Campo de` fiori 77:1

Transcript

Campo de` fiori 77:1
Milena
Miconi al
Teatro dei
Satiri
I Fóòls
in scena
con
Impossibili
La finta
realtà
di
Facebook
14° Mini
Festival
“Città di
Viterbo”
Antonio
Poli
il tenore
viterbese
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Campo de’ fiori
SOMMARIO
Editoriale:
Il miracolo di Natale.................................3
L’intervista:
Norma Martelli.......................................4-5
Ennio Drovandi.........................................7
Curriculum vitae:
Maria Teresa Di Bari.................................8
Procuste ed altri galantuomini...........11
Roma che se n’è andata:
Roma e Caravaggio............................12-13
Cinema News:
Crime d’amour........................................14
Pari Opportunità.................................15
Suonare Suonare:
Cast in Bronze...................................16-17
Ecologia e ambiente:
Acqua un bene da tutelare......................18
Il Cerchio Invisibile stupisce
Castrocaro...........................................19
L’ortesi plantare .................................21
Presentazione ufficiale del libro:
“Il Bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo............................. .........................22
Le guide di Campo de’ fiori:
Sant’Agata Feltria...................................24
Come eravamo:
Natale, Natale, un altro Natale.................25
Una “Fabrica” di ricordi:
La neve di Natale....................................26
Ass. Artistica IVNA:
Katia Aiello........................................28-29
Un Pugnalone alle
Canarie.................................................30
Del Concepimento e della Vita...........32
La Cassa di Risparmio di Civita
Castellana ..........................................33
Civitonici Illustri:
L’Abate Ludovico Soderini........................34
Il mondo del Jazz:
George Vitelle-Papa Jack Laine................36
L’angolo Bon Ton
Una visita di Babbo Natale......................37
Epicondilite..........................................38
La storia della previdenza sociale in
Italia ...................................................39
Nuovo successo per il giovane Maestro
Enrico Mazzoni....................................40
Piazza
Marcantoni..........................................41
Ancora un saluto a Don Mario............42
Il Fumetto:
Rapaci....................................................43
Nel cuore.............................................44
Le storie di Max:
Fiorella Mannoia.....................................45
Un’auto tutta nuova per l’ATAMO......46
Oroscopo..............................................47
Agenda ................................................48
Da Fabrica di Roma con amore .........49
Messaggi.........................................51-51
I nostri amici ......................................52
Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59
Annunci gratuiti ............................60-61
Selezione Offerte Immobiliari.......63-64
Foto di copertina concessa da
Madonna del Botticelli
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AGGIORNATI SULLE
NOVITA’ DI
CAMPO DE’ FIORI!
LA RIVISTA CHE AMATE DI PIU’
Campo de’ fiori
di Sandro Anselmi
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Da che esiste, l’uomo ha sempre lottato per ottenere la vita eterna, e perciò
ha condotto la sua esperienza terrena esplorando tutte le strade per elevarsi, per tendere alla perfezione spirituale.
Il rispetto delle regole sociali, il coltivare virtù quali la carità, il perdono, la
misericordia, la riconoscenza, e l’adorazione di un Essere superiore sono, da
sempre, gli strumenti per ciò.
Oggi, però, viviamo giorni dove tutto muove al mantinente, dove tutto
debba finire durante questa vita, e tutto si possa trovare in questo mondo.
Tutto possiamo avere e consumare, ed ogni liceità è consentita pur di appagare il nostro corpo! Cade anche l’ultima morale paghi della posizione
migliore raggiunta, e la lotta per il finto potere riempie il nostro tempo.
Non possiamo peccare così!
Laviamo i nostri peccati per cercare la pace e la gioia vera, quella che è
nello spirito e non nei sensi, e non muore mai!
Combattiamo strenuamente la nostra battaglia per preservare lo spirito che
abita in noi, per salvarlo dallo squallore del materialismo ed alimentarlo
della luce dell’anima.
L’energia vibrante ed infinita dello spirito, prevale la caducità del corpo che
lo alberga, ed allora viviamo questa vita per conservarne la purezza e tramandarla ai figli che verranno!!!
L’anima non muore.
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Al Teatro dei Satiri con Pane e befana
MILENA MICONI
Non riesco sempre a conciliare il lavoro con il fare la mamma.
Ma sono due cose che amo tantissimo e ce la metto tutta!
livello di programmazione
ed è una bella gratificazione per me che ho fatto
tanto teatro e nel frattempo ho avuto una nuova
bambina”.
Come ti sei trovata a
lavorare con un collega di fiction come
Falaguasta?
“Con Marco è stata una
bella scoperta professionale! Lo conoscevo da
tempo, ma non c’era mai
stata occasione di lavorare insieme e, da un paio di
anni, collaboriamo insieme. Lui è autore apprezzatissimo, oltre che attore di questa commedia, e
ci divertiamo tutti quanti
moltissimo, perché questa
compagnia – Bona la
Prima – lavora insieme
da
tantissimi
anni.
Inserirsi in questo gruppo
è stato facilissimo. Ci
divertiamo e divertiamo il
pubblico”.
Nuovo numero e nuovo anno e per iniziare bene la nuova stagione non potevamo
far altro che parlare di un’ artista completa, che è ritornata a recitare in uno dei
teatri storici di Roma proprio a Gennaio e,
proprio con un testo propostole da Marco
Falaguasta, arguto autore, regista e
attore romano. Pane e Befane al Teatro
de’ Servi vede una splendida Milena
Miconi interpretare una befana molto
particolare…
Finalmente si torna a teatro!
“Si, devo dire che sono molto contenta di
essere tornata a lavorare in questo teatro
dove, qualche anno fa, ero stata per interpretare “Lo scatolone”. Siamo poi in uno
dei teatri più interessanti di Roma anche a
Milena nasce artisticamente negli anni
Novanta quando, dopo aver studiato recitazione, inizia la carriera come modella ed
attrice di fotoromanzi. Debutta in teatro
con lo spettacolo “Atti unici” di Neil
Simon, regia di Antonio Serrano, a cui
fanno seguito “Se ne cadette o’ Teatro”
e “Attenti al buffone” di Bruno Colella,
“I tre moschettieri” con la regia di Pino
Ammendola e Nicola Pistoia, “La voglia
matta” diretta da Attilio Corsini e “Il
giorno della civetta” di Fabrizio
Catalano. Il debutto sul grande schermo
risale al 1997 con “Finalmente soli” di
Umberto Marino e “Fuochi d’artificio” di
Leonardo Pieraccioni, mentre nel 2000 inizia la sua partecipazione su Canale 5 con
il Bagaglino nel varietà “Buffoni” diretta
da Pier Francesco Pingitore con Pippo
Franco , Leo Gullotta e Oreste Lionello, a
cui seguono “Saloon” (2001) e “Buffoni
e Piacioni”, “Burini e Cocottes” di
Castellacci & Pingitore con Oreste Lionello,
Martufello e Manlio Dovì . Per la televisione interpreta “Un posto al sole” (1997),
“S.P.Q.R.” (1998), “Don Matteo” (varie
edizioni 1999-2006), “Carabinieri 23”(2003/2004), “Una famiglia in giallo”
(2005), “Gente di Mare 2” (2007),
“Terapia d’urgenza” (2008).
Televisione e Teatro qual è la differenza?
“Una domanda a cui non posso rispondere. La differenza è sostanziale, tutte e due
unite dalla passione per l’interpretazione.
Quello che distingue la televisione dal teatro è che facciamo la stessa cosa, lavorando diversamente. A teatro ho la possibilità
di stare davanti al pubblico, ed ogni sera è
una recitazione diversa, senza la possibilità di ripetere in caso di errore, la televisione ha lo stesso scopo, ma hai davanti
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pubblico reclama
la star. Siamo
costretti a salutare Milena Miconi,
attrice e mamma,
che è tornata
insieme al nuovo
anno più in forma
che mai.
Sandro Alessi
una telecamera e la possibilità di
fermarti e poter ripetere la scena.
C’e’ comunque un amore per questo mestiere che ti spinge a farlo
sempre, anche quando diventa un
po’ più difficile. Difficile è mantenere poi il successo, ma se tu ami
il pubblico ed il tuo lavoro, lo fai
sempre meglio. Gestire il lavoro
diventa ancora più complicato
avendo due bambine con età
diverse. Ma sono due cose che
amo tantissimo e perciò riesco a
fare la mamma e lavorare”.
Lo spettacolo sta per iniziare ed il
Sandro Alessi e Milena Miconi
Flash mob Laura Pausini: che successo!
Migliaia di fan in Piazza di Spagna per ballare sulle note della sua musica
Chiedi a un pausiniano cos’è un’emozione, ti risponderà: “Laura Pausini”, chiedigli dove
viverla e ti dirà: “A un suo concerto”, e poi chiedigli cosa farebbe per lei...”TUTTO”. In
questo tutto c’è compreso anche il flash mob di domenica 5 dicembre a Roma.
Ebbene, si gente, il 5 dicembre si è svolto il secondo flash mob in onore alla Divina.Gli
organizzatori sono gli stessi del primo, svoltosi a Milano il 4 settembre c.a. ma questa
volta l’emozione è stata doppia, poichè Laura sapeva di questo evento e gli ha dato la
sua benedizione.
Per testimoniare ciò, ha scritto su twitter:oggi flashmob a Roma! Vi penso. E noi pausiniani di tutta Italia, ci siamo ritrovati alle 15 in piazza di Spagna a Roma a ballare per
la nostra pluripremiata Laura.La musica partiva dopo un breve preambolo di Laura
Pausini che augurava a tutti buon natale e chiudeva con la frase del suo libro: Non fare
quello che ti dicono, fai quello che sei! Io canto. Sulle note di Surrender e Se fuè gli
improvvisati ballerini, precedentemente ben preparati da bravissimi professionisti, si
sono cimentati in uno spettacolo stupefacente da lasciare tutti i passanti, diventati
astanti, a bocca aperta.
Io, personalmente, sono stato colui che ha “schiacciato play” e ha fatto partire questo
turbinio di gioia e amore per la Divina. Questo flash mob è stato meraviglioso anche per lo scopo
benefico che ha avuto di propagandare un’associazione di volontariato “diamo una mano” o D1M che
nasce con Trevor del film “Un sogno per domani”, dove il professore dà un tema: pensare ad un modo
per cambiare il mondo e metterlo in pratica. Il piccolo Trevor ha un’idea: <<aiutare le persone senza
chiedere nulla in cambio. Queste persone devono poi “passare il favore” ed aiutare altre persone… e
così via!>>.
Chi non c’erà può immaginare a fatica quello che è stato, ma può comunque commuoversi(come succede a me che però c’ero) cercando su youtube: FLASHMOB LAURA PAUSINI ROMA ORIGINAL VIDEO.
Per chi è invece fan, o comunque vuole essere sempre aggiornato sugli avvenimenti di, e per Laura,
si iscriva in facebook al gruppo Laura Pausini Official Facebook oppure al gruppo giornalmente aggiornato di Benedetta Pa...usini.
Emilio Innocenzi
Emilio Innocenzi (al centro),
pausiniano sfegatato, e i due organizzatori del flash mob
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i F
ls
sono tornati in scena con
Impossibili
Incoraggiati dal consenso dei mesi scorsi, i Fóòls, con il patrocinio dell’
Accademia Nazionale d’Arte
Drammatica “Silvio D’Amico”, sono tornati in scena
con Impossibili, affabulazione tragicomica per un
coro di attori che cantano in un atto di Rosa
Masciopinto e Giovanna
Mori,
in arte Opera
Comique, con Valeria
Berdini, Giulia Nervi,
Luigi Orfeo, Stefano
Sartore, Martina Spalvieri, Jessica Ugatti, in
arte I Fóòls.
Adattamento e regia
Rosa Masciopinto, Vocalità Lee
Colbert,
Costumi
Francesco
Bucciarelli, Assistenti Daniele Davì Teodora Grano - Francesco Zinnamosca.
www.impossibili.altervista.org/impossibili/home.html
Un coro di sei attori interpretano un Lui e
una Lei che camminano in una
notte metropolitana rincorrendo una stella
che li aiuti ad uscire dalla loro malinconia.
La luce azzurrina dei televisori accesi non
li aiuta a orientarsi.
Si perdono.
Ci si perde in molti e per diversi motivi: Lei
e Lui si ritrovano a far parte di una folla di
soli che cercano e si cercano in un’Italia
che - come tutti gli anni - vive di
eventi calcistici e raduni religiosi, di
appuntamenti televisivi, di manifestazioni
di piazza, di incontri via cavo.
Trovare la loro stella sarà impossibile?
Il viaggio si compie sulle note di
Monteverdi, passando per i canti anarchici
e le melodie di Casadei, gli omaggi a
Murolo e Celentano, in polifonie a cappella cantate rigorosamente dal vivo.
I Fóòls sono una giovane compagnia tea-
trale composta da attori, autori e registi,
tutti ex allievi di Rosa Masciopinto.
Diplomati all’Accademia Silvio D’Amico,
hanno la caratteristica di
gestire in totale autonomia
la direzione artistica e
organizzativa del caffèteatro Sala Pintor.
“Impossibili”, testo scritto
da Opera Comique nel
1995 - nella loro affiatatissima interpretazione rivela ancora la sua
attualità politica e stilistica, sempre in bilico tra
virtuosismo e poesia .
Con loro, in veste di maestro
di coro, Lee Colbert, musicista e
vocalist argentina, collaboratrice
della Stage Orchestra di Moni Ovadia.
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Curriculum vitae
Ilaria D’Alberti
laria d’Alberti, giovane attrice
romana, inizia a recitare a 12 anni in
un corso di recitazione della scuola
che frequentava – l’istituto Nazareth di
Roma – e recita, per seguire un compagno di classe di cui era innamorata, nello
spettacolo di fine anno. Da quel momento
accade il miracolo : sboccia immediatamente l’amore per il palcoscenico. Nel
1988 entra a far parte di una compagnia
teatrale amatoriale guidata dal regista
Goffredo Tofani e viene scelta come
protagonista in un’opera ispirata alla storia di “Jack lo Squartatore” in scena al teatro “Delle Muse”. Guidata da Tofani, regista recentemente scomparso, viene premiata come migliore attrice protagonista e
I
viene iniziata al teatro dialettale
romano lavorando accanto a
Tonino Tosto, insieme al quale
lavorò in alcuni spettacoli di
piazza tra Roma Marino ed Ostia
per diverse edizioni di Roma
Estate. Contemporaneamente si
avvicina al mondo della Commedia Brillante lavorando con i
registi Michele Lombardi,
Marco Zadra e Salvatore
Scirè con il quale ha lavorato
nel 2010 nel “Se il Maniaco
viene a cena…” recitando anche
come attrice drammatica con
Renato Capitani in “E dopo la
violazione” e Vito Bruschini
nello spettacolo “Sotto un cielo
di bombe” in collaborazione con
la Rai e l’Istituto Luce. L’ultima
passione è quella del Noir : dopo
un primo lavoro realizzato a
Milano con il titolo “Lampi di
tenebra” con testi di Poe e
Lovercraft, lo scorso anno ha
realizzato, diretto ed
interpretato “Jazz Noir”,
spettacolo che fonde monologhi insanguinati con musica
Jazz. Racconta Ilaria che un
giorno di profonda crisi incontrò in una libreria Gigi
Proietti e dopo mille esitazioni riuscì a parlargli e da lui
ricevette la forza di andare
avanti “… perché nel mestiere
dell’attore si cresce solo con la
pratica e solo con questa si
arriva in alto…”. Da allora è iniziata la scalata al successo.
Sandro Alessi
I colori esplosivi del pittore Sarandrea al L
L’artista Pietro Sarandrea, qui ritratto accanto alla sua opera “Profondità
marina”, ha partecipato con successo alla mostra collettiva GLI ARTISTI PER IL
LAGO DI VICO presso la Galleria “Irtus”, Via San Martino, 12 Sutri (VT).
Il quadro che ha presentato è un lavoro del 2006 che si è inserito bene nel
tema della mostra; composto istintivamente, senza nessun progetto conscio,
descrive in modo informale un’attività sottomarina.
Con il colore blu dominante e il rosso acceso, che ricorda i coralli, porta il fruitore ad immergersi nella vastità marina.
Al centro compare, sempre rossa, una forma che assomiglia a una medusa,
Un insieme, insomma, affascinante e riposante.
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La finta realtà di facebook
L’altro mondo, l’altra vita
Tre anni fa, anche
in Italia è scoppiata
la moda di Facebook, il social network più diffuso al
mondo che ha dato
vita a nuove forme
di dipendenza. Non
è infatti la sola condivisione di pensieri, foto e video ad
attirare l’attenzione
di Paolo Bombara
degli utenti ma
anche le cosiddette
applicazioni che hanno fatto la loro comparsa piano piano, inducendo le persone a
passare più tempo possibile connesse alle
pagine del social network. Le prime applicazioni, banali ed elementari, consentivano - e consentono tutt’ora - di spedire
semplicemente “oggetti” virtuali agli altri
utenti che vengono avvisati con una notifica: caffè, baci, abbracci, drinks, cuccioli,
cuori, dolci, strumenti musicali e quant’altro. Quanti più di questi regalini spedisci
agli amici, tanto più nuovi e prestigiosi
saranno gli oggetti da regalare ed ai quali
potrai accedere (esempio: dopo cinque
caffé, puoi inviare un cappuccino), in
modo da far entrare l’utente in un assurdo
circolo vizioso, secondo il quale una persona manda sempre più notifiche per poter
mandare altre notifiche, con lo snervante
risultato che il destinatario si trova tempestato di avvisi ai quali comincia a diventare insofferente. Sono poi apparse quelle
applicazioni che funzionano come vere e
proprie interviste, domande casuali che
riguardano gli utenti della propria friendlist, la lista dei contatti. Sulla bacheca
viene notificata anche la risposta dell’intervistato: “Vuoi bene a Mario Rossi? –
Marco ha risposto: sì” oppure: “Baceresti
mai Maria Bianchi? – Giuseppe ha risposto: forse”. Per alcuni è un modo innocente per superare la timidezza o far capire ad
un amico o un’amica le proprie intenzioni,
con l’inconveniente di dover trascorrere
ore ed ore nella speranza di far generare
dal sistema la giusta combinazione tra una
domanda e il nome della persona che si
vuole coinvolgere. Da questo tipo di applicazioni sono nate poi le evoluzioni più subdole, del tipo “Andresti mai a letto con
Paolo? Scopri cos’ha risposto Valentina”
facendo leva sulla curiosità dell’utente,
costretto a rispondere ad una miriade di
domande su altre persone per sbloccare
due o tre risposte che lo riguardano.
Ovviamente, è disponibile l’opzione che
permette di saltare tutto il procedimento
con un sistema molto semplice: pagando.
Parallelamente sono comparsi i primi
Social Games e i colossi del settore,
PlayFish e Zynga, che in tempi di crisi,
risultano invece tra le società con il bilancio economico tra i più
fiorenti del 2010, grazie a milioni di utenti
connessi quotidianamente (si vocifera
addirittura che il solo
Farmville possa contare sulla stratosferica
cifra di 83 milioni di
giocatori mensili). Ma
dovete farvene una
ragione: il vero obiettivo di queste applicazioni non è quello di
insegnarvi a crescere
nel vostro campo margherite più belle della
fattoria del vicino, di
insaponare e “addobbare” il proprio animale domestico meglio
della gattina della collega, o di servire
sushi a colazione ai clienti del proprio
“restaurant”, bensì di creare dipendenza
negli utenti. Farmville, il classico gioco del
contadino ideato da Zynga, è forse l’appli-
cazione più amata e odiata di Facebook. Il
contadino ha a disposizione uno spazio da
coltivare, arare e seminare, spendendo
tempo e soldi virtuali. Solo dopo aver
pazientemente aspettato il periodo necessario, si può mietere il sospirato raccolto
(prima che marcisca!), per poi venderlo e
guadagnare altri soldi virtuali. Il procedimento dona all’utente punti esperienza
che, accumulati col tempo, possono sbloccare coltivazioni più remunerative, attrezzi
più adeguati, espansioni della propria area
di lavoro. Ovviamente, a seconda del tipo
di coltivazione che si intende intraprendere, i tempi di maturazione sono diversi,
così come i guadagni, quindi l’utente è
sempre più spinto a sperimentare piantagioni diverse, per capire quale può essere
la strategia migliore per ottenere un guadagno (virtuale) più alto.
Alcuni upgrades (progressi) necessitano
inoltre di un certo numero di neighbours,
ossia di utenti “vicini di casa” dalla propria
friendlist, che utilizzano la stessa applicazione: questo è una trovata della Zynga
Campo de’ fiori
per far sì che il “credo di Farmville” si
possa espandere anche a chi non l’ha mai
provato. Inoltre, come in quasi tutte le
altre applicazioni, spendendo un certo
numero di euro (quelli veri…) si possono
ottenere vantaggi esclusivi. Chi, invece,
non ha mai provato il gioco tende a detestarlo con tutte le forze, per colpa delle
decine e decine di richieste di chi, ormai
assuefatto, cerca disperatamente un
nuovo “vicino” di fattoria per poter ampliare la propria. Ormai si è perso il conto
delle pagine create su Facebook intitolate
“Odio Farmville”, a testimonianza di quanto questo semplice giochino invadente
abbia diviso in due il popolo online. Una
nuova applicazione (sempre di Zynga), che
ha preso piede negli ultimi tempi, è
Cityville, che calca le orme di Sim City, un
vecchio successo degli anni ’90. Con
Cityville è possibile fondare la propria città,
costruire edifici, ampliarli in lungo e in
largo - e perché no? - anche verso l’alto e
nel sottosuolo. È anche possibile creare
una rete commerciale in franchising che
coinvolge le città gestite dagli utenti presenti nella propria friendlist, in
modo da aumentare i guadagni virtuali.
Importante
è
anche l’aspetto
commerciale del
gioco: bisogna
infatti gestire un
sistema di produzione di risorse (simile a quello di Farmville) per poi
controllarne il trasporto e l’esportazione
tramite aerei, navi e altri mezzi, oltre ad
importare e vendere nella propria città
prodotti esotici. Zynga offre numerose
altre applicazioni di successo: Mafia Wars,
gioco testuale dove il proprio personaggio
guadagna soldi ed esperienza servendo la
malavita; Cafè World, simulatore di ristorazione; Pet Ville, imitazione meno popolare di Pet Society (di cui parleremo più
avanti); Treasure Island, il gioco dell’isola
del tesoro e così via. Di Playfish, l’altro
colosso del social gaming, peraltro di proprietà della famosa EA Games, è obbligatorio citare, appunto, Pet Society, una
delle applicazioni più popolari e longeve
tra gli utenti di Facebook. In Pet Society si
può creare il proprio animale domestico –
il “Pet” – e modificarne a proprio piacimento l’aspetto, non dimenticando mai di
prendersene cura: è necessario
difatti nutrirlo e
lavarlo ogni giorno per far sì che
sia sempre contento. Tranquilli:
a differenza del
famigerato Tamagotchi, che
tanto
faceva
piangere i bambini asiatici, il
nostro Pet non
potrà mai morire. L’animaletto
possiede
una
casa da arredare, e altre interessanti fonti di
intrattenimento,
dalla pesca alle corse, dalle visite al caffè
agli scavi archeologici. Importante, anche
in questo caso, è l’aspetto economico: per
modificare il proprio Pet, o migliorare l’arredamento della casa, sono necessari dei
soldi virtuali che si
guadagnano con le
attività o facendo
visita ai Pet degli
amici. Più il Pet si
diverte, più guadagna punti esperienza utili per
ottenere upgrades
(nuove
stanze,
spazzole, palloni,
corde per saltare,
saponette più prestigiose e così via).
Anche qui è possibile spendere soldi reali
per ottenere pezzi unici di arredamento,
vestiti più stravaganti, o acquistare stanze
più grandi. Altro gioco popolare della
Playfish è Restaurant City, da cui è stato
ispirato, per non
dire copiato, Cafè
World (di Zynga):
questi due giochi
simulano la gestione di un ristorante con tutti i
suoi annessi e
connessi.
