Dich. Ambientale EMAS
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Dich. Ambientale EMAS
DICHIARAZIONE AMBIENTALE ANNO 2016 con dati aggiornati al 31/12/15 Impianti idroelettrici Dichiarazione ambientale 2016 -2- Dichiarazione ambientale 2016 Presentazione Lo sviluppo sostenibile è uno degli obiettivi fondamentali per Italcementi Group che si concretizza anche attraverso l’ormai duratura adesione a network internazionali impegnati su questo fronte: dal World Business Council for Sustainable Development al Cement Sustainability Initiative e alla adesione al Global Compact delle Nazioni Unite, un’iniziativa mondiale che abbraccia i temi della cittadinanza d’impresa e della Sostenibilità. Nel 2011, Italcementi Group ha ridefinito un nuovo “pacchetto” di Politiche per la Sostenibilità che rappresentano il sistema di valori su cui si fonda l’operato dell’ Azienda e gli obiettivi a cui ogni dipendente deve ispirarsi nel proprio quotidiano. Il progetto è concepito con una politica “madre”, dedicata al tema della Sostenibilità nel suo complesso e sette politiche derivate dalla stessa, che affrontano i temi dell’ambiente, della sicurezza, della salute sul luogo di lavoro, della qualità, dell’efficienza energetica, delle iniziative sociali e dei diritti umani. In linea con le Politiche di Sostenibilità di Italcementi, anche Italgen, filiale attiva nel settore della produzione e distribuzione di energia elettrica, gestisce le proprie attività aziendali cercando di ridurre gli impatti sull’ecosistema, mettendo in atto programmi a tutela della salute e della sicurezza e consolidando le relazioni con il territorio e le comunità locali. Con la Dichiarazione Ambientale EMAS, Italgen presenta i risultati conseguiti dai suoi impianti idroelettrici dopo aver adottato sistemi di gestione basati sul miglioramento continuo delle proprie performance ambientali, attraverso il rinnovo della certificazione UNI EN ISO 14001 conseguita nel 2014. Il presente documento costituisce la terza convalida della dichiarazione ambientale emessa nel 2009 e fornisce una “fotografia” delle nostre centrali idroelettriche e delle prestazioni ambientali delle nostre attività con riferimento ai dati al 31/12/2015. Nel documento sono riportate una serie di fotografie storiche in bianco e nero delle centrali idroelettriche Italgen, nate oltre 150 anni fa, per l’autoproduzione di energia elettrica e successivamen-te sviluppate per valorizzare gli asset energetici di Italcementi Group. Italgen S.p.A. conferma la propria disponibilità a fornire informazioni aggiuntive di pertinenza tecnica e ambientale. Saranno accolte con interesse le proposte e gli spunti che ci giungeranno su tale tema. Bergamo, 30 aprile 2016 Giuseppe De Beni Consigliere Delegato Italgen S.p.A. -3- Dichiarazione ambientale 2016 -4- Dichiarazione ambientale 2016 Informazione per il pubblico Questa versione costituisce la terza convalida della Dichiarazione Ambientale emessa nel 2009, conforme al Regolamento EMAS 1221/2009, con dati aggiornati al 31 dicembre 2015. Italgen S.p.A. è iscritta al registro comunitario dell’EMAS con il numero IT-001309, codice NACE 35.11 “Produzione e distribuzione di energia elettrica” relativo alla classificazione statistica delle attività economiche nelle Comunità Europee. Per conservare l’iscrizione ed in conformità al dettato del Regolamento EMAS sopraccitato, Italgen S.p.A. si impegna a presentare al Comitato ECOLABEL - ECOAUDIT - Sezione EMAS ITALIA, la nuova Dichiarazione Ambientale, convalidata dal verificatore incaricato (Certiquality), i successivi aggiornamenti annuali, e quindi trasmetterli all’Organismo Competente e metterli a disposizione del pubblico. Italgen S.p.A. s’impegna a diffondere i suddetti aggiornamenti nel caso in cui sopravvengano fatti nuovi e importanti che possano interessare il pubblico. In ogni caso, i previsti aggiornamenti annuali, come pure qualsiasi altra informazione di carattere ambientale relativa alle attività delle centrali idroelettriche di proprietà Italgen, possono essere richieste ai seguenti contatti: Italgen S.p.A. Via G. Camozzi, 124 24121 Bergamo Tel.: 035.396111 Fax: 035.396042 E-mail: [email protected] oppure direttamente a: Mauro Lanfranchi Tel.: 035.661555 Fax: 035.661556 E-mail: [email protected] L’Istituto CERTIQUALITY S.r.l. – Via G. Giardino, 4 - 20123 Milano Tel. 02 8069171, Fax 02 86465295 quale Verificatore ambientale accreditato dal Comitato ECOLABEL – ECOAUDIT – Sezione EMAS ITALIA con n. IT-V-0001, ha verificato attraverso una visita all’organizzazione, colloqui con il personale, analisi della documentazione e delle registrazioni, che la Politica Ambientale, il Sistema di Gestione e le procedure di audit sono conformi al Regolamento CE 1221/2009 ed ha convalidato in data 10.06.2016 le informazioni ed i dati riportati in questa Dichiarazione Ambientale. -5- Dichiarazione ambientale 2016 -6- Dichiarazione ambientale 2016 -7- Dichiarazione ambientale 2016 -8- Dichiarazione ambientale 2016 Indice 1. Premessa .................................................................................................................................................- 11 1.1. Italcementi Group ..................................................................................................................... - 11 1.2. Italgen S.p.A. ............................................................................................................................ - 12 2. La struttura organizzativa dei siti produttivi ........................................................................................- 17 2.1. Compiti e responsabilità ........................................................................................................... - 17 2.2. Il principio di funzionamento di un impianto idroelettrico ......................................................... - 20 2.3. Territorio di riferimento ............................................................................................................. - 22 2.4. Le centrali idroelettriche Italgen ............................................................................................... - 24 3. La Politica per l’ambiente e il Sistema di Gestione ambientale .........................................................- 28 3.1. Le Politiche di Sostenibilità e per l’Ambiente di Italcementi Group .......................................... - 28 3.2. La Politica per l’Ambiente di Italgen S.p.A. .............................................................................. - 30 3.3. Il Sistema di Gestione Ambientale di Italgen S.p.A. ................................................................. - 31 3.3.1. Struttura del sistema di gestione ambientale - 31 3.3.2. La partecipazione dei dipendenti, delle parti interessate e del territorio - 32 4. Aspetti ambientali e prestazioni ............................................................................................................- 37 4.1. Definizione degli Aspetti Ambientali, diretti e indiretti .............................................................. - 37 4.2. Presentazione dei Criteri di valutazione degli aspetti ambientali ............................................. - 38 4.3. Presentazione degli Aspetti Ambientali Significativi e relative prestazioni .............................. - 40 5. Piano di emergenza ................................................................................................................................- 61 6. Obiettivi di miglioramento .....................................................................................................................- 66 6.1. Gli obiettivi realizzati nel periodo 2012-15 e gli obiettivi per il triennio 2016-18 ...................... - 66 7. Glossario .................................................................................................................................................- 70 8. Compendio dei dati di prestazione .......................................................................................................- 72 9. Convalida della Dichiarazione Ambientale e conclusioni ..................................................................- 81 - -9- Dichiarazione ambientale 2016 - 10 - Dichiarazione ambientale 2016 1. Premessa 1.1. Italcementi Group Italcementi Group, con una capacità produttiva annua pari a 60 milioni di tonnellate di cemento, attraverso 42 cementerie, è il quinto produttore di cemento a livello mondiale. A fianco delle attività di produzione di cemento, completano il dispositivo industriale del Gruppo, 15 centri di macinazione, 6 terminali di trading e 415 centrali calcestruzzo, che integrano l’esperienza, il know-how e le culture di 21 paesi in 4 continenti. Nel 2015 il Gruppo ha registrato un fatturato consolidato di oltre 4,3 miliardi di Euro. Italcementi, costituita nel 1864, ha avviato nella seconda metà degli anni Ottanta una strategia di internazionalizzazione culminata nel 1992 con l’acquisizione di Ciments Francais. Dopo una fase di riorganizzazione ed integrazione delle realtà acquisite, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, il Gruppo ha rilanciato il processo di diversificazione geografica attraverso una serie di acquisizioni in Paesi emergenti quali Bulgaria, Marocco, Kazakistan, Tailandia, India, oltre ad operazioni di rafforzamento condotte in Nord America. Nell’ambito del programma di espansione della presenza nel bacino del Mediterraneo, nel corso del 2005 il Gruppo ha ulteriormente sviluppato la propria presenza in Egitto, diventandone leader di mercato. Nel 2007 ha inoltre consolidato la propria presenza in Asia e Medio Oriente. Italcementi, quale membro del WBCSD (World Business Council for Sustainable Development) è tra i sottoscrittori dell’Agenda for Action della Cement Sustainability Initiative, il primo impegno formale che vincola alcune tra le maggiori imprese cementiere al mondo. Il Gruppo ha inoltre aderito al Global Compact, un’iniziativa strategica promossa dall’ONU con l’obiettivo di allineare le azioni delle aziende secondo principi universalmente accettati in termini di diritti umani, condizioni di lavoro, ambiente e correttezza etica. Attraverso le attività di i.lab, il Centro di Ricerca e Innovazione progettato dall’architetto americano Richard Meier e certificato Leed Platinum, il Gruppo si propone di anticipare gli orientamenti e le necessità del mercato promuovendo il concetto di architettura sostenibile. Il Gruppo ha recentemente lanciato i.nova, l’innovativo approccio al mercato basato su 11 famiglie di performance con cui Italcementi vuole offrire alla building community la propria leadership nell’ambito dell’innovazione. - 11 - Dichiarazione ambientale 2016 Da Italcementi un cemento biodinamico che ha consentito di fare di Palazzo Italia l’icona di Expo 2015 Un cemento biodinamico per Palazzo Italia. È stata questa la soluzione innovativa messa a punto da Italcementi per la realizzazione del Padiglione Italiano ad Expo 2015, un progetto ambizioso attorno al quale si sono raccolte le migliori realtà italiane, chiamate a immaginare e realizzare una struttura straordinaria, destinata ad essere ricordata quale luogo-icona dell’Esposizione Universale di Milano. Il Padiglione italiano è stato il cuore pulsante di Expo 2015. Il progetto architettonico dello studio Nemesi & Partners ha visto la realizzazione di una struttura complessa, richiamante nel suo aspetto esteriore e in alcuni spazi interni le forme di una foresta ramificata. L’intera superficie esterna e parte degli interni sono stati realizzati utilizzando pannelli di cemento biodinamico i.active BIODYNAMIC, il nuovo materiale concepito in i.lab, cuore della ricerca e dell’innovazione di Italcementi. Il nome del prodotto racchiude le sue caratteristiche innovative. Il materiale ha infatti proprietà fotocatalitiche, ottenute grazie al principio attivo TX Active brevettato da Italcementi. A contatto con la luce del sole, il principio attivo presente nel materiale consente di “catturare” alcuni inquinanti presenti nell’aria, trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog. La malta, inoltre, prevede l’utilizzo per l’80% di aggregati riciclati, soluzione che consente un notevole risparmio di risorse naturali e che è in linea con lo sviluppo di materiali per le costruzioni sempre più ecosostenibili. La “dinamicità” è una caratteristica del nuovo materiale, che presenta una fluidità tale da consentire la realizzazione di forme complesse come quelle che caratterizzano i pannelli di Palazzo Italia. Grazie alla sua particolare lavorabilità, i.active BIODYNAMIC può penetrare nei casseri, progettati uno ad uno, messi a punto da StylComp fino a formare il disegno finale del pannello, il tutto garantendo una straordinaria qualità superficiale. - 12 - Dichiarazione ambientale 2016 “L’Esposizione Universale del 2015 è stata una grande opportunità di rilancio per l’Italia ed ha consentito al nostro Paese di valorizzare le nostre numerosissime eccellenze produttive, tecnologiche e scientifiche” ha affermato Diana Bracco, Presidente di Expo 2015 e Commissario del Padiglione Italia. “Il Padiglione Italiano, ispirato al concept di Marco Balich, Vivaio Italia e Albero della Vita, è stato una finestra sul passato, presente e futuro dell’Italia. Uno dei driver fondamentali dell’Expo 2015 è stata, l’innovazione. Il nostro Padiglione è stata un’occasione per valorizzare la capacità innovativa delle imprese e incoraggiare lo sviluppo di prodotti sostenibili e di tecnologie eco-compatibili. Palazzo Italia, al riquardo, si presenta come una architettura-paesaggio, in cui l’edificio assume, attraverso la propria struttura e articolazione volumetrica, le sembianze di un albero-foresta, ove il visitatore ha potuto immergersi e vivere una esperienza emozionale. La realizzazione di questa narrazione architettonica, concepita da Nemesi&Partners, Proger, BMS Progetti e Livio De Santoli,è stata affidata ad aziende italiane, come Italcementi, capaci di cogliere questa sfida grazie alla loro capacità innovativa e realizzativa.” Italcementi, che già aveva messo a punto la soluzione del cemento trasparente per il Padiglione italiano all’Expo 2010 di Shanghai, ha colto subito la nuova sfida, forte di 150 anni di esperienza nel mondo dei materiali per le costruzioni. “Dalla medaglia d'argento all'Esposizione Universale del 1867 di Parigi, passando per il successo internazionale del Padiglione Italiano in cemento trasparente simbolo di Expo 2010 di Shanghai, per arrivare al nuovo cemento biodinamico che ha caratterizzato Palazzo Italia a Expo 2015 di Milano: Italcementi è stato nuovamente protagonista di una Esposizione Universale grazie ai propri prodotti innovativi” ha affermato Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi. “Performance e soluzioni che, dando corpo alla qualità architettonica e ingegneristica che il nostro Paese è in grado di esprimere, contribuiscono alla realizzazione delle strutture simbolo di più di un Expo. Da Parigi, a Shanghai, a Milano, la ricerca italiana vince di nuovo”. - 13 - Dichiarazione ambientale 2016 1.2. Italgen S.p.A. Italgen S.p.A. (controllata per il 99,9% di Italcementi S.p.A. e per lo 0,1% da Italcementi Ingegneria S.r.l.) nasce nel 2001 con l’obiettivo di valorizzare gli asset energetici di Italcementi Group. Attualmente produce energia elettrica attraverso 14 centrali idroelettriche in Lombardia, Piemonte e Veneto, interconnesse attraverso una rete di circa 400 chilometri di elettrodotti di proprietà, un impianto