Una gara in Francia da correre in coppia: si
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Una gara in Francia da correre in coppia: si
C n i A D I F S En’Duo Una gara in Francia da correre in coppia: si chiama En’Duo è durissima e quasi sconosciuta, ma è stata una piacevole sorpresa per i nostri “piloti” di ANGELO GAMBINO Gli italiani alla gara francese: da sinistra, il neofita Luca Babbalacchio, Stefan Schrock, Enrico Garavelli ed Angelo Gambino 68 A I P P O A ubusson è un comune francese di 4.662 abitanti situato nel dipartimento della Creuse nella regione del Limousin, è qui che si svolge l’En’Duo, definita come la gara di Enduro più dura della Francia ed erede della Gilles Lalay Classic, è giunta quest’anno alla sua tredicesima edizione. Per capire la notorietà di questa gara basti pensare che le iscrizioni si aprono a giugno e nel giro di pochi giorni i 180 posti a disposizione si esauriscono mentre la lista dei piloti in attesa si allunga sempre di più. La formula di gara dell’En’Duo è unica nel suo genere: una gara di Enduro Hard, da correre in coppia e che in parte si svolge di notte. Il giro è composto da due anelli di circa 40 km ciascuno, sono gli stessi concorrenti a scegliere se iscriversi nella categoria Hard e dover- lo percorrere due volte oppure correre nella Soft e percorrerlo una volta sola. L’En’Duo non ha il supporto di nessuna delle grandi bibite energetiche internazionali e forse per questo motivo manca di quella notorietà che altre gare del circuito dell’Enduro Extreme hanno, a parteciparvi sono prevalentemente piloti francesi, tra cui gente del calibro di Despres, Guillaume, Planet e Gauthier, però la sua fama si sta diffondendo attirando piloti provenienti da tutta Europa. Viste le premesse di tutto rispetto, dopo aver guardato video allucinanti e letto racconti incredibili su internet ho contattato immediatamente gli organizzatori per potervi partecipare ed una volta ricevuto l’ok per correre nella categoria Soft, non mi è rimasto altro che pensare a chi, tra le mie conoscenze, poteva essere abbastanza pazzo per correre con me questa avventura. Gareggiare con un pilota troppo bravo ed esperto e magari puntare ad un buon risultato finale sarebbe stata una scelta un po’ troppo scontata; quindi scorrendo la rubrica telefonica ho deciso di chiamare l’amico Luca Babbalacchio, chef sommelier dell’Alta Val Susa, endurista per passione e con nessuna gara alle spalle ma pronto, anche se con qualche timore, ad affrontare come inviato speciale di Mx Motosprint l’inferno francese. Visto il poco tempo a nostra disposizione prima della gara non abbiamo seguito nessun tipo di preparazione specifica se non un po’ di allenamento nell’oltrepassare indenni tronchi di tutte le dimensioni. Per la preparazione delle moto invece, ci siamo affidati agli utili consigli di Matto e Tak Racing che ci hanno aiu- I COSTI 170 euro 115 euro Iscrizione A/R dal c Autostrada o 100 euro nfine italiano dal confin Gasolio A/R e 56 euro italiano Licenza agonistic a 170 euro giornaliera Pernottam ento tato nel setting delle moto e nell’ installazione di un adeguato impianto luci, fattore molto importante e assolutamente da non sottovalutare in previsione di gareggiare anche in notturna. Il viaggio sino ad Aubusson è di circa 5 ore una volta oltrepassato il confine italiano dal traforo del Frejus, ci troviamo nel centro esatto della Francia, circondati da belle colline e pascoli verdeggianti e fortunatamente il bel tempo è dalla nostra parte. Girando un po’ per il paddock si nota subito come i francesi siano molto più alla buona rispetto a noi italiani, tutti molto tranquilli e disponibili, non c’è quell’atmosfera da “pilotoni del mondiale” che sovente si respira nelle gare in Italia. Come ogni pilota che si rispetti spiego al mio compagno d’avventura che è buona consuetudine la ricognizione 69 En’Duo a piedi della prova speciale che effettueremo l’indomani mattina in modo da non trovarsi brutte sorprese mentre si è in gara. Il percorso è una bella prova in linea, impegnativa ma con niente di impossibile, sarà importante far bene perché la somma dei nostri due tempi servirà a decretare il nostro ordine di partenza nell’En’Duo 2011. Luca rimane un po’ spiazzato nel vedere che gli organizzatori hanno allestito per la prima volta in tredici edizioni una parte di percorso della speciale con ostacoli artificiali: tronchi, gomme e tubi in cemento da saltare; “Non male come inizio, peccato che io non abbia mai affrontato ostacoli del genere!” è il suo incoraggiante commento. Incontriamo anche due mie vecchie conoscenze, Stefan ed Enrico, i vincitori della categoria Expert Team Romaniacs (vedi Mx n.10 /2011), la serata passata in loro compagnia a bere vino francese e ad ascoltare utili consigli. Sabato, pronti via e si parte. La prova speciale del mattino va via bene, l’imperativo è guidare tranquilli senza correre rischi per non compromettere la partenza nella gara vera del pomeriggio. Cerco di forzare un po’ il ritmo per guadagnare tempo mentre Luca si concentra sul non commettere errori ed arrivare alla fine incolume, tra l’altro superando egregiamente e tra gli applausi gli ostacoli artificiali tanto temuti. La nostra En’Duo inizia alle 15.15, un’ora dopo la partenza dei concorrenti iscritti nella Hard e dopo i migliori classificati della Soft. Il nostro