Altre
famose applicazioni della Playfish
sono Hotel City,
dove si gestisce
un Hotel; Word Challenge, intrigante gioco
di anagrammi; Country Story, simile a
9
Farmville; Bowling Buddies, simpatico
gioco di bowling; Who Has the Biggest
Brain, una serie di quesiti logici per definire il proprio livello di intelligenza. Un
gioco molto in auge negli ultimi tempi è
anche Kingdom of Camelot, ambientato
nel medioevo, sulle orme del celebre
Travian, che ha tenuto inchiodati online
milioni di appassionati. Come già detto,
tutti questi game puntano ad assuefare
l’utente facendo leva sul desiderio di
apparire “migliore” o “più avanti” rispetto
agli amici giocatori. Ma viene da chiedersi quanto valga la pena perdere tempo a
spazzolare un gatto virtuale, quando i
rifugi di animali randagi nel mondo reale
hanno costantemente bisogno di volontari, arare un campo di pixel, quando coltivare una vera rosa sul balcone può riservare soddisfazioni molto maggiori,
rischiando inoltre di compromettere il
rendimento lavorativo e scolastico. Se
proprio non riuscite a resistere alla tentazione, forse è
meglio cimentarsi con “La
sfida
delle
che
città”,
richiede di individuare
sulla
cartina la giusta
ubicazione delle
città: almeno,
oltre ad arricchire il vostro
bagaglio culturale potrebbe suscitare in voi la voglia di
fare un bel viaggio. Senza computer.
Campo de’ fiori
11
Grande Cipolla!
(...e le cinque leggi della stupidità!)
E’ difficile che un vero
genio sia apprezzato in
patria. E’ stato questo il
destino anche di Carlo
Maria Cipolla, storico e
sociologo morto alla fine
del millennio appena
trascorso. I suoi libri
erano
pubblicati
in
Paolo Balzamo
lingua
inglese,
francese
Responsabile
o spagnola e solo dopo
Formazione
tradotti
in
ed Informazione decenni
italiano.
Ha
insegnato
Centri Ottici Lisi
alla Sorbonna di Parigi
& Bartolomei
www.lisi- barto- ed alla Californiana
Berkeley University. La
lomei.com
sua genialità lo portò a
scrivere oltre ai trattati di storia
economica, anche ad enunciare le 5 leggi
della stupidità:
1.
Ci sono molti più stupidi in
circolazione di quanto si possa pensare.
2.
La probabilità che uno
sia
stupido è indipendente da qualsiasi altra
sua caratteristica.
3.
Uno stupido causa danni agli altri
senza realizzare alcun vantaggio per sé o
addirittura subendo un danno.
4.
I non stupidi sottovalutano sempre
il potenziale nocivo degli stupidi.
5.
I non stupidi dimenticano costantemente che trattare o associarsi con
individui stupidi costituisce infallibilmente
un costoso errore.
Lo stupido è la persona più pericolosa
che esista.
Se creiamo un grafico con l’asse x, che
rappresenta il vantaggio (o svantaggio)
che una persona ottiene dalle proprie
azioni e con l’asse y che rappresenta il
beneficio (o danno) causato ad altri dalle
azioni di quella persona, potremo dividere
le persone in quattro categorie:
Intelligenti (in alto a destra):
•
fanno il proprio vantaggio e quello degli
altri
Sprovveduti (in alto a sinistra):
•
danneggiano sé stessi e avvantaggiano gli
altri
•
Banditi (in
danneggiano gli altri
Stupidi (in
•
danneggiano gli altri
basso a destra):
per trarne vantaggio
basso a sinistra):
e sé stessi
Una azienda commerciale ha come scopo
il lucro, se quindi il suo operato non le
provoca vantaggi, ossia se si comporta da
sprovveduta o da stupida, le porte del
fallimento sono spalancate e la sua
presenza sul mercato è senz’altro precaria.
Tante attività commerciali che appaiono e
scompaiono come meteore dimostrano
questo comportamento. Allora una
impresa deve deciderre se comportarsi da
bandito, mirando al proprio interesse,
anche a scapito della clientela, oppure se
trovare un modo intelligente di
comportarsi, facendo il proprio interesse
assieme a quello del cliente.
Cito un proverbio arabo “la prima volta che
mi inganni è colpa tua, ma la seconda è
colpa mia...” Se questo è vero (e come
negarlo?), un’azienda che si comporta da
bandito, alla fine si troverà senza più
clienti, perché nessuno ama farsi
ingannare due volte.
La scelta, quindi, è obbligata: se una
azienda è sana e vuole sopravvivere a
lungo, non può che comportarsi in modo
intelligente: perseguire l’interesse del
cliente è la strategia migliore, anzi l’unica
valida, per perseguire di conseguenza i
propri interessi!
E’ per questo motivo, per una precisa
scelta di strategia commerciale, e non per
vanagloria, che nel grafico il marchio dei
Centri Ottici Lisi & Bartolomei è
posizionato in alto a destra: la strategia
che abbiamo scelto è quella del massimo
vantaggio per il cliente, perché è l’unica
che può portare salute e vantaggi
all’azienda.
Tutti i nostri collaboratori sono preparati
ad essere consulenti del benessere visivo
del cliente, ossia preparati ad ascoltare i
suoi problemi visivi per trovare la
soluzione più idonea, caso per caso. Solo il
cliente soddisfatto tornerà da noi, e per
questo mettiamo al primo posto la sua
massima soddisfazione, non il nostro
massimo guadagno. Non solo, ma
cerchiamo di riservare al cliente che entra
sempre e solo per stringere la solita
vitarella, la stessa importanza che
nutriamo nei confronti di chi fa un acquisto
di diverse centinaia di euro....
Siamo furbi, vero?
Hasta la vista!
P.S. Se qualcuno volesse approfondire,
consiglierei il sito.
Ma se poi volesse cambiare le cose ricordi
che «Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana.» (Friedrich
Schiller)
s.v.b.e.e.v.
Campo de’ fiori
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Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
Roma e Caravaggio
l’amore della città per uno straordinario pittore
... continua dal numero 76
Grazie a Prospero
Orsi, meglio noto
come
Prosperino
delle Grottesche, pittore con il quale
stringe una buona
amicizia, Michelangelo
conosce
il
di Riccardo Consoli
Cardinal Francesco
Maria Del Monte, suo primo protettore,
uomo di grandissima cultura e appassionato d’arte che, attratto dalla sua particolare
pittura,
acquista
alcuni
quadri;
Michelangelo entra al suo servizio rimanendovi per circa tre anni ed è in quel
periodo che il Cardinale Del Monte:
“ … ridusse in buono stato Michelangelo e
lo sollevò dandogli luogo onorato in casa
fra i gentiluomini … “.
Il suo ingresso nel palazzo del Cardinale
corrisponde ad un totale cambiamento di
ambiente che influisce
molto sulla sua pittura,
tanto da orientarlo
verso nuovi interessi
fino a quel momento
del tutto sconosciuti,
come gli strumenti
musicali; dipinge il
ritratto di uno dei musici, un giovanissimo
castrato, che suona
brani splendidi ed inebrianti, è il dipinto del
Suonatore di liuto.
La fama del pittore
comincia a decollare
nell’ambito dei più
importanti salotti della nobiltà romana letteralmente scossa da quella rivoluzionaria
pittura. Grazie alle molte commissioni e
illuminato dai consigli dell’influente
Cardinale, Michelangelo Merisi diventa
Caravaggio; egli abbandona le tele di piccole dimensioni ed i singoli ritratti, si dedica alla realizzazione di opere complesse
con più personaggi che, interagendo fra di
loro, descrivono un episodio specifico
all’interno di un’ambientazione, in pochi
anni diviene il mito vivente per un’intera
generazione di pittori.
Teste e volti, contrasti violenti tra luce e
ombra, peccato e tenebre, follia e redenzione della divinità che riscatta l’uomo,
sono la sua ispirazione, la grandiosità e la
perfezione della sua pittura ben presto fa
il giro di Roma, ma la sua vita è fatta da
due realtà contrastanti tra loro: una raffinata, aristocratica, gioviale, lussuosa e
un’altra sordida, brutale, sanguinaria,
veste abiti sfarzosi di seta e di broccato
degni di un principe, ma li indossa senza
cambiarli mai fino ad averli consunti e
laceri.
Una sera viene fermato a Piazza del
Popolo armato di spada, gli chiedono di
mostrare il porto d’armi, risponde con
offese arroganti ed oscene e viene sbattuto in carcere.
Caravaggio ha un carattere litigioso e
arrogante. Un giorno, volendo gustare i
carciofi di cui è follemente goloso, si reca
in un osteria, ne chiede un piatto, l’oste gli
porta quattro carciofi: due al burro e due
all’olio; quando il pittore chiede quali fossero i due al burro e i due all’olio, alla
risposta dell’oste: Odorali!, in un attimo,
gli sbatte il piatto in faccia. L’oste si presenta al Bargello di Roma con la faccia
ricoperta di sangue, con alcuni frammenti
della stoviglia in testa e con il corpo unto
di grasso. E’ un vero tipaccio, ma è anche
l’unico pittore che dipinge dal vero perché,
questa la sua opinione, la realtà è sporca,
non è degna di essere riscattata dalla sua
sordida natura, la realtà non ha nulla che
la elevi e la purifichi affinchè possa assurgere a quel valore ideale a cui aspira la pittura.
Recentemente Roma ha dedicato una
eccezionale mostra a Caravaggio presso il
Palazzo delle Scuderie del Quirinale.
Questo edificio, costruito nell’arco di un
decennio, fra il 1722 e il 1732, poggia sui
resti del grandioso tempio romano di
Serapide e delimita, con il Palazzo del
Quirinale e quello della Consulta, lo straordinario spazio urbano al centro del quale è
posta la Fontana dei Dioscuri e l’Obelisco
rinvenuto nell’ottocento nei pressi del
Mausoleo di Augusto.
Dal Palazzo è possibile osservare un panorama mozzafiato che spazia dall’Altare
della Patria, alle Cupole delle chiese, in
lontananza si scorge quella San Pietro; dai
tetti delle case dei Rioni del centro storico,
al verde del Gianicolo, di Monte Mario e
del Pincio, sono centinaia le curiosità che
si possono scoprire o riconoscere osservando Roma da questo privilegiato punto
Campo de’ fiori
celebrazione
dei quattrocento
anni
dalla data della sua morte.
Dai Musei più
importanti del
mondo sono
arrivate
le
opere forse
più famose di
Michelangelo
Merisi:
dal
Bacco degli
Uffizi, ai Musici del Metropolitan Museum, dalla
Cena di Emmaus
della
di vista.
Gli architetti che lavorarono alla realizzazione di questo Palazzo, mai avrebbero
potuto immaginare che quei locali di servizio collocati al piano terra per ospitare carrozze e cavalli potessero un giorno accogliere i più grandi capolavori dell’arte; questo insolito passaggio da Rimessa a
Galleria s’è compiuto esattamente dieci
anni fa nell’ambito del recupero dell’edificio.
Sono stati esposti trenta capolavori di
Caravaggio, una eccezionale mostra per la
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National Gallery di Londra, alla Deposizione della Pinacoteca Vaticana e poi,
ancora, l’Annunciazione di Nancy e il
Ragazzo con il canestro di frutta; un confronto tra opere simili o con stesso tema,
come quello tra il Suonatore di liuto
dell’Ermitage e l’Amore vincitore dalla
Gemaldegalerie di Berlino, o ancora le tre
versioni del San Giovanni Battista.
Tutto ciò in onore di Michelangelo Merisi
detto Caravaggio, una icona senza tempo
del pittore maledetto e della sua ineguagliabile arte.
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Campo de’ fiori
CINEMA NEWS
MEGAMIND
Usa, 2010. Genere: animazione; regia: Tom
McGrath; sceneggiatura: Alan Schoolcraft,
Brent Simons; montaggio: Michael Andrews; musica: Lorne
Balfe, Hans Zimmer;
di
produzione:
DreamMaria Cristina
Works
Animation,
Caponi
Pacific Data Images
distribuzione:
Universal
(PDI);
Pictures; durata: 95 minuti.
La città di Metro City è troppo piccola per
Metro Man e Megamind. Come lo Yin e lo
Yang perpetua un bilanciamento continuo
atto a promuovere lo sviluppo normale
delle cose, lo stesso occorre tra l’eroe
Metro Man e il malefico Megamind: l’eccesso del primo disturba il secondo, e viceversa. Tuttavia l’ambiguità apparentemente infinita di questa dialettica, cessa di
colpo nel momento in cui il bluastro villain
polarizza le energie filantropiche di Metro
Man, neutralizzandolo. A questo punto
l’architettura estrinseca della dualità e del
perfetto equilibrio crolla sotto il peso diuna
mente così scellerata. Tale è la situazione
almeno finché sulla scena non appare
colui che si arroga il titolo supremo di principio di ogni atrocità. Sarà l’origine di una
possibile conversione di Megamind? Per
paradosso sembrerebbe proprio di sì.
Dopo Cattivissimo Me, è giunto il momento di accogliere un nuovo criminale nella
schiera dei protagonisti dei cartoon, che –
al pari dei vari Rapunzel-L’intreccio della
torre, Animals United e Le avventure di
Sammy – si presenta con un ammaliante
look in 3D, edito dalla DreamWorks di
Steven Spielberg. È proprio il caso di dire
che in Megamind la major di Shrek rispecchia l’aritmica alternanza di oscillazioni
presenti tra bene e male, una rotazione
posta alla base di pressoché tutti i DC
comics: a tal senso, basti vedere le dina-
miche immanenti che vedono
coinvolti negli scontri Batman,
da un lato e Joker dall’altro.
D’altronde, lo stesso Christopher Nolan lo aveva già
mostrato nella sua trasposizione per il grande schermo della
graphic novel Il cavaliere oscuro.
Fin qui nulla di nuovo allora, se
non fosse che il regista Tom
McGrath (ha esordito nel 2005
con Madagascar) riesce a
infondere quel classico “tocco
in più” a un’opera non proprio
originalissima, almeno sulla carta.
Innumerevoli citazioni filmiche si trovano
un po’ ovunque in Megamind, sebbene la
migliore sia quella di Marlon Brando papà
del supereroe di Krypton nel lungometraggio firmato da Richard Donner.
Ottima la colonna sonora in puro stile rock’n’roll al 100%, che spazia da hit come
Welcome to the Jungle dei Guns‘n’Roses a
Highway to hell degli AC/DC fino all’india-
volata song Bad to the Bone dei The
Destroyers. Inoltre, nella versione originale, la voce dei vari attanti è affidata a
interpreti dello spessore di Will Ferrell,
Jonah Hill, David Cross, Brad Pitt, Tina Fey
(nel ruolodella giornalista televisiva tutto
pepe Roxanne Ritchi) e Ben Stiller, quest’ultimo anche produttore esecutivo insieme a Guillermo Del Toro e Justin Theroux.
Campo de’ fiori
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CASSAZIONE: IL GIUDICE DI PACE
PUO’ INCREMENTARE D’UFFICIO LE SANZIONI
(CHE A LORO VOLTA NEL 2011 AUMENTANO DEL 2.4 %)
Anno nuovo, nuovi
aumenti.
Dal primo gennaio
gli importi delle
sanzioni amministrative per violazioni al Codice della
Strada subiscono
un incremento del
dell’Avv. Ilaria
2,4 %.
Becchetti
Il Decreto Ministeriale
22 dicembre 2010,
infatti, ha disposto l’adeguamento dell’entità delle suddette sanzioni agli indici Istat
sul costo della vita.
Così, secondo le tabelle stilate nel decreto,
ove era prevista la sanzione da 23 euro a
92 euro, la stessa deve intendersi sostituita con quella da 24 euro a 94 euro e così
via discorrendo.
Questo è solo l’ultimo degli aumenti
riguardanti le multe.
Negli ultimi 10 anni, infatti, le contravvenzioni, secondo una stima di
Contribuenti.it – Associazione contribuenti
Italiani - hanno subito un incremento
dell’1,275%. Percentuale che fa
dell’Italia la vera regina in Europa quanto
ad aumenti delle multe.
Per fortuna resta sempre salva la possibili-
tà di ricorrere al giudice di Pace, verrebbe
da dire.
Attenzione, anche qui c’è una novità.
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno
riconosciuto al magistrato ordinario il
potere di applicare, in caso di rigetto del
ricorso, una sanzione superiore rispetto a
quella comminata nel verbale impugnato.
E ciò anche d’ufficio cioè pure laddove
l’Amministrazione opposta non abbia fatto
una specifica richiesta in tal senso.
Il caso riguarda un automobilista che si è
visto rigettare il ricorso avverso una multa
ed al contempo elevare la misura della
sanzione originariamente irrogata.
La Cassazione, interrogata sulla questione,
ha affermato il principio secondo il quale il
giudice di pace potrà d’ora in poi infliggere una sanzione superiore a quella comminata nel verbale impugnato.
La Suprema Corte si rifà all’ordinanza
23/2009 della Corte Costituzionale ove
quest’ultima sottolinea la possibilità spettante al giudice di pace di determinare,
anche in misura pari al minimo edittale,
l’entità della sanzione irrogabile in caso di
rigetto del ricorso.
La Corte, con tale affermazione, ha ritenuto, allora, la possibilità per il giudicante di
determinare, in base al di lui libero convincimento, l’entità della sanzione in una
misura compresa tra il minimo ed il massimo edittale, in quanto non si spiegherebbe, in caso contrario, il motivo per cui il
libero convincimento potrebbe attuarsi
solo in bonam partem.
Come a dire: se, nell’ambito
del libero convincimento di
cui gode, il giudice di pace
può ridurre l’entità della
sanzione, allora
potrà senz’altro
anche aumentarla (sempre nei limiti
del massimo edittale).
Impresa della Squadra Scout Volpi- Volo
nel reparto pediatria di Belcolle
Il 20 dicembre 2010 noi, squadriglia Volpi del Reparto Scout AGESCI Viterbo
4, ci siamo recate all’ospedale “Belcolle” per compiere una visita ai bambini
ricoverati nel reparto pediatria e passare un pomeriggio con loro.
Arrivati là, li abbiamo trovati che, nonostante fossero in ospedale, erano
pronti a divertirsi. Con un po’ d’inventiva, spirito di iniziativa e tanta allegria,
abbiamo convinto i piccoli a uscire dalle loro stanze per giocare tutti assieme in una stanzetta coloratissima e piena di giochi.
A mano a mano che arrivavano sempre più bambini, incuriositi dal suono
delle chitarre e dai canti, ci siamo spostati nel corridoio mettendo su una
bella orchestrina, composta da un paio di ragazze che suonavano la chitarra e tutti gli altri piccoli che si arrangiavano nel suonare vari strumenti, come
una bellissima batteria messa su con cartoni di giocattoli.
Abbiamo addobbato un piccolo albero con degli angioletti composti da noi, quelli che avanzavano li regalavamo ai bambini.
Abbiamo lasciato anche vari piccoli regali, come videocassette, libri e quant’altro, che poi abbiamo consegnato al team di Arte Terapia,
che ringraziamo.
I piccoli si sono divertiti e questa è la cosa fondamentale.
Ovviamente anche noi abbiamo vissuto un’esperienza diversa e assolutamente formativa.
Per questo ringraziamo il Primario per aver autorizzato quest’ attività, le infermiere del reparto, in particolare la caposala Cecilia, che
ci è stata di grande aiuto e la sig.ra Maria Paola Angelini, per la sua speciale collaborazione; come già detto, ringraziamo poi il team
di Arte Terapia.
Scoutismo è … avventura, … nuove esperienze, … spirito di iniziativa, … scoutismo è molte cose.
Scoutismo è anche una giornata come questa.
Marina Generali e la Sq. Volpi
Campo de’ fiori
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di Carlo Cattani
Cast In Bronze
Le campane “On the road” di Frank Della Penna (2^ parte)
Ding ding ding ding ding ding…..l’intervallo “festaiolo” è finito e le 35 e più
campane di “ CAST IN BRONZE” tornano fra noi ! Panettoni e torroni , cotechini
e tortellini ,pandori e croccanti , toglietevi
davanti ! Si dia nuovamente “corda” al
Maestro Frank Della Penna ,insigne “carilloneur” Statunitense dalle origini Italiane ,
unico a trainare per le “highways” degli
States uno strumento antico e pesante per
uno spettacolo davvero affascinante
incentrato sul suono delle campane del
suo carillon ambulante !VROOOM …….
Carlo : Frank , gradito il pandoro ? Non
trovi che ha una forma per te familiare
….a campana? Torniamo seri: senti …
Frank: il mio lavoro a tempo pieno da
quasi
quindici anni…mi guadagno da
vivere suonando e vendendo i miei CD e
DVD.
Carlo:hai acquisito riconoscimenti particolari?
Frank: Sono stato il primo e unico (credo)
“Master Carillonneur” Statunitense uscito
direttamente dalla “French Carillon
School” in Francia nel 1976 .Mentre studiavo in Europa nei ’70 ,ho vinto diversi concorsi di carillon …..purtroppo questo settore musicale qui negli States ha poca visibilità
Carlo: qual’ è uno dei tuoi concerti che
ricordi in particolare?
Frank:dunque….ho effettuato molti concerti …agli inizii ho suonato carillon installati all’interno di campanili ; successivamente, con il mio “carillon itinerante”
…beh, si , senz’altro , il concerto che
ricordo con maggior emozione è quello
tenuto in Central Park a New York per
Papa Giovanni Paolo II nel 1995.
Carlo:Hai suonato in Europa?
Frank: Si , a seguito dei miei studi in
l'ultimo cd di
Cast In
Bronze è
"BIG TIME"
Francia dal 74 al 76 ,ho avuto
occasione di suonare molte volte in
Olanda,Belgio, Francia.
Carlo:che difficoltà hai nel proporre concerti della tua musica?
Frank: E’ difficoltoso piazzare una
performance
di
CAST
IN
BRONZE , in quanto pochissimi
conoscono il carillon. ….è uno
strumento medievale che suona
forte ed è alquanto ingombrante
….all’inizio risulta difficile spiegare agli organizzatori di eventi
che non hanno mai visto lo strumento cosa si può ottenere dal
punto di vista musicale e di spettacolo …..ma ho pazienza e se sono
qui è perché li ho convinti …sul
rimorchio….ehm…volevo dire sul
campo!!!
Carlo: Quanti concerti esegui nel
corso dell’anno?
Frank: circa 400 concerti della
durata,
in
media,
di
30
minuti…partecipo a molti festivals
sparsi un po’ dovunque negli
States, per la maggior parte al
sabato e alla domenica ,ma capita
anche di essere ospite di eventi
che durano più di una settimana e
, quindi , di suonare più volte al
giorno per l’intera durata della
manifestazione …..spesso mi esibisco all’aperto, viste le caratteristiche in fatto di dimensioni e
volume di suono del carillon.
Carlo: come ti presenti nei luoghi dove
suoni e hai un’equipe che ti assiste?
Frank: guido personalmente il “truck” al
quale è agganciato il rimorchio che
trasporta il carillon. Lo strumento non ha
bisogno di essere coperto e così capita
che tutti mi vedano e …sentano arrivare
con il suono delle campane che aleggia
intorno al camion …. in verità…mi sento un
po’ osservato …. le campane sono fisse e
il suono è prodotto dal movimento dei
batacchi . Una volta che ho raggiunto il
posto , sgancio il rimorchio,allestisco la
scena,predispongo il look e controllo lo
strumento per il mio show. Spesso mi
aiuta mia moglie Anne , talvolta una mano
me la danno i miei figli oppure qualcuno
dell’organizzazione dell’evento al quale
partecipo…..i bambini sono sempre particolarmente interessati e mi domandano
di come ho costruito il carillon , delle campane……del look.
Carlo:Come ci si sente ad essere l’unico
musicista di carillon itinerante nel tuo
Paese?
Frank: Sento di avere ricevuto un dono e
ho bisogno di condividerlo con quante più
persone possibile….è difficile essere “on
the road” per lunghi periodi , lontano dalla
mia famiglia…. ma è la mia passione e mi
comprendono.
Carlo:dove sono realizzate le campane
che compongono il tuo carillon?
le campane sono state tutte realizzate in
una fonderia in Arle-le-Rixtel in Olanda,
poi montate sul telaio dello strumento e il
Campo de’ fiori
tutto spedito negli Stati Uniti molti anni
fa .Infine ,il carillon è stato montato su di
un rimorchio che traino con il “truck”.
Carlo : chi cura la manutenzione del carillon ?
Frank: faccio tutto personalmente,
ingrassando i collegamenti e cambiando
tiranti , bullonerie e battenti quando è necessario . La maggior parte dei carillons
installati nei campanili hanno contratti di
manutenzione con delle società che fabbricano e commercializzano campane
come la Verdin Company di Cincinnati,
Ohio, Meeks e Watson. Schulmerich in
Sellersville, Pennsylvania , la
Petit e
Fritsen dall’Olanda e Paccard dalla Francia.
Carlo: i carillon sono tutti uguali?
Frank:
No,ogni
carillon
è
diverso….dipende dal numero e dalle
dimensioni delle loro campane e, si badi,
le trascrizioni
musicali devono essere
realizzate per ogni tipo di carillon
Carlo: penso ad un chitarrista o ad un
batterista e
agli imprevisti che possono verificarsi per
i loro strumenti, come ,ad esempio, la rottura delle corde o lo sfondamento di una
pelle : cosa può accedere di inaspettato
per il carillon?
