Documentazione di supporto diagnostico / 2
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Documentazione di supporto diagnostico / 2
FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico / 2 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico Articolazione programmatica FASCICOLO 1 1) LA BIBLIOTECA DEL CORSO 1.1) Ricerca bibliografica on line 1.2) Organizzazione della biblioteca 1.3) Catalogo della biblioteca Siti WEB per la ricerca bibliografica Soggettario dei volumi raccolti Catalogo dei volumi raccolti 2) LA LETTURA DEL “RACCONTO” ARCHITETTONICO Perché la ricerca e la didattica “storica”? 2.1) Interrogativi diagnostici Capisaldi della ricerca-didattica “storica” 2.2) Percorsi di lettura 2.3) Glossario degli elementi architettonici FASCICOLO 2 3) CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO Informazioni preliminari sul 3.0) Interpretare il “racconto/testo” architettonico contesto geo-storico delle singole opere Paradigmi interpretativi 3.1) L’architettura arcaica (mediorientale ed egiziana) 3.2) L’architettura ellenistica 3.3) L’architettura romana 3.4) L’architettura paleocristiana e bizantina 3.5) L’architettura romanica 3.6) L’architettura gotica 3.7) L’architettura rinascimentale 3.8) L’architettura manieristica e barocca 3.9) L’architettura neoclassica 3.10) L’architettura moderna e contemporanea Menù delle 3.11) Interpretare il “racconto/testo” architettonico interrogazioni interpretative Diagnostica del singolo evento FAT/SdAA/Esercitazione_Pro-00 –1 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO Interpretare il “racconto/testo” architettonico [PARADIGMI INTERPRETATIVI] 1) Storiografia degli scenari strategici 1.1) Periodizzazione storica e contesto geografico 1.2) Produzione & Ambiente 1.3) I parametri culturali e modelli antropici 2) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” 2.1) Lo spazio “pubblico” 2.1.1) La dimensione collettiva 2.1.2) La dimensione religiosa e/o rituale 2.1.3) La dimensione spettacolare e di rappresentazione 2.1.4) La dimensione claustrale e/o difensiva 2.2) Lo spazio “privato” 2.2.1) L’ambiente domestico 2.2.2) Castello/Palazzo/Residenza 2.2.3) Le Sedi 2.2.3.1) Del Potere e del Comando 2.2.3.2) Del Lavoro 2.2.3.3) Del Tempo libero FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-30 –2 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA ARCAICA (MEDIORIENTALE ED EGIZIANA) [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) 1.1) Storiografia degli scenari strategici Periodizzazione storica e contesto geografico [CONCETTI-CHIAVE] - Area mesopotamica e del vicino oriente: 3000-1000 a.C. - Creta minoica: 3000-1400 a.C. - Grecia micenea: 1600-1000 a.C. - Area egiziana: 3000-1000 a.C. 1.2) Produzione & Ambiente - Interscambio e penetrazione commerciale est-ovest e sud-nord, via mare (ambito Mediterraneo) e via terra (costa nordafricana). - Produzione agricola legata al privilegiato ambiente fluviale e deltizio. 1.3) I parametri culturali e modelli - Area mediorientale: la plurimillenaria sedimentazione di antropici popolazioni di diversa provenienza (Ittiti e Assiro-Babilonesi, in Mesopotamia; i Fenici e la Grecia attica, sulla costa mediterranea), ma con comuni modelli, economici (interscambio commerciale), e cultural-religiosi (politeismo arcaico), ha indotto la fondazione dei primi eventi urbani organizzati, che anticipano la struttura della polis. - Area egiziana: la plurimillenaria permanenza del dominio egiziano, e del loro modello, economico (essenzialmente agricolo), e cultural-religioso (politeismo naturalista, egemonizzato dalla figura del faraone) non produsse agglomerazioni urbane ma monumentali poli civico-religiosi (la filiera: reggia-tempio-piramide). 2) 2.1) 2.1.1) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” Lo spazio “pubblico” La dimensione collettiva Le dimensioni antropico culturali precedentemente ricordate non necessitano di dedicati spazi di fruizione collettiva. 2.1.2) La dimensione religiosa e/o ri- - Area mediorientale: i cosiddetti “centri cerimoniali”, politituale co-religiosi, sono inglobati in agglomerati pre-urbani, dotati di un organicistico tessuto residenziale monocellulare. - Area egiziana: l’egemonia politico-religiosa si materializza nel gigantismo degli eventi costruttivi succitati. 2.1.3) La dimensione spettacolare e di La natura antiurbana (Egitto) o preurbana (Medioriente) di rappresentazione tale geostoria arcaica induce ad un’esclusiva concentrazione nella reggia-tempio di un dedicato apparato iconologico-decorativo. 2.1.4) La dimensione claustrale e/o - Area mediorientale: l’approntamento di un circuito difendifensiva sivo urbano murato inizia tra il 1500-1000 a.C., in corriFAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-31 –3 spondenza, sia dei processi di conquista militare e di espansione territoriale dei regni di quest’area, sia della funzionale separazione tra nucleo urbano e territorio agricolo circostante. - Area egiziana: L’egemone mononuclearità del mondo egiziano mai necessitò di sistemi difensivi. 2.2) 2.2.1) Lo spazio “privato” L’ambiente domestico 2.2.2) Castello/Palazzo/Residenza 2.2.3 2.2.3.1 Le Sedi Del Potere e del Comando 2.2.3.2 Del Lavoro 2.2.3.3 Del Tempo libero Gli scavi archeologici eseguiti evidenziano che l’organicistico tessuto monocellulare qui impiegato, ed edificato con essenziali tecnologie “a secco”, si conserva nei nuclei pre-urbani mediorientali, mentre scompare attorno i nuclei religioso-funerari egiziani. Il palazzo reale è enucleato nei “centri cerimoniali” ricordati, e presenta caratteri architettonici e stilistici assai omogenei agli edifici religiosi. Nelle culture arcaiche di ambedue queste aree è emblematica la coincidenza tra la sede del potere politico e la sede del potere religioso. Gli scavi archeologici eseguiti non ci restituiscono testimonianza certe dei presidi rurali che dovevano certamente cadenzare ed organizzare il territorio agricolo. La radicale egemonizzazione sociale che caratterizzava interamente quest’ambito geostorico non prevedeva spazi o attrezzature per dedicate funzioni civiche o collettive. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-31 –4 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA ELLENISTICA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari stra- [CONCETTI-CHIAVE] tegici 1.1) Periodizzazione storica e con- - Grecia classica: 800-300 a.C. testo geografico - Grecia ellenistica: 300-30 a.C. 1.2) Produzione & Ambiente Modello economico, per comunità di dimensioni mediopiccole, fondato su di un’autarchica sussistenza agricolo-alimentare, e su di una forte circuitazione commerciale, che simultaneamente esporta nel Mediterraneo l’evoluta civiltà ellenica della polis (colonie commerciali della Magna Grecia). 1.3) I parametri culturali e modelli «La città greca, la polis, non può essere ricondotta al antropici suo unico plausibile predecessore, il “palazzo” miceneo… [quanto] al rapporto tra lo sviluppo economico del territorio e la sua evoluzione sociale (gli ordinamenti gentilizi delle tribù verso i nuovi quadri militari dei politai)… Si afferma perciò un senso di “cittadinanza”, non attraverso un’autorità aristocratica, ma informato da “principi regolatori” (nomos), che tiene separati e circoscritti l’autorità civile (nomos basileus) dall’ epigonismo religioso, tipico del modello egiziano» (cfr. E. Lepore, La città greca, in Rossi: 2001, 87-89). 2) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” 2.1) Lo spazio “pubblico” 2.1.1) La dimensione collettiva - Agorà: piazza; nodo urbano strategico, che ospita contemporaneamente la sede dell’assemblea pubblica (demos) deliberante, e lo spazio mercantile, con una diretta connessione con la banchina portuale. - Bouleuterion: sede del consiglio esecutivo, affacciata sull’agorà. - Prytaneion: sede del focolare della comunità. - Chora o Agròi: territorio extraurbano. Significativamente l’area della residenza civile non viene identificata nominalmente; e anche la geometrica puntualità del tessuto urbano ippodameo (soprattutto per le colonie della Magna Grecia), non evidenzia una morfologia differenziata per questa stessa residenza. 2.1.2) La dimensione religiosa e/o - Acropoli: monumentale sede pensile che ospita le dirituale vinità, caratterizzata da un periodico utilizzo rituale da parte della comunità. È quindi questo l’ambiente moFAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-32 –5 2.1.3) 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) 2.2.3) 2.2.3.1) 2.2.3.2) 2.2.3.3) numentale in cui, costantemente ed esclusivamente, si materializzano le espressioni artistiche della Grecia classica (la culla della classicità, secondo la cultura moderna euroccidentale). La dimensione spettacolare e di L’arena teatrale, addossata al promontorio dell’ acrorappresentazione poli, costituisce un punto urbano privilegiato, ospitante la “tragica” interazione tra il mondo umano e il mondo delle divinità. La dimensione claustrale e/o La dotazione difensiva delle mura urbane coincide con difensiva il massimo sviluppo della polis classica (V-IV sec. a.C.). Lo spazio “privato” L’ambiente domestico Come sopra specificato (cfr. § 2.1.1), la residenza privata non presenta specifiche soluzioni tipologiche, ma recupera integralmente le soluzioni tecnologiche e materiali della monocellula abitativa, ancor’oggi ampiamente diffusa nell’area mediterranea. Castello/Palazzo/Residenza - Asty: residenza urbana dell’aristocrazia. La rendicontazione archeologica o manualistica non ne identifica stilemi o tipologie differenziate. Le Sedi Del Potere e del Comando - Agorà: piazza; sede dell’assemblea pubblica (demos) deliberante. - Bouleuterion: sede del consiglio esecutivo. Del Lavoro L’area urbana della polis non contiene nuclei destinati alla produzione: l’autarchica autosufficienza agroalimentare qui impiegata si realizza solo nell’agròi, mentre l’attività lavorativa urbana (artigianale e commerciale) è prevalentemente residenziale, a cura esclusiva degli schiavi. Del Tempo libero Il cittadino della polis deve essere, per definizione un uomo libero dalle adempienze produttive, per dedicare integralmente il suo tempo alla difesa militare e allo sviluppo civile della polis stessa. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-32 –6 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA ROMANA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari strategici 1.1) Periodizzazione storica e contesto geografico 1.2) Produzione & Ambiente 1.3) 2) 2.1) 2.1.1) 2.1.2) 2.1.3) [CONCETTI-CHIAVE] - Italia romana: III-I sec. a.C. - Impero romano: 100 a.C.-500 d.C. L’iniziale modello autarchico agricolo (l’agricoltura della centuriatio) si evolve, durante la colonizzazione imperiale, in un mercato d’importazione (derrate alimentari e schiavi) di scala europea e mediterranea. I parametri culturali e modelli - Nella prima fase dell’espansione nazionale “repubbliantropici cana”, il mondo romano riassorbì e metabolizzò integralmente le preesistenze italiche ed etrusche, reimpiegando così una gamma di soluzioni, architettoniche (tecnologie e materiali), ed urbane (poli urbani murati contenenti diversi nuclei familistici, di clan), lungamente sperimentati (VI-III sec. a.C.). - Nell’affermazione imperiale l’idea di città superò la dimensione della città-stato repubblicana, per configurarsi (Cicerone, De officiis) «come tante “piccole patrie” [reiteratamente ri-fondate], all’interno della grande “patria comune” [“Roma, caput mundi”]». La storica matrice centuriale caratterizzò la ri-fondazione delle nuove civitas delle province imperiali, arricchite però di dotazioni artistiche e architettoniche provenienti – anche realmente – dal mondo della classicità ellenica. Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” Lo spazio “pubblico” La dimensione collettiva I capisaldi della vita urbana (l’urbs, l’acropoli e la necropoli), ereditati dagli etruschi, vengono progressivamente sostituiti, durante l’impero, da una ricca dotazione di funzione collettive (cfr. § 2.2.3.3), che ibridavano mondo sacro e mondo civile. La dimensione religiosa e/o Le espressioni familiari e domestiche della religiosità rituale arcaica etrusco-romana, nelle città dell’impero assumono la grandiosità dei riti e dei templi ellenici. La dimensione spettacolare e di La reiterata “fondazione della nuova Roma”, viene cerappresentazione lebrata arricchendo le nuove città fondate di un esaltante apparato rappresentativo-spettacolare, commemorativo delle vittorie militari e civili dell’impero (le colonne e gli archi di trionfo; le monumentali scenografie delle piazze; la complessità e la vastità dell’impianto FAT/SdAA/Esercitazione_Pro-33 –7 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) 2.2.3) 2.2.3.1) 2.2.3.2) 2.2.3.3) architettonico degli edifici civili). La dimensione claustrale e/o Il presidiamento dei confini della città con una cinta difensiva muraria segnala, soprattutto simbolicamente, i diversi statuti e modelli vitali, intra moenia ed extra moenia: rammemorazione costante dell’iniziale rito di tracciamento fondativo. Lo spazio “privato” L’ambiente domestico La domus romana rappresenta, per questa società d’impianto familistico, il nucleo centrale delle espressioni civiche romane. Un complesso architettonico intimo ed imploso, celebrava nell’atrium d’accesso gli dei della casa, della famiglia, gli antenati; ed intorno ad uno o più impluvium, si sviluppavo essenziali cellule abitative, caratterizzate però da un ricco apparato decorativo d iconografico. Castello/Palazzo/Residenza Il regolare tessuto urbano ad insulae non prevedeva edifici tipologicamente differenziati e socialmente distinti. Le Sedi Del Potere e del Comando Dal palazzo senatorio, che affacciava sul forum (periodo repubblicano), al palazzo imperiale, mimetizzato tra i monumenti sacri dei Fori Imperiali, o decentrato nelle ville periferiche degli imperatori. Del Lavoro - Periodo repubblicano: la produzione agricola – principale attività produttiva del periodo – veniva gestita prevalentemente attraverso i presidi agricoli delle villae della centuriatio. - Periodo imperiale: la provenienza quasi totale dei rifornimenti agro-alimentari dalle colonie indusse una sostanziale trasformazione dei presidi centuriali in monumentali ville extraurbane, che conservano parziali vocazioni agricole d’ eccellenza (allevamento e coltivazione dell’olio), ma che si specializzano come capisaldi costruiti di un latifondismo speculativo e schiavistico, concorrenziale al modello urbano. Del Tempo libero Il teatro, l’arena, le terme, le basiliche: dotazioni specialistiche per il tempo libero della Roma metropolitana. FAT/SdAA/Esercitazione_Pro-33 –8 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA E BIZANTINA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari strate- [CONCETTI-CHIAVE] gici 1.1) Periodizzazione storica e con- Impero romano d’Oriente: V e VI sec. d.C. testo geografico 1.2) Produzione & Ambiente La caduta dell’Impero romano d’Occidente a causa delle invasioni barbariche, produsse un abbandono quasi globale dell’attività produttiva e della conservazione delle dotazioni antropiche (nuclei urbani; infrastrutture funzionali e di comunicazione; cfr. il fenomeno della «prima reazione selvosa» altomedioevale, in F. Pratesi, Gli ambienti naturali e l’equilibrio ecologico, in «Storia d’Italia-Annali 8», Einaudi, Torino1985, pp.6975). Pochi presidi d’origine bizantina (Ravenna), alcuni residui delle civitas romane, permisero il conservarsi del modello civile romano, metabolizzato dalla nuova matrice cristiana della città. 