Parità di genere

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Parità di genere
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Partecipazione al Progetto Luci per la
Cittadinanza Globale
(DCI-NSAPVD/2012/281-688)
UGUAGLIANZA DI GENERE
Classe II L
Docente Caterina Laprea
I.P.S.E.O.A. CARLO PORTA – MILANO
ANNO SCOLASTICO 2014/15

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INDICE
 Premessa
pag. 1
 La donna nella pubblicità
2
 Le donne nel mercato lavoro
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 La realtà della donna nelle nostre famiglie
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 La violenza sulle donne
 Scelte di indirizzo nel nostro istituto
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19
 Le donne nella storia
22
 la Resistenza “taciuta”
26
 Le donne nella scienza
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 Le donne nella cultura
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 Le donne nell’arte
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PREMESSA
Per circa due mesi abbiamo trattato il tema della disparità tra
l'uomo e la donna; ci siamo divisi in gruppi ed ognuno ha approfondito un
ambito diverso.
In base alle nostre ricerche abbiamo scoperto delle verità che non
immaginavamo assolutamente, per esempio che alcune donne hanno
cambiato la storia o comunque hanno avuto un ruolo molto importante in
essa. Ce ne sono state altre che sono riuscite a ribellarsi in una società che
le opprimeva oppure non dava loro molta importanza, rendendo così il
mondo più libero e più giusto. Eppure, queste donne sono poco conosciute o
del tutto dimenticate poiché i personaggi illustri sono tutti maschi; è come
se la civiltà occidentale tenesse nascoste molte donne in un “burqa”.
La donna, soprattutto nel passato, ha vissuto una condizione di inferiorità
sia sul piano sociale che giuridico e politico. Questa discriminazione viene
proposta ancora oggi da una visione culturale fortemente influenzata da
stereotipi e preconcetti intorno alla figura femminile e rafforzata da una
mentalità maschilista che spesso traspare nella pubblicità e nei mass
media.
La donna schiava e sottomessa all'uomo quasi non esiste più nella società
occidentale. Essa ha preso sempre più coscienza di sé e delle sue capacità e
rifiuta una vita relegata entro le mura domestiche che, fino a qualche
tempo fa, accettava con naturalezza. La figura della casalinga come
"nostra nonna", che si dedicava completamente alla famiglia, che viveva
per essa va scomparendo; al suo posto ora c’è una donna nuova,
consapevole delle sue forze e del suo valore, che ha innumerevoli interessi
e che si realizza anche nel mondo del lavoro.
Oggi le donne sono presenti nella società, nell’economia, nelle università,
nella magistratura e nella pubblica amministrazione, nel Governo e
in Parlamento, ed eseguono con successo lavori utili e anche molto
impegnativi, che fino a qualche tempo fa svolgevano solamente gli uomini.
Dal momento che le donne rappresentano più della metà del mondo, la loro
posizione nella società odierna può essere assunta come un valido criterio
per stabilire il livello di civiltà e cultura di un popolo. E’ necessario però
che anche tutti gli uomini lo capiscano e lo condividano serenamente.
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LA DONNA NELLA PUBBLICITÀ
Anche se nel corso del tempo l’immagine della donna è cambiata, la
pubblicità continua a proporci due modelli o stereotipi femminili, quelli
da sempre presenti nella mentalità maschilista:
 la casalinga, moglie e madre attenta e amorevole
 la donna oggetto del desiderio
Le prime pubblicità riguardanti la figura femminile mostravano solo
casalinghe, donne che si prodigavano nelle faccende domestiche o ai
fornelli nella preparazione dei pasti per tutta la famiglia. Anche queste
immagini erano fortemente sessiste e mostravano la donna come ci si
aspettava che fosse.
In seguito all’introduzione di alcuni prodotti per la casa e agli
elettrodomestici, la donna è apparsa più libera ed emancipata, ma solo
apparentemente, come le immagini e alcuni slogan raccontano:
"La Moulinex regala tempo alla donna!”
“Grazie
Candy!”
Oltre all’immagine della casalinga, si diffonde il modello della donna
oggetto e la sua rappresentazione assume tratti più sensuali e seducenti.
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La donna viene associata ad oggetti di consumo considerati prettamente
maschili, come auto o bevande e le più famose reclame pubblicizzano
donne che sorseggiano drink dissetanti o sono comodamente sdraiate su
auto fiammanti.
 L’erotizzazione del corpo femminile ha portato in alcuni momenti a
immagini perfino volgari e offensive nei confronti delle donne.
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Doppi sensi offensivi per le donne
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 In seguito, gli spot hanno cominciato a proporre una figura più
indipendente, quella della donna in carriera che incarnava, anche
sul luogo di lavoro, i valori maschili dell’efficienza e della disciplina.
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Si propongono così donne finalmente appagate da posizioni
professionali elevate e che dopo essere state tutto il giorno in ufficio,
ritornano a casa, perfettamente in forma, e riescono ad affrontare
serenamente anche il normale ménage familiare.
Passando in rassegna le pubblicità televisive e le immagini più diffuse oggi
dai mass media notiamo, comunque, che la donna è ancora rappresentata
all’interno dell'universo casa, come moglie e madre efficiente.
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I valori tradizionali come la famiglia, la casa e la maternità sono
sempre posti in primo piano e si conciliano perfettamente con il lavoro; la
donna si ritrova ancora a faticare in casa scrostando il calcare, lavando i
panni e cucinando ogni tipo di cibo preferito dai suoi cari.
 La donna è rappresentata sempre come una madre bella, affettuosa e
veramente “unica”…..
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….. ma del tutto negata in altri campi, per esempio quello della guida.
