Descrizione del servizio - 2016
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Descrizione del servizio - 2016
Descrizione del servizio Merano Anno 2016 Sommario Prefazione ................................................ p. 3 1. Concetto pedagogico e linee guida del servizio ......... p. 4 2. Storia della GWB ...................................... p. 11 3. Struttura ............................................. p. 12 3.1 Capacità recettiva della struttura ............... p. 14 4. Orario ................................................ p. 15 5. Utenza ................................................ p. 15 6. Lavoro ................................................ p. 16 6.1 Sostegno pedagogico .............................. p. 20 6.2 Inserimento nel mondo del lavoro ................. p. 23 6.3 Ulteriori proposte formative ..................... p. 25 7. Diritti degli utenti .................................. p. 28 8. Doveri degli utenti ................................... p. 29 9. Richiesta di ammissione ............................... p. 30 10. Organigramma ......................................... p. 31 11. Personale ............................................ p. 32 11. 1 Formazione del personale ....................... p. 36 12. Costi e tariffe ...................................... p. 37 13. Collaborazione con i servizi sanitari e sociali ...... p. 38 14. Interventi e controllo della qualità ................. p. 40 15. Contatti ............................................. p. 41 16. Riferimenti bibliografici ............................ p. 42 2 PREFAZIONE Da molti anni la GWB – Cooperativa.Laboratori.Assistenza- si impegna ad offrire a persone con menomazioni fisiche e psichiche un posto di lavoro gratificante in un ambiente protetto. In particolare si cerca di esternalizzare attività, fattibili e appaganti per i collaboratori della GWB, da diverse aziende di produzione e di svolgerli nei laboratori della cooperativa. Con questo modello la GWB opera secondo il principio del rispetto e riconoscimento reciproco, lungi dall’offrire un’ergoterapia. I collaboratori della GWB sono consapevoli di produrre ogni giorno qualcosa di utile per la societá. Questo conferisce loro dignitá e li fa sentire soddisfatti della loro propri attività. Presidente dal 1988 al 2014 Dr. Christoph Engl 3 1. Concetto pedagogico e linee guida del servizio. La GWB è una cooperativa privata nella quale trovano impiego tutte le persone che a causa di una disabilità non sono pronte ad affrontare il mondo del lavoro. All’interno del laboratorio risocializzazione, ditte esterne e vengono riabilitazione, il mantenimento curati inserimenti delle progetti di lavorativi in capacità lavorative residue. Il concetto pedagogico e le linee guida della cooperativa GWB si rifanno a quelle per l’attivitá centrata sulla persona del Servizio per disabili della Comunitá Comprensoriale Burgraviato, approvate con deliberazione n.72 del 21.02.2008 della Giunta comprensoriale e al Rapporto sull’educazione nel XXI secolo, nel quale la Commissione dell’Unesco ha individuato quattro tipi fondamentali di apprendimento, quattro pilastri sui quali si basa l’operato del nostro laboratorio. Essi sono: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme e imparare ad essere. Il primo non all’imparare si ad riferisce imparare, al sapere ovvero enciclopedico, sviluppare il piacere ma di conoscere, scoprire. Questo processo è indispensabile, poiché permette al culturalmente soggetto ben di acquisire radicata, ma anche un'identità aperta al stabile e confronto, all’interazione e al dialogo. Saper fare, ovvero acquisire competenze, non è da intendere nel senso classico di imparare un mestiere che valga per tutta la vita, ma come un misto tra abilità professionale, comportamento sociale, lavoro di gruppo e iniziativa, nonché disponibilità a fronteggiare i rischi e capacità di affrontare e risolvere i conflitti. Al fine di raggiungere questi importanti obiettivi, 4 la cooperativa GWB privilegia metodi di lavoro che prevedono la divisione in gruppi. Il terzo pilastro, imparare a vivere insieme, è uno dei pilastri fondamentali del nostro lavoro educativo. Agli utenti viene giornalmente trasmesso il messaggio che ogni uomo è diverso dall’altro, ma questo essere diversi non implica essere migliori o peggiori. Imparare a vivere insieme nella diversità comporta lo sviluppo di comprensione degli altri, della loro storia, dei loro bisogni, necessità e valori, acquisendo la capacità di interagire e cogliere una crescente interdipendenza. Il lavoro in gruppo e a contatto con altre persone, come quello che si svolge giornalmente all’interno del nostro laboratorio, può essere causa di conflitti. I conflitti non sono da concepire unilateralmente come qualcosa di negativo, qualcosa da cui bisogna solamente sottrarsi, evitandoli o tenendoli a bada, ma i conflitti possono costituire un’enorme occasione di crescita e arricchimento. L’importante è riuscire a riconoscerli e a gestirli in maniera opportuna. Ultimo pilastro a cui la cooperativa si ispira è “essere se stessi”. Gli operatori, a tale scopo, promuovono la realizzazione dell’essere umano in maniera completa, cercando di far emergere le ricchezze delle personalità uniche e irripetibili dei nostri utenti. Quotidianamente viene insegnato a non rimuovere o negare parti di se stessi pur di essere accettati, ma di partire proprio da ciò che si è, accettare e riconoscere i propri limiti per riuscire a superarli facendo leva sulle proprie potenzialità (Portera, 2006). Il lavoro di ogni operatore è educare, laddove con il termine educazione intendiamo <<quell'azione pratica ovunque presente e verificatesi in tutti i tempi, per cui la generazione più adulta si piega verso la più giovane per aiutarla a sviluppare quella capacità di cui ciascun uomo necessita per inserirsi utilmente 5 nel contesto sociale del tempo [...]. Il fine specifico dell'educazione è quello di aiutare ogni singolo a pervenire alla capacità del fare da sé, di provvedere alle proprie necessità e all'inserimento nella società da protagonista e non da succubo [...]