Relazione finale

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Relazione finale
VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE
COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II
FASCIA PRESSO LA FACOLTA' DI Scienze Politiche (sede di
Pomezia PER IL SETTORE SCIENTIFICO - DISCIPLINARE M-STO/03 (Storia dell'Europa
Orientale)
I RIUNIONE
Il giorno 12 aprile 2010 alle ore 10.00 presso i locali del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea della
Sapienza, Università di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n.1
posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche (sede di Pomezia) per il
Settore s/d M-STO/03 (Storia dell'Europa orientale) per la valutazione dei curricula, dei titoli e delle pubblicazioni.
Risultano presenti:
1) Prof. Antonello Folco BIAGINI - Presidente
2) Prof. Sergio BERTOLISSI - Membro
3) Prof. Fabio BETTANIN - Membro
4) Prof. Marco BUTTINO - Membro.
5) Prof. Lapo SEST AN – Segretario
Il Presidente, accertato che i criteri generali fissati nella precedente riunione sono stati resi pubblici per più di sette
giorni senza che gli uffici amministrativi abbiano comunicato la ricezione di osservazione alcuna, informa la
Commissione che il Segretario ha acquisito l'elenco ufficiale dei candidati, le domande con i titoli allegati e le relative
pubblicazioni. Ciascun membro della Commissione, presa visione del suddetto elenco (rivisto alla luce degli eventuali
esclusi e dei rinunciatari), dichiara di non aver relazioni di parentela o affinità, entro il 4° grado incluso, con gli stessi
(art. 5 comma 2 D.lgs 1172/48); pertanto, conferma che i candidati sono i seguenti:
- CACCAMO Francesco
- CLEMENTI Marco
- GRASSI Fabio
- MASOERO Alberto
- PRIVITERA Francesco
- VALLE Roberto
La Commissione, verificato che sono presenti n. 6 (sei) plichi contenenti titoli e pubblicazioni presentati dai candidati,
procede quindi ad aprire detti plichi e a prendere visione solo dei titoli e delle pubblicazioni corrispondenti agli elenchi
allegati alla domanda. (Si ricorda che la Commissione dovrà per ciascun candidato valutare esclusivamente il materiale
consegnato al Segretario dall'Ufficio Concorsi Lavori in collaborazione I Commissari prendono atto che non vi sono
lavori in collaborazione dei candidati con i Commissari. II candidato Alberto Masoero ha redatto la postfazione di un
volume curato dal Commissario Marco Buttino. Preso atto di ciò, la Commissione procede alla apertura dei pacchi, al
controllo delle domande e verifica la corrispondenza tra l'elenco dei titoli e le pubblicazioni allegate. La Commissione,
rilevata la notevole quantità di pubblicazioni presentate dai candidati, decide all 'unanimità di aggiornarsi in data 10
maggio 2010 alle ore 10 presso il Dipartimento di Storia Moderna e contemporanea al fine di procedere alla lettura dei
singoli giudizi e procedere alla stesura del giudizio collegiale.
La riunione si chiude alle ore 13 del 12/04/2010.
Letto, approvato e sottoscritto
Prof. Antonello Folco BIAGINI - presidente
Prof. Sergio BERTOLISSI - membro
Prof. Fabio BETTANIN - membro
Prof. Marco BUTTINO - membro
Prof. Lapo SESTAN - segretario:.
VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA
FACOLTA’ DI Scienze Politiche (sede di Pomezia PER IL SETTORE SCIENTIFICO DISCIPLINARE M-STO/03 (Storia dell’Europa Orientale)
..................................
I RIUNIONE
Il giorno 10 MAGGIO 2010 alle ore 10.00 presso i locali del Dipartimento di Storia
Moderna e Contemporanea della Sapienza, Università di Roma, si riunisce la Commissione
giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore Universitario di
ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche (sede di Pomezia) per il Settore s/d MSTO/03 (Storia dell’Europa orientale) per la valutazione dei curricula, dei titoli e delle
pubblicazioni. La riunione costituisce la seconda parte della riunione precedente del 12 aprile 2010
avendo al Commissione a suo tempo deciso di aggiornarsi al fine di poter valutare i numerosi titoli
presentati dai candidati.
Risultano presenti:
1)
2)
3)
4)
5)
Prof. Antonello Folco BIAGINI - Presidente
Prof. Sergio BERTOLISSI
- Membro
Prof. Fabio BETTANIN
- Membro
Prof. Marco BUTTINO
- Membro
Prof. Lapo SESTAN
- Segretario
La Commissione procede alla lettura dei singoli giudizi dei commissari sui singoli candidati in
ordine alfabetico:
Francesco CACCAMO
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta tre monografie , 20 saggi (alcuni in lingua straniera), tre curatele.
Nella prima monografia (2000) il candidato affronta, con una accurata ricerca d’archivio (in Italia e
all’estero), temi rilevanti relativi all’assetto dell’Europa centro-orientale dopo la prima guerra
mondiale. La monografia su Jiři Pelikán (2007) – testo poi tradotto e ampliato il lingua ceca (2008)
– affronta uno dei temi significativi della realtà interna (culturale e sociale) dei Paesi socialisti e
l’interesse per l’area ceco-slovacca è confermato anche da altri significativi saggi sull’argomento.
La monografia sul Montenegro (2008) conferma l’interesse per la storia dell’area balcanica già
manifestata con alcuni saggi. Il candidato presenta una compattezza di interessi di studio, si avvale
di una ricerca archivistica e bibliografica di non secondaria importanza con ottimi risultati.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il candidato presenta un’ampia produzione scientifica che, prendendo le mosse da una ricerca legata
alla specializzazione dottorale in Storia delle relazioni internazionali “L’Italia e la Nuova Europa”
(Milano, Trento, Luni editrice, 2000), si è poi orientata in modo più specifico su temi e problemi
legati alla storia dei Paesi dell’Europa orientale. In particolare si segnalano le 2 monografie, su
“Jirji Pelikan. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista”, Venezia, Marsilio, 2007(tradotta in ceco
nel 2008) e “Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale”, Roma, Aracne, 2008, mentre
altri studi si riferiscono a temi e momenti più specifici: “L’Adriatico degli arbereshe: il “mare
nostro” degli albanesi e degli italiani”(2008), e ancora i numerosi studi sulla Cecoslovacchia, tra
cui mi sembrano rilevanti “La Cecoslovacchia da Novotny a Dubcek” e “La costituzione di uno
stato nazionale sulle rovine di un Impero: la Cecoslovacchia”. Il candidato dimostra di aver
individuato un suo ambito preciso di ricerca, i Paesi dell’Europa centrale, sui quali presenta già
numerosi e significativi studi.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: è dottore di ricerca, e, dal 2002, ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Chieti –Pescara. Autore di 3 monografie (1 tradotta
in ceco; curatore di due libri; autore di 16 articoli.
Pubblicazioni scientifiche. I lavori Francesco Caccamo riguardano la storia di due aree
dell’Europa orientale nel XX secolo : i Balcani, e in particolare il Montenegro, e la Cecoslovacchia
nel XX secolo. Su questi temi ha curato la pubblicazione di volumi collettanei.
La sua prima monografia: L’Italia e la “Nuova Europa”. Il confronto sull’Europa orientale alla
Conferenza di pace di Parigi (2000), usa come fonti i verbali della conferenza e documenti
proveniente da vari archivi diplomatici italiani. L’analisi offre un contributo significativo alla
definizione della politica italiana tesa a contrastare la nuova Jugoslavia, anche attraverso il
sostegno alle aspirazioni separatiste di Croazia e Montenegro.
Il tema è stato approfondito nel saggio :”Il sostegno Italiano all’indipendentismo croato” (2004) e
nella monografia Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008), preparata da alcuni
articoli sul tema . Le fonti documentarie provengono, anche in questo caso, dagli archivi
diplomatici italiani, e in parte francesi. Una questione connessa è toccata nel saggio : “L’Adriatico
degli arbëreshë: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani”, incluso nel volume curato da
Caccamo con Stefano Trinchese, Adriatico contemporaneo (2008), nel quale viene ricostruito il
ruolo svolto dalla comunità albanese italiana nella definizione della politica italiana verso l’Albania,
giungendo alla conclusione che esso fu modesto.
I contributi sulla Cecoslovacchia hanno per lo più toccato temi relativi al periodo socialista, e non
riguardano la storia diplomatica. La biografia: Jiŕí Pelikán. Un lungo viaggio nell’arcipelago
socialista (2008), pubblicata anche nella Repubblica ceca, è il contributo più significativo di questa
attività di ricerca. Pelikán ha attraversato da protagonista venti anni di storia cecoslovacca, dal
colpo di stato stalinista del 1948 al 1968, e anche negli anni dell’esilio ha continuato a svolgere un
ruolo di rilievo nel socialismo europeo. Caccamo analizza il tema con equilibrio di giudizio,
capacità di penetrazione psicologica, attenzione al contesto generale, la non sempre lineare, ma mai
banale, parabola di una personaggio complesso, sospeso fra due mondi.
Sono queste le qualità che contraddistinguono i contributi scientifici di Francesco Caccamo, spesso
originali, in quanto basati su una base documentaria inesplorata. Nei casi in cui essi riguardano
temi e zone geografiche “marginali”, il loro contributo sarebbe stato reso ancora migliore da una
maggiore attenzione alle questioni generali cui esse rimandano: gli equilibri di potenza e il ruolo
delle questioni nazionali in Europa nel primo dopoguerra.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale
Îproduzione scientifica
La ricerca di Francesco Caccamo è rivolta soprattutto alle relazioni dell’Italia verso i paesi
dell’Europa orientale. La sua opera di maggio rilievo, a mio avviso, è L’Italia e la «Nuova
Europa». Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (19191920) (2000). Il volume nasce dalla tesi di dottorato ed è frutto di una ricerca ampia
basata sui verbali della conferenza e su materiali conservati in vari archivi italiani.
Caccamo offre una panoramica dei lavori della conferenza e considera in questo
quadro le posizioni italiane. Tra le varie questioni affrontate, risulta particolarmente
interessante la politica italiana di contenimento della Jugoslavia e di sostegno al
separatismo croato e montenegrino (temi che verranno ripresi e sviluppati in altri
lavori di Caccamo).
Alla questione del Montenegro, negli anni che precedono la conferenza di Parigi, è
dedicato il volume Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008). Al
centro dell’attenzione è l’unione del Montenegro alla Serbia. Anche in questo caso
l’approccio è di storia diplomatica. I materiali analizzati provengono soprattutto da
archivi italiani, in particolare quello del Ministero degli Affari esteri, e anche
dall’Archivio del Ministero degli Affari esteri francese. Il tema dei rapporti tra Italia e
Montenegro è ripreso da Caccamo in vari altri saggi.
L’attenzione ai Balcani ritorna nella cura, assieme a Stefano Trinchese, del volume Adriatico
contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento
(2008). In questo volume Caccamo scrive il saggio L’Adriatico degli arbëreshë: il
“mare nostro” degli albanesi e degli italiani” sul ruolo della minoranza arbëreshë nella
politica estera italiana verso l’Albania. In saggio, che si concentra sul ruolo del
periodico La nazione albanese, affronta un tema ben poco esplorato dalla storiografia.
Alcuni articoli di Caccamo riguardano la Cecoslovacchia sempre nell’ottica della politica estera
italiana. L’attenzione verso la Cecoslovacchia si concretizza anche nel volume Jiří Pelikán. Un
lungo viaggio nell’arcipelago socialista (2007). Si tratta di una biografia, che permette
a Caccamo di toccare una serie di temi importanti, quali la formazione di un dirigente
comunista negli anni dello stalinismo, la crisi politica del regimi nel ’68, il ruolo di Listy
e poi di Charta 77, l’emigrazione e i difficili rapporti tra emigrati politici, il rapporto
dell’opposizione cecoslovacca con le forze politiche italine e, soprattutto, con il PSI di
Craxi.
L’approccio di storia diplomatica e l’attenzione centrale alla politica italiana portano
Caccamo ad affrontare temi finora poco esplorati nella storiografia, ma costituiscono
anche i limiti del suo lavoro. Le questioni di storia balcanica che Caccamo tocca
potrebbero infatti essere affrontate in modo più complesso considerandole anche in
un’ottica interna alla storia di questi paesi e alle loro diplomazie. Un lavoro nei loro
archivi avrebbe permesso un salto di qualità importante per questi studi.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 3 monografie di cui una tradotta in lingua ceca, la cura in collaborazione di 2
volumi,16 saggi di cui 2 apparsi prima, rispettivamente in una rivista ceca ed in una montenegrina e
di 7 recensioni su riviste di storia.
Il candidato presenta una estesa produzione scientifica che si sviluppa principalmente attorno a due
filoni: i rapporti fra l’Italia e l’Europa da un lato e i paesi dell’Europa Centrale dall’altro, e specifici
problemi e tematiche legati alla storia dei paesi di quest’area. Nel primo caso va segnalata l’ampia
monografia del 2000 su L’Italia e la “Nuova Europa”.Il confronto sull’Europa orientale alla
conferenza di pace di Parigi (1919-1920) ,fondata su fonti d’archivio oltre che sulla più consolidata
bibliografia sull’argomento. Nel secondo caso emergono le due monografie rispettivamente su Il
Montenegro negli anni della prima guerra mondiale del 2008 e sull’itinerario politico del dirigente
comunista e poi esule cecoslovacco Jiri Pelikan apparsa col titolo Jiri Pelikan. Un lungo viaggio
nell’arcipelago socialista del 2007, pubblicata anche in lingua ceca l’anno successivo. Accanto a
queste monografie meritano inoltre attenzione gli studi, sotto forma di articoli su riviste o in opere
collettive, relativi ad aspetti particolari della storia dell’Europa Centrale come quello su L’Adriatico
degli arbereshe: il “mare nostro” albanese e italiano all’interno dell’opera collettiva Adriatico
contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento, curato dallo stesso
Cacciamo oltre che da Stefano Tronchese, e quelli relativi alla storia ceca e montenegrina e alla
posizione dell’Italia verso tali realtà come, ad esempio, il saggio L’Italia nella corrispondenza fra
Masaryk e Benes all’indomani della prima guerra mondiale, apparso in “Clio”, n.3 del 1996. Il
candidato ha inoltre dimostrato nelle sue ricerche un interesse anche verso tematiche relativi a
momenti storici più contemporanei come emerge,fra l’altro, dal suo lavoro su La Biennale del 1977
e il dibattito sul dissenso, apparso in “Nuova Storia Contemporanea”, n. 4 del 2008.
In una analisi comparativa il candidato dimostra di avere una più che buona conoscenza dei
materiali di archivio e delle fonti in lingua originale e di possedere una matura capacità di analisi e
di interpretazione che si è venuta affinando col tempo,qualità che gli hanno permesso di avviare il
proprio lavoro di ricerca su realtà e momenti diversi all’interno della complessa area dell’Europa
Centrale, approdando a risultati degni di attenzione.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO CACCAMO
Studioso dell’area dell’Europa centro-orientale presenta numerosi studi su figure e temi
relativi all’area, su cui la maggioranza dei commissari esprime un generale parere positivo,
con alcuni rilevi relativi al mancato collegamento tra storia specifica e storia generale
dell’area.
Candidato Marco CLEMENTI
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta 7 monografie di cui due completamente estranee per il settore MSTO/O3, 4 curatele e apparati critici, 12 saggi. Gli interessi del candidato sono molteplici ma
identificabili nell’area degli studi sulla Russia e sull’Europa centrale. Buoni i risultati scientifici
raggiunti con le monografie dedicate alla storia della presenza italiana in Russia prima della
rivoluzione (2000) e quelle sul dissenso (2002 e 2007). Originale quella relativa alla determinazione
di una nuova genealogia per l’Europa orientale (2001).
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il candidato presenta studi e ricerche su temi diversi, quelli propriamente legati alla Storia
dell’Europa orientale, dopo una prima monografia dedicata a “Ricchezza e povertà straniera nella
Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al Caucaso (1863-1922)” sono in
particolare dedicati alla “Storia del dissenso sovietico” (2007) e “Il diritto al dissenso. Il progetto
costituzionale di Andrej Sacharov” (Roma, 2002), e ad una storia generale della Cecoslovacchia
“Storia d’Europa del XX secolo. Cecolovacchia”, Milano 2007. Il candidato manifesta una sua
competenza specifica sul tema del “dissenso” in Unione Sovietica.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di San Pietroburgo nel 1998. E’
ricercatore di Storia dell’Europa orientale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della
Calabria. Autore di 5 monografie , 13 articoli, e di 2 curatele
Pubblicazioni scientifiche. La biografia di Sacharov (Il diritto al dissenso. Il progetto
costituzionale di Andrej Sacharov, 2002), e la Storia del dissenso sovietico (2007), che ne
costituisce l’ampliamento e approfondimento, sono i contributi più significativi di Clementi. Per
ricchezza di documentazione la Storia del dissenso sovietico si pone come un punto di riferimento
obbligato per chi voglia occuparsi della materia. Purtroppo, manca in essa qualsiasi tentativo di
giungere a interpretazioni innovative rispetto alla storiografia in materia, o anche solo di
interrogarsi sui limiti del dissenso, ricollegandone momenti e movimenti al quadro politico ,
sociale e culturale dell’epoca.
La capacità di divulgazione di Clementi emerge dalla monografia sulla storia della repubblica
cecoslovacca (Cecoslovacchia, 2007), che si propone come testo di riferimento per non specialisti
e studenti. Anche il resto della eterogenea produzione scientifica di Clementi oscilla fra i due poli
della ricerca specialistica e della divulgazione. Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar
(2000) è lavoro di impianto descrittivo, che ricostruisce la storia delle società benefiche italiane in
Russia utilizzando gli archivi delle stesse associazioni. Per una genealogia dell’Europa orientale,
ovvero la Slavia ortodossa (2001) riprende la questione della cristianizzazione dei popoli slavi
senza introdurre nuove interpretazioni su quanto è stato scritto in materia. Più interessante, in
questo filone di divulgazione di dibattiti storiografici riservati agli specialisti, il saggio “ Mazzini in
Russia” (1996). Poco convincenti le curatele delle Storie di Ucraina e Russia di Kostomarov e
Stalinismo e Grande terrore (2008) , che non tengono conto dell’importante e innovativo dibattito
storiografico che negli anni si è sviluppato sui temi toccati da due volumi.
Nel complesso, la produzione scientifica di Marco Clementi si segnala per la molteplicità degli
interessi, che spaziano oltre la storia dell’Europa orientale, e la capacità di divulgazione , non
sempre sostenute da una buona conoscenza del dibattito storiografico ad essi relativo.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
Clementi è ricercatore di Storia dell’Europa orientale e docente a contratto all’Università della
Calabria. Ha svolto soggiorni di studio in diversi paesi dell’Europa orientale e partecipato a vari
convegni internazionali. I suoi interessi di ricerca comprendono temi molto diversi.
Îproduzione scientifica
Clementi è autore di vari libri. Nel 2007 pubblica i suoi due principali volumi: Cecoslavacchia e
Storia del dissenso. Il primo è un manuale di storia che segue la repubblica cecoslovacca dalla sua
formazione al crollo e alla divisione. Si tratta di un buon testo di riferimento, sufficientemente
semplice e chiaro da essere utile per la didattica. Il secondo volume è una storia del dissenso in
Unione Sovietica dalla metà degli anni ’50 alla perestrojka. Il testo ha il merito di seguire il
fenomeno del dissenso descrivendolo nei tratti essenziali. Clementi si concentra giustamente sulle
vicende di un gruppo di intellettuali. Il dissenso fu però un fatto con confini difficilmente
delineabili, che riguardò in modi diversi ambiti differenti della società sovietica. Non fu un
raggruppamento politico, ma espressione di una società complessa, ma nel libro questa resta
alquanto in ombra. E’ un libro utile, anche se l’approccio non è del tutto convincente. Un testo
precedente, Il diritto al dissenso (2002), dedicato alla figura di Sacharov, ha aperto il filone di
interesse su questi temi.
Di argomento decisamente diverso sono altri studi di Clementi. Nel 2001 pubblica infatti Per una
genealogia dell’Europa orientale, che tratta della cristianizzazione dei popoli slavi fino alla crisi
della Moscovia (IX-XVI secolo), una ricognizione storica senza pretese innovative.