Mamma e bambino,
spot Golf 2014
La madre guida contenta e sicura, ma è il figlioletto dietro l’esperto, perché,
nonostante sia piccolo, dimostra di essere ferrato e di saperne di più in fatto di
auto, mettendo a disagio la madre e facendola sentire inadeguata.
 Come oggetto del desiderio, oggi la donna è rappresentata in modo
forse meno provocante, ma sempre bella, affascinante e.. poco vestita.
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La donna nella pubblicità ha spesso anche un ruolo passivo, mentre l’uomo
quello attivo.
Dolce & Gabbana, polemiche in Spagna
per pubblicità «machista»
(dal Corriere della Sera.it)
Questa pubblicità fa pensare ad uno stupro; essa trasmette un’idea di maschio legata alla
forza e alla violenza: un uomo a torso nudo tiene una donna inchiodata a terra per i polsi,
mentre altri quattro osservano la scena.
E’ una delle ultime pubblicità di Dolce & Gabbana, che ha sollevato molte polemiche in
Spagna, dove associazioni di consumatori, l'Istituto della Donna e semplici cittadini ne
hanno chiesto il suo «ritiro immediato». A loro giudizio, mostra una scena di violenza
'machista'.
Anche secondo l'Istituto della Donna, organismo autonomo del Ministero
del Lavoro, la pubblicità del marchio italiano incita alla violenza contro le
donne. Da questa immagine «si può dedurre che è ammissibile l'uso della
forza come un mezzo per imporsi sulle donne». L'Istituto ritiene che questo
tipo di immagini rafforzi “atteggiamenti che oggigiorno sono un reato,
attentano contro i diritti delle donne e denigrano la loro immagine”.
Insomma, “non favoriscono per niente il lavoro svolto da molti anni per
raggiungere la parità con gli uomini». Dolce & Gabbana, che non ha ufficio
di rappresentanza in Spagna, non si è ancora espresso su questa polemica,
spiega il giornale El Mundo nella sua edizione on line. L'Istituto della
Donna ha chiesto ai mass-media e alle ditte di pubblicità di non accettarla
né diffonderla. A questa denuncia si sono aggiunti la Federazione di
Consumatori in Azione (Facua) e il partito dei Verdi, considerando che la
pubblicità di Dolce & Gabbana viola l'articolo 3 della Legge generale sulla
Pubblicità, che proibisce ogni spot che vada contro “la dignità della
persona o violi i valori e diritti riconosciuti nella Costituzione”.
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 Un altro stereotipo della figura femminile è quello della donna che
combatte quotidianamente e ossessivamente contro la cellulite e le
rughe.
Per quanto riguarda la rappresentazione delle donne nelle reclame, ci
sembra importante sottolineare quest’ultima caratteristica, quella
dell’ideale della magrezza, associata alla forma fisica perfetta.
Il mercato dell’abbigliamento, dei cosmetici, del fitness e della chirurgia
estetica spinge soprattutto le donne a uniformarsi a un ideale di magrezza,
che può indurre all’anoressia o alla bulimia.
I disordini alimentari, di cui anoressia e bulimia sono le manifestazioni più
diffuse, sono diventati nell’ultimo periodo una vera e propria emergenza
per la salute mentale, soprattutto per gli effetti devastanti che hanno
sull’esperienza e sulla vita di tanti giovani e adolescenti come noi.
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Queste patologie sono la diretta conseguenza dell’intensa e ossessiva
preoccupazione per le forme e il peso del nostro corpo, che porta a basare
l’autostima della donna principalmente sulla magrezza, da raggiungere a
tutti i costi.
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Il messaggio prevalente relativo alla donna diffuso dalla pubblicità implica
una sottovalutazione delle capacità reali, intellettive e pratiche delle
donne, perchè continua a evidenziare solo i ruoli tradizionali e il suo
aspetto fisico.
Nella pubblicità sono ancora numerosi ed evidenti gli stereotipi sulle donne e non
esiste la parità di genere.
Continuando a ripetere questi modelli stereotipati, si finisce per
alimentarli, rinforzarli, tanto da renderli sempre più rigidi e vincolanti,
soprattutto per le giovani generazioni.
Tutto questo …
 è ingiusto: non permette alle donne di essere se stesse, di esprimersi in
modo completo, come persona che può avere interessi vari e notevoli
competenze in diversi campi.
 è pericoloso: poiché le donne rappresentate costituiscono un ideale di
perfezione, di bellezza e di sensualità che nella realtà non esiste e
taluni messaggi possono indurre non solo all’ anoressia, ma
addirittura alla violenza.
In sostanza, riteniamo che in Italia la pubblicità, la televisione e
internet, utilizzino molto la figura femminile per attirare
l’attenzione e incrementare così le vendite in tutti i settori, ma spesso
viene fatto un uso scorretto e discriminante della donna.
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LE DONNE NEL MERCATO LAVORO
La storia ha sempre sottovalutato il ruolo delle donne, che ancora oggi
faticano a vedere riconosciuto il loro lavoro, nonostante i netti
miglioramenti rispetto al passato. Le donne hanno raggiunto risultati
significativi in ogni campo, hanno conquistato l’indipendenza e la
realizzazione professionale. Sono, comunque, ancora una minoranza nei
posti di potere, subiscono più dei maschi la crisi economica restando
disoccupate e ottengono retribuzioni mediamente più basse.
In Italia la presenza
femminile nelle
posizioni di vertice
raggiunge solo il 5%.
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 Da uno degli ultimi rapporti dell’Istat, emerge che nel nostro Paese il
tasso di occupazione femminile resta uno dei più bassi, ossia il 40,7%
nel 2011, contro il 58,5% della media dell’Unione Europea. Lo stesso
vale per il rapporto tra occupazione femminile e maschile che è più
alto solo di quelli di Malta e della Turchia. In Italia meno di una
donna su due è occupata, nel Mezzogiorno meno di un terzo.
