Termistori
Transcript
Termistori
Termistori I PRT sono sonde termometriche molto stabili ma hanno una SENSIBILITA’ ASSOLUTA piuttosto bassa La variazione di resistenza di un PRT è pari a circa il 0.4% per °C di variazione di i termistori, invece, temperatura (a 0°C) hanno una THERMally SENSIBILITA’ sensitive ASSOLUTA 1000 resISTOR molto 500 10kΩ più elevata 100 La variazione di resistenza di un termistore è pari a circa il 4% per 1°C di variazione di temperatura i termistori hanno caratteristica NON LINEARE, estremamente dipendente dal processo di produzione 50 R t/R 25 dipartimento di energetica 40 31/08/00 10 5 1 0.5 100Ω 0.1 0.05 per questo non esiste per i termistori 0.01 la stessa elevata standardizzazione -80 che hanno PRT e termocoppie (dispersione delle caratteristiche molto elevata) termometria_1 PRT 1MΩ 0 80 120 140 [°C] 41 20/11/99 Termistori/2 THERMally sensitive resISTOR NTC Negative Temperature Coefficient 1000 500 si usano per misure di temperatura PTC 10kΩ Rt/R25 dipartimento di energetica 100 50 Positive Temperature Coefficient 10 5 si usano come protezione da sovraccarichi elettrici e da sovratemperature PRT 1 0.5 100Ω 0.1 0.05 1MΩ 0.01 -80 termometria_1 0 80 120 140 [°C] 42 20/11/99 Termistori/3 NTC Co i termistori sono ottenuti mediante sinterizzazione di miscele di ossidi di metalli di transizione con materiale ceramico come legante Mg Cu Zn Fe Ni Mn dipartimento di energetica le diverse caratteristiche dei resistori (resistività e sensibilità) sono ottenute scegliendo la natura degli ossidi da miscelare, le concentrazioni degli ossidi, le dimensioni geometriche e la configurazione del termistore quando alcuni atomi del metallo costituente l’ossido vengono sostituiti con atomi di un altro metallo avente diversa valenza le lacune o gli elettroni liberi che vengono a crearsi localmente dove è avvenuta la sostituzione possono spostarsi sotto l’azione di un campo elettrico con una resistenza al moto tanto più debole quanto più elevata è la temperatura termometria_1 drogaggio si stabilisce un legame di tipo ionico R se t 43 20/11/99 Termistori/4 1000 500 NTC termistori 100 50 se t 10 5 PRT 1 0.5 100Ω 0.1 0.05 termoresistenze dipartimento di energetica R t/R 25 R 10kΩ 1MΩ 0.01 -80 R se 0 80 120 t in un metallo puro, se t cresce, crescono l’ampiezza e la frequenza delle vibrazioni del reticolo cristallino e quindi cala il libero cammino medio, quindi cresce la resistenza al moto degli elettroni e quindi cresce la resistenza elettrica termometria_1 140 [°C] Termistori/5 1000 500 NTC almeno in prima approssimazione la caratteristica che lega temperatura e resistenza per i termistori è del tipo: ⎛ 1 1 ⎞ β⎜⎜ − ⎟⎟ R1 T T =e ⎝ 1 2⎠ R2 10kΩ 100 50 Rt/R25 44 20/11/99 10 5 PRT 1 0.5 100Ω dipartimento di energetica 0.1 0.05 R1 è la resistenza elettrica alla temperatura assoluta T1 1MΩ 0.01 -80 0 80 120 R2 è la resistenza elettrica alla temperatura assoluta T2 β è una caratteristica dei materiali usati per il termistore [K] normalmente β si determina misurando la resistenza elettrica alle temperature di 298 e 348 K termometria_1 ⎛ R1 ⎞ T1T2 ⎟⎟ ln⎜⎜ β= T1 − T2 ⎝ R 2 ⎠ β 25 / 75 = 3000 ÷ 5000 [K ] 140 [°C] Termistori/6 COEFFICIENTE TERMICO della resistenza elettrica: 1 dR α= 10kΩ 100 50 R dT rappresenta la variazione percentuale della resistenza per una variazione unitaria della temperatura dipartimento di energetica 1000 500 NTC R t/R 25 45 20/11/99 ⎡% ⎤ α ⎢ ⎥ @ 25°C ⎣K ⎦ 10 5 PRT 