>> (Portera, 2007, p.3). L'intervento educativo del team della cooperativa è quindi teso a: aiutare l'utente a esplicitare le proprie capacità, mediante il duplice atto potenzialità, le dell'apportare di tirar risorse quelle e fuori i componenti o talenti educere tutte le che detiene, e esterne, come cultura, valori, regole di cui necessita, per la piena realizzazione personale e sociale. formare in donne e uomini piena coscienza di sé e degli altri, responsabilità per la propria vita, per la vita dei propri simili, per l'ambiente circostante, consapevolezza della dignità dell'essere umano, a prescindere dal colore della pelle, etnia, lingua, religione e disabilità. realizzare nella singola persona umana il proprio dover essere. Vi sono inoltre alcuni elementi costitutivi e indispensabili che caratterizzano il concetto pedagogico della cooperativa GWB e ne guidano ogni azione educativa. Essi sono: il fine educativo, i contenuti dell’educazione, il metodo educativo, i mezzi, il rapporto educatore – utente e l’ambiente (Portera, 2006). 6 1. Il fine educativo: Il fine educativo è individuabile per ogni persona nella propria e specifica forma migliore di vita. L'uomo è educato per diventare quello che può e quindi quello che deve diventare. Parliamo in termini formali di educazione ordinata a far raggiungere, attraverso singoli atti educativi, quella forma migliore di vita di volta in volta possibile. Il fine ultimo é l'autonomia, intesa come capacità di governarsi da sé. 2. I contenuti dell'educazione: Per raggiungere il fine educativo la cooperativa si avvale della cultura, la quale va intesa anzitutto nel suo aspetto socioantropologico come tutto ciò che è stato prodotto dall'uomo: usi, costumi, tradizioni, modalità di pensiero e comportamento. La persona, inserita in un contesto ambientale, riceve dal gruppo sociale di appartenenza i contenuti culturali che il gruppo ha elaborato e che costituiscono la piattaforma di base per capirsi. Qualora non lo facesse, l'utente non potrebbe inserirsi in modo adeguato nella società. Affinché il processo educativo non si trasformi in puro condizionamento culturale, i contenuti devono tenere conto anche della natura del singolo soggetto e promuovere quelle attività che porteranno alla sua maturazione secondo esigenze individuali. 3. Il metodo educativo: La cooperativa GWB, tiene conto dei vari contributi che pervengono dal settore della psicologia dell'apprendimento come ad esempio quelli di Piaget e Gardner e promuove un metodo globale, individuale e soggettivo. Globale poiché tiene conto di tutte le intelligenze dell'utente, individuale perché considera le varie caratteristiche particolari 7 dello stesso, come ad esempio età, genere, bisogni, emozioni e soggettivo perché viene adeguato alle capacità di apprendimento e rielaborazione della singola persona. 4. I mezzi educativi: I mezzi utilizzati dalla cooperativa GWB al fine di garantire un'alta qualità del servizio sono: - la cura della qualità educativa di tutte le nostre opere per rispondere alle crescenti esigenze della società con innovazioni pedagogiche; - la creazione di canali di partecipazione e di collaborazione a tutti i livelli; - la formazione permanente degli operatori attraverso corsi di aggiornamento; - l'attenzione per le riforme pedagogiche e strutturali attuate a livello territoriale. 5. Rapporto educatore-utente: Un rapporto educativo è sempre diverso da un altro; non solo e non tanto per la varietà di condizioni in cui si attua, ma anche e sopratutto per la diversità delle persone che lo realizzano, imprimendo su di esso il timbro della loro umanità. Per tale ragione gli operatori della cooperativa GWB non si relazionano con gli utenti sulla base della loro diagnosi, ma si spingono oltre guardando alla persona e ispirandosi alla corrente del personalismo pedagogico che delinea nel rapporto educativo tre frontiere esistenziali: 1. il rispetto per la vita; 2. il progetto per una persona integrale, contro ogni riduzionismo esterno e alienante; 3. il rispetto per la singolarità, intesa come difesa del soggetto-persona contro il rischio del soggetto-diagnosi. 8 6. L'ambiente: La cooperativa GWB è consapevole dell’importanza che l’ambiente esercita nel processo educativo e formativo ed è per questa ragione che giornalmente lavora al fine di creare un luogo significativo per la persona, all'interno del quale l'io possa crescere e svilupparsi e si senta parte fondante della società. Alla base del nostro intervento quindi si trova l'accoglienza e la costruzione di una rete di rapporti significativi e di fiducia reciproca. Un altro imprtante aspetto dell'intervento educativo della cooperativa GWB è il lavoro, che ricopre un ruolo fondamentale nella vita di ogni individuo e ne da un senso a due livelli: uno implicito e l'altro esplicito. Il primo consiste nell'assicurare a ciascun individuo proventi economici per la sussistenza psicofisica, mentre il secondo è riconducibile a funzioni latenti che Maria Jahoda e alcuni collaboratori, in una celebre ricerca, definiscono come: - strutturazione e organizzazione del tempo nella vita delle persone; - facilitazione di contatti e relazioni sociali; - possibilità di sentirsi partecipi della costruzione del bene comune; - possibilità di svolgere nuove attività; - sostegno nella costruzione del ruolo sociale e quindi dell'identità delle persone. È evidente in una prospettiva psico-sociale l'importanza di queste funzioni latenti anche come elementi di equilibrio nel rapporto tra individuo e comunità. Tutto ciò risulta maggiormente chiaro, nelle situazioni critiche come quelle di inoccupazione lavorativa o disoccupazione. Si 9 manifesta una sofferenza dovuta a una vera e propria mancanza o perdita di senso legata a uno smarrimento identitario. Se questo discorso risulta essere valido per coloro che si usa definire “persone normodotate”, lo è tanto più per quelle che tutti i giorni devono confrontarsi con la propria disabilità. Esse rischiano, più delle altre di dover arrendersi a restare eterni bambini o eterni malati da riabilitare. La cooperativa GWB, a questo proposito, si occupa di dare una prospettiva di vita ai propri utenti, ispirandosi alla celebre frase di Camus: “Se un uomo non può sempre dare un senso alla storia, può agire in modo da dare senso alla sua vita”. Il laboratorio non solo fornisce giornalmente un’occupazione, ma attraverso un percorso di training lavorativo e grazie alla collaborazione con l'ufficio del lavoro vede nella futura inclusione dei propri clienti l'obiettivo primario per il quale lavorare. Essere una persona che lavora o che si prepara al lavoro incide lentamente ma profondamente nell'immagine di sé, contribuendo ad attribuire senso e significato alla propria e alle altrui esistenze (MPI, 2009). 