mio cartellino rosso

Transcript

mio cartellino rosso
amarcord
Quel
mio
cartellino rosso
Mi ritorni
in mente…
Paolo Bianco (Sassuolo)
“Gioco sì in difesa, di partite ne ho ormai
messe assieme quasi 500, ma devo dirti
che ne ho presi proprio pochi di cartellini rossi, mai poi per fallo di reazione
o perché abbia perso la testa o abbia
mandato a quel paese l’arbitro. Insomma
non sono uno che è facile… da espellere; è capitato
per qualche
somma di ammonizioni, per
dei falli tra l’altro mai intenzion alme nte
violenti e cattivi e da ultimo
uomo mi pare
sia successo
una volta sola,
giocavo
col
Treviso a quel
tempo. E allora posso qui
ricordare
il
cartellino rosso che ho preso quest’anno quando siamo andati a giocare a Pescara. Ero in pratica quasi sulla linea di
porta, c’era ‘sta palla che mi stava scavalcando, dietro di me Immobile avrebbe fatto di sicuro gol e così, d’istinto,
l’ho parato io quel pallone. È stato un
momento così, sono andato proprio in
automatico, qui dico che certo se mi capitasse ancora non lo farei più ma è pur
vero, come detto, che è stato istintivo.
Fosse poi servito poteva anche essere
un “bel” cartellino rosso ma sono stato
espulso, ho messo in difficoltà i compagni e loro l’hanno pure segnato quel
rigore. Con gli arbitri posso dire che
ho un buon rapporto e mi piace ricordare come l’ex arbitro Rosetti sempre
mi abbracciasse quando ci si incontrava.
Ora lui è in Russia ma fino l’anno scorso
che era responsabile per gli arbitri di B,
veniva a volte a vedere l’arbitro che ci
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arbitrava e sempre mi veniva a salutare. Un qualcosa che mi ha fatto sempre
piacere perché voleva dire che aveva apprezzato e apprezzava il mio modo di
stare in campo. E poi io mi rendo conto
quanto sia difficile per loro, con tutte
quelle trasmissioni che stanno lì a farti
vedere e rivedere azioni dubbie e loro
che devono decidere in un attimo, sapendo d’essere sempre così tanto sotto
esame”.
Fabio Prosperi (Taranto)
“Di cartellini rossi me ne ricordo due,
diversi tra loro. Il primo quando giocavo
a Castel di Sangro, s’andò quella volta a
giocare a Gubbio. Ero in diffida, la domenica dopo avremmo giocato contro
la Fiorentina, sarebbe stato un giorno
speciale quello, finalmente allo stadio ci
sarebbe stata tanta e tanta gente, come
in effetti poi successe. Lì contro il Gubbio ricordo che ci stavo proprio attento
a non prendere un’altra ammonizione
ma verso la fine feci un fallo: rosso meritato e addio Fiorentina. L’altro è quello che ho preso a Foggia, col Taranto,
derby insomma. Undici contro undici
s’era 0 a 0 e avevo preso un’ammonizione giusta per un fallo su Troianello,
niente da dire. Poi mi ha dato la seconda e quindi il rosso per un qualcosa che
aveva visto solo lui, era stato Salgado
a venirmi addosso, s’era messo anche a
gridare: è un rosso quello che sa ancora
di rabbia… l’abbiamo pure persa per 2
a 0 quella partita. Se ho detto qualcosa
all’arbitro? No, tanto cambia niente”.
L’incipit…
Prologo (ultimo atto)
Quel giorno ho fatto piangere un sacco di uomini adulti. Grandi e grossi,
stretti ai loro figli o alle mogli piangevano tutti per me e vi giuro che vederli è stato curioso e bellissimo. Quel giorno era il 31 maggio del 2009
e io smettevo di giocare a calcio da professionista dopo quasi vent’anni.
C’erano migliaia di persone commosse intorno a me, ricordo i cori e
il diluvio di flash delle macchine fotografiche, roba da mettere i brividi.
Tutti pensano che l’ultima partita sia molto simile alla morte di un giocatore, la fine di una vita e forse l’inizio di un’altra molto diversa, meno bella, meno colorata.
Molti di noi faticano ad accettare l’idea che saranno meno popolari, che la gente non li applaudirà più, non li adorerà, molti di noi hanno paura della normalità.
Io no. Quando ascoltavo i racconti di altri calciatori, campioni o meno che fossero, la storia delle loro ultime partite e del senso di vuoto che avevano provato uscendo dal campo,
faticavo a capire. Ho sempre pensato che a me non sarebbe successo. Quel giorno ho fatto
piangere un sacco di uomini ma non ho pianto io, perché ero felice.
amarcord
La partita
che non dimentico
Mi ritorni
in mente…
Alessandro Fabbro (Pergocrema)
“Intanto ti dico quella del campionato
2006-2007, io col Gela e battemmo da
noi in casa la Nocerina per 2 a 1, due gol
miei! Sì, da difensore, l’unica volta che mi
è riuscito, io che ne faccio di media sui
due a stagione. Il primo di testa, quasi dal
limite, su un calcio di punizione; l’altro di
piede, sul secondo palo, dopo la spizzata
di un mio compagno sul primo. Come
faccio a
non ricordarmi una
cosa così?
Pensa che
di
quei
due gol
ho pure
le
foto,
ogni tanto capita
che me le
riguardo,
vedo
la
mia faccia, un misto di felicità e un po’
pure di incredulità. Sempre alla Nocerina ho fatto un altro gol, era un derby
quello, io con la Juve Stabia, l’anno in cui
siamo poi saliti entrambi in serie B. Noi
ci arrivammo tramite i playoff, andando
all’ultimo a vincere per 2 a 0 a Roma con-
tro l’Atletico. Una vittoria che significava
come detto la B, il traguardo più bello
della mia vita, con poi l’esordio fatto ad
agosto. Ed è proprio quella di Roma l’altra partita che mi piace ricordare: prima
di tutto per la promozione in B, certo,
ma pure per altro. Quel giorno ero in
panca, venivo da uno stiramento, l’allenatore pensava che magari potevo anche
servire per un po’ di minuti, non si sa
mai, anche senza essere troppo mobile i miei centimetri potevano servire lì
dietro. Quando Giorgio Corona mise
dentro il secondo pallone, i tifosi dell’Atletico pensarono bene di sfogarsi cominciando a lanciare di tutto in campo: ero
lì che aspettavo il fischio della fine e mi
arrivò qui sull’occhio una bottiglietta, era
piena. Due giorni all’ospedale Gemelli di
Roma mi sono fatto”.
Marco Sansovini (Pescara)
“Ti racconto di una partita dei playout,
non me lo ricordo adesso l’anno (e allora siamo andati a vedere noi, era il
2002/2003; n.d.r.). Giocavo allora col
Tivoli, dovevamo andare a giocare il
ritorno a Gela, da noi era finita 0 a 0.
Pensa che loro avevano finito la stagione
a 44 punti, fino a poche giornate dalla
fine avevano pure speranze di entrare
Pavel Nedved (scritto in collaborazione con M.D.)
La mia vita normale
Di corsa tra Rivoluzione, Europa e Pallone d’Oro
2010 add editore
Dell’agosto del 1972, Pavel Nedved è nato a Cheb, allora ancora Cecoslovacchia, poi Repubblica Ceca.
Esordiente in prima squadra col Dukla Praga, ha poi vestito la maglia dello Sparta Praga per poi passare
in Italia: dapprima con la Lazio, poi con la Juventus. Nel suo palmares uno scudetto cecoslovacco nel
1992/1993 con lo Sparta Praga e sempre con lo stesso club due consecutivi scudetti cechi (93/94 e
94/95). Qui da noi in Italia ha vinto uno scudetto con la Lazio (99/00) e due con la Juventus (01/02 e
02/03; revocati quelli dei campionati 04/05 e 05/06); al suo attivo pure due Coppe Italia con la Lazio
(97/98 e 99/00), quattro Supercoppe Italiane (1998 e 2000 con la Lazio; 2002 e 2003 con la Juve), una
Coppa delle Coppe con la Lazio (98/99) e una Supercoppa Uefa (ancora Lazio, 1999). Con la maglia della
Repubblica Ceca (ne è stato a lungo anche il capitano) conta 91 presenze (18 i gol) ed è stato vicecampione d’Europa a Inghilterra 1996 (titolo alla Germania). Pallone d’Oro 2003, sempre per quell’anno s’è
aggiudicato pure un doppio Oscar del Calcio AIC quale miglior calciatore straniero e migliore in assoluto.
Sposato, due figli, fa attualmente parte del consiglio d’amministrazione della Juventus.
nei playoff, noi invece ci eravamo
fermati a 26. Dai,
con che speranze
potevamo andare lì da loro? A
Gela!?! Loro che
al limite potevano
anche pareggiare.
Insomma abbiamo
fatto questa trasferta e ci siamo
andati praticamente spacciati, anche
noi ci sentivamo così. Spacciati e pure in
quella che in pratica era un’autogestione: la società aveva mandato via l’allenatore Crialesi, in panchina c’era quel
giorno il preparatore atletico Tessitori
e la formazione è stato Visi, il portiere,
a farla. E ricordo pure come siamo arrivati sin da loro. Non ricordo quante
ore lì fermi a Fiumicino per vari disguidi,
siamo arrivati a Gela all’una e mezzo di
notte, naturalmente a letto senza cenare. La mattina dopo sveglia libera e altro
che ristorante, tutti in una rosticceria là
vicino siamo andati. E così poi al campo,
senza scorta, lì a prepararci tra noi. Ed
è finita invece che abbiamo vinto noi, 2
a 0, un gol mio e uno di Emanuele Pesoli che adesso sta a Siena. Abbiamo
vinto insomma e loro sono andati giù e
avevano fatto 44 punti in campionato!
Adesso qui ci ammazzano abbiamo pensato e invece siamo usciti tra gli applausi
del pubblico! E non è finita, perché poi
altri ritardi ci sono stati a Catania, abbiamo dovuto partire il giorno dopo. Ad
aspettarci? Ma dai, nessuno. Facemmo
poi una partita tra noi, in campo anche i
dirigenti, fu quella in fondo la “festa”, di
gente nemmeno poi tanta. Fu insomma
quella una cosa proprio nostra e quando
mi capita di raccontarla so che sembra
quasi inventata, sembra impossibile. E
invece è tutto vero”.
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calcio e legge
di Stefano Sartori
Alcune significative novità
per la prossima stagione
Norme relative alla rego
Il sistema di controllo della regolarità
del pagamento degli emolumenti contrattuali per la stagione sportiva 2012/13
presenta alcune novità significative: vediamo, nel dettaglio, la normativa che i
club sono tenuti a rispettare.
Il pagamento delle ultime mensilità della stagione sportiva 2011/12
Per quanto concerne le mensilità residue di maggio e giugno 2012, le società
devono depositare presso la COVISOC
la dichiarazione circa l’avvenuto pagamento degli emolumenti, delle ritenute
Irpef e dei contributi Inps/Enpals e Fondo Fine Carriera entro il 16 agosto 2012.
Se queste prescrizioni non saranno osservate, le società saranno sanzionate con la penalizzazione di 1 punto in
classifica per ciascun inadempimento da
scontarsi nel campionato 2012/13.
Stipendi, ritenute e contributi
previdenziali relativi alla stagione
sportiva 2012/13
(Art. 85 NOIF - “Informativa periodica
alla COVISOC”, modificato con C.U.
FIGC 142/07.05.2012)
Serie A
Le società di Serie A devono documentare alla FIGC/COVISOC entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla
chiusura di ciascun trimestre, l’avvenuto
pagamento di tutti gli emolumenti nonché delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e Fondo Fine Carriera dovuti, sino
alla chiusura del predetto trimestre.
Gli stipendi devono essere corrisposti
esclusivamente a mezzo bonifico bancario
sul conto corrente indicato dai calciatori
in sede di sottoscrizione del contratto.
Pertanto, a puro titolo di esempio, per
evitare sanzioni gli stipendi relativi ai
mesi di luglio, agosto e settembre 2012
dovranno essere corrisposti entro il 16
novembre 2012.
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dei pagamenti
Serie B e Lega Pro
Le società di Serie B e Lega Pro devono
documentare alla FIGC/COVISOC entro
il giorno 16 del secondo mese successivo alla chiusura di ciascun bimestre, l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti
nonché delle ritenute Irpef, dei contributi
Enpals e Fondo Fine Carriera dovuti, sino
alla chiusura del predetto trimestre.
Gli stipendi devono essere corrisposti
esclusivamente a mezzo bonifico bancario
sul conto corrente indicato dai calciatori
in sede di sottoscrizione del contratto.
Pertanto, a puro titolo di esempio, per
evitare sanzioni gli stipendi relativi ai mesi
di luglio e agosto 2012 dovranno essere
corrisposti entro il 16 ottobre 2012.
