del mondo - Basilica del Sacro Cuore di Gesù – Roma
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Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abb onamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2 e 3 - Aut. DCB Roma DEL MONDO Periodico di collegamento del Tempio Universale della Devozione al Sacro Cuore Anno Diciannovesimo maggio/giugno 2015 CU RE 3 Don Bosco con la seconda spedizione missionaria Torino, 1876 CU RE DEL MONDO Direttore responsabile Gian Luigi Pussino Promosso dalla Pia Opera del Sacro Cuore Editore e proprietà Periodico di collegamento del Tempio Universale della Devozione al Sacro Cuore NUMERO 3 - ANNO DICIANNOVESIMO - MAGGIO/GIUGNO 2015 in questo numero pagina Ispettoria Salesiana Romano Sarda Collaboratori Valerio Baresi, Ruggiero Diella, Loredana Simeone, Antonio Sperduti, Carmine Taddeo, Nicola Tocco Direzione, redazione e amministrazione 5 Quinta marcia per la vita 6 Un po' di luce! Fotografie Della riproduzione parziale o integrale degli scritti, fotografie e illustrazioni, non si restituiscono gli originali, salvo previa intesa con il Direttore. 10 In alto i cuori 12 Primo venerdì nel mese di Giugno Tipolitografia Istituto Salesiano Pio XI Via Umbertide, 11 • 00181 Roma Tel. 06.78.27.819 - [email protected] Finito di stampare nel mese di Maggio 2015 Vita di San Giovanni Bosco 14 Don Bosco: Impegno missionario e assistenza agli emigranti in Argentina Pubblicazione bimestrale gratuita. Diffusione gratuita Spedizione in abbonamento postale C/C postale n° 914010 Cuore in preghiera 8 Primo venerdì nel mese di Maggio Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 00053/97 del 31-01-97 CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA I giovani nel cuore 4 Esercizi Spirituali Missionari Art direction Nevio De Zolt Via Marsala, 42 - 00185 Roma Tel. 06.444.83.403 - 06.444.83.411 BS, ANS, Ispett. Romana Bruno Gherbassi 1 Lettera del Rettore La famiglia nel cuore 18 SFAF 2015 Una scuola a misura di famiglia per il servizio alle famiglie Cuore in missione 20 La fiducia di Haja Associata alla Unione Stampa Periodica Italiana GARANZIA DI RISERVATEZZA In conformità alla Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Pia Opera del Sacro Cuore garantisce la massima riservatezza dei dati da lei forniti. Il loro trattamento viene realizzato dalla Ispettoria Salesiana di Roma, che amministra le offerte. I dati vengono utilizzati per comunicazioni a lei personalmente dirette da parte della Pia Opera. Può comunque chiedere la rettifica di eventuali errori o di essere escluso da ogni comunicazione, scrivendo a: PIA OPERA DEL SACRO CUORE - Via Marsala, 42 - 00185 Roma CUORE del Mondo “Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio” La (Rom. 8, 14) Sacra Scrittura costantemente ci ricor da che siamo chiamati a vivere la no stra esistenza terrena e a compiere le scelte della nostra vita, attenti alla volontà di Dio, immersi nel suo Amore, guidati da Lui. Ma queste affermazioni non ci privano della nostra libertà? Siamo davvero noi a dirigere la nostra vita, oppure siamo “schiavi” di Dio, da Lui mani polati e condotti? Dobbiamo riconoscere che queste domande esprimono scarsa fiducia nei confronti di Dio e anche degli altri... Sono le stesse doman de che emergono nel contesto della vita di coppia, quando si parla di sottomissione e di obbedienza: perché devo sottomettermi a mio marito? Perché devo dare la priorità a mia moglie? Perché farmi servo?... Per ché?... Nella nostra dimensione terrena, ferita dal peccato, affiora sempre il desiderio di supre mazia e di primato. Emerge quell’arroganza che pretende di prevalere sulla vita degli altri e che fatica a dare spazio, ad ascoltare, a sottomettersi, a farsi serva, a sacrificare la vita... In poche parole, facciamo fatica a vi vere da “figli”. Chi vale davvero, comanda... chi è superiore si fa servire... chi è importante si colloca al primo posto e sceglie la parte migliore... Per Dio no! Non è così! Dio ci chiede di farci servi, di scegliere l’ulti mo posto; c’invita a sottometterci. Perché? Perché Dio è AMORE e l’Amore gioisce pro prio nel dare vita, nel far crescere l’amato, nel constatare l’abbondanza dei suoi frutti, del bene della sua vita. Quando chi ama, dice “Ti voglio bene”, affer ma appunto che vuole il “bene” di colui che egli ama, senza far prevalere il proprio inte resse. Chi ama, è felice quando può essere LETTERA DEL RETTORE 3-2015 1 CUORE del Mondo LETTERA DEL RETTORE 3-2015 2 causa di gioia per le per sone amate! L’Amore desidera conse gnarsi, appartenere a chi ama. L’Amore non cattura, non s’im possessa dell’amato, non lo “usa”, non lo “sfrutta” per il proprio tornaconto; al contrario si dona, si dimentica di sé, per mette re al primo posto chi egli ama. Non dice “sei mio, sei mia” ma unicamente “sono tuo”. Gesù per farci comprendere questo mistero così profondo ci mette dinanzi ad un bambi no e ci chiede di “diventare” come i bambini. Attenzione. Non ci chiede di “rimanere” bam bini, bensì di “diventare”, cioè di crescere, di progredire, di maturare quella caratteristica speciale, che i bambini possiedono natural mente: la fiducia, l’abbandono. Ti seguo perché mi fido di te, ti obbedisco, mi lascio condurre perché ho conosciuto il tuo amore e posso finalmente fidarmi di te. Mi consegno. Mi abbandono... Entro in una ‘appartenenza’! Se non c’è consegna, se non si entra in una appartenenza non si sperimenta l’amore. Dio si comporta così con noi. Lo abbiamo capito ascoltando e guardando Gesù! Gesù, proprio perché ama l’umanità, vive la sua identità di FIGLIO fino a dare la vita per noi, per i nostri peccati, in “obbedienza” al Padre. Fa diventare la propria volontà, identica alla volontà del Padre. Si sottomette alla sua volontà, è obbedien te per AMORE, non per paura o per convenienza. La libertà di Gesù “decide” di aderire alla volontà del Padre. Gesù sceglie liberamente di consegna re la propria libertà al Padre: per Amore! La Sua libertà diventa coincidente con l’ap partenenza al Padre nell’Amore. Il Padre si è consegnato a Lui per glorificarlo e Gesù si consegna al Padre nello Spirito San to: “Tutto è compiuto!”, dirà sulla croce, cioè “Tu hai potuto essermi infinitamente Padre, perché io ti sono stato infinitamente Figlio”. Il desiderio, la volontà del Padre era pro prio quella di permettere a tutta l’umanità di essere “come DIO”, cioè capace di vivere in pienezza l’amore, di dare la vita, di conse gnarsi nella sottomissione e nell’obbedienza, come fa il Figlio perfetto. Dio non solo ci ha creati, ma ci ha voluti FI GLI! Ha posto in noi la sua Vita, la Sua Po tenza, il suo stesso SPIRITO che ci consente di vivere autenticamente da figli di Dio. Nell’AMORE, cioè in DIO, libertà e consegna di sé, coincidono. Dio gioisce nel donarsi e nell’entrare nell’ap partenenza dell’amato. Nella Trinità il vortice d’amore del dono e dell’accoglienza è infinito ed eterno. Noi siamo chiamati proprio a partecipare a questo