Relazione finale - Universitá della Calabria
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Relazione finale - Universitá della Calabria
Relazione finale Valutazione comparativa per la copertura di N. 1 posto di professore universitario di ruolo di seconda fascia per il settore scientifico disciplinare “SPS/04 – Scienza politica”, presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi della Calabria. Avviso pubblicato nella G.U. – IV Serie Speciale - n. 49 del 24.06.2008 (I° Sessione 2008). RELAZIONE FINALE La Commissione giudicatrice per la valutazione comparativa riportata in epigrafe, nominata con decreto rettorale n. 1585 del 17/05/2010, pubblicato nella G.U. della Repubblica Italiana n. 50 del 25/06/2010, composta da: Prof. Francesco Raniolo - membro designato Prof. Luciano Bardi - membro sorteggiato Prof. Mauro Calise - membro sorteggiato Prof.ssa Donatella della Porta - membro sorteggiato Prof. Riccardo Scartezzini - membro sorteggiato si insedia il giorno 28/07/2010 alle ore 10:30 per via telematica e procede alla nomina del Presidente nella persona del prof. Mauro Calise e del Segretario nella persona del prof. Francesco Raniolo. La Commissione prende atto che risultano n. 22 candidati partecipanti alla procedura: Candidato Barbieri Brunazzo Cavatorto Ceccarini Chiarini Clementi Donà Fossati Giraudi Grassi Graziano Lippi Lucarelli Maino Natali Padovani Piana Piazza Toth Uleri Cristina Marco Sabrina Luigino Rosalba Marco Alessia Fabio Giorgio Secondo Davide Paolo Roberto Andrea Sonia Franca David Claudia Daniela Giovanni Federico Pier Vincenzo Luogo di Nascita Cremona (CR) Padova (PD) Roma (RM) Uzwil (Svizzera) Porto Sant’Elpidio (AP) Legano (MI) Trento (TN) Milano (MI) Carlo Ivrea (TO) Data di Nascita 03/07/1968 05/01/1972 21/07/1968 04/07/1967 23/01/1961 01/05/1964 19/04/1974 16/02/1962 15/09/1971 Lazzate (MI) Milano (MI) Firenze (FI) Firenze (FI) Vimercate (MI) Lucca (LU) Milano (MI) Bologna (BO) Siracusa (SR) Bologna (BO) Ploaghe (SS) 21/07/1956 01/09/1967 26/01/1967 16/01/1967 05/01/1969 02/08/1970 06/07/1967 17/09/1973 13/06/1963 16/10/1974 25/05/1950 Relazione finale Vannucci Viola Alberto Donatella Maria Pontedera (PI) Reggio Calabria (RC) 18/03/1963 29/01/1966 La Commissione, presa visione del Decreto Rettorale n. 1628 del 09/06/2008, avviso pubblicato nella G.U. – IV Serie Speciale - n. 49 del 24/06/2008, con il quale la presente Valutazione Comparativa è stata indetta e degli atti normativi e regolamentari che disciplinano la Valutazione Comparativa stessa, stabilisce che le prove si svilupperanno in due momenti: il primo relativo alla discussione sulle pubblicazioni scientifiche presentate e il secondo relativo ad una prova didattica. Tale prova didattica verterà su tema da assegnarsi con 24 ore di anticipo. A tal fine, ciascun candidato estrarrà a sorte tre fra i cinque temi proposti dalla Commissione ed attinenti alle aree tematiche comprese nella declaratoria del settore scientifico-disciplinare oggetto del bando (SPS/04 – “Scienza Politica”), scegliendo immediatamente quello che formerà oggetto della lezione. Le prove di esame si svolgeranno in seduta pubblica. La valutazione dei titoli e delle pubblicazioni, per ciascun candidato, avverrà mediante l’espressione di un giudizio individuale da parte dei singoli commissari e di uno collegiale espresso dall’intera Commissione. Analoga procedura verrà seguita per la discussione sulle pubblicazioni e per la prova didattica, dopo di che la Commissione provvederà alla formulazione, per ciascun candidato, dei giudizi complessivi individuali e collegiale. Sulla base dei giudizi complessivi, con deliberazione assunta a maggioranza dei componenti previa valutazione comparativa, la Commissione dichiarerà inequivocabilmente i nominativi di non più di due idonei. La Commissione provvede quindi a individuare i seguenti criteri di massima in base ai quali procedere alla valutazione comparativa, di seguito riportati, dando disposizioni al Responsabile del procedimento per l’immediata pubblicazione. Criteri con i quali la Commissione giudicatrice procederà alla valutazione Valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche: Per quanto riguarda la valutazione del curriculum complessivo e delle pubblicazioni scientifiche presentati da ciascun candidato, la Commissione, come indicato nell’Art. 4 del D.P.R. 117/2000, della presente valutazione comparativa considererà: a) originalità e innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico; b) apporto individuale del candidato, analiticamente determinato nei lavori in collaborazione; c) congruenza dell'attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore scientificodisciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche interdisciplinari che le comprendano; d) rilevanza scientifica delle pubblicazioni e loro diffusione all'interno della comunità Relazione finale scientifica; e) continuità temporale della produzione scientifica, anche in relazione alla evoluzione delle conoscenze nello specifico settore scientifico - disciplinare. Al tal fine si farà ricorso, ove possibile, a parametri riconosciuti in ambito scientifico internazionale. Costituiscono, in ogni caso, titoli da valutare specificamente: 1. l'attività didattica svolta; 2. i servizi prestati negli Atenei e negli enti di ricerca , italiani e stranieri; 3. l'attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri; 4. i titoli di dottore di ricerca e la fruizione di borse di studio finalizzate ad attività di ricerca; 5. l’attività in campo clinico relativamente ai settori scientifico-disciplinari in cui sia richiesta tale specifica competenza; 6. l’organizzazione , direzione e coordinamento di gruppi di ricerca; 7. il coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito nazionale e internazionale. La Commissione stabilisce il calendario delle prove, per i giorni 22 e 23 settembre 2010, e ne dà comunicazione al Responsabile del procedimento per provvedere alla convocazione dei candidati. La Commissione scioglie la seduta alle ore 12:00, e si riconvoca per il giorno 21/09/2010 alle ore 15:30 presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell'Università della Calabria, per procedere alla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni. Tutte le operazioni descritte sono riportate in dettaglio nel verbale n. 1 e nel relativo allegato. La Commissione giudicatrice si riunisce, al completo, il giorno 21.09.2010 alle ore 16:00 nella sede fissata nella precedente seduta, procedendo alla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche. La Commissione prende atto dell’avvenuta pubblicizzazione dei criteri di massima. La Commissione prende altresì atto delle rinunce, pervenute al Presidente della Commissione, dei candidati: la dott.ssa Cristina BARBIERI, con comunicazione scritta del 20.07.2010 allegata al presente verbale, la dott.ssa Sabrina CAVATORTO, con comunicazione scritta del 06.09.2010 allegata al presente verbale, la dott.ssa Rosalba CHIARINI, con comunicazione scritta del 20.09.2010 allegata al presente verbale, il dott. Marco CLEMENTI, con comunicazione scritta del 20.09.2010 allegata al presente verbale, la dott.ssa Alessia DONA’, con comunicazione scritta del 21.09.2010 allegata al presente verbale, il dott. Fabio FOSSATI, con comunicazione scritta del 20.09.2010 allegata al presente verbale, il dott. Davide GRASSI, con comunicazione scritta del 20.09.2010 allegata al presente verbale, il dott. Paolo Roberto GRAZIANO, con comunicazione scritta del 29.07.2010 allegata al presente verbale, la dott.ssa Sonia LUCARELLI con comunicazione scritta pervenuta in data 21.09.2010 allegata al presente verbale; la dott.ssa Franca MAINO con comunicazione pervenuta in data 20.09.2010 allegata al verbale; dott.ssa Claudia Relazione finale PADOVANI comunicazione scritta pervenuta in data 15.09.2010 allegata al presente verbale; dott.ssa Daniela PIANA, con comunicazione scritta del 20.09.2010 allegata al presente verbale, il dott. Vincenzo ULERI, con comunicazione scritta del 20.09.2010 allegata al presente verbale. Di conseguenza l’elenco dei candidati da sottoporre a valutazione comparativa risulta: Candidato Brunazzo Ceccarini Giraudi Lippi Natali Piazza Toth Marco Luigino Giorgio Secondo Andrea David Giovanni Federico Vannucci Viola Alberto Donatella Maria Luogo di Nascita Padova Uzwil (Svizzera) Carlo Ivrea Data di Nascita 5/09/1972 04/07/1967 15/09/1968 Firenze Lucca Siracusa Bologna 26/01/1967 02/08/1970 13/06/1963 16/10/1974 Pontedera Reggio Calabria 18/03/1963 29/01/1966 Viene esaminata la documentazione prodotta. Per ciascun candidato, ogni commissario esprime il proprio giudizio individuale e la commissione il giudizio collegiale; tutti i giudizi sono riportati nell’allegato A. Completata la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni, la Commissione procede a predisporre i temi da assegnare per la prova didattica. Il Presidente, quindi, procede a sciogliere la seduta alle ore 20:00, stabilendo di riconvocare la Commissione per il giorno 22.09.2010 alle ore 8:30 presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza politica. Tutte le operazioni descritte sono riportate in dettaglio nel verbale n. 2. La Commissione si riunisce il giorno 22.09.2010 alle ore 8:30 presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza politica. Il Presidente e la Commissione prendono atto della non presenza del candidato David Natali si procede quindi Come indicato nel verbale n. 3 si procede quindi alla discussione sulle pubblicazioni scientifiche presentate dai seguenti candidati: Candidato Brunazzo Ceccarini Giraudi Lippi Piazza Toth Marco Luigino Giorgio Secondo Andrea Giovanni Federico Vannucci Viola Alberto Donatella Maria Luogo di Nascita Padova Uzwil (Svizzera) Carlo Ivrea Data di Nascita 5/09/1972 04/07/1967 15/09/1968 Firenze Siracusa Bologna 26/01/1967 13/06/1963 16/10/1974 Pontedera Reggio Calabria 18/03/1963 29/01/1966 Relazione finale Infine i candidati scelgono, per lo svolgimento della prova didattica, i seguenti argomenti: Candidato Brunazz Marco o Ceccari Luigino ni Giraudi Giorgio Carlo Secondo Lippi Andrea Piazza Giovanni Toth Federico Vannuc Alberto ci Viola Donatella Maria Tema prescelto “I rapporti tra regioni e Unione Europea” “Politica e consumo” “Le autorità indipendenti” “La valutazione delle politiche pubbliche”. “I comitati dei cittadini tra locale e globale” “Politiche sanitarie in chiave comparata” “Istituzionalismo e corruzione politica” “Il deficit democratico dell’Unione Europea” Al termine della discussione sulle pubblicazioni ciascun Commissario esprime un giudizio individuale per ogni candidato, e, successivamente, la Commissione, previa comparazione dei giudizi individuali, esprime un giudizio collegiale. Tutti i giudizi sono riportati nell’allegato B. La Commissione termina la seduta alle ore 19:30, riconvocandosi per il giorno 23/09/2010 alle ore 8:30 presso gli stessi locali per procedere alle prove didattiche. Tutte le operazioni descritte sono riportate in dettaglio nel verbale n. 3 e nei relativi allegati. La Commissione giudicatrice si riunisce nuovamente al completo, nel giorno, nell’ora e nella sede fissata nella precedente seduta, per procedere alla prova didattica dei candidati. I candidati svolgono la prova didattica, il cui argomento è stato scelto almeno 24 ore prima. Al termine delle lezioni, a porte chiuse, i Commissari formulano i giudizi individuali su ogni candidato ed il giudizio collegiale sulle prove didattiche. Tutti i giudizi sono riportati nell’allegato C. La Commissione sospende la seduta alle ore 15:45 riaggiornandosi lo stesso giorno alle ore 16:30 presso gli stessi locali per procedere alla valutazione comparativa e all’individuazione degli idonei. Tutte le operazioni descritte sono riportate in dettaglio nel verbale n. 4 e nei relativi allegati. La Commissione giudicatrice si riunisce nuovamente al completo nell’ora e nella sede fissata nella precedente seduta, per procedere alla valutazione comparativa e all’individuazione degli idonei. Il Presidente dà lettura dei giudizi individuali e collegiali espressi in sede di valutazione: a) dei titoli e delle pubblicazioni, b) della discussione sulle pubblicazioni, c) della prova didattica, ed Relazione finale invita la Commissione ad una discussione collegiale attraverso la comparazione dei giudizi espressi su ciascun Candidato. Dopo ampia ed approfondita discussione la Commissione formula i giudizi complessivi individuali e collegiali su ciascun Candidato che sono riportati nell’allegato D, che costituisce parte integrante del presente verbale. La Commissione, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 4 comma 13 del D.P.R. n. 117/2000, individua inequivocabilmente i nominativi di non più di due idonei nella valutazione comparativa a n. 1 posto di professore associato per il settore scientifico disciplinare SPS/04 presso la Facoltà di Scienza Politica dell’Università della Calabria nelle persone dei dottori (in ordine alfabetico): 1) Giorgio Carlo Secondo GIRAUDI 2) Alberto Vannucci I lavori della commissione terminano alle ore 20:00 Tutte le operazioni descritte sono riportate in dettaglio nel verbale n. 5 e nei relativi allegati. Il Presidente, sulla base di tutto quanto sopra esposto, invita la Commissione a redigere collegialmente questa relazione finale e a controllare i verbali e gli allegati cui si fa riferimento. Infine questa relazione finale viene riletta dal Presidente ed approvata senza riserva alcuna dai Commissari che la sottoscrivono, alle ore 20:15 del giorno 23/09/2010. Allegati: A. Giudizi individuali e collegiali sul curriculum complessivo, sui titoli e sulle pubblicazioni. B. Giudizi individuali e collegiali sulla discussione sulle pubblicazioni. C. Giudizi individuali e collegiali sulla prova didattica. D. Giudizi individuali e collegiali complessivi. La Commissione: Prof. Mauro CALISE Presidente Prof. Luciano BARDI Componente ______________________________ Prof.ssa Donatella DELLA PORTA Componente ______________________________ Prof. Riccardo SCARTEZZINI Componente ______________________________ Prof. Francesco RANIOLO Segretario ______________________________ ______________________________ Relazione finale ALLEGATO A (Relazione finale) GIUDIZI SUI CURRICULA, SUI TITOLI E SULLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE PRESENTATE CANDIDATO: Marco BRUNAZZO Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Marco Brunazzo è dottore di ricerca in Politica comparata presso l’Università di Siena. Ha svolto numerosi soggiorni di studio all’estero, tra cui quella come borsista presso la School of International Service della American University in Washigton. Presenta una monografia dedicata sull’Unione europea, nei suoi rapporti con le regioni italiane. Presenta, inoltre, un cospicuo numero di saggi e capitoli in volumi collettanei E’ stato segretario di redazione della Rivista italiana di Scienza politica. I suoi lavori si segnalano per rigore nell’impostazione analitica e nell’attività di riscontro empirico. Commissario prof. Luciano BARDI Marco Brunazzo è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento. Ha conseguito la laurea in Sociologia presso l'Università di Trento e il Dottorato di ricerca in Politica Comparata ed Europea presso l'Università di Siena. Ha anche conseguito due titoli di MA, ambedue presso l'Università di Siena. La sua produzione scientifica in italiano e in inglese verte soprattutto sulla multi-level governance con contributi di particolare interesse empirico. Si segnala all'attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Marco Brunazzo è ricercatore di scienza politica presso l’università di Trento, dove ha svolto intensa attività didattica. Ha condotto ricerche prevalentemente sui temi del governo locale e regionale, oltre che sulla Unione Europea. Un volume e numerosi saggi, anche in lingua inglese e francese, offrono un contributo originale su questi temi. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Mraco Brunazzo è Laureato in Sociologia alla università di Trento, ha conseguito il master in European and Comparative Politics e successivamente il dottorato di ricerca in Politica comparata ed europea presso l’Università di Siena. Borsista post-doc, ha goduto di una fellowship presso la School of International Service della American University di Washington. Ricercatore in Scienza politica SPS/04, ha svolto una notevole attività didattica universitaria, tra cui la titolarità di un modulo europeo Jean Monnet. Presenta una monografia sulle regioni italiane in rapporto alle politiche regionali dell’Unione europea, oltre a numerosi saggi su riviste scientifiche e contributi in volumi collettanei. Si segnala inoltre la sua attività di referee in diverse riviste scientifiche e case editrici e la sua eccellente capacità di organizzare convegni e workshop scientifici. La sua produzione si segnala per il rigore dell’approccio teorico-istituzionale e per la rilevanza dei risultati conseguiti. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO Il candidato Marco Brunazzo ha conseguito il dottorato in Scienza politica ed attualmente è ricercatore presso l’Università di Trento. Inoltre, ha trascorso numerosi periodi di studio all’estero. Presenta una discreta produzione scientifica anche in lingua inglese consistente in una monografia, articoli e capitoli in volumi collettanei, a firma singola o come coautore, con particolare riferimento ai temi della politica locale, delle interdipendenze tra livello regionale ed europeo, dell’europeizzazione e delle politiche dell’Unione Europea. Nel complesso i lavori del candidato mostrano buona consapevolezza dei profili analitici e sostantivi oltreché degli aspetti metodologici ed empirici. Il candidato altresì presenta un’ampia esperienza didattica per lo più negli ambiti disciplinari del governo locale e delle istituzioni e politiche dell’Unione Europea. Giudizio collegiale: Il candidato Marco Brunazzo è ricercatore di scienza politica presso l’università di Trento, dove ha svolto intensa attività didattica. E’ dottore di ricerca in Politica comparata presso l’Università di Siena. Ha svolto numerosi soggiorni di studio all’estero, tra cui quello come borsista presso la School of International Service della American University in Washington. Presenta una monografia dedicata al tema dell’Unione europea, nei suoi rapporti con le regioni italiane. Presenta, inoltre, un cospicuo numero di saggi e capitoli in volumi collettanei, anche in lingua inglese. E’ stato segretario di redazione della Rivista italiana di Scienza politica. I suoi lavori si segnalano per il rigore dell’impianto analitico e per la rilevanza dei risultati conseguiti. CANDIDATO: Luigino CECCARINI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Luigi Ceccarini è dottore di ricerca in Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo presso l’Università di Urbino. Presenta due monografie sui temi dell’economia del consumo e sulla stampa cattolica, e un’intensa attività pubblicistica su riviste, anche in lingua straniera. Il suo lavoro si contraddistingue per l’intenso e rigoroso retroterra empirico. Commissario prof. Luciano BARDI Luigi Ceccarini è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Urbino. Ha conseguito la laurea in Sociologia presso l'Università di Urbino e il Dottorato di ricerca in Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo presso l'Università di Urbino. La sua produzione scientifica in italiano e in inglese verte soprattutto sulla comunicazione politica e sull'analisi degli atteggiamenti dei cittadini soprattutto a livello locale, di buon interesse empirico. Si segnala all'attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Luigino Ceccarini è ricercatore confermato presso l’università di Urbino. Ha insegnato numerosi corsi di insegnamento soprattutto in sociologia politica e metodologia e tecniche di analisi. Ha svolto numerose ricerche sulla partecipazione politica. Risultati originali sono presentati in numerose pubblicazioni, caratterizzate da un notevole rigore metodologico. Relazione finale Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Ceccarini Luigino è Laureato in Sociologia, ha conseguito successivamente il dottorato di ricerca in Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo presso l’Università di Urbino, dove è ricercatore confermato in Scienza Politica SPS/04. Svolge una intensa attività didattica presso la Facoltà di Sociologia, dove ricopre anche incarichi di responsabilità formativa e di coordinamento scientifico. Presenta due monografie derivanti dalla attività di ricerca empirica sui temi della stampa cattolica e i comportamenti di consumo, e altri contributi in volumi collettanei, soprattutto su temi