1.3) I parametri culturali e modelli «Il cristianesimo non ha creato un nuovo modello di citantropici tà e di società, ma ha dato il suo nome o la sua forma a tutti i mutamenti che hanno trasformato la polis/cives antica nella città medioevale» (cfr. G. Dagron, La città bizantina, in Rossi: 2001, 171). 2) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” 2.1) Lo spazio “pubblico” 2.1.1) La dimensione collettiva La catastrofe socio-culturale che identifica il periodo altomedioevale produsse una trasformazione epocale dei modelli di vita organizzata, accompagnata ad una radicalizzazione dei movimenti ereticali e “millenaristici”, tipici del periodo. 2.1.2) La dimensione religiosa e/o L’assottigliamento delle opportunità di vita ridusse drarituale sticamente, a piccole comunità, la vita urbana, o la loro fuga in aree protette. Questo produsse, sia la trasformazione degli impianti civili dell’urbe romana (terme e basiliche) nelle prime chiese cristiane, sia l’impianto dei grossi complessi conventuali (vere e proprie polis) in privilegiate aree montane. 2.1.3) La dimensione spettacolare e di La scomparsa e la rapida sostituzione dei modelli civili rappresentazione ed urbani romani con quelli religiosi o vescovili, negò l’esigenza di spettacolari apparati di rappresentanza. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-34 –9 2.1.4) La dimensione claustrale e/o All’originale nucleo urbano fortificato si sostituirono difensiva progressivamente poli decentrati, d’impianto religioso, potenziando quella dimensione claustrale dei presidi insediativi che caratterizzò il modello urbano altomedioevale. 2.2) Lo spazio “privato” 2.2.1) L’ambiente domestico La frammentazione e polverizzazione sociale sopra ricordata non permise la conservazione del nucleo domestico romano, ma indusse la sperimentazione dell’essenziale tipologia abitativa (stretto fronte strada e esteso sviluppo in profondità) denominata “lotto gotico”. 2.2.2) Castello/Palazzo/Residenza Perduta la complessità dell’organizzazione urbana, la polis prende il nome di kàstron (piazzaforte definita militarmente dai suo bastioni ed economicamente dalla sua posizione dominante su un ambiente rurale di ridottissime dimensioni). Presidio fortificato che contenne, simultaneamente, il nucleo chiesastico e il presidio feudale. 2.2.3) Le Sedi 2.2.3.1) Del Potere e del Comando La progressiva sostituzione delle figure istituzionali romane (curie e magistrati), con nuovi soggetti religiosi snatura il precedente regime civico romano, senza però sopprimerlo formalmente. Il vescovo (nella cattedrale che lo ospita) conserva una rappresentanza civica alla città, ma diviene – autonomamente dall’ amministrazione imperiale – il nuovo responsabile della mediazione e ricostruzione sociale dei territori italiani altomedioevali. 2.2.3.2) Del Lavoro Le condizioni economiche e sociali descritte in apertura attestano la straordinaria e dilagante povertà che caratterizzerò il periodo. 2.2.3.3) Del Tempo libero Le stesse condizioni economiche e sociali descritte impedirono l’esprimersi di una vita sociale organizzata, connotando così quel carattere tragico e oscuro dell’altomedioevo europeo. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-34 – 10 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA ROMANICA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari strategici [CONCETTI-CHIAVE] 1.1) Periodizzazione storica e con- Ambito europeo occidentale: 800-1100 d.C. testo geografico 1.2) Produzione & Ambiente Con il progressivo consolidamento di una conflittuale ma organica separazione tra il potere civile (impero carolingio ed i feudatari, suoi rappresentanti) e potere religioso (l’istituzione papale ed i vescovi, suoi rappresentanti), si innesca, in questo periodo, una più matura strutturazione gerarchica del territorio. Ed infatti, attorno ai nuclei urbani feudali in affermazione, seppur assai lentamente, riparte un’ancora primordiale economia agricola che, all’iniziale fase “di sussistenza”, sostituisce quella più evoluta economia urbana “di accumulazione”, in grado di promuove una significativa affermazione e crescita degli ambienti urbani. 1.3) I parametri culturali e modelli Sulla piazza centrale del nucleo cittadino si fronteggiaantropici no, in maniera paritetica, la sede del potere civile (il palazzo del podestà), quella del potere religioso (la cattedrale). I cives – la cittadinanza organizzata per famiglie, clan, corporazioni artigiane – acquisiscono un peso collettivo sempre maggiore, divenendo i protagonisti attivi della crescita, quantitativa e qualitativa, della stessa città. 2) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” 2.1) Lo spazio “pubblico” 2.1.1) La dimensione collettiva Attorno al presidio fortificato feudale: i) si sviluppano i presidi agricoli extraurbani in riconsolidamento; ii) assumono una nuova valenza collettiva, la piazza e/o il sagrato della chiesa, la cattedrale. 2.1.2) La dimensione religiosa e/o La cultura religiosa – emersa dalle catacombe; acquisirituale ta una forte legittimità pubblica (assistenziale e solidaristica) e politica (il vescovo) –, ridisegna la struttura morfologica urbana che sta attorno alla cattedrale (architettura che conserva e arricchisce l’originaria tipologia basilicale romana). 