Dermatologia - Virbac Italia

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Dermatologia - Virbac Italia
I.R.
virbacnews
N° 2
Speciale dermatologia - giugno 2013
www.virbac.it
Da 25 anni amici
per la pelle
Sommario
Editoriale
Venticinque anni al servizio della dermatologia veterinaria...................................................................................................................... 3
Flavio Zanellato
Allerdem® spot-on
Rinforzare la barriera cutanea ............................................................................................................................................................................ 4-5
Nicoletta Rizzi
La dermatite atopica canina
Una delle più frequenti patologie dermatologiche del cane ............................................................................................................ 6-9
Massimo Beccati
Cortavance®
Idrocortisone aceponato (HCA) spray, un dermocorticoide di nuova generazione ................................................. 10-11
Stefania Rotondi
Le Glicotecnologie 1
Un nuovo approccio alla terapia topica ................................................................................................................................................ 12-14
Anna Rondolotti
Le Glicotecnologie 2
Studi sull’attività antiadesiva e immunomodulatoria ...................................................................................................................... 15-16
Nicoletta Rizzi
Otiti e allergia
Quando l’otite non è solo correlata a una malattia loco regionale ...................................................................................... 17-21
Luisa Cornegliani
EasOtic®
Un innovativo approccio terapeutico per il trattamento dell’otite esterna del cane ........................................................... 22
Stefania Rotondi
Dermatologia nella pratica clinica
Scienza, comunicazione e business .................................................................................................................................................................... 23
Marco Maggi
Soluzioni innovative
Virbac da sempre al fianco del veterinario nella sua quotidiana attività ...................................................................................... 24
Alessandra Tranquilli
virbacnews
2
Pubblicazione a carattere non periodico
della Società Virbac e pertanto
non soggetta a registrazione ai sensi
degli Artt. 2 e 16 Legge n. 47/1948.
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
Tipografia
A.G.F. Italia
Peschiera Borromeo (Mi)
Editoriale
■ Virbac
Venticinque anni al servizio della dermatologia veterinaria
Flavio Zanellato DMV
Amministratore Delegato
Virbac Italia
ono ormai 25 anni che Virbac è
presente con prodotti, servizi e
soluzioni innovative nell’ambito
della dermatologia veterinaria.
La dermatologia rappresenta a livello
mondiale uno dei primi motivi di intervento in campo veterinario in termini di
visite, prestazioni diagnostiche e terapeutiche sull’animale.
Rappresenta inoltre un importante motivo
di fidelizzazione nel rapporto professionale
e di comunicazione con il cliente stesso
proprio in considerazione dell’evoluzione
delle conoscenze delle varie patologie
che si presentano in questo ambito.
Virbac è orgogliosa di contribuire ad apportare da sempre soluzioni nuove in
S
questo campo, la prima con una gamma
completa di prodotti per la dermatologia
per migliorare le conoscenze, i servizi e
le performances del medico veterinario
in termini professionali
Non solo prodotti topici innovativi come
Allermyl, Pyoderm e Sebolytic, con nuove
e innovative formulazioni come gli spherulites
e le glicotecnologie che permettono di
esaltare l’efficacia dei prodotti stessi, ma
anche farmaci da prescrizione come Cortavance ed Easotic a base di idrocortisone
aceponato: corticosteroide ad uso topico
che permette di annullare gli effetti negativi
secondari legati all’uso dei corticosteroidi.
Per essere sempre più vicini ai veterinari
nell’espletamento della professione, Virbac
mette a loro disposizione nuovi strumenti
di comunicazione e di educazione per il
proprietario come VCC (Viso Care Consult) e l’applicazione Virbac-derm Diag
per iPhone e iPad, per permettere ai
professionisti di operare in modo sempre
più al passo coi tempi.
Non solo prodotti e soluzioni, diagnostiche
e terapeutiche, ma anche proposte formative per supportare il medico veterinario nella sua preparazione, nel suo servizio al cliente e nelle sue scelte strategiche
dal punto di vista professionale.
Questo è Virbac, da sempre leader mondiale in questo ambito.
Lieto di celebrare con voi questo 25°
anniversario, auguro buona lettura.
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
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Animali da compagnia
Dermatologia
■ Allerderm® spot-on
Rinforzare la barriera cutanea
“Allerderm spot-on rappresenta un innovativo approccio topico in Medicina veterina
composizione si avvicina a quella dei lipidi intercellulari dello strato corneo. Essa è c
Nicoletta Rizzi, DMV
Technical Service
Virbac Italia
oiché l’alterazione della barriera cutanea è alla base della patogenesi
di molte dermatosi, e rappresenta
l’origine stessa della dermatite atopica, secondo la teoria “outside-inside”, un approccio che favorisca il rinforzo della
barriera cutanea stessa sembra particolarmente interessante nella gestione del cane
“allergico” in senso lato.
P
Deficit della barriera cutanea
Allerderm® spot-on rappresenta un approccio topico innovativo in Medicina veterinaria, elaborato allo scopo di rimediare ai
deficit della barriera cutanea nel cane o nel
gatto. L’obiettivo a medio termine è quello
di ridurre la progressione delle dermatosi
allergiche, che sono malattie croniche per
definizione, rompendo il circolo vizioso prodotto o mantenuto dalle alterazioni della
barriera epidermica. L’impiego di agenti idratanti (che mirano a ristabilire la funzione
della barriera epidermica riducendo la perdita
di acqua transepidermica e migliorando
l’idratazione dello strato corneo) in associazione con un trattamento antinfiammatorio,
viene raccomandato da molto tempo nella
gestione delle dermatiti allergiche.
Anomalie biochimiche
Gli agenti idratanti occlusivi tradizionali
(come la vaselina), formando un film sulla
superficie cutanea, si comportano come
delle barriere artificiali che ostacolano la
perdita idrica. Gli umettanti (come l’urea, il
glicole propilenico, la glicerina o l’acido
lattico) sono sostanze igroscopiche che
captano l’acqua nell’epidermide. Tuttavia,
nessuno di questi agenti corregge le anomalie biochimiche sottostanti dei lipidi dello
strato corneo. In diversi modelli animali e
umani, è stato dimostrato che una miscela
di tre lipidi: ceramidi, colesterolo e acidi
4
a quelli della cute
(struttura a cristalli liquidi). L’eccipiente è
stato sviluppato specialmente per preservare la struttura cristallina liquida.
Quando viene applicato localmente, il
complesso di lipidi cutanei penetra nello
strato corneo per essere incorporato negli
strati cellulari anucleati
dell’epidermide e aumentare la loro capacità di sintesi lipidica.
Allerderm® spot-on rappresenta una strategia innovativa per il ripristino della Molti studi pubblicati,
barriera epidermica.
sperimentali e clinici,
confermano la modagrassi liberi, presenti naturalmente nello lità d’azione e l’attività di questo prodotto.
strato corneo, è estremamente efficace
per ripristinare la barriera epidermica, Studio sperimentale nel cane
mentre le formulazioni lipidiche squilibrate, atopico
contenenti solo uno o due ingredienti, lo Uno studio mediante microscopia elettronica
sono meno e anzi rischiano di rivelarsi dopo post-fissazione con tetrossido di rutenio è stato effettuato per valutare quandannose.
titativamente l’impatto dell’applicazione topica del complesso di lipidi cutanei sui
Tre lipidi
Allerderm® spot-on (complesso di lipidi deficit strutturali in lipidi della cute di cani
cutanei) è costituito da una nanoemulsione atopici.
biomimetica di lipidi, la cui composizione si Dieci cani sono stati inclusi nello studio.
avvicina a quella dei lipidi intercellulari dello - gruppo trattato: cinque cani con dermatite
atopica (DAC) diagnosticata in base a
strato corneo.
Essa comprende tre tipi di lipidi presenti criteri clinici;
nella barriera epidermica:
- gruppo controllo: cinque cani sani.
- ceramidi (ceramide 1, ceramide 2, ceramide Tutti i cani del gruppo trattato hanno
6 II);
ricevuto applicazioni topiche di complesso
lipidico una volta ogni tre giorni, per 15
- colesterolo,
- acidi grassi (poligliceril 4-laurato, dilauril giorni. Allerderm® spot-on è stato sommicitrato).
nistrato su una zona cutanea non sede di
Questi lipidi sono organizzati all’interno lesione da un lato del corpo soltanto (lato
dell’emulsione in strati multilamellari simili trattato), la zona simmetrica non sede di le-
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Dermatologia
Animali da compagnia
aria. La sua formula lipidica (complesso di lipidi cutanei) è una nanoemulsione biomimetica, la cui
concepita allo scopo di rimediare ai deficit della barriera cutanea nel cane e nel gatto”.
nelle regioni antibrachiale e ascelsione controlaterale è rimasta priva
lare.
di trattamento (lato controllo).
Questi studi clinici sull’uso clinico
I cani sani (non atopici) sono
di Allerderm® spot-on nel cane
stati utilizzati per ottenere dei
valori di riferimento.
atopico (modello di “polisensi24 ore dopo la fine del trattabilizzazione” agli allergeni ammento, sono state effettuate delle
bientali) permette di dedurre
biopsie mediante un punch da 6
un’attività clinica certa di questo
prodotto, quale soluzione adiumm sulle zone simmetriche tratvante nella gestione delle dertate e non trattate del torace lamatosi allergiche canine.
terale, dopo anestesia locale sottocutanea con xilocaina.
Allerderm® spot-on è disponibile in due presentazioni: cani di peso > 10 kg: 6
Il prodotto
L’esame al microscopio elettronico pipette da 4 ml; cani di piccola taglia e gatti, < 10 kg: 6 pipette da 2 ml.
Allerderm® spot-on, complesso
delle zone trattate e non trattate
di lipidi cutanei in emulsione, è disponibile
nei cani atopici mostra un netto migliora- quello dei controlli sani.
mento dell’ultrastruttura della cute non Allerderm® spot-on consente dunque di in pipette da 2 e 4 ml; ogni confezione
sede di lesione, dopo un’applicazione della colmare le lacune all’interno degli spazi in- contiene 6 pipette.
tercorneocitari nel cane atopico.
Le pipette da 2 ml sono destinate ai cani
preparazione lipidica.
Inoltre, uno studio clinico randomizzato, in di peso inferiore ai 10 kg e ai gatti, mentre
Colmare le lacune negli spazi
doppio cieco, controllato vs placebo con- le pipette da 4 ml ai cani di oltre 10 kg. Se
intercorneocitari
ferma l’attività di Allerderm® spot-on sui ne raccomanda l’applicazione sulle zone
Gli spazi intercorneocitari si riducono o segni clinici e la funzione di barriera cutanea sede di lesione o, in assenza di queste, in
sono quasi interamente occupati da lipidi nel cane atopico.
più punti lungo la linea del dorso, con una
lamellari. Molti corpi lamellari voluminosi
frequenza consigliata di una applicazione
vengono osservati nella parte apicale dei Conseguenze cliniche
alla settimana all’inizio (per circa 4 settimane),
In uno studio, 32 cani colpiti da DAC sono e poi di un’applicazione mensile, in assocheratinociti dello strato granuloso.