Prima ancora Clementi si occupa della storia di alcune società benefiche italiane in Russia negli
ultimi decenni dell’Impero. Alla base di questo studio vi è una ricerca di archivio sui materiali
prodotti da queste associazioni. Lo studio ha un approccio essenzialmente descrittivo e segue il
punto di vista interno di queste associazioni.
Clementi cura inoltre due volumi, uno riguarda la storiografia ucraina e l’altro sono gli atti di un
convegno. Da segnalare infine il saggio intitolato “Mazzini in Russia”, capitolo di un libro Il
mazzinianesimo nel mondo (1996), dedicato ai rapporti di Mazzini con vari intellettuali russi, in
particolare con Herzen. Altri articoli pubblicati da Clementi sono prevalentemente lavori preparatori
alla sue principali pubblicazioni.
Clementi ha il pregio di interessi molteplici e di una produzione ricca. E’ uno studioso valido, anche
se le sue opere non possono essere ritenute innovative della storiografia.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 5 monografie, 2 curatele di libri e 13 articoli apparsi su riviste o parti di libro.
Il candidato presenta una serie di ricerche e studi diversi tra loro sia per temi che per i periodi storici
presi in esame. Dopo una iniziale attenzione alla storia russa avviata con la pubblicazione
dell’articolo La Società Italiana di Beneficenza di San Pietroburgo (1865-1918) apparsa in “Clio”,
n. 3 del 1994, che ha segnato l’avvio di una più ampia ricerca confluita poi nella monografia del
2000 Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al
Caucaso (1863-1922), seguito da altri due saggi anch’essi legati al tema delle relazioni fra Russia ed
Italia quali Michelangelo Pinto, l’università di Pietroburgo e la lontana unità d’Italia. Il volontario
esilio di un ex rivoluzionario, apparso in “Clio” n. 1 del 1996 e Mazzini e la Russia in Il
mazzinianesimo nel mondo, dove si analizza il rapporto fra Mazzini e i democratici russi e la
pubblicista russa sul politico italiano, cui è seguita poi una monografia del 2001 rivolta ad un tema
generale avente come punto di arrivo la costituzione della Moscovia e il suo rapporto con la
questione religiosa Per una Genealogia dell’Europa Orientale ovvero la Slavia Eterodossa ,
Clementi si è infne dedicato alla storia dell’Unione Sovietica. In quest’ambito una particolare
attenzione è stata dedicata al tema del dissenso come emerge dalle due monografie dedicate
rispettivamente a Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrei Sacharov del 2002 e alla
Storia del dissenso sovietico del 2007 . In ambedue questi lavori il candidato è approdato ad una
documentata ricostruzione delle vicende indagate. Contemporaneamente Clementi si è anche
impegnato in ricerche relative anche all’area centro europea pubblicando sempre nel 2007,
all’interno di una collana dedicata ai diversi paesi europei, una monografia che si propone come
una storia generale della Cecoslovacchia dalla seconda metà dell’800 sino ai tempi nostri col titolo
Cecoslovacchia.
Il candidato dimostra di possedere una buona conoscenza delle lingue e delle fonti relative alle sue
aree di studio e comparativamente appare possedere le capacità per poter continuare una attività di
ricerca nel campo degli studi storici.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU MARCO CLEMENTI
Studiosi di molti e diversi aspetti della storia russa e dell’Europa orientale. La Commissione
ritiene di non rilevare un centro focale prevalente, con conseguenti risultati non sempre
innovativi.
Candidato Fabio GRASSI
Commissario Prof. Antonello BIAGINI
Professore a contratto presso la Yldiz University di Istanbul presenta 3 monografie (1996, 2003,
2008); un testo sulla lingua turca (2008); 23 saggi e articoli. L’interesse del candidato è
sostanzialmente incentrato sulla storia politica, diplomatica e culturale dell’Impero ottomano e della
Turchia come si evince dalla recente biografia su Atatürk che ha riscosso notevole interesse in Italia
e in Turchia (nella versione tradotta in lingua turca cosi come per la monografia L’Italia e la
questione turca…del 1996. L’A. si inserisce a pieno titolo in quel filone di studi che ha finalmente
ricollocato la storia dell’Impero ottomano e della Turchia nella più generale storia dell’Europa.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il candidato presenta un’ampia serie di pubblicazioni, tra cui 4 monografie, dedicate alla storia della
Turchia contemporanea, tra cui spicca la biografia di “Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna”
(Roma, Salerno, 2008). Altri lavori sono rivolti alla lingua e alla cultura turche, ben conosciuti dal
candidato per il suo lungo soggiorno nel Paese. Alcuni saggi sono dedicati ai rapporti tra la Turchia
e l’Italia (“Le battaglie diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919”..) e tra
la Turchia e la Russia (“La strana alleanza:Turchia kemalista e Russia sovietica 1919-1922”). La
competenza linguistica del candidato e la sua ricerca sui nodi dello sviluppo storico della Turchia,
dopo l’Impero ottomano, risultano tuttavia ai confini dell’area di competenza della Storia
dell’Europa orientale.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1994, e al 1998 insegna al Liceo scientifico
statale di Istanbul. Per un anno accademico è stato professore a contratto di Storia della Turchia
contemporanea all’Università di Chieti-Pescara. Autore di 4 monografie (1 tradotta in turco) e 23
articoli.
Pubblicazioni scientifiche. La ricerca di Grassi si è concentrata, sin dalla tesi di dottorato, sulla
storia della Turchia e delle relazioni fra Italia e Turchia. I contributi più importanti sono le due
monografie: L’Italia e la questione turca 1919-23 (1996), pubblicata in Turchia nel 2003, e Atatűrk.
Il fondatore della Turchia moderna (2008). Il primo lavoro è uno studio approfondito, condotto
sulla base della documentazione esistente negli archivi italiani, dell’aspirazione italiana a stabilire
una zona di influenza nella Turchia del primo dopoguerra, e del modo velleitario e incoerente in cui
la diplomazia italiana tentò di tradurla in pratica, sino al fallimento finale. La biografia di Atatűrk,
preparata da alcuni saggi e articoli sulla sua figura, utilizza fonti secondarie, ma offre al lettore
interessanti spunti di riflessione, e si segnala per capacità di sintesi di una figura storica complessa,
e dell’ambiente nel quale si formò. La profonda conoscenza della storia ottomana e turca emerge
anche dalla raccolta di contributi Passeggiate nello spazio politico ottomano (2003), riflessione sul
travagliato passaggio del paese da impero a stato. “Da un altro stretto. L’eco del terremoto di
Messina a Istanbul” (2008) offre l’occasione per trarre da un evento specifico spunti di riflessione
generale sui rapporti fra impero ottomano e Europa all’inizio del XX secolo.
Grassi vanta una produzione storiografica seria. Dopo la tesi di dottorato, i suoi lavori non si
segnalano per originalità di documentazione, anche se in alcuni propongono interpretazioni
innovative. Si ritiene che queste qualità sarebbero state maggiormente evidenziate da una
maggiore collegamento fra i temi trattati a problematiche generali attinenti alla storia dell’Europa
orientale.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum Ha una lunga pratica di ricerca e di insegnamento della lingua italiana in Turchia.
Conosce bene la lingua di questo paese. Ha conseguito il titolo di dottorato in Storia contemporanea
con una tesi su “L’Italia e la questione turca”. Per un anno accademico ha insegnato Storia della
Turchia contemporanea all’Università di Chieti - Pescara. Ha partecipato a convegni internazionali.
Îproduzione scientifica
I suoi lavori principali sono due monografie: L’Italia e la questione turca 1919-1923 (1996) e
Ataturk, Il fondatore della Turchia moderna (2008). La seconda non può essere presa in
considerazione in quanto pubblicata nel settembre 2008, qualche mese dopo la scadenza di termini
per la presentazione delle domande a questo concorso. La prima monografia, che nasce dalla tesi di
dottorato, esamina con attenzione la complessità di interessi in gioco nella determinazione delle
mire espansionistiche italiane in Turchia. Scarsa attenzione è data alla sponda turca di questa
politica. Si tratta di uno studio della diplomazia italiana approfondito e serio, fondato su un ampio
lavoro di archivio. Vari articoli di Grassi preparano o riprendono i temi di questo volume.
La vita e l’azione di Ataturk sono soggetto di alcuni saggi scritti in vista della monografia del 2008:
due articoli comparsi negli Annali dell’Istituto Ugo La Malfa (1989 e 1990-91) e un contributo in
un volume curato da Marco Dogo (2006). Si tratta di studi accurati anche se basati essenzialmente
su fonti secondarie.
Grassi è autore di altri articoli di minore rilevanza. Tra questi è particolarmente interessante Da un
altro stretto (in un volume curato da Giovanna Motta, 2008), un articolo breve ma curioso, basato
su due fonti di archivio appena pubblicate.
Nel complesso ritengo che Fabio Grassi sia studioso serio, ma che la sua produzione scientifica
pubblicata affronti solo marginalmente la Storia dell’Europa orientale.
Commissario Lapo SESTAN
Il candidato presenta 4 monografie, di cui una tradotta in turco, e 23 articoli su riviste e libri.
Il candidato presenta un particolare interesse verso la Turchia vista sia nelle sue dinamiche interne,
come emerge dal saggio del 1988 Sokollu Mehmed Pascià, il Gran Visir di Solimano in “Islam”
anno VII e quello del 1990-91 Il kemalismo: un’esperienza fuori dagli schemi in “Annali
dell’Istituto Ugo La Malfa”, sia nelle sue dinamiche internazionali come emerge dal saggio relativo
alla storia ottomana del 1989 Tentativo cinquecentesco di un canale Volga-Don nel quadro dei
rapporti tra la Russia e l’Impero Ottomano in “Islam” anno VIII e a quello relativo all’età moderna
sempre del 1989 La strana alleanza: Turchia kemalista e Russia Sovietica 1919-1922 in “Annali
dell’Istituto Ugo La Malfa”, lavori dove il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti e
della bibliografia anche in lingua originale. Successivamente Grassi ha spostato la sua attenzione di
ricercatore verso il problema delle relazioni italo-turche nel primo ‘900 come emerge,ad esempio,
dal saggio del 1994 Verso la quinta sponda: la gestione degli affari turchi da parte italiana durante
la prima guerra mondiale in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa” e da quello del 1995 Le battaglie
diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919 sempre in “Annali dell’Istituto
Ugo La Malfa”, dove la ricerca si affida in particolar modo a fonti militari di parte italiana. Si tratta
di lavori di preparazione alla monografia del 1996 dal titolo L’Italia e la questione turca 1919-1923.
Opinione pubblica e politica estera, poi tradotto anche in turco nel 2003. I diversi interessi del
candidato sono stati poi ripresi nella piccola monografia del 2003 Passeggiate nello spazio politico
ottomano che contiene saggi su diversi aspetti della storia turca. L’interesse per la storia turca in età
moderna del candidato è infine approdata nel 2008 nella monografia dedicata al padre della
Turchia contemporanea Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna, dove si fa ampio ricorso alle
fonti di archivio oltre che alla bibliografia più consolidata in lingua turca oltre che occidentale.
Il candidato dimostra di possedere una più che buona conoscenza della lingua turca e delle fonti, sia
occidentali che turche, relative al suo campo di ricerca che è prevalentemente incentrato sulla storia
turca nelle sue diverse fasi storiche e comparativamente mette in luce buone e mature capacità di
analisi e di interpretazione oltre che di sintesi.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU FABIO GRASSI
Studioso della storia turca contemporanea. La Commissione valuta positivamente
competenza linguistica e le sue capacità di sintesi, che non sono approdate ancora
risultato pienamente compiuto. La Commissione rileva, dal punto di vista formale
monografia su Atatürk è stata pubblicata alcuni mesi dopo la scadenza del
concorsuale, pur avendo il candidato presentato una dichiarazione della casa editrice.
Candidato Alberto MASOERO
Commissario prof. Antonello BIAGINI
la sua
ad un
che la
bando
Ricercatore confermato, presenta una monografia (1988), 5 curatele e 25 saggi e articoli scientifici
di cui sei in lingua straniera. La monografia e alcuni saggi riguardano l’approfondimento dei temi
relativi al populismo russo con la ricostruzione del ruolo di alcuni personaggi chiave interpreti di
quella stagione della storia russa. L’altra parte consistente dei suoi studi riguarda invece le vicende
socio-economiche e politiche della Siberia nella seconda meta del XIX secolo dove si riprende e si
approfondisce il tema della “colonizzazione” di quelle terre.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Masoero presenta un’ampia produzione scientifica incentrata sulle vicende storiche della Siberia
nell’evoluzione dell’Impero russo. I suoi primi studi e pubblicazioni sono invece dedicati
prevalentemente al pensiero sociale russo, in particolare ad alcuni esponenti del “populismo russo”,
dalla monografia su “Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (18681918), Milano, Franco Angeli , a “Dal “popolo” alla “folla”. N.K. Michajlovskij tra populismo e
psicologia sociale”, Studi storici, n.2, 1986. Ma è sulla Siberia, in particolare sulle condizioni
economiche e sociali di essa nella seconda metà del XIX secolo, che si incentrano gli interessi più
recenti e definiti di Masoero: “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana”, Rivista storica
italiana, 2003, e “Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia”, Russica Romana,
2008,e“Terre dello zar o Nuova Russia? L’evoluzione del concetto di kolonizacija in epoca tardoimperiale” in Semantiche dell’Impero, 2009.
Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica e di saper affrontare un ampio spettro di
tempi e nodi della storia russa tra ’800 e ’900.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale all’Università di Venezia. Fa parte della
redazione di Cahiers du monde russe. Autore di 1 monografia e 25 articoli (6 su riviste straniere);
ha curato l’edizione di 5 volumi.
Contributi scientifici. Alberto Masoero è allievo di Franco Venturi, del quale ha approfondito e
ampliato con le sue ricerche la categoria di “populismo russo”. L’indirizzo che avrebbero assunto i
suoi successivi studi è evidente nella monografia , pubblicata nel 1988, su Vasilij Voroncov e la
cultura economica del populismo russo (1868-1918), largamente basata su documenti di archivio
inediti, che ha offerto un importante contributo alla conoscenza del maggiore esponente del
“populismo legale russo” e dell’ambiente nel quale operava. I successivi contributi hanno avuto
come filo conduttore la ricostruzione del pensiero di economisti, (Babst, Janžul, Gol’cev ,
Kovalevskij ecc.) per lo più docenti o provenienti dall’Università di Mosca, in disaccordo con la
politica economica del governo, il cui populismo era tuttavia alimentato da motivazioni intellettuali
più che politiche. Masoero ha dedicato particolare attenzione alla definizione del contesto culturale
nel quale operavano, e dei loro contatti fuori della Russia. In questo filone di riflessione si
inseriscono il saggio “La funzione dell’esempio americano in Herzen e Černiševskij” (2000) e
l’articolo “Socialismo russo e frontiera americana”, che segna l’inizio di un nuovo filone di ricerca,
incentrato sull’analisi del ruolo di “frontiera” svolto dalla Siberia nel corso della storia russa, e dai
miti che su di esso si sono creati. “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana” (2003), “Il
regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855-1905)”(2004), “Sull’introduzione della
proprietà agraria in Siberia” (2008) offrono contributi organicamente collegati all’approfondimento
del tema, dai quali emerge l’approfondita conoscenza di una bibliografia di difficile reperimento.
Dedicato un bilancio degli studi sul populismo russo, e al ruolo svolto dal loro fondatore, è il
saggio “Il partigiano e il cosacco. Franco Venturi, Herzen e l’Unione sovietica (1952-1962)”
(2004). In esso vengono ripercorse con sensibilità storica le modificazioni che la categoria di
populismo russo conobbe nell’opera di Franco Venturi, e la loro dipendenza da fattori attinenti alla
biografia personale e politica dello studioso , oltre che ai progressi della ricerca storica.
Alberto Masoero può essere considerato uno dei migliori conoscitori a livello internazionale della
cultura economica russa nei decenni prerivoluzionari, e dei suoi legami con il mondo intellettuale
europeo. I suoi contributi hanno permesso di rivalutare la dimensione e l’eredità intellettuale del
populismo russo , in particolare nell’elaborazione di un autonomo pensiero economico, superando i
limiti di una interpretazione attenta solo ai suoi aspetti politici. Un contributo in questa direzione è
giunto dalla opere sulla Siberia , che hanno allargato l’orizzonte dell’analisi ai nessi fra il pensiero
economico e la realtà.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale, ha svolto vari soggiorni di ricerca all’estero e lavorato
negli archivi di diverse città della Russia. Fa parte della redazione di Cahiers du monde russe. Ha
presentato relazioni in vari colloqui internazionali.
Îproduzione scientifica
Alberto Masoero è studioso del pensiero politico russo. E’ stato allievo di Franco Venturi e si è
occupato anzitutto del populismo russo. La sua produzione scientifica inizia alla metà degli anni
’80. Nel 1988 compare la sua monografia, Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del
populismo russo (1868 – 1918), che ricostruisce il percorso intellettuale del principale esponente dl
“populismo legale”. Al centro del lavoro è la riflessione di Voroncov sull’arretratezza del
capitalismo della Russia e sulle prospettive non capitalistiche del paese. Masoero ragiona
sull’evoluzione del pensiero di Voroncov, ricostruisce le influenze su di lui e le polemiche che
accompagnarono i suoi scritti. La biografia diventa così un ricco specchio della vita culturale russa
negli ultimi decenni dell’Impero. Si tratta di un lavoro puntuale e approfondito condotto su fonti in
buona misura inesplorate.
Masoero pubblica articoli sul populismo sulla Rivista storica italiana e su Studi storici (su
N.K.Michajlovskij).
Nel 1990, assieme a Antonello Venturi, cura il volume Russica, che fornisce il quadro della ricerca
storica sulla Russia in Italia di quegli anni. Nel libro pubblica un saggio su Ivan Kondrat'evič Babst
Si tratta del primo lavoro dedicato a un gruppo di economisti dell’università di Mosca paragonabili
a una versione russa dei “socialisti della cattedra”. L’obiettivo di Masoero è ricostruire le correnti di
pensiero che animarono questi ambienti accademici e analizzarne i loro rapporti intensi con il
mondo intellettuale europeo. Agli accademici moscoviti Masoero dedica una serie di articoli: sulla
Rivista storica italiana (su V.A Gol’cev, I.I.Janzul), in un volume di cui è co-curatore con Manuela
Albertone (1994) e sui Cahiers du Monde russe et soviétique (1995). Si tratta di studi importanti,
complessi (anche per le dimensioni) e coerenti tra loro.
Dal 2000 pubblica un articolo su La funzione dell'esempio americano in Herzen e Černysevskij in
un volume di cui è co-curatore con Antonello Venturi. Nello studio l’attenzione di questi due
pensatori verso gli Stati Uniti si fonda su una lettura della Russia come nuovo mondo. Quest’ottica
interessa particolarmente a Masoero che da alcuni anni ha iniziato a lavorare ad una nuova ricerca a
Mosca, a Tomsk e in altre città della Siberia. La ricerca unisce la riflessione sul pensiero politico ed
economico russo a un campo preciso di analisi: la colonizzazione russa in oriente. Il tema della
Nuova frontiera fa del “modello” americano un punto di riferimento per il caso russo.
Il nuovo interesse di Masoero si traduce nella pubblicazione, nel 2000, dell’articolo Socialismo
russo e frontiera americana. Nel 2003 compare sulla Rivista storica italiana Autorità e territorio
nella colonizzazione siberiana. Si tratta di un ottimo saggio dedicato alle concezioni politiche,
all’analisi della società e alle pratiche amministrative della colonizzazione siberiana. L’anno
seguente, sulla stessa rivista esce un altro saggio su questi temi. Si tratta di un articolo di una
novantina di pagine intitolato Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855 – 1905).
L’articolo continua la ricerca sul colonialismo russo e offre nuove temi di analisi in un’attenzione
comparativa. Nel 2008 Masoero pubblica un saggio che esplora un nuovo tema della
colonizzazione, il titolo è Sull'introduzione della proprietà agraria privata in Siberia.
Nel frattempo Masoero ha pubblicato articoli su altri temi: sulla storiografia, sull’emancipazione
della servitù, sul 1917.
