Valeria Solarino

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Valeria Solarino
Anno II - N. 8 - Marzo/Aprile 2012 - t 2,50 - Domenica 25 marzo a Catania e provincia e lunedì 26 nelle altre province in abbinamento con il quotidiano LA SICILIA a t 1,20
SICILIA ROSA
IN
lina sastri
«SOGNO MEDEA
A SIRACUSA»
speciale
wedding day
FATELO
CON STILE
Valeria Solarino
«IN SCENA
MI NASCONDO»
SICILIA INROSA
mar/apr 2012
22
Nella foto di copertina,
di Angelo Gigli,
Valeria Solarino
(intervista a pag. 12)
5 detto tra noi
il matrimonio
tra cliché e realtà
7 quellocheledonne...
10 jelodicoaguia
11 ci piace
12 da donna a donna
valeria solarino
«in scena
mi nascondo»
16 siciliane
cucinotta, ferlito,
santangelo,
brogna/sonnino
18 firstlady
LINA SASTRI
una, nessuna
e centomila
22 moda stylist
maurizio pecoraro
atmosfere tribali
25 evergreen
la carica
degli “antamontabili”
26 déco Anni ’20
ritorna il flapper style
29 Speciale wedding day
30
33
34
37
fatelo con stile
i luoghi del sì
l’abito della sposa...
...e degli invitati
26
18
38 la location giusta
per festeggiare
40 fiori, non solo
d’arancio
41 attimi
da immortalare
43 wedding cake
e dintorni
44 regali in lista
45 luna di miele
nell’atollo
46 photoshoot
un giorno
da principessa
50 make-up
la perfezione
parte dalla base
photoshoot
mariella gennarino
46
un giorno
da principessa
52 esteticamente
bellezze al party
54 tempopernoi
gambe leggere
come piume
56 arredo
fai-da-te d’autore
50
58 designcorner
visioni futuristiche
60 cotto e bloggato
61 globetrotter
in vacanza dal rumore
62 happy hour
65 l’oroscopo
56
SICILIA INROSA
3
4
SICILIA INROSA
detto tra noi
PAROLE_
PAROLE
IL MATRIMONIO
TRA CLICHÉ
E REALTÀ
di paola pasetti
l copione prevede che l’uomo lo subisca quasi passivamente e che invece la donna lo desideri per tutta la vita;
che già a dieci-undici anni le bambine sappiano come
dovrà essere il proprio abito da sposa e che facciano le
prove dell’ingresso in chiesa, immerse in un immaginifico trionfo di fiori, tulle e merletti.
Cliché a parte, l’idea delle nozze matrimonio come festa da ricordare per tutta la vita è ancora nell’immaginario collettivo
di molti, uomini e donne. E questo nonostante i tempi, come si
dice in questi casi, siano cambiati: diminuiscono i matrimoni
celebrati in chiesa, aumentano i divorzi e le convivenze, mentre i modelli di coppia e di famiglia vengono continuamente
rivisti, dilatati, reinterpretati.
È di pochi giorni fa la sentenza della Corte di Cassazione che
mette il dito sullo strappo tra società e leggi. La Suprema Corte, con un pronunciamento destinato a segnare la storia del
nostro Paese, riconosce il diritto delle coppie gay conviventi
“in stabile relazione di fatto”, a una vita familiare, a vivere liberamente la loro condizione di coppia e ad avere un trattamento omogeneo a quello assicurato dalle legge ai coniugi.
Con una drastica e rigorosa motivazione, i giudici della Suprema Corte propongono una diagnosi sociale chiarissima: “È stata radicalmente superata - ricordano - la concezione secondo
cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del
matrimonio”.
Una sentenza, la 4184, che non fa legge ma che spiana la strada alle richieste degli omosessuali, come a Catania, dove la comunità Lgbt ha chiesto l’istituzione del registro delle unioni
civili (già esistente a Bologna, Torino, Milano, Napoli e tra poco anche Salerno); e che costituisce una risposta anche a tutte
quelle coppie eterosessuali che per i motivi più svariati vivono
la loro vita al di fuori dell’istituto matrimoniale.
Il matrimonio così come lo abbiamo immaginato finora sta
tramontando? Certamente no, come non tramonta l’idea del
“giorno più atteso” come una grande festa, fatta di tutte quelle piccole e grandi cose - velo bianco, torta e confetti - che la
rendono un momento unico nell’esistenza di una donna e di
un uomo. Non è un caso che in questo numero dedichiamo un
ampio servizio alle nozze e alla complessa macchina organizzativa che presiede a quello che è giustamente sentito come
un evento. Un’idea di matrimonio ben radicata nella nostra
cultura, che però si prepara a fare spazio ad altre idee, che rispondono tutte allo stesso desiderio: portare avanti un progetto che - ci si augura - possa durare per tutta la vita.
I
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MODERNIZZARSI NON
VUOL DIRE AVERE UN
PROFILO TWITTER
O METTERE OMELIE SU INTERNET:
LA MODERNITÀ STA NELL'ESSERE
ACCOGLIENTI RISPETTO
AI DOLORI DEL MONDO
(Luciana Littizzetto, “Chi” del 21 marzo 2012)
LA QUALITÀ,
SE NON RIESCE AD
ESSERE POPOLARE,
NON HA SENSO
(Fausto Brizzi,
“D” del 21 gennaio 2012)
QUANDO C’È MENO
DENARO, LA GENTE
DIVENTA PIÙ
CREATIVA
(Nicholas Cage, “La Repubblica",
10 marzo 2012)
FINCHÉ L’ITALIA NON CAPIRÀ CHE
FAMIGLIA E LAVORO È UNA
CONTAMINAZIONE POSITIVA,
NON AVVERRÀ QUELLA SPINTA IN
AVANTI DI CUI IL PAESE NECESSITA
(Francesco Profumo, 8 marzo 2012)
LA GRECIA OGGI POTREBBE
CHIEDERE MILLE MILIARDI DI
DIRITTI D’AUTORE AL MONDO
CONTEMPORANEO
(Jean Luc Godard, 10 febbraio 2012)
MIA MOGLIE MI HA INSEGNATO
AD ACCETTARE I MIEI
SENTIMENTI: ADESSO POTREI
PARLARE D’AMORE ANCHE
DAVANTI A DUEMILA PERSONE
(Massimo Gramellini, “Grazia” del 13 marzo 2012
PER UNA DONNA
LA GIOIA DI VIVERE
È IL MIGLIOR
COSMETICO
(Rosalind Russell)
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SICILIA INROSA
quellocheledonne(non)dicono
CONTRO
CORRENTE
di paola pasetti
NEL RISIKO IDEOLOGICO
perdiamo un po’ tutti
a diversità è un valore? In questo Paese, per fortuna, c’è chi
pensa che lo sia. E che si batte, per difendere il diritto di
chiunque ad essere diverso, contro qualsiasi forma di discriminazione, basata su differenze di genere, di razza, di
orientamento sessuale e via dicendo. Eppure quando si
tratta di difendere la “diversità di pensiero” le cose cambiano.
Si vedano le polemiche nate attorno all’apertura dei cimiteri dei
“bimbi mai nati”: dopo Manduria, Agrigento, Milano e Roma, ora anche Firenze si prepara ad avere il luogo in cui i genitori che vorranno
potranno dare sepoltura ai “prodotti abortivi e del concepimento”.
L’ennesima occasione per scatenare la guerra tra associazioni “pro-vita” e abortisti. I primi gongolano, convinti forse di aver messo una
bandierina in più sulla plancia del Risiko; gli altri, coltello tra i denti,
annunciano battaglia. La posta in gioco, dal punto di vista ideologico,
è alta: che un consiglio comunale approvi la destinazione di un’area
del cimitero ai resti dei feti è un fatto rilevante. In ballo c’è la delicatissima e controversa questione sul concetto di “persona” con tutti i
diritti ad essa collegati e le conseguenze giuridiche e culturali che ne
potrebbero derivare. C’è un “però” che mi ronza in testa. Riguarda
quei genitori (pochi? molti? chi può dirlo) che delle questioni ideolo-
L
giche non se ne fanno granché. E che se perdono un figlio prima dei
canonici nove mesi - non importa a che punto della gestazione, né
perché - preferirebbero poter dare sepoltura a quei pochi resti in un
camposanto, piuttosto che farli smaltire agli ospedali come rifiuti organici. Una possibilità riservata a chi esprima la volontà di farlo, non
un automatismo.
Sbagliano i pro-vita a sbandierare il presunto centimetro di terra conquistato. E sbagliano pure i laicisti a buttarla sempre in politica. Dimenticano entrambe le fazioni che in mezzo ai loro cannoni puntati
l’uno contro l’altro ci sono milioni di uomini e donne, con i loro infiniti e diversi desideri e bisogni.
Forse - azzardo - è su altri fronti che andrebbe combattuta la battaglia per l’autodeterminazione e la laicità dello Stato. Per esempio facendo in modo che le donne che vogliono abortire siano realmente
messe in grado di farlo, visto che ancora oggi sono moltissimi gli
ospedali in cui trovare medici non obiettori è un’impresa impossibile. Quanto ai pro-life dai facili entusiasmi, sarebbe il caso che riflettessero su una frase, attribuita a Voltaire: “Non condivido la tua idea,
ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. Chiunque voglia parlare di rispetto per la persona, non può che partire da qui.
MUMBLE
MUMBLE
IL PESCE
FUOR D’ACQUA
di gennaro giacobbe
di Maria Enza Giannetto
SILENZIO IN AULA, PER FAVORE
PATRIZIA DEVE PIANGERE
I RAGAZZI DEL CARCERE MINORILE
SOGNANO LAVORO E SERENITÀ
è una donna che ha sopportato il dolore più forte per
una madre. Per lei il tempo si è fermato la mattina del
25 settembre 2005, quando il suo Federico di appena
19 anni morì inspiegabilmente, durante un fermo di polizia. Da
allora sono passati sette anni, due sentenze che hanno chiarito
la dinamica dei fatti e reso giustizia, stabilendo la condanna di
quatto agenti per eccesso colposo in omicidio colposo.
Sette anni di pena, alla ricerca di una verità difficile da far venire fuori, perché è sempre complicato dimostrare le accuse, sostenerle durante i processi e arrivare a sentenze di condanna,
contro uomini dello Stato, contro chi, per definizione, riteniamo
leale, competente, tanto da affidargli la sicurezza della nazione
e la vita dei nostri figli. Patrizia Moretti lo ha fatto, ha lottato
contro un potere molto più grande di lei, apparentemente insormontabile, ma ha vinto. Per questo ha dovuto sopportare
tanto, troppo. Querele, accuse, e adesso dovrà anche rispondere, insieme a tre giornalisti della Nuova Ferrara, al Tribunale di
Mantova del reato di diffamazione verso il primo pm che indagò sull’uccisione di Federico. Qualcuno, quindi, si ritiene offeso da Patrizia Moretti? C’è forse, allora, qualcosa di paragonabile all’oltraggio che ha dovuto subire una madre che ha perso
un figlio nel fiore degli anni e nel modo che tutti conoscono,
perché così è scritto nelle sentenze? E quale sarebbe, dunque,
il risultato alla fine di questa querela? Ma l’imputata, vostro
onore, è una mamma che deve piangere tutte le lacrime del
mondo, perché il suo “bimbo” non c’è più. Silenzio in aula, per
favore.
ra musica, dibattito e qualche battuta, due ore passano velocemente. A
volte però, a quelle due ore, continui a pensare per giorni interi. Trascorrere un po’ di tempo tra i ragazzi dell’Istituto penitenziario minorile Bicocca
di Catania – in occasione di un incontro organizzato dal Sistema associazioni
antiracket della Confcommercio di Catania – fa sbucare, una dietro l’altra, tutta
una serie di emozioni che poi tornano a balenare in mente all’improvviso. C’è la
curiosità di vedere quei giovani volti, a metà tra lo spavaldo e lo spaurito, e chiedersi cosa li abbia portati li. C’è l’ammirazione per chi si prende cura di loro educatori, guardie, psicologi - cercando di proporre modelli diversi di vita; c’è la
speranza che questo modello rieducativo possa servire a rimettere sulla giusta
via adolescenti che si sono un po’ smarriti, ma che stanno pagando il loro debito
con la giustizia e che una volta fuori dall’istituto potranno ricominciare. C’è la
soddisfazione di aver portato loro un messaggio positivo, ascoltare nuova musica, ridere, suonare e ricevere in regalo un libretto sulla Costituzione. E poi, c’è la
tenerezza nel sentire che i loro sogni sono molto più semplici di quelli dei loro
coetanei. Sognano solo un lavoro e un po’ di serenità i ragazzi di Bicocca. Sognano di fare i panettieri, i commercianti, i pizzaioli. Qualcuno ha già cominciato
seguendo il corso di formazione professionale, all’interno della struttura, e imparando a fare la pizza da un vero chef. Qualcuno esce già la mattina a lavorare e
lascia presagire un futuro diverso. Le emozioni, però, non sono tutte positive.
C’è anche la rassegnazione nel dover ammettere che questi ragazzi, forse, se
non avranno la fortuna di conoscere qualcuno che crederà in loro e darà loro
un’opportunità di lavoro, nell’illegalità ci ricadranno presto. C’è la consapevolezza che la società civile questi ragazzi li ha lasciati anche un po’ soli, non fornendo loro gli strumenti per combattere la tentazione di guadagni facili ma illegali.
E c’è, purtroppo, anche un profondo senso di colpa nel pensare che, chissà, forse se avessimo impegnato un po’ del nostro tempo libero in qualche progetto di
volontariato che si occupa di minori a rischio, qualcuno di quei ragazzi, quel
giorno, quando noi ospiti abbiamo lasciato il carcere minorile, sarebbe venuto
via con noi, invece di rimanere dietro quelle grate chiuse alle nostre spalle.
C’
T
SICILIA INROSA
7
Chi dice donna...
di karen basile
Sciocchezzaio DI PRIMAVERA
ettiamoci l’anima in pace, ché
dopo i tormentoni di Sanremo
e Carnevale arriva, inesorabilmente e cronologicamente, il
martellamento da bella stagione. Recessione economica, precariato esistenziale, questione morale, riforma del lavoro? Chissenefrega. È primavera, svegliamoci
bambine! E allora via con un florilegio a getto
continuo di fluttuanti idiozie. La glamour press
ci vuole così: leggere leggere e belle toniche,
sguardo limpido e debordante gioia di vivere.
Possibilmente nei toni pastello, con tolleranza
del bianco-rosso-blu. Che fa tanto marina.
Nessuno, o per meglio dire nessuna, si salva
dal banale a mezzo stampa, neanche noi ra-
M
gazze over 50, giacché le note di costume al
femminile ci pretendono - oltrecchè gnocche,
va da sé - pure professionalmente realizzate,
psicologicamente risolte, dal guizzo sessuale
proteso tra sperimentazione e trasgressione.
Toy boy e autoreggenti. Posizioni erotiche in
sprezzo del ridicolo, dell’artrosi e della temperatura delle nostre case, ancora ferma a 14°C.
Magari titubanti tra un week-end esclusivo, a
prezzi stellari, ed una sgommata sulla nuova
cabrio così ben progettata da non mandare in
malora il lavoro del parrucchiere. No, non mi
invento nulla. Non ne sarei capace. Ottimismo,
quindi. È primavera: beauty farm e remise en
forme, impacchi di fieno e bagni nel sidro, massaggi ayurvedici e pilates, e tisane depurative
ai fiori di “sapidduchè”. Oltre ai deprimenti ed
immangiabili “cosi” al polistirolo espanso. Il
tutto a costi Cartier (nel senso del gioielliere).
“Perdere dieci chili in due mesi con la dieta
della bella Kate” (maritata Windsor) “per dirgli
sempre sì”. Ma a chi? “Ritrovarsi a 60 anni come a 20”. Ma dove, con chi, a fare che? Glamour e senso dell’umorismo a volte fanno a
pugni, ma mai quanto in primavera: in questo
caso la lotta diventa wrestling. Dico io, ma si
può? Sobrietà, frugalità e semplicità? Lasciamole a trappisti, neo-quaccheri e menagramo
e spariamoci la vita.
Finchè ne abbiamo ancora una… o forse due?
Facciamo tre. Così abbiamo anche il tempo di
redimerci e fare ammenda.
fimminazze
di lavinia d’agostino
L’INTIMO DI LEI
che non suscita
L’INTERESSE DI LUI
uante volte, davanti alla vetrina di un negozio di lingerie, ci siamo fatte sedurre e abbiamo sognato ad occhi aperti: noi con addosso
quel completino sexy… E ce ne siamo innamorate ancor di più quando, tempo dopo,
anche il nostro lui si è fermato davanti alla stessa vetrina a
guardare lo stesso identico completino. È chiaro, ha fatto lo
stesso pensiero... ed è un attimo, abbiamo già deciso. Un rapido calcolo delle probabilità ci conferma che difficilmente
ce lo regalerà: San Valentino è appena trascorso e poi “non
saprebbe orientarsi con la misura”. Quindi andiamo dritte
alla meta. Nonostante il prezzo spropositato, il completino
deve essere nostro, costi quel che costi. Armate di carta di
credito ci buttiamo nel folle acquisto. Si sa, noi donne per
amore e per esaudire un “evidente” desiderio di entrambi,
faremmo questo ed altro... E qui necessita una bella frenata, perché a questo punto dobbiamo essere consapevoli di
una cosa fondamentale, per evitare di restarci male. Bisogna farsene una ragione, la maggior parte degli uomini non
è particolarmente interessata all’intimo femminile. O meglio, lo sono parzialmente, in alcuni rari momenti, e comunque non quando e come lo intendiamo noi. La prova
del nove? Indossata la nuova lingerie, arriva finalmente la
tanto attesa serata romantica. In prima battuta giustificheremo l’assenza di commenti con un “è tale la sorpresa, che
è rimasto senza parole! In certi momenti, si capisce, ci sono cose più interessanti di cui parlare...” Ma la triste realtà
si manifesterà dopo, quando, satolli e soddisfatti, in mezzo
a una calda nuvola di lenzuola, tenteremo di “ricomporre i
pezzi” del nostro guardaroba: dopo alcuni minuti di ricerca
carponi, una testolina arruffata sbucherà da sotto al piumone chiedendo «ma di che colore sono?».
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SICILIA INROSA
DE GUSTIBUS
di rita la rocca
IL WELFARE SACRIFICATO
SULL’ALTARE DELLA CRISI
C
onosco poche persone che possono dichiararsi soddisfatte del lavoro che fanno. Stanchi, demotivati, irritati,
sognamo tutti l’impiego perfetto, quello che ci consenta di
ottenere il massimo dei benefici con il minor dispendio di energia
e tempo possibile. Un’utopia? Forse no a giudicare dalla classifica delle 100 migliori aziende per cui lavorare del magazine Fortune, che comprende le società che hanno adottato la filosofia
del “dipendente felice, azienda in salute”. Tra queste anche la
multinazionale Mattel, che ha da poco aggiunto alla lista dei benefici di cui godono gli impiegati della sua sede milanese (incontri con esperti per gestire lo stress, venerdì pomeriggio liberi, caffè gratis) una wellness room aziendale con tanto di massaggiatore. Stando a quanto afferma il direttore Risorse Umane di Mattel Italia, Annalisa Sala, in un momento difficile come quello attuale, l’azienda ha deciso di puntare sul suo capitale più prezioso, i dipendenti, restituendo loro tempo e benessere. Parole che
potrebbero sembrare inappropriate in un periodo storico come
quello che stiamo vivendo, in cui per la maggior parte delle piccole imprese è già difficile assicurare uno stipendio ai dipendenti, figuriamoci una wellness room. Eppure, sacrificare il welfare
aziendale in nome della crisi economica non è una strategia
sempre e comunque giustificabile. In un Paese come il nostro in
cui i diritti fondamentali dei lavoratori (ferie, maternità, malattia)
sono troppo spesso calpestati, non farebbe male ricordare che
un dipendente felice, o meglio soddisfatto, è anche un dipendente produttivo e che lavorare, almeno secondo la Costituzione, è
un diritto e non certo un privilegio. E se un impiegato stremato
da un numero imprecisato di ore di straordinario non retribuito
non saprebbe che farsene della wellness room aziendale, forse
invece sacrificherebbe più volentieri il suo tempo libero per una
realtà lavorativa che rispetta i suoi diritti di uomo e lavoratore.
Anche perchè, almeno a giudicare dai profitti delle aziende della
lista di Fortune, mai come in questo caso la felicità “paga”.
SICILIA INROSA
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jelodicoaguia
«Se la redazione mi ha invitato a rispondere alle vostre lettere
immagino sia perché conosca la mia sensibilità e il mio culto per
il prossimo. Ma, forse, non sa quanto io sia tollerante con l’umanità. L’uomo è fragile ed è per questo che va seguito e sostenuto dagli angeli che possiamo esser tutti, cioè gli altri; nella
sua fragilità c’è la forza! Con tutto il mio cuore, sempre».
Guia
la posta di guia jelo
scrivete a [email protected]
fax 095 8166139
Amici lettori e lettrici fedeli e affezionati a me e ai miei pareri, vi avverto, col massimo contributo del mio cuore, che le mie risposte, i miei profani (e non) consigli potrebbero risentire di un bel momento buio che sto attraversando io, ahimè! Non perderò l'ironia, la gioia di vivere e la felicità delle amicizie, anche se sono rimasta sconsolatamente e forzatamente zitella!
RINUNCIA A LEI,
NON A TUO FIGLIO
vocato (o meglio avvocatessa!!) per
avere, anche tu, tuo figlio (oltre che
lei) anzichè lasciarlo in affitto a un
altro, richiedendo le varie prove del
dna. Fallo! Altrimenti tuo figlio, da
grande, se lo dovesse scoprire, magari anche tramite una stronza come sua madre, per giunta ti odierebbe. E sarebbe il colmo! Ti abbraccio con affetto e grande solidarietà!
Sempre col cuore! Guia
Se ci si innamora di
un’altra è giusto
UN BAMBINO, HA DECISO DI TORNARE DAL PROPRIO
lasciare la moglie
La donna CHE AMA E DALLA QUALE ASPETTA
MARITO. IL CONSIGLIO: RIVOLGERSI SUBITO A UN
AVVOCATO PER TUTELARE I SUOI DIRITTI DI PADRE
ei è sposata, io no. Lei voleva un figlio da me, e io l’ho
accontentata. Da quando ha
scoperto di essere incinta, non
solo mi ha mollato perché “si è ritrovata con il marito”, ma non risponde alle mie chiamate. Mi
sento usato, umiliato, come uomo e futuro “padre”. Se non fosse
che l’amo più della mia stessa vita, sarei tentato di svelare tutto al
marito. Mi sento un idiota…
Idiota ‘63
L
Caro, caro, anzi carissimo, ma ti
rendi conto che ti dai dell'idiota?
10
SICILIA INROSA
Non devi! Non farlo! Rispettati,
amati e fregatene della dignità,
quella non esiste in amore! È utopistica! Quando si ama e non si è ricambiati, si soffre come svergognati senza scrupolo nei confronti di se
stessi e la dignità se ne va... (a.f.c.)