Inoltre, in seguito all’attuale crisi economica, soprattutto nella
industria il calo dell'occupazione femminile risulta il doppio rispetto
a quello degli uomini, precisamente il 12,7% contro il 6,3%.
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 Ricerche recenti hanno poi rilevato che a parità di lavoro le donne
guadagnano meno degli uomini. Il divario si sta riducendo in molti
Paesi occidentali, ma non in Italia, dove le donne guadagnano
mediamente il 71,7% del salario degli uomini, con molte differenze nei
vari settori economici.
Nelle famiglie italiane a doppio reddito l’uomo è il principale
produttore di reddito per il 54,1%. Il reddito dei coniugi è simile per il
37,1% delle coppie e per solo l’8,9% è la donna a contribuire
maggiormente alle finanze della famiglia. Questi valori non sono
distanti da quelli della media dei paesi europei.
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La realtà della donna nelle nostre famiglie
 Dalle domande-intervista che abbiamo rivolto ai nostri genitori
abbiamo potuto notare che:
 la maggior parte delle mamme svolge un lavoro sia domestico sia
fuori casa

tutti i papà svolgono un lavoro esterno e meno della metà si dedica
ai lavori domestici
 la maggior parte dei papà è soddisfatta del lavoro che svolge e della
retribuzione che riceve
 solo poco più della metà delle mamme si dichiara soddisfatta
 Nell’ambito dell’attività lavorativa, anche nelle nostre famiglie non
esiste una effettiva parità tra uomo e donna.
Lavoro
fuori casa
Lavoro
domestico
Gratificazione
personale
SI
SI
SI
SI
NO
SI
SI
NO
NO
NO
NO
NO
88% 12%
Mamma
41% 59%
Papà
88% 12%
Mamma
100% 0%
Papà
58% 42%
Mamma
82% 18%
Papà
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Anche Papa Francesco in una delle sue ultime udienze generali del
mercoledì ha tuonato: “E’ un puro scandalo che le retribuzioni delle donne
siano più basse di quelle degli uomini!” ed ha affermato che i Cristiani
devono “sostenere il diritto all’uguale retribuzione per uguale lavoro.” Un
lavoro in cui devono spesso combattere le discriminazioni per dimostrare le
proprie capacità ed essere riconosciute come professioniste.
Riferendosi poi alla crisi del matrimonio e della famiglia ha aggiunto:
“Non è vero che ciò accade per l’emancipazione della donna: è un’ingiuria,
è una forma di maschilismo: l’uomo che sempre vuol dominare.”
 Si dimentica in effetti che, oltre al lavoro fuori casa, ogni giorno una
donna dedica 326 minuti ai lavori domestici e alla cura dei figli e dei
genitori anziani, contro i 103 degli uomini, subendo quindi un doppio
carico di impegni.
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La violenza sulle donne
La donna, purtroppo, nella famiglia è anche vittima di violenza, quando
per assurdo viene ritenuta “colpevole” di decidere. E’ noto che ancora oggi
nella nostra “società evoluta”, esistono spietate forme di emarginazione delle
donne, che sempre più spesso sfociano in veri e propri crimini, come lo stupro,
le percosse e l’ omicidio o meglio il femminicidio.
Dati pubblicati
nel 2014
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Scelte di indirizzo nel nostro Istituto
Il nostro Istituto é frequentato da 1.390 studenti, di cui 2/3 sono maschi.
Gli indirizzi ai quali si accede nel triennio si articolano in quattro
specializzazioni:
Enogastronomia
(Cucina/Pasticceria)
Servizi di Sala
Accoglienza
turistica
Il 70% degli studenti che scelgono Cucina sono maschi.
Anche nei Servizi di Sala i maschi sono la maggioranza, il 60%.
Nell'indirizzo di Pasticceria la percentuale dei maschi è uguale a
quella delle femmine.
Nel settore di Accoglienza turistica le ragazze rappresentano il 70%
degli iscritti.
Questi dati ripropongono la divisione tradizionale dei ruoli all’interno
della nostra società.
Innanzi tutto è maggiore il numero dei maschi che scelgono Cucina,
nonostante sappiamo che sono certamente più le donne a stare ai fornelli,
almeno in casa. Inoltre, molti ragazzi hanno sostenuto di aver ereditato la
passione per la cucina proprio dalle madri o dalle loro abilissime nonne.
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In realtà, lo chef ha davanti una carriera molto impegnativa che
richiede una dedizione totale al lavoro, difficilmente gestibile da una
donna che nella nostra cultura deve occuparsi anche dei figli e della
casa, quindi per molte risulta quasi impossibile conciliare le due
attività.
Per quanto riguarda i numeri della Pasticceria, pensiamo che le
donne vi si accostano perché più golose e amanti dei dolci, mentre gli
uomini sono convinti che la preparazione delle ricette richieda una
creatività e una precisione congeniale solo ai grandi “maestri”
pasticceri!
I maschi generalmente evitano
Accoglienza turistica, che è più
frequentata dalle ragazze, forse perché incarnano meglio certi
requisiti richiesti dalla disciplina, come:
- la piacevolezza e la cortesia nel parlare
- l’affabilità e la sensibilità verso gli altri
- l’atteggiamento aperto e cordiale
Poiché acquisiscono tante altre competenze professionali, speriamo che un giorno
molte di loro possano diventare anche Direttore d’albergo!
