rassegna - Toscana Film Commission
Transcript
rassegna - Toscana Film Commission
rassegna
INDICE RASSEGNA STAMPA
rassegna
Si parla di noi
Nazione Firenze
02/12/2015
p. 31
Bolliwood torna all'Odeon Al via River to River Festival
Repubblica Firenze
02/12/2015
p. IX
Quel viaggio verso l'orrore e il coraggio ai tempi dell'IS
Laura Montanari
1
2
Repubblica Firenze
02/12/2015
p. XIII
River to River
Gaia Rau
4
Tirreno
02/12/2015
p. 15
L'ombelico magico di Montagnoso
Gabriele Rizza
5
Si gira in Toscana
Tirreno
02/12/2015
p. 15
Per la fatina Chiatti Pieraccioni diventa professor Cenerentolo
Qn
02/12/2015
p. 45
Tra spade, armature e cavalli la Francigena diventa un set
6
Giovanni Bogani
9
Festival Cinematografici
Nazione Siena
02/12/2015
Indice Rassegna Stampa
p. 19
‘L'ombelico del mondo' l film che nasce in Valdelsa
Antonella
Leoncini
10
Pagina I
Cinema Odeon
via degli Anselmi
sabato ore 20.30
BoLLiwood torna all'Odeon
AL via River to River Festival
Si apre sabato la 75esima edizione
del River to River Florence Indian
Fitm Festival presso il cinema
Odeon Firenze. Preapertura atte 18
con la mostra, atta fsm gattery di
via San Zanobi,'.Bottiwood Talkies"
di Vanessa Vettorelto.
Si parla di noi
Pagina 1
ema Il Festival dei Popoli
Odeon "The Blae Flag" sui combattenti dello stato islamico e un corto su Kobane
,, r
%
il coi
T ßA
A I
Ajeep avanza, solitaria verso il fronte.
Paesaggi spogli di
trincee e strade sterrate, di sacchi di sabbia e povere tende. Le case bucate dai proiettili, come compagni di viaggio a cui non chiedere nulla, il nemico può essere in
agguato ovunque. Ottobre
2014: Seyyed Ahmad attraversa in auto una terra desertica segnata da nascondigli fra la roccia e la sabbia che hanno lo stesso indistinguibile colore. Da
ogni angolo i soldati spuntano
fuori per salutare il comandante, Ahamd. Jorf al-Sakhar si trova a sessanta chilometri a sud
di Baghdad, e Seyyed Ahmad è
a capo di un reggimento di volontari che hanno abbandonato lavoro e famiglia per combattere l'avanzata di Daesh, cioè
l'Is. È un esercito di Resistenza,
fatto di gente comune con equipaggiamenti provvisori. Si accetta in guerra l'idea di poter
morire,
Si parla di noi
11
i
tl
1
"The Black Flag' è un documentario che ci fa viaggiare verso il fronte del terrorismo islamico. Fino al limite del primo
sparo. Il Festival dei Popoli lo
presenta all'Odeon di Firenze
questa sera (ore 21) facendolo
precedere dal cortometraggio
"The Snipe r of Kobani" di Rebert Dosky che è il ritratto del
combattente curdo Haron, cecchino di professione che mostra il suo nascondiglio, racconta il suo ruolo nella battaglia
contro lo Stato Islamico, i suoi
compagnie gli incubi sullo sfondo delle rovine di Kobane.
°The Black Flag" è a seguire.
Il regista iraniano, Majed Neisi
si unisce a un gruppo di volonta-
,,, ,0
d
ri che va a combattere contro
l'Is. Il documentario è il tempo
di questo viaggio, gli incontri,
gli sguardi, i paesaggi, quel misto di solidarietà e solitudine.
«Ho voluto mostrare ciò che sta
veramente accadendo sul campo in Iraq oggi, mentre parliamo, chi è che sta combattendo
e perché. Questi sono volontari
sciiti che mettono a rischio la
propria vita ogni giorno per proteggere quello che hanno, le case e le famiglie».
