devolution, un passaggio storico per la tutela del territorio
Transcript
devolution, un passaggio storico per la tutela del territorio
www.vinolandia.it LA LUNGA MARCIA DELLA DEVOLUTION di Pericles il puzzle federalista ANNO 2 N. 2 PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA Quando il Consiglio dei ministri ha approvato la versione finale del Ddl costituzionale sulla devolution, Umberto Bossi non immaginava di certo che la sua “pazienza” sarebbe stata messa nuovamente alla prova. Prima di lasciare la palla al Parlamento, invece, il Governo ha dato un’ulteriore limatura al testo del leader della Lega, portando così a termine la rigorosa “cura dimagrante” che ha caratterizzato, da prima dell’estate, il controverso cammino del provvedimento. Lungo la strada, il progetto di Bossi ha perso diversi tasselli, è stato più volte “ricalibrato”, asciugato e ritoccato. Ridotto alla fine a un solo articolo, il Ddl ha però lasciato inalterata la sostanza del patto elettorale tra la Lega e gli alleati della Cdl, ovvero la “devoluzione” alle Regioni della competenza esclusiva in materia di scuola, sanità e polizia locale. Considerato l’unico strumento per bilanciare le cessioni di sovranità verso l’alto conseguenti al processo di integrazione europea, il trasferimento di responsabilità, poteri e risorse dal centro alla periferia risponde alla duplice esigenza di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, all’elaborazione dei processi decisionali, e salvaguardare e promuovere la peculiarità e la qualità delle differenti produzioni locali. Mentre i processi di globalizzazione sembrano allontanare sempre più i cittadini dalla politica e passare sopra gli stessi parlamenti nazionali, che ne dovrebbero rappresentare e tutelare gli interessi, il rischio di omologazione minaccia la tradizione e la tipicità dei prodotti regionali, vera forza dell’Europa. In quest’ottica, il processo di devoluzione può rappresentare una efficace antidoto agli aspetti più negativi della globalizzazione dei mercati e a un’evoluzione europea a volte dettata da una visione miope e burocratica delle singole realtà locali. A condizionare il lungo e controverso cammino del provvedimento, che introduce la devolution nell’articolo 117 della Costituzione, sono stati soprattutto tre fattori: il referendum di ottobre che ha confermato la riforma ulivista del Titolo V della Costituzione, entrata definitivamente in vigore lo scorso 8 novembre; le “preoccupazioni del Quirinale; le pressioni delle Regioni. Infine, considerazioni giunte dal Quirinale hanno suggerito gli ultimissimi ritocchi: sono eliminate le prime due WWW.PERICLES.IT TAVOLA ROTONDA Camera di Commercio di Asti Piazza Medici 8 14100 Asti h: 15.00 On. Enrico La Loggia On. Enzo Ghigo Ministro per gli Affari Regionali Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome Il Ministero collabora con le Istituzioni e gli Enti Locale per dotare le imprese degli strumenti adatti per accedere alle risorse e poterle sfruttare in modo vincente, per essere competitivi in Europa e nel mondo. Per le Regioni si profila un nuovo ruolo geopolico, ma il vero banco di prova è il federalismo fiscale DEVOLUTION FEDERALISMO INTEGRAZIONE EUROPEA MERCATI GLOBALI ITALIAN STYLE un passaggio storico IL NUOVO RUOLO DEGLI ENTI LOCALI PER LA PROMOZIONE DEL TERRITORIO On. Giorgio Galvagno per la tutela del territorio On. Maria Teresa Armosino Deputato, membro della Commissione Cultura della Camera Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze Bruce Johnstom Corrispondente per l’Italia del Daily Telegraph Aldo Pia Luigi Florio Roberto Marmo Presidente Camera di Commercio di Asti Sindaco del Comune di Asti Presidente della Provincia di Asti IL CASO PIEMONTE, IL MODELLO ASTIGIANO moderatore: LUCA OSTELLINO IlSole24Ore ALL’INTERNO CONTINUA A PAG 2 “IL GROVIGLIO FEDERALE” di Pericles IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO CRT GHIGO E UNA BANCA IL FEDERALISMO AL CENTRO DEL TERRITORIO FISCALE di Edoardo Massaglia Direttore Generale CRT LA PAROLA AGLI ENTI LOCALI IL P.O.R.E. STRUMENTI PER LA COMPETIZIONE DELLE IMPRESE CLARISSA BURT MARKETING E SOLIDARIETA’ BRUCE JOHNSTON I PRODOTTI ASTIGIANI NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO ANGLOSASSONE PAG 2 PAG 2 - 3 PAG 3 PAG 3 PAG 3 PAG 4 PAG 4 PAG 3 il programma della giornata DEVOLUTION, UN PASSAGGIO STORICO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO. LUCA OSTELLINO, inviato parlamentare de "il Sole 24 Ore" Devolution, un passaggio storico per la tutela del territorio UGO CAVALLERA, Assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte Lo stato dell'arte in Regione Piemonte ALDO PIA, Presidente della Camera di Commercio di Asti Asti: il quadro Macroeconomico BRUCE JOHNSTON, corrispondente per l'Italia del Daily Telegraph i prodotti tipici italiani nell'immaginario collettivo degli stranieri EDOARDO MASSAGLIA, Direttore Generale della Banca Cassa di Risparmio di Torino Al Centro del Territorio h. 15.00 RENATA MANNO, Presidente di Pericles.it Pericles.it e Vinolandia insieme per lo sviluppo del territorio. CLARISSA BURT, La solidarietà come veicolo promozionale MARIANGELA COTTO, Assessore per i Piemontesi nel Mondo Il contributo dei piemontesi nel mondo allo sviluppo e alla promozione del territorio VINO PER NEW YORK con il patrocinio di Ministero per gli Italiani nel mondo Nonostante gli evidenti passi avanti, il cammino federalista resta in balia di spinte contrapposte. Numerose incognite pesano su questa complessa transizione. Orientarsi