Sempre! Goditi questo sano dolore
(guardandoti intorno... ci sono una
miriade di donne sole che ti aspettano) e poi goditi il disprezzo che
sopraggiuge nei confronti di questa
“mamma” e non parlare col marito,
lui è il cornuto nemico più patetico
di te e pericoloso in quanto già abbastanza fregato. Rivolgiti a un av-
i scrivo perché sono curioso di leggere la tua risposta, ammesso che mi risponderai… Sono sposato da 20
anni e non nego qualche scappatella senza importanza. Ora ho incontrato una donna di cui mi sono innamorato per la prima volta
nella mia vita, ed ecco il bivio e il
turbamento. Sono un uomo diviso a metà: da una parte l’amore,
quello vero, dall’altra il mio vissuto, una donna che stimo e con la
quale ho diviso i migliori anni
della mia vita, i figli…
Alberto, Enna
T
Caro Alberto, ma perché dubiti? Io
rispondo a tutti e ti assicuro che vi
voglio anche bene... solo che siete
tanti (e di questo vi ringrazio) e
inoltre, per ora la rivista che mi
onora di questo incarico è bimestrale, quindi per rispondere ci sono
tempi lunghi! Come non mi è piaciuto il tuo quesito, ahimè!
E le chiami scappatelle? Sono stati
tentativi, troppi (e non sporadiche
occasioni) di sfasciare la tua famiglia e cestinare, con stima, la tua
donna, con la quale hai vissuto i
migliori anni della tua vita e quindi
cestinare pure la tua vita! Tentativi
che ora sono andati a “buon fine” e,
“finalmente” ci sei riuscito. Era ora!
Vattene, mio caro Alberto, entra in
questa idilliaca storia di “grande”
amore e tienitela questa donna che
ti fa "tirare" tutto... il cervello, il
cuore, fino alla punta dei piedi e
tienitela stretta, il più possibile,
quest'amante appassionata e che ti
appassiona, perchè tanto poi... ti
passa. Passa tutto (a voi uomini
passa anche se non vi passa, figuriamoci se vi passa “piddaveru”) e
restano solo gli errori e gli orrori del
dolore immenso che si è saputo (o
dovuto) procurare! Scusami!
Ti abbraccio e ti faccio gli auguri
con tutto il mio essere femmina e
sempre col cuore!
Guia
Telefono Rosa
PARLIAMONE
Riceviamo e pubblichiamo una richiesta di rettifica inviataci dall’Associazione nazionale Volontarie del Telefono Rosa Onlus in merito all’articolo pubblicato sullo scorso numero “Parola di femminista”.
«N
el testo si indica che Grazia Giurato, una delle protagoniste storiche del femminismo di Catania - scrive l’associazione - “negli anni ’80 fu lei a prendere la
prima chiamata al Telefono Rosa di Catania”. Dal testo sembra quasi che il Telefono
Rosa di Catania sia funzionante ma ciò non risponde a verità. Questa Associazione, costituitasi nel 1990, con marchio e ragione sociale tutelata da registrazione presso il Ministero delle Attività Produttive, non ha una propria sede distaccata a Catania né ha
autorizzato l’uso del nome e del marchio a Catania. Esiste invece un Telefono Rosa di
Bronte, così come può essere facilmente controllato sul sito dell’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa Onlus. Sarebbe stato facile per la giornalista Paola
Pasetti verificare le affermazioni della sig.ra Giurato, di cui non vogliamo sminuire le
attività, ma malgrado ciò, chiediamo che venga rettificato l’articolo, a firma della suddetta giornalista: la rettifica dovrà mettere in risalto che non esiste né ci risulta sia mai esistito un Telefono Rosa a Catania; la rettifica dovrà utilizzare gli stessi caratteri ed essere impaginata con posizione di “pari importanza” all’articolo
pubblicato, per evitare che le donne, in cerca di un sostegno, tentino di rintracciare invano a Catania un
centro di ascolto Telefono Rosa».
G
entili signore, non era certo intenzione di chi
scrive generare confusione nei lettori, tanto più
che nel pezzo ci si riferiva in modo esplicito agli
Anni ‘80. Chiariamolo, in ogni caso, a scanso di
equivoci: oggi a Catania non esiste una sede del Telefono Rosa. Tuttavia non sempre è stato così: ben
prima del 1990, infatti, in varie sedi dell’Udi (Unione
donne in Italia) nacque un servizio di assistenza telefonica a sostegno delle donne in difficoltà. A Catania questo servizio, che si chiamava Telefono Rosa, fu inaugurato nel 1989, come testimoniano numerosi articoli di giornale apparsi all’epoca e come ribadisce il nostro quotidiano “La Sicilia” nel
pezzo di Pinella Leocata pubblicato il 22 marzo scorso dal titolo “Quando le richieste d’aiuto correvano sul filo. Le donne dell’Udi e il primo Telefono rosa”. Un
capitolo che si è concluso alcuni anni più tardi, nel 1992, non senza aver lasciato
la sua eredità, visto che da quel punto in poi sono nati i primi centri antiviolenza.
Quanto a Telefono Rosa di Bronte confermiamo - come del resto avevamo già comunicato alla presidentessa onoraria Angelica Prestianni - la nostra disponibilità
a dare notizia delle attività dell’associazione, nel comune intento di rendere un
servizio sempre più puntuale alle donne in difficoltà. (Paola Pasetti)
CI PIACE
Registro delle protesi al seno.
Via libera della Commissione Sanità del
Senato al disegno di legge che istituisce il
registro nazionale e i registri regionali degli
impianti protesici mammari e introduce il
divieto di intervento di plastica al seno per le minorenni.
Tagesmutter in Sicilia. “Tagesmutter - Una mamma per
le mamme” è il progetto di nido familiare promosso a Caltagirone. La tagesmutter è una persona, adeguatamente formata,
che offre educazione e cura a bambini di altre persone lavorando in casa propria. Il progetto si rivolge a donne maggiorenni
che saranno impegnate in un percorso di formazione a conclusione del quale potranno iscriversi a un albo e accedere al microcredito per l’acquisto di attrezzature utili all’avvio dell’attività.
Divorzio breve. La commissione Giustizia della Camera
ha concesso il primo via libera alla riforma del divorzio. Se verrà approvata alla Camera e al Senato anche in Italia sarà possibile divorziare in un solo anno o in due anni in presenza di figli minorenni. L’obiettivo è quello di ridurre l’attesa dei coniugi
per metter fine al vincolo matrimoniale e di limitare le spese legali. Con la nuova normativa la comunione dei beni cessa con
l’autorizzazione del giudice a vivere separati.
Barbie Loves. Carré minimali e lunghezze estreme, ricci vaporosi e sfumature. Ventiquattro stili differenti che rivelano l'abilità dell'hair designer etneo Salvo
Filetti che, in collaborazione con Mattel e
L'Oreal Professionél, ha rifatto il look a
24 Barbie intervenendo su taglio, piega
e colore come un miniaturista del passato, creando acconciature eleganti e retrò, punk e new wave.
SICILIA INROSA
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da donna a donna
Valeria Solarino
l’Attrice valeria solarino
foto di angelo gigli
12
SICILIA INROSA
DNA SICILIANO, INTERPRETA, IN TEATRO E AL CINEMA,
PERSONAGGI FEMMINILI FUORI DAL COMUNE E CONFESSA
DI RECITARE PER VINCERE LA SUA TIMIDEZZA. DEL GOSSIP DICE:
«HO LO STESSO FIDANZATO DA 9 ANNI, NON FACCIAMO NOTIZIA»
«FACCIO L’ATTRICE
PER NASCONDERMI»
di maria enza giannetto
enza trucco, lunghi capelli nero corvino raccolti
in una coda imperfetta che rivela una certa velocità nella sua preparazione, jeans e camicia
bianca. A vederla così, Valeria Solarino è ancora
più bella di come appare in foto e in video. A Catania per l’ultima tappa della tournée teatrale che l’ha vista
protagonista di “La Signorina Giulia”, diretto da Valter Malosti, al mattino Valeria sente ancora la stanchezza accumulata la sera prima con la penultima replica dello spettacolo...
Un tazza di caffè già pronto sul tavolo, aiuterà. E servirà anche a prendere tempo quando le domande diventeranno un
po’ più intime. Sì, perché la Solarino è gentile, raffinata, ma
riservata e molto, molto timida. Quasi si stenta a riconoscere in lei la volitiva Anita Garibaldi della miniserie per Rai1, la
ribelle Angela di “Viola di mare” il film diretto da Donatella
Maiorca, Linda di “La febbre” di Alessandro d’Alatri, la particolarissima Maja in “Fame chimica” di Vari e Bocola, la Consuelo di “Vallanzasca - Gli angeli del male”, regia di Michele
Placido. Tutti film, tra i 15 che ha già fatto, in cui l’attrice
trentaduenne interpreta donne irruente, cabarbie, fuori dal
comune.
S
Ruoli spesso estremi e fuori dai canoni. Ogni volta che si
parla di te, si dice che interpreti donne anticonformiste e
coraggiose.
«È vero, in effetti, molti ruoli che ho interpretato e per i quali mi hanno cercata sono stati di donne molto particolari...
ma la loro particolarità sta nell’avere una loro identità precisa e una vita a sè, non legata, o subordinata, ad alcuna figura
maschile. La nostra televisione e il nostro cinema, purtroppo,
ci hanno abituato a donne relegate al ruolo di spalla, di coprotagoniste, insomma di “accessori”».
Com’è la donna anticonformista del 2012?
«Credo che l’anticonformismo oggi sia principalmente legato a un fattore estetico, al “coraggio” di esibire un’esteriorità
diversa da quel modello imposto dalla società. Essere anticonformista significa non omologarsi».
L’anno scorso eri in piazza tra le donne del “Se non ora
quando?”, credi che quel movimento sia servito a
qualcosa?
«Quei momenti sono importanti per una presa di coscienza:
dalla piazza si lanciano messaggi precisti, che arrivano a tutti. Una maggiore consapevolezza fa sì che le donne si arrabbino un po’ di più e non restino indifferenti rispetto ai modelli che ci vengono offerti. Il vero cambiamento, però, va
fatto giorno per giorno. Sono convinta che un movimento
femminista vero dovrebbe essere incentrato solo sulla donna e non sulla contrapposizione all’uomo. Non basta dire: “la
donna non è questo”, “noi non siamo così” e sicuramente
non basta affermare “siamo diverse dagli uomini”, il femminismo deve avere la donna al centro».
Parliamo di teatro, chiudi ora questa tournèe che ti ha visto per la prima volta sul palcoscenico e con un ruolo da
protagonista. Perché dopo gli studi in teatro l’hai abbandonato?
«Non c’era stata l’occasione. Dopo aver studiato recitazione
allo Stabile di Torino, mi è subito capitato il cinema che mi
ha portato in un altro mondo. Lavorare con Valter Malosti è
stata una grande fortuna, un regista che segue attentamente
i propri attori, si prende molta cura di loro. Questo spettacolo è stato davvero un momento di crescita artistica importante. Il teatro ti costringe a metterti continuamente a confronto con il testo e con le emozioni che ogni giorno metti al
servizio dello spettacolo. È una vera palestra. Al cinema sei
un po’ più protetto».
Progetti futuri? Tornerai al cinema?
«Mi piacerebbe continuare a fare entrambi, non mi piace l’idea di scegliere tra palco e set. Quel che è certo è che vorrei
sempre fare ruoli come quello di Julie, una donna che ancora ora, alla fine della tournèe non ho del tutto capito. Per
quanto riguarda il cinema ho già per le mani alcuni copioni
e sto valutando delle proposte».
A chi chiedi consiglio per le tue scelte professionali?
«Alla mia agente. Lei mi passa tutto quello che le arriva, ma
si fa già un’idea dei progetti e me ne parla. È un bel confronto. Anche se, devo essere sincera, io sento quello che non fa
per me e mi è capitato di dire di no a certe cose e poi il tempo mi ha dato ragione».
Ci sono attrici, modelli, cui ti ispiri?
«In realtà non mi ispiro a nessuno, posso dirti però che mi
piace molto Meryl Streep, capace di interpretare personaggi
di qualunque tipo, apprezzo molto il fascino e la fragilità di
Juliette Binoche e poi, su tutte, Anna Magnani per la sua verità, per il suo non essere attrice».
Qualche attrice italiana vivente?
«Adoro Margherita Buy per il suo ritmo, per i suoi tempi e
Giovanna Mezzogiorno, per quel suo sguardo capace di nascondere migliaia di mondi».
Di te si parla poco, tu conduci una vita ritirata.
«Ho lo stesso fidanzato (il regista Giovanni Veronesi, ndr) da 8
anni e mezzo. Penso sia questo il motivo: non facciamo notizia (sorride). Comunque, non è poi così difficile condurre
una vita ritirata e non far parlare di sè. Il gossip un po’ te lo
cerchi».
Com’è una tua giornata tipo?
«Se non lavoro, ma sto preparando delle cose, studio, leggo,
faccio esercizi e mi faccio aiutare anche da professionisti. Per
esempio, in questo periodo studio inglese e prima della tournée mi sono preparata con esercizi di respirazione diaframmatica. Non ho hobby particolari, passioni che coltivo con
costanza. Poi mi piace andare al cinema, a teatro, leggere e
SICILIA INROSA
13
da donna a donna
2
1
3
«anche se MI APPASSIONO
MOLTO AI PROGETTI DEL MIO
COMPAGNO, PREFERISCO
NON LAVORARE NEI SUOI FILM.
FORSE È QUESTO IL SEGRETO
4 PER FAR DURARE UNA RELAZIONE»
5
CINEMA, TEATRO E TV. Da sopra l’attrice insieme con
Valter Malosti in “La signorina Giulia” (1); protagonista
con Isabella Ragonese di “Viola di Mare” (2); in una scena della fiction tv Anita Garibaldi (3). Nella foto 4 la Solarino è Consuelo, la donna di Vallanzasca nel film di Michele Placido “Gli angeli del male”; nel ruolo di Linda, nel
film “La febbre” di Alessandro D’alatri (5)
RUOLI ESTREMI
apà siciliano (di Modica), mamma torinese
(nata a Torino, ma da genitori modicani),
Valeria Solarino è nata a El Morro de Barcelona (Venezuela), il 4 novembre 1979. Dopo aver
studiato per quattro anni alla facoltà di Lettere
e filosofia dell’Università degli Studi di Torino,
dove era iscritta al corso di laurea in Filosofia,
inizia la sua attività di attrice professionista alla scuola del Teatro Stabile torinese. Dopo
qualche esperienza sul palcoscenico viene
notata e scelta da Mimmo Calopresti per un
piccolo ruolo nel film “La felicità non costa
niente” (2003). Da lì tanto cinema: ha lavorato
con Alessandro D’Alatri (La febbre), Roberto
Andò (Viaggio segreto) e soprattutto con Giovanni Veronesi (Che ne sarà di noi, Manuale
d’amore 1 e 2), che è diventato suo compagno
anche nella vita. Vista anche in due video musicali “Tre minuti” dei Negramaro e “Attimo” di
Gianna Nannini,
P
14
SICILIA INROSA
andare a sciare e la sera guardare la televisione. Ma certo non li definirei hobby».
Cosa farai dopo la tournèe?
«Sono euforica perché cambiamo casa e
sarò tutta presa dal trasloco».
Se mi dici che cambi casa la domanda è
d’obbligo: si allarga la famiglia? Vi sposate?
«No, no... Nulla del genere, cambiamo solo casa».
Non pensi a un figlio?
«Dicono che quando arriverà il momento
si comincia a sentire quel particolare ticchettio. Io non sento ancora nulla. Non ci
penso proprio, ancora».
Sei nata a Torino ma il tuo dna è totalmente siciliano. Che rapporto hai con
questa tua sicilianità?
«Non la sento affatto. Mio padre, figlio di
modicani vive ancora a Modica, mia madre invece è nata a Torino ma sempre da
genitori di Modica che si erano trasferiti
al Nord. Io però sono nata in Venezuela e
ho sempre vissuto a Torino. In Sicilia torno per stare con mio padre, ma non mi
definirei siciliana. Mi sento italiana e non
mi sento legata a un luogo in particolare.
La mia città per un po’ è stata Torino, ora
lo è Roma. Diciamo che la mia città è
quella dove mi fermo e mi trovo bene.
Non ho quel legame forte con una terra
che è poi una cosa tipica dei siciliani».
Com’è lavorare con il proprio compagno?
«In realtà cerchiamo di non farlo molto, a
parte “Che ne sarà di noi?”, in cui ci siamo conosciuti, ho fatto una particina in
“Italians” perché Giovanni non riusciva a
trovare una ragazza tunisina e ha pensato che io potevo somigliarci. Poi la parte
in “Manuale d’amore 3” che in realtà poteva fare davvero chiunque altro. Comunque, noi cerchiamo di evitarlo perché è meglio, forse è anche il segreto per
far durare una relazione. E poi io mi appassiono molto ai suoi lavori, come se
fossi un suo collaboratore, parteciparvi
diventa molto strano».
Sai di essere spesso nella lista delle star
meglio vestite? Che rapporto hai con la
moda?
«Non lo sapevo. Comunque, mi piace
scegliere bene, quando ci sono sfilate e
grandi eventi vado subito su internet a
cercare le novità. Mi piace molto».
Ti interessi di politica?
«Leggo il giornale, vado a votare... ma
non sono un’attivista».
Cosa pensi del governo Monti?
«Diciamo che stanno facendo scelte necessarie e, per questo, le accettiamo, ma
certo non si può affermare che non siano
misure di destra e che questo governo
“tecnico”, in realtà, non sia un governo di
destra».
Sei molto timida vero?
«Beh, sì».
Come si sposa questa caratteristica con
la decisione di apparire, di fare l’attrice?
«Credo sia il bisogno di compensazione.
Sul palco o sul set ho la possibilità di vivere un’altra vita. In scena non c’è Valeria, c’è il personaggio, c’è quello che mi
ha detto di fare il regista».
SICILIA INROSA
15
SICILIANE
people
IL NOSTRO ZOOM SUI TALENTI NOSTRANI, DONNE CHE SI SONO DISTINTE PER I RISULTATI
E I SUCCESSI OTTENUTI NEL LAVORO, NELLO SPORT, IN TEATRO, AL CINEMA. E NELLA VITA
X
CARLOTTA FERLITO
MARIA GRAZIA CUCINOTTA
Per favore non chiamiamola direttore artistico anche perché Taormina Arte ha stabilito che per quest’anno le tre sezioni - cinema, teatro
e musica - avranno solo dei consulenti di spicco da considerare
“coordinatori artistici”. E la Cucinotta potrebbe coordinare il TaorminaFilmFest, il lato cinema di Tao-Arte che “va in scena” a fine giugno così da “allacciarsi” ai Nastri d’argento in calendario il 30 giugno. Un prestigioso incarico, quindi, si profila per la donna di cinema messinese che sarebbe riduttivo, ormai, chiamare solo attrice. Il
cinema per la CucinotX
ta è impegno a 360° tra
recitazione, produzioni
ed anche regia. La
Cucinotta da aprile sarà impegnata
con il film “C’è sempre
un perché”, prima sua
co-produzione fatta in
Cina.
«Sono entratata fra le grandi in punta di piedi e ora sono pronta a prendere il volo. Volteggio in aria, inseguendo il mio sogno». Lo spot Sky che promuove il prossimo impegno del canale satellitare in vista delle Olimpiadi di Londra ha il volto e
la voce della diciassettenne ginnasta catanese. La sua pagina fan di Facebook
conta già quasi 33 mila “mi piace” e il fatto di essere l’immagine dell’Italia olimpica per il network televisivo aggiunge un’esposizione mediatica forte ad una ragazza che il piccolo schermo aveva già scoperto grazie al programma di Mtv
“Ginnaste - Vite parallele”, reality sulla vita quotidiana sua e di altre compagne
che si allenano e studiano nel centro federale dei Milano. La Ferlito, che ha fatto
parte anche del corpo di ballo che ha danzato sulla sigla dello scorso Sanremo,
gareggerà a Londra nella ginnastica artistica, concorso generale a squadre.
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SICILIA INROSA
X
GIOVANNA
BROGNA/SONNINO
Dai vicoli di Palermo della Santangelo ai vicoli di Catania descritti da Giovanna Brogna/Sonnino il passo non è necessariamente lungo. In “Chiarmastramma”, edito alla fine dello scorso
anno da Maimone, la Brogna Sonnino illustra una storia di iniziazione alla poesia con una colonna sonora che va da Chopin
ai Nirvana passando per Julio Iglesias. Il libro viene presentato
lunedì 26 marzo alla Feltrinelli di Catania, presenti l’autrice, la
giornalista Maria Lombardo e l’attrice Lucia Sardo. Con “Chiarmastramma” Giovanna Brogna/Sonnino, già apprezzata come
film maker e fotografa, approda al romanzo. Catania, laureata
in storia dell’arte, nel 1980 la Brogna/Sonnino arriva a Roma
dove realizza servizi e documentari per la Rai. Dal 1992 con
Mathelika e Drifting Pictures, è autrice di una serie di film e docufilm, con cui ha ottenuto riconoscimenti in Italia e all’estero.
Dal 2003 è tornata a vivere nella sua città.
EVELINA SANTANGELO
Il 10 aprile esce per Einaudi “Cose da pazzi”, il nuovo libro della
scrittrice palermitana, storia di amicizia tra due ragazzini che vivono nel cuore del centro storico di Palermo, tra vecchie botteghe e bar alla moda. Rafael, figlio di un’emigrata colombiana e
di un disoccupato, è un ragazzino tutto pepe, pieno di vita, di
dubbi e di pensieri strani. Richi è un irresistibile sbruffoncello,
segnato ma non piegato dalla malattia. Nel quartiere parlano di
calcio, di corse clandestine, di donne, cominciano ad apprendere troppo presto che i diritti, dove vivono loro si chiamano favori, spesso in mano a interessi mafiosi. Sarà un’insegnante coraggiosa a parlar di legalità. E quando le strade dei due ragazzi
si divideranno, i parallelismi fra un Sud compromesso e un
Nord senza radici e ugualmente compromesso tenderanno a
congiungersi. Scrittrice ma anche editor - per Einaudi ha curato
l’edizione di “Terra matta” di Vincenzo Rabito - e traduttrice, la
Santangelo fa parte del blog letterario “Nazione Indiana” e collabora con “il Fatto Quotidiano”.
X
SICILIA INROSA
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Lina Sastri
L’ATTRICE NAPOLETANA, CHE SI DICHIARA INNANZITUTTO pirandelliana,
NEI PROSSIMI MESI INCONTRERA’ PER BEN TRE VOLTE LA SICILIA
CHE LE HA DATO PARTE DELLE SUE RADICI: «I SASTRI SONO SIRACUSANI»
UNA, NESSUNA
E CENTOMILA
di GIANNI NICOLA CARACOGLIA
a stella polare di Lina Sastri nelle prossime settimane guarderà a Sud. Ci sarà, infatti, molta Sicilia, Catania per la precisione, nel già ricco carnet di impegni che l’attrice napoletana
ha in agenda. Il 5 e il 6 aprile, giovedì e venerdì santo, al Teatro Massimo Vincenzo Bellini la Sastri sarà la voce recitante,
con Agostino Zumbo, della versione semiscenica dell’oratorio Giovanna
d’Arco al rogo di Arthur Honegger con la direzione dell’ex direttore artistico, il maestro Will Humburg. Un paio di mesi dopo, l'attrice tornerà a
Catania dove nella corte Mariella Lo Giudice del Palazzo della cultura sarà la protagonista de La Casa di Bernarda Alba di Federico Gacia Lorca,
nell’allestimento firmato dal regista spagnolo Lluís Pasqual. Passando al
grande schermo, dal 13 aprile vedremo la Sastri anche al cinema in Poker generation, girato a Scicli, dove interpreta Lucia, una mamma siciliana, e una settimana dopo, dal 20 aprile, sarà uno dei volti italiani di A Roma con amore, il film “tricolore” di Woody Allen.
Una sorta di ritorno alle origini, quindi, poiché nel sangue di Guendalina “Lina” Sastri scorre sangue siciliano da parte di padre.
