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bevo qui o compro là? curiosità e indirizzi di gola La panna nera di Castelletto Siamo nei primi anni del Novecento e tale signor Calderoni apre in Genova, sulla spianata di Castelletto, una “bottiglieria e fiaschetteria” che sarebbe diventata nel tempo uno dei locali più noti e frequentati della città. Dal servizio generico andrà poi specializzandosi in bar gelateria gestito, dall’ottobre del 1951, da Luigi Boschi, “Pucci”, che ne tiene tuttora saldamente in mano le redini. Il nome cambia in Bar Guarino, dal cognome del cognato di Boschi che ne era stato il precedente gestore. L’antica insegna che a chiare lettere sotto la denominazione del locale recitava “Panorama di Genova”, ormai non c’è più, ma l’incanto del luogo è rimasto lo stesso di quegli anni, tant’è vero che Giorgio Caproni collocherà proprio qui il suo Paradiso, in questo belvedere a picco sulla città. E Pucci ricorda... “Il caffè veniva preparato con gigantesche macchine che sembravano torri e funzionavano a iniezione di vapore, le due marche più note erano la Bezera e la Victoria Arduino che era anche la più diffusa e che da bambino mi incantava con quella sua grande aquila in bronzo appollaiata sulla sommità del coperchio come su un picco. Poi si è passati alle idrocompresse che sono in uso anche oggi. Invece per quanto riguarda il servizio, c’è da dire che è rimasto tale e quale quello di una volta: tazza calda, un bicchiere d’acqua fresca e zucchero”. Ma Guarino è conosciuto soprattutto per la sua pànera, la cui ricetta è circondata da un’aura di mistero. Il nome deriva da un’abbreviazione di “panna nera” dove il nero è dato dal caffè che, sposandosi splendidamente con la panna, produce un effetto di esaltazione reciproca per la gioia di ogni palato. Si tratta di un semifreddo, vista l’alta percentuale di panna, ma, al contrario dei semifreddi, viene gelato rapidamente per passare ad una successiva lavorazione che è poi il famoso segreto della sua bontà. Più di questo non è dato sapere. Comunque l’uso del caffè, come dice Pucci, è generale e abbraccia tutte le fasce di clientela, dal ragazzo al vecchietto, in un successo trasversale e duraturo. “ L’importante -aggiunge- è usare una buona miscela, composta nelle giuste dosi di Brasile, Centroamerica, Colombia, Moka e Robusta, il caffè africano che è più tannico rispetto agli altri. Poi, come dicono i napoletani, va preparato seguendo la filosofia delle tre C: carico, caldo e comodo. Io ne aggiungo una quarta che deve accompagnarne il servizio, cortesia”. Giovanna Riccobaldi Il nome caffè deriva dalla pronuncia turca "qahvé", dall'arabo "qahwah", cioè vino (o forse bevanda eccitante) Alla fine del 1500 fu esteso dallo Yemen alla bevanda preparata con i chicchi di caffè. La tradizione ligure La lunga tradizione degli importatori e torrefattori si mantiene viva in Liguria con un consistente numero di aziende industriali e commerciali. Fatto significativo, in una regione che da anni vede ridurre le proprie attività commerciali e produttive dei settori maturi. Quello del caffè, pur dovendosi certamente considerare settore maturo, è per fortuna saldo nei consumi, come raccontano i fatturati delle imprese da Ventimiglia a La Spezia. Alcune imprese vantano un’anzianità centenaria. È il caso della Torrefazione Elena, iscritta ininterrottamente dal 1863 al commercio: importatori e tostatori di caffè, mantengono l’antica tradizione della tostatura a legna d’ulivo. Un metodo di cottura molto lento e dolce, in cui il caffè brucia completamente grassi e oli: la resa in quantità è ovviamente minore ma è migliore la qualità e il caffè non brucia lo stomaco come avviene quando è tostato con sistemi troppo rapidi e violenti da chi punta solo sul prezzo. Anche se, naturalmente, le nuove tecnologie applicate dalle migliori imprese industriali consentono un’ottima tostatura. Altrettanto antica è la Torrefazione Minuto di Savona; nata come società commerciale da oltre cento cinquant’anni, dal 1929 tratta esclusivamente il settore del caffè. A dimostrazione che l’anzianità