Relazione finale

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Relazione finale
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M I S T I
...TUTTI IN ACQUA PER
CITTADINANZA, COSTITUZIONE,
SALUTE E SICUREZZA
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...TUTTI IN ACQUA PER
CITTADINANZA, COSTITUZIONE,
SALUTE E SICUREZZA
Una testimonianza significativa
Q
uesto progetto mi ha fatto cambiare
molto! All’inizio ero molto preoccupata perché temevo di essere meno
brava dei miei compagni a nuotare e per questo
ho inventato mille scuse nella speranza che i
professori si dimenticassero di me.
Dicevo di avere smarrito l’autorizzazione, che
mia madre non aveva tempo per accompagnarmi dal medico a fare il certificato….addirittura
che non potevo bagnarmi i capelli perché avevo
iniziato una terapia. Sono così riuscita a
rimandare per un po’ tempo , fino a quando la
mia professoressa d’italiano e la preside mi
hanno aiutato a superare la mia difficoltà. Ho
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provato e ho capito che avevo sbagliato tutto.
Ho cominciato a credere che io potevo farcela
perché non ero inferiore agli altri e man mano
che entravo in acqua mi sentivo più sicura e
felice. Ho acquisito autostima e ho anche
migliorato il mio rapporto con i miei compagni, i
quali mi dicono che sono molto brava.
Parteciperò alla manifestazione finale a Roma e
farò pure le gare! Adesso apprezzo il nuoto, che
prima ritenevo uno sport non adatto a me.
(Testimonianza di Denise 3° - Carini)
...TUTTI IN ACQUA PER
CITTADINANZA, COSTITUZIONE,
SALUTE E SICUREZZA
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INTRODUZIONE AL PROGETTO
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...TUTTI IN ACQUA PER
CITTADINANZA, COSTITUZIONE,
SALUTE E SICUREZZA
Lo sport, ed in particolare il nuoto, per la sua alta e significativa valenza educativa e
formativa , in perfetta sintonia con i temi di cittadinanza e costituzione nonché salute
e sicurezza, è stata la “cornice strategica” che, in maniera integrata e trasversale, ha
fatto da sfondo tematico al progetto. Il fine ultimo del progetto è stato imprimere una
forte spinta evolutiva e innovativa al mondo dell’istruzione e formazione, attraverso:
Il raggiungimento di competenze e conoscenze (traducibili in comportamenti e
atteggiamenti) relative al tema della cittadinanza, salute e sicurezza nello
sport tramite :
a) La pratica dello nuoto , del nuoto da salvamento e la partecipazione a
competizioni sportive interne alla scuola
ATTIVITÀ SVOLTE
Durante tutto l’anno scolastico 2011/2012 gli alunni di due classi di ciascuna
scuola primaria e/o secondaria partner hanno utilizzato le due ore settimanali
di attività motoria curriculare per andare a praticare nuoto/ nuoto da salvamento in piscina accompagnati dai loro professori di motoria e con istruttori federali.
Sempre gli stessi alunni durante l’ora settimanale di storia e/o geografia e/o scienze, con i loro professori, studieranno e approfondiranno le seguenti tematiche:
a) La relazione e coerenza dei valori dello sport con i concetti di cittadinanza
attiva e la Costituzione
b) La salute nello sport
c) L’antidoping
d) L’alimentazione dello sportivo
b) Lo studio , riflessione e approfondimento su valori, comportamenti, atteggiamenti, norme e leggi che riguardano la cittadinanza e costituzione , la salute
e la sicurezza
e) Il codice di comportamento sportivo
c) La partecipazione alle gare virtuali di nuoto che permetteranno agli alunni
di “sfidarsi” in una “piscina virtuale” creata appositamente sul web, in competizioni singole o a gruppo (gare e/o staffette) sugli argomenti del progetto
studiati in classe ( www.educanuotando.it)
g) Riferimenti normativi e legislativi sulla sicurezza nello sport a livello nazionale
ed internazionale
d) La partecipazione, a Roma, alla manifestazione finale nazionale del progetto che vedrà i migliori alunni della scuole partner di differenti regioni italiane
“sfidarsi” fra loro nella fasi finali delle gare di nuoto/ nuoto da salvamento e
gare virtuali interscolastiche (Il vincitore assoluto avrà un biglietto per assistere alle gare di nuoto a Londra alle Olimpiadi 2012)
Gli alunni hanno incontrato, durante l’anno scolastico, in orario curriculare,
degli “esperti” nelle tematiche che studiavano (medico sportivo, rappresentanti
delle forze dell’ordine, nuotatori famosi, assessori allo sport ect. ) per porre
domande, riflettere insieme approfondire le loro conoscenze , ascoltare
testimonianze.
La sperimentazione di particolari forma di collaborazione integrata con realtà
esterne all’Istituzione sia territoriali che nazionali
Gli alunni hanno partecipato, durante l’anno, come osservatori, a manifestazioni
sportive di nuoto nella propria città per individuare e selezionare i comportamenti corretti e/o scorretti a tutela della propria ed altrui salute
f) La sicurezza nello sport riferita a :la sicurezza di chi pratica lo sport, la sicurezza degli impianti sportivi, la sicurezza durante le manifestazioni sportive
h) La storia del nuoto
La messa a punto e disseminazione di possibili moduli formativi innovativi dal
punto di vista metodologico-didattico e organizzativo, trasferibili in qualsiasi
contesto scolastico ed educativo.
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A due scadenze precise dell’anno scolastico , gli alunni di ciascuna scuola si sono
sfidati in gare in piscina e nelle “gare virtuali” sul sito web creato appositamente
per il progetto , www.educanuotando.it . Le gare consistevano nello sfidarsi
virtualmente sugli argomenti studiati attraverso quiz, domande, rebus ect
Alla fine del mese di maggio 2012 circa 300 alunni di tutte le scuole partecipanti si sono incontrati a Roma, per la manifestazione finale del progetto
durante la quale si sono sfidati nella fase finale della gare di nuoto/nuoto da
salvamento presso la piscina della Sala dei Mosaici al Foro italico e nelle gare
virtuali presso l’Istituto Magistrale G. Caetani che ci ha gentilmente messo a
disposizione le sue aule multimediali.
UN LAVORO DI RETE
Data la complessità del progetto la soluzione più adeguata non poteva essere
altro che la costituzione di una rete a livello nazionale, di collaborazione
all’interno della quale ciascun componente ha messo a disposizione risorse
professionali, materiali e servizi. Quest’aspetto ha avuto un ruolo di fondamentale importanza nel progetto in quanto, pur essendo destinatario di un finanziamento consistente il progetto per essere svolto in ogni sua parte e per rispondere alle
richieste e alla forte motivazione degli alunni nella partecipazione alle attività,
richiedeva risorse aggiuntive. La soluzione al reperimento di risorse non è stata la
richiesta di fondi ai partner di progetto ma di materiali e servizi (es. la Bauli ha
fornito a tutte le scuole il materiale di supporto per le lezioni di nuoto e per le
gare finali a Roma, il gruppo Fiamme Oro ha fornito i pulman per gli alunni che
sono stati 3 giorni a Roma per la manifestazione finale, alcuni assessorati allo
sport hanno garantito le entrate gratuite degli alunni in piscina per tutto l’anno
etc.). Riteniamo che questo sia stato uno dei punti forti della riuscita del progetto,
La rete organizzativa
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
La costruzione partecipata e condivisa ha permesso a ciascun partner di mettere
in campo ogni risorsa possibile funzionale al progetto.
La scelta di non chiedere agli attori della rete, sostegno economico aggiuntivo al
finanziamento ottenuto ma di lavorare sulla richiesta di servizi e risorse materiali
funzionali alle attività del progetto ci ha permesso di fare delle economie di
spesa significative e di sopperire a tutte le necessità emergenti dall’entusiasmo e
motivazione degli alunni che hanno partecipato. ( per es. era prevista, per ragioni
di budget, la partecipazione di soli 120 alunni alla manifestazione finale ma , la
richiesta dei ragazzi era talmente forte e motivata che ne abbiamo portati circa
300 grazie anche alla collaborazione dei partner della rete)
Composizione della rete
I.C. RENATO GUTTUSO
Carini (PA) -Sicilia
D.D. VIA FRATELLI BANDIERA
Parma - Emilia Romagna
I.C. FUMANE
Verona - Veneto
I.C. ENZO BIAGI
Roma - Lazio
I.C. PIRANDELLO
Firenze - Toscana
ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO
Casacalenda (CB) - Molise
FIN - Italia
Comune di Carini
Assessorato alla Pubblica istruzione
Comune di Palermo
Assessorato allo Sport
Iron Team
Società Sportiva Dilettantistica
Società Sportiva Nadir
Azienda Sanitaria Provinciale 6 - Palermo
Servizio di Educazione alla Salute
Federazione Italiana Nuoto – Sicilia
La costituzione di una rete è stata la risposta complessa ad un bisogno caratterizzato da un sistema complesso.
E’ stata creata una rete eterogenea in quanto composta da soggetti diversi dal
punto di vista giuridico ed istituzionale, organizzativo, di ambiente di riferimento
e dislocazione geografica ma caratterizzati , pur nella diversità degli interessi
organizzativi, dalla potenziale, condivisione di uno scopo comune
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Assessorato allo Sport di Parma
Gruppo sportivo nazionale Fiamme Gialle
Guardia di Finanza
Gruppo sportivo nazionale Fiamme Oro
Polizia di Stato
Gruppo sportivo nazionale
Carabinieri
Gruppo sportivo nazionale
Marina Militare
CSEN
Centro Sportivo Educativo Nazionale
AFORII
Associazione Formazione e Ricerca Internazionale
Gruppo Bauli S.p.A.
Assessorato Comunale allo Sport di Firenze
Assessorato Comunale allo Sport di Fiumane (VR)
che include anche il servizio di Educazione alla Salute
Liceo Artistico di Tivoli
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
L’
EDUCARE ALLA CITTADINANZA,
COSTITUZIONE E SICUREZZA
educazione alla cittadinanza non è una questione di «
ricette miracolose » ma di strategie pedagogiche sottintese dalla volontà, da una parte, di volere dare senso alle
conoscenze e ai concetti insegnati e, dall’altra parte, di mettere i
valori e i principi che la scuola desidera costruire sia al centro del
proprio funzionamento sia al centro delle classi e della costruzione
degli apprendimenti
ATTRAVERSO LA METODOLOGIA
DELLE SITUAZIONI-PROBLERMA
Il primo principio metodologico a cui ci
siamo affidati è la convinzione che
“insegnare” cittadinanza, costituzione,
salute, sicurezza non significa soltanto
imparare dei contenuti di una determinata disciplina ma sia, mettere l’alunno
nelle condizioni di vivere in prima
persona le situazioni pedagogiche che
gli permettano di costruirSI degli
atteggiamenti mentali, delle compe-
tenze e delle conoscenze generalizzabili, spendibili in altri contesti e che
portino a delle azioni concrete di
cittadinanza attiva, salvaguardia della
salute e sicurezza per sé e per gli altri.
Questo percorso non può che svilupparsi in tutti i momenti della vita scolastica dell’alunno, in ogni disciplina in
ogni attività educativa dentro e fuori
l’Istituzione scolastica.