«Sì, certo, i Sastri sono siracusani. Mio nonno, Carmelo Sastri era di Siracusa e sposò la napoletana Pasqualina Grande. Io ho molti parenti a Siracusa ed ogni volta che torno in Sicilia mi ritrovo a casa. Tutto il mondo siciliano è affascinante, misterioso. La Sicilia è una terra bella, forte,
magica, dove ancora la femmina e il maschio sono diversi e amano questa differenza. Ancora in Sicilia riesci a camminare ed essere guardata
dagli uomini come una donna. Quando sarò a Catania ballerò il tango, mi
aspettano già».
Quanto alberga in lei questo lato siciliano?
«Posso dire che nella mia natura c’è una mescolanza fra la leggerezza dei
napoletani e il lato barocco, più tragico, della natura siciliana. Da Pirandello alle tragedie greche sono tutte cose che mi appartengono. Anche se
purtroppo, lo devo dire, non ho mai calcato la scena del teatro greco di
Siracusa per una rappresentazione classica e questo mi dispiace molto».
E’ vero, ha messo in scena più volte le donne della tragedia greca, da
Medea a Elettra, ma mai al Teatro Greco di Siracusa. Sposiamo la causa: quale ruolo le piacerebbe?
«Mi piacerebbe portare in scena Cassandra, Fedra, la stessa Medea, ma ci
sono tanti personaggi della tragedia greca che si possono fare. Certamente l’emozione del teatro greco di Siracusa è grande. L’unica volta che
mi sono esibita a Siracusa, ho portato il mio spettacolo musicale all’anfiteatro romano. Quella volta è venuta tutta la famiglia “sastriana” a vedermi, ed erano tantissimi».
Nel 1999 lei ha lavorato con un amico di Catania, il coreografo e regi-
L
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SICILIA INROSA
sta belga Micha Von Hoecke per la messa in scena de Le Troiane, lavoro condiviso sul palco con la compianta Mariella Lo Giudice, che ora
“ritroverà” spiritualmente a giugno nella corte a lei dedicata all’interno del Palazzo della Cultura di Catania.
«Che amica meravigliosa, una grande perdita. Mariella non era solo una
grande attrice ma una donna meravigliosa, una donna di brillante intelligenza, artista ma anche madre di famiglia, una donna di carattere, di
qualità e di forza. Tutto questo sempre con un sorriso, una leggerezza,
una gioia di vivere che era meravigliosa. Amava i dolci e i gioielli, era una
donna di grande femminilità. Ora che tornerò, mi mancherà molto non
incontrarla».
In quel lavoro c’era anche una giovane Donatella Finocchiaro.
«Sì, faceva parte nel coro. Donatella ha fatto poi una splendida carriera,
ha una faccia meravigliosa, quasi antica».
Chi apprezza o ha apprezzato dei protagonisti siciliani dello spettacolo?
«Turi Ferro, innanzitutto, per me un genio, poi sicuramente Emanuele
Crialese perché ha fatto dei capolavori. Ho avuto la fortuna di avere la
stima e l’affetto di Giuseppe Tornatore con cui ho lavorato in Baarìa. Ho
avuto modo di vedere alcuni spettacoli di Emma Dante, molti mi sono
piaciuti ma non tutti. Amo molto la musica siciliana, da Rosa Balistreri
agli ultimi cantastorie. Il primo siciliano, però, per me resta comunque
Luigi Pirandello».
Cosa mi dice della Giovanna D’Arco che farà al Bellini?
«Sono contenta perché il Bellini è un bellissimo teatro ma di questo progetto so ancora poco. Anni fa ho messo in scena una Giovanna D’Arco in
prosa, lavoro da me prodotto su un testo tratto dagli atti originali del
processo. Questo del Bellini è un oratorio (una composizione musicale di
ispirazione religiosa ma non liturgica ndr): Giovanna è un personaggio
strano, contraddittorio che ho molto studiato».
Negli ultimi mesi è passata dalla tragedia materna di Bernalda Alba
a Lucia, la mamma siciliana di Poker generation.
«E’ una piccola partecipazione nel film. Sono una mamma siciliana di
una povera famiglia di un paese dell’entroterra, con tre figli, una bambina piccola e due ragazzi che una volta cresciuti tentano questa avventura del poker per racimolare i soldi che permetteranno l’operazione della sorellina malata. E’ una donna del Sud che ho cercato di non stereotipare, una che conduce una vita semplice ma faticosa ma non è una
mamma castrante, capisce le esigenze dei figli e li accompagna col suo
cuore in questa avventura».
Questo è un periodo molto ricco dal punto di vista professionale.
first lady
l’Attrice lina sastri
foto di roberto rocchi
sicilia e teatro.
MENTRE DA UNA PARTE COLTIVA
IL SOGNO DI CALCARE LA SCENA
DEL teatro greco
di siracusa, LA CITTA’
DI SUO NONNO E DI SUO PADRE,
LA SASTRI A CATANIA, AD APRILE,
AL BELLINI DARA’ VOCE
A giovanna d’arco
E, A GIUGNO, INCARNERÀ
bernalda alba ALLA CORTE
MARIELLA LO GIUDICE.
AL CINEMA, IN poker generation
SARA’ LUCIA, MAMMA SICILIANA
SICILIA INROSA
19
firstlady
non chiamatemi
commendatore, io sono
lina LA MIA VITA NON E’ CAMBIATA
MA HO ACCETTATO LA NOMINA
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
NAPOLITANO CON ORGOGLIO.
E’ UN RICONOSCIMENTO CHE POCHE
DONNE HANNO RICEVUTO. SPERO
DI POTERLO ONORARE SEMPRE
CON ONESTA’
«Sì, ho fatto L’opera da tre soldi con Massimo Ranieri,
che abbiamo concluso poche settimane fa al Teatro
La Fenice di Venezia. Poi sono felice di riprendere La
casa di Bernalda Alba con la bellissima regia di Lluís
Pasqual e un grande cast che comprende anche due
donne del teatro catanese, Anna Malvica e Olivia Spigarelli, che vedrete a giugno a Catania. Poi ho ripreso
La casa di Ninetta, tratto dal mio libro dedicato a mia
madre che morì di Alzheimer qualche anno fa, un lavoro dove parlo di lei, di me, di Napoli, una cosa autobiografica che è diventata un monologo con la regia di
Emanuela Giordano, spettacolo che ripartirà dal 17 aprile al teatro San Ferdinando di Napoli. Dal 15 maggio, all’Eliseo di Roma, riprendo Per la strada, il mio spettacoloconcerto, dove non presento le canzoni classiche napoletane ma di autori contemporanei come Carlo
Faiello, Enzo Gragnaniello, Pino Daniele. Nel mio
prossimo spettacolo-concerto in musica ho intenzione di riprendere anche parte del canzoniere
classico napoletano e questo spero possia5
te ascoltarlo anche in Sicilia».
Non è stato un caso, quindi, se nel giugno dello scorso anno il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano l’ha nominata commendatore al merito.
«Non lo so se è stato un caso ma è stato un
gesto che ho accettato con molto onore e
anche imbarazzo perché mi ha molto sorpreso ma è un gesto di affetto da parte di
Napolitano che avevo avuto modo di
co-noscere, lui grande amante del teatro, prima che diventasse Presidente,
quindi mi onoro della sua amicizia e
della sua stima».
Questo riconoscimento ha cambiato la sua vita?
«No ma è un motivo di orgoglio, è un
riconoscimento che è andato a pochissime donne italiane, forse è più
importante del cavaliere, ma non è
che io mi presento sono il Commendatore Lina Sastri, io sono Lina. E’ certamente una tappa che spero di poter
onorare sempre con onestà».
Si sente quindi un po’ imprenditrice
di se stessa?
«Per gli spettacoli musicali lo sono sempre stata per avere la libertà di fare le
cose in cui credevo perché oggi è sempre
più difficile incontrare persone, registi,
collaboratori con i quali avere un rapporto
20
SICILIA INROSA
Lina Sastri
di scambio onesto e di qualità artistica».
Come vede iniziative come “We are more”, il
manifesto europeo sottoscritto anche da vari artisti italiani, che vorrebbe che gli investimenti per la cultura in Italia salgano del 37%,
come richiesto dall’Unione europea?
«Sono d’accordo che è importante
che lo Stato sovvenzioni la cultura ma bisogna capire anche a chi vanno questo soldi. L’Italia è
comunque
un
Paese dove la cultura non è in mano allo Stato ma
ha che fare anche con il libero
mercato.
Non
è 3
bello
vedere
tanti fondi assegnati a fini culturali poi mal
usati. Lo Stato dovrebbe aiutare i
giovani o la ricerca, quelli che
non hanno un
mercato».
Cosa è cambiato
dai tempi quando ha
cominciato
lei,
quando al grido di
“A Roma, a Roma”,
ha lasciato Na-poli
per il grande palcoscenico?
«Quando ho cominciato io gli spettacoli stavano tre mesi a
Roma, un mese a
Milano e un mese a
Napoli. C’erano meno compagnie, c’era
meno approssimazione, c’era un mercato del teatro relegato e
delegato a quelli che lo
sapevano fare e non anche a chi si improvvisava.
Adesso è diverso. Il teatro
è anche azienda e mentre
in America chi investe sulla
cultura può detrarre dalle
tasse i costi ma si misura con
la meritocrazia dello spettacolo senza pretendere la protezione da parte dello Stato o
dalla politica, in Italia accade che
vengono finanziati spettacoli che
poi non sono fruiti dal pubblico».
lina sastri
in una foto di
carlo bellicampi
L’attrice e’ nata
a napoli
il 17 novembre
1953
SICILIA INROSA
21
stylist
MODA
di venera coco
stato uno dei protagonisti della
Milan Fashion Week del febbraio scorso, Maurizio Pecoraro,
palermitano, classe 1961, reinterpreta sulle passerelle una
musa metropolitana, sempre femminile,
vagamente rétro, delicata e mai volgare,
un’anima sensibile con una forte personalità,
una vera nomade del lusso. Pecoraro, sin da
bambino, aveva un forte interesse per la moda, dedicandosi prevalentemente alle tecniche di modellistica in una sartoria siciliana
per uomo. Successivamente ha lavorato come
buyer per un’importante catena di boutiques
svizzere e contemporaneamente, a Milano,
avvia i suoi studi stilistici all’ istituto
Marangoni. Dopo una collaborazione con
Therry Mugler a Parigi e, dopo aver concluso il
suo percorso accademico, entra a far parte del
team creativo di Gianni Versace. Sempre a
Parigi, per altri otto anni, è stato consulente
freelance per alcune maison francesi e, nel
1989, ha ereditato da Gianni Versace la direzione creativa della linea Alma. Da Les
Copains a Antonio Fusco fino a Valentino, il
couturier siciliano consolida, così, il suo talen-
È
22
SICILIA INROSA
Atmosfere
TRIBALI
maurizio pecoraro. DA PALERMO ALLE CAPITALI
DELLA MODA, LO STILISTA SICILIANO PER LA PROSSIMA
SPRING/SUMMER COLLECTION SI LASCIA ISPIRARE DAI
COLORI DEL CONTINENTE AFRICANO, PER UNA DONNA
GLOBE-TROTTER DALLO SPIRITO SELVAGGIO
to e quel suo gusto ante litteram prezioso e
innovativo. Nel 1998 ha esordito con la sua
prima collezione e, da allora, le creazioni proposte raccolgono tutta l’esperienza del designer: forme semplici, realizzate in materiali
unici, che sviluppano un nuovo concetto di
lusso tradotto in eleganza moderna, atemporale e raffinata.
Per la prossima primavera/estate la sua
collezione si rifà a una donna globe-trotter,
a tratti un po’ gipsy per un safari-style,
caratterizzato da abiti in chiffon con colori
neutri e stampe al limite del camouflage.
Come mai questa scelta?
«L’ispirazione è partita dall’idea di mescolare
accumuli di ricicli urbani, vetri e specchi distrutti, a materiali naturali come legno, marmo
e malachite. In seguito, i materiali sono stati
fotografati e si è creato un effetto di
mix&match fuori dal comune, ideale per l’i-
LA COLLEZIONE PRIMAVERA/ESTATE 2012
RICICLI URBANI MESCOLATI A MATERIALI NATURALI COME
LEGNO, MARMO E MALACHITE PER UN MOOD TRIBALE
PROTAGONISTA DELL’ULTIMA MILAN
FASHION WEEK, LA PRIMA COLLEZIONE
DI PECORARO RISALE AL 1998
dentificazione di questo nuovo mood tribale».
Quanto la Sicilia è stata importante per la
sua formazione accademica e per il suo
fashion imprinting?
«La mia terra mi ha trasmesso il senso del colore e la cultura del decoro, inoltre, mi ha permesso di consolidare il concetto di eleganza
rarefatta e mai ostentata».
Senza l’esperienza francese, sarebbe stato lo
stesso Maurizio Pecoraro di adesso?
«No. A Parigi ho imparato la differenza fondamentale tra quello che può essere considerato
pret à porter e quello che è invece il vero concetto di haute couture. Solo col passare del
tempo sono riuscito a far convivere le due anime, all’interno del mio stile».
Cosa le ha trasmesso Gianni Versace durante
la vostra collaborazione?
«Grazie a Gianni ho imparato il senso d’individualità: un’idea, un progetto, una visione
hanno più valore quando sono frutto della
propria personalità e mai simili ad altri.
L’unicità ripaga sempre».
Che cosa ne pensa delle partnerships tra i
designers affermati e i colossi del fashion
low-cost come H&M?
«Trovo che sia un buon connubio, un efficace
co-branding dove le due unità, instaurano una
forte sinergia positiva che vede partecipe la
creatività, da una parte e la larga dis-
tribuzione, dall’altra».
Le piacerebbe creare una capsule collection
come quella realizzata da Donatella Versace,
Lanvin e Marni for H&M?
«Si, molto. Sarebbe uno stimolo per cercare di
raggiungere fasce di età e di consumo molto
diverse dal mio target, inoltre, un ottimo veicolo di diffusione per un brand indipendente
come il mio».
Tre aggettivi che descrivono il suo stile?
«Atemporale, femminile e raffinato».
In questo clima di recessione attuale, quali
sono le difficoltà che può incontrare uno
stilista in Italia?
«Di sicuro la contrazione economica ha portato i buyers verso una riduzione significativa
dei budgets. Nel mio caso, la fidelizzazione del
cliente finale ha permesso che si consolidasse
un buon legame tra il mio brand e il punto
vendita, così da avere dei margini di crescita
costanti».
Quali sono invece, a suo avviso, i minus e/o i
plus di un marchio sviluppato all'estero in
questo momento?
«In momenti come questi, il vantaggio di essere presente nei mercati esteri garantisce e
rafforza il mio marchio, oramai è impossibile
prescindere dai mercati stranieri per costruire
un business duraturo e costante».
Qual è il suo ideale di donna?
SICILIA INROSA
23
stylist maurizio pecoraro
«Una donna dalla forte personalità che
preferisce interpretare il suo stile piuttosto
che seguire tendenze ben definite».
Ripensa, ogni tanto, alle forme mediterranee della donna siciliana quando disegna le
sue silhouettes?
«In generale non sono così legato a un ideale
mediterraneo. Penso che le donne abbiano
caratteristiche interessanti ovunque e, non
sono le loro forme ad accattivare, ma è il loro
fascino e la loro attitudine a renderle belle e
carismatiche».
Oltre Rothko, la tendenza Swinging Sixties,
l’algida carnalità delle divine degli anni ’30,
il mio stile. TRE
AGGETTIVI CHE
DESCRIVONO LE MIE
CREAZIONI?
«ATEMPORALI, FEMMINILI
E RAFFINATE»
quali sono le sue principali fonti d'ispirazioni?
«Mi lascio influenzare dall’arte contemporanea, dal design, dal cinema ma anche dalla
quotidianità che spesso può apparire straordinariamente originale e avvincente».
Quali sono i libri che le hanno segnato la vita?
«La biografia di Coco Chanel, a mio avviso, è la
dimostrazione di come tenacia e stile possano
creare un mito».
Ci sono piccole cose, oggetti a cui non riesce
a rinunciare che sono diventati dei passpartout del suo modo di essere?
«Direi che collezionando arte e design,
preferisco concentrarmi sugli ambienti piuttosto che sugli oggetti».
Dal 1998, anno di nascita del suo brand, ad
oggi cosa è cambiato nel suo modo di fare e
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SICILIA INROSA
intendere la moda?
«Mi vedo sicuramente più riflessivo, meno
istintivo, ma anche più maturo e meno
sprovveduto».
Pensa che certe caratteristiche del suo
stile siano rimaste indelebili nel tempo?
«Credo che le basi siano rimaste uguali,
quel senso del bello e di eleganza misurata invariati durante il mio excursus lavorativo. Conservo ancora, alcune delle mie
prime creazioni e, con orgoglio, posso dire
di trovarle, tutt’oggi, estremamente contemporanee.
Spesso i designer siciliani non hanno il
giusto risalto in Sicilia: le boutique affermate prediligono spesso brand inflazionati. Da siciliano, cosa ne pensa
della distribuzione limitata delle sue
collezioni nella boutique dell’isola?
«Il mio concetto di distribuzione è sempre
stato legato alla nicchia, pertanto le due
boutiques siciliane, Torregrossa a Palermo
e Helmé a Catania, che sin dall’inizio mi hanno accompagnato nella mia crescita, restano la
scelta perfetta. Per una distribuzione più “allargata”, occorrerebbe un prodotto diverso».
Progetti futuri e sogni nel cassetto?
«Dopo il Giappone, mi piacerebbe molto
creare nuovi spazi in Korea, oltre a quelli giù
esistenti. In quell’area, già da alcuni anni, il
mio stile e il mio marchio ricevono numerosi
consensi ma, sarei altrettanto felice di inaugurare una mia boutique in Italia».
Un'anticipazione per la prossima fall/winter
collection: a cosa non dobbiamo rinunciare? E quale palette di colori bisognerà
scegliere?
«Per il prossimo autunno/inverno consiglierei
di puntare sul ritorno, in grande stile, della
pelle e dei volumi astuccio, spesso in contrasto oversize. I colori chiave saranno di certo
il nero e tutte le gradazioni del rosso, mischiati tra loro per creare effetti cromatici inaspettati».
evergreen
La carica degli
ANTAMONTABILI
assano gli amori, le amicizie, gli affetti e le
mode, ma non quei prodotti che, sempre
presenti nelle nostre vite tanto da essere
considerati dei veri e propri “cult” senza
tempo, accendono i ricordi, scaldano il cuore,
regalano l’emozione di tornare all’infanzia.
Eccoli gli “antamontabili”, quella sfilza di prodotti che per
ben 6 italiani su 10 sono sempre presenti e riescono a regalarci
dolci ricordi e piacevoli sensazioni legate al passato, trasmettendo serenità e stabilità interiore, specie quando ci si sente soli o insicuri.
È quanto emerso da un’indagine condotta da Found! - mood
marketing communication agency italiana - realizzata attraverso un monitoraggio on line sui principali social network, blog e
community interattive, che ha coinvolto circa 1300 persone
comprese tra i 35 e i 55 anni, per capire perché alcuni marchi e
alcuni prodotti hanno così successo, nel tempo.
È emerso che questi prodotti vengono associati a ricordi particolari, e a distanza di anni si prova lo stesso piacere nell’utilizzarli perché rievocano un clima familiare, fanno sognare,
provocando una sorta di “effetto madeleine”, ovvero
qualcosa di magico che fa restare letteralmente di stucco.
La forza degli “antamontabili” sta, per oltre un quarto dei
monitorati, nel non passare mai di moda e nel conservare un
calore incomparabile che la metà degli intervistati avverte come
famigliare e rassicurante.
Tra gli “antamontabili” si trovano diverse tipologie di prodotti,
dal cibo al capo d’abbigliamento fino agli oggetti di uso quotidiano. Tra questi il mitico Nesquik, il prodotto che ha trasformato la colazione degli italiani; ma anche la classica
Coppa del Nonno e la Nutella, l’immortale crema di
nocciola. Tra i brand che animano i ricordi degli “anta” troviamo lo stile inconfondibile degli occhiali Ray
Ban Aviator e anche le impareggiabili Timberland;
l’intramontabile piumino Moncler e la storica penna
Bic. Ma non è tutto. Tra i prodotti che riescono a commuoverci ci sono anche la carne in scatola Simmenthal; le Polo, le inimitabili caramelle con il buco; il
chewing gum Brooklyn e l’inconfondibile coccodrillo delle polo Lacoste.
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déco
ANNI ’20
RITORNA IL FLAPPER STYLE. TRA MINI ABITI, FRANGE, PIZZI,
CRISTALLI, PIUME E RICAMI, È DI NUOVO IL TEMPO DEI ROARING TWENTIES.
A RITMO DI CHARLESTON, TORNANO ALLA RIBALTA LE RAGAZZE CHE
RIVOLUZIONARONO LO STILE E I COMPORTAMENTI FEMMINILI
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a cura di Venera Coco
1. LUNGHE FRANGE DI RAFIA PER IL LONG BLACK DRESS DI
BLUMARINE 2. IL TUBINO DOLCE & GABBANA, RICAMATO CON
CRISTALLI COLORATI 3. PENDENTI A GOCCIA DELLA DAMIER
PERLE COLLECTION DI LOUIS VUITTON 4. VESTITO CHARLESTON
CON RICAMI EFFETTO MIRROR, GUCCI 5. IMPRONTE FUTURISTICHE
SUL SANDALO SPUNTATO DI ETRO 6. SANDALO CON PLATEAU
BY ERNESTO ESPOSITO 7. UNA COROLLA DI FIORI DI HYDRANGEA
DISEGNA IL TALLONE DELLE DAFNE DI GAETANO PERRONE 8. PAILLETTES
NERE E APPLICAZIONI METALLICHE PER I T-BAR SANDALS, KALLISTÉ
9. ALBERTO GUARDIANI PUNTA SUL TACCO ROSSETTO PER IL SUO
SANDALO IN VERNICE NUDE 10. SHINY EFFECT SUL SANDALO GLITTERATO
ARGENTO E ORO, COYE NOKES 11. MINI DRESS A FASCIA TEMPESTATO
DI MICRO PAILLETTES PER HOSS INTROPIA 12. COLLANA SWAROVSKI
CON PERLINE DI CRISTALLO DAI TONI PASTELLO 13. RODO CREA
EFFETTI DI LUCE SULLA MINAUDIÈRE IN METALLO CON CRISTALLI
SWAROVSKI 14. MARILYN È LA POLSIERA DI WHITE FASHION ROMA
15. ORECCHINI CHANDELIER CON MICRO CRISTALLI, SEMPRE
SWAROVSKI 16. TRECCE E TORCHONS DORATI RICOPRONO
L’ABITO DI MARCO DE VINCENZO 17. AL GINOCCHIO SFUMATO
BICOLOR, L’ABITO DI PATRIZIA PEPE 18. DELPHINE È IL SANDALO
OPEN-TOE IN CAMOSCIO NERO DI GUCCI 19. SUSAN C STAR
È LA CLUTCH IN NAPPA BLU DI CORTO MOLTEDO
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SICILIA INROSA
weddingday
Per tutta
LA VITA
nozze in vista?
ALLORA LE PAGINE
CHE SEGUONO
POSSONO ESSERTI
SICURAMENTE D’AIUTO.