1 0.5 100Ω 0.1 0.05 1MΩ 0.01 -80 0 80 120 poiché la caratteristica temperatura-resistenza dei termistori non è lineare, anche α non è lineare, e diminuisce all’aumentare della temperatura per i termistori, tipicamente, è: − 6 < α < −3 termometria_1 % K per il platino, invece: α = 0.36 % K 140 [°C] 46 15/11/99 Termocoppie trasmissione a distanza registrazione delle misure termocoppie incertezza TC>PRT prontezza TC>PRT dipartimento di energetica sensibilità TC>PRT si basano sull’effetto scoperto nel 1821 da Thomas Johann Seebeck usando una coppia rameantimonio EFFETTO SEEBECK in una parola sono le sonde termometriche più VERSATILI ingombro TC<PRT quando due conduttori A e B, diversi tra loro, ma ognuno omogeneo, sono uniti alle estremità e queste sono mantenute a temperatura diversa, nel circuito così realizzato si manifesta una forza elettromotrice E tale che: dE S = α AB dT αAB → coefficiente di Seebeck, o POTERE TERMOELETTRICO termometria_1 47 15/11/99 Termocoppie/2 leggi dei circuiti termoelettrici 1 legge del circuito omogeneo ha origine sperimentale dipartimento di energetica in un circuito chiuso, di geometria qualunque, costituito da un solo metallo omogeneo, non si può indurre circolazione di corrente elettrica per mezzo soltanto di scambi termici il circuito di un sensore termoelettrico deve essere costituito da almeno due metalli diversi termometria_1 t3 A t2 t1 t4 B se una giunzione tra due materiali diversi omogenei è mantenuta a t1 e l’altra a t2, la f.e.m. generata è indipendente dalla distribuzione di temperatura lungo i fili: cioè non cambia al variare di t3 e t4 48 15/11/99 Termocoppie/3 2 legge dei metalli intermedi è una conseguenza diretta della 2a legge della termodinamica: se infatti la somma algebrica delle f.e.m. non fosse nulla in un circuito isotermo, si avrebbe circolazione di corrente e quindi la temperatura aumenterebbe in alcune parti del circuito e diminuirebbe in altre provocando, senza spesa di lavoro, delle variazioni di temperatura in un sistema isotermo dipartimento di energetica la somma algebrica delle f.e.m. termoelettriche in un circuito composto da un numero qualunque di metalli diversi è nulla se tutto il circuito è isotermo t3 C A t2 B termometria_1 t1 se in un circuito costituito da due metalli omogenei, A e B, si inserisce un terzo metallo C, non si hanno variazioni di f.e.m. fin tanto che la temperatura t3 di C è uniforme su tutta la sua lunghezza 49 15/11/99 Termocoppie/4 applicando le due leggi finora introdotte: t1 t2 t3 t1 dipartimento di energetica EAC+ECB+EBA=0 C se A e B vengono separati in corrispondenza del giunto a t1, mediante l’inserzione di C nel circuito, la f.e.m. non varia anche se C attraversa una regione a temperatura t3, purché i due giunti rimangano a temperatura t1 EAB= EAC+ECB uno strumento per la misura della f.e.m. può essere inserito in qualsiasi punto del circuito, purché tutti i nuovi giunti così formati vengano mantenuti alla stessa temperatura si può usare qualsiasi tecnica per realizzare i giunti, purché essi risultino di dimensioni limitate e quindi facilmente mantenibili a temperatura costante e purché il contatto elettrico tra i materiali così ottenuti sia buono termometria_1 50 15/11/99 Termocoppie/5 3 legge delle temperature successive o intermedie dipartimento di energetica si ricava applicando i principi della termodinamica alla coppia considerata come un sistema reversibile se due metalli omogenei A e B