Documento del Consiglio di Classe

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Documento del Consiglio di Classe
ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO
“D. ALIGHIERI” NOCERA UMBRA
I.P.S.I.A.
Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato
Don Gino Sigismondi
Documento del
Consiglio di Classe
Classe V°A indirizzo:
M.A.T. – Manutenzione Assistenza Tecnica
Il Coordinatore di Classe
La Dirigente scolastica
Prof. Francesca Cucchiarini
Prof. Serenella Capasso
___________________
____________________
Anno Scolastico 2014/2015
Approvato dal Consiglio di Classe il 23/04/2015
Approvato dal Collegio Docenti il 13/05/2015
INDICE:
SEZIONE A:
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PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
PROFILO PROFESSIONALE
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE :
- Lista delle discipline e componenti del Consiglio di Classe
- Obiettivi generali preposti
- Obiettivi raggiunti
- Criteri di valutazione-Criteri di misurazione-Criteri di attribuzione del credito
scolastico e del credito formativo
- Attività di recupero del tempo scuola secondo la normativa vigente
- Organizzazione degli interventi di recupero, sostegno, approfondimento,
propedeutici
- Dati della classe e dati inerenti il Consiglio di Classe
SEZIONE B:
DESCRIZIONE DI TUTTE LE DISCIPLINE
- Obiettivi specifici raggiunti
- Contenuti
- Metodi, mezzi, strumenti
- Criteri e strumenti di valutazione
- Tipologie delle prove di verifica.
Discipline:
Italiano
Storia
Lingua e civiltà inglese
Matematica
Tecnologie e Tecniche di Installazione e Manutenzione
Tecnologie Elettrico Elettroniche ed Applicazioni
Tecnologie Meccaniche
Laboratori Tecnologici ed Esercitazioni
Scienze Motorie
Religione Cattolica
SEZIONE C:
DESCRIZIONE DELLE PROVE D'ESAME E GRIGLIE:
-Tipologia terza prova di esame
-Tipologie prima e seconda prova d’esame
-Griglie di valutazione
SEZIONE D:
•
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - Corso di specializzazione: “SICUREZZA
INFORMATICA”
•
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - Corso di specializzazione: “TECNICO
IMPIANTISTA ESPERTO NELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI
INDUSTRIALI E QUADRISTICA”
SEZIONE E:
Allegati – Copie dei testi delle simulazioni della prima, seconda prova scritta e della terza prova
scritta somministrati agli studenti
Nocera Umbra, 13/05/2015
CONSIGLIO DI CLASSE V° A
ANNO SCOLASTICO 2014-2015
Materie
Docenti
RELIGIONE
Prof. SCATTOLINI Gina
ITALIANO
Prof. CAPPONI
UbaldoNazzareno
STORIA
Prof. CAPPONI
UbaldoNazzareno
LINGUA (INGLESE)
Prof. PALOMBA Barbara
MATEMATICA
Prof. CINELLI Stefania
Tecnologie Elettrico
Elettroniche ed
Applicazioni
Prof. ZAMPOGNA Maurizio
Tecnologie e Tecniche di
Installazione e di
Manutenzione
Prof. CUCCHIARINI
Francesca
Laboratori Tecnologici
ed Esercitazioni
Prof. PARLANTI Claudio
Tecnologie Meccaniche
Prof. CAMPAGNACCI
Fabio
Prof. PARLANTI Claudio
Prof. PARLANTI Claudio
Prof. PARLANTI Claudio
SCIENZE MOTORIE
Gli studenti
________________________
________________________
________________________
Prof. PARBUONI Giacomo
Firma
SEZIONE A
-------PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
Anno scolastico 2014-2015
•
Indirizzo: “MANUTENZIONE ASSISTENZA TECNICA”
•
Classi: V° sez.A Nocera Umbra
•
Redatto il 22-04-2015
•
Rivisto ed approvato il 13-05-2015
Area di specializzazione
• ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - Corso di specializzazione: “SICUREZZA
INFORMATICA”
•
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - Corso di specializzazione: “TECNICO
IMPIANTISTA ESPERTO NELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI
INDUSTRIALI E QUADRISTICA”
PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
L’IPSIA di Nocera Umbra è presente sul territorio di Nocera Umbra dal 1960, con sede iniziale
presso il complesso monumentale di Piazza Caprera, nel centro storico di Nocera Umbra; nel corso
degli anni la sede è stata trasferita presso la più appropriata sede di Villa Angelica (ex clinica).
Attualmente la sede scolastica è nel nuovo istituto “Don Gino Sigismondi” che si è costituito per il
corso di Congegnatore Meccanico e si è poi arricchito del corso di Elettromeccanica. Nel corso
degli anni l’Istituto ha visto purtroppo estinguere il corso di Congegnatore Meccanico. Attualmente,
con il riordino delle Scuole Secondarie di Secondo Grado, D.P.R. 87/2010, l’Istituto Professionale è
presente nel settore “Industria e Artigianato”, indirizzo “Manutenzione e Assistenza Tecnica”,
opzione “App. Imp. Serv. Tecn. Ind.li Civili”, curvatura “Elettrico-Elettronico”, con due classe
prime (IA e IB), due classi seconde (IIA e IIB), due classi terze (IIIA e IIIB) e due classi quarte
(IVA e IVB), e una classe quinta (VA).
Il bacino di utenza a cui la scuola fa riferimento è rappresentato dal capoluogo, Nocera Umbra dalle
frazioni montane del territorio e dai Comuni limitrofi di Gualdo Tadino, Valtopina, Foligno e
Fiuminata.
PROFILO PROFESSIONALE
Classe V°A M.A.T. – Manutenzione Assistenza Tecnica
Il Diplomato di istruzione professionale nell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”
possiede le competenze per gestire, organizzare ed effettuare interventi di installazione e
manutenzione ordinaria, di diagnostica, riparazione e collaudo relativamente a piccoli sistemi,
impianti e apparati tecnici, anche marittimi.
Le sue competenze tecnico-professionali sono riferite alle filiere dei settori produttivi generali
(elettronica, elettrotecnica, meccanica, termotecnica ed altri) e specificamente sviluppate in
relazione alle esigenze espresse dal territorio.
È in grado di:
controllare e ripristinare, durante il ciclo di vita degli apparati e degli impianti, la conformità
del loro funzionamento alle specifiche tecniche, alle normative sulla sicurezza degli utenti e
sulla salvaguardia dell’ambiente;
osservare i principi di ergonomia, igiene e sicurezza che presiedono alla realizzazione degli
interventi;
organizzare e intervenire nelle attività per lo smaltimento di scorie e sostanze residue,
relative al funzionamento delle macchine, e per la dismissione dei dispositivi;
utilizzare le competenze multidisciplinari di ambito tecnologico, economico e organizzativo
presenti nei processi lavorativi e nei servizi che lo coinvolgono;
gestire funzionalmente le scorte di magazzino e i procedimenti per l’approvvigionamento;
reperire e interpretare documentazione tecnica;
assistere gli utenti e fornire le informazioni utili al corretto uso e funzionamento dei
dispositivi;
agire nel suo campo di intervento nel rispetto delle specifiche normative ed assumersi
autonome responsabilità;
segnalare le disfunzioni non direttamente correlate alle sue competenze tecniche;
operare nella gestione dei sevizi, anche valutando i costi e l’economicità degli interventi.
A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato in “Manutenzione e assistenza tecnica”
consegue i risultati di apprendimento di seguito descritti in termini di competenze.
1. Comprendere, interpretare e analizzare schemi di impianti.
2. Utilizzare, attraverso la conoscenza e l’applicazione della normativa sulla sicurezza, strumenti e
tecnologie specifiche.
3. Utilizzare la documentazione tecnica prevista dalla normativa per garantire la corretta
funzionalità di apparecchiature, impianti e sistemi tecnici per i quali cura la manutenzione.
4. Individuare i componenti che costituiscono il sistema e i vari materiali impiegati, allo scopo di
intervenire nel montaggio, nella sostituzione dei componenti e delle parti, nel rispetto delle modalità
e delle procedure stabilite.
5. Utilizzare correttamente strumenti di misura, controllo e diagnosi, eseguire le regolazioni dei
sistemi e degli impianti .
6. Garantire e certificare la messa a punto degli impianti e delle macchine a regola d’arte,
collaborando alla fase di collaudo e installazione .
7. Gestire le esigenze del committente, reperire le risorse tecniche e tecnologiche per offrire servizi
efficaci e economicamente correlati alle richieste.
Le competenze dell’indirizzo « Manutenzione e assistenza tecnica » sono sviluppate e integrate in
coerenza con la filiera produttiva di riferimento e con le esigenze del territorio.
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE
La classe V Sez. A è composta da 19 alunni provenienti in parte da Nocera Umbra ed in parte da
comuni e frazioni limitrofe.
La classe nasce dall’unione delle due classi quarte dell’anno precedente, a cui si sono aggiunti due
alunni ripetenti. Questo ha sicuramente determinato una situazione di forte disomogeneità nei livelli
iniziali di preparazione globale, specialmente ad inizio anno scolastico e la necessità di ristabilire,
per quanto possibile, gli equilibri tra gli alunni sulla base dei programmi disciplinari.
Si deve sottolineare che nel corso degli ultimi tre anni scolastici la classe ha avuto un forte turnover
nei docenti di tutte le materie ad eccezione dei docenti di Educazione Fisica e Religione e ciò ha
influito notevolmente sui livelli di preparazione raggiunti da ciascuno degli alunni.
E’ da evidenziare che questa è la prima classe che affronta l’Esame di Stato con la nuova riforma. Il
percorso formativo seguito è stato caratterizzato da una forte incertezza sui contenuti dei programmi
delle materie di indirizzo, in quanto le linee guida indicate dal Ministero sono risultate molto vaghe.
A ciò si deve aggiungere la mancanza di testi e manuali d’esame con contenuti adeguati a questo
nuovo percorso, in quanto quelli disponibili fanno ancora riferimento al percorso formativo
antecedente alla riforma.
Tutto ciò ha determinato forti difficoltà nella preparazione alla seconda prova scritta dell’Esame di
Stato e nella predisposizione della relativa griglia di valutazione, difficoltà dovute ad indicazioni
molto vaghe sui contenuti della medesima e ad una tardiva comunicazione su una sua possibile
struttura della prova, tenendo inoltre conto che le possibili simulazioni di seconda prova scritta sono
state pubblicate dal MIUR solo nel mese di Aprile 2015.
Dopo aver svolto il necessario lavoro iniziale di omogeneizzazione dei livelli di preparazione,
risulta che la classe nel complesso, partecipa con interesse a dibattiti e discussioni impartiti durante
le lezioni, che sono
a volte suggeriti dalle tematiche attuali, o da impellenti problematiche
quotidiane, evidenziando buone capacità critiche.
Durante il percorso scolastico il gruppo degli alunni ha variato, talvolta in modo significativo, il
grado di motivazione, l’interesse, l’impegno ed il conseguente raggiungimento degli obiettivi.
Soprattutto in quest’anno alcuni studenti hanno evidenziato una partecipazione non sempre attiva e
costante al dialogo educativo, determinando, spesso, un atteggiamento di superficialità
nell’affrontare gli impegni scolastici e le consegne assegnate e un discontinuo impegno sia in
classe che a casa.
Le capacità e competenze dimostrate, soprattutto negli anni scolastici precedenti, non sono state
confermate e sviluppate completamente in questo ultimo anno laddove una continuità di interesse e
applicazione nello studio, sia in classe che nel lavoro individuale a casa, avrebbe potuto determinare
esiti sicuramente migliori. In merito agli obiettivi comuni raggiunti e distinti per conoscenze,
competenze e capacità, all’interno della classe si possono individuare diversi gruppi: un gruppo di
studenti ha raggiunto un buon livello di preparazione e possiede una buona padronanza degli
argomenti studiati; ciò consente una pertinente rielaborazione dei contenuti grazie ad una maggiore
partecipazione alla vita scolastica e ad un maggiore impegno profuso sia in classe che nel lavoro
assegnato per casa; alcuni elementi hanno raggiunto un sufficiente livello di preparazione,
presentando, tuttavia, alcune difficoltà nella rielaborazione personale e critica sia scritta che orale;
altri infine hanno dimostrato di possedere una preparazione non adeguata alle aspettative ed una
capacità di rielaborazione dei contenuti che non è stata raggiunta per alcune discipline e per altre è
raggiunta solo attraverso un orientamento guidato a causa della scarsa partecipazione alle attività
scolastiche e per mancanza di applicazione sia in classe che nel lavoro individuale a casa. Tutto ciò
nonostante i continui richiami da parte della Dirigente Scolastica e da parte dell’intero Consiglio di
Classe attraverso un costante contatto e coinvolgimento delle famiglie.
DISCIPLINE E COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI CLASSE:
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•
•
•
•
•
•
•
RELIGIONE
ITALIANO
STORIA
INGLESE
MATEMATICA
T.T.I.M.
T.E.E.A.
TECNOLOGIE MECCANICHE
LABORATORI TECNOLOGICI
SCIENZE MOTORIE
PROF. SCATTOLINI GINA
PROF. CAPPONI UBALDO NAZZARENO
PROF. CAPPONI UBALDO NAZZARENO
PROF. PALOMBA BARBARA
PROF. CINELLI STEFANIA
PROF. CUCCHIARINI FRANCESCA
PROF. ZAMPOGNA MAURIZIO
PROF. CAMPAGNACCI FABIO
PROF. PARLANTI CLAUDIO
PROF. PARBUONI GIACOMO
RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI:
Coccia Simone
Papi Michele
RAPPRESENTANTI DEI GENITORI:
Allegrucci Emanuele
Gammaitoni Gianni
OBIETTIVI GENERALI PREPOSTI
Il Consiglio di classe ha stabilito quegli obiettivi perseguibili da tutti gli insegnanti
indipendentemente dalle discipline specifiche, che qui di seguito vengono riportati.
Obiettivi educativi:
Sviluppare il senso di responsabilità e di rispetto per sé e per gli altri.
Stimolare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.
Osservare un comportamento corretto e responsabile.
Incoraggiare lo spirito di collaborazione e solidarietà.
Consolidare la padronanza e l’autonomia nella gestione del proprio lavoro.
Saper gestire situazioni nuove in campo scolastico, extra-scolastico e professionale.
Obiettivi didattici generali:
1. Raggiungimento di un’adeguata cultura di base nelle discipline dell’area comune;
2. Padronanza dei mezzi espressivi e di comunicazione parlati, scritti e multimediali;
3. Capacità di utilizzare codici e canali comunicativi diversi e linguaggi settoriali nella forma sia
scritta che orale;
4. Capacità di documentare adeguatamente il proprio lavoro;
5. Possesso delle necessarie capacità progettuali che consentono di operare nei diversificati e
mutevoli contesti aziendali.
OBIETTIVI PER AREE DISCIPLINARI
Tenuto conto della tipologia del Corso di studi, della situazione della classe e dei livelli di partenza,
il Consiglio di classe ha stabilito i seguenti obiettivi distinti per aree:
Area Umanistico-linguistica:
• Consolidare la padronanza metodologica;
• favorire la capacità di appropriata comunicazione;
• promuovere l’acquisizione di specifiche competenze ed il possesso degli specifici strumenti
linguistici;
• stimolare l’acquisizione di conoscenze ed abilità utilizzabili nel mondo del lavoro;
• sviluppare un livello qualificato di professionalità di base per il conseguimento di abilità
specifiche e mansioni determinate.
Area Tecnico-Scientifica:
- Conoscere gli elementi generali delle discipline e saperli applicare alle procedure;
- acquisire la padronanza degli strumenti linguistici specifici;
-partecipare al lavoro organizzato, individuale e di gruppo, favorendo l’assunzione di leadership;
-saper effettuare scelte, ricevendo e assumendo le informazioni opportune valutando i risultati;
-acquisire un livello qualificato di professionalità di base funzionale per l’acquisizione di abilità
specifiche allo svolgimento di competenze professionali;
-favorire flessibilità e capacità di adattamento al cambiamento.
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Gli obiettivi prefissati dal Consiglio di Classe sono stati espressi nei termini di conoscenza,
competenza e capacità.
Si è considerato conoscenza la pura restituzione di quanto appreso, competenza l’applicazione della
suddetta per un’efficace risoluzione dei problemi e capacità invece l’abilità che, attraverso le
conoscenze e le competenze, portano gli alunni a sviluppare il lavoro in maniera autonoma, e quindi
elaborare e collegare.
Conoscenza:
Parte della classe possiede una adeguata conoscenza dei principali nuclei tematici delle varie
discipline; la conoscenza dei codici linguistici, verbali, numerici e grafici risulta complessivamente
accettabile rispetto agli obiettivi prefissati.
Competenza:
Un numero ristretto di alunni è in grado di utilizzare codici e canali comunicativi diversi e linguaggi
settoriali nella forma sia scritta che orale al fine di risolvere i problemi connessi alle varie
discipline.
Gli altri non hanno raggiunto completamente gli obiettivi prefissati in termini di competenze per
scarso impegno e conoscenze poco approfondite.
Capacità:
Un numero molto esiguo di alunni sa interpretare e rielaborare eventi e problematiche inerenti le
varie discipline, operando collegamenti e documentando il proprio lavoro.
Il resto della classe raggiunge in parte tali obiettivi solo se opportunamente guidata. Nelle discipline
di settore una piccola parte della classe, evidenzia produttive e efficaci capacità nel conseguimento
delle realizzazioni professionali.
ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ RISPETTO AGLI OBIETTIVI FISSATI
Tipologie di lavoro collegiale:
Consigli di Classe:
- osservazione del processo di apprendimento e verifica dello stato di avanzamento dei
programmi e dei tempi di attuazione;
- pianificazione e definizione delle prove di simulazione di III° prova dell’Esame di Stato
- pianificazione e definizione delle simulazioni I e II prova scritta e prova orale dell’Esame di
Stato.
Aree disciplinari:
- definizione e programmazione degli obiettivi e dei percorsi modulari distinti per aree.
Svolgimento delle attività curricolari e organizzazione della didattica:
Procedure tradizionali
Organizzazione modulare
Attività extra-curricolari:
All’interno della scuola:
• Distribuzione materiale informativo orientamento corsi universitari e para-universitari
(Accademie e lauree brevi);
• Visite aziendali nell’ambito dello stage relativo al progetto di alternanza;
• All’interno del progetto “Progetto Naturalistico Ambientale” escursione coordinata dal C.A.I.
sezione di Gualdo Tadino;
• Partecipazione al progetto di Istituto “Gruppo Sportivo”;
Prove di verifica di recupero durante e al termine del primo quadrimestre:
Nel Consiglio di Classe del 22 ottobre 2014 è stata deliberata l’attivazione di corsi di riallineamento
per i due alunni ripetenti poichè siccome nel precedente anno scolastico era ancora in vigore in
classe quinta la vecchia riforma, le attuali materie tecniche sono completamente diverse. Di
conseguenza in riferimento alla C.M. n°28 del 10/01/2014, gli alunni non dovranno fare esami
integrativi, ma dovranno partecipare a dei corsi di riallineamento nelle materie tecniche. Il
Consiglio di Classe delibera di approfittare di tale situazione, e coinvolgere in tali corsi anche altri
alunni che risultano deboli in tali materie. Si decide di attivare corsi nelle materie di: Tecnologie
Meccaniche, T.T.I.M., T.E.E.A.
Dal 7 gennaio al 31 gennaio 2015 si è svolto lo stop didattico: si sono svolte, in tutte discipline,
lezioni di ripasso durante l’orario curricolare con relative verifiche sia scritte che orali di recupero.
Sono stati inoltre svolti corsi di recupero, nei mesi di febbraio e marzo, nelle discipline di:
Tecnologie Meccaniche, T.T.I.M., T.E.E.A, Italiano/Storia, Matematica; con relative prove di
verifica finali per rilevare l’efficacia dell’intervento di recupero.
Inoltre, nel Consiglio di Classe del 19 marzo 2015, è stata deliberata l’attivazione di un corso di
recupero per la materia di Inglese, in quanto la prof.ssa ha ritenuto che il solo stop didattico non
fosse stato sufficiente.
La classe quinta è stata inserita nell’ambito della progettazione generale d’istituto.
PROGETTAZIONE FORMATIVA
a.s. 2014/2015
Mater Tellus: La Dimora - Il Nutrimento
Nutrire il Pianeta
Energie per la vita
Storia dell'Uomo, storie di cibo
Arti e mestieri
Tecniche di insediamento
Commerci
Colonizzazione e Sfruttamento
Tecniche di trasformazione e mutazione degli alimenti
La dieta alimentare/condizionamenti e mode
BIO- DOC- DOP: risorse e culture
Abbondanza e Privazione
Contraddizioni nel cibo e nella sua disponibilità
La fame - Lo spreco
Acqua bene comune
Cattiva eccessiva nutrizione - Malattie fisiche psicologiche
Il rito e la festa
Nutrizione sostenibile = mondo equo
I traguardi della ricerca:
ottimizzazione della filiera - qualità della nutrizione
Green economy - new economy
La dimora e il nutrimento
Le arti raccontano
Un Pianeta da salvare
Interazione/ Conservazione
Cambiamenti climatici/ Disastri Idrogeologici
Le Energie Alternative
L'Habitat e le specie: gli equilibri
Rifiuti- Riciclo - Risorse e nuove tecnologie
Codice etico e legislazione
ALL’INTERNO DI QUESTO PROGETTO DI ISTITUTO, OGNI DOCENTE PER OGNI SINGOLA CLASSE HA
SVILUPPATO DEGLI ARGOMENTI, INERENTI LA PROPRIA DISCIPLINA, RIPORTATI NELLA PROPRIA SCHEDA
DISCIPLINARE.
Progetti afferenti la PROGETTAZIONE
•
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - Corso di specializzazione: “SICUREZZA
INFORMATICA”
•
ALTERNANZA
“TECNICO
IMPIANTISTA ESPERTO NELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI
INDUSTRIALI E QUADRISTICA”
SCUOLA-LAVORO
-
Corso
di
specializzazione:
Attività attivate e da attivare ( laboratori - uscite – lavori di gruppo….)
Laboratorio informatica
Incontri con esperti
Laboratorio di lettura
Attività di recupero e approfondimento
Soggetti responsabili
Soggetti
Responsabile
progettazione formativa
Coordinatori del Consiglio di classe
Altre figure previste
Esperti
Responsabili di
Laboratorio
Laboratorio di Informatica: Brunozzi – Augello – Spigarelli – Ballarani –
Zampogna – Cucchiarini – Campagnani – Buttarazzi – Parlanti – Tamburini –
Bonifazi;
Laboratorio di misure elettriche-meccanica: Brunozzi – Augello – Spigarelli –
Ballarani – Zampogna – Cucchiarini – Campagnani – Buttarazzi – Parlanti –
Tamburini – Bonifazi;
Laboratorio di esercitazioni pratiche: Augello – Spigarelli – Ballarani – Zampogna
– Cucchiarini – Campagnani – Buttarazzi – Parlanti – Tamburini – Bonifazi;
Laboratorio di fisica: Luciani – Piluso – Cinelli – Buriani;
Laboratorio di chimica-biologia-scienze: Mancini-Mazzoli-Magini;
Modalità di valutazione
Le prove di verifica saranno valutate utilizzando la seguente scala docimologica contenuta nel
P.O.F. :
Voto
Descrizione
1,2,3
Preparazione inesistente
4
Carenze gravi
5
Carenze diffuse, ma lievi
6
Possesso delle conoscenze essenziali della maggior parte dei contenuti,
espresso in modo semplice, ma corretto
7
Possesso delle conoscenze essenziali di tutti i contenuti, espresse in modo
appropriato
8
Preparazione abbastanza ampia ed articolata
9
Preparazione approfondita e linguaggio preciso
10
Preparazione molto approfondita, linguaggio ricco e preciso, forte
creatività
Nella valutazione finale si terrà conto:
● per la valutazione di processo trasversale agli esiti disciplinari
Della situazione di partenza
1
2
3
4
5
6
Conoscenza raggiunta
1
2
3
4
5
6
Del conseguimento degli obiettivi didattici dimostrati attraverso 1
verifiche
2
3
4
5
6
Conoscenza raggiunta
1
2
3
4
5
6
Capacità espressiva
1
2
3
4
5
6
Capacità di analisi e sintesi
1
2
3
4
5
6
Della puntualità nell'esecuzione dei compiti assegnati a casa
1
2
3
4
5
6
Impegno
1
2
3
4
5
6
Partecipazione
1
2
3
4
5
6
Frequenza
1
2
3
4
5
6
Comportamento
1
2
3
4
5
6
per la valutazione ai fini del voto di condotta
Valutazione del comportamento degli studenti:
1. fermo restando quanto previsto dal decreto n.137, in materia di diritti, doveri e sistema
disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, in sede di
scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante
tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione
alle attività ed agli interventi educativi dalle istituzioni scolastiche anche fuori dalla propria
sede;
2. a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è espressa
in decimi;
3. la votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di
classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei
decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo.
Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al
comma 2, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono
specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al
voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.
DEFINIZIONE
NUMERO
MASSIMO
SETTIMANALI, QUADRIMESTRALI
PROVE
SOMMATIVE
GIORNALIERE,
Prove sommative giornaliere
Scritte
1*
2
3
4
5
Orali
1*
2
3
4
5
Pratiche
1*
2
3
4
5
Prove sommative settimanali
Scritte
1
2
3
4
5*
Orali
1
2
3*
4
5
Pratiche
1
2
3*
4
5
Prove sommative quadrimestrali
Scritte
1
2
3*
4
5
Orali
1
2*
3
4
5
Pratiche
1
2*
3
4
5
DEFINIZIONE DEI CARICHI MASSIMI DI LAVORO SETTIMANALE DOMESTICO
I docenti avranno cura di confrontarsi per distribuire in maniera omogenea i carichi di lavoro,
fermo restando l'obiettivo educativo della scuola di favorire negli studenti la capacità di pianificare
ed organizzare il proprio lavoro personale.
DEFINIZIONE NUMERO MASSIMO PROVE SOMMATIVE GIORNALIERE E
SETTIMANALI
Prove sommative giornaliere
Prove sommative settimanali
1 scritto / 1 orali
5 scritti / 3 orali
CRITERI DI ATTRIBUZIONE DEL CREDITO SCOLASTICO E DEL CREDITO FORMATIVO
Attribuzione del credito scolastico: per credito scolastico si intende il punteggio che il consiglio di
classe in sede di scrutinio attribuisce a ciascun studente in base agli esiti della media dei voti delle
discipline del piano di studi di ciascuna classe del triennio. Tale punteggio concorre per un massimo
di 25 punti a costituire il punteggio finale dell’esame di stato.
All’interno della banda di oscillazione si attribuisce il punteggio massimo se la media raggiunta
supera 0,50 o se altrettanto viene raggiunto con il credito formativo come di seguito riportato.
Per gli alunni delle classi III – IV – V
CREDITO SCOLASTICO
Media dei voti
I anno
3-4
4-5
5-6
6-7
7-8
M=6
6<M≤7
7<M≤8
8<M≤9
9< M ≤ 10
Credito scolastico (Punti)
II anno 1
3-4
4-5
5-6
6-7
7-8
III anno
4-5
5-6
6-7
7-8
8-9
CREDITO FORMATIVO
Indicatori
Partecipazione
interesse
disponibilità verso
dialogo educativo competenze
acquisite IRC –
attività alternative
Punti
tot
Max.
0,20
Descrittori
Per aver dimostrato nel corso dell’anno
scolastico di cogliere le sollecitazioni
educative e didattiche dimostrando accettabile
partecipazione, disponibilità, senso di
responsabilità nelle attività di IRC o nelle
attività alternative
Max.
0,40
Per aver dimostrato impegno, partecipazione,
nelle attività di Terza Area, fermo restando
l’indicatore della frequenza che rappresenta lo
sbarramento per l’assegnazione del credito.
Attività integrative
interne
Max.
0,20
Per la partecipazione alle iniziative e ai
progetti
individuati nel POF per
l’arricchimento della formazione dello
studente
Credito formativo
(attività esterne)
Max.
0,20
Esperienze acquisite, al di fuori della scuola
di appartenenza, in ambiti e settori della
società civile legati alla formazione della
persona ed alla crescita umana, civile e
culturale quali quelli relativi, in particolare,
alle attività culturali, artistiche e ricreative,
alla formazione professionale, al lavoro,
all'ambiente, al volontariato, alla solidarietà,
alla cooperazione, allo sport, secondo i criteri
definiti dalla normativa vigente per frequenza,
impegno, …
ALTERNANZA
(Terza Area)
Criteri di valutazione
M<4
4≤M<5
5≤M<6
M=6
6<M≤7
7<M≤8
Punteggio
Parziale
IRC/attività alternative = 0,20
0,10 per giudizio globale compreso
tra sufficiente e discreto
0,20 per giudizio tra discreto e
buono
0,30 per giudizio tra buono e ottimo
0,40 per giudizio eccellente
0,10 per ogni progetto educativo
0,10 : per ogni attività certificata
mancato raggiungimento degli obiettivi minimi
lacunosa e scarsa acquisizione delle conoscenze
parziale raggiungimento degli obiettivi minimi
raggiungimento degli obiettivi minimi
raggiungimento pieno degli obiettivi
raggiungimento degli obiettivi ed adeguate capacità di
rielaborazione autonoma
8<M≤10 pieno raggiungimento degli obiettivi, capacità critiche e
capacità di rielaborazione autonoma
ATTIVITA’ DI RECUPERO DEL TEMPO SCUOLA SECONDO LA NORMATIVA
VIGENTE
VERIFICA DEL TEMPO SCUOLA CLASSE 5°A IPSIA
Monte ore settimanale 32 ore
Le attività didattiche per l’anno scolastico 2014/2015 sono state così organizzate dal Consiglio di
Classe al fine di ottemperare alle disposizioni ministeriali e fornire un diversificato ventaglio di
proposte formative utili all’implementazione del percorso didattico e di apprendimento.
Minuti a settimana ministeriali: 32*60=1920
Minuti annuali ministeriali: 1920*33=63360
Minuti settimanali effettivamente realizzati: 310*5=1550 + 120 rientro pomeridiano = 1670
Minuti annuali effettivamente realizzati: 1670*34=56780
Differenza tra Tempo Ministeriale e Tempo Scuola 63360-56780=6580 minuti
6580:60=110 ore da recuperare
Proposte formative per l’anno scolastico 2014/2015:
•
•
•
•
•
35 h simulazioni prove scritte e colloquio orale
45 h partecipazione al progetto di Alternanza scuola-lavoro
6 h “Percorso di conoscenza del territorio in collaborazione con il Club Alpino
Italiano”
18 h partecipazione alla gita scolastica con uscita didattica a Venezia e riviera del
Brenta
6 h progetto “Gruppo Sportivo”
ORGANIZZAZIONE
DEGLI
INTERVENTI
APPROFONDIMENTO, PROPEDEUTICI
DI
RECUPERO,
SOSTEGNO,
Il Consiglio di Classe inoltre ha progettato e realizzato una serie di interventi per:
• Recuperare e sostenere
• Approfondire
• Propedeutica agli Esami
INTERVENTI
In itinere
Durante le lezioni in classe e le attività di
laboratorio
Negli stage e tirocini
Nel periodo degli stage
Lavoro domestico individualizzato
Durante tutto l’anno scolastico
Stop didattico al rientro dalle vacanze
Recupero durante le ore curricolari
natalizie
Simulazione delle prove scritte e del
Durante ore extracurricolari
colloquio orale
Attività di tutoraggio in preparazione
Supporto da parte di tutti gli insegnanti per
all’esame
la stesura del lavoro da presentare all’esame
di stato
Corsi di riallineamento strutturati di sei ore
Discipline: T.T.I.M.; T.E.E.A.; Tecnologie
per ciascuna disciplina interessata
Meccaniche
Corsi di recupero strutturati di sei ore per
Discipline: Italiano, Storia; Matematica;
ciascuna disciplina interessata
T.T.I.M.; T.E.E.A.; Tecnologie Meccaniche;
Inglese
DATI DELLA CLASSE
Composizione della classe V° Sez. A IPSIA
Numero
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
NOME E COGNOME DEGLI ALUNNI
AIT MY ABDELILAH ANOIR
ALLEGRUCCI ALESSANDRO
ARMILLEI LORENZO
BAROTI IULIAN
BRAVI TOMAS
CAPIAAI ELIA
COCCIA SIMONE
DESANTIS MATTEO
ERRAMI EMAD
GAMMAITONI LORENZO
JAYED YASSINE
MARTINELLI STEFANO
OULED TAHAR HIMADE
PAPI MICHELE
PAPI SIMONE
POMPEI LORENZO
SILLA SIMONE
VILLANO DAVIDE
VITALI MIRKO
Dati inerenti il Consiglio di Classe V° A IPSIA-MAT
Nome e cognome del Rapporto di
docente
lavoro
Materia di
insegnamento
Continuità
didattica
CAPPONI UBALDO
NAZZARENO
NON DI
RUOLO
ITALIANO
STORIA
NO
PALOMBA
BARBARA
NON DI
RUOLO
INGLESE
NO
CINELLI
STEFANIA
NON DI
RUOLO
MATEMATICA
SI
ZAMPOGNA
MAURIZIO
RUOLO
T.E.E.A.
NO
RUOLO
LABORATORIO
NO
CUCCHIARINI
FRANCESCA
NON DI
RUOLO
T.T.I.M.
NO
PARLANTI
CLAUDIO
RUOLO
LABORATORIO
NO
CAMPAGNACCI
FABIO
NON DI
RUOLO
MECCANICA
NO
PARLANTI
CLAUDIO
RUOLO
LABORATORIO
NO
PARLANTI
CLAUDIO
RUOLO
LABORATORI
TECNOLOGICI ED
ESERCITAZIONI
NO
SCATTOLINI GINA
RUOLO
RELIGIONE
SI
PARBUONI
GIACOMO
RUOLO
SCIENZE MOTORIE
SI
PARLANTI
CLAUDIO
SEZIONE B
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Lingua e civilta’ inglese
DOCENTE
ORE
DI
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
Prof.ssa Barbara Palomba
LEZIONE Tre
OBIETTIVI DISCIPLINARI
CONOSCENZE (SAPERE)
ABILITA’ (SAPER FARE)
“New on charge- Towards new challenges in
Electricity, Electronics, Automation, IT and
Telecommunications”, A. Strambo, P. Linwood, G.
Dorrity- Petrini
Apprendere la lingua straniera come competenza
pragmatico-comunicativa.
Conoscere argomenti di attualità e civiltà, che
riguardano principalmente il settore della tecnologia
(microlingua).
Reading:
-Capire un testo e trovare delle informazioni
specifiche nello stesso;
-Completare tabelle con informazioni tratte da un
testo;
-Scegliere la frase che meglio riassume il senso di
ogni paragrafo di un testo;
-Scegliere il termine corretto da abbinare alla
traduzione in L1 o alla definizione in lingua inglese.
Listening
-Prendere nota di dettagli per completare un testo;
-Abbinare informazioni a delle immagini;
-Riordinare una sequenza di eventi.