C
ome dare « senso » alle parole rispetto, ascolto
dell’altro, autonomia, sicurezza, responsabilità,
giustizia, partecipazione, diritti/doveri… se
l’alunno è considerato un oggetto irresponsabile e se
l’educazione alla cittadinanza si riduce a dei corsi seguiti
da valutazioni o a dei discorsi o ancora a delle ingiunzioni
di ordine morale ???
Dare all’alunno un reale statuto di «
partner » nel suo processo educativo,
renderlo non attivo ma autore, riconoscergli il diritto all’espressione, la possibilità di scoprire gli altri e di agire
insieme a loro, in altre parole educare
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attivamente ad una cittadinanza
democratica e solidale … sono alcuni
degli obiettivi dell’educazione alla
cittadinanza e alla Costituzione attiva
e partecipe.
Anche in Europa, a partire dalla strategia di Lisbona, tutti i programmi ufficiali
insistono sull’educazione alle 8 competenze chiave. Fra le 8 competenze ritroviamo anche delle competenze trasversali, interpersonali, sociali e civiche.
Da una prima analisi, a livello nazionale, dei bisogni nelle scuole è emersa :
- L’ESISTENZA DI MODELLI D’INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO DIFFERENTI LEGATI ALLE COMPETENZE
- LA NECESSITÀ DI METTERE A PUNTO PERCORSI E STRATEGIE DI VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE CHIAVE TRASVERSALI INTERPERSONALI,
SOCIALI E CIVICHE.
- LE MANCANZA DI COERENZA FRA I SISTEMI E LE STRATEGIE DI VALUTAZIONE UTILIZZATE SUL PIANO NAZIONALE NELLL’AMBITO
DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Le scelte metodologiche sviluppate nel progetto avevano lo scopo di sopperire a
questa mancanza sperimentando :
dei percorsi di apprendimento
che hanno permesso all’alunno di
essere messo di fronte ai suoi
apprendimenti con lo scopo di
sviluppare la sua capacità di
costruirsi in quanto persona
responsabile ;
delle strategie e strumenti di
valutazione e auto-valutazione
delle competenze interpersonali, sociali e civiche
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
A questo proposito è stata privilegiata per il lavoro in classe con gli alunni, la
metodologia delle situazioni – problema, ma perché proprio questa metodologia?
Siamo partiti dall’analisi della volontà di molti insegnanti:
FORMARE DEI FUTURI CITTADINI RESPONSABILI E AUTONOMI
MOTIVARE E DARE SENSO AGLI
APPRENDIMENTI
LA METODOLOGIA DELLE SITUAZIONI – PROBLEMA
tenta di raccogliere questa “sfida” !!!
Quindi abbiamo analizzato il metodo classico d’insegnamento
L’INSEGNANTE
SCEGLIE
UN TEMA DA
TRATTARE
DEFINISCE
DEGLI OBIETTIVI
PRECISI
PREPARA UNA INSIEME
DI ATTIVITÀ E ESERCIZI
CREA UNA
PROGRESSIONE
LOGICA
VALUTA
….. E L’ALUNNO ?
.... È IL PRESENTE – ASSENTE IN CLASSE!
E ci siamo chiesti…
...per un alunno futuro cittadino autonomo e responsabile, esisteranno dei tipo di
situazioni pedagogiche nelle quali gli alunni potrebbero sviluppare una certa
autonomia e seguire, almeno in parte il “proprio” percorso di apprendimento?
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Qui di seguito vengono elencati i criteri essenziali che definiscono la metodologia delle situazioni – problema che sono stati seguiti nelle progettazione delle
attività.
La situazione –problema doveva :
Avere del senso per gli alunni (interpellare, concernere il discente che non si
accontentava a obbedire ed eseguire)
Essere legata ad un ostacolo individuato, definito, considerato come superabile
da coloro che apprendono, i quali dovevano prenderne coscienza attraverso
l’emergere delle loro concezioni
Far nascere un questionamento negli alunni (che non si limitavano più a rispondere solamente alle domande del maestro)
Creare una o più rotture che portavano a rimettere in discussione il o i modelli
esplicativi iniziali se sono inadatti o erronei
Corrispondere ad una situazione complessa, se possibile legata al reale, che
apriva su risposte differenti accettabili e strategie differenti utilizzabili
…. Per dare senso agli apprendimenti ….
Portare ad un sapere di ordine generale (nozione, concetto, legge, regola,
competenza, sapere-essere, sapere-diventare…)
Il senso non potrebbe essere creato attraverso l’implicazione degli alunni legata
ad un vero vissuto attraverso un tipo di percorso pedagogico utilizzato?
Essere oggetto di uno o più momenti di metacognizione (analisi a posteriori del
modo in cui sono state vissute le attività e del sapere che è stato integrato).
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I PRESUPPOSTI TEORICI
SUI QUALI SI FONDA
LA METODOLOGIA
DELLE SITUAZIONI-PROBLEMA
Anche se non ha mai studiato il
soggetto che si intende insegnare,
l’alunno, ha delle concezioni che gli
permettono di analizzare e spiegare il
mondo che lo circonda. Si tratta , nella
maggior parte dei casi di modelli
esplicativi semplici, strutturati, logici,
generalmente legati al reale o elaborati per analogie .. e che qualche volta
sono errati ! L’interesse pedagogico
essenziale delle situazioni-problema è
di corrisondere ad un indicatore di
ostacoli ( concezioni mentali erronee)
che devono essere destrutturate
affinchè si possa costruire un sapere
più elaborato.
Non si tratta di volere soltanto rettificare degli errori ma piuttosto di “fare
con per andare contro” , cioè a dire
che a partire dalla presa di coscienza
dell’ostacolo da parte dell’alunno
(conflitto socio-cognitivo) che lo si può
portare a “de-costruire” progressivamente le sue concezioni per
ri-costruirne delle nuove più pertinenti.
Il sapere non si può dare o trasmettere
, ciascuno se lo deve costruire
nell’azione, ma non semplicemente
intesa coma azione manipolatoria ma
come azione mentale, operazione
intellettuale. A maggior ragione se
teniamo in considerazione che il
sapere non si costruisce in maniera
lineare ma come un reticolo attraverso
le relazioni fra le concezioni.
Un sapere non è ciò che si osserva, ciò
che si scopre ma è nozioni, concetti,
regole, teoremi, teorie … che le osservazioni ed il loro essere messe in
relazione ci permetteranno di costruire. Si tratta , quindi, di superare il reale
per elaborare dei modelli esplicativi
della realtà
Un sapere ha un senso soltanto se è
reinvestibile in situazioni diverse da
quelle nel quale si è costruito. La generalizzazione del sapere è uno dei
problemi ancora più difficili da risolvere nella pedagogia attuale
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La metodologia d’insegnamento tecnico per le attività di nuoto e nuoto da
salvamento è stata definita dagli istruttori federali di nuoto che hanno lavorato
con gli alunni ma, anche in questo caso, la pratica sportiva vera e propria è stata
progettata e sviluppata in équipe fra i docenti e gli istruttori di nuoto in quanto la
pratica dello sport presupponeva un lavoro di gruppo, un trasporto all’esterno
della scuola, un momento comunitario negli spogliatoi, l’uso di strutture e attrezzature sportive pubbliche etc.
Per fare un esempio … andare in piscina significava…
Ricordarsi di preparare il borsone del nuoto la mattina presto prima di andare a
scuola e non dimenticare nulla.
Essere pronti al momento della partenza da scuola, senza causare diguidi o ritardi
che avrebbero condizionato tutto il gruppo.
Contribuire al rispetto delle regole di comportamento e per la sicurezza sul
pulmino durante il trasporto.
Presentarsi a bordo vasca in tempo insieme a tutti gli altri senza perdere tempo
negli spogliatoi.
Lasciare i propri effetti personali in ordine negli spogliatoi comuni.
Osservare tutte le regole di sicurezza richieste durante la pratica sportiva in
acqua.
Superare le prorie paure e/o ansie.
Riconoscere l’autorità dell’istruttore di nuoto.
Aiutare gli altri in acqua.
Riuscire a rispettare i tempi per lavarsi, asciugarsi e rivestirsi alla fine della lezione.
Non dimenticare nulla negli spogliatoi.
Nel progetto sono stati altresì utilizzati:
LAVORI IN PICCOLI E GRANDI GRUPPI
TECNICHE DI PROBLEM SOLVING
LAVORI DI RICERCA (INTESA SIA COME RICERCA DOCUMENTARIA CHE DI SOLUZIONI A
OSSERVAZIONI DIRETTE, VISITE GUIDATE, ANALISI METACOGNITIVA.
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Fare una merenda « corretta » dal punto di vista alimentare dopo la pratica
sportiva.
IPOTESI)
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Come si può evincere, la pratica sportiva, aveva in questo caso una valenza molto
più ampia della semplice attività fisica, si è lavorato su competenze trasversali
quali :
La costruzione della stima di sè
Riconoscere l’allievo come individuo e insegnargli a conoscersi e a stimarsi prendendo in considerazione le sue potenzialità personali, la sua parola, le sue idee , la sua
personalità
Fiducia nelle proprie capacità per partecipare alla vita scolastica individuale e
collettiva
Sentimento di sicurezza e di appartenenza
Un gruppo sociale è altro dalla semplice somma delle parti che lo compongono. In
un gruppo la personalità di ciascuno è stata in relazione con le personalità degli altri
e ciò ha influenzato il comportamento , le reazioni, le attitudini degli alunni. Questa
struttura di relazioni ha determinato per ciascun componente il proprio vissuto nel
gruppo, la considerazione che ha avuto degli altri, il modo in cui si è sentito vissuto
dagli altri ect. Il gruppo doveva diventare uno spazio protetto di accettazione e
sicurezza materiale e psicologica
La capacità di sapere valutare le conseguenze delle proprie azioni
La capacità di conoscere e rispettare le regole legate alla sicurezza propria e
degli altri, sopratutto in piscina
La necessità della solidarietà e dell’aiuto reciproco come capacità di prendere
in considerazione i bisogni degli altri ed essere disponibile ad aiutarli
La motivazione e la fiducia in sè come strumenti per riuscire e progredire nelle
proprie capacità.
Riuscire a sviluppare le proprie capacità intellettuali e fisiche
In conclusione … è più che mai necessario reperire e valorizzare tutte le esperienze
che permettano all’alunno di costruirsi sentendosi responsabile di se stesso e degli
altri … autonomo e solidale.
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“Una scuola nella quale la vita si annoia
non insegna che la barbaria.”
Raoul Vaneigem
SCUOLE
IN RETE
I.C. RENATO GUTTUSO
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...tutti in acqua per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Classi I e III Sez.A
Scuola secondaria I Grado
e Classe V Sez.B Scuola Primaria
ANALISI DEL TERRITORIO E
DESCRIZIONE DEL CONTESTO
OPERATIVO.
L’Istituto“ Renato Guttuso” i è una realtà
scolastica che offre l'istruzione obbligatoria
all’incirca 900 alunni che frequentano i tre
diversi ordini di scuola. Il dirigente Scolastico è Claudia Corselli.
