Diapositiva 1 - Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere

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Diapositiva 1 - Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere
Laboratorio tesi e orientamento al lavoro
Proff. Martino, Antonini, Lombardinilo
Sapienza Università di Roma - Anno accademico 2012-2013
Come si scrive la tesi:
trattazione, stile, struttura
Laboratorio tesi
e orientamento al lavoro
Andrea Lombardinilo
Sapienza Università di Roma
22 marzo 2013
Laboratorio tesi e orientamento al lavoro
Proff. Martino, Antonini, Lombardinilo
Sapienza Università di Roma - Anno accademico 2012-2013
La stesura della tesi
A chi si parla scrivendo una tesi?
«Al relatore? A tutti gli studenti o studiosi che avranno
occasione di consultarla in seguito? Al vasto pubblico
dei non specializzati? La si deve pensare come un libro
che andrà nelle mani di migliaia di persone, o come
una comunicazione dotta a una accademia scientifica»
(Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano 2012, p. 159)
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Proff. Martino, Antonini, Lombardinilo
Sapienza Università di Roma - Anno accademico 2012-2013
Quando una tesi è interessante?
Spaccati di realtà e nuova conoscenza
«La tesi è interessante quando riesce a trasformare uno spaccato
di realtà in nuova conoscenza. Le tesi più interessanti sono
naturalmente quelle che innovano il sapere comune,
quelle che combinano lo studio teorico e la ricerca;
non sfuggono a questa regola neppure gli elaborati
stancamente classificati come “compilativi”»
Mario Morcellini, La tesi come scelta: autoformazione e iniziazione culturale,
in Id. (a cura di), La scelta della tesi, Pensa MultiMedia, Lecce 2008, p. 19
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Lo stile della tesi
Alcuni consigli generali:
Evitare periodi lunghi. Se presenti, spezzarli.
Ripetere più volte, se necessario, il soggetto,
evitando troppi pronomi e subordinate
Andare il più possibile a capo, ma solo quando
è necessario e quando lo sviluppo del testo lo richiede
“Sfruttare” il relatore, facendogli leggere i primi capitoli
in anticipo rispetto alla consegna del lavoro
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Lo stile della tesi
Alcuni consigli generali:
Non iniziare obbligatoriamente dal primo capitolo,
ma dalle sezioni su cui si è più preparati
Evitare puntini di sospensione, punti esclamativi,
la spiegazione di passaggi ironici
Scegliere tra linguaggio referenziale e linguaggio figurato
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Lo stile della tesi
Mario Soldati e l’industria culturale
Versione referenziale
L’industria culturale intesa come macchina dei sogni
si afferma nella fase in cui McLuhan è impegnato
nel definire i nuovi scenari della ricerca mediologica,
fase di cui Soldati è spettatore e artefice allo stesso
tempo, protagonista di primo piano della rivoluzione
culturale che l’Italia vive anche sulla scorta dei mass media
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Lo stile della tesi
Mario Soldati e l’industria culturale
Versione figurata
Nell’era del boom economico la priorità è quella
di intercettare i gusti del pubblico e soddisfarne
le ambizioni ludiche. Operazione non semplice, che
l’autore delle “Lettere da Capri” interpreta da navigato
comunicatore. Del resto sono questi gli anni in cui
il teorico del“villaggio globale” dell’informazione
studia l’evoluzione dei mass media, protagonisti
assoluti della nuova era mediale
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Lo stile della tesi
La versione figurata fa ricorso
ad alcuni artifici retorici:
La litote (operazione non semplice)
La metafora (macchina dei sogni)
Similitudini (navigato comunicatore)
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Lo stile della tesi
Le figure retoriche:
«o si usano o non si usano»
Se si usano è perché si presume che
il nostro lettore sappia coglierle e perché si ritiene
che l’argomento appaia in tal modo più incisivo
e convincente. Allora non bisogna vergognarsi
e non bisogna spiegarle»
(U. Eco, Come si fa una tesi di laurea, cit., p. 159)
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Lo stile della tesi
Non spiegare chi era Weber
senza spiegare chi era Ferguson
Non si può redigere una tesi di laurea dedicata
allo studio interazionale che Goffman fa dello stigma,
e vederlo citato soltanto in conclusione, nel modo
seguente: il sociologo Goffman, autore de
La vita quotidiana come rappresentazione, sostiene che…
Una tesi su Goffman presuppone che il vostro
lettore lo conosca, anche meglio di voi
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Lo stile della tesi
Non italianizzare i nomi di battesimo stranieri
È inopportuno scrivere:
“Michele Montagna”, “Leone Tolstoi”,
“Ferdinando de Saussure”
I cognomi stranieri possono essere italianizzati
solo in caso di tradizione consolidata:
Lutero, Cartesio, Ruggero Bacone, Tommaso Moro
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Lo stile della tesi
Le partizioni del testo
«I termini usati per designare le partizioni di un testo sono
molti, e al solito l’uso che se ne fa non è concorde.