di geografia elettorale e scenari politici regionali. La sua produzione si caratterizza soprattutto per un rigoroso impianto metodologico empirico e la varietà dei temi trattati. Commissario prof. Francesco RANIOLO Luigi Ceccarini, laureato in Sociologia ha conseguito il dottorato in Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo presso l’Università di Urbino, attualmente è ricercatore confermato presso l’Università di Urbino. La sua produzione scientifica mostra una marcata padronanza dei metodi di ricerca empirica e una ampia varietà di temi. Presenta svariate collaborazioni a riviste nazionali e straniere e i numerosi contributi a volumi collettanei sul comportamento elettorale e su aspetti specifici del sistema politico italiano. Si segnala, in particolare, la monografia sul rapporto tra mondo cattolico e politica e, in particolare, quella sul “consumerismo” rivolta ai nuovi profili della partecipazione politica e sociale. Il candidato mostra anche una lunga esperienza didattica e seminariale su temi e insegnamenti di sociologia politica e metodologia. Giudizio collegiale: Il candidato Luigi Ceccarini, laureato in Sociologia, ha conseguito successivamente il dottorato di ricerca in Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo presso l’Università di Urbino, dove è ricercatore confermato in Scienza Politica. Presenta due monografie sui temi dell’economia del consumo e sulla stampa cattolica, e un’intensa attività pubblicistica su riviste, anche in lingua straniera. Il suo lavoro si contraddistingue per il rigoroso impianto metodologico empirico e la varietà dei temi trattati. CANDIDATO: Giorgio Carlo Secondo GIRAUDI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Giorgio Giraudi è dottore di ricerca in Scienza politica presso l’Università di Firenze. E’ stato Faculty Fellow presso l’American University of Washington. Presenta una monografia sull’integrazione europea e un volume come coautore sulle autorità amministrative indipendenti. Ha inoltre pubblicato numerosi saggi su riviste, anche internazionali. La sua produzione si segnala per l’originalità della impostazione e per il rigore dell’impianto analitico. Commissario prof. Luciano BARDI Giorgio Carlo Secondo Giraudi è ricercatore confermato (SPS04) presso il Dip. di Sociologia e Scienza Politica dell'Università della Calabria. Ha conseguito la laurea in Sociologia presso l'Università di Trento e il Dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso l'Università di Firenze. Relazione finale Vanta una cospicua produzione scientifica in italiano e in inglese sull'integrazione Europea, Regulation in Europa e in Italia, e in più in genere sulle politiche pubbliche, apprezzabile per sintesi teorico-empirica. Si segnala alla massima attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Giorgio Carlo Secondo Giraudi è ricercatore confermato presso l’università della Calabria, dove ha svolto intensa attività didattica. Ha condotto ricerche sui temi della governance europea, della amministrazione pubblica. Su questi temi ha pubblicato due monografie, oltre a numerosi articoli e capitoli in volumi collettanei, in cui mostra competenza e originalità. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Giraudi Giorgio è laureato in Sociologia alla Università di Trento, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienza politica presso l’Università di Firenze. E’ stato Faculty Fellow presso l’American University di Washington. Ricercatore confermato in Scienza politica SPS/04 presso la Università della Calabria, dove svolge altresì una intensa attività didattica negli insegnamenti riguardanti le politiche pubbliche europee e la scienza politica. Presenta vari saggi sull’integrazione europea, il processo di europeizzazione e di regolazione amministrativa nella UE,e un volume come coautore sulle autorità amministrative indipendenti. La sua produzione si segnala per la buona impostazione teorica e per il rigore dell’impianto analitico. Commissario prof. Francesco RANIOLO Giorgio Carlo Secondo Giraudi è ricercatore confermato presso l’Università della Calabria, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienza politica e ha svolto un periodo di soggiorno come Faculty Fellow presso l’American University of Washington. Presente un’ampia produzione scientifica sui temi delle istituzioni e delle politiche dell’Unione europea, dei nuovi apparati del sistema politico (le autorità indipendenti), delle politiche regolative e delle riforme istituzionali. In particolare, presenta una monografia sull’integrazione europea, un volume a quattro mani sulle Autorità amministrative indipendenti e una curatela sulle riforme istituzionali, oltre a svariati capitoli in libri collettanei e articoli su riviste nazionali e straniere sui temi indicati. Nel complesso i lavori del candidato mostrano un elevato livello di approfondimento concettuale e teorico, oltreché una adeguata attenzione alla dimensione empirica. Infine, il candidato mostra una lunga esperienza didattica tanto su insegnamenti di base che specialistici nel settore della scienza politica. Giudizio collegiale: Giorgio Carlo Secondo Giraudi è ricercatore confermato presso l’università della Calabria, dove ha svolto intensa attività didattica. Giraudi è dottore di ricerca in Scienza politica presso l’Università di Firenze. E’ stato Faculty Fellow presso l’American University of Washington. Presenta una monografia sull’integrazione europea e un volume come coautore sulle autorità amministrative indipendenti. Ha inoltre pubblicato numerosi saggi su riviste, anche internazionali. La sua produzione si segnala per l’originalità della impostazione e per il rigore dell’impianto analitico e la rilevanza del contributo alla disciplina. Relazione finale CANDIDATO: Andrea LIPPI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Andrea Lippi presenta due monografie, sulla valutazione delle politiche pubbliche e sul controllo di gestione, ed è coautore di due manuali di scienza dell’amministrazione, di cui uno tradotto anche in lingua spagnola. Ha pubblicato numerosi saggi sull’analisi delle politiche pubbliche, anche in lingua inglese e francese. I suoi lavori si segnalano per il notevole rigore e lo spessore teorico e analitico. Commissario prof. Luciano BARDI Andrea Lippi è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze. Ha conseguito la laurea in Sociologia presso l'Università di Trento e il Dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso l'Università di Firenze. Ha anche conseguito un MA presso l'Università di Trento. Vanta una cospicua produzione scientifica in italiano e in lingue straniere concentrata soprattutto sulla valutazione delle politiche pubbliche, molto apprezzabile per sintesi teorico-empirica. Si segnala alla massima attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Andrea Lippi è ricercatore confermato presso l’università di Firenze, dove ha svolto intensa attività didattica. Il candidato ha partecipato a numerosi progetti di ricerca soprattutto sull’analisi delle politiche pubbliche, con particolare attenzione ai processi di valutazione, della governance locale, delle riforme amministrative. I risultati di queste ricerche sono analizzati, con notevole originalità e rigore, in una ricca serie di pubblicazioni che includono otto volumi (di tre di essi è co-curatore, di quattro coautore, di uno autore) in italiano, e numerosi articoli e capitoli in volumi collettanei. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Lippi Andrea ha conseguito la laurea in Sociologia, un master in comunicazione pubblica e il dottorato in Sociologia e ricerca sociale presso la università di Trento. Ricercatore confermato in Scienza Politica SPS/04 presso la università di Firenze. Ha una notevole esperienza di didattica universitaria, sia nei CdL triennali e magistrali, che dottorali, nei settori della scienza della amministrazione, nell’analisi delle politiche pubbliche, nella Scienza politica. Presenta due monografie sulla valutazione delle politiche pubbliche e sulla scienza della amministrazione, ed è co-autore e co-curatore di altri volumi sulla stessa materia. Ha pubblicato numerosi saggi sull’analisi delle politiche pubbliche, anche in lingua inglese, francese e spagnola. I suoi lavori si segnalano per la chiarezza, l’analiticità e l’originalità di impostazione. Commissario prof. Francesco RANIOLO Andrea Lippi è dottore di ricerca in Sociologia e ricerca sociale (Università di Trento), attualmente è ricercatore confermato presso l’università di Firenze. Il candidato presenta un’ampia produzione scientifica nel settore delle politiche pubbliche, delle amministrazioni pubbliche e delle public utilities. Nel corso dei sui studi ha dedicato spazio tanto alla ricerca empirica e ai metodi di indagine e di valutazione delle politiche e delle amministrazioni, che alla messa a fuoco teorica e concettuale. Relazione finale Oltre a un discreto numero di articoli su riviste italiane e straniere e di capitoli su libri collettanei si segnala, in particolare, la monografia sulla valutazione delle politiche pubbliche e il manuale di scienza dell’amministrazione scritto a quattro mani e tradotto in spagnolo, oltre ad alcune curatele. Il candidato ha una lunga esperienza didattica e formativa nel settore della scienza dell’amministrazione e delle politiche pubbliche. Giudizio collegiale: Andrea Lippi è ricercatore confermato presso l’università di Firenze, dove ha svolto per diversi anni proficua attività didattica. E’ dottore di ricerca in Sociologia e ricerca sociale presso l’Università di Trento. Andrea Lippi presenta due monografie sulla valutazione delle politiche pubbliche e sul controllo di gestione, ed è coautore di un manuale di scienza dell’amministrazione, tradotto anche in lingua spagnola. Ha pubblicato numerosi saggi sull’analisi delle politiche pubbliche, anche in lingua inglese e francese. I suoi lavori si segnalano per il notevole spessore teorico e analitico, e l’originalità della impostazione. CANDIDATO: David NATALI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato David Natali è ricercatore presso l’università di Forlì, dove ha tenuto corsi nell’ambito dell’analisi delle politiche pubbliche. E’ autore di un volume sulla politica delle pensioni in Italia, e di diversi contributi in volumi collettanei, nonchè di numerosi articoli anche in altre lingue. La produzione scientifica del candidato si caratterizza per l’originalità del quadro teorico e il rigore dell’analisi empirica. Commissario prof. Luciano BARDI David Natali è ricercatore non confermato (SPS04) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche l'Università di Firenze e il Dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. La sua produzione scientifica si concentra sulle politiche pubbliche, con particolare attenzione alle politiche pensionistiche in Italia e in Europa, e si caratterizza per discreta originalità. Si segnala all'attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA David Natali è ricercatore presso l’università di Forlì, dove ha insegnato numerosi corsi, prevalentemente nell’ambito dell’analisi delle politiche pubbliche. E’ autore di un volume sulla politica delle pensioni in Italia, di sette capitoli in volumi collettanei e di nove articoli. La produzione scientifica del candidato mostra una originalità, riconosciuta anche a livello internazionale. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Natali David, Laureato in Scienze Politiche alla Università di Firenze, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali nell’Istituto Universitario Europeo. Ricercatore nel settore SPS/04 presso l’Università di Bologna-Forlì, ha svolto attività didattica nell’ambito dell’analisi delle politiche pubbliche. Presenta una monografia sulla politica delle pensioni in Italia, e diversi Relazione finale contributi in volumi collettanei e articoli in riviste qualificate. La produzione scientifica del candidato si caratterizza per una padronanza teorica degli argomenti trattati e il rigore dell’analisi empirica. Commissario prof. Francesco RANIOLO Il candidato è ricercatore presso l’Università di Bologna. La sua produzione scientifica verte principalmente sul tema delle politiche sociali e segnatamente delle politiche pensionistiche. Una particolare attenzione è dedicata ai profili comparativi e all’impatto dell’europeizzazione. Si segnalano due monografie sulle trasformazioni dei regimi pensionistici in Europa, oltre a una serie di articoli su riviste italiane e stranire specialistiche e capitoli in libri collettanei. Le esperienze didattiche del candidato vertono su temi e insegnamenti affini al suo lavoro di ricerca. Giudizio collegiale: David Natali è ricercatore presso l’università di Forlì, dove ha svolto una intensa attività didattica, prevalentemente nell’ambito dell’analisi delle politiche pubbliche. E’ autore di un volume sulla politica delle pensioni in Italia, di svariati capitoli in volumi collettanei e di saggi su riviste. La produzione scientifica del candidato mostra una originalità, riconosciuta anche a livello internazionale. CANDIDATO: Giovanni PIAZZA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Giovanni Piazza è dottore di ricerca in scienza politica presso l’Università di Firenze. Presenta due monografie sulla politica urbana ed è coautore di due volumi sui movimenti sociali, di cui uno in lingua inglese. Presenta capitoli in volumi collettanei e articoli sulla classe parlamentare e i processi decisionali. La produzione del candidato si segnala per l’ampiezza dello spettro tematico e il rigore analitico. Commissario prof. Luciano BARDI Giovanni Piazza è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Catania. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche l'Università di Catania e il Dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso l'Università di Firenze. Vanta una cospicua produzione scientifica in italiano e in inglese sui movimenti politico-sociali e sul governo locale, basate su importanti ricerche originali. Si segnala alla massima attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Gianni Piazza è ricercatore alla università di Catania, dove ha svolto intensa e variegata attività didattica. Presenta una ricca produzione scientifica nei campi delle politiche e istituzioni pubbliche, così come dei movimenti sociali. Nei cinque volumi e in una dozzina di articoli e capitoli, queste tematiche sono affrontate con buona conoscenza della letteratura e ricerca empirica originale. Relazione finale Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Piazza Gianni ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso la università di Catania e il dottorato di ricerca in Scienza Politica presso l’Università di Firenze. Ha svolto una notevole attività didattica nell’Ateneo catanese, in particolare per gli insegnamenti istituzionali di scienza politica e analisi delle politiche pubbliche. Rimarchevole inoltre è la sua partecipazione convegnistica. Presenta due monografie sulle amministrazioni pubbliche locali ed è coautore di altri volumi sui movimenti sociali e di protesta. Presenta alcuni saggi in volumi collettanei e articoli su riviste sui temi del ceto parlamentare e i processi decisionali. I lavori scientifici del candidato si segnalano per la varietà dei temi trattati con un buon approccio teorico e metodologico. Commissario prof. Francesco RANIOLO Gianni Piazza è ricercatore non confermato presso l’Università di Catania e ha conseguito il dottorato di ricerca in scienza politica. La sua produzione scientifica si articola lungo due principali aree tematiche, la politica locale (qui rilevano due monografie e un libro collettaneo sulla politica locale in Sicilia) e la partecipazione non convenzionale e i nuovi movimenti (rientrano qui il volume a quattro mani sui sindrome nimby, tradotto anche in inglese e una serie di articoli scritti a più mani). Il candidato presenta un’esperienza didattica che copre tanto ambiti generali che specialistici della scienza politica. Giudizio collegiale: Gianni Piazza è ricercatore alla università di Catania, dove ha svolto intensa e variegata attività didattica. E’ dottore di ricerca in scienza politica presso l’Università di Firenze. Presenta due monografie sulla politica locale ed è coautore di due volumi sui movimenti sociali, di cui uno in lingua inglese. Presenta capitoli in volumi collettanei e articoli sulla classe parlamentare e i processi decisionali. La produzione del candidato si segnala per l’ampiezza dello spettro tematico e l’approccio metodologico. CANDIDATO: Federico TOTH Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Federico Toth è dottore di ricerca in scienza politica presso l’Università di Firenze. Presenta una monografia sulle decisioni pubbliche e diversi contributi sulle politiche sanitarie e le reti amministrative. La produzione si segnala per il rigore dell’impianto analitico e dei riscontri empirici. Commissario prof. Luciano BARDI Federico Toth è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche l'Università di Bologna e il Dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso l'Università di Firenze. Relazione finale La sua produzione scientifica si concentra sul processo decisionale nelle politiche pubbliche e si caratterizza per discreta originalità. Si segnala all'attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Federico Toth è ricercatore confermato presso l’Università di Bologna dove ha svolto intensa attività didattica. La sua attività di ricerca e produzione scientifica, quest’ultima in lingua italiana, si concentrano sulle politiche sanitarie, sulle quali offre un contributo originale. Alle decisioni pubbliche è dedicata la monografia Il costo del consenso. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Toth Federico ha conseguito la laurea in Scienze politiche presso la università di Bologna, il dottorato in Scienza Politica presso la Università di Firenze ed è ricercatore confermato presso la università di Bologna nel settore SPS/04. Ha svolto attività didattica come incaricato di vari insegnamenti, principalmente di politica sanitaria, di teoria delle organizzazioni e gestione risorse umane. Presenta due monografie sulle decisioni pubbliche e le politiche sanitarie, e vari contributi sulle riforme sanitarie, la governance sanitaria e le reti amministrative. Le pubblicazioni si segnalano per la buona impostazione teorica, l’approfondimento analitico e gli interessanti risultati empirici. Commissario prof. Francesco RANIOLO Federico Toth è dottore di ricerca in Scienza politica presso l’Università di Firenze, attualmente è ricercatore confermato presso l’Università di Bologna. Il candidato presenta una produzione scientifica nell’ambito delle politiche pubbliche. In particolare, si segnala l’interesse per le politiche sanitarie e l’organizzazione del sistema sanitario anche in chiave comparata. I suoi contributi più significativi si possono rinvenire tanto in capitoli di lavori collettanei e soprattutto in articoli in riviste scientifiche, oltreché nella monografia sulle decisioni pubbliche. Le esperienza didattiche del candidato vertono tanto in settori specialistici (politiche sanitarie) che generalisti come teoria dell’organizzazione e scienza dell’amministrazione. Giudizio collegiale: Federico Toth è ricercatore confermato presso l’Università di Bologna dove ha svolto intensa attività didattica. E’dottore di ricerca in scienza politica presso l’Università di Firenze. Presenta una monografia sulle decisioni pubbliche e diversi contributi sulle politiche sanitarie e le reti amministrative. La produzione si segnala per la impostazione teorica e l’approfondimento analitico. CANDIDATO: Alberto VANNUCCI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Alberto Vannucci ha svolto una intensa attività convegnistica, anche a livello internazionale. Presenta due monografie sul tema della corruzione e su quello del mutamento istituzionale. Su temi analoghi è coautore di cinque volumi. La sua attività saggistica è molto ampia e diversificata, e si Relazione finale segnala per l’originalità dei contributi teorici. Commissario prof. Luciano BARDI Alberto Vannucci è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pisa. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche l'Università di Pisa e il Diploma di Perfezionamento In Scienze Politiche presso la Scuola Superiore S.Anna di Pisa. Vanta una produzione scientifica molto ampia in italiano e in inglese che spazia su vari settori della Scienza politica. Di particolare rilevanza sono volumi sulla corruzione e sul rapporto tra istituzioni e la performance politica ed economica. Si segnala alla massima attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Alberto Vannucci è ricercatore confermato presso la università di Pisa, dove ha svolto intensa attività didattica. Altrettanto intensa è l’attività di ricerca, come confermato dalla partecipazione a progetti e conferenze internazionali, soprattutto, ma non solamente sul tema della corruzione politica. I risultati di molti di questi progetti sono riportati in una produzione scientifica ricca ed originale, con ben otto monografie (di cinque di esse è coautore; una monografia è in inglese), oltre che in una sessantina tra articoli in riviste scientifici e capitoli di libri, in italiano, inglese, francese, e portoghese. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Vannucci Alberto ha conseguito la laurea in Scienza politica e il Diploma di perfezionamento in Scienze politiche presso la università di Pisa, dove attualmente è ricercatore nel settore SPS/04 della Scienza politica. Ha svolto una notevole attività didattica nei CdL triennali e magistrali e a livello dottorale soprattutto nei corsi di analisi delle politiche pubbliche e scienza politica. Presenta due monografie sul tema della corruzione in Italia e delle scelte pubbliche in situazione di incertezza. Altri lavori in cui è coautore riguardano l’analisi della classe politica italiana in relazione alla corruzione e scambio politico. Vari saggi su riviste e in libri approfondiscono gli stessi temi. La sua produzione è ampia e approfondita e si segnala per un contributo originale intorno al tema dominante della corruzione politica. Commissario prof. Francesco RANIOLO Il candidato ha conseguito un diploma di Perfezionamento in Scienze Politiche presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento “S. Anna” di Pisa. E’ ricercatore confermato presso l’università di Pisa. La produzione scientifica del candidato è piuttosto ampia ed indirizzata in modo originale sia alla messa a fuoco concettuale e teorica che alla ricerca empirica su particolari aspetti (critici se non patologici) della vita politica democratica e del sistema politico italiano. In particolare, il candidato presenta due monografie sui temi della corruzione e delle scelte pubbliche, oltre ad essere coautore di altri cinque volumi sui temi prima indicati. Inoltre, presenta una ampia serie di saggi in riviste straniere e nazionali e in volumi collettanei. Il candidato ha anche una lunga esperienza didattica tanto su insegnamenti generali che specifici nel settore della scienza politica. Giudizio collegiale: Alberto Vannucci è ricercatore confermato presso l’università di Pisa, dove ha svolto intensa attività didattica. Ha conseguito un diploma di Perfezionamento in Scienze Politiche presso la Scuola Relazione finale Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento “S. Anna” di Pisa. Ha svolto una intensa attività convegnistica, anche a livello internazionale. Presenta due monografie sul tema della corruzione e su quello del mutamento istituzionale. Su temi analoghi è coautore di cinque volumi. La sua attività saggistica è molto ampia e diversificata, e si segnala per l’originalità dei contributi teorici. CANDIDATO: Donatella Maria VIOLA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE La candidata Donatella Maria Viola ha conseguito il dottorato di ricerca in relazioni internazionali presso la London School of Economics. Ha trascorso numerosi soggiorni all’estero presso università americane e britanniche. Presenta una monografia sulla politica estera e il parlamento europeo, e diversi capitoli in volumi collettanei e saggi su riviste - di cui diversi in lingua inglese - prevalentemente sul tema del parlamento europeo. La sua produzione si segnala per l’attenzione al panorama internazionale. Commissario prof. Luciano BARDI Viola è ricercatore confermato (SPS04) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Calabria. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche l'Università di Messina e il PhD in International Relations presso la London School di Economics and Political Science. Vanta numerose e importanti esperienze scientifiche e didattiche all'estero. La sua produzione scientifica, soprattutto in lingua inglese, si segnala per l'importante monografia sulla politica estera europea e il Parlamento europeo. Si segnala all'attenzione della commissione. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Donatella Maria Viola ha svolto intensa attività di insegnamento in Italia e all’estero. L’attività di ricerca, condotta spesso in chiave comparata e all’interno di reticoli internazionali, si è sviluppata soprattutto sui temi del parlamento europeo e della politica estera della Unione Europea. Essa si concretizza in una monografia e diversi articoli e capitoli, non solo in italiano, dove la candidata dimostra competenza e rigore metodologica. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Viola Donatella Maria è laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Messina, ha conseguito il dottorato di ricerca in relazioni internazionali presso la London School of Economics. Ha trascorso numerosi soggiorni all’estero sia come ricercatrice ‘Marie Curie’ che come docente presso Università britanniche e americane. Presenta una monografia sulla politica estera e il parlamento europeo, edita da Ashgate, e altri contributi in forma di capitoli in volumi collettanei e saggi su riviste soprattutto sul tema del parlamento europeo e delle elezioni europee. La sua produzione scientifica è qualificata e di impianto metodologico accurato. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO La candidata ha conseguito il dottorato di ricerca in relazioni internazionali presso la London School of Economics. Il suo profilo si segnala per l’intensa attività didattica e i soggiorni di studio all’estero, attualmente è ricercatrice nell’Università della Calabria. La sua produzione scientifica è principalmente orientata sui temi dell’Unione Europea, delle sue istituzioni (in particolare il parlamento) e delle sue politiche. Tali interessi di ricerca sono stati per lo più sviluppati attraverso la partecipazione e volumi collettanei e in particolare nella monografia in inglese sul Parlamento europeo. Le esperienze didattiche della candidata riguardano segnatamente i temi dell’organizzazione e delle politiche dell’unione europea e relazioni internazionali. Giudizio collegiale: Donatella Maria Viola ha svolto intensa attività di insegnamento in Italia e all’estero. Ha conseguito il dottorato di ricerca in relazioni internazionali presso la London School of Economics. Ha trascorso numerosi soggiorni all’estero presso università americane e britanniche. Presenta una monografia sulla politica estera e il parlamento europeo, e diversi capitoli in volumi collettanei e saggi su riviste - di cui numerosi in lingua inglese - prevalentemente sul tema del parlamento europeo. La sua produzione si segnala per l’attenzione al panorama internazionale. La Commissione Prof. Mauro Calise Prof. Luciano Bardi Presidente Componente _______________________________ _______________________________ Prof.ssa Donatella della Porta Componente _______________________________ Prof. Riccardo Scartezzini Componente _______________________________ Prof. Francesco Raniolo Segretario _______________________________ Relazione finale ALLEGATO B (Relazione finale) GIUDIZI RELATIVI ALLA DISCUSSIONE SULLE PUBBLICAZIONI CANDIDATO: Marco BRUNAZZO Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE ll candidato Marco Brunazzo espone i due principali filoni di ricerca, quello delle carriere politiche locali e quello dei processi decisionali europei, illustrando come siano andati gradatamente convergendo. Dimostra una buona padronanza sia del trattamento di base dati complesse, sia dell’impostazione metodologica di analisi comparate che investono realtà sub-nazionali eterogenee. Commissario prof. Luciano BARDI Le linee di ricerca seguite dal candidato sono essenzialmente due: 1) quella del governo locale e 2) il sistema politico dell'UE. In alcuni lavori viene operata una sintesi tra i due temi in quello della multi-level governance. Sul primo tema gli studi di Brunazzo si sono concentrati sul cambiamento della politica locale a seguito della nuova legge elettorale e sul cambiamento delle carriere politiche. Ha in progetto la creazione di una grande base dati sulle carriere con Luca Verzichelli. All'interno della seconda linea di ricerca è importante lo studio del ruolo delle regioni nei processi decisionali nell'UE. Sul tema ha un progetto un manuale sulle simulazioni come strumento per l'insegnamento delle istituzioni dell'UE. In generale dimostra una profonda conoscenza delle tematiche trattate e una buona padronanza degli approcci metodologici usati. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Marco Brunazzo ha presentato in modo sistematico e approfondito le due tematiche centrali nel suo percorso di ricerca. Sul tema delle politiche locali, il candidato ha illustrato, con particolare attenzione agli aspetti metodologici, il suo progetto di ricerca sulle carriere politiche negli organi elettivi. Sul secondo tema, quello dell’europeizzazione, il candidato argomenta, in modo convincente, a favore di un approccio di seconda generazione che tenga conto sia dei processi bottom up che di quelli top down. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Il Candidato Brunazzo illustra i due temi principali della sua attività di ricerca riguardanti la classe politica locale e il sistema regionale italiano in relazione all’Unione europea. Espone con chiarezza e analiticità i principali risultati della sua ricerca, riflessa nelle pubblicazioni presentate. Si sofferma in particolare sull’uso dei data-base utilizzati per lo studio delle carriere politiche di amministratori locali dimostrando competenza e capacità metodologica. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO Marco Brunazzo discute con consapevolezza e sistematicità i titoli presentati. In particolare, segnala due filoni di lavoro: il governo locale e integrazione europea. Coglie con rigore e coerenza i percorsi di lavoro che si sviluppano a partire da questi temi, fino alla loro convergenza sul tema della multi level governance. Il candidato presenta e discute con particolare originalità i lavori che attengono all’unione europea, mettendo in risalto anche dei percorsi didattici innovativi che vertono sulla simulazione. Mostra una buona conoscenza delle problematiche sostantive e di metodo che attengono anche alla ricerca sulla classe politica locale cui è interessato attraverso al costruzione di un data-base nazionale. Giudizio collegiale: Marco Brunazzo ha presentato in modo sistematico e approfondito le due tematiche centrali nel suo percorso di ricerca. Sul tema delle politiche locali, il candidato ha illustrato, con particolare attenzione agli aspetti metodologici, il suo progetto di ricerca sulle carriere politiche negli organi elettivi. Sul secondo tema, quello dell’europeizzazione, il candidato argomenta, in modo convincente, a favore di un approccio di seconda generazione che tenga conto sia dei processi bottom up che di quelli top down. Dimostra una buona padronanza sia del trattamento di base dati complesse, sia dell’impostazione metodologica di analisi comparate che investono realtà subnazionali eterogenee. CANDIDATO: Luigino CECCARINI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Luigino Ceccarini introduce la propria esperienza di ricerca spiegandone le motivazioni e la scelta di utilizzare, nell’analisi quantitativa e qualitativa, diversi approcci e tecniche di indagine. La questione cattolica viene indicata come uno dei temi centrali della storia politica nazionale, che assume nuove prospettive se indagato in profondità con analisi empiriche sistematiche. Il consumo alternativo viene presentato come un microcosmo di tendenze più generali di mutamenti comportamentali che investono altri livelli, quali le dinamiche associative o gli stili di vita. Il candidato dimostra una eccellente padronanza di diverse metodologie di analisi empirica. Commissario prof. Luciano BARDI L'interesse centrale alla base della produzione scientifica di Luigino Ceccarini è ampio: lo studio dei rapporti tra società e politica. Questo porta a lavori che utilizzando metodi che variano dalle indagini di opinione all'analisi del contenuto, si articolano su una vasta gamma di temi e presentano una forte enfasi sulla ricerca empirica,. Tra i temi importanti più importanti affrontati da Ceccarini è la questione cattolica, vista come caratterizzante della storia sociale e politica del paese. Altro tema ricorrente è quello dell'osservazione delle attività nella vita quotidiana dei cittadini e i cambiamenti che attraverso queste le nuove tecnologie hanno modificato il rapporto dei cittadini con le istituzioni. In particolare l'analisi di Ceccarini ha cercato di agganciare i comportamenti di consumo a condizionamenti forniti da quelle che definisce strutture tradizionali (del mondo della sinistra e del mondo cattolico). Relazione finale Il candidato inoltre ha illustrato la distinzione tra cleavage e frattura, intesa come utile a capire processi causali di direzione inversa a quella normalmente attribuita alla teoria della fratture sociali, quali l'uso del conflitto politico nel rafforzare l'identità dei gruppi sociali. Nel complesso la discussione è stata di buon livello e argomentata in maniera efficace. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Luigino Ceccarini ha discusso con competenza alcuni temi centrali nella sua ricerca, focalizzata sulla interazione tra cittadini e sistema politico. Diversi aspetti della partecipazione politica sono stati affrontati e approfonditi, con particolare attenzione al caso empirico del comportamento di consumo. Anche gli aspetti metodologici della ricerca attraverso sondaggio d’opinione sono stati discussi in modo convincente. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Ceccarini illustra le motivazione della ampia varietà dei temi delle sue pubblicazioni, frutto della sua partecipazione a un rilevante gruppo di ricerca italiano. A questa varietà (comportamento elettorale, questione cattolica, tendenze di consumo, scenari regionali), corrisponde un ampio e variegato uso di metodologie e tecniche di analisi, sulle quali il candidato mostra sicura padronanza e capacità di sintetizzare i risultati empirici. Commissario prof. Francesco RANIOLO Luigi Ceccarini mostra percorsi di studio e di ricerca molto ampi e diversificati, mostrando una curiosità scientifica ed empirica piuttosto marcata. Mostra anche una spiccata propensione per i profili metodologici e una notevole versatilità rispetto all’uso di tecniche di ricerca quantitative e qualitative. Tra i temi di maggiore interesse il candidato segnala la questione cattolica, ma anche le molteplici forme della partecipazione convenzionale e non, in particolare si segnala la questione del consumerismo. Giudizio collegiale: L'interesse centrale alla base della produzione scientifica di Luigino Ceccarini è lo studio dei rapporti tra società e politica. Questo porta a lavori su una vasta gamma di temi, con un'enfasi sulla ricerca empirica. La questione cattolica viene indicata come uno dei temi centrali della storia politica nazionale, che assume nuove prospettive se indagato in profondità con analisi empiriche sistematiche. Il consumo alternativo viene presentato come un microcosmo di tendenze più generali di mutamenti comportamentali che investono altri livelli, quali le dinamiche associative o gli stili di vita. A questa varietà di temi (comportamento elettorale, questione cattolica, tendenze di consumo, scenari regionali), corrisponde un ampio e variegato uso di metodologie e tecniche di analisi, sulle quali il candidato mostra padronanza e capacità di sintetizzare i risultati empirici. CANDIDATO: Giorgio Carlo Secondo GIRAUDI Giudizi individuali: Relazione finale Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Giorgio Giraudi illustra le ragioni del suo interesse teorico per il tema delle autorità indipendenti, una novità rilevante del panorama istituzionale italiano che ha investito diversi livelli di governance, sollevando anche profili di livello costituzionale. Un altro tema di ricerca del candidato è costituito dalle reti transnazionali di regolazione, analizzandone i fattori di successo senza limitarsi al disegno istituzionale della delega, ma includendo elementi di contesto quali il livello di consenso politico sulle policies. Il candidato dimostra una solida padronanza del retroterra teorico dei temi affrontati, con una ampia prospettiva comparata, presentando rilevanti spunti di originalità. Commissario prof. Luciano BARDI Filo rosso della ricerca è il tema della regolazione attraverso le autorità indipendenti. Tema che permette di capire trasformazioni complessive dei sistemi politici, soprattutto nel rapporto tra UE e sistemi nazionali. Le autorità indipendenti, secondo l'analisi di Giraudi, sono state accettate anche in Italia come conseguenza dell'influenza dell'UE producendo un forte impatto anche sul governo dei partiti. L'avvio di una reale politica della concorrenza e la parallela trasformazione della governance economica europea dall'Atto unico in poi. Il regime così stabilito a livello europeo attraverso il libero mercato è stato controbilanciato dallo sviluppo di standard stabiliti a livello nazionale. La trasformazione della governace è importante anche per lo sviluppo di reti transnazionali di regolazione: Partendo dalla letteratura USA Giraudi affronta il problema della delega della regolazione a tali reti e dei relativi controlli sottolineando come i problemi di reciprocità tra i paesi membri dell'UE che si sono manifestati in alcuni casi abbiano favorito l'azione della Commissione europea. In Italia il cambiamento è stato reso possibile dal declino del governo di partito che ha aperto spazi per il ruolo delle autorità indipendenti. I temi affrontati nel corso della discussione sono apparsi assai rilevanti e illustrati dal candidato con convincente padronanza. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Giorgio Carlo Secondo Giraudi ha presentato in modo approfondito il suo percorso di ricerca a partire dal tema delle autorità indipendenti, inserito all’interno di più ampi fenomeni di trasformazione nel governo dei partiti e nella governance europea. Specialmente innovativa appare la ricerca sulle reti di regolazione transnazionale, che integra lo studio del disegno istituzionale con quello delle pratiche e risorse (anche epistemiche) dei reticoli. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Giraudi permette di leggere una governance comunitaria. Reti transnazionali di regolazione oltre l’approccio tradizionale istituzionale. Espone analiticamente i presupposti della ricerca relativa ai meccanismi di regolazione economica e alle trasformazioni complessive dei sistemi politici contemporanei. Si sofferma ad argomentare efficacemente l’influenza delle reti transnazionali di regolazione sulla governance comunitaria. Mostra precisione nel linguaggio argomentativo e capacità di andare oltre l’approccio tradizionale istituzionale in questo tipo di analisi. Commissario prof. Francesco RANIOLO Giraudi presenta il lavoro di ricerca svolto nell’ultimo decennio individuando come tema centrale quello della regolazione e del suo ruolo nei sistemi politici contemporanei. Il tema viene trattato Relazione finale anche come occasione per guardare a processi più ampi relativi sia alle trasformazioni domestiche dei sistemi di politico e dell’europeizzazione. Temi affrontati politiche della concorrenza, la governance economica dell’Unione, Mostra una profonda e sistematica conoscenza dei temi, percorsi e sviluppo della letteratura relativa a questi temi con particolare riferimento ai livelli transnazionali e comparativi emettendone in risalto l’importanza per la stessa scienza politica. Giudizio collegiale: Il candidato Giorgio Giraudi illustra le ragioni del suo interesse teorico per il tema delle autorità indipendenti, una novità del panorama istituzionale italiano che ha investito diversi livelli di governance, sollevando anche profili di rilevanza costuzionale. Specialmente innovativa appare la ricerca sulle reti di integrazione transnazionale, che integra lo studio del disegno istituzionale con quello delle pratiche e risorse (anche epistemiche) dei reticoli. Il candidato mostra una profonda e sistematica conoscenza dei temi, percorsi e sviluppo della letteratura relativa a questi temi con particolare riferimento ai livelli comparativi, mettendone in risalto l’importanza per la scienza politica. Dimostra, inoltre, notevole precisione nel linguaggio argomentativo e una solida padronanza del retroterra teorico dei temi affrontati, presentando rilevanti spunti di originalità. CANDIDATO: Andrea LIPPI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Andrea Lippi presenta due tracce principali di lavoro, intrecciate anche se distinte, sul tema comune dell’analisi del potere. Il primo percorso riguarda lo studio della razionalità, sia nell’agire decisionale che nell’implementazione della decisione. Un filone che si sviluppa in maniera trasversale a diverse discipline, a partire dai due studi fondativi di Merton e Simon. Uno degli approdi di tale linea di ricerca è lil campo della valutazione come risultato anche dei limiti dell’agire intenzionato, con particolare riferimento al rapporto tra locale e globale. Il secondo percorso riguarda la destrutturazione dell’autorità politica, presente in due gruppi di pubblicazioni: sui policy networks e la governance locale, con particolare riferimento alle public utilities. A proposito di un altro tema di ricerca, il candidato sottolinea come il new public management si presenta in Italia come un processo di standardizzazione istituzionale, con una particolare enfasi razionalista e normativa, frutto dell’intervento di una policy community di giuristi e amministrativisti intrecciato a forti spinte localistiche. Commissario prof. Luciano BARDI Il filo conduttore nella ricerca di Andrea Lippi è lo studio della natura del potere che ha perseguito attraverso due percorsi: 1) lo studio della razionalità decisionale politica e organizzativa partendo dalla posizione di Merton e Simon sul rapporto tra intenzioni dell'agire e conseguenze dello stesso. Questo certamente si ritrova negli studi sulla valutazione e riguarda anche le ricerche sulle riforme amministrative. 