Documento 5A ipia - Scuole Superiori di Zagarolo
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Documento 5A ipia - Scuole Superiori di Zagarolo
Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone“ VIA COLLE DEI FRATI 5 – 5a – 00039 ZAGAROLO (Rm) Tel. 06/121128225 - Cod. Fisc. 93015960581 - Cod Min. RMIS077005 Sez. Associata Liceo Scientifico Via Colle dei Frati,5-5a - 00039 Zagarolo (RM) Cod. Min. RMPS07701G Sez. Associata I.P.I.A. Via Valle Epiconia, snc - 00039 Zagarolo Cod. Min. RMRI07701R DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE A.S. 2015/2016 CLASSE V SEZ. A I.P.I.A. Via di Valle Epiconia Manutenzione e Assistenza Tecnica 15 Maggio 2016 Il Dirigente Scolastico Manuela CENCIARINI Indice generale 1. Informazioni di carattere generale sull'Istituto Scolastico..................................................4 1.1 Caratteristiche dell’Istituto............................................................................................4 1.2 L’Istituto Professionale..................................................................................................4 1.2.1 Strutture della scuola..............................................................................................4 1.2.2 L'indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”...................................................4 1.2.3 Prospettive di lavoro...............................................................................................5 2. Profilo ed evoluzione storica della classe.............................................................................6 2.1 Elenco degli alunni.........................................................................................................8 2.2 Consiglio di classe..........................................................................................................9 3. Metodologie e strumenti didattici adottati nel percorso formativo..................................10 3.1 Strumenti di verifica.....................................................................................................11 3.2 Attività finalizzate all’integrazione del percorso formativo........................................13 4. Relazioni finali e programmi svolti.....................................................................................14 4.1 Relazione finale e programmi svolti delle discipline “Lingua e letteratura italiana” e “Storia”.................................................................................................................................14 4.2 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Lingua inglese”.....................16 4.3 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Matematica”.........................17 4.4 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Tecnologie meccaniche e applicazioni”........................................................................................................................21 4.5 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Laboratori tecnologici”........24 4.6 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione”............................................................................................27 4.7 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Tecnologie elettricoelettroniche e applicazioni”.................................................................................................31 4.8 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Scienze motorie e sportive”.38 4.9 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Religione cattolica”.............40 5. Attività programmate dal Consiglio di Classe per l'Esame di Stato..................................42 5.1 Simulazioni della prima prova dell'Esame di Stato....................................................42 5.1.1 Griglie di valutazione della prima prova dell'Esame di Stato.............................42 5.2 Simulazioni della Seconda prova dell'Esame di Stato................................................46 5.2.1 Griglia di valutazione della Seconda prova dell'Esame di Stato.........................46 2 5.3 Simulazioni della Terza prova dell'Esame di Stato.....................................................46 5.3.1 Griglia di valutazione della Terza prova dell'Esame di Stato..............................46 5.3.2 Sezione informativa sulla terza prova..................................................................46 Allegato A - Testo proposto nella simulazione della prima prova degli Esami di Stato effettuata l'11 aprile 2016........................................................................................................49 Allegato B - Testo proposto nella simulazione della prima prova degli Esami di Stato effettuata il 9 maggio 2016......................................................................................................57 Allegato C - Testo proposto nella simulazione della seconda prova degli Esami di Stato effettuata il 21 aprile 2016.......................................................................................................64 Allegato D - Testo proposto nella simulazione della seconda prova degli Esami di Stato effettuata il 13 maggio 2016....................................................................................................68 Allegato E - Testo proposto nella simulazione della terza prova degli Esami di Stato effettuata il 27 aprile 2016.......................................................................................................70 Allegato F - Testo proposto nella simulazione della terza prova degli Esami di Stato effettuata il 26 maggio 2016....................................................................................................79 3 1. Informazioni di carattere generale sull'Istituto Scolastico 1.1 Caratteristiche dell’Istituto Il Liceo Scientifico di Zagarolo, sito in via Colle dei Frati 5, dall’anno scolastico 2008/09 costituisce l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Via Colle dei Frati” insieme all’IPSIA di Valle Epiconia, assumendo da lì a poco la denominazione di I.I.S. “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone”. Sorto come sede staccata del Liceo Scientifico “G. Marconi” di Colleferro, poi associato all’IIS di Via Pedemontana di Palestrina, il Liceo è cresciuto costantemente in questi anni, così come è cresciuto negli anni l’IPSIA “Valle Epiconia”, divenendo punto di riferimento degli studenti del territorio. Gli studenti frequentanti l’I.I.S. “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” provengono non solo dal vasto e variegato territorio comunale, ma anche da un circondario più esteso che abbraccia zone periferiche di Roma - sulla direttrice Casilina - e comuni come San Vito Romano, Genazzano, Cave, Palestrina, Gallicano, Colonna, Montecompatri, San Cesareo, Castel S. Pietro Romano, Labico. 1.2 L’Istituto Professionale L’IPSIA, Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, è un corso di studi dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone”. Fino all’anno scolastico 2007/2008 l’Istituto Professionale di Zagarolo, ad indirizzo Meccanico - Termico, era sezione associata dell’Istituto Professionale di Palestrina, e dal 2008/2009, dopo l’istituzione dell’“IIS Via Colle dei Frati”, è divenuto sezione associata dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Zagarolo. Ubicato nelle vicinanze della stazione FS, è facilmente raggiungibile dalle zone circostanti sia con i mezzi pubblici sulle direttrici della Casilina e della Prenestina, sia con il treno. 1.2.1 Strutture della scuola L’Istituto è dotato di: • Laboratorio Informatico-Multimediale • Laboratorio di Meccanica • Laboratorio Tecnologico • Strumentazione e componentistica per laboratorio di Elettronica • Un'aula dotata di lavagna interattiva multimediale (LIM) 1.2.2 L'indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica” Fino all’ultima riforma, l’Istituto Professionale di Zagarolo prevedeva l’indirizzo meccanico-termico, con possibilità di conseguire l’attestato di qualifica di Operatore meccanico-termico al termine del III anno e il diploma di Tecnico delle Industrie Meccaniche al termine del V anno. In seguito alla Riforma Gelmini, il corso di studi 4 dell’Istituto Professionale assume la denominazione di “Manutenzione e assistenza tecnica”. In tale indirizzo sono confluiti gli indirizzi del previgente ordinamento professionale che maggiormente attenevano alla meccanica, all’elettrotecnica, all’elettronica. Scopo dell'indirizzo è quindi la formazione di un profilo di competenza, quello del manutentore, capace di operare su sistemi complessi (siano essi impianti o mezzi), che non sono di tipo esclusivamente meccanico, elettrico od elettronico. Il diplomato nell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica” possiede quindi le competenze per gestire, organizzare ed effettuare interventi di installazione e manutenzione ordinaria, di diagnostica, riparazione e collaudo relativamente a piccoli sistemi, impianti e apparati tecnici. Tali competenze tecnico-professionali sono riferite alle filiere dei settori produttivi generali (elettronica, elettrotecnica, meccanica, termotecnica ed altri) e specificamente sviluppate in relazione alle esigenze espresse dal territorio. La nostra scuola offre la possibilità, in deroga alle disposizioni ministeriali, di far conseguire, alla fine del III anno, la qualifica di Operatore Tecnico-Meccanico (come nel vecchio ordinamento), e alla fine del V anno il diploma di maturità. Il percorso formativo dell'Istituto prevede delle ore di alternanza scuola-lavoro, che si concretizzano in uno stage della durata di due-tre settimane per ciascun anno scolastico a partire dal terzo, da svolgersi nelle aziende del territorio operanti nei settori meccanico, elettrico, dei servizi. L'alternanza scuola-lavoro era prevista negli Istituti Professionali già prima della riforma 107/2015, che l'ha introdotta anche negli altri indirizzi di studio. La classe quinta che si accinge ad affrontare l'Esame di Stato, però, ricade nell'ordinamento precedente, che prevedeva un numero di ore di alternanza inferiore all'attuale. Per questo motivo, gli stage sono stati svolti unicamente al quarto e al quinto anno di corso. 1.2.3 Prospettive di lavoro Le profonde innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni hanno fatto emergere un nuovo modello di figura professionale – richiesto dall’industria – secondo cui l’abilità manuale nell’esecuzione delle varie lavorazioni è stata sostituita dalla capacità di eseguire controlli, manutenzione e preparazione degli strumenti di lavoro. Inoltre, il mercato del lavoro richiede sempre più tecnici in grado d’inserirsi in uffici di progettazione, meccanica ed impiantistica, che operano nell’hinterland geografico di riferimento. Quindi la “mission” dell’Istituto Professionale di Zagarolo ha due anime: una legata ancora all’industria manifatturiera (operatori delle officine meccaniche, riparatori di macchine a controllo numerico) e l’altra a supporto del mondo dei servizi tecnici (gestione e progettazione d’impianti, uso di pacchetti applicativi AutoCad). 5 2. Profilo ed evoluzione storica della classe La classe è composta da 17 alunni, di cui soltanto circa la metà ha frequentato l'intero corso di studi presso il nostro Istituto. I restanti studenti si sono aggiunti alla classe nel corso degli anni, provenendo dall'IPIA “Parodi-Delfino” di Colleferro, dal Liceo Scientifico di Zagarolo, dall'ITI “Fermi” e dall'ITC “Buonarroti” di Frascati, dal Centro di Formazione Professionale “Don Bosco” di Roma. Circa un quarto degli alunni della classe ha mostrato, sin dal primo anno, e per l'intera durata del corso di studi, grande motivazione e responsabilità nei confronti delle proposte formative, associate ad un impegno nello studio personale, che hanno consentito loro di raggiungere gli obiettivi di apprendimento dell'indirizzo e giudizi da discreti a molto buoni al termine di ciascun anno di corso. Dei rimanenti, poco più della metà, pur avendo mostrato difficoltà in vari ambiti durante il percorso formativo, ha saputo in qualche modo compensarle attraverso l'impegno costante, un atteggiamento sempre corretto ed una frequenza assidua alle lezioni. Un ultimo gruppo è costituito da studenti che hanno avuto un percorso più problematico, in cui le difficoltà appena menzionate si sono combinate con un impegno altalenante, scarsa e discontinua applicazione nello studio (generalmente limitata all'occasione delle verifiche) ed una frequenza piuttosto irregolare. A conferma di questa “problematicità”, più della metà degli alunni ha ripetuto almeno un anno di corso, e molti di loro hanno avuto, negli scrutini di giugno di ciascun anno scolastico, sospensioni di giudizio in una o più materie. Nonostante ciò, anche i ragazzi con i percorsi scolastici più complicati hanno compiuto un percorso di maturazione importante, che li ha visti crescere dal punto di vista umano, e che ha consentito loro di raggiungere, sebbene con un livello non superiore alla sufficienza, buona parte degli obiettivi formativi del corso di studi. Della classe fanno parte due studenti certificati, che si sono avvalsi del supporto dell'insegnante di sostegno durante tutto il corso di studi. Per i dettagli su strategie, metodi e strumenti utilizzati per aiutare questi studenti nel loro percorso formativo, si rimanda alle Programmazioni Educative Individualizzate predisposte per loro all'inizio dell'anno scolastico. La scuola ha prestato sempre massima attenzione alla crescita globale degli studenti, favorendo corrette dinamiche relazionali e compensando quelle carenze educative e culturali spesso presenti negli ambienti di provenienza. In questo ambito si pongono le numerose iniziative di attività extracurriculari proposte lungo tutto il corso di studi (visite guidate, viaggi d'istruzione, incontri con esperti esterni, progetti, ecc.). In particolare, grande importanza hanno avuto le visite a manifestazioni e fiere dei settori tecnici, a impianti industriali, a musei e città d'arte (con l’obiettivo di suscitare nei ragazzi interessi più marcati anche nei confronti delle discipline non tecniche), e i progetti di manutenzione delle strutture scolastiche, volte a responsabilizzare gli studenti nei confronti della cura dei beni pubblici e condivisi. Le attività extracurriculari svolte nel corso del presente anno scolastico sono elencate nel paragrafo 3.2. Volendo entrare nello specifico delle difficoltà cui si è fatto riferimento, che hanno caratterizzato il percorso scolastico di più della metà degli studenti, diremo che esse sono 6 derivate spesso da carenze in alcune competenze di base che in genere si acquisiscono negli ordini inferiori di scuola, e che spaziano dall'ambito linguistico-espressivo a quello logicomatematico. Diversi studenti hanno difficoltà nella comprensione del testo scritto, così come nella produzione sia scritta che orale; i loro elaborati presentano errori sia lessicali che sintattici, e mostrano le loro limitate abilità espressive. Inoltre, pochi di loro possiedono un metodo di studio efficace. Tutto ciò ha comportato una certa resistenza ad affrontare le verifiche orali, che ha caratterizzato l'intero corso di studi. Tale resistenza, ad onor del vero, si è andata attenuando nel corso di quest'ultimo anno scolastico, quando gli studenti, motivati in tal senso dai docenti, hanno compreso la necessità di esercitarsi nell'esposizione orale in vista del colloquio dell'Esame di Stato. Anche nell'ambito logicomatematico, è stato operato un importante lavoro di recupero dei prerequisiti lungo tutto l'arco del percorso di studi, concentrando tale lavoro soprattutto ai primi anni di corso, ma fornendo utili e necessari richiami di tanto in tanto anche negli anni successivi. L'anno forse più problematico per l'intero gruppo classe è stato il quarto. Al preesistente gruppo classe si sono aggiunti alcuni studenti provenienti da Centri di Formazione Professionale, più alcuni, di questo stesso istituto, non ammessi alla classe quinta. Questi inserimenti hanno destabilizzato il gruppo classe, che ha raggiunto un livello medio di impegno davvero insoddisfacente ed evidenziato grandi problemi disciplinari. Fortunatamente, una parte di studenti è riuscita a conservare la motivazione e l'interesse che ne avevano caratterizzato l'atteggiamento negli anni precedenti. Al termine dell'anno, è stata inevitabile una selezione, che ha portato ad ammettere all'ultimo anno di corso solo quegli studenti che si riteneva avessero mostrato l'atteggiamento più maturo e conseguito gli obiettivi formativi necessari ad affrontarlo adeguatamente. In ogni caso, i problemi disciplinari quest'anno sono stati del tutto superati. Il clima in classe è stato sempre sereno ed adeguato allo svolgimento delle attività didattiche e gli alunni hanno tenuto un atteggiamento consapevole e rispettoso dei ruoli. Sebbene, come già accennato, la classe annoveri alcuni alunni interessati anche agli aspetti teorici delle discipline, e capaci di approfondire tali aspetti attraverso lo studio individuale, non c'è dubbio – come è naturale per questo indirizzo di studi – che la gran parte degli studenti abbia mostrato una maggiore predisposizione per le attività pratiche. Così, si è cercato di assicurare sempre un adeguato numero di ore di laboratorio, pur nella difficoltà di condivisione tra tante classi di un numero di risorse relativamente limitato. A conferma di questa propensione per le attività pratiche, i periodi in cui gli alunni sono stati impegnati nell'alternanza scuola-lavoro restano senza dubbio tra i più significativi della loro esperienza formativa. I ragazzi hanno affrontato con impegno, motivazione e serietà i periodi trascorsi in azienda durante il quarto e il quinto anno di corso, della durata rispettivamente di due e tre settimane. Anche quegli studenti meno disponibili all'impegno scolastico hanno mostrato un atteggiamento più responsabile nel corso di questa esperienza. Da parte delle aziende ospitanti – che pure in generale non mancano di valutare negativamente gli alunni che affrontano lo stage con un atteggiamento di scarso impegno –, nei confronti degli studenti di questa classe c'è stato un generale riconoscimento della loro maturità e delle loro capacità. Non ha contribuito a facilitare il percorso scolastico di questi studenti il ricambio di 7 docenti nel corso degli anni. Se in generale non si ritiene che la varietà di metodologie e approcci didattici sia da etichettare necessariamente come negativa, ma possa costituire anzi una fonte di arricchimento, senza dubbio essa può creare una certa destabilizzazione, seppur temporanea, e costringere, all'inizio di ogni nuovo anno scolastico, a ricostruire relazioni di fiducia e rinegoziare regole frutto spesso di un lavoro lungo ed impegnativo, soprattutto in studenti che hanno mostrato alcune problematicità sia personali (quelle caratteristiche della loro età), sia nei confronti dell'istituzione scolastica, a volte unite ad un vissuto familiare e sociale parimenti travagliato. In ogni caso, la continuità assicurata da un piccolo gruppo di insegnanti in pianta stabile nella scuola e l'approccio adottato dai docenti entrati quest'anno a far parte del consiglio di classe, oltre alla maturità raggiunta dagli studenti, hanno attenuato il problema, favorendo un lavoro sereno e proficuo sin dalle prime battute dell'anno scolastico. 2.1 Elenco degli alunni 1. Bagliuri Emanuele 2. Barrovecchio Andrea 3. Canta Arvin Joshel Herrera 4. Conti Filippo 5. De Luca Alessio 6. De Vanna Tiziano 7. Gabbanella Maikol 8. Gara Angelo 9. Gargano Alex 10. Giacomini Valerio 11. Mazzola Simone 12. Penna Giovanni 13. Principe Valerio 14. Rozzi Ivan 15. Salierno Luciano 16. Saranzotti Davis 17. Testani Giammarco 8 2.2 Consiglio di classe DOCENTE MATERIA FIRMA Prof.ssa Tiziana Canestri Scienze motorie e sportive Prof.ssa Orietta Cocci Matematica Prof. Domenico Fucci Laboratori tecnologici ed esercitazioni, Tecnologie meccaniche e applicazioni (ITP), Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione (ITP) Prof. Fabio Grossi Tecnologie elettricoelettroniche e applicazioni (ITP) Prof.ssa Concetta Mattozzi Lingua e letteratura italiana, Storia Prof. Massimiliano Patriarca Tecnologie meccaniche e applicazioni Prof. Marco Pagliari Tecnologie elettricoelettroniche e applicazioni Prof. Roberto Perfetti Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione Prof.ssa Franca Pignalberi Insegnamento della religione cattolica Prof.ssa Sara Pupparo Sostegno Prof.ssa Giuseppa Trentavizi Lingua inglese 9 3. Metodologie e strumenti didattici adottati nel percorso formativo Le strategie didattiche sono state scelte avendo presente le necessità di recupero e compensazione delle difficoltà, già citate nella sezione precedente, nelle competenze di base, quali la comprensione del testo, la produzione scritta ed orale, il calcolo matematico, le abilità logiche e l'utilizzo dei linguaggi specifici delle singole discipline. Sui contenuti del libro di testo e i materiali reperibili in rete è stato effettuato quasi sempre dai docenti un lavoro di rielaborazione, semplificazione e schematizzazione, allo scopo di renderli meglio fruibili dagli studenti attraverso riassunti, schemi, diagrammi, mappe concettuali. A fianco alla lezione frontale, eventualmente con l'utilizzo della LIM, sono stati proposti lavori di gruppo, discussioni, proiezioni di video, analisi di materiali autentici, attività di laboratorio. Alcuni docenti hanno utilizzato una classe virtuale creata sulla piattaforma Edmodo (www.edmodo.com) per postare materiali, assegnare compiti, raccogliere gli elaborati prodotti dagli studenti, somministrare quiz. Un quadro schematico dei metodi e degli strumenti didattici adottati e delle tipologie di attività svolte è fornito dalla tabella seguente. 10 Lingua e letteratura italiana Storia Lingua inglese Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione Tecnologie meccaniche e applicazioni Matematica Tecnologie elettricoelettroniche e applicazioni Scienze motorie e sportive Lezioni frontali X X X X X X X X Lavori di gruppo X Attività di laboratorio Discussioni X X X X X X LIM X X Materiali autentici X X X X X Problem solving Approfondimenti, seminari X X Classi virtuali Analisi del testo X X X X 3.1 Strumenti di verifica Anche le prove di verifica sono state sempre adattate ai livelli di competenza e agli stili cognitivi degli studenti. Quando lo scopo primario della verifica era l'accertamento di conoscenze, che esse costituissero l'obiettivo precipuo dell'intervento formativo messo in atto oppure fossero necessarie a scopo applicativo (in esercizi, procedure da implementare, attività di laboratorio), si è risparmiato agli studenti lo sforzo espositivo, assegnando loro quesiti a risposta chiusa (domande a risposta multipla, tabelle da compilare, testi a completamento). In altri casi, pur nella consapevolezza delle difficoltà di molti studenti, si è richiesto loro lo sforzo di rispondere a domande a risposta aperta, in cui esporre gli argomenti studiati utilizzando i linguaggi specifici delle materie, sia per stimolare l'acquisizione di tali capacità, sia per ripagare con il meritato riconoscimento chi tali abilità ha costruito con un impegno costante profuso lungo tutto il percorso scolastico. 11 Lingua e letteratura italiana Storia Lingua inglese Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione Tecnologie meccaniche e applicazioni Matematica Tecnologie elettricoelettroniche e applicazioni Scienze motorie e sportive Nella valutazione per le materie che prevedono l'utilizzo di laboratori, si è dato un peso notevole alla valutazione delle esperienze pratiche, sia per l'importanza che le competenze in esse messe in gioco rivestono per l'indirizzo di studi, sia per la consapevolezza della maggiore motivazione, e conseguentemente maggiore probabilità di successo, che gli studenti hanno in tali attività. Nella tabella che segue sono riportati, in maniera sintetica, gli strumenti di verifica adottati da ciascuna disciplina. Prove tradizionali X X X X X X X X Prove strutturate o semi-strutturate X X X X X X X X Analisi del testo X X Saggio breve X X Relazioni X X X X X X X X X X X X Risoluzione di problemi X X X X Esercitazioni di laboratorio X X Esercizi di II prova Compiti a casa X X X 12 X X X 3.2 Attività finalizzate all’integrazione del percorso formativo • 9 ottobre 2015, Nuova fiera di Roma (Roma) Supercar Roma Autoshow 2015 http://www.supercarshow.it • 20 novembre 2015, Nuova fiera di Roma (Roma) “SubinItaly”, 3° Salone della Subacquea All Inclusive http://www.subinitaly.it • 27 gennaio 2016, Zagarolo (sede IPIA) Giorno della Memoria, Lezione sulla cultura e le tradizioni ebraiche • 22, 23, 24 febbraio 2016, Zagarolo (sede IPIA) “Giornate dello studente”, nell'ambito delle quali sono stati effettuate le seguenti attività: ◦ “Scuola pulita”: falciatura erbacce e sistemazione degli spazi verdi della scuola ◦ “Giornata sportiva”: torneo di calcetto tra le classi dell'istituto, presso le strutture sportive di Via Valle del Formale (Zagarolo) • Progetto “Maneggiare con cautela”: incontri tenuti da esperti esterni per la prevenzione, informazione e comunicazione finalizzate alla lotta alle dipendenze, in integrazione con le Istituzioni locali del Distretto RMG/5 (Comune, ASL, Scuole), in coordinamento con il Piano di Zona in favore di minori e adolescenti • 6-8 aprile 2016 Viaggio di istruzione a Cremona, Piacenza, Parma • 2 maggio 2016, Roma “L'arte contemporanea a Roma”: uscita didattica alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e al Museo Bilotti 13 4. Relazioni finali e programmi svolti 4.1 Relazione finale e programmi svolti delle discipline “Lingua e letteratura italiana” e “Storia” Docente: prof.ssa Concetta Mattozzi La classe si presenta al termine del pentamestre migliorata sia per quanto riguarda il livello di apprendimento dei discenti, che per la condotta. La partecipazione alle lezioni però non è sempre stata costante da parte di tutti gli alunni. Va precisato che a causa della mancanza d’ impegno di alcuni discenti, le lezioni hanno subito un lieve rallentamento. Le lezioni svolte durante l’anno scolastico sono state frontali e partecipate: l’insegnante ha fornito spesso agli alunni appunti e mappe concettuali, per stimolare le loro capacità di apprendimento e far sì che anche gli alunni più deboli potessero essere guidati e facilitati nello studio. La tipologia di verifica è stata essenzialmente costituita da prove scritte e verifiche orali. Il materiale didattico utilizzato dagli alunni è stato per lo più costituito dal libro di testo ed appunti del docente. Inoltre la semplicità del linguaggio ha sicuramente favorito l’approccio degli alunni verso alcuni argomenti trattati. Il programma elaborato all’inizio dell’anno è stato non del tutto svolto per intero e la classe può nel complesso dire di aver conseguito una preparazione sufficiente. Programma svolto di “Lingua e letteratura italiana” • NATURALISMO E VERISMO: caratteri del movimento. ◦ Giovanni Verga: vita, idee e opere. ▪ Vita dei campi: “Fantasticheria”. ▪ “Rosso Malpelo”. ▪ I Malavoglia: “L’addio di ‘Ntoni”. • IL PRIMO NOVECENTO. LA POESIA ITALIANA DEL PRIMO NOVECENTO ◦ Il Decadentismo: origine e caratteri del movimento. ◦ G. Pascoli: vita, idee e poetica ▪ Myricae: “Lavandare” e “X Agosto”. ▪ I canti di Castelvecchio: “Il gelsomino notturno”. ◦ Gabriele D’Annunzio: vita e poetica. ▪ Il Piacere: “L’esteta Andrea Sperelli”. ▪ Le Laudi : da Alcyone ” La pioggia nel pineto” e “La sera fiesolana”. ◦ Il romanzo del Novecento ◦ Italo Svevo : vita e opere. ▪ La coscienza di Zeno: “Il vizio del fumo”. ◦ Luigi Pirandello: vita e opere. 14 ▪ Il fu Mattia Pascal: “Mattia battezza Adriano Meis”; “Il contrasto vita/forma”; ▪ “Mattia Pascal dinanzi alla sua tomba” ▪ Le novelle per un anno: “Il treno ha fischiato” • LA LETTERATURA FRA LE DUE GUERRE GLI SVILUPPI DELLA POESIA LIRICA: caratteristiche della nuova poesia. ◦ Giuseppe Ungaretti : vita e poetica ▪ L’Allegria : “San Martino del Carso” , “Veglia” ”. • Primo Levi: vita e opere Programma svolto di “Storia” • LA SECONDA RIVOLUZIONE QUESTIONE SOCIALE INDUSTRIALE • L’ITALIA DEL SECONDO OTTOCENTO. • LA BELLE EPOQUE E LE SUE INQUETUDINI. • L'età giolittiana ◦ I progressi sociali e lo sviluppo industriale dell’Italia ◦ La politica estera e la guerra di Libia • LA PRIMA GUERRA MONDIALE ◦ La fine dei giochi diplomatici, 1914 e il fallimento della guerra-lampo ◦ L’Italia dalla neutralità alla guerra ◦ 1915-1916: la guerra di posizione ◦ Il fronte interno e l’economia di guerra ◦ Dalla caduta del fronte russo alla fine della guerra • I TRATTATI DI PACE ◦ La conferenza di pace e la Società delle Nazioni ◦ I trattati di pace e il nuovo volto dell’Europa • IL DOPOGUERRA IN ITALIA E L’AVVENTO DEL FASCISMO ◦ Le difficoltà economiche e sociali all’indomani del conflitto ◦ La crisi di Fiume e il biennio rosso ◦ L’ascesa del fascismo ◦ Verso la dittatura ◦ Il fascismo tra consenso e opposizione ◦ La politica interna ed economica ◦ I rapporti tra Chiesa e fascismo ◦ La politica estera e le leggi razziali 15 E LA NASCITA DELLA • LA CRISI DELLA GERMANIA REPUBBLICANA E IL NAZISMO ◦ La nascita della repubblica di Weimar ◦ Hitler e la nascita del nazionalsocialismo ◦ Il nazismo al potere ◦ L’ideologia nazista e l’antisemitismo • LA SECONDA GUERRA MONDIALE ◦ Il successo della guerra-lampo(1939-1940) ◦ La svolta del 1941 in cui la guerra diventa mondiale ◦ L’inizio della controffensiva alleata(1942-1943) ◦ La caduta del fascismo e la guerra civile in Italia ◦ La vittoria degli Alleati ◦ Lo sterminio degli ebrei 4.2 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Lingua inglese” Docente: prof.ssa Giuseppa Trentavizi L’attività didattica si è svolta in un clima generalmente sereno, caratterizzato da un buon livello di dialogo e partecipazione. La maggior parte degli studenti ha avuto un atteggiamento disponibile all’apprendimento e tutti hanno agito nel rispetto dei compagni e del docente. La preparazione di partenza, risultata spesso lacunosa, ha richiesto talvolta la ripetizione di contenuti e strutture linguistiche di base, necessità che ha comportato un ridimensionamento e un riadattamento del piano di lavoro annuale programmato. L’attività svolta nel primo periodo ha avuto come obiettivo un avvicinamento degli studenti alla realtà del mondo anglosassone, parallelamente al consolidamento della competenza comunicativa. Tuttavia, nonostante il lavoro costante di revisione e di recupero, alcuni studenti hanno con difficoltà, e in alcuni casi con qualche resistenza psicologica, affrontato le attività in L2, raggiungendo una preparazione appena sufficiente. La classe ha mostrato partecipazione attiva e interesse nei confronti del linguaggio settoriale, ambito nel quale è stato possibile collegare l’apprendimento della lingua inglese ad esperienze note e alle competenze trasversali degli studenti. In tale prospettiva è stata soprattutto la competenza lessicale ad essere arricchita. Nel complesso il profitto si attesta su un livello sufficiente o appena sufficiente per la maggioranza degli studenti, mentre un gruppo ristretto di alunni ha raggiunto un livello discreto o buono. Programma svolto • The Industrial Revolution • The four stroke engine 16 • • • • • • • • • The transmission system of a four-wheel drive vehicle The brake system The diesel engine Air bags Hybrid and electric cars Charles Dickens. Life and works Hard Times. “Coketown”. An extract Henry Ford and the assembly line Strutture grammaticali ◦ Past simple vs Present Perfect ◦ Relative clauses ◦ Passive form ◦ Future forms ◦ Conditional ◦ If clauses type 1 and 2 Da svolgere dopo il 15 maggio: • CAD and CAM systems • Mechatronics • War poets: Sigfried Sassoon, “Does it matter?” 4.3 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Matematica” Docente: prof.ssa Orietta Cocci Profilo complessivo della classe La classe è composta da 17 studenti, di cui due studenti che seguono un piano educativo individualizzato con obiettivi minimi. Il gruppo studenti è risultato, in una fase iniziale, disomogeneo sia dal punto di vista del bagaglio culturale che dal punto di vista dell’apprendimento, ciò ha reso necessario, nella parte iniziale dell’anno, un lavoro di consolidamento dei prerequisiti indispensabili allo svolgimento della programma di matematica del quinto anno. La classe ha altresì sempre dimostrato un sufficiente interesse alla materia permettendo così un regolare svolgimento dell’attività didattica, malgrado le numerose ore di lezione perse. L’impegno del gruppo classe può considerarsi soddisfacente durante le lezioni, non pienamente sufficiente l’impegno nello studio a casa. Soltanto un ristretto numero di studenti ha manifestato una scarsa partecipazione ed interesse a tutta l’attività scolastica e non ha raggiunto pienamente gli obiettivi prefissati. La composizione della classe ha permesso un’impostazione di lezioni interattive, durante le quali gli studenti sono stati sollecitati ad una partecipazione più attiva e guidati così 17 gradualmente alla “scoperta” del nuovo. Il lavoro svolto è stato verificato quotidianamente attraverso colloqui orali, che hanno permesso allo studente di esercitarsi nell'uso del linguaggio specifico della Matematica e, nello stesso tempo, hanno consentito all'insegnante di valutarne la padronanza raggiunta. Livello e distribuzione del profitto Gli obiettivi raggiunti dagli alunni sono diversificati in base alla diversa partecipazione al dialogo educativo e al fatto che la classe è piuttosto eterogenea sia per le diverse competenze e capacità sia per le differenti motivazioni e comportamenti socio-affettivi dei suoi componenti. Si individua, infatti, all’interno del gruppo classe un discreto numero di allievi che si è distinto per impegno e desiderio di migliorare il proprio grado di apprendimento, dimostrando capacità e una certa attitudine allo studio, supportata da una metodologia di lavoro efficace. Ciò ha portato questi allievi a ottenere buoni risultati. Vi è poi un altro gruppo di studenti che pur possedendo capacità adeguate o pienamente valide, ha mostrato un impegno poco costante nello studio, fattore che ha penalizzato l’andamento didattico e ha prodotto in molte occasioni risultati appena sufficienti, tenendo conto delle possibilità effettive non sfruttate a pieno. È importante segnalare, inoltre, un ridotto numero di studenti che ha mostrato uno scarso impegno, riducendo l’apprendimento ad un’attività mnemonica, alquanto passiva e ridotta all’attività in aula o alla preparazione delle verifiche e dei colloqui. Per alcuni di loro risulta ancora difficile usare, in modo chiaro e preciso, il linguaggio specifico della Matematica e presentano altresì difficoltà nella rielaborazione personale delle nozioni e delle tecniche spiegate. Obiettivi disciplinari raggiunti in riferimento al piano iniziale di lavoro. Il programma svolto corrisponde parzialmente alla programmazione iniziale, in quanto sono stati necessari dei rallentamenti dovuti alla peculiarità della materia, che richiede una capacità di ragionamento logico-deduttivo non di facile e immediata acquisizione, soprattutto per studenti che presentavano lacune pregresse; in particolare non è stato trattato l’ultimo argomento in programmazione: le derivate (p.ti di max e min). Gli studenti sanno: • Definire e classificare le funzioni; • Determinare il campo di esistenza di una funzione; • Determinare eventuali punti di intersezione con gli assi cartesiani; • Distinguere le funzioni pari da quelle dispari; • Determinare gli eventuali intervelli di negatività e/o positività di una funzione; • Definire il concetto di continuità di una funzione in un punto e/o in un intervallo; • Classificare e riconoscere i vari tipi di discontinuità; • Conoscere e applicare le tecniche per il calcolo dei limiti di funzioni in cui si presentino anche forme indeterminate (0/0 e /); • Calcolare gli asintoti di una funzione. 18 Metodologia d’insegnamento Gli studenti sono stati costantemente sollecitati a partecipare attivamente alla lezione, in un continuo e disciplinato dialogo con il docente. La metodologia di insegnamento prevalente è stata di tipo problematico-dialogico: dapprima sono state introdotte e definite nuove nozioni, successivamente la classe, opportunamente indirizzata, è stata invitata, mediante il ricorso alle conoscenze già acquisite, a dedurre proprietà, a rilevare analogie, a formulare ipotesi e a farne la verifica. Vista la complessità degli argomenti trattati, si è considerato maggiormente utile soffermarsi ed insistere sugli aspetti più pratici della trattazione, senza altresì perdere di vista la propedeuticità dell’acquisizione teorica. Strumenti di verifica e criteri di valutazione Per quanto riguarda le modalità di verifica, queste non si sono ridotte ad un controllo formale sulla padronanza delle sole abilità di calcolo o di particolari conoscenze mnemoniche dell’allievo, ma hanno cercato di mettere in evidenza le sue capacità e il suo grado di formazione. A tal fine gli strumenti di verifica sono state: Verifiche scritte tradizionali (compiti in classe ) o semistrutturate al termine di ogni argomento, con più quesiti o problemi a risposta aperta; Osservazione del lavoro fatto in classe o a casa; Interrogazioni orali (che non occuperanno in media più di ¼ del tempo a disposizione); Osservazioni “dialogiche” (verifiche informali: domande e risposte dal banco). Le prove scritte sono state diversificate per modalità di composizione, per difficoltà e tipo di argomento, in modo da misurare obiettivi operativi differenti e graduali. Le prove orali sono servite a determinare il grado di preparazione degli allievi, l’uso del linguaggio specifico, l’acquisizione degli elementi e dei concetti fondamentali, le capacità di analisi e di sintesi (riorganizzare razionalmente e schematizzare i temi trattati). Per quanto riguarda i criteri di valutazione sono stati considerati i seguenti elementi: per le verifiche scritte, la capacità di saper rispondere con pertinenza e adeguatezza ai quesiti proposti, l’esatta interpretazione del testo proposto, la corretta impostazione degli esercizi o problemi assegnati, la correttezza dei calcoli impiegati, il grado di apprendimento degli argomenti, la correttezza formale scritta e il rigore logico – intuitivo; per le verifiche orali, la qualità e la congruità dei contenuti acquisiti, la conoscenza e l’applicazione di un corretto e specifico linguaggio, la correttezza formale di manualità, di rigore logico, il grado di elaborazione, impegno ed interesse personali, progressi evidenziati, le abilità di inferenza all’interno della disciplina stessa. La scala di riferimento è stata da uno a dieci. Strategie di recupero Durante l’anno in corso è stato necessario un rallentamento del programma dedicando delle ore per la ripetizione degli argomenti “nuovi” non assimilati (recupero in itinere); ma soprattutto nella prima parte dell’anno sono state dedicate un numero cospicuo di ore per il ripasso dei prerequisiti necessari allo svolgimento del programma del quinto anno. Le lezioni sono state affrontate proponendo numerosi esempi ed esercizi, svolti in classe, per chiarire ciò che non era stato compreso in precedenza e dedicando particolare attenzione 19 sul perché certi concetti siano risultati così difficili da capire. Alla fine del primo quadrimestre è stato organizzato un corso di potenziamento della durata di 8 ore, dedicato soprattutto alle persone che avevano riportato una valutazione insufficiente. Strumenti e supporti didattici • Libro di testo • Schede di lavoro • Appunti e fotocopie fornite dal docente Programma svolto Consolidamento dei prerequisiti necessari allo studio di funzioni 0) Ripasso Equazioni di primo e secondo grado; Sistemi di equazioni (metodo della sostituzione); Disequazioni di primo e secondo grado; Disequazioni fratte; Scomposizione di un polinomio in fattori primi (in particolare: raccoglimento a fattor comune, differenza di quadrati, trinomi di secondo grado riconducibili a equazioni trinomie). Le funzioni 1) Definizione e prime proprietà: Definizione di funzione: funzione reale di variabile reale; dominio di una funzione; Classificazione di una funzione: funzioni algebriche (razionali e irrazionali, intere e fratte) e trascendenti (cenni); Funzioni pari e funzioni dispari; Dominio di funzioni razionali e irrazionali, intere e fratte; Punti di intersezione di funzioni razionali, intere e fratte, con gli assi cartesiani; (i cui termini sono polinomi di primo o secondo grado) Segno di funzioni razionali, intere e fratte. (i cui termini sono polinomi di primo o secondo grado) 2) Il calcolo dei limiti: gli asintoti Definizione di intorno e di punto di accumulazione; Definizione generale di limite; (la definizione è stata data in termini intuitivi di intorni) Calcolo di semplici limiti di funzioni algebriche razionali fratte per x che tende ad un valore finito; Forma indeterminata 0/0; 20 Asintoti verticali: definizione e verifica degli asintoti verticali di funzioni algebriche razionali fratte; Calcolo di semplici limiti di funzioni algebriche razionali fratte per x che tende ad un valore infinito; Forma indetereminta /; Asintoti orizzontali: definizione e ricerca degli asintoti orizzontali di funzioni algebriche razionali fratte; Asintoti obliqui: definizione e ricerca degli asintoti obliqui di funzioni algebriche razionali fratte; Grafico probabile: rappresentazione in un piano con riferimento cartesiano degli elementi trovati di una funzione; Lettura del grafico di una funzione: determinazione del dominio; delle intersezioni con gli assi cartesiani, del segno, degli asintoti verticali e orizzontali e dei limiti agli estremi del dominio. 3) Funzioni continue: Definizione di funzione continua in un punto e/o in un intervallo; Punti di discontinuità. 