Alberto Masoero, a mio avviso, è il miglior conoscitore in Italia della cultura russa tardo-imperiale.
Ha lavorato sugli scritti di intellettuali politici e economisti russi nelle principali biblioteche del
mondo e in diversi archivi della Russia. Ha ricostruito magistralmente le reti di influenze che legano
l’intelligencija russa al mondo intellettuale di altri paesi. Ha analizzato in questi pensatori i temi
della trasformazione sociale e della rivoluzione, fino a seguire la lettura della colonizzazione
siberiana come parte dello spirito rivoluzionario della Nuova frontiera.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 1 monografia, 4 co-curatele di volumi ed 1curatela di un numero monografico
di rivista, 25 articoli su riviste e libri di cui 6 in lingua straniera.
Il candidato ha come oggetto delle sue ricerche la Russia dell’800 ed in modo particolare il pensiero
politico, sociale ed economico sviluppatosi in quel contesto. Tale interesse emerge già nei suoi
primi studi quali il saggio del 1985 Cultura economica e riformismo sociale nella Russia di fine
secolo. V.P.Voroncov e lo sviluppo del capitalismo apparso in “Rivista storica italiana”,fascicolo II
o quello del 1986 Dal popolo alla folla. N.M.Michajlovskij tra populismo e psicologia sociale ,in
“Studi storici”,n.2. Lavori, questi, che risultano preparatori alla monografia del 1988 dedicata ad
una figura di rilievo nel socialismo russo degli anni ’80 e ’90,soprattutto per il suo lavoro del 1882
Le sorti del capitalismo in Russia, V.P.Voroncov e al suo itinerario intellettuale, monografia che
appare appunto col titolo Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo
(1886-1918). Questo interesse di Masoero per il pensiero economico in Russia nella seconda metà
del XIX secolo è riscontrabile anche in saggi che hanno visto la luce negli anni immediatamente
successivi come quello del 1990 Una concezione capitalistica della modernità: Ivan Kondrat’evic
Babst sullo sviluppo della Russia (1852-1861),in A.Masoero e A.Venturi( a cura di), Russica. Studi
e ricerche sulla Russia contemporanea dedicato ad una figura centrale in questo campo, o quello
dell’anno successivo Stato e iniziativa privata nella cultura russa prerivoluzionaria. Il percorso
intellettuale di I.I.Janzul, in “Rivista storica italiana”,fascicolo I. Col tempo il candidato ha poi
rivolto le sue ricerche all’analisi dei problemi amministrativi, economici e politici relativi ad
un’area di particolare rilievo nella storia russa come la Siberia pubblicando dagli inizi del 2000 una
serie di saggi fra i quali spiccano Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana, apparso nel
2003 in “Rivista storica italiana”, fascicolo II , Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale
russo (1855-1905), apparso sempre in “Rivista storica italiana” ,fascicolo III del 2004 e
Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia, apparso in “Russica Romana”, vol. XIV
del 2007.
Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica, una accurata conoscenza delle fonti e
della bibliografia relativa agli argomenti trattati e comparativamente esprime una maturità di
analisi e di interpretazione che gli consente di affrontare momenti nodali nella storia della Russia
fra ‘800 e ‘900.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU ALBERTO MASOERO
Studioso di storia del pensiero sociale russo e della evoluzione economica e sociale della
Siberia. La Commissione considera convincenti sia la sua capacità di ricerca sia la
conoscenza dei temi storiografici affrontati, che hanno già conseguito risultati rilevanti.
Candidato Francesco PRIVITERA
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta due monografie (1995, 2007), due volumi come coautore, 6
curatele, 33 saggi. La ricerca del candidato si incentra massimamente sulle vicende che hanno
caratterizzato la storia della Jugoslavia nel contesto balcanico sia per quanto attiene alle complesse
vicende della sua formazione “federale” sia nella successiva, drammatica, dissoluzione.
Interessante la monografia relativa alla “transizione” nell’Europa centro-orientale letta attraverso le
ambigue motivazioni di rinnovamento e di conservazione.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il centro degli interessi scientifici di F. Privitera è la storia della Jugoslavia, nel contesto delle
vicende balcaniche. I suoi lavori monografici sono dedicati a ricostruzioni complessive dei Paesi
dell’area (“Jugoslavia”, Milano, Unicopli, 2007) o ai problemi della transizione, dopo il 1989,
nell’insieme dell’Europa orientale (“La transizione continua. L’Europa centro-orientale tra
rinnovamento e conservazione (1989-1994), Ravenna, Longo , 1995). Un’ampia raccolta di saggi è
poi dedicata alle singole vicende dell’ultimo periodo della storia dei Balcani, dopo la fine della
Jugoslavia, dal Kosovo (“La crisi del Kosovo”, Cespi, 1998) con l’attenzione prevalentemente
rivolta alla cronaca dei recenti avvenimenti.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze politiche
dell’Università di Bologna (polo di Forlì). Ha seguito per molti anni la pubblicazione della Guida
ai paesi dell’Europa Centrale, Orientale e Balcanica Da parte dell’Istituto per l’Europa CentroOrientale e Balcanica. E’ membro dell’AAASS e ASN, e ha contribuito all’organizzazione di
convegni di queste associazioni. Ha pubblicato 2 monografie; altre 2 come coautore; 33 articoli; e
ha curato 5 volumi.
Pubblicazioni scientifiche. Francesco Privitera è uno specialista riconosciuto delle transizioni post
comuniste nell’area dei c.d. Balcani occidentali. A partire da La transizione continua (1996)
Privitera è tornato a più riprese a riflettere, in saggi e articoli, sulle delusioni del processo seguito al
crollo dei regimi socialisti e alla scomparsa della Jugoslavia , e sulle tragedie che esso ha generato.
In “Europa e Balcani allo specchio” (2006) ha ribadito la tesi di fondo dei suoi scritti in materia :
per spiegare quanto è accaduto, accanto alle cause endogene, legate alla storia della Jugoslavia,
bisogna indagare anche il ruolo dell’Europa, dell’Unificazione tedesca e di Maastricht, che hanno
creato un precedente normativo per la “audoterminazione” dei popoli. L’assenza di una prospettiva
comparativa toglie potere di convincimento alla tesi: perché solo nella ex Jugoslavia gli effetti sono
stati così nefasti? Legati a una storia meno recente sono gli scritti su “The yugoslav communism
between the world wars” (1999), “6 aprile 1941” (1993) “The role of intelllectuals in Yugoslavia”
(2003).
I due filoni di interesse hanno trovato una sintesi nella monografia Jugoslavia (2006), nella quale i
fattori di lungo periodo che hanno portato alla dissoluzione del 1991 e alle successive guerre sono
analizzati in modo organico e inserite in un testo chiaro, utile alla didattica.
Privitera è sicuramente un buon conoscitore della storia e della realtà contemporanea dei Balcani
occidentali, ma non è ancora giunto all’elaborazione di una interpretazione della storia dei paesi
dell’area che definisca meglio il tema della loro specificità, che ritorna nei suoi scritti senza trovare
approfondimento e interpretazioni innovative.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
Francesco Privitera ha un’intensa attività scientifica che consiste nella partecipazione a convegni
internazionali e nel contributo agli orientamenti e anche all’organizzazione di importanti istituzioni
di ricerca. Di particolare rilevanza è la sua partecipazione ai convegni e alle pubblicazioni di
associazioni scientifiche americane (l’AAASS, l’ASN e dell’Istituto per l’Europa Centro-Orientale
e Balcanica di Bologna di cui da anni è uno dei curatori della pubblicazione annuale). Ha esperienza
di insegnamento anche post-laurea. E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale.
Îproduzione scientifica
La sua pubblicazione di maggior rilievo è la monografia Jugoslavia (2006). E’ una storia di questo
paese, in cui l’attenzione principale è rivolta alle ragioni, anche di lungo periodo, del crollo
istituzionale nel 1991 e delle guerre che hanno accompagnato la nascita degli stati nazionali postjugoslavi. E’ un saggio interpretativo chiaro, un testo utile per la didattica.
Privitera è autore di un altro volume, La Transizione continua (1995), volume di un centinaio di
pagine, riguardante tre paesi. Qui il ragionamento si svolge attorno alla delusione verso un processo
di democratizzazione che pare non decollare. Di un terzo volume, 6 aprile 1941, dedicato
all’occupazione italiana della Jugoslavia, Privitera è coautore (ne ha scritto due capitoli).
E’ stato co-curatore anche di altri volumi (atti di convegni e annuari) e autore di vari articoli minori.
Privitera è un buon conoscitore di storia jugoslava e si è occupato intensamente della storia delle
“transizioni” post-comuniste nei Balcani. E’ da ritenere uno storico serio, anche se ancora non ha
fornito un’opera di ricerca originale su questi paesi.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 2 monografie e altre 2 come coautore, 5 volumi come co-curatore, di cui 2 in
lingua inglese, ed 1 come unico curatore, e 33 saggi su riviste e libri, di cui 9 in lingua straniera.
Al centro dell’attenzione del candidato è l’Europa centro –orientale ed in modo, particolare il
mondo balcanico, con una particolare attenzione alla storia dell’Jugoslavia. Ciò appare già nei suoi
primi studi degli anni ’90, come mette in luce il saggio Un dialogo fra sordi. Riforme istituzionali e
dibattito politico in Jugoslavia alla vigilia della guerra, in Jugoslavia e Balcani: una bomba in
Europa del 1992, studi che si sono intrecciati con riflessioni di carattere più propriamente storico
avente come sfondo le relazioni italo-jugoslave e la posizione del comunismo jugoslavo all’interno
del mondo comunista come si evidenzia rispettivamente nei saggi Italica u Jugoslaviji: od
imperijalnogo sna do poraza, 1941-1943, in Filozofija i Drustvo IV Antifasizam del 1993 e
Socialismo vero e socialismo falso: la lotta dei cominformisti italiani nella Jugoslavia di Tito in
Roma-Belgrado. Gli anni della guerra fredda del 1995. Il tema delle relazioni con l’Italia è anche
oggetto della monografia scritta in collaborazione con Bianchini dal titolo 6 aprile 1941. L’attacco
dell’Italia alla Jugoslavia, edito nel 1993, dove Privitera è autore fra l’altro del secondo capitolo,
L’Italia dal sogno imperiale alla disfatta, basato su fonti dell’Archivio dell’Ufficio Storico dello
Stato Maggiore dell’Esercito. Una sintesi della storia dell’Jugoslavia è per altro oggetto anche di
una monografia edita nel 2006 appunto col titolo Jugoslavia . Un particolare interesse il candidato
mostra poi ai problemi della transizione e delle diverse realtà statuali dopo il 1989 relativamente ai
paesi dell’Europa centro-orientale come indicano la monografia La transizione continua. L’Europa
centro-orientale fra rinnovamento e conservazione (1989-1994) del 1995 e i numerosi saggi
sull’argomento, molti dei quali contenuti nelle guide pubblicate annualmente dal Mulino.
Il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti relative soprattutto alle vicende politiche ed
economiche contemporanee dell’area al centro dei suoi interessi e comparativamente dimostra
maturità ed una buona capacità di sintesi.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO PRIVITERA
Studioso di storia della Jugoslavia e in generale dei Balcani. La Commissione apprezza la sua
conoscenza dei temi affrontati, in particolare dei più recenti avvenimenti rilevando l’assenza
di un vero e proprio approdo originale.
Candidato Roberto VALLE
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta tre monografie, 51 tra saggi e articoli scientifici, recensioni,
curatele. Dal curriculum si evince anche l’attività svolta come pubblicista e come docente di storia
dell’Europa orientale. Il candidato approfondisce – nella prima monografia su Dostoevskij (1990) e
nei saggi dedicati a Tolstoi e agli esponenti dell’intelligencija russa – temi e problemi della cultura
russa tra Otto e Novecento. In altri saggi rivolge la sua attenzione alle questioni balcaniche e
jugoslave con un taglio – particolarmente nella monografia sul "Despotismo bosnese" e "anarchia
perfetta"…, (2003) - di carattere antropologico e di storia del pensiero politico. Ne La Russia e
l’Eurasia…(2008) affronta un tema di attualità relativo ai nuovi equilibri internazionali.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
L’area di riferimento scientifico del candidato è prevalentemente la “cultura russa tra Ottocento e
Novecento”, cui si riferiscono sia la sua monografia su “Dostoevskij politico e suoi interpreti”
(Roma, Archivio Guido Izzi, 1990), sia i suoi numerosi saggi dedicati a questi, a Tolstoj e ai
principali esponenti dell’intelligencija russa (da Berdjaev a Solzenicyn). Va rilevato che 2
monografie sono dedicate ad altri temi di rilievo storico, da “Despotismo bosnese e ’anarchia
perfetta’. Le rivolte in Bosnia e in Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (18311878), Milano, 2003, che rappresenta un’accurata ricerca archivistica, a un panorama su temi di
respiro internazionale “La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game
e del New Great Game”, Roma, 2008). Il candidato, in particolare nelle sue prime tre monografie e
in larga parte della sua produzione saggistica, dimostra competenza e comprensione su nodi decisivi
della storia russa e dell’area balcanica
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum. E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche
dell’Università di Roma la Sapienza. Autore di 3 m0onografie e 45 saggi.
Pubblicazioni scientifiche. Roberto Valle vanta una gran mole di pubblicazioni, quasi totalmente
dedicate alla ricostruzione delle interpretazioni della storia della Russia e dell’Europa orientale
negli ultimi due secoli, e degli effetti nefasti che esso ha esercitato quando esso ha generato
interpretazioni unilaterali di singoli pensatori e tradizioni nazionali, trasformandosi in mitopoietica.
La sua prima monografia, Dostoevskij politico (1990), esprime con efficacia questa visione. Di
Dostoevskij interessa a Valle la natura di pensatore e scrittore di volta in volta rivoluzionario e
reazionario, libertario e pronto a cogliere le miserie umane, e quindi non riconducibile a
interpretazione unilaterale. In questa prospettiva panottica, il testo del libro si traduce in una silloge
delle varie interpretazioni che del Dostoevskij pensatore politico sono state date nel tempo , senza
ambizione alcuna di giungere a una sintesi del suo pensiero. La stessa operazione viene ripetuta
nella seconda monografia di Valle, Despotismo bosnese e anarchia perfetta. Le rivolte in Bosnia e
Erzegovina nelle corrispondenze della Propaganda Fide. 1831-1878 (2003). Gli esiti sono meno
convincenti. Le fonti archivistiche vaticane su cui si basa il lavoro, consentono di definire i tratti
della mitologia cattolica e antimusulmana in Bosnia, non la sua effettiva efficacia e ruolo storico. I
tentativi di ricollegare la “finis Jugoslaviae” a vicende lontane nel tempo e circoscritte sul piano
geografico, sembrano una ripresa artificiosa di tesi popolarizzate, in modo più articolato, da Banac.
Affrettata la monografia La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great
Game e del New Great Game (2008), che sopravvaluta il ruolo del fattore religioso nel determinare
il “Great game”, e soprattutto usa una bibliografia datata e inadeguata a cogliere la complessità dei
problemi.
Il resto dei saggi, articoli e recensioni, tocca temi disparati , legati dal filo conduttore della diversità
della Russia, e dell’Europa orientale in generale, impossibile da cogliere ricorrendo alle categorie
del pensiero politico occidentale. “Voci dal panopticon russo” (2006) è il titolo di un saggio che
sintetizza lo scopo degli scritti di Valle: formare per il lettore un caleidoscopio di idee attraverso
le quali osservare una realtà che sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione definitiva . Il
bersaglio divengono in tal modo i miti che pretendono di proporre una interpretazione generale
della realtà: la russofobia, come il mito dell’Urss, il populismo come il federalismo. I lavori di Valle
possono essere inseriti in una storiografia erudita, anche se in essi manca un confronto con storici
che sostengano idee diverse da quelle dell’autore. L’ approccio storiografico è a tratti post moderno,
per la destrutturazione di categorie storiografiche consolidate, ma anche in questo caso si dovrebbe
osservare che l’obiettivo è perseguito attraverso l’uso di idee sganciate dal loro contesto storico. I
lavori di Valle non mancano di momenti di originalità e interesse, ma spesso sono prive di
sistematicità, e non giungono a sintesi interpretative.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale.
Îproduzione scientifica
Roberto Valle ha una produzione scientifica molto ampia. Presenta al concorso tre monografie e
numerosissimi articoli e contributi a libri. La sua prima monografia, nata dalla tesi di dottorato, è
Dostoevskij politico (1990). Si tratta di una rassegna di interpretazioni dell’opera di Dostoevskij da
parte di intellettuali e politici russi e non russi, Dostoevskij appare come libertario, rivoluzionario,
reazionario nelle diverse letture. Valle non arriva a una conclusione, si limita a constatare questa
presunta adattabilità del pensiero di Dostoevskij a ogni interpretazione.
In Despotismo bosnese (2003) Valle analizza la corrispondenza tra religiosi che stanno in Bosnia e
la Propaganda Fide negli anni delle rivolte. Considera, dal punto di vista dei cattolici, le tensioni
con gli islamici. Si tratta del frutto di un’ampia ricerca di archivio sulla Propaganda Fide. Al centro
del lavoro vi è appunto la Propaganda Fide ben più della Bosnia.
La Russia e l’Eurasia (2008), terza monografia, riguarda l’identità della Russia tra Occidente e
Oriente dopo il 1991. Il testo tocca situazioni diverse, dalla Russia all’Asia centrale, e le collega al
quadro degli equilibri internazionali. E’ uno studio di taglio politologico che non riesce ad entrare
nella complessità delle questioni.
Gli articoli di Valle spaziano su vari temi. Vi sono articoli di preparazione al volume su
Dostoevskij; altri riguardano l’immagine minacciosa della Russia, il populismo, il mito dell’Urss, il
federalismo fallito in Urss e in Jugoslavia.
Valle è uno scrittore indefesso, ma pare inseguire un mondo di idee senza contesti. Segue un
approccio, forse definibile come postmoderno, che prescinde dal dibattito storiografico attuale.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 3 monografie, 45 saggi, di cui 2 su Internet.
Al centro dell’attenzione del candidato è la storia russa fra ‘800 e ‘900 analizzata in modo
particolare dal punto di vista culturale, ma non mancano anche ampie e significative incursioni sia
in campi diversi della storia di questo paese, sia in aree geograficamente diverse. Al principale
interesse appartengono certamente gli scritti dedicati alla figura di Dostoevskij apparsi sotto forma
di articoli nel corso degli anni ’80 ed inizi ’90 fra cui possiamo ricordare La crisi dei valori. Note su
Dostoevskij, Mannheim, Lukacs apparso nel 1982 in “Storia e Politica” , fascicolo II, e Storia e
utopia: Cioran interprete di Dostoevskij, apparso nel 1986 in “Nuovi Studi Politici”, n. 3. Essi
costituiscono la preparazione della monografia che vede la luce nel 1990 col titolo Dostoevskij
politico ed i suoi interpreti (L’esodo dall’occidente) dove si analizza il pensiero dell’autore russo e
si offre una accurata disamina delle interpretazioni cui esso è stato sottoposto da parte di
intellettuali russi ed occidentali. Orientati a questo medesimo interesse sono per altro le numerose
voci dedicate ai principali esponenti della cultura russa contenute nella Enciclopedia del pensiero
politico curata da R.Esposito e C. Galli e pubblicata nel 2000. A questo ambito possiamo anche far
rientrare le ricerche condotte dal Valle sul tema del “giudizio” sulla Russia come emerge, ad
esempio, dai saggi: Spettri della Russia. Astolphe de Custine e l’autocoscienza russa apparso in “De
Cive” , n. 3 del 1997; Donoso Cortes e la Russia: filosofia della storia e diplomazia, apparso in
“Filosofia Politica” , n. 2 del 1999 e “Ombre russe”. Considerazioni su Mazzini, Bakunin e la
russofobia in Dalla Giovane Europa alla Grande Europa, edito nel 2007. Il candidato non ha
mancato, però, di confrontarsi anche con aree e tematiche diverse come emerge sia dalla sua
monografia edita nel 2003 su “Dispotismo bosnese” e “anarchia perfetta”. La rivolta in Bosnia e in
Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (1831-1878) che approda ad una attenta
ricostruzione, su basi archivistiche, di quelle vicende viste in modo particolare nei loro risvolti
interni, sia dal volume edito nel 2008 su La Russia e l‘Eurasia. Gepolitica, iconografia e
istoriosafia del Great Game e del New Great Game dove si analizzano le implicazioni geopolitiche
di quell’area nella fase post-sovietica con ampi riferimenti alle precedenti tensioni ottonovecentesche.