10 2. Storia della GWB La cooperativa GWB fu fondata il 4 dicembre 1981 grazie all’ iniziativa di alcuni privati e associazioni. L’apertura del primo laboratorio avvenne a Bolzano il 19 dicembre 1983 e a causa della crescente domanda di un servizio simile, il 5 ottobre 1987, fu costruita un’altra struttura anche a Merano. 11 3. Struttura Il laboratorio di Merano si trova in via IV Novembre ed è facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione ferroviaria. L’edificio, accogliente e libero da barriere architettoniche, è composto da numerose aree di lavoro, da un’ampia cucina attrezzata, da un magazzino, da un ufficio e da bagni accessibili anche a persone in sedia a rotelle. Mobilia e arredamento sono di proprietà della cooperativa. Tutti gli spazi del laboratorio sono stati progettati in modo da permettere agli utenti di orientarsi e muoversi con disinvoltura al loro interno. Come accennato in precedenza, i materiali, così come i macchinari, sono accompagnati da un cartello che ne fornisce una definizione semplificata, ne descrive l'utilità e, dove richiesto, il funzionamento. Ogni persona viene quindi messa nella condizione di “agire da sola” e di partecipare attivamente e produttivamente alla realtà lavorativa giornaliera. I macchinari per lo specifico confezionamento di alcuni prodotti vengono forniti direttamente dalle ditte che commissionano alla cooperativa i lavori. Al momento sono presenti in sede varie attrezzature: - presse ad aria per comprimere diversi materiali; - diverse saldatrici per sacchetti - un muletto elettrico e un transpallet; - bilance di precisione contapezzi elettroniche. Alcuni macchinari sono stati adeguati alle esigenze della Cooperativa. I collaboratori hanno costruito anche una serie di piccole attrezzature, al fine di rendere più agevole lo svolgimento dei lavori dell’utenza. La struttura, inoltre, è in possesso del documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori secondo il decreto legislativo 09.04.2008, n.81 coordinato con il D.Lgs. 12 3 agosto 2009, n.106 e successive modifiche e integrazioni e del documento interno Privacy redatto in base agli art. da 33 a 36 del D.Lgs 196/2003 ed alle disposizioni dell'allegato tecnico B del disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza del codice in materia di dati personali. L'ambiente è dotato di uscite di sicurezza, estintori, segnaletica comprensibile a tutti, luci di emergenza e una cassetta del pronto soccorso. 13 3.1 Capacità recettiva della struttura Il laboratorio di Merano può ospitare al massimo 25 utenti. Tale calcolo struttura e tiene del conto numero di della capacità assistenti recettiva impiegati della presso il laboratorio. I posti disponibili sono suddivisi in modo tale da far fronte alle richieste e ai vari tipi di esigenze pervenuteci dal territorio. 5 Posti fissi Posti per tirocini e training 20 - 20 posti: riservati ad utenti con un progetto educativo individualizzato che preveda un inserimento a lungo termine, con lo scopo di mantenere nel tempo le capacità lavorative e le competenze sociali dell’utente. - 5 posti: riservati a persone che trascorreranno presso il laboratorio un breve periodo di training, o un tirocinio e che abbiano come fine ultimo quello di essere inseriti nel mondo del lavoro (da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 2 anni). Le richieste di lavoro presso la cooperativa dovranno pertanto tenere conto di tale suddivisione interna. Le liste d’attesa saranno quindi due e si baseranno sulle esigenze individuali delle persone che presenteranno domanda e sul tipo di progetto educativo che verrà presentato. 14 4. Orario Il laboratorio è aperto da lunedì a giovedì dalle ore 07.45 fino alle ore 16.00 e venerdì dalle ore 07.45 alle ore 13.00. Sabato e domenica la struttura rimane chiusa. Il laboratorio chiude per ferie due settimane in agosto e in dicembre. 5. Utenza La GWB si rivolge a tutte le persone disabili che hanno già compiuto il diciottesimo anno di età, che per varie ragioni non riescono a trovare un impiego adatto alle loro esigenze e che per questo motivo necessitano di un luogo protetto dove poter migliorare e allenare le proprie capacitá. L’ ammissione di persone che hanno piú di 55 anni è possibile, ma avviene solo in casi eccezionali. La GWB organizza tirocini e progetti in collaborazione con le scuole e la formazione professionale ai quali possono partecipare anche ragazzi e ragazze minorenni. Gli utenti che lavorano presso la nostra cooperativa presentano: - Disabilitá fisica - Periodo di riabilitazione dopo un grave incidente - Disagio psichico - Ritardo mentale - Disagio psichico e ritardo mentale Tutti gli utenti devono essere in possesso di un documento che certifichi il loro grado di invaliditá. 15 6. Lavoro La cooperativa GWB è impegnata giornalmente in diversi lavori di tipo industriale, lavori di serie, montaggio e imballaggio, che vengono commissionati da varie ditte presenti sul territorio, garantendo sempre prestazioni altamente qualificate. Ogni qualvolta si decida di prendere in carico un nuovo lavoro, gli operatori si occupano di far conoscere agli utenti il nome della ditta che ha richiesto la commissione, di spiegare loro dove si trova, il tipo di attività che essa svolge e quella che invece dovranno portare a termine loro all’interno del laboratorio. Successivamente dell’oggetto viene che mostrato dovranno alle persone riprodurre e ne il viene modello spiegata l'entità e la funzione. Operatori e utenti concordano insieme i passi da intraprendere al fine di portare a termine in modo corretto il lavoro e suddividono le varie mansioni. Ogni persona collabora e coopera con il personale assistente nella pianificazione e suddivisione del lavoro e dei gruppi, nella lavorazione dei materiali, nel controllo della qualità dell’operato, nell’eventuale etichettatura e imballaggio dei prodotti, nella preparazione del materiale per il trasporto e, a turno, nella consegna del lavoro alla ditta commissionante. L’addetto ai contatti con le aziende, in collaborazione con il resto del team, si occupa di assicurare una certa varietà ed eterogeneità dei lavori. Ciò permette alla cooperativa di offrire alla propria utenza mansioni diverse con differenti gradi di difficoltà e che richiedono l’utilizzo di svariate abilità cognitive e metacognitive. Attraverso il lavoro giornaliero le persone si mettono alla prova e sperimentano il loro saper fare. Al fine di sostenere il percorso verso l’autonomia di ogni individuo in tutte le fasi del proprio lavoro all’interno del laboratorio, indipendentemente dalla disabilità, 16 i vari materiali vengono stipati in cassette, facilmente