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Aung San
Suu Kyi
La Regina
Vittoria
Giovanna
D’Arco
Anna Maria
Mozzoni
A. M. Luisa
de’ Medici
S. Caterina
da Siena
Eva Peron
Le Madri
Le donne
della
Resistenza
Rosa
Luxemburg
Costituenti
Cleopatra
Eleanor
Roosevelt
Emmeline
Pankhurst
Donne
Caterina la
Grande
nella Storia
Eleonora De
Fonseca
Pimentel
Rosa Parks
Elisabetta I
d'Inghilterra
Indira Gandhi
Golda Meir
Isabella di
Castiglia
Maria Teresa
d'Asburgo
Madre Teresa
di Calcutta
Cristina
Trivulzio di
Belgioioso
Calamity
Jane
Benazir
Bhutto
Rosa Parks
Sophie
Scholl
Rosa
Luxemburg
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DONNE NELLA STORIA
Si pensa che le grandi svolte dell’umanità siano state decise e realizzate
solo dagli uomini, ma non è proprio così. Il passato, come pure il presente, è
ricco di donne che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della
storia dell’umanità, offrendo il loro impegno per il progresso sociale e
culturale.
Ancora oggi il racconto storico manca di equilibrio e la maggior parte dei
libri di storia non parla, o parla poco, delle donne che con il loro pensiero e
le loro azioni hanno cambiato il mondo.
Vogliamo ricordarne alcune quasi totalmente dimenticate dai manuali di
storia, malgrado il loro importante ruolo, che continua ad essere
sottostimato, visto che i personaggi illustri sono sempre maschili.
Oscurare tante donne che dovrebbero occupare un posto d’onore nella
storia è come lasciarle “sepolte” in un burqa!
Cominciamo con Olympe de Gouges e la sua
Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina
Olympe de Gouges
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La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina
Si tratta del primo documento moderno che rivendica l'uguaglianza
giuridica, politica e sociale tra uomo e donna.
Venne pubblicato nel 1791 da Olympe de Gouges, convinta che la donna
nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo e dedicato a Maria Antonietta
che, benché regina, contava meno di suo figlio appena bambino, per il
semplice fatto di essere una donna.
Ecco
che
cosa
scriveva
nell’introduzione
rivolgendosi
agli
uomini:
“Uomo, sei capace d'essere giusto? È una donna che ti pone la domanda; tu non la priverai
almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il
mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza; scorri la
natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il
coraggio, l'esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi,
studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia
organizzata; e rendi a te l'evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui,
se puoi, i sessi nell'amministrazione della natura. Dappertutto tu li troverai confusi,
dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale. Solo
l'uomo s'è affastellato un principio di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e
degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacia, nell'ignoranza più stupida, vuole
comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di
godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all'uguaglianza, per non dire niente di
più.”
Nel 1793 Olympe de Gouges sarà ghigliottinata “perché si era dimenticata
le virtù che convengono al suo sesso”.
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Eleonora de Fonseca Pimentel
Eleonora de Fonseca Pimentel è stata una patriota e politica italiana, una
delle figure più rilevanti della breve esperienza della Repubblica
Napoletana del 1799.
Donna di grande intelligenza e vasta cultura, fu poetessa, scienziata e
giornalista stimata e apprezzata dai maggiori pensatori: Benedetto Croce
la definirà come “il fiore dell’intelligenza napoletana”.
Partecipò alla rivoluzione antiborbonica del 1799 e si distinse per il suo
comportamento ammirevole e dignitoso fino alla morte sul patibolo,
insieme ad altri rivoluzionari giacobini.
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Cristina Trivulzio di Belgiojoso
Nata a Milano da antica e nobile casata, Cristina Trivulzio di Belgiojoso è
stata giornalista, scrittrice e patriota italiana, una delle figure più attive
del Risorgimento italiano.
Bella, indipendente, colta e grande viaggiatrice, accolse nel suo vivace
salotto parigino intellettuali ed esuli. Sostenne in pieno la causa italiana,
finanziando le insurrezioni e acquistando armi per i ribelli.
Ebbe contatti con i maggiori protagonisti dell’epoca, organizzò le truppe a
Napoli per contribuire alle Cinque giornate di Milano e si occupò degli
ospedali a Roma durante gli scontri del 1849. Nella sua campagna di
Locate fece costruire scuole ed asili e si adoperò per sconfiggere la povertà
tipica di quel periodo.
E’ degna di essere ricordata per il suo impegno nella creazione dell’unità
d’Italia.
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La Resistenza "taciuta"
Partigiane: 35.000
Patriote: 20.000
Gruppi di difesa: 70.000 iscritte
Arrestate, torturate: 4.653
Deportate: 2.750
Commissarie di guerra: 512
Medaglie d'oro: 16
Medaglie d'argento: 17
Fucilate o cadute in combattimento: 2.900
Medaglia d'Oro al valor militare
In Italia la Resistenza ha ricevuto dalle donne un contributo
tutt’altro che marginale, perché le donne hanno partecipato numerose alla
lotta per la liberazione. Il loro ruolo le ha viste attive nella trasmissioni di
armi, ordini o materiali, nell’assistenza ai patrioti feriti, nelle azioni
dentro le fabbriche, ovunque sono state protagoniste. In quell’occasione
hanno anche scoperto di poter essere padrone del proprio destino,
ripensando se stesse in una nuova dimensione, diversa dal ruolo appartato
e subordinato di mogli e madri a cui il fascismo le aveva segregate. Finita
la guerra sono ritornate nelle loro case e la maggior parte è stata
dimenticata, cadendo nell’anonimato. Solo di recente si è dato il dovuto
risalto alla partecipazione femminile nella Resistenza italiana.
