Documentazione Associazione Rifugi Urbani Workshop SUPSI
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Documentazione Associazione Rifugi Urbani Workshop SUPSI
L ’ A S S O C I A Z I O N E RIFUGI URBANI Workshop SUPSI 2016 Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. José Saramago, Viaggio in Portogallo. Titolo originale: Viagem a Portugal ©, José Saramago e Editorial Caminho, SA. Lisboa, 1990 Sentieri altri... (...) Drôle d’aventure que la vie. On est une boule, une sphère. Et celle molécule, cet astre glisse, heurte, fracasse, on fait plaisir à X ou à Y. On est dedans sa propre sphère et celle-ci commande à son destin. (...) Le Corbusier, Mise au Point, Éditions Forces Vives, Paris, 1966 4 Le Corbusier Petit Cabanon Allora Marco Polo parlò: «La tua scacchiera, sire, è un intarsio di due legni: ebano e acero. Il tassello sul quale si fissa il tuo sguardo illuminato fu tagliato in uno strato del tronco che crebbe in un anno di siccità: vedi come si dispongono le fibre? Qui si scorge un nodo appena accennato: una gemma tentò di spuntare in un giorno di primavera precoce, ma la brina della notte l’obbligò a desistere». Il Gran Kan non s’era finallora reso conto che lo straniero sapesse esprimersi fluentemente nella sua lingua, ma non era questo a stupirlo. «Ecco un poro più grosso: forse è stato il nido d’una larva; non d’un tarlo, perché appena nato avrebbe continuato a scavare, ma d’un bruco che rosicchiò le foglie e fu la causa per cui l’albero fu scelto per essere abbattuto... Questo margine fu inciso dall’ebanista con la sgorbia perché aderisse al quadrato vicino, più sporgente». La quantità di cose che si potevano leggere in un pezzetto di legno liscio e vuoto sommergeva Kublai; già Polo era venuto a parlare dei boschi d’ebano, delle zattere di tronchi che discendono i fiumi, degli approdi, delle donne alle finestre... Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, Einaudi, 1972 5 ÀBATON Portable Home APH80 Si deve tagliare il legname nel periodo che va dall’inizio dell’autunno fino al momento che precede lo spirare del favonio. In primavera, infatti, gli alberi, gonfi di vita, effondono tutta la loro linfa nelle foglie e nei frutti. (…) Naturalmente gli alberi sono tra loro differenti e presentano differenti qualità. Così è per la quercia, l’olmo, il pioppo, il cipresso, l’abete e altri ancora, tutti invero assai indicati per l’edilizia. Marco Vitruvio Pollione, De Architectura, ca. 30 a. C. 6 FAM Architekti Lake Cabin Come vogliono le usanze persiane, il governatore ha dato un ricevimento. L’occasione ha richiamato in vita il Chihil Sotun, trasformandolo improvvisamente da dimora estiva in disuso nel grandioso padiglione per le feste che fu in origine. Coperta di tappeti, illuminata da piramidi di lampadine e animata da varie centinaia di persone, la veranda sembrava immensa: le colonne di legno e la tettoia dipinta si levavano altissime nella notte; la nicchia di vetro del fondo luccicava da una distanza infinita dentro la filigrana d’oro. Robert Byron, La via per l’Oxiana (1937), Milano, Adelphi, 2000 7 LEAPfactory Gervasutti bivouac Lo splendore del Bosforo è dovuto al fatto che per molti chilometri si naviga sempre tra due rive simili al lago di Como nel punto più bello, BellagioCadenabbia. Tra la montagna e l’acqua, quasi mai lo strapiombo, ma qualche centinaia di metri di campo e di giardino, e le stupende palazzine bianche dei sultani dell’Ottocento. (…) I villaggi sulle due sponde sono intensamente ottocenteschi e abbastanza russi, «tutto un Cechov!», con le case di legno sull’acqua… Alberto Arbasino, Dall’Ellade a Bisanzio (1960), Milano, Adelphi, 2006 8 MAPA Prefab House Mini Modern Ciò che il tempio di legno ci può insegnare è questo: per entrare nella dimensione tempo continuo, unico e infinito la sola via è passare attraverso il suo contrario, la perpetuità del vegetale, il tempo frammentato e plurimo di ciò che s’avvicenda, si dissemina, germoglia, si dissecca (…) Il tempio di legno tocca la sua perfezione quanto più è spoglio e disadorno lo spazio in cui ti accoglie, perché bastano la materia in cui è costruito e la facilità con cui lo si può disfare