4.4 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Tecnologie meccaniche e applicazioni” Docente: prof. Massimiliano Patriarca Insegnante tecnico-pratico: prof. Domenico Fucci Considerazioni generali La classe è costituita da 17 alunni, di cui 2 con disabilità, e alcuni dei quali sono dotati di discrete competenze e di una certa vivacità intellettuale. È una classe non responsabile e stimolata nei confronti della scuola ed hanno dimostrato una superficiale capacità di interagire tra di loro e con i docenti, motivando pochi interessi generalizzati anche al di fuori delle attività didattiche. Per quanto riguarda la materia, in sede di programmazione, dopo l’analisi iniziale ed il riscontro di alcune carenze pregresse, si è deciso insieme all’insegnante tecnico pratico di colmare alcune lacune e di rispiegare alcuni argomenti basilari della disciplina, come i parametri di taglio ed i cicli di lavorazione, affrontati anche nelle ore di compresenza. Dal punto di vista disciplinare non si sono riscontrati grossi problemi, così come la frequenza delle lezioni nella maggior parte degli studenti è stata assidua e regolare. Per quanto riguarda l’andamento didattico, invece, risulta complessivamente soddisfacente considerando anche i livelli di partenza bassi e visto che gli studenti ripongono una limitata fiducia formativa ed un circoscritto interesse nella parte teorica. Nel corso 21 dell’anno alcuni allievi hanno manifestato attenzione tant’è che si sono impegnati per eventuali chiarimenti a seguire il docente anche al di fuori dell’orario scolastico. Le conoscenze conseguite sono globalmente soddisfacenti. C’è da osservare anche che alcuni studenti sono in grado di rielaborare quanto appreso in classe, integrando lo studio sul manuale e sulle dispense consegnate, e di risolvere il problema che gli viene proposto, giustificando i dati ottenuti. Altri hanno conseguito risultati apprezzabili rispettando le scadenze e gli impegni programmati; la maggior parte del gruppo, infine, ha avuto difficoltà a trovare un ritmo di studio adeguato o per limitate capacità tecnico-scientifiche o per demotivazione ed ha mostrato interessamento teoricopratico superficiale. Finalità Generali Tra le finalità generali della disciplina si sono privilegiate l’analisi con metodicità scientifica del manuale e delle dispense assegnate, ottenendo il consolidamento delle competenze e delle conoscenze delle macchine utensili. Specifiche Gli studenti hanno acquisito la conoscenza delle più semplici operazioni effettuate sulle macchine utensili e della specificità delle lavorazioni attraverso concetti basilari e fondamentali di tecnologia meccanica. In considerazione di quanto precedentemente affermato le competenze di Tecnologie Meccaniche e Applicazioni sono complessivamente sufficienti. Obiettivi Obiettivi generali e comportamentali Pochi studenti hanno frequentato con assiduità e continuità e hanno partecipato in maniera proficua alle capacità relazionali, sviluppando senso di responsabilità e rispetto verso gli altri. La partecipazione alle attività didattiche è stata sempre improntata a correttezza ed educazione. Obiettivi cognitivi, relativi al 5° anno Tutti gli allievi hanno conseguito una sufficiente conoscenza della disciplina di Tecnologie Meccaniche e Applicazioni, oggetto di studio. Per alcuni di loro vi è stato un miglioramento delle competenze tecniche e pratiche. Pochi studenti si sono impegnati nello studio di un percorso pluridisciplinare, manifestando in alcuni casi capacità di ricerca, in altri capacità di superare le difficoltà dovute ad una diversa organizzazione del sapere. Metodi Si è fatto ricorso principalmente alla ricerca individuale sugli argomenti trattati. Le lezioni in aula sono state soprattutto frontali, mentre nelle ore di compresenza in laboratorio di informatica e in quello tecnologico–meccanico sono state alternate a quelle frontali con quelle di gruppo sviluppando delle esercitazioni pratiche. 22 Mezzi Le attività didattiche si sono avvalse soprattutto del manuale Hoepli e di dispense specifiche. Verifica e valutazione Le verifiche sono state effettuate attraverso elaborati scritti prodotti in aula, in laboratorio ed a casa, colloqui e test individuali. Per le verifiche scritte sono state costituite da domande a risposta multipla e a risposta aperta sugli argomenti teorici trattati e sulle esperienze pratiche svolte, oltre che da esercizi numerici e/o applicativi. Per la valutazione si è tenuto conto della conoscenza degli argomenti svolti in classe e della capacità di risolvere correttamente i problemi e disegni semplici, estrapolando le singole parti ed individuando le relazioni che le riconducono a principi e leggi note. Programma svolto UNITÀ FORMATIVA N° 1 TITOLO: MATERIALI METALLICI E PROVE MECCANICHE DI RESISTENZA 1.1 Materiali metallici • Generalità • Le proprietà fisiche, chimiche, meccaniche e tecnologiche • Il comportamento dei materiali. 1.2 Prove meccaniche di resistenza sui materiali metallici • Le caratteristiche delle prove • La prova di trazione • La macchina di trazione • La geometria delle provette • La prova di resistenza alla flessione statica • La prova di torsione e i parametri relativi • La prova di resilienza (il Pendolo di Charpy) • Il Metodo KU. • I tipi di rottura della provetta e temperatura. UNITÀ FORMATIVA N° 2 TITOLO: CARTELLINO DI LAVORAZIONE E FOGLIO ANALISI FASE 2.1 Cartellino di lavorazione • I criteri per l’impostazione di un ciclo di lavorazione • Le rappresentazioni e i segni grafici • La tipologia e i processi possibili di una lavorazione • La stesura di un ciclo di lavorazione 23 • Parametri di taglio: velocità di taglio, numero di giri, avanzamento, profondità di passata • Esempi di cartellino di lavorazione di alcuni particolari meccanici e realizzazione alle macchine utensili manuali. 2.2 Foglio analisi fase • Le elaborazioni delle fasi di lavorazione • Il calcolo dei tempi di lavorazione • La stesura delle fasi di lavorazione • Esempi pratici dei tempi di realizzazione di un particolare componente meccanico. UNITÀ FORMATIVA N° 3 TITOLO: MACCHINE A CONTROLLO NUMERICO (CNC) 3.1 Controllo Numerico • La differenza dalle macchine tradizionali a quelle a controllo numerico • Sistemi di riferimento, coordinate, zero macchina e zero pezzo • Programmazione delle macchine a CNC: struttura del programma, lettere di indirizzo ISO 6983 • Funzioni preparatorie e funzioni ausiliarie • La tornitura a controllo numerico • Esempi di programmazione a controllo numerico • La realizzazione e la simulazione di programmi CNC in laboratorio di informatica. 4.5 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Laboratori tecnologici” Docente: prof. Domenico Fucci Considerazioni generali La classe, composta da 17 studenti, presenta un profilo molto eterogeneo per quanto riguarda il profitto e l’atteggiamento verso la materia. Alcuni studenti hanno ottima capacità di analisi dei problemi e spiccata iniziativa personale, tanto che diversi manufatti sono stati realizzati su proposta dei ragazzi. Altri hanno bisogno di essere stimolati ed incoraggiati durante l’attività didattica ed infine pochi mostrano scarso interesse e nessuna voglia di partecipare alle attività sia teoriche che pratiche. Globalmente la classe si è dimostrata sufficientemente responsabile e si è instaurato un ottimo rapporto di lavoro raggiungendo per alcuni studenti un ottimo grado di autonomia durante le attività di laboratorio. In particolare si è cercato di stimolare l’interesse degli studenti affiancando alle nozioni di 24 base la realizzazione di semplici componenti meccanici di autoveicoli e motoveicoli reali prendendo spunto dalle esperienze maturate durante i periodi di alternanza scuola lavoro dei precedenti e del presente anno scolastico, allo scopo di avvicinare quanto più possibile l’esperienza scolastica all’esperienza lavorativa. In tale ottica sono stati valutati e studiati anche i lavori proposti dagli studenti stessi. Finalità Generali Principalmente l’assunzione di un comportamento responsabile in laboratorio e negli ambienti di lavoro in generale volto a garantire la sicurezza. Inoltre l’attività svolta ha contribuito a stimolare l’iniziativa personale ed il lavoro di gruppo con particolare cura all’analisi e soluzione dei problemi. Specifiche Acquisire la capacità di considerare le varie lavorazioni di laboratorio e le attività d’officina nella loro globalità e sviluppare armonicamente le varie sequenze di lavorazione necessarie alla realizzazione di vari pezzi meccanici alle macchine utensili. Metodi Si è fatto ricorso alla lezione frontale, ai lavori di gruppo, alla ricerca personale di documenti. Mezzi L’attività didattica si è avvalsa anche del manuale Hoepli, del laboratorio di informatica e del laboratorio di macchine utensili. Verifica e valutazione Le verifiche sono state effettuate valutando • i manufatti realizzati in laboratorio, • i lavori eseguiti in laboratorio CAD, • la partecipazione e l’attenzione dimostrata durante le lezioni, • il rispetto delle procedure e delle norme di sicurezza, • le operazioni di manutenzione alle macchine, con particolare riguardo al rispetto delle condizioni di sicurezza ed alla capacità di comprendere il significato e gli scopi delle varie attività. Programma svolto Fino al 15/05/2015: • 21/09/2015: Lavorazioni plastiche, struttura e deformazione dei cristalli dei metalli • 02/10/2015: Materiali viscoelastici • 16/10/2015: Cambio di velocità di un motociclo 25 • 16/10/2015: Albero motore • 20/10/2015: Produzione motori a combustione interna • 24/10/2015: Filettature • 12/12/2015: Programmazione multidisciplinare e trasversale: Manutenzione laboratorio informatica • 19/12/2015: Progetto accoppiamento filettato • 16/01/2015: Progetto faro in alluminio • 19/01/2016: Metrologia • 06/02/2016: Esercitazione pratica sulle filettature • Realizzazione filettature al tornio: ◦ Nozioni di base sulle varie tipologie di filettature ◦ Dimensioni caratteristiche delle filettature ◦ Spiegazione formule e concetti necessari al calcolo delle filettature ◦ Studio dei vari tipi di tornio presenti in laboratorio relativamente alla regolazione degli avanzamenti per filettare ◦ Compilazione del foglio di lavorazione di un pezzo in alluminio con filettatura metrica ISO e successiva realizzazione dell’oggetto in laboratorio ◦ Studio di un accoppiamento conico maschio-femmina mediante filettatura metrica ISO, esecuzione del progetto, dei fogli di lavorazione e successiva realizzazione del progetto in laboratorio. • 23/02/2016: Esercitazione di tornitura • 26/02/2016: Esercitazione pratica laboratorio macchine utensili • 27/02/2016: Esercitazione di tornitura • 01/03/2016: Esercitazione di tornitura • 22/04/2016: Appunti cartellino di lavorazione • 29/04/2016: Esecuzione CAD cartellino di lavorazione • 30/04/2016: Cenni sistema di iniezione motori a combustione interna Da svolgere dopo il 15/05/2015: • Manutenzione macchine utensili ◦ Analisi della struttura delle macchine utensili presenti in laboratorio ◦ Studio delle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria ◦ Analisi delle macchine e diagnosi degli interventi di manutenzione e riparazione ◦ Pulizia e lubrificazione macchine utensili ◦ Smontaggio ed analisi dei guasti dei torni presenti in laboratorio ◦ Realizzazione mediante macchine utensili dei pezzi di ricambio necessari alla riparazione ◦ Regolazione ed ottimizzazione del funzionamento dei torni 26 ◦ Smontaggio ed analisi mola per utensili ◦ Progetto e realizzazione flangia di ricambio per mola • Esecuzione di lavorazioni varie con il trapano a colonna e la sega elettrica • Realizzazione di lavorazioni e progetti vari su iniziativa degli studenti. 4.6 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione” Docente: prof. Roberto Perfetti Insegnante tecnico-pratico: prof. Domenico Fucci 1. Sintesi dell’attività svolta Il prof. Perfetti Roberto, in qualità di Docente della disciplina “Tecnologie e Tecniche di Installazione e Manutenzione” della Classe V A, informa il Dirigente Scolastico e il Coordinatore della Classe (Prof. Pagliari Marco) sulle attività svolte e documentate nell’anno scolastico 2015/16 in riferimento al suo campo di intervento. 2. Modalità Riguardo alle metodologie impiegate, ho variato, durante l’anno scolastico, la tipologia impiegata, tra lezione frontale, attività laboratoriale in aula multimediale (CAD), classe virtuale (Edmodo), strumenti multimediali (Google Drive, Google Sites), LIM, e ho monitorato la ricaduta sulle performance degli alunni – con particolare riguardo ai due alunni H. Ho impiegato, come ausili didattici, sia i due volumi del libro di testo adottato, sia il Manuale di Meccanica (Caligaris, Tomasello – Hoepli) e il Manuale di Termotecnica (Rossi – Hoepli) e mie dispense personali (pdf, ppt, video lezioni) realizzate ad hoc per alcuni argomenti. Per quanto riguarda la scelta dei contenuti ho mediato tra le linee guida ministeriali, il programma svolto nei precedenti due anni scolastici e il materiale umano destinatario dell’intervento. Questo ultimo fattore ha obbligato il sottoscritto a ripetere numerose volte, con modalità diverse, lo stesso argomento. 3. Scopo Sulla base delle linee guida ministeriali, delle richieste nella traccia ministeriale dell’Esame di stato e della curvatura del profilo curriculare degli studenti, sono stati delineati i seguenti obiettivi culturali e formativi: • Conoscenza dei principali impianti (idraulici, termici, meccanici, ecc.) e delle principali macchine (termiche idrauliche, ecc.) e attrezzature. • Saper eseguire il progetto di massima delle macchie più diffuse (pompe, turbine, motori a combustione interna) e di impianti idraulici, termici, meccanici. 27 • Capacità di leggere uno schema progettuale impiantistico, di predisporre materiali e attrezzature per la sua realizzazione, identificare situazioni di rischio potenziale per la sicurezza, la salute e l'ambiente nel luogo di lavoro, promuovendo l’assunzione di comportamenti corretti e consapevoli di prevenzione, realizzazione pratica dello stesso impianto o apparato. • Saper descrivere in maniera sufficientemente corretta il funzionamento generale e delle singole parti di un impianto. • Relazionare sulle attività di manutenzione e assistenza tecnica effettuate e su quelle da programmare necessarie per il mantenimento in efficienza degli impianti. • Identificare le esigenze di approvvigionamento di attrezzature e materiali e curare i rapporti col committente proponendo soluzioni ottimali dal punto di vista tecnico economico. Oltre a questi obiettivi caratterizzanti la disciplina, ho cercato di far raggiungere a tutti gli studenti i seguenti obiettivi minimi: • Saper utilizzare il Sistema Internazionale nelle procedure di calcolo • Saper effettuare le conversioni di unità di misura tra diversi sistemi di unità di misura; • Saper impiegare una formula fornita, in base ai dati numerici delle grandezze presenti nella formula; • Saper trovare le informazioni necessarie (formule, tabelle, schemi, ecc.) sul libro di testo e ancor più sui Manuali tecnici e i seguenti obiettivi trasversali: • Il rispetto degli orari, delle scadenze e delle consegne; • Il rispetto delle regole di educata e civile convivenza, e della sicurezza sul posto di lavoro; • Il rispetto del regolamento di Istituto ed in particolare del divieto di fumare nei locali scolastici; • La cura di tutti gli ambienti della scuola e del materiale scolastico a disposizione. 4. Analisi Il sottoscritto è stato docente della disciplina anche al quarto e al terzo anno. Di 17 alunni frequentanti regolarmente, tre risultano aver ripetuto la classe quarta l’a.s. scorso (due dei quali provenienti da altro istituto professionale con medesimo indirizzo di studio), ben cinque alunni sono giunti nel nostro istituto in classe seconda, terza o quarta, provenendo da scuole anche diverse, per tipologia, alla nostra, grazie alle note “passerelle”. In riferimento agli obiettivi raggiunti è doveroso fare una distinzione tra gli obiettivi precipui della disciplina, quelli minimi e quelli trasversali. Tutta la classe ha sempre avuto un comportamento corretto ed educato, nel rispetto delle regole e della convivenza civile. Per quanto riguarda il rispetto degli orari, delle scadenze e delle consegne, alcuni hanno mostrato un atteggiamento non sempre corretto (numerose entrate in seconda ora o in 28 ritardo al cambio dell’ora, non consegna degli elaborati assegnati per casa o in ritardo rispetto alle scadenze imposte) che ha avuto ovvie influenze sul loro rendimento. Per quanto riguarda gli obiettivi minimi, alcuni alunni dimostrano ancora, a fine anno, di non aver padroneggiato le capacità minime richieste dalla disciplina, nonostante i ripetuti interventi di recupero in itinere. Per quanto riguarda gli obiettivi didattici della disciplina si ritiene che solo un gruppo limitato di alunni (circa sei alunni) ha sempre mostrato interesse, impegno e ha quindi raggiunto una sufficiente abilità e capacità di analisi e sintesi; tale impegno non lo si riscontra nello studio domestico che risulta essere nella maggior dei casi assente o limitato ai periodi precedenti le verifiche programmate e per lo più mnemonico. Gli altri hanno mostrato invece poca o nulla attenzione in aula o in laboratorio, non sfruttando le diverse metodologie d’insegnamento offerte, non realizzando neanche quei compiti palesemente alla loro portata (a volte la soluzione del test, della verifica o della singola domanda a voce, era scritta a caratteri cubitali sulla lavagna!!); questi sono riuscititi ad eseguire l’analisi dei quesiti proposti solo attraverso continue sollecitazioni ed indicazioni da parte del docente, con risultati nella maggior parte dei casi mediocri non riuscendo ad eseguire collegamenti interdisciplinari; pertanto hanno una preparazione lacunosa su alcuni argomenti svolti gli anni precedenti e hanno difficoltà ad applicare sul caso pratico quanto studiato a livello teorico, verificata la complessità della disciplina. Le due simulazioni della seconda Prova Scritta dell’Esame di Stato non hanno espresso ottime perfomance, in alcuni casi disastrose, nonostante la comunicazione preventiva e con largo anticipo, dell’argomento oggetto del compito. Al termine di questa relazione, si può affermare che la classe è in grado di affrontare l’Esame di Stato con previsioni di performance diverse, dalla insufficiente all’ottima. Si può esprimere, infine, un giudizio di soddisfazione personale, dal punto di vista umano e professionale. Programma svolto 1. Richiami 1.1. Il Sistema Internazionale di misura 1.2. Conversione di unità di misura 2. Idraulica applicata (ripasso) 2.1. Le pompe: tipi, classificazione, parametri caratteristici, curva caratteristica 2.2. Le pompe in serie e in parallelo 2.3. Gli impianti idraulici di sollevamento (progetto di massima) 3. Termodinamica Applicata 3.1. Scale termometriche (Celsius, Kelvin) 3.2. Calore, calore specifico, capacità termica Massica 3.3. I passaggi di Stato (la temperatura di ebollizione, la Tensione di Vapor Saturo) 3.4. Stato termodinamico 3.5. Principi della Termodinamica 29 3.6. L’Equazione di Stato dei gas perfetti e le Leggi dei gas perfetti 3.7. Trasformazioni termodinamiche (isoterma, isobara, isocora, adiabatica) 3.8. L’entalpia 3.9. Lo Stato Aeriforme: gas e vapore. 3.10. Diagramma p-V dell’acqua e di alcuni fluidi frigoriferi. 3.11. Il diagramma p-h dell’acqua e di alcuni fluidi frigoriferi 3.12. Il ciclo frigorifero 3.13. L’Umidità Assoluta e l’Umidità Relativa dell’aria 3.14. condizioni di Benessere Termoigrometrico (ASHRAE) 3.15. Il Diagramma Psicrometrico 3.16. Trattamento dell’aria in regime estivo e in regime invernale 3.17. Le Macchine Termiche Inverse: la macchina Frigorifera e la Pompa di Calore 3.18. La Macchina Frigorifera: ciclo termodinamico, componenti, efficienza frigorifera (C.O.P.) 4. Il motore a combustione interna 4.1. Il MCI ad accensione comandata e il MCI ad accensione spontanea (cenni) 4.2. I parametri caratteristici di un MCI (pressione di combustione, rapporto di compressione, cilindrata, coppia, numero di giri, potenza, rendimento) 4.3. Confronto tra il motore ad accensione comandata e il motore ad accensione spontanea 4.4. Progetto di massima di un MCI 5. Il Condizionamento TermoIgrometrico 5.1. Le zone climatiche 5.2. I carichi termici 5.3. La classificazione degli impianti di condizionamento 5.4. Il dimensionamento di massima degli impianti 5.5. L’Indice di Prestazione Energetica e la Classe Energetica di un edificio 6. Impianti di climatizzazione estiva 6.1. Classificazione 6.2. Unità di Trattamento Aria 6.3. Progetto di massima (analitico e grafico mediante il Diagramma Psicrometrico) 7. Acustica Applicata 7.1. Il suono: frequenza, lunghezza d’onda, pressione sonora, intensità sonora, potenza sonora 7.2. La Scala dB (Potenza, Intensità, pressione) 7.3. I materiali fonoassorbenti 7.4. I materiali isolanti 7.5. La sicurezza acustica: Norme 8. Economia Aziendale 8.1. L’Azienda e l’Impresa: tipologie e classificazione 30 8.2. Costi: diretti, indiretti 8.3. Legge fondamentale della domanda e dell’offerta 8.4. L’organigramma 8.5. Il Diagramma di Gantt (o diagramma di carico) 8.6. Tipi di produzione: a ciclo continuo, a lotti, a commessa (cenni) 9. La manutenzione 9.1. I tipi di manutenzione 9.2. Costi della manutenzione 9.3. Progettazione della manutenzione 9.4. Esempio di schede di manutenzione (elettropompa, motore a combustione interna) 4.7 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni” Docente: prof. Marco Pagliari Insegnante tecnico-pratico: prof. Fabio Grossi Situazione della classe e atteggiamento nei confronti dell'impegno scolastico La classe è formata da 17 alunni che, giunti all'ultimo anno di corso, hanno dimostrato di aver raggiunto un buon grado di maturità. Gli alunni provengono tutti dal precedente anno di corso; soltanto circa la metà di loro, però, ha frequentato l'intero corso di studi presso il nostro Istituto. I restanti studenti si sono aggiunti alla classe nel corso degli anni, provenendo dall'IPIA “Parodi-Delfino” di Colleferro, dal Liceo Scientifico di Zagarolo, dall'ITI “Fermi” e dall'ITC “Buonarroti” di Frascati, dal Centro di Formazione Professionale “Don Bosco” di Roma. Nello scorso anno scolastico il lavoro con la classe è stato molto problematico, innanzitutto a causa dell'atteggiamento disinteressato, demotivato e in qualche caso di vero e proprio disturbo tenuto da alcuni studenti. Il programma svolto, a causa di questi ostacoli, è stato quantitativamente ridotto, frammentario e superficiale. Ciò ha comportato una riduzione degli obiettivi didattici, che ha avuto qualche ripercussione anche sul programma svolto quest'anno. In ogni caso, i problemi disciplinari sono stati del tutto superati. Il clima in classe è stato sempre sereno ed adeguato allo svolgimento delle attività didattiche e gli alunni hanno tenuto un atteggiamento consapevole e rispettoso dei ruoli. Anche nel corso dell'attuale anno scolastico, però, quasi tutti gli studenti hanno confermato una generalizzata scarsa predisposizione allo studio individuale, che, nel corso degli anni, e soprattutto per gli studenti con spalle percorsi scolastici problematici, ha minato l'acquisizione di quelle abilità trasversali di base (soprattutto in ambito matematico, nella comprensione del testo e nell'esposizione scritta e orale), oltre che dei fondamenti della disciplina, che sarebbero necessari ad affrontare con il giusto grado di 31 consapevolezza e autonomia le conoscenze e le competenze di ordine superiore. Per alcuni di questi prerequisiti è stata effettuata un'attività di recupero all'inizio dell'anno scolastico. Tuttavia, nell'impossibilità di compensare tutte le carenze pregresse, si è proceduto ad una rimodulazione dei contenuti, ma soprattutto dell'approccio didattico agli argomenti da affrontare quest'anno, riducendo quanto più possibile il formalismo matematico, in favore di un approccio più descrittivo e pratico. Esiste, nella classe, un certo numero di studenti (circa un quarto del totale) che ha raggiunto completamente (o quasi) gli obiettivi specifici indicati nella programmazione della disciplina, grazie all'atteggiamento di interesse e impegno costante nei confronti delle proposte didattiche. Anche per questi, lo studio individuale è risultato generalmente il compito più ostico, che però è stato quasi sempre portato avanti con senso di responsabilità. Un'altra parte nella classe, meno continua nello studio individuale, nel quale si è cimentata soltanto – e neppure sempre – in occasione delle verifiche, ha comunque compensato con la frequenza scolastica e l'attenzione durante il lavoro svolto in classe o in laboratorio. Della classe fanno parte due alunni che hanno seguito una programmazione ad obiettivi minimi. Entrambi gli studenti hanno mostrato una grande maturazione, seppure in gradi diversi, rispetto al momento del loro arrivo nel nostro istituto, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti comportamentali e relazionali. Gli obiettivi didattici si possono considerare parzialmente raggiunti, anche se i blocchi emotivi derivanti principalmente dalla scarsa autostima a volte hanno impedito loro di dimostrarlo in termini di performance (ad esempio durante le verifiche). La differenziazione della programmazione dedicata a questi alunni rispetto a quella del gruppo classe è consistita essenzialmente in una riduzione sia del numero che del livello di approfondimento degli argomenti, nell'utilizzo di strumenti per agevolarne lo studio (come riassunti, schemi, mappe concettuali), nella riduzione quantitativa dei quesiti delle verifiche, nella valutazione differenziata di queste ultime. Spesso, comunque, questi materiali e strategie, predisposti per gli alunni con difficoltà, si sono rivelati preziosi anche per gran parte degli altri alunni. Metodologia didattica La metodologia didattica che si è rivelata più efficace è stata l'esposizione frontale, possibilmente con l'utilizzo della LIM. Durante l'esposizione, gli studenti sono stati coinvolti in continuazione nella ripetizione dei concetti esposti, nel richiamo di conoscenze propedeutiche affrontate in lezioni precedenti, nello svolgimento di esercizi esemplificativi alla lavagna. Altri approcci, come la ricerca guidata, l'analisi di materiali, il lavoro di gruppo, sperimentati negli anni precedenti e rivelatisi fallimentari in quanto vissuti come occasioni di distrazione, quest'anno hanno dato luogo ad esiti migliori. Soprattutto nel laboratorio multimediale, dopo una breve spiegazione delle consegne, con i necessari richiami alle conoscenze utili allo svolgimento del compito, gli alunni erano lasciati lavorare in autonomia. Nel corso dell'anno scolastico, come già in quello precedente, è stata utilizzata una classe 32 virtuale creata sulla piattaforma Edmodo (www.edmodo.com). Gli alunni, già iscritti alla piattaforma, sono stati inseriti nella classe predisposta in precedenza dall'insegnante. La piattaforma, una sorta di “social network” orientato alle attività didattiche, permette all'insegnante di postare messaggi, documenti, immagini, file di ogni tipo; di assegnare compiti e trovarsi in un unico “spazio” il loro svolgimento sotto forma di file consegnati dagli studenti; di assegnare quiz di vario genere; di consultare in un unico spazio, all'interno della classe virtuale, il riepilogo di tutti i compiti e i quiz svolti da ciascuno studente, con i relativi voti (rappresentati anche attraverso grafici) e le medie calcolate automaticamente dal sistema. Lo studente trova nella sua “dashboard” i compiti e i quiz assegnati dall'insegnante; consegna i compiti svolti cliccando su un pulsante contenuto nel post del compito assegnato; può consultare le proprie consegne precedenti e le relative valutazioni ottenute; ha uno spazio in cui caricare file e cartelle personali (per evitare di perdere il lavoro effettuato nel caso di cancellazione dal pc su cui ha lavorato); può infine, in perfetto “stile facebook”, comunicare con il resto della classe attraverso normali post. Per quanto riguarda il laboratorio della disciplina, la strumentazione e la componentistica attualmente in dotazione sono piuttosto esigue, e soprattutto adatte più ad un'introduzione ai principi dei fenomeni elettrici, dei circuiti e dell'elettrotecnica (argomenti del terzo e quarto anno di corso) che alla realizzazione di esperienze pratiche sugli argomenti svolti quest'anno. Il laboratorio di “Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni” è “in costruzione”, dal momento che la materia, introdotta dalla riforma, è andata a sostituire la disciplina “Elettrotecnica ed elettronica”, che non prevedeva ore di laboratorio. Alcune dotazioni per effettuare esperienze pratiche su impianti, macchine elettriche e PLC sono in fase di acquisto e saranno disponibili solo dal prossimo anno scolastico. Nella parte conclusiva dell'anno scolastico, per far conoscere ed utilizzare agli studenti dei trasduttori reali, sono state proposte delle lezioni di introduzione alla scheda Arduino. In questo modo si è concluso un percorso che era stato lasciato in sospeso nello scorso anno scolastico, a causa dei rallentamenti nella programmazione dovuti alla problematicità della classe, di cui si è parlato nelle considerazioni generali svolte all'inizio del presente documento. Le esperienze pratiche in cui è stata utilizzata la board sono state svolte dagli studenti con il massimo dell'interesse e della curiosità. Materiali e strumenti didattici Per lo svolgimento delle attività sono stati utilizzati i seguenti sussidi didattici: • libro di testo; • dispense realizzate dall'insegnante o scaricate da Internet, tutorials e data-sheets, in formato cartaceo o elettronico (file Word, file PDF, presentazioni PowerPoint, pagine web, immagini, ecc.); in particolare, manuali e procedure di diagnostica e manutenzione, poiché l'argomento è trattato da un solo capitolo del libro di testo, che si concentra sugli aspetti generali e sulla normativa, senza fornire esempio specifici; ecco alcuni dei file scaricati dalla rete: ◦ “Analisi delle vibrazioni per la diagnostica delle macchine rotanti”, documento pdf scaricabile dal sito dell'Università di Padova: 33 • • • • • • • http://www-3.unipv.it/dmae/materiale_didattico/Diagnostica_3.pdf ◦ “Manuale d’Uso e Manutenzione di Impianti Elettrici e Impianti di protezione attiva antincendio”, scaricabile dall'indirizzo: http://www.studiocz.eu/files/1B---MANUALE-USO-E-MANUTENZIONEIMPIANTI---agg_Luglio_2014---OK.pdf ◦ “Lavori elettrici”, presentazione PowerPoint dell'ing. Daniele Novelli, scaricabile dal sito https://webs.rete.toscana.it personal computer completo di programmi applicativi per word processing, foglio elettronico; software di simulazione di circuiti elettrici; software di programmazione e simulazione di PLC (Virtual PLC); video dal sito “Learn Engineering” (www.learnengineering.org, in inglese) corredati di sottotitoli in italiano aggiunti dal docente, sui seguenti argomenti: ◦ trasformatore ◦ alternatore lavagna interattiva multimediale (presente sia nel laboratorio multimediale che in classe); classe virtuale sulla piattaforma Edmodo (www.edmodo.com); schede Arduino, compontistica elettronica (resistenze, LED, trasduttori e display) e software di sviluppo per la programmazione delle schede. Obiettivi disciplinari specifici raggiunti Gli obiettivi che si possono considerare raggiunti, sebbene in grado differente, dagli alunni della classe, sono i seguenti: • Acquisire la conoscenza delle principali grandezze elettriche • Conoscere i rischi connessi all'utilizzo della corrente elettrica e i dispositivi di protezione degli impianti e delle persone • Saper utilizzare gli strumenti informatici per l'analisi e la simulazione dei fenomeni elettrici fondamentali • Individuare le caratteristiche elettriche di macchine, impianti e dispositivi elettrici • Conoscere i principi di funzionamento dei vari dispositivi elettronici in funzione delle applicazioni in alcuni circuiti elettronici di specifico interesse • Conoscere i vantaggi dei sistemi digitali rispetto a quelli analogici e le differenze sostanziali tra i due tipi di sistemi • Conoscere a grandi linee il funzionamento e i campi di applicazione dei PLC ed effettuare la programmazione di funzioni elementari tramite il linguaggio Ladder • Conoscere le caratteristiche fondamentali e i principali tipi di trasduttori, e saper scegliere la tipologia più adatta alla particolare applicazione • Saper creare prototipi di semplici sistemi di comandati dalla scheda Arduino, montando su breadboard e collegando alla board i componenti elettronici necessari, e sviluppando il software di controllo servendosi dell'ambiente di programmazione 34 installato su pc Verifiche e valutazione Durante lo svolgimento di ogni unità didattica è stato continuamente verificato il livello di attenzione e di comprensione dei concetti via via introdotti tramite il coinvolgimento degli studenti sia dal posto, con domande spot, sia con il loro intervento alla lavagna nella soluzione di semplici problemi legati all’argomento in corso di svolgimento. Per quanto riguarda le verifiche direttamente finalizzate alla valutazione, nell'impostazione delle verifiche orali e scritte si è proceduto come indicato nella programmazione iniziale. Come negli anni precedenti, si è incontrata una certa difficoltà nel convincere gli studenti ad affrontare i colloqui. Una parte di loro si dichiarava impreparata, impegnandosi a riparare al più presto tale mancanza. Per quasi tutti gli studenti ciò è effettivamente avvenuto, ma i continui rinvii hanno ridotto il numero di prove effettuate durante l'anno, riducendo così le possibilità di esercitarsi in un'abilità, quella dell'esposizione orale, necessaria ad affrontare il colloquio dell'Esame di Stato. Mentre nella maggior parte dei casi la ragione principale che impediva di affrontare la verifica orale è stata, come detto precedentemente, lo scarso o del tutto assente impegnonello studio individuale, sono risultati altresì evidenti, per una parte degli studenti, diverse difficoltà di metodo nello studio autonomo. Difficoltà riassumibili nei seguenti punti: • scarsa capacità di comprensione del testo, più evidente in presenza di linguaggio tecnico o di simbolismo matematico, ma presente anche nelle parti di descrizione dei fenomeni “per come appaiono alla semplice osservazione”; • difficoltà nell'individuare i nodi essenziali e i concetti chiave di un testo; • scarso utilizzo di strategie di rielaborazione, organizzazione, semplificazione e schematizzazione del materiale studiato, attraverso diagrammi, mappe concettuali, riassunti, appunti personali, approfondimenti o ricerca di chiarimenti – ad esempio – nella Rete; • esercizio insufficiente della pratica di esposizione orale: gli studenti riconoscono solitamente che lo studio a casa consiste nella lettura delle pagine assegnate e nulla più; quasi nessuno ripete ad alta voce quanto studiato, o prova a svolgere i questionari e gli esercizi di verifica proposti dal testo; • difficoltà ad individuare, tra il materiale reperito attraverso ricerche in Internet, quello più attinente gli argomenti affrontati e più adatto al livello di approfondimento proposto dal docente e alle proprie capacità di comprensione. Le verifiche scritte sono state per lo più di tipo strutturato con domande a risposta aperta. Si è ritenuto, in questo modo, di far esercitare gli studenti in questo tipo di quesito, generalmente inserito nella terza prova dell'Esame di Stato, nel quale incontrano le maggiori difficoltà. In qualche caso sono stati assegnati semplici esercizi o testi con frasi da completare. Viste le difficoltà di una parte importante di studenti, esposte in precedenza e riconducibili all'intero percorso scolastico, allo scopo di valutare positivamente il livello di maturazione 35 della persona al di là dei risultati conseguiti in termini di obiettivi disciplinari raggiunti, si è deciso di considerare anche altri aspetti che in qualche modo permettano di tener conto dell'atteggiamento dello studente nei confronti dell'impegno scolastico: • impegno e coinvolgimento nelle attività proposte (sia in classe che in laboratorio); • impegno nel lavoro a casa; • disponibilità ad affrontare le verifiche orali; • completezza e qualità dei materiali prodotti come risultato delle attività proposte (in particolare, i circuiti realizzati e misurati con i software di simulazione circuitale, gli schemi prodotti con Virtual PLC). Programma svolto • Modulo 1 – Sistemi generatore-utilizzatore monofase e trifase in c.a. ◦ Sistema generatore-utilizzatore; potenza istantanea e potenza media in c.a.; valore efficace ◦ Tensione e corrente con carico monofase puramente resistivo e con carico ohmico-induttivo ◦ Potenza costante su carico trifase bilanciato e simmetrico: dimostrazione con foglio di calcolo ◦ Potenza attiva e reattiva; fattore di potenza ◦ Collegamenti di carichi monofase e trifase su una linea di alimentazione trifase • Modulo 2 – Schemi elettrici di base per l'accensione di lampade da uno o più punti ◦ Schemi elettrici ◦ Montaggio di un circuito per l’accensione di una lampada tramite un interruttore ◦ Montaggio di un circuito per l'accensione di una lampada da due punti ◦ Montaggio di un circuito con un punto luce comandato da tre punti (con deviatori e invertitore) e da due punti con relè • Modulo 3 – Macchine elettriche ◦ Definizione di macchina ◦ Grandezze e fenomeni elettromagnetici alla base del funzionamento delle macchine elettriche ◦ Materiali utilizzati nelle macchine elettriche ◦ Potenza utile, perdite, rendimento ◦ Il trasformatore: struttura, principio di funzionamento, rapporto di trasformazione, corrente a vuoto; video “How trasformers work” dal sito Learn Engineering ◦ L'alternatore: struttura, principio di funzionamento; video “How alternators work” dal sito Learn Engineering • Modulo 4 – Manutenzione elettrica ◦ Generalità: necessità della manutenzione; manutenzione preventiva e correttiva, 36 ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ordinaria e straordinaria Piano di manutenzione Figure professionali coinvolte nella manutenzione Lavori elettrici in bassa tensione Documento di esempio con procedure e schede di manutenzione di apparecchiature e impianti elettrici Diagnosi di motori asincroni (cenni dal documento http://www-3.unipv.it/dmae/materiale_didattico/Diagnostica_3.pdf ) • Modulo 5 – Sicurezza elettrica ◦ Distribuzione dell'energia elettrica ◦ Effetti della corrente elettrica sul corpo umano (diagramma I-Δt) ◦ Resistenza del corpo umano ◦ Contatti diretto e indiretto • Modulo 6 – Trasduttori ◦ Definizione di trasduttore ◦ Parametri caratteristici di un trasduttore ◦ Trasduttori di temperatura: termistori, termoresistenze, termocoppie ◦ Condizionamento e acquisizione del segnale: amplificatore operazionale in configurazione invertente e non invertente; catena di acquisizione; conversione A/D (cenni) • Modulo 7 – Arduino ◦ Richiami sui segnali analogici e digitali ◦ Introduzione alla scheda Arduino: applicazioni, architettura, ingressi/uscite ◦ Programmazione della scheda attraverso l'IDE installata su PC ◦ Accensione e spegnimento di LED collegati alla scheda ◦ Lettura e visualizzazione su Serial Monitor della temperatura ambiente tramite un termistore • Modulo 8 – PLC ◦ Introduzione ai PLC ◦ Programmazione nel linguaggio Ladder e simulazione nell'ambiente VirtualPLC ◦ Schemi di base in Ladder: accensione di una lampada; logiche AND e OR; accensione e spegnimento temporizzato; temporizzazione delle luci di un semaforo 37 4.8 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Scienze motorie e sportive” Docente: prof.ssa Tiziana Canestri Obiettivi raggiunti Consolidamento degli schemi motori di base. Potenziamento fisiologico e delle capacità coordinative e condizionali. Padronanza delle capacità tattico-operative. Consolidamento delle attitudini. Capacità di organizzare il lavoro motorio in modo autonomo. Autovalutazione del proprio processo di apprendimento. Saper socializzare ed interagire con gli altri. Consolidamento del carattere e del senso civico. Capacità di rielaborazione dei temi interdisciplinari con uso corretto del linguaggio specifico. Organizzazione dei contenuti Il lavoro svolto è stato articolato in “moduli”. Gli obiettivi presentati sono stati tradotti in acquisizione di competenze, conoscenze ed abilità, valorizzando l’opportunità del continuo passaggio dalla pratica alla conoscenza e utilizzando non solo l’esperienza sportiva, ma ogni iniziativa che riguardi la psicomotricità sotto varie forme. Attività Curricolari : Ginnastica educativa, esercizi di potenziamento generale, propedeutici alla Pallavolo, Calcio, Basket, Tennis tavolo, Scacchi, Ultimate. Extracurricolari : Partecipazione a Manifestazioni Sportive: RBS e Internazionali di Tennis. Metodi Lezione Frontale, Gruppi di Lavoro, Processi Individualizzati, Lezione Partecipativa. Ogni procedura educativa ha rispettato i principi di continuità, gradualità e progressività dei carichi per consentire all’organismo di adattarsi agli stimoli e realizzare gli apprendimenti. Sono stati attuati interventi adeguati nei riguardi della diversità realizzando percorsi didattici specifici. Si è favorito l’intervento di feedback (docenteallievo), riflessioni guidate sulle difficoltà incontrate per comprendere gli errori commessi e le ragioni dell’insuccesso e per conoscere meglio i punti di forza personali. Strumenti Palestra e spazi all’aperto attrezzati e non, prodotti informatici Misurazione e valutazione: criteri valutativi 1) Partecipazione, interesse, impegno, autocontrollo, rispetto delle regole e collaborazione. 2) Capacità psicomotorie: coordinazione, forza, velocità, resistenza, mobilità articolare. 3) Pratica Sportiva e fair play. 38 4) Acquisizione del gesto tecnico tattiche e strategie. 5) Conoscenza della parte teorica del programma. Il conseguimento degli obiettivi didattici è stato verificato con correttezza metodologica, cioè nel rispetto dei principi di validità, affidabilità ed obiettività. All’interno di ogni singolo obiettivo è stato valutato il significativo miglioramento conseguito da ogni studente rispetto ai livelli di partenza. La valutazione ha tenuto conto del grado di raggiungimento degli obiettivi comportamentali (impegno, interesse, partecipazione), degli obiettivi cognitivi (conoscenze teoriche) e di quelli operativi (competenze motorie) attraverso osservazioni sistematiche e prove di verifica relativi ai moduli svolti. Le verifiche periodicamente effettuate individuali e di gruppo sono sempre state coerenti con gli obiettivi di apprendimento previsti. Il voto unico è la risultante di un punteggio relativo ai vari indicatori. Non vi sono stati studenti esonerati nella parte pratica. Misurazione e valutazione: tipologia delle prove Esercitazioni pratiche, questionari a risposta multipla, esposizioni orali delle conoscenze acquisite. Considerazioni sul rendimento Il lavoro svolto con la classe è stato buono, gli studenti hanno arricchito il proprio bagaglio motorio, ampliato le personali capacità espressive di tipo gestuale, hanno evidenziato un buon livello di collaborazione. È stata consolidata l’abitudine al movimento in piena consapevolezza delle personali capacità. I risultati ottenuti dalla classe, rispetto agli obiettivi fissati nella programmazione iniziale risultano di buona qualità. Programma svolto • Comprensione e rispetto delle regole dei giochi sportivi di squadra. • Capacità motorie condizionali: forza, velocità, resistenza, mobilità articolare. • Capacità motorie coordinative generali e speciali. • Potenziamento capacità senso-percettive. • Ristrutturazione dello schema corporeo. • I fondamentali nelle attività sportive di squadra: pallavolo, ultimate, calcio, pallapugno, tennis tavolo, biliardo. • Attività individuali: singolo tennis tavolo, scacchi. • La funzione arbitrale. • Pratica sportiva e “fair play”. • Posture corrette e prevenzione. • Principi nutritivi. • I disturbi alimentari. • Comportamenti alimentari corretti in funzione del proprio benessere e della pratica motoria e sportiva. • Le regole di gioco delle discipline effettuate. 