nel “ginepraio” formato dalla riforma del Titolo V della Costituzione, l’elaborazione delle norme per la sua attuazione, la sovrapposizione della devolution di Umberto Bossi, e tutte le questioni legate alla costruzione dell’instabile edificio federalista, non è affatto semplice. Come non appare facile, in questo momento, condividere l’ottimismo del ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia, impegnato a “governare” l’intero processo e delinearne il percorso, tentando allo stesso tempo di disinnescare sul nascere i potenziali conflitti istituzionali. La Cabina di regia e l’<insofferenza> delle Regioni. Attivata da La Loggia presso la presidenza del Consiglio su richiesta delle Regioni per coordinare le procedure di attuazione della riforma, armonizzandovi la normativa ordinaria, la Cabina doveva anche rappresentare il tavolo politico in cui comporre gli eventuali conflitti tra i vari livelli istituzionali. La sceneggiatura del film girato dalla Cabina di regia va però stretta ai governatori, che non sembrano più disponibili a recitare il ruolo loro assegnato, mentre ministri e Parlamento continuano a legiferare su materie che la nuova Costituzione attribuisce alla loro competenza. La richiesta, avanzata dalle Regioni anche al capo dello Stato affinché se ne faccia garante, è di fermare l’”invadenza legislativa” del Governo e dare al più presto attuazione alla riforma, in particolare sul fronte dell’attribuzione delle risorse necessarie per l’esercizio delle nuove competenze. Inoltre, all’interno della Cabina, dove le Regioni, come Province, Comuni e Comunità montane sono rappresentate dal presidente e dal vicepresidente, i governatori si sentono sottodimensionati. E guardano ora, piuttosto, alla Commissione bicamerale per le questioni regionali, che in base all’articolo 11 della riforma del Titolo V della Costituzione, dovrà essere integrata dai rappresentanti del sistema delle autonomie. Secondo lo schema più probabile, in questa sorta di “terza Camera”, che interviene nel processo legislativo relativo alle competenze concorrenti tra Stato e Regioni (articolo 117 terzo comma) e al federalismo fiscale (articolo 119 del nuovo Titolo V della Costituzione), le Regioni saranno presenti con tutti e venti i presidenti e con alcuni rappresentanti dei Consigli regionali. La devolution di Umberto Bossi. Approvato in forma “basic” dal Consiglio dei ministri, con la sola aggiunta nell’articolo 117 della nuova Costituzione di un comma che permette alle Regioni di attivare, con propria legge, la propria competenza esclusiva in materia di scuola, sanità e polizia locale, il Ddl costituzionale sulla devolution è oggetto di aspre polemiche. Tra gli stessi governatori convivono posizioni diametralmente opposte e anche Berlusconi ha ammesso che il progetto di devo- segue dalla prima pagina Il referendum e la riforma del Titolo V. Nel progetto messo a punto prima dell’estate - che comprendeva interventi (presto accantonati) per rafforzare l’immunità parlamentare ed estenderla ai consiglieri regionali, e la riforma dell’articolo 135 della Costituzione, per consentire alle Regioni di partecipare ai meccanismi di nomina dei giudici della Consulta - Bossi innestava la devolution sull’impianto costituzionale del ‘48, quindi sull’articolo 117 precedente la riforma del Centro-sinistra. All’elenco di materie attribuito alla potestà legislati- Ministero per gli Affari Regionali Regione Piemonte Provincia di Asti IL GINEPRAIO FEDERALE I GOVERNATORI REGIONALI SONO INSODDISFATTI E CRITICANO “L’INVADENZA LEGISLATIVA” DEL GOVERNO IN MATERIA DI COMPETENZE E RUOLI DELLE AMMINISTRAZIONI DECENTRATE SEMPRE PIÙ SOLIDA L’IPOTESI DI UNA “CAMERA DELLE REGIONI” PER AFFRONTARE I NODI PIÙ SPINOSI DEL FEDERALISMO FISCALE VIAGGIO NELLE REGOLE DELL’ITALIA CHE CAMBIA IL P.O.R.E. PROGETTO OPPORTUNITA’ REGIONI IN EUROPA Un progetto del Ministro La Loggia per aiutare le imprese ad accedere alle risorse necessarie per competere Quello di Enrico La Loggia è un compito sicuramente non facile. Governre il processo di costruzione dell’edificio federalista, delinearne il percorso e disinnescare al tempo stesso i numerosi conflitti istituzionali che rischiano di esplodere in questa fase di redistribuzione di poteri e risorse tra centro e periferia, toglierebbe il sonno a chiunque. Il ministro per gli Affari regionali non ha mai nascosto le sue preoccupazioni. Ma resta ottimista, forte della sua capacità di ridimensionare le polemiche e appianare i contrasti, che caratterizzano le estenuanti riunioni con i “bellicosi” rappresentanti delle Autonomie. Alle prese con le norme di attuazione della riforma ulivista del Titolo V della Costituzione chieste a gran voce dalle Regioni, la “controversa” introduzione della devolution di Umberto Bossi e la messa a punto degli ulteriori “aggiustamenti” costituzionali, La Loggia sta, per ora, riuscendo a tenere insieme questo instabile puzzle. “É un vero punching ball nelle mani dei presidenti delle Regioni - ha sostenuto un “ammirato” Bossi - capace di resistere per ore sotto il martellamento della nuova classe dirigente del Paese, che ormai viene dalla periferia”. Intanto, nella prospettiva della riduzione dei fondi strutturali Ue per le Regioni conseguente all’allargamento a Est, La Loggia ha presentato una nuova iniziativa del suo ministero. Il Pore. É un piccolo organismo interno al ministero, “Progetto opportunità delle Regioni in Europa”, spiega La Loggia, che avrà un suo sito internet con il compito di offrire una consulenza sulle