raggiungibili e visibili a tutti, sulle quali è riportata la foto del materiale contenuto. I diversi passaggi, che permettono l’assemblaggio dei materiali, allo scopo di ottenere il prodotto finito, sono rappresentati su un cartellone in ogni stanza. Ogni azione viene descritta utilizzando un linguaggio semplice e mostrata in modo concreto attraverso delle fotografie numerate. Anche l’utilizzo delle varie attrezzature è accessibile a tutti. Ogni macchinario è provvisto del proprio “libretto di istruzioni facilitato” che l’utente può consultare autonomamente. In questo modo chiunque può installare un apparecchio che poi andrà ad usare in maniera autonoma, senza dover chiedere ogni volta ad un operatore di farlo al suo posto, ponendosi così in una situazione di passività e continua dipendenza. Tutti gli oggetti assemblati e confezionati dalla cooperativa, sono oggetti di uso quotidiano che vengono commercializzati a livello nazionale. I collaboratori della GWB sono consapevoli di produrre ogni giorno qualcosa di utile per la società. Questo conferisce loro dignità e li fa sentire soddisfatti della propria attività. Essi comprendono, che prendere in carico un ordine, comporta: - Le il rispetto dei tempi di consegna; determinati costi; - garanzia di affidabilità; - qualità. persone, inoltre, hanno la possibilità di confrontarsi giornalmente con la realtà e le regole del libero mercato e di iniziare a capirne gradualmente i meccanismi. Tale politica di produzione ha permesso alla cooperativa di acquisire una vasta clientela. I laboratori collaborano da anni con ditte quali: 17 - Ardigas; - Directa Service; - Loacker; - Corpus; - Manometal; - Velta Italia; - Watts Industries; - Vereinigung - Disan; - Hgv; - Dr. Schär; - Hoppe; - Gruppe Gut; - SMG; - Kellerei Bozen; - Mila; - Kofler Fahrzeugbau; - Eos; - Psenner; - Tis Innovation Park; - Loeff System; - Rothoblaas; - Karo Druck; - Loacker Remedia; - Marseiler; - Röchling Automotive; - Kellerei Kurtatsch; - Röfix; - Meister Stube; - Kellerei Tramin; - Mapetz; - Finstral; - Loex; - WOBI; - Tratter Engineering; - Walther Italia; - Lorenz Martini; - Webkunst; - Nordwal - Athesia Druck; - Ritter SPORT; - Longo; - Mott. - Tappeiner; Südtiroler Sekterzeuger; Da circa un anno, la cooperativa si è specializzata progettazione der e realizzazione di particolari nella confezioni di imballaggio in materiali naturali. Produce portabottiglie di design in legno personalizzati e serigrafati, che le vengono commissionati da alcune importanti cantine vinicole. Essendo tale lavoro di produzione propria, sempre presente all’interno del laboratorio, rappresenta un’ 18 ulteriore occupazione per l’utenza e non risente delle oscillazioni di mercato che invece influenzano fortemente le varie ditte nelle commissioni dei loro ordini. Il prodotto ha avuto un discreto successo, tanto da essere stato richiesto alla fiera dell’innovazione e da apparire in alcuni articoli di giornali locali, uno dei quali è “FF-Das Südtiroler Wochenmagazin”. 19 6.1 Sostegno pedagogico Gli utenti che lavorano presso la cooperativa GWB si dividono in persone che hanno come obiettivo principale quello di conservare le proprie competenze lavorative e sociali e coloro che invece intraprendono presso il laboratorio un periodo di training, al fine di essere inseriti nel mondo del lavoro. Insieme svolgono mansioni di tipo industriale, lavorando suddivisi in piccoli gruppi. Il lavoro educativo considera la persona in modo globale e tende a valorizzarne le diverse dimensioni (psicomotoria, cognitiva, emotiva, affettiva, relazionale, sessuale, sociale) e ad operare avendo di mira il benessere complessivo. Il sostegno pedagogico dei clienti e il loro coinvolgimento nel contesto lavorativo si orientano verso tre metodi: il metodo SIVUS (sviluppo sociale e individuale attraverso lo svolgimento di attività comuni) il peer collaboration e il peer tutoring. Ispirandoci al primo poniamo la persona con i suoi interessi e bisogni in una posizione centrale rispetto al nostro lavoro e la concepiamo come colei con la quale si convive e si collabora. L’approccio si basa sui suoi interessi, sui suoi bisogni e sulle sue abilità. L’obiettivo è aiutarla a raggiungere una consapevolezza della propria quotidianità e a poter intervenire nel modo più autonomo possibile su di essa attraverso le funzioni di accompagnamento, stimolazione e coinvolgimento diretto. Il nostro lavoro viene concepito come un processo di crescita comune. Il secondo e il terzo metodo che utilizziamo fanno parte di quei metodi detti a mediazione sociale. Nel peer collaboration gli utenti si aiutano reciprocamente alla pari, per apprendere un lavoro, per portalo a termine o per risolvere un problema, mentre nel peer tutoring l’educatore forma coppie o piccoli gruppi di età e capacità differenti e assegna i ruoli di tutor a coloro che insegneranno il lavoro ai colleghi e ne diventeranno i 20 responsabili e di tutee a coloro che impareranno il lavoro e aiuteranno il primo a portarlo a termine. Con il termine raggiungere cooperare obiettivi intendiamo comuni. lavorare L’utilizzo di assieme tali per metodi all’interno della nostra cooperativa permette l'esercizio di comportamenti efficaci come: - lo scambio di materiali, risorse e di idee; - l'aiuto reciproco, che sottolinea la responsabilità condivisa; - l'esercizio di una comunicazione aperta e diretta che promuove stima e consolida tra gli utenti fiducia e rispetto; - la condivisione, le ricompense di gruppo e le relazioni positive qualificano l'incentivazione personale più delle singole ricompense, delle lodi o delle approvazioni (Lamberti, 2006). Affinché il nostro intervento educativo sia più efficace e a misura di persona, ogni educatore è di riferimento per alcuni utenti. Questo significa che per qualsiasi problema o necessità ciascun individuo sa a chi rivolgersi, pur lavorando di volta in volta all’interno di un gruppo diverso. Dopo un primo periodo di prova e di osservazione l'educatore di riferimento, in collaborazione con la pedagogista della struttura, elaborano il progetto educativo individualizzato e stilano il programma di lavoro annuale, che prevede obiettivi a medio e lungo termine. Essi possono essere di tipo riabilitativo, di miglioramento o di mantenimento delle abilità. Tale lavoro confluisce in modo strutturato in equipe, dove viene discusso e condiviso. Gli incontri si svolgono una volta alla settimana, in modo da poter programmare il lavoro e le attività, discutere la situazione dei singoli casi, esporre problemi emergenti e decidere come affrontarli. Ogni riunione viene messa a verbale e riletta durante l'incontro successivo. Gli utenti riferimento possono degli concordare appuntamenti, con la propria durante discutere delle proprie faccende personali. 