politiche retributive
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\\s2 \\Sbs1\odm\Clienti\Dal mine\ RAPPORTO SULLE POLITICHE RETRIBUTIVE 1 1 Rapporto sulle Politiche Retributive INDICE Introduzione……………………………………………………………………………………….… pag 2 Metodologia e campione osservato .…………………………………………………………… pag 12 CAPITOLO 1: LE POLITICHE RETRIBUTIVE…………………………………………………… pag 17 1.1 Introduzione ………………………………………………………………………………… pag 18 1.2 Il modello di riferimento e lo schema di indagine ……………………………….…. pag 19 1.3 Analisi complessiva dei dati ……………………….………………………………….…. pag 21 Retribuzione fissa ed incrementi retributivi…………….………………….….……. pag 21 Retribuzione variabile…………………………………...………………………………. pag 30 La gestione delle politiche retributive…………………………………………...…… pag 39 La valutazione della politica retributiva e sfide future…..………………………... pag 40 1.4 Analisi dei dati per dimensione aziendale..……………………………………………. pag 46 Retribuzione fissa ed incrementi retributivi…………….………………….….……. pag 46 Retribuzione variabile…………………………………...………………………………. pag 53 La gestione delle politiche retributive…………………………………………...…… pag 57 La valutazione della politica retributiva e sfide future…..………………………... pag 59 CAPITOLO 2: LE SCHEDE DI ANALISI ………………………………………………………… pag 66 2.1 I risultati delle schede di analisi….……………………………………………………… pag 67 2.2 Come leggere le schede………..….……………………………………………………… pag 75 Allegato: Tabelle di analisi…..……..…………………………………………………………. pag 117 INDICE DETTAGLIATO DELLE SCHEDE DI ANALISI Commercio turismo e comunicaz. Pag.81 Settore Industria Pag.85 Società di servizi Nord Est Pag.93 Pag.97 Area geografica Nord Ovest Centro Sud e Isole Pag.97 I Pag.101 Internazionalizzazione Senza Divisione Azienda sedi italiana di con estere multinazi. almeno estera una sede estera Pag.105 Pag.109 Pag.113 INTRODUZIONE E CAMPIONE Rapporto sulle Politiche Retributive INTRODUZIONE Il livello di internazionalizzazione specie verso i mercati emergenti e la pressione competitiva spingono le organizzazioni a sempre una maggiore attenzione ai costi, anche nella gestione delle risorse umane. Tuttavia il capitale umano costituisce uno degli asset fondamentali a disposizione delle aziende per raggiungere i risultati di business: oggi in particolare, per poter valorizzare le core competence aziendali occorre trattenere i talenti ed attrarne di nuovi, puntare sullo sviluppo e sul riconoscimento delle risorse. In questo contesto, le politiche e le scelte retributive (o politiche di total reward) costituiscono un elemento fondamentale per la gestione delle risorse umane. Si tratta infatti di quella serie di scelte che sono volte ad allineare l’operato delle persone con le priorità strategiche dell’azienda e con gli obiettivi delle unità funzionali a cui appartengono. Inoltre, al di là degli aspetti puramente economici che ovviamente indirizzano le azioni dei lavoratori, la politica retributiva contribuisce in modo significativo a trasferire messaggi in relazione alla strategia e alle politiche aziendali sia a livello di business sia a livello di gestione del personale. L’oggetto dell’indagine del Rapporto Politiche Retributive è illustrato in figura 1. Le priorità strategiche per le Risorse Umane vengono impostate in relazione alle priorità di business dell’azienda. Analogamente, per perseguire tali strategie HR (Risorse Umane), le leve riferite alla politica retributiva sono un elemento chiave, che contribuiscono a raggiungere le prestazioni HR (HR performance) e di conseguenza le business performances. Di contro, attraverso il controllo delle prestazioni (sia a livello HR sia a livello di business) è possibile valutare quanto questo processo sia stato messo in atto in modo efficace. Figura 1: il focus dell’indagine L’analisi oggetto del Rapporto si concentra su due elementi fondamentali: 1. da un lato quali sono le politiche retributive adottate dalle aziende con particolare riferimento a quali sono le leve (o i mix di leve) adottati, come essi vengono gestiti nell’organizzazione e per quali gruppi (o cluster) organizzativi; 2 Rapporto sulle Politiche Retributive 2. dall’altro quali sono gli obiettivi che le aziende si pongono in fase di definizione della politica retributiva, ovvero quali sono le priorità strategiche associate alle varie scelte di politica retributiva. A partire da questo modello, occorre puntualizzare alcuni