Dicembre 2014: edizione speciale 150

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Dicembre 2014: edizione speciale 150
Numero speciale
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Dicembre 2014
La Voce del Gonzaga
150 ANNI DI STORIA
La Redazione del Giornalino d’Istituto segue passo passo ogni istante dei festeggiamenti
27 e 28 novembre 2014: due giornate intense, emozionanti ed eccitanti. Il Liceo Statale” Isabella Gonzaga” ha celebrato e festeggiato un anniversario a dir
poco ragguardevole: il compimento dei 150 anni di
età, periodo in cui la scuola ha avuto modo, giorno
dopo giorno, di crescere e svilupparsi, cambiando
molto nel corso del tempo e passando da “Scuola
Normale Femminile”, a Istituto Magistrale ed infine a
Liceo.
Le giornate che hanno preceduto questo avvenimento sono state caratterizzate da eccitazione, ma anche da una comprensibile ansia; la Dirigente, i docenti, gli studenti e tutto il personale della scuola,
hanno respirato un‟aria di festa. Anche la redazione
Sommario:
Ripercorriamo le tappe della storia
2
Ex alunni raccontano il loro Gonzaga
8
Il primo giorno dei festeggiamenti
10
Il secondo giorno dei festeggiamenti
12
Proiettati verso il futuro!
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de La Voce del Gonzaga, ha preparato con trepidante
attesa ogni istante dei festeggiamenti: ciascuno di noi
aveva un compito ben preciso e, con scrupolo e
grande senso del dovere, proprio come si conviene
a veri giornalisti di professione, abbiamo lavorato
chi “dietro le quinte”, chi “sulla scena”, per suggellare ogni istante delle due giornate. Abbiamo intervistato coloro che hanno costruito la storia del Gonzaga, e abbiamo appreso come hanno vissuto la loro
esperienza da insegnanti o ex studenti. I ragazzi hanno dato la loro anima ed hanno fatto del loro meglio
affinché tutto riuscisse alla perfezione. Ed infatti così
è stato. Ciascuno aveva un compito ben preciso: vi
era chi formulava le domande agli ospiti, chi trascriveva le risposte su di un foglio dopo aver azionato il
registratore vocale e, ancora, chi scattava fotografie
per immortalare i momenti indimenticabili che resteranno per sempre impressi nella memoria di chi,
per davvero, ha vissuto appieno e fino in fondo la
storia di questo Istituto.
E allora…godiamoci questo numero speciale del
nostro Giornalino!
Respiriamo passo dopo passo la storia di questo
grande Istituto, con la consapevolezza e con il grande orgoglio di farne parte.
Anna Palmerio 4N
e tutta la Redazione
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La Voce del Gonzaga
Attraverso documenti e testimonianze: l‟analisi di un lungo percorso
STRAORDINARIO ANNIVERSARIO
“Un viaggio che dura da 150 anni”
1864-2014: gli Istituti scolastici ieri e oggi
Un titolo non casuale, perché 150 anni fa nasceva l‟
Istituto Magistrale “Isabella Gonzaga”. Il 1859 risulta
essere un anno fondamentale per la promulgazione
della legge Casati, che permetteva l‟apertura della
“Scuola Magistrale Femminile per aspiranti maestre di
grado inferiore”. L‟anno successivo a Chieti venne istituita la Scuola Normale femminile di durata triennale,
presso il “Locale delle Crocelle” (oggi Chiesa di Santa
Maria Annunziata), che poi fu trasferita presso il Convento dei Cappuccini, oggi Istituti Riuniti San Giovanni
Battista a Piazza Garibaldi. La scuola accoglieva una
sola classe di diciotto alunne, ma l‟interesse che le ragazze del tempo mostravano per l‟insegnamento cresceva sempre di più. A partire dal 27 novembre 1864,
alla Scuola furono annessi il Convitto, basato su un
Regolamento molto rigido, e il giardino per le attività
ricreative e sportive. L‟istituzione della Scuola risultò
fondamentale, perché permetteva la formazione delle
donne alle quali offriva un possibile riscatto economico
e sociale, soprattutto per coloro che provenivano dalle
campagne; inoltre, garantiva una maggiore crescita occupazionale con nuovi posti per docenti e dirigenti. Il
Ministro della P.I. Francesco De Sanctis istituì una
Scuola Preparatoria, per l‟accesso alla Scuola Normale
Femminile. Essa doveva essere frequentata per sei mesi
e prevedeva lo studio delle materie principali.
Trent‟anni dopo, fu fondata a Chieti anche la Scuola
Complementare dalla durata di tre anni, che segnava il
passaggio dalla Scuola Elementare alla Scuola Normale.
Nel 1867 le sedi dell‟Istituto furono dislocate presso il
Convento dell‟Addolorata (tra Via Sant‟Eligio e Via dei
Sette Dolori), poiché offriva spazi più ampi, tanto da
accogliere classi di sessanta alunne. Nel ventennio successivo furono realizzate anche aule per l‟approfondimento delle materie scientifiche. La Scuola Normale
Maschile a Chieti venne, invece, istituita soltanto
nell‟a.s. 1909/1910, a seguito di un ampio dibattito che
impegnò uomini illustri del tempo, tra cui il deputato
Mezzanotte e il professore Paratore. Infine con Decreto Regio n. 1054 del 6 maggio 1923 la Scuola Normale
divenne Istituto Magistrale Statale e, a seguito delle
Riforme avviate dal 1997, è diventato Liceo. A distanza di 150 anni dalla fondazione della Scuola Normale, si
può affermare che l‟Istituto “I. Gonzaga” ha garantito
agli alunni una completa formazione culturale, tanto
che molti ex studenti hanno occupato posti di rilievo
nella società.
Pinto Simona, Toto Brenda, Carlone Giorgia,
De Liberato Carlotta, D’Angelo Chiara
(Classe 5^D)
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Dalla Regia Scuola Normale Femminile al Liceo delle Scienze Umane
LE REGOLE E LA DIDATTICA
Programmi didattici e Regolamento del Convitto
In occasione del 150° anniversario della fondazione
dell’attuale Liceo delle Scienze Umane “Isabella
Gonzaga” di Chieti, si è ripercorsa la storia dell’Istituto con particolare attenzione ai Programmi didattici e alle Regole in vigore dall’anno scolastico
1862-63. I Programmi della scuola, allora chiamata
Regia Scuola Normale Femminile, prevedevano lo
studio di diverse materie come Pedagogia, Religione, Lingua italiana, Storia, Geografia, Aritmetica,
Geometria e di altre che oggi sono state abolite,
come Calligrafia, Canto, Disegno e Lavori femminili. Al termine dello studio di tali discipline, si
conseguiva l’abilitazione all’insegnamento elementare di grado inferiore e superiore, previo superamento dell’esame di patente per aspiranti maestre
La prima sessione d’esame ci fu nel 13 agosto
1864. I Nuovi Programmi Didattici furono pubblicati il 24 novembre 1895 nella Gazzetta Ufficiale
del Regno d’Italia. Dopo l’ammissione alla scuola,
le giovani allieve avevano l’opportunità di alloggiare presso il Convitto, istituito dal Municipio di
Chieti, a partire dal 1865, pagando una modica tassa mensile (a quel tempo in lire!), che copriva solo
ed esclusivamente il vitto e l’alloggio.