21 i persona quali di possono Ogni tre mesi vengono organizzate riunioni generali, a cui partecipano discutere tutti insieme gli utenti eventuali e gli operatori, criticità, di al fine proporre di nuovi percorsi formativi come corsi e tirocini e di ascoltare le proposte di qualsiasi persona faccia parte del laboratorio; inoltre questa è anche l'occasione in cui si pianificano insieme momenti di socializzazione come gite, giornate sportive, il pranzo di Natale, ecc.. A tutti gli utenti della cooperativa viene offerta annualmente la possibilità di frequentare corsi di formazione organizzati da varie associazioni presenti sul territorio e dal servizio provinciale di formazione continua. Alle persone che durante la loro permanenza presso il laboratorio dimostrano di aver raggiunto gli obiettivi che permetterebbero loro di sperimentarsi all'interno del mondo del lavoro, viene inoltre data l'opportunità di intraprendere un tirocinio esterno, organizzato dalla stessa cooperativa. Ogni utente riceve mensilmente un premio sussidio come previsto dalla legge provinciale nr. 20/1983, art. 9 ed art. 10 nella misura massima definita annualmente dalla Giunta Provinciale di Bolzano (delibera G.P. nr. 1863 dd. 10.12.2012, allegato G). Questa somma di denaro ha una doppia valenza: da un lato é considerato un provente economico per la propria sussistenza, mentre dall’altro è fonte di riconoscimento per il lavoro svolto. 22 6.2 Inserimento nel mondo del lavoro La cooperativa GWB si propone come ponte tra servizi educativisociali presenti sul territorio e ufficio del lavoro, al fine di orientare i ragazzi verso la scelta di vita più idonea alla propria persona. La presa in carico degli utenti avviene grazie ad una buona collaborazione con le istituzioni territoriali. Gli incontri preliminari, a cui partecipano la pedagogista del servizio per persone in situazione di handicap della Comunità Comprensoriale Burgraviato insieme a quella della cooperativa, permettono di conoscere in maniera specifica e approfondita il piano educativo individualizzato storia elaborato personale durante dell’individuo e gli di anni poter precedenti, effettuare la un’ analisi dei bisogni educativi. Il lavoro di rete così articolato rende possibile un’importate continuità. L’ammissione all’interno del laboratorio prevede la compilazione di una domanda e la presentazione di alcuni documenti al servizio per persone disabili della Comunità Comprensoriale Burgraviato. Completato l'iter burocratico di ammissione alla cooperativa, viene elaborato un progetto educativo individualizzato in cui sono riportati, oltre alle informazioni personali dell’utente, anche gli obiettivi da raggiungere. All’interno del laboratorio i ragazzi hanno la possibilità di prendere parte alle varie attività, svolgere mansioni di tipo industriale e lavori che permettono loro di esercitare abilità sociali, cognitive e metacognitive. L'equipe di operatori, affiancata dalla pedagogista del servizio per persone Comprensoriale in situazione Burgraviato di e a handicap quella della della Comunità cooperativa, effettua periodicamente delle valutazioni, al fine di verificare le competenze raggiunte in entrata e in uscita dalla GWB. 23 Raggiunti gli obiettivi che permetterebbero ad un ragazzo di sperimentarsi all'esterno della cooperativa, gli operatori propongono all'utente un periodo di lavoro presso alcune realtà esterne convenzionate con il laboratorio, come ad esempio la TIS INNOVATION PARK di Bolzano. All'interno di questi spazi vi è la possibilità di valutare se le conoscenze acquisite fino a quel momento presso il laboratorio siano entrate a far parte del bagaglio personale dell'individuo e vengano utilizzate anche in un ambiente nuovo. Qualora il periodo formativo presso la TIS abbia un riscontro positivo e l'utente dimostri di saper gestire il carico di lavoro e di sapersi relazionare in modo appropriato con l'esterno, viene contattato l'ufficio del lavoro. Attraverso un primo colloquio con uno degli operatori di tale servizio viene presentata la persona e il percorso fino a quel momento intrapreso e viene offerto all'utente un tirocinio in una ditta esterna, che viene seguito dalla cooperativa GWB. Lo scopo di questa esperienza è quello di verificare la preparazione del ragazzo. Qualora anche tale periodo formativo dovesse andare a buon fine, si avrà la presa in carico dell'utente da parte dell'ufficio del lavoro, che si occuperà del suo inserimento. Durante gli stage ogni utente avrà con sé un diario di bordo da compilare, nel quale dovrà descrivere le proprie attività giornaliere. Ciò permette di riflettere sul lavoro intrapreso e confrontarsi con la propria persona di riferimento. Nel caso dovessero manifestarsi delle difficoltà durante i periodi di tirocinio, l’utente avrà la possibilità di riflettere con la propria persona di riferimento o in alternativa con la pedagogista. Insieme si cercherà di analizzare i problemi, capire quali possano essere le soluzioni e le strategie migliori da adottare. 24 6.3 Ulteriori proposte formative Il laboratorio di Merano offre a tutti gli utenti, non solo la possibilità lavorative di prendere proposte parte dalla giornalmente cooperativa, alle ma attività programma, in collaborazione con altri enti educativi, corsi di formazione e tirocini presso aziende esterne. I corsi di formazione offerti dalla cooperativa sono tutti orientati allo sviluppo della persona e alle sue competenze lavorative. Il laboratorio collabora con il dipartimento di formazione continua, che organizza corsi e percorsi di riqualificazione per persone con bisogni individuali. Alcune esperienze formative di particolare interesse per i nostri utenti sono stati i corsi di computer, quelli linguistici e quelli dedicati alla gestione del denaro, alla cura della propria persona e alla stesura di un curriculum vitae. La persona è al centro di ogni nostro intervento educativo e va sostenuta e supportata in tutti gli ambiti della sua vita. Per questo motivo, gli operatori del laboratorio collaborano con altre figure professionali che si occupano di assistenza sociale, di organizzazione del tempo libero e di bisogni primari della persona. Gli utenti partecipano a colonie estive, gite e giornate ludiche