Parità di genere
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Parità di genere
1 Partecipazione al Progetto Luci per la Cittadinanza Globale (DCI-NSAPVD/2012/281-688) UGUAGLIANZA DI GENERE Classe II L Docente Caterina Laprea I.P.S.E.O.A. CARLO PORTA – MILANO ANNO SCOLASTICO 2014/15 2 INDICE Premessa pag. 1 La donna nella pubblicità 2 Le donne nel mercato lavoro 13 La realtà della donna nelle nostre famiglie 16 La violenza sulle donne Scelte di indirizzo nel nostro istituto 18 19 Le donne nella storia 22 la Resistenza “taciuta” 26 Le donne nella scienza 30 Le donne nella cultura 34 Le donne nell’arte 46 3 PREMESSA Per circa due mesi abbiamo trattato il tema della disparità tra l'uomo e la donna; ci siamo divisi in gruppi ed ognuno ha approfondito un ambito diverso. In base alle nostre ricerche abbiamo scoperto delle verità che non immaginavamo assolutamente, per esempio che alcune donne hanno cambiato la storia o comunque hanno avuto un ruolo molto importante in essa. Ce ne sono state altre che sono riuscite a ribellarsi in una società che le opprimeva oppure non dava loro molta importanza, rendendo così il mondo più libero e più giusto. Eppure, queste donne sono poco conosciute o del tutto dimenticate poiché i personaggi illustri sono tutti maschi; è come se la civiltà occidentale tenesse nascoste molte donne in un “burqa”. La donna, soprattutto nel passato, ha vissuto una condizione di inferiorità sia sul piano sociale che giuridico e politico. Questa discriminazione viene proposta ancora oggi da una visione culturale fortemente influenzata da stereotipi e preconcetti intorno alla figura femminile e rafforzata da una mentalità maschilista che spesso traspare nella pubblicità e nei mass media. La donna schiava e sottomessa all'uomo quasi non esiste più nella società occidentale. Essa ha preso sempre più coscienza di sé e delle sue capacità e rifiuta una vita relegata entro le mura domestiche che, fino a qualche tempo fa, accettava con naturalezza. La figura della casalinga come "nostra nonna", che si dedicava completamente alla famiglia, che viveva per essa va scomparendo; al suo posto ora c’è una donna nuova, consapevole delle sue forze e del suo valore, che ha innumerevoli interessi e che si realizza anche nel mondo del lavoro. Oggi le donne sono presenti nella società, nell’economia, nelle università, nella magistratura e nella pubblica amministrazione, nel Governo e in Parlamento, ed eseguono con successo lavori utili e anche molto impegnativi, che fino a qualche tempo fa svolgevano solamente gli uomini. Dal momento che le donne rappresentano più della metà del mondo, la loro posizione nella società odierna può essere assunta come un valido criterio per stabilire il livello di civiltà e cultura di un popolo. E’ necessario però che anche tutti gli uomini lo capiscano e lo condividano serenamente. 4 LA DONNA NELLA PUBBLICITÀ Anche se nel corso del tempo l’immagine della donna è cambiata, la pubblicità continua a proporci due modelli o stereotipi femminili, quelli da sempre presenti nella mentalità maschilista: la casalinga, moglie e madre attenta e amorevole la donna oggetto del desiderio Le prime pubblicità riguardanti la figura femminile mostravano solo casalinghe, donne che si prodigavano nelle faccende domestiche o ai fornelli nella preparazione dei pasti per tutta la famiglia. Anche queste immagini erano fortemente sessiste e mostravano la donna come ci si aspettava che fosse. In seguito all’introduzione di alcuni prodotti per la casa e agli elettrodomestici, la donna è apparsa più libera ed emancipata, ma solo apparentemente, come le immagini e alcuni slogan raccontano: "La Moulinex regala tempo alla donna!” “Grazie Candy!” Oltre all’immagine della casalinga, si diffonde il modello della donna oggetto e la sua rappresentazione assume tratti più sensuali e seducenti. 5 La donna viene associata ad oggetti di consumo considerati prettamente maschili, come auto o bevande e le più famose reclame pubblicizzano donne che sorseggiano drink dissetanti o sono comodamente sdraiate su auto fiammanti. L’erotizzazione del corpo femminile ha portato in alcuni momenti a immagini perfino volgari e offensive nei confronti delle donne. 6 Doppi sensi offensivi per le donne 7 In seguito, gli spot hanno cominciato a proporre una figura più indipendente, quella della donna in carriera che incarnava, anche sul luogo di lavoro, i valori maschili dell’efficienza e della disciplina. 8 Si propongono così donne finalmente appagate da posizioni professionali elevate e che dopo essere state tutto il giorno in ufficio, ritornano a casa, perfettamente in forma, e riescono ad affrontare serenamente anche il normale ménage familiare. Passando in rassegna le pubblicità televisive e le immagini più diffuse oggi dai mass media notiamo, comunque, che la donna è ancora rappresentata all’interno dell'universo casa, come moglie e madre efficiente. 9 I valori tradizionali come la famiglia, la casa e la maternità sono sempre posti in primo piano e si conciliano perfettamente con il lavoro; la donna si ritrova ancora a faticare in casa scrostando il calcare, lavando i panni e cucinando ogni tipo di cibo preferito dai suoi cari. La donna è rappresentata sempre come una madre bella, affettuosa e veramente “unica”….. 