Divis. DIstretto VIrtuale per lo Sviluppo - Il futuro

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Divis. DIstretto VIrtuale per lo Sviluppo - Il futuro
Divis. DIstretto VIrtuale per lo Sviluppo - Il futuro del passato
[Tiziana Maggio]
Divis, DIstretto VIrtuale per lo Sviluppo - Il futuro del passato è un progetto finanziato da “Sviluppo Sud”,
iniziativa di sostegno economico dell’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio (ACRI) che punta a
distribuire in maniera equa sul territorio nazionale i fondi delle fondazioni bancarie, con particolare
attenzione al Sud. Fin dalla sua prima edizione, nel 2003, “Sviluppo Sud” ha avuto come principale obiettivo
quello di promuovere e stimolare, attraverso i suoi finanziamenti, la creazione di distretti culturali nelle
regioni del Meridione (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia).
Nel giugno del 2004 è stata pubblicata la graduatoria nazionale dei vincitori dei bandi regionali: dei
duecentosettanta progetti presentati, ne sono stati selezionati quarantuno. Questi progetti sono stati finanziati
con 26.000.000 euro messi a disposizione da più di quaranta fondazioni di origine bancaria1.
Per la Puglia il primo bando regionale è stato pubblicato nel 2003 e ha destinato 4.219.000 euro a quattro
progetti scelti tra settantacinque domande di contributo presentate2. Più precisamente, i progetti vincitori del
Bando sono i seguenti:
1. Museo diffuso storico-ambientale dell’unione dei comuni di Cavallino, Lizzanello, Caprarica di
Lecce, Castrì di Lecce;
2. Progetto Daunia Vetus. Creazione di un distretto culturale per la realizzazione di un polo museale,
nodo di attrazione e di collegamento per lo sviluppo delle iniziative turistiche e culturali del PreAppennino Dauno;
3. Progetto Divis, Distretto virtuale per lo sviluppo. Il futuro del passato3;
1
Il comunicato stampa relativo alla pubblicazione della graduatoria è presente al seguente link:
<http://www.acri.it/6_news/6_news_files/cs20040623.pdf> . Il 27 maggio 2005 è stato avviata la seconda edizione di
‘Sviluppo Sud’ per la regione Puglia: ha destinato 4.333.000 euro a progetti distrettuali di recupero e valorizzazione del
patrimonio archeologico regionale e del patrimonio Normanno Svevo Angioino, sommandosi in tal modo al Progetto
Integrato Settoriale (PIS) Itinerario Turistico-Culturale Normanno Svevo Angioino. Fra le linee d’azioni privilegiate da
questa edizione per la creazione dei distretti culturali, vi è sia quella di puntare alla coesione delle risorse degli enti ed
istituzioni locali sia quella di assicurare la tutela e la fruizione del patrimonio culturale in oggetto. Sono otto i progetti
risultati vincitori: Cattedrale di Bari: restauro, consolidamento e musealizzazione del succorpo; Completamento del
restauro e del consolidamento delle facciate della Basilica Cattedrale di Troia; Museo della città e del castello ubicato
all’interno del castello Normanno-Svevo; Recupero e valorizzazione delle mura messapiche; Recupero e valorizzazione
dell’area archeologica del Castello e fortezza Svevo-Angioina; Progetto di un ecomuseo nel comprensorio di
Acquarica di Lecce; Realizzazione di un percorso per la fruizione delle testimonianze epigrafiche e numismatiche
provenienti dal territorio di Butuntum; Progetto di museo diffuso per un insediamento arcaico Messapico in Puglia. Per
conoscere i beneficiari, i contributi richiesti ed erogati si veda il seguente link:
<http://www.fondazionecrverona.org/documento-programmatico-bandi/bandi/risultati-2005/sviluppo-sud/>
2
Le fondazioni bancarie che hanno finanziato i progetti vincitori in Puglia sono le seguenti: Fondazione Cariplo,
Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino,
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Fondazione Caripuglia. Il testo
del bando è disponibile al seguente link: <http://www.acri.it/19_inispe/19_inispe_files/SviluppoSud/BandoPuglia.pdf>
3
Descrizione analitica del progetto, Progetto Divis, Distretto virtuale per lo sviluppo. Il futuro del passato, presentata
per il Bando ACRI.