organizzate da associazioni che cooperano da anni con la nostra realtà. La GWB, da parte sua, propone momenti di socializzazione come il pranzo di Natale, partecipa ad eventi sportivi e ludici e organizza gite e una colonia estiva. A partire da gennaio 2014 inoltre, prenderà vita un importante progetto in collaborazione con la TIS INNOVATION PARK, che prevede la partecipazione di otto ragazzi tra i diciotto e i trentacinque anni e di un educatore della GWB. Il gruppo avrà a 25 disposizione un ufficio all’interno della TIS e potrà utilizzare gratuitamente vari macchinari professionali per l’incisione e la serigrafia. Attraverso l'utilizzo di tali attrezzature, gli utenti avranno la possibilità di progettare diversi oggetti. Aziende e privati che vorranno rendere concreta la propria idea, potranno rivolgersi al gruppo. Verranno realizzati diversi campioni e presentate le nostre migliori offerte. Infine il cliente deciderà se commissionarci il lavoro. L'obiettivo principale di questo progetto è favorire l'inclusione di persone diversamente abili nel mondo del lavoro e, più in generale, all'interno della società. La possibilità di avere degli spazi all'interno della TIS Innovation Park permette agli utenti di: - utilizzare in autonomia i mezzi di trasporto per raggiungere la struttura; - uscire da un ambiente „protetto“ come quello del laboratorio, pur continuando ad essere seguiti e sostenuti da un operatore; - socializzare con persone esterne alla cooperativa; - imparare a conoscere il funzionamento di una ditta vera e propria; - lavorare in team; - esprimere la propria opinione; - esprimere liberamente le proprie idee e la propria creatività. La TIS Innovation Park verrà quindi ad essere un luogo intermedio tra laboratorio protetto e stage esterno, nel quale poter sperimentare la propria autonomia. Un altro importante momento di crescita e di sviluppo per la persona è rappresentato dalla possibilità di intraprendere uno stage presso alcune aziende, che stipulano una convenzione direttamente con il laboratorio. Le ditte che collaborano con la nostra cooperativa mettono gli utenti nelle condizioni di trascorrere un periodo presso la loro realtà e forniscono a 26 questi ultimi un feedback sul tirocinio. Ciò permette alle persone di riflettere su se stesse e di comprendere a che punto del proprio percorso di crescita si trovano, quali sono gli obiettivi che restano ancora da raggiungere e quali invece sono stati raggiunti con successo. 27 7. Diritti degli utenti Gli utenti hanno diritto ad un premio mensile, ad un periodo di ferie e ad avere la giornata lavorativa pagata in caso di assenza per motivi terapeutici. I premi mensili corrispondono ad un minimo di 110,00 Euro fino ad un massimo di 370,00 Euro. Essi vengono calcolati in rapporto alle ore di lavoro svolte. Tali premi non devono essere considerati alla pari di uno stipendio, poiché la cooperativa non ricopre il ruolo di un vero e proprio luogo di lavoro, ma piuttosto di uno spazio nel quale gli utenti si preparano ad un futuro inserimento. Ogni utente ha una persona di riferimento con la quale puó parlare dei propri problemi. Un regolamento interno stabilisce l’orario di lavoro e la durata delle pause. Gli utenti sono assicurati per questo lasso di tempo. La GWB offre la possibilitá di mangiare presso il posto di lavoro. Le spese per il pranzo sono solo in parte a carico degli utenti. Ogni utente ha il diritto di richiedere una carta di trasporto per l’utilizzo dei mezzi pubblici che permettono di raggiungere il posto di lavoro, e ha inoltre la possibilitá di frequentare i corsi di formazione che vengono proposti. Tutte le informazioni riguardanti gli utenti sono strettamente private e coperte da segreto di ufficio. 28 8. Doveri degli utenti Gli utenti hanno l’obbligo di attenersi al regolamento della GWB: - rispetto degli orari di lavoro e delle pause; - mantenimento di un comportamento sociale corretto nei confronti di colleghi e assistenti; - i giorni di ferie, quelli di malattia e qualsiasi altro bisogno devono essere chiariti dall’utente con la persona di riferimento; - è permesso fumare solamente durante la pausa e nei luoghi a ciò adibiti; - sono severamente vietati il consumo di droghe, di alcool e l’uso della violenza; - chi non dovesse rispettare tale accordo andrà incontro a sanzioni quali la sospensione temporanea o il licenziamento; Nel caso si ritenga necessario, possono essere formulate delle regole individuali, pensate per il caso specifico di ogni utente. 29 9. Richiesta di ammissione L'accesso al laboratorio avviene successivamente alla presentazione di una domanda di ammissione al servizio per persone disabili della Comunità Comprensoriale Burgraviato e alla raccolta della documentazione riguardante la persona. Per facilitare la raccolta di tutti i dati è stata elaborata una lista che viene consegnata in duplice copia all'utente e ai sui familiari oppure ai servizi che accompagnano la persona. Dopo alcuni colloqui e visite presso il laboratorio viene steso il progetto, in collaborazione con gli operatori dei servizi che presentano l'utente, con l'utente stesso, con i familiari di riferimento e con la pedagogista del servizio per persone in situazione di handicap della Comunità Comprensoriale Burgraviato e quella della cooperativa. All’interno del progetto sono riportati i dati personali quali nome, cognome, data di nascita, residenza, recapito telefonico e il riassunto del percorso formativo e lavorativo, i dati anamnestici e clinico-medici, una descrizione della situazione familiare e sociale dell’utente, la valutazione delle aree fondamentali di sviluppo e infine il luogo, le modalità e gli obiettivi a breve e lungo termine del progetto. Gli obiettivi tengono conto del percorso di vita intrapreso fino a quel momento dalla persona, dei suoi bisogni, e della valutazione delle competenze in entrata. Tale valutazione deve essere presentata alla cooperativa da una figura educativa professionale che conosca bene l'utente, compilando una scheda delle competenze che viene fornita dal laboratorio 30 10. Organigramma 31 11. Personale La cooperativa GWB è costituita da un consiglio d’amministrazione composto da 11 volontari e da un totale di dieci dipendenti suddivisi tra il laboratorio di Bolzano e quello di Merano, con ruoli e qualifiche professionali differenti. Per quanto riguarda il laboratorio di Merano nello specifico sono previste quattro figure educative: 1) un educatore al lavoro, che ricopre il ruolo di responsabile del laboratorio; 