La vita all’interno del convitto era organizzata in
base ad un ferreo regolamento che vietava di uscire
senza il consenso della Direttrice e di parlare in
dialetto; inoltre, imponeva alle convittrici di mostrarsi sempre gentili e riservate. Ciascuna di loro
doveva portare con sé il corredo con le iniziali ricamate e con il numero d’ordine, che veniva assegnato in convitto. Il corredo comprendeva: 4 lenzuola e
4 federe, 2 coperte, 6 camicie, 6 paia di calze, 6
fazzoletti bianchi, 6 gonne, 4 paia di mutande, 4
asciugamani, 2 abiti di lana con mantellina, 2 paia
di scarpe, un paio di pantofole e infine 6 grembiuli.
Così come il Regolamento, anche la direttrice era
piuttosto severa, tanto che le lettere che venivano
spedite alle convittrici erano aperte dalla stessa o
addirittura non fatte pervenire alle ragazze. Con il
passare del tempo sono cambiate molte cose; infatti, il convitto è stato abolito, le alunne che terminano gli studi non sono abilitate all’insegnamento e
gli stessi programmi scolastici hanno subito variazioni decisive, tanto da permettere la differenziazione di più indirizzi.
De Matteis Laura, Gialloreto Federica,
Gizzarelli Federica, Graziani Carmen,
Perfetti Vittoria (Classe V D)
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La Voce del
Gonzaga
Il Gonzaga ricorda
UN VIAGGIO TRA GLI ILLUSTRI
Il 150° e i personaggi più importanti dell’Istituto
Teseo, insegnante di educazione
fisica,
autrice del volume
“Educazione fisica e ginnastica. Lezioni teorico-pratiche per le scuole
Normali”; Rosa Borghini, fondatrice
della rivista “Lumen“, ossia “Rivista
per la gioventù femminile che ha nel
cuore il coraggio della speranza”,
che tratta tematiche letterarie ed
educative; Tommaso Ciampella, pro-
Laura Lombardo Radice
In occasione del 150° dalla fondazione del Liceo “I. Gonzaga”, è indispensabile ricordare insegnanti ed
ex studenti che si sono distinti nelle
carriere intraprese: Laura Ciulli, docente di pedagogia, moglie di Emanuele Paratore e madre di Ettore,
professore universitario di letteratura latina; Emanuele Paratore, laureato in Medicina e Chirurgia, insegnante di scienze naturali; Maria Dall‟Oppio, docente di educazione fisica e
poi direttrice della Scuola Normale
Femminile di Chieti; Maria Teresa
Dal 1952 al 1963 è Preside dell‟Istituto
Magistrale “I. Gonzaga” il prof. Mario
Perilli. Nella foto il Preside premia un
alunno meritevole a fine anno scolastico … il futuro Dirigente Scolastico,
prof. Antonio D‟Urbano
L. Ciulli, “L‟inibizione – Studio Psicologico e Pedagogico”, stampato a
Chieti, presso la tipografia Camillo Di
Sciullo nel 1904
fessore di musica e compositore,
autore del testo “Interpretazione
musicale”; Alfredo Carpineto, storico dell‟antichità e autore di importanti saggi come “Teate e Chieti”;
Laura Lombardo Radice, che ha insegnato da giovanissima nell‟Istituto
ed è passata alla storia per il suo
impegno nella Resistenza romana;
Italo Testa, di cui si ricordano le
raccolte “Solitudine” e “Ombre e
figure”; Guido Torrese, autore di
rassegne poetiche, tra le quali
“Pagine di poesie” e “Poesie latine
tradotte in versi italiani”; Trieste
Del Grosso, scultore, militare e patriota teatino, caduto nel corso della
Seconda Guerra Mondiale. In tempi
più recenti hanno lasciato la propria
impronta nell‟Istituto il preside Mario Perilli, autore del saggio “G.
Chiarini, esploratore d‟Africa: la vita,
i viaggi, gli scritti”; Alberto Cesarii,
maestro, poeta ed esercitatore didattico, a cui è stata intitolata una
Scuola Elementare di Chieti; Ugo
Pietrantonio, docente di filosofia,
che ha svolto uno studio approfondito su Isabella Gonzaga Del Vasto,
pubblicato sulla rivista “Il Nuovo”, in
cui ha proposto di rinunciare al titolo nobiliare “Del Vasto”
nell„intestazione della scuola; Giustino Broccolini, maestro e poi docente universitario, autore di moltissimi
saggi sulla valutazione e sulla sperimentazione nella scuola elementare;
Mario Checchia, docente di materie
letterarie, poeta e autore di diversi
scritti; Mario Palmerio, docente di
filosofia e pedagogia, scrittore di
molti libri in cui tratta la tematica
dell‟apprendimento; G. Paola De
Nicola, docente universitaria di sociologia e curatrice di numerose
collane di libri, come “Donne in
chiaroscuro”; Fausto De Sanctiis, ex
“Lumen - Rivista per la gioventù femminile che ha nel cuore il coraggio
della speranza”, fondata da Rosa Borghini.
alunno, divenuto maestro e poi dirigente scolastico, del quale si ricorda
la sua attività di scrittore; Bartolo
Jossa, qui diplomatosi nell‟anno 1958
-59 e poi diventato docente di filosofia e storia nel Liceo Scientifico di
Chieti, autore di significativi libri, tra
cui “Le luci di Betlem” e “La sconfitta”; Filippo Paziente, qui diplomatosi
nell‟a. s. 1956-57, storico, interessa-
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to principalmente ai temi del socialismo, dei martiri partigiani, al caso
del delitto Matteotti. Nel corso degli
anni, hanno insegnato nell‟Istituto
diversi docenti-sacerdoti, tra i quali:
Antonio Chinni, che è stato vicepreside e scrittore di diversi libri, fra
cui “Guida alla visita della cattedrale menico Scotti, divenuto successivadi San Giustino”; Giuseppe Di Falco, mente Vescovo della Diocesi Terche nel 1985 è diventato Vescovo moli-Larino.
della Diocesi di Sulmona-Valva; Michele Giulio Masciarelli, docente di
Manuela Catena, Alessia Ciulla,
filosofia anche nella Pontificia UniGiulia D’Ettorre, Valeria Menichino
versità Lateranense di Roma e Doe Debora Petrocco (Classe 5^D)
L’intitolazione della Scuola: un dilemma!
ISABELLA GONZAGA IN D’AVALOS O ISABELLA D’ESTE IN GONZAGA?
Quale identità?
In omaggio alla ricorrenza del 150° anniversario della
fondazione del Liceo “Isabella Gonzaga”, gli alunni si
sono applicati tenacemente per ripercorrere e ricostruire
la storia della scuola da loro frequentata.