opportunità offerte dalla Ue di accedere a quote di risorse legate a canali finanziari tematici e iniziative innovative. Non si tratta di risorse distribuite alle Regioni attraverso i fondi strutturali, che andranno diminuendo con l’allargamento dell’Unione, bensì risorse assegnate attraverso meccanismi competitivi. Il Pore permetterà di conoscere le modalità con cui attingere a queste risorse, anche sulla base dell’esperienza di altre Regioni europee. In prospettiva sarà utile anche per le medie e piccole imprese. va esclusiva delle Regioni, il ministro aveva aggiunto la possibilità per ogni Regione di attivare, con propria legge, la propria competenza esclusiva su scuola, sanità e sicurezza locale. Dopo il referendum di ottobre e qualche titubanza iniziale, Bossi ha preso atto della nuova realtà e ha modificato il suo progetto innestandolo sulla riforma targata Ulivo. Il testo, presentato in Cdm il 21 novembre, interveniva su quattro articoli del nuovo Titolo V (116, 117, 118 e 123). Chiave di volta è il sesto comma dell’articolo 117 riscritto da Bossi, in cui si prevede la possibilità per le Regioni di attivare con propria legge, nel rispetto dei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione, la propria competenza legislativa esclusiva in materia di assistenza e organizzazione sanitaria; organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione; definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; polizia locale. A differenza dell’articolo 117 “ulivista”, le competenze legislative esclusive delle Regioni non sono però più individuate in via residuale, ma sono elencate in maniera esplicita. Gli interventi sugli altri articoli derivano dalla necessità di eliminare le parti che contrastano con l’introduzione della devolution e dare coerenza al testo. Nel Ddl finale di Bossi questi interventi Comune di Asti Camera di Commercio di Asti lution, innestato sulla <frettolosa riforma varata per scopi elettorali dall’Ulivo>, comporta ulteriori problemi. Il Ddl costituzionale di “restyling” di La Loggia. La scelta del Governo è stata di dare il via libera al testo sulla devolution, mettendo separatamente a punto un disegno di legge costituzionale che dovrà intervenire sulla riforma ulivista del Titolo V (da qui la definizione di “riforma della riforma”), per correggere gli articoli in contraddizione con la devolution, risolvere i punti controversi, e fare in modo che il testo finale abbia una sua coerenza complessiva, capace di disegnare il volto definitivo del federalismo italiano. Confortato dalle dichiarazioni di Berlusconi, con questo provvedimento La Loggia punta a risolvere la questione che sta creando le maggiori difficoltà nell’attuazione della riforma del Titolo V: le numerose materie che l’articolo 117 della Costituzione assegna alla competenza concorrente di Stato e Regioni. In queste materie, lo Stato dovrebbe fissare i principi generali e le Regioni avere potestà legislativa su tutto il resto, ma, come non si è mai stancato di ripetere il ministro per gli Affari regionali, la definizione dei rispettivi ambiti risulta spesso controversa, rischia di produrre conflitti così come duplicazioni di spesa, burocrazie... Con il Ddl di restyling, che dovrebbe essere pronto a gennaio, La Loggia intende così eliminare, o almeno ridurre al minimo, le materie di competenza concorrente, aggiungendone ancora qualcuna a quelle di competenza legislativa esclusiva delle Regioni e restituendone tre o quattro in via esclusiva allo Stato. Puntare, cioè, su un modello di competenze rigide, invece che seguire l’impostazione “negoziale” scelta dal Centro-sinistra, che non può, però, fare a meno, come ha ampiamente dimostrato l’evoluzione del dibattito sul federalismo, di una Camera delle Regioni e delle autonomie, quale organo di raccordo parlamentare in un processo continuo di redistribuzione di poteri e responsabilità tra il centro e la periferia. Con l’abolizione del regime di potestà legislativa concorrente, La Loggia otterrebbe il risultato di facilitare il percorso attuativo della riforma, disinnescando i conflitti istituzionali, e rendendo meno necessaria l’istituzione di una “Camera federale”, che tutti chiedono, ma nessuno, senatori in testa, vuole sul serio. L’evoluzione del quadro federalista dipenderà così, in larga misura, dall’esito del dibattito nel Governo sull’impostazione da dare a questo disegno di legge. Bossi ha in passato dichiarato che la competenza concorrente può essere una <buona palestra> per le Regioni in vista delle competenze esclusive, ma sembra ora sulle stesse posizioni di La Loggia. Tutto questo rimarrà però lettera morta sino a quando i governatori non otterranno ciò che più gli preme: il varo delle procedure attuative del federalismo fiscale. Ovvero il definitivo riconoscimento di quella reale autonomia di entrata e di spesa, con l’introduzione del principio della territorialità dell’imposta prevista dall’articolo 119 della Costituzione. scompariranno, e resterà solo la devolution tout court. Le modifiche al resto del Titolo V saranno affidate a un distinto Ddl governativo di “restyling” costituzionale. Il fattore Quirinale. Con la consueta discrezione, Carlo Azeglio Ciampi non ha però mai mancato di seguire l’evoluzione complessiva del processo federale e manifestare le sue preoccupazioni per gli aspetti più controversi. Proprio i timori del Quirinale hanno suggerito al Governo alcuni interventi sulla devolution. In primo luogo, la riforma della Corte costituzionale, che Bossi avrebbe voluto