vortice d’amore. Lo Spirito Santo ci rende capaci di questo AMORE: ci divinizza. Pertanto, il lasciarci guidare, condurre dallo Spirito permette alla nostra libertà di essere finalmente autentica, perfetta, divina. Siamo finalmente “come Dio”, non nella ribellio ne, come suggeriva il serpente/satana, ma nell’Amore, nella consegna di se stessi, nel l’abbandono fiducioso e fecondo. Sono pronto a tutto, accetto tutto. La tua volontà si compia in me, in tutte le tue creature. Non desidero altro, mio Dio. Affido l’anima mia alle tue mani, Te la dono mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore perché ti amo, ed è un bisogno del mio amore di donarmi, di pormi nelle tue mani senza riserve, con infinita fiducia perché Tu sei mio Padre. È LO SPIRITO SANTO che rende la mia li bertà perfetta, capace di agire nella pienez za della volontà del Creatore! Dio ha pensato e voluto l’umanità “splendida”, “tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (cfr. Ef 5, 27). Dio ci ha voluti “eredi” di Cristo, “ci ha predestinati a essere lode della sua Gloria!”, capaci di amare, capaci di trasformare la creazione in Paradiso, dove ognuno sa farsi servo del fratello, dove ognuno può vivere finalmente realizzandosi “a immagine e somiglianza di Dio” capace addirittura di “generare/donare” lo Spirito Santo, diventando “sorgente che zampilla per la Vita Eterna” (Gv 4, 14). Sì! Lo Spirito Santo è DIO che diventa in noi LIBERTÀ, AMORE e ci prepara al l’estasi ineffabile ed eterna del Paradiso, quando DIO SARÀ TUTTO IN TUTTI. Il Rettore e parroco LETTERA DEL RETTORE Nel dono dello Spirito Santo riceviamo la pie nezza del nostro essere figli nel Figlio; final mente “non siamo più sotto il dominio della carne” (cfr. Rom 8, 9) schiavi dell’arroganza, della sopraffazione, del peccato ma abbiamo deciso, nella pienezza della nostra libertà di appartenere all’Amore! Ci siamo consegna ti al “dominio dello Spirito”, desideriamo la sciarci guidare/condurre da Lui per godere del ‘suo frutto’: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, dolcezza, dominio di sé” (cfr. Gal 5, 22). Lascia che la tua vita sia condotta da Dio! Permetti a Dio di guidare il ‘tandem’ della tua vita. Tu mettiti dietro e pedala con tena cia, ma lascia guidare Lui. Ti accorgerai che aumenteranno sicurezza e velocità. Potrai superare dislivelli paurosi e colmare distan ze impensate. Fidati di Dio, anche nelle buie gallerie della croce nei terreni più spaventosi. L’AMORE non può compiere il male, non riesce ad avere pensieri di male sa condurre sola mente nel bene e nell’Amore. Nel momento in cui ci apriamo a Dio, con statiamo che siamo introdotti in un ineffabile mistero, in un’incredibile storia d’amore. “Appena ho creduto che esisteva un Dio, ho capito che non potevo fare altrimenti che vivere solo per Lui: la mia vocazione religiosa è nata nella stessa ora in cui è nata la mia fede” ha affermato il Beato Charles De Foucauld e ci ha regalato questa stupenda preghiera: Padre mio, io mi abbandono a te, fa di me ciò che ti piace. Qualunque cosa tu faccia di me Ti ringrazio. 3 CUORE del Mondo I GIOVANI NEL CUORE 3-2015 4 Esercizi Spirituali Missionari E Assisi-Spello 10-12 aprile 2015 ssere animatori salesiani missionari richie de un cammino fatto di coraggio, umiltà, volontà di andare controcorrente. Non si poteva, recandosi nei luoghi di San Francesco, trovare un luogo migliore per respirare a pieni polmoni questi doni. Così dal 10 al 12 aprile quindici giovani che hanno frequentato in questi mesi le scuola di Mondialità dell’Ispettoria dell’Italia Centrale, accompagnati da tre Salesiani, hanno dedi cato tre giorni di condivisione e ricerca del Signore seguendo l’esempio e la vita del San to di Assisi, in preparazione anche dell’espe rienza missionaria estiva a Soddo, in Etiopia. L’avventura inizia al Sacro Cuore a Roma, luogo dell’appuntamento; il tempo di caricare i ba gagli e si è già in partenza per Spello. Non appena arrivati, immediatamente e senza in dugio, si individua il luogo in cui si è ospitati, un ex Convento Francescano, fondato dai Cappuccini nel 1623. Dopo le sistemazioni, le prime presentazioni e una cena il cui piatto forte è stato una gustosis sima insalata di pregiati fagioli (...) si dà spazio alla prima meditazione. Conduce don Miche langelo che ci fa appieno entrare nel clima degli esercizi attraverso uno dei Vangeli della Resurrezione, Giovanni 20. Primo focus. L’atteggiamento di Pietro e Gio vanni appena sentita la notizia da Maria di Magdala del sepolcro vuoto: iniziano a corre re. Corrono. Corrono senza sapere il perché, ma con l’energia e l’entusiasmo di chi capisce sia accaduto qualcosa di nuovo, di grande. E noi sappiamo correre incontro alle novità che la vita ci presenta? Il sabato inizia all’Eremo delle Carceri, luogo a contatto con la natura in cui S. Francesco si rifugiava in cerca di solitudine e dialogo con il Signore. Il Vangelo che ci accompagna è quello del “Getta le tue reti” (Gv 21). L’attenzione sta volta è puntata su come Gesù si pone di fronte ai nostri fallimenti: non li giudica, ma ci attende, indicandoci da quale parte “gettare le reti”. Messa, pranzo e discesa a piedi dall’Eremo sino al Convento di san Damiano, dove don Fabrizio ci ricorda il vero senso del vivere cristiano, diventare sale della terra e luce del mondo (Mt 5, 13-16). E la luce di un cristiano è così potente che non può rimanere nascosta, è così accecante che non può estinguersi nella solitudine dell’individuo. Si fa rientro a Spello dove, dopo una luculliana cena preparata dal team di cuochi-animatori capitanati dallo chef stellato don Fabrizio, si dà il via a un gioco di ruolo missionario, condotto da Marco Fulgaro. Divisi in squadre rappresentanti di tre aree geo grafiche, si è simulata la gestione governativa dei territori assegnati. Gli intenti iniziali, da bra vi animatori missionari, erano pacifici e di non belligeranza, ma al termine del gioco si è arri vati sulla soglia di una guerra globale! Estre mamente forte la considerazione finale: quanto è “più semplice” e più pericoloso risolvere una situazione con una guerra; quanto è più com plesso e impegnativo invece portare avanti dia logo, mediazione e pace. Nella giornata successiva è don Emanuele a tenere il filo delle meditazioni. Al santuario della Porziuncola (Santa Maria degli Angeli) si riflette sul significato profondo dell’Ascen sione (At 1,9-12 - Mc 16,19 / Lc 24, 50-53). Papa Francesco ne fa una sintesi potente “Gesù è come un capo cordata quando si scala una montagna, che è giunto alla cima e ci attira a sé conducendoci a Dio”. Messa conclusiva presso il Santuario di Ri votorto, luogo emblematico in quanto San Francesco incontrava e curava i lebbrosi della sua città. I saluti stavolta suonano realmente come un ar rivederci. L’appuntamento per il gruppo partenti è fissato tra qualche mese in terra di missione, a Soddo, in Etiopia. Le motivazioni che portano ciascuno a dedicare un