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Periodico dell’Ente Bilaterale per il Turismo di Roma e Lazio Autorizzazione Tribunale di Roma n° 539 07/12/2001 - 21 Poste Italiane SPA- Spedizione in abbonamento postale70% - DCB Roma - N° 20 OSSERVATORIO: marzo e aprile col vento in poppa L’area di Bracciano un “sistema” che non decolla EDITORIALE Nuove speranze e vecchie delusioni I Provincia di Roma Assessorato al Turismo Comune di Roma Assessorato al Turismo Ente Bilaterale Territoriale per il Turismo COMITATO SCIENTIFICO Attilio Celant - Giovanni Peroni Giuseppe Aiello - Guido Improta Franco Paloscia - Maurizio Fantaccione Antonio Calicchia Direttore responsabile: Pietro Licciardi Direttore: Giancarlo Mulas Coordinatore Editoriale: Orfeo Cecchini COMITATO DI REDAZIONE: Coordinatore: Bartolo Iozzia Giuseppe Aiello - Guido Improta Orfeo Cecchini - Caterina Saccaro Marcello Marzi - Giuseppe Zazzara Produzione: Impatto srl Stampa: Di Marcotullio finito di stampare: Maggio 2005 l turismo - è un dato storico - ha sempre trovato a Roma, e ora anche in provincia, la sua collocazione ambientale ideale. Roma è arte, cultura, storia, spiritualità, sentimenti ed allo stesso tempo emozioni. Roma è. Anche sola ed in controtendenza. Poi però abbiamo scoperto che tutto questo, in un sistema che gira vorticosamente e che mette sempre più spesso in primo piano opportunità turisticamente nuove, attraenti e magari competitive, non è più sufficiente. Se poi questi elementi li aggiungiamo agli eventi nefasti che hanno sistematicamente infierito sul movimento turistico nazionale ed internazionale, allora lo scenario è quasi completo. Ci accorgiamo così che per “tenere botta”, ora e in futuro, a Roma dobbiamo aggiungere la Provincia, alla quale va aggiunta la Regione cui, a sua volta, va aggiunta… l’Italia. Ci sono voluti dodici anni per riscoprire, a nostre spese, che il turismo è un prodotto nazionale, con un marchio doc che va tutelato, promosso e difeso a livello nazionale, europeo e mondiale. Alle Regioni, entro questo quadro, il compito di caratterizzarne i contenuti determinando altresì il quadro legislativo e normativo di competenza per la valorizzazione del territorio attraverso lo sviluppo ed il finanziamento di progetti turistici locali. Le nuove competenze legislative regionali in materia di turismo intervenute a seguito della nota modifica costituzionale del titolo quinto comportano l’assunzione di responsabilità politiche dirette in materia di turismo, non più rinviabili a carenze nazionali o a mutazioni politiche strutturali che,di volta in volta, generano nuove speranze e finiscono per spegnersi in vecchie delusioni. Dopo dodici anni si torna all’antico. Serve una istituzione (non lo si può più chiamare Ministero) che, a livello nazionale, metta in rete tutte le risorse territoriali disponibili,eviti spese inutili e… guerre fratricide fra Regioni.Una istituzione che si dia da fare per incentivare l’incoming anche attraverso le “nuove forme di turismo” possibili, le quali hanno bisogno di norme e regole precise,agevolando le aziende interessate affinché si affermino sul mercato alla luce del sole e non facendo di esse una sorta di limbo entro il quale si genera spesso una concorrenza non sempre leale verso altre imprese del settore. E ad essi, ai nuovi turismi, destinare adeguata e professionale formazione. La ristrutturazione e trasformazione dell’Enit non è che un primo passo verso una inversione di tendenza che va accelerata e seguita costantemente, ma ad essa altri elementi importanti devono seguire. A partire da una legislazione regionale omogenea su alcuni irrinunciabili principi fondamentali:prodotti turistici diversi, ma tutti di qualità certificata dal “Marchio Italia”. Il turista deve tornare ad essere ospite gradito nel nostro Paese. Non può sentirsi tale magari a Cesenatico e poi essere un “cliente”, a volte pure mal sopportato, in una grande città turisticamente matura. E’ un percorso a ritroso che non può durare altri dodici anni! Il tempo perduto va recuperato rapidissimamente.Se vogliamo competere sul mercato globale non possiamo certo farlo per decreto, o solo con quello. Orfeo Cecchini SOMMARIO INTERVISTA Parte da Tor Vergata la “rivoluzione culturale” nel turismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Pietro Licciardi OSSERVATORIO Marzo e aprile col vento in poppa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Giuseppe Aiello INTERVENTI Trevignano Romano Turismo al bivio: rinascita o declino?. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 Franco Paloscia L’area di Bracciano, un “sistema” che non decolla . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Francesco Maria Olivieri Itinerari underground alla scoperta delle città perdute. . . . . . . . . . . . 12 Letizia Crescenzi Nel turismo la pubblicità, da sola, non basta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 Angela Schito La Provincia strizza l’occhio al mondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 Giuseppe Zazzara A ciascuno la sua cucina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Alessandro Circiello Roma, città aperta e santa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 Roberto Coramusi Ambiente, dalla sostenibilità al progresso ecologico . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Roberto Sinibaldi NOTIZIARIO Japanitaly news . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Contributi a fondo perduto per la pescaturismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 O.C. L’Enit informa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Blu Hotel, pensato per chi è “cittadino del mondo” . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 Giovanna Sfragasso Mostre, musica, teatro, eventi: la Roma da vivere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Occhio alla pelle. Specialmente in vacanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 Andrea Farabini TRIBUNA DEL LAVORO Per battere la precarietà c’è l’apprendistato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 Valentina Caracciolo Prestiti, quando il tasso diventa usuraio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 Maurizio Fantaccione Massimario del diritto tributario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 Il licenziamento dei dirigenti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 Daniela Carbone Massimario del diritto del lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40 L’impiego dei lavoratori immigrati in attesa dello Sportello unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 T revignano Romano sorge sulle sponde del lago di Bracciano, su una rupe; all’estremità di un piccolo golfo. Il paese conserva un pregevole borgo medievale e offre un percorso alberato che si estende per circa 3 km, con molti bar e ristoranti in vista del lago. Per la sua posizione Trevignano rappresenta una base ideale per esplorare un’area di grande interesse turistico, artistico e naturalistico.Tra le manifestazioni che ogni anno si svolgono in questo piccolo centro, a circa trenta chilometri da Roma, la Sagra del pesce marinato con cottìo del “lattarino”, in maggio; la processione di barche sul lago e il palio, cui partecipano le barche dei tre paesi che si affacciano sullo specchio d’acqua. Entrambe le manifestazioni si svolgono in occasione della Festa dell’Assunta il 15 agosto. A dicembre nei diversi rioni vengono infine allestiti i tradizionali Presepi. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 4 / anno 4 - numero 21 INTERVISTA Parte da Tor Vergata la “rivoluzione culturale” nel turismo Pietro Licciardi guida turistica; poi, ma in misura minore, dell’accompagnatore turistico e del redattore turistico. La collocazione più innovativa tuttavia è quella del progettista di nuove forme di turismo. La sua collocazione ideale sarebbe presso gli enti locali». L a professoressa Anna Pasqualini, è presidente del corso di laurea in beni culturali e operatori del turismo della facoltà di lettere e filosofia dell’Università Tor Vergata. Una esperienza “giovane”, nata nel 1998 come diploma e trasformatasi nel 2000 dopo la riforma universitaria, alla quale guardare con interesse. Se non altro perché rappresenta un primo tentativo per formare quella cultura turistica che in Italia è ancora insufficiente. «Il turismo è arrivato tardi all’università e questo è stato un danno, perché la formazione è stata lasciata agli istituti tecnici del turismo, che hanno svolto una funzione importante ma molto limitata da un punto di vista culturale», esordisce la presidente, che prosegue: «La cultura del turismo non è certo stata praticata e si sono privilegiate quelle discipline funzionali all’esercizio quotidiano della professione senza badare alla programmazione di più alto livello, che invece è quella che serve. Soprattutto manca la customer sodisfation, che da noi non esiste. Per troppi imprenditori il turista va spolpato e tanto per fare un esempio non c’è una politica di alberghi dignitosi a basso costo, che agevolerebbe moltissimo l’afflusso dei ceti medi. Non bastano gli agriturismo, poiché non credo tutti ambiscano di mangiare fagioli, sia pure d.o.c. Molti vogliono invece vedere le città e non possono permettersi di starci più di un giorno perché gli hotel costano troppo. C’è tutta una pianificazione da studiare, proponendo nuovi itinerari e mete che devono poi essere commercializzate». Dove bisognerebbe iniziare a formare questa cultura turistica? «Dalla cultura tout court. Se si capi- Anna Pasqualini sce che il turista è un nostro simile, il quale va rispettato, tutto viene di conseguenza». Cominciare dall’università mi sembra però un po’ tardi… «Certo, bisognerebbe cominciare dalla scuola ma io mi occupo di Università. Vedo che i nostri ragazzi sono affamati di conoscenza e molto motivati, tanto che pochi abbandonano il corso di laurea. Purtroppo l’università italiana ha un alto tasso di “mortalità” ma da un monitoraggio che abbiamo fatto per un paio d’anni risulta che i nostri studenti resistono; nonostante alcune delle materie siano abbastanza ostiche». Come è nata l’idea di creare una facoltà per il turismo? «Dal bisogno di rivitalizzare la facoltà di lettere, che purtroppo era diventata poco attraente per la mancanza di sbocchi professionali. Dal ministero poi è arrivato l’invito alle facoltà universitarie di raccordarsi col mondo del lavoro e così è venuto quasi naturale pensare al turismo culturale». Quale figura professionale dovrebbe uscir fuori dal vostro corso? «La figura tradizionale è quella della Invece per quanto riguarda le materie? «Si parte dall’archeologia, classica e del vicino oriente, considerata la nostra collocazione mediterranea, per passare alla topografia antica e all’archeologia delle province romane. Poi naturalmente c’è la storia antica e contemporanea, la storia dell’arte antica, moderna e contemporanea; la sociologia del turismo, la sociologia dell’ambiente e del territorio. Queste materie servono a progettare anche itinerari di turismo sostenibile; una esigenza emersa in questi ultimi anni. Per quanto riguarda l’indirizzo gestionale abbiamo economia e gestione delle imprese, legislazione del turismo… Insomma cerchiamo di dare una formazione a tutto campo. Naturalmente abbiamo previsto anche una sezione, per la verità non troppo vasta, dedicata agli stage». Di cosa si tratta? «Sono centoventicinque ore di pratica che dovrebbero servire a preparare la prova finale, che poi è la vecchia tesi. Ad esempio un nostro studente si è occupato della organizzazione dei musei capitolini, così ha speso le sue ore di stage per studiare “dal vivo” come erano stati organizzati i servizi aggiuntivi di quei musei. Quello dello stage è insomma un modo per dare ai laureandi una metodologia da poter applicare ad altre realtà, magari più piccole. Nella fattispecie anche un museo provinciale o regionale, che non ha certo a disposizione i mezzi dei musei capitolini, grazie ad un nostro laurea- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 5 INTERVISTA sforzo per cercare di raccordare formazione e mondo del lavoro ma occorre un po’ di pazienza, perché non siamo molto attrezzati a pensare in termini di sbocchi professionali.Tuttavia, anche con l’aiuto del ministero, si spera di fare meglio». to potrebbe dotarsi di servizi ispirati a questi grandi modelli». La sua facoltà ha sfornato qualche laureato? «Sono una quarantina e alcuni hanno già trovato lavoro. Bisogna dire però che la nuova imprenditorialità turistica si sta appena formando e noi speriamo molto nei sistemi turistici locali». A proposito di imprenditoria, secondo lei qual è il gap più evidente di chi opera attualmente nel turismo? «Credo sia necessario un maggiore raccordo tra i soggetti. Ai nostri ragazzi insegniamo a fare sistema, perché un’agenzia di viaggio da sola si regge a malapena, mentre il discorso cambia se riesce a fare sistema con l‘ente locale, le associazioni culturali, gli albergatori. In fondo è proprio questo lo spirito del sistema turistico locale: mettere insieme le varie competenze e tutti insieme promuovere il territorio». Ma da quello che potete vedere c’è la disponibilità a “fare sistema”? «Non sono in grado di dirlo ma secondo me questo è il futuro. Nient’altro. O si fa così o quello che stiamo facendo adesso non serve a niente». Parecchi imprenditori si lamentano perché chi esce dalla scuola non è in grado di cominciare subito a lavorare… «E’ proprio quello che ho appena cercato di dire. L’Università ha fatto uno Diciamolo chiaramente, è veramente compito dell’università inserire i giovani nel mondo del lavoro? «In effetti non si può pianificare tutto e molto dipende anche dalle capacità personali…» Che mi dice dell’apprendistato, che in Italia è scomparso? «E’ assolutamente da rivalutare.Tutti i miliardi spesi ad esempio dalla Regione per i corsi professionali, a cosa servono? Spesso sono le stesse associazioni di categoria che devono trovarsi i fondi per finanziare corsi veramente utili per svolgere le professioni turistiche. Ma non mi faccia dire altro, non voglio innescare polemiche». soluzioni, non semplici prodotti speciale reception “LA SOLUZIONE” contattaci dal 1989 I SERVIZI: Fornitura apparecchiature • Noleggio apparecchiature • Contratti di assistenza tecnica • Supporto per la installazione di hardware e software • Materiali di consumo/supporto apparecchiature • Garanzie Xerox "Cliente soddisfatto" • Certificazioni • Xerox ISO9002 sulla qualità delle apparecchiature e del servizio di assistenza Automata 2 s.r.l. Via L.Cadorna, 11 - 00053 Civitavecchia (Roma) Tel. 0766.50.07.24 r.a. Fax 0766.20.720 e-mail: [email protected] periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 6 / anno 4 - numero 21 OSSERVATORIO Marzo e aprile col vento in poppa Giuseppe Aiello I dati consuntivi sulla domanda turistica nel secondo bimestre dell’anno in corso indicano che il già positivo andamento del mercato turistico in tutto il territorio di Roma e provincia si sta ulteriormente rafforzando. L’analisi dei dati sull’andamento della domanda turistica negli alberghi della provincia di Roma tra marzo e aprile evidenzia infatti una chiusura complessivamente positiva sia sul fronte degli arrivi sia delle presenze. Ciò a conferma del trend avviato nell’anno precedente, anche in presenza di potenziali fattori di crisi (le stime al ribasso nella crescita del Pil di diversi paesi, il rapporto euro/dollaro, l’andamento dei mercati finanziari) che nel medio e lungo termine rappresentano tendenzialmente un freno alla ripresa della domanda turistica internazionale e interna. Passando ai dati, da marzo ad aprile 2005 gli alberghi della provincia di Roma hanno registrato 1.421.007 arrivi e 3.417.484 presenze, con una crescita rispettivamente di +7,96% e di +7,84%; si tratta, come ben si può vedere, di una crescita ulteriore rispetto a quella registrata nel bimestre precedente. La crescita ha coinvolto in misura significativa sia la domanda italiana sia quella straniera, con una maggiore accentuazione per quest’ultima (tabelle 1 e 2). La domanda italiana è cresciuta in misura decisamente apprezzabile in tutto il territorio provinciale registrando negli alberghi dell’intero territorio provinciale 644.217 arrivi (+7,40%) e 1.290.565 presenze (+6,24%). La domanda estera ha registrato invece 776.790 arrivi (+8,43%) e 2.126.919 presenze (+8,84%). L’analisi della domanda per categoria di esercizi alberghieri evidenzia nel bimestre in esame una crescita della domanda in tutte le categorie di esercizi alberghieri, ad indicare una domanda estremamente diversificata in aspettative e capacità di spesa. Sul fronte della domanda estera trova conferma la continua ed apprezzabile crescita degli europei (+8,36% di arrivi e +8,38% di presenze), ed in particolare della domanda proveniente dalla Francia, dalla Germania, dal Regno Unito, dalla Spagna e dalla Russia. In crescita risultano anche alcuni paesi dell’Est, come Russia, Ungheria, ecc. Ancora più accentuata la crescita della domanda proveniente dagli Usa: (+14,04% di arrivi e +13,82% di presenze) che, lo ricordiamo, in passato è stato il segmento di mercato più colpito dalla crisi. Buona anche la crescita del Giappone (+4,20% di arrivi e +4,43% di presenze) e, in generale, di tutto il Sud Est asiatico (+7,95% di arrivi e +7,37% di presenze) Dati decisamente positivi dunque, che dovrebbero ulte- Tabella 1 - Provincia di Roma - Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri: Marzo - Aprile 2005 Paesi 5 stelle Arrivi Presenze Totale 76.978 210.140 Italiani 19.371 35.357 Stranieri 57.607 174.783 4 stelle Arrivi Presenze 570.725 1.324.486 3 stelle Arrivi Presenze 2 stelle Arrivi Presenze 1 stella Arrivi Presenze Totale Arrivi Presenze 515.980 1.288.780 196.277 453.081 61.047 140.997 1.421.0073.417.484 215.759 392.497 242.717 523.339 127.604 259.246 38.766 80.126 644.217 1.290.565 354.966 931.989 273.263 765.441 68.673 193.835 22.281 60.871 776.790 2.126.919 Tabella 2 - Provincia di Roma - Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri: Marzo - Aprile 2004 - Var. % su anno precedente Paesi 5 stelle 4 stelle Presenze 3 stelle Arrivi Presenze Arrivi Arrivi Totale 1,88 14,23 8,90 8,13 7,21 Italiani 1,42 5,35 8,59 6,12 Stranieri 2,04 16,21 9,08 9,00 Presenze 2 stelle 1 stella Totale Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze 5,45 9,73 11,18 8,22 8,15 7,96 7,84 5,27 4,40 8,79 8,76 13,43 11,78 7,40 6,24 9,00 6,18 11,53 14,58 0,20 3,72 8,43 8,84 Tabella 3 - Roma - Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri: Marzo - Aprile 2005 Paesi 5 stelle Arrivi Presenze 209.315 4 stelle Arrivi Presenze 484.251 1.185.975 3 stelle Arrivi Presenze 422.195 1.065.614 2 stelle Arrivi 147.185 Presenze 355.217 1 stella Arrivi 43.711 Presenze Totale Arrivi Presenze Totale 76.373 108.032 1.173.7152.924.153 Italiani 19.100 34.774 174.621 324.181 185.041 369.423 89.358 185.790 24.090 53.814 492.210 967.982 Stranieri 57.273 174.541 309.630 861.794 237.154 696.191 57.827 169.427 19.621 54.218 681.505 1.956.171 periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 7 OSSERVATORIO riormente rafforzarsi nei prossimi mesi, nel corso dei quali le quote di mercato di queste aree continueranno ad aumentare se gli operatori pubblici e privati sapranno ancora affrontare adeguatamente le sfide che abbiamo segnalato nei mesi scorsi, come recuperare e potenziare le quote di mercato dei principali segmenti e l’apertura verso i nuovi, ad elevato potenziale di sviluppo. Ovviamente occorrerà che il quadro internazionale si mantenga perlomeno stabile. Come appare dalle tabelle da 3 a 6, gli andamenti di Roma e del suo hinterland sono entrambi positivi ma diversificati: l’hinterland è cresciuto a ritmi più sostenuti. A Roma vi è stata una buona ripresa degli arrivi (+4,92%) e delle presenze complessive (+6,81%). Anche la domanda straniera ha registrato un’apprezzabile crescita nel bimestre, sia negli arrivi (+5,11%) che nelle presenze (+7,88%), così come la domanda italiana con +4,66% negli arrivi e +4,71% nelle presenze. In entrambi i casi l’andamento positivo ha caratterizzato tutte le categorie di hotel (tabelle 3 e 4). Prosegue la buona crescita della domanda italiana e straniera pure negli alberghi dell’hinterland (+25,79% di arrivi e + 14,92% di presenze). Qui la domanda italiana è cresciuta del +17,92% negli arrivi e del +11,58% nelle presenze; la domanda proveniente dall’estero è cresciuta del +40,78% negli arrivi e del +21,82% nelle presenze (tabelle 5 e 6). Anche in questo caso la crescita è dovuta all’accresciuta capacità di marketing degli operatori dell’hinterland rispetto al passato, ma anche (e soprattutto) alla crescita del numero di operatori sul mercato. Ricordiamo che i numeri di partenza erano MUNICIPI DI ROMA Roma - Distribuzione degli arrivi e delle presenze negli alberghi per Municipi - APRILE 2005 Valori assoluti Municipi Arrivi Composizione % Variazione % su stesso mese a.p. Arrivi Presenze Arrivi Presenze Presenze Permanenza media Municipio 1 375.373 951.596 2,54 Municipio 2 30.309 76.844 2,54 5,11% 5,11% -13,69% -14,33% Municipio 3 19.170 48.666 2,54 3,23% 3,23% 86,99% 87,91% Municipio 4 10.461 26.176 2,50 1,76% 1,74% 73,14% 69,73% Municipio 5 5.112 12.958 2,53 0,86% 0,86% -22,52% -22,56% Municipio 6 1.584 3.761 2,37 0,27% 0,25% 100,76% 98,16% Municipio 7 2.233 5.407 2,42 0,38% 0,36% Municipio 8 9.043 22.598 2,50 1,52% 1,50% -16,64% -19,98% Municipio 9 4.442 11.133 2,51 0,75% 0,74% 292,06% 278,93% Municipio 10 6.837 16.919 2,47 1,15% 1,12% 28,64% 23,54% Municipio 11 8.717 22.605 2,59 1,47% 1,50% 81,34% 85,23% Municipio 12 19.442 50.397 2,59 3,28% 3,35% -31,36% -31,85% Municipio 13 11.795 30.024 2,55 1,99% 2,00% Municipio 15 3.680 9.377 2,55 0,62% 0,62% -63,33% -63,07% 63,24% 63,26% 37,43% 36,33% 35,09% 20,83% -5,46% -4,82% Municipio 16 9.555 24.011 2,51 1,61% 1,60% -61,48% -61,66% Municipio 17 35.775 91.353 2,55 6,03% 6,07% Municipio 18 16.626 42.693 2,57 2,80% 2,84% -60,32% -59,86% Municipio 19 11.991 29.937 2,50 2,02% 1,99% -35,48% -36,56% Municipio 20 11.349 27.939 2,46 1,91% 1,86% 25,50% 20,66% 2,53 100,00% 100,00% 11,74% 10,95% Totale 593.494 1.504.394 18,10% 19,34% infatti bassissimi. La conferma in futuro di questi tassi di crescita è fortemente auspicabile, soprattutto se si tiene conto che essi non vanno a danno della capitale, ma significano un apporto di domanda aggiuntiva nel territorio. Tabella 4 - Roma - Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri: Marzo - Aprile 2005 - Var. % su anno precedente Paesi 5 stelle 4 stelle Presenze 3 stelle Arrivi Presenze Arrivi Arrivi Totale 2,40 14,95 5,12 6,77 4,52 Italiani 3,36 7,39 5,07 4,44 Stranieri 2,09 16,59 5,14 7,67 Presenze 2 stelle 1 stella Totale Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze 4,47 7,73 10,29 2,04 5,12 4,92 6,81 3,36 3,23 6,53 6,73 5,97 8,25 4,66 4,71 5,44 5,14 9,64 14,46 -2,41 2,18 5,11 7,88 Tabella 5 - Hinterland di Roma - Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri: Marzo - Aprile 2005 Paesi 5 stelle 4 stelle Arrivi Presenze Arrivi Totale 605 825 86.474 Italiani 271 583 Stranieri 334 242 Presenze 3 stelle 2 stelle Arrivi Presenze Arrivi 138.511 93.785 223.166 49.092 41.138 68.316 57.676 153.916 45.336 70.195 36.109 69.250 Presenze 1 stella Totale Arrivi Presenze Arrivi 97.864 17.336 32.965 247.292 493.331 Presenze 38.246 73.456 14.676 26.312 152.007 322.583 10.846 24.408 2.660 6.653 95.285 170.748 Tabella 6 - Hinterland di Roma - Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri: Marzo - Aprile 2005 - Var. % su anno precedente Paesi 5 stelle Arrivi Presenze 4 stelle Arrivi Presenze 3 stelle Arrivi 2 stelle 1 stella Totale Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Totale -37,95 -55,93 36,34 21,39 21,26 10,42 16,21 14,53 27,71 19,46 25,79 14,92 Italiani -56,29 -50,64 26,56 14,92 11,90 7,35 14,46 14,24 28,26 19,76 17,92 11,58 Stranieri -5,92 -64,98 46,62 28,42 39,96 17,92 22,82 15,40 24,77 18,25 40,78 21,82 periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 8 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI Turismo al bivio: rinascita o declino? Franco Paloscia C’ è una crisi di sistema nel turismo che porta al declino del nostro Paese o un ciclo congiunturale reversibile? C’è un’onda lunga di carenza strutturali che produce una diffusa sensazione di minore competitività del Declino o calo settore, o c’è una congiunturale? fase di transizioCarenze strutturali ne verso un ripoo transizione? sizionamento Non sempre della destinaziole analisi partono ne Italia e dei da dati oggettivi suoi prodotti? Le analisi che si vanno conducendo non sempre muovono da dati “oggettivi”. Eppure non ne mancano. Esaminiamone alcuni. L’Italia ha perduto quote di mercato internazionale È vero se analizziamo un lungo periodo durante il quale il dinamismo del mercato internazionale verso la sua globalizzazione ha creato problemi di concorrenza reale al nostro Paese. Negli ultimi anni, a partire dal 2001 che segna una data importante per i fatti dell’11 settembre, il processo di arretramento del paese si è intensificato: la quota di mercato (sul volume mondiale dei ricavi turistici) è scesa di circa un punto. In termini di perdite valutarie significa un calo di oltre il 20% della nostra quota. Siamo scesi dal secondo al quarto posto della graduatoria per nazionalità. Posizionamento più debole della nostra offerta L’Italia conferma che la sua posizione è ancora solida: al secondo posto in Europa e al terzo nel mondo per i livelli dell’industria alberghiera. Lo sviluppo globale della nostra offerta e la sua diversificazione consentono di non perdere contatto con i nuovi “turismi” internazionali. La nostra imprenditoria alberghiera è molto poco presente nelle catene internazionali, mentre quasi tutte le multinazionali del settore sono presenti in Italia. Nelle graduatorie dei grandi tour operator internazionali, il primo italiano figura oltre la ventesima posizione. Nel settore delle tecnologie di comunicazione, l’Italia è però tra i paesi in cui si diffonde più rapidamente Internet, che è uno strumento essenziale per la promozione on-line del turismo. Ma la funzione di Internet per il turismo da noi è molto più bassa della media europea. Le compagnie aeree low–cost hanno aggredito l’Europa con un’offerta di un milione di posti aerei, immettendo sul mercato una crescente offerta a prezzo concorrenziale. Quante sono però le nostre destinazioni turistiche che beneficiano di questa rivoluzione del trasporto, soprattutto nel nostro Sud? Manca una politica nazionale per il turismo È la nota dolente. Siamo tra i primi ad aver creato istituzioni che si occupano di turismo (l’Enit nel 1919), ma dopo aver soppresso il Ministero del turismo abbiamo atteso oltre trent’anni un assetto istituzionale del settore compiuto come quello degli altri 24 paesi aderenti all’Unione Europea. Forse il 2005 è l’anno del cambiamento. Con il decreto n. 35 del 13 marzo è stato istituito il Comitato nazionale per il turismo per coordinare le strategie dello Stato, delle regioni e delle categorie. Una sorta di “cabina di regia” e di coordinamento. La trasformazione dell’Enit in Agenzia apre alle regioni e alle categorie il governo della promozione internazionale del turismo. Bisognerà verificare il grado di consenso generale del mondo del turismo intorno a queste novità. Troppa offerta formativa? C’è poca offerta formativa: è ormai un luogo comune. Fino a qualche anno fa la formazione nel turismo era un punto debole. Oggi c’è un’evoluzione a ritmi elevati. Con la riforma universitaria sono stati istituiti circa 70 corsi a livello universitario, ai quali si aggiungono quelli post-universitari. Il turismo è oggetto di formazione nelle facoltà di scienze economiche, di scienze sociali, di lingue, lettere e filosofia, di diritto, di scienze ambientali e del territorio, ecc. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 9 INTERVENTI Il problema è la regolamentazione dell’offerta, partendo dal dato che la formazione deve essere il riflesso di una cultura multidisciplinare. Oggi c’è più quantità, forse eccessiva. L’obiettivo è la qualità e la corrispondenza della formazione al mercato del lavoro. Il Sud non è più al Sud Le statistiche indicano un progresso del turismo nel Sud ma non autorizzano a proclamare il nostro Mezzogiorno area di sviluppo intenso. Il recente dibattito sulla competitività, ha fatto emergere visioni contrappo- ste. Alle proposte di “vendere” le spiagge, ovvero di concessioni molto più lunghe (Tremonti), di creare casinò e campi da golf (Miccichè), una banca di sviluppo del Sud e l’invio di pensionati europei (Tremonti), sono state opposte altre strategie: adottare una logica di sistema per la valorizzazione delle risorse, favorendo l’attrazione di capitali (Epifani); realizzare grandi opere infrastrutturali (Franceschini); puntare sull’ambiente (Prodi). Intorno al turismo c’è un consulto allargato mentre in altri paesi la terapia d’urto ha prodotto già i suoi effetti, con il risultato che nei prossimi anni ci giocheremo la partita più difficile, risalire da un percorso che ci spinge indietro rispetto ai grandi traguardi realizzati con i cicli di sviluppo dei decenni passati, oppure imboccare quella che, estendendo la teoria del ciclo di vita delle località turistiche alle nazioni, potrebbe segnare un nostro ridimensionamento effettivo. Con buona pace per i medici di turno. l’esclusiva innanzitutto SAMBONET Posaterie e vasellame RICHARD GINORI Porcellana per la tavola PERMAFLEX Materassi e accessori FRIULSEDIE MANUFATTURE f.lli GAMBA Tavoli e sedie TECHNOMAX Cassaforti e minifrigo Biancheria per la camera e per la tavola CUSINELLI HOTELS SERVICE S.N.C Showroom: via A. Catalani, 19 - Tel.06.86322589 - 06.86325075 Fax 06.86217664 [email protected] periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 10 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI L’area di Bracciano, un “sistema” che non decolla Francesco Maria Olivieri C ome è noto è Roma a detenere il quasi monopolio del turismo provinciale, avendo da sola l’85% della ricettività alberghiera; tuttavia l’area del Lago di Bracciano, pur essendo relativamente marginale, potrebbe essere una delle più ricche dell’intero sistema turistico. Essa infatti è uno dei pochissimi sistemi turistici definiti e non sussidiari – come vengono considerate ad esempio le aree di Tivoli e Cerveteri – che sussistono al di fuori della Capitale. L’area del lago di La vicinanza alla Bracciano è uno grande città per i dei pochissimi sistemi territori limitrofi turistici non comporta flussi sussidiari esterni crescenti di visialla Capitale tatori giornalieri, soprattutto durante il “weekend”, ma d’altro canto la vicinanza ad un grande attrattore turistico è anche causa di un notevole “effetto ombra”, impedendo lo sviluppo di un proprio sistema turistico. Per quanto riguarda Bracciano dall’analisi dell’area si ottiene una “istantanea” dalla quale si nota immediatamente la discrasia fra le attrattive locali e l’offerta ricettiva. Il lago si trova all’estrema periferia nord occidentale del territorio provinciale, al confine con la provincia di Viterbo. La risorsa principale è il sistema di origine vulcanico denominato “sabatino”, formato dai due laghi di Bracciano e Martignano. Si tratta di un’area dalla superficie non esigua (280,64 Kmq), attraversata dall’unico emissario di entrambi i laghi, il torrente Arrone. L’attrattiva principale consiste nei due specchi d’acqua e nella cornice collinare che caratterizza il paesaggio, vario e sug- gestivo; contornato da un ventaglio articolato e storicamente differenziato di risorse: storiche, architettoniche e naturali; secondo la denominazione classica. Percorrendo il perimetro lacuale i tre borghi medioevali di Bracciano,Anguillara Sabazia e Trevignano mostrano architetture varie, di tipo prevalentemente religioso, caratterizzate da diversi stili: la chiesa romanica di S.Caterina a Trevignano, la medioevale chiesa dei Santi Marco e Marciano a Bracciano, passando per le chiese cinquecentesche dell’Assunta ad Anguillara, di Santa Maria Novella a Bracciano e Santa Maria dell’Assunta a Trevignano; infine la collegiata barocca di Santo Stefano, ancora a Bracciano. La civiltà etrusca ha lasciato tracce a Trevignano con il Forum Clodii e la necropoli che insieme alla Rocca Medioevale formano la cornice in cui si incastona quell’autentico gioiello del castello Orsini-Odescalchi. Il territorio si completa con le risorse naturali, che hanno la loro principale espres- sione nel parco regionale del complesso lacuale di Bracciano e Martignano, per una superficie di 16.600 ettari. Una ulteriore attrattiva è rappresentata dalla Macchia Grande di Manziana, un’area protetta con all’interno il monumento naturale della Caldara, dalla contigua riserva naturale di Monterano e delle terme Apollinarie. Sempre in quest’area è possibile individuare percorsi enogastronomici, i quali pur non caratterizzando l’area come distretto enoturistico, ne riassumono comunque molte delle caratteristiche. Tra i prodotti spiccano il pane casereccio della Tolfa, il prosciutto, il formaggio e i prodotti del bosco (more, corbezzoli, castagne, funghi e tartufo). Dal lago arriva la materia prima per numerosi piatti tipici a base di pesce. A fronte di questa importante e variegata offerta però la ricettività mostra evidenti segni di debolezza. Le strutture alberghiere sono meno di venti e di bassa categoria; gli hotel infatti sono essenzialmente periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 11 INTERVENTI manutenzione -, la Cassia Bis, la Braccianese, e con collegamenti ferroviari da Viterbo e da Roma. In conclusione l’area del Lago di Bracciano ha notevoli potenzialità turistiche, una vivace economia, soprattutto legata all’artigianato, e una popolazione in crescita, grazie ai saldi migratori, con una forte presenza di giovani.Tuttavia questo territorio collinare non sembra del tutto capace di “fare sistema”, nonostante abbia una realtà territoriale di qualità che a differenza di altre zone limitrofe alla capitale continua ad avere una bassa densità abitativa e un ambiente che si è mantenuto integro nel corso del tempo. Caratteristiche che l’area deve oggi a due e tre stelle. L’unico albergo a quattro stelle si trova nel comune di Manziana, leggermente delocalizzato rispetto agli altri tre comuni, ed è al momento chiuso. La maggior parte della ricettività alberghiera è concentrata nei comuni di Anguillara e Bracciano, con circa 700 posti letto. Nel complesso emerge comunque una certa omogeneità rispetto al resto della provincia; ovviamente senza considerare il comune di Roma.Tuttavia nell’area si riscontra una elevata presenza di campeggi e villaggi turistici: circa il 30% di quelli censiti nell’intera provincia, in questo caso incluso il capoluogo. Inoltre si segnala una discreta presenza di agriturismo: circa il 24% del totale. Le elevate percentuali si spiegano senz’altro col fatto che si tratta di tipologie ricettive strettamente legate alla vocazione naturalistica del territorio. Bisogna però valutare con attenzione quanta parte di questa offerta ricettiva complementare sia in realtà frequentata da turisti che durante la giornata si recano a Roma. Nell’area mancano in ogni caso strutture in grado di soddisfare le esigenze di segmenti di domanda più esigenti, come il turismo internazionale o il turismo d’affari. La stessa posizione sussidiaria rispetto a Roma potrebbe essere maggiormente valorizzata attraverso lo sviluppo di forme specifiche e specializzate di offerta; come il turismo congressuale. La vicinanza alla capitale e la relativa facilità con cui si può raggiungere Roma offre in definitiva un bacino quasi inesauribile di turisti, i quali potrebbero trovare l’area estremamente attraente proprio per le sue caratteristiche naturali, specialmente coloro che oltre alla “dimensione urbana” attribuiscono valore anche alla “dimensione rurale” e ambientale dell’esperienza turistica. Una simile miscela si adatta ai gusti dei turisti tedeschi ed olandesi, che prediligono proprio territori collinari bagnati da acque interne, a pochi passi da città d’arte. Attualmente invece l’area strizza l’occhio ai residenti e agli escursionisti, prediligendo il turismo “mordi e fuggi” e quello di tipo residenziale, basato sulle seconde case. Un dato di conferma è la permanenza media, che varia fra i quasi tre giorni di Anguillara ai due di Trevignano, mentre Bracciano rispecchia la media provinciale di due giorni e mezzo, che riguarda essenzialmente turisti italiani. Infine una caratteristica su cui riflettere è l’accessibilità. Si può senz’altro affermare che l’area gode di un elevato grado di accessibilità, in quanto è raggiungibile da Roma lungo tre vie di comunicazioni stradali: la Cassia – anche se con qualche problema legato al traffico e ai frequenti lavori di imparare a valorizzare. In particolare esiste la possibilità di inserirsi in circuiti ed itinerari turistici tramite l’affiliazione a filiere agro-turistiche o creando eventi e manifestazioni artistiche e culturali. Una strada peraltro già imboccata con l’adesione al PRUSST del Patrimonio di San Pietro in Tuscia e che deve ora recuperare slancio. In questa direzione va anche la decisione di istituire a Bracciano un corso di alta formazione in economia e management del turismo voluto dall’ente comunale, finanziato con il Fondo sociale europeo tramite la Regione Lazio e organizzato dalla facoltà di Economia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Le istituzioni locali sembrano insomma aver compreso le potenzialità turistiche del proprio territorio, ma anche la necessità di avviare una strategia di largo respiro. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 12 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI Itinerari underground alla scoperta delle città perdute Letizia Crescenzi I l lento fluire dei secoli e il turbinio degli eventi ha cancellato molte delle antiche vestigia.Tuttavia il caso, la fortuna o il lavoro ostinato di studiosi e appassionati di tanto in tanto fa riemergere qualcosa che si credeva perduto o che semplicemente era stato dimenticato. Luoghi simili è facile incontrarli nelle città, la cui crescita talvolta tumultuosa nasconde e sotterra rapidamente tutto ciò che per qualsiasi motivo è caduto in disuso ma anche fuori dei grandi centri abitati è facile imbattersi in cisterne, mitrei, acquedotti o dimore che talvolta diventano inconsuete mete per il visitatore più attento e curioso. La provincia di Roma non fa eccezione e sono parecchi i luoghi sotterranei che custodiscono autentiche chicche delle più svariate epoche.Ad Albano ad esemA Roma pio è ancora utie in provincia tanti lizzato il Cisterluoghi sotterranei none, un enorme per un turismo serbatoio d’acqua inconsueto dalla capacità di circa diecimila metri cubi, internamente diviso in cinque navate con volta a botte, larghe trentadue metri e lunghe cinquantotto, separate da 36 pilastri. Fu scavato duemila anni fa per fini militari ed è l’unica cisterna di età romana che ancora funziona alla perfezione raccogliendo le acque che da un cunicolo sotterraneo giungono direttamente dal cratere dell’omonimo lago. Sempre ad Albano una ex cava di pozzolana sull’antica via Appia custodisce le catacombe di San Senatore, cimitero cristiano dalla fine del III secolo e gli inizi del IV secolo la cui fama è legata alla presenza dei corpi di san Senatore, santa Perpetua e un gran numero di martiri. Nella cripta centrale sono ben conservati vari affreschi del IV e VI secolo e di età medievale. Alla valorizzazione delle vestigia sotterranee si dedicano con successo anche alcune amministrazioni locali. Il 15 aprile scorso ad esempio è stata inaugurata a Formello, la mostra Formello sotterranea, allestita all’interno di Palazzo Chigi per iniziativa dell’assessorato alla cultura del Comune e organizzata con il patrocinio della Provincia di Roma e dell’Ente Regionale Parco di Veio. L’iniziativa è stata il coronamento del progetto “Passaggi sotterranei”, avviato nel gennaio 2004 su autorizzazione della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, grazie al quale sono stati esplorati e documentati con grafici, fotografie e filmati multimediali i cunicoli del Parco di Veio. Con particolare attenzione è stato esplorato il cunicolo de La Selvotta (Fosso degli Olmetti), meta di visite guidate durante l’anno. Come è facile immaginare sono le vestigia etrusche e romane, essendo le più antiche, a riaffiorare in maggior numero dalle viscere della terra. Le necropoli innanzitutto, come quelle cono- sciutissime di Vulci, città etrusca ricostruita dai Romani, e di Tarquinia ove negli oltre 750 ettari di scavi si possono ammirare numerose tombe a camera con affreschi e decorazioni. Sempre per quanto riguarda le necropoli non si può fare a meno di citare la Banditaccia di Cerveteri, sito Unesco dal luglio 2004, dove oltre alle tombe a fossa esistono tombe a camera ipogee e un esiguo numero di tombe con grande tumulo che al loro interno sono strutturate come le case dell’epoca. Per quanto riguarda i templi numerosissimi sono quelli dedicati al culto di Mitra, i cui seguaci prediligevano gli ambienti sotterranei, grotte naturali o artificiali, la cui volta rappresentava l’arco del cielo. Solo negli scavi di Ostia Antica, come ricorda Francesca Licordari, una delle bravissime guide, ne sono stati ritrovati 18 su 60 ettari. Uno di questi templi accessibile e già incluso tra le visite guidate è quello delle Terme di Mitra, struttura adattata al culto con la statua centrale raffigurare il dio Mitra (l’originale sta nel museo di Ostia antica) e contenente podi laterali per i banchetti sacrificali, un lungo e stretto corridoio, i resti di forni. A Marino, cittadina dei Castelli Romani, vi è invece un mitreo della seconda metà del II seco- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e Provincia anno 2 - numero 18 / 13 INTERVENTI lo a.C ricavato in una antica cisterna con copertura a botte, scavata nel tufo come una galleria che si infila nella collina, lunga circa 25 metri e larga 3,50. Fu scoperto nel 1962 nei pressi della stazione ferroviaria, all’interno di un garage privato, ed è ricco di affreschi ben conservati; tra i quali uno raffigurante il dio Mitra nell’atto di sacrificare un toro. Nel sottosuolo della provincia si conservano anche tratti dell’opera «più maestosa e originale dell’edilizia dell’antica Roma»: gli acquedotti.Angelo Procaccianti, speleologo dell’associazuione Shaka Zulu. (recapito telefonico: 0774822114) è solito portare tra Vicovaro,Vignola e Subiaco gli avventurosi visitatori in ciò che resta dell’Anio Vetus, e dell’Anio Novus, due acquedotti alimentati entrambi dal fiume Aniene. L’Anio Vetus fu costruito dai censori Marcio Curio Dentato e Fulvio Flacco tra il 272 e il 269 a.C. per trasportare le acque, raccolte da un laghetto artificiale di decantazione, fino all’Esquilino, correndo lungo la via Prenestina e Latina. La portata era di circa 180 mila metri cubi. L’Anio Novus fu invece iniziato da Caligola nel 38 d.C. e finito da Claudio nel 52 d.C. Altri itinerari a metà strada fra la speleologia e l’archeologia li forniscono le ville e i palazzi disseminati un po’ ovunque attorno all’Urbe. Nell’ambito di un progetto di scavo, restauro e valorizzazione a cura della soprintendenza del Lazio sono attualmente in corso delle ricerche nella parte sotterranea dell’immensa dimora imperiale di Villa Adriana. L’indagine riguarda quanto resta della struttura ipogeica sottostante il corpo principale della villa, costituita dal sistema sotterraneo di alimentazione, distribuzione e raccolta dell’acqua e da quello, di ben maggiori dimensioni, costituito dalle gallerie di comunicazione percorribili che permettevano lo spostamento di materiali all’interno della dimora senza uscire all’esterno. Gli studiosi intendono verificare lo stato di conservazione e attuare eventuali interventi. Non è escluso che in futuro anche questa parte nascosta del sito possa essere aperta al pubblico. Anche a Roma esiste tutto un mondo sotterraneo, immerso da secoli nelle tenebre, che di tanto in tanto viene riscoperto. Quasi una città nella città; anche qui con le sue terme, le cisterne, antiche tombe e case. Lo storico dell’arte e archeologo Carlo Pavia sull’argomento ha scritto un libro: La Roma sotterranea e segreta (Libri illustrati Mondadori) che è insieme guida e catalogo di un mondo affascinante quanto sconosciuto ai più, salvo qualche eccezione. Di recente è stata aperta al pubblico la visitatissima Domus Aurea, quel che resta dell’immensa dimora dell’im- peratore Nerone: un padiglione di circa trecento metri di lunghezza per cinquanta di larghezza, purtroppo ormai privo delle originarie sontuose decorazioni. Molto visitate sono anche le catacombe, circa 69 sparse fin nei dintorni della capitale le più conosciute delle quali sono quelle di San Callisto, San Sebastiano, Santa Domitilla, Santa Priscilla e Santa Agnese.Alcune arrivano fino a quaranta metri di profondità con un chilometrico dedalo di gallerie disposto su diversi piani. Comunque uno dei luoghi sotterranei forse più affascinante è lo scavo sotto- I luoghi, le guide San Paolo alla Regola: ora in restauro, visitabile su richiesta telefonando allo 0667103819. Le visite guidate possono essere prenotate alla coop. Il Sogno (tel. 0685301758, fax 0685301756). San Nicola in Carcere: prenotazione telefonica obbligatoria, visite guidate, (tel. 066869972). San Clemente: Apertura: 9-12.30 e 15.00-18.00. Da ottobre a marzo fino alle 18. Piazza San Clemente.Via labicana 95 (tel. 0677450021). Domus aurea: visita guidata facoltativa ma obbligatorio l’accompagnatore, consigliata la prenotazione; orario: da lunedì a sabato ore 9.00-13.30 e ore14.30-17.00 (tel. 0639967700) Catacombe di S.Agnese: chiuse la domenica mattina e il lunedì pomeriggio (tel. 068610840) Catacombe di Priscilla: chiuse il lunedì (tel. e fax. 0686206272). Catacombe di Domitilla: chiuse il martedì (tel.065110342-065133956,fax 065135461) Catacombe di S. Sebastiano: chiuse la domenica (tel. 067887035, fax 067843745) Catacombe di S. Callisto: chiuse il mercoledì (tel. 065130151-, fax 0651301567) Basilica di San Martino ai Monti: visita su richiesta alla Soprintendenza archeologica di Roma, con guida (tel. 0667106746) Mitreo di Palazzo Barberini: informazioni e prenotazioni tel. 06. 