DAI CONSIGLI PER
L’ORGANIZZAZIONE
DELL’EVENTO ALLA
SCELTA DELLA
LOCATION, TUTTO
QUELLO CHE C’È
DA SAPERE SU UNO
DEI GIORNI PIÙ BELLI
(E FATICOSI!) DELLA
VITA DI UNA DONNA
a scelta dell’abito, il
ricevimento, la lista
degli invitati, le fedi...
l’organizzazione di un
matrimonio è una
prova che richiede impegno e
una certa dose di coraggio. Perché non c’è crisi che tenga, né
età, né budget a disposizione. Per
il giorno più bello tutte, ma proprio tutte, abbiamo un unico desiderio: che ogni cosa sia perfetta. Attenzione, però, perché sia
che abbiate programmato con un
anno di anticipo le vostre nozze,
sia che abbiate deciso di fare una
corsa contro il tempo e organizzare tutto in poche settimane, le
cose da fare sono veramente tante. Nelle prossime pagine troverete alcun consigli pratici per fare fronte a tutto e per orientarvi
tra le varie scelte che sarete chiamate a fare: i fiori, la chiesa, la
musica, l’automobile. Ma anche
un utile scadenzario, le ultime
tendenze in fatto di abiti, le regole del bon ton. Una piccola guida
per addentrarsi senza perdere la
calma nella fitta giungla dei preparativi. Con due avvertenze: anzitutto no allo stress. Ciò che dovranno ricordare gli invitati sarà
il viso radioso della sposa. E poi,
come per ogni cosa fatta bene,
non perdete mai di vista i dettagli. Sono quelli, tenetelo a mente,
a fare la differenza.
L
SICILIA INROSA
29
weddingday
Fatelo CON STILE
sposarsi senza
stress È POSSIBILE,
SPECIE SE CI SI AFFIDA
A UN WEDDING PLANNER.
E PER CHI FA DA SÉ
LA PAROLA D’ORDINE
È ORGANIZZAZIONE
ette, otto, nove mesi. Persino un anno. Quanto tempo ci vuole per organizzare un matrimonio? Anche
se le più fortunate possono contare sull’aiuto di sorelle, madri,
amiche fidate, la maggior parte del carico organizzativo sta sulle spalle della
futura sposa. Che il più delle volte, magari nel bel mezzo di una crisi isterica
dovuta alla necessità di ridurre ulteriormente la lista degli invitati o di ritoccare verso l’alto il budget iniziale, è
pure costretta a sentirsi dire dal fidanzato la fatidica frase: “Dai, amore, andiamocene lontano e sposiamoci da soli”. Del resto se fino a qualche decennio
fa, quando le donne non lavoravano
fuori di casa e potevano contare su una
solida rete familiare, i mesi che prece-
S
devano il matrimonio venivano totalmente dedicati alla preparazione del
grande evento, oggi che le coppie sono
sempre più sole e sempre più concentrate sul lavoro, l’organizzazione diventa una faticosissima gimkana. Ecco perché anche in Sicilia si sta affermando la
moda anglosassone di affidarsi a un
wedding planner; una figura che fino a
poco tempo fa era associata a festeggiamenti principeschi e che invece negli ultimi anni è diventata sempre più
presente, anche nei matrimoni dei “comuni mortali”. Il compito di questo
professionista è di curare ogni dettaglio, sempre sotto la supervisione dei
futuri sposi, che rimangono i protagonisti del loro matrimonio (e i prepara-
un po’ di bon ton
eligioso o civile, il matrimonio è un rito che segue
precise regole dettate dal galateo, rivolte sia ai futuri
sposi e alle loro famiglie sia agli invitati. Partiamo dalla chiesa. È assolutamente vietato ritardare: l’unico ritardo
ammesso è quello della sposa (che non dovrebbe superare
i 10 minuti), ma parenti ed amici dovranno essere tutti presenti all’orario stabilito. Anche l’ingresso segue uno schema ben definito. Tradizionalmente lo sposo entra in chiesa
accompagnato dalla mamma, che deve trovarsi alla sua destra e alla quale porge il braccio. A seguire entrano i testimoni, e poi - se ci sono - damigelle e paggetti che aspettano l’arrivo della sposa. Al suo arrivo, la sposa verrà aiutata
dal papà a scendere dall’auto, il quale le farà anche il baciamano: il papà accompagnerà la sposa all'altare porgendole
il braccio sinistro. Il corteo di entrata è formato nell’ordine
da paggetti, sposa con il padre e damigelle che tengono il
velo e lo strascico. Una volta arrivati all’altare, il padre affida la figlia al futuro marito, al quale stringe la mano, e poi
va a sedersi al primo banco sul lato sinistro: a questo punto
lo sposo bacia la mano della futura moglie e la cerimonia
può avere inizio. In caso di matrimoni particolarmente formali, lo schema è totalmente diverso: è infatti lo sposo ad
accogliere la sposa e a consegnarle il bouquet.
Il matrimonio civile non prevede cerimoniali rigidi, ma qual-
R
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SICILIA INROSA
che regola va seguita. In linea generale,
in una cerimonia civile ci si può vestire come si vuole: la
sposa può scegliere o meno di indossare il classico
abito bianco o optare per la mise che preferisce: può
scegliere il colore (ma il nero di solito non è accettabile), lo
stile, ma è bene che sia in linea con quello dello sposo. Il
galateo vuole che, anche nel rito civile, si mantenga un minimo di eleganza e di formalità. La sala comunale, per lo più
austera, dovrà essere decorata con addobbi floreali delicati,
e sarà possibile avere un accompagnamento musicale adeguato: sarà necessario chiedere le dovute autorizzazioni
qualora si voglia qualcosa di particolare, come un accompagnamento musicale dal vivo. Invitati e testimoni devono
essere i primi ad entrare nella sala comunale: poi entrano
gli sposi (prima lo sposo con la mamma, e poi la sposa con
il padre). Per ultimo entrerà il sindaco o l’assessore, ed in
quel momento tutti si dovranno alzare in piedi. Alla fine del
rito è previsto, anche nel caso di nozze civili, il tradizionale
lancio del riso. A patto che non si trasformi in uno scomposto... tiro al bersaglio.
TABELLA DI MARCIA.
QUANDO COMINCIARE I
PREPARATIVI? NON PRIMA
DI UN ANNO E NON DOPO
I TRE MESI DALL’EVENTO.
LA PRIMA MOSSA, IN OGNI
CASO, È UNA LISTA
DELLE COSE DA FARE
PER TENERE TUTTO
SOTTO CONTROLLO
tivi ne fanno decisamente parte) ma che
vengono sollevati da
qualsiasi noiosa incombenza. Il campo d’azione del wedding planner non si esaurisce
solo con la cerimonia
in chiesa e il rinfresco, ma se richiesto
può riguardare qualsiasi aspetto del
matrimonio: la spedizione degli inviti e
delle partecipazioni, i contatti con i fiorai, i musicisti, i fotografi e tutti i professionisti al servizio della buona riuscita dell’evento.
Il costo di questo servizio varia proprio
in base al tipo di “mandato” che viene
dato dagli sposi. Prima di rinunciare all’idea di avvalersi di una comodità del
genere conviene richiedere qualche
preventivo. Infatti il wedding planner
può far risparmiare tempo e denaro,
perché se è vero che il suo lavoro va pagato (minimo mille euro), sarà lui poi a
ottenere sconti dai fornitori, con cui di
solito ha già delle speciali convenzioni.
In ogni caso, anche la scelta del wedding planner va fatta con cautela: meglio rivolgersi a professionisti referenziati, per non incorrere in spiacevoli
inconvenienti, e capire sin dai primi
incontri se si è stabilita la necessaria
“empatia”. Quando si delega il giorno
più sognato della vita ad un estraneo,
l’intesa è fondamentale.
Di solito il primo incontro è informale,
non vincolante e gratuito, e serve a capire i desideri degli sposi e a stabilire
un budget. Da lì nasce il preventivo
preliminare con una prima rosa di
scelte effettuate. Se deciderete di proseguire, i successivi incontri serviranno
a definire tutte le fasi dell'evento, a
low cost
NOZZE FURBE, ANZI FURBISSIME
Ci si può sposare riducendo al minimo il
budget senza rinunciare alla qualità? Sì,
secondo il
portale Nozzefurbe.com, che
propugna democraticamente l’idea di un
matrimonio alla portata di
tutti. Con un
budget di 5000
euro, secondo
i creatori del
sito, è possibile realizzare il sogno di una
vita. Il segreto? Risparmiare in maniera mirata, a seconda delle necessità e delle
priorità della coppia. Il risparmio comincia
dall’abito da sposa, che può essere noleggiato o acquistato di seconda mano, solo
per fare qualche esempio. E continua con
la possibilità di accedere alla formula “matrimonio con sponsor”: nuovissima, certo,
ma forse non proprio previsto dal bon ton.
Da non perdere i “dieci utili consigli per risparmiare qualcosa sulla spesa del pranzo
di nozze”, quella che incide maggiormente
sul budget totale. E, per chi ha una coscienza ambientalista, tutto ciò che c’è da
sapere per organizzare nozze “eco”. Perché in fondo amare l’ambiente è la cosa
più furba che si possa fare.
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weddingday
count
down
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UN ANNO PRIMA
Scegliere e prenotare la chiesa
Scegliere il luogo del ricevimento
6 MESI PRIMA
Iscriversi al corso prematrimoniale
Preparare i documenti per il matrimonio
Prenotare il luogo del ricevimento
5 MESI PRIMA
Scegliere l’abito da sposa
Compilare una prima lista di invitati e di persone alle quali inviare solo le partecipazioni
Scegliere i testimoni
SHABBY CHIC. LO STILE
CHE DOVRÀ AVERE
IL GIORNO DEL MATRIMONIO
È FONDAMENTALE, PERCHÈ
CONDIZIONA TUTTE LE SCELTE
SUCCESSIVE LEGATE
ALL’EVENTO. DALL’AMERICA
SPOPOLA LO “SHABBY CHIC”,
DAL GUSTO VINTAGE
stabilire ogni minimo dettaglio.
Tuttavia se l’idea di affidare l’organizzazione ad altri non vi piace proprio, con una buona dose
di tempo, pazienza e con l’aiuto
delle amiche più care sarete sicuramente in grado di realizzare
la festa dei vostri sogni.
La prima mossa è preparare una
tabella con i tempi di marcia, per
avere sempre la situazione sotto
controllo. Cominciare a organizzare il matrimonio al massimo
un anno prima e minimo 3 mesi
prima: sconsigliato tutto il resto.
Troppo lunghi i tempi nel primo
caso, con il rischio di cambiare
continuamente idea nel frattempo, e troppo ridotti nel secondo
con il timore di arrivare al matrimonio distrutte.
Secondo passo, fondamentale perché vi guiderà in tutte le vostre
decisioni successive, è la scelta
dello stile che vorrete dare al vostro matrimonio. Insieme allo stile sarà utile scegliere anche il colore che farà da leit motiv all’evento, e che si potrà ritrovare su
inviti, addobbi floreali, tovagliato,
abiti.
Una questione di gusto personale,
senza dubbio, ma che non si sottrae ai capricci della moda. La
tendenza per il 2012 per fiori e
addobbi, per esempio sono i colori vivaci. Al bando i toni pastello,
dominano fucsia (specie nell’abbinamento con l’arancione), magen-
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SICILIA INROSA
3 MESI PRIMA
Contattare il fioraio per addobbi e bouquet
Scegliere i musicisti
Scegliere fotografo e operatore video
Ordinare le partecipazioni e gli inviti
Compilare la lista nozze
Prenotare il viaggio di nozze
Scegliere l’automobile per la sposa
2 MESI PRIMA
ta, verde lime, lavanda, rosso, blu
navy. Molto di tendenza anche i
colori metallici come l’argento, il
bronzo e tantissimo oro, perfetto
da abbinare con il bianco. Dalla
Gran Bretagna arrivata il
black&white, giocata sul contrasto
netto del bianco e del nero, ripreso anche dalla torta nuziale.
Se volete un matrimonio a tema e
non avete un budget altissimo, la
soluzione ideale potrebbe essere
lo shabby chic. Uno stile apparentemente trasandato, che accosta
oggetti vintage alle tonalità fresche dei colori pastello. Una bellissima interpretazione della filosifia eco chic che arriva ancora
una volta d'Oltreoceano: una vecchia valigia si trasforma in centrotavola fiorito, i fazzoletti in un coloratissimo festone, un vecchio
barattolo in una lanterna. Attenzione, però: la semplicità di questo stile richiede che nulla sia lasciato al caso e che gli accostamenti cromatici siano inappuntabili. Se non siete famose per il vostro senso estetico, quindi, forse è
meglio lasciar perdere le mode e
puntare senza indugi sul classico,
che non tradisce mai.
Alla prova dell’abito, definire gli accessori
Lo sposo deve acquistare il proprio abito
Scegliere eventuali paggetti e damigelle
Depositare la lista nozze
Spedire le partecipazioni
Definire il menu del ricevimento e la torta
Scegliere bomboniere e sacchettini
Andare dall’estetista e dal parrucchiere e
concordare le prove
.
3 SETTIMANE PRIMA
Lo sposo ritira le fedi: spesso sono i testimoni a regalarle e quindi a ritirarle
..
.
..
.
.
..
15 GIORNI PRIMA
Lo sposo sceglie e ordina il bouquet
Acquistare l’abito per il dopo cerimonia
Acquistare il cuscinetto portafedi
7 GIORNI PRIMA
Ultima prova dell’abito
Dare al ristoratore il numero degli invitati
Andare dal parrucchiere per ritoccare taglio
e colore dei capelli; fare un'accurata manicure.
Organizzare l'addio al celibato o nubilato
2 GIORNI PRIMA
Depilazione e pedicure
Far controllare la disposizione dei tavoli, i
decori e i segnaposto
..
.
WED-DAY!
Mettere a punto manicure, pettinatura e trucco
Farsi consegnare il bouquet a casa
Il gran giorno è arrivato: auguri!
I luoghi DEL SÌ
all’altare. LA SICILIA È
RICCA DI BELLISSIME CHIESE
MA LE PIÙ RICHIESTE DAGLI
SPOSI VANNO PRENOTATE
CON UN ANNO D’ANTICIPO
hi sceglie di sposarsi con il rito
cattolico dovrebbe farlo, di norma, nella parrocchia di competenza. In pratica, però, gli sposi
scelgono quasi sempre una
chiesa bella che faccia da degno scenario al
momento più importante del matrimonio.
In Sicilia, tra le regioni con il più alto numero di luoghi di culto, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ma è pur vero che se si
punta alle chiese più “gettonate”, allora si
dovrà prenotare con largo anticipo, specie se
si ha già in mente una data fissa. In particolare, i mesi di maggio, giugno e luglio sono di
solito i primi a registrare il “tutto esaurito”,
specie per il sabato.
A Catania tra le chiese più amate c’è sicuramente quella di San Placido: il prospetto, in
classico stile barocco siciliano, in pietra bianca di Taormina, si affaccia sull’omonima piazza; l’interno , a navata unica, è impreziosito
da marmi, stucchi dorati e da dipinti di Michele Rapisardi. Anche la chiesa di San Giuliano e la Basilica della Collegiata di via Etnea
(foto in alto) sono richiestissime: quest’ultima, progettata da Stefano Ittar, è un magistrale esempio di barocco catanese. In pro-
C
rito civile
Per chi sceglie il rito civile, è possibile
anche se non usuale far celebrare le
nozze da un amico, un’amica o da un
parente (purchè non sia nonno, genitore
o figlio). Questa possibilità deriva da una
vecchia norma del 1939. Ad oggi, è ancora possibile scegliere di far celebrare il
rito ad una persona diversa dal sindaco
o da un ufficiale di Stato, grazie al Dpr n.
396 del 3 novembre 2000 che ha mantenuto questa possibilità. È meglio comunque informarsi con un certo anticipo al
Comune di competenza per sapere quali
documenti dovranno essere prodotti.
vincia, condizioni meteo permettendo, il Santuario all’aperto di Santa Tecla (foto al centro) intitolato alla Madonna di Fatima, offre una cornice di
sicuro effetto.
A Palermo è il barocco di Casa Professa a farla da
padrona. Chi preferisce uno stile più sobrio sceglie
invece la chiesa medievale di San Francesco d’Assisi. Poco lontano, affacciata sulla Cala, la chiesa di
Santa Maria della Catena, un connubio di elementi
tardo rinascimentali e gotico-catalani, è scelta da
molti sposi. Prenotare la Cappella Palatina (foto qui
a sinistra), infine, è una missione quasi impossibile, ma la bellezza dei suoi mosaici bizantini val bene un tentativo.
SICILIA INROSA
33
weddingday
Un sogno
in BIANCO
ungo o corto? Principesco o
semplice? Bianco, avorio o colorato? I dubbi che accompagnano la
scelta dell’abito da sposa sono
tanti e spesso prendere una decisione dopo aver provato decine di modelli diversi è tutt’altro che semplice. Anche perchè
il giorno del sì tutti gli occhi sono puntati sulla sposa che deve lasciare letteralmente senza fiato coloro che l’attendono.
Non esistono trucchi o consigli che aiutano
nella scelta dell’abito, che deve essere fatta
seguendo esclusivamente il proprio gusto, il
proprio stile e i propri desideri. Il vestito da
sposa deve riuscire a fondere insieme i sogni
della bambina, le fantasie dell’adolescente e
le esigenze della donna e neanche il più
esperto consulente di immagine potrà mai
sostituirsi all’improvvisa e incrollabile certezza che ogni sposa sente nell’indossare per la
prima volta il “suo” abito bianco.
Detto questo, non si deve però dimenticare
che non sempre il vestito dei sogni, una volta
indossato, dà il risultato sperato. Un consiglio
generale è di non partire con un’idea predefinita, ma di individuare lo stile dell’abito solo
dopo alcune prove. L’abito ha inoltre la funzione di mimetizzare i difetti e mettere in luce i punti di forza del corpo di ogni donna. Chi
ha la fortuna di avere un fisico da top model
non ha che l’imbarazzo della scelta fra le migliaia di modelli proposti dalle maison di moda, ma se si ha qualche chilo di troppo è meglio optare per un abito stile impero che nasconde pancia e fianchi.
Le spose dal seno prosperoso farebbero bene a rinunciare a bustini troppo scollati, mentre chi ha il problema
opposto può ovviare con un corpetto che segua e modelli le
forme del corpo. Lo strascico,
romantico e fiabesco, è adatto
solo alle donne più alte, mentre quelle di piccola statura
possono ricorrere ad abiti
stretti e fascianti slanciati da
scarpe a tacco alto. Nella
scelta del colore molto
contano la carnagione, il colore dei capelli e secondariamente degli occhi. Si può
anche scegliere di “vivacizzare” l’abito con piccoli dettagli color pastello, mentre
gli azzardi cromatici, dall’oro al rosso, si adattano
solo alle spose più spiritose ed audaci e, in ogni ca-
L
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SICILIA INROSA
1
2
un giorno da favola. LO SI DESIDERA
PER UNA VITA INTERA MA LA SCELTA
NON È SEMPRE FACILE COME LA SI IMMAGINA.
PERCHÉ L’ABITO PERFETTO DEVE
RAPPRESENTARE LO STILE E VALORIZZARE
L’IMMAGINE E LA BELLEZZA DI OGNI SPOSA
4
3
1. SEMPLICE E FASCIANTE L’ABITO
CON CINTURA RICAMATA FIRMATO
ROSA CLARÀ
2. DRAPPEGGI E ARRICCIATURE
ARRICCHISCONO IL MODELLO
PELICANO DI PRONOVIAS CON AMPIA
SCOLLATURA
3. AUDACE L’ACCOSTAMENTO DI
BIANCO E ARGENTO SULL’ABITO DI
VALENTINI SPOSA
4. COME ANGELICA LA SPOSA
DELLA STILISTA MARIELLA GENNARINO
ISPIRATA AL GATTOPARDO
so, sono da evitare in chiesa.
Infine, è bene rispettare una rigorosa
tempistica: mamme, testimoni e amiche, immancabili accompagnatrici e fidate consigliere, vanno allertate almeno nove mesi prima. È
questo il tempo necessario (salvo qualche eccezione) per visitare gli atelier, scegliere l’abito e gli accessori e fare tutte le prove del caso.
Il numero e la cadenza delle prove verranno
concordate insieme ai sarti dell’atelier dalla
cui bravura dipende il perfetto adeguamento
dell’abito al corpo e alle forme della sposa. Almeno tre mesi prima del matrimonio il vestito andrà provato insieme a lingerie e scarpe,
mentre gli ultimi dettagli saranno definiti
pochi giorni prima delle nozze: lo stress, si sa,
gioca brutti scherzi e non è insolito perdere
alcuni chili a ridosso del grande giorno.
Infine, per la cerimonia civile l’eleganza consiglia un vestito corto o un tailleur, ma oggi è
adeguato anche un abito lungo da cerimonia
o da sera.
paggetti
Piccoli coprotagonisti del giorno del matrimonio, damigelle e paggetti regalano alla cerimonia momenti di
allegria e tenerezza. La regola vuole che i ruoli dei
bambini (due o più) siano ben definiti: ai paggetti
spetta il compito di portare gli anelli, mentre alle damigelle sono riservati i fiori da spargere all’ingresso e all’uscita dalla chiesa. Anche per
i cortei nuziali esistono regole precise: il
paggetto con le fedi è il primo ad entrare
in chiesa, seguito dalla damigella che lascia cadere i petali sul cammino della sposa al braccio del padre. Per l’uscita lo
schema è lo stesso, con paggetti e damigelle che precedono gli sposi. Nella scelta
degli abiti è fondamentale pensare alla comodità dei bambini. Il vestito della damigella dovrà essere in linea con quello della
sposa, mentre per il paggetto pantaloni
lunghi, camicia bianca e scarpe comode.
IL DETTAGLIO CHE FA LA DIFFERENZA
Scarpe e accessori sono dettagli che completano e arricchiscono il look
della sposa e la loro scelta non è meno impegnativa di quella dell’abito. Le
calzature devono essere abbinate al colore e al tessuto dell’abito e
adattarsi al tipo di modello: le peep toe sono perfette con abiti classici,
lunghi e voluminosi; i sandali mal si adattano al velo, mentre i sandali
gioiello sono molto glamour con con abiti a sirena, con ampio décolleté o
senza spalle. Per i gioielli, invece, vale la regola della semplicità: piccoli e
poco vistosi. Alle mani solo la fede nuziale, l’unica eccezione consentita è
l’anello di fidanzamento o un’antico anello di famiglia donato dalla
suocera. I guanti sono richiesti solo in caso di matrimoni
molto formali, ma vanno tolti dopo l’ingresso in chiesa.
SICILIA INROSA
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weddingday
capelli&makeup
CONSIGLIATE
DAGLI ESPERTI
a scelta dell’acconciatura e del make-up è uno tra i
momenti più divertenti e rilassanti dell’organizzazione di un matrimonio. Accompagnata da testimoni e
amiche, la futura sposa sceglie il look che meglio le
si addice sottoponendosi a una serie di prove sotto la
guida attenta di estetisti ed hairstylist. Un bravo truccatore saprà suggerire alla sposa un maquillage modulato sulla base non
solo della sua pelle e del suo incarnato, ma anche dell’acconciatura, dell’abito che indosserà, del tipo di festa che intende organizzare e, soprattutto, dell’orario in cui si svolgerà il matrimonio. Infatti, la luce naturale del giorno, a dominante azzurra,
raffredda i colori rendendo linee e forme più dure, mentre la
luce artificiale ha una forte dominante gialla che tende a riscaldare tutte le nuances e a renderle più morbidi.
