The Others: in carcere fanno «Boom! - Igav
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The Others: in carcere fanno «Boom! - Igav
Il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo (Torino), sede della Fondazione Cosso, ospita fino al 2 febbraio 2014 la mostra «I volti e l’anima. Lorenzo Lotto» a cura di Vittorio Sgarbi tutta l’arte da vedere in NOVEMBRE DICEMbre Supplemento a «Il Giornale dell’Arte» n. 336 NOVEMBRE 2013 vedere a TORINO il giornale dell’arte N. 6 NOVEMBRE/DICEMBRE 2013 umberto allemandi & C. 3 Torino ha il fiato corto (per la crisi) ma la vista lunga (per l’arte) Per Guido Curto ancora oggi la città sabauda continua ma con fatica a rappresentare il ruolo ambito di capitale dell’arte, insidiato da ambiziose città rivali, soprattutto Roma, e a voler essere il principale laboratorio italiano museale, curatoriale e del non profit culturale P er descrivere l’effervescente panorama dei tanti eventi che, a Torino, fanno di novembre il Mese dell’arte contemporanea, occorre iniziare da Artissima. La fiera internazionale d’arte contemporanea è il fulcro di molti eventi a latere, riuniti da quest’anno sotto l’egida di One Torino, una rassegna diffusa che coinvolge la Gam, il Castello di Rivoli, la Fondazione Sandretto e la Fondazione Merz, facendo riaprire come sede espositiva anche Palazzo Cavour. Un’Artissima che alla sua ventesima edizione si presenta superlativa di nome e di fatto, forte di 190 gallerie (130 straniere e 60 italiane) con la preview a inviti giovedì 7 novembre e aperta al pubblico dall’8 al 10 novembre. Quattro giorni in cui si spera di superare i 50mila La facciata di Palazzo Reale visitatori dell’anno passato anche se l’assessore alla Cultura della Regione Michele Coppola ha dell’Arte che a Torino e in Piemonte intanto ha perso lamentato in conferenza stampa che solo un quinto erano smalto, non solo risorse; mentre in passato, a fine anni paganti. Ciò che conta in una fiera sono comunque gli Ottanta e per tutti gli anni Novanta si poteva affermare acquisti dei collezionisti, oggi sempre più disorientati da che di fatto Torino era l’incontestabile Capitale d’Italia un mercato iperglobalizzato e tutto proiettato sull’estero: dell’arte contemporanea. Ma Torino, si sa, raggiunge i la presenza di artisti stranieri è infatti fortissima non solo primati (vedi quelli nel comparto automobilistico e prima ad Artissima (il 90% nelle sezioni Present Future e Back to ancora nella moda e nella televisione) e poi li perde per the Future), ma anche in One Torino, curatori compresi. Di strada. A dire il vero che cosa ha in mente il sindaco Piero tutto ciò è auspice la direttrice della fiera, Sarah Cosulich Fassino è chiaro a tutti. Forte delle sua esperienza Canarutto, che affascina in un’ottica bipartisan, tenendo internazionale di ex Ministro del Commercio estero, insieme gli opposti: a sinistra l’assessore alla cultura del sta impegnandosi in prima persona per portare a Comune Maurizio Braccialarghe e a destra l’assessore alla Torino grandi mostre d’arte moderna (che a lui piace cultura della Regione Piemonte Michele Coppola, al punto e che lui sa che piace alla gente a differenza di quella che entrambi dichiarano che la vedrebbero bene a dirigere il contemporanea): lo scorso anno per merito suo c’è stata una Castello di Rivoli. retrospettiva di Edgar Degas nella Palazzina della Società Arrivando a parlare del Castello di Rivoli si passa a più Promotrice delle Belle Arti, e quest’anno è arrivato Pierredolenti note: il museo d’arte contemporanea che vi ha sede Auguste Renoir alla Gam che ritrova così la sua originaria infatti è oggi in crisi nonostante sia stato il primo del genere vocazione per l’Ottocento. d’Italia, inaugurato nel 1985. Purtroppo, al momento in cui Quasi in gara con il sindaco nel promuovere l’arte si scriviamo, non si sa bene che ne sarà di questo museo col batte il direttore Regionale per i Beni Culturali del suo bilancio di 4 milioni di euro l’anno erogati in gran parte Piemonte, Mario Turetta che, non pago d’aver ideato il dalla Regione Piemonte, e con una direttrice, Beatrice Merz, più grande museo d’Italia unendo in un solo Polo Reale la il cui mandato è scaduto da molti mesi così come quello Galleria Sabauda, il Museo archeologico di Antichità, lo del presidente Minoli. Un bando per la direzione è stato stesso Palazzo Reale, la Biblioteca Reale, l’Armeria Reale e da annullato dopo che più di venti candidati avevano presentato poco anche la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle progetti di rilancio, perché una commissione costituita Arti, dallo scorso anno propone a Palazzo Reale sollecitato da Patrizia Sandretto, Achille Bonito Oliva e Francesco da Silvana Editoriale mostre di fotografia contemporanea Manacorda ha bruciato tutti dichiarando che nessuno degli (è in corso quella di Werner Bishof dopo Robert Capa) e a aspiranti al trono di Rivoli aveva «un profilo internazionale» dicembre nel futuro bookshop del Polo Reale presenta una (peraltro non richiesto dal bando). Si dice che l’abortita mostra d’arte moderna con opere di tema onirico, da De direzione di Rivoli sia dovuta alla volontà di creare a Torino Chirico e Carrà a Felice Casorati, curata da Luca Beatrice e una Superfondazione che gestisca in modo unitario tutte le Arnaldo Colasanti. Oltre a promuovere con il determinante realtà pubbliche dedite all’arte contemporanea, dalla Galleria aiuto finanziario della Regione Piemonte, la Biennale Civica di Arte Moderna e Contemporanea (Gam) al Castello internazionale di Scultura (ideata e coordinata dallo scultore di Rivoli, passando per Artissima, l’unica fiera al mondo a torinese Riccardo Cordero) che ormai da due anni ha sede essere finanziata da un ente pubblico, il Comune di Torino, nel lussureggiante parco della Reggia Sabauda di Racconigi. come denunciano Artefiera di Bologna e MiArt di Milano. Tornando al contemporaneo, che cosa resta di buono a Per la direzione congiunta e sinergica di Rivoli e Gam il Torino? Anzitutto c’è la presenza degli artisti, tanti sindaco Fassino avrebbe già fatto avances al trentino Danilo e bravissimi, non solo quelli sempre in auge dell’Arte Eccher, il cui mandato di direzione alla Gam è in scadenza, Povera. Accanto ad Anselmo, Paolini, Penone, Pistoletto benché questi neghi il suo interesse anche dopo che, con la (che ha appena incassato l’opulento giapponese Praemium nomina di Hou Hanru, si è infranto il suo sogno di andare Imperiale), Zorio, vi sono infatti pittori e scultori come De a Roma a dirigere il MaXXI. Altro nome che circola è quello Maria, Gastini, Mainolfi, Nespolo, Ramella, Salvo, Stoisa di Bartolomeo Pietromarchi, il romano direttore del Macro e, di una generazione più giovani, Botto&Bruno, Galliano, e curatore quest’anno del Padiglione Italia alla Biennale Massaioli, Berruti, Pusole, nonché molte «ragazze» di di Venezia. C’è chi vorrebbe portare a Rivoli e alla Gam successo come Marzia Migliora, Maura Banfo, Elisa Sighicelli, l’abilissimo Francesco Bonami, il quale, dopo aver abilmente Luisa Valentini e così via, per citarne solo alcuni. collocato ad Artissima la devota Sarah Cosulich Canarutto Ma chi si occupa di costoro? Chi li sostiene? In questo e aver posto al vertice dell’ultima Biennale di Venezia il momento, a ben vedere, più che i musei e le istituzioni giovane Massimiliano Gioni, scrive sulfurei articoli su pubbliche, rimangono coraggiosamente i galleristi, parte «La Stampa» stroncando tutti quelli che non sono alla sua dei quali si sono riuniti nell’associazione Tag, la Torino Art altezza, fino a perorare il ritorno a Rivoli di Ida Gianelli, da Galleries. lui mai amata né tantomeno ricambiato. A loro va un vero encomio tanto più che anche a Torino la Ciò detto, resta da capire quale linea artistico-culturale crisi, che si è aggiunta a ben note difficoltà (l’aliquota Iva vogliano seguire il Sindaco, gli assessori e i politici penalizzante rispetto al resto d’Europa, il droit de suite e piemontesi in genere, per rilanciare quel Sistema il redditometro), non ha risparmiato la categoria. Hanno tappeto rosso Vedere a il giornale dell’arte Società editrice Umberto Allemandi & C. spa, via Mancini 8, 10131 Torino, tel. 011.8199111 fax 011.8193090 [email protected] Direttore responsabile Umberto Allemandi Vicedirettore Franco Fanelli Caporedattore Barbara Antonetto Impaginazione Claudia Carello Pubblicità Cinzia Fattori 011.8199118 [email protected] Stampa Centro Stampa Quotidiani S.p.A. Erbusco (Bs) TORINO è una testata edita dalla Società editrice Umberto Allemandi & C. nell’ambito della linea di periodici «Vedere a...» Editorialista ospite di questo numero Guido Curto Hanno collaborato Jenny Dogliani Raffaella Roddolo Vittorio Bertello In redazione Impaginazione Lina Ocarino Elisa Bussi Referente commerciale in Piemonte Claire Pizzini [email protected] Sommario 4Artissima, XX edizione 5 One Torino 5Paratissima 5 Flashback alla Promotrice 6The Others, ex Carceri Le Nuove 6 Photissima, ex Manifattura Tabacchi 6 «Immortali» al Museo Egizio 6 Werner Bischof a Palazzo Reale 7Raffaello a Palazzo Madama 7Renoir e «Vitrine» alla Gam 8 Gaudenzio e Lanino all’Albertina 8 Piffetti alla Fondazione Accorsi 8Le mostre e il premio della Merz 8Le mostre alla Fondazione Sandretto 8Lagrange all’Accademia delle Scienze 8 «Unicum» nel Pav 9 «Lo sport europeo sotto il nazismo» al Museo Diffuso della Resistenza 9Le mostre alla Venaria Reale 9Il Giappone di Held al Mao 9 Senatore al Castello di Rivoli 10Lotto al Castello di Miradolo 10 World Press Photo al Forte di Bard 11Le mostre della TAG 11 Sophie-Anne Herin da Paola Meliga 12Valerio Adami da Giampiero Biasutti 12Levi e Casorati da Biasutti & Biasutti 12Enrico Castellani da Mazzoleni 12 Stefano Cerio da Noire 12 Piero Ruggeri da Del Ponte 12Narrative Art da Opere Scelte 12 Gioielli d’artista da Benappi 12 Francesco Cabras da De Chirico 13 Cento anni di pittura alla Galleria Aversa 13La Galleria Rocca 13Il disegno italiano da Paolo Tonin 13Alfredo Pirri da Tucci Russo 13 Quintero da Videoinsight 14Alla Galleria Giamblanco 14 Fiamminghi alla Caretto 14Le case d’asta IL GIORNALE NON RISPONDE dell’auTENTICITà delle attribuzioni delle opere riprodotte, in particolare del contenuto delle inserzioni pubblicitArie. Le opinioni espresse negli articoli firmati e le dichiarazioni riferite dal giornale impegnano esclusivamente i rispettivi autori. si consiglia di verificare telefonicamente gli orari delle manifestazioni. www.allemandi.com chiuso gallerie storiche come la Martano e la Carlina, la Galleria Davico sta per chiudere e Gianfranco Biasutti si è ridimensionato, lasciando il suo spazio più grande alla new entry Costantini. Ma qualcuno coraggiosamente anche apre, come la Luce Gallery, il giovane Umberto Benappi e il milanese Cannaviello che ha inaugurato una sede torinese; mentre altri crescono in nuovi spazi come Noero, Noire e Persano. Di un immenso loft dispone anche la Fondazione 107 creata da un artista, Federico Piccari, che si è riconvertito in organizzatore di mostre dedicate all’arte d’oggi nei paesi emergenti. Un loft museale sta per inaugurare in via Cigna 114 e con la direzione di Andrea Busto, la Fondazione Ettore Fico, dove, oltre ad esporre in permanenza opere del compianto pittore torinese, cui la fondazione è dedicata, saranno organizzate rassegne di giovani artisti (la Fondazione indice già un Premio). In questo panorama a luci e ombre spicca come una nota estremamente positiva la concomitanza (non concorrenza) in novembre di ben quattro mostre mercato in coincidenza con Artissima: due sono dedicate ai giovani artisti, Paratissima e The Others, una alla fotografia, Photissima, mentre l’ultima nata quest’anno, Flashback, si colloca a metà strada tra arte antica e moderna di fascia alta, con gallerie torinesi prestigiose come Benappi, Mazzoleni e Voena. Paratissima da kermesse diffusa e anarchica nel quartiere multietnico di San Salvario, già dal 2012 è diventata una vera e propria fiera «alternativa» allocata negli ex Mercati generali. The Others, creata da Roberto Casiraghi, indimenticato e da alcuni rimpianto fondatore di Artissima, viene rilanciata quest’anno grazie alla direzione della critica d’arte Olga Gambari che la trasforma da fiera di gallerie giovani in un happening culturale che dal 7 al 10 novembre occupa l’inquietante e fascinosa sede delle vecchie Carceri in orario notturno dalle ore 18 all’una di notte per essere «sussidiaria» di Artissima. Ci sono poi altre iniziative minori, ma interessanti, come il Progetto Diogene autogestito da un gruppo di giovani artisti: un tram in disuso, parcheggiato in Largo Regio Parco, è trasformato in ipotetica e utopica Residenza d’artista. In crisi di risorse, ma comunque sempre attivo e propositivo sul fronte del rapporto tra Arte, Scienza, Ambiente e Interattività è il Pav, Parco Arte Vivente, ideato dal vulcanico artista Piero Gilardi. Resistono e tengono le rispettive posizioni, nonostante i tempi siano duri anche per loro, le fondazioni Sandretto Re Rebaudengo e Merz, la cui programmazione, come abbiamo già scritto, fa parte di One Torino. Un occhio segue a pag. 4 vedere a TORINO 4 Una ventenne di successo sempre più ambiziosa Artissima, diretta per la seconda volta da Sarah Cosulich Canarutto, è arrivata quest’anno a 190 gallerie di 38 paesi «A rtissima» vanta il quinto posto nella classifica mondiale delle fiere d’arte stilata da Skate’s Art Market Research di New York per il 2012, dove figura davanti ad Art Basel Miami e a Frieze London. Con un budget di 2.110.000 euro, finanziati da enti locali (Regione Piemonte, Città, Provincia e Camera di Commercio di Torino) e sponsor privati (Compagnia di San