disposti in un circuito termoelettrico producono una f.e.m. E12 qualora le giunzioni si trovino alle temperature t1 e t2 ed una f.e.m. E23 qualora le giunzioni si trovino alle temperature t2 e t3, allora gli stessi metalli con le giunzioni alle temperature t1 e t3 produrranno una f.e.m. pari alla somma algebrica: E13=E12+E23 t1 t2 E12 t3 E23 t1 t3 E13 termometria_1 51 15/11/99 Termocoppie/5 requisiti dei metalli per termocoppie: il POTERE TERMOELETTRICO, α, deve presentare lo stesso segno in tutto il campo di temperatura esplorato α= 80 E dipartimento di energetica la resistenza all’ossidazione ed alla riduzione deve essere la più grande possibile f.e.m. [mV] 60 la f.e.m. non deve variare con l’uso per fenomeni di ricristallizazione e stabilizzazione fisica o chimica-fisica: tutti i metalli (e specialmente le leghe) vanno accuratamente stabilizzati con opportuni procedimenti di ricottura dE dT K J 40 N T 20 R S B 0 0 500 1000 1500 temperatura [°C] la curva caratteristica f.e.m.-temperatura può essere espressa mediante polinomi del tipo: E=A+Bt+Ct2+Dt3 in cui A, B , C e D sono caratteristici della coppia di metalli e del campo di temperatura, oppure si usano tavole che danno la f.e.m. dei diversi tipi di termocoppie rispetto ad uno stato di riferimento (di solito la temperatura a 0°C) termometria_1 2000 52 31/08/00 Termocoppie/6 termocoppie tipo tipi di termocoppie 0÷1500°C S platino (Pt) + platino87 (Pt), rodio13 (Rh) termocoppie tipo 0÷1500°C R platino (Pt) + platino90 (Pt), rodio10 (Rh) termocoppie tipo 870÷1700°C B platino70 (Pt), rodio30 (Rh) + platino94 (Pt), rodio6 (Rh) dipartimento di energetica termocoppie tipo -184÷870°C J ferro (Fe) + costantana (Ni45Cu55) termocoppie tipo -184÷370°C T rame (Cu)+ costantana (Ni45Cu55) termocoppie tipo 0÷1260°C K chromel (Ni90Cr10) + alumel (Ni95Mn2Al2Si1) termocoppie tipo -184÷870°C E chromel (Ni90Cr10) + costantana (Ni45Cu55) termometria_1 53 04/09/00 Termocoppie/7 per ogni tipo di termocoppia esistono tabelle che riportano i valori di f.e.m. alle diverse temperature, riferiti a 0°C (UNI-CTI 7938) dipartimento di energetica i costruttori preparano coppie caratterizzate da proprietà quasi uguali da campione a campione, ma ciò nonostante le differenze riscontrabili nelle indicazioni di temperatura non sono mai trascurabili termometria_1 se si desidera una precisione maggiore di quella garantita dai costruttori (valori riportati nella tabella) non resta che procedere alla TARATURA di ciascuna coppia 54 15/11/99 Termocoppie/8 circuiti di misura con termocoppie la f.e.m. generata da una termocoppia dipende dalla differenza di temperatura tra i due giunti dE S = α AB dT dipartimento di energetica se si vogliono eseguire misure assolute occorre che uno dei due giunti sia mantenuta ad una temperatura nota con sufficiente precisione generalmente il giunto di riferimento è mantenuto alla temperatura di fusione del ghiaccio (almeno per le misure di laboratorio) termometria_1 in un contenitore Dewar si mantiene ghiaccio tritato (ottenuto con acqua distillata) in equilibrio con acqua distillata liquida incertezza del punto di gelo: ±5.10-3 K se non si usa acqua distillata incertezza del punto di gelo: ±5.10-2 K 55 15/11/99 Termocoppie/9 A t2 dipartimento di energetica per le misure di laboratorio il circuito può essere del tipo: t1 t3 B mV per misure in remoto distanze elevate tra ambiente di misura e apparato di misura per misure a temperatura elevata