disciplinare per la produzione di oli vergini di oliva
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disciplinare per la produzione di oli vergini di oliva
Centro di Ricerca per l’Olivicoltura e l’Industria Olearia Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica DISCIPLINARE PER LA PRODUZIONE DI OLI VERGINI DI OLIVA Progetti OLIVIBIO OLIBIO Ministero dell’Università e della Ricerca Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali INDICE 1. CAMPO DI APPLICAZIONE ____________________________________________ 2 2. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI _______________________________________ 2 3. PROVENIENZA DELLE OLIVE _________________________________________ 4 4. LA RACCOLTA DELLE OLIVE__________________________________________ 4 4.1 L’EPOCA DI RACCOLTA _________________________________________________ 4 4.2 I METODI DI RACCOLTA _________________________________________________ 5 5. IL TRASPORTO DELLE OLIVE _________________________________________ 5 5.1 LO STOCCAGGIO DELLE OLIVE IN AZIENDA ________________________________ 5 5.1.1 I TEMPI ___________________________________________________________________ 6 5.1.2 I CONTENITORI_____________________________________________________________ 6 6. LO STOCCAGGIO DELLE OLIVE IN FRANTOIO___________________________ 6 6.1. I TEMPI _______________________________________________________________ 6 6.2. I CONTENITORI ________________________________________________________ 6 7. LA MOLITURA ______________________________________________________ 7 8. LA GRAMOLATURA __________________________________________________ 7 9. L’ESTRAZIONE _____________________________________________________ 8 10. LA SEPARAZIONE __________________________________________________ 8 11. FILTRAZIONE______________________________________________________ 8 12. CONSERVAZIONE AL FRANTOIO ED IN AZIENDA _______________________ 9 13. CONFEZIONAMENTO _______________________________________________ 9 13.1 I MATERIALI _______________________________________________________________ 9 13.2 LA FORMA DELLA BOTTIGLIA ________________________________________________ 9 13.3 LE CHIUSURE ______________________________________________________________ 9 14. STOCCAGGIO IN BOTTIGLIA ED ESPOSIZIONE ________________________ 10 15. ETICHETTATURA _________________________________________________ 10 16. PRESENZE ACCIDENTALI DI SOSTANZE NON AMMESSE ________________ 10 1 1. CAMPO DI APPLICAZIONE Il presente disciplinare è relativo alla produzione di oli di oliva vergini, come definiti dal Reg. CE 1513/2001 “gli oli ottenuti dal frutto dell'olivo soltanto mediante processi meccanici o altri processi fisici, in condizioni che non causano alterazione dell'olio, e che non hanno subito alcun trattamento diverso dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla filtrazione, esclusi gli oli ottenuti mediante solvente o con coadiuvanti ad azione chimica o biochimica o con processi di riesterificazione e qualsiasi miscela con oli di altra natura”. Restano inclusi gli oli vergini di buona qualità, prodotti in situazioni pedoclimatiche peculiari. I prodotti della gamma olio di oliva vergine commercializzabili al dettaglio, e dunque in confezioni, sono solo: a) Olio extra vergine di oliva “olio di oliva vergine la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è al massimo di 0,8 g per 100 g e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria”; b) Olio di oliva vergine “olio di oliva vergine la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è al massimo di 2 g per 100 g e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria”. Le caratteristiche dei due oli di oliva vergini commercializzabili al dettaglio sono riportate nella tabella I (Reg. CE 1989/2003). 2. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI L’estrazione dell’olio dalle olive, se condotta solo mediante mezzi meccanici ed in condizioni termiche tale da non alterarne le caratteristiche, dà origine a prodotti che vengono raggruppati nella categoria degli oli cosiddetti “vergini”. La vigente legislazione dell’UE (Reg. CE 1989/2003) divide gli oli vergini in due sottogruppi, ovvero extra vergine e vergine. Le caratteristiche dei due oli di oliva vergini commercializzabili al dettaglio sono riportate nella tabella I. 2 Tabella I: Caratteristiche dei due oli di oliva vergini commercializzabili al dettaglio (Reg. CE 1989/2003). extra vergine Acidità (% acido oleico) ≤0,8 ≤ 2,0 Numero di Perossidi (meq O2/kg olio) ≤ 20 ≤ 20 extra vergine Steroli totali (ppm) ≥ 1000 ≥ 1000 Cere (ppm) ≤ 250 ≤ 250 Acidi grassi saturi in posizione 2 del trigliceride (%) ≤ 1,5 ≤ 1,5 K270 ≤ 0,22 ≤ 0,25 K232 ≤ 2,50 ≤ 2,60 Eritrodiolo + uvaolo (%) ≤ 4,5 ≤ 4,5 Delta K ≤ 0,01 ≤ 0,01 ECN 42 (HPLC teorico) ≤ 0.2 ≤ 0.2 Acido miristico C14:0 (%) ≤ 0,05 ≤ 0,05 Stigmastadieni (ppm) ≤ 0,15 ≤ 0,15 ≤ 1,0 ≤ 1,0 C18:1 T(%) ≤ 0,05 ≤ 0,05 ≤ 0,6 ≤ 0,6 Σ (C18:2 + C18:3) Trans (%) ≤ 0,05 ≤ 0,05 Acido eicosanoico C20:1 (%) ≤ 0,4 ≤ 0,4 Beta-sitosterolo (somma) ≥ 93,0 ≥ 93,0 Acido beenico C22:0 (%) ≤ 0,2 ≤ 0,2 ∆-7– stigmastenolo (%) ≤ 0,5 ≤ 0,5 Acido Lignocerico C24:0 (%) ≤ 0,2 ≤ 0,2 Mediana del difetto (Md) Md=0 <2.5 Colesterolo (%) ≤ 0,5 ≤ 0,5 Mediana del fruttato (Mf) Mf >0 Mf >0 Brassicasterolo (%) ≤ 0,1 ≤ 0,1 Campesterolo (%) ≤ 4,0 ≤ 4,0 Stigmasterolo (%) < CAMP < CAMP Acido linolenico C18:3 (%) Acido arachidico C20:0 (%) Si precisa che il presente documento non ha valore legale ma va inteso come disciplinare volontario e documento di indirizzo per le aziende oleicole che intendano puntare alla qualità delle proprie produzioni. I contenuti del disciplinare sono basati sulle evidenze scientifiche, sull'esperienza dei produttori biologici italiani che hanno 3 partecipato ai diversi momenti di consultazione e sulla decennale esperienza nell'applicazione dei disciplinari privati AIAB che hanno ricevuto negli anni, sul tema oleicolo, con il supporto non solo del Dr. Enzo Perri, Direttore del CRA Centro di Ricerca per l’Olivicoltura e l’Industria Olearia, che ha curato la presente edizione aggiornata, ma anche di altri esponenti scientifici italiani tra cui si ritiene doveroso ringraziare il prof. Lanfranco Conte. 3. PROVENIENZA DELLE OLIVE Per ottenere oli vergini ed extravergini d’oliva biologici certificabili secondo il presente disciplinare è necessario partire da: CONSIGLIATO Olive provenienti da oliveti di, condotti secondo il metodo biologico e certificate come Garanzia AIAB. AMMESSO Olive provenienti da oliveti condotti secondo il metodo biologico e certificati secondo il Reg. CEE 2092/91. VIETATO Olive convenzionali. Cultivar autoctone. 4. LA RACCOLTA DELLE OLIVE Questa fase è di estrema importanza perchè è il primo passo verso la produzione dell’olio di qualità. 4.1 L’EPOCA DI RACCOLTA L’epoca di raccolta ottimale varia a seconda delle priorità scelte dall’olivicoltore: maggiore inolizione o resa più alta al frantoio, massima qualità merceologica (ad esempio, minore acidità libera), massima qualità nutrizionale (ad esempio, contenuto più elevato di antiossidanti). In generale, la raccolta anticipata appare consigliabile, in quanto in tal modo si diminuisce il rischio di avere drupe danneggiate da parassiti (come ad esempio la mosca), meccanicamente, per schiacciamento durante lo stoccaggio ed il trasporto. Inoltre, sia il contenuto negli oli di oliva dei tocoferoli, sostanze ad azione antiossidante e vitaminica in vivo (l’α-tocoferolo, che costituisce la vitamina E), che dei fenoli derivanti dall’oleuropeina o dal ligstroside, è più elevato in quelli ottenuti da olive verdi o seminvaiate, raccolte in anticipo. La raccolta anticipata, quindi, permette di ottenere oli con caratteristiche organolettiche e nutraceutiche in genere migliori. 4 4.2 I METODI DI RACCOLTA Va evitato, con tutti gli accorgimenti possibili, il danneggiamento delle drupe: una drupa danneggiata diviene un nucleo di potenziale sviluppo microbico, può rilasciare lipasi contenute nei succhi cellulari e quindi provocare un innalzamento di acidità dell’olio, man mano che viene portata avanti la lavorazione delle olive. In fase di stoccaggio, inoltre, una drupa danneggiata, sempre a causa del rilascio di succhi cellulari, può andare incontro a fermentazioni, principalmente lattica ed acetica, in grado di conferire all’ olio i difetti noti come riscaldo e avvinato. Durante la raccolta occorre prestare attenzione all’esistenza di possibili fonti di inquinamento e separare come convenzionale una congrua quantità di olive potenzialmente inquinate. CONSIGLIATO Brucatura a mano eventualmente agevolata da pinze o pettini e raccolta su reti. AMMESSO Scuotitura solo laddove le condizioni dell’oliveto lo consentano, senza che le piante ne vengano danneggiate, e raccolta su reti. VIETATO Raccattatura a terra. Utilizzo di pettini vibranti. 