The Others: in carcere fanno «Boom! - Igav

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The Others: in carcere fanno «Boom! - Igav
Il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo (Torino), sede della Fondazione Cosso, ospita fino al 2 febbraio 2014 la mostra «I volti e l’anima. Lorenzo Lotto» a cura di Vittorio Sgarbi
tutta l’arte da vedere in NOVEMBRE DICEMbre
Supplemento a «Il Giornale dell’Arte» n. 336 NOVEMBRE 2013
vedere a
TORINO
il giornale dell’arte
N. 6 NOVEMBRE/DICEMBRE 2013 umberto allemandi & C.
3
Torino ha il fiato corto (per la crisi)
ma la vista lunga (per l’arte)
Per Guido Curto ancora oggi la città sabauda continua ma con fatica
a rappresentare il ruolo ambito di capitale dell’arte, insidiato da ambiziose
città rivali, soprattutto Roma, e a voler essere il principale laboratorio
italiano museale, curatoriale e del non profit culturale
P
er descrivere l’effervescente panorama
dei tanti eventi che, a Torino, fanno di
novembre il Mese dell’arte contemporanea,
occorre iniziare da Artissima. La fiera
internazionale d’arte contemporanea è il
fulcro di molti eventi a latere, riuniti da
quest’anno sotto l’egida di One Torino, una
rassegna diffusa che coinvolge la Gam,
il Castello di Rivoli, la Fondazione
Sandretto e la Fondazione Merz, facendo
riaprire come sede espositiva anche
Palazzo Cavour. Un’Artissima che alla sua
ventesima edizione si presenta superlativa
di nome e di fatto, forte di 190 gallerie
(130 straniere e 60 italiane) con la preview
a inviti giovedì 7 novembre e aperta al
pubblico dall’8 al 10 novembre. Quattro
giorni in cui si spera di superare i 50mila
La facciata di Palazzo Reale
visitatori dell’anno passato anche se
l’assessore alla Cultura della Regione Michele Coppola ha
dell’Arte che a Torino e in Piemonte intanto ha perso
lamentato in conferenza stampa che solo un quinto erano
smalto, non solo risorse; mentre in passato, a fine anni
paganti. Ciò che conta in una fiera sono comunque gli
Ottanta e per tutti gli anni Novanta si poteva affermare
acquisti dei collezionisti, oggi sempre più disorientati da
che di fatto Torino era l’incontestabile Capitale d’Italia
un mercato iperglobalizzato e tutto proiettato sull’estero:
dell’arte contemporanea. Ma Torino, si sa, raggiunge i
la presenza di artisti stranieri è infatti fortissima non solo
primati (vedi quelli nel comparto automobilistico e prima
ad Artissima (il 90% nelle sezioni Present Future e Back to
ancora nella moda e nella televisione) e poi li perde per
the Future), ma anche in One Torino, curatori compresi. Di
strada. A dire il vero che cosa ha in mente il sindaco Piero
tutto ciò è auspice la direttrice della fiera, Sarah Cosulich
Fassino è chiaro a tutti. Forte delle sua esperienza
Canarutto, che affascina in un’ottica bipartisan, tenendo
internazionale di ex Ministro del Commercio estero,
insieme gli opposti: a sinistra l’assessore alla cultura del
sta impegnandosi in prima persona per portare a
Comune Maurizio Braccialarghe e a destra l’assessore alla
Torino grandi mostre d’arte moderna (che a lui piace
cultura della Regione Piemonte Michele Coppola, al punto
e che lui sa che piace alla gente a differenza di quella
che entrambi dichiarano che la vedrebbero bene a dirigere il
contemporanea): lo scorso anno per merito suo c’è stata una
Castello di Rivoli.
retrospettiva di Edgar Degas nella Palazzina della Società
Arrivando a parlare del Castello di Rivoli si passa a più
Promotrice delle Belle Arti, e quest’anno è arrivato Pierredolenti note: il museo d’arte contemporanea che vi ha sede
Auguste Renoir alla Gam che ritrova così la sua originaria
infatti è oggi in crisi nonostante sia stato il primo del genere
vocazione per l’Ottocento.
d’Italia, inaugurato nel 1985. Purtroppo, al momento in cui
Quasi in gara con il sindaco nel promuovere l’arte si
scriviamo, non si sa bene che ne sarà di questo museo col
batte il direttore Regionale per i Beni Culturali del
suo bilancio di 4 milioni di euro l’anno erogati in gran parte
Piemonte, Mario Turetta che, non pago d’aver ideato il
dalla Regione Piemonte, e con una direttrice, Beatrice Merz,
più grande museo d’Italia unendo in un solo Polo Reale la
il cui mandato è scaduto da molti mesi così come quello
Galleria Sabauda, il Museo archeologico di Antichità, lo
del presidente Minoli. Un bando per la direzione è stato
stesso Palazzo Reale, la Biblioteca Reale, l’Armeria Reale e da
annullato dopo che più di venti candidati avevano presentato
poco anche la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle
progetti di rilancio, perché una commissione costituita
Arti, dallo scorso anno propone a Palazzo Reale sollecitato
da Patrizia Sandretto, Achille Bonito Oliva e Francesco
da Silvana Editoriale mostre di fotografia contemporanea
Manacorda ha bruciato tutti dichiarando che nessuno degli
(è in corso quella di Werner Bishof dopo Robert Capa) e a
aspiranti al trono di Rivoli aveva «un profilo internazionale»
dicembre nel futuro bookshop del Polo Reale presenta una
(peraltro non richiesto dal bando). Si dice che l’abortita
mostra d’arte moderna con opere di tema onirico, da De
direzione di Rivoli sia dovuta alla volontà di creare a Torino
Chirico e Carrà a Felice Casorati, curata da Luca Beatrice e
una Superfondazione che gestisca in modo unitario tutte le
Arnaldo Colasanti. Oltre a promuovere con il determinante
realtà pubbliche dedite all’arte contemporanea, dalla Galleria aiuto finanziario della Regione Piemonte, la Biennale
Civica di Arte Moderna e Contemporanea (Gam) al Castello
internazionale di Scultura (ideata e coordinata dallo scultore
di Rivoli, passando per Artissima, l’unica fiera al mondo a
torinese Riccardo Cordero) che ormai da due anni ha sede
essere finanziata da un ente pubblico, il Comune di Torino,
nel lussureggiante parco della Reggia Sabauda di Racconigi.
come denunciano Artefiera di Bologna e MiArt di Milano.
Tornando al contemporaneo, che cosa resta di buono a
Per la direzione congiunta e sinergica di Rivoli e Gam il
Torino? Anzitutto c’è la presenza degli artisti, tanti
sindaco Fassino avrebbe già fatto avances al trentino Danilo
e bravissimi, non solo quelli sempre in auge dell’Arte
Eccher, il cui mandato di direzione alla Gam è in scadenza,
Povera. Accanto ad Anselmo, Paolini, Penone, Pistoletto
benché questi neghi il suo interesse anche dopo che, con la
(che ha appena incassato l’opulento giapponese Praemium
nomina di Hou Hanru, si è infranto il suo sogno di andare
Imperiale), Zorio, vi sono infatti pittori e scultori come De
a Roma a dirigere il MaXXI. Altro nome che circola è quello
Maria, Gastini, Mainolfi, Nespolo, Ramella, Salvo, Stoisa
di Bartolomeo Pietromarchi, il romano direttore del Macro
e, di una generazione più giovani, Botto&Bruno, Galliano,
e curatore quest’anno del Padiglione Italia alla Biennale
Massaioli, Berruti, Pusole, nonché molte «ragazze» di
di Venezia. C’è chi vorrebbe portare a Rivoli e alla Gam
successo come Marzia Migliora, Maura Banfo, Elisa Sighicelli,
l’abilissimo Francesco Bonami, il quale, dopo aver abilmente
Luisa Valentini e così via, per citarne solo alcuni.
collocato ad Artissima la devota Sarah Cosulich Canarutto
Ma chi si occupa di costoro? Chi li sostiene? In questo
e aver posto al vertice dell’ultima Biennale di Venezia il
momento, a ben vedere, più che i musei e le istituzioni
giovane Massimiliano Gioni, scrive sulfurei articoli su
pubbliche, rimangono coraggiosamente i galleristi, parte
«La Stampa» stroncando tutti quelli che non sono alla sua
dei quali si sono riuniti nell’associazione Tag, la Torino Art
altezza, fino a perorare il ritorno a Rivoli di Ida Gianelli, da
Galleries.
lui mai amata né tantomeno ricambiato.
A loro va un vero encomio tanto più che anche a Torino la
Ciò detto, resta da capire quale linea artistico-culturale
crisi, che si è aggiunta a ben note difficoltà (l’aliquota Iva
vogliano seguire il Sindaco, gli assessori e i politici
penalizzante rispetto al resto d’Europa, il droit de suite e
piemontesi in genere, per rilanciare quel Sistema
il redditometro), non ha risparmiato la categoria. Hanno
tappeto rosso
Vedere a
il giornale dell’arte
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Erbusco (Bs)
TORINO
è una testata edita
dalla Società editrice
Umberto Allemandi & C.
nell’ambito della linea di periodici
«Vedere a...»
Editorialista ospite di questo numero Guido Curto
Hanno collaborato
Jenny Dogliani
Raffaella Roddolo
Vittorio Bertello
In redazione Impaginazione Lina Ocarino
Elisa Bussi
Referente commerciale in Piemonte
Claire Pizzini
[email protected]
Sommario
4Artissima, XX edizione
5 One Torino
5Paratissima
5 Flashback alla Promotrice
6The Others, ex Carceri Le Nuove
6 Photissima, ex Manifattura Tabacchi
6 «Immortali» al Museo Egizio
6 Werner Bischof a Palazzo Reale
7Raffaello a Palazzo Madama
7Renoir e «Vitrine» alla Gam
8 Gaudenzio e Lanino all’Albertina
8 Piffetti alla Fondazione Accorsi
8Le mostre e il premio della Merz
8Le mostre alla Fondazione Sandretto
8Lagrange all’Accademia delle Scienze
8 «Unicum» nel Pav
9 «Lo sport europeo sotto il nazismo»
al Museo Diffuso della Resistenza
9Le mostre alla Venaria Reale
9Il Giappone di Held al Mao
9 Senatore al Castello di Rivoli
10Lotto al Castello di Miradolo
10 World Press Photo al Forte di Bard
11Le mostre della TAG
11 Sophie-Anne Herin da Paola Meliga
12Valerio Adami da Giampiero Biasutti
12Levi e Casorati da Biasutti & Biasutti
12Enrico Castellani da Mazzoleni
12 Stefano Cerio da Noire
12 Piero Ruggeri da Del Ponte
12Narrative Art da Opere Scelte
12 Gioielli d’artista da Benappi
12 Francesco Cabras da De Chirico
13 Cento anni di pittura alla Galleria
Aversa
13La Galleria Rocca
13Il disegno italiano da Paolo Tonin
13Alfredo Pirri da Tucci Russo
13 Quintero da Videoinsight
14Alla Galleria Giamblanco
14 Fiamminghi alla Caretto
14Le case d’asta
IL GIORNALE NON RISPONDE dell’auTENTICITà delle attribuzioni delle opere riprodotte, in
particolare del contenuto delle inserzioni pubblicitArie. Le opinioni espresse negli articoli
firmati e le dichiarazioni riferite dal giornale impegnano esclusivamente i rispettivi autori.
si consiglia di verificare telefonicamente gli orari delle manifestazioni.
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chiuso gallerie storiche come la Martano e la Carlina, la
Galleria Davico sta per chiudere e Gianfranco Biasutti
si è ridimensionato, lasciando il suo spazio più grande
alla new entry Costantini. Ma qualcuno coraggiosamente
anche apre, come la Luce Gallery, il giovane Umberto
Benappi e il milanese Cannaviello che ha inaugurato una
sede torinese; mentre altri crescono in nuovi spazi come
Noero, Noire e Persano. Di un immenso loft dispone anche
la Fondazione 107 creata da un artista, Federico Piccari,
che si è riconvertito in organizzatore di mostre dedicate
all’arte d’oggi nei paesi emergenti. Un loft museale sta per
inaugurare in via Cigna 114 e con la direzione di Andrea
Busto, la Fondazione Ettore Fico, dove, oltre ad esporre
in permanenza opere del compianto pittore torinese, cui
la fondazione è dedicata, saranno organizzate rassegne di
giovani artisti (la Fondazione indice già un Premio).
In questo panorama a luci e ombre spicca come una nota
estremamente positiva la concomitanza (non concorrenza) in
novembre di ben quattro mostre mercato in coincidenza con
Artissima: due sono dedicate ai giovani artisti, Paratissima
e The Others, una alla fotografia, Photissima, mentre
l’ultima nata quest’anno, Flashback, si colloca a metà strada
tra arte antica e moderna di fascia alta, con gallerie torinesi
prestigiose come Benappi, Mazzoleni e Voena. Paratissima
da kermesse diffusa e anarchica nel quartiere multietnico
di San Salvario, già dal 2012 è diventata una vera e propria
fiera «alternativa» allocata negli ex Mercati generali. The
Others, creata da Roberto Casiraghi, indimenticato e da
alcuni rimpianto fondatore di Artissima, viene rilanciata
quest’anno grazie alla direzione della critica d’arte Olga
Gambari che la trasforma da fiera di gallerie giovani in
un happening culturale che dal 7 al 10 novembre occupa
l’inquietante e fascinosa sede delle vecchie Carceri in orario
notturno dalle ore 18 all’una di notte per essere «sussidiaria»
di Artissima.
Ci sono poi altre iniziative minori, ma interessanti, come
il Progetto Diogene autogestito da un gruppo di giovani
artisti: un tram in disuso, parcheggiato in Largo Regio Parco,
è trasformato in ipotetica e utopica Residenza d’artista.
In crisi di risorse, ma comunque sempre attivo e propositivo
sul fronte del rapporto tra Arte, Scienza, Ambiente e
Interattività è il Pav, Parco Arte Vivente, ideato dal
vulcanico artista Piero Gilardi.
Resistono e tengono le rispettive posizioni, nonostante i
tempi siano duri anche per loro, le fondazioni Sandretto
Re Rebaudengo e Merz, la cui programmazione, come
abbiamo già scritto, fa parte di One Torino. Un occhio
segue a pag. 4
vedere a TORINO
4
Una ventenne di successo sempre più ambiziosa
Artissima, diretta per la seconda volta da Sarah Cosulich Canarutto, è arrivata quest’anno
a 190 gallerie di 38 paesi
«A
rtissima» vanta il quinto posto nella classifica
mondiale delle fiere d’arte stilata da Skate’s
Art Market Research di New York per il 2012, dove
figura davanti ad Art Basel Miami e a Frieze London. Con
un budget di 2.110.000 euro, finanziati da enti locali
(Regione Piemonte, Città, Provincia e Camera di Commercio
di Torino) e sponsor privati (Compagnia di San Paolo,
Unicredit, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea
CRT, Fiat, Nikon, Illycaffè, AON e Lauretana), la fiera cresce
e si allarga geograficamente, con 190 gallerie provenienti
da 38 paesi, contro le 172 di 26 paesi della scorsa edizione.
Fondazione CRT riconferma inoltre il budget destinato
alle acquisizioni in fiera di Castello di Rivoli e Gam,
in linea con quello dello scorso anno, che era di 350 mila
euro (cfr. box). Centomila euro è invece la somma riservata
da Artissima ai collezionisti, con un programma che
comprende volo aereo e appuntamenti culturali in città,
attraendo presenze prestigiose da tutto il mondo, oltre
a board e patron di musei quali la Kunsthalle di Zurigo,
l’ICA di Londra e il New Museum di New York. Fiore
all’occhiello di questa edizione è «One Torino» (cfr. box),
la grande rassegna prodotta da Artissima con 370mila euro,
coinvolgendo le maggiori istituzioni d’arte della città.
Un nuovo membro entra nel Comitato di Selezione della
fiera, composto da Daniele Balice (BaliceHertling,
Parigi), Isabella Bortolozzi (Berlino), Mario Cristiani
(Galleria Continua, San Gimignano, Le Moulin e
Pechino), Norma Mangione (Torino), Gregor Podnar
(Berlino e Lubiana), Peter Kilchmann (Zurigo) e,
per la prima volta, un
sudamericano: Pedro
Mendes (Mendes Wood,
San Paolo). Sul solco della
continuità, la struttura della
fiera mantiene le classiche
5 sezioni. Main Section
registra un’attenzione
crescente verso i paesi
extraeuropei, con 108
gallerie consolidate (42
italiane e 66 straniere), tra
cui Isabella Bortolozzi di
Berlino, con Stephen G.
Rhodes, Danny McDonald,
Betty Woodman e Juliette
Sarah Cosulich Canarutto
Blightman, A Gentil Carioca
di Rio de Janeiro, Afa di
Santiago, Aikedellarco di Shanghai, Athr di Jeddah, Gazzelli
di Londra e Baku, David Kordansky di Los Angeles con
Markus Amm, Limoncello di Londra, Triumph di Mosca,
Hezi Cohen di Tel Aviv, con Brian Alfred, Ron Amir, Andreas
Golinski, Nahum Tevet e Jan Tichy e Voice di Marrakech.
Tra le italiane, invece, Franco Noero di Torino, Tucci Russo
di Torre Pellice, con Alfredo Pirri, Robin Rhode, Mario Airò,
Gianni Caravaggio, Christiane Löhr e Francesco Gennari,
Enrico Astuni di Bologna, Valentina Bonomo di Roma e
Raffaella Cortese di Milano, con Silvia Bächli, Yael Bertana,
Marcello Maloberti, Ana Mendieta, Anna Maria Maiolino,
Torino ha il fiato corto
continua da pag. 3
di riguardo va all’Igav, l’Istituto Garuzzo per le Arti
Visive, per il lavoro di promozione sugli artisti giovani e
mid-career attivi voluto dall’indomita presidente Rosalba
Garuzzo. Infatti, dopo la mostra NA-TO, Napoli-Torino, curata
da Alessandro Demma (dedicata ai migliori artisti nelle
due città), dal 25 ottobre al 17 novembre l’Igav presenta a
Torino, in Palazzo Saluzzo Paesana, una mostra scambio
con la Cina intitolata «TOSH, Torino-Shanghai, Dialoghi
d’arte», con dieci giovani cinesi chiamati a dialogare con
altrettanti italiani, molti di questi ultimi neodiplomati
dell’Accademia Albertina di Belle Arti, allievi di Claudio
Pieroni che fa concorrenza al celebre Alberto Garutti (di
stanza all’Accademia di Brera) per la sua capacità di scoprire
e forgiare i nuovi talenti dell’arte. A questo punto è doveroso
citare il ruolo istituzionale dell’Accademia Albertina, di
cui chi scrive è stato direttore dal 2005 al 2011, quando gli
allievi da 500 sono divenuti 1200, tutt’ora in crescita grazie
alla spinta dal 2013 di un presidente come Fiorenzo Alfieri,
ex assessore alla cultura del Comune di Torino, l’ideatore
di Luci d’Artista (luci che nonostante i tagli in bilancio
continuano a risplendere anche quest’anno nel cielo di
Torino, con due nuovi inserimenti: Vanessa Safavi e Alfredo
Jaar). Grazie ad Alfieri l’Albertina potrebbe finalmente
veder rinnovata una sede antica e oggi bisognosa di una
ristrutturazione. Estendendo, infine, lo sguardo su tutto
il territorio piemontese, in pole position c’è Biella, non solo
grazie alla impegnatissima Fondazione Pistoletto, ma
anche per la nascita delle fondazioni Zegna e Sella Onlus
con molte proposte espositive interessanti. Nel novarese
sul lago d’Orta un’intensa attività artistico-culturale svolge
l’artista Enrica Borghi che ha aperto ad Ameno l’Asilo
Bianco, fulcro di tanti progetti d’arte correlati anche
con Milano e con l’estero. Senza omettere Cuneo dove
la Fondazione Peano dal 1993 promuove un premio di
«Scultura da vivere», grazie al quale ogni anno viene regalata
alla città un’opera ambientata nel capoluogo della Provincia
Granda. Sempre nel cuneese, va ricordata l’attiva curatoriale
del gruppo a.titolo (Giorgina Bertolino, Francesca Comisso,
Lisa Parola, Luisa Perlo, Nicoletta Leonardi) che dirige il
CESAC - Centro Sperimentale di Arte Contemporanea
del Filatoio di Caraglio. Le cinque critiche d’arte e curatrici
di a.titolo anche a Torino si guadagnano benemerenze
sul campo dell’arte pubblica portando avanti un progetto
ambientato in un quartiere periferico e problematico
come Barca. A Torino, un ottimo lavoro, in un quartiere
periferico per antonomasia, Barriera di Milano, ha messo
in moto anche l’Associazione Barriera, costituita da un
gruppo di attivi collezionisti, alcuni dei quali fanno anche
parte di Artegiovane, associazione culturale presieduta dal
vulcanico Alvise Chevallard, che tra le varie «cose» propone
da una decina d’anni Video.it, rassegna di filmati di giovani
artisti, a cura di Franz Bernardelli e di Francesco Poli, due
valenti critici torinesi. A proposito di critici, va detto che
questa è una risorsa che non manca a Torino, perché
sono tanti i critici-curatori di vaglia: dai già variamente citati
Luca Beatrice, Francesco Poli, a.titolo, Olga Gambari, Franz
Bernardelli, proseguendo con Martina Corgnati, Maria Teresa
Roberto, Marisa Vescovo e Luigi Fassi, fino a personaggi
più defilati ma bravissimi, come il condirettore della Gam
Riccardo Passoni. Tuttavia nessuno di costoro è stato preso
in considerazione per dirigere la Gam o il Castello di Rivoli
o Artissima oppure a presiedere la Fondazione Torino
Musei (dove da poco è stata insediata l’attivissima super
manager romana Patrizia Asproni). Va detto che la vera
propulsione locale è resa dalle fondazioni bancarie torinesi.
La Fondazione CRT per l’Arte (presieduta dall’avvocato
Fulvio Gianaria) e la Compagnia di San Paolo che da
sempre sono i numi tutelari della cultura a Torino, perché
erogano ancora fondi ragguardevoli, acquisendo opere
per le collezioni della Gam e di Rivoli. Senza tralasciare
la Consulta per la Valorizzazione del Patrimonio
artistico e culturale di Torino, caso unico in Italia di un
gruppo di ben 35 aziende che, con understatement tutto
piemontese, dietro al nome Consulta, promuove il restauro
e la valorizzazione di edifici storici, con puntate significative
anche sul fronte dell’arte contemporanea, come il recente
intervento sul fondo dei disegni e della grafica della Gam. Un
primato mondiale originato a Torino è quello dell’editoria
d’arte, dove Allemandi in assoluta autonomia, oltre alle
tante belle edizioni e collane d’arte, continua a produrre
il più informato ed elegante organo di stampa del settore:
«Il Giornale dell’Arte», con le sue svariate declinazioni
estere, inglese, francese, greca, russa e cinese la cui tiratura
complessiva mensile raggiunge un 1 milione e 200mila copie.
Sempre in ambito editoriale segnaliamo anche le free press
«Arte Sera» e «SkArt» che contribuiscono ad ampliare una
cultura artistica ancor oggi troppo elitaria.
q Guido Curto
Docente all’Accademia Albertina di Belle Arti e critico d’arte
Helen Mirra e Kiki Smith. New Entries presenta invece 27
gallerie (4 italiane) attive da meno di 5 anni tra cui Sabrina
Amrani di Madrid, Co2 di Roma, Krome di Berlino, On
the Movie di Tirana e Johannes Vogt di New York. Tra le
nuove gallerie, quella con il programma più interessante e
innovativo vince i 5mila euro del premio Guido Carbone,
assegnato da una giuria tra i cui membri spiccano Jochen
Volz (direttore programmi della Serpentine Gallery di
Londra) ed Emre Baykal (direttore di Arter di Istanbul).
Di carattere museale, Back to the Future, che vanta la
supervisione della milanese Eva Fabbris e la partecipazione
di curatori quali Patrick Charpenel (direttore del Jumex
Museum di Città del Messico), ospita 32 artisti di 30 gallerie
(24 straniere), autori noti e attivi negli anni ’60, ’70 e ’80,
poi ingiustamente dimenticati. Tra questi: Letizia Battaglia
(Cardi Black Box, Milano), Ulises Carrión (Document-Art,
Buenos Aires) Jimmy De Sana (Wilkinson, Londra), Geng
Jianyi (Shanghart, Shanghai, Pechino, Singapore), Piero
Gilardi (Guido Costa, Torino) Ger van Elk (Lüttgenmeijer,
Berlino), Salvo (Mazzoleni, Torino) e Constantin Flondor
(Baril, Cluj Napoca). Dedicata ai talenti emergenti è invece
Present Future, con i progetti di 24 artisti rappresentati
da 25 gallerie (5 italiane), scelti da un’équipe di giovani
curatori guidati da Luigi Fassi. Figurano qui opere di Fatma
Bucak (Alberto Peola, Torino), Ceren Oykut (X-Ist, Istanbul),
Alessandro Balteo Yazbeck (Green Art, Dubai), Yee I-Lann
(Map Kl, Kuala Lampur), Alfredo Esquillo Jr (Tin-Aw Art,
Metro Manila), Nora Schultz (Isabella Bortolozzi, Berlino)
Charles Harlan (JTT, New York) e Matthew Watson (Joe
Sheftel, New York). Una giuria formata da 4 direttori, Dafne
Ayas (Witte de With, Rotterdam), Matthew Higgs (White
Columns, New York), Joanna Mytkowska (Museum of
Modern Art, Varsavia) e Beatrice Merz (Castello di Rivoli),
decreta il vincitore del Premio Illy Present Future: una
personale al Castello di Rivoli in concomitanza con la
prossima Artissima. Tra i riconoscimenti, ancora, il Premio
Ettore Fico: 15mila euro a un artista esposto in fiera, scelto
da una giuria di curatori, collezionisti e direttori di musei,
quali Andrea Busto, Andrea Villiani e Renato Alpegiani, la cui
opera viene acquistata dal Museo Ettore Fico. Non mancano,
infine, rare edizioni d’Arte, con Art Editions, un ciclo di
dibattiti su temi legati all’arte contemporanea, un calendario
di visite guidate «Walkie Talkies», tenute da 20 curatori
coordinati dalla critica d’arte londinese Filipa Ramos, «Musei
in Mostra» con stand che illustrano collezioni e attività delle
principali istituzioni museali del territorio, l’angolo lettura e
relax di Con/TEXT, dedicato all’editoria dell’arte, incontri e
presentazione di libri. q Jenny Dogliani
CRT main sponsor
Istituita nel 2000 per sostenere il sistema dell’arte
contemporanea di Torino e del Piemonte, la Fondazione
per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT è da sempre
main sponsor di Artissima, cui partecipa con diversi
progetti. Anche quest’anno, per esempio, rinnova il
proprio impegno finalizzato a rinforzare le collezioni
di Castello di Rivoli e Gam, con un budget di circa
350mila per i due musei da spendere in fiera. Nella
sezione Musei in Mostra, inoltre, trovano spazio due
importanti programmi promossi e finanziati dalla
Fondazione CRT: ZonArte e Resò. Il primo, network dei
dipartimenti educazione delle maggiori istituzioni torinesi
di arte contemporanea, presenta un fitto calendario di
eventi, incontri, workshop e laboratori, con ospiti quali
Alfredo Jaar e Botto&Bruno. Il secondo, invece, è una
piattaforma dedicata alla formazione di artisti (Meet-Up)
e curatori (Campo), attraverso residenze internazionali
che prevedono scambi tra Torino e altri paesi, quali
Egitto, India e Colombia. Opere, presentazioni e dibattiti
targati Resò, come il dialogo di Lisa Parola di a.titolo
con Franco Ariaudo, Luisa Ungar e Cosimo Veneziano, gli
artisti selezionati per il 2013, sono ospitati nella stessa
sezione della fiera. Elisa Barrera, Lia Cecchin, Giulia
Gallo, Namsal Siedlecki ed Elena Tortia, invece, sono
gli artisti che hanno partecipato alla scorsa edizione
del progetto, le cui opere sono esposte nella collettiva
«Accadde domani», nell’Associazione Barriera, dal 10
novembre al 7 dicembre. q J.D.
5
vedere a TORINO
«One Torino»: Artissima invade la città
500 artisti in 18mila metri
La ricetta anticrisi di Sarah Cosulich Canarutto per valorizzare
il sistema torinese dell’arte
I
© Andrea Zittel, courtesy Andrea Rosen Gallery, New York
deata da Sarah Cosulich
Il percorso comprende opere
Canarutto come ricetta
seminali degli anni ’60 e ’70
anticrisi per valorizzare il
di Stuart Brisley, Enzo Mari,
sistema torinese dell’arte
Mario Merz e Mladen Stilinovic
contemporanea, «One Torino» è
accanto a video e installazioni di
la grande rassegna prodotta
artisti più giovani, quali Tobias
da Artissima con cadenza
Putrih, Andrea Zittel e Gabriel
annuale, che coinvolge le
Serra. Grande work in progress
maggiori istituzioni della
«Verlee» è invece il progetto di
città. La prima edizione,
Chris Fitzpatrick, direttore di
realizzata con un budget di
Objectif Exhibition di Anversa,
370mila euro, si svolge dal 6
che trasforma la Fondazione
novembre al 12 gennaio con
Sandretto Re Rebaudengo
5 mostre collettive in 5 sedi,
in un grande contenitore di
7 curatori e oltre 50 artisti. La
performance, opere d’arte,
relazione tra la dimensione
contenuti web, racconti orali e
oggettuale ed estetica dell’opera
di gossip, visite guidate e altri
Andrea Zittel, «Personal Panels (Small Black and White
d’arte e il luogo che la contiene è
dispositivi atti a innescare una
Top)», 2012
il tema di «Repertory», concepita
riflessione sul concetto stesso
da Gary Carrion-Murayari, curatore del New Museum di
di esposizione. Tra gli artisti Federico Acal, Eva Marisaldi,
New York, per gli spazi di Palazzo Cavour. Intitolata come
Rosemarie Trockel, Peter Fischli & David Weiss, Isa Genzken
l’omonimo film di Ian Breakwell del 1973, l’esposizione
e Nina Beier. Chiude il ciclo il Castello di Rivoli, con
presenta sculture, dipinti, video, fotografie e installazioni
la mostra dedicata ai vincitori del Premio Illy Present
di autori quali Ericka Beckmann, Heidi Bucher, David
Future di Artissima 2012, curata da Andrew Berardini,
Haxton, Christian Mayer, Andro Wekua e Steven Claydon,
critico d’arte indipendente di Los Angeles, Gregor Muir,
che dialogano con i sontuosi interni dell’architettura
direttore dell’ICA di Londra
barocca caricandoli di nuovi significati psicologici, politici
e Beatrix Ruf, direttrice
ed esistenziali. All’esplorazione dello spazio pubblico e ai
della Kunsthalle di Zurigo.
concetti d’identità e cittadinanza guarda, invece, la Galleria
I tre artisti esposti sono
d’Arte Moderna e Contemporanea con «Ideal standard
Naufus Ramirez-Figueroa,
forms». Progettato dalla curatrice indipendente Anna Colin,
che mescola suggestioni
il percorso è composto di un’installazione monumentale di
maya, ricordi d’infanzia e
Pablo Bronstein: un orinatoio pubblico a forma di tempio
sogni a elementi politici
neoclassico che riflette sull’ambiguità di un luogo intimo e
e sociali, Vanessa Safavi,
comune al tempo stesso. Figurano, poi, lavori in polistirolo
le cui installazioni, in
di Matthew Darbyshire, che riproducono alcune opere
silicone, sabbia e animali
della collezione del museo per trasformarle in monumenti
in tassidermia, sono
satirici e numerose sculture di Edward Allington,
malinconiche e poetiche
ironicamente sospese tra architettura e artificio. In bilico
declinazioni del concetto di
tra il pubblico e il privato è anche il posto di lavoro,
assenza e Santo Tolone, che
cui è legata l’identità personale e collettiva dell’uomo
realizza, infine, sculture con
contemporaneo, un tema indagato nella Fondazione Merz
oggetti d’uso in cui mette in
da Julieta Gonzalez, curatrice del Museo Tamayo di Città
discussione il rapporto tra
del Messico, con «Ways of working: the incidental object».
opera e spettatore. q J.D.
