Dipartimento di Sanità Pubblica Programma di Sicurezza Alimentare

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Dipartimento di Sanità Pubblica Programma di Sicurezza Alimentare
Dipartimento di Sanità Pubblica
Programma di Sicurezza Alimentare e Sanità Pubblica Veterinaria
Direttore: dr. Marco Delledonne
REPORT ATTIVITA‟ SVOLTE
NELL‟ANNO 2015
Premessa
Prevenzione della Collettività e cura del singolo individuo appartengono alla medesima
Azienda Sanitaria, ma richiedono scelte di programmazione e pianificazione
completamente diverse.
Entrambe le attività sono regolate dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che si
traducono in una serie di interventi specialistici assegnati per competenzaad Unità
Organizzative complesse sulle quali è fondata l‟Azienda.
Le Unità Organizzative complesse che compongono il Dipartimento di Sanità Pubblica
esercitano una serie di attività di vigilanza e controllo che si traducono in azioni di
prevenzione (prescrizioni alle imprese ispezionate) ovvero in azioni repressive(denunce
alla Autorità Giudiziaria e sanzioni amministrative) che hanno lo scopo di concorrere al
raggiungimento di una sicurezza socialmente accettabile. Le Unità Organizzative
complesse che compongono la struttura complessa Programma di Sicurezza Alimentare e
Sanità Pubblica Veterinaria sono:




Igiene degli alimenti e nutrizione (IAN) – Personale: 4 Medici Igienisti, 12
Tecnici della Prevenzione;
Igiene degli alimenti di origine animale (IAOA) – Personale: - 11 Medici
Veterinari, 3 Tecnici della Prevenzione;
Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche (IAPZ) – Personale: 10
Medici Veterinari, 4 Tecnici della Prevenzione;
Sanità Animale (SA) – Personale: 20 Medici Veterinari, 1 Tecnico della
Prevenzione, 1 Operatore Tecnico addetto alle disinfezioni.
Già a partire dall‟anno 2004 è stato avviato nell‟area della Sicurezza Alimentare, ora
denominata Programma di Sicurezza Alimentare e Sanità Pubblica Veterinaria, un
percorso di programmazione annuale delle attività basato sulla valutazione e
caratterizzazione del rischio delle attività oggetto di controllo ufficiale, sulla dettagliata
elencazione delle attività di ispezione, verifica e campionamento previste dai LEA
nazionali (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 29 novembre
2001) e regionali, sulla definizione delle tempistiche e delle frequenze di tali attività.
Il responsabile del procedimento
File:OC/ (01/04/2016) - consuntivo-programma-saspv-2015.docx
Programma di Sicurezza Alimentare e Sanità Pubblica Veterinaria
il Direttore : Dr. Marco Delledonne
Piazzale Milano 2 – 29100 Piacenza
T. +39.0523.317926 – F. +39.0523.317927
e.mail : [email protected] – www.ausl.pc.it
Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza
Sede legale: Via Antonio Anguissola, 15 – 29121 Piacenza
T. +39.0523.3011 11 – F. +39.0523.301111
Codice fiscale 91002500337
Cosa sono i LEA? Sono gli impegni minimi del Servizio Sanitario che lo Stato e le
Regioni assumono nei confronti dei Cittadini. In altre parole è quello che lo Stato o le
Regioni sono obbligate a garantire al Cittadino.
Le attività di vigilanza e controllo, svolte presso le sedi delle imprese addette alla
produzione, trasformazione, deposito, commercializzazione e somministrazione degli
alimenti per l‟uomo e per gli animali sono svolte da personale Medico, Veterinario e
Tecnico dipendente della Azienda Sanitaria Locale di Piacenza.
Il Personale è suddiviso per competenza specialistica in quattro unità organizzative
complesse, delle quali tre unità organizzative Veterinarie (hanno competenza su tutti gli
alimenti di origine animale a partire dagli allevamenti sino alla commercializzazione) ed
una Medica (si occupa degli alimenti di origine vegetale, delle acque potabili e delle
bevande a partire dalle aziende agricole sino alla ristorazione).
Criteri di programmazione della attività di controllo ufficiale
I criteri di programmazione sono ispirati ai seguenti valori :
1. Equità nei confronti delle imprese sottoposte a controllo ufficiale : le attività di
controllo ufficialese eseguite in modo non omogeneo e standardizzato sul territorio
provinciale possono determinare differenti livelli di sicurezza nei Consumatori di
alimenti e distorsioni di mercato che si ripercuotono negativamente sulle imprese
sottoposte a tali controlli. Il raggiungimento di un buon livello di equità viene
garantito applicando alcuni criteri che coinvolgono:
 la formazione e l‟addestramento permanente del Personale impiegato nelle
attività di vigilanza e controllo
 l‟adozione di procedure standardizzate e l‟utilizzo di manuali e check list
che garantiscono l‟omogenea verificadei requisiti da parte del Personale
impiegato nelle diverse attività.
2. Trasparenza nei confronti delle imprese sottoposte a controllo ufficiale e nei
confronti della Collettività.Il raggiungimento della trasparenza amministrativa è
ottenuto:
 mediante la immediata registrazione delle attività svolte e delle tempistiche
impiegate su di un verbale (denominato scheda di controllo ufficiale o
SCU) che viene rilasciato in copia, al termine dell‟attività ispettiva,alla
Impresa che è stata sottoposta al controllo e tenuto agli atti d‟ufficio a
disposizione di chiunque interessato ai sensi della Legge 241/1990,
 con la compilazione di apposita check list di riscontro dei requisiti previsti
dalla normativa vigente,
 con l‟inserimento di tutti i dati inerenti il controllo nel sistema informativo
aziendale.
3. Efficienza nei confronti della Direzione della Azienda e nei confronti del
Contribuente.Un buon livello di efficienza è ottenuto con l‟assegnazione al
Personale impiegato nei controlli ufficiali di carichi di lavoro individuali basati su
2
precise tempistiche di attività e su frequenze di controllo dettate da obblighi di
legge e dalla valutazione del rischio (rischio alto = più controlli). Nei carichi di
lavoro individuali sono altresì identificate nominalmente le imprese da sottoporre a
vigilanza e controllo nel corso dell‟anno.
4. Efficacia nei confronti della prevenzione dei danni alla salute della Collettività.
Questo è il valore del quale è più difficile dare riscontro di soddisfazione in attività
di prevenzione della salute collettiva. Sicuramente è riscontrabile il dato
epidemiologico di assenza o presenza di patologie acute di origine microbiologica
dovute al consumo di alimenti in un dato territorio, ma scarse sono ad esempio le
informazioni riguardanti il risultato delle attività di prevenzione sulle patologie
croniche dovute ad ingestione per via alimentare di contaminanti di origine
chimica. La grande movimentazione di merci a livello mondiale e le nuove
abitudini alimentari a rischio (consumo di alimenti di origine animale crudi)
rendono difficilmente valutabile l‟efficacia di un Servizio Sanitario di Prevenzione
locale rispetto alla globalità degli eventi ed a comportamenti alimentari a rischio.
Tuttavia di facile riscontro locale sono:
 Il rilevamento delle non conformità igieniche e strutturali nelle imprese
sottoposte a controllo ufficiale ed il loro decremento negli anni,
 il riscontro delle denunce penali ovvero delle sanzioni amministrative
erogate a seguito delle attività di controllo che esprimono anche la capacità
del Personale di evidenziare, mediante l‟utilizzo di tecniche di indagine
raffinata, le violazioni alla normativa vigente.
Attività degli Uffici del Programma
La Direzione del Programma agisce in qualità di Autorità Competente per la Sicurezza
Alimentare ai sensi del Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 193 e come tale esercita i
poteri di restrizione e sospensione delle attività del settore alimentare, a seguito di gravi
irregolarità riscontrate dagli Organi di Controllo.Il Programma garantisce inoltre, alla
Direzione Generale dell‟Azienda, il raggiungimento degli obiettivi strategici annualmente
assegnati alla medesima dall‟Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna.
Il Programma agisce direttamente, per il tramite di propri uffici multidisciplinari di
coordinamento interdisciplinare su:
1. emergenze alimentari (allerta alimentari)
2. malattie trasmesse da alimenti comunemente conosciute come tossinfezioni
alimentari e intossicazioni da ingestione di funghi non commestibili;
3. emergenze epidemiche (malattie contagiose di origine virale e batterica trasmesse
all‟uomo ed agli animali) coinvolgenti gli animali allevati per la produzione di
alimenti per l‟uomo e gli animali d‟affezione;
4. emergenze non epidemiche (calamità naturali quali inondazioni, terremoti,
incidenti industriali) coinvolgenti la popolazione e gli animali allevati con
partecipazione alle attività della protezione civile con particolare riguardo alla
sicurezza degli alimenti ed all‟approvvigionamento idrico;
3
5. valutazione degli apporti nutrizionali e salutistici dei menù scolastici ed
organizzazione dei controlli ufficiali riguardanti le mense delle utenze sensibili
(mense scolastiche, ospedaliere e delle case di cura e riposo per anziani)
6. valutazione delle notifiche per registrazione e per riconoscimento presentate dagli
OSA (Operatori del settore alimentare);
7. programmazione e pianificazione degli audit interni e su OSA.
4
Ufficio allerta alimentari (UAA):
responsabile Dr. Giuseppe Mion
L‟ufficio è collegato, via internet e posta elettronica, al Sistema Europeo di Allarme
Rapido per gli alimenti ed i mangimi (RASSF). Se in uno dei paesi dell'UE, viene
individuato un prodotto pericoloso per la salute dell‟uomo e degli animali le relative
informazioni vengono diffuse rapidamente tra i Punti di contatto delle Autorità competenti
dei vari Paesi attraverso un sistema di allarme chiamato "Sistema di Allerta Rapido per
Alimenti e Mangimi" . Il sistema facilita la cooperazione tra le autorità nazionali e quelle
europee, al fine di individuare i prodotti pericolosi e ritirarli immediatamente dal mercato.