Neisi da anni si occupa dei temi legati dalla guerra, dall'Afghanistan, al Libano, all'Iraq,
1
i'
parla arabo e farsi, viene dal sud
dell'Iran così è stato complicato
ma non impossibile trovare un
contatto e seguire un gruppo di
volontari per il fronte. «Sono un
documentarista di guerra. Uno
dei miei compiti è quello di dare
profondità e consistenza a ciò
che sta dietro alle storie dei giornali che vengono dimenticate
troppo in fretta. Le persone leggono dell'Is e di quelli che combattono contro l'Is. Magari ogni
tanto vedono qualche servizio
che ne parla. Ma la vera comprensione deriva dal tempo che
si è speso su qualcosa».
Pagina 2
THE BLACK FLAG
La bandiera dell'IS
all'orizzonte e il
racconto del viaggio
fra le retrovie dei
fronte a sud di
Baghdad, è il
documentario in
programma alle 21
al cinema Odeon
IL CECCHINO
Sempre all'Odeon
stasera viene
presentato anche il
corto 'The Sniper of
Kobani', la storia di
un combattente
curdo,cecchinoin
una dellecittà più
segnate dalla guerra
Viaggiare in quelle strade a
sud di Baghdad è molto pericoloso, si sta sempre con i giubbotantiproiettile
ti
addosso:
«Nell'ultima scena ci sono io
che appaio per la prima volta di
fronte alla telecamera nell'atto
di togliermi quella protezione.
Il giubbotto è una metafora di
tutto ciò che affrontiamo oggi
in Medio Oriente, è un grandissimo peso che affatica velocemente e ci mantiene affaticati.
Ma indosseremo questo fardello ancora per un bel po'. È il
mondo in cui ci troviamo adesso, e mi dispiace per questo. Mi
dispiace per tutti noi - per me,
per voi, per la gente di Parigi, di
Beirut, di Baghdad, di Kabul... e
di ogni altro posto del mondo».
' TheBlackFlag"viene proiettato per la prima volta in Italia
qui al Festival dei Popoli. Cosa
prova un musulmano quando
sente una preghiera come AllahAkbar diventare un grido di
guerra? «La tragedia della guerra è piena di sirene e di poesia
che, alternativamente, possono infonderti una paura tremenda, oppure renderti coraggioso, o farti sentire solo, o lasciarti pensare che hai la forza
Stasera {21) il film
dell'iraniano Neisi che si
unisce a i volontari
contro i terroristi
di portare il mondo sulle tue
spalle. Di volta in volta puoi provare una o più cose, o puoi provarle anche tutte insieme nello
stesso momento. Io ho conosciuto ognuna di queste sensazioni
in una forma o nell'altra». Neisi
racconta anche che bisogna tornare a casa e riguardare le immagini girate per meditare su
un viaggio di questo genere dove il fronte è un punto che per
molti è senza ritorno: «A volte
non riesci quasi a credere che,
ad esempio, stavi a pochissimi
metri da un soldato che dissotterrava a mani nude una mina
anti-carro per poi neutralizzarla. Nel bel mezzo della guerra ci
sono così tante cose che accadono così velocemente e l'adrenalina è così alta che non puoi fare
altro che andare avanti senza
fermarti».
(dNIPN(ìDU<IGNENISEfNA f
Si parla di noi
Pagina 3
IL UE SECOLI e oltre di storia indiana condensati in trenta pellicole: commedie
romantiche e lungometraggi d'autore, blockbuster e culi del passato, corti e documentari. Compie quindici anni "River to River. Florence Indian Film Festival", festival
ideato e diretto da Selvaggia V elo in programma all'Odeon da sabato 5 a giovedì 10 all'interno della "Cinquanta giorni", prima di spostarsi a Bologna e Milano con due "best-of".
Ospite d'onore la regista Deepa Mehta, originaria del subcontinente ma trapiantata in Canada, autrice celebratissima con ventuno
premi all'attivo: guadagnatasi l'attenzione
della critica internazionale grazie alla profonda analisi dell'attualità presente nei suoi
film, presenterà a Firenze il suo ultimo lavoro, "Beeba Boys", crime-thriller sullo scontro
fra bande indocanadesi in guerra per il traffico di droga e armi a Vancouver (domenica,
o
20.30), ma anche opere più o meno recenti
come "Midnight's children", co-sceneggiato
da Salman Rushdie e tratto dal capolavoro
dello scrittore, Booker Prize nel 1981 (giovedì, 17.30). Ad aprire il festival, sabato alle
20.30, la prima italiana della commedia campione d'incassi in patria 'My big fat bride" di
Sharat Katariya, sui matrimoni combinati: a
firmare la colonna sonora il compositore italiano Andrea Guerra, figlio di Tonino, e già al
fianco di Ozpetek, Faenza e Giuseppe Bertolucci, che incontrerà il pubblico insieme al regista dopo la proiezione del film. Registro leggero anche per il film di chiusura, l'esilarante
'Dil DhadakneDo"di Zoya Akhtar, interpretato da un cast stellare composto, fra gli altri,
dall'ex regina di bellezza Priyanka Chopra,
miss mondo nel 2000, e da Anil Kapoor, famoso in Europa per "The millionaire"di Danny
Boyle.