2) gli studi sulla destrutturazione dell'autorità che presentano una continuità con il primo filone attraverso l'osservazione della sostituzione con la contrattualizzazione dei rapporti di gerarchia; in questo filone si inseriscono gli studi sulle policy networks, e sulla governance locale soprattutto attraverso un'analisi delle public utilities. Esulano dai due filoni principali i due Manuali di scienza dell'amministrazione e gli studi sul rendimento istituzionale. Nei suoi studi Lippi ha anche rivelato un interesse per il tema della rappresentanza intesa soprattutto sul piano dell'output. Vede le aziende partecipate come arene e attori di rappresentanza. Il contatto Relazione finale con gli utenti rappresenterebbe un'importante risorsa politica. Importanti osservazioni nonostante fatte dal candidato anche sulla policy evaluation, che diventa in molti casi fonte di legittimazione dell'azione politica. Nel corso della discussione il candidato dimostra ottima capacità argomentativa e una grande padronanza dei temi studiati e delle metodologie necessarie. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Andrea Lippi ha presentato, con sicurezza e competenza, i principali contributi della sua intensa attività di ricerca. Sono stati presentati in particolare due filoni di ricerca. Nella presentazione del primo di questi filone, il principale interrogativo teorico è stato individuato nell’indagine sulla interazione tra intenzioni ed effetti nelle decisioni pubbliche. Il secondo filone ha riguardato la governance locale. In entrambi i filoni, il candidato mostra una considerevole chiarezza teorica e conoscenza empirica. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Il candidato illustra i due percorsi intellettuali alla base dei propri studi: l’analisi del potere in base al principio di razionalità politica, economica organizzativa e la destrutturazione della autorità politica e amministrativa. Mostra una eccellente capacità di analisi teorica unita alla conoscenza e utilizzo di strumentazioni di analisi empirica. Notevole la quantità di contributi di buona qualità presentati sui temi della valutazione delle politiche pubbliche e si analisi delle organizzazioni complesse. Commissario prof. Francesco RANIOLO Andrea Lippi presenta il suo percorso di studio muovendo da due piste di ricerca, collegate tra di loro dal riferimento al tema del potere pubblico e delle sue trasformazioni. In particolare, i temi al centro della sua riflessione sono, per un verso, lo studio della razionalità organizzativa e istituzionale, ma dell’azione collettiva e delle sue conseguenze non intenzionali. La seconda pista di ricerca ha a che fare con il tema che definisce della destrutturazione dell’autorità politica favorita dalla crisi della gerarchia e lo sviluppo della contrattualizzazione. Il candidato mostra una elevata competenza analitica, riesce a collegare in un quadro teorico coerente e rigoroso le ricerche svolte e i suoi molteplici interessi di studio. Presenta una capacità non comune di inquadramento tassonomico e teorico che valorizza con profitto il contributo dei classici del pensiero organizzativo e sociologico. Il candidato mostra una notevole capacità di integrare contributi teorici sociologici e politologici, ricerca sul campo e quadri epistemologici innovativi, studi di caso e analisi di più ampio respiro. Giudizio collegiale: Il candidato Andrea Lippi presenta due tracce principali di lavoro, intrecciate anche se distinte, sul tema comune dell’analisi del potere. Il primo percorso riguarda lo studio della razionalità, sia nell’agire decisionale che nell’implementazione della decisione. Un filone che si sviluppa in maniera trasversale a diverse discipline, a partire dai due studi fondativi di Merton e Simon. Uno degli approdi di tale linea di ricerca è il campo della valutazione come risultato anche dei limiti dell’agire intenzionato, con particolare riferimento al rapporto tra locale e globale. Il secondo percorso riguarda la destrutturazione dell’autorità politica, presente in due gruppi di pubblicazioni: sui policy networks e la governance locale, con particolare riferimento alle public utilities. A proposito di un altro tema di ricerca, il candidato sottolinea come il new public management si presenti in Italia come un processo di standardizzazione istituzionale, con una particolare enfasi razionalista e normativa, frutto dell’intervento di una policy community di giuristi e amministrativisti intrecciato a forti spinte localistiche. Nella sua presentazione, il candidato mostra una considerevole chiarezza teorica e conoscenza empirica. Relazione finale CANDIDATO: Giovanni PIAZZA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Giovanni Piazza suddivide il proprio percorso di ricerca in due fasi. Una prima fase prevalentemente dedicata alle interazioni tra le elites economiche e politiche, a livello locale, con particolare attenzione alle policy networks. La metodologia di ricerca fa ampio utilizzo dello strumento dell’intervista. La seconda fase è incentrata sui fenomeni di partecipazione non convenzionale e, più in generale, sui movimenti sociali e sulle loro interazioni con gli attori istituzionali. Sulle divisioni tra sinistra ufficiale e sinistra radicale, il candidato sottolinea come, per la maggioranza delle issues, si registri una divisione profonda legata a diverse concezioni del modello di sviluppo. Nella sua presentazione, il candidato dimostra un’ottima padronanza dell’argomentazione e del retroterra empirico dei temi affrontati. Commissario prof. Luciano BARDI Il percorso di ricerca di Gianni Piazza è diviso in due fasi attraversate dal filo conduttore del livello locale dell'analisi della politica e delle politiche. La prima parte riguarda il governo locale e le politiche pubbliche locali: in particolare il candidato ha studiato le interazioni tra amministrazioni locali e imprenditori. L'osservazione del sistema degli appalti rivelava la formazione di vere e proprie coalizioni a base imprenditoriale. Il mutamento degli ultimi 15 anni del sistema politico locale ha portato alla creazione di network concertativi locali che il candidato ha studiato tramite interviste e osservazione partecipante. Seconda parte del percorso riguarda i fenomeni di partecipazione sociale attraverso lo studio di forme emergenti di partecipazione dal basso. Più recentemente si è occupato anche dei rapporti tra sinistra tradizionale e sinistra radicale rispetto alle issues oggetto delle forme spontanee di partecipazione. Piazza ha concluso ricordando che l'incrocio tra i suoi interessi di sociologia politica e di scienza politica trova espressione nel suo lavoro con la rivista Partecipazione e conflitto. La discussione è risultata articolata e ben argomentata rivelando la buona competenza del candidato nell'attività di ricerca. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Gianni Piazza ha discusso, con competenza e in dettaglio, i due principali filoni della sua ricerca. Guardando al tema del governo locale, vengono presentati risultati originali dei suoi studi su classe politica e processi decisionali. Sul tema della partecipazione politica, vengono discusse, sulla base di interessanti dati empirici, diverse forme di mobilitazione dei cittadini, analizzate sia in relazione alla politics che alla policy. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Piazza Illustra il suo percorso di ricerca il cui filo conduttore è costituito dallo studio della politica e delle polizie al livello locale, in particolare dalle interazioni tra le elites economiche e politiche locali con la Pubblica Amministrazione. Argomenta ed espone con competenza e vivacità le ipotesi relative alle nuove forme di partecipazione dal basso, ai conflitti territoriali, agli attori della politica non convenzionale. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO Il candidato Gianni Piazza presenta le due fasi che caratterizzano principalmente il suo lavoro di ricerca: la prima fase sulla politica locale relativa ai rapporti rea élite economiche e politiche, alla formazione dell’agenda decisionale a livello comunale e alla concertazione locale; la seconda fase riguarda lo studio dei movimenti sociali e della partecipazione non convenzionale, con particolare riferimento ai comitati dei cittadini, i social forum e i conflitti territoriali. Nel complesso mostra una ampia serie di interessi e l’utilizzo di strumenti di ricerca adeguati a cogliere le molteplici espressioni della partecipazione non standard anche con riferimento alla tradizionale rappresentanza politica. Giudizio collegiale: Il candidato Giovanni Piazza suddivide il proprio percorso di ricerca in due fasi. Una prima fase prevalentemente dedicata alle interazioni tra le elites economiche e politiche, a livello locale, con particolare attenzione alle policy networks. La metodologia di ricerca fa ampio utilizzo dello strumento dell’intervista. La seconda fase è incentrata sui fenomeni di partecipazione non convenzionale e, più in generale, sui movimenti sociali e sulle loro interazioni con gli attori istituzionali. Sulle divisioni tra sinistra ufficiale e sinistra radicale, il candidato sottolinea come, per la maggioranza delle issues, si registri una differenza profonda legata a diverse concezioni del modello di sviluppo. Sul tema della partecipazione politica, vengono discusse, sulla base di interessanti dati empirici, diverse forme di mobilitazione dei cittadini, analizzate sia in relazione alla politics che alla policy. CANDIDATO: Federico TOTH Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Federico Toth presenta il retroterra organizzativistico della sua ricerca e le intersezioni sia con l’analisi delle politiche pubbliche che con il quadro interpretativo più ampio dell’innovazione istituzionale. Si sofferma sul ruolo dei gruppi di interessi e, più ingenerale, le reti di attori che interagiscono con il quadro normativo del policy making. Un altro aspetto importante dell’attività di ricerca riguarda i rapporti tra attori formali - quali le istituzioni locali e i partiti - e le cosiddette organizzazioni effimere, di natura informale, che si attivano con obiettivi e finalità circoscritte. La presentazione dimostra notevole padronanza dei temi trattati. Commissario prof. Luciano BARDI La produzione scientifica del candidato è divisa in due grandi temi: 1) i processi decisionali soprattutto a livello locale; 2) le agenzie amministrative con particolare riferimento al loro impatto sulle politiche sanitarie. L'analisi di queste ultime dal posto di vista comparato a livello internazionale ha portato il candidato allo studio dei sistemi sanitari piuttosto che delle semplici politiche sanitarie. Il candidato ha illustrato come ciò sia anche conseguenza della sua particolare sensibilità per la teoria dell'organizzazione. Attualmente Toth sta ritornando allo studio delle policies non tanto dal punto di vista tradizionale di una descrizione dei rispettivi assetti normativi ma piuttosto da quello di una osservazione degli attori e delle istituzioni che ne condizionano le azioni. Questo approccio ha Relazione finale aperto per il candidato un filone giudicato nuovo e interessante. Esso infatti può rivelare l'emergere, con l'ingresso di nuovi attori di nuove modalità del processo decisionale. Per esempio tra i nuovi attori osservabili si possono individuare organizzazioni effimere (come i comitati spontanei) che intervengono in occasioni particolari di rilevanza locale (chiusura di piccoli ospedali) con efficacia nel processo decisionale. La issue in questi casi acquisisce una valenza identitaria e quindi trascende il problema politico contingente. in futuro comparazione inter-regionale e estensione a politiche limitrofe. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Federico Toth ha presentato la sua produzione scientifica, concentrando l’attenzione sulle politiche sanitarie, analizzate dal punto di vista comparato. La discussione ha guardato sia ad aspetti di policy che ad aspetti organizzativi. Il candidato ha illustrato con chiarezza l’approccio teorico con contributi di ricerca originali sulle decisioni pubbliche relative alla apertura e chiusura di presidi sanitari sul territorio. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Toth illustra le tradizioni di ricerca sulle policies sanitarie in Italia, che vanno oltre approccio descrittivo-normativo maggioritario nella letteratura corrente. Giustifica efficacemente il suo approccio focalizzato sui gruppi di interesse e i processi decisionali a livello micro/macro nella pianificazione sanitaria. Argomenta infine con competenza, a livello del sistema politico, la tesi di un modello europeo di politica sanitaria Commissario prof. Francesco RANIOLO Federico Toth fa una difesa appassionata dei propri contributi delineando un percorso che muove da studi di caso per approdare a quadri interpretaivi più generali. Ricostruisce il proprio percorso di studio e di ricerca a partire dai due percorsi principali: processi decisionali e studio delle politiche sanitarie con particolare evidenza ai sistemi sanitari. Il candidato mostra una particolare conoscenza del campo di studio delle politiche sanitarie e propone un approccio originale caratterizzato dal ricorso al metodo comparativo e, sotto il profilo sostantivo, all’interdipendenza tra politics e policy. Giudizio collegiale: Il candidato Federico Toth presenta il retroterra organizzativistico della sua ricerca e le intersezioni sia con l’analisi delle politiche pubbliche che con il quadro interpretativo più ampio dell’innovazione istituzionale. Si sofferma sul ruolo dei gruppi di interesse e, più ingenerale, le reti di attori che interagiscono con il quadro normativo del policy making. Un altro aspetto importante dell’attività di ricerca riguarda i rapporti tra attori formali - quali le istituzioni locali e i partiti - e le cosiddette organizzazioni effimere, di natura informale, che si attivano con obiettivi e finalità circoscritte. Il candidato ha illustrato con chiarezza l’approccio teorico con contributi di ricerca interessanti sulle decisioni pubbliche, mostrando una particolare conoscenza del campo di studio delle politiche sanitarie. CANDIDATO: Alberto VANNUCCI Relazione finale Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Alberto Vannucci illustra le intersezioni tra il suo retroterra originario di teoria dei giochi e il suo principale tema di ricerca rappresentato dalla corruzione politica. Nell’illustrare la propria esperienza di ricerca, sottolinea la inattendibilità di molti dati empirici, pur in presenza di una casistica, per il caso italiano, estremamente ricca. Un aspetto particolarmente rilevante è costituito dall’intreccio con la dinamica istituzionale. La presentazione si caratterizza per il notevole rigore nel trattamento del livello teorico. Commissario prof. Luciano BARDI Il percorso di ricerca del candidato parte dal tentativo di utilizzare uno strumento teorico acquisito attraverso i suoi studi economici (la teoria dei giochi) per spiegare un fenomeno politico, la corruzione. Quello che doveva essere un semplice esercizio si è poi rivelato per Vannucci fondamentale per l'individuazione di un duraturo filone di ricerca: il fenomeno della corruzione era stato infatti affrontato nella letteratura ma i lavori esistenti non avevano dato ancora un'accurata misura della sua estensione. La necessità di approfondire ed estendere tali studi è stata poi rafforzata dall'esplosione di mani pulite. Attraverso questi, oltre la conferma del valore euristico della teoria dei giochi e degli strumenti economici il candidato ha poi scoperto l'importanza di un approccio neo-istituzionalista. Lo studio della corruzione si è rivelato ideale nel rivelare le intersezioni tra mercato economico e politico, e il conseguente l'emergere di istituzioni informali, le quali, almeno nel caso italiano regolano il fenomeno, che manifesta, a differenza di altri paesi dove esiste ma si presenta in maniera episodica e casuale, continuità e regolarità. Esse forniscono informazioni, creano diritti di proprietà, determinano i criteri di apertura e chiusura dei mercati politici ed economici, Ciò si completa con la permeabilità e con le inefficienze delle istituzioni formali, che attraverso tali limiti permettono la persistenza del fenomeno. Vannucci riesce così a fornire importanti considerazioni sul funzionamento del sistema politico a più livelli attraverso un approccio analitico del tutto originale sia dal punto di vista del metodo di indagine sia da quello degli oggetti di osservazione. Tali ipotesi sono state sviluppate a livello comparato per una verifica in altri contesti. La discussione è stata approfondita e articolata e nel corso di essa il candidato ha dimostrato una eccellente padronanza di teorie, concetti, strumenti analitici e metodologie non solo nel campo della scienza politica ma anche in quelli dell'economia e della filosofia. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Alberto Vannucci ha presentato con competenza e rigore il suo percorso di ricerca. Il tema della corruzione politica è stato affrontato in relazione all’approccio della teoria dei giochi, dei limiti della teoria della scelta razionale e dei contributi dell’approccio neoistituzionalista. Nel corso della discussione, il tema delle istituzioni è stato concettualizzato in modo originale, guardando anche alla potenziale operazionalizzazione del concetto astratto nella ricerca empirica su informazione, diritti di proprietà e concorrenza. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Vannucci espone le linee teoriche che hanno giustificato la sua produzione largamente dominante sul tema della corruzione politica e l’approccio analitico che vede le istituzioni come una matrice complessa, con regole formali e informali. Relazione finale Mostra di possedere una ampia capacità di utilizzo di differenti orientamenti metodologici, paradigmi e tecniche di analisi nello studio del fenomeno (teorica giochi, scelta razionale approccio istituzionalista). Evidenzia altresì una elevata capacità di controllare l’attendibilità delle fonti e di utilizzare una metodologia comparata. Commissario prof. Francesco RANIOLO Alberto Vannucci mette in risalto l’originalità del suo percorso e approccio allo studio della politica specialmente nel contesto italiano, quali la teoria dei giochi. Nella difesa dei suoi lavori mostra una approfondita consapevolezza anche critica sui temi, gli approcci e i metodi empirici utilizzati. Inoltre, i temi specifici come la corruzione, la illegalità diffusa e il rendimento istituzionale mostra una capacità di inquadramento teorico e di riferimento ai classici non comune. Inoltre, mette in maniera opportuna e convincente in risalto il collegamento tra profili sostantivi e ricerca sul campo. Capacità rigorosa di muoversi con gli strumenti della economia istituzionale e della scelta razionale e applicarla con risultati notevoli e originali ai fenomeni politici. Mostra anche una maturazione teorica e metodologica che lo porta a rivedere criticamente anche alcuni punti di partenza del suo lavoro. Giudizio collegiale: Il candidato Alberto Vannucci illustra le intersezioni tra il suo retroterra originario di teoria dei giochi e il suo principale tema di ricerca rappresentato dalla corruzione politica. Nel presentare la propria esperienza di ricerca, sottolinea la inattendibilità di molti dati empirici, pur in presenza di una casistica, per il caso italiano, estremamente ricca. Un aspetto particolarmente rilevante è costituito dall’intreccio con la dinamica istituzionale. Nel corso della discussione, il tema delle istituzioni è stato concettualizzato in modo originale, guardando anche alla potenziale operazionalizzazione del concetto astratto nella ricerca empirica su informazione, diritti di proprietà e concorrenza. Mostra di possedere una ampia capacità di utilizzo di differenti orientamenti metodologici, paradigmi e tecniche di analisi nello studio del fenomeno (teoria dei giochi, scelta razionale, approccio istituzionalista). Evidenzia altresì una elevata capacità di controllare l’attendibilità delle fonti e di utilizzare una metodologia comparata. CANDIDATO: Donatella Maria VIOLA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il filo conduttore delle ricerche della candidata Donatella Maria Viola è rappresentato dalle trasformazioni del parlamento europeo. Uno dei temi principali è quello del deficit democratico, analizzato anche in chiave comparata con riferimento alle esperienze britanniche, francesi e italiane. Un altro tema rilevante è costituito dai progressivi allargamenti della membership, rispetto al ruolo svolto sia dai partiti nazionali che dai parlamentari già presenti. Tra le principali analisi empiriche, la candidata indica le deliberazioni - a vari livelli istituzioni - del parlamento europeo in due casi di studio rilevanti di politica estera, la crisi del Golfo e quella Jugoslava. Una costante è rappresentata dall’attenzione al processo di democratizzazione in una istituzione complessa e con attori collettivi non particolarmente consolidati. La candidata dimostra padronanza nella conoscenza dei temi affrontati. Relazione finale Commissario prof. Luciano BARDI L'interesse della candidata per il suo principale oggetto di studio, il Parlamento europeo, è motivato dal suo desiderio di studiare il processo di integrazione attraverso dinamiche che provengano dal basso e non da un'azione elitistica dall'alto come è invece avvenuto. Il PE è espressione dei cittadini e quindi deve, secondo la candidata, essere il motore del processo di integrazione. I parlamenti nazionali non rispondono alle esigenze di rappresentanza europea e poi hanno deficit democratici essi stessi anche a livello nazionale, soprattutto riguardo alla politica estera, come dimostrato dalla ricerche della candidata. Il tema centrale della ricerca di Donatella Viola risponde alla domanda: si possono superare nei gruppi del PE le differenze nazionali rispetto alla politica estera? La risposta è stata fornita attraverso un'analisi qualitativa di tutti i documenti ufficiali reperibili sulle posizioni del PE sulla prima crisi del golfo e sulla crisi jugoslava. La politica estera è dominio classico dello stato nazione e quindi molto probante per un test della transnazionalizzazione dei gruppi parlamentari europei e quindi di una europeizzazione del demos europeo. Viola ha compiuto anche un'analisi quantitativa studiando il voto in appelli uninominali attraverso indici di coesione, di transnazionalità e di similarità di voto. I risultati hanno rivelato la transnazionalizzazione nei gruppi, ma non del PE. La candidata ha tratto conclusioni negative da quest'ultimo punto. Il suo percorso si completa coerentemente attraverso altri lavori su UE: in particolare sul suo allargamento e sulle relazioni del PE con i parlamenti nazionali. Ha prodotto anche numerosi lavori sulle elezioni europee sulle quali sta avviando come curatrice e autrice di alcuni capitoli un progetto di handbook. La discussione è stata molto esauriente e articolata rivelando da parte della candidata una profonda conoscenza dei temi trattati e una padronanza delle tecniche di analisi da lei usate. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La candidata Donatella Viola ha presentato il principale contributo della sua ricerca nell’analisi del Parlamento Europeo, collocandola all’interno di un quadro comparato. La tematica è stata affrontata con ricchezza di dettaglio nel campo della politica estera e al deficit democratico che spesso si evidenzia nel ruolo dei parlamenti in questa area di policy. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La candidata espone la sua ricerca sul ruolo del parlamento europeo, i poteri che ha assunto nel corso del processo di integrazione, il residuo di deficit democratico. Mostra una elevata capacità di argomentazione e di analisi sul comportamento dei gruppi politici in relazione alla politica estera espressa dal PE. Mostra altresì di possedere gli strumenti sia di analisi metodologica per lo studio delle elezioni europee che di analisi comparativa tra i vari parlamenti nazionali. Commissario prof. Francesco RANIOLO Donatella Maria Viola ricostruisce il suo percorso di ricerca centrato sui temi dell’integrazione europea e in particolare sul ruolo del parlamento europeo. Un ulteriore tema sviluppato dalla candidata attiene alla politica estera dell’Unione Europea.. Segnala altresì come il suo interesse di studio sia stato fin dall’inizio supportato da un profilo comparativo. Presenta e difende i suoi lavori con chiarezza e rigore espositivo mettendo opportunamente in risalto i problemi empirici affrontati. Relazione finale Un ulteriore tema sviluppato ha a che fare con lo studio delle elezioni europee, le loro caratteristiche, dinamica e i profili transnazionali. Giudizio collegiale: Il filo conduttore delle ricerche della candidata Donatella Maria Viola è rappresentato dalle trasformazioni del parlamento europeo, in un'ottica che implica una precisa enfasi normativa. Uno dei temi principali è quello del deficit democratico, analizzato anche in chiave comparata con riferimento alle esperienze britanniche, francesi e italiane. Un altro tema rilevante è costituito dai progressivi allargamenti della membership, rispetto al ruolo svolto sia dai partiti nazionali che dai parlamentari già presenti. Tra le principali analisi empiriche, la candidata indica le deliberazioni - a vari livelli istituzionali - del parlamento europeo in due casi di studio rilevanti di politica estera, la crisi del Golfo e quella jugoslava. La Commissione Prof. Mauro Calise Prof. Luciano Bardi Presidente Componente _______________________________ _______________________________ Prof.ssa Donatella della Porta Componente _______________________________ Prof. Riccardo Scartezzini Componente _______________________________ Prof. Francesco Raniolo Segretario _______________________________ Relazione finale ALLEGATO C (Relazione finale) GIUDIZI SULLA PROVA DIDATTICA CANDIDATO: Marco BRUNAZZO Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Marco Brunazzo presenta una lezione sul rapporto tra le regioni e l’Unione europea. Il primo aspetto trattato riguarda i canali di accesso delle regioni all’Unione europea, distinguendo tra accdsso diretto e mediato e concentrando l’analisi sul comitato delle regioni e gli uffici regionali. Il candidato illustra i diversi filoni di ricerca sul comitato delle regioni, soffermandosi sul sistema di governance multilivello ed evidenziando la crescita di peso di tale istituzione. Per quanto riguarda gli uffici regionali, la letteratura appare prevalentemente descrittiva. Il candidato illustra i processi di istituzionalizzazione alla luce dell’ampliamento delle funzioni, e sottolinea l’assenza di studi sull’efficacia di uffici in vigorosa crescita. L’ultimo argomento trattato è la politica di coesione economica e sociale, distinguendo due fasi temporati nella strategia di programmazione e negli strumenti di attuazione. Nel complesso, la lezione si segnala per la chiarezza espositiva e la completezza del quadro teoricoanalitico presentato. Commissario prof. Luciano BARDI La lezione del candidato Marco Brunazzo, presentata a livello di master e svolta con power point, è articolata in: − canali istituzionali di accesso − politica di coesione economica e sociale − considerazioni generali sul il ruolo delle regioni nell'UE, con implicazioni per la teoria dell'integrazione e qualche riflessione critica. 1 Canali istituzionali − Comitato delle regioni: è adesso più istituzionalizzato anche se inizialmente la CE non ne voleva riconoscere l'importanza del ruolo. UE diventa sistema di Governance Multi-Livello (GML). Il policy-making è più complicato e più livelli di autorità vi contribuiscono. Le decisioni nel CdR sono consensuali (facile da ottenere dato che si tratta di organo consultivo) ma ci sono cleavages istituzionali, economiche, geografiche, politiche e nazionali. − Uffici regionali: hanno istituzionalizzazione variabile. Producono informazioni e agiscono come osservatorio. Fanno anche lobbying. 2 La politica di coesione economica e sociale è portata avanti soprattutto attraverso il partenariato 3 Ci sono anche implicazioni per la teoria: le regioni sono rilevanti per il contributo che il loro studio dà alla teoria della GML, contrapposta a quella del modello stato-centrico. La Governance multi-livello risulta dall'accordo di attori a tre livelli. Relazione finale 4 Critica: la GML è una teoria descrittiva e non esplicative; è vista anche come riproposizione del neofunzionalismo; le regioni sono inoltre assenti nelle history-making decisions. L'esposizione di Brunazzo è pacata e chiara. Usa delle foto che illustrano in maniera efficace alcuni dei punti principali. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Marco Brunazzo svolge la sua lezione, indirizzandola al livello del master. Viene presentata una tipologia di canali di accesso delle regioni alla UE, costruita sull’incrocio di due variabili: Accesso e fonte di legittimazione. Viene quindi focalizzata l’attenzione su due attori con accesso diretto: comitato delle regioni e uffici regionali. Le competenze e il comportamento di questi attori vengono analizzati, guardando anche alla loro evoluzione storica. Il tema viene quindi inquadrato all’interno delle principali teorie su europeizzazione ed integrazione europea. L’esposizione è chiara e didatticamente efficace. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Il candidato indirizza la sua lezione sui rapporti tra Regioni e Unione Europea agli studenti di Laurea Magistrale. Avvalendosi di uno schema concettuale di sintesi ne illustra i vari punti, soffermandosi in particolare sui canali di accesso delle Regioni al sistema decisionale e di influenza europeo, principalmente il Comitato delle Regioni e gli Uffici regionali a Bruxelles. Del primo vengono analizzati la sua istituzionalizzazione, il funzionamento e la rilevanza del suo agire. Dei secondi il loro progressivo insediamento a Bruxelles e la loro funzione della rappresentanza degli interessi e di indirizzo. Il candidato mostra sicuri riferimenti teorici ed empirici e individua il sistema decisionale europeo come “governance multilivello”, sistema che vede dispersione di autorità e potere ai vari livelli sovranazionale, nazionale e sub-nazionale. La lezione viene esposta con chiarezza e linguaggio appropriato, indicando i riferimenti essenziali di una letteratura specialistica e critica. Commissario prof. Francesco RANIOLO Marco Brunazzo presenta lo schema della lezione, che viene riferita ad un pubblico di master o di laurea specialistica. Inizia da un profilo più empirico per poi muoversi verso considerazioni più generali. Si concentra sul Comitato delle regioni, analizzato sia sotto il profilo dell’istituzionalizzazione, delle funzioni e del funzionamento interno. Segue il tema degli uffici di rappresentanza delle regioni nell’Ue. Sui primi due temi abbina l’analisi strutturale e organizzativa (resa più originale dal riferimento ad aspetti delle strutture fisiche) e funzionale. Infine, tratta della politica di coesione sociale. Presenta una panoramica delle ricerche più recenti riuscendo a cogliere i risultati più rilevanti senza appesantire la lezione, mettendone in risalto i limiti. Nelle conclusioni si sposta opportunamente ad un livello di analisi e di riflessione più generale che coglie il collegamento tra rappresentanza delle regioni, governance multi-livello e teoria dell’integrazione europea. Conclude delineando un bilancio critico alla multi-level governance. Fin dalle prime battute il candidato si esprime in termini chiari e attraverso quadri tassonomici convincenti. Giudizio collegiale: Il candidato Marco Brunazzo presenta una lezione sul rapporto tra le regioni e l’Unione europea. La presentazione avviene attraverso slides che contribuiscono a semplificare un quadro istituzionale Relazione finale molto complesso Il primo aspetto trattato riguarda i canali di accesso delle regioni all’Unione europea, distinguendo tra accdsso diretto e mediato e concentrando l’analisi sul comitato delle regioni e gli uffici regionali. Una interessante slide mostra l’edificio del comitato delle regioni, consentendo al candidato di accennare alla contrastata presenza, anche fisica, delle regioni a Bruxelles.Il candidato passa quindi ad analizzare i diversi filoni di ricerca sul comitato delle regioni, soffermandosi sul sistema di governance multilivello ed evidenziando la crescita di peso di tale istituzione. Per quanto riguarda gli uffici regionali, la letteratura appare prevalentemente descrittiva. Il candidato illustra i processi di istituzionalizzazione alla luce dell’ampliamento delle funzioni, e sottolinea l’assenza di studi sull’efficacia di uffici in vigorosa crescita (oggi, oltre 250), dei quali viene data una interessante illustrazione architettonica, e le cui funzioni sono prevalentemente di tipo informativo anche se spesso investono una intensa attività di lobbying. L’ultimo argomento trattato è la politica di coesione economica e sociale, distinguendo due fasi temporati nella strategia di programmazione e negli strumenti di attuazione. in conclusione ,le implicazioni per la teoria dell’integrazione europea possono essere distinte in due filoni interpretativi: quello della governance multi-livello e il modello stato-centrico. La critica alla teoria della governance mutilivello è che si tratta prevalentemente di una descrizione, in chiave neofunzionalista, che non spiega dove è il vero motore della integrazione europea, visto che le regioni risultano assenti dalle cosiddette history making decisions. Nel complesso, la lezione si segnala per la chiarezza espositiva e la completezza del quadro teoricoanalitico presentato. CANDIDATO: Luigino CECCARINI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Luigino Ceccarini presenta una lezione sui rapporti tra consumo e politica indirizzato a un’aula di secondo livello. Il candidato sottolinea come il consumo sia oggi al centro di una rinnovata attenzione, sotto diversi aspetti: una issue che intreccia diritti umani e della salute, i processi di istituzionalizzazione di diversi tipi di associazioni, i canali di protesta politica e di inclusione. La principale discontinuità nel quadro teorico riguarda il passaggio dall’economia classica alla società post-moderna, con i processi di individualizzazione, riflessività, life-politics. Un altro elemento di novità è costituito dalla politicizzazione del mercato, e, conseguentemente, del consumo. Si pensi alla crescente domanda di regolazione, o al ruolo delle associazioni di consumatori. Il candidato sottolinea come tali cambiamenti avvengano entro tendenze generali di trasformazione nel rapporto tra società e politica nelle democrazie contemporanee, con la crisi degli attori tradizionali e la crescita di una domanda orientata a nuove forme di inclusione e partecipazione, che si presentano nondimeno ambigue sul piano della definizione concettuale. La lezione presenta un quadro molto ricco della casistica. Commissario prof. Luciano BARDI La lezione di Luigino Ceccarini è svolta a livello di laurea specialistica svolta con power point. Relazione finale L’introduzione sottolinea come: 1) il consumo sia una issue crescentemente istituzionalizzata 2) il cittadino-consumatore sia considerato nella letteratura non solo nel mercato, ma anche nella ssocietà civile e nella sua dimensione di cittadino. Non si tratta di un tema nuovo né nella teoria (già visitato da Marx Weber, Bentley e Crouch) né nella prassi (boicottaggio, indipendenza americana, India). Cè quindi un legame stretto tra scelte d'acquisto e sistema e quindi tra consumo e politica, non solo attraverso un controllo dall'alto del consumatore, ma anche attraverso una reazione dal basso- Il consumo assume quindi una valenza di strumento politico. Il consumatore diventa attore politico.Non è solo dedito a comportamenti passivi come vorrebbe la teoria economica. Il nuovo scenario è caratterizzato dall'emergere della società post-moderna, da una politicizzazione del mercato, e da un cambiamento del paradigma (dalla rinuncia degli anni '60 e '70 alla salvaguardia). Ciò avviene nel quadro di una crisi degli attori tradizionali (quali i partiti) e di maggiore domanda verso nuove forme di inclusione e partecipazione. Questo porta ad azioni in arene diverse (sub-politiche) rivolte a attori non-tradizionali, riflettendo il cambiamento nel rapporto tra politica e società. Il candidato conclude fornendo delle definizioni delle forme di consumo politico:Positivo (buycotting); Negativo (boycotting); Discorsivo (culture jamming, internet) Il consumo ha quindi rilevanza politica, denotando una sensibilità e una domanda politica da parte di gruppi di cittadini, si intreccia con la crisi degli attori tradizionali e costituisce un modello di inclusione. La lezione è stata svolta attraverso un'esposizione discorsiva ed è risultata sufficientemente efficace. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Luigino Ceccarini svolge la sua lezione, indirizzandola al livello di laurea specialistica. Il tema del comportamento di consumo, con particolare attenzione al consumo politico, viene inquadrato all’interno di recenti trasformazioni politiche e sociali. Dopo avere ripercorso la storia del rapporto tra consumo e politica, le specificità attuali del consumerismo politico vengono spiegate alla luce delle attuali tendenze di disintermediazione, con una critica convincente della teoria economica classica. La presentazione è densa ed abbastanza chiara. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Il candidato inizia la sua lezione sulle recenti tendenze nel comportamento di consumo, mettendo il concetto di consumo al centro di una rinnovata attenzione, da parte di associazioni, gruppi, movimenti di protesta, orientamenti di moda. Il consumo si situa dunque all’incrocio tra economia, politica e società e il consumatore viene visto come attore politico e sociale. Lontano dunque da un modello astratto di consumatore razionale, viene concettualizzato come un soggetto fornito di identità culturale specifica e differenziata, inserito in un mondo complesso, costituito da reti, strutture e contesti che lo stimolano e condizionano. Viene evidenziato il recente cambio di paradigma verso una politicizzazione del mercato e del consumo: il comportamento tiene conto di nuovi elementi come l’ambiente, il risparmio energetico, i diritti umani, gli stimoli della società civile, la esigenza di sobrietà, il riflusso nel privato, tutte questioni che incidono sulle forme di consumo e che sono investite di significato politico. L’esposizione si presenta ricca di riferimenti culturali e storici. Il linguaggio rivela un background sociologico dominante, dove i riferimenti fattuali testimoniano della partecipazione diretta del candidato a diverse ricerche empiriche sull’argomento. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO Luigino Ceccarini presenta una lezione riferita ad un livello magistrale. Il candidato introduce direttamente il tema “Politica e Consumo”, mettendo in risalto come questo abbia dei chiari collegamenti con la teoria classica e la stessa prassi. Al riguardo lo inquadra nell’ambito delle teorie più recenti sulla società post-moderna. In particolare, riesce a mettere in risalto in modo convincente il collegamento dei consumi e del consumerismo con le trasformazioni politiche, le sfide della democrazia, le forme di partecipazione sociale e politica. Tratta le peculiarità del consumerismo ponendosi il problema analitico e concettuale delle difficoltà di inquadrarlo nelle forme delle azione politica e collegandolo al rapporto tra partecipazione convenzionale e non convenzionale. In fine, si sofferma sul consumo politico e sulle sue forme. Nel complesso l’esposizione pur chiara presenta qualche appesantimento e un ricorso limitato a quadri tassonomici. Giudizio collegiale: Il candidato Luigino Ceccarini presenta una lezione sui rapporti tra consumo e politica indirizzato a un’aula di secondo livello. Il candidato sottolinea come il consumo sia oggi al centro di una rinnovata attenzione, sotto diversi aspetti: una issue che intreccia diritti umani e della salute, i processi di istituzionalizzazione di diversi tipi di associazioni, i canali di protesta politica e di inclusione. Il candidato illustra quindi i precedenti, sia in teoria che nella prassi, del tema del consumo, sottolineando i legami tra scelte di acquisto e sistema nel suo complesso. La recente attenzione si concentra sul consumo come reazione dal basso in un quadro di disintermediazione, trasformandosi da oggetto di critica in attore di critica. La principale discontinuità riguarda il passaggio dal quadro dell’economia classica a quello della società post-moderna, con i processi di individualizzazione, riflessività, life-politics. Un altro elemento di novità è costituito dalla politicizzazione del mercato, e, conseguentemente, del consumo. Si pensi alla crescente domanda di regolazione, o al ruolo delle associazioni di consumatori. Si può, a questo proposito parlare, di un cambio di paradigma. Se negli anni sessanta e settanta prevaleva una spinta alla rinuncia ispirata all’austerità anti-consumo, oggi appare più forte la domanda di salvaguardia e di tutela (ambientale, del lavoro, etc.). Il candidato sottolinea come tali cambiamenti avvengano entro tendenze generali di trasformazione nel rapporto tra società e politica nelle democrazie contemporanee, con la crisi degli attori tradizionali e la crescita di una domanda orientata a nuove forme di inclusione e partecipazione, che si presentano nondimeno ambigue sul piano della definizione concettuale. In conclusione, il candidato presenta una definizione del consumo politico indicando tre forme di manifestazione: positivo (buycotting), negativo (boycotting) e discorsivo (utilizzo della rete, etc.), e si interroga sulla sua rilevanza per la politica, invitando a non incorrere nell’errore di sovrastimare o sottostimare il fenomeno. La lezione viene giudicata esauriente. CANDIDATO: Giorgio Carlo Secondo GIRAUDI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Giorgio Giraudi presenta una lezione sulle autorità indipendenti, indirizzata a studenti di laurea magistrale. La lezione è strutturata intorno a due momenti: uno introduttivo, descrittivo, e un secondo momento che riguarda le novità per i sistemi politici e le sfide per la interpretazione. Relazione finale Un elemento importante delle A.I. è quello della fusione dei poteri, nella funzione sia di rule making che di adjudication. Un nodo particolarmente critico è quello del sistema dei controlli, che non devono essere eccessivamente rigidi onde non ledere l’autonomia delle Autorità. Il candidato passa ad illustrare alcuni casi empirici di A.I., sulla base del sistema politico italiano. Il candidato si sofferma quindi ad illustrare le ragioni di nascita e diffusione delle A.I. I principali fattori sono lo sviluppo della regolazione amministrativa, l’isolamento delle politiche regolative rispetto al ciclo politico, lo sviluppo della governance economica transnazionale, il bilanciamento istituzionale. In conclusione il candidato si sofferma sui nodi principali che il fenomeno delle autorità indipendenti presenta nei confronti della scienza politica. La lezione si contraddistingue per la notevole chiarezza della argomentazione teorica e per la ricchezza delle esemplificazioni empiriche. Commissario prof. Luciano BARDI Il candidato Giorgio Carlo Secondo Giraudi imposta la lezione a livello di laurea magistrale con l'ausilio di power point. La lezione è organizzata in due parti: 1) una descrizione del concetto di autorità indipendente (AI), con riferimento empirico al caso italiano 2) la considerazione dell'impatto delle AI sul sistema politico. Il candidato definisce le AI denotandone le caratteristiche specifiche quali l'indipendenza funzionale e strutturale, la legittimità funzionale, la fusione dei poteri e l'autonomia. Tali definizioni consentono al candidato di individuare varie autorità indipendenti italiane come la Banca d'Italia, la CONSOB, l'ISVAP, la AGCM e di illustare alcune delle loro principali competenze e delle azioni da esse intraprese. La lezione prosegue con una spiegazione del perché della nascita e della diffusione delle AI. Questo avviene come conseguenza dello sviluppo della regolazione amministrativa, dell'isolamento delle politiche regolative, dello sviluppo della governance economica internazionale e del bilanciamento istituzionale. Lo studio delle AI ha portato all'introduzione delle nozioni di stato regolatore, di articolazione/segmentazione della cittadinanza, e di governance transanzionale. La lezione si conclude con l'illustrazione di una breve bibliografia fondamentale sul tema. L'esposizione del candidato è molto densa, con l'inserimento di molte parentesi esplicative, e sufficientemente sistematica, chiara ed efficace. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Giorgio Carlo Secondo Giraudo presenta la sua lezione indirizzandola ad un pubblico di studenti già alfabetizzati in scienza politica e scienza dell’amministrazione. La lezione inizia con una concettualizzazione del tema della lezione: le autorità indipendenti. La trattazione si sofferma su indipendenza (funzionale e strutturale); legittimità (funzionale, legata alla expertise); competenza e autonomia. Definito il concetto, l’analisi si sofferma sul caso italiano,attraverso la presentazione di alcune specifiche istituzioni, muovendo poi alle spiegazioni della nascita e diffusione delle autorità indipendenti. La presentazione è molto esauriente e i supporti tecnici vengono utilizzati in modo parco ed efficace. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Rivolge la sua lezione sul ruolo delle Autorità indipendenti agli studenti di Laurea Magistrale che abbiano almeno una conoscenza di base di Scienza politica e delle istituzioni europee. Relazione finale Il candidato si domanda anzitutto cosa sono e perche nascono e si diffondono questi soggetti pubblici che hanno una serie di caratteristiche proprie come l’indipendenza, la legittimità funzionale, l’autonomia, un potere regolato. Vengono descritte brevemente le dieci autorità indipendenti a partire dalla prima (la Banca d’Italia) a quelle istituite per ultime negli anni ’90 (Agcm, Aeeg, Agcom). Alla questione del perchè le autorità indipendenti si diffondano in tutto il mondo, il candidato fa riferimento allo sviluppo della regolazione amministrativa e della governance economica transnazionale. I rapporti con la Scienza politica vengono illustrati attraverso il ruolo dello Stato regolatore, l’articolazione della cittadinanza, lo sviluppo di una governance economica europeizzata, il ruolo delle comunità epistemiche nell’autogoverno delle politiche pubbliche. Viene infine presentata una bibliografia di riferimento essenziale per gli approfondimenti. L’esposizione risulta efficace, fatta con un linguaggio analitico e lineare. Commissario prof. Francesco RANIOLO Giorgio Giraudi introduce il tema della lezione per un livello specialistico ed espone la scaletta della lezione fissandone gli obiettivi. Il primo ha a che fare con la nozione di Autorità indipendenti, al riguardo specifica anche gli aspetti metodologici collegati alla definizione. Muovendo da alcune indicazioni metodologiche di Sartori procede allo “spacchettamento” del concetto il che lo porta a specificare le dimensioni caratteristiche. Passa quindi, ai referenti empirici con particolare riferimento al caso italiano, individuandone le principali, l’anno di istituzione, gli ambiti di intervento. Arricchisce con informazioni storiche e comparate atte a meglio inquadrare le caratteristiche e le funzioni delle singole agenzie fino all’erompere del fenomeno negli anni ’90. Passa quindi ad affrontare la questione della nascita e diffusione del fenomeno delle Autorità indipendenti. Al riguardo richiama con profitto la letteratura esistente il che gli permette di individuare i fattori esplicativi più rilevanti. Conclude infine e opportunamente mettendo in risalto il rapporto tra l’oggetto della lezione e alcuni temi classici della scienza politica, a partire dalla trasformazione dello stato e della stessa cittadinanza. Il candidato conclude in maniera proficua con una breve bibliografia di riferimento. L’esposizione del candidato è rigorosa e pur nella complessità del tema trattato è agevole da seguire. Giudizio collegiale: Il candidato Giorgio Giraudi presenta una lezione sulle autorità indipendenti, indirizzata a studenti di laurea magistrale. La lezione è strutturata intorno a due momenti: uno introduttivo, descrittivo, e un secondo momento che riguarda le novità per i sistemi politici e le sfide per la interpretazione. L’intervento si concluderà con una breve bibliografia ragionata per gli studenti che intendessero approfondire il tema. Sul piano definitorio, le A.I. sono soggetti pubblici indipendenti, sia sul piano funzionale che strutturale. Un elemento importante delle A.I. è quello della fusione dei poteri, nella funzione sia di rule making che di adjudication. Un nodo particolarmente critico è quello del sistema dei controlli, che non devono essere eccessivamente rigidi onde non ledere l’autonomia delle Autorità. Il candidato passa quindi ad illustrare alcuni casi empirici di A.I., sulla base del sistema politico italiano, cominciando dalla Banca d’italia. e passando a casi più recenti quali la CONSOB (Borsa), ISVAP (assicurazioni). E’ però a partire dagli anni novanta che si espandono il numero e gli ambiti di intervento delle autorità indipendenti in italia. Particolarmente rilevante è l’autorità per la regolazione della concorrenza (antitrust). Un caso diverso è quello del Garante della privacy, chiamato a garantire il trattamento dei dati sensibili in una società caratterizzata dalla circolazione sempre più rapida delle informazioni. Il candidato passa quindi ad illustrare le ragioni di nascita e diffusioni delle A.I. I principali fattori sono lo sviluppo della regolazione amministrativa, l’isolamento delle politiche regolative rispetto al Relazione finale ciclo politico, lo sviluppo della governance economica transnazionale, il bilanciamento istituzionale. In conclusione il candidato si sofferma sui nodi principali che il fenomeno delle autorità indipendenti presenta nei confronti della scienza politica: lo stato regolatore, l’articolazione/segmentazione della cittadinanza, lo sviluppo di una governance economica europeizzata, lo sviluppo di comunità epistemiche e l’autogoverno delle politiche pubbliche. La lezione si contraddistingue per la chiarezza sia della argomentazione teorica che delle esemplificazioni empiriche. CANDIDATO: Andrea LIPPI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Andrea Lippi presenta una lezione sulla valutazione delle politiche pubbliche rivolta a studenti di una laurea magistrale. Il candidato introduce le cinque fasi (Jones) di un processo di policy: identificazione, formulazione, decisione, implementazione, valutazione, che prevede un processo di retroazione sul processo di policymaking. La professione del valutatore si è sviluppata in tre principali ambiti: i think tanks, le agenzie di consulenti, e le istituzioni di regolazione. Il candidato sottolinea il fatto che la valutazione è una funzione di legittimazione, in quanto viene spesso introdotta per giustificare un aumento della pressione fiscale. Svolgendo in ciò un ruolo analogo a quello della proceduralizzazione, nel limitare il peso dell’arbitrio nell’uso del potere. In ciò ricollegandosi al principio weberiano della calcolabilità e prevedibilità dell’azione pubblica. In conclusione, la policy evaluation si presenta come una pratica professionale tesa a rinsaldare i presupposti di legittimità rafforzando il legame democratico tra autorità e cittadini. Tale funzione dipende però dalla domanda di legittimazione, un fattore molto debole nel caso italiano. La valutazione è stata importata prevalentemente sulla base di modelli stranieri, e il suo successo dipende prevalentemente dai contesti d’uso. La lezione si segnala per l’esposizione brillante ed esaustiva. Commissario prof. Luciano BARDI La lezione di Andrea Lippi , impostata a livello di laurea specialistica, intende spiegare cos'è la valutazione delle politiche pubbliche e perché si deve valutare. Nella formulazione delle politiche pubbliche la valutazione è una delle 5 fasi. In particolare la valutazione attraverso un processo di feedback incide sulla policy. E' una fase artificiale che potrebbe anche non esserci. La valutazione è un'analisi sistematica condotta con metodi empirici volta a formulare giudizi sui programmi delle politiche pubbliche, sulla lora implementazione, impatto e miglioramento. Funziona perché esiste un'imputazione forzosa di causalità. I valutatori sono professionisti (nei think tanks, nelle autorità indipendenti ecc). Si possono applicare tre tipi di valutazione. EX-POST, IN ITINERE, EX ANTE. La valutazione ha anche una funzione di legittimazione, per esempio rispetto al prelievo fiscale. Ciò avviene attraverso un'analisi dei rendimenti, della capacità della politica di generare risultati: non giudizi di valore, ma giudizi di fatto. Lo scopo della valutazione è anche la valorizzazione della accountability in quanto in processi parcellizzati permette l'individuazione di chi ha fatto cosa. La lezione di Lippi ha rivelato la sua capacità di esporre gli argomenti in maniera chiara e sistematica, attraverso un'efficace descrizione dei temi studiati, ma anche con una propensione alla Relazione finale riflessione su importanti aspetti del funzionamento del sistema politico e dei rapporti di rappresentanza. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Andrea Lippi orienta la sua lezione ad un pubblico di studenti di laurea magistrale. Il tema della lezione, la valutazione delle politiche pubbliche, viene concettualizzata a partire dal modello di Easton, focalizzando l’attenzione all’output del sistema politico. Gli elementi centrali della definizione sono definiti in relazione a metodi empirici, natura comparata, rapporto intenzioni-effetti. Diversi tipi di valutazione vengono individuate in relazione alle diverse tappe del processo di implementazione delle politiche pubbliche. Gli assunti di calcolabilità e prevedibilità vengono criticamente discussi e il valore della valutazione per l’accountability sottolineato, anche attraverso l’analisi di sei contesti d’uso di valutazione (oversighting, auditing, piloting, staffing, benchmarching, monitoraggio). Il tema è presentato in modo interessante, e didatticamente efficace. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La lezione sulla valutazione delle politiche pubbliche viene rivolta a studenti Laurea Magistrale che abbiano qualche conoscenza di base, di tipo sociologico e politologico. Il candidato propone di considerare la valutazione come un metodo di ricerca empirica che compara intenzioni e risultati ovvero lo scarto tra progetto e risultati attraverso una catena di causazione. Viene concepita essenzialmente come una fase del policy making, ovvero una analisi condotta con metodi empirici volta a formulare giudizi sui programmi delle Politiche pubbliche, sulla la loro implementazione, sul loro impatto e sul loro miglioramento. Valutazione che può avvenire ex post, in itinere, ex ante, usata per legittimare la autorità pubblica e come supporto dei decisori. Gioca pertanto un ruolo analogo alla democrazia procedurale. Le funzioni di apprendimento e di accountability contribuiscono a rendere più trasparenti le istituzioni democratiche e rilegittimare la autorità di governo. La lezione ha avuto una molteplicità di riferimenti teorici e analitici ed è stata condotta con linguaggio chiaro ed esauriente. Commissario prof. Francesco RANIOLO gli autori di riferimento classici. Il riferimento allo schema di Easton-Jones gli consente di introdurre le caratteristiche peculiari della valutazione. Il candidato mostra opportunamente il rapporto tra decisori e valutatori. Passa quindi ad introdurre la definizione di valutazione mettendone in risalto la struttura logica e la valenza politica, mettendo in risalto le domande cruciali a cui la valutazione intende rispondere. Introduce così le distinzione tra i diversi tipi di valutazione (ex ante, in itinere e ex post). Mette in risalto anche la funzione di legittimazione della decisione e il suo collegamento con il processo di razionalizzazione dell’azione e della politica. Mette inoltre in risalto come le condizioni di agire delle amministrazioni pubbliche agiscono in condizioni di razionalità limitata e di incertezza. Enfatizza il rapporto tra valutazione e potere attraverso la logica dell’apprendimento e della accountability. Nella parte finale il candidato trae due conclusioni, la prima collega la valutazione ai contesti d’uso; la seconda rinvia alla intrinseca politicità della valutazione. Nel complesso l’esposizione è fluente, ricca di riferimenti teorici e di richiami puntuali ai classici sia della scienza politica, della sociologia e della teoria dell’organizzazione. Nonostante la lezione presenta dei passaggi concettualmente complessi il risultato finale è efficace e originale, riuscendo a riconcettualizzare la valutazione in termini più strettamente politici piuttosto che tecnici e manageriali Giudizio collegiale: Il candidato Andrea Lippi presenta una lezione sulla valutazione delle politiche pubbliche rivolta a Relazione finale studenti di una laurea magistrale. Il candidato introduce le cinque fasi (Jones) di un processo di policy: identificazione, formulazione, decisione, implementazione, valutazione, che prevede un processo di retroazione sul processo di policymaking. La fase della valutazione si distingue in quanto artificiosa, gran parte delle politiche pubbliche non conosce lo stadio della valutazione. Viene quindi fornita una definizione della valutazione, come un’analisi sistematica condotta con metodi empirici volta a formulare giudizi sui programmi delle politiche pubbliche, sulla loro implementazione, impatto e sul loro miglioramento. La professione del valutatore si è sviluppata in tre principali ambiti: i think tanks, le agenzie di consulenti, e le istituzioni di regolazione. Particolarmente importante è la distinzione tra tre tipi (fasi) della valutazione, distinguendo quella che analizza il rapporto tra output e outcome (ex post), da quella che si concentra sulla fase di implementazione (in itinere) e da quella che si concentra sulla fase di input (ex ante). Il candidato sottolinea il fatto che la valutazione è una funzione di legittimazione, in quanto viene spesso introdotta per giustificare un aumento della pressione fiscale. Svolgendo in ciò un ruolo analogo a quello della proceduralizzazione, nel limitare il peso dell’arbitrio nell’uso del potere. In ciò ricollegandosi al principio weberiano della calcolabilità e prevedibilità dell’azione pubblica. La valutazione si qualifica inoltre come funzione del rendimento, per poter misurare il valore d’uso di una politica pubblica. Le due funzioni più strettamente legate al potere pubblico sono relative all’apprendimento e all’accountability, come responsabilità istituzionale, contribuendo a chiarire i ruoli e i contributi dei diversi attori - segmenti - istituzionali in processi che si presentano, al pubblico, come sempre più difficilmente decifrabili nelle loro molteplici componenti. In conclusione, la policy evaluation si presenta come una pratica professionale tesa a rinsaldare i presupposti di legittimità rafforzando il legame democratico tra autorità e cittadini. Tale funzione dipende però dalla domanda di legittimazione, un fattore molto debole nel caso italiano. La valutazione è stata importata prevalentemente sulla base di modelli stranieri, e il suo successo dipende prevalentemente dai contesti d’uso: oversighting, auditing, piloting, staffing, benchmarking, monitoring. In questa luce, la valutazione si presenta non come una tecnica, ma come un fenomeno politico che riflette i valori di un determinato contesto istituzionale. La lezione si segnala per l’esposizione brillante ed esaustiva. CANDIDATO: Giovanni PIAZZA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Giovanni Piazza presenta una lezione sui comitati di cittadini nel rapporto tra locale e globale, rivolta a degli studenti di livello specialistico. I comitati di cittadini si presentano poveri di riosrse economiche, ma ricchi di altre risorse: capitale umano (risorse professionali), capitale sociale (risorse relazionali), capitale politico (individuali e collettive, esperienze in partiti, sindacati, movimenti). Il candidato passa quindi a analizzare la cosiddetta sindrome Nimby (not in my back yard), un comportamento prevalentemente conservatore, sintomatica di un atteggiamento free-rider in presenza di politiche con costi concentrati e benefici diffusi. Il candidato illustra gli sforzi dei comitati di superare la sindrome nimby, attraverso strategie di retorica discorsiva e/o procedurale, sottolineando come, tuttavia, i nimby costituiscano solo un quarto dei comitati censiti nella ricerca prima richiamata. A partire dai primi anni di questo decennio, infatti, molti comitati sono andati assumendo orizzonti di azione e riferimenti valoriali Relazione finale sempre più ampi. Un momento importante di nazionalizzazione è rappresentato dalla mobilitazione contro le grandi opere (TAV, ponte sullo stretto, etc.), con un target di obiettivi multilivello (governo nazionale, autorità europee, organismi internazionali). La lezione si concentra sull’illustrazione della casistica empirica. Commissario prof. Luciano BARDI La lezione di Piazza, svolta con l'ausilio di power point con immagini e slides, è impostata a livello di primo anno di laurea specialistica. La lezione inizia con una definizione di comitato di cittadini, come gruppi debolmente strutturati, formati su base territoriale ai fini di protesta in genere nei confronti di interventi pubblici. Passa poi alla descrizione delle risorse dei comitati, poveri in genere di risorse economiche: il capitale umano (in genere expertise), il capitale sociale (reti di conoscenze ecc), capitale politico (connessione a reti di attori attraverso appartenenze – anche precedenti – a partiti ecc). Il candidato passa poi alla definizione di NIMBY con un richiamo al comportamento dei freeriders. Il fenomeno si manifesta quando i costi di una politica sono concentrati e i benefici diffusi. Una risposta è il coinvolgimento della base nei processi decisionali. Prosegue con descrizione dei rapporti con i movimenti sociali e l'individuazione delle cause dell'emergere dei comitati, tra le quali per esempio i nuovi conflitti urbani. L'interesse dei comitati si può estendere alla considerazione in generale del fenomeno da opporre, indipendentemente dalla territorializzazione del suo effetto (si passa dal NIMBY al NOPE). Questo porta a esperimenti di democrazia partecipativa in riferimento al movimento per la giustizia globale. Ciò si vede attraverso la mobilitazione contro le grandi opere, in quanto espressione di decisioni prese da attori della governance multi-livello. I target della protesta, occasionalmente sostenuta anche da enti locali, diventano sovranazionali. La protesta diventa transterritoriale e quindi, talvolta, trasferibile fino a livello globale. L'esposizione di Piazza è sufficientemente sistematica, chiara ed efficacemente argomentata. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Giovanni Piazza indirizza la sua lezione a studenti di corso di laurea specialistica. La lezione inizia con una definizione dei comitati di cittadini, di cui essa si occupa, ponendo l’accento sulle risorse che questi attori della partecipazione politica possono mobilitare nell’ambiente. Vengono quindi presentati i principali approcci teorici al tema, guardando sia all’analisi delle politiche pubbliche che allo studio dei movimenti sociali e del conflitto urbano. A partire dalla presentazione di alcune illustrazioni empiriche vengono discusse le strategie comunicative, le forme organizzative, la formazione di nuove identità, le interazioni tra rivendicazioni locali e globali. Il tema viene presentato in modo chiaro ed approfondita, con un buon uso dei sussidi didattici. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La lezione sui comitati cittadini tra locale e globale viene rivolta agli studenti di Laurea Magistrale aventi conoscenze adeguate sia nella Scienza politica che nell’analisi delle politiche pubbliche. Il candidato inizia la sua presentazione con efficaci immagini riferite alla azione di comitati di cittadini al sud e al nord Italia, sia in dimensione localistica che non. Gruppi di cittadini che si identificano con una base territoriale che utilizzano forme di protesta per migliorare o difendere la qualità della vita sul loro territorio. L’analisi evidenzia come l’azione dei movimenti collettivi si basi non solo su un attivismo volontario ma anche su risorse di capitale umano (expertise, abilità individuali), capitale sociale Relazione finale (risorse relazionali e reticoli associativi e amicali ), capitale politico (risorse relative a capacità e conoscenze politico-amministrative). La lezione continua sugli effetti della sindrome Nimby, sul free-riderism, sui nuovi conflitti urbani per approdare alle strategie discorsive e alla retorica dal locale al globale, agli esperimenti di democrazia partecipativa in riferimento ai movimenti per la giustizia globale (no Global) e alla mobilitazione contro le grandi opere. Il candidato possiede doti di espressività e buona capacità comunicativa. L’esposizione si avvale di numerose esemplificazioni e risulta efficace proprio per l’utilizzo dei materiali di ricerca derivanti dalla documentazione empirica prodotta nelle indagini sul terreno. Commissario prof. Francesco RANIOLO Giovanni Piazza imposta la sua lezione in riferimento ad un corso di laurea specialistica. Il candidato introduce il tema della lezione con alcune immagini che servono ad introdurre il tema. Passa quindi ad introdurre la definizione e quindi a specificarne gli elementi caratteristici (risorse umane, sociale e politiche). Presenta la letteratura e le interpretazioni sul tema dei comitati, in particolare, mettendone in risalto la centralità nella teoria della democrazia e dei nuovi conflitti urbani. Passa quindi ad introdurre il livello globale e, nel dettaglio, il caso delle mobilitazioni contro le grandi opere. Nel corso della lezione il candidato richiama spesso concetti e autori discussi nei corsi di base favorendo un collegamento tra i diversi corsi ed insegnamenti. Da segnalare anche il richiamo agli autori classici che gli servono ad inquadrare i riferimenti teorici delle argomentazioni. Giudizio collegiale: Il candidato Giovanni Piazza presenta una lezione sui comitati di cittadini nel rapporto tra locale e globale, rivolta a degli studenti di livello specialistico. La lezione viene introdotta da alcune slide che presentano due esempi di comitati di cittadini, in un caso con dimensione localistica e in un altro caso con una dimensione che va oltre il livello locale, passando quindi a definire i comitati di cittadini, richiamandosi a un testo su Comitati di cittadini e democrazia urbana. I comitati di cittadini si presentano poveri di riosrse economiche, ma ricchi di altre risorse: capitale umano (risorse professionali), capitale sociale (risorse relazionali), capitale politico (individuali e collettive, esperienze in partiti, sindacati, movimenti). Il candidato passa quindi a analizzare la cosiddetta sindrome Nimby (not in my back yard), un comportamento prevalentemente conservatore, sintomatica di un atteggiamento free-rider in presenza di politiche con costi concentrati e benefici diffusi. Una delle proposte per superare la sindrome nimby riguarda l’attivazione di processi decisionali trasparenti. La lezione illustra ora il rapporto tra comitati e movimenti sociali, presentando l’evoluzione delle organizzazioni di movimento sociale. In tale letteratura, i comitati vengono visti non come un fenomeno nimby ma come una risorsa per la democrazia. Un’altra modalità di interpretazione dei comitati di cittadini è quella dei nuovi conflitti urbani, uno scenario caratterizzato dalla crisi del welfare state e dalla competizione tra città per gli investimenti privati, con un aumento della diseguaglianza tra città. Il candidato illustra a questo punto gli sforzi dei comitati di superare la sindrome nimby, attraverso strategie di retorica discorsiva e/o procedurale, sottolineando come, tuttavia, i nimby costituiscano solo un quarto dei comitati censiti nella ricerca prima richiamata. A partire dai primi anni di questo decennio, infatti, molti comitati sono andati assumendo orizzonti di azione e riferimenti valoriali sempre più ampi. Un momento importante di nazionalizzazione è rappresentato dalla mobilitazione contro le grandi opere (TAV, ponte sullo stretto, etc.), con un target di obiettivi multilivello (governo nazionale, autorità europee, organismi internazionali). Relazione finale La lezione si presenta esauriente nell’illustrazione della casistica empirica. CANDIDATO: Federico TOTH Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Federico Toth presenta una lezione sulle politiche sanitarie in chiave comparata, indirizzata a studenti di laurea triennale. Vengono presentati tre modelli fondamentali: assicurazione volontaria, assicurazione sociale di malattia e servizio sanitario, analizzandone pro e contro. Questi tre modelli incorporano due distinti problemi: il finanziamento (chi paga e modalità di raccolta) e la produzione dei servizi sanitari, come erogazione diretta (fornitori fisici, strutture). Dopo una esposizione delle principali caratteristiche, i tre modelli vengono analizzati rispetto a tre variabili: libertà di scelta, equità, intervento pubblico. In conclusione, il candidato passa a interrogarsi sui punti di forza e debolezza dei diversi modelli. Le risposte variano a seconda delle variabili prese in considerazione. Se si guarda ai costi complessivi come percentuale PIL, il caso americano si rivela di gran lunga il più costoso. Anche rispetto al criterio dell’equità, gli Stati Uniti presentano la percentuale di gran lunga maggiore di cittadini senza copertura (14.9). Passando infine al livello di qualità percepita, tra coloro che hanno usufruito dell’assistenza sanitaria, gli Stati Uniti appaiono nondimeno al primo posto, mentre il livello di minore soddisfazione si registra nei paesi a servizio sanitario nazionale. La lezione si segnala per il rigore e la chiarezza espositiva. Commissario prof. Luciano BARDI Toth imposta la lezione a livello di laurea triennale con l'ausilio di power point. L'obiettivo della lezione è l'illustrazione di tre modelli fondamentali: assicurazione volontaria, assicurazione sociale di malattia, SSN, anche attraverso una discussione dei pro e contro dei tre modelli e di un'analisi delle eventuali associazioni di essi con i vari modelli di welfare state. 1 - Assicurazione volontaria. Non esiste ruolo dello stato al di là della regolazione del mercato assicurativo. Il sistema è basato su fornitori privati. Molto diffuso in USA. 2 – Assicurazione sociale di malattia (modello Bismarck) si basa sull'obbligo da parte di alcune categorie di sottoscrivere una polizza sanitaria da versare ad una cassa mutua su base di categoria. I fornitori sono indipendenti. Presente in Francia e Germania 3 – Il Servizio Sanitario Nazionale (modello Beveridge) sistema pubblico finanziato dalla fiscalità generale, gratuito o semi-gratuito per i cittadini. I fornitori sono generalmente pubblici. Il modello è presente nel Regno Unito, nei paesi nordici e in quelli dell'Europa meridionale, I tre modelli variano per libertà di scelta, equità e intervento pubblico. I modelli possono essere valutati in base al costo complessivo, all'equità (attraverso l'osservazione dell'estensione della copertura) e il livello di qualità percepita. L'esposizione di Toth, volta ad un'illustrazione del tema scelto, è sistematica, molto chiara ed efficace. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Federico Toth presenta la sua lezione sulle politiche sanitarie, indirizzandola ad un pubblico di studenti di laurea di primo livello. Vengono distinti tre modelli fondamentali di sviluppo dei sistemi sanitari, con attenzione ai loro vantaggi e svantaggi, in termini di libertà di scelta dell’utente, di equità e di intervento pubblico, così come al loro collegamento a sistemi di Relazione finale welfare. L’attenzione si orienta, quindi, all’analisi dell’evoluzione storica dei sistemi sanitari, presentando i diversi modelli come tappe di un percorso, individuando anche le condizioni politiche del loro sviluppo e i loro effetti in termini di spesa sanitaria, equità, e qualità percepita. Ciascun modello viene illustrato con casi empirici. La presentazione è chiara ed efficace, mostrando buone doti didattiche. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La lezione sulle politiche sanitarie in Italia viene rivolta agli studenti che non hanno conoscenze pregresse sull’argomento, sia derivanti dalla disciplina della Scienza politica che dalla analisi dei sistemi sociali comparati. Il candidato presenta inizialmente i tre modelli fondamentali di organizzazione dei servizi sanitari, quelli di Assicurazione volontaria (AV), Assicurazione sociale di malattia (ASM) e del Servizio sanitario nazionale (SSN). Modelli che successivamente vengono associati a orientamenti storicopolitici proposti da vari studiosi (americano-liberale, continentale-bismarkiano, universalisticoscandinaco) basati sui criteri di libera scelta, equità, stateness o intervento pubblico. I modelli esposti possono essere considerati anche come una successione di stadi diversi e il quesito su come valutare la loro efficacia dipende dalla preferenza di considerazioni circa il costo, l’equità e la qualità dei servizi. Il candidato mostra una elevata capacità comunicativa, pur essendo la lezione di contenuto prevalentemente descrittivo. Il linguaggio risulta appropriato, accessibile e ricco di stimoli di ricerca. Commissario prof. Francesco RANIOLO Federico Toth, il riferimento prescelto è quello della laurea triennale. Il candidato presenta gli obiettivi della lezione e quindi la scaletta. Introduce i modelli fondamentali dei servizi sanitari, mettendone in risalto i problemi di base (finanziamento, produzione). Passa quindi ad una comparazione tra i tre modelli sulla base di alcuni indicatori che fanno emergere la capacità del candidato di inquadramento analitico e tassonomico. Colloca poi i diversi modelli di servizi sanitari nel più ampio contesto dei sistemi di welfare. Chiude la lezione enfatizzando i punti di forza e di debolezza dei tre modelli sulla base di alcuni parametri di valutazione: costo, inclusività e qualità percepita. Nonostante la complessità dell’argomento e il riferimento ad una classe triennale l’esposizione del candidato è chiara e fluente, inoltre è arricchita dal rifermento a casi concreti a titolo esemplificativo e da notizie più puntuali che comunque non appesantiscono la lezione. Giudizio collegiale: Il candidato Federico Toth presenta una lezione sulle politiche sanitarie in chiave comparata, indirizzata a studenti di laurea triennale. Vengono presentati tre modelli fondamentali: assicurazione volontaria, assicurazione sociale di malattia e servizio sanitario, analizzandone pro e contro. Questi tre modelli incorporano due distinti problemi: il finanziamento (chi paga e modalità di raccolta) e la produzione dei servizi sanitari, come erogazione diretta (fornitori fisici, strutture). il primo modello, assicurazione volontaria, si registra quando non esiste alcun vincolo assicurativo per il singolo cittadino (regime liberale di welfare), con lo stato che si limita a un ruolo di regolazione del mercato assicurativo. A titolo esemplificativo, viene menzionato il fatto che, tra i paesi dell’OCSE, solo gli stati uniti rientrano in questa categoria, con il 57% che usufruisce di una polizza privata volontaria, prevalentemente attraverso il proprio datore di lavoro. La riforma Obama dovrebbe far aumentare la quota di assistiti pubblici, attualmente al 28%. Relazione finale Il secondo modello, dell’assicurazione sociale di malattia, viene fatto risalire a Bismarck, che fece adottare una legge che obbligava alcune categorie di lavoratori a sottoscrivere una polizza sanitaria. Questo modello è attualmente diffuso in paesi come la Germania e la Francia. Il terzo modello è quello del Servizio sanitario Nazionale, inaugurato dalla riforma Beveridge in Gran Bretagna viene finanziato attraverso la fiscalità generale e garantisce a tutti i cittadini un’ampia gamma di prestazioni sanitarie gratuite o semi-gratuite, attraverso strutture che dipendono direttamente dallo Stato. I tre modelli vengono ora analizzati rispetto a tre variabili: libertà di scelta, equità, intervento pubblico. La differenziazione tra modelli viene presentata da alcuni autori come una divaricazione storica. Appare più utile, invece, concepire i diversi modelli come tre diversi stadi di progressivo ampliamento dei diritti di welfare, notando che non si è mai verificato il caso che un paese tornasse indietro rispetto all’allargamento del livello di statalizzazione dell’intervento. In conclusione, il candidato passa a interrogarsi sui punti di forza e debolezza dei diversi modelli. Le risposte variano a seconda delle variabili prese in considerazione. Se si guarda ai costi complessivi come percentuale PIL, il caso americano si rivela di gran lunga il più costoso. Anche rispetto al criterio dell’equità, gli Stati Uniti presentano la percentuale di gran lunga maggiore di cittadini senza copertura (14.9). Passando infine al livello di qualità percepita, tra coloro che hanno usufruito dell’assistenza sanitaria, gli Stati Uniti appaiono nondimeno al primo posto, mentre il livello di minore soddisfazione si registra nei paesi a servizio sanitario nazionale. La lezione si segnala la chiarezza espositiva. CANDIDATO: Alberto VANNUCCI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Il candidato Alberto Vannucci presenta una lezione su istituzionalismo e corruzione politica rivolta a una platea di studenti di laurea magistrale. Il candidato illustra l’interesse del caso italiano, che presenta un radicamento storico del fenomeno della corruzione. Una prima considerazione riguarda il fatto che, dopo la crisi di Tangentopoli, ci sono crescenti indicatori che il sistema della corruzione, in Italia, si stia ricompattando. La teoria istituzionalista si presenta come uno strumento appropriato per interpretare il fenomeno, anche per la sua attenzione alla dimensione diacronica. La corruzione ha sempre sofferto di un problema di vaghezza a livello definitorio, per il rischio di conceptual stretching. Nello scambio corrotto, i costi di transazione sono particolarmente elevati, anche in ragione di tre tipi di incertezza: esogena, endogena, e di valore. Ciò chiama in causa il ruolo delle istituzioni, che svolgono, tra gli altri, una funzione di riduzione della incertezza. la corruzione rappresenta quindi la prova del fallimento delle istituzioni. In conclusione, la corruzione si presenta come un fenomeno path-dependent. La lezione del candidato si caratterizza per l’attenzione agli aspetti teorici. Commissario prof. Luciano BARDI La lezione di Vannucci è a livello di laurea specialistica, svolta con l'ausilio di alcune slides. Inizia con una citazione di Calvino, illuminante in quanto introduce la nozione di corruzione non solo come fenomeno volto alla generazione di vantaggi personali, ma anche ne sottolinea la Relazione finale tendenza all'autoassoluzione di quanti ne sono protagonisti. La corruzione è un fenomeno capillare, radicato storicamente, rispecchiato non solo nella letteratura, ma anche nella filmografia, ecc. Al di là di ciò, il fenomeno ha una sua attualità, manifestata attraverso un ricompattamento dopo tangentopoli. La teoria istituzionalista risulta essere un efficace strumento esplicativo. Da tale punto di vista la corruzione può essere definita nella sua dimensione pubblica nel rapporto principale-agente, come gioco a tre tra stato (il principale), agente pubblico, e cliente (corruttore). Questa definizione permette la distinzione rispetto a altri fenomeni quali il conflitto di interessi e il clientelismo. Prosegue con una discussione delle teorie utili alla spiegazione della corruzione: il primo approccio parte dalla rational choice con l'introduzione di variabili istituzionali; il secondo approccio sfrutta variabili di ordine etico. Su questi due approcci si innesta l'approccio istituzionalista che serve a spiegare apparenti paradossi cosituiti dalle modalità della corruzione in alcuni contesti nazionali. Il caso italiano si spiegherebbe attraverso un processo di path-dependence. L'esposizione di Vannucci è molto densa, con importanti riflessioni sulla rilevanza dello studio della corruzione politica e per la comprensione del funzionamento del sistema politico e del suo rapporto con la società. Risulta anche essere sufficientemente chiara e sistematica. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA Il candidato Alberto Vannucci presenta la sua lezione su istituzionalismo e corruzione politica, inquadrandola come sessione introduttiva di un modulo sulla corruzione politica nell’ambito di un corso specialistico, dove sono già stati presentati, in un precedente modulo, i principali approcci neoistituzionalisti. Il tema della corruzione viene inquadrato come fenomeno storicamente radicato, ma anche in continua evoluzione nel tempo. La corruzione viene quindi concettualizzata come distorsione nel rapporto principale-agente, ponendo l’accento sugli effetti dell’illegalità in termini di incertezza e dei costi di transazione ad essa collegati. Le teorie neo istituzionaliste vengono, quindi, presentate, contrastandole con precedenti approcci di tipo sia political economy che sociologico. La presentazione è molto approfondita e didatticamente ricca. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI Il candidato illustra la sua lezione su istituzionalismo e corruzione politica, partendo da un efficace apologo sull’onestà nel paese dei corrotti (Calvino 1980), utile a introdurre il tema della situazione di equilibrio dove la corruzione è istituzionalizzata e si autogiustifica. Presenta il caso italiano come un caso interessante, pur affine a quello di altri paesi democratici, ma caratterizzato da una maggiore diffusione della corruzione, ormai a livello capillare con un radicamento storico del fenomeno evidenziato attraverso non solo una casistica specialistica, ma anche nel cinema, nella letteratura e in autori classici come Pareto. La corruzione politica viene distinta da altre forme di scambio, essendo principalmente caratterizzata da illegalità. Sul piano teorico il candidato prende in considerazione vari orientamenti che si fondano su un approccio economico, sulla rational choice, sul costo morale, sul capitale sociale. Illustra in particolare la teoria istituzionalista che fonda l’analisi della corruzione pubblica nel rapporto principale-agente e nello scambio istituzionale-scambio occulto (Stato-pubblico-cliente) Si tratta in sintesi di una lezione complessa, basata su un lungo percorso di ricerca e consolidate conoscenze teoriche e metodologiche. Pur usando un linguaggio specialistico la lezione risulta chiara ed efficace. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO Il livello prescelto è quello della laurea magistrale. Il candidato introduce la lezione con una citazione letteraria (L’Apologo sull’onestà di Calvino) cogliendone i profili utili alla sua esposizione. Inoltre, fa riferimento ad una ampia filmografia per far emergere la rilevanza sistemica e pubblica del fenomeno della corruzione. Passa quindi a presentare l’importanza del neoistituzionalismo al fine di cogliere la dinamica del fenomeno nel caso italiano. Presenta quindi alcuni profili teorici relativi al rapporto principale-agente che gli serve anche come punto di partenza della definizione, mettendone in risalto i problemi metodologici. L’inquadramento concettuale porta il candidato a specificare anche il campo semantico in cui si colloca il fenomeno (corruzione, concussione, clientelismo, conflitto di interesse). Il candidato arricchisce la lezione con riferimenti puntuali ai classici del pensiero politico e sociologico. Passa quindi ad una esposizione delle principali teorie sul fenomeno della corruzione, con particolare riferimento alla teoria della scelta razionale e all’approccio dei costi morali e, quindi, alle teorie dell’istituzionalismo mettendo in risalto i livelli micro, macro e meso. In alcuni passaggi il candidato si dilunga oltremodo il che lo costringe a tagliare alcune argomentazioni perdendo in chiarezza espositiva. Giudizio collegiale: Il candidato Alberto Vannucci presenta una lezione su istituzionalismo e corruzione politica rivolta a una platea di studenti di laurea magistrale. La lezione si apre con la citazione di un brano da Italo Calvino, Apologo sull’onestà nei paesi dei corrotti, del 1980, che fotografa il dato inquietante della istituzionalizzazione della corruzione. Il candidato passa quindi ad illustrare l’interesse del caso italiano, che presenta un radicamento storico del fenomeno della corruzione, quale illustrato, ad esempio, da una ricca filmografia. Una prima considerazione riguarda il fatto che, dopo la crisi di Tangentopoli, ci sono crescenti indicatori che il sistema della corruzione, in Italia, si stia ricompattando. la teoria istituzionalista si presenta come uno strumento appropriato per interpretare il fenomeno, anche per la sua attenzione alla dimensione diacronicaa, particolarmente importante per il consolidamento di criteri e pratiche di riconoscimento intersoggettivo. La corruzione ha sempre sofferto di un problema di vaghezza a livello definitorio, per il rischio di conceptual stretching. La corruzione si presenta generalmente come un rapporto a tre. L’agente pubblico fa da intermediario tra un principale (il suo datore di lavoro statale) e un cliente (corruttore). Nel caso del conflitto di interessi, agente pubblico e cliente sono la stessa persona, che svolge due ruoli diversi. Nello scambio corrotto, i costi di transazione sono particolarmente elevati, anche in ragione di tre tipi di incertezza: esogena, endogena, e di valore. Ciò chiama in causa il ruolo delle istituzioni, che svolgono, tra gli altri, una funzione di riduzione della incertezza. la corruzione rappresenta quindi la prova del fallimento delle istituzioni. Il candidato passa quindi ad illustrare due approcci: quello economico, che utilizza i modelli della rational choice, e quello dei costi morali. In conclusione, la corruzione si presenta come un fenomeno path-dependent. La lezione del candidato dimostra ampia padronanza del contesto teorico illustrato. CANDIDATO: Donatella Maria VIOLA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE La candidata Donatella Maria Viola presenta una lezione sul deficit democratico dell’Unione europea rivolta a studenti di laurea magistrale. Relazione finale La candidata analizzerà i poteri del parlamento europeo alla luce del trattato di Lisbona. Gli aspetti chiave del dibattito sul deficit democratico dell’Unione europea riguardano: il dominio dell’esecutivo, la riduzione del controllo parlamentare nazionale, la fragilità del parlamento, la mancanza di vere elezioni e la distanza dalle preferenze politiche degli elettori. Viene quindi evidenziato come esista un generale riconoscimento del deficit democratico come divario crescente tra istituzioni e cittadini. Tale divario riguarda, ad esempio, il trasferimento di competenze dal livello nazionale a quello transnazionale. La candidata passa infine ad analizzare il caso della rete swift, un consorzio bancario europeo incaricato del trattamento di dati sensibili, nel quale il parlamento europeo si è espresso contrariamente a un accordo con le autorità americane. La lezione presenta un carattere eminentemente descrittivo Commissario prof. Luciano BARDI La lezione di Donatella Viola è impostata a livello di laurea magistrale. Considera il deficit parlamentare dell'UE alla luce dei poteri concessi al PE dal Trattato di Lisbona. Parte da un'illustrazione di cosa sia l'UE definita oggetto politica non identificato. La candidata dà poi una definizione minima di democrazia e la applica all'oggetto. I problemi della democrazia UE sarebbero dovuti alla complessità e alla mancanza di trasparenza del processo decisionale. Il trattato di Lisbona ha dato un contributo, anche se non decisivo, al problema del deficit di poteri del PE. Il cambiamento di denominazione alla procedura di codecisione (ora definita ordinaria) dà al PE maggiore legittimità. Importanti anche l'accordo interistituzionale con la Commissione, il potere di nomina del presidente del Consiglio Europeo e dell'alto Rappresentante per la PESC. La candidata è poi passata all'analisi del caso SWIFT consistente nella negazione del PE l'autorizzazione agli Stati Uniti al prelievo di dati sensibili di cittadini europei con la conseguenza che la Carta dei diritti fondamentali dell'UE è adesso vincolante. Esposizione descrittiva ma sufficiente. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La candidata Donatella Maria Viola presenta la sua lezione, orientandola a studenti di corso di laurea magistrale. Il tema del deficit dell’Unione Europea viene introdotto a partire da una problematizzazione dell’oggetto e del concetto di democrazia. Vengono quindi presentati alcuni elementi centrali del deficit democratico, individuati nella debolezza del parlamento, nell’assenza di sfera pubblica, nella complessità e scarsa trasparenza del processo decisionale. Il recente rafforzamento delle competenze del parlamento europeo viene discusso in relazione al deficit democratico e discusso in relazione al case Swift. Una certa sovrabbondanza di dettagli limita l’efficacia didattica della presentazione. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La lezione sul deficit democratico dell’Unione Europea viene rivolta a studenti di Laurea Magistrale. La candidata dopo aver premesso che il tema è molto vasto e studiato da varie discipline, sceglie di concentrare la lezione sul deficit democratico come deficit parlamentare della UE. Dopo aver richiamato i requisiti minimi di una democrazia e il ruolo del PE nell’ambito delle istituzioni europee, si sofferma più diffusamente sul rafforzamento dei poteri del PE dopo il Trattato di Lisbona. Il trattato di Lisbona individua infatti nel PE il più diretto beneficiario della riforma delle istituzioni che diventa così più esplicitamente co-legislatore grazie al rafforzamento della procedura di codecisione. L’esposizione viene svolta in modo dettagliato grazie anche a illustrazioni schematiche che agevolano la comprensione. Relazione finale Commissario prof. Francesco RANIOLO La candidata presenta una lezione per il livello magistrale, introduce i temi che tratterà muovendo da alcune questioni di carattere generale: che cos’è l’Unione Europea e che cos’è una democrazia. Passa quindi a definire gli aspetti collegati al deficit democratico europeo. Nel prosieguo della lezione la candidata introduce dei riferimenti più specifici alle istituzioni europee e al loro funzionamento concreto. Si sofferma quindi sulle riforme introdotte dal trattato di Lisbona. Conclude infine la lezione con il riferimento ad un caso concreto (rete Swift) che vede un ruolo attivo del Parlamento Europeo. Nell’esposizione la candidata segue delle definizioni formali e schematiche che ne limitano l’efficacia. Giudizio collegiale: La candidata Donatella Maria Viola presenta una lezione sul deficit democratico dell’Unione europea rivolta a studenti di laurea magistrale. La candidata analizzerà i poteri del parlamento europeo alla luce del trattato di Lisbona. Nella sezione introduttiva, intende definire l’Unione europea, la democrazia ed il deficit democratico. Gli aspetti chiave del dibattito sul deficit democratico dell’Unione europea riguardano: il dominio dell’esecutivo, la riduzione del controllo parlamentare nazionale, la fragilità del parlamento, la mancanza di vere elezioni e la distanza dalle preferenze politiche degli elettori. Viene inoltre introdotta una differenza tra deficit procedurale e deficit sostanziale. Nella rappresentanza nel sistema politico dell’UE vengono distinti i canali nazionali da quelli dell’unione. Viene quindi evidenziato come esista un generale riconoscimento del deficit democratico come divario crescente tra istituzioni e cittadini. Tale divario riguarda, ad esempio, il trasferimento di competenze dal livello nazionale a quello transnazionale. Un ruolo importante è svolto dalla ricerca di compromessi tra diverse volontà nazionali. La candidata passa quindi ad analizzare le modifiche nei poteri del parlamento europeo, in presenza di una partecipazione al processo elettorale che vede livelli crescenti di astensionismo. La candidata passa ad analizzare il caso della rete swift, un consorzio bancario europeo incaricato del trattamento di dati sensibili, nel quale il parlamento europeo si è espresso contrariamente a un accordo con le autorità americane. Il carattere descrittivo della lezione ne limita l’efficacia didattica. La Commissione Prof. Mauro Calise Prof. Luciano Bardi Presidente Componente _______________________________ _______________________________ Prof.ssa Donatella della Porta Componente _______________________________ Prof. Riccardo Scartezzini Componente _______________________________ Prof. Francesco Raniolo Segretario _______________________________ Relazione finale ALLEGATO D (Relazione finale) GIUDIZI COMPLESSIVI CANDIDATO: Marco BRUNAZZO Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Marco Brunazzo è molto buono Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Marco Brunazzo sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere molto buona. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Marco Brunazzo sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra notevole maturità e conoscenza della discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Marco Brunazzo sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere eccellente Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Marco Brunazzo è molto buona. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Marco Brunazzo, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’alto livello qualitativo sia della preparazione teorica che delle capacità espositive. Relazione finale CANDIDATO: Luigino CECCARINI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Luigino Ceccarini è molto buono Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Luigino Ceccarini sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere buona. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Luigino Ceccarini sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra notevole maturità e conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Luigi Ceccarini sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere molto buona Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Luigino Ceccarini è buona. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Luigino Ceccarini, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’ampia esperienza nel campo della ricerca empirica e le buone doti di esposizione. Relazione finale CANDIDATO: Giorgio Carlo Secondo GIRAUDI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Giorgio Giraudi è eccellente. Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Giorgio Giraudi sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere eccellente. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Giorgio Carlo Secondo Giraudo sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra eccellente maturità e conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Giorgio Giraudi sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere molto buona Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Giorgio Carlo Secondo Giraudi è eccellente. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Giorgio Giraudi, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’eccellente livello di preparazione teorico-analitica e le ottime capacità espositive e didattiche, che lo rendono idoneo a ricoprire il ruolo di professore associato. Relazione finale CANDIDATO: Andrea LIPPI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Andrea Lippi è eccellente. Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Andrea Lippi sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere molto buona. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Andrea Lippi sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra grande maturità e conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Andrea Lippi sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere molto buona Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Andrea Lippi è molto buona. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Andrea Lippi, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’alto livello qualitativo sia della preparazione teorica che delle capacità espositive. Relazione finale CANDIDATO: Giovanni PIAZZA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Giovanni Piazza è buono. Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Giovanni Piazza sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere buona. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Gianni Piazza sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra notevole maturità e conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Gianni Piazza sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere molto buona Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Gianni Piazza è buona. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Giovanni Piazza, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’ampia esperienza nel campo della ricerca empirica e le buone doti di esposizione. Relazione finale CANDIDATO: Federico TOTH Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Federico Toth è molto buono. Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Federico Toth sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere buona. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Federico Toth sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra notevole maturità e conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Federico Toth sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere molto buona Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Federico Toth è buona. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Federico Toth, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’ampia esperienza nel campo della ricerca empirica e le buone doti di esposizione. Relazione finale CANDIDATO: Alberto VANNUCCI Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sul candidato Alberto Vannucci è molto buono. Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva del candidato Alberto Vannucci sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere eccellente. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Alberto Vannucci sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra eccellente maturità e conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva del candidato Alberto Vannucci sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere eccellente Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva del candidato Alberto Vannucci è eccellente. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sul candidato Alberto Vannucci, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’ottimo retroterra teorico-analitico e le notevoli qualità espositive e didattiche, che lo rendono idoneo a ricoprire il ruolo di professore associato. Relazione finale CANDIDATO: Donatella Maria VIOLA Giudizi individuali: Commissario prof. Mauro CALISE Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo sulla candidata Donatella Maria Viola è sufficiente. Commissario prof. Luciano BARDI La valutazione complessiva della candidata Donatella Viola sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e di quelle delle due prove orali risulta essere sufficiente. Commissario prof.ssa Donatella DELLA PORTA La valutazione complessiva del candidato Donatella Viola sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli e delle due prove orali mostra sufficiente conoscenza delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare SPS/04. Commissario prof. Riccardo SCARTEZZINI La valutazione complessiva della candidata Donatella Viola sulla base della valutazione del curriculum e dei titoli presentati e delle due prove orali risulta essere buona Commissario prof. Francesco RANIOLO In considerazione della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni presentate, della difesa dei titoli da parte del candidato e della lezione la valutazione complessiva della candidata Donatella Maria Viola è discreta. Giudizio collegiale: Sulla base della valutazione dei titoli, del colloquio di discussione dei medesimi e della lezione il giudizio complessivo della commissione sulla candidata Donatella Maria Viola, dopo ampia e approfondita discussione, ne evidenzia l’esperienza nel campo della ricerca empirica e la capacità espositiva. Relazione finale La Commissione Prof. Mauro Calise Prof. Luciano Bardi Presidente Componente _______________________________ _______________________________ Prof.ssa Donatella della Porta Componente _______________________________ Prof. Riccardo Scartezzini Componente _______________________________ Prof. Francesco Raniolo Segretario _______________________________