L‟ufficio garantisce la presa in carico e la gestione delle allerta pervenute con tempistiche
differenziate in base alla valutazione del rischio dell‟allerta ricevuta.
Azioni previste per
raggiungere l’obiettivo
1.
Aggiornamento continuo degli Operatori.
2.
Presa in carico entro i termini stabiliti a seconda della tipologia di allerta e corretta
archiviazione delle documentazione ufficiale nel computer dedicato.
Garantire la corretta presa in carico entro i termini stabiliti e la corretta applicazione della
Indicatori di risultato
PRODOTTO
Gestione
sistema di
allerta rapido
alimenti e
mangimi
Gestione
sistema di
allerta rapido
alimenti e
mangimi
procedura.
OBIETTIVO
SPECIFICO
(Fattore di
qualità)
Garantirela presa
in carico della
Notifica di allerta
e della
Segnalazione per
Informazione
entro 3 (tre) ore
dal ricevimento.
Garantire la
corretta
applicazione
della procedura
di allerta nel 90%
dei casi
INDICATORE
STANDARD
SISTEMA DI
MISURAZIONE
TIPO
INDICATORE:
Esito/ Processo
n.° di allerta
/Segnalazioni
prese in carico nei
tempi previsti
------------------N.° totale allerta
pervenute
90%
Archivio allerta in
entrata
processo
n. di procedure
conformi
------------------N.° totale allerta
pervenute
90%
Archivio allerta in
entrata
esito
5
Nell‟anno 2014 l‟Ufficio ha gestito n. 60 allerta alimentari in ingresso ed ha provveduto ad
inoltrare al sistema n. 2 allerta alimentari generate da propri controlli. Le allerta hanno
riguardato alimenti di origine animale (47), alimenti di origine vegetale (10), alimenti per
animali (2) e materiali a contatto con alimenti (1).
Gli alimenti coinvolti erano:
 Prodotti della pesca, crostacei e molluschi (19 allerta);
 Carni e derivati (12 allerta);
 Vegetali (7 allerta);
 Prodotti a base di latte (5 allerta);
 Pane e derivati (2 allerta);
 Mangimi (2 allerta);
 Miele (1 allerta);
 Acqua minerale (1 allerta);
 Coltelli (1 allerta);
I pericoli maggiormente rappresentati




















8 allergeni non dichiarati
5 mercurio
4 listeria Monocytogenes
4 salmonella
4 istamina
3 alimenti da stabilimento con riconoscimento/registrazione sospesi
3 residui di farmaci veterinari oltre il limite
2 farmaci di cui è vietato l’impiego
2 muffe e lieviti
2 corpi estranei
2 micotossine
2 tossina botulinica (sospetta)
1 Irradiazione non dichiarata
1 Escherichia coli
1 parassita del pesce (Anisakis)
1 scadenza errata
1 Escherichia coli STEC
1 mancata rintracciabilità
1 naftalene (semi di zucca)
1 cromo (coltelli dalla Cina)
Le due allerta in uscita, cioè generate dalle nostre attività di controllo ufficiale hanno
riguardato invece tonno contaminato con istamina
6
Ufficio malattie trasmesse da alimenti (UMTA):
responsabile Dr. Cristian Bulla
La problematica della gestione della malattie trasmesse da alimenti coinvolge diverse
strutture ospedaliere (Pronto Soccorso, Pediatria, Medicina Generale) e del Dipartimento
di Sanità Pubblica (U.O. Malattie infettive, U.O. Igiene degli alimenti e nutrizione, U.O.
Igiene degli alimenti di origine animale). Le cause di dette malattie sono per lo più di
origine batterica e virale, più raramente di origine parassitaria. La maggior parte di queste
malattie che evolvono con sintomatologia gastrointestinale non vengono segnalate alla
Autorità Sanitaria. Quelle con sintomatologia più grave, che spesso coinvolgono prima
infanzia e adulti immunocompromessi, vengono segnalate alle Unità Organizzative
coinvolte. Al fine di coordinare l‟attività di ricerca epidemiologica e di evidenziazione
delle cause primarie di contaminazione (quale alimento, di quale ditta produttrice ?) e di
mettere in atto azioni di campionamento di alimenti sospetti, sequestro e blocco della
commercializzazione degli alimenti contaminati l‟ufficio di coordinamento di Programma
provvede a valutare la situazione epidemiologica ed a coordinare le azioni di controllo,
garantendo l‟appropriatezza dei sopralluoghi tramite l‟uso di linee guida e la valutazione
finale integrata dei provvedimenti conformi alla procedura.
1.
Comunicazione via mail da parte di Malattie infettive della notifica di sospetta
tossinfezione con anamnesi alimentare del paziente
Azioni previste per
raggiungere l’obiettivo
Indicatori di risultato
2.
Applicazione procedure operative con modulistica
3.
Valutazione epidemiologica multidisciplinare IAN / IAOA
4.
Attività di indagine e di campionamento di alimenti
1.
Modulistica compilata correttamente / n° totale tossinfezioni
2.
N° SCU compilate / N° di indagini effettuate
Nell‟anno 2015 sono state gestite n. 6 segnalazioni di malattia trasmessa da alimenti con
effettuazione della relativa indagine epidemiologica. Sono risultate coinvolte n. 109
persone con sintomatologia variabile da lieve a moderata-grave con interessamento
dell‟apparato gastrointestinale e immunitario (allergia da ingestione di istamina) In alcuni
casi è stato possibile risalire alla causa di tossinfezione alimentare. Gli alimenti che hanno
dato luogo alle tossinfezioni sono stati: pesce (tonno) che ha provocato n. 3 segnalazioni, e
vegetali crudi che hanno provocato una infezione da norovirus.
7
Ufficio programmazione e pianificazione audit (UPPA):
responsabile Dr. Matteo Lanati
Il Programma e le Unità Organizzative che lo compongono sono inserite in un sistema di
assicurazione della qualità riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna che sottopone
periodicamente la struttura ad audit di verifica dei requisiti stabiliti dalla medesima
Regione con DGR. n. 1488/2012. L‟ufficio si occupa di programmare e pianificare gli
audit previsti dalla normativa regionale, di pianificare gli audit interni di verifica della
conformità ai requisiti del manuale della qualità delle Unità organizzative che lo
compongono e di organizzare audit al fine di garantire alPersonale il mantenimento della
qualifica di auditor. L‟ufficio pianifica e programma anche il numero di supervisioni
interne alle UU.OO.
Azioni previste per
raggiungere l’obiettivo
Indicatori di risultato
1.
programmazione e pianificazione audit
2.
calendarizzazione audit
3.
assegnazione audit
1.
calendario audit
2.
assegnazione audit
3.
realizzazione audit
4.
mantenimento qualifica di auditor
TIPO
INDICATORE
:
Esito/Processo
INDICATORE
RISULTATO
SISTEMA DI
MISURAZIONE
Procedura
audit su OSA
Garantire la
realizzazione
del 95% del
programma
audit
N.° audit realizzati (22)
N.° totale audit
programmati (22)
100%
Calendario audit –
documenti audit
prodotti
E
Procedura
audit su OSA
Garantire al
Personale il
mantenimento
della qualifica
di auditor
N.° di auditor mantenuti
qualificati (63)
_________________
N.° totale di auditor da
mantenere qualificati
(63)
100%
File report auditor
E
PRODOTTO
OBIETTIVO
SPECIFICO
L‟attività di auditing si è svolta regolarmente durante l‟anno come da programmazione.
Durante lo svolgimento di un audit il Team ha riscontrato un OSA non collaborativo per
cui pur essendo programmato nella prima parte dell‟anno è stato posticipato e realizzato in
autunno: nella programmazione 2016 si terrà maggiormente conto di precedenti audit su
OSA problematici.
Gli audit sono stati programmati secondo criteri di valutazione del rischio ed hanno
riguardato le seguenti tipologie di produzione:
n.° 9 salumifici, n.° 2 macelli, n.° 2 depositi di alimenti di origine animale, n.° 1 mensa
scolastica (materna), 1 mensa di utenza sensibile (ospizio), n.° 2 laboratori di produzione e
trasformazione prodotti alimentari,n.° 5 allevamenti bovini da latte. Nel corso delle visite
8
non sono state comminate sanzioni ma sono state rilevate alcune aree di miglioramento: a
carico delle strutture produttive relative alla parte documentale e gestionale. Sono stati
proposti e applicati miglioramenti perla gestione dell‟etichettatura e del deposito materiali.
Negli allevamenti le aree di miglioramento hanno riguardato la gestione del farmaco
veterinario suggerendo un uso più responsabile degli antibiotici destinati anche all‟uso
umano, al fine di diminuire il fenomeno dell‟antibiotico-resistenza.
La regolare partecipazione degli auditor del Programma di Sicurezza Alimentare e Sanità
Pubblica Veterinaria ha permesso loro di mantenere la qualifica di “auditor”
Ufficio ristorazione utenze sensibili (URUS):
responsabile Dr. Giuseppe Mion
La vigilanza ed il controllo sulla ristorazione sono di competenza della U.O. Igiene
alimenti e nutrizione e della U.O. Igiene degli alimenti di origine animale che svolgono le
attività di controllo ufficiale in base alla loro programmazione annuale. Tuttavia per
particolari utenze sensibili quali quelle scolastiche, quelle delle Case di cura e delle
Cliniche private, degli Ospedali pubblici e della Case di riposo per anziani, il Programma
ha istituito un ufficio di coordinamento per la valutazione delle tabelle dietetiche e per la
standardizzazione dei controlli che si avvale di un apposito team multidisciplinare
composto da medici igienisti, medici pediatri, veterinari, dietiste e rappresentanti comunali
addetti alla ristorazione scolastica.
Azioni previste per
raggiungere l’obiettivo
Indicatori di risultato
1.