Negli spazi intercorneocitari profondi, dischi stati divisi in due gruppi:
ciazione con altri presidi terapeutici per la
di lamelle lipidiche brevi si fondono e si - gruppo trattato: 16 cani hanno ricevuto gestione del cane allergico (antinfiammatorio,
osservano membrane lamellari lipidiche Allerderm® spot-on tre volte alla settimana antinfettivo e dieta privativa).
ben organizzate negli strati superiori. La su zone ben definite (padiglioni auricolari, Allerderm® spot-on costituisce quindi una
valutazione quantitativa mostra una diffe- regione ascellare, inguinale e antibrachiale) strategia innovativa per il ripristino della
renza significativa (P≤ 0,05) dell’espressione per 4 settimane;
barriera epidermica; la sua attività clinica è
dei lipidi lamellari tra le zone trattate e le - gruppo controllo: 16 cani hanno ricevuto ora dimostrata nelle dermatopatie di origine
una soluzione di controllo, con la stessa allergica del cane.
zone controllo.
posologia.
Prima della prova e poi per tre volte, a 2 * TEWL: Trans-Epidermal Water Loss.
Risultati indiscutibili
** CADESI: Canine Atopic Dermatitis Extent and
Negli strati profondi dello strato corneo settimane di intervallo, sono state eseguite Severity
Index.
dei cani sani, i lipidi lamellari occupano una misurazione della perdita di acqua
l’89,5% ± 6.8 (media ± scarto tipo) dello transepidermica (TEWL*) e dell’indice CAspazio intercellulare totale. Questo valore DESI** (score di gravità ed estensione
Posologia
crolla a 31,8% ± 16.7 a livello delle zone delle lesioni atopiche canine).
TERAPIA
non trattate dei cani atopici.
Il CADESI totale medio è stato significatiCasi lievi
1 pipetta a settimana
Per contro, i lipidi lamellari rappresentano vamente ridotto (p<0,05) a partire da 4
Casi moderati
2/3 pipette a settimana
il 74% ± 10.9 dello spazio intercorneocitario settimane dall’inizio del trattamento nel
Casi gravi o acuti
1 pipetta al giorno
®
nelle zone trattate degli stessi cani, dopo gruppo che aveva ricevuto Allerderm
applicazione del complesso lipidico, questo spot-on. Anche la TEWL è stata significatiMANTENIMENTO 1 pipetta al mese
valore non è significativamente diverso da vamente ridotta all’interno di questo gruppo
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Animali da compagnia
Dermatologia
■ La dermatite atopica canina
Una delle più frequenti patologie dermatologiche del cane
Con tutta probabilità, la causa di DA è multifattoriale: attualmente si ipotizza ch
penetrazione degli allergeni ambientali.
Massimo Beccati DMV, PhD
Specializzato in medicina
dei piccoli animali con
indirizzo dermatologico
a dermatite atopica (DA) è una
delle più frequenti patologie dermatologiche della specie canina.
Recentemente, per definirla in modo sintetico ma focale, l’International Task Force
on Canine Atopic Dermatitis (ITFCAD)
l’ha descritta come una patologia infiammatoria pruriginosa, con predisposizione
genetica e manifestazioni cliniche peculiari, associata nella maggior parte dei casi
alla presenza di IgE specifiche indotte da
allergeni ambientali. A proposito della reperibilità delle IgE, è sicuramente stata dimostrata un’associazione tra anticorpi IgE
e allergeni ambientali ma nonostante ciò,
L
nel 10-20% dei cani sintomatici, seppur
presentino tutti i segni clinici tipici di dermatite atopica canina, non è dimostrabile
una presenza di IgE. Questi soggetti sono
dimessi con diagnosi di dermatite similatopica paragonabile alla forma intrinseca
dell’uomo.
La prevalenza della DA dipende molto
dalle aeree geografiche: per esempio negli
Stati Uniti è stimata dal 3,3% al 27%, mentre in Gran Bretagna si aggira attorno al
5%. Nell’uomo la prevalenza di DA è aumentata nel corso degli anni ed è stimata
tra il 10 e il 20%, soprattutto nelle persone che vivono in Paesi industrializzati.
Otite cronica e dermatite eritematosa, lichenificata facciale in uno Shitzu di 5 anni.
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La causa di questo fenomeno va ricercata
nel fatto che da un lato c’è meno esposizione a batteri e parassiti, dall’altro si attuano norme igieniche eccessive che
potrebbero alterare la normale funzionalità protettiva della barriera cutanea. Un
altro studio riporta come cani abituati a
vivere all’esterno, specialmente in ambienti rurali, oppure abituati a vivere con
altri cani sono meno predisposti a sviluppare la DA.
Patogenesi
La patogenesi a tutt’oggi non è completamente chiara. L’ipotesi tradizionale
sposa il concetto di ipersensibilità di tipo
I indotta da allergeni ambientali (pollini,
acari ecc), come causa scatenante. La teoria più recente sposta l’attenzione su
eventuali deficit della barriera cutanea a
monte della cascata di ipersensibilità. Con
tutta probabilità, la causa di DA è multifattoriale, infatti attualmente si ipotizza
che un’alterata barriera epidermica non
più impermeabile e di conseguenza protettiva, favorisca la penetrazione degli allergeni ambientali dal peso molecolare
che varia da 20 a 200 kDa. Nei pazienti
atopici la comprovata carenza di ceramidi
(lipidi intercellulari), così come la carenza/difetto della fillagrina, proteina deputata alla formazione dello strato
corneo sarebbero alla base dei difetti
della barriera protettiva epidermica. Successivamente, le molecole penetrate attraverso gli spazi intercellulari ”allargati”
vengo a contatto con le cellule immunitarie epidermiche (cellule di Langerhans)
dando inizio a un tortuoso processo immunitario che coinvolge cute e linfonodi
regionali.
A livello linfonodale, nei pazienti atopici
si osserva un’eccessiva risposta umorale
Dermatologia
(Th2) con produzione di immunoglobuline del tipo E (IgE) allergene specifiche,
che successivamente si legheranno ai mastociti e alle cellule di Langerhans. In un
secondo tempo, quando si perpetua l’ingresso degli allergeni, i mastociti del
derma, rivestiti da immunoglobuline E degranulano, rilasciando chemochine, citochine (IL4; IL13; IL31), istamina e proteasi.
L’interleuchina 31, secondo recenti studi,
è ritenuta uno dei mediatori del prurito.
C’è anche un afflusso di granulociti neutrofili ed eosinofili, questi ultimi incentivano il rilascio di proteine proinfiammatorie.
Piccoli traumi autoindotti (grattamento leccamento) e infezioni batteriche o da
Malassezia, inoltre, contribuiscono allo
stato di persistente infiammazione della
pelle.
Animali da compagnia
he un’alterata barriera epidermica non più impermeabile e di conseguenza protettiva, favorisca la
queste papule primarie sia più marcata
nei soggetti di giovane età quando incontrano gli allergeni per la prima volta e che
l’eritema invece diventa il segno clinico
più importante o per la continua esposizione o per il progredire della patologia.
Ecco perché la DA è una patologia dinamica in quanto cambia gli aspetti clinici
nel corso della vita del soggetto. È importante sottolineare che cani che presentano DA sono più predisposti a
sviluppare sia altre tipologie di allergie,
come per esempio quelle verso il cibo,
pulci o da contatto, sia infezioni secondarie. Infatti è molto comune osservare
nello stesso paziente la concomitante
presenza di diversi tipi di allergie e infezioni, che rendono l’approccio diagnostico prima e terapeutico dopo molto
complesso.
Segnalamento e segni clinici
L’età d’insorgenza è tra i 6 mesi e i 3 anni;
ci sono molti fattori che la possono influenzare, tra cui la razza e l’area geografica. Cani che vivono in zone dove i pollini
sono presenti tutto l’anno sviluppano un
maggior rischio di manifestare precocemente i segni clinici. Questi ultimi possono essere inizialmente stagionali, per
poi diventare persistenti. Circa l’80% dei
cani con segni clinici stagionali sono sintomatici in primavera ed estate, mentre
gli altri mostrano segni clinici nei mesi
freddi. Ci sono pochi studi che riportano
una predisposizione di razza, tuttavia
sembra che Beauceron, Boston terrier,
Boxer, Cairn terrier, Chinese Shar Pei,
Cocker spaniel, Dalmata, English bulldog,
English setter, Fox setter, Irish setter, Labrador retriever, Lhasa Apso, Pug, Scottish
terrier, West Highland white terrier e Yorkshire terrier siano le razze più inclini a
sviluppare tale patologia. Non è stata riportata alcuna predisposizione di sesso.
Le lesioni più tipiche si localizzano soprattutto a livello delle aree glabre del corpo,
in particolar modo ascelle, area inguinale,
Diagnosi
Pastore tedesco sofferente di dermatite atopica con
grave dermatite iperpigmentata e lichenificata indotta
da Malassezia.
area interdigitale. Altre aree che vengono
colpite sono rappresentate dalle labbra,
dall’area perioculare e dal padiglione auricolare interno. Alcuni soggetti possono
mostrare prurito nonostante non ci siano
segni clinici evidenti o eritema. Per la
maggior parte i segni clinici sono dovuti
principalmente all’autotraumatismo e/o a
infezioni secondarie. Infatti le piccole papule eritematose sono considerate la lesione primaria in corso di DA, ma il
veterinario se consultato nel tempo, osserverà soprattutto le conseguenze dell’infiammazione e del prurito, cioè
escoriazioni, alopecia autoindotta, segni di
infezione batterica secondaria (papule,
pustole, croste, erosioni); e ancora iperplasia dell’epidermide, iperpigmentazione,
lichenificazione. Sembra che l’eruzione di
La diagnosi è basata sul segnalamento del
paziente, sui segni clinici e sulla storia clinica della patologia, ma non su esami di
laboratorio. Al fine di diagnosticare correttamente la DA è fondamentale escludere tutti gli altri segni clinici di altre
patologie che potrebbero mimare il comportamento clinico pruriginoso della DA:
è il caso di infezioni parassitarie, (rogna
sarcoptica, Cheyletiella, demodicosi) oppure infezioni da Staphylococcus o da
Malassezia. Solitamente i soggetti hanno
una storia clinica di prurito associato o
meno a infezioni ricorrenti della cute o
dei condotti auricolari.
