Degli alunni della scuola primaria M. Merlin di Chioggia, classe terza

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Degli alunni della scuola primaria M. Merlin di Chioggia, classe terza
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Degli alunni della scuola primaria M. Merlin di Chioggia, classe terza
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Dove si trova la nostra meta
Il centro “Don Chiavacci” si trova sulle pendici meridionali del massiccio
del Grappa, nella fascia collinare a 600 metri sul livello del mare, nel
comune di Crespano Sul Grappa, in provincia di Treviso.
La sua posizione isolata conferisce alla casa pace, tranquillità e possibilità
di innumerevoli incontri con la natura.
Percorso: Km106
Paesi che incontrerò durante il percorso :
Codevigo, Piove di Sacco, Padova, Camposampiero, Cittadella, Bassano del
Grappa, Romano d’Ezelino, Olmo, Crespano sul Grappa
Località di arrivo: Dal comune di Crespano, il centro dista circa 3 Km.
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Centro di permanenza:
Sin dall’inizio, il centro ci è parso grande e ben curato, attorniato da un
grande giardino, ricco di piante e fiori, che si apre su ampi prati e fitti
boschi. Ci rendiamo subito conto della meravigliosa vista che da’ sulla valle
da una parte e sui monti dall’altra.
Già assaporiamo il gusto del “bello”.
Non manca proprio nulla per chi, come noi, piccoli esploratori, sta per
iniziare una “fantastica avventura ”: laboratori di diverso genere, sentieri
per tutti i livelli, osservatorio astronomico e planetario, sale riunioni,
percorso sensoriale, frutteti ed erbario,una sala mensa che serve
prelibati pranzetti .
Ci accoglie Laura, coordinatrice dei gruppi e delle attività, simpatica ed
allegra, fare amicizia con lei ci riesce in un attimo. Nello stesso giorno ed
in quelli seguenti abbiamo modo di conoscere anche gli altri operatori che
ci accompagneranno. Tutte le mattine, in un piccolo anfiteatro, iniziamo la
mattina con le attente riflessioni di Don Antonio che introduce gli
argomenti del giorno. Poi ci sono Fulvia e suo marito Franco che, da quando
sono andati in pensione, fuggono dal caos cittadino rifuguandosi tra la
natura ed accompagnano i gruppi in cerca di tracce ed impronte. Bizzarro
ed un po’ pazzo è Cristian, innamorato di tutto ciò che è vita, ancora
adesso non sappiamo se “c’è o ci fa”, con quel suo modo di spiegare buffo e
strampalato. Infine, il nostro preferito: Giordano, bravo, dolce, simpatico,
competente, creativo ed anche bello. Riesce a spiegarci e farci capire
fondendo le scienze con le fiabe, la teoria con la pratica, la botanica con i
principi della difesa della natura.
Cosa potevamo aspettarci di meglio?
Tel :
e-mail :
0423-934180
[email protected]
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Che cosa dovremo avere nello zaino comune alla classe:
PC portatile
Macchina fotografica
Telecamera
Giochi da tavolo
Fogli bianchi
Penne e colori
Metro per misurare
Sacchetti e contenitori
Lente d’ingrandimento
Bussola
Guanti in lattice
Cannocchiale
responsabili dell’ordine del materiale:
Andrea Curtarello
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LUNEDI’ 26 marzo
Ore 8.00 Partenza dal parcheggio fronte Merlin
Ore 9.30 Arrivo a Crespano accoglienza e sistemazione + escursione
orientativa ed esplorativa (Prati di Schiba)
Ore 12.30 Pranzo
Ore 14.00 Laboratorio di Zoologia “sulle tracce degli animali”
Ore 16.00 Merenda
Ore 16.30 Laboratorio di tronchi e cortecce
Ore 19.00 Cena
Ore 20.30 Il cantastorie racconta……….
