mio cartellino rosso
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mio cartellino rosso
amarcord Quel mio cartellino rosso Mi ritorni in mente… Paolo Bianco (Sassuolo) “Gioco sì in difesa, di partite ne ho ormai messe assieme quasi 500, ma devo dirti che ne ho presi proprio pochi di cartellini rossi, mai poi per fallo di reazione o perché abbia perso la testa o abbia mandato a quel paese l’arbitro. Insomma non sono uno che è facile… da espellere; è capitato per qualche somma di ammonizioni, per dei falli tra l’altro mai intenzion alme nte violenti e cattivi e da ultimo uomo mi pare sia successo una volta sola, giocavo col Treviso a quel tempo. E allora posso qui ricordare il cartellino rosso che ho preso quest’anno quando siamo andati a giocare a Pescara. Ero in pratica quasi sulla linea di porta, c’era ‘sta palla che mi stava scavalcando, dietro di me Immobile avrebbe fatto di sicuro gol e così, d’istinto, l’ho parato io quel pallone. È stato un momento così, sono andato proprio in automatico, qui dico che certo se mi capitasse ancora non lo farei più ma è pur vero, come detto, che è stato istintivo. Fosse poi servito poteva anche essere un “bel” cartellino rosso ma sono stato espulso, ho messo in difficoltà i compagni e loro l’hanno pure segnato quel rigore. Con gli arbitri posso dire che ho un buon rapporto e mi piace ricordare come l’ex arbitro Rosetti sempre mi abbracciasse quando ci si incontrava. Ora lui è in Russia ma fino l’anno scorso che era responsabile per gli arbitri di B, veniva a volte a vedere l’arbitro che ci 20 arbitrava e sempre mi veniva a salutare. Un qualcosa che mi ha fatto sempre piacere perché voleva dire che aveva apprezzato e apprezzava il mio modo di stare in campo. E poi io mi rendo conto quanto sia difficile per loro, con tutte quelle trasmissioni che stanno lì a farti vedere e rivedere azioni dubbie e loro che devono decidere in un attimo, sapendo d’essere sempre così tanto sotto esame”. Fabio Prosperi (Taranto) “Di cartellini rossi me ne ricordo due, diversi tra loro. Il primo quando giocavo a Castel di Sangro, s’andò quella volta a giocare a Gubbio. Ero in diffida, la domenica dopo avremmo giocato contro la Fiorentina, sarebbe stato un giorno speciale quello, finalmente allo stadio ci sarebbe stata tanta e tanta gente, come in effetti poi successe. Lì contro il Gubbio ricordo che ci stavo proprio attento a non prendere un’altra ammonizione ma verso la fine feci un fallo: rosso meritato e addio Fiorentina. L’altro è quello che ho preso a Foggia, col Taranto, derby insomma. Undici contro undici s’era 0 a 0 e avevo preso un’ammonizione giusta per un fallo su Troianello, niente da dire. Poi mi ha dato la seconda e quindi il rosso per un qualcosa che aveva visto solo lui, era stato Salgado a venirmi addosso, s’era messo anche a gridare: è un rosso quello che sa ancora di rabbia… l’abbiamo pure persa per 2 a 0 quella partita. Se ho detto qualcosa all’arbitro? No, tanto cambia niente”. L’incipit… Prologo (ultimo atto) Quel giorno ho fatto piangere un sacco di uomini adulti. Grandi e grossi, stretti ai loro figli o alle mogli piangevano tutti per me e vi giuro che vederli è stato curioso e bellissimo. Quel giorno era il 31 maggio del 2009 e io smettevo di giocare a calcio da professionista dopo quasi vent’anni. C’erano migliaia di persone commosse intorno a me, ricordo i cori e il diluvio di flash delle macchine fotografiche, roba da mettere i brividi. Tutti pensano che l’ultima partita sia molto simile alla morte di un giocatore, la fine di una vita e forse l’inizio di un’altra molto diversa, meno bella, meno colorata. Molti di noi faticano ad accettare l’idea che saranno meno popolari, che la gente non li applaudirà più, non li adorerà, molti di noi hanno paura della normalità. Io no. Quando ascoltavo i racconti di altri calciatori, campioni o meno che fossero, la storia delle loro ultime partite e del senso di vuoto che avevano provato uscendo dal campo, faticavo a capire. Ho sempre pensato che a me non sarebbe successo. Quel giorno ho fatto piangere un sacco di uomini ma non ho pianto io, perché ero felice. amarcord La partita che non dimentico Mi ritorni in mente… Alessandro Fabbro (Pergocrema) “Intanto ti dico quella del campionato 2006-2007, io col Gela e battemmo da noi in casa la Nocerina per 2 a 1, due gol miei! Sì, da difensore, l’unica volta che mi è riuscito, io che ne faccio di media sui due a stagione. Il primo di testa, quasi dal limite, su un calcio di punizione; l’altro di piede, sul secondo palo, dopo la spizzata di un mio compagno sul primo. Come faccio a non ricordarmi una cosa così? Pensa che di quei due gol ho pure le foto, ogni tanto capita che me le riguardo, vedo la mia faccia, un misto di felicità e un po’ pure di incredulità. Sempre alla Nocerina ho fatto un altro gol, era un derby quello, io con la Juve Stabia, l’anno in cui siamo poi saliti entrambi in serie B. Noi ci arrivammo tramite i playoff, andando all’ultimo a vincere per 2 a 0 a Roma con- tro l’Atletico. Una vittoria che significava come detto la B, il traguardo più bello della mia vita, con poi l’esordio fatto ad agosto. Ed è proprio quella di Roma l’altra partita che mi piace ricordare: prima di tutto per la promozione in B, certo, ma pure per altro. Quel giorno ero in panca, venivo da uno stiramento, l’allenatore pensava che magari potevo anche servire per un po’ di minuti, non si sa mai, anche senza essere troppo mobile i miei centimetri potevano servire lì dietro. Quando Giorgio Corona mise dentro il secondo pallone, i tifosi dell’Atletico pensarono bene di sfogarsi cominciando a lanciare di tutto in campo: ero lì che aspettavo il fischio della fine e mi arrivò qui sull’occhio una bottiglietta, era piena. Due giorni all’ospedale Gemelli di Roma mi sono fatto”. Marco Sansovini (Pescara) “Ti racconto di una partita dei playout, non me lo ricordo adesso l’anno (e allora siamo andati a vedere noi, era il 2002/2003; n.d.r.). Giocavo allora col Tivoli, dovevamo andare a giocare il ritorno a Gela, da noi era finita 0 a 0. Pensa che loro avevano finito la stagione a 44 punti, fino a poche giornate dalla fine avevano pure speranze di entrare Pavel Nedved (scritto in collaborazione con M.D.) La mia vita normale Di corsa tra Rivoluzione, Europa e Pallone d’Oro 2010 add editore Dell’agosto del 1972, Pavel Nedved è nato a Cheb, allora ancora Cecoslovacchia, poi Repubblica Ceca. Esordiente in prima squadra col Dukla Praga, ha poi vestito la maglia dello Sparta Praga per poi passare in Italia: dapprima con la Lazio, poi con la Juventus. Nel suo palmares uno scudetto cecoslovacco nel 1992/1993 con lo Sparta Praga e sempre con lo stesso club due consecutivi scudetti cechi (93/94 e 94/95). Qui da noi in Italia ha vinto uno scudetto con la Lazio (99/00) e due con la Juventus (01/02 e 02/03; revocati quelli dei campionati 04/05 e 05/06); al suo attivo pure due Coppe Italia con la Lazio (97/98 e 99/00), quattro Supercoppe Italiane (1998 e 2000 con la Lazio; 2002 e 2003 con la Juve), una Coppa delle Coppe con la Lazio (98/99) e una Supercoppa Uefa (ancora Lazio, 1999). Con la maglia della Repubblica Ceca (ne è stato a lungo anche il capitano) conta 91 presenze (18 i gol) ed è stato vicecampione d’Europa a Inghilterra 1996 (titolo alla Germania). Pallone d’Oro 2003, sempre per quell’anno s’è aggiudicato pure un doppio Oscar del Calcio AIC quale miglior calciatore straniero e migliore in assoluto. Sposato, due figli, fa attualmente parte del consiglio d’amministrazione della Juventus. nei playoff, noi invece ci eravamo fermati a 26. Dai, con che speranze potevamo andare lì da loro? A Gela!?! Loro che al limite potevano anche pareggiare. Insomma abbiamo fatto questa trasferta e ci siamo andati praticamente spacciati, anche noi ci sentivamo così. Spacciati e pure in quella che in pratica era un’autogestione: la società aveva mandato via l’allenatore Crialesi, in panchina c’era quel giorno il preparatore atletico Tessitori e la formazione è stato Visi, il portiere, a farla. E ricordo pure come siamo arrivati sin da loro. Non ricordo quante ore lì fermi a Fiumicino per vari disguidi, siamo arrivati a Gela all’una e mezzo di notte, naturalmente a letto senza cenare. La mattina dopo sveglia libera e altro che ristorante, tutti in una rosticceria là vicino siamo andati. E così poi al campo, senza scorta, lì a prepararci tra noi. Ed è finita invece che abbiamo vinto noi, 2 a 0, un gol mio e uno di Emanuele Pesoli che adesso sta a Siena. Abbiamo vinto insomma e loro sono andati giù e avevano fatto 44 punti in campionato! Adesso qui ci ammazzano abbiamo pensato e invece siamo usciti tra gli applausi del pubblico! E non è finita, perché poi altri ritardi ci sono stati a Catania, abbiamo dovuto partire il giorno dopo. Ad aspettarci? Ma dai, nessuno. Facemmo poi una partita tra noi, in campo anche i dirigenti, fu quella in fondo la “festa”, di gente nemmeno poi tanta. Fu insomma quella una cosa proprio nostra e quando mi capita di raccontarla so che sembra quasi inventata, sembra impossibile. E invece è tutto vero”. 21 calcio e legge di Stefano Sartori Alcune significative novità per la prossima stagione Norme relative alla rego Il sistema di controllo della regolarità del pagamento degli emolumenti contrattuali per la stagione sportiva 2012/13 presenta alcune novità significative: vediamo, nel dettaglio, la normativa che i club sono tenuti a rispettare. Il pagamento delle ultime mensilità della stagione sportiva 2011/12 Per quanto concerne le mensilità residue di maggio e giugno 2012, le società devono depositare presso la COVISOC la dichiarazione circa l’avvenuto pagamento degli emolumenti, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps/Enpals e Fondo Fine Carriera entro il 16 agosto 2012. Se queste prescrizioni non saranno osservate, le società saranno sanzionate con la penalizzazione di 1 punto in classifica per ciascun inadempimento da scontarsi nel campionato 2012/13. Stipendi, ritenute e contributi previdenziali relativi alla stagione sportiva 2012/13 (Art. 85 NOIF - “Informativa periodica alla COVISOC”, modificato con C.U. FIGC 142/07.05.2012) Serie A Le società di Serie A devono documentare alla FIGC/COVISOC entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla chiusura di ciascun trimestre, l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti nonché delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e Fondo Fine Carriera dovuti, sino alla chiusura del predetto trimestre. Gli stipendi devono essere corrisposti esclusivamente a mezzo bonifico bancario sul conto corrente indicato dai calciatori in sede di sottoscrizione del contratto. Pertanto, a puro titolo di esempio, per evitare sanzioni gli stipendi relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre 2012 dovranno essere corrisposti entro il 16 novembre 2012. 