inserire nel testo del 21 novem- bre, è stata “stralciata” e sarà presentata in un distinto Ddl costituzionale, chiesto, peraltro, da tutte le Regioni. Quindi, “interpretando” il pensiero di Ciampi, nel Cdm che ha dato via libera al primo schema di Ddl sulla devolution sono stati ripristinati al primo comma dell’articolo 117 della Costituzione i vincoli alla potestà legislativa di Stato e Regioni derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Vincoli che Bossi, con il primo comma dei due che componevano l’ormai unico articolo del Ddl, intendeva sopprimere. E su cui intende comunque intervenire con un provvedimento ad hoc. LUIGI FLORIO, Sindaco di Asti e Vice Presidente Ass. Città del Vino Il ruolo della devolution nella promozione del prodotto tipico ed in particolare del vino - il posizionamento nella comunicazione, il turismo enogastronomico Consorzio per la tutela dell’Asti TAVOLA ROTONDA: IL PUZZLE FEDERALISTA ROBERTO MARMO, Presidente della Provincia di Asti. La pianificazione della tutela e della promozione del territorio Coffee break h. 17.15 Produttori Moscato Unione degli Industriali della Provincia di Asti CRT Sempre più vicini ai clienti e sempre più risposte concrete alle esigenze delle imprese del territorio. E' questa la sostanza del grande progetto di riorganizzazione che insieme al Gruppo Unicredito CRT ha appena completato. Dopo 175 anni di attività, CRT si appresta infatti ad affrontare nel migliore dei modi il nuovo assetto disegnato dal progetto Unicredito che darà vita ad una realtà bancaria di dimensioni europee. Il marchio CRT si potenzierà e aumenterà la sua presenza in Piemonte e Valle d'Aosta arrivando a 500 agenzie. Due sono le linee guida lungo cui Banca CRT si sta muovendo. Da un lato, l'adozione di un nuovo modello di specializzazione basato sulle diverse esigenze e attività della clientela, con l'offerta di servizi sempre più mirati e personalizzati. Dall'altro il sostegno alla crescita economica locale con innovativi strumenti finanziari, partnership a favore delle PMI e iniziative di sviluppo sul territorio. "A breve - dice Edoardo Massaglia, direttore generale di Banca CRT- avvieremo un nuovo modello di servizio Piccole Imprese volto a creare un canale con gestori specializzati e prodotti dedicati al segmento. In ogni agenzia CRT sarà installato un punto Piccola Impresa, mentre territorialmente verranno creati dei team di specialisti esperti di problematiche specifiche e particolari aree di intervento.Ci sarà per esempio un esperto agrario". Il consulente offrirà concretezza nelle risposte, flessibilità nel cercare soluzioni sempre nuove e nella capacità di anticipare le esigenze dell'imprenditore, disponibilità a lavorare a 360 gradi sui progetti della sua impresa. Per chi invece un'azienda vuole crearla c'è Ventura Finance SPA, nata nel 2001 per iniziativa di Banca CRT e YUCO s.r.l. Young Universal Company - società costituita dai Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale di Torino. Ventura Finance è una società dalle caratteristiche fortemente innovative volta ad accelerare lo sviluppo di nuove imprese nel nord ovest. Svolge un ruolo di consulenza d'impresa e di intermediazione qualificata tra le esigenze dell'imprenditore e il mercato: servizi consulenziali a supporto delle decisioni di investimento, operazioni tipiche di corporate finance, ricerca di finanziamenti tramite capitale di rischio, per esempio per avvio di un progetto imprenditoriale o di riconversione industriale. Oltre alla capillarità della rete ed ai rapporti storicamente consolidati, il forte legame della banca con il sistema imprenditoriale è testimoniato dallo sviluppo costante degli impieghi. Basti sottolineare che oggi, i prestiti, quindi le risorse dedicate allo sviluppo dell'economia, hanno raggiunto la soglia dell'80% della raccolta mentre due anni fa lo stesso dato era del 65%. Ma al di là dei numeri è il radicale cambiamento della struttura organizzativa che vuole essere una testimonianza del forte legame con il sistema imprenditoriale. "Ci siamo messi completamente in gioco- dice Edoardo Massagliaconvinti di poter mettere al servizio dei clienti un nuovo modo di fare banca, più utile ed adatto a chi deve e vuole fare impresa. Per la prima volta abbiamo redatto il Bilancio Sociale Ambientale, che sottolinea appunto l'attenzione specifica alla comunità, integrando i valori di crescita economica, sensibilità sociale e tutela dell'ambiente in un unico disegno di CRT rivolto allo "sviluppo sostenibile". ON. MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze ON. GIORGIO GALVAGNO, membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Nel ruolo di Amministratore al servizio della collettività sono orgoglioso di parlare delle ricchezze della Provincia di Asti vere risorse ambientali e culturali. In linea con il programma presentato al momento dell'insediamento, e come si è ampiamente sostenuto nel corso degli anni sono stati promossi particolari investimenti nei settori dell'agricoltura, della formazione professionale, della protezione e salvaguardia del territorio provinciale e della cultura. Stretti rapporti di partenariato (scambi scolastici, progetti europei e internazionali) si sono intrecciati con l'Australia, la Svezia, la Contea di Dade (USA). Particolarmente sentito il rapporto con quest'ultimo Paese tenendo conto della diversa realtà maturata dopo l'11 settembre che ha segnato una svolta epocale. Molti sono stati i progetti intrapresi dalla Provincia: nella possibilità di creare una Carta