quando è necessario che i fili siano dotati di elevate caratteristiche di purezza e di conseguenza di costo elevato si usano i CAVI DI ESTENSIONE A t2 possono essere degli stessi metalli del giunto di misura ma con diametri minori, oppure di metalli differenti, termometria_1 t1 B oppure entrambi dello stesso metallo (RAME) mV rame 56 15/11/99 Termocoppie/10 quando non sono necessarie grandi precisioni di misura (ad es. per misure industriali): dipartimento di energetica il giunto di riferimento è mantenuto in equilibrio con la temperatura ambiente A t2 B mV tamb rame l’errore che si produce è notevolmente maggiore a causa della instabilità della temperatura del giunto di riferimento le tavole che riportano la f.e.m., riferite ad una temperatura del giunto freddo di 0°C, sono utili anche quando il giunto di riferimento è a infatti, dalla legge delle temperatura ambiente: temperature intermedie si ha: se tamb>0°C, all f.e.m. misurata deve essere aggiunta algebricamente la f.e.m. corrispondente alla temperatura ambiente termometria_1 se tamb<0°C, all f.e.m. misurata deve essere sottratta la f.e.m. corrispondente alla temperatura ambiente 57 15/11/99 Termocoppie/11 dipartimento di energetica quando non sono necessarie grandi precisioni di misura (ad es. per misure industriali): viene usato un “punto di zero elettronico”, il quale genera una f.e.m. proporzionale alla temperatura ambiente. Questa f.e.m. di compensazione corregge la f.e.m. e la riporta sul valore utile da usare come dato diretto di ingresso sulle tavole con giunto di riferimento a 0°C A t2 tamb tamb B punto di zero elettronico termometria_1 mV tamb tamb rame 58 15/11/99 Termocoppie/12 per aumentare la sensibilità del sistema di misura, per aumentare cioè il segnale f.e.m. soprattutto per piccole differenze di temperatura può essere usata la cosiddetta TERMOPILA mV dipartimento di energetica il circuito è formato da alcune termocoppie collegate in serie A la f.e.m. totale è data dalla somma delle f.e.m. delle singole coppie B A B A B t2 termometria_1 t1 59 31/08/00 Sensori IC dipartimento di energetica sono il tipo di sonda termometrica introdotta sul mercato più di recente se due transistor identici funzionano con un rapporto costante della corrente di collettore, allora: la differenza di potenziale nel loro emettitore-base sarà: hanno gli stessi difetti dei PRT in più il range di temperatura è limitato dal range operativo dei circuiti integrati -50÷+150°C termometria_1 sfruttano una proprietà fondamentale dei semiconduttori (silicio, germanio) con cui sono realizzati per ottenere una caratteristica LINEARE con la temperatura kT V∝ q poiché k→costante di Boltzmann q→carica dell’elettrone sono COSTANTI la tensione può V∝T essere convertita in corrente con una resistenza a film sottile I ∝ T a basso coefficiente di temperatura Sensori IC/2 esempio di un sensore con uscita in TENSIONE il coefficiente di temperatura nominale è, tipicamente: 10 mV/K + dipartimento di energetica I=1 μA/K + al multimetro 10 mV/K 60 31/08/00 al multimetro una importante caratteristica dei sensori IC 10 kΩ risiede nel fatto che il CIRCUITO INTEGRATO può incorporare anche la circuitistica per processare il segnale nello stesso package esempio di un sensore con il coefficiente del sensore uscita in CORRENTE di temperatura nominale è, tipicamente: 1 μA/K termometria_1 61 28/08/00 Sensori di temperatura/riepilogo PRT stelo PRT film sottile termistori