10 ….. ma del tutto negata in altri campi, per esempio quello della guida. Mamma e bambino, spot Golf 2014 La madre guida contenta e sicura, ma è il figlioletto dietro l’esperto, perché, nonostante sia piccolo, dimostra di essere ferrato e di saperne di più in fatto di auto, mettendo a disagio la madre e facendola sentire inadeguata. Come oggetto del desiderio, oggi la donna è rappresentata in modo forse meno provocante, ma sempre bella, affascinante e.. poco vestita. 11 La donna nella pubblicità ha spesso anche un ruolo passivo, mentre l’uomo quello attivo. Dolce & Gabbana, polemiche in Spagna per pubblicità «machista» (dal Corriere della Sera.it) Questa pubblicità fa pensare ad uno stupro; essa trasmette un’idea di maschio legata alla forza e alla violenza: un uomo a torso nudo tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre altri quattro osservano la scena. E’ una delle ultime pubblicità di Dolce & Gabbana, che ha sollevato molte polemiche in Spagna, dove associazioni di consumatori, l'Istituto della Donna e semplici cittadini ne hanno chiesto il suo «ritiro immediato». A loro giudizio, mostra una scena di violenza 'machista'. Anche secondo l'Istituto della Donna, organismo autonomo del Ministero del Lavoro, la pubblicità del marchio italiano incita alla violenza contro le donne. Da questa immagine «si può dedurre che è ammissibile l'uso della forza come un mezzo per imporsi sulle donne». L'Istituto ritiene che questo tipo di immagini rafforzi “atteggiamenti che oggigiorno sono un reato, attentano contro i diritti delle donne e denigrano la loro immagine”. Insomma, “non favoriscono per niente il lavoro svolto da molti anni per raggiungere la parità con gli uomini». Dolce & Gabbana, che non ha ufficio di rappresentanza in Spagna, non si è ancora espresso su questa polemica, spiega il giornale El Mundo nella sua edizione on line. L'Istituto della Donna ha chiesto ai mass-media e alle ditte di pubblicità di non accettarla né diffonderla. A questa denuncia si sono aggiunti la Federazione di Consumatori in Azione (Facua) e il partito dei Verdi, considerando che la pubblicità di Dolce & Gabbana viola l'articolo 3 della Legge generale sulla Pubblicità, che proibisce ogni spot che vada contro “la dignità della persona o violi i valori e diritti riconosciuti nella Costituzione”. 12 Un altro stereotipo della figura femminile è quello della donna che combatte quotidianamente e ossessivamente contro la cellulite e le rughe. Per quanto riguarda la rappresentazione delle donne nelle reclame, ci sembra importante sottolineare quest’ultima caratteristica, quella dell’ideale della magrezza, associata alla forma fisica perfetta. Il mercato dell’abbigliamento, dei cosmetici, del fitness e della chirurgia estetica spinge soprattutto le donne a uniformarsi a un ideale di magrezza, che può indurre all’anoressia o alla bulimia. I disordini alimentari, di cui anoressia e bulimia sono le manifestazioni più diffuse, sono diventati nell’ultimo periodo una vera e propria emergenza per la salute mentale, soprattutto per gli effetti devastanti che hanno sull’esperienza e sulla vita di tanti giovani e adolescenti come noi. 13 Queste patologie sono la diretta conseguenza dell’intensa e ossessiva preoccupazione per le forme e il peso del nostro corpo, che porta a basare l’autostima della donna principalmente sulla magrezza, da raggiungere a tutti i costi. 14 Il messaggio prevalente relativo alla donna diffuso dalla pubblicità implica una sottovalutazione delle capacità reali, intellettive e pratiche delle donne, perchè continua a evidenziare solo i ruoli tradizionali e il suo aspetto fisico. Nella pubblicità sono ancora numerosi ed evidenti gli stereotipi sulle donne e non esiste la parità di genere. Continuando a ripetere questi modelli stereotipati, si finisce per alimentarli, rinforzarli, tanto da renderli sempre più rigidi e vincolanti, soprattutto per le giovani generazioni. Tutto questo … è ingiusto: non permette alle donne di essere se stesse, di esprimersi in modo completo, come persona che può avere interessi vari e notevoli competenze in diversi campi. è pericoloso: poiché le donne rappresentate costituiscono un ideale di perfezione, di bellezza e di sensualità che nella realtà non esiste e taluni messaggi possono indurre non solo all’ anoressia, ma addirittura alla violenza. In sostanza, riteniamo che in Italia la pubblicità, la televisione e internet, utilizzino molto la figura femminile per attirare l’attenzione e incrementare così le vendite in tutti i settori, ma spesso viene fatto un uso scorretto e discriminante della donna. 15 LE DONNE NEL MERCATO LAVORO La storia ha sempre sottovalutato il ruolo delle donne, che ancora oggi faticano a vedere riconosciuto il loro lavoro, nonostante i netti miglioramenti rispetto al passato. Le donne hanno raggiunto risultati significativi in ogni campo, hanno conquistato l’indipendenza e la realizzazione professionale. Sono, comunque, ancora una minoranza nei posti di potere, subiscono più dei maschi la crisi economica restando disoccupate e ottengono retribuzioni mediamente più basse. In Italia la presenza femminile nelle posizioni di vertice raggiunge solo il 5%. 