Predisposizione di tabelle dietetiche.
2.
Predisposizione e attuazione piano di lavoro dei controlli ufficiali
3.
Formazione del personale addetto alle mense sensibili
4.
Valutazione delle check list con non conformità da parte del team multidisciplinare
1.
Valutazione, approvazione e formulazione dei menù, verifica e controllo sulle tabelle
dietetiche, indagini sulla qualità nutrizionale e controllo sulle diete speciali, consulenza sui
capitolati delle mense pubbliche nonché azioni informative e formative in team nutrizionale
sul personale della ristorazione utenze sensibili.
Compilazione della check list regionale per ogni utenza sensibile.
Numero di valutazioni del team multidisciplinare / n° totale check list con non conformità
rilevate.
2.
3.
Nel corso dell‟anno 2015 sono state ispezionate n. 67 mense sensibili. Sono state
riscontrate alcune carenze/non conformità alla normativa che hanno generato 19
provvedimenti di prescrizione/adeguamento. Le violazioni principali hanno riguardato
l‟igiene dei locali e delle attrezzature (9 provvedimenti), la gestione del ciclo produttivo ed
il controllo dei rischi (8 provvedimenti), la rintracciabilità degli alimenti utilizzati per la
produzione dei pasti (1 provvedimento), l‟approvvigionamento idrico (1 provvedimento).
9
Ufficio emergenze epidemiche e non epidemiche (UEE-NE) :
responsabile Dr. Carlo Fea
L‟azienda USL di Piacenza ha deliberato una apposita Unità di Crisi per le Emergenze
epidemiche veterinarie. L‟Unità di Crisi coinvolge due Unità Organizzative facenti parte
del Programma : l‟U.O. Sanità Animale e l‟U.O. Igiene degli allevamenti e delle
produzioni zootecniche.
Per quanto riguarda le emergenze non epidemiche di origine naturale (alluvioni, terremoti)
e di origine antropica (incidenti industriali con fuoruscita di sostanze tossiche e/o
inquinanti) il Programma, in quanto struttura complessa del Dipartimento di Sanità
Pubblica, è coinvolto,insieme con le altre strutture Dipartimentali ed Aziendali, nelle
attività di soccorso alla popolazione ed agli allevamenti zootecnici presenti sul territorio
provinciale. L‟attività dell‟Ufficio UEE-NE consiste quindi nella pianificazione e gestione
di piani di intervento specifici e nella organizzazione di simulazioni ed esercitazioni che
garantiscano una adeguata formazione al Personale destinato agli interventi in emergenza.
1.
2.
3.
Azioni previste per
raggiungere
l’obiettivo
4.
5.
1.
Indicatori di risultato
2.
3.
Revisione delle procedure di intervento sulle emergenze epidemiche veterinarie sulla
base delle indicazioni regionali.
Attivazione interfacce con Prefettura, VV.FF., Protezione Civile
Predisposizione di apposita check list per rilevare la presenza negli allevamenti di
aspetti importanti per la gestione delle emergenze.
Utilizzo della check list negli allevamenti avicoli con più di 1000 capi e in quelli suini
con più di 1000 capi.
Georeferenziazione degli allevamenti.
Presenza di procedure per la gestione delle emergenze epidemiche veterinarie adeguate
alle indicazioni delle linee guida regionali.
Presenza delle interfacce con Perfettura, VV.FF, Protezione Civile.
Presenza di apposita check list e utilizzo della stessa nel 100% degli allevamenti avicoli
con più di 1000 capi e in quelli suini con più di 1000 capi.
Nel corso del 2015 non si sono verificati episodi di malattie infettive del bestiame allevato
né episodi di emergenze non epidemiche che hanno richiesto l‟intervento del personale del
Programma.
10
Ufficio notifiche OSA (UNO):
responsabile Dr. Cristian Bulla
Chiunque intende attivare una attività del settore alimentare (produzione, trasformazione,
distribuzione, commercio, somministrazione) è soggetto all‟obbligo sancito dal
Regolamento CE 852/2004 della presentazione di apposita notifica alla Autorità
Competente. La legislazione Italiana ha previsto come modalità di comunicazione
semplificata la presentazione della notifica sotto forma di Segnalazione Certificata di
Inizio Attività (SCIA) per il tramite degli Sportelli Unici per le attività produttive (SUAP)
presenti in ogni Comune o consorzio di Comuni. Le SCIA vengono trasmesse per via
telematica (posta elettronica certificata) al protocollo generale della Azienda USL di
Piacenza e da questo trasmesse all‟ufficio notifiche OSA (UNO) ove un equipe
multidisciplinare, composta da personale amministrativo, tecnico, medico e veterinario
valuta, per la parte di propria competenza, la correttezza formale della documentazione
presentata dall‟OSA. Successivamente le Unità Organizzative interessate per competenza
predispongono le ispezioni di verifica dei requisiti.
1.
2.
3.
Azioni previste per
raggiungere l’obiettivo
Valutazione della correttezza formale (secondo legge) della documentazione presentata.
Valutazione della congruità della relazione tecnica allegata.
Identificazione dell‟attività mediante attribuzione di codice regionale ed inserimento nel
sistema informativo aziendale.
Attribuzione della notifica alla U.O. di competenza per la programmazione della ispezione
di verifica dei requisiti.
In caso di non conformità nella documentazione attivazione della procedura di
respingimento della notifica e di divieto di proseguimento della attività di OSA o di
integrazione della documentazione.
Assegnazione della pratica alla Direzione amministrativa per la gestione della
comunicazione all‟OSA.
4.
5.
6.
Indicatori di risultato
1.
2.
N° notifiche valutate dal team /N° di notifiche pervenute
N° di notifiche registrate nel sistema informativo / N° di notifiche accettate
Nel corso dell‟anno 2015 sono pervenute n 243 notifiche. A seguito dell‟attività istruttoria
e di valutazione/vigilanza n 189 notifiche sono state accettate e n 54 notifiche sono state
respinte.La maggior parte dei motivi di respingimento riguardavano la incompleta
relazione tecnica descrittiva dell‟attività, la mancanza degli allegati previsti.
11
Attività della U.O. Igiene degli alimenti e nutrizione:
Direttore Dr. Giuseppe Mion





vigilanza e controllo ufficiale negli stabilimenti ove vi è deposito, trasporto,
produzione, manipolazione, somministrazione di alimenti di origine vegetale,
bevande e acque potabili. Per stabilimenti è da intendersi tutte quelle attività (dal
bar alla fabbrica ) ove a vario titolo si interagisce con una matrice alimentare sia
solida che liquida. Per attività di controllo deve intendersi una verifica delle
condizioni igienico sanitarie degli ambienti e degli alimenti e di tutta la
documentazione richiesta dalla normativa vigente.
Sorveglianza nutrizionale sulle mense dedicate ad utenze sensibili ( case di cura,
ospedali, scuole, asili nido etc) con valutazione dei corretti apporti nutrizionali dei
menù e del requisito indispensabile della sicurezza alimentare.
Campionamento ed esecuzione di controlli analitici su vari tipi di alimenti e
bevande ivi comprese le acque potabili per garantirne la sicurezza e la rispondenza
a quanto dichiarato in etichetta o dal gestore nonché il controllo della
contaminazione ambientale sugli alimenti e bevande in commercio .Tali
campionamenti rispondono sia a piani regionali che nazionali sia ad esigenze
scaturite dalla vigilanza e controllo ufficiale.
Indagini su casi di tossinfezioni alimentari che prevedono interviste ai soggetti
coinvolti (al fine di isolare la fonte responsabile) e controlli/campionamenti presso
le strutture potenzialmente coinvolte .
Attività di docenza ed informazione rivolte sia agli alimentaristi che alla
popolazione sul corretto approccio nella manipolazione, conservazione degli
alimenti e bevande e sulle loro caratteristiche nutrizionali nonché sui corretti stili di
vita.
La frequenza dei controlli e ispezioni viene determinata sulla base della categorizzazione
del rischio effettuata su modello regionale o in seguito a particolari campagne conoscitive
o ,da ultimo, in base a segnalazioni dell‟utenza. La categorizzazione del rischio viene
effettuata attribuendo un punteggio che tiene conto di diversi parametri quali:
 tipo di attività che viene svolta (ristorante/pizzeria/gelateria/negozio…)
 tipo di utenza a cui è indirizzata ( adulti, bambini, ammalati…)
 caratteristiche della struttura,(nuova/vecchia/parzialmente ristrutturata)
 tipo
di
attrezzatura
utilizzata
per
le
lavorazioni
(nuova/vecchia/sufficiente/insufficiente…)
 possesso della documentazione ( HACCP/tracciabilità alimento/registrazione
attività…)
 importanza dell‟attività (locale/provinciale/regionale/nazionale…..)
 condizioni d‟igiene e pulizia rilevate precedentemente
 altre risultanze dalle precedenti nostre ispezioni
La somma algebrica dei punteggi determina la fascia di rischio (verde – arancione-rossa)
nelle quali ascrivere l „attività. Ciò si traduce in una minore o maggiore frequenza di
controllo ufficiale (annuale, biennale, triennale). Le modalità dei controlli e gli strumenti
utilizzati (schede di controllo ufficiale, schede di non conformità, check list) sono
conformi agli standard regionali, nazionali e comunitari.
12
LEA della U.O. Igiene degli alimenti e nutrizione e risultati delle attività di controllo.
1. Controllo igienico sanitario nei settori della produzione, trasformazione,
conservazione, commercializzazione, trasporto e deposito, distribuzione e
somministrazione alimenti e bevande al fine di garantire il requisito essenziale
della sicurezza alimentare degli stessi.