Speaking
-Esporre in modo abbastanza corretto e
comprensibile, anche con l’aiuto di uno schema o di
un’immagine, gli argomenti studiati;
- Descrivere un processo, le caratteristiche principali
o il funzionamento di un dispositivo, anche con uno
schema o un’immagine;
-Spiegare le differenze, i vantaggi e svantaggi;
- Esporre il proprio punto di vista riguardo a degli
argomenti di interesse generale o di tipo settoriale.
Writing
-Scrivere definizioni e descrizioni;
-Raccogliere in una tabella le informazioni esposte in
un testo;
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
-Riassumere le idee fondamentali esposte in un testo
-Scrivere lettere di tipo informale ed e-mail .
COMPETENZE
- Comprendere in modo globale e analitico testi scritti
e orali di interesse generale e specifici del settore di
specializzazione; tradurre in lingua italiana testi scritti
di argomento tecnologico; produrre testi scritti e orali
di carattere generale e specifico in maniera chiara,
coerente e coesa, sostenere semplici conversazioni,
su argomenti generali o specifici, interagendo con
l’interlocutore in lingua inglese.
STRATEGIA FORMATIVA
METODI UTILIZZATI
• Metodo espositivo (lezione frontale guidata
dall’insegnante)
• Metodo della collaborazione
• Individualizzazione ( lavoro di gruppo per fasce di
livello)
• Lezione interattiva
STRUMENTI
Testi specifici, materiale cartaceo, computer,
registratore e LIM.
SPAZI
Aula.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
TIPOLOGIA DELLE VERIFICHE
CRITERI DI VALUTAZIONE
-Verifiche scritte ed orali.
Per quanto riguarda la valutazione si è tenuto conto
-Simulazioni di terza prova di dell’assimilazione dei contenuti, della produzione e
esame.
rielaborazione personale, della correttezza morfosintattica e della proprietà lessicale.
Per la terza prova di esame la valutazione è stata
effettuata tramite le apposite griglie allegate al
presente documento.
LIVELLI DI PARTENZA
Omissis
ADEGUATI
Omissis
MINIMI
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
OBIETTIVI RAGGIUNTI
CONOSCENZE
Omissis
ABILITA’
Omissis
COMPETENZE
Omissis
Omissis
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
CONTENUTI DISCIPLINARI
MODULI ED UNITA’
OBIETTIVI
DIDATTICHE
Readings
Acquisizione di vocabolario specifico – Saper
-“Microchips and their
comprendere e riferire i contenuti specifici relativi ad
characteristics”
ogni tematica affrontata.
- “All about doping”
-“What is a microprocessor?”
-“Computer systems”
- “Laptops and notebooks”
-“Machine Languages”
-“Virtual Worlds”
-“Richard E. Morley’s Clever
Invention”
-“Automation: past, present and
future”
-“Safety in the workplace”
-“How networks operate”
-“Social networking around the
world”
-“How much does the Internet
weigh?”
- “How the Internet developed”
Per quanto riguarda il progetto
d’istituto Mater Tellus, la classe
ha lavorato sul concetto
interdisciplinare di
Colonizzazione e Sfruttamento
tramite il seguente testo:
-“Britain’s Colonial Past”
(Food from the colonies;
Healing the past)
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Scienze Motorie
DOCENTE
Prof. PARBUONI GIACOMO
ORE
DI
LEZIONE Due
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
Corpo libero
OBIETTIVI
• Rispetto degli impegni, incremento dell’autonomia e
DISCIPLINARI
miglioramento della socializzazione. Capacità di valutazione e
autovalutazione;
• Acquisizione di informazioni previste dai programmi
ministeriali;
• Miglioramento delle qualità fisiche: forza, velocità, potenza,
resistenza, mobilità articolare;
• Miglioramento delle capacità coordinative. Agilità, equilibrio,
coordinazione;
• Comprensione e applicazione di nuovi schemi motori
CONOSCENZE
• Conoscere le tecniche, le tattiche, i fondamentali e i
(SAPERE)
regolamenti dei principali sport di squadra ed individuali a
livello scolastico;
• Conoscere il valore e le modalità di attività in ambiente
naturale;
• Conoscere e saper usare la terminologia specifica disciplinare;
• Conoscere le metodologie di allenamento dei vari sport
proposti.
ABILITA’
(SAPER • R i s p e t t a r e e m a n t e n e r e i n o r d i n e g l i a t t r e z z i e
FARE)
l’ambiente che sono un bene comune;
• Partecipare attivamente alle attività teoriche e pratiche;
• Saper accettare costruttivamente le decisioni arbitrali e i
consigli degli insegnanti.
COMPETENZE
• Saper eseguire un movimento nel minor tempo possibile
(velocità);
• Saper sostenere un carico naturale a regime aerobico nel
tempo (resistenza);
• Saper eseguire movimenti in tutta la loro ampiezza e su tutti i
piani (mobilità);
• Migliorare l’equilibrio statico e dinamico;
• Saper utilizzare e rielaborare gli schemi base con piccoli e/o
grandi attrezzi;
• Saper controllare il proprio corpo in esercizi che prevedano
anche la fase di volo;
• Saper eseguire movimenti diversi con una buona
coordinazione spazio-temporale;
• Saper praticare i principi “fondamentali” di alcuni sports
individuali e di squadra;
• Saper gestire e organizzare competizioni e partite dentro e
fuori l’Istituto;
• Saper eseguire un riscaldamento adeguato all’attività svolta di
seguito;
• Saper eseguire un allenamento adeguato ai vari sport proposti.
STRATEGIA FORMATIVA
METODI UTILIZZATI
• Non solo esercizio fisico, ma anche momenti di riflessione
culturale scientifica
STRUMENTI
• Attrezzi ginnici disponibili in palestra;
•
•
SPAZI
test motori ed esercitazioni fisiche specifiche;
Utilizzo di appunti del docente;
• Utilizzo del libro di testo
Palestra
Aula
VERIFICHE E VALUTAZIONE
CRITERI DI VALUTAZIONE
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
• Prove
scritte Valutazioni scaturite da verifiche pratiche e scritte(test a risposte
(conoscenze)
chiuse e aperte), impegno, interesse e partecipazione attiva alle
• Prove
pratiche lezioni
(abilità
e
competenze)
LIVELLI DI PARTENZA
ADEGUATI
MINIMI
Omissis
Omissis
CONOSCENZE
Omissis
OBIETTIVI RAGGIUNTI
ABILITA’
COMPETENZE
CONTENUTI DISCIPLINARI
OBIETTIVI
TEMI DELLE UNITA’
DIDATTICHE
Attività protratta nel tempo in •
situazione aerobica secondo
carichi
crescenti •
adeguatamente intervallati –
continuati
Dipendenze
•
Attività ed esercizi a carico •
naturale
in
esecuzioni
dinamiche non escludendo •
nessun settore corporeo
Attività individuali e di gruppo •
con e senza attrezzi
•
Attività ed esercizi di equilibrio •
in situazioni dinamiche
•
Educazione alimentare
•
•
Miglioramento delle qualità fisiche: forza, velocità,
potenza, resistenza, mobilità articolare;
Comprensione e applicazione di nuovi schemi motori
Acquisizione di informazioni previste dai programmi
ministeriali
Miglioramento delle qualità fisiche: forza, velocità,
potenza, resistenza, mobilità articolare;
Comprensione e applicazione di nuovi schemi motori
Miglioramento delle qualità fisiche: forza, velocità,
potenza, resistenza, mobilità articolare;
Comprensione e applicazione di nuovi schemi motori
Miglioramento delle qualità fisiche: forza, velocità,
potenza, resistenza, mobilità articolare;
Miglioramento delle capacità coordinative. Agilità,
equilibrio, coordinazione;
Comprensione e applicazione di nuovi schemi motori
Acquisizione di informazioni previste dai programmi
Educazione alla salute e igiene •
Tecniche
e
regolamenti, •
pratica di giochi di squadra
(pallavolo, basket, calcetto,
badminton)
•
•
•
•
Primo soccorso:
•
• Conoscenza
ed
acquisizione dei principali •
protocolli
di
primo
soccorso;
• Rispetto
della
propria
persona sul piano corporeo
e culturale
Prevenzione
•
tossicodipendenze
ministeriali;
Acquisizione di informazioni previste dai programmi
ministeriali
Rispetto degli impegni, incremento dell’autonomia e
miglioramento della socializzazione. Capacità di
valutazione e autovalutazione;
Acquisizione di informazioni previste dai programmi
ministeriali;
Miglioramento delle qualità fisiche: forza, velocità,
potenza, resistenza, mobilità articolare;
Miglioramento delle capacità coordinative. Agilità,
equilibrio, coordinazione;
Comprensione e applicazione di nuovi schemi motori
Acquisizione delle tecniche e delle metodologie per
eseguire un adeguato riscaldamento;
Acquisizione di informazioni previste dai programmi
ministeriali.
Acquisizione di informazioni previste dai programmi
ministeriali;
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Tecnologia Meccanica
DOCENTE
Proff. Campagnacci Fabio, Parlanti Claudio
ORE
DI
LEZIONE 3
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
L.Caligaris, S.Fava , C.Tomasello, A.Pivetta; Tecnologia
Meccanica e Applicazioni Vol.3; HOEPLI
OBIETTIVI DISCIPLINARI Il tecnico delle industrie elettriche deve essere capace di
analizzare le caratteristiche funzionali degli impianti
meccanici e delle macchine.
Deve essere in grado di individuare le criticità, analizzare i
problemi ed elaborare un programma d’intervento.
CONOSCENZE (SAPERE) • Conoscenza delle principali lavorazioni meccaniche;
• Conoscenza delle caratteristiche funzionali delle
macchine e degli impianti meccanici;
• Conoscenza dei software applicativi per il disegno e
progettazione di macchine impianti.
• Conoscere i contenuti basilari di direttive e normative
inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro.
ABILITA’ (SAPER FARE)
• Saper utilizzare le funzioni basilari delle
macchine utensili.
• Saper muoversi all’interno di un contesto aziendale e
saper gestire la documentazione di progetto all’interno
dei reparti produttivi.
• Saper redigere una semplice distinta base.
Saper leggere e realizzare disegni con difficoltà di
livello medio-basso attraverso software CAD.
• In base alle conoscenze acquisite, il discente deve
saper risolvere complessi problemi sia di analisi che di
sintesi,
deve
avere
competenze
basilari
di
progettazione di impianti meccanici.
• Dovrà, inoltre avere competenze elementari nella
gestione dei processi industriali.
STRATEGIA FORMATIVA
• Lezioni frontali, (le quali sono state in alcuni casi
ispirate dalla comunicazione con i discenti) e hanno
avuto un carattere problematizzante, orientate verso la
ricerca e la scoperta, così da operare favorendo la
concettualizzazione.
• Visite guidate con l’obiettivo di far osservare e
sperimentare ai discenti le problematiche inerente le
varie unità di apprendimento (con particolare riferimento
alla sicurezza nei luoghi di lavoro).
• Svolgimento di esercizi e problemi, per acquisire le
capacità critiche e di rielaborazione;
• Utilizzo del computer per disegno e di internet per la
visione di filmati.
• Utilizzo degli appunti e del libro di testo.
Aula, laboratorio di informatica, cantiere.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
CRITERI DI VALUTAZIONE
•
COMPETENZE
METODI UTILIZZATI
STRUMENTI
SPAZI
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
L’accertamento
del
raggiungimento
degli
obiettivi fissati è avvenuto
attraverso prove soprattutto
quantitative.
Per
verificare
le
conoscenze sono state
effettuate
delle
prove
strutturate, così è stato
possibile
appurare
la
conoscenza della parte
nozionistica della disciplina;
Per verificare le abilità
sono stati elaborati compiti
in classe che prevedevano
sia problemi di analisi
(esercizi) che descrizione di
argomenti trattati;
Per
verificare
le
competenze sono stati
utilizzati colloqui individuali
e prove di laboratorio.
Prove di simulazione di
colloquio d’esame
La valutazione è stata articolata in tre fasi:
diagnostica, cioè quella iniziale;
formativa, cioè durante l’anno
sommativa, cioè quella finale.
La valutazione è stata in tal senso concepita come un
processo attraverso il quale è stato possibile rilevare
l’apprendimento nella prospettiva del suo miglioramento.
I controlli sono stati di tipo correttivo, preventivo e
migliorativo, orientati alla logica del miglioramento continuo
e dell’apprendimento significativo.
Quindi l’attenzione è stata rivolta al processo di
apprendimento del discente nel tempo.
Vedere griglia di valutazione allegata nella sezione C del
presente documento
LIVELLI DI PARTENZA
Omissis
ADEGUATI
MINIMI
NON ADEGUATI
Omissis
Omissis
Omissis
OBIETTIVI RAGGIUNTI
CONOSCENZE
Omissis
ABILITA’
Omissis
COMPETENZE
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI
PREMESSA: La programmazione è stata rispettata rispetto ai contenuti svolti, con alcune
modifiche rispetto alle tempistiche previste.
MODULI ED UNITA’ DIDATTICHE
OBIETTIVI
MODULO DIDATTICO N°1:
Apprendere la configurazione delle
STRUTTURA DELLE MACCHINE UTENSILI macchine a controllo numerico e la loro
A CONTROLLO NUMERICO
logica di funzionamento.
Definizioni di fresa e tornio
Struttura geometrica di una fresa.
Parti meccaniche che compongono una fresa
Struttura geometrica del tornio.
Parti meccaniche che compongono il tornio
Mandrino, autocentrante, carrelli e sistemi di
comando.
Definizione
di
Controllo
Numerico
Computerizzato.
Trasduttori applicati alle macchine a CNC.
Coordinate cartesiane e coordinate polari.
MODULO DIDATTICO N°2:
Acquisire la conoscenza dei principi logici
PROGRAMMAZIONE DELLE MACCHINE A di programmazione delle macchine a
CONTROLLO NUMERICO
controllo numerico computerizzato e la
Linguaggio di programmazione ISO.
cognizione dei parametri di riferimento per
Definizione di: zero macchina, zero pezzo,
i principali tipi di lavorazione.
piano di lavoro, piano di rapido.
Gestione del magazzino utensili.
Istruzioni principali di programmazione:
funzioni preparatorie, funzioni miscellanee o
ausiliarie.
Scrittura e lettura di semplici procedure in
linguaggio ISO.
MODULO DIDATTICO N°3
Scegliere,
riconoscere
e
utilizzare
SENSORI E TRASDUTTORI
correttamente i principali strumenti di
Sensori di posizione: lineari e angolari
misura, controllo e diagnosi per gli impianti
Sensori resistivi: potenziometro e reostato.
meccanici.
Sensori ottici: encoder lineari e angolari.
Sensori capacitivi, fotoelettrici.
Sensori di prossimità, rilevatori di presenza e
finecorsa.
MODULO DIDATTICO N°4:
Individuare i componenti e i materiali
DISTINTA BASE DI ELEMENTI, MACCHINE, elementari che costituiscono un prodotto.
COMPONENTI E IMPIANTI
Comprendere i legami costituenti e le
Definizione di distinta base.
lavorazioni che servono a produrre gli
Rappresentazione ad albero.
Componenti e sottoinsiemi.
Livelli, legami (link) e coefficienti d’impiego.
Legame padre-figlio.
Alcuni esempi pratici: distinta di una bicicletta.
Sviluppo di un prodotto.
Foglio di lavoro.
Rappresentazione grafica di componenti nel
rispetto della normativa ISO.
MODULO DIDATTICO N°5:
CICLO DI VITA SI UN PRODOTTO,
SISTEMA, APPARATO O IMPIANTO
Elaborazione
delle
fasi:
concezione,
progettazione, produzione, distribuzione,
utilizzo, dismissione e smaltimento.
Approfondimenti sulla fasi di progettazione:
progettazione
preliminare,
definitiva,
esecutiva e costruttiva.
Client service.
Smaltimento e analisi d’impatto ambientale.
MODULO DIDATTICO N°6:
NORME DI SETTORE RELATIVE ALLA
SICUREZZA E ALLA TUTELA AMBIENTALE
Sicurezza nei luoghi di lavoro: Legge 626/94,
D.Lgs. 81/08.
Figure professionali: datore di lavoro, RSPP,
RLS, medico competente.
Dispositivi di protezione individuale e
collettiva.
Documenti relativi alla sicurezza nei luoghi di
lavoro (aziende e cantieri mobili): DVR,
DUVRI, POS, PSC, PiMUS.
Cenni alla segnaletica di sicurezza.
Sicurezza
antincendio:
principi
di
combustione e “il triangolo del fuoco”.
Prevenzione
incendi:
documentazione
antincendio, figura del tecnico competente
(legge 818), valutazione del rischio.
Protezione dagli incendi: sistemi di protezione
attiva e passiva.
Principali tipologie d’impianti di spegnimento.
Certificazione di resistenza al fuoco (REI) e
classi di reazione al fuoco.
Gestione delle emergenze in caso d’incendio.
Ambienti con pericolo d’esplosione: direttiva
ATEX.
MODULO DIDATTICO N°7:
MANUTENZIONE,
SEGNALAZIONE,
RICERCA DEI GUASTI, E DIAGNOSI
Analisi del sistema.
Affidabilità di un sistema.
elementi finiti.
Valutare il ciclo di vita di un sistema,
apparato o impianto in relazione a costi,
ammortamenti e impatto ambientale.
Conoscenza delle normative di riferimento,
della documentazione tecnica e delle
figure
professionali
interessate
dai
processi di gestione della sicurezza.
Utilizzare la documentazione tecnica
prevista dalla normativa per garantire la
corretta funzionalità di apparecchiature,
impianti e sistemi tecnici per i quali cura la
manutenzione.
Diagramma a vasca da bagno.
Ricerca dei guasti.
Fault Tree Analysis.
Failure Mode Effects and analysis.
MODULO DIDATTICO N°8:
Sviluppare capacità di analisi e sintesi per
CENNI SULLA RICERCA OPERATIVA E affrontare problematiche aziendali e per
SUL PROJECT MANAGEMENT
pianificare progetti a medio e lungo
Sviluppo
temporale
di
un
progetto: termine.
definizione,
pianificazione
strategica,
assegnazione
risorse,
monitoraggio,
controllo, reporting, chiusura.
Costo di un progetto.
Tecniche di pianificazione: PERT, diagramma
di GANTT.
MODULO DIDATTICO N°9:
Saper utilizzare, attraverso la conoscenza
DISEGNO ASSISTITO DAL CALCOLATORE e l’applicazione della normativa sul
Utilizzo delle istruzioni di base di Autocad.
disegno tecnico, strumenti e tecnologie di
Gestione dei layer.
disegno assistito dal calcolatore e di
Gestione delle tabelle stili di stampa.
modellazione solida tridimensionale.
Disegno di parti meccaniche e di complessivi.
Realizzazione di una distinta componenti con
diagramma ad albero.
Utilizzo delle funzioni elementari di Solid
Works.
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Tecnologie e Tecniche di Installazione e Manutenzione
DOCENTE
Proff. Cucchiarini Francesca, Parlanti Claudio
ORE
DI
LEZIONE Otto (Due di laboratorio)
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
Tecnologie e Tecniche di Installazione e Manutenzione/3;
V. Savi, P. Nasuti, L. Vacondio; Calderini
OBIETTIVI DISCIPLINARI La materia di “Tecnologie e tecniche di installazione e di
CONOSCENZE (SAPERE)
manutenzione” concorre a far conseguire allo studente, al termine del
percorso quinquennale, i seguenti risultati di apprendimento relativi al
profilo educativo, culturale e professionale: padroneggiare l’uso di
strumenti tecnologici con particolare attenzione alla sicurezza nei
luoghi di vita e di lavoro, alla tutela della persona, dell’ambiente e del
territorio; individuare i problemi attinenti al proprio ambito di
competenza e impegnarsi nella loro soluzione collaborando
efficacemente con gli altri; utilizzare strategie orientate al risultato, al
lavoro per obiettivi e alla necessità di assumere responsabilità nel
rispetto dell’etica e della deontologia professionale; utilizzare le
tecnologie specifiche del settore e sapersi orientare nella normativa di
riferimento; intervenire, per la parte di propria competenza e con
l’utilizzo di strumenti tecnologici, nelle diverse fasi e livelli del
processo dei servizi, per la produzione della documentazione richiesta
e per l’esercizio del controllo di qualità.
• Metodiche di ricerca e diagnostica dei guasti
• Procedure operative di smontaggio, sostituzione e rimontaggio di
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
ABILITA’ (SAPER FARE)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
COMPETENZE
•
•
•
•
•
•
•
apparecchiature e impianti
Modalità di compilazione dei documenti di collaudo
Modalità di compilazione di documenti relativi alle normative
nazionale ed europea di settore
Documentazione per la certificazione della qualità
Analisi di Affidabilità, Disponibilità, Manutenibilità e Sicurezza
Linee guida del progetto di manutenzione.
Tecniche per la programmazione di progetto
Strumenti per il controllo temporale delle risorse e delle attività
Elementi della contabilità generale e industriale
Contratto di manutenzione e assistenza tecnica
Principi, tecniche e strumenti della telemanutenzione e della
teleassistenza
Metodi tradizionali e innovativi di manutenzione
Sistemi basati sulla conoscenza e sulla diagnosi multi sensore
Affidabilità del sistema di diagnosi.
Lessico di settore, anche in lingua inglese
Ricercare e individuare guasti
Smontare, sostituire e rimontare componenti e apparecchiature di
varia tecnologia applicando procedure di sicurezza
Applicare le procedure per il processo di certificazione di qualità
Pianificare e controllare interventi di manutenzione
Organizzare la logistica dei ricambi e delle scorte
Gestire la logistica degli interventi
Stimare i costi del servizio
Redigere preventivi e compilare un capitolato di manutenzione
Utilizzare, nei contesti operativi, metodi e strumenti di
diagnostica tipici delle attività manutentive di interesse
Utilizzare il lessico di settore, anche in lingua inglese.
utilizzare, attraverso la conoscenza e l’applicazione della
normativa sulla sicurezza, strumenti e tecnologie specifiche;
utilizzare la documentazione tecnica prevista dalla normativa per
garantire la corretta funzionalità di apparecchiature, impianti e
sistemi tecnici per i quali cura la manutenzione;
individuare i componenti che costituiscono il sistema e i vari
materiali impiegati, allo scopo di intervenire nel montaggio, nella
sostituzione dei componenti e delle parti, nel rispetto delle
modalità e delle procedure stabilite;
garantire e certificare la messa a punto degli impianti e delle
macchine a regola d’arte, collaborando alla fase di collaudo e di
installazione;
gestire le esigenze del committente, reperire le risorse tecniche e
tecnologiche per offrire servizi efficaci ed economicamente
correlati alle richieste;
analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecniche
per la vita sociale e culturale con particolare attenzione alla
sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, alla tutela della persona,
dell’ambiente e del territorio.
STRATEGIA FORMATIVA
METODI UTILIZZATI
•
Lezioni frontali, (le quali sono state in alcuni casi ispirate dalla
comunicazione con i discenti) e hanno avuto un carattere
problematizzante, orientate verso la ricerca e la scoperta, così da
STRUMENTI
SPAZI
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
L’accertamento
del
raggiungimento degli obiettivi
fissati è avvenuto attraverso
prove soprattutto quantitative.
Per verificare le conoscenze sono
state effettuate delle prove
strutturate, così è stato possibile
appurare la conoscenza della
parte nozionistica della disciplina;
Per verificare le abilità sono stati
elaborati compiti in classe che
prevedevano sia problemi di
analisi (esercizi) che descrizione
di argomenti trattati;
Per verificare le competenze
sono stati utilizzati colloqui
individuali e prove di laboratorio.
Prove di simulazione di colloquio
d’esame
operare favorendo la concettualizzazione: sono state costruite in
tal senso mappe concettuali (per quanto riguarda gli impianti
elettrici e le macchine elettriche) , a partire dai concetti spontanei
degli allievi e attraverso domande stimolo e di specificazione si è
arrivati a quelli che sono i concetti sistematici tipici della
disciplina.
• Lavori di gruppo (soprattutto per le attività laboratoriali) gli
obiettivi erano quelli di saper redigere una relazione tecnica e
saper risolvere problemi procedendo per scoperta e rispetto del
gruppo e delle strumentazioni di laboratorio;
• Svolgimento di esercizi e problemi, per acquisire le capacità
critiche e di rielaborazione;
• Utilizzo del computer per simulazioni e di internet per conoscere
le ultime novità tecnologiche e per capire l’importanze delle
tecnologie dell’istruzione in campo didattico-educativo.
• Utilizzo del manuale;
• Utilizzo di dispense del docente;
• Utilizzo del libro di testo.
Aula, laboratori di misure elettriche e di informatica.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
CRITERI DI VALUTAZIONE
La valutazione è stata articolata in tre fasi:
diagnostica, cioè quella iniziale;
formativa, cioè durante l’anno
sommativa, cioè quella finale.
La valutazione è stata in tal senso concepita come un processo
attraverso il quale è stato possibile rilevare l’apprendimento nella
prospettiva del suo miglioramento.
I controlli sono stati di tipo correttivo, preventivo e migliorativo,
orientati alla logica del miglioramento continuo e dell’apprendimento
significativo.
Quindi l’attenzione è stata rivolta al processo di apprendimento del
discente nel tempo.
Vedere griglia di valutazione allegata nella sezione C del presente
documento
LIVELLI DI PARTENZA
Omissis
ADEGUATI
MINIMI
Omissis
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
CONOSCENZE
ABILITA’
COMPETENZE
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Omissis
Omissis
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI
PREMESSA: Essendo la programmazione inserita in un determinato contesto, elaborata in base ai
bisogni dei discenti e alle indicazioni ministeriali, flessibile e dinamica, in quanto rivolta agli studenti per
favorire l’apprendimento significativo, essendo essa un processo in divenire è stata soggetta a modifiche e
a integrazioni, ovvero, si è ritenuto opportuno non trattare il modulo relativo alle “Reti di comunicazione”,
ma di approfondire maggiormente lo studio della “Manutenzione di vari dispositivi” come richiesto dalle
linee guida ministeriali.
MODULI ED UNITA’ DIDATTICHE
MODULO DIDATTICO N°1: PREREQUISITI
Unità didattica 1: I numeri complessi
Forma algebrica e forma polare e relative
trasformazioni
Operazioni con i numeri complessi
Unità didattica 2: Schemi a blocchi
Collegamenti principali degli schemi a blocchi (cascata,
parallelo, retroazione)
Riduzione degli schemi a blocchi
MODULO DIDATTICO N°2: SISTEMI AUTOMATICI
Unità didattica 1: Principali segnali analogici
Funzione impulsiva
Funzione gradino
Funzione rampa unitaria
Funzione esponenziale
Funzione sinusoidale
Unità didattica 2: Trasformata di Laplace
Concetto della trasformata di Laplace
Trasformata di Laplace di funzioni elementari
Unità didattica 3: Funzione di trasferimento
Definizione di funzione di trasferimento
Poli e zeri della funzione di trasferimento
Ordine di un sistema
Unità didattica 4: Stabilità
Definizione di stabilità
Stabilità e funzione di trasferimento
Unità didattica 5: Risposta dei sistemi LTI nel dominio
del tempo
Risposta libera e risposta forzata
Risposta transitoria e risposta permanente
Unità didattica 6: Sistemi di controllo ad anello
aperto e ad anello chiuso
Sistemi di controllo
Sistemi di controllo ad anello aperto
Sistemi ad anello chiuso
Funzione di trasferimento ad anello aperto di un
sistema retro azionato
Unità didattica 7: Caratteristiche dei sistemi di
OBIETTIVI
Fornire le premesse necessarie per facilitare lo
studio dei successivi moduli, in particolare il
modulo 2.
Comprendere il comportamento dei sistemi lineari
tempo-invarianti (LTI) nel dominio del tempo.
Comprendere la generalizzazione del concetto di
Funzione di Trasferimento (f.d.t.).
Acquisire i concetti fondamentali relativi ai sistemi
di controllo retro azionati (controlli automatici)
controllo ad anello chiuso
Diagrammi di Bode
Stabilità
Il criterio di stabilità di Bode
Analisi di un sistema di controllo retro azionato
Unità didattica 8: Progetto di un sistema di controllo
automatico
Progetto e tecniche di progettazione
Sintesi per tentativi: correzione mediante variazione
del guadagno
Sintesi per tentativi: correzione mediante reti
correttrici e regolatori industriali
Reti ritardatrici
Reti anticipatrici
Reti a sella
Unità didattica 9: Regolatori industriali
Struttura del regolatore
Regolatore P.I.D:
Regolatore P.I.
Regolatore P.D.
MODULO DIDATTICO N°3: Disturbi Elettromagnetici
Unità didattica 1: La compatibilità Elettromagnetica
(EMC)
Unità didattica 2: Tipologie di disturbi
Unità didattica 3: Accorgimenti per contenere i
disturbi.
MODULO DIDATTICO N°4: La Fabbrica Automatica
Unità didattica 1: FMS, CIM
Sistemi integrati di fabbricazione: FMS
Computer Integrated Manufacturing: CIM
Unità didattica 2: Robotica
Tipologie di robot
Applicazione dei robot
Unità didattica 3: Logistica
Evoluzione della logistica industriale
Sistemi automatici di immagazzinamento
Sistemi e mezzi di movimentazione automatica
Veicoli a guida automatica AGV
Unità didattica 3: Servizio di Manutenzione
Scopi e finalità del servizio di manutenzione
Organizzazione del servizio di manutenzione
MODULO DIDATTICO N°5: Guasti e Manutenzione
Unità didattica 1: GUASTI
Definizione e classificazione
Guasti sistematici e non sistematici
Analisi dei guasti non sistematici
Tasso di guasto
Analisi dei guasti: FMCEA, FTA, guasti multipli
Unità didattica 2: AFFIDABILITA’
Definizione
Parametri di affidabilità
Riconoscere i problemi derivanti dall’installazione
di particolari apparecchiature elettriche ed
elettroniche nei confronti della EMC.
Sapere quali sono le tipologie e come sono
propagati i disturbi prodotti da questi apparati in
un contesto generale di impianto.
Conoscere gli accorgimenti e la loro corretta
applicazione per il contenimento di detti disturbi.
Fornire una breve panoramica delle caratteristiche
fondamentali relative ai sistemi integrati di
fabbricazione e all’automazione dei processi
produttivi con l’aiuto di strutture informatizzate.
Conoscere le varie tipologie di robot.
Introdurre le problematiche organizzative e
logistiche collegate alle moderne linee di
produzione.
Illustrare gli aspetti organizzativi fondamentali di
un servizio di manutenzione.
Comprender concetti e grandezze fondamentali
relativamente ai guasti delle apparecchiature.
Conoscere le nozioni di affidabilità per sistemi
semplici e complessi.
Comprendere le politiche di manutenzione nelle
aziende.
Acquisire i concetti fondamentali per una corretta
gestione dei rifiuti come diretta conseguenza
dell’attività di manutenzione.
Affidabilità di un sistema con componenti in serie e in
parallelo
Affidabilità di un sistema complesso
Unità didattica 3: MANUTENZIONE
Definizione
Manutenzione ordinaria e straordinaria
Politiche di manutenzione: correttiva, predittiva e
migliorativa
Organizzazione della manutenzione in azienda
Unità didattica 4: Gestione Rifiuti
Classificazione
Gestione
Direttive RAEE e RoHS
MODULO DIDATTICO N°6: Sicurezza sul lavoro in
ambienti specifici
Unità didattica 1: Rischio elettrico
Definizione di rischio elettrico
Norme per l’esecuzione in sicurezza dei lavori elettrici
Tipologie di lavoro elettrico
Profili professionali nei lavori elettrici
Ruoli operativi nell’esecuzione di un lavoro elettrico
Attrezzi e dispositivi di protezione per lavori elettrici
Principali procedure di sicurezza
MODULO
DIDATTICO
N°7:
Economia
ed
organizzazione aziendale
Unità didattica 1: Impresa, Azienda, Società
Impresa
Azienda
Società
Unità didattica 2: Organizzazione aziendale
L’Impresa come sistema di trasformazione
Operazioni relative alle imprese
Organigrammi
Leasing
Franchising
Unità didattica 3: Programmazione e coordinamento
della produzione
Il Marketing
Gestione delle scorte
Lay-out
Ciclo di vita dei prodotti
MODULO DIDATTICO N°8: Qualità e Certificazione
Unità didattica 1: Qualità del prodotto e Qualità
totale
Unità didattica 2: Certificazione di prodotto
Unità didattica 3: Certificazione dei sistemi di
gestione
Richiamare i principi generali di sicurezza del
lavoro negli aspetti del rischio, pericolo e
valutazione dei medesimi.
Conoscere quali sono i ruoli del personale nei
riguardi dei lavori elettrici.
Apprendere quali sono le normative europee e
nazionali nei confronti della sicurezza in certi
ambiti specifici.
Precisare le definizione di impresa, azienda,
società
Conoscere le problematiche relative ad una
struttura aziendale industriale
Esaminare
i
problemi
concorrenti
alla
programmazione e coordinamento di una
produzione industriale
Saper impostare una tecnica di produzione e
gestire le scorte di magazzino
Apprender i concetti relativi al controllo della
qualità
Conoscere gli aspetti fondamentali della
certificazione sia di prodotto sia dei sistemi di
gestione aziendale.
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DELLA DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI EDUCATIVI
DISCIPLINA
DOCENTE
ORE DI LEZIONE
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
OBIETTIVI
DISCIPLINARI
CONOSCENZE
(SAPERE)
ABILITA’(SAPER
FARE)
COMPETENZE
Matematica
Prof.ssa Stefania Cinelli
3
SCOVENNA MARINA
APPUNTI DI ANALISI INFINITESIMALE
CEDAM
-Acquisire un corretto metodo di studio;
-utilizzare metodi, strumenti e modelli matematici in situazioni
diverse;
-riesaminare criticamente e sistemare logicamente le
conoscenze via via apprese;
-infondere interesse a cogliere aspetti filosofici del pensiero
matematico;
-promuovere facoltà intuitive e logiche come strumento critico
di interpretazione della realtà e come supporto per lo studio
delle altre discipline;
-abituare gli alunni alla utilizzazione di un linguaggio sobrio e
rigoroso;
-acquisire autonoma capacità di giudizio attraverso la
discussione ed il confronto delle idee;
-far acquisire capacità di analisi e di sintesi.
-conoscere le modalità di soluzione di equazioni e
disequazioni di primo e secondo grado;
-conoscere il concetto di limite;
-conoscere il concetto di funzione;
-conoscere il concetto di continuità di una funzione;
- conoscere il concetto di derivata, il suo significato geometrico
e le relative applicazioni;
-conoscere le tecniche che permettono di rappresentare nel
piano cartesiano una funzione algebrica razionale intera e
frazionaria
-saper risolvere equazioni e disequazioni di primo e secondo
grado;
-saper riconoscere e classificare semplici funzioni
matematiche;
-saper calcolare il limite di semplici funzioni , saper applicare i
teoremi sui limiti, riconoscere e risolvere semplici casi di
indeterminazione;
-saper determinare di una funzione continua dominio,
intersezioni con gli assi cartesiani, segno, asintoti orizzontali e
verticali ;
-saper calcolare la derivata di una funzione razionale intera e
frazionaria;
-saper rappresentare graficamente una funzione algebrica
razionale intera e frazionaria.