Paolo, Unicredit, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Fiat, Nikon, Illycaffè, AON e Lauretana), la fiera cresce e si allarga geograficamente, con 190 gallerie provenienti da 38 paesi, contro le 172 di 26 paesi della scorsa edizione. Fondazione CRT riconferma inoltre il budget destinato alle acquisizioni in fiera di Castello di Rivoli e Gam, in linea con quello dello scorso anno, che era di 350 mila euro (cfr. box). Centomila euro è invece la somma riservata da Artissima ai collezionisti, con un programma che comprende volo aereo e appuntamenti culturali in città, attraendo presenze prestigiose da tutto il mondo, oltre a board e patron di musei quali la Kunsthalle di Zurigo, l’ICA di Londra e il New Museum di New York. Fiore all’occhiello di questa edizione è «One Torino» (cfr. box), la grande rassegna prodotta da Artissima con 370mila euro, coinvolgendo le maggiori istituzioni d’arte della città. Un nuovo membro entra nel Comitato di Selezione della fiera, composto da Daniele Balice (BaliceHertling, Parigi), Isabella Bortolozzi (Berlino), Mario Cristiani (Galleria Continua, San Gimignano, Le Moulin e Pechino), Norma Mangione (Torino), Gregor Podnar (Berlino e Lubiana), Peter Kilchmann (Zurigo) e, per la prima volta, un sudamericano: Pedro Mendes (Mendes Wood, San Paolo). Sul solco della continuità, la struttura della fiera mantiene le classiche 5 sezioni. Main Section registra un’attenzione crescente verso i paesi extraeuropei, con 108 gallerie consolidate (42 italiane e 66 straniere), tra cui Isabella Bortolozzi di Berlino, con Stephen G. Rhodes, Danny McDonald, Betty Woodman e Juliette Sarah Cosulich Canarutto Blightman, A Gentil Carioca di Rio de Janeiro, Afa di Santiago, Aikedellarco di Shanghai, Athr di Jeddah, Gazzelli di Londra e Baku, David Kordansky di Los Angeles con Markus Amm, Limoncello di Londra, Triumph di Mosca, Hezi Cohen di Tel Aviv, con Brian Alfred, Ron Amir, Andreas Golinski, Nahum Tevet e Jan Tichy e Voice di Marrakech. Tra le italiane, invece, Franco Noero di Torino, Tucci Russo di Torre Pellice, con Alfredo Pirri, Robin Rhode, Mario Airò, Gianni Caravaggio, Christiane Löhr e Francesco Gennari, Enrico Astuni di Bologna, Valentina Bonomo di Roma e Raffaella Cortese di Milano, con Silvia Bächli, Yael Bertana, Marcello Maloberti, Ana Mendieta, Anna Maria Maiolino, Torino ha il fiato corto continua da pag. 3 di riguardo va all’Igav, l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, per il lavoro di promozione sugli artisti giovani e mid-career attivi voluto dall’indomita presidente Rosalba Garuzzo. Infatti, dopo la mostra NA-TO, Napoli-Torino, curata da Alessandro Demma (dedicata ai migliori artisti nelle due città), dal 25 ottobre al 17 novembre l’Igav presenta a Torino, in Palazzo Saluzzo Paesana, una mostra scambio con la Cina intitolata «TOSH, Torino-Shanghai, Dialoghi d’arte», con dieci giovani cinesi chiamati a dialogare con altrettanti italiani, molti di questi ultimi neodiplomati dell’Accademia Albertina di Belle Arti, allievi di Claudio Pieroni che fa concorrenza al celebre Alberto Garutti (di stanza all’Accademia di Brera) per la sua capacità di scoprire e forgiare i nuovi talenti dell’arte. A questo punto è doveroso citare il ruolo istituzionale dell’Accademia Albertina, di cui chi scrive è stato direttore dal 2005 al 2011, quando gli allievi da 500 sono divenuti 1200, tutt’ora in crescita grazie alla spinta dal 2013 di un presidente come Fiorenzo Alfieri, ex assessore alla cultura del Comune di Torino, l’ideatore di Luci d’Artista (luci che nonostante i tagli in bilancio continuano a risplendere anche quest’anno nel cielo di Torino, con due nuovi inserimenti: Vanessa Safavi e Alfredo Jaar). Grazie ad Alfieri l’Albertina potrebbe finalmente veder rinnovata una sede antica e oggi bisognosa di una ristrutturazione. Estendendo, infine, lo sguardo su tutto il territorio piemontese, in pole position c’è Biella, non solo grazie alla impegnatissima Fondazione Pistoletto, ma anche per la nascita delle fondazioni Zegna e Sella Onlus con molte proposte espositive interessanti. Nel novarese sul lago d’Orta un’intensa attività artistico-culturale svolge l’artista Enrica Borghi che ha aperto ad Ameno l’Asilo Bianco, fulcro di tanti progetti d’arte correlati anche con Milano e con l’estero. Senza omettere Cuneo dove la Fondazione Peano dal 1993 promuove un premio di «Scultura da vivere», grazie al quale ogni anno viene regalata alla città un’opera ambientata nel capoluogo della Provincia Granda. Sempre nel cuneese, va ricordata l’attiva curatoriale del gruppo a.titolo (Giorgina Bertolino, Francesca Comisso, Lisa Parola, Luisa Perlo, Nicoletta Leonardi) che dirige il CESAC - Centro Sperimentale di Arte Contemporanea del Filatoio di Caraglio. Le cinque critiche d’arte e curatrici di a.titolo anche a Torino si guadagnano benemerenze sul campo dell’arte pubblica portando avanti un progetto ambientato in un quartiere periferico e problematico come Barca. A Torino, un ottimo lavoro, in un quartiere periferico per antonomasia, Barriera di Milano, ha messo in moto anche l’Associazione Barriera, costituita da un gruppo di attivi collezionisti, alcuni dei quali fanno anche parte di Artegiovane, associazione culturale presieduta dal vulcanico Alvise Chevallard, che tra le varie «cose» propone da una decina d’anni Video.it, rassegna di filmati di giovani artisti, a cura di Franz Bernardelli e di Francesco Poli, due valenti critici torinesi. A proposito di critici, va detto che questa è una risorsa che non manca a Torino, perché sono tanti i critici-curatori di vaglia: dai già variamente citati Luca Beatrice, Francesco Poli, a.titolo, Olga Gambari, Franz Bernardelli, proseguendo con Martina Corgnati, Maria Teresa Roberto, Marisa Vescovo e Luigi Fassi, fino a personaggi più defilati ma bravissimi, come il condirettore della Gam Riccardo Passoni. Tuttavia nessuno di costoro è stato preso in considerazione per dirigere la Gam o il Castello di Rivoli o Artissima oppure a presiedere la Fondazione Torino Musei (dove da poco è stata insediata l’attivissima super manager romana Patrizia Asproni). Va detto che la vera propulsione locale è resa dalle fondazioni bancarie torinesi. La Fondazione CRT per l’Arte (presieduta dall’avvocato Fulvio Gianaria) e la Compagnia di San Paolo che da sempre sono i numi tutelari della cultura a Torino, perché erogano ancora fondi ragguardevoli, acquisendo opere per le collezioni della Gam e di Rivoli. Senza tralasciare la Consulta per la Valorizzazione del Patrimonio artistico e culturale di Torino, caso unico in Italia di un gruppo di ben 35 aziende che, con understatement tutto piemontese, dietro al nome Consulta, promuove il restauro e la valorizzazione di edifici storici, con puntate significative anche sul fronte dell’arte contemporanea, come il recente intervento sul fondo dei disegni e della grafica della Gam. Un primato mondiale originato a Torino è quello dell’editoria d’arte, dove Allemandi in assoluta autonomia, oltre alle tante belle edizioni e collane d’arte, continua a produrre il più informato ed elegante organo di stampa del settore: «Il Giornale dell’Arte», con le sue svariate declinazioni estere, inglese, francese, greca, russa e cinese la cui tiratura complessiva mensile raggiunge un 1 milione e 200mila copie. Sempre in ambito editoriale segnaliamo anche le free press «Arte Sera» e «SkArt» che contribuiscono ad ampliare una cultura artistica ancor oggi troppo elitaria. q Guido Curto Docente all’Accademia Albertina di Belle Arti e critico d’arte Helen Mirra e Kiki Smith. New Entries presenta invece 27 gallerie (4 italiane) attive da meno di 5 anni tra cui Sabrina Amrani di Madrid, Co2 di Roma, Krome di Berlino, On the Movie di Tirana e Johannes Vogt di New York. Tra le nuove gallerie, quella con il programma più interessante e innovativo vince i 5mila euro del premio Guido Carbone, assegnato da una giuria tra i cui membri spiccano Jochen Volz (direttore programmi della Serpentine Gallery di Londra) ed Emre Baykal (direttore di Arter di Istanbul). Di carattere museale, Back to the Future, che vanta la supervisione della milanese Eva Fabbris e la partecipazione di curatori quali Patrick Charpenel (direttore del Jumex Museum di Città del Messico), ospita 32 artisti di 30 gallerie (24 straniere), autori noti e attivi negli anni ’60, ’70 e ’80, poi ingiustamente dimenticati. Tra questi: Letizia Battaglia (Cardi Black Box, Milano), Ulises Carrión (Document-Art, Buenos Aires) Jimmy De Sana (Wilkinson, Londra), Geng Jianyi (Shanghart, Shanghai, Pechino, Singapore), Piero Gilardi (Guido Costa, Torino) Ger van Elk (Lüttgenmeijer, Berlino), Salvo (Mazzoleni, Torino) e Constantin Flondor (Baril, Cluj Napoca). Dedicata ai talenti emergenti è invece Present Future, con i progetti di 24 artisti rappresentati da 25 gallerie (5 italiane), scelti da un’équipe di giovani curatori guidati da Luigi Fassi. Figurano qui opere di Fatma Bucak (Alberto Peola, Torino), Ceren Oykut (X-Ist, Istanbul), Alessandro Balteo Yazbeck (Green Art, Dubai), Yee I-Lann (Map Kl, Kuala Lampur), Alfredo Esquillo Jr (Tin-Aw Art, Metro Manila), Nora Schultz (Isabella Bortolozzi, Berlino) Charles Harlan (JTT, New York) e Matthew Watson (Joe Sheftel, New York). Una giuria formata da 4 direttori, Dafne Ayas (Witte de With, Rotterdam), Matthew Higgs (White Columns, New York), Joanna Mytkowska (Museum of Modern Art, Varsavia) e Beatrice Merz (Castello di Rivoli), decreta il vincitore del Premio Illy Present Future: una personale al Castello di Rivoli in concomitanza con la prossima Artissima. Tra i riconoscimenti, ancora, il Premio Ettore Fico: 15mila euro a un artista esposto in fiera, scelto da una giuria di curatori, collezionisti e direttori di musei, quali Andrea Busto, Andrea Villiani e Renato Alpegiani, la cui opera viene acquistata dal Museo Ettore Fico. Non mancano, infine, rare edizioni d’Arte, con Art Editions, un ciclo di dibattiti su temi legati all’arte contemporanea, un calendario di visite guidate «Walkie Talkies», tenute da 20 curatori coordinati dalla critica d’arte londinese Filipa Ramos, «Musei in Mostra» con stand che illustrano collezioni e attività delle principali istituzioni museali del territorio, l’angolo lettura e relax di Con/TEXT, dedicato all’editoria dell’arte, incontri e presentazione di libri. q Jenny Dogliani CRT main sponsor Istituita nel 2000 per sostenere il sistema dell’arte contemporanea di Torino e del Piemonte, la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT è da sempre main sponsor di Artissima, cui partecipa con diversi progetti. Anche quest’anno, per esempio, rinnova il proprio impegno finalizzato a rinforzare le collezioni di Castello di Rivoli e Gam, con un budget di circa 350mila per i due musei da spendere in fiera. Nella sezione Musei in Mostra, inoltre, trovano spazio due importanti programmi promossi e finanziati dalla Fondazione CRT: ZonArte e Resò. Il primo, network dei dipartimenti educazione delle maggiori istituzioni torinesi di arte contemporanea, presenta un fitto calendario di eventi, incontri, workshop e laboratori, con ospiti quali Alfredo Jaar e Botto&Bruno. Il secondo, invece, è una piattaforma dedicata alla formazione di artisti (Meet-Up) e curatori (Campo), attraverso residenze internazionali che prevedono scambi tra Torino e altri paesi, quali Egitto, India e Colombia. Opere, presentazioni e dibattiti targati Resò, come il dialogo di Lisa Parola di a.titolo con Franco Ariaudo, Luisa Ungar e Cosimo Veneziano, gli artisti selezionati per il 2013, sono ospitati nella stessa sezione della fiera. Elisa Barrera, Lia Cecchin, Giulia Gallo, Namsal Siedlecki ed Elena Tortia, invece, sono gli artisti che hanno partecipato alla scorsa edizione del progetto, le cui opere sono esposte nella collettiva «Accadde domani», nell’Associazione Barriera, dal 10 novembre al 7 dicembre. q J.D. 5 vedere a TORINO «One Torino»: Artissima invade la città 500 artisti in 18mila metri La ricetta anticrisi di Sarah Cosulich Canarutto per valorizzare il sistema torinese dell’arte I © Andrea Zittel, courtesy Andrea Rosen Gallery, New York deata da Sarah Cosulich Il percorso comprende opere Canarutto come ricetta seminali degli anni ’60 e ’70 anticrisi per valorizzare il di Stuart Brisley, Enzo Mari, sistema torinese dell’arte Mario Merz e Mladen Stilinovic contemporanea, «One Torino» è accanto a video e installazioni di la grande rassegna prodotta artisti più giovani, quali Tobias da Artissima con cadenza Putrih, Andrea Zittel e Gabriel annuale, che coinvolge le Serra. Grande work in progress maggiori istituzioni della «Verlee» è invece il progetto di città. La prima edizione, Chris Fitzpatrick, direttore di realizzata con un budget di Objectif Exhibition di Anversa, 370mila euro, si svolge dal 6 che trasforma la Fondazione novembre al 12 gennaio con Sandretto Re Rebaudengo 5 mostre collettive in 5 sedi, in un grande contenitore di 7 curatori e oltre 50 artisti. La performance, opere d’arte, relazione tra la dimensione contenuti web, racconti orali e oggettuale ed estetica dell’opera di gossip, visite guidate e altri Andrea Zittel, «Personal Panels (Small Black and White d’arte e il luogo che la contiene è dispositivi atti a innescare una Top)», 2012 il tema di «Repertory», concepita riflessione sul concetto stesso da Gary Carrion-Murayari, curatore del New Museum di di esposizione. Tra gli artisti Federico Acal, Eva Marisaldi, New York, per gli spazi di Palazzo Cavour. Intitolata come Rosemarie Trockel, Peter Fischli & David Weiss, Isa Genzken l’omonimo film di Ian Breakwell del 1973, l’esposizione e Nina Beier. Chiude il ciclo il Castello di Rivoli, con presenta