periodo della propria vita in questo modo sono diverse e variegate, ma ce n’è una che accomuna sicuramente tut ti: è il Signore che chiama a quest’esperienza. È il Signore che vuole comunicare, farsi vivo. Il gruppo ha vissuto da protagonista quest’as saggio di esperienza e da protagonisti è im portante nominare tutti. Tommaso, Costanza, Maria Elisa, Valentina, Maria, Carlo, Daniele, Francesca, Lorenzo, Michele, Marco, Leo nardo, don Michelangelo, don Fabrizio, don Emanuele grazie. Grazie per la vostra testimo nianza. Grazie per il coraggio, l’umiltà, la volontà di andare controcorrente. Nicola Tocco Ci uniamo di cuore a questa lodevole iniziativa a favore e tutela della famiglia CUORE del Mondo I GIOVANI NEL CUORE 3-2015 6 ! UN PO’ DI LUCE O ggi come oggi, sembra quasi utopico accendere la televisione ed auspicare che ti cambi la giornata con buone no tizie; tutte le volte che lo si fa, infatti, sembra di dover percorrere quella “via del dubbio e della disperazione”, di matrice hegeliana. Ovunque si vedono morti, volti sconosciuti di cui viene data notizia della scomparsa o di partita, senza in realtà, lasciarci nulla. Oggi la morte non fa più notizia; si vive e sopravvive alla tragedia come fosse una cosa di routine. Tuttavia, quello che non si comprende, che non si pensa, che si dimentica, è che dietro un volto, dietro occhi, dietro mani, dietro un corpo, c’è una persona viva, che prova a re spirare ogni attimo della sua vita. È facile par lare di settecento morti nel mar Mediterraneo e poi lasciare che la notizia mi turbi fino a che non volto la pagina del giornale o il telegior nale non cambi notizia. C’è tanta povertà nel mondo, ma questo ter mine può predicarsi in modo analogo. La po vertà non è solo di coloro che non hanno nulla. La povertà è di quelli che non sanno accogliere, di quelli che la speranza la tol gono invece di donarla. La povertà si insinua nei cuori di chi non si mette a servizio, di chi non si fa famiglia. Dunque ecco una notizia che i telegiornali non passano, ci sono per sone che non hanno nulla e si arricchiscono dell’amore che altri gli donano; la cosa bella è che quell’amore non rimane fine a se stes so, ma viaggia ancora e loro lo ridonano in un circolo virtuoso che, a quanto sembra, non intende terminare. Immergiamoci in una realtà familiare: la basilica del Sacro Cuore a Castro Pretorio, la nostra parrocchia, la nostra chiesa, la no stra casa. Quanta gente è possibile vedere passare in un posto come questo, nel cuore di Roma? E quanta povertà può fare da con torno a un posto del genere? Entriamo ancora di più nel dettaglio; c’è qual cuno che prova a fare la differenza? Oserei dire che sì, c’è qualcuno che prova a met tersi in gioco. Sono circa trecento, infatti, i giovani che si impegnano per portare un po’ di luce in questo mondo dal cuore di tenebra. Basta chiedere ai volontari che si dedicano ai rifugiati. Tutti questi giova ni rifugiati, infatti, arrivano in Italia dai paesi più disparati e a volte senza speranza, dopo viaggi estenuanti, dopo aver vissuto sulla propria pelle esperienze disumane. Le testi monianze sono state tante e tutte colpiscono per la lucidità e la crudezza con cui questi ragazzi hanno il coraggio di raccontarle. Dunque non si può restare con le mani in mano. Ci si riunisce per offrire loro l’opportu nità di studiare italiano, per imparare la lingua e trovare un futuro, gli si insegna a guidare vita, il cibo, i propri sogni... Con pazienza, non trascurando ma superan do l’oscurità della tragedia, si fa spazio alla luce, si ridona dignità all’essere umano, alla sua persona e non senza considerare il per corso di formazione di ciascuno dei volontari. Non si può lavorare a nulla se non si cresce in sapienza. La cosa più bella, forse, che emerge, è che questo servizio non rimane chiuso nelle ore settimanali che si trascorrono qui in via Mar sala; ma diventa uno stile di vita, un met tersi a servizio, un essere a disposizione sempre. La più grande ricompensa per noi volontari, è vedere quegli occhi che fi nalmente si riaccendono di speranza, con il coraggio di andare avanti, o di aspettare quel momento in cui le porte non ti si chiu dono in faccia, ma si aprono per accogliere, per saziare, per dissetare, per vestire e per visitare. E se è vero che, come diceva Dostoevskij, “la libertà, nella sua più alta espressione consiste nel dare tutto e nel servire gli altri”, allora, forse, siamo sulla strada giusta per iniziare ad essere veramente liberi ed essere veramente umani. Carmine Taddeo I GIOVANI NEL CUORE e gli si da la possibilità di fare l’esame della patente; gite e cineforum diventano momenti per andare loro incontro e sentirsi famiglia. Si cerca di dare loro l’assistenza necessaria per ritornare a vivere. Colpisce tanto che tutti questi giovani di religioni diverse, di confes sioni diverse, siano insieme e dicano “il Sacro Cuore è la mia casa” oppure “io sono figlio del Sacro Cuore”, nel rispetto delle differen ze, nella tolleranza, nell’amicizia e nell’amore. Si arriva ad essere famiglia, a condividere ide ali; c’è un tale ricircolo d’amore che piano pia no coloro che sono stati accolti al Sacro Cuo re, che siano essi rifugiati o meno, si ritrovano ad accogliere e a diffondere questa volontà di unione e fratellanza. Ma non finisce qui. Le povertà della stazione Termini sono tante; dunque perché non uscire fuori ad in contrare gli occhi dell’altro? Ecco che la ri sposta è il progetto di “banca dei talenti”. Ogni venerdì si preparano i panini e, carichi, si esce per trascorre del tempo con tutti i senza fissa dimora che ci sono nei dintorni. Ma non ci si ferma qui; perché non accoglierli anche in casa? La risposta, questa volta, è “piazza grande”. Ogni giovedì le porte si aprono, si condivide il vangelo, la propria 7 CUORE IN PREGHIERA LA PAROLA 8 Dagli Atti degli Apostoli (2, 1-11) Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». Jean Restout: “Pentecoste” per meditare... «Societas Spiritus», società dello Spirito: così sant’Agostino chiama la Chiesa in un suo sermone (71, 19, 32: Patrologia Latina 38, 462). Ma già prima di lui sant’Ireneo aveva formulato una verità che mi piace qui ricordare: «Dov’è la Chiesa, là c’è lo Spirito di Dio, e dov’è lo Spirito di Dio, là c’è la Chiesa ed ogni grazia, e lo Spirito è la verità; allontanarsi dalla Chiesa è rifiutare lo Spirito» e perciò «escludersi dalla vita» (Adversus Haereses III, 24,1). A partire dall’evento di Pentecoste si manifesta pienamente questo connubio tra lo Spirito di Cristo e il mistico Corpo di Lui, cioè la Chiesa... offre una parola che si accorda molto bene con il mistero della Chiesa creata dallo Spirito. La parola uscita per due volte dalla bocca di Gesù risorto quando apparve in mezzo ai discepoli nel Cenacolo, la sera di Pasqua: «Shalom, pace a voi!» (Giovanni 20, 19.21). L’espressione “shalom” non è un semplice saluto; è molto di più: è il dono della pace promessa (Giovanni 14, 27) e conquistata