Ospitata per la seconda volta nell’ex M.O.I.
(via G. Bruno) dal 6 al
10 novembre, Paratissima riunisce opere e
progetti di 500 artisti
dislocati in 18mila mq.
Intitolata «Art Games»,
la nona edizione si
compone di performance, esposizioni e wor- Liu Bolin, «Paolina Bonaparte
kshop, e intende bissa- Borghese»
re il successo del 2012, quando ha registrato un affluenza
di pubblico di oltre 100mila persone. Quattro le sezioni:
ParaPhotò, con incontri e laboratori a cura di Franco
Fontana, Bruna Biamino e Giovanni Gastel; ParaDesign;
ParaFashion e, per la prima volta, ParaVideo, a cura di
Underdog Film, con videoarte, cortometraggi e
documentari. Figurano, inoltre, numerosi progetti, come la
collettiva «Skincodes», dedicata a opere d’arte che hanno
come supporto la pelle. Vi è, inoltre, una sezione per le
giovani gallerie di arte contemporanea internazionali, con
lavori dai 100 euro ai 5mila euro. Ospite d’eccezione di
Paratissima 2013 è la Repubblica di Macedonia, con una
rete di artisti provenienti dalla città di Skopje. Non
mancano, infine, incontri, dibattiti e lezioni, teoriche e
pratiche, con artisti, curatori, galleristi e critici e tra le
novità, infine, uno stand per la vendita delle opere
direttamente dall’artista al collezionista. q J.D.
Laura Rocca
Galleria Antiquaria
ANTICHITA’ E SERVIZI PER L’ANTIQUARIATO
RESTAURI.PERIZIE.CONSULENZE.INTERIOR DESIGN
L’arte chic: antichi, moderni e contemporanei
Crescono le fiere satellite intorno ad
Artissima. Dopo Paratissima e The
Others, è ora la volta di Flashback, che
sulla scia di Frieze Masters a Londra,
mescola alla contemporaneità arte antica
e moderna. La prima edizione, diretta e
fondata da Stefania Poddighe e Ginevra
Pucci e promossa dall’Associazione
Flashback-Torino, si svolge nella Società
Promotrice delle Belle Arti dal 7 al
10 novembre. Intitolata «L’arte è tutta
contemporanea», frase mutuata dal
genio di Gino De Domicis, la kermesse
presenta una selezione di gallerie
italiane, riservando al prossimo anno
una maggiore prospettiva internazionale.
Esperimento inedito nel nostro paese, la
fiera s’inserisce in una fetta di mercato
piuttosto vivace all’estero. Attraverso
un affascinante confronto tra antico
e moderno, valorizzato da allestimenti
suggestivi e da un audace impiego del
light design, le due curatrici intendono
stimolare nuovi punti di vista su tutto ciò
che è considerato classico e attrarre, oltre
ai tradizionali collezionisti e appassionati,
anche un pubblico giovane, nuovo e
inusuale. Tra i 30 espositori selezionati, vi
sono presenze importanti come Mazzoleni
di Torino, con opere di Burri, Fontana,
Hartung, Afro, Capogrossi e De Chirico,
Robilant + Voena di Milano e Londra, con
Annuncia il trasferimento nella nuova sede di
Corso San Maurizio, 29 Torino
Giovanni Boldini, «Ritratto di Betty Wertheimer»,
Galleria Robilant+Voena, Milano
autori quali Giovanni Boldini e Tanzio da
Varallo presente, quest’ultimo, anche nello
stand di Salamon&C di Milano, insieme a
Bernardino Lanino. Il Cartiglio di Roberto
Cena di Torino, poi, propone incisioni
di Chagall, mentre la sua concittadina
Galleria del Ponte, infine, espone lavori di
Mario Merz e Pinot Gallizio. q J.D.
Laura Rocca - Galleria Antiquaria
Corso San Maurizio, 29 - 10124 Torino
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vedere a TORINO
6
The Others: in carcere fanno «Boom!»
Photissima: una mostra in premio con catalogo
A sovvertire la crisi prospettando un
futuro di crescita e rinascita è The
Others, la fiera che racconta il lato più
emergente e anticonvenzionale dell’arte
contemporanea. Intitolata «Boom!», la
terza edizione si svolge nelle ex Carceri
Le Nuove, dall’8 al 10 novembre, sotto la
direzione artistica di Olga Gambari che la
definisce «un happening culturale in cui a
ogni espositore è chiesto di presentare un
progetto, un artista un lavoro e un titolo per
il proprio allestimento». Tra i partecipanti
figurano associazioni ed enti non profit
e gallerie italiane e internazionali come
i torinesi Riccardo Costantini, Paola
Meliga e Raffaella De Chirico, i milanesi
Mc2 Gallery, Circoloquadro e The Format,
accanto a Ufofabrik di Moena, ArtCore Art
Space di Bari e Dca Gallery di Bruxelles.
La kermesse comprende, inoltre, un
fitto programma di performance, azioni
teatrali, incontri e sessioni musicali e non
mancano i premi, che salgono a quattro. Il
premio Sarpi-Bridge va all’opera che è, per
forma e progetto, più vicina al linguaggio
del design. Il premio Residenza Igav,
realizzato in collaborazione con l’Istituto
Garuzzo per le Arti Visive, offre invece
a uno tra tutti gli artisti under 30 una
Photissima Art Fair torna a Torino, dal 7 al
10 novembre nell’Ex Manifattura Tabacchi,
dopo l’edizione sabauda del 2012 e quella
veneziana allestita in concomitanza con
la Biennale. La fiera, ideata e organizzata
dalla Fondazione Artèvision, si occupa
esclusivamente di fotografia artistica e
tecnica fotografica e propone anche per
questa edizione il Photissima Festival
(«More Words», fino al 30 novembre), a
cura di Sabrina Raffaghello: un’occasione
per approfondire i linguaggi della fotografia
contemporanea, guardando con attenzione
alle infinite possibili declinazioni, da quelle
più «tradizionali» fino alle sue applicazioni più
ardite con installazioni e video. La grande
novità che caratterizza la terza edizione
di Photissima Art Fair è l’istituzione del
«Premio Photissima» che mette in palio
per i partecipanti l’allestimento di una
mostra collettiva all’interno della fiera e,
per il vincitore, collaborazioni con gallerie,
la concessione di uno spazio personale
in occasione dell’edizione 2014 e la
pubblicazione del catalogo dedicato al Premio
Photissima Art Fair. q Raffaella Roddolo
Kate Fichard, «Serie Deauville, “Toît”», 2011
residenza di un mese presso la stessa
organizzazione torinese. Segue il premio
per il migliore progetto curatoriale,
che sceglie uno tra i progetti di tutti gli
espositori, premiando la sinergia tra
gallerista, artista e curatore e offrendo la
possibilità di sviluppare una mostra nel
project space torinese Officina/Spazio
Bianco nell’aprile 2014. Ultimo, ma non
meno importante, il premio Rock the
Academy, ideato in collaborazione con il
Ministero dell’Istruzione e pensato, infine,
per i giovanissimi studenti delle accademie
italiane di Belle Arti. q J.D.
GALLERIA AVERSA
Palazzo Luserna Rorengo di Rorà
Via Cavour, 13 - 10123 Torino
Tel: (+39) 011 532 662 - email: [email protected]
PROPOSTE 2013
Da Bossoli a Spazzapan
1850-1950
Cento Anni di Pittura
Notoriamente gli egizi sono immortali
L’allestimento temporaneo «Immortali.
L’Arte e i Saperi degli antichi Egizi» presenta
i mille più importanti reperti della collezione
permanente e costituisce un’anticipazione
significativa del nuovo Museo Egizio, la cui
apertura è prevista nella primavera 2015,
in vista dell’Expo di Milano. Con questa
mostra si inaugurano i nuovi ambienti
ipogei del seicentesco palazzo guariniano
del Collegio dei Nobili, che ospita il museo
dal 1824: mille metri quadrati realizzati
al di sotto del cortile interno che dopo
il 2015 saranno destinati ai servizi di
accoglienza del pubblico. L’allestimento
dello spazio, realizzato da Isolarchitetti
e Migliore+Servetto Architects, propone
una selezione di capolavori che evidenzia
l’elevato grado di conoscenza e perizia
di artisti e artigiani egizi, così come
l’ambizione dei loro committenti, faraoni,
regine o nobili, che scelsero quelle
competenze e abilità per celebrare se
stessi e il loro potere. L’«immortalità» degli
antichi egizi diventa così tangibile nelle
opere, sia monumentali che di piccole
dimensioni.
Tra i reperti imperdibili da
ammirare si segnalano, in particolare: la
«Tomba degli Ignoti», Antico Regno (c. 2450
a.C.); «Il dedicante Penshenabu», Nuovo
Regno 1279-1213 a.C., calcare dipinto;
«La dama Hel», Nuovo Regno 1279-1213
a.C., calcare; «I coniugi Pendua e Nefertari»,
Nuovo Regno 1279-1213 a.C., calcare
(che sono il simbolo del nuovo percorso
museale); la «Statua cubo di Merenptah»,
Epoca Tarda 714-690 a.C., diorite; e, di
Statuina raffigurante il dio Thot sotto forma di un
ibis, provenienza sconosciuta, Epoca tolemaica,
IV secolo a.C.
Epoca tolemaica (IV-III secolo a.C.), due
regine, una in basalto e una in arenaria,
e una testa di re in basalto. Un’intera
parete è allestita con stele di epoche
e materiali diversi, talune mirabilmente
dipinte; curiosi i sandali intrecciati in fibre
vegetali provenienti dalla Tomba della
Regina Nefertari, Nuovo Regno, 1279-1213
a.C. L’apertura degli ambienti ipogei è
l’occasione non solo per offrire un nuovo
percorso museale temporaneo, ma anche
per proseguire i lavori del Nuovo Egizio
(iniziati cinque anni fa) a «museo aperto».
Il percorso museale definitivo, ideato dallo
Studio Isolarchitetti e Associati, inizierà
risalendo al secondo piano (dove fino a
qualche mese fa era ospitata la Galleria
Sabauda, ora in fase di allestimento nella
Manica Nuova di Palazzo Reale) attraverso
un sistema di scale mobili collocate in un
ideale percorso «di risalita del Nilo» ideato
da Dante Ferretti, per concludersi infine al
piano terra. q R.R.
Bischof, terzo grande fotoreporter reale
DAL 18 OTTOBRE 2013
www.galleria-aversa.it
Un connubio riuscito, quello tra Palazzo
Reale e i grandi maestri della fotografia:
dopo Henri Cartier-Bresson e Robert
Capa è la volta del «fotoreporter umanista»
Werner Bischof, con una retrospettiva
allestita nella Galleria della Sindone sino
al 16 febbraio 2014. 105 fotografie in
bianco e nero, divise in 7 sezioni (Zurigo
1945, L’Europa dopo la guerra 1945-1950,
Giappone 1951-1952, Corea 1951-1952,
Hong Kong/Indocina 1951-1952, India
1951-1952, Nord/Sud America 19531954) che illustrano l’intensa carriera del
fotografo. Nato a Zurigo nel 1916, a 16
anni inizia a frequentare la scuola d’arte
della città dove entra in contatto con il
fotografo Hans Finsler, legato alla corrente
della Nuova Oggettività. Dopo soli quattro
anni apre il proprio studio, dedicandosi
inizialmente alla fotografia realistica e di
moda, dimostrando da subito una grande
capacità tecnica e un’accurata ricerca
della perfezione formale. Nell’autunno del
’45 intraprende un viaggio nell’Europa
devastata dalla guerra: gli orrori visti in
Germania, Francia e Olanda lo convincono
ad abbandonare la fotografia patinata per
dedicarsi interamente al fotogiornalismo
Werner Bischof, «Un treno della Croce Rossa che
trasporta bambini in Svizzera. Budapest, Ungheria»,
1947
e all’osservazione documentaristica
della realtà. Nel 1949 entra a far parte
dell’appena nata agenzia Magnum che
lo invia come fotoreporter in giro per il
mondo: in pochi anni visita il Giappone,
Hong Kong, la Cina e la Corea. È del 1951
il suo primo successo internazionale con
il reportage sulla carestia nella regione
del Bihar, per conto della rivista americana
«Vogue»: immagini di grande impatto
visivo che restituiscono la povertà della
popolazione indiana e le condizioni estreme
di vita in quelle regioni. A soli 38 anni perde
la vita in un incidente automobilistico sulle
Ande peruviane. q R.R.
7
Dall’Ermitage un Raffaello
a Palazzo Madama
Continua il programma di collaborazione tra Palazzo Madama e l’Ermitage di San Pietroburgo. Dopo la mostra dedicata
ai tesori di Basilewsky, giunge
a Torino la «Sacra Famiglia con
san Giuseppe senza barba» di
Raffaello, appartenente alle collezioni del museo russo. L’opera, allestita nella Sala del Senato dalla metà di dicembre a
febbraio 2014, faceva parte del- Raffaello Sanzio, «Sacra
la ricchissima collezione del fi- Famiglia con san Giuseppe
nanziere Pierre Crozat. La raccol- senza barba»,1506-1507
circa, San Pietroburgo,
ta andò dispersa alla sua morte.