Sanzioni
(Art. 10.3. CGS – “Doveri e divieti in
materia di tesseramenti, trasferimenti,
cessioni e controlli societari”, modificato con C.U. FIGC 142/07.05.2012)
Serie A
a)Il mancato pagamento entro il 16 novembre 2012 degli emolumenti dovuti
fino alla chiusura del I° trimestre (1
luglio - 30 settembre 2012) comporta
l’applicazione della sanzione pari ad
almeno 1 punto di penalizzazione in
classifica.
La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato di mancato
pagamento delle ritenute Irpef, dei
contributi Enpals e del Fondo di Fine
Carriera.
b)Il mancato pagamento entro il 16 febbraio 2013 degli emolumenti dovuti
fino alla chiusura del II° trimestre (1
ottobre - 31 dicembre 2012), comporta l’applicazione della sanzione pari ad
almeno 1 punto di penalizzazione in
classifica, con l’aggiunta di almeno
1 punto per l’eventuale persistente
mancato pagamento degli emolumenti
relativi al I° trimestre.
Le stesse sanzioni verranno inoltre
applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi
Enpals e del Fondo di Fine Carriera.
c)Il mancato pagamento entro il 16
maggio 2013 degli emolumenti dovuti
fino alla chiusura del III° trimestre (1
gennaio - 31 marzo 2013) comporta
l’applicazione della sanzione pari ad
almeno 1 punto di penalizzazione in
classifica da scontarsi nella stagione
sportiva successiva al terzo trimestre.
Inoltre, per il persistente eventuale
mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° e II° trimestre andrà
aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per trimestre).
Le stesse sanzioni verranno applicate
in caso di mancato pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Enpals e
del Fondo di Fine Carriera.
d)
Infine, premesso che le disposizioni relative alla corresponsione degli
emolumenti relativi al IV° trimestre
vanno necessariamente coordinate
con quelle fissate annualmente dal
Consiglio Federale per l’ottenimento
delle Licenze Nazionali, il mancato pagamento entro il 16 agosto 2013 degli
emolumenti dovuti fino alla chiusura
del IV° trimestre (1 aprile - 30 giugno
2013), comporta l’applicazione della
sanzione pari ad almeno 1 punto di
penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al
quarto trimestre. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento
degli emolumenti relativi al I°, II° e III°
trimestre andrà aggiunto almeno 1
punto di penalizzazione (per trimestre).
Le stesse sanzioni verranno applicate
in caso di mancato pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Enpals e
del Fondo di Fine Carriera.
calcio e legge
olarità
degli stipendi
Serie B e Lega Pro
a)Il mancato pagamento entro il 16 ottobre 2012 degli emolumenti dovuti fino
alla chiusura del I° bimestre (1 luglio
– 31 agosto 2012) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1
punto di penalizzazione in classifica.
La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato di mancato
pagamento delle ritenute Irpef, dei
contributi Enpals e del Fondo di Fine
Carriera.
b)Il mancato pagamento entro il 16 dicembre 2012 degli emolumenti dovuti
fino alla chiusura del II° bimestre (1
settembre - 31 ottobre 2012), comporta l’applicazione della sanzione
pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica, con l’aggiunta di
almeno 1 punto per l’eventuale persistente mancato pagamento degli
emolumenti relativi al I° bimestre.
Le stesse sanzioni verranno inoltre
applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi
Enpals e del Fondo di Fine Carriera.
c)Il mancato pagamento entro il 16 febbraio 2013 degli emolumenti dovuti
fino alla chiusura del III° bimestre (1
novembre - 31 dicembre 2012) comporta l’applicazione della sanzione
pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento
degli emolumenti relativi al I° e II° bimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per bimestre).
Le stesse sanzioni verranno applicate
in caso di mancato pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Enpals e
del Fondo di Fine Carriera.
c)Il mancato pagamento entro il 16 aprile
2013 degli emolumenti dovuti fino alla
chiusura del IV° bimestre (1 gennaio
– 28 febbraio 2013) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno
1 punto di penalizzazione in classifica
da scontarsi nella stagione sportiva
successiva al quarto bimestre. Inoltre,
per l’eventuale persistente mancato
pagamento degli emolumenti relativi
al I°, II° e III° bimestre andrà aggiunto
almeno 1 punto di penalizzazione (per
bimestre).
Le stesse sanzioni verranno applicate
in caso di mancato pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Enpals e
del Fondo di Fine Carriera.
c)Il mancato pagamento entro il 16 giugno 2013 degli emolumenti dovuti fino
alla chiusura del V° bimestre (1 marzo
– 30 aprile 2012) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1
punto di penalizzazione in classifica da
scontarsi nella stagione sportiva successiva al quinto bimestre. Inoltre, per
l’eventuale persistente mancato pagamento degli emolumenti relativi al I°,
II°, III° e IV° bimestre andrà aggiunto
almeno 1 punto di penalizzazione (per
bimestre).
Le stesse sanzioni verranno applicate
in caso di mancato pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Enpals e
del Fondo di Fine Carriera.
d)Infine, premesso che le disposizioni
relative al pagamento degli emolumenti relativi al VI° bimestre vanno necessariamente coordinate con
quelle fissate annualmente dal Consiglio Federale per l’ottenimento delle
Licenze Nazionali, il mancato pagamento entro il 16 agosto 2013 degli
emolumenti dovuti fino alla chiusura
del VI° trimestre (1 maggio - 30 giugno 2013), comporta l’applicazione
della sanzione pari ad almeno 1 punto
di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva
al sesto trimestre. Inoltre, per l’eventuale persistente mancato pagamento
degli emolumenti relativi al I°, II°, III°,
IV° e V° bimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per
bimestre).
Le stesse sanzioni verranno applicate
in caso di mancato pagamento delle
ritenute Irpef, dei contributi Enpals e
del Fondo di Fine Carriera.
Eventuali ricorsi al Collegio Arbitrale
Premesso che le tutte scadenze sopra
riportate devono essere rispettate dalle società esclusivamente per non dover incorrere in sanzioni, è importante
sottolineare che i calciatori non devono
necessariamente attendere le varie scadenze (il 16 del secondo mese successivo ai vari bimestri o trimestri di riferimento) per ottenere il pagamento delle
mensilità arretrate.
Si deve infatti ricordare che, in ossequio
a quanto stabilito dagli accordi collettivi,
ciascuna mensilità contrattuale deve esser corrisposta entro scadenze prefissate e decisamente più favorevoli e quindi
i calciatori, in qualsiasi momento della
stagione e a loro esclusiva discrezione,
a partire rispettivamente dal giorno 20
del mese solare successivo se tesserati
con società di Serie A e B, dal giorno 1
del mese successivo se tesserati con società di Lega Pro, hanno il diritto di chiedere al Collegio Arbitrale la condanna
delle società a corrispondere tutte le
mensilità arretrate.
Pertanto, in estrema sintesi, il pagamento entro i termini di ciascun bimestre
o trimestre contrattuale da parte del
club vale di per sé ad evitare le sanzioni
previste dal CGS ma, contestualmente,
in ogni momento della stagione il calciatore conserva il diritto di proporre
vertenza avanti il Collegio Arbitrale per
recuperare qualsiasi mensilità arretrata.
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calcio e legge
di Stefano Sartori
C.U. FIGC
n° 146/ del 7 maggio 2012
Promemoria
licenze nazionali 2012/13
Le società, per partecipare al Campionato di competenza stagione sportiva
2012/2013, devono ottenere la Licenza Nazionale e quindi rispettare i seguenti adempimenti.
Serie A
25 giugno 2012
Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento
degli emolumenti dovuti fino al mese
di aprile 2012 o l’esistenza di contenziosi allegando la documentazione
comprovante la pendenza della lite
non temeraria
Sanzione per inosservanza del termine: 1 punto di penalizzazione da scontarsi nel campionato 2012/13
30 giugno 2012
Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento
delle ritenute Irpef e dei contributi
Inps/Enpals dovuti fino al mese di aprile 2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione,
per ciascun inadempimento
La Lega di A deve certificare l’assenza
di debiti nei confronti del Fondo Fine
Carriera per i contributi riguardanti gli
emolumenti fino al mese di aprile 2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
1 ottobre 2012
Le società devono depositare presso
la COVISOC la dichiarazione circa
l’avvenuto pagamento dei contributi
al Fondo Fine Carriera per i mesi di
maggio e giugno 2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
Serie B
25 giugno 2012
Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento
degli emolumenti dovuti fino al mese
di aprile 2012 o l’esistenza di contenziosi allegando la documentazione
comprovante la pendenza della lite
non temeraria
24
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
30 giugno 2012
Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento
delle ritenute Irpef e dei contributi
Inps/Enpals dovuti fino al mese di aprile 2012.
Deposito presso la Lega Serie B di fideiussione bancaria a prima richiesta
pari ad € 800.000
Sanzione: 1 punto di penalizzazione,
per ciascun inadempimento
La Lega di B deve certificare l’assenza
di debiti nei confronti del Fondo Fine
Carriera per i contributi riguardanti gli
emolumenti fino al mese di aprile 2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
17 settembre 2012
Le società devono depositare presso
la COVISOC la dichiarazione circa
l’avvenuto pagamento dei contributi
al Fondo Fine Carriera per i mesi di
maggio e giugno 2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
Lega Pro
25 giugno 2012
Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento
degli emolumenti dovuti fino al mese
di aprile 2012 o l’esistenza di contenziosi allegando la documentazione
comprovante la pendenza della lite
non temeraria
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
30 giugno 2012
Deposito presso la COVISOC dell’attestazione dell’avvenuto pagamento
delle ritenute Irpef e dei contributi
Inps/Enpals dovuti fino al mese di aprile 2012
Deposito presso la Lega Pro di fideiussione bancaria a prima richiesta pari
ad € 600.000 per la Ia Divisione, €
300.000 per la IIa Divisione
Sanzione: 1 punto di penalizzazione,
per ciascun inadempimento
La Lega Pro deve certificare l’assenza
di debiti nei confronti del Fondo Fine
Carriera per i contributi riguardanti
gli emolumenti fino al mese di aprile
2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
17 settembre 2012
Le società devono depositare presso
la COVISOC la dichiarazione circa
l’avvenuto pagamento dei contributi
al Fondo Fine Carriera per i mesi di
maggio e giugno 2012
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
Società di CND aventi titolo a
partecipare o a chiedere l’ammissione al Campionato di IIª Divisione
30 giugno 2012
Deposito presso la Lega Pro di fideiussione bancaria a prima richiesta pari
ad € 300.000
Sanzione: 1 punto di penalizzazione
Deposito presso la COVISOC della
certificazione del Comitato Interregionale attestante l’inesistenza di debiti verso i tesserati
Sanzione: ammenda non inferiore ad
€ 10.000
Termine per eventuali ricorsi
Le società che non sono risultate in
possesso dei requisiti richiesti possono presentare i propri ricorsi, ovviamente riferiti alle mensilità fino ad
aprile, entro il termine perentorio del
16 luglio 2012.
Le decisioni definitive verranno quindi
assunte dal Consiglio Federale del 19
luglio 2012: le società che non hanno
effettuato alcun adempimento o i cui
ricorsi sono stati respinti non verranno ammesse al campionato di competenza 2012/2013, fermo restando che
avverso le decisioni del Consiglio federale è consentito ricorrere all’Alta
Corte di Giustizia Sportiva presso il
CONI.
ha scritto per noi
di Alessandro Comi
5 domande a…
Francesco Mocarelli,
dottor promozioni
Centrocampista di spessore, col “cuore” da mediano votato al sacrificio,
Francesco Mocarelli ha appena centrato la seconda promozione di fila con
il Perugia vincendo il campionato di
Seconda Divisione.
Mocarelli è uno dei pochi calciatori
che è riuscito a combinare, con parecchio sacrificio, la passione per il calcio
con lo studio: si è infatti da poco laure-
ato in economia aziendale.
La sua carriera calcistica è partita dalle
giovanili della Lucchese per poi approdare al calcio che conta a Novara in
C2, Rondinella, Montevarchi, Arezzo,
Grosseto, Frosinone, Sangiovannese,
Perugia, Lucchese e ancora Perugia.
Quali son state le tue più grandi soddisfazioni calcistiche?
“Sicuramente la promozione col
Grosseto e le fantastiche doppie promozioni, dalla serie D alla Seconda Divisione, ottenute negli ultimi quattro
anni con Lucchese e Perugia, dove ho
vinto anche la Coppa Italia di Serie D.
Sul piano personale ricordo con piacere le tante vittorie a Lucca dove sono
nato calcisticamente e ho vinto da capitano, con molte belle amicizie fatte
fuori dal campo, mentre sul piano professionale sicuramente le vittorie col
Perugia e una bella vittoria a Firenze
contro la Fiorentina in serie C2 quando militavo nel Montevarchi.