In una prospettiva comparativa il candidato dimostra, nella continuità dei suoi studi, di avere una
buona conoscenza delle fonti relative agli studi intrapresi e di avere raggiunto una maturità di
analisi che gli hanno consentito di avviare ricerche originali e di approdare a risultati meritevoli di
attenzione.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU ROBERTO VALLE
Studioso di storia del pensiero politico russo tra Ottocento e Novecento. Una parte della
Commissione n e apprezza le scelte tematiche, altri commissari mettono in rilievo la fragilità
del suo approccio storiografico.
La seduta è tolta alle ore 15.00 del giorno 10 maggio 2010
Letto, approvato e sottoscritto seduta stante
La Commissione:
1) Presidente Prof. Antonello Folco Biagini
2) Membro Prof. Sergio Bertolissi
3) Membro Prof. Fabio Bettanin
4) Membro Prof. Marco Buttino
5) Segretario Prof. Lapo Sestan
VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE - sede di Pomezia - PER IL SETTORE
SCIENTIFICO - DISCIPLINARE MSTO/03 (Storia dell’Europa Orientale)
II RIUNIONE
Il giorno 14 giugno 2010 alle ore 9,30 presso i locali del Dipartimento di Storia Moderna e
Contemporanea della Sapienza di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice per la discussione
sulle pubblicazioni scientifiche da parte dei candidati della procedura di valutazione comparativa a
n.1 posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche –
sede di Pomezia - per il Settore MSTO/03
Risultano presenti:
1)
2)
3)
4)
5)
Prof. BIAGINI Antonello, Presidente
Prof. BERTOLISSI Sergio, Membro
Prof. BUTTINO Marco, Membro
Prof. BETTANIN Fabio, Membro
Prof. SESTAN Lapo, Segretario
La Commissione dalle 9,30 alle 10,30 elabora le tracce per ogni candidato e tali tracce
vengono inserite in 6 buste separate.
Alle ore 10,30 la Commissione si trasferisce nell’aula B del Dipartimento di Storia
Medievale e si procede quindi all’appello nominale e risultano presenti i seguenti candidati:
1. Dott CACCAMO Francesco
2. Dott. CLEMENTI Marco
3. Dott. MASOERO Alberto
4. Dott. PRIVITERA Francesco
5. Dott. VALLE Roberto
La Commissione identifica i candidati come segue:
Candidato Documento di identificazione Firma per accettazione del calendario-orario delle
prove
CARTA D’IDENTITA’ N.
….. ..
CARTA D’IDENTITA’ N.
................................................................................
………………………………………………
PASSAPORTO N.
…………………………………………………….
CARTA D’IDENTITA’ N
…………………………………………………….
PASSAPORTO N.
……………………………………………………..
La Commissione procede quindi alla scelta di cinque argomenti, tenendo conto che la prova
didattica deve essere relativa ad una area tematica ricompresa nella declaratoria del settore
scientifico-disciplinare a concorso.
I candidati sono invitati a verificare l’integrità delle buste contenti gli argomenti, buste che sono
sigillate e firmate dai Commissari sui lembi di chiusura.
La seduta è pubblica.
Ciascun candidato sarà invitato a sorteggiare al termine della discussione tre dei cinque
argomenti di cui uno sarà oggetto della prova didattica.
Viene quindi dato inizio alla discussione sulle pubblicazioni scientifiche e al sorteggio degli
argomenti per la prova didattica, con l’esito di seguito verbalizzato per ciascun candidato:
Candidato CACCAMO FRANCESCO
a) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti : Cecoslovacchia, Balcani (formazione
dell’Jugoslavia), Montenegro, fonti di storia diplomatica e descrizione delle fonti utilizzate
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla
Primavera di Praga
Candidato CLEMENTI Marco
b) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Slavia cristiana, Balcani, dissenso e
opposizione in Russia, molteplicità delle fonti
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev
Candidato MASOERO ALBERTO
c) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Russia, socialismo e populismo, cultura
accademica, giuridica ed economica, Siberia e caratteri dell’Impero russo
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica
Candidato PRIVITERA FRANCESCO:
d) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Jugoslavia, autogestione, approccio
comparativo, transizione
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa Centro
Orientale fra le due guerre
Candidato VALLE ROBERTO
e) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti:pensiero politico russo, Balcani e
Bosnia, geopolitica, euroasismo, storia dei concetti
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: Da Witte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella
Russia zarista
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del .08/03/2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il
proprio giudizio collegiale.
Candidato CACCAMO Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Bertolissi Sergio: espone in modo chiaro e motivato il proprio percorso scientifico,
incentrato in modo particolare sulla storia ceca e su alcuni paesi dei Balcani. Dichiara di voler
procedere i suoi studi sulla storia ceca, in particolare sulla Primavera di Praga..
- Commissario Bettanin Fabio: espone in modo articolato le ragioni che hanno incanalato la sua
ricerca lingo due filoni storiografici: uno relativo ai Balcani, l’altro alla Cecoslovacchia. Espone un
convincente progetto di ricerca sulla Primavera di Praga...............................................................
- Commissario Biagini Antonello: espone con proprietà le linee fondamentali delle ricerche
effettuate in Italia e all’estero. Buone le prospettive di ricerca.
- Commissario Buttino Marco: nell’esposizione del suo approccio di ricerca risulta confermata
un’impostazione prevalente di storia diplomatica. Non colloca il proprio lavoro nel dibattito
storiografico.
- Commissario Sestan Lapo: espone con chiarezza le proprie ricerche relative in modo particolare
alla storia ceca e balcanica. Convincenti le prospettive di ricerca..
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato espone in modo articolato e chiaro il proprio percorso scientifico e i propri
interessi incentrati sulla storia ceca e balcanica. Un commissario rileva un non compiuto
collegamento tra le ricerche specifiche e la storiografia sull’argomento.
Candidato CLEMENTI Marco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Betolissi Sergio: il candidato sottolinea che il centro focale die propri studi è
l’interesse per gli aspetti religiosi ed ideologici dei paesi dell’Europa Orientale, legati alla “slavia
eterodossa”. Il candidato precisa che attualmente il suo interesse è incentrato alla opposizione
politica allo stalinismo.
-Commissario Bettanin Fabio: il candidato spiega alla Commissione che la diversificazione
dei temi dei suoi lavori è solo apparente, in quanto le antiche radici religiose costituiscono motivo
di unificazione per i popoli slavi. Preannuncia la pubblicazione di due ricerche sulle relazioni fra
Italia e URSS e sull’occupazione italiana in Grecia, a suo dire innovative senza fornire indicazioni
sulla storiografia esistente in materia.
-Commissario Biagini Antonello: il candidato sostiene con fervore i propri molteplici campi
di ricerca pur lasciando indeterminato l’approccio specifico.
-Commissario Buttino Marco: il Clementi colloca la sua ricerca sul dissenso sovietico nel
quadro di una conoscenza più ampia del contesto storico. Indica diversi temi di ricerca delineando
un itinerario complesso, ma non chiaro in tutti suoi punti.
_Commissario Sestan Lapo: il candidato nella sua esposizione conferma la pluralità dei suoi
interessi di ricerca non sempre sostenuti da una precisa indicazione della storiografia esistente in
proposito.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il Candidato conferma la molteplicità dei propri interessi, talvolta non replicando in maniera
sufficientemente problematica alle osservazione dei commissari.
Candidato MASOERO Alberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Bertolissi Sergio: il candidato espone con chiarezza il proprio percorso sui
principali odi della storia russa: società civile, progresso e pensiero politico nella Russia prerivoluzionaria, in particolare sul ruolo del socialismo russo nell’ambito del socialismo europeo.
Precisa,inoltre, il ruolo della Siberia nell’ambito dell’evoluzione dello Stato russo.
-Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute in modo approfondito con la
Commissione dello studio delle idee come strumento di analisi della storia della Russia
imperiale.Dichiara di avere intenzione di continuare lo studio della Siberia come “specchio”
dell’Impero, tema sul quale ha già scritto importanti saggi.
-Commissario Biagini Antonello: espone con sicurezza i frutti della propria pluriennale
ricerca sui temi indicati.
-Commissario Buttino Marco: Masoero espone il proprio percorso di ricerca nel quadro di
una riflessione complessa sulla storiografia e riferisce di un lavoro di archivio estremamente ampio.
Il suo approccio risulta solido e fortemente innovativo.
-Commissario Sestan Lapo: il candidato espone con chiarezza le proprie linee di ricerca
confermando il suo particolare interesse verso lo studio della Siberia all’interno dell’evoluzione
dell’Impero russo.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato dimostra di sostenere in modo convincente e articolato le proprie linee di
ricerca, in particolare la storia delle idee nella Russia dell’800 e il ruolo della Siberia nell’ambito
dello Stato russo.
Candidato PRIVITERA Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Bertolissi Sergio: il candidato ha iniziato i suoi studi iniziando dall’esame
diretto dell’autogestione jugoslava e poi si è allargato allo studio della questione nazione in Russia
ed in Jugoslavia. Ha affrontato inoltre il tema della transizione politica in Europa orientale dopo la
seconda guerra mondiala e dopo il 1989
-Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute della sua interpretazione del crollo della
Jugoslavia che stabilisce un nesso con il coevo processo di integrazione europeo e attribuisce un
ruolo limitato ai fattori endogeni. Pone un programma di ricerca incentrato sullo studio delle
transizione dei paesi dell’area dopo il 1989.
-Commissario Biagini Antonello: dimostra una buona preparazione con interessanti approcci
comparativistici.
-Commissario Buttino Marco: espone un approccio complesso alla ricerca sulla storia e
l’attualità jugoslava. Talvolta però pare sottovalutare la specificità dell’approccio storico.
-Commissario Sestan Lapo: conferma il suo interesse al problema della transizione in
Europa orientale dopo il 1989 mettendo in evidenza una buona conoscenza dell’oggetto delle sue
ricerche.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato dimostra una buona conoscenza della storia dell’Jugoslavia non sempre
sostenuta da una adeguata capacità critica sulle ragioni della disintegrazione del paese e dei suoi
complessi rapporti con l’Europa.
Candidato VALLE Roberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Bertolissi Sergio: conferma il suo prevalente interesse scientifico sul pensiero
politico russo, ma anche sui problemi storici del nazionalismo balcanica. In particolare si è occupato
del tema della “rivoluzione conservatrice” e del tema della “rivolta” nella storia balcanica. Precisa il
legame tra pensiero politico e storia russa indicando lo specifico peso della “cultura” nelle vicende
di quel paese.
-Commissario Bettanin Fabio: discute con la Commissione della sua vasta produzione
storiografica, alla base della quale pone una “semiotica storica”incentrata sul ruolo delle idee. Il
dibattito che segue non porta ad una chiara definizione del rapporto fra queste e la realtà nei diversi
contesti storici toccate dalle opere, e questo resta il nodo irrisolto dei contributi storiografici del
candidato.
-Commissario Biagini Antonello: espone con precisione il proprio percorso di studio e, in
maniera articolata, i contenuti della propria ricerca.
-Commissario Buttino Marco: definisce il proprio approccio alla ricerca come storia dei
concetti e come geopolitica critica. Di fatto descrive un approccio non chiaro e disattento verso lo
storiograifia.
_Commissario Sestan Lapo: il candidato conferma il suo interesse per il pensiero politico
russo e per l’attenzione che esso ha suscitato in quello europeo.In modo articolato espone anche i
contenuti della propria ricerca verso il mondo balcanica.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Riconosce l’ampia produzione presentata dal candidato incentrata sul pensiero politico russo
e su alcuni aspetti della storia balcanica. La Commissione si divide su un punto: alcuni commissari
ritengono che l’analisi compiuta sul pensiero politico russo sia una chiave convincente di lettura
della storia del paese, altri al contrario ritengono che i due momenti rimangano separati nel lavoro
del candidato e che lascino imprecisato il ruolo del pensiero politico e della cultura generale in
Russia.
Il Presidente ricorda ai candidati e ai Membri la data della successiva riunione, dichiara tolta la
seduta alle ore 16.00 e procede alla chiusura del verbale firmato in tutte le sue parti.
Roma, 14.06.201
Letto, approvato e sottoscritto seduta stante
La Commissione:
1) Presidente Prof. BIAGINI Antonello
__________________________________
2) Membro Prof. BERTOLISSI Sergio
__________________________________
3) Membro Prof. BETTANIN Fabio
__________________________________
4) Membro Prof. BUTTINO Marco
__________________________________
5) Segretario Prof. SESTAN Lapo
__________________________________
VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE – sede di Pomezia
PER IL SETTORE SCIENTIFICO – DISCIPLINARE MSTO/03 (Storia dell’Europa
Orientale)
III RIUNIONE
Il giorno 15 giugno 2010 alle ore 11 presso i locali del. Dipartimento di Storia Moderna e
Contemporane (aula Seminari) della Sapienza di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice per
la prova didattica dei candidati della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di
Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche – sede di
Pomezia - per il Settore MSTO/03
Risultano presenti :
1)
2)
3)
4)
5)
Prof. Biagini Antonello Presidente
Prof. Bertolissi Sergio Membro
Prof. Buttino Marco Membro
Prof. Bettanin Fabio Membro
Prof. Sestan Lapo Segretario
Il Presidente, constatato che sono trascorse almeno 24 ore dal sorteggio degli argomenti per
le prove didattiche, invita la Commissione a procedere con i lavori.
Il candidato Caccamo Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Caccamo Francesco
Argomento della prova didattica:
La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla Primavera di Praga.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato .Caccamo Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Antonello Biagini. Espone con proprietà e chiarezza (anche didattica) il tema
prescelto con citazioni storiografiche e con molteplici elementi di carattere storico-politico.
- Commissario Bertolissi Sergio. Espone in modo chiaro ed esauriente il complesso arco di
questioni legate al tema proposto. Manifesta non solo una conoscenza precisa degli avvenimenti e
delle ragioni che le hanno motivati, ma anche della storiografia succedutasi sui diversi momenti
cruciali affrontati.
- Commissario Buttino Marco. La lezione ha un carattere essenzialmente descrittivo,e una
esposizione degli avvenimenti politici cecoslovacchi dal 1948 al 1968. Non presenta tesi
interpretative mentre i riferimenti alla storiografia sono ridotti all’essenziale.
- Commissario Bettanin Fabio. Traccia un quadro nel complesso ampio del tema della lezione anche
se nella sintesi storica si avverte la mancata definizione del ruolo svolto dai legami con l’URSS e
dalla società cecoslovacca in particolare nel corso del cruciale passaggio della Primavera di Praga.
- Commissario Sestan Lapo.Il candidato espone in modo maturo il tema della lezione mettendo in
evidenza una conoscenza approfondita della bibliografia sull’argomento, elementi che gli
permettono di offrire una visione problematica e articolata.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
La Commissione ritiene l’esposizione del candidato chiara e motivata. Alcuni commissari
sottolineano il carattere non problematico dell’esposizione.
Il candidato Clementi Marco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Clementi Marco
Argomento della prova didattica:
L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Clementi Marco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini Antonello. Esposizione convincente e didatticamente valida dell’argomento
oggetto della lezione scelta.
- Commissario Bertolissi Sergio. Definisce il periodo chrusceviano come tipicamente
“contraddittorio”, nonostante le novità presenti nell’epoca dopo la morte di Stalin. La lezione risulta
correttamente espositiva.
- Commissario Buttino Marco. Imposta le lezione esplicitando la tesi e indicando una
periodizzazione congrua. E’ una lezione ben costruita e sufficientemente complessa anche se alcuni
punti risultano meno convincenti.
- Commissario Bettanin Fabio. La lezione coglie alcuni momenti centrali del periodo chrusceviano.
Ne trascura altri in particolare le relazioni internazionali.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato ricostruisce in modo articolato il complesso arco di tempo
che caratterizza gli anni di Chruscev indicando la bibliografia essenziale sull’argomento.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
La Commissione giudica corretta l’esposizione anche se alcuni passaggi non risultano
sufficientemente motivati.
Il candidato Masoero Alberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Masoero Alberto
Argomento della prova didattica:
Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Masoero Alberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini. Antonello. L’argomento della lezione è svolto in modo positivo ed
articolato con riflessioni innovative sul problema della modernizzazione dello Stato russo.
- Commissario Bertolissi Sergio. Lezione problematica e densa di questioni che sollevano quesiti,
ma che rimane una espressione di autonomo e consapevole giudizio del candidato.
- Commissario Buttino Marco. Esplicita le questioni su cui organizzare la lezione e ne indica le tesi.
La lezione risulta originale convincente nelle sue argomentazioni. Evidentemente è il frutto di una
conoscenza profonda e di uno studio critico della storiografia. E’ una lezione affascinante che rivela
quanto Masoero sia un ottimo studioso della società e della cultura russa.
- Commissario Bettanin Fabio. Svolge con efficacia un tema complesso, dimostrando una
approfondita conoscenza della bibliografia in materia e la capacità di formulare ipotesi
interpretative chiare e ben articolate.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo problematico il tema della lezione e
dimostra di conoscere la bibliografia russa e occidentale sull’argomento, e ciò gli permette di
approdare ad un quadro d’insieme articolato.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
L’esposizione del candidato affronta i nodi problematici del tema prescelto con riflessioni sugli
aspetti politici e storiografici.
Il candidato Privitera Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Privitera Francesco
Argomento della prova didattica:
Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa centro-orientale fra le due guerre.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Privitera Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini Antonello. Imposta la prima parte della lezione sulla letteratura relativa
all’argomento prescelto; nella seconda parte espone i temi legati alle problematiche delle
minoranze con riflessioni anche sul secondo dopo guerra.
- Commissario Bertolissi Sergio. Esposizione chiara e informata sul tema, che delinea anche
secondo le interpretazioni storiografiche più recenti.
- Commissario Buttino Marco. La lezione parte dalle tesi di alcuni autori ritenuti classici, punto di
riferimento per gli studi sulle minoranze in Europa orientale nel corso del XX secolo. La questione
delle minoranze è collocata nel quadro della formazione-trasformazione degli Stati. La trattazione
privilegia la minoranza tedesca e non offre spunti più complessi di analisi.
- Commissario Bettanin Fabio. Mostra una buona conoscenza del tema della lezione che espone con
chiarezza pur non approfondendo alcuni punti.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato offre una corretta ricostruzione del tema che privilegia la
questione della minoranza tedesca, indicando la principale bibliografia sull’argomento.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il tema prescelto è affrontato in una prima parte con la citazione di una letteratura anche
nota, nella seconda parte la lezione si allarga oltre i limiti cronologici previsti.
Il candidato Valle Roberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Valle Roberto
Argomento della prova didattica:
Da Vitte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella Russia zarista.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Valle Roberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini Antonello. Espone in maniera articolata il tema prescelto precisando il
concetto di modernizzazione conservatrice correlato ai problemi di carattere internazionale, ai
processi di industrializzazione e alle tendenze rivoluzionarie.
- Commissario Bertolissi Sergio. Conferma la sua visione concettuale della storia russa , delineando
correttamente le figure di Vitte e Stolypin e la loro diversa azione nell’epoca.
- Commissario Buttino Marco. Il tema della lezione è simile a quella di Masoero, riforme e
modernità nell’Impero. La lezione è una descrizione del tema che tiene conto sia delle
trasformazioni sociali e istituzionali interne, sia delle relazioni internazionali della Russia. Non è
chiaro come Valle colloca le proprie argomentazioni rispetto alle interpretazioni note della
questione. La sua esposizione non pare lineare e sufficientemente chiara.
- Commissario Bettanin Fabio. L’esposizione mostra una sufficiente conoscenza del periodo e della
letteratura in materia, anche se non coglie i nodi problematici posti dalle riforme di Vitte e Stolypin.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo articolato il complesso momento storico
vissuto dalla Russia fra ‘800 e ‘900 alla luce del problema della modernizzazione del paese,
offrendo indicazioni sulle fonti e sulla bibliografia sull’argomento.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato conferma la sua visione concettuale della storia russa sollevando il tema della
modernizzazione conservatrice nel periodo indicato. Alcuni commissari ritengono le sue
argomentazioni non sufficientemente articolate e motivate.