16 Da uno degli ultimi rapporti dell’Istat, emerge che nel nostro Paese il tasso di occupazione femminile resta uno dei più bassi, ossia il 40,7% nel 2011, contro il 58,5% della media dell’Unione Europea. Lo stesso vale per il rapporto tra occupazione femminile e maschile che è più alto solo di quelli di Malta e della Turchia. In Italia meno di una donna su due è occupata, nel Mezzogiorno meno di un terzo. Inoltre, in seguito all’attuale crisi economica, soprattutto nella industria il calo dell'occupazione femminile risulta il doppio rispetto a quello degli uomini, precisamente il 12,7% contro il 6,3%. 17 Ricerche recenti hanno poi rilevato che a parità di lavoro le donne guadagnano meno degli uomini. Il divario si sta riducendo in molti Paesi occidentali, ma non in Italia, dove le donne guadagnano mediamente il 71,7% del salario degli uomini, con molte differenze nei vari settori economici. Nelle famiglie italiane a doppio reddito l’uomo è il principale produttore di reddito per il 54,1%. Il reddito dei coniugi è simile per il 37,1% delle coppie e per solo l’8,9% è la donna a contribuire maggiormente alle finanze della famiglia. Questi valori non sono distanti da quelli della media dei paesi europei. 18 La realtà della donna nelle nostre famiglie Dalle domande-intervista che abbiamo rivolto ai nostri genitori abbiamo potuto notare che: la maggior parte delle mamme svolge un lavoro sia domestico sia fuori casa tutti i papà svolgono un lavoro esterno e meno della metà si dedica ai lavori domestici la maggior parte dei papà è soddisfatta del lavoro che svolge e della retribuzione che riceve solo poco più della metà delle mamme si dichiara soddisfatta Nell’ambito dell’attività lavorativa, anche nelle nostre famiglie non esiste una effettiva parità tra uomo e donna. Lavoro fuori casa Lavoro domestico Gratificazione personale SI SI SI SI NO SI SI NO NO NO NO NO 88% 12% Mamma 41% 59% Papà 88% 12% Mamma 100% 0% Papà 58% 42% Mamma 82% 18% Papà 19 Anche Papa Francesco in una delle sue ultime udienze generali del mercoledì ha tuonato: “E’ un puro scandalo che le retribuzioni delle donne siano più basse di quelle degli uomini!” ed ha affermato che i Cristiani devono “sostenere il diritto all’uguale retribuzione per uguale lavoro.” Un lavoro in cui devono spesso combattere le discriminazioni per dimostrare le proprie capacità ed essere riconosciute come professioniste. Riferendosi poi alla crisi del matrimonio e della famiglia ha aggiunto: “Non è vero che ciò accade per l’emancipazione della donna: è un’ingiuria, è una forma di maschilismo: l’uomo che sempre vuol dominare.” Si dimentica in effetti che, oltre al lavoro fuori casa, ogni giorno una donna dedica 326 minuti ai lavori domestici e alla cura dei figli e dei genitori anziani, contro i 103 degli uomini, subendo quindi un doppio carico di impegni. 20 La violenza sulle donne La donna, purtroppo, nella famiglia è anche vittima di violenza, quando per assurdo viene ritenuta “colpevole” di decidere. E’ noto che ancora oggi nella nostra “società evoluta”, esistono spietate forme di emarginazione delle donne, che sempre più spesso sfociano in veri e propri crimini, come lo stupro, le percosse e l’ omicidio o meglio il femminicidio. Dati pubblicati nel 2014 21 Scelte di indirizzo nel nostro Istituto Il nostro Istituto é frequentato da 1.390 studenti, di cui 2/3 sono maschi. Gli indirizzi ai quali si accede nel triennio si articolano in quattro specializzazioni: Enogastronomia (Cucina/Pasticceria) Servizi di Sala Accoglienza turistica Il 70% degli studenti che scelgono Cucina sono maschi. Anche nei Servizi di Sala i maschi sono la maggioranza, il 60%. Nell'indirizzo di Pasticceria la percentuale dei maschi è uguale a quella delle femmine. Nel settore di Accoglienza turistica le ragazze rappresentano il 70% degli iscritti. Questi dati ripropongono la divisione tradizionale dei ruoli all’interno della nostra società. Innanzi tutto è maggiore il numero dei maschi che scelgono Cucina, nonostante sappiamo che sono certamente più le donne a stare ai fornelli, almeno in casa. Inoltre, molti ragazzi hanno sostenuto di aver ereditato la passione per la cucina proprio dalle madri o dalle loro abilissime nonne. 22 In realtà, lo chef ha davanti una carriera molto impegnativa che richiede una dedizione totale al lavoro, difficilmente gestibile da una donna che nella nostra cultura deve occuparsi anche dei figli e della casa, quindi per molte risulta quasi impossibile conciliare le due attività. Per quanto riguarda i numeri della Pasticceria, pensiamo che le donne vi si accostano perché più golose e amanti dei dolci, mentre gli uomini sono convinti che la preparazione delle ricette richieda una creatività e una precisione congeniale solo ai grandi “maestri” pasticceri! I maschi generalmente evitano Accoglienza turistica, che è più frequentata dalle ragazze, forse perché incarnano meglio certi requisiti richiesti dalla disciplina, come: - la piacevolezza e la cortesia nel parlare - l’affabilità e la sensibilità verso gli altri - l’atteggiamento aperto e cordiale Poiché acquisiscono tante altre competenze professionali, speriamo che un giorno molte di loro possano diventare anche Direttore d’albergo! 