Nel 2015 sono state eseguite n. 1600 controlli ufficiali in 1410 imprese del settore
alimentare. Dalla attività di controllo sono emerse 381 irregolarità che hanno
portato alla emissione di 22 sanzioni amministrative e di 1 denuncia penale. La
maggior parte delle irregolarità riguardavano:
 mancato rispetto dei requisiti minimi d‟igiene e pulizia
 mancato rispetto delle temperature corrette di conservazione,
 mancanza del manuale di autocontrollo,
 mancanza della documentazione a garanzia della rintracciabilità di un
prodotto
2. Campionamento ed esecuzione dei controlli analitici secondo la tipologia degli
alimenti e bevande ivi comprese le acque potabili per garantirne la sicurezza e
la rispondenza a quanto dichiarato in etichetta o dal gestore .Controllo della
contaminazione ambientale sugli alimenti e bevande:
Vengono effettuati su vari tipi di alimenti e bevande ivi comprese le acque potabili
al fine garantirne la sicurezza e la rispondenza a quanto dichiarato in etichetta o
dal gestore nonché per effettuare un controllo sulla possibilità di una
contaminazione ambientale sugli alimenti e bevande in commercio .Tali
campionamenti rispondono sia a piani regionali che nazionali sia ad esigenze
scaturite dagli atti di vigilanza e controllo ufficiale di cui al punto 1.
Nel corso dell‟anno 2015 sono stati effettuati 992 campionamenti di alimenti,
bevande e acque potabili. Sono state rilevate 181 irregolarità. Una di queste ha
portato ad 1 denuncia penale. La maggior parte delle irregolarità è da riferire alle
acque potabili prelevate soprattutto da piccoli acquedotti collinari e montani in cui
vi era la presenza di cariche microbiche risolte tramite clorazione delle acque. In
alcuni casi le irregolarità erano dovute al superamento della soglia prevista dalla
legge per i nitrati. Ciò soprattutto nelle acque di pianura dove più elevato è il carico
antropico e zootecnico.
3. Controllo sul deposito, commercio, vendita ed impiego di fitofarmaci, additivi
e coloranti ed altro a garanzia del rispetto delle modalità di produzione,
stoccaggio, vendita.
I controlli vengono eseguiti al fine di valutare la corretta gestione di tutti i prodotti
usati in agricoltura come fertilizzanti, erbicidi, pesticidi che rispondono a precise
normative comunitarie, nazionali e regionali. Vengono controllati i settori della
produzione, stoccaggio e commercio degli additivi e coloranti ( sostanze che
vengono aggiunte a vario titolo agli alimenti e bevande). Viene effettuato un piano
di campionamento sulla frutta e verdura per la ricerca di eventuali residui di
fitofarmaci (100 campioni/anno).
13
Nel corso dell‟anno 2015 sono state controllate 11 imprese del settore su un totale
di 37 in attività. I controllo hanno evidenziato irregolarità in una impresa.
4. Controllo sulla produzione e commercio prodotti dietetici e degli alimenti
della prima infanzia con atti ispettivi ed eventuali campionamenti
Sono state sottoposte a controllo ufficiale n. 12 imprese del settore. Non sono state
rilevate irregolarità.
5. Informazione di prevenzione nei confronti degli addetti alla produzione,
manipolazione, trasporto, somministrazione, deposito e vendita delle sostanze
alimentari e delle bevande.
Attività di docenza ed informazione rivolte agli alimentaristi sul corretto approccio
nella manipolazione, conservazione e somministrazione degli alimenti e bevande e
sulle loro caratteristiche nutrizionali ivi incluse le diete speciali ( esempio
celiachia) .Tale attività viene svolta sia in sede con specifici corsi sia, quando se ne
ravveda la necessità, durante l „atto ispettivo. Nel corso del 2015 sono stati svolti n.
121 corsi di cui 6 per la prevenzione della celiachia. Nel corso delle attività di
controllo ufficiale sono stati inoltre sviluppati n. 250 eventi formativi specifici sulle
problematiche riscontrate.
6. Prevenzione nella collettività degli squilibri nutrizionali qualitativi e
quantitativi con incontri formativi/informativi presso scuole e comunità.
Attività di docenza ed informazione rivolte alla popolazione/scuole/comunità sul
corretto approccio nella manipolazione, conservazione degli alimenti e bevande
,sulle loro caratteristiche nutrizionali nonché sui corretti stili di vita. Durante tali
incontri ( in particolare per quelli rivolti alle scuole) vengono previsti dei momenti
di laboratorio per coinvolgere attivamente i giovani utenti nella preparazione di
alimenti sani e corretti dal punto di vista nutrizionale. Si partecipa inoltre
attivamente alle varie campagne nazionali/regionali per una corretta alimentazione.
Nel corso dell‟anno 2015 sono stati effettuati n. 55 incontri formativi in 9 strutture.
14
Attività della U.O. Igiene degli alimenti di origine animale
Direttore Dr. Emilio Passoni
La programmazione dell‟attività della Unità Operativa Igiene degli Alimenti di Origine
Animale è basata sull‟analisi del rischio: gli operatori del settore alimentare sono valutati
annualmente in base a criteri oggettivi che tengono in considerazione: tipologia di
prodotto, entità produttiva, vastità del mercato servito ed irregolarità pregresse. Questa
valutazione preliminare permette di valutare ogni comparto produttivo ed ogni azienda e di
programmare i Controlli Ufficiali sui settori più a rischio impiegando in maniera ottimale
le risorse, in particolare per quel che riguarda le attività registrate che non hanno un
riconoscimento comunitario. Ogni controllo sull‟impresa prevede la verifica di una serie di
requisiti strutturali e gestionali.
L‟attività dell‟Unità Operativa si esplica in modo prevalente mediante audit, ispezioni e
verifiche presso gli stabilimenti che producono e commercializzano alimenti di origine
animale sia in ambito comunitario che nazionale.
Dall‟analisi dei dati riportati nelle sottostanti tabelle si evidenzia che le sanzioni risultano
poche rispetto alle non conformità rilevate in quanto al primo controllo vengono prescritte
la azioni correttive e solo successivamente, in caso di non risoluzione della non
conformità, viene elevata la sanzione.
Occorre precisare anche che in alcuni casi il numero di non conformità rilevate può essere
superiore al numero di strutture controllate: questo è il risultato della somma di più non
conformità riscontrabili durante una ispezione presso uno stesso stabilimento o un
esercizio di vendita al dettaglio che comunque generano una sola prescrizione contenente
più punti soggetti ad implementazione.
ISPEZIONE DELLE MACELLAZIONI
L‟obiettivo è fornire al consumatore un alimento sicuro, verificare l‟ottemperanza alla
normativa vigente dei macelli e degli impianti di lavorazione della selvaggina cacciata in
materia di prodotti alimentari, verificare le condizioni di funzionamento degli impianti di
macellazione rispetto agli standard igienici, alla tracciabilità ed alle problematiche di
benessere animale per eseguire i controlli ufficiali previsti utilizzando check-list
ministeriali e regionali
Il Veterinario Ufficiale ASL è presente in ogni impianto di macellazione per tutta la durata
della macellazione ed esegue la visita ante-mortem sugli animali vivi per verificare il
rispetto del benessere animale durante il trasporto e durante lo scarico al macello e la visita
post- mortem su quelli ammessi alla macellazione per giudicare la salubrità delle carni.
Gli impianti di MACELLAZIONE oggetto della suddetta attività sono:
N.
MACELLI
ESISTENTI
NUMERO MACELLI
CONTROLLATI
N.
VERIFICHE
EFFETTUATE
N.
IRREGOLARITA‟
RILEVATE
19
19
1500
60
N. SANZIONI COMMINATE
0
Nell‟anno 2015 è stato effettuato il 99.8% delle verifiche pianificate
Le irregolarità maggiormente riscontrate hanno riguardato in alcuni casi le condizioni delle
strutture degli edifici (16) in altri casi si è trattato di carenze nella gestione del rischio nella
produzione(26).
15
ATTIVITA' DI MACELLAZIONE ANNO 2015
N. animali
introdotti
SPECIE
BOVINA/BUFALINA
EQUINA
SUINA
OVICAPRINI
VOLATILI DA CORTILE
CONIGLI
UNGULATI IN CENTRI LAVORAZIONE
SELVAGGINA
N. animali
macellati
3533
95
N.
macellazioni
di necessità
0
0
*N.
macellazioni
d'urgenza in
allevamento
20
0
N. carcasse
sequestrate
all'ispezione
0
0
7191
191
1089373
0
0
0
0
0
0
0
0
5290
7792
0
0
0
848
0
Controlli per il BENESSERE ANIMALE al macello:
consistono nella verifica del rispetto delle condizioni di BENESSERE relativamente allo scarico degli
animali, alle loro condizioni di pulizia nelle fasi che precedono la macellazione.
N. MACELLI ESISTENTI
NUMERO MACELLI
CONTROLLATI PER
BENESSERE
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON CONFORMITÀ
N. SANZIONI
COMMINATE
19
19
140
14
0
Controlli per il TRASPORTO al macello:
consistono nella verifica del rispetto delle condizioni TRASPORTO relativamente ai mezzi che
veicolano animali alla macellazione.
N. MACELLI ESISTENTI
NUMERO MEZZI
CONTROLLATI PER IL
TRASPORTO
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON CONFORMITÀ
N. SANZIONI
COMMINATE
19
19
140
0
0
Controlli per il L‟ANAGRAFE BOVINA al macello:
consistono nella verifica del rispetto dell‟ANAGRAFE BOVINA relativamente all‟arrivo per la
macellazione.
N. MACELLI ESISTENTI
NUMERO MACELLI
CONTROLLATI PER
ANAGRAFE BOVINA
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON CONFORMITÀ
N. SANZIONI
COMMINATE
15
15
140
24
0
16
Centri di LAVORAZIONE della SELVAGGINA CACCIATA:
consiste nel controllo Veterinario delle fasi successive all‟abbattimento, avvenuto durante le battute di
caccia, degli ungulati domestici (prevalentemente cinghiali) trasportati presso i centri di lavorazione
della selvaggina prima della loro commercializzazione
N. CENTRI LAVORAZIONE
SELVAGGINA PRESENTI
NUMERO CENTRI LAVORAZIONE
SELVAGGINA CONTROLLATI
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON
CONFORMITÀ
N. SANZIONI
COMMINATE
4
4
141
1
0
LA MACELLAZIONE per USO FAMIGLIARE DEI SUINI (attività su domanda):
consiste nel controllo Veterinario delle macellazioni dei suini ad esclusivo uso familiare effettuate
presso il domicilio del richiedente e garantisce l‟ispezione sanitaria e la verifica delle condizioni di
benessere degli animali sottoposti a macellazione.
