Documento Progettazione del Cds Interclasse in Filosofia e Scienze

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Documento Progettazione del Cds Interclasse in Filosofia e Scienze
Documento “Progettazione del Cds” in “Filosofia e Scienze e Tecniche Psicologiche”.
1) Motivazioni per la progettazione/attivazione del Cds Interclasse in “Filosofia e Scienze e
Tecniche Psicologiche”.
Il presente progetto di attivazione di Cds Interclasse in “Filosofia e Scienze e Tecniche
psicologiche” , comporta la disattivazione dei due Corsi di Laurea Triennale in “Filosofia” (Classe
L-5) e in “Scienze e Tecniche Psicologiche” (d’ora in poi STPPM – classe L-24) e la
programmazione di un percorso formativo innovativo sia rispetto ai corsi presenti nell’Ateneo sia
nel quadro dell’offerta formativa a livello nazionale. Tale percorso intende perseguire l’obiettivo di
una formazione culturale ampia e articolata ma non generica e indistinta e perciò in grado di
soddisfare la domanda di competenze che possono fornire opportunità concrete nel contesto delle
attuali tendenze del mondo del lavoro ma anche di costituire una base solida per la continuità degli
studi in senso specialistico.
Il progetto appare sicuramente in linea con gli obiettivi scientifici di collaborazione interdisciplinare
che sembra rischiesta dallo sviluppo della ricerca e chiaramente configurato nel
Nuovo Programma dell’unione Europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione, che
particolarmente nel “Terzo Pilastro” (“Affrontare le sfide sociali”) prevede la sinergia delle
Humanities
Le ragioni che hanno promosso progettazione di un Cds Interclasse in “Filosofia e Scienze e
Tecniche psicologiche” con la contestuale disattivazione dei precedenti corsi di Laurea Triennale,
rispondono a precise e specifiche esigenze dei due Cds di provenienza che considereremo
Distintamente.
Il riesame Annuale precedente dei due corsi di Studio di Filosofia e STPPM, suggeriva l'opportunità
di definire nuovi obiettivi formativi in vista di nuovi e più ampi sbocchi professionali.
In particolare per il corso di laurea in Filosofia si rilevava l'opportunità di rivedere il proprio
curriculum di studi e i contenuti dell’insegnamento anche in senso professionalizzante in modo da
avviare un nuovo percorso di studi anche per la laurea Specialistica.
Per quanto riguarda il corso di studi in Scienze e Tecniche Psicologiche dei Processi Mentali
(STPPM), si rilevava la necessità di definirne il percorso di studi in modo da consentire agli
studenti di acquisire una formazione di base (garantita dalla laurea triennale) per poi passare, come
naturale e necessaria continuità, a specializzarsi in una laurea Magistrale/Specialistica ad oggi non
attiva ma indispensabile per garantire competenze professionalizzanti in Psicologia.
Principalmente per questi motivi ed anche per una ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane
di personale Docente a disposizione dei due Corsi di Laurea afferenti all’attuale e rinnovato
Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione, si ritiene che la proposta di
un corso di laurea interclasse sia l'obiettivo principale da perseguire per la prossima
programmazione dell'offerta formativa.
I SSD disciplinari previsti e attivi nel nuovo Dipartimento garantiscono saperi e competenze che
assicurano una sicura formazione culturale di base richiesta come dotazione comune irrinunciabile
ma anche una solida preparazione nei settori caratterizzanti e qualificanti gli studi filosofici e
psicologici.
I percorsi formativi preesistenti si possono integrare in una regolamentazione dell’offerta formativa
che razionalizza l’impegno delle risorse didattiche disponili e il rafforzamento qualitativo della
proposta. Si salvaguardano infatti tutte le caratteristiche e i requisiti richiesi sia dalla laurea in
Filosofia che da quella in Psicologia ma insieme si risponde ad alcune istanze che emergono anche
dalla esperienza e da nuovi bisogni formativi.
L’interclasse tra Scienze e tecniche psicologiche e filosofia in particolare può risponbdere, tra
l’altro, alle attese espresse dai CCCL in quanto.