Occorre risalire agli anni 1858-59, quando, con la Legge Lanza e successivamente con la Legge Casati, nascono le Scuole Normali Femminili che preparano all’insegnamento; a Chieti ne viene istituita una nell’a.s. 186364. Dopo circa un ventennio, il Ministro dell’Istruzione
Guido Baccelli manifesta l’intenzione di intitolare la
Scuola ad una donna che costituisse un importante modello per le alunne che si preparavano a formare le nuove generazioni di italiani; lo scrittore e archeologo teatino, V. Zecca, riceve l’incarico di scegliere il nome per
la Regia Scuola Normale Femminile di Chieti, che nel
1885 viene denominata “Isabella Gonzaga Del Vasto”,
sposata D’Avalos, figlia di Federico II, duca di Mantova (1519-1540). Lo studioso la presenta come una donna di “rare virtù”, persino destinataria di un poema di
Pietro Aretino. In realtà, secondo un’accurata ricerca
condotta dal prof. Verlengia, nel 1949, non è lei la nobildonna di Mantova, ma una omonima duchessa, che
aveva sposato nel 1554 il Marchese di Pescara e del
Vasto, Francesco Ferdinando. In anni recenti, il professore Ugo Pietrantonio, docente di filosofia nell’Istituto
Magistrale, stabilisce che l’intestataria della Scuola deve essere Isabella d’Este, sposata Gonzaga, in quanto
proprio questa nobildonna è riconoscibile per i suoi valori cantati da Ariosto nell’Orlando Furioso. La stessa
donna, infatti, appare come una persona di raffinata cultura, circondata a corte da illustri personaggi letterari,
da artisti, scienziati, politici, pittori e scultori. La nobil-
donna viene apprezzata per la notevole memoria, perché
è capace di tradurre testi latini e greci, ed è inoltre abile
nella composizione di versi. La sua formazione si deve
anche agli insegnanti prestigiosi che la guidano nell’apprendimento del sapere, del canto e della musica. I suoi
ritratti sono eseguiti da Leonardo e da Tiziano e, a distanza di secoli, è sempre ricordata con ammirazione
per le sue doti culturali. E’ chiaro, dunque, che la figura
femminile alla quale V. Zecca ha intenzione di fare riferimento per l’intitolazione della scuola è Isabella D’Este, figlia del duca Ercole D’Este e di Eleonora D’Aragona. Pertanto, dal 1994 il Preside Falcone, su proposta
del prof. U. Pietrantonio, elimina una parte della denominazione dell’Istituto Magistrale, ossia esclude l’elemento “Del Vasto”, perché estraneo alla persona celebrata. Così il Liceo oggi è intitolato a “Isabella Gonzaga” … d’Este.
Antinucci Luisa, D’Amario Federica,
D’Intino Benedetta, Farinaccia Valentina
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La Voce del
Gonzaga
LE ATTIVITA’ EXTRASCOLASTICHE DEL PRIMO NOVECENTO
Non solo studio all’Istituto Magistrale “Isabella Gonzaga” di Chieti
“Chieti, anni Trenta - Quaderni della De Meis”: allieve
dell’Istituto Magistrale di Chieti
ai Giochi studenteschi nello stadio della “Civitella”
A cavallo tra il 1864 e il 1900 le studentesse dell’Istituto Magistrale di Chieti si dedicano ad attività
extrascolastiche: gare sportive, concerti, recite, feste
annuali e viaggi d’istruzione. Le attività sportive
comprendono il tiro al bersaglio e il lancio del giavellotto, a differenza degli alunni che prendono parte perlopiù a competizioni di calcio e pallacanestro.
Gli allenamenti si svolgono nell’attuale anfiteatro
della “Civitella”, che all’epoca è un campo sportivo.
Alcune allieve si distinguono per la loro agilità,
competenza ed equilibrio, tanto da ricevere, nel
1928, una coppa in segno di vittoria da Benito Mussolini. Oltre alle manifestazioni sportive, gli alunni
del Gonzaga partecipano a recite, serate musicali e
concerti di beneficenza, le cui offerte in denaro costituiscono la “Cassa scolastica” che viene utilizzata
per finanziare le borse di studio per i più meritevoli
e i viaggi d’istruzione. Le mete sono scelte per la
loro rilevanza artistica, storica e culturale, in particolare si visitano zone del Lazio e dell’ Abruzzo.
Gli studenti si distinguono anche per il loro brillante
profitto scolastico; infatti, ogni anno vengono offerte in premio delle borse di studio, consistenti in bonus in lire. La notizia della destinazione di tali borse
di studio viene riportata nel 1924 sulla stampa locale.
Di Matteo Martina, Toppi Serena,
Moratti Federica, D’Argento Veronica,
Parziale Marta (Classe 5^D)
)
Delibera dell’Amministrazione Provinciale di Chieti, per la destinazione di due borse di studio a ragazzi, figli di insegnanti (Archivio di
Stato di Chieti).
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LA NOSTRA SCUOLA HA ALLESTITO LA MOSTRA “A partire dal 1864…”
Gli alunni del “Gonzaga”, tra antiche stilografiche, quadernini e vecchie cartelle, hanno
”respirato” il passato.
La Nostra Aula Magna ha ospitato una bellissima ed interessantissima mostra durante i festeggiamenti. Si tratta
dell‟esposizione di libri, strumenti scientifici, banchi e sedie risalenti al primo Novecento. Sono state esposte,
inoltre, delle preziosissime foto che illustrano i primi anni di vita del nostro Istituto: alcune, riguardano le attività sportive svolte dalle allora studentesse, le quali indossano ancora la divisa scolastica. Quest‟ultima consisteva
in una lunga gonna nera, una camicia bianca e una cravatta a righe, indossata soprattutto nelle occasioni speciali
e di rappresentanza. La Scuola, nel corso degli anni, è indubbiamente cresciuta; basti pensare all‟antica sede,
situata all‟incrocio tra via Sant‟Eligio e via Dei Sette Dolori. La nostra sede risale al 1966 ed è stata ristrutturata
in anni recenti. La scuola è cresciuta anche riguardo le attività extrascolastiche e gli “stage” culturali all‟estero,
importantissimi momenti di crescita e formazione scolastica e culturale. Proprio all‟ingresso dell‟Aula Magna è
stato allestito un piccolo angolo scolastico: sui banchi erano posizionati strumenti di fisica e chimica, veri e propri pezzi di storia, ancora integri e parzialmente funzionanti. Lungo i corridoi dell‟Istituto, ci sono ancora gli
antichi pianoforti dei primi decenni del 1900: alcuni sono davvero preziosi, in quanto di marche tedesche che,
all‟epoca, erano il simbolo lampante di raffinatezza, cultura e anche benessere economico.