solare fotovoltaico in Emilia Romagna, di cui la società detiene una quota pari al 30 %, 2 impianti eolici in Bulgaria, di cui la Società detiene una quota pari al 49% ed un impianto eolico in Marocco sviluppato da Italgen in coerenza con il quadro normativo vigente nel paese, di proprietà di Ciments du Maroc (Italcementi Group). I principali compiti istituzionali di Italgen S.p.A. sono: - la supervisione della progettazione, costruzione e manutenzione di impianti di produzione e trasporto di energia elettrica di proprietà, prodotta da fonte rinnovabile; - la produzione di energia elettrica attraverso impianti alimentati da fonte rinnovabile; - il trasporto e la vendita di energia elettrica; - lo sviluppo di nuove opportunità nel campo della produzione di energia elettrica, con particolare attenzione all’uso di fonti rinnovabili e impianti convenzionali di generazione ad alta efficienza energetica e a basso impatto ambientale. Complessivamente nel 2015, negli impianti italiani ed esteri, la produzione di energia elettrica di Italgen è stata pari a circa 358 GWh, interamente da fonti rinnovabili. In Italia, la produzione idroelettrica (56 MW) si è attestata pari a circa 296 GWh, mentre l’impianto fotovoltaico di Guiglia (6 MW), situato in provincia di Modena, ha generato 8 GWh, pari al consumo annuo di circa 3000 famiglie. In Bulgaria, gli impianti eolici di Kavarna I e II (18 MW), hanno prodotto 37,5 GWh. Infine, il parco eolico di Laayoune in Marocco (5 MW), ha prodotto 17 GWh, contribuendo a coprire più del 60 % dei fabbisogni energetici del locale centro di macinazione. - 14 - Dichiarazione ambientale 2016 L'azienda è fortemente orientata alla Sostenibilità delle proprie iniziative ed opera nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio utilizzando tecnologie sostenibili. Italgen intende aumentare la produzione da fonti rinnovabili ed avvalersi delle migliori tecnologie disponibili (Best Available Technology), al fine di raggiungere un livello quanto più possibile elevato di protezione dell’ambiente. "Sostenibili" sono, infatti, i propri progetti di sviluppo che prevedono la realizzazione di parchi eolici in Egitto e Marocco, Egitto ed un impianto termo-solare (CSP-Concentrating Solar Power ) sempre in Marocco. In Egitto il progetto prevede la realizzazione di un parco eolico da 320 MW, che consentirà di evitare emissioni di anidride carbonica in atmosfera per un totale di circa 500.000 tonnellate annue. Sono stati completati una serie di studi, tra cui lo Studio di Impatto Ambientale, già stato approvato dal Ministero dell’Ambiente Egiziano, che ha avuto ad oggetto i possibili risvolti socio-ecpnomici sull’ambiente, sulla biodiversità e sulle speci aviarie migratorie. Sono iniziati i primi lavori civili con la realizzazione della strada d’accesso al sito e gli sbancamenti presso l’area della sottostazione elettrica. Per quanto concerne il Marocco, a fine dicembre 2011, è stato aperto ufficialmente il cantiere per la realizzazione di un impianto termo solare presso la cementeria di Ait Baha di proprietà Ciments du Maroc (Italcementi Group). L’impianto, innovativo e pilota, composto da 3 moduli solari aventi una superficie totale di circa 6.000 mq e una produzione attesa di 2400 MWh, è attualmente in fase di commissioning e sono in corso test di funzionamento sui 3 moduli. Foto 1 - Impianto termo-solare di Ait Baha in Marocco Nell’ambito del contesto italiano, nel 2015 sono iniziate le attività realizzative del nuovo impianto idroelettrico di Vetra (0,5 MW), presso l’opera di presa della centrale idroelettrica di Palazzolo sull’Oglio, a seguito dell’ottenimento dell’Autorizzazione Unica. L’entrata in esercizio è attesa entro giugno 2016. La produzione stimata è di circa 2,8 GWh, pari al consumo annuo di 1000 famiglie (con un saving di circa 1400 tonnellate annue di CO 2). - 15 - Dichiarazione ambientale 2016 Dal 2008 Italgen ha ampliato il proprio perimetro, passando da un contesto prettamente italiano ad un contesto internazionale. Ha ampliato le fonti energetiche adottando business model consolidati ed innovativi. Ciò le ha consentito di incrementare la potenza installata di 56 MW agli attuali 85,5 MW con l’obiettivo strategico di raggiungere circa 400 MW interamente da fonti rinnovabili. Foto 2 - Immagini dei parchi eolici in Bulgaria, Marocco e dell’impianto fotovoltaico di Guiglia - 16 - Dichiarazione ambientale 2016 2. La struttura organizzativa dei siti produttivi 2.1. Compiti e responsabilità Italgen S.p.A. è diretta da un Consigliere Delegato, che riferisce al Consiglio di Amministrazione. I principali compiti e responsabilità del Consigliere Delegato sono stati definiti dal Consiglio di Amministrazione e sono: - assicurare la crescita di Italgen S.p.A. in termini di fatturato e di redditività, anche attraverso lo sviluppo di nuovi progetti, nel rispetto delle leggi oltre che dei valori e delle politiche del Gruppo Italcementi; - assicurare l’elaborazione del budget annuale, la gestione operativa e il controllo di Italgen S.p.A. e delle sue Società Controllate al fine di raggiungere gli obiettivi di business prefissati, garantendo il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza in termini di qualità, costo e livello di servizio delle attività operative aziendali; - monitorare l’evoluzione e la struttura del mercato elettrico nei Paesi di interesse per il Gruppo Italcementi, in stretta collaborazione con le Direzioni di Italcementi S.p.A. e delle sue Società Controllate, e con la Direzione Acquisti (Coordinamento Internazionale Acquisto Energia Elettrica) di Italcementi S.p.A.; - proporre al Consiglio di Amministrazione gli investimenti destinati sia alla realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia elettrica, che alle attività di sviluppo o acquisizione di nuove partecipazioni industriali di interesse per la crescita della Società; - agire in qualità di legale rappresentante della Società in tutte le relazioni e obblighi verso le autorità, la Pubblica Amministrazione e le aziende con cui Italgen S.p.A. mantiene rapporti, al fine di sviluppare le attività della Società, tutelandone gli interessi; - promuovere lo sviluppo delle competenze delle risorse umane di Italgen S.p.A. assicurando che il personale mantenga elevati standard di condotta etica e di integrità e che rispetti le leggi, le normative e le regole interne adottate; La società opera attraverso la seguente struttura Organizzativa: Figura 1 Struttura organizzativa di Italgen S.p.A. - 17 - Dichiarazione ambientale 2016 Per motivi di sinergia economica con la controllante Italcementi S.p.A. alcune funzioni (quali per esempio gestione delle risorse umane, amministrazione, acquisti) non sono gestite direttamente da Italgen S.p.A. ma sono svolte da Italcementi S.p.A. sotto la regolamentazione di un contratto di servizio tra le due società (sigla “ITC service”). Alla Direzione Operativa sono affidati i seguenti principali compiti e responsabilità: - gestire le attività finalizzate alla produzione di energia elettrica attraverso gli impianti in esercizio di Italgen S.p.A. secondo i piani stabiliti a budget; - definire e aggiornare il budget di produzione di energia e delle manutenzione dei relativi impianti; - coordinare le attività di produzione di energia anche attraverso Società collegate e/o controllate; - proporre investimenti destinati sia al mantenimento che al miglioramento dei livelli produttivi degli impianti in esercizio; - assicurare il presidio di tutti gli impianti dismessi, garantendo la messa in sicurezza dei siti e il rispetto delle normative in essere, utilizzando anche le funzioni operative di Italcementi S.p.A.; - svolgere tutte le attività tecnico-amministrative necessarie all’esercizio degli impianti. La struttura organizzativa della Direzione Operativa è qui di seguito riportata e prevede la suddivisione delle responsabilità della gestione degli impianti con un criterio “per area geografica”. Figura 2 Struttura organizzativa della Direzione Operativa di Italgen S.p.A. - 18 - Dichiarazione ambientale 2016 Il personale di cui Italgen S.p.A. si avvale risulta così distribuito tra sedi ed inquadramento contrattuale: Sedi Dirigenti Quadri Impiegati Intermedi Operai Totale Sede amministrativa 3 6 6 0 0 15 Centrali Val Seriana 0 3 13 1 13 30 Centrali Val di Scalve 0 0 1 0 11 12 Centrali Val Brembana 0 0 1 1 14 16 Centrali Val Padana 0 0 2 1 11 14 Centrali Extra Lombardia 0 0 1 0 6 7 TOTALE 3 9 24 3 55 94 Tabella 1 – Distribuzione del personale nelle centrali Italgen (aggiornato al 31/12/2015) Foto 3 Centrale di Vaprio d’Adda vista dal canale di scarico (anno 1957) - 19 - Dichiarazione ambientale 2016 2.2. Il principio di funzionamento di un impianto idroelettrico L’attività svolta da Italgen consiste nella produzione di energia elettrica mediante l’utilizzazione della risorsa acqua, la quale non viene consumata, né modificata nelle sue caratteristiche chimiche e fisiche durante il processo di produzione. Gli impianti di Italgen S.p.A. sono di tipo “a bacino” e “ad acqua fluente”. Le centrali a bacino sfruttano l’accumulo di acqua in quota, in invasi artificiali, come riserva di energia. Le centrali ad acqua fluente sfruttano invece il naturale deflusso delle acque e consentono quindi solo una gestione in tempo reale dei quantitativi di acqua prelevabile dall’alveo. Uno schema semplificato del ciclo produttivo di un impianto a bacino è riportato nella figura sottostante. Figura 3 - Schema di funzionamento di una centrale idroelettrica Lo schema più generale di un impianto idroelettrico può essere rappresentato dall’insieme delle seguenti strutture: - opere di ritenuta (dighe o traverse) con relativo invaso; - opere di adduzione (gallerie, canali e condotte), destinate al trasporto dell’acqua alla centrale; - centrale con il macchinario idraulico ed elettrico; - opere di scarico e restituzione delle portate utilizzate; - edifici e strutture di supporto. Il complesso di opere è destinato alla trasformazione dell’energia potenziale o cinetica dell’acqua in energia elettrica mediante lo sfruttamento del salto altimetrico disponibile tra il corpo idrico di provenienza ed il punto di restituzione. - 20 - Dichiarazione ambientale 2016 L’acqua, raccolta negli invasi o direttamente derivata dal corso d’acqua, viene inviata alla centrale idroelettrica per mezzo di gallerie, condotte e canali. La macchina principale della centrale è la turbina che, azionata dalla forza dell’acqua, converte l’energia idraulica in energia meccanica. Il generatore elettrico, collegato meccanicamente all’organo girante della turbina, trasforma invece l’energia meccanica di questa in energia elettrica. Il trasformatore, collegato elettricamente al generatore, restituisce l’energia, con una tensione più elevata rispetto a quella prodotta dal generatore, alle sbarre da cui si dipartono le linee in alta tensione che trasportano e distribuiscono l’energia sul territorio. Gli edifici e le strutture di supporto sono i locali annessi alle centrali idroelettriche (officine ed altri servizi) nei quali si svolgono attività sussidiarie al processo produttivo. Foto 4 Centrale di Serravalle (anni ’50) Foto 5 Centrale di Mazzunno (anni ’50) Foto 6 Diga di Cassiglio (anno 1954) - 21 - Dichiarazione ambientale 2016 2.3. Territorio di riferimento Le centrali idroelettriche di Italgen S.p.A. sono localizzate come indicato in tabella e figura sottostanti: Nome centrale Area gestionale Localizzazione Principale corso d’acqua utilizzato CASSIGLIO Val Brembana Olmo al Brembo (BG) Torrenti Stabina e Cassiglio COMENDUNO Val Seriana Albino (BG) Fiume Serio CUGNO Val Brembana Olmo al Brembo (BG) Fiume Brembo DEZZO Val di Scalve Colere (BG) Fiume Dezzo MAZZUNNO Val di Scalve Angolo Terme (BS) Fiume Dezzo PALAZZOLO Val Padana Palazzolo sull’Oglio (BS) Fiume Oglio PONTE ACQUA Val Brembana Mezzoldo (BG) Torrente Mora e Rio Ancogno PONTE NEMBRO Val Seriana Villa di Serio (BG) Fiume Serio PONTE PIAZZOLO Val Brembana Olmo al Brembo (BG) Fiume Brembo POVO Val di Scalve Colere (BG) Torrente Povo ROCCAVIONE 1° SALTO Extra Lombardia Roccavione (CN) Fiume Gesso ROCCAVIONE 2° SALTO Extra Lombardia Roccavione (CN) Fiumi Gesso e Vermenagna S. ANDREA Extra Lombardia Vittorio Veneto (TV) Fiume Meschio SAN GIOVANNI BIANCO Val Brembana San Giovanni Bianco (BG) Fiume Brembo SERRAVALLE Extra Lombardia Vittorio Veneto (TV) Fiume Meschio VAPRIO D'ADDA Val Padana Vaprio D'Adda (MI) Fiume Adda Tabella 2 – Informazioni generali sulle centrali Italgen Figura 4 Dislocazione geografica delle centrali - 22 - Dichiarazione ambientale 2016 Le centrali idroelettriche si possono inserire in contesti ambientali nei quali sono presenti vincoli ambientali. Nel caso delle centrali Italgen, la tabella sottostante rappresenta la situazione: Nome impianto Vincoli per presenza parchi Vincoli bellezze d’insieme CASSIGLIO Parco Regionale delle Orobie Bergamasche LR 56/89 parco senza PTC ----- DEZZO - POVO Parco Regionale delle Orobie Bergamasche LR 56/89 parco senza PTC Aree ad elevato interesse ambientale, L n. 431/85 art 1 ter. Art n. 17 NTA PTR Valcamonica, ambiti di elevata naturalità oltre 1200 m s.l.m. MAZZUNNO ---- Ambiti naturali terreni compresi al di sopra della linea di livello 1000 m decr. 346 del 15/11/1968 PALAZZOLO Parco Regionale Oglio Nord, parco con PTC approvato istituito con LR n. 18 del 16/04/1988 Vincolate dall’art. 18 delle NTA del PTPR in quanto ambiti contigui ai Parchi Oglio Nord e Oglio Sud PONTE ACQUA Parco Regionale delle Orobie Bergamasche LR 56/89 parco senza PTC Ambiti di interesse ambientale (art. 17 NTA PTR) Valli del Brembo e dell’Adda. Ambiti ad elevata naturalità e terreni comunali sopra 1200 m s.l.m. PONTE NEMBRO Parco del Serio Nord Delibera GP n. 391 del 31/08/2006 ----- PONTE PIAZZOLO Parco Regionale delle Orobie Bergamasche, LR 56/89 parco senza PTC ----- VAPRIO D'ADDA Parco Naturale dell’Adda Nord istituito con LR n. 35 del 16/12/2004 ------ Tabella 3 – Vincoli ambientali presenti sul territorio PTC: Piano Territoriale di Coordinamento PTPR: Piano Territoriale Paesistico Regionale NTA: Norme Tecniche di Attuazione PTR: Piano Territoriale Regionale Foto 7 Vista della diga di Ponte Acqua (anni ’50) - 23 - Dichiarazione ambientale 2016 2.4. Le centrali idroelettriche Italgen Nome impianto Anno d’avvio Principale corso d’acqua utilizzato Tipologia derivazione Potenza installata [kW] Tipologia turbina Produzione media annua [MWh] (*) CASSIGLIO 1953 Torrenti Stabina e Cassiglio Invaso 2.290 1 Francis verticale (Tosi) 12.632 COMENDUNO 1928 Fiume Serio Acqua fluente 600 2 Kaplan verticali (Orangine) 2.039 CUGNO 1947 Fiume Brembo Acqua fluente 2.100 2 Francis ad asse verticale (Tosi) 11.368 DEZZO 1911 Fiume Dezzo Acqua fluente 3.060 2 Pelton orizzontali (Riva) 16.081 MAZZUNNO 1908 Fiume Dezzo Acqua fluente 6.400 PALAZZOLO 1958 Fiume Oglio Acqua fluente 4.080 PONTE ACQUA 1953 Torrente Mora e Rio Ancogno Invaso 1.230 1 Pelton orizzontale (Tosi) 5.473 PONTE NEMBRO 1931 Fiume Serio Acqua fluente 832 2 Kaplan verticali (Dumont) 2.751 PONTE PIAZZOLO 1950 Fiume Brembo Invaso 6.000 2 Pelton orizzontali (Tosi) 27.503 POVO 1927 Torrente Povo Acqua fluente 450 ROCCAVIONE 1° SALTO 1947 Fiume Gesso Acqua fluente 1.600 ROCCAVIONE 2° SALTO 1947 Fiumi Gesso e Vermenagna Acqua fluente 3.200 S. ANDREA 1930 Fiume Meschio Acqua fluente 281 1 Kaplan verticale (Co.Ver.) 1.346 SAN GIOVANNI BIANCO 1906 Fiume Brembo Acqua fluente 4.000 1 Francis verticale (Co.Ver.)