- ben si coniuga con l’attuale dibattito, in ambito scientifico, sulla necessità di un confronto tra i
fondamenti epistemologici delle discipline e delle loro reciproche aree di intersezione e di ricerca
-può assicurare una articolata formazione di base per il settore degli studi psicologici in linea con le
più attuali indicazioni sull’ampliamento delle basi culturali della formazione psicologica, con
particolare riferimento ad alcuni settori della Filosofia storicamente ed epistemologicamente
collegati;
-può implementare la formazione filosofica con conoscenze e competenze che qualificano in ordine
alla tematiche cognitive e relazionali la laurea in filosofia ed anche fornire specifiche competenze
utili al proseguimento degli studi nella laurea Magistrale In Filosofia, già orientata nella direzione
delle Scienze Umane e della Filosofia Pratica come indica il titolo “Filosofia ed Etica delle
Relazioni”
-può offrire alla formazione universitaria in “Scienze e tecniche psicologiche” (laurea di primo
livello) un contributo epistemologico e culturale che permette di ottemperare a tutti i criteri minimi
previsti dalla Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Psicologia del 2007 per i corsi triennali di
psicologia relativamente ai prerequisiti richiesti (Cf. Conferenza dei presidi delle Facoltà di
Psicologia del 13 Settembre 2007).
Oltre alle motivazioni sopra indicate, l’attivazione di un Interclasse potrebbe significare per
l’Ateneo una ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane di personale Docente a disposizione
dei Corsi di Laurea afferenti all’attuale e rinnovato Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali,
Umane e della Formazione.
2) Analisi della domanda di Formazione:
Il Cds in Filosofia ha da tempo avviato rapporti con associazioni del terzo settore, e in particolare
con Confccooperative. Già dal 2011 il Presidente del Cds, insieme al responsabile della qualità del
Cds, hanno avviato incontri con il dott. Andrea Fora (presidente di Confcooperative Umbria e
responsabile del laboratorio per l'Economia Civile presso la camera del Commercio Umbra), dai
quali emergeva l'importanza per il territorio Umbrio di proporre un percorso formativo in grado
formare profili professionali spendibili nel terzo settore.
Più recentemente (in data 18 Luglio 2013) nella sede di Confcooperative, in un incontro tra Andrea
Fora (presidente Confcooperative), Massimiliano Marianelli (responsabile qualità del cds in
filosofia, delegato dal Presidente del Cds), è emersa l’opportunità di una ridefinizione della laurea
Triennale, nella prospettiva delle Scienze Umane, e precisamente degli studi psicologici. Si ritiene
infatti che
tale qualificazione del percorso formativo potrebbe consentire ai laureandi in
“Filosofia”, all’interno di percorso “Interclasse” con Psicologia, di acquisire accando ad una
formazione culturale di base degli studi filosofici, competenze specifiche utili a qualificare un
preciso profilo professionale del laureato in Filosofia, spendibile nella gestione delle risorse umane
e in diversi ambiti del terzo settore.
Il percorso che si intende proporre risponde in maniera specifica ad alcuni “compiti e attività
specifiche” che si ritiene il lavureato in Filosofia debba acquisire, come confermato anche da
quanto
risulta
dal
sito
dell'Isfol
(http://professionioccupazione.isfol.it/scheda.php?limite=1&id=2.5.3.4.4&id_menu=1&testo_subp
ercorso=SCHEDA%20DETTAGLIATA&flag_reset_personalizza=1 ) dedicato a Professioni,
Occupazioni e Fabbisogni, dal quale si ricava precisamente che certe competenze richieste al tale
profilo di laureando sono acquisibili soltanto nel dialogo con le discipline psicologiche e
precisamente:
•
svolgere attività di counseling filosofico;
•
promuovere e diffondere la conoscenza filosofica e la sua applicazione alla vita reale
•
curare i rapporti con le istituzioni nazionali ed internazionali di ricerca nel campo
•
fornire consulenza nell'ambito dell'orientamento scolastico e professionale
•
gestire e/o coordinare le risorse umane
Da altra prospettiva, il segretario regionale Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, in un incontro tenutosi
presso la sede Cisl il 4 dicembre 2013, tra il presidente del Cds e il responsabile di qualità
Massimiliano Marianelli, ha ricordato quanto rilevato in occasione dell'Incontro “Umbria 2015:
Una nuova alleanza per lo sviluppo” (tenutosi il 27 Novembre 2013 a palazzo Donini a Perugia -cf.