Su uno dei più gravi disastri ambientali di
tutti i tempi, avvenuto la notte del 3 dicem-
bre 1984, si rifletterà trentuno anni dopo con
"Bhopal: a prayer for rain" di Ravi Kumar
(mercoledì, 20.30), mentre la tragica attualità degli stupri di gruppo sarà affrontata dal
documentario "Letters for the city yet to come" di Gorav e Rohan Kalyan (mercoledì,
18). Ancora, fra gli eventi speciali, laproiezione, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, della copia restaurata di 'Meghe Dhaka
Tara", capolavoro in bianco e nero dei 1960
dei bengalese Ritwik Ghatak (lunedì, 17.30)
e, nei quarant'anni dalla morte di Pasolini,
quella di 'Appunti per un film sull'India, seguita da un dibattito con Giuseppe Cederna e
Folco Terzani (martedì, 11). Completano l'offerta del "River to River" la mostra "Bollywood Talkies" della fotografa torinese Vanessa Vettorello alla Fondazione Studio Marangoni, incontri a tema, corsi di cucina e un focus sulla videoarte. Biglietti 6 euro; programmawww.rivertoriver.it.
@RIFROOUZIONERIS[RV4TF
Due secoli
di storia
indiana
in trenta
pellicole:
la rassegna
all'Odeon
da sabato
a giovedì 10
L'APERTURA
Una scena di 'My big
fat bride"d i Sharat
Katariya che apre il
festival River to River
(sabato alle 20.30,
all'Odeon). Si tratta
della prima italiana
per un film
campione di incassi.
Il festival presenterà
quest'anno una
trentina di film
Si parla di noi
Pagina 4
FESTIVAL DEI POPOLI
L'omb elic o magi co
Montignoso
il documentario di Laura Cini sugli antichi rituali di guarigione
FIRENZE
Ha compiuto un percorso inverso, rispetto a quello abituale, Laura Cini, filmaker fiorentina, classe 1968, studi di cinema a Londra e poi una laurea
in antropologia a Firenze: partita dalla fiction è approdata al
documentario. E non per motivi economici. «Il cinema di finzione - dice convinta come chi
sa di aver fatto la scelta giusta aveva smesso di darmi quello
che mi dava all'inizio, mi sembrava esaurito, uno spazio
chiuso, al contrario del cinema
del reale che apre orizzonti imprevedibili e infiniti».
Il nuovo orizzonte di Laura,
se da un lato sconfina in Uganda per raccontarci una storia
sconosciuta di femminicidio
("si
chiama
Punishment
Island, un'isola dove le donne
che avevano un figlio illegittimo venivano abbandonate e
praticamente lasciate morire"), dall'altro inquadra un territorio familiare, quella fetta di
terra che dal mare del Cinquale, sale verso la montagna
apuana, nel comune di Montignoso. Il risultato è "L'ombelico magico" che domani alle 19
all'Alfieri viene proiettato in
anteprima
alla
presenza
dell'autrice, nell'ambito del Festival dei Popoli.
«Per me è stata una scommessa ma anche una rivelazione, un mondo a parte che pian
piano veniva a galla, in Toscana, all'alba del terzo millennio.