Compito dell’hairstylist, invece, è realizzare un’acconciatura in
linea con l’abito, di cui è bene portare con sé una foto, e con il
taglio del viso della sposa. Il raccolto bon ton, ad esempio, è indicato per chi ha zigomi alti e orecchie perfette; il semiraccolto
crea movimento ed evidenzia i giochi di luce, ma è sconsigliato
sui visi tondeggianti o allungati; lo sciolto è perfetto per le spose più giovani, mentre il raccolto morbido, consigliato a chi ha lineamenti
regolari, mal si adatta a nasi importanti o capelli troppo ricci. Un consiglio: al
termine di ogni prova è bene scattare
alcune foto per poi decidere con calma il look per il grande giorno.
L
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SICILIA INROSA
lingerie
Se l’abito bianco è il protagonista indiscusso
del giorno del sì, anche la lingerie gioca un ruolo importante, in quanto aiuta a minimizzare i
piccoli difetti ed esaltare le forme. Nella scelta
dell’intimo si deve innanzitutto tener conto del
tessuto e del colore dell’abito: un vestito elaborato, con ricami e decorazioni, permette di
optare per un’elegante lingerie in pizzo,
mentre la microfibra è la scelta ideale per
abiti più semplici e aderenti. Se le spalle sono scoperte si può valorizzare il decolleté
con un reggiseno a fascia, mentre se ad essere nuda è la schiena, le coppe possono
essere applicate direttamente alla scollatura del vestito. Intramontabili infine body e
bustini che sorreggono e fasciano il busto
assottigliando il punto vita. E per rendere
omaggio alla tradizione, non va dimenticata
la giarrettiera, il cui lancio è ancora oggi
uno dei momenti più attesi della festa.
Classe e SOBRIETÀ
gli abiti degli ospiti.
a scelta dell’abito è un dilemma che affligge non solo la
sposa, ma anche tutti gli invitati al matrimonio, che ci tengono ad apparire al meglio in
un’occasione tanto importante. Nella ricerca della mise da sfoggiare è bene però seguire alcune fondamentali regole per evitare di risultare inopportuni e rubare la scena
agli sposi. Se per gli uomini la scelta è quasi obbligata (abito scuro, grigio o blu, camicia bianca, calze scure e scarpe scure), le
donne dovranno affidarsi al proprio buon
gusto e ricordare che eleganza non è sinonimo di sfarzo o opulenza. Per le signore
L
PER NON RUBARE LA SCENA
AGLI SPOSI È MEGLIO
SEGUIRE IL PROPRIO BUON
GUSTO, EVITANDO LOOK
TROPPO AUDACI O VISTOSI
quindi niente look total white (riservato
alla sposa) o total black (troppo lugubre): le tinte pastello, in tutte le loro varianti, e il blu restano sempre i colori più
adatti. Da evitare anche colori troppo accesi (come rosso o oro) e abiti che possono dare nell'occhio (minigonne, trasparenze, scollature o spacchi troppo profondi). La discrezione vale anche per
gioielli, make-up e acconciatura. In chie-
sa è d’obbligo coprire le spalle con giacche o scialli, mentre il cappello è richiesto solo in caso di matrimoni formali e va
indossato per tutta la durata dei festeggiamenti. I festeggiamenti serali consentono di indossare il lungo mentre di giorno è sempre preferibile un abito da cocktail. Obbligatorie in quanto sinonimo di
eleganza, le calze, anche se d’estate si
può optare per modelli molto velati.
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weddingday
La location giusta per
FESTEGGIARE
È
proprio il caso di dirlo, in merito alla location per il ricevimento ormai non c’è che
l’imbarazzo della scelta. Castelli da fiaba e palazzi storici
per chi predilige il forte impatto emotivo;
ristorante e cascine rustiche per chi è ancorato alla tradizione; antichi battelli a vapore o treni d’epoca per chi ha voglia di un
grande effetto scenografico. Qualunque tipo di matrimonio vogliate organizzare, le
soluzioni e le alternative sono tantissime.
Oltre a scegliere il posto giusto per festeggiare, è bene che i futuri novelli sposi preferiscano location non troppo distanti dal
luogo in cui verrà celebrata la funzione e,
comunque, sarà bene che ogni invitato sia
provvisto di una mappa del percorso da seguire per raggiungere il luogo del ricevimento fornito, possibilmente, di parcheggio privato.
Detto questo, si può procedere alla scelta
della location dove festeggiare il giorno più
bello e importante, in cui tutto deve essere
perfetto e impeccabile. Il ristorante è certamente la soluzione più tradizionalista ma
quella che più di ogni altra privilegia il
pranzo e si presta perfettamente ai festeggiamenti familiari. Il classico banchetto al
ristorante offre ottime opportunità in grado di abbinare proposte di alta gastronomia
con interni lussuosi e ricchi d’atmosfera,
oppure panorami mozzafiato. Le possibili
ambientazioni, infatti, sono varie: bordo piscina, terrazza panoramica, sala di un raffinato ed elegante ristorante con vista mare,
magari immerso in un romantico parco.
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SICILIA INROSA
Se l’obiettivo è invece realizzare il sogno di
una vita, ovvero quello di un matrimonio da
fiaba, si può optare per festeggiare il matrimonio in una villa, magari d’epoca, o in una dimora storica esclusiva, che bene si presta a un
matrimonio elegante e formale. Secondo la
struttura scelta il ricevimento si può suddividere in più ambienti. Oltre alla sala dedicata al
banchetto si possono prevedere angoli privè,
disporre di una sala da ballo per il dopo cena e,
ancora, usufruire dello spazio all’aperto per
l’aperitivo o per il brindisi finale.
Come nel caso, ad esempio, di La Villa in città,
dimora privata con parco di cinque ettari che
si propone come nuova location per matrimoni di lusso a Catania. «La struttura sorge all’interno di un rigoglioso parco progettato appositamente negli Anni 70 dall’architetto Ippolito
Pizzetti che lo ha arredato con oltre 40 tipi di
palme, alberi oggi secolari e una vegetazione
che non ha eguali da nessun’altra parte – racconta Veronica Parasiliti, amministratore della
struttura -. La piscina, invece, è stata ideata da
Giorgio Pes, l’architetto che realizzò diverse
scenografie cinematografiche tra cui quella del
film “Il Gattopardo” . Un ambiente molto particolare e a due passi dal centro città».
Se desiderate un matrimonio romantico, da
mille e una notte, è il castello la location giusta
per voi, anche se trovarne uno non è semplicissimo. Ideale per chi conta di avere un cospicuo numero di ospiti, il castello è anzitutto un
luogo scenografico: torri merlate, ponti levatoi, imponenti portoni e scaloni, ravvivati dalle luce di torce coreografiche e grandi camini
in pietra sono già una cornice suggestiva, per
vivere il giorno più importante in un’atmosfe-
il ricevimento.
DAL TRADIZIONALE MA
SEMPRE AZZECCATO
RISTORANTE AL
ROMANTICO CASTELLO,
FINO A VILLE E
PALAZZI STORICI PER
MATRIMONI ELEGANTI,
CHI SI SPOSA HA SOLO
L’IMBARAZZO DELLA
SCELTA. ECCO ALCUNI
CONSIGLI AFFINCHÉ
QUELLO DELLE NOZZE
SIA UN GIORNO
INDIMENTICABILE,
ALL’INSEGNA
DELLA PERFEZIONE.
E CHI VUOLE OSARE PUÒ
FESTEGGIARE IN LOFT
O IN BARCA A VELA
banqueting
e catering
ra surreale, intrisa di magia e sogno. Se non
volete allontanarvi dal centro città senza per
questo dover rinunciare al lusso, ecco che si
può festeggiare in un palazzo storico, cornice ideale, specie nei mesi invernali. Le diverse sale arredate con sfarzo, magari in stile
Barocco, spesso sono messe a disposizione
degli sposi e dei loro invitati, tanto per cocktail intimi quanto per grandi feste.
Chi si sposa in primavera e ama la campagna
può scegliere di festeggiare in una cascina
rustica: il top è sceglierne una che abbia anche una cappella privata dove celebrare il rito nuziale, in modo da poter svolgere cerimonia religiosa e ricevimento nello stesso
luogo. Si tratterà di un matrimonio magari
meno formale ma forse più divertente, soprattutto se gli sposi opteranno per un ricevimento “agreste” in stile “arrusti e mancia”
con tanto barbecue per la cottura della carne. Le coppie molto giovani alla ricerca di
uno spazio insolito e anticonformista, gradiranno l’idea di festeggiare in un vecchio edificio industriale, in un loft essenziale e minimalista o, ancora, in una discoteca, dove però non bisognerà far mancare un ricco buffet. A proposito vi consigliamo di preferire le
soluzioni in accoppiata “ritorante-discoteca”, in modo da poter comunque ballare,
magari dopo cena, senza escludere gli invitati non più giovanissimi.
Per i più estrosi, infine, battelli a vapore e
treni d’epoca possono diventare originali location. Tra le alternative più gettonate il matrimonio “all inclusive” in nave da crociera o,
per chi ha intenzione di festeggiare solo con
pochissimi intimi (massimo 12 persone)
quello in barca a vela.
Scelto il luogo, in
che modo salutare
amici e parenti? L’orario condiziona: se
ci si sposa di mattina, si deve prevedere il tradizionale
pranzo o un banchetto; per chi fissa
la celebrazione al pomeriggio si può
prevedere un rinfresco, magari all’aperto se la stagione lo consente,
mentre se ci si sposa nel tardo pomeriggio sarà buona regola orientarsi su una cena, su un cocktail o
un buffet. Una buona idea è affidarsi
a una società di catering, che si occuperà della fornitura alimentare,
oppure a un’agenzia di banqueting.
In quest’ultimo caso gli sposi non
dovranno neppure preoccuparsi di
scegliere la location, in quanto l’agenzia si preoccuperà anche di prenotare quella più idonea all’esigenza degli sposi. Ovviamente provvederà anche all’allestimento dei tavoli, all’illuminazione e a curare altri
importantissimi dettagli. Oltre alla
cucina e al servizio impeccabile, infatti, durante il ricevimento nuziale
la cosa più importante è creare la
scenografia e l’atmosfera adeguate.
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weddingday
petali sparsi
LA BOUTONNIÈRE
La boutonnière è il “fiore all’occhiello”che indosserà lo sposo nel
giorno del matrimonio: si tratta di
una piccola composizione di fiori,
foglie e bacche che si appunta al
bavero della giacca, sul risvolto sinistro, vicino al cuore. Simbolo di
raffinatezza, il galateo prevede che
lo sposo porti, fermato al bavero,
un solo fiore, in tono con l’abito
della sposa e il bouquet.
I CENTROTAVOLA
Per i centrotavola del ricevimento si può spaziare da
alzate di fiori o anche di frutti, a seconda della stagione, a rami di albero fioriti, tralci di vite, melograni,
pannocchie, fasci di spighe con girasoli e papaveri.
Attenzione però a non strafare: valutare le dimensioni
dei tavoli ed evitare centrotavola molto alti, che coprano il volto dei commensali. Inoltre altri piccoli accorgimenti floreali possono rendere la tavola ancora più
bella: petali accanto ai piatti, spighe o frutti come segnaposto per quel tocco di raffinatezza in più.
Fiori, non solo
D’ARANCIO
rofumi e colori sono fondamentali per creare
l’atmosfera. I fiori sono spettatori del matrimonio, dal mattino, in casa dei due sposi, fino al ricevimento, passando, ovviamente, per la chiesa.
Gli addobbi floreali rispecchiano lo stile e un po’
anche il carattere della coppia (soprattutto di lei) e donano
quel tocco di unicità all’evento. Regola fondamentale: i componenti degli addobbi floreali del matrimonio dovranno essere in sintonia tra loro: il bouquet dovrà armonizzarsi con i
fiori della chiesa, del ricevimento e dell'auto per il matrimonio. Molto importante per la buona riuscita di un allestimento di nozze è scegliere i fiori più adatti a seconda della stagione: il tema del matrimonio e la fantasia di un bravo fiorista faranno il resto. Le decorazioni floreali vanno scelte almeno due mesi prima delle nozze.
È consigliabile che i professionisti scelti per l’addobbo floreale facciano un sopralluogo sui luoghi
della cerimonia e del ricevimenti e in base alla location propongano le soluzioni più adatte.
Un fattore importante è la stagionalità: è consigliabile che la scelta ricada su fiori di stagione, perché i fiori saranno più freschi,
dureranno di più e costeranno
meno. Altra questione economica è proprio il tipo di fiore
scelto: rose o orchidee sono ovviamente più cari mentre lilium,
girasoli, gerbere e margherite
mantengono il budget più basso.
La scelta dei fiori può spaziare su una
gamma di colori vastissima: rosa, rosso,
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SICILIA INROSA
spettatori SILENZIOSI
DELL’INTERA GIORNATA,
GLI ADDOBBI FLOREALI
VANNO SCELTI ALMENO DUE
MESI PRIMA E DEVONO ESSERE
IN SINTONIA CON L’ABITO
E LO STILE DEL RICEVIMENTO
giallo, turchese, lilla..., l’importante è scegliere la giusta combinazione di colori in base ad una serie di elementi fondamentali: il tipo di cerimonia, il luogo della cerimonia e del ricevimento e il vestito. Per quanto riguarda i colori, generalmente la base della decorazione è il bianco, cui si può unire un altro colore
come il giallo, il blu, l'azzurro, l'arancio, il rosa o il rosso. È sconsigliato creare una forte mescolanza di colori, comunque ricordate che: il blu e l’azzurro, anche se freddi, invitano al raccoglimento e all'intimità; il giallo, il rosso e l'arancione, molto vivaci, invitano poco al silenzio. Ai fiori si possono anche unire erbe,
piante verdi, frutti (grappoli d'uva in autunno, agrumi o melogran d'inverno, limoni o mele verdi in estate).
il bouquet
Quanti significati e quanti sogni sono legati a quel
mazzolin di fiori... Le ultime tendenze in fatto di
bouquet della sposa parlano di “fiori con significato” o bouquet “a borsetta”. Dunque anche per il
discorso fiori la futura sposa dovrà scegliere non
solo pensando all’abito e al resto degli addobbi
ma anche alla propria personalità. Allora ricordate:
l’edera significa fedeltà, le gerbere allegria, la buganvillea passione, le rose rosso scuro bellezza, la
primula fiducia, le ortensie azzurre fecondità. Se
invece si vuole sposare alla bellezza la comodità: il
bouquet a borsetta rappresenta l’ideale.
ATTIMI DA
immortalare
Le foto RENDONO ETERNE LE EMOZIONI
DEL GIORNO PIÙ BELLO. IMPORTANTE
LA SCELTA DEL PROFESSIONISTA,
DELLA TECNICA E DELL’ALBUM. IL RESTO
LO FARANNO I SORRISI E LA SPONTANEITÀ
l giorno del matrimonio rimarrà per sempre stampato nella
memoria degli sposi, ma le foto, è inutile negarlo, sono irrinunciabili e preziosissime. E non solo per mostrarle poi ad
amici, parenti e ai futuri figli. Lo sono, anche, per una sana
dose di civetteria della sposa che, in quegli scatti, si rivedrà
sempre bella come non mai. E poi le emozioni, le lacrime, i sorrisi,
gli sguardi: tutto da immortalare.
È innegabile che la professionalità del fotografo abbia un ruolo
fondamentale nella buona riuscita del servizio fotografico, ma ci
sono alcuni dettagli che è meglio conoscere per assicurarsi che il
risultato sia quello che davvero si desidera. Per esempio, è consigliabile scrivere per il fotografo una lista degli scatti essenziali,
di quello che assolutamente non si vuol perdere,
dei momenti su cui dovrà puntare l’attenzione. Inoltre, è possibile chiedere al fotografo di
visitare la location prima dell’evento così potrà scegliere i posti più adatti e avere più tempo per studiare pose non banali e provvedere ai
dettagli tecnici come la luce.
Inoltre, è essenziale comunicare al fotografo un
programma dettagliato della giornata con gli orari e gli indirizzi in cui si svolgeranno le varie tappe, dalla cerimonia di matrimonio al ricevimento
vero e proprio.
I
photobook
Il photobook (detto anche fotolibro o album libro) è l’album che riproduce proprio come in
un libro le foto impresse direttamente sulle
pagine. Nel photobook le fotografie non sono
stampate e poi incollate sull’album di matrimonio, ma vengono impaginate “a vivo”, come nel caso di un libro. Generalmente le pagine sono 50, anche
se si può chiedere di arrivare fino a
70-80. Viene pagato il numero di
pagine e non il numero di foto. Le
misure disponibili sono tante, da
quello grande (40x60) a quello
compatto (25x30), e poi ci sono
le versioni “ad albo” e quelle
quadrate. Per quanto riguarda
la copertina si può trovare in
ecopelle, cuoio naturale, antichizzato o in antico toscano.
SICILIA INROSA
41
weddingday
Chiaramente, il momento più importante
per le foto è quello del dopo cerimonia, prima del ricevimento (una sessione che, anche per galateo nei confronti degli invitati,
non dovrebbe durare più di un'ora e mezza). È il momento più intimo tra gli sposi,
quello in cui sbizzarrirsi con le idee e le pose un po’ più da set. Durante il ricevimento poi, l’ideale è che regni la spontaneità.
Solo il sorriso e le emozioni più belle daranno davvero un ottimo risultato.
Regola importantissima: belle foto avranno bisogno di un bel contenitore. L'album
di fotografie classico, spesso in pelle non
tramonterà mai. Ma oggi sono tantissime
le possibilità, analogiche e digitali. Indipendentemente dalla scelta è importante
tenere in considerazione il materiale
(cuoio, seta, ceramica o legno, tessuto,
carta di Varese o argento lavorato). All’interno dell’album le pagine su cui inserire
le fotografie di nozze devono essere di
cartoncino rigido e separate da fogli di
carta velina, per evitare che si rovinino. La
copertina dell’album può essere poi arricchita da inserti in legno, ceramica, argento.
E infine, parliamo di costi. Il consiglio è
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SICILIA INROSA
quello di chiedere sempre un
preventivo scritto che elenchi
ogni singola voce di spesa.
Al di là, infatti, delle scelte più
tradizionali (foto in bianco e
nero o a colori), ci sono tantissime varianti cromatiche, delle
tinte patinate che conferiscono
o attribuiscono aspetti anticati
alle foto e delle rifiniture dipinte a mano; come, infiniti sono
anche i formati di riproduzione
di stampa.
Per quanto riguarda le tecnologie impiegate, alla tradizionale
soluzione delle fotografie stampate su pellicola, oggi è possibile affiancare o se si preferisce,
prediligere le tecniche basate
sul sistema digitale, come ad
esempio: masterizzazioni dei
negativi delle foto da trasferire
su più pratici cdrom (magari,
organizzate in un programma specifico comprensivi di menù); riproduzione di dischetti a bassa
risoluzione in grado di trasferire immagini fotografiche sul proprio computer di casa.
IL WED SITE
Spesso gli sposi creano album e video online, pubblicati all'interno del
proprio Sito del Matrimonio (Wed
Site), permettendo anche a chi vive
lontano di sfogliare le foto delle vostre nozze. Dedicare una sezione
del proprio Wed Site alle fotografie
del matrimonio permetterà inoltre
anche a chi non è riuscito ad essere presente di vedere vedere il giorno del sì e ad amici, colleghi e conoscenti che vi chiedono. Inoltre, le
foto sul vostro Wed Site possono
essere commentate e chi vuole può
aggiungerne altre.
LA LISTA
Nel momento delle foto di gruppo con gli invitati è consigliabile
aver pronta una lista preparata
per “gruppi” e affidata a una persona vicina e che conosca la
maggior parte delle persone al
matrimonio. Questa potrà farvi
guadagnare tempo domandando
ai gruppi di prepararsi per lo
scatto.
il video
Li chiamano
reportage e
sono la nuova
tendenza in fatto
di video per i matrimoni. Di fatto sono i video che immortalano assolutamente ogni cosa per
“documentare” la verità di
quel giorno. In fatto di video
comunque una regola fondamentale è la durata: non dovrebbe mai superare i 35/40
minuti al massimo. Per quanto riguarda lo stile, invece,
può essere tradizionale (riprese classiche e romantiche,
con una camera fissa e nessuna post-produzione), un autentico videoclip (con una
sorta di backstage, riprese
sulla coppia, tutto rielaborato
in fase di montaggio), oppure
una sorta di spot pubblicitario, con un susseguirsi di ritmi incalzanti con alternanze
susseguenti di campi e controcampi, e la possibilità di introdurre anche situazioni divertenti.
DOLCI sculture
n qualche modo la torta nuziale sta al ricevimento come l’abito da sposa sta al rito. Proprio così, perché anche se arriva
quasi alla fine della festa, la torta ha il compito di chiudere
in dolcezza e in bellezza il ricevimento sempre rispettando
il tema di tutta la giornata. Ce ne sono di vari tipi: quella
monopiano o multipiano sono le più tradizionali, ma da qualche
anno si è diffusa anche la moda della torta all’americana ricoperta di fondant o pasta di mandorle, che permette ai maestri pasticcieri di realizzare vere e proprie sculture e di accontentare qualsiasi richiesta degli sposi. Uno dei più noti cake designer del nostro Paese è Renato Aldovino (www.letortedirenato.it) che coniuga arte e pasticceria: le sue torte, realizzate artigianalmente,
vengono spedite su ordinazione in tutta
Italia. Ormai è facile trovare nelle principali città pasticcieri specializzati nella realizzazione di torte in stile anglosassone. Altra
tendenza d’oltreoceano è quella di realizzare le cupcakes, mini-torte monodose
identiche alla torta nuziale “ufficiale”, da
donare agli invitati. E sempre dall’America
arriva un’altra moda, quella di personalizzare le statuine degli sposi da mettere in
cima alla torta: in pasta di zucchero o di
mais, ma anche in cartone, legno e quasiasi altro materiale la fantasia suggerisca. Sul web proliferano i siti
ai quali è possibile inviare le foto degli sposi, con la descrizione
degli abiti che indosseranno per il grande giorno e il gioco è fatto.
Si paga con carta di credito, si riceve direttamente a casa.
I
SACCHETTI E BOMBONIERE,
C’È CHI LI PREFERISCE SOLIDALI
Un gesto di solidarietà nel giorno più bello della propria vita ci può stare, specie se si appartiene alla schiera di persone che vedono le bomboniere come l’ennesimo oggetto
inutile da tenere in casa. Da anni le associazioni no profit
hanno previsto tra le forme di sostegno alle loro iniziative
un settore dedicato alle nozze: non solo
bomboniere e sacchetti, ma anche
partecipazioni e persino, in qualche
caso, la lista nozze e le fedi. “Festa
senza frontiere” è l'iniziativa che fa capo a Medici Senza Frontiere: si può scegliere tra pergamene e scatoline porta
confetti (www.medicisenzafrontiere.it). Biglietti e lista nozze solidale si possono fare con Emergency, l’associazione nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità
alle vittime delle guerre e della povertà. Per tutto il 2012 i fondi raccolti
saranno destinati al Centro Salam di
cardiochirurgia a Khartoum, in Sudan. (www.emergency.it). Pensa ai
bambini in difficoltà Terre des Hommes: “con amore” è la nuova linea di bomboniere e pensieri solidali, decorate con le creazioni di Alessandra Castagni, e dedicate ai bambini delle Case del Sole, rifugi per
bimbi e bimbe in condizioni di grave disagio (www.terredeshommes.it). Ma la lista è lunghissima: tra le scelte possibili ci sono l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (www.airc.it), l’Unicef (www.unicef.it), l’Aibi amici dei
bambini (www.aibi.it), l’African Medical and Research
Foundation (www.amref.it) e molte molte altre.
CAKE DESIGNER. SOPRA, UNA
TORTA DI RENATO ARDOVINO.
IN ALTO UN CAKETOPPER
PERSONALIZZATO.