da Gesù a prezzo del suo sangue, è il frutto della sua vittoria nella lotta contro lo spirito del male. È dunque una pace «non come la dà il mondo», ma come solo Dio può darla. In questa festa dello Spirito e della Chiesa vogliamo rendere grazie a Dio per aver donato al suo popolo, scelto e formato in mezzo a tutte le genti, il bene inestimabile della pace, della Primo venerdì del mese di Maggio CUORE per pregare... O Spirito Santo Vieni, Spirito Vieni, Spirito Santo, vieni, Spirito consolatore, vieni e consola il cuore di ogni uomo che piange lacrime di disperazione. Vieni, Spirito Santo, vieni, Spirito della luce, vieni e libera il cuore di ogni uomo dalle tenebre del peccato. Vieni, Spirito Santo, vieni, Spirito di verità e di amore, vieni e ricolma il cuore di ogni uomo che senza amore e verità non può vivere. Vieni, Spirito Santo, vieni, Spirito della vita e della gloria, vieni e dona a ogni uomo la piena comunione con te, con il Padre e con il Figlio, nella vita e nella gioia eterna per cui è stato creato e a cui è destinato. Amen. (Giovanni Paolo II) O Spirito Santo, contemplarti vuol dire immergere il nostro sguardo nell’invisibile, nella profondità del mistero di Dio. Tu non hai un volto umano come il Cristo del Vangelo, nelle sembianze del Padre; ma rinunciando a raffigurarti in qualche modo, noi vogliamo aderire a te con tutte le nostre forze. O Spirito di Dio, tu non hai volto perché sei il fuoco dell’amore, poiché unisci il volto del Padre e del Figlio, per formare uno solo in una fusione sublime. O Spirito Santo, tu che sei il soffio che emana dal Padre e dal Figlio porta il giusto respiro alla nostra vita, la luce al nostro intelletto, il vero slancio al nostro cuore in modo da poter amare i nostri fratelli. (beata Elena Guerra) frasi da ripetere • Vieni in me, Spirito Santo. • Grazie, Signore, per il tuo Spirito. “Lo Spirito Santo” (part.) Vetrata della Basilica di San Pietro In questo mese Leggiamo: • Gli Atti degli Apostoli (capitoli 15-19). Preghiamo: • Preghiere allo Spirito Santo. Intenzione: • Per la Chiesa, soprattutto del Medio Oriente. Primo venerdì del mese di Maggio 3-2015 CUORE IN PREGHIERA sua pace! Al tempo stesso, rinnoviamo la presa di coscienza della responsabilità della Chie sa di essere costituzionalmente segno e strumento della pace di Dio per tutti i popoli. Ho cercato di farmi tramite di questo messaggio recandomi recentemente alla sede dell’ONU, per rivolgere la mia parola ai rappresentanti dei popoli. Ma non è solo a questi eventi “al vertice” che si deve pensare. La Chiesa realizza il suo servizio alla pace di Cristo soprattutto nell’ordinaria presenza e azione in mezzo agli uomini, con la predicazione del Vangelo e con i segni di amore e di misericordia che la accompagnano (Marco 16, 20). (Benedetto XVI, Pentecoste, Omelie, pp. 161-163) del Mondo 9 CUORE del Mondo CUORE IN PREGHIERA 3-2015 10 Invocazioni allo Spirito Santo Vieni, vieni consolatore pieno di bontà per l’anima che soffre, suo aiuto nella prova e nei momenti buoni. Vieni, tu che rendi puri dalle colpe, tu che guarisci le ferite. Vieni, fortezza dei deboli, sostegno di chi cade. Vieni, dotore degli umili, vincitore degli orgogliosi. Vieni, tenero Padre degli orfani, giudice mansueto delle vedove. Vieni, speranza dei poveri, conforto di quanti errano. Vieni, stella dei naviganti, porto dei naufraghi. Vieni, gloria eccelsa dei viventi, salvezza unica di quanti stanno per morire. Vieni, santissimo fra gli Spiriti, vieni e abbi pietà di me. Rendimi simile a te, guarda verso di me con benevolenza: perché la mia piccolezza trovi grazia di fronte alla tua grandezza, la mia impotenza di fronte alla tua forza, secondo la tua grande misericordia, per mezzo di Gesù Cristo, nostro salvatore, che vive con il Padre e con te, e che regna per i secoli dei secoli. Amen! IN ALTO (Giovanni di Fécamp) Pregare per il mondo intero Signore misericordioso, dona la tua pace a tutti i popoli della terra perché ti conoscano. Senza la luce dello Spirito Santo l’uomo non può conoscerti né capire il tuo amore. Signore, rivela a tutti i popoli il tuo amore e la dolcezza dello Spirito Santo perché gli uomini dimentichino i dolori della terra, abbandonino ogni male e si affidino a te con amore. Per la tua grazia, fa’ che possano vivere in pace, compiendo la tua volontà per renderti grazie. O Signore, concedici i doni dello Spirito Santo perché conosciamo la tua gloria e viviamo sulla terra nella concordia. Così, spariranno odio, guerra e nemici e regnerà solo l’amore. Signore misericordioso, ascolta la nostra preghiera e fa’ che tutti i popoli della terra ti conoscano mediante il tuo Spirito. (Silvano dell’Athos) Vieni in me, Spirito Santo Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di sapienza: donami lo sguardo e l’udito interiore, perché non mi attacchi alle cose materiali, ma ricerchi sempre le realtà spirituali. Vieni in me, Spirito Santo, Spirito dell’amore: riversa sempre più la carità nel mio cuore. Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di verità: concedimi di pervenire alla conoscenza della verità in tutta la sua pienezza. Vieni in me, Spirito Santo, acqua viva che zampilla per la vita eterna: fammi la grazia di giungere a contemplare il volto del Padre nella vita e nella gioia senza fine. Amen. (sant’Agostino d’Ippona) 3-2015 Grazie per il tuo Spirito Grazie, Signore, per il tuo Spirito. Grazie per il soffio di cui ascoltiamo la voce; grazie per essere nati dallo Spirito che tu poni nei nostri cuori e sulla nostra strada. Grazie perché tracci nuovi cammini di speranza per i poveri. Grazie perché continuamente opero nel cuore degli uomini e della Chiesa. Grazie perché gonfi le nostre vele e ci dirigi verso porti di giustizia, di pace e di libertà. Grazie perché, al di la’ degli orizzonti limitati del nostro egoismo, ci spingi ad ascoltare il grido degli affamati, degli esclusi e dei sofferenti. Grazie perché la tua brezza leggera ci trasforma in testimoni, profeti e uomini nuovi. Grazie perché ci rendi capaci di sopportare le avversità, capaci di amare fino in fondo e per sempre! Spirito di Pentecoste, guida il tuo popolo verso il Regno del Padre. Inventa con noi nuovi ministeri per nuove comunità di fratelli. Spirito Santo, vieni: rinnova i nostri cuori e ogni cosa nella gioia della chiamata a essere testimoni del Risorto. (Preghiera scritta da un handicappato) Vieni, Spirito creatore Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell’anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen. (dalla Tradizione cattolica) CUORE IN PREGHIERA I CUORI! CUORE del Mondo 11 CUORE del Mondo CUORE IN PREGHIERA 3-2015 12 LA PAROLA Dal Vangelo secondo Marco (14, 12-16, 22-26) L’ultima cena Il primo giorno degli Azzimi, quando sì immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone dì casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua. Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio». E, dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. per meditare... • L’EUCARISTIA È. L’Eucaristia è il pane che dà l’immortalità. Sant’Ireneo – L’Eucaristia ci fa maturare per la risurrezione. Anastasio Ballestrero – Il tabernacolo ci garantisce che Gesù «ha piantato la sua tenda» in mezzo a noi. Madre Teresa di Calcutta • L’EUCARISTIA PER NOI. Il sacrificio eucaristico è la fonte, il centro e il culmine di tutta la vita cristiana. Giovanni Paolo II – Non dire che non ne sei degno. È vero, non ne sei degno, ma ne hai bisogno. Saint JeanBaptiste Vianney – Vivi in modo da meritare di comunicarti ogni giorno. Sant’Agostino – Gesù nella comunione dà tutto quello che ha, comprese le spine, i chiodi e la croce. E tu vorresti ricevere soltanto lui? Abbi pazienza: o tutto, o niente. Pierre Duvalier – Quando avrai Dio nel cuore, possederai l’Ospite che non ti darà più riposo. Paul Claudel • L’EUCARISTIA PER GLI ALTRI. È dall’Eucaristia che fiorisce la carità fraterna dei cristiani. San Cipriano – Quale vantaggio può avere Cristo se la sua mensa è coperta di vasi d’oro, mentre lui muore di fame nella persona dei poveri? San Giovanni Crisostomo – L’Eucaristia è un banchetto di comunione fraterna a cui tutti i credenti sono invitati ad assidersi, senza distinzione di razza, di censo, di cultura: tutti infatti siamo chiamati a diventare una sola cosa in Cristo. Giovanni Paolo II • HANNO DETTO DELL’EUCARISTIA. – Primo Mazzolari: È piccola l’ostia, e basta per un Dio. Anche una briciola gli basta. E allora la briciola vale tutto, tutto l’amore. Primo venerdì del mese di Giugno per pregare... Grazie, Signore Cristo, santificami! Anima del Cristo, santificami. Corpo del Cristo, salvami. Sangue del Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione del Cristo, rendimi forte. O Gesù buono, esaudiscimi. Nelle tue ferite, nascondimi. Non lasciarmi allontanare da Te. Dal grande Nemico, difendimi. Nell’ora della mia morte, chiamami e comanda che io venga da Te per lodarTi insieme ai tuoi santi nei secoli dei secoli. Amen. (Sant’Ignazio di Loyola) Grazie, o mio Signore. Tu sei qui presente. Ti saluto, ti adoro e, prostrandomi davanti a te, ti rendo grazie e benedico il tuo Nome. Grazie, Signore, per la tua tenerezza. che mi accoglie, per la tua presenza divina che riscalda il mio cuore e abita la mia solitudine. Mi lascio guardare da te, mi lascio penetrare da te, mi lascio guarire da te. Amen. (Gilles Jeanguenin) Tu sei il mio pane Tu, o Signore, sei il mio pane, e senza di te non posso vivere; non saprei dove andare senza di te, non saprei cosa fare e cosa dire senza di te, Signore, tu sei il mio nutrimento, tu sei la forza per la quale tu mi darai la grazia di spezzare con i fratelli questo nutrimento giorno per giorno. Saremo anche noi il pane del Signore, pane distribuito, pane diventato ostia di umiltà. Card. Carlo Maria Martini CUORE IN PREGHIERA – San Giovanni Bosco: Tutti hanno bisogno della comunione: i buoni per mantenersi buoni, e i cattivi per farsi buoni. – Gesù: Io sono il pane di vita. Chi viene a me non avrà più fame, e chi crede in me non avrà più sete. (Gv 6,35) 13 frasi da ripetere • Grazie, Signore, perché sei rimasto con noi. • Grazie, Signore, perché ti sei fatto nostro cibo. In questo mese Leggiamo: • 2a Lettera ai Corinzi di S. Paolo Apostolo. Preghiamo: • Preghiere al Sacro Cuore. Intenzione: • Per le persone in difficoltà spirituali e materiali del Medio Oriente. Primo venerdì del mese di Giugno VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO 1815 2015 14 Don Bosco: Impegno missionario e assistenza agli emigranti in Argentina INTRODUZIONE: in occasione del Bicentenario della nascita di Don Bosco [16 agosto 1815-anno 2015], sono andato a rileggere alcuni articoli e testi usciti nel centenario della morte del Santo [18881988]: ho trovato interessante il volume “Don Bosco nella storia della cultura popolare”, a cura di Francesco Traniello, ed. SEI, che riporta una serie di articoli su temi inerenti la personalità e l’opera del “Padre e Maestro dei Giovani”, così definito da Giovanni Paolo II nella Lettera “Juvenum Patris”. Molti conoscono il Don Bosco educatore, scrittore, fondatore, editore, costruttore, …ma pochi sanno del suo impegno per le missioni e per l’assistenza degli Italiani emigranti, soprattutto in Argentina. Gianfranco Rosoli, nel testo citato, presenta questo fenomeno, [che è di sconcertante attualità], nel contesto della fine del XIX secolo: gli Italiani migrarono in gran quantità in cerca di vita migliore, come oggi fanno masse di Africani e di Asiatici del Medio Oriente. Emigrazione italiana al tempo di Don Bosco L’emigrazione italiana dal 1876 [anno in cui si fanno rilevazioni statistiche] divenne un fenome no impressionante fino al 1914: circa 14 milioni di espatriati. Le Regioni Italiane interessate in modo particolare al fenomeno furono il Veneto e il Piemonte [710.000 emigrati piemontesi nel 1876-1900]. Il fatto non poteva non coinvol gere Don Bosco come piemon tese: “Egli era sufficientemente informato del fenomeno attraverso le sue frequenti visite di comunità del territorio ligure e piemontese che alimentavano l’emigrazione e attraverso la conoscenza delle famiglie dei primi salesiani che avevano vari parenti in Argentina, dove si erano recati anche ex alunni dell’Oratorio...” [G. Rosoli, in Don Bosco nella cultura popolare, SEI, p. 295]. 1875. La prima spedizione missionaria: alla destra di Don Bosco, Don Giovanni Cagliero, capo della spedizione e, alla sinistra, Giovanni Battista Gazzalo, console argentino a Savona. 1877. da sinistra: Mons. Pietro Ceccarelli, Parroco di San Nicolàs de los Arroyos, Don Bosco, Don Giovanni Cagliero, Don Giacomo Costamagna Situazione socio-economica degli Italiani in Argentina Gli Italiani in Argentina, pur con fasce di povertà, soprattutto nell’interno, e alcuni insucces si, presto riuscirono a integrarsi economicamente nel tessuto locale, con discreti e positivi ri sultati: dal punto di vista politico e religioso emersero molte diffi coltà, anche per la composizio ne delle comunità degli emigrati. Durante il periodo risorgimentale e, soprattutto, dopo la caduta della Repubblica Romana [1849] molti mazziniani si erano rifugiati in Argentina e nell’Uruguay, di venendo i leaders degli emigrati e imponendo una forte accen tuazione anticlericale: i primi sa lesiani trovarono una situazione difficile, anche se la componen te mazziniana tendeva a farsi meno determinante: restava for te l’anticlericalismo dopo la pre sa di Roma. Situazione religiosa dei migranti La realtà religiosa che attende va i migranti era molto diversa da quella d’origine: situazioni familiari instabili, sradicamen to dai valori contadini e cristiani tradizionali, influenza dominante dell’anticlericalismo... creavano condizioni religiose difficili. I ve scovi locali denunciavano alla Santa Sede pericoli e difficoltà di ogni sorta: in America “si perde la fede!” Mancanza di chiese, di