23 Aung San Suu Kyi La Regina Vittoria Giovanna D’Arco Anna Maria Mozzoni A. M. Luisa de’ Medici S. Caterina da Siena Eva Peron Le Madri Le donne della Resistenza Rosa Luxemburg Costituenti Cleopatra Eleanor Roosevelt Emmeline Pankhurst Donne Caterina la Grande nella Storia Eleonora De Fonseca Pimentel Rosa Parks Elisabetta I d'Inghilterra Indira Gandhi Golda Meir Isabella di Castiglia Maria Teresa d'Asburgo Madre Teresa di Calcutta Cristina Trivulzio di Belgioioso Calamity Jane Benazir Bhutto Rosa Parks Sophie Scholl Rosa Luxemburg 24 DONNE NELLA STORIA Si pensa che le grandi svolte dell’umanità siano state decise e realizzate solo dagli uomini, ma non è proprio così. Il passato, come pure il presente, è ricco di donne che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia dell’umanità, offrendo il loro impegno per il progresso sociale e culturale. Ancora oggi il racconto storico manca di equilibrio e la maggior parte dei libri di storia non parla, o parla poco, delle donne che con il loro pensiero e le loro azioni hanno cambiato il mondo. Vogliamo ricordarne alcune quasi totalmente dimenticate dai manuali di storia, malgrado il loro importante ruolo, che continua ad essere sottostimato, visto che i personaggi illustri sono sempre maschili. Oscurare tante donne che dovrebbero occupare un posto d’onore nella storia è come lasciarle “sepolte” in un burqa! Cominciamo con Olympe de Gouges e la sua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina Olympe de Gouges 25 La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina Si tratta del primo documento moderno che rivendica l'uguaglianza giuridica, politica e sociale tra uomo e donna. Venne pubblicato nel 1791 da Olympe de Gouges, convinta che la donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo e dedicato a Maria Antonietta che, benché regina, contava meno di suo figlio appena bambino, per il semplice fatto di essere una donna. Ecco che cosa scriveva nell’introduzione rivolgendosi agli uomini: “Uomo, sei capace d'essere giusto? È una donna che ti pone la domanda; tu non la priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l'esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l'evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell'amministrazione della natura. Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale. Solo l'uomo s'è affastellato un principio di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacia, nell'ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all'uguaglianza, per non dire niente di più.” Nel 1793 Olympe de Gouges sarà ghigliottinata “perché si era dimenticata le virtù che convengono al suo sesso”. 26 Eleonora de Fonseca Pimentel Eleonora de Fonseca Pimentel è stata una patriota e politica italiana, una delle figure più rilevanti della breve esperienza della Repubblica Napoletana del 1799. Donna di grande intelligenza e vasta cultura, fu poetessa, scienziata e giornalista stimata e apprezzata dai maggiori pensatori: Benedetto Croce la definirà come “il fiore dell’intelligenza napoletana”. Partecipò alla rivoluzione antiborbonica del 1799 e si distinse per il suo comportamento ammirevole e dignitoso fino alla morte sul patibolo, insieme ad altri rivoluzionari giacobini. 27 Cristina Trivulzio di Belgiojoso Nata a Milano da antica e nobile casata, Cristina Trivulzio di Belgiojoso è stata giornalista, scrittrice e patriota italiana, una delle figure più attive del Risorgimento italiano. Bella, indipendente, colta e grande viaggiatrice, accolse nel suo vivace salotto parigino intellettuali ed esuli. Sostenne in pieno la causa italiana, finanziando le insurrezioni e acquistando armi per i ribelli. Ebbe contatti con i maggiori protagonisti dell’epoca, organizzò le truppe a Napoli per contribuire alle Cinque giornate di Milano e si occupò degli ospedali a Roma durante gli scontri del 1849. Nella sua campagna di Locate fece costruire scuole ed asili e si adoperò per sconfiggere la povertà tipica di quel periodo. E’ degna di essere ricordata per il suo impegno nella creazione dell’unità d’Italia. 28 La Resistenza "taciuta" Partigiane: 35.000 Patriote: 20.000 Gruppi di difesa: 70.000 iscritte Arrestate, torturate: 4.653 Deportate: 2.750 Commissarie di guerra: 512 Medaglie d'oro: 16 Medaglie d'argento: 17 Fucilate o cadute in combattimento: 2.900 Medaglia d'Oro al valor militare In Italia la Resistenza ha ricevuto dalle donne un contributo tutt’altro che marginale, perché le donne hanno partecipato numerose alla lotta per la liberazione. Il loro ruolo le ha viste attive nella trasmissioni di armi, ordini o materiali, nell’assistenza ai patrioti feriti, nelle azioni dentro le fabbriche, ovunque sono state protagoniste. In quell’occasione hanno anche scoperto di poter essere padrone del proprio destino, ripensando se stesse in una nuova dimensione, diversa dal ruolo appartato e subordinato di mogli e madri a cui il fascismo le aveva segregate. Finita la guerra sono ritornate nelle loro case e la maggior parte è stata dimenticata, cadendo nell’anonimato. Solo