Un lavoro che era diventato necessario e che mi ha impegnata per alcuni anni». L'ombelico
del film, direttamente legato alla lezione di Ernesto De Martino, descrive il rapporto tra una
comunità e la magia: «Si tratta
di un rito che sopravvive nella
modernità ma a rischio estinzione. Tramandata di genera-
Si parla di noi
zione in generazione questa
pratica, in punto di morte, passa a un eletto, ma oggi questi
custodi ancestrali hanno difficoltà a trovare i loro eredi. Il rito ha fatto parte della mia vita
da sempre. Mia nonna si è presa magicamente cura di alcuni
miei problemi agli occhi fin da
quando ero piccola, infilava un
ago e me lo agitava davanti recitando la formula cucio e ti
scucio. Poi ho cominciato a
prenderla in giro e a preferirle
l'oculista, ma non funzionava,
non c'era collirio o antibiotico
veloce e efficace quanto quel
bizzarro rimedio».
L'idea del film è nata una domenica in un paesino della
montagna pistoiese, quando
ho cercato e trovato qualcuno
che curava gli orzaioli o il malocchio. Ma è a Montignoso
che ho trovato un focolaio magico ben nutrito, donne che si
dedicano a tali pratiche e una
comunità che ne fa uso. La più
richiesta era Edda, una delle
poche a curare la paura; nella
sua casa si affollano clienti,
amici, venditori ambulanti, fattori, imprenditori in fallimento
e disoccupati in cerca di un rifugio, attraverso lei ho capito il
vero significato della culla ancestrale, il legame tra le persone e le cose invisibili, e di come
proteggerle dalle negatività».
Il risultato è un piccolo apologo sui grandi cambiamenti e
sul bisogno di spiritualità che
ritorna prepotente ogni volta
che la prosperità e la stabilità
economica sembrano vacillare. Info www.festivaldeipopoli.
org
Gabriele Rizza
un'immagine del film
Pagina 5
Per la fauna Chiatti
Pieraccioni diventa
professor Cenerentolo
II rapporto padre-figlia al centro della nuova commedia
«É un regalo che mi sono fatto per i miei cinquant'anni»
1 ROMA
Martina (Lisa Rulli Andreozzi).
"Il professore Cenerentolo" di
Leonardo Pieraccioni, in sala
dal 7 dicembre in 500 copie,
doveva essere il film della svolta, quello in cui il comico-regista più che dietro alle gonne di
una donna cerca di recuperare il rapporto con la figlia («a
cinquanta anni mi sono fatto
questo regalo», ha detto). Ma,
a parte le intenzioni, la commedia dell'autore toscano,
con Laura Chiatti nel ruolo di
Morgana una farina, non deviatroppo dal suo solito stile.
Di scena la storia di Umberto (Leonardo Pieraccioni) che,
per evitare il fallimento della
sua disastrata ditta di costruzioni, tenta insieme ad un dipendente (Massimo Ceccherini) un maldestro colpo in banca. Per lui arrivano così quattro anni di carcere nella prigione di Ventotene. Ma ora per
Umberto, a fine pena, è arrivato un regime di semilibertà
tanto da lavorare di giorno nella biblioteca del paese. Non
solo. Si è messo anche a girare
un film in carcere anche per
soddisfare il vanitoso direttore del penitenziario (Flavio Insinna).
Una sera, durante il dibattito aperto al pubblico dopo la
proiezione del suo film, conosce Morgana (Chiatti), una
donna molto bella e anche geneticamente folle (dopo un incidente ha una funzionalità
cerebrale ridotta al 25%). Una
specie di latina (come ricorda
il nome) a cui Umberto non
manca di fare la corte, ma che
sarà anche capace di ricostruire il suo rapporto con la figlia
Nel film anche un riferimento politicamente scorretto, il
personaggio di Hannibal, detenuto noto per aver mangiato due falangi a un poliziotto,
è nato a Rignano sull'Arno
(stessa località che ha dato i
natali al presidente del Consiglio Matteo Renzi).
«Questo film è un regalo che
mi sono fatto a cinquanta anni. Mi sono ispirato a un idraulico, mio coetaneo, che a un
certo punto è fallito e ha così
cercato di risolvere il problema a modo suo - ha spiegato
Pieraccioni -. A Umberto manca il rapporto con la figlia e così arriva nelle sua vita la fata
Morgana che serve solo a recuperare l'amore della figliola».
E dice ancora il regista-attore
toscano campione di incassi:
«abbiamo girato in un carcere
vero e la cosa che più ini ha
colpito sono state le foto strazian ti dei bambini dei carcerati appese al muro. Umberto aggiunge - è insomma un personaggio che voglio continuare a frequentare anche perché
lontano dal mio solito personaggio alla prese con una storia d'amore».