N. MACELLAZIONI USO
FAMIGLIA
NUMERO ACCESSI
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON CONFORMITÀ
N. SANZIONI
COMMINATE
247
194
247
0
0
CONTROLLO IGIENICO SANITARIO NEI SETTORI DELLA PRODUZIONE,
TRASFORMAZIONE E DEPOSITO DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE
L‟attività è svolta per garantire la sicurezza delle carni lavorate e conservate negli impianti di
sezionamento e negli impianti di deposito; viene assicurato l‟intervento del Veterinario per le richieste
di certificazione, l‟attività di controllo ufficiale viene supportata dalla compilazione di check-list e
vengono garantiti gli interventi relativi alle allerte alimentari.
1. CONTROLLO VETERINARIO DEI DEPOSITI DELLE CARNI E DEGLI IMPIANTI DI
SEZIONAMENTO CARNI ROSSE E BIANCHE
Assicura il controllo ufficiale sull‟attività di deposito frigorifero e di sezionamento in ogni impianto:
prevede controlli ispettivi, di processo, di prodotto e di tracciabilità sugli alimenti di origine animale.
L‟attività è svolta rispettando le normative vigenti ed il controllo programmato in queste tipologie di
impianti viene effettuato con le frequenze previste dalle normative comunitarie.
N. DEPOSITI ESISTENTI
N. DEPOSITI CONTROLLATI
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON
CONFORMITÀ
RILEVATE
N. SANZIONI
COMMINATE
12
12
483
8
0
N. SEZIONAMENTI CARNI
ROSSE ESISTENTI
N. SEZIONAMENTI CARNI
ROSSE CONTROLLATI
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON
CONFORMITÀ
RILEVATE
N. SANZIONI
COMMINATE
15
15
523
6
0
N. SEZIONAMENTI CARNI
BIANCHE ESISTENTI
N. SEZIONAMENTI CARNI
BIANCHE CONTROLLATI
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON
CONFORMITÀ
RILEVATE
N. SANZIONI
COMMINATE
7
7
194
3
0
Le irregolarità hanno riguardato sia requisiti gestionali (n. 16 non conformità) sia requisiti strutturali
(n. 1 non conformità).
17
2. CONTROLLO VETERINARIO DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CARNI MACINATE E
DI PREPARAZIONE A BASE DI CARNE
Prevede l‟attività del controllo Veterinario sulla produzione di carni macinate, preparazioni di carni e
carni separate meccanicamente di ogni impianto ed assicura i controlli ispettivi ed i controlli di
processo, di prodotto e di tracciabilità dei prodotti di origine animale.
N. STABILIMENTI CARNI
MACINATE E PREPARAZIONI
ESISTENTI
N. STABILIMENTI CARNI
MACINATE E PREPARAZIONI
CONTROLLATI
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
N. DI NON
CONFORMITÀ
RILEVATE
N. SANZIONI
COMMINATE
5
5
218
12
0
Le irregolarità hanno riguardato i requisiti gestionali (n.12 non conformità).
3. CONTROLLO VETERINARIO DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI PRODOTTI A BASE
DI CARNE E LOA
a) Controllo presso impianti di PRODOTTI A BASE DI CARNE E LOA:
comprende l‟attività di controllo ufficiale sull‟attività di preparazione dei prodotti a base di carne di
ogni impianto. Prevede i controlli ispettivi ed i controlli di processo, di prodotto e di tracciabilità. Il
controllo programmato per l‟anno 2015 in queste tipologie di impianti è stato effettuato con le
frequenze previste.
b) Controllo presso impianti di prodotti a base di carne ai fini della ESPORTAZIONE verso PAESI
TERZI:
l‟inserimento dell‟impianto nelle liste di quelli abilitati ad esportare verso alcuni Stati extra UE
richiedono al servizio del controllo ufficiale di verificare il mantenimento di particolari requisiti e
processi di produzione derivanti da specifici accordi. Il controllo ufficiale su questi impianti deve
anche garantire la certificazione in esportazione dei prodotti ed il campionamento in base a procedura
operativa specifica.
N. SALUMIFICI ESISTENTI
40
N. SALUMIFICI
CONTROLLATI
40
N. VERIFICHE
EFFETTUATE
2396
N. DI NON CONFORMITÀ
RILEVATE
67
N. SANZIONI
COMMINATE
SEGNALAZIONE
AUTORITÀ GIUDIZIARIA
1
Le irregolarità hanno riguardato sia requisiti gestionali (n. 49 non conformità) sia requisiti strutturali
(n. 18 non conformità).
4. CONTROLLO VETERINARIO PRESSO IMPIANTI DI RICONFEZIONAMENTO E
OVOPRODOTTI
Assicura l‟attività di controllo ufficiale sull‟attività di riconfezionamento degli alimenti, sugli impianti
di produzione di ovoprodotti e sui centri di imballaggio mediante controllo programmato con le
frequenze previste.
N. STABILIMENTI
ESISTENTI
N. STABILIMENTI
CONTROLLATI
N. ISPEZIONI
EFFETTUATE
N. DI NON CONFORMITÀ
RILEVATE
N. SANZIONI
COMMINATE
10
8*
277
4
0
Le irregolarità hanno riguardato i requisiti gestionali (n. 3 non conformità rilevate) e strutturali (1 non
conformità rilevata).
18
4. CONTROLLO VETERINARIO PRESSO IMPIANTI DI PRODOTTI DELLA PESCA E
MOLLUSCHI
Assicura l‟attività di controllo ufficiale sull‟attività di lavorazione dei prodotti ittici mediante controllo
programmato con le frequenze previste.
N. STABILIMENTI
ESISTENTI
N. STABILIMENTI
CONTROLLATI
N. ISPEZIONI
EFFETTUATE
N. DI NON CONFORMITÀ
RILEVATE
N. SANZIONI
COMMINATE
1
1
35
0
0
Nessuna irregolarità
ATTIVITA SU STRUTTURE REGISTRATE
Si tratta di imprese che trasformano e/o commercializzano matrici di origine animale e su tali strutture
sono programmate annualmente, con criterio di rotazione, le attività di Vigilanza e Controllo mediante
l‟utilizzo di check-list regionali.
1. CONTROLLO VETERINARIO SULLE STRUTTURE CHE TRASFORMANO O
COMMERCIALIZZANO MATRICI DI ORIGINE ANIMALE (Macellerie – Pescherie –
Laboratori Stagionali – Agriturismi – Laboratori di smielatura)
Si verificano le condizioni di gestione delle strutture registrate ai fini di assicurare il rispetto degli
standard igienici e della tracciabilità degli alimenti di origine animale
N. DITTE REGISTRATE
DA CONTROLLARE
N. DITTE REGISTRATE
CONTROLLATE
170
N. DI NON CONFORMITÀ
RILEVATE
161
N. SANZIONI COMMINATE
162
1
Le irregolarità hanno riguardato sia requisiti gestionali (n. 132 non conformità) sia requisiti strutturali
(n. 30 non conformità).
ATTIVITA‟ DI CAMPIONAMENTO
L‟attività in oggetto si sviluppa in ottemperanza al:
Piano Nazionale Residui (PNR) che si svolge presso gli impianti di macellazione
Piano Regionale Alimenti (PRA) che si svolge sia sulle attività di produzione che di distribuzione di
alimenti di origine animale
Piano e Segnalazioni UVAC (Ufficio Veterinario Adempimenti Comunitari) che si svolge presso
impianti di sezionamento, deposito e salumifici
Piano Aziendale di campionamento: campionamento microbiologico dei prodotti a base di carne
effettuato sia negli stabilimenti con riconoscimento comunitario che in quelli iscritti nelle liste
ministeriali di abilitazione all‟esportazione in Paesi Terzi.
Esami trichinoscopici effettuati presso i macelli sugli animali delle specie suina, equina e selvaggina
cacciata per rivelare l‟eventuale presenza nelle carni macellate della trichina che risulta essere un
parassita delle specie sopraindicate e che può essere trasmessa all‟uomo con gli alimenti.
N. TOTALE DI CAMPIONI
EFFETTUATI
5959
N. TOTALE DI ANALISI
EFFETTUATE
6359
N. DI CAMPIONI NON
CONFORMI
16
N. DI DENUNCE A
SEGUITO DI NON
CONFORMITÀ
1
N. DI PROVVEDIMENTI E
PRESCRIZIONI A SEGUITO
DI NON CONFORMITÀ
44
Le irregolarità riscontrate hanno riguardato il superamento dei valori di legge ammessi per presenza di
batteri patogeni nei salumi freschi o stagionati.
19
Attività della U.O. Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche
Direttore Dr. Marco Delledonne
L‟unità Organizzativa complessa “Igiene degli allevamenti e delle produzioni
zootecniche” svolge principalmente attività di vigilanza e controllo ufficiale negli
allevamenti zootecnici (in Provincia di Piacenza si tratta soprattutto di allevamenti di
bovini da latte, bovini da carne e suini) e negli stabilimenti di produzione, trasformazione e
deposito dei prodotti lattiero-caseari.
L‟attività di controllo negli allevamenti consiste nelle verifiche sul corretto utilizzo dei
farmaci veterinari, sul benessere ed alimentazione degli animali allevati, sulle condizioni
igieniche dei fabbricati utilizzati per l‟allevamento, sulle pratiche di riproduzione animale
naturale ed artificiale.