-saper applicare formule e regole al fine di essere in grado di
affrontare lo studio e la rappresentazione grafica di una
funzione algebrica razionale intera e frazionaria;
-saper “leggere” grafici cartesiani con le loro principali
caratteristiche;
-saper trarre informazioni dal grafico di una funzione.
METODOLOGIA E STRUMENTI
Metodi e strategie
I vari argomenti sono stati trattati partendo
• Lezione frontale
da situazioni concrete, presentate a livello
• Lavoro in coppie di aiuto
intuitivo, facendo poi scaturire in modo
• Lavoro di gruppo
naturale le relative definizioni e regole
• Problem solving
generali. La trattazione degli argomenti è
• Discussione guidata
stata incentrata soprattutto sull’aspetto
pratico di applicazione nella risoluzione di
esercizi, piuttosto che sull’aspetto teorico,
vista la difficoltà e la non abitudine degli
alunni nello studio e nella esposizione orale
della disciplina. La maggior parte
dell’attività didattica è stata svolta in classe
attraverso
esercitazioni
guidate
dall’insegnante, perché per gran parte degli
alunni l’apprendimento si sviluppa quasi
esclusivamente durante il lavoro in classe.
MEZZI E STRUMENTI
• Libro di testo
• Testi didattici di supporto
• Appunti sia forniti dal docente sia
presi dagli alunni
VERIFICHE E VALUTAZIONE
TIPOLOGIA
Le prove di verifica sono state valutate
Verifiche scritte tradizionali
utilizzando la scala docimologia approvata
Test a risposta multipla
dal collegio docenti e inserita nel P.O.F.
Simulazioni terza prova
Nella valutazione progressiva e finale si è
Verifiche orali
tenuto conto:
-della situazione di partenza
-della puntualità nell’esecuzione dei compiti
assegnati
- dell’impegno e partecipazione alle attività
didattiche proposte
-della personalità dello studente
- dell’autonomia nella risoluzione di esercizi
e problemi
LIVELLI DI PARTENZA
Omissis
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Omissis
UNITA’ FORMATIVA 1:
equazioni e disequazioni
CONTENUTI DISCIPLINARI
Equazioni di primo e secondo grado intere
e frazionarie,sistemi di primo e secondo
grado, disequazioni di primo e secondo
grado intere e frazionarie, sistemi di
disequazioni.
UNITA’ FORMATIVA 2:
limiti di funzione reale a variabile reale
UNITA’ FORMATIVA 3:
derivate
UNITA’ FORMATIVA 4:
studio di funzione razionale
frazionaria
intera
Intorno, definizione di limite, approccio
intuitivo, definizione di funzione continua,
teoremi sul calcolo dei limiti, limiti delle
funzioni razionali, forme indeterminate.
Rapporto
incrementale
significato
geometrico,
definizione
di
derivata
significato
geometrico,
derivate
fondamentali, teoremi sul calcolo delle
derivate
Determinazione del dominio, intersezioni
e con
gli
assi,
studio
del
segno,
determinazione degli asintoti verticali e
orizzontali, determinazione di massimi e
minimi relativi, rappresentazione grafica.
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Laboratori Tecnologici ed Esercitazioni
DOCENTE
Prof. Claudio Parlanti
ORE DI LEZIONE
Tre
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
L. Caligaris, S. Fava, C. Tomasello - Vol.4 HOEPLI
OBIETTIVI
La
DISCIPLINARI
materia di “Laboratori tecnologici ed esercitazioni” concorre a far conseguire allo
studente, al
termine del percorso quinquennale di istruzione
professionale del settore “Industria e artigianato”,
indirizzo
“Manutenzione e assistenza tecnica”, risultati di apprendimento che lo mettono in
grado di: utilizzare, attraverso la conoscenza e l’applicazione della normativa su
lla sicurezza, strumenti e tecnologie specifiche; utilizzare la
documentazione tecnica prevista dalla normativa per
garantire la
corretta funzionalità di apparecchiature, impianti e sistemi tecnici per i quali cura
la manutenzione;
individuare i componenti che costituiscono il sistema e i vari materiali impiegati,
allo scopo di
intervenire nel montaggio,
nella sostituzione dei componenti e delle parti, nel
rispetto delle
modalità e delle procedure stabilite; utilizzare correttamente strumenti di
misura, controllo e
diagnosi, eseguire le regolazioni dei sistemi e degli impianti; garantire e
certificare la messa
a punto degli impianti e delle
macchine a regola d’arte, collaborando alla fase
di collaudo e di
installazione; gestire le esigenze del committente, reperire le risorse tecniche
e tecnologiche per offrire servizi efficaci ed economicamente correllati alle
richieste.
Al termine del percorso quinquennale
padroneggierà l’uso di strumenti tecnologici
CONOSCENZE
(SAPERE)
ABILITA’
(SAPER FARE)
COMPETENZE
con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di vita e di lav
oro, alla
tuteladella persona, dell’ambiente e del territorio;
individuare i problemi attinenti
al proprio
ambito di competenza e impegnarsi nella loro soluzione collaborando
efficacementecon gli
altri; utilizzare strategie orientate al risultato, al lavoro per
obiettivi
e alla necessità
di assumere responsabilità nel rispetto dell’etica e della
deontologia professionale;
utilizzare le tecnologie specifiche del settore e
sapersi orientare nella normativa di riferimento.
• Componenti schemi logici e funzionali di apparati e impianti
civili e industriali.
• Caratteristiche d’impiego dei componenti elettrici e
pneumatici.
• Procedure e tecniche standard di manutenzione programmat
a.
• Metodi di ricerca dei guasti.
• Procedure operative di smontaggio, sostituzione e rimontaggi
o di
• apparecchiature e impianti.
• Software di diagnostica di settore.
• Elementi della documentazione tecnica.
• Distinta base dell’impianto/macchina.
• Criteri di prevenzione e protezione relativi alla gestione delle
operazioni
di manutenzione su apparati e sistemi.
• Applicare procedure e tecniche standard di manutenzione
programmata di apparati e impianti.
• Utilizzare nei contesti operativi metodi e strumenti di
diagnostica, anche digitali, propri dell’attività di manutenzione
considerata.
• Individuare guasti applicando metodi di ricerca.
• Smontare, sostituire e rimontare componenti e apparecchiatu
re
di diversa tecnologia, applicando procedure di sicurezza.
• Redigere la documentazione tecnica.
• Predisporre la distinta base degli elementi e delle
apparecchiature componenti l’impianto.
• In base alle conoscenze acquisite, l’alunno deve saper
comprendere,
interpretare e analizzare schemi di apparati, impianti e servizi te
cnici
industriali e civili
• utilizzare strumenti e tecnologie specifiche nel rispetto della n
ormativa
sulla sicurezza
• utilizzare la documentazione tecnica prevista dalla
normativa
per garantire la corretta funzionalità di
• apparecchiature, impianti e sistemi tecnici oggetto di intervent
i di
manutenzione, nel contesto industriale e civile
• individuare i componenti che costituiscono il sistema e i mater
iali
impiegati, allo scopo di intervenire nel montaggio,
• nella sostituzione dei componenti e delle parti, nel rispetto del
le modalità
e delle procedure stabilite
• utilizzare correttamente strumenti di misura, controllo e diagn
osi, ed
eseguire regolazioni di apparati e impianti industriali e civili
• analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecnic
he per la
vita sociale e culturale con particolare
• attenzione alla sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, alla tut
ela della
persona, dell’ambiente e del territorio
METODI UTILIZZATI
STRUMENTI
SPAZI
STRATEGIA FORMATIVA
• Lezioni frontali, orientate verso la ricerca e la scoperta, così
da operare favorendo la concettualizzazione: sono stati
utilizzati esempi pratici di impianti elettrici civili e industriali e
si sono poi sviluppati tutti gli schemi relativi in Logica
Cablata e successivamente trasformati in Logica
Programmata.
• Lavori di gruppo (soprattutto per le attività laboratoriali) gli
obiettivi erano quelli di saper redigere un programma a
contatti Ladder, con relativa documentazione collegata, una
relazione tecnica e saper risolvere problemi di
manutenzione su apparati elettrici civili e industriali,
pneumatici ed elettropneumatici “semplici”, procedendo per
scoperta e la collaborazione del gruppo;
• Svolgimento di esercizi su impianti industriali “semplici”, per
acquisire le capacità critiche e di rielaborazione degli schemi
elettrici;
• Utilizzo del computer per disegno assistito con Autocad, di
internet per ricerche su componenti e applicazioni, dei PLC
Siemens S7-200 per la programmazione e il comando di
impianti “semplici” elettropneumatici;
• Utilizzo del manuale di elettrotecnica;
• Utilizzo di dispense del docente;
• Utilizzo del libro di testo in uso, utilizzo del vol.2 e vol.3 di
T.T.I.M.
Aula, laboratori di esercitazione, di informatica 1 e informatica 2
pneumatica e plc
VERIFICHE E VALUTAZIONE
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
• La verifica del
raggiungimento degli
obiettivi fissati è
avvenuto attraverso
prove scritte di fine
modulo;
• Questionari ed
esercizi a riposta sia
aperta e chiusa;
• Prove di laboratorio;
• Varie Simulazioni di
terza prova.
CRITERI DI’ VALUTAZIONE
La valutazione è stata articolata in tre fasi: diagnostica, cioè
quella iniziale; formativa, cioè durante l’anno e sommativa, cioè
quella finale.
La valutazione è stata in tal senso concepita come un processo
attraverso il quale è stato possibile rilevare l’apprendimento.
Quindi i controlli saranno di tipo correttivo, preventivo e
migliorativo, orientati alla logica del miglioramento continuo e
dell’apprendimento significativo.
LIVELLI DI’ PARTENZA
Omissis
ADEGUATI
MINIMI
Omissis
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
CONOSCENZE
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Omissis
ABILITA’
Omissis
GT
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI
PREMESSA: La programmazione tiene conto del percorso quinquennale della riforma
scolastica che vede il compimento con questa classe nell’a.s. 2014/2015, è stata elaborata
in base alle indicazioni ministeriali (molto sommarie), per questo il docente ha mantenuto
un forte collegamento con la programmazione post riforma, tenendola sempre flessibile e
dinamica, in quanto rivolta agli studenti per favorire l’apprendimento.
MODULI ED UNITA’ DIDATTICHE
OBIETTIVI
Conoscere i principali simboli grafici dei
MODULO DIDATTICO N°1: IMPIANTI componenti fondamentali degli schemi elettrici
ELETTRICI Recupero prerequisiti
civili. Conoscere le normative principali ex 46/90
e la sua applicazione degli schemi elettrici civili.
Unità didattica 1:IMPIANTI ELETTRICI Conoscere i componenti principali applicati negli
CIVILI
impianti elettrici industriali. Conoscere il principio
Ripasso simboli grafici fondamentali.
di funzionamento degli impianti di avviamento
Ripasso schemi elettrici unità abitative: dei macchine elettriche MAT.
schema topografico unifilare, schema di
multifilare di montaggio e schema
funzionale;
Ripasso Principio di funzionamento del
sistema di distribuzione TT;
Ripasso componenti e apparecchiature
elettriche
fondamentali:
interruttori,
deviatori, invertitoti, prese, prese
interbloccatre, lampade, relè interruttori,
relè
crepuscolare,
relè
a
tempo,pulsanti,suonerie,elettroserratura
;
Ripasso
centralino
appartamento,
interruttore
differenziale,
inter.
magnetotermico;
Ripasso impianti citofonici, impianti
video citofonici, impianto di video
sorveglianza.
Unità didattica 2: IMPIANTI
ELETTRICI INDUSTRIALI
Ripasso aspetti costruttivi impianti
elettrici industriali, schemi in Logica
Cablata: applicativi,funzionali, di
potenza, quadro interno, pannello
esterno, morsettiere;
Ripasso componenti: pulsanti,selettori,
contattori, relè termico, trasformatore,
sezionatore di fusibili, interruttore
generale;
Ripasso applicazione Relè statico di
potenza SSR, termoregolatori,
resistenze;
Ripasso schemi di avviamento semplice
di un motore asincrono trifase (MAT),
inversione di marcia, schemi applicativi
con esercitazioni nastro trasportatore,
ascensore/montacarichi,presse
industriali e impianti combinati con
sensori temporizzatori e conta impulsi;
Ripasso apparecchiature di protezione e
manovra.
Ripasso significato dei colori di
identificazione dei pulsanti, delle
lampade e dei selettori.
MODULO DIDATTICO N°2: PLC
AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
Conoscere
le
principali
tipologie
di
apparecchiature e componenti utilizzati negli
impianti industriali automatizzati con PLC.
Unità didattica 1: PLC SIEMENS S7Conoscere, saper costruire le diverse tipologie di
200
schema grafico di semplici impianti industriali
Aspetti costruttivi del PLC S7 200;
automatizzati.
Schema di configurazione del PLC;
Alimentatore, CPU, Schede d’ingresso e
uscita;
Nozioni di Programmazione a contatti
Ladder-Kop;
Temporizzatori
impulsi CTD;
TON-TONR,
conta
Unità didattica 2: ESERCITAZIONI
LOGICA PROGRAMMATA
Esercitazioni in laboratorio informatica
n°2 utilizzando i tre pannelli di
simulazione: trasformazione di schemi
da
Logica
Cablata
a
Logica
Programmata;
Tabella assegnazione ingressi uscite,
Programmazione a contatti Ladder-Kop,
configurazione del PLC S7-200;
MODULO DIDATTICO N°3:
PNEUMATICA
ELETTROPNEUMATICA E
OLEODINAMICA
Unità didattica 1: COMPONENTI E
ASPETTI GENERALI
Nozioni
di
base
degli
impianti
pneumatici
elettropneumatici
e
oleodinamici;
Componenti principali: compressori,
serbatoi,gruppo FRL, filtro, regolatore di
pressione, lubrificatore e manometro;
Struttura di una elettrovalvola;
Valvole direzionali di vari tipi, cilindri a
semplice e doppio effetto;
Unità didattica 2: ESERCITAZIONI
Esercizi con schema di potenza
pneumatici di vari impianti;
Esercitazioni in laboratorio informatica
n°2 utilizzando i tre pannelli di
simulazione;
Esercitazioni combinate con PLC che
comanda l’impianto elettropneumatico;
MODULO DIDATTICO N°4:
MANUTENZIONE
Questo modulo e’ stato svolto nelle
ore di codocenza nella materia
T.E.E.A. e quindi nel programma di
“Tecnologie Elettrico Elettroniche ed
Applicazioni” come concordato nel
primo consiglio di classe.
MODULO DIDATTICO N°5:
Conoscere i principali simboli grafici dei
componenti fondamentali degli schemi di
potenza pneumatici ed elettropneumatici.
Conoscere i principali simboli grafici delle
valvole e/o distributori negli schemi oleodinamici.
SENSORI
FINECORSA
TRASDUTTORI
E
Questo modulo e’ stato svolto nelle
ore di codocenza nella materia
T.E.E.A. e quindi nel programma di
“Tecnologie Elettrico Elettroniche ed
Applicazioni” come concordato nel
primo consiglio di classe.
MODULO DIDATTICO N°6: LEGGE
Conoscere le
principali applicazione della
46/90, DOCUMENTAZIONE TECNICA, Legge n°46 del 1990 e successive integrazioni.
DISEGNO CON PROGRAMMA
Saper strutturare una documentazione tecnica
AUTOCAD
di base.
Conoscere i principali comandi del programma
Unità Didattica n°1: LEGGE 46/90
di disegno assistito autocad.
Ambiti applicativi della Legge n° 46 del
1990 e successivi aggiornamenti.
Redigere la distinta base degli elementi e delle
Applicazione legge su impianti elettrici delle apparecchiature che compongono l’impianto.
unità abitative per i quali è obbligatoria la
realizzazione del progetto.
Applicazione legge su impianti elettrici del
settore industriale, commerciale o terziario
per i quali è obbligatoria la relazione del
progetto.
Applicazione legge su impianti elettrici delle
utenze condominiali per i quali è richiesta la
relazione del progetto.
Consegnate fotocopie applicazione Legge
46/90
Unità didattica 2:
DOCUMENTAZIONE TECNICA
Compilazione di una relazione tecnica
d’impianto di civile abitazione.
Schemi da disegnare: topografico unifilare,
multifilare di montaggio, funzionale la
legenda dei segni grafici.
Predisporre la distinta base degli eleme
nti e delle
apparecchiature componenti l’impianto.
Unità didattica 3: Disegno schemi
con programma AUTOCAD
Utilizzo del software di progettazione “
AUTOCAD “ con l’ausilio del P.C.
Schemi industriali vari.
Esercitazioni presso il Laboratorio di
Informatica 1 e 2 .
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Religione Cattolica
DOCENTE
Prof. Scattolini Gina
ORE
DI
LEZIONE Una
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO
Nuovi Confronti 2
OBIETTIVI DISCIPLINARI
Vedere gli obiettivi suddivisi in conoscenze, abilità e
competenze.
CONOSCENZE (SAPERE)
Conoscere il fatto religioso e il linguaggio religioso in
relazione alla conoscenza di Dio e al rapporto con i
non credenti;
ABILITA’ (SAPER FARE)
Saper riconoscere la propria situazione di vita per
affrontarla come un progetto esistenziale
COMPETENZE
Risalire ai valori etici per orientarsi nella vita
STRATEGIA FORMATIVA
METODI UTILIZZATI
METODOLOGIE UTILIZZATE
Una volta verificati gli stili cognitivi della classe, è
stata adottata la metodologia euristica e maieutica:
partire dal dato esperienziale, per suscitare la
domanda e la ricerca individuale, nonché il confronto
e il dialogo all’interno del gruppo classe. La
correlazione tra contenuti proposti e l’esperienza
vissuta è l’elemento essenziale per un IRC che abbia
una solida valenza culturale e di formazione della
persona. Gli argomenti sono stati affrontati secondo
un’ottica interdisciplinare tesa ad evidenziare la
stretta correlazione tra i saperi. Il punto di vista
centrale è dato dal pensiero religioso e cristiano nei
suoi
diversi
aspetti:biblico,filosofico,
teologico,ecclesiale.
I
contenuti
sono
stati
approfonditi attraverso il dialogo, la discussione, il
dibattito,il confronto.Le lezioni frontali sono state
effettuate come approfondimento dei temi trattati.
STRUMENTI
Libro di testo, quotidiani e supporti informatici.
SPAZI
Aula, Aula Informatica.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
Tipologie delle Verifiche
CRITERI DI VALUTAZIONE
• Colloqui su argomenti
La valutazione è stata articolata in tre fasi:
disciplinari
diagnostica, cioè quella iniziale;
• Colloqui su argomenti
formativa, cioè durante l’anno
pluridisciplinari;
sommativa, cioè quella finale.
• Dibattiti;
La valutazione è stata in tal senso concepita come un
• Interventi
processo attraverso il quale è stato possibile rilevare
l’apprendimento
nella
prospettiva
del
suo
miglioramento e dell’autovalutazione del discente.
LIVELLI DI PARTENZA
ADEGUATI
Omissis
MINIMI
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
CONOSCENZE
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Omissis
ABILITA’
Omissis
COMPETENZE
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI
Modulo Didattico n.1 Abbondanza e
1. Saper prospettare una visione
privazione.
integrale e personalistica dell’
La fame e lo spreco. Giustizia, carità e
uomo in relazione al mondo e ai
solidarietà. Lo sviluppo solidale:responsabili
problemi legati ai beni della terra.
gli uni degli altri.
2. Saper cogliere e definire il
Modulo Didattico n.2 La coscienza,la legge,la
rapporto esistente tra coscienza,
libertà
libertà e legge nell’antropologia
La coscienza umana. Lo sviluppo della
cattolica confrontandolo con i
coscienza morale. La libertà “di”-“da”-“per”.La
modelli proposti dalla cultura
Legge. L’adesione al bene:Decalogo e
contemporanea.
Beatitudini.
Modulo Didattico n. 3 L’etica della vita.
3. Saper
giungere
a
La vita e il diritto alla vita. Concepimento e
un’esplicitazione della propria
vita prenatale. Aborto e diritto alla vita
sensibilita’
per
rendersi
nascente. La bioetica. L’eutanasia e la pena
disponibile a scelte responsabili
di morte.
che favoriscano la cultura della
Modulo Didattico n.4 L’etica sociale: pace e
vita nella sua accezione piu’
giustizia.
generale.
Pace e pacifismo. Non violenza e obiezione di
4. Saper riflettere sui valori cristiani
coscienza.
Razzismo
e
xenofobia.
dell’etica sociale.
Interculturalità e multiculturalità.
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
Tecnologie Elettrico - Elettroniche E Applicazioni
DISCIPLINA
Prof. Zampogna Maurizio - Prof. Claudio Parlanti
DOCENTE
ORE DI LEZIONE Tre
SETTIMANALI
LIBRO DI TESTO M. Coppelli B. Stortoni - Tecnologie Elettrico - Elettroniche E Applicazioni Vol. 3 Ed. Hoepli
La materia di “Tecnologie Elettrico – Elettroniche E Applicazioni” concorre
OBIETTIVI
a far
DISCIPLINARI
conseguire allo studente, al termine del percorso quinquennale di istruzione
professionale del settore “Industria e Artigianato”, con indirizzo “Manutenzione
e assistenza tecnica”, i seguenti risultati di apprendimento relativi al profilo
educativo, culturale e professionale: padroneggiare l’uso di strumenti
tecnologici con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro,
alla tutela della persona, dell’ambiente e del territorio; individuare i problemi
attinenti al proprio ambito di competenza ed impegnarsi nella loro soluzione
collaborando efficacemente con gli altri; utilizzare strategie orientate al risultato,
al lavoro per obiettivi ed alla necessità di assumere responsabilità nel rispetto
dell’etica e della deontologia professionale; utilizzare tecnologie specifiche del
settore e sapersi orientare nella normativa di riferimento; riconoscere ed
applicare i principi dell’organizzazione, della gestione e del controllo dei diversi
processi produttivi assicurando i livelli di qualità richiesti.
CONOSCENZE
• Distinta base di elementi / apparecchiature e componenti / impianti.
(SAPERE)
• Ciclo di vita di un apparato / impianto elettromeccanico, elettronico.
• Tipologia di guasti e modalità di segnalazioni, ricerca e diagnosi.
• Sensori e trasduttori di variabili di processo.
• Segnali analogici e digitali, sistemi congruenti.
• Analisi dei segnali.
• Tecniche di rilevazione e analisi dei dati di funzionamento.
• Applicazioni di calcolo delle probabilità e statistica al controllo della
funzionalità delle apparecchiature.
• Normative tecniche per dismissione, riciclo e smaltimento.
• Normative tecniche di riferimento.
• Norme di settore relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
• Lessico di settore anche in inglese.
ABILITA’ (SAPER • Predisporre
la
distinta
base
degli
elementi/apparecchiature
FARE)
componenti/impianti.
• Utilizzare software di gestione relativo al settore di interesse.
• Valutare il ciclo di vita di un sistema, costi e ammortamenti. Analizzare
impianti per diagnosticare guasti.
• Valutare affidabilità, disponibilità, manutenibilità e sicurezza di un sistema in
momenti diversi del suo ciclo di vita.
• Applicare le normative concernenti la sicurezza personale e la tutela
dell’ambiente.
• Individuare la struttura dei documenti relativi agli impianti e alle macchine, la
gestione delle versioni e degli aggiornamenti evolutivi nel loro ciclo di vita.
• Utilizzare il lessico di settore, anche in lingua inglese.
COMPETENZE
• Utilizzare, attraverso la conoscenza e l’applicazione della normativa sulla
sicurezza, strumenti e tecnologie specifiche.
• Utilizzare la documentazione tecnica prevista dalla normativa per garantire
la corretta funzionalità di apparecchiature, impianti e sistemi tecnici per i
quali cura la manutenzione.
• Individuare i componenti che costituiscono il sistema e i vari materiali
impiegati, allo scopo di intervenire nel montaggio, nella sostituzione dei
componenti e delle parti, nel rispetto delle modalità e delle procedure
stabilite.
• Utilizzare correttamente strumenti di misura, controllo e diagnosi, eseguire le
regolazioni dei sistemi e degli impianti.
• Gestire le esigenze del committente, reperire le risorse tecniche e
tecnologiche per offrire servizi efficaci ed economicamente correlati alle
richieste.
• Analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecniche per la vita
sociale e culturale con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di vita
METODI UTILIZZATI
STRUMENTI
SPAZI
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
• La verifica del
raggiungimento
degli obiettivi fissati
è avvenuto
attraverso prove
scritte di fine
modulo;
• Questionari ed
esercizi a riposta sia
aperta e chiusa;
• Prove di laboratorio;
• Simulazioni di terza
prova.
e di lavoro, alla tutela della persona, dell’ambiente e del territorio.
STRATEGIA FORMATIVA
• Lezioni frontali, orientate verso la ricerca e la scoperta, così da operare
favorendo la concettualizzazione.
• Lavori di gruppo (soprattutto per le attività di laboratorio).
• Svolgimento di esercizi guidati.
• Utilizzo del computer per disegno assistito con Autocad, di internet per
ricerche su componenti e applicazioni.
• Utilizzo del manuale di elettrotecnica.
• Utilizzo del libro di testo in uso.
Aula, Laboratorio di Esercitazioni, Laboratori di Informatica
VERIFICHE E VALUTAZIONE
CRITERI DI’ VALUTAZIONE
La valutazione è stata articolata in tre fasi: diagnostica, cioè quella iniziale;
formativa, cioè durante l’anno e sommativa, cioè quella finale.
La valutazione è stata in tal senso concepita come un processo attraverso
il quale è stato possibile rilevare l’apprendimento.
Quindi i controlli saranno di tipo correttivo, preventivo e migliorativo,
orientati alla logica del miglioramento continuo e dell’apprendimento
significativo.
LIVELLI DI’ PARTENZA
Omissis
ADEGUATI
Omissis
MINIMI
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
OBIETTIVI RAGGIUNTI
CONOSCENZE
Omissis
ABILITA’
Omissis
COMPETENZE
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI
PREMESSA: La programmazione tiene conto del percorso quinquennale della riforma scolastica che
vede il compimento con questa classe nell’a.s. 2014 / 2015, è stata elaborata in base alle indicazioni
ministeriali (molto sommarie), per questo il docente ha mantenuto un forte collegamento con la
programmazione post riforma, tenendola sempre flessibile e dinamica, in quanto rivolta agli studenti
per favorire l’apprendimento.
MODULI ED UNITA’ DIDATTICHE
OBIETTIVI
sui
concetti
di
base
del
MODULO DIDATTICO N°1: Recupero Rifocalizzazione
funzionamento dei circuiti in corrente alternata.
prerequisiti
Unità didattica 1
Circuiti in corrente alternata
- Analisi dei circuiti elementari in corrente
alternata: circuito puramente ohmico,
puramente
induttivo
e
puramente
capacitivo,
concetto
di
impedenza,
diagrammi vettoriali.
- Analisi dei circuiti in corrente alternata:
circuito R – C serie, R – L serie, R – L – C
serie: triangolo delle impedenze, triangolo
delle tensioni, fattore di potenza.
MODULO DIDATTICO N°2: Elettronica di
potenza
Unità didattica 1:
- Settori di interesse dell’elettronica di
potenza;
- Definizione di circuito convertitore;
- Classificazione dei convertitori di potenza:
raddrizzatori,
inverter,
chopper,
cycloinverter;
- Interruttori a semiconduttore: dispositivi più
utilizzati e loro principali caratteristiche;
- Pilotaggio on – off del BJT: condizioni di
funzionamento statiche e dinamiche, tempo
di ritardo, tempo di salita, tempo di
immagazzinamento e tempo di discesa;
- Pilotaggio on – off del MOSFET.
Conoscere alcuni dei principali dispositivi utilizzati
nell’elettronica di potenza;
Conoscere e saper distinguere i principali circuiti
utilizzati nella conversione della potenza elettrica.
MODULO DIDATTICO N° 3: SENSORI E Conoscere e applicare i sensori e gli interruttori di
posizione
FINECORSA
Unità didattica 1
Conoscere i segni grafici di questi componenti.
SENSORI
- Sensori: generalità e classificazione;
- Tipologie di rilevamento: a contatto e senza
contatto, tipi di leve aste ecc.;
- Interruttori di posizione meccanici finecorsa:
generalità, caratteristiche costruttive;
- Interruttori di posizione di sicurezza a
chiave (esempi per applicazioni su porte di
protezione scorrevoli);
- Microinterruttori (esempi per applicazioni su
parti mobili estrattori stampi);
- Sensori di prossimità di tipo induttivo e
capacitivo;
- Interruttori fotoelettrici fotocellule: tipo
unidirezionale (a sbarramento), a
riflessione, a tastatore (o reflex).
- Barriere fotoelettriche (esempi per
applicazioni di sicurezza su presse e
macchinari vari);
- Sensori di livello.
- Segni grafici sensori e interruttori.
Unità didattica 2
TRASDUTTORI
- Generalità e applicazioni;
- Trasduttori di temperatura: termocoppie;
- Segno grafico.
Conoscere lo schema a blocchi, lo schema circuitale
MODULO DIDATTICO N°4:
ed il funzionamento dei circuiti presenti negli
ALIMENTATORI
alimentatori con particolare interesse per i
raddrizzatori e per i circuiti che stabilizzano la
Unità didattica 1
tensione di uscita.
CIRCUITI RADDRIZZATORI
- Classificazione
dei
raddrizzatori: Conoscere il funzionamento delle principali tipologie
raddrizzatori con diodi a stato solido, di alimentatore più comuni.
raddrizzatori a commutazione, raddrizzatori
controllati.
- Raddrizzatore monofase ad una semionda.
- Analisi del raddrizzatore ad una semionda.
- Svantaggi del raddrizzatore ad
una semionda.
- Raddrizzatore monofase a doppia
semionda: configurazione a ponte di Graetz
a quattro diodi.
- Analisi del raddrizzatore a doppia semionda
- Alimentatori a doppia semionda
- Analisi dell’alimentatore a doppia semionda.
- Filtri R - C ed L – C utilizzati come circuiti
livellatori negli alimentatori a doppia
semionda.
Unità didattica 2
ALIMENTATORI STABILIZZATI
- Tipologie: lineari e switching.
- Principio di funzionamento e schema a
blocchi di un alimentatore stabilizzato
lineare con regolatore serie.
- Schema circuitaledi un alimentatore
stabilizzato lineare con regolatore serie e
diodo Zener.
- Schema circuitaledi un alimentatore
stabilizzato lineare con regolatore serie a
BJT.
- Alimentatori stabilizzati switching: principio
di funzioanmento, schema a blocchi e
schema circuitale.
- Tipologie di convertitore dc – dc presenti
negli alimentatori stabilizzati switching.
MODULO DIDATTICO N°5
MANUTENZIONE
Unità didattica 1
MANUTENZIONE
- Considerazioni generali e definizioni;
- Procedure e tecniche standard di
manutenzione programmata;
- Manutenzione ordinaria e straordinaria;
- Schede di manutenzione ordinaria
(programmata) e schede di manutenzione
straordinaria (causata da guasti);
Unità didattica 2
MANUTENZIONE
DI’
MACCHINE
ATTREZZATURE E IMPIANTI
- Consegna di allegati riferiti al Documento
dell’organizzazione della manutenzione in
una azienda di media o grande dimensione
cosi strutturato.
- Indicazione scopo, applicabilità;
- Figure di responsabilità, responsabile
servizio manutenzione RSM, responsabile di
produzione RP, responsabile del sistema
qualità di stabilimento RQS;
- Definizioni: manutenzione, personale
impiegato;
- Attività di manutenzione: manutenzione
ordinaria
preventiva
(periodica),
manutenzione
correttiva
(di
pronto
intervento), manutenzione straordinaria;
Registrazione attività ed archiviazione
schede
di
manutenzione:
piano
manutenzione programmata mod. MAN 01,
Conoscere ed applicare procedure e tecniche
standard di manutenzione programmata di apparati
e impianti.
Individuare guasti applicando metodi di ricerca.
Smontare, sostituire e rimontare componenti e
Apparecchiaturedi diversa tecnologia, applicando
procedure di sicurezza.
Redigere la documentazione tecnica.
Predisporre la distinta base degli elementi e delle
apparecchiature componenti l’impianto.
Redigere le attività di archiviazione nelle schede di
manutenzione.
Conoscere il modello centralizzato e il modello
decentralizzato
rapporto manutenzione interno mod. MAN
02, ordine di lavoro mod. MAN 03;
- Organizzazione della manutenzione di un
processo
produttivo:
modello
centralizzato, modello decentralizzato.
Unità didattica 3
ESERCITAZIONI MANUTENZIONE
- Esercitazioni con la compilazione delle
schede di manutenzione ordinaria
(programmata) e schede di manutenzione
straordinaria (causata da guasti) sui
seguenti impianti:
- Impianto ciclo elettropneumatico con
cilindro a doppio effetto DE;
- Impianto forno elettrico gestito da PLC;
- Impianto controllo di liquido;
MODULO DIDATTICO n° 6
DIAGNOSI E RICERCA GUASTI
Conoscere le principali tecniche per la ricerca dei
guasti nelle apparecchiature elettriche ed
elettroniche e delle principali tecniche di riparazione.
Conoscere procedure strumenti utilizzati nel test di
Unità didattica 1
La risoluzione dei problemi nei dispositivi componenti elettrici ed elettronici.
elettrici – elettronici
- Definizione di guasto.
- La sequenza di risoluzione dei problemi
dovuti a guasti nei dispositivi elettronici.
- Metodi di risoluzione dei guasti: metodo
dell’area funzionale, metodo della divisione
a metà
Unità didattica 2
Test di componenti passivi ed a
semiconduttori
- Test di un resistore: procedura e strumenti
utilizzati.
- Test di un conduttore elettrico e di un
fusibile: procedura e strumenti utilizzati.
- Test di un ponte di diodi a semiconduttore:
procedura e strumenti utilizzati.
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
ITALIANO
Prof. Capponi Ubaldo
DOCENTE
Quattro
ORE
DI
LEZIONE
SETTIMANALI
Letteratura Modulare, Il Settecento e l'Ottocento, Marta
Sambugar – Gabriella Salà, La Nuova Italia;
Letteratura Modulare, Il Novecento, Marta Sambugar –
Gabriella Salà, La Nuova Italia.
Analisi e contestualizzazione dei testi;
Riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica.
LIBRO DI TESTO
OBIETTIVI DISCIPLINARI
Conoscere le principali correnti letterarie e le loro
caratteristiche;
Conoscere i principali rappresentanti della letteratura nei vari
generi letterari.
Esporre le proprie conoscenze e le proprie opinioni
ABILITA’ (SAPER FARE)
argomentando con coerenza e pertinenza ;
Saper svolgere diverse tipologie testuali;
Interpretare ed analizzare i testi letterari.
Saper formulare un giudizio sulla base di idee personali per
COMPETENZE
un’interpretazione critica;
Comprendere le analogie, le differenze tra opere e autori
diversi;
Contestualizzare l’evoluzione della letteratura in rapporto ai
processi sociali, culturali e politici;
Riconoscere e usare registri diversi secondo le diverse
esigenze comunicative
Standard minimi e/o obiettivi per casi particolari
• Saper produrre un testo scritto essenziale in forma corretta.
• Sapersi esprimere in un lessico semplice, chiaro ed adeguato.
• Esporre in modo sintetico gli aspetti più significativi di ciascuna corrente o movimento della
storia letteraria.
CONOSCENZE (SAPERE)
STRATEGIA FORMATIVA
METODI UTILIZZATI
STRUMENTI
SPAZI
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
• Colloqui su argomenti
disciplinari
• Prove scritte (A, B, C,
D)
• Prove strutturate e
semistrutturale;
Lezione frontale e partecipata;
Lezioni di approfondimento;
Elaborazione di mappe concettuali.
Libro di testo, fotocopie fornite dall’insegnante, filmati video.
Aula.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
CRITERI DI VALUTAZIONE
•
•
•
La valutazione è stata articolata in tre fasi:
- diagnostica, cioè quella iniziale;
- formativa, cioè durante l’anno
- sommativa, cioè quella finale.
La valutazione è stata concepita come un processo attraverso il
quale si è potuto rilevare l’apprendimento nella prospettiva di una
sua evoluzione.
L’attenzione rivolta al processo di apprendimento del discente nel
tempo, ha utilizzato diverse prove e simulazioni della prova
d’esame.
LIVELLI DI PARTENZA
ADEGUATI
Omissis
MINIMI
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
CONOSCENZE
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Omissis
ABILITA’
Omissis
COMPETENZE
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI ITALIANO
MODULI ED UNITA’ DIDATTICHE
Dal Realismo al Simbolismo:
OBIETTIVI
Vedere obiettivi disciplinari
Il Positivismo:
Le nuove scienze umane: sociologia e
antropologia. La teoria dell'evoluzione.
La Letteratura realista;
La Letteratura naturalista:
Il romanzo naturalista:
Emìle Zola: “L”Ammazzatoio”, “Gervasia
all'Ammazzatoio”.
La Letteratura verista:
L'Autore:
Giovanni Verga: La vita; Le opere; Il pensiero e
la poetica:
“Vita dei campi”, “Fantasticheria”;
“I Malavoglia”, “La famiglia Malavoglia”.
Il Decadentismo e l'età delle Avanguardie:
Vedere obiettivi disciplinari
Il Decadentismo:
La reazione al Positivismo; L'Estetismo; La crisi
della Ragione.
La Letteratura decadente:
La poesia decadente; Il romanzo estetizzante Il
romanzo della crisi in Italia.
L'Autore:
Giovanni Pascoli, La vita, Le opere, Il pensiero e
la poetica:
“Il fanciullino”. “E' dentro di noi un fanciullino”;
“Myricae”, “Novembre”; “X Agosto”.
Il romanzo estetizzante:
Vedere obiettivi disciplinari
Oscar Wilde: “Il ritratto di Dorian Gray”, “Lo
splendore della giovinezza”.
L'Autore:
Vedere obiettivi disciplinari
G. D’Annunzio: La vita, Le opere, Il pensiero e
la poetica:
“Il piacere”, “Il ritratto di un esteta: Andrea
Sperelli”;
Laudi del cielo, della terra, del mare, degli eroi”,
“Alcyone”, “La pioggia nel pineto”.
Le Avanguardie storiche:
Vedere obiettivi disciplinari
Il Futurismo:
Il Manifesto fururista di Marinetti.
Tra le due guerre:
Vedere obiettivi disciplinari
L'Autore:
Giuseppe Ungaretti:La vita, Le opere, Il pensiero
e la poetica:
“L'Allegria”, “Veglia”, “Il porto sepolto”, “I
fiumi”, “Soldati”.
L'Autore:
Eugenio Montale: La vita, Le opere, Il pensiero;
La poetica:
“Ossi di seppia”, “Meriggiare pallido e assorto”,
“Non chiederci la parola”; “La bufera e altro”,
“La bufera”.
Il romanzo del ‘900
Pirandello: Vita, opere, pensiero.
Il relativismo pirandelliano
Umorismo e comicità.
-Novelle per un anno: La patente; Il treno ha
fischiato
-Il fu Mattia Pascal
-Uno, nessuno e centomila
Svevo e la psicoanalisi; la figura dell’inetto; La
coscienza di Zeno
Il romanzo della crisi in Italia:
Vedere obiettivi disciplinari
L'Opera:
La coscienza di Zeno di Svevo:
L'autore: Italo Svevo;
Il quadro storico-culturale;
L'epoca di Italo Svevo;
“La coscienza di Zeno”, “L'ultima sigaretta”.
L'Autore:
Luigi Pirandello: La vita, Le opere, il pensiero e
la poetica:
“L'umorismo”, “Il sentimento del contrario”;
“Il fu Mattia Pascal”, “Cambio treno”;
“Uno, nessuno e centomila”.
Vedere obiettivi disciplinari
Il Neorealismo
SCHEDA DISCIPLINARE
DESCRIZIONE DISCIPLINA ED OBIETTIVI DISCIPLINARI ED EDUCATIVI
DISCIPLINA
Storia
Prof.
Capponi
Ubaldo
DOCENTE
Due
ORE
DI
LEZIONE
SETTIMANALI
“tuttoèstoria”, “il novecento”, Biagio Bolocan, Archimede edizioni.
LIBRO DI TESTO
Ricostruire la complessità del fatto storico attraverso l’individuazione
OBIETTIVI
di interconnessioni, di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e
DISCIPLINARI
contesti.
Acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate
sulla base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia, seleziona,
ordina e interpreta.
Possedere la conoscenza sintetica e coerente di argomenti relativi la
CONOSCENZE
storia italiana ed europea contemporanea con riferimento al quadro
(SAPERE)
economico e sociale dell’epoca.
ABILITA’
(SAPER Esporre in forma chiara e corretta fatti e problemi relativi agli eventi
studiati.
FARE)
Usare termini, espressioni e concetti propri del linguaggio
storiografico.
COMPETENZE
Metter a confronto istituzioni, situazioni e fenomeni diversi, sapendo
cogliere analogie e differenze Cogliere relazioni logiche e
cronologiche tra eventi e processi storici.
Trarre spunto dallo studio del passato per individuare ed analizzare
problemi che si riscontrano nella realtà attuale.
Standard minimi e/o obiettivi per casi particolari
• Ricostruire i processi di trasformazione, individuare i cambiamenti socio-economici e
politici- istituzionali.
• Individuare l’evoluzione politica, sociale, culturale e ambientale in riferimento al contesto
nazionale e locale.
STRATEGIA FORMATIVA
METODI UTILIZZATI
STRUMENTI
SPAZI
TIPOLOGIA DELLE
VERIFICHE
Lezione frontale e partecipata.
Discussione guidata
Libro di testo
Aula.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
CRITERI DI VALUTAZIONE
•
•
Colloqui su
La valutazione è stata articolata in tre fasi:
argomenti
- diagnostica, cioè quella iniziale;
disciplinari
- formativa, cioè durante l’anno;
• Prove strutturate e - sommativa, cioè quella finale.
semistrutturate;
La valutazione è stata in tal senso concepita come un processo
• Sussidi audiovisi
attraverso il quale si è potuto rilevare l’apprendimento nella
prospettiva di una sua evoluzione.
L’attenzione, rivolta al processo di apprendimento del discente nel
tempo, ha utilizzato diverse prove.
LIVELLI DI PARTENZA
ADEGUATI
Omissis
•
MINIMI
Omissis
NON ADEGUATI
Omissis
CONOSCENZE
OBIETTIVI RAGGIUNTI
Omissis
ABILITA’
Omissis
COMPETENZE
Omissis
CONTENUTI DISCIPLINARI
MODULI ED UNITA’ DIDATTICHE OBIETTIVI
La seconda rivoluzione industriale.
Vedere obiettivi disciplinari
L'età dell'Imperialismo:
Le interpretazioni dell'Imperialismo.
L'età giolittiana;
L'Italia tra modernizzazione e arretratezza;
La Belle époque;
La Grande guerra e la rivoluzione russa:
Verso la guerra;
L'Italia di fronte alla guerra;
Il fallimento della guerra lampo;
Gli ultimi anni del conflitto.
La Rivoluzione russa.
Il difficile dopoguerra.
Vedere obiettivi disciplinari
Tra le due guerre:
Gli Usa e la crisi del 1929;
La dittatura fascista;
Il fascismo come utopia totalitaria;
L'Urss: da Lenin a Stalin;
L'avvento del nazismo;
Il regime nazista;
La seconda metà degli anni trenta;
Vedere obiettivi disciplinari
Vedere obiettivi disciplinari
La Seconda guerra mondiale:
La crisi precipita;
Il mondo in guerra;
La disfatta dell'asse;
La Shoah.
Vedere obiettivi disciplinari
Politica ed economia nel secondo dopoguerra.
SEZIONE C
DESCRIZIONE DELLE PROVE D’ESAME E GRIGLIE DI VALUTAZIONE:
SIMULAZIONI PRIMA PROVA SCRITTA: Italiano
• TIPOLOGIA A: Analisi del testo;
• TIPOLOGIA B :Saggio breve, Articolo di giornale;
• TIPOLOGIA C: Tema storico;
• TIPOLOGIA D: Tema di ordine generale.
SIMULAZIONI SECONDA PROVA SCRITTA: Tecnologie e Tecniche di Installazione e
Manutenzione
- Prima prova di T.T.I.M.
- Seconda prova di T.T.I.M.
TIPOLOGIA TERZA PROVA:
Le simulazioni effettuate sono state di tipo B+C (tipologia mista): 6 quesiti a risposta multipla e 2 a
risposta aperta. Per quanto riguarda la disciplina LINGUA E CIVILTA’ INGLESE è stata effettuata
una prima simulazione somministrando ai ragazzi 4 quesiti a risposta chiusa e 3 quesiti a risposta
aperta concernenti un testo sopra riprodotto, mentre una seconda simulazione prevedeva 5 quesiti a
risposta aperta concernenti un testo sopra riprodotto. Dai risultati ottenuti nelle prime due
simulazioni è stata privilegiata la seconda modalità, in quanto più veritiera dei risultati ottenuti dagli
studenti.
N.B. Le prove sono state valutate attraverso le griglie di valutazione (vedi allegati).
Le simulazioni della prima prova sono state effettuate nei giorni
• 24 gennaio 2015;
• 21 marzo 2015;
• 29 aprile 2015.
Le simulazioni della seconda prova (T.T.I.M.) sono state effettuate nei giorni:
• 18 aprile 2015;
• 23 maggio 2015;
Date dello svolgimento delle simulazioni di Terza Prova dell’esame di Stato.
• 28 marzo 2015;
• 11 aprile 2015;
• 09 maggio 2015.
Tipologia III prova: prova pluridisciplinare - tipologia B e C (mista) .
Discipline coinvolte: Inglese, Tecnologie Elettrico Elettroniche e Applicazioni, Laboratori
Tecnologici ed Esercitazioni, Scienze Motorie.
Nella definizione della Terza Prova il Consiglio di Classe ha ritenuto che la tipologia Mista
fosse più rispondente alle caratteristiche della classe, poiché essa riesce a mettere meglio in
evidenza le competenze e le capacità dei singoli studenti.
Le simulazioni del colloquio verranno effettuate nella prima settimana di giugno.
TIPOLOGIA A
ANALISI DEL TESTO
Candidato………………………………………………………………………
INDICATORI
LIVELLI
Mis
A. CONOSCENZE
1)Quantità e qualità delle
conoscenze
(approfondimenti/
contestualizzazioe)
a.
3
A. COMPETENZE
1)Comprensione del testo
2)Correttezza espositiva
A. CAPACITA’
1)Capacità di analisi
(riconoscimento degli
aspetti stilistici, metrici,
strutturali)
2)Capacità interpretative
e rielaborative
Molteplici, organizzate efficacemente / contestualizzazione
ampia ed esauriente
b. Pertinenti, discusse / contestualizzazione efficace
c. Sufficienti, coerente / constestualizzione adeguata
d. Parziali, poco approfondite e/o poco precise /
constestualizzazione parziale
e. Scarse e/o pertinenti / constestualizzazione inadeguata
f. Assenti
a. Piena comprensione del testo
b. Globale comprensione del testo
c. Comprensione degli aspetti essenziali del testo
d. Parziale comprensione del testo
e. Scarsa comprensione del testo
f. Non aderente alla traccia, non compresi i nodi concettuali
2,5
2
1,5
1
0,1
2,5
2
1,5
1
0,5
0,1
Ortografia, morfosintassi, punteggiatura:
a. Nessun errore o imprecisioni ininfluenti
b. Qualche errore
c. Errori numerosi
d. Errori numerosi e/o gravi
2
1,5
1
0,1
Stile,registro linguistico,competenze lessicali:
a. Esposizione fluida, lessico ricco ed efficace
b. Esposizione scorrevole, lessico generalmente appropriato
c. Esposizione pesante,lessico impreciso, elementare
d. Gravi errori lessicali
a. Analisi corretta ed esauriente
b. Analisi corretta, con qualche approfondimento
c. Analisi svolta globalmente, ma con qualche imprecisione
d. Analisi parziale e/o superficiale, non sempre corretta
e. Analisi parziale, molto imprecisa o errata
f. Analisi inesistente
2
1,5
1
0,1
2,5
2
1,5
1
0,5
0,1
a.
3
b.
c.
d.
e.
f.
Interpretazione efficace, ampiamente motivata e con apporti
critici
Interpretazione efficace, con qualche spunto personale
Interpretazione generalmente corretta, ma poco
rielaborata
Interpretazione confusa, poco mediata e poco rielaborata
Scarse capacità interpretative e rielaborative
Nessun apporto personale
2,5
2
1,5
1
0,1
TOTALE
Punti
TIPOLOGIA B - SAGGIO BREVE
CANDIDATO: Cognome…………………………………………Nome……………………………....................
INDICATORI
LIVELLI
Mis Punti
a. Conoscenze pertinenti e molteplici/ utilizzo pieno ed efficace
3
A. CONOSCENZE
1)Quantità e qualità delle
dei dati,ottima integrazione con le proprie esperienze culturali.
conoscenze/ Utilizzo dei
b. Conoscenze pertinenti/utilizzo adeguato dei dati, qualche
2,5
dati forniti e loro
riferimento alle proprie esperienze culturali.
integrazione
c. Conoscenze sufficienti/utilizzo parziale dei dati, occasionali
2
riferimenti alle proprie esperienze culturali.
d. Conoscenze generiche,poco approfondite/utilizzo forzato dei
1,5
dati, riferimenti culturali poco significativi.
1
e. Conoscenze scarse/scarso utilizzo dei dati/ scarsi riferimenti
culturali.
a. Piena comprensione dell’argomento / titolo originale ed
2,5
A. COMPETENZE
1)Comprensione
efficace/ dest. editor. pienamente coerente/impostazione
dell’argomento / Rispetto
originale e rigorosa
delle consegne /
b. Discreta comprensione dell’argomento / titolo appropriato /
2
Impostazione del testo
dest. editor. sufficientemente coerente / impostazione coerente
c. Globale comprensione dell’argomento/ titolo generico/dest.
1,5
editor. generalmente coerente / impostazione abbastanza
coerente
d. Parziale comprensione dell’argomento/titolo poco significativo/ 1
dest, editor. poco opportuna/testo poco coerente e
consequenziale
e. Scarsa comprensione dell’argomento/titolo e destinazione
0,5
editoriale scarsamente fondati / scarsa coerenza e
consequenzionalità
2)Correttezza espositiva
Ortografia, morfosintassi, punteggiatura:
a. Nessun errore o imprecisioni ininfluenti
2
b. Qualche errore
1,5
c. Errori numerosi
1
d. Errori numerosi e/o gravi
0,1
Stile,registro linguistico,competenze lessicali:
a. Esposizione fluida,registro pienamente adeguato , lessico ricco
ed efficace
2
b. Esposizione scorrevole, registro adeguato, lessico
appropriato
1,5
c. Esposizione pesante, registro inadeguato,lessico ripetitivo,
elementare, impreciso
1
0,1
d. Gravi errori lessicali
a. Ottime capacità argomentative , di analisi e sintesi/ tesi
A. CAPACITA’
1)Capacità argomentative
evidente, convincentee ampliamente dimostrata.
2,5
e di analisi e sintesi /
b. Discretecapacità argomentative , di analisi e sintesi/ tesi fondata
Evidenza della tesi
e abbastanza discussa.
2
c. Sufficienti capacità argomentative,di analisi e sintesi / tesi
non sempre evidente.
1,5
d. insufficienti capacità argomentative,di analisi e sintesi / tesi
poco riconoscibile.
1
e. Scarse capacitàargomentative e di analisi e sintesi/tesi non
riconoscibile.
0,5
f. Capacità di analisi nulle.
0,1
2)Capacità critiche e
rielaborative
a.
b.
c.
d.
e.
f.
Ottime capacità rielaborative, spunti critici e di originalità.
Discrete capacità rielaborative.
Osservazioni rielaborate in modo parziale.
Rielaborazione limitata e parziale.
Scarsa rielaborazione.
Nessuna rielaborazione.
3
2,5
2
1,5
1
0,1
PUNTEGGIO TOTALE
/15
TIPOLOGIA B
ARTICOLO DI GIORNALE
Candidato………………………………………………………………………
INDICATORI
LIVELLI
Mis
A. CONOSCENZE
1)Quantità e qualità delle
conoscenze/ Utilizzo dei
dati forniti e loro
integrazione
a.
3
b.
c.
d.
e.
f.
A. COMPETENZE
1)rispetto delle
conoscenze /
impostazione del testo
(lead+blocco+paragrafo
+conclusivo)
a.
b.
c.
d.
e.
f.
2)Correttezza espositiva
A. CAPACITA’
1)Capacità di analisi e
sintesi
2)Capacità logico-critiche
e rielaboarative
Conoscenze pertinenti e molteplici/ utilizzo pieno ed efficace
dei dati,ottima integrazione con le proprie esperienze
culturali.
Conoscenze pertinenti/utilizzo adeguato dei dati, qualche
riferimento alle proprie esperienze culturali.
Conoscenze sufficienti/utilizzo parziale dei dati, occasionali
riferimenti alle proprie esperienze culturali.
Conoscenze generiche,poco approfondite/utilizzo forzato dei
dati, riferimenti culturali poco significativi.
Conoscenze scarse/scarso utilizzo dei dati/ scarsi riferimenti
culturali.
Conoscenze nulle.
Titolo originale ed efficace / dest. Editro. Pienamente
coerente / impostazione convincente e corretta dell’articolo.
Titolo pertinente / dest. Editor. Coerente / impostazione
corretta dell’articolo.
Titolo generico / dest. Editor. Generalmente pertinente /
sufficiente rispetto della struttura giornalistica.
Titolo poco significativo / dest. Editor. Poco pertinente /
parziale rispetto alla struttura giornalistica.
Titolo inefficace / destinazione editoriale scarsamente fondata
/ scarso rispetto della struttura giornalistica coerenza e
consequenzialità del testo
Titolo non compreso
Ortografia, morfosintassi, punteggiatura:
a. Nessun errore o imprecisioni ininfluenti
b. Qualche errore
c. Errori numerosi
d. Errori numerosi e/o gravi
e.
Stile,registro linguistico,competenze lessicali:
a. stile e registro pienamente adeguati, lessico ricco
b. stile e registro sufficientemente adeguati, lessico
generalmente appropriato.
c. Stile e registro inadeguati, lessico impreciso, elementare, .
d. Stile completamente inadeguato
a. Argomenti analizzati in modo esauriente ed efficacemente
selezionati
b. Analisi e sintesi efficaci
c. Analisi sufficiente, ma con qualche divagazione.
d. Analisi non sempre efficace e/o parziale
e. Scarse capacità di analisi e sintesi, dispersione,
frammentarietà
f. Nulle capacità di analisi.
a.
b.
c.
d.
e.
f.
Tesi sostenute con argomentazioni logiche, convincenti,
rielaborate criticamente e in modo originale.
Argomentazioni logiche, qualche spunto personale
Argomentazioni consequenziali, ma poco rielaborate.
Tesi non sempre chiaramente enucleate e poco rielaborate.
Tesi confuse, scarsa efficacia dimostrativa, scarsa
rielaborazione.
Tesi assenti.
2,5
2
1,5
1
0,1
2,5
2
1,5
1
0,5
0,1
2
1,5
1
0,1
2
1,5
1
0,1
2,5
2
1,5
1
0,5
0,1
3
2,5
2
1,5
1
0,1
TOTALE
Punti
TIPOLOGIA C
CANDIDATO: Cognome………………………………………Nome……………………………….......................
INDICATORI
LIVELLI
Mis
A. CONOSCENZE
• Quantità e qualità
delle conoscenze
a.
b.
c.
d.
e.
3
2,5
2
1,5
1
0,5
2,5
f.
A. COMPETENZE
1)Aderenza alla traccia/
Individuazione e
comprensione dei nodi
concettuali
a.
b.
c.
d.
e.
2)Correttezza espositiva
2)Capacità logico-critiche
e rielaborative
Punti
2
1,5
1
0,5
Ortografia, morfosintassi, punteggiatura:
a.
b.
c.
d.
A. CAPACITA’
1)Capacità di analisi,
sintesi e di organizzazione
del testo
Conoscenze pertinenti,molteplici,organizzate efficacemente
Conoscenze pertinenti,abbastanza convincenti
Conoscenze sufficienti,corrette
Conoscenze generiche,poco approfondite e/o poco precise
Conoscenze scarse e/o poco pertinenti
Conoscenze nulle
Piena rispondenza alla traccia, piena individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
Generale rispondenza alla traccia, discreta comprensione e
individuazione dei nodi concettuali
Parziale corrispondenza alla traccia , sufficiente
individuazione e comprensione dei nodi concettuali
Parziale corrispondenza alla traccia, parziale individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
Scarsa rispondenza alla traccia, scarsa individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
Nessun errore o imprecisioni ininfluenti
Qualche errore
Errori numerosi
Errori numerosi e/o gravi
Stile,registro linguistico,competenze lessicali:
a. Esposizione fluida,registro pienamente adeguato , lessico
ricco ed efficace
b. Esposizione scorrevole, registro adeguato, lessico
appropriato
c. Esposizione pesante, registro inadeguato,lessico ripetitivo,
elementare, impreciso
d. Gravi errori lessicali
a. Argomenti analizzati in modo esauriente ed efficacemente
selezionati: testo coeso ed organico
b. Analisi e sintesi abbastanza efficaci: testo sufficientemente
coeso ed organico
c. Analisi sufficiente , ma con qualche divagazione; generale
coesione ed organicità del testo
d. Analisi non sempre efficace e/o parziale: testo poco organico
e. Scarse capacità di analisi e sintesi; testo disorganico,
dispersivo,a tratti incoerente
a.
b.
c.
d.
e.
f.
Tesi sostenute con argomentazioni logiche , convincenti,
rielaborate criticamente e in modo originale
Argomentazioni logiche, qualche spunto personale
Argomentazioni consequenziali, ma poco rielaborate
Tesi non sempre chiaramente enucleate e poco rielaborate
Tesi confuse, non dimostrate né rielaborate
Nessun apporto personale
2
1,5
1
0,5
2
1,5
1
0,5
2,5
2
1,5
1
0,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
PUNTEGGIO TOTALE
/15
GRIGLIE DI VALUTAZIONE DELLA I PROVA SCRITTA
TIPOLOGIA D
CANDIDATO: Cognome………………………………………Nome……………………………….......................
INDICATORI
LIVELLI
Mis
A. CONOSCENZE
• Quantità e qualità
delle conoscenze
a.
b.
c.
d.
e.
3
2,5
2
1,5
1
0,5
2,5
f.
A. COMPETENZE
1)Aderenza alla traccia/
Individuazione e
comprensione dei nodi
concettuali
a.
b.
c.
d.
e.
2)Correttezza espositiva
2)Capacità logico-critiche
e rielaborative
2
1,5
1
0,5
Ortografia, morfosintassi, punteggiatura:
a.
b.
c.
d.
A. CAPACITA’
1)Capacità di analisi,
sintesi e di organizzazione
del testo
Conoscenze pertinenti,molteplici,organizzate efficacemente
Conoscenze pertinenti,abbastanza convincenti
Conoscenze sufficienti,corrette
Conoscenze generiche,poco approfondite e/o poco precise
Conoscenze scarse e/o poco pertinenti
Conoscenze nulle
Piena rispondenza alla traccia, piena individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
Generale rispondenza alla traccia, discreta comprensione e
individuazione dei nodi concettuali
Parziale corrispondenza alla traccia , sufficiente
individuazione e comprensione dei nodi concettuali
Parziale corrispondenza alla traccia, parziale individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
Scarsa rispondenza alla traccia, scarsa individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
Nessun errore o imprecisioni ininfluenti
Qualche errore
Errori numerosi
Errori numerosi e/o gravi
Stile,registro linguistico,competenze lessicali:
a. Esposizione fluida,registro pienamente adeguato , lessico
ricco ed efficace
b. Esposizione scorrevole, registro adeguato, lessico
appropriato
c. Esposizione pesante, registro inadeguato,lessico ripetitivo,
elementare, impreciso
d. Gravi errori lessicali
a. Argomenti analizzati in modo esauriente ed efficacemente
selezionati: testo coeso ed organico
b. Analisi e sintesi abbastanza efficaci: testo sufficientemente
coeso ed organico
c. Analisi sufficiente , ma con qualche divagazione; generale
coesione ed organicità del testo
d. Analisi non sempre efficace e/o parziale: testo poco organico
e. Scarse capacità di analisi e sintesi; testo disorganico,
dispersivo,a tratti incoerente
a.
b.
c.
d.
e.
f.
Tesi sostenute con argomentazioni logiche , convincenti,
rielaborate criticamente e in modo originale
Argomentazioni logiche, qualche spunto personale
Argomentazioni consequenziali, ma poco rielaborate
Tesi non sempre chiaramente enucleate e poco rielaborate
Tesi confuse, non dimostrate né rielaborate
Nessun apporto personale
2
1,5
1
0,5
2
1,5
1
0,5
2,5
2
1,5
1
0,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
TOTALE
Punti
Candidato……………………………………………………………………………
Classe……………………………
Griglia di valutazione della seconda prova scritta
CRITERI PER LA
VALUTAZIONE
DESCRITTORI
QUESITO
CONOSCENZE/ABILITA’
CONOSCENZA DI’ PRINCIPI,TEORIE,
CONCETTI, TERMINI, REGOLE,
PROCEDURE, METODI E TECNICHE.
CAPACITA’
LOGISTICHE ED
ARGOMENTATIVE
ORGANIZZAZIONE E UTILIZZAZIONE DI’
CONOSCENZE E ABILITA’ PER ANALIZZARE,
SCOMPORRE, ELABORARE, PROPRIETA’
DI’LINGUAGGIO, CHIAREZZA E
CORRETTEZZA DEI RIFERIMENTI TEORICI E
DELLE PROCEDURE SCELTE,
COMUNICAZIONE E COMMENTO DELLA
SOLUZIONE PUNTUALI E LOGICAMENTE
RIGOROSE.
CORRETTEZZA E
CHIAREZZA DEGLI
SVOLGIMENTI
CORRETTEZZA NEI CALCOLI,
NELL’APPLICAZIONE DI’ TECNICHE E
PROCEDURE. CORRETTEZZA E PRECISIONE
NELL’ESECUZIONE DEGLI SCHEMI E DEI
CALCOLI.
COMPLETZZA DELLA
RISOLUZIONE
RISPETTO DERLLA CONSEGNA CIRCA IL
NUMERO DI’ QUESTIONARI DA RISOLVERE
ORIGINALITA’ ED
ELEGANZA DELLA
RISOLUZIONE
SCELTA DI’ PROCEDURE OTTIMALI E NON
STANDARD
QUESITO
QUESITO
QUESITO
QUESITO
PROBLEMA
PUNTEGGI PARZIALI CONSEGUITI
PUNTEGGIO GREZZO
Punteggio
0
3
410
1118
1926
2734
3543
4453
5463
6474
7585
8697
98109
110123
124137
138150
Voto
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Valutazione
Punti - quesiti
Punti - problema
Ottimo
Buono
Discreto
3,00
2,70
2,30
15,00
13,50
11,50
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
10,00
7,50
5,00
2,50
0,10
VOTO …………./15
Candidato……………………………………………………………………………
Classe……………………………
Griglia di valutazione della seconda prova scritta
CRITERI PER LA
VALUTAZIONE
CONOSCENZE/ABILITA’
CAPACITA’
LOGISTICHE ED
ARGOMENTATIVE
CORRETTEZZA E
CHIAREZZA DEGLI
SVOLGIMENTI
DESCRITTORI
QUESITO
QUESITO
PROBLEMA
CONOSCENZA DI’ PRINCIPI,TEORIE, CONCETTI,
TERMINI, REGOLE, PROCEDURE, METODI E
TECNICHE.
ORGANIZZAZIONE E UTILIZZAZIONE DI’
CONOSCENZE E ABILITA’ PER ANALIZZARE,
SCOMPORRE, ELABORARE, PROPRIETA’
DI’LINGUAGGIO, CHIAREZZA E CORRETTEZZA DEI
RIFERIMENTI TEORICI E DELLE PROCEDURE SCELTE,
COMUNICAZIONE E COMMENTO DELLA
SOLUZIONE PUNTUALI E LOGICAMENTE
RIGOROSE.
CORRETTEZZA NEI CALCOLI, NELL’APPLICAZIONE
DI’ TECNICHE E PROCEDURE. CORRETTEZZA E
PRECISIONE NELL’ESECUZIONE DEGLI SCHEMI E DEI
CALCOLI.
RISPETTO DERLLA CONSEGNA CIRCA IL NUMERO
DI’ QUESTIONARI DA RISOLVERE
SCELTA DI’ PROCEDURE OTTIMALI E NON
STANDARD
COMPLETZZA DELLA
RISOLUZIONE
ORIGINALITA’ ED
ELEGANZA DELLA
RISOLUZIONE
PUNTEGGI PARZIALI CONSEGUITI
PUNTEGGIO GREZZO
Punteggio
Voto
01
1
2
3
2
3
45
4
67
5
89
6
10 11
7
12 13
8
14 15
9
16 18
10
19 21
11
22 24
12
25 26
13
27 28
14
Valutazione
Punti - quesiti
Punti - problema
Ottimo
Buono
Discreto
1,50
1,35
1,15
3,00
2,70
2,30
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
1,00
0,75
0,50
0,25
0,10
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
29 30
15
VOTO …………./15
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA III PROVA SCRITTA
ISTITUTO PROFESSIONALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“DON GINO SIGISMONDI”
Nocera Umbra
GRIGLIA VALUTAZIONE “TERZA PROVA SCRITTA” ESAME DI STATO
a.s. 2013 - 2014
TIPOLOGIA B+C
Data…………………….
Cognome…………………………………..Nome……………………………………..
Durata della prova: 3 ore
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Disciplina
T.E.E.A.
Laboratori
Tecnologici
Scienze Motorie
Inglese
N° quesiti a
risposta
multipla
Punteggio di
un quesito
N° quesiti a
risposta
aperta
Punteggio di
un quesito
Punteggio ottenuto
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
4
1,5
3
3
…………./15
TOTALE
VOTO
(TOTALE/4)
…………./60
…………./15
Il punteggio, nel caso dei quesiti a risposta aperta, sarà attribuito solo se nella risposta
sono presenti tutti gli elementi richiesti; tale punteggio verrà frazionato se sono
presenti solo in parte gli elementi che soddisfano la risposta. La seguente tabella
illustra la divisione del punteggio:
Livelli di prestazione
Valutazione
Punti
Risposta corretta e completa
Risposta corretta e non del tutto completa
Risposta parzialmente corretta
Ottimo
Buono
Discreto
3,00
2,70
2,30
Risposta complessivamente sufficiente
Risposta incompleta
Risposta inadeguata e incompleta
Risposta gravemente lacunosa o scarsa
Risposta non data
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA III PROVA SCRITTA
ISTITUTO PROFESSIONALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“DON GINO SIGISMONDI”
Nocera Umbra
GRIGLIA VALUTAZIONE “TERZA PROVA SCRITTA” ESAME DI STATO
a.s. 2013 - 2014
TIPOLOGIA B+C
Data…………………….
Cognome…………………………………..Nome……………………………………..
Durata della prova: 3 ore
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Disciplina
T.E.E.A.
Laboratori
Tecnologici
Scienze Motorie
N° quesiti a
risposta
multipla
Punteggio di
un quesito
N° quesiti a
risposta
aperta
Punteggio di
un quesito
Punteggio ottenuto
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
5
3
…………./15
Inglese
TOTALE
VOTO
(TOTALE/4)
…………./60
…………./15
Il punteggio, nel caso dei quesiti a risposta aperta, sarà attribuito solo se nella risposta
sono presenti tutti gli elementi richiesti; tale punteggio verrà frazionato se sono
presenti solo in parte gli elementi che soddisfano la risposta. La seguente tabella
illustra la divisione del punteggio:
Livelli di prestazione
Valutazione
Punti
Risposta corretta e completa
Risposta corretta e non del tutto completa
Risposta parzialmente corretta
Ottimo
Buono
Discreto
3,00
2,70
2,30
Risposta complessivamente sufficiente
Risposta incompleta
Risposta inadeguata e incompleta
Risposta gravemente lacunosa o scarsa
Risposta non data
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DEL COLLOQUIO
CANDIDATO: Cognome.................................... Nome...........................................
PARAMETRI E
INDICATORI
LIVELLI DI PRESTAZIONE
1.
Padronanza della
lingua
a.
b.
•
•
Chiarezza
Correttezza
Fluidità
c.
•
d.
e.
1.
Contenuto e
organizzazione
Esposizione confusa e scorretta
Esposizione poco chiara e non sempre
corretta
Esposizione semplice, comprensibile e
generalmente corretta
Esposizione chiara e corretta; lessico
appropriato
Esposizione fluida, chiara, corretta;
lessico ricco, appropriato
a.
b.
c.
•
•
•
•
•
•
Conoscenze
Comprensione
Applicazione
Coerenza
Organicità
Collegamenti
1. Capacità di
autocorrezione
Conoscenze molto frammentarie e
superficiali
Conoscenze frammentarie e
superficiali
Conoscenze superficiali ed essenziali;
d.
Bagaglio di conoscenze complete;
discreta capacità di comprensione
e. Bagaglio di conoscenze complete e
approfondite; buona capacità di
comprensione e applicazione
_____________________________________
_
a. Assenza totale di argomentazioni
b. Assenza quasi totale di argomentazioni,
anche se guidate
c. Argomentazioni coerenti e consequenziali
guidate;
d. Argomentazioni coerenti e consequenziali
e. Argomentazioni coerenti e
consequenziali; collegamenti efficaci e
significativi.
f) Argomentazioni coerenti e consequenziali,
collegamenti efficaci e significativi con
spunti originali.
a. Parziale .
b. Guidata.
c. Abbastanza autonoma.
d. Autonoma e consapevole.
VALUTAZIONE COMPLESSIVA ATTRIBUITA ALLA PROVA
VALUTAZIONE
a.
b.
Gravemente 1-3
Insufficiente 4-5
c.
Sufficiente 6
d.
Discreto/buono 7
Punti
e. Ottimo/eccellente 8
a.
Gravemente 1-3
b.
Insufficiente 4-5
c.
Sufficiente 6
d.
Discreto/buono 7
e.
Ottimo/eccellente 8
____________________
a.
b.
Gravemente 1-3
Insufficiente 4-5
c.
Sufficiente 6
d.
e.
Discreto/buono 7
Ottimo 8-9
f.
Eccellente 10
_____
_
a.
b.
c.
1 – ins.
2 – suff.
3 – disc.
d. 4 – buono
/30
SEZIONE D
Progetto “ALTERNANZA SCUOLA/LAVORO”
RELAZIONE FINALE
Classe IV° A
Il Progetto Alternanza Scuola-Lavoro dell’IPSIA Tecnico delle Industrie Elettriche dell’Istituto
Superiore “Mons. G. Sigismondi” ha coinvolto gli studenti della classe IV A.
Un gruppo formato da 8 alunni, ha scelto di iscriversi al corso “Sicurezza Informatica”.
Di conseguenza gli alunni hanno iniziato il loro percorso nell’anno scolastico 2013/2014 durante la
frequenza del quarto anno IPSIA, e termineranno la seconda annualità nell’anno scolastico
2014/2015 frequentando la classe quinta.
Il corso prevede un totale 120 ore cosi suddivise: 30 ore di teoria da effettuare durante il quarto
anno per lo svolgimento del modulo 1; 60 ore di stage da effettuare durante la pausa estiva tra il
quarto e il quinto anno.
Il percorso è riassunto nella tabella sotto riportata:
Mod.1
N°
Stage
Cognome e nome
Ore
1
ALLEGRUCCI
ALESSANDRO
2
ARMILLEI LORENZO
3
BRAVI TOMAS
4
CAPIZZI ELIA
5
PAPI MICHELE
6
PERICOLI JESSICA
7
SILLA SIMONE
8
VITALI MIRKO
30
30
30
30
30
Voto
Ore
Azienda
26/30
60
Rocchetta S.p.A.
26/30
60
Umbra Cuscinetti
26/30
60
Umbra Cuscinetti
28/30
60
Rocchetta S.p.A.
30/30
60
Umbra Cuscinetti
24/30
60
Grandi Officine
28/30
60
Grandi Officine
30
30
30
L’alunno Tema Olti ha invece partecipato al corso di “TECNICO IMPIANTISTA ESPERTO
NELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI INDUSTRIALI E QUADRISTICA” il quale prevede una modalità di
acquisizione delle competenze sviluppata in due annualità.
Di conseguenza l’alunno interessato ha iniziato il suo percorso nell’anno scolastico 2012/2013
durante la frequenza del quarto anno IPSIA per poi proseguire e terminare la seconda annualità
nell’anno scolastico 2013/2014 frequentando la classe quinta.
Il percorso è riassunto nella tabella sotto riportata:
N° Cognome e nome
1 Tema Olti
Mod.1
Ore
Azienda
120
DBM Informatica
L’alunna Pericoli Jessica, dopo aver dato adesione al corso “Sicurezza Informatica” , ha lasciato la
scuola.
I Docenti Esperti hanno svolto pienamente il compito che si erano assunti nell’accettare questa
esperienza, da rilevare che i Docenti interessati hanno già collaborato nell’ambito di progetti svolti
da questo Istituto inerenti sempre la terza area.
La classe ha partecipato attivamente allo svolgimento del progetto sia per quanto concerne le lezioni
teoriche che pratiche intervenendo e proponendo soluzioni ed analisi ai temi proposti.
La scelta dei moduli ed il loro contenuto hanno pienamente centrato quelli che erano gli obiettivi
del corso, del resto ampiamente illustrati nel progetto.
Gli alunni hanno acquisito le competenza e conoscenze fissasti nei moduli del progetto.
Va segnalata la particolare disponibilità fornita dai responsabili contattati ad ospitare gli allievi per
questo tirocinio.
Di particolare piacere sono risultati i complimenti avuti per il comportamento tenuto dai ragazzi.
Nocera Umbra, lì ____________
Il Tutor
Classe IV° B
Il Progetto Alternanza Scuola-Lavoro dell’IPSIA Tecnico delle Industrie Elettriche dell’Istituto
Superiore “Mons. G. Sigismondi” ha coinvolto gli studenti della classe IV B.
Un gruppo formato da 12 alunni ha scelto di iscriversi al corso “Sicurezza Informatica”.
Di conseguenza gli alunni hanno iniziato il loro percorso nell’anno scolastico 2013/2014 durante la
frequenza del quarto anno IPSIA, e termineranno la seconda annualità nell’anno scolastico
2014/2015 frequentando la classe quinta.
Il corso prevede un totale 120 ore cosi suddivise: 30 ore di teoria da effettuare durante il quarto
anno per lo svolgimento del modulo 1; 60 ore di stage da effettuare durante la pausa estiva tra il
quarto e il quinto anno.
Il percorso è riassunto nella tabella sotto riportata:
Mod.1
N°
Stage
Cognome e nome
Ore
1
AIT MY ABDELLAH
ANOIR
2
BAROTI IULIAN
3
BARTONI TERZO
4
COCCIA SIMONE
5
CUSARELL RUBBOLI
NICOLA
6
DESANTIS MATTEO
7
ERRAMI EMAD
8
GAMMAITONI
LORENZO
9
JAYED YASSINE
10
MARTINELLI
STEFANO
11
PASSERI DANIELE
12
POMPEI LORENZO
30
30
Voto
Ore
Azienda
24/30
60
Velas
26/30
60
Studio Tecnico Cesca & Alfonsi
30/30
60
Valtoplast
24/30
60
Velas
30/30
60
Valtoplast
28/30
60
Rocchetta S.p.A.
26/30
60
Impianti elettrici di Anastasi Daniele
26/30
60
DBM Informatica
26/30
60
Officina Meccanica Bellucci-Martini
26/30
60
26/30
60
30
30
30
30
30
30
30
30
30
30
Officina S4 di Nico Marinelli
Satiri Auto
L’alunno Bartoni Terzo, dopo una prima partecipazione al corso sopra citato, ha dovuto
interrompere la frequenza a causa di motivi di salute, e perciò non ha completato il percorso come si
può vedere dalla tabella. Di conseguenza ha partecipato, assieme ad un altro alunno, Papi Simone,
al corso di “TECNICO IMPIANTISTA ESPERTO NELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI INDUSTRIALI E
QUADRISTICA” il quale prevede una modalità di acquisizione delle competenze sviluppata in due
annualità.
Di conseguenza gli alunni interessati hanno iniziato il loro percorso
nell’anno scolastico
2012/2013 durante la frequenza del quarto anno IPSIA per poi proseguire e terminare la seconda
annualità nell’anno scolastico 2013/2014 frequentando la classe quinta.
Il percorso è riassunto nella tabella sotto riportata:
N° Cognome e nome
Mod.1
Ore
Azienda
1 Papi Simone
120
La Lucciola
2 Bartoni Terzo
120
Nuova Rubbermac
I Docenti Esperti hanno svolto pienamente il compito che si erano assunti nell’accettare questa
esperienza, da rilevare che i Docenti interessati hanno già collaborato nell’ambito di progetti svolti
da questo Istituto inerenti sempre la terza area.
La classe ha partecipato attivamente allo svolgimento del progetto sia per quanto concerne le lezioni
teoriche che pratiche intervenendo e proponendo soluzioni ed analisi ai temi proposti.
La scelta dei moduli ed il loro contenuto hanno pienamente centrato quelli che erano gli obiettivi
del corso, del resto ampiamente illustrati nel progetto.
Gli alunni hanno acquisito le competenza e conoscenze fissasti nei moduli del progetto.
Va segnalata la particolare disponibilità fornita dai responsabili contattati ad ospitare gli allievi per
questo tirocinio.
Di particolare piacere sono risultati i complimenti avuti per il comportamento tenuto dai ragazzi.
Nocera Umbra, lì ____________
Il Tutor
SEZIONE E – ALLEGATI
PRIMA Simulazione IA prova
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria)
Edizione: G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di C. Ossola, Mondadori,
Milano 2009, p. 133
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A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di questi
posti.
La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.
La città ha un traffico timorato e fanatico.
In queste mura non ci si sta che di passaggio.
Qui la meta è partire.
Mi sono seduto al fresco sulla porta dell’osteria con della gente che mi parla di
California come d’un suo podere.
Mi scopro con terrore nei connotati di queste persone.
Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene, il sangue dei miei morti.
Ho preso anch’io una zappa.
Nelle cosce fumanti della terra mi scopro a ridere.
Addio desideri, nostalgie.
So di passato e d’avvenire quanto un uomo può saperne.
Conosco ormai il mio destino, e la mia origine.
Non mi rimane più nulla da profanare, nulla da sognare.
15
16
17
18
19
Ho goduto di tutto, e sofferto.
Non mi rimane che rassegnarmi a morire.
Alleverò dunque tranquillamente una prole.
Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali, lodavo la vita.
Ora che considero, anch’io, l’amore come una garanzia della specie, ho in vista la
morte.
Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888, da genitori emigrati da
Lucca ed è morto a Milano nel 1970. Nel 1912 lasciò per sempre l’Egitto. A Parigi
approfondì la sua preparazione letteraria e conobbe personalmente importanti artisti e
scrittori. Partecipò alla guerra mondiale come soldato semplice. Risalgono a quell’epoca
le poesie raccolte ne Il Porto Sepolto, 1916 e poi confluite, insieme ad altre, in Allegria di
Naufragi, 1919. La poesia che si propone raggiunse la redazione definitiva nel 1936,
attraverso diverse stesure a partire dal 1919.
1. Comprensione complessiva
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo.
2. Analisi del testo
2.1 Soffermati sugli aspetti linguistico-lessicali della poesia e, in particolare, sugli aggettivi.
2.2 Spiega l’espressione “La mia infanzia ne fu tutta meravigliata” (2).
2.3 Individua gli elementi che caratterizzano la città (3-5).
2.4 Il poeta evoca una scoperta che lo terrorizza (7). Quali le ragioni del “terrore”?
2.5 Il poeta contrappone agli “amori mortali” (18) “l’amore come una garanzia della
specie” (19). Spiega la contrapposizione.
2.6 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Sulla base dell’analisi condotta, proponi una tua interpretazione complessiva della poesia
e approfondiscila con opportuni collegamenti ad altri testi di Ungaretti o a testi di altri
autori. Alternativamente, puoi fare riferimento alla situazione storico-culturale dell’epoca
o a situazioni del nostro tempo, sviluppando i confronti che ti interessano.
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale»,
utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni
riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale
sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio
protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: Amore, odio, passione.
G. KLIMT, Il bacio, 1907-08
G. DE CHIRICO, Ettore e Andromaca, 1917
P. PICASSO, Gli amanti, 1923
«Tra l’altre distinzioni e privilegi che le erano stati concessi, per compensarla di non poter
esser badessa, c’era anche quello di stare in un quartiere a parte. Quel lato del
monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno
de’ tanti, che, in que’ tempi, e co’ loro sgherri, e con l’alleanze d’altri scellerati, potevano,
fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo
nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una sua finestrina che dominava un
cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì,
per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò
rivolgerle il discorso. La sventurata rispose.»
Alessandro MANZONI, I promessi sposi, 1840-42
«Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non vedere quelli della Lupa, che quando gli si
ficcavano ne’ suoi gli facevano perdere l’anima ed il corpo. Non sapeva più che fare per
svincolarsi dall’incantesimo. Pagò delle messe alle anime del Purgatorio e andò a
chiedere aiuto al parroco e al brigadiere. A Pasqua andò a confessarsi, e fece
pubblicamente sei palmi di lingua a strasciconi sui ciottoli del sacrato innanzi alla chiesa,
in penitenza, e poi, come la Lupa tornava a tentarlo:
- Sentite! le disse, non ci venite più nell’aia, perché se tornate a cercarmi, com’è vero
Iddio, vi ammazzo!
- Ammazzami, rispose la Lupa, ché non me ne importa; ma senza di te non voglio starci.
Ei come la scorse da lontano, in mezzo a’ seminati verdi, lasciò di zappare la vigna, e
andò a staccare la scure dall’olmo. La Lupa lo vide venire, pallido e stralunato, colla
scure che luccicava al sole, e non si arretrò di un sol passo, non chinò gli occhi, seguitò ad
andargli incontro, con le mani piene di manipoli di papaveri rossi, e mangiandoselo con
gli occhi neri. - Ah! malanno all’anima vostra! balbettò Nanni.»
Giovanni VERGA, La Lupa, in Vita dei campi, 1880
«Ella pareva colpita dal suono insolito della voce di Giorgio; e un vago sbigottimento
cominciava a invaderla.
– Ma vieni!
Ed egli le si appressò con le mani tese. Rapidamente l’afferrò per i polsi, la trascinò per un
piccolo tratto; poi la strinse tra le braccia, con un balzo, tentando di piegarla verso
l’abisso.
– No, no, no...
Con uno sforzo rabbioso ella resistette, si divincolò, riuscì a liberarsi, saltò indietro anelando
e tremando.
– Sei pazzo? – gridò con l’ira nella gola. – Sei pazzo?
Ma, come se lo vide venire di nuovo addosso senza parlare, come si sentì afferrata con
una violenza più acre e trascinata ancóra verso il pericolo, ella comprese tutto in un gran
lampo sinistro che le folgorò l’anima di terrore.
– No, no, Giorgio! Lasciami! Lasciami! Ancóra un minuto! Ascolta! Ascolta! Un minuto!
Voglio dirti...
Ella supplicava, folle di terrore, divincolandosi. Sperava di trattenerlo, d’impietosirlo.
– Un minuto! Ascolta! Ti amo! Perdonami! Perdonami!
Ella balbettava parole incoerenti, disperata, sentendosi vincere, perdendo terreno,
vedendo la morte.
– Assassino! – urlò allora furibonda.
E si difese con le unghie, con i morsi, come una fiera.
– Assassino! – urlò sentendosi afferrare per i capelli, stramazzando al suolo su l’orlo
dell’abisso, perduta.
Il cane latrava contro il viluppo.
Fu una lotta breve e feroce come tra nemici implacabili che avessero covato fino a
quell’ora nel profondo dell’anima un odio supremo.
E precipitarono nella morte avvinti.»
Gabriele D’ANNUNZIO, Il trionfo della morte, 1894
«Emilio poté esperimentare quanto importante sia il possesso di una donna lungamente
desiderata. In quella memorabile sera egli poteva credere d’essersi mutato ben due volte
nell’intima sua natura. Era sparita la sconsolata inerzia che l’aveva spinto a ricercare
Angiolina, ma erasi anche annullato l’entusiasmo che lo aveva fatto singhiozzare di
felicità e di tristezza. Il maschio era oramai soddisfatto ma, all’infuori di quella
soddisfazione, egli veramente non ne aveva sentita altra. Aveva posseduto la donna che
odiava, non quella ch’egli amava. Oh, ingannatrice! Non era né la prima, né – come
voleva dargli ad intendere – la seconda volta ch’ella passava per un letto d’amore. Non
valeva la pena di adirarsene perché l’aveva saputo da lungo tempo. Ma il possesso gli
aveva data una grande libertà di giudizio sulla donna che gli si era sottomessa. – Non
sognerò mai più – pensò uscendo da quella casa. E poco dopo, guardandola, illuminata
da pallidi riflessi lunari: – Forse non ci ritornerò mai più. – Non era una decisione. Perché
l’avrebbe dovuta prendere? Il tutto mancava d’importanza.»
Italo SVEVO, Senilità, 19272 (1a ed. 1898)
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: Siamo quel che mangiamo?
DOCUMENTI
«“Le evidenze scientifiche pubblicate nell’ultimo anno non lasciano dubbi - dice Massimo
Volpe, presidente della Siprec (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) - la
vita sedentaria è un rischio per il cuore. Se a questo si aggiunge che spesso si mangia
male, il quadro generale peggiora. Commettiamo troppi peccati di gola, trascuriamo la
dieta mediterranea e gli alimenti cardine di una sana alimentazione. Pochissimi sanno
davvero giudicare la salubrità di un alimento, molti si nutrono in modo disorganizzato”. Il
95 per cento, continua l’esperto, dichiara che il pranzo è il pasto più importante, ma poi
l’80 per cento sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su
due mangia carne magra, ma c’è un buon 20 per cento che sceglie carni grasse più
volte alla settimana; il 45 per cento consuma formaggi come minimo tre volte alla
settimana. Uno su tre, poi, mangia pesce appena una volta alla settimana, mentre
andrebbe consumato almeno due, tre volte. “Dobbiamo modificare le nostre abitudini dice il cardiologo - e renderci conto che la salute del cuore si costruisce mattone dopo
mattone, proprio come una casa. Sia il medico che il paziente possono imparare a fare
prevenzione”.»
Adele SARNO, Otto ore seduti? Il cuore rischia doppio. Arriva l’auto-test per la
prevenzione, “la Repubblica” – 1 aprile 2011
«Mercoledì 17 novembre 2010. La quinta sessione del Comitato Intergovernativo
dell’UNESCO [...] ha iscritto la Dieta Mediterranea nella prestigiosa lista (sc. del patrimonio
culturale immateriale dell’umanità). [...] La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di
competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola,
includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la
preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata
da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito
principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata
quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato
da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta
Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa
promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e
delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di
conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il
territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività
tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del
Mediterraneo.»
CNI-UNESCO, La Dieta Mediterranea è patrimonio immateriale
dell’Umanità, www.unesco.it
«La politica alimentare [...] si deve basare sul concetto che l’energia primaria della vita è
il cibo. Se il cibo è energia allora dobbiamo prendere atto che l’attuale sistema di
produzione alimentare è fallimentare. […] Il vero problema è che da un lato c’è una
visione centralizzata dell’agricoltura, fatta di monoculture e allevamenti intensivi
altamente insostenibili, e dall’altro è stata completamente rifiutata la logica olistica, che
dovrebbe essere innata in agricoltura, per sposare logiche meccaniciste e riduzioniste.
Una visione meccanicista finisce con il ridurre il valore del cibo a una mera commodity,
una semplice merce. È per questo che per quanto riguarda il cibo abbiamo ormai perso
la percezione della differenza tra valore e prezzo: facciamo tutti molta attenzione a
quanto costa, ma non più al suo profondo significato. […] Scambiare il prezzo del cibo
con il suo valore ci ha distrutto l’anima. Se il cibo è una merce non importa se lo
sprechiamo. In una società consumistica tutto si butta e tutto si può sostituire, anzi, si deve
sostituire. Ma il cibo non funziona così.»
Carlo PETRINI in Petrini-Rifkin. Il nuovo patto per la natura, “la Repubblica” - 9 giugno 2010
«Mangiare mentre si legge la posta, si gioca o si lavora al pc può avere serie
conseguenze sulla nostra forma fisica. [...] Secondo quanto riportato dalla rivista
American Journal of Clinical Nutrition, chi mangia svolgendo altre attività, sia questa
navigare in internet o sui profili degli amici su Facebook, è più propenso ad esagerare con
le quantità in quanto non ha il senso delle calorie che sta realmente introducendo e
inoltre ha più voglia di dolci. [...] Quindi nonostante sia costume sempre più diffuso quello
di mangiare rimanendo “connessi” col mondo intorno a noi, per chi ci tiene a non
mettere su chili di troppo, meglio evitare le distrazioni durante i pasti e focalizzare
l’attenzione su quello che si sta consumando.»
Silvia MAGLIONI, Mangiare davanti al computer fa male alla linea,www.leonardo.it
3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO: Destra e Sinistra.
DOCUMENTI
«Se mi si concede che il criterio rilevante per distinguere la destra e la sinistra è il diverso
atteggiamento rispetto all’ideale dell’eguaglianza, e il criterio rilevante per distinguere
l’ala moderata e quella estremista, tanto nella destra quanto nella sinistra, è il diverso
atteggiamento rispetto alla libertà, si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si
collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti: a) all’estrema sinistra
stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante,
tanto da essere diventato un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente
applicata, a periodi e situazioni storiche diverse è il giacobinismo; b) al centro-sinistra,
dottrine e movimenti insieme egualitari e libertari, per i quali potremmo oggi usare
l’espressione «socialismo liberale», per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur
nelle loro diverse prassi politiche; c) al centro-destra, dottrine e movimenti insieme libertari
e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatori, che si distinguono dalle destre
reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale
dell’eguaglianza, si attestano e si arrestano sull’eguaglianza di fronte alla legge, che
implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente la legge;
d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia
superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.»
Norberto BOBBIO, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli
editore, Roma 1994
«Se destra e sinistra non esistono bisogna inventarle. Sembra questo il precetto cruciale
della politica nei nostri giorni. Sia che si pensi in termini liberali che in termini illiberali. Nel
primo senso infatti, il modello di riferimento è sempre di tipo bipolare. Laburisti e
conservatori, democratici o repubblicani, gollisti o socialisti, liberaldemocratici o
socialdemocratici: la struttura binaria della politica nelle liberaldemocrazie d’occidente
sembra un dato acquisito. E dunque la scelta tra destrorsi o sinistrorsi, tra centro-destra e
centro-sinistra è invocata come l’inevitabile evoluzione di ogni sistema. Ma anche il
pensiero critico verso il modello liberale si è sempre svolto all’insegna dell’invocazione di
un dualismo che ricalca i termini di destra e di sinistra. Il marxismo si fonda sulla lotta di
classe e sulla contrapposizione tra proletariato e borghesia, capitalismo-socialismo o
democrazia progressiva e regime reazionario. E rischia di rigenerarsi nel bipolarismo tra
nord e sud del mondo, tra occidente e paesi poveri e proletari. Ma anche le dottrine del
nazionalismo, della destra classica e non solo, si riconoscono lungo l’asse segnato da
Schmitt nell’opposizione tra amico e nemico. La politica nasce a partire da quel conflitto.
Da noi la matrice cattolica ha temperato entrambe le posizioni, marxista e nazionalista,
ma ha anche temperato il bipolarismo liberale. Il «centro» come luogo di mediazione e di
purificazione del conflitto, nasce da noi nell’ambito di una visione cattolica, ecumenica,
fondata sull’et et e non sull’aut aut. Ma la secolarizzazione, la scristianizzazione della
società italiana, conduce a due effetti opposti: la ripresa forte del bipolarismo tra destra e
sinistra o la neutralizzazione della politica e dunque del conflitto, attraverso un nuovo
luogo di mediazione e di depotenziamento delle categorie di destra e di sinistra. Questo
nuovo luogo di spoliticizzazione è rappresentato dal centrismo pragmatico e
tecnocratico. Attualmente la nostra democrazia è aperta ad entrambe le ipotesi.»
Marcello VENEZIANI, Sinistra e destra. Risposta a Norberto Bobbio, Vallecchi Editore,
Firenze 1995
«Eppure, persino nel caso italiano, così frastagliato e frammentato, sarebbe possibile
riconoscere, per chi fosse disposto a osservare le cose con un minimo di obiettività, le
stesse divisioni valoriali che sono presenti in tante altre democrazie. Se destra e sinistra
significano qualcosa, infatti, esse indicano posizioni diverse su due problemi: le libertà
economiche e i diritti civili. Quanto al tema economico, la destra predilige normalmente
la libertà rispetto alla eguaglianza e la sinistra l’eguaglianza rispetto alla libertà: la destra
è, in materia economica, più «liberale» e la sinistra più «socialista». In tema di diritti civili,
invece, le parti si invertono: la sinistra è più «libertaria» (si tratti di matrimoni fra omosessuali
o di concessioni di diritti agli immigrati) e la destra è più «tradizionalista». Questa divisione
fra una destra liberale e tradizionalista e una sinistra socialista e libertaria la si ritrova
ovunque nel mondo occidentale. Variamente declinata a seconda delle specificità
storiche di ciascun Paese.»
Angelo PANEBIANCO, Le ragioni degli altri, “Corriere della Sera” - 17 aprile 2011
«La netta distinzione e contrapposizione tra destra e sinistra è stata una caratteristica
dell’Italia repubblicana fino al 1992 (con la non secondaria eccezione del
consociativismo), una caratteristica ereditata dal conflitto fra fascismo e antifascismo;
mentre nell’Italia liberale si è manifestata in maniera radicale in pochi casi critici: nel
conflitto fra Cavour e Garibaldi e negli anni immediatamente successivi, nella crisi di fine
secolo, nel primo dopoguerra. A questi casi si devono aggiungere le quattro volte (1878,
1892, 1901, 1911) nelle quali furono formati ministeri di sinistra contrapposti alla destra. Ma
di norma la contrapposizione mancò perché questa esaltava la lotta politica che invece i
detentori liberali del potere vollero quasi sempre contenere o annullare. È vero che col
socialismo si affermò una sinistra di classe che, in quanto tale, era intrinsecamente
contrapposta alla destra. Ma la natura di classe e, nelle intenzioni, rivoluzionaria del
socialismo e poi del comunismo non costituì mai una reale alternativa di potere. Quasi
sempre destra e sinistra sono state entrambe deboli e si sono confuse fra loro nella
maggioranza parlamentare, secondo la fisiologia del sistema politico nel quale si
governava stando al centro, e spesso secondo le sue degenerazioni trasformistiche.
Talvolta destra e sinistra si sono confuse nella stessa persona: tipico, ma non unico, è il
caso di Giolitti che, soprattutto fra il 1903 e il 1909, fece la sua consueta politica di sinistra,
di allargamento delle basi sociali dello Stato, usando strumenti di destra, cioè gli umori
conservatori, di norma prevalenti nella sua maggioranza di governo, e la burocrazia,
conservatrice quasi per definizione. In alcuni casi la confusione fra destra e sinistra ha
acquistato un carattere diverso, si è realizzata con l’uso che la prima ha fatto della
seconda, per allargare l’egemonia e consolidare il potere. I due casi più importanti sono
stati quello di Crispi che ha usato, insieme al trasformismo ereditato da Depretis, la
tradizione garibaldina, e quello di Mussolini che ha usato la sua formazione e il suo
temperamento di rivoluzionario. Quando ciò avveniva, la sinistra conferiva alla destra un
carattere particolarmente aggressivo (evidente nel fascismo) perché, privata degli ideali
umanistici che ne costituivano e ne costituiscono l’essenza, sopravviveva solo nei suoi
comportamenti variamente sovversivi.»
Giampiero CAROCCI, Destra e sinistra nella storia d’Italia, Laterza, Roma-Bari 2002
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Enrico Fermi, fisico.
«Due dati ci permettono di valutare l’importanza del campo di ricerca aperto da Enrico
Fermi con il suo lavoro. Il primo riguarda i premi Nobel, una misura rozza ma efficace
dell’importanza di un determinato settore della ricerca scientifica e dei progressi in esso
conseguiti: più di dieci Nobel per la fisica sono stati attribuiti a scoperte relative alle
interazioni deboli. Se Fermi non avesse ottenuto il Nobel per le sue ricerche sui neutroni ne
avrebbe ben meritato uno per la scoperta delle interazioni deboli. Una seconda
valutazione dell’importanza della scoperta di Enrico Fermi si può dedurre dal fatto che
oltre la metà degli esperimenti attualmente in corso o in preparazione con acceleratori di
particelle — al CERN di Ginevra, al Fermilab di Chicago, a Stanford come a Frascati come
a Tsukuba in Giappone o a Novosibirsk in Russia — sono dedicati a studiare vari aspetti
delle interazioni deboli. La stessa prevalenza degli studi sulle interazioni deboli si riscontra
nei programmi sperimentali dei grandi laboratori sotterranei, come quello italiano del
Gran Sasso, quello giapponese di Kamioka, ed altri ancora nel Canada e negli Stati Uniti.
La teoria di Fermi delle interazioni deboli è ormai confluita nella più generale teoria delle
particelle elementari che va sotto il nome di “Modello Standard”. […] È però importante
ricordare che la teoria di Fermi mantiene ancora oggi il suo valore, sia per la validità delle
soluzioni proposte sia come stimolo per una serie di ricerche che hanno impegnato i fisici
per quasi settant’anni, e che ancora li impegneranno nei decenni a venire. In questa
teoria si riflette la grandezza di Fermi, la firma di un grande maestro.»
Nicola CABIBBO, Le interazioni deboli, in Carlo BERNARDINI - Luisa BONOLIS (a cura di),
Conoscere Fermi nel centenario della nascita 29 settembre 1901 - 2001, Editrice
Compositori, Bologna 2001
«Enrico Fermi nasce a Roma nel 1901. La sua produzione scientifica inizia nel 1921 e
termina con la sua morte nel 1954. All’inizio della sua attività, la fisica conosce due sole
forze fondamentali della natura, la gravitazione e l’elettromagnetismo, e due sole
particelle elementari costituenti la materia, i nuclei di idrogeno (protoni) e gli elettroni. A
metà degli anni Cinquanta le forze fondamentali sono diventate quattro, con l’aggiunta
delle interazioni nucleari forte e debole, e le particelle elementari note sono ormai una
trentina. In poco meno di trent’anni la concezione della materia subisce un mutamento
così radicale e inusitato da rendere tale periodo, per la rapidità e la quantità delle
conoscenze acquisite, forse unico nella storia del pensiero scientifico occidentale. Le
ricerche di Fermi segnarono profondamente questo trentennio, non solo per la quantità e
l’importanza dei risultati ottenuti ma soprattutto per il loro ruolo storico. Esistono infatti
traguardi scientifici di enorme valore che giungono al termine di lunghe e pazienti
ricerche e che coronano un ben definito progetto iniziale, ma ci sono anche scoperte
apparentemente meno straordinarie che obbligano a inattese risistemazioni del sapere
acquisito, scardinano principî metodologici e conoscenze unanimemente accettate e
imprimono alla ricerca direzioni nuove e del tutto impreviste. Nel suo itinerario di scienziato
[…] Fermi raggiunse entrambi gli obiettivi.»
Giuseppe BRUZZANITI, Enrico Fermi. Il genio obbediente, Einaudi, Torino 2007
«Dalla lettura dei giornali di qualche settimana fa avrai probabilmente capito a quale
genere di lavoro ci siamo dedicati in questi ultimi anni. È stato un lavoro di notevole
interesse scientifico e l’aver contribuito a troncare una guerra che minacciava di tirar
avanti per mesi o per anni è stato indubbiamente motivo di una certa soddisfazione. Noi
tutti speriamo che l’uso futuro di queste nuove invenzioni sia su base ragionevole e serva
a qualche cosa di meglio che a rendere le relazioni internazionali ancora più difficili di
quello che sono state fino ad ora. I giornali hanno pubblicato un certo numero di dettagli
sul lavoro di questi ultimi anni e tali dettagli, naturalmente, non sono più segreti. Ti
interesserà sapere, se non lo sai già dai giornali italiani, che verso la fine del 1942 abbiamo
costruito a Chicago la prima macchina per produrre una reazione a catena con uranio e
grafite. È diventato d’uso comune chiamare queste macchine «pile». Dopo la prima pila
sperimentale molte altre ne sono state costruite di grande potenza. Dal punto di vista
della fisica, come ti puoi immaginare, queste pile rappresentano una ideale sorgente di
neutroni che abbiamo usato tra l’altro per molte esperienze di fisica nucleare e che
probabilmente verranno usate ancora di più per questo scopo ora che la guerra è finita.»
Lettera di Enrico Fermi a Edoardo Amaldi del 28 agosto 1945 (in Edoardo AMALDI, Da via
Panisperna all’America, Editori Riuniti, Roma 1997)
«Vorrei discutere con voi la crisi che la scienza attraversa da due anni a questa parte. In
larga misura questa crisi è dovuta all’improvvisa consapevolezza, di parte dell’opinione
pubblica e del Governo, del tremendo ruolo che la Scienza può avere nelle cose umane.
L’importanza di questo ruolo era già nota. Ma il drammatico impatto portato dalla
costruzione della bomba atomica lo ha portato nella pubblica consapevolezza in
maniera così vivida che gli scienziati si sono trovati, inaspettatamente e talora contro la
propria volontà, ad essere sotto i riflettori […] C’è una grande penuria di uomini di scienza
ben preparati […] Ora le iscrizioni di studenti nei dipartimenti scientifici sono tornate a
essere abbondanti. Spero che ben pochi di questi studenti siano attratti dal nuovo fascino
che la scienza ha acquistato. La professione del ricercatore deve tornare alla sua
tradizione di ricerca per l’amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo
circondati dall’ignoto e la vocazione dell’uomo di scienza è di spostare in avanti le
frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono
più immediati compensi o applausi.»
Discorso tenuto da Enrico Fermi nel 1947 (in Giulio MALTESE, Ritorno a Chicago: Enrico
Fermi e la nascita della fisica delle alte energie nel secondo dopoguerra (1946-1954), in
Atti del XXI Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia, Dipartimento di
Fisica, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS), 6, 7 e 8 giugno 2001)
TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO
Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce Secolo breve gli anni che vanno dall’esplosione
della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del
Secolo breve appare come quella di un trittico o di un sandwich storico. A un’Età della
catastrofe, che va dal 1914 sino ai postumi della seconda guerra mondiale, hanno fatto
seguito una trentina d’anni di straordinaria crescita economica e di trasformazione
sociale, che probabilmente hanno modificato la società umana più profondamente di
qualunque altro periodo di analoga brevità. Guardando indietro, quegli anni possono
essere considerati come una specie di Età dell’oro, e così furono visti non appena
giunsero al termine all’inizio degli anni ’70. L’ultima parte del secolo è stata una nuova
epoca di decomposizione, di incertezza e di crisi – e addirittura, per larghe parti del
mondo come l’Africa, l’ex URSS e le ex nazioni socialiste dell’Europa orientale, un’Età di
catastrofe”.
Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi
sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento.
TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
«Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti».
Il candidato, prendendo spunto da questa “previsione” di Andy Warhol, analizzi il valore
assegnato alla “fama” (effimera o meno) nella società odierna e rifletta sul concetto di
“fama” proposto dall’industria televisiva (Reality e Talent show) o diffuso dai social media
(Twitter, Facebook, YouTube, Weblog, ecc.).
SECONDA Simulazione IA prova
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
Giuseppe Ungaretti, L’isola (da Sentimento del tempo, 1919-1935, e in Vita d’un uomo,
Mondadori, 1992)
1
5
10
15
20
A una proda ove sera era perenne
Di anziane selve assorte, scese,
E s’inoltrò
E lo richiamò rumore di penne
Ch’erasi sciolto1 dallo stridulo
Batticuore dell’acqua torrida,
E una larva (languiva
E rifioriva) vide;
Ritornato a salire vide
Ch’era una ninfa e dormiva
Ritta abbracciata ad un olmo.
In sé da simulacro a fiamma vera
Errando2, giunse a un prato ove
L’ombra negli occhi s’addensava
Delle vergini3 come
Sera appiè degli ulivi;
Distillavano i rami
Una pioggia pigra di dardi,
Qua pecore s’erano appisolate
Sotto il liscio tepore,
Altre brucavano
La coltre luminosa;
Le mani del pastore erano un vetro
Levigato da fioca febbre.
