teatro politeama clarici foligno

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teatro politeama clarici foligno
COMUNE DI
FOLIGNO
2013
2014
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FOLIGNO
luca de filippo
la grande magia
lunedì 21 OTTOBRE
compagnia teatro due
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mercoledì 6 NOVEMBRE
los hermanos macanas
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venerdì 17 gennaio
manuela mandracchia
hedda gabler
mercoledì 4 dicembre
UmbriainDanza
valerio mastandrea
qui e ora
giovedì 13 febbraio
lucia calamaro
ieri, l’altro ieri.
diario del tempo
giovedì 20 MARZO
filippo timi
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giovedì 10 aprile
2013
2014
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Soci fondatori:
Regione dell’Umbria
Provincia di Perugia
Comune di Perugia
Comune di Terni
Comune di Foligno
Comune di Spoleto
Comune di Gubbio
Comune di Narni
Soci sostenitori:
Fondazione
Brunello Cucinelli
Unione Camere
di Commercio
dell’Umbria
TEATRO
ARICI F
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COMUNE DI
FOLIGNO
LA GRANDE
MAGIA
luca de filippo
carolina rosi
Il tema sostanziale de La Grande Magia è il rapporto tra
realtà, vita e illusione: il Professor Otto Marvuglia fa
“sparire” durante uno spettacolo di magia la moglie di
Calogero di Spelta per consentirle di fuggire con l’amante, e fa poi credere al marito che potrà ritrovarla solo se
aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola in
cui sostiene sia rinchiusa. Alla fine la donna ritorna pentita, ma il marito si rifiuta di riconoscerla, preferendo restare ancorato all’illusione di una moglie fedele custodita
nella inseparabile scatola.
“Che una commedia stia dando luogo a una terza messinscena nella bellezza di oltre sessant’anni significa che
dobbiamo salutare un evento, e che l’opera così poco rappresentata non è facile. Luca De Filippo è un artefice di
destrezze animato da un carisma morbido e anacronistico
come la sua cravatta alla Lavallière, con piglio (anche di
regia) ben consapevole del grottesco”
Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica
le rane
LUNedì
BRE
21 OTTO
di Eduardo De Filippo
con Luca De Filippo, Giovanni
Allocca, Carmen Annibale, Gianni
Cannavacciuolo, Alessandra
D’Ambrosio, Antonio D’Avino, Luca
De Filippo, Massimo De Matteo,
Nicola Di Pinto, Paola Fulciniti,
Lydia Giordano, Daniele Marino,
Giulia Pica, Carolina Rosi
regia Luca De Filippo
scene e costumi Raimonda Gaetani
luci Stefano Stacchini
una produzione
Teatro Stabile dell’Umbria
ELLEDIEFFE La Compagnia di Teatro
di Luca De Filippo
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ì 6 nov
mercoled
In un momento quanto mai difficile per il nostro paese,
il nucleo storico dell’ensemble di attori di Teatro Due
affronta attraverso questo classico della commedia greca la cruciale questione del ruolo politico della cultura,
dell’arte, della poesia e del teatro nella società civile. E
lo fa con comicità e leggerezza, al ritmo di un sirtaki, lanciando frasi in un megafono, inscenando un duello poetico e affidando al voto del pubblico il responso.
Come si può salvare una città che non sa distinguere il
bene dal male? Si chiede Aristofane e ci chiedono gli attori di Teatro Due. La risposta non è semplice ma l’umorismo e l’ironia di questo antico e attualissimo testo
conducono il pubblico in un viaggio agli inferi surreale e
sgangherato, alla ricerca delle verità a cui la politica, ieri
come oggi, pare non credere. Un viaggio per la salvezza
della polis, che Aristofane crede attuabile attraverso il
teatro.