Scuola dell’infanzia:La scuola dell’infanzia è
collocata in un edificio costituito da un
ampio ingresso, che funge da luogo di
accoglienza, da tre aule, da un cortile sul
retro, utilizzato per lo svolgimento delle
attività di gruppo e motorie. Attualmente è
frequentata da 76 bambini di età prescolare, dai quattro ai cinque anni, suddivisi in
3 sezioni.
Scuola primaria:La Scuola Primaria è
suddivisa in 3 plessi, ubicati rispettivamente in via Nazionale, via Elba e il nuovo
plesso che si trova all’interno del Residence
“Serracardillo”.
E’ frequentata complessivamente da 564
alunni circa suddivisi in 24 classi.
Scuola secondaria di primo
grado:La Scuola secondaria di
primo grado è ubicata nel
plesso centrale di Via Ischia;
dispone di 13 aule per lo più
fornite i LIM, che accolgono
293 alunni, di un’aula polifunzionale, di
un’aula multimediale mobile e di di un
ampio cortile e usufruisce per le attività
motorie della palestra comunale
attigua alla scuola.
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Villagrazia , frazione del Comune
di Carini,
situata sulla costa
nordoccidentale della Sicilia,è
nata dall’espansione dell’originario
borgo marinaro.
Da alcuni anni il territorio è interessato da un flusso migratorio proveniente dal capoluogo,e questa
nuova condizione urbanistica ha
determinato una parziale perdita
dell’identità propria del paese,
avviando un processo che la fa
assomigliare sempre più alla periferia della metropoli.
La realtà territoriale è costituita
da una popolazione di livello
economico medio-basso ed impegnata in attività diversificate:
accanto alle famiglie che possono
godere di uno stipendio fisso o ai
piccoli imprenditori coesistono
famiglie con gravi difficoltà
economiche che determinano
situazioni di svantaggio causa
principale della dispersione
scolastica.
Per i giovani non sono presenti nel
territorio risorse capaci di produrre stimoli culturali ed educativi
atti ad integrare l’opera della
scuola, anche se da qualche anno si
registra il tentativo di nascita di
gruppi ed associazioni culturali e
ricreative. Inoltre va registrato anche
che alcuni modelli comportamentali
distorti influenzano negativamente i
giovani, in particolare modo quelli
legati alla mafia e alla devianza.
La scuola si è fatta carico di offrire
un Piano di Offerta Formativa
quanto più vario e incentrato
sull’educazione alla convivenza civile
e alla legalità.
Agrusa A. , Augello M., Bologna E.,
Buffa A., Carollo D., Conigliaro M.,
Costantino M., Cuccì I., Di Gangi S.,
Giambanco F., Giuffrè G., Inzone B.,
Landolina S., Lentini E., Marzougui L.,
Nicastri M., Oliveri G., Pagnotta A.,
Sacco G., Sparacio M., Taurino R.,
Troia V., Urrata R., Vernengo S.,
Attardi G., Attardi V., Bonura G.,
Candela M., Caruso M., Conti D.,
Cortese M., D’Aiuto L., D’Alessandro A.,
D’Alessandro R, Di Miceli V., Ferrara G.,
Lombardo L., Manzella M., Mejri O.,
Nicastri A., Passalacqua L., Picone V.,
Polizzi A., Pulizzi C., Sgroi M.,
Tarantino A.,Tranchina A., Tranchina S.,
Urrata D., Balsamo G., Bosco J.,
Buscemi A., Carollo E. , Collesano G.,
D’Anna G., Di Maria C., Di Vincenzo A.,
Farana S.,Giallombardo M.,Giugno M.,
La Motta F., Mannino S., Montisanti I.,
Pugliesi A, Selvaggio S., Sparacio G.,
Sparacio G., Sparacio L., Sparacio V.,
Torregrossa S..
PARTECIPANTI AL PROGETTO
Villagrazia di Carini (PA) - Sicilia
Docenti
Natascia Maturi, Angela Giancana,
Manuela Ferrara , Giuseppe La Rocca,
Vincenzo Rao.
Istruttori nuoto:
Lo Giudice Francesca, Vitale
Emanuela, Corselli Giorgia.
Responsabile del progetto:
Claudia Corselli
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
ALCUNI MOMENTI AL
FORO ITALICO
TUTTI IN ACQUA...
…E FUORI DALL’ACQUA
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… via o mo
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Pron azzi as
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Ira
Due dei docenti che hanno
accompagnato i ragazzi Sicilian
alla manifestazione finale a Roma
LEZIONI DI…. COSTITUZIONE, CITTADINANZA, SALUTE E SICUREZZA.
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Francesco Vespe
Gruppo Sportivo Carabinieri
”Un simpatico delfinista!”
Lucio Spadaro Fiamme Oro
“Nuotare a rana con lui è stato emozionante!”
Simona Mantia Fiamme Gialle
“Le abbiamo chiesto di indossare il cappellino
con il logo della nostra scuola alle Olimpiadi!”
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D.D. F.LLI BANDIERA
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...tutti in acqua per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Parma - Emilia Romagna
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
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I.C. ENZO BIAGI
...tutti in acqua per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Roma - Lazio
CHI HA PARTECIPATO…
IL TERRITORIO
L’ISTITUTO COMPRENSIVO
“ENZO BIAGI” DI CESANO
comprende tre ordini di scuola:
Infanzia – Primaria e Secondaria 1°.
La popolazione scolastica complessiva
dell’Istituto consta di 1170 alunni, di cui
Cesano è il nome della 52° zona a nord
di Roma. La zona è suddivisa in: Cesano
borgo e Cesano stazione. Il borgo
medioevale sorge su di un colle a circa
240 m slm circondato dai monti Sabatini
vicinissimo ai laghi di Bracciano e
Martignano.
La zona circostante è costituita da basse
colline di origine vulcanica, coltivate ad
ortaggi, oliveti, alberi da frutto e vigneti.
C’è inoltre un’ampia zona boschiva
denominata Parco del Rigo, dove scorre,
appunto, il piccolo torrente di nome
Rigo.…La festa religiosa più importante di
Cesano è la Processione del SS. Crocifisso databile al secolo X che si tiene ogni
14 settembre dal 1508.
Cesano stazione è nata intorno agli anni
sessanta e si è sviluppata grazie ai
militari che hanno prestato servizio
presso la "Scuola di Fanteria”
Dirigente Scolastico
Prof. Nardo Nardoni
Docenti coinvolti
Filoscia Maria Serena
Formato Donatella
Duggento Maria Concetta
Stortoni Massimiliano
Quintieri Angela
Apolloni Ester
De Pieri Alessandro.
A.E.C.
Silvia Brandolese
Personale di segreteria
Mirella Saraceni
Istruttori
Andrea, Michela, Manuela
Alunni VD:
Anumiri Chinenie, Barzellotti Gianluigi,
Caruso Helena, Dogali Matteo,
Durini Ludovica, Faggionato Elisa,
Faiola Costanza, Forti Ivan,
Fraietta Alessia, Frutos Gianluca,
Manta Claudiu, Marini Paolo,
Mesolella Marialuigia, Montalvo Geraldine,
Mosca Matilde, Murar Razvan,
Olteanu Alexandra, Popa Petru,
Potor David, Rios Francisco,
Salem Nathalie.
Alunni I e II Scuola Secondaria di I grado:
Albici Teodor, Bik Sabin,
Cardile Edoardo, Ciobanu Andrei,
Cudla Daniel, Geminiani Valerio,
Maimone Cristopher, Mancinelli Emanuele,
Placidi Francesco, Policastro Stefano,
Puia Gabriele, Silvestrini Roberto,
Troiani Alessio, Viglietti Cristian
circa il 21% è straniera.
L’Istituto è costituito da sei
plessi situati a circa 25
km a nord di Roma
appartenente al XX
Municipio. Il Dirigente
Scolastico è il Prof. Nardo
Nardoni.
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Eccoci….Siamo proprio un bel gruppo
e questa meravigliosa esperienza
ci ha unito ancor di più.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
Che fatica, ma quanta soddisfazione!!
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Le fiamme oro della Polizia di Stato
Angelo, Francesco e Sergio
Eccoci alle gare virtuali, quanta paura,
pensavamo di non essere preparati ma invece…
Fiamme oro della Guardia di Finanza
Massimiliano
Cesare: l’atleta dei Carabinieri
GRAZIE!
Quanta tensione …… ma alla fine ci siamo divertiti tantissimo!!
26
27
I.C.FUMANE
STAFFETTA 4X100 MISTI
Venezia - Veneto
IL TERRITORIO
Fumane (provincia di Verona, da cui dista 18
km ) si trova al centro della Valpolicella . Il
comune (43 kmq di superficie) è composto da
una ampia piana di fondovalle (m 155 slm) allo
sbocco della profonda Valle dei Progni, dove si
trova il capoluogo di Fumane, e dalle ultime
propaggini dell'altopiano dei Lessini, in cui si
collocano le principali frazioni, Mazzurega,
Cavalo, Breonio e Molina.
Tutto il territorio è dominato verso tramonto
dal profilo inconfondibile del monte Pastello
(m 1127 slm), con le “ferite” delle cave di
marmo rosso.
L’ISTITUTO COMPRENSIVO DI FUMANE raccoglie
le scuole materne, elementari e medie dei Comuni di
Fumane, Marano Valpolicella e Sant'Anna d'Alfaedo.
Si tratta di un territorio di circa 100 kmq con circa
9000 abitanti, caratterizzato da un'estrema
dispersione degli abitati: ai 3 centri principali
(Fumane, S. Anna, Valgatara) dotati degli elementari
servizi sociali, si affiancano una quindicina di centri
minori e un numero ancora maggiore di contrade e
case sparse.
Notevole è la varietà di ambienti e di paesaggi: dalle distese di vigneti nella fascia più
bassa, dove si inseriscono anche pendii di olivi
e le macchie scure delle pinete, ai ciliegeti e ai
frutteti delle zone collinari, ai boschi e prati
dell'area montana, dove di recente si sono
inserite le ben visibili aperture delle cave di
pietra a lastre.
...tutti in acqua per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
ALUNNI
ALDRIGHETTI SONIA, BALLARINI BEATRICE, BALZARINI SIMONE GIULIO, BENEDETTI MIKE
BURATTO VITTORIA, BUSSOLA SOFIA, CARLI PIETRO, CREMA CAMILLA, DE GIULI LUCA,
FASOLI DEBORA, FORNALE' SABELIN, LONARDI NICOLA , MAROGNA FRANCESCO,
NICOLI FRANCESCO, PALMERSTON SOFIA, PITTANA LORENZO, PRODOMI GIULIA,
RESIDORI FRANCESCA, RIGHETTI MICHELE, ROSSI CATERINA, TOSADORI PIETRO,
AYEKOUE PRINCE SEDRIQUE, BACILIERI PIETRO, BEGHINI FRANCESCO,
BERTASO ROBERTA , BESI CRISTIAN, BOGONI GIANMARCO, BOVO SABINA,
BUSSELLI NICOLAS, CONATI SAMUELE, FARINA NICOLA, FASOLI ENRICO,
FASOLI RICCARDO, FRAPPORTI MARCO, GRIGOLI ENRICO, GRIGOLI SAMUELE,
GUGLIELMI WALDEMAR, LAVARINI EMANUELE, LEDRI RACHELE, MARCONI SERENA,
MAZZI YLENIA, PICCOLI THOMAS, RIZZA MARCO, VAONA CLARA, ZARDINI VITTORIO,
ZIGNOLI TOMMAS.