anagrafica non esclude attenzioni alle evoluzioni del mercato, è l’unica ligure iscritta al Consorzio Caffè Speciali Certificati-CSC, impegnato nella certificazione del prodotto crudo con un marchio di qualità, un bollino numerato applicato sulle confezioni dalle aziende consorziate che applicano le rigorose procedure della certificazione Iso 9002. Gli agganci consortili spesso favoriscono le imprese, soprattutto medie o piccole, nella tutela del prodotto o ne rafforzano le atti- vità promozionali verso i mercati. In questa direzione si muove infatti un’altra importante realtà ligure, la Torrefattori Associati Genovesi, il cui marchio Rostkafè è uno dei più diffusi non solo a livello ligure. Partecipa infatti al Consorzio Torrefattori Italiani per promuovere il proprio prodotto sulla linea “bar”, una delle linee di mercato in cui è più consolidata. Sia sui bar che sulla grande distribuzione, e quindi sul consumatore finale, ma soprattutto verso i mercati esteri opera la maggiore industria ligure, la Ekaf che ci ha cortesemente fornito molte delle notizie riportate in questo inserto. Ekaf, oltre ai marchi Eureka e Filicori, vanta oggi con il caffè Cellini oltre il 50% di fatturato da esportazione. Di radici storiche genovesi, la Ekaf è stata rilevata da una decina d’anni da torrefattori toscani di antica tradizione. Radici storiche genovesi ha anche, come attesta il nome, La Genovese di Albenga, fondata nel 1936 e significativa a livello locale e fino alla Costa Azzurra. Raccomanda, sul proprio sito Internet: “Non bevete caffè: gustatelo!”. La Genovese punta infatti sul segmento di alta qualità che, come racconta il titolare, è frutto di esperienza e di un’accurata scelta nel caffè verde, nella tostatura e nella miscelazione. C’è Arabica e Arabica, insomma. Le attenzioni nella scelta e nella miscelazione sono indispensabili per le torrefazioni che vendono direttamente al pubblico il proprio prodotto e che combattono la forte concorrenza della grande distribuzione soprattutto con la qualità, nella miscela e nel servizio. I nomi, in questo caso, sono davvero tanti: così come per le industrie, il rischio di questa panoramica sul settore è solo quello di dimenticare qualcuno, a partire dalle caffetterie storiche come l’antica caffetteria Casa del Caffè Tre Moretti di Savona. o la genovese Bottega del Caffè. Tra i torrefattori genovesi un altro nome molto noto è quello della Torrefazione Romoli, un’impresa familiare che mantiene dal 1924 un’ampia clientela in città grazie all’offerta di ben 12 miscele e alla varietà dei tipi di qualità singole, tutti selezionati. I Romoli, nati come torrefattori e crudisti, sono attenti osservatori dei mutamenti nei gusti dei compratori che oggi richiedono in genere miscele dolci e non eccessivamente forti. L’acquisto di prodotto sfuso consente ai consumatori più esigenti la scelta di miscele personalizzate e c’è chi preferisce il caffè in grani, non solo perché si conserva più a lungo, ma per la possibilità di particolari macinature. Che la domanda di caffè in grani stia crescendo lo conferma anche l’Italcaffè di Ceparana, il maggior produttore spezzino del settore. Si sono infatti diffuse anche a livello familiare macchine per caffè espresso con macinatore incorporato. Sul suo portale Internet “coffeeworld”, l’Italcaffè ha tra gli altri collegamenti un interessante accesso al mondo delle macchine espresso. Quella dello “shop on line” è infatti considerata da questa dinamica società un scelta strategica, soprattutto per l’export, che completa la vendita attraverso i canali tradizionali. Ma in Liguria c’è anche chi non si rivolge al compratore finale ma soprattutto ad altre marchi. È il caso de Il Caffè di Avegno (Ge) che opera a livello sia italiano che estero prevalentemente come azienda specializzata nella produzione per altre industrie o torrefazioni commerciali: acquista, sceglie, tosta, macina e impacchetta, arrivando fino al packaging e alla creazione di marchi. Insomma, lo abbiamo sicuramente assaggiato molte volte, il loro caffè, ma senza saperlo. Le immagini della pagina sono tratte