5. IL TRASPORTO DELLE OLIVE Tutti i contenitori utilizzati devono essere puliti, in modo da poterli riempire direttamente in campo e, in caso di partite di olive che abbiano imbrattato la cassetta, lavarla prima del riutilizzo. È consigliabile usare dei contenitori idonei per la raccolta, l’eventuale breve stoccaggio ed il trasporto: per poterli riempire direttamente in campo, e senza alcun travaso trasportare le olive al frantoio. CONSIGLIATO In contenitori aerati come cassette forate o simili. AMMESSO In bins con strati di olive di altezza superiore ai 20 cm. In bins con strati di olive di altezza inferiore ai 20 cm. VIETATO In sacchi (anche in plastica). Alla rinfusa, con eccedenti i 20 cm. strati 5.1 LO STOCCAGGIO DELLE OLIVE IN AZIENDA La gestione ottimale dei tempi di stoccaggio, non sempre effettuato nelle aziende, ma che a volte risulta necessario per organizzare volumi di molitura adeguati, tiene conto delle notevoli negatività dell’operazione, e mira a ridurre i tempi di sosta delle olive in frantoio. Nel caso in cui si debba immagazzinare le olive prima della consegna al frantoio, il 5 tempo intercorrente tra raccolta e molitura deve essere il più breve possibile; nel caso di olive non in perfette condizioni, anche uno stoccaggio intermedio di 1 giorno può seriamente compromettere la qualità dell’olio. 5.1.1 I TEMPI CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO Non oltre un giorno. Massimo due giorni. Oltre i due giorni. CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO In contenitori aerati come cassette forate o simili. In bins con strati di olive di altezza superiore ai 20 cm. Alla rinfusa, con eccedenti i 20 cm. 5.1.2 I CONTENITORI In bins con strati di olive di altezza inferiore ai 20 cm. strati In sacchi (anche in plastica). Lo stoccaggio presso l’azienda deve comunque seguire le stesse precauzioni citate per il trasporto, inoltre particolare attenzione va posta alle condizioni dell’ambiente di stoccaggio. Esso deve essere fresco, asciutto, al riparo dalla luce, avere un adeguato ricambio di aria e non essere in prossimità di altri locali destinati ad usi differenti da quelli alimentari, in particolare si dovrà porre attenzione alla possibilità che odori estranei possano giungere al locale delle olive. Un classico errore in tal senso è lo stoccaggio in locali attigui a caldaie o a depositi di nafta o attrezzi agricoli a motore: le possibilità di impartire all’olio caratteristiche organolettiche che ne risentano sono reali ed elevatissime, analogo il discorso per depositi di concime organico: è noto il caso di oli perfetti da un punto di vista chimico fisico, ma con un inconfondibile odore di stallatico. 6. LO STOCCAGGIO DELLE OLIVE IN FRANTOIO 6.1. I TEMPI CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO Non oltre un giorno. Massimo un giorno. Oltre un giorno. CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO In contenitori aerati come cassette forate o simili. In bins con strati di olive di altezza superiore ai 20 cm. Alla rinfusa, con strati eccedenti i 20 cm. 6.2. I CONTENITORI 6 In bins con strati di olive di altezza inferiore ai 20 cm. In sacchi. A pavimento. 7. LA MOLITURA CONSIGLIATO AMMESSO Frantoio a molazze abbinato a gramole e decanter, dedicato alla lavorazione delle olive biologiche, oppure, in caso di utilizzo di impianti convenzionali, si dovrà procedere alla pulitura dell’impianto prima della lavorazione delle partite biologiche. Frantoio tradizionale presse e fiscoli. VIETATO con Frantoio con tempi di sosta lunghi prima della molitura o frangitura. Frantoio a ciclo continuo dedicato alla lavorazione delle olive coltivate con metodo biologico. In particolare, nel caso di utilizzo di impianti non dedicati, si dovrà procedere ad una pulitura molto accurata dell’impianto prima della lavorazione delle partite di olive coltivate secondo il metodo biologico. Tale pulitura non potrà limitarsi all’uso esclusivo di acqua calda; è consigliato l’uso di prodotti detergenti certificati come ecologici (ad esempio, Detergenza pulita AIAB). La lavorazione delle olive dovrà essere effettuata ad inizio del ciclo di lavorazione giornaliero per consentire un adeguato sgrondo notturno dell’olio residuo e un lavaggio efficace successivo. 