MARTEDI’ 27 marzo
Ore 8.00
Colazione preceduta da un incontro di saluto
Ore 9.00
Escursione con lezione di geologia “i sassi raccontano”
Ore 12.30 Pranzo
Ore 14.00 laboratorio di botanica “Un albero per amico”
Ore 16.00 Merenda
Ore 16.30 Percorso sensoriale
Ore 19.00 Cena
Ore 20.30
Lezione di astronomia al Planetario
e osservazione al telescopio
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MERCOLEDI’ 28 marzo
Ore 8.00 Colazione preceduta da una riflessione
Ore 9.00 Escursione “Cima Castel”
Ore 12.30 Pranzo
Ore 14.00 Lezione di zoologia “la vita della pozza”
Ore 16.00 merenda
Ore 16.30 Laboratorio sulle catene biologiche “Dead wood”
Ore 19.00 Cena
Ore 20.30 Escursione notturna
“Ascoltiamo il silenzio nel bosco”
GIOVEDI’ 29 marzo
Ore 8.00 Colazione
Ore 9.00 escursione “Sentiero natura”
Ore 12.30 Pranzo
Ore 14.00 Laboratorio di botanica “Voglio scoprire un fiore”
Ore 16.00 merenda e partenza
Ore 18.00 Arrivo a Sottomarina
Il programma potrà subire alcune variazione determinate dalle condizioni
climatiche e metereologiche
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VI RACCONTO L’INCANTO DEL BOSCO
Vi ho spesso parlato di alberi, alberi che parlano, alberi che insegnano. Quasi maestri, i cui
insegnamenti è bello raccogliere in un libro, il libro del cuore, il libro della vita. Ho scelto di
raccontarvi del bosco perché è spazio di milioni di alberi. Ma non presi uno alla volta, da soli.
Insieme, tutti quegli alberi hanno un incanto particolare. L’incanto del bosco, appunto, come nelle
fiabe più belle, che ci hanno fatto addormentare da piccoli e ancora oggi ci fanno sognare.
Il bosco ha tracciato la mia infanzia, nel paesello del Trentino. A due passi dal paese, specie nel
paese di mia madre, c’era un grande bosco, con una bella grotta della Madonna. Era come una
casa. Sì, perché il bosco è veramente una grande casa. Dai mille insegnamenti.
Prima di tutto il bosco è gratuito, ricco di mille doni, ma non venduti. Tutti offerti gratuitamente,
delicatamente: le fragoline, i lamponi rossi, i mirtilli scuri da scovare sotto le foglioline, le asciutte
pigne cadute, un tempo indispensabili nelle case dei contadini per accendere il fuoco. E i funghi
soprattutto: anch’essi silenziosi lì ad attenderti, in reciproca letizia nell’atto di essere teneramente
raccolti. Tutti doni bellissimi e per di più accompagnati da un profumo intenso, offerti nella gioia
di colori sempre cangianti: verdissimo il bosco in primavera, fresco e riposante d’estate, variegato nei
sfuggenti colori autunnali, straordinario sotto la neve invernale.
Il bosco cambia sempre e cresce con te, silenzioso. Non per nulla un antico proverbio, forse
orientale, dice
“ fa più rumore un solo albero che cade, che un intenso bosco che
cresce!”,
ad indicarci che solo nel suo modo di porsi, il bosco si fa maestro. Maestro di cose serie, maturanti,
che non fanno rumore ma che generano vita.
Gratuito, quindi. Ma ad una condizione:
IL
BOSCO
VENERAZIONE.
CHIEDE
E
MERITA
RISPETTO..ANZI
E chi lo frequenta fin da piccolo, vi entra con delicatezza, non lo sciupa, raccoglie quanto basta,
non spezza rami, non calpesta per capriccio: chi vive così il rapporto con il bosco, impara a
rispettare il bene comune. Parola magica, perché il bene comune è l’insieme di quelle virtù e di
quelle condizioni che fanno di mille alberi e di milioni di fiori una realtà nuova, cioè un bosco.
Per questo non c’è nulla di più straziante di un bosco che brucia: un contorcersi di alberi sotto
l’avanzare devastante del fuoco, perché spinto da un vento imprevedibile, animali terrorizzati che
fuggono, fumo acre d’intorno. La morte che avanza con la sua falce. E’ il bene comune che si
annulla. Migliaia di anni per farlo crescere, odoroso e colorato di vita, per il fiammifero di un
cretino o di un mafioso, per distruggerlo.
(G. Carlo Brigantini
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Il silenzio dei Dakota
“L’educazione
L’educazione al silenzio”,
silenzio al tacere, iniziava molto presto. Noi
insegnavamo ai nostri bambini a sedere in silenzio e a gioire di questo.
Noi insegnavamo loro a utilizzare i propri sensi, a percepire i diversi odori, a
guardare quando all’ apparenza non c’era nulla da vedere, e ad ascoltare con
attenzione, quando tutto appariva totalmente tranquillo.