+ 1 verticale (Dumont) 16.956 SERRAVALLE 1953 Fiume Meschio Acqua fluente 363 1 Kaplan verticale (Co.Ver.) 1.785 VAPRIO D'ADDA 1951 Fiume Adda Acqua fluente 20.900 2 Kaplan ad asse verticale (Tosi) 106.406 2 Pelton ad asse verticale (Co.Ver) 1 Kaplan verticale (Hydro Energia) 1 Francis orizzontale (Hydro Energia) 2 Francis orizzontali (Macamidi) 2 Francis orizzontali (Macamidi) 32.486 27.258 939 9.209 18.289 Tabella 4 – Dati tecnici delle centrali idroelettriche Italgen S.p.A. (*) Produzione media annua calcolata con i dati dal 1970 al 2015 depurando gli anni in cui la produzione è stata di oltre il 25 % inferiore alla media (anni caratterizzati da fermi prolungati delle centrali per revamping) Foto 8 Centrale di Roccavione 2° salto (anno 1946) - 24 - Dichiarazione ambientale 2016 Figura 5 – Schema opera di presa della centrale di Serravalle Figura 6 – Sezione della turbina idraulica di Comenduno - 25 - Dichiarazione ambientale 2016 La produzione di un impianto idroelettrico dipende evidentemente dalla disponibilità d’acqua, vale a dire dagli eventi meteorologici; in gergo tecnico si dice dalla maggiore o minore idraulicità. Italgen garantisce un controllo costante dei dati microclimatici delle zone dove opera (quantità delle precipitazioni, temperature, quantità degli invasi) ed è disponibile a fornire tali dati ad associazioni, enti comunali o a chiunque ne faccia richiesta. 2014: record storico produzione (378.999 MWh) Media (284.261 MWh) Grafico 1 – Produzione storica (1970-2015) delle centrali Italgen con relativa media (MWh) Foto 9 Centrale di Ponte Acqua (anno 1950) Foto 10 Centrale di Olmo al Brembo (anno 1950) - 26 - Dichiarazione ambientale 2016 Grafico 3 Suddivisione produzione per Area (dati anno 2010) Grafico 2 Suddivisione produzione per tipologia (dati anno 2015) Grafico 3 Suddivisione produzione per Area (dati anno 2015) Foto 11 Centrale di Palazzolo (anno 1959) - 27 - Dichiarazione ambientale 2016 3. La Politica per l’ambiente e il Sistema di Gestione ambientale 3.1. Le Politiche di Sostenibilità di Italcementi Group Ad inizio 2011, dopo dieci anni di impegno attivo e formalizzato verso la sostenibilità, Italcementi Group ha emesso un nuovo pacchetto di Politiche di Sostenibilità. Esse costituiscono il riferimento principale per la definizione delle linee guida e di tutti i processi di gestione che indirizzano e supportano il Gruppo nelle attività quotidiane. Le Politiche di Sostenibilità sono: - fondate sui Valori del Gruppo e ispirate a riferimenti internazionali quali la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e gli Standard dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) - rafforzate dai Codici di Gruppo, dall’accordo con la Confederazione sindacale BWI e l’adesione all’ UN Global Compact e sono costituite da una Politica “madre” (Sostenibilità) e da sette Politiche “figlie” (Sicurezza, Diritti Umani, Energia, Ambiente, Iniziative sociali, Salute e Qualità): I testi della suddette Politiche di Sostenibilità sono disponibili in formatoelettronico nel sito internet www.italgen.it - 28 - Dichiarazione ambientale 2016 La Politica Ambientale è uno degli elementi centrali della mission di Italcementi Group, il cui obiettivo è quello di raggiungere un corretto equilibrio tra l’utilizzo delle risorse naturali e una crescita economica a lungo termine, garantendo al tempo stesso una qualità di vita migliore per le generazioni presenti e future. - 29 - Dichiarazione ambientale 2016 3.2. La Politica per l’Ambiente di Italgen S.p.A. Italgen, con la politica ambientale, vuole confermare il proprio impegno alla salvaguardia dell’ambiente, in piena sintonia con le Politiche di Sostenibilità di Italcementi Group, attraverso la ricerca di un’integrazione armonica dei singoli impianti nel territorio e lo sviluppo di tecnologie innovative per il risparmio delle risorse naturali e per l’impiego di fonti rinnovabili di energia. Convinta che la tutela dell’ambiente e la prevenzione dell’inquinamento costituiscano un elemento centrale nella gestione d’impresa, Italgen si impegna a svolgere le proprie attività nel pieno rispetto dei seguenti principi: 1. impiegare tutti i mezzi necessari ad assicurare il rispetto delle prescrizioni legali applicabili in campo ambientale; 2. favorire il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali definendo obiettivi e traguardi mirati e mettendo a disposizione le risorse necessarie nell’ambito di piani pluriennali; 3. verificare le proprie prestazioni ambientali attraverso la conduzione di periodici audit presso tutti i siti operativi; 4. definire modalità operative che tengono conto degli aspetti ambientali di ogni attività lavorativa, e sensibilizzare e istruire tutto il personale 5. perseguire una politica di razionalizzazione delle risorse energetiche e delle materie prime in un’ottica di sviluppo sostenibile; 6. migliorare il rendimento della produzione e della distribuzione di energia, riducendo l'impatto dei trasporti sul consumo di energia e favorendo la realizzazione di investimenti nel settore; 7. promuovere presso gli utenti un utilizzo più responsabile e consapevole delle fonti energetiche; 8. diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile nei confronti di tutti gli stakeholders, quali dipendenti, autorità pubbliche, azionisti, clienti e privati cittadini; 9. contribuire alla valorizzazione del territorio, concorrendo ad uno sviluppo sostenibile nelle diverse aree del mondo, in sinergia con le politiche ambientali dei diversi paesi e governi; 10. collaborare con le associazioni che si occupano di tutela ambientale su temi di rilievo per l’energia, con la promozione di campagne e con l’approfondimento di tematiche di rilievo per il settore; 11. assicurare la trasparenza verso tutte le parti interessate sui risultati ambientali ottenuti, in uno spirito attivo di dialogo. Bergamo, 27/04/2012 Giuseppe De Beni Consigliere Delegato Italgen S.p.A. - 30 - Dichiarazione ambientale 2016 3.3. Il Sistema di Gestione Ambientale di Italgen S.p.A. 3.3.1. Struttura del sistema di gestione ambientale Il rispetto della Politica per l’Ambiente viene garantito dal Sistema di Gestione Ambientale (SGA), che rappresenta la parte del sistema di gestione complessivo della nostra Organizzazione utilizzata per sviluppare ed attuare la politica per l‘ambiente e gestire gli aspetti ambientali delle attività erogate. Il sistema di gestione in Italgen S.p.A. è un sistema integrato per la qualità e l’ambiente, e rappresenta la garanzia della capacità dell’organizzazione di fornire un prodotto e un servizio che soddisfino costantemente i requisiti stabiliti dai Clienti e quelli cogenti applicabili, e di eseguire le attività nel pieno rispetto dell’ambiente. Il sistema di gestione è stato realizzato in conformità alle norme ISO 9001:2008 e ISO 14001:2004, ed è stato certificato nel 2008. Figura 7 – Documenti di certificazione UNI EN ISO 9001:2008 e UNI EN ISO 14001:2004 - 31 - Dichiarazione ambientale 2016 Il Sistema è documentato mediante un Manuale di gestione e procedure/istruzioni ad esso allegate, che disciplinano le responsabilità del personale e le modalità operative adottate per tenere sotto controllo gli aspetti ambientali delle attività erogate e migliorarne le prestazioni. 3.3.2. La partecipazione dei dipendenti, delle parti interessate e del territorio Nell’attuale contesto economico e istituzionale, si sta sempre più affermando il concetto di sviluppo sostenibile nei sistemi di gestione aziendale delle singole organizzazioni. Anche Italgen è impegnata in questa direzione integrando le tre dimensioni della sostenibilità nelle proprie attività e strategie. Nella cultura aziendale la protezione ecologica e la responsabilità sociale procedono di pari passo con la crescita economica: le attività aziendali sono gestite cercando di ridurre gli impatti sull’ecosistema, mettendo in atto programmi a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e stabilendo relazioni con il territorio e le comunità locali. Cento anni di presenza tangibile nel settore dell’energia, conoscenza, esperienza e consolidato radicamento presso i diversi contesti locali di riferimento, sono le premesse fondamentali dell’impegno attuale e futuro di Italgen, sancito dalla propria mission sostenibile. Questo impegno si concretizza negli obiettivi specifici volti a: - diversificare le fonti di approvvigionamento orientandosi in modo prioritario verso risorse rinnovabili; - operare per il risparmio di emissioni di CO2; - contribuire a valorizzare e sviluppare le economie dei paesi in cui Italgen opera; - promuovere un utilizzo più responsabile e consapevole delle fonti energetiche; - applicare gli standard di sicurezza definiti da Italcementi e diffondere una cultura basata sulla prevenzione dei rischi e sulla responsabilizzazione di tutti i dipendenti. Ripristino e conservazione aree verdi Italgen ha promosso negli anni una continua attività di recupero, tutela e valorizzazione delle aree verdi vicine alle proprie centrali, in stretta collaborazione con enti e associazioni del territorio, anche attraverso la manutenzione di strade rurali come l’antica Strada Priula, via di collegamento storica tra la bergamasca e la Valtellina. Tutela e ripopolamento del patrimonio ittico La tutela dell’ecosistema fluviale interessato dalle aree d’influenza Italgen rappresenta un elemento imprescindibile dell’attività aziendale e si declina attraverso iniziative concrete di salvaguardia del patrimonio ittico, tra cui la realizzazione di strutture apposite (scale di risalita) che permettono alla fauna ittica il libero spostamento nell’alveo dei fiumi. Anche l’opera di ripopolamento controllato e programmato, in collaborazione con le autorità, è una costante dell’impegno sostenibile di Italgen. - 32 - Dichiarazione ambientale 2016 Foto 12 Scala di risalita dei pesci presso la presa della centrale di Palazzolo A scuola di energia Presso le centrali idroelettriche di Italgen, in particolare presso quella di Vaprio d’Adda, si susseguono ormai da anni le consuete visite guidate alla centrale, che coinvolgono le scuole delle province di Bergamo e Milano, per un totale di oltre 800 studenti l’anno. La particolare conformazione della struttura, il suo valore artistico e la sua localizzazione all’interno del parco dell’Adda Nord, fanno della centrale di Vaprio uno dei luoghi ideali per i ragazzi che vogliono apprendere contenuti tecnici legati all’energia idroelettrica, ma anche aspetti storici, ambientali e culturali. Pista ciclo-pedonale della Valle Seriana Italgen, nell’ottica di favorire la mobilità alternativa e sostenibile e lo sviluppo turistico della Valle Seriana, ha contribuito alla realizzazione della pista ciclo-pedonale del territorio seriano, mettendo a disposizione della comunità montana Valle Seriana 2.000 mq di terreno per il passaggio della pista nei comuni di Nembro e Villa di Serio. Un sostegno per studenti e scuole Italgen sostiene gli studenti nel percorso di istruzione, formazione ed educazione, mettendo a disposizione alcune borse di studio per i giovani iscritti alla scuola secondaria. L'impegno di Italgen rivolto all'istruzione si colloca all'interno delle politiche del Gruppo Italcementi legate all'ambito education e comprende progetti legati al mondo dell'energia. Foto 13 - Giornata “Unicef-Cai” nella centrale di Ponte Acqua - 33 - Dichiarazione ambientale 2016 Distributori di energia elettrica pulita Si tratta di distributori utilizzati per ricaricare i mezzi elettrici aziendali, a disposizione dei dipendenti, quali le biciclette e pulmini elettrici. Un vero e proprio “ecociclo a impatto zero” che evita l’emissione di CO2 nell’aria e permette di fare 50 km con un pieno al costo di soli 7 centesimi di euro. Visto che l’energia erogata dai distributori arriva direttamente dalle fonti rinnovabili, tutta la filiera diventa sostenibile. Si tratta di un piccolo spunto che diventa però di grande effetto a giudicare dalle richieste di biciclette elettriche e di distributori che stanno giungendo ad Italgen. Sono attualmente installati quattro distributori nei parcheggi interni della sede centrale di Italcementi ed altri presso alcune centrali idroelettriche. Sono degli ottimi testimonial per i visitatori delle centrali e per i ragazzi delle scuole che vogliono scoprire come la forza dell’acqua possa produrre energia elettrica pulita. E di questo aspetto Italgen è orgogliosa Foto 14 Distributore di energia installato presso la centrale di Villa di Serio poiché crede che si debba lavorare per le future generazioni con la responsabilità di lasciare loro un ambiente più sostenibile. Figura 8 – Spiegazione del concetto di ecociclo Display dei dati di produzione Ad evidenza della trasparenza verso i propri interlocutori, Italgen ha installato all’esterno delle centrali di Palazzolo, Roccavione e Serravalle, dei pannelli a forma di totem o di display a parete, che riportano istantaneamente la potenza elettrica di produzione (kW) e da inizio anno l’energia prodotta (MWh), le emissioni di CO2 evitate (t) e il quantitativo di combustibile da fonte fossile risparmiato (t). - 34 - Dichiarazione ambientale 2016 Foto 15 Totem della centrale di Roccavione 2° salto La partecipazione dei dipendenti e la formazione Italgen ritiene che il coinvolgimento e la partecipazione del personale siano essenziali nella gestione e nel miglioramento del sistema di gestione ambientale. Per tale ragione tutto il personale, direttamente o tramite il proprio rappresentante, viene informato della politica ambientale e di come le proprie attività hanno influenza sulle prestazioni ambientali dell’organizzazione. Le attività di formazione sono programmate annualmente e ripetute in occasione di nuovi inserimenti e cambio mansione. Al fine di coinvolgere ulteriormente i Capi Centrale nel processo di miglioramento del sistema di gestione ambientale, vengono effettuati incontri periodici in presenza della Direzione nei quali si analizzano gli aspetti ambientali e le problematiche correlate ad una corretta gestione delle centrali. Foto 16 Prova di gestione dell’emergenza nella centrale di Vaprio - 35 - Dichiarazione ambientale 2016 Decommissioning centrali termoelettriche Italgen è impegnata in un programma di attività di decommissioning degli impianti delle proprie centrali termoelettriche dismesse, in cui sono in corso i lavori di bonifica e smantellamento degli impianti tecnologici di produzione elettrica a combustibile da fonte fossile (olio combustibile e gas metano), per una potenza elettrica complessiva installata di 150 MW, presso i siti di Colleferro (RM), Matera e Villa di Serio (BG), costruiti negli anni ’50 da Italcementi Group. Il decommissioning dei suddetti impianti termoelettrici si articola nelle seguenti 4 principali fasi: a) studio e progettazione dell’intervento b) iter autorizzativo presso gli enti interessati a vari livelli c) procedura di affidamento dell’appalto ad imprese qualificate e specializzate d) esecuzione dei lavori di bonifica e demolizione Foto 17 Cantiere di bonifica e demolizione ex-centrale termoelettrica di Villa di Serio - 36 - Dichiarazione ambientale 2016 4. Aspetti ambientali e prestazioni 4.1. Definizione degli Aspetti Ambientali, diretti e indiretti Le attività svolte da Italgen S.p.A. interagiscono con l’ambiente; tali interazioni sono definite aspetti ambientali delle attività. Gli aspetti ambientali comportano la possibilità di una modificazione dell’ambiente, ossia un impatto ambientale. Gli aspetti e gli impatti ambientali delle attività della Italgen sono stati identificati nell’Analisi Ambientale, redatta