di recente si è dato il dovuto risalto alla partecipazione femminile nella Resistenza italiana. Le Quattro giornate di Napoli 29 Quelle che seguono sono le testimonianze di due figure femminili tra le poche sopravvissute, la cui vita è stata segnata da un forte impegno nella lotta per la liberazione. Teresa Vergalli, il suo nome di battaglia era Annuska. Era soldato semplice. Faceva la staffetta. E’ stata riconosciuta partigiano combattente. “Combattevo per ribellarmi alla guerra. Lo so che sembra strano fare una guerra per ribellarsi alla guerra, ma volevo ribellarsi a quell’ordine insensato “credere obbedire e combattere”. Non volevo più credere. Volevo sapere. Volevo combattere per non avere più città distrutte, ragazzi al fronte che muoiono, civili massacrati, donne, bambini vecchi per i quali un pezzo di pane era diventato un sogno.” Emma Quinteri partigiana dei Gruppi Difesa della Donna, classe 1911. Il prossimo 18 luglio compirà 104 anni. La passione per la politica è esattamente la stessa che l’ha accompagnata per tutta la vita, fin da quando nel 1943 decise di stare dalla parte dei partigiani. 30 Conosciamo bene i nostri Padri Costituenti, ecco allora i nomi delle Madri: “Le 21 donne alla Costituente” 1. 2. 3. 4. 5. Adele Bei Bianca Bianchi Laura Bianchini Elisabetta Conci Maria De Unterrichter Jervolino 6. 7. 8. 9. Filomena Delli Castelli Maria Federici Nadia Gallico Spano Angela Gotelli Le Madri Costituenti 10. Angela M. Guidi Cingolani 11. Leonilde Iotti 12. Teresa Mattei 13. Angelina Livia Merlin 14. Angiola Minella 15. Rita Montagnana Togliatti 16. Maria Nicotra Fiorini 17. Teresa Noce Longo 18. Ottavia Penna Buscemi 19. Elettra Pollastrini 20.M. Maddalena Rossi 21.Vittoria Titomanlio Molte di queste donne hanno poi continuato nel loro impegno politico, come Angelina Camera dei Deputati. Merlin che, all’età di 71 anni, viene eletta alla Nel 1958 riesce a far approvata la legge per la chiusura delle case di tolleranza, una battaglia che l’aveva all’attività a lungo impegnata, parlamentare, particolarmente attiva nella che insieme la riforma vede della legislazione riguardante la famiglia e il ruolo della donna. 31 Vandana Shiva Rosalin Franklin Margherita Hack Lise Meitner Ada Lovelace Fabiola Gianotti Donne Rita Levi Montalcini Nettie Marie Stevens Marie Curie nella scienza Maria Gaetena Agnesi Ipazia di Alessandria Dorothy Hodgkin Gertrude Belle Elion Mileva MaricEinstein Florence Nightingale Ada Byron King Rachel Carson Maria Montessori Samantha Cristoforetti 32 LE DONNE NELLA SCIENZA Tutti conoscono Marie Curie, la sola scienziata a vincere tra l’altro due premi Nobel, per la fisica e per la chimica, ma non è l’unica donna scienziata perché anche il campo della scienza è popolato di figure femminili eccezionali, i cui meriti vengono spesso dimenticati. Le invenzioni delle donne Si tende a considerare il campo delle invenzioni e dei brevetti una dote e una caratteristica prettamente maschile, ma non è così. Soprattutto a partire dal secolo scorso, sono moltissime le donne che hanno fatto delle scoperte geniali. Alcune di esse hanno contribuito a migliorare specificatamente la condizione delle donne, altre hanno rivoluzionato e facilitato la vita di tutti, in diversi settori. Il radio, il polonio e i raggi x furono scoperti da Marie Curie nei primi anni del Novecento. La cottura a bagnomaria venne inventata da Maria l'Ebrea, la più grande alchimista del mondo antico vissuta nel I secolo a.C. La lavastoviglie venne brevettata nel 1886 da Josephine Cochrane. Le buste di cartone furono inventate da Margaret Knight nel 1871. La sega circolare elettrica venne brevettata da Tabitha Babbitt nel 1913. Il fattore di crescita nervoso, una pietra miliare della biologia, è stato scoperto da Rita Levi Montalcini nel 1977. Il giubotto antiproiettile fu inventato da Stephanie Kwolek nel 1963 grazie alle sue ricerce sui polimeri. Il reggiseno fu brevettato da Mary Phelps Jacob nel 1914. Il BM-Harvard Mark 1 è stato costruito dall'ammiraglio Grace Murray Hopper, che ha partecipato negli anni '40 allo sviluppo di moderni calcolatori, gli antenati dei nostri pc. 33 I tergicristalli furono inventati da Mary Anderson nel 1903. I suoi tergicristalli erano Successivamente azionati un'altra manualmente donna, Charlotte dall'abitacolo. Bridgwood, nel 1917 brevettò quelli automatici. Il sistema di comunicazione segreta da Hedy Lamarr fu pensato per la prima volta nel 1941 e costituisce la base dell’attuale funzionamento del Wi-Fi e del 3G. Il bianchetto o correttore universale fu inventato da Bette Nesmith Graham nel 1957. Le lenti antiriflesso furono inventate da Katherine Blodgett nel 1939. Il sistema di distillazione per rendere potabile l’acqua di mare e il riscaldamento solare furono inventati da Maria Telkes nella prima metà del Novecento. Il Gerovital H3 è il primo medicinale antinvecchiamento scoperto nel mondo dal medico specialista in Gerontologia Ana Aslan nel 1957. Il silicone fu inventato da Patricia Billings alla fine degli anni Settanta. 