Un comportamento esagerato,appariscente, lo respingevamo come falso, un
bambino che non sapeva sedere in silenzio rimaneva indietro nel suo
sviluppo e un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e
distratto. Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né
condotto frettolosamente. Nessuno poneva affrettatamente una domanda,
fosse stata anche molto importante, e nessuno era costretto ad una risposta.
Il vero modo cortese di iniziare un discorso era un momento di silenziosa
riflessione insieme; e anche durante i discorsi, facevamo attenzione ad ogni
pausa, nella quale l’interlocutore rifletteva e pensava.
Per i Dakota il silenzio era eloquente.
eloquente
Nella disgrazia e nel dolore, quando la malattia e la morte offuscavano la
nostra vita il silenzio era un segno di stima e rispetto; altrettanto quando ci
colpiva l’incantesimo di qualcosa di grande e degno di ammirazione.
Per i Dakota il silenzio aveva una forza ben più grande della parola
Orso in Piedi
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TEMPO METEOROLOGICO
Utilizza la legenda
sereno
poco nuvoloso
coperto
nebbia
VENTO: assente-brezza-debole-forte-fortissimo
PRECIPITAZIONI: assenti-pioggia-grandine-acquazzoni-neve
TEMPO
METEREOLOGICO VENTO
PRECIPITAZIONI
lunedi
26 marzo
debole
assenti
Martedì
27 marzo
debole
assenti
Mercoledì
28 marzo
debole
assenti
Giovedì
9
29 marzo
debole
assenti
ANIMALI INCONTRATI
Durante la visita avrai modo di incontrare alcuni anmali.
In qualche caso, come quando un uccello attraverserà il cielo sopra di te, l’incontro
avverrà all’improvviso, durerà pochissimo e ti lascerà con il fiato sospeso.
Altre volte sarai tu stesso a cercarlo chinandoti sull’erba o sopra una pozza di acqua:
sicuramente qualche piccolo tesserino si lascerà guardare con calma e con attenzione.
Annota sempre tutti gli animali che incontri nello schema
sottostante
NOME
Camoscio
LUOGO e NOTIZIE
NOTE
Prati di Schiba, vicino alla E’
stato
un
evento
pozza
straordinario. Raramente si
vedono i camosci vicino alle
casere, vivono molto in alto.
Forse si è avvicinato per
bere alla pozza, visto che
non pioveva da sei mesi e
c’era molta siccità
Poiana
Vicino alla casera
alloggiavamo
10
3 esemplari stavano volando
dove per scaldarsi prima della
caccia
Tritone
Stagno alto di Schiba
Aveva la pancia arancione,
tutti abbiamo provato a
toccarla e a tenerla in mano
con molta delicatezza per
non farle del male
Per strada
Merlo
Era
nero con il becco
arancione
Lepre
Inizio sentiero “ natura”
Stava correndo dietro dei
cespugli
Picchio
Vicino l’anfiteatro
Stava svolazzando sugli
alberi e si fermava sui
tronchi per picchettare
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LE LORO TRACCE
Può capitare i trovare i segni della presenza di alcuni animali: sono la loro tracce,
Annota questi ritrovamenti a seconda della loro tipologia. Se le riconosci segna anche
il nome dell’animale a cui appartengono, ma, in ogni caso, annota tutte le altre
osservazioni che puoi fare
TRACCE DI MOVIMENTO
ORME
Orme di capriolo che probabilmente scende in basso durante le
prime ore del mattino.
Orme del tasso vicino ad un castagno gigante
PISTE
Piste del passaggio della lepre e del tasso.
Sembravano come strisce sul terreno in salita, secondo la
larghezza appartenevano ad uno o all’altro.
Piste del camoscio e del capriolo sui prati. Lo si capiva dall’erba
schiacciata e abbassata.
ALTRE
IMPRONTE
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TRACCE DI ALIMENTAZIONE
NOCCIOLE, NOCI, Molti resti di semi e pigne restano sul terreno del bosco e dal
PIGNE, GHIANDE modo in cui sono state mangiate si capisce che animale se n’è
ROSICCHIATE
nutrito.
Le pigne rosicchiate dallo scoiattolo hanno le scaglie tagliate e
strappate mentre, i topi selvatici rosicchiano le scaglie in modo
regolare .