39 4.9 Relazione finale e programma svolto della disciplina “Religione cattolica” Docente: prof.ssa Franca Pignalberi Nel corso dei cinque anni passati insieme, gli alunni si sono mostrati interessati alla disciplina in modo crescente, costruttivo e partecipativo. Gli argomenti proposti hanno sempre riscosso un atteggiamento favorevole al dialogo e al confronto reciproco, tenendo conto anche dei differenti punti di vista, di opinione e di religione dei vari componenti della classe. La partecipazione al dialogo educativo, prima timida e un po’ timorosa, si è manifestata più attiva e criticamente costruttiva nel corso degli anni; questo ha permesso all’insegnante di stabilire una corretta e proficua relazione interpersonale con gli allievi. Il lavoro si è basato soprattutto sulla stimolazione e sollecitazione a favorire l’autostima degli alunni e la consapevolezza di poter affrontare il dialogo educativo nelle varie sfaccettature, giungendo a risultati positivi. Programma svolto • “Caro papa’”: brano tratto dal romanzo di fabio volo “Un posto nel mondo”. Il rapporto figlio-padre. Esempio di lettura espressiva per motivare gli alunni a leggere, sollecitando la loro capacita’ di interpretare i contenuti e di interiorizzare il loro significato più profondo. • L’incertezza del futuro: la crisi economica complica la realizzazione del progetto di vita di ogni giovane che si affaccia al mondo del lavoro. Nel mondo globalizzato è necessario sentirsi “cittadini del mondo”. Dio ha in serbo , per ogni essere umano, un percorso speciale al quale si è liberi di partecipare oppure no. • La giustizia sociale viene assicurata dalle leggi umane? La nostra società si preoccupa dei più fragili e degli ultimi? La giustizia degli uomini e la giustizia di Dio a confronto. • La correttezza nei rapporti umani. L’importanza di esprimere le proprie opinioni, rispettando però le opinioni degli altri. • La Chiesa istituzionale: perché spesso si trova in contrasto con il cambiamento dei tempi? La “rivoluzione” di Papa Francesco. • L’importanza di avere una corretta educazione sessuale. Cos’è un consultorio familiare? I principali metodi contraccettivi e le malattie sessualmente trasmesse. Qual è la posizione della Chiesa Cattolica? • In seguito agli atti terroristici dell’Isis, si è reso necessario operare un opportuno distinguo tra l’Islam e il più aberrante terrorismo di matrice islamica. Dio è un Dio di amore in tutte le religioni. • Cos’è che muove le nostre giornate e la nostra vita in genere? L’epoca delle passioni tristi. La mancanza di educazione emotiva (l’educazione del cuore). La forza d’animo. 40 • • • • • • La mancanza di senso e i ragazzi del cavalcavia. Racconto di un fatto di cronaca (dal libro “L’ospite oscuro” di Umberto Galimberti). “The imitation game”: la storia di Alan Turing. “Sai perché alla gente piace la violenza? Semplicemente perché procura una sensazione di piacere. Gli esseri umani trovano la violenza appagante! Ma sottrai questo appagamento e il gesto diventa vano!”. Confronto sul tema della violenza. Le unioni civili e le adozioni nelle coppie omosessuali. Le posizioni della Chiesa Cattolica a riguardo. I genocidi del XX sec.: la guerra nella ex Jugoslavia. L’assurdità della guerra. Visione del film “Nella terra del sangue e del miele”. L’accoglienza dell’altro. Come ci poniamo di fronte alle migliaia di migranti che giungono nel nostro Paese? Il Giubileo della misericordia. Cos’è il perdono? In cosa consiste? Il perdono libera dal rancore e dall’odio, spezzando la catena del male e della violenza. “Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. 41 5. Attività programmate dal Consiglio di Classe per l'Esame di Stato Nel corso dell'anno, gli insegnanti delle discipline coinvolte nelle prove scritte dell'Esame di Stato hanno utilizzato come modalità di verifica tipologie di prova simili a quelle che gli studenti dovranno affrontare nell'esame conclusivo del loro percorso formativo. Sono state svolte esercitazioni in classe utilizzando temi d'esame della prima e della seconda prova scritta degli anni passati. L'insegnante di Italiano ha fatto lavorare la classe sulle varie tipologie di compito presenti nella prima prova d'esame. Gli insegnanti delle materie tecniche, in particolare il docente di Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione, hanno mostrato agli alunni come orientarsi all'interno della seconda prova, riflettendo sui quesiti proposti e fornendo loro consigli su come approcciare lo svolgimento del compito, destreggiandosi in maniera efficace con il manuale tecnico che potrà essere utilizzato come supporto durante la prova d'esame. Inoltre, sono state svolte vere e proprie simulazioni delle Prove di Esame, allo scopo di far prendere confidenza agli studenti con le modalità di svolgimento delle prove e le tipologie di compiti che dovranno affrontare. 5.1 Simulazioni della prima prova dell'Esame di Stato Sono state svolte due simulazioni della prima prova dell'esame, nei giorni 11 aprile e 9 maggio 2016. Le prove proposte nelle due simulazioni, riportate in allegato al presente documento, sono state quelle degli Esami di Stato rispettivamente dell'anno 2014 e dell'anno 2015. 5.1.1 Griglie di valutazione della prima prova dell'Esame di Stato Per la correzione della simulazione della prima prova dell'Esame di Stato sono state utilizzate le griglie riportate nelle pagine seguenti. 42 IPIA “VIA VALLE EPICONIA” - Zagarolo (RM) CLASSE V A GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA Esame di Stato 2015/16 TIPOLOGIA DELLA PROVA: ANALISI DEL TESTO Candidato …...…….....…………………......…....... Macroindicatori Indicatori Competenze linguistiche di base Efficacia argomentativa Analisi dei nodi concettuali e delle strutture formali Rielaborazione, collegamenti e riferimenti Voto finale (in quindicesimi) ....……….... Descrittori Capacità di esprimersi (punteggiatura, ortografia, morfosintassi, proprietà lessicale) Si esprime in modo: appropriato corretto sostanzialmente corretto impreciso e/o scorretto gravemente scorretto Capacità di sviluppare le proprie argomentazioni Capacità di analisi e di interpretazione Capacità di rielaborare, di effettuare collegamenti e fare riferimenti, di contestualizzare Misuratori Ottimo/Eccellente Discreto/buono Punti 4 3,5 Sufficiente 3 Insufficiente 2 Nettamente insufficiente 1 Argomenta in modo: ricco e articolato chiaro e ordinato schematico poco coerente inconsistente Ottimo/Eccellente 3 Sa analizzare e interpretare Sa descrivere ed analizzare Sa solo individuare Individua in modo incompleto Individua in modo errato Ottimo/Eccellente 6 Discreto/buono 5 Sufficiente 4 Insufficiente 3 Nettamente insufficiente 2 Rielabora in modo: critico personale essenziale parziale non rielabora Ottimo/Eccellente 2 Valutazione complessiva Discreto/buono Sufficiente Insufficiente Nettamente insufficiente Discreto/buono Sufficiente 43 2,5 2 1,5 1-3 1 2-6 1,5 1 Insufficiente 0,5 Nettamente insufficiente 0 Totale punteggio 1-4 0-2 15 IPIA “VIA VALLE EPICONIA” - Zagarolo (RM) CLASSE V A GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA Esame di Stato 2015/16 TIPOLOGIA DELLA PROVA: SAGGIO BREVE O ARTICOLO DI GIORNALE Candidato …...…….....…………………......…....... Macroindicatori Indicatori Competenze linguistiche di base Efficacia argomentativa Competenze rispetto al genere testuale Originalità, creatività Voto finale (in quindicesimi) ....……….... Descrittori Capacità di esprimersi (punteggiatura, ortografia, morfosintassi, proprietà lessicale) Si esprime in modo: appropriato corretto sostanzialmente corretto impreciso e/o scorretto gravemente scorretto Capacità di formulare una tesi e/o di sviluppare le proprie argomentazioni Argomenta in modo: ricco e articolato chiaro e ordinato schematico poco coerente inconsistente Misuratori Ottimo/Eccellente Discreto/buono Punti 4 3,5 Sufficiente 3 Insufficiente 2 Nettamente insufficiente 1 Ottimo/Eccellente 3 Discreto/buono Sufficiente 2,5 2 Insufficiente Nettamente insufficiente 1,5 Rispetta consapevolmente tutte le Capacità di consegne rispettare Rispetta le consegne consapevolmente Rispetta in parte le i vincoli del consegne genere testuale Rispetta solo alcune consegne Non rispetta le consegne Ottimo/Eccellente 6 Discreto/buono 5 Sufficiente 4 Insufficiente 3 Nettamente insufficiente 2 Capacità di rielaborazione critica e personale dei documenti e delle fonti Ottimo/Eccellente 2 Rielabora in modo: critico personale essenziale parziale non rielabora Valutazione complessiva Discreto/buono Sufficiente Insufficiente Nettamente insufficiente Totale punteggio 44 1-4 1-3 1 2-6 1,5 1 0,5 0-2 0 15 IPIA “VIA VALLE EPICONIA” - Zagarolo (RM) CLASSE V A GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA Esame di Stato 2015/16 TIPOLOGIA DELLA PROVA: TEMA STORICO Candidato …...…….....…………………......…....... Macroindicatori Indicatori Competenze linguistiche di base Efficacia argomentativa Pertinenza e conoscenza dell'argomento Originalità, creatività Voto finale (in quindicesimi) ....……….... Descrittori Capacità di esprimersi (punteggiatura, ortografia, morfosintassi, proprietà lessicale) Si esprime in modo: appropriato corretto sostanzialmente corretto impreciso e/o scorretto gravemente scorretto Capacità di formulare una tesi e/o di sviluppare le proprie argomentazioni Misuratori Ottimo/Eccellente Discreto/buono Punti 4 3,5 Sufficiente 3 Insufficiente 2 Nettamente insufficiente 1 Argomenta in modo: ricco e articolato chiaro e ordinato schematico poco coerente inconsistente Ottimo/Eccellente 3 Conoscenza degli eventi storici Capacità di sviluppare in modo pertinente la traccia Conosce e sa sviluppare in modo: pertinente ed esauriente pertinente e corretto essenziale poco pertinente e incompleto non pertinente (fuori tema) Ottimo/Eccellente 6 Discreto/buono 5 Sufficiente 4 Insufficiente 3 Nettamente insufficiente 2 Capacità di rielaborazione critica e personale delle proprie conoscenze storiche Rielabora in modo: critico personale essenziale parziale non rielabora Ottimo/Eccellente 2 Valutazione complessiva Discreto/buono Sufficiente Insufficiente Nettamente insufficiente Discreto/buono Sufficiente 45 2,5 2 1,5 1-3 1 2-6 1,5 1 Insufficiente 0,5 Nettamente insufficiente 0 Totale punteggio 1-4 0-2 15 5.2 Simulazioni della Seconda prova dell'Esame di Stato Anche della seconda prova dell'esame sono state effettuate due simulazioni, nei giorni 21 aprile e 13 maggio 2016. Le prove proposte nelle due simulazioni sono allegate al presente documento. 5.2.1 Griglia di valutazione della Seconda prova dell'Esame di Stato Per la correzione della simulazione della seconda prova dell'Esame di Stato è stata utilizzata la griglia riportata a pagina 47. 5.3 Simulazioni della Terza prova dell'Esame di Stato Della terza prova dell'Esame di Stato, al momento della stesura del presente documento, è stata effettuata una simulazione, il giorno 27 aprile 2016. Una seconda simulazione sarà effettuata il giorno 25 maggio 2016. I testi di entrambe le prove sono allegati al presente documento. 5.3.1 Griglia di valutazione della Terza prova dell'Esame di Stato Per la correzione della simulazione della terza prova dell'Esame di Stato è stata utilizzata la griglia riportata a pagina 48. 5.3.2 Sezione informativa sulla terza prova Tra le diverse tipologie di quesito proposte dagli insegnanti nel corso dell’anno scolastico, in occasione delle verifiche scritte, sono state utilizzate domande a risposta aperta e quesiti a risposta multipla. Lo stesso è stato fatto nelle due simulazioni della terza prova, che hanno visto coinvolte le discipline Lingua inglese, Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni, Tecnologie meccaniche e applicazioni, Matematica. Le prove somministrate hanno proposto, per ciascuna disciplina, quattro quesiti a risposta multipla (con quattro possibili risposte per ciascun quesito) e due domande a risposta aperta, per un totale di 24 domande, da svolgere in 90 minuti. Dalla correzione effettuata ad opera dei docenti è emersa una sostanziale e generalizzata preferenza, da parte degli alunni, nei confronti delle domande a risposta chiusa. Si invita pertanto la Commissione ad inserire nella prova d'esame quesiti di questa tipologia. D'altra parte, sebbene la simulazione abbia messo in luce una difficoltà piuttosto diffusa a svolgere correttamente le risposte aperte, il Consiglio di Classe ritiene comunque che questo tipo di quesito possa consentire a quegli studenti che, grazie alle competenze maturate nel corso di studi e ad una adeguata applicazione nello studio individuale, si cimenteranno nel loro svolgimento, di mostrare delle capacità espositive, elaborative e di sintesi che un quesito a risposta chiusa non può evidenziare. In definitiva, si invita la Commissione a voler somministrare una prova costituita da quesiti delle tipologie utilizzate nella simulazione svolta nel corso dell'anno scolastico, per i motivi suddetti e per permettere inoltre agli alunni di affrontare più serenamente la prova d'esame, avendo a che fare con un tipo di compito già affrontato. 46 IPIA “VIA VALLE EPICONIA” - Zagarolo (RM) CLASSE V A - Esame di Stato 2015/16 GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA SECONDA PROVA SCRITTA Candidato …...…….....…………………......…....... Indicatori Descrittori 1. Congruenza con la traccia Individuazione della strategia risolutiva coerente con le indicazioni della traccia 2. Conoscenza ed utilizzo di formule Voto finale (in quindicesimi) ....……….... Misuratori Punti Completa 8 - 10 Parziale e sufficientemente corretta 6-7 Parziale e con pochi errori gravi 4-5 Minima 1-3 Individuazione delle formule necessarie allo svolgimento numerico della traccia Ne sa individuare molte o tutte 7 - 10 Ne sa individuare solo alcune 4-6 Esattezza dei risultati numerici Ottima 3. Elaborazione dei (ordine di grandezza) e scelta coerente della accuratezza dei calcoli Non le sa individuare 1-3 8 - 10 Sufficient. corretta (pochi errori non gravi) 5-7 Parzialmente corretta (pochi errori gravi) 3-4 calcoli (approssimazione) Con numerosi errori gravi 1-2 Impiego delle unità SI ovvero Indicazione completa ed esatta 4. Indicazione delle delle unità di misura specifiche del tema della traccia, utilizzo unità di misura congruente nelle formule 8 - 10 Indicazione completa con pochi errori gravi 5-7 Parzialm. lacunosa e con pochi errori gravi 3-4 Fortemente lacunosa e imprecisa 1-2 Estrapolaz. dei valori di grandezze Completamente corretto 7 - 10 5. Utilizzo di tabelle e/o di parametri da tabelle, tavole Parzialmente corretto e/o diagrammi numeriche, normogrammi 6. Correttezza di disegni e schemi Chiarezza e precisione grafica, rispetto delle norme ISO 7. Conoscenza ed Impiego dei simboli delle utilizzo di grandezze e dei termini unificati terminologia e dalle norme UNI simbologia corretta 8. Stima dati mancanti Scelta opportuna dei dati mancanti necessari alla risoluzione della traccia 9. Conclusioni e Capacità di analisi e di sintesi riflessioni personali applicate al caso specifico 4-6 Completamente errato Eccellente chiarezza grafica e utilizzo delle norme ISO Discreta chiarezza grafica e utilizzo delle norme ISO Accettabile chiarezza grafica, poche imprecisioni nell’utilizzo delle norme ISO Scadente chiarezza grafica e grave imprecis. nell’utilizzo delle norme del disegno tecnico Adeguati 1-3 9 - 10 6-8 4-5 1-3 8 - 10 Sufficienti 6-7 Mediocri 3-5 Incerti 1-2 Ottima 8 - 10 Parzialmente corretta 4-7 Lacunosa e inesatta 1-3 Corrette con esposizione chiara ed esaustiva 8 - 10 Corrette ma con esposizione poco chiara 4-7 Non elaborate o imprecise 1-3 Totale Voto in 15esimi (Totale × 1,5 / 9): _______ 47 IPIA “VIA VALLE EPICONIA” - Zagarolo (RM) CLASSE V A GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA SCRITTA Esame di Stato 2015/16 Candidato …...…….....…………………......…....... Voto finale (in quindicesimi) ....……….... Tecnologie Meccaniche Tecnologie ElettricoElettroniche Matematica Lingua Inglese Quesito n° 1 Quesiti a risposta multipla (massima valutazione 6 su 15) 2 3 Valutazione risposta: Corretta Errata o non data punti 1,5 punti 0 4 TOTALE Quesiti a risposte aperte (massima valutazione 9 su 15) Valutazione risposta: Corretta e completa Corretta e valida Corretta ma superficiale Incompleta e modesta Errata Non data punti 4,5 punti 4 punti 3 punti 2 punti 1 punti 0 5 6 TOTALE TOTALE MATERIA TOTALE GENERALE (Somma totale di tutte le materie) _________ 48 Allegato A - Testo proposto nella simulazione della prima prova degli Esami di Stato effettuata l'11 aprile 2016 49 Pag. 1/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca P000 - ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PROVA DI ITALIANO (per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali) Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO Salvatore Quasimodo, Ride la gazza, nera sugli aranci, in Ed è subito sera. Edizione: S. Quasimodo, Poesie e discorsi sulla poesia, a cura di G. Finzi, Mondadori, Milano1996 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Forse è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli con leggeri moti del capo danzano in un gioco di cadenze e di voci lungo il prato della chiesa. Pietà della sera, ombre riaccese sopra l‟erba così verde, bellissime nel fuoco della luna! Memoria vi concede breve sonno; ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo per la prima marea. Questa è l‟ora: 11 12 13 14 15 16 17 18 19 non più mia, arsi, remoti simulacri. E tu vento del sud forte di zàgare, spingi la luna dove nudi dormono fanciulli, forza il puledro sui campi umidi d‟orme di cavalle, apri il mare, alza le nuvole dagli alberi: già l‟airone s‟avanza verso l‟acqua e fiuta lento il fango tra le spine, ride la gazza, nera sugli aranci. Salvatore Quasimodo. Nato a Modica (Ragusa) nel 1901, morto nel 1968, consegue il premio Nobel per la letteratura nel 1959. L‟evoluzione della sua poesia riflette la storia della poesia contemporanea italiana, dall‟Ermetismo ad un discorso poetico più ampio. Le raccolte poetiche degli anni Trenta confluiscono in Ed è subito sera (1942). Le sue traduzioni dei poeti greci dell‟antichità sono spesso poesia originale (Lirici greci, 1940). Nelle raccolte Giorno dopo giorno (1947), La vita non è sogno (1949), Il falso e vero verde (1954 e 1956), La terra impareggiabile (1958), Dare e avere (1966) si avverte l‟esigenza del poeta di volgersi ad un colloquio aperto con gli uomini. Nella lirica Ride la gazza, nera sugli aranci, la rievocazione della Sicilia si fonde con quella dell‟infanzia e della comunione con la natura, in contrasto con il dolore presente della vita. 1. 2. 3. Comprensione del testo Dopo un‟attenta lettura, riassumi il contenuto del testo. Analisi del testo 2.1 Chiarisci il primo verso della poesia. 2.2 Spiega l‟espressione Pietà della sera (v. 5). 2.3 Qual è il significato dell‟espressione ombre / riaccese (vv. 5-6)? 2.4 Soffermati sul motivo della memoria (v. 8). 2.5 Spiega l‟espressione arsi, remoti simulacri (v. 11). 2.6 In quali scene si fa evidente l‟atmosfera mitica e con quali espressioni? 2.7 Soffermati sul motivo della natura, presente nella seconda parte della poesia. Interpretazione complessiva ed approfondimenti Le tematiche della fanciullezza, della memoria e della comunione con la natura si fondono nella poesia, accentuate da sapienti scelte stilistiche. Riflettendo su questa lirica commenta nell‟insieme il testo dal punto di vista del contenuto e della forma. Approfondisci poi l‟interpretazione complessiva della poesia con opportuni collegamenti ad altri testi di Quasimodo e/o a testi di altri autori del Novecento. Pag. 2/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE” (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti) CONSEGNE Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo. 1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO ARGOMENTO: Il dono. DOCUMENTI ORATORIO DI SAN SILVESTRO - Roma Donazione di Costantino, 1248 Jacques-Louis DAVID Antioco e Stratonice, 1774 PARMIGIANINO Adorazione dei Magi, 1529 circa «La madre aveva steso una tovaglia di lino, per terra, su una stuoia di giunco, e altre stuoie attorno. E, secondo l‟uso antico, aveva messo fuori, sotto la tettoia del cortile, un piatto di carne e un vaso di vino cotto dove galleggiavano fette di buccia d‟arancio, perché l‟anima del marito, se mai tornava in questo mondo, avesse da sfamarsi. Felle andò a vedere: collocò il piatto ed il vaso più in alto, sopra un‟asse della tettoia, perché i cani randagi non li toccassero; poi guardò ancora verso la casa dei vicini. Si vedeva sempre luce alla finestra, ma tutto era silenzio; il padre non doveva essere ancora tornato col suo regalo misterioso. Felle rientrò in casa, e prese parte attiva alla cena. In mezzo alla mensa sorgeva una piccola torre di focacce tonde e lucide che parevano d‟avorio: ciascuno dei commensali ogni tanto si sporgeva in avanti e ne tirava una a sé: anche l‟arrosto, tagliato a grosse fette, stava in certi larghi vassoi di legno e di creta: e ognuno si serviva da sé, a sua volontà. […] Ma quando fu sazio e sentì bisogno di muoversi, ripensò ai suoi vicini di casa: che mai accadeva da loro? E il padre era tornato col dono? Una curiosità invincibile lo spinse ad uscire ancora nel cortile, ad avvicinarsi e spiare. Del resto la porticina era socchiusa: dentro la cucina le bambine stavano ancora intorno al focolare ed il padre, arrivato tardi ma sempre in tempo, arrostiva allo spiedo la coscia del porchetto donato dai vicini di casa. Ma il regalo comprato da lui, dal padre, dov‟era? – Vieni avanti, e va su a vedere – gli disse l‟uomo, indovinando il pensiero di lui. Felle entrò, salì la scaletta di legno, e nella cameretta su, vide la madre di Lia assopita nel letto di legno, e Lia inginocchiata davanti ad un canestro. E dentro il canestro, fra pannolini caldi, stava un bambino appena nato, un bel bambino rosso, con due riccioli sulle tempie e gli occhi già aperti. – È il nostro primo fratellino – mormorò Lia. – Mio padre l‟ha comprato a mezzanotte precisa, mentre le campane suonavano il “Gloria”. Le sue ossa, quindi, non si disgiungeranno mai, ed egli le ritroverà intatte, il giorno del Giudizio Universale. Ecco il dono che Gesù ci ha fatto questa notte.» Grazia DELEDDA, Il dono di Natale, 1930, in G. D., Le novelle, 4, La Biblioteca dell‟identità de L‟Unione Sarda, Cagliari 2012 «Gli uomini disapprendono l‟arte del dono. C‟è qualcosa di assurdo e di incredibile nella violazione del principio di scambio; spesso anche i bambini squadrano diffidenti il donatore, come se il regalo non fosse che un trucco per vendere loro spazzole