2.1.3) La dimensione spettacolare e di La piazza – l’originaria agorà ellenica – ri-diventa lo rappresentazione spazio d’eccellenza delle manifestazioni di spettacolare rappresentanza collettiva; sede di riti pubblici, sia religiosi (la processione), sia civili (il mercato, le sagre FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-35 – 11 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) 2.2.3) 2.2.3.1) 2.2.3.2) 2.2.3.3) e le feste, gli spettacoli teatrali o cavallereschi). La dimensione claustrale e/o L’estesa frammentazione e disomogeneità territoriale difensiva dei feudi; la forte conflittualità militare che caratterizza il periodo, riattiva l’esigenza di inglobare il polo urbano, in crescita, in un circuito difensivo murato: caratterizzato da ciclopiche dimensioni fisiche, e presidiato da torri, per un controllo, sia militare che doganale, dell’ interscambio tra città e campagna. Lo spazio “privato” L’ambiente domestico Intorno al nucleo centrale della piazza o del castello, ovvero, parallelamente allo sviluppo longitudinale del fiume, si addensa un compatto ed impenetrabile tessuto abitativo, inciso da una rete irregolare di strette strade urbane che, nel loro tracciato, si adeguano allo sviluppo geomorfologico del terreno (le linee di pendenza, in montagna; gli alvei fluviali, i paleoalvei, nella pianura). Castello/Palazzo/Residenza Il castello – residenza del feudatario ed estremo nucleo di difesa militare – presidia lo sviluppo del circuito fortificato. Le Sedi Del Potere e del Comando Il Castello, poi il palazzo podestarile – sedi del potere politico – condividono con la cattedrale e la radenza vescovile – sedi del potere religioso –, il governo, sociale e culturale, dei nuclei urbani basso medioevali. Del Lavoro La crescita di un’economia più articolata (la commercializzazione dei prodotti agricoli; lo sviluppo di una produzione artigianale urbana), non necessitò di luoghi dedicati, se non quelli prodotti dall’adeguamento dello spazio della piazza alle esigenze del mercato, e la dotazione dell’essenziale cellula abitativa di un ampio spazio, a piano terra, destinato alle officine artigiane o al deposito commerciale. Del Tempo libero La piazza – le manifestazioni collettive che contiene – è il luogo urbano che meglio rappresenta l’evoluzione socio-culturale basso medioevale. Condizioni di vita più accettabili, permettono all’agricoltore e all’artigiano di disporre di una maggiore quantità di tempo non impegnato nel lavoro, da poter dedicare alle proprie personali esigenze, sia spirituali che materiali. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-35 – 12 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA GOTICA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari strate- [CONCETTI-CHIAVE] gici 1.1) Periodizzazione storica e Europa occidentale: 1000/1100-1400 contesto geografico 1.2) Produzione & Ambiente Il poderoso sviluppo, quindi la lenta ma progressiva innovazione, della produzione agraria; la forte crescita di un’economia di interscambio commerciale, soprattutto extranazionale, segna storicamente la genesi dell’ “epoca comunale”. Un periodo di travolgente affermazione della città, destinata ad ospitare un nuovo “capitalismo urbano”, capace di controllare: i) una movimentazione agro-alimentare a scala europea; ii) una produzione artigianale sempre più ricca e con una diffusione extralocale; iii) i flussi commerciali, di importazione «dall’Oriente», e di esportazione, nazionale ed extranazionale. 1.3) I parametri culturali e modelli In questa fase di transito tra le piccole realtà comunali antropici verso le entità politiche più organizzate (le Signorie nazionali, gli Stati unitari europei), si conserva intatta quella precipua vocazionalità della cultura bassomedioevale, fatta della conflittuale e produttiva convivenza tra Politica e Religione. Ma all’esaltante trionfo dei simboli del potere religioso (la cattedrale gotica), non corrisponde un medesimo sviluppo del potere civile e delle condizioni socio-economiche (una lentissima crescita demografica, accompagnata ad una generica stabilizzazione economica), dei singoli nuclei urbani. 2) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” 2.1) Lo spazio “pubblico” 2.1.1) La dimensione collettiva La piazza e/o il sagrato della chiesa, la cattedrale, conservano ancora la loro privilegiata valenza di palcoscenico delle manifestazioni collettive. 2.1.2) La dimensione religiosa e/o La grande ricchezza e l’esteso potere della “nuova norituale biltà” (i commercianti; le corporazioni artigiane; le nuove figure professionali dei notai e degli intellettuali; l’affermazione delle grandi famiglie borghesi), sono investiti soprattutto in quei privilegiati eventi architettonici, le cattedrali, che coagularono attorno alla loro costruzione la secolare partecipazione della comunità. Un FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-36 – 13 2.1.3) 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) 2.2.3) 2.2.3.1) 2.2.3.2) 2.2.3.3) luogo sacro, che si riempie di quella più luminosa spiritualità che prepara l’esaltante evoluzione rinascimentale. La dimensione spettacolare e di La piazza ancora accoglie una promiscua spettacolarità, rappresentazione laica e religiosa. Una raffinata ibridità che, in Italia, fatica ad emanciparsi da un troppo rigido controllo clericale, mentre nell’Europa continentale questa evolverà nel rapido affermarsi di nuovi statuti culturali, laici e civili. La dimensione claustrale e/o Il tracciato di nuove poderose mura cittadine segnalano difensiva la lenta ma ineluttabile crescita della città, per arrivare ad inglobare volumi conventuali già presenti nel territorio circostante; si verrà così privilegiando una diversa presenza – assistenziale, solidaristica ed educativa – del potere religioso, nel contesto urbano. Lo spazio “privato” L’ambiente domestico Il denso ed impenetrabile tessuto abitativo che cresce organicamente attorno alla piazza maggiore o lungo il fiume, vede proprio nel «lotto gotico» la sua principale espressione architettonica; un modello però che, nella sua essenzialità tecnico-costruttiva, era già stato sperimentato sin dal VI-VIII secolo d.C. Castello/Palazzo/Residenza Il castello feudale, antica sede dell’aristocrazia cittadina, perde progressivamente la sua simbolica visibilità. E la nuova residenza signorile – pur conservando l’impianto tipologico del «lotto gotico» –, per distinguersi della casa borghese, è fatta sovrastare da una più visibile torre padronale. Il tutto a produrre quelle svettanti architetture, che allora segnavano emblematicamente lo skyline urbano. Le Sedi Del Potere e del Comando Il ciclopico volume della cattedrale (il potere clericale) sovrasta il compatto tessuto urbano, da cui però fuoriesce il fitto nugolo turrito della residenza signorile (il potere civile espresso dalle grandi famiglie e/o dalle corporazioni artigiane). Del Lavoro Il progressivo affermarsi dell’economia mercantile (agroalimentare; dei nuovo ricchi prodotti di consumo), ancora sullo spazio della piazza, nell’ampliamento delle botteghe artigiane, rappresenta la sua crescita ed affermazione. Del Tempo libero La maggiore disponibilità economica della città borghese, permette una sempre maggiore differenziazione delle “arti liberali”, che trovano nell’interezza della città il più sofisticato palcoscenico per le loro rappresentazioni. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-36 – 14 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA RINASCIMENTALE [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari strategici 1.1) Periodizzazione storica e contesto geografico 1.2) Produzione & Ambiente 1.3) 2) 2.1) 2.1.1) 2.1.2) [CONCETTI-CHIAVE] - Italia: 1400-1600. - Europa occidentale: 1500-1650 Le eccellenti premesse socio-economiche del periodo precedente, in questa fase di affermazione delle politiche di potenza delle Signorie nazionali e dei nuovi Stati unitari europei, trovano la loro massima concretizzazione. L’innovativo “capitalismo urbano” che guida tale sviluppo si differenzia, tuttavia, in forma sostanziale tra quello europeo (Francia, Inghilterra, Paesi Bassi), fortemente impegnato in un’economia di interscambio commerciale a scala transcontinentale (Oriente, Nuovo Mondo), e quello nazionale delle Signorie. Una ricca borghesia cittadina, quest’ultima, caratterizzata soprattutto da un “mecenatismo culturale” che, pur all’interno di significative differenziazioni nazionali tra Nord, Centro e Sud, fu capace di esportare, fuori d’Italia, le epocali innovazione scientifiche e culturali dell’Umanesimo nazionale. I parametri culturali e mo- L’architettura e la città che, nella rappresentazione pittorica delli antropici medievale, costituivano un indifferenziato paramento scenografico, nella pittura rinascimentale tali apparati, grazie alla sperimentazione della maglia prospettica, assumono una rivoluzionaria valenza fondativa. E quella ri-scoperta del “classico”, che la dotta intelligenza umanistica propone, diviene il pretesto per la sondare una «nuova dimensione del mondo» (Panofsky), di cui l’intellettuale delle corti e l’artista delle botteghe è il principale protagonista. Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” Lo spazio “pubblico” La dimensione collettiva Gli spazi pubblici della città rinascimentale non cambiano la loro secolare vocazione, ma si modificano, piuttosto, sia nella loro configurazione architettonica, sia nel loro uso spettacolare. E parallelamente all’esemplare ibridazione storica tra le preesistenze medioevali e la nuova maglia ortogonale rinascimentale (vedi l’esempio didascalico di Ferrara), proprio in questo periodo si inaugura la produzione di una colta trattatistica teorica sulla “città ideale”. La dimensione religiosa e/o L’architettura sacra, ovvero la committenza religiosa, rapprerituale sentarono il terreno su cui meglio si poté sviluppare la speriFAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro37 – 15 2.1.3) 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) 2.2.3) 2.2.3.1) 2.2.3.2) 2.2.3.3) mentazione architettonica rinascimentale. Una dimensione, quella religiosa, che in questa fase di forte apertura intellettuale, da una parte alimentò una pregevole mecenatismo soprattutto del Vaticano, e parallelamente facilitò lo sviluppo di quella civilis religio che caratterizzò le riflessioni politiche di Macchiavelli e quelle artistiche dell’Alberti. La dimensione spettacolare e L’artista rinascimentale ottiene ricchi incarichi per narrare cedi rappresentazione lebri mitici religiosi, per le chiese, e sacri cicli famigliari e/o civili, per i palazzi rinascimentali. Un nuovo senso, dell’ordine e della misura classica, che rimodella la rappresentazione sacra, come quella signorile. La dimensione claustrale La rivoluzione bellica indotta dall’impiego delle armi da fuoco, e/o difensiva modificò in forma sostanziale i programmi difensivi urbani, dando avvio a quella produzione manualistica e di fortificazioni militari che segnarono profondamente l’immaginario e l’immagine della città rinascimentale. Lo spazio “privato” L’ambiente domestico Dall’omogeneo tessuto residenziale medioevale prorompe la perfetta geometria del palazzo rinascimentale. La ricca borghesia urbana rivoluziona così il carattere disadorno, fortemente domestico e familistico della sua residenza, per poter ospitare, in ambienti riccamente decorati, spettacolari manifestazioni pubbliche. Castello/Palazzo/Residenza La regolare e spettacolare geometria dei tracciati urbani rinascimentali è cadenzata prospetticamente dalle facciate classiche dei palazzi rinascimentali; e anche le classi nobiliari, il potere civile – abbandonati i presidi militari di roccaforti e castelli –, mostrano la loro potenza e ricchezza attraverso la raffinata architettura civile del palazzo rinascimentale. Le Sedi Del Potere e del Comando Il potere religioso (l’architettura chiesastica) e quello civile (l’architettura pubblica) sono «investite e trasformate dalla raffinata rivoluzione del linguaggio classico» (Summerson). Del Lavoro Al permanere della bottega artigiana, nell’essenziale «lotto gotico», il palazzo signorile rappresenta perfettamente la nuova economia rinascimentale: quella delle ricche imprese commerciali, quella dei latifondisti agrari. Del Tempo libero Dalla piazza al palazzo, dal palazzo al teatro, dal teatro ancora alla piazza. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro37 – 16 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA MANIERISTA E BAROCCA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari stra- [CONCETTI-CHIAVE] tegici 1.1) Periodizzazione storica e con- - Italia: 1600-1750. testo geografico - Europa occidentale: 1650-1750. 1.2) Produzione & Ambiente Pur nel patologico ritardo che l’economia e la politica nazionali scontano su quelle europee, si assiste ora – anche in Italia, pur se in forma più limitata – ad un generico indebolimento delle funzioni, del peso politico e rappresentativo della città, accompagnato, sia da una macroscopica polverizzazione sul grande latifondo signorile delle nuove sedi del potere, sia dalle ineluttabili trasformazioni sociali del ceto urbano piccolo borghese (artigiani, bottegai, un funzionariato minore), con un potenziamento del peso dei mercanti-imprenditori. 1.3) I parametri culturali e modelli La «catastrofe controriformistica» (Chastel) produsse, antropici nell’architettura sacra, una radicale ed omologante “conformazione decorativista”, mentre nell’architettura civile e signorile esplose uno sfrenato ed epidermico eclettismo decorativo. «Nell’incontro/scontro con lo stato moderno, la città europea subisce un processo di trasformazione continua e profonda; perde il suo originario legame con il mondo agricolo; si dà nuovi assetti politici, sviluppa nuove forme di cultura» (D’Agostino, Città e monarchie nazionali nell’Europa moderna, in Rossi: 2001, 416-417). 2) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” 2.1) Lo spazio “pubblico” 2.1.1) La dimensione collettiva Con le premesse socio-culturali sopra espresse, l’indebolimento della vocazione sociale dei nuclei urbani produsse un progressivo decadimento delle partecipate manifestazioni pubbliche e di massa del XV-XVI secolo. Si unisce alla straripante presenza politica dello Stato della Chiesa, una sua penetrante egemonia culturale caratterizzata, nell’apologetica gesuita, di sfarzose ritualità sacre, contrapposte ad intimistiche e solitarie espressioni spirituali. 