8. LA GRAMOLATURA CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO T° della pasta <30°. T° della pasta < 35°. Lavorazione promiscua di partite bio e le olive convenzionali. 7 9. L’ESTRAZIONE CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO Tramite decanter a tre o due fasi Tramite il metodo Baglioni purché con materiale filtrante costituito al 100% da materiale biologico. Tramite pressa con fiscoli vecchi o usati promiscuamente con partite di olive biologiche e convenzionali. Metodo Sinolea. Tramite pressa purché con fiscoli nuovi o utilizzati esclusivamente per le partite biologiche. Per tali fiscoli si provvederà ad un lavaggio accurato fra una lavorazione bio e quella successive, se distanti nel tempo. Utilizzo di talco ed enzimi come coadiuvanti. 10. LA SEPARAZIONE CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO T°dell’acqua <30°. T° dell’acqua >30°. Lavorazione promiscua di partite bio e convenzionali. 11. LA FILTRAZIONE CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO Decantazione naturale. È ammessa la non filtrazione, purché il prodotto sia stabile. L’utilizzo di filtrina. L’utilizzo di filtri di cotone o cellulosa preferibilmente biologico. Utilizzo di altri metodi di filtrazione che non prevedano l’utilizzo di filtrina. 8 12. LA CONSERVAZIONE IN FRANTOIO ED IN AZIENDA La conservazione in frantoio ed in azienza è fondamentale per il mantenimento della qualità dell’olio. Deve avvenire in luogo fresco e al riparo dalla luce, in recipienti riempiti fino all’orlo. CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO In fusti di acciaio inox. Contenitori di altri materiali, escluso vetroresina e plastica e purché in idonee condizioni igieniche. Contenitori in vetroresina e materie plastiche. In recipienti a tenuta sotto vuoto o in atmosfera di gas inerte (azoto). 13. CONFEZIONAMENTO 13.1 I MATERIALI CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO Il vetro scuro, il vetro chiaro purché abbinato all’astuccio o altra protezione dalla luce. La terracotta smaltata e la latta in banda stagnata. Le materie plastiche. 13.2 LA FORMA DELLA BOTTIGLIA CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO CONSIGLIATO AMMESSO VIETATO Il tappo a vite con salvagoccia. Il sughero biologico. Il sughero convenzionale e la ceralacca. Bottiglie cilindriche o a parallelepipedo a collo stretto, in modo da limitare al massimo la superficie di contatto con l’aria anche durante il consumo. 13.3 LE CHIUSURE La capsule in materiale plastico e le etichette con colori contenenti metalli pesanti. 9 14. STOCCAGGIO IN BOTTIGLIA ED ESPOSIZIONE Lo stoccaggio deve avvenire in ambiente fresco ed al riparo dalla luce, limitando al minimo i tempi di stoccaggio del prodotto già in bottiglia. 15. ETICHETTATURA Nell’etichetta degli oli vergini d’oliva rispettanti il presente disciplinare dovranno essere riportate, oltre a quelle obbligatorie per legge (reg. CE 1019/2002; reg. CE 1513/2001; Legge N.157 del 24/06/2004; D.L.vo n° 109 del 27.01.92 sostituito e modificato dal D. L.vo n° 181 del 13.06.2003), le seguenti informazioni: ¾ zona di produzione (solo in caso di prodotto DOP e IGP); ¾ il frantoio e tipo di molitura utilizzata; ¾ la ditta di imbottigliamento; ¾ l’anno di produzione. È ammesso l’utilizzo di una contro-etichetta con ulteriori informazioni (ad esempio nutrizionali) nel rispetto delle norme vigenti (D.Lgs. 77/93). 16. PRESENZE ACCIDENTALI DI SOSTANZE NON AMMESSE Dalla raccolta all’imbottigliamento devono essere impiegate tutte le misure necessarie a prevenire inquinamenti accidentali derivanti dalla lavorazione di prodotti convenzionali. 10 Stampato da AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica Settembre 2007 Con il finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali