Quaderni di Yoga 2
Transcript
Quaderni di Yoga 2
Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Selene Calloni Williams Quaderni di Yoga 2 La reintegrazione attraverso la gioia Editore di pensieri, emozioni, strumenti 1 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia E’ una collana diretta da Matteo Ponti I «quaderni di Yoga» costituiscono un'esposizione completa, dettagliata e unitaria delle tecniche dello Yoga; dalle posture fisiche al controllo del respiro, dalle krìyà alle pratiche di meditazione tradizionale, dalla meditazione al lavoro sui chakra, ma non solo. L'autrice non si limita a una mera classificazione delle tecniche, ma ne svela il significato più profondo: ne esce un «racconto» dello Voga non solo chiaro ed esauriente, ma anche appassionato e affascinante, capace di trasportarci nella più bella di tutte le avventure: l'avventura interiore. Il criterio secondo il quale la collana è stata ideata fa sì che ogni singolo libro, pur facendo parte di un più ampio disegno,possa avere anche una vita indipendente ed essere un'opera di per sé completa e utile. La chiarezza dell'esposizione e l'ampio utilizzo di disegni rendono la collana fruibile non solo da quanti conducono gruppi di hatha-yoga e meditazione, e da chi opera nell'ambito delle terapie psicocorporee, ma anche dal lettore che si accosta per la prima volta allo Voga e al vasto panorama delle tecniche di autoesplorazione. L'autrice, infatti, in perfetta sintonia con l'antico insegnamento del Tantra, ci propone un cammino di autoevoluzione integrale che non si realizza attraverso una fuga nello spirito, ma tramite l'incontro dello spirito e della materia, dell'anima e del corpo, del Cielo e della Terra. è un marchio http://www.nonterapia.ch/ [email protected] Società di Nonterapia: Bissone, Losanna, Milano, Edimburgo. 2 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia SELENE CALLONI WILLIAMS Molto giovane trascorre svariati anni in Oriente dove è iniziata allo yoga e allo sciamanismo da Michael Williams. Studia meditazione durante sei anni di ritiro presso il Polgasduwa Island Hermitage, l’eremitaggio theravada nella foresta (Forest Monastery), fondato dal Ven. Nyanatiloka nel 1911, che si trova nel Distretto di Galle, in Sri Lanka. Successivamente si laurea in psicologia con una tesi sullo Yoga Integrale di Sri Aurobindo e viaggia intensamente per le regioni himalayane seguendo un percorso geografico che è altresì un percorso di iniziazione interiore. Anche in Occidente è allieva di grandi maestri del calibro di Raimon Panikkar e James Hillman, con quest’ultimo e altri filosofi pubblica nel 2003 il libro Quaderni di Mantra, edizioni Holos International, Melide, Svizzera. Aspetti significativi della sua iniziazione, unitamente alla spiegazione di pratiche e di rituali dello Yoga Sciamanico, si trovano nei libri Iniziazione allo Yoga Sciamanico, edizioni Mediterranee, Roma, 1999 e Yogin e Sciamano, edizioni Attipoetici, Bissone, 2010. La sua tesi di laurea sullo Yoga Integrale è stata pubblicata nel 1993 dalla Casa Editrice Promolibri di Torino con il titolo Energia e Armonia nello Yoga Integrale, libro ri-edito in versione riveduta e corretta nel 2010 da Atti Poetici. Le edizioni Attipoetici nel 2010 pubblicano in nuova edizione anche i suoi Quaderni di Yoga, due volumi dedicati alle tecniche psicofisiche dello yoga, già editi nel 1994 da Promolibri. Nel 2004 pubblica per i tipi della Casa Editrice Magnanelli di Torino il saggio Il Mito del Superuomo, da Nietzsche ad Aurobindo. È autrice televisiva e documentarista. A cavallo tra il 2007 e 2008 realizza il programma televisivo Camminando, andato in onda su “LA7” nel febbraio 2008. Ha realizzato anche documentari a carattere antropologico. Il documentario Myanmar, la Terra dei Nat, è acquistabile presso la Società di Nonterapia al prezzo di 25 Euro. Per averlo è sufficiente inviare una mail di richiesta a [email protected]. Su esempio e incarico di Michael Williams, fonda il movimento dello Yoga Sciamanico. www.yogasciamanico.it Il movimento dello Yoga Sciamanico vanta oggi numerosi allievi che hanno dato origine ad associazioni e centri in cui é possibile praticare lo Yoga Sciamanico. Per unire tutte le attività sotto una unica egida, nel 2003 fonda in Svizzera la Società di Nonterapia, oggi proprietaria dei marchi: un innovativo laboratorio di idee e prodotti per la formazione aziendale 3 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia l’opificio dei viaggi nelle emozioni, dove si creano viaggi a partire da un interesse antropologico e antroposofico. Capire i popoli, le loro culture, i loro riti, sentirne l’anima. Sfatando l’ansia della guarigione e dell’elevazione, a vantaggio dell’essere più divertiti, creativi, rilassati, definisce il metodo simboloimmaginale, che si basa sulle tradizioni astoriche e sui sistemi naturali e pubblica nel 2008 il libro elettronico “Il metodo simboloimmaginale”, edito dalla Società di Nonterapia. Nel metodo simboloimmaginale l’esperienza estetica si propone quale alternativa all’esperienza terapeutica, là dove l’uomo, oltre che parte della realtà oggettiva, sia pure in grado di condividere l’aspetto immaginario del reale, nel quale egli può essere padrone del corso degli eventi, nonché delle vicende del proprio corpo e della propria mente. Oggi Selene Calloni Williams vive a Edimburgo, la capitale UNESCO della letteratura. Dalla Scozia, assai spesso, come sempre del resto, il suo spirito nomade continua a portarla per il mondo, ovunque vi siano ispirazioni da cogliere. 4 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia INTRODUZIONE Sono passati circa tredici anni da quando il mio Maestro mi parlò per la prima volta della gioia. Non posso ricordare esattamente le sue parole, ma ricordo molto bene il suono della sua voce, l'espressione del suo viso e il senso di ciò che egli mi disse. La sua voce aveva il potere di entrare direttamente dentro il mio cuore e, anche quando non capivo il senso di ciò che diceva, essa cambiava dentro di me qualcosa. Sono certa che la sua voce poteva entrare nella programmazione della mia mente fisica, il mio computer inconscio, e mutare molti aspetti del mio destino. Ricordo che la prima volta in cui egli mi parlò della gioia io mi sentivo molto rilassata, faticavo a capire, ma non mi sforzavo di afferrare il senso di ciò che mi diceva. Il suo atteggiamento era così dolce che io provavo piacere nel seguire i gesti delle sue mani, delle sue labbra, nel lasciarmi cullare dal suono della sua voce e mi perdevo in questo piacere. Anni dopo, parlando a qualcuno della gioia, mi è capitato di dirmi: «Ma queste parole io le ho già sentite!» e, all'improvviso, mi sono ritrovata identificata con il mio maestro che mi parlava e, mentre le sue parole uscivano dalle mie labbra, capivo perfettamente il senso di ogni sua frase. In seguito ho scritto quelle frasi, affinché non andassero perdute. Rileggendole anche a distanza di tempo mi è parso che, benché fossero su carta e senza suono, esse conservassero la loro magia. Questa è la ragione per cui ho deciso di riportarle nell'introduzione di questo «Quaderno» dedicato alla gioia: «Ogni volta che stai per prendere una decisione riguardo a qualcosa che devi o vuoi fare, chiediti per tre volte: "Questa cosa che sto per fare mi dà gioia, oppure no?". Se per due volte ti sarai risposta di no, lascia immediatamente cadere quella cosa e riposa nella più totale inazione. La tua mente, di certo, ti assillerà con un grosso quantitativo di dubbi, di sensi di colpa, di paure: ti accuserà di pigrizia, di egoismo, di irresponsabilità e metterà in dubbio tutto il tuo sàdhana. Guarda la tua mente che si agita, ma non darle ascolto, rimani nello stato dì inazione fino a quando un'intuizione nascerà oltre gli ostacoli della tua ragione e ti chiarirà ogni cosa. Allora vedrai dove ciò che stavi per fare ti avrebbe condotto e ti ringrazierai per non averlo fatto, capirai cos'altro devi fare, e lo farai. La gioia è un'energia divina, è la forza che risveglia la coscienza dal suo sonno, è il potere che permette alla vita di evolvere. Fino a quando sei prigioniero de! tuo io lotti per possederla, ma quando sei libero dall'illusione di avere un io, lotti unicamente per lei: allora, come un cavaliere che lotta per liberare la principessa che ama, tu consacri alla gioia ogni tua azione, celebri la sua esistenza e dedichi a lei ogni tuo respiro. La gioia è la coppa del sacro Graal che dobbiamo riconquistare per guarire il nostro pianeta e permetterne l'evoluzione. Questa coppa è nascosta dentro di noi ed è lì che la dobbiamo ritrovare. 5 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Perciò, innanzitutto sii sempre consapevole della gioia che è dentro di te, non lasciarla mai appassire, non soffocarla con assurde pretese, con il pretesto del sacrificio, con il senso della colpa o del rimpianto. La gioia è il centro del tuo essere ed è ciò che ti permette di essere integra, ed essere integra è ciò che ti dà la forza per risvegliarti dal sogno. Il tuo essere è composto di molte parti. Tu hai uno spirito animale, un animo primitivo e uno guerriero, uno spirito infantile, uno spirito creativo, uno spirito magico e uno logico, ecc. Tu hai molte anime e ognuna di queste sta con te per crescere e imparare, per fare esperienza ed evolvere. Ma se tu credi all'illusione del dolore, se ti lasci rapire dalla tristezza, dalla quiescenza, dall'inerzia e dalla noia, allora il tuo spirito animale, il tuo bambino interiore, il tuo mago, il tuo guerriero, il tuo poeta, il tuo animo primitivo, il tuo animo creativo, prima o poi ti lasciano, impossibilitati a vivere nel grigiore della tua illusione. Si tratta di potentissime energie naturali che si separano da te, lasciandoti vulnerabile nel corpo e nella psiche. Solo se vivi nella gioia ogni parte di te è sempre con te. La gioia ha il potere di calamitare le anime e di fare di ogni uomo un essere perfettamente integro. Quando sei integra tutte le parti di te sono con te, unite intorno alla tua gioia; tutte le energie della vita, tutte le forze della natura sono con te, e questo ti dà il potere di risvegliarti dal sogno. La gioia è il grande fuoco intorno al quale si riuniscono e danzano le tue anime. Nella danza le anime si fondono e divengono una sola scia di luce, una girandola incandescente. In questo vortice ardente tu sei liberata dal sogno. Lasciati gioire, lasciati danzare sempre più velocemente, lasciati impazzire, lasciati ardere e bruciare, lasciati perdere, abbi fiducia, non trattenerti, smetti di fare resistenza: non c'è niente che devi fare per risvegliarti, solamente smetti di trattenerti, di fermarti, cessa di fare resistenza. Risvegliati ora, proprio adesso, in questo istante! Se non ti risvegli adesso, non ti ridesterai mai! Abbi fede e lasciati andare, smetti di fare resistenza! Apri gli occhi e fissa la gioia, non distogliere mai lo sguardo dalla sua luce e sarai trasportata al di fuori del sogno. Ci sono vari gradi di sogno, vari stadi di inconsapevolezza che dovrai attraversare prima di raggiungere il risveglio: non distogliere mai il tuo sguardo dalla luce della gioia e non ti perderai nei mondi del sogno. Mentre viaggerai verso il risveglio udirai molte voci tristi e spaventose parlarti di fatti terribili e dolorosi. Si tratta delle voci di Maya, l'illusione, di cui la tua mente è vittima: non dare credibilità a queste voci. Le voci di Maya ti parlano della morte come di un fatto terribile, ma Maya non sa neppure cos'è la morte. Per chi, come te, è sul cammino, la morte e la nascita sono delle tappe di un percorso inarrestabile, perciò non soffrire per la morte quando la vedi arrivare in chi ami o conosci, né temila per te stessa. Le voci di Maya ti parleranno di tremende ingiustizie e atroci sofferenze. Per quanto queste cose possano sembrare reali alla tua mente, coltiva nel tuo cuore la certezza che esse sono pure illusioni e così facendo acquisterai il potere di risvegliare la tua consapevolezza. L'universo è fatto d'amore, abbi fede e lasciati amare. L'ingiustizia non può accadere, le atrocità non sono compatibili con la natura dell'universo e neppure lo è il senso del dolore; tutto ciò è il prodotto dell'illusione della tua mente. Rifiuta di credere in questa illusione, mantieni fisso il tuo sguardo sulla luce della gioia e attraverserai i mondi del sogno fino al più perfetto risveglio. Allora riconquisterai la coppa della gioia e ne verserai l'inesauribile contenuto ovunque vorrai, per sempre. 6 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Non sarai mai in grado di amare questo universo fino a quando non ti deciderai a lasciarti amare, e non potrai mai portare la gioia agli altri fino a quando non l'avrai riconquistata in te stessa, perciò impara a ricevere e gioisci, smettendo di opporre resistenza all'amore e alla gioia che ti si offrono. Del resto, per quanti sforzi tu faccia, non riuscirai mai a impedire a Dio di amarti, potrai solo rimandare l'unione con lui, ma, alla fine, non la potrai evitare. Alcuni credono che si debba andare oltre tutte le forme dell'esistenza, giacché la vera realtà dell'universo è il vuoto e la vera natura dell'essere è la vacuità. Altri credono che l'esistenza sia la vera realtà e che la vera natura dell'essere sia il suo stesso divenire, lo credo nel vuoto e nell'esistenza che si amano e incessantemente si concedono l'uno all'altra. Il vuoto è irreale e anche la creazione è irreale: l'amore tra il creatore e la creazione, tra il vuoto e l'essere, tra lo spirito e la natura: questo è reale. Solo l'amore è vero. Quando vai oltre tutti i mondi del sogno, ti ritrovi al di là dello spazio e del tempo, non hai più alcun punto di riferimento, poiché niente è più possibile, eccetto una sola cosa: l'amore. Allora non esiste più il giorno, né la notte, esiste solo l'amore tra il giorno e la notte. II vuoto è irreale e l'essere è altrettanto irreale, solo l'amore che il vuoto prova per l'essere e che l'essere nutre per il vuoto è reale... e reale è la gioia che l'amore crea. Oltre tutti i mondi del sogno, al di là di tutti i piani di inconsapevolezza e di ignoranza, niente è reale, eccetto la gioia. Ripeti questo nel tuo cuore incessantemente, mentre attraversi i mondi del sogno, e sicuramente giungerai al perfetto risveglio e alla liberazione.» Quaderni di Yoga È una collana che ha lo scopo di offrirli un vasto panorama di tecniche psicofisiche tratte dallo hatha-yoga e dai Tantra. Le tecniche sono divise in sedute per agevolare la tua pratica che potrà essere settimanale, bisettimanale o anche quotidiana, secondo la tua disponibilità e il tuo coinvolgimento. Poiché ogni volume della collana deve poter avere una vita indipendente, abbiamo richiamato alcuni esercizi fondamentali già presenti in Quaderni di Yoga I: ciò ti permetterà di procedere nell'apprendimento senza essere costretto a consultare il volume precèdente. 7 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia LE SEDUTE Praticare lo Yoga in un luogo tranquillo dove si ha la certezza di non essere disturbati è molto importante. Utile è anche creare nel luogo prescelto la giusta atmosfera, bruciando-bastoncini d'incenso o servendosi di essenze profumate, creando penombra o, qualora fosse necessario, servendosi di un'illuminazione tenue e diffusa. Riguardo al sàdhana, ovvero alla disciplina alla quale dovrai attenerti (meditare, praticare posture o il controllo del respiro per tante volte alla settimana o al mese, ecc.) preferiamo non darti regole precise, è meglio che sia tu stesso a scegliere e ad adeguare la tua scelta ai tuoi progressi. Vorremmo però, a questo proposito, suggerirti un pensiero molto profondo tratto dal vivo insegnamento di Sri Anandamayi Ma. Sri Anandamayi Ma, che è detta dai suoi discepoli la Madre Permeata di Gioia, ci pare la figura più adatta ad aprire questo secondo volume dei Quaderni di Yoga dedicato, appunto, alla gioia. Le seguenti parole della Madre sono state da lei pronunciate nel 1948 in risposta a una domanda rivoltale da una donna che si era recata presso di lei in occasione dei darshana (il momento in cui il Maestro si mostra ai discepoli). «Anche se non ti senti incline a meditare, conquista la tua riluttanza e fai una prova. L'abitudine di innumerevoli vite ti spinge nella direzione opposta e ti rende difficile meditare; persevera malgrado ciò! Con la tua tenacia guadagnerai la forza e sarai plasmata; vaie a dire svilupperai la capacità di fare sadhana. Convinci la tua mente che per quanto arduo, il compito dovrà essere fatto. Il riconoscimento e la fama durano solo per breve tempo, essi non t'accompagneranno quando lascerai questo mondo. Se il tuo pensiero non si volge naturalmente verso l'Eterno, fissacelo con uno sforzo di volontà. Qualche severo colpo del destino ti spingerà verso Dio, e questo sarà solo un'espressione della Sua Misericordia. Per quanto doloroso, è con questi colpi che s'impara la propria lezione. L'ostinazione della mente deve essere vinta con risolutezza. Sia che la mente cooperi oppure no, devi essere adamantina nella tua determinazione di compiere senza fallo un certo numero di pratiche - semplicemente perché la sadhana è il vero lavoro dell'uomo.» 'Sri Anandamayi Ma - Vita e insegnamento della Madre permeata di Gioia, S. Maria degli Angeli (Assisi), Vidyananda. 1992, p. 130. 