Mariagiulia Filoso 4N
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LÀ DOVE C’ERA L’ERBA ORA C’È… UNA SCUOLA
Il ragazzo di Roccamontepiano
“Nell‟anno scolastico 1979- 80 ricordo che nella mia scuola c‟erano solo due o tre classi prime, perché le
iscrizioni all‟Istituto Magistrale stavano crescendo molto proprio in quegli anni, e il plesso B era stato appena terminato. La palestra era grande come quella di oggi ed era una delle più belle della città. Entrati nel
plesso A si era accolti nello spazioso ingresso dove troneggiava uno splendido e antico mappamondo di legno. Al primo piano c‟era il laboratorio di fisica, un salone con alti tavoli di legno sui quali svolgevamo gli
esperimenti, e tanti strumenti custoditi nelle vetrine laterali. Nel seminterrato si svolgevano le lezioni di
musica nell‟aula predisposta, in cui un palco di legno semicircolare ci permetteva di cantare e suonare il
flauto dolce e altri piccoli strumenti in ordine e con l‟accompagnamento del professore al pianoforte. Qualche volta andavamo a studiare in biblioteca dove c‟erano volumi antichissimi, tra cui una preziosa Bibbia del
1700 e numerose collane di classici latini. Con la professoressa di Disegno e storia dell’arte imparavamo a
sviluppare le fotografie nella camera oscura dell‟aula antistante alla biblioteca. Le classi erano mediamente di
22 o 23 studenti e i pochi elementi maschili erano collocati nella sezione A (quelli che sceglievano la lingua
francese) o nella sezione B (Inglese). Nel periodo di Natale tutte le scuole superiori di Chieti partecipavano
ad una gara con dei lavori natalizi: cartelloni, presepi, alberi... Un anno realizzammo un albero di Natale in
legno a più piani con le statuine in compensato in tre dimensioni (un presepe sull‟albero!); un altro anno
invece un mio amico portò delle pietre bianche dalla Majella con cui ogni studente realizzò la scultura di una
statuina (il presepe tutto bianco!). La scuola tutti gli anni partecipava ai “Giochi della Gioventù” che si svolgevano allo stadio di Chieti Scalo . Nonostante fosse frequentata quasi da sole donne, due uomini vincevano
spesso le gare di corsa con gli altri istituti (Marco e Nicola della sezione B). Il professore nonché vicepreside che più ricordo era Don Antonio Chinni, che insegnava latino, storia e geografia (i “due meno meno meno” si sprecavano). Ricordo con affetto tutti i miei proff., anche se la D‟Ambrosio (Italiano), la Sormani
(Chimica e Geografia astronomica) e la Centurione (Matematica e Fisica) sono più impresse nella mente
per la loro preparazione, la severità, ma anche per la loro ironia e partecipazione allo scherzo. Indimenticabile il nostro prof di filosofia Padre Lorenzo, dalla mente lucida e viva , grande guida per ragazzi e giovani. Al
diploma con tali docenti, dalla classe uscirono tre 60/60, un 58, un 52 ed un 50 su quattro 60/60 di tutto
l‟istituto. I viaggi d‟istruzione erano sempre una festa, e i professori erano sempre contenti di venire con
noi : indimenticabile Vienna con la professoressa D‟Ambrosio ed Ostia antica con Padre Lorenzo. Fra tante
vi era anche la visita alla scuola “Montessori” a Roma. Nelle assemblee d‟istituto la mia classe, dopo aver
partecipato alla prima ora, specialmente nelle giornate di primavera ed estate, con il pullman raggiungeva il
convento di Roccamontepiano dove faceva un pic-nic che durava tutta la giornata. Nelle giornate fredde o
piovose invece, chiedevamo l‟uso della palestra al Preside per rimanere a giocare a calcetto o a pallavolo.
Qualche volta infine andavamo tutti a casa di una nostra amica di Chieti (Ghianni Emanuela) a mangiare la pizza.”
Da una ricerca realizzata dalla classe 3 D
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La Voce del
Gonzaga
Musiche… da riascoltare
“Negli anni Novanta l‟Istituto “Isabella Gonzaga” aveva solo l‟indirizzo Magistrale, della durata di 4 anni, e alla fine del quarto anno c‟era l‟esame di maturità che permetteva di accedere al quinto anno o “Corso integrativo”, indispensabile per proseguire negli studi all‟Università. Le materie fondamentali erano: Italiano, matematica, latino, le lingue francese o inglese, la filosofia,
la didattica e la biologia. Quest‟ultima dopo il secondo anno veniva sostituita
dalla chimica e poi all‟ultimo anno dalla geografia astronomica.
A questi insegnamenti venivano affiancate altre discipline come il disegno, la
storia dell‟arte e la musica. Le lezioni erano favolose; quanti lavori venivano fuori durante i laboratori di disegno e di musica! Ci si divertiva tanto a disegnare e a suonare gli strumenti a percussione, e a inventare poi coreografie che venivano socializzate all‟approssimarsi di qualche festività. I professori erano molto preparati ma
anche molto esigenti. Ricordo con stima e ammirazione la prof.ssa di Italiano Fiorella D‟Ambrosio; si rimaneva
estasiati durante le sue spiegazioni, era una vera “attrice” e… via, tutti a prendere appunti per non dimenticare neppure una sola parola delle sue spiegazioni. Ogni volta che c‟era qualche interrogazione o compito in
classe, prima di entrare a scuola, si faceva visita alla “Madonnina” che si incontrava lungo la strada, dopo la
chiesetta di Ognissanti affinché illuminasse la mente degli studenti. E poi lo studio a casa! Ci volevano minimo
tre ore ogni giorni solo per le versioni di latino e non parliamo poi delle materie orali! Si studiava proprio tanto! L‟impostazione metodologica era ottima, e ha sicuramente creato delle solide basi per gli studi successivi.
Tornando in quella scuola, ogni volta mi sembra di tornare indietro negli anni: rivedo i miei compagni, i miei
professori; avverto ancora le sensazioni di “terrore” di non riuscire in qualche compito, sento le voci dei miei
professori. Tuttavia i ricordi dei miei anni più anni più belli sono proprio lì, racchiusi dentro quelle mura che
rappresentano la “storia” delle mie conoscenze.”
Pellegrini Benedetta 3D
Il mio Gonzaga
“Ho un ricordo bellissimo del “mio Gonzaga” ed ora, solo a ricordare quegli anni, sento una profonda nostalgia: sono stati anni davvero belli! Ai miei tempi era tutto diverso, c‟erano i quattro anni obbligatori più l‟anno
integrativo, facoltativo, che si svolgeva di pomeriggio. Io ero una brava alunna, studiosa e volenterosa, adoravo
la filosofia del mitico professore Pasquarelli. Ricordo con piacere la professoressa Cagliesi che insegnava didattica; non dimenticherò mai il sornione prof. di lettere Nicola Naccarella… E che dire del professore di musica
Trovarello, dolce e remissivo a causa di un grave lutto in famiglia e, per concludere, il placido preside che aveva un nome che era tutto un programma…Natale Grasso! Ho vissuto al “Gonzaga” piacevoli periodi della mia
adolescenza e quando mia figlia, qualche anno fa, ha scelto questa scuola, sono rimasta davvero soddisfatta;
non nego che, ogni volta che metto piede nella “nostra” scuola, provo sempre un‟emozione fortissima.
Oggi sono un‟apprezzata educatrice di un asilo nido di Chieti: tutti i giorni mi trovo a vivere con i piccoli le
esperienze che negli anni ho studiato e approfondito. Svolgo un lavoro meraviglioso e importantissimo, accompagnando tanti bimbi nelle prime fondamentali fasi della crescita. Quello che oggi sono, con la mia formazione culturale e umana, lo devo soprattutto a quegli anni.”
Rocci Claudia 3D
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Il professor Mario Palmerio, docente di pedagogia del Gonzaga per quasi trent‟anni, è
stato l‟ospite d‟onore della prima giornata dei festeggiamenti. Interessante il libro scritto
per l‟occasione, dal titolo “Isabella Gonzaga” Scuola Normale- Istituto Magistrale –Liceo di
Scienze Umane 1863/64-2013/14; qui, con grande minuzia di particolari, racconta la
storia dell‟Istituto, a partire dal 1864, anno della sua fondazione fino ad oggi, ricordando
con commozione tutti i personaggi illustri che hanno reso celebre la nostra scuola e i
momenti da lui vissuti come docente. Ha parlato alla platea, attenta e silenziosa, nel suo
linguaggio genuino, immediato ma competente e ha risposto alle numerose domande
che gli sono state rivolte.
A seguire, l‟intervista fatta al Professore dalla nostra redazione.
Professor Palmerio, quale consiglio si sente di dare ai giovani per affrontare il lavoro scolastico
che, a volte, appare insensato?