Il balanino,piccolo insetto, pratica sulle nocciole un buchino
perfettamente tondo, la cinciallegra apre un piccolo foro
irregolare con il becco, invece il topolino, che ruota la testa
intorno noci e nocciole, lascia un foro regolarissimo
RESTI
DI
CORPO
MANGIATO
Dentini e ossicini trovati lungo i sentieri che abbiamo percorso
ESCREMENTI o
FATTE
Le fatte possono avere forme e dimensioni diverse, dal loro
contenuto è possibile capire molte cose sulla dieta dell’animale
che le ha prodotte.
Alcuni carnivori, per esempio la volpe, lasciano le feci in mezzo a
sentieri e stradine, altri, come il tasso,scava una piccola buca
che usa come bagno
Nei prati di Schiba abbiamo visto escrementi di capriolo e di
lepre: i primi piccole palline scure, i secondi palline di due colori,
più chiare e più scure.
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BORRE DI
RIGETTO
Sotto un cipresso, dove, quasi sicuramente c’era il nido di un
rapace, abbiamo trovato delle borre. Dopo averle aperte si sono
ben distinte piccoli ossicini e dentini di un topolino, il pranzo di
quel rapace, forse un allocco o una poiana, della notte prima.
Le borre contengono la parte non digerita delle prede.
L’analisi delle borre permette di conoscere la dieta degli animali
predatori.
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TRACCE DI VOCE
CANTO E
RICHIAMO
SIBILII
ALTRI TIPI DI
VOCE
picchettio del picchio grida della poiana che volava.
Vari canti di uccelli vari
Rincorrersi dei ghiri sotto il tetto
L’abbaiare dei cani della valle che, come ci diceva la guida
Cristian, disturbano molto gli animali del bosco
TRACCE DI RIPRODUZIONE E/O METAMORFOSI
NIDI
Nel bosco, sul terreno abbiamo trovato il nido di un piccolo
roditore: il moscardino
Nello stagno uova di rana e di rospo
UOVA
Crisalidi di insetti sulle foglie degli alberi e il bozzolo della
CRISALIDI O
BOZZOLI
sputacchina
LARVE
Di libellula e di vari insetti nel legno morto che abbiamo visto
molto bene al microscopio
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TRACCE DI ABITO
PELI
Ciuffo di peli di lepre nei prati di Schiba e resti di pelo
nelle borre trovate sotto gli alberi
PIUME
Piume di barbagianni sul terreno del sottobosco
EXUVIE D’INSETTI
PELLI DI
SERPENTE O
ALTRO
Insetti dello stagno
In laboratorio c’era una pelle di biscia d’acqua lasciata dopo
la metamorfosi
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CHE BELLA LA LIBELLULA
Tra le tante esperienze fatte a Crespano, una delle più
interessanti è stata la pesca nello stagno.
Ma a pesca di cosa?..direte
Di larve, uova, tritoni ed altro di vivo.
Abbiamo appreso la metamorfosi della libellula che è abbastanza
lunga. Le libellule del mondo vivono per 1 o più anni sotto forma
di larva, immersa nell’acqua.
Essa passa gran parte del tempo nel fondo degli stagni.
Seminascoste tra la vegetazione acquatica, sorprendere le prede
che avvista con la sua vista acuta.
Con molta attenzione senza farsi notare, si avvicina, quando è a
poca distanza dalla preda, fa scattare la bocca con cui la
cattura, foggiata a mò di braccio terminante a chela.
Al momento della metamorfosi la larva si arrampicherà sulle
piante dello stagno che fuoriescono e pian piano dalla vecchia
pelle uscirà la libellula adulta.
La vita media di una libellula varia da quattro a cinque anni.
Con Giordano abbiamo pescato le uova di rana, di rospo, i tritoni
e le larve di libellula. E’ stato interessante capire quanto
importanti siano questi animali per la catena alimentare dello
stagno.
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PIANTE OSSERVATE
Mentre cammini nella località da te scelta, incontrerai moltissime piante.
Annota il loro nome, il luogo dove le hai trovate, le loro caratteristiche.
Prova, poi, a disegnarle.