di Aristofane
interpretato e diretto da
Roberto Abbati, Paolo Bocelli,
Cristina Cattellani, Laura
Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca
Nucera, Tania Rocchetta,
Marcello Vazzoler
musiche Alessandro Nidi
scene Alberto Favretto
costumi Marzia Paparini
luci Luca Bronzo
una produzione
Fondazione Teatro Due
tango macho
Hedda Gabler
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Gelida e altera, consapevole del proprio fascino eppure
fragile nella sua intima frustrazione, nella sua incapacità
di vivere serenamente la propria femminilità, ossessionata dal successo e rapita da un vortice di egoismo, rivalità, deleteria intransigenza: Hedda Gabler è una delle
figure femminili ibseniane più problematiche, febbrili e
seduttive. Vive “imprigionata” in un mondo che le appare
stonato, attorniata da situazioni che sente “ridicole”, soffocanti e a cui vorrebbe sottrarsi ma non può, per paura
dello scandalo, per conformismo alle regole sociali… Un
ruolo difficile, moderno, affascinante, così come Calenda
lo ha immaginato e come lo restituisce Manuela Mandracchia, uno dei nomi di spicco del mondo teatrale italiano, sensibile, intuitiva, profonda. Accanto a lei un cast
di rara qualità, capeggiato da Luciano Roman che dà vita
al personaggio del giudice Brack.
“Uno spettacolo che ben narra il tormento di un’anima
che cerca con disperazione il significato dell’esistenza, in
quello che sembra essere un ostinato, ma non romantico,
cupio dissolvi.” Magda Poli, Corriere della Sera
di Henrik Ibsen
con Manuela Mandracchia,
Luciano Roman
e (in o. a.) Jacopo Venturiero,
Simonetta Cartia, Federica
Rosellini, Massimo Nicolini,
Laura Piazza
regia Antonio Calenda
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Carla Teti
luci Nino Napoletano
musiche
Germano Mazzocchetti
una produzione
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Compagnia Enfi Teatro
UmbriainDanza
Protagonisti indiscussi dei festival di tango in tutti i
continenti, i fratelli Macana sono considerati una delle
coppie di ballerini più virtuosistiche del panorama “tanguero” internazionale. Il significato del loro nome d’arte
“Macana”, derivante dal gergo popolare di Buenos Aires,
li identifica come picareschi, giocosi, tipi in gamba. Oggetto della più sbalordita ammirazione per le loro straordinarie doti e per l’inconsueta particolarità di esibirsi in
coppia, Los Hermanos Macana, rievocano le origini del
tango quando i “compadritos” (i guappi dell’epoca) per
carenza di donne erano costretti ad allenarsi e ballare
tra di loro, desiderosi di primeggiare, mostrando le loro
abilità e doti virili. Magrissimi, altissimi, eleganti, ironici e anche un po’ sbruffoni, Los Hermanos Macana, ci
sorprendono, catturandoci con grinta e mascolinità in interpretazioni uniche, con passi impeccabili e velocissimi,
uniti a tanto divertimento. Ad impreziosire lo spettacolo,
uno straordinario gruppo di ballo e le musiche dal vivo di
uno strepitoso quartetto della nuova generazione “tanguera” di Buenos Aires.
Los Hermanos Macana
con
Enrique e Guillermo De Fazio,
tangueros e orchestra
argentina
una produzione
Compagnia argentina
Los Hermanos Macana
Qui e Ora
valerio aprea
valerio mastandrea
Grande successo nei teatri italiani per questa pièce di
Mattia Torre, uno degli autori più apprezzati del momento, noto al pubblico anche per la serie cult Boris.