Museo Statale Ermitage
Un nucleo di dipinti passò in proprietà (1772) di Caterina di Russia e costituì il primo
fondo dell’Ermitage. La particolarità del taglio prospettico
e la proposta inconsueta del san Giuseppe senza barba
collocano il dipinto in un momento straordinariamente
vivace della carriera del maestro umbro, poco dopo l’arrivo
a Firenze (1504) che aveva significato per lui nuovi stimoli
e nuove sfide. Mentre il dipinto di Raffaello sarà a Torino, il
«Ritratto d’uomo» di Antonello da Messina, fiore all’occhiello
delle raccolte di Palazzo Madama, verrà esposto a San
Pietroburgo, in uno scambio finalizzato a sottolineare i
rapporti di collaborazione culturale e scientifica tra le due
istituzioni. Il 12 dicembre un’altra opera, questa volta di un
maestro del Cinquecento piemontese, Defendente Ferrari,
sarà protagonista a Palazzo. Si tratta dell’«Incoronazione
della Vergine», tavola inedita di proprietà privata, che si
lega strettamente al nucleo della collezione Fontana
entrata in museo nel 1909. Il recente restauro svolto sul
dipinto ha permesso di rivelare molte relazioni con le opere
di Defendente presenti nelle collezioni civiche e sul territorio
piemontese. Dopo la presentazione al pubblico il dipinto
resterà temporaneamente esposto a Palazzo Madama in
dialogo con le opere dell’artista già presenti nel percorso
del piano terra. R.R.
vedere a TORINO
L’impressionista più romantico
Opere di Renoir dal Musée d’Orsay e dall’Orangerie in prestito alla Gam
U
no dei più celebri protagonisti dell’Impressionismo,
Pierre-Auguste Renoir, è a
Torino con una retrospettiva
che ne raccoglie una sessantina di opere delle collezioni del Musée d’Orsay e
del Musée de l’Orangerie
di Parigi, nella Galleria
Civica d’Arte Moderna e
Contemporanea fino al 23
febbraio. Curata da Sylvie
Patry e Riccardo Passoni,
la mostra ripercorre l’in- Pierre-Auguste Renoir,
tera vicenda artistica del «La balançoire», 1876
pittore attraverso nove
sezioni tematiche e cronologiche. La sua attività inizia
nel 1862, quando viene ammesso all’Ecole des Beaux-Arts
di Parigi e si accosta alla pratica della pittura en plein air
insieme ai compagni Sisley e Monet. Di questa fase sono
esposti numerosi ritratti di conoscenti e amici come Bazille
e Monet, alcuni paesaggi e un paio di nudi, tra cui «Ragazzo
con il gatto» del 1868. Dello stesso anno è «Madame Darras»,
che apre la sezione successiva dedicata ai ritratti femminili.
Figurano qui opere quali «La Liseuse» del 1874-76, «Giovane
donna seduta» del 1909 e «Colonna Romano» del 1913: una
carrellata di donne borghesi, operaie e ballerine di cui
Renoir mette in luce grazia e bellezza, attraverso un delicato
realismo. Segue una serie di dipinti sulla società e i
passatempi parigini, come «La balançoire», capolavoro del
1876 in cui le morbide figure di una donna, un giardiniere
e una bambina, accanto a un’altalena di cui sembra di
scorgere i movimenti, si mescolano con lo sfondo, grazie
alle intense e vibranti macchie di colore e alla luce che
filtra dagli alberi. Prerogative cromatiche e stilistiche che
si riscontrano, anche, nella selezione di paesaggi esposti,
come quelli esotici del Nord Africa, visitato nel 1881 o le
vedute della Costa Azzurra e dei dintorni parigini, cosparsi
di specchi d’acqua e lussureggianti giardini. Non mancano,
poi, i ritratti di bambini, come «Il clown» del 1909 in
cui emerge la dolce e malinconica poesia dell’infanzia,
le opere dedicate alla musica, tra cui spiccano il celebre
«Jeunes filles au piano» e il ritratto di Wagner e una piccola
selezione di bouquet, caratterizzati da pennellate lievi e
vellutate e da un’incredibile varietà di colori e sfumature
scintillanti. A chiudere l’esposizione sono, infine,
cinque sensuali nudi femminili, realizzati a fine
carriera quando Renoir si allontana gradualmente
dall’Impressionismo, per avvicinarsi a Tiziano, Rubens
e Raffaello, accanto al suo ultimo capolavoro: «Le
bagnanti», cui lavorò fino alla morte che avvenne nel
1919. q J.D.
Che bravi quei ragazzi del ’60
Vitrine «Gente in strada (passaggio pedonale)», ciclo di
rassegne a cura di Anna Musini che ogni anno la Galleria
d’Arte Moderna e Contemporanea dedica ai giovani artisti
attivi in Piemonte, giunge alla
terza edizione. Il primo appunMax Pellegrini, «Donna in
tamento, fino al 12 gennaio, è rosso», particolare
con l’artista di origine albanese Driant Zeneli. Nei mesi successivi sarà la volta di
Manuele Cerutti, Alessandro Quaranta, ALis/Filliol e Felipe
Aguila. Stesse date e stessa sede anche per «Surprise», la
serie di mostre, a cura di Maria Teresa Roberto, dedicata
alla ricerca artistica e sperimentale torinese datata anni ’60
e ’70. La quinta edizione è con Max Pellegrini, classe 1945.
Tra i protagonisti della scena artistica che gravitava intorno
al Piper, il suo lavoro, d’ispirazione Pop, è spesso un
omaggio alla bellezza femminile. q J.D.
vedere a TORINO
8
L’istessa opera, fuorché le tinte
«Si può dire che quello sia l’istessa
opera, fuorché le tinte»: così Giovan
Battista Armenini scriveva nei suoi
«Precetti sulla pittura» del 1587 riguardo
al persuasivo confronto tra cartoni e
dipinti. Quali rapporti intercorrono nel
Cinquecento tra l’artista maggiore e la
sua scuola? Come avviene la circolazione
dei modelli? Come vengono utilizzati i
cartoni in rapporto alle opere pittoriche?
La mostra «Gaudenzio Ferrari e Bernardino
Lanino: cartoni e dipinti a confronto»,
allestita sino al 18 febbraio 2014 alla
Pinacoteca dell’Accademia Albertina,
tenta di rispondere a questi interrogativi,
esponendo le due pale con il «Compianto
di Cristo morto» di Gaudenzio e Lanino, di
proprietà della Galleria Sabauda, a diretto
confronto tra loro e con il cartone laniniano
dell’Accademia Albertina di analogo
soggetto, utilizzato da entrambe gli artisti,
Bernardino Lanino,
«Compianto su Cristo
morto», cartone,
Torino, Pinacoteca
dell’Accademia
Albertina
nella sala che
ospita l’importante
nucleo di cartoni
di Gaudenzio e
della sua scuola.
La Pinacoteca possiede una delle raccolte
più prestigiose al mondo di disegni
rinascimentali e manieristici, riallestita nel
1995 grazie all’impegno della Consulta
per la Valorizzazione dei beni Artistici e
Culturali di Torino. La mostra rientra nel
programma di iniziative di raccordo tra le
collezioni della Pinacoteca e dei musei
statali piemontesi. q R.R.
Re degli ebanisti, ebanista dei re
«Pietro Piffetti. Il re degli ebanisti,
l’ebanista del re» è l’omaggio che la
Fondazione Accorsi-Ometto dedica, fino al
12 gennaio, all’illustre torinese, complice
il recente acquisto, da parte del museo,
di un cofano forte, uno dei soli tre a lui
attribuiti e documentati negli archivi
regi. Si tratta della prima monografica
a lui dedicata, seppure il suo nome sia
comparso in molte e celeberrime mostre,
a partire dalle esposizioni veneziane
di Barbantini del 1929 sino a quelle di
Vittorio Viale sul Barocco piemontese, nel
1937 e nel 1963. Il restauro del prezioso
«coffre», una sorta di raffinata cassaforte
trasportabile, è stato affidato al Centro
Restauro della Venaria; un complesso
e raro caso di studio, tecnicamente non
facile, anche dal punto di vista delle scelte
di metodo rispetto alla policromia degli
avori e alle vernici di rifinitura, i cui risultati
sono ampiamente documentati e descritti
in mostra. Accanto al recente acquisto,
suddivisi in due sezioni, lavori profani
e di ambito sacro, i sette capolavori
dell’ebanista già nelle collezioni del museo
Pietro Piffetti,
Cofano forte con
tavolino, 1750-1760
e una ventina di
opere, per lo più
inedite perché
provenienti
da collezioni
private: un
curioso arcolaio,
esposto solo
nel 1963, due
preziosi cofanetti,
uno scrittoio
in legno rosa e avorio del 1760 circa, un
paio di cassettoni, una serie di raffinati
tavolini (quello celebre di Palazzo Madama,
impreziosito da un raffinato intarsio in
avorio a trompe l’oeil, e alcuni inediti), un
inginocchiatoio da parete, c. 1755-1760.
Nella sezione della mostra allestita a
Palazzo Lascaris, fino al 30 novembre,
si possono ammirare la coppia di stipi di
proprietà del museo e uno degli splendidi
tabernacoli custoditi da un secolo a Bene
Vagienna. q R.R.
Torino e Zurigo insieme per il «Merz Prize»
di arte e musica
A dieci anni dalla scomparsa di uno dei
giganti dell’arte italiana del secondo ’900,
Mario Merz, nasce il «Mario Merz Prize».
Promosso e ideato dalla Fondazione
Merz e presentato il 9 novembre nel
Museo Nazionale del Cinema e l’11 nello
zurighese Museum für Gestaltung, il
premio ha cadenza biennale e si articola
in due sezioni: arte e musica. I vincitori
hanno l’opportunità di esporre ed esibirsi
in prestigiose location di Zurigo e Torino,
le due città coinvolte nel progetto e legate
a Mario Merz, per origine la prima, per
adozione la seconda. Il Premio per l’Arte
è dedicato ad autori già riconosciuti nel
proprio paese e che abbiano avviato
una carriera internazionale. Tra tutti gli
iscritti al bando (aperto dal 9 novembre)
una giuria composta da Manuel BorjaVillel (direttore Museo Nacional Centro
Amava tanto
la rivoluzione
Rappresentante del Cile alla
55ima Biennale di Venezia,
Alfredo Jaar è il protagonista
della personale «Abbiamo
tanto amato la rivoluzione»,
curata da Claudia Gioia
per la Fondazione Merz dal
5 novembre al 2 febbraio.
Al centro della mostra vi è
un’installazione ambientale
inedita, composta di milioni
di pezzi di vetro e specchio
che ricoprono l’intero pavimento del museo, come
un tappeto di macerie. A
completare la rassegna vi
sono, inoltre, una sessantina di opere realizzate dai
primi anni ’70 a oggi, dove
la carica di denuncia politica e sociale è sempre, e
comunque, finalizzata a un
tentativo di ricostruzione e
cambiamento. Corredano
l’esposizione, infine, lavori
di Mario Merz, Yoko Ono,
Gerhard Richter, Yves Klein,
Joseph Kosuth, Alighiero
Boetti e altri. q J.D.
Tessuti e
ricami per
la signora
Sandretto
21-24 novembre 2013
Lingotto Fiere-Oval, Torino
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restructura.com
La collettiva «Soft Pictures»,
nella Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino al
23 marzo, a cura di Irene
Calderoni, presenta dipinti, fotografie, installazioni e
opere realizzate con varie
tecniche, inerenti la tessitura, da una ventina di artisti
internazionali del calibro di
William Kentridge, Mike
Kelley, Rosemarie Trockel e
Piotr Uklanski. La dimensione domestica e decorativa
del ricamo, per esempio, è rielaborata nelle lacrime d’argento che Francesco Vezzoli cuce a punto croce sui
ritratti di personaggi famosi.
A utilizzare il ricamo è anche
Gabriel Kuri, che trasforma
scontrini e ricevute fiscali,
de arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence
Weiner (artista), Massimiliano Gioni
(Capo Curatore New Museum di New York,
direttore artistico Fondazione Trussardi di
Milano e direttore della 55ima Biennale
di Venezia) e Beatrice Merz, selezionerà
5 nomi per una collettiva e tra questi una
seconda giuria, con la partecipazione del
pubblico, sceglierà il vincitore, cui sarà
commissionata una personale nelle due
città (www.mariomerzprize.org). Le stesse
dinamiche regolano anche il premio per la
musica, realizzato in collaborazione con
l’Associazione per la Musica De Sono
di Torino e la Hochschule der Künste di
Zurigo. Al vincitore verranno commissionati
un brano per orchestra d’archi e una
composizione da eseguire nello spazio
museale che ospiterà la mostra dell’artista
vincitore. q J.D.
stampati su carta, in raffinati
intrecci di stoffa, per riflettere sulla natura effimera del
consumismo. L’oggetto legato alla tessitura che meglio s’inserisce nella storia
dell’arte è sicuramente l’arazzo, diffuso in Europa sin
dall’antichità per raffigurare
imprese leggendarie e sancire il potere dei regnanti. A
riproporlo oggi è Goshka Macuga con «Plus Ultra», una
moderna composizione che
ritrae i membri del G20 tra i
simboli dell’Occidente in declino. Mentre «Soft Pictures»
analizza il presente, attraverso strumenti del passato, si
proietta decisamente verso
il futuro il progetto «A linking Park», che la stessa
sede ospita fino al 23 gennaio. Si tratta di una mostra
sui generis, dall’identità Hi
Tech. Sulla facciata del museo, infatti, sono riportanti
numerosi codici QR, ciascuno dei quali, decodificato
con una apposita applicazione per smartphone, costituisce un link a una pagina
web che contiene estratti di
opere come video, film e brani musicali. Una mostra capace di mettere in luce punti critici e potenzialità dello
strumento di comunicazione
di massa che più ha rivoluzionato l’uomo contemporaneo: internet. q J.D.
Il torinese
Lagrange
In occasione del bicentenario della morte di Joseph
Louis Lagrange (Torino,
1736-Parigi, 1813) l’Accademia delle Scienze, di cui
il grande scienziato è stato
socio fondatore, ha promosso una serie di iniziative per
promuoverne la conoscenza presso il grande pubblico. Tra queste, la mostra
«Lagrange. Un europeo a
Torino», allestita fino al 23
novembre alla Biblioteca
Reale che conserva un importantissimo manoscritto
con la raccolta delle sue
lezioni alle Scuole di Artiglieria. La mostra, scandita
per tappe biografiche, svela
la personalità di Lagrange
indagando non solo le sue
molteplici passioni, dalla
matematica alla meccanica
e alla fisica, dall’astronomia
all’acustica, dall’ottica alla
chimica, dall’economia alla
metrologia, ma restituendo
al contempo l’affresco di
un’epoca con gli scritti e le
opere del grande studioso,
gli oggetti e gli strumenti
scientifici coevi, nonché le
narrazioni dei singolari personaggi che hanno fatto la
storia d’Europa. q R.R.
Due Unicum
nel Parco
ove l’Arte è
Vivente
Processi di trasformazione
sospesi tra arte e natura
sono il tema di «Unicum»,
la doppia personale dedicata dal Pav, Parco Arte
Vivente, a Laura Viale e
Botto&Bruno, fino al 12
gennaio. La rassegna è parte del ciclo espositivo «Internaturalità», rivolto ad artisti
residenti o attivi in Piemonte invitati a realizzare opere
inedite. «This is the place
where I feel at home» è l’installazione di Botto&Bruno,
che riproduce una sorta
di spioncino da cui si vede
un’immagine prodotta con la
tecnica del collage fotografico. Lo spettatore scorge,
così, uno tra i possibili scenari futuri, in cui la natura si
riappropria dello spazio della città attraverso la crescita di una vegetazione fitta e
infestante che nasconde gli
edifici. «Senza titolo (Inframondo)» è invece il work in
progress di Laura Viale, che
si compone da una serie di
disegni realizzati con la tecnica del frottage nel cuore di
una grotta scavata in profondità e metaforicamente vicina, quindi, al cuore pulsante
della Terra. q J.D.