o sapone. In compenso si esercita la charity, la beneficenza amministrata, che tampona programmaticamente le ferite visibili della società. Nel suo esercizio organizzato l‟impulso umano non ha più il minimo posto: anzi la donazione è necessariamente congiunta all‟umiliazione, attraverso la distribuzione, il calcolo esatto dei bisogni, in cui il beneficato viene trattato come un oggetto. Anche il dono privato è sceso al livello di una funzione sociale, a cui si destina una certa somma del proprio bilancio, e che si adempie di mala voglia, con una scettica Pag. 3/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca valutazione dell‟altro e con la minor fatica possibile. La vera felicità del dono è tutta nell‟immaginazione della felicità del destinatario: e ciò significa scegliere, impiegare tempo, uscire dai propri binari, pensare l‟altro come un soggetto: il contrario della smemoratezza. Di tutto ciò quasi nessuno è più capace. Nel migliore dei casi uno regala ciò che desidererebbe per sé, ma di qualità leggermente inferiore. La decadenza del dono si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo. Queste merci sono irrelate come i loro acquirenti: fondi di magazzino fin dal primo giorno.» Theodor W. ADORNO, Minima moralia. Meditazioni della vita offesa, trad. it., Einaudi, Torino 1994 (ed. originale 1951) «La Rete di certo promuove la diffusione di una nuova cultura del dono, dello scambio reciproco (o quasi). Possiamo percorrere strade aperte, sconfinate, che offrono nuove possibilità di stabilire contatti e anche di dare vita a forme di aggregazione fondate sostanzialmente sul dono, ma che rimangono racchiuse in piccole nicchie, microcosmi con cui giocare o dove si può apprendere, nei quali ci si mostra, si costruiscono e si modificano identità, si condividono interessi, si elaborano linguaggi. Un dono costretto quindi dentro piccole mura fatte di specchi, trasparenti, che riflettono e amplificano la luce e i legami, ma che non sempre riescono a sopravvivere alle intemperie, agli improvvisi venti del mondo contemporaneo. E quando si spezzano, non si può fare altro che costruire qualcosa di simile, un po‟ più in là. Una delle caratteristiche della Rete è quella di dare vita a comunità immaginate, che non sempre necessitano di relazioni tra gli individui.» Marco AIME e Anna COSSETTA, Il dono al tempo di Internet, Einaudi, Torino 2010 «Difficilmente si diventa una persona generosa da soli: la generosità è una cosa che si impara. […] Quando un dono s‟inserisce in una catena di reciprocità generalizzata, si lascia meno facilmente interpretare come un fenomeno puramente individualistico e interessato. Nel caso di una reciprocità diretta, invece, la tentazione è forte di assimilare lo scambio di doni a una variante dello scambio mercantile. […] È così che, in un mercoledì del mese di luglio 2007, Barbara Bunnell diventa la prima paziente nella storia a ricevere un rene all‟interno di una catena di reciprocità generalizzata. Dopo che il primo donatore regala il suo rene a Barb, Ron Bunnell, il marito di Barb, darà un suo rene ad Angela Heckman; poi la madre di Angela darà un suo rene a qualcun altro ancora, e così via, in una catena continua che aiuterà altre sette persone. All‟inizio di questa catena c‟è un giovane uomo, Matt Jones, che accetta di donare un rene “senza perché”; cioè non per salvare dalla dialisi una persona cara, ma solo per la gioia di aiutare sconosciuti.» Mark ANSPACH, Cosa significa ricambiare? Dono e reciprocità, in AA.VV., Cosa significa donare?, Guida, Napoli 2011 «Da una lettura sommaria e superficiale si può concludere che oggi non c‟è più posto per il dono ma solo per il mercato, lo scambio utilitaristico, addirittura possiamo dire che il dono è solo un modo per simulare gratuità e disinteresse là dove regna invece la legge del tornaconto. In un‟epoca di abbondanza e di opulenza si può addirittura praticare l‟atto del dono per comprare l‟altro, per neutralizzarlo e togliergli la sua piena libertà. Si può perfino usare il dono - pensate agli «aiuti umanitari» - per nascondere il male operante in una realtà che è la guerra. […] Ma c‟è pure una forte banalizzazione del dono che viene depotenziato e stravolto anche se lo si chiama «carità»: oggi si «dona» con un sms una briciola a quelli che i mass media ci indicano come soggetti - lontani! - per i quali vale la pena provare emozioni... Dei rischi e delle possibili perversioni del dono noi siamo avvertiti: il dono può essere rifiutato con atteggiamenti di violenza o nell‟indifferenza distratta; il dono può essere ricevuto senza destare gratitudine; il dono può essere sperperato: donare, infatti, è azione che richiede di assumere un rischio. Ma il dono può anche essere pervertito, può diventare uno strumento di pressione che incide sul destinatario, può trasformarsi in strumento di controllo, può incatenare la libertà dell‟altro invece di suscitarla. I cristiani sanno come nella storia perfino il dono di Dio, la grazia, abbia potuto e possa essere presentato come una cattura dell‟uomo, un‟azione di un Dio perverso, crudele, che incute paura e infonde sensi di colpa. Situazione dunque disperata, la nostra oggi? No! Donare è un‟arte che è sempre stata difficile: l‟essere umano ne è capace perché è capace di rapporto con l‟altro, ma resta vero che questo «donare se stessi» - perché di questo si tratta, non solo di dare ciò che si ha, ciò che si possiede, ma di dare ciò che si è - richiede una convinzione profonda nei confronti dell‟altro. Donare significa per definizione consegnare un bene nelle mani di un altro senza ricevere in cambio alcunché. Bastano queste poche parole per distinguere il «donare» dal «dare», perché nel dare c‟è la vendita, lo scambio, il prestito. Nel donare c‟è un soggetto, il donatore, che nella libertà, non costretto, e per generosità, per amore, fa un dono all‟altro, indipendentemente dalla risposta di questo. Potrà darsi che il destinatario risponda al donatore e si inneschi un rapporto reciproco, ma può anche darsi che il dono non sia accolto o non susciti alcuna reazione di gratitudine. Donare appare dunque un movimento asimmetrico che nasce da spontaneità e libertà.» Enzo BIANCHI, Dono. Senza reciprocità – Festival filosofia – Carpi, 16/09/2012 – http://www.vita.it/non-profit/volontariato Pag. 4/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca 2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO ARGOMENTO: Le nuove responsabilità. DOCUMENTI «Tanto la storiografia quanto la climatologia hanno tratto un grande impulso dall‟atterraggio sulla Luna del 1969. Fu allora, infatti, che la fragilità della terra divenne visibile. Da quel momento la protezione della natura e dell‟ambiente ha acquistato un‟importanza sempre maggiore, assumendo anzi il carattere di una vera e propria industria. Le associazioni e le istituzioni ambientaliste lavorano sulla base di campagne di sensibilizzazione che, quanto a professionalità, non sono seconde a quelle delle multinazionali. In particolare, a partire dagli anni novanta il timore del Riscaldamento globale ha rimpiazzato i precedenti, come quello per la Moria dei boschi o quello per il Buco nell’ozono. Ora, per la prima volta, alla sbarra non è più solo l‟industria, ma ogni consumatore finale. In pratica ogni abitante della Terra è colpevole: il boscimano sudafricano, che incendia la savana per cacciare o per guadagnare terreno coltivabile, e il fazendero argentino, i cui manzi producono metano, il coltivatore di riso a Bali e il banchiere cinese, che fa i suoi affari in uno studio dotato di aria condizionata.» Wolfgang BEHRINGER, Storia culturale del clima, Bollati Boringhieri, Torino 2013 (prima ed. originale 2007) «Crescita demografica e scelta coercitiva. Anche se le paure maltusiane di lungo periodo per la produzione alimentare sono infondate, o almeno premature, ci sono però buone ragioni per preoccuparsi, in generale, per il tasso di crescita della popolazione mondiale. Non si può dubitare che, nell‟ultimo secolo, questo tasso abbia notevolmente accelerato: la popolazione mondiale ha impiegato milioni di anni per raggiungere il primo miliardo, poi in 123 è arrivata al secondo, al terzo in 33, al quarto in 14, al quinto in 13, e secondo le proiezioni delle Nazioni Unite il sesto promette di arrivare in altri 11. Il numero degli abitanti del pianeta è cresciuto di 923 milioni solo nel decennio 1980-90, e questo aumento corrisponde quasi alla popolazione complessiva di tutto il mondo all‟epoca di Malthus. Quanto agli anni Novanta, al loro termine pare non abbiano registrato un‟espansione molto inferiore. Se un simile andamento proseguisse, la terra, sicuramente, sarebbe sovraffollata in modo spaventoso prima ancora della fine del ventunesimo secolo. Molti segni indicano in modo chiaro, tuttavia, che il tasso di crescita della popolazione mondiale sta cominciando a rallentare, per cui dobbiamo chiederci: si rafforzeranno le ragioni della frenata? E, in caso affermativo, a quale ritmo? E non meno importante è un‟altra domanda: è necessario un intervento pubblico per agevolare il rallentamento?» Amartya SEN, Lo sviluppo è libertà. Perché non c’è crescita senza democrazia, Mondadori, Milano 2012 (ed. originale 1999) «L‟apprendistato della coesistenza con l‟altro, l‟escluso dalla costruzione della nostra tradizione, ci inizia a una coesistenza mondiale che corrisponde a una delle sfide della nostra epoca. Aprire uno spazio all‟altro, a un mondo differente dal nostro, all‟interno stesso della nostra propria tradizione, è il primo, e il più difficile, gesto multiculturale. Incontrare lo straniero fuori dalle nostre frontiere è relativamente facile, e soddisfa anche le nostre aspirazioni, finché possiamo rientrare da noi e appropriarci fra noi ciò che abbiamo così scoperto. Essere costretti a restringere e modificare questo «da noi», il nostro modo di essere «a casa», è molto più difficile, soprattutto senza che ciò provochi un‟infedeltà a noi stessi. […] Finché l‟altro non sarà riconosciuto e rispettato come ponte fra natura e cultura, com‟è, prima, il caso per l‟altro genere, ogni tentativo di mondializzazione democratica resterà un imperativo morale senza realizzazione concreta. Finché l‟universale non sarà considerato essere due, e l‟umanità un luogo di coesistenza culturalmente feconda fra due generi irriducibilmente differenti, sempre una cultura vorrà imporre il suo colore ed i suoi valori all‟altro, anche mediante la sua morale e la sua religione.» Luce IRIGARAY, Condividere il mondo, Bollati Boringhieri, Torino 2009 (ed. originale 2008) «Ogni essere umano deve disporre di una “cittadinanza mondiale”. Nessuno deve essere più “apolide”. Ciascuno deve sentirsi a casa propria sulla terra. Chiunque deve avere il diritto di lasciare il proprio paese d‟origine e di essere accolto, almeno temporaneamente, in qualsiasi altro luogo. […] Reciprocamente, ogni essere umano ha dei doveri nei confronti degli altri essere umani, delle generazioni che verranno, delle altre specie viventi e del pianeta. L‟umanità ha in particolare il dovere di mostrare empatia verso le generazioni future e verso le altre specie necessarie alla sua sopravvivenza. Deve quindi considerare come suo dovere creare le condizioni perché le prossime generazioni e le altre specie possano esercitare i loro diritti. Deve disporre di un accesso a tutte le sue risorse e, in particolare, alla ricchezza accumulata.» Jacques ATTALI, Domani, chi governerà il mondo?, Fazi Editore, Roma 2012 (ed. originale 2011) Pag. 5/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca 3. AMBITO STORICO - POLITICO ARGOMENTO: Violenza e non-violenza: due volti del Novecento. DOCUMENTI «Successivamente alla prima guerra mondiale, il Mito dell‟Esperienza della Guerra aveva dato al conflitto una nuova dimensione come strumento di rigenerazione nazionale e personale. Il prolungarsi degli atteggiamenti degli anni di guerra in tempo di pace incoraggiò una certa brutalizzazione della politica, un‟accentuata indifferenza per la vita umana. Non erano soltanto la perdurante visibilità e lo status elevato dell‟istituzione militare in paesi come la Germania a stimolare una certa spietatezza. Si trattava soprattutto di un atteggiamento mentale derivato dalla guerra, e dall‟accettazione della guerra stessa. L‟effetto del processo di brutalizzazione sviluppatosi nel periodo tra le due guerre fu di eccitare gli uomini, di spingerli all‟azione contro il nemico politico, oppure di ottundere la sensibilità di uomini e donne di fronte allo spettacolo della crudeltà umana e alla morte. […] Dopo il 1918, nessuna nazione poté sfuggire completamente al processo di brutalizzazione; in buona parte dell‟Europa, gli anni dell‟immediato dopoguerra videro una crescita della criminalità e dell‟attivismo politico. Da un capo all‟altro dell‟Europa, parve a molti che la Grande Guerra non fosse mai finita, ma si fosse prolungata nel periodo tra il primo e il secondo conflitto mondiale. Il vocabolario della battaglia politica, il desiderio di distruggere totalmente il nemico politico, e il modo in cui questi avversari venivano dipinti: tutto sembrò continuare la prima guerra mondiale, anche se stavolta perlopiù contro nemici diversi (e interni).» George L. MOSSE, Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti, trad. it., Roma-Bari 1990 «Per quale funzione la violenza possa, a ragione, apparire così minacciosa per il diritto e possa essere tanto temuta da esso, si mostrerà con esattezza proprio là dove le è ancora permesso di manifestarsi secondo l‟attuale ordinamento giuridico. È questo il caso della lotta di classe nella forma del diritto di sciopero garantito ai lavoratori. I lavoratori organizzati sono oggi, accanto agli Stati, il solo soggetto di diritto cui spetti un diritto alla violenza. Contro questo modo di vedere si può certamente obiettare che l‟omissione di azioni, un non-agire, come in fin dei conti è lo sciopero, non dovrebbe affatto essere definita come violenza. Questa considerazione ha certamente facilitato al potere statale la concessione del diritto di sciopero, quando ormai non si poteva più evitare. Ma poiché non è incondizionata, essa non vale illimitatamente.» Walter BENJAMIN, Per la critica della violenza, 1921, trad. it., Alegre, Roma 2010 «Molto tempo prima che Konrad Lorenz scoprisse la funzione di stimolo vitale dell‟aggressività nel regno animale, la violenza era esaltata come una manifestazione della forza della vita e segnatamente della sua creatività. Sorel, ispirato dall‟élan vital di Bergson, mirava a una filosofia della creatività destinata ai «produttori» e polemicamente rivolta contro la società dei consumi e i suoi intellettuali; tutti e due, a suo avviso, gruppi parassitari. […] Nel bene e nel male – e credo che non manchino ragioni per essere preoccupati come per nutrire speranze – la classe veramente nuova e potenzialmente rivoluzionaria della società sarà composta di intellettuali, e il loro potere virtuale, non ancora materializzato, è molto grande, forse troppo grande per il bene dell‟umanità. Ma queste sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Comunque sia, in questo contesto ci interessa soprattutto lo strano revival delle filosofie vitalistiche di Bergson e di Nietzsche nella loro versione soreliana. Tutti sappiamo fino a che punto questa combinazione di violenza, vita e creatività sia presente nell‟inquieta situazione mentale della generazione odierna. Non c‟è dubbio che l‟accento posto sulla pura fattualità del vivere, e quindi sul fare l‟amore inteso come la più gloriosa manifestazione della vita, sia una reazione alla possibilità reale che venga costruita una macchina infernale capace di mettere fine alla vita sulla terra. Ma le categorie in cui i nuovi glorificatori della vita riconoscono se stessi non sono nuove. Vedere la produttività della società nell‟immagine della „creatività‟ della vita è cosa vecchia almeno quanto Marx, credere nella violenza come forza vitale è cosa vecchia almeno quanto Bergson.» Hannah ARENDT, Sulla violenza, trad. it., Guanda, Parma 1996 (ed. originale 1969) «Non sono un visionario. Affermo di essere un idealista pratico. La religione della non violenza non è fatta solo per i Rishi [saggi] e i santi. È fatta anche per la gente comune. La non violenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge dei bruti. Lo spirito resta dormiente nel bruto, ed egli non conosce altra legge che quella della forza fisica. La dignità dell‟uomo esige ubbidienza a una legge più alta, alla forza dello spirito. […] Nella sua condizione dinamica, non violenza significa sofferenza consapevole. Non vuol dire sottomettersi docilmente alla volontà del malvagio, ma opporsi con tutta l‟anima alla volontà del tiranno. Agendo secondo questa legge del nostro essere, è possibile al singolo individuo sfidare tutta la potenza di un impero ingiusto per salvare il proprio Pag. 6/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca onore, la religione, l‟anima, e porre le basi della caduta di questo impero o della sua rigenerazione. E così non propugno che l‟India pratichi la non violenza perché è debole. Voglio che pratichi la non violenza essendo consapevole della propria forza e del proprio potere. […] La mia missione è di convertire ogni indiano, ogni inglese e infine il mondo alla non violenza nel regolare i reciproci rapporti, siano essi politici, economici, sociali o religiosi. Se mi si accusa di essere troppo ambizioso, mi confesserò colpevole. Se mi si dice che il mio sogno non potrà mai attuarsi, risponderò che “è possibile” e proseguirò per la mia strada.» Mohandas K. GANDHI, Antiche come le montagne, Edizioni di Comunità, Milano 1975 «Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. […] Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all‟America l‟urgenza appassionata dell‟adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall‟oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell‟ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. […] Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia. Ma c‟è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste. Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell‟odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell‟anima.» Martin Luther KING - http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/28/news/martin_luther-king-discorso-65443575/ 4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO ARGOMENTO: Tecnologia pervasiva. DOCUMENTI «Anche la Silicon Valley ha la sua religione. E potrebbe presto diventare il paradigma dominante tra i vertici e gli addetti ai lavori della culla dell‟innovazione contemporanea. È il «transumanismo» e si può definire, scrive il saggista Roberto Manzocco in “Esseri Umani 2.0” (Springer, pp. 354), come «un sistema coerente di fantasie razionali parascientifiche», su cui la scienza cioè non può ancora pronunciarsi, «che fungono da risposta laica alle aspirazioni escatologiche delle religioni tradizionali». Per convincersene basta scorrerne i capisaldi: il potenziamento delle nostre capacità fisiche e psichiche; l‟eliminazione di ogni forma di sofferenza; la sconfitta dell‟invecchiamento e della morte. Ciò che piace ai geek della Valley è che questi grandiosi progetti di superamento dell‟umano nel “post-umano” si devono, e possono, realizzare tramite la tecnologia. E tecniche, la cui fattibilità è ancora tutta da scoprire, come il “mind uploading”, ossia il trasferimento della coscienza su supporti non biologici, e le “nanomacchine”, robot grandi come virus in grado di riparare le cellule cancerose o i danni da malattia degenerativa direttamente a livello molecolare.» Fabio CHIUSI, TRANS UMANO la trionferà, “l‟Espresso” – 6 febbraio 2014 «Lord Martin Rees, docente di Astrofisica all‟Università di Cambridge e astronomo della Regina, la vede un po‟ diversamente: i robot sono utili per lavorare in ambienti proibitivi per l‟uomo – piattaforme petrolifere in fiamme, miniere semidistrutte da un crollo, centrali in avaria che perdono sostanze radioattive – oltre che per svolgere mestieri ripetitivi. Ma devono restare al livello di «utili idioti: la loro intelligenza artificiale va limitata, non devono poter svolgere mestieri intellettuali complessi». L‟astronomo della Corte d‟Inghilterra, occhi rivolti più alle glorie del passato che alle speranze e alle incognite di un futuro comunque problematico, propone una ricetta che sa di luddismo. Una ricetta anacronistica ed estrema che si spiega con l‟angoscia che prende molti di noi davanti alla rapidità con la quale la civiltà dei robot – della quale abbiamo favoleggiato per decenni e che sembrava destinata a restare nei libri di fantascienza – sta entrando nelle nostre vite. Che i robot stiano uscendo dalle fabbriche lo sappiamo da tempo: il bancomat è un bancario trasformato in macchina, in servizio notte e giorno. In molti supermercati il cassiere non c‟è più, sostituito da sensori, lettori di codici a barre, sistemi di pagamento automatizzati. In Giappone e Francia si moltiplicano treni e metropolitane guidate da un computer (è così la nuova Linea 5 della metropolitana di Milano), così come tutti i convogli che si muovono all‟interno dei grandi aeroporti del mondo sono, ormai, senza conducente.» Massimo GAGGI, E il robot prepara cocktail e fa la guerra, “Corriere della Sera. la Lettura” – 26 gennaio 2014 Pag. 7/7 Sessione ordinaria 2014 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca «Per molto tempo al centro dell‟attenzione sono state le tecnologie e gli interrogativi che si portano dietro: «Meglio i tablet o i netbook?», «Android, iOs o Windows?», seguiti da domande sempre più dettagliate «Quanto costano, come si usano, quali app…». Intanto i docenti hanno visto le classi invase da