in conformità con quanto riportato nel Regolamento EMAS 1221/2009, allegato I. L’identificazione degli aspetti ambientali ha tenuto conto sia delle attività erogate dall’Organizzazione su cui la stessa esercita pieno controllo (aspetti diretti), sia delle attività su cui Italgen esercita o può esercitare un’influenza ma senza un pieno controllo gestionale (aspetti indiretti). Aspetti diretti: a) Emissioni in atmosfera b) Scarichi idrici - Restituzioni - Scarichi civili - Scarichi meteorici c) Rifiuti d) Rumore e) Gestione delle sostanze pericolose f) Utilizzo della risorsa idrica e rilasci g) Utilizzo di energia elettrica, combustibile e materiali ausiliari h) Olio contenente PCB i) Gas lesivi dell’ozono e ad effetto serra j) Amianto k) Prevenzione incendi l) Impatto visivo m) Consegna dell’energia elettrica e campi elettromagnetici n) Odori e polveri o) Efficienza energetica p) Effetti sulla biodiversità Aspetti indiretti: q) Rapporti con il territorio (effetti sulla viabilità, attività di sensibilizzazione) r) Gestione dei fornitori (manutenzione degli impianti, trasporto e smaltimento rifiuti) Italgen S.p.A. ha valutato la significatività degli impatti delle proprie attività in condizioni di esercizio ordinario o normali (N), in condizioni anomale (A), ad esempio nel caso di interventi di manutenzione sugli impianti e di emergenza (E), ad esempio nel caso di piena dei corsi d’acqua o di incidente. - 37 - Dichiarazione ambientale 2016 4.2. Presentazione dei Criteri di valutazione degli aspetti ambientali Per stabilire la significatività di un aspetto ambientale, la valutazione è stata effettuata considerando i seguenti elementi: - Gravità connessa con l’aspetto ambientale (G) - Aspetti di natura legale (L) - Vulnerabilità del ricettore (V) - Lamentele e punto di vista delle parti interessate (P) - Impegni di politica ambientale (I) Per ciascun aspetto ambientale, a ogni elemento (G, L, V, P e I) è stato assegnato un punteggio variabile tra 1 (significatività minima) e 4 (significatività massima), arrivando a determinare il livello di rischio teorico connesso con un dato aspetto ambientale, secondo la seguente formula: Rt G L V P I Nella determinazione della gravità, l’assegnazione del punteggio viene discriminata dalla natura intrinseca dell’aspetto ambientale quale ad esempio la tipologia degli scarichi (dilavamento coperture civili/dilavamento piazzali/industriali) o la tipologia dei rifiuti (urbani, speciali non pericolosi, speciali pericolosi). Nell’assegnazione della natura legale dell’aspetto ambientale, viene valutata la presenza di prescrizioni e, nel caso di limiti di legge, la possibilità che gli stessi siano superati (es. livello di rumorosità misurato molto vicino al limite prescritto). Nella valutazione della vulnerabilità del ricettore e del punto di vista delle parti interessate, viene considerata la sensibilità del territorio su cui agisce l’attività che genera l’aspetto ambientale. Tanto più un territorio può essere soggetto all’impatto ambientale, tanto maggiore sarà la rilevanza dell’aspetto e l’attenzione rivolta alla sua corretta gestione (es. rumore in vicinanza di centri urbani, scarichi idrici in presenza di falde acquifere limitrofe, etc.). Gli impegni in politica individuano l’eventuale presenza di attività di miglioramento dell’aspetto già contemplate nella politica aziendale per l’ambiente, ad evidenza della forte rilevanza che l’aspetto riveste per l’organizzazione. A seguito della valutazione del rischio teorico connesso con gli aspetti ambientali è stata, quindi, definita la loro significatività secondo il seguente criterio: - Aspetti ambientali non significativi: Rt ≤ 8, purché nessuno degli elementi di valutazione abbia raggiunto il massimo punteggio; - Aspetti ambientali significativi: Rt > 8, ovvero uno degli elementi di valutazione ha raggiunto il massimo punteggio. - 38 - Dichiarazione ambientale 2016 Al fine di poter assegnare un gradiente di rilevanza agli aspetti ambientali significativi e definire una priorità di intervento per l’individuazione di obiettivi di miglioramento, è stato determinato il rischio effettivo connesso con un dato aspetto ambientale, considerando dei fattori mitiganti che sono stati sottratti al rischio teorico, come riportato di seguito: Frequenza dei controlli =X Criterio B M A C Punteggio 0,00 0,05 0,10 0,15 Bassa = frequenza ≤ 1/anno Media = 1/anno < frequenza controlli ≤ 1/mese Alta = 1/mese < frequenza controlli < 1/giorno (non continua) Continuo = 1/ giorno ≤ frequenza controlli < continua. Presenza allarme Y Criterio Punteggio SI 0,2 Presenza procedure W NO 0,0 SI 0,1 NO 0,0 Presenza dispositivo antinquinamento J SI NO 0,15 0,0 La rilevanza di ciascun aspetto significativo è stata determinata considerando il rischio effettivo (Re), secondo la seguente formula: Re Rt 1 X Y W J arrivando alle classi di rilevanza di seguito riportate: Da A Rilevanza 4,4 8,00 Nulla Rilevanza 8,01 12,00 Bassa 12,01 16,00 Media 16,01 20,00 Alta In funzione della rilevanza, sono state decise le successive azioni gestionali o di miglioramento: Rilevanza Alta Media Bassa Obiettivi SI NO NO Necessità del Sistema di Gestione Ambientale Comunicazione / Controllo Sorveglianza formazione operativo SI SI SI SI SI SI NO NO SI Audit SI SI SI Foto 18 Centrale di Dezzo - Povo (anno 1951) - 39 - Dichiarazione ambientale 2016 4.3. Presentazione degli Aspetti Ambientali Significativi e relative prestazioni Dalla valutazione degli aspetti ambientali sono emersi aspetti significativi. La tabella seguente riassume i risultati della valutazione, distinti per centrale idroelettrica. N SCARICHI METEORICI D E SCARICHI METEORICI D N DA PIAZZALE/ COPERTURA RIFIUTI PERICOLOSI GRUPPO ELETTROGENO RESTITUZIONE DI ACQUA TURBINATA IN FOSSA IMHOFF/ IN FOGNATURA ROTTURA FOSSA IMHOFF DA DILAVAMENTO TRASFORMATORI ROTTURA SISTEMA DI SEPARAZIONE ACQUA-OLIO DEL SERBATOIO DI RACCOLTA OLIO D/I A DA MANUTENZIONE RIFIUTI NON PERICOLOSI I A DA REVAMPING RIFIUTI NON PERICOLOSI D N SGRIGLIATO/DA UFFICI RIFIUTI NON PERICOLOSI D A DA PIENE DEL FIUME RUMORE D N FUNZIONAMENTO C.LE RUMORE I A REVAMPING GESTIONE SOSTANZE PERICOLOSE D E STOCCAGGIO OLI, PRESENZA OLI NEGLI IMPIANTI/MANUTENZIONE D N DA CORSO SUPERFICIALE D N D N D N UTILIZZO DELLA RISORSA IDRICA E RILASCI APPROVVIGIONAMENTO IDRICO PER USO CIVILE UTILIZZO DI ENERGIA ELETTRICA UTILIZZO DI COMBUSTIBILE E MATERIALI AUSILIARI PCB D N GAS LESIVI PER L'OZONO ED EFFETTO SERRA D N AMIANTO D E CONDOTTE/COPERTURE IN ETERNIT PREVENZIONE INCENDI D E GRUPPO ELETTROGENO PREVENZIONE INCENDI D E TRASFORMATORI IMPATTO VISIVO D N CAMPI ELETTROMAGNETICI D N ODORI E POLVERI D A I E DI N GESTIONE FORNITORI (MANUTENZIONE IMPIANTI) RAPPORTO CON IL TERRITORIO (TRAFFICO INDOTTO, SENSIBILIZZAZIONE) PALAZZOLO D VAPRIO SCARICHI METEORICI COMENDUNO E PONTE NEMBRO N D ROCCAVIONE 2° D SCARICHI CIVILI SERRAVALLE SCARICHI CIVILI ROCCAVIONE 1° N S. ANDREA D MAZZUNNO RESTITUZIONI DEZZO-POVO E P. PIAZZOLO D PONTE ACQUA EMISSIONI IN ATMOSFERA DESCRIZIONE DI CUGNO-CASSIGLIO LEGENDA Rilevanza Bassa Aspetto non rilevante Aspetto non presente Aspetto Non Significativo - S. GIOVANNI B. Rilevanza Media Aspetto Significativo CONDIZIONI DI ATTIVITA' Rilevanza Alta OLIO TRASFORMATORI CASI DI SVERSAMENTO Tabella 5 - Valutazione degli Aspetti Ambientali - 40 - Dichiarazione ambientale 2016 Aspetti Diretti a) Emissioni in atmosfera Una centrale idroelettrica non genera emissioni atmosferiche nel processo di produzione di energia elettrica. Le sole emissioni sono riconducibili all’utilizzo, in condizioni di emergenza, di gruppi elettrogeni alimentati a gasolio, ed all’uso sporadico delle saldatrici portatili in dotazione a qualche centrale. Tale aspetto non costituisce, per nessun sito, un aspetto significativo. Al contrario, la generazione di energia elettrica da impianti idroelettrici presenta l’indiscutibile vantaggio ambientale di non emettere in atmosfera i prodotti di combustione tipici della produzione termoelettrica. Il grafico 4 riporta l’andamento delle tonnellate di CO2 evitate dalla produzione lorda idroelettrica di Italgen, calcolate sulla base delle informazioni riportate nel file “Fattori di emissione per la produzione ed il consumo di energia elettrica in Italia” disponibile sul sito http://www.sinanet.isprambiente.it ed aggiornato al 31/12/2014. Il fattore di emissione per l’anno 2015 è stato determinato tramite interpolazione lineare utilizzando la serie 2007-2014 ed il dato risultante è stato pari a 503,1 grammi di CO2 per kWh. Nel grafico 5 sono riportate le tonnellate equivalenti di petrolio Tep risparmiate ogni anno, con la produzione lorda idroelettrica di Italgen. Il fattore di conversione utilizzato risulta pari a 0,187 tep per MWh, che si sarebbero consumati qualora lo stesso MWh fosse stato prodotto da impianti termoelettrici (fonte: Delibera 28/03/08 Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas). Grafico 4 - Emissioni evitate di CO2 (t) in atmosfera grazie al contributo di Italgen - 41 - Dichiarazione ambientale 2016 Grafico 5 – Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) risparmiate grazie al contributo di Italgen b) Scarichi idrici L’articolo 114 del Decreto Legislativo 152/2006 affida alle Regioni la regolamentazione delle restituzioni delle acque impiegate per la produzione di energia elettrica, sottraendo di fatto tale attività dalla regolamentazione degli scarichi. Pertanto occorre distinguere tra restituzioni e scarichi ulteriormente classificabili in civili e meteorici. - Restituzioni L’acqua viene captata dalle opere di presa degli impianti e, una volta turbinata, rilasciata al corso d’acqua attraverso le opere di restituzione, senza che l’azionamento delle turbine introduca modifiche di carattere fisico-chimico sulle acque. Le acque di raffreddamento dell’olio di lubrificazione dei macchinari sono prelevate a valle della turbina, immesse in serpentine e successivamente scaricate al fiume oppure, come nei nuovi impianti con revamping (Mazzunno, S. Giovanni Bianco, Povo, Palazzolo, Roccavione), contenute in circuiti chiusi con scambiatore di calore. Possibili inquinamenti sarebbero riconducibili alla sola rottura delle serpentine, considerato un evento con bassa probabilità. Tutto il processo è, comunque, monitorato da apposita strumentazione e supervisione del personale. L’aspetto ambientale relativo alla restituzione dell’acqua turbinata è stato valutato come significativo, con bassa rilevanza. - Scarichi civili Gli scarichi delle acque reflue domestiche sono generate dai servizi igienici ove presenti e convogliati in fossa Imhoff e successivamente drenati per sub-irrigazione negli strati superficiali del sottosuolo, previa autorizzazione. Per la sola centrale di Olmo l’allacciamento è realizzato nella fognatura comunale. Le fosse sono sottoposte a regolare manutenzione e pulizia periodica. Le centrali non sono tutte presidiate, per cui gli scarichi civili risultano saltuari e, comunque, di bassa entità. L’aspetto ambientale, valutato nelle centrali idroelettriche ove sono presenti scarichi, è stato considerato significativo ma di bassa rilevanza. - 42 - Dichiarazione ambientale 2016 - Scarichi meteorici La possibilità di inquinamenti delle acque meteoriche dalle opere e dalle strutture superficiali è estremamente bassa, in quanto non vengono svolte attività operative all’esterno, con esclusione delle manutenzioni straordinarie (effettuate in occasione di importanti revisioni del macchinario). Questo aspetto è considerato significativo con rilevanza bassa ove presenti trasformatori esposti al dilavamento, mentre non è significativo negli altri casi. c) Rifiuti I rifiuti prodotti da Italgen sono classificabili in: - rifiuti assimilabili agli urbani, prodotti negli uffici; - rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, derivanti dagli impianti. La produzione di rifiuti è risultato un aspetto ambientale significativo fatta eccezione per la produzione dello sgrigliato e dei rifiuti da ufficio che è risultato un aspetto ambientale non significativo. La valutazione dell’aspetto ambientale ha tenuto conto, in condizioni di esercizio normali, della produzione di sgrigliato e rifiuti da ufficio; come condizioni anomale di esercizio, invece, sono stati considerati gli interventi per attività di manutenzione e a seguito di piene dei corsi d’acqua, da cui sono prodotti, rispettivamente, rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Le attività di gestione dei rifiuti sono conformi alla normativa, il D. Lgsl. 152/06 Parte IV (e s.m.i.). I rifiuti sono separati al momento della raccolta e identificati con il codice CER appropriato alla natura e allo stato del rifiuto. Lo stoccaggio e la movimentazione avvengono in condizioni tali da assicurare il controllo di eventuali perdite accidentali, mediante l’uso di bacini di contenimento di serbatoi contenenti rifiuti allo stato liquido e utilizzo di materiale assorbente da impiegare in caso di sversamenti. I rifiuti derivanti dalle attività di ufficio sono conferiti alla Raccolta Comunale, in accordo ai Regolamenti Comunali in vigore. Il principale rifiuto gestito da Italgen è prodotto presso le opere di presa dove sono presenti delle griglie in ingresso alla centrale che trattengono il cosiddetto “sgrigliato” e che, nel garantire la corretta funzionalità delle centrali stesse, effettuano un’azione benefica di pulizia. L'acqua del fiume, infatti, trasporta un'elevata quantità di materiale in sospensione (costituito in prevalenza da legname, piante, foglie, plastica ed altri rifiuti). Il quantitativo di tali materiali dipende dall'andamento idraulico del fiume, in quanto l'escursione di livello che avviene durante le piene, interessando le aree di espansione naturali, dove si trovano accumuli di materiale legnoso, permette alla corrente di trascinare tutto a valle. Lo sgrigliato viene raccolto in appositi cassoni in attesa di smaltimento. Altre tipologie di rifiuto sono prodotte da attività di gestione e manutenzione delle centrali e delle opere di presa. Tutti i rifiuti prodotti sono stoccati in aree dedicate presso le centrali e quindi conferiti in centri di raccolta autorizzati. Nel corso degli scorsi anni è stata variata l’identificazione di alcune categorie di rifiuti, individuando CER più appropriati o CER che garantissero una corretta identificazione e consentissero l’avvio a recupero del rifiuto. In particolare, a partire dal 2012 viene avviato a recupero il principale rifiuto prodotto, derivante da sgrigliatura, che in precedenza era avviato a smaltimento. - 43 - Dichiarazione ambientale 2016 Grafico 6 - Produzione totale annua di rifiuti pericolosi e non pericolosi (t) – Indicata la percentuale dei pericolosi sul totale Grafico 7 – Destinazione dei rifiuti (%) Grafico 8 – Indice unitario di produzione rifiuti (g/kWh) - 44 - Dichiarazione ambientale 2016 L’incremento nell’anno 2012 della produzione totale di rifiuti è dovuta ai lavori di revamping delle centrali di Palazzolo e Roccavione. L’incremento dei rifiuti pericolosi negli anni 2012-2013 è dovuto a smaltimenti eccezionali nelle centrali di Palazzolo e Vaprio d’Adda e l’incremento dei rifiuti totali nell’anno 2015 è dovuto ad uno smaltimento straordinario nella centrale di S. Giovanni B. d) Rumore Il rumore costituisce un aspetto ambientale non significativo presso tutti i siti produttivi ad eccezione della centrale di Palazzolo (situata nel centro abitato) ove tale aspetto è significativo con rilevanza bassa. Il cuore della centrale, costituito dalle macchine generatrici di