8 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia OTTAVA SEDUTA LA RESPIRAZIONE PURIFICANTE □ Disponi il tuo corpo nella posizione di shavàsana. Questa posizione è solo apparentemente molto semplice: essa, infatti, richiede un'assoluta immobilità del corpo (shavàsana letteralmente significa «posizione del cadavere»), cosa che non è molto facile da ottenere, specie per i principianti. □ Sdraiati tenendo le braccia lungo i fianchi e le mani aperte con le palme rivolte verso l'alto. Le braccia non devono toccare il corpo. Tieni le gambe leggermente divaricate e le punte dei piedi naturalmente cascanti verso l'esterno. Gli occhi sono chiusi e così pure le labbra. I denti non si toccano. La testa è diritta, in linea con il resto del corpo. □ Rimani perfettamente immobile osservando lo spazio buio che si estende infinito davanti ai tuoi occhi chiusi; questo è il cidàkasha, la regione interiore. □ Ricorda che si conquista l'immobilità del corpo attraverso l'abbandono e non costringendo il corpo. Abbandona il tuo corpo sul pavimento come un oggetto che hai lasciato cadere a terra e sul quale non possiedi più alcun controllo. Lascia che il tuo corpo diventi sempre più morbido. □ Ripeti mentalmente il mantra SO 'HAM in sincronia con il tuo respiro spontaneo. Ripeti SO nel corso di ogni inalazione e 'HAM ne! corso di ogni esalazione. □ Lascia che il suono del mantra riempia tutto il tuo spazio mentale e svuota la mente dai pensieri disturbanti. □ Dopo pochi minuti inizia ad allungare il tuo respiro. Respira attraverso il naso in modo sempre più profondo, completo e lento. Anche il suono interiore del mantra diviene sempre più lungo. □ Percepisci il tuo respiro come onde che attraversano ritmicamente il tuo essere fisico ripulendolo dalle tossine e dalle tensioni che hai accumulato. Sii molto attento; osserva e nota se ci sono parti del tuo corpo nelle quali il respiro non entra agevolmente come nelle altre. Se individui zone del corpo chiuse al respiro, concentrati su di esse e invia il tuo respiro proprio in quelle zone. 9 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Lasciati ripulire dalle onde del tuo respiro e senti com'è piacevole. Poi scegli una zona particolare del tuo corpo, una zona che avverti particolarmente debole o sovraccarica e ripulisci con il tuo respiro questa zona in particolare. □ Quando senti di aver completato la pulizia del tuo essere fisico, socchiudi le labbra e prendi a respirare attraverso la bocca, sempre in maniera lenta e profonda, piacevole. Continua a ripetere il mantra SO 'HAM. □ Adesso visualizza il tuo corpo astrale come un corpo di luce che si interpenetra con il tuo corpo fisico e ne fuoriesce di circa trenta centimetri. Senti il respiro che fluisce nel tuo corpo astrale come onde ritmiche e, per mezzo di queste onde, ripulisciti dalle tossine psichiche che hai accumulato nel tuo corpo astrale. Lascia che il tuo respiro porti fuori da te tutti i pensieri e le emozioni negative e sentiti sempre più leggero a ogni respiro. □ Lasciati ripulire dalle tossine psichiche e senti come è piacevole. □ Infine torna al ritmo spontaneo del respiro e, continuando a ripetere mentalmente il mantra SO 'HAM, avverti l'intero tuo essere come una canna di bambù, vuota all'interno. Sentiti come una canna di bambù nella quale il vento della vita scorre senza incontrare ostacoli. SALUTO AL SOLE (SÙRYANAMASKÀRA) Il saluto al sole è una sequenza di posizioni che stimola, uno dopo l'altro, tutti i chakra, armonizzandone il funzionamento e favorendo la circolazione energetica. Il saluto al sole può venire praticato come «esercizio di riscaldamento« all'inizio di ogni seduta di hatha-yoga. Posizione di partenza: in piedi, le mani giunte a preghiera davanti al torace, i piedi paralleli, leggermente distanziati, il corpo diritto. Respirazione: lenta e profonda dal naso. o Inalando solleva le braccia e inarca la schiena all'indietro. 10 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia o o Esalando fletti il busto in avanti, afferra con le mani le gambe stirando dolcemente la schiena. Inalando appoggia le mani a terra e slancia all'indietro la gamba sinistra. Appoggia il ginocchio sinistro a terra e porta lo sguardo verso l'alto. La pianta del piede destro poggia a terra completamente. 11 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia o o Trattenendo il respiro slancia all'indietro anche la gamba destra. Esalando poggia a terra le ginocchia e il torace. Tieni il bacino leggermente sollevato. o Inalando esegui la posizione del cobra. Appoggiando il bacino a terra inarca la schiena sostenendoti sulle braccia. Nella posizione completa le braccia sono completamente distese ma l'osso pubico resta a contatto con il pavimento. Se non riesci a mantenere l'osso pubico a terra tenendo le braccia distese, allora tieni i gomiti leggermente piegati. o o Esalando esegui la posizione della montagna. Sollevati e poggia a terra tutta la pianta dei piedi, anche i talloni. Rivolgi lo sguardo all'ombelico. o Inalando porta in avanti il piede sinistro e appoggialo al centro delle mani. Metti il ginocchio destro a terra e porta lo sguardo verso l'alto. Esalando porta in avanti anche il piede destro, alla stessa altezza del sinistro. Afferra con le mani le gambe e tira dolcemente la schiena. o 12 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia o o Inalando sollevati e inarca leggermente all'indietro la schiena. Esalando ritorna con le mani giunte a preghiera davanti al torace. Ripeti il saluto al sole due o tre volte. Puoi praticare il saluto al sole come «esercizio di riscaldamento» all'inizio di ogni seduta di hatha-yoga. □ Pratica le posture del saluto al sole in maniera «morbida»: non forzare lo stiramento dei muscoli, concentrati piuttosto sul senso del piacere che ti deriva dai movimenti effettuati in modo armonico e in sincronicità con la respirazione. Praticare il saluto al sole tutte le mattine appena svegli è un'ottima abitudine, aiuta a stimolare la ripresa dell'attività muscolare diurna e a mantenere il corpo elastico nel tempo. □ Durante le prime esecuzioni è normale incontrare difficoltà nel coordinare la respirazione con i movimenti, ma con l'allenamento costante tali difficoltà scompariranno. POSIZIONE DEL SALUTO (PRANAMA) È una posizione di raccoglimento. □ Siediti sui talloni, tieni i piedi uniti e le ginocchia leggermente divaricate. □ Porta a terra la fronte, cercando di allontanare il meno possibile i glutei dai talloni. □ Appoggia le mani a terra davanti alla testa, tenendo i gomiti un po' piegati per facilitare il rilassamento delle braccia. è sentirai di nuovo perfettamente rilassata. Mettiti in ascolto del tuo respiro e seguilo con la ripetizione mentale del mantra SO 'HAM. Noterai che, dopo l'esercizio dinamico del saluto al sole, la respirazione un po' affannosa: seguila fino a quando la 13 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Adesso respira in maniera molto lenta e profonda dal naso, sempre ripetendo il mantra. □ Percepisci il respiro muoversi lungo la tua colonna vertebrale. Quando inspiri e ripeti SO il respiro sale, quando espiri e ripeti 'HAM il respiro scende. □ La respirazione fluisce in onde ritmiche nella tua spina dorsale ripulendola da ogni tensione, li midollo spinale è il corrispettivo, nel corpo fisico, della sushumnà-nàdì, il canale pranico principale. Ripulisci il tuo midollo spinale da ogni genere di impurità fisica e psichica mediante il tuo respiro. □ Dopo qualche minuto sciogli la posizione di raccoglimento molto lentamente. LA FARFALLA (POSIZIONE DI RISCALDAMENTO) □ Siediti, metti le piante dei piedi a contatto fra loro e tieni i piedi il più possibile vicini all'inguine. □ Blocca i piedi con le mani così che non scivolino in avanti, poi apri e chiudi ritmicamente le ginocchia. Cerca di spingerle bene verso il pavimento. Questo movimento ti permette di scaldare i muscoli all'interno delle cosce. POSIZIONE DEL RAGNO (POSIZIONE DI CARICA DEI CHAKRA) □ Restando seduto, appoggia a terra le piante dei piedi divaricando le gambe. □ Fletti la schiena e poni il braccio destro sotto il ginocchio destro e il braccio sinistro sotto il ginocchio sinistro, quindi, spingendo i piedi in avanti e divaricando ulteriormente le gambe, scendi verso il pavimento con il tronco. Lascia cadere la testa e chiudi gli occhi. □ Non tenderti al limite massimo delle tue possibilità. È meglio tendersi un po' di meno, ma riuscire a tenere la posizione un po' più a lungo, piuttosto che tendersi molto, ma essere costretti a sciogliere la posizione in breve tempo. Le posizioni dello Yoga, infatti, hanno lo scopo di stimolare non solo i muscoli e le articolazioni, ma anche le strutture più profonde 14 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia dell'essere fisico, gli organi interni e soprattutto i chakra, i centri dell'energia psicofisica. Organi interni e chakra hanno bisogno di più tempo per reagire rispetto ai muscoli più esterni e vengono influenzati dal protrarsi dell'immobilità nella postura. □ Tieni la posizione del ragno restando immobile, rilassato e mantenendo il respiro spontaneo dal naso: avvertirai la tensione diminuire gradualmente. Resta nella posizione fino a quando la puoi mantenere senza fatica, poi scioglila lentamente. Questa posizione carica i chakra, e in particolare i due chakra più bassi, il mùlàdhàra e lo svàdhishthàna, i quali, nell'involucro fisico, corrispondono al medesimo plesso nervoso: il plesso pelvico. Caricare un chakra significa aumentarne l'energia: ciò avviene in tutte quelle posizioni, come in tutte quelle situazioni della vita, nelle quali il corpo, e in particolare la colonna vertebrale, si distende: in queste situazioni, infatti, i chakra si aprono e accumulano energia. Per esempio, una situazione di questo tipo si verifica durante la notte, quando dormiamo. Nel sonno il nostro corpo si distende tanto che al mattino la nostra statura è leggermente più alta. Questa distensione della colonna vertebrale e di tutto l'essere in generale permette una maggiore apertura dei centri energetici che si caricano. La questione non è solo fisica, i chakra riguardano il corpo fisico tanto quanto il corpo vitale (l'insieme dei desideri, emozioni e passioni) e il corpo mentale. Poiché i tre involucri si interpenetrano, la distensione del corpo fisico richiama quella del vitale e della mente. I chakra bassi sono «chakra di terra», ovvero sono connessi con l'energia della terra. Quest'energia rappresenta il nostro potenziale vitale che è per la maggior parte allo stato latente e viene gradualmente ridestato attraverso la pratica dello Yoga. 15 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia IL TRIDENTE (BANDHATRAYA) Si tratta di eseguire simultaneamente le tre contrazioni che abbiamo già presentato separatamente in Quaderni di Yoga I. □ Resta seduto in una postura meditativa (siddhàsana, sukhàsana, padmàsana, o vajràsana) con la schiena ben diritta. □ Inala lentamente e profondamente attraverso le narici, producendo nella gola il suono tipico dell'ujjàyi-prànàyàma. □ Per produrre il suono dell'ujjàyl devi, contrarre leggermente i muscoli all'interno della gola. L'aria che passa attraverso la gola parzialmente contratta produce un suono simile al suono della respirazione durante il sonno. □ La contrazione parziale dell'interno della gola permette di controllare e rallentare al meglio il respiro, poiché restringe i condotti dell'aria all'interno della gola. □ A polmoni pieni trattieni il respiro ed esegui simultaneamente le seguenti tre contrazioni: 1) mula-bandha (contrazione pelvica): contrai lo sfintere anale e l'area degli organi genitali. 2) uddiyàna-bandha (contrazione addominale): contrai tutta l'area addominale, spingendo l'addome all'interno, verso la colonna vertebrale. Se riesci cerca anche di spostare leggermente l'addome verso l'alto. 3) jàlandhara-bandha (contrazione della gola): premi il mento contro il torace senza incurvare le spalle in modo che la gola risulti completamente chiusa e il collo piacevolmente stirato. □ Mantieni le tre contrazioni per il tempo in cui riesci a restare in ritenzione interna del respiro senza sforzarti, poi rilassale simultaneamente e quindi esala. □ Esala sempre dal naso lentamente e profondamente producendo nella gola il suona dell’ ujjàyi. □ Effettua una nuova inalazione con il suono dell'ujjàyì e, a polmoni pieni, esegui di nuovo le tre contrazioni. □ Prosegui per un tempo variabile dai cinque ai dieci minuti. I! bandhatraya unisce i benefici effetti dei tre bandha. Il mulabandha rinforza la muscolatura del pavimento pelvico che sostiene gli organi interni, previene il prolasso dei visceri, migliora la tonicità nell'area perineale, esercita notevoli benefici sugli organi sessuali, ridesta l'energia di terra latente nei chakra bassi e la muove verso l'alto, verso i chakra più alti, dove essa viene utilizzata per creare emozioni, volontà, pensieri, sentimenti, ecc. 16 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia L'uddiyàna-bandha esercita un'ulteriore spinta ascensionale sull'energia di terra (uddìyànabandha significa «volare verso l'alto»), influenza particolarmente il terzo chakra, il manipùra, e massaggia energicamente e stimola gli organi interni. Il jàlandhara-bandha stimola la tiroide ed è molto utile a tutti gli organi interni della gola. Influenza il chakra della gola, il vishuddha-chakra, migliorando l'assertività, la capacità di espressione e comunicazione. Jàla significa «rete», li jàlandhara-bandha agisce sulla rete dei flussi pranici armonizzando le due energie, maschile e femminile. La pratica del bandhatraya accresce l'energia psicofisica di tutti i chakra, aumentando la vitalità e il magnetismo sessuale del corpo, la capacità di sentire e volere dell'essere emotivo e la visione del mentale. È veramente una pratica molto utile e completa. L'ATTO DEL CAPOVOLGERSI ( VIPARITAKARANI-MUDRÀ) □ Dopo aver eseguito il bandhatraya, sdraiati sulla schiena e riposati per qualche istante. Quindi preparati per la pratica della viparìtakarani-mudrà. □ Solleva le gambe a ginocchia piegate e poi raddrizzale. □ Alza anche il bacino sostenendo il corpo con le mani appoggiate sulle reni. □ Il corpo appoggia sul collo e sulle spalle. □ Tieni la posizione a occhi chiusi respirando dal naso. La respirazione risulta prevalentemente addominale, in quanto la gabbia toracica è compressa nella posizione. Accentua volutamente il carattere addominale della respirazione. La posizione di viparìtakarani-mudrà è simile a quella del sarvanga-asana, la «candela» (vedi Quaderni di Yoga I). A differenza della candela, però, viparìtakarani non richiede che il dorso sia tenuto in verticale rispetto al pavimento, ma esso deve avere un'inclinazione di circa 45° e perciò va sostenuto con le braccia. I testi antichi dedicano una grande attenzione all'atto del capovolgere il corpo. . La Hathayoga-pradìpikà afferma: «Per colui che ha l'ombelico in posizione superiore e il palato in quella inferiore, il Sole è in alto e la Luna in basso: questa, chiamata posizione capovolta (viparita-karani) è appresa grazie all'insegnamento di un maestro». E la Gheranda-samhità: «Il sole risiede alla base della regione ombelicale, la Luna alla radice del palato. Poiché il sole consuma l'ambrosia (amrta), l'uomo è schiavo della morte». L'amrta è il simbolo del potenziale vitale ed evolutivo che è prodotto dal chakra lunare, il lalana-chakra, il quale si trova alla radice del palato. Questo potenziale viene normalmente bruciato dal chakra solare, ¡l manipura-chakra, nell'addome. Il gesto del capovolgersi permette allo yogin di preservare il proprio potenziale lunare e ciò gli assicura una maggior resistenza alle malattie e al processo dell'invecchiamento. I testi antichi affermano che la pratica costante delle posizioni capovolte permette all'organismo di bruciare meglio gli alimenti migliorando il proprio metabolismo. Questa pratica è dunque ottima persino per chi ha problemi di sovrappeso. A proposito della viparitakaram-mudrà, la Hathayoga-pradipikà afferma: «Chi la 17 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia effettua giornalmente ha il fuoco gastrico ravvivato, e per questo praticante bisogna preparare una grande quantità di cibo». In senso più globale, l'atto del capovolgersi è un ribaltamento delle abitudini corporee che scuote dalla stasi la coscienza fisica e dà una spinta al processo del divenire dell'energia, dell'evoluzione della vita. Capovolgere il corpo è importante per impedire al corpo di sclerotizzare le proprie energie nella stasi delle abitudini, di mantenersi giovane e per permettere alla coscienza del piano fisico di risvegliarsi. Variante della posizione di avvitamento (posizione di armonizzazione Sole-Luna) □ Sdraiati sulla schiena, tieni le gambe unite e apri le braccia all'altezza delle spalle. □ Solleva la gamba sinistra tenendo piegato il ginocchio. □ Raddrizza la gamba sinistra e lèntamente fai scendere il piede sinistro verso la mano destra. □ Tieni il gomito sinistro a terra e la spalla sinistra più bassa possibile. □ Gira la testa verso sinistra. □ Mantieni il ginocchio destro rilassato. □ Tieni la posizione respirando profondamente dal naso. Essendo il corpo avvitato, la respirazione profonda ti permette di esercitare un dolce massaggio degli organi interni. □ Esegui dall'altro lato. Ritroviamo qui la polarità solare-lunare che abbiamo già incontrato durante la viparitakarammudrà e che riguardava il 18 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia capovolgimento di due chakra: il manipura, il chakra che risiede alla radice dell'ombelico, e il lalana, il chakra, meno conosciuto, che risiede alla radice del palato e che produce l'ambrosia. La polarità solare-lunare è il simbolo della duplice natura del pràna, l'energia della vita: maschile e femminile, attiva e passiva, aggressiva e dolce. Si tratta dei poli opposti di ogni manifestazione che devono essere unificati dalla pratica dello Yoga. La stessa parola hathayoga esprime questo concetto: Ha e Tha sono il Sole e la Luna, il maschile e il femminile. Hatha-yoga è lo Yoga della riunificazione degli opposti. La polarità solare e lunare è presente nell'uomo anche sotto forma di due differenti correnti energetiche che scorrono lungo i nervi-canali situati ai lati della colonna vertebrale. Questi due canali energetici corrispondono alle due narici e vengono chiamati rispettivamente ¡dà, il canale lunare che termina nella narice sinistra, e pingala, il canale solare che termina nella narice destra. La pratica dello hatha-yoga deve condurre alla riunificazione dei due flussi energetici. Questa riunificazione si ottiene spingendo il pràna, che fluisce nei due canali laterali, all'interno del canale centrale, la sushumnà-nàdì, che corrisponde al midollo spinale. La riunificazione delle due opposte forme di energia corrisponde al superamento della visione dualistica, dell'attività discriminante della mente, che impedisce all'uomo di vedere la reale unità dell'esistenza. Le posizioni che producono una torsione della colonna vertebrale, come la presente, lavorano in modo particolare al fine di spingere il pràna, dai due canali laterali, all'interno della sushumnà, il canale centrale, perciò le chiamiamo «posizioni di armonizzazione Sole-Luna». VILOMA-PRÀNÀYÀMA: PRIMA VARIANTE (RESPIRAZIONE FRAZIONATA) □ Seduto in una postura meditativa con la colonna vertebrale ben eretta, chiudi gli occhi e avvicina leggermente il mento al torace per chiudere un po' la gola: ciò facilita il controllo del respiro. □ Inala attraverso il naso in maniera frazionata e ritmica: inala per due secondi poi trattieni il respiro per due secondi, inala ancora per due secondi e ancora trattieni il respiro per due secondi. Continua così fino a che avrai completato il riempimento dei polmoni. □ Esala lentamente e completamente dal naso, preferibilmente con il suono dell'ujjàyì che ti aiuta a controllare l'esalazione. 