elementi importanti: 1. Innanzitutto cosa si intende per politica retributiva e come essa viene analizzata in questo Rapporto. Come illustrato in figura 1 per politica retributiva si intendono principalmente tre fattori: a. Quali leve l’azienda decide di adottare per retribuire i propri lavoratori. b. Come tali leve vengono gestite, in termini di: i. modalità di revisione della retribuzione. Per la retribuzione fissa la periodicità degli incrementi e la relativa entità; per la retribuzione variabile in particolare il valore del variabile stesso e la tipologia di leva adottata; ii. modalità con cui vengono stabiliti i livelli retributivi in azienda (quali sono le fonti informative a cui l’azienda si rivolge); iii. modalità organizzative di attuazione delle politiche retributive in termini per esempio di ownership (direzione aziendale o capi diretti) o di modalità di comunicazione ai lavoratori. c. Per quali cluster organizzativi vengono adottate: si intende comprendere la “portata” della politica retributiva, ovvero a quali categorie professionali essa viene applicata e come. Figura 2: il modello di Total Reward 2. In secondo luogo occorre effettivamente chiarire che cosa si intende per leva retributiva. Quando si parla di leve retributive si fa riferimento al modello di total reward (figura 2). La retribuzione può essere scomposta in una serie di elementi chiave, che vanno al di là del solo aspetto monetario: la retribuzione fissa (o retribuzione di base), la retribuzione variabile che include tutte le variabili di retribuzione che vanno al di là della retribuzione di base. Esse possono essere legate alla valutazione o ai risultati o ad esempio allo straordinario. Aspetti non monetari sono i benefit, che rispondono all’opportunità dell’azienda di favorire l’work 3 Rapporto sulle Politiche Retributive life balance dell’individuo, e l’ambiente di lavoro che include tutte le variabili intangibili che consentono di migliorare le condizioni lavorative. Include sia variabili legate all’ambiente fisico di lavoro, sia elementi correlati alla visibilità e al riconoscimento nell’organizzazione. In questa indagine si porrà principalmente attenzione alle politiche relative alla retribuzione fissa e alla retribuzione variabile. 3. Infine, nel modello in figura 1 si evidenzia come la scelta della politica retributiva debba tenere in considerazione anche una serie di fattori parzialmente indipendenti dal processo decisionale della Direzione Risorse Umane: la presenza di vincoli economici , il mercato del lavoro e la cultura organizzativa e manageriale, Il Rapporto è strutturato in tre sezioni principali: - La descrizione metodologia e del campione, contenuta nella parte introduttiva del Rapporto; - Il capitolo 1, che analizza in dettaglio i risultati raccolti nella survey. Vengono affrontate due tipologie di analisi: l’analisi complessiva del campione, che consente anche di correlare le risposte fornite a domande differenti e l’analisi per dimensione aziendale, dove il campione viene disaggregato per dimensione per individuare eventuali comportamenti peculiari delle aziende di una data dimensione. - Il capitolo 2, che invece raccoglie i risultati riferiti ad altre segmentazioni del campione (per area geografica, per settore, per livello di internazionalizzazione). Le schede sono precedute da una breve descrizione dei principali risultati. Per semplicità di esposizione, i risultati dell’indagine verranno illustrati seguendo lo schema seguente: 1. RETRIBUZIONE FISSA ED INCREMENTI RETRIBUTIVI: in questa sezione sono approfondite le politiche retributive delle aziende coinvolte in termini di scelte relative alla retribuzione fissa e al suo processo di gestione. In particolare si analizzano le policy in termini di incrementi (periodicità, entità, diffusione nell’organizzazione). Inoltre sono illustrate le principali fonti utilizzate per determinare i livelli retributivi. 2. RETRIBUZIONE VARIABILE: in questa sezione vengono approfondite le scelte relative alla leva variabile, con particolare riferimento a quale metodologia viene operativamente adottata e di quale entità. 3. GESTIONE POLITICHE RETRIBUTIVE: in questa sezione viene analizzato chi nell’organizzazione presidia le scelte di politica retributiva e come viene impostato il processo di comunicazione. 