A SIINSTRA ALCUNE CREAZIONI
DELLA LONDINESE PEGGY
PORSCHEN, UNA DELLE
PIÙ CELEBRI CAKE DESIGNER
(WWW.PEGGYPORSCHEN.COM)
special corner
C’era una volta il banchetto nuziale. Oggi il ricevimento è tutto un fiorire di corner speciali, tavoli di
degustazione che offrono agli invitati la possibilità
di fare esperienze sensoriali in pieno relax.
Preferito dalle donne è il tavolo della confettata, che
ha dato nuova vita al
classico confetto, considerato un po’ rétro,
grazie anche alla grande quantità di nuovi gusti e colori immessi sul
mercato: rhum, mandarino, limone, crema
chantilly, ricotta e pere.
Perché la confettata sia
d’impatto, deve essere
curata nei minimi dettagli: i colori del tavolo, l’allestimento floreale e i contenitori devono rendere facile all’ospite l’individuazione dei gusti con cartellini appositamente preparati, e per evitare che l’ospite vada in giro con i confetti in mano si preparano contenitori come coni o
scatoline richiudibili. I confetti vengono esposti all’interno di eleganti alzate in vetro di diverse dimensioni o piatti o delicati sacchi in stoffa. Molto amato
dagli uomini è il tavolo “sigari, rhum e cioccolato”,
per un after dinner da intenditori. E per chi vuole ritagliarsi anche nel cuore della festa un momento di
relax esiste pure l’angolo del tè e delle tisane, perfetto se il matrimonio si tiene in un mese freddo.
SICILIA INROSA
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weddingday
REGALI in lista
tradizionale
OPPURE ON LINE,
IN OGNI CASO
VA DEFINITA
PRIMA DI SPEDIRE
LE PARTECIPAZIONI
uella di comperare un regalo
agli sposi seguendo una specifica lista è ancora oggi una
soluzione pratica per tutti:
per gli sposi novelli, che riceveranno soltanto regali che desiderano
e non avranno inutili doppioni, e per gli
invitati, sollevati dall’incombenza di dover decidere “cosa regalare”. Ma attenzione, la lista nozze è un valido aiuto solo se ben compilata. Anzitutto deve essere pronta prima dell’invio delle partecipazioni e depositata con almeno due mesi d’anticipo sulla data delle nozze. È poi
importante considerare la necessità di
non inserire soltanto oggetti molto costosi, ma di più fasce di prezzo in modo da
dare a tutti la possibilità di poter acquistare secondo la propria disponibilità.
Per scegliere il negozio (o sempre più
spesso più di uno) bisognerà valutarne
attentamente l’assortimento, il rapporto
qualità-prezzo, la professionalità e la disponibilità del personale di vendita, le facilitazioni, la possibilità di tenere in magazzino i regali sino al ritorno dal viaggio
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SICILIA INROSA
di nozze, le modalità di consegna e l’eventualità di integrare la lista con altri regali
in caso di “tutto esaurito”. Al tipico negozio di casalinghi e cristalleria si può affiancare un negozio di elettrodomestici e
hi-fi, oppure, per chi ha già casa arredata,
una galleria d’arte o un negozio d’arredamento per esterni, anche se, sempre più
spesso, gli sposi richiedono l’aiuto economico di amici e parenti per l’acquisto del
viaggio di nozze. Se poi il matrimonio dovesse coincidere con l’acquisto di una
nuova abitazione, gli sposi potrebbero decidere di “rendere lista” la ristrutturazione della nuova casa. Da non dimenticare
infine, la lista nozze on line: vetrine virtuali suddivise nei vari settori dalle più
grandi catene di vendita; una soluzione
che permette di risparmiare tempo ed
energie sia agli sposi che agli invitati e che
agevola chi ha parenti e amici fuori sede.
La lista nozze on line permette inoltre di
avere la situazione costantemente aggiornata, in modo da poter ringraziare gli invitati al matrimonio in tempo reale.
FRATELLI RESTIVO
AL SERVIZIO
DEL BUON GUSTO
Quattro generazioni al servizio di una
clientela esclusiva. E una storia che ha
inizio nel 1922, quando il Cav. Angelo
Restivo decide di
fondare a Enna la
sua azienda. Successivamente, nel
1955, il Comm.
Francesco Restivo,
figlio di Angelo,
sposta nella zona
più elegante di Catania, centro del
commercio siciliano, gli interessi dell’ azienda. Apre un
negozio in Corso Italia proponendo i
marchi più prestigiosi di argenti, cristalli e porcellane. La terza generazione è
rappresentata dai figli Mauro e Giovanni
che, forti dell’insegnamento ricevuto e
attenti ad anticipare le tendenze, costituiscono nel 1975 la “Fratelli Restivo
s.n.c.”, sviluppando ulteriormente il
commercio di argenti, cristalli, porcellane e liste nozze, diventando un punto di
riferimento per tutti quei clienti esigenti
e amanti del buon gusto e della raffinatezza. Una storia di famiglia che continua sino ad oggi. La quarta generazione è rappresentata da Francesco e Beatrice, figli del dr. Giovanni Restivo, che
si interessano con entusiasmo all’attività di famiglia. La loro grande professionalità e cortesia ha portato l’azienda a
essere leader nel settore, conquistando
la stima e la fiducia dei clienti.
Fratelli Restivo
Corso Italia, 240 - 246 Catania
Tel. 095.375916 www.fratellirestivo.com
MEDJUMBE
un atollo
PER DUE
con le spiagge BIANCHISSIME E I FONDALI
INCONTAMINATI, L’ISOLA PRIVATA AL LARGO
DEL MOZAMBICO È IL LUOGO IDEALE PER UNA LUNA
DI MIELE LUSSUOSA, TRANQUILLA E RILASSANTE
on importa dove si va... l’importante è stare insieme. Sarà
anche vero ma,
ammettiamolo pure, in luna
di miele, la destinazione conta. Eccome. Il viaggio di nozze
deve essere da sogno: che si
scelga un tour o una vacanza
“stanziale”, bando al low cost, almeno per
una volta. Anche perché, ricordiamolo, il
viaggio di nozze, si può sempre inserire
nella lista nozze e farselo regalare.
E allora, perché non sentirsi padroni di
un’isola? L’isola in questione è Medjumbe
(www.medjumberesort.com), nell'Oceano Indiano, fa parte dell’arcipelago delle
Quirimbas, nel nord del Mozambico,
composto da un sorprendente insieme di
N
27 isole, soprannominate
“isole fortunate”, comprese
nello splendido parco naturale Quirimbas National Park.
Medjumbe è un’isola privata, lunga un
chilometro e larga 350 metri, raggiungibile con un breve volo privato - di circa 45
minuti - dalla città di Pemba. Ospita unicamente servizi a cinque stelle per immergere i propri ospiti nel lusso, nel comfort e nel relax più totale. Infatti ci sono
solo 13 chalet molto vicini al mare, lussuosamente arredati e dotati ciascuno di
una piscina privata. Non sono ammessi
bambini al di sotto dei 12 anni, a meno
che non vogliate affittare in esclusiva tutta l'isola.
Bianchissime spiagge punteggiate di
mangrovie circondano l’atollo corallino e
i suoi fondali sono caratterizzati da una
fauna marina sorprendente. Le escursioni
consigliate sono le uscite in mare all'ora
del tramonto, per godere di uno spettacolo emozionante alla vista di balene e delfini, e la visita a Ibo, una cittadina vicina
che ancora conserva edifici in stile portoghese. L’isola offre una splendida barriera
corallina che è tra le più conosciute al
mondo, ed è ideale per chi ama l’immersione e lo snorkelling e si contraddistingue per le sue piccole baie, calette e
spiagge bianche. Il prezzo, all inclusive,
per uno chalet per due, si aggira intorno
ai 1000-1200 euro a notte. Per informazioni www.raniresorts.com.
SICILIA INROSA
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photoshoot le spose di mariella gennarino
UN GIORNO
da principessa
NUVOLE DI TULLE, MERLETTI, NASTRI, FIORI: TRAE
ISPIRAZIONE DAL GATTOPARDO LA COLLEZIONE
SPOSE DI MARIELLA GENNARINO. ABITI DA FAVOLA,
COME QUELLI DA CERIMONIA PER BAMBINI E I CAPI
D’ALTA MODA CREATI DALLA STILISTA CATANESE
CHE VESTE ANCHE LE TESTE CORONATE
modella Anna Di Sciacca
foto marco spartà per Castdiva
setting vico dei fiori chiari
via monfalcone, 6 - catania
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SICILIA INROSA
CANDIDI CORPETTI PREZIOSI COME GIOIELLI SORMONTANO GONNE VAPOROSE, ARRICCHITE DA TRINE CHE
EVOCANO LE NOBILDONNE SICILIANE DI UN PASSATO SEMPRE RICORRENTE. OGNI CREAZIONE È UNICA, FRUTTO
DI UN’ATTENTA RICERCA STORICO-STILISTICA RIVOLTA ANCHE ALLA SCELTA DEI MATERIALI PIÙ PREGIATI
SICILIA INROSA
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photoshoot mariella gennarino per vico dei fiori chiari
PICCOLI CAPOLAVORI DI ALTA SARTORIA:
SONO LE CREAZIONI DI MARIELLA GENNARINO
PER VICO DEI FIORI CHIARI. VOLUMI BAROCCHI
O LINEE BON TON, PER ABITI UNICI. PROPRIO
COME I MOMENTI A CUI SONO DEDICATI
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SICILIA INROSA
photoshoot mariella gennarino alta moda
GUSTO GLAMOUR CON UN OCCHIO
ALLE TENDENZE. LE CREAZIONI
D’ALTA MODA DI MARIELLA
GENNARINO SONO PENSATE
PER UNA DONNA SOFISTICATA
CHE SA APPREZZARE L’UNICITÀ
DEL GESTO SARTORIALE.
NELLE FOTO, ABITI IN CADY
DI SETA NEI COLORI DI MODA
IMPREZIOSITI DA PIZZO CHANTILLY,
MACRAMÉ E REBRODÉ
NELL’ATELIER CATANESE VERE E PROPRIE OPERE
D'ARTE “ALLARGATA” DIVENTANO NEL QUOTIDIANO
ABITI DA CERIMONIA, DA BATTESIMO, PER DAMIGELLE
O DANNO VITA A PREZIOSI CORREDINI PER NEONATI
MARIELLA GENNARINO, VICO DEI FIORI CHIARI
VIA MONFALCONE 6, CATANIA
TEL. 095.386876 WWW.VICODEIFIORICHIARI.COM
SICILIA INROSA
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make-up
a cura di rita la rocca
essenze
A VOLTE RITORNANO
La primavera è la stagione della
rinascita. E non a caso tre grandi maison hanno scelto il mese
che segna l’ingresso della bella stagione per lanciare la rivisitazione di
alcune essenze “classiche”. Da segnalare l’originale rivisitazione di Daisy e
Daisy Eau So Fresh di Marc Jacobs
che si trasformano in piccoli fiori
colorati, i Petite Flowers On The
Go. Clohé punta sulla rosa con
una reinterpretazione del classico
Signature: brioso, elegante ed etereo, il nuovo Eau de Clohé è un’esplosione di freschezza grazie all’acqua di rose distillata. Ritorna anche un classico Guerlain: La
Petite Robe Noire che si arricchisce di note di patchouli, mandorla, frutti rossi, bergamotto, rosa
bulgara, assoluto di rosa turca, liquirizia, fava tonka, vaniglia e iris.
LA perfezione
COMINCIA
DALLA BASE
nuance e texture.
a scelta del fondotinta più adatto
al proprio tipo di
pelle è il primo passo per ottenere un
trucco perfetto. Per non rischiare
di cadere nell’effetto mascherone,
occorre prima di tutto scegliere un
fondo che si adatti al colore del proprio incarnato. A questo proposito, si
deve ricordare di non effettuare la prova colore sulla mano, ma sempre nella zona tra
viso e collo e di verificarne la
resa alla luce naturale (le luci al
neon ingrigiscono la pelle).
Ma l’aspetto più importante nella scelta del fondotinta è la sua
texture che dovrà corrispondere
perfettamente alle caratteristiche
e alle esigenze della pelle. I fondotinta
fluidi, ad esempio sono perfetti per
pelli che non presentano grosse imperfezioni, perchè la loro composizione acquosa dona una coprenza
leggera e trasparente. Esistono però formulazioni adatte anche a pelli grasse come Mat Lumière di Chanel che, grazie a
silice micronizzata in finissime particelle
porose e sferiche, opacizza le zone lucide
donando luminosità. Per le pelli grasse la
texture più adatta è quella compatta, in
grado di assorbire il sebo in eccesso. La
L
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SICILIA INROSA
NELLA SCELTA DEL
FONDOTINTA SI DEVE
TENER CONTO DEL
COLORE, DELL’ETÀ E DEL
GRADO DI IDRATAZIONE
DELLA PELLE
tecnologia di Almost
Powder
Makeup
SPF 15 di Clinique
permette all’acqua
contenuta nella formula di evaporare gradualmente creando delle microtasche d’aria, per un effetto
vellutato ma trasparente e
leggero. Pensati per coprire le
prime rughe, i fondotinta effetto lifting si rivelano adatti
anche alle pelli miste e grasse.
Novità nel settore Designer Lift di
Giorgio Armani la cui tecnologia
brevettata Micro-Fil Stretch rende
la pelle come un nuovo tessuto cosmetico ispirato a maglie finissime
ed elastiche. I fondotinta anti-age, infine,
contengono elementi che nutrono, idratano e distendono le pelli mature, come il
complesso oxygen e le microproteine della moringa oleifera del nuovo Haute Beauté Teint Soin Sublimateur Eclat Jeunesse di
Carita.
LA BELLUCCI SI ACCENDE
DI ROSSO PER D&G
Sei nuove tonalità e una testimonial
d’eccezione: la linea di rossetti Monica Lipstick di D&G, in vendita da
maggio, promette di essere un successo grazie anche alla bellezza di
Monica Bellucci che presterà il volto
alla campagna. A differenza delle altre maison che propongono nuances
evanescenti e delicate, la nuova linea
D&G punta sul rosso, sensuale e
femminile come la Bellucci.
VERNIS IN LOVE
MANI A 22 COLORI
Per la primavera Lancome offre alle
appassionate di manicure una tavolozza composta da ben 22
nuove tonalità. Gli smalti della collezione Vernis in Love
offrono una texture lucida e
una durata impeccabile
grazie al nuovo applicatore
che permette di stendere il
colore in una sola passata.
hairstylist
di antonio morici *
RICCI SENZA
CAPRICCI
’
C
è nell’aria voglia
di movimento, di
ritmo, di novità,
anche per quel
che riguarda l’hairstyling. Il nuovo trend in arrivo
questa primavera sono i capelli ricci
e ondulati che conferiscono a chi li
porta fascino e sensualità, soprattutto se
lunghi, e si prestano a mille varianti. Il segreto per avere
capelli ricci sani e belli è l’idratazione. Una chioma secca
e sfibrata infatti ha un pessimo aspetto e rende la piega
difficile. Nel caso di capelli ricci, morbidezza e idratazione sono fondamentali per conferire la forza, la brillantezza e il vigore necessari per mantenere a lungo splendide le onde. Un prezioso alleato per chi vuole ricci
morbidi e setosi è Parameter T. di Artègo, una mousse
ondulante temporanea ad azione delicata, priva di ammoniaca e tioglicolati, a base di cisteamina, principio
naturale derivato dall’aminoacido cisteina che costituisce un importante elemento strutturale della cheratina
capillare. Spruzzato sui bigodini questo rivoluzionario
trattamento è in grado di assicurare un movimento naturale e morbido che dura da 20 a 30 giorni in base al tipo di capello. Da oggi quindi la possibilità di avere un
cambiamento temporaneo, ripetibile frequentemente
senza rovinare i capelli.
shop-it
L’arrivo della bella stagione segna
anche l’inizio della fase più intensiva
di lotta alla cellulite. Lo sa bene Collistar che lancia il nuovo Trattamento
Snellente Rimodellante Corpo Effetto
Pressoterapia, uno snellente di nuova
generazione che si ispira ai trattamenti
pressoterapici da istituto. Grazie alla
sua formula, che abbina un innovativo
principio biostimolante con l’escina e
gli estratti di vite rossa e mirtillo, questo trattamento cattura i grassi rendendoli disponibili per la metabolizzazione
e tonifica i vasi, ottimizzando la circolazione sanguigna superficiale.
POLVERE DI STELLE
CON LAS VEGAS DI CHANEL
È ispirata al dorato mondo di Las Vegas la nuova collezione
Chanel in edizione limitata, che solo poche fortunate avranno
il piacere di sfoggiare. Peter Philips, direttore della creazione
maquillage Chanel, ha immaginato una collezione
placcata oro e ha steso una polvere di stelle sui
quattro esclusivi prodotti che compongono la
linea Las Vegas: Lucky Stripes, quattro nuance per
un blush che ricorda le sfumature calde del
deserto del Nevada; Rouge Coco Shine Brillant, un
malizioso rossetto dal total look dorato; Le Crayon
Levres Vegas Gold che sottolinea con un tratto
d’oro i contorni e il centro delle labbra; e Les Vernis Gold Fingers, uno smalto dorato semitrasparente per toccare la fortuna con la punta delle dita.
Morici è un hair stylist e look maker siciliano.
* IlAntonio
suo salone romano è frequentato da molte celebrities
SICILIA INROSA
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La dottoressa Chantal Sciuto, specialista in dermatologia,
medicina estetica e antiage
esteticamente
di chantal sciuto
BELLEZZE
AL PARTY
n evento importante, in
uno spazio inusuale per la
Roma tradizionale. Dopo
l’inaugurazione
della
Maison Etoile di Louis
Vuitton a Roma, selezionatissimi invitati hanno potuto partecipare al party nel
vecchio istituto geologico. Cosi, nel ricco
parterre di ospiti illustri, abili attori inscenavano l’eterno gioco della seduzione, in modo raffinato ed originale, accompagnati da esibizioni circensi e musica live, sparsi nelle varie sale dell’edificio.
Uno spettacolo entusiasmante che è divenuto perfetto alla vista delle meravigliose Cate Blanchett e Catherine Deneuve. Visi angelici, perfetti, quasi innaturali. Accanto, coinvolgevano gli ospiti
le attrici, vivaci e colorate, in perfetto
stile bohemienne. Queste “damigelle”
dalla pelle di porcellana, da eterne bambine, accanto alle regine del cinema, anche loro luminose, splendide. Donne diverse, ma stessa elegante luminosità nel
volto. Ecco il loro segreto, una pelle chiara, omogenea, compatta.
Come ottenerla? Questo è il momento
giusto per agire: levare le macchiette che invecchiano tanto - e compattare la
pelle, ridandole tono, è un dovere.
Un peeling leggero serve ad eliminare
queste antiestetiche differenze di colore
ed una rivitalizzazione a base di acido
jaluronico ed aminoacidi a dare turgore,
tono e vitamine alla pelle.
D'altronde diciamolo chiaro, nessuna
crema agisce cosi in profondità e ci per-
U
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SICILIA INROSA
SERATA CHIC. SOPRA UN MOMENTO
DELL’INAUGURAZIONE DELLA MAISON ETOILE
DI LOUIS VUITTON. A SINISTRA CHANTAL SCIUTO
OSPITE DELLA SERATA
vi consiglio
PULIZIA
volti luminosi
L’OCCASIONE ARRIVA DA
UN PARTY ESCLUSIVO
NEL CUORE DI ROMA,
LA BELLEZZA DI ATTRICI
E MODELLE RICORDANO
CHE È TEMPO DI
RIVITALIZZARE LA PELLE
Non andate mai a letto senza detersione
del viso, preferibilmente a risciacquo. Perfetta la linea Intraceuticals cosmetici.
ALIMENTAZIONE
Per una pelle luminosa, consumate verdure a foglia larga, molto verdi, ricche di vitamine e pesce azzurro, fonte di Omega 3.
Acqua naturale senza gas, 2lt al giorno e
the verde disintossicante e drenante.
Evitate cibi conservati e precotti, bevande
troppo colorate spesso ricche di artefatti.
SOLE
mette di uscire senza trucchi e fondotinta. E poi, diamo una bella preparazione
vitaminica in vista dell’estate. Attrezziamoci a ricevere questi tanto amati ma pericolosi raggi di sole, senza danni, traendone solo benefici.
Basteranno, pochi minuti, in una Medical
Spa, per ottenere una pelle chiara, compatta e luminosa per sentirsi pronte all’estate e al prossimo party.
Evitate l’esposizione solare incontrollata,
oggi non tutto il sole fa bene. Suggerisco
Inneov solaire.
TRATTAMENTO
Una rivitalizzazione con acido jaluronico,
per alto potere idratante, per una pelle luminosa e compatta. Veloce e assolutamente indolore il nuovo Hydrate ma, fate attenzione, affidatevi solo a mani esperte.
ecostyle
QUOTEROSA
di elisabetta sciotto
I CONTRATTI
DI CONVIVENZA
onvivere o sposarsi? È
questo l'interrogativo di
migliaia di giovani coppie,
le quali, non di rado, optano a favore della prima soluzione. Ciò nonostante il
legislatore sembra non curarsi di loro: la convivenza
more uxorio non trova ad
oggi un pieno riconoscimento normativo. Nel tentativo di colmare questo vuoto sono intervenuti i giudici
che in più di un'occasione
hanno applicato anche ai
conviventi le norme previste per i coniugi. Un ulteriore tentativo è stato attuato
dagli stessi conviventi: in
molti hanno fatto ricorso al
contratto di convivenza,
con cui le parti disciplinano
autonomamente il proprio
rapporto.
Generalmente si tratta di di
accordi che si riferiscono
ad aspetti di natura patrimoniale, come il regime
giuridico dei beni acquistati
durante la convivenza e la
regolamentazione dei rapporti economici dopo la fine del rapporto. Attraverso
il contratto di convivenza i
conviventi possono così
decidere di acquistare beni
immobili o mobili in situazione di comproprietà,
eventualmente anche concordando sui beni stessi
l’attribuzione di quote di
proprietà differenti.
E’ assai frequente che nel
contratto venga indicata la
misura della partecipazione
di ciascuno alle spese ordinarie e straordinarie, in base alla proprie capacità di
reddito e sostanze. Con i
contratti di convivenza è
poi possibile prevedere al
momento della cessazione
del rapporto, la corresponsione, a favore del convivente più debole economicamente, di una somma di
denaro periodica che può
essere assimilata in tutto e
per tutto all'assegno divorzile. Il contratto può essere
redatto nella forma della
scrittura privata e può avere una durata specifica.
Inoltre, può essere modificato in ogni tempo, previo
accordo delle parti.
C
TEMPUS FUGIT. USEDESIGN
SI FA PORTAVOCE DI UNA NUOVA
TENDENZA: GLI OGGETTI
DI DESIGN NASCONO DAL RIUSO
DI ELEMENTI CHE HANNO
CONCLUSO IL LORO CICLO
DI VITA. COME QUESTI
OROLOGI, ORIGINALISSIMI
COMPLEMENTI D’ARREDO
DALL’ANIMO ECO, CHE DANNO
NUOVA VITA A CAFFETTIERE,
VECCHI TELEFONI, PIASTRE
DI FERRI DA STIRO E PALE
DI VENTILATORI IN ALLUMINIIO
(WWW.UDESIGN.IT)
VISTINGIRO
UN OBLÒ SULLA BAG
eometriche, coloratissime e
soprattutto stilose. Come
Goccia su goccia (1), in
pelle, O-o (2) borsa circolare in moquette dai colori vivaci, Oblò (3) la
piattina in tessuto
che, come le altre,
s’infila al braccio attraverso un occhio
circolare. Tutte e tre
sono di Madeinpà,
alias la palermitana
Ambra Di Trapani, che
G
firma anche borse, cinture, cappelli, portatabacco e tanti altri
accessori
originali.