Delusioni?
“Purtroppo tra le delusioni, a parte una
retrocessione con l’Arezzo, devo considerare le numerose “mancate promozioni”, finali perse per un soffio ai
playoff di C1 con la Sangiovannese, con
il Perugia e con il Frosinone per salire
in B. E una finale di Coppa Italia persa
contro lo Spezia sempre quando vestivo la maglia del Frosinone”.
Cosa ne pensi di tutto il trambusto in
relazione al problema scommesse?
“Non è certamente una cosa
positiva per chi ama il calcio, e
dispiace che alcuni colleghi siano incappati per superficialità
ed errori banali in facili tentazione. Penso che noi calciatori
apparteniamo già ad una categoria privilegiata ed è da stupidi rovinarsi reputazione e vita
per pochi soldi in più”.
Da rappresentante AIC del Perugia,
quale “medicina” consiglieresti per curare questo calcio malato?
“A mio avviso l’obiettivo dovrebbe essere quella di mantenere in piedi solo
le società sane e serie, inasprendo le
regole e i controlli per avere la sicurezza che queste arrivino fino alla fine
Francesco Mocarelli è nato a Firenze il 24 giugno del 1979. Cresciuto calcisticamente nella
Lucchese, ha vestito le maglie di Novara, Rondinella, Montevarchi, Arezzo, Grosseto, Frosinone, Sangiovannese e Perugia.
della stagione mantenendo gli accordi
fatti”.
Il tuo futuro cosa prevede?
“La situazione in generale per tutti
non è delle più rosee, spero di rimanere nel mondo del calcio magari a livello
dirigenziale e sfruttare così in qualche
modo la mia laurea in economia aziendale. Per il resto, il mio “futuro prossimo” prevede il mio matrimonio con
Donatella...”.
righe…
5
Sostituzione
In
di Damiano Tommasi
Dentro uno fuori un altro. L’altro non è contento e il mister non ci fa caso. Lui si sfoga e si lamenta e il mister inizia a farci caso. L’altro continua il suo lamento e il mister
continua a farci caso. L’altro si va a sedere e il mister lo va a menare. Delio Rossi ha
sbagliato, Delio Rossi è stato esasperato… urge rivedere il senso delle sostituzioni e
soprattutto riprendere il filo del calcio sport di squadra! Più Fiorentina meno Ljajic.
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calcio e legge
di Stefano Sartori e Giulio Segato
I principali termini regolamentari
2012/2013
Le scadenze da non
TERMINI PER PROFESSIONISTI
E GIOVANI DI SERIE
TERMINI PER LA STIPULA DI UN CONTRATTO
dall’ 1/7/12
al 30/3/13
Termini per la stipula di un contratto
professionistico
• Per la stipula di un contratto professionistico da parte di calciatori il cui precedente contratto con
società professionistiche è scaduto al termine della stagione
2011/2012 o è stato risolto per non ammissione al campionato di competenza della società di appartenenza nonché per
calciatori “giovani di serie”, “giovani dilettanti” e non professionisti svincolati ex art. 107 N.O.I.F.
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
e dal 3/1/13
al 31/1/13
Termini per la stipula di un contratto
per calciatore il cui contratto è stato
risolto
• Per la stipula di un contratto professionistico da parte di calciatori il cui precedente contratto con società professionistica è stato risolto (ai sensi dell’articolo117
N.O.I.F.), nel corso della stagione sportiva 2012/13.
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
Termini per la stipula di un contratto
per calciatore retrocesso nei dilettanti
(autonoma sottoscrizione)
• Per la stipula di un contratto con nuova società professionistica per il giocatore di IIA Div. il cui contratto è stato risolto
a seguito di retrocessione della società nei dilettanti (ai sensi
dell’articolo 117 punto 5 N.O.I.F.).
dal 3/1/13
al 31/1/13
Termini per la stipula di un contratto
per calciatore retrocesso nei dilettanti
(con consenso della società)
• Per la stipula di un contratto con nuova società professionistica per il giocatore di IIA Div. il cui contratto è stato risolto
a seguito di retrocessione della società nei dilettanti (ai sensi
dell’articolo 117 punto 5 N.O.I.F.).
Termini per la stipula di un contratto
per calciatore dilettante
• Per l’autonoma sottoscrizione di un contratto professionistico da parte di calciatori
dilettanti in età di contratto (classe ’92, ’91, ’90, ecc.). (Articolo 113 N.O.I.F.).
dall’ 1/7/12
al 31/7/12
26
dal 1/8/12
al 31/8/12
e dal 3/1/13
al 31/1/13
Termini per la stipula di un contratto
professionistico con il consenso della
società dilettantistica
• Per la sottoscrizione di un contratto professionistico con il consenso della società dilettantistica da
parte di calciatori dilettanti in età di contratto (classe ’92, ’91,
’90, ecc.). (Articolo 113 N.O.I.F.).
TERMINI PER LA CESSIONE DI UN CONTRATTO
(ARTICOLI 102, 102 BIS, 103 E 104 N.O.I.F.)
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
Termini per la cessione di un contratto
1° periodo
• Per i calciatori appartenenti alle società di
serie A, B, IA e IIA Div.
dal 3/1/13
al 31/1/13
Termini per la cessione di un contratto
periodo suppletivo
• Per i calciatori appartenenti alle società di
serie A, B, IA e IIA Div.
TERMINI PER LA CESSIONE DI CONTRATTO
A TITOLO TEMPORANEO
dal 3/1/13
al 31/1/13
• Per la cessione di contratto a titolo temporaneo di calciatori professionisti (Articolo
103 bis N.O.I.F.).
ACCORDI PRELIMINARI
dall’1/7
al 30/6
• I calciatori con contratto in scadenza possono stipulare un nuovo contratto (prolundella stagione gamento) con la propria società in qualsiasi
sportiva
momento della stagione sportiva.
dall’ 1/1/12
al 30/6/12
• In costanza di rapporto, i calciatori con
contratto in scadenza al 30 giugno 2012 possono stipulare accordo preliminare con società diversa dalla propria.
dal 14/5/12
al 30/6/12
• In costanza di rapporto, i calciatori con
contratto pluriennale possono stipulare accordo preliminare con società diversa dalla
propria, con contestuale cessione di contratto. Tali accordi
calcio e legge
n dimenticare
non devono interessare società della stessa Serie e/o girone
in costanza di svolgimento dei campionati
favore di società delle Leghe professionistiche (primo tesseramento e tesseramento da liste di svincolo).
TERMINI PER GLI ACCORDI DI PARTECIPAZIONE
TERMINI PER I TRASFERIMENTI DI GIOVANI
DI SERIE (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.)
Termini per gli accordi di partecipazione (per risoluzione consensuale, rinnovo, deposito in busta chiusa)
• Per la risoluzione consensuale, rinnovo e
risoluzione in busta chiusa degli accordi di partecipazione (articolo 102 bis punto 4 e 5 delle N.O.I.F.). L’eventuale apertura
delle buste sarà effettuata entro il 30/06.
dall’ 1/6/12
al 24/6/12
Termini per gli accordi (per risoluzione
anticipata o per la cessione della quota
di partecipazione)
• Per la risoluzione anticipata (a favore della società avente diritto di partecipazione) e
per la cessione della quota di partecipazione (articolo 102 bis
punto 9 delle N.O.I.F.).
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
e dal 3/1/13
al 31/1/13
TERMINI PER LA RISOLUZIONE CONSENSUALE
• È ammessa purché prevista da accordo
scritto che deve essere depositato presso la
Lega entro 5 giorni dalla data di stipulazione.
(Articolo 117 punto 3 delle N.O.I.F.).
N.B. Il calciatore, ottenuta la risoluzione consensuale può tesserarsi per una società dilettantistica entro il 31/12/12, purché
siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.
dall’ 1/7/12
al 30/6/13
TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATORI
PROFESSIONISTI PROVENIENTI DA
FEDERAZIONE ESTERA (ARTICOLO 40 NOIF)
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
e dal 3/1/13
al 31/1/13
• Per il tesseramento di calciatori professionisti e “giovani di serie” provenienti da federazione estera
dall’ 1/7/12
al 31/3/13
• Per il tesseramento di calciatori professionisti
o dilettanti provenienti da federazione estera
con contratto scaduto nella precedente stagione sportiva (terminata entro il 31 luglio 2012)
TERMINI PER IL TESSERAMENTO
DEI GIOVANI DI SERIE
dall’ 1/7/12
al 31/5/13
Termini per il tesseramento dei “giovani di serie”
• Per il tesseramento di “giovani di serie” a
Termini per i trasferimenti
1° periodo
• Per il trasferimento di “giovani di serie” a
società di Serie A, B, IA e IIA Div., della L.N.D.
I calciatori devono però già essere tesserati per la società
cedente al 30/6/12.
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
dal 3/1/13
al 31/1/13
Termini per i trasferimenti
periodo suppletivo
• Per il trasferimento di “giovani di serie” a
società di Serie A, B, IA e IIA Div., della L.N.D.
TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI
DI TRASFERIMENTO DI GIOVANI DI SERIE
dal 3/1/13
al 31/1/13
• Per la risoluzione di accordi di trasferimento a titolo temporaneo di calciatori “giovani
di serie” (Art. 103 bis N.O.I.F.).
TERMINI CALCIATORI CLASSE ’92 - ’93
Da parte di società professionistiche nei confronti di “giovani
di serie” che a partire dalla stagione sportiva 2012/2013 hanno rispettivamente diritto al primo contratto (classe ’92) e
alla qualifica di aspirante professionista (classe ’93).
dall’ 1/6/12
al 30/6/12
Termini per la riconferma classe ’92
• Termini per la riconferma dei calciatori della
classe 1992 “giovani di serie” per primo contratto professionistico (Art. 33 punto 2 N.O.I.F.).
Termini per la riconferma classe ’93
• Termini per la riconferma dei calciatori
classe 1993 “giovani di serie” per un “rapporto di addestramento tecnico”. (Articolo
33 punto 2 N.O.I.F.).
dall’ 1/7/12
al 16/7/12
È utile ricordare ai calciatori delle classi 1992 e 1993 che
non sono già in possesso di un regolare contratto economico, che le loro società, se non vogliono perdere il
vincolo su di essi, hanno l’obbligo di riconfermarli entro
le date sopra citate. I giovani della classe 1992 dovranno
ricevere dalla propria società, a partire dall’1 giugno ed
27
calcio e legge
entro il 30 giugno, la riconferma quali professionisti, con
una offerta di contratto economico la cui durata non può
essere superiore ai tre anni. Se alla data del 30 giugno la
società non avrà spedito a mezzo lettera raccomandata la
riconferma di cui sopra, il calciatore potrà ritenersi svincolato e tesserarsi autonomamente per qualsiasi altro
sodalizio in qualsiasi momento della stagione sportiva. I
giovani della classe 1993 dovranno invece ricevere dalla
propria società a partire dall’1 luglio ed entro il 16 luglio,
la riconferma quali aspiranti professionisti per l’instaurazione di un rapporto di addestramento tecnico. Anche
per loro, in caso di mancata riconferma, a mezzo lettera
raccomandata entro la data indicata, ci sarà l’automatico
svincolo nei confronti della propria società.
LISTE DI SVINCOLO
dall’ 1/7/12
• Termini per porre in lista di svincolo da
al 16/7/12
parte delle società i calciatori “giovani di
e dall’1/12/12 serie” (Articolo 107 N.O.I.F.).
al 17/12/12
TERMINI PER
NON PROFESSIONISTI
E GIOVANI DILETTANTI
TERMINI PER IL TESSERAMENTO
Termini per il tesseramento dei calciatori
“non professionisti” (primo tesseramento o tesseramento da lista di svincolo)
• Per il tesseramento di calciatori “non professionisti” a favore di società della L.N.D.
dall’ 2/7/12
al 30/3/13
dall’ 2/7/12
al 31/5/13
Termini per il tesseramento dei “giovani dilettanti”
• Per il tesseramento dei “giovani dilettanti”
a favore di società della L.N.D.
Termini per il tesseramento dei calciatori ex professionisti
• Per il tesseramento a favore di società della
L.N.D. di calciatori professionisti che hanno
risolto (per qualsiasi ragione) il loro rapporto contrattuale, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.
dall’ 2/7/12
al 31/12/12
TERMINI PER I TRASFERIMENTI TRA SOCIETA’
DELLA L.N.D. (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.)
dall’ 2/7/12
al 17/9/12
28
Termini per i trasferimenti 1° periodo
• Per il trasferimento di calciatori “giovani
dilettanti” e “non professionisti” tra società
della Lega Nazionale Dilettanti.
dall’ 3/12/12 Termini per i trasferimenti periodo
al 17/12/12 suppletivo
• Per il trasferimento di calciatori “giovani
dilettanti” e “non professionisti” tra società
della Lega Nazionale Dilettanti.