Le Quattro giornate di Napoli
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Quelle che seguono sono le testimonianze di due figure femminili tra le poche
sopravvissute, la cui vita è stata segnata da un forte impegno nella lotta per la
liberazione.
Teresa Vergalli, il suo nome di battaglia era Annuska. Era soldato
semplice. Faceva la staffetta.
E’ stata riconosciuta partigiano combattente.
“Combattevo
per ribellarmi alla guerra. Lo so che sembra strano fare una
guerra per ribellarsi alla guerra, ma volevo ribellarsi a quell’ordine
insensato “credere obbedire e combattere”. Non volevo più credere. Volevo
sapere. Volevo combattere per non avere più città distrutte, ragazzi al
fronte che muoiono, civili massacrati, donne, bambini vecchi per i quali un
pezzo di pane era diventato un sogno.”
Emma Quinteri partigiana dei Gruppi Difesa della Donna, classe 1911.
Il prossimo 18 luglio compirà 104 anni. La passione per la politica è
esattamente la stessa che l’ha accompagnata per tutta la vita, fin da
quando nel 1943 decise di stare dalla parte dei partigiani.
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Conosciamo bene i nostri Padri Costituenti, ecco allora i nomi delle Madri:
“Le 21 donne alla Costituente”
1.
2.
3.
4.
5.
Adele Bei
Bianca Bianchi
Laura Bianchini
Elisabetta Conci
Maria De Unterrichter Jervolino
6.
7.
8.
9.
Filomena Delli Castelli
Maria Federici
Nadia Gallico Spano
Angela Gotelli
Le Madri Costituenti
10. Angela M. Guidi Cingolani
11. Leonilde Iotti
12. Teresa Mattei
13. Angelina Livia Merlin
14. Angiola Minella
15. Rita Montagnana Togliatti
16. Maria Nicotra Fiorini
17. Teresa Noce Longo
18. Ottavia Penna Buscemi
19. Elettra Pollastrini
20.M. Maddalena Rossi
21.Vittoria Titomanlio
Molte di queste donne hanno poi continuato nel loro impegno
politico, come Angelina
Camera dei Deputati.
Merlin che,
all’età di 71 anni, viene eletta alla
Nel 1958 riesce a far approvata la legge per la
chiusura delle case di tolleranza, una battaglia
che
l’aveva
all’attività
a
lungo
impegnata,
parlamentare,
particolarmente
attiva
nella
che
insieme
la
riforma
vede
della
legislazione riguardante la famiglia e il ruolo
della donna.
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Vandana
Shiva
Rosalin
Franklin
Margherita
Hack
Lise Meitner
Ada Lovelace
Fabiola
Gianotti
Donne
Rita Levi
Montalcini
Nettie Marie
Stevens
Marie Curie
nella
scienza
Maria Gaetena
Agnesi
Ipazia di
Alessandria
Dorothy
Hodgkin
Gertrude Belle
Elion
Mileva MaricEinstein
Florence
Nightingale
Ada Byron
King
Rachel Carson
Maria
Montessori
Samantha
Cristoforetti
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LE DONNE NELLA SCIENZA
Tutti conoscono Marie Curie, la sola scienziata a vincere tra l’altro due
premi Nobel, per la fisica e per la chimica, ma non è l’unica donna
scienziata perché anche il campo della scienza è popolato di figure
femminili eccezionali, i cui meriti vengono spesso dimenticati.
Le invenzioni delle donne
Si tende a considerare il campo delle invenzioni e dei brevetti una dote
e
una
caratteristica
prettamente
maschile,
ma
non
è
così.
Soprattutto a partire dal secolo scorso, sono moltissime le donne che hanno
fatto delle scoperte geniali. Alcune di esse hanno contribuito a migliorare
specificatamente la condizione delle donne, altre hanno rivoluzionato e
facilitato la vita di tutti, in diversi settori.
Il radio, il polonio e i raggi x furono scoperti da Marie Curie nei
primi anni del Novecento.
La cottura a bagnomaria venne inventata da Maria l'Ebrea, la più
grande alchimista del mondo antico vissuta nel I secolo a.C.
La lavastoviglie venne brevettata nel 1886 da Josephine Cochrane.
Le buste di cartone furono inventate da Margaret Knight nel 1871.
La sega circolare elettrica venne brevettata da Tabitha Babbitt nel
1913.
Il fattore di crescita nervoso, una pietra miliare della biologia, è stato
scoperto da Rita Levi Montalcini nel 1977.
Il giubotto antiproiettile fu inventato da Stephanie Kwolek nel 1963
grazie alle sue ricerce sui polimeri.
Il reggiseno fu brevettato da Mary Phelps Jacob nel 1914.
Il BM-Harvard Mark 1 è stato costruito dall'ammiraglio Grace Murray
Hopper, che ha partecipato negli anni '40 allo sviluppo di moderni
calcolatori, gli antenati dei nostri pc.
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I tergicristalli furono inventati da Mary Anderson nel 1903. I suoi
tergicristalli
erano
Successivamente
azionati
un'altra
manualmente
donna, Charlotte
dall'abitacolo.
Bridgwood,
nel
1917
brevettò quelli automatici.
Il sistema di comunicazione segreta
da
Hedy Lamarr
fu pensato per la prima volta
nel 1941 e costituisce la base dell’attuale
funzionamento del Wi-Fi e del 3G.
Il bianchetto o correttore universale fu inventato da Bette Nesmith
Graham nel 1957.
Le lenti antiriflesso furono inventate da Katherine Blodgett nel 1939.
Il sistema di distillazione per rendere potabile l’acqua di mare e il
riscaldamento solare furono inventati da Maria Telkes nella prima
metà del Novecento.
Il Gerovital H3 è il primo medicinale antinvecchiamento scoperto nel
mondo dal medico specialista in Gerontologia Ana Aslan nel 1957.