termocoppie sensori IC intervallo di temperatura -200°C +850°C -200°C +850°C -100°C +500°C -270°C +1800°C -40°C +125°C variabile termometrica resistenza elettrica resistenza elettrica resistenza elettrica d.d.p. d.d.p. 25 Ω 100 Ω 100 Ω 2000 Ω 1kΩ 1MΩ <1 mV @ 25°C 750 mV @ 25°C ±0.06% ±0.2°C ±0.1% ±0.3°C ±10% ±2°C ±0.5% ±2°C ±1% ± 3° C stabilità eccellente eccellente moderata moderata moderata sensibilità assoluta 0.39%/°C 0.39%/°C -4%/°C 40 μV/°C 10 mV/°C linearità eccellente eccellente fortemente non lineare moderata moderata dipartimento di energetica valore base incertezza termometria_1 62 28/08/00 Sensori di temperatura/riepilogo,2 PRT stelo PRT film sottile termistori termocoppie sensori IC influenza dei cavi di colleg. media media bassa media bassa autoriscaldamento basso basso alto nessuno basso diametro minimo sonda 2 mm 2 mm 1.6 mm 0.6 mm 2 mm costo relativo sensore moderato/ alto moderato/ basso basso basso basso/ moderato costo relativo sistema moderato moderato basso/ moderato alto basso requisiti particolari compensazione cavi linearizzazione giunto di riferimento dipartimento di energetica costante di tempo termometria_1 63 31/08/00 Sensori di temperatura/riepilogo,3 dipartimento di energetica PRT termistori termocoppie sensori IC PRO • stabilità • accuratezza • più lineari delle termocoppie • elevato segnale in uscita • veloci • collegamento a due fili • autoalimentate • semplici e robuste • poco costose • ampia varietà • ampio range temperatura • elevata linearità • elevato segnale in uscita • poco costosi CONTRO • costosi • richiedono alimentazione elettrica • piccolo ΔR • bassa resistenza assoluta • autoriscaldamento • non lineari • limitato range temperatura • fragili • richiedono alimentazione elettrica • autoriscaldamento • non lineari • basso voltaggio • poco stabili • bassa sensibilità • richiedono giunto di riferimento • t<200°C • richiedono alimentazione elettrica • lenti • autoriscaldamento • fragili termometria_1 64 26/09/00 Termometria IR le tecniche di misura invasive viste fin qui non possono essere utilizzate quando: occorre misurare corpi o ambienti a temperatura SUPERIORE alla MAX di impiego dei sensori invasivi dipartimento di energetica occorre misurare la temperatura di corpi o ambienti distanti o comunque INACCESSIBILI occorre misurare la temperatura di corpi o ambienti chimicamente AGGRESSIVI o RADIOATTIVI in questi casi VARIABILE TERMOMETRICA l’emissione di radiazione e.m. radiazione elettromagnetica del CORPO NERO e λ ,n = e λ ,n (λ , T ) e λ ,n (λ , T ) = πI λ ,n ,e (λ , T ) = termometria_1 ( πC1 λ5 e C2 λT − 1 ) LEGGE DI PLANCK [W ⋅ m −2 ⋅ μm −1 ] 65 26/09/00 Termometria IR/2 LEGGE DI PLANCK 108 e λ ,n = e λ ,n (λ , T ) T=5800 K 107 λmaxT=2897.6 [μm.K] eλ,n [W.m-2.μm-1] dipartimento di energetica 106 T=1100 K 10 l’energia posseduta da ciascun FOTONE vale: 5 T=550 K 104 103 102 L fotone = h ⋅ ν = h ⋅ i fotoni viaggiano in linea retta, possono essere deviati e/o riflessi da lenti e specchi appropriati si tratta di interporre al cammino dei fotoni un apposito SENSORE, capace di assorbire il loro flusso e di convertirlo in un segnale utilizzabile per la lettura della TEMPERATURA SENSORI T=280 K 101 0 5 10 15 20 λ [μm] termometria_1 TERMICI, o BOLOMETRICI QUANTICI, o FOTOELETTRICI c λ 66 26/09/00 Termometria IR/3 108 T=5800 K sensori TERMICI, o BOLOMETRICI sensori QUANTICI, o FOTOELETTRICI il fotone incidente induce nel sensore, che è un semiconduttore, una coppia lacuna-elettrone, e quindi un segnale elettrico utilizzabile; la radiazione deve avere una energia sufficiente per superare il band-gap del semiconduttore 106 eλ,n [W.m-2.