TERMINI PER I TRASFERIMENTI
(ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.)
dall’ 1/7/12
al 31/8/12
Termini per i trasferimenti
1° periodo
• Per il trasferimento di “giovani dilettanti”
da società dilettantistiche a società di Serie A, B, IA e IIA Div.
I calciatori devono però già essere tesserati per la società
cedente al 30/6/12.
dal 3/1/13
al 31/1/13
Termini per i trasferimenti
periodo suppletivo
• Per il trasferimento di “giovani dilettanti”
da società dilettantistiche a società di Serie A, B, IA e IIA Div.
TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI
DI TRASFERIMENTO
dal 1/9/12
al 17/12/12
• Per la risoluzione di accordi di trasferimento a titolo temporaneo di calciatori “non
professionisti” e “giovani dilettanti (Articolo
103 bis N.O.I.F.).
TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI UN CALCIATORE STRANIERO PER SOCIETA’ DELLA L.N.D.
dall’ 2/7/12
al 31/12/12
• Per il tesseramento di un calciatore straniero per società della L.N.D. (articolo 40,
comma 11 NOIF) proveniente o provenuto
da Federazione estera.
LISTE DI SVINCOLO
dall’ 2/7/12
al 16/7/12
e dal 3/12/12
al 17/12/12
• Termini per porre in lista di svincolo da parte delle società i calciatori “giovani di serie”,
“non professionisti” e “giovani dilettanti”
(Articolo 107 N.O.I.F.). Il tesseramento dei
calciatori svincolati può avvenire a far data dal 18 dicembre.
SVINCOLO PER ACCORDO
(ARTICOLO 108 NOIF)
Il deposito degli accordi di svincolo (articolo 108 NOIF) dovrà avvenire entro 20 giorni dalla stipulazione e comunque
non oltre il 30 giugno 2013.
dilettanti
di Matteo Sperduti
Non incidono sulla quantificazione
del credito retributivo
Ritenute alla fonte
delle mensilità dei calciatori
La Commissione Vertenze Economiche della F.I.G.C., con Comunicato Ufficiale n. 10/D emesso in data
09/11/2011, ha riconosciuto e chiarito
definitivamente un contrasto, ormai
diventato usuale, tra le società ed i
calciatori dilettanti con accordo economico superiore a € 7.500 per la
parte tassata del loro reddito.
Infatti, tale contrapposizione nasceva
dal fatto che, spesso, le società non
riconoscevano al calciatore dilettante la parte di lordo inserita nel loro
accordo economico ed effettuavano
una distinzione tra il reddito previsto
al netto e la parte tassata che la società doveva versare quale sostituto
d’imposta.
Questa circostanza creava non pochi
disagi ai calciatori i quali dovevano
effettuare una serie di calcoli per determinare il reale “quantum” al netto
a loro spettante.
Nel caso di specie, la questione è
sorta in merito al reclamo avanzato
da parte di un calciatore contro la società nella quale militava nella precedente stagione sportiva per la parte
residuale prevista dal proprio accordo economico pari ad € 12.500,00.
L’accordo economico prevedeva la
corresponsione di € 15.000,00 lordi
ed il calciatore aveva percepito esclusivamente la somma di € 2.500,00.
Veniva avanzata vertenza economica
alla Commissione Accordi Economici
competente in materia la quale riconosceva il credito al calciatore. La
società si costituiva tardivamente e
l’organo giudicante non accoglieva le
proprie controdeduzione proprio in
violazione dell’art. 21 bis Regolamento L.N.D.
La società, all’uscita del Comunicato
Ufficiale da parte della C.A.E., notificava atto di appello motivandolo
sulla base di una serie di aspetti che
vale la pena analizzare.
Infatti, contestava la decisione in
quanto questa non aveva tenuto conto che l’importo concordato con il
calciatore era di € 15.000,00 lordi.
Quindi, si doveva obbligatoriamente
tener conto delle ritenute IRPEF e
che, quindi, il calciatore, in ragione
degli accordi economici stipulati per
le stagioni 2009/2010 e 2010/2011,
aveva percepito l’importo di €
27.735,45 con ritenute IRPEF pari ad
€ 4.937,45. Veniva effettuata da parte
della società una somma degli accordi economici stipulati dal calciatore
in relazione all’anno solare 2010 e
non con suddivisione in merito alle
due stagioni sportive.
Il calciatore ed il legale notificavano
le rituali controdeduzioni nelle quali contestavano i motivi di gravame
deducendo l’incomprensibilità dei
conteggi elaborati dalla società con
riferimento ai presunti importi per le
ritenute.Inoltre, si portava ad esempio, per la risoluzione della controversia, anche la sent. Cass. n. 6806
del 08/08/1987 la quale esprimeva il
principio per cui: “… la ritenuta alla
fonte che il datore di lavoro è obbligato per legge ad operare quale
sostituto d’imposta non modifica la
consistenza dell’originaria prestazione retributiva che tale rimane indipendentemente dall’obbligo di versamento dell’imposta…”.
La Commissione Vertenze Economiche della F.I.G.C. si riuniva in data
08/11/2011 ed emetteva apposito comunicato con il quale rigettava l’appello come avanzato dalla società e
riconosceva i crediti richiesti dal calciatore nel suo intero.
Accoglieva, infatti, la tesi portata
avanti dal calciatore e dalla sua difesa andando a rifarsi al principio della
Suprema Corte di Cassazione come
richiamato. Per di più, preliminarmente, dichiarava che la società non
aveva prodotto i documenti in ordine
ai presunti versamenti delle ritenute
fiscali per l’anno 2010.
La Commissione giudicante continuava affermando che il meccanismo
delle ritenute alla fonte non incide
assolutamente sulla quantificazione
del credito retributivo sia esso del lavoratore dipendente che professionista. Tale credito deve essere sempre
considerato al lordo e mai al netto
delle ritenute fiscali che rappresentano solo un debito del lavoratore,
che nasce solo in conseguenza di un
credito retributivo.
Quindi, qualora il lavoratore non abbia percepito il credito di conseguenza non nasce nemmeno un debito di
valore fiscale.
Inoltre, le due stagioni sportive vanno suddivise ognuno per il proprio
credito verso il calciatore nonché
per il proprio debito fiscale che non
deve essere sommato in un unico insieme in quanto risulta da due crediti
lavorativi differenti scaturiti da due
accordi economici diversi.
Applicando tale pronuncia al caso di
specie si può benissimo chiarire che
gli accordi economici stipulati dai calciatori hanno una valenza giuridica e
fiscale singola. Non possono essere
sommati gli importi ne le società
possono effettuare una distinzione
tra la parte il valore al netto e quello al lordo. Deve essere considerato
sempre il valore al lordo comprensivo delle ritenute d’acconto come per
legge seppur la società sia considerata come datore di lavoro e, quindi,
sostituto d’imposta.
Quindi, al calciatore veniva, logicamente, riconosciuta la somma di €
12.500,00 comprensive delle ritenute fiscali come per legge.
29
femminile
di Katia Serra
A Roma
dall’11 al 14 aprile scorso
Congresso mondiale
sul calcio femm
Si è tenuto a Roma, dall’11 al 14 aprile
scorso, un importante Congresso mondiale della FIFA: la capitale ha ospitato
una tre giorni di confronto e scambio informazioni tra le 53 Federazioni affiliate.
Il tema al centro del Congresso è stato il
Mondiale di Germania 2011, un’edizione
che continua a lasciare effetti postivi sul
calcio femminile, un’eco che non smette
di scemare. Il Presidente Federale Abete
ha aperto i lavori spiegando i tre principali
problemi italiani che limitano la diffusione
di questo sport: l’aspetto socio-culturale,
la struttura dei club e un numero basso
di praticanti: solo 11.000 tesserate.
Il Segretario Generale dell’UEFA, Theodore Theodoridis, ha invece illustrato le
importanti decisioni prese recentemente, ponendo l’accento sulla nomina, per la
prima volta, di una donna nell’Esecutivo
della Uefa, la norvegese Karen Espelund,
Presidentessa della Commissione del
Calcio Femminile. Questo importante
passaggio storico culturale, rappresenta sicuramente una svolta determinante
per la disciplina. Altri cambiamenti, non
meno importanti, sono il passaggio da 12
a 16 partecipanti all’Europeo, il passaggio
da 4 a 8 squadre per la fase finale dell’Europeo l’Under 17 e il programma “Hat
Trick” con incentivi di 100.000,00 € di
finanziamenti per chi realizza progetti sul
femminile (già 49 nazioni hanno aderito).
Senes Erzik, Presidente onorario della
FIFA, ha posto l’attenzione su alcuni dati
significativi:
• Prima volta che un Mondiale è stato
vinto da un paese asiatico, il Giappone
• Importante la collaborazione con
l’ONU per incentivare il movimento
delle donne
• 8 marzo, festa della donna, è una data
che è utilizzata per incoraggiare le ragazze a giocare
• Il calcio femminile ha un ruolo importante per l’emancipazione della
donna, quindi ha un ruolo sociale più
30
importante rispetto al calcio maschile
• Al Mondiale di Canada 2015 per la prima volta ci saranno 24 squadre (con le
squadre europee passate a 8)
• Necessaria la solidarietà delle società
maschili
• Importante lo sviluppo del modello
della calciatrice
Thierry Regenass, della FIFA, ha rilevato che attualmente nel mondo ci sono
29.000.000 di praticanti, con un incremento del 32% dal 2007 ad oggi, che
al Mondiale del 1991 parteciparono 45
squadre contro le 122 di Germania. Alla
luce di questi importanti risultati, la FIFA
obbliga ad investire sul calcio femminile
il 15% dei contribuiti che loro distribuiscono alle Federazioni affiliate.
Il Mondiale di Germania è stato vinto, a
sorpresa, dal Giappone dopo i calci di
rigore. La differenza, durante quei momenti decisivi, l’ha fatta la tensione nervosa con i volti delle americane segnati
dalla preoccupazione a differenza della
spensieratezza delle giapponesi.
Eiji Ueda, della Federazione giapponese, ha spiegato i principali passaggi di
questo sport, spiegando la “Nadeshiko
Vision” (la loro visione), nata nel 2007:
Nadeshiko è un fiore rosa che mostra
la bellezza interiore delle donne giapponesi, scelto come simbolo ideale per la
filosofia del progetto. Gli obiettivi che
si sono prefissati, sono stati riassunti in:
1.Far diventare il calcio uno dei principali sport praticati. Fondamentale
migliorare l’ambiente calcistico, per
giocare e lavorarci divertendosi. Necessaria un’opera di sensibilizzazione,
ospitare un mondiale in futuro. Obiettivo, arrivare a 300.000 praticanti.
2.Scoprire talenti e migliorare la qualità
degli allenatori (devono allenare delle
donne). Alcuni progetti:
a. National training center per le U.15
b. Settimane di allenamento per le migliori U.13-14
c. Dal 2004 GK per i portieri
d. Accademie di calcio, con scuole superiori che danno vitto e alloggio
e. Project challenge: 2 sessioni di allenamento l’anno, per capire chi può
arrivare in nazionale maggiore
L’esperienza nipponica ci insegna che attraverso una programmazione a lungo
termine è possibile raggiungere gli obiettivi e, questo modo di operare nel calcio
femminile è portato avanti anche da tante
altre Federazioni. Tutte orientano i propri sforzi soprattutto sui seguenti punti:
• Campionati con numero ristretto di
partecipanti. Alcuni esempi di serie
A: Giappone a 10 squadre, Irlanda a 6,
Francia a 12, Inghilterra ha Superlega a
8 , Russia a 8, Germania a 12.
• Coinvolgimento dei club maschili.
• Allenatori qualificati e specializzati nel
settore femminile.
• Importanza della Nazionali.
• Donne in ruoli di potere, alcuni esempi: Slvetana Zhuravleva (ex allenatrice squadra russa, ora Presidente del
Comitato di sviluppo del calcio femminile), Brigitte Ulrich (Segretario
Generale della Federazione Francese
maschile, ha allenato anche il PSG
femminile), Hope Power allenatrice
dell’Inghilterra, Silvia Neid allenatrice
della Germania.
• Coinvolgimento delle ex calciatrici e
di quelle in attività utilizzandole come
modelli di riferimento: in Inghilterra
femminile
Il 14 maggio scorso a Milano
Con le rappresentanti Aic
FIFA
minile
sono incoraggiate a prendere il patentino UEFA B e UEFA A, in Svezia
progetto 24 carati rivolto alle ex per
diventare dirigenti o allenatrici
• Marketing. Tante le idee, la Russia ne
ha avuta una originale, sviluppando un
Fans club dei tifosi del calcio femminile.