L’uso prevalente è diverso a seconda che si tratti
di libri e articoli. In un libro, il capitolo inizia dalla pagina
nuova, talvolta solo dalla pagina dispari, ed è spesso
numerato con cifre romane»
Alberto Marradi, Tornare a scrivere in italiano,
in M. Morcellini (a cura di), La scelta della tesi, cit., p. 255
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Il capitolo
La presa comunicativa del titolo
Inizia da pagina nuova: ha un titolo in corpo
più grande (spesso in maiuscolo) ed è individuato
da un solo livello di numerazione, in cifre romane
Il titolo deve avere presa immediata sul lettore.
Deve essere sintetico, chiaro, diretto, meglio se ellittico:
I. McLuhan e la nuova società mediale
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La sezione
I due livelli numerazione
Ha un titolo in corsivo, separato da una doppia interlinea
sia dal testo che precede sia dal testo che segue
La sezione è individuata da due livelli di numerazione,
il primo riferito al capitolo, il secondo inserito in sequenza:
I.3 Media caldi e media freddi: la teoria mediologica di McLuhan
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Il paragrafo
I tre livelli della numerazione
È separato dal testo che lo precede da una doppia interlinea,
non ha titolo e si individua con tre livelli di numerazione
I primi due richiamano la sezione di cui il paragrafo fa parte;
il terzo, in cifre arabe, procede in sequenza.
I.3 Media caldi e media freddi: la teoria mediologica di McLuhan
I.3.10 In Understanding media McLuhan dipinge un quadro
a tutto tondo del panorama mediale del suo tempo. […]
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Il capoverso
L’importanza del rientro
Inizia a ogni a capo, facendo rientrare
la prima lettera di circa 0,5 centimetri
Non ha un titolo e non viene individuato da un numero:
“L’idea stessa della comunicazione come azione reciproca è insita nell’elettricità,
la quale nella sua molteplicità intensiva associa all’informazione l’energia.
Chiunque esamini gli schemi dell’automazione s’accorge che, per
perfezionare una macchina rendendola autonoma, è necessario «alimentarla»”.
(McLuhan, Gli strumenti del comunicare)
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Le dieci regole per la citazione
enunciate da Umberto Eco:
1. I brani oggetto di analisi interpretativa
vanno citati ampiamente e diffusamente
2. I testi critici vanno citati quanto con la loro
autorevolezza confermano o accreditano le nostre tesi
3. La citazione deve supportare l’idea dell’autore
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Le dieci regole per la citazione
enunciate da Umberto Eco:
4. Di ogni citazione deve essere riconoscibile
sia l’autore, sia l’opera utilizzata
5. Le citazioni da fonti primarie devono riferirsi,
per quanto possibile, all’edizione più accreditata
6. Le citazioni di autori stranieri possono essere
riportate anche in traduzione italiana
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Le dieci regole per la citazione
enunciate da Umberto Eco:
7. Il riferimento all’autore e all’opera deve essere chiaro
8. Se la citazione non è troppo lunga, può essere
riportata nel testo riportata tra virgolette uncinate
9. Le citazioni di autori stranieri possono essere
riportate anche in traduzione italiana
10. «Citare è
processo»
come
portare
testimonianze
a
un
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La conclusione del lavoro
Chiudono la tesi le «canoniche conclusioni»:
«un testo finale che si richiama alla Premessa e al quale,
se previsto, va affidata senza indugio l’espressione
dal punto di vista più forte e incisivo dell’intero lavoro.
È bene guardarsi infatti dalla tentazione, spesso diffusa,
di incorrere in una certa circolarità dell’argomentazione»
M. Morcellini, La tesi come scelta, in Id., (a cura di),
La cultura della tesi, cit., pp. 22-23
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Curare la leggibilità del testo
La scelta lessicale dei termini
«Oltre che sulla qualità dei contenuti, una particolare
attenzione va riposta nella scelta lessicale dei termini,
Perseguendo anzitutto un giusto equilibrio fra linguaggio
comune e scientifico: il che significa ricorrere a un lessico
ricercato e incisivo, ma al tempo stesso lineare e mirato»
V. Martino, La scelta del tema: ideazione, valutazione di rilevanza,
fattibilità, in M. Morcellini (a cura di), La cultura della tesi, cit., p. 63
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Pianificare una tesi
Il lavoro di tesi può essere
strutturato nel modo seguente:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Frontespizio
Dediche e ringraziamenti
Indice
Introduzione
Capitoli
Conclusioni
Appendice/i
Bibliografia/webgrafia
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Il segreto di una buona tesi
«Giocare la partita con gusto agonistico»:
«Se giocherete la partita con gusto agonistico farete una buona tesi.
Se partite già con l’idea che si tratta di un rituale senza
importanza e che non vi interessa, siete battuti in partenza.
A questo punto, ve l’ho detto all’inizio (e non fatemelo ripetere
perché è illegale), fatevela fare, copiatevela, non rovinatevi la vita,
non rovinatela a chi dovrà aiutarvi e leggervi»
(U. Eco, Come si fa una tesi di laurea, cit., p. 248)
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trattazione, stile, struttura
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