e rifare uguale a prima a dimostrare che tutti i pezzi dell’universo possono cadere a uno a uno ma che c’è qualcosa che resta. Italo Calvino, Il tempio di legno, in Collezione di sabbia, Milano, Mondadori, 1990 9 LVPH Maison 5.5m x 5.5m Il mio amico del Kairakuen non tollera le piastrelle, e i bagni del suo albergo sono completamente rivestiti di legno. È tuttavia evidente che le pareti piastrellate sono più economiche, e più pratiche anche. Qualcuno usa un bel legno giapponese per il soffitto, le colonnine e gli infissi, e copre di piastrelle le pareti. Soluzione relativamente accettabile finché tutto è nuovo, ma, via via che il legno acquista l’elegante patina della stagionatura, il liscio biancore delle piastrelle stride sempre di più. Junichiro Tanizaki, Libro d’ombra (1933), in Opere, Milano, Bompiani, 2002 10 Imanna Arkitekter Summer Cabin 4:12 Per individuare la psicologia del «soggetto», gli si chiede di disegnare un albero. È a questo punto che inizia la suspense, perché non esistono due alberi identici, né in natura né sulla carta. (…) Si comprende allora che se ci sono uomini che nel loro disegno privilegiano il livello sotterraneo dell’albero, ce ne sono altri che invece se ne allontanano istintivamente. Probabilmente questi ultimi accorderanno la loro preferenza al tronco. È l’elemento verticale dell’albero, quello che simboleggia lo slancio, lo sviluppo, la freccia rivolta verso il cielo, la colonna del tempio. L’uomo d’azione dotato di una dimensione spirituale si riconosce in questa parte dell’albero. Ma c’è altro. Il tronco non fornisce soltanto l’albero della nave. Dà anche il legno, materiale della tavola, della trave, del ceppo. Il suo colore, le sue linee, i suoi nodi e persino il suo odore parlano potentemente all’immaginazione. Michel Tournier, Immagini, paesaggi e altre piccole prose, Milano, Garzanti, 1990 11 Bernd Riegger Haus der Waldeulen in Wolfurt Siccome sopraggiungeva la notte, cominciai con cuore grave a considerare quale sarebbe stata la mia sorte se in quel paese vi fossero state bestie fameliche, visto che di solito è di notte ch’esse escono a predare. L’unico rimedio che mi si presentò alla mente allora fu di salire su di un albero, una specie di abete, folto e fronzuto ma spinoso, che cresceva lì vicino; e lì decisi di passare la notte, e meditare di quale morte sarei morto il giorno dopo, perché ancora non vedevo alcuna possibilità di sopravvivere. Mi allontanai dalla spiaggia per circa duecento iarde per cercare dell’acqua da bere, e con mia grande gioia la trovai; e dopo aver bevuto e essermi messo in bocca un po’ di tabacco per ingannare la fame, andai all’albero e vi salii, e cercai di mettermi in una posizione da cui non potessi cadere se mi fossi addormentato; e, dopo essermi tagliato una mazza, una specie di corto bastone, per difendermi, presi alloggio fra i rami dell’albero, e essendo estremamente affaticato, caddi in un sonno profondo, e dormii tanto comodamente come, credo, pochi avrebbero saputo fare nella mia condizione; e ne fui più ristorato di quanto non fossi mai stato, credo, in una tale situazione. Daniel Defoe, Le avventure di Robinson Crusoe (1719), Torino, Einaudi, 1998 12 Tham & Videgård Arkitekter Tree Hotel L’imborghesimento del giocattolo non si vede soltanto dalle sue forme, tutte funzionali, ma anche dalla sua sostanza. I giocattoli correnti sono di una materia ingrata, prodotti di una tecnica, non di una natura. Molti, ora, sono stampati in complicati impasti; in essi la materia plastica ha un aspetto al tempo stesso igienico e grossolano, spegne il piacere, la dolcezza, l’umanità del tatto. Un segno costernante è la progressiva sparizione del legno, pur materia ideale per la sua solidità e tenerezza, per il calore naturale del suo contatto; sotto qualsiasi forma, il legno elimina il taglio degli angoli troppo vivi, il freddo chimico del metallo; quando il bambino lo maneggia e lo batte, il legno non vibra né stride, ha un suono sordo e netto insieme; è una sostanza familiare e poetica, che lascia il bambino in una continuità di contatto con l’albero, il tavolo, l’impiantito. Il legno non taglia, né si guasta; non si