• Partire dal calcio di base. La Germania si prefissò come primo obiettivo
quello di trovare una squadra vicino
a casa per ogni ragazzina intenzionata a giocare. In Norvegia riuniscono
le comunità locali per farle giocare in
ambiente sano e protetto.
• Importanti le collaborazioni con i Ministeri dello Sport e dell’Istruzione. In
Ucraina hanno firmato un accordo con
questi Ministeri, così sono riusciti a
formare 20.000 insegnanti che a scuola
insegnano calcio a bimbi e bimbe.
Da tutte le relazioni ascoltate, è emerso
un comune denominatore: esiste una fascia
d’età più sensibile all’abbandono di questo
sport. Necessario perciò promuovere gli
sforzi per capirne i motivi, per evitare che
succeda, per mettere al centro del progetto quest’aspetto. Curiosa la situazione
della Repubblica di Irlanda che ha raccontato la concorrenza del calcio Gaelico tra
i principali problemi legati all’abbandono.
Da queste poche righe, riportate fedelmente da chi ha avuto il privilegio di partecipare al Congresso, si possono trarre
tanti spunti per adattarli alla situazione
specifica. La FIFA e la UEFA hanno iniziato un percorso con idee chiare, obiettivi
ambiziosi ma realisti, orientati sulla coerenza e continuità. A livello planetario il
Calcio femminile ha gettato le basi. Manca ancora una cosa importante, soprattutto considerando l’importanza che gli
attribuiamo noi italiani: avere il torneo
di qualificazione per accedere alle Olimpiadi, come per altre confederazioni. Per
la Nazioni Europee invece, maturano il
diritto solo le squadre che accedono alle
semifinali del Mondiale.
Incontro a Milano tra i vertici dell’Aic (Tommasi, Calcagno, Panico, Serra, Cherri, Sperduti
e Bernardi) e 26 tra rappresentanti e capitane delle squadre di Serie A di calcio femminile.
Nell’occasione è stato fatto il punto della situazione analizzando il momento estremamente
delicato di questo settore che, in regime di commissariamento, si sta confrontando ormai
da tempo con una preoccupante crisi economica. Allo stato attuale mancano le prospettive
per le praticanti di fare del calcio femminile una attività solida e, a confronto di altri paesi
dove questo sport si è fortemente evoluto e sviluppato, nel nostro paese continua a persistere una grave discriminante di opportunità.
Lo sviluppo del calcio femminile in Italia richiede sia un cambiamento culturale che un efficace intervento da un punto di vista progettuale, un programma di crescita del quale l’Aic
intende far parte.
Tra i temi discussi durante l’incontro anche la tutela della salute, il vincolo sportivo e le vertenze economiche. Le calciatrici di Serie A infine, insieme a quelle della Nazionale, hanno
aderito alla campagna “Se non ora quando” contro la violenza sulle donne alla quale l’Aic
ha già dato il proprio appoggio.
Accordo Aic/Università eCampus
e “Ancora in Carriera”
L’Aic e il dopo-carriera
Presentate a Roma, lunedi 23 aprile, l’accordo tra Aic e
l’Università e-Campus e la seconda edizione di “Ancora In Carriera”, ottime opportunità per i calciatori per
pensare a costruirsi un dopo-carriera.
Due iniziative importanti, due occasioni per offrire ai
calciatori che hanno appeso gli scarpini al chiodo delle
opportunità di lavoro per una seconda carriera. Aic e
E-campus, hanno rinnovato la convenzione per tutti gli
associati che consentirà loro di conseguire una laurea
on-line, iniziativa che si aggiunge a quella varata lo scorso anno denominata “Ancora In Carriera”: dopo il successo della prima edizione (con 30
tesserati iscritti), proseguirà con un nuovo ciclo di lezioni il progetto ideato e realizzato
dall’Aic con il patrocinio della Figc e delle tre leghe professionistiche. Il corso formativo
ha come obiettivo lo sviluppo delle competenze manageriali dei calciatori a fine carriera,
nell’ottica di garantire loro le maggiori possibilità di riqualificazione professionale oltre
lo sport.
L’idea del percorso formativo “Ancora In Carriera” all’interno del Centro Tecnico di
Coverciano, è dedicata ai calciatori in procinto di “appendere le scarpe al chiodo” ed
era nata in seguito ad una ricerca effettuata nel 2010 su tremila giocatori che segnalava
una percentuale del 61,1% di non occupati al termine della carriera sportiva. Un recente
focus di Studio Ghiretti, “2002-2012: due generazioni a confronto”, ha approfondito il
tema dell’occupazione dei calciatori di Serie A, sottolineando come su 625 giocatori di
A nella stagione 2001-2002, il 49% è ancora in attività mentre il 51% non si dedica più al
calcio giocato. “Non è semplice spiegare la dimensione del calciatore” - ha detto Tommasi - “Tutti pensano che sia sufficiente dare quattro calci al pallone per essere felici e
sistemarsi a vita, ma non è così”.
Ma la novità di quest’anno è la convenzione con E-Campus. “Ci auguriamo di poter offrire ai nostri tesserati importanti chance professionali dopo la conclusione della loro
carriera” - ha spiegato il presidente dell’Aic nel corso della presentazione dell’accordo di
collaborazione tra il sindaco calciatori e l’ateneo che offre corsi on line. “Purtroppo, per
fare la nostra professione, spesso, si abbandonano gli studi e si arriva a fine carriera senza
altre competenze al di fuori di quelle legate al pallone. Il nostro obiettivo, ma direi anche il
nostro compito, è proprio quello di dare loro degli strumenti, non solo per rendere meno
traumatico l’addio al calcio, ma anche per permettergli di riciclarsi in altre professionalità”.
31
scatti
di Maurizio Borsari
Chiome al vento
El Shaarawy-Heinze
in Milan-Roma 2-1
Indovina chi
Gianluca Pegolo
in Siena-Novara 0-2
32
scatti
Fatece largo
Maicon in Fiorentina-Inter 0-0
Piove! Senti come piove!
José Angel in Chievo-Roma 0-0
Qua, là, su, giù…
Daniele Doveri in
Fiorentina-Palermo 0-0
33
Io e il calcio
l’intervista
Pietro Piller Cottrer
fondista
“Perché quella volta abbia cominciato con lo sci è facile da spiegare. Non
sono un cittadino, vivo in mezzo alle
montagne, la componente neve insomma la fa da padrona e poi non è
che ci fosse chissà quale scelta allora.
I primi sci a tre anni, dunque qualcosa di automatico. Lì a Sappada c’è
una tradizione molto consolidata per
lo sci da fondo e quindi entrare nella
AS Camosci è stato normale, sì, c’è
ancora la società e sono proprio poche le società in Italia ma direi pure
nel mondo che possono vantare un
paio di campioni olimpici, anche Silvio Fauner è di qui. Il calcio? L’ho giocato anch’io, come tutti in bambini e
ricordo che andavo quasi di nascosto
a giocare con l’AS Sappada perché il
nostro allenatore di sci da fondo non
voleva, aveva paura che ci facessimo
male. Passione per gli sci l’ho sempre
avuta e il primissimo anno nemmeno
c’erano gare per quelli della mia età
ed è stato l’anno dopo che ho fatto la
mia prima garetta, subito terzo. Poi
ho cominciato a vincere e vincere,
se tutto andava nella normalità, se
non rompevo qualcosa o stavo male,
sempre ben davanti a tutti”.
“Questo è ora il mio lavoro, lo considero tale. E devo dire che è cominciato a essere così già quand’ero pro-
34
prio giovane, è stato nel gennaio del
1992, avevo 17 anni e un mese: sono
entrato a far parte del Centro Sportivo Carabinieri. Ero ancora juniores
ed entrare nel loro gruppo sportivo ha significato avere una garanzia
economica che è stata fondamentale, non ho mai smesso di ringraziarli
e ancora continuo a farlo. Forse da
ragazzino in effetti pensavo magari
di fare bene l’allenamento per fare
felice l’allenatore ma ho fatto presto
a rendermi conto che il tutto che
facevo era per me. Uscire anche se
non hai voglia, magari quando piove
eccetera è un qualcosa che mi è stato insegnato da quel mio primo allenatore che ho avuto, Eliseo Sartor,
è adesso l’attuale presidente dell’AS
Camosci. Le gare si fanno con qualsiasi tempo, bufere di neve o a -25 e
dunque anche ci si allena con qualsiasi tempo e con -25. Con la scuola ho
preso il diploma, è giusto un pezzo di
carta ma ce l’ho; l’ho preso a Falcade,
lì avevano infatti aperto il primo skicollege proprio per venire incontro
alle esigenze degli atleti dello sci: direttore turistico aziendale”.
“No, di fare i turisti quando siamo in
giro per le gare proprio non se ne
parla e poi tieni presente che si va di
solito in paesini di montagna, basta
un’oretta e magari hai già visto tutto.
Pensa che nelle trasferte in Scandinavia i bungalow che ci ospitano sono
giusto a bordo pista. E’ vero, uno
guarda la gara e ci sta magari attento
ma quanto lavoro c’è dietro e quanto tempo ad aspettare, me ne rendo
conto quando anch’io sono lì davanti
alla televisione a guardarmi, che so,
una gara di biathlon. Sono sempre
giornate molto lunghe e snervanti,
facile consumarti già prima di gareggiare. E poi le prove dei materiali, le
condizioni della neve che può sempre
cambiare, idem col tempo e il lavoro
degli ski men sempre lì con sciolina e
paraffina e i tecnici sparsi per il percorso con bastoncini e sci di riserva
e le radioline… E’ una stagione lunga
la nostra, in pratica è finita l’ultima
settimana di marzo e la preparazione adesso la ricomincio la prima di
maggio”.
“Mi sento giovane dentro, non avverto problemi a relazionarmi con i
giovani. Dare consigli? Io sono dell’idea che è meglio darlo quando magari uno te lo chiede. Io avevo davanti
a me i De Zolt, Vanzetta, Albarello,
Fauner e da loro cercavo di imparare le cose che facevano loro, come
si comportavano, spero che magari
qualcuno adesso faccia lo stesso con
me. No, non sono uno che sente particolarmente la gara, sono parecchi
anni che ho smesso di preoccuparmi.
Ricordo sempre con piacere la mia
prima gara in Coppa del Mondo. Già
questo in sé era un evento ma poi
capitava a casa mia e come se non bastasse cadeva giusto il giorno del mio
compleanno. La notte della vigilia
non ho mai dormito, quella pista che
conoscevo centimetro dopo centimetro ho continuato a vedermela e
rivedermela. In gara al primo chilometro ero in testa, poi sono finito
l’intervista
90°. È stata anche quella esperienza
e adesso ho ormai un approccio diverso, consumo molto meno adesso
prima di partire”.
“Al dopo ci ho pensato da tempo. In
questi ultimi anni ho fatto vari corsi,
prima da maestro di sci, poi da allenatore, adesso di istruttore di sci. In
modo da essere pronto nel caso la
Federazione pensasse a me in futuro:
sì, mi piacerebbe continuare a starci
in questo ambiente. Non so se avrei
molta pazienza con i più piccoli ma
per quel che mi sono immaginato mi
vedrei a dare consigli tecnici e tattici
sul come affrontare la salita, su come
scollinare, la discesa e credo che
qualche motivazione la saprei trasmettere. Comunque sia, ho davanti
due anni molto importanti. Intanto
l’anno prossimo con i Mondiali che
sono oltretutto in Val di Fiemme e
poi, l’anno dopo, le Olimpiadi a Sochi, in Russia”.