Valutazione comparativa finale
La Commissione inizia la discussione collegiale, previa la valutazione comparativa di tutti i
giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati nelle varie sedute.
L’intera Commissione procede alla stesura di un giudizio complessivo per ciascun
candidato, avendo acquisito elementi sufficienti per la procedura valutativa finale.
Candidato: Caccamo Francesco
Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la
maggioranza della Commissione ritiene positivi i risultati raggiunti.
Candidato: Clementi Marco
Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la
Commissione ritiene che il candidato mantenga un vasto arco di temi, senza avere ancora raggiunto
un approdo definito.
Candidato: Masoero Alberto
Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titolo e la lezione didattica, la
Commissione ritiene che il candidato manifesti una piena conoscenza del tema prescelto, sia dal
punto di vista storiografico e che delle fonti.
Candidato: Privitera Francesco
Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il
candidato risulta conoscere in maniera ampia la tematica relativa alla Jugoslavia, non sempre
configurando le grandi tematiche storiche relative.
Candidato: Valle Roberto
Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il
candidato dimostra di prescegliere l’approccio del pensiero politico alla storia russa, con risultati
positivi che alcuni commissari ritengono non sufficientemente fondati dal punto di vista
storiografico.
Il Presidente ricorda che ogni commissario ha la possibilità di indicare positivamente i
nominativi di non più di due candidati ritenuti idonei.
Al termine della valutazione comparativa , la Commissione dichiara a maggioranza dei
componenti (Prof. . Bertolissi Sergio, Biagini Antonello, Sestan Lapo)
- Dott. Caccamo Francesco
- Dott. Valle Roberto
IDONEI per la procedura di valutazione comparativa ad un posto di professore universitario
di ruolo di II fascia per il settore scientifico-disciplinare MSTO/03 (Storia dell’Europa
Orientale) Facoltà di Scienza Politiche – sede di Pomezia - indetta con D.R. 20/06/2008
(Avviso pubblicato sulla G.U. n. 50- IV Serie speciale - del 27/06/2008) .
Candidato Masoero Alberto voti 2
Candidato Clementi Marco voti 1
Candidato Privitera Francesco voti 1
La Commissione, conclusi i lavori e redatti in unica copia i verbali relativi alle riunioni,
approvati e sottoscritti da tutti i Commissari, si appresta ad elaborare la Relazione finale (redatta in
triplice copia) oppure si aggiorna ad una successiva seduta.
Roma, 15/06/2010
Letto, approvato e sottoscritto seduta stante
La Commissione:
Presidente Prof. Antonello Biagini
Membro Prof. Bertolissi Sergio
Membro Prof. Buttino Marco
Membro Prof. Bettanin Fabio
5) Segretario Prof. Sestan Lapo
1)
2)
3)
4)
VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE – Sede di Pomezia
PER IL SETTORE SCIENTIFICO – DISCIPLINARE M-STO/03 (Storia dell’Europa
Orientale)
RELAZIONE FINALE
Al Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi Roma
“La Sapienza”
La Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore
Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di .Scienze Politiche – Sede di Pomezia per il
Settore M-STO/03 bandito dall’Università di Roma “la Sapienza” e composta dai Professori di cui
al Decreto rettorale del 20/06/2008 pubblicato G.U. - IV Serie speciale - n. 50 del 27/06/2008 si è
riunita per adempiere alle funzioni conferitegli nei seguenti giorni:
Seduta preliminare 08/03/2010
I Riunione 12/04/2010 e 10/05/2010
II Riunione 14/06/2010
III Riunione 15/06/2010
Seduta preliminare: designazione del Presidente (Prof. Antonello Biagini ) e del Segretario (Prof.
Lapo Sestan); presa d’atto della normativa concorsuale (Legge 3/07/ 1998, n.210, relativo
regolamento di applicazione DPR 117/2000 e L. 31/2008); dichiarazione di legge sulla inesistenza
di parentela ed affinità entro il IV grado incluso tra i Commissari; fissazione dei criteri di massima e
definizione del calendario dei lavori.
I Riunione: presa d’atto della avvenuta pubblicità dei criteri di massima (Legge 117/2000), lettura
dell’elenco ufficiale dei candidati; dichiarazione di legge sull’inesistenza di parentela ed affinità
entro il IV grado incluso tra i Commissari ed i candidati; presa d’atto delle esclusioni e delle
rinunce eventualmente intervenute; elencazione dei candidati da valutare ai fini della procedura:
identificazione dell’apporto del candidato nei lavori di collaborazione, stesura dei profili curriculari,
del giudizio individuale dei singoli Commissari su ciascun candidato e formulazione dei giudizi
collegiali da parte della Commissione.
II Riunione: presa d’atto delle eventuali rinunce o richieste motivate di spostamento delle prove;
discussione sulle pubblicazioni scientifiche e sorteggio, da parte di ciascun candidato, di tre dei
cinque argomenti, uno dei quali sarà oggetto della prova didattica; giudizio individuale e collegiale
della commissione sulla discussione sulle pubblicazioni scientifiche di ciascun candidato (Allegato
2 giudizi individuali e collegiali)
III Riunione: espletamento della prova didattica, giudizio individuale e collegiale sulla prova
didattica; valutazione complessiva finale (giudizio complessivo) sulla base dei profili curriculari,
delle valutazioni dei titoli scientifici e delle prove (discussione sulle pubblicazioni , prova didattica)
da ciascun candidato sostenute ed indicazione dei candidati ritenuti idonei: (Allegato 3 giudizi
individuali, collegiali e complessivi)
Sono dichiarati idonei a maggioranza il
- Dott. Caccamo Franceco
- Dott. Valle Roberto
Il Presidente incarica il Segretario di trasmettere al Responsabile del procedimento i verbali delle
riunioni e la relazione finale con allegati tutti i giudizi, individuali, collegiali e complessivi
espressi sui singoli candidati nelle varie riunioni in plico chiuso e sigillato, con l’apposizione delle
firme di tutti i Commissari sui lembi di chiusura ed unitamente ad una nota scritta di trasmissione
dei verbali.
Roma, 15/06/2010
Letto, approvato e sottoscritto seduta stante
La Commissione
1) Presidente Prof. Biagini Antonello
2) membro Prof. Bertolissi Sergio
3) membro Prof. Bettanin Fabio
4) membro Prof. Buttino Marco
5) Segretario Prof. Sestan Lapo
Allegato 1
La Commissione procede alla lettura dei singoli giudizi dei commissari sui singoli candidati in
ordine alfabetico:
Francesco CACCAMO
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta tre monografie , 20 saggi (alcuni in lingua straniera), tre curatele.
Nella prima monografia (2000) il candidato affronta, con una accurata ricerca d’archivio (in Italia e
all’estero), temi rilevanti relativi all’assetto dell’Europa centro-orientale dopo la prima guerra
mondiale. La monografia su Jiři Pelikán (2007) – testo poi tradotto e ampliato il lingua ceca (2008)
– affronta uno dei temi significativi della realtà interna (culturale e sociale) dei Paesi socialisti e
l’interesse per l’area ceco-slovacca è confermato anche da altri significativi saggi sull’argomento.
La monografia sul Montenegro (2008) conferma l’interesse per la storia dell’area balcanica già
manifestata con alcuni saggi. Il candidato presenta una compattezza di interessi di studio, si avvale
di una ricerca archivistica e bibliografica di non secondaria importanza con ottimi risultati.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il candidato presenta un’ampia produzione scientifica che, prendendo le mosse da una ricerca legata
alla specializzazione dottorale in Storia delle relazioni internazionali “L’Italia e la Nuova Europa”
(Milano, Trento, Luni editrice, 2000), si è poi orientata in modo più specifico su temi e problemi
legati alla storia dei Paesi dell’Europa orientale. In particolare si segnalano le 2 monografie, su
“Jirji Pelikan. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista”, Venezia, Marsilio, 2007(tradotta in ceco
nel 2008) e “Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale”, Roma, Aracne, 2008, mentre
altri studi si riferiscono a temi e momenti più specifici: “L’Adriatico degli arbereshe: il “mare
nostro” degli albanesi e degli italiani”(2008), e ancora i numerosi studi sulla Cecoslovacchia, tra
cui mi sembrano rilevanti “La Cecoslovacchia da Novotny a Dubcek” e “La costituzione di uno
stato nazionale sulle rovine di un Impero: la Cecoslovacchia”. Il candidato dimostra di aver
individuato un suo ambito preciso di ricerca, i Paesi dell’Europa centrale, sui quali presenta già
numerosi e significativi studi.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: è dottore di ricerca, e, dal 2002, ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Chieti –Pescara. Autore di 3 monografie (1 tradotta
in ceco; curatore di due libri; autore di 16 articoli.
Pubblicazioni scientifiche. I lavori Francesco Caccamo riguardano la storia di due aree
dell’Europa orientale nel XX secolo : i Balcani, e in particolare il Montenegro, e la Cecoslovacchia
nel XX secolo. Su questi temi ha curato la pubblicazione di volumi collettanei.
La sua prima monografia: L’Italia e la “Nuova Europa”. Il confronto sull’Europa orientale alla
Conferenza di pace di Parigi (2000), usa come fonti i verbali della conferenza e documenti
proveniente da vari archivi diplomatici italiani. L’analisi offre un contributo significativo alla
definizione della politica italiana tesa a contrastare la nuova Jugoslavia, anche attraverso il
sostegno alle aspirazioni separatiste di Croazia e Montenegro.
Il tema è stato approfondito nel saggio :”Il sostegno Italiano all’indipendentismo croato” (2004) e
nella monografia Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008), preparata da alcuni
articoli sul tema . Le fonti documentarie provengono, anche in questo caso, dagli archivi
diplomatici italiani, e in parte francesi. Una questione connessa è toccata nel saggio : “L’Adriatico
degli arbëreshë: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani”, incluso nel volume curato da
Caccamo con Stefano Trinchese, Adriatico contemporaneo (2008), nel quale viene ricostruito il
ruolo svolto dalla comunità albanese italiana nella definizione della politica italiana verso l’Albania,
giungendo alla conclusione che esso fu modesto.
I contributi sulla Cecoslovacchia hanno per lo più toccato temi relativi al periodo socialista, e non
riguardano la storia diplomatica. La biografia: Jiŕí Pelikán. Un lungo viaggio nell’arcipelago
socialista (2008), pubblicata anche nella Repubblica ceca, è il contributo più significativo di questa
attività di ricerca. Pelikán ha attraversato da protagonista venti anni di storia cecoslovacca, dal
colpo di stato stalinista del 1948 al 1968, e anche negli anni dell’esilio ha continuato a svolgere un
ruolo di rilievo nel socialismo europeo. Caccamo analizza il tema con equilibrio di giudizio,
capacità di penetrazione psicologica, attenzione al contesto generale, la non sempre lineare, ma mai
banale, parabola di una personaggio complesso, sospeso fra due mondi.
Sono queste le qualità che contraddistinguono i contributi scientifici di Francesco Caccamo, spesso
originali, in quanto basati su una base documentaria inesplorata. Nei casi in cui essi riguardano
temi e zone geografiche “marginali”, il loro contributo sarebbe stato reso ancora migliore da una
maggiore attenzione alle questioni generali cui esse rimandano: gli equilibri di potenza e il ruolo
delle questioni nazionali in Europa nel primo dopoguerra.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale
Îproduzione scientifica
La ricerca di Francesco Caccamo è rivolta soprattutto alle relazioni dell’Italia verso i paesi
dell’Europa orientale. La sua opera di maggio rilievo, a mio avviso, è L’Italia e la «Nuova
Europa». Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (19191920) (2000). Il volume nasce dalla tesi di dottorato ed è frutto di una ricerca ampia
basata sui verbali della conferenza e su materiali conservati in vari archivi italiani.
Caccamo offre una panoramica dei lavori della conferenza e considera in questo
quadro le posizioni italiane. Tra le varie questioni affrontate, risulta particolarmente
interessante la politica italiana di contenimento della Jugoslavia e di sostegno al
separatismo croato e montenegrino (temi che verranno ripresi e sviluppati in altri
lavori di Caccamo).
Alla questione del Montenegro, negli anni che precedono la conferenza di Parigi, è
dedicato il volume Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008). Al
centro dell’attenzione è l’unione del Montenegro alla Serbia. Anche in questo caso
l’approccio è di storia diplomatica. I materiali analizzati provengono soprattutto da
archivi italiani, in particolare quello del Ministero degli Affari esteri, e anche
dall’Archivio del Ministero degli Affari esteri francese. Il tema dei rapporti tra Italia e
Montenegro è ripreso da Caccamo in vari altri saggi.
L’attenzione ai Balcani ritorna nella cura, assieme a Stefano Trinchese, del volume Adriatico
contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento
(2008). In questo volume Caccamo scrive il saggio L’Adriatico degli arbëreshë: il
“mare nostro” degli albanesi e degli italiani” sul ruolo della minoranza arbëreshë nella
politica estera italiana verso l’Albania. In saggio, che si concentra sul ruolo del
periodico La nazione albanese, affronta un tema ben poco esplorato dalla storiografia.
Alcuni articoli di Caccamo riguardano la Cecoslovacchia sempre nell’ottica della politica estera
italiana. L’attenzione verso la Cecoslovacchia si concretizza anche nel volume Jiří Pelikán. Un
lungo viaggio nell’arcipelago socialista (2007). Si tratta di una biografia, che permette
a Caccamo di toccare una serie di temi importanti, quali la formazione di un dirigente
comunista negli anni dello stalinismo, la crisi politica del regimi nel ’68, il ruolo di Listy
e poi di Charta 77, l’emigrazione e i difficili rapporti tra emigrati politici, il rapporto
dell’opposizione cecoslovacca con le forze politiche italine e, soprattutto, con il PSI di
Craxi.
L’approccio di storia diplomatica e l’attenzione centrale alla politica italiana portano
Caccamo ad affrontare temi finora poco esplorati nella storiografia, ma costituiscono
anche i limiti del suo lavoro. Le questioni di storia balcanica che Caccamo tocca
potrebbero infatti essere affrontate in modo più complesso considerandole anche in
un’ottica interna alla storia di questi paesi e alle loro diplomazie. Un lavoro nei loro
archivi avrebbe permesso un salto di qualità importante per questi studi.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 3 monografie di cui una tradotta in lingua ceca, la cura in collaborazione di 2
volumi,16 saggi di cui 2 apparsi prima, rispettivamente in una rivista ceca ed in una montenegrina e
di 7 recensioni su riviste di storia.
Il candidato presenta una estesa produzione scientifica che si sviluppa principalmente attorno a due
filoni: i rapporti fra l’Italia e l’Europa da un lato e i paesi dell’Europa Centrale dall’altro, e specifici
problemi e tematiche legati alla storia dei paesi di quest’area. Nel primo caso va segnalata l’ampia
monografia del 2000 su L’Italia e la “Nuova Europa”.Il confronto sull’Europa orientale alla
conferenza di pace di Parigi (1919-1920) ,fondata su fonti d’archivio oltre che sulla più consolidata
bibliografia sull’argomento. Nel secondo caso emergono le due monografie rispettivamente su Il
Montenegro negli anni della prima guerra mondiale del 2008 e sull’itinerario politico del dirigente
comunista e poi esule cecoslovacco Jiri Pelikan apparsa col titolo Jiri Pelikan. Un lungo viaggio
nell’arcipelago socialista del 2007, pubblicata anche in lingua ceca l’anno successivo. Accanto a
queste monografie meritano inoltre attenzione gli studi, sotto forma di articoli su riviste o in opere
collettive, relativi ad aspetti particolari della storia dell’Europa Centrale come quello su L’Adriatico
degli arbereshe: il “mare nostro” albanese e italiano all’interno dell’opera collettiva Adriatico
contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento, curato dallo stesso
Cacciamo oltre che da Stefano Tronchese, e quelli relativi alla storia ceca e montenegrina e alla
posizione dell’Italia verso tali realtà come, ad esempio, il saggio L’Italia nella corrispondenza fra
Masaryk e Benes all’indomani della prima guerra mondiale, apparso in “Clio”, n.3 del 1996. Il
candidato ha inoltre dimostrato nelle sue ricerche un interesse anche verso tematiche relativi a
momenti storici più contemporanei come emerge,fra l’altro, dal suo lavoro su La Biennale del 1977
e il dibattito sul dissenso, apparso in “Nuova Storia Contemporanea”, n. 4 del 2008.
In una analisi comparativa il candidato dimostra di avere una più che buona conoscenza dei
materiali di archivio e delle fonti in lingua originale e di possedere una matura capacità di analisi e
di interpretazione che si è venuta affinando col tempo,qualità che gli hanno permesso di avviare il
proprio lavoro di ricerca su realtà e momenti diversi all’interno della complessa area dell’Europa
Centrale, approdando a risultati degni di attenzione.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO CACCAMO
Studioso dell’area dell’Europa centro-orientale presenta numerosi studi su figure e temi
relativi all’area, su cui la maggioranza dei commissari esprime un generale parere positivo,
con alcuni rilevi relativi al mancato collegamento tra storia specifica e storia generale
dell’area.
Candidato Marco CLEMENTI
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta 7 monografie di cui due completamente estranee per il settore MSTO/O3, 4 curatele e apparati critici, 12 saggi. Gli interessi del candidato sono molteplici ma
identificabili nell’area degli studi sulla Russia e sull’Europa centrale. Buoni i risultati scientifici
raggiunti con le monografie dedicate alla storia della presenza italiana in Russia prima della
rivoluzione (2000) e quelle sul dissenso (2002 e 2007). Originale quella relativa alla determinazione
di una nuova genealogia per l’Europa orientale (2001).
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il candidato presenta studi e ricerche su temi diversi, quelli propriamente legati alla Storia
dell’Europa orientale, dopo una prima monografia dedicata a “Ricchezza e povertà straniera nella
Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al Caucaso (1863-1922)” sono in
particolare dedicati alla “Storia del dissenso sovietico” (2007) e “Il diritto al dissenso. Il progetto
costituzionale di Andrej Sacharov” (Roma, 2002), e ad una storia generale della Cecoslovacchia
“Storia d’Europa del XX secolo. Cecolovacchia”, Milano 2007. Il candidato manifesta una sua
competenza specifica sul tema del “dissenso” in Unione Sovietica.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di San Pietroburgo nel 1998. E’
ricercatore di Storia dell’Europa orientale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della
Calabria. Autore di 5 monografie , 13 articoli, e di 2 curatele
Pubblicazioni scientifiche. La biografia di Sacharov (Il diritto al dissenso. Il progetto
costituzionale di Andrej Sacharov, 2002), e la Storia del dissenso sovietico (2007), che ne
costituisce l’ampliamento e approfondimento, sono i contributi più significativi di Clementi. Per
ricchezza di documentazione la Storia del dissenso sovietico si pone come un punto di riferimento
obbligato per chi voglia occuparsi della materia. Purtroppo, manca in essa qualsiasi tentativo di
giungere a interpretazioni innovative rispetto alla storiografia in materia, o anche solo di
interrogarsi sui limiti del dissenso, ricollegandone momenti e movimenti al quadro politico ,
sociale e culturale dell’epoca.
La capacità di divulgazione di Clementi emerge dalla monografia sulla storia della repubblica
cecoslovacca (Cecoslovacchia, 2007), che si propone come testo di riferimento per non specialisti
e studenti. Anche il resto della eterogenea produzione scientifica di Clementi oscilla fra i due poli
della ricerca specialistica e della divulgazione. Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar
(2000) è lavoro di impianto descrittivo, che ricostruisce la storia delle società benefiche italiane in
Russia utilizzando gli archivi delle stesse associazioni. Per una genealogia dell’Europa orientale,
ovvero la Slavia ortodossa (2001) riprende la questione della cristianizzazione dei popoli slavi
senza introdurre nuove interpretazioni su quanto è stato scritto in materia. Più interessante, in
questo filone di divulgazione di dibattiti storiografici riservati agli specialisti, il saggio “ Mazzini in
Russia” (1996). Poco convincenti le curatele delle Storie di Ucraina e Russia di Kostomarov e
Stalinismo e Grande terrore (2008) , che non tengono conto dell’importante e innovativo dibattito
storiografico che negli anni si è sviluppato sui temi toccati da due volumi.