sculture, dipinti, video, fotografie e installazioni la mostra dedicata ai vincitori del Premio Illy Present di autori quali Ericka Beckmann, Heidi Bucher, David Future di Artissima 2012, curata da Andrew Berardini, Haxton, Christian Mayer, Andro Wekua e Steven Claydon, critico d’arte indipendente di Los Angeles, Gregor Muir, che dialogano con i sontuosi interni dell’architettura direttore dell’ICA di Londra barocca caricandoli di nuovi significati psicologici, politici e Beatrix Ruf, direttrice ed esistenziali. All’esplorazione dello spazio pubblico e ai della Kunsthalle di Zurigo. concetti d’identità e cittadinanza guarda, invece, la Galleria I tre artisti esposti sono d’Arte Moderna e Contemporanea con «Ideal standard Naufus Ramirez-Figueroa, forms». Progettato dalla curatrice indipendente Anna Colin, che mescola suggestioni il percorso è composto di un’installazione monumentale di maya, ricordi d’infanzia e Pablo Bronstein: un orinatoio pubblico a forma di tempio sogni a elementi politici neoclassico che riflette sull’ambiguità di un luogo intimo e e sociali, Vanessa Safavi, comune al tempo stesso. Figurano, poi, lavori in polistirolo le cui installazioni, in di Matthew Darbyshire, che riproducono alcune opere silicone, sabbia e animali della collezione del museo per trasformarle in monumenti in tassidermia, sono satirici e numerose sculture di Edward Allington, malinconiche e poetiche ironicamente sospese tra architettura e artificio. In bilico declinazioni del concetto di tra il pubblico e il privato è anche il posto di lavoro, assenza e Santo Tolone, che cui è legata l’identità personale e collettiva dell’uomo realizza, infine, sculture con contemporaneo, un tema indagato nella Fondazione Merz oggetti d’uso in cui mette in da Julieta Gonzalez, curatrice del Museo Tamayo di Città discussione il rapporto tra del Messico, con «Ways of working: the incidental object». opera e spettatore. q J.D. Ospitata per la seconda volta nell’ex M.O.I. (via G. Bruno) dal 6 al 10 novembre, Paratissima riunisce opere e progetti di 500 artisti dislocati in 18mila mq. Intitolata «Art Games», la nona edizione si compone di performance, esposizioni e wor- Liu Bolin, «Paolina Bonaparte kshop, e intende bissa- Borghese» re il successo del 2012, quando ha registrato un affluenza di pubblico di oltre 100mila persone. Quattro le sezioni: ParaPhotò, con incontri e laboratori a cura di Franco Fontana, Bruna Biamino e Giovanni Gastel; ParaDesign; ParaFashion e, per la prima volta, ParaVideo, a cura di Underdog Film, con videoarte, cortometraggi e documentari. Figurano, inoltre, numerosi progetti, come la collettiva «Skincodes», dedicata a opere d’arte che hanno come supporto la pelle. Vi è, inoltre, una sezione per le giovani gallerie di arte contemporanea internazionali, con lavori dai 100 euro ai 5mila euro. Ospite d’eccezione di Paratissima 2013 è la Repubblica di Macedonia, con una rete di artisti provenienti dalla città di Skopje. Non mancano, infine, incontri, dibattiti e lezioni, teoriche e pratiche, con artisti, curatori, galleristi e critici e tra le novità, infine, uno stand per la vendita delle opere direttamente dall’artista al collezionista. q J.D. Laura Rocca Galleria Antiquaria ANTICHITA’ E SERVIZI PER L’ANTIQUARIATO RESTAURI.PERIZIE.CONSULENZE.INTERIOR DESIGN L’arte chic: antichi, moderni e contemporanei Crescono le fiere satellite intorno ad Artissima. Dopo Paratissima e The Others, è ora la volta di Flashback, che sulla scia di Frieze Masters a Londra, mescola alla contemporaneità arte antica e moderna. La prima edizione, diretta e fondata da Stefania Poddighe e Ginevra Pucci e promossa dall’Associazione Flashback-Torino, si svolge nella Società Promotrice delle Belle Arti dal 7 al 10 novembre. Intitolata «L’arte è tutta contemporanea», frase mutuata dal genio di Gino De Domicis, la kermesse presenta una selezione di gallerie italiane, riservando al prossimo anno una maggiore prospettiva internazionale. Esperimento inedito nel nostro paese, la fiera s’inserisce in una fetta di mercato piuttosto vivace all’estero. Attraverso un affascinante confronto tra antico e moderno, valorizzato da allestimenti suggestivi e da un audace impiego del light design, le due curatrici intendono stimolare nuovi punti di vista su tutto ciò che è considerato classico e attrarre, oltre ai tradizionali collezionisti e appassionati, anche un pubblico giovane, nuovo e inusuale. Tra i 30 espositori selezionati, vi sono presenze importanti come Mazzoleni di Torino, con opere di Burri, Fontana, Hartung, Afro, Capogrossi e De Chirico, Robilant + Voena di Milano e Londra, con Annuncia il trasferimento nella nuova sede di Corso San Maurizio, 29 Torino Giovanni Boldini, «Ritratto di Betty Wertheimer», Galleria Robilant+Voena, Milano autori quali Giovanni Boldini e Tanzio da Varallo presente, quest’ultimo, anche nello stand di Salamon&C di Milano, insieme a Bernardino Lanino. Il Cartiglio di Roberto Cena di Torino, poi, propone incisioni di Chagall, mentre la sua concittadina Galleria del Ponte, infine, espone lavori di Mario Merz e Pinot Gallizio. q J.D. Laura Rocca - Galleria Antiquaria Corso San Maurizio, 29 - 10124 Torino 011.836217 / 335.6311865 [email protected] vedere a TORINO 6 The Others: in carcere fanno «Boom!» Photissima: una mostra in premio con catalogo A sovvertire la crisi prospettando un futuro di crescita e rinascita è The Others, la fiera che racconta il lato più emergente e anticonvenzionale dell’arte contemporanea. Intitolata «Boom!», la terza edizione si svolge nelle ex Carceri Le Nuove, dall’8 al 10 novembre, sotto la direzione artistica di Olga Gambari che la definisce «un happening culturale in cui a ogni espositore è chiesto di presentare un progetto, un artista un lavoro e un titolo per il proprio allestimento». Tra i partecipanti figurano associazioni ed enti non profit e gallerie italiane e internazionali come i torinesi Riccardo Costantini, Paola Meliga e Raffaella De Chirico, i milanesi Mc2 Gallery, Circoloquadro e The Format, accanto a Ufofabrik di Moena, ArtCore Art Space di Bari e Dca Gallery di Bruxelles. La kermesse comprende, inoltre, un fitto programma di performance, azioni teatrali, incontri e sessioni musicali e non mancano i premi, che salgono a quattro. Il premio Sarpi-Bridge va all’opera che è, per forma e progetto, più vicina al linguaggio del design. Il premio Residenza Igav, realizzato in collaborazione con l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, offre invece a uno tra tutti gli artisti under 30 una Photissima Art Fair torna a Torino, dal 7 al 10 novembre nell’Ex Manifattura Tabacchi, dopo l’edizione sabauda del 2012 e quella veneziana allestita in concomitanza con la Biennale. La fiera, ideata e organizzata dalla Fondazione Artèvision, si occupa esclusivamente di fotografia artistica e tecnica fotografica e propone anche per questa edizione il Photissima Festival («More Words», fino al 30 novembre), a cura di Sabrina Raffaghello: un’occasione per approfondire i linguaggi della fotografia contemporanea, guardando con attenzione alle infinite possibili declinazioni, da quelle più «tradizionali» fino alle sue applicazioni più ardite con installazioni e video. La grande novità che caratterizza la terza edizione di Photissima Art Fair è l’istituzione del «Premio Photissima» che mette in palio per i partecipanti l’allestimento di una mostra collettiva all’interno della fiera e, per il vincitore, collaborazioni con gallerie, la concessione di uno spazio personale in occasione dell’edizione 2014 e la pubblicazione del catalogo dedicato al Premio Photissima Art Fair. q Raffaella Roddolo Kate Fichard, «Serie Deauville, “Toît”», 2011 residenza di un mese presso la stessa organizzazione torinese. Segue il premio per il migliore progetto curatoriale, che sceglie uno tra i progetti di tutti gli espositori, premiando la sinergia tra gallerista, artista e curatore e offrendo la possibilità di sviluppare una mostra nel project space torinese Officina/Spazio Bianco nell’aprile 2014. Ultimo, ma non meno importante, il premio Rock the Academy, ideato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e pensato, infine, per i giovanissimi studenti delle accademie italiane di Belle Arti. q J.D. GALLERIA AVERSA Palazzo Luserna Rorengo di Rorà Via Cavour, 13 - 10123 Torino Tel: (+39) 011 532 662 - email: [email protected] PROPOSTE 2013 Da Bossoli a Spazzapan 1850-1950 Cento Anni di Pittura Notoriamente gli egizi sono immortali L’allestimento temporaneo «Immortali. L’Arte e i Saperi degli antichi Egizi» presenta i mille più importanti reperti della collezione permanente e costituisce un’anticipazione significativa del nuovo Museo Egizio, la cui apertura è prevista nella primavera 2015, in vista dell’Expo di Milano. Con questa mostra si inaugurano i nuovi ambienti ipogei del seicentesco palazzo guariniano del Collegio dei Nobili, che ospita il museo dal 1824: mille metri quadrati realizzati al di sotto del cortile interno che dopo il 2015 saranno destinati ai servizi di accoglienza del pubblico. L’allestimento dello spazio, realizzato da Isolarchitetti e Migliore+Servetto Architects, propone una selezione di capolavori che evidenzia l’elevato grado di conoscenza e perizia di artisti e artigiani egizi, così come l’ambizione dei loro committenti, faraoni, regine o nobili, che scelsero quelle competenze e abilità per celebrare se stessi e il loro potere. L’«immortalità» degli antichi egizi diventa così tangibile nelle opere, sia monumentali che di piccole dimensioni. Tra i reperti imperdibili da ammirare si segnalano, in particolare: la «Tomba degli Ignoti», Antico Regno (c. 2450 a.C.); «Il dedicante Penshenabu», Nuovo Regno 1279-1213 a.C., calcare dipinto; «La dama Hel», Nuovo Regno 1279-1213 a.C., calcare; «I coniugi Pendua e Nefertari», Nuovo Regno 1279-1213 a.C., calcare (che sono il simbolo del nuovo percorso museale); la «Statua cubo di Merenptah», Epoca Tarda 714-690 a.C., diorite; e, di Statuina raffigurante il dio Thot sotto forma di un ibis, provenienza sconosciuta, Epoca tolemaica, IV secolo a.C. Epoca tolemaica (IV-III secolo a.C.), due regine, una in basalto e una in arenaria, e una testa di re in basalto. Un’intera parete è allestita con stele di epoche e materiali diversi, talune mirabilmente dipinte; curiosi i sandali intrecciati in fibre vegetali provenienti dalla Tomba della Regina Nefertari, Nuovo Regno, 1279-1213 a.C. L’apertura degli ambienti ipogei è l’occasione non solo per offrire un nuovo percorso museale temporaneo, ma anche per proseguire i lavori del Nuovo Egizio (iniziati cinque anni fa) a «museo aperto». Il percorso museale definitivo, ideato dallo Studio Isolarchitetti e Associati, inizierà risalendo al secondo piano (dove fino a qualche mese fa era ospitata la Galleria Sabauda, ora in fase di allestimento nella Manica Nuova di Palazzo Reale) attraverso un sistema di scale mobili collocate in un ideale percorso «di risalita del Nilo» ideato da Dante Ferretti, per concludersi infine al piano terra. q R.R. Bischof, terzo grande fotoreporter reale DAL 18 OTTOBRE 2013 www.galleria-aversa.it Un connubio riuscito, quello tra Palazzo Reale e i grandi maestri della fotografia: dopo Henri Cartier-Bresson e Robert Capa è la volta del «fotoreporter umanista» Werner Bischof, con una retrospettiva allestita nella Galleria della Sindone sino al 16 febbraio 2014. 105 fotografie in bianco e nero, divise in 7 sezioni (Zurigo 1945, L’Europa dopo la guerra 1945-1950, Giappone 1951-1952, Corea 1951-1952, Hong Kong/Indocina 1951-1952, India 1951-1952, Nord/Sud America 19531954) che illustrano l’intensa carriera del fotografo. Nato a Zurigo nel 1916, a 16 anni inizia a frequentare la scuola d’arte della città dove entra in contatto con il fotografo Hans Finsler, legato alla corrente della Nuova Oggettività. Dopo soli quattro anni apre il proprio studio, dedicandosi inizialmente alla fotografia realistica e di moda, dimostrando da subito una grande capacità tecnica e un’accurata ricerca della perfezione formale. Nell’autunno del ’45 intraprende un viaggio nell’Europa devastata dalla guerra: gli orrori visti in Germania, Francia e Olanda lo convincono ad abbandonare la fotografia patinata per dedicarsi interamente al fotogiornalismo Werner Bischof, «Un treno della Croce Rossa che trasporta bambini in Svizzera. Budapest, Ungheria», 1947 e all’osservazione documentaristica della realtà. Nel 1949 entra a far parte dell’appena nata agenzia Magnum che lo invia come fotoreporter in giro per il mondo: in pochi anni visita il Giappone, Hong Kong, la Cina e la Corea. È del 1951 il suo primo successo internazionale con il reportage sulla carestia nella regione del Bihar, per conto della rivista americana «Vogue»: immagini di grande impatto visivo che restituiscono la povertà della popolazione indiana e le condizioni estreme di vita in quelle regioni. A soli 38 anni perde la vita in un incidente automobilistico sulle Ande peruviane. q R.R. 7 Dall’Ermitage un Raffaello a Palazzo Madama Continua il programma di collaborazione tra Palazzo Madama e l’Ermitage di San Pietroburgo. Dopo la mostra dedicata ai tesori di Basilewsky, giunge a Torino la «Sacra Famiglia con san Giuseppe senza barba» di Raffaello, appartenente alle collezioni del museo russo. L’opera, allestita nella Sala del Senato dalla metà di dicembre a febbraio 2014, faceva parte del- Raffaello Sanzio, «Sacra la ricchissima collezione del fi- Famiglia con san Giuseppe nanziere Pierre Crozat. La raccol- senza barba»,1506-1507 circa, San Pietroburgo, ta andò dispersa alla sua morte. Museo Statale Ermitage Un nucleo di dipinti passò in proprietà (1772) di Caterina di Russia e costituì il primo fondo