9
vedere a TORINO
Papi, principi e re: grandi teleri, la barca
bucintoro, le carrozze e gli abiti di gala
Lo sport sotto il nazismo
Immerso in un profondo silenzio e nella pratica di antichi rituali dalla tradizione
millenaria, il Giappone di
Suzanne Held è sospeso
in un tempo remoto, avulso dalla contemporaneità.
Quaranta scatti di grande formato della fotografa francese, insieme a rari
reperti e preziosi esemplari d’ikebana e bonsai, confluiscono in una rassegna
che descrive il più intimo e
segreto «Spirito del Giappone», nel MAO, Museo
d’Arte Orientale, fino al
12 gennaio. Il percorso si
articola in 4 sezioni tematiche, la prima è dedicata
alle geisha, raffigurate con
i kimono di seta dai colori
sgargianti e le decorazioni
stilizzate ricche di simbolismi. Seguono i giardini,
meticolosamente curati in
ogni singolo dettaglio come
vuole la filosofia zen. Infine,
le due sezioni omaggio ai
luoghi di culto dello Shinto
e del Buddhismo. q J.D.
M
7 dicembre - 6 gennaio
Forte di Bard
Valle d’Aosta
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Consorzio La Venaria Reale
olteplici le proposte espositive della Reggia di
Venaria, tutte visitabili sino al 2 febbraio 2014. «Il
Veronese e i Bassano» è un’occasione per ammirare due
dei grandi teleri veneti della Galleria Sabauda: «La regina di
Saba offre doni a Salomone» dell’atelier del Veronese e «Il
ratto delle Sabine» di Francesco Bassano, presentati nella
Sala delle Arti dopo un accurato intervento di restauro,
realizzato dal Centro Conservazione e Restauro di Venaria
grazie ai finanziamenti ministeriali e al contributo della
Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali
di Torino. Esposto anche un importante nucleo di superbi
dipinti dello stesso Veronese e di Jacopo, Francesco e Leandro
Bassano, sempre di committenza ducale, a illustrare uno dei
momenti più alti del collezionismo sabaudo. Nelle scuderie
juvarriane sfilano, invece, una decina di meravigliose
carrozze del XVIII e XIX secolo usate dai sovrani per le loro
uscite pubbliche in occasioni di grandi cerimonie. La mostra,
«Carrozze regali. Cortei di gala di papi, principi e re»,
organizzata dalla Reggia di Venaria, dal Palazzo del Quirinale
e dal Polo Museale Fiorentino-Palazzo Pitti, con la generosa
collaborazione dei Musei Vaticani e il sostegno straordinario
della Compagnia di San Paolo, costituisce il primo esito
della collaborazione fra le Regge delle tre capitali d’Italia
per proporre eventi espositivi e studi sulle corti della
Penisola, in particolare su quella del Regno d’Italia. L’alta
moda è protagonista nella Sala delle Arti, al II piano della
Reggia: «Roberto Capucci. La ricerca della regalità» è
un’occasione per ammirare 50 abiti, autentiche «sculture
in stoffa», confezionati dal couturier appositamente per
regine, star e dame del gran mondo dagli anni Cinquanta a
oggi, presentati in mostra insieme a bozzetti, foto, filmati
e racconti sui loro momenti storici e le celebrità che li
hanno indossati. Visibili ancora, anch’essi fino al 2 febbraio,
nella Scuderia Grande la peota dei Savoia, «La Barca
sublime»; negli Appartamenti della Principessa Ludovica,
«La quadreria
del Principe
Eugenio»: 60
opere del XVII
secolo provenienti
dalla Galleria
Sabauda; infine,
nella Sacrestia
della Cappella
di Sant’Uberto è
riallestito, dopo il
Berlina pontificia di gala con trono
recente restauro,
il ciclo pittorico del distrutto Oratorio della Compagnia di
San Paolo, in origine annesso all’antico palazzo del Monte
di Pietà di Torino. Uno dei più rilevanti cicli secenteschi
dedicati a San Paolo Apostolo, ideato da Emanuele Tesauro,
riunito ed esposto per la prima volta dal 1876. q R.R.
I giovani di
Rivoli
Marinella Senatore, giovane artista salernitana, è la
vincitrice della Borsa per
Giovani Artisti Italiani del
Castello di Rivoli, che ne
ospita la personale intitolata «Costruire comunità»,
a cura di Marcella Beccaria, fino al 6 gennaio. Tra i
progetti esposti figura «The
School of Narrative Dance»,
una scuola di danza fondata
dall’artista in collaborazione
con ESPZ. Nomade, gratuita
e aperta a tutti, la scuola
promuove forme di racconto
alternative, realizzate con i
movimenti del corpo. Da tale
progetto deriva il ciclo fotografico «Piccolo Caos»: una
serie di coreografie realizzata con gli abitanti di Sant’Elia in Sardegna (foto). q J.D.
Courtesy Peres Projects, Berlino
Giappone
senza tempo
Molte mostre per una giornata nella Reggia di Venaria
© Museo d’Israele, Gerusalemme
La mostra «Lo Sport europeo
sotto il nazismo. Dai Giochi olimpici di Berlino ai Giochi olimpici di Londra (1936-1948)», al
Museo Diffuso della Resistenza fino all’8 dicembre racconta, attraverso filmati, fotografie,
oggetti e documenti d’archivio,
la storia dello sport negli anni
Trenta e Quaranta. Originariamente realizzata dal Mémorial
de la Shoah di Parigi, sotto la
direzione scientifica di Patrick
Clastres e coordinata da Caroline François e Hubert Stouk, la
Nella foto, Liselotte
mostra nella sua tappa torineGrschebina, «Lanciatrice
se integra il percorso espositivo di disco», 1937
originale con nuovi documenti
e una ricca sezione tematica dedicata allo sport sotto
il regime fascista, curata da Laura Fontana e Paul
Dietschy, in collaborazione con Daniele Marchesini,
Gianluca Gabrielli, Patrizia Ferrara e Mauro Valeri. q R.R.
vedere a TORINO
10
È stato il primo pittore psicoanalista: ritrattista indagatore
Al Castello di Miradolo tredici opere preziose e mai esposte insieme a indagare il Lotto ritrattista
indagatore dell’anima
C
osì lo definisce Vittorio Sgarbi, curatore della mostra
«I volti e l’anima. Lorenzo Lotto» allestita sino al
2 febbraio 2014 al Castello di Miradolo, sede della
Fondazione Cosso. Il primo pittore psicoanalista, capace di
guardare dentro gli uomini e mettere a nudo la loro anima.
È questa la ragione, secondo Sgarbi, che rende i personaggi
dei suoi ritratti così «disarmati», la medesima che gli valse
la riscoperta a inizio Novecento, promosso da «minore» a
maestro da Bernard Berenson. L’esposizione propone
tredici opere preziose e mai esposte insieme, a indagare
il Lotto ritrattista (con i volti del «Giovane» della collezione
Cavallini Sgarbi, del «Gentiluomo con lettera» riconosciuto
come Fioravante Avogaro, di collezione privata, del
«Giovinetto col petrarchino» del Castello Sforzesco di Milano,
della «Lucina Brembati» della Carrara) pronto a rielaborare in
una sintesi originale tutti gli spunti offertigli dall’arte coeva,
dai maestri veneziani a Raffaello, e il Lotto della maturità,
isolato nel convento di Loreto (tra i lavori di questa sezione,
intitolata «L’anima», la «Madonna con Bambino» del Palazzo
del Quirinale, «La caduta dei Titani» di collezione privata,
la «Trasfigurazione» di Recanati, e la pala d’altare della
parrocchiale di Sedrina nella diocesi bergamasca, poco vista
e poco esposta). Opere, queste ultime, in cui Lotto raggiunge,
secondo il curatore, una «dimensione evangelica, un messaggio
di grande umiltà che è appunto quello che Caravaggio interpreterà
nella sostanza profonda di un pensiero religioso, guardando al
Lotto soprattutto delle valli bergamasche». Antonio D’Amico,
coordinatore della mostra, evidenzia che «grande vanto
ROCCA
DELLA
CASA D’ASTE
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Torino
19 novembre 2013
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dell’esposizione sono opere
come la “Caduta dei
Titani”, di collezione privata
e mai esposta prima, e
la bellissima “Madonna
con Bambino” ottenuta
grazie alla disponibilità
della Presidenza della
Repubblica, prestata ora
per la seconda volta (dopo
la mostra “pioniera”
del 1950 ad Ancona). La
Fondazione Cosso si è inoltre
fatta carico di restaurare
un’opera sorprendente,
la piccola versione della
“Trasfigurazione” che dal
Lorenzo Lotto, «Ritratto di giovinetto
col petrarchino», 1524-1527. Milano,
1851 è in casa di Giacomo
Raccolte d’Arte Antica, Pinacoteca del
Leopardi, acquistata
Castello Sforzesco
dal padre Monaldo, a
simboleggiare un dialogo
prezioso tra pittura e poesia di due grandi indagatori dell’animo
umano». Vittorio Sgarbi sottolinea come «nel susseguirsi delle
sale del Castello di Miradolo i dipinti di Lotto, così intimi e solitari,
sembrano approdati nella loro sede ideale, come fossero a casa
propria, ed è possibile goderli individualmente con luci soffuse e
melodie che esaltano il loro carattere intimo e l’assoluta modernità del
loro autore».
Aspetto evidenziato anche da Maria Luisa Cosso, presidente
della Fondazione omonima: «La gioia di esporre splendidi quadri
provenienti da collezioni private, da chiese, da musei ci ha coinvolto nel
progetto di presentare in modo sempre più forte non solo la pittura di
grandi uomini, ma anche il loro sentire e, nel caso di Lorenzo Lotto, la
capacità di creare uno stretto rapporto tra le immagini rappresentate
e i visitatori». q Raffaella Roddolo
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tutto il mondo. Questo l’obiettivo del più importante concorso internazionale di fotogiornalismo,
organizzato dal 1955
dalla World Press Photo
Foundation, organizzazione indipendente senza
scopo di lucro con sede
ad Amsterdam, e che si Ilona Szwarc, Polonia, Redux
traduce
annualmente Pictures, 19 febbraio 2012, Boston,
nell’esposizione «World Massachusetts, USA, 3° premio
Press Photo», ospitata al «People - Observed Portraits Single»
Forte di Bard (Aosta) dal 7 dicembre al 6 gennaio 2014.
La popolarità del concorso è cresciuta costantemente
a partire dal 1970 e oggi la mostra tocca ogni anno
45 paesi e oltre 100 città. Una giuria internazionale e
politicamente indipendente, formata da professionisti
illustratori, fotografi e rappresentanti di agenzie di
stampa, è chiamata a esprimersi su decine di migliaia
di domande di partecipazione; 5.666 i partecipanti di
questa edizione, provenienti da 124 paesi, per un totale
di 103.481 immagini selezionate. La «Foto dell’anno
2012» è quella dello svedese Paul Hansen, scattata
per il giornale «Dagens Nyheter», e mostra il funerale
di due bambini palestinesi uccisi durante un attacco
missilistico israeliano. Il percorso espositivo, allestito
nelle sale delle Cannoniere del Forte, è suddiviso in nove
sezioni equivalenti alle nove categorie del concorso: vita
quotidiana, protagonisti dell’attualità, notizie brevi, notizie
generali, natura, storie d’attualità, arte e spettacolo,
ritratti, sport. Le immagini sono presentate senza
censure. Nell’ambito della mostra verrà organizzato, il 14
e il 15 dicembre, un workshop con due celebri fotografi
dell’Agenzia Magnum Photos: l’americano Steve McCurry
e l’iraniano Attar Abbas. q R.R.
11
vedere a TORINO
Visibili in piena notte: 13 luoghi per il sabato (9) sera
Le mostre autunnali delle gallerie riunite nell’associazione TAG, Torino Art Galleries
S
otto il cielo serale illuminato dalle Luci d’Artista, sabato 9,
la città si trasforma in un grande laboratorio di creatività e
sperimentazione. In occasione della «Notte delle Arti
Contemporanee», infatti, l’Associazione TAG (Torino Art
Galleries) organizza l’apertura collettiva di 13 gallerie,
visitabili dalle 21 alle 24. Nella nuova sede di Franco
Noero, in via Mottalciata 10/B, è esposta «Capricorno», la
personale di Mark Handforth, dal 6 novembre al 31 dicembre.
Nato a Hong Kong nel 1969, cresciuto in Gran Bretagna e
attivo a Miami, l’artista presenta una serie di sculture site
specific. Si tratta di oggetti quotidiani ingigantiti e distorti,
che trasformano lo spettatore in un lillipuziano alla scoperta
di un mondo magico e ricco d’ironia. Al piano terra della
Fetta di Polenta, inoltre, è esposta un’installazione della serie
«Confetti» di Lara Favaretto, realizzata con coriandoli di carta
e visibile dall’esterno. Sempre negli spazi di via Mottalciata,
dal 9 si trasferisce CRIPTA 747, la prima delle associazioni non
profit torinesi, con una programmazione dedicata ad artisti
emergenti italiani, ospitata per un soggiorno di 6 mesi. Elisa
Troiano, Alex Tripodi e Renato Leotta, curatori di Cripta 747,
incentreranno la propria ricerca su temi legati
all’interpretazione del paesaggio e alle culture del
Mediterraneo, sul cui lembo orientale si affaccia la Siria, il
paese recentemente sfociato in un conflitto raccontato
attraverso le vicende di Ekhlas, una profuga rifugiata nel
deserto giordano, protagonista del video «Al Intithar» di Mario
Rizzi, presentato all’ultimo Festival del Cinema di Berlino ed
esposto da Gagliardi Art System (dal 9 novembre al 21
dicembre). Nella medesima galleria vi è anche una personale
di Richi Ferrero. Partendo dalla gigantesca installazione
«Homo tecnosapiens», realizzata per il nuovo campus
universitario di Torino, Ferrero presenta una serie di multipli
ispirati allo stesso soggetto di Burne Hogarth, ridisegnato da
Giulio Saccardi. Si tratta di un uomo accovacciato tratteggiato
a carboncino, su cui Ferrero appoggia un filo elettrico e una
spina luminosa, sottolineando la fragilità dell’uomo moderno
e la sua totale dipendenza dalla tecnologia. Fragilità che è
anche al centro della collettiva «Il corpo solitario», curata da
Giorgio Bonomi, autore dell’omonimo libro, per Riccardo
Costantini (dal 9 novembre al 15 gennaio). La collettiva
presenta una serie di fotografie e video dedicati
all’autoritratto e realizzati da artisti quali Isobel Blank, Tea
Giobbio, Julia Krahn, Occhiomagico, Antje Rieck, Eleonora
Roaro ed Edoardo Romagnoli. L’obiettivo diviene uno
strumento narrativo e uno specchio in cui gli autori indagano
la propria conoscenza. L’autorappresentazione è quindi la
strategia messa in atto all’interno di una società fredda,
globale e spersonalizzata, per riappropriarsi del proprio corpo
e della propria identità. Al lato oscuro della mente e al
funzionamento del linguaggio guarda invece Lawrence
Weiner, nella personale «Mens Rea», da Giorgio Persano
fino al 18 gennaio. Il newyorkese pioniere dell’Arte
Concettuale ha ideato tre frasi, che si snodano sulle pareti
dello spazio espositivo evocando, descrivendo e definendo
immagini e concetti. Il titolo in latino della mostra allude a
uno stato di colpevolezza della mente, che nella
giurisprudenza si divide in diversi gradi e livelli di
responsabilità. Una delle scritte è dedicata alla celebre frase
di Galileo: «eppur si muove»; un’altra descrive un tubo in
rame corroso dallo scorrere dell’acqua che genera verderame,
creando e distruggendo al tempo stesso. Si tratta, insomma,
di opere dal significato sospeso, in cui lo spettatore è
chiamato a pronunciare un giudizio che dà luogo a una realtà
mutevole, come quella rappresentata da Simone Bubbico
nella mostra «Apparenze reali», da Weber & Weber fino al 9
novembre. Il giovane artista torinese, nato nel 1984, presenta
installazioni e sculture basate sul concetto di luce e ombra.