«Il mio personaggio di Morgana - dice invece la Chiatti - è
quello di una donna fragile,
dolce e un pò latina che sembra nata per risolvere la vita di
Umberto».
«Quando Pieraccioni mi ha
Si gira in Toscana
invitato a casa - dice Insinna pensavo a uno scherzo. Non si
propone certo come l'uomo
che ha realizzato I laureati e Il
ciclone. Ë una persona del tutto semplice con la quale ho subito legato».
Nel cast del film - dove c'é
anche un cameo della vera figlia di cinque anni del regista,
Martina - : Davide Marotta,
Sergio Friscia, Nicola Acunzo,
Lorena Cesarini, Manuela Zero, Emanuela Arizi, Lucianna
De Falco, Sabrina Paravicini,
Nicola Nocella, Lorenzo Renzi
e Guido Genovesi.
Sarà lo stesso comico toscano dopo la prima nazionale,
sugli schermi il 7 dicembre, a
presentare il suo film martedì
8 prima alle 18 al cinema Moderno di Lucca, poi alle 20,30
al cinema Goldoni di Viareggio.
Pagina 6
- --------------
li registae protagw 3 ,*z i,r ;sn_ Sceraa con Laura Ghiatts'. sov <<,
------------------------------------------------------------------
[?; cr+ pl
z„ f,r
Mé,
i, ;Aone dei film
Pieraccioni con Ceccarini (a destra nella foto) in una scena del film
Si gira in Toscana
Pagina 7
. .
.
fl
t
.
¢
/
' éa
,,;_
`
yr.
/ +t .
I.,
" /++ /
4 //í
.+ ,
9 .
rv ;
r
, w(+.dHj
.
Yw r
, . +f,
r
,
ii.
6
:
a'<
;
/
/
.
,: .
+
y
£
11;`y
+.+/
.v
+
S ts
¿r
,_
Si gira in Toscana
/'
k /,
+
///:
„
I
a
" d .r
'"
/ +
ii +h ÿ;%
/
i
.
//
/
,, c % // i
51Y <
-- 4
/'
5..,.
I,
i
'
dbb
///, //b
7
.. -' ;y% ...
e
;
' 6 e, ;
+
:,
+
+,
,,
c + i §b:
a
7+4 3
f. í d ra : ,i
iLF/7G-+
-. +ffpq +
, ¡ }
. _>, p
¡
i
4n .
,
:
f/5
....
„_
_r
K
f
c
.
¿
.. .
. i
, ;1 p
B
-
' n 1
y
/>z , ,
< i
..
É
+g
.i
n
, r
.._ i
i
GI
.
{
3:.
b"
'"
.
¡
C ..
+
`°
.
iG
ák
Y
.
iM1r,f
n.
`
'
i
(
`
c . KK F
.
,
M
.
..
Pagina 8
ure
t
Pílsa, pailite
•
7
c, , is
/
C
` ese ,. una serie Tv amb i entata nel Medìoevo
personaggi molto umani, di
gente comune. Si parla del
passato del nostro territorio.
Ci siamo appoggiati a documenti storici, e non tanto al cinema di intrattenimento.
Questo è il frutto di un lavoro
lungo, durato anni, volto a valorizzare la storia e il territorio pisano. Un lavoro che si
avvale della presenza anche
di tanti volontari e del sostegno di molti comuni dell'entroterra della provincia».
Sono stati realizzati il pilota
G iovanni o ani
PISA
SPADE, armature, cotte di ferro, cavalli al galoppo. E un
film, o meglio una fiction. Un
Braveheart alla toscana, un romanzo di donne, cavalier, arme e amori. E una serie televisiva interamente girata lungo
la via Francigena toscana.
Ambientata in pieno Medioevo, tra la fine del `200 e l'inizio del `300, la serie nasce da
un'idea dell'attore Aron Chi-
IL PROTAGONISTA
L'idea è di Aron Chiti
che è anche nel cast
oltre a curare la regìa
IL SOGGETTO
ti, che ne è anche fra i protagonisti. La regia è di Aron Chiti, la produzione è della Reges, la «Rete europea gruppi
eventi storici», specializzata
nel mettere in scena eventi
storici e folkloristici.