Lim, proiettori interattivi, pc, registri elettronici o tablet, senza riuscire a comprendere quale ruolo avrebbero dovuto assumere, soprattutto di fronte a ragazzi tecnologicamente avanzati che li guardavano con grandi speranze e aspettative. Per gli studenti si apre una grande opportunità: finalmente nessuno proibisce più di andare in internet, di comunicare tramite chat, di prendere appunti in quaderni digitali o leggere libri elettronici.» Dianora BARDI, La tecnologia da sola non fa scuola, “Il Sole 24 ORE. nòva” – 12 gennaio 2014 «Passando dal tempo che ritorna al tempo che invecchia, dal tempo ciclico della natura regolato dal sigillo della necessità al tempo progettuale della tecnica percorso dal desiderio e dall‟intenzione dell‟uomo, la storia subisce un sussulto. Non più decadenza da una mitica età dell‟oro, ma progresso verso un avvenire senza meta. La progettualità tecnica, infatti, dice avanzamento ma non senso della storia. La contrazione tra “recente passato” e “immediato futuro”, in cui si raccoglie il suo operare, non concede di scorgere fini ultimi, ma solo progressi nell‟ordine del proprio potenziamento. Null‟altro, infatti, vuole la tecnica se non la propria crescita, un semplice “sì” a se stessa. L‟orizzonte si spoglia dei suoi confini. Inizio e fine non si congiungono più come nel ciclo del tempo, e neppure si dilatano come nel senso del tempo. Le mitologie perdono la loro forza persuasiva. Tecnica vuol dire, da subito, congedo dagli dèi.» Umberto GALIMBERTI, Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica, Feltrinelli, Milano 2002 TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO L‟Europa del 1914 e l‟Europa del 2014: quali le differenze? Il candidato esamini la questione sotto almeno tre dei seguenti profili: forme istituzionali degli Stati principali; stratificazione sociale; rapporti fra cittadini e istituzioni; sistemi di alleanze; rapporti fra gli Stati europei; rapporti fra l‟Europa e il resto del mondo. TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE «Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l‟energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C‟è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. […] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d‟accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. […] Spesso alla parola “periferia” si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?» Renzo PIANO, Il rammendo delle periferie, “Il Sole 24 ORE” del 26 gennaio 2014 Rifletti criticamente su questa posizione di Renzo Piano, articolando in modo motivato le tue considerazioni e convinzioni al riguardo. ___________________________ Durata massima della prova: 6 ore. È consentito l‟uso del dizionario italiano. È consentito l‟uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana. Non è consentito lasciare l‟Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema. Allegato B - Testo proposto nella simulazione della prima prova degli Esami di Stato effettuata il 9 maggio 2016 57 Pag. 1/6 Sessione ordinaria 2015 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca P000 - ESAMI DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PROVA DI ITALIANO Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, in Romanzi e racconti, Vol. I, edizione diretta da C. Milanini, a cura di M. Barenghi e B. Falcetto, Mondadori, Milano 1991. A PI O C A volte il fare uno scherzo cattivo lascia un gusto amaro, e Pin si trova solo a girare nei vicoli, con tutti che gli gridano improperi e lo cacciano via. Si avrebbe voglia d’andare con una banda di compagni, allora, compagni cui spiegare il posto dove fanno il nido i ragni, o con cui fare battaglie con le canne, nel fossato. Ma i ragazzi non vogliono bene a Pin: è l’amico dei grandi, Pin, sa dire ai grandi cose che li fanno ridere e arrabbiare, non come loro che non capiscono nulla quando i grandi parlano. Pin alle volte vorrebbe mettersi coi ragazzi della sua età, chiedere che lo lascino giocare a testa e pila, e che gli spieghino la via per un sotterraneo che arriva fino in piazza Mercato. Ma i ragazzi lo lasciano a parte, e a un certo punto si mettono a picchiarlo; perché Pin ha due braccine smilze smilze ed è il più debole di tutti. Da Pin vanno alle volte a chiedere spiegazioni su cose che succedono tra le donne e gli uomini; ma Pin comincia a canzonarli gridando per il carrugio e le madri richiamano i ragazzi: - Costanzo! Giacomino! Quante volte te l’ho detto che non devi andare con quel ragazzo così maleducato! Le madri hanno ragione: Pin non sa che raccontare storie d’uomini e donne nei letti e di uomini ammazzati o messi in prigione, storie insegnategli dai grandi, specie di fiabe che i grandi si raccontano tra loro e che pure sarebbe bello stare a sentire se Pin non le intercalasse di canzonature e di cose che non si capiscono da indovinare. E a Pin non resta che rifugiarsi nel mondo dei grandi, dei grandi che pure gli voltano la schiena, dei grandi che pure sono incomprensibili e distanti per lui come per gli altri ragazzi, ma che sono più facili da prendere in giro, con quella voglia delle donne e quella paura dei carabinieri, finché non si stancano e cominciano a scapaccionarlo. Ora Pin entrerà nell’osteria fumosa e viola, e dirà cose oscene, improperi mai uditi a quegli uomini fino a farli imbestialire e a farsi battere, e canterà canzoni commoventi, struggendosi fino a piangere e a farli piangere, e inventerà scherzi e smorfie così nuove da ubriacarsi di risate, tutto per smaltire la nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto le sere come quella. LI AG E M R V FO S N O O DG C TI AT Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino (1923 -1985), pubblicato nel 1947, è ambientato in Liguria, dopo l’8 settembre 1943, all’epoca della Resistenza. Pin, orfano di madre e affidato alla sorella che per vivere si prostituisce, cresce per strada abbandonato a se stesso, troppo maturo per giocare con i bambini e estraneo, per la sua età, al mondo degli adulti. Il suo unico rifugio è un luogo segreto in campagna, in cui i ragni fanno il nido. In carcere, dove finisce per un furto, entra in contatto con i partigiani ai quali si aggrega non appena riesce a fuggire di prigione; con loro condivide le esperienze drammatiche della fine della guerra. 1. Comprensione del testo Riassumi sinteticamente il contenuto del brano. 2. Analisi del testo 2.1. Il sentimento di inadeguatezza di Pin e la sua difficoltà di ragazzino a collocarsi nel mondo sono temi esistenziali, comuni a tutte le generazioni. Rifletti su come questi motivi si sviluppano nel brano. 2.2. L’autore utilizza strategie retoriche come ripetizioni, enumerazioni, metafore e altre; introduce inoltre usi morfologici, sintattici e scelte lessicali particolari per rendere più incisivo il suo racconto; ne sai individuare qualcuno nel testo? 2.3. Cosa vuole significare l’espressione “nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto”? Ti sembra che sia efficace nell’orientare la valutazione su tutto ciò che precede? Pag. 2/6 Sessione ordinaria 2015 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca 3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti Il sentiero dei nidi di ragno parla della tragedia della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana, ma racconta anche la vicenda universale di un ragazzino che passa drammaticamente dal mondo dell’infanzia a quello della maturità. Il brano si sofferma proprio su questo. Svolgi qualche riflessione relativa a questo aspetto anche utilizzando altri testi (poesie e romanzi, italiani e stranieri) che raccontano esperienze simili di formazione o ingresso nella vita adulta. TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE” (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti) CONSEGNE A PI O C Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo. AG E M R V FO S N O O DG C 1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO ARGOMENTO: La letteratura come esperienza di vita. DOCUMENTI LI TI AT V. Van Gogh, La lettrice di romanzi, olio su tela, 1888 H. Matisse, La lettrice in abito viola, olio su tela, 1898 129 Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. 132 Per piú fiate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. 135 Quando leggemmo il disïato riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, E. Hopper, Chair car, olio su tela, 1965 la bocca mi baciò tutto tremante. DANTE, Inferno V, vv. 127-136 (Garzanti Prima Edizione 1997, pag. 85) Pag. 3/6 Sessione ordinaria 2015 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca «Pubblico: La poesia è “una dolce vendetta contro la vita?” Borges: Non sono molto d’accordo con questa definizione. Ritengo che la poesia sia una parte essenziale della vita. Come potrebbe essere contro la vita? La poesia è forse la parte fondamentale della vita. Non considero la vita, o la realtà, una cosa esterna a me. Io sono la vita, io sono dentro la vita. E uno dei numerosi aspetti della vita è il linguaggio, e le parole, e la poesia. Perché dovrei contrapporli l’uno all’altro? Pubblico: Ma la parola vita non è vita. Borges: Credo però che la vita sia la somma totale, se una simile somma è possibile, di tutte le cose, e quindi perché non anche del linguaggio? […] Se penso alle mie passate esperienze, credo che Swinburne faccia parte della mia esperienza tanto quanto la vita che ho condotto a Ginevra nel ’17. […] Non credo che la vita sia qualcosa da contrapporre alla letteratura. Credo che l’arte faccia parte della vita.» Jorge L. BORGES, Conversazioni americane, Editori Riuniti, Roma 1984 A PI O C «Nel momento in cui legge, […] il lettore introduce con la sua sensibilità e il suo gusto anche il proprio mondo pratico, diciamo pure il suo quotidiano, se l’etica, in ultima analisi, non è che la riflessione quotidiana sui costumi dell’uomo e sulle ragioni che li motivano e li ispirano. L’immaginazione della letteratura propone la molteplicità sconfinata dei casi umani, ma poi chi legge, con la propria immaginazione, deve interrogarli anche alla luce della propria esistenza, introducendoli dunque nel proprio ambito di moralità. Anche le emozioni, così come si determinano attraverso la lettura, rinviano sempre a una sfera di ordine morale.» AG E M R V FO S N O O DG C Ezio RAIMONDI, Un’etica del lettore, Il Mulino, Bologna 2007 LI «L’arte interpreta il mondo e dà forma a ciò che forma non ha, in modo tale che, una volta educati dall’arte, possiamo scoprire aspetti sconosciuti degli oggetti e degli esseri che ci circondano. Turner non ha inventato la nebbia di Londra, ma è stato il primo ad averla percepita dentro di sé e ad averla raffigurata nei suoi quadri: in qualche modo ci ha aperto gli occhi. […] Non posso fare a meno delle parole dei poeti, dei racconti dei romanzieri. Mi consentono di esprimere i sentimenti che provo, di mettere ordine nel fiume degli avvenimenti insignificanti che costituiscono la mia vita. […] In un recente studio il filosofo americano Richard Rorty ha proposto di definire diversamente il contributo che la letteratura fornisce alla nostra comprensione del mondo. Per descriverlo, rifiuta l’uso di termini come “verità” o “conoscenza” e afferma che la letteratura rimedia alla nostra ignoranza non meno di quanto ci guarisca dal nostro “egotismo”, inteso come illusione di autosufficienza. Conoscere nuovi personaggi è come incontrare volti nuovi. Meno questi personaggi sono simili a noi e più ci allargano l’orizzonte, arricchendo così il nostro universo. Questo allargamento interiore non si formula in affermazioni astratte, rappresenta piuttosto l’inclusione nella nostra coscienza di nuovi modi di essere accanto a quelli consueti. Un tale apprendimento non muta il contenuto del nostro essere, quanto il contenente stesso: l’apparato percettivo, piuttosto che le cose percepite. I romanzi non ci forniscono una nuova forma di sapere, ma una nuova capacità di comunicare con esseri diversi da noi; da questo punto di vista riguardano la morale, più che la scienza.» TI AT Tzvetan TODOROV, La letteratura in pericolo, Garzanti, Milano 2008 2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO ARGOMENTO: Le sfide del XXI secolo e le competenze del cittadino nella vita economica e sociale. DOCUMENTI «L’esercizio del pensiero critico, l’attitudine alla risoluzione dei problemi, la creatività e la disponibilità positiva nei confronti dell’innovazione, la capacità di comunicare in modo efficace, l’apertura alla collaborazione e al lavoro di gruppo costituiscono un nuovo “pacchetto” di competenze, che possiamo definire le “competenze del XXI secolo”. Non sono certo competenze nuove; è una novità, però, il ruolo decisivo che vanno assumendo nella moderna organizzazione del lavoro e, più in generale, quali determinanti della crescita economica. Non dovrebbero essere estranee a un paese come l’Italia, che ha fatto di creatività, estro e abilità nel realizzare e inventare cose nuove la propria bandiera. Un sistema di istruzione che sia in grado di fornire tali competenze al maggior numero di studenti costituisce quindi un’importante sfida per il nostro paese.» Ignazio VISCO, Investire in conoscenza. Crescita economica e competenze per il XXI secolo, Il Mulino, Bologna 2014 (ed. originale 2009) Pag. 4/6 Sessione ordinaria 2015 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca «La spinta al profitto induce molti leader a pensare che la scienza e la tecnologia siano di cruciale importanza per il futuro dei loro paesi. Non c’è nulla da obiettare su una buona istruzione tecnico–scientifica, e non sarò certo io a suggerire alle nazioni di fermare la ricerca a questo riguardo. La mia preoccupazione è che altre capacità, altrettanto importanti, stiano correndo il rischio di sparire nel vortice della concorrenza: capacità essenziali per la salute di qualsiasi democrazia al suo interno e per la creazione di una cultura mondiale in grado di affrontare con competenza i più urgenti problemi del pianeta. Tali capacità sono associate agli studi umanistici e artistici: la capacità di pensare criticamente; la capacità di trascendere i localismi e di affrontare i problemi mondiali come “cittadini del mondo”; e, infine, la capacità di raffigurarsi simpateticamente la categoria dell’altro.» Martha C. NUSSBAUM, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Il Mulino, Bologna 2011 (ed. originale 2010) A PI O C «Il Consiglio europeo di Lisbona (23 e 24 marzo 2000) ha concluso che un quadro europeo dovrebbe definire le nuove competenze di base da assicurare lungo l’apprendimento permanente, e dovrebbe essere un’iniziativa chiave nell’ambito della risposta europea alla globalizzazione e al passaggio verso economie basate sulla conoscenza ed ha ribadito anche che le persone costituiscono la risorsa più importante dell’Europa. Da allora tali conclusioni sono state regolarmente reiterate anche ad opera dei Consigli europei di Bruxelles (20 e 21 marzo 2003 e 22 e 23 marzo 2005) come pure nella rinnovata strategia di Lisbona approvata nel 2005.» AG E M R V FO S N O O DG C RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente (2006/962/CE) 3. AMBITO STORICO - POLITICO ARGOMENTO: Il Mediterraneo: atlante geopolitico d’Europa e specchio di civiltà DOCUMENTI LI «I suoi confini non sono definiti né nello spazio né nel tempo. Non sappiamo come fare a determinarli e in che modo: sono irriducibili alla sovranità o alla storia, non sono né statali, né nazionali: somigliano al cerchio di gesso che continua a essere descritto e cancellato, che le onde e i venti, le imprese e le ispirazioni allargano o restringono. Lungo le coste di questo mare passava la via della seta, s’incrociavano le vie del sale e delle spezie, degli olii e dei profumi, dell’ambra e degli ornamenti, degli attrezzi e delle armi, della sapienza e della conoscenza, dell’arte e della scienza. Gli empori ellenici erano a un tempo mercati e ambasciate. Lungo le strade romane si diffondevano il potere e la civiltà. Dal territorio asiatico sono giunti i profeti e le religioni. Sul Mediterraneo è stata concepita l’Europa. È difficile scoprire ciò che ci spinge a provare a ricomporre continuamente il mosaico mediterraneo, a compilare tante volte il catalogo delle sue componenti, verificare il significato di ciascuna di esse e il valore dell’una nei confronti dell’altra: l’Europa, il Maghreb e il Levante; il giudaismo, il cristianesimo e l’islam; il Talmud, la Bibbia e il Corano; Gerusalemme, Atene e Roma; Alessandria, Costantinopoli, Venezia; la dialettica greca, l’arte e la democrazia; il diritto romano, il foro e la repubblica; la scienza araba; il Rinascimento in Italia, la Spagna delle varie epoche, celebri e atroci. Qui popoli e razze per secoli hanno continuato a mescolarsi, fondersi e contrapporsi gli uni agli altri, come forse in nessun’altra regione di questo pianeta. Si esagera evidenziando le loro convergenze e somiglianze, e trascurando invece i loro antagonismi e le differenze. Il Mediterraneo non è solo storia.» TI AT Predrag MATVEJEVIĆ, Breviario mediterraneo, Garzanti, Milano 1991 «Nell’immaginario comune dei nostri tempi il Mediterraneo non evoca uno spazio offerto alla libera circolazione di uomini e merci, ma prende, piuttosto, il sopravvento una certa resistenza ad aprirsi verso l’esterno. Sembrano lontani i tempi in cui il cinema d’autore riusciva a metterci in sintonia con le lotte per la decolonizzazione del mondo islamico. Le defaillances della politica e le minacce più o meno reali al fondamentalismo religioso fanno crescere la diffidenza verso la richiesta di integrazione avanzata da chi viene a lavorare dalla riva sud del Mediterraneo. Spianate dal crescente flusso di merci che le attraversano ininterrottamente, le vie del mare possono celebrare i fasti del turismo di massa, ma non riescono a rendere più agevole e diretta la comunicazione di esperienze, di culture, di idee tra noi e gli altri abitanti dello stesso mare. Il Mediterraneo dei nuovi traffici per l’Oriente presenta una sua sfuggente ambiguità: è lo stesso mare attraversato dai malmessi trabiccoli destinati ad affondare nel canale di Sicilia. Un mare che, anziché unire, erige nuove barriere tra le nostra e le altre sponde. Pag. 5/6 Sessione ordinaria 2015 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Forse è questa l’inquietudine che percepiamo nello scrutare gli orizzonti marini dei nostri giorni. Il sospetto che la fulgida rappresentazione dell’Italia al mare, disegnata dall’ostinata determinazione delle sue élites modernizzanti, non sia riuscita a eliminare del tutto il retaggio delle separazioni e delle paure che ci avevano allontanato dalle coste del nostro paese, ma anche che la difficoltà di “tenere” politicamente il largo non sia mai stata superata.» Paolo FRASCANI, Il mare, Il Mulino, Bologna 2008 A PI O C «I popoli del Maghreb sono stati i protagonisti degli avvenimenti storici del 2011. Più che in qualsiasi altra regione del mondo arabo, i paesi del Maghreb hanno intrapreso un lungo processo di cambiamenti e di riforme. L’esito positivo di questi processi di democratizzazione e di modernizzazione ha un’importanza capitale per l’Unione europea. Il Maghreb è una regione con grandissime potenzialità di sviluppo. Situato tra l’Africa subsahariana e l’Unione europea, da un lato, e ai confini del Mediterraneo orientale, dall’altro, ha il vantaggio di avere accessi sia sulle coste dell’Atlantico che su quelle del Mediterraneo e la possibilità di ospitare rotte di trasporti terrestri. Esso beneficia inoltre di notevoli risorse umane e naturali, nonché di legami culturali e linguistici comuni. Nonostante ciò, il Maghreb rimane una delle regioni meno integrate al mondo, con la conseguenza che le sue potenzialità di sviluppo sono rimaste spesso inespresse. [...] Dei vantaggi di una maggiore integrazione nel Maghreb non beneficerebbero soltanto i cittadini dei cinque paesi interessati, ma anche gli abitanti dei paesi vicini, compresi quelli dell’Unione europea. Per l’UE, lo sviluppo di una zona di stabilità e prosperità fondata sulla responsabilità democratica e lo Stato di diritto nel Maghreb è un obiettivo essenziale delle nostre relazioni bilaterali e per realizzare tale sviluppo un approccio regionale è imprescindibile. Entrambe le sponde del Mediterraneo hanno tutto da guadagnare da una situazione di maggiore stabilità, di maggiore integrazione dei mercati, di più stretti contatti interpersonali e di scambi intellettuali, economici e culturali più approfonditi.» AG E M R V FO S N O O DG C Sostenere il rafforzamento della cooperazione e dell’integrazione regionale nel Maghreb: Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia. Comunicazione congiunta della Commissione Europea e dell’Alto Rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza - 17 dicembre 2012 LI 4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO ARGOMENTO: Lo sviluppo scientifico e tecnologico dell’elettronica e dell’informatica ha trasformato il mondo della comunicazione, che oggi è dominato dalla connettività. Questi rapidi e profondi mutamenti offrono vaste opportunità ma suscitano anche riflessioni critiche. TI AT DOCUMENTI «Con il telefonino è defunta una frase come “pronto, casa Heidegger, posso parlare con Martin?”