Anamnesi di lacrimazione o congestione
oculare oppure rinorrea possono essere
indicative di congiuntiviti e riniti atopiche
ma vengono considerati elementi aggiuntivi e non diagnostici. I sintomi possono
essere stagionali e non e dipendono dai
tipi di allergeni presenti nell’ambiente.
Per quanto riguarda la distribuzione delle
lesioni, si può affermare che sia variabile
e che dipenda dalla cronicità della pato-
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Animali da compagnia
Dermatologia
logia e dagli allergeni coinvolti. Sicuramente le aree più colpite sono la faccia,
la superficie concava auricolare, l’area
ventrale del collo, le ascelle, l’addome, il
perineo la superficie ventrale della coda
e le facce mediali degli arti. L’otite esterna
è spesso osservata in caso di DA, così
come la pododermatite. Alcuni Autori
(Favrot et al. A prospective study on the
clinical features of chronic canine atopic
dermatitis and its diagnosis. Veterinary
dermatology 2010; 21:23-30) hanno stilato una sorta di linea guida da seguire al
fine di diagnosticare correttamente la DA.
Questi criteri non sono assoluti, ma forniscono comunque una buona indicazione, e sono:
1) insorgenza dei segni clinici entro i 3
anni di età;
2) cani che soprattutto vivono in casa;
3) prurito responsivo ai glucocorticoidi;
4) insorgenza di prurito, senza le tipiche
lesioni;
5) interessamento della parte anteriore
dei piedi;
6) interessamento delle pinne auricolari;
7) non interessamento dei margini auricolari;
8) non interessamento dell’area lombodorsale.
Se almeno 5 di questi criterivengono soddisfatti durante la diagnosi di DA si ha una
sensibilità dell’85% e una specificità del
79%, mentre se i parametri diventano 6,
la specificità diventa dell’89% ma la sensibilità diminuisce al 58%.
È opinione comune che test allergeni-IgE
specifici o test intradermici non possano
essere impiegati per la diagnosi di DA, ma
possano coadiuvare un iter diagnostico.
Infatti molti cani, sia sani sia atopici, mostrano reazioni positive a entrambi i test,
riducendo, così, di molto la specificità; tuttavia questi test possono essere impiegati
per stabilire se la patologia è associata o
meno a IgE, oppure per implementare le
misure di eliminazione dell’allergene, o
ancora, per selezionare gli allergeni che
devono essere inclusi per le preparazioni
per l’immunoterapia.
I test intradermici consistono nell’iniezione di singoli allergeni per via intradermica che devono essere selezionati con
cura in base all’area geografica. Gli allergeni che vengono più comunemente testati sono gli acari della polvere e delle
derrate alimentari, i pollini di alberi, le
erbe dei prati e le muffe. Tra tutti, quelli
più facilmente riscontrati sono gli acari
della polvere casalinga.
I test sierologici di rilevamento delle IgE
allergene-specifiche sono molto più utilizzati rispetto ai test intradermici, probabilmente per la facile esecuzione; quelli
più comuni utilizzati dai vari laboratori di
analisi comprendono i test macELISA™
Megaderm® sacchetti monodose: una formula concentrata ed
equilibrata di acidi grassi essenziali (AGE) per cani e gatti
Megaderm® contiene una formula liquida di 4 AGE puri,
concentrati e stabili, utili nel mantenimento dell’integrità cutanea e
nella modulazione dei processi infiammatori.
- Omega-6: Acido Linoleico (LA) e Acido Gamma-Linolenico
(GLA)
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Megaderm® rappresenta un supplemento nutrizionale
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disordini cheratoseborroici) ma è particolarmente adatto anche al mantenimento cosmetico
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per cani ≥ 10 kg p.c..
Pododermatite eritematosa in corso di dermatite
atopica.
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Posologia
Problemi dermatologici
Mantenimento della salute di cute e mantello
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1 sacchetto monodose al giorno
1 sacchetto monodose ogni 2 giorni
Dermatologia
Animali da compagnia
(Greer) e Allercept™ (Heska). Tali test
hanno metodica diversa ma attendibilità
paragonabile. Tecnicamente il siero del
paziente reagisce con l’allergene, gli anticorpi che non si sono legati vengono eliminati, mentre le IgE legate all’allergene
sono rilevate usando uno specifico reagente per le IgE, tramite mezzi colorimetrici, fluorometrici o radiometrici.
Trattamento
I pazienti colpiti da DA possono essere
ben gestiti cercando di ridurre al minimo
i segni clinici che si ripercuotono sulla
qualità di vita sia del cane sia del proprietario; tuttavia è importante sottolineare
che questi soggetti non possono guarire
definitivamente. La terapia deve essere
considerata a seconda del singolo caso.
In relazione all’area geografica, alla gravità
e alla durata dei sintomi, all’età del paziente e alle aspettative del proprietario
possono essere considerati diversi approcci.
L’individuazione e la successiva esclusione
dell’allergene dovrebbe essere sempre
considerata, pur troppo però, ciò non è
possibile quando si tratta di allergia verso
pollini o polveri, in quanto l’evizione completa non può essere impedita, nonostante i frequenti bagni possano ridurre
l’esposizione cutanea.
In generale l’immunoterapia è la scelta
d’elezione per soggetti giovani che presentano segni clinici non stagionali. L’immunoterapia consiste nel somministrare
dosi crescenti per via sottocutanea o sublinguale di allergeni, sulla base dei risultati dei test allergici. All’immunoterapia
spesso vengono associati altri trattamenti
che possono includere farmaci antipruriginosi e terapie topiche, in relazione alla
gravità dei segni clinici e alla risposta del
paziente. Fondamentale è anche la compliance del proprietario nell’attuare
norme preventive di esposizione all’allergene: evitare che il cane abbia accesso al
prato appena falciato, aspirare quotidianamente o rimuovere i tappeti, lavare frequentemente le zone dove il cane dorme
per cercare soprattutto di controllare gli
acari della polvere. Il successo di una
buona gestione della DA consiste proprio
nell’approccio multimodale, ricorrendo
alle diverse strategie terapeutiche. In particolare la terapia topica ha molteplici effetti benefici, quali la riduzione degli
allergeni presenti nel mantello, il miglioramento della funzionalità della barriera
cutanea e il controllo delle infezioni secondarie. Per quanto riguarda l’impiego di
farmaci sistemici, è raccomandato l’uso di
glucocorticoidi a breve azione (da abrogare l’uso dei depot) esclusivamente per
ridurre immediatamente il prurito acuto;
solitamente si impiega prednisone o
prednisolone a 0,5 mg/kg sid. Una volta
che il prurito è stato controllato, la dose
deve essere scalata fino a ottenere il giusto rapporto dose/efficacia.
La terapia topica con cor tisonici (idrocortisone aceponato) è frequentemente
applicata qualora l’area interessata sia limitata, spesso viene impiegata nella gestione delle otiti e/o delle pododermatiti
con successo.
Anche se l’utilizzo degli antistaminici non
sembra fondamentale nella terapia della
DA, è stato comunque osservato in maniera aneddotica che, usati in associazione
ad altri farmaci, possono dare dei benefici
nel 5-20% dei casi. L’impiego della ciclosporina A con dosaggi di 5 mg/kg per os
una volta al giorno per 6 settimane riduce
i segni di DA e i soggetti trattati con tale
farmaco, spesso, non richiedono l’uso aggiuntivo di altre terapie. Le terapie con
acidi grassi rappresentano un ottimo ausilio delle terapie convenzionali farmacologiche, sia con somministrazione topica
(migliora la qualità della barriera epidermica), sia con somministrazione sistemica
(azione antinfiammatoria).
Bibliografia
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canine adverse food reactions. Vet. Immunol. Immunopathol. 10.1016/j.vetimm.2012.01.003
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Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
9
Animali da compagnia
Dermatologia
■ Cortavance®
Idrocortisone aceponato (HCA) spray, un dermocorticoide d
Cortavance®, il più innovativo dermocorticoide topico sviluppato per la
Medicina veterinaria.
Stefania Rotondi DMV
Product manager
Virbac Italia
el maggio del 2007 Virbac ha
lanciato Cor tavance®, un dermocorticoide di nuova generazione indicato per il trattamento
sintomatico delle dermatosi infiammatorie e pruriginose del cane.
Cortavance®, grazie alla struttura chimica
dell’idrocor tisone aceponato e alla formulazione in spray, presenta un’elevata
concentrazione attiva a livello cutaneo
ma anche un elevato profilo di tollerabilità sia locale che sistemica. Cortavance è
in grado di controllare le reazioni cutanee
infiammatorie e immunologiche, con una
rapida remissione sia dei segni clinici (eritema, edema e infiltrazione cellulare) che
dei sintomi (prurito e dolore).
N
Un corticosteroide differente e
innovativo
Il principio attivo di Cortavance® è l’idrocor tisone aceponato (HCA), un glucocor ticoide
innovativo
sviluppato
specificamente per applicazioni dermatologiche. L’HCA appar tiene alla famiglia
dei diesteri (diestere dell’idrocortisone),
impiegati in Medicina umana da oltre 15
anni per il trattamento delle dermatosi e
diventati molto popolari in virtù del loro
superiore rapporto efficacia-tollerabilità.
L’HCA presenta un’elevata lipofilia che gli
consente di attraversare lo strato corneo
e di raggiungere l’epidermide in concentrazioni efficaci (Sillon e alt, 2006) con
completa penetrazione del principio attivo all’interno della cute del cane subito
dopo l’applicazione. Tali proprietà sono
correlate sia all’elevata lipofilia della molecola, sia all’ottimale dispersione attiva
attraverso lo spray che all’aumentata penetrazione indotta dal veicolo (glicolemetil-etere propilenico).
Si evidenzia inoltre un effetto “riserva”
nello strato corneo, con prolungato rilascio delle molecole HCA dal suo compar timento lipidico extracellulare verso
HCA Casi clinici
La sicurezza ed efficacia dell’idrocortisone aceponato nella
dermatite atopica e in altre condizioni, ne hanno incoraggiato
l’uso improprio in altre dermatosi e in altre specie (gatto,
coniglio, cavallo). Vi è una crescente evidenza dal campo che
questo prodotto sia utile in una serie di altre situazioni, tra i
quali il pemfigo foliaceo in cani e gatti, la dermatite da
contatto nel cane, l’infiammazione post-radioterapia nel cane,
la placca eosinofila, la dermatite della testa e del collo,
l’alopecia autoindotta nei gatti, l’ipersensibilità da Culicoides e
la dermatite idiopatica del pastorale nei cavalli.
Anche relativamente alla sicurezza i dati in altre specie sono
limitati. Nei gatti, nei cavalli e in altre specie l’HCA
sembrerebbe essere clinicamente attivo e metabolizzato nella
cute in un modo simile a quello riscontrato negli esseri umani, nei roditori e nei cani. I dati
aneddotici fanno quindi ritenere che sia sicuro per l’uso in gatti e cavalli e altre specie, anche se il
prodotto non è stato ancora registrato per l’utilizzo in tali specie.