2) un assistente per soggetti portatori di handicap con qualifica aggiuntiva in psichiatria sociale; 3) due assistenti per soggetti portatori di handicap, uno dei quali riveste anche il ruolo di addetto ai contatti con le aziende. Qualifiche e mansioni si rifanno all’articolo 29 (profili professionali dell’area sociale) dell’accordo di comparto del 25.09.2000 per i dipendenti dei Comuni e delle Comunità Comprensoriali della Provincia Autonoma di Bolzano. Il numero degli operatori impegnati all’interno del laboratorio tiene conto dei livelli di non autosufficienza dei clienti, come previsto nella delibera della Giunta Provinciale nr. 348/2011. L'educatore al lavoro è il responsabile della struttura di Merano. Egli elabora, assieme al personale assistente, i progetti educativi individualizzati, li attua e ne fornisce una dettagliata documentazione; tiene i contatti e collabora con la pedagogista della cooperativa, con i familiari, le persone di riferimento insieme e alla con l’ambiente pedagogista sociale della dell’utente; cooperativa e provvede quella della Comunità Comprensoriale all’inserimento di nuovi utenti; si occupa di seguire e accompagnare tirocinanti e volontari nel loro periodo soggetti formativo; portatori di lavora insieme handicap 32 nello agli assistenti smercio e per nella commercializzazione dei prodotti fabbricati nei gruppi di lavoro; I requisiti di accesso richiesti dalla cooperativa al fine di coprire tale ruolo sono: - un diploma di maturità artistica, maturità acquisibile nell’istituto tecnico industriale, istituto tecnico femminile; oppure - attestato di qualifica professionale con 5 anni di pratica professionale nei settori di artigianato e industria; oppure - otto anni di pratica professionale in questa attività; - e in ogni caso il diploma di istitutore per soggetti portatori di handicap/educatore al lavoro; - patente di guida B; - attestato di conoscenza delle due lingue “B”. I tre assistenti per soggetti portatori di handicap lavorano in appoggio all’educatore al lavoro nella realizzazione del programma di promozione educativo e riabilitativo; partecipano alla predisposizione, esecuzione e documentazione del programma individuale finalizzato allo sviluppo della persona affiancata; accompagnano e sostengono la conservazione e nell’esercizio persona delle disabile abilità nella lavorative; documentano osservazioni e le comunicano al responsabile della struttura e alla pedagogista della cooperativa durante le riunioni d’equipe; preparano il materiale di lavoro e lo tengono in ordine. I requisiti di accesso richiesti sono: -diploma di scuola media inferiore o licenza di scuola elementare nonché: -diploma di assistenti per soggetti portatori di handicap; oppure - diploma di operatore socio assistenziale; - patente di guida B; 33 - attestato di bilinguismo C. Poiché la cooperativa svolge giornalmente lavori che le vengono commissionati da ditte esterne e riceve da queste ultime un compenso, si è ritenuto opportuno individuare nella figura di un assistente all'handicap il ruolo di addetto ai contatti con le aziende. Egli oltre a svolgere le mansioni sopra elencate si occupa di gestire i vari ordini, di proporre alle ditte un preventivo, di concordare tempi e modalità di consegna dei materiali e di effettuare controlli della qualità del lavoro. La cooperativa GWB accoglie non solo persone disabili, ma anche persone con disagio psichico. Al fine di garantire un accompagnamento attento ai bisogni di questo tipo di utenza è richiesto che almeno un assistente all'handicap su tre, sia in possesso della specifica qualifica. Tutto il personale inoltre deve conoscere la lingua italiana e tedesca in tale misura, da poter svolgere il proprio servizio nella madrelingua dell’utente. È altresì obbligatorio, che almeno due operatori su quattro siano in possesso del corso di primo soccorso e del corso antincendio. Il personale di Merano collabora con i colleghi di Bolzano e in particolare con tre figure professionali differenti: il responsabile amministrativo, la pedagogista e la segretaria. Il primo svolge un ruolo di coordinamento delle due strutture. Una volta in settimana si reca a Merano al fine di partecipare alle riunioni di equipe del gruppo; è disponibile nella risoluzione di varie problematiche, svolge un ruolo di ponte tra i laboratori e il consiglio amministrativo. La pedagogista gestisce e coordina i nuovi inserimenti all'interno del laboratorio, partecipando insieme all'educatore agli incontri preliminari con l'utente e le proprie persone di riferimento, sostiene il personale del laboratorio di Merano nella corretta stesura della documentazione, partecipa agli 34 incontri di volontari, verifica, esegue operatori, partecipa con programmi all'inserimento organizza la richiesto coordina collaborazione educativi dell'utenza quando e nel ai e e di reale Case il lavoro l'aiuto degli promozione mercato del Management, dei volti lavoro, propone al personale e all'utenza corsi di formazione, organizza stage e tirocini per le persone che lavorano all'interno del laboratorio. La segretaria cura gli aspetti amministrativi e contabili della cooperativa, gestisce gli affari del personale e conserva i relativi documenti, raccoglie dati statistici sul funzionamento amministrativo-contabile amministrazione un e redige rapporto per il annuale consiglio di dell'andamento dell'istituzione. Gli operatori della cooperativa GWB possono prestare servizio sia presso il laboratorio di Merano che presso quello di Bolzano, cambiando sede in caso di necessità. All’interno della struttura possono dare il proprio contributo anche volontari del servizio civile, servizio sociale o quelli della Federazione per il Sociale e la Sanità. <<Accoglienza, formazione, valutazione e riconoscimento sono i punti cardine attorno a cui si svolge l'impegno della cooperativa a favore dei volontari. Offrire sostegno significa accogliere e accompagnarli tramite precise figure di riferimento, che li informano e difficoltà. si Il rendono sostegno disponibili si traduce nel caso anche in di una dubbi o chiara descrizione di attività, compiti e responsabilità, come pure nella copertura assicurativa>> (Federazione per il Sociale e la Sanità, Documento di volontariato sociale). 35 11.1 Formazione del personale Al fine di assicurare una valida professionalità e competenza, il personale prende regolarmente parte a corsi di formazione e di aggiornamento. Annualmente ogni operatore è tenuto a partecipare a due corsi. Il primo può essere proposto direttamente dall’interessato, inoltrando inviare domanda la alla richiesta segreteria. al Questa responsabile si occuperà amministrativo e di alla pedagogista; che valuteranno se approvarla o meno. Il secondo corso dovrà essere scelto all’interno di una lista redatta annualmente dalla direzione, percorsi di formazione tenuti Bolzano, da Scuole Formazione di dalla che fa Libera riferimento Università Professionale in a di lingua italiana e tedesca e da enti riconosciuti per la formazione professionale continua sul lavoro. Vengono proposti anche aggiornamenti su temi come: privacy, sicurezza sul lavoro, primo soccorso e antincendio. I corsi devono in ogni caso essere attinenti all'ambito di lavoro nel quale l'operatore è impegnato. L'attestato di frequenza e di partecipazione, che di volta in volta viene rilasciato dall’ente organizzatore, deve essere consegnato in segreteria, dove viene archiviato tra la documentazione del personale. Le ore di formazione concesse ad ogni operatore in un anno non devono superare la soglia massima di 80. È possibile, inoltre, partecipare a corsi di specializzazione inoltrando richiesta scritta alla segreteria. La domanda verrà visionata e valutata dall’amministrazione, che deciderà se approvarla o meno. 36 12. Costi e tariffe Il decreto del Presidente della Giunta Provinciale numero 30 del 11.08.2000 regola la quota di pagamento del servizio da noi erogato. Le tariffe sono rinnovate annualmente dalla stessa Giunta Provinciale e tengono conto del tipo di assistenza di cui gli utenti necessitano, pertanto, é compito loro e delle stesse famiglie informarsi annualmente dei cambiamenti. I familiari hanno il dovere di comunicare eventuali variazioni riguardanti il tipo di assistenza di cui godono e di cui necessitano. Gli operatori del laboratorio compilano giornalmente una lista delle presenze e sulla base di tale lista viene effettuato il conteggio delle giornate effettivamente lavorate e dei pasti consumati. Per far fronte a questo tipo di spesa, vi é la possibilitá per le famiglie di chiedere un aiuto finanziario, che viene calcolato in base alla situazione economica del richiedente. Per maggiori informazioni è consigliato rivolgersi al proprio distretto sociale. La GWB resta comunque a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda e chiarire ogni incertezza. 37 13. Collaborazione con i servizi sanitari e sociali. La cooperazione con altre persone ed istituzioni è un punto fondamentale del nostro lavoro e costituisce un presupposto indispensabile per consentire un eventuale scambio o passaggio in altre strutture e per poter capire e risolvere meglio i problemi e i bisogni di ciascun utente. La collaborazione con i servizi sociali e sanitari presenti sul territorio avviene attraverso degli incontri durante tutto il periodo di permanenza dell'utenza all'interno della cooperativa. Ogni decisione presa durante tali riunioni viene messa per iscritto in un verbale e inviata a tutti i partecipanti; inoltre il laboratorio rimane sempre in contatto telefonico e via e-mail con i vari servizi e segnala loro novità e cambiamenti. Come già accennato precedentemente, le figure educative che intendono collaborare con la nostra cooperativa, al fine di inserire delle persone all’interno del laboratorio, dovranno non solo occuparsi di fare avere agli operatori tutta la documentazione richiesta e fornire una valutazione dettagliata dell’utente, ma dovranno rendersi disponibili a collaborare nella stesura del progetto e a seguire la persona nel suo percorso formativo. Questo ultimo punto è molto importante, poiché per noi la persona non deve essere considerata una sorta di “pacco postale” da lasciare in un luogo piuttosto che in un altro per poi dimenticarsene, ma è un individuo con sentimenti ed emozioni che stabilisce con le proprie persone di riferimento dei rapporti che vanno ben oltre al semplice incarico lavorativo imposto dall’alto. Da parte sua la cooperativa GWB si rende disponibile a fare lo stesso e nel momento in cui una persona viene inserita nel mondo del lavoro o cambia struttura, gli operatori sono pronti a 38 incontrarla e qualora sussistano i presupposti a riaccoglierla nel laboratorio. La cooperativa collabora a stretto contatto con: - i familiari degli utenti; - gli assistenti delle comunitá alloggio e degli appartamentitraining; - le comunità comprensoriali; - il centro di salute mentale; - il servizio psicologico; - le scuole professionali provinciali; - l’ufficio del lavoro per l’inserimento lavorativo; - l’ufficio di formazione professionale; - le scuole ad indirizzo sociale; - la Federazione per il Sociale e la Sanità; - Lebenshilfe e AIAS. 39 14. Interventi e controllo della qualità. Al fine di migliorare il nostro servizio viene offerta la possibilità a famiglie e utenza di esprimere la propria opinione sul lavoro della cooperativa. Questo avviene attraverso quattro strumenti di valutazione della qualità del servizio offerto: - incontri trimestrali con operatori e utenti; - busta delle lettere per la raccolta di critiche e suggerimenti da parte degli utenti; - questionario di soddisfazione per i famigliari; - modulo per la segnalazione reclami/apprezzamenti. Raccolte le informazioni, la segreteria elabora e valuta i risultati ottenuti e con cadenza annuale stila un resoconto scritto che viene successivamente appeso nell’apposita bacheca delle comunicazioni all’interno del laboratorio e pubblicato sul proprio sito internet. Le riunioni generali, a cui partecipano operatori e utenti, si tengono ogni tre mesi all’interno del laboratorio. In queste occasioni viene letto il verbale del precedente incontro e vengono discussi i suggerimenti e le critiche lasciati dagli utenti nell’apposita cassetta delle lettere. 40 15. Contatti GWB Merano Via IV Novembre 44 39012 Merano www.gwb.bz.it www.facebook.com/gwb.work Tel e Fax +39 0473 440 466 E-Mail: [email protected] GWB Bolzano Via Mayr Nusser 58 39100 Bolzano www.gwb.bz.it www.facebook.com/gwb.work Telefono: 0471/976541 Fax: 0471/329415 E-Mail: [email protected] 41 16. Riferimenti bibliografici - Lamberti, S. (2006). Cooperative Learning: una metodologia per la gestione efficace dei conflitti. Padova: CEDAM. - MPI (2009). Uno sguardo oltre la scuola. Protocollo per l’alternanza scuola – lavoro. Belluno: DBS. - Portera, A. (2006). Globalizzazione e Pedagogia Interculturale. Trento: Erickson. - Portera, A., Böhm, W. & Secco, L. (2007). Educabilità, Educazione e Pedagogia nella Società Complessa. Novara: UTET. 42