dell’Ermitage. La particolarità del taglio prospettico e la proposta inconsueta del san Giuseppe senza barba collocano il dipinto in un momento straordinariamente vivace della carriera del maestro umbro, poco dopo l’arrivo a Firenze (1504) che aveva significato per lui nuovi stimoli e nuove sfide. Mentre il dipinto di Raffaello sarà a Torino, il «Ritratto d’uomo» di Antonello da Messina, fiore all’occhiello delle raccolte di Palazzo Madama, verrà esposto a San Pietroburgo, in uno scambio finalizzato a sottolineare i rapporti di collaborazione culturale e scientifica tra le due istituzioni. Il 12 dicembre un’altra opera, questa volta di un maestro del Cinquecento piemontese, Defendente Ferrari, sarà protagonista a Palazzo. Si tratta dell’«Incoronazione della Vergine», tavola inedita di proprietà privata, che si lega strettamente al nucleo della collezione Fontana entrata in museo nel 1909. Il recente restauro svolto sul dipinto ha permesso di rivelare molte relazioni con le opere di Defendente presenti nelle collezioni civiche e sul territorio piemontese. Dopo la presentazione al pubblico il dipinto resterà temporaneamente esposto a Palazzo Madama in dialogo con le opere dell’artista già presenti nel percorso del piano terra. R.R. vedere a TORINO L’impressionista più romantico Opere di Renoir dal Musée d’Orsay e dall’Orangerie in prestito alla Gam U no dei più celebri protagonisti dell’Impressionismo, Pierre-Auguste Renoir, è a Torino con una retrospettiva che ne raccoglie una sessantina di opere delle collezioni del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie di Parigi, nella Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea fino al 23 febbraio. Curata da Sylvie Patry e Riccardo Passoni, la mostra ripercorre l’in- Pierre-Auguste Renoir, tera vicenda artistica del «La balançoire», 1876 pittore attraverso nove sezioni tematiche e cronologiche. La sua attività inizia nel 1862, quando viene ammesso all’Ecole des Beaux-Arts di Parigi e si accosta alla pratica della pittura en plein air insieme ai compagni Sisley e Monet. Di questa fase sono esposti numerosi ritratti di conoscenti e amici come Bazille e Monet, alcuni paesaggi e un paio di nudi, tra cui «Ragazzo con il gatto» del 1868. Dello stesso anno è «Madame Darras», che apre la sezione successiva dedicata ai ritratti femminili. Figurano qui opere quali «La Liseuse» del 1874-76, «Giovane donna seduta» del 1909 e «Colonna Romano» del 1913: una carrellata di donne borghesi, operaie e ballerine di cui Renoir mette in luce grazia e bellezza, attraverso un delicato realismo. Segue una serie di dipinti sulla società e i passatempi parigini, come «La balançoire», capolavoro del 1876 in cui le morbide figure di una donna, un giardiniere e una bambina, accanto a un’altalena di cui sembra di scorgere i movimenti, si mescolano con lo sfondo, grazie alle intense e vibranti macchie di colore e alla luce che filtra dagli alberi. Prerogative cromatiche e stilistiche che si riscontrano, anche, nella selezione di paesaggi esposti, come quelli esotici del Nord Africa, visitato nel 1881 o le vedute della Costa Azzurra e dei dintorni parigini, cosparsi di specchi d’acqua e lussureggianti giardini. Non mancano, poi, i ritratti di bambini, come «Il clown» del 1909 in cui emerge la dolce e malinconica poesia dell’infanzia, le opere dedicate alla musica, tra cui spiccano il celebre «Jeunes filles au piano» e il ritratto di Wagner e una piccola selezione di bouquet, caratterizzati da pennellate lievi e vellutate e da un’incredibile varietà di colori e sfumature scintillanti. A chiudere l’esposizione sono, infine, cinque sensuali nudi femminili, realizzati a fine carriera quando Renoir si allontana gradualmente dall’Impressionismo, per avvicinarsi a Tiziano, Rubens e Raffaello, accanto al suo ultimo capolavoro: «Le bagnanti», cui lavorò fino alla morte che avvenne nel 1919. q J.D. Che bravi quei ragazzi del ’60 Vitrine «Gente in strada (passaggio pedonale)», ciclo di rassegne a cura di Anna Musini che ogni anno la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea dedica ai giovani artisti attivi in Piemonte, giunge alla terza edizione. Il primo appunMax Pellegrini, «Donna in tamento, fino al 12 gennaio, è rosso», particolare con l’artista di origine albanese Driant Zeneli. Nei mesi successivi sarà la volta di Manuele Cerutti, Alessandro Quaranta, ALis/Filliol e Felipe Aguila. Stesse date e stessa sede anche per «Surprise», la serie di mostre, a cura di Maria Teresa Roberto, dedicata alla ricerca artistica e sperimentale torinese datata anni ’60 e ’70. La quinta edizione è con Max Pellegrini, classe 1945. Tra i protagonisti della scena artistica che gravitava intorno al Piper, il suo lavoro, d’ispirazione Pop, è spesso un omaggio alla bellezza femminile. q J.D. vedere a TORINO 8 L’istessa opera, fuorché le tinte «Si può dire che quello sia l’istessa opera, fuorché le tinte»: così Giovan Battista Armenini scriveva nei suoi «Precetti sulla pittura» del 1587 riguardo al persuasivo confronto tra cartoni e dipinti. Quali rapporti intercorrono nel Cinquecento tra l’artista maggiore e la sua scuola? Come avviene la circolazione dei modelli? Come vengono utilizzati i cartoni in rapporto alle opere pittoriche? La mostra «Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino: cartoni e dipinti a confronto», allestita sino al 18 febbraio 2014 alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina, tenta di rispondere a questi interrogativi, esponendo le due pale con il «Compianto di Cristo morto» di Gaudenzio e Lanino, di proprietà della Galleria Sabauda, a diretto confronto tra loro e con il cartone laniniano dell’Accademia Albertina di analogo soggetto, utilizzato da entrambe gli artisti, Bernardino Lanino, «Compianto su Cristo morto», cartone, Torino, Pinacoteca dell’Accademia Albertina nella sala che ospita l’importante nucleo di cartoni di Gaudenzio e della sua scuola. La Pinacoteca possiede una delle raccolte più prestigiose al mondo di disegni rinascimentali e manieristici, riallestita nel 1995 grazie all’impegno della Consulta per la Valorizzazione dei beni Artistici e Culturali di Torino. La mostra rientra nel programma di iniziative di raccordo tra le collezioni della Pinacoteca e dei musei statali piemontesi. q R.R. Re degli ebanisti, ebanista dei re «Pietro Piffetti. Il re degli ebanisti, l’ebanista del re» è l’omaggio che la Fondazione Accorsi-Ometto dedica, fino al 12 gennaio, all’illustre torinese, complice il recente acquisto, da parte del museo, di un cofano forte, uno dei soli tre a lui attribuiti e documentati negli archivi regi. Si tratta della prima monografica a lui dedicata, seppure il suo nome sia comparso in molte e celeberrime mostre, a partire dalle esposizioni veneziane di Barbantini del 1929 sino a quelle di Vittorio Viale sul Barocco piemontese, nel 1937 e nel 1963. Il restauro del prezioso «coffre», una sorta di raffinata cassaforte trasportabile, è stato affidato al Centro Restauro della Venaria; un complesso e raro caso di studio, tecnicamente non facile, anche dal punto di vista delle scelte di metodo rispetto alla policromia degli avori e alle vernici di rifinitura, i cui risultati sono ampiamente documentati e descritti in mostra. Accanto al recente acquisto, suddivisi in due sezioni, lavori profani e di ambito sacro, i sette capolavori dell’ebanista già nelle collezioni del museo Pietro Piffetti, Cofano forte con tavolino, 1750-1760 e una ventina di opere, per lo più inedite perché provenienti da collezioni private: un curioso arcolaio, esposto solo nel 1963, due preziosi cofanetti, uno scrittoio in legno rosa e avorio del 1760 circa, un paio di cassettoni, una serie di raffinati tavolini (quello celebre di Palazzo Madama, impreziosito da un raffinato intarsio in avorio a trompe l’oeil, e alcuni inediti), un inginocchiatoio da parete, c. 1755-1760. Nella sezione della mostra allestita a Palazzo Lascaris, fino al 30 novembre, si possono ammirare la coppia di stipi di proprietà del museo e uno degli splendidi tabernacoli custoditi da un secolo a Bene Vagienna. q R.R. Torino e Zurigo insieme per il «Merz Prize» di arte e musica A dieci anni dalla scomparsa di uno dei giganti dell’arte italiana del secondo ’900, Mario Merz, nasce il «Mario Merz Prize». Promosso e ideato dalla Fondazione Merz e presentato il 9 novembre nel Museo Nazionale del Cinema e l’11 nello zurighese Museum für Gestaltung, il premio ha cadenza biennale e si articola in due sezioni: arte e musica. I vincitori hanno l’opportunità di esporre ed esibirsi in prestigiose location di Zurigo e Torino, le due città coinvolte nel progetto e legate a Mario Merz, per origine la prima, per adozione la seconda. Il Premio per l’Arte è dedicato ad autori già riconosciuti nel proprio paese e che abbiano avviato una carriera internazionale. Tra tutti gli iscritti al bando (aperto dal 9 novembre) una giuria composta da Manuel BorjaVillel (direttore Museo Nacional Centro Amava tanto la rivoluzione Rappresentante del Cile alla 55ima Biennale di Venezia, Alfredo Jaar è il protagonista della personale «Abbiamo tanto amato la rivoluzione», curata da Claudia Gioia per la Fondazione Merz dal 5 novembre al 2 febbraio. Al centro della mostra vi è un’installazione ambientale inedita, composta di milioni di pezzi di vetro e specchio che ricoprono l’intero pavimento del museo, come un tappeto di macerie. A completare la rassegna vi sono, inoltre, una sessantina di opere realizzate dai primi anni ’70 a oggi, dove la carica di denuncia politica e sociale è sempre, e comunque, finalizzata a un tentativo di ricostruzione e cambiamento. Corredano l’esposizione, infine, lavori di Mario Merz, Yoko Ono, Gerhard Richter, Yves Klein, Joseph Kosuth, Alighiero Boetti e altri. q J.D. Tessuti e ricami per la signora Sandretto 21-24 novembre 2013 Lingotto Fiere-Oval, Torino Visita il sito per accreditarti come operatore professionale o scaricare il coupon sconto visitatori restructura.com La collettiva «Soft Pictures», nella Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino al 23 marzo, a cura di Irene Calderoni, presenta dipinti, fotografie, installazioni e opere realizzate con varie tecniche, inerenti la tessitura, da una ventina di artisti internazionali del calibro di William Kentridge, Mike Kelley, Rosemarie Trockel e Piotr Uklanski. La dimensione domestica e decorativa del ricamo, per esempio, è rielaborata nelle lacrime d’argento che Francesco Vezzoli cuce a punto croce sui ritratti di personaggi famosi. A utilizzare il ricamo è anche Gabriel Kuri, che trasforma scontrini e ricevute fiscali, de arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (Capo Curatore New Museum di New York, direttore artistico Fondazione Trussardi di Milano e direttore della 55ima Biennale di Venezia) e Beatrice Merz, selezionerà 5 nomi per una collettiva e tra questi una seconda giuria, con la partecipazione del pubblico, sceglierà il vincitore, cui sarà commissionata una personale nelle due città (www.mariomerzprize.org). Le stesse dinamiche regolano anche il premio per la musica, realizzato in collaborazione con l’Associazione per la Musica De Sono di Torino e la Hochschule der Künste di Zurigo. Al vincitore verranno commissionati un brano per orchestra d’archi e una composizione da eseguire nello spazio museale che ospiterà la mostra dell’artista vincitore. q J.D. stampati su carta, in raffinati intrecci di stoffa, per riflettere sulla natura effimera del consumismo. L’oggetto legato alla tessitura che meglio s’inserisce nella storia dell’arte è sicuramente l’arazzo, diffuso in Europa sin dall’antichità per raffigurare imprese leggendarie e sancire il potere dei regnanti. A riproporlo oggi è Goshka Macuga con «Plus Ultra», una moderna composizione che ritrae i membri del G20 tra i simboli dell’Occidente in declino. Mentre «Soft Pictures» analizza il presente, attraverso strumenti del passato, si proietta decisamente verso il futuro il progetto «A linking Park», che la stessa sede ospita fino al 23 gennaio. Si tratta di una mostra sui generis, dall’identità Hi Tech. Sulla facciata del museo, infatti, sono riportanti numerosi codici QR, ciascuno dei quali, decodificato con una apposita applicazione per smartphone, costituisce un link a una pagina web che contiene estratti di opere come video, film e brani musicali. Una mostra capace di mettere in luce punti critici e potenzialità dello strumento di comunicazione di massa che più ha rivoluzionato l’uomo contemporaneo: internet. q J.D. Il torinese Lagrange In occasione del bicentenario della morte di Joseph Louis Lagrange (Torino, 1736-Parigi, 1813) l’Accademia delle Scienze, di cui il grande scienziato è stato socio fondatore, ha promosso una serie di iniziative per promuoverne la conoscenza presso il grande pubblico. Tra queste, la mostra «Lagrange. Un europeo a Torino», allestita fino al 23 novembre alla Biblioteca Reale che conserva un importantissimo manoscritto con la raccolta delle sue lezioni alle Scuole di Artiglieria. La mostra, scandita per tappe biografiche, svela la personalità di Lagrange indagando non solo le sue molteplici passioni, dalla matematica alla meccanica e alla fisica, dall’astronomia all’acustica, dall’ottica alla chimica, dall’economia alla metrologia, ma restituendo al contempo l’affresco di un’epoca con gli scritti e le opere del grande studioso, gli oggetti e gli strumenti scientifici coevi, nonché le narrazioni dei singolari personaggi che hanno fatto la storia d’Europa. q R.R. Due Unicum nel Parco ove l’Arte è Vivente Processi di trasformazione sospesi tra arte e natura sono il tema di «Unicum», la doppia personale dedicata dal Pav, Parco Arte Vivente, a Laura