Simili a lanterne magiche, i suoi lavori sono proiezioni di
mondi immaginari, visioni oniriche in cui si mescolano
figure di animali, gabbie vuote e altri fantasmi della mente
sprigionati dalle profondità dell’inconscio. Ne è un esempio
«La gabbia, l’attesa, la fuga», in cui l’ombra di due mani
giunte, realizzate in gesso, riproduce sul muro la sagoma di
un cigno che forma la testa di un uomo disegnato a spray. In
bilico tra la perfetta geometria della prospettiva
quattrocentesca e l’eterea evanescenza di nubi vaporose è
invece la pittura di Sergio Gioberto e Marilena Noro, da
Alberto Peola fino al 30 novembre. Intitolata «Elogio della
nuvola», la mostra raccoglie una serie di dipinti inediti
ispirati agli scritti del filosofo e critico d’arte Hubert Damish.
La compostezza lineare delle architetture classiche e
moderne, raffigurate in stile iperrealista, delinea una griglia
immaginaria che conduce verso un unico punto di fuga,
realizzati dai cinesi
Wang Guangyi e Yue
Minjun, dagli americani
Edward Hopper, John
Lurie e Tony Oursler e da
Mimmo Paladino. Sono
lavori in cui il
personaggio cervantino
5
si carica di nuovi
significati, sospesi tra
realtà, immaginazione e
dimensione narrativa.
6
7
Figure e situazioni
emblematiche sono
8
anche al centro
9
dell’opera dell’austriaco
Peter Friedl, cui Guido
Costa Projects dedica la
personale
«Dénouement», dal 9
novembre al 15 febbraio.
10
Il titolo è un termine
francese che allude allo
scioglimento di una
11
12
13
trama: la catarsi nella
tragedia e il lieto fine
nella commedia. Al
centro delle opere vi è la
relazione tra modello e
poetica, una relazione
che lambisce la sfera
1. «Eclissi» di Giovanni Albanese (Ermanno Tedeschi); 2. «Homo tecnosapiens» di Richi Ferrero (Gagliardi Art
estetica, politica e
System); 3. Un’opera senza titolo di Parker Ito (Luce Gallery); 4. «La gabbia, l’attesa, la fuga» di Simone Bubbico
storica. Nelle 4 case di
(Weber & Weber); 5. «Rehousing» di Peter Friedl (Guido Costa Projects); 6. «Elogio della nuvola» di Gioberto Noro
«Rehousing», per
(Alberto Peola); 7. «Modello di Verità» di Emilio Isgrò (Photo&Co); 8. «Bauer Slow Future - Kidney Song (Opus)» di
esempio, il concetto
Michael Bauer (Norma Mangione); 9. «Artifice» di Lawrence Weiner (Giorgio Persano); 10. «Don Quixote» di Wang
dell’abitare è declinato
Guangyi (Galleria In Arco); 11. «Gold ring» di Mark Handforth (Galleria Franco Noero); 12. Edoardo Romagnoli,
tra utopia modernista,
«Self stone therapy» (Riccardo Costantini); 13. Un’opera senza titolo di Lucio Fontana (Scatola Nera)
memoria personale e
oscurato, però, da nuvole fumose che, simili a buchi neri,
modello naturalistico. In «The dramatist», invece, 4
sembrano inghiottire le immagini, come un vuoto cosmico
marionette rappresentano 4 modelli di vita esemplari: Henry
denso di energia che è il principio e la fine di tutto. Ispirato
Ford, Giulia Schucht, Toussaint Louverture e John il «Blach
all’Impressionismo è invece il lavoro di Parker Ito, giovane
Hamlet», chiude la mostra la maschera mortuaria dell’artista,
californiano cui Luce Gallery dedica la personale «Nothing
realizzata ancora in vita. Ad interrogarsi sul significato delle
was the same (John Boehner Ramesses III)» dal 9 novembre al
cose, sulla memoria, i contenuti e la conoscenza legati a
7 dicembre. Nelle sue tele, rigorosamente di seta, getti
immagini e parole è anche Emilio Isgrò, attraverso la nota
d’inchiostro coprono la superficie di punti colorati,
tecnica della cancellazione. A lui dedica una personale Photo
riproducendo immagini, tratte dal computer, in cui si
& Contemporary, fino al 23 dicembre, con numerosi lavori
scorgono i pixel di un ingrandimento molto accentuato. Le
recenti, incentrati sulla cancellazione di quotidiani e alcune
composizioni sono zoomate sino al punto di disintegrarsi in
opere storiche. Il suo lavoro consiste in eleganti interventi
una pittura astratta che ricorda la tecnica del pointillisme.
grafici che nascondono e svelano parti di testo, dando forma
Arte figurativa e astrazione si mescolano, dunque, grazie alla
a censure e spostamenti. Ispirata alle Metamorfosi di Ovidio è
tecnologia digitale, dando l’illusione di stare innanzi allo
infine la collettiva «Prende forma» da Scatola Nera, fino al 17
schermo di un computer, mentre i puntini luminosi si
novembre. Dipinti, lavori su carta, sculture e installazioni di
trasformano in soggetti come palloncini e caramelle. Oscuro
giovani artisti italiani e internazionali raccontano la genesi
e impenetrabile è invece il linguaggio di Michael Bauer, di cui
dell’opera d’arte. q J.D.
Norma Mangione ospita una rassegna dal 9 novembre al 21
dicembre. L’artista berlinese realizza dipinti, collage e
sculture in cui si mescolano profili antropomorfi, forme
astratte, segni, vessilli, effigi e chiazze di colore. Si tratta di
elementi difficilmente decifrabili, scaturiti da associazioni
Legate alla paura d’ingrascasuali che rispecchiano il funzionamento della mente e della
sare e alla frustrazione per
memoria, simili a labirintici impulsi cerebrali. Profonde
il costante confronto con
stratificazioni caratterizzano anche i suoi collage, in cui
gli irraggiungibili e mistificas’intrecciano fotocopie, disegni, ritagli di libri e giornali e le
ti modelli di bellezza che la
sculture, dove masse di materia dall’aspetto indefinito celano
società impone, l’anoressia
volti umani e creature misteriose. Difficilmente riconoscibili
e la bulimia sono oggi defisono poi gli oggetti provenienti da sfasciacarrozze e mercatini
nite le malattie del benessere e colpiscono per il 90%
dell’usato, utilizzati da Giovanni Albanese nelle sue sculture e
la popolazione femminile. A questi due gravi disturbi
installazioni luminose, esposte da Ermanno Tedeschi fino al
alimentari sono dedicati gli scatti di Sophie-Anne Herin,
10 dicembre. Un’altalena appesa al soffitto, per esempio, è
esposti nella personale «I luoghi melanconici. Disturbi
puntellata di lucine che dondolando disegnano scie di luce
del comportamento alimentare», da Paola Meliga fino
colorata. In «Eclissi», invece, una lastra metallica rotonda,
al 9 novembre. Il suo sguardo, discreto e poetico, si
corrosa da segni e ferite, riproduce la superficie della Luna
sofferma su particolari del corpo che rivelano la difficoltà
innanzi al sole, rappresentato da una fila di lumini rossi. Alle
nel rapporto con gli altri e il senso d’inadeguatezza fisica.
sconfinate profondità dell’universo allude anche «Stelle», una
Accanto a tali opere figurano, inoltre, paesaggi vuoti, con
costellazione ricavata con tubi in ferro e luci rosse, simili alle
atmosfere dense di nostalgia che sottolineano, ancora una
candele votive con cui ci si raccoglie al cospetto della morte.
volta, il senso di solitudine che attanaglia le giovani donne
La grottesca e leggendaria figura di Don Chisciotte è invece la
bulimiche e anoressiche. Il corpo, da sempre centrale
protagonista della collettiva «Quixote», da In Arco fino al 15
dell’opera di Sophie-Anne Herin, diventa dunque una
gennaio. Raffigurato da autori come Picasso e Dalí, il cavaliere
figura invisibile, qualcosa di taciuto e scomodo da vedere,
dalla triste figura è tra le icone più diffuse nell’arte
il veicolo di un viaggio introspettivo all’insegna di una
contemporanea. Il percorso presenta una ricca selezione di
sconfinata sofferenza. q J.D.
opere grafiche, incisioni e disegni su carta espressamente
1
2
3
4
Quei disturbi alimentari
vedere a TORINO
Sensuali intrecci di linee e corpi
La più recente evoluzione
stilistica e tematica
dell’arte di Valerio
Adami è documentata
da Giampiero Biasutti
Studio d’Arte per il ’900,
con una personale dal 14
novembre al 31 gennaio.
Il percorso propone una
selezione di acquerelli
e dipinti degli ultimi 20
anni, tra cui «Il fauno» del
2013 e «La pomme». Si
tratta di opere popolate da
soggetti enigmatici, che prendono forma
attraverso contorni netti e colori puri, privi
di sfumature, ombre e
chiaroscuri. L’influenza
pop, gli oggetti legati alla
quotidianità e le figure
classiche e mitologiche
cedono il passo a una
dimensione lirica ed
esistenziale, come nel
caso di «Teatro di città»
(foto), dove un uomo
e una donna stretti in
un abbraccio sensuale,
sottolineato dalle linee
curve che s’intersecano
nello sfondo, aprono una porta su
inesplorate profondità dell’anima. q J.D.
Levi col suo maestro Casorati
Carlo Levi si accostò
alla pittura frequentando
lo studio di Felice
Casorati, cui lo legò un
rapporto di profonda
amicizia analizzato nella
retrospettiva di Biasutti
& Biasutti, fino al 21
dicembre, con una ventina
di opere datate tra gli
inizi del secolo scorso
e il 1960. Tra i lavori
degli anni ’20, dipinti
nella vivacissima atmosfera di una Torino
antifascista e rivoluzionaria animata da
personaggi del calibro di Antonio Gramsci
e Piero Gobetti, figurano dipinti di Casorati
come «Studio per fanciulla» del 1920,
che influenzano i primi lavori di Levi di
cui è esposto «Bambole» dello stesso
anno, che ne precede
la partecipazione alla
Biennale di Venezia del
1924 e il soggiorno
parigino, documentato da
«Place de la Concorde»
del 1928. Nei decenni
successivi la pittura di
Casorati, raffinata, intima e
straniante, porta a celebri
figure femminili quali
«Ragazza nello studio»
(foto), «Ragazza seduta»
e «Le tre sorelle», fino alla sospensione
metafisica di «Uova e le città». Levi, invece,
predilige la natura morta, come «Vaso con
fiori» e «Natura morta (conigli)» e i ritratti
di celebri personaggi legati al mondo della
cultura e della politica, tra cui spicca il
«Ritratto di Paola Olivetti». q J.D.
12
Castellani
all’infinito
Si intitola
«La concretezza
dell’infinito»
la
personale
di Enrico Castellani nella
galleria Mazzoleni fino al 31
gennaio. Curato da Francesco Poli, il percorso consta
di una trentina di opere realizzate tra il 1959 e oggi.
Nel 1959 fonda a Milano,
insieme a Piero Manzoni, la
rivista e la galleria Azimuth.
Incomincia anche a realizzare tele monocrome applicate su un telaio in legno
con chiodi che producono
rilievi e cavità sulla superficie pittorica, dando luogo a
ritmi e vibrazioni simili all’eco di un’onda che si propaga all’infinito. Con un gesto
semplice, preciso e ripetuto
fino all’ossessione, genera
raffinatissime modulazioni di
uno spazio tridimensionale,
fondendo pittura e scultura. Senza mai abbandonare
questa peculiare tecnica, nel
corso degli anni modificherà
dimensioni, colori e materiali. In mostra figurano lavori
quali la convulsa «Superficie
blu» del 1965, una raffinatissima «Superficie bianca» del
1981 e la recente «Superficie rossa» (foto), del 2007.
q J.D.
Cerio in Cina
Photo By Sophie Anne Herin “L’isolamento” 2010 - Stampa Injket Hahnemuhle Photo rag308 ed.10
soPhie anne herin
“I luoghi malinconici del dentro - D.C.A.”
fino al 16/11
Saremo presenti a:
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Giostre,
luna park,
campi da
gioco e
parchi acquatici, insolitamente silenziosi e deserti. Sono questi i
soggetti delle ultime fotografie di Stefano Cerio, scattate in Cina nel 2013 ed esposte nella personale «Chinese
Fun» da Noire Gallery, fino al
30 novembre. Luoghi della contemporaneità legati
al divertimento di massa si
trasformano in scenografie
abbandonate, cariche di atmosfere stranianti, sospese
tra sogno, ricordo e pura immaginazione (foto). Lo sguardo nitido dell’artista si posa
su oggetti dalle fattezze pop
e dai colori vivaci e sgargianti
che si stagliano, però, su cieli velati di nebbia e foschia.
È una sorta di riverbero che
volutamente acceca l’occhio
dello spettatore, lo disturba
come la luce al risveglio, conducendolo in un territorio familiare e sconosciuto al tempo stesso. q J.D.
Ruggeri da
Del Ponte
La Galleria Del Ponte dedica a Piero Ruggeri la retrospettiva «Neonaturalista,
Informale, Aformale», in
corso fino al 23 novembre.
Influenzato dall’Espressionismo Astratto, di cui amava
definirsi parte, il suo lavoro
è frutto di un processo lento, ripetuto e sofferto che
si nutre di cancellature, ripensamenti e varie stratificazioni di materiale pittorico. I colori densi e pastosi
sono stesi sulla tela con
una gestualità fisica violenta, che talvolta cede il passo a un intervento più leggero e delicato, caricandosi
di una certa liricità. Il titolo
della mostra allude alle varie tappe stilistiche in cui si
articola il suo percorso creativo, inizialmente attento
alla natura e alle sue metamorfosi, poi maggiormente
incline alla percezione e al
caos della mente umana.
Nell’ambito
dell’Informale italiano egli si distingue,
dunque, per l’organizzazione
dello spazio, per le masse
materiche e per la luce quasi abbagliante. Nella foto,
Piero Ruggeri, «La ritirata
basca»,
1963-64.
q J.D.
Narrative Art
L’ i n t r e c c i o
fra
testi
scritti e immagini
fotografiche
è alla base
della «Narrative Art», corrente artistica
cui la galleria Opere Scelte
dedica una retrospettiva
dal 6 novembre al 14 dicembre. Gli artisti esposti
sono David Askevold, Roger Cutforth, Jean Le Gac
e Roger Welch, alcuni tra i
maggiori esponenti di questo movimento, sviluppatosi in America negli anni
’70. Nei loro lavori immagini e parole si mescolano
in meccanismi raffinati che
esaminano aspetti della
quotidianità rielaborando
i concetti dell’inutile e del
banale e superando l’idea
di transitorietà a essa correlata. Memoria e comunicazione sono al centro
di un’esperienza estetica
che va oltre il campo visivo, conducendo lo spettatore ad associazioni mentali che lo conducono in
territori inesplorati e verso
significati inattesi. Tra le
opere figurano «Threaded
calabash» (foto) del 1969
e «Conditioning Piece» del
1973, entrambe firmate Peter Hutchinson e incentrate
sulla natura, i suoi elementi e il rapporto che l’uomo
moderno instaura con essi
e «FT_99», realizzata tra il
1975 e il 1978 dal tedesco
Jochen Gerz che indaga, invece, il tema della memoria
e dell’assenza attraverso
particolari d’interni e dettagli di corpi. q J.D.