4824184 (da lunedì-a sabato ore 9-13.30 e 14.30-17) Mitreo Santa Prisca: aperto per i singoli la seconda e la quarta domenica del mese alle ore 16; per i gruppi su richiesta. Prenotazione obbligatoria. (tel 065743798) Mitreo del Circo Massimo: prenotazioni e informazioni: sopraintendenza beni archeologici Roma: 0667106746 Sotterranei di Santa Sabina: informazioni: 065743573; orario: dalle 6.30 alle 12.45, dalle 15 alle 19 Sotterranei di Santa Cecilia: per i resti romani ore 10-12; per l’affresco del Cavallini, martedì e giovedì ore10-12. (tel. 065899289). ••••••••••••••••••••••••••••••• Associazione culturale Storicum: tel. e fax 064390614 Associazione culturale Archimede: tel. 068418271, fax 068552660 Archeolupa: per informazioni e prenotazioni da lunedì a venerdì ore 18:00-19:30; tel. e fax. 065741974 Associazione culturale Raffaello Sanzio: tel. 347 8257353. Sopraintendenza ai beni culturali: tel. 0667106746 Centri di informazioni turistica suggeriti dall’associazione salvaguardia romanità: per orari, biglietti, guida e ogni altro tipo d’informazione tel.0636004399-06488991 periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 14 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI stante l’altare maggiore di San Pietro, che ha portato alla luce la necropoli romana con la tomba contenente le reliquie del primo papa, sulla quale l’intera basilica è stata edificata. Fu Pio XVII ad ordinare il primo scavo nel 1939, che poco alla volta portò alla luce una necropoli perfettamente conservata le cui tombe risalgono al primo secolo d.C.; l’epoca in cui avvenne il martirio di Pietro. Proprio sotto l’attuale statua del santo, ai piedi dell’altare papale, è stata infine rinvenuta un’edicola funeraria risalente al 160 circa d.C. identificabile con il “trofeo” di cui parla Gaio. Sul “muro rosso”, cui l’edicola è addossata, un graffito in greco databile alla stessa epoca riporta le parole: Petros eni, Pietro è qui. Nel 1956 fu l’archeologa Margherita Guarducci ad esaminare le ossa lì ritrovate e i resti di un vestito porpora: erano le autentiche reliquie di Pietro, sulle quali fu edificata l’originale basilica costantinea del IV secolo e poi quella attuale. Alessandro Locchi è una delle guide vaticane che accompagnano i visitatori lungo i vialetti sotterranei della necropoli. Da lui apprendiamo come gli archeologi dovettero cominciare a scavare dal basso, anziché dall’alto, incontrando difficoltà di ogni genere, fino ad arrivare all’edicola sacra posta al centro delle successive costruzioni. Oggi sono in corso alcuni restauri, soprattutto per preservare gli affreschi e i dipinti che decorano le diverse tombe, alcune delle quali hanno coperture a terrazza, sulle quali le famiglie romane si riunivano in ricordo dei defunti. Continua tuttavia il via vai dei turisti, per lo più persone di mezza età e scolaresche. Non tutti sanno però che sotto alle grotte ove sono sepolti i papi esiste questo ulteriore luogo di pellegrinaggio, visitabile su prenotazione chiamando lo 0669885318 (l’ufficio scavi del Vaticano). La Roma sotterranea ha un’altra interessantissima tappa nel rione Regola, sulla sponda sinistra del Tevere, dove tra il 1978 e il 1982 il Comune effettuò il restauro di un insieme di fabbricati di sua proprietà situati tra via del Conservatorio e la chiesa della SS.Trinità dei Pellegrini. Il restauro mise il luce strutture di età romana conservate per quattro piani di altezza, due dei quali nel sottosuolo. Il complesso archeologico, scavato, restaurato e attualmente visitabile è ubicato sotto il cinquecentesco Palazzo degli Specchi, a circa 8 metri sotto il manto stradale. Scendendo lungo una moderna scala si accede alla «stanza della colonna», così chiamata dalla colonna che troneggia al centro dell’ambiente. Il primo livello si compone di una serie di magazzini di età saveriana che si sviluppano accanto ad un cortile. I rimanenti due ambienti, pavimentati a mosaico, costituiscono invece il primo piano di un palazzetto il cui piano terra era occupato dai magazzini domizianei; i mosaici bianchi e neri a disegno sono di età saveriana. I resti di anfore, conchiglie e animali dimostrano che il luogo fu molto frequentato fino all’età medioevale Anche a Roma abbondano i mitrei che, si stima, erano tra mille e duemila. Il mitreo di Santa Prisca, sotto l’omonima chiesa e costruito sopra un edifico più antico che risaliva alla fine del I sec. d.C, fu ritrovato dopo una campagna di scavo nel 1934. Il santuario ha una pianta rettangolare con copertura della volta a botte; è preceduto da due nicchie nelle quali erano collocate in origine due statue policrome dei portatori di fiaccola: Cautes e Cautopates, simboli rispettivamente del giorno e della notte. Il sito rientra nel calendario esclusivo di “Archeologia nascosta” un ciclo di visite guidate a siti archeologici generalmente chiusi al pubblico curato da Pierreci (informazioni sul sito www.pierreci.it). Un altro mitreo si trova nei sotterranei del deposito del Teatro dell’Opera, con accesso da via Santa Maria in Cosmedin. Scendendo lungo una stretta e buia scalinata si giunge ad una sala con un’anfora interrata e un bassorilievo; qua e là alcune nicchie purtroppo vuote. L’edificio, di età imperiale, probabilmente era connesso all’adiacente Circo Massimo. Questa breve carrellata sugli ipogei romani non può fare a meno di includere anche la Cloaca Maxima, realizza- ta da Tarquinio Superbo nel VII secolo a.C., che nonostante le modifiche e le ristrutturazioni avvenute in ogni epoca funziona ancora in maniera mirabile. Lo sbocco principale della Cloaca è presso il ponte Palatino, sulla sponda sinistra del Tevere, ma di ingressi ve ne sono diversi e l’antico condotto fognario risulta quasi interamente percorribile; tuttavia le difficoltà sono tali da consigliare la visita solo del primo tratto. Se simili luoghi sono sottratti all’oblio diventando talvolta delle vere attrazioni lo si deve in gran parte alle associazioni di appassionati che oltre a dedicarsi all’esplorazione organizzano itinerari e accompagnano nelle visite.Tra le più attive è Roma sotterranea. Costituita nel 2000 conta attualmente 350 soci ed è conosciuta soprattutto fra i più giovani poiché, spiega il suo presidente e fondatore Marco Placidi, è presente soprattutto su internet, inoltre fra i più anziani esiste una certa diffidenza nei confronti di tutto ciò che è sotto terra. Comunque ad approfittare dell’opportunità di visitare luoghi normalmente inaccessibili al pubblico sono anche alcuni stranieri, per i quali c’è la possibilità di concordare date e percorsi. Una quarantina degli iscritti a questa associazione si dedica all’esplorazione e collabora con la Soprintendenza di Roma; loro è ad esempio il merito della scoperta di un mosaico all’interno della Domus Aurea. Oltre alla Pierreci e La Lupa è molto attiva anche l’associazione culturale Archimede, che dal 1998 – anno di costituzione – organizza visite a Roma e dintorni. Nei suoi itinerari vi sono fra l’altro i sotterranei della chiesa di Santa Sabina sull’Aventino, costruita sui resti di una domus romana. Sotto la chiesa è visibile un tempietto repubblicano del terzo secolo a.C.Anche l’associazione culturale Raffaele Sanzio include nel proprio programma alcune visite sotterranee. A conclusione del nostro, purtroppo incompleto, excursus ci sembra appropriato citare la frase che Roma sotterranea ha in apertura del suo sito: «La porta del tempo si cela sotto i nostri piedi… Noi ti diamo la chiave, a te il piacere di aprirla». periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 15 INTERVENTI Nel turismo la pubblicità, da sola, non basta Angela Schito D ibattuta e spesso “battuta” la pubblicità è divenuta negli anni, come ci ricorda Giampaolo Fabris, uno dei suoi guru, un elemento fondamentale della vita economica e sociale dei paesi sviluppati. A dimostrazione di ciò la crescente presenza di spot e annunci di vario genere che percorrono le strade affollate dei mezzi di comunicazione di massa giungendo nelle case e scandendo a ritmi serrati la nostra vita quotidiana. Ma in cosa consiste questo fenomeno invasivo e, perché no, intrusivo? Spesso si sottolinea la funzione di manipolazione o “accecamento” sul pubblico della pubblicità, che ha largamente influenzato la cultura anti-industriale. Oggi questa visione passiva del consumatore è ampiamente superata e con essa la connotazione prettamente condizionante della pubblicità. La crescita della produzione, insieme alla maggiore competitività dei mercati globali, hanno portato negli ultimi anni ad una crescente standardizzazione ed omogeneizzazione dei prodotti e servizi. Con essi anche la pubblicità ha cambiato volto e finalità. Ha man mano assunto la funzione di “caratterizzazione” dell’insieme indistinto di merci, cercando di riscattarle dall’anonimato in cui sono cadute. La pubblicità oggi dunque tende a conferire personalità e valore distinti e forti ai suoi prodotti, riuscendo a catturare l’interesse di consumatori sempre più esigenti ed informati. Ma, come direbbero gli esperti del marketing, essa rappresenta solo una delle leve di quel processo che ogni giorno, incessantemente, porta il prodotto o servizio ad essere acquistato. Anche il mercato turistico, per nulla risparmiato dal vento della concorrenza, oggi sta riscoprendo nella pubblicità una leva importante per il proprio posizionamento nel mercato. Questa però da sola non basta: sempre più le impre- se turistiche sentono la necessità di utilizzare un approccio strategico nella gestione d’impresa e questo deve includere necessariamente la definizione, la programmazione e lo sviluppo di azioni di comunicazione e promozione integrate dei propri servizi. Nel settore turistico esistono diverse forme di comunicazione e promozione a seconda del mercato di riferimento in cui opera un’azienda. Come sostiene Elisabetta Guida, responsabile sviluppo marketing presso Promowind, agenzia di servizi e promozione di Roma, le forme di pubblicizzazione ed i relativi strumenti differiscono tra un’azienda pubblica che opera nello sviluppo territoriale e un’azienda di organizzazione e vendita di servizi turistici, come potrebbe essere un tour operator o un’agenzia di viaggi; così come tra un’azienda che opera nel settore dell’ospitalità, come un albergo o un ristorante, e una che opera nel settore dei trasporti, quale una compagnia aerea. Prendendo in esame le forme di comunicazione di un tour operator, tra le più importanti troviamo sicuramente la pubblicità verso il trade o settore dell’intermediazione (ad esempio le agenzie di viaggio), che differisce da quella indirizzata direttamente ai turisti in quanto privilegia le informazioni sulla struttura e sui servizi, evidenziando il “fattore prezzo”, gli aspetti tecnici e logistici di un soggiorno e le possibilità di costruire pacchetti “ad hoc” e packages per diversi tipi di clientela. Per quanto riguarda la promozione altra leva importante del marketing, tra le forme più diffuse verso la rete di vendita, si possono citare gli “incentivi”, i manuali di vendita, la pubblicità sulle riviste di categoria, il materiale da vetrina e quindi di merchandising, le videobrochure o i cd-rom con la descrizione di programmi, destinazioni e territori. Ricordiamo inoltre l’organizzazione degli educational tours, che consistono in viaggi di analisi e studio delle caratteristiche di un prodotto turistico, rivolto ai titolari, direttori e banconisti delle agenzie di viaggio, ai giornalisti ed ai responsabili della programmazione dei tour operators. Il catalogo, ad ogni modo, resta il principale strumento di relazione tra il tour operator, il trade ed il cliente finale, in quanto abbina la funzione di caratterizzazione e differenziazione dei prodotti del tour operator a quella di promozione e valorizzazione dell’immagine dello stesso: si potrebbe dire che è la “ vetrina” del tour operator. Le fiere turistiche sono inoltre occasioni in cui poter incontrare ed interagire contemporaneamente con potenziali turisti, professionisti del turismo, opinion leaders, consulenti ed albergatori. E’ qui che si possono raggiungere obiettivi d’immagine, commerciali, di prodotto e di raccolta di utili informazioni sull’andamento del mercato e sulle novità proposte. Tirando le somme quindi, per gli addetti ai lavori comunicare e promuovere il servizio turistico significa poter puntare su strumenti validi ed efficaci; ma uscendo fuori dall’ambito, cambiando per una attimo prospettiva, la sensazione che si ha è quella di una mancanza di omogeneità nell’oggetto di tale comunicazione. In Italia, lo si legge da più fonti, non è ancora sviluppato un approccio strategico alla comunicazione turistica. Abbiamo raccolto il parere di un esperto della comunicazione, come Gianfranco Vallana, amministratore delegato della Grey Interactive Italia, agenzia di comunicazione con sede a Milano che tra i suoi principali clienti può contare oggi anche Meridiana e la Compagnia aerea internazionale Emirates per le quali ha curato il direct marketing di presentazione di nuove linee (campagne banner via Internet ed un’attività estesa di mailing indirizzata prevalentemente a clienti business). «Ci sono vari aspetti da considerare», periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 16 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI esordisce Vallana, «Innanzitutto l’approccio alla comunicazione risulta essere frammentato, ovvero sia le pubbliche amministrazioni che i privati tendono a proporre servizi e attrattive del proprio territorio in maniera scoordinata. Da questo deriva ovviamente la mancanza di una immagine omogenea del territorio da promuovere. Inoltre prevale la sporadicità della comunicazione e non viene curata a sufficienza la fidelizzazione. Quando si propone un bene o un servizio non basta produrre sola informazione, ma attraverso idonei strumenti bisogna creare un duraturo feedback tra cliente e impresa». Qui, sostiene Vallana, ci viene incontro la tecnologia, della quale, purtroppo, non siamo ancora in grado di sfruttare tutte le potenzialità. In questo senso un fenomeno diffuso è l’uso inappropriato di Internet. Grazie alla rete infatti sarebbe possibile, e a costi quasi irrisori, fare comunicazione e marketing one to one. Con questa espressione s’intende la capacità di gestire il rapporto col cliente (durante e dopo la vendita) attraverso strumenti estremamente personalizzati come l’e-mail. Quanti albergatori o tour operator, ad esempio, mandano una mail ai loro clienti chiedendo se sono rimasti soddisfatti del servizio e se hanno suggerimenti per migliorarlo? Su un altro piano invece si colloca la comunicazione pubblicitaria, quella veicolata dai tradizionali mezzi di comunicazione di massa e diretta, per intendersi, al grande pubblico. Essa non ha pretese di esaustività dei contenuti (non può, per ovvi limiti spazio-temporali, soddisfare l’intero fabbisogno informativo sul servizio) ed ha esclusivamente lo scopo di far sognare la gente, attraverso immagini e suoni accattivanti, attrarre l’attenzione e creare desiderio. «La campagna pubblicitaria è importante e quello che lascia è un’impressione generale», spiega ancora l’amministratore delegato della Grey Interactive, «ma quello che conta veramente è tutto ciò che segue; la capacità cioè di fornire informazioni sui servizi e di riuscire a farlo attraverso diversi canali. Nel turismo solo con la creatività si va poco lontano. Si può far leva sulla novità di un servizio e se si trova un modo simpatico e originale di rappresentarlo meglio; anche se talvolta si vedono campagne pubblicitarie con forzature tali da risultare irritanti. Un elemento strategico secondo me è il riuscire a dare un set di informazioni il più possibile completo. Ad esempio un tour operator assieme alle informazioni relative al proprio prodotto base dovrebbe riuscire a comunicare anche quali servizi accessori e secondari quella stessa vacanza offre. Qui torna il discorso della fidelizzazione e del colloquio continuo con i propri clienti. Pensiamo ad una famiglia tipo, in cui alla moglie piace il mare e la spiaggia, al marito gli sport acquatici e ai figli la discoteca o i divertimenti serali; in questo caso elemento strategico della campagna di comunicazione è veicolare contenuti che tocchino le aspettative di tutti i soggetti coinvolti» Dal dibattito non sono esclusi certamente gli enti territoriali che con la loro promozione potrebbero contribuire ad omogeneizzare l’immagine del Paese. Sostanzialmente, sempre secondo Gianfranco Vallana, c’è un problema di ruoli da definire: «Più si scende nella gerarchia degli enti locali più si sente la necessità che essi siano dei validi content provider, ovvero che siano in grado di costruire e distribuire contenuti di rilievo.Al contrario più si sale e maggiore è l’esigenza di una attività di controllo e unificazione. Poiché non si può pensare di frammentare troppo la comunicazione dovrebbe essere almeno la Regione a raccogliere gli elementi di interesse segnalati a livello locale e promuoverli in modo efficace e coordinato. In questo senso il Trentino Alto Adige ha fatto un buon lavoro. Da utente, e non da professionista, ho notato che c’è una forte uniformità di strategia comunicativa. Recandomi in quella regione fisicamente ho visto che i sistemi di prenotazione e di accoglienza sono molto ben integrati e gestiti. Con questo voglio sottolineare che per me non è la campagna pubblicitaria singola che può fare un risultato. Questo è un aspetto che bisogna tener presente quando si parla di servizi nel settore turistico. » La comunicazione integrata dunque, anche a livello pubblico, rappresenta una carta vincente poiché sfrutta più canali, ma allo stesso tempo fornisce un’immagine unitaria, completa ed esclusiva del servizio. «Il web è il canale che ora viene principalmente battuto, grazie alla velocità e alla semplicità di fruizione, ma contano anche tanto, in questi casi, la documentazione cartacea, come cataloghi e brochure, e la creazione di punti di contatto con la clientela. In quest’ultimo caso intendiamo sia veri e propri uffici di rappresentanza con personale di contatto disponibile; in grado di fornire tutte le informazioni relative ad un servizio. Oppure, in alcuni casi, un numero verde; ovvero un centralino dedicato che fornisca 24 ore su 24 un supporto continuo alla clientela. La quantità e la qualità dell’informazione sono due elementi da tener sempre in considerazione ma spesso trascurati». Il discorso infine porta a considerare quanto sia impegnativo avviare un processo integrato di comunicazione; tanto più in Italia dove le imprese turistiche hanno generalmente dimensioni mediopiccole e di conseguenza non dispongono di grandi investimenti nel settore. La soluzione, conclude Gianfranco Vallana, sarebbe che gli operatori si riunissero per creare utili sinergie: «In Italia c’è una forte frammentazione e non c’è una volontà di mettersi insieme. La grande difficoltà in questo settore è che ciascuno, creando una piccola impresa, vede col massimo della diffidenza il collega che gli sta a fianco. Non ci sono alternative al fatto di organizzarsi insieme, di consorziarsi.Tutte le realtà economiche che funzionano, le grandi operazioni turistiche che hanno avuto e tutt’ora hanno un grande successo, sono in mano a grandi gruppi che si muovono nel mondo della comunicazione. Per questo, chiaramente, sono necessari grossi investimenti». Qui entra in gioco il settore pubblico, il solo che può unire queste realtà estremamente frammentate, attraverso un’attività di programmazione che dia un’immagine più omogenea del nostro paese. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 17 INTERVENTI La Provincia strizza l’occhio al mondo Giuseppe Zazzara I l boom di turisti a Roma e provincia nei primi mesi del 2005 conferma l’ottimo lavoro svolto finora dall’Amministrazione provinciale e premia il coraggio delle scelte operate a Palazzo Valentini, come gli importanti investimenti in eventi culturali di livello mondiale, da soli in grado di arricchire un’offerta già importante. La Giunta Gasbarra si è impegnata negli ultimi due anni in diverse direzioni: la promozione di grandi manifestazioni culturali e la valorizzazione delle bellezze storiche e artistiche del territorio, anche attraverso la partecipazione alle grandi borse internazionali del turismo. La presenza negli ultimi due anni della Provincia di Roma alle Borse europee di Madrid, Dusseldorf, Londra e Milano ha contribuito in maniera sensibile all’aumento della presenza di turisti nel nostro territorio. In questa cornice si è inserita anche la recente visita di una delegazione di Palazzo Valentini negli Usa, per effettuare una serie di incontri con le autorità locali e partecipare, nell’ambito del Comitel Italy, alle conferenze stampa organizzate dall’Enit alle quali hanno preso parte trecento tour operator ed agenti di viaggio di Los Angeles. Una visita che parte dalla constatazione che sono sempre più numerosi i visitatori americani nel territorio della provincia di Roma, come dimostra l’aumento nel 2004 del 33,9%, percentuale tripla rispetto all’11,72% della Capitale. Dati eccezionali, tanto più se confrontati con il bilancio purtroppo negativo delle presenze di visitatori stranieri a livello nazionale. La serata conclusiva offerta dalla Provincia di Roma, che si è tenuta presso il Puck Building di New York, ha registrato la presenza di oltre duecentocinquanta tour operator, dei rappresentanti dello Stato e della Camera di Commercio di New York, dell’addetta commerciale presso il consolato generale italiano, Mariapia Bianconi e delle auto- rità della comunità italiana in America. L’iniziativa negli Usa è stata una occasione utile per presentare al grande mercato turistico americano le potenzialità del territorio della provincia di Roma ed il ricchissimo carnet della seconda edizione di Festa di Primavera, il ricco contenitore di eventi culturali in programma a Roma e nei comuni della provincia dal 21 marzo al 20 giugno. Tra le iniziative della Giunta Gasbarra di questo ultimo anno va sottolineato anche il nuovo collegamento aereo tra Roma e Riga (Lettonia), operato dalla compagnia aerea Czech Airlines, che intende rafforzare il ruolo internazionale dello scalo di Fiumicino, permettendo di far crescere ulteriormente le relazioni tra la Provincia di Roma e i nuovi paesi entrati nella Comunità Europea, in particolare con la Lettonia. Tra le righe di questo accordo si legge la volontà da parte dell’amministrazione provinciale di collaborare con gli Aeroporti di Roma per rafforzare il ruolo di hub internazionale dello scalo romano, anche in considerazione dell’attenzione che gli operatori locali hanno palesato nei confronti delle destinazioni turistiche su Roma e provincia, unita alla disponibilità riscontrata a collaborare per organizzare eventi nel campo dello spettacolo, del turismo e della cultura. I risultati finora ottenuti dimostrano che la direzione in cui si sta lavorando è quella giusta, l’obiettivo resta quello di offrire un prodotto sempre più appetibile, che sia in grado di attirare turisti di tutte le nazionalità. I viaggi e il turismo, dai fenici al ClubMed Il viaggio ha profonde radici nelle antiche civiltà, dagli assiro-babilonesi ai romani.Viaggiavano i mercanti, gli storici, i filosofi, i geografi… La cultura dell’accoglienza era pertanto un dovere civile e religioso; rimasta intatta in età medievale, ove fiorirono i pellegrinaggi, e nel Rinascimento, in cui il viaggio assunse i caratteri di una esperienza spirituale e intellettuale. Nel Settecento il Gran tour rappresentò il punto più alto dell’esperienza classica del viaggio delineando la nuova frontiera del turismo moderno, organizzato dall’inglese Cook. Insomma il viaggio è un fenomeno che si intreccia con quello delle civiltà, che senza relazioni, contatti, scambi tra i popoli non avrebbero avuto lo slancio che le ha condotte al proprio splendore. Queste almeno sono le conclusioni cui giunge il volume di Franco Paloscia Viaggi e turismo nella storia delle civiltà, pubblicato lo scorso aprile dalla editrice Agra, che delinea una accurata “storia” del turismo, fenomeno che ha reso intensamente dinamica ogni forma di progresso; da quando l’uomo è uscito dalle caverne a oggi. Viaggi e turismo nella storia delle civiltà, edizione Agra, collana Scenari&Ricerche pagine 292, euro 25,00 periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 18 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI A ciascuno la sua cucina Alessandro Circiello U na semplice hostaria non è la versione povera del ristorante, è semplicemente un altro modo di accogliere l’ospite. L’ospitalità è una disciplina complessa, perché multiforme: il servizio, la decorazione, l’ambiente, la mise en place della tavola sono solo alcuni degli elementi essenziali affinché il locale comunichi benessere al proprio cliente ed è soprattutto questo, ovviamente unito alla qualità dei cibi e alla bontà delle pietanze, che fa la differenza L’ospitalità sta innanzitutto nella creazione di un ambiente. E’ l’ambiente che cattura lo sguardo del cliente, lo fa sentire a proprio agio e lo predispone favorevolmente. Ma il momento magico scatta soprattutto se chi accoglie il proprio ospite ha un certo talento e una vera e propria predisposizione all’ospitalità. Se ciò avviene il cliente si trova come in una seconda casa e si sente soddisfatto anche se mangia una semplice pasta o un purè di patate dell’orto condito con del semplice olio d’oliva. Questa è una regola aurea che vale sempre, sia nel ristorante di lusso che nella locanda o in una hostaria, che divergono fra loro soltanto perché hanno in sé e propongono un’altra idea di ospitalità. La clientela è infatti come una compagnia di amici, dove non tutti amano gli stessi piatti. Come un padrone di casa che si rispetti è felice se i propri ospiti tornano spesso a trovarlo, allo stesso modo un buon gestore deve saper trasformare un momento di incontro, per quanto fugace, in un piacevole ricordo; anche se oggi ciò può essere reso più difficile dalla moderna necessità di offrire un servizio rapido e una adeguata gamma di prezzi. Del resto la buona cucina non è che una sorta di istantanea della società, l’espressione degli stati d’animo delle persone e per questo deve essere pronta ad evolve- (www.cuochilazio.it) re adattandosi ai desideri e ai ritmi della clientela. Per questo esistono tanti modi di fare ristorazione e tanti luoghi dove poter mangiare; quasi uno per ciascun stile di vita: dal semplice e veloce pasto consumato al banco di un bar, ai piatti della cucina “povera” serviti all’hostaria, al consueto pranzo al ristorante, magari in un lussuoso “cinque stelle”. Eppure fino a pochi anni fa il mondo della ristorazione era rigidamente diviso. Da una parte l’alta gastronomia, estremamente costosa e in cui il pranzo durava a lungo in un’atmosfera un po’antica; dall’altra il mangiare in fretta, che era sinonimo di scomodità e cibi scadenti; anche se come contropartita i prezzi erano “leggeri”. Esattamente il contrario di ciò che avviene oggigiorno, in cui è possibile mangiare velocemente cibi di qualità in una cornice più che dignitosa e a periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 19 INTERVENTI prezzi accettabili.A rendere possibile questa mutazione è stata sicuramente una certa globalizzazione, anche in campo culinario, che ha portato nel nostro Paese nuovi tipi di locale e di modi di cucinare. Come in tutte le cose però bisogna stare attenti a non esagerare e talvolta c’è da rimaner stupiti come in certi menù ben il cinquanta per cento dei prodotti ha provenienza esotica, senza la minima attenzione a ciò che offre il proprio territorio. Tuttavia occorre spezzare una lancia in favore dell’alta ristorazione, che seppur esosa per quanto riguarda i costi è ancora la principale custode di una tradizione di qualità. E’ nei grandi ristoranti che si incontrano l’estrema ricercatezza delle materie prime, le ambientazioni più raffinate, le migliori risorse umane. Proprio per quanto riguarda questo ultimo aspetto occorre dire che l’iter formativo di ciascuno Chef che si rispetti comprende almeno dieci anni di studio e di formazione professionale. Anche se c’è ancora chi manda a fare il cuoco il figlio che non ha voglia di studiare, è lunga e faticosa la strada per chi vuol diventare un “maestro”: il direttore d’orchestra nelle cucine degli alberghi di lusso o il proprietario di un ristorante stellato. Compito dello Chef è infatti il continuo confronto con le nuove tendenze, aggiornarsi, creare… Insomma egli incarna una figura professionale che non solo non nasce per caso ma anzi richiede applicazione, tempo e costanza.Talvolta a spese della vita di tutti i giorni. La strada che ogni Chef deve intraprendere, oltretutto senza alcuna garanzia di successo, comincia dalla scuola professionale: tre o cinque anni che forniscono le basi. Dopo c’è un periodo di stage a titolo gratuito - ma se si vuole apprendere in grandi locali bisogna pure investire dei soldi – durante i quali si lavora con tutti gli “chef di partita”: garde à manger (preparazioni carni, pesci, verdure), hors d’oeuvrier (antipasti caldi e freddi), entremetier (primi piatti) saucier (alle salse e attualmente comprende i secondi piatti) patisserie (tutti i dolci, pani speciali). Infine si frequentano i corsi delle numerose scuole private di specializzazione. Alla fine non resta che tirar fuori tutta l’esperienza maturata, che comunque servirà a poco se non è accompagnata dal talento naturale; che non s’impara e non si compra. In ogni caso un grande Toque Blanche, come dicono in Francia, non può mai riposare sugli allori perché deve sempre mantenere viva la curiosità, la voglia di esplorare e sperimentare nuovi prodotti e nuovi piatti, confrontarsi con cucine di altri paesi, leggere in continuazione i vecchi testi per reinterpretarli.In una parola deve avere il polso di tutto quanto avviene fuori la propria cucina, senza mai fossilizzarsi. Per questo ci sono le associazioni di categoria, che promuovono scambi professionali, gare e formazione professionale. Perché mangiare non significa soltanto nutrirsi. LA RICETTA Carrè di agnello cotto in foglia di vite e ricotta con tortino di patate Ingredienti per 4 persone Per il tortino di patate: patate g. 600 uova intere g. 100 parmigiano g. 40 rosmarino g. 20 olio extra vergine oliva g. 10 sale g. 2 pepe g. 2 Per il carrè: tutto; unire le uova, il parmigiano grattugiato, il fondo di olio soffritto con il rosmarino tritato. Regolare di sapore e miscelare il tutto; porre in appositi stampini precedentemente imburrati e passati al pane grattugiato. Cuocere in forno a 160°c per 20 minuti. Per il carrè: Pulire le costolette dalla carne, avvolgere il carrè nelle foglie di vite e cuocere in padella con poco olio; salare e pepare.Tenere la carne rosa. carrè di agnello g. 1000 foglie di vite ( in salamoia ) g. 40 olio extra vergine oliva g. 20 ricotta pecora g. 200 Per la salsa: Per la salsa: Composizione del piatto: mosto di uva g. 150 fondo di agnello g. 200 Ridurre il mosto di uva con il fondo di agnello. Disporre al lato del piatto il carrè scaloppato, nappare con la salsa e contornare con il tortino di patate caldo. PROCEDIMENTO Per il tortino di patate: Per chiedere consigli allo Chef: Bollire le patate, passarle al passa [email protected] periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 20 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI Roma, città aperta e santa Roberto Coramusi R oma invasa, Roma sotto assedio pacifico, Roma accogliente, Roma bellissima. Sono le frasi più ricorrenti che sono rimbalzate nei quattro angoli del globo durante la settimana di passione che ha seguito la morte di Papa Giovanni Paolo II.Televisioni, giornali, web cam, canti e preghiere hanno fatto da cassa di risonanza alle vicende della capitale della cristianità come non era mai avvenuto prima. L’era mediatica del terzo millennio si è aperta ufficialmente quel triste sabato di inizio aprile, quando, tra le colonne del Bernini in piazza San Pietro, si è affacciato il mondo. L’eccezionalità dell’evento ha interessato, come era del resto prevedibile, anche il settore turistico, facendo registrare in nove giorni, secondo i numeri ufficiali, tanti arrivi quanti ne sono stati registrati in sei mesi del Giubileo del 2000. L’afflusso di visitatori, curiosi e soprattutto pellegrini ha riguardato, seppur in maniera indiretta, diverse “tipologie” di turismo e non solo quello religioso. Come ha spiegato Amedeo Ottaviani, presidente dell’Ente nazionale italiano per il turismo (Enit), la domanda turistica è in rapida evoluzione e risente maggiormente di un fattore prima sconosciuto dell’ascendente emozionale: «Il turismo contemporaneo è influenzato, anche per il forte impatto emotivo che determineranno nelle opinioni pubbliche, dai grandi eventi.Abbiamo più volte constatato che le vicende riguardanti la vita e la morte di grandi personalità suscitano ondate di commozione al punto che milioni di individui si sentono in dovere di rendere un omaggio personale ai loro “simboli”, partecipando direttamente alle vicende più significative che li riguardano. Nel caso di Papa Giovanni Paolo II, non c’è dubbio che la sua straordinaria personalità abbia esercitato un carisma molto forte su una vasta opinione pubblica; non soltanto credenti».Tutto questo in relazione con l’elemento mediatico che «certamente ha un ruolo nello stimolare gli individui a partecipare gli eventi», ha puntualizzato Ottaviani, «ma per quanto riguarda il Papa che è scomparso è la sua figura che ha esercitato un’attrazione senza precedenti. L’evento è dunque tale solo perché tutto il mondo ha potuto seguirlo in diretta, ma ciò accade solo se la motivazione è forte». Prendere atto di questa nuova tendenza è necessario per rilanciare il turismo di Roma e provincia con l’obiettivo di recuperare il gap di presenze che hanno interessato il nostro territorio a seguito delle contingenze nate dal settembre del 2001. La morte del Papa sembra aver involontariamente indicato una strada: sfruttare la peculiarità della “città eterna” come il massimo centro cultuale e religioso, non solo dell’Occidente, oltre che catalizzatore di bellezze naturali, culturali ed architettoniche. Ciò rappresenterebbe un’arma in più per sopperire alle lacune nella promozione turistica di Roma in particolare e dell’Italia in generale. «L’immagine positiva che i romani e la loro città hanno offerto al mondo e l’eco che ha ricevuto attraverso i media, valgono più di migliaia passaggi pubblicitari che peraltro sarebbero costati un’enormità. Come associazione di albergatori dalle tre alle cinque stelle non abbiamo registrato incrementi sostanziali in relazione all’evento della morte del Santo Padre, ma siamo fiduciosi di poter beneficiare in futuro di questo vernissage propagandistico». Questo il parere di Giuseppe Roscioli, presidente dell’Associazione provinciale romana albergatori (Apra), il quale ha profetizzato anche un ultimo quadrimestre in crescita per il turismo: «Della pubblicità indiretta che la Capitale ha ricevuto durante il periodo che è intercorso dalla morte del vecchio pontefice all’elezione del nuovo, beneficeremo probabilmente dopo l’estate. Speriamo di incrementare gli arrivi, e con essi gli introiti, perché ancora siamo attestati circa al 60% della ricettività dell’intera provincia». Chi invece ha dovuto far fronte in prima linea all’emergenza pellegrini è stata l’Opera romana pellegrinaggi, la quale si è adoperata ad accogliere i fedeli, prima ancora di organizzare pacchetti turistici. Come ha sottolineato l’amministratore delegato dell’Orp, monsignor Liberio Andreatta, «sono stati convogliati gruppi di persone in scuole cattoliche, chiese ed istituti religiosi tramite l’apertura di un call center con venti linee che è rimasto attivo il tempo necessario a fronteggiare l’enorme afflusso di credenti. Inoltre abbiamo gestito direttamente l’alloggio e gli spostamenti dei vescovi in tre case dislocate sulla via Aurelia. Mentre in relazione al turismo si è riscontrato un incremento nel periodo successivo ai funerali del Papa, visto che una buona parte dei pellegrini si è fermata anche per il fine settimana». Anche monsignor Andreatta è rimasto colpito dall’ottima impressione che Roma ha destato nell’opinione pubbli- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 21 ca internazionale; forse ben al di là di ogni più rosea aspettativa: «Il clima che ha contraddistinto la città prima delle esequie del Santo Padre ha fatto in modo che tutta la macchina organizzativa, coordinata dalla protezione civile, si muovesse alla perfezione. La cittadinanza ha accolto i pellegrini come fossero parenti di ritorno a casa per assistere ai funerali di un congiunto. Questo amore e questa accoglienza valgono molto di più di una semplice pubblicità». Insomma sembra che Roma abbia superato la prova, anche se è presto per misurare la ricaduta dell’evento. Per ottenere il massimo però bisogna lavorare seriamente per non tradire le attese di quanti, tramite la propria esperienza personale, la tv, internet ed il passa parola, hanno deciso o decideranno di visitare la “città eterna”. I numeri dell’accoglienza straordinaria R oma ha stupito tutti, anche se stessa. Unanime è stato il coro delle autorità civili e religiose, dei pellegrini, anche stranieri, e dei capitolini: l’accoglienza è stata efficiente ed ha permesso ad oltre tre milioni di persone di vivere una settimana intensa, dal punto di vista emozionale, senza particolari problemi. L’analisi dei dati ufficiali diramati dagli uffici stampa degli enti che hanno fatto parte dell’imponente macchina organizzativa coordinata dalla Protezione Civile rendono l’idea della grandiosità dell’evento. La maggior parte dei gruppi che ha raggiunto Roma da sabato 3 a domenica 9 aprile ha prediletto i mezzi propri ed ha dormito all’addiaccio o in sistemazioni di fortuna, tanta era la voglia di esserci e di rendere omaggio a papa Giovanni Paolo II. Il tutto a scapito degli scali aeroportuali (Fiumicino e Ciampino) che hanno registrato un calo di passeggeri pari al 3,5%. Aeroporti di Roma ha annotato le cancellazioni di prenotazioni dei pendolari-lavoratori e dei turisti che hanno preferito rimandare l’arrivo nella capitale a causa dei ripetuti avvisi di disagi negli aeroporti. Sono stati invece circa 5.200 i pullman, di cui 1.200 entrati dalla frontiera di Tarvisio, che sono giunti nella Capitale. Sulle vetture Trenitalia hanno viaggiato circa 800 mila pellegrini, a fronte di un’offerta aggiuntiva al normale traffico su binari di 1000 treni (500 mila posti), 6 treni soltanto da e per la Polonia che hanno trasportato 5.000 polacchi, oltre ad una media di 25 mila chiamate al giorno al numero verde 892021. Imponente anche il numero di dipendenti impegnati: 2600 macchinisti; 3000 uomini personale di bordo, 400 uomini per l’assistenza nelle stazioni. La grande massa degli arrivi ha interessato principalmente i luoghi di accoglienza predisposti dalle istituzioni, la cui capienza si aggirava intorno alle 15 mila unità:Tor Vergata (1.150 tende), 8 cucine da campo, 400 fontanelle, 2 autocisterne e 7 autobotti; Fiera di Roma (5.000 posti); Ferrovie Ippolito Nievo (1.000 posti). Solo il giorno delle esequie hanno assistito in piazza San Pietro e dintorni 500mila fedeli in aggiunta ad altri 600mila stanziati davanti ai maxischermi in altre zone. Sono state 20.000 le persone tra dipendenti comunali, dipendenti delle aziende pubbliche comunali e volontari in collegamento con il Comune di Roma, a prestare la propria opera nell’eccezionale evento della morte e delle esequie del santo padre Giovanni Paolo II. Per ciò che concerne il trasporto pubblico - potenziato del 40% - gli autobus e i tram di Roma, nell’ultima settimana, hanno trasportato 1.100.000 passeggeri in più ogni giorno, per cui si può calcolare in circa 7 milioni il numero di viaggi effettuati in più sui mezzi pubblici di superficie. le foto di questo servizio sono state gentilmente concesse da “Poliziamoderna” periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 22 / anno 4 - numero 21 INTERVENTI Ambiente, dalla sostenibilità al progresso ecologico Roberto Sinibaldi (direttore del Parco di Veio) D Mola Maggiorana nel parco di Veio ai i primi slogan dell’arcipelago verde degli anni Settanta, al “pensare globalmente ed agire localmente” degli anni Ottanta, ora siamo sommersi dalla “sostenibilità”. Dopo una decina d’anni anche le parole d’ordine più efficaci risento del logorio del tempo, ma dietro lo “sviluppo sostenibile” c’è un ossimoro la cui dualità a ben guardare appare insanabile. lo sviluppo contrasta intrinsecamente con la sostenibilità; la sostenibilità si ha riducendo gli impatti dello sviluppo e per molti versi lo sviluppo stesso. Insomma lo sviluppo sostenibile cerca di contemperare due concetti opposti, figli di un’idea di sviluppo fatta di interventi fisici e gestione utilitaristica delle risorse ambientali da una parte, e di sostenibilità intesa come attenta valutazione e mitigazione dei pesi e delle ricadute ambientali di quello stesso sviluppo. Il concetto di sostenibilità si può riassumere nell’uso delle risorse ambientali in misura non superiore alle capacità rigenerative dell’ambiente. Se questo è relativamente semplice per un bosco (taglio tanti alberi quanto il bosco è capace di far ricrescere) è molto più complesso da valutare per altri ambiti o addirittura impossibile, e legato solo a valutazioni soggettive, per esempio per valutare la sostenibilità di alcuni interventi urbanistici dal punto di vista paesaggistico. Chi potrà dire con certezza se un villaggio turistico su una costa o su una montagna siano sostenibili secondo la percezione visuale? Gli spazi e l’aria sembrano avere dei limiti, nelle nostre città il PM10 è in crescita e la sostenibilità è ancora lontana. Dopo le sbornie sulla sostenibilità potrebbero essere maturi i tempi per fare un passo avanti, non solo nella riorganizzazione sintattica di uno slogan, ma anche nella revisione dei concetti su cui è conformato. Anzi forse è il caso di proporre una rivoluzione copernicana e assumere come concetto fondamentale il valore ecologico dell’ambiente (della biodiversità, delle differenze, delle culture…) e far diventare questo il motore di ogni iniziativa sul territorio (e non il suo blando limitatore), specie se si tratta di territori di pregio come per esempio i parchi. Quindi non più lo sviluppo classico (pericolosamente contiguo con lo sviluppismo tradizionale) che è limitato e circoscritto da una giusta e obbligatoria sostenibilità, che essendo pervasiva ha progressivamente perso nel tempo una sua specifica connotazione, ma un progresso, che non è la stessa cosa di sviluppo, che si può avere anche in senso afisico, e che sia basato sulla salvaguardia ecologica. Progresso ecologico quindi. Una nuova parola d’ordine che ha dietro un’altra cosa rispetto allo sviluppo sostenibile. In questo caso è l’ambiente che fonda le premesse per il progresso: le bellezze naturali, le risorse ambientali, le caratteristiche ecologiche, le ricchezze culturali, le differenze biologiche, le qualità percettive di un territorio, sono la base per il suo progresso (anche in senso economico certo), non come ora che la sostenibilità limita lo sviluppo. Se va bene salviamo quel che resta dei luoghi in cui viviamo, e non pare ci siano altre strade. I parchi, le ultime aree preservate dall’aggressione del cemento e delle attività industriali più “invasive”, sono i luoghi dove tentare questa sperimentazione. In effetti il loro obiettivo non è solo fare le feste degli alberi, ma promuovere un nuovo modello di sviluppo economico. Sì certo “economico”. La cosa a prima vista può destare meraviglia, ma è così: se non proviamo qui, in queste aree pregiate, a ribaltare il modello economico prevalente, fatto di case e macchine, strade e mattoni, non riusciremo da nessuna parte, quindi per uno sviluppo afisico del territorio e per una centralità dell’ambiente non rimane che tentare la carta del progresso ecologico, per poi eliminare i parchi (non se ne può più neanche di questi) e riportare ad una normale condizione di preservazione dell’ambiente naturale, l’intero territorio del nostro paese. In parole povere cosa vogliamo dire? Per maggior chiarezza proviamo a fare qualche esempio. Pensiamo a regioni periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 23 INTERVENTI come il Trentino Alto Adige o certe aree della Toscana, dove la cura del territorio e la conservazione del paesaggio non solo non rappresentano un ostacolo allo svolgimento di certe attività economiche, ma fanno da volano per altre altamente remunerative, come il turismo, o sicuramente “verdi”, come la produzione e la commercializzazione di prodotti enogastronomici, per non parlare dell’artigianato. Una volta sperimentati i benefici che derivano dal mettere l’ambiente