energia elettrica, produce emissioni sonore associate al movimento degli organi meccanici delle macchine. Al fine di assicurare la conformità dei valori di immissione ed emissione sono state effettuate analisi fonometriche in ambiente esterno con confronto rispetto ai limiti imposti dal Piano di zonizzazione acustica del Comune presso cui ha sede la centrale o, in sua assenza, dal DPCM 01/03/1991. Dal monitoraggio condotto ad oggi non sono emerse situazioni di criticità. Per la centrale di S. Giovanni Bianco, l’indagine fonometrica è stata ripetuta nel corso del 2012 ed ha evidenziato valori conformi, considerato il contributo del fiume e del traffico. Ad oggi Italgen non ha comunque ricevuto segnalazioni da parti interessate riguardo a rumori molesti provenienti dalle centrali. Figura 9 Centrale di Olmo. Planimetria di posizionamento dei rilievi fonometrici Foto 19 Centrale di San Giovanni Bianco (anni ’50) - 45 - Dichiarazione ambientale 2016 Foto 20 Sala turbine della centrale di Ponte Piazzolo (anni ’60) e) Gestione delle sostanze pericolose La gestione delle sostanze pericolose è riconducibile alle attività di manutenzione ed alla presenza di olio negli impianti di esercizio. Tale aspetto è risultato significativo, con rilevanza bassa. Nella valutazione è stato considerato uno scenario di emergenza, con sversamenti, su suolo e/o nelle acque, delle sostanze pericolose presenti in sito. I rischi legati allo sversamento derivano da: - deposito temporaneo di olio esausto; - perdite di olio dagli organi in esercizio (turbine, trasformatori e organi di intercettazione); - rottura del circuito olio-acqua di raffreddamento delle turbine; - immagazzinamento e movimentazione di olio e vernici utilizzate per la manutenzione; - deposito di gasolio per l’alimentazione del gruppo elettrogeno. L’adozione di misure tecniche e gestionali preventive ed una opportuna azione di sensibilizzazione e formazione del personale sugli interventi da attuare in caso di sversamento, consentono di controllare questo aspetto e di prevenire la contaminazione del suolo e delle acque. Il processo di raffreddamento dell’olio delle turbine è monitorato da apposita strumentazione e supervisione del personale. La rottura del circuito è, comunque, ritenuta un evento altamente improbabile, come si evince dai dati disponibili sugli impianti. I trasformatori elettrici ad alta tensione presenti nella maggior parte delle centrali idroelettriche, sono disposti sopra una vasca di contenimento appositamente costruita, affinché, nel caso di emergenza, la - 46 - Dichiarazione ambientale 2016 fuoriuscita di olio dielettrico, sia convogliata nel serbatoio interrato di raccolta. Nell’ambito del Sistema di Gestione Ambientale è stato previsto un piano di controlli periodici delle vasche e dei serbatoi interrrati di raccolta dell’olio dei trasformatori. L’olio nuovo e quello esausto sono stoccati in locali appositamente adibiti che non consentono la dispersione sul suolo. L’olio utilizzato presso gli organi di intercettazione degli sbarramenti e delle opere 3 di presa è contenuto in piccoli serbatoi (volume non superiore ad 1 m ), realizzati fuori terra. In entrambi i casi eventuali perdite sono rilevabili a vista e facilmente bonificabili, anche in virtù della presenza di materiale assorbente presso i depositi di stoccaggio. Italgen ha individuato, per gli organi di intercettazione, oli lubrificanti con garanzie ambientali di biodegradabilità. L’impegno ad oggi è quello di estendere progressivamente a tutte le centrali soggette a revamping o in occasione di modifiche impiantistiche, l’utilizzo di tali oli, quale garanzia di minore impatto ambientale sulle acque in caso di perdita. Considerando tutto il periodo storico di esercizio degli impianti non si segnalano incidenti significativi. Le registrazioni del Sistema di Gestione Ambientale consentono di documentare anche eventuali incidenti di rilevanza minima e quindi di migliorare, comunque, le azioni di prevenzione. Nel corso degli ultimi anni non sono stati registrati casi di sversamento accidentale in nessuna centrale. Foto 21 Vasca di contenimento olio trasformatore AT centrale di San Giovanni Bianco f) Utilizzo della risorsa idrica Gli impianti turbinano l’acqua necessaria alla produzione di energia elettrica, prelevata attraverso le opere di presa da corsi d’acqua superficiali e successivamente rilasciata a valle della centrale. L’approvvigionamento idrico è risultato un aspetto ambientale significativo di rilevanza media, ma solo con riferimento all’utilizzo in processo e al rilascio, mentre non è stato valutato come significativo l’utilizzo delle acque per uso civile. Italgen S.p.A. è stata regolarmente autorizzata all’uso dell’acqua per scopi produttivi, mediante concessioni ricevute in accordo alla normativa applicabile. Ciascuna concessione è disciplinata da un apposito atto, chiamato “Disciplinare di Concessione”, che stabilisce le limitazioni e gli obblighi che sono a carico del concessionario. - 47 - Dichiarazione ambientale 2016 Il provvedimento concessorio stabilisce, in particolare, il valore medio del dislivello tra il pelo libero dell’acqua nel bacino di monte e nel bacino ricettore di valle, oltre alla portata media e massima d’acqua che può essere derivata. Il Disciplinare di Concessione stabilisce, inoltre, come calcolare il canone demaniale che il concessionario deve corrispondere annualmente agli Enti aventi diritto per l’utilizzo dell’acqua a scopi produttivi. 2010 2011 2012 2013 2014 2015 Versati allo Stato/Regione Tipologia canone 611.097 673.652 1.104.732 1.103.984 1.152.297 1.202.318 Versati ai Comuni/Province Versati a B.I.M. e Consorzi TOTALI 290.536 625.969 1.527.603 308.952 627.300 1.609.904 306.781 701.145 2.112.659 311.634 860.517 2.276.135 316.853 913.614 2.382.764 320.740 714.153 2.237.211 Tabella 6 - Canoni versati da Italgen (in Euro) I dati dei volumi di acqua derivata sono stati ottenuti dai misuratori di portata ove presenti, mentre nelle centrali ove non presenti, tali dati sono stati ottenuti dal valore di energia elettrica lorda prodotta dall’impianto, dai valori di concessione (salto) ed ipotizzando un rendimento complessivo idraulico, meccanico ed elettrico pari al 75%. Nome impianto Tipo di Concessione Salto di concessione [m] Portata media di concessione l/sec] Portata massima di concessione l/sec] Potenza di concessione [kW] CASSIGLIO Piccola derivaz. 98,07 2.102 2.900 2.021 COMENDUNO Piccola derivaz. 5,31 9.950 12.000 518 CUGNO Piccola derivaz. 103,6 1.140 2.065 1.158 DEZZO Piccola derivaz. 241 1.000 1.500 2.363 MAZZUNNO Grande derivaz. 222,9 2.350 3.300 5.135 PALAZZOLO Grande derivaz. 10,22 35.000 48.000 3.507 PONTE ACQUA Piccola derivaz. 291,5 260 750 743 PONTE NEMBRO Piccola derivaz. 10,12 6.140 8.000 609 PONTE PIAZZOLO Grande derivaz. 609,15 565 1.075 3.374 POVO Piccola derivaz. 43,90 467 1.100 201 31,44 4.510 6.300 1.392 41,00 6.910 9.600 2.780 ROCCAVIONE 1° SALTO Grande derivaz.(*) ROCCAVIONE 2° SALTO S. ANDREA Piccola derivaz. 7,665 3.000 4.700 225 SAN GIOVANNI BIANCO Piccola derivaz. 27,03 11.160 19.000 2.957 SERRAVALLE Piccola derivaz. 10,2 3.000 5.000 300 VAPRIO D'ADDA Grande derivaz. 16,75 91.900 134.610 15.066 VETRA Piccola derivaz. 6,3 6.540 10.000 403,94 Tabella 7 - Valori delle concessioni di derivazione gestite da Italgen S.p.A. (*) Concessione unica per le due centrali Poiché la portata di concessione rappresenta il valore medio fissato dall'Autorità concedente (Provincia o Regione) su un lungo periodo correlato alla durata della concessione (generalmente 30 anni), è possibile - 48 - Dichiarazione ambientale 2016 che il valore di portata media derivata riferita ad un singolo anno o a più anni particolarmente piovosi superi il valore di portata di concessione. Il principio è che mediamente sul periodo di concessione tali anni sono controbilanciati da anni siccitosi. La curva di durata La curva di durata delle portate costituisce il principale strumento operativo di riferimento per effettuare valutazioni sulla disponibilità della risorsa idrica superficiale. Essa è infatti una funzione Q(N) che esprime il valore di portata che mediamente viene superato per un numero di ore N in un anno. Grafico 9 Curva di durata dell’impianto di Ponte Nembro (anni 2009-2015) - 49 - Dichiarazione ambientale 2016 Nome impianto Portata media di concess. l/sec] P media derivata 2010 [l/sec] P media derivata 2011 [l/sec] P media derivata 2012 [l/sec] P media derivata 2013 [l/sec] P media derivata 2014 [l/sec] P media derivata 2015 [l/sec] CASSIGLIO 2.102 2.502 2.022 1.881 1.935 2.953 1.888 COMENDUNO 9.950 7.352 1.158 8.427 (*) 8.987 (*) 10.366 (*) 7.985 (*) CUGNO 1.140 1.894 1.723 1.524 1.499 2.384 1.687 DEZZO 1.000 1.237 1.152 1.115 (*) 1.115 (*) 1.383 (*) 1.070 (*) MAZZUNNO 2.350 2.639 2.596 2.317 (*) 2.441 (*) 2.951 (*) 2.226 (*) PALAZZOLO 35.000 46.532 44.834 21.208 (*) 39.209 (*) 45.194 (*) 30.623 (*) PONTE ACQUA 165 378 340 284 268 388 274 PONTE NEMBRO 6.140 6.132 5.296 5.191 (*) 5.082 (*) 5.806 (*) 5.001 (*) PONTE PIAZZOLO 565 848 738 619 630 894 648 POVO 467 216 190 485 (*) 520 (*) 721 (*) 408 (*) ROCCAVIONE 1° SALTO 4.510 5.092 4.554 1.968 5.462 (*) 5.468 (*) 5.011 (*) ROCCAVIONE 2° SALTO 6.910 7.335 6.883 4.190 7.640 (*) 7.892 (*) 7.038 (*) S. ANDREA 3.000 2.288 3.337 2.897 (*) 2.978 (*) 3.220 (*) 2.864 (*) SAN GIOVANNI BIANCO 11.160 13.862 12.220 10.345 (*) 10.445 (*) 15.251 (*) 10.842 (*) SERRAVALLE 3.000 2.517 3.196 3.363 (*) 3.408 (*) 3.516 (*) 3.094 (*) VAPRIO D'ADDA 91.900 112.170 105.255 93.736 100.839 114.966 98.824 Tabella 8 - Portate medie derivate, anni 2010-2015. (*) dati reali con misuratore di portata - Rilasci Per rilascio si intende la porzione d’acqua del fiume che non viene intercettata / captata dalle opere di presa che indirizzano l’acqua prima verso i canali e poi verso le centrali per essere turbinata. L’impatto ambientale riconducibile all’attività di derivazione dell’acqua è relativo all’interferenza sull’ecosistema a valle delle opere di presa - sbarramento. Affinché il corso d’acqua mantenga le caratteristiche idonee alla crescita e sviluppo della fauna ittica, viene rilasciata una quantità minima di acqua denominata “Deflusso Minimo Vitale” (DMV). Tale aspetto è regolamentato dalle Regioni che hanno definito per ogni sbarramento la quantità minima vitale da rilasciare. Di seguito si riportano i valori di DMV stabiliti per ogni sbarramento di Italgen e le modalità di rilascio messe in atto. Foto 22 Rilascio del DMV presso la presa di Castelli Calepio (centrale di Palazzolo) - 50 - Dichiarazione ambientale 2016 Centrale DMV l/s Metodo prioritario di rilascio Note (*) Foro su paratoia sghiaiatrice Ø =260 mm 130 Foro su paratoia sghiaiatrice Ø =250 mm DEZZO 180 Foro su paratoia sghiaiatrice Ø =260 mm MAZZUNNO 368,65 Foro su paratoia sghiaiatrice Ø =360 mm PALAZZOLO 5.860 Apertura di una delle 4 paratoie h = 102,8 mm PONTE ACQUA 29 Valvola a monte dello scarico di fondo della diga di Alto Mora d = 65 mm PONTE NEMBRO 2.280 Apertura paratoia sghiaiatrice h = 121 mm PONTE PIAZZOLO 56 Foro su paratoia sghiaiatrice Ø =140 mm POVO 120 Foro su paratoia sghiaiatrice Ø =280 mm ROCCAVIONE 1° SALTO 1.625 Orifizio paratoia di sghiaio a = 580mm x 580mm ROCCAVIONE 2° SALTO 616 Orifizio paratoia di sghiaio S. ANDREA 500 Apertura paratoie SAN GIOVANNI BIANCO 1.617 Fori 3 su paratoia sghiaiatrice SERRAVALLE 500 Foro su paratoia sghiaiatrice VAPRIO D’ADDA 16.730 Apertura dello scaricatore CASSIGLIO 283,42 COMENDUNO 0 CUGNO Osservazioni Il rilascio del DMV avviene alla presa Stabina, dalla scala di risalita dei pesci e dallo sfioratore laterale della vasca dissabbiatrice con un automatismo che, a seconda dell'altezza dell'acqua in canale, regola l'apertura del foro sulla paratoia sghiaiatrice in modo da garantire il DMV totale come somma delle due portate. Non rilascia DMV perché già rilasciato a monte dalla centrale di Honegger Il DMV è rilasciato dalla paratoia sghiaaitrice ubicata presso la presa sul Brembo ed è comprensivo anche del valore di DMV della presa sussidiaria sul torrente canalone, con DMV Brembo = 121,11 l/s e DMV Canalone = 8,55 l/s DMV tot (180 l/s) rilasciato dalla paratoia sghiaiatrice presente in sponda orografica sinistra presso la presa di Barzesto ed è comprensivo anche del valore di DMV della Val Roncadisio, con DMV Dezzo Barzesto = 176 l/s e DMV Roncadisio = 3,6 l/s DMV rilasciato da un foro circolare realizzato sulla paratoia sghiaiatrice presso l’opera di presa sul Dezzo avente baricentro a 230 mm dal fondo, con DMV Dezzo (326,61 l/s) + DMV Val Giogna (22,19 l/s) + DMV Val Confine (19,84 l/s). DMV totale di concessione pari a 5.860 l/s dato dalla somma del DMV rilasciato dall’apertura della paratoia (5.330 l/s) e del DMV rilasciato attraverso la scala risalita pesci (530 l/s). Attualmente è in corso progetto di sperimentazione sul DMV autorizzato dalla Regione Lombardia. Il rilascio del DMV avviene con una valvola derivata a monte dello scarico di fondo n° 2 della diga di Alto Mora. La valvola di scarico garantisce il DMV richiesto attraverso la regolazione in automatico con la quota d’invaso della diga. Detto rilascio è comprensivo del valore del DMV relativo alla presa sussidiario sul Rio Ancogno, con DMV torrente Mora = 26 l/s e DMV Rio Ancogno = 3 l/s La maggior parte del DMV viene dall’apertura fissa della paratoia sghiaiatrice ed il residuo (160 l/s) attraverso la scala per i pesci Il DMV viene rilasciato alla presa sul fiume Brembo in località Ponte Acqua attraverso il foro praticato sulla paratoia sghiaiatrice immediatamente a monte dell’invaso. Baricentro foro a 200 mm dal fondo DMV totale (1.625 l/s) dato da DMV orifizio su paratoia (1.320 l/s) + DMV attraverso la scala risalita pesci (305 l/s), fatte salve le deroghe previste nel disciplinare di concessione ed in quello suppletivo. DMV totale (616 l/s) dato da DMV orifizio su paratoia (422 a = 350mm l/s) + DMV attraverso la scala risalita pesci (194 l/s), fatte x 350mm salve le deroghe previste nel disciplinare di concessione ed in quello suppletivo Il rilascio del DMV totale è fissato nel disciplinare di concessione pari a 500 l/s ed avviene con apertura delle h = 20 mm paratoie sulle traverse garantito con un’apertura = 20mm per ciascuna traversa DMV rilasciato da n. 3 fori circolare di 420mmm ciascuno Ø =420 realizzato sulla paratoia sghiaiatrice principale presso l’opera mm di presa Il rilascio del DMV totale fissato nel disciplinare di Ø =350 concessione pari a 500 l/s ed avviene con un foro sulla mm paratoia sghiaiatrice (400 l/s) e la scala di risalita dei pesci (stimata pari a 120 l/s) Il DMV totale è comprensivo di 260 l/s che si rilasciano h = 230 attraverso la scala di risalita pesci. Attualmente è in corso mm progetto di sperimentazione sul DMV autorizzato dalla Regione Lombardia Tabella 9 - Modalità di rilascio Deflusso Minimo Vitale (*) h = apertura paratoia; Ø = foro su paratoia d = diametro valvola; a = feritoia paratoia - 51 - Dichiarazione ambientale 2016 g) Utilizzo di energia elettrica, combustibile e materiali ausiliari L’attività delle centrali prevede il consumo di energia elettrica e di materiali quali oli e vernici per le attività di manutenzione ausiliarie agli impianti, e il consumo di gasolio in alimentazione ai gruppi elettrogeni. L’energia elettrica consumata costituisce una frazione dell’energia autoprodotta. Il riscaldamento viene assicurato mediante stufe elettriche alimentate dall’energia autoprodotta. Le attività di manutenzione utilizzano sostanze quali oli di lubrificazione, vernici, minuteria