resoconto
al
link:
http://www.alleanzaperlosviluppo.regione.umbria.it/documents/11891/424697/RESOCONTO++Seduta+27-11-2013/3a1ab969-e742-428f-af06-7be924b8e906 ), e precisamente che nell'attuale
contesto è in gioco lo stesso “modello della nostra società basato sul patto sociale”, saltando il quale
salta il modello stesso. Ha rilevato quindi che c'è bisogno, anche per il nostro territorio umbro, di
persone da impegnare nel Terzo settore, capaci di indicare vie di innovazione per orientare le
risorse provenienti da stato e regioni (gravemente diminuite) in nuove opportunità di mercato e
primariamente nella destinazione di beni e servizi pubblici. Da questi elementi emerge con
chiarezza che lo spazio per i nuovi laureati in filosofia non è più prevalentemente, come in passato,
nell’insegnamento bensì precisamente in Servizi alla persona. Questo sembra confermato dai dati
dell'ultima indagine di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, da cui risulta (dati
aggiornati al 2010), su 586 intervistati il settore che assorbe gran parte della domanda, l'89,2%, è
quello proprio quello dei servizi. Proprio in questa prospettiva e specificamente rilevando la
precarietà dei più tradizionali sbocchi occupazionali che vedevano i laureati in Filosofia impegnati
nel mondo dell'Insegnamento nelle scuole superiori, si intende ripensare il percorso formativo per i
nuovi laureandi. In particolare, nella situazione di liquidità del mercato del lavoro, potrebbero
presentarsi nuove opportunità per i laureati in Filosofia nella progettazione di iniziative cultuali
innovative, nella gestione di risorse umane anche in situazioni aziendali, nella organizzazione e
gestione di attività di “counseling filosofico”. In questo senso sembra opportuno, da una parte
specificare l’orientamento del corso di laurea triennale, nella direzione delle scienze umane e con
specifico sguardo verso le discipline psicologiche, per aprire anche a nuove possibili vie per la
laurea magistrale, anche conservando l’attuale orientamento nella direzione delle scienze pratiche.
Per quanto riguarda il corso di studi in Scienze e Tecniche Psicologiche dei Processi Mentali
(STPPM), il Cds Interclasse che si intende attivare, rispoende pienamente al recentissimo
documento proposto dalla “Conferenza dei Presidi di Psicologia, Ottobre 2013; Rapproro sulla
Qualità della Formazione in Psicologia, Dicembre 2013”, nel quale si chiede di qualificare il
percorso di laurea Triennale nella prospettiva di una formazione culturale e di base, dalla quale
trarre solidi basi formative che soltanto il dialogo con la Filosofia sembra offrire in senso pieno,
precisamente per il lega originario sussistente tra la Filosofia e le stesse discipline psicologiche che
in qualche modo precisamente da essa traggono origine e trovano fondamento. Il percorso di
formazione triennale, precisamente per il contributo culturale che può venire dalle discipline
filosofiche, sembra pertanto consentire l’acquisizione di un lingiaggio appropriato e solidi contenuti
culturali di base spendibili in un percorso Magistrale specialistico dal quale soltanto possono
derivare competenze professionalizzanti per il laureato in Psicologia. È quanto ricavabile dalla
normativa di riferimento (es.: Legge 56 del 1989; istituzione della professione e dell’Ordine
regionale e nazionale; DPR328/01 suddivisione dell’Albo degli Psicologi in due distinte sezioni:
Albo A (laurea Specialistica in Psicologia) e Albo B (Laurea Triennale – Dottore in Scienze e
Tecniche Psicologiche; Art.51, comma 2, definizione delle attività professionali del tecnico
psicologico come attività di natura tecnico-operativa) permette pertanto di identificare il corso di
Laurea in STPPM, attualmente attivo presso questo Ateneo, come primo step della formazione
verso la professione dello Psicologo (Prima DM 509 e quindi 270 e successive modifiche).