DOCENTI
ACCORDINI MASSIMO, ALDRIGHETTI M.ROSA, COATTO PATRIZIA,
FRANCHINI ELENA, TESTI MARIA GRAZIA
LA SCUOLA D’INFANZIA è articolata in 3 plessi
(Fumane con 4 sezioni e 108 bambini, Breonio con 1
sezione e 26 bambini, Sant’Anna con 3 sezioni e 81
bambini: in totale 8 sezioni e 215 bambini). Nel
territorio esistono poi 3 scuole d’infanzia paritarie
(Mazzurega, Marano, Valgatara).
LA SCUOLA PRIMARIA è strutturata in 5 plessi
(Fumane con 11 classi e 220 bambini,
Breonio con 2 classi e 26 bambini,
Marano con 5 classi e 84
bambini, Valgatara con 5 classi e
91 bambini, Sant’Anna con 9
classi e 131 bambini: in totale 32
classi e 552 bambini).
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LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO
GRADO ha due sedi (Fumane con 12 classi
e 285 studenti e Sant’Anna con 6 classi e 95
studenti: in totale 18 classi e 380 studenti).
In complesso sono 58 classi
o sezioni con 1147 studenti.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
Noi in piscina andiamo così
… in bicicletta!!!
Questo progetto ci è piaciuto molto
e ci ha fatto provare nuove esperienze
scolastiche mai provate prima.
Questo progetto è stato
fantastico, perché ci ha fatto
conoscere altre persone e
fatto riscoprire la bellissima
attività del nuoto
30
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Alberto Catalano è un nuotatore ed è
campione italiano nello stile rana. Lui ha vinto
tante medaglie e fa parte della Polizia di Stato.
E’ venuto nella nostra scuola per parlarci degli
aspetti positivi del nuoto e della sua vita.
Si allena molto ed ottiene buoni risultati. Ha
cominciato a nuotare a tre anni perché gli era
stato consigliato dal medico a causa della sua
asma. Ha anche provato a fare rugby perché
era lo sport che praticava suo zio, ma non era
portato ed allora ha proseguito con il nuoto. Si
allena nove volte alla settimana. Si alza alla
mattina e si allena, poi mangia a mezzogiorno
e si allena ancora. Non tutti i giorni fa così, ma
solo uno-due giorni alla settimana.
Si è specializzato nella rana perché era lo stile
che gli riusciva meglio. Quando aveva la nostra
età si allenava anche allora molto. Adesso in
ogni allenamento fa anche 16 km. Quando
andava a scuola era molto organizzato perché
per dedicare molto tempo al nuoto, nonostante
i rientri scolastici, doveva sempre organizzarsi.
Quando vince le medaglie si sente orgoglioso,
soddisfatto e prova una sensazione strana
perché si libera da tutte le tensioni.
Classi 2B e 2C
della scuola secondaria di primo grado
dell’Istituto Comprensivo di Fumane(VR)
La sua famiglia lo ha sempre sostenuto nelle
sue gare ed erano contenti e lo sono ancora di
quello che fa. Nemmeno lui ha trascurato la sua
famiglia, nonostante gli impegni, o per lo meno
non gli sembra.
Siamo stati molto contenti di aver potuto fare
questa intervista ad Alberto Catalano perché è
stato bello conoscere una persona davvero
brava in uno sport, anche perché non ci era mai
capitato prima. Non ci dimentichereremo mai di
questa intervista, anche perché tutti ci siamo
fatti fare il suo autografo!
a.s. 2011/20112
31
IST. OMNICOMPRENSIVO
STAFFETTA 4X100 MISTI
...tutti in acqua per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Casacalenda (CB) - Molise
PER NOI SIGNIFICA
I CAMPIONI CI HANNO INSEGNATO
Per noi CITTADINANZA significa saper
rispettare gli altri, saper perdere e saper
vincere, rispettando le regole. Non bisogna
pensare solo a se stessi. E' come fare una
staffetta dove ognuno deve fare la sua gara e si
perde o si vince con la squadra.
L’ISTITUTO COMPRENSIVO PIRANDELLO
nasce nel settembre 2006. E' situato nella
periferia nord-ovest di Firenze, più precisamente nel Quartiere 4. Il nostro quartiere è
una delle aree più verdi della città.
La nostra scuola accoglie alunni, provenienti
da un territorio in espansione urbanistica, che
sono molto diversi dal punto di vista della
appartenenza sociale, culturale, etnica.
Nel complesso siamo 1145 studenti.
Per noi COSTITUZIONE significa diritti e
doveri. Infatti la Costituzione è un libro dove ci
sono scritti diritti e doveri dei cittadini, che ci
insegna che per essere trattato bene bisogna
trattare bene gli altri.
IARE
A MANGDO
O
IN M
TTO
CORRE
LA LE
ALTA’
Per noi SALUTE significa star bene sia con il
corpo che con la mente. Serve una corretta
alimentazione, fare attività fisica, non far uso di
sostanze pericolose, curare il proprio corpo
con una buona igiene personale e fare una vita
senza stress (anche se è difficile perché le
IL RISPETTO D
A SAPER VINCERE E SAPER PERDERE
ELL'AVVERSA
RIO
E
A COMBATTERTEZZE
ET
RR
O
SC
LE
E
TUTT
LA CORRETTEZZA
A SOPPORTA
RE LA FATICA
IL FAIR PLAY
GRAZIE A DAVIDE, SEBASTIANO E CLAUDIO
nostre vite sono piene di responsabilità ed è
Villa Vogel, sede del Q4
impossibile non pensarci).
Per noi SICUREZZA significa divertirsi senza
farsi male, rispettando le regole. Le regole non
DIRIGENTE SCOLASTICO
Prof. Pasquale Marzullo
32
impediscono il divertimento ma ci insegnano a
giocare senza pericolo.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
L’INVIATA SPECIALE
GRAZIE A TUTTI!
LE INTERVISTE
A ....FIOR D'ACQUA
di Sara
Che sensazione provi quando nuoti ?
Cioè cosa e come ti senti quando galleggi
nell'acqua ?
IRENE - Visto che la temperatura dell'acqua è
diversa mi sento rinfrescata. Quando mangio
tanto e poi entro in acqua mi sembra di
affondare invece quando mangio leggero mi
sento sollevata.
GIULIA - Sono rilassata
MIRKO - Ho una sensazione bella però non mi
piace andare in piscina.
SARA - Sono rilassata, l'acqua mi rilassa.
NOI
Sei favorevole se la ripropongono anche i
prossimi anni? Se sì perchè?
SARA - Sì, perchè è divertente
SAMUELE - Sì perchè si fa sport
LORENZO - Sì perchè mi piace nuotare. Sono
favorevole che venga riproposta ad altri
bambini perchè non è giusto che la pratichiamo solo noi.
IRENE - Sì perchè riuscirò a migliorarmi nel
nuoto. Sono favorevole che venga riproposta
ad altri bambini così si potranno migliorare e si
divertiranno.
Che tipo di alimentazione dovresti fare prima
e dopo il nuoto?
Ti è piaciuta quest'attività sportiva nel contesto scolastico ?
MIRKO - No non mi è piaciuta.
IRENE - Sì. é stata molto utile e in
questo modo sono migliorata
tantissimo.
LORENZO - Sì perchè è
divertente e istruttiva.
SAMUELE - Prima dovresti mangiare carboidrati, dopo fibre, sali minerali e carboidrati
IRENE - Prima non dovrei mangiare pesante
cioè solo la pasta o il secondo; invece dopo
potrei mangiare normalmente.
IRENE - Prima non dobbiamo mangiare
troppo e dopo possiamo mangiare normalmente.
Dai delle informazioni di come ci si comporta
in piscina.
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DAVIDE - Devi stare attento a respirare e
seguire le indicazioni degli istruttori
IRENE - Devi stare attento a non affogare, non
ti devi allontanare dal bordo della vasca e devi
seguire le indicazioni degli istruttori.
I NOSTRI PROF
Stefania Baggiani, Maria Teresa Abate, Michele Giancola,
Flavia Careri, Yula Vannas, Laura Mauric, Maria Rosaria Borgia,
Angela Piscitelli, Benedetta Lugli, Barbara Stoja, Gabriella Vegni,
De Paoli Fabiola, Spizzirri Antonella, Antonio Bernardini
IL NOSTRO ISTRUTTORE DI NUOTO
Samuele Rettori
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IST. OMNICOMPRENSIVO
STAFFETTA 4X100 MISTI
...tutti in acqua per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Casacalenda (CB), Molise
CASACALENDA
L'ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO DI CASACALENDA diretto dal Prof. Antonio Vesce è una
Scuola di recente costituzione (01/09/09), in
seguito alla delibera n.° 600 della Regione Molise
del 30/12/2008 e alle indicazioni del D.P.R.
233/1998. Il bacino di utenza all’interno del quale
opera è costituito da quindici comuni con una
popolazione di circa 30.000 abitanti disposti su
una superficie di circa 567 kmq. con una densità di
53,9 ab. per kmq.
L‘Istituto Omnicomprensivo unisce tutte le scuole
superiori nel comune di Casacalenda e precisamente: l’Istituto Tecnico Economico ; il Liceo
Linguistico; il Liceo delle Scienze Umane e
l’Istituto Professionale per l’Industria e
L’Artigianato.
L’Istituto Comprensivo “Caradonio Di Blasio,
Giovanni Cerri” parte integrale dell’
Omnicomprensivo, a cui recentemente sono stati aggregati
l’Istituto Comprensivo del
comune di Castelmauro e
quello dei comuni di Guardialfiera e Lupara, accoglie complessivamente 251 alunni, così distribuiti: 22 in
2 classi di sez. Primavera; 64 in 3 classi di
Scuola dell’ Infanzia; 101 in 6 classi di
Scuola Primaria; 64 in 4 classi di Scuola
Secondaria di I grado.
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Accogliente centro dell'entroterra molisano,
posto a 643 metri sul livello del mare, occupa
una porzione della fascia medio-collinare di un
territorio che si estende fino alla costa del Mar
Adriatico.
Attraversato dalla Strada Statale 87 e dalla
linea ferroviaria, il comune si trova in una
posizione centrale rispetto a Termoli e Campobasso, da cui dista rispettivamente 38 e 41 km.
L'intero territorio comunale ( circa 67 kmq ) si
compone essenzialmente di un'area collinare,
comprendente anche la zona su cui è adagiato
il centro abitato, ed una pianeggiante e valliva
che costituisce il 30% del suo agro. Quest'ultimo, nel suo complesso, si estende dagli 888
metri del “Cerro del Ruccolo”, che sovrasta il
Bosco Casale, ai 221 metri dell'area che
lambisce il Lago di Guardialfiera. Una delle
principali risorse naturalistiche è quella dell'Oasi L.I.P.U. (Lega Italiana Protezione Uccelli )
ospitata nel bosco comunale ceduo sopra
citato.