Nel complesso, la produzione scientifica di Marco Clementi si segnala per la molteplicità degli
interessi, che spaziano oltre la storia dell’Europa orientale, e la capacità di divulgazione , non
sempre sostenute da una buona conoscenza del dibattito storiografico ad essi relativo.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
Clementi è ricercatore di Storia dell’Europa orientale e docente a contratto all’Università della
Calabria. Ha svolto soggiorni di studio in diversi paesi dell’Europa orientale e partecipato a vari
convegni internazionali. I suoi interessi di ricerca comprendono temi molto diversi.
Îproduzione scientifica
Clementi è autore di vari libri. Nel 2007 pubblica i suoi due principali volumi: Cecoslavacchia e
Storia del dissenso. Il primo è un manuale di storia che segue la repubblica cecoslovacca dalla sua
formazione al crollo e alla divisione. Si tratta di un buon testo di riferimento, sufficientemente
semplice e chiaro da essere utile per la didattica. Il secondo volume è una storia del dissenso in
Unione Sovietica dalla metà degli anni ’50 alla perestrojka. Il testo ha il merito di seguire il
fenomeno del dissenso descrivendolo nei tratti essenziali. Clementi si concentra giustamente sulle
vicende di un gruppo di intellettuali. Il dissenso fu però un fatto con confini difficilmente
delineabili, che riguardò in modi diversi ambiti differenti della società sovietica. Non fu un
raggruppamento politico, ma espressione di una società complessa, ma nel libro questa resta
alquanto in ombra. E’ un libro utile, anche se l’approccio non è del tutto convincente. Un testo
precedente, Il diritto al dissenso (2002), dedicato alla figura di Sacharov, ha aperto il filone di
interesse su questi temi.
Di argomento decisamente diverso sono altri studi di Clementi. Nel 2001 pubblica infatti Per una
genealogia dell’Europa orientale, che tratta della cristianizzazione dei popoli slavi fino alla crisi
della Moscovia (IX-XVI secolo), una ricognizione storica senza pretese innovative.
Prima ancora Clementi si occupa della storia di alcune società benefiche italiane in Russia negli
ultimi decenni dell’Impero. Alla base di questo studio vi è una ricerca di archivio sui materiali
prodotti da queste associazioni. Lo studio ha un approccio essenzialmente descrittivo e segue il
punto di vista interno di queste associazioni.
Clementi cura inoltre due volumi, uno riguarda la storiografia ucraina e l’altro sono gli atti di un
convegno. Da segnalare infine il saggio intitolato “Mazzini in Russia”, capitolo di un libro Il
mazzinianesimo nel mondo (1996), dedicato ai rapporti di Mazzini con vari intellettuali russi, in
particolare con Herzen. Altri articoli pubblicati da Clementi sono prevalentemente lavori preparatori
alla sue principali pubblicazioni.
Clementi ha il pregio di interessi molteplici e di una produzione ricca. E’ uno studioso valido, anche
se le sue opere non possono essere ritenute innovative della storiografia.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 5 monografie, 2 curatele di libri e 13 articoli apparsi su riviste o parti di libro.
Il candidato presenta una serie di ricerche e studi diversi tra loro sia per temi che per i periodi storici
presi in esame. Dopo una iniziale attenzione alla storia russa avviata con la pubblicazione
dell’articolo La Società Italiana di Beneficenza di San Pietroburgo (1865-1918) apparsa in “Clio”,
n. 3 del 1994, che ha segnato l’avvio di una più ampia ricerca confluita poi nella monografia del
2000 Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al
Caucaso (1863-1922), seguito da altri due saggi anch’essi legati al tema delle relazioni fra Russia ed
Italia quali Michelangelo Pinto, l’università di Pietroburgo e la lontana unità d’Italia. Il volontario
esilio di un ex rivoluzionario, apparso in “Clio” n. 1 del 1996 e Mazzini e la Russia in Il
mazzinianesimo nel mondo, dove si analizza il rapporto fra Mazzini e i democratici russi e la
pubblicista russa sul politico italiano, cui è seguita poi una monografia del 2001 rivolta ad un tema
generale avente come punto di arrivo la costituzione della Moscovia e il suo rapporto con la
questione religiosa Per una Genealogia dell’Europa Orientale ovvero la Slavia Eterodossa ,
Clementi si è infne dedicato alla storia dell’Unione Sovietica. In quest’ambito una particolare
attenzione è stata dedicata al tema del dissenso come emerge dalle due monografie dedicate
rispettivamente a Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrei Sacharov del 2002 e alla
Storia del dissenso sovietico del 2007 . In ambedue questi lavori il candidato è approdato ad una
documentata ricostruzione delle vicende indagate. Contemporaneamente Clementi si è anche
impegnato in ricerche relative anche all’area centro europea pubblicando sempre nel 2007,
all’interno di una collana dedicata ai diversi paesi europei, una monografia che si propone come
una storia generale della Cecoslovacchia dalla seconda metà dell’800 sino ai tempi nostri col titolo
Cecoslovacchia.
Il candidato dimostra di possedere una buona conoscenza delle lingue e delle fonti relative alle sue
aree di studio e comparativamente appare possedere le capacità per poter continuare una attività di
ricerca nel campo degli studi storici.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU MARCO CLEMENTI
Studiosi di molti e diversi aspetti della storia russa e dell’Europa orientale. La Commissione
ritiene di non rilevare un centro focale prevalente, con conseguenti risultati non sempre
innovativi.
Candidato Fabio GRASSI
Commissario Prof. Antonello BIAGINI
Professore a contratto presso la Yldiz University di Istanbul presenta 3 monografie (1996, 2003,
2008); un testo sulla lingua turca (2008); 23 saggi e articoli. L’interesse del candidato è
sostanzialmente incentrato sulla storia politica, diplomatica e culturale dell’Impero ottomano e della
Turchia come si evince dalla recente biografia su Atatürk che ha riscosso notevole interesse in Italia
e in Turchia (nella versione tradotta in lingua turca cosi come per la monografia L’Italia e la
questione turca…del 1996. L’A. si inserisce a pieno titolo in quel filone di studi che ha finalmente
ricollocato la storia dell’Impero ottomano e della Turchia nella più generale storia dell’Europa.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il candidato presenta un’ampia serie di pubblicazioni, tra cui 4 monografie, dedicate alla storia della
Turchia contemporanea, tra cui spicca la biografia di “Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna”
(Roma, Salerno, 2008). Altri lavori sono rivolti alla lingua e alla cultura turche, ben conosciuti dal
candidato per il suo lungo soggiorno nel Paese. Alcuni saggi sono dedicati ai rapporti tra la Turchia
e l’Italia (“Le battaglie diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919”..) e tra
la Turchia e la Russia (“La strana alleanza:Turchia kemalista e Russia sovietica 1919-1922”). La
competenza linguistica del candidato e la sua ricerca sui nodi dello sviluppo storico della Turchia,
dopo l’Impero ottomano, risultano tuttavia ai confini dell’area di competenza della Storia
dell’Europa orientale.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1994, e al 1998 insegna al Liceo scientifico
statale di Istanbul. Per un anno accademico è stato professore a contratto di Storia della Turchia
contemporanea all’Università di Chieti-Pescara. Autore di 4 monografie (1 tradotta in turco) e 23
articoli.
Pubblicazioni scientifiche. La ricerca di Grassi si è concentrata, sin dalla tesi di dottorato, sulla
storia della Turchia e delle relazioni fra Italia e Turchia. I contributi più importanti sono le due
monografie: L’Italia e la questione turca 1919-23 (1996), pubblicata in Turchia nel 2003, e Atatűrk.
Il fondatore della Turchia moderna (2008). Il primo lavoro è uno studio approfondito, condotto
sulla base della documentazione esistente negli archivi italiani, dell’aspirazione italiana a stabilire
una zona di influenza nella Turchia del primo dopoguerra, e del modo velleitario e incoerente in cui
la diplomazia italiana tentò di tradurla in pratica, sino al fallimento finale. La biografia di Atatűrk,
preparata da alcuni saggi e articoli sulla sua figura, utilizza fonti secondarie, ma offre al lettore
interessanti spunti di riflessione, e si segnala per capacità di sintesi di una figura storica complessa,
e dell’ambiente nel quale si formò. La profonda conoscenza della storia ottomana e turca emerge
anche dalla raccolta di contributi Passeggiate nello spazio politico ottomano (2003), riflessione sul
travagliato passaggio del paese da impero a stato. “Da un altro stretto. L’eco del terremoto di
Messina a Istanbul” (2008) offre l’occasione per trarre da un evento specifico spunti di riflessione
generale sui rapporti fra impero ottomano e Europa all’inizio del XX secolo.
Grassi vanta una produzione storiografica seria. Dopo la tesi di dottorato, i suoi lavori non si
segnalano per originalità di documentazione, anche se in alcuni propongono interpretazioni
innovative. Si ritiene che queste qualità sarebbero state maggiormente evidenziate da una
maggiore collegamento fra i temi trattati a problematiche generali attinenti alla storia dell’Europa
orientale.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum Ha una lunga pratica di ricerca e di insegnamento della lingua italiana in Turchia.
Conosce bene la lingua di questo paese. Ha conseguito il titolo di dottorato in Storia contemporanea
con una tesi su “L’Italia e la questione turca”. Per un anno accademico ha insegnato Storia della
Turchia contemporanea all’Università di Chieti - Pescara. Ha partecipato a convegni internazionali.
Îproduzione scientifica
I suoi lavori principali sono due monografie: L’Italia e la questione turca 1919-1923 (1996) e
Ataturk, Il fondatore della Turchia moderna (2008). La seconda non può essere presa in
considerazione in quanto pubblicata nel settembre 2008, qualche mese dopo la scadenza di termini
per la presentazione delle domande a questo concorso. La prima monografia, che nasce dalla tesi di
dottorato, esamina con attenzione la complessità di interessi in gioco nella determinazione delle
mire espansionistiche italiane in Turchia. Scarsa attenzione è data alla sponda turca di questa
politica. Si tratta di uno studio della diplomazia italiana approfondito e serio, fondato su un ampio
lavoro di archivio. Vari articoli di Grassi preparano o riprendono i temi di questo volume.
La vita e l’azione di Ataturk sono soggetto di alcuni saggi scritti in vista della monografia del 2008:
due articoli comparsi negli Annali dell’Istituto Ugo La Malfa (1989 e 1990-91) e un contributo in
un volume curato da Marco Dogo (2006). Si tratta di studi accurati anche se basati essenzialmente
su fonti secondarie.
Grassi è autore di altri articoli di minore rilevanza. Tra questi è particolarmente interessante Da un
altro stretto (in un volume curato da Giovanna Motta, 2008), un articolo breve ma curioso, basato
su due fonti di archivio appena pubblicate.
Nel complesso ritengo che Fabio Grassi sia studioso serio, ma che la sua produzione scientifica
pubblicata affronti solo marginalmente la Storia dell’Europa orientale.
Commissario Lapo SESTAN
Il candidato presenta 4 monografie, di cui una tradotta in turco, e 23 articoli su riviste e libri.
Il candidato presenta un particolare interesse verso la Turchia vista sia nelle sue dinamiche interne,
come emerge dal saggio del 1988 Sokollu Mehmed Pascià, il Gran Visir di Solimano in “Islam”
anno VII e quello del 1990-91 Il kemalismo: un’esperienza fuori dagli schemi in “Annali
dell’Istituto Ugo La Malfa”, sia nelle sue dinamiche internazionali come emerge dal saggio relativo
alla storia ottomana del 1989 Tentativo cinquecentesco di un canale Volga-Don nel quadro dei
rapporti tra la Russia e l’Impero Ottomano in “Islam” anno VIII e a quello relativo all’età moderna
sempre del 1989 La strana alleanza: Turchia kemalista e Russia Sovietica 1919-1922 in “Annali
dell’Istituto Ugo La Malfa”, lavori dove il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti e
della bibliografia anche in lingua originale. Successivamente Grassi ha spostato la sua attenzione di
ricercatore verso il problema delle relazioni italo-turche nel primo ‘900 come emerge,ad esempio,
dal saggio del 1994 Verso la quinta sponda: la gestione degli affari turchi da parte italiana durante
la prima guerra mondiale in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa” e da quello del 1995 Le battaglie
diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919 sempre in “Annali dell’Istituto
Ugo La Malfa”, dove la ricerca si affida in particolar modo a fonti militari di parte italiana. Si tratta
di lavori di preparazione alla monografia del 1996 dal titolo L’Italia e la questione turca 1919-1923.
Opinione pubblica e politica estera, poi tradotto anche in turco nel 2003. I diversi interessi del
candidato sono stati poi ripresi nella piccola monografia del 2003 Passeggiate nello spazio politico
ottomano che contiene saggi su diversi aspetti della storia turca. L’interesse per la storia turca in età
moderna del candidato è infine approdata nel 2008 nella monografia dedicata al padre della
Turchia contemporanea Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna, dove si fa ampio ricorso alle
fonti di archivio oltre che alla bibliografia più consolidata in lingua turca oltre che occidentale.
Il candidato dimostra di possedere una più che buona conoscenza della lingua turca e delle fonti, sia
occidentali che turche, relative al suo campo di ricerca che è prevalentemente incentrato sulla storia
turca nelle sue diverse fasi storiche e comparativamente mette in luce buone e mature capacità di
analisi e di interpretazione oltre che di sintesi.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU FABIO GRASSI
Studioso della storia turca contemporanea. La Commissione valuta positivamente
competenza linguistica e le sue capacità di sintesi, che non sono approdate ancora
risultato pienamente compiuto. La Commissione rileva, dal punto di vista formale
monografia su Atatürk è stata pubblicata alcuni mesi dopo la scadenza del
concorsuale, pur avendo il candidato presentato una dichiarazione della casa editrice.
la sua
ad un
che la
bando
Candidato Alberto MASOERO
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato, presenta una monografia (1988), 5 curatele e 25 saggi e articoli scientifici
di cui sei in lingua straniera. La monografia e alcuni saggi riguardano l’approfondimento dei temi
relativi al populismo russo con la ricostruzione del ruolo di alcuni personaggi chiave interpreti di
quella stagione della storia russa. L’altra parte consistente dei suoi studi riguarda invece le vicende
socio-economiche e politiche della Siberia nella seconda meta del XIX secolo dove si riprende e si
approfondisce il tema della “colonizzazione” di quelle terre.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Masoero presenta un’ampia produzione scientifica incentrata sulle vicende storiche della Siberia
nell’evoluzione dell’Impero russo. I suoi primi studi e pubblicazioni sono invece dedicati
prevalentemente al pensiero sociale russo, in particolare ad alcuni esponenti del “populismo russo”,
dalla monografia su “Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (18681918), Milano, Franco Angeli , a “Dal “popolo” alla “folla”. N.K. Michajlovskij tra populismo e
psicologia sociale”, Studi storici, n.2, 1986. Ma è sulla Siberia, in particolare sulle condizioni
economiche e sociali di essa nella seconda metà del XIX secolo, che si incentrano gli interessi più
recenti e definiti di Masoero: “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana”, Rivista storica
italiana, 2003, e “Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia”, Russica Romana,
2008,e“Terre dello zar o Nuova Russia? L’evoluzione del concetto di kolonizacija in epoca tardoimperiale” in Semantiche dell’Impero, 2009.
Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica e di saper affrontare un ampio spettro di
tempi e nodi della storia russa tra ’800 e ’900.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale all’Università di Venezia. Fa parte della
redazione di Cahiers du monde russe. Autore di 1 monografia e 25 articoli (6 su riviste straniere);
ha curato l’edizione di 5 volumi.
Contributi scientifici. Alberto Masoero è allievo di Franco Venturi, del quale ha approfondito e
ampliato con le sue ricerche la categoria di “populismo russo”. L’indirizzo che avrebbero assunto i
suoi successivi studi è evidente nella monografia , pubblicata nel 1988, su Vasilij Voroncov e la
cultura economica del populismo russo (1868-1918), largamente basata su documenti di archivio
inediti, che ha offerto un importante contributo alla conoscenza del maggiore esponente del
“populismo legale russo” e dell’ambiente nel quale operava. I successivi contributi hanno avuto
come filo conduttore la ricostruzione del pensiero di economisti, (Babst, Janžul, Gol’cev ,
Kovalevskij ecc.) per lo più docenti o provenienti dall’Università di Mosca, in disaccordo con la
politica economica del governo, il cui populismo era tuttavia alimentato da motivazioni intellettuali
più che politiche. Masoero ha dedicato particolare attenzione alla definizione del contesto culturale
nel quale operavano, e dei loro contatti fuori della Russia. In questo filone di riflessione si
inseriscono il saggio “La funzione dell’esempio americano in Herzen e Černiševskij” (2000) e
l’articolo “Socialismo russo e frontiera americana”, che segna l’inizio di un nuovo filone di ricerca,
incentrato sull’analisi del ruolo di “frontiera” svolto dalla Siberia nel corso della storia russa, e dai
miti che su di esso si sono creati. “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana” (2003), “Il
regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855-1905)”(2004), “Sull’introduzione della
proprietà agraria in Siberia” (2008) offrono contributi organicamente collegati all’approfondimento
del tema, dai quali emerge l’approfondita conoscenza di una bibliografia di difficile reperimento.
Dedicato un bilancio degli studi sul populismo russo, e al ruolo svolto dal loro fondatore, è il
saggio “Il partigiano e il cosacco. Franco Venturi, Herzen e l’Unione sovietica (1952-1962)”
(2004). In esso vengono ripercorse con sensibilità storica le modificazioni che la categoria di
populismo russo conobbe nell’opera di Franco Venturi, e la loro dipendenza da fattori attinenti alla
biografia personale e politica dello studioso , oltre che ai progressi della ricerca storica.
Alberto Masoero può essere considerato uno dei migliori conoscitori a livello internazionale della
cultura economica russa nei decenni prerivoluzionari, e dei suoi legami con il mondo intellettuale
europeo. I suoi contributi hanno permesso di rivalutare la dimensione e l’eredità intellettuale del
populismo russo , in particolare nell’elaborazione di un autonomo pensiero economico, superando i
limiti di una interpretazione attenta solo ai suoi aspetti politici. Un contributo in questa direzione è
giunto dalla opere sulla Siberia , che hanno allargato l’orizzonte dell’analisi ai nessi fra il pensiero
economico e la realtà.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale, ha svolto vari soggiorni di ricerca all’estero e lavorato
negli archivi di diverse città della Russia. Fa parte della redazione di Cahiers du monde russe. Ha
presentato relazioni in vari colloqui internazionali.
Îproduzione scientifica
Alberto Masoero è studioso del pensiero politico russo. E’ stato allievo di Franco Venturi e si è
occupato anzitutto del populismo russo. La sua produzione scientifica inizia alla metà degli anni
’80. Nel 1988 compare la sua monografia, Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del
populismo russo (1868 – 1918), che ricostruisce il percorso intellettuale del principale esponente dl
“populismo legale”. Al centro del lavoro è la riflessione di Voroncov sull’arretratezza del
capitalismo della Russia e sulle prospettive non capitalistiche del paese. Masoero ragiona
sull’evoluzione del pensiero di Voroncov, ricostruisce le influenze su di lui e le polemiche che
accompagnarono i suoi scritti. La biografia diventa così un ricco specchio della vita culturale russa
negli ultimi decenni dell’Impero. Si tratta di un lavoro puntuale e approfondito condotto su fonti in
buona misura inesplorate.
Masoero pubblica articoli sul populismo sulla Rivista storica italiana e su Studi storici (su
N.K.Michajlovskij).