meccanica ed elettrica, stoccati in depositi dedicati, a servizio delle centrali. Il gasolio dei gruppi elettrogeni è contenuto in idonei serbatoi fuori terra, a bordo macchina. Il consumo di energia elettrica, combustibile e materiali ausiliari non costituisce per l’organizzazione un aspetto ambientale significativo. Grafico 10 – Autoconsumi rispetto alla produzione lorda h) Presenza di PCB (policlorobifenili) Il Decreto Legislativo 209/99 regolamenta la detenzione, lo smaltimento e la decontaminazione dei policlorobifenili (PCB), dei PCB usati e degli apparecchi contenenti PCB ai fini della loro completa eliminazione. Nelle centrali di Mazzunno, Dezzo, Vaprio d’Adda, Palazzolo, San Giovanni Bianco, Cassiglio/Cugno, Ponte Piazzolo e Ponte Acqua sono presenti trasformatori ad olio dielettrico su cui sono effettuate analisi periodiche volte all’individuazione di PCB, che hanno dato sempre esito negativo, confermando l’assenza di oli contenenti PCB. i) Gas lesivi dell’ozono e ad effetto serra Nelle centrali Italgen non sono presenti HCFC (idroclorofluorocarburi), gas lesivi dello strato di ozono, mentre sono presenti HFC negli impianti di condizionamento aria della centrale di Cassiglio/Cugno con quantitativo di gas inferiore a 3 kg e nelle centrali di Roccavione 2° salto, Dezzo, Vaprio d’Adda e Palazzolo con quantità di fluido refrigerante di 4 kg. - 52 - Dichiarazione ambientale 2016 Sono inoltre presenti piccole quantità di esafluoruro di zolfo (SF6) negli interruttori delle sottostazioni di S. Giovanni Bianco, Ponte Acqua, Mazzunno, Dezzo, Comenduno, Ponte Nembro, Vaprio d’Adda e Palazzolo. La gestione, correttamente attuata, rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento 517/2014 sui gas fluorurati ad effetto serra. L’aspetto ambientale è risultato non significativo. j) Amianto Ad oggi solo nella centrale di Ponte Acqua è presente amianto, come componente della condotta forzata in cemento-amianto di collegamento tra la diga e la centrale di lunghezza circa 1.200 m. Italgen ha designato, in conformità al punto 4 dell’allegato al D.M. 6 settembre 1994, un incaricato al controllo e coordinamento delle attività di manutenzione che possono interessare i materiali contenenti amianto all’interno delle centrali idroelettriche. Compito di tale incaricato è quello di verificare annualmente lo stato di conservazione dei manufatti contenenti amianto, predisponendo relazione. L’aspetto ambientale è risultato significativo, con rilevanza bassa per la centrale di Ponte Acqua; l’azienda (rif. Obiettivo n. 8) ha in previsione la rimozione e bonifica del manufatto in amianto. k) Prevenzione incendi Le centrali e le opere di presa sono dotate di gruppi elettrogeni per la produzione dell’energia elettrica, per le situazioni di emergenza per l’alimentazione degli impianti ausiliari nel caso di interruzioni di energia elettrica. Alcuni gruppi sono caratterizzati da una potenza superiore a 25 kW, per cui, ai sensi dell’ art. 4 del DPR n.151 del 01.08.11, rientrano come attività n. 49 soggette a controllo di prevenzione incendi da parte dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco. Tale aspetto è risultato significativo, con rilevanza bassa, per le sole centrali (Roccavione 1° e 2° Salto, Vaprio d’Adda) inserite in contesti più sensibili, per cui il valore di vulnerabilità del territorio ha determinato un risultato finale della valutazione significativo. I gruppi elettrogeni sono, comunque, autorizzati e corredati del relativo CPI-SCIA. Sempre ai sensi del DPR n.151 del 01.08.11, risultano come nuova attività n. 48 soggetta a prevenzione incendi, i trasformatori ad alta tensione presenti nelle sottostazioni delle centrali elettriche, con l’approvazione del progetto e relativa SCIA da parte dei VV.F. Tale aspetto è risultato non significativo. Foto 23 Gruppo elettrogeno esterno della centrale di Roccavione 1° salto - 53 - Dichiarazione ambientale 2016 l) Impatto visivo Gli impianti di produzione dell’energia elettrica si inseriscono in modo consolidato nei contesti territoriali di riferimento. L’aspetto è stato valutato come non significativo. Italgen, tuttavia, pone particolare attenzione ad interventi che hanno o possono avere impatti visivi, tenendo in debito conto, in occasione di interventi di natura strutturale, il contesto ambientale e le richieste delle autorità e delle parti interessate. Citiamo due esempi rilevanti. Nel caso della centrale di Vaprio, che occupa la maggior superficie di territorio (intesa dall’opera di presa alla restituzione), l’opera di maggior estensione, ossia il canale di derivazione delle acque di 4,5 km, risulta completamente in galleria sotterranea. Nella centrale di Mazzunno, in occasione della sostituzione della condotta forzata, è stato realizzato un intervento di ripristino ambientale secondo criteri di mitigazione dell’impatto visivo. Foto 24 Appesantimento diga del Povo Figura 10 Percorso della galleria della centrale di Vaprio d’Adda - 54 - Dichiarazione ambientale 2016 m) Consegna dell’energia elettrica e campi elettromagnetici L’energia prodotta viene consegnata alla Rete Nazionale dopo essere transitata su elettrodotti di proprietà di Italgen. E’ stata effettuata una valutazione dei campi elettromagnetici nella sottostazione di maggiore dimensione (in termini di potenza dei trasformatori) di Italgen, ossia nella centrale di Vaprio d’Adda. Dalle misurazioni effettuate i campi elettromagnetici sono risultati un aspetto ambientale significativo con rilevanza bassa. Foto 25 Sottostazione della centrale di Vaprio d’Adda (anno 1957) n) Odori e Polveri L’aspetto degli odori è associato al deposito dei rifiuti derivanti dalla pulizia delle griglie (sgrigliato), ma non è risultato significativo, in quanto lo stoccaggio non avviene mai per un tempo prolungato, in modo tale da evitare di generare odori molesti, soprattutto nei casi di vicinanza al centro urbano (centrale di Palazzolo). Le polveri che potrebbero generarsi solo in attività occasionali di ristrutturazione degli impianti non sono risultate significative. o) Efficienza energetica del ciclo produttivo 1 Assicurare la massima efficienza costituisce un aspetto di forte interesse non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello ambientale, in quanto una maggiore produzione a parità di acqua impiegata si traduce, come già spiegato, in minori emissioni inquinanti. Per perseguire la migliore efficienza energetica complessiva degli impianti è necessaria una accorta programmazione sia delle attività di manutenzione, per raggiungere la massima producibilità di ciascuna macchina e ridurne i tempi di fermata, che della ripartizione della produzione tra le turbine dello stesso impianto, in modo da far funzionare ciascuna unità produttiva quanto più possibile vicino al punto di massimo rendimento. 1 Il coefficiente energetico di ciascuna derivazione può essere espresso dal rapporto tra l’energia prodotta e l’acqua utilizzata (coefficiente energetico kWh/m3) che rappresenta il valore dell’energia (kWh) che si riesce ad ottenere da un m3 di acqua che viene turbinata (ad es. in un impianto che ha un coefficiente energetico pari a 1, 1 m3 di acqua turbinata produce 1 kWh di energia). - 55 - Dichiarazione ambientale 2016 Foto 26 Centrale di Roccavione 1° salto (anno 1948) In Grafico 11 è riportato l’andamento della disponibilità complessiva degli impianti di Italgen S.p.A. ove per “intervento” si intendono le ore in cui la centrale non ha funzionato poiché soggetta ad operazioni di manutenzione (ordinarie o straordinarie) mentre per “inattività” le ore in cui la centrale non ha potuto funzionare per carenza o eccessiva presenza d’acqua (siccità o piene). Grafico 11 – Disponibilità complessiva impianti (anni 2010-2015) - 56 - Dichiarazione ambientale 2016 Foto 27 Fase di montaggio turbine presso la centrale di Olmo (anno 1946) Grafico 12 – Percentuale delle ore di funzionamento degli impianti anno 2015 p) Effetti sulla biodiversità Per biodiversità si intende l'insieme di tutte le forme viventi geneticamente diverse e degli ecosistemi ad esse correlati. Italgen S.p.A. è sensibile al tema della biodiversità e, per questo, è impegnata nel garantire che la funzionalità delle centrali non alteri l’equilibrio dell’ecosistema in cui le stesse sono inserite . Il rilascio del Deflusso Minimo Vitale, le scale di risalita dei pesci, il ripopolamento delle specie ittiche nei corsi d’acqua su cui insistono le centrali rappresentano l’impegno concreto di Italgen nella - 57 - Dichiarazione ambientale 2016 riduzione degli effetti delle proprie attività sulla biodiversità. Riguardo all’acqua turbinata per la produzione di energia, si può ragionevolmente ritenere che le restituzioni non alterino l’equilibrio dell’ecosistema dei corsi d’acqua interessati, in quanto l’azionamento delle turbine non introduce modifiche di carattere fisico-chimico sulle acque e le acque del ciclo di raffreddamento dell’olio di lubrificazione dei macchinari sono contenute in serpentina e, per questo, non vengono a contatto con l’acqua restituita. Italgen S.p.A. ha valutato l’effetto delle centrali sulla biodiversità anche in termini di superficie occupata, comprensiva dell’opera di presa, dell’edificio della centrale e dei terreni ad essa circostanti di proprietà 2 della Italgen. Nel compendio dei dati sono riportati i valori di superficie interessata in m , per singola centrale. L’aspetto degli effetti sulla biodiversità è stato valutato come significativo, di rilevanza bassa. Aspetti indiretti q) Rapporti con il territorio (effetti sulla viabilità, attività di sensibilizzazione) Italgen S.p.A. è impegnata concretamente nella salvaguardia del valore del territorio, mediante attività di ripristino e conservazione delle aree verdi vicine alle proprie centrali, la tutela e il ripopolamento del patrimonio ittico (scale di risalita dei pesci), l’organizzazione di visite guidate alla centrale di Vaprio d’Adda, che coinvolgono le scuole delle province di Bergamo e Milano, per un totale di oltre 800 studenti l’anno. Le centrali non hanno effetti significativi sulla viabilità, in quanto non tutte sono presidiate e comunque per la maggior parte collocate in ambito extra-urbano. Eventuali criticità sulla normale viabilità potrebbero manifestarsi durante attività di ristrutturazione, che sono, comunque, svolte in modo da contenere il più possibile qualunque fonte di disturbo. Giornata di “Porte Aperte” L’iniziativa della “Giornata di “Porte Aperte” è svolta ogni anno a partire dal 2010, con l’apertura straordinaria della centrale idroelettrica di Dezzo (2010), Ponte dell’Acqua (2011-12-15), Palazzolo (2013) e Serravalle (2014). Nella figura 11 sono riportate le locandine per l’informazione e l’invito della cittadinanza per la partecipazione alla visita del sito e degli impianti di produzione dell’energia elettrica. La giornata riscuote un grande successo di pubblico, in cui i visitatori sono incuriositi dalla possibilità di vedere dal vivo il funzionamento di un impianto idroelettrico.. Durante la giornata, oltre alle visite guidate agli impianti ed alle opere di presa, è organizzato un concorso di disegno sul tema dell’”energia pulita”, con la premiazione dei primi 3 migliori disegni realizzati dai bambini presenti. Giornata “UNICEF-CAI” Nell’ambito del Progetto CAI-UNICEF “Aiutiamo i giovani a scalare il futuro”, ogni anno dal 2012, nella centrale di Ponte dell’Acqua o nella pertinente diga di Alto Mora è organizzata la partecipazione di centinaia studenti delle scuole elementari e medie delle Province di Bergamo e Sondrio. Il progetto è stato ideato e realizzato dal Comitato provinciale di Bergamo per l’UNICEF, in collaborazione con il CAI dell’Alta Val Brembana, l’Ufficio Scolastico Territoriale, la provincia di Bergamo, la Diocesi di Bergamo, il Soccorso Alpino e la Guardia Forestale, e da 5 anni raduna sulle Alpi Orobiche centinaia di studenti per - 58 - Dichiarazione ambientale 2016 una speciale giornata di scuola per un approccio all’ambiente e per un’iniziativa di solidarietà in montagna, ispirandosi a valori essenziali come la fatica, l’impegno e l’attenzione agli altri. Foto 28 Due momenti della giornata di “Porte Aperte” della centrale di Dezzo e di Ponte Acqua Figura 11 - Locandine della Giornata di “Porte Aperte” dal 2010 al 2015 - 59 - Dichiarazione ambientale 2016 r) Gestione dei fornitori (manutenzione degli impianti) Italgen S.p.A. assicura, attraverso criteri di scelta e qualifica, la selezione e il controllo in continuo dei propri fornitori, a cui sono assegnati dei punteggi sulla base dei risultati dei controlli in accettazione sulle forniture e sui servizi approvvigionati. In particolare, in fase di selezione viene valutato il possesso di certificazione ambientale e di qualità, oltre alle eventuali autorizzazioni necessarie per l’erogazione dell’attività richiesta. Presso le centrali accedono ditte di manutenzione degli impianti e di trasporto dei rifiuti. A queste Italgen ha consegnato, in sede di assegnazione dell’incarico, una istruzione operativa sul comportamento ambientale da tenere all’interno di ciascun sito di attività. E’ compito del personale Italgen riferire al Responsabile Sistema Integrato Qualità e Ambiente di eventuali anomalie riscontrate nelle centrali ad opera dei fornitori operativi, in modo da assicurare un adeguato controllo e la gestione di eventuali non conformità a loro carico. Gli aspetti ambientali associati all’attività di manutenzione dei fornitori presso la centrale sono, in condizioni ordinarie, la produzione dei rifiuti e la produzione di rumore, mentre, in condizioni di emergenza, lo sversamento di eventuali sostanze pericolose in uso nell’attività di manutenzione. La produzione di rifiuti anche pericolosi dalle attività di manutenzione degli impianti è risultata significativa con rilevanza bassa. La produzione del rumore dalle attività di manutenzione degli impianti è risultato un aspetto ambientale non significativo fatta eccezione per la centrale di Palazzolo dove, vista la vicinanza con il centro urbano, l’aspetto è stato valutato come significativo, di rilevanza bassa. Lo sversamento delle sostanze pericolose in caso di emergenza è risultato un aspetto ambientale significativo con rilevanza bassa. Tali aspetti risultano, infatti, correttamente gestiti mediante procedure di controllo operativo. - 60 - Dichiarazione ambientale 2016 5. Piano di emergenza Sono state valutate le condizioni di emergenza e sono stati individuati i possibili incidenti prevedibili in concreto sulla base della pluriennale esperienza nel sito e di possibili analogie con altri impianti. La condizione di maggiore rilevanza è ovviamente quella che consegue ad una situazione di piena, pur essendo stati valutati anche incidenti quali incendi, frane ed eventi sismici, sicuramente molto meno probabili. Eventi di piena Gli eventi di piena, visto l’impatto che possono avere sul territorio, sono episodi che richiedono particolare attenzione, sia per impianti ad acqua fluente che per impianti a bacino. Azioni preventive consistono in attenti monitoraggi delle previsioni meteo, mentre durante l’evento i parametri idraulici (quote, portate scaricate, manovre organi di scarico) e meteo sono costantemente monitorati. In tali eventi, particolare rilevanza assume la gestione delle dighe; durante la piena non viene mai scaricata una portata superiore a quella in arrivo al bacino e gli organi di scarico vengono gestiti mantenendo costante la quota del bacino ed evitando di raggiungere la quota