L'antico abitato, meglio conosciuto dagli
abitanti del luogo con il nome di “Terravecchia”, giace sul dorso di una sassosa collina che
declina fino al torrente Cigno. Il borgo, di
stampo medievale, presenta una particolare
forma ellittica ed era un tempo interamente
circondato da mura allo scopo di difendere il
I PARTECIPANTI AL PROGETTO
piccolo centro da possibili attacchi
esterni. Con il passare degli anni il
paese si è esteso in maniera
considerevole spostando il centro
delle sue attività altrove e dando
all'abitato una nuova forma: non
più ellittica come nel periodo
medievale ma a forma di Y o,
secondo altri, di una croce distesa.
Le origini di Casacalenda sono
attribuite all'epoca preromana,
tuttavia essa cominciò ad acquisire
una certa importanza solo durante
la seconda guerra punica: è la
romana Kalene citata dallo storico
Polibio quando, nel 217 a. C., il
cartaginese Annibale aveva gli
accampamenti a Gerione, a pochi
passi dal paese, e si preparava allo
scontro risolutivo con Roma.
Riguardo all'etimologia del nome
Kalena sono state fatte diverse
ipotesi, le più verosimili sono due:
la prima attribuisce le origini alla
lingua greca con il significato di
“troppo bella”, forse dovuto alla
sua posizione; mentre la seconda
lo associa al termine “Calende”,
parola con cui i romani indicavano
il primo giorno del mese, in cui
molto probabilmente vi si teneva
un mercato periodico destinato al
pagamento degli interessi di
prestiti, di affitti e pigioni. Molti
sono gli edifici ed i monumenti che
testimoniano le origini del paese,
esibendo l'antico stemma comunale formato da uno scudo ovale
recante al centro la lettera K e
sormontato da una corona reale.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Antonio Vesce Il Prof. Elvio Petrecca
Gli alunni della 1^ e 2^ Media
dell’Ist. Comp. “Di Blasio-Cerri” di Casacalenda CB
CESARONE FRANCESCA - CORSI PIERA - DI
GIUSEPPE ANTONIO - D’IMPERIO - FRANCESCO FIERAMOSCA ANTONIO - FIORE FRANCESCA ANTONIO GIANQUITTO - ALESSANDRA IASENZA
PASQUALE LAGATTA- KEVIN - MARCOGLIESE
FRANCESCA - MARZITELLI COSTANTINA MASTROGIUSEPPE FRANCESCO - MASTROVITO
FRANCESCA - MAURIZIO MARCO - PARISI VANESSA - PETRUCCI STEFANO - SALVATORE SAMUELSCARDERA SEBASTIANO - VACCARO ANTHEA VINCELLI DAVIDE.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
38
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Non fa uso di sosta
nze vietate
Non si scoraggia da
IL NOSTRO
VADEMECUM
DELLO SPORTIVO CITTADINO PERFETTO !!!
I
l progetto è iniziato a partire dalle rappresentazioni mentali degli
alunni sul significato, per loro, di “sportivo cittadino perfetto”.
L’analisi iniziale delle rappresentazioni mentali emerse ci ha
permesso di individuare quelle “erronee” o “false” sulle quali lavorare
per superare gli “ostacoli” ed arrivare a delle rappresentazioni mentali
più avanzate e corrette affinando la riflessione sulle tematiche che
riguardano la Cittadinanza , Costituzione , Salute e Sicurezza.
vanti alla sconfitta
Considera la gara come un’attività per stare insieme agli altri
per forza la vittoria
senza pretendere
Rispetta le regole
ne
Rifiuta la corruzio
Si mette alla prov
Non m
del gioco
a
tati non sono bu
olla anche se i risul
oni, ma continua a
Alla fine del progetto i ragazzi hanno elaborato un vademecum che
raccoglie i principi fondamentali ai quali si dovrebbe ispirare uno
“sportivo cittadino perfetto”!
m
Ha un’ali
credere in se stes
entazion
so
e sana
Ha coscienza delle proprie potenzialità e
SECONDO NOI UNO
SPORTIVO CITTADINO PERFETTO
È QUANDO…
oprio
non costringe il pr
Rispet
ssivi
fisico a sforzi ecce
ta i luo
g
ui viv
hi in c
e e no
n co
Si comporta secondo i valori della lealtà, coraggio
rispetto, costanza
autocontrollo
,gioco di squadra,
isce la sic
Mantiene e garant
urezza propria e de
tti di
mpie a
va n d a
lismo
gli altri
autostima e impegno.
40
41
STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
dive
Non si arrabbia e
vince legalmente,
nta violento quan
ha un bel fisico, è
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
do perde
LE IDEE
DI ALCUNI ALUNNI
simpatico
DELLA SCUOLA SECONDARIA
sta con i suoi tifosi;
Ragiona con la propria testa
Per me uno sportivo cittadino perfetto è chi:
rispetta sè stesso
un
È, prima di tutto,
buon esempio per
Riesce a re
da esempio agli altri con il suo comportamento
il pubblico
prima di criticare gli altri mette in discussione il suo operato
o dopo aver da
alizzare il suo sogn
to il meglio di sé
si adopera per fare evolvere la società e le sue leggi
non usa la violenza per sentirsi forte
vede la società come un gioco di squadra
collabora per un risultato comune
Rispetta se stesso e i suoi avversari, senza insultarli
il lu
o disprezzarli per
ogo di provenienz
a, pe
pensa che la “partita” per una giusta causa è sempre aperta
lle
r il colore della pe
o per gli sbagli che si possono commettere durante una partita o una gara
Per vincere si serv
e delle proprie ca
senza utili
pacità,
zzare so
o e non si sente
Non esclude nessun
42
se stesso
dando il meglio di
brianti e
stanze ine
migliore o superio
stupeface
si serve dello sport per esercitare il suo senso civico
crede in quello che fa
rispetta le norme per vivere bene non solo per se stesso ma anche per l'ambiente
contribuisce al valore etico della città e non solo alla materialità
nti.
re agli altri
Onesto e leale nella vita e nella gara;
la regola principale è: rispettare il prossimo.
Il suo primo obiettivo è dare il massimo di sé e
rialzarsi ad ogni sconfitta o delusione.
Impegnarsi al meglio incoraggiando e
sostenendo gli altri perchè ognuno di noi ha
sempre qualcosa da dare e da ricevere.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
COME VALUTARE
SENZA…SVALUTARE ?
LA PROBLEMATICA
In ambito scolastico sono sempre stati
utilizzati termini come controllo,
interrogazione, ricompensa, correzione, sanzione … che si traducevano in
giudizi e voti. Oggi si parla di valutazione ( sommativa , formativa,
formatrice ect.) ma in realtà cosa è
cambiato realmente nelle classi ? Le
parole cambiano … più difficilmente le
pratiche !
Una delle finalità dell’istruzione
scolastica secondo il programma di
lavoro europeo “Istruzione e formazione 2012” è fornire i mezzi necessari per porre tutti i cittadini nelle
condizioni di realizzare appieno le
proprie potenzialità e acquisire le
competenze fondamentali, ma nella
scuola, l’alunno studia e lavora per
apprendere e formarsi o per ottenere
i voti necessari a proseguire e completare il proprio corso di studi?
L’alunno studia per se stesso o per
“compiacere” il docente ?, quando gli
viene posta una domanda l’alunno
risponde ciò che sa o cerca in tutti i
modi di dire ciò che il Docente si
aspetta che lui dica ? questo ed altri
interrogativi rimettono in discussione
l’intero assetto metodologico
dell’insegnamento che caratterizza la
scuola italiana, in questo ambito la
valutazione ed autovalutazione non
sono momenti a sé stanti ma fanno
parte integrante del percorso di
insegnamento/ apprendimento.
Un documento del 2005 del Mistero dell’Educazione Nazionale Francese sottolineava il fatto che la valutazione anche se produce dei segni tangibili, socialmente
riconosciuti, come i voti o i diplomi, deve essere al servizio delle acquisizioni per
aiutare a misurare e dare visibilità ai risultati e non il contrario.
Definizione del termine valutare dal vocabolario Treccani: 2. Determinazione del
valore di cose o fatti cui si debba tenere conto ai fini di un giudizio o di una
decisione, di una classifica o graduatoria … v. profitto degli allievi …
44
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
La nostra cultura pedagogica si può definire come la cultura del fallimento! Per
fare un esempio: quando correggiamo un dettato o una versione di latino o
greco basta fare un errore per vedersi abbassare di almeno un punto il voto
finale , mi chiedo … ma considerato che la scala dei voti va da 0 a 10 , se
leviamo un voto per uno o due errori, che voto dovremmo attribuire a tutto il
resto del dettato composto da centinaia di parole o , della versione che sono
stati fatti correttamente ? Non ci dimentichiamo troppo facilmente che Valutare significa dare del valore? Al posto di misurare i progressi, la valutazione degli
alunni sembra centrata più sugli errori e su ciò che ancora non sanno fare e il
fine ultimo sembra la selezione degli alunni.
Fino a qualche anno fa la valutazione veniva riportata con dei giudizi adesso
sono stati reintrodotti i voti ma, sappiamo tutti molto bene, la relatività del
valore dei voti che non possono dirci niente sulla realtà del lavoro realizzato e
sugli ostacoli incontrati dagli alunni e, malgrado tutto, continuiamo ad utilizzare
esclusivamente i voti per valutare.
E
gli insegnanti ? Quando un allievo non ha buoni risultati a scuola
si chiedono mai realmente quale parte di responsabilità hanno
rispetto al successo o insuccesso scolastico dei loro alunni? La
professione d’insegnante è una delle più difficili al mondo , agli
insegnanti viene chiesto di essere formatori e giudici nello stesso tempo
e questi due ruoli non possono essere rivestiti contemporaneamente !
Le indicazioni europee ci invitano a
centrare l’azione didattica
sull’acquisizione delle competenze,
per alcuni insegnanti non è facile
entrare nella logica del concetto di
competenza perchè sembra che a
pagarne le conseguenze siano i saperi
, ma dubito che la conoscenza
perfetta della definizione di pronome
o la capacità di riconoscere un
aggettivo in una frase ci permettano
di valutare la capacità di un alunno di
esprimersi e di dialogare. Si possono
conoscere tutte le regole di grammatica di una lingua e non essere capaci
di esprimere chiaramente il proprio
pensiero o di fare un discorso.
I paradossi che vive la scuola in merito
alla valutazione sono molti e allora
quali strategie , quali strumenti, quale
atteggiamento e stato d’animo ci
possono aiutare a gestire le difficoltà
della valutazione? Mettere a punto un
progetto di valutazione che sia
performante ed efficace per gli alunni
significa entrare dentro la logica di un
intero progetto pedagogico che
riguarda tutto il percorso di apprendimento dell’alunno e non soltanto la
mera modifica di strumenti di valutazione. Per modificare un aspetto della
propria pedagogia è necessario
modificarne anche altri affinchè il
progetto pedagogico dell’alunno sia
coerente.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
Le principali problematiche cha stanno alla base della valutazione
sono numerose…
Perché valutare? Cosa valutare? Come valutare e soprattutto chi deve valutare ?
Quali sono le finalità assegnate alla valutazione?
Quali strumenti utilizzare e quale strategia metodologica mettere a punto
affinchè la valutazione ci dia dei risultati rigorosi, e soprattutto utili?
Come si può valutare per l’alunno e non contro l’alunno?
Qual è il vero valore dei voti e come fare per ottenere una valutazione
veramente formatrice?