rompe, si consuma, può durare a lungo, vivere col bambino, modificare a poco a poco i rapporti fra l’oggetto e la mano; se muore lo fa riducendosi, non gonfiandosi come quei giocattoli meccanici che spariscono sotto l’ernia di una molla spezzata. Il legno fa oggetti essenziali, oggetti di sempre. Roland Barthes, Miti d’oggi (1957), Torino, Einaudi, 1974 13 Architect Espen Folgerø with students from the Bergen School of Architecture Tubakuba Mountain Hub Per qualche strano motivo, non c’è nulla che possa battere l’atmosfera che si respira in una casa costruita in legno. Mi piace il cemento e amo le chiese romaniche in calcare, ma il legno massiccio possiede un fascino davvero unico. Quello che mancava nelle tradizionali case in legno era la luce. Nelle case più recenti, invece, c’è n’è tantissima, grazie alle enormi finestre che incorniciano il panorama. È una specie di combinazione del modernismo, con i pavimenti fluttuanti, e questo antico materiale. (…) Ci sono materiali che ti tolgono energia. Il legno non ha bisogno dell’energia della tua pelle. Non importa se fa caldo o freddo: in un edificio in legno, la temperatura che avverti è sempre vicina a quella che vorresti. Se fa molto caldo, è sempre inferiore di 2 o 3 gradi, e viceversa. Il legno non ha bisogno di te: sta lì e basta. Peter Zumthor, Conversazione con Patrick Lynch, The Architects’ Journal, 2009 (traduzione P. Pavesi) 14 Costantin Grcic Muji Hut (…) Al legno è concesso di rimanere se stesso: dai fantastici totem dell’Alaska – grandi colonne che sorgono dalla neve coi loro primitivi colori, innalzati al solo scopo di far mostra di sé – al flessibile arco degli Indiani d’America; dagli enormi, massicci tronchi levigati che sostengono i famosi tetti dei templi giapponesi, alle sottili impiallacciature di rari e esotici legni sui mobili europei. (…) Di tutti i materiali è il più vicino all’uomo. All’uomo piace la compagnia del legno, gli piace sentirlo sotto le mani, gradevole al tatto e alla vista. Il legno è universalmente bello per l’Uomo… (…) Usando il legno sia di piatto che in eleganti nervature, permettendo così alla grana e alla superficie serica di farsi valere addirittura in paraventi a asticelle affusolate e consentendo alle sue caratteristiche lignee di agire per l’effetto totale dell’insieme, per tutti questi impieghi plastici la Macchina si è dimostrata un docile mezzo. Frank Lloyd Wright, Il significato dei materiali (1928), in Per la causa dell’architettura, Gangemi, Roma 1989 15 OFIS Arhitekti Alpine Shelter Skuta «L’architettura è un’arte di frontiera. Solo se si accetta la sfida di farsi contaminare, di farsi costantemente provocare da tutto ciò che è vero, ha ragione di essere. Altrimenti è roba da salotto, accademia...» Renzo Piano, La responsabilità dell’architetto, Passigli Editori, 2010 16 Renzo Piano Building Workshop Diogene Viaggi... (...) Mais les vrais voyageurs sont ceux-là seuls qui partent Pour partir; coeurs légers, semblables aux ballons, De leur fatalité jamais ils ne s’écartent, Et, sans savoir pourquoi, disent toujours: Allons! Ceux-là dont les désirs ont la forme des nues, Et qui rêvent, ainsi qu’un conscrit le canon, De vastes voluptés, changeantes, inconnues, Et dont l’esprit humain n’a jamais su le nom! (...) Charles Baudelaire, Les fleurs du mal, Le Voyage, À Maxime du Camp, 1861 18 Lorenzo Fontana Agosto 2015 “In ogni creazione in sé compiuta risiede una forza magica. Un corpo architettonico pienamente sviluppato sembra avere il potere di incantarci.” Peter Zumthor, Pensare architettura, Electa, Milano, 2003 19 Giuseppe Penone Albero «...trovo più stimolante, vedere le tracce lasciate dalle persone e lasciare che siano i luoghi a parlare. Sono convinto che strade, case e paesaggi sappiano parlare di noi in maniera molto eloquente. Ci hanno osservato con pazienza. Ci guardano per tutto il tempo...» Wim Wenders 20 Christo and Jeanne-Claude The Umbrellas (...) Restò così seduta, con gli occhi chiusi, e quasi credeva anche lei di trovarsi nel Paese delle Meraviglie. Eppure sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia delle persone grandi. L’erba si sarebbe incurvata solo sotto il vento... lo spavento del Topo nello stagno si sarebbe mutato nel fruscio sordo delle canne... il tintinnio delle tazze della Lepre di Marzo nel rumore delle campanelle di un gregge vicino... gli strilli rauchi e fieri della Regina nella voce di un esile pastorello... gli starnuti del bimbo, il grido del Grifone, e tutte le altre strane voci del sogno, si sarebbero mutate, ne era certa, nel clamore del cortile di una fattoria, mentre il muggito lontano degli armenti si sarebbe sostituito a poco a poco ai disperati singhiozzi della Finta Tartaruga. (...) Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie, Attraverso lo specchio, BUR, 2012 21 Terunobu Fujimori Chashitsu Tetsu Mete... PROGRAMMA Tema e intenzioni del committente Il workshop intende stimolare i partecipanti a riflettere e ad approfondire il tema legato all’inserimento nel territorio, e alla conseguente progettazione, di microarchitetture a carpenteria intelaiata di legno, dotate di un’impronta stilistica fortemente contemporanea; queste saranno adatte all’accoglienza turistica di giornata, in contesti a confine fra zone urbanizzate e luoghi naturali non ancora o solo minimamente antropizzati. A conclusione dei lavori, la neocostituita associazione Rifugi Urbani in occasione della sua inugurazione ufficiale, svelerà il nome del progetto e premierà la proposta migliore. Concetti chiave e identitari Caratteristiche di progettazione: riconoscibile, relazionale, facilmente accessibile, flessibile, funzionale, assemblabile, ecosostenibile, autonomo, basso consumo energetico, materiali locali naturali, carpenteria di legno intelaiata, filiera del legno, confortevole, economicamente sostenibile, e tutte quelle parole e/o azioni che i progettisti ritengono necessarie a fini della progettazione. Destinatari, target prioritari: il progetto è volto al soddisfacimento di un segmento di mercato turistico denominato “Glamping”, neologismo che unisce due parole: “glamour” e “camping”. In poche parole si tratta di progettare delle micro unità abitative immerse nella natura e caratterizzate da un alto livello di design, perfettamente integrate nel contesto in cui si collocano. Ci si rivolge in particolare ad un pubblico eco-colto, di movimento lento che sceglie la propria destinazione al di fuori dei normali pacchetti turistici e alla ricerca di un’esperienza caratterizzata da: • Autenticità • Intimità • Natura • Relax Altro ruolo fondamentale spetta al l’interazione col territorio. Tale pubblico si indirizza infatti ad un tipo di turismo prevalentemente interessato a: • Trekking • Escursioni • Equitazione • Climbing • Parapendio • Enogastronomia e piaceri della tavola • Prodotti locali • Archeologia • Ciclismo • Motociclismo A tal fine le micro unità abitative da progettare rispondono ai seguenti principi: • Smart design • Efficienza energetica • Materiali ecologici • Risparmio idrico • Ecosostenibilità e salvaguardia ambientale 23 Regole del gioco Capacità di accoglienza massima: • 4 adulti, accessibile (nel limite del possibile) o adattabile facilmente a portatori di disabilità Cubatura massima: • 100 mc (computo prettamente geometrico) Altezza massima alla gronda: • costruzione a indirizzo prettamente orizzontale, max. 3.50 ml fino un max. di 4.60 ml in caso di tetto a falda • costruzione a indirizzo prettamente verticale, max. 5.30 ml Costo massimo indicativo: • CHF 100’000.- (Allacciamenti esclusi) Programma indicativo 1. Situazione di prossimità: • zona esterna pavimentata in legno per l’abitabilità esterna con possibilità di illuminazione artificiale • zona d’acqua (fontana) con rubinetto 2. Zona di ingresso esterna: • zona filtro protetta dalle intemperie • spazio areato protetto per il deposito di biciclette • spazio areato protetto per indumenti sporchi, oggetti ingombranti (scarponi, scarpe, tute da motociclista, caschi, sacchi da montagna, valigie, trolley, ...) • ingresso illuminato anche artificialmente con porta di accesso a controllo elettronico 3. Spazio interno: • pensato per potersi rilassare, dormire, sentendosi parte del contesto naturale ... • dotato di servizio igienico con lavandino, wc e doccia • attrezzato per cucinare, con