22 dei pagamenti Serie B e Lega Pro Le società di Serie B e Lega Pro devono documentare alla FIGC/COVISOC entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla chiusura di ciascun bimestre, l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti nonché delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e Fondo Fine Carriera dovuti, sino alla chiusura del predetto trimestre. Gli stipendi devono essere corrisposti esclusivamente a mezzo bonifico bancario sul conto corrente indicato dai calciatori in sede di sottoscrizione del contratto. Pertanto, a puro titolo di esempio, per evitare sanzioni gli stipendi relativi ai mesi di luglio e agosto 2012 dovranno essere corrisposti entro il 16 ottobre 2012. Sanzioni (Art. 10.3. CGS – “Doveri e divieti in materia di tesseramenti, trasferimenti, cessioni e controlli societari”, modificato con C.U. FIGC 142/07.05.2012) Serie A a)Il mancato pagamento entro il 16 novembre 2012 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del I° trimestre (1 luglio - 30 settembre 2012) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica. La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. b)Il mancato pagamento entro il 16 febbraio 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del II° trimestre (1 ottobre - 31 dicembre 2012), comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica, con l’aggiunta di almeno 1 punto per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° trimestre. Le stesse sanzioni verranno inoltre applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. c)Il mancato pagamento entro il 16 maggio 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del III° trimestre (1 gennaio - 31 marzo 2013) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al terzo trimestre. Inoltre, per il persistente eventuale mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° e II° trimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per trimestre). Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. d) Infine, premesso che le disposizioni relative alla corresponsione degli emolumenti relativi al IV° trimestre vanno necessariamente coordinate con quelle fissate annualmente dal Consiglio Federale per l’ottenimento delle Licenze Nazionali, il mancato pagamento entro il 16 agosto 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del IV° trimestre (1 aprile - 30 giugno 2013), comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al quarto trimestre. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I°, II° e III° trimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per trimestre). Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. calcio e legge olarità degli stipendi Serie B e Lega Pro a)Il mancato pagamento entro il 16 ottobre 2012 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del I° bimestre (1 luglio – 31 agosto 2012) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica. La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. b)Il mancato pagamento entro il 16 dicembre 2012 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del II° bimestre (1 settembre - 31 ottobre 2012), comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica, con l’aggiunta di almeno 1 punto per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° bimestre. Le stesse sanzioni verranno inoltre applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. c)Il mancato pagamento entro il 16 febbraio 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del III° bimestre (1 novembre - 31 dicembre 2012) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° e II° bimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per bimestre). Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. c)Il mancato pagamento entro il 16 aprile 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del IV° bimestre (1 gennaio – 28 febbraio 2013) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al quarto bimestre. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I°, II° e III° bimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per bimestre). Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. c)Il mancato pagamento entro il 16 giugno 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del V° bimestre (1 marzo – 30 aprile 2012) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al quinto bimestre. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I°, II°, III° e IV° bimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per bimestre). Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. d)Infine, premesso che le disposizioni relative al pagamento degli emolumenti relativi al VI° bimestre vanno necessariamente coordinate con quelle fissate annualmente dal Consiglio Federale per l’ottenimento delle Licenze Nazionali, il mancato pagamento entro il 16 agosto 2013 degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del VI° trimestre (1 maggio - 30 giugno 2013), comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al sesto trimestre. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I°, II°, III°, IV° e V° bimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per bimestre). Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. Eventuali ricorsi al Collegio Arbitrale Premesso che le tutte scadenze sopra riportate devono essere rispettate dalle società esclusivamente per non dover incorrere in sanzioni, è importante sottolineare che i calciatori non devono necessariamente attendere le varie scadenze (il 16 del secondo mese successivo ai vari bimestri o trimestri di riferimento) per ottenere il pagamento delle mensilità arretrate. Si deve infatti ricordare che, in ossequio a quanto stabilito dagli accordi collettivi, ciascuna mensilità contrattuale deve esser corrisposta entro scadenze prefissate e decisamente più favorevoli e quindi i calciatori, in qualsiasi momento della stagione e a loro esclusiva discrezione, a partire rispettivamente dal giorno 20 del mese solare successivo se tesserati con società di Serie A e B, dal giorno 1 del mese successivo se tesserati con società di Lega Pro, hanno il diritto di chiedere al Collegio Arbitrale la condanna delle società a corrispondere tutte le mensilità arretrate. Pertanto, in estrema sintesi, il pagamento entro i termini di ciascun bimestre o trimestre contrattuale da parte del club vale di per sé ad evitare le sanzioni previste dal CGS ma, contestualmente, in ogni momento della stagione il calciatore conserva il diritto di proporre vertenza avanti il Collegio Arbitrale per recuperare qualsiasi mensilità arretrata. 23 calcio e legge di Stefano Sartori C.U. FIGC n° 146/ del 7 maggio 2012 Promemoria licenze nazionali 2012/13 Le società, per partecipare al Campionato di competenza stagione sportiva 2012/2013, devono ottenere la Licenza Nazionale e quindi rispettare i seguenti adempimenti. Serie A 25 giugno 2012 Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti fino al mese di aprile 2012 o l’esistenza di contenziosi allegando la documentazione comprovante la pendenza della lite non temeraria Sanzione per inosservanza del termine: 1 punto di penalizzazione da scontarsi nel campionato 2012/13 30 giugno 2012 Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps/Enpals dovuti fino al mese di aprile 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione, per ciascun inadempimento La Lega di A deve certificare l’assenza di debiti nei confronti del Fondo Fine Carriera per i contributi riguardanti gli emolumenti fino al mese di aprile 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione 1 ottobre 2012 Le società devono depositare presso la COVISOC la dichiarazione circa l’avvenuto pagamento dei contributi al Fondo Fine Carriera per i mesi di maggio e giugno 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione Serie B 25 giugno 2012 Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti fino al mese di aprile 2012 o l’esistenza di contenziosi allegando la documentazione comprovante la pendenza della lite non temeraria 24 Sanzione: 1 punto di penalizzazione 30 giugno 2012 Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps/Enpals dovuti fino al mese di aprile 2012. Deposito presso la Lega Serie B di fideiussione bancaria a prima richiesta pari ad € 800.000 Sanzione: 1 punto di penalizzazione, per ciascun inadempimento La Lega di B deve certificare l’assenza di debiti nei confronti del Fondo Fine Carriera per i contributi riguardanti gli emolumenti fino al mese di aprile 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione 17 settembre 2012 Le società devono depositare presso la COVISOC la dichiarazione circa l’avvenuto pagamento dei contributi al Fondo Fine Carriera per i mesi di maggio e giugno 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione Lega Pro 25 giugno 2012 Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti fino al mese di aprile 2012 o l’esistenza di contenziosi allegando la documentazione comprovante la pendenza della lite non temeraria Sanzione: 1 punto di penalizzazione 30 giugno 2012 Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps/Enpals dovuti fino al mese di aprile 2012 Deposito presso la Lega Pro di fideiussione bancaria a prima richiesta pari ad € 600.000 per la Ia Divisione, € 300.000 per la IIa Divisione Sanzione: 1 punto di penalizzazione, per ciascun inadempimento La Lega Pro deve certificare l’assenza di debiti nei confronti del Fondo Fine Carriera per i contributi riguardanti gli emolumenti fino al mese di aprile 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione 17 settembre 2012 Le società devono depositare presso la COVISOC la dichiarazione circa l’avvenuto pagamento dei contributi al Fondo Fine Carriera per i mesi di maggio e giugno 2012 Sanzione: 1 punto di penalizzazione Società di CND aventi titolo a partecipare o a chiedere l’ammissione al Campionato di IIª Divisione 30 giugno 2012 Deposito presso la Lega Pro di fideiussione bancaria a prima richiesta pari ad € 300.000 Sanzione: 1 punto di penalizzazione Deposito presso la COVISOC della certificazione del Comitato Interregionale attestante l’inesistenza di debiti verso i tesserati Sanzione: ammenda non inferiore ad € 10.000 Termine per eventuali ricorsi Le società che non sono risultate in possesso dei requisiti richiesti possono presentare i propri ricorsi, ovviamente riferiti alle mensilità fino ad aprile, entro il termine perentorio del 16 luglio 2012. Le decisioni definitive verranno quindi assunte dal Consiglio Federale del 19 luglio 2012: le società che non hanno effettuato alcun adempimento o i cui ricorsi sono stati respinti non verranno ammesse al campionato di competenza 2012/2013, fermo restando che avverso le decisioni del Consiglio federale è consentito ricorrere all’Alta Corte di Giustizia Sportiva presso il CONI. ha scritto per noi di Alessandro Comi 5 domande a… Francesco Mocarelli, dottor promozioni Centrocampista di spessore, col “cuore” da mediano votato al sacrificio, Francesco Mocarelli ha appena centrato la seconda promozione di fila con il Perugia vincendo il campionato di Seconda Divisione. Mocarelli è uno dei pochi calciatori che è riuscito a combinare, con parecchio sacrificio, la passione per il calcio con lo studio: si è infatti da poco laure- ato in economia aziendale. La sua carriera calcistica è partita dalle giovanili della Lucchese per poi approdare al calcio che conta a Novara in C2, Rondinella, Montevarchi, Arezzo, Grosseto, Frosinone, Sangiovannese, Perugia, Lucchese e ancora Perugia. Quali son state le tue più grandi soddisfazioni calcistiche? “Sicuramente la promozione col Grosseto e le fantastiche doppie promozioni, dalla serie D alla Seconda Divisione, ottenute negli ultimi quattro anni con Lucchese e Perugia, dove ho vinto anche la Coppa Italia di Serie D. Sul piano personale ricordo con piacere le tante vittorie a Lucca dove sono nato calcisticamente e ho vinto da capitano, con molte belle amicizie fatte fuori dal campo, mentre sul piano professionale sicuramente le vittorie col Perugia e una bella vittoria a Firenze contro la Fiorentina in serie C2 quando militavo nel Montevarchi. Delusioni? “Purtroppo tra le delusioni, a parte una retrocessione con l’Arezzo, devo considerare le numerose “mancate promozioni”, finali perse per un soffio ai playoff di C1 con la Sangiovannese, con il Perugia e con il Frosinone per salire in B. E una finale di Coppa Italia persa contro lo Spezia sempre quando vestivo la maglia del Frosinone”. Cosa ne pensi di tutto il trambusto in relazione al problema scommesse? “Non è certamente una cosa positiva per chi ama il calcio, e dispiace che alcuni colleghi siano incappati per superficialità ed errori banali in facili tentazione. Penso che noi calciatori apparteniamo già ad una categoria privilegiata ed è da stupidi rovinarsi reputazione e vita per pochi soldi in più”. Da rappresentante AIC del Perugia, quale “medicina” consiglieresti per curare questo calcio malato? “A mio avviso l’obiettivo dovrebbe essere quella di mantenere in piedi solo le società sane e serie, inasprendo le regole e i controlli per avere la sicurezza che queste arrivino fino alla fine Francesco Mocarelli è nato a Firenze il 24 giugno del 1979. Cresciuto calcisticamente nella Lucchese, ha vestito le maglie di Novara, Rondinella, Montevarchi, Arezzo, Grosseto, Frosinone, Sangiovannese e Perugia. della stagione mantenendo gli accordi fatti”. Il tuo futuro cosa prevede? “La situazione in generale per tutti non è delle più rosee, spero di rimanere nel mondo del calcio magari a livello dirigenziale e sfruttare così in qualche modo la mia laurea in economia aziendale. Per il resto, il mio “futuro prossimo” prevede il mio matrimonio con Donatella...”