UNA RIFLESSIONE SUL RUOLO DELLA PSICOLOGIA NELLA VALUTAZIONE
Per molti insegnanti il momento della
valutazione è un momento di controllo
dei risultati raggiunti attraverso
differenti strumenti e tecniche pedagogiche, ma ci siamo mai chiesti veramente se la valutazione abbia una forte
componente psicologica? Se ciascuno
di noi prova a recuperare nelle memoria
qualche episodio di valutazione della
propria storia scolastica sicuramente
ricorderà uno sguardo particolare
dell’insegnante, o un atteggiamento di
approvazione o disapprovazione
percepito durante un’interrogazione o
un professore che ci aveva accusati di
avere copiato un compito giusto quella
volta in cui invece, il compito lo avevamo fatto correttamente perché avevamo studiato … sono tanti e svariati gli
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episodi negativi che potremmo raccontare ma è importante notare che molti
di questi ci riportano essenzialmente a
dei dettagli di comportamento apparentemente insignificanti , che nella
maggior parte dei casi passano
inosservati agli insegnanti … ma non
agli alunni! Conosciamo tutti gli effetti
che può avere un cattivo voto o un
giudizio negativo su un alunno … ma
qualche volta dimentichiamo di tenerne
conto ! Non si riesce a misurare bene
l’impatto che certi atteggiamenti degli
insegnanti hanno al momento della
valutazione sia positiva che negativa.
Se la valutazione è positiva non può far
altro che indurre nell’alunno un sentimento di fierezza e soddisfazione , ma
se la valutazione è negativa…
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Penso che spesso pensiamo di conoscere i nostri alunni ma ne vediamo solo la
parte superficiale e credo che gli alunni
leggano nello sguardo dell’insegnante
molto più di quanto non immaginiamo ,
in effetti ignoriamo ciò che succede
nella testa degli alunni quando si tratta
di conoscere e capire i meccanismi di
ordine psicologico che si innescano
nella loro mente. A questo proposito ci
sono due fenomeni psicologici molto
interessanti da tenere in considerazione
: le aspettative e le problematiche
legate all’apprendimento.
L’effetto delle aspettative da parte dei
docenti verso gli alunni, definito anche
effetto Pigmalione può influenzare in
maniera significativa il lavoro di un
alunno ed essere determinante per i
suoi risultati. I test dello psicologo
americano Robert Rosenthal
sull’effetto Pigmalione effettuati prima
sui topi ed in seguito in situazioni reali
di apprendimento hanno dimostrato
che degli alunni, (completamente ignari
dell’esperimento) , scelti rigorosamente
a caso e segnalati ai professori come
elementi che avevano avuto risultati
particolarmente brillanti ai test
d’intelligenza generale alla fine
dell’anno scolastico avevano ottenuto
realmente dei risultati in media superiori a quelli dei gruppi di controllo.
Un’insegnante convinto di avere dei
bravi alunni sarà portato ad apprezzare
maggiormente i loro risultati e li
motiverà in maniera tale da farli
progredire.
Può capitare che un’insegnante, senza accorgersene,
rinforzi il sentimento d’incompetenza verso un alunno.
Ad esempio: due alunni prendono 4 in
un compito scritto, per il primo è usuale
avere questo tipo di voti ma il secondo
è un buon alunno e solitamente non
prende voti inferiori alla sufficienza. Al
primo alunno l’insegnante restituirà il
compito come fa solitamente , al
secondo chiederà stupito : “Ma cosa è
successo? di solito ottieni risultati
migliori ! sicuramente ci sarà qualcosa
che non hai compreso o che ti è
sfuggita, se vuoi ti rispiego la lezione e
ti aiuto a capire meglio!” L’insegnante
è armato di grande buona volontà e si
rende disponibile a sacrificare del
tempo per aiutare l’alunno ma .. come
vivrà questa situazione il primo alunno?
Per lui è inutile rispiegare le lezioni
perché non riuscirà mai a comprender-
le. Quindi senza che l’insegnante sia
cosciente del suo atteggiamento ,
rinforza un sentimento di fallimento nel
ragazzo che invece è quello che
avrebbe più bisogno di aiuto e supporto. Tutto ciò ci dovrebbe fare intuire che
la psicologia ha un enorme influenza sia
sugli insegnanti e sugli alunni. Anche se
sembra impossibile bisogna imparare a
credere nelle possibilità degli alunni e
crederci veramente non fare finta di …
anche se gli alunni non sono ancora
arrivati agli obiettivi prefissati.
D’altronde come si spiega che alcuni
alunni considerati come incapaci o
scarsamente intelligenti hanno ottimi
successi in contesti diversi da quello
scolastico?
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
Q
uando abbiamo di fronte un alunno in insuccesso scolastico
che rischia di abbandonare il sistema d’istruzione e formazione, i cattivi voti , la note e le punizioni sono le risposte più
adatte a queste situazioni?
Sono pochi i problemi scolastici che si
possono ridurre a semplici ostacoli di
tipo cognitivo. Le ragioni
dell’insuccesso scolastico sono sempre
molteplici e non facili da reperire,
spesso sono lì dove non cerchiamo.
Alcuni alunni anticipano il loro
fallimento scolastico attraverso la
violenza che infliggono agli altri. A
scuola preferiscono considerare
inutile tutto il lavoro e le attività che
vengono loro proposte . Preferiscono
rifiutarsi d’imparare .. e se ne vantano! Illudendosi di potere trasformare il
loro fallimento in successo! I cattivi
voti, le note le punizioni non servono,
quindi a nulla, anzi non fanno altro
che inasprire la relazione insegnantealunno e non saranno le poche ore di
corsi di recupero che risolveranno la
situazione, in questi casi soltanto un
supporto psicologico può aiutare
questi alunni e … una buona dose di
pazienza! Ricordiamoci sempre che un
alunno entrando in classe non
appende insieme al cappotto i suoi
problemi familiari e, in certi giorni,
questi problemi possono essere
talmente significativi da distrarlo e
fargli avere altro in mente che le
regole di grammatica o i teoremi di
matematica. In questi casi aiutarlo
48
significa mostrargli che lo capiamo ,
che possiamo accettare che quel
giorno sia distratto e non partecipi e
che lo aiuteremo a recuperare la
lezione persa. Qualche volta, è
accettando di abbassare la propria
soglia di esigenza e accettare anche
di non potere comprendere sempre
tutto dei nostri alunni che riusciamo
ad avere dei risultati migliori a lungo
termine !
La valutazione degli alunni richiama il
concetto di potere. Cosa entra in
gioco quando un professore decide di
fare le interrogazioni a sorpresa? A
cosa porta questa manifestazione di
potere? obbligherà gli alunni a
studiare più regolarmente ? forse ma
… è veramente questa la cosa più
importante? Questo metodo serve a
rendere gli alunni più responsabili
verso il lavoro che devono presentare?
Diciamo sempre che una delle finalità
della scuola è sviluppare l’autonomia
e la responsabilità negli alunni e
ancora oggi … è l’insegnante che
mette i voti , le note e dà le punizioni !
E se valutare fosse prima di tutto dare
senso e stimolare il desiderio di
apprendere? Aiutare un allievo ad
accettare d’imparare, a sottomettersi
a certe valutazioni , significa iniziare
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
dal rispettarlo, ascoltarlo allo scopo di
permettergli di avere uno ottica
differente su se stesso e fare in
maniera tale che sia realmente parte
in causa nel suo progetto di apprendimento.
In conclusione, la verifica del raggiungimento degli obiettivi è pedagogicamente legittima e soprattutto
indispensabile e , psicologicamente
valutare un alunno è necessario al suo
sviluppo. Non dimentichiamo, però ,
che valutando un alunno lo mettiamo
di fronte a ciò che lui ha nel suo essere
più profondo. Le valutazioni non hanno
tutte gli stessi effetti , potrebbero
aiutare la costruzione del sé
nell’alunno ma potrebbero anche
indurre ad una svalutazione di se
stesso. Questo non significa che non
bisogna mai valutare negativamente ,
ma l’importante è che l’alunno viva la
valutazione come l’analisi delle
produzioni che ha realizzato e non
come la valutazione della sua personalità e del suo essere!
UNA PIÙ VALUTAZIONI?
Nel ambito dell’istruzione e formazione
confondiamo qualche volta la valutazione con il controllo o verifica la cui
finalità è la selezione.
Il controllo verifica è l’azione che
permette di operare un confronto tra i
risultati dell’alunno e gli obiettivi
dell’insegnante. Deve permettere
all’alunno di capire dove è arrivato e
all’insegnante di verificare l’efficacia
della sua azione pedagogicometodologica . spesso è un’azione che si
sviluppa alla fine di un percorso.
La selezione deriva dal controllo. Si
basa su una procedura che spesso
viene attivata al termine di un percorso
di formazione. E’ composta da prove di
diversa tipologia adattate ad una
precisa finalità.
Ma la valutazione … non è tutto ciò ,
valutare non è soltanto una fase di
controllo o di selezione ma dovrebbe
essere un lavoro incessante di ascolto,
osservazione che viene effettuato in
tutti gli istanti dell’attività scolastica.
VALUTAZIONE QUANTITATIVA E QUALITATIVA
Valutazione quantitativa e qualitativa
Nel suo significato più ampio la valutazione designa l’atto con cui stimiamo
qualcosa ma anche l’emissione di un
giudizio nei modi e tempi che fanno
riferimento a normative definite dal
MIUR. Ciò significa che l’attività di
valutazione non è semplicemente una
misurazione dei risultati ma può
comprendere anche un aspetto di
giudizio di valori.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
La valutazione quantitativa viene
identificata con il termine sommativa
e lo scopo ultimo è fare un bilancio dei
risultati, ne fanno parte , per esempio,
le prove d’esame conclusive di un ciclo
di studi. La valutazione sommativa si
conclude nella maggioranza dei casi
con l’attribuzione di un voto e dà
origine ad una classificazione degli
alunni, alle comunicazioni da dare alle
famiglie o in alcuni casi all’attribuzione
di un titolo di studio.
La valutazione sommativa ha come
criteri principali : il controllo dei
risultati, viene effettuata alla fine di un
percorso d’apprendimento, è centrata
soprattutto sui contenuti, induce
all’attribuzione di voti, note, sanzioni ,
è rivolta esclusivamente agli alunni
La valutazione qualitativa può essere
identificata con il termine formativa ,
ha come scopo la formazione e quindi
il superamento degli ostacoli o
difficoltà, viene effettuata durante
tutto il processo di apprendimento,
integra contenuti e competenze, è
orientata verso una pedagogia del
successo, funge da specchio anche
all’insegnante.