top e due piastre integrate, con areazione dei fumi naturale, lavello da cucina, piccolo frigorifero • adatto alla consumazione di cibi (tavolo, sedie e/o panche, ...) • attrezzato per poter riporre oggetti, vivande e stoviglie • adeguatamente illuminato in maniera naturale ed artifiliale • attrezzato con superfici piane a giorno o a scomparsa per scrivere, giocare, ... • dotato di una zona attrezzata con schermo interattivo per la gestione tecnica e didattica dei consumi, per la consultazione di informazioni turistiche (non è previsto l’uso del WI-FI) • adeguato a separare la tecnica non strettamente funzionale all’utilizzo degli utenti 4. Aspetti generali: Da prevedere: • una protezione meccanica per le parti sensibili dell’edificio (finestre, tecnica, ...) da eventi atmosferici e/o possibili atti vandalici. Ogni apertura deve poter essere facilmente chiudibile esternamente e schermabile internamente • facciate rivestite, principalmente, attraverso l’utilizzo di essenze di legno locali adeguate all’uso e all’usura 24 • • • • • • • • • • • • • finiture interne coerenti con il concetto generale dell’edificio prediligendo materiali pratici per la pulizia, manutenzione e resistenti nel tempo all’usura un quadro elettrico interno ed esterno adeguatamente accessibile dal personale tecnico della manutenzione un adeguata risoluzione dell’appoggio della costruzione al suolo (fondazioni) quale parte integrante del progetto un tetto con le seguenti funzioni integrate: coibentazione, impermeabilizzazione, produzione fotovoltaica e solate termico e coerente con il concetto generale dell’edificio un adeguato sistema di eliminazione delle acque luride e meteoriche un adeguato sistema di riscaldamento escludendo a priori l’utilizzo di sistemi quali, camini slassici, stufe svedesi, a pellet, pigne, ... accessibilità al tetto per la manutenzione dell’edificio spazio di servizio per gli strumenti di pulizia interna facilità per il personale di servizio nella gestione corrente illuminazione artificiale di emergenza (esterno) in caso di pericolo imminente eventuale lavello esterno di servizio per la pulizia sommaria di capi di vestiario da prevedere una gestione dei rifiuti consona alla natura del progetto nelle microarchitetture non ci sarà il WI-FI 25 Bibliografia Architettura Susan Doubilet Daralice Boles, La casa in Europa oggi, Tendenze nell’architettura contemporanea, Rizzoli, 1999 H.R. Preisig, W. dubach, U. Kasser e K. Viridén, Saper costruire eco-logicamente-nomicamente - Manuale per la committenza dalla A alla Z, Werd Verlag - CRB - Zürcher Hochschule, 1999 Comité National pour le développement du bois, Séquences bois de vêture en structure, le bois, un matériau moderne, 100 réalisations pour témoigner, Editions du layeur, 1997 Livio Sacchi, Il disegno dell’architettura americana, Laterza, 1989 Catthy Lang Ho e Raul A. Barreneche, Case americane per il nuovo secolo, Rizzoli, 2001 Paco Asensio, Case di montagna, Logos, 2000 Charles von Büren, Prix Lignum La distinction pour des constructions et des façades en bois, Lignum, 2000 Naomi Stungo, La nouvelle architecture du bois, Seuil, 1999 Bollettino Legno 114/2015, Costruzioni in legno in Ticino, Lignum, 2015 http://www.scribd.com/doc/32043203/Glamping-Immagini Filosofico letterario Martin Heidegger, L’arte e lo spazio, Il Nuovo Melangolo, 2003 Fabio Merlini, Ubicumque, Saggio sul tempo e lo spazio della mobilitazione, Quodlibet Studio, 2013 Nicola Emery, Progettare, costruire, curare per una deontologia dell’architettura, Casagrande, 2010 Yona Friedman, L’architettura di sopravvivenza Una filosofia della povertà, Bollati Boringhieri, 2009 Fritjof Capra e Pierluigi Iuisi, Vita e natura. Una visione sistemica, Aboca, 2014 Approfondimento Leonardo Benevolo, Storia dell’architettura moderna, Laterza, 1971 Leonardo Benevolo, La casa dell’uomo, Laterza, 1976 Marianella Sclavi, Avventure urbane - Progettare la città con gli abitatnti, Elèuthera, 2002 Cristina Molo Bettelini e Andrea Mazzoleni, Psichiatria e architettura, atti del Convegno, Centro Documentazione e Ricerca dell’Organizzazione Sociopsichiatrica Cantonale - Dipartimento Opere Sociali, 1992