10
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
gli strati vitali più profondi dell’epidermide. Questa caratteristica ne consente
la somministrazione una sola volta al
giorno.
L’HCA è un pro-farmaco che subisce una
rapida bioattivazione da parte delle esterasi cutanee (la cui attività viene incrementata
proprio
in
corso
d’infiammazione) così da manifestare la
massima attività anti-infiammatoria a livello cutaneo. Viene poi metabolizzato
negli strati cutanei profondi e i metaboliti
più deboli vengono rilasciati in circolo
(biodisponibilità =0,2%) ed escreti per via
renale.
Le particolari biotrasformazioni dell’HCA
negli strati cutanei sono pertanto responsabili sia degli aumentati effetti benefici
nella cute sia della notevole riduzione
dell’indesiderata attività ematica dei glucocorticoidi. L’HCA è quindi caratterizzato da una netta distinzione tra elevata
efficacia locale e ridotti effetti collaterali
sistemici.
Giusta formulazione e presentazione per la veterinaria
La cute è uno dei pochi organi che può
essere trattato direttamente e facilmente;
il principio attivo può essere quindi applicato direttamente sulla zona malata.
Cortavance® si presenta sotto forma di
spray contenente 76 ml di soluzione di
idrocortisone aceponato (0,584 mg/ml)
da somministrare attivando l’erogatore
alla distanza di 10 cm dalla zona cutanea
interessata del cane. Ogni getto eroga
130 μl di soluzione.
Efficacia e tollerabilità ottimali possono
essere raggiunte utilizzando 2 erogazioni,
in modo da coprire una superficie quadrata di 10x10 cm sulla cute del cane
(equivalente al palmo della mano umana)
Dermatologia
Animali da compagnia
di nuova generazione
pulci e altre dermatosi localizzate. Numerosi studi clinici
controllati hanno inoltre dimostrato che l’HCA è altamente
efficace
nella
gestione della dermatite
atopica canina sia utilizzato
come terapia a breve termine (Nam et al, 2012) sia
come terapia a lungo termine quando somministrato
per 2 giorni consecutivi alla
settimana (Lourenco-Martins, 2012).
Uno studio recentemente
pubblicato (Nuttall, 2011)
ha inoltre evidenziato come
Cor tavance® sia efficace
quanto la ciclosporina nel
trattamento della dermatite
allergica canina.
Le malattie cutanee rappresentano il primo motivo di
consultazione veterinaria, dopo la vaccinazione.
così da dosare il prodotto in relazione
all’estensione della superficie malata.
Lo spray rilascia minuscole par ticelle (il
90% delle goccioline ha un diametro
<118 μm) per una distribuzione ottimale
sulla superficie corporea del cane e una
rapida penetrazione cutanea senza necessità di massaggiare.
Cortavance® è molto ben tollerato e di
facile applicazione, tuttavia, è preferibile
utilizzare un batuffolo di cotone o un
tampone quando deve essere applicato
vicino al muso.
Efficacia
Cortavance® si dimostra utile ed efficace
in molteplici casi dermatologici, in particolare in tutte quelle situazioni dove c’è
una componente allergica ed è presente
prurito, che consente di risolvere in maniera rapida e completa.
Cortavance® è stato utilizzato con successo per il trattamento di lesioni infiammatorie focali come la dermatite
piotraumatica, la dermatite allergica da
Tollerabilità
sistemica e locale
Studi di tollerabilità in Good Laboratory
Practice (GLP) sono stati condotti per valutare la tollerabilità generale di applicazioni giornaliere ripetute di Cortavance®
nei cani (Rey-Grobellet, 2007). Il prodotto non ha causato atrofia cutanea o
cambiamenti nella struttura del derma e
dell’epidermide quando applicato sia su
cute sana che escoriata (Rème 2010).
Non sono stati osservati assottigliamento della cute,
modifiche dei parametri
ematici o biochimici in cani
trattati, clinicamente affetti, e
seguiti per un massimo di
tre mesi. La funzionalità surrenalica non viene alterata
da Cor tavance® alla dose
indicata. Le ulteriori esperienze cliniche, inoltre, suggeriscono che l’HCA sia
sicuro anche per il trattamento a lungo termine nel
cane.
Conclusione
Le recenti linee guida sull’uso ottimale dei glucocorticoidi topici in dermatologia
canina prendono in considerazione nella scelta del farmaco: il potere antinfiammatorio, gli
effetti collaterali, la penetrazione e l’assorbimento transcutaneo e i presidi veterinari disponibili (Guaguère, 2011). Alla
luce di queste osservazioni, Cortavance®
grazie all’eccellente tollerabilità sistemica
e locale unita a un’elevata efficacia cutanea, è in grado di offrire ai Veterinari, nella
loro pratica quotidiana, una nuova efficace soluzione terapeutica per i maggiori
benefici dei loro pazienti.
Bibliografia
• Sillon M, Allix V, Delprat S, Barthe N, Brouillaud B, Jasmin P. - Distribution of radioactivity in skin after topical
administration of 3H-hydrocortisone aceponate to dogs. J Vet Pharm Therap 2006; 29 (suppl. 1): 288-289
• Nam EH, Park SH, Jung JY, Han SH, Youn HY, Chae JS, Hwang CY. - Evaluation of the effect of a 0.0584%
hydrocortisone aceponate spray on clinical signs and skin barrier function in dogs with atopic dermatitis. J. Vet. Sci
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• Lourenco-Martins AM, Sao-Braz B, Schmidt VM, Reme CA, Nuttall T. - Long-term maintenance therapy of
canine atopic dermatitis with a 0.0584% hydrocortisone aceponate spray (Cortavance®) used on two
consecutive days each week - Veterinary Dermatology (2012), 23 (Suppl. 1), 2–104
• Nuttall T, McEwan NA, Bensignor E, Cornegliani L, Lowenstein C, Reme CA. - Comparable efficacy of a topical
0.0584% hydrocortisone aceponate spray and oral ciclosporin in treating canine atopic dermatitis. Veterinary
Dermatology (2011) 23:4-e2
• Rey-Grobellet X, Maynard L, Rème C. - General and local tolerance of a 0.0584% hydrocortisone aceponate
spray applied daily on dogs for 14 days. Proceedings of the 56th SCIVAC international congress, June 2007,
Rimini, Italy
• Reme C, Dufour P. - Effect of repeated topical application of a 0.0584% hydrocortisone aceponate spray on
skin thickness in Beagle dogs, Intern J Appl Res Vet Med (2010) 8:1-6
• Guaguère E, Bensignor E, Carlotti DN, Héripret D, Pin D, Prélaud P, Bieber T. - Linee guida: uso ottimale dei
corticosteroidi topici in dermatologia canina - Pratique médicale et chirurgicale de l’animal de compagnie 2011 Vol. 46, Suppl. 1, pp. S1-S23
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
11
Animali da compagnia
Dermatologia
■ Le Glicotecnologie 1
Un nuovo approccio alla terapia topica
Le glicotecnologie si avvalgono di zuccheri esogeni, utilizzati nei nostri prodotti
topici per controllare le infezioni microbiche e per modulare i processi
infiammatori cutanei.
Anna Rondolotti, DVM
Marketing Manager
Virbac Italia
noto da tempo che alcuni batteri
(Pseudomonas spp) e certi lieviti
(Candida spp) utilizzano degli zuccheri per aderire alla superficie delle cellule. Questi fenomeni di adesione hanno
un ruolo fondamentale nella colonizzazione e nell’infezione microbica. Studi più
recenti suggeriscono che anche altre specie microbiche possono utilizzare gli zuccheri per aderire alla superficie delle
cellule.
Gli zuccheri hanno sia un ruolo strutturale
(condroitin solfato nella cartilagine, desossiribosio nel DNA, ribosio nell’RNA),
sia si legano a proteine per formare glicoproteine e ai lipidi per formare glicolipidi
sulla superficie di tutte le cellule; ma
hanno anche un ruolo essenziale per il
riconoscimento, l’interazione e la comunicazione tra cellule.
Esistono sia zuccheri semplici, osi o monosaccaridi come il glucosio, il galattosio
o il mannosio, che sono costituiti da una
sola catena carboniosa; sia zuccheri complessi: gli oligosaccaridi, composti da 2
fino a 10 molecole di monosaccaridi, e i
polisaccaridi composti da oltre 10 molecole di monosaccaridi.
È
Saturazione delle lectine batteriche ad opera degli zuccheri esogeni
sulla superficie della cute
Schema 1 - Ruolo dei monosaccaridi nella riduzione dell’adesione di Pseudomonas aeruginosa.
Ruolo degli zuccheri
nell’adesione microbica
Gli agenti microbici possiedono delle lectine: glicoproteine che riconoscono determinate strutture specifiche degli zuccheri e in grado di interagire con le glicoproteine, i glicolipidi e gli zuccheri sulla
superficie delle cellule ospiti.
Queste lectine rappresentano dei “sistemi
di ancoraggio” che consentono l’adesione
e la colonizzazione delle cellule ospiti da
parte degli agenti microbici.
12
Schema 2 - Ruolo del polisaccaride (APG) nella riduzione dell’adesione di Staphylococcus intermedius.
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
Dermatologia
Animali da compagnia
Dermatite da Malassezia
Saturazione del dominio di fissazione agli zuccheri delle citochine da
parte degli zuccheri esogeni
Malassezia pachydermatis è un lievito lipofilo e un
patogeno opportunista. (Foto: Dr. D. Lloyd - Virbac)
Piodermite facciale: intertrigo
Schema 3 - Le Glicotecnologie esercitano un’azione modulatrice sull’infiammazione cutanea.
Zuccheri apportati dalle Glicotecnologie
Staphylococcus intermedius è coinvolto in oltre il 90%
dei casi di infezione cutanea d’origine batterica.
(Foto: Dr. D.N. Carlotti - Virbac)
Ruolo degli zuccheri
nell’infiammazione cutanea
I cheratinociti attivati da fattori esogeni
(ferite, patogeni, allergeni…) o endogeni
(alterazione delle secrezioni o della composizione del film antimicrobico…) liberano un gran numero di citochine (IL1,
TNFα…).
Quella delle citochine è una famiglia di
piccole proteine che trasmettono segnali
quando si verificano fenomeni anomali a
livello cutaneo o quando è in corso
Schema 4 - Le Glicotecnologie associano 3 monosaccaridi e 1 polisaccaride.
un’aggressione esterna. Le citochine proinfiammatorie avviano e mantengono la
cascata infiammatoria.
Le citochine possiedono due siti di fissazione: uno per il recettore proteico specifico per la citochina situato sulla membrana della cellula ospite e uno per la fis-
sazione agli zuccheri.