19 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Durante le brevi e ripetute fasi di ritenzione del respiro esegui il muia-bandha, la contrazione pelvica, così come è descritta qui sopra nell'esposizione del bandatraya. □ Pratica il viloma-prànàyàma da un minimo di cinque minuti fino a un massimo variabile, in base alla tua esperienza, dai dieci ai trenta minuti e più. Viloma è un prànàyàma fondamentale: esso stimola i movimenti pranici impedendo all'energia vitale di fissarsi in percorsi, forme e modi abitudinari che causano l'indurimento dei tessuti corporei e la rigidità degli schemi mentali. La stimolazione profonda delle correnti energetiche porta, naturalmente, alla stimolazione dei chakra, a una visione mentale ed emotiva sempre più elastica e aperta, a un corpo che, non indurendosi, è in grado di contrastare il processo dell'invecchiamento. L'apparato muscolare respiratorio viene reso più elastico dalla pratica del viloma e tutto l'organismo viene ripulito dalle tossine e ossigenato profondamente. Consigliamo vivamente la pratica del viloma-prànàyàma anche al di fuori delle sedute di hathayoga. È possibile praticare il viloma-prànàyàma anche stando sdraiati nel letto. In questo caso è preferibile praticare l'inspirazione frazionata alla mattina, mentre si praticherà il viloma frazionando l'esalazione (seconda variante) alla sera. Ciò è dovuto al fatto che, mentre le ritenzioni interne del respiro hanno un effetto attivante, le ritenzioni esterne hanno un influsso calmante sull'energia vitale. In seguito prenderemo in esame più dettagliatamente la seconda variante del viloma-prànàyàma, la quale prevede il frazionamento dell'esalazione. MEDITAZIONE SUL CHAKRA DEL CUORE □ Sdraiati in shavàsana, la «posizione del cadavere». □ Rilassati profondamente contemplando il cidàkàsha, lo spazio buio che si estende infinito dinnanzi ai tuoi occhi chiusi. □ Quando avvertirai tutto il tuo corpo abbandonato e il tuo respiro calmo, rivolgi l'attenzione al centro del torace, all'altezza del cuore: qui vi è il tuo quarto chakra, l’anàhata. □ Visualizza una luce color acquamarina, tra il verde e l'azzurro, in corrispondenza del quarto chakra. Ripeti mentalmente il mantra YAM, la vibrazione sonora che corrisponde al chakra del cuore. Lascia che gradualmente la sensazione del colore divenga sempre più chiara e intensa. □ Percepisci l'anàhata-chakra come un passaggio, un tunnel di energia color acquamarina: senti che questo passaggio è senza fine. Uno spazio infinito è all'interno del tuo torace: respira in questo spazio. Lascia che il tuo respiro divenga più lento e profondo. A ogni inalazione entra con il tuo respiro e la tua consapevolezza all'interno del passaggio, a ogni esalazione ritorna in superficie. E così, respirando sempre più lentamente e completamente, entra sempre più in profondità all'interno del tuo chakra. □ Molto in profondità all'interno del chakra del cuore risiede il Maestro interiore. 20 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Entra in contatto con il tuo Maestro, medita sulla sua presenza nelle profondità del tuo chakra del cuore. Chiedi al tuo Maestro di guidarti sulla via del risveglio e da' a lui la tua piena fiducia e disponibilità. □ Lascia che la luce color acquamarina esca dal tuo torace e ti circondi. Senti il Maestro che ti avvolge, abbandonati al suo abbraccio e compi in sua presenza il tuo abbandono, il dono di te. Ripeti nel tuo cuore queste parole: «Maestro, ti affido il mio essere, ti prego, non lasciare che esso continui a vagare nell'illusione dell'ego, guidalo al risveglio». La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 21 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia NONA SEDUTA CONTEMPLAZIONE DEL TERZO OCCHIO □ Siediti in una postura meditativa (sukhàsana, siddhàsana, o padmàsana). □ Chiudi gli occhi e, sotto le palpebre, porta lo sguardo verso l'alto, verso il centro tra le sopracciglia, il terzo occhio, l'ajna-chakra. □ Mantieni i tuoi occhi fissi verso l'alto, appoggia le mani a terra ai lati del corpo, lascia cadere le spalle e la testa. □ Ripeti mentalmente il mantra AUM. □ Senti il tuo corpo diventare sempre più morbido, abbandonato e rilassato. Senti la forza di gravità che attira ogni singola parte del tuo corpo verso il basso: abbandona il tuo corpo alla forza della gravità. Contemporaneamente avverti la tua energia sottile salire verso l'alto, verso il terzo occhio. □ Resta a contemplare le due forze opposte: la forza esterna della gravità che attrae il tuo corpo fisico verso il basso e la forza interna che sale verso il terzo occhio attratta dal tuo stesso sguardo e dalla tua concentrazione. □ Continua a ripete il mantra AUM. □ Dopo qualche minuto ti sentirai rilassato e contemporaneamente sentirai di aver attivato le tue energie sottili. VILOMA-PRÀNÀYAMA: SECONDA VARIANTE (RESPIRAZIONE FRAZIONATA) □ Restando seduto nella postura meditativa che hai scelto, rilassa adesso i tuoi occhi, mantenendoli sempre chiusi, ed esegui la seconda variante del viloma-prànàyama. □ Inala lentamente e profondamente dal naso, producendo nella gola il suono dell'ujjàyi. □ Esala a frazioni: espira per due secondi, trattieni il respiro per due secondi, espira per due secondi, trattieni il respiro per due secondi, ecc. □ Pratica il vitoma-prànàyàma da un minimo di cinque minuti fino a un massimo variabile, in base alla tua esperienza, dai dieci ai trenta minuti e più. Saluto al sole (sequenza di più posizioni) Esegui due o tre saluti al sole per preparare il tuo corpo alle posizioni successive. 22 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia POSIZIONE DELLA FOLGORE DISTESA (SUPTA-VAJRÀSANA) (posizione di scarica dei chakra bassi) Come tutte le posture che producono un inarcamento della colonna vertebrale, e quindi un movimento di chiusura delle vertebre, questa posizione scarica l'energia in eccesso, che può essere disturbante, dai chakra (mùlàdhàra, svadhishthàna, chakra delle ginocchia, dei piedi, inoltre chakra della gola, nella terza fase, e manipùra-chakra, nella quarta fase). □ Siediti in mezzo ai talloni; non importa se i glutei non toccano il pavimento: vedrai che con la pratica costante riuscirai a sederti comodamente. Se dovessi avere molta difficoltà puoi mettere un piccolo cuscino o un asciugamano arrotolato sotto i glutei. □ I piedi vanno tenuti diritti in modo tale che tutto il collo del piede poggi a terra. Questa posizione comprende varie fasi, vari livelli di esecuzione. Prima fase □ Appoggia le mani a terra dietro la schiena, il più lontano possibile dal corpo: questa è la prima fase della posizione nella quale ti consigliamo di sostare per qualche istante prima di passare alle fasi successive: questo ti permetterà di stirare i muscoli in modo graduale, senza traumi e, alla fine ti consentirà anche di mantenere più a lungo la postura. Seconda fase □ Adesso, se riesci, appoggiati sui gomiti. Puoi lasciare cadere la testa all'indietro per non affaticare i muscoli del collo. Se non riesci ad appoggiarti sui gomiti mantieni la prima fase della posizione. 23 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Terza fase □ Appoggia a terra la sommità della testa, stacca le mani dal pavimento e appoggiale alle cosce. Questa fase del supta-vajràsana influenza notevolmente il chakra della gola. Quarta fase □ Appoggia a terra le spalle e distendi più che puoi la schiena. □ Le ginocchia non devono mai sollevarsi da terra. □ Scegli di eseguire la fase della posizione nella quale puoi ottenere il miglior stiramento senza eccessiva fatica o dolore e tienila per un tempo variabile dai tre ai dieci minuti. Ammesso che tu non ne sia già in grado, con l'allenamento costante potrai arrivare a praticare tutte le fasi della postura. Oltre a riequilibrare le energie dei chakra, questa postura ti permette di allungare i muscoli anteriori delle cosce dai quali dipende il buon assetto della schiena. Molto spesso la pratica di questa postura risolve dolori di schiena causati da un'eccessiva rigidità della muscolatura anteriore delle cosce. Anche gli organi addominali, specie nella quarta fase, vengono beneficamente distesi. Posizione dell'elefante (posizione di carica dei chakra) □ Dopo aver eseguito il supta-vajràsana, sciogli bene le gambe, se necessario massaggia le ginocchia e il collo dei piedi. Quindi portati in piedi. □ Tieni i piedi diritti e perpendicolari alle spalle. □ Piega le ginocchia in modo che le cosce risultino orizzontali rispetto al pavimento. □ Appoggia le mani a terra subito davanti ai piedi e senti le ginocchia a contatto con le braccia. □ Respira in maniera lenta e profonda dal naso, preferibilmente accompagnando il tuo respiro con il suono dell'ujjàyì che ti aiuta a rallentarlo. 24 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Durante l'inalazione raddrizza le ginocchia cercando di sollevare il meno possibile le mani da terra. Durante l'esalazione piega nuovamente le ginocchia così da portare le cosce orizzontali al pavimento. □ Continua così fino a quando le gambe inizieranno ad affaticarsi, allora sciogli là posizione. La postura dell'elefante è molto utile alla schiena e inoltre rinforza la muscolatura delle gambe. Rappresenta una contro-posizione ideale alla precedente, infatti apre le vertebre, incurvando la colonna vertebrale e carica di energie nuove i chakra, in special modo il manipùra, lo svàdhishthàna e il mulàdhàra. POSIZIONE COMPLETA DI TORSIONE (posizione di armonizzazione Sole-Luna) Questa posizione comprende due fasi, una facilitata e l'altra completa. Prima fase □ Siediti con le gambe distese in avanti. □ Piega la gamba destra verso l'interno e appoggia il piede destro vicino al gluteo sinistro. □ Appoggia il piede sinistro a terra al di là del ginocchio destro. □ Tieni il ginocchio sinistro verticale al pavimento. □ Appoggia la mano sinistra a terra dietro la schiena. □ Porta il braccio destro al di sopra della gamba sinistra e afferra con la mano destra il ginocchio o la caviglia sinistra, oppure tieni libera la mano se non arrivi ad afferrarti né al ginocchio né alla caviglia. □ Spingi bene indietro verso sinistra la spalla sinistra e ruota anche il collo verso sinistra. □ Respira profondamente dal naso. La respirazione profonda nelle posizioni in cui il corpo è avvitato ti permette di esercitare un dolce massaggio degli organi interni. 25 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Resta per qualche secondo nella prima fase della posizione per permettere ai muscoli di allungarsi gradualmente, poi prova ad eseguire la fase completa. Seconda fase □ Passa l'avambraccio destro al di sotto del ginocchio sinistro, facendo attenzione che il braccio destro sia appoggiato alla gamba al di sopra del ginocchio e non scivoli al di sotto. □ Circonda con il braccio sinistro la schiena e allaccia le mani. □ Se non riesci ad allacciare le mani, mantieniti nella prima fase della posizione. □ Tieni la posizione per due, tre minuti, con il respiro profondo. □ Esegui dall'altro lato nel seguente modo: □ Piega la gamba sinistra verso l'interno e appoggia il piede sinistro al gluteo destro. □ Appoggia il piede destro a terra al di là del ginocchio sinistro. □ Appoggia la mano destra a terra dietro la schiena e, passando il braccio sinistro sopra la gamba destra, afferra con la mano sinistra il ginocchio o la caviglia sinistra, oppure tieni libera la mano se non arrivi ad afferrarti alla gamba sinistra. □ Dopo qualche secondo prova ad eseguire la fase completa, passando il braccio sinistro sotto il ginocchio destro, il braccio destro intorno alla schiena e allacciando le mani. 26 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Questa postura ti permette di riequilibrare le tue energie. Il suo apprendimento può sembrare un po' complesso, ma dopo le prime volte, l'esecuzione risulta già automatica. MEDITAZIONE SULLA FIAMMA DELLA CANDELA (TRÀTAKA) □ Accendi una candela e siedi in una postura meditativa a circa un metro di distanza dalla candela. □ Mantieni il tuo sguardo fisso sulla fiamma. Probabilmente, dopo breve tempo, i tuoi occhi prenderanno a lacrimare. Non preoccuparti di questo e, se ti è possibile, continua a mantenere il tuo sguardo fisso. Il tràtaka è considerato una pratica utile alla salute degli occhi e alla capacità visiva. □ Mentre fissi la fiamma, respira in modo spontaneo attraverso la bocca. La respirazione dalla bocca accentua gli effetti psichici del tràtaka in quanto la modalità respiratoria influisce sull'energia mentale ed emotiva. Un cambiamento della modalità respiratoria abituale modifica lo stato interiore, facilitando la concentrazione e il contatto con il Sé profondo, dal quale i nostri abituali schemi mentali, i nostri modi di ragionamento comuni, ci tengono lontani. 27 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Se vuoi scoprire aspetti di te dei quali non hai mai fatto esperienza prima, devi fare qualcosa che non hai mai fatto prima, devi cambiare i tuoi schemi energetici così da modificare la tua visione e il tuo sentire. Perciò, a volte, le pratiche dello Yoga possono apparire cosi strane, poiché il loro scopo è spezzare le catene delle tue abitudini vitali e mentali. Lo Yoga non è assimilabile a una ginnastica fisica o mentale, perciò non legarti, come fanno alcuni, al concetto di allenamento. Non applicare i soliti schemi mentali a qualcosa che è fatto per rompere ogni schema e condurti alla liberazione. Puoi protrarre il tràtaka dai venti minuti fino a un'ora e più. Contemplazione in shavasana Il tràtaka è una pratica che richiede un po' più di tempo rispetto ad altre. Dopo questa pratica puoi terminare la tua seduta. Prima, però, resta per qualche minuto sdraiato in shavasana, testimone di tutto ciò che passa attraverso di te in questi istanti che seguono una profonda pratica di concentrazione. La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 28 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia LA SANA RIBELLIONE Giurai che non avrei sofferto per la tristezza e la stupidità del mondo, per la sua crudeltà ed ingiustizia; resi perciò il mio cuore duro e resistente come una macina di mulino e diedi alla mia mente la levigatezza dell'acciaio. Non soffrii più, però la gioia mi aveva abbandonato. Allora Dio spezzò il mio cuore e arò la mia mente. Attraverso un'angoscia crudele ed incessante mi innalzai fino ad una beatifica assenza di dolore, e attraverso la sofferenza, l'indignazione e la ribellione, fino a un'infinita conoscenza e ad una pace immutabile. Sri Aurobindo, Pensieri e aforismi, Milano, Arka, 1985, p. 344 L'intelligente è in rivolta permanente. Solo lo stupido è sempre obbediente. Osho Rajneesh (Tratto da Osho Times International, febbraio 1996, Pune, Tao Publishing Pvt. Ltd.) Sat è Cit ed è Ànanda, dicevano gli antichi: l'Esistenza è Coscienza ed è Gioia. Tutto ciò che esiste è Gioia, eppure noi spesso abbiamo paura di certe esperienze della vita poiché riteniamo che in esse sia contenuta sofferenza, aggressività, durezza. La paura è un freno che si oppone al fluire dell'energia vitale, un meccanismo che vuole rallentare, ostacolare, deviare, modificare l'ineluttabile. La paura ci frena e chiude a tal punto dinnanzi a certe esperienze della vita (quelle nelle quali siamo portati a credere che vi sia in agguato il dolore), che realmente noi finiamo per soffrire, ma la nostra sofferenza è data dal nostro chiuderci, irrigidirci, frenarci e indurirci, non è data in realtà da ciò che accade, poiché nulla può esistere e accadere, nella realtà, eccetto la gioia. Se riusciamo a vincere la paura e ci abbandoniamo senza riserve all'esperienza, allora scopriamo che anche là dove noi temevamo vi fosse in agguato il dolore, vi è delizia e pace. Puoi sperimentare questa verità in modo molto semplice, nelle piccole cose che ti possono accadere abitualmente. Per esempio mentre sei per strada e inizia a piovere all'improvviso. Quando piove all'improvviso e la gente non ha pensato a portare con sé un ombrello, tutti iniziano a correre, cercano riparo, si coprono il capo con la giacca o con il giornale. La pioggia improvvisa all'inizio è molto fastidiosa, l'ipotesi di un raffreddore è la prima cosa a cui la mente pensa. Ma se ti rilassi profondamente e dentro di te sorridi alla pioggia, se la vedi come una benedizione, come una delle infinite mani del Divino che ti tocca, provi solo un senso di gioia profonda e la pioggia non può più farti del male o infastidirti in nessun modo. Se ti sdrai in un campo a meditare, può darsi che le formiche o i grilli ti infastidiscano sulle prime, ma se veramente riesci a lasciarti andare, se ti abbandoni alla natura totalmente e ti senti fino in fondo parte del tutto, alla fine scopri proprio nella formica che ti cammina sulla mano o nel grillo che ti salta sul viso un principio di dolcezza, di amore e dì armonia infinito. Ciò che vale per le piccole cose è altrettanto valido per le più grandi. Quando ti accade qualcosa che la tua mente si rifiuta di accettare perché lo giudica ingiusto e tutto il tuo essere si irrigidisce perché non accetta, si chiude all'energia della vita perché non vuole sentire, non 29 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia vuole esserci: allora la tua anima, la sola che potrebbe levare il sigillo ai tuoi occhi e farti vedere la gioia nascosta, viene soffocata in una morsa dura e fredda, l'esistenza pare congelarsi e oscurarsi. In queste condizioni non puoi fare veramente esperienza di ciò che ti sta accadendo, in realtà sperimenti solo la tua chiusura, la tua rigidità, la tua paura e il soffocamento della tua anima. Nessuno potrà mai negare che tu stia soffrendo, ma se osservi bene, tu vedrai che il tuo dolore viene da dentro di te, è prodotto da te, tu ne sei l'origine, ne determini l'intensità e la durata. Il dolore è sconfitto quando vinci la tua paura di soffrire, ti abbandoni a ciò che ti sta accadendo, accetti di fare l'esperienza, dici di sì, ti rilassi e ti apri, allora scopri che in ciò che temevi è nascosto un principio d'amore, di delizia e di pace. Per poter sconfiggere il dolore devi lottare contro i tuoi automatismi. È automatico per te soffrire quando ti succede la tale o la talaltra cosa, chiunque lo farebbe se fosse al tuo posto; tutti sanno che quando la tale cosa succede si piange, perché la tale cosa è ritenuta una disgrazia. Allora, quando la tale cosa succede a te, anche tu piangi, se non lo facessi ti sentiresti un cinico o quantomeno fuori posto. Sei talmente condizionato che non ti fermi nemmeno un attimo a soppesare l'ipotesi contraria; sei così ipnotizzato che non ti sfiora neppure l'idea che ciò che è successo potrebbe invece essere positivo se osservato in un'ottica non egoista, in modo rilassato. Essere ipnotizzati significa essere condizionati a dare al tal tipo di accadimento il tal tipo di risposta. Il condizionamento responsabile della nostra sofferenza consiste nella nostra abitudine inconscia a prestare orecchio alla paura che si genera dal nostro ego dinnanzi a quegli avvenimenti che vengono a privarci di qualcosa o a negarci qualche possibilità. Al momento della nascita della paura, la sofferenza non esìste ancora, ciò che esiste è solo la paura del nostro ego di soffrire. La paura generata dall'ego provoca l'irrigidimento, la chiusura, il rifiuto di tutto l'essere alla vita, chiude l'anima nella morsa che la soffoca e da tutto ciò nasce la nostra sofferenza. Il condizionamento attiva in noi processi così automatici e rapidi che ci è impossibile fare veramente esperienza di ciò che ci accade; noi facciamo esperienza solo del nostro irrigidimento, del nostro soffocamento. Ciò che alimenta il nostro condizionamento è qualcosa di non ben definibile, come una vibrazione, che incessantemente si ripete e si ripete, sempre uguale a se stessa, nelle nostre orecchie e dinnanzi ai nostri occhi, perciò parliamo di ipnotismo. Quando ascolti la gente intorno a te parlare di un tal avvenimento con note tristi, quando leggi un giornale, quando ascolti la televisione, quella vibrazione che sa di dolore è lì, è dentro il modo di raccontare, è dentro il suono stesso delle parole, si ripete e si ripete, alimentando il tuo condizionamento. Hai fatto conoscenza della vibrazione dal sapore di dolore fin dall'istante in cui sei venuto al mondo, l'hai assorbita con la prima boccata d'aria che hai respirato, eppure liberartene adesso ti è possibile, ti è sempre stato possibile. La liberazione dall'ipnotismo passa attraverso una sana dose di ribellione, proprio come dice Aurobindo. Ribellarsi al modo comune, abituale di percepire la vita per avvicinare ogni esperienza come fosse unica, con una coscienza vergine, incontaminata dal «senso comune», assolutamente libera: questa è la liberazione dall'ipnotismo. 30 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Per ridestarti dall'ipnotismo generale devi ribellarti internamente a ogni fonte che alimenta il tuo condizionamento a creare dolore: questa è la «Rivoluzione della Coscienza», la sola che possa veramente portare l'uomo e il mondo a un reale cambiamento. «Ribellarti internamente» a qualcosa significa screditare, togliere ogni autorità a quella cosa. Togli al «senso comune» ogni autorità: il «senso comune» neppure assomiglia lontanamente alla verità delle cose e alla saggezza degli illuminati. Togli autorità al «senso comune» e riprendi questa autorità per te stesso. Sei tu e solo tu che hai l'autorità di decidere come devi percepire la vita e quale senso dare agli avvenimenti della vita, perciò dimentica tutto ciò che ti è stato insegnato a riguardo e ripulisci la tua consapevolezza da tutti i condizionamenti. Hai diritto a vivere la tua vita in prima persona, da protagonista, perciò non lasciare che sia il «senso comune» a decidere per te. 31 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia IL DOLORE E IL SUPERAMENTO DEL DOLORE Odiavo ed evitavo il dolore, provando risentimento perché mi veniva inflitto; ma scopro adesso che se non avessi così sofferto, non possiederei ora, ben forgiata e perfezionata nella mia mente, nel mio cuore e nel mio corpo, questa capacità di somma delizia infinitamente sensibile. La sofferenza ci rende capaci di sopportare l'intera forza del Signore delle Delizie; essa ci rende capaci di sopportare anche l'altro gioco del Signore del Potere. Il dolore è la chiave che apre le porte della forza; è la strada maestra che conduce alla città della beatitudine. Sri Aurobindo, Pensieri e Aforismi, cit. Solo per aver sofferto puoi ribellarti alla sofferenza. Ogni cosa porta in sé l'energia per il proprio superamento: così il dolore porta in sé la volontà di ribellarsi al dolore, la capacità di ridestarsi dall'ipnotismo. La volontà di ribellarsi al dolore viene dall'avere sofferto. Questa volontà ci dà la possibilità di vivere ciò che ci accade senza opporre resistenza. Il dolore nasce dalla paura dell'ego che ci chiude alle esperienze della vita e soffoca l'anima. Ma la paura dell'ego è destinata a divenire un meccanismo autodistruttivo. Infatti, quando è nella propria disperazione, l'ego vive tutta la propria impotenza, la propria irrilevanza. Allora, dal profondo dell'essere nasce il senso dell'infinito e dell'onnipotente al quale l'uomo si sottomette e si arrende mentre, in questo «surrender», l'ego e il dolore di cui esso è fonte svaniscono. Dunque è proprio quando all'ego pare di aver perso tutto, che tutto può essere conquistato. Se nel baratro scuro del dolore si accende il senso dell'infinito, il richiamo della spiritualità, se l'anima, presa nella morsa del dolore, è capace di urlare e se questo urlo viene udito, allora il dolore stesso diviene lo strumento per accedere alla vera gioia attraverso il «surrender», l'abbandono al Divino, il Signore delle Delizie. 32 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia DECIMA SEDUTA A partire da questa seduta inizieremo a servici di un semplicissimo strumento molto utile nella pratica dello Yoga: la bandana. La bandana può essere un foulard o qualsiasi pezzo di stoffa tu possa legarti intorno alla testa allo scopo di bendare i tuoi occhi. HII... FUU: LA RESPIRAZIONE SONORA □ Siedi in una posizione meditativa e copri i tuoi occhi con la bandana. □ Inala ed esala profondamente dalla bocca producendo il suono del mantra Hii... Fuu. □ Produci il suono Hii durante l'inalazione e il suono Fuu durante l'esalazione. □ In questa respirazione l'inalazione è molto lenta: per produrre il suono Hii devi tenere i denti vicini e le labbra socchiuse, ciò contribuisce a rallentare l'inalazione. L'esalazione invece è veloce, cade nel corpo come un profondo sospiro. Senti che l'esalazione ha un effetto catartico, liberatorio. Ogni volta che l'aria esce dal tuo corpo puoi svuotarti delle tue tensioni e liberarti dalle tossine, fisiche e psichiche, che hai accumulato. □ Mentre respiri fa' oscillare il tuo corpo lievemente ma ritmicamente, in modo costante. □ Respira in modo molto profondo. Se il tuo corpo non è abituato all'ossigenazione prodotta dalla respirazione profonda, dopo breve avvertirai sensazioni particolari, un po' strane. □ Forse sentirai la testa leggera, una certa sensazione di euforia, formicolio nelle mani, ecc. Non preoccuparti per queste sensazioni, non sono pericolose, continua la pratica. Solo se avvertirai sensazioni sgradevoli o dolorose, allora dovrai sospendere: ciò è comunque da prendere come indice di una eccessiva intolleranza o debolezza del tuo fisico causata da una patologia o da particolari condizioni di depressione organica. In caso di buona salute la respirazione profonda, anche protratta per diverso tempo, non può che portare benefici al corpo, alla mente e allo spirito. Non aver paura di respirare. Il respiro è vita, non aver paura della vita. Lasciati respirare, lascia che il respiro apra tutto il tuo corpo, non opporre resistenza al respiro, non opporre resistenza alla vita. □ Respira per un tempo variabile dai cinque ai venti minuti. Poi sdraiati. Contemplazione in shavàsana □ Sdràiati in shavàsana e resta a osservare tutte le sensazioni del tuo corpo: gli effetti della respirazione profonda che hai appena fatto e tutte le altre sensazioni che riesci ad avvertire. □ È possibile che dopo la respirazione profonda si produca una apnea spontanea prolungata nella quale avvertirai una sensazione di profondissimo rilassamento. 33 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Saluto al sole (sequenza di più posizioni) Fai una o due esecuzioni consecutive. Breve rilassamento in shavàsana Distenditi per alcuni minuti nella posizione del cadavere e segui il tuo respiro spontaneo con la ripetizione mentale del mantra SO 'HAM. Senti che la tua respirazione si normalizza. Varianti del sarvàngàsana (la candela) (posizione di carica del vishuddha-chakra) □ Disponiti nella posizione di shavàsana alzando le gambe a ginocchia piegate e poi raddrizzandole. □ Solleva il bacino. □ Premi con le braccia contro il pavimento e cerca di sollevare la schiena il più possibile fino a che senti di aver appoggiato a terra solo le vertebre cervicali e, ovviamente, la testa. □ Appoggia le mani sulla schiena. Adesso devi cercare di raddrizzare bene la schiena: per fare ciò porta le mani il più possibile verso le spalle e avvicina più che puoi i gomiti tra loro. 34 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Nella posizione il mento è premuto contro il torace e tutto l'interno della gola è stimolato. Tutti gli organi del corpo risultano capovolti e vengono dunque tonificati dal mantenimento della posizione. Questa posizione ricarica il vishudda-chakra, il chakra della gola, che è quei centro che trasforma la nostra energia vitale nella capacità di esprimere i nostri pensieri e le nostre emozioni. Come hai assunto la posizione esegui subito le varianti. Prima variante □ Piega la gamba destra e appoggia la pianta del piede destro all'interno del ginocchio sinistro. □ Spingi bene in fuori il ginocchio destro, cosicché la gamba destra disegni un triangolo il più possibile piatto. 35 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Tieni immobile la posizione per trenta, sessanta secondi e poi solleva la gamba destra. □ Raddrizza bene la schiena e quindi piega la gamba sinistra e appoggia la pianta del piede sinistro all'interno del ginocchio destro spingendo bene in fuori il ginocchio sinistro. Mantieni l'immobilità per altri trenta, sessanta secondi. Seconda variante □ Porta lentamente il piede destro verso terra oltre ¡1 capo. Non importa se il piede destro non arriva fino a terra, cerca di tenere immobile la gamba sinistra. □ Tieni immobile la posizione per trenta-sessanta secondi e poi solleva la gamba destra. □ Raddrizza bene la schiena e quindi porta verso terra il piede sinistro, tenendo ferma la gamba destra. □ Mantieni l'immobilità per altri trenta-sessanta secondi. Terza variante □ Porta il piede destro a terra dinnanzi al corpo cercando di tenere la gamba sinistra il più possibile verticale rispetto al pavimento. Tieni per trenta-sessanta secondi. □ Solleva la gamba destra, raddrizza bene la schiena e quindi porta a terra il piede sinistro cercando di tenere la gamba destra il più possibile in verticale. □ Mantieni l'immobilità per altri trenta-sessanta secondi. 36 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia POSIZIONE DEL MEZZO ARATRO (ARDHA-HALÀSANA) (posizione di carica dei chakra) □ Immediatamente dopo aver eseguito le varianti di sarvàngàsana, senza riportare a terra la schiena, appoggia le ginocchia piegate alla fronte e riposa nel «mezzo aratro» tenendo gli occhi chiusi e il respiro spontaneo dal naso. In questa postura la tua colonna vertebrale è dolcemente incurvata e i tuoi chakra, in special modo il manipura, si ricaricano. □ Sciogli non appena ti stanchi. ROTAZIONI DEL COLLO □ Dopo le posizioni di appoggio sul collo è sempre bene fare alcune rotazioni molto lente e complete del collo, restando seduti a gambe incrociate. KRÌYÀ DEL LOTO DEL CUORE Questa kriyà è accompagnata da un gesto simbolico delle mani attraverso il quale ci aiutiamo a muovere l'energia verso il quarto chakra, il chakra del cuore. □ Siediti in una postura meditativa a occhi chiusi. □ Disponi le mani in grembo, la sinistra sopra la destra con le palme rivolte verso l'alto. 37 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Respira lentamente e profondamente dal naso producendo sia durante l'inalazione, sia durante l'esalazione, il suono dell’ujjàyì nella gola. □ Durante l'inalazione solleva l'energia della Terra dal primo chakra fino al chakra del cuore accompagnando questo movimento sottile con il movimento della tua mano sinistra che, sfiorando il corpo, si alza fino al'altezza del torace. □ Appoggia la mano sinistra al centro del torace e trattieni brevemente il respiro. Nel corso della durata della ritenzione del respiro, ripeti mentalmente, in modo lento, ritmico e continuo, ilmantra YAM (YAM è il blja-mantra, o mantra-seme, che corrisponde al quarto chakra). □ Esalando spingi il braccio sinistro verso l'esterno, come dovessi, con la mano sinistra, allontanare qualcosa dal corpo. Attraverso il braccio e la mano sinistra restituisci l'energia della Terra al cosmo. 38 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ In ritenzione esterna del respiro riporta la mano sinistra in grembo e appoggia la mano destra sulla fronte. Durante l’inalazione successiva fai scendere l’energia del Cielo simultaneamente abbassa la mano destra lungo il corpo. Raggiungi l'altezza del cuore e appoggia la mano destra al centro del torace. □ Trattieni brevemente il respiro ripetendo mentalmente il mantra YAM. 39 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Esalando spingi il braccio destro verso l'esterno e, attraverso la mano destra, restituisci l'energia del Cielo al cosmo. □ A polmoni vuoti riporta la mano destra in grembo e poi, sollevando la mano sinistra, ricomincia un nuovo ciclo. □ Continua per cinque-dieci minuti. La kriyà del loto del cuore è una pratica meditativa molto bella e profonda che ti lascia con una piacevole sensazione di benessere e di pace, dovuta all'apertura del chakra del cuore. POSIZIONE DELLA CONCHIGLIA (SHANKHÀSANA) (posizione di riposo) □ Restando seduto piega le gambe in modo da portare le ginocchia verso il torace. Circonda le gambe con le mani e appoggia la fronte alle ginocchia. Se la fronte non arriva ad appoggiarsi alle ginocchia, metti le braccia sovrapposte sulle ginocchia e appoggia la fronte sulle braccia. □ Mantieni la posizione a occhi chiusi con il respiro spontaneo ascoltando il piacevole stiramento della colonna vertebrale. 40 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Puoi ripetere mentalmente il mantra SO 'HAM in sincronia con la tua respirazione spontanea. POSIZIONE DELLA PINZA DIVARICATA: VARIANTE LATERALE (variante del pashcimottanàsana) □ Stando seduto, divarica al massimo le gambe. □ Afferra con la mano destra la gamba destra oppure, se ci arrivi, il piede destro. □ Scendi con il fianco destro lungo il braccio destro. □ Porta il braccio sinistro al di sopra della testa e afferra con la mano sinistra il braccio destro. □ Mantieni immobile la posizione dai due ai cinque minuti a occhi chiusi e respirando spontaneamente dal naso. □ Esegui dall'altro lato. Questa posizione stira i muscoli della gambe, i fianchi e permette l'armonizzazione dell'energia solare e lunare. 41 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia MEDITAZIONE ATTRAVERSO LA VISUALIZZAZIONE □ Stai camminando in una città affollata, piena di gente, di macchine, di traffico. □ Improvvisamente senti che i tuoi piedi non toccano terra, le tue gambe si muovono ma i tuoi piedi non toccano la terra. □ Piano piano ti senti sollevare nell'aria. Sali fino ad arrivare al di sopra della testa delle persone... e sali ancora. □ Arrivi fino all'altezza dei primi tetti delle case... e sali ancora. □ Dall'alto la città si fa sempre più piccola, mentre tu sali sempre più in alto. □ Adesso hai la sensazione di volare. Ti muovi nell'aria e vedi dall'alto i paesaggi che si alternano: i mari, le foreste, le città, le montagne... Nasce e cresce dentro di te una sensazione di leggerezza e di libertà. □ Poi consideri il tuo corpo steso sul pavimento e lo percepisci da molto lontano, da enormi distese di spazio. □ Visualizza la zona o l'organo del tuo corpo che ritieni essere il più pesante. Osservalo bene per alcuni secondi. □ Pensa alla persona più pesante che è parte o che è mai stata parte della tua vita, visualizzala. Osservala bene. □ Pensa all'oggetto più pesante che è parte o che è mai stato parte della tua vita, visualizzalo. Osservalo bene per alcuni secondi. □ Pensa alla situazione più pesante della tua vita presente o passata e osservala bene. □ Considera la sfera dei tuoi sentimenti e pensa all'emozione o al sentimento più pesante che è mai stato parte del tuo essere. Osservalo bene. □ Considera il pensiero più pesante che è mai stato nella tua mente. Osservalo bene per alcuni secondi. □ Adesso prendi tutte queste cose pesanti a cui hai pensato e legale, una dopo l'altra, a un palloncino. Legale bene e poi osservale alzarsi nell'aria, sempre più in alto. Respira profondamente e lentamente dal naso mentre osservi tutte le cose pesanti della tua vita salire sempre più in alto nell'aria. Avverti in tutto il tuo essere una crescente sensazione di libertà e di leggerezza. □ Infine ricrea la sensazione del volo. Vola sopra ogni cosa, sempre più leggero, sempre più felice, sempre più libero. 