della Qualità è stato promosso un convegno relativo alla certificazione di qualità con iniziative pubbliche e private tratto da esperienze internazionali. La capillare promozione dei prodotti enogastronomici ha avuto comerisultato ultimo il riconoscimento fortemente voluto della quattordicesima DOC al "Cisterna d'Asti", vino di nicchia, che sarà presentato al prossimo Vinitaly di Verona, quale rappresentante di una zona vitivinicola di qualità per la quale i vini sono una risorsa economica di primaria importanza. Nel processo di comunicazione e trasparenza intrapreso dagli Enti Locali, la Provincia di Asti nelle relazioni con il pubblico ha potenziato le reti telematiche con la creazione delle piazze telematiche che hanno permesso anche ai piccolissimi centri che costellano il nostro territorio di potersi collegare e dialogare in rete. Si è recentemente conclusa una, secondo me, importantissima ricerca che ci ha permesso di ottenere una fotografia molto det- Presidente C.C.I.A.A. ROBERTO MARMO, Presidente della Provincia di Asti LUIGI FLORIO, Sindaco di Asti New Rock GHIGO “IL VERO BANCO DI PROVA E’ IL FEDERALISMO FISCALE” ROBERTO MARMO tagliata del territorio con tutti i suoi monumenti, manifestazioni, prodotti, associPresidente azioni e potenzialità. I risulProvincia di tati di tale ricerca saranno Asti utili per un progetto di implementazione turistica equilibrata di tutto l'Astigiano. Non era necessaria alcuna ricerca però per sapere di possedere alcune delle testimonianze artistiche più importanti della Regione: i 120 castelli che potrebbero essere recuperati e trasformati in luoghi di promozione del nostro vino, enoteche di lusso, centri culturali, snodi di un percorso enogastronomico che attira sempre più visitatori; Vezzolano e le 47 pievi romaniche che la Provincia promuove annualmente coniugando alla loro bellezza architettonica le note dei concerti di musica classica che ospitano; l'arte presente nelle valli del Sud Astigiano, studiate con le Soprintendenze competenti e oggetto di un catalogo e di una serie di mostre dislocate lungo il percorso della Valle Bormida. Ricordo, infine, che l'Astigiano ha il privilegio di ospitare da più di quarant'anni una delle pochissime arazzerie esistenti in Italia e sicuramente la più prestigiosa, l'Arazzeria Scassa. La sua peculiarità è quella di utilizzare una tecnica arcaica di origine medievale, l'alto liccio, per realizzare arazzi su cartoni dei più grandi artisti contemporanei (De Chirico, Guttuso, Cagli, Mastroianni, Kandinskij, Klee). Nel gennaio 2002 è nato il Museo dell'Arazzeria Scassa a gestione provinciale con 26 grandi opere ospitato nella antica Certosa di Valmanera, sede del laboratorio e a breve partiranno corsi di formazione professionale con il duplice scopo di perpetuare l'arte arazziera e di fornire a giovani una specializzazione unica da spendere sul mercato del lavoro. Credo che questo progetto, più di altri, dimostri come la cultura possa diventare effettivamente gestione d'impresa e produrre ricchezza attraverso il turismo di qualità e creare nuovi posti di lavoro. “Nel passato il libero Comune di Asti aveva già una dimensione internazionale: banchieri e commercianti astigiani erano di casa in tutta Europa. Oggi la nostra bandiera globale è il vino, prodotto di qualità assoluta che può essere associato alle altre ricchezze del nostro territorio per fare della nostra terra una terra d.o.c. LUIGI FLORIO Come Sindaco di Asti e come Vice Presidente dell’Associazione Città del Vino, da tempo mi impegno a promuovere i prodotti astigiani Sindaco attraverso una rete di relazioni nazionali e internazionali, puntando di Asti in particolare sul vino, attraverso il quale Asti risplenda nel mondo. Asti nitet mundo... ALDO PIA ON. ENZO GHIGO, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome Clarissa Burt Production Cassa di Risparmio di Torino LA PAROLA AGLI ENTI LOCALI UNA BANCA AL CENTRO DEL TERRITORIO INTERVENTO DEL DIRETTORE GENERALE EDOARDO MASSAGLIA ON. ENRICO LA LOGGIA, Ministro per gli Affari Regionali “Da quando la Legge 580/93 ha determinato che l’elezione del Presidente avvenisse non più su nomina ministeriale, ma dalla rappresentanza delle imprese del territorio, e che dal territorio provenissero anche le risorse economiche, la Camera di Commercio, di fatto, ha assunto un ruolo di intermediazione tra la politica e le imprese, diventando un vero e autorevole interlocutore in grado di riconoscere e promuovere i veri interessi del territorio”. NOTE IN MARGINE ALLA DEVOLUTIONE DELLE COMPETENZE “La questione che continua a presentare le maggiori criticità, il vero banco di prova per il Governo, è l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione: l’applicazione del federalismo fiscale, ovvero l’attribuzione alle Regioni delle risorse necessarie per esercitare le nuove competenze. Sino a quando ciò non sarà fatto, io non le voglio neppure avere queste competenze...”