μm-1] dipartimento di energetica la radiazione incidente viene dissipata sul sensore e ne aumenta la temperatura, facendo variare una grandezza termometrica (di solito la resistenza elettrica) 107 105 T=1100 K 4 10 103 T=550 K 102 T=280 K 101 0.1 1 10 λ [μm] normalmente si utilizzano sensori in InSb (8-12 μm) o HgTe+CdTe (3-5 μm) termometria_1 67 26/09/00 Termometria IR/4 108 T=5800 K InSb (8-12 μm) 107 λmaxT=2897.6 [μm.K] eλ,n [W.m-2.μm-1] 106 dipartimento di energetica normalmente si utilizzano sensori in 105 104 103 102 101 0 termometria_1 HgTe+CdTe (3-5 μm) poiché il massimo delle T=1100 K curve si sposta verso destra all’aumentare della T=550 K temperatura, è importante selezionare un sensore capace di operare sulla porzione ottimale dello spettro per ottenere le curve prestazioni soddisfacenti T=280 K della distribuzione di Planck presentano una dissimmetria molto pronunciata, in 5 10 15 20 quanto la parte crescente con λ è molto λ [μm] più ripida della successiva parte decrescente; si può facilmente vedere che per λ≤ 0.5λmax la frazione di energia contenuta è inferiore all’1%, mentre lo stesso risultato si ottiene perλ≥4.5λmax 68 26/09/00 Termometria IR/5 i corpi reali non si comportano come il CORPO NERO, ma sono caratterizzati emissività dalla proprietà emissività monocromatica e (λ , T ) emisferica: ε λ (λ , T ) = λ e λ ,n (λ , T ) ελ corpo nero, ελ=1 dipartimento di energetica corpo grigio, ελ=cost ad esempio ελ ossido di Al corpo grigio, ελ=cost metallo acciaio 0.1 1 10 100 λ, μm 0 metalli ossidati metalli non lucidati metalli lucidati termometria_1 0.2 0.4 0.6 0.8 emissività dei materiali 30 60 90 angolo rispetto alla ⊥ alla superficie ceramiche 0 corpo nero, ελ=1 mat.non cond. 1.0 vegetazione, acqua, pelle mater. da costr., vernici rocce, terreno vetri, minerali carbone 69 26/09/00 Termometria IR/6 G i corpi reali non si comportano come il CORPO NERO, ma sono caratterizzati da assorptività tramissività riflettività ρG l’IRRADIANZA incidente si ripartisce nelle tre componenti che danno origine, per il bilancio energetico, alle dipartimento di energetica τG αG G = α G + ρ G + τG α+ρ+τ =1 ρG G εEn la RADIOSITA’ è l’energia raggiante che complessivamente lascia una superficie, costituita dai due contributi: EMISSIONE DIRETTA termometria_1 + RIFLESSIONE di una parte dell’irradianza che incide sulla superficie τG αG Termometria IR/7 il sensore deve pertanto tenere conto di: energia emessa dalla superficie osservata Esup=ƒ(Tsup), εsup energia riflessa dalla superficie osservata Grad=ƒ(Trad), ρsup assorbimento dell’aria Eatm=ƒ(Tatm), τatm Tsup εsup dipartimento di energetica 70 26/09/00 εs u p.E sup ,n (1τa t m) . Ea tm ρsu p.G rad Tatm τatm E’ Grad termometria_1 E' = ε sup ⋅ Esup,n ⋅ τatm + ρsup ⋅ G rad ⋅ τatm + (1 − τatm ) Eatm se l’emissività della superficie è molto lontana da 1 bisogna intervenire, manualment e/o automaticam ente dipartimento di energetica 71 26/09/00 Termometria IR/8 un aspetto critico per l’accuratezza della termometria IR ogni strumento per la DISTANZA sono termometria IR e le DIMENSIONI FOV ha il suo dell’oggetto da misurare Field Of View angolo di visione nel muro quale lo strumento media tutte le temperature che vede se si misura l’oggetto A oggetto A non c’è problema; se