. righe… 5 Sostituzione In di Damiano Tommasi Dentro uno fuori un altro. L’altro non è contento e il mister non ci fa caso. Lui si sfoga e si lamenta e il mister inizia a farci caso. L’altro continua il suo lamento e il mister continua a farci caso. L’altro si va a sedere e il mister lo va a menare. Delio Rossi ha sbagliato, Delio Rossi è stato esasperato… urge rivedere il senso delle sostituzioni e soprattutto riprendere il filo del calcio sport di squadra! Più Fiorentina meno Ljajic. 25 calcio e legge di Stefano Sartori e Giulio Segato I principali termini regolamentari 2012/2013 Le scadenze da non TERMINI PER PROFESSIONISTI E GIOVANI DI SERIE TERMINI PER LA STIPULA DI UN CONTRATTO dall’ 1/7/12 al 30/3/13 Termini per la stipula di un contratto professionistico • Per la stipula di un contratto professionistico da parte di calciatori il cui precedente contratto con società professionistiche è scaduto al termine della stagione 2011/2012 o è stato risolto per non ammissione al campionato di competenza della società di appartenenza nonché per calciatori “giovani di serie”, “giovani dilettanti” e non professionisti svincolati ex art. 107 N.O.I.F. dall’ 1/7/12 al 31/8/12 e dal 3/1/13 al 31/1/13 Termini per la stipula di un contratto per calciatore il cui contratto è stato risolto • Per la stipula di un contratto professionistico da parte di calciatori il cui precedente contratto con società professionistica è stato risolto (ai sensi dell’articolo117 N.O.I.F.), nel corso della stagione sportiva 2012/13. dall’ 1/7/12 al 31/8/12 Termini per la stipula di un contratto per calciatore retrocesso nei dilettanti (autonoma sottoscrizione) • Per la stipula di un contratto con nuova società professionistica per il giocatore di IIA Div. il cui contratto è stato risolto a seguito di retrocessione della società nei dilettanti (ai sensi dell’articolo 117 punto 5 N.O.I.F.). dal 3/1/13 al 31/1/13 Termini per la stipula di un contratto per calciatore retrocesso nei dilettanti (con consenso della società) • Per la stipula di un contratto con nuova società professionistica per il giocatore di IIA Div. il cui contratto è stato risolto a seguito di retrocessione della società nei dilettanti (ai sensi dell’articolo 117 punto 5 N.O.I.F.). Termini per la stipula di un contratto per calciatore dilettante • Per l’autonoma sottoscrizione di un contratto professionistico da parte di calciatori dilettanti in età di contratto (classe ’92, ’91, ’90, ecc.). (Articolo 113 N.O.I.F.). dall’ 1/7/12 al 31/7/12 26 dal 1/8/12 al 31/8/12 e dal 3/1/13 al 31/1/13 Termini per la stipula di un contratto professionistico con il consenso della società dilettantistica • Per la sottoscrizione di un contratto professionistico con il consenso della società dilettantistica da parte di calciatori dilettanti in età di contratto (classe ’92, ’91, ’90, ecc.). (Articolo 113 N.O.I.F.). TERMINI PER LA CESSIONE DI UN CONTRATTO (ARTICOLI 102, 102 BIS, 103 E 104 N.O.I.F.) dall’ 1/7/12 al 31/8/12 Termini per la cessione di un contratto 1° periodo • Per i calciatori appartenenti alle società di serie A, B, IA e IIA Div. dal 3/1/13 al 31/1/13 Termini per la cessione di un contratto periodo suppletivo • Per i calciatori appartenenti alle società di serie A, B, IA e IIA Div. TERMINI PER LA CESSIONE DI CONTRATTO A TITOLO TEMPORANEO dal 3/1/13 al 31/1/13 • Per la cessione di contratto a titolo temporaneo di calciatori professionisti (Articolo 103 bis N.O.I.F.). ACCORDI PRELIMINARI dall’1/7 al 30/6 • I calciatori con contratto in scadenza possono stipulare un nuovo contratto (prolundella stagione gamento) con la propria società in qualsiasi sportiva momento della stagione sportiva. dall’ 1/1/12 al 30/6/12 • In costanza di rapporto, i calciatori con contratto in scadenza al 30 giugno 2012 possono stipulare accordo preliminare con società diversa dalla propria. dal 14/5/12 al 30/6/12 • In costanza di rapporto, i calciatori con contratto pluriennale possono stipulare accordo preliminare con società diversa dalla propria, con contestuale cessione di contratto. Tali accordi calcio e legge n dimenticare non devono interessare società della stessa Serie e/o girone in costanza di svolgimento dei campionati favore di società delle Leghe professionistiche (primo tesseramento e tesseramento da liste di svincolo). TERMINI PER GLI ACCORDI DI PARTECIPAZIONE TERMINI PER I TRASFERIMENTI DI GIOVANI DI SERIE (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.) Termini per gli accordi di partecipazione (per risoluzione consensuale, rinnovo, deposito in busta chiusa) • Per la risoluzione consensuale, rinnovo e risoluzione in busta chiusa degli accordi di partecipazione (articolo 102 bis punto 4 e 5 delle N.O.I.F.). L’eventuale apertura delle buste sarà effettuata entro il 30/06. dall’ 1/6/12 al 24/6/12 Termini per gli accordi (per risoluzione anticipata o per la cessione della quota di partecipazione) • Per la risoluzione anticipata (a favore della società avente diritto di partecipazione) e per la cessione della quota di partecipazione (articolo 102 bis punto 9 delle N.O.I.F.). dall’ 1/7/12 al 31/8/12 e dal 3/1/13 al 31/1/13 TERMINI PER LA RISOLUZIONE CONSENSUALE • È ammessa purché prevista da accordo scritto che deve essere depositato presso la Lega entro 5 giorni dalla data di stipulazione. (Articolo 117 punto 3 delle N.O.I.F.). N.B. Il calciatore, ottenuta la risoluzione consensuale può tesserarsi per una società dilettantistica entro il 31/12/12, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale. dall’ 1/7/12 al 30/6/13 TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATORI PROFESSIONISTI PROVENIENTI DA FEDERAZIONE ESTERA (ARTICOLO 40 NOIF) dall’ 1/7/12 al 31/8/12 e dal 3/1/13 al 31/1/13 • Per il tesseramento di calciatori professionisti e “giovani di serie” provenienti da federazione estera dall’ 1/7/12 al 31/3/13 • Per il tesseramento di calciatori professionisti o dilettanti provenienti da federazione estera con contratto scaduto nella precedente stagione sportiva (terminata entro il 31 luglio 2012) TERMINI PER IL TESSERAMENTO DEI GIOVANI DI SERIE dall’ 1/7/12 al 31/5/13 Termini per il tesseramento dei “giovani di serie” • Per il tesseramento di “giovani di serie” a Termini per i trasferimenti 1° periodo • Per il trasferimento di “giovani di serie” a società di Serie A, B, IA e IIA Div., della L.N.D. I calciatori devono però già essere tesserati per la società cedente al 30/6/12. dall’ 1/7/12 al 31/8/12 dal 3/1/13 al 31/1/13 Termini per i trasferimenti periodo suppletivo • Per il trasferimento di “giovani di serie” a società di Serie A, B, IA e IIA Div., della L.N.D. TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI DI TRASFERIMENTO DI GIOVANI DI SERIE dal 3/1/13 al 31/1/13 • Per la risoluzione di accordi di trasferimento a titolo temporaneo di calciatori “giovani di serie” (Art. 103 bis N.O.I.F.). TERMINI CALCIATORI CLASSE ’92 - ’93 Da parte di società professionistiche nei confronti di “giovani di serie” che a partire dalla stagione sportiva 2012/2013 hanno rispettivamente diritto al primo contratto (classe ’92) e alla qualifica di aspirante professionista (classe ’93). dall’ 1/6/12 al 30/6/12 Termini per la riconferma classe ’92 • Termini per la riconferma dei calciatori della classe 1992 “giovani di serie” per primo contratto professionistico (Art. 33 punto 2 N.O.I.F.). Termini per la riconferma classe ’93 • Termini per la riconferma dei calciatori classe 1993 “giovani di serie” per un “rapporto di addestramento tecnico”. (Articolo 33 punto 2 N.O.I.F.). dall’ 1/7/12 al 16/7/12 È utile ricordare ai calciatori delle classi 1992 e 1993 che non sono già in possesso di un regolare contratto economico, che le loro società, se non vogliono perdere il vincolo su di essi, hanno l’obbligo di riconfermarli entro le date sopra citate. I giovani della classe 1992 dovranno ricevere dalla propria società, a partire dall’1 giugno ed 27 calcio e legge entro il 30 giugno, la riconferma quali professionisti, con una offerta di contratto economico la cui durata non può essere superiore ai tre anni. Se alla data del 30 giugno la società non avrà spedito a mezzo lettera raccomandata la riconferma di cui sopra, il calciatore potrà ritenersi svincolato e tesserarsi autonomamente per qualsiasi altro sodalizio in qualsiasi momento della stagione sportiva. I giovani della classe 1993 dovranno invece ricevere dalla propria società a partire dall’1 luglio ed entro il 16 luglio, la riconferma quali aspiranti professionisti per l’instaurazione di un rapporto di addestramento tecnico. Anche per loro, in caso di mancata riconferma, a mezzo lettera raccomandata entro la data indicata, ci sarà l’automatico svincolo nei confronti della propria società. LISTE DI SVINCOLO dall’ 1/7/12 • Termini per porre in lista di svincolo da al 16/7/12 parte delle società i calciatori “giovani di e dall’1/12/12 serie” (Articolo 107 N.O.I.F.). al 17/12/12 TERMINI PER NON PROFESSIONISTI E GIOVANI DILETTANTI TERMINI PER IL TESSERAMENTO Termini per il tesseramento dei calciatori “non professionisti” (primo tesseramento o tesseramento da lista di svincolo) • Per il tesseramento di calciatori “non professionisti” a favore di società della L.N.D. dall’ 2/7/12 al 30/3/13 dall’ 2/7/12 al 31/5/13 Termini per il tesseramento dei “giovani dilettanti” • Per il tesseramento dei “giovani dilettanti” a favore di società della L.N.D. Termini per il tesseramento dei calciatori ex professionisti • Per il tesseramento a favore di società della L.N.D. di calciatori professionisti che hanno risolto (per qualsiasi ragione) il loro rapporto contrattuale, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale. dall’ 2/7/12 al 31/12/12 TERMINI PER I TRASFERIMENTI TRA SOCIETA’ DELLA L.N.D. (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.) dall’ 2/7/12 al 17/9/12 28 Termini per i trasferimenti 1° periodo • Per il trasferimento di calciatori “giovani dilettanti” e “non professionisti” tra società della Lega Nazionale Dilettanti. dall’ 3/12/12 Termini per i trasferimenti periodo al 17/12/12 suppletivo • Per il trasferimento di calciatori “giovani dilettanti” e “non professionisti” tra società della Lega Nazionale Dilettanti. TERMINI PER I TRASFERIMENTI (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.) dall’ 1/7/12 al 31/8/12 Termini per i trasferimenti 1° periodo • Per il trasferimento di “giovani dilettanti” da società dilettantistiche a società di Serie A, B, IA e IIA Div. I calciatori devono però già essere tesserati per la società cedente al 30/6/12. dal 3/1/13 al 31/1/13 Termini per i trasferimenti periodo suppletivo • Per il trasferimento di “giovani dilettanti” da società dilettantistiche a società di Serie A, B, IA e IIA Div. TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI DI TRASFERIMENTO dal 1/9/12 al 17/12/12 • Per la risoluzione di accordi di trasferimento a titolo temporaneo di calciatori “non professionisti” e “giovani dilettanti (Articolo 103 bis N.O.I.F.). TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI UN CALCIATORE STRANIERO PER SOCIETA’ DELLA L.N.D. dall’ 2/7/12 al 31/12/12 • Per il tesseramento di un calciatore straniero per società della L.N.D. (articolo 40, comma 11 NOIF) proveniente o provenuto da Federazione estera. LISTE DI SVINCOLO dall’ 2/7/12 al 16/7/12 e dal 3/12/12 al 17/12/12 • Termini per porre in lista di svincolo da parte delle società i calciatori “giovani di serie”, “non professionisti” e “giovani dilettanti” (Articolo 107 N.O.I.F.). Il tesseramento dei calciatori svincolati può avvenire a far data dal 18 dicembre. SVINCOLO PER ACCORDO (ARTICOLO 108 NOIF) Il deposito degli accordi di svincolo (articolo 108 NOIF) dovrà avvenire entro 20 giorni dalla stipulazione e comunque non oltre il 30 giugno 2013. dilettanti di Matteo Sperduti Non incidono sulla quantificazione del credito retributivo Ritenute alla fonte delle mensilità dei calciatori La Commissione Vertenze Economiche della F.I.G.C., con Comunicato Ufficiale n. 10/D emesso in data 09/11/2011, ha riconosciuto e chiarito definitivamente un contrasto, ormai diventato usuale, tra le società ed i calciatori dilettanti con accordo economico superiore a € 7.500 per la parte tassata del loro reddito. Infatti, tale contrapposizione nasceva dal fatto che, spesso, le società non riconoscevano al calciatore dilettante la parte di lordo inserita nel loro accordo economico ed effettuavano una distinzione tra il reddito previsto al netto e la parte tassata che la società doveva versare quale sostituto d’imposta. Questa circostanza creava non pochi disagi ai calciatori i quali dovevano effettuare una serie di calcoli per determinare il reale “quantum” al netto a loro spettante. Nel caso di specie, la questione è sorta in merito al reclamo avanzato da parte di un calciatore contro la società nella quale militava nella precedente stagione sportiva per la parte residuale prevista dal proprio accordo economico pari ad € 12.500,00. L’accordo economico prevedeva la corresponsione di € 15.000,00 lordi ed il calciatore aveva percepito esclusivamente la somma di € 2.500,00. Veniva avanzata vertenza economica alla Commissione Accordi Economici competente in materia la quale riconosceva il credito al calciatore. La società si costituiva tardivamente e l’organo giudicante non accoglieva le proprie controdeduzione proprio in violazione dell’art. 21 bis Regolamento L.N.D. La società, all’uscita del Comunicato Ufficiale da parte della C.A.E., notificava atto di appello motivandolo sulla base di una serie di aspetti che vale la pena analizzare. Infatti, contestava la decisione in quanto questa non aveva tenuto conto che l’importo concordato con il calciatore era di € 15.000,00 lordi. Quindi, si doveva obbligatoriamente tener conto delle ritenute IRPEF e che, quindi, il calciatore, in ragione degli accordi economici stipulati per le stagioni 2009/2010 e 2010/2011, aveva percepito l’importo di € 27.735,45 con ritenute IRPEF pari ad € 4.937,45. Veniva effettuata da parte della società una somma degli accordi economici stipulati dal calciatore in relazione all’anno solare 2010 e non con suddivisione in merito alle due stagioni sportive. Il calciatore ed il legale notificavano le rituali controdeduzioni nelle quali contestavano i motivi di gravame deducendo l’incomprensibilità dei conteggi elaborati dalla società con riferimento ai presunti importi per le ritenute.Inoltre, si portava ad esempio, per la risoluzione della controversia, anche la sent. Cass. n. 6806 del 08/08/1987 la quale esprimeva il principio per cui: “… la ritenuta alla fonte che il datore di lavoro è obbligato per legge ad operare quale sostituto d’imposta non modifica la consistenza dell’originaria prestazione retributiva che tale rimane indipendentemente dall’obbligo di versamento dell’imposta…”. La Commissione Vertenze Economiche della F.I.G.C. si riuniva in data 08/11/2011 ed emetteva apposito comunicato con il quale rigettava l’appello come avanzato dalla società e riconosceva i crediti richiesti dal calciatore nel suo intero. Accoglieva, infatti, la tesi portata avanti dal calciatore e dalla sua difesa andando a rifarsi al principio della Suprema Corte di Cassazione come richiamato. Per di più, preliminarmente, dichiarava che la società non aveva prodotto i documenti in ordine ai presunti versamenti delle ritenute fiscali per l’anno 2010. La Commissione giudicante continuava affermando che il meccanismo delle ritenute alla fonte non incide assolutamente sulla quantificazione del credito retributivo sia esso del lavoratore dipendente che professionista. Tale credito deve essere sempre considerato al lordo e mai al netto delle ritenute fiscali che rappresentano solo un debito del lavoratore, che nasce solo in conseguenza di un credito retributivo. Quindi, qualora il lavoratore non abbia percepito il credito di conseguenza non nasce nemmeno un debito di valore fiscale. Inoltre, le due stagioni sportive vanno suddivise ognuno per il proprio credito verso il calciatore nonché per il proprio debito fiscale che non deve essere sommato in un unico insieme in quanto risulta da due crediti lavorativi differenti scaturiti da due accordi economici diversi. Applicando tale pronuncia al caso di specie si può benissimo chiarire che gli accordi economici stipulati dai calciatori hanno una valenza giuridica e fiscale singola. Non possono essere sommati gli importi ne le società possono effettuare una distinzione tra la parte il valore al netto e quello al lordo. Deve essere considerato sempre il valore al lordo comprensivo delle ritenute d’acconto come per legge seppur la società sia considerata come datore di lavoro e, quindi, sostituto d’imposta. Quindi, al calciatore veniva, logicamente, riconosciuta la somma di € 12.500,00 comprensive delle ritenute fiscali come per legge. 29 femminile di Katia Serra A Roma dall’11 al 14 aprile scorso Congresso mondiale sul calcio femm Si è tenuto a Roma, dall’11 al 14 aprile scorso, un importante Congresso mondiale della FIFA: la capitale ha ospitato una tre giorni di confronto e scambio informazioni tra le 53 Federazioni affiliate. Il tema al centro del Congresso è stato il Mondiale di Germania 2011, un’edizione che continua a lasciare effetti postivi sul calcio femminile, un’eco che non smette di scemare. Il Presidente Federale Abete ha aperto i lavori spiegando i tre principali problemi italiani che limitano la diffusione di questo sport: l’aspetto socio-culturale, la struttura dei club e un numero basso di praticanti: solo 11.000 tesserate. Il Segretario Generale dell’UEFA, Theodore Theodoridis, ha invece illustrato le importanti decisioni prese recentemente, ponendo l’accento sulla nomina, per la prima volta, di una donna nell’Esecutivo della Uefa, la norvegese Karen Espelund, Presidentessa della Commissione del Calcio Femminile. Questo importante passaggio storico culturale, rappresenta sicuramente una svolta determinante per la disciplina. Altri cambiamenti, non meno importanti, sono il passaggio da 12 a 16 partecipanti all’Europeo, il passaggio da 4 a 8 squadre per la fase finale dell’Europeo l’Under 17 e il programma “Hat Trick” con incentivi di 100.000,00 € di finanziamenti per chi realizza progetti sul femminile (già 49 nazioni hanno aderito). Senes Erzik, Presidente onorario della FIFA, ha posto l’attenzione su alcuni dati significativi: • Prima volta che un Mondiale è stato vinto da un paese asiatico, il Giappone • Importante la collaborazione con l’ONU per incentivare il movimento delle donne • 8 marzo, festa della donna, è una data che è utilizzata per incoraggiare le ragazze a giocare • Il calcio femminile ha un ruolo importante per l’emancipazione della donna, quindi ha un ruolo sociale più 30 importante rispetto al calcio maschile • Al Mondiale di Canada 2015 per la prima volta ci saranno 24 squadre (con le squadre europee passate a 8) • Necessaria la solidarietà delle società maschili • Importante lo sviluppo del modello della calciatrice Thierry Regenass, della FIFA, ha rilevato che attualmente nel mondo ci sono 29.000.000 di praticanti, con un incremento del 32% dal 2007 ad oggi, che al Mondiale del 1991 parteciparono 45 squadre contro le 122 di Germania. Alla luce di questi importanti risultati, la FIFA obbliga ad investire sul calcio femminile il 15% dei contribuiti che loro distribuiscono alle Federazioni affiliate. Il Mondiale di Germania è stato vinto, a sorpresa, dal Giappone dopo i calci di rigore. La differenza, durante quei momenti decisivi, l’ha fatta la tensione nervosa con i volti delle americane segnati dalla preoccupazione a differenza della spensieratezza delle giapponesi. Eiji Ueda, della Federazione giapponese, ha spiegato i principali passaggi di questo sport, spiegando la “Nadeshiko Vision” (la loro visione), nata nel 2007: Nadeshiko è un fiore rosa che mostra la bellezza interiore delle donne giapponesi, scelto come simbolo ideale per la filosofia del progetto. Gli obiettivi che si sono prefissati, sono stati riassunti in: 1.Far diventare il calcio uno dei principali sport praticati. Fondamentale migliorare l’ambiente calcistico, per giocare e lavorarci divertendosi. Necessaria un’opera di sensibilizzazione, ospitare un mondiale in futuro. Obiettivo, arrivare a 300.000 praticanti. 