Relazione finale
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Relazione finale
VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA FACOLTA' DI Scienze Politiche (sede di Pomezia PER IL SETTORE SCIENTIFICO - DISCIPLINARE M-STO/03 (Storia dell'Europa Orientale) I RIUNIONE Il giorno 12 aprile 2010 alle ore 10.00 presso i locali del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea della Sapienza, Università di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche (sede di Pomezia) per il Settore s/d M-STO/03 (Storia dell'Europa orientale) per la valutazione dei curricula, dei titoli e delle pubblicazioni. Risultano presenti: 1) Prof. Antonello Folco BIAGINI - Presidente 2) Prof. Sergio BERTOLISSI - Membro 3) Prof. Fabio BETTANIN - Membro 4) Prof. Marco BUTTINO - Membro. 5) Prof. Lapo SEST AN – Segretario Il Presidente, accertato che i criteri generali fissati nella precedente riunione sono stati resi pubblici per più di sette giorni senza che gli uffici amministrativi abbiano comunicato la ricezione di osservazione alcuna, informa la Commissione che il Segretario ha acquisito l'elenco ufficiale dei candidati, le domande con i titoli allegati e le relative pubblicazioni. Ciascun membro della Commissione, presa visione del suddetto elenco (rivisto alla luce degli eventuali esclusi e dei rinunciatari), dichiara di non aver relazioni di parentela o affinità, entro il 4° grado incluso, con gli stessi (art. 5 comma 2 D.lgs 1172/48); pertanto, conferma che i candidati sono i seguenti: - CACCAMO Francesco - CLEMENTI Marco - GRASSI Fabio - MASOERO Alberto - PRIVITERA Francesco - VALLE Roberto La Commissione, verificato che sono presenti n. 6 (sei) plichi contenenti titoli e pubblicazioni presentati dai candidati, procede quindi ad aprire detti plichi e a prendere visione solo dei titoli e delle pubblicazioni corrispondenti agli elenchi allegati alla domanda. (Si ricorda che la Commissione dovrà per ciascun candidato valutare esclusivamente il materiale consegnato al Segretario dall'Ufficio Concorsi Lavori in collaborazione I Commissari prendono atto che non vi sono lavori in collaborazione dei candidati con i Commissari. II candidato Alberto Masoero ha redatto la postfazione di un volume curato dal Commissario Marco Buttino. Preso atto di ciò, la Commissione procede alla apertura dei pacchi, al controllo delle domande e verifica la corrispondenza tra l'elenco dei titoli e le pubblicazioni allegate. La Commissione, rilevata la notevole quantità di pubblicazioni presentate dai candidati, decide all 'unanimità di aggiornarsi in data 10 maggio 2010 alle ore 10 presso il Dipartimento di Storia Moderna e contemporanea al fine di procedere alla lettura dei singoli giudizi e procedere alla stesura del giudizio collegiale. La riunione si chiude alle ore 13 del 12/04/2010. Letto, approvato e sottoscritto Prof. Antonello Folco BIAGINI - presidente Prof. Sergio BERTOLISSI - membro Prof. Fabio BETTANIN - membro Prof. Marco BUTTINO - membro Prof. Lapo SESTAN - segretario:. VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA FACOLTA’ DI Scienze Politiche (sede di Pomezia PER IL SETTORE SCIENTIFICO DISCIPLINARE M-STO/03 (Storia dell’Europa Orientale) .................................. I RIUNIONE Il giorno 10 MAGGIO 2010 alle ore 10.00 presso i locali del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea della Sapienza, Università di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche (sede di Pomezia) per il Settore s/d MSTO/03 (Storia dell’Europa orientale) per la valutazione dei curricula, dei titoli e delle pubblicazioni. La riunione costituisce la seconda parte della riunione precedente del 12 aprile 2010 avendo al Commissione a suo tempo deciso di aggiornarsi al fine di poter valutare i numerosi titoli presentati dai candidati. Risultano presenti: 1) 2) 3) 4) 5) Prof. Antonello Folco BIAGINI - Presidente Prof. Sergio BERTOLISSI - Membro Prof. Fabio BETTANIN - Membro Prof. Marco BUTTINO - Membro Prof. Lapo SESTAN - Segretario La Commissione procede alla lettura dei singoli giudizi dei commissari sui singoli candidati in ordine alfabetico: Francesco CACCAMO Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta tre monografie , 20 saggi (alcuni in lingua straniera), tre curatele. Nella prima monografia (2000) il candidato affronta, con una accurata ricerca d’archivio (in Italia e all’estero), temi rilevanti relativi all’assetto dell’Europa centro-orientale dopo la prima guerra mondiale. La monografia su Jiři Pelikán (2007) – testo poi tradotto e ampliato il lingua ceca (2008) – affronta uno dei temi significativi della realtà interna (culturale e sociale) dei Paesi socialisti e l’interesse per l’area ceco-slovacca è confermato anche da altri significativi saggi sull’argomento. La monografia sul Montenegro (2008) conferma l’interesse per la storia dell’area balcanica già manifestata con alcuni saggi. Il candidato presenta una compattezza di interessi di studio, si avvale di una ricerca archivistica e bibliografica di non secondaria importanza con ottimi risultati. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il candidato presenta un’ampia produzione scientifica che, prendendo le mosse da una ricerca legata alla specializzazione dottorale in Storia delle relazioni internazionali “L’Italia e la Nuova Europa” (Milano, Trento, Luni editrice, 2000), si è poi orientata in modo più specifico su temi e problemi legati alla storia dei Paesi dell’Europa orientale. In particolare si segnalano le 2 monografie, su “Jirji Pelikan. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista”, Venezia, Marsilio, 2007(tradotta in ceco nel 2008) e “Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale”, Roma, Aracne, 2008, mentre altri studi si riferiscono a temi e momenti più specifici: “L’Adriatico degli arbereshe: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani”(2008), e ancora i numerosi studi sulla Cecoslovacchia, tra cui mi sembrano rilevanti “La Cecoslovacchia da Novotny a Dubcek” e “La costituzione di uno stato nazionale sulle rovine di un Impero: la Cecoslovacchia”. Il candidato dimostra di aver individuato un suo ambito preciso di ricerca, i Paesi dell’Europa centrale, sui quali presenta già numerosi e significativi studi. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: è dottore di ricerca, e, dal 2002, ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Chieti –Pescara. Autore di 3 monografie (1 tradotta in ceco; curatore di due libri; autore di 16 articoli. Pubblicazioni scientifiche. I lavori Francesco Caccamo riguardano la storia di due aree dell’Europa orientale nel XX secolo : i Balcani, e in particolare il Montenegro, e la Cecoslovacchia nel XX secolo. Su questi temi ha curato la pubblicazione di volumi collettanei. La sua prima monografia: L’Italia e la “Nuova Europa”. Il confronto sull’Europa orientale alla Conferenza di pace di Parigi (2000), usa come fonti i verbali della conferenza e documenti proveniente da vari archivi diplomatici italiani. L’analisi offre un contributo significativo alla definizione della politica italiana tesa a contrastare la nuova Jugoslavia, anche attraverso il sostegno alle aspirazioni separatiste di Croazia e Montenegro. Il tema è stato approfondito nel saggio :”Il sostegno Italiano all’indipendentismo croato” (2004) e nella monografia Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008), preparata da alcuni articoli sul tema . Le fonti documentarie provengono, anche in questo caso, dagli archivi diplomatici italiani, e in parte francesi. Una questione connessa è toccata nel saggio : “L’Adriatico degli arbëreshë: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani”, incluso nel volume curato da Caccamo con Stefano Trinchese, Adriatico contemporaneo (2008), nel quale viene ricostruito il ruolo svolto dalla comunità albanese italiana nella definizione della politica italiana verso l’Albania, giungendo alla conclusione che esso fu modesto. I contributi sulla Cecoslovacchia hanno per lo più toccato temi relativi al periodo socialista, e non riguardano la storia diplomatica. La biografia: Jiŕí Pelikán. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista (2008), pubblicata anche nella Repubblica ceca, è il contributo più significativo di questa attività di ricerca. Pelikán ha attraversato da protagonista venti anni di storia cecoslovacca, dal colpo di stato stalinista del 1948 al 1968, e anche negli anni dell’esilio ha continuato a svolgere un ruolo di rilievo nel socialismo europeo. Caccamo analizza il tema con equilibrio di giudizio, capacità di penetrazione psicologica, attenzione al contesto generale, la non sempre lineare, ma mai banale, parabola di una personaggio complesso, sospeso fra due mondi. Sono queste le qualità che contraddistinguono i contributi scientifici di Francesco Caccamo, spesso originali, in quanto basati su una base documentaria inesplorata. Nei casi in cui essi riguardano temi e zone geografiche “marginali”, il loro contributo sarebbe stato reso ancora migliore da una maggiore attenzione alle questioni generali cui esse rimandano: gli equilibri di potenza e il ruolo delle questioni nazionali in Europa nel primo dopoguerra. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale Îproduzione scientifica La ricerca di Francesco Caccamo è rivolta soprattutto alle relazioni dell’Italia verso i paesi dell’Europa orientale. La sua opera di maggio rilievo, a mio avviso, è L’Italia e la «Nuova Europa». Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (19191920) (2000). Il volume nasce dalla tesi di dottorato ed è frutto di una ricerca ampia basata sui verbali della conferenza e su materiali conservati in vari archivi italiani. Caccamo offre una panoramica dei lavori della conferenza e considera in questo quadro le posizioni italiane. Tra le varie questioni affrontate, risulta particolarmente interessante la politica italiana di contenimento della Jugoslavia e di sostegno al separatismo croato e montenegrino (temi che verranno ripresi e sviluppati in altri lavori di Caccamo). Alla questione del Montenegro, negli anni che precedono la conferenza di Parigi, è dedicato il volume Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008). Al centro dell’attenzione è l’unione del Montenegro alla Serbia. Anche in questo caso l’approccio è di storia diplomatica. I materiali analizzati provengono soprattutto da archivi italiani, in particolare quello del Ministero degli Affari esteri, e anche dall’Archivio del Ministero degli Affari esteri francese. Il tema dei rapporti tra Italia e Montenegro è ripreso da Caccamo in vari altri saggi. L’attenzione ai Balcani ritorna nella cura, assieme a Stefano Trinchese, del volume Adriatico contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento (2008). In questo volume Caccamo scrive il saggio L’Adriatico degli arbëreshë: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani” sul ruolo della minoranza arbëreshë nella politica estera italiana verso l’Albania. In saggio, che si concentra sul ruolo del periodico La nazione albanese, affronta un tema ben poco esplorato dalla storiografia. Alcuni articoli di Caccamo riguardano la Cecoslovacchia sempre nell’ottica della politica estera italiana. L’attenzione verso la Cecoslovacchia si concretizza anche nel volume Jiří Pelikán. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista (2007). Si tratta di una biografia, che permette a Caccamo di toccare una serie di temi importanti, quali la formazione di un dirigente comunista negli anni dello stalinismo, la crisi politica del regimi nel ’68, il ruolo di Listy e poi di Charta 77, l’emigrazione e i difficili rapporti tra emigrati politici, il rapporto dell’opposizione cecoslovacca con le forze politiche italine e, soprattutto, con il PSI di Craxi. L’approccio di storia diplomatica e l’attenzione centrale alla politica italiana portano Caccamo ad affrontare temi finora poco esplorati nella storiografia, ma costituiscono anche i limiti del suo lavoro. Le questioni di storia balcanica che Caccamo tocca potrebbero infatti essere affrontate in modo più complesso considerandole anche in un’ottica interna alla storia di questi paesi e alle loro diplomazie. Un lavoro nei loro archivi avrebbe permesso un salto di qualità importante per questi studi. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 3 monografie di cui una tradotta in lingua ceca, la cura in collaborazione di 2 volumi,16 saggi di cui 2 apparsi prima, rispettivamente in una rivista ceca ed in una montenegrina e di 7 recensioni su riviste di storia. Il candidato presenta una estesa produzione scientifica che si sviluppa principalmente attorno a due filoni: i rapporti fra l’Italia e l’Europa da un lato e i paesi dell’Europa Centrale dall’altro, e specifici problemi e tematiche legati alla storia dei paesi di quest’area. Nel primo caso va segnalata l’ampia monografia del 2000 su L’Italia e la “Nuova Europa”.Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (1919-1920) ,fondata su fonti d’archivio oltre che sulla più consolidata bibliografia sull’argomento. Nel secondo caso emergono le due monografie rispettivamente su Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale del 2008 e sull’itinerario politico del dirigente comunista e poi esule cecoslovacco Jiri Pelikan apparsa col titolo Jiri Pelikan. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista del 2007, pubblicata anche in lingua ceca l’anno successivo. Accanto a queste monografie meritano inoltre attenzione gli studi, sotto forma di articoli su riviste o in opere collettive, relativi ad aspetti particolari della storia dell’Europa Centrale come quello su L’Adriatico degli arbereshe: il “mare nostro” albanese e italiano all’interno dell’opera collettiva Adriatico contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento, curato dallo stesso Cacciamo oltre che da Stefano Tronchese, e quelli relativi alla storia ceca e montenegrina e alla posizione dell’Italia verso tali realtà come, ad esempio, il saggio L’Italia nella corrispondenza fra Masaryk e Benes all’indomani della prima guerra mondiale, apparso in “Clio”, n.3 del 1996. Il candidato ha inoltre dimostrato nelle sue ricerche un interesse anche verso tematiche relativi a momenti storici più contemporanei come emerge,fra l’altro, dal suo lavoro su La Biennale del 1977 e il dibattito sul dissenso, apparso in “Nuova Storia Contemporanea”, n. 4 del 2008. In una analisi comparativa il candidato dimostra di avere una più che buona conoscenza dei materiali di archivio e delle fonti in lingua originale e di possedere una matura capacità di analisi e di interpretazione che si è venuta affinando col tempo,qualità che gli hanno permesso di avviare il proprio lavoro di ricerca su realtà e momenti diversi all’interno della complessa area dell’Europa Centrale, approdando a risultati degni di attenzione. GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO CACCAMO Studioso dell’area dell’Europa centro-orientale presenta numerosi studi su figure e temi relativi all’area, su cui la maggioranza dei commissari esprime un generale parere positivo, con alcuni rilevi relativi al mancato collegamento tra storia specifica e storia generale dell’area. Candidato Marco CLEMENTI Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta 7 monografie di cui due completamente estranee per il settore MSTO/O3, 4 curatele e apparati critici, 12 saggi. Gli interessi del candidato sono molteplici ma identificabili nell’area degli studi sulla Russia e sull’Europa centrale. Buoni i risultati scientifici raggiunti con le monografie dedicate alla storia della presenza italiana in Russia prima della rivoluzione (2000) e quelle sul dissenso (2002 e 2007). Originale quella relativa alla determinazione di una nuova genealogia per l’Europa orientale (2001). Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il candidato presenta studi e ricerche su temi diversi, quelli propriamente legati alla Storia dell’Europa orientale, dopo una prima monografia dedicata a “Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al Caucaso (1863-1922)” sono in particolare dedicati alla “Storia del dissenso sovietico” (2007) e “Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrej Sacharov” (Roma, 2002), e ad una storia generale della Cecoslovacchia “Storia d’Europa del XX secolo. Cecolovacchia”, Milano 2007. Il candidato manifesta una sua competenza specifica sul tema del “dissenso” in Unione Sovietica. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di San Pietroburgo nel 1998. E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria. Autore di 5 monografie , 13 articoli, e di 2 curatele Pubblicazioni scientifiche. La biografia di Sacharov (Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrej Sacharov, 2002), e la Storia del dissenso sovietico (2007), che ne costituisce l’ampliamento e approfondimento, sono i contributi più significativi di Clementi. Per ricchezza di documentazione la Storia del dissenso sovietico si pone come un punto di riferimento obbligato per chi voglia occuparsi della materia. Purtroppo, manca in essa qualsiasi tentativo di giungere a interpretazioni innovative rispetto alla storiografia in materia, o anche solo di interrogarsi sui limiti del dissenso, ricollegandone momenti e movimenti al quadro politico , sociale e culturale dell’epoca. La capacità di divulgazione di Clementi emerge dalla monografia sulla storia della repubblica cecoslovacca (Cecoslovacchia, 2007), che si propone come testo di riferimento per non specialisti e studenti. Anche il resto della eterogenea produzione scientifica di Clementi oscilla fra i due poli della ricerca specialistica e della divulgazione. Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar (2000) è lavoro di impianto descrittivo, che ricostruisce la storia delle società benefiche italiane in Russia utilizzando gli archivi delle stesse associazioni. Per una genealogia dell’Europa orientale, ovvero la Slavia ortodossa (2001) riprende la questione della cristianizzazione dei popoli slavi senza introdurre nuove interpretazioni su quanto è stato scritto in materia. Più interessante, in questo filone di divulgazione di dibattiti storiografici riservati agli specialisti, il saggio “ Mazzini in Russia” (1996). Poco convincenti le curatele delle Storie di Ucraina e Russia di Kostomarov e Stalinismo e Grande terrore (2008) , che non tengono conto dell’importante e innovativo dibattito storiografico che negli anni si è sviluppato sui temi toccati da due volumi. Nel complesso, la produzione scientifica di Marco Clementi si segnala per la molteplicità degli interessi, che spaziano oltre la storia dell’Europa orientale, e la capacità di divulgazione , non sempre sostenute da una buona conoscenza del dibattito storiografico ad essi relativo. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum Clementi è ricercatore di Storia dell’Europa orientale e docente a contratto all’Università della Calabria. Ha svolto soggiorni di studio in diversi paesi dell’Europa orientale e partecipato a vari convegni internazionali. I suoi interessi di ricerca comprendono temi molto diversi. Îproduzione scientifica Clementi è autore di vari libri. Nel 2007 pubblica i suoi due principali volumi: Cecoslavacchia e Storia del dissenso. Il primo è un manuale di storia che segue la repubblica cecoslovacca dalla sua formazione al crollo e alla divisione. Si tratta di un buon testo di riferimento, sufficientemente semplice e chiaro da essere utile per la didattica. Il secondo volume è una storia del dissenso in Unione Sovietica dalla metà degli anni ’50 alla perestrojka. Il testo ha il merito di seguire il fenomeno del dissenso descrivendolo nei tratti essenziali. Clementi si concentra giustamente sulle vicende di un gruppo di intellettuali. Il dissenso fu però un fatto con confini difficilmente delineabili, che riguardò in modi diversi ambiti differenti della società sovietica. Non fu un raggruppamento politico, ma espressione di una società complessa, ma nel libro questa resta alquanto in ombra. E’ un libro utile, anche se l’approccio non è del tutto convincente. Un testo precedente, Il diritto al dissenso (2002), dedicato alla figura di Sacharov, ha aperto il filone di interesse su questi temi. Di argomento decisamente diverso sono altri studi di Clementi. Nel 2001 pubblica infatti Per una genealogia dell’Europa orientale, che tratta della cristianizzazione dei popoli slavi fino alla crisi della Moscovia (IX-XVI secolo), una ricognizione storica senza pretese innovative. Prima ancora Clementi si occupa della storia di alcune società benefiche italiane in Russia negli ultimi decenni dell’Impero. Alla base di questo studio vi è una ricerca di archivio sui materiali prodotti da queste associazioni. Lo studio ha un approccio essenzialmente descrittivo e segue il punto di vista interno di queste associazioni. Clementi cura inoltre due volumi, uno riguarda la storiografia ucraina e l’altro sono gli atti di un convegno. Da segnalare infine il saggio intitolato “Mazzini in Russia”, capitolo di un libro Il mazzinianesimo nel mondo (1996), dedicato ai rapporti di Mazzini con vari intellettuali russi, in particolare con Herzen. Altri articoli pubblicati da Clementi sono prevalentemente lavori preparatori alla sue principali pubblicazioni. Clementi ha il pregio di interessi molteplici e di una produzione ricca. E’ uno studioso valido, anche se le sue opere non possono essere ritenute innovative della storiografia. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 5 monografie, 2 curatele di libri e 13 articoli apparsi su riviste o parti di libro. Il candidato presenta una serie di ricerche e studi diversi tra loro sia per temi che per i periodi storici presi in esame. Dopo una iniziale attenzione alla storia russa avviata con la pubblicazione dell’articolo La Società Italiana di Beneficenza di San Pietroburgo (1865-1918) apparsa in “Clio”, n. 3 del 1994, che ha segnato l’avvio di una più ampia ricerca confluita poi nella monografia del 2000 Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al Caucaso (1863-1922), seguito da altri due saggi anch’essi legati al tema delle relazioni fra Russia ed Italia quali Michelangelo Pinto, l’università di Pietroburgo e la lontana unità d’Italia. Il volontario esilio di un ex rivoluzionario, apparso in “Clio” n. 1 del 1996 e Mazzini e la Russia in Il mazzinianesimo nel mondo, dove si analizza il rapporto fra Mazzini e i democratici russi e la pubblicista russa sul politico italiano, cui è seguita poi una monografia del 2001 rivolta ad un tema generale avente come punto di arrivo la costituzione della Moscovia e il suo rapporto con la questione religiosa Per una Genealogia dell’Europa Orientale ovvero la Slavia Eterodossa , Clementi si è infne dedicato alla storia dell’Unione Sovietica. In quest’ambito una particolare attenzione è stata dedicata al tema del dissenso come emerge dalle due monografie dedicate rispettivamente a Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrei Sacharov del 2002 e alla Storia del dissenso sovietico del 2007 . In ambedue questi lavori il candidato è approdato ad una documentata ricostruzione delle vicende indagate. Contemporaneamente Clementi si è anche impegnato in ricerche relative anche all’area centro europea pubblicando sempre nel 2007, all’interno di una collana dedicata ai diversi paesi europei, una monografia che si propone come una storia generale della Cecoslovacchia dalla seconda metà dell’800 sino ai tempi nostri col titolo Cecoslovacchia. Il candidato dimostra di possedere una buona conoscenza delle lingue e delle fonti relative alle sue aree di studio e comparativamente appare possedere le capacità per poter continuare una attività di ricerca nel campo degli studi storici. GIUDIZIO COLLEGIALE SU MARCO CLEMENTI Studiosi di molti e diversi aspetti della storia russa e dell’Europa orientale. La Commissione ritiene di non rilevare un centro focale prevalente, con conseguenti risultati non sempre innovativi. Candidato Fabio GRASSI Commissario Prof. Antonello BIAGINI Professore a contratto presso la Yldiz University di Istanbul presenta 3 monografie (1996, 2003, 2008); un testo sulla lingua turca (2008); 23 saggi e articoli. L’interesse del candidato è sostanzialmente incentrato sulla storia politica, diplomatica e culturale dell’Impero ottomano e della Turchia come si evince dalla recente biografia su Atatürk che ha riscosso notevole interesse in Italia e in Turchia (nella versione tradotta in lingua turca cosi come per la monografia L’Italia e la questione turca…del 1996. L’A. si inserisce a pieno titolo in quel filone di studi che ha finalmente ricollocato la storia dell’Impero ottomano e della Turchia nella più generale storia dell’Europa. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il candidato presenta un’ampia serie di pubblicazioni, tra cui 4 monografie, dedicate alla storia della Turchia contemporanea, tra cui spicca la biografia di “Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna” (Roma, Salerno, 2008). Altri lavori sono rivolti alla lingua e alla cultura turche, ben conosciuti dal candidato per il suo lungo soggiorno nel Paese. Alcuni saggi sono dedicati ai rapporti tra la Turchia e l’Italia (“Le battaglie diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919”..) e tra la Turchia e la Russia (“La strana alleanza:Turchia kemalista e Russia sovietica 1919-1922”). La competenza linguistica del candidato e la sua ricerca sui nodi dello sviluppo storico della Turchia, dopo l’Impero ottomano, risultano tuttavia ai confini dell’area di competenza della Storia dell’Europa orientale. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1994, e al 1998 insegna al Liceo scientifico statale di Istanbul. Per un anno accademico è stato professore a contratto di Storia della Turchia contemporanea all’Università di Chieti-Pescara. Autore di 4 monografie (1 tradotta in turco) e 23 articoli. Pubblicazioni scientifiche. La ricerca di Grassi si è concentrata, sin dalla tesi di dottorato, sulla storia della Turchia e delle relazioni fra Italia e Turchia. I contributi più importanti sono le due monografie: L’Italia e la questione turca 1919-23 (1996), pubblicata in Turchia nel 2003, e Atatűrk. Il fondatore della Turchia moderna (2008). Il primo lavoro è uno studio approfondito, condotto sulla base della documentazione esistente negli archivi italiani, dell’aspirazione italiana a stabilire una zona di influenza nella Turchia del primo dopoguerra, e del modo velleitario e incoerente in cui la diplomazia italiana tentò di tradurla in pratica, sino al fallimento finale. La biografia di Atatűrk, preparata da alcuni saggi e articoli sulla sua figura, utilizza fonti secondarie, ma offre al lettore interessanti spunti di riflessione, e si segnala per capacità di sintesi di una figura storica complessa, e dell’ambiente nel quale si formò. La profonda conoscenza della storia ottomana e turca emerge anche dalla raccolta di contributi Passeggiate nello spazio politico ottomano (2003), riflessione sul travagliato passaggio del paese da impero a stato. “Da un altro stretto. L’eco del terremoto di Messina a Istanbul” (2008) offre l’occasione per trarre da un evento specifico spunti di riflessione generale sui rapporti fra impero ottomano e Europa all’inizio del XX secolo. Grassi vanta una produzione storiografica seria. Dopo la tesi di dottorato, i suoi lavori non si segnalano per originalità di documentazione, anche se in alcuni propongono interpretazioni innovative. Si ritiene che queste qualità sarebbero state maggiormente evidenziate da una maggiore collegamento fra i temi trattati a problematiche generali attinenti alla storia dell’Europa orientale. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum Ha una lunga pratica di ricerca e di insegnamento della lingua italiana in Turchia. Conosce bene la lingua di questo paese. Ha conseguito il titolo di dottorato in Storia contemporanea con una tesi su “L’Italia e la questione turca”. Per un anno accademico ha insegnato Storia della Turchia contemporanea all’Università di Chieti - Pescara. Ha partecipato a convegni internazionali. Îproduzione scientifica I suoi lavori principali sono due monografie: L’Italia e la questione turca 1919-1923 (1996) e Ataturk, Il fondatore della Turchia moderna (2008). La seconda non può essere presa in considerazione in quanto pubblicata nel settembre 2008, qualche mese dopo la scadenza di termini per la presentazione delle domande a questo concorso. La prima monografia, che nasce dalla tesi di dottorato, esamina con attenzione la complessità di interessi in gioco nella determinazione delle mire espansionistiche italiane in Turchia. Scarsa attenzione è data alla sponda turca di questa politica. Si tratta di uno studio della diplomazia italiana approfondito e serio, fondato su un ampio lavoro di archivio. Vari articoli di Grassi preparano o riprendono i temi di questo volume. La vita e l’azione di Ataturk sono soggetto di alcuni saggi scritti in vista della monografia del 2008: due articoli comparsi negli Annali dell’Istituto Ugo La Malfa (1989 e 1990-91) e un contributo in un volume curato da Marco Dogo (2006). Si tratta di studi accurati anche se basati essenzialmente su fonti secondarie. Grassi è autore di altri articoli di minore rilevanza. Tra questi è particolarmente interessante Da un altro stretto (in un volume curato da Giovanna Motta, 2008), un articolo breve ma curioso, basato su due fonti di archivio appena pubblicate. Nel complesso ritengo che Fabio Grassi sia studioso serio, ma che la sua produzione scientifica pubblicata affronti solo marginalmente la Storia dell’Europa orientale. Commissario Lapo SESTAN Il candidato presenta 4 monografie, di cui una tradotta in turco, e 23 articoli su riviste e libri. Il candidato presenta un particolare interesse verso la Turchia vista sia nelle sue dinamiche interne, come emerge dal saggio del 1988 Sokollu Mehmed Pascià, il Gran Visir di Solimano in “Islam” anno VII e quello del 1990-91 Il kemalismo: un’esperienza fuori dagli schemi in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa”, sia nelle sue dinamiche internazionali come emerge dal saggio relativo alla storia ottomana del 1989 Tentativo cinquecentesco di un canale Volga-Don nel quadro dei rapporti tra la Russia e l’Impero Ottomano in “Islam” anno VIII e a quello relativo all’età moderna sempre del 1989 La strana alleanza: Turchia kemalista e Russia Sovietica 1919-1922 in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa”, lavori dove il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti e della bibliografia anche in lingua originale. Successivamente Grassi ha spostato la sua attenzione di ricercatore verso il problema delle relazioni italo-turche nel primo ‘900 come emerge,ad esempio, dal saggio del 1994 Verso la quinta sponda: la gestione degli affari turchi da parte italiana durante la prima guerra mondiale in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa” e da quello del 1995 Le battaglie diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919 sempre in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa”, dove la ricerca si affida in particolar modo a fonti militari di parte italiana. Si tratta di lavori di preparazione alla monografia del 1996 dal titolo L’Italia e la questione turca 1919-1923. Opinione pubblica e politica estera, poi tradotto anche in turco nel 2003. I diversi interessi del candidato sono stati poi ripresi nella piccola monografia del 2003 Passeggiate nello spazio politico ottomano che contiene saggi su diversi aspetti della storia turca. L’interesse per la storia turca in età moderna del candidato è infine approdata nel 2008 nella monografia dedicata al padre della Turchia contemporanea Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna, dove si fa ampio ricorso alle fonti di archivio oltre che alla bibliografia più consolidata in lingua turca oltre che occidentale. Il candidato dimostra di possedere una più che buona conoscenza della lingua turca e delle fonti, sia occidentali che turche, relative al suo campo di ricerca che è prevalentemente incentrato sulla storia turca nelle sue diverse fasi storiche e comparativamente mette in luce buone e mature capacità di analisi e di interpretazione oltre che di sintesi. GIUDIZIO COLLEGIALE SU FABIO GRASSI Studioso della storia turca contemporanea. La Commissione valuta positivamente competenza linguistica e le sue capacità di sintesi, che non sono approdate ancora risultato pienamente compiuto. La Commissione rileva, dal punto di vista formale monografia su Atatürk è stata pubblicata alcuni mesi dopo la scadenza del concorsuale, pur avendo il candidato presentato una dichiarazione della casa editrice. Candidato Alberto MASOERO Commissario prof. Antonello BIAGINI la sua ad un che la bando Ricercatore confermato, presenta una monografia (1988), 5 curatele e 25 saggi e articoli scientifici di cui sei in lingua straniera. La monografia e alcuni saggi riguardano l’approfondimento dei temi relativi al populismo russo con la ricostruzione del ruolo di alcuni personaggi chiave interpreti di quella stagione della storia russa. L’altra parte consistente dei suoi studi riguarda invece le vicende socio-economiche e politiche della Siberia nella seconda meta del XIX secolo dove si riprende e si approfondisce il tema della “colonizzazione” di quelle terre. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Masoero presenta un’ampia produzione scientifica incentrata sulle vicende storiche della Siberia nell’evoluzione dell’Impero russo. I suoi primi studi e pubblicazioni sono invece dedicati prevalentemente al pensiero sociale russo, in particolare ad alcuni esponenti del “populismo russo”, dalla monografia su “Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (18681918), Milano, Franco Angeli , a “Dal “popolo” alla “folla”. N.K. Michajlovskij tra populismo e psicologia sociale”, Studi storici, n.2, 1986. Ma è sulla Siberia, in particolare sulle condizioni economiche e sociali di essa nella seconda metà del XIX secolo, che si incentrano gli interessi più recenti e definiti di Masoero: “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana”, Rivista storica italiana, 2003, e “Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia”, Russica Romana, 2008,e“Terre dello zar o Nuova Russia? L’evoluzione del concetto di kolonizacija in epoca tardoimperiale” in Semantiche dell’Impero, 2009. Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica e di saper affrontare un ampio spettro di tempi e nodi della storia russa tra ’800 e ’900. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale all’Università di Venezia. Fa parte della redazione di Cahiers du monde russe. Autore di 1 monografia e 25 articoli (6 su riviste straniere); ha curato l’edizione di 5 volumi. Contributi scientifici. Alberto Masoero è allievo di Franco Venturi, del quale ha approfondito e ampliato con le sue ricerche la categoria di “populismo russo”. L’indirizzo che avrebbero assunto i suoi successivi studi è evidente nella monografia , pubblicata nel 1988, su Vasilij Voroncov e la cultura economica del populismo russo (1868-1918), largamente basata su documenti di archivio inediti, che ha offerto un importante contributo alla conoscenza del maggiore esponente del “populismo legale russo” e dell’ambiente nel quale operava. I successivi contributi hanno avuto come filo conduttore la ricostruzione del pensiero di economisti, (Babst, Janžul, Gol’cev , Kovalevskij ecc.) per lo più docenti o provenienti dall’Università di Mosca, in disaccordo con la politica economica del governo, il cui populismo era tuttavia alimentato da motivazioni intellettuali più che politiche. Masoero ha dedicato particolare attenzione alla definizione del contesto culturale nel quale operavano, e dei loro contatti fuori della Russia. In questo filone di riflessione si inseriscono il saggio “La funzione dell’esempio americano in Herzen e Černiševskij” (2000) e l’articolo “Socialismo russo e frontiera americana”, che segna l’inizio di un nuovo filone di ricerca, incentrato sull’analisi del ruolo di “frontiera” svolto dalla Siberia nel corso della storia russa, e dai miti che su di esso si sono creati. “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana” (2003), “Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855-1905)”(2004), “Sull’introduzione della proprietà agraria in Siberia” (2008) offrono contributi organicamente collegati all’approfondimento del tema, dai quali emerge l’approfondita conoscenza di una bibliografia di difficile reperimento. Dedicato un bilancio degli studi sul populismo russo, e al ruolo svolto dal loro fondatore, è il saggio “Il partigiano e il cosacco. Franco Venturi, Herzen e l’Unione sovietica (1952-1962)” (2004). In esso vengono ripercorse con sensibilità storica le modificazioni che la categoria di populismo russo conobbe nell’opera di Franco Venturi, e la loro dipendenza da fattori attinenti alla biografia personale e politica dello studioso , oltre che ai progressi della ricerca storica. Alberto Masoero può essere considerato uno dei migliori conoscitori a livello internazionale della cultura economica russa nei decenni prerivoluzionari, e dei suoi legami con il mondo intellettuale europeo. I suoi contributi hanno permesso di rivalutare la dimensione e l’eredità intellettuale del populismo russo , in particolare nell’elaborazione di un autonomo pensiero economico, superando i limiti di una interpretazione attenta solo ai suoi aspetti politici. Un contributo in questa direzione è giunto dalla opere sulla Siberia , che hanno allargato l’orizzonte dell’analisi ai nessi fra il pensiero economico e la realtà. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale, ha svolto vari soggiorni di ricerca all’estero e lavorato negli archivi di diverse città della Russia. Fa parte della redazione di Cahiers du monde russe. Ha presentato relazioni in vari colloqui internazionali. Îproduzione scientifica Alberto Masoero è studioso del pensiero politico russo. E’ stato allievo di Franco Venturi e si è occupato anzitutto del populismo russo. La sua produzione scientifica inizia alla metà degli anni ’80. Nel 1988 compare la sua monografia, Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (1868 – 1918), che ricostruisce il percorso intellettuale del principale esponente dl “populismo legale”. Al centro del lavoro è la riflessione di Voroncov sull’arretratezza del capitalismo della Russia e sulle prospettive non capitalistiche del paese. Masoero ragiona sull’evoluzione del pensiero di Voroncov, ricostruisce le influenze su di lui e le polemiche che accompagnarono i suoi scritti. La biografia diventa così un ricco specchio della vita culturale russa negli ultimi decenni dell’Impero. Si tratta di un lavoro puntuale e approfondito condotto su fonti in buona misura inesplorate. Masoero pubblica articoli sul populismo sulla Rivista storica italiana e su Studi storici (su N.K.Michajlovskij). Nel 1990, assieme a Antonello Venturi, cura il volume Russica, che fornisce il quadro della ricerca storica sulla Russia in Italia di quegli anni. Nel libro pubblica un saggio su Ivan Kondrat'evič Babst Si tratta del primo lavoro dedicato a un gruppo di economisti dell’università di Mosca paragonabili a una versione russa dei “socialisti della cattedra”. L’obiettivo di Masoero è ricostruire le correnti di pensiero che animarono questi ambienti accademici e analizzarne i loro rapporti intensi con il mondo intellettuale europeo. Agli accademici moscoviti Masoero dedica una serie di articoli: sulla Rivista storica italiana (su V.A Gol’cev, I.I.Janzul), in un volume di cui è co-curatore con Manuela Albertone (1994) e sui Cahiers du Monde russe et soviétique (1995). Si tratta di studi importanti, complessi (anche per le dimensioni) e coerenti tra loro. Dal 2000 pubblica un articolo su La funzione dell'esempio americano in Herzen e Černysevskij in un volume di cui è co-curatore con Antonello Venturi. Nello studio l’attenzione di questi due pensatori verso gli Stati Uniti si fonda su una lettura della Russia come nuovo mondo. Quest’ottica interessa particolarmente a Masoero che da alcuni anni ha iniziato a lavorare ad una nuova ricerca a Mosca, a Tomsk e in altre città della Siberia. La ricerca unisce la riflessione sul pensiero politico ed economico russo a un campo preciso di analisi: la colonizzazione russa in oriente. Il tema della Nuova frontiera fa del “modello” americano un punto di riferimento per il caso russo. Il nuovo interesse di Masoero si traduce nella pubblicazione, nel 2000, dell’articolo Socialismo russo e frontiera americana. Nel 2003 compare sulla Rivista storica italiana Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana. Si tratta di un ottimo saggio dedicato alle concezioni politiche, all’analisi della società e alle pratiche amministrative della colonizzazione siberiana. L’anno seguente, sulla stessa rivista esce un altro saggio su questi temi. Si tratta di un articolo di una novantina di pagine intitolato Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855 – 1905). L’articolo continua la ricerca sul colonialismo russo e offre nuove temi di analisi in un’attenzione comparativa. Nel 2008 Masoero pubblica un saggio che esplora un nuovo tema della colonizzazione, il titolo è Sull'introduzione della proprietà agraria privata in Siberia. Nel frattempo Masoero ha pubblicato articoli su altri temi: sulla storiografia, sull’emancipazione della servitù, sul 1917. Alberto Masoero, a mio avviso, è il miglior conoscitore in Italia della cultura russa tardo-imperiale. Ha lavorato sugli scritti di intellettuali politici e economisti russi nelle principali biblioteche del mondo e in diversi archivi della Russia. Ha ricostruito magistralmente le reti di influenze che legano l’intelligencija russa al mondo intellettuale di altri paesi. Ha analizzato in questi pensatori i temi della trasformazione sociale e della rivoluzione, fino a seguire la lettura della colonizzazione siberiana come parte dello spirito rivoluzionario della Nuova frontiera. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 1 monografia, 4 co-curatele di volumi ed 1curatela di un numero monografico di rivista, 25 articoli su riviste e libri di cui 6 in lingua straniera. Il candidato ha come oggetto delle sue ricerche la Russia dell’800 ed in modo particolare il pensiero politico, sociale ed economico sviluppatosi in quel contesto. Tale interesse emerge già nei suoi primi studi quali il saggio del 1985 Cultura economica e riformismo sociale nella Russia di fine secolo. V.P.Voroncov e lo sviluppo del capitalismo apparso in “Rivista storica italiana”,fascicolo II o quello del 1986 Dal popolo alla folla. N.M.Michajlovskij tra populismo e psicologia sociale ,in “Studi storici”,n.2. Lavori, questi, che risultano preparatori alla monografia del 1988 dedicata ad una figura di rilievo nel socialismo russo degli anni ’80 e ’90,soprattutto per il suo lavoro del 1882 Le sorti del capitalismo in Russia, V.P.Voroncov e al suo itinerario intellettuale, monografia che appare appunto col titolo Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (1886-1918). Questo interesse di Masoero per il pensiero economico in Russia nella seconda metà del XIX secolo è riscontrabile anche in saggi che hanno visto la luce negli anni immediatamente successivi come quello del 1990 Una concezione capitalistica della modernità: Ivan Kondrat’evic Babst sullo sviluppo della Russia (1852-1861),in A.Masoero e A.Venturi( a cura di), Russica. Studi e ricerche sulla Russia contemporanea dedicato ad una figura centrale in questo campo, o quello dell’anno successivo Stato e iniziativa privata nella cultura russa prerivoluzionaria. Il percorso intellettuale di I.I.Janzul, in “Rivista storica italiana”,fascicolo I. Col tempo il candidato ha poi rivolto le sue ricerche all’analisi dei problemi amministrativi, economici e politici relativi ad un’area di particolare rilievo nella storia russa come la Siberia pubblicando dagli inizi del 2000 una serie di saggi fra i quali spiccano Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana, apparso nel 2003 in “Rivista storica italiana”, fascicolo II , Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855-1905), apparso sempre in “Rivista storica italiana” ,fascicolo III del 2004 e Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia, apparso in “Russica Romana”, vol. XIV del 2007. Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica, una accurata conoscenza delle fonti e della bibliografia relativa agli argomenti trattati e comparativamente esprime una maturità di analisi e di interpretazione che gli consente di affrontare momenti nodali nella storia della Russia fra ‘800 e ‘900. GIUDIZIO COLLEGIALE SU ALBERTO MASOERO Studioso di storia del pensiero sociale russo e della evoluzione economica e sociale della Siberia. La Commissione considera convincenti sia la sua capacità di ricerca sia la conoscenza dei temi storiografici affrontati, che hanno già conseguito risultati rilevanti. Candidato Francesco PRIVITERA Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta due monografie (1995, 2007), due volumi come coautore, 6 curatele, 33 saggi. La ricerca del candidato si incentra massimamente sulle vicende che hanno caratterizzato la storia della Jugoslavia nel contesto balcanico sia per quanto attiene alle complesse vicende della sua formazione “federale” sia nella successiva, drammatica, dissoluzione. Interessante la monografia relativa alla “transizione” nell’Europa centro-orientale letta attraverso le ambigue motivazioni di rinnovamento e di conservazione. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il centro degli interessi scientifici di F. Privitera è la storia della Jugoslavia, nel contesto delle vicende balcaniche. I suoi lavori monografici sono dedicati a ricostruzioni complessive dei Paesi dell’area (“Jugoslavia”, Milano, Unicopli, 2007) o ai problemi della transizione, dopo il 1989, nell’insieme dell’Europa orientale (“La transizione continua. L’Europa centro-orientale tra rinnovamento e conservazione (1989-1994), Ravenna, Longo , 1995). Un’ampia raccolta di saggi è poi dedicata alle singole vicende dell’ultimo periodo della storia dei Balcani, dopo la fine della Jugoslavia, dal Kosovo (“La crisi del Kosovo”, Cespi, 1998) con l’attenzione prevalentemente rivolta alla cronaca dei recenti avvenimenti. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna (polo di Forlì). Ha seguito per molti anni la pubblicazione della Guida ai paesi dell’Europa Centrale, Orientale e Balcanica Da parte dell’Istituto per l’Europa CentroOrientale e Balcanica. E’ membro dell’AAASS e ASN, e ha contribuito all’organizzazione di convegni di queste associazioni. Ha pubblicato 2 monografie; altre 2 come coautore; 33 articoli; e ha curato 5 volumi. Pubblicazioni scientifiche. Francesco Privitera è uno specialista riconosciuto delle transizioni post comuniste nell’area dei c.d. Balcani occidentali. A partire da La transizione continua (1996) Privitera è tornato a più riprese a riflettere, in saggi e articoli, sulle delusioni del processo seguito al crollo dei regimi socialisti e alla scomparsa della Jugoslavia , e sulle tragedie che esso ha generato. In “Europa e Balcani allo specchio” (2006) ha ribadito la tesi di fondo dei suoi scritti in materia : per spiegare quanto è accaduto, accanto alle cause endogene, legate alla storia della Jugoslavia, bisogna indagare anche il ruolo dell’Europa, dell’Unificazione tedesca e di Maastricht, che hanno creato un precedente normativo per la “audoterminazione” dei popoli. L’assenza di una prospettiva comparativa toglie potere di convincimento alla tesi: perché solo nella ex Jugoslavia gli effetti sono stati così nefasti? Legati a una storia meno recente sono gli scritti su “The yugoslav communism between the world wars” (1999), “6 aprile 1941” (1993) “The role of intelllectuals in Yugoslavia” (2003). I due filoni di interesse hanno trovato una sintesi nella monografia Jugoslavia (2006), nella quale i fattori di lungo periodo che hanno portato alla dissoluzione del 1991 e alle successive guerre sono analizzati in modo organico e inserite in un testo chiaro, utile alla didattica. Privitera è sicuramente un buon conoscitore della storia e della realtà contemporanea dei Balcani occidentali, ma non è ancora giunto all’elaborazione di una interpretazione della storia dei paesi dell’area che definisca meglio il tema della loro specificità, che ritorna nei suoi scritti senza trovare approfondimento e interpretazioni innovative. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum Francesco Privitera ha un’intensa attività scientifica che consiste nella partecipazione a convegni internazionali e nel contributo agli orientamenti e anche all’organizzazione di importanti istituzioni di ricerca. Di particolare rilevanza è la sua partecipazione ai convegni e alle pubblicazioni di associazioni scientifiche americane (l’AAASS, l’ASN e dell’Istituto per l’Europa Centro-Orientale e Balcanica di Bologna di cui da anni è uno dei curatori della pubblicazione annuale). Ha esperienza di insegnamento anche post-laurea. E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale. Îproduzione scientifica La sua pubblicazione di maggior rilievo è la monografia Jugoslavia (2006). E’ una storia di questo paese, in cui l’attenzione principale è rivolta alle ragioni, anche di lungo periodo, del crollo istituzionale nel 1991 e delle guerre che hanno accompagnato la nascita degli stati nazionali postjugoslavi. E’ un saggio interpretativo chiaro, un testo utile per la didattica. Privitera è autore di un altro volume, La Transizione continua (1995), volume di un centinaio di pagine, riguardante tre paesi. Qui il ragionamento si svolge attorno alla delusione verso un processo di democratizzazione che pare non decollare. Di un terzo volume, 6 aprile 1941, dedicato all’occupazione italiana della Jugoslavia, Privitera è coautore (ne ha scritto due capitoli). E’ stato co-curatore anche di altri volumi (atti di convegni e annuari) e autore di vari articoli minori. Privitera è un buon conoscitore di storia jugoslava e si è occupato intensamente della storia delle “transizioni” post-comuniste nei Balcani. E’ da ritenere uno storico serio, anche se ancora non ha fornito un’opera di ricerca originale su questi paesi. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 2 monografie e altre 2 come coautore, 5 volumi come co-curatore, di cui 2 in lingua inglese, ed 1 come unico curatore, e 33 saggi su riviste e libri, di cui 9 in lingua straniera. Al centro dell’attenzione del candidato è l’Europa centro –orientale ed in modo, particolare il mondo balcanico, con una particolare attenzione alla storia dell’Jugoslavia. Ciò appare già nei suoi primi studi degli anni ’90, come mette in luce il saggio Un dialogo fra sordi. Riforme istituzionali e dibattito politico in Jugoslavia alla vigilia della guerra, in Jugoslavia e Balcani: una bomba in Europa del 1992, studi che si sono intrecciati con riflessioni di carattere più propriamente storico avente come sfondo le relazioni italo-jugoslave e la posizione del comunismo jugoslavo all’interno del mondo comunista come si evidenzia rispettivamente nei saggi Italica u Jugoslaviji: od imperijalnogo sna do poraza, 1941-1943, in Filozofija i Drustvo IV Antifasizam del 1993 e Socialismo vero e socialismo falso: la lotta dei cominformisti italiani nella Jugoslavia di Tito in Roma-Belgrado. Gli anni della guerra fredda del 1995. Il tema delle relazioni con l’Italia è anche oggetto della monografia scritta in collaborazione con Bianchini dal titolo 6 aprile 1941. L’attacco dell’Italia alla Jugoslavia, edito nel 1993, dove Privitera è autore fra l’altro del secondo capitolo, L’Italia dal sogno imperiale alla disfatta, basato su fonti dell’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Una sintesi della storia dell’Jugoslavia è per altro oggetto anche di una monografia edita nel 2006 appunto col titolo Jugoslavia . Un particolare interesse il candidato mostra poi ai problemi della transizione e delle diverse realtà statuali dopo il 1989 relativamente ai paesi dell’Europa centro-orientale come indicano la monografia La transizione continua. L’Europa centro-orientale fra rinnovamento e conservazione (1989-1994) del 1995 e i numerosi saggi sull’argomento, molti dei quali contenuti nelle guide pubblicate annualmente dal Mulino. Il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti relative soprattutto alle vicende politiche ed economiche contemporanee dell’area al centro dei suoi interessi e comparativamente dimostra maturità ed una buona capacità di sintesi. GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO PRIVITERA Studioso di storia della Jugoslavia e in generale dei Balcani. La Commissione apprezza la sua conoscenza dei temi affrontati, in particolare dei più recenti avvenimenti rilevando l’assenza di un vero e proprio approdo originale. Candidato Roberto VALLE Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta tre monografie, 51 tra saggi e articoli scientifici, recensioni, curatele. Dal curriculum si evince anche l’attività svolta come pubblicista e come docente di storia dell’Europa orientale. Il candidato approfondisce – nella prima monografia su Dostoevskij (1990) e nei saggi dedicati a Tolstoi e agli esponenti dell’intelligencija russa – temi e problemi della cultura russa tra Otto e Novecento. In altri saggi rivolge la sua attenzione alle questioni balcaniche e jugoslave con un taglio – particolarmente nella monografia sul "Despotismo bosnese" e "anarchia perfetta"…, (2003) - di carattere antropologico e di storia del pensiero politico. Ne La Russia e l’Eurasia…(2008) affronta un tema di attualità relativo ai nuovi equilibri internazionali. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI L’area di riferimento scientifico del candidato è prevalentemente la “cultura russa tra Ottocento e Novecento”, cui si riferiscono sia la sua monografia su “Dostoevskij politico e suoi interpreti” (Roma, Archivio Guido Izzi, 1990), sia i suoi numerosi saggi dedicati a questi, a Tolstoj e ai principali esponenti dell’intelligencija russa (da Berdjaev a Solzenicyn). Va rilevato che 2 monografie sono dedicate ad altri temi di rilievo storico, da “Despotismo bosnese e ’anarchia perfetta’. Le rivolte in Bosnia e in Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (18311878), Milano, 2003, che rappresenta un’accurata ricerca archivistica, a un panorama su temi di respiro internazionale “La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game e del New Great Game”, Roma, 2008). Il candidato, in particolare nelle sue prime tre monografie e in larga parte della sua produzione saggistica, dimostra competenza e comprensione su nodi decisivi della storia russa e dell’area balcanica Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum. E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma la Sapienza. Autore di 3 m0onografie e 45 saggi. Pubblicazioni scientifiche. Roberto Valle vanta una gran mole di pubblicazioni, quasi totalmente dedicate alla ricostruzione delle interpretazioni della storia della Russia e dell’Europa orientale negli ultimi due secoli, e degli effetti nefasti che esso ha esercitato quando esso ha generato interpretazioni unilaterali di singoli pensatori e tradizioni nazionali, trasformandosi in mitopoietica. La sua prima monografia, Dostoevskij politico (1990), esprime con efficacia questa visione. Di Dostoevskij interessa a Valle la natura di pensatore e scrittore di volta in volta rivoluzionario e reazionario, libertario e pronto a cogliere le miserie umane, e quindi non riconducibile a interpretazione unilaterale. In questa prospettiva panottica, il testo del libro si traduce in una silloge delle varie interpretazioni che del Dostoevskij pensatore politico sono state date nel tempo , senza ambizione alcuna di giungere a una sintesi del suo pensiero. La stessa operazione viene ripetuta nella seconda monografia di Valle, Despotismo bosnese e anarchia perfetta. Le rivolte in Bosnia e Erzegovina nelle corrispondenze della Propaganda Fide. 1831-1878 (2003). Gli esiti sono meno convincenti. Le fonti archivistiche vaticane su cui si basa il lavoro, consentono di definire i tratti della mitologia cattolica e antimusulmana in Bosnia, non la sua effettiva efficacia e ruolo storico. I tentativi di ricollegare la “finis Jugoslaviae” a vicende lontane nel tempo e circoscritte sul piano geografico, sembrano una ripresa artificiosa di tesi popolarizzate, in modo più articolato, da Banac. Affrettata la monografia La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game e del New Great Game (2008), che sopravvaluta il ruolo del fattore religioso nel determinare il “Great game”, e soprattutto usa una bibliografia datata e inadeguata a cogliere la complessità dei problemi. Il resto dei saggi, articoli e recensioni, tocca temi disparati , legati dal filo conduttore della diversità della Russia, e dell’Europa orientale in generale, impossibile da cogliere ricorrendo alle categorie del pensiero politico occidentale. “Voci dal panopticon russo” (2006) è il titolo di un saggio che sintetizza lo scopo degli scritti di Valle: formare per il lettore un caleidoscopio di idee attraverso le quali osservare una realtà che sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione definitiva . Il bersaglio divengono in tal modo i miti che pretendono di proporre una interpretazione generale della realtà: la russofobia, come il mito dell’Urss, il populismo come il federalismo. I lavori di Valle possono essere inseriti in una storiografia erudita, anche se in essi manca un confronto con storici che sostengano idee diverse da quelle dell’autore. L’ approccio storiografico è a tratti post moderno, per la destrutturazione di categorie storiografiche consolidate, ma anche in questo caso si dovrebbe osservare che l’obiettivo è perseguito attraverso l’uso di idee sganciate dal loro contesto storico. I lavori di Valle non mancano di momenti di originalità e interesse, ma spesso sono prive di sistematicità, e non giungono a sintesi interpretative. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale. Îproduzione scientifica Roberto Valle ha una produzione scientifica molto ampia. Presenta al concorso tre monografie e numerosissimi articoli e contributi a libri. La sua prima monografia, nata dalla tesi di dottorato, è Dostoevskij politico (1990). Si tratta di una rassegna di interpretazioni dell’opera di Dostoevskij da parte di intellettuali e politici russi e non russi, Dostoevskij appare come libertario, rivoluzionario, reazionario nelle diverse letture. Valle non arriva a una conclusione, si limita a constatare questa presunta adattabilità del pensiero di Dostoevskij a ogni interpretazione. In Despotismo bosnese (2003) Valle analizza la corrispondenza tra religiosi che stanno in Bosnia e la Propaganda Fide negli anni delle rivolte. Considera, dal punto di vista dei cattolici, le tensioni con gli islamici. Si tratta del frutto di un’ampia ricerca di archivio sulla Propaganda Fide. Al centro del lavoro vi è appunto la Propaganda Fide ben più della Bosnia. La Russia e l’Eurasia (2008), terza monografia, riguarda l’identità della Russia tra Occidente e Oriente dopo il 1991. Il testo tocca situazioni diverse, dalla Russia all’Asia centrale, e le collega al quadro degli equilibri internazionali. E’ uno studio di taglio politologico che non riesce ad entrare nella complessità delle questioni. Gli articoli di Valle spaziano su vari temi. Vi sono articoli di preparazione al volume su Dostoevskij; altri riguardano l’immagine minacciosa della Russia, il populismo, il mito dell’Urss, il federalismo fallito in Urss e in Jugoslavia. Valle è uno scrittore indefesso, ma pare inseguire un mondo di idee senza contesti. Segue un approccio, forse definibile come postmoderno, che prescinde dal dibattito storiografico attuale. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 3 monografie, 45 saggi, di cui 2 su Internet. Al centro dell’attenzione del candidato è la storia russa fra ‘800 e ‘900 analizzata in modo particolare dal punto di vista culturale, ma non mancano anche ampie e significative incursioni sia in campi diversi della storia di questo paese, sia in aree geograficamente diverse. Al principale interesse appartengono certamente gli scritti dedicati alla figura di Dostoevskij apparsi sotto forma di articoli nel corso degli anni ’80 ed inizi ’90 fra cui possiamo ricordare La crisi dei valori. Note su Dostoevskij, Mannheim, Lukacs apparso nel 1982 in “Storia e Politica” , fascicolo II, e Storia e utopia: Cioran interprete di Dostoevskij, apparso nel 1986 in “Nuovi Studi Politici”, n. 3. Essi costituiscono la preparazione della monografia che vede la luce nel 1990 col titolo Dostoevskij politico ed i suoi interpreti (L’esodo dall’occidente) dove si analizza il pensiero dell’autore russo e si offre una accurata disamina delle interpretazioni cui esso è stato sottoposto da parte di intellettuali russi ed occidentali. Orientati a questo medesimo interesse sono per altro le numerose voci dedicate ai principali esponenti della cultura russa contenute nella Enciclopedia del pensiero politico curata da R.Esposito e C. Galli e pubblicata nel 2000. A questo ambito possiamo anche far rientrare le ricerche condotte dal Valle sul tema del “giudizio” sulla Russia come emerge, ad esempio, dai saggi: Spettri della Russia. Astolphe de Custine e l’autocoscienza russa apparso in “De Cive” , n. 3 del 1997; Donoso Cortes e la Russia: filosofia della storia e diplomazia, apparso in “Filosofia Politica” , n. 2 del 1999 e “Ombre russe”. Considerazioni su Mazzini, Bakunin e la russofobia in Dalla Giovane Europa alla Grande Europa, edito nel 2007. Il candidato non ha mancato, però, di confrontarsi anche con aree e tematiche diverse come emerge sia dalla sua monografia edita nel 2003 su “Dispotismo bosnese” e “anarchia perfetta”. La rivolta in Bosnia e in Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (1831-1878) che approda ad una attenta ricostruzione, su basi archivistiche, di quelle vicende viste in modo particolare nei loro risvolti interni, sia dal volume edito nel 2008 su La Russia e l‘Eurasia. Gepolitica, iconografia e istoriosafia del Great Game e del New Great Game dove si analizzano le implicazioni geopolitiche di quell’area nella fase post-sovietica con ampi riferimenti alle precedenti tensioni ottonovecentesche. In una prospettiva comparativa il candidato dimostra, nella continuità dei suoi studi, di avere una buona conoscenza delle fonti relative agli studi intrapresi e di avere raggiunto una maturità di analisi che gli hanno consentito di avviare ricerche originali e di approdare a risultati meritevoli di attenzione. GIUDIZIO COLLEGIALE SU ROBERTO VALLE Studioso di storia del pensiero politico russo tra Ottocento e Novecento. Una parte della Commissione n e apprezza le scelte tematiche, altri commissari mettono in rilievo la fragilità del suo approccio storiografico. La seduta è tolta alle ore 15.00 del giorno 10 maggio 2010 Letto, approvato e sottoscritto seduta stante La Commissione: 1) Presidente Prof. Antonello Folco Biagini 2) Membro Prof. Sergio Bertolissi 3) Membro Prof. Fabio Bettanin 4) Membro Prof. Marco Buttino 5) Segretario Prof. Lapo Sestan VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE - sede di Pomezia - PER IL SETTORE SCIENTIFICO - DISCIPLINARE MSTO/03 (Storia dell’Europa Orientale) II RIUNIONE Il giorno 14 giugno 2010 alle ore 9,30 presso i locali del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea della Sapienza di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice per la discussione sulle pubblicazioni scientifiche da parte dei candidati della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche – sede di Pomezia - per il Settore MSTO/03 Risultano presenti: 1) 2) 3) 4) 5) Prof. BIAGINI Antonello, Presidente Prof. BERTOLISSI Sergio, Membro Prof. BUTTINO Marco, Membro Prof. BETTANIN Fabio, Membro Prof. SESTAN Lapo, Segretario La Commissione dalle 9,30 alle 10,30 elabora le tracce per ogni candidato e tali tracce vengono inserite in 6 buste separate. Alle ore 10,30 la Commissione si trasferisce nell’aula B del Dipartimento di Storia Medievale e si procede quindi all’appello nominale e risultano presenti i seguenti candidati: 1. Dott CACCAMO Francesco 2. Dott. CLEMENTI Marco 3. Dott. MASOERO Alberto 4. Dott. PRIVITERA Francesco 5. Dott. VALLE Roberto La Commissione identifica i candidati come segue: Candidato Documento di identificazione Firma per accettazione del calendario-orario delle prove CARTA D’IDENTITA’ N. ….. .. CARTA D’IDENTITA’ N. ................................................................................ ……………………………………………… PASSAPORTO N. ……………………………………………………. CARTA D’IDENTITA’ N ……………………………………………………. PASSAPORTO N. …………………………………………………….. La Commissione procede quindi alla scelta di cinque argomenti, tenendo conto che la prova didattica deve essere relativa ad una area tematica ricompresa nella declaratoria del settore scientifico-disciplinare a concorso. I candidati sono invitati a verificare l’integrità delle buste contenti gli argomenti, buste che sono sigillate e firmate dai Commissari sui lembi di chiusura. La seduta è pubblica. Ciascun candidato sarà invitato a sorteggiare al termine della discussione tre dei cinque argomenti di cui uno sarà oggetto della prova didattica. Viene quindi dato inizio alla discussione sulle pubblicazioni scientifiche e al sorteggio degli argomenti per la prova didattica, con l’esito di seguito verbalizzato per ciascun candidato: Candidato CACCAMO FRANCESCO a) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti : Cecoslovacchia, Balcani (formazione dell’Jugoslavia), Montenegro, fonti di storia diplomatica e descrizione delle fonti utilizzate b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla Primavera di Praga Candidato CLEMENTI Marco b) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Slavia cristiana, Balcani, dissenso e opposizione in Russia, molteplicità delle fonti b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev Candidato MASOERO ALBERTO c) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Russia, socialismo e populismo, cultura accademica, giuridica ed economica, Siberia e caratteri dell’Impero russo b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica Candidato PRIVITERA FRANCESCO: d) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Jugoslavia, autogestione, approccio comparativo, transizione b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa Centro Orientale fra le due guerre Candidato VALLE ROBERTO e) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti:pensiero politico russo, Balcani e Bosnia, geopolitica, euroasismo, storia dei concetti b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: Da Witte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella Russia zarista Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del .08/03/2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato CACCAMO Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Bertolissi Sergio: espone in modo chiaro e motivato il proprio percorso scientifico, incentrato in modo particolare sulla storia ceca e su alcuni paesi dei Balcani. Dichiara di voler procedere i suoi studi sulla storia ceca, in particolare sulla Primavera di Praga.. - Commissario Bettanin Fabio: espone in modo articolato le ragioni che hanno incanalato la sua ricerca lingo due filoni storiografici: uno relativo ai Balcani, l’altro alla Cecoslovacchia. Espone un convincente progetto di ricerca sulla Primavera di Praga............................................................... - Commissario Biagini Antonello: espone con proprietà le linee fondamentali delle ricerche effettuate in Italia e all’estero. Buone le prospettive di ricerca. - Commissario Buttino Marco: nell’esposizione del suo approccio di ricerca risulta confermata un’impostazione prevalente di storia diplomatica. Non colloca il proprio lavoro nel dibattito storiografico. - Commissario Sestan Lapo: espone con chiarezza le proprie ricerche relative in modo particolare alla storia ceca e balcanica. Convincenti le prospettive di ricerca.. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato espone in modo articolato e chiaro il proprio percorso scientifico e i propri interessi incentrati sulla storia ceca e balcanica. Un commissario rileva un non compiuto collegamento tra le ricerche specifiche e la storiografia sull’argomento. Candidato CLEMENTI Marco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Betolissi Sergio: il candidato sottolinea che il centro focale die propri studi è l’interesse per gli aspetti religiosi ed ideologici dei paesi dell’Europa Orientale, legati alla “slavia eterodossa”. Il candidato precisa che attualmente il suo interesse è incentrato alla opposizione politica allo stalinismo. -Commissario Bettanin Fabio: il candidato spiega alla Commissione che la diversificazione dei temi dei suoi lavori è solo apparente, in quanto le antiche radici religiose costituiscono motivo di unificazione per i popoli slavi. Preannuncia la pubblicazione di due ricerche sulle relazioni fra Italia e URSS e sull’occupazione italiana in Grecia, a suo dire innovative senza fornire indicazioni sulla storiografia esistente in materia. -Commissario Biagini Antonello: il candidato sostiene con fervore i propri molteplici campi di ricerca pur lasciando indeterminato l’approccio specifico. -Commissario Buttino Marco: il Clementi colloca la sua ricerca sul dissenso sovietico nel quadro di una conoscenza più ampia del contesto storico. Indica diversi temi di ricerca delineando un itinerario complesso, ma non chiaro in tutti suoi punti. _Commissario Sestan Lapo: il candidato nella sua esposizione conferma la pluralità dei suoi interessi di ricerca non sempre sostenuti da una precisa indicazione della storiografia esistente in proposito. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il Candidato conferma la molteplicità dei propri interessi, talvolta non replicando in maniera sufficientemente problematica alle osservazione dei commissari. Candidato MASOERO Alberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Bertolissi Sergio: il candidato espone con chiarezza il proprio percorso sui principali odi della storia russa: società civile, progresso e pensiero politico nella Russia prerivoluzionaria, in particolare sul ruolo del socialismo russo nell’ambito del socialismo europeo. Precisa,inoltre, il ruolo della Siberia nell’ambito dell’evoluzione dello Stato russo. -Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute in modo approfondito con la Commissione dello studio delle idee come strumento di analisi della storia della Russia imperiale.Dichiara di avere intenzione di continuare lo studio della Siberia come “specchio” dell’Impero, tema sul quale ha già scritto importanti saggi. -Commissario Biagini Antonello: espone con sicurezza i frutti della propria pluriennale ricerca sui temi indicati. -Commissario Buttino Marco: Masoero espone il proprio percorso di ricerca nel quadro di una riflessione complessa sulla storiografia e riferisce di un lavoro di archivio estremamente ampio. Il suo approccio risulta solido e fortemente innovativo. -Commissario Sestan Lapo: il candidato espone con chiarezza le proprie linee di ricerca confermando il suo particolare interesse verso lo studio della Siberia all’interno dell’evoluzione dell’Impero russo. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato dimostra di sostenere in modo convincente e articolato le proprie linee di ricerca, in particolare la storia delle idee nella Russia dell’800 e il ruolo della Siberia nell’ambito dello Stato russo. Candidato PRIVITERA Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Bertolissi Sergio: il candidato ha iniziato i suoi studi iniziando dall’esame diretto dell’autogestione jugoslava e poi si è allargato allo studio della questione nazione in Russia ed in Jugoslavia. Ha affrontato inoltre il tema della transizione politica in Europa orientale dopo la seconda guerra mondiala e dopo il 1989 -Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute della sua interpretazione del crollo della Jugoslavia che stabilisce un nesso con il coevo processo di integrazione europeo e attribuisce un ruolo limitato ai fattori endogeni. Pone un programma di ricerca incentrato sullo studio delle transizione dei paesi dell’area dopo il 1989. -Commissario Biagini Antonello: dimostra una buona preparazione con interessanti approcci comparativistici. -Commissario Buttino Marco: espone un approccio complesso alla ricerca sulla storia e l’attualità jugoslava. Talvolta però pare sottovalutare la specificità dell’approccio storico. -Commissario Sestan Lapo: conferma il suo interesse al problema della transizione in Europa orientale dopo il 1989 mettendo in evidenza una buona conoscenza dell’oggetto delle sue ricerche. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato dimostra una buona conoscenza della storia dell’Jugoslavia non sempre sostenuta da una adeguata capacità critica sulle ragioni della disintegrazione del paese e dei suoi complessi rapporti con l’Europa. Candidato VALLE Roberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Bertolissi Sergio: conferma il suo prevalente interesse scientifico sul pensiero politico russo, ma anche sui problemi storici del nazionalismo balcanica. In particolare si è occupato del tema della “rivoluzione conservatrice” e del tema della “rivolta” nella storia balcanica. Precisa il legame tra pensiero politico e storia russa indicando lo specifico peso della “cultura” nelle vicende di quel paese. -Commissario Bettanin Fabio: discute con la Commissione della sua vasta produzione storiografica, alla base della quale pone una “semiotica storica”incentrata sul ruolo delle idee. Il dibattito che segue non porta ad una chiara definizione del rapporto fra queste e la realtà nei diversi contesti storici toccate dalle opere, e questo resta il nodo irrisolto dei contributi storiografici del candidato. -Commissario Biagini Antonello: espone con precisione il proprio percorso di studio e, in maniera articolata, i contenuti della propria ricerca. -Commissario Buttino Marco: definisce il proprio approccio alla ricerca come storia dei concetti e come geopolitica critica. Di fatto descrive un approccio non chiaro e disattento verso lo storiograifia. _Commissario Sestan Lapo: il candidato conferma il suo interesse per il pensiero politico russo e per l’attenzione che esso ha suscitato in quello europeo.In modo articolato espone anche i contenuti della propria ricerca verso il mondo balcanica. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Riconosce l’ampia produzione presentata dal candidato incentrata sul pensiero politico russo e su alcuni aspetti della storia balcanica. La Commissione si divide su un punto: alcuni commissari ritengono che l’analisi compiuta sul pensiero politico russo sia una chiave convincente di lettura della storia del paese, altri al contrario ritengono che i due momenti rimangano separati nel lavoro del candidato e che lascino imprecisato il ruolo del pensiero politico e della cultura generale in Russia. Il Presidente ricorda ai candidati e ai Membri la data della successiva riunione, dichiara tolta la seduta alle ore 16.00 e procede alla chiusura del verbale firmato in tutte le sue parti. Roma, 14.06.201 Letto, approvato e sottoscritto seduta stante La Commissione: 1) Presidente Prof. BIAGINI Antonello __________________________________ 2) Membro Prof. BERTOLISSI Sergio __________________________________ 3) Membro Prof. BETTANIN Fabio __________________________________ 4) Membro Prof. BUTTINO Marco __________________________________ 5) Segretario Prof. SESTAN Lapo __________________________________ VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE – sede di Pomezia PER IL SETTORE SCIENTIFICO – DISCIPLINARE MSTO/03 (Storia dell’Europa Orientale) III RIUNIONE Il giorno 15 giugno 2010 alle ore 11 presso i locali del. Dipartimento di Storia Moderna e Contemporane (aula Seminari) della Sapienza di Roma, si riunisce la Commissione giudicatrice per la prova didattica dei candidati della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di Scienze Politiche – sede di Pomezia - per il Settore MSTO/03 Risultano presenti : 1) 2) 3) 4) 5) Prof. Biagini Antonello Presidente Prof. Bertolissi Sergio Membro Prof. Buttino Marco Membro Prof. Bettanin Fabio Membro Prof. Sestan Lapo Segretario Il Presidente, constatato che sono trascorse almeno 24 ore dal sorteggio degli argomenti per le prove didattiche, invita la Commissione a procedere con i lavori. Il candidato Caccamo Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Caccamo Francesco Argomento della prova didattica: La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla Primavera di Praga. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato .Caccamo Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Antonello Biagini. Espone con proprietà e chiarezza (anche didattica) il tema prescelto con citazioni storiografiche e con molteplici elementi di carattere storico-politico. - Commissario Bertolissi Sergio. Espone in modo chiaro ed esauriente il complesso arco di questioni legate al tema proposto. Manifesta non solo una conoscenza precisa degli avvenimenti e delle ragioni che le hanno motivati, ma anche della storiografia succedutasi sui diversi momenti cruciali affrontati. - Commissario Buttino Marco. La lezione ha un carattere essenzialmente descrittivo,e una esposizione degli avvenimenti politici cecoslovacchi dal 1948 al 1968. Non presenta tesi interpretative mentre i riferimenti alla storiografia sono ridotti all’essenziale. - Commissario Bettanin Fabio. Traccia un quadro nel complesso ampio del tema della lezione anche se nella sintesi storica si avverte la mancata definizione del ruolo svolto dai legami con l’URSS e dalla società cecoslovacca in particolare nel corso del cruciale passaggio della Primavera di Praga. - Commissario Sestan Lapo.Il candidato espone in modo maturo il tema della lezione mettendo in evidenza una conoscenza approfondita della bibliografia sull’argomento, elementi che gli permettono di offrire una visione problematica e articolata. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione La Commissione ritiene l’esposizione del candidato chiara e motivata. Alcuni commissari sottolineano il carattere non problematico dell’esposizione. Il candidato Clementi Marco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Clementi Marco Argomento della prova didattica: L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Clementi Marco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini Antonello. Esposizione convincente e didatticamente valida dell’argomento oggetto della lezione scelta. - Commissario Bertolissi Sergio. Definisce il periodo chrusceviano come tipicamente “contraddittorio”, nonostante le novità presenti nell’epoca dopo la morte di Stalin. La lezione risulta correttamente espositiva. - Commissario Buttino Marco. Imposta le lezione esplicitando la tesi e indicando una periodizzazione congrua. E’ una lezione ben costruita e sufficientemente complessa anche se alcuni punti risultano meno convincenti. - Commissario Bettanin Fabio. La lezione coglie alcuni momenti centrali del periodo chrusceviano. Ne trascura altri in particolare le relazioni internazionali. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato ricostruisce in modo articolato il complesso arco di tempo che caratterizza gli anni di Chruscev indicando la bibliografia essenziale sull’argomento. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione La Commissione giudica corretta l’esposizione anche se alcuni passaggi non risultano sufficientemente motivati. Il candidato Masoero Alberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Masoero Alberto Argomento della prova didattica: Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Masoero Alberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini. Antonello. L’argomento della lezione è svolto in modo positivo ed articolato con riflessioni innovative sul problema della modernizzazione dello Stato russo. - Commissario Bertolissi Sergio. Lezione problematica e densa di questioni che sollevano quesiti, ma che rimane una espressione di autonomo e consapevole giudizio del candidato. - Commissario Buttino Marco. Esplicita le questioni su cui organizzare la lezione e ne indica le tesi. La lezione risulta originale convincente nelle sue argomentazioni. Evidentemente è il frutto di una conoscenza profonda e di uno studio critico della storiografia. E’ una lezione affascinante che rivela quanto Masoero sia un ottimo studioso della società e della cultura russa. - Commissario Bettanin Fabio. Svolge con efficacia un tema complesso, dimostrando una approfondita conoscenza della bibliografia in materia e la capacità di formulare ipotesi interpretative chiare e ben articolate. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo problematico il tema della lezione e dimostra di conoscere la bibliografia russa e occidentale sull’argomento, e ciò gli permette di approdare ad un quadro d’insieme articolato. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione L’esposizione del candidato affronta i nodi problematici del tema prescelto con riflessioni sugli aspetti politici e storiografici. Il candidato Privitera Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Privitera Francesco Argomento della prova didattica: Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa centro-orientale fra le due guerre. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Privitera Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini Antonello. Imposta la prima parte della lezione sulla letteratura relativa all’argomento prescelto; nella seconda parte espone i temi legati alle problematiche delle minoranze con riflessioni anche sul secondo dopo guerra. - Commissario Bertolissi Sergio. Esposizione chiara e informata sul tema, che delinea anche secondo le interpretazioni storiografiche più recenti. - Commissario Buttino Marco. La lezione parte dalle tesi di alcuni autori ritenuti classici, punto di riferimento per gli studi sulle minoranze in Europa orientale nel corso del XX secolo. La questione delle minoranze è collocata nel quadro della formazione-trasformazione degli Stati. La trattazione privilegia la minoranza tedesca e non offre spunti più complessi di analisi. - Commissario Bettanin Fabio. Mostra una buona conoscenza del tema della lezione che espone con chiarezza pur non approfondendo alcuni punti. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato offre una corretta ricostruzione del tema che privilegia la questione della minoranza tedesca, indicando la principale bibliografia sull’argomento. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il tema prescelto è affrontato in una prima parte con la citazione di una letteratura anche nota, nella seconda parte la lezione si allarga oltre i limiti cronologici previsti. Il candidato Valle Roberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Valle Roberto Argomento della prova didattica: Da Vitte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella Russia zarista. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Valle Roberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini Antonello. Espone in maniera articolata il tema prescelto precisando il concetto di modernizzazione conservatrice correlato ai problemi di carattere internazionale, ai processi di industrializzazione e alle tendenze rivoluzionarie. - Commissario Bertolissi Sergio. Conferma la sua visione concettuale della storia russa , delineando correttamente le figure di Vitte e Stolypin e la loro diversa azione nell’epoca. - Commissario Buttino Marco. Il tema della lezione è simile a quella di Masoero, riforme e modernità nell’Impero. La lezione è una descrizione del tema che tiene conto sia delle trasformazioni sociali e istituzionali interne, sia delle relazioni internazionali della Russia. Non è chiaro come Valle colloca le proprie argomentazioni rispetto alle interpretazioni note della questione. La sua esposizione non pare lineare e sufficientemente chiara. - Commissario Bettanin Fabio. L’esposizione mostra una sufficiente conoscenza del periodo e della letteratura in materia, anche se non coglie i nodi problematici posti dalle riforme di Vitte e Stolypin. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo articolato il complesso momento storico vissuto dalla Russia fra ‘800 e ‘900 alla luce del problema della modernizzazione del paese, offrendo indicazioni sulle fonti e sulla bibliografia sull’argomento. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato conferma la sua visione concettuale della storia russa sollevando il tema della modernizzazione conservatrice nel periodo indicato. Alcuni commissari ritengono le sue argomentazioni non sufficientemente articolate e motivate. Valutazione comparativa finale La Commissione inizia la discussione collegiale, previa la valutazione comparativa di tutti i giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati nelle varie sedute. L’intera Commissione procede alla stesura di un giudizio complessivo per ciascun candidato, avendo acquisito elementi sufficienti per la procedura valutativa finale. Candidato: Caccamo Francesco Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la maggioranza della Commissione ritiene positivi i risultati raggiunti. Candidato: Clementi Marco Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la Commissione ritiene che il candidato mantenga un vasto arco di temi, senza avere ancora raggiunto un approdo definito. Candidato: Masoero Alberto Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titolo e la lezione didattica, la Commissione ritiene che il candidato manifesti una piena conoscenza del tema prescelto, sia dal punto di vista storiografico e che delle fonti. Candidato: Privitera Francesco Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il candidato risulta conoscere in maniera ampia la tematica relativa alla Jugoslavia, non sempre configurando le grandi tematiche storiche relative. Candidato: Valle Roberto Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il candidato dimostra di prescegliere l’approccio del pensiero politico alla storia russa, con risultati positivi che alcuni commissari ritengono non sufficientemente fondati dal punto di vista storiografico. Il Presidente ricorda che ogni commissario ha la possibilità di indicare positivamente i nominativi di non più di due candidati ritenuti idonei. Al termine della valutazione comparativa , la Commissione dichiara a maggioranza dei componenti (Prof. . Bertolissi Sergio, Biagini Antonello, Sestan Lapo) - Dott. Caccamo Francesco - Dott. Valle Roberto IDONEI per la procedura di valutazione comparativa ad un posto di professore universitario di ruolo di II fascia per il settore scientifico-disciplinare MSTO/03 (Storia dell’Europa Orientale) Facoltà di Scienza Politiche – sede di Pomezia - indetta con D.R. 20/06/2008 (Avviso pubblicato sulla G.U. n. 50- IV Serie speciale - del 27/06/2008) . Candidato Masoero Alberto voti 2 Candidato Clementi Marco voti 1 Candidato Privitera Francesco voti 1 La Commissione, conclusi i lavori e redatti in unica copia i verbali relativi alle riunioni, approvati e sottoscritti da tutti i Commissari, si appresta ad elaborare la Relazione finale (redatta in triplice copia) oppure si aggiorna ad una successiva seduta. Roma, 15/06/2010 Letto, approvato e sottoscritto seduta stante La Commissione: Presidente Prof. Antonello Biagini Membro Prof. Bertolissi Sergio Membro Prof. Buttino Marco Membro Prof. Bettanin Fabio 5) Segretario Prof. Sestan Lapo 1) 2) 3) 4) VERBALI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI II FASCIA PRESSO LA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE – Sede di Pomezia PER IL SETTORE SCIENTIFICO – DISCIPLINARE M-STO/03 (Storia dell’Europa Orientale) RELAZIONE FINALE Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Roma “La Sapienza” La Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di Professore Universitario di ruolo di II fascia presso la Facoltà di .Scienze Politiche – Sede di Pomezia per il Settore M-STO/03 bandito dall’Università di Roma “la Sapienza” e composta dai Professori di cui al Decreto rettorale del 20/06/2008 pubblicato G.U. - IV Serie speciale - n. 50 del 27/06/2008 si è riunita per adempiere alle funzioni conferitegli nei seguenti giorni: Seduta preliminare 08/03/2010 I Riunione 12/04/2010 e 10/05/2010 II Riunione 14/06/2010 III Riunione 15/06/2010 Seduta preliminare: designazione del Presidente (Prof. Antonello Biagini ) e del Segretario (Prof. Lapo Sestan); presa d’atto della normativa concorsuale (Legge 3/07/ 1998, n.210, relativo regolamento di applicazione DPR 117/2000 e L. 31/2008); dichiarazione di legge sulla inesistenza di parentela ed affinità entro il IV grado incluso tra i Commissari; fissazione dei criteri di massima e definizione del calendario dei lavori. I Riunione: presa d’atto della avvenuta pubblicità dei criteri di massima (Legge 117/2000), lettura dell’elenco ufficiale dei candidati; dichiarazione di legge sull’inesistenza di parentela ed affinità entro il IV grado incluso tra i Commissari ed i candidati; presa d’atto delle esclusioni e delle rinunce eventualmente intervenute; elencazione dei candidati da valutare ai fini della procedura: identificazione dell’apporto del candidato nei lavori di collaborazione, stesura dei profili curriculari, del giudizio individuale dei singoli Commissari su ciascun candidato e formulazione dei giudizi collegiali da parte della Commissione. II Riunione: presa d’atto delle eventuali rinunce o richieste motivate di spostamento delle prove; discussione sulle pubblicazioni scientifiche e sorteggio, da parte di ciascun candidato, di tre dei cinque argomenti, uno dei quali sarà oggetto della prova didattica; giudizio individuale e collegiale della commissione sulla discussione sulle pubblicazioni scientifiche di ciascun candidato (Allegato 2 giudizi individuali e collegiali) III Riunione: espletamento della prova didattica, giudizio individuale e collegiale sulla prova didattica; valutazione complessiva finale (giudizio complessivo) sulla base dei profili curriculari, delle valutazioni dei titoli scientifici e delle prove (discussione sulle pubblicazioni , prova didattica) da ciascun candidato sostenute ed indicazione dei candidati ritenuti idonei: (Allegato 3 giudizi individuali, collegiali e complessivi) Sono dichiarati idonei a maggioranza il - Dott. Caccamo Franceco - Dott. Valle Roberto Il Presidente incarica il Segretario di trasmettere al Responsabile del procedimento i verbali delle riunioni e la relazione finale con allegati tutti i giudizi, individuali, collegiali e complessivi espressi sui singoli candidati nelle varie riunioni in plico chiuso e sigillato, con l’apposizione delle firme di tutti i Commissari sui lembi di chiusura ed unitamente ad una nota scritta di trasmissione dei verbali. Roma, 15/06/2010 Letto, approvato e sottoscritto seduta stante La Commissione 1) Presidente Prof. Biagini Antonello 2) membro Prof. Bertolissi Sergio 3) membro Prof. Bettanin Fabio 4) membro Prof. Buttino Marco 5) Segretario Prof. Sestan Lapo Allegato 1 La Commissione procede alla lettura dei singoli giudizi dei commissari sui singoli candidati in ordine alfabetico: Francesco CACCAMO Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta tre monografie , 20 saggi (alcuni in lingua straniera), tre curatele. Nella prima monografia (2000) il candidato affronta, con una accurata ricerca d’archivio (in Italia e all’estero), temi rilevanti relativi all’assetto dell’Europa centro-orientale dopo la prima guerra mondiale. La monografia su Jiři Pelikán (2007) – testo poi tradotto e ampliato il lingua ceca (2008) – affronta uno dei temi significativi della realtà interna (culturale e sociale) dei Paesi socialisti e l’interesse per l’area ceco-slovacca è confermato anche da altri significativi saggi sull’argomento. La monografia sul Montenegro (2008) conferma l’interesse per la storia dell’area balcanica già manifestata con alcuni saggi. Il candidato presenta una compattezza di interessi di studio, si avvale di una ricerca archivistica e bibliografica di non secondaria importanza con ottimi risultati. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il candidato presenta un’ampia produzione scientifica che, prendendo le mosse da una ricerca legata alla specializzazione dottorale in Storia delle relazioni internazionali “L’Italia e la Nuova Europa” (Milano, Trento, Luni editrice, 2000), si è poi orientata in modo più specifico su temi e problemi legati alla storia dei Paesi dell’Europa orientale. In particolare si segnalano le 2 monografie, su “Jirji Pelikan. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista”, Venezia, Marsilio, 2007(tradotta in ceco nel 2008) e “Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale”, Roma, Aracne, 2008, mentre altri studi si riferiscono a temi e momenti più specifici: “L’Adriatico degli arbereshe: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani”(2008), e ancora i numerosi studi sulla Cecoslovacchia, tra cui mi sembrano rilevanti “La Cecoslovacchia da Novotny a Dubcek” e “La costituzione di uno stato nazionale sulle rovine di un Impero: la Cecoslovacchia”. Il candidato dimostra di aver individuato un suo ambito preciso di ricerca, i Paesi dell’Europa centrale, sui quali presenta già numerosi e significativi studi. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: è dottore di ricerca, e, dal 2002, ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Chieti –Pescara. Autore di 3 monografie (1 tradotta in ceco; curatore di due libri; autore di 16 articoli. Pubblicazioni scientifiche. I lavori Francesco Caccamo riguardano la storia di due aree dell’Europa orientale nel XX secolo : i Balcani, e in particolare il Montenegro, e la Cecoslovacchia nel XX secolo. Su questi temi ha curato la pubblicazione di volumi collettanei. La sua prima monografia: L’Italia e la “Nuova Europa”. Il confronto sull’Europa orientale alla Conferenza di pace di Parigi (2000), usa come fonti i verbali della conferenza e documenti proveniente da vari archivi diplomatici italiani. L’analisi offre un contributo significativo alla definizione della politica italiana tesa a contrastare la nuova Jugoslavia, anche attraverso il sostegno alle aspirazioni separatiste di Croazia e Montenegro. Il tema è stato approfondito nel saggio :”Il sostegno Italiano all’indipendentismo croato” (2004) e nella monografia Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008), preparata da alcuni articoli sul tema . Le fonti documentarie provengono, anche in questo caso, dagli archivi diplomatici italiani, e in parte francesi. Una questione connessa è toccata nel saggio : “L’Adriatico degli arbëreshë: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani”, incluso nel volume curato da Caccamo con Stefano Trinchese, Adriatico contemporaneo (2008), nel quale viene ricostruito il ruolo svolto dalla comunità albanese italiana nella definizione della politica italiana verso l’Albania, giungendo alla conclusione che esso fu modesto. I contributi sulla Cecoslovacchia hanno per lo più toccato temi relativi al periodo socialista, e non riguardano la storia diplomatica. La biografia: Jiŕí Pelikán. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista (2008), pubblicata anche nella Repubblica ceca, è il contributo più significativo di questa attività di ricerca. Pelikán ha attraversato da protagonista venti anni di storia cecoslovacca, dal colpo di stato stalinista del 1948 al 1968, e anche negli anni dell’esilio ha continuato a svolgere un ruolo di rilievo nel socialismo europeo. Caccamo analizza il tema con equilibrio di giudizio, capacità di penetrazione psicologica, attenzione al contesto generale, la non sempre lineare, ma mai banale, parabola di una personaggio complesso, sospeso fra due mondi. Sono queste le qualità che contraddistinguono i contributi scientifici di Francesco Caccamo, spesso originali, in quanto basati su una base documentaria inesplorata. Nei casi in cui essi riguardano temi e zone geografiche “marginali”, il loro contributo sarebbe stato reso ancora migliore da una maggiore attenzione alle questioni generali cui esse rimandano: gli equilibri di potenza e il ruolo delle questioni nazionali in Europa nel primo dopoguerra. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale Îproduzione scientifica La ricerca di Francesco Caccamo è rivolta soprattutto alle relazioni dell’Italia verso i paesi dell’Europa orientale. La sua opera di maggio rilievo, a mio avviso, è L’Italia e la «Nuova Europa». Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (19191920) (2000). Il volume nasce dalla tesi di dottorato ed è frutto di una ricerca ampia basata sui verbali della conferenza e su materiali conservati in vari archivi italiani. Caccamo offre una panoramica dei lavori della conferenza e considera in questo quadro le posizioni italiane. Tra le varie questioni affrontate, risulta particolarmente interessante la politica italiana di contenimento della Jugoslavia e di sostegno al separatismo croato e montenegrino (temi che verranno ripresi e sviluppati in altri lavori di Caccamo). Alla questione del Montenegro, negli anni che precedono la conferenza di Parigi, è dedicato il volume Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale (2008). Al centro dell’attenzione è l’unione del Montenegro alla Serbia. Anche in questo caso l’approccio è di storia diplomatica. I materiali analizzati provengono soprattutto da archivi italiani, in particolare quello del Ministero degli Affari esteri, e anche dall’Archivio del Ministero degli Affari esteri francese. Il tema dei rapporti tra Italia e Montenegro è ripreso da Caccamo in vari altri saggi. L’attenzione ai Balcani ritorna nella cura, assieme a Stefano Trinchese, del volume Adriatico contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento (2008). In questo volume Caccamo scrive il saggio L’Adriatico degli arbëreshë: il “mare nostro” degli albanesi e degli italiani” sul ruolo della minoranza arbëreshë nella politica estera italiana verso l’Albania. In saggio, che si concentra sul ruolo del periodico La nazione albanese, affronta un tema ben poco esplorato dalla storiografia. Alcuni articoli di Caccamo riguardano la Cecoslovacchia sempre nell’ottica della politica estera italiana. L’attenzione verso la Cecoslovacchia si concretizza anche nel volume Jiří Pelikán. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista (2007). Si tratta di una biografia, che permette a Caccamo di toccare una serie di temi importanti, quali la formazione di un dirigente comunista negli anni dello stalinismo, la crisi politica del regimi nel ’68, il ruolo di Listy e poi di Charta 77, l’emigrazione e i difficili rapporti tra emigrati politici, il rapporto dell’opposizione cecoslovacca con le forze politiche italine e, soprattutto, con il PSI di Craxi. L’approccio di storia diplomatica e l’attenzione centrale alla politica italiana portano Caccamo ad affrontare temi finora poco esplorati nella storiografia, ma costituiscono anche i limiti del suo lavoro. Le questioni di storia balcanica che Caccamo tocca potrebbero infatti essere affrontate in modo più complesso considerandole anche in un’ottica interna alla storia di questi paesi e alle loro diplomazie. Un lavoro nei loro archivi avrebbe permesso un salto di qualità importante per questi studi. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 3 monografie di cui una tradotta in lingua ceca, la cura in collaborazione di 2 volumi,16 saggi di cui 2 apparsi prima, rispettivamente in una rivista ceca ed in una montenegrina e di 7 recensioni su riviste di storia. Il candidato presenta una estesa produzione scientifica che si sviluppa principalmente attorno a due filoni: i rapporti fra l’Italia e l’Europa da un lato e i paesi dell’Europa Centrale dall’altro, e specifici problemi e tematiche legati alla storia dei paesi di quest’area. Nel primo caso va segnalata l’ampia monografia del 2000 su L’Italia e la “Nuova Europa”.Il confronto sull’Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (1919-1920) ,fondata su fonti d’archivio oltre che sulla più consolidata bibliografia sull’argomento. Nel secondo caso emergono le due monografie rispettivamente su Il Montenegro negli anni della prima guerra mondiale del 2008 e sull’itinerario politico del dirigente comunista e poi esule cecoslovacco Jiri Pelikan apparsa col titolo Jiri Pelikan. Un lungo viaggio nell’arcipelago socialista del 2007, pubblicata anche in lingua ceca l’anno successivo. Accanto a queste monografie meritano inoltre attenzione gli studi, sotto forma di articoli su riviste o in opere collettive, relativi ad aspetti particolari della storia dell’Europa Centrale come quello su L’Adriatico degli arbereshe: il “mare nostro” albanese e italiano all’interno dell’opera collettiva Adriatico contemporaneo. Rotte e percezioni del mare comune tra Ottocento e Novecento, curato dallo stesso Cacciamo oltre che da Stefano Tronchese, e quelli relativi alla storia ceca e montenegrina e alla posizione dell’Italia verso tali realtà come, ad esempio, il saggio L’Italia nella corrispondenza fra Masaryk e Benes all’indomani della prima guerra mondiale, apparso in “Clio”, n.3 del 1996. Il candidato ha inoltre dimostrato nelle sue ricerche un interesse anche verso tematiche relativi a momenti storici più contemporanei come emerge,fra l’altro, dal suo lavoro su La Biennale del 1977 e il dibattito sul dissenso, apparso in “Nuova Storia Contemporanea”, n. 4 del 2008. In una analisi comparativa il candidato dimostra di avere una più che buona conoscenza dei materiali di archivio e delle fonti in lingua originale e di possedere una matura capacità di analisi e di interpretazione che si è venuta affinando col tempo,qualità che gli hanno permesso di avviare il proprio lavoro di ricerca su realtà e momenti diversi all’interno della complessa area dell’Europa Centrale, approdando a risultati degni di attenzione. GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO CACCAMO Studioso dell’area dell’Europa centro-orientale presenta numerosi studi su figure e temi relativi all’area, su cui la maggioranza dei commissari esprime un generale parere positivo, con alcuni rilevi relativi al mancato collegamento tra storia specifica e storia generale dell’area. Candidato Marco CLEMENTI Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta 7 monografie di cui due completamente estranee per il settore MSTO/O3, 4 curatele e apparati critici, 12 saggi. Gli interessi del candidato sono molteplici ma identificabili nell’area degli studi sulla Russia e sull’Europa centrale. Buoni i risultati scientifici raggiunti con le monografie dedicate alla storia della presenza italiana in Russia prima della rivoluzione (2000) e quelle sul dissenso (2002 e 2007). Originale quella relativa alla determinazione di una nuova genealogia per l’Europa orientale (2001). Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il candidato presenta studi e ricerche su temi diversi, quelli propriamente legati alla Storia dell’Europa orientale, dopo una prima monografia dedicata a “Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al Caucaso (1863-1922)” sono in particolare dedicati alla “Storia del dissenso sovietico” (2007) e “Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrej Sacharov” (Roma, 2002), e ad una storia generale della Cecoslovacchia “Storia d’Europa del XX secolo. Cecolovacchia”, Milano 2007. Il candidato manifesta una sua competenza specifica sul tema del “dissenso” in Unione Sovietica. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di San Pietroburgo nel 1998. E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria. Autore di 5 monografie , 13 articoli, e di 2 curatele Pubblicazioni scientifiche. La biografia di Sacharov (Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrej Sacharov, 2002), e la Storia del dissenso sovietico (2007), che ne costituisce l’ampliamento e approfondimento, sono i contributi più significativi di Clementi. Per ricchezza di documentazione la Storia del dissenso sovietico si pone come un punto di riferimento obbligato per chi voglia occuparsi della materia. Purtroppo, manca in essa qualsiasi tentativo di giungere a interpretazioni innovative rispetto alla storiografia in materia, o anche solo di interrogarsi sui limiti del dissenso, ricollegandone momenti e movimenti al quadro politico , sociale e culturale dell’epoca. La capacità di divulgazione di Clementi emerge dalla monografia sulla storia della repubblica cecoslovacca (Cecoslovacchia, 2007), che si propone come testo di riferimento per non specialisti e studenti. Anche il resto della eterogenea produzione scientifica di Clementi oscilla fra i due poli della ricerca specialistica e della divulgazione. Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar (2000) è lavoro di impianto descrittivo, che ricostruisce la storia delle società benefiche italiane in Russia utilizzando gli archivi delle stesse associazioni. Per una genealogia dell’Europa orientale, ovvero la Slavia ortodossa (2001) riprende la questione della cristianizzazione dei popoli slavi senza introdurre nuove interpretazioni su quanto è stato scritto in materia. Più interessante, in questo filone di divulgazione di dibattiti storiografici riservati agli specialisti, il saggio “ Mazzini in Russia” (1996). Poco convincenti le curatele delle Storie di Ucraina e Russia di Kostomarov e Stalinismo e Grande terrore (2008) , che non tengono conto dell’importante e innovativo dibattito storiografico che negli anni si è sviluppato sui temi toccati da due volumi. Nel complesso, la produzione scientifica di Marco Clementi si segnala per la molteplicità degli interessi, che spaziano oltre la storia dell’Europa orientale, e la capacità di divulgazione , non sempre sostenute da una buona conoscenza del dibattito storiografico ad essi relativo. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum Clementi è ricercatore di Storia dell’Europa orientale e docente a contratto all’Università della Calabria. Ha svolto soggiorni di studio in diversi paesi dell’Europa orientale e partecipato a vari convegni internazionali. I suoi interessi di ricerca comprendono temi molto diversi. Îproduzione scientifica Clementi è autore di vari libri. Nel 2007 pubblica i suoi due principali volumi: Cecoslavacchia e Storia del dissenso. Il primo è un manuale di storia che segue la repubblica cecoslovacca dalla sua formazione al crollo e alla divisione. Si tratta di un buon testo di riferimento, sufficientemente semplice e chiaro da essere utile per la didattica. Il secondo volume è una storia del dissenso in Unione Sovietica dalla metà degli anni ’50 alla perestrojka. Il testo ha il merito di seguire il fenomeno del dissenso descrivendolo nei tratti essenziali. Clementi si concentra giustamente sulle vicende di un gruppo di intellettuali. Il dissenso fu però un fatto con confini difficilmente delineabili, che riguardò in modi diversi ambiti differenti della società sovietica. Non fu un raggruppamento politico, ma espressione di una società complessa, ma nel libro questa resta alquanto in ombra. E’ un libro utile, anche se l’approccio non è del tutto convincente. Un testo precedente, Il diritto al dissenso (2002), dedicato alla figura di Sacharov, ha aperto il filone di interesse su questi temi. Di argomento decisamente diverso sono altri studi di Clementi. Nel 2001 pubblica infatti Per una genealogia dell’Europa orientale, che tratta della cristianizzazione dei popoli slavi fino alla crisi della Moscovia (IX-XVI secolo), una ricognizione storica senza pretese innovative. Prima ancora Clementi si occupa della storia di alcune società benefiche italiane in Russia negli ultimi decenni dell’Impero. Alla base di questo studio vi è una ricerca di archivio sui materiali prodotti da queste associazioni. Lo studio ha un approccio essenzialmente descrittivo e segue il punto di vista interno di queste associazioni. Clementi cura inoltre due volumi, uno riguarda la storiografia ucraina e l’altro sono gli atti di un convegno. Da segnalare infine il saggio intitolato “Mazzini in Russia”, capitolo di un libro Il mazzinianesimo nel mondo (1996), dedicato ai rapporti di Mazzini con vari intellettuali russi, in particolare con Herzen. Altri articoli pubblicati da Clementi sono prevalentemente lavori preparatori alla sue principali pubblicazioni. Clementi ha il pregio di interessi molteplici e di una produzione ricca. E’ uno studioso valido, anche se le sue opere non possono essere ritenute innovative della storiografia. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 5 monografie, 2 curatele di libri e 13 articoli apparsi su riviste o parti di libro. Il candidato presenta una serie di ricerche e studi diversi tra loro sia per temi che per i periodi storici presi in esame. Dopo una iniziale attenzione alla storia russa avviata con la pubblicazione dell’articolo La Società Italiana di Beneficenza di San Pietroburgo (1865-1918) apparsa in “Clio”, n. 3 del 1994, che ha segnato l’avvio di una più ampia ricerca confluita poi nella monografia del 2000 Ricchezza e povertà straniera nella Russia degli zar. La beneficenza italiana da Pietroburgo al Caucaso (1863-1922), seguito da altri due saggi anch’essi legati al tema delle relazioni fra Russia ed Italia quali Michelangelo Pinto, l’università di Pietroburgo e la lontana unità d’Italia. Il volontario esilio di un ex rivoluzionario, apparso in “Clio” n. 1 del 1996 e Mazzini e la Russia in Il mazzinianesimo nel mondo, dove si analizza il rapporto fra Mazzini e i democratici russi e la pubblicista russa sul politico italiano, cui è seguita poi una monografia del 2001 rivolta ad un tema generale avente come punto di arrivo la costituzione della Moscovia e il suo rapporto con la questione religiosa Per una Genealogia dell’Europa Orientale ovvero la Slavia Eterodossa , Clementi si è infne dedicato alla storia dell’Unione Sovietica. In quest’ambito una particolare attenzione è stata dedicata al tema del dissenso come emerge dalle due monografie dedicate rispettivamente a Il diritto al dissenso. Il progetto costituzionale di Andrei Sacharov del 2002 e alla Storia del dissenso sovietico del 2007 . In ambedue questi lavori il candidato è approdato ad una documentata ricostruzione delle vicende indagate. Contemporaneamente Clementi si è anche impegnato in ricerche relative anche all’area centro europea pubblicando sempre nel 2007, all’interno di una collana dedicata ai diversi paesi europei, una monografia che si propone come una storia generale della Cecoslovacchia dalla seconda metà dell’800 sino ai tempi nostri col titolo Cecoslovacchia. Il candidato dimostra di possedere una buona conoscenza delle lingue e delle fonti relative alle sue aree di studio e comparativamente appare possedere le capacità per poter continuare una attività di ricerca nel campo degli studi storici. GIUDIZIO COLLEGIALE SU MARCO CLEMENTI Studiosi di molti e diversi aspetti della storia russa e dell’Europa orientale. La Commissione ritiene di non rilevare un centro focale prevalente, con conseguenti risultati non sempre innovativi. Candidato Fabio GRASSI Commissario Prof. Antonello BIAGINI Professore a contratto presso la Yldiz University di Istanbul presenta 3 monografie (1996, 2003, 2008); un testo sulla lingua turca (2008); 23 saggi e articoli. L’interesse del candidato è sostanzialmente incentrato sulla storia politica, diplomatica e culturale dell’Impero ottomano e della Turchia come si evince dalla recente biografia su Atatürk che ha riscosso notevole interesse in Italia e in Turchia (nella versione tradotta in lingua turca cosi come per la monografia L’Italia e la questione turca…del 1996. L’A. si inserisce a pieno titolo in quel filone di studi che ha finalmente ricollocato la storia dell’Impero ottomano e della Turchia nella più generale storia dell’Europa. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il candidato presenta un’ampia serie di pubblicazioni, tra cui 4 monografie, dedicate alla storia della Turchia contemporanea, tra cui spicca la biografia di “Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna” (Roma, Salerno, 2008). Altri lavori sono rivolti alla lingua e alla cultura turche, ben conosciuti dal candidato per il suo lungo soggiorno nel Paese. Alcuni saggi sono dedicati ai rapporti tra la Turchia e l’Italia (“Le battaglie diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919”..) e tra la Turchia e la Russia (“La strana alleanza:Turchia kemalista e Russia sovietica 1919-1922”). La competenza linguistica del candidato e la sua ricerca sui nodi dello sviluppo storico della Turchia, dopo l’Impero ottomano, risultano tuttavia ai confini dell’area di competenza della Storia dell’Europa orientale. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1994, e al 1998 insegna al Liceo scientifico statale di Istanbul. Per un anno accademico è stato professore a contratto di Storia della Turchia contemporanea all’Università di Chieti-Pescara. Autore di 4 monografie (1 tradotta in turco) e 23 articoli. Pubblicazioni scientifiche. La ricerca di Grassi si è concentrata, sin dalla tesi di dottorato, sulla storia della Turchia e delle relazioni fra Italia e Turchia. I contributi più importanti sono le due monografie: L’Italia e la questione turca 1919-23 (1996), pubblicata in Turchia nel 2003, e Atatűrk. Il fondatore della Turchia moderna (2008). Il primo lavoro è uno studio approfondito, condotto sulla base della documentazione esistente negli archivi italiani, dell’aspirazione italiana a stabilire una zona di influenza nella Turchia del primo dopoguerra, e del modo velleitario e incoerente in cui la diplomazia italiana tentò di tradurla in pratica, sino al fallimento finale. La biografia di Atatűrk, preparata da alcuni saggi e articoli sulla sua figura, utilizza fonti secondarie, ma offre al lettore interessanti spunti di riflessione, e si segnala per capacità di sintesi di una figura storica complessa, e dell’ambiente nel quale si formò. La profonda conoscenza della storia ottomana e turca emerge anche dalla raccolta di contributi Passeggiate nello spazio politico ottomano (2003), riflessione sul travagliato passaggio del paese da impero a stato. “Da un altro stretto. L’eco del terremoto di Messina a Istanbul” (2008) offre l’occasione per trarre da un evento specifico spunti di riflessione generale sui rapporti fra impero ottomano e Europa all’inizio del XX secolo. Grassi vanta una produzione storiografica seria. Dopo la tesi di dottorato, i suoi lavori non si segnalano per originalità di documentazione, anche se in alcuni propongono interpretazioni innovative. Si ritiene che queste qualità sarebbero state maggiormente evidenziate da una maggiore collegamento fra i temi trattati a problematiche generali attinenti alla storia dell’Europa orientale. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum Ha una lunga pratica di ricerca e di insegnamento della lingua italiana in Turchia. Conosce bene la lingua di questo paese. Ha conseguito il titolo di dottorato in Storia contemporanea con una tesi su “L’Italia e la questione turca”. Per un anno accademico ha insegnato Storia della Turchia contemporanea all’Università di Chieti - Pescara. Ha partecipato a convegni internazionali. Îproduzione scientifica I suoi lavori principali sono due monografie: L’Italia e la questione turca 1919-1923 (1996) e Ataturk, Il fondatore della Turchia moderna (2008). La seconda non può essere presa in considerazione in quanto pubblicata nel settembre 2008, qualche mese dopo la scadenza di termini per la presentazione delle domande a questo concorso. La prima monografia, che nasce dalla tesi di dottorato, esamina con attenzione la complessità di interessi in gioco nella determinazione delle mire espansionistiche italiane in Turchia. Scarsa attenzione è data alla sponda turca di questa politica. Si tratta di uno studio della diplomazia italiana approfondito e serio, fondato su un ampio lavoro di archivio. Vari articoli di Grassi preparano o riprendono i temi di questo volume. La vita e l’azione di Ataturk sono soggetto di alcuni saggi scritti in vista della monografia del 2008: due articoli comparsi negli Annali dell’Istituto Ugo La Malfa (1989 e 1990-91) e un contributo in un volume curato da Marco Dogo (2006). Si tratta di studi accurati anche se basati essenzialmente su fonti secondarie. Grassi è autore di altri articoli di minore rilevanza. Tra questi è particolarmente interessante Da un altro stretto (in un volume curato da Giovanna Motta, 2008), un articolo breve ma curioso, basato su due fonti di archivio appena pubblicate. Nel complesso ritengo che Fabio Grassi sia studioso serio, ma che la sua produzione scientifica pubblicata affronti solo marginalmente la Storia dell’Europa orientale. Commissario Lapo SESTAN Il candidato presenta 4 monografie, di cui una tradotta in turco, e 23 articoli su riviste e libri. Il candidato presenta un particolare interesse verso la Turchia vista sia nelle sue dinamiche interne, come emerge dal saggio del 1988 Sokollu Mehmed Pascià, il Gran Visir di Solimano in “Islam” anno VII e quello del 1990-91 Il kemalismo: un’esperienza fuori dagli schemi in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa”, sia nelle sue dinamiche internazionali come emerge dal saggio relativo alla storia ottomana del 1989 Tentativo cinquecentesco di un canale Volga-Don nel quadro dei rapporti tra la Russia e l’Impero Ottomano in “Islam” anno VIII e a quello relativo all’età moderna sempre del 1989 La strana alleanza: Turchia kemalista e Russia Sovietica 1919-1922 in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa”, lavori dove il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti e della bibliografia anche in lingua originale. Successivamente Grassi ha spostato la sua attenzione di ricercatore verso il problema delle relazioni italo-turche nel primo ‘900 come emerge,ad esempio, dal saggio del 1994 Verso la quinta sponda: la gestione degli affari turchi da parte italiana durante la prima guerra mondiale in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa” e da quello del 1995 Le battaglie diplomatiche relative alle occupazioni italiane in Turchia nel 1919 sempre in “Annali dell’Istituto Ugo La Malfa”, dove la ricerca si affida in particolar modo a fonti militari di parte italiana. Si tratta di lavori di preparazione alla monografia del 1996 dal titolo L’Italia e la questione turca 1919-1923. Opinione pubblica e politica estera, poi tradotto anche in turco nel 2003. I diversi interessi del candidato sono stati poi ripresi nella piccola monografia del 2003 Passeggiate nello spazio politico ottomano che contiene saggi su diversi aspetti della storia turca. L’interesse per la storia turca in età moderna del candidato è infine approdata nel 2008 nella monografia dedicata al padre della Turchia contemporanea Ataturk. Il fondatore della Turchia moderna, dove si fa ampio ricorso alle fonti di archivio oltre che alla bibliografia più consolidata in lingua turca oltre che occidentale. Il candidato dimostra di possedere una più che buona conoscenza della lingua turca e delle fonti, sia occidentali che turche, relative al suo campo di ricerca che è prevalentemente incentrato sulla storia turca nelle sue diverse fasi storiche e comparativamente mette in luce buone e mature capacità di analisi e di interpretazione oltre che di sintesi. GIUDIZIO COLLEGIALE SU FABIO GRASSI Studioso della storia turca contemporanea. La Commissione valuta positivamente competenza linguistica e le sue capacità di sintesi, che non sono approdate ancora risultato pienamente compiuto. La Commissione rileva, dal punto di vista formale monografia su Atatürk è stata pubblicata alcuni mesi dopo la scadenza del concorsuale, pur avendo il candidato presentato una dichiarazione della casa editrice. la sua ad un che la bando Candidato Alberto MASOERO Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato, presenta una monografia (1988), 5 curatele e 25 saggi e articoli scientifici di cui sei in lingua straniera. La monografia e alcuni saggi riguardano l’approfondimento dei temi relativi al populismo russo con la ricostruzione del ruolo di alcuni personaggi chiave interpreti di quella stagione della storia russa. L’altra parte consistente dei suoi studi riguarda invece le vicende socio-economiche e politiche della Siberia nella seconda meta del XIX secolo dove si riprende e si approfondisce il tema della “colonizzazione” di quelle terre. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Masoero presenta un’ampia produzione scientifica incentrata sulle vicende storiche della Siberia nell’evoluzione dell’Impero russo. I suoi primi studi e pubblicazioni sono invece dedicati prevalentemente al pensiero sociale russo, in particolare ad alcuni esponenti del “populismo russo”, dalla monografia su “Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (18681918), Milano, Franco Angeli , a “Dal “popolo” alla “folla”. N.K. Michajlovskij tra populismo e psicologia sociale”, Studi storici, n.2, 1986. Ma è sulla Siberia, in particolare sulle condizioni economiche e sociali di essa nella seconda metà del XIX secolo, che si incentrano gli interessi più recenti e definiti di Masoero: “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana”, Rivista storica italiana, 2003, e “Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia”, Russica Romana, 2008,e“Terre dello zar o Nuova Russia? L’evoluzione del concetto di kolonizacija in epoca tardoimperiale” in Semantiche dell’Impero, 2009. Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica e di saper affrontare un ampio spettro di tempi e nodi della storia russa tra ’800 e ’900. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale all’Università di Venezia. Fa parte della redazione di Cahiers du monde russe. Autore di 1 monografia e 25 articoli (6 su riviste straniere); ha curato l’edizione di 5 volumi. Contributi scientifici. Alberto Masoero è allievo di Franco Venturi, del quale ha approfondito e ampliato con le sue ricerche la categoria di “populismo russo”. L’indirizzo che avrebbero assunto i suoi successivi studi è evidente nella monografia , pubblicata nel 1988, su Vasilij Voroncov e la cultura economica del populismo russo (1868-1918), largamente basata su documenti di archivio inediti, che ha offerto un importante contributo alla conoscenza del maggiore esponente del “populismo legale russo” e dell’ambiente nel quale operava. I successivi contributi hanno avuto come filo conduttore la ricostruzione del pensiero di economisti, (Babst, Janžul, Gol’cev , Kovalevskij ecc.) per lo più docenti o provenienti dall’Università di Mosca, in disaccordo con la politica economica del governo, il cui populismo era tuttavia alimentato da motivazioni intellettuali più che politiche. Masoero ha dedicato particolare attenzione alla definizione del contesto culturale nel quale operavano, e dei loro contatti fuori della Russia. In questo filone di riflessione si inseriscono il saggio “La funzione dell’esempio americano in Herzen e Černiševskij” (2000) e l’articolo “Socialismo russo e frontiera americana”, che segna l’inizio di un nuovo filone di ricerca, incentrato sull’analisi del ruolo di “frontiera” svolto dalla Siberia nel corso della storia russa, e dai miti che su di esso si sono creati. “Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana” (2003), “Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855-1905)”(2004), “Sull’introduzione della proprietà agraria in Siberia” (2008) offrono contributi organicamente collegati all’approfondimento del tema, dai quali emerge l’approfondita conoscenza di una bibliografia di difficile reperimento. Dedicato un bilancio degli studi sul populismo russo, e al ruolo svolto dal loro fondatore, è il saggio “Il partigiano e il cosacco. Franco Venturi, Herzen e l’Unione sovietica (1952-1962)” (2004). In esso vengono ripercorse con sensibilità storica le modificazioni che la categoria di populismo russo conobbe nell’opera di Franco Venturi, e la loro dipendenza da fattori attinenti alla biografia personale e politica dello studioso , oltre che ai progressi della ricerca storica. Alberto Masoero può essere considerato uno dei migliori conoscitori a livello internazionale della cultura economica russa nei decenni prerivoluzionari, e dei suoi legami con il mondo intellettuale europeo. I suoi contributi hanno permesso di rivalutare la dimensione e l’eredità intellettuale del populismo russo , in particolare nell’elaborazione di un autonomo pensiero economico, superando i limiti di una interpretazione attenta solo ai suoi aspetti politici. Un contributo in questa direzione è giunto dalla opere sulla Siberia , che hanno allargato l’orizzonte dell’analisi ai nessi fra il pensiero economico e la realtà. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale, ha svolto vari soggiorni di ricerca all’estero e lavorato negli archivi di diverse città della Russia. Fa parte della redazione di Cahiers du monde russe. Ha presentato relazioni in vari colloqui internazionali. Îproduzione scientifica Alberto Masoero è studioso del pensiero politico russo. E’ stato allievo di Franco Venturi e si è occupato anzitutto del populismo russo. La sua produzione scientifica inizia alla metà degli anni ’80. Nel 1988 compare la sua monografia, Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (1868 – 1918), che ricostruisce il percorso intellettuale del principale esponente dl “populismo legale”. Al centro del lavoro è la riflessione di Voroncov sull’arretratezza del capitalismo della Russia e sulle prospettive non capitalistiche del paese. Masoero ragiona sull’evoluzione del pensiero di Voroncov, ricostruisce le influenze su di lui e le polemiche che accompagnarono i suoi scritti. La biografia diventa così un ricco specchio della vita culturale russa negli ultimi decenni dell’Impero. Si tratta di un lavoro puntuale e approfondito condotto su fonti in buona misura inesplorate. Masoero pubblica articoli sul populismo sulla Rivista storica italiana e su Studi storici (su N.K.Michajlovskij). Nel 1990, assieme a Antonello Venturi, cura il volume Russica, che fornisce il quadro della ricerca storica sulla Russia in Italia di quegli anni. Nel libro pubblica un saggio su Ivan Kondrat'evič Babst Si tratta del primo lavoro dedicato a un gruppo di economisti dell’università di Mosca paragonabili a una versione russa dei “socialisti della cattedra”. L’obiettivo di Masoero è ricostruire le correnti di pensiero che animarono questi ambienti accademici e analizzarne i loro rapporti intensi con il mondo intellettuale europeo. Agli accademici moscoviti Masoero dedica una serie di articoli: sulla Rivista storica italiana (su V.A Gol’cev, I.I.Janzul), in un volume di cui è co-curatore con Manuela Albertone (1994) e sui Cahiers du Monde russe et soviétique (1995). Si tratta di studi importanti, complessi (anche per le dimensioni) e coerenti tra loro. Dal 2000 pubblica un articolo su La funzione dell'esempio americano in Herzen e Černysevskij in un volume di cui è co-curatore con Antonello Venturi. Nello studio l’attenzione di questi due pensatori verso gli Stati Uniti si fonda su una lettura della Russia come nuovo mondo. Quest’ottica interessa particolarmente a Masoero che da alcuni anni ha iniziato a lavorare ad una nuova ricerca a Mosca, a Tomsk e in altre città della Siberia. La ricerca unisce la riflessione sul pensiero politico ed economico russo a un campo preciso di analisi: la colonizzazione russa in oriente. Il tema della Nuova frontiera fa del “modello” americano un punto di riferimento per il caso russo. Il nuovo interesse di Masoero si traduce nella pubblicazione, nel 2000, dell’articolo Socialismo russo e frontiera americana. Nel 2003 compare sulla Rivista storica italiana Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana. Si tratta di un ottimo saggio dedicato alle concezioni politiche, all’analisi della società e alle pratiche amministrative della colonizzazione siberiana. L’anno seguente, sulla stessa rivista esce un altro saggio su questi temi. Si tratta di un articolo di una novantina di pagine intitolato Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855 – 1905). L’articolo continua la ricerca sul colonialismo russo e offre nuove temi di analisi in un’attenzione comparativa. Nel 2008 Masoero pubblica un saggio che esplora un nuovo tema della colonizzazione, il titolo è Sull'introduzione della proprietà agraria privata in Siberia. Nel frattempo Masoero ha pubblicato articoli su altri temi: sulla storiografia, sull’emancipazione della servitù, sul 1917. Alberto Masoero, a mio avviso, è il miglior conoscitore in Italia della cultura russa tardo-imperiale. Ha lavorato sugli scritti di intellettuali politici e economisti russi nelle principali biblioteche del mondo e in diversi archivi della Russia. Ha ricostruito magistralmente le reti di influenze che legano l’intelligencija russa al mondo intellettuale di altri paesi. Ha analizzato in questi pensatori i temi della trasformazione sociale e della rivoluzione, fino a seguire la lettura della colonizzazione siberiana come parte dello spirito rivoluzionario della Nuova frontiera. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 1 monografia, 4 co-curatele di volumi ed 1curatela di un numero monografico di rivista, 25 articoli su riviste e libri di cui 6 in lingua straniera. Il candidato ha come oggetto delle sue ricerche la Russia dell’800 ed in modo particolare il pensiero politico, sociale ed economico sviluppatosi in quel contesto. Tale interesse emerge già nei suoi primi studi quali il saggio del 1985 Cultura economica e riformismo sociale nella Russia di fine secolo. V.P.Voroncov e lo sviluppo del capitalismo apparso in “Rivista storica italiana”,fascicolo II o quello del 1986 Dal popolo alla folla. N.M.Michajlovskij tra populismo e psicologia sociale ,in “Studi storici”,n.2. Lavori, questi, che risultano preparatori alla monografia del 1988 dedicata ad una figura di rilievo nel socialismo russo degli anni ’80 e ’90,soprattutto per il suo lavoro del 1882 Le sorti del capitalismo in Russia, V.P.Voroncov e al suo itinerario intellettuale, monografia che appare appunto col titolo Vasilij Pavlovic Voroncov e la cultura economica del populismo russo (1886-1918). Questo interesse di Masoero per il pensiero economico in Russia nella seconda metà del XIX secolo è riscontrabile anche in saggi che hanno visto la luce negli anni immediatamente successivi come quello del 1990 Una concezione capitalistica della modernità: Ivan Kondrat’evic Babst sullo sviluppo della Russia (1852-1861),in A.Masoero e A.Venturi( a cura di), Russica. Studi e ricerche sulla Russia contemporanea dedicato ad una figura centrale in questo campo, o quello dell’anno successivo Stato e iniziativa privata nella cultura russa prerivoluzionaria. Il percorso intellettuale di I.I.Janzul, in “Rivista storica italiana”,fascicolo I. Col tempo il candidato ha poi rivolto le sue ricerche all’analisi dei problemi amministrativi, economici e politici relativi ad un’area di particolare rilievo nella storia russa come la Siberia pubblicando dagli inizi del 2000 una serie di saggi fra i quali spiccano Autorità e territorio nella colonizzazione siberiana, apparso nel 2003 in “Rivista storica italiana”, fascicolo II , Il regionalismo siberiano nel contesto imperiale russo (1855-1905), apparso sempre in “Rivista storica italiana” ,fascicolo III del 2004 e Sull’introduzione della proprietà agraria privata in Siberia, apparso in “Russica Romana”, vol. XIV del 2007. Il candidato dimostra di possedere competenza linguistica, una accurata conoscenza delle fonti e della bibliografia relativa agli argomenti trattati e comparativamente esprime una maturità di analisi e di interpretazione che gli consente di affrontare momenti nodali nella storia della Russia fra ‘800 e ‘900. GIUDIZIO COLLEGIALE SU ALBERTO MASOERO Studioso di storia del pensiero sociale russo e della evoluzione economica e sociale della Siberia. La Commissione considera convincenti sia la sua capacità di ricerca sia la conoscenza dei temi storiografici affrontati, che hanno già conseguito risultati rilevanti. Candidato Francesco PRIVITERA Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta due monografie (1995, 2007), due volumi come coautore, 6 curatele, 33 saggi. La ricerca del candidato si incentra massimamente sulle vicende che hanno caratterizzato la storia della Jugoslavia nel contesto balcanico sia per quanto attiene alle complesse vicende della sua formazione “federale” sia nella successiva, drammatica, dissoluzione. Interessante la monografia relativa alla “transizione” nell’Europa centro-orientale letta attraverso le ambigue motivazioni di rinnovamento e di conservazione. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI Il centro degli interessi scientifici di F. Privitera è la storia della Jugoslavia, nel contesto delle vicende balcaniche. I suoi lavori monografici sono dedicati a ricostruzioni complessive dei Paesi dell’area (“Jugoslavia”, Milano, Unicopli, 2007) o ai problemi della transizione, dopo il 1989, nell’insieme dell’Europa orientale (“La transizione continua. L’Europa centro-orientale tra rinnovamento e conservazione (1989-1994), Ravenna, Longo , 1995). Un’ampia raccolta di saggi è poi dedicata alle singole vicende dell’ultimo periodo della storia dei Balcani, dopo la fine della Jugoslavia, dal Kosovo (“La crisi del Kosovo”, Cespi, 1998) con l’attenzione prevalentemente rivolta alla cronaca dei recenti avvenimenti. Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum: è ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna (polo di Forlì). Ha seguito per molti anni la pubblicazione della Guida ai paesi dell’Europa Centrale, Orientale e Balcanica Da parte dell’Istituto per l’Europa CentroOrientale e Balcanica. E’ membro dell’AAASS e ASN, e ha contribuito all’organizzazione di convegni di queste associazioni. Ha pubblicato 2 monografie; altre 2 come coautore; 33 articoli; e ha curato 5 volumi. Pubblicazioni scientifiche. Francesco Privitera è uno specialista riconosciuto delle transizioni post comuniste nell’area dei c.d. Balcani occidentali. A partire da La transizione continua (1996) Privitera è tornato a più riprese a riflettere, in saggi e articoli, sulle delusioni del processo seguito al crollo dei regimi socialisti e alla scomparsa della Jugoslavia , e sulle tragedie che esso ha generato. In “Europa e Balcani allo specchio” (2006) ha ribadito la tesi di fondo dei suoi scritti in materia : per spiegare quanto è accaduto, accanto alle cause endogene, legate alla storia della Jugoslavia, bisogna indagare anche il ruolo dell’Europa, dell’Unificazione tedesca e di Maastricht, che hanno creato un precedente normativo per la “audoterminazione” dei popoli. L’assenza di una prospettiva comparativa toglie potere di convincimento alla tesi: perché solo nella ex Jugoslavia gli effetti sono stati così nefasti? Legati a una storia meno recente sono gli scritti su “The yugoslav communism between the world wars” (1999), “6 aprile 1941” (1993) “The role of intelllectuals in Yugoslavia” (2003). I due filoni di interesse hanno trovato una sintesi nella monografia Jugoslavia (2006), nella quale i fattori di lungo periodo che hanno portato alla dissoluzione del 1991 e alle successive guerre sono analizzati in modo organico e inserite in un testo chiaro, utile alla didattica. Privitera è sicuramente un buon conoscitore della storia e della realtà contemporanea dei Balcani occidentali, ma non è ancora giunto all’elaborazione di una interpretazione della storia dei paesi dell’area che definisca meglio il tema della loro specificità, che ritorna nei suoi scritti senza trovare approfondimento e interpretazioni innovative. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum Francesco Privitera ha un’intensa attività scientifica che consiste nella partecipazione a convegni internazionali e nel contributo agli orientamenti e anche all’organizzazione di importanti istituzioni di ricerca. Di particolare rilevanza è la sua partecipazione ai convegni e alle pubblicazioni di associazioni scientifiche americane (l’AAASS, l’ASN e dell’Istituto per l’Europa Centro-Orientale e Balcanica di Bologna di cui da anni è uno dei curatori della pubblicazione annuale). Ha esperienza di insegnamento anche post-laurea. E’ ricercatore confermato di Storia dell’Europa orientale. Îproduzione scientifica La sua pubblicazione di maggior rilievo è la monografia Jugoslavia (2006). E’ una storia di questo paese, in cui l’attenzione principale è rivolta alle ragioni, anche di lungo periodo, del crollo istituzionale nel 1991 e delle guerre che hanno accompagnato la nascita degli stati nazionali postjugoslavi. E’ un saggio interpretativo chiaro, un testo utile per la didattica. Privitera è autore di un altro volume, La Transizione continua (1995), volume di un centinaio di pagine, riguardante tre paesi. Qui il ragionamento si svolge attorno alla delusione verso un processo di democratizzazione che pare non decollare. Di un terzo volume, 6 aprile 1941, dedicato all’occupazione italiana della Jugoslavia, Privitera è coautore (ne ha scritto due capitoli). E’ stato co-curatore anche di altri volumi (atti di convegni e annuari) e autore di vari articoli minori. Privitera è un buon conoscitore di storia jugoslava e si è occupato intensamente della storia delle “transizioni” post-comuniste nei Balcani. E’ da ritenere uno storico serio, anche se ancora non ha fornito un’opera di ricerca originale su questi paesi. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 2 monografie e altre 2 come coautore, 5 volumi come co-curatore, di cui 2 in lingua inglese, ed 1 come unico curatore, e 33 saggi su riviste e libri, di cui 9 in lingua straniera. Al centro dell’attenzione del candidato è l’Europa centro –orientale ed in modo, particolare il mondo balcanico, con una particolare attenzione alla storia dell’Jugoslavia. Ciò appare già nei suoi primi studi degli anni ’90, come mette in luce il saggio Un dialogo fra sordi. Riforme istituzionali e dibattito politico in Jugoslavia alla vigilia della guerra, in Jugoslavia e Balcani: una bomba in Europa del 1992, studi che si sono intrecciati con riflessioni di carattere più propriamente storico avente come sfondo le relazioni italo-jugoslave e la posizione del comunismo jugoslavo all’interno del mondo comunista come si evidenzia rispettivamente nei saggi Italica u Jugoslaviji: od imperijalnogo sna do poraza, 1941-1943, in Filozofija i Drustvo IV Antifasizam del 1993 e Socialismo vero e socialismo falso: la lotta dei cominformisti italiani nella Jugoslavia di Tito in Roma-Belgrado. Gli anni della guerra fredda del 1995. Il tema delle relazioni con l’Italia è anche oggetto della monografia scritta in collaborazione con Bianchini dal titolo 6 aprile 1941. L’attacco dell’Italia alla Jugoslavia, edito nel 1993, dove Privitera è autore fra l’altro del secondo capitolo, L’Italia dal sogno imperiale alla disfatta, basato su fonti dell’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Una sintesi della storia dell’Jugoslavia è per altro oggetto anche di una monografia edita nel 2006 appunto col titolo Jugoslavia . Un particolare interesse il candidato mostra poi ai problemi della transizione e delle diverse realtà statuali dopo il 1989 relativamente ai paesi dell’Europa centro-orientale come indicano la monografia La transizione continua. L’Europa centro-orientale fra rinnovamento e conservazione (1989-1994) del 1995 e i numerosi saggi sull’argomento, molti dei quali contenuti nelle guide pubblicate annualmente dal Mulino. Il candidato dimostra una buona conoscenza delle fonti relative soprattutto alle vicende politiche ed economiche contemporanee dell’area al centro dei suoi interessi e comparativamente dimostra maturità ed una buona capacità di sintesi. GIUDIZIO COLLEGIALE SU FRANCESCO PRIVITERA Studioso di storia della Jugoslavia e in generale dei Balcani. La Commissione apprezza la sua conoscenza dei temi affrontati, in particolare dei più recenti avvenimenti rilevando l’assenza di un vero e proprio approdo originale. Candidato Roberto VALLE Commissario prof. Antonello BIAGINI Ricercatore confermato presenta tre monografie, 51 tra saggi e articoli scientifici, recensioni, curatele. Dal curriculum si evince anche l’attività svolta come pubblicista e come docente di storia dell’Europa orientale. Il candidato approfondisce – nella prima monografia su Dostoevskij (1990) e nei saggi dedicati a Tolstoi e agli esponenti dell’intelligencija russa – temi e problemi della cultura russa tra Otto e Novecento. In altri saggi rivolge la sua attenzione alle questioni balcaniche e jugoslave con un taglio – particolarmente nella monografia sul "Despotismo bosnese" e "anarchia perfetta"…, (2003) - di carattere antropologico e di storia del pensiero politico. Ne La Russia e l’Eurasia…(2008) affronta un tema di attualità relativo ai nuovi equilibri internazionali. Commissario prof. Sergio BERTOLISSI L’area di riferimento scientifico del candidato è prevalentemente la “cultura russa tra Ottocento e Novecento”, cui si riferiscono sia la sua monografia su “Dostoevskij politico e suoi interpreti” (Roma, Archivio Guido Izzi, 1990), sia i suoi numerosi saggi dedicati a questi, a Tolstoj e ai principali esponenti dell’intelligencija russa (da Berdjaev a Solzenicyn). Va rilevato che 2 monografie sono dedicate ad altri temi di rilievo storico, da “Despotismo bosnese e ’anarchia perfetta’. Le rivolte in Bosnia e in Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (18311878), Milano, 2003, che rappresenta un’accurata ricerca archivistica, a un panorama su temi di respiro internazionale “La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game e del New Great Game”, Roma, 2008). Il candidato, in particolare nelle sue prime tre monografie e in larga parte della sua produzione saggistica, dimostra competenza e comprensione su nodi decisivi della storia russa e dell’area balcanica Commissario prof. Fabio BETTANIN Curriculum. E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma la Sapienza. Autore di 3 m0onografie e 45 saggi. Pubblicazioni scientifiche. Roberto Valle vanta una gran mole di pubblicazioni, quasi totalmente dedicate alla ricostruzione delle interpretazioni della storia della Russia e dell’Europa orientale negli ultimi due secoli, e degli effetti nefasti che esso ha esercitato quando esso ha generato interpretazioni unilaterali di singoli pensatori e tradizioni nazionali, trasformandosi in mitopoietica. La sua prima monografia, Dostoevskij politico (1990), esprime con efficacia questa visione. Di Dostoevskij interessa a Valle la natura di pensatore e scrittore di volta in volta rivoluzionario e reazionario, libertario e pronto a cogliere le miserie umane, e quindi non riconducibile a interpretazione unilaterale. In questa prospettiva panottica, il testo del libro si traduce in una silloge delle varie interpretazioni che del Dostoevskij pensatore politico sono state date nel tempo , senza ambizione alcuna di giungere a una sintesi del suo pensiero. La stessa operazione viene ripetuta nella seconda monografia di Valle, Despotismo bosnese e anarchia perfetta. Le rivolte in Bosnia e Erzegovina nelle corrispondenze della Propaganda Fide. 1831-1878 (2003). Gli esiti sono meno convincenti. Le fonti archivistiche vaticane su cui si basa il lavoro, consentono di definire i tratti della mitologia cattolica e antimusulmana in Bosnia, non la sua effettiva efficacia e ruolo storico. I tentativi di ricollegare la “finis Jugoslaviae” a vicende lontane nel tempo e circoscritte sul piano geografico, sembrano una ripresa artificiosa di tesi popolarizzate, in modo più articolato, da Banac. Affrettata la monografia La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game e del New Great Game (2008), che sopravvaluta il ruolo del fattore religioso nel determinare il “Great game”, e soprattutto usa una bibliografia datata e inadeguata a cogliere la complessità dei problemi. Il resto dei saggi, articoli e recensioni, tocca temi disparati , legati dal filo conduttore della diversità della Russia, e dell’Europa orientale in generale, impossibile da cogliere ricorrendo alle categorie del pensiero politico occidentale. “Voci dal panopticon russo” (2006) è il titolo di un saggio che sintetizza lo scopo degli scritti di Valle: formare per il lettore un caleidoscopio di idee attraverso le quali osservare una realtà che sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione definitiva . Il bersaglio divengono in tal modo i miti che pretendono di proporre una interpretazione generale della realtà: la russofobia, come il mito dell’Urss, il populismo come il federalismo. I lavori di Valle possono essere inseriti in una storiografia erudita, anche se in essi manca un confronto con storici che sostengano idee diverse da quelle dell’autore. L’ approccio storiografico è a tratti post moderno, per la destrutturazione di categorie storiografiche consolidate, ma anche in questo caso si dovrebbe osservare che l’obiettivo è perseguito attraverso l’uso di idee sganciate dal loro contesto storico. I lavori di Valle non mancano di momenti di originalità e interesse, ma spesso sono prive di sistematicità, e non giungono a sintesi interpretative. Commissario prof. Marco BUTTINO Îcurriculum E’ ricercatore di Storia dell’Europa orientale. Îproduzione scientifica Roberto Valle ha una produzione scientifica molto ampia. Presenta al concorso tre monografie e numerosissimi articoli e contributi a libri. La sua prima monografia, nata dalla tesi di dottorato, è Dostoevskij politico (1990). Si tratta di una rassegna di interpretazioni dell’opera di Dostoevskij da parte di intellettuali e politici russi e non russi, Dostoevskij appare come libertario, rivoluzionario, reazionario nelle diverse letture. Valle non arriva a una conclusione, si limita a constatare questa presunta adattabilità del pensiero di Dostoevskij a ogni interpretazione. In Despotismo bosnese (2003) Valle analizza la corrispondenza tra religiosi che stanno in Bosnia e la Propaganda Fide negli anni delle rivolte. Considera, dal punto di vista dei cattolici, le tensioni con gli islamici. Si tratta del frutto di un’ampia ricerca di archivio sulla Propaganda Fide. Al centro del lavoro vi è appunto la Propaganda Fide ben più della Bosnia. La Russia e l’Eurasia (2008), terza monografia, riguarda l’identità della Russia tra Occidente e Oriente dopo il 1991. Il testo tocca situazioni diverse, dalla Russia all’Asia centrale, e le collega al quadro degli equilibri internazionali. E’ uno studio di taglio politologico che non riesce ad entrare nella complessità delle questioni. Gli articoli di Valle spaziano su vari temi. Vi sono articoli di preparazione al volume su Dostoevskij; altri riguardano l’immagine minacciosa della Russia, il populismo, il mito dell’Urss, il federalismo fallito in Urss e in Jugoslavia. Valle è uno scrittore indefesso, ma pare inseguire un mondo di idee senza contesti. Segue un approccio, forse definibile come postmoderno, che prescinde dal dibattito storiografico attuale. Commissario prof. Lapo SESTAN Il candidato presenta 3 monografie, 45 saggi, di cui 2 su Internet. Al centro dell’attenzione del candidato è la storia russa fra ‘800 e ‘900 analizzata in modo particolare dal punto di vista culturale, ma non mancano anche ampie e significative incursioni sia in campi diversi della storia di questo paese, sia in aree geograficamente diverse. Al principale interesse appartengono certamente gli scritti dedicati alla figura di Dostoevskij apparsi sotto forma di articoli nel corso degli anni ’80 ed inizi ’90 fra cui possiamo ricordare La crisi dei valori. Note su Dostoevskij, Mannheim, Lukacs apparso nel 1982 in “Storia e Politica” , fascicolo II, e Storia e utopia: Cioran interprete di Dostoevskij, apparso nel 1986 in “Nuovi Studi Politici”, n. 3. Essi costituiscono la preparazione della monografia che vede la luce nel 1990 col titolo Dostoevskij politico ed i suoi interpreti (L’esodo dall’occidente) dove si analizza il pensiero dell’autore russo e si offre una accurata disamina delle interpretazioni cui esso è stato sottoposto da parte di intellettuali russi ed occidentali. Orientati a questo medesimo interesse sono per altro le numerose voci dedicate ai principali esponenti della cultura russa contenute nella Enciclopedia del pensiero politico curata da R.Esposito e C. Galli e pubblicata nel 2000. A questo ambito possiamo anche far rientrare le ricerche condotte dal Valle sul tema del “giudizio” sulla Russia come emerge, ad esempio, dai saggi: Spettri della Russia. Astolphe de Custine e l’autocoscienza russa apparso in “De Cive” , n. 3 del 1997; Donoso Cortes e la Russia: filosofia della storia e diplomazia, apparso in “Filosofia Politica” , n. 2 del 1999 e “Ombre russe”. Considerazioni su Mazzini, Bakunin e la russofobia in Dalla Giovane Europa alla Grande Europa, edito