La prima cosa che ho riscontrato, in tutta la mia esperienza, è che generalmente, lo studente cerca lo
scontro; è fisiologico ad una certa età che si pensi che il professore non sappia spiegare e non capisca
niente; invece, secondo me, l'atteggiamento giusto è quello di collaborare perché la scuola non la fa né il
docente, né l'alunno; è un processo che si fa insieme: insegnamento e apprendimento sono collegati. Sono due momenti in un
unico processo, naturalmente, sotto la responsabilità del docente.
Certe volte, effettivamente il professore è insensibile e, se lo
prendi di testa, non la spunti. Devi al contrario, andargli incontro;
bisogna lavorare assieme. La scuola è fondamentale, va difesa;
difesa dalla famiglia, dalla Chiesa, dallo Stato; altrimenti essa viene snaturata e, sotto questo punto di vista, la scuola è l'esperienza più importate che possiate fare; ragion per cui non dovete perdere questo tempo. Tra tutte le testimonianze fatte, ci sono anche
quelle che ricordano i vecchi tempi e, come diceva Oscar Wilde, "
i tempi, quando sono passati, diventano tutti belli"; anche le schifezze diventano stupende. Voi, all'interno della scuola, passate ben 13 anni, è il pezzo più importante della vita e va vissuta. I giovani d'oggi credono che la letteratura italiana, quella inglese, il latino.. siano tutte
cose futili; lì, in realtà, c'è l'uomo e attraverso l'altro tu trovi te stesso. Per esempio, quando si studia il
pensiero di un filosofo, non importa ciò che esso dice ma, la cosa fondamentale, è che, attraverso quest'ultimo, scopri te stesso. Questo è il mistero della formazione: solo attraverso il diverso da te, riesci a scoprirti.
Francesca Garbero e Moretta Valentina 3 C
Carlotta Desario e Rebecca Del Bianco 3 N
Samuel Marusco 4 N
Benadetta Trivelli 5M
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La Voce del
Gonzaga
L‟incontro con l‟autore è stato intervallato da momenti musicali ricchi di suggestive emozioni, che hanno creato un‟atmosfera magica e straordinaria, tra voci incantevoli, suoni di
flauti, sassofoni, organetto e pianoforte. Ecco le foto degli alunni della nostra scuola, che si
sono esibiti grazie alla precisa collaborazione delle Prof.sse Sandra Carducci e Giulia Garro.
Martina Vichayte 3N
Claudia Di Gregorio 4E
Raffaella De Nardis 4E
Il coro del Liceo Gonzaga
Claudia Stella 4C
Sara Grilli 2M
Caterina Lupo 1L
Giulia D’Alessandro 1O
Anna Palmerio 4N
La Prof.ssa Giulia Garro
Francesca Costantini 2M
Nausicaa Menichelli 4C
Il Prof. Tatasciore con il coro
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La Voce del
Gonzaga
AUDITORIUM CIANFARANI. 28-11-2014 Ore 17.15
Inizia la seconda giornata di festeggiamenti del 150° anniversario del nostro Istituto. Il Dirigente Scolastico,
Prof.ssa Orlando, ringrazia l‟assemblea partecipante e tutti gli illustri ospiti della serata: il professor Francesco Sabatini, la Professoressa Tiziana Pirone e la Dottoressa Patrizia De Socio.
Si prosegue con un saluto del sindaco di Lanciano e presidente della provincia di Chieti Dott. Pupillo che, con le sue parole, vuole disegnare il filo conduttore che lega questo Istituto alla storia d‟Italia. A seguire, vi è l‟intervento
della Dottoressa Rossella Parisse, responsabile dell‟Ufficio Scolastico Provinciale di Chieti, che ripercorre brevemente la storia dell‟Istituto prima Magistrale, divenuto poi Liceo delle scienze umane e oggi Liceo, che ha formato
intere generazioni di maestre e maestri. Infine, l‟ultimo intervento è quello del sindaco di Chieti Umberto Di Primio che, con estremo piacere,
ha voluto partecipare a questa celebrazione. La storia della nostra scuola ha segnato anche
il progresso della nostra città formando generazioni di insegnanti. Ha desiderato, inoltre,
renderci partecipi dei bei ricordi che l‟hanno legato alla sua maestra nei tempi della scuola
elementare, primo punto di riferimento incontrato fuori dalla realtà familiare. Anche il vice
prefetto Dott.ssa Calabrese ha espresso i suoi apprezzamenti per un tale traguardo, augurando sempre un miglior futuro.
Concluso il momento dedicato ai saluti riprende l‟andamento della scaletta.
Il Dirigente scolastico vuole spiegare il significato del titolo scelto per tale manifestazione ovvero: “ Nei segni del viaggio: 150 anni di insegnamenti ed oltre.” Il viaggio citato nel titolo è
inteso come viaggio nel tempo, nello spazio poiché il nostro Istituto, nel corso degli anni, ha
cambiato luogo di ubicazione prima di giungere alla sede attuale, ed ancora un viaggio tra metafore e realtà. Un viaggio eroico attraverso avventure più o meno positive, ma comunque
tale da condurre quei ragazzi di un tempo, così come quelli attuali, ad essere gli adulti di oggi
che partecipano attivamente alla vita cittadina. Tale interessante approfondimento, si conclude con un ragionamento secondo cui l‟Istituto delle scienze umane è l‟unico a formare i propri studenti su nozioni di scienze umane molto importanti per comprendere l‟andamento della crescita e lo sviluppo psicologico dei bambini ma anche degli adolescenti. Lo studio di tali materie, infatti, è spesso trascurato dalla maggior parte delle Università che comunque formano studenti che saranno guidati verso un
futuro non solo di insegnamento ma anche di altre professioni per le quali saper comunicare e capire l‟altro è fondamentale.
A questo punto prendono parola gli illustri ospiti della serata già in precedenza citati. La prima è la Professoressa
Tiziana Pirone del Dipartimento Storia della Pedagogia dell’Università di Bologna. Ha ripercorso attentamente la
storia del ruolo della donna dalla scuola elementare fino al proprio ruolo di maestra. Il ruolo delle insegnanti donne in passato era sottovalutato, non ne era compresa l‟importanza e per questo l‟intera società le riteneva al pari
delle classi sociali più deboli. Oggi si ritiene, finalmente, che la Pedagogia abbia una propria identità che lentamente
si sta liberando dallo svilimento cui la tradizione del nostro paese l‟aveva sottoposta. Al giorno d‟oggi sarebbe importante una formazione pedagogica per insegnanti di ogni ordine e grado, bisognerebbe favorire una pedagogia
dell‟impegno rivolta a tutti. Una pedagogia, in poche parole, intrecciata alle novità della società odierna.
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È il turno della Dottoressa Patrizia De Socio, rappresentante del MIUR, che ha
voluto illustrare la valenza del Liceo Economico-Sociale, indirizzo presente nel
nostro Istituto, come Liceo della contemporaneità che si sta aprendo al futuro. Dal 2012 tale indirizzo è coinvolto nel progetto” Promozione del valore
dei LES”, che vede consorziati in rete tutti i Licei Economico-Sociale d‟Italia a
livello regionale, per costruire una comunità condivisa di esperienze. È quindi
la volta dell‟ospite più atteso della serata, accolto fin dai primi istanti da un
caloroso applauso da parte del pubblico: Il professor Francesco Sabatini, Presidente onorario dell‟Accademia della Crusca. Il suo discorso ha inizio con un
ringraziamento per aver organizzato tale giornata non solo per celebrare tale traguardo ma anche per discutere di
varie problematiche legate all‟istruzione. Sebbene il nostro Istituto esista da ben centocinquant‟anni, dietro vi sono
almeno millecinquecento anni di analfabetismo che non possiamo in alcun modo trascurare. Ad unificare il nostro
paese vi furono la bandiera, le leggi, la moneta ma anche le forze dell‟ordine e la scuola. Infatti, al contrario di
quanto si possa pensare, l‟unificazione, la lingua italiana e la scuola sono strettamente legati tra loro poiché dipendono l‟uno all‟altro.