2.Scoprire talenti e migliorare la qualità degli allenatori (devono allenare delle donne). Alcuni progetti: a. National training center per le U.15 b. Settimane di allenamento per le migliori U.13-14 c. Dal 2004 GK per i portieri d. Accademie di calcio, con scuole superiori che danno vitto e alloggio e. Project challenge: 2 sessioni di allenamento l’anno, per capire chi può arrivare in nazionale maggiore L’esperienza nipponica ci insegna che attraverso una programmazione a lungo termine è possibile raggiungere gli obiettivi e, questo modo di operare nel calcio femminile è portato avanti anche da tante altre Federazioni. Tutte orientano i propri sforzi soprattutto sui seguenti punti: • Campionati con numero ristretto di partecipanti. Alcuni esempi di serie A: Giappone a 10 squadre, Irlanda a 6, Francia a 12, Inghilterra ha Superlega a 8 , Russia a 8, Germania a 12. • Coinvolgimento dei club maschili. • Allenatori qualificati e specializzati nel settore femminile. • Importanza della Nazionali. • Donne in ruoli di potere, alcuni esempi: Slvetana Zhuravleva (ex allenatrice squadra russa, ora Presidente del Comitato di sviluppo del calcio femminile), Brigitte Ulrich (Segretario Generale della Federazione Francese maschile, ha allenato anche il PSG femminile), Hope Power allenatrice dell’Inghilterra, Silvia Neid allenatrice della Germania. • Coinvolgimento delle ex calciatrici e di quelle in attività utilizzandole come modelli di riferimento: in Inghilterra femminile Il 14 maggio scorso a Milano Con le rappresentanti Aic FIFA minile sono incoraggiate a prendere il patentino UEFA B e UEFA A, in Svezia progetto 24 carati rivolto alle ex per diventare dirigenti o allenatrici • Marketing. Tante le idee, la Russia ne ha avuta una originale, sviluppando un Fans club dei tifosi del calcio femminile. • Partire dal calcio di base. La Germania si prefissò come primo obiettivo quello di trovare una squadra vicino a casa per ogni ragazzina intenzionata a giocare. In Norvegia riuniscono le comunità locali per farle giocare in ambiente sano e protetto. • Importanti le collaborazioni con i Ministeri dello Sport e dell’Istruzione. In Ucraina hanno firmato un accordo con questi Ministeri, così sono riusciti a formare 20.000 insegnanti che a scuola insegnano calcio a bimbi e bimbe. Da tutte le relazioni ascoltate, è emerso un comune denominatore: esiste una fascia d’età più sensibile all’abbandono di questo sport. Necessario perciò promuovere gli sforzi per capirne i motivi, per evitare che succeda, per mettere al centro del progetto quest’aspetto. Curiosa la situazione della Repubblica di Irlanda che ha raccontato la concorrenza del calcio Gaelico tra i principali problemi legati all’abbandono. Da queste poche righe, riportate fedelmente da chi ha avuto il privilegio di partecipare al Congresso, si possono trarre tanti spunti per adattarli alla situazione specifica. La FIFA e la UEFA hanno iniziato un percorso con idee chiare, obiettivi ambiziosi ma realisti, orientati sulla coerenza e continuità. A livello planetario il Calcio femminile ha gettato le basi. Manca ancora una cosa importante, soprattutto considerando l’importanza che gli attribuiamo noi italiani: avere il torneo di qualificazione per accedere alle Olimpiadi, come per altre confederazioni. Per la Nazioni Europee invece, maturano il diritto solo le squadre che accedono alle semifinali del Mondiale. Incontro a Milano tra i vertici dell’Aic (Tommasi, Calcagno, Panico, Serra, Cherri, Sperduti e Bernardi) e 26 tra rappresentanti e capitane delle squadre di Serie A di calcio femminile. Nell’occasione è stato fatto il punto della situazione analizzando il momento estremamente delicato di questo settore che, in regime di commissariamento, si sta confrontando ormai da tempo con una preoccupante crisi economica. Allo stato attuale mancano le prospettive per le praticanti di fare del calcio femminile una attività solida e, a confronto di altri paesi dove questo sport si è fortemente evoluto e sviluppato, nel nostro paese continua a persistere una grave discriminante di opportunità. Lo sviluppo del calcio femminile in Italia richiede sia un cambiamento culturale che un efficace intervento da un punto di vista progettuale, un programma di crescita del quale l’Aic intende far parte. Tra i temi discussi durante l’incontro anche la tutela della salute, il vincolo sportivo e le vertenze economiche. Le calciatrici di Serie A infine, insieme a quelle della Nazionale, hanno aderito alla campagna “Se non ora quando” contro la violenza sulle donne alla quale l’Aic ha già dato il proprio appoggio. Accordo Aic/Università eCampus e “Ancora in Carriera” L’Aic e il dopo-carriera Presentate a Roma, lunedi 23 aprile, l’accordo tra Aic e l’Università e-Campus e la seconda edizione di “Ancora In Carriera”, ottime opportunità per i calciatori per pensare a costruirsi un dopo-carriera. Due iniziative importanti, due occasioni per offrire ai calciatori che hanno appeso gli scarpini al chiodo delle opportunità di lavoro per una seconda carriera. Aic e E-campus, hanno rinnovato la convenzione per tutti gli associati che consentirà loro di conseguire una laurea on-line, iniziativa che si aggiunge a quella varata lo scorso anno denominata “Ancora In Carriera”: dopo il successo della prima edizione (con 30 tesserati iscritti), proseguirà con un nuovo ciclo di lezioni il progetto ideato e realizzato dall’Aic con il patrocinio della Figc e delle tre leghe professionistiche. Il corso formativo ha come obiettivo lo sviluppo delle competenze manageriali dei calciatori a fine carriera, nell’ottica di garantire loro le maggiori possibilità di riqualificazione professionale oltre lo sport. L’idea del percorso formativo “Ancora In Carriera” all’interno del Centro Tecnico di Coverciano, è dedicata ai calciatori in procinto di “appendere le scarpe al chiodo” ed era nata in seguito ad una ricerca effettuata nel 2010 su tremila giocatori che segnalava una percentuale del 61,1% di non occupati al termine della carriera sportiva. Un recente focus di Studio Ghiretti, “2002-2012: due generazioni a confronto”, ha approfondito il tema dell’occupazione dei calciatori di Serie A, sottolineando come su 625 giocatori di A nella stagione 2001-2002, il 49% è ancora in attività mentre il 51% non si dedica più al calcio giocato. “Non è semplice spiegare la dimensione del calciatore” - ha detto Tommasi - “Tutti pensano che sia sufficiente dare quattro calci al pallone per essere felici e sistemarsi a vita, ma non è così”. Ma la novità di quest’anno è la convenzione con E-Campus. “Ci auguriamo di poter offrire ai nostri tesserati importanti chance professionali dopo la conclusione della loro carriera” - ha spiegato il presidente dell’Aic nel corso della presentazione dell’accordo di collaborazione tra il sindaco calciatori e l’ateneo che offre corsi on line. “Purtroppo, per fare la nostra professione, spesso, si abbandonano gli studi e si arriva a fine carriera senza altre competenze al di fuori di quelle legate al pallone. Il nostro obiettivo, ma direi anche il nostro compito, è proprio quello di dare loro degli strumenti, non solo per rendere meno traumatico l’addio al calcio, ma anche per permettergli di riciclarsi in altre professionalità”. 31 scatti di Maurizio Borsari Chiome al vento El Shaarawy-Heinze in Milan-Roma 2-1 Indovina chi Gianluca Pegolo in Siena-Novara 0-2 32 scatti Fatece largo Maicon in Fiorentina-Inter 0-0 Piove! Senti come piove! José Angel in Chievo-Roma 0-0 Qua, là, su, giù… Daniele Doveri in Fiorentina-Palermo 0-0 33 Io e il calcio l’intervista Pietro Piller Cottrer fondista “Perché quella volta abbia cominciato con lo sci è facile da spiegare. Non sono un cittadino, vivo in mezzo alle montagne, la componente neve insomma la fa da padrona e poi non è che ci fosse chissà quale scelta allora. I primi sci a tre anni, dunque qualcosa di automatico. Lì a Sappada c’è una tradizione molto consolidata per lo sci da fondo e quindi entrare nella AS Camosci è stato normale, sì, c’è ancora la società e sono proprio poche le società in Italia ma direi pure nel mondo che possono vantare un paio di campioni olimpici, anche Silvio Fauner è di qui. Il calcio? L’ho giocato anch’io, come tutti in bambini e ricordo che andavo quasi di nascosto a giocare con l’AS Sappada perché il nostro allenatore di sci da fondo non voleva, aveva paura che ci facessimo male. Passione per gli sci l’ho sempre avuta e il primissimo anno nemmeno c’erano gare per quelli della mia età ed è stato l’anno dopo che ho fatto la mia prima garetta, subito terzo. Poi ho cominciato a vincere e vincere, se tutto andava nella normalità, se non rompevo qualcosa o stavo male, sempre ben davanti a tutti”. “Questo è ora il mio lavoro, lo considero tale. E devo dire che è cominciato a essere così già quand’ero pro- 34 prio giovane, è stato nel gennaio del 1992, avevo 17 anni e un mese: sono entrato a far parte del Centro Sportivo Carabinieri. Ero ancora juniores ed entrare nel loro gruppo sportivo ha significato avere una garanzia economica che è stata fondamentale, non ho mai smesso di ringraziarli e ancora continuo a farlo. Forse da ragazzino in effetti pensavo magari di fare bene l’allenamento per fare felice l’allenatore ma ho fatto presto a rendermi conto che il tutto che facevo era per me. Uscire anche se non hai voglia, magari quando piove eccetera è un qualcosa che mi è stato insegnato da quel mio primo allenatore che ho avuto, Eliseo Sartor, è adesso l’attuale presidente dell’AS Camosci. Le gare si fanno con qualsiasi tempo, bufere di neve o a -25 e dunque anche ci si allena con qualsiasi tempo e con -25. Con la scuola ho preso il diploma, è giusto un pezzo di carta ma ce l’ho; l’ho preso a Falcade, lì avevano infatti aperto il primo skicollege proprio per venire incontro alle esigenze degli atleti dello sci: direttore turistico aziendale”. “No, di fare i turisti quando siamo in giro per le gare proprio non se ne parla e poi tieni presente che si va di solito in paesini di montagna, basta un’oretta e magari hai già visto tutto. Pensa che nelle trasferte in Scandinavia i bungalow che ci ospitano sono giusto a bordo pista. E’ vero, uno guarda la gara e ci sta magari attento ma quanto lavoro c’è dietro e quanto tempo ad aspettare, me ne rendo conto quando anch’io sono lì davanti alla televisione a guardarmi, che so, una gara di biathlon. Sono sempre giornate molto lunghe e snervanti, facile consumarti già prima di gareggiare. E poi le prove dei materiali, le condizioni della neve che può sempre cambiare, idem col tempo e il lavoro degli ski men sempre lì con sciolina e paraffina e i tecnici sparsi per il percorso con bastoncini e sci di riserva e le radioline… E’ una stagione lunga la nostra, in pratica è finita l’ultima settimana di marzo e la preparazione adesso la ricomincio la prima di maggio”. “Mi sento giovane dentro, non avverto problemi a relazionarmi con i giovani. Dare consigli? Io sono dell’idea che è meglio darlo quando magari uno te lo chiede. Io avevo davanti a me i De Zolt, Vanzetta, Albarello, Fauner e da loro cercavo di imparare le cose che facevano loro, come si comportavano, spero che magari qualcuno adesso faccia lo stesso con me. No, non sono uno che sente particolarmente la gara, sono parecchi anni che ho smesso di preoccuparmi. Ricordo sempre con piacere la mia prima gara in Coppa del Mondo. Già questo in sé era un evento ma poi capitava a casa mia e come se non bastasse cadeva giusto il giorno del mio compleanno. La notte della vigilia non ho mai dormito, quella pista che conoscevo centimetro dopo centimetro ho continuato a vedermela e rivedermela. In gara al primo chilometro ero in testa, poi sono finito l’intervista 90°. È stata anche quella esperienza e adesso ho ormai un approccio diverso, consumo molto meno adesso prima di partire”. “Al dopo ci ho pensato da tempo. In questi ultimi anni ho fatto vari corsi, prima da maestro di sci, poi da allenatore, adesso di istruttore di sci. In modo da essere pronto nel caso la Federazione pensasse a me in futuro: sì, mi piacerebbe continuare a starci in questo ambiente. Non so se avrei molta pazienza con i più piccoli ma per quel che mi sono immaginato mi vedrei a dare consigli tecnici e tattici sul come affrontare la salita, su come scollinare, la discesa e credo che qualche motivazione la saprei trasmettere. Comunque sia, ho davanti due anni molto importanti. Intanto l’anno prossimo con i Mondiali che sono oltretutto in Val di Fiemme e poi, l’anno dopo, le Olimpiadi a