di massimo invaso della diga al fine di salvaguardare le opere stesse, le sponde dell’invaso e le costruzioni esistenti sulle sponde stesse. Presso le dighe gestite da Italgen è attivo un presidio continuo di personale qualificato e addestrato. Il personale opera nel rispetto di quanto contenuto nel foglio di condizioni per l’esercizio e la manutenzione delle dighe stesse, che riporta l’elenco e le modalità di esecuzione delle misure di controllo delle dighe. Tale documento approvato dall’ Ufficio tecnico delle Dighe, recepisce la normativa vigente relativa alle opere di sbarramento ed al loro esercizio, comprese specifiche istruzioni di comportamento e di gestione relative a casi di emergenza quali eventi di piena, eventi sismici o condizioni meteorologiche particolari. Il “Documento di Protezione Civile”, sulla base della circolare Ministero LL.PP. 352/87 e circolare PCM DSTN/2/7019 del 19/03/1996, individua inoltre le condizioni che devono verificarsi sulla diga perché si debba attivare il “Sistema di Protezione Civile”. Tali condizioni sono raggruppate in quattro fasi: - Fase di pre-allerta: vigilanza ordinaria Caratterizzata dal superamento della quota di massima regolazione. - Fase di allerta: vigilanza rinforzata Caratterizzata da apporti idrici che facciano temere il superamento della quota di massimo invaso o l’insorgere di significativi anomali comportamenti strutturali o di fenomeni d’instabilità delle sponde. - Fase di allerta pericolo: allarme di tipo 1 Caratterizzata dal superamento della quota di massimo invaso o filtrazioni o movimenti franosi sui versanti o di ogni altra manifestazione interessante l’opera di sbarramento che facciano temere la compromissione della stabilità dell’opera stessa. - Fase di allerta collasso: allarme di tipo 2 Caratterizzata dall’apparire di fenomeni di collasso delle opere di ritenuta o comunque al verificarsi di fenomeni che inducano ragionevolmente ad ipotizzare l’imminenza di un evento catastrofico. - 61 - Dichiarazione ambientale 2016 Negli ultimi 10 anni non si sono verificate piene significative che hanno interessato gli impianti di Italgen, in particolare per le dighe non si è mai raggiunta la quota di massimo invaso. Dati principali Anno di ultimazione Bacino idrografico 3 Ponte dell'Acqua Alto Mora Cassiglio 1950 1953 1953 Fiume Brembo Torrente Mora Torrente Stabina 34.600 840.000 56.000 13 6 11 Volume di invaso complessivo m Superficie del bacino imbrifero km Sviluppo del coronamento m 74,58 205,56 67,15 Larghezza del coronamento m 4,00 3,00 2,10 Altezza dello sbarramento m 23,60 40,10 20,60 Volume della diga m 3 7.800 34.000 5.300 Quota coronamento m s.l.m. 1.250,10 1.548,30 629,30 Quota di massimo invaso m s.l.m. 1.248,60 1.547,30 627,80 Quota di massima regolazione m s.l.m. 1.246,50 1.546,50 626,00 Quota soglia opera di presa m s.l.m. 1.238,00 1.521,00 616,50 Quota soglia scarico di superficie m s.l.m. 1.246,50 1.546,50 626,00 Quota soglia scarico di fondo m s.l.m. 1.234,00 1.512,05 612.27 2 Tabella 10 – Dati tecnici delle dighe gestite da Italgen Foto 29 Piena del 1929 del Dezzo (centrale di Dezzo - Povo) - 62 - Dichiarazione ambientale 2016 Foto 30 Piena del 1987 del Brembo (centrale di Ponte Piazzolo) Anche le dighe concorrono a proteggere il territorio a valle da esondazioni durante gli eventi di piena, effettuando la cosiddetta “laminazione” delle piene, cioè la presenza dell’invaso lungo il corso d’acqua determina una portata massima uscente dall’invaso di regola minore di quella in ingresso. Foto 31 Vista della Diga di Alto Mora (anno 1968) Grafico 13 - Andamento giornaliero dei livelli dell’acqua presso la diga di Alto Mora anni 2008-2015 - 63 - Dichiarazione ambientale 2016 Eventi estremi Sono eventi calamitosi (cedimenti strutturali, frane, eventi sismici) che potrebbero interessare le dighe ed il territorio circostante. Durante la progettazione di un impianto idroelettrico vengono preventivamente effettuati studi geologici per verificare la stabilità dei terreni su cui poggiano le opere e dei pendii interessati. Italgen assicura il controllo sia delle opere civili (dighe ed opere accessorie) che delle sponde degli invasi, attraverso l’attuazione di un “Piano di controlli” nel rispetto delle prescrizioni di legge, anche sulla base delle migliori conoscenze disponibili in azienda. Tale piano prevede ispezioni visive e strumentali, puntuali e periodiche, sia dei manufatti che del terreno circostante l’invaso, allo scopo di rilevare spostamenti anche minimi, infiltrazioni d’acqua, ecc. In tabella 10 è riportata la classificazione sismica dei comuni interessati dalle dighe: la classificazione del 2003 dei comuni italiani ha una scala che va da 1 a 4 (con 4 corrispondente al rischio meno elevato). Diga Comune Classificazione ai sensi OPC n.3274 del 2003 CASSIGLIO Cassiglio Cassiglio (BG) 4 PONTE ACQUA Alto Mora Averara – S. Brigida (BG) 4 Ponte dell’Acqua Mezzoldo (BG) 4 Impianto PONTE PIAZZOLO Tabella 10 – Classificazione sismica dei Comuni su cui sono dislocate le dighe Salute e sicurezza dei lavoratori La sicurezza e la tutela della salute negli ambienti di lavoro rappresentano, insieme alla tutela dell’ambiente naturale, temi di importanza fondamentale per Italcementi Group e la società controllata Italgen. A conferma di questo approccio, l’emissione della nuova Politica per la Sicurezza è all’insegna del nuovo motto: “Sicurezza: uno stile di vita”. L’impegno nei confronti della sicurezza si è concretizzato nel 2002 con l’avvio del progetto “Zero Infortuni” che affianca quanto già messo in atto per la prevenzione e la protezione dai rischi infortunistici, nell’ambito del rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. La ‘vision’ dell’approccio “Zero Infortuni” implica il riconoscimento della sicurezza come valore aziendale ed asset strategico, che coinvolge tutti gli stakeholder, dipendenti, appaltatori, fornitori, clienti e visitatori. Contemporaneamente è stata emanata una Politica per la Salute, con l’impegno aziendale di eliminare le malattie causate dall’attività lavorativa riducendo l’esposizione e formando i lavoratori a comportarsi nel modo più sano possibile. Dal 2002 ad oggi si è registrata una significativa riduzione degli infortuni e dei relativi indici, sia in termini di frequenza che di gravità. Si riporta nel grafico 14 l’andamento dell’indice di frequenza in Italcementi Group (zona Italia) e nel grafico 15 l’andamento degli infortuni annuo in Italgen. - 64 - Dichiarazione ambientale 2016 Grafico 14 – Andamento Indice di Frequenza Italcementi Group (zona Italia) Grafico 15 – Andamento numero di infortuni/anno in Italgen S.p.A - 65 - Dichiarazione ambientale 2016 6. Obiettivi di miglioramento 6.1. Gli obiettivi realizzati nel periodo 2012-2015 e gli obiettivi previsti nel triennio 2016-2018 Nellla tabella 14a sono riportati gli obiettivi di miglioramento realizzati nel periodo 2012-2015. I costi predominanti sostenuti dall’azienda riguardano il miglioramento dell’impatto visivo delle strutture degli impianti tecnologici ed il revamping degli impianti idroelettrici dellle centrali di Roccavione 1° - 2° salto e di Palazzolo. L’ammodernamento dei suddetti impianti, non ha comportato solo un aumento dell’efficienza energetica del ciclo produttivo, ma contestualmente con gli interventi realizzati, il miglioramento dell’ambiente di lavoro interno ed esterno al sito di appartenenza. Infatti sono stati realizzati nuovi locali per i servizi igienici e per il refertorio per le maestranze, nuovi uffici per i Capi Centrale e sale riunioni, nuove sale di controllo insonorizzate, il monitoraggio delle opere di presa con video-telecamere con impianti d’illuminazione con lampade a basso consumo. Aspetto Coesistenza dell’attività produttiva con il territorio Interventi realizzati Costi sostenuti 1 Incrementare la trasparenza nei confronti di cittadini e istituzioni Coinvolgimento del pubblico e delle scuole attraverso le visite guidate agli impianti (svolto Giornate “Porte Aperte” nelle c.li di Palazzolo, Serravalle e Ponte Acqua) 20.000 € 2 Riduzione autoconsumi Installazione lampade a basso consumo LED nelle c.li di Palazzolo e Borgo SD. 70.000 € N° ob. 3 Efficienza energetica del ciclo produttivo 4 5 Incremento della producibilità media dell’impianto di Roccavione 1° salto da 8,9 GWh/anno a 10 GWh/anno Incremento della producibilità media dell’impianto di Roccavione 2° salto da 17,6 GWh/anno a 20 GWh/anno Incremento della producibilità media dell’impianto di Palazzolo da 26,6 GWh/anno a 30GWh/anno Sostituzione di turbine e alternatori 3.000.000 € Sostituzione di turbine e alternatori 6.000.000 € Sostituzione di turbine e alternatori 8.000.000 € Riduzione delle emissioni sonore negli ambienti circostanti gli impianti. Riduzione 2 dB del rumore rispetto alle analisi fonometriche precedenti, presso la centrale di Palazzolo, in occasione del rifacimento dell’impianto. 7 Ricostituire un sistema equilibrato di presenza ittica nei corsi d’acqua, favorendone i flussi migratori Adeguamento della scala di risalita dei pesci dell’impianto di Ponte Nembro con specifiche di progetto eco-compatibili e riduzione al minimo dell’impatto visivo 30.000 € 8 Miglioramento dell’impatto visivo degli impianti produttivi Rifacimento del paramento di valle della Diga di Alto Mora 440.000 € 9 Miglioramento dell’impatto visivo degli impianti produttivi Rifacimento superfici esterne della centrale idroelettrica di Palazzolo con utilizzo di cemento foto catalitico contenete TX Active®. 450.000 € 10 Miglioramento dell’impatto visivo degli impianti produttivi Rifacimento superfici esterne della centrale idroelettrica di Serravalle 130.000 € Rumore 6 Impedimenti alla fauna ittica Impatto visivo Obiettivo 100.000 € Tabella 14.a – Obiettivi ambientali realizzati nel periodo 2012-2015. - 66 - Dichiarazione ambientale 2016 Nella tabella 14b sono riportati gli obiettivi di miglioramento per il triennio 2016-2018. Consistente risulta il Piano degli investimenti previsto dall’azienda, proseguendo nell’impegno del continuo ammodernamento degli impianti e dei siti produttivi per le centrali idroelettriche di Ponte dell’Acqua, Comenduno, S. Giovanni Bianco e Dezzo di Scalve, con un incremento della producibilità media degli impianti idroelettrici, che comporterà un incremento delle emissioni di CO2 evitate. Aspetto Coesistenza dell’attività produttiva con il territorio N° ob. Obiettivo 1 Incrementare la trasparenza nei confronti di cittadini e istituzioni 2 Riduzione autoconsumi 3 Efficienza energetica del ciclo produttivo 4 5 6 Manufatti in cemento amianto Incremento della producibilità media dell’impianto di Comenduno da 2,0 GWh/anno a 3,1 GWh/anno Incremento della producibilità media dell’impianto di Dezzo da 15 GWh/anno a 18 GWh/anno Incremento della producibilità media dell’impianto di Ponte dell’Acqua da 5,4 GWh/anno a 6 GWh/anno Incremento della producibilità media dell’impianto di S. Giovanni B. da 11 GWh/anno a 13 GWh/anno Scadenza Investimato stimato Coinvolgimento del pubblico e delle scuole attraverso le visite guidate agli impianti (Giornate “Porte Aperte”) 2018 20.000 € Installazione lampade a basso consumo LED alla diga di Alta Mora ed alle opere di presa delle c.li Val Brembana 2017 15.000 Sostituzione di turbine e alternatori 2018 1.500.000 € Sostituzione di turbine e alternatori 2018 4.500.000 € Sostituzione di turbine e alternatori 2018 2.500.000 € Sostituzione della turbina e alternatore n. 2 2018 2.000.000 € Interventi 7 Eliminazione totale dell’amianto presente Sostituzione tratto condotta forzata in cemento amianto della centrale Ponte dell’Acqua 2018 1.500.000 € 8 Miglioramento dell’impatto visivo degli impianti produttivi Rifacimento del paramento di valle della Diga di Cassiglio 2018 350.000 € 9 Miglioramento dell’impatto visivo degli impianti produttivi Rifacimento superfici esterne della centrale idroelettrica di Comenduno 2018 60.000 € Impatto visivo Tabella 14.b – Obiettivi ambientali per il triennio 2016-2018. - 67 - Dichiarazione ambientale 2016 Figura 12 Plastico in scala della centrale di Dezzo realizzato da un dipendente - 68 - Dichiarazione ambientale 2016 Figura 13 Registro delle centrali idrauliche ed estratto della centrale di Palazzolo con anno costruzione 1864 - 69 - Dichiarazione ambientale 2016 7. Glossario Alternatore / generatore: Macchina elettrica che consente la trasformazione dell'energia meccanica in energia elettrica. Ambiente: Contesto nel quale un’organizzazione opera, comprendente l'aria, l'acqua, il terreno, le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni. Bacino imbrifero: Il bacino imbrifero di un corso d’acqua è l’insieme delle superfici le cui precipitazioni atmosferiche pervengono, per scorrimento naturale, in un punto del corso d’acqua considerato. CO2: Biossido di carbonio. È il principale gas a effetto serra presente nell'atmosfera terrestre, responsabile dei cambiamenti climatici. Condotta forzata: Tubazione, generalmente in acciaio, attraverso la quale l’acqua viene addotta alle turbine della centrale idroelettrica. Confederazione BWI (Building and Wood Workers International): Federazione sindacale internazionale per la tutela dei lavoratori operanti nel settore delle costruzioni ed affini dB: Misura di livello sonoro. Decreto di concessione: L'atto con cui l’Autorità Competente (Regione o Provincia) concede ad un soggetto interessato l'uso dell'acqua. Diga: Opera di sbarramento atta ad intercettare l'acqua di un fiume, a creare un invaso e avente altezza superiore a 15 m. (CIRC. M.LLPP. 19 aprile 1995) Disciplinare di concessione: Documento integrativo del decreto di concessione che specifica le caratteristiche (portata, salto, etc.) della derivazione nonché gli obblighi imposti per la stessa. Fossa Imhoff: Vasca di raccolta e trattamento delle acque reflue domestiche provenienti da un edificio. Galleria di derivazione: Galleria in pressione o a pelo libero che ha lo scopo di convogliare la portata derivata dal corso d’acqua tramite l’opera di presa o dal serbatoio artificiale con diga, alla condotta forzata della centrale con la minore pendenza possibile, in modo da mantenere quasi integro il salto geodetico utile. Grandi e piccole derivazioni: Sono considerate grandi derivazioni le utenze di acqua che eccedono i 3.000 kW di potenza nominale media annua, mentre le inferiori sono definite piccole derivazioni (art. 6, comma 2, lettera a del R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775). Indice frequenza infortuni IF: 6 Fornisce il numero di infortuni avvenuti ogni milione di ore lavorate IF = (n° infortuni / ore lavorate) x 10 Invaso: Volume d’acqua accumulato a monte di un’opera di sbarramento disponibile per utilizzo idroelettrico, irriguo o potabile. Magra: Stato di un fiume o di un torrente la cui portata è minima o nulla a causa delle scarse precipitazioni. D.M.V. (Deflusso Minimo Vitale): Portata d’acqua da rilasciare a valle di derivazioni idriche per garantire la vita dei pesci. Obiettivo ambientale: Il fine ultimo ambientale complessivo, derivato dalla Politica ambientale, che un’organizzazione decide di perseguire e che è quantificato ove possibile. - 70 - Dichiarazione ambientale 2016 Opera di restituzione: Canale o galleria a pelo libero o in pressione, che raccoglie le acque in uscita da una centrale idroelettrica e le convoglia in un corpo idrico ricettore. Opere di presa e captazione: Complesso di opere che permette di derivare la portata stabilita dall’invaso artificiale o dal corso d’acqua. Opere di derivazione: Complesso