42 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Resta con la tua sensazione di libertà e formula questo pensiero: «Non c'è nulla a cui arrivare; tutto è già qui. L'intera esistenza culmina in questo momento, converge in questo momento, si versa in questo momento. Tutto ciò che esiste si versa in questo momento: è qui, ora». La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 43 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia UNDICESIMA SEDUTA LA CANNA DI BAMBÙ □ Siedi in una postura meditativa a occhi chiusi. Tieni le mani in grembo oppure appoggiate alle ginocchia. □ Respira attraverso la bocca molto profondamente. L'inalazione è rallentata, mentre l'esalazione viene eseguita a velocità spontanea e risulta più breve rispetto all'inalazione. Prima fase □ Inalando solleva l'energia della Terra attraverso i vari chakra fino al chakra del cuore. Visualizza l'energia della Terra come una luce che entra nel corpo dal primo chakra (l'area del perineo) e sale al centro del corpo raccogliendosi al centro del torace, all'altezza del cuore, nell'anàhata-chakra. □ Quando esali percepisci la tua energia che viene spinta dal chakra del cuore verso l'alto e viene resa al Cielo attraverso il sahasràra-chakra, il chakra «corona» che si trova alla sommità del capo. Visualizza l'energia come luce che sale e zampilla dalla tua testa. □ Senti che, in conseguenza della tua respirazione profonda, l'energia che ti attraversa è molto abbondante e forte, è come un fiume in piena, che passando attraverso di te rompe i tuoi argini, costituiti dalle tue paure, dalle tue difese mentali, dissolve i tuoi blocchi emotivi e scioglie le tue tensioni fisiche. Lasciati ripulire mentre respiri in modo sempre più profondo. □ Continua per cinque minuti. Seconda fase □ Appoggia le mani a terra ai lati del corpo. □ Continua a respirare come prima dalla bocca. □ Quando inali visualizza l'energia della Terra come luce e percepiscila salire lungo i due canali laterali: l'energia entra nel corpo attraverso i chakra delle mani, al centro delle palme, sale lungo le braccia e raggiunge il centro del torace. □ Quando esali visualizza e percepisci l'energia che viene spinta dal chakra del cuore verso l'alto e zampilla dalla sommità della tua testa. □ Continua per cinque minuti. 44 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Terza fase □ Adesso durante l'inalazione visualizza e percepisci l'energia della Terra salire simultaneamente attraverso i tre canali: quello centrale e quelli laterali. Poi, mentre esali, lascia che dal tuo chakra essa venga nuovamente sospinta verso il cielo. □ Continua per cinque minuti. Quarta fase □ Chiudi la bocca, lascia il tuo respiro fluire spontaneo dal naso. □ Percepisci e visualizza, sotto forma di una bellissima luce dorata, l'energia del Cielo scendere in te entrando dal tuo sahasràra-chakra. □ Lascia che l'energia del Cielo attraversi tutti i tuoi chakra ed entri nella Terra perforando il tuo mulàdhàra-chakra. Lascia che essa permei ogni area, ogni cellula del tuo corpo e ogni aspetto della tua mente. □ Percepisciti come un canale puro che collega Cielo e Terra o, come diceva il maestro illuminato Osho, come una canna di bambù vuota all'interno. □ Percepisciti vuoto e nello stesso tempo vasto, vasto come il mondo. Formula questo pensiero: «Il vero riposo nasce dall'espansione, dall'universalizzazione della coscienza. Divieni vasto come il mondo e sarai sempre in riposo. Nel pieno dell'azione, proprio nel mezzo della battaglia e dello sforzo, conoscerai il riposo dell'infinito e dell'eternità» (Mère). Saluto al sole (sequenza di più posizioni) □ Esegui due o tre saluti al sole per preparare il tuo corpo alle posture successive. CONCENTRAZIONE SUL TERZO CHAKRA □ Dopo i «saluti al sole» sdraiati in shavàsana per un breve rilassamento. □ Mentre ti rilassi e la tua respirazione si normalizza, fai una breve concentrazione sul terzo chakra. □ Visualizza il terzo chakra come una intensa luce gialla circa due dita sotto il tuo ombelico. Il terzo chakra è la sede della tua forza, del tuo cosiddetto potere personale: la tua volontà che forma e determina il tuo destino, la tua energia che dà modo ai tuoi pensieri, alle tue aspirazioni, ma anche alle tue paure, di concretizzarsi e ai tuoi desideri di esprimersi, di realizzarsi, ma anche di ingannarti e di agitarti. Non per niente si dice che il terzo chakra è la sede dell'io: tutto ciò che la tua mente pensa che tu sia e che il mondo sia, si concretizza unicamente grazie alla forza che è nella tua pancia. 45 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Il plesso solare (organo che nel corpo fisico corrisponde al terzo chakra) e il cervello sono simboleggiati dalla metafora dei due soli: il sole rosso e il sole nero. Il sole rosso è il tuo cervello che risplendendo illumina, cioè crea, la tua persona, il tuo mondo e il tuo destino. Come saprai, la tua mente è formatrice, ovvero essa crea tutti i fenomeni che tu vivi o, se preferisci, tutti i fenomeni sono prodotti dalla tua mente. Per fare un simile lavoro la mente trae energia dal sole nero, ovvero dal terzo chakra. Il cervello prende forza dalla pancia e, senza l'energia che è nella tua pancia, la tua mente non avrebbe più alcun potere. □ Respira adesso lentamente, sempre più lentamente e piacevolmente, senza sforzo, attraverso il naso. □ Respira attraverso il terzo chakra, immaginando l'aria entrare e uscire dal tuo corpo direttamente attraverso l'area del terzo chakra. □ Insieme al tuo respiro entra sempre più in profondità nel tuo chakra, dentro la luce gialla. □ Lasciati sprofondare dentro la tua stessa pancia. □ Cogli l'origine della tua forza che è nel fondo del tuo chakra, senti che questa forza è illimitata e avverti, giunto all'origine della tua forza, nel punto più profondo del tuo chakra, una sensazione del tipo «io posso», oppure «io so». Entra in contatto con questa sensazione e stringi con essa un legame permanente. POSIZIONE DEL MEZZO ARCO (ARDHA-DHANURÀSANA): PRIMA FASE Questa posizione scarica l'energia in eccesso, stagnante e disturbante dal tuo terzo chakra, riequilibrandone le funzioni. □ Portati carponi. Appoggia a terra l'avambraccio destro e afferra con la mano sinistra il piede destro. □ Tira con la mano destra il piede sinistro verso la nuca e contemporaneamente spingi la testa all'indietro verso il piede. □ Tieni la posizione finché puoi farlo senza fatica, poi scioglila. □ Nella posizione mantieni il respiro spontaneo dal naso. 46 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia POSIZIONE DI RACCOGLIMENTO (DHÀRMIKÀSANA) Prima di eseguire il mezzo arco dall'altro lato riposa brevemente la schiena nella posizione di raccoglimento. □ Siediti sui talloni, i piedi distesi. □ Poggia la fronte a terra, cercando di mantenere i glutei il più possibile vicini ai talloni. Rilassa le braccia ai lati del corpo. □ Resta in questa posizione per uno o due minuti concentrandoti sul movimento spontaneo del tuo respiro. Segui il tuo respiro ripetendo mentalmente il mantra SO 'HAM. Entra nel tuo corpo insieme al tuo respiro e muoviti con esso. □ Sciogli molto lentamente. POSIZIONE DEL MEZZO ARCO (ARDHA-DHANURÀSANA): SECONDA FASE □ Ritorna carponi ed esegui il «mezzo arco» dall'altro lato. □ Appoggia a terra l'avambraccio destro e afferra con la mano sinistra il piede destro. □ Quindi cerca di avvicinare il piede alla nuca e la nuca al piede il più possibile. Come avrai notato il «mezzo arco» è una posizione di equilibrio e diventa più difficile, quindi più intensa, se eseguita a occhi chiusi. La sequenza della lepre Si tratta di tre posture dinamiche eseguite una di seguito all'altra. La pratica di questa sequenza produce effetti molto rilassanti sul sistema nervoso, sprigionando un'immediata sensazione di benessere. Infatti tende a riequilibrare le funzioni dei due sistemi nervosi antagonisti: simpatico e parasimpatico. La sequenza della lepre risulta molto utile per chi soffre di dolori alla schiena o alla cervicale. Primo movimento □ Siediti sui talloni e poggia a terra gli avambracci. Tieni i gomiti a contatto tra loro e così pure il lato interno delle mani. La forma del tuo corpo, ora, ricorda la forma del corpo di una lepre. 47 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Respira lentamente e profondamente dal naso con il suono dell’Ujjàyi. Mentre inali, solleva molto lentamente la testa e spingila all'indietro. □ Mentre esali, abbassa la testa fino a comprimere il mento contro il torace: questo è il jàlandhara-bandha, la contrazione della gola, che influenza il vishuddha-chakra. □ Muoviti in modo molto lento, a occhi chiusi, ascoltando tutto il piacere del movimento dolce effettuato in sincronia con la respirazione. □ Protrai il primo movimento per circa tre minuti. Secondo movimento □ Adesso, restando sempre seduto sui talloni, appoggia a terra le mani davanti al corpo. □ Continua a respirare in modo lento e profondo dal naso con il suono dell’'ujjàyi. □ Ad ogni inalazione inarca la schiena spingendo indietro la testa. □ Ad ogni esalazione incurva la schiena e abbassa la testa fino a che il tuo mento sarà nuovamente premuto contro il torace come nel jàlandhara-bandha. □ Protrai il movimento per circa tre minuti. Terzo movimento □ Mettiti con la fronte a terra e i glutei vicini ai talloni, come nella posizione di raccoglimento. 48 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Respira sempre lentamente e profondamente dal naso con il suono dell'ujjàyi. □ Durante ogni inalazione solleva il corpo dai talloni e fai rotolare la testa sul pavimento. Cerca di portare l'appoggio della testa il più indietro possibile verso la nuca; il mento, in questo modo, si comprime contro il torace e tutto il collo si stira. □ Durante ogni esalazione torna nella posizione di raccoglimento facendo rotolare la testa sul pavimento, senza sollevarla, riporta l'appoggio sulla fronte e i glutei vicini ai talloni. □ Muoviti in maniera continua e armonica, in sincronia con la tua respirazione, possibilmente sempre a occhi chiusi e restando molto rilassato. □ Protrai anche il terzo movimento per circa tre minuti. □ Resta per qualche istante nella posizione di raccoglimento prima di sollevare la testa da terra e poi sollevati molto lentamente per permettere al sangue di defluire lentamente dalla testa. POSIZIONE DEL BILANCIERE: PRIMA VARIANTE (POSIZIONE DI ARMONIZZAZIONE SOLE-LUNA) □ Quando hai sciolto la posizione di raccoglimento resta seduto sui talloni e porta le braccia verso l'alto; con una mano afferra le dita della mano opposta. □ Prendi un'inalazione profonda dal naso poi, esalando profondamente dal naso, porta il gluteo destro a terra al lato destro dei tuoi piedi. Inclina il busto verso sinistra. Appoggia il braccio destro alla testa per non affaticare la spalla. □ Resta in posizione con il respiro spontaneo dal naso per qualche secondo. □ Inalando profondamente dal naso risali da terra tornando a sederti sui talloni. □ Esalando profondamente dal naso, porta il gluteo sinistro a terra al lato sinistro dei tuoi piedi. Inclina il busto verso destra 49 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia e, appoggiando il braccio sinistro alla testa, tieni la postura in modo rilassato respirando spontaneamente dal naso. □ Durate un'inalazione profonda ripeti un altro ciclo. □ Continua per circa cinque minuti. KAPÀLABHÀTI È una krìyà, un processo di purificazione, che ti permette di eliminare le tossine e di ossigenare profondamente l'organismo. Il termine kapàlabhàti letteralmente significa, «brillantezza del cranio», infatti questa kriyà stimola la circolazione intracerebrale, ripulendo il cervello dalle tossine. Soprattutto la kapàlabhàti muove le tue energie sottili, riattiva energie assopite stimolando l'intero sistema nervoso, non solo il cervello. È importante kapàlabhàti per rompere gli schemi energetici abituali e creare nuovi e più potenti sistemi di energia nel tuo corpo-mente. Ricordi quanto abbiamo detto durante l'esposizione del tràtaka, la pratica di fissità dello sguardo sulla fiamma della candela? Se vuoi scoprire aspetti di te dei quali non hai mai tatto esperienza 50 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia prima, devi fare qualcosa che non hai mai fatto prima, devi cambiare i tuoi schemi energetici così da modificare la tua visione e il tuo sentire. Perciò, a volte, le pratiche dello Yoga possono apparire così strane, poiché il loro scopo è spezzare le catene delle tue abitudini vitali e mentali, rompere i vecchi equilibri energetici, per permetterti di procedere verso equilibri superiori. □ Inala dal naso lentamente e completamente, producendo il suono dell'ujjàyi. □ Esala a frazioni contraendo a scatti l'addome. Contrai e rilascia ripetutamente e rapidamente l'addome; in altre parole spingi l'addome verso la colonna vertebrale, tiralo in dentro, e rilassalo ripetutamente. Ad ogni contrazione addominale, ogni volta che l'addome rientra, esce un po' d'aria dal corpo. Devi sentire che l'aria viene espulsa proprio dalla contrazione addominale. □ Non inalare tra un'espulsione e l'altra, inala soltanto alla fine della raffica di espulsioni, dopo che hai svuotato completamente i polmoni. □ All'inizio fai poche espulsioni, anche solo due, per ciascuna esalazione. Poi, gradatamente, aumenta il numero di espulsioni per ciascuna espirazione senza diminuire la potenza delle stesse. Bada anche che le espulsioni terminali abbiano la stessa potenza delle iniziali. □ Pratica per alcuni minuti senza interruzioni. Poiché kapàlabháti è una kriyà che porta all'attivazione delle tue energie, è importante praticarla senza soste, in quanto le interruzioni ritardano il processo dell'attivazione energetica. □ Dopo pochi minuti di pratica continuata avvertirai una sensazione di calore nella testa o, comunque, l'energia salire verso l'alto. □ Vai avanti fino a quando senti di poterlo fare senza sforzo eccessivo e sempre in modo piacevole. □ Non essere meticoloso, non contare il numero di espulsioni che fai per ciascuna esalazione, non cercare di mantenere questo numero costante. Abbandona ogni controllo mentale, kapàlabhàti ti dona un piacevole senso di euforia che diviene ancora più piacevole e utile se il controllo mentale viene lasciato cadere. Non cercare di essere «regolare», non esiste regola che non sia quella di liberarsi da ogni regolamento, non esiste maniera di procedere che non sia quella di andare oltre ogni schema predeterminato. □ Lascia fare al tuo corpo. Lascia che il tuo corpo gioisca di ciò che sta facendo, non costringerlo, liberalo. Abbi fiducia nel tuo corpo e lascia che si esprima oltre ogni schema mentale, al di là di tutto ciò che la tua mente ritiene di avere imparato su di lui e sul respiro. Soltanto cerca dì non assecondare con movimenti del dorso o delle spalle le contrazioni addominali. Tieni il corpo fermo, è solo l'addome che si muove in kapàlabhàti: questo cerca di ricordarlo e, per il resto, cerca di essere spontaneo, sciolto e naturale più che puoi. APNEA SPONTANEA 51 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Quando sentirai che è giunto il momento di terminare la pratica della kapàlabhàti, sdraiati in shavàsana. Rilassati profondamente. A questo punto è molto probabile che si produca un'apnea spontanea prolungata. Il tuo corpo, infatti, si è così bene ripulito dalle tossine, si è così profondamente ossigenato, che per un certo tempo sembra proprio non avere più bisogno di respirare. L'apnea spontanea che allora si produce è davvero un momento magico. Durante questa apnea sperimenterai un silenzio interiore, un'assenza di movimento, una quiete, una pace, una sensazione di rilassamento e nello stesso tempo di benessere molto profonda: goditela! CICLI SUCCESSIVI DI KAPÀLABHÀTI □ Dopo il rilassamento in shavàsana, se vuoi puoi ritornare seduto e ripetere un altro ciclo di kapàlabhàti, seguito da una successiva fase di rilassamento in shavàsana e, eventualmente, da un altro ciclo ancora di kapàlabhàti, ecc. Vai avanti fino a che lo ritieni giusto e possibile. Ascolta il tuo corpo: non appena esso dà i primi segni di stanchezza, poni termine alla pratica. Concentrazione al centro dell'essere □ Siediti in una postura meditativa. □ Visualizza una linea luminosa che taglia a metà il tuo corpo, come una spada lucente o un cordone d'argento. □ Prendi tutta la tua consapevolezza e mettila sulla linea di luce. □ Ogni pensiero che ti viene alla mente prendilo e mettilo al centro del tuo essere nella linea luminosa e osserva che in questa esso si dissolve. Ogni emozione che avverti prendila e mettila nella linea luminosa e osservala dissolversi. Ogni sensazione fisica che avverti (per esempio: «mi fa un po' male la schiena», «mi viene il formicolio nei piedi») prendila e mettila al centro del tuo essere, nella linea luminosa e in questa dissolvila. □ Mantieni la tua consapevolezza centrata ma senza fatica, con un atteggiamento rilassato e sereno. □ Senti che l'esistenza è una vibrazione che si compie tra due poli opposti, ma nel centro del tuo essere tutti gli opposti si unificano, perciò ogni pensiero, ogni emozione che agita il tuo essere, non appena si confronta con il tuo centro si scopre illusoria e viene superata. Dissolti i tuoi pensieri e le tue emozioni, tuttavia, il tuo centro continua a permanere: esso è il Sé immortale. La dissoluzione dei tuoi pensieri e delle tue emozioni non porta al tuo annullamento, ma al manifestarsi della tua vera natura. Medita su ciò, non appena sentirai di aver sufficientemente raccolto la tua energia mentale e vitale lungo la linea d'argento, ovvero non appena ti sentirai centrato. La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 52 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia ILLUMINAZIONE ED EVOLUZIONE La polarità è la natura dell'essere. Esistere significa vibrare tra due poli. I piani dell'esistenza sono molteplici, poiché gli esseri non vibrano tutti alla medesima maniera. Più la vibrazione di un essere è veloce, più la sua polarità si avvicina all'unità. Gli esseri dei piani astrali hanno una vibrazione più veloce rispetto alla nostra e, oltre i piani astrali, molte altre dimensioni vibratorie esistono nelle quali la polarità risulta sempre più ridotta da un vibrare sempre più veloce. Più si procede verso manifestazioni superiori dell'esistenza, più la vibrazione degli esseri è veloce e la polarità si avvicina all'unità. La stessa cosa avviene quando un essere procede verso il proprio centro. Più procedi verso il centro del tuo essere, più la tua vibrazione si fa veloce poiché nel centro esatto del tuo essere i poli opposti si uniscono e l'intervallo che passa tra l'uno e l'altro è sempre più breve fino a risultare nullo: allora l'estrema velocità vibratoria risulta essere l'immobilità. Questa riunificazione degli opposti che si incontra al centro dell'essere può essere vista in un duplice modo: Poiché resistenza è polarità, poiché esistere significa vibrare tra due poli, ciò che trovi nel centro del tuo essere, là dove gli opposti si uniscono, è il non esistere, il nulla, il vuoto. Questa è la visione buddhista e vedantica: la realtà dell'essere è il vuoto, l'immobilità, il nulla assoluto, che è altresì il tutto assoluto, il Purusha, il Signore. Perciò bisogna cercare al di là delle forme dell'esistenza il nulla originario quale unico principio di liberazione. All'opposto troviamo la concezione tantrìca secondo la quale ciò che veramente esiste è la vibrazione, ovvero l'energia che crea i mondi, la Madre. Al centro dell'essere, nella sua manifestazione più potente, la Madre è una con il Purusha. Vale a dire che nel centro dell'essere la Madre e il Padre, l'esistenza vibrante e l'immobile nulla, si uniscono e in tale unione realizzano l'ànanda, la gioia. Ciò che esiste al centro dell'essere, la verità dell'essere, è dunque l'unione, l'amore tra il Padre e la Madre tra la Natura e il Signore della Natura, e reale è la gioia che da questa unione scaturisce. Non nell'esistenza e neppure nella non esistenza, ma nella gioia il Padre e la Madre si dissolvono. Il concetto della gioia è ciò attraverso cui il dualismo e il non-dualismo vengono superati. Questo è il grande segreto alchemico: gli opposti che si uniscono non si annientano, ma generano un terzo elemento. La Madre e il Padre, unendosi per mezzo dell'amore, si trasformano nella gioia. Nel Buddhismo e nello Yoga classico l'incontro con il centro del proprio essere è il nirvana o il samàdhi, ovvero la dissoluzione dell'essere nella propria vacuità originaria. Nel Tantra e nello Yoga Integrale di Sri Aurobindo l'incontro con il centro del proprio essere è estasi, la bruciante gioia mistica. 