L‟U.O. si occupa inoltre dei controlli sull‟industria mangimistica, sulla industria dei
sottoprodotti di origine animale, sugli stabilimenti che utilizzano gli animali ai fini della
sperimentazione medica, sul rispetto delle norme riguardanti il benessere degli animali
domestici.
L‟attività di controllo negli stabilimenti di trasformazione del latte alimentare consiste
nella verifica delle condizioni igieniche dei locali adibiti alle attività e nella verifica della
corretta gestione delle produzioni nel rispetto delle norme Comunitarie e Nazionali.
1. Controllo e vigilanza sulla distribuzione ed impiego del farmaco veterinario in
coordinamento con il servizio farmaceutico e programmi per la ricerca dei
residui dei trattamenti con farmaci, ormoni, sostanze illecite e trattamenti
impropri:
sia l‟attività di controllo sulla commercializzazione ed utilizzo dei farmaci ed
ormoni negli allevamenti, sia la successiva attività di ricerca di residui di farmaci,
ormoni, sostanze vietate e contaminanti ambientali hanno come principale finalità
quella di escludere dal consumo umano alimenti di origine animale contenenti
residui di tali sostanze tossico-nocive. Per i residui di farmaci si deve aggiungere
anche una valutazione sulla interazione con alcuni microrganismi patogeni per
l‟uomo ed il successivo sviluppo di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici
normalmente utilizzati nella cura delle persone (Progetto Antibioticoresistenza).Ferma restando la responsabilità primaria dell‟Operatore del settore
alimentare (agricoltore, allevatore, industriale,etc.) l‟attività del Servizio pubblico è
orientata, con l‟esecuzione di interventi casuali e mirati, ad evidenziare, correggere
e reprimere comportamenti irregolari ed illeciti.
L‟attività di campionamento ha riguardato interventi negli allevamenti di animali
produttori di alimenti per l‟uomo con prelievi principalmente di sangue ed urine,nei
macelli con prelievi di urine, parti di organo e tessuti, nei caseifici e nei
distributori di latte crudo con campioni di prodotto alimentare. Alcuni
campionamenti sono stati finalizzati alla ricerca nei prodotti alimentari (soprattutto
di origine animale) di contaminanti ambientali di origine industriale o sostanze
radioattive.
Nell‟anno sono state programmate le attività di ispezione riguardanti la materia
evidenziate in tabella 1. Nella medesima tabella sono riportate le attività
effettivamente svolte, le irregolarità riscontrate e le sanzioni elevate. Tutte le
20
ispezioni sono state programmate in funzione del rischio e della tipologia di
allevamento o campionamento.
Tabella 1.
Controlli su commercio ed utilizzo farmaci, ormoni e sostanze vietate
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
Allevamenti
zootecnici
1192
1073
13
13
Ambulatori
Veterinari e
Farmacie
75
43
0
0
2
2
0
0
Campionamenti per
analisi in
allevamenti
194
207
3
3
Campionamenti per
analisi nei macelli
463
463
0
0
tipologia
Distributori
ingrosso farmaci
Le irregolarità riscontrate hanno riguardato soprattutto errori ed omissioni nella
registrazione e nella documentazione riguardante l‟utilizzo del farmaco. Le
positività ai campionamenti hanno riscontrato residui di farmaci veterinari non
ammessi od oltre i limiti consentiti.
2. Controllo e vigilanza sulla alimentazione animale e sulla produzione e
distribuzione dei mangimi :
i controlli sono rivolti alla industria mangimistica per gli aspetti igienici delle
produzioni, per gli aspetti che riguardano i requisiti delle materie prime utilizzate,
la loro corretta miscelazione e l‟eventuale integrazione con farmaci, vitamine ed
integratori minerali, secondo la corretta applicazione delle normative comunitarie e
nazionali. I controlli proseguono poi negli allevamenti di animali destinati alla
produzione di alimenti per l‟uomo e riguardano principalmente la rintracciabilità
delle materie prime utilizzate e la verifica dell‟osservanza del divieto di utilizzo
delle farine di origine animale negli allevamenti di ruminanti (bovini, ovini e
caprini) ai fini della prevenzione della BSE (più conosciuta come malattia della
“mucca pazza”).
Sono inoltre programmati sia nell‟industria mangimistica sia negli allevamenti una
serie di campionamenti per la verifica della presenza di sostanze vietate, tossiconocive e di contaminanti ambientali. L‟entità dei controlli programmati e realizzati
è riassunta in tabella 2.
21
Tabella 2.
controlli sulla alimentazione animale e sulla produzione e commercio dei mangimi
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
737
737
0
0
20
21
4
4
30
30
0
0
Campionamenti per analisi
110
112
2
2
Certificazioni rilasciate
per commercio extra-UE
46
46
-
-
tipologia
allevamenti zootecnici
mangimifici
Distributori ingrosso
mangimi
Le irregolarità riscontrate nel corso dell’attività di vigilanza sui mangimifici hanno
riguardato il rispetto delle condizioni igieniche di lavorazione e l’implementazione
dell’Autocontrollo. Il riscontro delle irregolarità ha generato provvedimenti prescrittivi
applicati all’Operatore del Settore dei Mangimi che ha provveduto nei tempi alla risoluzione
dell’irregolarità.
Nell’ambito dei campionamenti effettuati in ottemperanza al Piano Nazionale Alimentazione
animale 2015-2017 le irregolarità riscontrate hanno riguardato il controllo dei livelli di
carry-over di sostanze farmacologicamente attive e coccidiostatici nei mangimi destinati
agli animali produttori di alimenti sia in impianti di produzione di Mangimi per conto terzi,
sia in allevamento. Le Non conformità hanno generato provvedimenti sanzionatori e
prescrittivi.
3. controllo e vigilanza sulla riproduzione animale:
I controlli vengono eseguiti soprattutto nelle strutture in cui viene prodotto e
commercializzato materiale seminale fresco e congelato utilizzato nella
inseminazione artificiale di bovini, equini e suini. La finalità del controllo è quella
di prevenire la diffusione tra le specie animali di malattie contagiose a sfera
sessuale mediante l‟utilizzo di materiale seminale non idoneo. Il controllo sulla
composizionegenetica del seme fresco e congelato commercializzato è invece
demandato al Personale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Tabella 3.
controlli sulla riproduzione animale
tipologia
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
strutture di produzione e
commercializzazione di
materiale seminale fresco
e congelato per
inseminazione artificiale
23
23
0
0
22
4. Controllo sul latte e sulle produzioni lattiero casearie:
le attività di vigilanza e controllo iniziano negli allevamenti produttori di latte
alimentare per il consumo umano e proseguono negli stabilimenti di produzione,
trasformazione e stagionatura. Nel corso delle attività di controllo viene verificata
la corrispondenza alla normativa europea e nazionale dei requisiti strutturali e
gestionali degli stabilimenti e vengono svolte attività di campionamento che
verificano a campione la sicurezza alimentare del latte impiegato nelle
lavorazioni.Gli allevamenti da controllare sono stati selezionati utilizzando i criteri
definiti dalla Regione Emilia Romagna. Il numero di controlli programmati ed
eseguiti sono riassunti in tabella 4.
Tabella 4.
controlli sulla produzione e trasformazione del latte alimentare
tipologia
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
40
40
7
7
61
61
149
60
312
423
-
-
94
131
15
15
Allevamenti zootecnici
Impianti di trasformazione
(caseifici)
Certificazioni per export
internazionale rilasciate
Campionamenti per analisi
in allevamenti
Le irregolarità riscontrate negli allevamenti hanno riguardato il superamento dei
valori di legge ammessi per numero di cellule somatiche e per carica batterica.
Le irregolarità riscontrate nei caseifici hanno riguardato maggiormente le
condizioni igieniche e strutturali degli edifici (spesso di tratta di edifici ad elevato
grado di vetustà) in aggiunta a carenze gestionali e tecnologiche.
23
5. Sorveglianza sul benessere degli animali da reddito e d’affezione:
Il legame esistente tra benessere e salute degli animali e la sicurezza degli
alimenti che questi producono è riconosciuto dalla Unione Europea e da altri
Organismi internazionali. Esistono normative a carattere generale (la loro
applicazione è identica in tutti gli allevamenti zootecnici) e norme specifiche
relative all‟allevamento dei vitelli, dei suini e delle galline ovaiole. Annualmente
il Ministero della Salute emana il Piano Nazionale Benessere Animale (PNBA)
che fornisce indicazioni alle Regioni ed alle ASL sulla tipologia e quantità dei
controlli che debbono essere effettuati. Per l‟Ausl di Piacenza sono stati
programmati ed eseguiti i controlli e le attività riassunte in tabella 5.
Tabella 5.
controlli sul benessere degli animali allevati
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
60
60
0
0
Trasporti di animali in
viaggi di durata maggiore
di 8 ore
32
32
5
5
Trasporti di animali in
viaggi di durata inferiore a
8 ore
26
26
1
1
27
27
-
-
24
24
-
-
tipologia
Allevamenti zootecnici
Espressione di pareri
tecnici a Pubbliche
Amministrazioni
Rilascio di autorizzazioni
per mezzi di trasporto
animali vivi
Le irregolarità riscontrate hanno riguardato le modalità di trasporto degli animali da
reddito: in particolare sono stati rilevati non corretti o mancanti alcuni documenti sanitari
(giornale di viaggio, dichiarazione di provenienza, autorizzazione del mezzo di trasporto),
in due casi sono state evidenziate elevate densità di trasporto e in un caso
malfunzionamento delle ventole di raffrescamento. L’attività di controllo ha generato 7
sanzioni amministrative.