1- erasi sciolto: si era staccato, sollevato
2 - In sé…Errando: vagando col pensiero da una visione larvata ad una sensazione più forte
3 - L’ombra…delle vergini: negli occhi delle ninfe si addensava l’ombra (del sonno, ma anche della
zona boscosa).
Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto, 1888 – Milano, 1970) di famiglia lucchese, dall’Egitto si trasferì
in Europa, desideroso di fare nuove esperienze di vita e di cultura. Ebbe contatti a Parigi con la poesia
simbolista e postsimbolista e con la filosofia di Bergson. Nella Prima Guerra Mondiale combatté in Italia, sul
Carso. Visse a lungo a Roma. Sue principali raccolte poetiche: L’Allegria, 1919; Sentimento del tempo,
1933; Il Dolore, 1947; Terra promessa, 1950 (tutte con successive edizioni ampliate). – La lirica L’isola (del
1925, poi rielaborata) rievoca, come un sogno, una visita che Ungaretti, da Roma, aveva compiuto nella
campagna intorno a Tivoli: non si tratta di una vera isola, ma di un paesaggio campestre, arcadico, in cui il
poeta si era isolato e immerso, trasfigurando presenze reali in immagini mitiche.
1. Comprensione del testo
Partendo dalla presentazione che trovi nelle righe precedenti, dopo aver riletto alcune volte l’intera lirica,
riassumine il contenuto informativo (movimenti del poeta nei luoghi; altre presenze reali; figure
immaginarie).
2. Analisi del testo
2.1.
A quale personaggio si riferiscono i verbi scese, s’inoltrò, vide (due volte), giunse (nei versi 2, 3, 8
,9 e 13)? Che tempi del verbo sono?
2.2.
Cerca le forme dei verbi all’imperfetto. A quali elementi e aspetti della scena si riferiscono? Quale
contrasto creano questi verbi all’imperfetto con quelli indicati nella domanda precedente?
2.3.
Molte parole indicano l’ombra, la sera, il sonno: è davvero sera o si tratta di un contrasto tra zone del
paesaggio? Nota e commenta le espressioni ove sera era perenne (v. 1), acqua torrida (v. 6), la coltre
luminosa (v. 22).
2.4.
Spiega, anche con l’aiuto del dizionario, le parole proda (v. 1), larva (v. 7) e simulacro (v. 12).
2.5.
Quale scena descrivono i versi 4-6? Metti insieme le sensazioni che ricavi dalle espressioni rumore
di penne, stridulo batticuore, acqua torrida e dal verbo erasi sciolto.
2.6.
Al v. 18 i dardi sono i raggi del sole che scendono attraverso i rami. Commenta l’espressione pioggia
pigra di dardi, in cui un carattere umano, la pigrizia, è attribuito ad un elemento naturale.
2.7.
Commenta i due versi finali, rendendo con parole tue l’aspetto delle mani del pastore. (Ricorda che
non lontano da Tivoli, nella campagna romana, a quel tempo era ancora diffusa la febbre malarica).
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Riflettendo su questa lirica, e utilizzando le tue conoscenze di altre poesie di Ungaretti, commenta
nell’insieme questo testo, per metterne in evidenza la libertà metrica e l’intreccio di richiami simbolici, che
sfuggono a una ricostruzione logica ordinaria. Riferisciti anche al quadro generale delle tendenze poetiche,
artistiche e culturali del primo Novecento in Italia e in Europa.
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN "SAGGIO BREVE" O DI UN "ARTICOLO DI GIORNALE"
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti
e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base
svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze
di studio.
Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista
specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno
specifico titolo.
Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi
che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’.
Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o
eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio
protocollo.
1.
AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: Il distacco nell’esperienza ricorrente dell’esistenza umana: senso di perdita e
di straniamento, fruttuoso percorso di crescita personale.
DOCUMENTI
Dopo aver traversato terre e mari,
eccomi, con queste povere offerte agli
dèi sotterranei,
estremo dono di morte per te, fratello,
a dire vane parole alle tue ceneri
mute,
perché te, proprio te, la sorte m’ ha
portato via,
infelice fratello, strappato a me così
crudelmente.
Ma ora, così come sono, accetta queste
offerte
bagnate di molto pianto fraterno:
le porto seguendo l’antica usanza degli
avi,
come dolente dono agli dèi sotterranei.
E ti saluto per sempre, fratello, addio!
CATULLO, Dopo aver traversato terre e
mari,
trad. S. Quasimodo, Milano 1968
Da' colli Euganei, 11 Ottobre 1797
«Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci
resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia. Il mio nome è nella lista di proscrizione, lo
so: ma vuoi tu ch'io per salvarmi da chi m'opprime mi commetta a chi mi ha tradito? Consola mia madre:
vinto dalle sue lagrime le ho ubbidito, e ho lasciato Venezia per evitare le prime persecuzioni, e le più feroci.
Or dovrò io abbandonare anche questa mia solitudine antica, dove, senza perdere dagli occhi il mio
sciagurato paese, posso ancora sperare qualche giorno di pace? Tu mi fai raccapricciare, Lorenzo; quanti
sono dunque gli sventurati? E noi, purtroppo, noi stessi italiani ci laviamo le mani nel sangue degl'italiani.
Per me segua che può. Poiché ho disperato e della mia patria e di me, aspetto tranquillamente la prigione
e la morte. Il mio cadavere almeno non cadrà fra le braccia straniere; il mio nome sarà sommessamente
compianto da' pochi uomini buoni, compagni delle nostre miserie; e le mie ossa poseranno su la terra de'
miei padri»
U. FOSCOLO, Ultime lettere di Jacopo Ortis, 1802
«Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e
impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo
scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di
pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!...Addio, casa natìa,
dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un
passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla
sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo
di sposa. Addio, chiesa, dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era
promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e
l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba
mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.»
A. MANZONI, I Promessi Sposi, cap. VIII, 1840
«Era il primo squarcio nella santità del babbo, la prima crepa nei pilastri che avevano sorretto la mia vita
infantile e che ogni uomo deve abbattere prima di diventare se stesso. La linea essenziale del nostro destino
è fatta di queste esperienze che nessuno vede. Quello squarcio e quella crepa si richiudono, si rimarginano e
vengono dimenticati, ma in fondo al cuore continuano a vivere e a sanguinare.
Io stesso ebbi subito orrore di quel nuovo sentimento e avrei voluto buttarmi ai piedi di mio padre per
farmelo perdonare. Ma non si può farsi perdonare le cose essenziali: lo sente e lo sa il bambino con la
stessa
profondità
dell’uomo
saggio.
Sentivo il bisogno di riflettere e di trovare una via d’uscita per l’indomani, ma non vi riuscii. Tutta la sera
fui occupato ad assuefarmi alla mutata atmosfera del nostro salotto. La pendola e la tavola, la Bibbia e lo
specchio, lo scaffale e i quadri alla parete prendevano commiato da me, e col cuore sempre più freddo ero
costretto a veder sprofondare nel passato e staccarsi da me il mio mondo e la mia bella vita felice. Ero
costretto a sentire le mie nuove radici che affondavano nel buio e succhiavano un mondo estraneo. Per la
prima volta assaggiai la morte che ha un sapore amaro perché è nascita, angoscia e paura di un tremendo
rinnovamento»
H. HESSE: Demian,1919, trad. it Mondadori, 1961
«Ero partita per il Nord immaginando che la pena dell'addio si sarebbe consumata al momento dei saluti. In
mezzo a un mondo ricco di novità eccitanti - un mondo che aspettava solo me -, la mia nostalgia era
destinata
a
sbiadire
rapidamente.
Così fantasticavo, e le mie fantasie di adolescente sconfinavano spesso nell'esaltazione.
Ma
l'impatto
fu
atroce.
Quando, con un gesto deciso, si lacera un pezzo di stoffa, ci restano tra le mani due brandelli
malinconicamente sfrangiati, e occorre lavorare con minuzia e pazienza per rimediare.
Le sfilacciature rimaste dopo lo strappo dalle nostre consuetudini meridionali erano tante, e ci vollero anni
perché io e la mia famiglia potessimo restaurare i lembi delle nostre identità lacerate.
L'ansia suscitata in noi da modi di vita che ci erano estranei si manifestava sotto forma di diffidenza. E poi
c'era la nostalgia, che non voleva sbiadire. E la retorica, che la sobillava.»
G. SCHELOTTO, Distacchi e altri addii, Mondadori, 2003
«Siamo tutti migranti. Stiamo permanentemente abbandonando una terra per trasferirci altrove. Siamo
migranti quando lasciamo i vecchi schemi e le vecchie abitudini per aprirci a nuove circostanze di vita. Un
matrimonio, una separazione, la morte di una persona cara, un viaggio non da turisti, persino la lettura di
un libro sono delle migrazioni interiori. Poi c'è la migrazione di chi lascia la madre terra per vivere altrove:
una volta gli uccelli, oggi gli uomini. Ogni migrazione esteriore a poco a poco diventa anche interiore. Gli
ostacoli possono trasformarsi in occasione di crescita. E' un processo lungo e doloroso. Chi sono? Sono tutti
i miei personaggi ("Madame Bovary c'est moi!" diceva Flaubert). Tutte le mie storie hanno qualcosa di me e
nascono probabilmente dai miei conflitti interni. Le mie origini sono portoghesi, da parte della famiglia di
mio padre, e tedesche (prussiane) da parte di mia madre. Ho vissuto l'infanzia in Brasile, la mia vera patria;
penso che il mio italiano sarà sempre un po' lusofonico. Se sono arrivata a destinazione? Fortunatamente
no. Solo nel momento della mia morte potrò dire di esserci arrivata. E anche allora penso che inizierò un
nuovo viaggio. Una nuova migrazione.»
Da un’intervista di C. Collina alla scrittrice brasiliana Christiana de CALDAS BRITO,
in “Leggere-Donna”, n. 98, Ferrara, 2002
«Quando uno parte, si sa, dev’essere pronto a tornare o a non tornare affatto. È una porta che lui apre
all’interno di una stanza buia, e che a volte si rinchiude da sola alle sue spalle.
Già emigrare – partire con un’idea chiara del non ritorno – è la radicalizzazione di questa esperienza. È
rinunciare a un certo “se stesso” (e quindi accettare il lutto di vederlo prima atrofizzarsi e poi perire per
totale assenza di contiguità con i personaggi del passato), per scommettere su un futuro “se stesso”
totalmente ipotetico: un rischio assoluto. Quando la scimmia lascia il ramo dov’è appesa, per aggrapparsi a
un altro che ha intravisto tra il fogliame, può sembrare a chi l’osserva che voglia spiccare il volo senza ali
di sorta. Ma per istinto la scimmia sa benissimo che non precipiterà nel vuoto. Allo stesso modo, qualcosa
dentro al migrante sa dove si trova esattamente il ramo che lo aspetta, che aspetta le sue mani sicure, ed è
questo qualcosa che lo spinge al salto»
Da un’intervista allo scrittore brasiliano Julio MONTEIRO MARTINS, a cura della redazione
di “Voci dal silenzio – Culture e letteratura della migrazione”, Ferrara - Lucca, dicembre 2003
«La partenza [per De Chirico] è un distacco traumatico, con riferimenti biografici (da Volos, cioè dalla sua
città natale, partirono gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro), ma anche con un destino di viaggi e
delusioni, avventure e depressioni, fino ad una probabile conquista…Un nuovo arrivo e subito dopo una
nuova partenza: resta quello di Odisseo il mito centrale per De Chirico, l’uomo che ricerca se stesso
attraverso la peregrinazione e la perdita di tutto, tranne che della memoria»
M. FAGIOLO DELL’ARCO, Pensare per immagini, in “I classici dell’arte - il Novecento - De Chirico”,
Rizzoli 2004
G. DE CHIRICO, L’angoscia della partenza, 1913
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: Città e periferie: paradigmi della vita associata, fattori di promozione della identità
personale e collettiva.
DOCUMENTI
«Quale uso fare della città? Quale uso se ne è fatto nella Storia? Quante utopie hanno attraversato il concetto
sfumato ai bordi di “città ideale”? E quanti abusi? Se rivolgiamo i nostri pensieri alle città europee così come
ci sono state consegnate dalla Storia, ecco che i confronti con l’attualità diventano subito un atto dovuto e
altrettanto ineludibili i riferimenti ai disagi metropolitani di cui siamo testimoni oltre che recalcitranti vittime
designate…I due problemi con i quali ci siamo trovati a fare i conti nelle città europee negli ultimi decenni
sono il traffico automobilistico e il degrado o la manomissione dei Centri Storici»
L. MALERBA, Città e dintorni, Milano 2001
«La città tradizionale dell’Europa mediterranea, che viene generalmente presa come modello…, è un
organismo a tre elementi attorno ai quali si ripartiscono le sue attività e si definisce il suo ruolo. Il primo è
l’elemento sacro, che simbolizza la protezione degli dei e impone dei doveri collettivi, generatori di
disciplina. Il secondo è l’elemento militare, o della sovranità, rappresentativo del potere e del possesso dello
spazio dominato dalla città…Il terzo è il mercato con i suoi annessi artigianali, luoghi dove si realizza
l’economia specificamente cittadina…Nella misura in cui il mercato rappresenta il luogo della riunione
funzionale della popolazione attiva della città, esso può divenire simbolo di democrazia..., ma può anche
essere simbolo dell’affermazione dell’autorità del sovrano…Dovunque si presenti, la città ripropone sempre i
tre elementi mediterranei unendo il sacro, il politico e l’economico…All’inizio del XX secolo le città
europee sono, di fatto, delle città socialmente settorializzate, esclusivamente su basi qualitative: quartieri di
lusso e quartieri operai, o quartieri poveri…Nella nostra epoca la prima spinta di crescita urbana che spezza i
ritmi lenti e unitari del passato è quella del periodo che intercorre tra le due guerre mondiali…
A questo punto il quadro urbano risulta superato e le città tendono a scoppiare…L’unità spaziale tra lavoro,
tempo libero e vita privata, e abitazione, che era caratteristica della città del passato, è ormai rotta…»
Dalla voce Città, curata da P. GEORGE, nella “Enciclopedia delle scienze sociali”,
Istituto dell’Enciclopedia Italiana, vol.I, Roma, 1991
«Il sopravvento della periferia ha sdoppiato l’identità urbana tra un centro strutturato, sedimentato e
riconoscibile e un “resto” per molti aspetti casuale (Vittorini). L’anomalia periferica si presenta in termini
relativi come “altro dalla città”, e in termini assoluti, come incompiutezza, disordine, irriconoscibilità,
bruttezza: “un nuovo oggetto storico” senza limiti, né soglie; un “dappertutto che è nessun luogo” (Rella)»
F. PEREGO, “Europolis e la variabile della qualità urbana” in AA.VV. Europolis –
La riqualificazione delle città in Europa. Periferie oggi, Roma-Bari, 1990
«Le periferie non sono dei “non luoghi”. Con l’espressione “non luogo” caratterizzo un certo tipo di spazio
dentro la nostra società contemporanea. Il “luogo” per un antropologo è uno spazio nel quale tutto fa segno.
O, più esattamente, è un luogo nel quale si può leggere attraverso l’organizzazione dello spazio tutta la
struttura sociale…Oggi viviamo in un mondo nel quale lo spazio dei “non luoghi” si è di molto accresciuto.
“Non luoghi” sono gli spazi della circolazione, del consumo, della comunicazione, eccetera. Sono spazi di
solitudine…Prendiamo l’esempio di un supermercato. Ha tutti gli aspetti di un “non luogo”. Ma un
supermercato può diventare anche un luogo di appuntamento per i giovani. Talvolta, anzi, è il solo “luogo”.
Da questo punto di vista si può dire che le banlieues sono dei “non luoghi” per la gente che viene da
fuori…Ma sono, viceversa , dei “luoghi” di vita per molte persone»
M. AUGÉ, L’incendio di Parigi, “MicroMega” n. 7/2005
«Se le nostre città non si riqualificano, a cominciare dalle periferie, consegneremo alle nuove generazioni un
futuro di barbarie…La più grave malattia delle città si chiama esplosione urbana - dice Piano - una crescita
forsennata, che dobbiamo correggere con interventi mirati per integrare il tessuto urbanistico e sociale delle
periferie con il resto della città». Quindi, demolire o riqualificare i mostri in cemento nelle periferie? «La
demolizione è un rimedio estremo, al quale ricorrere soltanto quando mancano i requisiti minimi della
vivibilità, per esempio la luce e la tutela della salute». La seconda proposta riguarda le funzioni dei quartieri
periferici. «La loro vita non può ridursi solo alla dimensione residenziale, così sono condannati a
trasformarsi in giganteschi dormitori - afferma Piano - non a caso, quando ho progettato l’auditorium a
Roma, ho voluto definirlo la fabbrica della musica. Attorno alle sale, in un’area di venti ettari, ho ipotizzato
un parco pubblico, negozi, residenze e perfino un albergo». Il terzo punto decisivo del «manifesto» di Renzo
Piano riguarda proprio gli architetti e il loro modo di lavorare. «Ogni angolo di territorio urbano che torna a
vivere è anche un’opportunità economica. Per tutti - ... - a cominciare dagli architetti. Noi abbiamo bisogno
di competenza e di umiltà. Pensare in grande, ma accontentarsi anche di piccoli progetti. E avere sempre una
bussola etica perché attraverso la microchirurgia sul territorio può passare anche un nuovo umanesimo della
vita urbana. Nelle periferie, l’immigrazione diventa più sostenibile se si impedisce che alla separazione
sociale si sovrapponga quella etnica. Come accade, purtroppo, nei quartieri dormitorio»
A. GALDO, Periferie: la profezia di Piano, IL MATTINO, 16/11/2005
«La città è anzitutto lo sguardo che la osserva e l’animo che la vive; …La Città dell’antichità, anche quando
è il centro di un potente impero, appare in una luce di gloria inseparabile dalla caducità, dall’eterno destino
di vanità delle cose umane: Ninive, Persepoli o Babilonia evocano grandezza e rovina, indissolubili come le
due facce di una moneta; …Atene, culla della civiltà e della politica mondiale, è la Polis, la città in cui i
rapporti umani sono personali e concreti e tutto è visibile e tangibile, pure il meccanismo della vita sociale e
del potere. Solo Roma - la Roma imperiale e promiscua del Satyricon - è una metropoli nel senso moderno,
più simile a Londra o a New York che alle città greche, egizie od orientali dell’antichità. Nella modernità, la
città si identifica con la borghesia - più tardi col proletariato industriale…la città, con le sue trasformazioni
che sventrano e smontano il passato, è il movimento stesso delle sorti e dei sentimenti umani, il ritmo della
vita e della storia che la racconta. La metropoli...cambia la sensibilità e la percezione dell’individuo, diviene
una sua pelle sensibilissima che reagisce, anche e soprattutto subliminalmente, al continuo bombardamento
di stimoli veloci ed effimeri»
C. MAGRIS, Amori, speranze, morte, le città della nostra vita,CORRIERE DELLA
SERA, 9/9/2005
«La periferia, lo si voglia o no, è la città moderna, è la città che abbiamo costruito…Se non sapremo di
questa città cogliere non solo gli aspetti negativi, che sono tanti e indiscutibili, ma anche gli aspetti positivi,
difficilmente riusciremo a rovesciare un processo che minaccia di travolgere il senso profondo della città,
quella funzione di cui così chiaramente parla Aristotele quando dice che gli uomini hanno fondato la città per
vivere meglio insieme… Secondo me la periferia è soprattutto una città non finita o meglio che non ha
ancora raggiunto il momento della qualità, ma i famosi centri storici...sono stati anch’essi, prima di
raggiungere questa condizione di equilibrio che ne sancisce l’intoccabilità, delle opere non compiute...Perché
allora non guardare alla periferia non soltanto con il giusto sdegno che meritano i suoi particolari slegati, le
sue caratteristiche di incompiutezza e di mancanza di significato, ma anche con umanistica “pietas” e cioè
con amore, come una realtà da affrontare, di cui aver cura, in cui rispecchiare noi stessi in quanto essa è
bene o male il prodotto delle nostre illusioni, delle nostre buone intenzioni non realizzate?»
P. PORTOGHESI, Riprogettare la città, in AA.VV. Europolis –
La riqualificazione delle città in Europa. Periferie oggi, Roma-Bari, 1990
«È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un
rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di
desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive
ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra...Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso,
ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o le settantasette
meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. – O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere,
come Tebe per bocca della Sfinge»
I. CALVINO, Le città invisibili, 1972, III
3. AMBITO
STORICO - POLITICO
ARGOMENTO: Democrazia e nazione, unità d’Italia e d’Europa, libertà e fratellanza sono i cardini
del pensiero politico di Giuseppe Mazzini (1805-1872).
DOCUMENTI
«V’è nella mente di tanti italiani un Mazzini immaginario. V’è un Mazzini patriota, il più ardente patriota: uno dei
“quattro fattori d’Italia” bene accostato, nelle poetiche sintesi e nelle narrazioni usuali, a Garibaldi, come a
Cavour e a Vittorio Emanuele II;…V’è un Mazzini cospiratore…V’è un Mazzini pensatore sprofondato a dettare
comandamenti, precetti morali, a formulare una dottrina morale, non solo per la politica ma per l’economia
sociale…V’è un Mazzini quasi quasi ancora interessante, eccitatore di meditazioni, di elucubrazioni sul fatale
andare dell’evoluzione sociale, sui guai che essa conduce seco; c’è un Mazzini morto per il tempo nostro, cioè
superato, e non in grado di rispondere alle imperiose domande dell’attualità…Vorrei dir meglio: che sia giunto il
momento dell’inizio di un serio studio del pensiero mazziniano, per il quale siano bandite la predica delle
formule, la ripetizione delle frasi fatte, la retorica di inconcludenti cosiddetti cultori delle dottrine del (iniziale
maiuscola) Maestro, e siano seguite indicazioni e ispirazioni per un’azione feconda di tutti coloro i quali sono
impegnati nella politica, nel movimento sociale?»
G. CONTI, Alle fiamme il manichino, in G. Mazzini. L’uomo e le idee, Roma, Edizioni Nuova
Repubblica, 1998
Dal Manifesto del triumvirato della Repubblica Romana (Armellini, Mazzini, Saffi), 5 aprile 1849:
«…Noi non siamo Governo d’un partito, ma Governo della Nazione…Né intolleranza né debolezza. La Repubblica
è conciliatrice ed energica...La Nazione ha vinto…Il suo Governo deve avere la calma generosa e serena, e non
deve conoscere gli abusi della vittoria. Inesorabile quanto al principio, tollerante e imparziale con gl’individui; né
codardo né provocatore: tale dev’essere un Governo per essere degno dell’istituzione repubblicana. Economia
negli impieghi; moralità nella scelta degl’impiegati; capacità, accertata dovunque si può per concorso, messa a
capo d’ogni ufficio, nella sfera amministrativa. Ordine e severità di verificazione e censura nella sfera finanziaria;
limitazione di spese, guerra ad ogni prodigalità…Non guerra di classi, non ostilità alle ricchezze acquistate, non
violazioni improvvide o ingiuste di proprietà, ma tendenza continua al miglioramento materiale dei meno favoriti
dalla fortuna, e volontà ferma di ristabilire il credito dello Stato, e freno a qualunque egoismo colpevole di
monopolio, d’artificio, o di resistenza passiva…Poche e caute leggi, ma vigilanza decisa sull’esecuzione…Sono
queste le basi generali del nostro programma».
G. MAZZINI, Scritti, Roma, 1877, vol. VII
«La tendenza democratica dei nostri tempi, il moto di ascesa delle classi popolari desiderose di prender parte
alla vita politica – finora riservata a una cerchia di privilegiati – non è più un sogno utopico, né un’incerta
previsione: è un fatto, un grande fatto europeo che occupa ogni mente, incide sugli indirizzi dei governi, sfida
ogni opposizione…Le idee che hanno agitato per lungo tempo il campo della Democrazia, quando vengono
ponderatamente esaminate, possono essere raggruppate in due grandi dottrine; le quali, a loro volta,
potrebbero essere riassunte in due parole: Diritti e Doveri. Dietro queste due grandi dottrine ci sono certo
numerose varietà, e le varietà apparenti sono ancora di più…la Democrazia è soprattutto un problema
educativo, e poiché il valore dell’educazione dipende dalla verità del principio su cui si basa, l’intero futuro della
Democrazia è condizionato da tale questione».
G. MAZZINI, in “People’s Journal”, n. 35, 28/8/1846 e n. 40, 3/10/1846, ora in
Pensieri sulla Democrazia in Europa, a cura di S. Mastellone, Milano, Feltrinelli, 1997
«Dubito che, nella sua generazione, ci sia stato nessuno che abbia esercitato sui destini dell’Europa un’influenza
altrettanto profonda. La carta dell’Europa quale la vediamo oggi è quella di Giuseppe Mazzini. Mazzini è stato il
profeta della libera nazionalità…Lo splendido edificio innalzato da Bismarck è miseramente disfatto, ma i sogni di
quel giovane, venuto in Inghilterra come esule e vissuto qui anni e anni in povertà, vivendo della carità degli
amici e armato soltanto della sua penna, sono ora diventati stupefacenti realtà in tutto il continente…Non ci ha
insegnato soltanto i diritti di una nazione: ci ha insegnato i diritti delle altre…Mazzini è il padre dell’idea della
Lega delle Nazioni».
LLOYD GEORGE, in “The Times”, 29/6/1922, riportato in Denis MACK SMITH, Mazzini,
Milano, Rizzoli, 1993
«Non si può ricordare degnamente Mazzini senza mettere in rilievo il fondamento etico-religioso del suo
pensiero politico, che tendeva ad un laicismo che non fosse privo di spiritualità, e ad una politica che non
mancasse di moralità».
L. STURZO, Dio e popolo (12 maggio 1949), in G. Mazzini. L’uomo e le idee, Roma, Edizioni
Nuova Repubblica, 1998
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Finalità e limiti della conoscenza scientifica: che cosa ci dice la scienza sul mondo che
ci circonda, su noi stessi e sul senso della vita?
DOCUMENTI
«Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri
problemi vitali non sono ancora neppur toccati. Certo allora non resta più domanda alcuna; e appunto questa
è la risposta».
L. WITTGENSTEIN, Tractatus logico-philosophicus, 1921, 6.52
«Viviamo in un mondo che ci disorienta con la sua complessità. Vogliamo comprendere ciò che vediamo
attorno a noi e chiederci: Qual è la natura dell’universo? Qual è il nostro posto in esso? Da che cosa ha avuto
origine l’universo e da dove veniamo noi?…quand’anche ci fosse una sola teoria unificata possibile, essa
sarebbe solo un insieme di regole e di equazioni. Che cos’è che infonde vita nelle equazioni e che costruisce
un universo che possa essere descritto da esse? L’approccio consueto della scienza, consistente nel costruire
un modello matematico, non può rispondere alle domande del perché dovrebbe esserci un universo reale
descrivibile da quel modello. Perché l’universo si dà la pena di esistere?...Se però perverremo a scoprire una
teoria completa, essa dovrebbe essere col tempo comprensibile a tutti nei suoi principi generali, e non solo a
pochi scienziati. Noi tutti - filosofi, scienziati e gente comune - dovremmo allora essere in grado di
partecipare alla discussione del problema del perché noi e l’universo esistiamo. Se riusciremo a trovare la
risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora
conosceremmo la mente di Dio»
S. HAWKING, Dal Big Bang ai buchi neri, 1988
«Come l’arte, anche la scienza non è affatto semplicemente una attività culturale dell’uomo. La scienza è un
modo, e un modo decisivo, in cui si presenta a noi tutto ciò che è. Per questo dobbiamo dire che la realtà,
entro la quale l’uomo odierno si muove e si sforza di mantenersi, è codeterminata in misura crescente nei
suoi tratti fondamentali da ciò che si usa chiamare la scienza occidentale o la scienza europea. Se riflettiamo
su questo processo, vediamo che la scienza, nel mondo occidentale e nelle varie epoche della storia di
questo, ha sviluppato una potenza mai prima conosciuta sulla terra ed è sul punto di estendere
conclusivamente questa potenza su tutto il globo terrestre. Si può dire che la scienza sia solo un prodotto
dell’uomo sviluppatosi fino a questo livello di dominio, così che ci si potrebbe aspettare che un giorno…sia
anche possibile rovesciare questo suo dominio? Oppure qui domina un destino di più ampia portata? Forse
nella scienza c’è qualcos’altro che domina, oltre al puro voler-sapere dell’uomo? In effetti è proprio così. C’è
qualcos’altro che qui domina. Ma questo altro ci si nasconde, fino a che rimaniamo attaccati alle
rappresentazioni correnti della scienza»
M. HEIDEGGER, Scienza e meditazione, Conferenza tenuta a Monaco il 4/8/1953, ora in Saggi e
discorsi, 1957
«I progressi della scienza sono un capitolo tra i più affascinanti nella storia del nostro tempo. I suoi enormi
successi sono stati raggiunti, peraltro, attraverso una delimitazione metodica. Ci si è limitati strettamente e
del tutto consapevolmente a ricercare soltanto ciò che poteva essere misurato e contato. Ma ogni
delimitazione comporta anche dei confini e dunque sono “rimaste fuori” tutte le questioni che riguardano il
perché dell’esistenza, da dove veniamo, dove andiamo». Quindi? «Se gli scienziati affermassero che quanto
hanno scoperto esaurisce tutta la realtà, si avrebbe un superamento dei limiti. E allora si deve replicare, non
tanto per motivi di fede ma per motivi di ragione: “Questo è troppo poco”. L’intelligenza umana va oltre il
misurabile e l’enumerabile. Arriva anche alle grandi questioni metafisiche, alla domanda di senso»
Da un’intervista a Ch. Schoenborn, in M. POLITI, C’è un Disegno nell’universo, LA
REPUBBLICA, 6/11/2005
«Ogni volta che un filosofo vi dirà di aver scoperta la verità definitiva non credetegli; e non credetegli
neppure se vi dirà di aver individuato il bene supremo. Egli, infatti, si limiterebbe a ripetere gli errori
commessi dai suoi predecessori per duemila anni…Si pretenda dal filosofo che sia modesto come lo
scienziato; allora egli potrà avere il successo dell’uomo di scienza. Ma non gli si chieda che cosa dobbiamo
fare. Ascoltiamo piuttosto la nostra volontà e cerchiamo di unirla a quella degli altri. Il mondo non ha alcuno
scopo o significato all’infuori di quello che vi introduciamo noi»
H. REICHENBACH, La nascita della filosofia scientifica, 1951, trad. it. 1961
«La scienza, che cominciò come ricerca della verità, sta divenendo incompatibile con la veridicità, poiché la
completa veridicità tende sempre più al completo scetticismo scientifico. Quando la scienza è considerata
contemplativamente, non praticamente, ci si accorge che ciò che crediamo lo crediamo per la nostra fede
animale, e che alla scienza dobbiamo solo i nostri disinganni. Quando, d’altro canto, la scienza si considera
come una tecnica per la trasformazione di noi stessi e di quanto ci sta attorno, vediamo che ci dà un potere
del tutto indipendente dalla sua validità metafisica. Ma noi possiamo solo usare questa potenza, cessando di
rivolgerci delle domande metafisiche sulla natura della realtà. Eppure queste domande sono la testimonianza
dell’atteggiamento di amore verso il mondo. Così, solo in quanto noi rinunciamo al mondo come amanti,
possiamo conquistarlo da tecnici. Ma questa divisione dell’anima è fatale a ciò che vi è di meglio nell’uomo.
Non appena si comprende l’insuccesso della scienza considerata come metafisica, il potere conferito dalla
scienza come tecnica si otterrà solo da qualcosa di analogo alla adorazione di Satana, cioè, dalla rinuncia
dell’amore…La sfera dei valori sta al di fuori della scienza, salvo nel tratto in cui la scienza consiste della
ricerca del sapere. La scienza, come ricerca del potere, non deve ostacolare la sfera dei valori, e la tecnica
scientifica, se vuole arricchire la vita umana, non deve superare i fini a cui dovrebbe servire»
B. RUSSELL, La visione scientifica del mondo, cap. XVII, 1931
«Le mere scienze di fatti creano meri uomini di fatto…Nella miseria della nostra vita – si sente dire – questa
scienza non ha niente da dirci. Essa esclude di principio proprio quei problemi che sono i più scottanti per
l’uomo, il quale, nei nostri tempi tormentati, si sente in balìa del destino; i problemi del senso o del nonsenso dell’esistenza umana nel suo complesso…concernono l’uomo nel suo comportamento di fronte al
mondo circostante umano ed extra-umano, l’uomo che deve liberamente scegliere, l’uomo che è libero di
plasmare razionalmente se stesso e il mondo che lo circonda. Che cos’ha da dire questa scienza sulla ragione
e sulla non-ragione, che cos’ha da dire su noi uomini in quanto soggetti di questa libertà?…La verità
scientifica obiettiva è esclusivamente una constatazione di ciò che il mondo, sia il mondo psichico sia il
mondo spirituale, di fatto è. Ma in realtà, il mondo e l’esistenza umana possono avere un senso se le scienze
ammettono come valido e come vero soltanto ciò che è obiettivamente constatabile, se la storia non ha altro
da insegnare se non che tutte le forme del mondo spirituale, tutti i legami di vita, gli ideali, le norme che
volta per volta hanno fornito una direzione agli uomini, si formano e poi si dissolvono come onde fuggenti,
che così è sempre stato e sempre sarà, che la ragione è destinata a trasformarsi sempre di nuovo in non-senso,
gli atti provvidi in flagelli? Possiamo accontentarci di ciò, possiamo vivere in questo mondo in cui il divenire
storico non è altro che una catena incessante di slanci illusori e di amare delusioni? »
E. HUSSERL, La crisi delle scienze europee, ed. post. 1959, § 2, passim
TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO
O.N.U., Patto Atlantico, Unione Europea: tre grandi organizzazioni internazionali di cui l’Italia è Stato
membro.
Inquadra il profilo storico di queste tre Organizzazioni e illustra gli indirizzi di politica estera su cui, per
ciascuna di esse, si è fondata la scelta dell’Italia di farne parte.
TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
Campagne e paesi d’Italia recano ancora le tracce di antichi mestieri che la produzione industriale non ha
soppiantato del tutto e le botteghe artigiane continuano ad essere luoghi di saperi e di culture ai quali
l’opinione pubblica guarda con rinnovato interesse. Contemporaneamente, anche il mondo dell’artigiano è
stato investito dalla innovazione tecnologica che ne sta modificando contorni e profilo.
Rifletti sulle caratteristiche dell’artigianato oggi e sulla importanza sociale, storica ed economica che esso ha
avuto e che in prospettiva può avere per il nostro Paese.
TERZA Simulazione IA prova
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
TIPOLOGIA A
Analisi del testo
Claudio Magris, dalla Prefazione di L’infinito viaggiare, Mondadori, Milano 2005.
"Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche,
anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle
tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto
definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma, salvandola così dall’indistinto – ma senza
idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue.
Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel
senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono
tante volte.
Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre
pure dall’altra parte. In Verde acqua Marisa Madieri, ripercorrendo la storia dell’esodo degli italiani da
Fiume dopo la Seconda guerra mondiale, nel momento della riscossa slava che li costringe ad andarsene,
scopre le origini in parte anche slave della sua famiglia in quel momento vessata dagli slavi in quanto
italiana, scopre cioè di appartenere anche a quel mondo da cui si sentiva minacciata, che è, almeno
parzialmente, pure il suo.