obiettivo è chiaro, cercare di terminare la prima parte di giro al meglio delle nostre possibilità, senza lo stress da gara e da cronometro. Saranno le 5 ore e mezza più belle ed intense della nostra carriera enduristica. Ci siamo trovati ad affrontare un percorso bellissimo, tosto al punto giusto, Enduro vero, fatto di lunghe pietraie, torrenti in secca da risalire, una serie infinita di radici e tronchi da saltare, salite impossibili e discese mozzafiato. Per certi versi un terreno simile a quello del nostro Appennino ma con la differenza che nelle salite e nelle discese il fondo è sabbioso e dopo il passaggio di tante moto ogni canale diventa una trappola. Luca pur essendo alla sua primissima esperienza di gara, si comporta alla grande, in più di una occasione ha stretto i denti e proseguito per raggiungere l’obiettivo. Il mio compito è quello del tutor, fargli vedere la via più semplice ed aiutarlo in qualche passaggio un po’ ostico. I check point scorrono via bene, ogni traguardo è una festa con i ragazzi dello staff. Sono le 19.00 e siamo di nuovo al paddock, la prima parte di giro è terminata e 4 sono i Check Point conquistati. Obiettivo raggiunto! I nostri eroi hanno gareggiato nella Soft ma le difficoltà non sono mancate. Sopra, prima del via della “notturna” con luce anche sul casco 70 Un gruppo di francesi ci da una mano con i rifornimenti di benzina ed acqua per il camel bag. Siamo pronti per partire di nuovo, Luca è stanco e un po’ dubbioso ma accendiamo moto e luci pronti per affrontare la parte in notturna. E’ buio e guidare di notte non è semplice, la polvere con la luce della lampada frontale si trasforma in nebbia e fino all’ultimo non si capisce bene dove metter le ruote. Capiamo subito che nella seconda parte di giro il livello tecnico è decisamente più alto ed i primi crampi e la stanchezza non ci aiutano. Alle 20.45 con immensa soddisfazione facciamo nostro il check point numero 5, decidiamo insieme che va bene così e ci ritiriamo soddisfatti per aver superato il nostro obiettivo iniziale. Noi siamo integri, le moto anche e 5 check point su 10 non sono affatto male come esordio. Rientriamo al paddock e aspettiamo le 22.00, l’orario di fine gara. Arrivano anche Enrico e Stefan, in gara nella categoria hard, hanno chiuso con un giro e mezzo completati, un buon risultato anche per loro. Piloti, accompagnatori, volontari ed organizzatori tutti riuniti nel salone polivalente del paddock dove viene servita una cena calda. Vengono premiati i vincitori delle due categorie, tutti francesi campioni nazionali di Trial o di Enduro. Inaspettato ma vero, e veniamo premiati anche noi: tutti sul palco insieme ad Enrico e Stefan, noi come loro classificati diciassettesimi di categoria! Di più non potevamo chiedere, soprattutto per il mio compagno di avventura, catapultato nella sua prima gara di Enduro Extreme, ha combattuto ed ha finito anche per essere premiato. “Ah les Italiennes!!” pronunciava lo speaker mentre noi ci stringevamo la mano contenti di aver compiuto la nostra piccola impresa e, forse, pensando già alla prossima edizione. Cechetti: “L’importanza della convivialità...” Ad organizzare l’En’Duo sono i ragazzi dell’Enduro Club Aubussonnais, club che conta un’ottantina di iscritti e che durante l’anno organizza diverse attività, dalle gare di Enduro ad attività di raccolta fondi per Téléthon o per la ricerca sul cancro. Gilles Cechetti è uno egli organizzatori e ci ha raccontato qualcosa di più. Quali sono i punti di forza di una gara del genere? “I concetti base dell’En’Duo sono tre: il team, la difficoltà della gara e la convivialità. Il team perché correre in due è sicuramente più difficile che farlo da soli, diventa importante trovar un buon compagno per poter affrontare insieme le molte parti insidiose della gara. L’En’Duo è una gara hard, si parte di pomeriggio e si finisce di notte, un buon livello tecnico ed una buona forma fisica e mentale sono fondamentali per i piloti. La convivialità è l’aspetto a cui teniamo di più, ci piace pensare ad una festa in cui la gara non è solo il momento in cui si corre. L’essere in team, la preparazione delle moto, il paddock, il clima di festa che si respira in Aubusson ma anche durante il passaggio delle moto nelle nostre foreste è bellissimo per tutti, piloti, organizzatori e pubblico. Quante persone sono coinvolte nell’organizzazione dell’En’Duo? “Oltre a noi del moto club viviamo grazie al contributo di circa 150 volontari che lavorano duramente durante tutto il tempo della gara”. Quanto tempo ci vuole ad organizzare una gara di questo tipo? “Parecchi mesi di preparazione e 13 anni di esperienza, senza considerare i contatti coi proprietari dei boschi, i comuni e la prefettura”. Com’è la situazione dell’enduro in Francia? In Italia abbiamo diversi problemi ultimamente anche durante le gare (vedi Castiglion Fiorentino): “ Diciamo che da noi in Francia i problemi per organizzare le gare dipendono molto dalle regioni stesse, alcune sono un po’ più fiscali altre meno, fortunatamente nel Limousin, probabilmente vista anche la scarsa densità di popolazione, non ci sono particolari problemi, ritengo fondamentale rispettare tutti e mantenere la nostra parola in merito al ripristino dei terreni danneggiati dal passaggio delle moto”. 71
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