Viale e Botto&Bruno, fino al 12 gennaio. La rassegna è parte del ciclo espositivo «Internaturalità», rivolto ad artisti residenti o attivi in Piemonte invitati a realizzare opere inedite. «This is the place where I feel at home» è l’installazione di Botto&Bruno, che riproduce una sorta di spioncino da cui si vede un’immagine prodotta con la tecnica del collage fotografico. Lo spettatore scorge, così, uno tra i possibili scenari futuri, in cui la natura si riappropria dello spazio della città attraverso la crescita di una vegetazione fitta e infestante che nasconde gli edifici. «Senza titolo (Inframondo)» è invece il work in progress di Laura Viale, che si compone da una serie di disegni realizzati con la tecnica del frottage nel cuore di una grotta scavata in profondità e metaforicamente vicina, quindi, al cuore pulsante della Terra. q J.D. 9 vedere a TORINO Papi, principi e re: grandi teleri, la barca bucintoro, le carrozze e gli abiti di gala Lo sport sotto il nazismo Immerso in un profondo silenzio e nella pratica di antichi rituali dalla tradizione millenaria, il Giappone di Suzanne Held è sospeso in un tempo remoto, avulso dalla contemporaneità. Quaranta scatti di grande formato della fotografa francese, insieme a rari reperti e preziosi esemplari d’ikebana e bonsai, confluiscono in una rassegna che descrive il più intimo e segreto «Spirito del Giappone», nel MAO, Museo d’Arte Orientale, fino al 12 gennaio. Il percorso si articola in 4 sezioni tematiche, la prima è dedicata alle geisha, raffigurate con i kimono di seta dai colori sgargianti e le decorazioni stilizzate ricche di simbolismi. Seguono i giardini, meticolosamente curati in ogni singolo dettaglio come vuole la filosofia zen. Infine, le due sezioni omaggio ai luoghi di culto dello Shinto e del Buddhismo. q J.D. M 7 dicembre - 6 gennaio Forte di Bard Valle d’Aosta Associazione Forte di Bard t +39 0125.833811 [email protected] www.fortedibard.it Consorzio La Venaria Reale olteplici le proposte espositive della Reggia di Venaria, tutte visitabili sino al 2 febbraio 2014. «Il Veronese e i Bassano» è un’occasione per ammirare due dei grandi teleri veneti della Galleria Sabauda: «La regina di Saba offre doni a Salomone» dell’atelier del Veronese e «Il ratto delle Sabine» di Francesco Bassano, presentati nella Sala delle Arti dopo un accurato intervento di restauro, realizzato dal Centro Conservazione e Restauro di Venaria grazie ai finanziamenti ministeriali e al contributo della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. Esposto anche un importante nucleo di superbi dipinti dello stesso Veronese e di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, sempre di committenza ducale, a illustrare uno dei momenti più alti del collezionismo sabaudo. Nelle scuderie juvarriane sfilano, invece, una decina di meravigliose carrozze del XVIII e XIX secolo usate dai sovrani per le loro uscite pubbliche in occasioni di grandi cerimonie. La mostra, «Carrozze regali. Cortei di gala di papi, principi e re», organizzata dalla Reggia di Venaria, dal Palazzo del Quirinale e dal Polo Museale Fiorentino-Palazzo Pitti, con la generosa collaborazione dei Musei Vaticani e il sostegno straordinario della Compagnia di San Paolo, costituisce il primo esito della collaborazione fra le Regge delle tre capitali d’Italia per proporre eventi espositivi e studi sulle corti della Penisola, in particolare su quella del Regno d’Italia. L’alta moda è protagonista nella Sala delle Arti, al II piano della Reggia: «Roberto Capucci. La ricerca della regalità» è un’occasione per ammirare 50 abiti, autentiche «sculture in stoffa», confezionati dal couturier appositamente per regine, star e dame del gran mondo dagli anni Cinquanta a oggi, presentati in mostra insieme a bozzetti, foto, filmati e racconti sui loro momenti storici e le celebrità che li hanno indossati. Visibili ancora, anch’essi fino al 2 febbraio, nella Scuderia Grande la peota dei Savoia, «La Barca sublime»; negli Appartamenti della Principessa Ludovica, «La quadreria del Principe Eugenio»: 60 opere del XVII secolo provenienti dalla Galleria Sabauda; infine, nella Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto è riallestito, dopo il Berlina pontificia di gala con trono recente restauro, il ciclo pittorico del distrutto Oratorio della Compagnia di San Paolo, in origine annesso all’antico palazzo del Monte di Pietà di Torino. Uno dei più rilevanti cicli secenteschi dedicati a San Paolo Apostolo, ideato da Emanuele Tesauro, riunito ed esposto per la prima volta dal 1876. q R.R. I giovani di Rivoli Marinella Senatore, giovane artista salernitana, è la vincitrice della Borsa per Giovani Artisti Italiani del Castello di Rivoli, che ne ospita la personale intitolata «Costruire comunità», a cura di Marcella Beccaria, fino al 6 gennaio. Tra i progetti esposti figura «The School of Narrative Dance», una scuola di danza fondata dall’artista in collaborazione con ESPZ. Nomade, gratuita e aperta a tutti, la scuola promuove forme di racconto alternative, realizzate con i movimenti del corpo. Da tale progetto deriva il ciclo fotografico «Piccolo Caos»: una serie di coreografie realizzata con gli abitanti di Sant’Elia in Sardegna (foto). q J.D. Courtesy Peres Projects, Berlino Giappone senza tempo Molte mostre per una giornata nella Reggia di Venaria © Museo d’Israele, Gerusalemme La mostra «Lo Sport europeo sotto il nazismo. Dai Giochi olimpici di Berlino ai Giochi olimpici di Londra (1936-1948)», al Museo Diffuso della Resistenza fino all’8 dicembre racconta, attraverso filmati, fotografie, oggetti e documenti d’archivio, la storia dello sport negli anni Trenta e Quaranta. Originariamente realizzata dal Mémorial de la Shoah di Parigi, sotto la direzione scientifica di Patrick Clastres e coordinata da Caroline François e Hubert Stouk, la Nella foto, Liselotte mostra nella sua tappa torineGrschebina, «Lanciatrice se integra il percorso espositivo di disco», 1937 originale con nuovi documenti e una ricca sezione tematica dedicata allo sport sotto il regime fascista, curata da Laura Fontana e Paul Dietschy, in collaborazione con Daniele Marchesini, Gianluca Gabrielli, Patrizia Ferrara e Mauro Valeri. q R.R. vedere a TORINO 10 È stato il primo pittore psicoanalista: ritrattista indagatore Al Castello di Miradolo tredici opere preziose e mai esposte insieme a indagare il Lotto ritrattista indagatore dell’anima C osì lo definisce Vittorio Sgarbi, curatore della mostra «I volti e l’anima. Lorenzo Lotto» allestita sino al 2 febbraio 2014 al Castello di Miradolo, sede della Fondazione Cosso. Il primo pittore psicoanalista, capace di guardare dentro gli uomini e mettere a nudo la loro anima. È questa la ragione, secondo Sgarbi, che rende i personaggi dei suoi ritratti così «disarmati», la medesima che gli valse la riscoperta a inizio Novecento, promosso da «minore» a maestro da Bernard Berenson. L’esposizione propone tredici opere preziose e mai esposte insieme, a indagare il Lotto ritrattista (con i volti del «Giovane» della collezione Cavallini Sgarbi, del «Gentiluomo con lettera» riconosciuto come Fioravante Avogaro, di collezione privata, del «Giovinetto col petrarchino» del Castello Sforzesco di Milano, della «Lucina Brembati» della Carrara) pronto a rielaborare in una sintesi originale tutti gli spunti offertigli dall’arte coeva, dai maestri veneziani a Raffaello, e il Lotto della maturità, isolato nel convento di Loreto (tra i lavori di questa sezione, intitolata «L’anima», la «Madonna con Bambino» del Palazzo del Quirinale, «La caduta dei Titani» di collezione privata, la «Trasfigurazione» di Recanati, e la pala d’altare della parrocchiale di Sedrina nella diocesi bergamasca, poco vista e poco esposta). Opere, queste ultime, in cui Lotto raggiunge, secondo il curatore, una «dimensione evangelica, un messaggio di grande umiltà che è appunto quello che Caravaggio interpreterà nella sostanza profonda di un pensiero religioso, guardando al Lotto soprattutto delle valli bergamasche». Antonio D’Amico, coordinatore della mostra, evidenzia che «grande vanto ROCCA DELLA CASA D’ASTE Design Torino 19 novembre 2013 h 16.00 - h 21.00 dell’esposizione sono opere come la “Caduta dei Titani”, di collezione privata e mai esposta prima, e la bellissima “Madonna con Bambino” ottenuta grazie alla disponibilità della Presidenza della Repubblica, prestata ora per la seconda volta (dopo la mostra “pioniera” del 1950 ad Ancona). La Fondazione Cosso si è inoltre fatta carico di restaurare un’opera sorprendente, la piccola versione della “Trasfigurazione” che dal Lorenzo Lotto, «Ritratto di giovinetto col petrarchino», 1524-1527. Milano, 1851 è in casa di Giacomo Raccolte d’Arte Antica, Pinacoteca del Leopardi, acquistata Castello Sforzesco dal padre Monaldo, a simboleggiare un dialogo prezioso tra pittura e poesia di due grandi indagatori dell’animo umano». Vittorio Sgarbi sottolinea come «nel susseguirsi delle sale del Castello di Miradolo i dipinti di Lotto, così intimi e solitari, sembrano approdati nella loro sede ideale, come fossero a casa propria, ed è possibile goderli individualmente con luci soffuse e melodie che esaltano il loro carattere intimo e l’assoluta modernità del loro autore». Aspetto evidenziato anche da Maria Luisa Cosso, presidente della Fondazione omonima: «La gioia di esporre splendidi quadri provenienti da collezioni private, da chiese, da musei ci ha coinvolto nel progetto di presentare in modo sempre più forte non solo la pittura di grandi uomini, ma anche il loro sentire e, nel caso di Lorenzo Lotto, la capacità di creare uno stretto rapporto tra le immagini rappresentate e i visitatori». q Raffaella Roddolo Le foto più belle dei reporter ESPOSIZIONE da venerdì 15 a lunedì 18 novembre Orario: 10.00 - 13.00; 15.00 - 19.00 Catalogo in sede e on-line Gio Ponti dodici poltrone - prov. Transatlantico Augustus Via Della Rocca 33, 10123 Torino Tel. 011 888226 - Fax 011 836244 www.dellarocca.net [email protected] Raccogliere le immagini più belle e rappresentative che hanno documentato gli avvenimenti dell’ultimo anno sui giornali di tutto il mondo. Questo l’obiettivo del più importante concorso internazionale di fotogiornalismo, organizzato dal 1955 dalla World Press Photo Foundation, organizzazione indipendente senza scopo di lucro con sede ad Amsterdam, e che si Ilona Szwarc, Polonia, Redux traduce annualmente Pictures, 19 febbraio 2012, Boston, nell’esposizione «World Massachusetts, USA, 3° premio Press Photo», ospitata al «People - Observed Portraits Single» Forte di Bard (Aosta) dal 7 dicembre al 6 gennaio 2014. La popolarità del concorso è cresciuta costantemente a partire dal 1970 e oggi la mostra tocca ogni anno 45 paesi e oltre 100 città. Una giuria internazionale e politicamente indipendente, formata da professionisti illustratori, fotografi e rappresentanti di agenzie di stampa, è chiamata a esprimersi su decine di migliaia di domande di partecipazione; 5.666 i partecipanti di questa edizione, provenienti da 124 paesi, per un totale di 103.481 immagini selezionate. La «Foto dell’anno 2012» è quella dello svedese Paul Hansen, scattata per il giornale «Dagens Nyheter», e mostra il funerale di due bambini palestinesi uccisi durante un attacco missilistico israeliano. Il percorso espositivo, allestito nelle sale delle Cannoniere del Forte, è suddiviso in nove sezioni equivalenti alle nove categorie del concorso: vita quotidiana, protagonisti dell’attualità, notizie brevi, notizie generali, natura, storie d’attualità, arte e spettacolo, ritratti, sport. Le immagini sono presentate senza censure. Nell’ambito della mostra verrà organizzato, il 14 e il 15 dicembre, un workshop con due celebri fotografi dell’Agenzia Magnum Photos: l’americano Steve McCurry e l’iraniano Attar Abbas. q R.R. 11 vedere a TORINO Visibili in piena notte: 13 luoghi per il sabato (9) sera Le mostre autunnali delle gallerie riunite nell’associazione TAG, Torino Art Galleries S otto il cielo serale illuminato dalle Luci d’Artista, sabato 9, la città si trasforma in un grande laboratorio di creatività e sperimentazione. In occasione della «Notte delle Arti Contemporanee», infatti, l’Associazione TAG (Torino Art Galleries) organizza l’apertura collettiva di 13 gallerie, visitabili dalle 21 alle 24. Nella nuova sede di Franco Noero, in via Mottalciata 10/B, è esposta «Capricorno», la personale di Mark Handforth, dal 6 novembre al 31 dicembre. Nato a Hong Kong nel 1969, cresciuto in Gran Bretagna e attivo a Miami, l’artista presenta una serie di sculture site specific. Si tratta di oggetti quotidiani ingigantiti e distorti, che trasformano lo spettatore in un lillipuziano alla scoperta di un mondo magico e ricco d’ironia. Al piano terra della Fetta di Polenta, inoltre, è esposta un’installazione della serie «Confetti» di Lara Favaretto, realizzata con coriandoli di carta e visibile dall’esterno. Sempre negli spazi di via Mottalciata, dal 9 si trasferisce CRIPTA 747, la prima delle associazioni non profit torinesi, con una programmazione dedicata ad artisti emergenti italiani, ospitata per un soggiorno di 6 mesi. Elisa Troiano, Alex Tripodi e Renato Leotta, curatori di Cripta 747, incentreranno la propria ricerca su temi legati all’interpretazione del paesaggio e alle culture del Mediterraneo, sul cui lembo orientale si affaccia la Siria, il paese recentemente sfociato in un conflitto raccontato attraverso le vicende di Ekhlas, una profuga rifugiata nel deserto giordano, protagonista del video «Al Intithar» di Mario Rizzi, presentato all’ultimo Festival del Cinema di Berlino ed esposto da Gagliardi Art System (dal 9 novembre al 21 dicembre). Nella medesima galleria vi è anche una