53 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia La via attraverso la quale si giunge al samàdhi è il percorso dell'annullamento di sé, la via attraverso la quale si giunge all'estasi mistica è il percorso del perfezionamento di sé. Affinché vi sia la gioia, bisogna che esista un essere in grado di fare l'esperienza della gioia, ecco perché nel proprio completamento l'essere non cessa di esistere, ma diviene l'esperienza stessa della gioia. Nel proprio completamento l'essere è un puro principio di consapevolezza che sperimenta la sola vera realtà universale: la gioia. Le parole chiave per esprimere tutto ciò sono Sat-Cit- Ananda, Esistenza-Coscienza-Gioia: l'Esistenza è Coscienza che sperimenta Gioia. La via buddhista e vedantica è la via attraverso la quale ogni forma dell'esistenza, ogni fenomeno, viene trasceso in quanto illusorio. La via tantrica e integrale è la via attraverso la quale ogni forma dell'esistenza, ogni fenomeno, scopre la propria, assoluta perfezione e la manifesta nella gioia di esistere. La prima via ti dice: l'esistenza è dolore ed è solo con il non esistere che puoi liberarti dal dolore; non c'è nulla che tu possa fare per cambiare la sofferenza e l'imperfezione del mondo: devi andare oltre il mondo. La seconda via ti dice: guarda che tutto ciò che esiste è gioia, sei tu che ti rifiuti di vederla perché ti rifiuti di esistere pienamente, di essere vivo fino in fondo, rifiuti di buttarti nell'esperienza della vita, la filtri attraverso la tua mente, te ne tieni al di fuori ed è per questo che soffri e crei il dolore, perché rifiuti di abbandonarti alla vita, perché non hai sufficiente fede nella vita, perché hai paura e non ti abbandoni alla vita. Il dolore e il male sono prodotti della tua stessa mente che giudica l'esistenza, anziché darsi ad essa con fede totale. Il dolore e il male non esistono nella realtà, perciò sappi che ogni volta che li vedi nel mondo non stai guardando altro che un limite della tua fede, una imperfezione del tuo essere e quel male, quel dolore, quell'imperfezione che vedi, sappi che possono e devono essere da te trasformati in gioia e in perfezione assoluta. La prima via è indubbiamente comprensibile e accettabile dalla mente, si basa sull'osservazione dell'evidenza. La seconda via è assolutamente illogica, folle: essa nega l'evidenza in nome della fede. La prima è una strada che non cozza contro il modo di funzionare della mente, ma anzi, si lascia condividere da questa. La seconda strada è assolutamente provocatoria nei confronti della ragione, quasi sembra che si prenda gioco del suo modo di funzionare e si diverta a sconcertarla, proprio come faceva Gesù quando compiva i miracoli e chiedeva fede e amore. Nel messaggio di Gesù c'era lo stesso fuoco d'amore e di gioia che arde nel Tantra, la stessa capacità sovramentale di provocare la ragione e, infatti, Gesù, così come il Tantra, è stato condannato dagli uomini e il suo messaggio, esattamente come è successo per il Tantra, è stato stravolto. Il Tantra è divenuto per l'umanità una via di perdizione, un incitamento al peccato e all'immoralità. Il Cristianesimo è divenuto una noiosa predica tesa a esaltare la rinuncia, la sofferenza, l'espiazione, una via che fa leva sulla paura della morte e della punizione. Il ruolo della mente umana è mentire, perciò quando la mente si incontra con qualcosa che di gran lunga la supera, ne cambia immediatamente l'aspetto. Non essendo in grado di volare, la mente traveste le aquile da polli, ma, prima o poi, i travestimenti sono tutti destinati a cadere, questa è la legge. 54 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Il Tantra attende questa umanità alla prossima svolta. Il maestro illuminato Osho profetizzava non molti anni orsono: «I giorni del Tantra si avvicinano». Anche Osho è stato condannato, esattamente come è successo al Tantra, dalla «mente che mente», ma la menzogna oramai pare proprio avere i giorni contati. Questa umanità è prossima a una svolta decisiva, la stessa svolta di cui anche Aurobindo e la Madre ci hanno parlato. La scelta oramai pare proprio essere tra l'autodistruzione e la trasformazione. Il Tantra sarà tra i più potenti strumenti di trasformazione. Da ultimo, a una più ampia visione, appare chiaro che tutti i sentieri sinceramente spirituali non sono mai in contraddizione tra loro, sebbene possano sembrare, a prima vista, schiettamente opposti, come nel caso del Buddhismo e del Tantra. In realtà si tratta di diverse tappe del medesimo percorso, un po' come la nascita e la morte, per chi è sul cammino, non sono che tappe di un ininterrotto processo di divenire. Vi è un tempo in cui la mente, giunta all'espressione massima delle proprie capacità, rivolge il proprio sguardo all'interno di sé e riconosce le proprie menzogne. In questo stadio l'uomo si trova senza più alcun punto di riferimento, riconosce che tutti i fenomeni che egli credeva la realtà non sono che il prodotto della sua stessa mente e che la vera essenza dell'esistenza è il vuoto. L'uomo si confronta allora con il vuoto e, anziché continuare a riempirlo di illusioni, lo accetta. Questo momento è detto illuminazione. Questa grandiosa capacità di accettazione lo libera dalla ruota del karman e lo salva dal dolore. Fino a questo istante tutto si è compiuto per opera dell'uomo che ha dato ti massimo di sé, esprimendo appieno tutte le possibilità della propria natura. Il processo del divenire può concludersi a questo punto, e molto frequentemente pare proprio che lo faccia. Ma esistono casi in cui il processo di evoluzione della coscienza umana non si arresta all'illuminazione, alla redenzione dal dolore e alla liberazione dal karman. Ci sono esseri umani per i quali accettare una salvazione personale che abbandoni il pianeta, la natura e il resto dell'umanità al proprio destino, non solo non è concepibile ma è addirittura, come si esprimeva Aurobindo, «disgustoso». Esistono esseri umani che, giunti alla propria liberazione, consapevolmente vi rinunciano per qualcosa di ancora più grande. Per un istante questi esseri hanno tutto e in un istante essi rinunciano a tutto in nome di un imponderabile anelito d'amore. Questi esseri di luce sono i pionieri di una nuova umanità, «messaggeri dell'incomunicabile, portatori della parola magica, del fuoco mistico, portatori della coppa dionisiaca della gioia. Scopritori delle strade soleggiate della bellezza, il cui passo un giorno cambierà la dolorosa terra» (Sri Aurobindo, Savitri). Giunto alla propria liberazione l'uomo rinuncia al premio che gli spetta e chiede il riscatto dell'intero pianeta. Immediatamente quest'uomo scopre che la Madre dei Mondi è al suo fianco, è nel suo cuore, nella sua mente, nel suo corpo come un potere senza limiti: questo è il risveglio della forza, della Kundalini-Shakti, l'energia del divenire che crea i mondi e infallibilmente li conduce al trionfo. Il risveglio della forza della Madre nell'uomo coincide con la discesa nell'uomo di un potere di fede totale. La fede non è un potere che fa parte della natura, è una grazia che discende nella natura per permetterle di superare i propri limiti, svelare la propria perfezione e fare esperienza della gioia assoluta. La fede è una voce che si accende nel tuo cuore e che inarrestabilmente ripete: «Tutto è perfetto»; persino dinnanzi alle più crudeli atrocità questa voce non cessa: «Tutto è perfetto, 55 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia tutto è divino, tutto è gioia». Perché la fede è ciò che ti dà il potere di negare l'evidenza, e l'evidenza è l'illusione generata dalla tua mente. Allora l'essere umano non ha più bisogno del vuoto per fuggire al dolore e liberarsi dal karman, egli resta qui, nel mondo, nella natura, e dolcemente, amorevolmente, pazientemente la conduce alla riscoperta della propria perfezione. Questo è il processo dell'evoluzione attraverso il quale la mente cede il posto a un vero potere di comprensione, che Aurobindo ha definito «sovra menta le», e l'uomo procede verso una manifestazione superiore: il dopo-uomo. L'evoluzione è una tappa diversa dall'illuminazione, entrambe sono tappe del medesimo percorso e, benché l'evoluzione porti in sé l'illuminazione, non necessariamente l'una procede dall'altra. DODICESIMA SEDUTA LA DISCESA DELLA FORZA Si tratta di una meditazione molto bella che si basa sul potere della visualizzazione. Genera un senso di pace e carica di energie nuove e positive, perciò potrai farla non solo come preparazione alla tua seduta di Yoga, ma ogni volta che, per qualsiasi ragione, ti sentirai bisognoso di aiuto. □ Siediti in una postura meditativa, oppure sdraiati in shavàsana. □ Visualizza una bella luce lilla al di sopra della testa. □ La luce lilla rappresenta la forza spirituale che è il potere di trasformazione e di evoluzione dell'essere. La sede delBrahman,lo Spirito, è al di sopra di tutti i tuoi chakra, ovvero sopra la tua testa, e vi comunichi tramite il sahasràra-chakra, il loto dai mille petali, che si trova, appunto, alla sommità del capo, in corrispondenza dellla cosiddetta fontanella. □ Attraverso il sahasràra-chakra, la luce lilla inizia a scendere nel tuo essere. □ Visualizzala entrare nel cervello e riempirlo sciogliendo tutte le tensioni, le resistenze, le chiusure, le paure, le angosce che sono ne! cervello e generando una sensazione di pace e di apertura. □ Poi visualizzala riempire i tuoi occhi, sciogliere le paure e tutte le difficoltà che sono nei tuoi occhi. Visualizzala scendere in tutta la testa, riempire gli organi del viso e portare ovunque pace e serenità. □ Visualizzala entrare nella gola e sciogliere le difficoltà che sono nella tua gola, i tuoi problemi di comunicazione. Le lacrime che non hai pianto, le grida che hai trattenuto, tutto ciò che dovevi e non hai saputo esprimere, tutto ciò forma dei blocchi nel tuo chakra della gola. Visualizza la luce entrare e sciogliere i blocchi, portando un senso di liberazione e di apertura. □ Poi visualizza la luce riempire i tuoi polmoni e portare dentro ai polmoni un senso di gioia. □ Visualizzala entrare ne! tuo cuore e sciogliere le sue paure. 56 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Visualizzala nello stomaco, nella bocca dello stomaco, nel fegato, dove scioglie la rabbia accumulata. □ Visualizzala negli organi genitali, dove scioglie il senso della colpa e del peccato, portando pace e serenità. □ Visualizzala nei reni, nella colonna vertebrale e dovunque tu ritenga opportuno. □ Visualizzala nelle gambe, nei piedi, nelle braccia e nelle mani. □ Infine visualizza la luce lilla in ogni cellula del tuo corpo e senti che questa è la forza dell'evoluzione che può fare di te un essere nuovo. Celebra l'esistenza di questa forza dentro di te, donati a lei per essere il suo strumento. □ Adesso raccogli tutta la tua luce e mettila dove vuoi: su una persona, una cosa, una situazione, o ancora su una parte del tuo corpo. Metti la luce dove senti il bisogno di sciogliere le resistenze e generare un'apertura. □ Quando sentirai di averla conclusa, esci dalla meditazione iniziando a fare dei piccoli movimenti del corpo e poi stirandoti bene, come se ti svegliassi da un lungo sonno. Saluto al sole (sequenza di più posizioni) □ Come sempre, fai due o tre esecuzioni consecutive. Posizione di raccoglimento □ Dopo i «saluti al sole» riposati per qualche minuto in una posizione di raccoglimento, come dhàrmikàsana, la «conchiglia», o il «saluto». KAPÀLABHÀTI A NARICI ALTERNE □ Siedi in una postura meditativa. □ Porta la mano destra (o la sinistra, se sei mancino) al viso. □ Appoggia il dito indice e il medio tra le sopracciglia. Userai il dito pollice per tappare la narice destra (o la sinistra, se sei mancino) e il mignolo e l'anulare per tappare la narice sinistra (o la destra, se sei mancino). La superficie del polpastrello del dito pollice, pressappoco equivale a quella del mignolo e dell'anulare uniti. Le narici vanno tappate alla base delle ossa nasali e non al termine delle ali del naso. □ Inala lentamente e completamente dalla narice sinistra tenendo la destra tappata. □ Esala dalla narice sinistra, sempre tenendo la destra tappata, a frazioni, contraendo l'addome a scatti, come nella kapàlabhàti. □ Quindi esegui attraverso la narice destra, tenendo tappata la sinistra. 57 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia In questo esercizio si esala sempre attraverso la stessa narice dalla quale si è inalato. Si inala ed esala da una narice, e poi dall'altra. La kapàtabhàti a narici alterne unisce ai benefici della kapàlabhàti tradizionale gli effetti riequilibranti della respirazione a narici alterne. È meno intensa della kapàlabhàti tradizionale, perciò può essere eseguita per un tempo più prolungato. Posizione di riposo (shavàsana) □ Terminata la kapàlabhàti a narici alterne, riposa per alcuni istanti in shavàsana, ascoltando le sensazioni del tuo corpo: gli effetti della respirazione che hai appena eseguito e tutte le altre sensazioni che riesci ad avvertire. POSIZIONE DELLA FRECCIA: PRIMA FASE □ Mettiti carponi e appoggia a terra gli avambracci e le mani. Tieni le dita delle mani ben divaricate tra loro; poni i pollici e gli indici a contatto. □ Appoggia l'attaccatura dei capelli, ovvero la sommità della fronte, nel triangolo formato dai pollici e dagli indici. □ Solleva la gamba destra più in alto possibile, tenendola diritta ma non rigida. □ Tieni la posizione fino a che ti è possibile. Appena ti stanchi scioglila. 58 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Posizione del saluto (pranama) □ Prima di eseguire la posizione della freccia dall'altro lato, riposa per un minuto o due nel pranama. POSIZIONE DELLA FRECCIA: SECONDA FASE □ Torna nella posizione della freccia, sollevando questa volta la gamba sinistra. □ Al termine riposa ancora per un minuto o due nel pranama. POSIZIONE DELL'ARCO SUL FIANCO: PRIMA FASE (posizione di scarica del terzo chakra) Questa posizione scarica l'energia in eccesso, disturbante, dai chakra e in particolare dal manipùra-chakra. □ Sdraiati sul fianco destro. □ Infila il braccio destro sotto il corpo, così da poter afferrare con la mano destra il piede destro dietro la schiena. □ Afferra con la mano sinistra il piede sinistro. □ Inarca bene la schiena spingendo indietro le ginocchia e le spalle. □ 59 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Mantieni la testa appoggiata a terra. □ Respira spontaneamente. Resta rilassato e possibilmente a occhi chiusi. Posizione del mezzo aratro (ardha-halàsana) □ Prima di eseguire il dhanuràsana sull'altro fianco, mettiti per un minuto o due nella posizione del mezzo aratro, così potrai distendere e riposare la schiena. POSIZIONE DELL'ARCO SUL FIANCO: SECONDA FASE □ Esegui la posizione dell'arco (dhanuràsana) sul fianco sinistro. POSIZIONE DEL VASCELLO (posizione di carica del quinto chakra) Questa posizione influenza e carica il chakra della gola. □ Appena hai terminato la seconda fase del dhanuràsana, resta sdraiato sulla schiena. □ Porta le ginocchia piegate al torace e allaccia le mani davanti alle ginocchia. □ Inalando profondamente dal naso solleva la testa da terra. □ Esalando profondamente dal naso avvicina il più possibile il viso alle ginocchia. 