Fra gli interpreti del capitolo
che probabilmente andrà in
tv, Giorgia Cordischi, Katia
Beni, Anna Meacci, Federico
Raffaella, Francesca Orsini,
Aron Chiti, Enrica Guidi e
Paolo Giommarelli, Ugogiulao Lurini.
La storia narra di una famiglia della media nobiltà del
territorio toscano, e in particolar modo un conte - interpre-
della saga, La spada del monaco, e il successivo, L'ombra della Torre, che è il primo episodio vero e proprio. «Le trattative con la Rai sono in corso conclude Aron Chiti - . Probabilmente ritroveremo questi episodi sui palinsesti televisivi nazionali». A collaborare
alla serie, oltre trecento persone, tra figuranti, attori e tecnici. Il progetto è dunque ambizioso.
Al cinema caffè Lanteri di Pisa la serie è stata presentata,
con l'episodio pilota di 33 minuta e il traaler del secondo,
L'ombra della Torre, che è in fase di montaggio.
Si gira in Toscana
Lotte, intrighi e scontri
per poter dominare
il controllo della strada
DOPU CIAiZ
Francesca Angelique
Orsini e gli altri attori
durante le riprese
della pellicola
tato da Fabrizio Brandi, in
partecipazione amichevole e un figlio, che si creano dei
nemici. Lotte, intrighi, scontra con i territori vicini, per il
controllo del passaggio della
via Francigena, che significa
potere economico e militare.
Il conte crea una serie di in-
Z
giustizie ci cui i membri della
famiglia si troveranno a fronteggiare le conseguenze. Un
monaco malvagio lo consiglierà verso la via della violenza.
Una vicenda originale, scritta
dallo stesso Aron Chiti. «Ci
siamo ispirati alla nostra storia - dice Chiti -. Si parla di
Pagina 9
GI ULI A
E' la protagonista
Vorrebbe
diventare l'erede
spirituale di Edda,
un'anziana
signora che
pratica rituali di
guarigione
'4
,i
DOMAN I II DEBUTTO AL F ESTIVAL
ombe co
li
il
film ene nasce
PICCOLE idee nascono, diventano film e documentari apprezzati
nel vasto conteso a Colle Val d'Elsa, dove ha sede Kiné, società di
produzione cinematografica, espererienza artistico-economica particolare per questo scenario. Domani, alle 19, Kiné debutta allo
spazio Alfieri di Firenze, alla
56/ma edizione del Festival dei
popoli, rassegna internazionale
del film documentario, con
«L'ombelico magico», il documentario della regista Laura Cini. Ambientato in Versilia tra
spiagge affollate e antichi riti ancestrali, racconta l'incontro tra
due donne: Edda, un'anziana signora che pratica rituali di guarigione e Giulia, una ventitreenne
che lavora in uno stabilimento
balneare e vorrebbe diventare la
sua erede spirituale.
Festival Cinematografici
ï
I POPOLI
.,
inori
n
Un'esperienza pa rticolare,
forse anche risch 'osa quella
di una casa di produzione cinematografica?
«Io - dice Claudio Giapponesi, 35
anni di San Gimignano - e Francesco Corsi, colligiano, abbiamo
Kiné ha g ià realizzato
vari titoli selezionati
ad importanti festival
studiato scienze della comunicazione. Con Andrea Corsi, ingegnere delle telecomunicazioni, dopo
aver realizzato alcuni documentri, abbiamo deciso che il settore
era interessante. Nel 2008 abbiamo costituito la cooperativa».
c
;
L'idea ha funzionato: oltre ad avere all'attivo molte importanti coproduzioni internazionali, Kiné,
con sede secondaria a Bologna, ha
prodotto vari film selezionati ad
importanti festival italiani ed europei: Roma, Torino, Lisbona, altri.
Parlia mo de « L'ombelico magico»?
«Laura Cini ci ha proposto il
film. Ci è piaciuto: siamo andati
avanti. E' stato realizzato con il
contributo della Regione Toscana e coprodotto con un partner
fiorentino. Adesso debuttiamo al
Festival dei popoli che potrà consentire di avviare una circuitazione regionale. Lo presenteremo a
festival internazionali per sviluppare contatti che possono aprirci
una diffusione di ampio respiro».
Antonella Leoncini
Pagina 10