Le Glicotecnologie riducono
l’adesione microbica
Gli zuccheri specifici implicati nell’adesione
dei batteri a determinati tessuti epiteliali
sono stati identificati diverso tempo fa. È
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
13
Animali da compagnia
Dermatologia
Allermyl®, Sebolytic®, Pyoderm® con le innovative Glicotecnologie
Allermyl®: shampoo dermatologico raccomandato come coadiuvante
nel trattamento delle allergie cutanee di cane e gatto
Le basi del prodotto
- Piroctone olamina: attività antimicrobica (antibatterico, antifungino)
- Basi lavanti dolicate (tensioattivi non ionici) = elevato potere
detergente
- pH fisiologico: ottima tollerabilità
- Microemulsione per una distribuzione e penetrazione ottimali negli
strati cutanei
Le innovazioni
- Glicotecnologie: completano l’attività antimicrobica del piroctone
olamina e contribuiscono alla riduzione dell’infiammazione cutanea.
- Complesso di lipidi cutanei: ceramidi+ acidi grassi+colesterolo =
ripristina e mantiene le funzioni della barriera cutanea
Sebolytic: shampoo dermatologico raccomandato come coadiuvante
nella gestione degli stati cheratoseborroici del cane e del gatto:
Le basi del prodotto
- Acido salicilico: attività cheratolitica
- Acido linoleico e gamma-linolenico: cheratomodulazione
- Zinco gluconato e vitamina B6: attività antiseborroica. Sotto forma libera
per un’azione immediata e in forma incapsulata Spherulites® non ionici per
una azione prolungata e in profondità a livello di ghiandola sebacea
possibile bloccare le lectine degli agenti
microbici utilizzando specifici zuccheri esogeni (vedere schema 1 e 2).
Le interazioni tra gli agenti microbici e le
cellule ospiti avvengono in diversi punti,
il che determina la necessità di utilizzare
più zuccheri per bloccare l’adesione microbica.
Le Glicotecnologie modulano
l’infiammazione cutanea
In Medicina umana, è stato dimostrato
che i monosaccaridi inibiscono la secrezione di citochine proinfiammatorie
da parte dei cheratinociti attivati; per
questo sono stati utilizzati nella formulazione di prodotti topici per la cute di
14
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
- Piroctone olamina: attività antimicrobica (antibatterico, antifungino)
- Olio essenziale di Melaleuca alternifolia: essenza naturale senza aggiunta
di profumo, attività antinfiammatoria e antiprurito
- Agenti lavanti delicati
- pH fisiologico: ottima tollerabilità
Le innovazioni
- Glicotecnologie: completano l’attività antimicrobica del piroctone
olamina e contribuiscono alla riduzione dell’infiammazione cutanea.
Pyoderm: shampoo dermatologico raccomandato come coadiuvante
per la gestione delle piodermiti, delle dermatiti da Malassezia e di tutte le
proliferazioni batteriche del cane e del gatto:
Le basi del prodotto
- Clorexidina 3%: attività antimicrobica (antibatterico, antifungino). In
forma libera per un’azione immediata e in forma incapsulata
Spherulites® non ionici per una azione prolungata e in profondità
- Agenti lavanti delicati
- Chitosanide: agente filmogeno
- pH fisiologico: ottima tollerabilità
Le innovazioni
- Glicotecnologie: completano l’attività antimicrobica della clorexidina e
contribuiscono alla riduzione dell’infiammazione cutanea
pazienti atopici o per pelli reattive. È quindi possibile bloccare
l’interazione del sito di fissazione
agli zuccheri delle citochine prodotte dai cheratinociti attivati
utilizzando specifici zuccheri esogeni (vedere schema 3).
Quali zuccheri per le
Glicotecnologie?
Le glicotecnologie utilizzano tre
zuccheri semplici, o monosaccaridi (D-mannosio; L-ramnosio e
D-galattosio) e uno zucchero
complesso
polisaccaride
(APG=alchilpoliglicoside) (vedere
schema 4).
Dermatologia
Studi sull’attività antiadesiva e immunomodulatoria
L’efficacia dell’attività antiadesiva e immunomodulatoria delle glicotecnologie è
stata dimostrata in due studi realizzati uno in collaborazione con N.A. McEwan
e T. Nuttal dell’Università di Liverpool (UK) e l’altro in collaborazione con
l’equipe di P. Bourdeau dell’Ecole nationale Vétérinaire di Nantes (Francia).
Animali da compagnia
■ Le Glicotecnologie 2
Nicoletta Rizzi, DMV
Technical Service
Virbac Italia
Studio dell’attività antiadesiva
delle glicotecnologie
È stato realizzato uno studio in collaborazione
con N.A. McEwan e T. Nuttal del Dipartimento
di Scienze cliniche veterinarie dell’Università
di Liverpool (UK). Si tratta di un modello in
vitro validato dell’adesione batterica a corneociti
canini. Le infezioni microbiche sono ottenute
da casi clinici. I corneociti sono raccolti su 6
cani sani, dalla faccia interna del padiglione
auricolare con dischetti adesivi D-Squame®.
Questi corneociti sono poi messi in incubazione con i diversi agenti microbici e una soluzione tampone (controlli) oppure una soluzione tampone più zuccheri esogeni. I corneociti sono poi lavati, colorati al violetto di
Potere antiadesivo dei tre monosaccaridi su Pseudomonas aeruginosa
genziana e asciugati.Viene effettuata una raccolta di 10 immagini analizzate al microscopio
computer assistito per individuare la superficie
occupata dagli agenti microbici adesi e colorati.
Potere antiadesivo dei
monosaccaridi su Pseudomonas
aeruginosa
La combinazione di tre monosaccaridi (Dmannosio, L-ramnosio e D-galattosio) riduce
del 53% l’adesione di Pseudomonas aeruginosa
ai corneociti canini (McEwan et al, 2005)
(vedere schema 5).
Potere antiadesivo del
polisaccaride su Staphyloccus
intermedius
Il polisaccaride (APG: alchilpoliglucoside)
riduce del 52% l’adesione di Staphyloccus intermedius ai corneociti canini (McEwan et al,
2006) (vedere schema 6).
Schema 5 - I 3 monosaccaridi riducono l’adesione di Pseudomonas aeruginosa ai corneociti canini del 53%
Potere antiadesivo del polisaccaride APG su Staphylococcus intermedius
Potere antiadesivo del
polisaccaride su Malassezia
pachydermatis
Il polisaccaride (APG: alchilpoliglucoside)
riduce del 42% l’adesione di Malassezia pachydermatis ai corneociti canini (McEwan et
al, NAVDF Hawai, 2007) (vedere schema 7).
Studio sull’attività
immunomodulatoria delle
glicotecnologie
Schema 6 - Il polisaccaride APG riduce l’adesione di Staphylococcus intermedius ai corneociti canini del 52%
È stato realizzato uno studio in collaborazione
con l’equipe di Patrick Bourdeau (Unità di
Parassitologia, dermatologia e micologia, Ecole
nationale vétérinaire di Nantes, Francia).
Quando i cheratinociti sono attivati da estratti
batterici, producono una citochina proinfiammatoria: il TNFα (Cadiol et al, 2000). Questo
studio consiste nel monitoraggio della produzione di questa citochina da parte dei
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
15
Animali da compagnia
Dermatologia
cheratinociti canini in coltura, in presenza o
meno di zuccheri esogeni.
Il protocollo è lo stesso dello studio precedente. Il ramnosio ha la stessa attività del desametasone (alla concentrazione d’impiego
per uso topico) nella riduzione della produzione di citochine infiammatorie da parte dei
cheratinociti canini (Ibisco et al, 2006) (vedere
schema 8).
Potere antiadesivo del polisaccaride APG su Malassezia pachydermatis
Conclusione
Le glicotecnologie utilizzano la combinazione
di tre zuccheri semplici (D-mannosio, L-ramnosio e D-galattosio) e di un polisaccaride
(APG: alchilpoliglucoside) per inibire l’adesione
batterica (Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus intermedius, Malassezia pachydermatis) sulla superficie del derma e per ridurre
l’infiammazione cutanea.
Le applicazioni nel cane e nel gatto sono
molteplici: coadiuvanti nella gestione delle
dermatiti allergiche, delle dermatiti da Malassezia, delle infezioni cutanee e dei disordini
cheratoseborroici.
Le glicotecnologie rappresentano una delle
maggiori innovazioni nel campo della dermatologia veterinaria e propongono un nuovo
approccio per controllare le infezioni microbiche superficiali dell’epidermide e i fenomeni
infiammatori cutanei.
Schema 7 - Il polisaccaride APG riduce l’adesione di Malassezia pachydermatis ai corneociti canini del 42%
Percentuale di secrezione residuale di TNFα
Schema 8 - Il ramnosio ha un effetto inibitorio sulla liberazione di citochine proinfiammatorie da parte dei
cheratinociti canini attivati.
Bibliografia
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16
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
Dermatologia
Quando l’otite non è solo correlata a una malattia loco
regionale
Le malattie del canale auricolare esterno e del padiglione spesso sono
considerate singolarmente dal medico veterinario. In realtà possono
rappresentare un primo sintomo delle malattie allergiche canine, come per
esempio la dermatite atopica.
Animali da compagnia
■ Otiti e allergia
Luisa Cornegliani DMV
Diplomata ECVD
otite esterna nel cane e nel gatto
non rappresenta di per sé una diagnosi, ma una sindrome dove l’infiammazione del canale auricolare spesso
è un processo aspecifico1. Da qui la necessità di inquadrare il paziente nell’insieme e di valutare la presenza e/o
assenza di altre manifestazioni sulla cute.
Clinicamente le lesioni possono interessare un solo orecchio o essere bilaterali,
acute, croniche, ricorrenti, gravi o lievi;
possono essere anche classificate in base
al tipo di essudato presente nel canale
auricolare in eritematose-ceruminose,
purulente, parassitarie o non parassitarie1,2,3,4.