24
6. Vigilanza e controllo sull’impiego di animali nella sperimentazione
L‟attività di sperimentazione con utilizzo di animali viene svolta da Università ed
Enti di Ricerca appositamente autorizzati dal Ministero della Salute. Alla Azienda
Sanitaria compete il controllo annuale di queste strutture e la verifica del rispetto
delle normative vigenti soprattutto per quanto riguarda le procedure utilizzate per
evitare sofferenza agli animali utilizzati. Tutte le pratiche di sperimentazione
devono essere autorizzate dal Ministero della salute e, in caso di sofferenza degli
animali, le operazioni di sperimentazione debbono essere svolte in anestesia al fine
di evitare dolore negli stessi. Gli stabilimenti autorizzati nella Provincia di Piacenza
svolgono principalmente sperimentazioni che riguardano l‟alimentazione animale e
che non comportano sofferenza e dolore negli animali utilizzati
Tabella 6.
controlli sull'utilizzo degli animali nella sperimentazione
tipologia
strutture di utilizzo degli
animali a fini sperimentali
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
2
2
0
0
7. Sorveglianza epidemiologica e controllo veterinario degli impianti di
trattamento dei sottoprodotti di origine animale.
Nella Unione Europea con il termine di sottoprodotto di origine animale (SOA) si
intende tutto ciò che non è più destinabile al consumo umano. I sottoprodotti
vengono distinti in tre categorie (1,2,3) in funzione della loro categoria di rischio. I
SOA appartenenti alle categorie 1 e 2 debbono essere distrutti in appositi impianti
autorizzati dalle Regioni, mentre i SOA di categoria 3 possono essere utilizzati
nella alimentazione degli animali domestici non produttori di alimenti per l‟uomo
(cani, gatti, ecc.). Il controllo sugli impianti di trattamento dei SOA mira a
verificare la correttezza delle pratiche di trasformazione, utilizzo e distruzione dei
rifiuti e dei sottoprodotti di origine animale.
Tabella 7.
controlli sugli stabilimenti di sottoprodotti di origine animale
tipologia
controlli
programmati
controlli
eseguiti
n. irregolarità
provvedimenti
stabilimenti di
produzione e deposito di
sottoprodotti di origine
animale
4
4
0
0
25
Attività della U.O. Sanità Animale
Direttore Dr. Carlo Fea
I compiti che la normativa nazionale assegna alla Sanità Animale vengono svolti da una
Unità Operativa appartenente al Dipartimento di Sanità Pubblica ed inserita nel
Programma di Sicurezza Alimentare e Sanità Pubblica Veterinaria, questa eroga le proprie
prestazioni, prevalentemente effettuate presso allevamenti o strutture di ricovero di
animali, su tutto il territorio aziendale tramite venti veterinari, un tecnico della prevenzione
e un operatore tecnico, dislocati in sette uffici. Per facilitare i rapporti con gli Enti
territoriali e con gli utenti ad ogni veterinario vengono assegnati dei territori di
competenza che solitamente coincidono con quelli comunali, in genere questi vengono
ruotati ogni tre anni.
Le prestazioni che la Sanità Animale deve garantire sono stabilite dalle normative e dai
piani comunitari, nazionali e regionali. Per realizzare tutto questo l‟U.O. si è dotata di un
piano di lavoro annuale che è stato declinato a livello dei singoli operatori tramite piani
individuali. Le tipologie di prestazioni erogate si possono suddividere in:
di tipo programmato
derivanti da una richiesta dell‟utente
derivanti da situazioni di emergenza.
A seguito di focolai di malattia verificatesi nella nostra regione si è reso necessario
modificarela programmazione per realizzare quanto previsto dal piano di emergenza
per l’influenza aviaria. Nella nostra provincia non sono state evidenziate situazioni di
pericolo.
I controlli ufficiali, programmati sulla base dell‟analisi del rischio secondo le indicazioni
ministeriali, sono stati effettuati attraverso visite di audit ed ispezioni e hanno riguardato il
sistema di identificazione e registrazione degli allevamenti bovini, ovini, suini ed equini e
la valutazione dei requisiti di biosicurezza degli allevamenti suini ed avicoli e l‟idoneità
delle strutture di ricovero per cani e gatti .
La qualità e la coerenza dei controlli, effettuati con l‟impiego di manuali e liste di riscontro
predisposte dalla Regione Emilia Romagna in tutte le aree di indagine, sono state verificate
tramite un audit aziendale e un‟attività di supervisione da parte del Direttore dell‟U.O.,
direttamente o tramite Veterinari incaricati.
I dati riportati nei capitoli che seguono evidenziano come nella maggior parte dei casi, gli
interventi di vigilanza e controllo ufficiale condotti nel corso dell‟anno nei vari ambiti di
attività, abbiano fornito esito favorevole, confermando la buona situazione sanitaria del
territorio di competenza dell‟Azienda USL di Piacenza.
Nei capitoli che seguono sono riportate in dettaglio le prestazioni effettuate nell‟anno
2015.
26
1.
ANAGRAFE ZOOTECNICA
L‟anagrafe zootecnica rappresenta un elemento fondamentale nel controllo e sorveglianza
delle malattie infettive degli animali, nella tracciabilità dei prodotti di origine animale e nel
supporto all‟erogazione dei premi comunitari destinati agli allevatori.
L‟anagrafe zootecnica nazionale (https://www.vetinfo.sanita.it) è operativa per le specie
bovina, ovina, caprina, suina, avicola, equina, specie ittiche da acquacoltura e api.
L‟attività, di gestione comprende:
registrazione nuovi allevamenti
registrazione cessazioni o variazioni anagrafiche
rilascio passaporti bovini e ovi-caprini
autorizzazione e richiesta marche auricolari
registrazione delle iscrizioni e movimentazioni dei capi, su delega
IL PATRIMONIO ZOOTECNICO DELLA PROVINCIA, ISCRITTO ALL‟ANAGRAFE PER L‟ANNO 2015 È IL SEGUENTE:
SPECIE
N. ALLEVAMENTI
N. CAPI
BOVINI
877
185
299
1057
104
1
397
84495
123187
6106
4200
2470012
4000
====
SUINI
OVI-CAPRINI
EQUINI
AVICOLI
CUNICOLI
API
Nell‟ambito dell‟anagrafe zootecnica i veterinari dell‟U.O. Sanità Animale provvedono
alla verifica dei requisiti al momento dell‟apertura delle aziende, alla rilevazione della
localizzazione geografica (GPS)ed effettuano i controlli ufficiali mediante verifiche,
ispezioni ed audit su un campione di strutture selezionato in base a criteri fissati dalla
normativa.
TIPO DI
CONTROLLO
UFFICIALE
N. ALLEVAMENTI DA
SOTTOPORRE A
CONTROLLO
N. ALLEVAMENTI
CONTROLLATI
N. PRESCRIZIONI A
SEGUITO DI NON
CONFORMITÀ
N. SANZIONI
COMMINATE
ISPEZIONI
97
14
97
14
9
0
1
0
AUDIT
Le infrazioni al Reg (CE) 1760/2000 in materia di anagrafe zootecnica riscontrate in sede
di controllo ufficiale, hanno comportato l‟emissione di provvedimenti sia prescrittivi che
sanzionatori. In particolare, le infrazioni che hanno condotto all‟azione prescrittiva,
interessavano 1 allevamento bovino, 1 allevamento ovi-caprino e 6 allevamenti equini per
un totale di 41 capi interessati e hanno riguardato la mancata o irregolare identificazione
dei capi, la mancata o errata registrazione degli spostamenti, così come la assenza o non la
non conformità dei documenti previsti per l‟attività di allevamento. Le infrazioni
sanzionate, riguardanti la mancata registrazione delle movimentazioni degli animali, hanno
interessato 1 allevamento bovino che aveva già subito controlli negli anni precedenti.
27
2. SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA E PROFILASSI DELLE MALATTIE INFETTIVE E
DIFFUSIVE DEGLI ANIMALI
L‟attività di sorveglianza e profilassi delle malattie infettive degli animali da allevamento,
oltre alla salvaguardare la salute degli animali, costituisce un presidio fondamentale a tutela
della popolazione nei confronti di malattie trasmissibili all‟uomo e permette il libero
commercio, anche verso i paesi esteri, di prodotti di origine animale ottenuti da allevamenti
situati sul territorio della nostra provincia.
PIANO DI SORVEGLIANZA DELLA TBC, DELLA BRUCELLOSI E DELLA LEUCOSI BOVINA
ENZOOTICA
N. ALLEVAMENTI
MALATTIA
N. ALLEVAMENTI
BOVINI DA LATTE E
DA RIPRODUZIONE
TBC
699
BRUCELLOSI
LEUCOSI
699
DA
CONTROLLARE
SECONDO PIANO
REGIONALE
N. ALLEVAMENTI
CONTROLLATI
SECONDO PIANO
REGIONALE
N. CAMPIONI /
INOCULAZIONI
DIAGNOSTICHE
N. POSITIVITÀ
230
12863
0
220
438
1541
615
SANGUE
470
LATTE
0
0
Il volume dei controlli non è esattamente corrispondente a quanto programmato, in quanto nel
corso dell‟anno sono avvenute variazioni nel numero e nella tipologia degli allevamenti da
sottoporre al piano,.