(www.madeinpa.it).
2
3
1
SICILIA INROSA
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tempopernoi
a cura di Lavinia D’Agostino
GAMBE
COME piume
«IN CASO DI INSUFFICIENZA
VENO LINFATICA - DICE
IL chirurgo
vascolare luca
spinamano - SONO D’AIUTO
INTEGRATORI E CALZE ELASTICHE. SARÀ BENE POI PERDERE
PESO, FARE MOVIMENTO ED EVITARE L’ESPOSIZIONE AL SOLE»
on il caldo inizia una battaglia tutta al femminile:
quella contro le gambe
gonfie; soprattutto a sera,
dopo una giornata trascorsa a lavoro, seduta o in piedi per
molto tempo. Soffrono di questo disturbo il 40% delle donne, ma come prevenirlo? E che fare se le gambe si gonfiano? Lo abbiamo chiesto a Raffaele Adornetto, chirurgo vascolare al dipartimento Cardio toraco vascolare dell’Ospedale
dell’Angelo di Venezia – Mestre.
«Il gonfiore alle gambe può essere scatenato da molteplici fattori. Anzitutto c’è
da capirne la causa che può essere di natura sistemica (problemi cardiaci, renali,
metabolici, etc.) o legata, più comunemente, a problematiche di insufficienza
venosa o linfatica. È quindi opportuno
sottoporsi ad accertamenti che com-
C
prendano anche l’ ecocolordoppler.
In un quadro di insufficienza veno-linfatica può risultare utile l’assunzione di
integratori a base di meliloto e tarassaco,
che esercitano un’azione trofica sul microcircolo, e l’utilizzo di un’opportuna
calza elastica da indossare durante le ore
diurne. Rappresentano consigli preziosi
per ridurre il gonfiore alle gambe camminare almeno 1-2 ore al giorno, evitare
una vita eccessivamente sedentaria, l’esposizione diretta e prolungata al sole e
mantenere il proprio peso forma».
Che tipo di scarpe utilizzare?
«È auspicabile avere sempre scarpe con
tacco di almeno 2-3 centimetri. Scarpe
molto basse come le ballerine sono
sconsigliate perché possono accentuare
eventuali disturbi. Alla stessa maniera
tacchi troppo alti non sono consigliati.
L’ideale sarebbe indossare scarpe con
tacchi al massimo di 5- 6 centimetri».
È preoccupante se ci accorgiamo di
antiestetici capillari rossicci o bluastri?
«Si chiamano teleangectasie e possono
essere la spia di una insufficienza venosa. Esclusa la problematica circolatoria
con un esame ecocolordoppler, le teleangectasie potrebbero essere collegate
a un disturbo di tipo ormonale. Non di
rado, infatti, insorgono in determinati
periodi della vita di una donna, come la
menopausa o durante l’assunzione di
una terapia ormonale estro-progestinica
(come ad esempio la pillola anticoncezionale). Le teleangectasie possono essere riscontrate anche in tutti quei soggetti che hanno una forte componente cellulitica. È la stessa cellulite, infatti, a predisporre le donne all’insorgenza delle
teleangectasie».
shop-it
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LE BUONE ABITUDINI
Per alleviare la pesantezza alle gambe o il
gonfiore, basta seguire qualche accorgimento quotidiano. Sarà buona abitudine evitare
di stare per troppo tempo sedute e di utilizzare scarpe troppo alte o troppo basse: l’ideale è indossare calzature con un tacco di
3-4 centimetri. Un po’ di attività fisica è un
toccasana, ma basterà camminare quotidianamente, almeno un’ora. Mangiate con poco
sale, bevete molta acqua e consumate cibi
che contengono molte fibre e, se necessario,
associate degli integratori specifici per migliorare la resistenza della parete capillare.
Siccome la ritenzione idrica è una delle cause pricipali del gonfiore alle gambe, sottoponetevi a massaggi linfodrenanti e, comunque, utilizzate gel o creme rinfrescanti per i
vostri massaggi casalinghi. In commercio
esistono anche degli spray rinfrescanti tascabili da utilizzare all’occorrenza.
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5
4
1. ESSAVEN GEL.
CAPILLAROPROTETTORE,
COADIUVANTE NEL TRATTAMENTO SINTOMATICO
DELLE DILATAZIONI
VENULARI.
2. VENORUTON SPRAY.
SPRAY RINFRESCANTE
DONA IMMEDIATO
SOLIEVO ALLE GAMBE, SI
PUÒ UTILIZZARE ANCHE
SOPRA LE CALZE.
3. FORMULA GAMBE
BOTTEGA VERDE.
CREMA GEL CON VITE
ROSSA, RUSCO, LIMONE
E MIRTILLO.
4. CAROVIT VASOTON.
INTEGRATORE CON
ESTRATTI DI IPPOCASTANO E MELILOTO AD AZIONE VASOPROTETTIVA.
5. ANTISTAX.
GEL RINFRESCANTE,
ASSOCIATO A UN
MASSAGGIO STIMOLA LA
MICROCIRCOLAZIONE
linfodrenaggio
SOLLIEVO
E LEGGEREZZA
IMMEDIATI
er rimediare alle gambe gonfie un buon
massaggio che parta dai piedi e risalga lungo la gamba e fino alla coscia, è un toccasana. Il linfodrenaggio migliora la microcircolazione, si tratta di un massaggio – spesso consigliato anche a chi soffre di cellulite - che mira a
ridurre la ritenzione idrica e a combattere il crearsi del
gonfiore. Il massaggio deve stimolare la circolazione del
sangue e rilassare la muscolatura e la tensione accumulata durante la giornata. Il sollievo è immediato: da subito, infatti, già dopo la prima seduta, si ha una percezione di leggerezza delle gambe, che spesso è possibile
percepire anche ad occhio nudo. L’obiettivo del drenaggio è quello di aiutare l’eliminazione del liquido interstiziale e della linfa, ma anche di rilassare le fibre muscolari. I movimenti devono essere delicati, lenti e vanno ripetuti più volte. Non si devono utilizzare olii
o creme, né prodotti di bellezza
perché è indispensabile una
buona aderenza
della mano del
massaggiatore.
P
ritocchino
Caviglie grosse, un difetto che colpisce il
27% delle donne. Molti casi sono dovuti alla conformazione ossea e muscolare, oppure a un problema circolatorio: in entrambi i casi la liposuzione non è consigliabile.
Qualora il difetto sia dovuto a un accumulo
adiposo si potrà procedere con la liposuzione alle caviglie, consigliata alle donne
che presentano “caviglie grosse” in relazione al resto della gamba. Viene eseguita
in anestesia locale oppure, se l’intervento
coinvolge più zone può con anestesia epidurale. Come per ogni liposuzione è necessaria una buona tonicità cutanea e un
buono stato di salute generale.
OLTRE LA VITE E IL MIRTILLO
La vite rossa è la pianta più conosciuta per curare l’insufficienza venosa. Grazie ai flavonoidi contenuti nelle
sue foglie, rafforza le pareti dei piccoli vasi attenuando
gonfiore e senso di pesantezza. Anche i frutti del mirtillo sono consigliati nei casi di alterazioni circolatorie
del sistema venoso, (pesantezza delle gambe, varici,
flebiti, ulcere varicose ed emorroidi) perché agiscono
proteggendo e rinforzando le pareti dei vasi capillari e
venosi, impedendo la fuoriuscita di proteine e di liquido dai tessuti, favorendo così la riduzione di edema e
di congestione. Particolarmente utile, poi, il massaggio
con un mix di oli essenziali specifici: rosmarino, ginepro, limone, pompelmo e menta. Il massaggio deve essere eseguito partendo dai piedi e risalendo verso l’alto, con movimenti circolari in senso orario.
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arredo
a cura di eleonora costa
Fai-da-te D’AUTORE
innovazione&tradizione DALLA CONSOLLE CON LE BRICCOLE DI
VENEZIA AL “KILIM” PAKISTANO, INCONTRO TRA DESIGN E ANTICHI MATERIALI
1
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ndustria e artigianato sono due mondi
strettamente legati: una sempre alla ricerca di un’identità immediatamente riscontrabile, l’altro simbolo delle culture
locali, dei saperi del fare manuale e del
lavoro fatto ad arte.
Inserire quindi nell’industria modalità artigianali, così come usare strumenti industriali e sofisticati nel lavoro manuale, sono
operazioni fondamentali nella
ricerca della qualità e soprattutto di nuove identità produttive.
Un esempio di equilibrato connubio tra automazione e lavoro
manuale è Riva 1920: azienda specializzata nella lavorazione del legno massello, che in collaborazione
con diverse firme del design internazionale, «misura nuove formule
d’autore con la disciplina di un antico materiale» creando prodotti unici
come gli straordinari tavoli di Kauri.
Avviato da Riva 1920 anche il progetto
di recupero delle briccole di Venezia, pali di quercia sostituiti nella
laguna di Venezia a causa dell’usura o rottura, portatori di una
storia, segnati da un mare “artigiano” e scolpiti dai molluschi. La
collezione ha coinvolto 34 progettisti internazionali tra cui Michele De Lucchi con la libreria il
Briccolone, Paola Navone con le
sue Briciole, Claudio Bellini con la
consolle Venice, e Philippe Starck con
Slice of Briccole.
Il brand spagnolo Nani Marquiña collabora invece con i fratelli Bouroullec
in un percorso di semplicità ed eleganza con la collezione Losanges: un
kilim filato a mano e tessuto artigianal-
I
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SICILIA INROSA
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mente nel nord del Pakistan. Il suo
disegno geometrico è ottenuto intrecciando filati di tredici tonalità differenti, per ottenere ogni
volta un esemplare unico, in bilico tra modernità e tradizione.
Anche i designer del
gruppo Miroglio, grande
industria tessile italiana, in collaborazione
con tre artisti, hanno
ideato la collezione Metri d’arte: sei linee di tessuti
che imbastiscono tecnologie d’avanguardia e sforzo creativo.
Un esempio legato alla storia del
design sono Le Murrine, ancora oggi
prodotte da Venini, nate dalla collaborazione tra il grande maestro
Carlo Scarpa e la sapiente arte vetraria veneziana.
Nel 1974 è Enzo Mari che rivoluziona il concetto di design, con la Proposta per un’autoprogettazione spingendo le persone ad appropriarsi del
progetto portando a compimento,
con le proprie mani, la realizzazione
di diversi pezzi di arredo.
Volutamente realizzati perché avessero un’aria fai-da-te, sono invece i
cinque elementi della serie The Crate di
Jasper Morrison per Established & Sons.
ELEONORA COSTA
ata a Catania nel 1976,
si laurea in architettura
a Roma, dove prosegue il
suo percorso con il gruppo
Stalker/Osservatorionomade. In seguito collabora
con lo studio di Francesca
Montinaro alla progettazione e realizzazione di allestimenti scenografici per
la tv (Rai, Mediaset, La7 ecc.). Oggi vive
in Sicilia, dove ha fondato il gruppo Accura sperimentazioni (laboratorio di eventi
legati all’arte e al territorio). Coniuga nel
suo lavoro fotografia, grafica, design e
tradizione, unendo il gusto per la composizione alla conoscenza dei princìpi dell’architettura, allo studio dei colori e della
luce e all’amore per le tecniche artigiane.
N
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1. VENICE_DI CLAUDIO BELLINI PER RIVA 1920: LE BRICCOLE ESTENDONO IL
LORO MUTO RIFLESSO IN UN LUCIDO
MARE D’ACCIAIO. 2. SLICE OF BRICCOLE DI PHILIPPE STARCK PER RIVA
1920: RICAVATE DAL LEGNO DELLE
BRICCOLE UN SET DA SEI SLICE IN
COMODA CONFEZIONE 3. LOSANGES
DEI FRATELLI BOUROULLEC: REALIZZATO DA ESPERTI TESSITORI CON LANA AFGANA, PRENDE IL NOME DAL
DETTAGLIO DELLA LOSANGA. 4.
MURRINE OPACHE DI CARLO SCARPA PER VENINI: PIATTI LAVORATI A
MANO E SCOLPITI ALLA “MOLA”. 5.
SEDIA 1 DI ENZO MARI PER ARTEK,
REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON LA
SOCIETÀ FINLANDESE ARTEKE 6. BOLLE DI TAPIO WIRRKALA PER
VENINI: VETRI SOFFIATI E LAVORATI A MANO CON TECNICA A “INCALMO”. 7.
THE CRATE DI JASPER MORRISON PER ESTABLISHED & SONS: PIÙ ELABORATI PER LA DOTAZIONE DI CHIUSURE E PIEDINI. 8. TAVOLO KAURI PER RIVA1920: REALIZZATO CON LEGNI KAURI MILLENARI DATATI 30.240 ANNI, RITROVATI IN NUOVA ZELANDA. 9. THE CRATE DI JASPER MORRISON_ PER ESTABLISHED & SONS : IL CAPOSTIPITE, UNA CASSETTA IN LEGNO, DA UTILIZZARE
COME BASE D’APPOGGIO O SCATOLA, A PIACIMENTO.
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design
CORNER
a cura di Venera Coco
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FUTURISTICHE visioni
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STEFANO RUSSO
S
iciliano, classe 1969, Stefano
Russo spazia tra arte e design.
Studia all’Accademia di Moda e
Costume, poi si stabilisce a Milano. Nel 1994 fonda Russo Design,
società indipendente a conduzione famigliare che si occupa principalmente della progettazione di occhiali,
gioielli e orologi, ma spazia anche nell’arte tra
foto/design e istallazioni. Collabora con grandi marchi: prima con Swatch, dal 2000 al 2008
è direttore creativo occhiali per Prada. Lavora
al design delle collezioni di occhiali per Miu
Miu e al fianco di Miuccia Prada per le sfilate.
Nel 2003 cura il lancio di “Emporio Armani”
gioielli e “Giorgio Armani” per gli accessori
pelletteria. Nel 2006 al Salone del Mobile di
Milano espone il progetto “Visori”. Russo alterna il lavoro di designer e artista a quello di
docente al Politecnico, allo Ied e alla Domus
Accademy. Attualmente vive tra Milano e Parigi e collabora con Louis Vuitton.
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1. INSTALLAZIONE
SELF-PROTECTION 2. ANELLO
SQUALO CREATO PER IL
LANCIO EMPORIO ARMANI
3. IN STILE ANNI ’50 L’OCCHIALE DA SOLE PENELOPE DI
LOUIS VUITTON 4. ORECCHINI
GOCCIA, PER IL LANCIO EMPORIO ARMANI 5. SUNGLASSES
MAGNOLIA, DI LOUIS VUITTON
6. AVVOLTO L’ANELLO EMPORIO ARMANI 7. BUTTERFLY
L’OCCHIALE DISEGNATO PER
PRADA 8. CATTEDRALE È L’OCCHIALE CON MULTILENTI DI MIU
MIU 9. DAMIER
OCCHIALI DA SOLE, ANCORA
DI LOUIS VUITTON 10. LENTI
ORIZZONTALI PER GLI OCCHIALI REALIZZATI PER LA
SFILATA FALL-WINTER
2009-2010 DI LOUIS
VUITTON 11. AVVENIRISTICI GLI
OCCHIALI VISIONAIRE REALIZZATI E PROGETTATI
DALLO STUDIO RUSSO DESIGN
SICILIA INROSA
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cucina: cotto e bloggato*
a cura di paola pasetti
SAPORE... d’amare
è ricco di fosforo, PROTEINE NOBILI, VITAMINE E OMEGA 3. EPPURE
IL PESCE È UN ALIMENTO ANCORA TROPPO POCO PRESENTE SULLE NOSTRE
TAVOLE. ECCO TRE RICETTE PER UN PASTO “TOTAL-FISH”
PESCE SPADA MARINATO
Ingredienti per 4 persone: 8 fettine sottili di pesce spada fresco, una
confezione di carote in busta già pronte, due coste di sedano, uno
spicchio d’aglio, il succo di due lime, olio extravergine d’oliva, sale
marino verde delle Hawaii, pepe bianco.
Fatevi dare dal vostro pescivendolo di fiducia delle fettine sottilissime
di pesce spada. In un piatto da portata versate un filo d’olio extravergine d’oliva e spargete un pizzico di sale. Adagiate le fettine di pesce
spada. Intanto, prendete le coste di sedano, privatele dei filamenti e
tagliatele. In una ciotola emulsionate il succo di lime con l’olio extravergine d'oliva, un pizzico di sale e del pepe. Dovrete ottenere una
salsa ben densa che verserete sul pesce spada. Sistemate al centro
un fiore di carote e alcuni pezzettini di sedano e anche intorno al
piatto mettete dei fili di carote. Insaporite con alcuni grani di sale marino verde (un sale miscelato con l’estratto di foglie di bamboo delle
Hawaii) che darà al piatto un tocco esotico. Lasciate marinare per almeno due ore e servitelo con crostini di pane.
*
IN CUCINA
CON ROBERTA
FETTUCCINE ALLE TRIGLIE
Ingredienti per 4 persone: 500 g di tagliatelle, 500 g di
triglie di scoglio, 400 g di finocchietto di montagna, 1
spicchio d’aglio, 200 g di pomodoro fresco, ½ bicchiere
di vino bianco, olio extravergine d’oliva sale e pepe q.b.
L
a sua passione più grande è la storia della cucina, alla quale ha dedicato tre dei suoi libri “La cucina romana di mare”, “La cucina romana”, “Yogurt: tra storia e leggenda”. Ma Roberta D’Ancona, giornalista enogastronomica palermitana da anni trapiantata a
Roma, ha deciso di mettere anche sul
web le sue esperienze ai fornelli. È nato così lo scorso anno il suo blog, incucinaconroberta.blogspot.com, un
luogo in cui Roberta condivide ogni
giorno appetitosissime ricette. E fino
al 10 aprile le foodblogger interessate
possono partecipare al contest organizzato con lo chef Shady Hasbun sul
tema “La scoperta delle radici storiche
della cucina contadina italiana”.
In una pentola con acqua salata lessate i finocchietti,
precedentemente lavati. Scolateli, tagliateli a pezzetti e
metteteli da parte. Conservate anche l’acqua di bollitura
dei finocchietti perché servirà per cuocervi la pasta. Pulite le triglie privandole delle squame, delle lische e delle eventuali spine. Pelate i pomodori e tagliateli a filetti.
Mettete in una padella (grande abbastanza per poi potervi amalgamare la pasta) due cucchiai d’olio, l’aglio
intero, il finocchietto messo da parte in precedenza e il
pomodoro a filetti. Appena il pomodoro sarà appassito,
togliete l’aglio, unite le triglie e fate rosolare a fuoco
lento. Quando le triglie avranno raggiunto la cottura versatevi il vino e fate sfumare. Cuocete la pasta al dente,
quindi fatela mantecare per qualche minuto assieme al
condimento. Prima di servire spolverate con finocchietto
selvatico tritato e un filo d’olio.
ANELLI DI TOTANO CON VELLUTATA DI PISELLI
Ingredienti per 4 persone: 500 g di totani freschi
(o in alternativa decongelati), 2 patate a pasta
bianca, 250 g di pisellini, alcune foglioline di
menta fresca, un bicchiere di vino bianco, uno
spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, un
ciuffetto di prezzemolo, sale e pepe.
In un tegame a bordi alti versate un bicchiere di
vino bianco, aggiungete lo spicchio d’aglio, un
pizzico di sale e il prezzemolo. Fate sobbollire e
aggiungete i totani interi. Fateli cuocere a fuoco
basso per circa 15 minuti. Scolateli dal liquido e
tagliateli ad anelli. Intanto pelate le patate e tagliatele a cubetti. Prendete una pentola e fate
bollire un po’ di acqua con un cucchiaio di ace-
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SICILIA INROSA
to. Versatevi le patate e fatele cuocere per una
decina di minuti. In un altro pentolino fate cuocere i piselli surgelati con un filo d’olio e un bicchiere d’acqua. Una volta cotti, prendete parte
dei piselli e frullateli con un filo d’olio e poco liquido di cottura, in modo da ottenere una crema densa. Prendete i restanti piselli e insieme
alle patate (che avrete scolato) fateli saltare in
un tegame, insaporendoli con sale, pepe e
mentuccia fresca. Sistemate la crema di piselli
al centro del piatto e allargatela a cerchio. Adagiatevi sopra gli anelli di totano sistemandoli
uno sull’altro e mettete all’interno qualche cucchiaio di patate e piselli. Completate con olio,
menta e scorza grattugiata di limone.
_ globetrotter
a cura di maria enza giannetto
ISOLA D’ELBA
in vacanza
DAL RUMORE
dal 6 al 31 maggio IL FESTIVAL DEL SILENZIO OFFRE
LA POSSIBILITÀ DI RISCOPRIRE I SUONI DELLA NATURA CON
UN VASTO PROGRAMMA DI ESCURSIONI E PASSEGGIATE
CULTURALI. UNICA REGOLA STACCARE IL CELLULARE
l tempo, lo spazio, la tranquillità, l’ambiente sono beni sempre più desiderati soprattutto in vacanza, e sono
beni scarsi e rarefatti nelle
grandi città». Lo dichiarò il sociologo Hans
Magnus Enzensberger. E se è vero che in vacanza si cerca ciò che più si desidererebbe
quotidianamente, nulla è meglio di un nuovo viaggio al di fuori della solita routine all’Isola d’Elba: privo di inquinamento acustico, tecnologico, visivo e ambientale. Si chiama il Festival del Silenzio perché vuole dare il via a uno spettacolo naturale dove a
calcare il palcoscenico è il silenzio nelle sue
innumerevoli sfumature solitamente camuffate dai rumori. Una parentesi dalle
troppe sollecitazioni a cui si è sottoposti
quotidianamente che invece di stimolare
nuove sensazioni provocano una sorta di
immobilismo verso l’universo, la terra, la
natura e gli animali. Una vacanza che possa
in un qualche modo aiutare a riacquistare
la sensibilità dei sensi… da quello visivo di
autentica bellezza a quello uditivo e tattile
di una natura ruvida, certi di non essere da
meno sono il gusto e l’olfatto che qui trovano un’innata amplificazione.
Organizzatore del Festival è il Boutique Hotel Ilio (www.hotelilio.com) situato a Capo
Sant’Andrea, dove le alture si uniscono al
mare tra ripide scogliere e una caletta di
«I
spiaggia bianchissima, il punto dove il Mediterraneo è più trasparente e non si sottrae dal mostrare la bellezza dei suoi fondali.
Ogni giorno sarà possibile avere un personal guide tour che a seconda delle proprie
esigenze organizzerà un giro alla scoperta
di un nuovo angolo dell’Elba, via terra o via
mare, alla luce del sole o al chiaro di luna.
Dal 6 al 31 maggio, l’Hotel Ilio propone soggiorni a partire da 55 euro a persona con
trattamento di mezza pensione fino a 95
euro a persona (a seconda della tipologia
della camera). Archeotrekking per chi non
vuole perdere la bellezza di unire al relax
una sorta di passeggiata culturale attraverso le testimonianze artistiche e culturali del
passato. Bird trek aiuta a ritrovare il legame
innato dell’uomo con gli abitanti del cosmo, gli appassionati e i più silenziosi potranno scorgere la pernice rossa, la poiana,
il gheppio e l’astore, il ghiro, la lepre, il cinghiale e la martora. Per chi invece non potrebbe mai rinunciare a farsi cullare dal rumore della pagaia nel mare, sarà il Kayak a
trasportare in emozionanti avventure ritrovando tutta la pace che gli amanti del mare
ricercano guardando il suo orizzonte. C’è
solo una regola inderogabile: vietato portare cellulari, palmare, e qualsiasi cosa di tecnologicamente attiva per tutta la durata
delle escursioni.