L’
Patogenesi e sintomi clinici
Le cause dell’otite vengono storicamente
distinte nei seguenti gruppi: fattori predisponenti, cause primarie, cause secondarie e fattori perpetuanti1,2,3,4,5. Fattori
predisponenti sono, per esempio, la conformazione delle orecchie, l’eccessiva
produzione di cerume, la presenza di
ostruzioni nel canale auricolare, ecc. (vedere tabella 1). Di fatto, le alterazioni del
normale microclima nell’orecchio potenzialmente consentono di avere una maggiore proliferazione di lieviti e/o batteri
che può in seguito evolvere in una vera
infezione. Tra le cause primarie vengono
indicate in primis la presenza di corpi
estranei, le malattie allergiche, i difetti di
cheratinizzazione e i parassiti; meno frequenti le malattie immunitarie o virali (vedere tabella 1). Meno comuni sono le
cause secondarie come batteri e lieviti
che contribuiscono o causano la patologia solo se vi sono già altre malattie nell’orecchio in combinazione o meno con i
fattori predisponenti (es. cane da soccorso in acqua con orecchio pendulo)1,2,3,4,5. In assenza dell’identificazione
della causa primaria e/o di una corretta
terapia l’otite si cronicizza e si hanno progressivamente cambiamenti patologici del
canale auricolare come iperplasia, fibrosi
e stenosi che diventano poi fattori per-
Tabella 1. Cause di otite
Fattori predisponenti1
Conformazione dell’orecchio
Eccessiva umidità
Clima
Ostruzione del canale auricolare
Produzione di cerume eccessiva
Eccessiva pulizia
Malattia sistemiche
Cause primarie1
Corpi estranei
Malattie allergiche
Malattie immunitarie
Disordini di cheratinizzazione
Parassitosi
Disordini ghiandolari
Infezioni
Miscellanee
Cause secondarie1
Batteri
Lieviti
Piccoli corpi estranei
Fattori perpetuanti1
Cambiamenti patologici
Otite media
Alterazioni della membrana timpanica
Peli nel canale, orecchio pendulo, canale stenotico
“Orecchio del cane nuotatore”
Umidità elevata
Neoplasie, polipi rinofaringei nel gatto
Di solito idiopatica o associata a malattie seborroiche
Traumi da bastoncino cotonato, applicazione di prodotti topici irritanti
Febbre, immunosoppressione, ecc
Ariste di graminacee, secrezioni, peli
Dermatite atopica canina, reazione avversa al cibo, dermatite da contatto
Pemfigus complex, reazione da farmaco
Seborrea idiopatica, anomalie ormonali
Otoacariasi, demodicosi, rogna sarcoptica e/o notoedrica
Iperplasia delle ghiandole ceruminose e/o delle ghiandole apocrine
Dermatofitosi, altre malattie fungine
Cellulite giovanile, virali
Specie differenti, ma principalmente SIG (Staphylococcus intermedius group) e Pseudomonas spp.
Malassesia spp, Candida spp.
Di solito secrezioni
Iperplasia, ipercheratosi, pliche, edema, fibrosi, calcificazione e stenosi
Purulenta, proliferativa, associata ad ostiomielite, coleasteatoma
Diverticoli, opacità, dilatazione
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17
Animali da compagnia
Dermatologia
Tabella 2. Lesioni primarie e secondarie presenti in corso di otite su padiglione e canale auricolare esterno:
correlazione del sintomo con le diagnosi differenziali1,3,4,5,6
Lesione clinica
Eritema padiglione, ipotricosi vs alopecia
autoindotta da prurito
Eritema padiglione, iperpigmentazione, alopecia
Scaglie e croste bianche/giallastre a localizzazione
principale padiglione esterno
Croste giallastre e pustole sia sulla pinna auricolare
esterna che interna
Croste ematiche ed ulcere sulla punta
del padiglione auricolare
Ulcere nel padiglione auricolare interno
e canale auricolare esterno
Eritema e presenza di materiale ceruminoso
nel canale auricolare
Eritema, essudato purulento, ulcere
Eritema, edema e stenosi con o senza
essudato purulento
petuanti (vedere tabella 1). Questi ultimi
includono anche le alterazioni della membrana timpanica e l’otite media, associata
o meno a osteomielite6,7. Di fronte a
un’alterazione grave del canale auricolare
esterno e/o interno, oltre a identificare la
causa primaria, devono essere eliminati i
fattori perpetuanti: diversamente l’otite
permane nella sua cronicità, causando disagio e dolore al paziente1,2,3,4,5,6.
Le manifestazioni e le lesioni cliniche variano secondo la causa e le alterazioni
presenti nel canale auricolare e/o sulla
pinna. Tuttavia, i sintomi principali manifestati dall’animale sono prurito, scuotimento del capo e dolore. Le lesioni
dermatologiche presenti sono generalmente rappresentate da eritema, alopecia
autoindotta, escoriazioni, croste ed ulcerazioni per quanto riguarda il padiglione
auricolare; il condotto uditivo esterno
18
Diagnosi differenziali principali
Reazione avversa al cibo;
Dermatite da contatto;
Dermatite atopica canina.
Dermatite atopica canina;
Altre malattie allergiche in forma cronica
non controllata.
Ectoparassitosi quali rogna demodettica,
sarcoptica e notoedrica (gatto);
Leishmaniosi;
Adenite sebacea e/o malattie seborroiche;
Difetti di cheratinizzazione
Pemfigus complex (principalmente pemfigo
foliaceo)
Vasculiti;
Morsi di insetti
Reazioni da farmaco;
Malattie immunitarie;
Infezione da Pseudomonas spp.
Dermatite atopica;
Reazione avversa al cibo;
Otoacariasi;
Otite da Malassezia spp.
Infezione batterica (otite purulenta)
Malattie allergiche croniche;
Malattie neoplastiche (meno frequente)
può presentare eritema, essudato ceruminoso vs purulento, ulcerazioni ed
edema (vedere tabella 2)3,4,5.
Approccio diagnostico
È impor tante considerare sempre l’animale nell’insieme ed eseguire a priori
l’esame obiettivo generale (EOG), seguito
poi da quello particolare dermatologico
(EOPD). L’EOG serve sempre per valutare le condizioni del paziente, evidenziare eventuali patologie concomitanti
(es. malattie sistemiche) e consente, in seguito, di scegliere la terapia farmacologica
che meglio si adatta alla malattia auricolare e alle condizioni fisiche-cliniche dell’animale esaminato. L’esame obiettivo
particolare inizia con la valutazione della
cute della pinna, seguito dall’ispezione tramite otoscopia del canale auricolare
esterno. In sede di visita vanno identificate
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
Prognosi
Buona per le prime due se identificata la causa;
diversa secondo la gravità vista la cronicità della
malattia
Variabile secondo identificazione e risoluzione
della causa primaria e dei fattori perpetuanti
Buona per le ectoparassitosi; da fausta a
grave/infausta per le altre malattie.
Da riservata a grave
Da fausta a riservata secondo eziologia
Da fausta ad infausta secondo eziologia
Varia secondo eziologia
Varia secondo eziologia e patogeno presente
Varia secondo eziologia e patogeno presente
le lesioni primarie e secondarie, la sede
topografica (es. padiglione esterno o interno). La distribuzione topografica in alcuni pazienti può essere suggestiva della
malattia, indicare le diagnosi differenziali
e i corrispettivi esami complementari
dermatologici1,3,4,6. Per esempio, la presenza di croste giallastre sul margine e sul
padiglione auricolare esterno associate a
prurito (riflesso oto-podalico positivo)
possono essere compatibili con una
forma di rogna sarcoptica (vedere foto
1), mentre l’eritema del padiglione auricolare interno può suggerire la presenza
di una malattia allergica (vedere foto
2)2,3,4.
Gli esami complementari diagnostici utili
per la diagnosi delle malattie del padiglione auricolare sono: esame con lente
di ingrandimento, esame tricoscopico, raschiato superficiale e profondo, esame
Dermatologia
Animali da compagnia
1. Cane meticcio con una grave forma di rogna sarcoptica: sono presenti alopecia, croste, escoriazioni,
iperpigmentazione ed ispessimento del padiglione auricolare.
2. Cane West Highland white terrier con dermatite atopica: la parte concave della pinna è eritematosa con minute
scaglie adese.
con lampada di Wood, esame citologico,
esame istopatologico (meno frequente)1,3,4,6.
Valutata la pinna, con l’otoscopio si esegue l’esame del canale auricolare che
consente di identificare la presenza di
corpi estranei, neoformazioni, edema, parassiti, materiale ceruminoso e/o purulento, ecc. In alcuni casi questo esame
può essere diagnostico del disturbo auricolare, come per le otoacariasi, ma in altri
consente solo di valutare le condizioni del
canale auricolare esterno.
Quando è presente materiale all’interno
del condotto si procede al campionamento tramite esame con bastoncino cotonato. Se presente cerume, par te di
questo materiale va stemperato con olio
di paraffina e/o idrossido di potassio per
identificare eventuali parassiti (Otodectes
cynotis, Demodex spp.)1,3,4,6. Campioni
successivi dello stesso materiale possono
essere allestiti su vetrino bandato tramite
rotolamento del tampone, per l’esame citologico. Quest’ultima metodica si usa
anche quando è presente materiale purulento. L’allestimento del campione citologico può essere fatto tramite
colorazione rapida di Romanowsky modificata, cristal violetto, Gram, ecc.
L’esame citologico consente di identificare l’infezione presente e distinguere tra
un’otite purulenta e una da Malassezia.
A fronte della diagnosi di otite purulenta,
soprattutto nei casi in cui sono stati eseguiti più trattamenti antibiotici sistemici
e/o topici, è utile associare un esame colturale batteriologico con relativo test di
sensibilità agli antibiotici (antibiogramma).
Quest’ultimo va sempre eseguito se nella
citologia vengono identificati batteri bastoncellari, di solito Pseudomonas spp. ed
E. coli, che generalmente presentano multiresistenza1,3,4,6.
L’esame istopatologico è di ausilio diagnostico ogni volta che vi sono cambiamenti patologici del canale auricolare e
viene generalmente eseguito tramite
video-otoscopia. In questo caso l’allestimento del campione bioptico si può fare
con metodo tradizionale fissandolo in for-
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
19
Animali da compagnia
Dermatologia
uso di prodotti di pulizia, disinfezione e/o
applicazione diretta di principi attivi ad attività antibatterica, antimicotica, antinfiammatoria (prodotti trifasici)1,3,4,6. Il lavaggio
auricolare è il primo intervento per la terapia del canale auricolare esterno e conTerapia
sente di eliminare detriti, corpi estranei
La terapia è sempre eziologica e deve es- (es. cerume), materiale purulento, ecc. Se
sere focalizzata sull’eliminazione della all’esame otoscopico la membrana timpacausa (es. ectoparassiti) o il controllo di nica è integra e le condizioni del canale
essa (es. malattia allergica)1. Ogni tratta- auricolare non sono gravi, con sola premento va adattato al paziente secondo senza di cerume e detriti si può eseguire
condizioni cliniche, gravità delle lesioni e il lavaggio con l’animale sveglio e insecapacità del proprietario di eseguire le te- gnarlo direttamente al proprietario. I prorapie.
dotti generalmente impiegati sono
L’approccio migliore alla gestione del- ceruminolitici come per es. dioctil-sodio
l’otite si basa su: identificare i fattori pre- sulfosuccinato, glicole propilenico, glicedisponenti e primari, pulire il canale rina1,3,6; se gli esami hanno mostrato
auricolare, istituire una terapia topica, in- sovra crescita batterica o da lieviti si posstituirne una sistemica dove necessario, sono usare prodotti di lavaggio a base di
educare il cliente, controllare il paziente clorexidina, acido lattico e salicilico, ecc.
durante il decorso, prevenire le recidive Nei casi gravi, dove non vi è cer tezza
se necessario con una terapia di mante- dell’integrità del timpano, è utile eseguire
la pulizia in sedazione tramite video-otonimento1,4,6.