Frank: Se ho ben capito la tua domanda ,
per me si potrebbe verificare la rottura di
un tirante ,lo sganciamento di un battente,una campana può danneggiarsi... ciò
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può determinarsi per scarsa manutenzione
raccolta in chiesa , ecc . Il mio luogo ideoppure per accidentalità . La manutenale per suonare è in ogni città che vuole
zione è necessaria per mantenere un carsaperne di più delle campane.Per essere
illon in buone condizioni di esercizio .
più circostanziati…. un luogo all’aperto, di
Come ti dicevo prima, mi occupo personalnotte, con migliaia di persone intente ad
mente della cura del mio carillon itinerascoltare e guardare….si , sarebbe il mio
ante!
posto e orario ideale per suonare.Ma la tua
Carlo: mi dai qualche informazione sul
domanda capita “a puntino” perché ,il
procedimento di registrazione del carillon
prossimo 3 di dicembre , inaugurerò il
nei tuoi cd ?
primo carillon mobile dotato di 35 camFrank : registro le “campane” in un magpane interamente assemblato negli States
azzino…. a tarda notte e, poi , aggiungo
,con campane provenienti dall’Europa ; mi
gli altri strumenti che sono stati registrati
esibirò in una serie di concerti nel parco
in uno studio. Ci lavorò un po’ ma ogni
della città di Longwood /Pennsylvania dal
volta migliorano i risultati.
3 al 9 dicembre 2010 ,città nella quale ho
Carlo: non hai mai pensato o ti è
debuttato 20 anni fa con il mio primo carstato chiesto di insegnare la tecniillon mobile.
ca del carillon?
Carlo: contatti con altri suonatori di carFrank : Certo, mi è stato chiesto
illon nel resto del mondo ?
molte volte e ,in passato , ho
Frank: sì, con un piccolo gruppo di perinsegnato, quando avevo il ruolo
sone che suonano il carillon ….cerco di
di Maestro di carillonneur presso il
mantenere i contatti…. la maggior parte
Washington Memorial Chapel a
di loro non capiscono quello che faccio, ma
Valley Forge, Pennsylvania. Ora
io sono determinato nella mia “missione” ,
che sono frequentemente in viagquella di condividere il carillon con quante
gio , non posso mantenere impegpiù persone possibile….. perché io suono
ni di insegnamento e così a coloro
….a terra ,tra la gente, sono visibile… e ho
che sono interessati allo studio del
una buona occasione per informare il
carillon fornisco le referenze di
pubblico sul carillon.
altri stimati professori Carlo :colCarlo: per congedarci , cosa vuoi aggiunlabori con altri musicisti?
gere per i lettori di “CAMPO DE’ FIORI”?
Frank:musicisti e qualche volta
Frank: caro Carlo le tue domande mi
suono dal vivo con l’aiuto di alcuhanno riguardato “ a tutto tondo” …..vorni di loro. Tuttavia, a causa dei
rei solo dire che la mia passione per il carcosti di viaggi e soggiorni , di soliillon coincide praticamente con la mia vita
to suono da solo impiegando
e ,all’età di 60 , il mio desiderio è quello di
delle basi registrate sulle quali mi
trovare occasioni sempre più importanti
“appoggio” con il carillon.
per condividere la cultura del carillon con
Carlo: mai pensato di venire a
quante più persone possibili nel mondo
suonare in Italia e sei mai stato
….. io continuo a cercare nuove vie per
contattato per questo?
seguire il mio sogno, mentre sono ancora
Frank:mi piacerebbe venire in
qui sulla terra!
Italia !!! Sono stato in Italia due
www.castinbronze.com(alcune foto che
volte ma per turismo .Come si
ritraggono Frank Della Penna/Cast In
diceva ,i miei nonni sono nati lì ,in
Bronze sono di Mr. Kim R. Hill)
Abruzzo, quindi, ovviamente, mi
piacerebbe “condividere” questo
Carlo Cattani ©/gennaio 2011
strumento con i miei antenati !
Non sono mai stato contattato da
nessuno in Italia, ma ,per favore,
FATELO !
Carlo
:
Un “luogo ideale”
per un tuo spettacolo?
Frank: Il carillon
è stato creato per
“condividere”
le
campane con la
gente dei villaggi ,
per
scandire il
tempo
,
per
comunicare
la
gioia in occasione
di nascite e matrimoni e il dolore e
l’emergenza
in
caso di funerali e
guerre, per chiamare la gente a
Cast In Bonze nella notte di Longwood Gardens,3/12/2010
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
I rifiuti possono diventare opportunità di lavoro
Nella nostra società
si producono quantitativi enormi di
rifiuti di varie tipologie, creando non
pochi problemi per
lo smaltimento. Per
alcuni di questi ridi Giovanni
tengo che si possaFrancola
no intraprendere
politiche più incisive
al fine di trasformarli in opportunità occupazionali. Come Consigliere Provinciale, ho
presentato in Provincia una mia mozione
riguardante la lavorazione e lo smaltimento del PFU “pneumatici di fine uso”. Prima
di passare alla proposta da me espressa,
desidero riportare alcuni dati su questo
tipo di rifiuto speciale, per rendere meglio
tutta la situazione che ruota attorno a questa realtà.
Il traffico illecito dei rifiuti speciali come il
PFU, è uno dei traffici che vede coinvolte
quasi tutte le regioni italiane; ogni anno,
stando ad un rapporto di Legambiente,
spariscono nel nulla più di 100 mila tonnellate di pneumatici. Dal 2005 in Italia
sono state individuate ben 1049 discariche
illegali, la Puglia è la prima regione con il
numero di discariche più elevato con ben
230 siti, segue la Calabria con 159, la
Campania con 141, il Lazio con 77 e il
Piemonte con 37 siti. Spesso questo tipo di
smaltimento illegale del PFU è perpetrato
non solo dalle Ecomafie ma anche da alcuni operatori del settore che creano piccole
discariche per risparmiare sui costi di
smaltimento. A questo c’è da aggiungere
perdite economiche elevatissime da parte
dello Stato Italiano di circa 143 milioni di
euro ogni anno, suddivisi: 140 milioni
“mancato versamento dell’IVA sulle vendite e 3 milioni di euro sullo smaltimento.
Senza considerare tutte le perdite in funzione a regime ridotto per via della fuori
uscita del PFU dal ciclo legale che ammontano a circa 150 milioni di euro l’anno a
danno degli impianti di trattamento. Per
concludere poi ci sono i costi a carico dei
contribuenti per la bonifica di tutte le
discariche abusive che si può quantificare
attorno ai 400 milioni di euro solo per la
messa in sicurezza di quelle sequestrate
da 2005 al 2010.
Nella provincia di Viterbo si ha un quantitativo significativo di questa materia
prima. Gli operatori del settore: gommisti,
meccanici autotrasportatori, interessati
direttamente o indirettamente, si rivolgono per lo smaltimento a diverse aziende
preposte a questo tipo di raccolta e conferimento sostenendo elevati costi, infatti il
prezzo di smaltimento di pneumatici di fine
uso è di circa 20 centesimi di euro al chilogrammo e prevede un’ area adeguata al
conferimento, con precise caratteristiche
strutturali.
In passato molti pneumatici di fine uso
sono stati abbandonati anche sul territorio
della Tuscia, creando non pochi rischi per
l’ambiente e per tutto habitat. In pratica la
mozione propone di avviare la costituzione
di un Consorzio nella nostra Provincia tra
gli operatori del settore, riguardante
appunto la lavorazione di pneumatici di
fine uso e la realizzazione sul territorio di
impianti per la produzione di “granulato
e polverino di gomma”.
La costituzione di un consorzio, a mio avviso, consentirebbe di pagare un prezzo
inferiore per lo smaltimento di tale rifiuto
da parte di tutti gli operatori consorziati, e
si avrebbe un sostanziale conferimento di
materia prima da riutilizzare.
Infatti la produzione di granulato e polverino di gomma prevede la riutilizzazione in
vari settori: polverino per suole, granulato
per tappeti, polverino per lastre, granulato
per piastrelle, granulato per pavimenti,
polverino per gomme piene, granulato per
insoronizzazione, campi di bocce, calcetto
ecc.
Come si può vedere la lavorazione “puramente meccanica che non modifica in
alcun modo le condizioni ambientali”
di questa materia prima, porterebbe ulteriori benefici: una significativa diminuzione
di produzione di gomma vergine, creando
così anche ulteriori opportunità in termini
occupazionali sul nostro territorio.
Campo de’ fiori
21
REALIZZAZIONE ACCURATA DI UN
PLANTARE CAD-CAM
L’ortesi plantare ha subito negli ultimi anni
una notevole evoluzione. Oggi, per la sua
realizzazione, sono infatti disponibili materiali diversificati in relazione alle esigenze
del singolo, alle utilizzazioni specialistiche
ed alle caratteristiche correttive.
Tuttavia, grandi passi sono stati compiuti
anche dai sistemi di valutazione attraverso
i quali, da una quantificazione statica delle
forze di carico sulla superficie di appoggio,
si è passati ad una valutazione dinamica,
con l’ausilio di programmi computerizzati.
In questo modo si è arrivati ad una migliore interpretazione dei difetti biomeccanici
e, di conseguenza, alla realizzazione di
un’ortesi maggiormente adeguata alle esigenze del singolo.
L’interpretazione dei difetti sopra citati
rimane tuttavia il momento più delicato, in
quanto il risultato non è dato da una semplice equazione matematica di univoco
significato interpretativo. Al di là del
responso della macchina, occorre infatti
saper individuare gli eventuali compensi
dovuti ad anomalie presenti a livello di
schiena, anca, ginocchio. Per questo motivo la lettura di un esame computerizzato e
l’estrapolazione delle conclusioni devono
essere sempre effettuate da un medico
specialista preparato. Soltanto grazie ad
una visione a 360 gradi del problema è
possibile realizzare un plantare che non
porti ad effetti collaterali indesiderati.
Parliamo ora della realizzazione accurata di
un plantare moderno. Il CENTRO ORTOPEDICO FLAMINIO, nei suoi venticinque
anni di attività, ha sempre cercato di ottimizzare la qualità dei suoi prodotti con
materiali e macchinari di ultima generazione, fino a presentarare a tutt’oggi anche
il sistema CAD-CAM per la realizzazione
della suddetta ortesi.
Da una rappresentazione tridimensionale
dell’anatomia del piede, che considera
anche la deformazione delle parti molli
sotto carico per mezzo di una pedana digitalizzatrice(fig.1), troviamo il punto di par-
tenza per poter esaminare il progetto del
correttivo.
Con il computer e il programma CAD-CAM
possiamo dunque intervenire e inserire nel
progetto le modifiche adatte per poter
compensare la patologia in questione.
Attraverso questa rappresentazione tridimensionale CAD (fig 2) si può effettuare
un’esecuzione la quale si realizza per
mezzo di una fresa computerizzata CAM
(fig 3).
Il grande vantaggio di questa tecnica, a
parte la precisione dell’intervento correttivo, è la possibilità di mantenere in memoria il progetto e quindi ottenere, in qualsiasi momento, copie delle ortesi assolutamente fedeli.
Il plantare è realizzato in ÈVA, un materiale di ottima resistenza e anallergico.
Inoltre possono essere scelte densità
diverse di tali materiali in relazione all’utilizzo specifico.
Per usi particolari sono adottabili anche
altri materiali a duplice (fig4) o triplice
densità (fig5) che garantiscono la massima tenuta in condizioni di estrema sollecitazione.
livello metatarsale (gialla), un’ area anteriore a bassa portanza per un miglior effetto antitraumatico al livello delle articolazioni metatarso falangee (verde).
Con l’ occasione il CENTRO ORTOPEDICO FLAMINIO vuole ringraziare tutti
coloro che hanno creduto in noi in questi
25 anni di attività e ci hanno consentito di affinare le nostre conoscenze nel settore della tecnica ortopedica.
Il plantare a 2 densità è caratterizzato da
un’ aria interna ad elevata portanza studiata per sostenere al meglio la volta longitudinale mediale e, controllare il movimento di pronazione del piede ed eventuali effetti correlati, come un’eccessiva
intrarotazione della tibia. L’area centrale
ha lo scopo di ammortizzare l’ impatto con
il terreno e favorire un effetto antitraumatico anteriormente in corrispondenza delle
teste metatarsali.
Il plantare a 3 densità nasce essenzialmente per lo sportivo dove il carico applicato al piede è spesso esasperato. Il plantare è costituito da un’ area posteriore a
media portanza allo scopo di assorbire al
meglio l’ impatto con il terreno (blu) ,
un’area con portanza elevata per contrastare al meglio gli effetti del movimento di
pronazione, e fornire un valido sostegno al
Fig. 1
Dott. Daniele Cervoni
Laureato in Tecniche Ortopediche
Per maggiori informazioni
o appuntamenti:
Centro Ortopedico Flaminio
Tel. 0761.517744
Cell. 339.1816523
Fig. 3
Fig. 2
Fig. 4
Fig. 5
Campo de’ fiori
22
14° MINI FESTIVAL “CITTÀ
I
VINCITORI:
DI
VITERBO”
BEATRICE PICCIOLO, DESIRÈE GIOVE E MARIA PAOLUCCI.
A MICHELA CONTI IL PREMIO DELLA STAMPA DI CAMPO DE’ FIORI.
Solito “tutto esaurito” – domenica scorsa,
12 dicembre 2010 – al Teatro San
Leonardo di Viterbo, dove si è svolta la
serata finale della 14° edizione del Mini
Festival “Città di Viterbo”, kermesse musicale per concorrenti tra i 6 ed i 18 anni
(divisi
in
tre
categorie),
che
l’Associazione “Omniarts” ha organizzato con il patrocinio ed il contributo della
Provincia di Viterbo e dei Comuni di
Viterbo,
Civita
Castellana
e
Ronciglione, e che ha fatto parte degli
eventi di promozione della solidarietà portati avanti da “Viterbo con Amore”.
Dopo aver fatto un lavoro mica da ridere,
la giuria di qualità – presieduta dal giovane tenore viterbese Antonio Poli – ha
emesso, con lucidità e competenza, i
seguenti “verdetti”:
Cat. 6-10 anni:
1°- Beatrice Piciollo (10 anni, Bagnoregio),
con il brano “E’ una storia sai” (G. Paoli);
2°- Sofia Piccini (9 anni, Blera), con il
brano “Ad un passo dai miei sogni”
(Karima);
3°- Michela Conti (10 anni, Morlupo), con
il brano “Amor mio” (Mina).
Cat. 11-14 anni:
1°- Desirée Giove (11 anni, Faleria), con il
brano “Come foglie” (M. Ayane);
2°- Gianmarco Piccini (13 anni, Blera), con
il brano “Tracce di te” (F. Renga);
3°- Giulia Anesini (13 anni, Viterbo), con il
brano “The power of love” (C. Dion).
Cat. 15-18 anni:
1°- Maria Paolucci (16 anni, Domusnovas),
con il brano “At last” (E. James);
2°- Francesco Pietroni (17 anni, Viterbo),
con il brano “Halleluja” (L. Cohen);
3°- Chiara Fersini (18 anni, Viterbo), con il
brano “Oggi sono io” (A. Britti).
I due organizzatori (Pierluigi Alberti e
Paolo Moricoli) hanno, come sempre,
assegnato il loro Premio Speciale.
Quest’anno è stato un premio al coraggio
– per aver scelto una canzone (“Telefono
azzurro”, di F. Concato) assolutamente
anomala per un concorso canoro, ma per
averla interpretata in maniera emozionata
ed emozionante – ed è andato a Davide
Valeri (13 anni, Villa San Giovanni in
Tuscia), già vincitore di due Mini Festival.
La redazione del mensile Campo de’
fiori ha, inoltre, assegnato il suo premio
speciale a Michela Conti (10 anni,
Morlupo).
Comprensibilmente, data la
fascia d’età interessata, le
ragazze sono state protagoniste dal punto di vista numerico,
ma i pochi ragazzi si sono difesi alla grande…
Le “piccole” sono state impeccabili nel cantare i brani scelti…
Nella categoria “intermedia” i
primi quattro classificati (i tre
sopra indicati, più Davide
Valeri) sono stati racchiusi in
un margine di… 4 punti (su un
massimo assegnabile di 300):
peggio che il Mondiale di
Formula 1!...
Tra i grandi erano almeno in
sei ad aver legittime ambizioni
di vittoria, ma la prestazione
canora della vincitrice ha
messo d’accordo tutti…
Giorgio Sdinami e Gianfranco
Pirroni, da anni nostri grandi
amici, hanno raccontato la loro
esperienza di autori al Festival
“Un bosco per Kyoto”, culminato nel novembre scorso al
Teatro Ariston di San Remo, in
cui ha avuto gran rilievo il loro
brano “Basta un passaparola”,
cantato dal “nostro” Gianmarco Piccini.
Per conto dell’Accademia
Kronos (organizzatrice del concorso), hanno dato ampia
disponibilità a partecipare all’edizione 2011 per i ragazzi/e del
Mini Festival.
Hanno preso parte allo spettacolo, per dar fiato ai concorrenti ed alla giuria, “vecchie
glorie” e amici del Mini
Festival, come Federico Live,
Chiara Saveri e Riccardo
Scorsino.
Gradito ospite è stato il bravissimo, giovane Mago StefanClod (16 anni, di Tuscania),
intermezzo ideale per la nostra
musica, e che non mancheremo di invitare ovunque canteremo.
Infine, Antonello Giovanni Budano ha
dimostrato perché fa da “angelo custode”
dei giovani cantanti durante il concorso,
cantando alcuni brani della sua produzione cantautorale, accompagnato da una
versione ridotta ed acustica della Costa
Le voincitrici della categoria 6-10 anni
I vincitori della categoria 11-14 anni
I vincitori della categoria 15-18 anni
Volpara, band di cui è leader e voce solista.
La serata è stata presentata, al solito, da
Pierluigi Alberti con la supervisione di
Paolo Moricoli.
Due parole le merita la giuria, quest’anno
Campo de’ fiori
23
una sala di registrazione professionale.
Ringraziamo di cuore gli sponsor che
hanno reso possibile la manifestazione:
Flaminia Ceramiche, Gruppo Servizi
Ambientali,
Veteres,
P.S.A.,
Opel
Ciminauto,
Siderplast,
Pizzeria
Il
Monastero e Porter Tavern.
Arrivederci all’anno prossimo… a meno di
sorprese molto presto!
p. Ass. OMNIARTS
Paolo
Moricoli
Tutti i partecipanti del XIV° Mini Festival Città di Viterbo
piccola (5 elementi) ma competentissima.
Ai tre che hanno partecipato alle semi
finali – Fabio Barili (chitarrista e compositore), Guido Maria Landucci (conduttore
radiofonico e critico musicale) e Ludwika
Montemari (pianista solista) – si sono
aggiunti Mariano Horal (manager dei maggiori cantanti lirici europei, da Pavarotti a
scendere, già giudice di innumerevoli concorsi canori) e, infine, il “nostro” Antonio
Poli che, dopo aver parlato del suo ruolo
tenorile nel Nabucco – nel marzo prossimo, a Roma, diretto da Riccardo Muti – ha
annunciato, un po’ a sorpresa che, a soli
24 anni, sarà protagonista del prossimo
Concerto di Capodanno, dal Teatro “La
Fenice” di Venezia, trasmesso in
Eurovisione su RAI 1.
Ai primi tre classificati di ogni categoria è andato il trofeo
con l’esclusivo logo
del Mini Festival
“Città di Viterbo”;
Tuscia in Jazz, invece, darà ai primi tre
classificati della cat.
3 la possibilità di
partecipare, gratuitamente, ai suoi
stage formativi estivi.
Il primo della categoria dei “grandi”
potrà, inoltre, incidere un CD demo in
Sopra: Pierluigi Alberti e Paolo
Moricoli, organizzatori nonchè presentatori del Festival, consegnano il
loro Premio Speciale a Davide Valeri.
A sx: Paolo Moricoli e la piccola
Michela Conti, alla quale è stato
assegnato il Premio della Stampa
offerto dalla nostra rivitsa
Campo de’ fiori.
“Gli Angeli di Lorenzo” consegnano la nuova ambulanza
Orgoglio dei volontari della CRI, a disposizione della popolazione di Corchiano
Proprio un bel regalo di Natale quello che l’Associazione “Gli Angeli di Lorenzo”
è riuscita a fare alla comunità di Corchiano. E’ stato infatti brillantemente raggiunto l’obiettivo che, da poco più di un anno, l’associazione, costituitasi, lo
ricordiamo, a seguito della tragica scomparsa del piccolo Lorenzo Barzellotti,
per volontà dei famigliari della vittima, si era prefissata: l’acquisto di una
ambulanza a disposizione dei cittadini, non essendovi, in loco, alcun tipo di
presidio di primo soccorso.
Il mezzo, nuovissimo e all’avanguardia, ha fatto il suo ingresso in Piazza del
Bersagliere l’8 Dicembre, alla presenza non solo del sindaco Dott. Bengasi
Battisti e del presidente dell’associazione Avv. Renato Fratini, ma anche dei
rappresentanti dei maggiori benefattori: l’associazione Viterbo con Amore e la
Carivit. Schierati al centro della piazza, con la loro divisa rossa, i numerosi
volontari di Corchiano, che in
questi mesi sono stati a
lungo preparati dai responsabilità della CRI sez. di Civita
Castellana, per poter svolgere sapientemente il loro compito. L’ambulanza ha già
preso regolarmente servizio
durante le rappresentazioni
del presepe vivente ed i
volontari sono ora solo in
attesa di ultimare la propria
sede.
E.B
24
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Campo de’ fiori
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F
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Aga
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S
Le guide di Campo de’ fiori
...continua dal n. 76
scuole superiori di ginnasio, successivamente prigione mandamentale, in seguito
Torno, allora, a descriPretura ed infine civile abitazione.
vervi i monumenti che
Scendendo, prima di arrivare alla piazza
ho avuto il piacere di
centrale, è d’obbligo una visita alla Chiesa
visitare durante quella
Collegiata, riedificata dal Conte Raniero
splendida gita a Sant’
Cavalca nell’anno Mille, come precisa una
Agata Feltria, guariscrizione posta sul lato destro della navadandoli con un pizzico
ta, sui resti di un preesistente sacello intidi nostalgia visto che
tolato all’omonima Vergine e Martire
di Ermelinda
anche quest’anno il
Catanese. Numerosi furono i cambiamenti
Benedetti
Natale è ormai passaarchitettonici che subì nei secoli. In partito.
colar modo dopo
la frana del 1561,
ITINERARIO TURISTICO
Lucrezia Vitelli,
Guardando il piccolo borgo
moglie di Aurelio
dalla vallata bassa, appena
Fregoso, allora
si arriva, colpisce subito la
conte di Sant’
Rocca che si staglia sul
Agata, ne modifipunto più alto dello sperone
cò l’assetto facenroccioso dove si è sviluppato
do aprire la porta
il borgo originario. Incerta è
d’entrata nell’inla data esatta di costruzione
terno del ricodella rocca, ma sicuramente
struito paese, così
antecedente alla seconda
come la troviamo
Rocca Fragosa
metà dell’XI secolo, quando i
oggi. L’interno è
conti di Bertinoro ristrutturarono ed
diviso in tre navate, con sei cappelle,
ampliarono l’edificio. Estinta tale famiglia,
ognuna contenenti affreschi e gruppi sculnel 1177 tornò agli arcivescovi Ravennati e
torei di epoche diverse.
poi passò ai Faggiolani, ai Guidi, ai Tarlati,
Scendendo nella piazza principale del
ai Brancaleoni, ai Malatesta ed ai
paese, Piazza Garibaldi, si trova il grazioso
Montefeltro. Proprio Federico da Monteatro intitolato al maestro Angelo Marini.
tefeltro, nel 1474, la fece restaurare dalNel 1605 Orazio Fregoso fece costruire in
l’architetto militare senese Francesco di
capo alla piazza, a spese del popolo e del
Giorgio Martini. Nel frattempo Agostino
Rettorato, il “Palazzone”, attuale sede
Giovanni Fregoso sposava la figlia di
municipale. Il Teatro fu ricavato pochi anni
Federico, Gentile Feltria, ottenendo in dote
più tardi ed era composto della sola platea
i territori santagatesi. Nel 1506, poi,
e del solo palcoscenico. Nel 1723 ebbe iniOttaviano Fregoso venne infeudato da
zio l’edificazione del primo ordine di palchi
Guidubaldo I della contea di Sant’Agata
ad opera della Società Condomini, e fu
Feltria per tre generazioni, come segno di
completata fra il 1743 ed il 1753 da
riconoscenza dei servizi militari svolti in
Giovanni Vannucci, che realizzò il secondo
difesa del Ducato d’Urbino contro Cesare
e il terzo ordine di palchi. La struttura della
Borgia. Questa famiglia trasformò la rocca
Cavea, delle colonne portanti e del palco è
in residenza signorile, sicuramente molto
completamente in legno. Le balconate del
grande, data che testimonianze scritte racsecondo e terzo ordine sono decorate con
contano che tra il 1631 e il 1632, la famitempera e raffigurano drappi e trine. Sul
glia ospitò i Cardinali Antonio e Taddeo
proscenio vi sono medaglioni contenenti
Barberini, con il loro numeroso seguito.
dipinti ad olio raffiguranti: Angelo Mariani,
Nel 1715, come evidenzia un
Vincenzo Monti, Carlo
epigrafe incisa sul portale, la
Goldoni, Vittorio Alfieri,
rocca, dopo essere tornata
Metastasio. Sul soffitto
sotto il dominio della Chiesa,
della platea, agli angoli, vi
venne restaurata a spese della
sono altri quattro medaReverenda Camera Apostolica,
glioni, raffiguranti gradi
per opera di Pietro e Marino
personaggi della storia
Severi, santagatesi di nascita,
locale. Il sipario del proal servizio di Papa Clemente XI.
scenio è costituito da un
Negli utlimi due secoli, poi,
dipinto di Sant’Agata
ebbe destinazioni diverse: dapFeltria, dovuto a un paeprima Convento dei Frati Minori
saggista dell’Ottocento, il
Conventualiche che vi costruiFaentino Romolo Liverani
rono accanto la piccola chiesa
che tanto operò tra
Il soffitto e la balconata
dedicata a San Francesco della
Marche e Romagna.
superiore del teatro
Rosa, poi divenne sede per
L’attività teatrale fu sem-
pre di gran tono. Il 22 Maggio 1986, la
Società Condomini ha ceduto al Comune
questo teatro. Nel 1993 il grande Vittorio
Gasman ha scelto questo teatro per il suo
Recital della Divina Commedia trasmesso
da rai TV. Nel 1994 sono iniziati i lavori di
restauro della struttura, terminati nel
2002, che hanno riportato il teatro Mariani
all’antico splendore. Un vero gioiellino, da
lasciare i visitatori a bocca aperta.