“Qui e ora è ben scritto, suscitatore di risate spesso amare perché offre un saggio dell’umana stupidità, delle piccole, effimere certezze cui si aggrappano disperatamente
gli uomini per avere la sensazione d’esistere. Bravissimo Valerio Mastandrea, è saccente, sprezzante, insopportabilmente supponente e maltratta il suo compagno
di sventura, un giovane uomo di diverso ceto sociale e
culturale, ben interpretato da Valerio Aprea. Prende il
via una sfida dialettica sul nulla che ha come posta lo
sfaldarsi dei rapporti umani, l’assoluta mancanza di attenzione per l’altro, desideri di sopraffazione, la stupidità
di modelli imposti dai media. Uno scontro di personalità
e di mondi giocato a ritmo serrato con un finale che scolora verso la tragedia e che fa si che il riso sia sempre più
bruciante.” Magda Poli, Corriere della Sera
ieri,l’altro ieri.
diario del
tempo
ì 13
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di Mattia Torre
con Valerio Mastandrea
e Valerio Aprea
regia Mattia Torre
scene Beatrice Scarpato
costumi Alessandro Lai
luci Luca Barbati
una produzione
BAM Teatro
io
febbra
lucia calamaro
Nuova produzione del Teatro Stabile dell’Umbria di e con
Lucia Calamaro, artista tra le più interessanti esponenti
della drammaturgia italiana contemporanea, recentemente premiata al “Premio Franco Enriquez” come miglior autrice, interprete e regista.
Grande attesa nel mondo teatrale per questo spettacolo,
ancora in via di definizione, che arriva dopo il grande successo ottenuto da L’origine del mondo, premiato nel 2012
con ben tre premi Ubu.
“La drammaturgia della Calamaro è una rivelazione, è
una commedia all’italiana che studia gli scarti delle parole, i surrogati dell’amore, le noie cui si preferiscono le
sofferenze. Un teatro culturalmente e ironicamente popolare.” Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica
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gioved
scritto e diretto da
Lucia Calamaro
con Daniela Piperno, Roberto
Rustioni, Federica Santoro,
Lucia Calamaro
disegno luci Gianni Staropoli
realizzazione scenica
Marina Haas
una produzione
Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con Pav
SkIANTO
filippo timi
Chiusura di Stagione da non mancare, con l’atteso ritorno
a Foligno di Filippo Timi con il suo nuovo spettacolo.
Dopo il successo de Il Don Giovanni, che la scorsa Stagione ha entusiasmato il pubblico conquistando applausi
scroscianti, recensioni esaltanti, risate, ovazioni, il Teatro
Stabile dell’Umbria e il Teatro Franco Parenti continuano
a scommettere su questo geniale uomo di teatro di eccezionale talento.
“Siamo stelle filanti. Un soffio d’amore ci da l’abbrivio di
pochi metri di vita; un volo patetico fra ridolini e trombette e poi si cade a terra pronti per essere calpestati e
scolorire nella memoria di un carnevale… che se ne va”.
Filippo Timi
teatro politeama clarici
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uno spettacolo di e con
Filippo Timi
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una produzione
Teatro Stabile dell’Umbria
Teatro Franco Parenti
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ABBONAMENTI
come dove e quando
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dell’Umbria: gli spettacoli prodotti, le Stagioni di prosa e danza, i
teatri, il centrostudi e formazione, i comunicati stampa e le news.
botteghino
politeama clarici
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tutti i giorni
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domenica 13 ottobre
da lunedì 14 ottobre
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delle altre Stagioni di Prosa organizzate dal Teatro Stabile dell’Umbria.
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giovani
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si possono vedere 4 spettacoli a scelta tra i più graditi
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consiste in quattro
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nel caso si voglia
invitare un’amica
o un amico a teatro.
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entro la Stagione
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biglietti
COME E QUANDO
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Telefonico
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tutti i giorni feriali
dalle 16 alle 19 fino
al giorno precedente
lo spettacolo.
Il Teatro Stabile dell’Umbria e
il Comune di Foligno
si riservano di modificare
il programma
qualora intervengano
cause di forza maggiore
prezzi
biglietti
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prenotarli ritirandoli
in teatro mezz’ora
prima dell’inizio
dello spettacolo
Agli abbonati e
agli spettatori
non sarà consentito
l’ingresso in sala
a spettacolo iniziato
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sopra 60 anni
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presentando la tessera socio al botteghino del teatro
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