell’imposizione diretta, all’accertamento sintetico del
reddito complessivo secondo la procedura di cui all’art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/73, nei confronti del
titolare persona fisica ovvero dei soci.
3.5 Le indagini bancarie
Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l’esame della posizione fiscale
del contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di
persone e delle società di capitale a ristretta base azionaria.
Il loro impiego deve rispondere a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell’azione di controllo.
L’indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora
permanga un significativo divario tra il volume d’affari ed i redditi ricostruiti con la metodologia in precedenza
descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio
Aggiornamento: Settembre 2002
21
Commercio al dettaglio di tessuti per l’arredamento e di tappeti
Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa
52.41.2
52.41.3
dell’attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di altri
elementi di valutazione.
Peraltro, la Legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l’indagine in relazione sia all’entità
degli indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo
eventualmente scaturite dall’analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.
Sono quindi delineabili diversificati percorsi d’indagine, che potranno essere seguiti anche in via
alternativa.
3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
(artt. 32, 1° comma n. 6-bis, del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2° comma n. 6-bis, del D.P.R. n. 633/72)
In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale dell’Agenzia delle
Entrate, la dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con
aziende di credito, con l’amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario
finanziario.
Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal
contribuente e l’indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.
3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
(artt. 32, 1° comma n. 7, del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2° comma n. 7, del D.P.R. n. 633/72)
Indipendentemente dall’esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere,
sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, la copia dei conti
direttamente agli istituti di credito ed agli intermediari finanziari.
Tale modalità d’indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli
all’azione dei verificatori o dell’ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni
contabili siano così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli
imponibili fiscali.
Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che
restringano la forbice costi-benefici dell’azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove
operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località
ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l’esistenza di conti).
L’indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere
intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.
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Check List
N° processo
verbale
Codice Ufficio
Anno
Da compilare manualmente dopo l’acquisizione del Processo Verbale
Check List versione nuova
Categoria Economica - COMMERCIO AL DETTAGLIO DI TESSUTI PER
L’ARREDAMENTO, DI TAPPETI E DI BIANCHERIA DA TAVOLA E DA
CASA
Codice Attività:
DATI VERIFICATORI
Verificatore 1 - Nome e Cognome
Ente Verificatore
Verificatore 2 - Nome e Cognome
Cod. Ufficio I.V.A.
Cod. Ufficio II.DD.
DATI GENERALI
DATA INIZIO VERIFICA
(gg/mm/aaaa)
Cod. Fisc. Contribuente
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DATA FINE VERIFICA
(gg/mm/aaaa)
Part. IVA Contribuente
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Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa
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SI: Controllo effettuato anche se con esito negativo
NO1: Controllo non effettuato per mancanza del presupposto da accertare
NO2: Controllo non effettuato perché non ritenuto proficuo
CONTROLLO
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO
Attraverso il sistema informativo dell'A.T.:
1
è stata effettuata un'interrogazione contabile completa?
2
sono state acquisite le ultime dichiarazioni disponibili?
3
è stato rilevato il luogo di conservazione delle scritture contabili e
0001
0002
l'eventuale soggetto depositario?
4
è stata rilevata l'ubicazione della sede e degli altri locali utilizzati per
0003
l'esercizio dell’attività?
5
sono stati individuati gli elementi indicatori di capacità contributiva
0005
(compresi gli atti del Registro) del soggetto verificato, dei familiari
conviventi, di eventuali associati nonché nel caso di società, dei soci e
dei loro familiari conviventi?
6
è stata rilevata l'esistenza di partite I.V.A. cessate (anche intestate ai
0006
soci)?
7
si è proceduto a verificare la presenza di protesti attraverso la banca
0012
dati della Camera di Commercio?
8
Si è proceduto ad accertare l'esistenza di precedenti controlli e l'inclusione
nelle liste di segnalazione?
0008
9
Sono stati acquisiti tutti gli elementi d'accertamento in possesso
dell'ufficio?
0009
10*
È stato effettuato il piantonamento esterno dell'esercizio?
0011
11*
Sono stati accertati i canali pubblicitari utilizzati?
0017
ATTIVITÀ DI CONTROLLO
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
ACCESSO
Si è proceduto a:
12
effettuare la ricerca della documentazione extracontabile (appunti,
0103
agende, brogliacci, corrispondenza, ecc.)?
13*
verificare la presenza in Internet del soggetto?
0245
14
rilevare il numero, la qualifica e le mansioni dei dipendenti presenti al
0107
momento dell’accesso?
15
rilevare il numero dei soci, dei familiari e degli altri collaboratori che
0106
prestano la loro opera nell’impresa?
16
acquisire i “floppy disk” e gli altri supporti magnetici rinvenuti?
0117
17
acquisire i dati presenti nell' hard-disk dei PC rinvenuti?
0116
18
inventariare gli automezzi e gli altri beni strumentali?
0111
19
inventariare la merce (anche a campione)?
0110
20
rilevare il denaro e gli altri valori in cassa?
0114
Aggiornamento: Settembre 2002
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Commercio al dettaglio di tessuti per l’arredamento e di tappeti
Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa
52.41.2
52.41.3
21
individuare i documenti relativi alle ultime operazioni effettuate?
0246
22
rilevare i prezzi di vendita della merce (anche a campione)?
0132
23
effettuare il controllo dei dati dichiarati per gli studi di settore ?
0257
24
rilevare le carte di credito accettate in pagamento?
0138
25
controllare l’esistenza della contabilità e la sua corretta tenuta?
0200
26
rilevare se esistono rapporti con società di credito al consumo?
0139
Si è proceduto a rilevare, anche in contraddittorio con la parte:
27
la misura e le modalità degli eventuali sconti ai clienti?