Nel piccolo centro romagnolo si sono poi
concentrati diversi conventi: quello di San
Girolamo, all’interno del quale si trova
anche la Chiesa della Beata Vergine delle
Grazie, definita la più bella di tutto il
borgo. Il Convento delle suore Clarisse e
quello delle suore Dorotee, posti l’uno di
fronte all’altro, che ospitavano, per l’occasione, dei bellissimi presepi statici. Ed infine il convento dei Frati Cappuccini, risalente al 1575 ed oggi casa di preghiera e
di accoglienza per fedeli e visitatori.
Da non dimenticare una simpatica e singolare fontana: la fontana della lumaca,
dalla caratteristica forma di questo animale.
La fontana a forma di lumaca
TRADIZIONI E FESTE Da ben ventisette
anni a Sant’Agata si svolge la rinomata e
prestigiosa Fiera Nazionale del Tartufo,
essendo esso uno dei prodotti tipici locali,
di cui il sottosuolo santagatese è molto
ricco. La fiera si svolge durante tutto il
mese di Ottobre. Ogni domenica, infatti,
numerosi appassionati si ritrovano a passeggiare per le vie del paese gustando il
sapore e l’odore di questo pregiato cibo. A
solo un mese di distanza, poi, inizia il
periodo natalizio e da ormai quindici anni
Sant’Agata è stato nominato il paese del
natale. Anche in questo caso frotte di bancarelle, tutte le domeniche del mese di
Dicembre, affollano la cittadina, offrendo
ai visitatori curiosi tante idee regalo per
questa splendida festa. E se nel periodo
invernale a farla da padrone sono queste
due radicate manifestazioni, il periodo
estivo è ancor più ricco di feste varie, animate da musiche e balli che non fanno di
certo annoiare gli abitanti e che attirano
l’attenzione dei paesi limitrofi.
Campo de’ fiori
Come eravamo
25
CHE BELLO LEGGERE UN LIBRO
E’ vero che il progresso non si può bloccare, che la tecnologia
ha ormai raggiunto
vertici difficilmente
superabili, per offrire
all’uomo
strumenti
atti a migliorare la sua
esistenza, ma quando
vedo che è stato
di Alessandro Soli
inventato addirittura
“L’ ipod-book” in parole povere “il leggere
un libro” o quant’altro, sul telefonino, allora permettetemi un piccolo “voltastomaco”. Ognuno è libero di fare come vuole,
gestire la propria cultura come meglio
crede, toccando lo scorrimento di quel
prezioso oggetto che ha sul palmo della
mano, ormai divenuto “status simbol”
delle nuove generazioni. Che volete, io
sono all’antica, è vero leggo poco, sicuramente dovrei farlo di più, ma lasciatemi
almeno la gioia di sentire tra i polpastrelli
la consistenza della carta del libro-libro,
quello vero, quello che fin da piccoli eravamo abituati a leggere, prima a scuola,
per dovere, poi crescendo, per piacere.
Non posso tradire la mia mensile rubrica
del “Come eravamo”, penso perciò che
queste mie riflessioni, calzino a pennello.
Quante volte leggendo un libro, abbiamo
piegato il margine in alto della pagina,
facendo un’orecchietta a triangolo,
segnalibro improvvisato, marchio facilmente individuabile, per la prossima
ripresa della lettura. Quante volte al termine di una giornata, quando la televisione
terminava le sue trasmissioni in ore ancora decenti, coricandoci abbiamo ripreso il
“nostro libro-libro!”, e ci siamo rituffati in
quella storia, scritta per noi da un nostro
simile, magari per farci riflettere e sognare e, perché no, per farci cadere dolcemente tra le braccia di Morfeo. Si può
ancora fare, anzi si deve
ancora fare, si deve fare
ancora di più. Il mio è un
invito alla lettura, di qualunque genere essa sia,
pur che si faccia. Non sono
un editore, non sto facendo propaganda a librerie o
biblioteche, sto semplicemente esprimendo il mio
punto di vista. E poi la
gioia, la piccola soddisfazione che si prova quando
si arriva all’ultima pagina,
quando senti di aver compiuto una piccola, piccolissima impresa. Quasi non te
ne accorgi, se il libro ti è
piaciuto, viceversa, tiri
quasi un sospiro di sollievo, come una liberazione,
se ti sei letto “un mattone”
(permettetemi la rima, a
me tanto cara). A questo
punto non me ne vogliano
“i tecnologici”, che a modo
loro riescono a leggere libri a caratteri
bianchi su schermi neri, che voltano pagina a mo’ di impronta digitale, che mostrano al vicino “ quell’ io ce l’ ho e tu no “.
Vuoi mettere quel caratteristico profumo
di stampa che solo la carta impressa sa
dare, ai voglia ad annusare l’ ipod che è
inodore e ti gela pure il naso, tant’è freddo!
Campo de’ fiori
26
Una “Fabrica” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
L’ultima locomotiva…… ‘o ciuff ciuff
N
ei primi del
‘900 le Ferrovie
dello
Stato
inauguravano la linea
Orte – Civitavecchia.
La realizzazione della
tratta era stata complessa e, per livellare il
di Sandro Anselmi tracciato, s’erano spianate colline, scavate
gallerie e realizzati ponti (il più ardito quello di ferro a Ronciglione, divenuto anche
set cinematografico per la sua spettacolarità).
L’impegno della manodopera locale, aveva
portato, poi, un po’ di benessere alle povere famiglie dei contadini che avevano prestato volentieri le braccia più forti alla realizzazione dell’opera.
La ferrovia attraversava molti paesi e, partendo da Orte fino a Capranica, questi
erano: Bagnolo, Gallese, Corchiano,
Fabrica di Roma, Caprarola, Ronciglione,
Madonna del Piano. Quando arrivava fino
a Civitavecchia molti la usavano per andare al mare ed anch’io ricordo di esserci
andato con i miei, come pure per andare
al Carnevale di Ronciglione.
Mi ricordo ancora le carrozze piene di
gente ed il fumo acre della locomotiva che
rientrava dai finestrini…
La tratta Capranica – Civitavecchia, venne
smessa negli anni ’60 e, nonostante l’ingente stanziamento di trecento miliardi
delle vecchie lire, speso per migliorarla,
essa non fu più riattivata.
La linea Orte – Capranica, era transitata da
ben diciotto treni al giorno, a partire dalle
La stazione oggi
ore 4,20 del
mattino (che io
prendevo
per
andare all’università), all’ultimo delle 22,15.
Di questi ve ne
erano due merci
che provenivano
da Orte carichi di
materie prime
per le ceramiche
di Civita Castellana, arrivate fin
dalla Germania,
e tanti altri prodotti per le industrie locali. Anche gli stabilimeLa stazione di Fabrica di Roma, nei primi anni del ‘900
nti Torre erano
clienti assidui della ferrovia per la spedii passaggi a livello vennero elettrificati ed i
zione delle nocciole.
casellanti, che per tanto tempo hanno
Vi era una compagnia di facchini (La
svolto il loro lavoro prezioso e puntuale,
Carovana) che era in servizio permanente,
vennero pian piano messi a riposo.
formata da Franco Mazzasette, Vittorio
Negli anni ’90, però, le ditte di trasporti
Torricelli, Enzo Pazielli, Sandro Mecarelli e
preferirono andare a caricare direttamente
Ivo Ciceroni.
a Civitavecchia (?), calò drasticamente
Molti gli assistenti che vi hanno prestato
anche il numero dei pendolari per la ormai
servizio quali Filippo Sberna, Sandra
scarsa richiesta di manodopera dalla capiMaggi, Enzo Peruzzi, Leonello Agostini,
tale ed il transito di treni si ridusse a quatausiliari come Ivo Carosi ed Adriano
tro al giorno. Così, nel 1993 la ferrovia fu
Capotondi e titolari come Alberto
chiusa definitivamente.
Mancinelli che abitava, con la famiglia, al
Si era detto che sarebbe stata ripristinata
piano superiore.
con l’apertura dell’ aereoporto di Viterbo,
La stazione di Fabrica di Roma aveva due
ma le ultime vicende hanno allontanato
peculiarità: la ricchezza d’acqua dovuta
definitivamente questa possibilità.
all’approvvigionamento diretto dalla fonte
dei Salvani che riempiva costantemente il
Fra i tanti pendolari che andavano a Roma
serbatoio da mille quintali,
per lavoro o per studio, c’ero anch’io, e
ed il raccordo su rotaia con
quante corse per rincorrere quel treno che
la ferrovia della Roma Nord,
arrivava veloce nella notte, quante volte
poco distante.
sono salito in corsa dallo sportello della
Tutti i materiali, infatti, che
Littorina, che era già ripartita……
dovevano essere usati dalla
Sonni profondi accompagnavano spesso il
Roma Nord per la manutennostro lungo viaggio, da svegliarsi quando
zione della linea, venivano
s’era già all’arrivo. Nando e Graziella
immessi nella loro rete ferPolidori, Enzo Carofei, Doriano Pedica…
roviaria dalla stazione di
quanti compagni di viaggio.
Fabrica di Roma.
Quei treni che, a partire dal ciuff ciuff ad
Negli anni ’90 vennero sostiarrivare agli ibridi meccano-elettrici, hanno
tuite le vecchie traverse di
scandito le ore di lavoro dei contadini che,
legno con quelle di cemennei campi, senza orologio, si regolavano
to, e così pure il binario che
con le loro corse, oggi sono solo nei ricorpassò da 36 a 60 (unità
di, e la vecchia stazione fa la guardia ai
identificativa della portata
binari vuoti, arruginiti dal tempo che cormassima), che è la stessa
rono verso un orizzonte senza meta.
della linea direttissima. Tutti
Campo de’ fiori
28
Associazione Artistica Ivna
ANGELO BINI
UMANESIMO ECONOMICO, LETTERARIO O POETICO ?
Se vi capitasse di
identificare il romanzo di Bini in una sorta
conoscere
Angelo
di Poesia raccontata con parole che rimBini, sapreste che è
balzano al ritmo delle corse, dei giochi,
un uomo munito di
delle voci di quell’ambiente libero, piace“souplesse”, eleganza
volmente selvaggio, ma nel quale si coglie
e disinvoltura, che ha
il riflesso di appartenenza alla Terra dei
scritto molte poesie,
Makarenko che vivono immersi in un
un racconto e diversi
mondo svincolato dalla meccanizzazione,
saggi scientifici in ecomodulato dal suono della Terra dei fiori.
nomia, in particolare
Nel romanzo non è assente la Poesia che
della Prof.ssa
sulla storia della ragiopermette all’autore di esprimere concetti
Maria Cristina
neria…Si sa, però, la
complessi.
Bigarelli
lingua batte dove il
Bini poeta appare in tutta la sua flessibilidente duole ed i sogni corrono lungo il filo
tà di essere compiuto enunciando poche
della passione e così Bini rincorre i suoi
parole, alla maniera di Don Milani. I sentisogni scrivendo un racconto dal titolo “The
menti sono la fonte di ispirazione della
Flower’s Sound” nel quale gli ambienti del
prosa ritmata che, partendo dal vago desiSud America sono descritti in modo miraderio di analizzare, enuncia anche situabilmente realistico senza averli mai visti al
zioni politico-sociali senza ridondanze perpari di Salgari , che abilsonali, ma volendo
mente descrisse degli
soltanto dire che
ambienti mai visitati.
quel problema esiAppassionato degli scritti
ste e “stop”!
di Fidel Castro sulla guerL’importanza che
riglia cubana e delle vicenAngelo Bini accorde di Che Guevara in
da all’approfondiBolivia, è riuscito con
mento personale
destrezza a ricostruire una
della letteratura
storia alquanto singolare
italiana, nel senso
facendo “incarnare” il
più spumeggiante
ruolo di “terzomondista”
ed emozionante
ad una ragazza Ameridel termine, fa sì
cana, nata a Houston.
che possa abbanIl Romanzo, che profondadonarsi alle promente entrò subito in sinfonde e sistematitonia con Libero Bigiaretti
che avventure coe con Bompiani, sviluppa il
me riparo, difesa
filone socio-politico in uno scenario sfarzodell’alto concetto storico-letterario di
so e fantastico in un bell’ intervallo
poeti, romanzieri e saggisti nell’area italiaambientato in Siberia, zona nella quale
na. La sua è una vera e propria formaziovive un popolo, che non esiste, che Angelo
ne personale che coinvolge l’ “anima umaBini immagina essere appartenente alla
nistica” attraverso la biografia stessa dei
Catena degli Anaonskie e che stanzia in
grandi autori, che compenetra la storia
forma circolare sul territorio siberiano.
della letteratura.
Immagina una grande vallata dove questo
Il senso terreno viene attribuito alle lettupopolo, in simbiosi con il cavallo, compie
re da lui affrontate nel corso degli anni
libere corse, grandi feste, facengiovanili e non, che ben
do respirare al lettore l’aria fredevidenziano una formada di quei luoghi e le “desertizione di base economiche” atmosfere particolarmente
co-sociale di respiro finePorgo il pensiero.
incolte, essenzialmente ospitali,
mente umanistico. Bini
A te.
comuni ai popoli oriundi
di formazione tecnicodell’Afganistan, narrando giochi
scientifica indotta e
Tu
e corse senza vincoli, quasi
imposta da volontà
al chinar del viso
senza meta…ambiente e storia
esterna alla sua indole,
con arrangiamento immaginati
sviluppa alla scuola
raccogli due gocce di
dall’autore più di trenta anni fà,
superiore gli studi della
mare.
scritti e raccolti nel 1981. “The
ragioneria e dell’econoVerde.
Flower’s Sound” è il titolo che fa
mia, discipline con molta
Luce
Il sorriso che sorge
Se un pensiero ti precede
lo ascolti,
se manca lo crei.
Spirito di verità
Ispirazione alla vita.
Ti alzi
e gioisci
a raccoglier le stelle.
Serviranno a poco
ma
ornerai almeno di diademi
l’anima tua
così assente e silenziosa.
L’impegno ...
una cometa
nella notte incantata e fugace?
Oppur tu
per l’altrui libertà?
Tu
stella già sei.
Diademi
gli occhi tuoi.
Sorge,
come il sole,
il tuo sorriso.
Dirada
le lievi oscurità del giorno.
Illumina l’anima ...
sorprende il cuore.
Sai donare ...
ancora.
tecnica di base, che sembrano inizialmente allontanarlo dalla sua intima passione,
in realtà saranno il mezzo per avvicinarlo,
poiché essendo cartesiane serviranno a
descrivere lo svolgimento dei fatti e
“stop”!
L’ autore stesso le definirà discipline più
umanistiche che scientifiche, poiché attengono alla società; teoria suffragata da
alcune correnti di pensiero economico che
determinano e intravedono osservazioni
ed analisi finanziarie che si muovono con
agilità e competenza nei “luoghi” di uno
stile: allora l’economia umanistica è come
la poesia, la letteratura che si aggira smarrita, come il “flaneur”, il giramondo di
Campo de’ fiori
Baudelaire nelle vie parigine, scrutando,
però, questa volta non con distacco e
indifferenza, ma con l’occhio del Vate di
cui Angelo Bini è dotato, con l’animo profondo, sentendo le problematiche che si
levano dalle labbra dell’uomo che hanno le
loro
radici
nelle
antiche
Chiese
Metropolitane della ragione sociale, nell’etica variopinta, nei principi e nei valori
socio-globali di plurimillenaria tradizione
umana…ecco allora che Bini, non trovando
niente di deterministico e di matematico,
in uno slancio naturalmente e istintivamente biologico, intuitivamente alchimico
e poetico, dichiara che “l’economia è come
la letteratura”, perché l’approccio con il
fenomeno economico è di tipo letterarioumanistico, restituendo così a questo
ambito un’anima sociale, non più inaridita
da dati e date, segni e sogni angosciosi,
da linee e da leggi, ma arricchite dalla
mente dell’uomo che cerca di interpretare
la natura, la realtà, la società in un modo
derivante dall’umanesimo, cioè dalla
mente dell’economista stesso.
E’ per questo che in Economia, come in
Poesia non esiste la verità, ognuno ha un
suo punto di vista soggettivo, che si schiera, si oppone nell’ampio panorama della
contemporaneità.
Fermarsi alle regole matematiche sarebbe
affievolire la trasmissione del flusso autentico dell’evoluzione economica, così come
oggi per Bini Poeta, paladino del verso leo-
29
pardiano, sarebbe
troppo vincolante
scrivere i suoi
pensieri con paroTuona forte mentre il temporale investe ogni angolo delle
le regolamentate
nostre terre.
dalla metrica. Il
La luce folgorante illumina l’aria resa cupa e nera dalle
verso libero per
nuvole minacciose e furenti che avanzano in cielo.
Angelo Bini ben
Il
vento
spazza via le foglie secche che non vanno a posarsi
identifica il suo
negli
anfratti
ma volteggiano impazzite e piega con violenza
poetare che scai pali che sostengono le viti.
turisce dalla passione di esprimere
Ora, prive di una guida, volteggiano su se stesse e si
il dato sentimenagitano come consunte da un tormento interiore.
tale come esaltaCadono i rami secchi degli alberi.
zione dei sentiGli uccelli, con le piume arruffate dal vento, si rifugiano
menti di ispiraziodentro le fitte mori.
ne “a pronta preLa
campagna,
nel
suo
aspetto invernale, è sconvolta e rotto
sa”.
il suo silenzio.
Qualsiasi
voce,
La
pioggia
crea
ruscelli
tempestosi che tracciano nel terreno
profumo, immagiferite profonde.
ne, suono, ricordo
possono essere
Il contadino guarda il cupo orizzonte.
colti e sensibilTace.
mente fissati sul
Si chiude in sé.
foglio…per
non
La terra già l’attende, ha bisogno di cure, ha fiducia nella
perderli, per non
pazienza sua, nel suo nuovo furore
dimenticarli, ma
soprattutto
per
rileggerli e plasmare con essi un’idea, una
un’altra fase, spaziando così nell’animo
forma di pensiero coadiuvato dal cuore.
alla scoperta dell’ inconosciuto…in un
Un cuore, quello di Bini, che si immerge
silenzio che non determina soltanto uno
nel misticismo, nel sentimentale-affettivo
stato, ma spalanca le porte ad un luogo, il
e poi in una “escalation” socio-politica
limbo delle voci, dei suoni, dei profumi, dei
supera ogni volta una fase, approda in
ricordi…
Bufera
Un opera lirica di grande respiro
Bomarzo di Alberto Ginestra: a quando
- l
A queste latitudini
poco dirà il nome
di ALBERTO GINESTRA, che, invece,
in Argentina è considerato uno dei
maggiori musicisti
del XX secolo. Ma
allora perché lo
vogliamo ricordare
proprio qui, nel
di Secondiano Zeroli
viterbese? Semplicemente perchè il
maestro Ginestra compose, nel 1967, l’opera lirica “Bomarzo”, dedicata al celebre
“Parco dei Mostri”, che ha dato una notorietà internazionale al paesino della Tuscia.
E a questa notorietà ha contribuito non
poco, proprio il musicista argentino, che
riuscì ad organizzare, nello stesso anno
della sua composizione, una spettacolare
esecuzione al “Lisner Auditorium” di
Washington. L’opera venne poi allestita in
molti altri teatri del mondo, come il
“Metropolitan” di New York o il “Covent
Garden” di Londra, ma mai fu possibile
metterla in scena in Italia. Le ragioni sono
essenzialmente due: la prima è che l’opera presenta un impianto scenico masto-
dontico e di conseguenza molto costoso, la
seconda è che la trama del libretto venne
immediatamente “bollata” come immorale
nei contenuti e scabrosa nella forma.
Adesso, però, a quarantaquattro anni dalla
sua stesura, non crediamo che la seconda
ragione rappresenti più un ostacolo serio
al suo eventuale allestimento. Resta certo
la prima ragione, quella economica, molto
difficile da superare, prova ne sia che una
trentina di anni fa, l’Ente Provinciale del
Turismo di Viterbo cercò, invano, di far
inserire l’opera nel cartellone del “Festival
dei Due Mondi” di Spoleto, e in quello del
“Teatro dell’Opera” di Roma. Nei mesi
scorsi, la figlia del musicista, morto nel
1983, GEORGINA GINESTRA , è stata
bene accolta dalle autorità della provincia
e chissà, se nel corso della visita, sia stato
toccato il “dolente tasto” del possibile
allestimento dell’opera lirica?
Per il “Parco dei Mostri” sarebbe un’ulteriore spinta di conoscenza, per l’intera provincia un impulso formidabile, che darebbe un po’ di ossigeno al beccheggiante
turismo provinciale. Certo, in tempi, come
questi, di tagli e di risparmi è un po’ azzardato prevedere qualcosa di buono in questo campo, ma se vogliamo invertire la
rotta, è proprio dalla cultura e dalla musica che dobbiamo ripartire. L’attesa comincia e lo sperare non costa niente.
30
Campo de’ fiori
La storia di Bl
a
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n
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u
q
r
a
T
Mi chiamo Claudio
Bondi,sono il responsabile del settore
medico (Settore Life)
per l Onlus Semi di
Pace International,
un’ associazione di
volontariato attiva in
vari paesi del mondo.
(www.semidipace.org)
Siamo appena tornati dalla terza missione sanitaria (le prime
due sono state effettuate a ottobre dell’anno scorso e a febbraio di quest’anno) in Burundi, dove siamo
stati tutta la metà di ottobre, come di consueto l’ospedale di riferimento è quello di
Bururi, un ospedale in una zona del sud del
Burundi,ci siamo attivati per dare assistenza
specialistica nel settore oculistico dando vita
a quello che abbiamo chiamato “Progetto
Luce” che ha tre priorità: permettere a tutta
la popolazione della zona e dei villaggi vicini
di poter avere un controllo gratuito della
vista e, se necessario, la prescrizione ed il
confezionamento di occhiali correttivi; monitoraggio dei pazienti affetti da cataratta, tracoma ed oncocercosi;formazione di medici
ed infermieri in loco.
Visitando un ospedale e camminando per i
corridoi o i giardini malconci e sporchi, si
notano donne e bambini che sembra aspettino da chissà quanto tempo. Sono in attesa,
in attesa di essere “rilasciate” loro stesse o il
loro marito.
Qui se non si paga la visita o la degenza,
medica si rimane “ostaggi” del sistema;
vieni obbligato a restare in ospedale
fino a quando qualcuno non paga la
parcella del medico che ti ha visitato.
Nel frattempo non importa se vivi o muori o
se tua moglie e tuo figlio sono la fuori alla
pioggia o nel fango, quello che importa è che
visto che sei stato visitato o tuo figlio è stato
visitato, per tornare a casa devi pagare.