Sochi, in Russia”. “Il calcio lo seguo, tv e internet, in particolare la Juventus. Dipende sempre dal tempo ma più di una volta sono andato allo stadio a vederla, a Vicenza, a Bologna, anche a Monaco La scheda Nato a Pieve di Cadore (“lì c’era l’ospedale”) nel dicembre del 1974, Pietro Piller Cottrer così spiega questo suo nome così… sonoro: “Qui a Sappada siamo sui 1400 abitanti e sono abbastanza poche le famiglie, tanti cognomi insomma sono gli stessi, in particolare Piller: è stato così che per distinguersi hanno aggiunto un altro nome, il mio è Cottrer”). In carriera ha partecipato a quattro edizioni dei Giochi Olimpici invernali e a otto dei Campionati Mondiali; vanta quattro medaglie olimpiche (oro nella staffetta a Torino 2006; argento nella staffetta a Salt Lake City 2002 e nella 15 km a Vancouver 2010; bronzo nell’inseguimento a Torino 2006) e tre medaglie a livello di Mondiali (oro nella 15 km a Oberstorf 2005; bronzo nella staffetta a Trondheim 1997 e nell’inseguimento a Sapporo 2007). Nel suo palmares pure sette vittorie (5 individuali e 2 a squadre) in Coppa del Mondo. Sposato, tre figli, vive a Sappada e fa parte del C.S. Carabinieri. di Baviera, per le gare di Champions, sia all’Olimpyastadium che all’Allianz Arena. Proprio la prossima settimana penso d’andare per la prima volta allo Juventus Stadium e sono proprio curioso. Con me porto mio figlio più grande, sfegatato della Juve, specialmente di Del Piero. Ed è una Tecnica classica e tecnica libera “La prima viene da lontano ed era l’unica che veniva utilizzata, non c’erano allora i due binari e dunque sci sempre dritti, nell’ordine di marcia. Il modo più semplice e naturale dato che è in pratica un camminare scivolando. Poi si è cominciato a capire che si poteva andare più veloci, dapprima con una mezza pattinata, con un solo sci fuori dal binario, poi verso la fine degli anni 80 si è sviluppata la tecnica del pattinaggio. Comunque si nasce tutti dalla classica e la gara che in assoluto preferi sco è la 15 km a tecnica libera, con partenza individuale, non di massa. Lì ognuno mostra quel che ha, non ci sono tattici smi o arrivi in volata”. cosa questa che mi pare anche un po’ strana, lui che non ha visto Del Piero come invece l’ho visto io per tutto quello che ha fatto negli anni. Sul fatto poi che tutti gli altri sport vengano sempre dopo pagine e pagine di calcio non posso che dire sì, mi dispiace, ma non c’è possibilità di cambiare nulla, nemmeno con Torino 2006, con tutti quelli che sono stati i risultati che abbiamo avuto, siamo riusciti a invertire questa strada: l’Italia è fatta così e bisogna accettarla. Io comunque i giornali li sfoglio sempre all’incontrario, parto dalla fine e sono sempre un po’ sorpreso, quando sono in Svezia e Norvegia, di accorgermi che lo devo sfogliare sino in fondo per trovare lo sci dato che è in prima o seconda pagina! Hanno cultura e conoscenza e grande rispetto degli atleti, con folle a volte paragonabili a quelle degli stadi di calcio. Ti inorgoglisce gareggiare lì da loro”. 35 segreteria di Giulio Segato Analizzando le società di Lega Pro Norma sui giovani: è davvero utile? Nella stagione sportiva 2010/11 per beneficiare dei corrispettivi federali veniva posto il seguente obbligo di tesseramento: n° 8 calciatori professionisti (status 09) nati dopo il 1° gennaio 1987 per le società di 1ª divisione; n° 10 calciatori professionisti (status 09) nati dopo il 1° gennaio 1987 per le società di 2ª divisione. I criteri di calcolo dei minuti giocati avevano la seguente ponderazione: calciatori nati nel 1987 40% calciatori nati nel 1988 60% calciatori nati nel 1989 80% calciatori nati nel 1990 100% calciatori nati nel 1991 120% calciatori nati nel 1992 e succ. 140% Nella stagione sportiva successiva, vale a dire l’attuale 2011/12, per beneficiare dei corrispettivi federali è stato invece posto il seguente obbligo di tesseramento: • n° 8 calciatori professionisti (status 09) nati dopo il 1° gennaio 1989 per le società di 1ª divisione; • n° 10 calciatori professionisti (status 09) nati dopo il 1° gennaio 1989 per le società di 2ª divisione. I criteri di calcolo dei minuti giocati per questa stagione sportiva hanno la seguente ponderazione: calciatori nati nel 1989 60% calciatori nati nel 1990 80% calciatori nati nel 1991 100% calciatori nati nel 1992 120% calciatori nati nel 1993 e succ. 140% Ci siamo chiesti che fine abbiano fatto in questa annata sportiva i calciatori italiani classe ‘87 e ‘88 tesserati nel 2010/11 in Lega Pro, perché, per il loro utilizzo, le società di Lega Pro da questa stagione non beneficiano più dei corrispettivi federali. Come possiamo vedere dalla Tabella 1, i calciatori italiani classe ‘87 e ‘88 nel 2010/11 in Lega Pro erano 331; di questi 36 ne sono rimasti in questa stagione 181, una diminuzione quindi di 150, pari al 45,31%; praticamente la metà dei calciatori, 1 su 2, non gioca più in Lega Pro. Per un’analisi più completa bisogna però considerare la diminuzione delle società professionistiche in Lega Pro e ponderare i dati ottenuti con tale diminuzione; nella scorsa stagione le società erano 85 mentre in questa sono diminuite a 77, una differenza quindi pari al 9,41%. Nell’ultima riga della tabella abbiamo diviso il numero totale per il numero delle società; otteniamo quindi che nella scorsa stagione erano presenti quasi 4 giocatori classe ‘87 e ‘88 (3,894) per ogni singola società (85 in totale), mentre in questa il numero diminuisce a quasi 2 e mezzo (2,351) per singola società (77 in totale). La diminuzione è quindi di un calciatore e mezzo; otteniamo così una diminuzione ponderata al numero delle società pari al 39,63%. Ora ci chiediamo dove siano finiti i 150 calciatori che giocavano, e quest’anno 4 non più, in Lega Pro. Come possiamo vedere dalla Tabella 2, 65 (37+21+7) calciatori classe ‘88 su 198 totali, non sono più professionisti, pari al 32,83%, e 54 (32+8+14) calciatori classe ‘87 su 133 totali, non lo sono più, pari al 40,60%; quindi ben 119 calciatori classe ‘87 e ‘88, pari al 36%, non sono più professionisti; 29 di questi giocano dall’Eccellenza a categorie dilettantistiche inferiori (Fig. 1). Si può immaginare (erroneamente) che i calciatori scesi quest’anno nei dilettanti non siano stati utilizzati nello scorso campionato dalle rispettive squadre; abbiamo così considerato i ragazzi classe ‘87 e ‘88 che hanno giocato nella scorsa stagione sportiva almeno 15 partite: gli ‘87 risultano essere 93; di questi non sono più professionisti o sono svincolati ben 31, pari al 33%. Gli ‘88 sono invece 108; di questi non sono più professionisti o sono svincolati 26, pari al 24,07%. Sommando i dati relativi alle 2 classi d’età otteniamo una percentuale pari al 28,36%, quindi quasi un calciatore su 3. 27 rimasti in Lega Pro 119 181 scesi nei dilettanti o svincolati saliti in serie A o B trasferiti all'estero Figura 1 Tabella 1 Classe 88 Classe 87 Totale Media Tabella 2 Classe 88 Classe 87 Totale 2010/2011 2011/2012 differenza diminuzione in % 198 112 86 43,43% 133 69 64 48,12% 331 181 150 45,31% 3,894 2,351 1,543 39,63% serie D 37 32 69 L.N.D. svincolati 21 7 8 14 29 21 estero AoB 3 1 4 18 9 27 segreteria Considerando invece i calciatori di tali classe d’età che abbiano disputato almeno 20 partite l’anno scorso, le percentuali non variano comunque di molto: infatti gli ‘87 sono 70; di questi sono scesi nei dilettanti o svincolati 20 calciatori, pari al 28,57%. Gli ‘88 invece sono 86; di questi sono scesi o svincolati 20, pari al 23,26%. Sommando i dati relativi alle 2 classi d’età otteniamo una percentuale pari al 25,64%, più di un calciatore su 4. Per completezza è interessante considerare anche i ragazzi sempre delle stesse classi d’età che invece hanno iniziato a giocare in Lega Pro da questa stagione: Dell’88 sono 24 • 9 promossi o saliti dai dilettanti • 3 retrocessi dalla Serie B • 0 dall’estero • 7 in prestito da società di categoria superiore • 1 svincolato • 4 erano in A o in B Dell’87 sono 27 • 9 promossi o saliti dai dilettanti • 2 retrocessi dalla Serie B • 5 dall’estero • 9 in prestito da società di categoria superiore • 1 svincolato • 1 era in a col Bari Dalla tabella 3 si può verificare come, considerando anche i calciatori che da quest’anno giocano in Lega Pro, gli ‘87 e ‘88 sono diminuiti quasi del 30%, un giocatore su 3. Tabella 3 Classe 88 Classe 87 Totale Classe 84 Media Abbiamo preso come metro di paragone i ragazzi classe ‘84, ragazzi di 27 e 28 anni che hanno raggiunto ormai la piena maturità in ambito sportivo; per loro la diminuzione e solo del 11,76%, una diminuzione diciamo fisiologica perché praticamente in linea con la riduzione delle società in Lega Pro. Ponderando i dati ricavati con il numero totale delle società per stagione otteniamo i risultati dell’ultima riga: nella scorsa stagione erano presenti quasi 4 gioCLASSE 1988 250 2010/11 200 2011/12 150 differenza (31, 100 50 0 in cui avevano 22 e 23 anni. Come ulteriore metro di paragone, abbiamo preso in considerazione anche i ragazzi del ‘79 e dell’80 che, nelle rispettive stagioni in cui avevano sempre 22 e 23 anni, hanno giocato per società della stessa Lega. Come si può notare dalla tabella, negli anni la diminuzione del numero dei calciatori di 22 anni da una stagione a quella successiva è aumentata drasticamente; il numero dei ragazzi del 1979 dalla stagione 2001/02 a quella succes- CLASSE 1984 198 136 62 250 2006/07 200 2007/08 150 100differenza (16,09%) 50 0 CLASSE 1979 CLASSE 1980 250 236 2002/03 198 2003/04 150 38 differenza (0, 200 100 250 168 2001/02 200 155 2002/03 150 13 differenza ( 100 50 50 0 0 172 180 2 catori classe ‘87 e ‘88 (3,894) per ogni singola società (85 in totale), mentre in questa il numero diminuisce a 3 (3,013) per singola società (77 in totale). La diminuzione è quindi di quasi un calciatore per società; otteniamo così una diminuzione ponderata al numero delle società pari al 22,62%. Ancor più interessante è confrontare (Tabella 4) calciatori di classe d’età diverse ma nelle stagioni in cui hanno la stessa età (22/23 anni), per stagioni in cui non esistevano vincoli di tesseramento; Abbiamo analizzato (grafici in alto) il numero dei ragazzi dell’84 che hanno giocato in quella che era l’allora Lega di Serie C nelle stagioni 2006/07 e 2007/08 2010/2011 2011/2012 differenza 198 136 (112 + 24) 62 133 96 (69 + 27) 37 331 232 99 85 75 10 3,894 3,013 0,881 Tabella 4 Stagione A 22 Anni Stagione Classe d'età 1988 2010/11 198 2011/12 ponderata in base al n° squadre 2,33 1984 2006/07 236 2007/08 ponderata in base al n° squadre 2,62 1980 2002/03 168 2003/04 ponderata in base al n° squadre 1,87 1979 2001/02 172 2002/03 ponderata in base al n° squadre 1,91 sivamente non è praticamente variato, quello dei classe ‘80 dalla stagione 2002/03 a quella successiva è diminuito di meno dell’1%, mentre gli ‘84 dalla stagione 2006/07 a quella successiva sono diminuiti del 16%. I calciatori dell’88 dalla scorsa stagione a quella attuale sono diminuiti del 31,31%, vale a dire il 24,17% ponderandolo all’attuale numero delle società in Lega Pro. I dati sono stati ponderati in relazione al numero delle società presenti in Lega Pro; ricordiamo che sono 77 in questa, 85 in quella precedente e 90 in tutte le altre prese in considerazione. Da questa analisi si può dedurre che l’introduzione delle norme sul vincolo di tesseramento dei giovani porti come principale conseguenza una drastica riDiminuzione in % duzione di essi nelle stagioni in cui la 31,31% loro classe d’età non rientra più nei criteri di calcolo del ‘minutaggio’; come se 27,82% il loro utilizzo non fosse principalmente 29,91% dovuto da effettivi meriti. 