. Il presidente della Conferenza delle Regioni Enzo Ghigo torna a puntare l’indice sul fronte caldo della finanza e del sistema tributario regionali. Sulla necessità, cioè, di predisporne al più presto le norme attuative, chiave di volta, insieme alla redistribuzione delle competenze legislative tra il centro e la periferia, della costruzione federalista. Dopo la levata di scudi contro l’”invasività” legislativa di Governo, ministri e Parlamento in materie che il nuovo dettato costituzionale attribuisce alle Regioni (“Uno scatto forse eccessivo, che voleva essere un messaggio per il Governo”, precisa Ghigo), in Cabina di regia si è aperto il confronto sulla bozza del primo Ddl di attuazione della riforma ulivista, “recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica” alla legge costituzionale di modifica del Titolo V, consegnato dal ministro per gli Affari regionali nonché coordinatore della Cabina, Enrico La Loggia, ai rappresentanti di Regioni e autonomie (con La Loggia e i ministri più direttamente coinvolti dalla riforma, in Cabina siedono i presidenti e i vicepresidenti della Conferenza delle Regioni, delle Province, dei Comuni e delle Comunità montane). “Si tratta di un buon punto di partenza, anche se alcuni aspetti delle procedure attuative contenute nel testo sono ancora da discutere”, spiega Ghigo, sottolineando la necessità di tornare ad affrontare in Cabina di regia le numerose questioni aperte dalla riforma, senza strappi interpretativi e con il senso di responsabil- ità mostrato da tutti alla nascita di questo tavolo politico. Istituito, oltre che per attuare la riforma del Titolo V e armonizzarvi la legislazione ordinaria, proprio per comporre i potenziali conflitti istituzionali che rischiano di paralizzare l’attività legislativa di Stato e Regioni. Un ruolo questo, per la grande soddisfazione di La Loggia, ricordato spesso anche da Carlo Azeglio Ciampi, che ha parlato della Cabina di regia come strumento utile e costruttivo per l’attuazione della riforma costituzionale e come luogo dove è possibile evitare rischi di contrasti tra i diversi livelli istituzionali. Il Ddl che al centro della discussione dà attuazione all’articolo 117 e, in attesa del nuovo progetto governativo costituzionale di revisione del Titolo V (di “manutenzione e restyling, o la riforma della riforma”, come viene comunemente chiamato dai ministri competenti) sembra poter risolvere per via ordinaria la controversa questione della costituzionalizzazione dei vincoli internazionali alla potestà legislativa di Stato e Regioni. Indicando, come suggerito dall’ex presidente della Consulta e attuale presidente del Cda Rai Antonio Baldassarre, quali siano esattamente gli obblighi internazionali che costituiscono questi vincoli. A sollevare qualche perplessità da parte dei governatori, spiega Ghigo, è invece l’attuazione dell’articolo 118, in materia di esercizio delle funzioni amministrative. In particolare, per ciò che riguarda il trasferimento di beni, risorse umane e finaziarie, necessari per l’esercizio delle funzioni amministrative attribuite dal nuovo dettato costituzionale a Province, Comuni e Città metropolitane. La devolution secondo il Ministro Bossi Infine, considerazioni giunte dal Quirinale hanno suggerito gli ultimissimi ritocchi: sono eliminate le prime due righe dell’articolo che fanno riferimento al rispetto dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali: una precisazione ritenuta restrittiva. La seconda modifica intende precisare il controverso ruolo della polizia locale, o amministrativa, chiarendo che le Regioni non potranno attribuire a queste forze compiti di ordine pubblico. Regioni e “doppia velocità”. Il parere positivo sulla devolution espresso dai governatori della Cdl era condizionato all’accoglimento di un emendamento teso a impedire l’evoluzione di un federalismo a più velocità. Nell’originario testo di Bossi si leggeva: ciascuna Regione può attivare la propria competenza esclusiva..., mentre il testo finale recita le Regioni attivano.... L’idea era di spezzare la rigidità costituzionale e inserire un principio di flessibilità per consentire a ogni singola amministrazione regionale di attivare le competenze più adeguate alla propria tradizione e capacità. Di fatto non cambia poi molto. La modifica serve però a precisare che tutte le Regioni devono arrivare a esercitare le medesime competenze. Ma non può comunque obbligarle a farlo, se non sono in grado o non lo ritengono opportuno. Incassato il definitivo sì del Consiglio dei ministri alla “sua” devolution, Umberto Bossi è ora al lavoro per mettere a punto gli ulteriori tasselli del complesso mosaico federalista: cinque leggi costituzionali, devolution compresa, e cinque ordinarie, che il ministro ha illustrato nel corso di un’audizione in commissione Affari costituzionali del Senato. Per completare la transizione federale e “modificare e correggere la riforma del Titolo V della Costituzione varata dall’Ulivo nella scorsa legislatura”, Bossi intende riproporre, sul piano costituzionale, la riforma della Consulta e l’estensione dell’immunità parlamentare ai consiglieri regionali (originariamente inserite nel “pacchetto devolution”), riformare la giustizia amministrativa e istituire una Camera delle autonomie. Le cinque leggi ordinarie riguardano invece: le risorse finanziarie per le autonomie regionali, la delimitazione dei poteri sostitutivi da parte dello Stato, la partecipazione delle Regioni all’attuazione delle decisioni europee, gli accordi con gli Stati stranieri, le funzioni della commissione parlamentare per gli Affari regionali. La riforma della Corte costituzionale, con giudici di nomina regionale, sta particolarmente a cuore a Bossi, che, fino all’ultimo, avrebbe voluto inserirla nel Ddl sulla devolution. Quanto alla questione delle immunità, il ministro pensa a un “federalismo delle garanzie, in modo che tutti i rappresentanti del popolo possano godere dell’immunità parlamentare”. Bossi ha insistito sulla necessità di eliminare le competenze concorrenti tra Stato e Regioni previste nel nuovo articolo 117 della Costituzione. “Dobbiamo