“Il calcio lo seguo, tv e internet, in
particolare la Juventus. Dipende
sempre dal tempo ma più di una volta
sono andato allo stadio a vederla, a
Vicenza, a Bologna, anche a Monaco
La scheda
Nato a Pieve di Cadore (“lì c’era l’ospedale”) nel dicembre del 1974, Pietro Piller
Cottrer così spiega questo suo nome così… sonoro: “Qui a Sappada siamo sui 1400
abitanti e sono abbastanza poche le famiglie, tanti cognomi insomma sono gli stessi,
in particolare Piller: è stato così che per distinguersi hanno aggiunto un altro nome, il
mio è Cottrer”). In carriera ha partecipato a quattro edizioni dei Giochi Olimpici invernali e a otto dei Campionati Mondiali; vanta quattro medaglie olimpiche (oro nella
staffetta a Torino 2006; argento nella staffetta a Salt Lake City 2002 e nella 15 km
a Vancouver 2010; bronzo nell’inseguimento a Torino 2006) e tre medaglie a livello
di Mondiali (oro nella 15 km a Oberstorf 2005; bronzo nella staffetta a Trondheim
1997 e nell’inseguimento a Sapporo 2007). Nel suo palmares pure sette vittorie (5
individuali e 2 a squadre) in Coppa del Mondo. Sposato, tre figli, vive a Sappada e fa
parte del C.S. Carabinieri.
di Baviera, per le gare di Champions,
sia all’Olimpyastadium che all’Allianz
Arena. Proprio la prossima settimana penso d’andare per la prima
volta allo Juventus Stadium e sono
proprio curioso. Con me porto mio
figlio più grande, sfegatato della Juve,
specialmente di Del Piero. Ed è una
Tecnica classica e tecnica libera
“La prima viene da lontano ed era l’unica che veniva utilizzata, non c’erano allora i due binari e dunque sci sempre dritti,
nell’ordine di marcia. Il modo più semplice e naturale dato che è
in pratica un camminare scivolando. Poi si è cominciato a capire
che si poteva andare più veloci, dapprima con una mezza pattinata, con un solo sci fuori dal binario, poi verso la fine degli anni
80 si è sviluppata la tecnica del pattinaggio. Comunque si nasce
tutti dalla classica e la gara che in assoluto preferi sco è la 15 km a
tecnica libera, con partenza individuale, non di massa. Lì ognuno mostra quel che ha, non ci sono tattici smi o arrivi in volata”.
cosa questa che mi pare anche un
po’ strana, lui che non ha visto Del
Piero come invece l’ho visto io per
tutto quello che ha fatto negli anni.
Sul fatto poi che tutti gli altri sport
vengano sempre dopo pagine e pagine di calcio non posso che dire sì,
mi dispiace, ma non c’è possibilità di
cambiare nulla, nemmeno con Torino
2006, con tutti quelli che sono stati
i risultati che abbiamo avuto, siamo
riusciti a invertire questa strada: l’Italia è fatta così e bisogna accettarla.
Io comunque i giornali li sfoglio sempre all’incontrario, parto dalla fine e
sono sempre un po’ sorpreso, quando sono in Svezia e Norvegia, di accorgermi che lo devo sfogliare sino in
fondo per trovare lo sci dato che è in
prima o seconda pagina! Hanno cultura e conoscenza e grande rispetto
degli atleti, con folle a volte paragonabili a quelle degli stadi di calcio. Ti
inorgoglisce gareggiare lì da loro”.
35
segreteria
di Giulio Segato
Analizzando le società
di Lega Pro
Norma sui giovani:
è davvero utile?
Nella stagione sportiva 2010/11 per beneficiare dei corrispettivi federali veniva posto il seguente obbligo di tesseramento:
n° 8 calciatori professionisti (status
09) nati dopo il 1° gennaio 1987 per le
società di 1ª divisione;
n° 10 calciatori professionisti (status
09) nati dopo il 1° gennaio 1987 per le
società di 2ª divisione.
I criteri di calcolo dei minuti giocati
avevano la seguente ponderazione:
calciatori nati nel 1987
40%
calciatori nati nel 1988
60%
calciatori nati nel 1989
80%
calciatori nati nel 1990
100%
calciatori nati nel 1991
120%
calciatori nati nel 1992 e succ. 140%
Nella stagione sportiva successiva, vale a
dire l’attuale 2011/12, per beneficiare dei
corrispettivi federali è stato invece posto
il seguente obbligo di tesseramento:
• n° 8 calciatori professionisti (status
09) nati dopo il 1° gennaio 1989 per le
società di 1ª divisione;
• n° 10 calciatori professionisti (status
09) nati dopo il 1° gennaio 1989 per le
società di 2ª divisione.
I criteri di calcolo dei minuti giocati
per questa stagione sportiva hanno la
seguente ponderazione:
calciatori nati nel 1989
60%
calciatori nati nel 1990
80%
calciatori nati nel 1991
100%
calciatori nati nel 1992
120%
calciatori nati nel 1993 e succ. 140%
Ci siamo chiesti che fine abbiano fatto in
questa annata sportiva i calciatori italiani classe ‘87 e ‘88 tesserati nel 2010/11
in Lega Pro, perché, per il loro utilizzo,
le società di Lega Pro da questa stagione non beneficiano più dei corrispettivi
federali.
Come possiamo vedere dalla Tabella 1,
i calciatori italiani classe ‘87 e ‘88 nel
2010/11 in Lega Pro erano 331; di questi
36
ne sono rimasti in questa stagione 181,
una diminuzione quindi di 150, pari al
45,31%; praticamente la metà dei calciatori, 1 su 2, non gioca più in Lega Pro.
Per un’analisi più completa bisogna però
considerare la diminuzione delle società
professionistiche in Lega Pro e ponderare i dati ottenuti con tale diminuzione;
nella scorsa stagione le società erano 85
mentre in questa sono diminuite a 77,
una differenza quindi pari al 9,41%.
Nell’ultima riga della tabella abbiamo
diviso il numero totale per il numero
delle società; otteniamo quindi che nella scorsa stagione erano presenti quasi
4 giocatori classe ‘87 e ‘88 (3,894) per
ogni singola società (85 in totale), mentre in questa il numero diminuisce a quasi 2 e mezzo (2,351) per singola società
(77 in totale).
La diminuzione è quindi di un calciatore
e mezzo; otteniamo così una diminuzione ponderata al numero delle società
pari al 39,63%.
Ora ci chiediamo dove siano finiti i 150
calciatori che giocavano, e quest’anno
4
non più, in Lega Pro.
Come possiamo vedere dalla Tabella
2, 65 (37+21+7) calciatori classe ‘88 su
198 totali, non sono più professionisti,
pari al 32,83%, e 54 (32+8+14) calciatori
classe ‘87 su 133 totali, non lo sono più,
pari al 40,60%; quindi ben 119 calciatori
classe ‘87 e ‘88, pari al 36%, non sono
più professionisti; 29 di questi giocano
dall’Eccellenza a categorie dilettantistiche inferiori (Fig. 1).
Si può immaginare (erroneamente) che
i calciatori scesi quest’anno nei dilettanti non siano stati utilizzati nello scorso
campionato dalle rispettive squadre; abbiamo così considerato i ragazzi classe
‘87 e ‘88 che hanno giocato nella scorsa
stagione sportiva almeno 15 partite: gli
‘87 risultano essere 93; di questi non
sono più professionisti o sono svincolati
ben 31, pari al 33%. Gli ‘88 sono invece
108; di questi non sono più professionisti o sono svincolati 26, pari al 24,07%.
Sommando i dati relativi alle 2 classi
d’età otteniamo una percentuale pari al
28,36%, quindi quasi un calciatore su 3.
27
rimasti in Lega Pro
119
181
scesi nei dilettanti o svincolati
saliti in serie A o B
trasferiti all'estero
Figura 1
Tabella 1
Classe 88
Classe 87
Totale
Media
Tabella 2
Classe 88
Classe 87
Totale
2010/2011 2011/2012 differenza diminuzione in %
198
112
86
43,43%
133
69
64
48,12%
331
181
150
45,31%
3,894
2,351
1,543
39,63%
serie D
37
32
69
L.N.D. svincolati
21
7
8
14
29
21
estero
AoB
3
1
4
18
9
27
segreteria
Considerando invece i calciatori di tali
classe d’età che abbiano disputato almeno 20 partite l’anno scorso, le percentuali non variano comunque di molto:
infatti gli ‘87 sono 70; di questi sono scesi nei dilettanti o svincolati 20 calciatori,
pari al 28,57%.
Gli ‘88 invece sono 86; di questi sono
scesi o svincolati 20, pari al 23,26%.
Sommando i dati relativi alle 2 classi
d’età otteniamo una percentuale pari al
25,64%, più di un calciatore su 4.
Per completezza è interessante considerare anche i ragazzi sempre delle stesse
classi d’età che invece hanno iniziato a
giocare in Lega Pro da questa stagione:
Dell’88 sono 24
• 9 promossi o saliti dai dilettanti
• 3 retrocessi dalla Serie B
• 0 dall’estero
• 7 in prestito da società di categoria
superiore
• 1 svincolato
• 4 erano in A o in B
Dell’87 sono 27
• 9 promossi o saliti dai dilettanti
• 2 retrocessi dalla Serie B
• 5 dall’estero
• 9 in prestito da società di categoria
superiore
• 1 svincolato
• 1 era in a col Bari
Dalla tabella 3 si può verificare come,
considerando anche i calciatori che da
quest’anno giocano in Lega Pro, gli ‘87
e ‘88 sono diminuiti quasi del 30%, un
giocatore su 3.
Tabella 3
Classe 88
Classe 87
Totale
Classe 84
Media
Abbiamo preso come metro di paragone i ragazzi classe ‘84, ragazzi di 27 e 28
anni che hanno raggiunto ormai la piena
maturità in ambito sportivo; per loro la
diminuzione e solo del 11,76%, una diminuzione diciamo fisiologica perché praticamente in linea con la riduzione delle
società in Lega Pro.
Ponderando i dati ricavati con il numero
totale delle società per stagione otteniamo i risultati dell’ultima riga: nella scorsa stagione erano presenti quasi 4 gioCLASSE 1988
250
2010/11
200
2011/12
150
differenza (31,
100
50
0
in cui avevano 22 e 23 anni. Come ulteriore metro di paragone, abbiamo preso
in considerazione anche i ragazzi del ‘79
e dell’80 che, nelle rispettive stagioni in
cui avevano sempre 22 e 23 anni, hanno
giocato per società della stessa Lega.
Come si può notare dalla tabella, negli anni la diminuzione del numero dei
calciatori di 22 anni da una stagione a
quella successiva è aumentata drasticamente; il numero dei ragazzi del 1979
dalla stagione 2001/02 a quella succes-
CLASSE 1984
198
136
62
250
2006/07
200
2007/08
150
100differenza (16,09%)
50
0
CLASSE 1979
CLASSE 1980
250
236 2002/03
198 2003/04
150
38 differenza (0,
200
100
250
168 2001/02
200
155 2002/03
150
13 differenza (
100
50
50
0
0
172
180
2
catori classe ‘87 e ‘88 (3,894) per ogni
singola società (85 in totale), mentre in
questa il numero diminuisce a 3 (3,013)
per singola società (77 in totale).
La diminuzione è quindi di quasi un calciatore per società; otteniamo così una
diminuzione ponderata al numero delle
società pari al 22,62%.
Ancor più interessante è confrontare
(Tabella 4) calciatori di classe d’età diverse ma nelle stagioni in cui hanno la
stessa età (22/23 anni), per stagioni in
cui non esistevano vincoli di tesseramento;
Abbiamo analizzato (grafici in alto) il
numero dei ragazzi dell’84 che hanno
giocato in quella che era l’allora Lega di
Serie C nelle stagioni 2006/07 e 2007/08
2010/2011
2011/2012 differenza
198 136 (112 + 24)
62
133 96 (69 + 27)
37
331
232
99
85
75
10
3,894
3,013
0,881
Tabella 4
Stagione
A 22 Anni Stagione
Classe d'età
1988
2010/11
198
2011/12
ponderata in base al n° squadre
2,33
1984
2006/07
236
2007/08
ponderata in base al n° squadre
2,62
1980
2002/03
168
2003/04
ponderata in base al n° squadre
1,87
1979
2001/02
172
2002/03
ponderata in base al n° squadre
1,91
sivamente non è praticamente variato, quello dei classe ‘80 dalla stagione
2002/03 a quella successiva è diminuito
di meno dell’1%, mentre gli ‘84 dalla stagione 2006/07 a quella successiva sono
diminuiti del 16%.
I calciatori dell’88 dalla scorsa stagione a
quella attuale sono diminuiti del 31,31%,
vale a dire il 24,17% ponderandolo all’attuale numero delle società in Lega Pro.
I dati sono stati ponderati in relazione
al numero delle società presenti in Lega
Pro; ricordiamo che sono 77 in questa,
85 in quella precedente e 90 in tutte le
altre prese in considerazione.
Da questa analisi si può dedurre che
l’introduzione delle norme sul vincolo
di tesseramento dei giovani porti come
principale conseguenza una drastica riDiminuzione in %
duzione di essi nelle stagioni in cui la
31,31%
loro classe d’età non rientra più nei criteri di calcolo del ‘minutaggio’; come se
27,82%
il loro utilizzo non fosse principalmente
29,91%
dovuto da effettivi meriti.
11,76%
Infatti nell’ultima decade, il numero di
22,62%
calciatori giovani utilizzati da ogni singola società
A 23 Anni Differenza
%
non è aumentato verti 136
62 31,31% ginosamente, da praticamente 2 calciatori per
1,77
0,56 24,17%
squadra a 2,3, mentre si è
198
38 16,09% passati da una differenza
2,2
0,42 16,09% nulla nel numero di essi
155
13 0,08% a una riduzione di quasi
1,72
0,15 0,08% il 25%, un calciatore su 4
180
8 0,05% tra le stagioni dei 22 anni
2
0,09 0,05% a quelle successive dei 23.