Più bravi
degli orafi
Bracciali,
anelli e
collane
realizzati
da 40 artisti con perle, oro,
acciaio, porcellana e materiali riciclati, per la rassegna «Gioielli d’artista», da
Benappi dal 29 novembre
al 22 dicembre. Il percorso
include un centinaio di monili, i cui proventi saranno
interamente devoluti alla
onlus Casa Oz di Torino, che
dal 2005 sostiene i bambini
affetti da gravi malattie. È
esposto un bracciale in plastica di Enrica Borghi (foto),
simile a una sinuosa e tentacolare creatura marina, o
quello in acetato di cellulosa
di Ferdi Giardini, che avvolge
il braccio come un serpente
intorno a un albero. I petali
di un fiore in acciaio, invece,
si aprono con una perla al
centro nella collana di Luisa
Valentini, mentre forme più
minimal e geometriche caratterizzano l’anello in marmo di Michelangelo Galliani.
Completano la mostra creazioni di Daniele Galliano, Luigi Mainolfi, Fabio Viale, Plinio Martelli, Paolo Grassino,
Asahara Hiroaki, Kimitake
Sato, Jessica Carrol, Titti
Garelli, Klaus Munch e altri
ancora. q J.D.
Leader
deturpati
Manifesti
pubblicitari e
propagandistici, parzialmente cancellati
dal
tempo e dalle intemperie,
sono i soggetti delle fotografie di Francesco Cabras, cui
Raffaella De Chirico dedica
la rassegna «Urban icons.
The democracy of the wall»,
fino al 17 novembre.
Nelle immagini l’effetto è
simile ai decollage di Mimmo Rotella, ma artefice è la
natura, il caos, l’entropia. I
poster, fotografati in diversi
paesi del mondo, con una
predilezione per Palestina,
Medio Oriente e Libano, raffigurano icone contemporanee, da Giovanni Paolo II ad
Arafat. Effigi di leader politici
deturpate dai capricci del clima, e talvolta dalla mano di
uomini indignati, diventano
le macerie dei conflitti che
essi stessi hanno generato
e restituiscono despoti e tiranni al giudizio del tempo,
relegandoli in un angolo buio
della storia dell’umanità. Il
muro e la strada sono dunque, all’occhio del fotografo romano, il vero e ultimo
baluardo della democrazia.
Nella project room, infine,
è esposta la serie «Scarps»
del 2011. q J.D.
13
vedere a TORINO
Cento anni piemontesi
I disegni grandi
Un percorso lungo un secolo nella pittura figurativa
italiana e soprattutto piemontese a cavallo del XIX
e XX secolo: è la proposta
della Galleria Aversa per
il consueto appuntamento annuale. L’esposizione
«Da Bossoli a Spazzapan. Carlo Bossoli, «Napoli.
1850-1950, cento anni di Passeggio sul lungo mare»
pittura», allestita fino al 16 novembre negli spazi di Palazzo
Rorengo di Rorà, vanta opere rappresentative di quasi
tutte le principali correnti pittoriche piemontesi, e non solo,
di quel periodo: dal paesaggismo romantico di Bossoli a
quello impressionistico di Reycend, dal divisionismo di
Barabino, all’orientalismo di Pasini, dalla belle époque
di Garino, fino alla modernità di Mus e Spazzapan. Tra le
opere esposte segnaliamo la bella fanciulla in languida
posa di «Fiori semplici, fiore raro», olio su tela del 1915 di
Angelo Garino; «Note floreali» di Luigi Spazzapan e «Napoli,
Passeggio sul lungo mare» di Carlo Bossoli. q R.R.
La galleria Paolo Tonin con
la collettiva «Grande Disegno Italiano», che inaugura
il 9 novembre e prosegue
per tutto il mese, presenta
una selezione di disegni di
grandi dimensioni. Il tratto
veloce e istantaneo di Daniele Galliano dà vita a
personaggi e situazioni che ritraggono la città e il suo
declino, come «Cinquanta euro», dove un automobilista
avvicina una prostituta. Con un segno più meditato e un
abile uso del chiaroscuro, Silvano Tessarollo mette in
scena un mondo onirico e grottesco, popolato di maschere
macabre e fantocci misteriosi. Macchinine, giocattoli e
oggetti legati alla cultura pop e alla sua tradizione artistica,
invece, sono al centro dell’opera di Antonio Riello (foto), il
cui lavoro è corredato dall’uso del colore. Dettagli di forme
naturali, metafore dell’arte astratta, sono infine elaborate
nei lavori di Roland Senoner, che riproduce, con un tratto
leggero e incisivo al tempo stesso, quelle piccole variazioni
cui si legano, in natura, forme di vita diverse. q J.D.
Rocca ritorna nella sede storica di corso San Maurizio
Un ritorno alle origini per Laura Rocca. La
numerosi vascelli, mentre la riva,
Galleria si trasferisce da via Maria Vittoria
illuminata dal chiarore lunare, accoglie
34 alla sede storica, in corso San Maurizio
alcuni marinai intorno a un falò. Tra le altre
29, dove nei primi anni ’70 Edgardo
opere esposte si segnala due tempere
Rocca iniziò l’attività di restauratore. Nella
su pergamena della scuola del Monfort,
nuova sede troviamo esposti dipinti e
opere piemontesi della seconda metà
oggetti quasi tutti provenienti dall’area
del XVII secolo, raffiguranti composizioni
piemontese-savoiarda e appartenenti ai
di frutta nei tipici piatti bianco-blu con
secoli XVII e XVIII, il genere in cui la
cornici coeve «a molura»; uno splendido
Una tempera su pergamena della scuola doppio corpo piemontese, della metà del
Galleria è andata specializzandosi negli
del Monfort
anni. Punta di diamante è una marina
XVIII secolo, completamente lastronato
secentesca, «Notte di San Lorenzo sul mare», olio su tela
in palissandro; una specchiera intagliata e dorata a motivi
attribuito al Cavalier Tempesta, alias Pieter Muller. La
vegetali di foglie e frutta, con mascheroni, di provenienza
scena è varia: nello squarcio di cielo limpido brillano le
tosco-emiliana, seconda metà del XVII secolo, e molte altre
stelle nella notte di plenilunio; sul mare quieto si dondolano
opere di soggetto sacro e profano. q R.R.
Pirri da Tucci
La galleria
Tucci Russo di Torre
Pellice dedica una
personale ad Alfredo Pirri.
Intitolata «...nella tua ombra», la mostra raccoglie
fino al 15 novembre una
selezione di opere prodotte dall’artista tra il 1988
e il 2013, a cominciare da
«Cure» (foto), modello in
rame dell’installazione realizzata per la 43ima Biennale di Venezia: una costruzione in legno percorribile,
al cui interno è celato uno
spazio
completamente
vuoto e bianco.In mostra
anche l’inedita serie «Arie
per Torre Pellice», composte da una struttura in metallo con lastre di cristallo
finissimo su cui sono sistemate delle piume ricoperte
di colore acrilico.
Stessa sede e stesse date
anche per la «Group exhibition» che presenta lavori di
Mario Airò, come «Ierofania», accanto a opere più e
meno recenti di Gianni Caravaggio, Francesco Gennari e Christiane Löhr. Dal
primo dicembre, e per tutto
il mese, infine, la galleria
ospiterà una doppia personale con opere di Giuseppe
Penone e d Jan Vercruysse.
q J.D.
10 anni in cella
In 10 anni di
carcere Jhafis Quintero
si è aggrappato all’arte
come all’unica alternativa
possibile alla violenza. Il videoartista panamense è al
centro del progetto espositivo di Videoinsight, dal
9 novembre all’11 dicembre. I suoi lavori, inerenti il
concetto di prigionia, sono
legati al tema della vita e
della morte, alla paura, al
cambiamento e al rapporto
con il prossimo. La mostra
presenta video dell’artista
scelti da sette collezionisti
internazionali, come gli svizzeri Ronald Asmar e Romain
Jordan e il francese Christian Berthier, che possiede l’edizione di uno di tutti
i suoi 10 video realizzati sinora. Verena Butt d’Espous
e la stessa Rebecca Russo,
titolare dello spazio, invece,
hanno scelto «Knock Out»
(foto). Figurano, ancora,
«Sweet powder» acquisito
da Manuel de Santaren e
«La Hora Garrobo», scoperto
dal presidente e proprietario
della Borusan Contemporary Art Collection, Agah Ugur.
Il progetto della mostra e
i suoi contenuti sono presentati dai 7 collezionisti e
dall’artista ad Artissima il 9
novembre alle 15. q J.D.
Galleria
Giamblanco
TORINO
In occasione dei 20 anni di attività
MOSTRA DI DIPINTI ITALIANI
DAL 1600 AL 1900
8 NOVEMBRE - 21 DICEMBRE
Catalogo Mostra e Catalogo storico Allemandi
in sede
GALLERIA GIAMBLANCO
Piazza Cavour (Via G. Giolitti 39)
10123 TORINO
Tel.+39.011.5691502
Fax.+39.011.5691686
Cell 338.5722525 / 347.5642884
[email protected]
www.giamblanco.com
Giambattista Crosato (1697-1758) Semiramide apprende la notizia della rivolta in Babilonia
Dipinto olio su tela cm 170,5 x 114,5 (particolare)
vedere a TORINO
Doppia inaugurazione, l’8
novembre, per la Galleria
Giamblanco: i nuovi spazi
espositivi in piazza Cavour
e la mostra di pittura italiana fra Seicento e Novecento, ben 31 dipinti italiani di
tutte le scuole. Fra i quadri
di maggior pregio spiccano
la straordinaria tela di Giovanni Battista Crosato raffigurante «Semiramide che
apprende la notizia della
rivolta di Babilonia»; i due
inediti bozzetti del lombardo
Giovanni Antonio Cucchi per
le volte del palazzo Ghilini di Pietro Morgari, «Giovane donna
Alessandria, dipinti verso la con un cane», 1882
metà del Settecento; un paesaggio quasi preromantico di Giuseppe Antonio
Pianca, due poetiche e inedite vedute della campagna
piemontese di Vittorio Amedeo Cignaroli; la celeberrima
«Maddalena che compra gli oli» di Paolo Gerolamo Piola;
importanti e inediti dipinti caravaggeschi napoletani e
romani; uno sconosciuto quadro di Francesco Cairo di
rarissimo soggetto allegorico; opere di Van Bloemen,
Filippo Lauri, Pietro Paolo Raggi, Fedele Fischetti, Daniel
Seiter, Claudio Francesco Beaumont. Ancora, fra i pittori
dell’Otto-Novecento, due bei ritratti di Giacomo Grosso e
una «Giovane donna con un cane» di Pietro Morgari. La
mostra è accompagnata da due cataloghi (Allemandi),
a cura di Arabella Cifani, uno dedicato alla storia della
Galleria e l’altro all’analisi storico-artistica delle opere
esposte. q R.R.
Gli antichi fiamminghi di Caretto
Si apre l’11 novembre (fino al 2 dicembre), negli spazi
di via Maria Vittoria, il consueto appuntamento annuale
dedicato dalla Galleria Caretto alla pittura fiamminga
e olandese. La mostra è scandita sui capitoli più
importanti dell’antica pittura di Fiandra in cui la Galleria
si è specializzata ormai da molti anni: primo fra tutti il
caravaggismo nordico, con la punta di diamante della
rassegna, il «Giuseppe davanti al Faraone» di R. Van Adelo.
Da segnalare, sempre nell’ambito dei caravaggisti, «Tobia
che guarisce suo padre» di Matthias Stomer, artista di
formazione olandese ma approdato in Sicilia nella maturità,
periodo a cui è ascrivibile la tela. Ampio spazio è dato alla
natura morta. Tavole imbandite, cucine, bicchieri di vino e
lussuosi vasi di fiori si susseguono da un’opera all’altra,
dando uno spaccato completo della cultura materiale nel
XVII secolo: «La cucina del contadino» di Pieter Cornelisz
van Rijck, «Natura morta con brocca di peltro» di Cornelys
Kruys, il grande «Vaso scolpito con fiori» di Hieronymus
Galle. Infine, altro capitolo imprescindibile quando si tratta
di pittura nordica, il paesaggio e le scene di genere: dalla
«Kermesse del villaggio» di Claes Molenaer, ai seguaci di
Jan Brueghel il Vecchio, fino a opere olandesi di grande
respiro, come nel caso del «Paesaggio fluviale» di Salomon
van Ruysdael. q R.R.
Nelle aste, la certezza del confronto pubblico
Il panorama torinese delle case d’asta è da sempre legato
a settori tradizionali e a valori sicuri, tanto più apprezzati in
momenti di crisi economica. Bolaffi è un nome sinonimo
non solo di collezionismo basico, ma anche di beni rifugio.
Il 5 dicembre proporrà un catalogo di numismatica e il 12
e 13 del mese ne disperderà uno di filatelia. Nell’asta di
monete spiccano tre lotti: un mezzo carlino oro di Vittorio
Amedeo IIII del 1786 (base d’asta 8mila euro); un venti lire
d’argento del 1927 di Vittorio Emanuele III (coniato in soli
100 esemplari, 5mila euro); e un 10 rubli oro del 1756 di
Elisabetta di Russia (zecca di San Pietroburgo, 15mila euro).
Tra i francobolli, invece, una lettera del primo maggio 1852
da Ginevra per Moutiers è affrancata con un esemplare da
40 centesimi della prima emissione di Sardegna, l’unica
nota (15mila euro). Della Rocca ha introdotto da qualche
anno il settore del design e un’asta in tema si tiene il
19 novembre e una di antiquariato nella prima metà di
dicembre. Tra le offerte del design, quattro scrivanie di Gio
Ponti sono stimate 2mila euro ciascuna, mentre una grande
libreria di Ignazio Gardella realizzata da Azucena negli anni
’50 parte da 10mila. Sant’Agostino ha un’asta il 25 e 26
novembre di arte moderna e contemporanea; due i pezzi
forti segnalati, «Cavalieri in un paese» di De Chirico della
metà degli anni ’50, valutati 120-160mila euro, e «Anemoni»
Nelle sedi
istituzionali
torino
Share Prize
e Bosch Art Game
Accademia Albertina di Belle Arti
fino al 9 novembre, via Accademia Albertina 6; tel. 011 889020; www.accademialbertina.torino.it
Per inciso
Biblioteca civica centrale
dal 16 al 23 dicembre; via della Cittadella 5; tel. 011 4429812
Romanzo di figure
Biblioteca civica Villa Amoretti
fino al 13 novembre
Urban survivors
Biblioteca civica Villa Amoretti
dal 19 novembre al 13 dicembre
Infanzie. I molteplici
aspetti dell’infanzia
in un secolo di fotografia
Biblioteca civica Villa Amoretti
dal 17 dicembre al 18 gennaio 2014;
2013; corso Orbassano 200; tel. 011
4438604
Un biglietto per l’arte.