Una corretta gestione della malattia auri- endoscopia: in questo modo si risparmia
colare nelle fasi iniziali consente di non al paziente dolore e si consente all’opearrivare alla cronicizzazione delle lesioni ratore di controllare tutte le porzioni
e al conseguente intervento chirurgico. della struttura auricolare per determinare
Per evitare questo si possono usare trat- la gravità dei danni presenti (es. timpano
tamenti topici, sistemici o una combina- rotto, ulcerazioni, erosioni ecc). In questi
zione di entrambi.
casi si impiegano soluzione salina 0,9%,
La terapia topica permette di agire diret- acido acetico, clorexidina (<0,5%), a temtamente nella sede della lesione tramite peratura corporea: la pulizia viene ripetuta fino a quando non si
evidenziano tutte le strutture del
canale auricolare ed esse risulEpi-Otic®
tano pulite1,3.
Detergente auricolare per cani e gatti
Pulito l’orecchio si procede alLa pulizia del condotto uditivo è sia un procedura diagnostica che terapeutica. Viene
l’applicazione di farmaci topici
effettuata dal veterinario durante la visita clinica ma deve essere poi ripetuta a casa dal
per risolvere le lesioni e/o infeproprietario prima del trattamento terapeutico ma anche settimanalmente come atto
zioni presenti e ripristinare la
preventivo e d’igiene.
normale struttura cutanea. In
Le caratteristiche di Epi-Otic:
commercio esistono numerosi
- Glicotecnologie: limitano l’adesione dei microrganismi alla superficie cutanea (effetto
prodotti che devono essere
anti-adesivo) e riducono l’infiammazione cutanea (effetto anti-irritante)
scelti dal medico veterinario se- Acido salicilico e docusato di sodio: eliminano i residui cellulari e il cerume in eccesso
condo quanto evidenziato dagli
mantenendo asciutto il condotto uditivo
esami complementari.
- PCMX e EDTA: controllano l’equilibrio microbico
Quasi tutti i prodotti auricolari
- Basi detergenti delicate
sono trifasici e contengono un
- pH fisiologico
antinfiammatorio steroideo, un
antimicotico e un antibatterico,
malina al 10% e inviandolo al laboratorio
di referenza per la refertazione; parte di
esso però può essere impiegato per
l’esame citologico, quello batteriologico
e/o micologico, o l’immunoistochimica (se
vi sono le indicazioni cliniche)4.
Gli esami sopra elencati sono tutti utili a
valutare la presenza di infezioni o malattie
specifiche dell’orecchio, ma non sono
correlabili direttamente alla diagnosi delle
malattie allergiche. Di fatto, l’orecchio è
parte integrante dell’apparato tegumentario e in particolare della cute. La ricorrenza di otite eritematosa ceruminosa
con prurito, se escluse le altre malattie
(es. otoacariasi), può essere indicativa di
una malattia allergica come la reazione
avversa al cibo e la dermatite atopica canina2,3,4,5,6,8,9,10.
Alcuni autori stimano che più del 90%
delle otiti esterne bilaterali croniche/ricorrenti siano il risultato di una concomitante dermatite atopica e/o reazione
avversa al cibo2. Spesso è sufficiente controllare altre sedi topografiche indicative
di queste malattie come muso, spazi interdigitali, ascelle e inguine, area perianale:
eritema e prurito sono spesso presenti,
ma non notati dal proprietario che si concentra principalmente sul sintomo clinico
del prurito auricolare. Di fronte a un sospetto clinico di malattia allergica si procede
20
poi a terminare l’iter diagnostico eseguendo gli esami che consentono per
esclusione di giungere alla diagnosi definitiva (dieta privativa, esclusione delle ectoparassitosi occulte, ecc.)2,3,4,5,6,8,9,10.
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
Dermatologia
Animali da compagnia
meno frequentemente anche un antiparassitario1,3,4,6. L’antinfiammatorio steroideo è spesso fondamentale per ridurre il
dolore e l’infiammazione locale: tuttavia
va ricordato che con esclusione di poche
molecole, quali l’idrossicortisone aceponato, la maggiore parte ha assorbimento
sistemico e può indurre potenzialmente
alterazioni metaboliche gravi se abusate.
La scelta dell’antibatterico topico va eseguita seguendo le indicazioni dell’esame
citologico ed eventualmente dell’antibiogramma, per evitare di incorrere in errori
terapeutici e favorire lo sviluppo di ceppi
resistenti. Il trattamento va continuato
fino a quando si ha la remissione dei sintomi e delle lesioni1,3,4,6.
Per questo motivo è necessario controllare il paziente prima e dopo aver terminato la terapia prescritta, visto che i tempi
di guarigione sono differenti secondo gravità della malattia (come di conseguenza
il trattamento farmacologico).
La terapia sistemica è necessaria ogni
volta che vi è rottura timpanica con otite
media, quando le lesioni del canale auricolare esterno sono gravi (es. otite proliferativa), se vi sono state reazioni avverse
al trattamento topico e soprattutto
quando il proprietario non è in grado di
eseguire la terapia locale adeguatamente1,3,4,6. In questi casi, a maggiore ragione, è necessario valutare bene le
condizioni del paziente vista la necessità
di somministrare, ove indicato, prodotti
per via orale come glucocorticoidi, antibatterici e antimicotici. Anche in questo
caso, come per la terapia topica, la durata
del trattamento dipende dalla gravità
della malattia e delle infezioni presenti. I
fallimenti terapeutici sono principalmente
legati alla mancata compliance, e l’educazione del proprietario resta fondamentale
per evitare recidive e cronicizzazione
della malattia.
Questo punto è fondamentale soprattutto nei cani dove l’otite è associata ad
una malattia allergica. In questi casi il proprietario va informato che l’otite è solo
un sintomo clinico di una malattia sistemica più importante ad andamento cronico, e che solo la gestione a lungo
termine di quest’ultima garantirà l’assenza
di recidive. Diversamente si arriverà ad
avere animali con otite cronica e che non
rispondono alle terapia, se non a quella
chirurgica (es. ablazione del canale auricolare stenotico)1,3,7.
Conclusione
L’otite è raramente espressione di una
malattia localizzata solo all’apparato auricolare e per questo è sempre necessario
valutare le singole lesioni dell’orecchio insieme a eventuali altre alterazioni presenti
sul paziente.
In particolare questo è fondamentale per
le malattie allergiche dove le infezioni ricorrenti dell’orecchio esterno sono uno
dei segni clinici impor tanti4,8,9,10, ma
spesso sottostimati dal medico veterinario e dal proprietario.
La corretta gestione dalla malattia passa
attraverso: l’identificazione della o delle
cause primarie, degli eventuali fattori predisponenti/perpetuanti; l’impiego di terapie ad hoc ed una ottima compliance.
Diversamente si giungerà solo al fallimento terapeutico gestionale e alla cronicità della malattia.
Bibliografia
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73(4): 162–170.
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Editore; 2004: 177-187.
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Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
21
Animali da compagnia
Dermatologia
■ EasOtic®
Un innovativo approccio terapeutico per il trattamento
dell’otite esterna del cane
EasOtic: quattro anni di ricerche per sviluppare l’esclusivo sistema di
somministrazione airless con l’obiettivo di favorire l’osservanza terapeutica.
Stefania Rotondi DMV
Product Manager
Virbac Italia
er un proprietario di cani, non è
semplice curare un’otite! Il dolore
che l’animale prova con le conseguenti reazioni di difesa, il problematico
contenimento del cane e l’oggettiva complessità nel dosare la quantità di prodotto,
rendono difficile l’atto terapeutico. Le
possibili conseguenze sono demotivazione
dei proprietari, applicazione meno assidua
dei trattamenti e conseguente riduzione
della compliance e dell’efficacia della terapia
stessa.Virbac ha raccolto questa sfida: massimizzare l’osservanza. E come? Sviluppando
easOtic®, un prodotto che garantisce efficacia, praticità d’uso e che facilita l’osservanza
terapeutica.
P
Formulazione originale
Sono stati definiti tre prerequisiti: principi attivi
efficaci sia nei confronti dell’infiammazione
che degli agenti patogeni, concentrazioni tali
da limitare la frequenza e la durata del trattamento e una dose terapeutica unica da 1 ml,
indipendente dal peso del cane.
I principi attivi selezionati sono gentamicina,
antibiotico battericida ad ampio spettro (che
include Staphylococcus e Pseudomonas), miconazolo, antimicotico dall’azione ben riconosciuta nei confronti di Malassezia e idrocortisone aceponato. I primi due sono noti in
ambito veterinario per
la loro efficacia1,2,3,4, sicurezza e per il trascurabile assorbimento a
livello cutaneo5. Quanto
all’idrocortisone aceponato, è stato
scelto per la sua potente attività antinfiammatoria, per la caratteristica lipofilia
che gli consente di penetrare rapidamente nella cute e per l’assenza degli
effetti collaterali tipici dei corticosteroidi.
La persistenza, le concentrazioni e il
volume (1 ml) di questi tre principi
attivi hanno permesso di limitare la
somministrazione ad una sola applicazione quotidiana e di ridurre la durata
del trattamento a soli cinque giorni6,7.
Packaging: il più innovativo
del settore
Anche il packaging è stato oggetto di un’analisi
approfondita. Gli obiettivi? Prima di tutto, è
Bibliografia
• Rigaut D, Sanquer A, Maynard L, Reme CA. - Efficacy of a topical ear formulation with a pump delivery system for the
treatment of infectious otitis externa in dogs: a randomized controlled trial. Intern J Appl Res Vet Med (2011) 9:15-28
• Rigaut D, Rousseau C, Maynard L. - Update on the susceptibility of bacterial strains isolated from otitis externa in dogs
to gentamicin, polymyxin B and marbofloxacina (2004-2007). Journal of Veterinary Pharmacology and Therapeutics
(2009) 32:140
• Rigaut D, Maynard L. - Kinetics of bactericidal activity of gentamicin against Staphylococcus intermedius strains
isolated from cases of otitis externa in dogs. Journal of Veterinary Pharmacology and Therapeutics (2009) 32:156
• Rigaut D, Maynard L. - Fungicidal activity in vitro of topical ear treatments against canine otic strains of Malassezia
pachydermatis. Veterinary Dermatology (2009)
• Rey-Grobellet X, Bree F, Lopez B, Birckel P, Bronnier S, Maynard L. - Lack of transcutaneous passage of gentamicin and
miconazole through the skin of the canine ear pinna. Journal of Veterinary Pharmacology and Therapeutics (2009)
32:151-152.