nel 2007. Il candidato non ha mancato, però, di confrontarsi anche con aree e tematiche diverse come emerge sia dalla sua monografia edita nel 2003 su “Dispotismo bosnese” e “anarchia perfetta”. La rivolta in Bosnia e in Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (1831-1878) che approda ad una attenta ricostruzione, su basi archivistiche, di quelle vicende viste in modo particolare nei loro risvolti interni, sia dal volume edito nel 2008 su La Russia e l‘Eurasia. Gepolitica, iconografia e istoriosafia del Great Game e del New Great Game dove si analizzano le implicazioni geopolitiche di quell’area nella fase post-sovietica con ampi riferimenti alle precedenti tensioni ottonovecentesche. In una prospettiva comparativa il candidato dimostra, nella continuità dei suoi studi, di avere una buona conoscenza delle fonti relative agli studi intrapresi e di avere raggiunto una maturità di analisi che gli hanno consentito di avviare ricerche originali e di approdare a risultati meritevoli di attenzione. GIUDIZIO COLLEGIALE SU ROBERTO VALLE Studioso di storia del pensiero politico russo tra Ottocento e Novecento. Una parte della Commissione n e apprezza le scelte tematiche, altri commissari mettono in rilievo la fragilità del suo approccio storiografico. Allegato 2 Candidato CACCAMO FRANCESCO f) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti : Cecoslovacchia, Balcani (formazione dell’Jugoslavia), Montenegro, fonti di storia diplomatica e descrizione delle fonti utilizzate b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla Primavera di Praga Candidato CLEMENTI Marco g) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Slavia cristiana, Balcani, dissenso e opposizione in Russia, molteplicità delle fonti b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev Candidato MASOERO ALBERTO h) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Russia, socialismo e populismo, cultura accademica, giuridica ed economica, Siberia e caratteri dell’Impero russo b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica Candidato PRIVITERA FRANCESCO: i) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti: Jugoslavia, autogestione, approccio comparativo, transizione b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa Centro Orientale fra le due guerre Candidato VALLE ROBERTO j) discussione sulle pubblicazioni scientifiche La Commissione discute con il candidato gli argomenti:pensiero politico russo, Balcani e Bosnia, geopolitica, euroasismo, storia dei concetti b) sorteggio argomenti della prova didattica Al termine della discussione si procede all’estrazione di tre fra le cinque buste. Tra le tre prove estratte il candidato sceglie la seguente: Da Witte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella Russia zarista Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del .08/03/2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato CACCAMO Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Bertolissi Sergio: espone in modo chiaro e motivato il proprio percorso scientifico, incentrato in modo particolare sulla storia ceca e su alcuni paesi dei Balcani. Dichiara di voler procedere i suoi studi sulla storia ceca, in particolare sulla Primavera di Praga.. - Commissario Bettanin Fabio: espone in modo articolato le ragioni che hanno incanalato la sua ricerca lingo due filoni storiografici: uno relativo ai Balcani, l’altro alla Cecoslovacchia. Espone un convincente progetto di ricerca sulla Primavera di Praga............................................................... - Commissario Biagini Antonello: espone con proprietà le linee fondamentali delle ricerche effettuate in Italia e all’estero. Buone le prospettive di ricerca. - Commissario Buttino Marco: nell’esposizione del suo approccio di ricerca risulta confermata un’impostazione prevalente di storia diplomatica. Non colloca il proprio lavoro nel dibattito storiografico. - Commissario Sestan Lapo: espone con chiarezza le proprie ricerche relative in modo particolare alla storia ceca e balcanica. Convincenti le prospettive di ricerca.. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato espone in modo articolato e chiaro il proprio percorso scientifico e i propri interessi incentrati sulla storia ceca e balcanica. Un commissario rileva un non compiuto collegamento tra le ricerche specifiche e la storiografia sull’argomento. Candidato CLEMENTI Marco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Betolissi Sergio: il candidato sottolinea che il centro focale die propri studi è l’interesse per gli aspetti religiosi ed ideologici dei paesi dell’Europa Orientale, legati alla “slavia eterodossa”. Il candidato precisa che attualmente il suo interesse è incentrato alla opposizione politica allo stalinismo. -Commissario Bettanin Fabio: il candidato spiega alla Commissione che la diversificazione dei temi dei suoi lavori è solo apparente, in quanto le antiche radici religiose costituiscono motivo di unificazione per i popoli slavi. Preannuncia la pubblicazione di due ricerche sulle relazioni fra Italia e URSS e sull’occupazione italiana in Grecia, a suo dire innovative senza fornire indicazioni sulla storiografia esistente in materia. -Commissario Biagini Antonello: il candidato sostiene con fervore i propri molteplici campi di ricerca pur lasciando indeterminato l’approccio specifico. -Commissario Buttino Marco: il Clementi colloca la sua ricerca sul dissenso sovietico nel quadro di una conoscenza più ampia del contesto storico. Indica diversi temi di ricerca delineando un itinerario complesso, ma non chiaro in tutti suoi punti. _Commissario Sestan Lapo: il candidato nella sua esposizione conferma la pluralità dei suoi interessi di ricerca non sempre sostenuti da una precisa indicazione della storiografia esistente in proposito. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il Candidato conferma la molteplicità dei propri interessi, talvolta non replicando in maniera sufficientemente problematica alle osservazione dei commissari. Candidato MASOERO Alberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Bertolissi Sergio: il candidato espone con chiarezza il proprio percorso sui principali odi della storia russa: società civile, progresso e pensiero politico nella Russia prerivoluzionaria, in particolare sul ruolo del socialismo russo nell’ambito del socialismo europeo. Precisa,inoltre, il ruolo della Siberia nell’ambito dell’evoluzione dello Stato russo. -Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute in modo approfondito con la Commissione dello studio delle idee come strumento di analisi della storia della Russia imperiale.Dichiara di avere intenzione di continuare lo studio della Siberia come “specchio” dell’Impero, tema sul quale ha già scritto importanti saggi. -Commissario Biagini Antonello: espone con sicurezza i frutti della propria pluriennale ricerca sui temi indicati. -Commissario Buttino Marco: Masoero espone il proprio percorso di ricerca nel quadro di una riflessione complessa sulla storiografia e riferisce di un lavoro di archivio estremamente ampio. Il suo approccio risulta solido e fortemente innovativo. -Commissario Sestan Lapo: il candidato espone con chiarezza le proprie linee di ricerca confermando il suo particolare interesse verso lo studio della Siberia all’interno dell’evoluzione dell’Impero russo. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato dimostra di sostenere in modo convincente e articolato le proprie linee di ricerca, in particolare la storia delle idee nella Russia dell’800 e il ruolo della Siberia nell’ambito dello Stato russo. Candidato PRIVITERA Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Bertolissi Sergio: il candidato ha iniziato i suoi studi iniziando dall’esame diretto dell’autogestione jugoslava e poi si è allargato allo studio della questione nazione in Russia ed in Jugoslavia. Ha affrontato inoltre il tema della transizione politica in Europa orientale dopo la seconda guerra mondiala e dopo il 1989 -Commissario Bettanin Fabio: il candidato discute della sua interpretazione del crollo della Jugoslavia che stabilisce un nesso con il coevo processo di integrazione europeo e attribuisce un ruolo limitato ai fattori endogeni. Pone un programma di ricerca incentrato sullo studio delle transizione dei paesi dell’area dopo il 1989. -Commissario Biagini Antonello: dimostra una buona preparazione con interessanti approcci comparativistici. -Commissario Buttino Marco: espone un approccio complesso alla ricerca sulla storia e l’attualità jugoslava. Talvolta però pare sottovalutare la specificità dell’approccio storico. -Commissario Sestan Lapo: conferma il suo interesse al problema della transizione in Europa orientale dopo il 1989 mettendo in evidenza una buona conoscenza dell’oggetto delle sue ricerche. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato dimostra una buona conoscenza della storia dell’Jugoslavia non sempre sostenuta da una adeguata capacità critica sulle ragioni della disintegrazione del paese e dei suoi complessi rapporti con l’Europa. Candidato VALLE Roberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario -Commissario Bertolissi Sergio: conferma il suo prevalente interesse scientifico sul pensiero politico russo, ma anche sui problemi storici del nazionalismo balcanica. In particolare si è occupato del tema della “rivoluzione conservatrice” e del tema della “rivolta” nella storia balcanica. Precisa il legame tra pensiero politico e storia russa indicando lo specifico peso della “cultura” nelle vicende di quel paese. -Commissario Bettanin Fabio: discute con la Commissione della sua vasta produzione storiografica, alla base della quale pone una “semiotica storica”incentrata sul ruolo delle idee. Il dibattito che segue non porta ad una chiara definizione del rapporto fra queste e la realtà nei diversi contesti storici toccate dalle opere, e questo resta il nodo irrisolto dei contributi storiografici del candidato. -Commissario Biagini Antonello: espone con precisione il proprio percorso di studio e, in maniera articolata, i contenuti della propria ricerca. -Commissario Buttino Marco: definisce il proprio approccio alla ricerca come storia dei concetti e come geopolitica critica. Di fatto descrive un approccio non chiaro e disattento verso lo storiograifia. _Commissario Sestan Lapo: il candidato conferma il suo interesse per il pensiero politico russo e per l’attenzione che esso ha suscitato in quello europeo.In modo articolato espone anche i contenuti della propria ricerca verso il mondo balcanica. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Riconosce l’ampia produzione presentata dal candidato incentrata sul pensiero politico russo e su alcuni aspetti della storia balcanica. La Commissione si divide su un punto: alcuni commissari ritengono che l’analisi compiuta sul pensiero politico russo sia una chiave convincente di lettura della storia del paese, altri al contrario ritengono che i due momenti rimangano separati nel lavoro del candidato e che lascino imprecisato il ruolo del pensiero politico e della cultura generale in Russia. Allegato 3 Il candidato Caccamo Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Caccamo Francesco Argomento della prova didattica: La Cecoslovacchia dalla democrazia popolare alla Primavera di Praga. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato .Caccamo Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Antonello Biagini. Espone con proprietà e chiarezza (anche didattica) il tema prescelto con citazioni storiografiche e con molteplici elementi di carattere storico-politico. - Commissario Bertolissi Sergio. Espone in modo chiaro ed esauriente il complesso arco di questioni legate al tema proposto. Manifesta non solo una conoscenza precisa degli avvenimenti e delle ragioni che le hanno motivati, ma anche della storiografia succedutasi sui diversi momenti cruciali affrontati. - Commissario Buttino Marco. La lezione ha un carattere essenzialmente descrittivo,e una esposizione degli avvenimenti politici cecoslovacchi dal 1948 al 1968. Non presenta tesi interpretative mentre i riferimenti alla storiografia sono ridotti all’essenziale. - Commissario Bettanin Fabio. Traccia un quadro nel complesso ampio del tema della lezione anche se nella sintesi storica si avverte la mancata definizione del ruolo svolto dai legami con l’URSS e dalla società cecoslovacca in particolare nel corso del cruciale passaggio della Primavera di Praga. - Commissario Sestan Lapo.Il candidato espone in modo maturo il tema della lezione mettendo in evidenza una conoscenza approfondita della bibliografia sull’argomento, elementi che gli permettono di offrire una visione problematica e articolata. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione La Commissione ritiene l’esposizione del candidato chiara e motivata. Alcuni commissari sottolineano il carattere non problematico dell’esposizione. Il candidato Clementi Marco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Clementi Marco Argomento della prova didattica: L’Unione Sovietica negli anni di Chruscev Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Clementi Marco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini Antonello. Esposizione convincente e didatticamente valida dell’argomento oggetto della lezione scelta. - Commissario Bertolissi Sergio. Definisce il periodo chrusceviano come tipicamente “contraddittorio”, nonostante le novità presenti nell’epoca dopo la morte di Stalin. La lezione risulta correttamente espositiva. - Commissario Buttino Marco. Imposta le lezione esplicitando la tesi e indicando una periodizzazione congrua. E’ una lezione ben costruita e sufficientemente complessa anche se alcuni punti risultano meno convincenti. - Commissario Bettanin Fabio. La lezione coglie alcuni momenti centrali del periodo chrusceviano. Ne trascura altri in particolare le relazioni internazionali. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato ricostruisce in modo articolato il complesso arco di tempo che caratterizza gli anni di Chruscev indicando la bibliografia essenziale sull’argomento. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione La Commissione giudica corretta l’esposizione anche se alcuni passaggi non risultano sufficientemente motivati. Il candidato Masoero Alberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Masoero Alberto Argomento della prova didattica: Stato zarista e modernità: una riflessione storiografica. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Masoero Alberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini. Antonello. L’argomento della lezione è svolto in modo positivo ed articolato con riflessioni innovative sul problema della modernizzazione dello Stato russo. - Commissario Bertolissi Sergio. Lezione problematica e densa di questioni che sollevano quesiti, ma che rimane una espressione di autonomo e consapevole giudizio del candidato. - Commissario Buttino Marco. Esplicita le questioni su cui organizzare la lezione e ne indica le tesi. La lezione risulta originale convincente nelle sue argomentazioni. Evidentemente è il frutto di una conoscenza profonda e di uno studio critico della storiografia. E’ una lezione affascinante che rivela quanto Masoero sia un ottimo studioso della società e della cultura russa. - Commissario Bettanin Fabio. Svolge con efficacia un tema complesso, dimostrando una approfondita conoscenza della bibliografia in materia e la capacità di formulare ipotesi interpretative chiare e ben articolate. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo problematico il tema della lezione e dimostra di conoscere la bibliografia russa e occidentale sull’argomento, e ciò gli permette di approdare ad un quadro d’insieme articolato. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione L’esposizione del candidato affronta i nodi problematici del tema prescelto con riflessioni sugli aspetti politici e storiografici. Il candidato Privitera Francesco viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Privitera Francesco Argomento della prova didattica: Il problema delle minoranze nazionali nell’Europa centro-orientale fra le due guerre. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Privitera Francesco Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini Antonello. Imposta la prima parte della lezione sulla letteratura relativa all’argomento prescelto; nella seconda parte espone i temi legati alle problematiche delle minoranze con riflessioni anche sul secondo dopo guerra. - Commissario Bertolissi Sergio. Esposizione chiara e informata sul tema, che delinea anche secondo le interpretazioni storiografiche più recenti. - Commissario Buttino Marco. La lezione parte dalle tesi di alcuni autori ritenuti classici, punto di riferimento per gli studi sulle minoranze in Europa orientale nel corso del XX secolo. La questione delle minoranze è collocata nel quadro della formazione-trasformazione degli Stati. La trattazione privilegia la minoranza tedesca e non offre spunti più complessi di analisi. - Commissario Bettanin Fabio. Mostra una buona conoscenza del tema della lezione che espone con chiarezza pur non approfondendo alcuni punti. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato offre una corretta ricostruzione del tema che privilegia la questione della minoranza tedesca, indicando la principale bibliografia sull’argomento. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il tema prescelto è affrontato in una prima parte con la citazione di una letteratura anche nota, nella seconda parte la lezione si allarga oltre i limiti cronologici previsti. Il candidato Valle Roberto viene identificato ed invitato a sostenere la prova didattica. Candidato Valle Roberto Argomento della prova didattica: Da Vitte a Stolypin: gli estremi tentativi di riforma nella Russia zarista. Al termine di ogni prova, ciascun Commissario, secondo i criteri indicati nella seduta preliminare del giorno14 giugno 2010, esprime il proprio giudizio individuale ed infine l’intera Commissione esprime il proprio giudizio collegiale. Candidato Valle Roberto Giudizio individuale espresso da ciascun Commissario: - Commissario Biagini Antonello. Espone in maniera articolata il tema prescelto precisando il concetto di modernizzazione conservatrice correlato ai problemi di carattere internazionale, ai processi di industrializzazione e alle tendenze rivoluzionarie. - Commissario Bertolissi Sergio. Conferma la sua visione concettuale della storia russa , delineando correttamente le figure di Vitte e Stolypin e la loro diversa azione nell’epoca. - Commissario Buttino Marco. Il tema della lezione è simile a quella di Masoero, riforme e modernità nell’Impero. La lezione è una descrizione del tema che tiene conto sia delle trasformazioni sociali e istituzionali interne, sia delle relazioni internazionali della Russia. Non è chiaro come Valle colloca le proprie argomentazioni rispetto alle interpretazioni note della questione. La sua esposizione non pare lineare e sufficientemente chiara. - Commissario Bettanin Fabio. L’esposizione mostra una sufficiente conoscenza del periodo e della letteratura in materia, anche se non coglie i nodi problematici posti dalle riforme di Vitte e Stolypin. - Commissario Sestan Lapo. Il candidato espone in modo articolato il complesso momento storico vissuto dalla Russia fra ‘800 e ‘900 alla luce del problema della modernizzazione del paese, offrendo indicazioni sulle fonti e sulla bibliografia sull’argomento. Giudizio collegiale espresso dalla Commissione Il candidato conferma la sua visione concettuale della storia russa sollevando il tema della modernizzazione conservatrice nel periodo indicato. Alcuni commissari ritengono le sue argomentazioni non sufficientemente articolate e motivate. Valutazione comparativa finale La Commissione inizia la discussione collegiale, previa la valutazione comparativa di tutti i giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati nelle varie sedute. L’intera Commissione procede alla stesura di un giudizio complessivo per ciascun candidato, avendo acquisito elementi sufficienti per la procedura valutativa finale. Candidato: Caccamo Francesco Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la maggioranza della Commissione ritiene positivi i risultati raggiunti. Candidato: Clementi Marco Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, la Commissione ritiene che il candidato mantenga un vasto arco di temi, senza avere ancora raggiunto un approdo definito. Candidato: Masoero Alberto Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titolo e la lezione didattica, la Commissione ritiene che il candidato manifesti una piena conoscenza del tema prescelto, sia dal punto di vista storiografico e che delle fonti. Candidato: Privitera Francesco Giudizio complessivo . Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il candidato risulta conoscere in maniera ampia la tematica relativa alla Jugoslavia, non sempre configurando le grandi tematiche storiche relative. Candidato: Valle Roberto Giudizio complessivo .Visti il curriculum, la discussione dei titoli e la lezione didattica, il candidato dimostra di prescegliere l’approccio del pensiero politico alla storia russa, con risultati positivi che alcuni commissari ritengono non sufficientemente fondati dal punto di vista storiografico.