decidere una volta per tutte - ha spiegato - quali competenze vanno alle Regioni e quali allo Stato, in modo da eliminare ogni contenzioso”. Le norme ordinarie indicate dal leader della Lega investono la fase attuativa della riforma del Titolo V della Costituzione, che, per Bossi, “presenta luci e ombre”. In particolare, l’attribuzione delle risorse finanziarie per le autonomie dipende dall’attuazione dell’articolo 119, relativo al federalismo fiscale, mentre la delimitazione dei poteri sostitutivi è legata all’attuazione dell’articolo 120. UNA BANCA AL CENTRO DEL TERRITORIO I PRODOTTI ASTIGIANI NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO ANGLOSASSONE di Bruce Johsnton* UNA VOLTA, non molto tempo fa, la mera pronuncia del nome Asti davanti ad un inglese suscitava, 99 volte su 100, la domanda se questa non era la capitale dell'Asti Spumante, un "sweet sparkling wine" venduto nei supermercati inglesi. Ma senza ammettere che non si capiva esattamente quando era il momento giusto per berlo. Sono sicuro che, come nel mio caso, l'avranno provato in molti con un secondo piatto a cena, e avranno deciso che certamente era molto interessante e che meritava di essere approfondito un'altra volta, magari con calma. Ma i tempi cambiano, e così anche la gente. Adesso sono tanti gli stranieri che avranno incontrato anche il Grignolino d'Asti, e il Dolcetto d'Asti; e forse il Freisa, il Cortese, e perchè no, il Brachetto d'Acqui. E molti avranno sentito parlare di, e magari anche assististo al Palio di Asti. E chissà, forse qualcuno saprà che, una volta (almeno così ho sentito dire), una fantina inglese partecipava alle corse di cavallo in piazza correndo per le viuzze dei centri storici in zona; e che il nome della contessa, la cui storia fa così parte del Palio di Asti, era infatti quello di un porto Australiano: sì, stiamo parlando di Adelaide. Ma se questo posto esporta vini australiani in Europa, nessuno ne parla ad Asti. Comunque ancora tutt'oggi probabilmente non tanti stranieri avranno sentito parlare della robiola. E cosa diranno dei nomi più strani di prodotti più buoni della cucina locale, non si sa: come per esempio la "tartra", la "fricia", "la bagna caôda," i cardi gobbi di Nizza e i peperoni quadri di Motta, i "plin", i "tajarin"; i "bunet", gli amaretti di Mombaruzzo, i finocchini di Refrancore e i canestrelli di Cinaglio. Se tutto questo non fosse abbastanza, si potrebbe anche aggiungere il nome fantastico dei Cavalieri del Tartufo, un gruppo vero di signori che ogni tanto si incontrano nel vicino Castello duecentesco di Grinzane-Cavour, nel nome della nobile causa del tuber magnatum pico: messo tutto insieme, così ci sarebbe materiale sufficiente per creare una sorta di nuova favola tipo Il Signore degli Anelli, in versione magari culinaria. Ma non è solo una favola! Questo perchè tanti inglesi hanno recentemente sentito parlare e sono rimasti affascinati da un movimento piemontese anch'esso sostenitore di una nobile causa: una rivoluzione culinaria per difendere la cucina locale dalla minaccia dalla globalizzazione che è stato oggetto di numerosi articoli e di programmi televisivi Chissà se grazie a questo interesse d'oltre Manica ci si ricorderà di quello che si dice che sia stato l'unico episodio nella storia del tartufo collegato ad una morte, nel tardo medioevo. Si trattava proprio del duca di Clarence, figlio di Edoardo III giunto in visita ad Alba, e che del quale, dopo una grande abbuffata tartufata, ahimè, mortale (pare che causa fosse congestione), un cronista che riportava l'episodio nel 1368 disse: "Grande copia di trifole havendo manducato per modo di pane, volse con vini diversi donare refrigerio alle interiora, hautene un forte calore que lo addusse a trapasso." Nel '700, il tartufo venne riscoperto per la sua importanza in cucina da un francese e, più recentemente, all'estero si iniziò a parlare dei tartufi bianchi grazie alla tradizione di inviarne uno ogni anno ad un personaggio internazionale, cominciando prima della guerra con Rita Hayworth. In seguito, nonostante la Guerra Fredda, questi esemplari stupendi (di tartufi) andavano mandati in tutte le parti del globo, sia ai leaders americani, sia a quelli russi. Sembra che le persone responsabili per questo gesto visionistico di PR abbiano capito l'importanza del tartufo che capì a sua volta - pare con tanto successo - il Conte Camillo Benso di Cavour, che, si diceva, l'usò addirittura come mezzo diplomatico. Forse è per questo che i Cavalieri del Tartufo si riuniscono proprio nella casa del conte, ispirandosi magari a principi tra i quali quello di rendere il mondo un posto migliore, fondato sulla comprensione, e - perchè no? passione per il buon cibo! * corrispondente per l’Italia del Daily Telegraph tel 06 42005350 [email protected] il progetto VINOLANDIA marketing e solidarietà per la promozione del territorio RENATA MANNO CLARISSA BURT PRESIDENTE DI VINOLANDIA E PERICLES.IT Nell'attuale contesto globale, caratterizzato da nuove forze sovranazionali (Europa, WTO), transnazionali (mercati e imprese globali) e infranazionali (devolution, federalismo), emerge con chiarezza quanto le istituzioni italiane abbiano a cuore la tutela e la promozione dei prodotti tipici del nostro Paese: numerose sono le azioni intraprese in questo senso da parte di molti esponenti dell'attuale governo e le iniziative promosse dalle singole regioni italiane. Attraverso la devolution verso il basso, che attribuirà maggiori poteri e responsabilità alle regioni, è possibile, da