Il professore ci ha fatto riflettere sui fattori che hanno influenzato la spinta alla diffusione dell‟italiano ma anche su
quanto sia stato complesso il raggiungimento di un‟unione linguistica. Dopo questa interessante riflessione, abbiamo tutti avuto l‟occasione di riflettere sulla nostra identità linguistica. Grazie Prof. Sabatini!
Iezzi Benedetta 4 E
L’ex Preside Sapio con il D.S.G.A. Sig. Spadaccini
Il Preside del Liceo Marconi di Pescara
Florideo Matricciano
Il preside Sapio, il dott. Pupillo, il dott. Di Primio e il sig.
Spadaccini
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La Voce del
Gonzaga
Convegno Nei segni del viaggio: 150 anni di InsegnaMenti ed oltre
FRANCESCO SABATINI: “L’ITALIANO IN 150 ANNI DI UNITÀ”
Affascinata l’assemblea durante l’ intervento del prof. Francesco Sabatini in occasione del 150° anniversario della
fondazione del Liceo Statale “I. Gonzaga”
“150 anni di unità stanno a 1.500 anni di disunione, come la conquista della libertà sta all‟oppressione che ha
impedito a questo territorio d‟Europa di dotarsi di istituzioni unificanti e di una socialità più diffusa.” Così ha
esordito Francesco Sabatini, Presidente Onorario
dell‟Accademia della Crusca, durante il convegno tenu-
tosi venerdì 28 novembre presso l‟Auditorium Valerio
Cianfarani. Il prof. Sabatini, che prima dell‟inizio della
conferenza ha gentilmente accettato di rilasciare alla
nostra redazione una breve intervista, ha saputo coinvolgere tramite un intervento talvolta critico, talvolta
ironico, un‟assemblea variegata costituita da autorità,
presidi, docenti, alunni ed una rappresentanza della cittadinanza teatina. Il compito che gli è stato affidato, vale a
dire quello di ripercorrere e analizzare le trasformazioni
della lingua italiana in 150 anni, è, come egli stesso ha
definito, difficile, astratto ed indecidibile. Ha invitato
dunque a riflettere sulla massa dei parlanti, piuttosto che
sulla lingua. Infatti è noto che al momento dell‟unificazione politica, in media, il 90-95% della popolazione italiana
era analfabeta. Questa condizione non era presente in
nessun altro Paese d‟Europa. Il 90-95% di abitanti dunque, ignorava la lingua italiana, non sapeva servirsene né
riusciva a comprendere il parlato se non in seguito a
notevoli sforzi. Siamo passati dal 95% di non parlanti
italiani su 25.000.000 di abitanti totali, al 95% su
60.000.000 di abitanti totali che parlano e comprendono
l‟italiano. Da questo punto di vista la lingua ha fatto gran-
di progressi, ma dobbiamo domandarci cosa voglia dire
veramente parlare italiano. È necessario quindi dividere
in scaglioni i parlanti secondo le modalità d‟uso della
lingua. Il 50% degli italofoni stravolge tuttora l‟italiano, il
25% lo strapazza e il restante 25% lo usa in modo efficace e pienamente accettabile. “La necessità di imparare
l‟italiano -dice Sabatini - nasce dal fenomeno delle emigrazioni all‟estero e da quelle interne.” E ancora, “molti
emigranti analfabeti, nelle lettere che si facevano scrivere per la famiglia, raccomandavano di mandare i bambini
a scuola, poiché si erano resi conto che viaggiare senza
saper tenere la penna e saper leggere una notizia, voleva
dire essere fuori dal mondo.” Le emigrazioni all‟estero,
che hanno colpito tanto l‟Abruzzo quanto le altre regioni del nord e del sud Italia, hanno avuto un effetto di
spinta ad imparare a leggere e a scrivere. Per quanto
riguarda le emigrazioni interne, esse causavano incontri
tra persone provenienti da diverse regioni, formando
così famiglie al cui interno si parlavano dialetti differenti.
Anche la televisione ha dato il suo contributo nell‟affermarsi della lingua, offrendo la possibilità di ascoltare l‟italiano. Altri fatti, se pur mostruosi, come due Guerre
Mondiali, hanno movimentato la popolazione e certamente hanno inciso nell‟apprendimento dell‟italiano. Per
l‟affermazione dell‟italiano come lingua parlata delle masse analfabete è servito molto tempo e, nonostante questo, ancora una parte consistente della popolazione lo
usa in modo inappropriato. Questo, come dice il prof.
Sabatini, “obbliga la scuola ad occuparsi prima di tutto
dell‟italiano”. Man mano che la lingua si è diffusa nella
società ha recuperato e convalidato espressioni esistenti
già da secoli, per bisogni comunicativi non formali. Sabatini ha provveduto ad esplicitare il concetto tramite
esempi pratici. “Il giorno che ti ho incontrato”, egli semplifica, è un costrutto sintattico in cui il “che” funge da
collegamento generico, svelto e fluido e che pertanto
non può essere considerato un errore. Altro esempio
suggestivo, riguardante questa volta termini dialettali
entrati nella lingua italiana, è stato quello riguardante la
parola “pizza”. Se si consulta infatti un vocabolario del
1905, come definizione riporta: “parola regionale che
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vuole entrare nell‟italiano” e, come ben sappiamo,
“pizza” è ora la parola italiana più diffusa al mondo insieme con “ciao”. Se 150 anni fa era sufficiente avere una
bastante conoscenza della nostra lingua, oggi qualunque
diplomato deve avere una competenza molto alta dell‟italiano prima e, delle altre lingue poi. È notevole la tendenza dei giovani ad imparare lingue straniere ma, come
dice lo stesso professore, “se non si parla l‟italiano si
commette un crimine”. La scuola ha dunque un ruolo
fondamentale nell‟apprendimento della lingua italiana e
deve contenersi nell‟insegnamento di alcune discipline
nelle lingue straniere, perché prevale la tentazione di
trincerare la classe professionale dietro un linguaggio
non comprensibile a tutti, al fine di renderla libera di
fare ciò che vuole. Al termine dell‟intervento del prof.
Francesco Sabatini è seguito il caloroso saluto e l‟affettuoso ringraziamento da parte della Preside dell‟Istituto
Statale Gonzaga, A. Gabriella Orlando. A conclusione
del convegno, il concerto degli Artisti del Cenacolo della
Musica – International School; i giovani musicisti che hanno suonato e cantato sul palco dell‟Auditorium, hanno
stupito l‟assemblea con il loro straordinario talento.
Francesca Romana Branciari 4°L
INTERVISTA A FRANCESCO SABATINI
Lei ha studiato per molti anni la lingua italiana, qual è il neologismo che odia di più?