LA PASQUA DEI BAMBINI AL CASTELLO DI GROPPARELLO
Ha appena riaperto i battenti il Parco delle Fiabe del Castello di Gropparello, in
provincia di Piacenza, il primo parco emotivo d’Italia. I bambini imparano divertendosi e non c’è niente di più coinvolgente di un’avventura vissuta sulla propria pelle. Così è nata quest’oasi dedicata allo stupore, alla scoperta di meraviglie magiche, alla storia che sa di fiaba e al puro godimento infantile, che fa sognare anche gli adulti. Per coinvolgere genitori e piccoli in un clima festoso e
piacevole, la magione piacentina propone una Pasqua fuori dall’ordinario, immersa nello scenario naturale che circonda la struttura, composto di rocce millenarie e alberi secolari. Il bosco è l’habitat che accoglie i giovani avventurieri.
Nel bosco ci si perde, si fanno scoperte mirabolanti, animali e persone si tramutano in personaggi veri o inventati. I piccoli, una volta
entrati nella magia del parco, indossano cappa e spada e, accompagnati dal Cavaliere Bianco, rivivono l’entusiasmo delle scorribande medievali, combattendo
contro gli esseri nascosti negli scuri anfratti della vegetazione: orchi e streghe. Ad assisterli e a vegliare su
di loro ci sono gli altri abitanti del bosco: fate, folletti,
elfi, druidi e poi l’uomo albero e l’uomo animale.
PRINTEMPS DES ARTS,
A MONTECARLO IN MUSICA
A Monte-Carlo la primavera è a suon di musica con Printemps des Arts, (www.printempsdesarts.com) la straordinaria kermesse musicale fondata nel 1984 e trasformatasi negli anni in uno degli appuntamenti clou del Principato. Fino all’8 aprile, le sette note accompagneranno l’arrivo della nuova stagione con
numerosi eventi ospitati dalle più prestigiose
location monegasche, come la Salle Empire
dell’Hôtel de Paris e la leggendaria Salle Garnier dell’Opéra de Monte-Carlo, fiori all’occhiello del gruppo SBM. Nel corso di questi
weekend dedicati alla grande musica, gli spettatori potranno assistere ad eventi di livello internazionale come i cinque concerti di accordéon che vedranno la partecipazione di grandi
nomi della musica classica e antica. Come l’esibizione di Quatuor Zemlinsky e Josef Kluson, impegnati in un fantastico concerto di
musica da camera, venerdì 6 aprile (il 6 aprile).
Per chi desidera vivere questo imperdibile appuntamento a 360°, l’edizione 2012 del festival
Printemps des Arts propone inoltre un ricco
programma di conferenze, masterclass, performance e incontri con gli artisti del festival,
momenti dedicati al dialogo tra musica, teatro
e danza. Per scoprire in prima persona le gioie
della primavera del Principato di Monaco,
Monte-Carlo SBM propone il pacchetto speciale (valido fino all’8 aprile) Monte-Carlo Experience “Festival Printemps des Arts 2012” al
Monte-Carlo Bay Hotel & Resort. Informazioni
su www.montecarloresort.com.
SICILIA INROSA
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TREWQE LET’S GO!
CHIAMATA ALLE ARTI
UOVA D’AUTORE
IN “CASA” FERRERA
essanta uova di struzzo, simbolo di vita e rinascita,
decorate e interpretate da pittori, musicisti, cantanti, attori, esponenti del mondo del design e dell’alta
cucina. Sono le Uova d’autore che fanno parte della originale collezione raccolta negli ultimi tre anni dalla stilista Marella Ferrera ed esposta - sino al 29 maggio - al MF Museum & Fashion, l’atelier-museo di Catania della Ferrera.
Sessanta opere e installazioni create - con le uova dei due
struzzi femmina Bibì e Bubù “adottati” dalla stilista - da
musicisti come Giovanni Sollima, Carmen Consoli (nella
foto in alto a destra il suo Mandoluovo), Nicola Piovani,
Franco Battiato, artisti come Alberto Abate, recentemente
scomparso, designer come Mario Nanni (in alto a destra, il
suo Attraversando le porte del viaggio l’uomo ritrova la sua
luce), registi come Gianpaolo Cugno, attrici come Donatella Finocchiaro e Lucia Sardo. In più, l’originale Cavaliere Inesistente del puparo catanese Fiorenzo Napoli e le creazioni
di chef stellati e maestri pasticceri.
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SICILIA INROSA
Sabato 31 marzo alle ore 18 si inaugura la collettiva
Chiamata alle Arti nella Galleria Civica Montevergini
di Siracusa. La mostra (aperta fino al 25 aprile) espone i lavori di 70 artisti tra scultori, pittori, video artisti
e fotografi, provenienti da tutta la Sicilia. Domenica 1°
aprile, alle 10 in piazza Minerva, l’iniziativa correlata
Sicilia scunucchiata, con l’invito a portare in piazza
tavoli per dibattere su temi inerenti la città. Nel pomeriggio alle 18 la Galleria Montevergini ospiterà Le
ciambelle di Erlend, concerto del musicista Erlend
Oye, componente dei Kings of Convenience.
LA GIORNATA MONDIALE DEL TAI CHI
Una lezione aperta (e gratuita) al parco Gioeni di Catania per festeggiare la Giornata mondiale del Tai Chi. L’appuntamento è
per sabato 28 aprile alle ore 10, organizzato dall’associazione
Toum Sicilia. Dal 4 al 6 maggio, al resort Le Dune, l’associazione propone anche un seminario di formazione tenuto da Anya
Meot, una tra le personalità di maggiore spicco dello stile del
Maestro Tung Kai Ying, scuola seguita dall’associazione Toum.
a maggio tutti in cantina
Torna il 27 maggio Cantine Aperte, ormai classico
appuntamento per scoprire il mondo e la cultura
del vino direttamente nei suoi territori di produzione. Quest’anno sarà la 20esima edizione e circa
mille aziende in tutta Italia apriranno le porte agli
enoappassionati con un programma denso di appuntamenti. Per sapere quali cantine aderiranno
all’iniziativa in Sicilia, tenete d’occhio il sito
www.turismodelvino.it.
DUE DONNE “GIUSTIZIERE”
PER DIFENDERE LE FIGLIE
sa
Due appuntamenti, fra aprile e maggio, chiudono il ciclo
di quattro incontri Donne in campo. Parole, immagini, vite di donne organizzato dal comitato Se non ora quando
(Snoq) di Catania e dal Teatro Stabile etneo. Il prossimo
incontro, Due donne, è in calendario il 24 aprile al teatro
Musco ed è incentrato sugli atti giudiziari dell’omicidio
Guglielmino, l’uomo ucciso dalla moglie e dalla cognata
perché molestava le rispettive figlie. Le due donne si costituirono portando il corpo
dell’uomo direttamente in questura a bordo di una 500. Erano gli anni Ottanta, a
Catania, il “caso” fece molto scalpore. L’incontro avverrà in corrispondenza dell’allestimento dello spettacolo I giganti della montagna. La formula prevede la presenza degli
attori protagonisti Magda Mercatali e Vincenzo Pirrotta e gli interventi del vice questore aggiunto Adriana Muliere, del teologo Don Pino Ruggieri e dell’insegnante Marisa
Distefano. L’incontro conclusivo, a fine maggio, prevede la proiezione del film Quando
la notte di Cristina Comencini. Al dibattito che seguirà interverrà la stessa regista.
sul palco
IL RITORNO DI PATRIZIA LAQUIDARA
Una domenica tra sport e solidarietà con la “Corri Catania”,
la corsa-camminata lungo le
strade del centro storico, giunta alla quarta edizione. La “corsa” è in programma per domenica 15 aprile, partenza da piazza Università alle ore 10.
I fondi raccolti attraverso la
vendita della maglietta e del
pettorale (costo 3 euro) saranno destinati all’acquisto di attrezzature specialistiche per
l’Unità spinale unipolare dell’ospedale Cannizzaro.
COUNTDOWN
PER THE HUB
A grande richiesta, dopo il successo dello scorso dicembre, il 22 aprile
Patrizia Laquidara torna al Ma di Catania in duo
con Giancarlo Bianchetti. In questo progetto
l’artista catanese mette in gioco il suo repertorio - da Indirizzo Portoghese alle scorribande
dentro la canzone popolare, da Funambola a
composizioni non ancora incise su nastro, fino
ad arrivare a Il Canto dell'Anguana (album vincitore della TargaTenco 2011 nella sezione dialettale) dialogando con le chitarre di Bianchetti.
Sempre al Ma, il 24 aprile, sarà poi la volta della
cantautrice romana Pilar, che porta in tour il suo
secondo album Sartoria Italiana Fuori Catalogo.
Patrizia Laquidara
“CORRI CATANIA”
UNA DOMENICA
DI SOLIDARIETÀ
Pilar
È cominciato il conto alla rovescia per l’apertura di The
Hub Siracusa, a Ortigia, lo
spazio entrato a far parte del
network internazionale degli
“hub” (www.the-hub.net). La
data è fissata al 20 aprile, con
un evento ad hoc. Intanto via
ai laboratori sul recupero dei
materiali di scarto per realizzare gli arredi interni dell’Hub.
Info: www.thehubsicilia.net.
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happyhour
TREWQQEWTQE LIBRI
DOPO L’AFGHANISTAN
TRA LE RIGHE
di ilenia suma
LIMBO
di Melania G. Mazzucco
Einaudi
pp. 448
Euro 20,00
QUANDO GLI OGGETTI
RACCONTANO UNA COPPIA
Gli oggetti a volte non sono solo oggetti, sono ricordi, sono indizi
della nascita e la morte di un amore; sui quali s’imprime l’impronta di un’emozione, di un
giorno particolare, di un’intenzione: tracce
materiali, intime e resistenti all’evanescenza
della memoria.
Seguendo questa pista, Leanne Shapton,
scrittrice, editrice, illustratrice e graphic designer, ha costruito Importanti oggetti personali e memorabilia dalla collezione di Lenore
Doolan e Harold Morris, storia di una coppia
e degli oggetti che hanno accompagnato la
loro passione, ormai finita, e messi in vendita
in un’ipotetica casa d’aste newyorkese il giorno di San Valentino.
Sotto la provocatoria forma asettica del catalogo, il romanzo raccoglie tutto ciò che è appartenuto ad Harold e Lenore, lui fotografo globe-trotter eterno Peter Pan, lei esperta di cucina per il New York Times appassionata di dolci.
Da un’istantanea scattata a una festa di Halloween che cattura il primo sguardo, il momento in cui sboccia la loro complicità, alla saliera rubata al ristorante, all’anello con le chiavi della prima casa insieme: 325 lotti, accuratamente descritti, fotografati in bianco e nero, e disposti in ordine diacronico, attraverso i quali riviviamo i loro
momenti di felicità e di crisi. E nell’intrigante gioco di rimandi ognuno di noi potrà rinvenire i turbamenti e i piaceri vissuti nel trovare e
poi perdere un grande amore.
Colto e raffinato, ricco di sottotesti, l'ambiguità è forse l’elemento
più conturbante di questo insolito catalogo. Ed è l’ambiguità delle
diverse versioni dei fatti, della diversa visione dell’amore, così come
la riporterebbe qualsiasi coppia scoppiata del mondo.
La storia farà presto il salto sul grande schermo, la Paramount ha
comprato i diritti (battuti anche questi all’asta); coproduttori e protagonisti saranno Brad Pitt e Natalie Portman.
Chi volesse emulare Harold e Lenore, ed elaborare il lutto di una storia finita, lo può fare consegnando i propri “importanti oggetti personali” al Museum of Broken Relationships di Zagabria, nato nel
2006 dall'intuizione di due artisti che si erano, guarda caso, appena
lasciati.
TV
SE QUESTO È AMORE
Dopo rinvii e polemiche, Rai1 dal 27 marzo trasmette il ciclo di
4 film tv Mai per amore. Le pellicole, prodotte da Claudia Mori per la regia
di Liliana Cavani, Margarethe Von
Trotta e Marco Pontecorvo, affrontano il tema della violenza contro
le donne. Il primo film, Troppo
amore, parla di stalking, protagonista Antonia Liskova. Nelle altre
pellicole Stefania Rocca, Carolina
Crescentini e Francesca Inaudi e
Barbora Bobulova.
64
SICILIA INROSA
CD/DVD
IL RITORNO DEI LAUTARI
C’ERA CU C’ERA
Lautari
Cd
Narciso Records
C'era cu c'era è il nuovo album dei Lautari, pubblicato da Narciso Records, che esce (il 27 marzo) a cinque anni di distanza da Arrè. Contiene
undici brani. Tra i nuovi pezzi, una cover di Notte Chiara, reso celebre da Domenico Modugno,
e Focu di raggia scritta dai Lautari per l’album
Karmen with a happy end (2007) di Goran Bregovic e interpretata da Carmen Consoli. Show
case alla Feltrinelli di Catania il 3 aprile.
KRYPTONITE NAPOLETANA
LA KRYPTONITE
NELLA BORSA
Dvd 2D
Rai Cinema
8
D
Si intitola Limbo ed è il nuovo libro di di Melania G. Mazzucco in uscita per Einaudi. Racconta la storia di Manuela, una soldatessa italiana
tornata dall’Afghanistan, dopo un attentato
che l’ha ridotta in stampelle. La giovane donna
vive ricordando quei giorni, ma c’è un uomo
che la guarda fumare, ogni sera, dal balcone. E
come lei, aspetta di capire da dove si ricomincia a vivere. Un racconto che affronta temi sociali e morali senza retorica.
multimedia
A VOLTE UN PRANZO
PUÒ VALERE UN LAVORO
È arrivato in Italia il nuovo social
network Let’s Lunch (http://letslunch.com). Il principio base è costruirsi il proprio network d’affari,
trovando “connessioni” utili per
cercare o cambiare lavoro o avviare nuovi progetti. La novità è
che si esce dal web per fare conoscenze
reali, naturalmente attorno a un tavolo e
a un pasto. Come funziona? Basta iscriversi per connettersi a una rete di professionisti utili per la propria carriera, con
cui organizzare dei “pranzi strategici”. Let’s Lunch è nato nel 2010 nella Sillicon
Valley da un’idea di Syed Shuttari.
Uscirà il 4 aprile il dvd del film La kryptonite
nella borsa per la regia di Ivan Cotroneo e
tratto dall’omonimo libro dello stesso
regista. Nel cast Valeria Golino, Luca Zingaretti, Cristiana Capotondi. Una commedia corale ambientata a Napoli negli anni Settanta,
uscita sugli schermi lo scorso autunno. La
storia di una originale famiglia in una “Swingin’ Naples”, tra feste negli scantinati, collettivi femministi e sigarette di contrabbando.
cinema
b
CI SI COMMUOVE
CON LEAFIE
Leafie è una gallina coraggiosa protagonista del film d’animazione Leafie - La storia di
un amore in uscita il 20 aprile. Una gallina resa famosa dall’omonimo
best-seller di Hwang Sun-mi, scrittore e autore coreano. Il film è ricchissimo di dettagli,
realista e ogni fotogramma è una festa per gli
occhi. Realismo anche nella storia, che fa capire allo spettatore le leggi della natura e le
regole tra cacciatore e preda. Più vicina a
Bambi che non a Madagascar e Re Leone,
Leafie è una pellicola destinata a diventare
un “classico”, una commovente storia d’amore di una mamma per il proprio figlio e più in
generale dell’amore filiale verso i genitori. Insomma un film per tutte le età.
MARZO-APRILE
EQUINOZIO DI PRIMAVERA, RINASCE LA
NATURA, IL CORPO S’INFIAMMA E LA PELLE
S’ILLUMINA. L’INVERNO VA VIA E COL FUOCO
DELL’ARIETE FESTEGGEREMO IL PASSAGGIO
DEL SOLE ALLA DOLCE STAGIONE.
BUON CAPODANNO ASTROLOGICO A TUTTE
l’oroscopo
di lucia arena
www.luciaarena.com
aariete
Tra tempeste e schiarite la prima
parte di marzo trascorrerà senza infamia e senza lode. Il bello arriverà
allo scoccare di mercoledì 21. Eccola
“la Primavera.” Non sarà solo una
nuova stagione che arriva o l’atteso
Equinozio o il magico Capodanno
astrologico, bensì una luminosa finestra di vita che si affaccerà dentro
e fuori di voi. Mercurio e Venere fautori di successi, la Luna nuova portatrice di rinnovamento, il Sole su Urano vi renderanno vulcaniche. Attratte dall’innovazione, darete il massimo nelle imprese “impossibili”.
btoro
Che meraviglia quel Giove, brilla come un diamante nel vostro cielo e ci
rimarrà ancora per qualche altro
mese. Vi donerà fortuna e splendore
e sarà il testimone d’eccezione dell’incontro con Venere, l’apoteosi per
i sentimenti. La primavera sorprenderà con piacevoli incontri, sarete
decise a rimettervi in gioco dove
non osavate immaginare. In amore
la passione farà rima con ribellione,
direte basta alla troppa inflessibilità
e confiderete al partner i più intimi
desideri. Non tarderete a passare alla pratica rendendovi insostituibili,
la Luna nuova di aprile accenderà i
sensi.
c gemelli
Stressate e un po’ annoiate confiderete in questa primavera per tirarvi
su il morale. Marzo sarà movimentato e se prenderete il ritmo giusto
riuscirete a portare a termine le faccende che vi stanno a cuore. Massima attenzione agli incontri tra il 23
marzo e il 18 aprile, saranno importanti contatti per il settore professionale. Ora prendete carta e penna
e appuntatevi questa data, 3 aprile
2012, Venere, la madre di Cupido,
entra in Gemelli e ci rimarrà per ben
4 mesi… donne date l’addio alle pene d’amore, sarete tutte amate e felicemente soddisfatte.
d
cancro
Non è ancora arrivato il momento
per esultare ma un po’ di luce arriverà dal Sole di marzo che accresce-
IL SEGNO FAVORITO
n pesci
oche voglie, molti conflitti… care
pescioline non è detto che tutto
debba girare intorno all’amore,
bisogna pur pensare anche ad altro.
Con Marte opposto da ben sei mesi
altro che relazioni idilliache, se resisteranno i rapporti consolidati e di
lunga data sarà già un successo.
Piuttosto pigiate l’acceleratore fino ai
primi di aprile, la carriera è in ottima
posizione, se v’impegnerete arriverete
al trionfo. Per l’economia non c’è di
che lamentarvi, siate un po’ più parsimoniose, affronterete meglio i mesi a
venire.
P
rà l’immaginazione tanto da renderla un privilegio personale da mettere in mostra. Se ancora non siete riuscite ad affermarvi nel campo del
lavoro pur avendo impiegato grande
volontà ed energia, sappiate che occorrerà puntare tutto tra il 18 marzo
e il 2 aprile, momento di massima
concentrazione astrale che darà alle
signore del segno un irresistibile fascino oltre che uno straordinario
estro.
e
leone
Nessuna opposizione all’orizzonte
ma questo non sarà ancora sufficiente per sbloccare le situazioni
che vi portate dietro da qualche mese. Se avete in progetto di rinnovarvi
il guardaroba abbiate pazienza, siete
ancora in deficit, i crediti da riscuotere sono tanti ma stentano ad arrivare. In amore tenetevi stretto il
partner e non siate gelose, se s’interromperà un legame sarà per troppa
possessività, piuttosto siate comprensive e affettuose. Nella carriera
sarete imbattibili, avrete ambizione
e immaginazione.
f
i
EVA HERZIGOVA
(Litvínov, 10 marzo 1973)
L’attrice e top model ceca in
questi giorni è sul set del
suo quarto film “Cha cha
cha”, diretto da Marco Risi.
Nel cast anche Luca Argentero e Claudio Amendola
Fino ad oggi vi siete fatte carico di
ogni cosa, da marzo tutto sarà visto
sotto un’altra luce, sta per cambiare
la vostra filosofia di vita, colpa o grazie alla primavera, si vedrà. All’inizio di aprile un rapporto extra vi
metterà in confusione, sarà travolgente, lo alimenterete piacevolmente fino a quando un destino beffardo
interporrà tra voi e l’amato un’inevitabile lontananza.
g
bilancia
Alti e bassi è sempre meglio che solo bassi. Non sarà rilassante ma vi
terrà sempre in forma e all’erta,
pronte a cavalcare l’onda che sentite
avvicinarsi sempre più. Non arriverà
con la primavera, questo è assodato,
anche se l’aria sembra prepararsi a
un’energia nuova dovrete ancora risolvere una serie di faccende legate
a un Saturno inflessibile e risolutivo.
Quindi sbrigatevi e tagliate i rami
secchi, relazioni complicate da chiudere e questioni legali da definire, la
Luna piena d’aprile sarà favorevole.
Un viaggio piacevole vi ritemprerà.
h scorpione
vergine
Non è un periodo invidiabile per le
relazioni affettive, sarete predisposte al litigio facile e alla rottura frequente. Nel matrimonio non mancheranno le discussioni riguardanti
la gestione dei compiti di famiglia.
piccanti e trasgressive che il cielo
possa offrivi in questa prima parte
del 2012. Per le coppie, momento
propizio per i progetti futuri. Un
partner facoltoso è innamorato non
sarà un sogno ma pura realtà.
Belle e passionali, sarete sensuali e
conturbanti più del solito. Arrivano
combinazioni stellari di lusso e libidine, sarà la rinascita della natura,
scalpita dentro di voi un’incontenibile forza, un’esigenza di amore mista a passione e sesso. Se inizierete
la primavera con questi presupposti
sarete candidate alle relazioni più
sagittario
Siete scese da quelle montagne russe che dall’inizio del 2012 vi hanno
portato su e giù per cime e valli simbolicamente raffiguranti gli eventi
della vostra vita. Ebbene siete salve
e più forti. Adesso inizia la quiete
dopo la tempesta, assaporerete la
primavera con tutti i suoi colori e
odori, siete in perfetta forma fisica,
salute invidiabile, un cambio look
sarà favorito. L’instabilità nei sentimenti sarà dovuta a un rapporto che
non funziona più, “meglio sole che
male accompagnate”… ricordatevi
questo detto, per l’amore c’è tempo,
adesso divertitevi.
l capricorno
La prima parte di marzo sarà piacevole. Soddisfazioni a lavoro, contatti
importanti per un progetto che vedrà partecipare il partner o un parente vicino. Se vorrete ottenere
buoni risultati non siate presuntuose, evitate l’aria di comando e fatevi
valere con discrezione. Dalla metà
del mese qualche dissonanza, discussioni con una figura femminile,
atteggiamenti irresponsabili che
non gradirete. Fortunatamente l’amore andrà a gonfie vele e dal 3
aprile un compromesso metterà la
pace in famiglia.
m acquario
Care amiche, quanto costa farsi belle, non solo in termini di tempo da
impiegare, anche se siete delle Veneri di Milo. Il capriccio si sa è donna, ma non sottovalutate le spese
eccessive e sconsiderate. Con la
nuova stagione sentirete il bisogno
di rinnovarvi, purtroppo l’economia
non lo consentirà, perlomeno fino al
2 di aprile. Nel frattempo consolatevi con gli incontri appassionati che
capiteranno, uomini importanti, intriganti e geniali offriranno le loro
doti e qualità alla vostra felicità “fisica”. Festeggerete la primavera col
sesso.
SICILIA INROSA
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SICILIA INROSA
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Anno II - N. 8
25 marzo 2012
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N. 6 del 23 gennaio 2012
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edicola il 13 maggio 2012
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