Nel 1990, assieme a Antonello Venturi, cura il volume Russica, che fornisce il quadro della ricerca
storica sulla Russia in Italia di quegli anni. Nel libro pubblica un saggio su Ivan Kondrat'evič Babst
Si tratta del primo lavoro dedicato a un gruppo di economisti dell’università di Mosca paragonabili
a una versione russa dei “socialisti della cattedra”. L’obiettivo di Masoero è ricostruire le correnti di
pensiero che animarono questi ambienti accademici e analizzarne i loro rapporti intensi con il
mondo intellettuale europeo. Agli accademici moscoviti Masoero dedica una serie di articoli: sulla
Rivista storica italiana (su V.A Gol’cev, I.I.Janzul), in un volume di cui è co-curatore con Manuela
Albertone (1994) e sui Cahiers du Monde russe et soviétique (1995). Si tratta di studi importanti,
complessi (anche per le dimensioni) e coerenti tra loro.
Dal 2000 pubblica un articolo su La funzione dell'esempio americano in Herzen e Černysevskij in
un volume di cui è co-curatore con Antonello Venturi. Nello studio l’attenzione di questi due
pensatori verso gli Stati Uniti si fonda su una lettura della Russia come nuovo mondo. Quest’ottica
interessa particolarmente a Masoero che da alcuni anni ha iniziato a lavorare ad una nuova ricerca a
Mosca, a Tomsk e in altre città della Siberia. La ricerca unisce la riflessione sul pensiero politico ed
economico russo a un campo preciso di analisi: la colonizzazione russa in oriente. Il tema della
Nuova frontiera fa del “modello” americano un punto di riferimento per il caso russo.
Il nuovo interesse di Masoero si traduce nella pubblicazione, nel 2000, dell’articolo Socialismo
russo e frontiera americana. Nel 2003 compare sulla Rivista storica italiana Autorità e territorio
nella colonizzazione siberiana. Si tratta di un ottimo saggio dedicato alle concezioni politiche,
all’analisi della società e alle pratiche amministrative della colonizzazione siberiana. L’anno
seguente, sulla stessa rivista esce un altro saggio su questi temi. Si tratta di un articolo di una
novantina di pagine intitolato Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855 – 1905).
L’articolo continua la ricerca sul colonialismo russo e offre nuove temi di analisi in un’attenzione
comparativa. Nel 2008 Masoero pubblica un saggio che esplora un nuovo tema della
colonizzazione, il titolo è Sull'introduzione della proprietà agraria privata in Siberia.
Nel frattempo Masoero ha pubblicato articoli su altri temi: sulla storiografia, sull’emancipazione
della servitù, sul 1917.
Alberto Masoero, a mio avviso, è il miglior conoscitore in Italia della cultura russa tardo-imperiale.
Ha lavorato sugli scritti di intellettuali politici e economisti russi nelle principali biblioteche del
mondo e in diversi archivi della Russia. Ha ricostruito magistralmente le reti di influenze che legano
l’intelligencija russa al mondo intellettuale di altri paesi. Ha analizzato in questi pensatori i temi
della trasformazione sociale e della rivoluzione, fino a seguire la lettura della colonizzazione
siberiana come parte dello spirito rivoluzionario della Nuova frontiera.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 1 monografia, 4 co-curatele di volumi ed 1curatela di un numero monografico
di rivista, 25 articoli su riviste e libri di cui 6 in lingua straniera.
Il candidato ha come oggetto delle sue ricerche la Russia dell’800 ed in modo particolare il pensiero
politico, sociale ed economico sviluppatosi in quel contesto. Tale interesse emerge già nei suoi
primi studi quali il saggio del 1985 Cultura economica e riformismo sociale nella Russia di fine
secolo. V.P.Voroncov e lo sviluppo del capitalismo apparso in “Rivista storica italiana”,fascicolo II
o quello del 1986 Dal popolo alla folla. N.M.Michajlovskij tra populismo e psicologia sociale ,in
“Studi storici”,n.2. Lavori, questi, che risultano preparatori alla monografia del 1988 dedicata ad
una figura di rilievo nel socialismo russo degli anni ’80 e ’90,soprattutto per il suo lavoro del 1882
Le sorti del capitalismo in Russia, V.P.Voroncov e al suo itinerario intellettuale, monografia che
appare appunto col titolo Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo
(1886-1918). Questo interesse di Masoero per il pensiero economico in Russia nella seconda metà
del XIX secolo è riscontrabile anche in saggi che hanno visto la luce negli anni immediatamente
successivi come quello del 1990 Una concezione capitalistica della modernità: Ivan Kondrat’evic
Babst sullo sviluppo della Russia (1852-1861),in A.Masoero e A.Venturi( a cura di), Russica. Studi
e ricerche sulla Russia contemporanea dedicato ad una figura centrale in questo campo, o quello
dell’anno successivo Stato e iniziativa privata nella cultura russa prerivoluzionaria. Il percorso
intellettuale di I.I.Janzul, in “Rivista storica italiana”,fascicolo I. Col tempo il candidato ha poi
rivolto le sue ricerche all’analisi dei problemi amministrativi, economici e politici relativi ad
un’area di particolare rilievo nella storia russa come la Siberia pubblicando dagli inizi del 2000 una
serie di saggi fra i quali spiccano Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana, apparso nel
2003 in “Rivista storica italiana”, fascicolo II , Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale
russo (1855-1905), apparso sempre in “Rivista storica italiana” ,fascicolo III del 2004 e
Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia, apparso in “Russica Romana”, vol. XIV
del 2007.
Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica, una accurata conoscenza delle fonti e
della bibliografia relativa agli argomenti trattati e comparativamente esprime una maturità di
analisi e di interpretazione che gli consente di affrontare momenti nodali nella storia della Russia
fra ‘800 e ‘900.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU ALBERTO MASOERO
Studioso di storia del pensiero sociale russo e della evoluzione economica e sociale della
Siberia. La Commissione considera convincenti sia la sua capacità di ricerca sia la
conoscenza dei temi storiografici affrontati, che hanno già conseguito risultati rilevanti.
Candidato Francesco PRIVITERA
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta due monografie (1995, 2007), due volumi come coautore, 6
curatele, 33 saggi. La ricerca del candidato si incentra massimamente sulle vicende che hanno
caratterizzato la storia della Jugoslavia nel contesto balcanico sia per quanto attiene alle complesse
vicende della sua formazione “federale” sia nella successiva, drammatica, dissoluzione.
Interessante la monografia relativa alla “transizione” nell’Europa centro-orientale letta attraverso le
ambigue motivazioni di rinnovamento e di conservazione.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
Il centro degli interessi scientifici di F. Privitera è la storia della Jugoslavia, nel contesto delle
vicende balcaniche. I suoi lavori monografici sono dedicati a ricostruzioni complessive dei Paesi
dell’area (“Jugoslavia”, Milano, Unicopli, 2007) o ai problemi della transizione, dopo il 1989,
nell’insieme dell’Europa orientale (“La transizione continua. L’Europa centro-orientale tra
rinnovamento e conservazione (1989-1994), Ravenna, Longo , 1995). Un’ampia raccolta di saggi è
poi dedicata alle singole vicende dell’ultimo periodo della storia dei Balcani, dopo la fine della
Jugoslavia, dal Kosovo (“La crisi del Kosovo”, Cespi, 1998) con l’attenzione prevalentemente
rivolta alla cronaca dei recenti avvenimenti.
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze politiche
dell’Università di Bologna (polo di Forlì). Ha seguito per molti anni la pubblicazione della Guida
ai paesi dell’Europa Centrale, Orientale e Balcanica Da parte dell’Istituto per l’Europa CentroOrientale e Balcanica. E’ membro dell’AAASS e ASN, e ha contribuito all’organizzazione di
convegni di queste associazioni. Ha pubblicato 2 monografie; altre 2 come coautore; 33 articoli; e
ha curato 5 volumi.
Pubblicazioni scientifiche. Francesco Privitera è uno specialista riconosciuto delle transizioni post
comuniste nell’area dei c.d. Balcani occidentali. A partire da La transizione continua (1996)
Privitera è tornato a più riprese a riflettere, in saggi e articoli, sulle delusioni del processo seguito al
crollo dei regimi socialisti e alla scomparsa della Jugoslavia , e sulle tragedie che esso ha generato.
In “Europa e Balcani allo specchio” (2006) ha ribadito la tesi di fondo dei suoi scritti in materia :
per spiegare quanto è accaduto, accanto alle cause endogene, legate alla storia della Jugoslavia,
bisogna indagare anche il ruolo dell’Europa, dell’Unificazione tedesca e di Maastricht, che hanno
creato un precedente normativo per la “audoterminazione” dei popoli. L’assenza di una prospettiva
comparativa toglie potere di convincimento alla tesi: perché solo nella ex Jugoslavia gli effetti sono
stati così nefasti? Legati a una storia meno recente sono gli scritti su “The yugoslav communism
between the world wars” (1999), “6 aprile 1941” (1993) “The role of intelllectuals in Yugoslavia”
(2003).
I due filoni di interesse hanno trovato una sintesi nella monografia Jugoslavia (2006), nella quale i
fattori di lungo periodo che hanno portato alla dissoluzione del 1991 e alle successive guerre sono
analizzati in modo organico e inserite in un testo chiaro, utile alla didattica.
Privitera è sicuramente un buon conoscitore della storia e della realtà contemporanea dei Balcani
occidentali, ma non è ancora giunto all’elaborazione di una interpretazione della storia dei paesi
dell’area che definisca meglio il tema della loro specificità, che ritorna nei suoi scritti senza trovare
approfondimento e interpretazioni innovative.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
Francesco Privitera ha un’intensa attività scientifica che consiste nella partecipazione a convegni
internazionali e nel contributo agli orientamenti e anche all’organizzazione di importanti istituzioni
di ricerca. Di particolare rilevanza è la sua partecipazione ai convegni e alle pubblicazioni di
associazioni scientifiche americane (l’AAASS, l’ASN e dell’Istituto per l’Europa Centro-Orientale
e Balcanica di Bologna di cui da anni è uno dei curatori della pubblicazione annuale). Ha esperienza
di insegnamento anche post-laurea. E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale.
Îproduzione scientifica
La sua pubblicazione di maggior rilievo è la monografia Jugoslavia (2006). E’ una storia di questo
paese, in cui l’attenzione principale è rivolta alle ragioni, anche di lungo periodo, del crollo
istituzionale nel 1991 e delle guerre che hanno accompagnato la nascita degli stati nazionali postjugoslavi. E’ un saggio interpretativo chiaro, un testo utile per la didattica.
Privitera è autore di un altro volume, La Transizione continua (1995), volume di un centinaio di
pagine, riguardante tre paesi. Qui il ragionamento si svolge attorno alla delusione verso un processo
di democratizzazione che pare non decollare. Di un terzo volume, 6 aprile 1941, dedicato
all’occupazione italiana della Jugoslavia, Privitera è coautore (ne ha scritto due capitoli).
E’ stato co-curatore anche di altri volumi (atti di convegni e annuari) e autore di vari articoli minori.
Privitera è un buon conoscitore di storia jugoslava e si è occupato intensamente della storia delle
“transizioni” post-comuniste nei Balcani. E’ da ritenere uno storico serio, anche se ancora non ha
fornito un’opera di ricerca originale su questi paesi.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 2 monografie e altre 2 come coautore, 5 volumi come co-curatore, di cui 2 in
lingua inglese, ed 1 come unico curatore, e 33 saggi su riviste e libri, di cui 9 in lingua straniera.
Al centro dell’attenzione del candidato è l’Europa centro –orientale ed in modo, particolare il
mondo balcanico, con una particolare attenzione alla storia dell’Jugoslavia. Ciò appare già nei suoi
primi studi degli anni ’90, come mette in luce il saggio Un dialogo fra sordi. Riforme istituzionali e
dibattito politico in Jugoslavia alla vigilia della guerra, in Jugoslavia e Balcani: una bomba in
Europa del 1992, studi che si sono intrecciati con riflessioni di carattere più propriamente storico
avente come sfondo le relazioni italo-jugoslave e la posizione del comunismo jugoslavo all’interno
del mondo comunista come si evidenzia rispettivamente nei saggi Italica u Jugoslaviji: od
imperijalnogo sna do poraza, 1941-1943, in Filozofija i Drustvo IV Antifasizam del 1993 e
Socialismo vero e socialismo falso: la lotta dei cominformisti italiani nella Jugoslavia di Tito in
Roma-Belgrado. Gli anni della guerra fredda del 1995. Il tema delle relazioni con l’Italia è anche
oggetto della monografia scritta in collaborazione con Bianchini dal titolo 6 aprile 1941. L’attacco
dell’Italia alla Jugoslavia, edito nel 1993, dove Privitera è autore fra l’altro del secondo capitolo,
L’Italia dal sogno imperiale alla disfatta, basato su fonti dell’Archivio dell’Ufficio Storico dello
Stato Maggiore dell’Esercito. Una sintesi della storia dell’Jugoslavia è per altro oggetto anche di
una monografia edita nel 2006 appunto col titolo Jugoslavia . Un particolare interesse il candidato
mostra poi ai problemi della transizione e delle diverse realtà statuali dopo il 1989 relativamente ai
paesi dell’Europa centro-orientale come indicano la monografia La transizione continua. L’Europa
centro-orientale fra rinnovamento e conservazione (1989-1994) del 1995 e i numerosi saggi
sull’argomento, molti dei quali contenuti nelle guide pubblicate annualmente dal Mulino.
Il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti relative soprattutto alle vicende politiche ed
economiche contemporanee dell’area al centro dei suoi interessi e comparativamente dimostra
maturità ed una buona capacità di sintesi.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO PRIVITERA
Studioso di storia della Jugoslavia e in generale dei Balcani. La Commissione apprezza la sua
conoscenza dei temi affrontati, in particolare dei più recenti avvenimenti rilevando l’assenza
di un vero e proprio approdo originale.
Candidato Roberto VALLE
Commissario prof. Antonello BIAGINI
Ricercatore confermato presenta tre monografie, 51 tra saggi e articoli scientifici, recensioni,
curatele. Dal curriculum si evince anche l’attività svolta come pubblicista e come docente di storia
dell’Europa orientale. Il candidato approfondisce – nella prima monografia su Dostoevskij (1990) e
nei saggi dedicati a Tolstoi e agli esponenti dell’intelligencija russa – temi e problemi della cultura
russa tra Otto e Novecento. In altri saggi rivolge la sua attenzione alle questioni balcaniche e
jugoslave con un taglio – particolarmente nella monografia sul "Despotismo bosnese" e "anarchia
perfetta"…, (2003) - di carattere antropologico e di storia del pensiero politico. Ne La Russia e
l’Eurasia…(2008) affronta un tema di attualità relativo ai nuovi equilibri internazionali.
Commissario prof. Sergio BERTOLISSI
L’area di riferimento scientifico del candidato è prevalentemente la “cultura russa tra Ottocento e
Novecento”, cui si riferiscono sia la sua monografia su “Dostoevskij politico e suoi interpreti”
(Roma, Archivio Guido Izzi, 1990), sia i suoi numerosi saggi dedicati a questi, a Tolstoj e ai
principali esponenti dell’intelligencija russa (da Berdjaev a Solzenicyn). Va rilevato che 2
monografie sono dedicate ad altri temi di rilievo storico, da “Despotismo bosnese e ’anarchia
perfetta’. Le rivolte in Bosnia e in Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (18311878), Milano, 2003, che rappresenta un’accurata ricerca archivistica, a un panorama su temi di
respiro internazionale “La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game
e del New Great Game”, Roma, 2008). Il candidato, in particolare nelle sue prime tre monografie e
in larga parte della sua produzione saggistica, dimostra competenza e comprensione su nodi decisivi
della storia russa e dell’area balcanica
Commissario prof. Fabio BETTANIN
Curriculum. E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche
dell’Università di Roma la Sapienza. Autore di 3 m0onografie e 45 saggi.
Pubblicazioni scientifiche. Roberto Valle vanta una gran mole di pubblicazioni, quasi totalmente
dedicate alla ricostruzione delle interpretazioni della storia della Russia e dell’Europa orientale
negli ultimi due secoli, e degli effetti nefasti che esso ha esercitato quando esso ha generato
interpretazioni unilaterali di singoli pensatori e tradizioni nazionali, trasformandosi in mitopoietica.
La sua prima monografia, Dostoevskij politico (1990), esprime con efficacia questa visione. Di
Dostoevskij interessa a Valle la natura di pensatore e scrittore di volta in volta rivoluzionario e
reazionario, libertario e pronto a cogliere le miserie umane, e quindi non riconducibile a
interpretazione unilaterale. In questa prospettiva panottica, il testo del libro si traduce in una silloge
delle varie interpretazioni che del Dostoevskij pensatore politico sono state date nel tempo , senza
ambizione alcuna di giungere a una sintesi del suo pensiero. La stessa operazione viene ripetuta
nella seconda monografia di Valle, Despotismo bosnese e anarchia perfetta. Le rivolte in Bosnia e
Erzegovina nelle corrispondenze della Propaganda Fide. 1831-1878 (2003). Gli esiti sono meno
convincenti. Le fonti archivistiche vaticane su cui si basa il lavoro, consentono di definire i tratti
della mitologia cattolica e antimusulmana in Bosnia, non la sua effettiva efficacia e ruolo storico. I
tentativi di ricollegare la “finis Jugoslaviae” a vicende lontane nel tempo e circoscritte sul piano
geografico, sembrano una ripresa artificiosa di tesi popolarizzate, in modo più articolato, da Banac.
Affrettata la monografia La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great
Game e del New Great Game (2008), che sopravvaluta il ruolo del fattore religioso nel determinare
il “Great game”, e soprattutto usa una bibliografia datata e inadeguata a cogliere la complessità dei
problemi.
Il resto dei saggi, articoli e recensioni, tocca temi disparati , legati dal filo conduttore della diversità
della Russia, e dell’Europa orientale in generale, impossibile da cogliere ricorrendo alle categorie
del pensiero politico occidentale. “Voci dal panopticon russo” (2006) è il titolo di un saggio che
sintetizza lo scopo degli scritti di Valle: formare per il lettore un caleidoscopio di idee attraverso
le quali osservare una realtà che sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione definitiva . Il
bersaglio divengono in tal modo i miti che pretendono di proporre una interpretazione generale
della realtà: la russofobia, come il mito dell’Urss, il populismo come il federalismo. I lavori di Valle
possono essere inseriti in una storiografia erudita, anche se in essi manca un confronto con storici
che sostengano idee diverse da quelle dell’autore. L’ approccio storiografico è a tratti post moderno,
per la destrutturazione di categorie storiografiche consolidate, ma anche in questo caso si dovrebbe
osservare che l’obiettivo è perseguito attraverso l’uso di idee sganciate dal loro contesto storico. I
lavori di Valle non mancano di momenti di originalità e interesse, ma spesso sono prive di
sistematicità, e non giungono a sintesi interpretative.
Commissario prof. Marco BUTTINO
Îcurriculum
E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale.
Îproduzione scientifica
Roberto Valle ha una produzione scientifica molto ampia. Presenta al concorso tre monografie e
numerosissimi articoli e contributi a libri. La sua prima monografia, nata dalla tesi di dottorato, è
Dostoevskij politico (1990). Si tratta di una rassegna di interpretazioni dell’opera di Dostoevskij da
parte di intellettuali e politici russi e non russi, Dostoevskij appare come libertario, rivoluzionario,
reazionario nelle diverse letture. Valle non arriva a una conclusione, si limita a constatare questa
presunta adattabilità del pensiero di Dostoevskij a ogni interpretazione.
In Despotismo bosnese (2003) Valle analizza la corrispondenza tra religiosi che stanno in Bosnia e
la Propaganda Fide negli anni delle rivolte. Considera, dal punto di vista dei cattolici, le tensioni
con gli islamici. Si tratta del frutto di un’ampia ricerca di archivio sulla Propaganda Fide. Al centro
del lavoro vi è appunto la Propaganda Fide ben più della Bosnia.
La Russia e l’Eurasia (2008), terza monografia, riguarda l’identità della Russia tra Occidente e
Oriente dopo il 1991. Il testo tocca situazioni diverse, dalla Russia all’Asia centrale, e le collega al
quadro degli equilibri internazionali. E’ uno studio di taglio politologico che non riesce ad entrare
nella complessità delle questioni.
Gli articoli di Valle spaziano su vari temi. Vi sono articoli di preparazione al volume su
Dostoevskij; altri riguardano l’immagine minacciosa della Russia, il populismo, il mito dell’Urss, il
federalismo fallito in Urss e in Jugoslavia.