delle opere che convogliano le acque lungo una galleria a debole pendenza, dall’opera di presa al punto d’inizio della tubazione in pressione (condotta forzata) Parti interessate (stakeholders): Persona o gruppo che abbia interesse nelle prestazioni o nei risultati di un’organizzazione o di un sistema, es: gli azionisti, i dipendenti, i clienti, i fornitori, le Comunità locali (abitazioni, aziende agricole, ecc.) le istituzioni, le Associazioni di categoria e di opinione. Piena: Stato del regime di un fiume o di un torrente caratterizzato da un forte aumento di portata. Portata: Volume d’acqua che passa in una sezione (es. di un corso d’acqua) nell’unità di tempo. Portata di concessione: Portata media derivabile concessa per essere utilizzata in una centrale idroelettrica. Portata di concessione massima: Portata massima derivabile concessa per essere utilizzata in una centrale idroelettrica. Posto di teleconduzione: Il luogo in cui vengono eseguiti, mediante apparecchiature di telecontrollo, il comando e il controllo degli impianti idroelettrici a distanza. Quota di massima regolazione: È la quota del livello dell’acqua della diga, al quale ha inizio, automaticamente, lo sfioro dagli appositi dispositivi Quota di massimo invaso: È la quota massima a cui può giungere il livello dell’acqua dell’invaso della diga, ove si verifichi il più gravoso evento di piena previsto, escluso la sopraelevazione da moto ondoso Regolamento CE n. 1221/2009: Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit emanato il 25 novembre del 2009. Revamping: Operazione di restauro/revisione generale di un impianto al fine di riportarlo al "nuovo". Sistema di Gestione Ambientale: La parte del sistema di gestione generale che comprende la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare, mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva la Politica ambientale di un’organizzazione. Traversa: Opera di sbarramento atta ad intercettare l'acqua di un fiume e avente altezza inferiore a 15 m. (CIRC. M.LLPP. 19 aprile 1995) Turbina idraulica: Macchina motrice provvista di un organo rotante a cui l’acqua imprime il moto. Le caratteristiche costruttive delle turbine variano a seconda del salto geodetico disponibile. Fino a salti di 60 m con portate di acqua elevate si utilizzano turbine ad elica (Kaplan); fino a 600 m circa si utilizzano turbine Francis, per salti superiori si utilizzano turbine Pelton. - 71 - Dichiarazione ambientale 2016 8. Compendio dei dati di prestazione Al fine di valutare le prestazioni ambientali dell’attività produttiva e dell’organizzazione è necessario adottare appropriati indicatori. Indicatori chiave Il regolamento EMAS III ha stabilito di calcolare degli indicatori definiti “chiave”. Ciascun indicatore chiave si compone di: I. un dato A che indica il consumo/impatto totale annuo in un campo definito; II. un dato B che indica la produzione totale annua dell'organizzazione; III. un dato R che rappresenta il rapporto A/B. L’organizzazione riferisce su tutti i tre elementi elencati per ciascun indicatore. La produzione totale annua dell'organizzazione (dato B) per Italgen, quale organizzazione che opera nel settore della produzione (industria) rientrante nella definizione di media impresa (rif. Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE), indica il valore aggiunto totale annuo lordo espresso in k€ (margine operativo) e la produzione lorda espressa in MWh, riportati nel seguente prospetto: Anno 2010 2011 2012 2013 2014 2015 Margine Operativo Lordo (k€) 16.153 17.649 13.828 15.986 22.321 14.639 Produzione lorda (MWh) 341.289 314.639 269.823 309.800 378.999 295.577 Il consumo/impatto totale annuo in un determinato campo, dato A, è indicato come segue: i) per l'efficienza energetica - relativamente al "consumo totale diretto di energia”, il consumo totale annuo di energia espresso in kWh; L’energia elettrica consumata costituisce, presso ciascuna centrale, una frazione dell’energia elettrica autoprodotta. Dal 2009 la produzione di energia elettrica risulta interamente da fonte idrica rinnovabile, pertanto anche l’autoconsumo totale di energia elettrica risulta al 100% da fonte rinnovabile. Grafico 16 – Autoconsumi di energia elettrica (kWh) - 72 - Dichiarazione ambientale 2016 Grafico 17 – Autoconsumi / margine operativo (kWh/k€) Grafico 18 – Autoconsumi / produzione lorda ii) per l'acqua 3 Il "consumo idrico totale annuo, espresso in milioni di m , è riportato nel grafico 18. Va sottolineato il fatto che l’acqua, nel caso di un impianto idroelettrico, non viene “consumata” ma restituita al corso d’acqua nelle stesse condizioni chimico-fisiche del prelievo ed anzi depurata dei rifiuti in sospensione (“sgrigliato”). 3 Grafico 19 - Quantità di acqua turbinata (Mm ) - 73 - Dichiarazione ambientale 2016 3 Grafico 20–Acqua turbinata / margine op. (Mm / k€) 3 Grafico 21–Acqua turbinata / prod. lorda (Mm / MWh) iii) per i rifiuti - la "produzione totale annua di rifiuti", espressa in tonnellate, - la "produzione totale annua di rifiuti pericolosi", espressa in tonnellate; Grafico 22 – Produzione annua di rifiuti (t) Nota: L’incremento nell’ anno 2012 è dovuto ai lavori di revamping delle centrali di Palazzolo e Roccavione 1°/2° salto - 74 - Dichiarazione ambientale 2016 Grafico 23 – Produzione annua di rifiuti pericolosi (t) Nota: L’incremento negli anni 2012-2013 è dovuto a smaltimenti eccezionali nelle centrali di Palazzolo e Vaprio d’Adda Grafico 24 – Rapporto rifiuti prodotti / margine operativo (t / M€) Grafico 25 – Rapporto rifiuti prodotti / produzione lorda (t / MWh) - 75 - Dichiarazione ambientale 2016 iv) per la biodiversità - 2 l'utilizzo del terreno, espresso in m di superficie interessata; Nome centrale Localizzazione Superficie interessata (m2) CASSIGLIO Olmo al Brembo (BG) 4.770 COMENDUNO Albino (BG) 8.655 CUGNO Olmo al Brembo (BG) 7.247 DEZZO Colere (BG) 40.232 MAZZUNNO Angolo Terme (BS) 29.410 PALAZZOLO Palazzolo sull’Oglio (BS) 205.995 PONTE ACQUA Mezzoldo (BG) 107.802 PONTE NEMBRO Villa di Serio (BG) 49.101 PONTE PIAZZOLO Olmo al Brembo (BG) 19.520 POVO Colere (BG) 8.710 ROCCAVIONE 1° SALTO Roccavione (CN) 85.532 ROCCAVIONE 2° SALTO Roccavione (CN) 86.160 S. ANDREA Vittorio Veneto (TV) 600 (*) SAN GIOVANNI BIANCO San Giovanni Bianco (BG) 34.489 SERRAVALLE Vittorio Veneto (TV) 2.536 VAPRIO D'ADDA Vaprio D'Adda (MI) 431.318 2 Tabella 12 – Superficie interessata per centrale (m ) (*) Centrale di superficie ridotta, in quanto inserita nel contesto del sito della cementeria Italcementi di Vittorio Veneto, dismessa, di cui utilizza parte delle infrastrutture di accesso. Italgen S.p.A. ha ritenuto di non riferire in merito all’indicatore chiave relativo all’efficienza dei materiali in quanto lo stesso non risulta correlato ai propri aspetti ambientali significativi. La produzione di energia idroelettrica, infatti, non utilizza materiali, riconducibili unicamente ai prodotti consumati nelle attività di manutenzione, che non costituiscono comunque un aspetto ambientale significativo. La produzione di energia idroelettrica non genera emissioni in atmosfera, riconducibili unicamente ai gruppi elettrogeni, ove presenti, al servizio della centrale, che non rappresentano, comunque, un aspetto ambientale significativo. Il riscaldamento e il condizionamento estivo sono garantiti in tutte le sedi da sistemi elettrici. Le eventuali emissioni di gas fluorurati ad effetto serra, HFC, da detti sistemi, non costituiscono un aspetto ambientale significativo. Per questi motivi Italgen S.p.A. ha ritenuto di non riferire in merito all’indicatore chiave relativo alle emissioni in atmosfera. - 76 - Dichiarazione ambientale 2016 Ulteriori indicatori scelti da Italgen sono le produzioni lorde, le frazioni di autoconsumi riferite alla produzione, l’indice di disponibilità (dati distinti per centrale), il coefficiente energetico e la quantità rifiuti prodotti distinta per codice CER. Nome impianto 2010 2011 2012 2013 2014 2015 CASSIGLIO 15.804.880 12.775.280 11.915.160 12.224.200 18.650.760 11.927.720 COMENDUNO 2.514.688 396.113 2.080.528 2.108.605 2.376.781 1.665.993 CUGNO 12.636.780 11.499.820 10.195.000 10.000.900 15.909.180 11.257.320 DEZZO 19.206.310 17.878.240 16.928.700 16.770.640 20.888.530 15.392.470 MAZZUNNO 37.882.800 37.271.400 38.928.600 40.714.800 49.866.000 36.822.600 PALAZZOLO 30.631.600 29.513.400 16.339.566 29.621.491 33.924.219 24.474.716 PONTE ACQUA 7.102.157 6.382.829 5.342.648 5.027.713 7.277.031 5.152.549 PONTE NEMBRO 3.997.010 3.452.146 2.901.715 3.513.256 4.100.583 2.995.082 PONTE PIAZZOLO 33.280.240 28.950.760 24.372.360 24.699.520 35.095.880 25.417.800 POVO 611.019 537.063 1.072.993 1.563.046 2.249.776 1.255.422 ROCCAVIONE 1° SALTO 10.312.814 9.222.174 3.995.610 9.611.498 11.053.622 9.963.119 ROCCAVIONE 2° SALTO 19.371.685 18.177.732 11.094.692 20.819.188 21.751.077 19.324.732 S. ANDREA 1.129.650 1.647.766 1.514.133 1.595.845 1.722.172 1.425.291 SAN GIOVANNI B. 24.134.400 21.274.800 19.294.400 20.337.200 27.624.800 19.705.600 SERRAVALLE 1.653.419 2.100.041 2.437.564 2.396.627 2.471.919 2.175.273 VAPRIO D'ADDA 121.020.000 113.559.000 101.409.000 108.795.000 124.037.000 106.621.000 TOTALE IMPIANTI 341.289.452 314.638.563 269.822.669 309.799.529 378.999.330 295.576.687 Tabella 13 – Produzioni lorde (kWh) Nome impianto 2010 2011 2012 2013 2014 2015 CASSIGLIO 0,39% 0,41% 0,43% 0,40% 0,24% 0,38% COMENDUNO 0,99% 4,46% 1,20% 1,08% 0,92% 1,13% CUGNO 0,38% 0,39% 0,39% 0,41% 0,24% 0,37% DEZZO 0,40% 0,48% 0,63% 0,58% 0,38% 0,62% MAZZUNNO 0,30% 0,31% 0,29% 0,27% 0,21% 0,28% PALAZZOLO 0,60% 0,62% 0,89% 0,46% 0,36% 0,52% PONTE ACQUA 2,97% 3,03% 3,76% 3,90% 2,81% 3,51% PONTE NEMBRO 0,44% 0,51% 0,54% 0,46% 0,45% 0,52% PONTE PIAZZOLO 0,69% 0,72% 0,74% 0,72% 0,66% 0,77% POVO 0,37% 0,36% 0,47% 0,49% 0,37% 0,54% ROCCAVIONE 1° SALTO 1,00% 1,00% 1,17% 0,67% 0,59% 0,64% ROCCAVIONE 2° SALTO 0,99% 1,00% 1,12% 0,61% 0,56% 0,63% S. ANDREA 0,59% 1,95% 1,71% 1,33% 1,10% 1,37% SAN GIOVANNI BIANCO 0,59% 0,61% 0,63% 0,55% 0,40% 0,53% SERRAVALLE 0,38% 1,22% 1,01% 0,91% 0,78% 0,86% VAPRIO D'ADDA 0,19% 0,18% 0,20% 0,19% 0,15% 0,18% TOTALE IMPIANTI 0,48% 0,51% 0,53% 0,45% 0,37% 0,46% Tabella 14 – Frazione degli autoconsumi sulla produzione lorda (%) - 77 - Dichiarazione ambientale 2016 Nome impianto N° gruppi n° ore funzionam. n° ore interventi n° ore inattività Funzionam. [%] Interventi [%] Inattività [%] (*) CASSIGLIO 1 7.949 83 728 90,7% 0,9% 8,3% COMENDUNO 2 11.920 4.947 654 68,0% 28,2% 3,7% CUGNO 2 13.330 221 3.969 76,1% 1,3% 22,7% DEZZO 2 16.262 771 487 92,8% 4,4% 2,8% MAZZUNNO 2 15.122 254 2.144 86,3% 1,4% 12,2% PALAZZOLO 1 8.709 47 5 99,4% 0,5% 0,1% PONTE ACQUA 1 4.301 213 4.246 49,1% 2,4% 48,5% PONTE NEMBRO 2 11.134 380 6.006 63,5% 2,2% 34,3% PONTE PIAZZOLO 2 12.753 617 4.150 72,8% 3,5% 23,7% POVO 1 3.965 70 4.725 45,3% 0,8% 53,9% ROCCAVIONE 1° SALTO 2 14.745 586 2.189 84,2% 3,3% 12,5% ROCCAVIONE 2° SALTO 2 15.113 258 2.149 86,3% 1,5% 12,3% S. ANDREA 1 8.528 232 0 97,4% 2,6% 0,0% SAN GIOVANNI BIANCO 2 13.619 412 3.489 77,7% 2,4% 19,9% SERRAVALLE 1 8.532 228 0 97,4% 2,6% 0,0% VAPRIO D'ADDA 2 15.495 105 1.920 88,4% 0,6% 11,0% 79,7% 4,1% 16,2% TOTALE IMPIANTI Tabella 15 – Disponibilità impianti anno 2015 (*) Inattività è il periodo con impianto fermo che non dipende dal gestore ma dalla mancanza d’acqua Nome impianto anno 2012 anno 2013 anno 2014 anno 2015 CASSIGLIO 200,3 200,3 200,3 200,3 COMENDUNO 7,8 (*) 7,4 (*) 7,3 (*) 6,6 (*) CUGNO 211,6 211,6 211,6 211,6 DEZZO 480,3 (*) 477,1 (*) 479,0 (*) 456,1 (*) MAZZUNNO 531,4 (*) 528,9 (*) 535,9 (*) 524,5 PALAZZOLO 24,4 (*) 24,0 (*) 23,8 (*) 25,3 (*) PONTE ACQUA 595,4 595,4 595,4 595,4 PONTE NEMBRO 17,7 (*) 21,9 (*) 22,4 (*) 19,0 (*) PONTE PIAZZOLO 1.244,2 1.244,2 1.244,2 1.244,2 POVO 69,9 (*) 95,3 (*) 98,9 (*) 97,5 (*) ROCCAVIONE 1° SALTO 64,2 55,8 (*) 64,1 (*) 63,1 (*) ROCCAVIONE 2° SALTO 83,7 86,4 (*) 87,4 (*) 87,1 (*) S. ANDREA 16,5 (*) 17,0 (*) 17,0 (*) 15,8 (*) SAN GIOVANNI BIANCO 59,0 (*) 61,7 (*) 57,4 (*) 57,6 (*) SERRAVALLE 22,9 (*) 22,3 (*) 22,3 (*) 22,3 (*) VAPRIO D'ADDA 34,2 34,2 34,2 34,2 6 3 Tabella 16 – Coefficiente energetico (kWh/10 m ), anni 2012-2015 (*) dati reali con misuratore di portata - 78 - Dichiarazione ambientale 2016 CER Per. Descrizione 2010 07 06 08* SI altri fondi e residui di reazione 0,337 12 01 09* SI emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni 0,14 0,053 13 01 05* SI emulsioni non clorurate 0,18 0,28 13 02 05* SI scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati 2,48 13 03 07* SI oli minerali isolanti e termoconduttori non clorurati 4,21 15 01 06 NO imballaggi in materiali misti 3,76 8,26 1,64 0,34 0,008 0,01 0,008 0,092 0,003 0,48 1,17 1,063 0,94 1,0 0,933 0,039 0,19 65,69 39,61 0,02 0,016 0,118 0,075 32,46 0,053 0,047 5,53 0,23 0,3 0,232 imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi (2) diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12 apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15 2011 1,69 2012 2,58 2013 2014 2015 0,4 1,60 5,16 12,3 1,58 0,54 15 01 10* SI 15 02 02* SI 16 02 13* SI 16 02 14 NO 16 02 16 NO 16 06 01* SI batterie al piombo 16 07 08* SI rifiuti contenenti olio 17 04 05 NO ferro e acciaio 26,24 30,69 203,89 3,62 0,52 10,7 17 04 11 NO cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10 0,004 0,066 7,65 0,172 0,016 1,256 19 08 01 NO vaglio 1,76 NO rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari 233,08 188,32 228,83 166,86 228,28 243,94 20 01 21* SI tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio 0,014 0,006 0,006 0,003 0,003 0,004 20 02 01 NO rifiuti biodegradabili 1,46 22,52 2,34 19,8 5,02 14,38 20 03 07 NO rifiuti ingombranti 0,24 20 03 01 NO rifiuti urbani non differenziati 253,14 575,05 246,92 241,11 279,76 19 09 01 21,8 0,28 0,44 0,157 0,65 14,12 TOTALE 280,98 Tabella 17 - Quantità rifiuti prodotti distinti per codice CER (t) - 79 - Dichiarazione ambientale 2016 Sul sito internet www.italgen.it è possibile vedere in tempo reale la produzione di energia idroelettrica (kWh) di Italgen S.p.A. nonché l’equivalente risparmio di barili di petrolio e di emissioni di anidride carbonica in atmosfera che si avrebbero nel caso di produzione dello stesso quantitativo di energia da fonte fossile. Figura 14 Distributore di energia elettrica sostenibile - 80 - Dichiarazione ambientale 2016 9. Convalida della Dichiarazione Ambientale e conclusioni Italgen si impegna ad aggiornare annualmente la presente dichiarazione ed a trasmettere, all’Organismo Competente, tali aggiornamenti convalidati. A tre anni dalla presente Dichiarazione Ambientale verrà emessa una nuova edizione completa della dichiarazione. L’azienda dichiara l’attendibilità dei dati relativi alle prestazioni enunciate nella presente dichiarazione ambientale che sarà resa disponibile al pubblico, secondo quanto previsto dal Regolamento EMAS. Con la dichiarazione ambientale Italgen ha avviato un dialogo aperto con i propri interlocutori, fornitori, clienti, cittadini, istituti di credito e autorità competenti con la precisa volontà di assicurare una gestione trasparente delle prestazioni ambientali delle proprie attività sul territorio. Ci auguriamo che l’impegno della nostra azienda, come di tutte le organizzazioni registrate EMAS, avrà un effetto trainante su tutti i nostri interlocutori, in un meccanismo virtuoso di crescita culturale verso il rispetto dell’ambiente. Finito di stampare nel mese di Giugno 2016 Pubblicazione fuori commercio - 81 - Dichiarazione ambientale 2016 www.italgen.it Italgen S.p.A. Via G. Camozzi, 124 24121 Bergamo – Italy - 82 -