0136
28
tipologia e modalità di svolgimento di eventuali attività accessorie (ad
0134
esempio montaggio di tende da sole, servizio di tappezzeria e
realizzazione di arredi tessili, ecc.) ed i relativi prezzi praticati?
29
le dimensioni dei locali e la destinazione delle superfici?
0167
30
la disponibilità di altri locali utilizzati per il deposito delle merci?
0258
31
le modalità di approvvigionamento?
0144
32
le modalità di gestione della cassa (frequenza dei prelievi ed ultimo
0247
prelevamento)?
CONTROLLO DEL VOLUME D’AFFARI
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
Si è proceduto a:
33
accertare se i dati rilevati dalla documentazione extracontabile trovano
0418
riscontro nella contabilità e nei documenti emessi?
34
effettuare la lettura dei dati contenuti nei supporti magnetici ed il loro
0408
riscontro con le scritture e la documentazione contabile?
35
riscontrare se il personale rilevato al momento dell’accesso o
0566
comunque risultante in forza all’impresa sia regolarmente registrato nei
libri previsti in materia del lavoro?
36
raffrontare la consistenza effettiva del magazzino con quella ricostruita
contabilmente?
37
verificare se le rimanenze sono state descritte in maniera sommaria
0404
e/o presentano uno scarso dettaglio nella loro classificazione?
38
accertare se vi sono merci non coperte da fattura di acquisto o
0419
autofattura?
39
accertare
degli
0421
40
controllare l’attendibilità dei tempi di emissione degli scontrini e della
0420
l’attendibilità
approvvigionamenti?
della
distribuzione
nel
tempo
contabilizzazione dei corrispettivi?
41
verificare anomalie nell’andamento dei corrispettivi contabilizzati
rispetto agli acquisti riferiti allo stesso periodo?
42
verificare se i valori rinvenuti in cassa trovano riscontro nei corrispettivi
0429
complessivi e parziali certificati?
43
accertare l’esistenza di rilevanti ed inutilizzate giacenze di cassa
ovvero prelievi bancari, a favore del titolare e dei soci, privi di una
plausibile giustificazione?
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Commercio al dettaglio di tessuti per l’arredamento e di tappeti
Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa
44
verificare l’esistenza di finanziamenti da parte del titolare o dei soci?
45
effettuare i relativi controlli sulla base della specifica metodologia in
52.41.2
52.41.3
presenza di altre attività (attività di tappezzeria)?
46
accertare se a fronte di costi sostenuti per eventuali attività accessorie,
sono contabilizzati i rispettivi ricavi?
47
individuare i periodi di vendite promozionali?
48
accertare le riduzioni di prezzo accordate in tali periodi?
49
calcolare il ricarico medio ponderato, separatamente per tipologia di
0412
prodotto commercializzato?
50
calcolare l’indice di rotazione del magazzino?
0431
51
calcolare l’indice di produttività per addetto?
0430
52
effettuare un controllo incrociato tra i documenti contabili ed i riepiloghi
delle società di gestione di carte di credito?
53
verificare gli eventuali rapporti esistenti con società di credito al
consumo per controllare se alle vendite effettuate con finanziamenti
corrispondono altrettanti ricavi contabilizzati?
54*
effettuare un controllo incrociato con società di gestione di carte di
credito?
55*
effettuare un controllo incrociato con società di credito al consumo?
56*
effettuare un controllo incrociato con i fornitori abituali?
ALTRI CONTROLLI E RISCONTRI
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
Si è proceduto a:
57
esaminare il rapporto tra mezzi propri ed affidamenti bancari?
0814
58
appurare quali garanzie siano state offerte per ottenere gli affidamenti?
0815
59
accertare il titolo di possesso dei locali utilizzati per l’esercizio
0800
dell’attività?
60
calcolare il capitale investito nell’attività (arredi, attrezzature,
0801
automezzi, magazzino, ecc.)?
61*
calcolare il presumibile valore commerciale dell’esercizio?
0802
Si è proceduto a valutare il reddito ritraibile da:
62
un impiego alternativo del capitale proprio investito ovvero di quello
0803
conseguibile dalla vendita dell’esercizio?
63
l’affitto di locali di proprietà utilizzati per l’esercizio dell’attività?
0804
64
lo svolgimento di un’attività di lavoro dipendente nel settore?
0805
65
Si è proceduto a determinare il reddito accertabile in via sintetica (al
titolare o ai soci) sulla base delle manifestazioni di capacità
contributiva accertate?
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Commercio al dettaglio di tessuti per l’arredamento e di tappeti
Commercio al dettaglio di biancheria da tavola e da casa
52.41.2
52.41.3
INDAGINI BANCARIE
66
(1)
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
0905
Vi sono gravi indizi di evasione ovvero indizi tali da far ritenere che quanto
accertato diverga significativamente dall’effettiva capacità contributiva del
soggetto verificato?
Si è proceduto a:
67*
richiedere al contribuente l'indicazione dei conti intrattenuti con banche
0901
e istituti finanziari?
68*
acquisire ed esaminare la copia dei conti segnalati ed esibiti dal
0901
contribuente?
69*
richiedere copia dei conti agli istituti di credito e finanziari?
0902
70*
interessare istituti bancari operanti in località diverse da quelle di
0903
residenza?
71*
estendere le indagini bancarie ad altri soggetti?
0904
*Controllo facoltativo.
(1)
NOTA: in caso di risposta affermativa, i successivi controlli rivestiranno carattere obbligatorio.
Indici di riscontro
PERCENTUALE DI
RICARICO CONSTATATA
INDICE DI ROTAZIONE DI
MAGAZZINO
PRODUTTIVITÀ PER
ADDETTO (in milioni di Lire)
ANNO DI
RIFERIMENTO
%
%
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