• Rey-Grobellet X, Rigaut D, Maynard L, Reme CA. - Persistence of antimicrobials in the ear canal of dogs treated once
daily for 5 days with 1 ml of a topical ear formulation. ESVD-ECVD congress (2010) Florence, Italy
• Rigaut D, Maynard L, Rousseau C. - Dose titration study of a new topical ear formulation in the field. Veterinary
Dermatology (2010) 21:214-215
• Boda C, Liege P, Reme C. - Evaluation of owner compliance with topical treatment of acute otitis externa in dogs: a
comparative study of two auricular formulations. Intern J Appl Res vet Med (2011) 9:157-165
22
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
stato pensato per contenere solo la quantità
di prodotto necessaria per il trattamento di
un’otite bilaterale in modo da evitare l’automedicazione. In secondo luogo il flacone è
stato realizzato con una tecnologia brevettata “a tasca” , provvisto di un sistema
a pompa e di una cannula flessibile
atraumatica di forma conica in un polimero morbido. Questa cannula, posizionata ad angolo retto, si adatta perfettamente alla forma ad L del canale auricolare, consente una buona visibilità del
prodotto durante la somministrazione
ed è lunga abbastanza così da depositare
il prodotto esclusivamente nel condotto
uditivo. La pompa dosatrice permette
finalmente di somministrare la corretta
dose di 1 ml per ogni erogazione e può
essere attivata in qualsiasi posizione per
adattarsi ai movimenti della testa del
cane. Inoltre il sistema a pompa cosiddetto
airless impedisce la contaminazione retrograda e garantisce l’igienicità della
formulazione per tutto il periodo della somministrazione. Un cappuccio trasparente rigido
ricopre la pompa per evitare attivazioni accidentali. Infine il flacone ha una forma ergonomica
in modo da essere maneggiato con sicurezza
e comodità.
Sicuramente le caratteristiche di easOtic® lo
rendono particolarmente adatto come presidio
terapeutico di prima scelta per le otiti esterne
acute o per le riacutizzazioni delle otiti esterne
ricorrenti. easOtic® presenta l’indiscutibile vantaggio di aiutare i proprietari a eseguire il trattamento nella sua totalità8, favorendo così il
successo terapeutico. Il progetto di sviluppo
di easOtic®, unico nel suo genere, ha inoltre
permesso a Virbac di vincere il premio Pharmapack 2009 nella categoria Osservanza che
premia da più di 10 anni la capacità di innovazione dei professionisti del confezionamento
farmaceutico a livello europeo.
Strategia
Scienza, comunicazione e business
Sviluppo
■ Dermatologia nella pratica clinica
L’efficacia di una diagnosi corretta è filtrata anche dall’abilità
comunicativa del clinico.
Marco Maggi DMV
Libero Professionista,
Voghera
a dermatologia, come avviene in Fiducia e compliance possono dunque vamolti altri Paesi europei ed extra cillare e il rischio di interruzione precoce
europei, anche in Italia è diventata del percorso diagnostico è reale. Non solo
una delle principali sfide
diagnostiche che ogni
giorno il veterinario deve
Classificazione delle visite effettuate in un anno
affrontare.
Negli ultimi anni, la sola
dermatologia vale circa
il 25% dell’attività clinica
in una struttura di medie
dimensioni che svolge
prevalentemente attività
medica di base.
Come dimostrato nella
tabella (vedere grafico),
su un campione di 1.300
visite, il 24,69% dei problemi presentati nella nostra clinica è di natura
dermatologica.
Negli USA, la VIP Company (Veterinary Pet Insurance), nota compagnia
assicurativa, che dispone di una corposa diagnosi, quindi, ma anche fidelizzazione del
banca dati, ha stilato la “top 10” delle proprietario. La dermatologia permette al
malattie che nel 2012 hanno richiesto un medico veterinario di mantenere nel tempo
intervento assicurativo. Nel cane, i primi un’alta frequenza di consulti e visite. A suptre posti, sono occupati da malattie di in- porto delle personali e necessarie competeresse dermatologico: allergie, infezione a tenze relazionali, sono necessari anche nuovi
carico della pelle e otiti. Troviamo invece la sistemi comunicativi. È ormai opinione codermatologia all’ottavo posto nella classifica mune che il sistema “visivo” sia il più diretto
della top ten felina.
ed efficace, sia nella fase preliminare di spieQueste statistiche dimostrano come il ve- gazione della patologia, sia nei follow up.
terinario italiano sia chiamato ad avere, Recenti pubblicazioni della AAHA (American
nella quotidianità, una più che discreta co- Animal Hospital Association) hanno dimonoscenza clinica dei protocolli dermatologici strato come il grado di compliance nella
pratica veterinaria sia salito dal 65% del
di base. Ma non basta.
L’efficacia di una diagnosi corretta è filtrata 2004 all’82% del 2011.
anche dall’abilità comunicativa del clinico, Potremmo, in breve, riassumere tre fasi esche sovente si trova ad affrontare lunghi senziali nella gestione della visita dermatopercorsi diagnostici, spesso complicati e logica.
La prima è la visita iniziale che svolge un
costosi.
L
ruolo strategico per ottenere la compliance
del proprietario. Deve essere accurata e
dettagliata, ma non complicata. Deve fornire
tutte le informazioni necessarie sulle cause,
l’evoluzione e la terapia, possibilmente utilizzando tutti i sistemi comunicativi visivi (disegni, figure, fotografie, video…). Non importa
quanto tempo richieda; in questa fase è
molto importante avere capacità relazionali
sia nel parlare che nell’ascoltare.
Secondo e successivo momento essenziale
è il coinvolgimento del proprietario. La
compliance si realizza nella solitudine delle
mura domestiche. Per avere un proprietario
focalizzato sulla patologia esistono vari sistemi.
Quello più utilizzato dalla maggior parte
dei dermatologi, è chiedere che venga
compilato un report quotidiano dove riportare tutte le informazioni ritenute importanti. Questo sistema è molto valido
soprattutto nel decorso delle dermatiti
atopiche.
Terza e ultima fase è il follow up continuo.
Nella valutazione del decorso del caso
clinico non solo devono essere sono stabiliti
i controlli in clinica (con la frequenza che il
medico riterrà più opportuna), ma anche
concordati, con il proprietario, i tempi e le
modalità più utili per avere continue informazioni. C’è chi preferisce il contatto telefonico, chi via mail, chi sms, Viper o What
UP, chi direttamente sui Social (Facebook).
Da una recente ricerca mediatica, si valuta
che entro il 2015 il 60% dei proprietari di
pet utilizzerà queste piattaforme comunicative di nuova generazione. Ritengo sia
quindi indispensabile avvicinare la nostra
diagnostica ai sistemi comunicativi odierni.
Scienza, comunicazione e business sono i
pilastri portanti della nostra istituzione sanitaria, dove la dermatologia si proclama
regina.
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
23
Innovazione
Strategia
■ Soluzioni innovative
Virbac da sempre al fianco del veterinario nella sua
quotidiana attività
Visio Care Consult e Virbac-Derm Diag: due applicazioni in esclusiva per il
veterinario
Alessandra Tranquilli
Product Manager
Virbac Italia
’attività del veterinario consiste anche nel continuo confronto con i
proprietari, è infatti sempre più indispensabile saper approcciare nel giusto
modo i propri clienti.
Con l’avvento di Internet e la possibilità
di reperire facilmente notizie le più disparate in breve tempo, i proprietari arrivano alla visita già carichi di informazioni
non sempre corrette e di non facile comprensione per loro.
Ecco perché Virbac ha pensato di mettere
a disposizione dei veterinari due strumenti
che possano aiutarlo nell’approccio al
proprietario.
L
Visio Care Consult
Si tratta di un’applicazione fruibile sia su
PC sia su iPad che rivoluziona il mondo
delle vecchie tavole anatomiche cartacee
e dei vecchi modelli in plastica. Visio
Care Consult presenta infatti contenuti
di Anatomia e Medicina veterinaria validati
da un comitato scientifico di rinomati
medici veterinari del panorama internazionale.
Visio Care Consult contiene oltre 600
Virbacnews n° 2 - Speciale dermatologia - giugno 2013
spetto il normale prezzo di
mercato.
Virbac-Derm Diag
Un valido supporto specifico
nella gestione di casi dermatologici viene offerto da Virbac
con Virbac-Derm Diag: si tratta
di un’applicazione per iPhone
e iPad gratuita dedicata esclusivamente ai veterinari, che
permette di avere sempre a
disposizione un prontuario
di dermatologia e strumenti
interessanti, innovativi e interattivi per la diagnosi.
Lo scopo di questa applicazione è quello
di supportare il veterinario nella gestione
quotidiana dei casi clinici dermatologici.
Virbac-Derm Diag consta di due parti: la
prima offre un approccio alla diagnosi
differenziale, permettendo di creare rapidamente il dossier clinico del cane e
dando l’accesso ai punti chiave dell’anamnesi, dell’esame dermatologico e della
procedura di diagnosi differenziale.
La seconda parte consente un accesso
diretto a numerosi “media on-line” in
modo da poter scaricare documenti in
pdf sulle malattie cutanee del cane e
video professionali di alta qualità che descrivono i più comuni esami complementari
necessari nella pratica quotidiana in dermatologia canina.
Questa app è completamente gratuita
per il veterinario e accessibile da Applestore.
Per maggiori informazioni rivolgersi all’informatore
di zona o contattare direttamente Virbac.
www.virbac.it – e-mail:[email protected]
tel. 02 40 92 471
PAD 0391
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diverse animazioni (3D,
radiografie, ecografie, video…) per il veterinario
e tramite questa applicazione si possono presentare e spiegare ai proprietari le patologie, le
opzioni terapeutiche e
gli eventuali interventi
chirurgici facendo vedere
sul computer o sull’iPad
immagini e filmati relativi
all’argomento prescelto.
Illustrando l’animazione,
il veterinario ha la possibilità di chiarire nel dettaglio la patologia
e la sua cura, soprattutto quando si parla
di chirurgia, mostrando come si andrà ad
agire durante l’intervento.
C’è anche la possibilità di inviare in tempo
reale l’animazione via mail, dando al cliente
la possibilità di riguardarsi il video e di
poterlo spiegare o mostrare agli altri
componenti della famiglia, così da poter
decidere in modo più consapevole riguardo l’opzione terapeutica consigliata
per la salute del proprio animale.
Visio Care Consult
conferisce al veterinario un forte potere
comunicativo che valorizza e qualifica le
sue prestazioni, con
l’obiettivo primario
di migliorare il rapporto con il cliente
e la compliance terapeutica.
Visio Care Consult
è un’applicazione a
pagamento che Virbac offre a un prezzo
molto agevolato ri-