personale di Richi Ferrero. Partendo dalla gigantesca installazione «Homo tecnosapiens», realizzata per il nuovo campus universitario di Torino, Ferrero presenta una serie di multipli ispirati allo stesso soggetto di Burne Hogarth, ridisegnato da Giulio Saccardi. Si tratta di un uomo accovacciato tratteggiato a carboncino, su cui Ferrero appoggia un filo elettrico e una spina luminosa, sottolineando la fragilità dell’uomo moderno e la sua totale dipendenza dalla tecnologia. Fragilità che è anche al centro della collettiva «Il corpo solitario», curata da Giorgio Bonomi, autore dell’omonimo libro, per Riccardo Costantini (dal 9 novembre al 15 gennaio). La collettiva presenta una serie di fotografie e video dedicati all’autoritratto e realizzati da artisti quali Isobel Blank, Tea Giobbio, Julia Krahn, Occhiomagico, Antje Rieck, Eleonora Roaro ed Edoardo Romagnoli. L’obiettivo diviene uno strumento narrativo e uno specchio in cui gli autori indagano la propria conoscenza. L’autorappresentazione è quindi la strategia messa in atto all’interno di una società fredda, globale e spersonalizzata, per riappropriarsi del proprio corpo e della propria identità. Al lato oscuro della mente e al funzionamento del linguaggio guarda invece Lawrence Weiner, nella personale «Mens Rea», da Giorgio Persano fino al 18 gennaio. Il newyorkese pioniere dell’Arte Concettuale ha ideato tre frasi, che si snodano sulle pareti dello spazio espositivo evocando, descrivendo e definendo immagini e concetti. Il titolo in latino della mostra allude a uno stato di colpevolezza della mente, che nella giurisprudenza si divide in diversi gradi e livelli di responsabilità. Una delle scritte è dedicata alla celebre frase di Galileo: «eppur si muove»; un’altra descrive un tubo in rame corroso dallo scorrere dell’acqua che genera verderame, creando e distruggendo al tempo stesso. Si tratta, insomma, di opere dal significato sospeso, in cui lo spettatore è chiamato a pronunciare un giudizio che dà luogo a una realtà mutevole, come quella rappresentata da Simone Bubbico nella mostra «Apparenze reali», da Weber & Weber fino al 9 novembre. Il giovane artista torinese, nato nel 1984, presenta installazioni e sculture basate sul concetto di luce e ombra. Simili a lanterne magiche, i suoi lavori sono proiezioni di mondi immaginari, visioni oniriche in cui si mescolano figure di animali, gabbie vuote e altri fantasmi della mente sprigionati dalle profondità dell’inconscio. Ne è un esempio «La gabbia, l’attesa, la fuga», in cui l’ombra di due mani giunte, realizzate in gesso, riproduce sul muro la sagoma di un cigno che forma la testa di un uomo disegnato a spray. In bilico tra la perfetta geometria della prospettiva quattrocentesca e l’eterea evanescenza di nubi vaporose è invece la pittura di Sergio Gioberto e Marilena Noro, da Alberto Peola fino al 30 novembre. Intitolata «Elogio della nuvola», la mostra raccoglie una serie di dipinti inediti ispirati agli scritti del filosofo e critico d’arte Hubert Damish. La compostezza lineare delle architetture classiche e moderne, raffigurate in stile iperrealista, delinea una griglia immaginaria che conduce verso un unico punto di fuga, realizzati dai cinesi Wang Guangyi e Yue Minjun, dagli americani Edward Hopper, John Lurie e Tony Oursler e da Mimmo Paladino. Sono lavori in cui il personaggio cervantino 5 si carica di nuovi significati, sospesi tra realtà, immaginazione e dimensione narrativa. 6 7 Figure e situazioni emblematiche sono 8 anche al centro 9 dell’opera dell’austriaco Peter Friedl, cui Guido Costa Projects dedica la personale «Dénouement», dal 9 novembre al 15 febbraio. 10 Il titolo è un termine francese che allude allo scioglimento di una 11 12 13 trama: la catarsi nella tragedia e il lieto fine nella commedia. Al centro delle opere vi è la relazione tra modello e poetica, una relazione che lambisce la sfera 1. «Eclissi» di Giovanni Albanese (Ermanno Tedeschi); 2. «Homo tecnosapiens» di Richi Ferrero (Gagliardi Art estetica, politica e System); 3. Un’opera senza titolo di Parker Ito (Luce Gallery); 4. «La gabbia, l’attesa, la fuga» di Simone Bubbico storica. Nelle 4 case di (Weber & Weber); 5. «Rehousing» di Peter Friedl (Guido Costa Projects); 6. «Elogio della nuvola» di Gioberto Noro «Rehousing», per (Alberto Peola); 7. «Modello di Verità» di Emilio Isgrò (Photo&Co); 8. «Bauer Slow Future - Kidney Song (Opus)» di esempio, il concetto Michael Bauer (Norma Mangione); 9. «Artifice» di Lawrence Weiner (Giorgio Persano); 10. «Don Quixote» di Wang dell’abitare è declinato Guangyi (Galleria In Arco); 11. «Gold ring» di Mark Handforth (Galleria Franco Noero); 12. Edoardo Romagnoli, tra utopia modernista, «Self stone therapy» (Riccardo Costantini); 13. Un’opera senza titolo di Lucio Fontana (Scatola Nera) memoria personale e oscurato, però, da nuvole fumose che, simili a buchi neri, modello naturalistico. In «The dramatist», invece, 4 sembrano inghiottire le immagini, come un vuoto cosmico marionette rappresentano 4 modelli di vita esemplari: Henry denso di energia che è il principio e la fine di tutto. Ispirato Ford, Giulia Schucht, Toussaint Louverture e John il «Blach all’Impressionismo è invece il lavoro di Parker Ito, giovane Hamlet», chiude la mostra la maschera mortuaria dell’artista, californiano cui Luce Gallery dedica la personale «Nothing realizzata ancora in vita. Ad interrogarsi sul significato delle was the same (John Boehner Ramesses III)» dal 9 novembre al cose, sulla memoria, i contenuti e la conoscenza legati a 7 dicembre. Nelle sue tele, rigorosamente di seta, getti immagini e parole è anche Emilio Isgrò, attraverso la nota d’inchiostro coprono la superficie di punti colorati, tecnica della cancellazione. A lui dedica una personale Photo riproducendo immagini, tratte dal computer, in cui si & Contemporary, fino al 23 dicembre, con numerosi lavori scorgono i pixel di un ingrandimento molto accentuato. Le recenti, incentrati sulla cancellazione di quotidiani e alcune composizioni sono zoomate sino al punto di disintegrarsi in opere storiche. Il suo lavoro consiste in eleganti interventi una pittura astratta che ricorda la tecnica del pointillisme. grafici che nascondono e svelano parti di testo, dando forma Arte figurativa e astrazione si mescolano, dunque, grazie alla a censure e spostamenti. Ispirata alle Metamorfosi di Ovidio è tecnologia digitale, dando l’illusione di stare innanzi allo infine la collettiva «Prende forma» da Scatola Nera, fino al 17 schermo di un computer, mentre i puntini luminosi si novembre. Dipinti, lavori su carta, sculture e installazioni di trasformano in soggetti come palloncini e caramelle. Oscuro giovani artisti italiani e internazionali raccontano la genesi e impenetrabile è invece il linguaggio di Michael Bauer, di cui dell’opera d’arte. q J.D. Norma Mangione ospita una rassegna dal 9 novembre al 21 dicembre. L’artista berlinese realizza dipinti, collage e sculture in cui si mescolano profili antropomorfi, forme astratte, segni, vessilli, effigi e chiazze di colore. Si tratta di elementi difficilmente decifrabili, scaturiti da associazioni Legate alla paura d’ingrascasuali che rispecchiano il funzionamento della mente e della sare e alla frustrazione per memoria, simili a labirintici impulsi cerebrali. Profonde il costante confronto con stratificazioni caratterizzano anche i suoi collage, in cui gli irraggiungibili e mistificas’intrecciano fotocopie, disegni, ritagli di libri e giornali e le ti modelli di bellezza che la sculture, dove masse di materia dall’aspetto indefinito celano società impone, l’anoressia volti umani e creature misteriose. Difficilmente riconoscibili e la bulimia sono oggi defisono poi gli oggetti provenienti da sfasciacarrozze e mercatini nite le malattie del benessere e colpiscono per il 90% dell’usato, utilizzati da Giovanni Albanese nelle sue sculture e la popolazione femminile. A questi due gravi disturbi installazioni luminose, esposte da Ermanno Tedeschi fino al alimentari sono dedicati gli scatti di Sophie-Anne Herin, 10 dicembre. Un’altalena appesa al soffitto, per esempio, è esposti nella personale «I luoghi melanconici. Disturbi puntellata di lucine che dondolando disegnano scie di luce del comportamento alimentare», da Paola Meliga fino colorata. In «Eclissi», invece, una lastra metallica rotonda, al 9 novembre. Il suo sguardo, discreto e poetico, si corrosa da segni e ferite, riproduce la superficie della Luna sofferma su particolari del corpo che rivelano la difficoltà innanzi al sole, rappresentato da una fila di lumini rossi. Alle nel rapporto con gli altri e il senso d’inadeguatezza fisica. sconfinate profondità dell’universo allude anche «Stelle», una Accanto a tali opere figurano, inoltre, paesaggi vuoti, con costellazione ricavata con tubi in ferro e luci rosse, simili alle atmosfere dense di nostalgia che sottolineano, ancora una candele votive con cui ci si raccoglie al cospetto della morte. volta, il senso di solitudine che attanaglia le giovani donne La grottesca e leggendaria figura di Don Chisciotte è invece la bulimiche e anoressiche. Il corpo, da sempre centrale protagonista della collettiva «Quixote», da In Arco fino al 15 dell’opera di Sophie-Anne Herin, diventa dunque una gennaio. Raffigurato da autori come Picasso e Dalí, il cavaliere figura invisibile, qualcosa di taciuto e scomodo da vedere, dalla triste figura è tra le icone più diffuse nell’arte il veicolo di un viaggio introspettivo all’insegna di una contemporanea. Il percorso presenta una ricca selezione di sconfinata sofferenza. q J.D. opere grafiche, incisioni e disegni su carta espressamente 1 2 3 4 Quei disturbi alimentari vedere a TORINO Sensuali intrecci di linee e corpi La più recente evoluzione stilistica e tematica dell’arte di Valerio Adami è documentata da Giampiero Biasutti Studio d’Arte per il ’900, con una personale dal 14 novembre al 31 gennaio. Il percorso propone una selezione di acquerelli e dipinti degli ultimi 20 anni, tra cui «Il fauno» del 2013 e «La pomme». Si tratta di opere popolate da soggetti enigmatici, che prendono forma attraverso contorni netti e colori puri, privi di sfumature, ombre e chiaroscuri. L’influenza pop, gli oggetti legati alla quotidianità e le figure classiche e mitologiche cedono il passo a una dimensione lirica ed esistenziale, come nel caso di «Teatro di città» (foto), dove un uomo e una donna stretti in un abbraccio sensuale, sottolineato dalle linee curve che s’intersecano nello sfondo, aprono una porta su inesplorate profondità dell’anima. q J.D. Levi col suo maestro Casorati Carlo Levi si accostò alla pittura frequentando lo studio di Felice Casorati, cui lo legò un rapporto di profonda amicizia analizzato nella retrospettiva di Biasutti & Biasutti, fino al 21 dicembre, con una ventina di opere datate tra gli inizi del secolo scorso e il 1960. Tra i lavori degli anni ’20, dipinti nella vivacissima atmosfera di una Torino antifascista e rivoluzionaria animata da personaggi del calibro di Antonio Gramsci e Piero Gobetti, figurano dipinti di Casorati come «Studio per fanciulla» del 1920, che influenzano i primi lavori di Levi di cui è esposto «Bambole» dello stesso anno, che ne precede la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1924 e il soggiorno parigino, documentato da «Place de la Concorde» del 1928. Nei decenni successivi la pittura di Casorati, raffinata, intima e straniante, porta a celebri figure femminili quali «Ragazza nello studio» (foto), «Ragazza seduta» e «Le tre sorelle», fino alla sospensione metafisica di «Uova e le città». Levi, invece, predilige la natura morta, come «Vaso con fiori» e «Natura morta (conigli)» e i ritratti di celebri personaggi legati al mondo della cultura e della politica, tra cui spicca il «Ritratto di Paola Olivetti». q J.D. 12 Castellani all’infinito Si intitola «La concretezza dell’infinito» la personale di Enrico Castellani nella galleria Mazzoleni fino al 31 gennaio. Curato da Francesco Poli, il percorso consta di una trentina di opere realizzate tra il 1959 e oggi. Nel 1959 fonda a Milano, insieme a Piero Manzoni, la rivista e la galleria Azimuth. Incomincia anche a realizzare tele monocrome applicate su un telaio in legno con chiodi che producono rilievi e cavità sulla superficie pittorica, dando luogo a ritmi e vibrazioni simili all’eco di un’onda che si propaga all’infinito. Con un gesto semplice, preciso e ripetuto fino all’ossessione, genera raffinatissime modulazioni di uno spazio tridimensionale, fondendo pittura e scultura. Senza mai abbandonare questa peculiare tecnica, nel corso degli anni modificherà dimensioni, colori e materiali. In mostra figurano lavori quali la convulsa «Superficie blu» del 1965, una raffinatissima «Superficie bianca» del 1981 e la recente «Superficie rossa» (foto), del 2007. q J.D. Cerio in Cina Photo By Sophie Anne Herin “L’isolamento” 2010 - Stampa Injket Hahnemuhle Photo rag308 ed.10 soPhie anne herin “I luoghi malinconici del dentro - D.C.A.” fino al 16/11 Saremo presenti a: Novembre 8-10/2013 Via Paolo Borsellino n. 3 Torino - Ex carcere Le Nuove - www.theothersfair.com Via Maria Vittoria 46/C Torino Tel: 011/2079983 Fax: 011/2079127 [email protected] Giostre, luna park, campi da gioco e parchi acquatici, insolitamente silenziosi e deserti. Sono questi i soggetti delle ultime fotografie di Stefano Cerio, scattate in Cina nel 2013 ed esposte nella personale «Chinese Fun» da Noire Gallery, fino al 30 novembre. Luoghi della contemporaneità legati al divertimento di massa si trasformano in scenografie abbandonate, cariche di atmosfere stranianti, sospese tra sogno, ricordo e pura immaginazione (foto). Lo sguardo nitido dell’artista si