clero adeguatamente pre parato, di seminari; il clero italiano “migrante”, non inviato dalle Congregazioni o da Propa ganda FIDE, avido di danaro: “i preti italiani, comunemente detti preti napolitani, nella maggioranza pensano a far quattrini e niente altro” [MB. XI, p. 602]. Poco tempo prima l’arrivo dei Salesiani, Mons. Aneiros, arcive scovo di Buenos Aires era stato costretto a sospendere ed allon tanare dalla diocesi una quaran tina di sacerdoti. Il 4 marzo 1876 Don Giovanni Cagliero, capo del la prima spedizione missionaria in Argentina, scrivendo a Don Bosco affermava: «urge più la missione tra gli italiani che tra gli indios». Perché la scelta dell’Argentina? Le motivazioni furono di carat tere apostolico e missionario, ma anche d’ordine pratico: il motivo principale era la con versione dei popoli non cristia ni [allora si diceva: “selvaggi”]. Don Pietro Stella, storico salesiano osserva che Don Bosco sognava le missioni “nel senso più stretto, in partibus infidelium, e nel senso più romantico d’allora: tra popoli infedeli e selvaggi, che esaltino quasi il desiderio del martirio” [P. Stella, Don Bosco nella storia della religiosità cattolica, vol. 1°, Roma, LAS, 1979, p. 169]. Il tramite naturale per giungere alle Missioni fu la via dell’emi grazione. Don Bosco aveva ricevuto richieste per inviare i Salesiani in India, in Cina, negli Stati Uniti: per una serie di motivi a cui acceniamo, non potendo ci soffermare adeguatamente, scelse l’Argentina. Don Bosco conosceva personalmente Don Pietro Ceccarelli, parroco di San Nicolàs, e Giovanni Batti sta Gazzolo, genovese divenu to console argentino a Savona: insistevano spesso perché Don Bosco inviasse i Salesiani e pro mettevano aiuto adeguato; le richieste del vescovo di Buenos Aires, mons. Federico Aneiros e del segretario Antonio M. Espi noza diventavano sempre più insistenti, con promesse di con sistenti aiuti iniziali. Don Bosco si rendeva conto che non poteva mandare i suoi allo “sbaraglio”. Lo spiegava ai ragazzi di Valdocco nel maggio del 1875, qualche mese prima della spedizione missionaria: “ci vogliono predicatori, perché si hanno chiese pubbliche da funzionare; ci vogliono professori per le scuole; ci vogliono cantanti e suonatori, perché là si ama tanto la musica... E quel che è più, miei cari figliuoli, si è questo. Poco lungi da San Nicolàs cominciano le stazioni delle tribù selvagge, le quali però sono d’indole molto buona e molti di essi dimostrano già buona inten zione di abbracciare il Cristianesimo” [MB. XI, p. 147]. Don Stefano Trione, segretario VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO 1815 2015 16 La Boca del Riachuelo, 1877 generale della propaganda del lo spirito di Don Bosco e delle sue Opere, nel 1906 sulla scel ta di Don Bosco dell’Argentina scriveva: “il venire a conoscere i gravi bisogni di molti Italiani emigrati all’Argentina, bastò per preferire questa ospitale repubblica, ove i suoi figli fecero gloriosamente le prime armi, prima di muovere alle conquiste della Patagonia” [S. Trione, L’Opera di Don Bosco all’estero. Tra gli emigrati italiani, 1906, p. 3]. Raccomandazioni di Don Bosco ai primi missionari salesiani L’11 dicembre 1875, ai mis sionari della prima spedizione missionaria guidata da Don Giovanni Cagliero, Don Bosco insiste perché s’impegnino con le famiglie dei migranti: “vi raccomando con insistenza particolare la posizione dolorosa di molte famiglie italiane, che numerose vivono in quelle città e in quei paesi e in mezzo alle stesse campagne. I genitori, la loro figliuolanza poco istruita della lingua e dei costumi dei luoghi, lontani dalle scuole e dalle chiese, o non vanno alle pratiche religiose o se ci vanno nulla capiscono. Perciò mi scrivono, che voi troverete un numero grandissimo di fanciulli e anche di adulti che vivono nella più deplorevole ignoranza del leggere, dello scrivere e di ogni principio religioso. Andate, cercate questi nostri fratelli, cui la miseria o sventura portò in terra straniera, e adoperatevi per far loro conoscere quanto sia grande la misericordia di quel Dio, che a essi vi manda pel bene delle loro anime” [MB. XI, p. 385]. Per Don Bosco l’assistenza degli italiani all’estero: un dovere! Il “Bollettino Salesiano” di ottobre 1887 [pochi mesi dalla morte del Santo] presentava come un dovere di Don Bo sco l’assistenza agli Italiani migranti: “Non come uno il quale creda solamente di compiere un’opera buona e di esercitare un atto di carità dettato dal cuore, ma come uno che è persuaso essere questo uno suo stretto obbligo, essere questa la sua missione affidatagli dal Supremo Pastore della Chiesa, missione che esso deve immancabilmente compie re, e della quale il Signore gli chiederà ragione. Ma ciò non è che il principio di un’impresa che a noi Italiani deve essere carissima. Son sangue nostro, fratelli nostri coloro che noi vediamo tutti i giorni avviarsi a quelle terre lontane, vittime sovente di indegni speculatori...”. [Queste espressioni non potrebbero essere scritte oggi, riguardo ai migranti del nostro tempo?] Inizi dell’azione salesiana in Argentina I primi “collaboratori”: i laici Giovanni Battista Gazzolo e F. Benitez di San Nicolàs; Mons. Aneiros e, soprattutto, Don Pietro Ceccarelli, mode nese, che aveva nel 1867 o 1868 conosciuto Don Bosco e, come parroco di San Nicolàs, aiutò in tutti i modi i salesiani: pagamen to dei biglietti per il viaggio, ospi tandoli, mettendo a disposizione locali per una scuola... I primi “insediamenti”: i pri mi salesiani [10] pensavano di trasferirsi a San Nicolàs subito; Mons. Aneiros insistette perché alcuni restassero a Buenos Aires a officiare la Chiesa della Con fraternita “Mater Misericordiae”, detta la “Iglesia de los Italianos”. Don Cagliero, d’accordo con la S. Vincenzo, affittò un locale, creando un primo oratorio. In tanto si spingeva fino a La Boca, un barrio di renitenti repubbli cani e anarchici, abitato solo da Italiani: il vescovo aveva Don Giovanni Cagliero (1838-1926). A partire dal 1875 visse in Sud America. Fu il primo sacerdote Salesiano a divenire Vescovo. Benedetto XV lo elevò al rango di cardinale nel 1915. proibito agli eccle siastici di recarvi si. Di fronte all’insi stenza del salesiano, Mons. Aneiros gli affidò La Boca come parrocchia. Mons. Aneiros a Don Cagliero: “Giacché lei è così pertinace a voler andare a La Boca, io le darò quella Parrocchia, dove fino ad oggi non fu possibile stabilire l’esercizio del culto e del sacro ministero”. Don Cagliero: “È proprio per questi nostri Italiani e figli d’Italiani che Don Bosco ci ha mandati: In nome del nostro Fondatore e Padre io rendo grazie a Vostra Eccellenza e comunicherò a Torino il bel regalo che ci vuol fare”. Don Cagliero riteneva neces saria l’accettazione di La Boca per operare per gli Italiani: in vent’anni La Boca e l’altra par rocchia di San Carlos furono “ricattolicizzate”. Il 1° problema che si pose: il censimento degli Italiani nella città e nelle