2.1.2) La dimensione religiosa e/o La perdurante invasività collettiva della mistica religiosa, rituale unita ad una significativa frammentazione delle espressioni popolari del sacro (compagnie e ordini religiosi mi- FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-38 – 17 2.1.3) 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) 2.2.3) 2.2.3.1) 2.2.3.2) 2.2.3.3) nori), moltiplicò una produzione di quell’arte sacra, trionfalistica e spettacolare. La dimensione spettacolare e di L’iperproduzione architettonica e iconografica, sopra rirappresentazione cordata, in forma non minore investe quelle esaltanti manifestazioni pubbliche, di cui architetti e pittori allestiscono fastosi apparati scenografici – permanenti, nel Barocco meridionale; precari, nei trionfali spettacoli urbani. Lo spazio architettonico perde così la sua pregnante tridimensionalità, per mimetizzarsi nell’inebriante inganno della rappresentazione grafica. La dimensione claustrale e/o Le mura urbane e gli apparati fortificati che le presidiano, difensiva sono sempre meno conservate per gli originari obiettivi militari, quanto invece per esaltare quel poderoso apparato scenografico che incornicia la città. Lo spazio “privato” L’ambiente domestico La crescente urbanizzazione che, nel periodo, distingue in forme diverse l’affermarsi della metropoli, non produce una significativa evoluzione dell’organizzazione dello spazio domestico, mantenendo inalterata la tipologia residenziale sperimentata precedentemente. Castello/Palazzo/Residenza Ma la residenza signorile, pur conservando un impianto tipo-morfologico tradizionale, arrichisce il suo apparato espositivo pubblico, fatto di una ridondante esaltazione degli ordini architettonici e delle decorazioni parietali. Le Sedi Del Potere e del Comando L’impianto originario delle sedi di potere e di comando perdono progressivamente della loro sobria classicità, «per dilatarsi e moltiplicarsi nelle monumentali invenzioni spaziali del barocco» (Wölfflin) Del Lavoro Lo spazio urbano perde ora, ormai, della sua plurimillenaria vocazione produttiva – artigianale e commerciale –, per divenire «l’esaltante luogo della rappresentazione del Mercato e del Potere» (W. Benjamin, mentre parla di Parigi). Del Tempo libero La Roma di Paolo V (1605-21), di Urbano VIII (1623-44) e di Alessandro VII (1655-67) comincia a darsi una presentabilità internazionale: con il potenziamento degli scavi archeologici, con la “ripulitura” e l’ammodernamento del patrimonio architettonico storico, con l’impianto di un’articolata rete di presidi sacri, oggetto di pii pellegrinaggi e di un esaltante scenografia urbana. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-38 – 18 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA NEOCLASSICA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) Storiografia degli scenari strategici 1.1) Periodizzazione storica e contesto geografico 1.2) Produzione & Ambiente 1.3) 2) 2.1) 2.1.1) [CONCETTI-CHIAVE] - Europa occidentale: 1750-1850. - Italia: 1800-1870. La “rivoluzione industriale”, le connesse globali innovazioni dei processi produttivi e delle stratificazioni demografiche, fu la ragione scatenante della radicale trasformazione dell’ambiente terrestre, naturale ed antropico, e dei modelli socio-culturali inerenti la vita privata e la condivisione collettiva della città e del territorio. La meccanizzazione e l’ottimizzazione industriale della produzione architettonica, lentamente ma inesorabilmente, segnò una progressiva modificazione delle tecnologie e dei linguaggi architettonici. Significativo il ritardo con cui l’Italia è stata investita in queste epocali trasformazioni. I parametri culturali e modelli I poderosi processi di crescita quantitativa e di inurbamenantropici to che investono i nuclei urbani, sono motivati da una polarizzazione territoriale dei centri di produzione (la “fabbrica”) e distribuzione delle merci (la crescita esponenziale della rete stradale e ferroviaria). In queste trend, la “modernizzazione” della città si caratterizza, quantitativamente, con un catastrofico sbilanciamento demografico e sociale (l’espandersi delle emarginate periferie), qualitativamente, con l’inarrestabile sviluppo di funzioni di “consumo di massa” (i grossi centri commerciali, quelli di raccolta e smistamento dei prodotti alimentari – mulini e macelli –; i presidi della laica rappresentanza, politicoamministrativa, assumono un carattere privilegiato e monumentale; la residenza per la borghesia in affermazione diviene il principale obiettivo del capitale fondiario e speculativo; crescono e si affermano nuove funzioni dedicate al tempo libero: il teatro, i centri sportivi, i grandi magazzini, i “caffè”). Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” Lo spazio “pubblico” La dimensione collettiva Nella “moderna” stratificazione della città, sopra ricordata, «… si diparte un fitto reticolo istituzionale (uffici, servizi, deputazioni, organi), che si irradia nel territorio e nel corpo sociale, con funzioni sia amministrative sia di controllo politico» (D’Agostino, Città e monarchie nazionali nell’Europa FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-39 – 19 2.1.2) 2.1.3) 2.1.4) 2.2) 2.2.1) 2.2.2) moderna, in Rossi: 2001, 408). La fruizione delle offerte e dei servizi urbani “di massa” si deve perciò normalizzare (la produzione dei “regolamenti”, da quelli di igiene a quelli commerciali) e burocratizzare (l’affermarsi delle figure professionali “di servizio”, dall’impiegato all’insegnante). Ed in questo rinnovamento dei modelli di governo politicoamministrativo e di controllo collettivo delle esigenze di massa, si afferma un rinnovato e catastrofico soggetto politico, la “cittadinanza”. La dimensione religiosa e/o Il pensiero “positivista”, che si afferma nel periodo in esarituale me, è responsabile dell’affermarsi di una più generale “laicizzazione” dei referenti morali e spirituali della società di massa, in affermazione. Su di un preesistente e plurisecolare background confessionale, si inseriscono i nuovi modelli di un’altrettanto egemone ritualità non religiosa: i moderni paradigmi dell’igienizzazione, sia personale che collettiva. La dimensione spettacolare e di Espressione esemplare dello “spettacolo” della modernizrappresentazione zazione metropolitana è rappresentato dalle radicali trasformazioni della Parigi del 1870 del prefetto Haussmann (cfr. L. Benevolo, Storia dell’architettura moderna, 97-134). «Il paesaggio della Parigi haussmanniana si organizza, in primo luogo, attorno all’elemento essenziale della demolizione… un cambiamento di priorità urbanistiche: è la traduzione fisica del nuovo spazio accordato all’accessibilità visiva dei monumenti architettonici, alla mobilità (in superficie e sotterranea) e alle reti (di alimentazione idrica, le infrastrutture fognarie)… L’edificio parigino deve [oltre la sua banalizzante estetica], per prima cosa, rispettare le norme imposte dai regolamenti edilizi… [una condivisa omogeneità neoclassica ed eclettica] una strategica unificazione dello spazio urbano». (cfr. M. Rocayolo, L’esperienza e il modello, in La città e le sue storie, a cura di C. Olmo e B. Lepetit, Torino 1995, 70-71). La dimensione claustrale e/o La “laica religiosità”, precedentemente ricordata, abbandifensiva dona o trasforma radicalmente le primitive sedi confessionali, e inventa quei “nuovi templi” destinati alla celebrazione dei riti di massa, della cittadinanza. Contemporaneamente, l’abbattimento delle cinte murarie storiche, che ancora disegnavano con precisione il nucleo urbano, è l’opera di trasformazione materiale della città che, metaforicamente, meglio rappresenta la modernizzazione urbana del periodo. Lo spazio “privato” L’ambiente domestico Al macroscopico inurbamento della popolazione non corrisponde una significativa modificazione dei modelli tipologico-abitativi localmente più consolidati. Una continuità motivata da una lentissima evoluzione dei programmi tecnologici e stilistici dell’edilizia residenziale corrente, che si innesta, però, nella progressiva differenziazione economica tra la “ricca” residenza borghese ed i “tuguri” delle grandi periferie metropolitane. Castello/Palazzo/Residenza Le monumentali sedi signorili non sono più compatibili con un tessuto urbano compatto e omogeneo. Divengono quindi, o le sedi del governo amministrativo della città, o i contenitori privilegiati di nuove funzioni sociali, per la conservazione della memoria collettiva: il museo. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-39 – 20 2.2.3) Le Sedi 2.2.3.1) Del Potere e del Comando 2.2.3.2) Del Lavoro 2.2.3.3) Del Tempo libero “Modernizzazione” e/o “Industrializzazione” scatenano un’esemplare separazione tra le forme del Potere (quello economico-produttivo) e gli strumenti di comando della governance. Il nuovo potere economico non ha una propria privilegiata sede di rappresentanza: il suo presidio urbano è la “fabbrica”; i confini dei suoi poteri egemonici debordano i limiti amministrativi o nazionali, per internazionalizzarsi. Il nuovo potere politico – con una dimensione strettamente nazionale; legittimato dal consenso-delega ricevuto dalla cittadinanza – arreda spettacolarmente la città di monumentali architetture di rappresentanza, rivestendo le nuove funzioni burocratico-ammini-strative con accreditati apparati stilistici prelevati dal repertorio classico. I nuovi sistemi di produzione industrializzata; gli innovativi apparati di servizio collettivo – dalla mobilità meccanizzata alla commercializzazione di merci e beni –; più in generale i modelli del lavoro produttivo, sono i processi che più profondamente segnano l’ambiente urbano e l’immaginario collettivo che tale ambiente abita. L’uomo moderno – il nuovo cittadino metropolitano –, la città moderna – il nuovo presidio della produzione industriale –, vivono una rinnovata cadenza temporale: la schizofrenica lontananza tra il tempo del lavoro e il tempo extraproduttivo, quello del tempo libero. Un moderno segmento spazio-temporale, quest’ultimo, a cui il potere politico dedica la sua massima cura, «per un controllo eugenetico della società» (Foucault). Una burocratica ed egemonica supervisione degli eventi urbani, attrezzando la città di un’evoluta dotazione di servizi a fruizione collettiva: i) la “piazza” e la “strada” divengono così l’innovativo scenario dello spettacolo metropolitano; ii) il museo, il teatro, i luoghi della partecipazione di massa ai grandi eventi collettivi (dallo sport alle manifestazioni politiche), i centri commerciali, sono «i nuovi templi della sacralizzazione della merce» (Benjamin); iii) persino il paesaggio e l’ambiente naturale vengono artificializzati, e messi a disposizione di una nuova cittadinanza: la massa. FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-39 – 21 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO L’ARCHITETTURA MODERNA E CONTEMPORANEA [PARAMETRI STORIOGRAFICI] 1) 1.1) Storiografia degli scenari strategici Periodizzazione storica e contesto geografico 1.2) Produzione & Ambiente 1.3) I parametri culturali e modelli antropici [CONCETTI-CHIAVE] - Europa occidentale: dal 1850. - Italia: dal 1920 (anomala modernizzazione durante il Ventennio fascista; il boom economico nazionale risale agli anni ’50 del Novecento). I risultati strutturali della rivoluzione industriale si affermano definitivamente nell’avvenuta “globalizzazione” dei processi produttivi e nell’estensione internazionale dei modelli del mercato capitalista. Una globalizzazione che – pur all’interno delle diverse tempistiche che connotano le singole storie nazionali – ha indotto un vincolante e generalizzante adeguamento dei modelli insediativi e di sviluppo urbano alle ineluttabili regole di mercato. Una radicale artificializzazione dell’ambiente, delle pratiche del suo sfruttamento e della sua percezione. Una “straniante” produzione degli spazi di vita, sia nella dimensione personale (l’abitazione e l’“existenz minimum”) che in quella collettiva (la “città-macchina” [Sant’Elia]; l’artificializzazione commerciale [l’ipermercato] o ludica [parchi di divertimento] degli spazi di aggregazione). Nella storia europea del Novecento, quasi paradossalmente, nemmeno le catastrofiche esperienze dei regimi autoritari (il fascismo in Italia, 1922-1942; il nazismo in Germania, 1933-1944; lo stalinismo nell’ex Unione Sovietica, 1928-1958) hanno rallentato il processo di modernizzazione sopra evidenziato. L’epocale rilancio economico-produttivo e socio-culturale che investì l’Europa occidentale dopo l’immane tragedia della Prima Guerra Mondiale (1914-1918), pur radicalizzando degli scenari politici assai problematici (l’“imperialismo” coloniale dei paesi mitteleuropei VS i “totalitarismi”, sopra evidenziati), indusse l’affermarsi di un’avanguardia intellettuale che – quasi miticamente; quasi eroicamente – si fece carico di guidare questi epocali processi di trasformazione. Nell’ambito dei programmi politici inerenti la crescita urbana e la modernizzazione dei modelli residenziali – pur con diverse connotazioni socio-culturali –, si sviluppò una militante progettualità, globale e demiurgica, in grado di ottimizzare modelli teorici, e/o di partecipare attivamente ad un progetto onnicomprensivo, «Dal cucchiaio alla città» (Le Corbusier). Il progressivo indebolirsi dell’internazionale “rivoluzione modernista”, sopra presentata, ha oggettivamente messo in crisi la demiurgica magicità di un unificante linguaggio internazionale (soprattutto in ambito artisticocreativo), e «l’implosione post-moderna» (Lyotard) ha dato legittimità ad un rilancio di modelli arcaici e/o tradizionali, che faticosa- FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-310 – 22 mente si misurano con «il villaggio globale» delle televisione (McLuhan). 2) 2.1) 2.1.1) 2.1.2) 2.1.3) 2.1.4) Lo spazio (naturale ed antropico) “nella storia” Lo spazio “pubblico” La dimensione collettiva Tutti i manuali più accreditati della storia dell’architettura occidentale, identificano nelle grandi Esposizioni universali (Londra 1851; Parigi 1855 e 1867, La Galerie des Machines nel 1878 e 1889; Vienna 1873; Filadelfia 1876) le tappe genealogiche della Modernità, industrializzata e transnazionale. Macroscopici eventi espositivi, capaci di investire e ridisegnare lo sviluppo urbano delle città capitali, sedi di tali manifestazioni; ma furono anche in grado, soprattutto, di inaugurare quella dimensione extraeuropea, multirazziale e di massa della “circolazione delle merci”. «La città occidentale aveva acquistato rilievo per l’originalità delle sue istituzioni, dalle quale era nato il diritto di “cittadinanza”, che sostituiva uno status particolare, ricco di privilegi politici ed economici. Quando tutti i “sudditi” diventano “cittadini”… si preannuncia la grande trasformazione: nella società giuridicamente egalitaria, fondata sulla partecipazione delle masse, anche se non sempre politicamente attive, sempre più largamente coinvolte nella produzione e nel consumo, antiche distinzioni paradigmatiche tendono ad attenuarsi e a svanire… per passare dal “nucleo urbano” al “sistema urbano”, di gerarchia delle città e di aree metropolitane…» (Villani, La città europea nell’età industriale, in Rossi: 2001, 440). La dimensione religiosa Indebolitasi e perduta l’egemonia psico-culturale dei tradizionali e/o rituale culti religiosi, una nuova ritualità collettiva e di massa si viene ad imporre progressivamente. Le «messianiche figure del “duce” o del “kaiser”, esaltati da una raffinata apologetica