al primo posto si innesca insomma un circuito virtuoso e un evidente cambio di mentalità. Purtroppo ci sono delle grosse resistenze, specialmente a livello locale. Quando infatti qualche sindaco parla di sviluppo turistico del proprio territorio immediatamente c’è chi pensa a costruire nuove case o alberghi. Del resto il modello di sviluppo prevalente è quello, e oltretutto può risultare difficile opporsi a lobby molto forti come quella dei costruttori. Eppure se si vuole avviare quel progresso ecologico cui abbiamo prima accennato, occorre avere il coraggio di far sì che siano anche altri, i soggetti beneficiari delle azioni economiche sul territorio. Perché, ad esempio, invece di procedere alla ulteriore cementificazione delle campagne non si comincia a puntare sulla riqualificazione e sulla ristrutturazione dei centri storici dei numerosi paesi dell’hinterland romano? Chi si trova a passare per certi luoghi non ancora aggrediti dal mattone, o per certi borghi riportati all’antico splendore con ogni probabilità torna per scoprire, magari, che lì si producono ancora le cose tradizionali, con metodi antichi o anche moderni, ma sicuramente a basso impatto. Una esperienza simile avviene ad esempio proprio nel territorio del parco di Veio, dove numerose scolaresche visitano i produttori locali di ricotta e formaggio, portando a casa qualche piccola forma come souvenir. Ebbene, la domenica successiva c’è la corsa dei genitori all’acquisto e più di un allevatore, che produceva a malapena per il suo consumo personale, ha cominciato ad attrezzarsi avviando una piccola attività economica. Mestieri che sembrava- no così destinati all’estinzione si rivitalizzano, trovano giovani disposti a continuare l’attività e si mette un freno all’abbandono delle campagne, con tutto ciò che ne consegue; anche dal punto di vista della tutela ambientale. Un aiuto al progresso ecologico, così come lo abbiamo definito, potrebbe arrivare dal Green Public Procurement (GPP), strumento che serve a rendere “verdi” gli acquisti pubblici, adottando criteri ambientali nelle procedure d’acquisto degli enti locali e della Pubblica Amministrazione.Acquistare “verde” significa scegliere un determinato prodotto o servizio tenendo conto degli impatti ambientali che questo può avere nel corso del suo ciclo di vita, ovvero durante tutte le fasi del processo produttivo, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento dei rifiuti. Poiché la Pubblica Amministrazione sviluppa una domanda che in Italia rappresenta il 17% del Pil (il 12% in media nei paesi dell’UE) è in grado di orientare la produzione di beni. L’acquisto “verde” perciò può rappresentare un efficace strumento per valorizzare le produzioni locali di qualità, l’identità e la specificità del territorio, per riattivare delle economie locali che stentano a trovare mercato e che, al contrario, potrebbero rappresentare il cuore attivo di un territorio vivo, che sa sposare ricchezza ecologica, buona occupazione e qualità della vita. Per quanto riguarda il nostro paese Il Green Public Procurement è esplicitamente richiamato (assieme ad altri strumenti quali l’Agenda 21 locale, la Valutazione ambientale strategica e la contabilità ambientale) nel documento di “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia”, approvato dal Cipe nell’agosto 2002, il quale indica gli obiettivi e i target, in termini di beni ecologici acquistati, che la Pubblica Amministrazione dovrebbe raggiungere entro il 2006. Secondo questo documento almeno il 30% dei beni acquistati dovrà rispondere anche a requisiti ecologici mentre tenendo conto delle sostituzioni e facendo ricorso al meccanismo della rottamazione, il 30-40% del parco dei beni durevoli dovrà essere a ridotto consumo energetico. Nella direzione delineata va anche il decreto ministeriale n. 203 dell’8 maggio 2003 il quale stabilisce che uffici pubblici, società a prevalente capitale pubblico, società di gestione dei servizi coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti in materiale riciclato nella misura del 30%. Riguardo l’applicazione pratica del GPP, se ad esempio l’economia montana del territorio soffre di una grave situazione di crisi e contemporaneamente la manutenzione del bosco è insufficiente, si potrebbe inserire come “criterio ecologico”, quando si acquista un arredo per esterno, l’adozione di una specifica tecnica che prevede l’utilizzo di particolari materiali, come il legno autoctono. In questo modo si potrebbe incentivare la manutenzione di un bosco locale e l’utilizzo in loco dei prodotti del legno, derivanti da una corretta manutenzione del bosco, attraverso la tecnica degli acquisti verdi. Oppure si potrebbe alimentare la domanda di prodotti derivanti da agricoltura biologica locale inserendoli nella refezione scolastiDagli acquisti ca. pubblici “verdi” Un Ente Parco, un aiuto allo sviluppo infine, può inneeconomico scare un processo delle aree locali virtuoso che porti all’attuazione di un vero e proprio piano di politica integrata di prodotto del Parco, facendo del GPP lo strumento traino, il linguaggio comune per enti, cittadini, imprese che operano nel parco. Soprattutto il Green Public Procurement può diventare un utile strumento di educazione ambientale, nel senso che sperimentando i vantaggi economici di una gestione ambientale corretta, tesa non solo alla salvaguardia ma anche all’incremento delle risorse naturali, popolazione e amministratori locali troveranno naturale intraprendere quel cammino virtuoso e quel cambio di mentalità riguardo lo sfruttamento economico del territorio cui accennavamo. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 24 / anno 4 - numero 21 www. japanitalytravel .com Japanitaly news NOTIZIARIO In aumento i turisti della Golden week Il numero dei turisti giapponesi in Europa per il periodo della Golden week la «settimana d’oro» che cade tra la fine di aprile e gli inizi di maggio - è aumentato del 14.7% rispetto all’anno precedente. Ciò grazie anche alla concomitanza dei giorni di festa nazionale, che hanno creato un ponte di dieci giorni. Secondo la JTB, maggior tour operator nipponico, i “vacanzieri” sono stati infatti 602.000, con due picchi di partenze: il 29-30 aprile e il 3-4 maggio. Durante il periodo di ferie, il più lungo dell’anno, i lavoratori delle aziende, delle amministrazioni pubbliche e i professionisti, lasciano le abituali occupazioni e si riversano nelle località turistiche, preferibilmente all’estero, approfittando di quello che potremmo paragonare al nostro Ferragosto. Anche la spesa media del turista giapponese all’estero, secondo le previsioni, dovrebbe aumentare del 3 % Ristorante, al primo posto la qualità Continua l’analisi del comportamento dei turisti giapponesi in visita in Italia riguardo la scelta del ristorante. Lo spunto è offerto dal sondaggio effettuato online lo scorso novembre su un campione di nipponici rientrati da una vacanza italiana Alla domanda di quali siano gli elementi che determinano la scelta del ristorante, le risposte (multiple) si sono concentrate innanzitutto sulla qualità della cucina (86.8%) quasi a pari merito con “l’ambiente” (83.0%). Segue da vicino l’elemento prezzo, con il 71.7%, delle risposte; segno evidente del peso che ha l’apprezzamento dell’euro rispetto allo yen. C’è da dire però che i prezzi dei ristoranti italiani sono obbiettivamente molto cresciuti negli ultimi tempi e questo certo non aiuta. La posizione del locale interessa il 32.0% degli intervistati, mentre elementi poco rilevanti (13.2%) sono stati a pari merito la vicinanza all’albergo e la “fama” del locale. A quanto pare i giapponesi badano più alla sostanza: come si mangia e come si presenta il ristorante. Anche in questo caso è internet a fare da padrone nella ricerca e nella scelta del ristorante. Infatti l’88.6% degli interpellati ha detto di essersi servito di questo strumento, mentre le indicazioni delle riviste (soprattutto femminili) hanno influito per il 73.5%. In effetti in Giappone sono soprattutto le donne ad avere l’ultima parola sul tipo di viaggio, sulla località da visitare e su dove andare a mangiare. Gli uomini subiscono. Le indicazioni delle guide giapponesi sono prese in considerazione dal 58.5% dei turisti, mentre il passaparola di amici o conoscenti rappresenta un valido suggerimento per il 54.7% del campione. Infine ben il 45.3% degli intervistati ha dichiarato di tornare volentieri là dove in un precedente viaggio ha potuto sperimentare una buona cucina e una buona accoglienza. Oetzi sbarca in Giappone Oetzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio, che attualmente si trova a Bolzano nel Museo archeologico dell’Alto Adige sarà l’ospite d’onore dell’Expo Universale 2005 di Aichi. Su invito della Prefettura (l’equivalente della nostra Regione) il famoso reperto prenderà infatti il volo alla volta del Giappone per prendere parte alla mostra dedicata al rapporto fra il fuoco e l’ambiente allestita in uno dei padiglioni principali. “Fuoco ed Ambiente”, costituirà appunto il tema centrale del racconto che illustrerà l’uso del primordiale elemento che ha rivoluzionato la storia dell’umanità, fino a costituire un potenziale pericolo per l’ambiente naturale in seguito al cosiddetto “effetto serra”. Il surriscaldamento dell’atmosfera provocato dalle attività umane provocherebbe, secondo alcuni, lo scioglimento dei ghiacci e proprio il progressivo ritirarsi di un ghiacciaio alpino ha portato all’eccezionale scoperta di Oetzi, l’uomo vissuto oltre 5.000 anni fa.All’argomen- to sarà dedicato uno spettacolo Kabuki e alcuni filmati girati da una troupe giapponese a Bolzano. Come corollario all’”esibizione” la presentazione di una fedelissima imitazione della mummia, animata da un attore giapponese il quale reciterà per tutti i 180 giorni dell’Expo, fino a settembre prossimo. All’Uomo venuto dal ghiaccio è dedicata anche la mostra itinerante ospitata dal museo delle Belle Arti di Nagoya e dal museo di Natural History di Toyohashi, entrambi nella Prefettura di Aichi. L’intera iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione di Japanitaly.com che ha pazientemente svolto una difficile opera di intermediazione culturale e organizzativa fra la Prefettura di Aichi, organizzatrice dell’EXPO Universale 2005, l’Agenzia di comunicazione Dentsu, il quotidiano Chunichi Shinbun ed il Museo archeologico di Bolzano. E’ prevedibile che la mostra avrà un grosso successo, rappresentando una efficace promozione turistica dei luoghi di provenienza di Oetzi, che numerosi giapponesi vorranno senz’altro in seguito conoscere e visitare. Aumenta il fatturato delle agenzie Per gli operatori italiani può essere interessante sapere che secondo il Ministero del Trasporto giapponese il fatturato relativo ai viaggi all’estero del mese di gennaio 2005 delle 50 più grandi agenzie di viaggio nipponiche è aumentato del 16.6% rispetto allo stesso mese del 2004. A riscuotere l’interesse dei viaggiatori sono state un po’ tutte le destinazioni, incluse l’Europa e l’America; qualche flessione ha riguardato invece la Thailandia e la Malesia a causa dell’effetto tsunami. La notizia è che l’acquisto di pacchetti organizzati dalle agenzie di viaggio ha registrato un aumento di appena il 5.2%. Ciò conferma ulteriormente l’avvenuto cambiamento delle abitudini dei turisti nipponici, sempre più orientati verso i viaggi individuali. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 25 NOTIZIARIO Contributi a fondo perduto per la pescaturismo O.C. P rendere il mare con i pescatori, ascoltarli mentre raccontano il loro mestiere, guardarli sistemare le attrezzature e dividere il pesce appena pescato, cenare in barca aspettando di issare le reti… Tutto questo è la pescaturismo, che con una certa approssimazione possiamo definire come l’equivalente marino dell’agriturismo. Dal punto di vista di chi esercita la pesca professionale è l’opportunità di integrare la propria attività ospitando persone estranee all’azienda e desiderose di trascorrere una vacanza alla scoperta del mare e delle sue tradizioni; magari partecipando alle uscite in mare dei battelli. Per tutti gli altri è una opportunità unica di scoprire il fascino del mare, trascorrendo giornate diverse dal solito, tra sorprese e divertimento; mangiando pesce freschissimo, cucinato secondo le ricette della migliore tradizione regionale anche soggiornando nelle case dei pescatori. Nel Lazio, nonostante i suoi 340 chilometri di costa e le aree lacustri, ci sono soltanto quattro aziende che praticano pescaturismo (tre in provincia di Latina, una in provincia di Viterbo) ma da oggi il numero potrebbe crescere dal momento che il Ministero delle politiche agricole con un decreto del 9 marzo ha stanziato ben 3 milioni 271 mila euro a fondo perduto per finanziare tali attività. L’intervento rientra tra quelli consentiti dai regolamenti europei per sostenere e favorire la modernizzazione dell’attività dei pescatori proprietari o armatori di unità abilitate all’esercizio della pesca professionale ma non c’è dubbio che se opportunamente promossa e pubblicizzata la pescaturismo può dare un impor- tante impulso al turismo marino e balneare, specialmente in provincia di Roma, il cui litorale per lunghi tratti difficilmente può competere con quello di altre località italiane o straniere. La pescaturismo è infatti una forma di svago ancora nuova ma in costante crescita tra gli appassionati di mare e nel 2004 coloro che l’hanno scelta sono stati il 20 per cento in più rispetto all’anno precedente. Il finanziamento è diretto a persone o aziende che esercitano almeno da cinque anni la professione di pesca- tore e le norme sono analoghe a quelle che regolano gli agriturismo; le attività “integrative”, cioè, non devono essere prevalenti rispetto a quella principale, la pesca appunto, e devono essere svolte mediante l’utilizzo di prodotti, risorse e attrezzature provenienti dalla propria attività. A chi esercita la pescaturismo è consentito l’imbarco a scopo turisticoricreativo di persone che non fanno parte dell’equipaggio e di svolgere quelle attività di ospitalità, ricreative, didattiche e culturali idonee a far conoscere meglio gli ecosistemi marini e lacustri, le risorse della pesca e dell’acquacoltura, la valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche. Inoltre è consentita la prima lavorazione dei prodotti del mare e dell’acquacoltura, la conservazione, la trasformazione, la distribuzione e la commercializzazione, nonché le azioni di promozione e valorizzazione. Un successivo decreto che la nostra rivista seguirà con la massima attenzione, ne illustrerà in dettaglio le modalità attuative. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 26 / anno 4 - numero 21 L’Enit informa NOTIZIARIO Ecotur: rapporto su “turismo e natura” turistico regionale diversificato e di alta qualità. Come lo scorso anno il territorio viene presentato in sezioni distinte per prodotto offerto: mare del Lazio, città d’arte e cultura, enogastronomia, ambiente e natura, congressuale. E’ prevista la presenza di 70 buyers selezionati, provenienti dai mercati turistici nordeuropei specializzati nell’outgoing e nell’organizzazione di soggiorni in Italia. Sul versante dell’offerta, sono previste oltre 200 aziende laziali. Momento saliente della XV edizione di Ecotur, che si è svolta dal 22 al 24 aprile a Montesilvano, è stato la presentazione del terzo Rapporto sul Turismo-Natura. Le vicende e le tensioni internazionali hanno inciso anche sulla scelta delle vacanze. Non potrebbe spiegarsi diversamente il significativo aumento, in termini di arrivi e di presenze del turismo 0e0uealri4vtnalpteriasenlrT id eco-ambientale e di quanti decidono 2d di trascorre una vacanza non consumistica, alternativa, nei territori naturalistici o nelle aree protette. Il termometro di questo crescente fenoNel 2004 il turismo congressuale ha meno, lo si è avuto nel corso della XV fatto segnare oltre 22,5 miliardi di edizione di Ecotur con la presentazioeuro, pari ad una quota-mercato del ne del terzo Rapporto, secondo il quale 26% rispetto allo share del turismo lo scorso anno i turisti che hanno scelbalneare, attestatosi al 23%. Il dato è to una vacanza a contatto con la natuemerso nel corso della presentazione ra sono stati 7,5 milioni dei quali 1,7 a Roma dell’Osservatorio congressuale milioni stranieri (4,5% degli arrivi gloitaliano, promosso dal Convention bali in Italia). La spesa complessiva è Bureau della Riviera di Rimini e dalla stata di 5,4 miliardi di euro, pari al 6,7% rivista specializzata Meeting & Congressi, dei complessivi 80 miliardi di euro di della Ediman. spesa per consumi turistici a livello Nel corso dell’incontro, annuale appunnazionale, e l’occupazione fu di 102 mila tamento per gli operatori del settore, posti di lavoro. sono stati presentati i dati del mercato: 109.000 incontri tra congressi e conm eno trbteseA vegni, 17 milioni di congressisti (+10%) e circa 12,6 milioni di pernottamenti), e per la prima volta è stato anche reso noto il conto economico del settore, Il Buy Lazio torna in provincia di Roma che contribuisce alla formazione del Pil dal 15 al 18 settembre 2005. Secondo la con circa 15 miliardi di euro. formula di workshop turistico itineranSecondo il curatore dello studio, il prote in tutto il patrimonio turistico del fessor Attilio Gardini, «Dati economiLazio. Protagonisti di questa ottava edici alla mano, si tratta, di un settore zione sono i mercati dei paesi del Nord sano, con imprese dinamiche e altaEuropa, in particolare i paesi scandinavi, mente produttive, dove appare evii paesi baltici, il Regno Unito e l’Irlanda. dente l’appeal per investimenti futuri. Buy Lazio è un’iniziativa promossa da Anche se purtroppo non va ignorato Unioncamere Lazio, in collaborazione il fatto che a fronte di un’offerta ben con l’assessorato al Turismo della articolata, si registra un insoddisfacente Regione, l’Enit, l’Alitalia e con il sosteposizionamento sui mercati internagno operativo delle Camere di comzionali». Mercati, come ha aggiunto il mercio del Lazio, delle associazioni di presidente di Federcongressi, Adolfo categoria del turismo (Confturismo, Parodi, sui quali l’Italia si presenta Assoturismo, Federturismo) e di tutti «senza una strategia di competitività, gli attori locali. ma soprattutto senza aggregazioni di Riproposta la strategia di marketing terqualità, come ad esempio i Convention ritoriale “Dalla geografia al prodotto”, Bureau che potrebbero sostenere le finalizzata a promuovere un prodotto Primato economico per il turismo congressuale A settembre torna Buy Lazio candidature delle nostre sedi congressuali presso gli interlocutori esteri». Per il presidente di Italcongressi, Massimo Fabio, occorre però anche il supporto delle istituzioni, poichè «se non siamo appetibili all’estero è anche perché non coinvolgiamo le associazioni scientifiche, rendendole consapevoli dell’importanza di ospitare eventi internazionali. Dovremmo sollecitare la nuova Enit, recentemente trasformata in Agenzia di promozione, a sensibilizzare la rete diplomatica italiana per supportare le promozioni delle nostre offerte congressuali» Trend in salita per le entrate valutarie del 2004 Il 2004 è stato un anno sostanzialmente positivo per il turismo internazionale in Italia, con un aumento delle entrate pari a +3,8% rispetto al 2003 (da 27.605 a 28.665 milioni di euro). La diminuzione delle uscite (da 18.193 a 16.515 milioni di euro, pari al -9,4%) ha portato ad un conseguente miglioramento del saldo della bilancia dei pagamenti turistica rispetto al 2003 (da 9.412 a 12.150 milioni di euro, pari al +29,1%). Questo quadro è emerso nel corso della VI conferenza “L’Italia e il turismo internazionale nel 2004. Risultati e tendenze per incoming ed outgoing” organizzata dal Ciset, Università Ca’ Foscari di Venezia e Ufficio Italiano Cambi, svoltasi a Venezia. In rapporto al Pil le entrate rappresentano il 2,1%. La destinazione con il maggior apporto di valuta straniera si è confermata la provincia di Roma (3.732 milioni di euro), in aumento del 5,4% rispetto al 2003, come risulta dall’indagine campionaria alle frontiere condotta dall’Uic. Per quanto riguarda i paesi d’origine, la Germania si è confermata la nazione che alimenta le maggiori entrate per turismo in Italia (23% del totale, +260 milioni di euro sul 2003) con flussi in aumento. Positivo anche l’andamento delle spese dagli Stati Uniti (11,2%), dal Regno Unito (8%), dall’Australia (2,1%). periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 27 NOTIZIARIO Blu Hotel, pensato per chi è “cittadino del mondo” Giovanna Sfragasso U na nuova struttura alberghiera è stata aperta da poco e arricchisce il tessuto urbano di Roma, regalando una nota di eleganza e raffinatezza ad un quartiere della periferia che in questi ultimi anni è stato travolto da una sorprendente fase di trasformazione e rilancio. E’ il Blu Hotel che con le sue quattro stelle si è inserito a pieno titolo nel processo di riqualificazione e valorizzazione del territorio che lo ospita. Una sede d’eccellenza, dunque, avvalorata da una strategica posizione. Il Blu Hotel sorge a poca distanza dalla stazione Tiburtina, uno dei principali nodi di scambio ferroviario e metropolitano della Capitale, e dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila, con uscita a Portonaccio, a circa 500 metri dall’albergo; facilmente raggiungibile sia per chi viaggia in treno che per chi si sposta in auto. La struttura ha la capacità di attrarre lo sguardo, anche distratto, del passante, richiamato dalla vivacità cromatica dell’edificio e dalla presenza energica dell’enorme cilindro blu. L’impatto iniziale, varcata la soglia, è però subito mitigato dalla dolcezza e dalla delicatezza dei colori, che creano un’atmosfera di piacevole tranquillità. Le tinte calde degli arredi e delle pareti che avvolgono la hall e la sobrietà dello stile rendono l’hotel particolarmente accogliente. Uno spazio bar con un grande schermo tv si apre sull’ampia sala, da cui si arriva alle settantadue camere, molto ampie e luminose, realizzate utilizzando le più avanzate tecnologie per offrire agli ospiti il massimo confort e sicurezza. Dotate di bagni spaziosi con vasca o doccia e corredate di telefono diretto, frigobar, aria condizionata, tv satellitare e connessione a internet, le stanze sono espressione di una elegante modernità. Anche qui tinte calde e design italiano caratterizzano l’impeccabile funzionalità. Il Blu Hotel dispone di camere per disabili e di un intero piano arredato con materiale ipoallergenico; due le sale congressuali, che accolgono circa duecentocinquanta persone. Sono attualmente in cantiere ulteriori 3.200 mq di spazio, a disposizione per eventuali richieste di mercato. Una sala breakfast offre un ricco buffet, con un angolo riservato ai prodotti biologici e la