La valutazione formativa:
Fa parte integrante di tutto il percorso di apprendimento
Integra la ricerca delle rappresentazione mentali e degli ostacoli degli alunni,
quindi serve da indicatore per l’insegnante
Si costruisce sulla logica dello statuto positivo dell’errore … eliminando quindi
ogni possibile idea di giudizio della persona
Implica la conoscenza degli obiettivi da parte degli alunni
È rivolta verso la formazione
Può approdare ad una possibile ri-mediazione con l’alunno ( che non è una
semplice ri-spiegazione della lezione)
Si costruisce intorno al concetto di pedagogia del successo e sulla valorizzazione
del lavoro degli alunni, in particolare di color che sono in difficoltà
Corrisponde anche ad una forma di valutazione dell’insegnante ( come feedback per gli permette di constatare gli effetti delle sue scelte pedagogiche e
metodologiche
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
La visione della valutazione formativa
come test da effettuare alla fine del
percorso di apprendimento seguita da
una sequenza di azioni di recupero per
gli alunni che non avevano ancora
raggiunto gli obiettivi, è superata. La
valutazione formativa oggi, si integra
totalmente nel processo di apprendimento, serve ad aiutare gli alunni ad
imparare e a progredire. Gli errori che
appaiono nelle attività di verifica
vengono considerati come degli
indicatori e non come punti di debolezza. La valutazione formativa integra il
percorso di apprendimento in ogni sua
fase e fornisce informazioni
all’insegnante e all’alunno sul grado di
competenza acquisito e, non ultimo,
favorisce il dialogo fra insegnante ed
alunno.
Un’attenzione particolare dovrebbe
essere data alla valutazione formatrice
che può essere associata alla valutazio-
ne formativa ma , in quest’ultima,
l’alunno è associato alla definizione
degli obiettivi e dei compiti, alla loro
realizzazione e valutazione ( intesa
come co-valutazione ed autovalutazione). La valutazione formatrice
favorisce la formazione dell’alunno alla
regolazione dei suoi processi di pensiero e di apprendimento , parte dal
principio che l’essere umano è capace,
sin da piccolo, di rappresentarsi,
almeno parzialmente , i suoi processi
mentali. La valutazione formatrice deve
permettere all’alunno si situarsi nel suo
percorso di apprendimento, di analizzare i suoi processi di apprendimento, di
misurare i suoi progressi. E’ il fine ultimo
a cui dovrebbero tendere tutti gli
insegnanti … far sì che ciascun alunno
possa, da solo, gestire i suoi apprendimenti con l’ausilio di una valutazione
continua del suo lavoro.
QUALCHE RIFLESSIONE SUI VOTI
Un professore di filosofia conosce molto bene Bergson , e capita anche che lo citi
durante le sue lezioni: “Nessuna misura è possibile per ciò che riguarda gli esseri
umani”. Nel frattempo si chiede .. se deve mettere 6 o 7 al compito che sta correggendo !!!
Il sistema di attribuzione dei voti agli alunni è stato oggetto di studio da parte degli
psicologi negli Stati Uniti, in Inghilterra ed in Francia a partire dal 1920.
La docimologia ha per finalità lo studio della pertinenza e del valore dei voti e ha messo
in evidenza alcune problematiche relative all’attribuzione del voto , per esempio il fatto
che il voto dipende da chi corregge e dal tipo di compito che viene proposto.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
I fattori che influenzano l’insegnante che corregge sono molteplici e diversificati,
alcuni possono essere evidenti altri sono ben nascosti ma con un’incisività
significativa, ad esempio:
La rappresentazione che si ha del proprio alunno
Il sesso dell’alunno /a
Il desiderio inconscio di vedere l’insieme dei propri alunni riuscire o fallire nel
compito
Il proprio stato di fatica
La qualità dell’insieme dei compiti
L’ordine di correzione dei compiti e la qualità di quelli precedenti
Il momento della correzione
… ma il voto dipende anche dall’alunno:
Dalle condizioni in cui è stato fatto il compito
Dalle reazioni emotive del momento
Dal tempo concesso per terminare il lavoro
(ci sono alunni che sono più lenti di altri)
All’effetto Pigmalione di cui ho parlato precedentemente
I fattori che influenzano l’attribuzione
di un voto sono estremamente vari e
numerosi, qui ne ho segnalato soltanto
alcuni, e questo rende i voti relativi e
poco significativi.
Ancora qualche considerazione sulla
relatività del valore dei voti: la valutazione ha valore a breve termine o a
lungo termine? I voti che vengono dati
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alle interrogazioni o nei compiti scritti
sono veramente lo specchio di ciò che
l’alunno ha integrato definitivamente
nel suo sapere? Sappiamo tutti bene
che le conoscenze “imparate” vengono
spesso “dimenticate” dopo poco tempo,
ciò vuol dire che non sono state
realmente acquisite in profondità ma
imparate temporaneamente per
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
rispondere all’interrogazione ed
ottenere un buon voto, che rimane e
farà media, anche se dopo un mese si
dimentica tutto ciò che era stato
studiato! Al contrario se un alunno ha
un voto negativo è perché non ha ben
assimilato l’argomento da studiare, ma
una ri-mediazione o un approfondimento può permettergli di recuperare ciò
che non aveva appreso ed il voto
negativo che aveva preso non è più il
riflesso di ciò che lui sa realmente … ma
malgrado ciò il voto negativo gli rimane
e fa media nella valutazione quadrimestrale ! Raramente viene preso in
considerazione quest’aspetto, ma
perché dobbiamo usare i voti definitivi?
Se dobbiamo mantenere il sistema
tradizionale di attribuzione dei voti,
perché non inserire il concetto di “voto
evolutivo” che sostituisce quelli precedenti?
La nostra cultura pedagogica fa
riferimento alla valutazione a breve
termine (interrogazioni, compiti in
classe ect.). Al contrario la valutazione
a lungo termine rinvia ad un sapere che
si costruisce nel tempo, il sapere che
diventa competenza generalizzabile .. .
e che raramente viene tenuta in
considerazione !
Nel passato sono stati utilizzati
strumenti di valutazione alternativi
quali le lettere (A,B,C ect), i giudizi (
sufficiente, buon , ottimo etc.) , gli smile
per gli alunni della scuola d’infanzia, ma
alla fine si è sempre tornati al sistema
valutativo basato sul voto. E’ questo il
sistema che conoscono gli alunni, le loro
famiglie e che viene privilegiato , come
si può criticare un alunno che studia
solo per ottenere un buon voto e che si
preoccupa soltanto dei voti che avrà
nella scheda di valutazione? In determinati casi viene anche utilizzata la media
matematica dei voti , ma qual è il valore
reale di una media fra i voti delle
diverse discipline? Due alunni che
hanno voti completamente diversi ma
che ottengono la stessa media hanno lo
stesso profilo e valore? Sicuramente no!
Non dimentichiamoci anche che alla
costruzione di un voto concorrono
fattori completamente diversi per
ciascun alunno e diversi in relazione agli
obiettivi dell’insegnante, ed il voto non
può raccontare, nulla su ciò che sono le
conoscenze dell’alunno, sul suo percorso
di apprendimento, sui suoi ostacoli, sulle
competenze acquisite!
In conclusione, i voti rivestono un ruolo
estremamente relativo nella valutazione reale di un alunno ed ancora oggi ci
si pone il problema della valutazione
delle competenze ed in particolare
delle competenze trasversali. In un
processo di insegnamento/apprendimento è indispensabile valutare ma
probabilmente potremmo sostituire i
voti con degli strumenti più precisi e
soprattutto più pertinenti. A questo
riguardo è in fase di sperimentazione a
livello europeo in Italia, Francia e
Spagna un progetto Comenius sui
metodi e strumenti di valutazione degli
alunni con particolare riferimento alle
competenze trasversali i cui risultati
saranno disponibili nel mese di giugno
del 2013.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
METODI E PROCESSI
DI VALUTAZIONE
DEL PROGETTO
Posti i principi teorici, e didattici,
precedentemente esplicitati, che
hanno connotato tutto il lavoro svolto
durante l’anno, vengono indicate ,
adesso, le linee guida metodologiche
che hanno indirizzato il lavoro di
valutazione degli alunni nel progetto.
Siamo partiti chiedendoci quali
strumenti pedagogici alternativi al
voto o giudizio potevamo avere per
valutare la progressione delle competenze degli alunni senza disconoscere
la necessità di attribuire dei voti così
come richiesto dalle schede di
valutazione Ministeriali. Il progetto
era indirizzato, prevalentemente, a
competenze di tipo trasversale e
sarebbe stato impossibile limitare la
complessità del percorso formativo di
ciascun alunno dietro un semplice
voto o giudizio.
L’insegnante può sapere molto sulle
competenze dei suoi allievi nel
momento in cui li guarda lavorare. Per
valutare le competenze non basta
un’interrogazione o un compito scritto
ma bisogna mettere gli alunni di
fronte ad un compito complesso (che
non vuol dire difficile) e a delle
situazioni da vivere complesse e non
dei semplici esercizi di applicazione e
osservare come le interpretano, come
arrivano alle strategie per portarle a
termine, quali competenze utilizzano…
fra le quali quelle che dobbiamo
valutare.
Riteniamo che il miglior metodo sia quello di
integrare la valutazione nelle attività di
apprendimento e osservare come lavorano.
E’ evidente che l’osservazione non è un semplice guardare ma deve essere molto
affinata e fornire informazioni sufficienti a stabilire , per esempio se : “l’alunno va
nella buona direzione “ o “ non riesce a superare un certo ostacolo” o “gli manca
una certa conoscenza” o ancora “ non è capace di utilizzare alcune risorse” Serve
a poco dire “ competenza in corso di acquisizione o non riesce a portare a termine
il compito”, ci dice poco dell’alunno , delle sue difficoltà , delle sue potenzialità.
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per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Alla luce di quanto espresso bisogna avere un certo numero di criteri di riuscita
che si concretizzeranno in indicatori osservabili. Partendo dalla tematica del
progetto: Cittadinanza, Costituzione, Salute e Sicurezza , sono state individuate
e selezionate le competenze trasversali che gli alunni avrebbero potuto acquisire durante il corso dell’anno , partecipando alle attività previste dal progetto.
Ne sono state individuate 6:
Costruire il concetto di regola: accettare, rispettare e produrre le regole
Sapersi costruire un metodo di studio personale
Saper lavorare/agire in gruppo
Risolvere un problema (attraverso un persorso di ricerca)
Sviluppare il pensiero critico
Essere capace di autovalutarsi
Individuate le competenze , ci si è chiesti cosa sottintendesse ciascuna di esse
ovvero “ cosa presuppone il sapere lavorare in gruppo? O lo sviluppo del
pensiero critico? Etc.”.