11,76% Infatti nell’ultima decade, il numero di 22,62% calciatori giovani utilizzati da ogni singola società A 23 Anni Differenza % non è aumentato verti 136 62 31,31% ginosamente, da praticamente 2 calciatori per 1,77 0,56 24,17% squadra a 2,3, mentre si è 198 38 16,09% passati da una differenza 2,2 0,42 16,09% nulla nel numero di essi 155 13 0,08% a una riduzione di quasi 1,72 0,15 0,08% il 25%, un calciatore su 4 180 8 0,05% tra le stagioni dei 22 anni 2 0,09 0,05% a quelle successive dei 23. 37 internet di Mario Dall’Angelo I link utili Il calcio professionistico contro la fame Il Sahel è una striscia di territorio dell’Africa, a sud del Sahara, che attraversa il continente dall’oceano Atlantico fino al mar Rosso. Il nome significa “riva del mare” e sembra indicare il limite di quel mare di sabbia che è il deserto più grande del mondo. Si tratta di uno dei territori più poveri e inospitali di tutto il pianeta. Le popolazioni, che ammontano a circa 15 milioni di individui, sono dedite all’agricoltura di sussistenza, peraltro a resa bassa e incerta a causa della povertà del suolo e del clima. Il Sahel va infatti periodicamente incontro a periodi di siccità, negli ultimi decenni resi più acuti dai cambiamenti climatici, che mettono in crisi la già precaria economia e di conseguenza la sopravvivenza degli abitanti, in particolare dei più piccoli. L’Unicef ha lanciato recentemente un allarme (www.unicef.it/sahel) sul rischio di malnutrizione che incombe su un milione di bambini dell’area e soprattutto in Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad. Il mondo del calcio non poteva restare insensibile all’emergenza umanitaria del Sahel e si è mobilitato alla grande. A livello europeo si è attivata l’iniziativa “Professional Football against Hunger”, il calcio professionistico contro la fame (www.epfl-europeanleagues.com/fao). L’associazione continentale della Leghe professionistiche, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e la Commissione Europea hanno avviato questa collaborazione per sensibilizzare l’opinione pubblica grazie alla popolarità dei calciatori. Sulla homepage infatti si avvia subito un filmato, breve ma di grande impatto, in cui immagini del Sahel e dei sui abitanti si alternano a interventi, tra gli altri, dell’ex portiere della Nazionale, Francesco Toldo, e dell’ex capitano del Real Madrid, Raùl Gonzalez Blanco. Lo slogan è “Togheter we can 38 save lives” e sulla magliette dell’iniziativa in Italia: “Insieme possiamo salvare vite umane”. Un altro volto che compare sulla pagina principale è quello di Roberto Baggio, vincitore del Pallone d’oro da calciatore e oggi presidente del settore tecnico della Figc. Il Divin Codino, che è anche ambasciatore di buona volontà della Fao, ha firmato congiuntamente a Kristalina Georgieva, commissaria europea agli aiuti umanitari, un appello a sostenere l’iniziativa in occasione della terza “Giornata del calcio contro la fame”, svoltasi nel fine settimana a cavallo tra marzo e aprile scorsi. Il successo è stato grandissimo: oltre 300 squadre di 20 leghe professionistiche in 16 nazioni d’Europa hanno aderito, portando in campo una maglietta con la scritta “Sahel Emergency”. L’appello di Baggio e della Georgieva ha sicuramente toccato molti: «Tutti possiamo fare qualcosa. Aderendo al progetto, parlandone con gli amici e i colleghi o firmando la petizione sul sito endinghunger.org. Si può fare una piccola donazione ad un’organizzazione umanitaria che opera nel Sahel. Bastano 20 euro per salvare un bambino dalla fame e dalla denutrizione in poche settimane. È importante non rimanere in silenzio: insieme possiamo salvare vite e vincere la partita contro la fame». Come già segnalato, sono molti i cal- ciatori, in attività e ritirati, che supportano personalmente “Professional Football against Hunger”. Sul sito c’è una pagina “Ambassadors”, dove apprendiamo che, oltre ai già segnalati Baggio, Toldo e Raúl, tra i sostenitori ci sono anche altri due ex palloni d’oro come il nostro Paolo Rossi e il bulgaro Hristo Stoichkov, e poi altre vecchie conoscenze del calcio italiano come Patrick Vieira, Hansi Müller, Fernando Couto e infine Manuel José, Dietmar Kühbauer, Craig Bellamy e Felix Magath. La Commissione Europea ha fatto per ora la sua parte: 123 milioni di euro sono stati stanziati da Bruxelles per far fronte alla difficilissima situazione attuale. Ma l’iniziativa dei calciatori contro la fame e la malnutrizione non si ferma al Sahel. Nel sito troviamo, alla voce “Field Visits”, il resoconto e le immagini dei viaggi compiuti dagli “ambasciatori” in altri luoghi del mondo dove si soffre. Toccanti le immagini di Roberto Baggio in visita nel 2011 agli alluvionati del Perù. Chi volesse seguire l’iniziativa attraverso i social network deve collegarsi al sito endinghunger.org, sul quale è in corso la raccolta di firme a favore della campagna contro la fame nel mondo. Grazie all’impegno del mondo del calcio, al momento in cui scriviamo sono oltre 3.400.000 le firme lasciate sul sito. internet di Stefano Fontana Calciatori in rete Web rossonero con Robinho e Muntari www.robinhooficial.com.br Sito ufficiale per l’attaccante brasiliano Robson De Souza, universalmente noto come Robinho: questo giocatore è noto per lo straordinario bagaglio tecnico che lo contraddistingue, un misto di velocità, intuito ed eccellenza nel dribbling e nei gesti più spettacolari come le rovesciate. Il fuoriclasse in forze al Milan dispone di uno degli spazi web più raffinati ed eleganti in assoluto tra quelli visitati in questa rubrica. L’homepage è caratterizzata da un’originale grafica in bianco e nero con accenti in oro scintillante. Il navigatore può effettuare la scelta tra portoghese ed inglese, in modo da consultare agevolmente ogni pagina del sito nella lingua più gradita. La traduzione dall’originale lingua nativa del giocatore all’inglese si rivela eccellente ed estesa anche alle sezioni di contorno. Iniziamo il nostro viaggio nel sito ufficiale di Robinho partendo dalla sezione biografica: divisa in dodici capitoli, risulta estremamente esauriente e piacevo- le da leggere. Le varie pagine si susseguono scorrendo verticalmente con un semplice click lungo i pallini incolonnati sulla destra dello schermo, con ogni capitolo caratterizzato da una grande foto come sfondo tematico e da un testo chiaro e leggibile. Abbiamo quindi una prima conferma sul fatto che la bontà stilistica del sito di Robinho non riguarda solo l’homepage ma si estende a tutte le pagine del sito. Molto nutrita la pagina dedicata a foto e video di Rubinho, piena di scatti evocativi e filmati capaci di emozionare grazie a prodezze spesso irripetibili. Anche la sezione dedicata al palmarès del giocatore impressiona, grazie ai molteplici successi di caratura internazionale conquistati nel corso degli anni. Lasciamo a voi il piacere di scoprire quanto ha ancora da offrire questo splendido sito internet, realizzato con cura maniacale e ricco di contenuti stimolanti. www.sulleymuntari.com “I just love to play football”: questa semplice, sincera dichiarazione d’amore campeggia nell’homepage del sito ufficiale di Sulley Muntari. È la prima cosa che salta all’occhio una volta digitato l’indirizzo ed effettuato il collegamento: un ottimo biglietto da visita ed un indizio importante sulla devozione del centrocampista ghanese nei confronti dello sport più amato al mondo. La struttura del sito ufficiale di Sulley Muntari è leggera e snella, al fine Linea abbigliamento Aic: acquista online L’A.I.C. ha lanciato una nuova linea di abbigliamento, con la collaborazione di GMS Italia, licenziataria esclusiva del marchio A.I.C. Per la prima volta nella sua storia A.I.C. è diventato quindi un brand della moda con la creazione di una collezione “fashion sport” per il tempo libero che ripropone, in chiave vintage, le varie declinazioni del marchio A.I.C., al passo coi tempi ma nel rispetto della tradizione. 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Il suo debutto con le Black Stars, soprannome della nazionale ghanese, avvenne il 17 maggio 2002 contro la Slovenia. Tra le caratteristiche principali del sito, colpiscono la puntualità e la frequenza degli aggiornamenti. Le sezioni “blog”, “news” e “match re- port” sono infatti oggetto di numerosi articoli, caricati puntualmente e spesso scritti proprio da Sulley in persona. La gallery di questo sito si distingue per l’alta qualità degli scatti e il grande formato con cui sono presentati: ammirarle è un piacere per ogni appassionato. Merita infine una visita anche la pagina denominata “charity”, che raccoglie cenni riguardo le attività benefiche che coinvolgono Muntari e la sua splendida moglie Menaye Donkor, modella di caratura internazionale ed attivista nel campo dei diritti umani. 39 segreteria di Diego Murari Uno per tutti, tutti per Unico1 Un ambasciatore sp C iao campioni, ciao a tutti voi che siete qui a dedicarmi un altro splendido attimo di voi. È sempre un’emozione immensa parlare e sognare che qualcuno di grande come voi legga le mie parole, la mia piccola voce. In questi mesi purtroppo ho ricominciato a vedere il mare in tempesta ritrovando il dolore e il male che non mi dà tregua: quanti momenti di sconforto, di paura, di pianti nascosti nelle notti passate senza dormire. Io che speravo di rimettere gli scarpini e i miei guanti, di venire tra di voi n.1 a prendere a calci una palla con la gioia di un bambino, con le lacrime di chi non doveva esserci più da tempo. E invece nuove corse per le terapie, sempre più insistenti, a volte fastidiose e odiate, come un gol al 95 minuto che ti ruba la partita. Sì, sto soffrendo e a volte mi manca il respiro e riesco anche a pregare Dio che smetta di lasciarmi qui soltanto a sognare e che mi inviti lassù con lui per ritornare almeno a respirare un semplice sorriso. L’unico e immenso mio desiderio di ogni giorno che mi è rimasto è il vedervi in campo, vedervi giocare e ascoltare in silenzio i brividi di un gol fatto minuto dopo minuto con la forza che soltanto voi capitani del tempo dimostrate di avere. Che meraviglia che siete quando ci regalate il coraggio di soffrire in silenzio, di entrare in clinica con la forza di un leone ferito che vuole vincere ogni battaglia, di affrontare ogni avversario con i valori più grandi di questo splendido sport. Grazie di esserci meravigliosi campioni della vita, grazie di insegnarmi a colorare ogni maglia di azzurro e di portarmi in ogni splendido stadio del mondo steso sul mio lettino tra gli applausi della terapia più forte. Grazie di come siete, n1… nel cuore. 