Valle è uno scrittore indefesso, ma pare inseguire un mondo di idee senza contesti. Segue un
approccio, forse definibile come postmoderno, che prescinde dal dibattito storiografico attuale.
Commissario prof. Lapo SESTAN
Il candidato presenta 3 monografie, 45 saggi, di cui 2 su Internet.
Al centro dell’attenzione del candidato è la storia russa fra ‘800 e ‘900 analizzata in modo
particolare dal punto di vista culturale, ma non mancano anche ampie e significative incursioni sia
in campi diversi della storia di questo paese, sia in aree geograficamente diverse. Al principale
interesse appartengono certamente gli scritti dedicati alla figura di Dostoevskij apparsi sotto forma
di articoli nel corso degli anni ’80 ed inizi ’90 fra cui possiamo ricordare La crisi dei valori. Note su
Dostoevskij, Mannheim, Lukacs apparso nel 1982 in “Storia e Politica” , fascicolo II, e Storia e
utopia: Cioran interprete di Dostoevskij, apparso nel 1986 in “Nuovi Studi Politici”, n. 3. Essi
costituiscono la preparazione della monografia che vede la luce nel 1990 col titolo Dostoevskij
politico ed i suoi interpreti (L’esodo dall’occidente) dove si analizza il pensiero dell’autore russo e
si offre una accurata disamina delle interpretazioni cui esso è stato sottoposto da parte di
intellettuali russi ed occidentali. Orientati a questo medesimo interesse sono per altro le numerose
voci dedicate ai principali esponenti della cultura russa contenute nella Enciclopedia del pensiero
politico curata da R.Esposito e C. Galli e pubblicata nel 2000. A questo ambito possiamo anche far
rientrare le ricerche condotte dal Valle sul tema del “giudizio” sulla Russia come emerge, ad
esempio, dai saggi: Spettri della Russia. Astolphe de Custine e l’autocoscienza russa apparso in “De
Cive” , n. 3 del 1997; Donoso Cortes e la Russia: filosofia della storia e diplomazia, apparso in
“Filosofia Politica” , n. 2 del 1999 e “Ombre russe”. Considerazioni su Mazzini, Bakunin e la
russofobia in Dalla Giovane Europa alla Grande Europa, edito nel 2007. Il candidato non ha
mancato, però, di confrontarsi anche con aree e tematiche diverse come emerge sia dalla sua
monografia edita nel 2003 su “Dispotismo bosnese” e “anarchia perfetta”. La rivolta in Bosnia e in
Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (1831-1878) che approda ad una attenta
ricostruzione, su basi archivistiche, di quelle vicende viste in modo particolare nei loro risvolti
interni, sia dal volume edito nel 2008 su La Russia e l‘Eurasia. Gepolitica, iconografia e
istoriosafia del Great Game e del New Great Game dove si analizzano le implicazioni geopolitiche
di quell’area nella fase post-sovietica con ampi riferimenti alle precedenti tensioni ottonovecentesche.
In una prospettiva comparativa il candidato dimostra, nella continuità dei suoi studi, di avere una
buona conoscenza delle fonti relative agli studi intrapresi e di avere raggiunto una maturità di
analisi che gli hanno consentito di avviare ricerche originali e di approdare a risultati meritevoli di
attenzione.
GIUDIZIO COLLEGIALE SU ROBERTO VALLE
Studioso di storia del pensiero politico russo tra Ottocento e Novecento. Una parte della
Commissione n e apprezza le scelte tematiche, altri commissari mettono in rilievo la fragilità
del suo approccio storiografico.
Allegato 2
Candidato CACCAMO FRANCESCO
f) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti : Cecoslovacchia, Balcani (formazione
dell’Jugoslavia), Montenegro, fonti di storia diplomatica e descrizione delle fonti utilizzate
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla
Primavera di Praga
Candidato CLEMENTI Marco
g) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Slavia cristiana, Balcani, dissenso e
opposizione in Russia, molteplicità delle fonti
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev
Candidato MASOERO ALBERTO
h) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Russia, socialismo e populismo, cultura
accademica, giuridica ed economica, Siberia e caratteri dell’Impero russo
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica
Candidato PRIVITERA FRANCESCO:
i) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Jugoslavia, autogestione, approccio
comparativo, transizione
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa Centro
Orientale fra le due guerre
Candidato VALLE ROBERTO
j) discussione sulle pubblicazioni scientifiche
La Commissione discute con il candidato gli argomenti:pensiero politico russo, Balcani e
Bosnia, geopolitica, euroasismo, storia dei concetti
b) sorteggio argomenti della prova didattica
Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove
estratte il candidato sceglie la seguente: Da Witte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella
Russia zarista
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del .08/03/2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il
proprio giudizio collegiale.
Candidato CACCAMO Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Bertolissi Sergio: espone in modo chiaro e motivato il proprio percorso scientifico,
incentrato in modo particolare sulla storia ceca e su alcuni paesi dei Balcani. Dichiara di voler
procedere i suoi studi sulla storia ceca, in particolare sulla Primavera di Praga..
- Commissario Bettanin Fabio: espone in modo articolato le ragioni che hanno incanalato la sua
ricerca lingo due filoni storiografici: uno relativo ai Balcani, l’altro alla Cecoslovacchia. Espone un
convincente progetto di ricerca sulla Primavera di Praga...............................................................
- Commissario Biagini Antonello: espone con proprietà le linee fondamentali delle ricerche
effettuate in Italia e all’estero. Buone le prospettive di ricerca.
- Commissario Buttino Marco: nell’esposizione del suo approccio di ricerca risulta confermata
un’impostazione prevalente di storia diplomatica. Non colloca il proprio lavoro nel dibattito
storiografico.
- Commissario Sestan Lapo: espone con chiarezza le proprie ricerche relative in modo particolare
alla storia ceca e balcanica. Convincenti le prospettive di ricerca..
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato espone in modo articolato e chiaro il proprio percorso scientifico e i propri
interessi incentrati sulla storia ceca e balcanica. Un commissario rileva un non compiuto
collegamento tra le ricerche specifiche e la storiografia sull’argomento.
Candidato CLEMENTI Marco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Betolissi Sergio: il candidato sottolinea che il centro focale die propri studi è
l’interesse per gli aspetti religiosi ed ideologici dei paesi dell’Europa Orientale, legati alla “slavia
eterodossa”. Il candidato precisa che attualmente il suo interesse è incentrato alla opposizione
politica allo stalinismo.
-Commissario Bettanin Fabio: il candidato spiega alla Commissione che la diversificazione
dei temi dei suoi lavori è solo apparente, in quanto le antiche radici religiose costituiscono motivo
di unificazione per i popoli slavi. Preannuncia la pubblicazione di due ricerche sulle relazioni fra
Italia e URSS e sull’occupazione italiana in Grecia, a suo dire innovative senza fornire indicazioni
sulla storiografia esistente in materia.
-Commissario Biagini Antonello: il candidato sostiene con fervore i propri molteplici campi
di ricerca pur lasciando indeterminato l’approccio specifico.
-Commissario Buttino Marco: il Clementi colloca la sua ricerca sul dissenso sovietico nel
quadro di una conoscenza più ampia del contesto storico. Indica diversi temi di ricerca delineando
un itinerario complesso, ma non chiaro in tutti suoi punti.
_Commissario Sestan Lapo: il candidato nella sua esposizione conferma la pluralità dei suoi
interessi di ricerca non sempre sostenuti da una precisa indicazione della storiografia esistente in
proposito.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il Candidato conferma la molteplicità dei propri interessi, talvolta non replicando in maniera
sufficientemente problematica alle osservazione dei commissari.
Candidato MASOERO Alberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Bertolissi Sergio: il candidato espone con chiarezza il proprio percorso sui
principali odi della storia russa: società civile, progresso e pensiero politico nella Russia prerivoluzionaria, in particolare sul ruolo del socialismo russo nell’ambito del socialismo europeo.
Precisa,inoltre, il ruolo della Siberia nell’ambito dell’evoluzione dello Stato russo.
-Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute in modo approfondito con la
Commissione dello studio delle idee come strumento di analisi della storia della Russia
imperiale.Dichiara di avere intenzione di continuare lo studio della Siberia come “specchio”
dell’Impero, tema sul quale ha già scritto importanti saggi.
-Commissario Biagini Antonello: espone con sicurezza i frutti della propria pluriennale
ricerca sui temi indicati.
-Commissario Buttino Marco: Masoero espone il proprio percorso di ricerca nel quadro di
una riflessione complessa sulla storiografia e riferisce di un lavoro di archivio estremamente ampio.
Il suo approccio risulta solido e fortemente innovativo.
-Commissario Sestan Lapo: il candidato espone con chiarezza le proprie linee di ricerca
confermando il suo particolare interesse verso lo studio della Siberia all’interno dell’evoluzione
dell’Impero russo.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato dimostra di sostenere in modo convincente e articolato le proprie linee di
ricerca, in particolare la storia delle idee nella Russia dell’800 e il ruolo della Siberia nell’ambito
dello Stato russo.
Candidato PRIVITERA Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Bertolissi Sergio: il candidato ha iniziato i suoi studi iniziando dall’esame
diretto dell’autogestione jugoslava e poi si è allargato allo studio della questione nazione in Russia
ed in Jugoslavia. Ha affrontato inoltre il tema della transizione politica in Europa orientale dopo la
seconda guerra mondiala e dopo il 1989
-Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute della sua interpretazione del crollo della
Jugoslavia che stabilisce un nesso con il coevo processo di integrazione europeo e attribuisce un
ruolo limitato ai fattori endogeni. Pone un programma di ricerca incentrato sullo studio delle
transizione dei paesi dell’area dopo il 1989.
-Commissario Biagini Antonello: dimostra una buona preparazione con interessanti approcci
comparativistici.
-Commissario Buttino Marco: espone un approccio complesso alla ricerca sulla storia e
l’attualità jugoslava. Talvolta però pare sottovalutare la specificità dell’approccio storico.
-Commissario Sestan Lapo: conferma il suo interesse al problema della transizione in
Europa orientale dopo il 1989 mettendo in evidenza una buona conoscenza dell’oggetto delle sue
ricerche.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato dimostra una buona conoscenza della storia dell’Jugoslavia non sempre
sostenuta da una adeguata capacità critica sulle ragioni della disintegrazione del paese e dei suoi
complessi rapporti con l’Europa.
Candidato VALLE Roberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario
-Commissario Bertolissi Sergio: conferma il suo prevalente interesse scientifico sul pensiero
politico russo, ma anche sui problemi storici del nazionalismo balcanica. In particolare si è occupato
del tema della “rivoluzione conservatrice” e del tema della “rivolta” nella storia balcanica. Precisa il
legame tra pensiero politico e storia russa indicando lo specifico peso della “cultura” nelle vicende
di quel paese.
-Commissario Bettanin Fabio: discute con la Commissione della sua vasta produzione
storiografica, alla base della quale pone una “semiotica storica”incentrata sul ruolo delle idee. Il
dibattito che segue non porta ad una chiara definizione del rapporto fra queste e la realtà nei diversi
contesti storici toccate dalle opere, e questo resta il nodo irrisolto dei contributi storiografici del
candidato.
-Commissario Biagini Antonello: espone con precisione il proprio percorso di studio e, in
maniera articolata, i contenuti della propria ricerca.
-Commissario Buttino Marco: definisce il proprio approccio alla ricerca come storia dei
concetti e come geopolitica critica. Di fatto descrive un approccio non chiaro e disattento verso lo
storiograifia.
_Commissario Sestan Lapo: il candidato conferma il suo interesse per il pensiero politico
russo e per l’attenzione che esso ha suscitato in quello europeo.In modo articolato espone anche i
contenuti della propria ricerca verso il mondo balcanica.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Riconosce l’ampia produzione presentata dal candidato incentrata sul pensiero politico russo
e su alcuni aspetti della storia balcanica. La Commissione si divide su un punto: alcuni commissari
ritengono che l’analisi compiuta sul pensiero politico russo sia una chiave convincente di lettura
della storia del paese, altri al contrario ritengono che i due momenti rimangano separati nel lavoro
del candidato e che lascino imprecisato il ruolo del pensiero politico e della cultura generale in
Russia.
Allegato 3
Il candidato Caccamo Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Caccamo Francesco
Argomento della prova didattica:
La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla Primavera di Praga.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato .Caccamo Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Antonello Biagini. Espone con proprietà e chiarezza (anche didattica) il tema
prescelto con citazioni storiografiche e con molteplici elementi di carattere storico-politico.
- Commissario Bertolissi Sergio. Espone in modo chiaro ed esauriente il complesso arco di
questioni legate al tema proposto. Manifesta non solo una conoscenza precisa degli avvenimenti e
delle ragioni che le hanno motivati, ma anche della storiografia succedutasi sui diversi momenti
cruciali affrontati.
- Commissario Buttino Marco. La lezione ha un carattere essenzialmente descrittivo,e una
esposizione degli avvenimenti politici cecoslovacchi dal 1948 al 1968. Non presenta tesi
interpretative mentre i riferimenti alla storiografia sono ridotti all’essenziale.
- Commissario Bettanin Fabio. Traccia un quadro nel complesso ampio del tema della lezione anche
se nella sintesi storica si avverte la mancata definizione del ruolo svolto dai legami con l’URSS e
dalla società cecoslovacca in particolare nel corso del cruciale passaggio della Primavera di Praga.
- Commissario Sestan Lapo.Il candidato espone in modo maturo il tema della lezione mettendo in
evidenza una conoscenza approfondita della bibliografia sull’argomento, elementi che gli
permettono di offrire una visione problematica e articolata.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
La Commissione ritiene l’esposizione del candidato chiara e motivata. Alcuni commissari
sottolineano il carattere non problematico dell’esposizione.
Il candidato Clementi Marco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Clementi Marco
Argomento della prova didattica:
L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Clementi Marco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini Antonello. Esposizione convincente e didatticamente valida dell’argomento
oggetto della lezione scelta.
- Commissario Bertolissi Sergio. Definisce il periodo chrusceviano come tipicamente
“contraddittorio”, nonostante le novità presenti nell’epoca dopo la morte di Stalin. La lezione risulta
correttamente espositiva.
- Commissario Buttino Marco. Imposta le lezione esplicitando la tesi e indicando una
periodizzazione congrua. E’ una lezione ben costruita e sufficientemente complessa anche se alcuni
punti risultano meno convincenti.
- Commissario Bettanin Fabio. La lezione coglie alcuni momenti centrali del periodo chrusceviano.
Ne trascura altri in particolare le relazioni internazionali.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato ricostruisce in modo articolato il complesso arco di tempo
che caratterizza gli anni di Chruscev indicando la bibliografia essenziale sull’argomento.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
La Commissione giudica corretta l’esposizione anche se alcuni passaggi non risultano
sufficientemente motivati.
Il candidato Masoero Alberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Masoero Alberto
Argomento della prova didattica:
Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Masoero Alberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini. Antonello. L’argomento della lezione è svolto in modo positivo ed
articolato con riflessioni innovative sul problema della modernizzazione dello Stato russo.
- Commissario Bertolissi Sergio. Lezione problematica e densa di questioni che sollevano quesiti,
ma che rimane una espressione di autonomo e consapevole giudizio del candidato.
- Commissario Buttino Marco. Esplicita le questioni su cui organizzare la lezione e ne indica le tesi.
La lezione risulta originale convincente nelle sue argomentazioni. Evidentemente è il frutto di una
conoscenza profonda e di uno studio critico della storiografia. E’ una lezione affascinante che rivela
quanto Masoero sia un ottimo studioso della società e della cultura russa.
- Commissario Bettanin Fabio. Svolge con efficacia un tema complesso, dimostrando una
approfondita conoscenza della bibliografia in materia e la capacità di formulare ipotesi
interpretative chiare e ben articolate.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo problematico il tema della lezione e
dimostra di conoscere la bibliografia russa e occidentale sull’argomento, e ciò gli permette di
approdare ad un quadro d’insieme articolato.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
L’esposizione del candidato affronta i nodi problematici del tema prescelto con riflessioni sugli
aspetti politici e storiografici.
Il candidato Privitera Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Privitera Francesco
Argomento della prova didattica:
Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa centro-orientale fra le due guerre.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Privitera Francesco
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini Antonello. Imposta la prima parte della lezione sulla letteratura relativa
all’argomento prescelto; nella seconda parte espone i temi legati alle problematiche delle
minoranze con riflessioni anche sul secondo dopo guerra.
- Commissario Bertolissi Sergio. Esposizione chiara e informata sul tema, che delinea anche
secondo le interpretazioni storiografiche più recenti.
- Commissario Buttino Marco. La lezione parte dalle tesi di alcuni autori ritenuti classici, punto di
riferimento per gli studi sulle minoranze in Europa orientale nel corso del XX secolo. La questione
delle minoranze è collocata nel quadro della formazione-trasformazione degli Stati. La trattazione
privilegia la minoranza tedesca e non offre spunti più complessi di analisi.
- Commissario Bettanin Fabio. Mostra una buona conoscenza del tema della lezione che espone con
chiarezza pur non approfondendo alcuni punti.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato offre una corretta ricostruzione del tema che privilegia la
questione della minoranza tedesca, indicando la principale bibliografia sull’argomento.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il tema prescelto è affrontato in una prima parte con la citazione di una letteratura anche
nota, nella seconda parte la lezione si allarga oltre i limiti cronologici previsti.
Il candidato Valle Roberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica.
Candidato Valle Roberto
Argomento della prova didattica:
Da Vitte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella Russia zarista.
Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare
del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione
esprime il proprio giudizio collegiale.
Candidato Valle Roberto
Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario:
- Commissario Biagini Antonello. Espone in maniera articolata il tema prescelto precisando il
concetto di modernizzazione conservatrice correlato ai problemi di carattere internazionale, ai
processi di industrializzazione e alle tendenze rivoluzionarie.
- Commissario Bertolissi Sergio. Conferma la sua visione concettuale della storia russa , delineando
correttamente le figure di Vitte e Stolypin e la loro diversa azione nell’epoca.
- Commissario Buttino Marco. Il tema della lezione è simile a quella di Masoero, riforme e
modernità nell’Impero. La lezione è una descrizione del tema che tiene conto sia delle
trasformazioni sociali e istituzionali interne, sia delle relazioni internazionali della Russia. Non è
chiaro come Valle colloca le proprie argomentazioni rispetto alle interpretazioni note della
questione. La sua esposizione non pare lineare e sufficientemente chiara.
- Commissario Bettanin Fabio. L’esposizione mostra una sufficiente conoscenza del periodo e della
letteratura in materia, anche se non coglie i nodi problematici posti dalle riforme di Vitte e Stolypin.
- Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo articolato il complesso momento storico
vissuto dalla Russia fra ‘800 e ‘900 alla luce del problema della modernizzazione del paese,
offrendo indicazioni sulle fonti e sulla bibliografia sull’argomento.
Giudizio collegiale espresso dalla Commissione
Il candidato conferma la sua visione concettuale della storia russa sollevando il tema della
modernizzazione conservatrice nel periodo indicato. Alcuni commissari ritengono le sue
argomentazioni non sufficientemente articolate e motivate.
Valutazione comparativa finale
La Commissione inizia la discussione collegiale, previa la valutazione comparativa di tutti i
giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati nelle varie sedute.
L’intera Commissione procede alla stesura di un giudizio complessivo per ciascun
candidato, avendo acquisito elementi sufficienti per la procedura valutativa finale.
Candidato: Caccamo Francesco
Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la
maggioranza della Commissione ritiene positivi i risultati raggiunti.
Candidato: Clementi Marco
Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la
Commissione ritiene che il candidato mantenga un vasto arco di temi, senza avere ancora raggiunto
un approdo definito.
Candidato: Masoero Alberto
Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titolo e la lezione didattica, la
Commissione ritiene che il candidato manifesti una piena conoscenza del tema prescelto, sia dal
punto di vista storiografico e che delle fonti.
Candidato: Privitera Francesco
Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il
candidato risulta conoscere in maniera ampia la tematica relativa alla Jugoslavia, non sempre
configurando le grandi tematiche storiche relative.
Candidato: Valle Roberto
Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il
candidato dimostra di prescegliere l’approccio del pensiero politico alla storia russa, con risultati
positivi che alcuni commissari ritengono non sufficientemente fondati dal punto di vista
storiografico.