60 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ In ritenzione esterna del respiro mantieniti in immobilità nella postura per brevi istanti, poi riporta la testa a terra. □ Riposa per qualche secondo, respirando spontaneamente, poi ripeti. □ Fai almeno cinque esecuzioni. □ Alla fine distendi le gambe in avanti, le braccia oltre il capo e stira bene tutto il corpo. KRIYÀ PER LA PURIFICAZIONE DEL CHAKRA DELLA GOLA Questa kriyà consta di tre fasi che vanno eseguite in sequenza: essa trae spunto dagli insegnamenti del maestro spirituale Osho. La prima è una fase di prànàyàma e serve ad attivare le energie psicofisiche e a concentrare la mente, eliminando le tensioni. Nella seconda fase vi è un continuo alternarsi di un processo di respirazione «attivante» e di un processo di purificazione del quinto chakra (vishuddha-chakra) attraverso l'emissione di suoni e parole spontanee. La terza è la fase della contemplazione nel silenzio e nell'immobilità. La natura stessa della kriyà richiede un ambiente nel quale sia possibile emettere suoni a voce alta e anche urlare senza disturbare e senza essere disturbati. □ Siediti in una postura meditativa e usa la tua bandana per coprirti gli occhi. 61 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Prima fase □ Per dieci-quindici minuti circa esegui questo prànàyàma: □ Inala molto profondamente dal naso. Trattieni il respiro a polmoni pieni il più a lungo possibile. Esala molto profondamente dal naso. Trattieni il respiro a polmoni vuoti il più a lungo possibile. Questa pratica assomiglia al «prànàyàma quadrato» che abbiamo già esposto in Quaderni di Yoga I, ma qui non è necessario che i quattro atti respiratori abbiano la medesima durata. Seconda fase □ Per altri dieci-quindici minuti esegui questa kriyà: □ Fai sessanta respiri profondi, veloci, potenti dalla bocca, poi lascia che, per qualche minuto, dalla tua bocca escano suoni o parole in modo del tutto spontaneo. Forse escono suoni disumani, simili a voci di animali, forse escono parole di un linguaggio sconosciuto. Qualsiasi suono si formi nella tua gola, producilo, non frenarti, e se ti viene il pianto, piangi, se ti viene il riso ridi, lasciati andare... □ Pensa ai blocchi che sono nel chakra della gola come a una sabbietta scura che devi buttare fuori dalla tua gola e senti che remissione spontanea dei suoni ti permette di ripulire la tua gola da questa sabbietta che hai accumulato nell'arco della tua vita. □ Quando sentirai che è il momento, appena ti sembrerà che non c'è più alcun suono nella tua gola, riprendi a respirare profondamente, potentemente e velocemente dalla bocca. Fai circa sessanta respiri e poi di nuovo lascia uscire suoni e parole per qualche minuto. Quando sentirai che la tua gola è di nuovo vuota, fai ancora i sessanta respiri e poi scoprirai che ci sono altri suoni da fare uscire. □ Vai avanti così, alternando i suoni e i respiri profondi secondo i tempi che ti suggerisce il tuo inconscio. □ Durante la fase dell'emissione dei suoni, puoi muovere il tuo corpo, puoi fare tutti quei movimenti che sembra ti aiutino a fare uscire i suoni: puoi oscillare in avanti e indietro il tronco, puoi far vibrare le gambe, pestare i pugni a terra, puoi anche metterti a testa in giù e capovolgere il tuo corpo, se questo ti aiuta. □ Durante la fase dei sessanta respiri profondi resta fermo nella postura meditativa che hai scelto. □ Alla fine sdraiati in shavàsana e resta assolutamente immobile e silenzioso. □ Contempla tutto ciò che accade dentro e fuori di te. □ Nell'immobilità e nel silenzio raccogli in te tutte le tue energie. Lascia che i pensieri vaghino lontano dalla tua mente e che la tua mente diventi uno specchio d'acqua assolutamente calmo. 62 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Mentre sei sdraiato, sii un testimone di te stesso, perfettamente consapevole di non essere né il corpo, né il vitale, né il mentale. □ Concediti di scivolare sempre più in profondità nel tuo essere, verso il tuo centro. Viaggiando sempre più a fondo nel tuo essere entrerai nella pace del tuo centro, allora diverrai consapevole di essere il Sé eterno di cui corpo, vitale e mentale non sono che il riflesso. Proprio come accade al riflesso della luna sull'acqua, il corpo, il vitale e il mentale a un certo punto svaniscono, per poi riformarsi, per poi svanire ancora... Allora realizzerai che né la morte né la nascita sono reali, ma che solo l'esperienza è reale; e questo è ciò che è il Sé: l'esperienza di ogni cosa. □ Mentre viaggi sempre più a fondo nel tuo essere formula questo pensiero: «Non esiste né creazione né distruzione, non esiste né destino né volontà libera; non c'é via da seguire né conquista: ecco la verità finale» (Sri Ramana Maharshi). La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 63 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia TREDICESIMA SEDUTA IL TAGLIALEGNA Si tratta di una respirazione purificante che può essere molto utile per prepararti a vivere la tua seduta di Yoga nelle migliori condizioni possibili. 64 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ In piedi, le ginocchia leggermente piegate, tieni i piedi perpendicolari alle spalle. Intreccia le dita delle mani tra loro. □ Inalando lentamente e completamente attraverso il naso con il suono dell’ujjàyì nella gola, sollevati e inarca leggermente la schiena distendendo le braccia all'indietro, come se le tue mani impugnassero una scure e tu la sollevassi verso l'alto per prepararti a sferrare il colpo. □ Adesso sferra il colpo: esala soffiando dalla bocca e flettiti in avanti. Lascia le braccia e la testa cadere verso terra. Trattieni brevemente il respiro a polmoni vuoti, sentendo tutto il tuo corpo morbido e abbandonato. □ Inalando ancora dal naso con il suono nella gola, sollevati lentamente, poi inarcati leggermente distendendo le braccia all'indietro. Esalando dalla bocca di nuovo flettiti in avanti. Una breve apnea a polmoni vuoti nella quale sperimenti l'abbandono del tuo corpo e poi di seguito un altro ciclo e così via... □ Ricorda di mantenere sempre le ginocchia leggermente piegate, perché questo facilita il movimento della schiena. □ Pratica il «taglialegna» per circa cinque minuti. Il «taglialegna» ti permette di ripulire il tuo organismo dalle tossine, di ossigenare tutti i tessuti, scalda i muscoli delle gambe e scioglie le rigidità nella schiena: ecco perché la pratica di questo esercizio può permetterti di vivere al meglio tutta quanta la tua seduta di Yoga. Saluto al sole (sequenza di più posizioni) □ Come al solito, fai due o tre esecuzioni consecutive. Posizione di raccoglimento □ Dopo i «saluti al sole» riposati per qualche minuto in una posizione di raccoglimento, come dhàrmikàsana, la «conchiglia», o il «saluto». POSIZIONE SULLA TESTA (SHIRSHÀSANA) In shirshàsana il corpo risulta completamente capovolto. I pieni benefici ottengono quando si è in grado di mantenerla almeno per cinque minuti; allenarsi gradualmente al mantenimento del shirshàsana e, per le prime volte va bene anche un tempo di mantenimento di pochi secondi che poi progressivamente. della postura si tuttavia è bene che la si pratica, andrà allungato La posizione sulla testa permette un totale e rapido capovolgimento della circolazione sanguigna di cui beneficiano il cuore e il cervello, il capovolgimento del corpo stimola tutti gli organi ed esercita un'azione rigenerante, perciò si dice che la pratica di questa postura rallenta il processo dell'invecchiamento. All'inizio è meglio praticare la postura con l'aiuto di una parete. 65 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Seduto sui talloni, appoggia a terra la sommità della fronte a circa dieci centimetri di distanza dalla parete e intreccia le dita delle mani dietro la testa. □ Solleva le ginocchia da terra e cammina con i piedi verso la testa tenendo le ginocchia piegate. □ Spingi il bacino lentamente e gradualmente verso il muro. Le gambe si sollevano a ginocchia piegate. □ Quando il bacino è verticale al pavimento distendi le gambe e appoggia i talloni alla parete. □ Solo i talloni devono risultare appoggiati alla parete, tutto il resto del corpo deve esserne staccato. L'appoggio sul pavimento è costituito da un triangolo formato dagli avambracci e della testa. 66 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Quando ti sentirai abbastanza sicuro, potrai provare a staccare i talloni dalla parete e a restare in equilibrio. □ Nella postura respira dal naso lentamente e profondamente. □ Quando ti stanchi sciogli lentamente piegando le ginocchia. □ Appena hai riportato i piedi a terra, non sollevare subito la testa, ma rimani per qualche secondo in una delle posizioni di raccoglimento, quali dhàrmikàsana o il «saluto»;in questo modo permetti alla circolazione sanguigna di ristabilirsi gradualmente. □ Se sei molto esperto, o comunque puoi eseguire il shìrshàsana con facilità, non esagerare con i tempi di mantenimento. Il tempo ottimale va dai cinque ai dieci minuti. Tenuta per cinque-dieci minuti la posizione permette un'ottima irrorazione del cervello, ma tenuta per troppo tempo può causare la rottura di vasi capillari nella testa. Shirshàsana, come tutte le posture capovolte, ovvero le posizioni nelle quali l'ombelico viene a trovarsi più in alto rispetto alla fronte, permette l'inversione Sole-Luna che abbiamo già visto nel caso di viparitakaram-mudrà; ciò permette la conservazione del potenziale vitale, e anche per questo motivo il shirshàsana rallenta il processo dell'invecchiamento. L'esecuzione del shtrshàsana è controindicata nel caso di problemi nell'area cervicale. ROTAZIONI DEL COLLO □ Dopo il shirshàsana che produce una compressione delle vertebre cervicali è buona norma eseguire qualche rotazione del collo. □ Seduto in una postura meditativa ruota il collo lentamente in entrambi i sensi, tenendo le spalle ferme. Posizione del bilanciere: seconda variante (posizione di armonizzazione Sole-Luna) 67 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ In ginocchio, stendi la gamba destra all'esterno. □ Scivola con la mano destra lungo la gamba destra, inclinando lateralmente il busto. □ □ Porta il braccio sinistro al di sopra della testa. □ Afferra con la mano sinistra il polso destro o la caviglia destra. □ Mantieni la posizione con il respiro spontaneo a occhi chiusi o aperti, come preferisci. Sciogli non appena ti stanchi. □ Esegui dall'altro lato. 68 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia POSIZIONE DELLA MEZZALUNA (ARDHACHANDRÀSANA): PRIMA VARIANTE Si tratta di una postura d'equilibrio che rinforza i muscoli delle gambe e dei fianchi. □ In posizione eretta, tieni i piedi diritti e leggermente divaricati. □ Piega le ginocchia e appoggia la mano destra a terra al lato esterno del piede destro. Soleva la gamba sinistra in modo che risulti perpendicolare alla destra; fai attenzione a non spostarla all'indietro. □ Appoggia la mano sinistra alla coscia sinistra. □ Se ti è possibile raddrizza il ginocchio destro. 69 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Piegati verso il pavimento dal lato destro il più possibile e tieni la postura con il respiro spontaneo. Trattandosi di una postura d'equilibrio risulta facilitata se tenuta a occhi aperti e più difficoltosa se tenuta a occhi chiusi. □ Esegui anche dall'altro lato. MEDITAZIONE NEL CENTRO DELL'ESSERE Questa meditazione ti aiuta a essere più centrato, ad avere un migliore equilibrio. Il centro dell'essere è pluridimensionale: può, infatti, avere la dimensione spaziale della verticalità che passa attraverso il centro esatto di tutti i tuoi chakra, come abbiamo già visto durante la «concentrazione al centro dell'essere» oppure può assumere la dimensione della profondità, come accade nel caso di questa meditazione che ti porta dentro il tuo terzo chakra, il quale, secondo l'insegnamento di molti maestri illuminati, è considerato il punto in cui tutte le forze dell'essere si trovano in perfetto equilibrio, ovvero il centro dell'essere umano. □ Sdraiato in shavàsana, a occhi chiusi, poni la tua attenzione nel terzo chakra, circa due dita sotto l'ombelico e visualizza in quest'area del tuo corpo una goccia d'acqua che cade. La goccia d'acqua cade ritmicamente, incessantemente, formando un lago nella tua pancia; mantieni fissa la tua concentrazione e lascia che il ritmo della goccia svuoti progressivamente la mente e induca in te uno stato di profondo rilassamento. □ Dopo qualche minuto il lago formato dalla goccia diviene un oceano. Senti che nella tua pancia vi è uno spazio infinito e che in questo spazio senza limiti vi è un oceano di forza, di potere vitale. □ Tuffati nell'oceano della tua forza, lasciati sprofondare nelle acque dell'oceano che è nella tua pancia. Lasciati cadere sempre più giù... □ All'improvviso, molto in profondità del tuo chakra, sul fondo del tuo oceano, vedi una splendente luce gialla. □ Continua a lasciarti sprofondare, fino a che raggiungi la luce gialla e ti siedi al di sopra di essa. □ Immaginati seduto sopra la splendente luce gialla. Sei al centro esatto del tuo essere, nelle profondità del tuo manipùra-chakra, sei seduto sopra il nucleo della tua forza, sopra la sorgente del tuo potere vitale e della tua volontà. □ Vivi la sensazione di essere perfettamente in equilibrio, totalmente padrone della tua forza e della tua volontà. Lasciati assorbire da questa esperienza per un certo tempo, per tutto il tempo che ritieni opportuno. 70 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Adesso senti che essere in perfetto equilibrio significa essere al centro esatto di ogni polo dell'esistenza. Tu sei al centro tra il bene e il male, tra la notte e il giorno, il giorno e la notte, il sole e la luna, la morte e la vita. □ Visualizza da un lato della tua immagine seduta sopra la luce gialla il regno della vita, con tutte le persone vive che conosci e con tutto ciò che, per te, simboleggia la vita. Poi visualizza dall'altro lato della tua immagine il regno della morte, con tutte le persone che hai conosciuto e che sono morte e con tutto ciò che, per te, simboleggia la morte. □ Sentiti a eguale distanza dai morti e dai vivi. Senti che la morte non è qualcosa che ti accade a un dato momento, ma essa è sempre presente in te, insieme alla tua vita, e senti che tu sei perfettamente equidistante dalla morte e dalla vita. □ Non sei attaccato alla vita, non hai attaccamenti che ti sbilanciano verso le persone e le cose che hai collocato nel regno della vita, né hai paura di tutto ciò che hai collocato nel regno della morte: sei perfettamente centrato. □ Medita sulla tua centralità tra la morte e la vita. □ Infine senti che qui dove sei ora, nei centro del tuo essere, non c'è assolutamente nulla che possa farti paura o agitarti in alcun modo. Senti che ogni volta che qualche fenomeno starà per farti perdere la tua calma o la tua sicurezza, potrai ritrovarle semplicemente entrando in profondità nel tuo terzo chakra e ricollegandoti con la sorgente del tuo potere vitale: questo significa centrarsi. □ Adesso riprendi la consapevolezza del tuo corpo sdraiato, percorri mentalmente tutto il perimetro de! tuo corpo. □ Quindi inizia la ripresa del tono muscolare, come sempre facendo dapprima dei piccoli movimenti con le mani e con i piedi, poi facendo movimenti più ampi con braccia e gambe ed infine stirando tutto il tuo corpo. La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 71 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia L'UNIONE CONSAPEVOLE CON LA NATURA La disciplina tantrica include tra gli obiettivi del suo Yoga non soltanto la liberazione, che è la preoccupazione onnidominante dei sistemi specifici, ma una gioia cosmica del potere dello Spirito, che gli altri metodi possono accettare strada facendo incidentalmente, in parte o casualmente, ma che evitano di considerare come movente o come scopo. Si tratta di un sistema più audace e più vasto. - Sri Aurobindo Il Tantra è per eccellenza il sistema che conduce alla «reintegrazione attraverso la gioia». Nel Tantra la «gioia cosmica del potere dello Spirito» è, come dice Aurobindo un «movente» e uno «scopo». Con la pratica dello Yoga mente, cuore e corpo entrano in un contatto sempre più profondo con lo spirito; fare Yoga significa, infatti, armonizzare le varie parti di sé intorno al proprio centro spirituale e armonizzare il proprio centro con il centro cosmico. Dalla progressiva acquisizione dell'armonia nasce un senso di sottile e profondissima gioia. Saper cogliere questa gioia e farne il movente del sàdhana futuro è ciò che insegna il Tantra. Giungere alla suprema realizzazione della gioia, mediante l'incontro e l'unione della propria gioia individuale con la Gioia suprema, I'Ánandadivino, è lo scopo che il tantrico tiene permanentemente dinnanzi ai propri occhi. Niente più che la conquista di una gioia sempre più grande può spingere il ricercatore spirituale nel proprio cammino. La conquista della gioia per il Tantra non è, come nel caso di altri percorsi spirituali, il trascendimento della natura, vista come limite e prigione dello spirito e il ritiro in uno stato di contemplazione o assorbimento sopraelevato e lontano dalla natura, ma è l'accettazione gioiosa di tutti gii aspetti e le attività della natura, la loro liberazione e la loro evoluzione. D'altra parte il Tantra non è neppure un ritorno alle origini dell'umanità, all'uomo primitivo, all'essere totalmente naturale la cui natura non conosce prigionie, costrizioni, violenze da parte della mente. La consapevolezza dell'uomo primitivo era in uno stato di indifferenziazione tale per cui la possibilità di autocritica e di autocoscienza era di fatto assente. Il Tantra è il sentiero del recupero dell'unione primigenia uomo-natura, mediante la liberazione del potere della natura da ogni freno psichico, ma in tale recupero la coscienza di sé non si perde, al contrario, si perfeziona. Il tantrico sa della propria unione con gli immensi poteri e le indomabili forze della natura, ne accetta la presenza dentro di sé e l'azione attraverso di sé, tuttavia egli non perde la propria coscienza distinta. Lo scopo del tantrico è evolutivo in quanto egli non solo non realizza l'unione con i poteri della natura mediante il ritorno alla indifferenziazione della coscienza propria dell'uomo primitivo, ma, mantenendo piena facoltà di autocoscienza, egli realizza l'unità mediante la coscientizzazione dei poteri, degli aspetti, delle forze e delle azioni della natura in sé e tramite sé. 