Per reperire poi uno specialista che possa
controllare la vista e farsi prescrivere degli
occhiali correttivi, dalle regioni più periferiche
si debbono fare anche centinaia di chilometri
e la percentuale di popolazione che può permetterselo è esigua.
Dopo i primi due giorni passati ad allestire
l’ambulatorio e la sala operatoria con il materiale stoccato nei locali della Curia Vescovile
che avevamo portato nelle missioni precedenti e lasciato in loco, iniziamo a lavorare.
Vengono visitate 434 persone e prescritti 35 paia di occhiali a bambini che
porteremo il prossimo anno, ed operati
52 pazienti di cataratta.
Tra tutte le difficoltà che giornalmente si
incontrano, non esistono interventi di routi-
Affetto da cataratta congenita ed oparato
Dott. Bondi e dalla sua equipe, in Burundi
ne, lavorare in queste condizioni non è semplicissimo, anche le cose più banali rendono i
nostri interventi a volte molto faticosi e
”movimentati” quando, per esempio, l’energia elettrica se ne va nel bel mezzo di un
intervento chirurgico e bisogna correre ad
accendere il generatore; oppure quando
anche questo si ferma perché un impiegato
dell’ospedale lo spegne per risparmiare carburante.
52 pazienti operati tutti con la loro drammatica storia alle spalle, storie diverse che
hanno un unico comune denominatore, i
pazienti non vedono.
Voglio raccontare quella di questo bellissimo bambino,che è rimasto ne cuore di tutti
noi e che credo rappresenti bene il senso
delle nostre azioni di volontariato.
Questa è la Storia di Blaise Niyonyshu: un
bimbo di tre anni originario del Burundi.
Nella lingua locale,il Kirundi, il cognome non
è scelto a caso o con leggerezza,ma assume
un profondo significato,in quanto è legato
ad un fatto, ad un avvenimento, o ad una
speranza, e il capofamiglia lo assegna al
bambino alla nascita, nel caso di Blaise il suo
nome significa “Colui che tutto può”.
Affetto da cataratta congenita ad entrambi
gli occhi, Blaise è completamente cieco,
quando lo visitiamo ci sente parlare in una
lingua a lui sconosciuta, si vede che ha paura
ed è frastornato, la mamma allora gli spiega, che noi siamo Buzungu, che nella loro
lingua significa semplicemente “Uomini
Bianchi”.
Decidiamo di poterlo operare: monitor
elettrocardiografico e saturimetro sono parte
dell’attrezzatura che abbiamo portato quest’anno, ad integrare quella già portata nelle
precedenti due missioni. Con la preziosa collaborazione di Sami, anestesista Egiziano
presso l’ospedale di Bururi, viene addormentato ed intubato
L’intervento procede senza intoppi, viene
operato l’occhio destro ed inserito un cristallino artificiale di 20,50 diottrie.
Blaise è sveglio, anche se un pochino intimidito e impaurito dopo l’intervento e per l’ambiente che non conosce, è per lui tutto
nuovo, compresi questi medici “Buzungu”
che ora finalmente vede! Nonostante il fatto
che siamo diversi, in quanto bianchi e parlanti una lingua a lui strana, inizia a fare i
primi sorrisi. I giorni dopo l’intervento procedono senza intoppi. I controlli sono tutti più
che soddisfacenti. Siamo soddisfatti felici ed
emozionati. Starà con noi in ospedale per tre
giorni, contrariamente agli altri operati che
tornano a casa il giorno seguente. Noi intanto, continuiamo con le nostre attività chirurgiche. Nei giorni seguenti ci accertiamo con
un enorme contentezza che Blaise vede bene
dall’ occhio operato.
Lo rivediamo dopo una settimana, sorridente
con indosso i vestitini che gli abbiamo rega-
lato e gli occhiali che per i primi mesi lo proteggeranno dai raggi del sole.
E finalmente sorride.
Chissà se un giorno la speranza di un padre
che ha chiamato il figlio “Colui che tutto può”
non venga esaudita e quest’uomo,diventato
grande, possa fare grandi cose anche grazie
a Semi di Pace Intenational. Fino ad oggi tra
il centro di sanità di Buta e l’ospedale regionale di Bururi sono state effettuate più di
1000 consultazioni oculistiche e 101 interventi chirurgici di cataratta.
I dovuti ringraziamenti:
L’equipe che ha permesso tutto questo
da sinistra: Orietta, Vincenzo, Emilia, Bernard,
Claudio, Chimena.
Alla signora Ministro della Sanità Pubblica del
Burundi Hon. Dr Sabine Ntakarutimana per
averci autorizzato ad operare e messo a disposizione i locali dell’ospedale di Bururi.
A sua Eccellenza Mons. Venant Bacinoni,
Vescovo della diocesi di Bururi per la fattiva collaborazione
A Sami, anestesista egiziano dell’ospedale di
Bururri
A Stefano Girelli, comandante della caserma dei
carabinieri di Tarquinia e a tutti i suoi collaboratori che ci hanno permesso di fornire occhiali da
sole a tutti i pazienti operati.
Alla Madre Superiora Generale della
Congregazione Discepole di Cristo, Suor
Ildegonda e a tutte le consorelle che hanno collaborato come interpreti.
A Monsignor Leonidas, Don Firmini e Suor Maria
Goretti che ogni volta di più ci confermano la
loro amicizia e vicinanza.
A tutti i volontari dell’associazione che hanno
collaborato alla buona riuscita della missione.
Il responsabile settore LIFE
Claudio BONDI
www.semidipace.org
Offerte libere:
c/c bancario n. 281 intestato a Semi di Pace
International
Onlus
Settore
Life
IBAN
IT97S0706773290000000000281
Banca della Tuscia Credito Cooperativo Agenzia
Tarquinia
Causale del versamento: Oculistica Burundi
c/c postale n. 98730732 intestato a Semi di
Pace International Onlus Settore Life
32
Campo de’ fiori
Preservare l’innocenza dei giovani
Nei paesi occidentali,
dove il consumismo
regna sovrano, sfruttando specialmente
l’immagine, insieme
all’assenza di un’etica, di regole fossero
anche tribali, dove la
trasgressione sembra
proporsi come indice
di modernità e di
del Prof. Massimo
libertà, i giovani tenMarsicola
dono a perdere la
loro innocenza in età sempre più precoce.
Sono assaltati da una miriade di stimolazioni tutte volte a far loro guadagnare ,
prima possibile, l’età adulta. Quasi che
fosse liberatorio, questo traguardo.
Nessuno si preoccupa di custodire l’innocenza dei bimbi, di considerarla, anzi, un
valore aggiunto, proprio perché si vive in
una società smaliziata, dove l’innocenza è
venuta a mancare del tutto.
Ciò evoca l’immagine poco fiabesca di
streghe e stregoni che danzano instancabili allo scopo di attirare a sé gli ultimi
buoni rimasti. Dà l’idea di una società corrotta e corrosa dai vizi, alla quale non
resta altro da fare che coinvolgere financo
i bambini.
In effetti, le cronache degli ultimi anni
attestano che quanto sto dicendo è ancora, probabilmente, una tesi di basso profilo, una sottovalutazione del problema. E’
noto, del resto, che chi è incapace di fare
il bene, vuole attrarre al male tutti quelli
che incontra. Ma rivolgendomi agli
adulti dico di cambiare vita. Dico
di purificarsi. E anziché continuare a fare il male suggerisco di cominciare a fare il
bene. Si ricominci con
piccoli ma nuovi gesti
quotidiani; si rinnovi
così la propria vita
senza cercare palcoscenici o improbabili notorietà e
plausi. E si comprenda
quanto
importante possa
essere cercare di
dare una buona
educazione
ai
giovani che, in
tutta evidenza,
costituiscono la
più grande risorsa
a disposizione della
nostra società.
E’ un dovere preservarli nella loro innocenza ed educarli ad essere
uomini e donne, cittadini
responsabili, capaci di prendere in mano, da subito, il proprio
destino. Che, voglio ricordarlo, è quello
di passare dalla condizione di vizio del
‘fatto di terra’, alla condizione di virtuoso
propria del cielo (M. Marsicola, L’età della
terra e l’età del cielo, 2004). Viene il
sospetto che le trasgressioni giovanili
siano diventate, più che altro, una sorta di
metro, di unità di misura per misurare il
grado di cecità degli adulti, messa da queste, ripetutamente alla prova.
Campo de’ fiori
33
IL NOSTRO TRICOLORE
Quest’anno si festeggiano i 150 trascorsi dall’unificazione dell’Italia. In
questo secolo e
mezzo la nostra nazione è molto cambiata,sono cambiati
i modelli di riferimento ma il nostro
di Francesca Pelinga tricolore è sempre
li pronto a rappresentarci e a ricordarci coloro che combatterono e morirono per un Italia forte ed
unita e sotto il quale ci sentiamo tutti
uguali . Per questo vorrei ricordare brevemente la sua storia:nell’antica Roma l’esercito durante le battaglie si muoveva
dietro al “labaro”, bandiera imperiale costituita da una insegna rossa posta all’estremità di un asta. Il culto dell’insegna era
forte tanto che si estendeva anche a stendardi e vessilli di legioni e coorti e durante
l’impero di Augusto quello piu importante
raffigurava un aquila, perdere il vessillo
durante una battaglia era considerato un
disonore. Durante il Cristianesimo prima di
una battaglia le insegne venivano benedette,dall’uso di benedire a quello di fare
una croce sulla bandiera il passo fu breve.
Con la nascita dei Comuni ogni famiglia
importante e ogni fazione politica aveva il
suo emblema da esibire. Nel 1500 il cavaliere che portava la bandiera sul campo
era l’alfiere , il suo compito era di stare in
prima linea ed innalzare le insegne del
proprio schieramento per infondere
coraggio ai soldati.
I colori della nostra bandiera, che
sono una variante della bandiera della
rivoluzione francese, fecero la loro comparsa nel 1794 grazie a due studenti
patrioti dell’università di Bologna Luigi
Zamboni, bolognese, e Giovambattista De
Rolandis, originario della provincia di Asti,
che unirono il bianco e il rosso delle rispettive città al verde colore della speranza. Si
erano prefissi di organizzare una rivoluzione per ridare al Comune di Bologna l’antica indipendenza perduta con la sudditan-
za agli Stati della Chiesa. La sommossa,
nella notte del 13 dicembre, fallì e i due
studenti furono scoperti e catturati dalla
polizia pontificia, insieme ad altri cittadini.
Avviato il processo, il 19 agosto 1795, Luigi
Zam-boni fu trovato morto nella cella
denominata “Inferno” dove era rinchiuso
insieme con due criminali, che lo avrebbero strangolato per ordine espresso della
polizia. L’altro studente
Giovanni
Battista De Rolandis
fu condannato a
morte ed impiccato
il 23 aprile 1796.
Napoleone quando
il 15 maggio 1796
entrò a Milano
impose che le coorti
della Le-gione lombarda
del-la
Repubblica Transpadana
avessero
uno stendardo tricolore, verde, bianco, rosso, non era
però ancora una
bandiera nazionale.
Nell’ottobre dello
stesso anno il tricolore assunse il titolo
di bandiera rivoluzionaria italiana ed
il suo verde, proclamato colore nazionale, divenne per i
patrioti simbolo di speranza per un migliore avvenire. L’anno dopo quando
Napoleone occupò l’Emilia Romagna dette
vita alla Repubblica Cispadana (il 7 gennaio 1797) e i tre colori ne divennero il
vessillo. Il modello era quello francese ma
le strisce erano orizzontali e al centro c’erano le iniziali ”R” e “C” più una faretra con
4 frecce a simboleggiare l’unione fra le
città di Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e
Modena. Con la Repubblica Cisalpina del
1797, nel 1798 le strisce prima orizzontali
divennero verticali. Nel 1802 ci fu un
nuovo cambiamento,la Cisalpina divenne
Repubblica Italiana e la bandiera cambiò di
nuovo e divenne quadrata a fondo rosso,
nel quale era inserito un rombo a fondo
bianco in cui era inserito, a sua volta, un
quadrato a fondo verde. Nel 1804
Napoleone fu incoronato imperatore dai
francesi; divenne, nel 1805, anche re
d’Italia la bandiera cambiò nuovamente,
bianca al centro delimitata da quattro
triangoli di cui due verdi e due rossi e durò
fine al 1814 caduta di
Napoleone. Poi dopo il
Congresso di Vienna il
tricolore sparì, riapparve
nel 1831 quando divenne il vessillo della
Giovane Italia di Giuseppe Mazzini. Carlo
Alberto di Savoia combattè con il tricolore
sovrastato da una corona, la prima guerra d’indipendenza, e il 17
marzo 1861 divenne la
bandiera del Regno
d’Italia. Nel 1944 Mussolini con la Repubblica
Sociale Italiana sostituì
la corona con un’ aquila.
Il 2 giugno 1946 l’Italia
divene Repubblica e
optò per il tricolore semplice senza stemmi, ma
l’azzurro, simbolo dei
Savoia, è rimasto nella
nostra tradizione: è infatti il colore della
nostra nazionale. Mi sembra doveroso
anche parlare del nostro inno che fu scritto nel 1847 dal giovane Mameli, ventenne
genovese, studente, patriotta, e fu musicato a Torino da un altro genovese,
Michele Novaro. Esso, subito divenne il
canto più amato durante il Risorgimento e
lo fu anche negli anni a venire. Giuseppe
Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862,
affidò proprio al Canto degli Italiani e non
alla Marcia Reale, il compito di simboleggiare la nostra Patria, fu quindi naturale
che il 12 ottobre 1946 divenisse l’inno
nazionale della Repubblica Italiana.
Campo de’ fiori
34
IL MURO DI VIA DEL FORTE
del Prof. Architetto Enea Cisbani
Stemma
del
palazzo
Andosilla in
piazza di
Massa
Ribadiamo l’oggetto della nostra ricerca:
nel 1854 l’antica piazza di Massa - l’attuale piazza dei Martiri delle Fosse Ardeatine
- venne praticamente chiusa con un alto
muro collocato su via del Forte e sbarrando, nel contempo, l’accesso da via del
Governo Vecchio, al fine di poter ricavare
un giardino di vaste dimensioni a servizio
e ad uso diretto del palazzo Andosilla che
venne trasformato in seminario diocesano.
Il palazzo era di proprietà dell’omonima
amministrazione, fondata a Civita
Castellana nel 1834 per amministrare i
numerosi beni, scudi - case - terreni,
donati dalla marchesa Orsola Andosilla al
comune di Civita Castellana e concesso nel
1853 in locazione alla diocesi civitonica
quale nuova sede del seminario cittadino.
La stessa via del Governo Vecchio venne a
trovarsi, dunque, praticamente chiusa e
con un unico accesso diretto da piazza del
Duomo e un altro secondario da una via
limitrofa. Gli stessi abitanti della via si trovarono, allora, in una situazione di estremo disagio e costretti a vivere in un contesto urbano angusto e soffocante.
Una situazione che venne aggravata nel
1856 da una epidemia di colera, una delle
tante che in quel secolo funestarono Civita
Castellana. Prima di addentrarci nella trattazione della complessa vicenda dagli
imprevisti risvolti giuridici come vedremo
nel proseguo della nostra trattazione, è
essenziale descrivere la conformazione
attuale della piazza, una delle più antiche
del nostro centro.
È di forma trapezoidale, delimitata a nord
da via del Forte, via di Porta Rupe e via di
Borguccio; ad est, da fabbricati di abita-
zione risalenti al sec.XVI; a sud e ovest,
dall’imponente massa architettonica di
palazzo Andosilla la cui proprietà, eccettuate alcune unità immobiliari, è dell’amministrazione comunale. Il palazzo in
esame è stato completamente ristrutturato nel XVII sec. inglobando precedenti
strutture architettoniche del ‘500 e modificando totalmente l’antico edificio appartenuto alla famiglia Petroni, di cui l’ultimo
proprietario fu il conte Alessandro, prima
del definitivo passaggio alla famiglia
Andosilla. Nel 1898, il lato delle scuderie,
oggi adibito all’ufficio relazioni con il pubblico del comune, venne completamente
modificato sopraelevando la struttura di
alcuni piani per adibirlo a sede delle scuole comunali. Nel 1924, il geometra civitonico Ugo Favalli redige il piano di restauro
dell’intero organismo e in particolare dell’ultimo piano che venne adibito a case di
abitazione per ospitare le numerose famiglie indigenti del tempo. La vicenda del
muro di via del Forte, ha inizio il 25 settembre 1725, quando il vescovo Giovanni
Francesco Tenderini elesse quattro deputati con il compito di studiare la creazione
del Seminario di Civita Castellana e del
relativo finanziamento attraverso l’imposizione di una tassa del 3% calcolata sui
cespiti delle entrate correnti di alcuni organismi pubblici e religiosi. Il vescovo non
ebbe però la consolazione di vederne l’apertura, in quanto nel 1739 passò a
miglior vita e il seminario locale non era
stato ancora aperto. Il problema ancora
irrisolto era quello di trovare una sede
adatta con annesso giardino e cortile, ritenuto fondamentale nell’organizzazione dei
servizi e delle attività di un seminario. Il
diretto successore, il vescovo mons.
Bernardino Vari, concluse l’opera del
Tenderini e nel 1744 fece allora restaurare
il palazzo Soderini in via Panico, avendolo
ricevuto in donazione dall’abate Ludovico
Soderini. Il 14 maggio 1746, dopo alterne
e fortunose vicende, il seminario venne
aperto e rimase in funzione nella sede di
via Panico fino al 1749, quando il comune
di Gallese citò in giudizio al tribunale del-
l’immunità ecclesiastica il vescovo di Civita
Castellana per aver assegnato al mantenimento del seminario una rendita, peraltro
assai modesta, prelevandola dall’eredità
Gargani, un ricco possidente gallesino.
I gallesini vinsero la causa e il nostro seminario venne chiuso. Nel 1758, la sacra
congregazione dè Vescovi e regolari, ordina al vescovo Sante Lanucci di riaprire il
seminario e grazie alle donazioni del popolo civitonico e avvalendosi dell’assegnazione di alcune rendite, il seminario venne
riaperto il 6 novembre del 1759. La vita del
seminario fu dura e contrassegnata dalla
sfortuna, tanto che nel 1789, venne nuovamente chiuso, anche a causa degli avvenimenti politici del tempo. Nel 1802, il
palazzo Soderini, sede del seminario,
venne completamente devastato e saccheggiato dalle truppe Francesi e trafugata la ricca biblioteca dell’abate Soderini,
nonché numerosi dipinti che vennero portati in Francia, dove attualmente si trovano. Fu riaperto dal vescovo De Dominicis
nel 1814, ma subito chiuso. Finchè il 19
aprile 1816, avvenne la svolta. Quel giorno, infatti, in Roma con atto notarile rogato dal notaio Vincenzo Falaschi e con editto Apostolico, furono concessi al Vescovo
di Civita Castellana tutti i locali dell’ex convento dei frati conventuali di San
Francesco nell’attuale piazza Matteotti,
allora soppresso dall’ordine Francescano.
Il vescovo Fortunato Maria Ercolani, potè
allora riaprire il seminario sempre nell’originaria sede di palazzo Soderini. La vicenda del muro, come vedete, è assai complessa e intricata e proprio per questo
bisogna ritornare indietro ancora di qualche anno, esattamente al 9 novembre
1810, quando il delegato del prefetto francese De Tournon, inviato da Roma, insieme agli artigiani civitonici, il capomastro
Luigi Paolelli e il falegname Ermenegildo
Pasquetti, si recano presso l’ex convento
francescano di piazza Matteotti per
...................
Continua al prossimo numero
Campo de’ fiori
35
Antonio Poli:
il giovane tenore viterbese protagonista del Concerto di Capodanno
C’è voluto impegno, costanza, determinazione, talento (soprattutto!) ma – incrociamo le dita – finalmente ci siamo!
Antonio Poli, viterbese di 24 anni, è stato
protagonista del “Concerto di Capodanno”,
dal Teatro “La Fenice” di Venezia!
E’ stato l’ultimo della serie di tre concerti
(30 e 31 dicembre 2010 e, ovviamente, 1
gennaio 2011) che hanno avuto luogo
nella “Serenissima” e che sono culminati in
quello che è stato trasmesso su RAI 1, in
Eurovisione, dalle ore 12,20 il primo giorno dell’anno e che, da sempre, è una delle
trasmissioni televisive più seguite ed
apprezzate, in Italia ed all’estero.
Antonio è stato l’unico tenore presente ad
esibirsi sotto la direzione di Daniel Harding
ed ha interpretato diverse arie della
migliore tradizione lirica italiana.
Un concerto ed un repertorio, quindi, non
per i soli “puristi”, ma rivolto a tutto il folto
pubblico del Capodanno e che, probabilmente, avranno più influenza sulla futura,
radiosa (speriamo!), carriera di Antonio.
Il 2011, infatti, si preannuncia denso di
avvenimenti importanti, e se il buongiorno
si vede dal mattino…
Il 12 marzo Antonio debutterà, con il M°
Muti, all’Opera di Roma, nel “Nabucco” di
Verdi: sette recite a Roma e una a San
Pietroburgo.
Ancora diretto dal grande M° Muti, sarà poi la
volta del prestigioso
Festival di Salisburgo,
nel “Macbeth”, sempre
di Verdi.
Nel mese di settembre si
tornerà al Teatro “La
Fenice” per il “Don
Giovanni” di Mozart e
poi… sono in ballo altre
cose, almeno, della
stessa importanza!
Il passato di Antonio si
chiama Mini Festival
“Città di Viterbo”, concorso canoro da lui vinto
nel 1998 e di cui è,
attualmente, Presidente di Giuria.
Antonio canta, infatti, da quando aveva 12
anni (era il 1998…): era un po’ meno alto,
un po’ più “paffuto”, ma aveva già una
voce che spaccava… si capiva subito che
non ce n’erano molti come lui!
Dopo le tempeste – ormonali e vocali –
dell’adolescenza, e anni di studio di canto
lirico, la sua più grande intuizione è stata
quella di andare a cantare all’estero, dove
ha ottenuto contratti sempre più importanti ed imparato a farlo anche in altre lingue!
Dal 2008 Antonio canta nei teatri operistici di mezza Europa ed in America:
Amburgo, Amsterdam, Berlino, Brema,
Dresda, Graz, Montreal, Nizza, Salisburgo,
Toronto, Valencia, Varsavia, Vienna, in
rigoroso ordine alfabetico!
Siamo solo all’inizio, no?
p. Ass. OMNIARTS
Paolo Moricoli
Concerto “Natale senza confini”
Il giorno 19 Dicembre 2010 alle ore 15:00 si è svolto a Civita Castellana nel Duomo
dei Cosmati, il concerto “NATALE SENZA CONFINI” presentato dalla Scuola
dell’Infanzia Gramsci, una scuola multicolore e quindi sensibile ai problemi dei
bambini del terzo mondo, infatti il ricavato del concerto è stato devoluto in
beneficenza all’associazione “IVAN ROSSI” per sovvenzionare gli studi dei bambini del Burkina Faso a cui bastano soltanto 50 € per andare a scuola un intero anno.
Lo spettacolo è stato realizzato dall’insegnante di musica Daniela Settequattrini con le
responsabili del progetto Francesca Pelinga e Cecilia Mancini e con la collaborazione
delle insegnanti del plesso. Si sono inoltre esibiti all’organo il maestro Filadelfio Cordiali
e il soprano Daniela Settequattrini
Ma il momento culminante della manifestazione si è avuto con la canzone IL MONDO
CHE VORREI di LAURA PAUSINI accompagnata da un video realizzato dall’insegnante
Francesca Pelinga che ha molto commosso gli spettatori e la mamma di Ivan Rossi ,
che alla fine dello spettacolo ha ringraziato vivamente i genitori e le insegnanti.
Il concerto si è concluso con due canzoni africane : WAKA WAKA e WAVIN’FLAG le cui
coreografie sono state create dalle maestre di danza Francesca e Sara Antonelli.
Alla manifestazione erano presenti il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, il
vice sindaco Danilo Corazza, l’assessore all’Istruzione Enrico Profili e l’assessore ai servizi sociali Letizia Gasperini , la docente Carla Fornaiolo come rappresentante del
Dirigente Scolastico Alfonso Francocci.
I bambini e le insegnanti dirette dall’insegnante Settequattrini hanno augurato a tutti
Buon Natale con la. Canzone Oh Happy Day. Dopo il concerto in Piazza del Comune
è arrivato Babbo Natale e la Befana che hanno distribuito caramelle e dolciumi vari a
tutti i bambini della scuola dell’ infanzia, e a quelli presenti nella piazza di Civita Castellana.