Sicuramente “location”, perché non ce n‟è assolutamente bisogno. Abbiamo
molti termini per dire sede, luogo, occasione, istituzione. Questo è il tipico segnale di pigrizia e di ostentazione, inoltre è una parola che suona piuttosto
sguaiatamente.
Ci siamo chiesti, come mai i nuovi termini tecnologici di origine straniera, sono alla prima coniugazione?
Sono termini tecnici nuovi, perché sono azioni nuove, quindi occorreva trovare
dei nuovi vocaboli. Sono onomatopeici, quindi riprendono il suono dell‟operazione che si fa. Sono adattabili perfettamente alla lingua italiana e anche molto
simpatici. Le caratteristiche che portano sono quindi: novità, facilità ed espressività.
Lei è promotore dell’italiano all’estero con il programma della “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”, come viene vista la nostra lingua negli altri Paesi?
C‟è molto affetto, molto piacere, molto interesse, a seconda dei motivi per cui la si studia. Nel complesso,
negli ultimi cento anni, ha acquistato importanza, non c‟è dubbio. Purtroppo risente di alti e bassi soprattutto
a causa della concorrenza con le altre lingue che man mano emergono. Ogni lingua nuova che si introduce
nella scuola scansa le altre, dunque bisogna saper farla valere. Questo è possibile producendo in tutti i campi:
culturale, industriale e scientifico. Dobbiamo offrire ciò che c‟è di meglio nel nostro Paese, per rendere la
lingua importante. In conclusione l‟italiano è molto apprezzato, ma sta a noi far crescere questa tendenza.
Sempre più spesso troviamo espressioni straniere nel linguaggio di tutti i giorni: che iniziative
si possono proporre per conservare il patrimonio della lingua italiana?
Evitare di essere pigri, esibizionisti e soprattutto evitare questi atteggiamenti di costume che sono dietro ai
fatti linguistici. Quando si ricorre a questi termini lo si fa sia per pigrizia, che per esibizionismo, ma anche a
causa di un‟antica abitudine italiana di sentirsi i “lustrascarpe” degli altri, che porta ad imitare le popolazioni
straniere. Riguarda una questione di costume che si manifesta da un punto di vista linguistico. Quindi, è necessario avere una più chiara cognizione della propria identità.
Origlia Esther 4L, Corrado Sara 5C, Vincitorio Rossana 3L
Candeloro Marco e Gialluca Martina 4N
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La Voce del
Gonzaga
Intervista alla Prof.ssa Patrizia De Socio, Referente Valutazione del MIUR
Lei sta lavorando sul sistema di valutazione dei professori; crede che per noi studenti e per la scuola ci
saranno miglioramenti?
-Penso che il sistema di valutazione riguardi tutto il sistema
scolastico e che sia importante soprattutto per far capire
che si fa parte di una comunità, che non sia solo referenziale
o autoreferenziale, o in debito nei confronti del preside, della famiglia o degli studenti. Poi credo che ogni buon insegnante non debba essere intimorito da una valutazione, poiché se si fa il proprio lavoro e lo si fa con amore non c‟è
valutazione che tenga.
Con questo sistema di valutazione si verrà a creare una “graduatoria di professori “?
-Ogni valutazione vede un primo, un secondo, un terzo, però dovete pensare che questo sarà un sistema molto
più complesso, poiché valutare vuol dire rendersi anche conto di quale contributo si può dare come professori
e professionisti alla società.
Capoccia Valentina, De Ritis Giulia, Di Giorgio Francesco, Stenta Sharon 3L
Intervista alla prof.ssa Tiziana Pirone, Docente Ordinario di Pedagogia
dell’Università di Bologna
-Crede che la pedagogia sia una disciplina propria solo delle scuole ad indirizzo umanistico?
-No, penso che sia una disciplina importante per tutti gli
Istituti come per i Licei. Credo sia fondamentale, ad esempio, anche nelle facoltà di matematica e di medicina, dove
troviamo medici che, per il loro lavoro, hanno la necessità
di accogliere il paziente non solo dal punto di vista medico,
ma anche pedagogico e psicologico. Sarebbe bene che anche gli insegnanti delle materie scientifiche facessero esami
di pedagogia poiché la ritengo importante per tutti i corsi
di studio, per la valorizzazione della crescita di ciascuno.
-Lei oltre ad essere docente universitaria, ha insegnato anche in istituti superiori o licei?
-Si, insegnavo in un istituto tecnico commerciale, per ragionieri.
-Quindi, essendo stata a contatto con ragazzi della nostra età, quali consigli vorrebbe darci?
-Il consiglio di seguire, ciascuno di voi, quelli che sono i vostri interessi e le vostre passioni, che vanno coltivate
con estremo impegno e lavoro. Ma soprattutto domandarsi che cosa fare da grandi, coltivando questo sogno. E
non è detto che si debba seguire per forza una strada che porti a un maggior successo a livello sociale, ma ciascuno deve inseguire la propria interiorità. Questo è il mio consiglio.
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Il concerto
A cura degli artisti del Cenacolo della Musica-International School
La Preside Gabriella Orlando con il
Maestro Giuliano Mazzoccante
Il Maestro Giuliano Mazzoccante
Amalia Asia Di Gianvittorio
Il Maestro Yuri Salona (al pianoforte)
e Maria Cristina Zolfanelli
Il Maestro Mazzoccante (al pianoforte)
e il Maestro Dana Stancu
Carmelo Di Girolamo
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IL LICEO GONZAGA di Chieti e IL LICEO OSKAR-von-MILLER di Monaco: 300 anni in due
I due Istituti, accomunati da una medesima data di nascita
Dal 1° al 4 ottobre la Dirigente Scolastica del Liceo I.
GONZAGA di Chieti, prof.ssa Gabriella Orlando, e le
docenti Sandra Belli (Vice-preside), Lorella Frastornini e Angela Natale hanno partecipato alle manifestazioni che si sono svolte nella nostra scuola partner, il
Liceo Oskar-von-Miller di Monaco, per festeggiare il
150° anniversario della nascita dell’istituto.
Il Gonzaga e la scuola tedesca, uno storico e prestigioso liceo situato a Monaco di Baviera che conta più di
mille studenti, hanno da alcuni anni un rapporto continuativo per l’organizzazione di scambi scolastici promossi dalla prof.ssa Natale che permettono ai ragazzi
italiani e tedeschi di essere ospitati presso le famiglie
dei loro partner per più di una settimana con la partecipazione alle lezioni e ad un programma culturale di
visite che fa loro conoscere da vicino la vita del paese
di cui si studia la lingua. Se i ragazzi del Gonzaga – e
sono ogni anno di più – si dedicano infatti con interesse allo studio della lingua e della cultura tedesca altrettanto è l’interesse dei liceali di Monaco che studiano
l’italiano come lingua straniera insieme all’inglese e al
latino che ancora connota il profilo di studi liceali in Baviera.
Il Liceo Oskar-von-Miller e il Gonzaga sono accomunati non solo dal profilo di studi ma anche da una comune data di nascita; entrambi infatti festeggiano in
questo anno scolastico il loro 150° compleanno che
rappresenta anche l’occasione per consolidare i rap-
porti in essere e promuovere una più ampia collaborazione che porti i giovani a cogliere sempre maggiori
opportunità di contatto e di studio anche in vista dei
futuri sbocchi lavorativi. Per questo motivo la delegazione del Gonzaga ha partecipato non solo ai festeggiamenti ufficiali nella prestigiosa Sala dei Concerti
Herkules, alla presenza di esponenti del governo bavarese e della città di Monaco, ma ha avuto proficui incontri di lavoro con il Dirigente della scuola Peter
Schwartze e con il Console Generale d’Italia in Baviera, il dr. Filippo Scammacca del Murgo che ha più volte sottolineato le opportunità che si aprono ai ragazzi
con l’apprendimento del tedesco che riveste un ruolo
sempre maggiore nell’Europa dei nostri giorni.