si rimuove A, la misura di B sarebbe influenzata oggetto B dalla temperatura del muro FOV il Field Of View può essere descritto con il suo angolo ovvero con il rapporto DISTANCE/SPOT-SIZE D:S un rapporto D:S=60:1 equivale ad un FOV=1° termometria_1 72 26/09/00 Termometria IR/9 gli strumenti di misura sono dotati di uno o più FOV: dipartimento di energetica per garantire letture accurate da parte dello strumento, la distanza dall’oggetto da misurare deve essere quella APPROPRIATA la DISTANZA appropriata si determina considerando l’area che lo strumento misurerà (SPOT SIZE) e le dimensioni dell’oggetto da misurare maggiore la distanza dall’oggetto da misurare, maggiore lo SPOT SIZE in tutti questi casi lo strumento permette di leggere UN SOLO VALORE DI TEMPERATURA per tutta l’area dello SPOT SIZE termometria_1 Termometria IR/10 per valutare le DIFFERENZA DI TEMPERATURA in una data superficie la telecamera IR effettua un processo di scansione della TERMOGRAFIA IR superficie da misurare, la cui efficacia è fortemente connessa alla minima porzione rilevabile dal sensore nei sistemi Focal Plane Array è possibile una scansione in tempo reale grazie alla presenza di una matrice di sensori dipartimento di energetica 73 26/09/00 termometria_1 74 26/09/00 Termometria IR/11 i sensori per TERMOGRAFIA IR hanno bisogno di raffreddamento dipartimento di energetica con azoto liquido (70 K) (adatto per radiazione a bassa e ad alta λ) con refrigeratore Peltier (200 K) (adatto per radiazione a bassa λ) con refrigeratore Stirling (75 K) (adatto per radiazione a bassa e ad alta λ) la TERMOGRAFIA IR è poco accurata nella misura delle TEMPERATURE ASSOLUTE ma è molto accurata nella valutazione dei ΔT all’interno della superficie oggetto della scansione termometria_1 75 26/09/00 Termometria IR/12 PIROMETRI A RADIAZIONE MONOCROMATICA 108 10 T=5800 K T=4450 K 7 eλ,n [W.m-2.μm-1] dipartimento di energetica 106 T=2200 K 105 T=1100 K T=550 K 104 la radiazione emessa deve essere, almeno in parte, nel campo del VISIBILE 103 102 T=280 K 101 0.1 1 ΔλT [μm] termometria_1 è uno strumento adatto per misurare corpi a temperatura elevata, non accessibili (per esempio il filamento di una lampada ad incandescenza) 10 76 26/09/00 Termometria IR/12 PIROMETRI A RADIAZIONE MONOCROMATICA D1 D2 SR O FN FR A dipartimento di energetica P G SR sorgente radiante D1 diaframma fisso FN filtro neutro FR filtro rosso D2 diaframma mobile O oculare P potenziometro G alimentatore A amperometro FN → attenua TUTTE le componenti monocromatiche con lo stesso rapporto FR → fa passare solo una stretta banda di componenti con lunghezza d’onda in un intorno sufficientemente piccolo di λ=0.65 μm D1 → è fisso perché l’eventuale operazione di messa a fuoco non deve alterare l’angolo di ingresso allo strumento D2 → è mobile perché l’angolo di uscita è scelto per ottimizzare la resa visiva termometria_1 77 26/09/00 Termometria IR/13 PIROMETRI A RADIAZIONE MONOCROMATICA D1 D2 SR O FN FR A dipartimento di energetica P G attraverso l’oculare si confronta visivamente la luminosità della SR e quella del filo di riferimento riscaldato da G SR sorgente radiante D1 diaframma fisso FN filtro neutro FR filtro rosso D2 diaframma mobile O oculare P potenziometro G alimentatore A amperometro si fissa con P la corrente I fintanto che il colore rosso della SR eguaglia il colore del filamento (cioè il filamento della lampada scompare sulla superficie SR) termometria_1