. No, il messaggio raggiunge – tranne spiacevoli incidenti – lui, proprio lui; e lui, d’altra parte, può essere da qualunque parte. Abituati come siamo a trovare qualcuno, non riuscirci risulta particolarmente ansiogeno. La frase più minacciosa di tutte è “la persona chiamata non è al momento disponibile”. Reciprocamente, l’isolamento ontologico inizia nel momento in cui scopriamo che “non c’è campo” e incominciamo a cercarlo affannosamente. Ci sentiamo soli, ma fino a non molti anni fa era sempre così, perché eravamo sempre senza campo, e non è solo questione di parlare.» Maurizio FERRARIS, Dove sei? Ontologia del telefonino, Bompiani, Milano 2005 «La nostra è una società altamente “permeabile”, oltre che “liquida”, per usare la nota categoria introdotta da Bauman. Permeabile perché l’uso (e talvolta l’abuso) dei nuovi strumenti di comunicazione travalica i confini delle sfere di vita, li penetra rendendoli più labili. È sufficiente osservare alcuni modi di agire quotidiani per rendersi conto di quanto sia sempre più difficile separare i momenti e gli ambiti della vita. L’uso del cellulare anche quando si è a tavola con ospiti o in famiglia. Conversare ad alta voce al telefono quando si è in luoghi pubblici, sul treno o in metropolitana. Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce), anche se si è alla guida. L’elenco potrebbe continuare e con episodi più o meno sgradevoli che giungono alla maleducazione. Così, la sfera del lavoro si confonde con quella della vita familiare, perché possiamo essere reperibili da mail e messaggi anche nei weekend o durante le ferie. L’ambito lavorativo, a sua volta, si può confondere con quello delle relazioni personali grazie ai social network. Tutto ciò indica come gli spazi della nostra vita siano permeati dalla dimensione della comunicazione e dall’utilizzo delle nuove tecnologie.» Daniele MARINI, Con smartphone e social è amore (ma dopo i 60 anni), “La Stampa” del 9/2/2015 Pag. 6/6 Sessione ordinaria 2015 Prima prova scritta Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO Il documento che segue costituisce un testamento spirituale scritto da un ufficiale dell’esercito regio che dopo l’otto settembre del 1943 partecipò attivamente alla Resistenza e per questo venne condannato a morte. Nel documento si insiste in particolare sulla continuità tra gli ideali risorgimentali e patriottici e la scelta di schierarsi contro l’occupazione nazi-fascista. Illustra le fasi salienti della Resistenza e, anche a partire dai contenuti del documento proposto, il significato morale e civile di questo episodio. O C “Le nuove generazioni dovranno provare per l’Italia il sentimento che i nostri grandi del risorgimento avrebbero voluto rimanesse a noi ignoto nell’avvenire: «il sentimento dell’amore doloroso, appassionato e geloso con cui si ama una patria caduta e schiava, che oramai più non esiste fuorché nel culto segreto del cuore e in un'invincibile speranza». A questo ci ha portato la situazione presente della guerra disastrosa. A PI Si ridesta così il sogno avveratosi ed ora svanito: ci auguriamo di veder l’Italia potente senza minaccia, ricca senza corruttela, primeggiante, come già prima, nelle scienze e nelle arti, in ogni operosità civile, sicura e feconda di ogni bene nella sua vita nazionale rinnovellata. Iddio voglia che questo sogno si avveri.” (trascrizione diplomatica tratta da http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=528) AG E M R V FO S N O O DG C LI Dardano Fenulli. Nacque a Reggio Emilia il 3 agosto 1889. Durante la Grande Guerra, nel corso della quale meritò due encomi solenni, combatté sulla Cima Bocche e sul Col Briccon. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, promosso colonnello, prese parte alle operazioni in Jugoslavia. Promosso generale di brigata nell’aprile 1943, fu nominato vicecomandante della divisione corazzata “Ariete”. In questo ruolo prese parte ai combattimenti intorno a Roma nei giorni immediatamente successivi all’otto settembre 1943. Passato in clandestinità, iniziò una intensa attività per la creazione di una rete segreta di raccolta, informazioni e coordinamento dei militari sbandati ma ancora fedeli alla monarchia. Nel febbraio del 1944 venne arrestato dalle SS e imprigionato nelle carceri di via Tasso a Roma. Il 24 marzo 1944 fu fucilato alle Fosse Ardeatine. (adattato da http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=528) TI AT TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE “«Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne», dissi. «Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.» […] La pace in ogni casa, in ogni strada, in ogni villaggio, in ogni nazione – questo è il mio sogno. L’istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. Sedermi a scuola e leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto.” Malala Yousafzai, Christina Lamb, Io sono Malala, Garzanti, Milano 2014 Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace 2014, è la ragazza pakistana che ha rischiato di perdere la vita per aver rivendicato il diritto all’educazione anche per le bambine. Il candidato rifletta criticamente sulla citazione estrapolata dal libro di Malala Yousafzai ed esprima le sue opinioni in merito, partendo dal presupposto che il diritto all’educazione è sancito da molti documenti internazionali, come la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata anche dall’Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991. ___________________________ Durata massima della prova: 6 ore. È consentito l’uso del dizionario italiano. È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema. Allegato C - Testo proposto nella simulazione della seconda prova degli Esami di Stato effettuata il 21 aprile 2016 64 Pag. 1/3 Simulazione Seconda Prova A.S. 2015/16 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca M876 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Indirizzo: IPIA - IP09 MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA IPM9 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA CURVATURA MECCANICA Tema di: TECNOLOGIE E TECNICHE DI INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE DI IMPIANTI Il candidato svolga la prima parte della prova e risponda a due tra i quesiti proposti nella seconda parte. PRIMA PARTE Occorre dimensionare, in regime estivo, una centrale di trattamento aria di un impianto di condizionamento a tutta aria di tipo convenzionale, di un piano uffici costituito da un unico ambiente situato in una località del centro Italia. L’affollamento previsto è di 120 persone sedute in lavoro moderato. Il carico termico sensibile per differenza di temperatura e per irraggiamento sia di 22000 W. Gli apporti di calore sensibile all’ambiente per illuminazione e macchine sia di 12000 W. Il candidato, assunto con motivato criterio ogni dato ritenuto necessario, determini, in maniera analitica e grafica: - le condizioni termoigrometriche dell’aria di immissione; - la portata di aria di immissione; - la portata dell’aria esterna e di ricircolo; - la potenzialità delle batterie di raffreddamento e postriscaldamento. Il candidato inoltre, utilizzando il diagramma psicrometrico allegato, tracci le linee di trasformazione dell’aria nell’unità di trattamento. *MTFOTPSFEJUFNQFSBUVSBDPMMFHBUPBMQBOOFMMPEJDPOUSPMMPEFMTJTUFNBIBVOBTFOTJCJMJUËEJ<N7 ¡$>FGPSOJTDFJODPSSJTQPOEFO[BEJVOWBMPSFUFNQFSBUVSBEJ¡$VOBUFOTJPOFEJVTDJUBEJ7*M TFHOBMFJOVTDJUBBMUSBTEVUUPSFEFWFFTTFSFDPOEJ[JPOBUPQFSFTTFSFBEBUUBUPBMMhJOHSFTTPEFM DPOWFSUJUPSF"%JNQJFHBUPDIFBDDFUUBUFOTJPOJDPNQSFTFUSBF7%PQPBWFSFGGFUUVBUPF NPUJWBUPMFPQQPSUVOFJQPUFTJBHHJVOUJWFBMDBOEJEBUPTJSJDIJFEFEJ SBQQSFTFOUBSFMPTDIFNBBCMPDDIJEFMMBDBUFOBEJBDRVJTJ[JPOFNFNPSJ[[B[JPOFFWJTVBMJ[[B[JPOF EFMMBUFNQFSBUVSBTVEJTQMBZJQPUJ[[BOEPMBQSFTFO[BBODIFEJVOUSBTEVUUPSFEJVNJEJUË JOEJWJEVBSFEJNFOTJPOBSFFSBQQSFTFOUBSFJMDJSDVJUPEJDPOEJ[JPOBNFOUPEFMTFHOBMFJOVTDJUBEBM USBTEVUUPSF EFUFSNJOBSFMBSJTPMV[JPOFEFMDPOWFSUJUPSF"%BEFHVBUBBEPUUFOFSFTVMMBNJTVSBEFMMB UFNQFSBUVSBVOBSJTPMV[JPOFBMNFOPQBSJB¡$ *MDBOEJEBUPJOGJOFQBTTJCSFWFNFOUFJOSBTTFHOBJEJWFSTJUJQJEJTFOTPSJEJUFNQFSBUVSBDIF DPOPTDFJOEJDBOEPRVBMFSJUJFOFQJáBEFHVBUPBMMBQSFTFOUFBQQMJDB[JPOF Pag. 2/3 Simulazione Seconda Prova A.S. 2015/16 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Pag. 3/3 Simulazione Seconda Prova A.S. 2015/16 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca M876 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Indirizzo: IPIA - IP09 MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA IPM9 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA CURVATURA MECCANICA Tema di: TECNOLOGIE E TECNICHE DI INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE DI IMPIANTI SECONDA PARTE Dovranno essere sviluppati due dei seguenti quesiti, tenendo in considerazione anche le esperienze, qualora effettuate, di alternanza scuola-lavoro. 1. In relazione al dimensionamento precedentemente svolto, si disegni lo schema dell’unità di trattamento aria, con la relativa regolazione rispetto al carico, giustificando la scelta. 2. Ciclo frigorifero reale in una macchina reale: analisi delle trasformazioni, vantaggi e scopi del surriscaldamento e del sottoraffreddamento. 3. Scopi della climatizzazione estiva ed invernale. Criteri di determinazione delle condizioni del punto di immissione in un impianto a tutta aria sia nel caso estivo che invernale. 4. Regolazione degli impianti di climatizzazione: regolazione proporzionale. ___________________________ Durata massima della prova: 6 ore. È consentito l’uso di manuali tecnici e di calcolatrici non programmabili. È consentito l’uso del dizionario della lingua italiana. È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema. Allegato D - Testo proposto nella simulazione della seconda prova degli Esami di Stato effettuata il 13 maggio 2016 68 IPSIA “Via Valle Epiconia” – Zagarolo (RM) IPM9 - Manutenzione e Assistenza Tecnica (Curvatura Meccanica) Simulazione della SECONDA PROVA SCRITTA dell’Esame di stato 2016 A.S. 2015/16 Disciplina: Tecnologie e Tecniche di Installazione e Manutenzione Classe V A Un oleodotto ad asse orizzontale, lungo complessivamente 25 km, deve convogliare 180000 kg/h di nafta ( = 920 kg/m3) con velocità non superiore ad 1 m/s. Lungo l’oleodotto sono disposti ad intervalli regolari, delle stazioni di pompaggio ove sono installate delle pompe centrifughe, tutte uguali, le cui curve caratteristiche sono riportate in figura. Tenendo presente che le pompe devono funzionare nelle condizioni di massimo rendimento e che ciascuna stazione comporta una perdita di carico concentrata di 0,8 m dovuta alla valvola di intercettazione, si determini: 1. il numero delle stazioni di pompaggio; 2. il numero di pompe di ciascuna stazione; 3. la potenza complessivamente assorbita; 4. la forma della girante. DOMANDE APERTE Il candidato risponda, a propria scelta, a tre delle seguenti domande aperte. Fatte le ipotesi che ritiene più opportune, rispondere alle domande riferite all’esercizio precedente. 1) Descrivere i principali componenti che costituiscono l’impianto. 2) Formulare un elenco delle possibili e probabili guasti di una turbina idraulica. 3) Pianificare come intendi risolvere le problematiche ipotizzate precedentemente. Rispondere agli argomenti sull’installazione e sulla manutenzione di impianti. 4) Una ditta di manutenzione ha in gestione la manutenzione ordinaria di un gruppo termico alimentato a gas metano a servizio degli uffici operanti dalle ore 8 alle ore 17. Indicare le misure di prevenzione e protezione e la tipologia del DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), necessari per effettuare gli interventi in sicurezza dell’impianto termico. 5) Un manutentore è chiamato per la sostituzione di una pompa di ricircolo a servizio di un impianto di riscaldamento. In funzione delle scelte effettuate per la manutenzione, analizzare la tipologia dei possibili rischi valutandone la probabilità ed il danno per ciascun pericolo individuato. 6) Descrivere le politiche di manutenzione e le tipologie di manutenzione secondo le norme UNI. Allegato E - Testo proposto nella simulazione della terza prova degli Esami di Stato effettuata il 27 aprile 2016 70 I.I.S. “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” – Zagarolo Anno scolastico 2015/16 IPIA “Via Valle Epiconia” Indirizzo Manutenzione ed Assistenza Tecnica Classe 5° A Simulazione Terza Prova Prima Verifica data: 27/04/2016 Tempo previsto per la Simulazione della terza prova: 90 minuti. ALLIEVO: Cognome ………………………………........… Nome ……...........………..……………… Materie coinvolte: Lingua inglese Matematica Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni Tecnologie meccaniche ed applicazioni MATERIA: Lingua inglese ALLIEVO: ____________________________ Il candidato risponda alle seguenti domande chiuse (è valida una ed una sola risposta): 1. In a four stroke engine, the exhaust valve is a) The electrical part of a vehicle’s engine that makes it start working b) The part of an engine that moves up and down c) The part of a pipe that expels the residue of the combustion d) The electrical part of a vehicle’s engine that makes it start working 2. The right cycle of operation in a four-stroke petrol engine is a) Air intake, exhaust, combustion, compression b) Air intake, combustion, compression, exhaust c) Ignition, air intake, combustion, exhaust d) Air intake, compression, combustion, exhaust 3. What device detonates the air-fuel mixture? a) Distributor b) Spark plug c) Plug wires d) Battery 4. The purpose of the mechanical handbrake is a) To start the car b) To help rear brakes to stop the car c) To act as an emergency brake if the car’s brakes fail d) To act as a parking brake Il candidato risponda alle seguenti domande aperte (è consentito un massimo di 5 righe): 5. What is the basic difference between a diesel engine and a petrol engine? ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… 6. Describe the atmosphere of Coketown in Dickens’Hard Times ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… MATERIA: Matematica 1) 2) ALLIEVO: ____________________________ Quale tra le seguenti funzioni non è algebrica razionale intera? y x2 5x y x2 5x x2 5x y 3 y x2 5x Quali tra i seguenti è il dominio della funzione x 6 y 2 x 2x 3 D : x R 3 x 1 D : x R x 3 x 1 D : x R x 3 x 1 3) 3x è: x2 x 4 Il valore del lim 6 2 non si può calcolare 4) D : x R x 3 x 1 0 2x 4 è: x x 2 16 Il valore del lim 0 2 -1/4 5) Determinare le equazioni degli asintoti della funzione y 6) Determinare il valore del lim x2 5x 6 x 3 x2 9 3x 1 x 1 MATERIA: Tecnologie Elettrico–Elettroniche e Applicazioni ALLIEVO: ____________________________ 1. Un trasduttore di pressione è in grado di rilevare pressioni comprese tra 0 e 200 bar, variando la sua uscita tra 0 e 10 V. Allora la sua sensibilità vale: a) 50 mV/bar b) 20 V/bar c) 20 bar/V d) 2000 bar/mV 2. La scheda Arduino possiede: a) uscite sia analogiche che digitali b) solo ingressi analogici c) solo ingressi digitali d) ingressi sia analogici che digitali 3. Il blocco dei muscoli (in stato di contrazione) causato dal passaggio della corrente elettrica si chiama a) fibrillazione b) soglia di percezione c) tetanizzazione d) shock muscolare 4. In un trasduttore, la più piccola variazione dell'ingresso che provoca una variazione dell'uscita si chiama a) sensibilità b) tempo di transizione c) risoluzione d) campo di lavoro Il candidato risponda alle seguenti domande aperte (è consentito un massimo di 5 righe): 5. Spiega che cos'è il grafico qui a fianco e che cosa rappresenta, in particolare, la zona 2. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… 6. Spiega il principio di funzionamento della termocoppia. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… …………………………………………………………………………………………........................... MATERIA: Tecnologie Meccaniche ed Applicazioni ALLIEVO: ____________________________ Il candidato risponda alle seguenti domande chiuse (è valida una ed una sola risposta): 1) 2) 3) 4) La velocità di taglio VT si misura in: a. mm giro b. m min c. m s d. mm. Il carico unitario di rottura è: a. il carico massimo sopportato dal materiale b. il carico minimo sopportato dal materiale c. il carico che prova un cedimento improvviso del materiale d. il carico applicato al momento della rottura del materiale. Nella prova di trazione la deformazione ε si misura in: a. N mm 2 b. N c. mm d. non ha unità di misura. Nella tornitura cilindrica il moto di avanzamento è: a. orizzontale b. verticale c. parallelo all’asse del mandrino d. ortogonale all’asse del mandrino. Il candidato risponda alle seguenti domande aperte (è consentito un massimo di 5 righe): 5) Spiegare in che cosa consiste la prova di trazione. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… …………………………………………………………………………………………........................... 6) Descrivere un cartellino di lavorazione, spiegando le parti che lo compongono. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… …………………………………………………………………………………………........................... Allegato F - Testo proposto nella simulazione della terza prova degli Esami di Stato effettuata il 26 maggio 2016 79 I.I.S. “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” – Zagarolo Anno scolastico 2015/16 IPIA “Via Valle Epiconia” Indirizzo Manutenzione ed Assistenza Tecnica Classe 5 A Simulazione Terza Prova Prima Verifica data: 26/05/2016 Tempo previsto per la Simulazione della terza prova: 90 minuti. ALLIEVO: Cognome ………………………………........… Nome ……...........………..……………… Materie coinvolte: Lingua inglese Matematica Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni Tecnologie meccaniche ed applicazioni MATERIA: Lingua inglese ALLIEVO: ____________________________ Il candidato risponda alle seguenti domande chiuse (è valida una ed una sola risposta): 1. The car engine produces power to a) Change gears b) Move the car c) Steer the wheels d) Burn fuels 2. A piston is a) A part of a tube that opens and shuts b) An electrical part that makes the engine start working c) A part of the engine that moves up and down d) A part of the chassis 3. Fuel injectors are a) Valves through which a fluid is drawn into the engine b) Devices for removing air from an enclosed space c) Pumps that deliver fuel into the cylinder at the appropriate part of the cycle d) Devices for adding air to an enclosed space 4. Electric vehicles a) Have the same capacity per charge as conventional vehicles b) Have a limited capacity per charge c) Have more capacity per charge than conventional vehicles d) Can fuel up only at a petrol station Il candidato risponda alle seguenti domande aperte (è consentito un massimo di 5 righe): 5. What is a hybrid car? ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… 6. Explain what air bags are ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… MATERIA: Matematica 1) ALLIEVO: ____________________________ Quale tra le seguenti funzioni ammette il seguente dominio D R \ 1 y 2) 2x 5 x2 1 Quale tra le seguenti funzioni ammette come asintoto orizzontale y 2 5 2x y 1 x 2x 5 y 1 x 3) 5 x 2 x2 è: x x3 5 2x2 y 1 x 2x2 4 x y x 2 x3 Il valore del lim 5 2 4) 2x 5 x2 1 2x 5 y x 1 y y x1 ∞ 0 Il grafico di una funzione dispari è: simmetrico rispetto all’asse delle ascisse simmetrico rispetto all’asse delle ordinate simmetrico rispetto all’origine non presenta simmetrie 5) Determinare gli eventuali punti di intersezione con gli assi cartesiani della funzione y 6) Determinare le equazioni degli eventuali asintoti della funzione y x 1 x2 4 x1 x2 4 MATERIA: Tecnologie Elettrico–Elettroniche e Applicazioni ALLIEVO: ____________________________ 1. Una termoresistenza aumenta la sua resistenza all'aumentare della temperatura. Per questo viene detta trasduttore a) PTC b) CBT c) NTC d) FTCC 2. Per accendere una lampada da tre punti occorrono a) due interruttori e un deviatore b) due deviatori e un invertitore c) un invertitore, un deviatore e un interruttore d) tre interruttori 3. Il primario di un trasformatore è costituito da 500 spire. Se si desidera che la tensione di uscita sia il doppio di quella di ingresso, occorre realizzare un avvolgimento secondario con a) 250 spire b) 500 spire c) 100 spire d) 1000 spire 4. In un trasduttore, la più piccola variazione dell'ingresso che provoca una variazione dell'uscita si chiama a) sensibilità b) tempo di transizione c) risoluzione d) campo di lavoro Il candidato risponda alle seguenti domande aperte (è consentito un massimo di 5 righe): 5. Disegna la struttura di un trasformatore, spiega il suo principio di funzionamento e scrivi il rapporto di trasformazione (ossia la relazione che le tensioni di ingresso e di uscita): ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… 6. Fornisci la definizione di macchina elettrica, elenca le tipologie di perdite in essa presenti e scrivi la definizione di rendimento. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… …………………………………………………………………………………………........................... MATERIA: Tecnologie Meccaniche ed Applicazioni ALLIEVO: ____________________________ Il candidato risponda alle seguenti domande chiuse (è valida una ed una sola risposta): 1) 2) Quale delle seguenti prove è non distruttiva: a. liquidi penetranti b. prova di trazione c. prova Brinnell d. prova di resilienza Quando si progetta un pezzo meccanico, si deve fare in modo tale che la tensione normale ammissibile σamm rimanga: 3) 4) a. nella zona elastica b. nella zona elasto–plastica c. nella zona di snervamento d. nella zona plastica Le macchine a controllo numerico CNC usano: a. coordinate cartesiane b. coordinate polari c. entrambe le precedenti d. nessuna delle precedenti Nei programmi delle macchine CNC la funzione preparatoria si indica con la lettera: a. A b. F c. G d. P Il candidato risponda alle seguenti domande aperte (è consentito un massimo di 5 righe): 5) Descrivere il foglio analisi fase, indicando quali dati vanno inclusi. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… …………………………………………………………………………………………........................... 6) Spiegare cosa sono le macchine a controllo numerico CNC e definire le differenze rispetto a quelle tradizionali. ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… ……...……………………………………………………………………………………...........................……………… …………………………………………………………………………………………...........................