Il silicone fu inventato da Patricia Billings alla fine degli anni
Settanta.
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Le donne nello spazio
Le pari opportunità non si realizzano neanche nello spazio. Nelle missioni
spaziali, infatti, la parità di genere non esiste:
gli uomini che sono andati nello spazio sono 477,
le donne solo 57.
In Italia, dopo 6 astronauti maschi, una donna, Samantha Cristoforetti, è
finalmente partita per lo spazio il 23 novembre 2014.
A questa donna che sta vivendo un’avventura straordinaria di 6
mesi nello spazio, noi abbiamo inviato il seguente messaggio:
“Siamo degli studenti della classe 2°L dell'Istituto Carlo Porta di Milano e vogliamo innanzitutto congratularci con Lei per l'importante
missione che Le è stata affidata e che sta portando a termine egregiamente.
Grazie per le spettacolari immagini che continua a inviarci dallo spazio e per l'entusiasmo con cui condivide questa straordinaria
esperienza.
Nell'ambito di un Progetto europeo (Luci per la Cittadinanza Globale), a scuola ci stiamo occupando della “discriminazione di genere” e
vorremmo sapere, se ci può rispondere, quanto sia stato difficile per Lei in quanto donna (da 1 a 10) ottenere questo prestigioso incarico
nella Stazione Spaziale Internazionale.
Le rinnoviamo la nostra ammirazione e Le auguriamo un buon rientro sulla Terra”.
Gli studenti di 2°L dell'Istituto Carlo Porta di Milano
35
Ada
Negri
Dorothea
Lange
Frida Kalho
Oriana
Fallaci
Emily
Dickinson
Natalia
Goncarola
Sibilla
Aleramo
Edith Stein
Madame de
Stael
Gabriela
Mistral
Harriet
Beecher Stowe
Artemisia
Gentilesch
i
Anne Frank
Donne nella
Isabella
Morra
cultura
Dacia
Maraini
Virginia
Woolf
George
Elsa
Morante
Sand
Coco
Chanel
Elena
Lucrezia
Piscopia
Simone de
Beauvoir
Grazia Deledda
Matilde Serao
Helena
Rubinstein
Helen Keller
Saffo
Alda Merini
Isabel
Allende
Jane
Austen
36
DONNE NELLA CULTURA
Se il numero delle scrittrici e delle artiste è inferiore a quello degli scrittori
è soltanto perché, relegate tra le pareti domestiche, alle donne per secoli è
stato negato l’accesso alla cultura.
“… Se ci fosse l’uso di mandare le bambine a scuola e di insegnare loro le
scienze, imparerebbero altrettanto bene”, scriveva Christine de Pizar nel
XIV secolo.
Superata l’esclusione e pur partendo svantaggiate, le donne sono riuscite a
recuperare un ritardo di secoli e ad esprimere con le parole o con le
immagini, il loro specifico modo di sentire e di vivere la realtà, sia quella
esterna sia quella interiore.
Tuttavia, ancora oggi, malgrado le numerose testimonianze e la rilevante
produzione femminile, raggiunta soprattutto con la piena emancipazione
della donna nel ventesimo secolo, la tradizione letteraria e artistica
predominante nell’Occidente rimane quella maschile.
Delle tante poetesse e artiste, da Saffo a Sylvia Plath, da Isabel Allende
a
Oriana
Fallaci,
abbiamo
scelto
di
soffermarci
su
quelle
più
rappresentative della condizione e della creatività femminile.
Si tratta infatti di donne impegnate ed appassionate, che hanno vissuto
vicende entusiasmanti, ma anche conflitti profondi e laceranti , donne che
hanno saputo esprimere con le loro opere tutto il ventaglio dei sentimenti
umani, raccontando insomma la vita, la percezione del mondo in modo
autentico, profondo e sempre affascinante.
Ve ne sono però altre, tutte ugualmente originali ed interessanti, che
meriterebbero di essere ricordate, ma che ci limiteremo solo a nominare.
Speriamo così di strapparle un po’ all’oblio, dal momento che nei libri di
scuola ancora pochissimi nomi di donne sono affiancati a quelli degli
uomini.
Forse bisognerebbe richiedere le “quote rosa” anche per i libri di testo!
37
Isabella
Morra
“Scrissi con stile amaro, aspro e dolente
un tempo, come sai, contro fortuna”
Isabella di Morra è stata una poetessa lucana che nella prima metà del
XVI secolo illuminò il panorama letterario italiano, all’interno del
petrarchismo rinascimentale.
Nacque a Favale, l'odierna Valsinni, vicino Matera, nel 1520 e morì nel
1548. Figlia di un feudatario che dovette esulare in Francia per sottrarsi al
processo politico quale partigiano del visconte di Lautrec, rimase affidata
alle cure della madre e dei fratelli.
Visse in solitudine e con la complicità del suo precettore, strinse una
relazione con il poeta spagnolo Diego Sandoval De Castro, marito di
Antonia Caracciolo, nei suoi brevi soggiorni nella vicina Bollita, attuale
Nova Siri. I fratelli, conosciuta la tresca, uccisero il precettore, Isabella e,
successivamente, il De Castro.
Della poetessa di Favale ci rimane solo un Canzoniere, costituito da 13
poesie in tutto.
Isabella Morra, la voce lucana oltre i secoli
Pubblicato da La Casa della Poesia di Monza - 21/01/2015
38
D'un alto monte onde si scorge il mare
D' un alto monte onde si scorge il mare
miro sovente io, tua figlia Isabella,
s'alcun legno spalmato in quello appare,
che di te, padre, a me doni novella.