34 Le donne nello spazio Le pari opportunità non si realizzano neanche nello spazio. Nelle missioni spaziali, infatti, la parità di genere non esiste: gli uomini che sono andati nello spazio sono 477, le donne solo 57. In Italia, dopo 6 astronauti maschi, una donna, Samantha Cristoforetti, è finalmente partita per lo spazio il 23 novembre 2014. A questa donna che sta vivendo un’avventura straordinaria di 6 mesi nello spazio, noi abbiamo inviato il seguente messaggio: “Siamo degli studenti della classe 2°L dell'Istituto Carlo Porta di Milano e vogliamo innanzitutto congratularci con Lei per l'importante missione che Le è stata affidata e che sta portando a termine egregiamente. Grazie per le spettacolari immagini che continua a inviarci dallo spazio e per l'entusiasmo con cui condivide questa straordinaria esperienza. Nell'ambito di un Progetto europeo (Luci per la Cittadinanza Globale), a scuola ci stiamo occupando della “discriminazione di genere” e vorremmo sapere, se ci può rispondere, quanto sia stato difficile per Lei in quanto donna (da 1 a 10) ottenere questo prestigioso incarico nella Stazione Spaziale Internazionale. Le rinnoviamo la nostra ammirazione e Le auguriamo un buon rientro sulla Terra”. Gli studenti di 2°L dell'Istituto Carlo Porta di Milano 35 Ada Negri Dorothea Lange Frida Kalho Oriana Fallaci Emily Dickinson Natalia Goncarola Sibilla Aleramo Edith Stein Madame de Stael Gabriela Mistral Harriet Beecher Stowe Artemisia Gentilesch i Anne Frank Donne nella Isabella Morra cultura Dacia Maraini Virginia Woolf George Elsa Morante Sand Coco Chanel Elena Lucrezia Piscopia Simone de Beauvoir Grazia Deledda Matilde Serao Helena Rubinstein Helen Keller Saffo Alda Merini Isabel Allende Jane Austen 36 DONNE NELLA CULTURA Se il numero delle scrittrici e delle artiste è inferiore a quello degli scrittori è soltanto perché, relegate tra le pareti domestiche, alle donne per secoli è stato negato l’accesso alla cultura. “… Se ci fosse l’uso di mandare le bambine a scuola e di insegnare loro le scienze, imparerebbero altrettanto bene”, scriveva Christine de Pizar nel XIV secolo. Superata l’esclusione e pur partendo svantaggiate, le donne sono riuscite a recuperare un ritardo di secoli e ad esprimere con le parole o con le immagini, il loro specifico modo di sentire e di vivere la realtà, sia quella esterna sia quella interiore. Tuttavia, ancora oggi, malgrado le numerose testimonianze e la rilevante produzione femminile, raggiunta soprattutto con la piena emancipazione della donna nel ventesimo secolo, la tradizione letteraria e artistica predominante nell’Occidente rimane quella maschile. Delle tante poetesse e artiste, da Saffo a Sylvia Plath, da Isabel Allende a Oriana Fallaci, abbiamo scelto di soffermarci su quelle più rappresentative della condizione e della creatività femminile. Si tratta infatti di donne impegnate ed appassionate, che hanno vissuto vicende entusiasmanti, ma anche conflitti profondi e laceranti , donne che hanno saputo esprimere con le loro opere tutto il ventaglio dei sentimenti umani, raccontando insomma la vita, la percezione del mondo in modo autentico, profondo e sempre affascinante. Ve ne sono però altre, tutte ugualmente originali ed interessanti, che meriterebbero di essere ricordate, ma che ci limiteremo solo a nominare. Speriamo così di strapparle un po’ all’oblio, dal momento che nei libri di scuola ancora pochissimi nomi di donne sono affiancati a quelli degli uomini. Forse bisognerebbe richiedere le “quote rosa” anche per i libri di testo! 37 Isabella Morra “Scrissi con stile amaro, aspro e dolente un tempo, come sai, contro fortuna” Isabella di Morra è stata una poetessa lucana che nella prima metà del XVI secolo illuminò il panorama letterario italiano, all’interno del petrarchismo rinascimentale. Nacque a Favale, l'odierna Valsinni, vicino Matera, nel 1520 e morì nel 1548. Figlia di un feudatario che dovette esulare in Francia per sottrarsi al processo politico quale partigiano del visconte di Lautrec, rimase affidata alle cure della madre e dei fratelli. Visse in solitudine e con la complicità del suo precettore, strinse una relazione con il poeta spagnolo Diego Sandoval De Castro, marito di Antonia Caracciolo, nei suoi brevi soggiorni nella vicina Bollita, attuale Nova Siri. I fratelli, conosciuta la tresca, uccisero il precettore, Isabella e, successivamente, il De Castro. Della poetessa di Favale ci rimane solo un Canzoniere, costituito da 13 poesie in tutto. Isabella Morra, la voce lucana oltre i secoli Pubblicato da La Casa della Poesia di Monza - 21/01/2015 38 D'un alto monte onde si scorge il mare D' un alto monte onde si scorge il mare miro sovente io, tua figlia Isabella, s'alcun legno spalmato in quello appare, che di te, padre, a me doni novella. Ma la mia adversa e dispietata stella non vuol ch'alcun conforto possa entrare nel tristo cor, ma, di pietà rubella, ha salda speme in piano fa mutare; ch'io non veggo nel mar remo nè vela (così deserto è l'infelice lito) che l'onde fenda o che la gonfi il vento. Il Premio Letterario Internazionale Isabella Morra, alla sua V edizione, avrà come filo conduttore la poesia di genere e rientra nelle iniziative di Matera Capitale Europea 2019 Contra Fortuna allor spargo querela, ed ho in odio il denigrato sito, come sola cagion del mio tormento. Scrissi