campagne vicine: gli Italiani erano dispersi in un vasto territorio; erano necessarie, particolarmente nelle zone rurali, “missioni volanti e ricorrenti”, con visite periodiche per amministrazione dei sacramenti, istruzioni, catechesi… Piacevole sorpresa per i sale siani nella penetrazione della pampa: nella visita delle colo nie rurali degli Italiani si pote vano incontrare utilmente gli “INDIOS”. Dopo alcuni mesi di queste mis sioni, Don Cagliero confidava soddisfatto a Don Bosco: “sarebbe stato un vero sumere pa nem filiorum et mittere canibus [frase di Gesù alla cananea] il non averci occupato degli Italiani. Finora mi hanno commosso più gli indianizzati che gli indios” [7-X1876]. Il modello dell’evan gelizzazione e i risultati L’inizio dell’assistenza degli Ita liani a Buenos Aires fu legata ai rapporti con la Confraternita della “Mater Misericordiae”: mol ti soci non erano favorevoli ai Salesiani. Don Cagliero, che affi dò poi a Don Baccino la chiesa, fece cambiare dal Vescovo lo Statuto ed estromise con deci sione molti elementi piuttosto in teressati a vantaggi economici, piuttosto che religiosi. I Salesiani curarono i soci, cercando di farli diventare Cooperatori Salesia ni: alla fine del 1877 giungendo a Buenos Aires, Don Giacomo Costamagna poteva scrivere a Don Bosco: “avvi qui una scelta di Confratelli della Misericordia, quasi tutti Cooperatori Salesiani, i quali ogni mattina assai per tempo vengono alla 1. Messa, dicono forte le loro orazioni ed il S. Rosario e fan la loro Comunione, alla sera intervengono di nuovo e cantan lodi alla “Mater Misericordiae” e le ripetono di nuovo il S. Rosario, ma le loro preghiere son fatte così di cuore, ma il loro esteriore è si devoto” [Bollettino Salesiano, II, n. 3, 1878, p. 19] I Salesiani nelle parrocchie e nelle missioni rurali curarono gruppi selezionati, ben prepa randoli, creando delle “elites” [soprattutto Cooperatori Salesiani e Dame Patronesse] anima trici di intensa vita spirituale. Alcuni organismi creati dai Salesiani o da loro sostenuti: • Secretariato del popolo per gli immigrati, 1906; • Organizzazione dei pellegri naggi degli Italiani alla Ma donna di Lujan [Don Domenico Repetto]. • Società Cattolica Popolare Italiana di mutuo soccorso [presidente: Don Domenico Repetto]. • Circoli Cattolici Operai, 1895. • Secretaria del Trabajo, crea ta nel 1906 dal II Congresso Cattolico Argentino. Situazione delle “missioni ita liane” alla morte di Don Bosco • Due parrocchie a Buenos Aires [San Carlos e San Juan Evangelista]. • La Chiesa-Cap pella della “Mater misericordiae”. • 2 scuole nella capitale. • 1 scuola a San Nicolàs de los Arroyos • 1 scuola a la Plata. • Molti progetti di colonizzazione agricola a favore degli Italiani. “All’inizio del Novecento, la vita religiosa della comunità italiana di Buenos Aires appariva intensa e vivace, come risulta da un rapporto del successore di Aneiros, mons. Antonio M. Espinoza” [Religiòn e immigraciòn, 1907, Studi Emigrazione, XXI, n.75]. E l’evangelizzazione degli Indios? Procede con grande impegno, soprattutto nella Patagonia divenendo prioritaria: è un capitolo meraviglioso, che tratteremo in seguito. Don Antonio Sperduti Le chiese di San Carlos e San Juan Evangelista a Buenos Aires CUORE del Mondo LA FAMIGLIA NEL CUORE 3-2015 18 SFAF 2015 Una scuola a misura di famiglia per il servizio alle famiglie A nche lo scorso anno ab biamo avuto il dono di vive re un’esperienza di grazia che, nel corso del tempo, ha cambiato la nostra vita per sonale, coniugale, familiare e ...pastorale. Sì, parliamo della Scuola di Formazione per Animatori Familiari, organiz zata dall’Associazione Cerchi d’Onda ONLUS, (www.cerchi donda.org) realizzata ad ago sto 2014 presso il Centro di Spiritualità Getsemani - (Sa). I MOTIVI DI UNA SCELTA Coscienti del bisogno di atten zione e cura della famiglia e dell’elevato grado di emergen za educativa, nel 2005 abbia mo cominciato questa iniziativa di carattere nazionale, propo nendo dei percorsi formativi per abilitare single, laici, religio si al servizio delle famiglie. Una nostra convinzione: “animatori familiari non si nasce, ma lo si diventa”, attraverso una forma zione curata, adeguata, pro gressiva: “...il bene, bisogna farlo bene!”. COS’È LA SFAF Ci hanno chiesto cos’è la SFAF, ma ciò avrebbe signi ficato esprimere il nostro vissu to familiare, visto che l’animia mo da anni insieme ai nostri figli Chiara e Marco. E allora abbiamo pensato sarebbe sta to meglio lasciare spazio alla voce dei partecipanti. Per al cuni è “un’ESPERIENZA A alla quarta, in cui sentirsi Accolti, Ascoltati, Amati, e Aiutati”. Al tri l’hanno definita “Acqua nel deserto”, “un’oasi di grazia”, “un’esperienza sconvolgente”, “un incontro con se stessi per verificare ed esplorare il proprio vissuto, per poi condividere nella coppia alcuni aspetti che sfuggono nel quotidiano e crescere nella relazione coniugale e familiare e nel servizio pastorale”. COSA PIACE Ci siamo chiesti cosa piace di questa formula, ormai consoli data, alle quasi 1500 persone, provenienti da diverse regioni italiane, che nel corso di questi tanto alle coppie quanto ai fi gli, seguiti da uno staff anima tori, effervescente e creativo. Attraverso una serie di attività educative mirate alla fascia di appartenenza (nido, materna, elementare, media, superiori, università), i ragazzi parteci panti, seguiti anche dall’assi stente spirituale don Giovanni D’Andrea, hanno potuto vivere un’esperienza di autentica cre scita umana e spirituale. Forse è per questo che la nostra Scuola, nel corso del tempo, ha ricevuto numerosi riconosci menti ufficiali dall’Asso ciazione Salesiani Coo peratori, dal Forum delle Associazioni Familiari, dal la regione Campania e da altre Istituzioni. Fra le varie ci fa piacere ricordare la Menzione Speciale della Presidenza del Consi glio dei Ministri, nell’am bito del Premio Amico della Famiglia 2010. Per concludere, i parte cipanti alle varie edizioni della SFAF hanno potuto appropriarsi di strumenti ade guati e della giusta motivazione per operare scelte vocaziona li di vario tipo: alcuni si sono incamminati nel percorso per divenire Salesiani Cooperatori; altri hanno dato vita a gruppi familiari; altri si sono prodigati in iniziative di vario genere in favore della famiglia; molti han no ricevuto conferma nel loro lavoro quotidiano al servizio della famiglia. Fondamentalmente per la maggior parte degli sposi la SFAF è un’esperienza ricca di contenuti, di presa di coscien LA FAMIGLIA NEL CUORE anni sono state nostre com pagne di viaggio. E ve lo rac contiamo con le loro parole: “L’atmosfera di serenità, allegria e amorevolezza, caratterizzata da uno stile attento, delicato, coinvolto e coinvolgente facilita il prendersi cura della propria anima, per migliorare le relazioni interpersonali, e condividere la gioia di sentirsi Figli di Dio”. Non è solo lo staff organizzati vo che riesce a creare un clima relazionale positivo avvolgente. È