Quando ero un bambino e andavo a passeggiare sul Carso, a Trieste, la frontiera che vedevo, vicinissima, era
invalicabile, – almeno sino alla rottura fra Tito e Stalin e alla normalizzazione dei rapporti fra Italia e
Jugoslavia – perché era la Cortina di Ferro, che divideva il mondo in due. Dietro quella frontiera c’erano
insieme l’ignoto e il noto. L’ignoto, perché là cominciava l’inaccessibile, sconosciuto, minaccioso impero di
Stalin, il mondo dell’Est, così spesso ignorato, temuto e disprezzato. Il noto, perché quelle terre, annesse
dalla Jugoslavia alla fine della guerra, avevano fatto parte dell’Italia; ci ero stato più volte, erano un elemento
della mia esistenza. Una stessa realtà era insieme misteriosa e familiare; quando ci sono tornato per la prima
volta, è stato contemporaneamente un viaggio nel noto e nell’ignoto. Ogni viaggio implica, più o meno, una
consimile esperienza: qualcuno o qualcosa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela straniero e
indecifrabile, oppure un individuo, un paesaggio, una cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostrano
affini e parenti.
Alle genti di una riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei
confronti di chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle
persone che vi transitano e andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale
paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo."
Claudio Magris è nato a Trieste nel 1939. Saggista, studioso della cultura mitteleuropea e della letteratura del
“mito asburgico”, è anche autore di testi narrativi e teatrali.
1. Comprensione del testo
Dopo un’attenta lettura, riassumi il contenuto del testo.
2. Analisi del testo
2.1. Soffermati sugli aspetti formali (lingua, lessico, ecc.) del testo.
2.2. Soffermati sull’idea di frontiera espressa nel testo.
2.3. Soffermati sull’idea di viaggio espressa nel testo.
2.4. Spiega l’espressione “si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo”.
2.5. Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Proponi una interpretazione complessiva del testo proposto, facendo riferimento ad altri testi di Magris e/o di
altri autori del Novecento. Puoi fare riferimento anche a tue esperienze personali.
TIPOLOGIA B
Redazione di un "SAGGIO BREVE" o di un "ARTICOLO DI GIORNALE
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», interpretando e
confrontando i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell'«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi
che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
Ambito artistico letterario: Individuo e società di massa
Documenti: Lascia o raddoppia, "Calciatori" di Renato Gattuso e Marilyn Monroe di Andy Warhol.
«Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il
fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture
particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi
modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai
modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è
compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è
la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due
rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del
sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al
Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più
radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così
storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice
di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti
dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che
non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neolaico, ciecamente dimentico
di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.»
(Pier Paolo PASOLINI, 9 dicembre 1973. Acculturazione e acculturazione, in Scritti corsari, Garzanti,
Milano 1975)
«La mattina del 15 luglio 1927 ero rimasto a casa, non ero andato come al solito all’Istituto di Chimica nella
Währingerstrasse. Nel caffé di Ober-Sankt-Veit mi misi a leggere i giornali del mattino. Sento ancora
l’indignazione che mi travolse quando presi in mano la “Reichspost” e lessi un titolo a caratteri cubitali:
“Una giusta sentenza”. Nel Burgenland c’era stata una sparatoria, alcuni operai erano rimasti uccisi. Il
tribunale aveva assolto gli assassini. L’organo di stampa del partito al governo dichiarava, o meglio
strombazzava, che con quella assoluzione era stata emessa una “giusta sentenza”. Più che l’assoluzione in
quanto tale, fu proprio questo oltraggio a ogni sentimento di giustizia che esasperò enormemente gli operai
viennesi. Da tutte le zone della città i lavoratori sfilarono, in cortei compatti, fino al Palazzo di Giustizia, che
già per il nome incarnava ai loro occhi l’ingiustizia in sé. La reazione fu assolutamente spontanea, me ne
accorsi più che mai dai miei sentimenti. Inforcai la bicicletta, volai in città e mi unii a uno di questi cortei.
Gli operai di Vienna, che normalmente erano disciplinati, avevano fiducia nei loro capi del partito
socialdemocratico e si dichiaravano soddisfatti del modo esemplare in cui essi amministravano il Comune di
Vienna, agirono in quel giorno senza consultare i loro capi. Quando appiccarono il fuoco al Palazzo di
Giustizia, il borgomastro Seitz, su un automezzo dei pompieri, cercò di tagliar loro la strada alzando la mano
destra. Fu un gesto assolutamente inefficace: il Palazzo di Giustizia andò in fiamme. La polizia ebbe l’ordine
di sparare, i morti furono novanta. Sono passati cinquantatré anni, eppure sento ancora nelle ossa la febbre di
quel giorno. È la cosa più vicina a una rivoluzione che io abbia mai vissuto sulla mia pelle. […] Quel giorno
tremendo, di luce abbagliante, lasciò in me la vera immagine della massa, la massa che riempie il nostro
secolo. […] Quel giorno era stato dominato dal tremendo fragore delle urla, urla di sdegno. Erano urla
micidiali, alle urla rispondevano gli spari, e le urla diventavano più forti ogni volta che le persone colpite
crollavano al suolo. […] Non molto tempo dopo, le urla si trasferirono nelle vicinanze della Hagenberggasse.
A meno di un quarto d’ora di strada dalla mia camera, a Hütteldorf, dall’altra parte della valle, si trovava il
campo sportivo del Rapid, sul quale si giocavano le partite di calcio. Nei giorni di festa vi accorreva una gran
folla, che non si lasciava sfuggire una sola partita di quella celebre squadra. Io non ci avevo mai badato gran
che; il calcio non mi interessava. Ma una delle domeniche dopo il 15 luglio, era un giorno altrettanto afoso,
mentre stavo aspettando visite e tenevo aperta la finestra, sentii, all’improvviso, le grida della massa. Pensai
che fossero urla di sdegno; l’esperienza di quel giorno terribile era ancora a tal punto radicata in me che per
un attimo rimasi sgomento e cercai con lo sguardo il fuoco da cui quell’esperienza era stata illuminata. Ma il
fuoco non c’era, sotto il sole brillava la cupola dorata della chiesa dello Steinhof. Tornai in me e mi misi a
riflettere: quelle urla dovevano venire dal campo sportivo. […] Le urla di trionfo erano state causate da un
goal, e venivano dalla parte dei vincitori. Si sentì anche, e suonò ben diverso, un grido di delusione. Dalla
mia finestra non potevo vedere nulla, me l’impedivano alberi e case, la distanza era troppa, ma sentivo la
massa, essa sola, come se tutto si svolgesse a pochi passi da me. Non potevo sapere da quale parte venissero
le grida. Non sapevo quali erano le squadre in campo, i loro nomi non li avevo notati e neanche cercai di
appurarli. Evitai perfino di leggere la cronaca sportiva sul giornale e, nella settimana che seguì, non mi
lasciai coinvolgere in discorsi sull’argomento. Ma durante i sei anni che trascorsi in quella stanza, non persi
occasione di ascoltare quei suoni. Vedevo la folla affluire laggiù, alla stazione della ferrovia urbana. […]
Non mi è facile descrivere la tensione con cui seguivo da lontano la partita invisibile. Non ero parte in causa
perché le parti neanche le conoscevo. Erano due masse, questo era tutto ciò che sapevo, due masse
ugualmente eccitabili, che parlavano la medesima lingua.»
(Elias CANETTI, Il frutto del fuoco. Storia di una vita (1921-1931), Adelphi, Milano 2007 [ed. originale
tedesca 1980])
«L’uso politico delle tecniche e dei media pone in discussione le tradizioni dell’umanesimo europeo con i
suoi valori di dignità e libertà (ristretti, certo, finora, alle élite), minacciando di introdurre nuove forme di
pianificato assoggettamento gregario. Esiste cioè il rischio di creare uomini e donne d’allevamento,
procurando loro la soddisfazione, in termini soprattutto quantitativi, di bisogni primari e secondari cui per
millenni la maggior parte dell’umanità non aveva avuto pieno e garantito accesso (cibo, sesso, divertimento).
L’acclimatazione a questo sistema di potere e di cultura si paga però con l’anestetizzazione e la
banalizzazione dell’esperienza, anche a causa dell’inflazione dei desideri così scatenata e del corrispondente
bisogno di gestire le inevitabili frustrazioni. Nello stesso tempo, se esercitato in forme non oligarchiche, lo
stesso uso delle tecniche e dei media spalanca enormi potenzialità, consente a tutti di scaricare le fatiche più
pesanti e ripetitive sulle macchine, di uscire dalla morsa dei condizionamenti sociali, di far fruttare l’eredità
culturale delle generazioni precedenti (che cambia molto più rapidamente di quella biologica), di
disancorarsi da ruoli fissi, di acquisire consapevolezza, cultura e informazione su scala mondiale e di
conseguire una più duratura soddisfazione.»
(Remo BODEI, Destini personali. L’età della colonizzazione delle coscienze, Feltrinelli, Milano 2002)
Ora il chiarore si fa più diffuso.
Ancora chiusi gli ultimi ombrelloni.
Poi appare qualcuno che trascina
il suo gommone.
La venditrice d'erbe viene e affonda 5
sulla rena la sua mole, un groviglio
di vene varicose. È un monolito
diroccato dai picchi di Lunigiana.
Quando mi parla resto senza fiato,
le sue parole sono la Verità.
10
Ma tra poco sarà qui il cafarnao
delle carni, dei gesti e delle barbe.
Tutti i lemuri umani avranno al collo
croci e catene. Quanta religione.
E c'è chi s'era illuso di ripetere
15
l'exploit di Crusoe!
(Eugenio MONTALE, Sulla spiaggia, da Diario del ’71 e del ’72, Mondadori, Milano 1973)
Ambito socio economico: Stato, mercato e democrazia.
«Il problema centrale del capitalismo fondato sulla libera impresa in una democrazia moderna è sempre stato
quello di riuscire a bilanciare il ruolo del governo e quello del mercato. Ma, nonostante molta energia
intellettuale sia stata spesa nel tentativo di definire il campo di manovra appropriato a ciascuno di essi,
l’interazione fra i due rimane una fonte di fragilità fondamentale. In una democrazia il governo (o la banca
centrale) non può semplicemente permettere che le persone soffrano un danno collaterale per lasciare che la
dura logica del mercato si esprima. […] Dobbiamo anche riconoscere che una buona economia non può
essere separata da una buona politica – e questa, forse, è la ragione per cui un tempo la teoria economica era
nota come economia politica. L’errore degli economisti è stato credere che, una volta sviluppato un forte
telaio di istituzioni all’interno di un Paese, le influenze politiche al suo interno si sarebbero stemperate e il
Paese si sarebbe emancipato per sempre da una condizione «in via di sviluppo». Ma dovremmo ora
ammettere che istituzioni quali i regolamentatori hanno influenza soltanto finché la politica è
ragionevolmente ben bilanciata.»
(Raghuram G. RAJAN, Terremoti finanziari, Einaudi, Torino 2012)
«Tra tutte le scuse che sentiamo accampare per giustificare il mancato tentativo di mettere fine a questa
depressione, c’è il ritornello che viene ripetuto costantemente dagli apologeti dell’inazione: “Dobbiamo
focalizzarci sul lungo termine, e non sul breve”. [...] Concentrarsi unicamente sul lungo termine significa
ignorare l’enorme sofferenza che sta causando l’attuale depressione, le vite che sta distruggendo
irreparabilmente mentre leggete questo libro. I nostri problemi di breve periodo – sempre che una
depressione giunta al quinto anno rientri in questa definizione – stanno intaccando anche le prospettive di
lungo termine, su diversi canali. [...] Il primo è l’effetto corrosivo della disoccupazione di lungo termine: se i
lavoratori che hanno perso il posto da tempo si considerano inoccupabili, si determina una riduzione di lungo
termine nella forza lavoro del paese, e quindi nella sua capacità produttiva. La situazione dei neolaureati
costretti ad accettare dei lavori in cui non sono necessarie le loro competenze è abbastanza simile: con il
passare del tempo potrebbero ritrovarsi, quantomeno agli occhi dei potenziali datori di lavoro, declassati a
lavoratori generici, e il loro stock di competenze andrebbe definitivamente perduto. Il secondo è il calo degli
investimenti. Le imprese non spendono grosse somme per accrescere la propria capacità produttiva […]. […]
Ultimo problema, ma non certo per importanza: la (pessima) gestione della crisi economica ha mandato in
fumo i programmi finalizzati a garantire il futuro.»
(Paul KRUGMAN, Fuori da questa crisi, adesso!, Garzanti, Milano 2012)
«Gli americani sono arrabbiati. Sono arrabbiati con i banchieri che hanno contribuito alla crisi finanziaria,
senza pagarne le conseguenze. Sono arrabbiati per l’incapacità del sistema politico che ha incolpato i
banchieri, ma non è stato in grado di tenerli sotto controllo. Sono arrabbiati con un sistema economico che
arricchisce ulteriormente i ricchi e abbandona i poveri al loro destino. Sono arrabbiati perché l’ideale di un
“governo del popolo, dal popolo e per il popolo” sembra sparito dalla faccia della Terra. […] Fortunatamente
gli Stati Uniti possiedono nel loro DNA i geni per intraprendere una riforma. Diversamente da molti altri
Paesi, gli americani condividono una grande fiducia nel potere della concorrenza che […] genera enormi
benefici. Per sostenere il sistema abbiamo bisogno di più, e non di meno, concorrenza. A differenza di altri
Paesi in cui il populismo è sinonimo di demagogia e di dittature autocratiche, l’America ha una positiva
tradizione populista volta a proteggere gli interessi dei più deboli nei confronti del potere opprimente delle
grandi imprese. Non è un caso che le leggi antitrust siano state inventate negli Stati Uniti.»
(Luigi ZINGALES, Manifesto capitalista. Una rivoluzione liberale contro un’economia corrotta, Rizzoli,
Milano 2012)
«Un libro fin troppo ricco di intelligenza e di provocazioni intellettuali, quello appena uscito di Giorgio
Ruffolo col contributo di Stefano Sylos Labini, Il film della crisi. La mutazione del capitalismo […]. […] La
tesi centrale del libro è che la crisi in cui sono immersi i Paesi occidentali nascerebbe dalla rottura di un
compromesso storico tra capitalismo e democrazia. La fase successiva a questa rottura – cioè quella attuale –
può essere definita come l’Età del Capitalismo Finanziario e costituisce la terza mutazione che il capitalismo
ha attraversato dall’inizio del secolo precedente. La prima fase è un’Età dei Torbidi, che si è verificata tra
l’inizio del secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale. La seconda fase è costituita dalla cosiddetta
Età dell’Oro: un sistema di intese fra capitalismo e democrazia fondato nell’immediato secondo dopoguerra
su due accordi fondamentali, il Gatt (oggi Wto-World Trade Organization) che riguardava la libera
circolazione delle merci, cui faceva da contrappeso il controllo del movimento dei capitali, che assicurava un
largo spazio all’autonomia della politica economica. Il secondo accordo è appunto quello di Bretton Woods,
sul controllo dei cambi e le garanzie da movimenti incontrollati dei capitali, grazie all’aggancio monetario al
metallo giallo e automaticamente, di converso, al dollaro. Secondo i due saggisti, la terza fase, con la rottura
dell’Età dell’Oro, si produce con la liberazione dei movimenti dei capitali nel mondo […]. Inizia l’Età del
Capitalismo Finanziario ampiamente descritta nelle sue varie fasi e interventi, dominati dall’indebitamento
pubblico e privato alimentato dall’illusione di vivere in «un sistema nel quale i debiti non si rimborsano
mai». Per i critici la rappresentazione di questa fase del saggio si presterebbe a più di una osservazione. Mi
limiterò ad indicare una mancanza che indebolisce alla base il paradigma ruffoliano. Chi sarebbero i soggetti
- Capitalismo e Democrazia - che darebbero vita a questo scontro epocale? Chi concretamente li rappresenta?
I grandi gruppi finanziari contrapposti ad una fantomatica Democrazia? […] Ora, se è vera e convincente
l’analisi della dittatura finanziaria nell’epoca delle traversie che tendono ad allargarsi a tutti i continenti,
come non cercarne le radici, anche ideologiche, nel fallimento precedente? In particolare nel crollo
dell’illusione fondante del sistema socialista di regolare l’offerta, la domanda e il livello dei prezzi attraverso
la pianificazione quinquennale totalitaria. Una idea che pervase la pratica e la teoria dei partiti che al
socialismo si rifacevano e il cui dissolversi si contaminò nel magma della globalizzazione, attraverso la
libera circolazione degli uomini e dei capitali e nella unificazione in tempo reale dei sistemi internazionali
attraverso la mondializzazione e l’informatica.»
(Mario PIRANI, Il nuovo capitale, “la Repubblica” - 1° dicembre 2012)
Ambito storico politico: Omicidi politici.
«Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, e la moglie furono uccisi in
un attentato compiuto da studenti bosniaci mentre erano in visita a Sarajevo, capitale della Bosnia. Vienna
attribuì la responsabilità dell’attentato al governo serbo e gli inviò un ultimatum al quale seguì, il 28 luglio,
la dichiarazione di guerra ed il bombardamento di Belgrado. La Russia proclamò la mobilitazione generale a
sostegno dello Stato balcanico; a questo atto rispose la Germania dichiarando guerra contemporaneamente
alla Russia (1 Agosto) ed alla Francia (3 agosto).»
(Rosario VILLARI, Storia contemporanea, Laterza, Bari 1972)
«Le elezioni si tennero nell’aprile 1924 e si svolsero all’insegna dell’intimidazione e della violenza nei
confronti degli avversari politici e di un ritorno di fiamma dello squadrismo. Ciò malgrado, i risultati non
corrisposero alle speranze di Mussolini: se il «listone» fascista ebbe la maggioranza dei voti e dei seggi,
grazie al meccanismo della legge, nelle regioni dell’Italia settentrionale e nelle grandi città operaie ottenne
un numero di suffragi minore di quello delle liste d’opposizione. La denuncia del clima di illegalità e di
sopraffazione, in cui le elezioni si erano svolte, venne fatta con grande passione e coraggio alla Camera dal
deputato socialista Giacomo Matteotti il 30 maggio 1924. Pochi giorni dopo, il 10 giugno, il coraggioso
parlamentare era rapito e il 16 agosto la sua salma era ritrovata in una macchia della campagna romana.
Parve per un momento che il vuoto dovesse farsi attorno al governo, la cui complicità nell’assassinio ben
pochi mettevano in dubbio. […] Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presentò alla Camera per assumersi tutta la
responsabilità del delitto Matteotti e per sfidarla provocatoriamente ad avvalersi della facoltà di metterlo
sotto stato d’accusa. La Camera, non accettando il guanto di sfida che le veniva lanciato, segnò praticamente
la propria condanna a morte e lo Stato liberale cessò definitivamente di esistere.»
(Giuliano PROCACCI, Storia degli italiani, vol. II, Laterza, Bari 1971)
«Passato nella leggenda storica come un apostolo della coesistenza, in realtà Kennedy fu il presidente che,
dopo il sostegno dato all’invasione degli esuli castristi a Cuba, pose le premesse per la trasformazione della
difficile situazione del Vietnam in una guerra terribile e per un impegno statunitense che doveva in seguito
assumere proporzioni gigantesche. […] In politica interna, nonostante i propositi espressi nell’ideologia della
Nuova Frontiera, i risultati raggiunti da Kennedy furono piuttosto modesti. Tutta una serie di misure relative
all’educazione, alla riforma fiscale, alle cure mediche per gli anziani, alle assicurazioni sociali,
all’agricoltura vennero bloccate dall’opposizione repubblicana e conservatrice. […] Kennedy agì invece con
risolutezza per assicurare l’integrazione civile dei negri nel Sud (nel 1962 si ebbero disordini razziali nel
Mississippi); ma la sua impostazione era essenzialmente giuridica-formale, e ignorava il problema
sostanziale della discriminazione sociale generale a danno dei negri vigente in tutti gli Stati Uniti.
Comunque, al di là dei suoi limiti, Kennedy con la sua ideologia “progressista” aveva suscitato contro di sé
una forte opposizione da parte di conservatori, specie del Sud, e forze di Destra. E cadde vittima di queste
opposizioni. Decisosi ad un viaggio in vista delle prossime elezioni presidenziali, cui intendeva ripresentarsi,
proprio nel Texas, dove le opposizioni erano più tenaci, il 22 novembre 1963 venne ucciso a Dallas in un
attentato, senza che mai si accertasse o si volesse accertare chi fosse responsabile della sua organizzazione,
che trovò certamente complicità ad altissimi livelli.»
(Massimo L. SALVADORI, Storia dell’età contemporanea, Loescher editore, Torino 1976)
«Giovedì 16 marzo 1978. Primo giorno del sequestro Moro. Alle 9.03 in via Fani a Roma, un commando
delle Brigate rosse tende un agguato al presidente della Dc, Aldo Moro, che è appena uscito di casa e sta
andando alla Camera accompagnato da cinque uomini di scorta. I brigatisti fanno strage delle guardie del
corpo (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino, l’unico che è riuscito a metter
mano alla pistola, e Francesco Zizzi) poi rapiscono Moro e si dileguano. […] Martedì 9 maggio 1978.
Cinquantacinquesimo giorno del sequestro Moro. Aldo Moro è stato ucciso. Le Brigate rosse l’hanno
trucidato con una raffica al cuore: nel suo corpo almeno undici colpi d’arma da fuoco. Il cadavere del
presidente della Dc è infilato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Michelangelo Caetani,
una piccola strada nel cuore della vecchia Roma, a un passo da via delle Botteghe Oscure (dove c’è la sede
del Pci) e non lontano da piazza del Gesù (dove c’è quella della Dc). Il corpo, rivestito con gli stessi abiti che
indossava la mattina del 16 marzo, è rannicchiato con la testa contro la ruota di scorta, la mano sinistra sul
petto, insanguinata. L’auto è lì dal mattino: una donna ha notato tra le otto e le nove due persone, un uomo e
una donna, che la parcheggiavano. Solo dopo le 13, però, le Br telefonano a uno dei collaboratori di Moro:
«Andate in via Caetani, c’è una Renault rossa, troverete l’ultimo messaggio». Il telefono era sotto controllo,
un commissario capo della Digos va subito sul posto, e immediatamente dopo altra polizia, i carabinieri, le
autorità, il ministro dell’Interno Cossiga. Per aprire l’auto intervengono gli artificieri: si teme che i terroristi
abbiano collegato alle serrature un ordigno esplosivo. La radio dà la notizia pochi minuti dopo le 14.»
(I 55 giorni del sequestro Moro, a cura di Roberto Raja, in «Corrieredellasera.it»
(http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=moro) )
Ambito scientifico: La ricerca scommette sul cervello.
«“Se vogliamo realizzare i migliori prodotti dobbiamo investire nelle migliori idee”. Con queste parole il
presidente americano Barack Obama illustra dalla Casa Bianca il lancio del progetto “Brain” ovvero una
“ricerca che punta a rivoluzionare la nostra comprensione del cervello umano”. Lo stanziamento iniziale è di
100 milioni di dollari nel bilancio federale del 2014 e l’intento del “Brain Research through Advancing
Innovative Neurotechnologies” è di aiutare i ricercatori a trovare nuovi metodi per trattare, curare e perfino
prevenire disordini cerebrali come l’Alzheimer, l’epilessia e i gravi traumi attraverso la definizione di
“fotografie dinamiche del cervello capaci di mostrare come le singole cellule cerebrali e i complessi circuiti
neurali interagiscono alla velocità del pensiero”. Tali tecnologie, spiega un documento pubblicato dalla Casa
Bianca, “apriranno nuove strade all’esplorazione delle informazioni contenute ed usate dal cervello, gettando
nuova luce sui collegamenti fra il suo funzionamento e i comportamenti umani”. L’iniziativa “Brain”
(cervello) è una delle “Grandi Sfide” che l’amministrazione Obama persegue al fine di raggiungere
“ambiziosi ma realistici obiettivi per l’avanzamento della scienza e della tecnologia” in cooperazione con
aziende private, centri di ricerca universitari, fondazioni e associazioni filantropiche al fine di assicurare agli
Stati Uniti la leadership sulla frontiera della scienza nel XXI secolo.»
(Maurizio MOLINARI, Obama, 100 milioni di dollari per “mappare” il cervello, “LA STAMPA.it BLOG”
– 02/04/2013)
«Il cervello umano riprodotto su piattaforme informatiche, per ricostruirne il funzionamento in linguaggio
elettronico. Obiettivi: trovare una cura contro le malattie neurologiche e sviluppare computer
superintelligenti. È l’iniziativa Human brain project (Hbp), che la Commissione europea finanzierà
attraverso il bando Fet (Future and emerging technologies). Hbp è stato scelto, insieme a un’altra proposta
(progetto Graphene), in una lista di 6 presentate 3 anni fa. Il finanziamento Ue appena assegnato coprirà la
fase di start up (circa 54 milioni di euro per 30 mesi), ma la durata prevista degli studi è di 10 anni, per un
investimento complessivo pari a 1,19 miliardi. Al progetto, coordinato dal neuroscienziato Henry Markram
dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna - partecipano 87 istituti di ricerca europei e internazionali, di
cui 5 italiani […]. Il progetto […] prevede di raccogliere tutte le conoscenze scientifiche disponibili sul
cervello umano su un solo supercomputer. Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno
acquisito sul funzionamento delle molecole, dei neuroni e dei circuiti cerebrali, abbinate a quelle sui più
potenti database sviluppati grazie alle tecnologie Ict, l’obiettivo è costruire un simulatore dell’intera attività
del cervello umano. Una specie di clone hi-tech. Un modello con 100 miliardi di neuroni - precisano gli
esperti - permetterebbe di studiare possibili terapie per contrastare malattie come Alzheimer, Parkinson,
epilessia e schizofrenia. Il patrimonio di dati, messi a disposizione su piattaforme avanzate, sarà offerto agli
scienziati di tutto il mondo. L’intenzione di Human Brain Project, in pratica, è costruire l’equivalente del
Cern per il cervello.»
(“Il Sole 24 Ore Sanità” - 28 gennaio 2013 (http://sanita.ilsole24ore.com) )
«Come che sia, abbiamo imparato più cose sul cervello e la sua attività negli ultimi cinque decenni che nei
precedenti cinque millenni, anche se alcuni, soprattutto in Italia, non se ne sono ancora accorti. Il momento
attuale è estremamente favorevole. Perché? Perché si è realizzata una convergenza pressoché miracolosa di
tre linee di ricerca sperimentali illuminate da una linea di ricerca teorica, convergenza che ha fatto
germogliare quasi all’improvviso una serie di studi e che ha prodotto una serie di risultati degni di essere
raccontati. La prima linea di ricerca è rappresentata dalla cosiddetta psicologia sperimentale. Se si vuole
studiare l’essere umano, è necessario porgere delle domande e ascoltare le relative risposte, dobbiamo
insomma metterlo alla prova. In parole povere, occorre uno studio psicologico. Il fatto è che la psicologia
sperimentale è molto lenta: per arrivare a una qualche conclusione ci vogliono decine di anni; se fosse
rimasta l’unica linea di ricerca, ci avrebbe fornito indicazioni senz’altro preziose, ma saremmo ancora lì ad
aspettare. Per fortuna, contemporaneamente si è registrata l’esplosione della biologia, soprattutto della
genetica e della biologia molecolare e, un po’ più tardi, della neurobiologia. Lo studio del sistema nervoso e,
in particolare, del cervello sono d’altra parte fondamentali per la comprensione approfondita delle facoltà
mentali e psichiche. In un caso come nell’altro, si tratta di scienze né nuove né inattese. La terza linea di
ricerca, invece, non era assolutamente attesa. È una linea relativamente nuova e come sbocciata dal nulla: un
regalo del cielo o, meglio, della fisica moderna. In inglese questo campo di ricerca si chiama brain imaging o
neuroimaging, in francese si chiama neuroimagerie, in italiano non ha ancora un nome. Qualcuno parla di
neuroimmagini, ma il termine rende poco l’idea. È comunque la più incisiva delle tre linee, quella che ha
dato un vero e proprio scossone all’intero settore di indagine e gli ha impartito un’accelerazione inusitata.
Parliamo della visualizzazione dell’attività cerebrale mediante l’uso di macchine, il cui nome è oggi a tutti
familiare: tomografia ad emissione di positroni (PET), risonanza magnetica nucleare e funzionale (RMN e
fMRI). Queste tecniche strumentali permettono di guardare dentro la testa di un essere umano vivo e vegeto,
mentre esegue un compito.» (Edoardo BONCINELLI, La vita della nostra mente, Editori Laterza, RomaBari 2011)
«Forme di organizzazione centralizzata della ricerca, anche piuttosto complesse, sono note almeno dalla
seconda metà del Diciannovesimo secolo. Il modello odierno di organizzazione e finanziamento della ricerca
scientifica, caratterizzato dall’impegno diretto dello Stato, dalla pianificazione generale dell’impresa
scientifica in funzione delle esigenze nazionali e dallo sviluppo della cooperazione internazionale, si
definisce però nel periodo a cavallo delle guerre mondiali, per trovare una diffusione amplissima nel secondo
dopoguerra. Nei successivi decenni, la complessità crescente dei bisogni della società e lo sviluppo della
ricerca hanno comportato una ridefinizione del modello organizzativo basato sul ruolo centrale dello Stato,
aprendo all’ingresso di nuovi soggetti, come le industrie private e le associazioni dei pazienti.»
(Fabio DE SIO, Organizzazione e finanziamento della ricerca, in RIZZOLI LAROUSSE, Novecento. La
grande storia della civiltà europea, Federico Motta Editore, Milano 2008)
TIPOLOGIA C
TEMA DI ARGOMENTO STORICO
In economia internazionale l’acronimo BRICS indica oggi i seguenti Paesi considerati in una fase di
significativo sviluppo economico: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica.
Premesse le profonde differenze intercorrenti fra le storie di ciascuno di tali Paesi, il candidato illustri gli
aspetti più rilevanti della vicenda politica di due di essi nel corso del ventesimo secolo.
TIPOLOGIA D
TEMA DI ORDINE GENERALE
Fritjof Capra (La rete della vita, Rizzoli, Milano 1997) afferma: «Tutti gli organismi macroscopici, compresi
noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo andare falliscono. Alla fine gli
aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e
progredire. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e
creatività. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi
di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati».
Il candidato interpreti questa affermazione alla luce dei suoi studi e delle sue esperienze di vita.
PRIMA Simulazione IIA prova
PRIMA PARTE
Il candidato interpreti il problema proposto nella traccia e proponga una soluzione in base a quanto
richiesto e ad eventuali ed opportune ipotesi adeguatamente motivate.
Una grande azienda manifatturiera decide di destinare parte dello stabile adibito a magazzino alla
realizzazione di una mensa. Il piano terra verrà suddiviso tra cucina e dispensa, il primo piano a sala pranzo;
il collegamento tra i due piani avverrà tramite un montacarichi.
La proprietà necessita di un intervento di manutenzione straordinaria che dovrà essere svolta all’impianto
elettrico esistente (fornitura trifase in BT da 10kW) ed eventuali modifiche ed integrazioni, la verifica e la
messa a norma dell’impianto di terra.
La struttura comprende tra le altre cose:
Illuminazione composta da 14 plafoniere di potenza 2x58W ciascuna,
1 M.A.T. per muovere il montacarichi con Pn=2,5kW.
La società essendo certificata ISO 9001, ai fini del rispetto delle procedure di Qualità, richiede di stilare una
scheda operativa di intervento dei lavori elettrici in BT, che contenga almeno:
a) Un disegno della planimetria con layout dell’impianto elettrico ed il relativo schema unifilare
distinguendo le varie linee opportunamente separate e protette;
b) Elenco e descrizione dei materiali da utilizzare effettuando un dimensionamento minimo dei cavi
ed eventuali interruttori di protezione previsti;
c) Un’analisi dei rischi;
d) Elenco e descrizione dei DPI previsti dalla normativa vigente per un intervento di questo tipo;
e) Dichiarazione di conformità dell’impianto.
La società si aspetta inoltre un piano di manutenzione da eseguire nel tempo distinguendo tra
manutenzione ordinaria e straordinaria.
SECONDA PARTE
Il candidato risponda a cinque quesiti a sua scelta tra i dieci proposti di seguito.
1) La società ha deciso di fare questa scelta, di ridurre lo spazio adibito a magazzino a favore della
creazione di una mensa, in quanto, avendo attuato da tempo una politica di just-in-time, ha ridotto
il volume delle giacenze. Descrivere l’evoluzione della logistica industriale avvenuta in questi ultimi
decenni, illustrando una possibile scelta per la movimentazione dei prodotti.
2) Nella prima parte si è detto che la società è certificata ISO 9001. Partendo dal concetto di Qualità e
di Qualità Totale che un’azienda tende ad introdurre al suo interno, descrivere in cosa consiste
questo tipo di certificazione, quali sono le procedure minime per ottenerla e quali vantaggi può
trarne una società.
3) Compilare una tabella di ricerca di guasti che comprende minimo 3 possibili guasti all’impianto
elettrico per il quale è stato commissionato il lavoro di manutenzione, e per ciascuno di essi
individuare 3 cause con il relativo rimedio suggerito.
4) La società per realizzare una politica just-in-time necessita di un sistema informatico integrato
(CIM). Spiegare le caratteristiche principali che tale sistema deve avere.
5) La presenza del M.A.T. può creare “disturbi elettromagnetici”. Spiegare la tipologia precisa di
disturbi che tale macchinario può creare e come poterli contenere nel caso specifico.
6) La società necessita della realizzazione di un programma per automatizzare il funzionamento del
montacarichi che preveda un’inversione di marcia. Realizzarlo in un linguaggio a propria scelta
inserendo tutte le ipotesi che si ritiene opportune.
7) Per il funzionamento di varie apparecchiature presenti nell’azienda si necessita di un alimentatore.
Descrivere questo componente con l’eventuale manutenzione a cui è soggetto.
8) Il manutentore nello svolgere la sua attività genera rifiuti. Spiegare come può avvenire la loro
gestione.
9) La società deve mettere in commercio un nuovo prodotto. Si rivolge all’ufficio Marketing per stilare
un piano di intervento. Illustrare le varie fasi di tale processo (scegliere la tipologia di prodotto da
mettere in commercio).
10) Nello svolgimento della manutenzione è fondamentale la compilazione della “scheda di
manutenzione”. Spiegare in cosa consiste questo documento e come verrebbe compilato nel caso
riportato nella prima parte.
SECONDA Simulazione IIA prova
PRIMA PARTE
Una società che gestisce una catena di alberghi decide di acquistare un vecchio stabile e di
ristrutturarlo per farne un nuovo albergo. Viene indetto un bando di gara per la fornitura e
manutenzione degli ascensori.
1) Una ditta di installazione e manutenzione impianti, partecipa alla gara d’asta per la
fornitura degli ascensori e per la successiva manutenzione quinquennale. Dovrà fornire, il
progetto di massima di un ascensore per tre piani, che comprende schema di principio,
schema funzionale, elenco delle apparecchiature.