NOME
castagno
ciliegio
CARATTERISTICHE
Legno: colore bruno
Frutto: capsula spinosa
Semi: la castagna
Fioritura: maggio/giugno
Legno: colore giallo
Frutto: bacche rosse
Fioritura: fiori bianchi a marzo
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DISEGNO
Carpino bianco
Legno: colore chiaro, duro e resistente
Frutto: ad ottobre
Fioritura: maggio
È poco longevo
nocciolo
Legno: colore bianco o rossiccio
Frutti e Semi: la nocciola racchiusa in un
guscio verde
Fioritura: febbraio/marzo
Vive in terreni fertili e calcarei fino a
1700 metri
faggio
Legno: colore rosato, molto pregiato
Frutto: capsula spinosa
Semi: spinosi
Fioritura: aprile/maggio
E’ ottimo come combustibile
abete
Legno: colore giallastro, tenero, si lavora
facilmente
Frutto: piccole pigne allungate
Semi:
Fioritura: aprile/maggio
È un sempreverde, vive fino a 2000 metri
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salicone
edera
pero
ippocastano
Legno: colore giallastro, tenero, si lavora
facilmente
Frutto: piccole pigne allungate
Fioritura: aprile/maggio
Pianta arrampicante, molto resistente alle
intemperie. Si attorciglia intorno ai
tronchi degli alberi succhiandone la linfa
e provocando sofferenza all’albero.
Legno: colore grigio/ marrone
Frutto: piccole pigne allungate
Semi: piccoli e neri all’interno del frutto
Fioritura: fiori bianchi che sbocciano in
primavera
Legno: colore rossastro
Frutto: riccio spinoso
Semi: castagne tonde e grosse
Fioritura: fiori giallo crema come
pannocchie
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sanguinella
mandorlo
cipresso
Legno: arbusto dal legno chiaro molto
flessibile
Frutto: piccole bacche nere a grappolo
Foglie: velenose ma non mortali
Fioritura: fiori bianchi e profumati
Legno: color chiaro
Frutto: capsula verde pelosa che
racchiude il seme
Semi: è la mandorla
Fioritura: fiori bianchi leggermente rosati
molto profumati, fiorisce a
marzo
Legno: color marrone/grigio
Frutto: coni legnosi tondeggianti divisi in
squame
Semi: piccoli e scuri
È un sempreverde e per la sua forma
allungata a colonna viene usato per i bordi
dei sentieri e per segnare i confini
Acero di
montagna
Legno: colore bianco crema
Semi: piccoli, leggerissimi, con ali per
essere trasportati dal vento
Fioritura: fiori giallo verdastri a grappoli
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E’ un arbusto spinoso e può raggiungere i
4 metri di altezza
Rosa canina
larice
Legno:
Frutto: specie di bacche quasi sempre di
colore rosso ed al loro interno contengono
tanti noccioli;
Fioritura: maggio/giugno, fiori rosa chiaro
a 5 petali, soli a gruppi di 2 o 3
molto profumati
Legno:bianco-giallastro
Frutto: piccoli legnosi e tondi
Fioritura: produce infiorescenze maschili
e femminili grigio-rossastro
E’ l’unica conifera che in autunno perde le
foglie. Gli esemplari ultra centenari
possono crescere fino a 40 metri
Betulla
bianca
Legno:chiaro, viene usato per costruire
mobili
Semi: infruttescenze che derivano
dall’infiorescenza femminile,
con squame membranose,
contenenti semi con due ali
Fioritura: fiori lunghi, marrone-giallastro
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IL BRUCO CHE SA ASPETTARE
Una volta alcuni bruchi,erano stanchi di non essere apprezzati dagli altri
perché tutti i bambini che passavano non si accorgevano di loro,quindi li
calpestavano; e allora i tre più coraggiosi del gruppo vollero partire dove
nessuno avrebbe fatto loro del male.
Dopo molti giorni trovarono un alto albero, e così decisero di salire,
quando giunsero in cima dopo tre giorni di lungo cammino, videro un buco e
decisero di entrare.
Una volta entrati videro che era il posto perfetto, e allora decisero di
fermarsi per riposare .
Dopo un po’ arrivò il padrone di casa, un bellissimo il picchio verde che
,quando entrò, senti subito una puzza tremenda, cercò in tutta la tana ma
non riuscì a capire da dove provenisse quel cattivo odore, finché non vide i
tre bruchi, allora il picchio pensò “cosa ci fanno questi nella mia tana ?”
così decise prima di assaggiarne uno e sentì che era molto gustoso e allora
li mangiò tutti e tre.