un lato, compensare le cessioni di sovranità nazionale derivanti dalla sempre maggior integrazione Europea, e dall'altro consentire una più efficace tutela dei prodotti tipici caratteristici e di qualità del territorio, evitando così i rischi di omogeneizzazione. Questa delicata fase di trasformazione dell'ordinamento italiano, dove il ruolo delle autonomie locali sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, offre alle economie locali l'opportunità di rilanciare adeguatamente i propri prodotti a livello nazionale e internazionale. In tale quadro, Pericles.it e l'Associazione Vinolandia si inseriscono con un progetto comune che ha per obiettivo quello di promuovere le risorse e il ruolo del territorio e la cultura enogastronomica italiana attraverso il migliore dei veicoli: la solidarietà. Il progetto è itinerante, e toccherà di volta in volta diverse zone del Paese, unendo le forze delle istituzioni, delle autorità e delle aziende locali. Per lanciare questo progetto, nella data simbolica dell'11 marzo, è stata scelta Asti, terra generosa e simbolo riconosciuto internazionalmente dell'eccellenza, della genuinità e della qualità che contraddistinguono l'Italian Style. Sono passati sei mesi da quel tragico undici settembre ed è giusto soffermarci un momento a riflettere sugli effetti che l'attacco terroristico e la guerra hanno avuto sulle nostre vite. All'improvviso ci si accorge che la vita è una sola e che dobbiamo cercare di viverla al meglio, in serenità con noi stessi e con gli altri. Infatti, è nei momenti più difficili che dobbiamo ricordarci di chi ha bisogno ed è nostro dovere fare del nostro meglio per aiutare chi è meno fortunato. Sono diversi anni che seguo alcune cause alle quali cerco di contribuire direttamente sia come testimonial, sia in maniera maggiormente attiva attraverso iniziative portate avanti dalla Clarissa Burt Productions, come, ad esempio è stato il mio appoggio alla Croce Rossa, all’Albero della Vita o per l'ANLAIDS quest'ultima è stata fin dall'inizio il primo degli scopi sociali seguiti dalla manifestazione Miss for Miss Universe da me organizzata in Italia. Quanto è accaduto sei mesi fa deve ricordarci che dobbiamo aiutare gli altri fare solidarietà per quanto ci sia possibile, ed è proprio in questa significativa ricorrenza che sono felice di unirmi al progetto di promozione del territorio attraverso la solidarietà di Pericles.it e dell'Associazione Vinolandia. L'Italia, oltre ai beni artistici e culturali ha un importante patrimonio naturale che si identifica nella forte cultura enogastronomica, spesso legata alla storia locale e che quindi influenza la cultura stessa degli italiani, che va tutelata, valorizzata e promossa, sia all'interno del Paese, sia a livello internazionale. Sono convinta che la soluzione identificata da Pericles.it e da Vinolandia, ovvero la promozione del territorio attraverso la solidarietà - alla quale io stessa partecipo direttamente: per dare il buon esempio, ho inciso la canzone Mille Luci, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza - possa rappresentare un veicolo efficace a disposizione delle aziende italiane per diffondere la conoscenza dei propri prodotti e marchi. Fare del bene fa bene! Un’abbraccio. Clarissa Burt In dettaglio Pericles.it effettua: IL PROGETTO “VINOLANDIA” Analisi dei mercati e dei trend di consumo globali e macroregionali (Europa, Usa, Americhe, Mediterraneo etc) Il progetto “Vinolandia” sviluppato da Pericles.it è quello di mettere in contatto le domande di promozione dei prodotti e del territorio (imprese, associazioni, consorzi, PA locali) con le domande di solidarietà, individuando le opportunità di intervento a vantaggio di beneficianti e beneficiati. Censimento dei prodotti tipici italiani in fase di crescita o meritevoli di crescita Pericles.it aggrega gli attori del territorio, ne raccoglie le esigenze e le opportunità, funge da “contenitore e vettore” delle domande nei confronti dei decisori politici ,funge da “cerniera” tra il piano degli attori locali e il piano dei decisori regionali e nazionali. Censimento dei progetti e delle organizzazioni di solidarietà impegnate a livello globale Quindi, seleziona le azioni di solidarietà che possono dare visibilità ottimale ai prodotti, apre canali e facilita le relazioni tra le aziende e le organizzazioni di solidarietà, svolgendo un ruolo di consulente in Pubbliche Relazioni Censimento delle organizzazioni dedite alla valorizzazione di tali prodotti Mappatura dei decisori, degli influenti e degli interlocutori strategici rispettio alle specifiche esigenze di sviluppo Individuazione di sinergie tra impresa, organizzazione di solidarietà, decisori politici e amministrazioni Apertura di canali e facilitazione di contatti e scambi tra i soggetti coinvolti attraverso il proprio network di relazioni già consolidate Ideazione e sviluppo di eventi, progetti di interventi solidali, piani di comunicazione per le Pubbliche Amministrazioni, le organizzazioni di solidarietà e le imprese agroalimentari Erogazione di servizi, consulenze, informazione alle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni associate a Vinolandia. direttore editoriale DARIO GALVAGNO - direttore responsabile MICHELE RUSCHIONI -società editrice PERICLES.IT s.r.l. Via G. Parini 9 - Milano presidente RENATA MANNO - redazione Via Ludovisi 35 - 00187 Roma Tel. 06 42005350 Fax. 06 42011534 E-mail. [email protected] - tipografia TIPOLITOGRAFIA DELLA ROVERE Asti, C.so Volta 76 REG. TRIB. ROMA N. 465/22.10.2001