totalitaria, religiosamente celebrati da una folla esultante…» (cfr. H. Arendt, Le origini del totalitarismo, Torino 1999, 403), sono l’epifenomeno delle figure carismatiche della cultura di massa degli anni ’30 del Novecento; carismaticità che, a tutt’oggi, è investita in soggetti-azioni decisamente non così tragiche, ma che conservano delle precedenti l’esaltante e fondante vocazione di massa. Moderni o post-moderni riti collettivi che necessitano di diversi “templi”, dove celebrare il culto del consumo di massa. La dimensione spettacolare I luoghi e gli spazi delle rappresentazioni urbane, nelle città storie di rappresentazione che racchiusi nel nucleo urbano murato, nelle capitali ottocentesche espressioni di una spettacolare scenografia urbana, nella “megalopoli” (nella “città continua”, nel policentrismo del territorio metropolitano), perdono la loro originaria visibilità. Il “gigantismo urbano” delinea una nuova mappa urbana, «in cui si è perduta la distinzione tra città e campagna… Nessun occhio umano può cogliere con uno sguardo questa massa metropolitana. Nessun luogo di raccolta se non la totalità delle sue strade può contenere tutti i cittadini. Nessuna mente umana può comprendere più di un frammento delle attività complesse e minuziosamente specialistiche dei suoi abitanti… Il gigantismo della metropoli non è soltanto una conseguenza dei progressi tecnologici… Ma la fase metropolitana si universalizzò soltanto quando i mezzi tecnici di congestione presero il sopravvento, e il loro impiego redditizio per coloro che la fabbricano e li usano… La forma della metropoli è dunque la sua informità, come la sua meta è l’espansione senza meta» (cfr. L. Mumford: 1981, 673-674). La dimensione claustrale La decadenza e l’abbattimento dei “limiti” nella metropoli – quelli e/o difensiva spirituali e religiosi; quelli più strettamente fisici e visibili –, «è dunque uno dei maggiori risultati dell’economia metropolitana… La metropoli è di fatto un centro di manipolazione dove una grande varietà di beni materiali e spirituali viene meccanicamente classifiFAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-310 – 23 cata, ridotta ad un numero limitato di articoli standardizzati, impacchettata in modo uniforme e distribuita attraverso i canali controllati con una regolare etichetta metropolitana (cfr. Mumford: 1981, 671). 2.2) 2.2.1) Lo spazio “privato” L’ambiente domestico 2.2.2) Castello-Palazzo-Residenza 2.2.3) 2.2.3.1) Le Sedi Del Potere e del Comando 2.2.3.2) Del Lavoro 2.2.3.3) Del Tempo libero «La massaia cittadina che conosceva il suo macellaio, il suo droghiere, il suo lattaio come individui singoli le cui vicende biografiche si intrecciavano con le sue… ha ora il vantaggio di recarsi una volta sola alla settimana in un supermercato impersonale dove solo per caso ha occasione di imbattersi con una vicina. Se è agiata è circondata da dispositivi elettrici ed elettronici che prendono il posto dei compagni in carne ed ossa: i suoi veri compagni, o suoi amici, i consiglieri, i suoi amanti, coloro che riempiono la sua esistenza, non vissuta, sono ombre sullo schermo televisivo o voci ancor più incorporee» (cfr. Mumford: 1981, 634-635). I tradizionali presidi della vita privata, “ottimizzati industrialmente”, perdono la loro originaria consistenza ed identità antropica: i) “minimizzazione”, dimensionale e di senso, dello spazio residenziale; ii) esaltazione spettacolare delle iperpolarità commerciali; iii) i nuclei sportivi ora ospitano eventi spettacolari di massa, non solo sportivi, ma anche della politica e dell’arte “popolare”. «Le maggiori metropoli del mondo sono di fatto enormi concentrazioni di potere politico, finanziario e tecnologico… E questo monopolio era così efficace, questo controllo così saldo e suoi proventi così copiosi da nascondere per un certo tempo gli inconvenienti umani della congestione urbana… Certo l’involucro urbano è scoppiato, ma i magneti istituzionali conservano ancora in buona parte la forza d’attrazione originaria, e in ogni territorio metropolitano la popolazione si sta riversando in nuove aree suburbane ed esaurbane… ma per correggere i difetti della nostra civiltà troppo meccanizzata, dobbiamo costruire un sistema di controllo policentrico con forza, moralità, intelligenza e dignità sufficienti ad arrestare i processi automatici – meccanici, burocratici, amministrativi – ogni volta che la vita umana è in pericolo…» (cfr. Mumford: 1981, 681-683). «I criteri della fabbrica e del mercato si estesero rapidamente alle altre istituzioni della metropoli, Avere il più grande museo, la più grande università, il più grade ospedale, la più grande banca o la più grande società finanziaria equivaleva a soddisfare l’esigenza urbana fondamentale; e produrre un numero massimo di invenzioni, di riviste scientifiche o di libri divenne un segno del successo di una metropoli esattamente come il numero massimo di tonnellate di ghisa che uscivano dagli altiforni di Pittsburgh o di Essen… Nel reagire all’antica situazione di penuria, l’economia metropolitana è arrivata all’estremo opposto e si è concentrata sulla quantità senza badare alla necessità di regolare il ritmo di sviluppo, di distribuire la quantità e di assimilare le novità» (cfr. Mumford: 1981, 659-660). «La nostra civiltà si trova ad affrontare l’espansione incessante del sistema super-organico della metropoli, enormemente accentrato e che manca di centri componenti autonomi capaci di compiere una selezione, e che esercitano il proprio potere sotto la sua esclusiva responsabilità. La migliore soluzione che tocca il cuore stesso della nostra futura cultura urbana, è nello sviluppo di una visione del mondo più organica che renda giustizia a tutte le dimensioni – soprattutto a quelle culturali e ambientali – degli organismi viventi e delle personalità umane» (cfr. Mumford: 1981, 699). FAT/SdAA/Supporti/Esercitazione_Pro-310 – 24 FACOLTÀ DI ARCHITETTURA – CORSO DI STUDIO (0880): ARCHITETTURA E PROCESSO EDILIZIO ALMA MATER STUDIORUM / UNIVERSITA’ DI BOLOGNA – SEDE DI CESENA 596, VIALE EUROPA - 47023 CESENA – SEGRETERIA DIDATTICA: TEL. 0547.338730 - FAX 0541.338728 CORSO DI “STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’ARTE” – DOTT. ARCH. PIER GIORGIO MASSARETTI Documentazione di supporto diagnostico CENSIMENTO ERMENEUTICO – ISTRUZIONI PER L’USO Interpretare il “racconto/testo” architettonico [DIAGNOSTICA DEL SINGOLO EVENTO] 1) Il contesto geo-storico 1.1) Storiografia degli scenari strategici 1.1.1) Periodizzazione storica e contesto geografico 1.1.2) Il modello economico egemone 1.1.3) I parametri socio-culturali 1.2) Ambiente e processi antropici 1.2.1) Lo spazio “pubblico” 1.2.2) Lo spazio “privato” 2) Il testo architettonico e le sue rappresentazioni interpretative 2.1) Il progetto tecnico 2.2) Le riproduzioni iconografiche (rilievi e fotografie) 3) La genesi dell’opera 3.1) Gli “attori” operativi 3.1.1) Il progettista 3.1.2) Il committente 3.1.3) Gli esecutori e i fornitori 3.1.4) I fruitori 3.2) Le procedure attuative 3.2.1) Il progetto tecnico 3.2.2) Esecuzione e manutenzione 3.2.3) Materiali e tecnologie 3.2.4) I supporti iconografici e/o decorativi 3.2.5) Canali di conoscenza e divulgazione dell’opera Cesena-Rimini/EcoRimini/Supporti/Esercitazione_Pro-311 – 25