40 Ricordo che... Era una giornata fredda, c’era nebbia e piovigginava. Avevo 39 di febbre, ero appena tornato dalla clinica dopo un mese di ricovero e pesavo 41 kg. “Ti prego papà, accompagnami, voglio vivere ogni attimo di ogni giorno finché ho la vita”… che tristezza vedere mamma e papà piangere senza lacrime pur di vedere un sorriso sulle mie labbra. Mi misero un giubbottone bianco, avevo i pantaloni rossi della tuta del Vicenza Calcio che mi aveva regalato il grande Zancopè. Ero fiero di lui, di Toldo, di Baggio: usavo le loro tute in ospedale e mi sentivo uno di voi, un campione e non me ne importava nulla se vivevo ancora un giorno, un mese, un anno… mi sentivo un campione immenso come voi. Mi alzarono dal letto a fatica e mi accompagnarono lentamente all’auto; avevo piaghe ovunque, non riuscivo nemmeno a mettere le scarpe né ad appoggiare i piedi, ma desideravo tanto andare a quell’allenamento, sapevo che avrei respirato un po’ di aria nuova, diversa, distante da quel sapore di ospedale che oramai avevo dentro di me. Arrivai al campo alle 14,30 e i ragazzi erano già lì. Stavano uscendo dallo spogliatoio. Pioveva e la nebbia mi dava molto fastidio, non riuscivo a vedere da dentro l’auto e non potevo uscire, avrei rischiato di morire dicevano i medici. Mamma e papà mi parlavano, ma non capivano che io ero in campo… e infatti dopo 5 minuti non resistetti e aprii la porta a fatica con le stampelle e tentai di scendere. Grazie ai miei meravigliosi vecchietti ci riuscii e raggiunsi i ragazzi. Che spettacolo: finalmente la pioggia, l’aria, l’erba e le linee bianche che accompagnano i miei occhi fin dalla mia vita, la porta. Che lacrime, che belle lacrime. All’improvviso qualcuno mi abbracciò alle spalle, era Adriano Zancopè, accanto a lui Andreolli e poi Raimondi. Non respiravo dall’emozione, che bel team il Vicenza Calcio. Ecco allora che sento gridare il mio nome e il mio sguardo incontra il mister, anzi lo splendido mister Gregucci… che bello tutti al mio fianco, ecco che arriva anche il capitano Helguera, anche lui subito mi abbraccia assieme al grande Schwoch. “Ciao n.1” mi gridò Zampagna dallo spogliatoio e io come un ragazzetto sono scoppiato in lacrime quando sia lui che un angelo di nome Piermario mi sono corsi incontro e mi hanno stretto in un abbraccio vero, leale, sincero. Mamma Silvana era felice, anche papà Gianni non riusciva a essere triste. Che spettacolo Zancopè che mi stava vicino come un fratello e il mister che andò a prendermi un peciale… thè caldo e mi teneva le mani tra le sue. Anche Raimondi mi sfiorò con gli occhi, quasi avesse paura di toccarmi per non farmi del male…e poi nell’angolo quel meraviglioso ragazzo dai capelli un po’ lunghi e moro, che mi regalava poche parole ma che in silenzio mi donava la sua anima: mi venne accanto mentre tutti uscivano per l’allenamento, “Ciao grande Diego” mi disse e la sua dolcezza mi lasciò senza parole. “Aspetta, dammi il tuo numero” mi disse ancora allontanandosi nel corridoio; non capivo ma lo ascoltai e papà gli scrisse il mio numero. Piermario tornò con la sua maglia autografata e dedicata a me. “Tieni – mi disse – sono felice e onorato di dare la mia maglia a un numero 1 come te”. Mi abbracciò forte, non riuscivo a dire una parola, non lo conoscevo nemmeno eppure mi stava regalando sé stesso, mi stava aprendo il suo cuore. Mi chiese tutto di me e quando gli raccontai di quanti capitani stupendi mi volevano bene, lui sorrise. “Bene, allora io sono con te. Per ogni cosa tu sai che io ci sono, voglio essere unico e n1 anch’io come te”. Mi abbracciò ancora, mentre gli altri già si stavano allenando lui continuava a starmi accanto e mi accompagnò verso l’auto. In quel momento io non sentivo nemmeno la pioggia, ascoltavo soltanto il cuore di un nuovo angelo che Dio mi aveva mandato… ripartimmo verso casa ed ero felice di aver rischiato la vita per andare a vedere il Vicenza Calcio perché mi sentivo uno di loro, uno di voi, un numero 1. Da quel giorno Piermario non mi ha mai lasciato solo, ha sempre corso con me, ha fatto le ripetute con me, i cross, i tiri, i colpi di testa, gli scatti. Che meraviglia, Piermario, quella prima volta tra noi. Io che sfioravo la morte, lui che sorrideva alla vita. Che meraviglia, ora, Piermario. Lui che ha incontrato il sole nel cielo, io che sto sognando di correre, di fare le ripetute, i cross, i colpi di testa, gli scatti. Io che sogno ancora soltanto la vita… grazie a te Pier… grazie di questa lacrima che mi solca il viso e s’infrange nel cuore. Grazie per sempre “meraviglioso moro”. Una riga particolare per un grazie particolare all’Associazione Italiana Calciatori che mi ha regalato la gioia e la grandissima emozione di poter incontrare una persona così speciale e unica, è stato un dono indimenticabile. Cari ragazzi, se potessi dare il mio respiro per quello di qualche angelo lo farei in silenzio, senza vergognarmi di essere un piccolo uomo. Ma nel mio viaggio tra l’inferno di una malattia so di essere stato fortunato, ho capito quanto sia meravigliosa la vita. Non esistono cose, problemi, tristezze che possono prenderci il sole. Nessuno può rubarci la nostra splendida famiglia e tutti gli attimi meravigliosi che viviamo insieme ogni giorno… che fortuna capire che in un solo giorno facciamo tantissime cose. Sorridiamo, parliamo, pensiamo, abbracciamo… questa è la vita, questo è il gol più grande, questo è il Mondiale di tutti noi che vinciamo ogni giorno, ma che spesso ci dimentichiamo di avere. Perdonatemi se ho parlato tanto, se vi ho disturbato ancora, se vi ho scritto col cuore, ma io ho voi che siete la mia forza e che mi avete insegnato a non mollare mai. Siete l’esempio di tutti noi piccoli uomini che non chiedono mai nulla di più di un sorriso. Ciao a tutti, capitani meravigliosi, vi aspetto con il cuore allo 3391082481. Per chi vuole saperne di più www.unico1.it Già da qualche tempo sul web si possono avere notizie di Diego e della sua “Fondazione Unico1”: oltre che sui siti www. unico1.org e www.unico1.it (attualmente in manutenzione) il navigatore può trovare un bel po’ di materiale sul social network più popolare, vale a dire Facebook. Si potrà quindi meglio capire quale sia il suo progetto che parte da un principio: “Io sono sempre stato uno sportivo” – dice Diego – “e prima o poi tornerò ad esserlo. Ho pensato allo sport perché lo sport è: gioia, fatica, delusione, lacrime, emozione, paura, sofferenza, vittoria, sconfitta, ma soprattutto è forza”. La Fondazione Unico1 è stata creata grazie al fondamentale supporto del ciclista Davide Rebellin in sinergia con i calciatori Roberto Baggio, Francesco Toldo e gli sciatori Kristian Ghedina e Silvio Fauner per aiutare l’amico Diego, ma anche altre persone che potrebbero cadere vittime di questa malattia. È possibile collaborare ai progetti della Fondazione Unico1 con: 1. Donazioni spontanee di privati e aziende. 2. In sede di dichiarazione dei redditi attraverso il 5 per mille inserendo il Codice Fiscale della Fondazione 03436710242. 3. Attraverso una partecipazione agli utili derivanti dalla vendita di una linea di abbigliamento sportivo e gadget. 41 tempo libero musica libreria Giunti Editore Il calcio fa bene di Cesare Prandelli e Giuseppe Calabrese 144 pagine - € 9,90 Un racconto pensato per i giovani, che rimetta i valori legati al calcio sui giusti binari. Dal campetto dell’oratorio di provincia fino alla panchina della Nazionale italiana, Prandelli ci racconta la sua carriera, fatta di divertimento e sacrifici dosati nella giusta misura. Aneddoti biografici intervallati da riflessioni sull’attualità calcistica e sugli aspetti tecnici: schemi, alimentazione, allenamenti. Un modo per scoprire e conoscere il mondo del Mister, quello in cui crede, quello che ha imparato e oggi cerca di trasmettere. E, forse, anche un modo per guardare con occhi diversi i prossimi campionati europei di calcio. I diritti d’autore spettanti a Cesare Prandelli e a Giuseppe Calabrese saranno interamente devoluti alla Fondazione Fra Elia degli Apostoli di Dio (Terni). L’Editore devolverà parte del ricavato alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Chiarelettere Fuori gioco di Gianfrancesco Turano – 274 pagine- € 14,50 “Fuori gioco” è il ritratto dell’oligarchia italiana vista attraverso il calcio di Serie A e la storia dei suoi presidenti. Una galleria di dieci personaggi (il nuovo arrivato Thomas Di Benedetto, Claudio Lotito e la Lazio del dopo-Cragnotti, i gemelli diversi Enrico Preziosi e Silvio Berlusconi, gli Agnelli e Diego Della Valle), quasi una squadra. Senza dimenticare i potenti del tempo che fu, che accompagnano ciascun capitolo, da Ferlaino a Cecchi Gori, da Sensi a Tanzi. E con due storie poco note ma molto significative: il re dei supermercati Maurizio Zamparini alla guida del Palermo e il patron dell’Udinese Gianpaolo Pozzo. I presidenti sgomitano, attaccano, fanno gol o li subiscono, tra affari, cordate e lobby, patti di sindacato, banche e giornali, operazioni immobiliari e finanziarie, rapporti con la politica, in tribuna e fuori dallo stadio. La trama del potere vista attraverso il calcio passa dalla Prima alla Seconda Repubblica, da Andreotti a Berlusconi, da Geronzi a Profumo. In queste dieci storie c’è l’Italia. Ci sono i banchieri e i furbetti del quartierino, la Tangentopoli di ieri e quella di oggi, bancarotta, evasione fiscale e criminalità organizzata. Una trama senza soluzione di continuità, che arriva fino ai giorni nostri, all’ondata d’indignazione che attraversa il paese e aggredisce il Palazzo, ma guai a chi tocca il calcio e la squadra del cuore. C’è chi l’ha capito e continua indisturbato a giocare la propria partita. Bradipolibri Chi non canta resti a casa di Leonardo Colapietro – 192 pagine - € 14,00 I cori cantati negli stadi sono realmente entrati a far parte della nostra vita. Possiamo sentirli, riadattati all’uso, nei cortei, ai concerti, addirittura ai matrimoni... Così come gli striscioni sono una componente fondamentale dell’espressione del tifo, a maggior ragione lo sono, se non di più, i cori. Si è cercato di raccogliere il meglio che le curve d’Italia hanno espresso negli anni, solo ed esclusivamente per divertire. Il calcio una sorta di religione e i cori le sue preghiere. Dai testi si può capire l’anima e lo spirito di una città intera, gli odi e le amicizie di una curva, sempre più spesso il suo orientamento politico. Si è inserito un piccolo quadro del tifo italiano con un accenno alle loro storie e alle storie delle società. Nei cori che andrete a leggere c’è la faccia di un paese: cori nuovi e “storici”, cori che un giorno idolatrano un giocatore e il giorno dopo lo massacrano, cori divertenti, irriverenti, violenti, persino blasfemi in qualche caso, di tutti i colori e per tutti i gusti. Sono stati esclusi quelli diretti contro le persone. 42 Vasco Rossi L’altra metà del cielo Vasco Rossi si è messo in gioco e lo ha fatto nella maniera più “clamorosa” che un rocker potesse fare: pubblicare un album sinfonico frutto di un progetto legato nientemeno che alla Scala di Milano per uno spettacolo di danza basato sulle sue canzoni. Il risultato, anche se da più parti non sono mancate le critiche, è di valore assoluto, per non dire straordinario. In “L’altra metà del cielo”, Vasco ha reinterpretato in chiave orchestrale alcune delle sue più belle canzoni, soprattutto quelle dedicate alle donne (Albachiara, Silvia, Susanna, Giulia, Gabri, Jenny, Laura, Sally). Nell’album si sentono suonare violini, viole, clarinetti, violoncelli, fagotti, corni, contrabbassi, trombe, oboe, tuba e percussioni varie. Cori da parte di soprani, contralti, tenori, ed anche un’arpa, insomma tutti strumenti e voci che difficilmente sentiremo suonare nuovamente in un album di Vasco Rossi. Co-artefice di questo riuscitissimo azzardo (difficile reinterpretare dei successi come quelli del Blasco), è stato Celso Valli. Un progetto estremamente interessante e un disco che fa “tremare il cuore”, perché la musica sinfonica esalta le emozioni e dove non riesce ad arrivare una chitarra elettrica può invece colpire un insieme di archi e di fiati.