posa su oggetti dalle fattezze pop e dai colori vivaci e sgargianti che si stagliano, però, su cieli velati di nebbia e foschia. È una sorta di riverbero che volutamente acceca l’occhio dello spettatore, lo disturba come la luce al risveglio, conducendolo in un territorio familiare e sconosciuto al tempo stesso. q J.D. Ruggeri da Del Ponte La Galleria Del Ponte dedica a Piero Ruggeri la retrospettiva «Neonaturalista, Informale, Aformale», in corso fino al 23 novembre. Influenzato dall’Espressionismo Astratto, di cui amava definirsi parte, il suo lavoro è frutto di un processo lento, ripetuto e sofferto che si nutre di cancellature, ripensamenti e varie stratificazioni di materiale pittorico. I colori densi e pastosi sono stesi sulla tela con una gestualità fisica violenta, che talvolta cede il passo a un intervento più leggero e delicato, caricandosi di una certa liricità. Il titolo della mostra allude alle varie tappe stilistiche in cui si articola il suo percorso creativo, inizialmente attento alla natura e alle sue metamorfosi, poi maggiormente incline alla percezione e al caos della mente umana. Nell’ambito dell’Informale italiano egli si distingue, dunque, per l’organizzazione dello spazio, per le masse materiche e per la luce quasi abbagliante. Nella foto, Piero Ruggeri, «La ritirata basca», 1963-64. q J.D. Narrative Art L’ i n t r e c c i o fra testi scritti e immagini fotografiche è alla base della «Narrative Art», corrente artistica cui la galleria Opere Scelte dedica una retrospettiva dal 6 novembre al 14 dicembre. Gli artisti esposti sono David Askevold, Roger Cutforth, Jean Le Gac e Roger Welch, alcuni tra i maggiori esponenti di questo movimento, sviluppatosi in America negli anni ’70. Nei loro lavori immagini e parole si mescolano in meccanismi raffinati che esaminano aspetti della quotidianità rielaborando i concetti dell’inutile e del banale e superando l’idea di transitorietà a essa correlata. Memoria e comunicazione sono al centro di un’esperienza estetica che va oltre il campo visivo, conducendo lo spettatore ad associazioni mentali che lo conducono in territori inesplorati e verso significati inattesi. Tra le opere figurano «Threaded calabash» (foto) del 1969 e «Conditioning Piece» del 1973, entrambe firmate Peter Hutchinson e incentrate sulla natura, i suoi elementi e il rapporto che l’uomo moderno instaura con essi e «FT_99», realizzata tra il 1975 e il 1978 dal tedesco Jochen Gerz che indaga, invece, il tema della memoria e dell’assenza attraverso particolari d’interni e dettagli di corpi. q J.D. Più bravi degli orafi Bracciali, anelli e collane realizzati da 40 artisti con perle, oro, acciaio, porcellana e materiali riciclati, per la rassegna «Gioielli d’artista», da Benappi dal 29 novembre al 22 dicembre. Il percorso include un centinaio di monili, i cui proventi saranno interamente devoluti alla onlus Casa Oz di Torino, che dal 2005 sostiene i bambini affetti da gravi malattie. È esposto un bracciale in plastica di Enrica Borghi (foto), simile a una sinuosa e tentacolare creatura marina, o quello in acetato di cellulosa di Ferdi Giardini, che avvolge il braccio come un serpente intorno a un albero. I petali di un fiore in acciaio, invece, si aprono con una perla al centro nella collana di Luisa Valentini, mentre forme più minimal e geometriche caratterizzano l’anello in marmo di Michelangelo Galliani. Completano la mostra creazioni di Daniele Galliano, Luigi Mainolfi, Fabio Viale, Plinio Martelli, Paolo Grassino, Asahara Hiroaki, Kimitake Sato, Jessica Carrol, Titti Garelli, Klaus Munch e altri ancora. q J.D. Leader deturpati Manifesti pubblicitari e propagandistici, parzialmente cancellati dal tempo e dalle intemperie, sono i soggetti delle fotografie di Francesco Cabras, cui Raffaella De Chirico dedica la rassegna «Urban icons. The democracy of the wall», fino al 17 novembre. Nelle immagini l’effetto è simile ai decollage di Mimmo Rotella, ma artefice è la natura, il caos, l’entropia. I poster, fotografati in diversi paesi del mondo, con una predilezione per Palestina, Medio Oriente e Libano, raffigurano icone contemporanee, da Giovanni Paolo II ad Arafat. Effigi di leader politici deturpate dai capricci del clima, e talvolta dalla mano di uomini indignati, diventano le macerie dei conflitti che essi stessi hanno generato e restituiscono despoti e tiranni al giudizio del tempo, relegandoli in un angolo buio della storia dell’umanità. Il muro e la strada sono dunque, all’occhio del fotografo romano, il vero e ultimo baluardo della democrazia. Nella project room, infine, è esposta la serie «Scarps» del 2011. q J.D. 13 vedere a TORINO Cento anni piemontesi I disegni grandi Un percorso lungo un secolo nella pittura figurativa italiana e soprattutto piemontese a cavallo del XIX e XX secolo: è la proposta della Galleria Aversa per il consueto appuntamento annuale. L’esposizione «Da Bossoli a Spazzapan. Carlo Bossoli, «Napoli. 1850-1950, cento anni di Passeggio sul lungo mare» pittura», allestita fino al 16 novembre negli spazi di Palazzo Rorengo di Rorà, vanta opere rappresentative di quasi tutte le principali correnti pittoriche piemontesi, e non solo, di quel periodo: dal paesaggismo romantico di Bossoli a quello impressionistico di Reycend, dal divisionismo di Barabino, all’orientalismo di Pasini, dalla belle époque di Garino, fino alla modernità di Mus e Spazzapan. Tra le opere esposte segnaliamo la bella fanciulla in languida posa di «Fiori semplici, fiore raro», olio su tela del 1915 di Angelo Garino; «Note floreali» di Luigi Spazzapan e «Napoli, Passeggio sul lungo mare» di Carlo Bossoli. q R.R. La galleria Paolo Tonin con la collettiva «Grande Disegno Italiano», che inaugura il 9 novembre e prosegue per tutto il mese, presenta una selezione di disegni di grandi dimensioni. Il tratto veloce e istantaneo di Daniele Galliano dà vita a personaggi e situazioni che ritraggono la città e il suo declino, come «Cinquanta euro», dove un automobilista avvicina una prostituta. Con un segno più meditato e un abile uso del chiaroscuro, Silvano Tessarollo mette in scena un mondo onirico e grottesco, popolato di maschere macabre e fantocci misteriosi. Macchinine, giocattoli e oggetti legati alla cultura pop e alla sua tradizione artistica, invece, sono al centro dell’opera di Antonio Riello (foto), il cui lavoro è corredato dall’uso del colore. Dettagli di forme naturali, metafore dell’arte astratta, sono infine elaborate nei lavori di Roland Senoner, che riproduce, con un tratto leggero e incisivo al tempo stesso, quelle piccole variazioni cui si legano, in natura, forme di vita diverse. q J.D. Rocca ritorna nella sede storica di corso San Maurizio Un ritorno alle origini per Laura Rocca. La numerosi vascelli, mentre la riva, Galleria si trasferisce da via Maria Vittoria illuminata dal chiarore lunare, accoglie 34 alla sede storica, in corso San Maurizio alcuni marinai intorno a un falò. Tra le altre 29, dove nei primi anni ’70 Edgardo opere esposte si segnala due tempere Rocca iniziò l’attività di restauratore. Nella su pergamena della scuola del Monfort, nuova sede troviamo esposti dipinti e opere piemontesi della seconda metà oggetti quasi tutti provenienti dall’area del XVII secolo, raffiguranti composizioni piemontese-savoiarda e appartenenti ai di frutta nei tipici piatti bianco-blu con secoli XVII e XVIII, il genere in cui la cornici coeve «a molura»; uno splendido Una tempera su pergamena della scuola doppio corpo piemontese, della metà del Galleria è andata specializzandosi negli del Monfort anni. Punta di diamante è una marina XVIII secolo, completamente lastronato secentesca, «Notte di San Lorenzo sul mare», olio su tela in palissandro; una specchiera intagliata e dorata a motivi attribuito al Cavalier Tempesta, alias Pieter Muller. La vegetali di foglie e frutta, con mascheroni, di provenienza scena è varia: nello squarcio di cielo limpido brillano le tosco-emiliana, seconda metà del XVII secolo, e molte altre stelle nella notte di plenilunio; sul mare quieto si dondolano opere di soggetto sacro e profano. q R.R. Pirri da Tucci La galleria Tucci Russo di Torre Pellice dedica una personale ad Alfredo Pirri. Intitolata «...nella tua ombra», la mostra raccoglie fino al 15 novembre una selezione di opere prodotte dall’artista tra il 1988 e il 2013, a cominciare da «Cure» (foto), modello in rame dell’installazione realizzata per la 43ima Biennale di Venezia: una costruzione in legno percorribile, al cui interno è celato uno spazio completamente vuoto e bianco.In mostra anche l’inedita serie «Arie per Torre Pellice», composte da una struttura in metallo con lastre di cristallo finissimo su cui sono sistemate delle piume ricoperte di colore acrilico. Stessa sede e stesse date anche per la «Group exhibition» che presenta lavori di Mario Airò, come «Ierofania», accanto a opere più e meno recenti di Gianni Caravaggio, Francesco Gennari e Christiane Löhr. Dal primo dicembre, e per tutto il mese, infine, la galleria ospiterà una doppia personale con opere di Giuseppe Penone e d Jan Vercruysse. q J.D. 10 anni in cella In 10 anni di carcere Jhafis Quintero si è aggrappato all’arte come all’unica alternativa possibile alla violenza. Il videoartista panamense è al centro del progetto espositivo di Videoinsight, dal 9 novembre all’11 dicembre. I suoi lavori, inerenti il concetto di prigionia, sono legati al tema della vita e della morte, alla paura, al cambiamento e al rapporto con il prossimo. La mostra presenta video dell’artista scelti da sette collezionisti internazionali, come gli svizzeri Ronald Asmar e Romain Jordan e il francese Christian Berthier, che possiede l’edizione di uno di tutti i suoi 10 video realizzati sinora. Verena Butt d’Espous e la stessa Rebecca Russo, titolare dello spazio, invece, hanno scelto «Knock Out» (foto). Figurano, ancora, «Sweet powder» acquisito da Manuel de Santaren e «La Hora Garrobo», scoperto dal presidente e proprietario della Borusan Contemporary Art Collection, Agah Ugur. Il progetto della mostra e i suoi contenuti sono presentati dai 7 collezionisti e dall’artista ad Artissima il 9 novembre alle 15. q J.D. Galleria Giamblanco TORINO In occasione dei 20 anni di attività MOSTRA DI DIPINTI ITALIANI DAL 1600 AL 1900 8 NOVEMBRE - 21 DICEMBRE Catalogo Mostra e Catalogo storico Allemandi in sede GALLERIA GIAMBLANCO Piazza Cavour (Via G. Giolitti 39) 10123 TORINO Tel.+39.011.5691502 Fax.+39.011.5691686 Cell 338.5722525 / 347.5642884 [email protected] www.giamblanco.com Giambattista Crosato (1697-1758) Semiramide apprende la notizia della rivolta in Babilonia Dipinto olio su tela cm 170,5 x 114,5 (particolare) vedere a TORINO Doppia inaugurazione, l’8 novembre, per la Galleria Giamblanco: i nuovi spazi espositivi in piazza Cavour e la mostra di pittura italiana fra Seicento e Novecento, ben 31 dipinti italiani di tutte le scuole. Fra i quadri di maggior pregio spiccano la straordinaria tela di Giovanni Battista Crosato raffigurante «Semiramide che apprende la notizia della rivolta di Babilonia»; i due inediti bozzetti del lombardo Giovanni Antonio Cucchi per le volte del palazzo Ghilini di Pietro Morgari, «Giovane donna Alessandria, dipinti verso la con un cane», 1882 metà del Settecento; un paesaggio quasi preromantico di Giuseppe Antonio Pianca, due poetiche e inedite vedute della campagna piemontese di Vittorio Amedeo Cignaroli; la celeberrima «Maddalena che compra gli oli» di Paolo Gerolamo Piola; importanti e inediti dipinti caravaggeschi napoletani e romani; uno sconosciuto quadro di Francesco Cairo di rarissimo soggetto allegorico; opere di Van Bloemen, Filippo Lauri, Pietro Paolo Raggi, Fedele Fischetti, Daniel Seiter, Claudio Francesco Beaumont. Ancora, fra i pittori dell’Otto-Novecento, due bei ritratti di Giacomo Grosso e una «Giovane donna con un cane» di Pietro Morgari. La mostra è accompagnata da due cataloghi (Allemandi), a cura di Arabella Cifani, uno dedicato alla storia della Galleria e l’altro all’analisi storico-artistica delle opere esposte. q R.R. Gli antichi fiamminghi di Caretto Si apre l’11 novembre (fino al 2 dicembre), negli spazi di via Maria Vittoria, il consueto appuntamento annuale dedicato dalla Galleria Caretto alla pittura fiamminga e olandese. La mostra è scandita sui capitoli più importanti dell’antica pittura di Fiandra in cui la Galleria si è specializzata ormai da molti anni: primo fra tutti il caravaggismo nordico, con la punta di diamante della rassegna, il «Giuseppe davanti al Faraone» di R. Van Adelo. Da segnalare, sempre nell’ambito dei caravaggisti, «Tobia che guarisce suo padre» di Matthias Stomer, artista di formazione olandese ma approdato in Sicilia nella maturità, periodo a cui è ascrivibile la tela. Ampio spazio è dato alla natura morta. Tavole imbandite, cucine, bicchieri di vino e lussuosi vasi di fiori si susseguono da un’opera all’altra, dando uno spaccato completo della cultura materiale nel XVII secolo: «La cucina del contadino» di Pieter Cornelisz van Rijck, «Natura morta con brocca di peltro» di Cornelys Kruys, il grande «Vaso scolpito con fiori» di Hieronymus Galle. Infine, altro capitolo imprescindibile quando si tratta di pittura nordica, il paesaggio e le scene di genere: dalla «Kermesse del villaggio» di Claes Molenaer, ai seguaci di Jan Brueghel il Vecchio, fino a opere olandesi di grande respiro, come nel caso del «Paesaggio fluviale» di Salomon van Ruysdael. q R.R. Nelle aste, la certezza del confronto pubblico Il panorama torinese delle case d’asta è da sempre legato a settori tradizionali e a valori sicuri, tanto più apprezzati in momenti di crisi economica. Bolaffi è un nome sinonimo non solo di collezionismo basico, ma