A partire da queste domande sono stati individuati
gli indicatori di riferimento per ciascuna competenza
COSTRUIRE IL CONCETTO DI REGOLA:
ACCETTARE, RISPETTARE E PRODURRE LE REGOLE
Prende coscienza delle regole che è tenuto ad osservare nei propri contesti di
vita( a casa-a scuola-con gli amici…)
Prende coscienza del fatto che le regole sono fatte per aiutarci a vivere bene
insieme
Prende coscienza dell’importanza di osservare le regole in diversi contesti
Prende coscienza che una regola può essere concepita non come somma di
“proibizioni” ma come insieme di opportunità di fare e agire
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Propone un insieme di regole funzionali alla vita della classe e si preoccupa di
osservarle e di farle osservare
Si sa disporre in gruppo sulla base di criteri condivisi
Partecipa all’analisi critica di una regola
Prende coscienza che per il buon funzionamento del gruppo occorrono delle regole
condivise ( per esempio che tutti devono poter essere parte attiva nel gruppo o che
occorre aiutare chi è in difficoltà nel gruppo)
Prende coscienza che una regola si evolve e può essere modificata
Partecipa all’evoluzione di una regola
SAPERSI COSTRUIRE UN METODO DI STUDIO PERSONALE
Applica un insieme di regole condivise sul buon funzionamento del gruppo
Si sa organizzare autonomamente in piccolo gruppo rispetto a :ruoli,compiti,modo
di lavorare
Sa gestire eventuali conflitti all’interno del piccolo gruppo
Si pone degli obiettivi da raggiungere rispetto alle discipline di studio
Assume un compito in piccolo gruppo
Segue attivamente la lezione in classe (presta attenzione alla spiegazione)
Applica strategie funzionali all’esecuzione del lavoro
Chiede spiegazioni se non capisce
Porta a termine il lavoro come “prodotto di gruppo”
Segue la lettura dei compagni o le interrogazioni
Prende appunti
Partecipa alle discussioni di gruppo per far nascere nuove idee nella mente
Esegue i compiti assegnati per casa applicando le strategie apprese in classe
Sperimenta diversi metodi di studio
Organizza il proprio studio con un buon metodo ( organizza il tempo a
disposizione,fa i compiti anticipatamente nei giorni più leggeri,inizia dalle materie
più pesanti,tiene sempre aggiornato il diario a che se è stato assente…)
Usa diversi strumenti di supporto e approfondimento ( dizionario-enciclopediamezzi informatici )
Fa puntualmente prova di curiosità, di stupore, fa delle domande concrete collegate
al contenuto approcciato
La sua curiosità apre a delle attività di ricerca
Formula ipotesi pertinenti
Immagina delle relazioni multiple e nuove fra le cose. E’ capace di discutere sulla
pertinenza delle sue ipotesi
Identifica un problema e mettere a punto un percorso di risoluzione
Ricerca il confronto ed il supporto dei compagni anche per eseguire i compiti a casa
Conduce una ricerca da solo (o in piccolo gruppo), intravede diverse possibilità
d’investigazione e supera i relativi fallimenti
Confronta il proprio lavoro con quello dei compagni
Cerca della risposte in documenti forniti
SAPER LAVORARE E AGIRE IN GRUPPO
Ricerca un’informazione utile, la analizza,la seleziona, la gerarchizza, la
organizza,la sintetizza
Si sa disporre in gruppo sulla base di criteri condivisi
Prende coscienza che per il buon funzionamento del gruppo occorrono delle regole
condivise ( per esempio che tutti devono poter essere parte attiva nel gruppo o che
occorre aiutare chi è in difficoltà nel gruppo)
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RISOLVERE UN PROBLEMA (ATTRAVERSO UN PERCORSO DI RICERCA)
Ricerca e raccoglie delle informazioni attraverso differenti supporti
Sceglie, misura il livello di validità di queste informazioni (controllo incrociato delle
informazioni)
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
Mettere in relazione le acquisizioni delle differenti discipline e le utilizza in
situazioni diversificate
Identifica, spiega, rettifica un errore
Distingue ciò di cui si è sicuri da ciò che bisogna provare
Mette alla prova diverse possibilità di soluzione
Sviluppa la propria perseveranza
SVILUPPARE IL PENSIERO CRITICO
Non fare delle affermazioni gratuite
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Il passaggio successivo è stata l’individuazione dei criteri di riuscita osservabili per
ciascuna competenza. Gli insegnanti pur avendo già elaborato la loro idea di
criteri di riuscita hanno messo a punto delle “situazioni pedagogiche” attraverso la
metodologia delle situazioni-problema che permettessero agli alunni di definire i
loro criteri di riuscita e alla fine sono stati comparati e mediati i criteri
dell’insegnate con quelli degli alunni. Si riporta qui di seguito qualche esempio dei
risultati del lavoro effettuato nelle classi.
Lista dei criteri di riuscita elaborati definitivamente
per ciascuna competenza dagli alunni:
Passare dall’affermazione al dubbio
Sapere trovare le argomentazioni
Discutere gli argomenti degli altri e misurare il valore degli argomenti contraddittori
Non sentirsi obbligato nel prendere una decisione o fare una scelta se le argomentazioni non sono sufficienti
Attribuire un valore relativo alla verità
Potere accettare di avere torto e non sentirsi sitematicamente giudicato dagli altri
Rimettere in causa alcune idee appartenenti al senso comune.
COMPETENZA : SAPER LAVORARE IN GRUPPO
Criteri di riuscita costruiti dagli alunni distinti per livelli d'età (classe 1° e 3° media)
Bisogna disporsi in gruppo sulla base di criteri condivisi da tutta la classe
Per lavorare in modo produttivo è necessario suddividere i ruoli seguendo le
inclinazioni di ogni componente del gruppo
Bisogna aiutare i compagni che rimangono indietro
(l’evoluzione del pensiero critico è ampiamente correlata all’evoluzione della fiducia in sè)
Bisogna avere un guardiano del tempo per rispettare i tempi richiesti
ESSERE CAPACI DI AUTOVALUTARSI
È meglio nominare un moderatore affinché tutti possano esprimere le loro idee
senza essere interrotti e senza confusione
Si esprime su un lavoro o un prodotto proprio o altrui in base a criteri condivisi
Bisogna nominare un “lettore” che fa da portavoce nel grande gruppo
Può analizzare bene sia il suo lavoro che quello degli altri in manera argomentata )
È importante ascoltare il parere di tutti senza essere presi in giro o non essere
considerati
Esprime giudizi motivati sul lavoro proprio e altrui
Riconosce i propri limiti e le proprie potenzialità
Riconosce in un lavoro svolto i propri punti di forza e di debolezza
È importante che il prodotto finale sia di gruppo ottenuto dalla negoziazione delle
idee di tutti
Accetta positivamente le critiche altrui e le vive come occasioni di crescita
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Seguire dei criteri di valutazione
Come già espresso precedentemente i livelli di valutazione non sono stati semplici
da identificare, sono state adottate due possibili soluzioni, sapendo che ne
possono esistere molte altre , l’importante è l’approccio mentale con il quale si
lavora alla valutazione:
Commentare il compito
SOLUZIONE A
Dare un giudizio motivato
1) Competenza non ancora approcciata ( anche se pensiamo che non serva a nulla
indicare questo livello)
COMPETENZA : ESSERE CAPACE DI AUTOVALUTARSI
Criteri di riuscita costruiti dagli alunni distinti per livelli d'età (classe 1° e 3° media)
Dare un voto finale confrontandoci
Spiegare le motivazioni del voto
Riflettere sul voto messo
Riconoscere se abbiamo delle difficoltà o delle potenzialità
Aiutare la persona in difficoltà
Usare il giudizio per capire i nostri punti diforza e debolezza
Accettare positivamente la valutazione come
COMPETENZA: SAPER RISOLVERE UN PROBLEMA
ATTRAVERSO UN PERCORSO DI RICERCA
Criteri di riuscita costruiti dagli alunni distinti per livelli d'età (classe3° media)
Per noi risolvere un problema attraverso un percorso di ricerca significa:
Incuriosirsi davanti a immagini o testi
Formulare ipotesi pertinenti all’argomento da sviluppare
Identificare un problema e dare possibili soluzioni
Ricercare contenuti in grado di dimostrare le ipotesi avanzate
2) Competenza in corso di acquisizione ( intendendo con questo la capacità di
lavorare sulla competenza ma non saperla ancora utilizzare in situazioni differenti
da quella iniziale, cioè a dire non ancora stabilizzata)
3) Competenza acquisita ( quando funziona regolarmente e si è capaci di utilizzarla in tutte le situazioni complesse diverse da quella iniziale , è una competenza
generalizzabile)
SOLUZIONE B
1) “Ho scoperto”, nel momento in cui si comincia a costruire la competenza o la
capacità
2) “Ho saputo applicarla” quando la competenza è utilizzata correttamente nelle
situazioni di apprendimento iniziali
3) “Ho approfondito”, quando si sa utilizzare la competenza in situazioni diverse a
richiesta dell’insegnante
4) “La so utilizzare quando ne ho bisogno”, quando la competenza è trasferibile ad
altri ambiti senza che venga richiesto da altri, è una competenza realmente
acquisita
LA METACOGNIZIONE È STATO UN METODO PRIVILEGIATO
DI INSEGNATI E ALUNNI PER ANALIZZARE A VALUTARE I PROCESSI.
Raccogliere informazioni, analizzarle, classificarle, organizzarle e sintetizzarle
Rettificare eventuali errori
Confrontare le varie soluzioni inizialmente prospettate
Gli alunni si sono resi conto che tale procedimento eadattabile a qualsiasi argomento scritto o orale
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Non è stato facile lavorare con gli alunni sulla metacognizione, non erano
abituati a farlo ed è stata necessaria la mediazione degli insegnanti.
Gli alunni all’inizio non sapevano cosa dire e gli insegnanti li hanno aiutati a
riflettere sul loro lavoro proponendo delle piste di riflessione, per esempio:
“cosa ho appreso”, “come mi sono approcciato al lavoro”, come posso riutilizzare ciò che ho appreso”, “perché ho scelto questo metodo di lavoro”, “quali altre
strategie avrei potuto utilizzare “ etc.
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STAFFETTA 4X100 MISTI ...tutti in acqua
per Cittadinanza Costituzione Salute e Sicurezza
Questo ha permesso a ciascuno di centrare l’attenzione non soltanto sugli
obiettivi non raggiunti ma su ciò in cui hanno avuto successo, di rivedere
strategie e metodi di lavoro per superare gli ostacoli , di aumentare la
motivazione e partecipazione.
Il problema dell’attribuzione dei voti non è stato risolto definitivamente ,
ma nel rispetto delle indicazioni Ministeriali che impongono una
valutazione attraverso l’attribuzione di un voto abbiamo scelto di:
utilizzare il metodo di valutazione delle competenze attraverso i criteri di
riuscita nei periodi intermedi dell’anno scolastico ,in cui i momenti di
verifica non venivano valutati con un voto ma secondo gli indicatori
precedentemente esplicitati
al momento degli scrutini gli alunni sapevano che il lavoro di verifica
assegnato sarebbe stato valutato con un voto utile per la scheda di
valutazione e l’attribuzione dei voti era mediata insieme agli alunni
In conclusione , abbiamo cercato di lavorare su una valutazione che fosse
degna di questo nome e che fosse:
Valorizzante ed incoraggiante, che aprisse la porta all’acquisizione
progressiva e alla fiducia in sé.
Chiarificatrice ed illuminante, attraverso la presa di coscienza degli
ostacoli e dei successi
Formatrice, che permettesse di superare certi ostacoli e di progredire
nella costruzione delle propria persona
Compresa di tutti, per ciascuno ( alunni e famiglie) doveva essere possibile
comprenderla ed interpretare ciò che esprimeva.
Il lavoro svolto sulla valutazione è stato di tipo sperimentale e continua
ancora adesso supportato, già dallo scorso anno da un progetto Comenius
di cooperazione europea che da due anni affronta una ricerca pedagogica
ed una sperimentazione nelle classi di tre diversi paesi d’Europa sulla
valutazione degli alunni.
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La Coordinatrice
CLAUDIA CORSELLI
Dirigente Scolastico
dell’I.C. Renato Guttuso
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...TUTTI IN ACQUA PER
CITTADINANZA, COSTITUZIONE,
SALUTE E SICUREZZA
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