Lo scambio fra il Gonzaga e l’Oskar von Miller ha
incontrato dal primo momento grande riscontro fra i
ragazzi e le famiglie e le ragioni di questo successo
risiedono probabilmente non solo nell’interesse linguistico ma anche nella specifica diversità delle due realtà
che le rende un connubio ideale: i ragazzi di Chieti
infatti hanno modo di conoscere – spesso per la prima
volta – la vita e la dimensione di una grande città mentre i tedeschi assaporano in Abruzzo la dimensione
della provincia, della storia e della natura di cui vengono apprezzate ogni volta le bellezze.
In occasione delle manifestazioni previste per il 150°
del Liceo Gonzaga, nato come Reale Scuola Femminile per formare le maestre proprio nel lontano 1863-64,
sono stati ospiti del nostro Liceo il Preside della scuola tedesca, accompagnato da due professoresse di italiano.
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La Voce del
Gonzaga
Intervista al Preside del Liceo Oskar-von-Miller, Prof Peter Schwartze
Signor Preside, crede ci sia qualche analogia tra la scuola italiana e
quella tedesca?
Certamente sì, innanzitutto mi ha affascinato la medesima attenzione che voi
date ai classici e in seguito ho notato che in ambedue le scuole si ha una grande
conoscenza delle vecchie tradizioni. Inoltre, sia in Germania che in Italia vengono
fatti scambi culturali, e in entrambe le scuole si ha la possibilità di scegliere lo
studio delle lingue europee.
L'italiano è una lingua che vuole essere ancora studiata in Germania ?
Assolutamente sì, poiché anno dopo anno ci sono sempre più studenti che scelgono lo studio di questa lingua.
Quali prospettive future ci sono per il gemellaggio delle due scuole ?
Prospettiamo un futuro sempre migliore poiché vediamo molto interesse da parte degli studenti e anche dei
docenti; basti pensare agli ottimi risultati che abbiamo riscontrato dopo i vari scambi culturali che sono stati
fatti fino ad ora.
Samuel Marusco 4N, Stenta Sharon e Francesco Di Giorgio 3L
Intervista alla Preside del Liceo Gonzaga, Prof .ssa Gabriella Orlando
In questi giorni di festa, abbiamo conosciuto tante persone e abbiamo condiviso tanti momenti intensi. Così, tra interviste,
foto, applausi e qualche lacrimuccia di commozione, non potevano non rivolgere qualche domanda alla nostra Preside, la
Prof.ssa Gabriella Orlando
Lei è stata anche docente. In quale ruolo si rivede maggiormente?
Sono stata docente nei primi quindici anni della mia carriera. Questa parte della mia
vita fu subito seguita da un lungo periodo presso il Provveditorato agli Studi di Chieti
dove ho svolto un lavoro un po‟ diverso da quello che svolge un docente: mi sono
occupata di formazione dei docenti a livello provinciale, dei giovani e della prevenzione del disagio e delle dipendenze. Poi sono diventata preside e questo ruolo lo svolgo da dieci anni. Posso così dire che la mia vita è stata suddivisa in tre parti e le amo
tutte, in ogni loro dettaglio, anche perché sono capitate nella mia vita nei momenti
giusti. Pertanto devo ammettere che, a questa età, preferisco fare la Preside.
Secondo Lei sono migliori gli alunni di un tempo o quelli di oggi? Come li ha visti e come li vede da
Preside?
Beh, dal mio punto di vista non ci sono alunni migliori né prima né adesso. Ogni persona lo è del suo tempo. In
fondo i ragazzi di oggi sono più svelti, grazie anche ai maggiori stimoli consentiti dalla tecnologia. Noi eravamo
alunni con un pensiero più lineare mentre gli adolescenti di oggi possiedono un pensiero reticolare: riescono a
fare più cose contemporaneamente. Ma non ci sono termini di paragone perché in realtà cambiano i contesti con
il cambiare del mondo. Forse il mio unico rimpianto è la buona educazione che avevamo noi alunni di un tempo. I
giovani d‟oggi tendono ad aggredire gli altri quando si trovano in un gruppo perché hanno la sensazione di essere
“coperti”, ma presi uno ad uno viene fuori che sono bravi ragazzi. Per cui non c‟è molta distinzione tra gli alunni
di un tempo e quelli di oggi, d‟altro canto siamo destinati ad evolvere tutti assieme al cambiamento del mondo.
Marinucci Elena Camilla 4M, Candeloro Marco e Gialluca Martina 4N
RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia il Gruppo di ricerca per la ricostruzione storica del Liceo Gonzaga, formato dalla Dirigente Prof.ssa Orlando, dalle prof.sse Giannobile, Massi, Villante,
Tacconelli, De Deo, Natale e dall’arch. Di Menna. I pannelli della mostra sono stati
ricavati dal testo realizzato dal gruppo di lavoro, intitolato “Nei segni del viaggio. Il
Liceo I. Gonzaga racconta i suoi primi 150 anni”.
La mostra è stata allestita dal gruppo di ricerca appena menzionato, dalle prof.sse
Frastornini e Vittorini e dagli instancabili Manuela, Giuseppe e Renato.
E’ doveroso, inoltre, ringraziare la Dirigente Scolastica, che ha organizzato minuziosamente ogni dettaglio dell’evento, tutti gli studenti, i docenti, il personale ATA e soprattutto i ragazzi dello staff e della redazione, che hanno vissuto intensamente queste giornate, contribuendo alla splendida riuscita dei festeggiamenti. .
Barbetta Marzia 3D
Branciari Francesca 4L
Candeloro Marco 4N
Capoccia Valentina 3L
Cellini Giorgia 4N
Consiglio Veronica 3L
Corrado Sara 5C
D‟Alessandro Virginia 4L
D‟Arcangelo Chiara 4E
De Ritis Giulia 3L
De Sario Carlotta 3N
Del Bianco Rebecca 3N
Di Giorgio Francesco 3L
Di Luzio Vittoria 3L
Di Marcoberardino Luisa 3D
Di Silvestre Lorenza 3M
Garbero Francesca 3C
Gialluca Martina 4N
Iezzi Benedetta 4E
Lisio Valeria 3D
Marinucci Elena Camilla 4 M
Marusco Samuel 4N
Miccio Camilla 3D
Moretta Valentina 3C
Nanni Arianna 3M
Origlia Esther 4L
Pace Ludovica 3L
Palmerio Anna 4 N
Pepe Marta 4N
Rosa M.Antonella 4N
Ricci Beatrice 4N
Schiazza Michela 4E
Stenta Sharon 3L
Vincitorio Rossana 3L
Direttore Responsabile
Responsabile Grafica
Prof.ssa Simona D’Angelo
Prof.ssa Lorella Frastornini
Servizio fotografico realizzato da:
Consiglio Veronica 3L
Ricci Beatrice 4N
Perafan Campo Lucia 4M
Di Nardo Lorenza 5A