Nell’attuale percorso Triennale in “Psicologia” che si intende disattivare in vista dell’Interclasse è
marcata l’attenzione verso la professione. Ne sono testimonianza i numerosi seminari che il Corso
ha attivamente promosso a partire dal primo anno della sua attivazione (aa. 2008/2009), rinnovando
annualmente la collaborazione con le parti direttamente coinvolte nel mondo del lavoro, al fine di
promuovere una sinergia tra il CdL e i servizi presenti a livello territoriale. Alcuni esempi: “La
professione dello psicologo nell’esercito italiano”; Ciclo di Seminari tra Istituto Gaetano Benedetti
e CdL in STPPM (anni 2012; 2013 e in corso anche anno 2014). A testimonianza anche l’elenco
degli enti ad oggi in convenzione con il CdL per lo svolgimento delle attività di tirocinio pre e post
lauream che spaziano da strutture sanitarie pubbliche a enti e cooperative di tipo privato,
numericamente e qualitativamente rappresentativa della realtà della professione psicologica
presente a livello nazionale. In questo senso è anche di particolare rilievo la collaborazione del CdL
con il Dirigente Responsabile della Formazione del Personale AUSL2 Umbria, Dr. Franco Cocchi,
anche consigliere dell’Ordine degli Psicologi dell’Umbria, referente continuamente in contatto con i
responsabili del CdL nel monitoraggio dei bisogni formativi e dell’offerta lavorativa del territorio
umbro.
In questo senso, precisamente l’attivazione di un Interclasse con Filosofia, permetterebbe di
ridefinire il percorso formativo Triennale, nella prospettiva della formazione culturale e di base,
aprendo ad un percorso Magistrale, ancora non attivo in Ateneo e che si potrebbe avviare
precisamente con le risorse di personale Docente che da un Percorso Interclasse potrebbero
liberarsi.
Basandosi sul Rapporto sulla qualità della formazione in Psicologia (Gruppo di lavoro Università Dicembre 2013) che costituisce il documento più recente a fornire una fotografia quanto più precisa
della situazione in Italia al momento della stesura della presente relazione di Riesame (rapporto per
il quale il CdL in STPPM ha fornito dati e documenti attraverso la Conferenza dei Presidi delle
Facoltà di Psicologia (Marzo 2013), si sottolinea come l’esperienza maturata con l’istituzione dei
corsi triennali abbia sancito la convinzione che tre anni sono necessari solo per porre la basi di una
cultura psicologica, ma non sono sufficienti per una formazione professionale. Inoltre, i dati a
nostra disposizione documentano che chi consegue la laurea di primo livello sceglie di proseguire
gli studi nel biennio magistrale e solo una percentuale molto esigua (circa il 2%) sostiene l’esame di
Stato e si iscrive all’Albo B degli Psicologi.
Pertanto, la formazione universitaria in due step alla professione dello psicologo nonché le più
recente indicazione del Rapporto finale del Gruppo di Lavoro sulla Qualità della Formazione in
Psicologia (Dicembre 2013) di caratterizzare i corsi di laurea triennali nella prospettiva di una
formazione culturale e di base per lasciare alla laurea magistrale la dimensione professionalizzante
suggeriscono la ridefinizione dell’attuale offerta formativa in STPPM.
3. Analisi dei profili di competenza e dei risultati di apprendimento attesi:
Trattandosi di un corso Interclasse ed essendo pertanto previste “Attività comuni”, le competenze
che i due profili di laureati acquisiranno sono in una certa misura comuni e interdisciplinari e
fondamentalmente specifiche per quanto riguarda le differenze che gli iscritti all’uno o altro Cds
potranno acquisire.
Per determinare le competenze si è pertanto tenuto conto di diversi dati sulle competenze richieste e
precisamente ricavati dal sito Isfol ((http://professionioccupazione.isfol.it ), dalle indicazioni della
dalla “Conferenza dei Presidi di Psicologia, Ottobre 2013; Rapproro sulla Qualità della Formazione
in Psicologia, Dicembre 2013”, e dalle indicazioni provenienti dal Decreto ministeriale delle classi
(\\mercurio\Workgroups\Ufficio Legislativo\U e R\XV LEGISLATURA\CLASSI DI LAUREA\lauree
triennali 09 03 07.doc
) specificamente considerando le indicazioni per la Classe L-5 e L-24. Gli stessi dati sono stati
considerati in maniera incrociata per definire le competenze comuni. Distinguiamo quindi i profili
del a) laureato in “Filosofia” (L-5) e per il b) laureato in “Scienze e Tecniche psicologiche” (L-24).
a) Risultati di apprendimento attesi per il laureato in “Filosofia” (L-5)
CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE:
Il laureato:
•
ha conoscenze di base della storia della filosofia,
•
ha una conoscenza di base delle problematiche più rilevanti negli ambiti di ricerca
filosofica: (teoretica, etica, linguaggio, politica, estetica)
•
può scegliere di approfondire tra specifici settori;
•
conosce la terminologia filosofica specifica;
•
Ha conoscenze di base di psicologia e specificamente possiede conoscenze di base sui
comportamenti e stati mentali nel ciclo di vita; ha fondamenti di psicolgia dinamica (le
diverse visioni dell’uomo: motivazione, direzione, meta dello sviluppo); ha una conoscenza
delle principali classificazioni psicodiagnostiche e degli approcci di assessment e
valutazione clinica;
•
Conosce la terminologia psicologica specifica,
Tali conoscenze sono conseguite con la partecipazione a lezioni frontali, esercitazioni, laboratori,
seminari, e attraverso le ore di studio individuale, come previsto dalle attività formative attivate.
La verifica del raggiungimento dei risultati di apprendimento avviene principalmente attraverso
prove d’esame (esami orali e/o scritti, test, esposizioni orali).; possono essere previste prove di
verifica intermedie (esami orali e/o scritti, test, esposizioni orali).
CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE:
Il laureato:
•
sa utilizzare le tecniche argomentative e logiche fondamentali;
•
saper comprendere le questioni fondamentali della psicologia, cogliendone significati e temi
fondamentali per un dialogo interdiciplinare con la Filosofia; - sa leggere e analizzare
criticamente testi filosofici;
•
saper comprendere la struttura di un testo filosofico, riuscendo a decodificarlo e coglierne
significati e valori;
•
sa comunicare pertinentemente e adeguatamente, sia sotto l'aspetto orale sia scritto, con un
buon uso della lingua italiana, attorno a tematiche filosofiche, e psicologiche (con
particolare riferimento alle questioni fondamentali della psicologia generale, dinamica e
sociale);
- Il raggiungimento delle capacità di applicare conoscenza e comprensione sopraelencate avviene
tramite la riflessione critica su testi proposti per lo studio individuale sollecitata dalle attività in
aula, in particolare il laboratorio di filosofia.
La verifica del raggiungimento delle capacità di applicare conoscenza e comprensione avviene
principalmente attraverso prove d’esame e/o prove di verifica intermedie (esami orali e/o scritti,
test, esposizioni orali).
AUTONOMIA DI GIUDIZIO:
Il laureato:
•
saper affrontare in maniera interdisciplinare su questioni centrali sia per la filosofia che per
la psicologica;
•
sa dialogare e conversare, argomentando, utilizzando criteri logici e valutazioni
interpretative;
•
è in grado di analizzare, rielaborare e sintetizzare testi e problemi filosofici;
•
sa raccogliere e interpretare dati rilevanti (nel proprio campo di studi) al fine di formulare
giudizi su temi morali, scientifici e psicologici;
L’autonomia di giudizio nello studente viene sviluppata e verificata in particolare tramite
esercitazioni, seminari organizzati, esperienza di tirocinio, preparazione di elaborati, nonché
durante l’attività assegnata in preparazione alla prova finale.
ABILITÀ COMUNICATIVE:
Il laureato:
•
è in grado di comunicare idee, problemi e soluzioni, sia a specialisti che a non specialisti;
•
è in grado di interagire con professionalità diverse dallo psicologo e in modo specifico con
prfoessionalità provenienti da aree psicologiche;
•
elaborare pensieri produttivi ed ipotesi di lavoro, in merito a progettazioni e progetti.
•
è in grado di comunicare idee, problemi e soluzioni, sia a specialisti che a non specialisti;
•
conosce una lingua europea a livello B1.
Le abilità comunicative scritte ed orali sono particolarmente sviluppate in occasione di seminari,
laboratori, esercitazioni, e sono comunque verificate in occasione di ciascuna prova.
CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO:
Il laureato:
•
sa organizzare una bibliografia su un tema assegnato consultando i principali repertori
bibliografici tradizionali e on-line, e fare uso di banche dati;
•
è competente sul controllo delle fonti e gli apparati di edizioni critiche;
La capacità di apprendere viene conseguita dallo studente e verificata nel percorso di studi nel suo
complesso, soprattutto nelle attività di studio individuale previsto per il superamento di ciascun
esame, nella preparazione di progetti individuali e/o di gruppo e all’attività svolta in vista della
prova finale.
b) Risultati di apprendimento attesi laureato in “Scienze e Tecniche psicologiche” (L-24).
CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE sui fondamenti della Psicologia:
Il laureato:
•
Ha conoscenze di base di psicologia e specificamente possiede conoscenze di base sui
comportamenti e stati mentali nel ciclo di vita; ha fondamenti di psicologia dinamica (le
diverse visioni dell’uomo: motivazione, direzione, meta dello sviluppo); ha una conoscenza
delle principali classificazioni psicodiagnostiche e degli approcci di assessment e
valutazione clinica;
•
Conosce la terminologia psicologica specifica,
•
possiede conoscenze di base sui comportamenti e stati mentali nel ciclo di vita;
•
acquisisce fondamenti teorici di base necessari per un percorso Magistrale;
CONOSCENZA
E
INTERDISCIPLINARE
CAPACITÀ
DI
COMPRENSIONE
su
FORMAZIONE
Al termine del percorso formativo, il laureato possiede conoscenze in ambiti disciplinari affini e
complementari alle scienze psicologiche. Nello specifico:
•
ha conoscenze di base della storia della filosofia,
•
ha una conoscenza di base delle problematiche più rilevanti negli ambiti di ricerca filosofica
(e specialmente di filosofia teoretica);
•
conosce la terminologia filosofica;
•
ha conoscenze informatiche di base
La capacità di apprendere viene conseguita dallo studente e verificata nel percorso di studi nel suo
complesso, soprattutto nelle attività di studio individuale previsto per il superamento di ciascun
esame, nella preparazione di progetti individuali e/o di gruppo e all’attività svolta in vista della
prova finale.
ASPETTI APPLICATIVI DELLA PSICOLOGIA
Al termine del percorso formativo, il laureato:
- conosce gli aspetti più rilevanti della programmazione e della verifica degli interventi psicologici
e psico-sociali;
- conosce gli strumenti principali per realizzare interventi psico-educativi per la valutazione della
personalità, delle interazioni sociali, delle opinioni e degli atteggiamenti, e per realizzare attività di
orientamento scolastico e professionale e di gestione delle risorse umane;
- è in grado di analizzare e di comprendere gli aspetti più rilevanti quando si utilizzano, con persone
disabili, strmenti piscologici per recuperare competenze di tipo cognitivo, emotivo, relazionale e
pratico.
La capacità di apprendere viene conseguita dallo studente e verificata nel percorso di studi nel suo
complesso, soprattutto nelle attività di studio individuale previsto per il superamento di ciascun
esame, nella preparazione di progetti individuali e/o di gruppo e all’attività svolta in vista della
prova finale.
CAPACITA' DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE: Area di apprendimento:
FONDAMENTI DELLA PSICOLOGIA
Al termine del percorso formativo, il laureato:
- è in grado di applicare le conoscenze psicologiche di base nella conduzione di colloqui e
interviste; nell'assessment di comportamenti e stati mentali; nella valutazione dell'influenza sociale
e culturale sugli stati psicologici; nella valutazione di aspetti organizzativi e psicosociali in contesti
lavorativi o di comunità;
- è in grado di comprendere ed analizzare la letteratura scientifica in ambito psicologico;
- è in grado di applicare tecniche di analisi dei dati in ambito psicologico.
Area di apprendimento: FORMAZIONE INTERDISCIPLINARE
Al termine del percorso formativo, il laureato:
- sa applicare le competenze psicologiche in ambito psicopedagogico;
- sa analizzare ricerche in ambito antropologico e sociologico;
- sa valutare le componenti biologiche nei comportamenti e stati mentali;
- sa applicare conoscenze informatiche di base per la stesura di report scientifici ed analisi dei dati.
Area di apprendimento: ASPETTI APPLICATIVI DELLA PSICOLOGIA
Al termine del percorso formativo, il laureato:
- è in grado di individuare e applicare le tecniche più opportune per gestire gruppi con finalità
differenziate e condurre osservazioni con metodi diversi;
- è in grado di effettuare ricerche bibliografiche su ricerche scientifiche della psicologia;
- è in grado di utilizzare i principali test psicodiagnostici;
- è in grado di effettuare procedure di assessment cognitivo-comportamentale.
Il raggiungimento della capacità di applicare conoscenze e comprensione sopraelencate avviene
tramite la riflessione critica sui testi proposti per lo studio individuale sollecitata dalle attività in
aula, lo studio di casi di ricerca e di applicazione mostrati dai docenti, lo svolgimento di
esercitazioni pratiche di laboratorio e informatiche, la ricerca bibliografica e sul campo, oltre che
nella preparazione della prova finale.