72 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Le tappe del sentiero tantrico sono: l'accettazione degli aspetti della natura, la loro liberazione dai veti, dalle paure, dai dogmi, dalle censure, dalle condanne della mente e la loro elevazione mediante l'alchimia che li trasforma da ciechi impulsi inconsci, in forze coscienti e volontarie. La liberazione dei poteri della natura «La liberazione dei poteri della natura» è una meditazione esistenziale, ovvero una meditazione da fare mentre vivi le esperienze della vita affinché esse possano darti il massimo ed essere strumenti della tua crescita. In tutte le tue esperienze sii totale. Partecipa a ciò che sta accadendo con tutto il tuo essere, pienamente, senza giudicarti, senza frenarti, senza paura. Per fare ciò devi mettere da parte la tua mente e aprire tutto il tuo essere con fiducia. La mente è un filtro tra te e ciò che ti accade, la mente interpreta ciò che ti accade e non te lo fai mai vivere in modo diretto. Metti da parte la tua mente e lasciati andare. L'esperienza che il Tantra predilige per realizzare lo stato di non-mente e la liberazione dei poteri della natura è l'unione sessuale. In nessuna altra situazione così come nell'atto sessuale la tua natura è potente, il tuo istinto presente, le tue forze deste, e in nessuna altra situazione ti accade che la tua mente sia così pronta a giudicare, a limitare, a frenare la libera espressione dei poteri della tua natura. Il sesso è un'esperienza che riguarda il corpo e la natura, eppure la maggior parte degli esseri umani fa sesso non con il proprio corpo, ma attraverso la propria mente. L'energia sessuale è una forza potentissima nell'uomo, ha a che vedere con la sua primitività, la sua animalità, la sua aggressività positiva, costruttiva, la sua energia vitale e il suo potere di autoguarigione. Energia sessuale, potere naturale, energia vitale, potere di autoguarigione sono tutti sinonimi e indicano una forza davvero illimitata che, condannata da tutte le religioni e le culture, repressa dal senso della colpa e dalla paura, risiede addormentata nelle profondità dell'essere; inutilizzata essa giace al fondo dell'uomo, nell'area del coccige: è la cosiddetta Kundalini. Al risveglio di questo potere si dedica lo Yoga tantrico mediante le posture, le meditazioni e le respirazioni e attraverso le esperienze della vita che, se vissute consapevolmente, rappresentano la massima espressione della meditazione, quella che noi abbiamo definito meditazione esistenziale. Il Tantra ti suggerisce di essere totale nell'atto sessuale, di mettere da parte la tua mente con i suoi pensieri che fanno da filtro all'esperienza, con il suo pesante bagaglio di divieti culturali, anche quelli dai quali sei convinto di esserti emancipato. L'inconscio collettivo è stato condizionato per secoli dal senso del peccato e della colpa e continuamente produce simboli psichici, o archetipi, che bloccano il tuo potere vitale, la tua capacità di autoguarigione e il tuo diritto di libera espressione, ovvero la tua Kundalini, la tua energia sessuale. Solo liberandoti dal condizionamenti inconsci ed essendo totale nell'atto sessuale, puoi altresì liberarti dalle tue più recondite perversioni, puoi purificare il tuo essere e riallinearlo, in perfetta sintonia, con la natura cosmica. La perversione nasce dalla repressione e mai dalla libera espressione di sé. La devianza e la perversione nascono dalla paura, dal senso di colpa, di vergogna, di impotenza che bloccano energie destinate a fluire in libertà. L'energia bloccata è ciò che sconvolge la mente e il corpo causando disturbi psichici e fisici. 73 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia La repressione dell'energia vitale garantisce alla società il potere sull'individuo. Il Tantra è destinato a ridare all'uomo la libertà da tutti i divieti inconsci, è destinato a far comprendere all'uomo che egli è infinitamente più grande di qualsiasi ruolo sociale e che la sua vita non può limitarsi entro le funzioni che la società vorrebbe attribuirgli. Il tantrico è un uomo che ha risvegliato un potere enorme: tutto il potere contenuto nella natura; pertanto egli non è più condizionabile dal linguaggio del mondo, si è ridestato dall'ipnotismo collettivo, ha realizzato che il mondo appartiene all'uomo e non viceversa, e quindi, anziché lasciarsi adoperare dal mondo, usa il mondo come strumento della propria continua crescita spirituale, non ha bisogno né di fuggirlo, né di adorarlo, semplicemente lo adopera come teatro della propria esperienza senza mai essere schiavo delle cose di cui si serve, senza attaccamento e senza disprezzo. Non vi è che un modo per lacerare ad uno ad uno tutti i simboli psichici che trattengono la nostra energia vitale, non vi è che una via per giungere alla liberazione, non ci sono due possibilità, due strade, due porte, non ve ne è che una sola: la fede. In nome della fede nel Brahman, nel Signore della Natura, in colui che è al di sopra di ogni legge sociale e religiosa, di ogni potere di condanna, di repressione e di inganno, il tantrico lacera i simboli inconsci che bloccano la propria energia. Liberati dalle catene che li trattenevano, il corpo, la vita e la psiche del tantrico provano una profondissima gioia che cresce e cresce mano a mano che la libertà si fa più vasta. La gioia, che è potere di apertura, richiama una fede ancora più forte e la fede permette al tantrico di avventurarsi su sentieri sconosciuti, in esperienze imponderabili dinnanzi alle quali tutti coloro che sono rimasti al palo scuotono la testa, impossibilitati a comprendere, e disapprovano. Giunto a nuove frontiere, il tantrico perviene ad un'impeccabile unità del proprio secondo chakra con il proprio quarto chakra, del proprio sesso con il proprio amore, allora comprende che sesso e amore sono due energie nate insieme e da sempre unite nella natura, divise solamente nell'uomo dal suo stesso giudizio mentale. Il tantrico è riuscito ad accettare, ad amare e a liberare le energie vitali che un tempo la sua mente condannava ed amandole le ha sollevate all'altezza del cuore, ovvero ha innalzato la Kundalini dagli abissi del primo chakra fino al quarto chakra, il chakra dell'amore, il grande trasformatore, il luogo ove ha inizio la trasmutazione dell'uomo, la «Nuova Era». Adesso il potere di amare, proprio dell'energia del cuore, e il potere di generare, proprio dell'energia sessuale, sono simultanei in lui, così come lo sono nella Shakti, nella Madre cosmica, la quale crea i mondi amando. Allora il tantrico scopre che energia sessuale significa ben più di quell'agire o essere agiti sessualmente al quale gli uomini sono abituati. L'energia sessuale legata all'amore è il potere che unisce l'uomo alla natura, al cosmo, alla Madre. L'atto sessuale è un gesto di comunione, di fusione che può essere esteso ad ogni cosa che è parte della creazione. Il tantrico può unirsi a una nuvola, al sole o a un filo d'erba con la stessa intensità di piacere con la quale si unisce ai propri simili, poiché l'amore non conosce distinzioni. Il piacere, la gioia che gli derivano da questa sua capacità di unione universale (si parla a questo proposito di «orgasmo cosmico») sono infinitamente più vasti del piacere che egli traeva dall'attività sessuale di un tempo ed è perciò che il tantrico trascende, supera il sesso e 74 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia perviene in modo del tutto spontaneo, senza sacrificio, senza rinuncia, ma con estremo piacere, alla meta nominata e ambita da tutti i sentieri mistici: il superamento della necessità di fare sesso, il superamento della stessa natura sessuale, duale. Questo superamento è detto brahma-charya, termine che altrove significa sforzo e rinuncia, ma nel Tantra significa gioioso superamento dovuto al raggiungimento dì un piacere infinitamente più vasto e completo. Per il Tantra ogni rinuncia è una forma di perversione: solo il gioioso superamento può essere considerato una vera conquista. Stai nella gioia, vivi nella gioia, respira gioia, e in molte altre esperienze della vita scoprirai di poter liberare i poteri della natura che sono rinchiusi nel tuo essere. Sii totale in ogni esperienza che affronti, cerca di mettere la mente da parte e concediti con fede a ciò che ti accade, lasciati essere, lasciati vivere. Quando mangi, quando preghi, quando giochi o lavori, quando imprechi, quando festeggi, cerca di essere totale, cerca di essere lì, di essere dentro a quello che fai con tutto il tuo essere, non pensare, perché il pensiero ti porta via, ti porta altrove. Senti, percepisci, gusta, permettiti di provare piacere: questa è la meditazione esistenziale che libera i poteri della natura racchiusi nelle profondità del tuo essere. 75 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia QUATTORDICESIMA SEDUTA RESPIRAZIONE RITMATA E ATTIVAZIONE ENERGETICA □ Sdraiato in shavàsana rilassati seguendo il tuo respiro spontaneo con il suono interiore del mantra SO 'HAM. □ Quando avvertirai il tuo corpo privo di tensioni, inizia la pratica della respirazione ritmata. □ Esegui tre respiri spontanei dal naso e, dopo ogni tre respiri spontanei, fai un profondo respiro dalla bocca. Non perdere la concentrazione e non interrompere il ritmo del tuo respiro. □ Visualizza il primo chakra come una luce color rosso scuro nell'area del perineo. Respira attraverso il primo chakra, creando la sensazione che l'aria entri ed esca dal corpo attraverso la zona del perineo. □ Ogni volta che fai il respiro profondo dalla bocca, visualizza la luce rossa espandersi, senti l'energia del tuo primo chakra esplodere. La luce del primo chakra si espande e si unisce all'energia della terra, degli alberi, dei fiumi, dei mari, delle montagne, di tutta la natura. □ Continua per circa tre minuti. □ Visualizza il secondo chakra come una luce color rosso chiaro nell'area dei tuoi organi sessuali. Respira attraverso il secondo chakra. □ Ogni volta che fai il respiro profondo dalla bocca, visualizza la luce rossa espandersi, senti l'energia del tuo secondo chakra esplodere. La luce del secondo chakra espandendosi si unisce all'energia rossa di tutti gli animali del pianeta. □ Continua per circa tre minuti. □ Visualizza il terzo chakra come una luce color giallo nell'area dell'ombelico. Respira attraverso il terzo chakra. □ Ogni volta che fai il respiro profondo dalla bocca, visualizza la luce gialla espandersi, senti l'energia del tuo terzo chakra esplodere. La luce dei terzo chakra espandendosi si unisce all'energia cosmica. Continua per circa tre minuti. □ Visualizza il quarto chakra come una luce color acquamarina, tra il verde e l'azzurro, al centro del tuo torace, all'altezza del cuore. □ Ogni volta che fai il respiro profondo dalla bocca, visualizza la luce acquamarina espandersi, senti l'energia del tuo quarto chakra esplodere. La luce del quarto chakra è amore ed espandendosi abbraccia l'intera esistenza. Senti che ogni tuo profondo respiro è un'esplosione d'amore. Continua per circa tre minuti. 76 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Visualizza il quinto chakra come una luce blu al centro della tua gola. Respira attraverso il quinto chakra. □ Ogni volta che fai il respiro profondo dalla bocca, visualizza la luce blu espandersi, senti l'energia del quinto chakra esplodere. La luce del quinto chakra espandendosi si unisce all'energia blu di tutti gli altri esseri umani. Continua per circa tre minuti. □ Adesso, sotto le palpebre chiuse, rivolgi i tuoi occhi verso il sesto chakra; mantieni il tuo sguardo fisso verso il centro tra le sopracciglia. Visualizza il sesto chakra come una luce bianca o dorata all'interno del tuo cervello in corrispondenza del centro tra le sopracciglia. Respira spontaneamente dal naso e lascia che la tua energia fluisca verso l'alto, verso il sesto chakra. L'energia va là dove è rivolta la tua attenzione. Non c'è niente che devi fare, adesso: lascia fare! Rilassati profondamente e lascia che la tua energia fluisca verso l'alto. □ Quando vorrai potrai uscire dallo stato meditativo e riprenderti stirando bene il tuo corpo. Saluto al sole (sequenza di più posizioni) □ Come sempre, fai due o tre esecuzioni consecutive. Posizione di raccoglimento □ Terminati i «saluti al sole», riposati per qualche minuto in una posizione di raccoglimento: il «saluto», dhàrmikàsana, la «foglia» (Quaderni di Yoga I). POSIZIONE DELLA MEZZALUNA (ARDHACHANDRÀSANA): SECONDA VARIANTE □ In posizione eretta, con i piedi perpendicolari alle spalle, allunga le braccia verso l'alto e afferra con una mano le dita della mano opposta. □ Inala profondamente dal naso. □ Esalando profondamente dal naso flettiti lateralmente. □ Tieni per qualche istante la flessione respirando spontaneamente dal naso. 77 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ Inalando profondamente raddrizzati e poi esalando flettiti dall'altro lato. Tieni ancora la flessione per qualche secondo respirando spontaneamente. □ Ripeti ancora una o due volte per patte. □ Questa variante della «mezzaluna» ti permette un buon stiramento dei fianchi e migliora il tuo equilibrio. Posizione del triangolo (trìkonàsana) (posizione di armonizzazione Sole-Luna) □ Restando in piedi, dopo l'esecuzione della «mezzaluna», preparati per il trìkonàsana. Tieni sempre i piedi perpendicolari alle spalle e ruotali entrambi leggermente verso destra. □ Tenendo diritte le ginocchia, porta la mano sinistra verso terra dal lato esterno della gamba destra. Distendi in alto il braccio destro. Volgi il viso verso la mano destra. Se riesci appoggia a terra la mano sinistra, ma bada che le tue ginocchia restino diritte. Tieni per circa un minuto respirando spontaneamente dal naso. 78 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia Esegui dall'altro lato ruotando entrambi i piedi leggermente verso sinistra, portando la mano destra verso terra dal lato esterno della gamba sinistra e distendendo il braccio sinistro verso l'alto. Volgi il viso verso la mano sinistra. Tieni sempre per circa un minuto con il respiro spontaneo. □ Se vuoi puoi ripetere da un lato e dall'altro. POSIZIONE CAPOVOLTA (KAPÀLÀSANA) Come nel shìrshàsana, il corpo risulta completamente capovolto in questa posizione. A differenza del shìrshàsana, nel quale la base d'appoggio è costituita dalla testa e dagli avambracci, questa posizione prevede un appoggio sulle mani e sulla testa. L'esecuzione del kapàlàsana risulta un po' più facile dell'esecuzione del shìrshàsana in quanto è possibile servirsi dei muscoli delle braccia per bilanciarsi durante la fase del capovolgimento. Tuttavia il mantenimento del kapàlàsana risulta più difficoltoso del mantenimento del shìrshàsana in quanto vi è un maggiore lavoro del collo. □ In ginocchio appoggia a terra la testa all'altezza della sommità della fronte e appoggia a terra le mani in modo che queste formino con la testa un ampio triangolo, Solleva le ginocchia da terra e, tenendole un po' piegate, cammina con i piedi verso il viso. Infine, raddrizzando la colonna vertebrale, stacca i piedi da terra. Quando il tronco sarà verticale rispetto al pavimento, inizia a distendere le gambe verso l'alto lentamente. □ All'inizio esegui la postura contro una parete per evitare di capovolgerti. In questo caso appoggerai i talloni alla parete, avendo cura di mantenerne distaccato tutto il resto del corpo. 79 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia I benefici di questa postura sono i medesimi del shfrshàsaria (p. 87). Allenati gradualmente al mantenimento della posizione, iniziando con un tempo breve (pochi secondi) che prolungherai di volta in volta senza mai forzarti. Il kapàlàsana è controindicato in caso di problemi nell'area cervicale, pressione alta o disturbi cardiaci. 80 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia IL TRÀTAKA SULLE DITA □ Seduto in una postura meditativa esegui la seguente mudrà delle mani: intreccia le dita delle mani appoggiando il pollice sinistro sopra al destro. Tieni le mani, atteggiate nella mudrà, in grembo. □ Fissa con lo sguardo un punto del tuo pollice sinistro. Devi scegliere un punto preciso del dito così che i tuoi occhi possano rimanere perfettamente immobili. □ Tieni gli occhi immobili (tràtaka), socchiudi le labbra e respira attraverso la bocca in maniera solo leggermente più profonda rispetto al tuo respiro spontaneo. □ A ogni inalazione senti che l'energia della terra entra nel tuo corpo attraverso il tuo primo chakra (area del perineo) e sale fino al centro del torace, nel chakra del cuore. □ A ogni esalazione senti che l'energia della terra si muove dal chakra del cuore verso l'alto e raggiunge il cielo fuoriuscendo attraverso il sahasràra-chakra, alla sommità del capo. □ Continua per circa cinque minuti. □ Adesso inverti la posizione dei pollici, portando il destro sopra al sinistro. □ Fissa il tuo sguardo (tràtaka) in un punto del pollice destro. □ Continua a respirare attraverso la bocca in maniera solo leggermente più profonda rispetto al ritmo spontaneo del tuo respiro. □ A ogni inalazione senti l'energia del cielo scendere nel tuo corpo attraverso il sahasràrachakra, alla sommità del capo, e raggiungere il chakra del cuore, al centro del torace. 81 Selene Calloni Williams – Quaderni di Yoga 2, la reintegrazione attraverso la gioia □ A ogni esalazione senti l'energia partire dal chakra del cuore e scendere attraverso il tuo corpo fino a che, perforando il primo chakra, essa raggiunge la terra. □ Continua per circa cinque minuti. □ Durante la pratica, fai esperienza dell'energia come di un fluido che, scorrendo attraverso il tuo essere, lo purifica, sciogliendo le tue tensioni fisiche, i tuoi blocchi emotivi e dissolvendo le chiusure della tua mente. □ Senti di essere un canale tra la terra e il cielo e aspira a far sì che questo canale possa divenire sempre più aperto e libero. Al termine della pratica sdraiati in shavàsana e resta dentro te stesso, ascoltando le tue sensazioni. □ Lascia che tutto ti attraversi; non attaccarti a nulla, non trattenere nulla, allora avrai ogni cosa. La seduta di Yoga è terminata. Ringrazia te stesso per il tempo che ti sei dedicato. 82