37
internet
di Mario Dall’Angelo
I link utili
Il calcio professionistico
contro la fame
Il Sahel è una striscia di territorio
dell’Africa, a sud del Sahara, che attraversa il continente dall’oceano Atlantico fino al mar Rosso. Il nome significa
“riva del mare” e sembra indicare il limite di quel mare di sabbia che è il deserto più grande del mondo. Si tratta
di uno dei territori più poveri e inospitali di tutto il pianeta. Le popolazioni,
che ammontano a circa 15 milioni di
individui, sono dedite all’agricoltura di
sussistenza, peraltro a resa bassa e incerta a causa della povertà del suolo
e del clima. Il Sahel va infatti periodicamente incontro a periodi di siccità,
negli ultimi decenni resi più acuti dai
cambiamenti climatici, che mettono
in crisi la già precaria economia e di
conseguenza la sopravvivenza degli
abitanti, in particolare dei più piccoli. L’Unicef ha lanciato recentemente
un allarme (www.unicef.it/sahel) sul
rischio di malnutrizione che incombe
su un milione di bambini dell’area e soprattutto in Senegal, Mauritania, Mali,
Burkina Faso, Niger e Ciad.
Il mondo del calcio non poteva restare insensibile all’emergenza umanitaria del Sahel e si è mobilitato alla
grande. A livello europeo si è attivata l’iniziativa “Professional Football
against Hunger”, il calcio professionistico contro la fame (www.epfl-europeanleagues.com/fao). L’associazione
continentale della Leghe professionistiche, l’Organizzazione delle Nazioni
Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e la Commissione Europea
hanno avviato questa collaborazione
per sensibilizzare l’opinione pubblica
grazie alla popolarità dei calciatori.
Sulla homepage infatti si avvia subito
un filmato, breve ma di grande impatto, in cui immagini del Sahel e dei sui
abitanti si alternano a interventi, tra
gli altri, dell’ex portiere della Nazionale, Francesco Toldo, e dell’ex capitano del Real Madrid, Raùl Gonzalez
Blanco. Lo slogan è “Togheter we can
38
save lives” e sulla magliette dell’iniziativa in Italia: “Insieme possiamo
salvare vite umane”.
Un altro volto che compare sulla pagina principale è quello di Roberto
Baggio, vincitore del Pallone d’oro
da calciatore e oggi presidente del
settore tecnico della Figc. Il Divin
Codino, che è anche ambasciatore di
buona volontà della Fao, ha firmato
congiuntamente a Kristalina Georgieva, commissaria europea agli aiuti umanitari, un appello a sostenere
l’iniziativa in occasione della terza
“Giornata del calcio contro la fame”,
svoltasi nel fine settimana a cavallo
tra marzo e aprile scorsi. Il successo
è stato grandissimo: oltre 300 squadre di 20 leghe professionistiche in 16
nazioni d’Europa hanno aderito, portando in campo una maglietta con la
scritta “Sahel Emergency”. L’appello
di Baggio e della Georgieva ha sicuramente toccato molti: «Tutti possiamo
fare qualcosa. Aderendo al progetto,
parlandone con gli amici e i colleghi o
firmando la petizione sul sito endinghunger.org. Si può fare una piccola
donazione ad un’organizzazione umanitaria che opera nel Sahel. Bastano
20 euro per salvare un bambino dalla
fame e dalla denutrizione in poche
settimane. È importante non rimanere in silenzio: insieme possiamo salvare vite e vincere la partita contro
la fame».
Come già segnalato, sono molti i cal-
ciatori, in attività e ritirati, che supportano personalmente “Professional Football against Hunger”. Sul sito
c’è una pagina “Ambassadors”, dove
apprendiamo che, oltre ai già segnalati Baggio, Toldo e Raúl, tra i sostenitori ci sono anche altri due ex palloni
d’oro come il nostro Paolo Rossi e il
bulgaro Hristo Stoichkov, e poi altre
vecchie conoscenze del calcio italiano come Patrick Vieira, Hansi Müller,
Fernando Couto e infine Manuel José,
Dietmar Kühbauer, Craig Bellamy e
Felix Magath.
La Commissione Europea ha fatto
per ora la sua parte: 123 milioni di
euro sono stati stanziati da Bruxelles
per far fronte alla difficilissima situazione attuale.
Ma l’iniziativa dei calciatori contro la
fame e la malnutrizione non si ferma
al Sahel. Nel sito troviamo, alla voce
“Field Visits”, il resoconto e le immagini dei viaggi compiuti dagli “ambasciatori” in altri luoghi del mondo
dove si soffre. Toccanti le immagini di
Roberto Baggio in visita nel 2011 agli
alluvionati del Perù.
Chi volesse seguire l’iniziativa attraverso i social network deve collegarsi
al sito endinghunger.org, sul quale è
in corso la raccolta di firme a favore della campagna contro la fame nel
mondo. Grazie all’impegno del mondo del calcio, al momento in cui scriviamo sono oltre 3.400.000 le firme
lasciate sul sito.
internet
di Stefano Fontana
Calciatori
in rete
Web rossonero
con Robinho e Muntari
www.robinhooficial.com.br
Sito ufficiale per l’attaccante brasiliano
Robson De Souza, universalmente noto
come Robinho: questo giocatore è noto
per lo straordinario bagaglio tecnico che
lo contraddistingue, un misto di velocità,
intuito ed eccellenza nel dribbling e nei
gesti più spettacolari come le rovesciate.
Il fuoriclasse in forze al Milan dispone
di uno degli spazi web più raffinati ed
eleganti in assoluto tra quelli visitati in
questa rubrica. L’homepage è caratterizzata da un’originale grafica in bianco
e nero con accenti in oro scintillante. Il
navigatore può effettuare la scelta tra
portoghese ed inglese, in modo da consultare agevolmente ogni pagina del sito
nella lingua più gradita. La traduzione
dall’originale lingua nativa del giocatore
all’inglese si rivela eccellente ed estesa
anche alle sezioni di contorno.
Iniziamo il nostro viaggio nel sito ufficiale di Robinho partendo dalla sezione
biografica: divisa in dodici capitoli, risulta estremamente esauriente e piacevo-
le da leggere. Le varie pagine si susseguono scorrendo verticalmente con un
semplice click lungo i pallini incolonnati
sulla destra dello schermo, con ogni
capitolo caratterizzato da una grande
foto come sfondo tematico e da un testo chiaro e leggibile. Abbiamo quindi
una prima conferma sul fatto che la
bontà stilistica del sito di Robinho non
riguarda solo l’homepage ma si estende
a tutte le pagine del sito.
Molto nutrita la pagina dedicata a foto e
video di Rubinho, piena di scatti evocativi e filmati capaci di emozionare grazie
a prodezze spesso irripetibili. Anche la
sezione dedicata al palmarès del giocatore impressiona, grazie ai molteplici
successi di caratura internazionale conquistati nel corso degli anni.
Lasciamo a voi il piacere di scoprire quanto ha ancora da offrire questo splendido
sito internet, realizzato con cura maniacale e ricco di contenuti stimolanti.
www.sulleymuntari.com
“I just love to play football”: questa
semplice, sincera dichiarazione d’amore
campeggia nell’homepage del sito ufficiale di Sulley Muntari. È la prima cosa
che salta all’occhio una volta digitato
l’indirizzo ed effettuato il collegamento: un ottimo biglietto da visita ed un
indizio importante sulla devozione del
centrocampista ghanese nei confronti
dello sport più amato al mondo.
La struttura del sito ufficiale di Sulley Muntari è leggera e snella, al fine
Linea abbigliamento Aic: acquista online
L’A.I.C. ha lanciato una nuova linea di abbigliamento, con la collaborazione di GMS Italia, licenziataria esclusiva del marchio A.I.C. Per la prima volta nella sua storia A.I.C. è
diventato quindi un brand della moda con la creazione di una collezione “fashion sport”
per il tempo libero che ripropone, in chiave vintage, le varie declinazioni del marchio
A.I.C., al passo coi tempi ma nel rispetto della tradizione.
Per tutti gli associati A.I.C. è possibile acquistare tute, felpe, t-shirt e polo, in versione uomo
e donna, sul sito www.gmsitalia.com (o accedendo direttamente da www.assocalciatori.it)
usufruendo di un eccezionale sconto del 30%, inserendo al momento dell’ordine i propri
dati ed il numero di tessera valida per la stagione in corso.
di garantire una navigazione veloce e
soddisfacente anche in presenza di connessioni lente o da dispositivi mobili
come smartphone e tablet. La grafica
gioca tutto su colori chiari come il grigio ghiaccio e il giallo, dando all’insieme
un aspetto luminoso ed un’eccellente
leggibilità. Il sito è interamente scritto in inglese all’insegna di semplicità e
chiarezza, garantendo così la completa fruizione dei contenuti da parte di
appassionati e tifosi in ogni angolo del
globo. Nato a Konongo in Ghana il 27
agosto 1984, Muntari è impegnato come
centrocampista nelle fila del Milan ed ha
giocato ben 73 partite con la maglia della nazionale ghanese. Il suo debutto con
le Black Stars, soprannome della nazionale ghanese, avvenne il 17 maggio 2002
contro la Slovenia. Tra le caratteristiche
principali del sito, colpiscono la puntualità e la frequenza degli aggiornamenti.
Le sezioni “blog”, “news” e “match re-
port” sono infatti oggetto di numerosi
articoli, caricati puntualmente e spesso
scritti proprio da Sulley in persona. La
gallery di questo sito si distingue per l’alta qualità degli scatti e il grande formato
con cui sono presentati: ammirarle è un
piacere per ogni appassionato.
Merita infine una visita anche la pagina denominata “charity”, che raccoglie
cenni riguardo le attività benefiche che
coinvolgono Muntari e la sua splendida moglie Menaye Donkor, modella di
caratura internazionale ed attivista nel
campo dei diritti umani.
39
segreteria
di Diego Murari
Uno per tutti,
tutti per Unico1
Un ambasciatore sp
C
iao campioni, ciao a tutti voi
che siete qui a dedicarmi un
altro splendido attimo di voi. È
sempre un’emozione immensa parlare e sognare che qualcuno di grande
come voi legga le mie parole, la mia
piccola voce. In questi mesi purtroppo ho ricominciato a vedere il mare
in tempesta ritrovando il dolore e il
male che non mi dà tregua: quanti
momenti di sconforto, di paura, di
pianti nascosti nelle notti passate
senza dormire. Io che speravo di rimettere gli scarpini e i miei guanti, di
venire tra di voi n.1 a prendere a calci una palla con la gioia di un bambino, con le lacrime di chi non doveva
esserci più da tempo. E invece nuove
corse per le terapie, sempre più insistenti, a volte fastidiose e odiate,
come un gol al 95 minuto che ti ruba
la partita. Sì, sto soffrendo e a volte
mi manca il respiro e riesco anche a
pregare Dio che smetta di lasciarmi
qui soltanto a sognare e che mi inviti
lassù con lui per ritornare almeno a
respirare un semplice sorriso. L’unico e immenso mio desiderio di ogni
giorno che mi è rimasto è il vedervi
in campo, vedervi giocare e ascoltare in silenzio i brividi di un gol fatto
minuto dopo minuto con la forza
che soltanto voi capitani del tempo
dimostrate di avere. Che meraviglia
che siete quando ci regalate il coraggio di soffrire in silenzio, di entrare in
clinica con la forza di un leone ferito
che vuole vincere ogni battaglia, di affrontare ogni avversario con i valori
più grandi di questo splendido sport.
Grazie di esserci meravigliosi campioni della vita, grazie di insegnarmi
a colorare ogni maglia di azzurro e di
portarmi in ogni splendido stadio del
mondo steso sul mio lettino tra gli
applausi della terapia più forte. Grazie di come siete, n1… nel cuore.
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Ricordo che...
Era una giornata fredda, c’era nebbia
e piovigginava. Avevo 39 di febbre,
ero appena tornato dalla clinica dopo
un mese di ricovero e pesavo 41 kg.
“Ti prego papà, accompagnami, voglio vivere ogni attimo di ogni giorno
finché ho la vita”… che tristezza vedere mamma e papà piangere senza
lacrime pur di vedere un sorriso sulle
mie labbra. Mi misero un giubbottone bianco, avevo i pantaloni rossi della tuta del Vicenza Calcio che mi aveva regalato il grande Zancopè. Ero
fiero di lui, di Toldo, di Baggio: usavo
le loro tute in ospedale e mi sentivo
uno di voi, un campione e non me ne
importava nulla se vivevo ancora un
giorno, un mese, un anno… mi sentivo un campione immenso come voi.