La verifica delle conoscenze e delle competenze acquisite avviene principalmente attraverso prove
individuali scritte e/o orali, analisi di casi sia in itinere che a conclusione dell'attività formativa.
Tali verifiche prevedono lo svolgimento di specifici compiti in cui lo studente dimostra la
padronanza di strumenti, metodologie e autonomia critica. Nelle attività formative pratiche la
verifica avviene tramite la presentazione di una relazione da parte dello studente.
AUTONOMIA DI GIUDIZIO:
Il laureato:
•
saper argomentare in maniera interdisciplinare su questioni centrali sia per la filosofia che
per la psicologica;
•
saper dialogare e conversare, argomentando, utilizzando criteri logici e valutazioni
interpretative;
•
saper leggere e collocare storicamente testi e problemi filosofici;
•
saper raccogliere e interpretare dati rilevanti (nel proprio campo di studi) al fine di
formulare giudizi su temi morali, scientifici e psicologici;
•
saper valutare autonomamente rispetto a problemi e situazioni attraverso l'utilizzo delle
conoscenze e delle informazioni acquisite;
•
sa raccogliere e interpretare i dati negli ambiti delle scienze psicologiche per progettare e
valutare, sotto supervisione e direzione scientifica, gli interventi in situazioni complesse,
integrando le conoscenze con metodiche avanzate di indagine, eventuali basi di
informazioni limitate o incomplete, producendo così giudizi autonomi, inclusa la riflessione
su temi sociali, scientifici o etici ad essi connessi.
L’autonomia di giudizio nello studente viene sviluppata e verificata in particolare tramite
esercitazioni, seminari organizzati, esperienza di tirocinio, preparazione di elaborati, nonché
durante l’attività assegnata in preparazione alla prova finale.
ABILITÀ COMUNICATIVE:
Il laureato:
•
Capacità di comunicare con il contesto sociale, con i soggetti con deficit, con interlocutori
specialisti o non specialisti; comunica le informazioni relative alle scienze e tecniche
psicologiche di base, i risultati delle analisi di progetti posti in essere sotto la direzione di
psicologi abilitati alla professione e personale sanitario con ruolo direttivo.
•
elaborare pensieri produttivi ed ipotesi di lavoro, in merito a progettazioni e progetti.
•
è in grado di comunicare idee, problemi e soluzioni, sia a specialisti che a non specialisti;
•
conosce una lingua europea a livello B1.
•
è in grado di interagire con professionalità diverse dallo psicologo e in modo specifico con
prfoessionalità provenienti da aree filosofiche;
Le abilità comunicative scritte ed orali sono particolarmente sviluppate in occasione di seminari,
laboratori, esercitazioni, e sono comunque verificate in occasione di ciascuna prova.
CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO:
Il laureato:
•
Capacità di aggiornare le conoscenze scientifiche o raggiungere un alto grado di autonomia
sui processi cognitivi ed affettivi, sulle basi neuropsicologiche del comportamento umano e
sulle modalità di applicazione di tecniche psicologiche per l'intervento nelle dinamiche delle
relazioni umane, nell'elaborazione dei processi cognitivi e affettivi, e nella valutazione del
funzionamento individuale e della disabilità.
La capacità di apprendere viene conseguita dallo studente e verificata nel percorso di studi nel suo
complesso, soprattutto nelle attività di studio individuale previsto per il superamento di ciascun
esame, nella preparazione di progetti individuali e/o di gruppo e all’attività svolta in vista della
prova finale.
4) L’esperienza dello studente:
Per valutare se il servizio formativo offerto, e specificamente per garantire che l’andamento delle
attività formative e dei risultati del Cds sia coerente con gli obiettivi prefissati e gestito secondo i
criteri di Qualità, per poter quindi intervenire con appropriate azioni di correzione e/o di
miglioramento, attraverso le procedure di seguito indicate, diversi momenti di monitoraggio
dedicati alla raccolta di informazioni e di dati inerenti alla soddisfazione degli studenti,
successivamente, alla loro analisi.