Gli altri bruchi rimasti nella loro tana cominciarono a preoccuparsi perché
i loro amici non tornavano più a casa quindi decisero di partire, ma uno di
loro era troppo stanco e non volle seguirli.
Cammina cammina i bruchi si fermarono a riposare e dissero:” che
morbido questo telo! “ Ma non si accorsero che il posto dove erano distesi
era una ragnatela e rimasero intrappolati.
Mentre il gruppo cercava di liberarsi arrivò un grosso ragno peloso e
disse: “cosa ci fate qui voi? “
I bruchi risposero: “ siamo rimasti intrappolati ci puoi aiutare”chiesero i
bruchi .
Ma il ragno che aveva fame li volle mangiare uno alla volta.
Il bruco che era solo a casa era preoccupato e impaurito.
Dopo un po’ iniziò a piovere sempre di più finche due alberi gli dissero: “
stai tranquilla ti proteggiamo noi dalla pioggia “ e lui, tranquillizzatosi si
addormentò.
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PERCHE’ LE PUZZOLE NON PROFUMANO
Tanto tempo fa le puzzole erano profumate perché di mattina si lavavano i
denti, facevano il bagno nel ruscello là vicino, di sera facevano le sfilate e ogni
giorno che passava erano sempre più belli e gli altri animali li invidiavano
sempre di più.
Poi, una mattina le femmine chiesero ai maschi:”Andate a prendere delle
margherite, dell’ acqua dal ruscello e dei sassi, dopo metteteli su questo
calderone e dovrete farlo ogni mattina per essere sempre più belli” e i maschi
obbedirono.
Ogni giorno fecero sempre così, un mese dopo ritornarono al campo di fiori ma
videro che non c’erano più fiori e udirono una voce misteriosa proveniente dal
bosco che diceva:”Non potete più raccogliere i fiori in questo campo altrimenti
non ci sarà più vegetazione”. Così i maschi tornarono a casa senza niente.
Le femmine si arrabbiarono perché i maschi erano tornati a casa con le mani
vuote e dissero:”perché non siete tornati con i fiori?”
E i maschi risposero:”Non siamo tornati con i fiori perché abbiamo sentito una
voce proveniente dal bosco che diceva, che se avessimo raccolto ancora i fiori
in questo campo ci sarebbe capitato qualcosa di brutto!”
E una femmina disse:”Un giorno avevo visto un campo con le stelle alpine in alta
montagna andate lì”.
La mattina dopo andarono nel campo di stelle alpine come aveva detto la
femmina,trovarono delle belle stelle alpine, ne raccolsero un po’ e fecero un
profumo.
Una mattina decisero di svegliarsi presto per andare a raccogliere i fiori ma
un gufo li vide e non disse niente a nessuno, il giorno dopo successe la stessa
cosa ma il gufo disse a loro con voce severa:”Non strappate più fiori perché
sono preziosi” ma i maschi disobbedirono.
La mattina dopo si sentirono in colpa per aver disobbedito al gufo e poi
decisero di dire alle femmine
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LE PROPOSTE
Forse hai pensato che alcune delle attività svolte potevano essere state fatte in modo
diverso, magari “meglio”. Registra qui sotto le tue proposte e quelle dei tuoi compagni
Ci siamo sforzati di trovare dei lati negativi a questa esperienza ma non ci
sia riusciti.
Tutto è stato bellissimo, anche il tempo meteorologico che, prima della
partenza, ci preoccupava molto, invece il cielo è sempre stato limpido e il
sole splendente, questo ha permesso di sfruttare le giornate in pieno.
Infatti, se proprio dovessimo proporre qualche cambiamento, se
dovessimo tornare l’anno prossimo, vorremmo avere del tempo libero per
giocare nel campetto o per fare qualche disegno nel salone della casera.
Alcuni di noi hanno trovato le escursioni difficili e propongono di
abbreviare il percorso, ma forse basterebbe essere meglio allenati sin
dall’inizio dell’anno scolastico.
Per chi, invece si è lamentato del percorso sensoriale, dove abbiamo
immerso i piedi nell’acqua fredda, beh….insomma mica ci potevano mettere
l’acqua calda!! ESAGERATI!!
Comunque tirando le somme…non potevamo avere
ESPERIENZA PIU’ BELLA
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