Mi alzarono dal letto a fatica e mi accompagnarono lentamente all’auto;
avevo piaghe ovunque, non riuscivo
nemmeno a mettere le scarpe né
ad appoggiare i piedi, ma desideravo tanto andare a quell’allenamento,
sapevo che avrei respirato un po’ di
aria nuova, diversa, distante da quel
sapore di ospedale che oramai avevo
dentro di me. Arrivai al campo alle
14,30 e i ragazzi erano già lì. Stavano
uscendo dallo spogliatoio. Pioveva e
la nebbia mi dava molto fastidio, non
riuscivo a vedere da dentro l’auto e
non potevo uscire, avrei rischiato di
morire dicevano i medici. Mamma e
papà mi parlavano, ma non capivano
che io ero in campo… e infatti dopo
5 minuti non resistetti e aprii la porta
a fatica con le stampelle e tentai di
scendere. Grazie ai miei meravigliosi
vecchietti ci riuscii e raggiunsi i ragazzi. Che spettacolo: finalmente la pioggia, l’aria, l’erba e le linee bianche che
accompagnano i miei occhi fin dalla
mia vita, la porta. Che lacrime, che
belle lacrime.
All’improvviso qualcuno mi abbracciò alle spalle, era Adriano Zancopè,
accanto a lui Andreolli e poi Raimondi. Non respiravo dall’emozione, che
bel team il Vicenza Calcio. Ecco allora che sento gridare il mio nome e il
mio sguardo incontra il mister, anzi
lo splendido mister Gregucci… che
bello tutti al mio fianco, ecco che
arriva anche il capitano Helguera,
anche lui subito mi abbraccia assieme al grande Schwoch. “Ciao n.1”
mi gridò Zampagna dallo spogliatoio e io come un ragazzetto sono
scoppiato in lacrime quando sia lui
che un angelo di nome Piermario
mi sono corsi incontro e mi hanno
stretto in un abbraccio vero, leale,
sincero. Mamma Silvana era felice,
anche papà Gianni non riusciva a essere triste. Che spettacolo Zancopè
che mi stava vicino come un fratello
e il mister che andò a prendermi un
peciale…
thè caldo e mi teneva le mani tra le
sue. Anche Raimondi mi sfiorò con
gli occhi, quasi avesse paura di toccarmi per non farmi del male…e poi
nell’angolo quel meraviglioso ragazzo dai capelli un po’ lunghi e moro,
che mi regalava poche parole ma che
in silenzio mi donava la sua anima: mi
venne accanto mentre tutti uscivano per l’allenamento, “Ciao grande
Diego” mi disse e la sua dolcezza mi
lasciò senza parole. “Aspetta, dammi il tuo numero” mi disse ancora
allontanandosi nel corridoio; non capivo ma lo ascoltai e papà gli scrisse
il mio numero. Piermario tornò con
la sua maglia autografata e dedicata
a me. “Tieni – mi disse – sono felice e onorato di dare la mia maglia a
un numero 1 come te”. Mi abbracciò
forte, non riuscivo a dire una parola,
non lo conoscevo nemmeno eppure
mi stava regalando sé stesso, mi stava aprendo il suo cuore. Mi chiese
tutto di me e quando gli raccontai
di quanti capitani stupendi mi volevano bene, lui sorrise. “Bene, allora io
sono con te. Per ogni cosa tu sai che
io ci sono, voglio essere unico e n1
anch’io come te”. Mi abbracciò ancora, mentre gli altri già si stavano allenando lui continuava a starmi accanto e mi accompagnò verso l’auto. In
quel momento io non sentivo nemmeno la pioggia, ascoltavo soltanto il
cuore di un nuovo angelo che Dio mi
aveva mandato… ripartimmo verso
casa ed ero felice di aver rischiato
la vita per andare a vedere il Vicenza Calcio perché mi sentivo uno di
loro, uno di voi, un numero 1.
Da quel giorno Piermario non mi ha
mai lasciato solo, ha sempre corso
con me, ha fatto le ripetute con me,
i cross, i tiri, i colpi di testa, gli scatti. Che meraviglia, Piermario, quella
prima volta tra noi. Io che sfioravo
la morte, lui che sorrideva alla vita.
Che meraviglia, ora, Piermario. Lui
che ha incontrato il sole nel cielo, io
che sto sognando di correre, di fare
le ripetute, i cross, i colpi di testa, gli
scatti. Io che sogno ancora soltanto
la vita… grazie a te Pier… grazie di
questa lacrima che mi solca il viso e
s’infrange nel cuore. Grazie per sempre “meraviglioso moro”.
Una riga particolare per un grazie
particolare all’Associazione Italiana
Calciatori che mi ha regalato la gioia
e la grandissima emozione di poter
incontrare una persona così speciale
e unica, è stato un dono indimenticabile.
Cari ragazzi, se potessi dare il mio
respiro per quello di qualche angelo
lo farei in silenzio, senza vergognarmi di essere un piccolo uomo. Ma
nel mio viaggio tra l’inferno di una
malattia so di essere stato fortunato,
ho capito quanto sia meravigliosa la
vita. Non esistono cose, problemi,
tristezze che possono prenderci il
sole. Nessuno può rubarci la nostra
splendida famiglia e tutti gli attimi
meravigliosi che viviamo insieme
ogni giorno… che fortuna capire
che in un solo giorno facciamo tantissime cose. Sorridiamo, parliamo,
pensiamo, abbracciamo… questa
è la vita, questo è il gol più grande,
questo è il Mondiale di tutti noi che
vinciamo ogni giorno, ma che spesso
ci dimentichiamo di avere.
Perdonatemi se ho parlato tanto,
se vi ho disturbato ancora, se vi ho
scritto col cuore, ma io ho voi che
siete la mia forza e che mi avete insegnato a non mollare mai. Siete l’esempio di tutti noi piccoli uomini che
non chiedono mai nulla di più di un
sorriso.
Ciao a tutti, capitani meravigliosi, vi
aspetto con il cuore allo 3391082481.
Per chi vuole
saperne di più
www.unico1.it
Già da qualche tempo sul web si possono
avere notizie di Diego e della sua “Fondazione Unico1”: oltre che sui siti www.
unico1.org e www.unico1.it (attualmente
in manutenzione) il navigatore può trovare un bel po’ di materiale sul social network più popolare, vale a dire Facebook.
Si potrà quindi meglio capire quale sia il
suo progetto che parte da un principio:
“Io sono sempre stato uno sportivo” –
dice Diego – “e prima o poi tornerò ad
esserlo. Ho pensato allo sport perché lo
sport è: gioia, fatica, delusione, lacrime,
emozione, paura, sofferenza, vittoria,
sconfitta, ma soprattutto è forza”.
La Fondazione Unico1 è stata creata grazie al fondamentale supporto del ciclista
Davide Rebellin in sinergia con i calciatori Roberto Baggio, Francesco Toldo e gli
sciatori Kristian Ghedina e Silvio Fauner
per aiutare l’amico Diego, ma anche altre
persone che potrebbero cadere vittime di
questa malattia.
È possibile collaborare ai progetti della Fondazione Unico1 con: 1. Donazioni spontanee di privati e aziende. 2. In sede di
dichiarazione dei redditi attraverso il 5
per mille inserendo il Codice Fiscale
della Fondazione 03436710242. 3.
Attraverso una partecipazione
agli utili derivanti dalla vendita
di una linea di abbigliamento
sportivo e gadget.
41
tempo libero
musica
libreria
Giunti Editore
Il calcio fa bene
di Cesare Prandelli e Giuseppe Calabrese
144 pagine - € 9,90
Un racconto pensato per i giovani, che rimetta i valori legati al calcio sui giusti binari. Dal campetto dell’oratorio di provincia fino alla
panchina della Nazionale italiana, Prandelli ci racconta la sua carriera,
fatta di divertimento e sacrifici dosati nella giusta misura. Aneddoti
biografici intervallati da riflessioni sull’attualità calcistica e sugli aspetti tecnici: schemi, alimentazione, allenamenti. Un modo per scoprire
e conoscere il mondo del Mister, quello in cui crede, quello che ha imparato e oggi cerca
di trasmettere. E, forse, anche un modo per guardare con occhi diversi i prossimi campionati europei di calcio.
I diritti d’autore spettanti a Cesare Prandelli e a Giuseppe Calabrese saranno interamente devoluti alla Fondazione Fra Elia degli Apostoli di Dio (Terni). L’Editore devolverà
parte del ricavato alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
Chiarelettere
Fuori gioco
di Gianfrancesco Turano – 274 pagine- € 14,50
“Fuori gioco” è il ritratto dell’oligarchia italiana vista attraverso il
calcio di Serie A e la storia dei suoi presidenti. Una galleria di dieci
personaggi (il nuovo arrivato Thomas Di Benedetto, Claudio Lotito e
la Lazio del dopo-Cragnotti, i gemelli diversi Enrico Preziosi e Silvio
Berlusconi, gli Agnelli e Diego Della Valle), quasi una squadra. Senza
dimenticare i potenti del tempo che fu, che accompagnano ciascun
capitolo, da Ferlaino a Cecchi Gori, da Sensi a Tanzi. E con due storie poco note ma molto
significative: il re dei supermercati Maurizio Zamparini alla guida del Palermo e il patron
dell’Udinese Gianpaolo Pozzo.
I presidenti sgomitano, attaccano, fanno gol o li subiscono, tra affari, cordate e lobby, patti
di sindacato, banche e giornali, operazioni immobiliari e finanziarie, rapporti con la politica,
in tribuna e fuori dallo stadio. La trama del potere vista attraverso il calcio passa dalla Prima
alla Seconda Repubblica, da Andreotti a Berlusconi, da Geronzi a Profumo. In queste dieci
storie c’è l’Italia. Ci sono i banchieri e i furbetti del quartierino, la Tangentopoli di ieri e
quella di oggi, bancarotta, evasione fiscale e criminalità organizzata. Una trama senza soluzione di continuità, che arriva fino ai giorni nostri, all’ondata d’indignazione che attraversa il
paese e aggredisce il Palazzo, ma guai a chi tocca il calcio e la squadra del cuore. C’è chi l’ha
capito e continua indisturbato a giocare la propria partita.
Bradipolibri
Chi non canta resti a casa
di Leonardo Colapietro – 192 pagine - € 14,00
I cori cantati negli stadi sono realmente entrati a far parte della nostra
vita. Possiamo sentirli, riadattati all’uso, nei cortei, ai concerti, addirittura ai matrimoni...
Così come gli striscioni sono una componente fondamentale dell’espressione del tifo, a maggior ragione lo sono, se non di più, i cori. Si
è cercato di raccogliere il meglio che le curve d’Italia hanno espresso
negli anni, solo ed esclusivamente per divertire. Il calcio una sorta di religione e i cori le
sue preghiere. Dai testi si può capire l’anima e lo spirito di una città intera, gli odi e le amicizie di una curva, sempre più spesso il suo orientamento politico. Si è inserito un piccolo
quadro del tifo italiano con un accenno alle loro storie e alle storie delle società. Nei cori
che andrete a leggere c’è la faccia di un paese: cori nuovi e “storici”, cori che un giorno
idolatrano un giocatore e il giorno dopo lo massacrano, cori divertenti, irriverenti, violenti,
persino blasfemi in qualche caso, di tutti i colori e per tutti i gusti. Sono stati esclusi quelli
diretti contro le persone.
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Vasco Rossi
L’altra metà del
cielo
Vasco Rossi si è messo in gioco e lo
ha fatto nella maniera più “clamorosa” che un rocker potesse fare: pubblicare un album sinfonico frutto di
un progetto legato nientemeno che
alla Scala di Milano per uno spettacolo di danza basato sulle sue canzoni.
Il risultato, anche se da più parti non
sono mancate le critiche, è di valore
assoluto, per non dire straordinario.
In “L’altra metà del cielo”, Vasco ha
reinterpretato in chiave orchestrale
alcune delle sue più belle canzoni, soprattutto quelle dedicate alle donne
(Albachiara, Silvia, Susanna, Giulia,
Gabri, Jenny, Laura, Sally). Nell’album si sentono suonare violini, viole,
clarinetti, violoncelli, fagotti, corni,
contrabbassi, trombe, oboe, tuba e
percussioni varie. Cori da parte di
soprani, contralti, tenori, ed anche
un’arpa, insomma tutti strumenti
e voci che difficilmente sentiremo
suonare nuovamente in un album di
Vasco Rossi. Co-artefice di questo
riuscitissimo azzardo (difficile reinterpretare dei successi come quelli
del Blasco), è stato Celso Valli.
Un progetto estremamente interessante e un disco che fa “tremare il
cuore”, perché la musica sinfonica
esalta le emozioni e dove non riesce
ad arrivare una chitarra elettrica può
invece colpire un insieme di archi e
di fiati.