anche di beni rifugio. Il 5 dicembre proporrà un catalogo di numismatica e il 12 e 13 del mese ne disperderà uno di filatelia. Nell’asta di monete spiccano tre lotti: un mezzo carlino oro di Vittorio Amedeo IIII del 1786 (base d’asta 8mila euro); un venti lire d’argento del 1927 di Vittorio Emanuele III (coniato in soli 100 esemplari, 5mila euro); e un 10 rubli oro del 1756 di Elisabetta di Russia (zecca di San Pietroburgo, 15mila euro). Tra i francobolli, invece, una lettera del primo maggio 1852 da Ginevra per Moutiers è affrancata con un esemplare da 40 centesimi della prima emissione di Sardegna, l’unica nota (15mila euro). Della Rocca ha introdotto da qualche anno il settore del design e un’asta in tema si tiene il 19 novembre e una di antiquariato nella prima metà di dicembre. Tra le offerte del design, quattro scrivanie di Gio Ponti sono stimate 2mila euro ciascuna, mentre una grande libreria di Ignazio Gardella realizzata da Azucena negli anni ’50 parte da 10mila. Sant’Agostino ha un’asta il 25 e 26 novembre di arte moderna e contemporanea; due i pezzi forti segnalati, «Cavalieri in un paese» di De Chirico della metà degli anni ’50, valutati 120-160mila euro, e «Anemoni» Nelle sedi istituzionali torino Share Prize e Bosch Art Game Accademia Albertina di Belle Arti fino al 9 novembre, via Accademia Albertina 6; tel. 011 889020; www.accademialbertina.torino.it Per inciso Biblioteca civica centrale dal 16 al 23 dicembre; via della Cittadella 5; tel. 011 4429812 Romanzo di figure Biblioteca civica Villa Amoretti fino al 13 novembre Urban survivors Biblioteca civica Villa Amoretti dal 19 novembre al 13 dicembre Infanzie. I molteplici aspetti dell’infanzia in un secolo di fotografia Biblioteca civica Villa Amoretti dal 17 dicembre al 18 gennaio 2014; 2013; corso Orbassano 200; tel. 011 4438604 Un biglietto per l’arte. Le mostre dei Musei Civici attraverso i cartoncini d’invito Borgo Medievale dal 6 dicembre al 2 marzo 2014; viale Virgilio 107, Parco del Valentino; www. borgomedioevaletorino.it Tappeti estremi. Da Timbuctù all’arte contemporanea Fondazione 107 fino al 10 novembre; via Andrea Sansovino 107; tel. 011 4544474 One Torino #1. Ways of working: The incidental object Fondazione Merz dal 7 novembre al 12 gennaio 2014; via Limone 24; tel. 011 19719437; www. fondazionemerz.org Soft pictures Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino al 23 marzo 2014; via Modane 16; tel. 011 3797600; www.fsrr.org Renoir. Dalle collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea fino al 23 febbraio 2014 Due scrivanie di Gio Ponti in asta da Della Rocca del 1917 circa di Aroldo Bonzagni, 20-30mila euro. San Carlo dal 25 al 27 novembre ha in programma un’asta di manifesti del cinema e pubblicitari; il 5 dicembre orologi da polso e gioielli. Little Nemo tiene a novembre, in data da stabilirsi, una vendita di libri, manifesti, fumetti e cimeli di settore. A Vercelli Meeting Art tiene un’asta di orologi moderni e d’epoca tra il 9 e il 17 novembre e una di arte moderna e contemporanea tra il 23 novembre e il primo dicembre. In quest’ultimo catalogo spiccano due opere a stima non pubblicata: «Archeo», olio su tela del 1962 di Gastone Novelli, e «The great red kangaroo», olio su tela del 1968 di Mel Ramos. q Vittorio Bertello Le città invisibili One Torino #1. Repertory Il Paese che sono io Vita e società nei segni di Dürer, Leyda, Rembrandt Mausoleo della Bela Rosin dal 30 novembre al 6 gennaio 2014; strada Castello di Mirafiori 148/7; tel. 011 4429812 Museo Nazionale del Cinema dal 14 novembre al 6 gennaio 2014 Tratti e ritratti Museo Nazionale del Cinema dal 23 novembre al 6 gennaio 2014; via Montebello 20; tel. 011 8138560; www. museonazionaledelcinema.it Belle Epoque. Lo sguardo ironico di Dalsani Museo Nazionale del Risorgimento dal 17 dicembre al 4 maggio 2014; via Accademia delle Scienze 5; tel. 011 5621147 One Torino #1. Ideal standard forms Sul filo delle vette. Lamette da barba & montagne Surprise. Max Pellegrini. Ritratti femminili 1966-71 Chamonix 1924. L’inverno diventa Olimpico GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea dal 7 novembre al 12 gennaio 2014 GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea fino al 19 gennaio 2014; via Magenta 31; tel. 011 4429610; www.gamtorino.it Il cuNeo gotico. Tra pietre dei Catari, Masche e Masconi MIAAO dal 31 ottobre al 31 dicembre; via Maria Vittoria 5; tel. 011 5611161; www. miaao.org Martini Racing. Inseguendo il mito Museo dell’Automobile dal 9 novembre al 26 gennaio 2014; c.so Unità d’Italia 40; tel. 011 677666; www.museoauto.it Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi - CAI Torino fino al 15 dicembre Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi - CAI Torino dal 9 novembre fino al 6 aprile 2014 Incontri sui Tatra. Manifesti di turismo e sport 1900-1950 Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi - CAI Torino dal 9 novembre fino 6 aprile 2014; piazzale Monte dei Cappuccini 7; tel. 011 6604104; www.museomontagna.org Bam on Tour 2013. Contemporary Photobox NH Lingotto Tech dal 6 al 30 novembre; via Nizza 230; tel. 011/6645091 Palazzo Cavour dal 7 novembre al 12 gennaio 2014; via Cavour 8; tel. 011 530690; www. palazzocavour.it Palazzo Cisterna - Consiglio Provinciale dal 5 al 21 dicembre; via Maria Vittoria 12; tel. 392 0868886 Gianni Berengo Gardin e Francesco Neri Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica fino al 10 novembre Ora d’Arte 1863-2013. Il Museo Civico compie 150 anni Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica fino al 12 dicembre Archeologia e guerra. Cinquant’anni di attività del Centro Scavi in Medio Oriente Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica 17 dicembre, ore 17,30 Un inedito di Defendente Ferrari Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica dal 12 dicembre; piazza Castello 1; tel. 011 4433501; www.palazzomadamatorino.it Let’s Sport Palazzo San Liborio dal 30 novembre al 23 gennaio 2014; via Bellezia 14; tel. 338 4066474 Internaturalità PAV - Parco d’Arte Vivente T L’ineguagliabile eleganza dei collezionisti dell’antico 14 a cura di Domenico Maria Papa DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL PIEMONTE 15 vedere a TORINO fino al 31 dicembre; via Giordano Bruno 31; tel. 011 19505210; www.parcoartevivente.it ’900 in Arte. Confini globali Piazza dei Mestieri dal 5 al 22 novembre, via Durandi 10; tel. 011 19709600; www.piazzadeimestieri.it I Collections. Storie di collezionisti Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli dall’8 al 10 novembre; via Nizza 230; tel. 011 0062713; www.pinacotecaagnelli.it Guardare il buio. Ombre che illuminano, luci che oscurano Xkè? Il laboratorio della curiosità fino al 20 dicembre; via Gaudenzio Ferrari 1; tel. 011 8129786; www.laboratoriocuriosità.it aosta Joe Tilson. Ritorno ad Aosta Centro Saint-Bénin fino al 4 maggio 2014; via Festaz 27, Aosta; tel. 0165 272687; u-mostre@ regione.vda.it Moncalieri La Sabauda al Castello Castello di Moncalieri dal 5 settembre; via del Castello 2; tel. 011 5641729 - 011 5641731; www. beniarchitettonicipiemonte.it pinerolo Il Tumulo della Regina Cesmap - Centro Studi e Museo d’arte preistorica fino al 22 dicembre; viale Giolitti 1; tel. 0121 794382; www.cesmap.it Rivara Davide Dormino. Magnetism Castello di Rivara fino al 10 novembre Mustafa Sabbagh. Tutto si muove Castello di Rivara fino al 10 novembre Malamente 2 Castello di Rivara fino al 10 novembre; Piazza Sillano 2; tel. 0124 31122; www.castellodirivara.it rivoli One Torino #1. Illy Present Future Award Exhibition Castello di Rivoli - Museo d’Arte Contemporanea dal 7 novembre al 12 gennaio 2014; piazza Mafalda di Savoia; tel. 011 9565222; www.castellodirivoli.org Venaria reale Accadde domani Barriera dal 10 novembre al 7 dicembre; via Crescentino 25; tel. 011 2876485; www. associazionebarriera.com Pittura del ’900 Centro Arte La tesoriera dal 9 novembre al 31 dicembre; corso Francia, 268; tel. 011 7792147; www. tesoriera.com Apparizioni. Holy Pop by BR Circolo culturale Amantes dal 6 al 19 novembre; via Principe Amedeo 38/a 3; tel. 011 8172427; info@ arteca.org L’Oratorio della Compagnia di San Paolo The Cock-Crow Reggia di Venaria Reale - Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto fino al 2 febbraio CO2 dal 9 novembre al 14 dicembre; via Arnaldo da Brescia 39; www.co2gallery. com I Veronese e i Bassano Collettiva Reggia di Venaria Reale fino al 2 febbraio 2014 Carrozze regali Reggia di Venaria Reale fino al 2 febbraio 2014 I quadri del Re Reggia di Venaria Reale fino al 2 febbraio 2014 La reggia sull’acqua. La peota dei Savoia Reggia di Venaria Reale fino al 2 febbraio 2014 Roberto Capucci. La ricerca della regalità Reggia di Venaria Reale fino al 2 febbraio 2014; via Mensa 34; tel. 011 4992333; www.lavenariareale.it Nelle sedi private Gioberto Noro. Elogio della nuvola Alberto Peola Arte Contemporanea fino al 30 novembre; via della Rocca 29; tel. 011 8124460; www.albertopeola. com Cortile Lagrange - Galleria delle Arti dall’1 al 30 novembre; via Lagrange 27 - via Cavour 8, Palazzo Cavour Giovanni Albanese Ermanno Tedeschi Gallery fino al 10 dicembre; via Pomba 14; tel. 011 4369917; www.etgallery.it Franco Guerzoni Ersel dal 4 al 29 novembre; piazza Solferino 11; tel. 011 5520294; www.ersel.it Paolo Maggis. Selected Works Eventinove artecontemporanea fino al 9 novembre; via della Rocca 36; tel. 011 8390013; www.eventinove.it Mark Handforth. Capricorno Franco Noero dal 6 novembre al 31 dicembre; via Mottalciata 10/B; tel. 011 882208; www.franconoero.com Collettiva Gagliardi Art System dal 9 novembre al 21 dicembre; via Cervino 16; tel. 011 19700031; www. gasart.it Living with art Galleria Battilossi, Verdelilla, Angela Franco architetto dal 7 al 23 novembre; corso Re Umberto 17; tel. 011 4546081; modern@ battilossi.it Arte... in mostra Galleria d’arte Bottisio fino al 19 novembre Creatività del design contemporaneo Galleria d’arte Bottisio dal 30 novembre al 28 dicembre; corso Matteotti 2/a; tel. 011 534717; www. galleriabottisio.com Marco Ramasso Galleria Davico fino al 16 novembre Collettiva Galleria Davico dal 21 novembre al 24 dicembre; galleria Subalpina 30; tel. 011 5629152 Piero Ruggeri Galleria Del Ponte fino al 23 novembre; corso Moncalieri 3; tel. 011 8193233; www.galleriadelponte.it Giorgio de Chirico incisore Galleria Elena Salamon dal 6 novembre al 23 dicembre; via Torquato Tasso 11; tel. 011 7652619; www.elenasalamon.com Gianna Tuninetti. Luminose cromie viadellafucina twinning residency 2013 la Consolata 1 bis; tel. 347 0103021; www.palazzosaluzzopaesana.it Elisabeth Cyran Il corpo solitario K-hole dall’8 novembre al 27 dicembre; via Sant’Agostino 17; tel. 011 5229831 La Telaccia dal 5 al 15 novembre Tiziana Trezzi La Telaccia dal 19 al 29 novembre; via Santarosa 1 (piazza Statuto); tel. 011 5628220; www.latelaccia.it Pittura e scultura a confronto In Arco fino al 15 gennaio 2014; piazza Vittorio Veneto 1/3; tel. 011 8122927; www. in-arco.com Rizomi Art Brut dall’8 novembre all’8 dicembre; c.so Vittorio Emanuele II, 28; tel. 011 5788808; www.rizomi.com Mario Lattes. Incisioni L’ibrida bottega fino al 20 dicembre; via Romani 0/A; tel. 011 19871905 Parker Ito Luce Gallery fino al 7 dicembre; corso San Maurizio 25; tel. 011 8141011; www.lucegallery. com I have a dream too Crash Test Quixote Davide Mansueto Raggio Omero Udovich. Le città intuibili Lawrence Weiner. Mens rea Guido Costa projects fino al 15 febbraio 2014; via Mazzini 24; tel. 011 8154113; www.guidocostaprojects.com Riccardo Costantini Contemporary dal 9 novembre al 15 gennaio 2014; via della Rocca 6/B; tel. 011 8141099 Prende forma Marena Rooms Gallery dal 9 novembre al 23 dicembre; via dei Mille 40a; tel. 011 8128101; www.marenaroomsgallery.com Peter Friedl Photo & Contemporary dal 9 al 30 novembre; via dei Mille 36; tel. 011 889884 La Telaccia dal 30 novembre al 18 dicembre; via Santarosa 1 (piazza Statuto); tel. 011 5628220; www.latelaccia.it Galleria l’Ariete dall’11 novembre al 14 dicembre; via Bava 9/B Giorgio Persano | Via Principessa Clotilde fino al 18 gennaio 2014; via Principessa Clotilde 45; tel. 011 4378178; www. giorgiopersano.org Emilio Isgrò Mirafiori Galerie fino al 24 novembre; piazza Cattaneo 9; tel. 011 0042000 Michael Bauer Norma Mangione Gallery dal 9 novembre al 21 dicembre; via Matteo Pescatore 17; tel. 011 5539231; www.normamangione.com Tosh. Torino-Shanghai Palazzo Saluzzo Paesana fino al 20 novembre (progetto dell’Igav, www.igav-art.org) Transizione Palazzo Saluzzo Paesana dal 22 novembre all’1 dicembre; via del- Scatola Nera fino al 17 novembre; via San Francesco d’Assisi 14; tel. 011 354542 Spazio Don Chisciotte fino al 9 novembre Mario Calandri Spazio Don Chisciotte dal 26 novembre al 25 gennaio 2014; via della Rocca 37; tel. 011 19771755 Marino Ficola. Polimorfi Terre d’Arte dall’8 novembre al 14 dicembre; via Maria Vittoria 20/A; tel. 011 19503453; www.terredarte.net José Luis Cuevas. Terrena We Made For Love fino al 10 novembre; via Lodi; tel. 338 3493125 Simone Bubbico. Apparenze reali Weber & Weber Arte Contemporanea fino al 9 novembre; via San Tommaso 7; tel. 011 19500694; www.galleria weber.it torre pellice Group exhibition Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea fino al 15 novembre; Torre Pellice, via Stamperia 9; tel. 0121 953357; www. tuccirusso.com Il primato mondiale di Torino nell’arte: il network dei periodici Allemandi 7 edizioni 1.200.000 copie ogni mese 1983: TORINO 1992: ATENE* 1990: LONDRA E NEW YORK 1994: PARIGI* 2002: TORINO 2013: PECHINO* 2012: MOSCA* UMBERTO ALLEMANDI & C. *su licenza Il network internazionale fondato a Torino nel 1983 da Umberto Allemandi