N. ALLEVAMENTI
N. ALLEVAMENTI
OVINI / CAPRINI
MALATTIA
DA
CONTROLLARE
SECONDO PIANO
REGIONALE
299
BRUCELLOSI
N. ALLEVAMENTI
CONTROLLATI
SECONDO PIANO
REGIONALE
N. CAMPIONI
N. POSITIVITÀ
99
2057
0
101
PIANO DI SORVEGLIANZA ENCEFALOPATIE SPONGIFORMI TRASMISSIBILI (BSE)
TIPO DI
CONTROLLO
N. ALLEVAMENTI
BOVINI DA LATTE
E DA
RIPRODUZIONE
N. CONTROLLI
PROGRAMMATI
N. CONTROLLI
EFFETTUATI
N. ANIMALI DI
ETÀ SUPERIORE A
48 MESI, MORTI
IN ALLEVAMENTO
N. CAMPIONI
N. POSITIVITÀ
CONTROLLO
CLINICO
699
1408
1485
==========
==========
0
PRELIEVO
TRONCO
ENCEFALICO
==========
========
==========
726
710
0
PIANO DI SORVEGLIANZA DELLA FEBBRE CATARRALE DEGLI OVINI (BLUE TONGUE)
N. ALLEVAMENTI
BOVINI
N. CAPI
SENTINELLA
N. CAMPIONI
N. TRAPPOLE PER
CATTURA INSETTI
N. CATTURE
N. POSITIVITÀ
28
SENTINELLA
16
240
2673
52
1
0
PIANO DI SORVEGLIANZA DELLA MALATTIA VESCICOLARE DEI SUINI, DELLA PESTE SUINA
CLASSICA E DELLA MALATTIA DI AUJESZKY
N. ALLEVAMENTI
SUINI
N. ALLEVAMENTI
SUINI DA
SOTTOPORRE AL
PIANO
N. CAMPIONI
PROGRAMMATI
N. CAMPIONI
EFFETTUATI
N. POSITIVITÀ
185
31
1793
1862
0
PIANO NAZIONALE DI CONTROLLO DELLA MALATTIA DI AUJESZKY NELLA SPECIE SUINA
N. ALLEVAMENTI
SUINI DA
N. ALLEVAMENTI
SUINI
SOTTOPORRE AL
PIANO
185
92
N. ALLEVAMENTI
SUINI SOTTOPOSTI
AL PIANO
N. CAMPIONI
N. POSITIVITÀ
50
2715
8
PIANO DI APPLICAZIONE DELLE MISURE SANITARIE PER IL TERRITORIO REGIONALE
RELATIVE ALL’INFLUENZA AVIARIA
N.
ALLEVAMENTI
AVICOLI DA
SOTTOPORRE AL
PIANO
N. CAMPIONI
PROGRAMMATI
27
3000
N. CAMPIONI
EFFETTUATI
N.
POSITIVITÀ
SANGUE
3046
0
TAMPONI
3066
0
N. CONTROLLI
N. CONTROLLI
SANITARI E
DOCUMENTALI
REQUISITI
BIOSICUREZZA
115
27
N. NON
CONFORMITA’
0
PROGRAMMI DI CONTROLLO DELLE SALMONELLOSI NEGLI ALLEVAMENTI AVICOLI
N. ALLEVAMENTI
AVICOLI DA
SOTTOPORRE A
CONTROLLO
N.
ALLEVAMENTI
AVICOLI
SOTTOPOSTI A
CONTROLLO
N.
CAMPIONI
TAMPONI
AMBIENTALI
N. POSITIVITÀ
N. VERIFICHE PIANO
DI
AUTOCONTROLLO
N. CONTROLLI
REQUISITI
BIOSICUREZZA
N. NON
CONFORMITA’
18
18
126
2
30
29
0
3.
RISANAMENTO
OBBLIGATORIA
DEGLI
ALLEVAMENTI
DALLE
MALATTIE
OGGETTO
DI
DENUNCIA
L‟attività è volta a rilevare tempestivamente l‟insorgenza di sospetti focolai di malattie infettive
soggette a denuncia obbligatoria al fine di escludere o confermare il sospetto e impedire la
diffusione del contagio.
N. SOSPETTI
FOCOLAI
N. FOCOLAI
ACCERTATI
N. FOCOLAI
ESTINTI
10
10
9
29
Nel corso dell‟anno sono stati denunciati 3 focolai di salmonellosi di cui uno in allevamento
avicolo e due in allevamenti bovini, 1 focolaio di Rinopolmonite in allevamento di equini e 6
focolai di mal rossino in allevamenti suinicoli. Tutti i focolai sono stati confermati e hanno
comportato l‟applicazione dei provvedimenti sanitari necessari all‟estinzione della malattia nella
struttura interessata.
4.
SORVEGLIANZAEPIDEMIOLOGICA E CONTROLLI SULLA MOVIMENTAZIONE ANIMALE
La movimentazione animale, rappresenta un punto critico ai fini del mantenimento dello stato
sanitario degli allevamenti e della rintracciabilità delle partite o dei singoli capi movimentati.
La sorveglianza e i controlli sui bovini in ingresso consentono il contenimento del rischio di
diffusione di malattie infettive.
SPECIE
N. PARTITE
N. CONTROLLI
N. CONTROLLI DI
N. PROVE
N. NON
INTRODOTTE
DOCUMENTALI
IDENTITÀ
DIAGNOSTICHE
CONFORMITA’
828
741
2787
4657
0
BOVINI
CONTROLLO SULLE STALLE DI SOSTA
N. STALLE DI
SOSTA
N. CAPI
MOVIMENTATI
N. CONTROLLI
DOCUMENTALI
N. CONTROLLI DI
IDENTITÀ
N. CONTROLLI
SULLE STRUTTURE
N. NON
CONFORMITA’
8
7812
190
190
8
0
5.
CONTROLLO SANITARIO CORRELATO ALL’IGIENE URBANA
La convivenza uomo animale in ambiente urbano può essere causa d‟inconvenienti igienico sanitari
che spesso comportano l‟intervento non solo delle amministrazioni comunali ma anche del personale
veterinario che con esse collabora e che svolge azioni di vigilanza sull‟applicazione della normativa,
vigilanza che si estende anche alle strutture pubbliche di ricovero per cani e gatti e alle colonie feline.
Nell‟ambito della convivenza uomo animale una delle maggiori criticità è rappresentata dalle lesioni
provocate da animali, per questo l‟U.O. Sanità Animale, ai fini della profilassi della rabbia, sottopone
ad osservazione tutti i mammiferi che abbiano causato lesioni e per evitare condizioni di pericolo per
l‟incolumità pubblica provvede ad una valutazione delle situazioni a rischio per quanto riguarda
l‟aggressività dei cani.
ATTIVITÀ
N. SEGNALAZIONI
MORSICATURA
N. CONTROLLI
EFFETTUATI
N. PROVVEDIMENTI
ADOTTATI
N. NON CONFORMITA’
CONTROLLO ANIMALI
MORSICATORI E
VALUTAZIONE
AGGRESSIVITÀ
271
271
3
0
ATTIVITÀ
N. PRESTAZIONI
N. NON CONFORMITA’
PRESCRIZIONI
INCONVENIENTI
IGIENICO SANITARI
51
12
(*)
CONTROLLI CANILI /
GATTILI
54
3
3
30
(*) Gli interventi per inconvenienti igienico sanitari, su richiesta dei Comuni, hanno riguardato
problemi di convivenza con animali sinantropi ed in particolare piccioni. In 12 casi sono state rilevate
non conformità che sono state segnalate al Sindaco.
Nei controlli sulle strutture pubbliche di ricovero per cani e gatti, sono state rilevate tre non conformità
di carattere gestionale e strutturale seguite da provvedimenti prescrittivi.
6.
PROGETTO REGIONALE
LEISHMANIOSI
MALATTIE
TRASMESSE
DA
VETTORI
–
SOTTOPROGETTO
Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici e i sempre maggiori spostamenti di merci, persone e animali
così come la presenza di cospicue popolazioni di animali domestici e sinantropi, hanno condizionato
l‟epidemiologia delle malattie trasmesse da vettori. Il sotto progetto leishmaniosi, malattia che
colpisce il cane ed è trasmissibile all‟uomo, ha l‟obiettivo di monitorare la presenza di cani infetti nei
canili pubblici e di rilevare la presenza dell‟insetto vettore (flebotomo o pappatacio) per definire il
livello di rischio nella nostra provincia.
N. CANILI
N. CAMPIONI SU
CANI SENTINELLA
4
77
N. CAMPIONI
NUOVE
INTRODUZIONI
N. POSITIVITÀ
N. TRAPPOLE
VETTORI
N. CATTURE
N. POSITIVITÀ
14
0
-
-
191
Le quattro strutture pubbliche di ricovero per cani della provincia di Piacenza sono situate nei comuni
di Piacenza, Fiorenzuola d‟Arda, Castell‟Arquato e Agazzano. In tali impianti sono stati effettuati
campionamenti periodici di sangue su 77 cani sentinella mentre sono stati prelevati 191 soggetti di
nuova introduzione. Le positività riguardano 11 cani di nuova introduzione e 3 cani sentinella, per tutti
è stato prescritto il trattamento terapeutico e, presso le strutture, il potenziamento delle misure di
prevenzione contro il vettore. Come previsto dal Piano Regionale, le attività di campionamento vettori
possono essere effettuate ad anni alterni se non sono presenti cani infetti e ci sono stati riscontri
negativi per più anni consecutivi, per cui nel 2015 non sono state effettuate presso il canile di
Fiorenzuola d‟Arda, esse riprenderanno nel 2016.
7.
PIANO REGIONALE DI MONITORAGGIO DELLA FAUNA SELVATICA
Il monitoraggio sullo stato sanitario delle popolazioni selvatiche consente di raccogliere informazioni
utili per valutare il rischio di malattie per gli animali domestici e per l‟uomo.
Il piano, oltre al personale veterinario della AUSL, coinvolge l‟amministrazione provinciale, gli istituti
zooprofilattici e i cacciatori.
SPECIE
N. CAMPIONI
MALATTIA
N. POSITIVITÀ
CINGHIALE
1786
TRICHINELLOSI
0
CINGHIALE
79
BRUCELLOSI
0
CINGHIALE
3
TUBERCOLOSI
1
CINGHIALE
17
INFLUENZA TIPO A
0
VOLPE
60
TRICHINELLOSI
0
31
VOLPE
7
RABBIA
0
VOLPE
30
LEISHMANIOSI
0
LEPRE
13
BRUCELLOSI
0
LEPRE
13
TULAREMIA
0
CORVIDI
112
TRICHINELLOSI
0
108
WEST NILE DISEASE
USUTU VIRUS
2 PER WND
1 PER USUTU
CORVIDI
Piacenza, lì 31 marzo 2016
Dr. Marco Delledonne
32