Ma la mia adversa e dispietata stella
non vuol ch'alcun conforto possa entrare
nel tristo cor, ma, di pietà rubella,
ha salda speme in piano fa mutare;
ch'io non veggo nel mar remo nè vela
(così deserto è l'infelice lito)
che l'onde fenda o che la gonfi il vento.
Il Premio Letterario
Internazionale
Isabella Morra,
alla sua V edizione,
avrà come filo conduttore
la poesia di genere
e rientra nelle iniziative
di Matera Capitale Europea
2019
Contra Fortuna allor spargo querela,
ed ho in odio il denigrato sito,
come sola cagion del mio tormento.
Scrissi con stile amaro
Scrissi con stile amaro, aspro e dolente
un tempo, come sai, contro Fortuna,
sì che niun'altro mai sotto la luna
di lei si dolse con voler più ardente.
Or del suo cieco error l'alma si pente,
che in tal doti non scorge gloria alcuna,
e se dei beni suoi vive digiuna,
spera arricchirsi in Dio chiara e lucente.
Nè tempo o morte il bel tesoro eterno,
nè predatrice e violenta mano
ce lo torrà davanti al Re del cielo.
Ivi non nuoce già state nè verno
chè non si sente mai caldo nè gielo.
Dunque, ogni altro sperar, fratello, è vano.
39
Emily
Dickinson
“La verità deve abbagliare gradualmente o tutti sarebbero ciechi”
L'anima sceglie i suoi compagni
L'anima sceglie i suoi compagni
e poi chiude la porta;
la sua divina maggioranza
estranei non sopporta.
Impassibile, sente il cocchio che si ferma
Tutto quello ch’io so
presso il cancello esterno.
Tutto quello ch’io so
Impassibile, guarda un re prostrarsi
è un messaggio ogni giorno
sul suo tappeto.
dell’immortalità.
So che da tutto il mondo
può scegliere uno solo:
chiuder le valve poi dell'attenzione
come fossero pietra.
Tutto quello ch’io vedo
è il presente e il domani,
forse l’eternità.
Ed il solo che incontro
è Dio, la sola strada
l’esistenza; di là
da questa, se altre cose
vi saranno, o visioni più mirabili,
ve lo dirò.
40
Fammi un ritratto del sole
Fammi un ritratto del sole
così che io possa appenderlo
in camera mia
e possa fingere di scaldarmi
mentre gli altri
lo chiamano ” Giorno”!
Disegnami un pettirosso su un ramo
così che io possa ascoltarlo
mentre dormo
e quando cesserà il campo nei campi
anch'io deporrò la mia illusione.
Dimmi se e' vero che fa caldo
a mezzogiorno
se sono i ranuncoli quelli che volano
o le farfalle quelle che fioriscono.
Poi, manda via il gelo dai prati
e scaccia la ruggine dagli alberi
dammi l'illusione
che ruggine e gelo
non debbano più tornare!
Non avro' vissuto invano
Non avro' vissuto invano
Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano;
se potrò alleviare il dolore d'una vita
o placare una pena,
e aiutare un pettirosso morente
a rientrare nel suo nido,
non, avrò vissuto invano.
41
Morii per la bellezza
Morii per la bellezza,
ma ero appena adagiata nella tomba
Quando un altro, morto per la verità,
Fu messo accanto a me.
Mi domandò dolcemente:
«Perché cadesti»?
«Per la bellezza»
«E io per la verità,
Due cose in una;
Siamo fratelli» egli disse
Così mentre i parenti
S'incontravano di notte
Noi parlavamo da una tomba all'altra
Finché il muschio ci arrivò alle labbra
E coprì i nostri nomi.
E' questa la mia lettera al
mondo
E' questa la mia lettera al
mondo
che mai non scrisse a me,
semplici annunzi che dà la
natura
Non conosciamo mai la nostra altezza
Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
con tenera maestà.
Il suo messaggio è
consegnato a mani
arriva al cielo la nostra statura.
per me invisibili
L’eroismo che allora recitiamo
Per amore suo, miei dolci
compaesani,
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.
benignamente
giudicatemi!
42
Alda
Merini
“Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo”
La sensibilità non è donna,
la sensibilità è umana.
Quando la trovi in un uomo
diventa poesia.
43
“Anche la follia merita i suoi applausi”
Spazio
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte
sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le
statue,
di stelle che mormorino all'orecchio
degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza
delle parole,
che risveglia le emozioni
e dà colori nuovi.
Spazio spazio io voglio,
tanto spazio
per dolcissima muovermi
ferita;
voglio spazio per
cantare
crescere
errare
e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch'io lanci un urlo inumano,
quell'urlo di silenzio
negli anni
che ho toccato con mano.
44
MI svegio sempre in forma
MI deformo attraverso gli altri
La pace
A tutti i giovani
A tutti i giovani raccomando:
La pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
che a volte mi tocca
e poi diventa tragedia
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra per
tanti anni,
non per costruivi tombe, o simulacri, ma
altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana
Foto di Premio naziona
Far camminare un bimbo è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte
per ogni dove,
come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti
i palpiti di tanti soldati,
sai che le bocche della morte
sono di cartapesta,
più sinuosi dei dolci
le labbra intoccabili
della donna che t'ama.
45
Ci sono donne…
E poi ci sono le Donne Donne…
E quelle non devi provare a capirle,
perché sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle,
e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare.
Devi spazzare via con un abbraccio che toglie il fiato
quelle paure che ti sapranno confidare
una volta sola, una soltanto.
a bassa, bassissima voce.
Perché si vergognano delle proprie debolezze.
e dopo averle raccontate si tormentano,
in una agonia lenta e silenziosa,al pensiero che,
scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili
e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi
ed i tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale.
Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco,
perché non sai quanto gli occhi di una donna
possano trovare scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate,
un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno
perché sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo,
sapranno amare te come nessuna prima di loro.
46
Gabriela
Mistral
“Lascia dentro di lui o di lei la più melodiosa delle melodie.”
Gabriela
Mistral,
sudamericana,
a
poetessa
vincere
ed
educatrice,
il Nobel
per
è
stata
l’unica
letteratura nel 1946.
autrice
La
sua
esperienza fu segnata da un avvenimento drammatico: il suicidio del suo
primo e forse unico amore, che ricorderà per tutta la vita come “quel
ragazzo dalla rosa rossa fra i capelli … che si allontana per l’eternità”, nei
Sonetti della morte” a lui dedicati.
Al centro della sua poesia ci sono i temi dell’amore, delle proprie memorie
dolorose,
della perdita
e
della
celebrazione della natura.
A Tasso de Silveira
Dammi la mano e balleremo;
dammi la mano e mi amerai.
Come un solo fiore saremo
Come un fiore, e niente più.
La stessa canzone canteremo,
allo stesso passo ballerai.
Come una spiga ondeggeremo,
come una spiga e niente più.
Ti chiami Rosa e io Speranza;
ma il tuo nome dimenticherai,
perché saremo una danza
sulla collina, e niente più.
guarigione,
l’affetto
materno
e
la
47
“Dove c'è un albero da piantare, cerca di piantarlo!
Dove c'è un errore da correggere, cerca di correggerlo!
Dove c'è un compito difficile, cerca di assumerlo!”
Educare
Educare è equipaggiare il motore di una barca...
Serve prendere le misure, pesare, equilibrare...
e mettere tutto in funzione.
Ma per questo si deve avere nell'animo
un po' del marinaio...
un po' del pirata...
un po' del poeta...
e un chilo e mezzo di pazienza
Preghiera dell’insegnante
Fa che io sia più madre di una madre
nel mio amore e nella difesa del
bambino
concentrata.
che non è sangue del mio sangue.
Ma è consolante sognare,
mentre si lavora,
che quella barca,
quel bambino,
prenderà il largo,
se ne andrà lontano.
Sognare che quel bastimento porterà
il nostro carico di parole
verso porti distanti,
verso isole lontane.
Sognare che quando si sarà
messa a dormire la nostra barca,
nuove barche porteranno inalberata
la nostra bandiera.
Aiutami affinché ognuno
dei “miei” bambini
diventi la poesia migliore.
E nel giorno in cui
non canteranno più le mie labbra,
lascia dentro di lui o di lei
la più melodiosa delle melodie.
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LE DONNE NELL’ ARTE
In questa esposizione virtuale proponiamo tre artiste, tutte donne
coraggiose e ispirate che, nonostante la chiusura sociale del loro tempo,
hanno intrapreso la difficoltosa strada dell’Arte, e realizzando opere
straordinarie hanno saputo guadagnarsi stima e rispetto.
Artemisia
Gentileschi
E’ forse l’emblema del femminismo in arte. Vittima di uno stupro e di una
torbida vicenda giudiziaria, fino alla sua morte dovette lottare anche per
affermarsi come artista a causa dei pregiudizi del tempo. Figlia di Orazio
Gentileschi, divenne una delle esponenti più importanti della scuola
italiana caravaggesca, riscontrando successo ovunque. Pittrice ricca di
talento, nelle sue opere si colgono elementi originali, che sottolineano il suo
carattere forte, orgoglioso e libero.
49
Natalia
Goncharova
Fu un’artista che seppe abbracciare le diverse avanguardie presenti
all’inizio del ‘900, per poi aderire al Raggismo, un’avanguardia nata
dal Futurismo russo. Nelle sue opere è immancabile il forte richiamo alle
tradizione russa e ai colori moscoviti, riportati sulla tela con la stessa
forza dei Fauves e degli Impressionisti.
La danza
50
Il ciclista
La raccolta della frutta
Autoritratto con gigli
51
Frida
Kalho
Frida kahlo (1907-1954) è stata un’ artista molto amata dal popolo
messicano. I suoi quadri raccontano di se stessa, sono autobiografici,
contemporanei del suo tempo. L’artista si è distinta per la capacità di
trasmettere l’amore per la vita, nonostante il dolore fisico che l’ha
accompagnata per tutta l’esistenza. E’ riuscita con grande maestria anche
a tramandare l’amore per il suo paese, il Messico, che nei suoi quadri è
visibile anche attraverso gli abiti e gioielli che indossa. Di questo suo
particolare modo di vestire si sono ispirati fra l’altro vari stilisti.
Radici
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Autoritratto con vestito di velluto
Il cervo ferito
Io e i miei pappagalli
Amore in braccio all’universo, me stessa e Diego
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Vorremmo infine segnalare anche un’insegnante del nostro istituto:
Stefania Cinzia Monciardini. Non è ancora famosa, ma lo diventerà
perché è davvero brava. Di recente ha esposto questa sua opera alla
Triennale di Milano ed abbiamo deciso di sceglierla come quarta di
copertina del nostro lavoro.
Ideologia dell’apparire,
Stefania Cinzia Monciardini
“Ideologia dell’Apparire”, realizzato in acrilico su tela, dim. 40x50, vuole essere
un manifesto, una riflessione dell’essere donna riuscendo a inserirsi in qualsiasi
situazione. La figura è in continua evoluzione o involuzione, non è un’immagine
fissa, ma in perpetuo movimento, proprio come la condizione femminile.
54
Ideologia dell’apparire, Stefania Cinzia Monciardini
55
Momenti del nostro lavoro
56
57
58
59
60