•
Attività inerenti ad insegnamenti ufficiali:
nei 30 giorni che precedono il termine delle lezioni di ogni singolo insegnamento ufficiale viene
somministrato agli studenti il questionario di valutazione della didattica fornito dall’ufficio organi
collegiali dell’Ateneo. Le modalità esecutive sono indicate nella nota esplicativa fornita assieme
alle schede di valutazione. Il questionario di valutazione segue ancora due modalità: telematica e
cartacea. Per il momento la modalità telematica è ancora soltanto sperimentale e pertanto seguiremo
quella cartacea fino a diversa indicazione dell’Ateneo. La modalità Cartacea segue questa
procedura: il questionario verrà consegnato ad ogni docente del CDS, ed è costituito da 2 schede:
una prima predisposta per la lettura ottica contiene una serie di domande volte alla valutazione del
gradimento dell’insegnamento frequentato. La seconda, detta anche “Scheda dei commenti liberi”, è
utilizzata dagli studenti per fare i commenti ritenuti opportuni sull’insegnamento frequentato. Le
schede di valutazione e le schede dei commenti liberi, sono compilate dagli studenti, sono raccolte
in aula dal docente di ogni insegnamento e, in busta chiusa, consegnate al Responsabile che le
consegna al Presidente (o coordinatore) del Cds che provvede a farle avere al Nucleo di Valutazione
d’Ateneo per la relativa lettura ottica. I risultati delle valutazioni (in riferimento all’anno ed ai
semestri) verranno utilizzati dal Responsabile di Qualità del Cds come input al Riesame annuale.
Per quanto concerne l’uso delle schede a commenti liberi, le schede stesse sono esaminate dal
Presidente (o coordinatore) del Cds al fine di verificare eventuali e specifici problemi non emersi,
precedentemente, durante l’erogazione dell’offerta formativa. Lo stesso Presidente riferirà
annualmente in un Consiglio circa i risultati emersi dalle schede di valutazione.
Tirocinio
lo studente che ha svolto il tirocinio, oltre al diario ed alla relazione conclusiva delle attività svolte,
consegna al Resposnabile tirocinio il questionario di valutazione delle attività svolte. I questionari
sono trasmessi dal Resposnabile tirocinio al Presidente del Cds e, concordandolo con il Presidente
del Cds, il Responsabile dei tirocini può riferire al Cds circa i risultati degli stessi tirocini.
Responsabile dell’elaborazione dei questionari per le attività di tirocinio è il Responsabile dei
tirocini, che redige una relazione annuale sui risultati di tali attività e la trasmette alla Presidente del
Cds.
Opinioni degli studenti
Per valutare l’efficacia del servizio formativo offerto, la Commissione paritetica del Cds può
programmare uno o più appuntamenti e quanti ritiene opportuno per rilevare le opinioni di tutti gli
utenti sulla qualità percepita dei vari servizi inerenti all'offerta didattica valutando in particolare:
- il grado di coordinamento didattico tra docenti e tra docenti e personale di supporto alla
didattica;
- la corrispondenza tra carico didattico previsto e carico didattico effettivo delle singole
attività formative;
- il rispetto del calendario delle attività formative e degli esami di profitto da parte dei
docenti.
Gli aspetti che emergono durante l’incontro sono verbalizzati nel verbale di ognuno di questi
incontri delle Commissione paritetica saranno inviati al Presidente del Cds.
Gli studenti del Cds possono esprimere le loro opinioni anche inviandole via e-mail al Presidente
del Cds, oppure chiedendo incontri specifici nell'orario di ricevimento. Anche il Presidente del Cds
può proporre momenti di verifica con gli studenti per raccogliere opinioni e verificare aspetti
specifici riguardanti l'attività didattica o altri servizi offerti dal Cds.
Valutazione esiti dell’attività formativa.
Il presidente del Cds può individuare, qualora lo ritiene utile, modalità e indicatori per verificare:
- i tassi di abbandono, con specifica attenzione a quelli tra il primo e secondo anno;
- la progressione nella carriera degli studenti, con particolare attenzione al numero dei CFU
acquisiti in ciascun anno ed alle votazioni riportate con riferimento ai singoli insegnamenti previsti
dal piano di studio;
- i tempi di conseguimento del titolo di studio;
- la capacità dei laureati di inserimento nel mondo del lavoro.
Misurazioni, Analisi e Miglioramento
Il presidente del Cds, in uno specifico Consiglio del Cds, valuta se e in che grado l’Offerta
formativa del Cds ha raggiunto gli obiettivi prefissati. A tale fine utilizza le schede di valutazione
fornite dal nucleo di valutazione dell'ateneo ed eventualmente definisce ulteriori criteri, metodi ed
indicatori per pianificare ed attuare i processi di monitoraggio, di misurazione, di analisi e di
miglioramento dell’Offerta formativa.