dal sito internet www.gardfoods.com/coffe che presenta una bella raccolta di antiche caffettiere Caffè e salute Dal punto di vista nutritivo il caffè non è un elemento indispensabile per il nostro organismo. Tuttavia, alcune sostanze in esso contenute provocano effetti benefici sui nostri organi. Naturalmente, come per ogni alimento, è necessario non farne abuso e non consumarne una quantità eccessiva. E’ da sfatare tuttavia la convinzione che l’abitudine a consumarlo quotidianamente comporti assuefazione. Il caffè è una sostanza “nervina” che agisce, in generale, sui centri nervosi, provocando un senso di benessere generale, spronando ad essere maggiormente vigili e attivi. Tale stimolazione proviene dalla caffeina, in combinazione con l’acido caffetanninico, una miscela di vari acidi tra cui l’acido clorogenico e l’acido caffeico. La caffeina, alcaloide che il Runge scoprì nel 1820, si trova oltre che nel seme anche nelle foglie della pianta di caffè, tè, cacao, cola, mate. Ecco perché in alcuni paesi si fa uso di decotti del fogliame torrefatto. Una tazzina di caffè contiene circa 5 cg. di caffeina e la sua azione eccitante, che si protrae da una a due ore dopo averla bevuta, agendo sul sistema nervoso cerebro-spinale, provoca un risveglio delle facoltà mentali, allontana la sonnolenza, la noia, la stanchezza, gli stati depressivi, potenzia le capacità della memoria, dell’apprendimento, dell’intuizione e della concen- Caffè & curiosità Bere un buon caffè è un rito compiuto quotidianamente da milioni di persone. Dalla Ekaf, che ringraziamo, riceviamo una serie di curiosità e consigli per chi ama questo meraviglioso prodotto: • I chicchi di caffè necessari per una dose di 6,5/7 grammi sono circa 50. • Dopo l’apertura, la confezione di caffè deve essere travasata in un vasetto di vetro e conservata in frigorifero per mantenerne più a lungo aroma e caratteristiche. • Le piccole macchie di caffè sugli abiti si eliminano “tamponando” con un panno bianco imbevuto di acqua ossigenata. • I vantaggi che una tazzina di caffè offre durante la giornata sono diversi e dipendono dal momento in cui la si degusta: - al mattino il caffè agisce soprattutto sui reni, facilitando la formazione l’eliminazione delle sostanze di rifiuto dell’organismo - dopo pranzo un buon caffè è utile per favorire la digestione - durante il pomeriggio contrasta la sonnolenza - la sera, agendo sui centri cerebrali, attiva la fantasia, l’immaginazione e l’associazione d’idee. • Per i fantasiosi napoletani il caffè diventa anche un gesto di solidarietà: chi è meno abbiente può trovare al bar del rione un caffè “in sospeso”, pagato da un’altra persona. Un altro detto vuole che il caffè sia bevuto “imprecando”, cioè bollente. • Ma la frase che meglio identifica il caffè in tutte le sue caratteristiche è quella del filosofo russo Bakunin che lo ha definito “Nero come la notte, caldo come l’inferno, dolce come l’amore”. ep presidente: Carlo Perrone amministratore delegato: Cesare Brivio Sforza direttore responsabile: Antonio Di Rosa condirettore: Luciano Angelini progetto editoriale: Gualtiero Schiaffino cura redazionale e impaginazione: Emanuela Profumo cartoon: Skiaffino foto: archivi Assocaf, Feguagiskia’Studios hanno collaborato: Assocaf, Luca De Santis, Enrica Guidotti,Virgilio Pronzati, Giovanna Riccobaldi stampato da: SAN BIAGIO STAMPA spa v. al Santuario N.S. della Guardia,45 tel. 010.7231711 - fax 010.7231740 trazione, facilita la percezione degli stimoli sensoriali, attenua le cefalee e le emicranie in genere. La sua azione benefica arriva anche al cuore, perciò nella farmacoterapia essa è usata come cardiotonico. Inoltre, la caffeina potenzia il tono arterioso, senza alterare la pressione, migliorando anche la circolazione delle coronarie. Il caffè stimola inoltre i nervi vasomotori e dunque facilita la digestione. Ecco perché il caffè, oltre che bevanda energetica nel risveglio mattutino, è utile al pranzo e alla cena, in quanto agisce sulle pareti dello stomaco, favorendo la secrezione dei succhi gastrici, avviando e migliorando il processo digestivo. 7