2) Il candidato in qualità di Tecnico Abilitato compili una scheda dettagliata “relativa al piano
di manutenzione ordinaria di un ascensore”, con le varie attività e la frequenza degli
interventi, e predisponga una scheda per il ”rapporto di intervento tecnico”
3) Una ditta di manutenzione viene incaricata per effettuare la sostituzione dei dispositivi di
sicurezza, di controllo e i comandi di un ascensore con tre piani. Il candidato in qualità di
Tecnico Abilitato responsabile dell’operazione, descriva le manovre da compiere per
effettuare la sostituzione. Elenchi il materiale, compilando una scheda del “rapporto di
intervento tecnico”, in modo dettagliato.
SECONDA PARTE
Il candidato risponda a due dei seguenti quesiti e presenti per ognuno le linee operative, le
motivazioni delle soluzioni prospettate.
1) Una ditta di manutenzione viene incaricata di realizzare ex novo l’illuminazione
d’emergenza di un negozio. Il proprietario dispone in magazzino di un consistente numero
di lampade ad incandescenza, sicuramente sufficiente ad evitare che vengano acquistate
nuove lampade a led. Il candidato effettuando un confronto in termini di costi/benefici tra
la vecchia e la nuova tipologia di dispositivi per l’illuminazione scelga quella che ritiene
migliore. Dopo aver operato la scelta, pianifichi l’intervento avendo cura di descrivere quali
mezzi, attrezzature e risorse umane utilizzare. In funzione delle scelte effettuate, analizzi la
tipologie dei possibili rischi valutandone la probabilità e il danno per ciascun pericolo
individuato. Indichi inoltre, le misure di prevenzione e protezione e la tipologia dei DPI
necessari per effettuare l’intervento in sicurezza.
2) Un ufficio tecnico di progettazione impianti viene incaricato dall’INAIL, di elaborare un
capitolato speciale d’appalto “linee guida principali” per la manutenzione ordinaria e
straordinaria degli impianti ascensore /montacarichi di una parte di fabbricato nuovo
adibito ad ambulatori di un Ospedale. Si elenchi le modalità di erogazione del servizio di
manutenzione ordinaria e straordinaria; le prescrizioni, ossia i divieti per il fornitore, cioè la
ditta di manutenzione dell’ascensore /montacarichi; i servizi compresi nel canone di
appalto.
3) Per movimentare l’ascensore si necessita di un motore. Il candidato indichi la tipologia di
motore che ritiene più opportuno utilizzare, ne descriva il principio di funzionamento,
compili un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria e compili una tabella con 4
possibili guasti, indicando per ciascuno di essi almeno tre cause e i relativi rimedi. Inoltre,
siccome il motore può creare disturbi elettromagnetici, indicare il tipo di disturbi che
genera, come si propagano e gli accorgimenti utilizzabili per contenerli.
4) Attualmente molte società sono certificate ISO 9001. Partendo dal concetto di Qualità e di
Qualità Totale che un’azienda tende ad introdurre al suo interno, descrivere in cosa
consiste questo tipo di certificazione, quali sono le procedure minime per ottenerla e quali
vantaggi può trarne una società. Indichi inoltre qual è la documentazione necessaria per la
certificazione della qualità.
PRIMA Simulazione IIIA prova
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA III PROVA SCRITTA
ISTITUTO PROFESSIONALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“DON GINO SIGISMONDI”
Nocera Umbra
GRIGLIA VALUTAZIONE “TERZA PROVA SCRITTA” ESAME DI STATO
a.s. 2013 - 2014
TIPOLOGIA B+C
Data…………………….
Cognome…………………………………..Nome……………………………………..
Durata della prova: 3 ore
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Disciplina
Laboratori
Tecnologici
Scienze Motorie
N° quesiti a
risposta
multipla
Punteggio di
un quesito
N° quesiti a
risposta
aperta
Punteggio di
un quesito
Punteggio ottenuto
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
T.E.E.A.
6
1,5
2
3
………… /15
Inglese
4
1,5
3
3
…………./15
TOTALE
VOTO
(TOTALE/4)
…………./60
…………./15
Il punteggio, nel caso dei quesiti a risposta aperta, sarà attribuito solo se nella risposta
sono presenti tutti gli elementi richiesti; tale punteggio verrà frazionato se sono
presenti solo in parte gli elementi che soddisfano la risposta. La seguente tabella
illustra la divisione del punteggio:
Livelli di prestazione
Valutazione
Punti
Risposta corretta e completa
Risposta corretta e non del tutto completa
Risposta parzialmente corretta
Risposta complessivamente sufficiente
Risposta incompleta
Risposta inadeguata e incompleta
Risposta gravemente lacunosa o scarsa
Risposta non data
Ottimo
Buono
Discreto
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
3,00
2,70
2,30
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
LABORATORI TECNOLOGICI
1) Quale protezione interviene se un motore asincrono trifase assorbe una corrente superiore a quella
nominale?
a) L’Interruttore differenziale
b) Il fusibile
c) Il relè termico
d) Il contatti ausiliari del contattore
2) Quale protezione interviene all’interno dello schema di potenza se si verifica un cortocircuito sulla
linea di alimentazione di un motore asincrono trifase?
a) Il magnetotermico
b) Il relè termico
c) L’Interruttore differenziale
d) Il sezionatore di fusibili
3)
a)
b)
c)
d)
Nel modo on-line (start) l’unità di programmazione è collegata:
Al PC
Al PLC
Alla RAM
Alla ROM
4) Il PLC permette di gestire I/O più semplicemente del PC?
a)
b)
c)
d)
in determinate situazioni
no
dipende dalla potenza del PLC
si
5) Che cosa rappresenta il simbolo sotto riportato?
a)
b)
c)
d)
Contatto in apertura
Contatto in apertura-chiusura
Contatto unico
Contatto in chiusura
6) I Sensori di prossimità di tipo induttivo vengono utilizzati?
a)
b)
c)
d)
Per rilevare oggetti metallici, vetro e plastica
Per rilevare oggetti metallici e ferrosi
Per rilevare oggetti di carta e plastica
Per rilevare oggetti di carta e legno
7) Disegna il simbolo grafico del sensore di prossimità di tipo capacitivo, indica i materiali che può
rilevare, descrivi un semplice esempio applicativo?
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8) Negli impianti Pneumatici, dove avviene la distribuzione dell’aria compressa disegna il simbolo
grafico del Gruppo FRL, descrivi i vari componenti che ne fanno parte?
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SCIENZE MOTORIE
1- L’IPOCINESI PORTA A:
DIMINUZIONE DELLA MASSA E DEL TONO MUSCOLARE
ALTERAZIONI DELL’APPARATO CARDIORESPIRATORIO
ALTERAZIONI DEL SISTEMA METABOLICO
TUTTE LE RISPOSTE PRECEDENTI SONO CORRETTE
2 – L’ATTIVITA’ FISICA E’ IN GRADO DI:
RIDURRE I RISCHI DI MALATTIE CARDIOCIRCOLATORIE
NORMALIZZARE IL PESO
DIMINUIRE O RALLENTARE L’OSTEOPOROSI
TUTTE LE RISPOSTE PRECEDENTI SONO CORRETTE
3 – I PRINCIPALI FATTORI DELLA SALUTE SONO:
IL PATRIMONIO GENETICO E L’AMBIENTE SOCIALE
IL PATRIMONIO GENETICO, L’ATTIVITA’ FISICA E LA PREVENZIONE
L’AMBIENTE FISICO E SOCIALE E LA PREVENZIONE
IL PATRIMONIO GENETICO, L’AMBIENTE FISICO E SOCIALE E LA PREVENZIONE
4 – CHE COSA SI INTENDE PER ALIMENTI?
SONO UNICAMENTE LE SOSTANZE CHE NELL’ORGANISMO DANNO LUOGO ALLA LIBERAZIONE DI
ENERGIA
TUTTE LE SOSTANZE CON PREVALENTE FUNZIONE BIOREGOLATRICE E CATALIZZATRICE
LE SOSTANZE UTILIZZATE PER ACCRESCERE, MANTENERE E FAR FUNZIONARE LE STRUTTURE
CORPOREE
I MICRONUTRIENTI CHE DETERMINANO LE CARATTERISTICHE DEGLI ALIMENTI
5 – GLI ALIMENTI HANNO LA PRINCIPALE FUNZIONE DI:
SODDISFARE IL FABBISOGNO CALORICO, PROTEICO E SALINO
SODDISFARE IL FABBISOGNO IDRICO, ENERGETICO, PLASTICO, BIOREGOLATORE E PROTETTIVO
SODDISFARE UNICAMENTE IL FABBISOGNO ENERGETICO
SVOLGERE UNA SPECIFICA FUNZIONE BIOREGOLATRICE, OMEOPATICA E ANTINFIAMMATORIA
6 – PER UN’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA I CIBI:
DEVONO SOPRATTUTTO ESSERE QUANTITATIVAMENTE ABBONDANTI DI PRINCIPI NUTRITIVI
DEVONO ESSERE QUALITATIVAMENTE VARI DI PRINCIPI NUTRITIVI
DEVONO CONSIDERARE SIA LA VARIETA’ CHE LA QUANTITA’ DEI PRINCIPI NUTRITIVI
BASTA CHE SODDISFINO IL FABBISOGNO CALORICO GIORNALIERO.
7- ILLUSTRA COSA SI INTENDE PER SALUTE ED EFFICIENZA FISICA.
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8 – ILLUSTRA COSA SI INTENDE PER PRIMO SOCCORSO
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TECNOLOGIE ELETTRICO - ELETTRONICHE ED APPLICAZIONI
1) Nel pilotaggio del BJT come interruttore elettronico si definisce "tempo di immagazzinamento":
a) Il tempo che intercorre tra l'istante di "switch - on" all'istante in cui il segnale di uscita assume un
valore pari al 10% del suo valore massimo;
b) Il tempo che intercorre tra l'istante di "switch - off" all'istante in cui il segnale di uscita diminuisce
del 10% rispetto al suo valore massimo;
c) Il tempo necessario affinché il segnale di uscita decada dal 90% al 10% del suo valore massimo;
d) Il tempo necessario affinché il segnale di uscita passi dal 10% al 90% del suo valore massimo.
2) Quale risultato si ottiene dal processo di rettificazione di un segnale elettrico alternato sinusoidale?
a) Si ottiene un segnale elettrico perfettamente continuo;
b) Si ottiene una sinusoide di ampiezza e frequenza diverse rispetto a quelle della sinusoide di
partenza;
c) Si ottiene un segnale di tensione o di corrente pulsante unidirezionale;
d) Si ottiene un'onda quadra binaria bipolare.
3) Un dispositivo elettronico funziona in condizioni dinamiche se:
a) Non consuma potenza elettrica;
b) I tempi di risposta del dispositivo alterano e distorcono fortemente le forme d'onda dei segnali che
ne caratterizzano il funzionamento quando la frequenza di lavoro approssima quella massima
consentita;
c) Quando assume, nel suo funzionamento, due distinti stati;
d) I periodi di funzionamento in condizioni diverse sono molto più lunghi di quelli di risposta del
dispositivo nel passaggio da una condizione di funzionamento all'altra.
4) La saturazione in corrente continua sul secondario del trasformatore nel raddrizzatore monofase ad
una semionda ha come conseguenza:
a) Aumenta il valore massimo della tensione sui morsetti del secondario del trasformatore;
b) Diminuisce il valore massimo dell'ampiezza di una semionda rispetto all'altra e conseguente
diminuzione dell'ampiezza della tensione in uscita dal raddrizzatore;
c) Elevata variazione della tensione e della corrente sul carico alimentato dal raddrizzatore;
d) Aumenta la tensione UD ai capi del diodo quando questo conduce.
5) Nel raddrizzatore monofase a ponte di Graetz:
a) La tensione alternata al secondario del trasformatore pone in conduzione due diodi posti su rami
adiacenti e fa circolare sul carico una corrente che si inverte dopo metà periodo;
b) La tensione alternata al secondario del trasformatore pone in conduzione due diodi posti su rami
opposti e fa circolare sul carico una corrente pulsante unidirezionale;
c) La semionda negativa della tensione sul secondario del trasformatore polarizza inversamente tutti i
diodi del ponte che quindi non conducono;
d) La semionda positiva della tensione sul secondario del trasformatore polarizza direttamente tutti i
diodi del ponte che quindi conducono tutti contemporaneamente.
6) Nel raddrizzatore monofase a ponte di Graetz ciascun diodo della coppia di diodi interdetti:
a) Sopporta una tensione inversa pari al valore massimo della tensione di alimentazione del ponte di
diodi;
b) Sopporta una tensione inversa pari a metà del valore massimo della tensione di alimentazione del
ponte di diodi;
c) Contribuisce ad attenuare il fenomeno della saturazione in corrente continua dell'avvolgimento del
secondario del trasformatore che alimenta il ponte;
d) Resta interdetto per un tempo pari ad un periodo della tensione sinusoidale che alimenta il ponte.
7) Dato il seguente schema del raddrizzatore monofase a ponte di Graetz:
spiegare sinteticamente il suo funzionamento specificando le caratteristiche della
tensione e della corrente sul carico R.
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8) Quali sono gli svantaggi di un raddrizzatore monofase ad una semionda?
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LINGUA INGLESE
CHIPS
Chips are made by creating and interconnecting transistor to form complex electronic systems on a sliver of
silicon. This fabrication process is based on a series of steps, called mask layers in which films of various
materials – some sensitive to light – are placed on the silicon and exposed to light.
After these deposition and lithographic procedures, the layers are processed to “etch” the patterns that ,
when precisely aligned and combined with those on successive layers, produce the transistors and
connections.
Tipically, two hundred or more chips are fabricated simultaneously on a thin disk, or wafer, of silicon. In the
first set of mask layers, insulating oxide films are deposited to make the transistors.
Then a photosensitive coating, called the photoresist, is spun over these films.
The photoresist is exposed with a stepper, which is similar to an enlarger used to make photographic prints.
Instead of a negative, however, the stepper uses a reticle, or mask, to project a pattern onto the
photoresist. After being exposed, the photoresist is developed, which delineates the spaces, known as
contact windows, where the different conducting layers interconnect.
An etcher then cuts through the oxide film so that electrical contacts to transistors can be made, and at
that point, the photoresist is removed.
More sets of mask layers create the conducting films of metal or polysilicon needed to link transistors. All
told, about 19 mask layers are required to make a chip.
A. Read the text and answer the following questions. ( ……./9)
1
What is a chip?
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2. What are the so-called “contact windows”?
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3. How many phases of production are required in order to manufacture a chip?
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B. Circle the best option a, b, c or d. ( ……/6)
1. The main components of a PLC are…
a. the rack and the power supply.
b. the rack and the I/O section.
c. the rack, the power supply and the program section.
d. the rack, the power supply, the I/O section and the program section.
2. ….. semiconductors have an excess of electrons.
a. N-type
b. P-type c. ULSI
d.VLSI
3. A PLC has …… of the typical peripheral devices of a PC.
a. many
b. some
c. a few
d. none
4. Industrial automation began in …
a. Cleveland Engine Plant no.1.
b. the car industry.
c. the oil refining industry.
c. the telephone industry.
TOTAL SCORE : ………./15
SECONDA Simulazione IIIA prova
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA III PROVA SCRITTA
ISTITUTO PROFESSIONALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“DON GINO SIGISMONDI”
Nocera Umbra
GRIGLIA VALUTAZIONE “TERZA PROVA SCRITTA” ESAME DI STATO
a.s. 2013 - 2014
TIPOLOGIA B+C
Data…………………….
Cognome…………………………………..Nome……………………………………..
Durata della prova: 3 ore
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Disciplina
T.E.E.A.
Laboratori
Tecnologici
Scienze Motorie
N° quesiti a
risposta
multipla
Punteggio di
un quesito
N° quesiti a
risposta
aperta
Punteggio di
un quesito
Punteggio ottenuto
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
5
3
…………./15
Inglese
TOTALE
VOTO
(TOTALE/4)
…………./60
…………./15
Il punteggio, nel caso dei quesiti a risposta aperta, sarà attribuito solo se nella risposta
sono presenti tutti gli elementi richiesti; tale punteggio verrà frazionato se sono
presenti solo in parte gli elementi che soddisfano la risposta. La seguente tabella
illustra la divisione del punteggio:
Livelli di prestazione
Valutazione
Punti
Risposta corretta e completa
Risposta corretta e non del tutto completa
Risposta parzialmente corretta
Ottimo
Buono
Discreto
3,00
2,70
2,30
Risposta complessivamente sufficiente
Risposta incompleta
Risposta inadeguata e incompleta
Risposta gravemente lacunosa o scarsa
Risposta non data
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
TECNOLOGIE ELETTRICO - ELETTRONICHE ED APPLICAZIONI
1) Un dispositivo elettronico funziona in condizioni statiche se:
a) Non consuma potenza elettrica;
b) I tempi di risposta del dispositivo alterano e distorcono fortemente le forme d'onda dei
segnali che ne caratterizzano il funzionamento quando la frequenza di lavoro approssima
quella massima consentita;
c) Quando assume, nel suo funzionamento, due distinti stati;
d) I periodi di funzionamento in condizioni diverse sono molto più lunghi di quelli di risposta
del dispositivo nel passaggio da una condizione di funzionamento all'altra.
2) Nello schema a blocchi di un generico alimentatore monofase non controllato, quale funzione è
svolta dal blocco "regolatore"?
a) Livellare la tensione impulsiva in uscita dal rettificatore;
b) Fornire la tensione alternata opportuna per l'utilizzo dell'alimentatore;
c) Trasformare la tensione in uscita dal secondario del trasformatore in una tensione pulsante
unidirezionale;
d) Stabilizzare il valore della tensione di uscita sia nei riguardi delle variazioni della corrente
assorbita dal carico, sia delle variazioni della tensione di alimentazione.
3) Dato il seguente schema di un alimentatore a doppia semionda:
quale è il valore della sua costante di tempo di carica τc sapendo che il condensatore tampone
C = 470 µF, la resistenza di ciascun diodo in condizione RD = 8 Ω, la resistenza di carico
RL = 3 kΩ, la resistenza dell'avvolgimento secondario del trasformatore RS = 20 Ω?
a) τc = 17 ms;
b) τc = 17 s;
c) τc = 1,7 s;
d) τc = 17 µs.
4) Utilizzando lo schema e gli stessi dati della domanda 7), quale è il valore della costante di tempo
di scarica τS dell'alimentatore?
a)
b)
c)
d)
τS = 2.2 s;
τS = 0.83 s;
τS = 1.41 s;
τS = 3.4 s.
5) Nel pilotaggio del BJT come interruttore elettronico si definisce "tempo di salita":
e) Il tempo che intercorre tra l'istante di "switch - on" all'istante in cui il segnale di uscita
assume un valore pari al 10% del suo valore massimo;
f) Il tempo che intercorre tra l'istante di "switch - off" all'istante in cui il segnale di uscita
diminuisce del 10% rispetto al suo valore massimo;
g) Il tempo necessario affinché il segnale di uscita decada dal 90% al 10% del suo valore
massimo;
h) Il tempo necessario affinché il segnale di uscita passi dal 10% al 90% del suo valore
massimo.
6) Nel raddrizzatore monofase a ponte di Graetz:
e) La tensione alternata al secondario del trasformatore pone in conduzione due diodi posti su
rami consecutivi e fa circolare sul carico una corrente che si inverte dopo metà periodo;
f) La tensione alternata al secondario del trasformatore pone in conduzione due diodi posti su
rami opposti e fa circolare sul carico una corrente pulsante unidirezionale;
g) La semionda negativa della tensione sul secondario del trasformatore polarizza inversamente
tutti i diodi del ponte che quindi non conducono;
h) La semionda positiva della tensione sul secondario del trasformatore polarizza direttamente
tutti i diodi del ponte che quindi conducono tutti contemporaneamente.
7) Dato il seguente schema di un raddrizzatore a ponte di Graetz, disegnare le forme d'onda della
tensione V2 di ingresso al ponte di diodi e quella di uscita VL sul carico RL; spiegare
sinteticamente la funzione del condensatore tampone C.
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8) Definisci il tempo di ritardo, il tempo di immagazzinamento ed il tempo di discesa per il
segnale di uscita di un dispositivo elettronico funzionante in condizioni dinamiche.
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LABORATORI TECNOLOGICI
1) Lo schema funzionale nella quadristica industriale rappresenta?
a) tutte le parti dell’impianto con tensione elevata 380 V
b) tutte le parti dell’impianto a bassa tensione 24 V
c) tutte le parti dell’impianto a bassa tensione 12 V
d) tutte le parti dell’impianto a bassa tensione 24 – 220 V
2) In che modo I PLC si interfacciano verso l’esterno(sia in ingresso che in uscita)?
e)
f)
g)
h)
Solo Segnali Digitali (contatti On/Off)
Solo Segnali Analogici (segnali in tensione o in corrente)
Segnali Digitali (contatti On/Off), e Segnali Analogici (segnali in tensione o in corrente)
Segnali Audio e Segnali Analogici (segnali in tensione o in corrente)
3) Quando si usa la logica cablata nei processi industriali senza PLC?
e)
f)
g)
h)
In determinate situazioni con impianti medio grandi
Quando nell’impianto non sono previste variazioni o aggiustamenti
Dipende dalla potenza del PLC
Quando nell’impianto sono previste modifiche ed ampliamenti
4) I Sensori di prossimità di tipo capacitivo vengono utilizzati?
e)
f)
g)
h)
Per rilevare oggetti di carta, vetro e plastica
Per rilevare oggetti metallici e ferrosi
Per rilevare solo oggetti metallici
Per rilevare nei liquidi lo spostamento dei livelli
5) Lo schema del linguaggio a contatti "Ladder-Koop" indicato consente di ?
U2
2
U1
a) Attivando PS1 (I0.0) di conseguenza si attiva U1 (Q0.0) e si realizza un interblocco elettrico
b) Attivando PS2 (I0.1) si attiva U2(Q0.1) e U1(Q0.0) di seguito
c) Attivando PS1 (I0.0) e/o PS2 (I0.1) di conseguenza si possono attivare U1(Q0.0) e/o U2(Q0.1) e si realizza un
interblocco elettrico
d) Attivando PS1 (I0.0) si attivano U1 (Q0.0) e U2 (Q0.1) contemporaneamente
6) Pneumatica, nella figura è rappresentata ?
a) una elettrovalvola 5/2 monostabile
b) una elettrovalvola 5/2 bistabile
c) una elettrovalvola 4/2 monostabile
d) una valvola 5/2 a comando manuale
7) Disegna il simbolo grafico del sensore di prossimità di tipo induttivo, indica i materiali che può
rilevare, descrivi un semplice esempio applicativo?
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8) Negli impianti Pneumatici, disegna i simboli grafici del compressore, serbatoio e del Gruppo FRL;
descrivi i seguenti componenti compressore, serbatoio e regolatore di pressione?
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SCIENZE MOTORIE
1- L’allenamento determina effetti:
Specifici perché le reazioni di adattamento sono specifiche
Aspecifici perché le reazioni di accomodamento sono aspecifiche
Concreti perché le reazioni organiche sono tangibili
Tutte le risposte precedenti sono corrette
2 – Qual è la definizione corretta di allenamento sportivo?
È una successione di azioni complesse volte a formare un atleta
È un processo pedagogico ed educativo complesso
È in processo psicologico e formativo complesso
È una successione di stimoli pedagogici e psicologici complessi
3 – E’ possibile mantenere la massima forma a lungo
Se si continuano a sopportare elevati carichi di lavoro
Se si evita di inserire momenti di scarico nell’allenamento
Riducendo gradualmente i tempi di recupero
Tutte le risposte precedenti sono corrette
4 – I glucidi
Sono la principale fonte energetica dell’organismo, forniscono energia di pronto impiego
Vengono utilizzati nel lavoro muscolare solo dopo un lungo processo di mobilizzazione
Sono i nutrienti che sprigionano la maggiore quantità di energia per grammo di sostanza
Hanno un potere calorico molto basso e vengono superati dai grassi e dalle proteine
5 – I lipidi
Elementi con funzione plastica ed enzimatica, solo in parte svolgono funzione energetica
I nutrienti con il più alto potere calorico dopo gli zuccheri
I nutrienti con il più alto potere calorico
Formati da unità complesse dette amino lipidi
6 – Le proteine sono formate da:
Unità semplici dette aminoacidi
Unità semplici dette trigliceridi
Unità complesse dette fosfolipidi
Unità complesse dette fosfati
7- ILLUSTRA COSA SI INTENDE PER DIETA EQULIBRATA.
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8 – ILLUSTRA QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELL’IPOCINESI
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LINGUA INGLESE
THE END OF THE AIR TRAFFIC CONTROLLER?
A. Read the text and answer the following questions. ( ……./15)
1. What is new about the revolutionary system mentioned in the text?
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2. Why will air traffic increase by up to 5% a year?
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3. How does the traditional system work?
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4. What are the advantages of the new system according to British Aerospace?
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5. Why is the air traffic union Prospect opposed to the new system?
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TERZA Simulazione IIIA prova
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA III PROVA SCRITTA
ISTITUTO PROFESSIONALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“DON GINO SIGISMONDI”
Nocera Umbra
GRIGLIA VALUTAZIONE “TERZA PROVA SCRITTA” ESAME DI STATO
a.s. 2013 - 2014
TIPOLOGIA B+C
Data…………………….
Cognome…………………………………..Nome……………………………………..
Durata della prova: 3 ore
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Disciplina
T.E.E.A.
Laboratori
Tecnologici
Scienze Motorie
N° quesiti a
risposta
multipla
Punteggio di
un quesito
N° quesiti a
risposta
aperta
Punteggio di
un quesito
Punteggio ottenuto
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
6
1,5
2
3
………… /15
5
3
…………./15
Inglese
TOTALE
VOTO
(TOTALE/4)
…………./60
…………./15
Il punteggio, nel caso dei quesiti a risposta aperta, sarà attribuito solo se nella risposta
sono presenti tutti gli elementi richiesti; tale punteggio verrà frazionato se sono
presenti solo in parte gli elementi che soddisfano la risposta. La seguente tabella
illustra la divisione del punteggio:
Livelli di prestazione
Valutazione
Punti
Risposta corretta e completa
Risposta corretta e non del tutto completa
Risposta parzialmente corretta
Ottimo
Buono
Discreto
3,00
2,70
2,30
Risposta complessivamente sufficiente
Risposta incompleta
Risposta inadeguata e incompleta
Risposta gravemente lacunosa o scarsa
Risposta non data
Sufficiente
Mediocre
Insufficiente
Gravemente insufficiente
Assente
2,00
1,50
1,00
0,50
0,10
TECNOLOGIE ELETTRICO - ELETTRONICHE ED APPLICAZIONI
1) Come è possibile ridurre l'ondulazione residua (ripple) in un alimentatore a doppia semionda a
ponte di diodi con condensatore tampone?
a) Permettendo al condensatore tampone di scaricarsi attraversi i diodi nel tratto discendente di
ciascuna semionda;
b) Aumentando il valore della resistenza di carico Rc, oppure della capacità C del condensatore
oppure aumentando entrambe;
c) Diminuendo il valore della resistenza di carico Rc, oppure della capacità C del condensatore
oppure diminuendo entrambe;
d) Cortocircuitando il condensatore.
2) Quale dispositivo può essere utilizzato come elemento regolatore della tensione continua in
uscita ad un alimentatore stabilizzato lineare?
a)
b)
c)
d)
Una resistenza di valore costante collegata in parallelo con il carico;
Un condensatore di capacità variabile collegato in serie con il carico;
Un transistor a giunzione bipolare (BJT) di potenza;
Un convertitore DC/DC.
3) Negli alimentatori stabilizzati a commutazione:
a) Si ottiene un rendimento piuttosto basso dovuto al fatto che il regolatore di tensione è
sempre in conduzione dando origine ad elevate perdite di potenza;
b) Si ottiene un elevato rendimento dovuto al fatto che il transistor di commutazione lavora sia
in saturazione che in interdizione;
c) Hanno pesi ed ingombri maggiori rispetto agli alimentatori stabilizzati lineari;
d) Sono costosi.
4) Quale circuito filtrante ha maggior efficacia nella riduzione del ripple in uscita ad un
raddrizzatore a ponte di diodi a doppia semionda?
a)
b)
c)
d)
Filtro R - C con R disposto prima del condensatore tampone collegato in parallelo al carico;
Filtro L - C con L e C in parallelo al carico;
Filtro a π con due condensatori in parallelo al carico ed L in serie al carico;
Rete resistiva a π con due resistenze molto più piccole di quella di carico collegate in
parallelo al carico ed una terza resistenza in serie al carico.
5) Nel raddrizzatore monofase a ponte di Graetz:
i) La tensione alternata al secondario del trasformatore pone in conduzione due diodi posti su
rami adiacenti e fa circolare sul carico una corrente che si inverte dopo metà periodo;
j) La tensione alternata al secondario del trasformatore pone in conduzione due diodi posti su
rami opposti e fa circolare sul carico una corrente pulsante unidirezionale;
k) La semionda negativa della tensione sul secondario del trasformatore polarizza inversamente
tutti i diodi del ponte che quindi non conducono;
l) La semionda positiva della tensione sul secondario del trasformatore polarizza direttamente
tutti i diodi del ponte che quindi conducono tutti contemporaneamente.
6) Nel raddrizzatore monofase a ponte di Graetz ciascun diodo della coppia di diodi interdetti:
e) Sopporta una tensione inversa pari al valore massimo della tensione di alimentazione del
ponte di diodi;
f) Sopporta una tensione inversa pari a metà del valore massimo della tensione di
alimentazione del ponte di diodi;
g) Contribuisce ad attenuare il fenomeno della saturazione in corrente continua
dell'avvolgimento del secondario del trasformatore che alimenta il ponte;
h) Resta interdetto per un tempo pari ad un periodo della tensione sinusoidale che alimenta il
ponte.
7) Quali sono i vantaggi degli alimentatori stabilizzati a commutazione rispetto a quelli lineari?
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8) Descrivi sinteticamente il principio di funzionamento di un alimentatore stabilizzato lineare.
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LABORATORI TECNOLOGICI ED ESERCITAZIONI
1) Lo schema di potenza nella quadristica industriale rappresenta?
a) tutte le parti dell’impianto a tensione elevata 10.000 V
b) tutte le parti dell’impianto a bassa tensione 24 V
c) tutte le parti dell’impianto con tensione trifase 380 V
d) tutte le parti dell’impianto con tensione che varia tra 220 – 380 V
2) Quale protezione viene inserita sulla linea di alimentazione di un centralino d’appartamento, e le
protezioni per le uscite delle singole linee ( luce, prese, servizi ecc.)?
e)
f)
g)
h)
Un magnetotermico e n° Interruttori differenziali in base al n° delle linee
Il relè termico
L’Interruttore differenziale e n° magnototermici in base al n° delle linee
Il sezionatore di fusibili
3) In un impianto di teleinversione di marcia di un motore asincrono trifase (MAT)?
i)
Si invertono le tre fasi sul secondo contattore, e si realizza un interblocco elettrico con due contatti
inseriti in parallelo alle due bobine;
j) Si inverte una fase sul secondo contattore
k) Si invertono due fasi sul secondo contattore, e si realizza l’interblocco elettrico con un contatto inserito
in serie rispettivamente prima di ogni bobina;
l) Si inverte una fase e un neutro, e si realizza l’interblocco elettrico con un contatto inserito in serie
rispettivamente prima di ogni bobina;
4) Utilizzando un PLC Siemens s7 200, nel linguaggio a contatti "Ladder Koop" indicato, consente di:
a) Attivando PSA (I0.0) si attiva L1(A0.1) e quindi il contatto di ritenuta L1
b) Attivando PSA (I0.0) si attivano L1 (C0.1) e L2 (A2.1) contemporaneamente
c) Attivando PSA (E0.0) e contemporaneamente PSB (E0.1) si attiva L2 (T2.0)
d) Attivando PSA (I0.0) si attiva L1(Q0.0) e quindi il contatto di ritenuta L1
5) Utilizzando un PLC Siemens s7 200, nello schema del linguaggio a contatti "Ladder Koop" indicato
consente di:
a) Attivare solo l’uscita U1(D2.4)
b) Attivare e disattivare l’uscita U1(Q0.0) e realizzare l’autoritenuta
c)Attivare e disattivare l’uscita U1(G2.4) e realizzare l’autoritenuta
d) Attivando PSTART (I0.0) di conseguenza si attiva U1 (Q0.0) e si realizza un interblocco elettrico
6) Pneumatica, nella figura è rappresentata ?
a) cilindro (A) a semplice effetto, con indicazione dei finecorsa elettrici a0 (corsa A-) a1 (corsa A+)
b) cilindro (A) a doppio effetto, con indicazione dei finecorsa elettrici a0 (corsa A-) a1 (corsa A+)
c) una elettrovalvola 4/2 monostabile
d) cilindro (A) a doppio effetto
7) Disegna lo schema funzionale di un avviamento semplice marcia e arresto e lampade di segnalazioni di
un motore asincrono trifase?
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8) Gli interruttori di posizione meccanici (finecorsa), come sono strutturati internamente, dove vengono
impiegati, le differenti forme di contatto e disegna il segno grafico di un contatto?
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SCIENZE MOTORIE
1 – Allenando la resistenza si ottiene
Un aumento del diametro e del numero dei capillari muscolari
Un aumento della dimensione e del numero dei mitocondri
Una diminuzione della frequenza cardiaca a riposo
Tutte le risposte precedenti sono correte
2 – La velocità è una capacità
Scarsamente allenabile
Che può essere migliorata fino al 20%
Che necessita di un processo di apprendimento
Tutte le risposte precedenti sono corrette
3 – La forza è la capacità dell’apparato neuromuscolare
Di vincere un carico esterno con un impegno muscolare
Di contrapporsi a un carico esterno con un impegno muscolare
Le prime due risposte sono corrette
Le prime due risposte sono sbagliate
4 – Per bilancio energetico positivo s’intende
Un bisogno energetico superiore alla quantità di cibo introdotto con la dieta
Un bisogno energetico inferiore alla quantità di cibo introdotto con la dieta
Un bisogno energetico in equilibrio alla quantità di cibo introdotto con la dieta
Nessuna delle tre risposte precedenti sono corrette
5 – Il fabbisogno calorico varia da soggetto a soggetto in relazione a
Sesso ed età
Sesso e peso corporeo
Età, peso corporeo e tipo di attività
Nessuna delle risposte precedenti sono corrette
6 – L’anoressia
Causa un dimagrimento corporeo del 20-30% del peso iniziale che può arrivare fino al 50%
È un rifiuto ad alimentarsi a un patologico rapporto con il proprio corpo
Provoca un deperimento fisico e psicologico
Tutte le risposte precedenti sono corrette
7 – Illustra cosa si intende per fabbisogno energetico.
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8 – Illustra quali sono gli elementi base della prevenzione in materia di salute.
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LINGUA INGLESE
Answer the following questions:
How old was Berners-Lee when he started working at CERN?
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What was the problem about extending Enquire to other computers?
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What solution did Berners-Lee adopt?
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What were the four basic tools that Berners-Lee invented to create the web?
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Why was the web such an important invention?
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