grazie alla presenza di diversi sacerdoti e relatori, veri e pro pri “angeli custodi” e “sentinelle del dialogo” e grazie al contri buto e al vissuto di ogni singolo partecipante che si coniugano brillantemente i contenuti, la preghiera personale e comu nitaria (preghiera del mattino, celebrazione eucaristica, veglia alle stelle), e la gioiosa fraterni tà salesiana. Altro protagonista della nostra iniziativa è lo “SPAZIO FAMI GLIA” preziosa dimensione pomeridiana, che abbiamo vissuto nella struttura, sulla spiaggia sotto l’ombrellone, ai templi di Paestum, lungo i bor di del campo di calcio, ecc... per crescere e maturare come famiglia di famiglie, attraverso la conoscenza, il confronto, la condivisione del lavoro svol to durante la mattinata o delle proprie esperienze personali/ familiari/associative o di pasto rale familiare. Uno dei valori aggiunti della nostra Scuola è l’incontro della pastorale giovanile con quella familiare. La SFAF, infatti, of fre delle opportunità formative 19 za, di partecipazione attiva, di coinvolgimento come singoli, coppia, FAMIGLIA; un’oppor tunità per rispondere in modo consapevole a una chiamata per compiere e realizzare il pro getto di Dio sulla coppia. Sarebbe bello conoscervi nella prossima edizione che si svol gerà a Paestum dal 19 al 25 agosto. VI ASPETTIAMO CON GIOIA!!! N.B. POTETE TROVARCI SUL LA NOSTRA PAGINA FACE BOOK Loredana Simeone Ruggiero Diella CUORE del Mondo CUORE IN MISSIONE 3-2015 20 La fiducia di Haja Ci giunge questa “perla” della nostra casa di Ivato: volentieri la pubblichiamo! E cco una storia di uno dei nostri ragazzi. Haja, 17 anni, è ar rivato nel nostro Centro quattro anni fa. Orfano di padre, è rimasto con la mamma senza lavoro e la sorellina senza poter assumere responsabilità perché di solo 13 anni. Dopo la morte del papà, Haja andava a cercare da mangiare al merca to, e quando non trova va nulla, cercava nelle immondizie. La famiglia aveva una casetta di lamiere ed era la sua ricchezza e sicurezza. Quando Haja è stato accolto a Clairvaux non aveva mai studiato. Haja è molto generoso: abbia mo scoperto che aveva chiesto alla mamma di accogliere per le vacanze uno dei nostri ragazzi la cui famiglia è sulla strada. Ma purtroppo, l’ultimo ciclone e l’alluvione di febbraio, hanno portato via la casetta della mam ma di Haja che non sape va dove andare. Quando erano vicine le vacanze di Pasqua, con l’angoscia di non sapere dove andare con il suo amico, Haja mi ha chiesto: “Padre è scrit to che Dio ha un buon cuore (Tsara fo Andriama nitra); come mai non ha protetto la mia famiglia?”. Salésiens Don Bosco Centre Notre Dame de Clairvaux BP. 41 105 Ivato Aéroport Antananarivo Dopo avere spiegato che la sua famiglia non era fra i cento morti dell’alluvio ne, Haja piangendo ha ringraziato, dicendo: “non capisco, ma ho fiducia”. P. Innocent Bizimana, sdb il PIA OPERA DEL SACRO CUORE SEGNA LIBRO via Marsala, 42 - 00185 Roma ieri ✂ «Ai benefattori della chiesa del voto internazionale, dedicata al S. Cuore di Gesù al Castro Pretorio di Roma, era già stata promessa, quando detta chiesa fosse compiuta, la celebrazione di una messa ogni venerdì dell’anno e la recita quotidiana del S. Rosario con altri esercizi di pietà. Ad ampliare questi vantaggi spirituali e farne partecipare più altre persone, venne stabilita nella suddetta chiesa la PIA OPERA DEL S. CUORE DI GESÙ...”. (Da un programma della Pia Opera, durante il Rettorato di Don Rua, 1° successore di Don Bosco) Come ci si iscrive: Con una offerta libera, presso gli uffici della Basilica o mediante conto corrente postale o bonifico sottoindicati con causale “Iscrizione alla Pia Opera del Sacro Cuore”, specificando il cognome e nome di chi si vuole iscrivere, vivo o defunto. ELEMENTO CENTRALE La celebrazione quotidiana di una S. Messa concelebrata in perpetuo per gli iscritti vivi o defunti. • • • • Le offerte: Per lo sviluppo e la diffusione della devozione al S. Cuore, anche tramite pubblicazioni. A favore delle missioni e delle vocazioni sacerdotali; In favore dei salesiani anziani e malati; Per ragazzi e giovani in situazione di particolare disagio. N° conto corrente postale: 914010 codice IBAN: IT03 P076 0103 2000 0000 0914 010 intestati a: Pia Opera del Sacro Cuore di Gesù Conto corrente bancario: Banca Popolare di Sondrio Agenzia 11 - Roma intestato a: Ispettoria Salesiana Romano Sarda codice IBAN: IT 24 Z 05696 03200 000009643X50 Per informazioni: • Segreteria (orario ufficio da lunedì a venerdì normalmente 9-12) Tel. 06.444.83.423 - 06.444.83.411 - 06.492.83.403 • Portineria dell’Istituto (dalle ore 6.00 alle 22.00), lasciando un messaggio per Don Antonio: Tel. 06.492.72.21. Per qualsiasi richiesta: [email protected] oggi “La Comunità salesiana che presta il servizio pastorale nella Basilica del S. Cuore s’impegna a celebrare la SS. Eucarestia, una volta tutti i giorni, secondo le intenzioni degli offerenti, i quali in tal modo, unendosi spiritualmente alla celebrazione del sacrificio di Cristo, potranno beneficiare di quel dono di grazia che scaturisce dalla rinnovazione del memoriale di Cristo”. Il ricordo riconoscente per i benefattori avviene anche nella recita quotidia na del S. Rosario e delle Litanie lauretane e in quei pii esercizi che si attuano secondo i ritmi dell’anno liturgico. “ Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri SOGNI ” (E. Roosvelt) CUORE del Mondo Santuario internazionale il SEGNA LIBRO www.basilicadelsacrocuore.it; [email protected] Tel. segreteria 06.49.27.22.56 (ore 9-12: giorni feriali) • Tel. 06.44.53.257 (parroco) Nel Santuario, le celebrazioni della SANTA MESSA si tengono nei seguenti orari: ✂ ORARIO INVERNALE FERIALI: ore 6.30 • 7.00 7.30 • 8.00 (Lodi Messa) 9.00 • 18.00 FESTIVI: ore 7.00 • 8.00 9.00 • 10.00 11.30 (Messa parrocchiale e dei giovani) 16.00 (in lingua filippina) 18.00 ESTIVO GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO FERIALI: ore 6.30 • 7.00 • 7.30 8.00 (Lodi Messa) • 9.00 • 18.00 FESTIVI: ore 7.00 • 8.00 9.00 • 10.00 • 11.30 • 18.00 Messa delle 7.00 è per iscritti Opera Pia MUSEO DON BOSCO e “CAMERETTE” (tutti i giorni) ore 9.00-12.00 • 16.00-19.00 Il futuro “appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri SOGNI ” (E. Roosvelt) CUORE del Mondo • PRIMO VENERDI: ore 10.30-17.30 Adorazione silenziosa ore 18.00 Solenne Concelebrazione cui segue Adorazione animata da un gruppo della Famiglia Salesiana ore 19.15 Vespri e buona notte altri VENERDI: Adorazione Eucaristica silenziosa: ore 18.30-19.15 ore 19.15 Vespri, benedizione eucaristica e buona notte • I GIOVEDI: Adorazione Eucaristica animata: ore 18.30-19.15 ore 20.30-22.00: da e per i giovani • IL 24: Commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice • ULTIMO GIORNO DEL MESE: Commemorazione mensile di san Giovanni Bosco • SACERDOTI PER LE CONFESSIONI: lingua italiana, spagnola ore 6.30-7.15 (giorni feriali) ore 17.00-18.00 inglese tutti i giorni ore 9.00-12.00; 17.30-19.00