Emanuele Topino
36
Lo Swing porta il Jazz
nelle case di tutti gli americani e quindi di tutto il
mondo, poiché si identifica
con la musica da ballo e
diventa la naturale colonna
sonora dell’America che si
avvia ad essere la nazione
guida del mondo occidentale.
Il rovescio della medaglia è,
però, costituito dal fatto che, per ottenere
tutto ciò, il Jazz deve concedere molto al
gusto del pubblico, dimenticando le sanguigne passioni della sua tradizione, la
baldanza delle sue marce, la coraggiosa
denuncia di talune situazioni. In breve,
dimentica quanto di più suggestivo ed
autentico aveva nel suo DNA ai tempi di
New Orleans e del Blues.
Ma tant’è, il nuovo corso piace a molti,
perché consente di vendere dischi e firmare contratti economicamente molto validi.
Sono però molti i musicisti che rimpiangono le vere qualità del Jazz e si adoperano
contro l’imperante commercializzazione, a
costo di diventare impopolari e guadagnare pochi dollari.
Alcuni nomi: Charlie Parker, destinato a
diventare il genio del Jazz moderno, Max
Roach, Thelonious Monk, Miles Davis, ma
soprattutto tale John Birks che, con il
nome d’arte di Dizzy Gillespie, si impone
con la sua musica apparentemente bizzarra nonché come personaggio, essendo egli
capace di irridere apertamente il pubblico,
di voltare le spalle alla platea, di presentarsi sul palcoscenico con cappello, cappotto e grandi occhiali scuri; è come se
dicesse a chi lo ascolta:
“ … attenzione, io suono perché mi va di
suonare e, quindi, suono la musica che
preferisco senza minimamente preoccuparmi dei vostri gusti … ”.
Campo de’ fiori
Siamo di fronte ad una formula coraggiosa
e spregiudicata che colpisce immediatamente tutti, una piccola rivoluzione che in
poco tempo accomuna tutti i musicisti e
che, successivamente, coinvolge anche il
pubblico.
Dizzy Gillespie nasce a Cheraw nella
Carolina del Sud, ultimo di nove figli di un
modesto muratore di nome James che il
sabato suona il pianoforte in qualche formazione locale e che muore allorquando
Dizzy aveva appena dieci anni e non aveva
ancora manifestato alcun segno di interessamento per la tromba mentre, potendo
disporre di parecchi strumenti musicali
presenti nella casa paterna, da bambino
aveva provato a suonare il pianoforte.
Nel 1930, appena tredicenne, prova con il
trombone, ma essendo le sue braccia troppo piccole per imbracciarlo, ripiega sulla
tromba e, avendo avuto modo di ascoltare
alla radio un programma musicale trasmesso dal Savoy di New York, durante il
quale si esibiva il suo idolo Roy Eldridge,
decide di diventare suonatore di Jazz con
questo strumento.
Nel 1935, terminata la scuola ed essendo
intervenuto il trasferimento della famiglia
a Filadelfia in Pensilvania, John Birks, che
proprio in questa città adotta il nome d’arte di Dizzy Gillespie, suona la tromba in
formazioni locali, imita Louis Armstrong e,
ascoltandoli alla radio, impara tutti gli
assolo del suo idolo Roy Eldridge.
Nel 1937 conosce una ragazza di nome
Lorraine che nel 1940 diventerà sua
moglie e con la quale resterà legato per
tutta la vita. Essendo caratterialmente un
“bastiancontrario” fatica molto a trovare
lavoro nelle grandi orchestre Swing, non
gli piacciono i luoghi comuni ed è portato
a sfruttare le sue eccezionali doti tecniche;
le grandi orchestre fanno a gara per levarselo dai piedi, ma lui risorge sempre, è il
miglior trombettista del momento e quando, nei primi anni quaranta del secolo
scorso, si unisce al saxofonista Charlie
Parker, trova la strada giusta da percorrere.
Egli definisce la sua musica Be-Pop. Le sue
battute sono talmente singolari e bizzarre
da colpire chiunque lo ascolti. Tra gli anni
1945 - 1950 diviene un simbolo del Jazz,
oltre che uno spirito rivoluzionario e indipendente, e si impone sia alla guida di piccole formazioni nelle quali militano molti
giovani rivoluzionari del Jazz, sia in grandi
orchestre con le quali esegue anche musica cubana e africana, contribuendo ad
introdurla tra il pubblico tradizionale americano.
Quando nel 1993 muore a Englewood nel
New Jersey, è amato ed ammirato da tutti
poiché è riuscito ad influenzare intere
generazioni di suonatori di tromba che,
ovunque, hanno cercato di imitare il suo
inconfondibile stile, preludio a quello che
sarà identificato con il nome di Cool Jazz Jazz freddo.
Campo de’ fiori
37
L’angolo del Bon Ton
Orario e menø della fe
In
questo
nostro
nuovo appuntamento
continueremo il discorso che abbiamo lasciato in sospeso prima
della pausa natalizia, ci
occuperemo dell’orario
in cui svolgere la festa
dopo la celebrazione
di Letizia Chilelli
del matrimonio e di
cosa servire, appunto, in base al momento della giornata in cui si incontreranno
parenti ed amici.
Colazione
Questa soluzione verrà preferita dopo una
celebrazione effettuata al mattino, molto
presto, per esempio se si decide di sposarsi in una bella e piacevole mattinata
(non più tardi delle 8) primaverile o estiva.
L’orario consigliato per il servizio della
colazione sarà intorno alle 9/10, appena
subito dopo la cerimonia, potrà essere
effettuata seduti o al buffet, si potrà scegliere di realizzarla nel giardino della propria casa, se lo spazio lo consente o su
una bella terrazza con vista panoramica.
Verranno serviti: pasticcini, biscotti, pane
con tanti tipi di miele e marmellate, spremute, yogurt, caffè, brioches, frutta e crostate.
La torta sarà poco elaborata, per il brindisi, sarà meglio evitare alcolici.
Brunch
Questa è una soluzione attuabile solo e
soltanto se le persone che vi partecipano
saranno tutte sul posto, altrimenti il tutto
risulterebbe scomodo, anche perché il
brunch (una via di mezzo tra colazione e
pranzo) verrà servito intorno alle 11-12,
arrivare in ritardo, significherebbe non
mangiare.
Anche qui potremmo decidere di farci servire seduti o di organizzare un buffet.
Il menù sarà composto da pizze e torte
salate, insalate, salumi, formaggi, insalate
di riso e di pasta.. verranno preferibilmente scelti cibi da prendere con le mani.
Verranno servite bibite alcoliche e analcoliche.
In questo caso la torta verrà servita con lo
spumante
Il banchetto nuziale
Il pranzo nuziale sarà servito intorno alle
12/13 e le soluzioni per la disposizione dei
posti saranno quelle che vi ho suggerito
negli scorsi articoli, infatti tutto dipenderà
dalla location in cui si deciderà di organiz-
zare il tutto.
La regola comunque più importante è
quella in cui il tavolo degli sposi non dovrà
mai essere collocato in modo tale che la
coppia festeggiata dia le spalle ai propri
ospiti.
Per l’assegnazione dei posti è buona
norma affidarsi ai segnaposti o ai cosiddetti “tavoli a tema” (per esempio i nomi
dei vari tipi di fiori) dove verranno segnalati i nomi e i cognomi delle persone che si
siederanno in un tavolo o in un altro.
Il menù che verrà servito dipenderà dal
posto in cui ci si trova (è inutile fare tutto
a base di pesce in montagna!) e dalla stagione in cui si deciderà di celebrare il
matrimonio; di norma però ci si attiene a
queste regole:
- aperitivo che verrà servito in piedi, prima
di accomodarsi ai tavoli;
- antipasto;
- due primi piatti (delicati), che non verranno serviti però nello stesso piatto;
- quando possibile una portata di pesce
con contorno di verdure;
- sorbetto (non solo al limone,
ma anche al mandarino, arancia);
- piatto caldo di carne (bianca o
rossa) servito anch’esso con verdure o con ortaggi;
- degustazione di formaggi serviti su di un tagliere (ottimo da
provare è formaggio e miele);
- frutta servita in coppa; gelato
con gusti delicati o una mousse;
- torta.
Importantissimi saranno gli abbinamenti cibo-vino:
-gli antipasti saranno serviti con
il Prosecco;
- i primi piatti si accompagneranno con vini bianchi leggeri;
- il pesce verrà servito con un
vino bianco secco;
- le carni bianche saranno degustate con un vino rosato o rosso
giovane;
- carni rosse e cacciagione si sposeranno
benissimo con rossi corposi e strutturati;
- spumante dolce o moscato con la torta.
Il buffet
Il buffet è raccomandabile per il pomeriggio inoltrato, di norma alle 18 o anche alle
22 (per cerimonie celebrate tardi).
Le pietanze verranno disposte sul tavolo,
ci si servirà da soli e poi si tornerà a sedersi, quindi questo implica che tutte le persone presenti devono avere necessariamente un posto dove sedersi ed appog-
giare il proprio piatto, altra soluzione
potrebbe essere quella di servire comunque almeno un primo al tavolo.
I cibi da servire saranno antipasti vari,
primi e secondi (caldi o freddi), con una
grande varietà di verdure crude e cotte, il
tutto dovrà necessariamente essere mangiato con facilità, meglio quindi evitare i
cibi troppo elaborati da tagliare con il coltello.
Anche qui bibite per tutti i gusti.
Cocktail
Un alternativa al buffet potrebbe essere il
cocktail, soprattutto se il matrimonio non è
troppo formale.
In generale si allestisce tutto intorno alle
18 o alle 20 ( o anticiparlo anche intorno
alle 12 o alle 14).
Qui, la cena sarà rigorosamente in piedi,
con un buffet salato che consisterà in molti
antipasti ed un primo.
Grande scelta di vini e di cocktail analcolici. Questa soluzione è una buona alternativa alla cena.
La cena
La cena verrà servita intorno alle 20, massimo 21.
Qui l’atmosfera sarà raffinata e soprattutto di classe, tutti saranno seduti, al massimo ci sarà un buffet come aperitivo.
Le regole sono quelle ricordate per il banchetto, ma le pietanze saranno molto più
leggere.
La parola d’ordine sarà sobrietà.
(Fonte: sposimarche.it; nozzeitalia.com)
Campo de’ fiori
38
SPINA CALCANEARE
Cos Ł , quali sintomi produce e come s
E’ una patologia non
rara, anzi, si incontra spesso a studio,
non ai livelli della
lombalgia e cervicalgia, ma ha la sua
buona percentuale.
La maggior parte
dei pazienti affetti
da spina calcaneare
del Dottor
presentano zoppia
Patrizio Lazzarini
con un mancato
fisioterapista
appoggio sul tallone
colpito, questo se
non curato in tempo, può provocare problemi posturali a monte, ovvero, disturbi al
bacino, alla lombare, e indirettamente,
tramite compensi, alla cervicale, quindi
curare in tempo questa patologia è fondamentale…
La Spina o Sperone calcaneare è una neoformazione benigna di osso nella zona
inferiore del tallone.
E’ più facile che si formi a livello mediale
del calcagno piuttosto che laterale.
La spina calcaneare in sé non è dolorosa,
esattamente come gli osteofiti che si formano nelle articolazioni artrosiche, inoltre
il suo sviluppo è molto lento, almeno una
decina di anni. Questa spina è causata
dall’infiammazione dell’inserzione
della fascia plantare sul tallone con
conseguente deposito di sali di calcio.
A lungo termine questo accumulo di sali di
ossidato di calcio a livello del tallone porta
alla formazione della Spina calcaneare.
Le cause dell’infiammazione della fascia
plantare possono essere
reumatologiche ( artrite
reumatoide, gotta),
di tipo posturale ( piede
cavo, piatto, retropiede valgo), o altro
(sovrappeso, scarpe
antinfortunistiche al
lavoro, infatti anche la
calzatura può causare lo
sperone calcaneare).
Quali sono i sintomi?
La Spina è una formazione ossea con la punta
verso le dita, si trova
generalmente nella parte
infero-mediale del calcagno, il dolore si
avverte in questa zona ed è di tipo puntiforme. Durante la giornata i pazienti
soffrono di più al mattino scendendo
dal letto, dopo essere stati seduti per
molto tempo oppure la sera dopo aver
camminato molto o essere stati molto in
piedi. Il dolore viene avvertito come una
fitta molto intensa che obbliga a zoppicare, ma in circa mezz’ora sparisce, per
ripresentarsi alla fine di una giornata di
lavoro. Le scarpe antinfortunistiche, eleganti o con i tacchi possono intensificare i
sintomi. Va sottolineato che molti soggetti
hanno la sperone calcaneare, ma sono
asintomatici, si stima una percentuale
intorno al 30%.
Qual’è la terapia più adatta?
E’ consigliabile il riposo soprattutto per gli
sportivi che tendono ad aggravare l’infiammazione.
L’ANGOLO DEL PROF.
Per eliminare il dolore la terapia migliore è
un ciclo di Ultrasuoni perchè penetrano
più in profondità, massaggi oltre ad
esercizi di stretching.
Per evitare recidive è necessario cambiare le scarpe che hanno provocato la formazione dello sperone o inserire dei plantari che sostengano la volta longitudinale
per correggere l’iperpronazione del piede.
Generalmente dopo un ciclo di terapie non
si avvertono più i sintomi, ma nei casi più
resistenti sono necessarie alcune sedute di
Onde d’Urto oppure, in alternativa, si
può procedere con un infiltrazione di
farmaci a base di cortisone, anche se possono esserci effetti indesiderati come l’indebolimento dei tessuti molli sotto al calcagno.
L’intervento chirurgico di osteotomia
con asportazione della spina calcaneare è
l’ultima opzione.
A cura di Patrizia Caprioli.
Mini-spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!) da poter usufruire come supporto
didattico per gli insegnanti interessati a dare sempre nuovi input ai loro piccoli studenti.
Il Divertinglese: http://www.ild.rai.it/
Progetto diretto all’apprendimento della lingua inglese da parte degli alunni delle scuole elementari, all’aggiornamento continuo degli insegnanti d’inglese della scuola primaria e secondaria, nonché all’apprendimento dell’italiano per i bambini stranieri.
Previa registrazione gratuita.
Vbscuola.it: http://www.vbscuola.it
Progetti e risorse per l’uso attivo del computer a scuola.
www.campodefiori.biz
Campo de’ fiori
39
La storia della Previdenza Sociale in Italia
terza parte
La Cassa Nazionale
per le Assicurazioni
sociali continuò a
funzionare
nello
stesso modo fino al
1933. Nel 1927
venne approvata la
legge quadro del
di Arnaldo Ricci
[email protected] 21/04/ 1927 meglio
conosciuta
come
“Carta del Lavoro”. Questa legge fu il pilastro principale della legiferazione successiva, fino alla fine della seconda guerra
mondiale, in materia di lavoro e previdenza.
Ormai si stava consolidando la politica
corporativa del fascismo e nel 1933, sempre rispettando le rogatorie della “Carta
del Lavoro”, vennero riprogettate le due
casse assicurative, come precedentemente detto, già esistenti fin dal 1898.
Quella della previdenza cambiò nome e
divenne Istituto Nazionale Fascista della
Previdenza Sociale, acronimo INFPS; l’altra, riguardante le assicurazioni contro gli
infortuni
sul lavoro, divenne istituto
Nazionale Fascista contro gli infortuni sul
lavoro, acronimo INFAIL.
La grossa novità fu che i due istituti furono considerati enti di diritto pubblico, cioè
i contributi dei lavoratori pagati durante
l’arco della vita lavorativa, erano gestiti,
con una garanzia di pagamento delle pensioni future nettamente più ampia, rispetto a quella precedente; in effetti, un ente
di diritto pubblico è come se fosse lo stato.
Anche la dislocazione sul territorio fu resa
più omogenea.
Furono istituite sedi in tutti i capoluoghi di
provincia, oltre quella nazionale ubicata a
Roma; laddove le strutture edilizie vennero considerate non adatte ad ospitare gli
uffici, ne vennero costruite delle nuove,
con architettura molto simile fra loro; la
procedura gestionale ed amministrativa
venne ulteriormente standardizzata.
L’organizzazione dell’INFPS, sia amministrativa che logistica, ridisegnata dopo la
fine della CNAS nel 1933, è rimasta nell’impianto generale, la stessa fino ai giorni
nostri; per ovvie ragioni è sparita la “F”
nel suo acronimo ( subito dopo la caduta
del fascismo avvenuta il 25/07/1943 )
divenendo INPS e non più modificata.
Nel 1939 furono assegnate all’INFPS
anche le gestioni previdenziali contro la
tubercolosi, la disoccupazione e gli assegni
familiari; sempre nello stesso anno fu
introdotta dalla legge anche la pensione di
reversibilità, anche questa gestione affidata sempre all’ INFPS e nel contempo fu
abbassata la soglia di pensionamento di
vecchiaia, da 65 a 60 per gli uomini e da
60 a 55 per le donne.
Con i provvedimenti del 1939 la distanza
che ci separava, sempre in materia di previdenza dei lavoratori dai paesi nord europei, si accorciò notevolmente.
Fino al 1945 non vi furono più grosse novità nel settore previdenziale ( da tenere
presente che la guerra aveva congelato, e
messo da parte gran parte delle questioni
sociali) esse invece vi furono in merito all’
assistenza malattie per lavoratori aziende
private.
Foto del libretto di un assicurato presso la
CNAS istituita nel 1919
Venne costituito, tramite la legge 138 del
11/01/1943 un nuovo ente di diritto pubblico denominato INAM ( Istituto
Nazionale per le Assicurazioni Malattie ).
La nascita dell’ INAM è considerata una
tappa importante nel cammino dello stato
sociale ( welfare state ) perché questo
ente raggruppò, in una unica organizzazione, decine di casse mutue malattie precedentemente esistenti. Prima della nascita
dell’ INAM, ogni categoria contrattuale
aveva la sua Cassa Mutua ( in questo
discorso è da tenere presente che si parla
sempre di lavoratori del settore privato );
esisteva quella dei ceramisti, quella dei
metalmeccanici, quella dei tessili, quella
dei chimici etc…etc…; fra le varie casse vi
poteva essere anche differenza di trattamento per il lavoratore.
L’ultima sede INAM di Civita Castellana era
in via XXV aprile, dove attualmente risiedono importanti uffici dell’ Asl; a quella
sede facevano capo anche i comuni limitrofi.
La dicitura Cassa Mutua è rimasta talmente radicata nel linguaggio comune della
gente che ancora oggi nel 2010, ho sentito dire da un civitonico anziano, mentre
salutava un amico, incontrato in via
Vincenzo Ferretti: “…….famme sbrigà…cò
dannà….a fa a fila….ladda mutua……”;
ben 67 anni dopo che la cassa mutua era
stata sostituita dall’ INAM ed a sua volta,
ben 32 anni dopo che la stessa fu sostituita dall’ SSN, ancora viene chiamata “…..a
mutua….” !
Non c’è da meravigliarsi, perché è palese
che le abitudini ed il linguaggio corrente ,
cambiano molto più lentamente rispetto al
succedersi degli eventi!
Molti italiani criticano l’SSN nato nel 1978
( quando fu abolita l’ INAM ) ma chi si è
recato in altre nazioni, per turismo o per
lavoro, sa bene che esso è alla pari se non
superiore, per ampiezza di prestazioni erogate, a quello esistente nei paesi più evoluti del mondo.
Voglio ricordare che quando iniziò a funzionare l’ SSN Italiano, i cittadini non
pagavano alcun ticket suscitando l’ ammirazione di altre nazioni.
Nel 2000, in una seduta dell’ OMS
(Organizzazione Mondiale della Sanità)
che nel linguaggio internazionale, cioè l’inglese, viene chiamata WHO (World Healt
Organization) fu ufficialmente affermato
che il servizio sanitario italiano era secondo solo a quello francese, a livello mondiale.
Attualmente, si può ragionevolmente dire ,
per quanto riguarda la sanità che l’uniformità di trattamento fra cittadini è stata
pienamente raggiunta.
L’ INAM che pure fu un gran passo avanti,
aveva raggruppato l’assistenza malattie
solo per i lavoratori dipendenti privati; tutti
gli altri venivano assistiti da una miriade di
altri enti che mi rimane impossibile enunciarli per ragioni di spazio!
Agli altri enti facevano capo: dipendenti
pubblici ministeriali civili e militari, artigiani, commercianti, professionisti, ferrovieri,
elettrici, telefonici, postelegrafonici, dipendenti degli enti locali, bancari non privati,
dipendenti di enti di diritto pubblico….
etc..etc…etc….
Fine della terza parte
……..continua con la quarta…..
Campo de’ fiori
40
orie
t
s
e
L
Max
di
Riccardo Fogli
Per amore della Pravo abbandonò i Phoo, ma roconquistò il successo
Andiamo a riscoprire in questo numero
le origini musicali di
una nostra vecchia
conoscenza,
che
abbiamo avuto il
privilegio di intervistare in passato. Si
tratta del cantante
di Sandro Anselmi
Riccardo Fogli, che
esordì ed arrivò al grande pubblico grazie
ad uno dei gruppi più amati della storia
musicale italiana: i Phoo.
Riccardo, rispetto a tutti gli altri componenti del gruppo, era sicuramente il più
amato dalle ragazzine, ma fu poi proprio
l’amore a portarlo ad una scelta decisiva,
che lo allontanò dal mitico gruppo.
Fogli si innamorò, infatti, della giovanissima ed accattivante Patty Pravo, e decise di
seguirla presso la sua etichetta romana, la
RCA. Dovette iniziare, così, un percorso
completamente nuovo, da solista, e per
farlo scelse una strada totalmente diversa
da quella che fino ad allora aveva percorso con i Phoo: si propone autore ed interprete, per alcuni versi più “rockettaro”, per
altri più progressivo, di un nuovo genere
appena nascente.
Anche il suo aspetto fisico deve essere
adeguato a questo cambiamento: capelli
lunghi sulle spalle e un abbigliamento più
rockers, ben diverso dall’aspetto di bravo
ragazzo della porta accanto, che aveva
fatto innamorare mamme e ragazzine. E’ il
1973 e arriva il suo primo 33 giri, dal tito-
lo Ciao amore come stai, prodotto da
Sergio Bardotti, al quale fa seguito
un quarantacinque giri, che riprende
due brani di quel primo album: Due
regali e Oh Mary. Il singolo scelto
però non fa scalpore e la RCA, solo
due mesi dopo, edita un secondo
quarantacinque giri, composto da
Strana Donna e La prima notte senza
lei, anch’esse tratte da quel primo
album masenza successo. L’anno
successivo, Riccardo non si arrende e
partecipa al Festival di Sanremo, ma
anche questa esperienza sembra
essere poco felice.
Il brano da lui presentato, infatti,
Complici, composto da Luigi Lopez e Carla
Vastarini, viene scartato dalla giuria e non
accede alla finale. Così non va e Riccardo
cerca di dare una svolta alla sua carriera,
affidandosi a Vittorio De Scalzi, musicista
dei New Trolls. Nasce il pezzo Amico sei un
gigante, che Riccardo propone alla sua etichetta. La RCA, però, non convinta assolutamente dal brano, stampa il disco in bassissima tiratura.
L’unione con De Scalzi, comunque prosegue e nel ’75 lanciano Guardami… lato
principale del nuovo singolo che contiene
anche Gente perbene, versione italiana di
un brano di John Denver.
Ma per assaporare nuovamente il successo, quello vero, Riccardo deve fare un
grosso passo indietro e tornare al genere
da sempre suonato dai Phoo, ed a riportarlo su quella strada sarà Giancarlo
Lucariello, che decide di occuparsi del cantante. Fogli deve lasciare la RCA e firma un
nuovo contratto con la CBS, stessa casa
discografica dei Phoo. Il primo nuovo
brano prodotto da Fogli per questa etichetta è Mondo, lanciata al Festivalbar del
‘75, nella “Sezione Verde” . Per Fogli inizia
finalmente la risalita, che culminerà con la
celebre Storie di tutti i giorni, vincitrice del
Festival di Sanremo dell’ ’82.
Se andiamo a guardare a fondo nella sua
carriera, pochi sono stati i brani effettivamente di grande successo di Riccardo
Fogli, ma quei pochi lo hanno reso comunque grande ed anche oggi, ogni volta che
li ascoltiamo non possiamo fare a meno di
cantarli a squarciagola.
Campo de’ fiori
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
Le Portrade de Petit Cossette di Asuka Katsura
Edito da Starcomics, 2 volumi – conclusa
Angosciante e misterioso. Eiri Kurahashi è
uno studente delle
belle arti che conduce
una vita tranquilla, fino
a quando non inizia ad
avere delle visioni di
una ragazzina vissuta
duecento anni addietro. Lo spirito, che si
di
rivela essere Cossette,
Daniele Vessella
chiede al ragazzo di
distruggere tutti gli
oggetti che hanno visto la sua morte poiché il loro rancore porterà sventura a chi li
possiede. Ma Eiri si innamora di Cossette,
fino a raggiungere l’apice della follia. I personaggi sono caratterizzati in modo egregio e formano un puzzle gothic horror,
dove il lettore è già a conoscenza degli
avvenimenti passati, ma questo non fa che
aumentare la curiosità sul futuro di Eiri e
Cossette portando la suspance a livelli
straordinari, nell’attesa dell’epilogo. La
trama è ben sviluppata, rendendo graziosa ed elegante la protagonista, per non
parlare della sua storia di fondo, e successivamente anche quella di Kurahashi che
all’inizio sembra un personaggio finito
nella serie per puro caso, ma che
poi si rivelerà esser di vitale
importanza. Un punto di forza di
quest’opera è sicuramente il
disegno: molto funzionale nel
descrivere le scene più drammatiche e il disagio della gente che
percepiscono una realtà distorta
per colpa degli oggetti maledetti.
Il tratto non è mai netto, ma
composto da tante linee né precise né chiuse, infondendo ai
personaggi e agli sfondi un senso
di movimento e di indefinito alla
narrazione, accrescendo così l’atmosfera oscura della storia. Le
tavole giocano infatti sui bianchi
e sui neri, le pieghe di un abito,
le ombre su un muro… tutto
sembra nascondere una possibile
minaccia.
*Le 1er cycle ??
Lascio l’indirizzo del mio blog:
http://danielevessella.blogspot.com/
Protegge i tuoi valori
Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25
01033 Civita Castellana (VT)
Tel.0761.599444 Fax 0761.599369
[email protected]
41
Campo de’ fiori
42
L ang
Piccoli poeti di Corchiano
Partecipano al concorso nazionale
La classe III°A, della scuola Dott.Carlo
Urbani di Corchiano, durante lo scorso
anno scolastico (2009-2010), ha partecipato ad un laboratorio organizzato dalla
professoressa Rita Narduzzi nelle ore scolastiche pomeridiane, che ha avuto come
risultato un libretto-raccolta di tutte le
poesie prodotte durante l’anno.
La professoressa successivamente ha
deciso di iscriverci ad un concorso nazionale “Il Federiciano” (sezione “ I
Germogli”), promosso dalla casa editrice
Aletti, in collaborazione con il comune di
Rocca Imperiale (CS), “la città della poesia”, selezionando per ognuno di noi una
poesia del libretto.
Sono risultati vincitori otto alunni dei
diciassette partecipanti della nostra classe.
I testi scelti degli studenti vincitori sono
stati pubblicati in un’antologia che è disponibile nelle librerie dall’otto dicembre
2010.
Lo stesso giorno nel comune di Rocca
Imperiale si è tenuta la cerimonia di presentazione dell’antologia “Nuovi Orizzonti”,
con la consegna degli attestati di partecipazione a tutti gli autori vincitori.
Tra le poesie selezionate la commissione
ha scelto quella di Nicola Matteucci
“L’albero e il mare”, che verrà esposta permanentemente su una tela del pittore
Silvio Sangiorgi, nella sala consiliare del
comune di Rocca Imperiale.
IL CALIFFONE
Corri, corri ca
liffone imbizz
arrito
tu che hai attr
aversato prat
erie
e hai scalato
montagne
ma nemmeno
una volta
ti sei ferito
hai combattut
o con il freddo
e con il caldo
ma hai saputo
sopravvivere.
Oggi sei qui pe
r chiedermi di
venire con te
in una nuova
avventura
come farebber
o due cari am
ici.
FRANCESCO
MENICOCCI
NGENTE
A
I
P
E
C
I
L
A
S
IL
e,
salice piangent
Parla, parla
conosco,
che se non ti
ti
io ascolto an
cia verdi,
ac
br
tue grandi
sono sotto le
i tua figlia.
come se foss
o parlare,
tu
l
de
Alla fine
to tranquilla.
mi addormen
LERA
VERONICA PI
Riportiamo di seguito i testi delle poesie
vincitrici:
LA PRIMAVERA
Il Federiciano
mavera sboccio.
Quando penso alla pri
attere.
mavera coloro il mio car
Quando penso alla pri
primavera ingrigisco.
Quando non penso alla
in me.
primavera mi richiudo
Quando non penso alla
re
nsa
Mi vien quindi da pe
altro…
alla primavera
i.
che è in ognuno di no
zzo
pa
rzo
ma
Infatti comincia a
.
are
sol
o
gn
giu
e finisce a
Con la primavera
tutti sbocciamo
e ci apriamo.
MATTEO MENICACCI
IVENTI
GLI ESSEReIè scVura
La nott
come il volo
llo.
di un pipistre
Il mare
ia sonora
è una conchigl
a.
ut
m
ma
minoso
lu
è
e
Il limon
come il sole
amonto.
che brilla al tr
Il cielo
affamato.
è uno squalo
e
è
L’albero verd
a
rb
l’e
e
com
piena di brina.
GELUCCI
ELEONORA AN
TASMA
L’ALBERO FssAa N
albero
Bussa, bu
fantasma
apro la porta
ce
ia mi impauris
e la sua frenes
lo
bi
si
un
e
è com
la sua parola
e.
gg
ru
st
di
i
m
ie
che le orecch
nte
a albero giga
rt
po
lla
da
ci
Es
esia.
en
fr
a
con la tu
e non tornare
ONI
N
ER
MIRKO
e ottengono un o
IL MONDO
La notte
silenziosa come un pesce,
il mare
trasparente come il vetro,
il sole
rotondo come una mela invernale,
il cielo
grande come un elefante,
l’albero
alto come una casa.
Ma tutto questo appartiene al mondo.
ALESSIO TELLI
IL MIO MARE
Il mio mare è
blu come
la notte felice
che gioca con
le stelle
spumeggiante
come
lo spumante
che fa le bolle
a ritmo di gioi
a
freddo come
un abbraccio
di “malinquie
tudine”
rumoroso com
e
il cuore che ba
tte in tempest
a.
Il mare è
tutto
niente
è il respiro
di sentimenti
eterni.
GIORGIA CORB
UCCI
ECCO…
Ecco,
un albero triste,
che con difficoltà cerca
un tesoro perduto,
tra le scure acque di un
fiume.
Ecco,
una mamma nuvola
entrare nella piccola po
rta del mio cuore,
impaziente di aiutarmi
.
Ecco,
un fiume silenzioso,
innamorato,
perso nell’aria gelida de
lla notte.
Ecco,
il sole lucente
aiutare una piccola ste
lla,
che ha perso il suo sog
no.
FRANCESCA ROSSI
43
Campo de’ fiori
golo del
Tante sono le poesie che ci giungono in redazione ogni mese, inviate da voi
lettori, che vi dilettate a comporle. Questa arte antichissima aiuta ad esprimere
i propri sentimenti e gli stati d’animo e, a volte, risulta essere più facile, spontanea e naturale del semplice parlare o scrivere in prosa. In questo numero, oltre
a quelle dei ragazzi delle scuola media di Corchiano, vi proponiamo altri componimenti di nostre nuove e vecchie conoscenze.
Inviatecene ancora tanti altri per emozionarci insieme a voi...
I MIEI TESORI
A Sant’Antonio Abate
LO GUARDO MENTRE GIOCA
E ASCOLTO LA SUA VOCINA FIOCA,
CHE CON UN PO’ DI TIMIDEZZA
CANTA UNA CANZONE CON DOLCEZZA.
CON LE MANINE SEMPRE IN MOVIMENTO,
CERCA, DISFA, S’ARRAMPICA PER DARMI UNO SPAVENTO.
MA QUANDO FINALMENTE LO GUARDO DORMIRE
MI RENDO CONTO CHE PER ME E’ IL PIU’ BEL FIORE.
SE PURE A VOLTE SONO ARRABBIATA,
DOPO AVERGLI DATO UNA SCULACCIATA,
L’HO STRETTO AL PETTO E CONSOLATO
TANTO PERCHE’ MI STRINGE IL CUORE SENTIRE IL SUO PIANTO.
NON SO’ QUANTIFICARE L’AMORE CHE PROVO E CHE SENTO,
LUI E’ IL MIO SOLE LA MIA ACQUA IL VENTO.
E’ SICURAMENTE IL CAPOLAVORO DELLA MIA VITA,
LO AMO LO ADORO CON GIOIA INFINITA.
IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA CON IL GREMBIULINO,
TEMEVO PIANGESSE IL MIO PULCINO,
MA COME UN OMETTO CON FARE SICURO,
HA VARCATO IL CANCELLO A MUSO DURO.
TANTE PREOCCUPAZIONI MI HA PROCURATO,
TANTE ALTRE SODDISFAZIONI MI HA REGALATO,
A VOLTE E’ PIU’ MATURO DELLA SUA ETA’
CI GUARDIAMO, CI SORRIDIAMO CON COMPLICITA’.
QUANDO NEL SUO LETTO NON VUOLE STARE
LO SGRIDO CON FERMEZZA MA NON RIESCO A DORMIRE,
VORREI TENERLO CON ME IN OGNI MOMENTO
ANCHE SE A VOLTE E’ UN VERO TORMENTO.
IL CORDONE TRA NOI E’ ESISTENTE ED INVISIBILE,
L’AMORE CHE CI UNISCE E’ INDISTRUTTIBILE,
SPESSO LO RIMPROVERO ALTRE LO SCULACCIO,
TENGO CON FERMEZZA POI MI DISPIACCIO.
MILLE E MILLE VOLTE AVEVO IMMAGINATO,
TENERTI TRA LE BRACCIA COSA SAREBBE STATO,
MA NESSUNA IMMAGINAZIONE PUO’ ESSERE PIU’ VERA
DI UNA VITA VISSUTA ORA PER ORA.
IL PRIMO BACIO TRA NOI SCAMBIATO,
HAI ALZATO UN SOPRACCIGLIO ED ERI APPENA NATO
E MENTRE TI ALLATTAVO E AL SENO STAVI,
CON GLI OCCHI VISPI MI GUARDAVI MI STUDIAVI.
SEI NATO IN UN GIORNO DI PRIMAVERA
MA SUBITO IN CASA E’ ARRIVATA LA BUFERA.
NOVE ANNI SONO PASSATI CON GIOIE E DOLORI,
TU E TUO PADRE SIETE I MIEI AMORI.
MI ARRABBIO O SORRIDO, DIPENDE DAL MOMENTO,
SIETE UN DOLCE PENSIERO OPPURE IL MIO TORMENTO.
LE GIORNATE CON VOI SONO A VOLTE BELLE ALTRE BRUTTE,
LA COSA CERTA è CHE VOGLIO VIVERLE TUTTE.........
Prodiga dei tuoi insegnamenti cristiani
si è organizzata in modo che:
tutti i giorni dell’anno in corso,
e tutti quelli a venire,
tu, o Sant’Antonio, sia onorato
in tutte le famiglie di questa zona,
con preghiere a te rivolte
con costanza e tanta fede cristiana.
LAURA...
A te che hai donato ai poveri
spogliandoti delle tue ricchezze.
A te, Sant’Antonio, che in nome di Dio Padre
hai lottato per scacciare i demoni,
che ti facevano soffrire con continue torture.
Tu che per essere più vicino a Dio Padre,
ti isoli vivendo in posti malsani,
dove vivono vipere e strani animali,
sopportando ancora le massime sofferenze.
Tu che hai guarito e guarisci ammalati,che
ti supplicano in ogni parte del mondo cristiano.
Tu che sei Grande.
Tu, che finalmente esci dal tuo isolamento,
e trovi seguaci, con i quali, per la loro
fede cristiana, riesci a formare conventi,
dove si prodigano alla preghiera ed
all’aiuto delle popolazioni patite di fede e di fame.
Questa congregazione ti supplica di guarire,
da qualsiasi malattia, i bisognosi della nostra zona,
specialmente i sofferenti dell’herpes Zoster
o fuoco di Sant’Antonio, che colpisce le cellule
nervose e che è frequente.
Sant’Antonio fa’ che i nostri figli crescano sani
e pieni di fede cristiana in modo che,
quando Lui vorrà, li accoglierà tra le sue braccia.
Noi ti preghiamo sicuri che
tu possa intercedere con Dio Padre,
perché illumini la nostra mente,
che ci porti a rimanere costantemente
in questa vita terrena,
fedeli a Lui in attesa di una vita eterna.
E che innanzitutto ci porti a conoscenza che,
senza di Lui, l’unico e assoluto,
l’ uomo finisce nel nulla.
Rimanendo solo polvere senza anima.
Antonino Palladino
Campo de’ fiori
44
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Era un anno fa. Rimanemmo attoniti,
increduli ed oggi ancora ci chiediamo se
dover piangere per la scomparsa ingiusta
di una ragazza tanto preziosa sulla terra, o
dover sorridere perché è apparsa una
nuova stella luminosissima in cielo, un
angelo in più in Paradiso, che di lassù continua a far tanto, guidando sapientemente
la mamma Gertrude ed il papà Paolo, che
hanno preso il suo posto. Proprio a te che
avevi tanta voglia di vivere, è stata tolta la
vita. Una rosa rossa ed una spiga dorata ci
sono state regalate per l’anniversario della
tua scomparsa, in chiesa, per ricordarti,
ma nessuno si è dimenticato di te, sei
rimasta nel cuore di tutti e poi, un gruppo
di palloncini colorati con un biglietto al
seguito sono stati lanciati in aria, verso te.
Chissà chi lo avrà trovato e letto!
Io percorro quella strada che ha segnato
la tua fine, due o anche quattro volte al
giorno, e non possono non rivolgerti una
preghiera, un saluto, un ricordo. E poi,
proprio in questo primo Natale senza te,
nelle tante iniziative svoltesi a Corchiano,
sei stata spesso presente. Durante il concerto della Corale San Biagio, Marco
Pasquetti ti ha dedicato il brano To where
you are e tuo padre ha voluto darci una
bella testimonianza, leggendo questa piccola lettera che alcune bambine hanno
lasciato nella tua cappella, sempre pulita
curata e profumata. Un gesto che non ha
bisogno di commenti, ma che vuol dire
davvero tanto! E
poi, proprio quei
bambini a cui
tanto tenevi, hanno voluto farti
ascoltare la loro
voce, con quel piccolo concerto dedicato a te il 5
gennaio, organizzato oltre che dei
tuoi genitori e da
tuo fratello Andrea, da Eleonora
Spiriti, Alessia Pagani, Stefania Marini e Marco Pasquetti. Anche all’
interno della piccola mostra allestita da Ferruccio Raffaele Nocente, dedicata agli angeli, di tanti materiali, forme e
colori diversi, c’era una tua foto, il posto
ideale.
Ed un’altra grande soddisfazione, nonostante il dolore incolmabile per la tua
scomparsa, i tuoi l’hanno ricevuta dall’
Ospedale viterbese di Belcolle, grazie ai
tuoi organi donati, che hanno permesso a
qualcun altro di poter condurre una vita
migliore per il tempo che ci è concesso.
Lascio però spazio a quello che tua madre
stessa ha voluto scrivere per te.
Ermelinda Benedetti
Lo zaino, in coro con Chiara
Circa due mesi fa Marco mi dice: “Gè, che ne pensi di un coro con i bambini?”.
Cercavamo insieme qualcosa di bello e divertente, per far conoscere ai bambini di
Corchiano cosa rappresenta la Bottega delle Buone Pratiche
, con il suo slogan” Pensare Globale Agire Locale” . E’ giusto che anche i bambini in molti modi possano partecipare
alla vita quotidiana del paese, attraverso piccole pratiche. In
futuro abbiamo pensato avranno nel loro zaino buoni ricordi
buone esperienze da tirare fuori, così dopo averne parlato, il
progetto, come per magia, è uscito fuori da solo, dal nostro
zaino
Marco, io e Paolo, abbiamo capito che il titolo del progetto
doveva essere lo Zaino,ma lo zaino di chi, per contenere cosa,
sentiamo un turbinio di stelle che ballano e cantano, dentro il
nostro cuore, il titolo è arrivato decidiamo che si chiamerà,
“Lo Zaino In Coro Con Chiara”.
Lo Zaino di Giovanni Claudio ,Michele ,Alessandra, Chiara,
e tantissimi altri bambini che hanno aderito all’iniziativa .
Il progetto nasce per imparare ad amare la musica, ma riesce
ad entrare nell’anima di ognuno di noi, guardando dentro un
mondo sconfinato, sentiamo che il nostro modo di vivere è
stare insieme, per costruire uno stile di vita, che condivida
valori importanti, come la famiglia, l’amicizia, l’amore per il
territorio, la pace, la solidarietà che ci rende felici di poter
dire in questo progetto ci sono anch’ io. Insieme con i nostri
bambini abbiamo imparato a dare vita ad un cammino
importante che ci ha visto vicini per due mesi. Non sono mancati sorrisi, qualche bisticcio, qualche momento in cui ci è
Campo de’ fiori
45
sembrato tutto da rifare, ma anche tante risate.
Pensare globale ed agire locale ,dentro queste
parole vogliamo trovare le canzoni, per dare vita
allo spettacolo ,i temi scelti sono quattro, la famiglia, l’amicizia, la natura e l’ambiente, la solidarietà.
Sono state scelte canzoni bellissime, molto impegnative, i bambini hanno dovuto lavorare molto ,
ed il maestro anche; qualche volta alla fine delle
prove lo vedevo bianco bianco, ma scoppiavamo a
ridere tutti.
Finalmente arriva il 5 gennaio 2011 giorno della
rappresentazione del coro, I bambini presentano lo
spettacolo ai loro genitori ed amici,.
E’ l’ultima sera delle prove, siamo tutti molto agitati, pieni di emozione.
Tutto è pronto, il palco, il proiettore , i suoni, il
fotografo, la sala è gremita, ecco ci siamo , viene
presentata la prima canzone, eseguita in modo
straordinario,e così le altre, i bambini avranno
applausi a non finire, anche la nostra presentatrice è molto brava, dopo ogni presentazione mi
viene vicina,la sento tremare come una fogliolina,
per l’emozione, il cuore mi si riempie di gioia e lacrime, anni prima avevo abbracciato e rassicurato un’altra ragazza che tremava
come lei,”La nostra Chiara”.lo spettacolo è giunto quasi alla fine, la sala è piena di gioia, di emozione e di tanti baci e abbracci ,
che non possiamo e non vogliamo trattenere, i bambini sono stati meravigliosi. Il nostro viaggio insieme è appena iniziato ed ha acceso una scintilla nuova, continuerà.
Grazie a tutti i bambini, ai loro genitori,a tutto il comune, grazie in particolare ad Oliviera per la sua pazienza, anche se aveva i capelli dritti, grazie di cuore a Marco,Eleonora, Alessia e Andrea.
Buon viaggio a tutti con tanto affetto, Geltrude.
Gli occhi di Chiara vedono
La solidariet
ridona la vista
razie ai medici, agli assistenti e ai collaboratori della sezione Donazione organi e tessuti ASL Viterbo.
G
E’ il giorno 07 Dicembre 2010, siamo stati invitati presso l’Ospedale Belcolle di Viterbo per ricevere il diploma di benemerenza a Mariachiara per la donazione delle sue cornee. Quando arriviamo in Ospedale, siamo molto agitati, sentiamo un profondo dolore, considerando che la
nostra Mariachiara se ne è andata proprio in questi giorni. Entrando riconosciamo subito i
familiari di altri donatori, che sono li per lo stesso evento, hanno tutti lo stesso dolore in faccia. Ci accoglie la signora Rosella, dicendoci che tra poco inizierà la cerimonia.
Davanti a noi ci sono medici e collaboratori che hanno un compito difficile, parlarci di chi non
c’è più, spiegandoci a cosa è servito il dono dei nostri cari.
“ I vostri cari- dice il dott. Fernando Ricci- hanno sentito che con il loro gesto potevano nel
momento più importante della loro vita, donare vita. Io li ritengo degli eroi, perché senza motivo, ma solo per amore, hanno scelto, con consapevolezza, di essere al servizio dei più deboli”. Guardandoci ci dice ancora “ Voi non potete immaginare la gioia delle persone che tornano ad una vita nuova, l’amore che conservano per chi li ha aiutati, li fa sentire loro fratelli.
Vi ringrazio a nome di tutte le persone che si sono salvate e che hanno ricevuto il dono con il
cuore in mano. In modo particolare Vi ringrazio personalmente-prosegue un emozionato dottor Ricci-, comunicandovi che tutti gli organi donati dai vostri cari sono stati trapiantati con
esito positivo”. Con le belle e profonde parole che sono seguite io e la mia famiglia li presente, eravamo con Mariachiara, ci sorridevamo a abbracciavamo. Sentivamo tutto il calore di
quando le parole sono vere e arrivano dirette al CUORE.
La sensazione di sofferenza non la sentivamo più, con gli occhi e con le mani ci cercavamo con tutti i presenti per dirci grazie di essere qui. La tensione aveva ceduto il posto alla condivisione per essere stati compresi, amati e rispettati.
Grazie della Vostra riconoscenza, grazie di averci fatto partecipi di un evento così importante, sentiamo una profonda ammirazione per
il lavoro che svolgete al servizio di chi soffre. Le vostre parole sono entrate in noi e noi le sapremo trasmettere a molti altri, sarà un
passa parola affinchè si formi una coscienza civica ancora più forte.
Grazie di CUORE al dott. Fernando Ricci, al dott. Cimariello, alla signora Rosella, alla signora Stefani.
Con affetto i genitori e i fratelli di Mariachiara Segato
Campo de’ fiori
46
Natale di solidarie
Tante le iniziative delle associazioni di Civita Castellana. L ATA
Terminato il ciclo delle festività natalizie
(con i tre capisaldi Natale-CapodannoEpifania) e travalicato il solstizio d’inverno,
tutti tornano al “lavoro usato”. Le scuole
hanno riaperto i battenti e le vacanze sono
diventate ormai un ricordo. Ora l’attività si
intensifica: nei prossimi giorni interrogazioni e verifiche per la valutazione trimestrale metteranno a dura prova le menti
dei giovani studenti.
Ma non possiamo esimerci di fare una
riflessione a posteriori sul Natale, non lo
possiamo soprattutto noi che facciamo
parte del volontariato. Per noi è tempo di
bilancio: verificare l’esito delle attività
svolte e definire il programma di quelle da
svolgere nei mesi che verranno. I propositi sono tanti, anche se difficoltà non mancano. Comunque il Natale non è solo una
festa “consumistica” con cene e pranzi
interminabili, con spese pazze e sprechi
ingiustificati: per le persone di buona
volontà è essenzialmente festa di pace, di
solidarietà e di amicizia. La Nascita Santa
trasmette come messaggio fondamentale
l’invito ad un rinnovamento delle coscienze, ad un impegno forte e condiviso, per
alleviare le sofferenze degli emarginati e
dei poveri.
Ecco, la nostra riflessione ci porta a sottolineare le numerose iniziative che le
Associazioni di volontariato hanno attuato
durante il periodo natalizio, sia in varie
parti d’Italia, sia qui a Civita Castellana.
Per quanto concerne l’ATAMO, è stata ripetuta, in collaborazione con il Centro
Anziani di Piazza Matteotti, la simpatica
esperienza che lo scorso anno ha riscosso
un buon successo. Nei giorni 19 e 20
Dicembre è stato allestito in Piazza del
Comune un piccolo stand, nel quale sono
stati offerti ai cittadini manufatti preparati
dalle signore del Centro e dell’ATAMO,
confezioni di dolci tradizionali di produzione casalinga, simpatici oggetti realizzati
artigianalmente. L’intraprendente gruppo
di volontarie ha avuto un bel da fare per
magnificare la genuinità e l’originalità dei
prodotti. Intenzionate ad incrementare il
risultato conseguito nei due giorni, hanno
protratto la manifestazione fin oltre
l’Epifania, trasferendosi all’interno del suggestivo ambiente che ospitava la mostra
dei presepi artigianali ed artistici organizzata dalla Pro-loco. La generosità dei cittadini ha saputo compensare l’impegno profuso: alla fine, euro su euro, il gruzzolo è
salito oltre i 1. 250,00 €, con grande soddisfazione delle infaticabili signore. La
somma, d’intesa con il preseidente del
Centro Anziani di Piazza Matteotti, sig.
Arnaldo Picchetto, verrà interamente utilizzato per fronteggiare le iniziative che
l’ATAMO quotidianamente svolge.
Giornata Mondiale del Rene a Civita Castellana
10 Marzo 2011
Un’adeguata prevenzione delle malattie renali, si realizza con il precoce riconoscimento dei primi segni: l’ipertensione e la proteinuria. Sono ambedue fattori che danneggiano gravemente i reni, senza dare disturbi e passando, per questo, inosservati. Eppure
oggi siamo in grado di correggere entrambi, prevenendo il danno renale irreversibile, purchè vengano riconosciuti in tempo.
Approfittate di questa opportunità partecipando alla GIORNATA MONDIALE PER IL RENE “Prevenzione delle malattie Renali”, che si
terrà a Civita Castellana il 10 Marzo, per un controllo gratuito. Per maggiori informazioni sull’iniziativa potete chiamare il Centro
Dialisi dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana al numero 0761.592202
Natale di allegria
i ragazzi disabi
Il 20 Dicembre sono emigrati
nella nuova sede in Località San
Giovanni con la gioia partecipata
di tutte le famiglie e degli operatori. Noi di Campo de’ fiori
abbiamo regalato loro il calendario 2011 che è appeso, con
orgoglio, nelle case di molti
nostri cari amici.
Campo de’ fiori
47
Oroscopo di Gennaio
ARIETE
Trascorsa la
prima settimana di dubbi
residui, la fortuna e la fiducia tornano a presentarsi
alla vostra porta. Le relazioni acquisteranno tono,
entusiasmo e voglia di esistere. Il mese si
prospetta ottimo per la vostra salute e
benessere, persisterà qualche malessere a
ossa e ginocchia. Fare sport è l’ideale.
TORO I vostri sentimenti
verranno rinfrancati e questo vi aiuterà a vivere le
emozioni come nuove,
superando la fase depressiva degli ultimi tempi. Venere contribuisce
a migliorare il tono psicofisico e l’umore.
Cercate di mantenere la mente positiva
perché questo aiuterà anche il fisico stressato. Un abbigliamento più accattivante vi
aiuterà.
GEMELLI Venere è arrivata
in opposizione, ma
Marte rimetterà le cose a
posto, ridandovi la grinta
necessaria per conquistare
l’inconquistabile. Il vostro
cuore ha bisogno di una sistemazione sicura, ma qualche discussione e un’insoddisfazione passeggera si manifestano ancora, soprattutto in coppia. L’energia psicofisica sarà al top.
CANCRO Accontentatevi
di ciò che avete e non fate
il passo più lungo della
gamba, vedrete che i sentimenti torneranno a farsi
sentire come piace a voi. I single sono
soggetti ad incontri dall’attrazione molto
potente. Riacquisterete una buona forma
fisica e mentale, e qualche giorno di
vacanza potrebbe aiutarvi a distogliere la
mente dai soliti problemi.
LEONE Le relazioni sono a
rischio litigi e rotture
improvvise. Cercate di
mantenere un buon equilibrio nei sentimenti, evitando confronti troppo duri e
aggressività eccessiva. Da fine mese le
cose migliorano sensibilmente. Gennaio si
mostra abbastanza positivo per il fisico e la
mente, anche se con qualche tensione di
troppo, siate più pazienti.
VERGINE Non è tempo di
presentarsi leggeri e indecisi, ma convincenti e adattabili. I vostri desideri troveranno terreno fertile in
questo inizio del nuovo anno. Provate ad
ascoltare il mondo che si muove attorno a
voi. Inizio mese buono per il benessere
psicofisico. Non mancherà, però qualche
turbamento che non vi permetterà di prendere decisioni.
BILANCIA Mese piuttosto
tranquillo. Riflettete bene
sulla vostra vita affettiva,
aspettando di prendere
decisioni. Non restate a
casa a leccarvi le ferite procurate da chi non si dimostra ammirevole:
a volte è meglio guardare altrove. Le passioni si infiammano a fine mese. Gennaio
sarà alquanto variabile sul piano del
benessere psicofisico.
SCORPIONE Siete tentati
di dare ancora molto agli
altri, pensando che il donare sia una strada a doppio
senso, ma non sempre è
così. Permane qualche problema di incomunicabilità e incomprensioni in casa e sul lavoro, che potrebbe minare il benessere psicofisico. La vostra
pazienza ha un limite. Cercate di resistete.
by Cosmo
SAGITTARIO Sarete protetti e amati e quasi viziati
dalle circostanze sentimentali favorevoli. Inizierà un
periodo decisamente positivo per il vostro benessere psicofisico.
Fate attenzione alla linea, optando per una
dieta depurante per il fegato. Il movimento deve tornar a far parte delle vostre abitudini.
CAPRICORNO Giungeranno chiamate da amori
lontani e riavvicinamenti
possibili. Ma siete troppo
concentrati su altre cose
della vostra vita, che al momento appaiono più importanti. Le nuove coppie sperano nella convivenza e nel cambio di casa,
ma valutate a fondo la sincerità del rapporto. Una bella carica vi spingerà, però,
oltre i vostri limiti psicofisici.
ACQUARIO Questo mese
vi restituirà le gioie, che
avevate perso negli ultimi
tempi. La vita amorosa
riprende il suo ritmo armonico; la voglia di vincere
sui rivali vi permetterà a riprendervi ciò
che credevate perduto. E’ il momento di
rimettere a posto qualche malessere, grazie all’ottimismo ritrovato. L’umore positivo
vi aiuterà a vedere la vita in rosa.
PESCI Siete stanchi, affaticati, avete discusso con
molte persone a causa di
una cocente delusione; in
famiglia i conti non tornano, ma la situazione migliorerà, se saprete
destreggiarvi con grinta nelle vicende
amorose. Buttate via ciò che non vi serve
più; alleggeritevi del carico e iniziate una
dieta, che può farvi solo del bene.
Campo de’ fiori
48
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
Al via la 3° edizione del Concorso
Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”.
Al via la 3° edizione del concorso Internazionale
“Giornalisti del Mediterraneo”. Il premio, organizzato
dall’Associazione “Terra del Mediterraneo”, è in partnership con Europuglia, portale di promozione delle attività e
dei progetti del Servizio Mediterraneo della Regione
Puglia, e con il patrocinio della Rai-Segretariato
Sociale; dell’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Fausto Biloslavo
vincitore del 2°
Turismo della Regione Puglia; Provincia di Bari;
edizione
Comune di Bari e Corpo Consolare di Puglia,
Basilicata e Molise, nonché, di Università italiane, Centri Culturali e
Istituzioni regionali, nazionali e internazionali.
Il concorso si articolerà in quattro sezioni: Economia e politica internazionale; Donne e integrazione sociale; Carceri e diritti umanitari;
Turismo religioso e promozione del territorio. E’ possibile scaricare il
bando dal sito www.terradelmediterraneo.it o chiedere informazioni chiamando il numero 346/82.62.198. I lavori dovranno prevenire entro e
non oltre il 12 aprile 2011. Dunque, prende forma la 3° edizione dopo
l’exploit della sua 1° edizione nel 2009, con oltre 100 giornalisti provenienti
dall’Italia, dall’Albania, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Romania, e quella del 2010 che annovera, tra candidati e vincitori, giornalisti delle più importanti testate nazionali ed internazionali quali Panorama, Ansa, Rai
News24, La7, Rete4, TGR Rai, Il Messaggero, La Stampa e le Scuole
di Giornalismo di Perugia e Torino. Nell’ambito della manifestazione,
riceveranno il Premio “Caravella del Mediterraneo” i giornalisti Gino Falleri,
segretario aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa; Giuseppe
De Tomaso, direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno; Padre
Gianfranco Grieco, già inviato de “L’Osservatore Romano” al seguito di
Paolo VI e di Giovanni Paolo II e direttore responsabile della rivista “Familia
et Vita”. Premio alla Memoria a Pietro Virgintino, giornalista del Resto del
Carlino e critico cinematografico.
PROGETTO PASTORALE DIOCESANO
“MOSAICO DI PIETRE VIVE”
“Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini,
ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite
impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire
sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo”
(1 Pt 2, 4-5)
I vari incontri programmati saranno tenuti dal
Vescovo Diocesano S. E. Mons. Romano Rossi
Mercoledì 26 gennaio
“Mosaico di pietre vive”. Vicaria Cassia - Ronciglione.
Parr. S. Maria della Pace (ore 20.00).
Giovedì 27 gennaio
“Mosaico di pietre vive”. Vicaria Teverina - Orte Scalo.
Parr. SS. Giuseppe e Marco (ore 20.00).
Venerdì 28 gennaio.
“Mosaico di pietre vive”. Vicaria Soratte - Civitella S.
Paolo. Monastero S. Scolastica (ore 20.00).
Lunedì 31 gennaio
“Mosaico di pietre vive”. Vicaria Flaminia - Campagnano
di Roma. Nuovo Centro parr. (ore 20.00).
Martedì 1° febbraio
“Mosaico di pietre vive”. Vicaria Faleritana - Civita
Castellana. Parrocchia S. Giuseppe Operaio (ore 20.00).
Lunedì 7 febbraio
“Mosaico di pietre vive”. Vicaria del Lago - Bracciano.
Oratorio (ore 20.00).
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Campo de’ fiori
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b
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Da F
Prosegue l’elenco dei
soprannomi fabrichesi,
lavoro certosino, come già detto, di un
nostro affezionatissimo lettore.
Ripartiamo dalla N e ci fermiamo alla P,
che è una delle lettere che conta più
soprannomi.
N
Nasò
Nerò
Ninì
P
Pechetto
Preciso
Picotto
Piattella
Pennello
Pennella
Ponchi
Paggiò
Pisiello
Palefierro
Paino
Pozzetto
Pippandrillo
Pretore
Peppellomo
Pezzuto
Pomidorina
Puzzetta
Petatella
Pagnottella
Peperone
Pilomma
Pasqualaccio
Pistolò
Pucciaca
Picherano
Palummella
Paiolo
Parrucco
Paccaciccia
Pennacchino
Padana
Pummidoro
Saggezza popolare
by
- Ponente dell’inverno,
sembra il diavolo dell’inferno
-Chi se la prese campò un mese,
chi non se la prese campò un mese e poi
crepò
- Dalla terra viene la robba e
a chi la lavora gli viene la gobba
- Quando la vedova se rimarita
vuol dire che la sua pena non è finita
- Se l’uomo fosse indovino,
non sarebbe mai poverino
- Sino a che hai l’ultimo dente in bocca,
non sai la sorte che ti tocca
continua...
Pittori di Fabrica di Roma
riuniti in mostra
Il primo evento che riuniva piccoli artisti della pittura a Fabrica di Roma
si è avuto lo scorso anno in occasione delle feste patronali di San Matteo
in via Madonna della Stradella, con straordinaria partecipazione sia degli
artisti che del pubblico, organizzato da Giorgio Marcelli, Pietro Sciosci e
Paolo Fantelli. Si è voluto ripetere lo stesso evento a Natale, dal 24 dicembre al 6 gennaio 2011 in collaborazione con il parroco Don Chicco nel salone parrocchiale. “Natale ad
Arte” è il titolo dell’Esposizione che oltre ai quadri ha esposto una “Mostra di bilance” di
Roberto Felicetti, stampe in ceramica di Giorgio Cogoni e mostra di Presepi. L’evento sarà
ripetuto negli anni a venire e sicuramente miglioreremo la manifestazione. Un ringraziamento a Don Chicco, agli artisti e al numeroso pubblico intervenuto.
Giorgio Marcelli
Campo de’ fiori
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La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri
Tanti, tanti auguri alla
nostra piccola
Principessa Giorgia
Palamides, che il 5
Gennaio ha compiuto il
suo primo anno!
Grazie per la gioia che ci
regali ogni giorno! Grazie
di esistere! Bacini,
bacioni, bacetti da nonno
Gianni e nonna Ada
Tanti auguri
a Rita e Claudia
che l’11 ed il 13 Gennaio
hanno compiuto gli anni
A Matteo…
Per i tuoi 18 anni e per
tutta la vita, tutti noi
mamma, papà, Saretta,
nonna Palmira, nonna
Teresa, gli zii, le zie, i
cugini, e gli amici, ti auguriamo il meglio del meglio
perché te lo meriti!!!!
P.S. non cambiare mai, sei
meraviglioso! t.v.u.m.d.b.
Il 6 Dicembre
scorso il piccolo
Edoardo Vettori
di Ronciglione ha
compiuto
6 anni.
Agli auguri dei
genitori,
Maurizio e
Caterina, dei
nonni paterni, Stefano e Edda, quelli materni, Mario e Franca, si aggiungono anche
quelli delle zie e zii e
dei parenti tutti.
Tanti tanti auguri per la sua
prima candelina, al piccolo
Riccardo Berni di Rubiera (RE),
da zia Teresa e zio Giovanni
Tanti auguri a Alessio
De Luca per i suoi 15
anni, da papà Mauro,
mamma Rita e Daniele
Caro Adriano, nonostante questo
compleanno, gli anni per te non passano...
ti ringraziamo per aver festeggiuato con
noi il tuo .......ntesimo compleanno.
Auguri da tutti noi....
Congratulazioni ai nostri talenti - Andrea,
Giuseppe (Gibo), Jacopo, Matteo, Riccardo
- per l’impegno e la bravura da 1°
Classificato per il 3° concorso Presepi
2010 promosso dalla Parrocchia San
Giovanni Battista in Laterano di Fabrica di
Roma, dai vostri genitori ed amici.
Tanti auguri ad
Adriano di
Caprarola
per il suo
compleanno dal
figlio, la figlia, la
nuora, il genero, i
nipoti e tutti
quegli che gli
vogliono bene
Campo de’ fiori
Tanti auguri alla nostra
piccola principessa
Beatrice Spoletini che il 3
Febbraio compie il suo
primo anno di vita,
da nonna Elvira, nonno
Annibale, zia Daniela,
zio Luca, zio Alessio ed i
cuginetti Christian e
Mirko.
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Tanti auguri di
buon compleanno ad
Annibale
Rosati di
Corchiano che
il 5 Febbraio
compie i suoi
60 anni, dalla
moglie, le
figlie, i generi ed i nipotini!!!
Tantissimi
auguri di buon
compleanno a
Cecilia
Anselmi che
compie gli
anni l’11
Febbraio,
dalla mamma,
il papà, il fraTanti auguri al piccolo
telli
Tantissimi auguri alla
Andrea Colamedici, che
Federico,
nostra piccola Giulia
compie 1 anno il 21 Gennaio,
Simmini che compie 2 anni! tutti i parenti
dai genitori, il fratellino
e dalla redaTi amiamo tanto, dai
Alessandro, i nonni, gli zii
zione di Campo de’ fiori.
genitori, gli ziii e i nonni
ed il cuginetto Federico.
L’ULTIMA NATA ALL’OSPEDALE ANDOSILLA
Il giorno 21 Dicembre 2010, è nata nel reparto di maternità
dell’Ospedale civitonico la piccola Chiara, che sarà l’ultima a
poter registrare sulla Carta d’Identità, come luogo di nascita,
Civita Castellana. Infatti la chiusura di questo reparto ha seguito la sorte di tanti altri che, per anni, sono stati al servizio della
salute dei cittadini locali e non, che hanno dovuto accettare con
rammarico le decisioni venute dall’alto, anche se opinabili!
I principi elementari di economia, infatti, hanno insegnato che
per poter far fronte ad una crisi la soluzione migliore è, paradossalmente, quella di inventarsi perfino posti inutili (Grande
Depressione 1929 – teoria del Keynes) perché i salari percepiti,
una volta spesi, servono a riavviare i consumi. Qui, dove le strutture esistono e sono addirittura state recentemente ammodernate, era ancora più logico, per il principio esposto, proseguire
l’attività.
Considerazioni a parte, tanti auguri alla piccola Chiara dal papà Luca, da mamma Alessandra ed i
nonni Antonio, Maria, Renzo, Santina e tutti gli zii.
Campo de’ fiori
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Una canetta vispa e allegra si aggirava per le vie
di Fabrica di Roma (VT), Lazio. Non senza difficoltà
siamo riusciti a prenderla e a ripararla in un gabbiotto di emergenza. mentre è buonissima in luoghi
chiusi, appena è sulla strada è ingestibile, corre di
qua e di là, spaventatissima. Speravamo di trovare
un “vecchio” padrone, ma nessuno ce l’ha reclamata. In casa è un bijoux, soprattutto con i bambini... Le ragalate una casa? Taglia medio
Piccola, sotto i 6 mesi...quindi ancora da educare. Tel. 3335375465
GIGI E’ UNO DEI CANI PIU’ BELLI E PIU’ BUONI
CHE ABBIAMO MAI INCONTRATO.... NON HA
NEANCHE UN ANNO, E SONO GIA’ 6 MESI CHE
VIVE RECLUSO IN UN BOX... FINO A POCO FA ERA
IN COMPAGNIA DI WHISKY, CHE E’ STATO ADOTTATO...E DA QUEL GIORNO, GIGI HA SMESSO DI
VIVERE... SI STA LASCIANDO MORIRE... PERCHE’
DI NOSTALGIA SI PUO’ MORIRE... E’ DI TAGLIA
MEDIO/GRANDE,
BUONISSIMO, ADATTO A
FAMIGLIE CON BIMBI. ADOTTABILE AL CENTRO E
AL NORD. SI AFFIDA SOLO SE DISPOSTI A CONTROLLI PRE/POST AFFIDO. Tel.339/1123663
KYRA
KYRA E’ NATA CIRCA 8 MESI FA’ DA MAMMA PASTORE
TEDESCO PURA, ABBANDONATA NELLE CAMPAGNE VITERBESI. BELLISSIMA, SIMIL PASTORE BELGA. VACCINATA,STERLIZZATA...MA SI TROVA A DOVER DIVIDERE
UN TRISTE BOX INSIEME ALLA SUA MAMMA. NON PUO’ E
NON DEVE CRESCERE IN UN BOX..... NON HA COMMESSO
NESSUN REATO - Taglia MEDIO/GRANDE.
VERRA’ AFFIDATA SOLO SE DISPONIBILI A CONTROLLI
PRE AFFIDO E SE DISPOSTI A MANTENERE CONTATTI NEL
TEMPO CON NOI VOLONTARIE. KYRA SI TROVA a Civita
Castellana (VT). Tel. 339/1123663
Dolcissima cucciola meticcia, taglia media, 2
mesi, sverminata e col primo vaccino eseguito.
Abbandonata al freddo e alle intemperie.
Si trova in provincia di Viterbo, ma si affida
ovunque.
Adozione sono con firma del modulo, disponibilità a controlli pre e post affido, sterilizzazione
obbligatoria.
Tel. 3391123663 - 3476040758
SMARRITI!!!!
Jago e Mattia, due cagnolini
meticci, senza collare, si sono
persi il 1 Gennaio 2011. Chi li
avesse visti o ha informazioni, ci può chiamare ai numeri
333.6720518 - 339.5936734.
Aiutateci a ritrovali....Grazie!
Tel. 339.1123663
EZIO,
L’ULTIMO
ARRIVATO...
UNO SCRICCIOLO
DI NEANCHE 10 KG,
UN
SEGUGETTO
FANTASTICO...DUE
OCCHIONI
CHE
TRAPASSANO L’ANIMA. E’ STATO TROVATO NELLE CAMPAGNE DI CIVITA
CASTELLANA (VT). SPAESATO, TREMANTE,
AFFAMATO... CON IL TERRORE NEGLI
OCCHI... AVRA’ CIRCA 6/7 MESI...MA DEVE
GIA’ AVERNE PASSATE TANTE...
SICURO ABBANDONO DA PARTE DI UN CACCIATORE SENZA CUORE..
PERCHE’ AD EZIO LA CACCIA NON PIACE...
LUI AMA LE COCCOLE
EZIO VERRA’ AFFIDATO CHIPPATO, VACCINATO, SOLO SE DISPOSTI A CONTROLLI
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LOLA
E’ UNA BELLISSIMA CUCCIOLA MAREMMANA,
7/8 MESI,ABBANDONATA A META’ OTTOBRE IN
UNA DISCARICA... HA UN CARATTERE MERAVIGLIOSO,DOLCISSIMA CON GLI UMANI,GIOCOSA
CON I SUOI SIMILI. VA AL GUINZAGLIO TRANQUILLAMENTE E SALE IN MACCHINA CON
ALTRETTANTA TRANQUILLITA’.
ORA SI TROVA IN UNA PENSIONE....MA DA LI’
DEVE ASSOLUTAMENTE USCIRE.
LOLA E’ VACCINATA E STERILIZZATA.
SI TROVA IN PROVINCIA DI VITERBO.
ADOTTABILE SOLO AL CENTRO E AL NORD.
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Campo de’ fiori
Roma com’era
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Campo de’ fiori
Album d
Campo de’ fiori
Civita Castellana –
Dicembre 1985.
In piedi da sx:
Orfeo Paolelli,
Franco Panese,
Marco Ortenzi,
Roberto Pomanti.
In basso da sx:
Andrea Di Giambartolomei,
Sergio Caracuta,
Franco Bertolozzi,
Mauro Federici (Gensy),
Moreno Bobboni.
Campo de’ fiori
Civita Castellana - anni '40.
foto della Sig.ra Laura Argelli
Campo de’ fiori
dei ricordi
Campo de’ fiori
Civita Castellana - anno scolastico 1958. Foto della Sig.ra Simona Perazzoni.
Campo de’ fiori
Civita Castellana - Festa da ballo anni '50. Foto della Sig.ra Miriam Vincenti
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Campo de’ fiori
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Album d
Campo de’ fiori
Ottobre 1977 - Vallelunga . Foto ricordo insieme a Lella Lombardi campionessa automobilistica. Da sx: Gisella Anselmi, Piero Soldini, Eraldo
Biondini, Sandro Angori, Lella Lombardi, Giuseppe Marcelli, Sandro Francola, Marcella Marcelli, Maria Marconi, Graziella Anselmi.
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - Torneo dei Rioni. Giugno 1967. Squadra vincitrice “Piazza”. In piedi da sx: Bruno Cecchetto, Traiano Gulino, Renzo
Martinozzi, Adriano Capotondi, Fabrizio Ciaffardini, Paolo Anselmi. In basso da sx: Remo Ferrelli, ..., Luciano Anselmi, Carlo Ciaffardini,
Rolando Polidori, Francesco Alessandrini
Campo de’ fiori
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dei ricordi
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - anno 1971. Classe V elementare. In piedi da sx: Serenella Ermini, Mirella Soldini, Catia Maurizi, Maestra Rosalia Ansaldi,
Anna Lucia Testa, Caterina Polidori, Mirella Marcelli. In basso da sx: Francesco Rapiti, Mauro Ceccarelli, Pietro Tabacchini,
Severino Antinori, Maurizio Morini.
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - anno scolastico 1974-’75. Scuola media, classe III sez. A. In piedi da sx: Tito Ricciarelli, Mara D’Antonangelo, Francesco
Cencelli, Marisa Baldassi, Anna Rita Borghesi, Attilio Puleggi, Loredana Bedini, Prof. Girolamo D’Eramo, Luisella Bultrini,..., Renato
Baldassi. In basso da sx: Carlo Drogo, Terenzio Mecarelli, ..., Francesco Rapiti, Patrizia Angeletti, Anna Lucia Testa, Severino Antinori.
Campo de’ fiori
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Album d
Campo de’ fiori
Corchiano 1964. Classe I. Prima fila da sx: Maria Fioretti, Bruna De Angelis, Antonia Arringoli, Gelsira Agostini, Lidia Ciocchetti, Carla
Profili. Seconda fila da sx: Franca Magrini, Maria Teresa Strassera, Mara Alessi, Annunziata…, Anna Rosa Capitoni, Rosetta Platia.
Terza Fila da sx: Vanda Ceccarelli, Pia Achilli, Patrizia Forti, Stefania Piergentili.
6
5
7
4
9
8
3
Corchiano anno scolastico 1967.
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14
1
2
13
15
12
11
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1. Giorgia Urbani,
2. Gertrude Clericetti,
3.Franca Crescenzi,
4.Ercole Achilli,
5. Amedeo Zucchella,
6. Enzo Troncarelli,
7. Federico Benedetti,
8. Sandro Pilera,
9. Giueppina Monfeli,
10. Nilla Telli,
11. Paolo De Carolis,
12. Lucia Petrucci,
13. Maria Ciocchetti,
14. Anna Laura
Lucchesi,
15. Loredana Barzellotti
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dei ricordi
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1996 Gita a Sorrento dei Ceramisti della Ceramica Primula di Civita Castellana.
1) Daniela Adagio, 2) Mariella Perini, 3) Marco Mascarucci, 4) Sesto, 5) Antonio Campanella, 6) Amalia, 7) Paola, 8) Assunta Aleandri,
9) Daniele, 10) Marina Fantera, 11) Alessandra Sacchetti, 12) Cristina Campanella, 13) Marco Manocchio
Campo de’ fiori
Bolsena - 1960. Prima Comunione. Da sx: Laurina, Rosa Torretta, Simonetta Vittorini, Natalina Mecaroni e Bernardino Vittorini .
Campo de’ fiori
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