con stile amaro Scrissi con stile amaro, aspro e dolente un tempo, come sai, contro Fortuna, sì che niun'altro mai sotto la luna di lei si dolse con voler più ardente. Or del suo cieco error l'alma si pente, che in tal doti non scorge gloria alcuna, e se dei beni suoi vive digiuna, spera arricchirsi in Dio chiara e lucente. Nè tempo o morte il bel tesoro eterno, nè predatrice e violenta mano ce lo torrà davanti al Re del cielo. Ivi non nuoce già state nè verno chè non si sente mai caldo nè gielo. Dunque, ogni altro sperar, fratello, è vano. 39 Emily Dickinson “La verità deve abbagliare gradualmente o tutti sarebbero ciechi” L'anima sceglie i suoi compagni L'anima sceglie i suoi compagni e poi chiude la porta; la sua divina maggioranza estranei non sopporta. Impassibile, sente il cocchio che si ferma Tutto quello ch’io so presso il cancello esterno. Tutto quello ch’io so Impassibile, guarda un re prostrarsi è un messaggio ogni giorno sul suo tappeto. dell’immortalità. So che da tutto il mondo può scegliere uno solo: chiuder le valve poi dell'attenzione come fossero pietra. Tutto quello ch’io vedo è il presente e il domani, forse l’eternità. Ed il solo che incontro è Dio, la sola strada l’esistenza; di là da questa, se altre cose vi saranno, o visioni più mirabili, ve lo dirò. 40 Fammi un ritratto del sole Fammi un ritratto del sole così che io possa appenderlo in camera mia e possa fingere di scaldarmi mentre gli altri lo chiamano ” Giorno”! Disegnami un pettirosso su un ramo così che io possa ascoltarlo mentre dormo e quando cesserà il campo nei campi anch'io deporrò la mia illusione. Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno se sono i ranuncoli quelli che volano o le farfalle quelle che fioriscono. Poi, manda via il gelo dai prati e scaccia la ruggine dagli alberi dammi l'illusione che ruggine e gelo non debbano più tornare! Non avro' vissuto invano Non avro' vissuto invano Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano; se potrò alleviare il dolore d'una vita o placare una pena, e aiutare un pettirosso morente a rientrare nel suo nido, non, avrò vissuto invano. 41 Morii per la bellezza Morii per la bellezza, ma ero appena adagiata nella tomba Quando un altro, morto per la verità, Fu messo accanto a me. Mi domandò dolcemente: «Perché cadesti»? «Per la bellezza» «E io per la verità, Due cose in una; Siamo fratelli» egli disse Così mentre i parenti S'incontravano di notte Noi parlavamo da una tomba all'altra Finché il muschio ci arrivò alle labbra E coprì i nostri nomi. E' questa la mia lettera al mondo E' questa la mia lettera al mondo che mai non scrisse a me, semplici annunzi che dà la natura Non conosciamo mai la nostra altezza Non conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito con tenera maestà. Il suo messaggio è consegnato a mani arriva al cielo la nostra statura. per me invisibili L’eroismo che allora recitiamo Per amore suo, miei dolci compaesani, sarebbe quotidiano, se noi stessi non c’incurvassimo di cubiti per la paura di essere dei re. benignamente giudicatemi! 42 Alda Merini “Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo” La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia. 43 “Anche la follia merita i suoi applausi” Spazio Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.... Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi. Spazio spazio io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita; voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch'io lanci un urlo inumano, quell'urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano. 44 MI svegio sempre in forma MI deformo attraverso gli altri La pace A tutti i giovani A tutti i giovani raccomando: La pace che sgorga dal cuore e a volte diventa sangue, il tuo amore aprite i libri con religione, non guardateli superficialmente, perché in essi è racchiuso il coraggio dei nostri padri. che a volte mi tocca e poi diventa tragedia la morte qui sulle mie spalle, come un bambino pieno di fame che chiede luce e cammina. E richiudeteli con dignità quando dovete occuparvi di altre cose. Ma soprattutto amate i poeti. Essi hanno vangato per voi la terra per tanti anni, non per costruivi tombe, o simulacri, ma altari. Pensate che potete camminare su di noi come su dei grandi tappeti e volare oltre questa triste realtà quotidiana Foto di Premio naziona Far camminare un bimbo è cosa semplice, tremendo è portare gli uomini verso la pace, essi accontentano la morte per ogni dove, come fosse una bocca da sfamare. Ma tu maestro che ascolti i palpiti di tanti soldati, sai che le bocche della morte sono di cartapesta, più sinuosi dei dolci le labbra intoccabili della donna che t'ama. 45 Ci sono donne… E poi ci sono le Donne Donne… E quelle non devi provare a capirle, perché sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta. Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare. Devi spazzare via con un abbraccio che toglie il fiato quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto. a bassa, bassissima voce. Perché si vergognano delle proprie debolezze. e dopo averle raccontate si tormentano, in una agonia lenta e silenziosa,al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo, vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi. Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possano trovare scudo dietro un velo di mascara. Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia. Amale sapendo che non ne hanno bisogno perché sanno bastare a se stesse. Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro. 46 Gabriela Mistral “Lascia dentro di lui o di lei la più melodiosa delle melodie.” Gabriela Mistral, sudamericana, a poetessa vincere ed educatrice, il Nobel per è stata l’unica letteratura nel 1946. autrice La sua esperienza fu segnata da un avvenimento drammatico: il suicidio del suo primo e forse unico amore, che ricorderà per tutta la vita come “quel ragazzo dalla rosa rossa fra i capelli … che si allontana per l’eternità”, nei Sonetti della morte” a lui dedicati. Al centro della sua poesia ci sono i temi dell’amore, delle proprie memorie dolorose, della perdita e della celebrazione della natura. A Tasso de Silveira Dammi la mano e balleremo; dammi la mano e mi amerai. Come un solo fiore saremo Come un fiore, e niente più. La stessa canzone canteremo, allo stesso passo ballerai. Come una spiga ondeggeremo, come una spiga e niente più. Ti chiami Rosa e io Speranza; ma il tuo nome dimenticherai, perché saremo una danza sulla collina, e niente più. guarigione, l’affetto materno e la 47 “Dove c'è un albero da piantare, cerca di piantarlo! Dove c'è un errore da correggere, cerca di correggerlo! Dove c'è un compito difficile, cerca di assumerlo!” Educare Educare è equipaggiare il motore di una barca... Serve prendere le misure, pesare, equilibrare... e mettere tutto in funzione. Ma per questo si deve avere nell'animo un po' del marinaio... un po' del pirata... un po' del poeta... e un chilo e mezzo di pazienza Preghiera dell’insegnante Fa che io sia più madre di una madre nel mio amore e nella difesa del bambino concentrata. che non è sangue del mio sangue. Ma è consolante sognare, mentre si lavora, che quella barca, quel bambino, prenderà il largo, se ne andrà lontano. Sognare che quel bastimento porterà il nostro carico di parole verso porti distanti, verso isole lontane. Sognare che quando si sarà messa a dormire la nostra barca, nuove barche porteranno inalberata la nostra bandiera. Aiutami affinché ognuno dei “miei” bambini diventi la poesia migliore. E nel giorno in cui non canteranno più le mie labbra, lascia dentro di lui o di lei la più melodiosa delle melodie. 48 LE DONNE NELL’ ARTE In questa esposizione virtuale proponiamo tre artiste, tutte donne coraggiose e ispirate che, nonostante la chiusura sociale del loro tempo, hanno intrapreso la difficoltosa strada dell’Arte, e realizzando opere straordinarie hanno saputo guadagnarsi stima e rispetto. Artemisia Gentileschi E’ forse l’emblema del femminismo in arte. Vittima di uno stupro e di una torbida vicenda giudiziaria, fino alla sua morte dovette lottare anche per affermarsi come artista a causa dei pregiudizi del tempo. Figlia di Orazio Gentileschi, divenne una delle esponenti più importanti della scuola italiana caravaggesca, riscontrando successo ovunque. Pittrice ricca di talento, nelle sue opere si colgono elementi originali, che sottolineano il suo carattere forte, orgoglioso e libero. 49 Natalia Goncharova Fu un’artista che seppe abbracciare le diverse avanguardie presenti all’inizio del ‘900, per poi aderire al Raggismo, un’avanguardia nata dal Futurismo russo. Nelle sue opere è immancabile il forte richiamo alle tradizione russa e ai colori moscoviti, riportati sulla tela con la stessa forza dei Fauves e degli Impressionisti. La danza 50 Il ciclista La raccolta della frutta Autoritratto con gigli 51 Frida Kalho Frida kahlo (1907-1954) è stata un’ artista molto amata dal popolo messicano. I suoi quadri raccontano di se stessa, sono autobiografici, contemporanei del suo tempo. L’artista si è distinta per la capacità di trasmettere l’amore per la vita, nonostante il dolore fisico che l’ha accompagnata per tutta l’esistenza. E’ riuscita con grande maestria anche a tramandare l’amore per il suo paese, il Messico, che nei suoi quadri è visibile anche attraverso gli abiti e gioielli che indossa. Di questo suo particolare modo di vestire si sono ispirati fra l’altro vari stilisti. Radici 52 Autoritratto con vestito di velluto Il cervo ferito Io e i miei pappagalli Amore in braccio all’universo, me stessa e Diego 53 Vorremmo infine segnalare anche un’insegnante del nostro istituto: Stefania Cinzia Monciardini. Non è ancora famosa, ma lo diventerà perché è davvero brava. Di recente ha esposto questa sua opera alla Triennale di Milano ed abbiamo deciso di sceglierla come quarta di copertina del nostro lavoro. Ideologia dell’apparire, Stefania Cinzia Monciardini “Ideologia dell’Apparire”, realizzato in acrilico su tela, dim. 40x50, vuole essere un manifesto, una riflessione dell’essere donna riuscendo a inserirsi in qualsiasi situazione. La figura è in continua evoluzione o involuzione, non è un’immagine fissa, ma in perpetuo movimento, proprio come la condizione femminile. 54 Ideologia dell’apparire, Stefania Cinzia Monciardini 55 Momenti del nostro lavoro 56 57 58 59 60