Le mostre dei Musei Civici
attraverso i cartoncini
d’invito
Borgo Medievale
dal 6 dicembre al 2 marzo 2014; viale
Virgilio 107, Parco del Valentino; www.
borgomedioevaletorino.it
Tappeti estremi.
Da Timbuctù all’arte
contemporanea
Fondazione 107
fino al 10 novembre; via Andrea Sansovino 107; tel. 011 4544474
One Torino #1.
Ways of working:
The incidental object
Fondazione Merz
dal 7 novembre al 12 gennaio 2014; via
Limone 24; tel. 011 19719437; www.
fondazionemerz.org
Soft pictures
Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo
fino al 23 marzo 2014; via Modane 16;
tel. 011 3797600; www.fsrr.org
Renoir. Dalle collezioni
del Musée d’Orsay
e dell’Orangerie
GAM - Galleria Civica d’Arte
Moderna e Contemporanea
fino al 23 febbraio 2014
Due scrivanie di Gio Ponti in asta da Della Rocca
del 1917 circa di Aroldo Bonzagni, 20-30mila euro. San
Carlo dal 25 al 27 novembre ha in programma un’asta di
manifesti del cinema e pubblicitari; il 5 dicembre orologi
da polso e gioielli. Little Nemo tiene a novembre, in data
da stabilirsi, una vendita di libri, manifesti, fumetti e cimeli
di settore. A Vercelli Meeting Art tiene un’asta di orologi
moderni e d’epoca tra il 9 e il 17 novembre e una di arte
moderna e contemporanea tra il 23 novembre e il primo
dicembre. In quest’ultimo catalogo spiccano due opere a
stima non pubblicata: «Archeo», olio su tela del 1962 di
Gastone Novelli, e «The great red kangaroo», olio su tela del
1968 di Mel Ramos. q Vittorio Bertello
Le città invisibili
One Torino #1. Repertory
Il Paese che sono io
Vita e società nei segni
di Dürer, Leyda,
Rembrandt
Mausoleo della Bela Rosin
dal 30 novembre al 6 gennaio 2014;
strada Castello di Mirafiori 148/7; tel.
011 4429812
Museo Nazionale del Cinema
dal 14 novembre al 6 gennaio 2014
Tratti e ritratti
Museo Nazionale del Cinema
dal 23 novembre al 6 gennaio 2014; via
Montebello 20; tel. 011 8138560; www.
museonazionaledelcinema.it
Belle Epoque. Lo sguardo
ironico di Dalsani
Museo Nazionale del Risorgimento
dal 17 dicembre al 4 maggio 2014; via
Accademia delle Scienze 5; tel. 011
5621147
One Torino #1.
Ideal standard forms
Sul filo delle vette.
Lamette da barba &
montagne
Surprise. Max Pellegrini.
Ritratti femminili 1966-71
Chamonix 1924.
L’inverno diventa Olimpico
GAM - Galleria Civica d’Arte
Moderna e Contemporanea
dal 7 novembre al 12 gennaio 2014
GAM - Galleria Civica d’Arte
Moderna e Contemporanea
fino al 19 gennaio 2014; via Magenta
31; tel. 011 4429610; www.gamtorino.it
Il cuNeo gotico.
Tra pietre dei Catari,
Masche e Masconi
MIAAO
dal 31 ottobre al 31 dicembre; via Maria Vittoria 5; tel. 011 5611161; www.
miaao.org
Martini Racing.
Inseguendo il mito
Museo dell’Automobile
dal 9 novembre al 26 gennaio 2014;
c.so Unità d’Italia 40; tel. 011 677666;
www.museoauto.it
Museo Nazionale della Montagna
Duca degli Abruzzi - CAI Torino
fino al 15 dicembre
Museo Nazionale della Montagna
Duca degli Abruzzi - CAI Torino
dal 9 novembre fino al 6 aprile 2014
Incontri sui Tatra.
Manifesti di turismo
e sport 1900-1950
Museo Nazionale della Montagna
Duca degli Abruzzi - CAI Torino
dal 9 novembre fino 6 aprile 2014; piazzale Monte dei Cappuccini 7; tel. 011
6604104; www.museomontagna.org
Bam on Tour 2013.
Contemporary
Photobox
NH Lingotto Tech
dal 6 al 30 novembre; via Nizza 230; tel.
011/6645091
Palazzo Cavour
dal 7 novembre al 12 gennaio 2014;
via Cavour 8; tel. 011 530690; www.
palazzocavour.it
Palazzo Cisterna - Consiglio
Provinciale
dal 5 al 21 dicembre; via Maria Vittoria
12; tel. 392 0868886
Gianni Berengo Gardin
e Francesco Neri
Palazzo Madama - Museo Civico
d’Arte Antica
fino al 10 novembre
Ora d’Arte 1863-2013.
Il Museo Civico compie
150 anni
Palazzo Madama - Museo Civico
d’Arte Antica
fino al 12 dicembre
Archeologia e guerra.
Cinquant’anni di attività
del Centro Scavi in Medio
Oriente
Palazzo Madama - Museo Civico
d’Arte Antica
17 dicembre, ore 17,30
Un inedito di Defendente
Ferrari
Palazzo Madama - Museo Civico
d’Arte Antica
dal 12 dicembre; piazza Castello 1; tel.
011 4433501; www.palazzomadamatorino.it
Let’s Sport
Palazzo San Liborio
dal 30 novembre al 23 gennaio 2014;
via Bellezia 14; tel. 338 4066474
Internaturalità
PAV - Parco d’Arte Vivente
T
L’ineguagliabile eleganza
dei collezionisti dell’antico
14
a cura di
Domenico Maria Papa
DIREZIONE
REGIONALE
PER I BENI
CULTURALI E
PAESAGGISTICI
DEL PIEMONTE
15
vedere a TORINO
fino al 31 dicembre; via Giordano Bruno
31; tel. 011 19505210; www.parcoartevivente.it
’900 in Arte. Confini globali
Piazza dei Mestieri
dal 5 al 22 novembre, via Durandi 10;
tel. 011 19709600; www.piazzadeimestieri.it
I Collections.
Storie di collezionisti
Pinacoteca Giovanni e Marella
Agnelli
dall’8 al 10 novembre; via Nizza 230;
tel. 011 0062713; www.pinacotecaagnelli.it
Guardare il buio.
Ombre che illuminano, luci
che oscurano
Xkè? Il laboratorio della curiosità
fino al 20 dicembre; via Gaudenzio Ferrari 1; tel. 011 8129786; www.laboratoriocuriosità.it
aosta
Joe Tilson.
Ritorno ad Aosta
Centro Saint-Bénin
fino al 4 maggio 2014; via Festaz 27,
Aosta; tel. 0165 272687; u-mostre@
regione.vda.it
Moncalieri
La Sabauda al Castello
Castello di Moncalieri
dal 5 settembre; via del Castello 2; tel.
011 5641729 - 011 5641731; www.
beniarchitettonicipiemonte.it
pinerolo
Il Tumulo della Regina
Cesmap - Centro Studi e Museo
d’arte preistorica
fino al 22 dicembre; viale Giolitti 1; tel.
0121 794382; www.cesmap.it
Rivara
Davide Dormino.
Magnetism
Castello di Rivara
fino al 10 novembre
Mustafa Sabbagh.
Tutto si muove
Castello di Rivara
fino al 10 novembre
Malamente 2
Castello di Rivara
fino al 10 novembre; Piazza Sillano 2;
tel. 0124 31122; www.castellodirivara.it
rivoli
One Torino #1.
Illy Present Future Award
Exhibition
Castello di Rivoli - Museo d’Arte
Contemporanea
dal 7 novembre al 12 gennaio 2014;
piazza Mafalda di Savoia; tel. 011
9565222; www.castellodirivoli.org
Venaria reale
Accadde domani
Barriera
dal 10 novembre al 7 dicembre; via Crescentino 25; tel. 011 2876485; www.
associazionebarriera.com
Pittura del ’900
Centro Arte La tesoriera
dal 9 novembre al 31 dicembre; corso
Francia, 268; tel. 011 7792147; www.
tesoriera.com
Apparizioni.
Holy Pop by BR
Circolo culturale Amantes
dal 6 al 19 novembre; via Principe Amedeo 38/a 3; tel. 011 8172427; info@
arteca.org
L’Oratorio della Compagnia
di San Paolo
The Cock-Crow
Reggia di Venaria Reale - Sacrestia
della Cappella di Sant’Uberto
fino al 2 febbraio
CO2
dal 9 novembre al 14 dicembre; via Arnaldo da Brescia 39; www.co2gallery.
com
I Veronese e i Bassano
Collettiva
Reggia di Venaria Reale
fino al 2 febbraio 2014
Carrozze regali
Reggia di Venaria Reale
fino al 2 febbraio 2014
I quadri del Re
Reggia di Venaria Reale
fino al 2 febbraio 2014
La reggia sull’acqua.
La peota dei Savoia
Reggia di Venaria Reale
fino al 2 febbraio 2014
Roberto Capucci.
La ricerca della regalità
Reggia di Venaria Reale
fino al 2 febbraio 2014; via Mensa 34;
tel. 011 4992333; www.lavenariareale.it
Nelle sedi
private
Gioberto Noro.
Elogio della nuvola
Alberto Peola Arte Contemporanea
fino al 30 novembre; via della Rocca 29;
tel. 011 8124460; www.albertopeola.
com
Cortile Lagrange - Galleria delle
Arti
dall’1 al 30 novembre; via Lagrange 27
- via Cavour 8, Palazzo Cavour
Giovanni Albanese
Ermanno Tedeschi Gallery
fino al 10 dicembre; via Pomba 14; tel.
011 4369917; www.etgallery.it
Franco Guerzoni
Ersel
dal 4 al 29 novembre; piazza Solferino
11; tel. 011 5520294; www.ersel.it
Paolo Maggis.
Selected Works
Eventinove artecontemporanea
fino al 9 novembre; via della Rocca 36;
tel. 011 8390013; www.eventinove.it
Mark Handforth.
Capricorno
Franco Noero
dal 6 novembre al 31 dicembre; via
Mottalciata 10/B; tel. 011 882208;
www.franconoero.com
Collettiva
Gagliardi Art System
dal 9 novembre al 21 dicembre; via
Cervino 16; tel. 011 19700031; www.
gasart.it
Living with art
Galleria Battilossi, Verdelilla,
Angela Franco architetto
dal 7 al 23 novembre; corso Re Umberto 17; tel. 011 4546081; modern@
battilossi.it
Arte... in mostra
Galleria d’arte Bottisio
fino al 19 novembre
Creatività del design
contemporaneo
Galleria d’arte Bottisio
dal 30 novembre al 28 dicembre; corso
Matteotti 2/a; tel. 011 534717; www.
galleriabottisio.com
Marco Ramasso
Galleria Davico
fino al 16 novembre
Collettiva
Galleria Davico
dal 21 novembre al 24 dicembre; galleria Subalpina 30; tel. 011 5629152
Piero Ruggeri
Galleria Del Ponte
fino al 23 novembre; corso Moncalieri
3; tel. 011 8193233; www.galleriadelponte.it
Giorgio de Chirico incisore
Galleria Elena Salamon
dal 6 novembre al 23 dicembre; via
Torquato Tasso 11; tel. 011 7652619;
www.elenasalamon.com
Gianna Tuninetti.
Luminose cromie
viadellafucina
twinning residency
2013
la Consolata 1 bis; tel. 347 0103021;
www.palazzosaluzzopaesana.it
Elisabeth Cyran
Il corpo solitario
K-hole
dall’8 novembre al 27 dicembre; via
Sant’Agostino 17; tel. 011 5229831
La Telaccia
dal 5 al 15 novembre
Tiziana Trezzi
La Telaccia
dal 19 al 29 novembre; via Santarosa
1 (piazza Statuto); tel. 011 5628220;
www.latelaccia.it
Pittura e scultura
a confronto
In Arco
fino al 15 gennaio 2014; piazza Vittorio
Veneto 1/3; tel. 011 8122927; www.
in-arco.com
Rizomi Art Brut
dall’8 novembre all’8 dicembre; c.so
Vittorio Emanuele II, 28; tel. 011
5788808; www.rizomi.com
Mario Lattes.
Incisioni
L’ibrida bottega
fino al 20 dicembre; via Romani 0/A; tel.
011 19871905
Parker Ito
Luce Gallery
fino al 7 dicembre; corso San Maurizio
25; tel. 011 8141011; www.lucegallery.
com
I have a dream too
Crash Test
Quixote
Davide Mansueto
Raggio
Omero Udovich.
Le città intuibili
Lawrence Weiner.
Mens rea
Guido Costa projects
fino al 15 febbraio 2014; via Mazzini
24; tel. 011 8154113; www.guidocostaprojects.com
Riccardo Costantini Contemporary
dal 9 novembre al 15 gennaio 2014; via
della Rocca 6/B; tel. 011 8141099
Prende forma
Marena Rooms Gallery
dal 9 novembre al 23 dicembre; via dei
Mille 40a; tel. 011 8128101; www.marenaroomsgallery.com
Peter Friedl
Photo & Contemporary
dal 9 al 30 novembre; via dei Mille 36;
tel. 011 889884
La Telaccia
dal 30 novembre al 18 dicembre; via
Santarosa 1 (piazza Statuto); tel. 011
5628220; www.latelaccia.it
Galleria l’Ariete
dall’11 novembre al 14 dicembre; via
Bava 9/B
Giorgio Persano | Via Principessa
Clotilde
fino al 18 gennaio 2014; via Principessa Clotilde 45; tel. 011 4378178; www.
giorgiopersano.org
Emilio Isgrò
Mirafiori Galerie
fino al 24 novembre; piazza Cattaneo 9;
tel. 011 0042000
Michael Bauer
Norma Mangione Gallery
dal 9 novembre al 21 dicembre; via Matteo Pescatore 17; tel. 011 5539231;
www.normamangione.com
Tosh. Torino-Shanghai
Palazzo Saluzzo Paesana
fino al 20 novembre (progetto dell’Igav,
www.igav-art.org)
Transizione
Palazzo Saluzzo Paesana
dal 22 novembre all’1 dicembre; via del-
Scatola Nera
fino al 17 novembre; via San Francesco
d’Assisi 14; tel. 011 354542
Spazio Don Chisciotte
fino al 9 novembre
Mario Calandri
Spazio Don Chisciotte
dal 26 novembre al 25 gennaio 2014;
via della Rocca 37; tel. 011 19771755
Marino Ficola. Polimorfi
Terre d’Arte
dall’8 novembre al 14 dicembre; via Maria Vittoria 20/A; tel. 011 19503453;
www.terredarte.net
José Luis Cuevas. Terrena
We Made For Love
fino al 10 novembre; via Lodi; tel. 338
3493125
Simone Bubbico.
Apparenze reali
Weber & Weber Arte
Contemporanea
fino al 9 novembre; via San Tommaso
7; tel. 011 19500694; www.galleria
weber.it
torre pellice
Group exhibition
Tucci Russo Studio per l’Arte
Contemporanea
fino al 15 novembre; Torre Pellice, via
Stamperia 9; tel. 0121 953357; www.
tuccirusso.com
Il primato mondiale di Torino nell’arte: il network dei periodici Allemandi
7 edizioni
1.200.000 copie ogni mese
1983: TORINO
1992: ATENE*
1990: LONDRA
E
NEW YORK
1994: PARIGI*
2002: TORINO
2013: PECHINO*
2012: MOSCA*
UMBERTO ALLEMANDI & C.
*su licenza
Il network internazionale fondato a Torino nel 1983 da Umberto Allemandi