colazione, nella stagione estiva, può essere servita nell’ombroso cortile interno; dove è anche possibile fare incontri, coffee break e lunch di lavoro. Un ampio parcheggio che può ospitare fino a tre pullman e venti automobili all’aperto, cui si aggiungono cinquanta posti nel garage sotterraneo, completa le dotazioni dell’hotel. «E’ stato un americano ad onorarci della prima presenza», ha confidato il proprietario del Blu Hotel, Francesco Napoletano, «ma in questi primi mesi d’apertura sono arrivati clienti da tutto il mondo». Riguardo al nome invece è ancora il proprietario a spiegare che «Il “Blu” è il miglior colore per ottenere un impatto cromatico forte, capace di connotare l’edificio come struttura non residenziale», mentre tanta funzionalità e alta tecnologia dipende dalla scelta «di dare una risposta positiva ai diversi problemi incontrati nelle strutture alberghiere che mi hanno ospitato durante i miei viaggi». Quindi un albergo “su periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 28 / anno 4 - numero 21 NOTIZIARIO misura” per chi viaggia molto, non solo per turismo. Il Blu Hotel è l’ultimo successo della Global Tourism Management, società nata dalla collaborazione di un gruppo di professionisti e presente sul territorio nazionale dal 2003. Forte- mente innovativa in progetti e metodologie, la Global Tourism Management fornisce al settore turistico alberghiero un’assistenza globale, tenendo conto sia delle continue evoluzioni tecniche e commerciali del mondo dell’ospitalità che delle sem- pre più esigenti richieste della clientela. Interesse primario della Global Tourism Management è la fase di preapertura delle strutture alberghiere. Come spiegano i due soci Mariano Paesani e Marina Ravasio «Accompagniamo le proprietà dallo start-up, alla commercializzazione, al marketing, all’acquisizione di nuovi mercati, alla ricerca e formazione del personale, fino al definitivo lancio sul mercato, a fronte di un affiancamento di almeno due anni». Tra i clienti della Global Tourism Management, l’Hotel Giulio Cesare e l’Hotel Residenza Farnese a Roma e in provincia Villa Germane-Country House ad Ariccia. «La nostra società», puntualizzano infine Mariano Paesani e Marina Ravasio, «si occupa anche della formazione del personale e degli studi di fattibilità per alberghi di prossima apertura. Da qualche tempo sta valutando la possibilità di diventare partner di compagnie alberghiere indipendenti per lo sviluppo del loro marchio in Italia» AGENZIA GENERALE DI ROMA UNIPOL ASSICURAZIONI Via Ercole Pasquali 3 - 00161 Roma Tel. 06 44243263-06 44236105-06 44249244 Fax 06 44291507 • E-mail [email protected] UNIPOL Le migliori condizioni assicurative per le polizze: INFORTUNI - MALATTIA - FURTO E INCENDIO VITA - PREVIDENZA INTEGRATIVA Polizze particolari per: ALBERGHI - RISTORANTI - BAR - AGENZIE DI VIAGGI Agente Generale Dott. Rolando Bibbio OR ORARIO DI RICEVIMENTO: dal lunedì al giovedì ore 9.00/13.00 - 14.00/18.00 venerdì ore 9.00/14.00 anno 4 - numero 21 / 29 NOTIZIARIO Mostre, musica, teatro, eventi: la Roma da vivere Il seguente programma è provvisorio e la redazione non è responsabile di eventuali variazioni Dal 3 al 10 novembre 2005 LO SCHIACCIANOCI Di Cajkovskiji Dal 13 al 23 dicembre 2005 MOSTRE … E ANCORA ADALBERTO LIBERA. L’OPERA COSTRUITA Esposizione dedicata al noto architetto (1903-1963), protagonista dell’architettura italiana del Novecento e autore del Palazzo dei Congressi all’Eur. CASA DELL’ARCHITETTURA www.casadellarchitettura.it Prevista per ottobre-novembre 2005 IL TEMPIO DI GIOVE Esposizione che ripercorre la vita del Colle capitolino, dal più antico insediamento dell’Età del Bronzo al VI sec. a.C. quando i re Tarquini vi fecero edificare il Tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva. In mostra diversi reperti archeologici, rinvenuti nell’area del Colle capitolino durante i recenti scavi, insieme a plastici e rilievi cartografici. MUSEI CAPITOLINI www.museicapitolini.org Dal 6 ottobre 2005 al 9 gennaio 2006 WOLFGANG LAIB LEANDRO ERLICH Doppia personale con opere del tedesco Laib, che utilizza elementi naturali come riso, miele, cera d’api e polline, e dell’argentino Erlich che utilizza il video e la fotografia. MACRO MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA www.macro.roma.museum/italiano/most re/index.html Da ottobre 2005 a gennaio2006 DANZA TEATRO DELL’OPERA www.opera.roma.it CENERENTOLA Di Prokof ’ev FIERA CAMPIONARIA DI ROMA www.fieradiroma.it MOA CASA Mostra del mobile, dell’arredamento e dell’ambiente casa Dal 29 ottobre al 6 novembre 2005 HOBBY SHOW ROMA Salone delle Arti Creative e dell’Artigianato Dal 24 al 27 novembre 2005 ROMICS Festival del Fumetto e del Cinema d’Animazione Dal 6 all’8 ottobre 2005 ITALIA COLLEZIONA Filatelia, numismatica, cartoline e telecarte 3 e 4 dicembre 2005 ESTATE ROMANA LUGLIO/AGOSTO/SETTEMBRE 2005 Famosa Manifestazione promossa dal Comune di Roma durante la quale la Città si trasforma, dal centro alla periferia in un palcoscenico a cielo aperto che acco- glie musica, cinema, danza, incontri culturali e spettacoli di vario genere. Ogni edizione è ricca di molteplici eventi e fermenti creativi che catturano l’attenzione di un vastissimo pubblico, romano e turistico, di ogni età. www.comune.roma.it Informazioni Call Centre Turistico 06.36004399 e Centralino Comune di Roma 06.06.06 NEVICATA ALLA BASILICA DI S.MARIA MAGGIORE Con una pioggia di petali di rose viene rievocata la leggenda popolare che attribuisce ad una nevicata fuori stagione – il 5 agosto del IV secolo d.C. – la edificazione della Basilica per il culto della Madonna della Neve 5 agosto 2005 CENTO PITTORI VIA MARGUTTA (71° ed.) Tradizionale appuntamento con l’arte. I numerosi artisti dell’associazione espongono all’aperto le loro opere intrattenendosi con il pubblico dei visitatori. VIA MARGUTTA - Rione Campo Marzio Novembre - dicembre 2005 CONCERTI DELLA RASSEGNA MUSICALE ROMAinCANTO 2005 Domenica 19 giugno 2005 Basilica S. Alessio all’Aventino (P.zza S. Alessio,23 - Roma) (Ingresso libero) CORO DELL’ACCADEMIA POLIFONICA ROMANA (Roma) maestro Roberto Montuori CORO FEMMINILE FLOREOS (Roma) maestro Silvia Merlini CORO GOSPEL BIG SOUL MAMA (Roma) maestro Sara Lazzaro Mercoledì 29 giugno 2005 Basilica S. Maria sopra Minerva (P.zza della Minerva - Roma) (Ingresso libero) Serata conclusiva: CORO DELL’AVENTINO e ORCHESTRA Associazione musicale ROMAinCANTO maestro Fabio Avolio «Concerto in memoria delle Vittime di ogni guerra e del terrorismo» F. J. Haydn «Missa in tempore belli» (Paukenmesse) per Soli, Coro e Orchestra periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 30 / anno 4 - numero 21 NOTIZIARIO Occhio alla pelle. Specialmente in vacanza Da qualche tempo programmi tv, siti internet, rubriche e addirittura intere riviste dedicate alla cura del corpo e alla medicina sono in crescita esponenziale. Segno evidente che la salute, intesa come benessere psico-fisico, è diventata una delle maggiori preoccupazioni delle persone. Detto questo ci è sembrato in certa misura necessario inaugurare anche su Roma&provincia una rubrica per affrontare e trattare argomenti di carattere medico. Naturalmente, considerato il taglio della rivista, ci occuperemo di patologie, disturbi, profilassi che in qualche modo hanno a che fare con i viaggi. Parleremo così di tutti quei problemi, piccoli e grandi, che possono verificarsi in paesi lontani, oppure dopo aver affrontato lunghi viaggi, in aereo, nave, treno o macchina. Parleremo anche degli inconvenienti per la salute che può comportare una semplice gita fuoriporta o la normale e routinaria vita di tutti i giorni. Pensiamo infatti sia una esperienza comune a molti l’aver visto sfumare il relax di una vacanza a causa di un infortunio che avremmo potuto benissimo fronteggiare nel nostro abituale contesto ma che è diventato un piccolo dramma fuori casa, magari senza alcuna struttura sanitaria a portata di mano. Chi viaggia inoltre si trova spesso a dover convivere con clima, abitudini, usi e costumi assai diversi dai propri. Un piccolo eloquente esempio lo ritroviamo ogni estate sulle nostre spiagge, in cui i turisti del nord Europa, evidentemente poco avvezzi alla canicola italica, spiccano per il loro bel colorito rosso intenso, al limite dell’ustione. Ecco dunque che, anche in questo caso, qualche piccolo consiglio da parte di un esperto potrebbe risultare assai utile, non solo per l’incauto o sprovveduto viaggiatore ma anche per l’operatore turistico, cui potrebbe capitare l’incombenza di rassicurare, consigliare o soccorrere un proprio sfortunato cliente. Andrea Farabini Specialista in dermatologia presso la Casa di cura Paideia di Roma L e radiazioni solari rappresentano per noi il più importante stress ambientale, risultato dall’interazione tra la superficie cutanea e parte dello spettro solare che comprende le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti con lunghezza d’onda che si estendono dall’ultravioletto all’infrarosso. La fotodermatologia è la branca dermatologica che studia tale interazione, che può essere patologica, alcune volte fisiologica o anche terapeutica. E’ ampiamente riconosciuto che l’eccessiva esposizione alla luce solare determina effetti acuti, come le ustioni, e cronici come l’invecchiamento cutaneo prematuro o lo sviluppo di neoplasie maligne (carcinomi spinocellulari, basocellulari e melanomi). Il melanoma in particolare è una neoplasia altamente maligna che origina dai melanociti il cui tasso di inciden- za continua a salire più rapidamente di altri tipi di tumore: da 2 per 100.000 abitanti in Spagna e in America Latina a 20 per 100.000 in Australia. I tassi di incidenza più elevati si riscontrano in aree molto soleggiate su popolazioni di origine nord europea con pelle chiara (Australia, Hawaii e Israele). Ogni anno in Italia si scoprono 12 nuovi casi di melanoma su 100.000 persone. E’ raro durante l’infanzia e l’adolescenza, diventa più frequente nella seconda decade ma raggiunge il massimo dell’ incidenza tra la terza e quarta decade di vita. Nei maschi di età tra i 30 e i 49 anni è il secondo tumore per prevalenza (il primo è il tumore del testicolo) e nei maschi leggermente più anziani, 50-59 anni, il melanoma rappresenta il quarto tumore per prevalenza, superato solo dal tumore della vescica, del polmone e del retto. Nelle donne tra i 25 e i 29 anni, è il tipo di tumore più comune. Rischia di più chi ha avuto casi in famiglia, chi ha la carnagione chiara, capelli castano-chiaro, biondi o rossi, l’elevato numero di nei o la presenza di nevi “atipici”. Si ritiene inoltre che pregresse scottature in età giovanile siano uno stimolo alla comparsa di melanoma, che nelle donne colpisce di preferenza gli arti inferiori, mentre negli uomini il tronco. Da evitare è l’esposizione solare intensa ed intermittente, perché impedisce alla cute di mettere in moto tutti i meccanismi fisiologici di fotoprotezione. In passato la prognosi era infausta, ma il melanoma non è necessariamente letale, soprattutto se la diagnosi è precoce. E’ quindi importante la prevenzione e soprattutto individuare chi è maggiormente a rischio mediante l’esame del fototipo, dell’attività lavorativa svolta, delle abitudini di vita e la storia familiare. E’ essenziale inoltre educare ad una corretta esposizione periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 31 NOTIZIARIO alle radiazioni ultraviolette, controllando così il principale fattore di rischio della neoplasia. Per una diagnosi precoce è opportuna un’ informazione precisa circa i segni ed i sintomi maggiormente indicativi di melanoma. Quali segnali d’ allarme? Nel 50 % dei casi i melanomi insorgono sulla pelle sana, senza lesioni preesistenti. In questi casi ciò che deve allarmare è la comparsa di una lesione nuova, in genere di colore marrone-scuro, che si ingrandisce progressivamente e rapidamente. Nell’altro 50% dei casi insorgono su lesioni neviche preesistenti, particolarmente quelle “atipiche” e su nevi congeniti di grandi dimensioni (superiori a 20 cm.) Modificazioni del colore, rapido aumento delle dimensioni e dello spessore, arrossamento e più tardi sanguinamento rappresentano i possibili segni d’ allarme. L’ asportazione delle lesioni “a rischio” previene la comparsa di melanomi. Se questo è diagnosticato in una fase molto precoce ed è asportato correttamente e opportunamente, le probabilità di guarigione definitiva raggiungono praticamente la totalità dei casi. Come prevenire melanomi e carcinomi Innanzitutto bisogna conoscere bene la propria pelle, soprattutto la reazione all’ esposizione solare; poi è bene sapere se in famiglia vi sono stati casi di tumori maligni della pelle. Occorre inoltre evitare di esporsi al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 16). L’ educazione ad una corretta esposizione solare deve cominciare già nell’infanzia, proteggendo dal sole secondo i consigli del dermatologo e usando prodotti con fattori di protezione adeguati. Bisogna anche controllare regolarmente la cute, poiché è lo stesso paziente che può segnalare la prima manifestazione sospetta. Se si notano delle lesioni cutanee nuove, che non tendono a scomparire, o dei cambiamenti di lesioni preesistenti, ad esempio un “nevo” che continua a crescere, è bene ricorrere al consulto del medico di famiglia e del dermatologo. Chi ha molti nei oppure nevi congeniti di dimensioni superiori ai 10 mm dovrebbe farsi visitare periodicamente dal dermatologo, così come le persone che hanno già avuto un melanoma e corrono un rischio più elevato di svilupparne altri. La fotoprotezione deve essere particolarmente accurata nelle persone che hanno sofferto di cheratosi solari, carcinomi e melanomi. Cosa evitare. Esporsi al sole in modo indiscriminato; trascurare di guardare con attenzione la propria pelle e le sue lesioni, sia quelle nuove, sia quelle vecchie, che crescono o cambiano aspetto; considerare le lesioni cutanee come semplici inestetismi o una fatalità, senza effettuare una diagnosi esatta (non tutte le lesioni pigmentate sono nevi o melanomi e non tutti i noduli della pelle sono carcinomi); dimenticarsi di effettuare i controlli consigliati; aspettare un sintomo “importante”, come il sanguinamento di un nevo, per consultare il medico, rifiutare l’ intervento su un nevo, per il timore completamente infondato di favorirne la diffusione. Foto n 1: Foto n 2: Foto n 3 Foto n 4: Foto n 5: Nevo comune Nevo atipico Nevo palmo-plantare comune Nevo palmo plantare atipico Nevo genitale periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 32 / anno 4 - numero 21 TRIBUNA DEL LAVORO Per battere la precarietà c’è l’apprendistato Valentina Caracciolo «U no strumento per entrare nel mondo del lavoro in modo pulito e trasparente, senza precarietà». Così Bartolo Iozzia, segretario regionale della UILTucs, commenta l’accordo, del primo aprile scorso, firmato da sindacati, aziende e Regione Lazio, sulla sperimentazione dell’apprendistato professionalizzante nel settore del turismo. L’accordo, che prende le mosse dal Dlgs 276/2003 (la cosiddetta “Riforma Biagi”), fissa le regole di applicazione dell’apprendistato ai giovani tra i diciotto e i ventinove anni, attraverso contratti – dice il testo – di durata compresa tra un minimo di due e un massimo di sei anni. Un piano formativo individuale, un minimo annuo di centoventi ore di formazione “formale” – cioè effettuata attraverso strutture accreditate o all’interno dell’azienda stessa secondo percorsi strutturati di formazione on the job certificabili -, l’accompagnamento da parte di un tutor durante tutto il periodo di formazio- Il nuovo apprendistato: ecco cos’è I l decreto legislativo 276/2003 ha introdotto, in sostituzione del contratto di formazione e lavoro, il cosiddetto “nuovo apprendistato”. Si tratta di un contratto a contenuto formativo, in cui il datore di lavoro, oltre a versare un corrispettivo per l’attività svolta, garantisce all’apprendista una formazione professionale. Il Dlgs 276/2003 individua tre tipologie di contratto: l’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, che consente di conseguire una qualifica professionale e favorire l’entrata nel mondo del lavoro dei più giovani; l’apprendistato professionalizzante, che consente di ottenere una qualifica attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale; l’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, che consente di conseguire un titolo di studio di livello secondario, universitario o di alta formazione e per la specializzazione tecnica superiore. Possono usufruire di tale contratto, per quel che la riguarda la prima tipologia, i giovani che abbiano compiuto 15 anni (prevalentemente la fascia d’età tra i 15 e i 18 anni); per l’apprendistato professionalizzante e quello per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, i giovani tra i 18 e i 29 anni e diciassettenni in possesso di una qualifica professionale (conformemente alla Riforma Moratti). L’apprendistato si applica a tutti i settori di attività, compreso quello agricolo. L’apprendistato per il diritto-dovere di formazione ha una durata massima di 3 anni. L’apprendistato professionalizzante può durare da 2 a 6 anni, in base a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva. È possibile sommare i periodi di apprendistato svolti nell’ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione con quelli dell’apprendistato professionalizzante. La durata dell’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione deve essere stabilita, per i soli profili che riguardano la formazione, dalle Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative coinvolte. Il compenso dell’apprendista non può essere stabilito in base a tariffe di cottimo e il suo inquadramento non può essere inferiore per più di 2 livelli rispetto a quello previsto dal contratto aziendale per i lavoratori che svolgono la stessa mansione o funzione. La qualifica professionale conseguita attraverso uno qualsiasi dei tre contratti di apprendistato costituisce credito formativo per il proseguimento nei percorsi di istruzione e formazione professionale. Il datore di lavoro non può recedere dal contratto in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, può però chiudere il rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato. Per altre informazioni si può consultare il sito: http://www.welfare.gov.it/RiformaBiagi ne: sono queste alcune caratteristiche del nuovo contratto di apprendistato, che l’accordo del primo aprile recepisce. L’accordo prevede, peraltro, l’individuazione dei diversi profili formativi da adottare all’interno delle aziende sulla base delle indagini degli enti bilaterali e dell’Isfol, seguendo quindi una strada strutturata e “ufficiale”. «Si tratta di un percorso», spiega Iozzia, «che permette alle aziende di avere personale e manodopera da qualificare sulla base delle sue esigenze, in un momento in cui i servizi di ristorazione e di ospitalità hanno certamente punte di eccellenza, ma non sono certamente sufficienti a “vendere” una buona immagine del turismo italiano, e laziale in particolare». La riflessione di Iozzia è ampia e non del tutto positiva: «Alcuni mestieri, in passato, erano per qualità il nostro fiore all’occhiello. Adesso è sempre più difficile incontrare un italiano che li faccia, e li faccia a livelli elevati». E non si tratta soltanto di scarsa volontà, da parte dei nostri giovani, di intraprendere certe professioni. «C’è grandissima disattenzione verso la formazione di alcuni profili professionali tipici del settore», prosegue Iozzia. «Solo alcuni ristoranti di lusso stanno rispolverando certe figure, ad esempio quella del sommelier». Ma non basta. «Se pensiamo di poter competere con la Spagna, i paesi del Mediterraneo o dell’ex est europeo solo sulla quantità, sbagliamo; e sbagliamo di grosso». Il piano sul quale possiamo recuperare punti in graduatoria è solo quella della qualità, e dell’adeguata promozione della nostra offerta e del nostro patrimonio. Il nuovo accordo sull’apprendistato permetterà quindi a tanti giovani di formarsi e acquisire valide competenze che certamente – sempre secondo Iozzia – consentiranno loro di restare a tempi indeterminato nelle stesse imprese che li hanno adde- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 33 TRIBUNA DEL LAVORO Segue da pag. 31 strati, o di collocarsi fuori in maniera più che adeguata. Senza rigidità inutili: «Nessuno rifiuta la flessibilità, anzi, siamo tutti consapevoli, sindacati e lavoratori, che il turismo, proprio per le sue peculiari caratteristiche, abbia bisogno di una buona dose di flessibilità. Il problema è restare all’interno di una flessibilità concordata. Altrimenti si rischia di cadere nel lavoro nero, o comunque in una flessibilità al limite della legge». Si chiede infatti il segretario della Uil-Tucs, «che senso ha avere i co.co.co. in un ristorante?». Ma l’accordo sull’apprendistato professionalizzante non è vantaggioso solo per i giovani che intendono impiegarsi nel settore del turismo. Le aziende che decideranno di utilizzarlo, non solo avranno la possibilità di valutare in modo più strutturato e “attendibile” i loro potenziali dipendenti; ma soprattutto, hanno diritto a sgravi fiscali e contributivi, che il Governo ha pensato proprio per incentivare il ricorso a tale tipo di contratto. A valutare positivamente l’accordo, inoltre, non sono soltanto i sindacati, ma anche gli imprenditori. «Sono fortemente convinta», dice ad esempio Cinzia Renzi, presidente della Fiavet Lazio, «della necessità di un miglioramento didattico nel settore del turismo, che deve tradursi soprattutto in una collaborazione più concreta tra realtà scolastiche e mondo del lavoro». Apprendimento ed aggiornamento costanti e continui, in un momento di cambiamenti epocali per le imprese del comparto turistico, ha proseguito Cinzia Renzi, è fondamentale per creare competenza, attuando una radicale riconversione professionale e superare il divario tra il mondo del lavoro e gli istituti superiori. E’ infatti opportuno sfruttare meglio le possibilità offerte dalla legge n.53/2003, che nel quarto articolo in particolare sancisce l’importanza fondamentale, anche per il mondo del turismo, della formazione continua basata sul binomio scuola-lavoro. Prestiti, quando il tasso diventa usuraio Maurizio Fantaccione I l decreto del Ministero Economia e Finanze 17.3.2005 (Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2005) per il periodo 10 aprile-30 giugno 2005 ha rideterminato il tasso effettivo globale medio (TEGM) per singola categoria di operazione, assunto a parametro per la determinazione del tasso usurario. L’articolo 1, legge n. 108 del 7 marzo 1996, ha sostituito l’art. 644 del Codice penale introducendo e disciplinando il reato d’usura. Esso avviene quando, a fronte di un prestito di denaro, la controprestazione abbia superato il «tasso effettivo globale medio» (TEGM), aumentato della metà, stabilito trimestralmente dal Ministero del Tesoro. Lo stesso Ministero, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio Italiano dei Cambi, deve effettuare annualmente la classificazione delle operazioni per categorie omogenee, considerando la natura, l’oggetto, l’importo, la durata, i rischi e le garanzie. Tassi sulle operazioni creditizie - ambito soggettivo della rilevazione Sono tenuti alla segnalazione alla Banca d’Italia dei tassi praticati sulle operazioni creditizie le banche e gli intermediari finanziari che, alla fine del trimestre di riferimento, risultano iscritti nel relativo albo o elenco previsto dall’art. 13 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (D.Lgs. 385/1993). In caso di fusione per incorporazione, obbligato alla segnalazione è il soggetto incorporante, il quale vi includerà anche i dati relativi all’intermediario incorporato. La rilevazione ha per oggetto le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni creditizie censite nel trimestre di riferimento dal sistema bancario e finanziario, in relazione a categorie omogenee e per classi d’importo. Limitata- mente a talune categorie è data rilevanza alla durata, all’esistenza di garanzie e alla natura della controparte. Ai sensi dell’art. 2, comma 1, legge n. 108 del 7 marzo1996, sono tassi usurai quelli che superano il tasso. Inoltre è stato abrogato l’art. 644-bis del Codice penale che disciplinava l’usura impropria. Con appositi decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono ripartite, ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, le operazioni di credito in categorie omogenee, attribuendo alla Banca d’Italia e all’Ufficio Italiano dei Cambi il compito di rilevare il TEGM, aumentato della metà. L’articolo 644 del Codice penale stabilisce altresì che sono usurari gli interessi, anche se inferiori al suddetto limite, e gli altri vantaggi o compensi che considerato il tasso medio praticato per operazioni similari risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha concessi o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria. Schema e modalità di segnalazione Gli intermediari tenuti alla segnalazione, a prescindere dall’operatività tipica o prevalente, devono inviare a mezzo di modulo unico i dati relativi alle operazioni effettivamente poste in essere per ciascuna delle categorie individuate. I dati vanno inviati alla Banca d’Italia – Servizio informazioni sul sistema creditizio, su supporto magnetico o tramite la Rete nazionale interbancaria. La segnalazione con cadenza trimestrale deve fare riferimento ai seguenti periodi di tempo: primo gennaio-31 marzo; primo aprile-30 giugno; primo luglio-30 settembre; primo ottobre-31 dicembre. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 34 / anno 4 - numero 21 TRIBUNA DEL LAVORO Classificazione delle operazioni per categorie e classi di importo Le operazioni creditizie oggetto della rilevazione sono state ripartite nelle seguenti categorie: apertura di credito in conto corrente; finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio • commerciale; • crediti personali; • crediti finalizzati all’acquisto rateai e; • operazioni di factoring; • operazioni di leasing; • mutui; • prestiti contro cessione del quinto dello sti-pendio; • altri finanziamenti a breve e a medio/lungo termine. Ai fini della rilevazione, rientrano le operazioni creditizie indicate di seguito. Apertura di credito in conto corrente: rientrano in tale categoria le operazioni regolate in conto corrente in base alle quali l’intermediario si obbliga a tenere a disposizione del cliente una somma di denaro per un dato periodo di tempo, ovvero a tempo indeterminato, ed il cliente ha facoltà di ripristinare le disponibilità.Vengono considerati anche i passaggi a debito di conti non affidati, nonché gli sconfinamenti sui conti correnti affidati rispetto al fido accordato. Le operazioni con o senza garanzia devono essere distintamente evidenziate; tra le operazioni in garanzia vanno indicate anche quelle parzialmente garantite. Finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale: rientrano in tale categoria i finanziamenti su effetti, altri titoli di credito e documenti salvo buon fine, le operazioni di finanziamento poste in essere sulla base di un contratto di cessione (ai sensi dell’art. 1260 c.c.) e le operazioni di sconto di portafoglio commerciale. Dette operazioni vanno indicate in questa categoria anche quando sono gestite contabilmente sul c/c ordinario. Crediti personali: rientrano in questa categoria i prestiti destinati a finanziare esigenze generiche di spesa o consumo personali, familiari o esigenze legate all’esercizio dell’attività professionale del cliente; i prestiti erogati in un’unica soluzione e prevedano il rimborso in base a un piano di ammortamento. Il credito personale erogato sotto forma di apertura di credito in c/c rientra nella categoria delle aperture di credito in conto corrente. Crediti finalizzati all’acquisto rateale: rientrano i finanziamenti rateai i relativi all’acquisto di uno o più specifici beni di consumo, nonché al pagamento di servizi, anche mediante utilizzo di carte di credito. Factoring: rientrano gli anticipi erogati a fronte di un trasferimento di crediti commerciali, effettuati con la clausola «pro solvendo» o «pro soluto» dal soggetto titolare (impresa fattorizzata) a un intermediario specializzato (factor) che assume l’impegno della riscossione. Gli anticipi su crediti acquisiti e quelli su crediti futuri vanno indicati distintamente. Leasing: rientrano i finanziamenti realizzati con contratti di locazione di beni materiali o immateriali, acquisiti o fatti realizzare dal locatore su scelta e indicazione del conduttore, che ne assume tutti i rischi e con facoltà dello stesso di divenire proprietario dei beni locati dietro versamento di un prezzo prestabilito al termine della locazione. Non rientrano in tale categoria le operazioni di leasing operativo. Le operazioni con durata fino a tre anni e quelle con durata superiore a tre anni vanno indicate separata mente. Mutui: rientrano in tale categoria i finanziamenti oltre il breve termine che: - siano assistiti, anche se parzialmente, da garanzie reali; - non abbiano la forma tecnica del conto corrente o del prestito personale; - prevedano l’erogazione in un’unica soluzione e il rimborso tramite il pagamento di rate comprensive di capitale ed interessi. I mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile vanno indicati separatamente. Relativamente ai tassi dei finanziamenti a tasso misto, la Banca d’Italia ha precisato che questi vanno segnalati tra quelli a tasso variabile. Le opera- zioni di finanziamento chirografario e quelle aventi un piano di ammortamento che prevede il pagamento della quota capitale per intero alla data di scadenza del prestito vanno indicate nella categoria. Altri finanziamenti a breve e a medio/lungo termine. Prestiti contro cessione del quinto dello stipendio: si riferiscono ai prestiti concessi sulla base di schemi negoziali riconducibili al D.P.R.180/1950. Obbligato ad effettuare la segnalazione è il titolare del rapporto di finanziamento anche se il prestito è erogato per il tramite di società con esso convenzionate. Altri finanziamenti a breve e a medio/lungo termine: vi rientrano tutte le forme di finanziamento che non siano riconducibili ad una delle categorie precedenti come, ad esempio, le anticipazioni attive non regolate in c/c, altre sovvenzioni attive non regolate in c/c, con esclusione dei prestiti personali, operazioni di credito su pegno, portafoglio finanziario, utilizzi di carte di credito, ecc. Categorie di operazioni escluse Sono escluse dalla rilevazione le seguenti operazioni creditizie: - operazioni con non residenti; - operazioni in valuta estera; - posizioni classificate a sofferenza: si intendono le esposizioni nei confronti di soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dall’azienda. Crediti ristrutturati o in corso di ristrutturazione: si intendono i crediti in cui un “pool” di intermediari, nel concedere una moratoria al pagamento del debito, rinegozia il debito a tassi inferiori a quelli di mercato. Sono esclusi i crediti nei confronti di imprese per le quali sia prevista la cessazione dell’attività. Sono inoltre esclusi: - i rapporti che risultano oggetto di ristrutturazione alla fine del trimestre di riferimento; - operazioni a tasso agevolato: si intendono i finanziamenti eseguiti a tasso inferiore a quello di mercato in virtù di provvedimenti legislativi che dis- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 35 TRIBUNA DEL LAVORO pongono un contributo in conto interessi da parte dello Stato, ovvero di altri enti della Pubblica amministrazione; - operazioni a tassi promozionali e convenzionati: si intendono i finanziamenti a «tasso zero” e quelli concessi a tassi di favore nell’ambito di campagne promozionali pubblicizzate e limitate nel tempo. Sono considerate inoltre operazioni a tassi convenzionati i finanzia menti concessi a tasso di favore: - ai dipendenti della banca o dell’intermediario; - ad altri soggetti in virtù di particolari convenzioni; - finanziamenti revocati; - posizioni relative a utilizzi per soli saldi liquidi, che non hanno fatto registrare saldi contabili a debito; - posizioni affidate con utilizzo contabile nullo nel periodo di riferimento; - finanziamenti finalizzati alla commercializzazione di specifici beni concessi a tassi di favore da parte di intermediari specializzati, spesso collegati alle imprese produttrici dei medesimi beni, generalmente nell’ambito di contratti di fornitura; - operazioni di finanziamento effettuate nei confronti di società del gruppo di appartenenza; - finanziamenti effettuati con fondi raccolti mediante emissioni di obbligazioni di serie speciale con la clausola di convertibilità in azioni di società terze, regolati a condizioni prossime a quelle della relativa provvista. Classi di importo Le categorie omogenee di operazioni creditizie sono ripartite in classi di importo ed ogni singolo finanziamento deve essere attribuito alla relativa classe di importo sulla base dell’ammontare del fido accordato. Per fido accordato si intende il limite massimo del credito concesso dall’intermediario al cliente sulla base di una decisione assunta nel rispetto delle procedure interne. Il fido accordato da prendere in considerazione è quello al termine del periodo di riferimento. Per le operazioni di leasing, la classe di importo va individuata con riferimento all’ammontare del finanziamento al lordo del cd.“maxicanone” e/o di eventuali anticipi. Le metodologie di calcolo del tasso effettivo globale variano a seconda delle diverse categorie di operazioni individuate. In particolare, devono essere adottate, alternativamente, le metodologie stabilite appositamente dal Ministero del Tesoro. Il calcolo del tasso deve tener conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse collegate all’erogazione del credito. In particolare, sono incluse: - le spese di istruttoria e di revisione del finanziamento in caso di factoring le spese di “istruttoria cedente”; - le spese di chiusura della pratica (in caso di leasing le spese forfetarie di «fine locazione contrattuale). Rientrano in tale categoria le spese di chiusura o di liquidazione addebitate con cadenza trimestrale, in quanto diverse da quelle per tenuta conto; - le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate se stabilite dal creditore; - il costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria per l’ottenimento del credito; - le spese per assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare allo stesso il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità o disoccupazione del debitore; - ogni altra spesa contrattualmente prevista connessa con l’operazione di finanziamento. Rimangono invece esclusi: - le imposte e tasse; - il recupero di spese, anche se sostenute per servizi forniti da terzi (ad es. perizie, spese postali, ecc.); - le spese legali e assimilate (ad es. spese notarili, visure catasta li, ecc.); - gli interessi di mora e gli oneri assimilabili contrattualmente previsti per il caso di inadempimento di un obbligo; - gli oneri applicati al cliente indipendentemente dalla circostanza che si tratti di rapporti di finanziamento o di deposito (ad es. le commissioni di incasso in caso di sconto di por-tafoglio); - le spese connesse con i servizi accessori (ad es. spese di custodia in caso di pegno); - le spese per assicurazioni e garanzie. La commissione di massimo scoperto non è compresa nel calcolo del TEGM ed è oggetto di autonoma rilevazione e pubblicazione nella misura media praticata. Rilevazione dei tassi ai fini della legge sull’usura Nella tabella 1 sono riportati i tassi medi di interesse per il trimestre aprile/giugno 2005 rilevati ai fini della legge antiusura contenuti nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 17 marzo 2005 per categorie di operazioni (*):i tassi non comprendono la commissione di massimo scoperto che,nella media delle operazioni rilevate,si ragguaglia a 0,76 punti percentuali. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 37 TRIBUNA DEL LAVORO 0 MASSIMARIO DEL DIRITTO TRIBUTARIO La selezione delle sentenze della Cassazione civile in materia tributaria Sezione tributaria, sentenza 28 gennaio 2005 n. 1797 - Pres. Cristarella Orestano; Rel. Ferrara Studi di settore - Gravi incongruenze tra quanto dichiarato e le risultanze degli studi di settore - Accertamento Legittimità - Retroattività del principio Ai sensi dell’articolo 62-sexies del Dl 331/1993 (convertito dalla legge 427/1993) gli accertamenti di cui agli articoli 39, comma 1, lettera d), del Dpr 600/1973 e 54 del Dpr 633/1972 possono essere fondati anche sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili dagli studi di settore elaborati ai sensi dell’articolo 62-bis dello stesso decreto legge. La norma avendo natura procedimentale, è applicabile anche ai periodi di imposta anteriori alla sua entrata in vigore. Sezione tributaria, sentenza 5 gennaio 2005 n. 129 - Pres. Favara; Rel. D’Alonzo Ricorso per Cassazione - Contenuto - Censure che importino l’esame di un regolamento comunale o provinciale - Integrale trascrizione - Necessità Ove con il ricorso per cassazione (nella specie, in tema di tassa per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani) si sollevino censure che comportino l’esame di un regolamento comunale o provinciale è necessario che le norme del regolamento invocate siano interamente trascritte o allegate, non operando, con riguardo alle norme giuridiche secondarie, il principio iura novit curia, e non rientrando, pertanto, la conoscenza dei regolamenti comunali e provinciali tra i doveri del giudice che, sole ove disponga di poteri istruttori, può acquisirne diretta conoscenza, indipendentemente dall’attività svolta dalle parti Sezione tributaria, sentenza 27 gennaio 2005 n. 1642 - Pres. Cristarella Orestano; Rel. Schirò Imponibile - Oneri deducibili Contributi previdenziali Facoltativi - Esclusione - Regime anteriore al Dlgs 47/2000 – Fattispecie Nel regime anteriore alle modifiche apportate dal Dlgs 47/2000 (che ha natura innovativa e non di interpretazione autentica della precedente normativa), in tema di oneri deducibili dal reddito l’esclusione dall’imponibile Irpef dei contributi previdenziali, e in particolare delle contribuzioni per il ricongiungimento di posizioni previdenziali, prevista dall’articolo 10, comma 1, lettera e), del Dpr 917/1986 è limitato ai casi in cui l’obbligo della contribuzione deriva direttamente ed esclusivamente da disposizioni di legge, e non alle ipotesi di mera facoltà per il lavoratore dipendente di richiedere la ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa ai fini del diritto e della misura di un’unica pensione (nella specie, in applicazione del riferito principio, è stato negato al ricorrente il diritto a indicare, tra gli oneri deducibili, i contributi versati all’Inpdai per la ricongiunzione di periodi assicurativi ai sensi della legge 29/1979). Sent. n. 16233 del 18 marzo 2004 (dep. il 19 agosto 2004)della Corte Cass., Sez. tributaria - Pres. Cristarella Orestano, Rel. Di Blasi Irpef - Redditi di lavoro dipendente Contribuente non residente Proventi soggetti a tassazione separata - Esclusione dalla base imponibile ex art. 3, comma 3, lettera c), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 - Non sussiste Massima - L’esenzione prevista dall’art. 3 del D.P.R. n. 917/1986 non opera rispetto ai redditi assoggettati a tassazione separata in quanto essi sono per altro verso esclusi dalla determinazione del reddito complessivo del contribuente. (Oggetto della controversia: istanza di rimborso ritenute Irpef) Svolgimento del processo - G R., ritenendo non imponibile l’erogazione, ricevuta transattivamente dalla G. con sede in Moncalieri, a titolo di indennità sostitutiva di preavviso, di indennità supplementare per licenziamento ingiustificato e di indennità integrativa del Tfr, sulla quale era stata operata la ritenuta Irpef, avanzava istanza all’Amministrazione finanziaria, per il rimborso delle ritenute nella circostanza effettuate dal detto datore di lavoro. Formatosi sulla domanda il silenziorifiuto, lo impugnava innanzi la Commissione tributaria provinciale di Torino, la quale, con decisione n. 171/1998, rigettava il relativo ricorso, ritenendo non dovuto il chiesto rimborso, stante l’imponibilità delle erogazioni. L’appello del contribuente, che deduceva l’intassabilità dell’erogazione, veniva accolto dalla Commissione tributaria regionale di Torino con la decisione in epigrafe indicata, nella considerazione che i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero dovessero ritenersi esclusi dalla base imponibile ai sensi dell’art 3 comma 3, lettera c), del D.P.R. n. 917/1986. L’Amministrazione delle finanze, con ricorso notificato il 21 giugno 2002, affidato ad un mezzo e due profili di censura, ha chiesto la cassazione della decisione di appello. L’intimato con controricorso notificato il 30 luglio 2002 ha chiesto il rigetto dell’impugnazione. Motivi della decisione - L’Amministrazione censura l’impugnata decisione per violazione e falsa applicazione degli artt. 2, 3, 6, 16, 46, 48 del D.P.R. n. 917/1986 e dell’art. 2697 del codice civile, nonché per omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punto decisivo della controversia. Deduce l’inapplicabilità del comma 3 dell’art. 3 del D.P.R. n. 917/1986 ai red- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 38 / anno 4 - numero 21 TRIBUNA DEL LAVORO diti soggetti a tassazione separata. Disposizione, invece, posta a base dell’impugnata pronuncia, da parte dei giudici di appello, nella erronea considerazione che prestando G.R. lavoro dipendente all’estero, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, il relativo reddito ivi prodotto, doveva ritenersi escluso dalla base imponibile, ex art. 3, comma 3, lettera c), del D.P.R. n. 917/1986, non potendo trovare applicazione, così come ritenuto dalla Commissione di prime cure, la disposizione dell’art. 20 del citato D.P.R. in quanto esplicitamente dettata solo per i soggetti non residenti. La questione posta dal ricorso di che trattasi va risolta sulla base del principio, già affermato dalla Corte (Cass. n. 519 del 21 gennaio 1999), secondo cui deve escludersi che l’esenzione, prevista dall’art. 3 del D.P.R. n. 917 del 1986, operi anche rispetto ai redditi assoggettati a tassazione separata. Ciò in quanto essi sono per altro verso esclusi dalla determinazione del red- dito complessivo del contribuente. In buona sostanza, si è ritenuto che, a regime, la base imponibile dei soggetti residenti è costituita dal complesso dei redditi posseduti, ovunque prodotti e, quindi, anche da quelli realizzati all’estero, dalla quale, in virtù di specifiche previsioni di legge sono espressamente esclusi taluni redditi che, in quanto percepiti una tantum, sono assoggettati a tassazione separata e, conseguentemente, esclusi dal novero di quelli che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente. Emblematica, è stata ritenuta la formulazione della disposizione di che trattasi la quale si limita a dichiarare i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato all’estero, «esclusi dalla base imponibile». In applicazione di tali affermazioni, che il Collegio condivide e dalle quali non ravvisa ragioni per discostarsi, vertendosi, nel caso, in tema di indennità soggette a tassazione separata ai sensi degli artt. 16 e 18 del D.P.R. n. 917/1986, va escluso che il relativo Inps - Direzione centrale entrate contributive Circolare 14 marzo 2005 n. 44 AUMENTATE LE RETRIBUZIONI MEDIE CONVENZIONALI SU CUI CALCOLARE LA CONTRIBUZIONE VOLONTARIA 2005 L a prosecuzione volontaria della contribuzione può essere chiesta dai lavoratori che interrompono l’attività lavorativa, al fine di raggiungere il diritto alla pensione o per aumentarne la misura. I versamenti sono effettuati trimestralmente, alle seguenti scadenze: 30 giugno per il trimestre gennaio-marzo, 30 settembre per il trimestre aprilegiugno, 31 dicembre relativamente al periodo lugliosettembre e 31 marzo dell’anno successivo per i mesi che vanno da ottobre a dicembre. Gli importi da versare tengono conto delle aliquote Ivs da versare al Fondo pensionistico dei lavoratori dipendenti e sono calcolati su imponibili settimanali annualmente rivalutati sulla base dell’aumento dell’indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati. Con la circolare 14 marzo 2005 n. 44 l’Inps comunica che, in base all’aumento del 2% dell’indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dall’Istat nell’anno 2004 rispetto all’anno 2003, sono aumentate di pari importo le retribuzioni medie settimanali su cui sono calcolati i contributi volontari per l’anno 2005. Inoltre, l’importo minimo settimanale su cui calcolare i contributi deve tenere conto dell’importo del minimale di cui all’articolo 7, comma 1, della legge 638/1983 e successive modificazioni. Ne deriva che, per l’anno 2005 la retribuzione minima settimanale sulla quale determinare l’importo dei contributi volontari è pari a 168,17 euro. Oltre coloro che hanno cessato il rapporto di lavoro e non hanno altre forme di assicurazione obbligatoria, possono essere autorizzati alla prosecuzione volontaria, per integrare la contribuzione figurativa prevista, anche i lavoratori che si avvalgono dell’astensione facoltativa dal lavoro tra i tre e gli otto anni di vita del bambino o che usufruiscono dei permessi di allattamento e dei periodi di assenza per malattia del bambino (di età compresa tra i tre e gli otto anni). regime trovi regolamentazione nell’art. 3 citato. Del pari fondato è l’altro profilo di censura, con cui denunciano carenze motivazionali, non essendo dato comprendere sulla base di quali elementi la Commissione di appello abbia ritenuto di affermare l’assoluta irrilevanza, ai fini impositivi, delle erogate indennità e, quindi, di escludere che le stesse avessero «caratteristiche reddituali». Non è data contezza, infatti, dell’iter decisionale seguito per escludere la rilevanza impositiva dell’erogazione, e cioè le circostanze che inducevano a ritenere intassabili le indennità in questione, in palese contrasto con la specifica previsione degli artt. 16 e 18 del D.P.R. n. 917/1986, che tale rilevanza prevede. Viene, poi, omessa ogni indicazione degli elementi alla cui stregua è stata affermata la natura risarcitoria dell’indennità supplementare per ingiustificato licenziamento non essendo dato comprendere quale acquisizione processuale, i giudici di appello, abbiano posto a base dell’iter decisionale che li ha indotti, nel caso, a ritenere sussistenti i presupposti indefettibili per poter riconoscere natura risarcitoria all’erogazione e, quindi, per inferirne l’irrilevanza a fini impositivi (Cass. 14 aprile 2000, n. 4891; 5 maggio 1998, n. 4525). L’impugnata sentenza risulta, dunque, affetta dai denunciati vizi e va cassata, in accoglimento dei motivi di ricorso. Il Giudice del rinvio, che si designa in altra Sezione della Commissione tributaria regionale del Piemonte, procederà al riesame e deciderà, motivando adeguatamente, applicando il complesso normativo di riferimento e tenendo conto dei richiamati princìpi. Il medesimo Giudice provvederà anche sulle spese del presente giudizio di legittimità. P.Q.M. - la Corte accoglie il ricorso. Cassa l’impugnata sentenza e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, ad altra Sezione della Commissione tributaria regionale del Piemonte. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 39 TRIBUNA DEL LAVORO Il licenziamento dei dirigenti Daniela Carbone (avvocato) Cassazione sezione lavoro 17 gennaio 2004 n. 775. Nel rapporto di lavoro dirigenziale, la circostanza che il datore di lavoro abbia tollerato per alcun tempo la situazione di contrasto creatasi tra un dirigente e gli altri quadri esclude ex se, in mancanza di fatti ulteriori, la legittimità del licenziamento senza preavviso, giacchè proprio la tolleranza del datore di lavoro dimostra che il rapporto poteva essere proseguito per il periodo di preavviso. Il ricorrente-dirigente impugnava il licenziamento, allegando il difetto di giusta causa. Il giudice di merito accoglieva in parte la domanda, ritenendo che gli insanabili contrasti tra il dirigente e i colleghi legittimavano il recesso del datore di lavoro; condannava quest’ultimo al solo pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso, ritenendo che i contrasti non erano tali da impedire la prosecuzione del rapporto per il periodo del preavviso. La Suprema Corte confermava la decisione. Il ricorrente denunciava due ordini di motivi: violazione e falsa applicazione dell’art. 2119 C.c. e vizio di motivazione; ancora, censurava la sentenza impugnata perché, pur avendo ritenuto l’esistenza di un contrasto tra il dirigente ed il datore di lavoro ha escluso che quel contrasto integrava una giusta causa di recesso. Per i giudici della corte la censura è infondata, poiché manca la responsabilità del dirigente nella determinazione della situazione di contrasto; il che esclude che quella situazione possa integrare una giusta causa di licenziamento, intesa come mancanza addebitabile al dipendente di gravità tale da farlo ritenere inidoneo alla prosecuzione del rapporto. Il secondo motivo denunciava violazione e falsa applicazione degli articoli 2119 e 2967 C.c., perché malgrado le accertate critiche del dirigente nei confronti dell’associazione e dei suoi vertici, non ha ritenuto sussistere giusta causa di recesso. Il motivo è infondato, perché le denigrazioni sono del tutto generiche e formulate senza che fossero dimostrate. Così la Corte territoriale ha osservato che essendo alcuni fatti risalenti nel tempo, è necessario adottare un criterio rigoroso nella valutazione della prova della sussistenza e della rilevanza degli stessi fatti; che la giustificazione del recesso dal rapporto di lavoro con il dirigente può essere tratta da analisi complessiva del suo operato e non solo dai fatti immediatamente precedenti il licenziamento, poi aggiungendo che la mancanza di contestazioni immediate può costituire un elemento di interpretazione della volontà delle parti in ordine al contenuto dei reciproci diritti ed obblighi. Con la stessa pronuncia, la corte ha avuto poi modo di trattare il tema del diritto all’indennità supplementare, spettante in base alla contrattazione collettiva al dirigente; al proposito ha sottolineato che la nozione di giustificatezza del licenziamento, determinante per il riconoscimento di quel diritto, non coincide con quello di giusta causa o giustificato motivo del licenziamento del lavoratore subordinato, ma è molto più ampia, estendendosi fino al punto di comprendere qualsiasi motivo di recesso che ne eluda l’arbitrarietà, con i limiti del rispetto dei principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, e del divieto di licenziamento discriminatorio. E si è precisato che fatti o condotte che non integrano giusta causa o giustificato motivo, possono giustificare il licenziamento del dirigente con conseguente disconoscimento dell’indennità supplementare. Tuttavia, non ricorrendo violazione dell’art. 2118 C.c. il giudice del gravame ha riconosciuto al resistente l’inden- nità sostitutiva del preavviso. Concludendo per la giustificatezza del recesso, ed escludendo invece le voci di giusta causa e giustificato motivo, la Suprema corte ha ulteriormente stabilito che la risarcibilità del danno alla salute, all’immagine professionale ed alla vita di relazione, presuppone un comportamento illegittimo del datore di lavoro. La sentenza della Cassazione è degna di nota poiché contribuisce a meglio comprendere le varie e vaghe disposizioni contrattuali in tema di obblighi del dipendente. La troppa genericità di alcune disposizioni contrattuali permettevano che al lavoratore venisse spesso contestata la violazione di obblighi a contenuto indeterminato, sulla base della personalissima interpretazione data dal datore di lavoro alle norme che li contengono, sicuramente non convergente con quella del lavoratore. A sostegno di quanto detto si pensi alle disposizioni contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro comparto ministeri, nel quale si legge: «manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’amministrazione; atti, comportamenti o molestie lesivi della dignità della persona; atti o comportamenti aggressivi, ostili o denigratori verso altro dipendente». Il datore di lavoro, nel procedimento disciplinare, si trova in una posizione dominante rispetto al lavoratore, avendo modo di interpretare, in maniera del tutto personale, alcuni importanti incisi contenuti nelle citate disposizioni, quali i principi di corretta, la libertà di pensiero, le manifestazioni ingiuriose e gli atti lesivi. Quello che si evidenzia con la pronuncia citata è che alcune disposizioni sono talmente vaghe che necessitano di decisi giurisprudenziali per essere interpretati nei giusti limiti. Ancora una volta, dunque, i giudice della Suprema corte sono stati inve- periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 40 / anno 4 - numero 21 TRIBUNA DEL LAVORO stiti del compito di intervenire per tentare di definire i contorni di un obbligo del lavoratore; nel caso specifico quello di non criticare il datore di lavoro con manifestazioni ingiuriose ed illecite. La Cassazione, nell’esaminare la giusta causa di licenziamento di un dipendente di una società privata, ha richiamato il precedente orientamento della stessa corte sul tema: perché le critiche possano costituire una giusta causa di licenziamento occorre che esse travalichino i limiti della correttezza e che il comportamento del dipendente si traduca in atto illecito, quale l’ingiuria o la diffamazione, o comunque in una condotta manifestamente riprovevole, così potendosi riscontrarsi quella gravità necessaria a compromettere in modo irreparabile il vincolo fiduciario, e tale da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto. La Corte, così come in precedenti pronunce, aveva già evidenziato che al lavoratore subordinato è garantito il diritto di critica, senza ledere sul piano morale l’immagine del proprio datore di lavoro con riferimento a fatti non oggettivamente certi e non comprovati, poiché il principio delle libertà di manifestazioni del pensiero, di cui all’art. 21 della Costituzione, incontra limiti posti dall’ordinamento a tutela dei diritti e delle libertà altrui e deve essere coordinato con altri interessi degni di pari tutela costituzionale. 0 MASSIMARIO DEL DIRITTO DEL LAVORO Ministero del Lavoro - Direzione generale immigrazione - circolare 22 aprile 2005 n. 16 Autorizzati nuovi ingressi di stagionali extraUe da destinare ai settori dell’agricoltura e turismo Con l’ordinanza del Consiglio dei ministri 22 aprile 2005 n. 3426 è stata stabilita una quota di 20mila lavoratori stranieri aggiuntiva a quella di 25mila consentita nel decreto flussi 2005. Il provvedimento arriva dopo l’approvazione di un emendamento del Governo al decreto legge sulla competitività. Le domande pervenute alle Direzioni provinciali del lavoro, a partire dal 3 febbraio 2005, hanno abbondantemente superato la quota prefissata, tanto da determinare il Governo ad autorizzare questi nuovi ingressi. In concomitanza con l’emanazione dell’ordinanza, il ministero del Welfare, con la circolare 16/2005 detta agli uffici periferici le indicazioni operative.Al momento dal totale della quota di 20mila sono accantonati 4mila posti per successive esigenze. I residui 16mila posti da assegnare si riferiscono alle domande di autorizzazione al lavoro stagionale presentate, ma non evase per indisponibilità di posti, e le nuove domande che dovranno essere presentate sempre alle Direzioni provinciali del lavoro e non allo sportello unico. L’eventuale mancanza della firma del lavoratore sul contratto di lavoro non rappresenta un motivo ostativo all’accoglimento della domanda di assunzione, in quanto il perfezionamento del contratto potrà avvenire anche dopo il rilascio del visto di ingresso al lavoratore straniero. La quota di lavoratori extracomunitari riguarda gli stranieri provenienti dall’area balcanica, nonché dagli Stati che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria. La circolare riserva, a prescindere dall’aerea di provenienza, l’ingresso per lavoro anche per tutti gli extracomunitari che sono stati titolari di un soggiorno per lavoro subordinato stagionale nell’anno 2003 o 2004. Secondo le richieste provenienti dalle singole Dpl, la circolare ripartisce fra le Regioni e le Province autonome la quota di 16mila: dal prospetto di riparto si nota che all’Emilia Romagna sono assegnati circa un terzo dei posti disponibili, mentre la Valle D’Aosta ha solo 20 posti da distribuire ai datori di lavoro. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale dell’immigrazione Ripartizione della quota dei lavoratori extracomunitari stagionali alle Direzioni Regionali del Lavoro REGIONE QUOTA ABRUZZO 1.100 BASILICATA 70 CALABRIA 200 CAMPANIA 1.600 EMILIAROMAGNA 5.550 FRIULI VENEZIAGIULIA 250 LAZIO 200 LIGURIA 100 LOMBARDIA 200 MARCHE 250 MOLISE 50 PIEMONTE 1.200 PUGLIA 1.000 SARDEGNA 60 SICILIA 150 TOSCANA 900 UMBRIA 150 VAL D’AOSTA 20 VENETO 1.850 Provincia Autonoma di BOLZANO 600 Provincia Autonoma di TRENTO 500 TOTALE 16.000 Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, 27 maggio 2004, n.10201 Sanzioni disciplinari – Codice disciplinare aziendale – Preventiva affissione – Necessità – Limiti. (Art. 7, l.20 maggio 1970, n. 300) In tema di sanzioni disciplinari di cui all’art. 7 della l.n.300 del 1970,deve distinguersi tra illeciti relativi alla violazione di prescrizioni attinenti all’organizzazione aziendale e ai modi di produzione, conoscibili solamente in quanto espressamente previste, ed illeciti concernenti comportamenti manifestamente contrari agli interessi dell’impresa per i quali non è invece richiesta la specifica inclusione nel codice disciplinare, che è pertanto sufficiente sia redatto in forma tale da rendere chiare le ipotesi di infrazione, sia pure dandone una nozione schematica e non dettagliata, e da indicare le correlative previsioni sanzionatorie, anche se periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia anno 4 - numero 21 / 41 TRIBUNA DEL LAVORO in maniera ampia e suscettibile di adattamento secondo le effettive e concrete inadempienze. Nell’affermare il suindicato principio, la S.C.ha ritenuto infondata la doglianza dei ricorrenti – in ordine al mancato accoglimento, da parte del giudice di merito, dell’impugnazione del provvedimento disciplinare di sospensione, per un giorno, dal lavoro adottato nei loro confronti per avere essi, durante un’agitazione sindacale, attuato un “picchettaggio” all’esterno dell’ufficio impedendo ai colleghi non scioperanti di prendere servizio – basata sul rilievo che il datore di lavoro non aveva nel caso portato a conoscenza dei lavoratori, in luogo accessibile a tutti, le disposizioni concernenti le sanzioni disciplinari e le relative procedure – cosiddette “codice disciplinare”). 2 settembre 2004, n. 17763 Sanzioni disciplinari – Predisposizione ed affissione del codice disciplinare – Ambito di applicazione – Sanzioni relative a comportamenti integranti violazioni del minimo etico o illecito penale – Esclusione – Carattere conservativo od espulsivo della sanzione – Irrilevanza. Anche relativamente alle sanzioni disciplinari conservative (e non per le sole sanzioni espulsive) deve ritenersi che, in tutti i casi nei quali il comportamento sanzionatorio sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito, perché contrario al c.d. minimo etico o a norme di rilevanza penale, non sia necessario provvedere alla affissione del codice disciplinare, in quanto il lavoratore ben può rendersi conto, anche al di là di una analitica predeterminazione dei comportamenti vietati e delle relative sanzioni da parte del codice disciplinare, della illiceità della propria condotta, dovendosi d’altro canto considerare che sarebbe contraddittorio affermare la sussistenza di un interesse del lavoratore ad essere previamente edotto della possibilità di essere destinatario di una sanzione conservativa per i detti comportamenti e negarla in presenza di sanzio- ni di carattere espulsivo, le quali sono ben più afflittive. Corte Costituzionale 11 gennaio 2005, n.1 Infortunio in itinere – Interruzioni durante il percorso – Brevi soste – Differenza – Sussiste – Illeggittimità dell’art. 12 d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 – Non sussiste. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, terzo comma, del d.p.r. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) aggiunto dall’art. 12 del d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, nella parte in cui esclude dalla tutela gli infortuni in itinere verificatisi in ogni caso di interruzione non necessitata del normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello do lavoro. Prevenzione infortuni – Obblighi del datore di lavoro di vigilare sul preposto – Sussistenza – Inosservanza – Conseguenze in caso di infortunio – Responsabilità del datore di lavoro – Sussistenza – Reato di lesione colposa aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche – Configurabilità. In tema di prevenzione infortuni, il datore di lavoro deve controllare che il preposto, nell’esercizio dei compiti di vigilanza affidatagli, si attenga alle disposizioni di legge e a quelle, eventualmente in aggiunta, impartitegli; ne consegue che, qualora nell’esercizio dell’attività lavorativa si instauri, con il consenso del preposto, una prassi contra legem, foriera di pericoli per gli addetti, in caso di infortunio del dipendente la condotta del datore di lavoro che sia venuto meno ai doveri di formazione e informazione del lavoratore e che abbia omesso ogni forma di sorveglianza circa la pericolosa prassi operativa instauratasi, integra il reato di lesione colposa aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. periodico dell’EBT sull’andamento del turismo a Roma e provincia 42 / anno 4 - numero 21 TRIBUNA DEL LAVORO L’impiego dei lavoratori immigrati in attesa dello Sportello unico I l 25 febbraio scorso doveva diventare operativo lo Sportello unico per l’immigrazione, presso il quale accentrare tutte le pratiche legate all’immigrazione; constatata però l’inadempienza in quasi tutte le Province il Ministero del Lavoro, con la circolare n.9 dell’8 marzo ha dettato le linee guida per gestire in via transitoria le procedure di ammissione al lavoro dei cittadini extra Ue entrati nel Paese nell’ambito delle quote 2005. Mediante la lettera circolare congiunta Ministero Interno-Ministero Lavoro n. 23/910 del 24/2/2005 si è disposto che «fin quando non verranno attuati gli adempimenti preliminari previsti dalla legge per l’operatività dello Sportello unico per l’immigrazione, l’istruttoria delle pratiche sarà avviata per quanto di propria competenza dalle singole amministrazioni interessate, fermo restando che le domande e le comunicazioni dovranno essere presentate alla Prefettura-UTG e che il provvedimento finale sarà adottato dallo Sportello unico». Le domande per il primo rilascio dell’autorizzazione, presentate prima del 25 febbraio, continueranno ad essere trattate e definite in applicazione della disciplina in vigore all’atto della presentazione e saranno le Direzioni provinciali del lavoro a curare l’istruttoria e il rilascio della relativa autorizzazione al lavoro. Per le domande presentate dal 25 febbraio le domande andranno invece presentate alla Prefettura secondo le modalità fissate dal nuovo regolamento. Ciò implica l’utilizzo degli appositi moduli, distinti a seconda che la domanda riguardi cittadini extracomunitari o cittadini neocomunitari, che vengono messi in uso in via provvisoria per garantire la pratica attuazione delle istruzioni dettate dalla lettera circolare n. 23/910 del 24 febbraio e da osservare durante la presente fase transitoria. Le domande dovranno esse- re inviate alla Prefettura mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Saranno le Direzioni provinciali del lavoro ad effettuare l’istruttoria che verifichi la sussistenza dei presupposti di accoglibilità diversi da quelli devoluti all’accertamento delle Questure. In attuazione della lettera circolare n. 23/910, l’esito delle verifiche istruttorie saranno trasmesse alla Prefettura, fermo restando che il provvedimento finale del procedimento è di spettanza dello Sportello unico e sarà in concreto adottabile soltanto dopo che quest’ultimo sarà costituito e diventerà operativo.Tenuto conto delle disposizioni contenute nella circolare n. 14 del 28 aprile 2004, il nullaosta al lavoro nei confronti dei lavoratori neocomunitari sarà adottato dallo Sportello unico per l’immigrazione: • senza procedere alla verifica da compiersi, ai sensi dell’art. 31, comma 1, nuovo regolamento, a cura della Questura nel caso di nullaosta riguardante l’assunzione di lavoratori extracomunitari; • senza far luogo agli adempimenti diretti alla sottoscrizione del contratto di soggiorno per lavoro; • senza far luogo agli adempimenti preordinati al rilascio, da parte degli Uffici rispettivamente competenti, del visto d’ingresso (art. 31, comma 6, nuovo reg.) e del permesso di soggiorno per lavoro (art. 36 nuovo reg.), entrambi non richiesti nei confronti dei lavoratori neocomunitari. In via provvisoria e fino a quando lo Sportello unico per l’immigrazione non sarà operativo, la Direzione provinciale del lavoro provvede anche agli adempimenti per la verifica delle disponibilità di offerta di lavoro presso i Centri per l’impiego. Esula invece dagli adempimenti istruttori di competenza delle summenzionate direzioni provinciali la convocazione del datore di lavoro che richiede il rilascio del nullaosta e la pre- liminare sottoscrizione del contratto di soggiorno per lavoro a conferma della proposta formulata nella domanda (la conclusione del contratto interverrà al momento della successiva sottoscrizione da parte del lavoratore). Una successiva circolare illustrerà le notevoli modifiche riguardanti l’art. 40 e le eventuali indicazioni operative. È comunque necessario sottolineare fin da ora almeno le novità riguardanti l’attuazione dell’art. 27 lettera f) del TU. Innanzitutto sarà necessario il nullaosta al lavoro soltanto nel caso di cui alla lettera b). Per il caso della lettera a), la norma prevede invece che i cittadini extracomunitari possano fare ingresso in Italia per effettuare i tirocini formativi senza bisogno del nullaosta al lavoro, bensì sulla base del visto per motivo di studio e formazione professionale precisandone le modalità di rilascio. Il nuovo regolamento d’attuazione apporta un’ulteriore innovazione: il nuovo art. 40, in alcuni casi, ammette la possibilità di instaurare un nuovo rapporto di lavoro a condizione che la qualifica d’assunzione coincida con quella per cui sono stati autorizzati l’assunzione e l’ingresso originari. L’assunzione dei lavoratori muniti del permesso di soggiorno (se cittadini extracomunitari) o della carta di soggiorno (se cittadini neocomunitari) rilasciata in applicazione dell’art. 27, lettera r-bis), del TU può avvenire esclusivamente ad opera di: - struttura sanitaria pubblica o privata; - società cooperativa appaltatrice della gestione diretta ed esclusiva dell’intera struttura sanitaria (ovvero di un suo reparto o servizio) di destinazione del lavoratore; - agenzia di somministrazione tenuta alla fornitura di lavoro infermieristico nei confronti della struttura sanitaria di destinazione del lavoratore. Serietà e competenza al servizio degli albergatori Ristrutturazione Preventivi gratuiti Certificazione 46/90 Azienda certificata SOA “Chiavi in mano” Az. con elementi di qualità Progettazione Consulenze Arredamento Manutenzioni 24 ore Finanziamenti e leasing Impiantistica Sicurezza 626/94 Pagamenti personalizzati Sicurezza 494/96 Antincendio Hotel Royal Santina ALCUNI NOSTRI LAVORI Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Hotel Alpi Archimede Aretusa Aris Garden Atlante Star Centro Eden Ercoli Floridia Gioberti Lazio Luce Milani Noto Oxford Pomezia President Regno Ripa Residence Royal Santina San Remo Siracusa Sping House Stromboli Universo Hotel Regno Hotel Alpi Hotel Universo ProgectaCostruzioni s.r.l. Via Anacreonte, 32/34 - 00125 Roma Tel. 06 50934025 06 50934027 - Fax 06 50930841 www.progecta.net • e-mail:[email protected] - [email protected] Hotel Stromboli