1
4. CastLE. Castelli salentini in tour. Lecce. Sistema di valorizzazione e fruizione del Circuito
fortificato salentino4.
Fra questi quattro progetti, Divis ha richiesto e ricevuto il finanziamento maggiore: l’erogazione concessa dal
Bando è stata di 1.095.000 euro5. Il progetto, la cui durata viene fissata in 24 mesi, è stato promosso dai
Comuni di Castellana Grotte e di Canosa di Puglia che, per l’occasione, si sono costituiti in Associazione
Temporanea di Scopo (ATS). Il progetto era stato redatto da una costituenda Associazione Temporanea
d’Impresa (ATI) composta da quattro società pugliesi, Digamma Società Consortile di Bari, Consorzio
Campus Virtuale di Bari, Grotte di Castellana s.r.l., e dalla Fondazione Archeologica Canosina di Canosa di
Puglia6. È stato nominato capofila del progetto il Comune di Castellana Grotte.
Il 29 dicembre 2004 la Fondazione Cariverona indicava ai due Comuni le modalità operative necessarie
perché fosse erogato il finanziamento. Fra queste vi erano la stesura ed approvazione di un atto costitutivo e
di uno statuto per l’Associazione Temporanea di Scopo dei due Comuni. Tale indicazione fu seguita dal
Comune di Canosa, che approvava lo statuto. Sembra però che il Comune di Castellana non abbia effettuato
le operazioni necessarie all’approvazione dell’atto costitutivo.
La finalità di Divis era la creazione di un «distretto culturale virtuale a rete fra il sito di interesse speleologico
delle Grotte di Castellana ed il sito di interesse archeologico Ipogeo Varrese del Comune di Canosa di
Puglia, per la loro valorizzazione culturale e per lo sviluppo turistico ecocompatibile delle aree pertinenti il
progetto».7
Le Grotte di Castellana, le cavità carsiche più grandi d’Italia, furono scoperte nel 1938 dallo speleologo
Anelli e sono caratterizzate da spettacolari stalattiti e stalagmiti. In prossimità delle grotte, si trova il Museo
peleologico Franco Anelli che è il vero oggetto degli interventi previsti dal progetto Divis. Il Museo fu
progettato ed inizialmente finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno nel 1952 ma fu effettivamente costruito
e completato grazie ai finanziamenti POP 1994-96 per essere poi inaugurato nel 20008. L’esposizione
4
I
beneficiari,
i
contribuiti
richiesti
ed
erogati
sono
disponibili
al
seguente
link:
<http://www.fondazionecrverona.org/documento-programmatico-bandi/bandi/risultati-2003/sviluppo-sud/>
5
Più precisamente il costo complessivo preventivato per la realizzazione del progetto è di 1.7900.000 e il finanziamento
richiesto ammonta a 1.470.000 euro. Di seguito sono riportati i finanziamenti ricevuti dagli altri tre progetti vincitori:
Museo diffuso storico-ambientale (935.000 euro); Progetto Daunia Vetus (852.600 euro); CastLE - Castelli salentini in
tour (450.000 euro).
6
Delibera Giunta Comunale (Castellana Grotte) n. 232 del 26 novembre 2003, Bando di Concorso “Sviluppo Sud” –
Partecipazione- Approvazione progetto. Delibera di Giunta Comunale (Canosa) n. 294 del 27 novembre 2003,
Approvazione progetto DIVIS e costituzione di una Associazione Temporanea di Scopo con il Comune di Castellana
Grotte per la realizzazione del progetto.
7
Progetto Divis, Distretto virtuale per lo sviluppo - Il futuro del passato’, presentato per il Bando ACRI, p. 3.
8
Fra le attività scientifiche e culturali promosse dal Museo vi sono l’edizione di Grotte e dintorni, la didattica per
scolaresche e il CastellanaGrotte Festival. Il Museo è dotato del Centro di documentazione speleologica ‘Franco
Orofino’, di un archivio iconografico e dell’‘Osservatorio Astronomico Sirio’. L’ingresso è a pagamento; invece per chi
ha acquistato il biglietto per la visita delle grotte, l’ingresso al Museo è gratuito. Il sito ufficiale del Museo è il seguente
<http://www.grottedicastellana.it/it/scienza/museo.htm>. Il sito web permette di fare una visita virtuale statica delle
sale, leggere i contenuti dei panelli espositivi ed osservare gli oggetti esposti nel Museo. Inoltre il sito presenta un link a
ViviTvcastellanagrotte.it, una TV Web di Castellana, che presenta un video completo ed approfondito di venti minuti
2
museale, dalla spiccata valenza scientifica e didattica, espone reperti fossili, attrezzature da speleologia e
numerosi pannelli testuali, grafici e fotografici riguardanti la speleologia e il carsismo. Il museo è di
proprietà del Comune di Castellana Grotte ed è gestito da due enti, Grotte di Castellana s.r.l., società
partecipata il cui socio unico è sempre il Comune di Castellana Grotte, e l’associazione speleologica Gruppo
Puglia Grotte, che si occupa dal 2000 della didattica del museo.
Nell’ottobre del 2004 la giunta regionale ha accettato la richiesta di finanziamento inoltrata dal Comune di
Castellana nel 2001. Di conseguenza, nell’ambito del Progetto Integrato Settoriale PIS n. 11 Itinerario
turistico-culturale Barocco Pugliese, sono stati assegnati al Comune 260.000 euro per una serie di interventi
di restauro e risanamento conservativo del piano seminterrato del Museo e 350.000 euro per l’esplorazione e
la fruizione di altre gallerie sotterranee delle Grotte9. A tali fondi, concretamente erogati nel 2006, si sono
aggiunti altri cospicui finanziamenti europei destinati alla città di Castellana10.
sul
Museo.
Il
video
è
disponibile
al
seguente
link:
<http://www.vivitvcastellanagrotte.it/tv/index.php?option=com_content&task=view&id=76&Itemid=1>.
9
Il Progetto Integrato Settoriale n. 11 coinvolge diciannove comuni pugliesi (Martina Franca in qualità di capofila,
Alberobello, Avetrana, Castellana Grotte, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Francavilla Fontana, Locorotondo,
Manduria, Mesagne, Monopoli, Noci, Ostuni, Polignano a Mare, Putignano, San Pancrazio Salentino, Turi, Villa
Castelli) e punta a realizzare un Itinerario turistico-culturale Barocco Pugliese e più precisamente un sistema turistico
locale basato sulla valorizzazione delle emergenze culturale del territorio individuato attraverso la promozione di una
serie di azioni specifiche e settoriali ma variegate. Il progetto è gestito da un ATI composta da tre aziende: ISED
Ingegneria dei Sistemi; MP Mirabilia Sistemi di Comunicazione del Patrimonio Culturale; Theutra Officina della
Cultura ed è finanziato dal POR Puglia 2000-2006 Misura 6.2-Azione C “Società dell’informazione”. Il progetto ha un
proprio portale: http://www.itriabarocco.net Si vedano i seguenti atti: Delibera di Giunta comunale (Castellana Grotte)
n. 5 del 27 gennaio 2006 POR Puglia 2000/2006 Risorse culturali - Misura 2.1 - Valorizzazione e tutela del patrimonio
culturale pubblico e miglioramento dell’offerta della qualità dei servizi culturali- PIS n. 11 Barocco Pugliese –
Intervento di restauro e risanamento conservativo del Museo Speleologico “Franco Anelli” Approvazione disciplinare;
Delibera di Giunta comunale (Castellana Grotte) n. 6 del 27 gennaio 2006, POR Puglia 2000/2006 - risorse culturali M.
2.1 - “Valorizzazione e tutela del patrimonio culturale pubblico e miglioramento dell’offerta e della qualità dei servizi
culturali” – PIS n. 11 Barocco Pugliese - Intervento di restauro e risanamento conservativo del Museo Speleologico
Franco Anelli - Approvazione progetto definitivo; Delibera di Giunta comunale (Castellana Grotte) n. 16 del
02.02.2006, POR Puglia 2000/2006 - Risorse Culturali Misura 2.1 - Valorizzazione e tutela del patrimonio pubblico e
miglioramento dell’offerta e qualità dei servizi culturali - PIS n. 11 Barocco Pugliese - Intervento di restauro e
risanamento conservativo del Museo Speleologico Franco Anelli - Approvazione progetto esecutivo; Delibera di Giunta
comunale (Castellana Grotte) n. 56 del 21.04.2006, P.O.R. Puglia 2000/2006 Risorse Culturali. Misura 2.1
“Valorizzazione e tutela del patrimonio culturale pubblico e miglioramento dell’offerta e della qualità dei servizi
culturali” - PIS Progetto Integrativo Settoriale n. 11 Barocco Pugliese. Intervento di Restauro e Risanamento
Conservativo del Museo Speleologico “Franco Anelli”. Individuazione professionista per affidamento incarico
professionale - Determinazioni
10
Esemplificativo della quantità e varietà di finanziamenti di cui ha potuto giovare il Comune, è quanto dichiarato dal
Sindaco di Castellana Grotte, Simone Pinto, ne “L’Olmo”, notiziario ufficiale del Comune, anno 7, dicembre 2006: «Il
2006 ha visto la realizzazione di numerosi progetti inseriti nel programma amministrativo e che si rivelano
particolarmente rilevanti per la crescita e lo sviluppo di Castellana: dal miglioramento della viabilità, attraverso i
numerosi progetti di manutenzione straordinaria, alle nuove strade di piano regolatore, all’apertura della bretella via
Putignano-Foggia di Maggio, all’apertura al traffico della zona sovrastante la voragine di largo Porta Grande. La nostra
città ha beneficiato quest’anno di importanti finanziamenti: euro 1.944.000,00 (fondi POR) per l’adeguamento dei
recapiti di fogna bianca; euro 357.142,86 (fondi POR) per il miglioramento del sicurezza del percorso turistico nelle
Grotte; euro 265.306,12 (PIS “Barocco Pugliese”) per il restauro e risanamento conservativo del museo speleologico;
euro 269.500,00 (PIS “Barocco Pugliese”) per l’impianto di pubblica illuminazione nel centro storico; euro 150.000,00
(fondi eco-tassa) per il risanamento del ramo ascensori delle Grotte; euro 171.171,75 per la pista ciclabile (fondi POR);
euro 525.000,00 per la valorizzazione congiunta delle grotte di Castellana e le grotte greche di Perama (programma di
iniziativa comunitaria Interreg IIIA Grecia-Italia); euro 375.000,00 nell’ambito del programma Interreg Italia-Albania
(misura 4.3 per lo sviluppo della cooperazione istituzionale e culturale). E il Comune è tra gli otto comuni pugliesi (solo
tre in provincia di Bari) beneficiari di un PON per l’alta formazione dei dipendenti.» pg. 3.
3
L’altro attore del progetto è l’ipogeo Varrese: fu scoperto casualmente nel 1912 e la sua importanza e
notorietà, oltre ad essere legata alla complessa pianta di ben 2000 mq. ed alla conformazione architettonica, è
da ascrivere al ricchissimo corredo funerario pervenuto, costituito da novecento reperti ceramici risalenti al
IV-III sec. a.C.11
Per la realizzazione del progettato distretto virtuale, le iniziative si articolano in più ambiti ed obiettivi.
Nell’Ipogeo intendeva realizzare un polo museale telematico deputato a trasmettere in diretta, per mezzo di
sofisticati strumenti di illuminazione, di ripresa e trasmissione, le immagini di alcune zone inaccessibili
dell’ipogeo.
A questa musealizzazione si collegava il recupero strutturale del Museo Anelli di Castellana. Inoltre
venivano previsti percorsi didattici-turistici misti, reali e virtuali, nell’ipogeo, con l’assistenza di giovani
esperti locali. Oltre al desiderio di diffondere la conoscenza culturale e scientifica dell’Ipogeo, si registra
anche la volontà di permettere una fruizione completa, anche se virtuale, dell’ipogeo a tutti gli utenti,
speleologi, archeologi, turisti e soprattutto portatori di handicap, che avrebbero dovuto essere facilitati nella
fruizione di questo tipo di patrimonio culturale, solitamente a loro inaccessibile.
Pertanto, il progetto mostrava non solo interesse e sensibilità nei confronti di tutte la categorie di possibili
fruitori, ma puntava anche a coinvolgere l’intero territorio circostante. Partendo dall’ipogeo Varrese e dal
Museo, il progetto Divis intendeva avviare una promozione integrata di tipo distrettuale di tutte le variegate
testimonianze culturali e dei servizi legati alla fruizione ed alla ricettività turistica (ospitalità, ristorazione,
trasporti). In tal modo si prevedeva la crescita culturale ed economica di un territorio ricco di presenze
archeologiche e speleologiche, ma ancora chiuso o escluso dai processi di valorizzazione moderna ed
innovativa.
Per la realizzazione di questi obiettivi, il progetto puntava alla realizzazione di quattro moduli di interventi
che riguardavano rispettivamente il Museo Franco Anelli, l’Ipogeo, alcune attività di alta formazione e altre
legate allo sviluppo tecnologico. Per il Museo Franco Anelli erano previsti numerosi interventi strutturali e di
allestimento museale del piano interrato e dell’atrio scoperto del piano terra, finalizzati alla creazione di un
laboratorio multimediale, di una galleria per mostre temporanee e di un bookshop12.
Per l’ipogeo Varrese erano programmati interventi di recupero, messa in sicurezza e sistemazione per
assicurarne la tutela e la fruizione turistica. Con il terzo modulo, il progetto proponeva l’istituzione di un
11
I reperti furono prelevati dall’ipogeo e divisi fra la Soprintendenza dei beni archeologici e la Provincia di Bari e
conservati nel Museo Archeologico Provinciale di Bari e nel Museo Archeologico di Taranto, ma non erano fruibili al
pubblico. È stato possibile riunirli in un’unica esposizione il 22 ottobre 2000 in occasione della mostra permanente La
Tomba Varrese, un ipogeo al confine, a Palazzo Sinesi presso Canosa che è attualmente in corso.
12
Di seguito l’elenco preciso degli interventi strutturali da eseguire nel Museo: rimozione della tramezzatura al piano
terra -attuale sede dell’Istituto Speleologico Italiano-; integrazione dell’impianto elettrico esistente al piano terra;
spostamento del vano ascensoristi presso gli ascensori; pavimentazione e creazione di una copertura in legno e vetro per
l’atrio scoperto; realizzazione di un portone d’ingresso per la nuova galleria e intonacatura della muratura in pietra a
vista all’interno; pavimentazione con parquet della scala interna per il piano interrato; installazione di un ascensore per
il piano interrato; pavimentazione con parquet del vano al piano interrato; realizzazione di servizi igienici al piano
interrato; realizzazione di un impianto elettrico, telefonico e rete dati per il piano interrato.
4
master di primo livello in “Management ecocompatibile dei beni culturali”; infine si prevedeva la creazione e
l’installazione di tecnologie wireless, satellitari e laser, necessarie per non danneggiare i luoghi dell’ipogeo13.
Questo quarto modulo fu affidato alla barese società consortile Digamma a.r.l., che già aveva avuto
esperienze di musealizzazione di beni inamovibili simili, con il contrastato progetto Sarastro per
l’esplorazione e la fruizione della grotta di Lamalunga e del reperto del cosiddetto Uomo di Altamura14. Nel
maggio 2006 questa Società ha completato i lavori per il progetto Divis e ha presentato richiesta di
pagamento equivalente a 71.400 euro. Il Comune ha però dichiarato di essere impossibilitato al pagamento e
di essere in grado di corrispondere il compenso solamente dopo l’approvazione del progetto esecutivo da
parte degli organi competenti15. A causa di tale inadempienza la Digamma a.r.l., nel gennaio 2008, ha citato
in giudizio il Comune di Castellana che, a sua volta, ha chiamato in causa il Comune di Canosa16. I
procedimenti giudiziari sono attualmente in corso.
Proprio a questo punto il progetto Divis si arresta: il 4 marzo 2008 la Fondazione Cariverona ha revocato il
finanziamento. Purtroppo non sono noti i motivi specifici della revoca. Tuttavia tale decisione potrebbe
essere dipesa dalla mancata costituzione da parte del Comune capofila, Castellana Grotte, dell’Associazione
Temporanea di Associazioni (ATA), requisito imprescindibile per l’erogazione del contributo da parte di
Cariverona17. Probabilmente è anche per questo motivo che il Comune non disponeva ancora dei fondi da
corrispondere alla Digamma a.r.l..
Ma l’idea progettuale, almeno quella riguardante l’ipogeo Varrese, e le intenzioni di valorizzazione non sono
andate completamente perdute. Infatti nel gennaio 2009 il progetto di fruizione dell’Ipogeo è stato ripreso
dalla Fondazione Archeologica Canosina, che ha ottenuto dalla Fondazione Caripuglia un cofinanziamento
del 50%, pari a 150.000 euro; la quota restante è stata coperta dalla stessa Fondazione Archeologica e dal
13
Per questo modulo venivano previsti i seguenti interventi: «1. Piattaforma teleoperata per apparati sensoristici; 2.
Stazione di lavoro in sede remota; 3. Collegamento tra la piattaforma e la stazione di lavoro in sede remota; 4. Pacchetti
software specificatamente progettati e realizzati». Si veda la Descrizione analitica del progetto, ‘Progetto “Divis”,
Distretto virtuale per lo sviluppo - Il futuro del passato’, presentata per il Bando ACRI, p. 13.
14
Il progetto Sarastro (Sistema teleoperAto integRAato di teleoSservazione e Telemetria per la fRuizione scientifica e
culturale dell’UOmo Arcaico di Altamura) prevedeva una fruizione tecnologica remota della Grotta nella soprastante
Masseria. Fu finanziato con circa 2.500.000.000 di lire, provenienti dei fondi POP. I lavori per questo “museo dal
campo”, come viene definito dalla Digamma, sono iniziati nel 1999 e terminati nel 2002. Nel 2004 la strumentazione fu
messa in funzione ma solo pochi giorni dopo fu spenta per sempre a causa di problemi tecnici alle telecamere allestite
all’interno del sito. Il progetto e i suoi esiti sono stati caratterizzati da aspre polemiche istituzionali, da critiche
scientifiche sul tipo di intervento realizzato e sulle sue conseguenze (la formazione di alghe sull’Uomo di Altamura) ed
anche da procedimenti giudiziari attualmente in corso. Si rimanda al seguente link per l’illustrazione del progetto
realizzato dalla Digamma: <http://www.consorziodigamma.com/italiano/sarastro/index.html>.
15
Tale comunicazione del Comune di Castellana Grotte avveniva con Nota dell’8 settembre 2006.
16
La Digamma, con atto notificato il 25 gennaio 2008 ha citato il Comune di Castellana Grotte al Tribunale di Bari Sezione di Putignano. Con l’udienza del 9 maggio 2008, il Comune è stato condannato al pagamento. Nel frattempo il
18 aprile 2008, il Comune di Castellana Grotte si costituiva e ha chiamato il Comune di Canosa. Si vedano le premesse
della Delibera di Giunta Comunale (Canosa) n. 174 del 5 giugno 2008, Comune di Castellana Grotte c/ Comune di
Canosa di Puglia. Nomina Legale.
17
Nonostante ciò, il sito web istituzionale del Comune di Castellana riporta nella sezione riservata alle “Visita delle
Grotte”
la
menzione
specifica
al
progetto
Divis.
Si
veda
il
seguente
link:<
http://www.comune.castellanagrotte.ba.it/2008/portale/index.php?special=changearea&newArea=93>
5
Comune di Canosa18. Vi è in questo successivo progetto di valorizzazione dell’Ipogeo l’evidente assenza del
Comune di Castellana e la presenza attiva della Fondazione Archeologica19.
Questa fondazione onlus, a partecipazione pubblica istituita nel 1993, aveva infatti già nel 2000 dimostrato
grande interesse per l’inestimabile valore culturale del patrimonio archeologico dell’Ipogeo Varrese,
riuscendo ad organizzare la mostra ‘1912. La Tomba Varrese, un ipogeo al confine’. Questa mostra ha
presentato la ricostruzione dell’interno dell’ipogeo e ha riunito per la prima volta in un’unica sede i
novecento reperti dell’ipogeo, da sempre divisi fra il Museo Archeologico Provinciale di Bari ed il Museo
Archeologico di Taranto e non fruibili al pubblico20. Inoltre nel maggio 2007 la Fondazione ha stipulato con
il Comune di Canosa un contratto di servizio per assumere la gestione dei siti archeologici di competenza
comunale, fra i quali vi è anche l’ipogeo Varrese, garantendone la fruizione e l’accesso gratuito, attraverso
un servizio di call center. Dopo la ripresa del progetto di valorizzazione dell’Ipogeo per volontà della
Fondazione, ad aprile 2009 è stato firmato un Protocollo d’intesa tra Ministero per i Beni Culturali, Comune
di Canosa e la Fondazione con il quale è stata affidata alla Fondazione la gestione e valorizzazione di tutte le
aree archeologiche urbane di proprietà pubblica e privata, per renderle fruibili e visitabili21.
L’occasione del progetto iniziale, che prevedeva una valorizzazione integrata e coordinata dei due importanti
siti pugliesi, sembra così andata perduta. Ma ciò pare non dipendere da un’errata. Il Divis si presentava come
18
La durata del progetto sarà di dodici mesi e consisterà nella sistemazione dell’ipogeo e nella copertura dell’area.
Le attività principali della Fondazione riguardano la promozione e valorizzazione dei siti archeologici, ipogei e musei
locali e l’organizzazione di mostre ed eventi culturali sul territorio di Canosa, il tutto supportato da un’intensa e
proficua politica di dialogo con le Soprintendenze pugliesi e con il Comune di Canosa e concretamente realizzato grazie
a fondi di diversa provenienza (fondi comunali, fondi europei, donazioni di privati, ecc.). Il comitato Scientifico della
Fondazione è attualmente composto da due noti archeologi pugliesi: la Dott.ssa Corrente, ex direttore della
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e il Dott. Volpe, professore ed attuale rettore dell’Università degli
Studi di Foggia. Nel 2001 ha aderito alla Fondazione il Comune di Canosa, che ha quindi la facoltà di nominare tre
componenti del CDA e il presidente del Collegio dei Sindaci Revisori. La Fondazione, essendo una onlus, ha affidato
invece alla cooperativa canosina Dròmos.it la realizzazione di una serie di visite guidate a pagamento nei siti
archeologici e la gestione un call center. Questa cooperativa, nata nel 1993 dalla Fondazione proprio per superare lo
status giuridico di onlus, è presieduta dall’archeologo Luigi di Gioia, segretario generale della Fondazione e gestisce sei
itinerari di visita a pagamento su prenotazione a Canosa e nelle zone limitrofe e quattro di questi includono la visita al
Parco Archeologico e all’Antiquarium di San Leucio. Il sito web della Fondazione è il seguente:
<http://www.canusium.it/Pages/Fondaz/Fondaz.htm>. Il sito web della cooperativa è il seguente:
<http://www.canusium.it/Pages/Dromos/DromosIndex.htm>. Si veda anche: La fondazione archeologica canosina:
esempio di iniziativa privata nella tutela di un bene culturale: 14 dicembre 2002 convegno di studio, a cura di L.
Bertoldi Lenoci, T. Luisi, Fasano, Schena 2003.
20
1912. Un ipogeo al confine. La tomba Varrese, a cura di M. Corrente, Fondazione Archeologica Canosina, Canosa di
Puglia 2000.
21
Protocollo d’intesa per la gestione delle aree archeologiche di Canosa di Puglia, 24 aprile 2009; comunicato Stampa
del Comune di Canosa, Settimana della Cultura: sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Ministero per i Beni culturali,
Comune, Fondazione Archeologica Canosina del 28 aprile 2009. La Fondazione con la firma di questo protocollo, che
avrà cadenza annuale, avrà compiti di accoglienza e promozione turistica e manutenzione e gestione dei seguenti nove
beni immobili di proprietà pubblica e privata: il Parco archeologico del Regio Tratturo, Mausoleo di Barbarossa, Terme
Lomuscio, Terme Ferrara, sistema degli ipogei ellenistici (ipogeo del Cerbero, ipogeo dell’Oplita, ipogeo Scocchera B,
ipogei di via Legnano), area monumentale di Giove Toro, area ellenistico-romana di via Vanoni, area cimiteriale del
ponte della Lama, domus romana di via Montescupolo. Questi si vanno ad aggiungere ai dieci già precedentemente
affidati in gestione alla Fondazione: ipogeo Varrese, Lapidario della Villa Comunale, Basilica di San Leucio, Battistero
di San Giovanni, Ipogei Lagrasta, Necropoli S. Sofia, Ipogei Monterisi-Rossignoli, Ipogei Casieri, Basilica
paleocristiana S. Pietro, Scavi Teatro Lembo-D’Ambra. A questo elenco già definito si aggiunge ogni altro bene
immobile già scoperto o che si scoprirà sul territorio di Canosa. La Fondazione ha affidato attraverso apposita
convenzione i servizi di visita guidata a pagamento nei siti archeologici e di call center alla cooperativa canosina
Dròmos.it.
19
6
un’importante occasione di conoscenza di due realtà culturali poco note in Italia e soprattutto in Puglia e
avrebbe permesso di superare l’impossibilità di fruizione e promozione dell’Ipogeo in modo estremamente
innovativo dal punto di vista tecnologico. Purtroppo questo progetto è anche esempio di un fallimento: dalle
poche notizie reperite a proposito, sembra che le cause siano ricollegabili a questioni burocratiche e più
precisamente ad una mancata formalizzazione degli atti necessari da parte dello stesso Comune capofila, che
ha perso così una rara occasione di valorizzare e promuovere in maniera originale e soprattutto integrata non
solo il Museo Anelli ma anche le Grotte di Castellana e l’intero territorio circostante. Il progetto Divis
dimostra quindi come la realizzazione di progetti condivisi da più realtà istituzionali o culturali sia un
impegno estremamente complesso e da non sottovalutare, che necessita di una forte e comune intesa
istituzionale e progettuale. Questo presupposto risulta indispensabile proprio per evitare l’interruzione dei
progetti e la perdita dei fondi.
Da questo fallimento emerge chiaramente anche la forte volontà da parte del Comune di Canosa e della
Fondazione archeologica canosina di mantenere alta e costante l’attenzione sulla necessità di recupero
dell’Ipogeo, riuscendo ad ottenere una seconda possibilità di finanziamento. È evidente quindi l’intesa e la
collaborazione fra la Fondazione ed il Comune, il quale dimostra di essere estremamente interessato a
puntare sulle potenzialità storico-culturali della città, preferendo tuttavia affidarsi in questo alla Fondazione,
delegandole quasi l’intero settore culturale turistico. Non si può non rilevare però che, per quanto la
Fondazione operi in nome di una evidente ed apprezzabile determinazione e tensione culturale e turistica, la
scelta operativa del Comune di delegare a soggetti esterni privati questi interventi di gestione e
valorizzazione rischia di divenire una prassi che può portare allo svuotamento di autorità e soprattutto di
professionalità dei luoghi istituzionali deputati a queste funzioni ed a questi incarichi.
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