4. VALUTAZIONE E SFIDE FUTURE: in quest’ultima sezione vengono approfondite le priorità strategiche attuali e prospettiche delle aziende e le leve su cui si intende investire. Questa analisi consente di valutare congiuntamente leve e strategie e comprendere come le aziende impostano le proprie politiche retributive. I risultati principali dell’indagine sono descritti nella sezione successiva. ANALISI COMPLESSIVA DEL CAMPIONE Retribuzione fissa ed incrementi retributivi: - Gli incrementi nel 2007 sono conferiti da circa la metà della aziende a tutte le categorie professionali. Leggermente più elevata la percentuale che ha previsto incrementi per gli impiegati, leggermente inferiore quella per gli operai. - Gli incrementi nel 2008 sono previsti in media da un terzo delle aziende: leggermente superiore (circa 40%) la percentuale di aziende che hanno già previsto un incremento per gli 4 Rapporto sulle Politiche Retributive - impiegati, leggermente inferiore (circa 28%) quella che ha previsto un incremento per gli operai. Entità degli incrementi: Incrementi superiori per i dirigenti e decrescenti al diminuire del livello organizzativo. Gli incrementi nel 2008 sono inferiori rispetto al 2007. Le aziende tendono a mantenere nel 2008 la stessa scelta fatta nel 2007 in termini di incrementi retributivi: la maggior parte dei lavoratori che non ha ottenuto un incremento nel 2007 sembra non ottenerlo anche nel 2008. I dirigenti e quadri che non hanno ottenuto incrementi nel 2007 ma che presumibilmente l’otterranno nel 2008, avranno incrementi di entità superiore (rispetto a coloro che li hanno avuti nel 2007). Questo non accade per impiegati ed operai. Le aziende che nel 2007 hanno conferito incrementi a impiegati e operai e che nel 2008 non li prevedono, applicano la stessa politica anche a dirigenti e quadri (che quindi vedono azzerati i propri incrementi). Criterio generale per la politica di retribuzione fissa: risultati aziendali, contratto aziendale, indagini di benchmarking retributivo esterno. Periodicità di revisione: principalmente annuale. Unica eccezione sono gli operai, dove una quota significativa di imprese tende a rivedere la retribuzione fissa su richiesta. I criteri di assegnazione degli incrementi individuali: i risultati del lavoratore, seguito da sistema di valutazioni formale. Quest’ultima è meno importante per gli operai, mentre acquista rilevanza l’esperienza del lavoratore. Retribuzione variabile - Leve principali: o Dirigenti: l’incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali (57,1%) o ad obiettivi aziendali (49,7%). o Quadri: incentivazione collegata ad obiettivi individuali (55,5%) o ad obiettivi aziendali (39,3%). o Impiegati: premi collettivi, seguita dall’incentivazione collegata ad obiettivi individuali (33,5%) e dal bonus/gratifica (29,8%). Operai: premi collettivi con contratto aziendale (circa il 60%), seguito dal bonus/gratifica (25%). Circa il 20% adotta solo stipendio fisso. Mix di leve : o - - o Dirigenti: mix sistema formalizzato basato su obiettivi individuali e aziendali. In alcuni casi anche obiettivi di team. o Quadri: a) premi collettivi per premiare i quadri, associati a obiettivi individuali e/o associati a bonus gratifiche; b) obiettivi aziendali a cui sono associati obiettivi individuali e/o obiettivi di gruppo. o Impiegati: a) premi collettivi, associato all’utilizzo del bonus/gratifica e/o, in meno casi, associato a sistemi basati su obiettivi individuali b) obiettivi aziendali associato anche ad obiettivi individuali e/o di gruppo. o Operai: premi collettivi affiancata in alcuni casi all’utilizzo del bonus. Utilizzo delle leve nell’organizzazione: o Bonus/gratifica: le aziende che utilizzano il bonus per i dirigenti, tendono a farlo in gran parte anche per i quadri, mentre solo parzialmente usano la stessa politica anche per impiegati ed operai. Per impiegati ed operai queste aziende tendono ad utilizzare il premio di risultato come unica leva variabile. o Le aziende che adottano questa leva per impiegati ed operai, tendono ad utilizzarla anche per i quadri, mentre per i dirigenti ci si orienta verso sistemi basati su obiettivi individuali. 5 Rapporto sulle Politiche Retributive o - Sistemi formalizzati legati ad obiettivi individuali: Dirigenti e quadri sono trattati rispetto a questa leva in modo abbastanza omogeneo. Circa il 50% di tali aziende tende ad utilizzarla anche per gli impiegati. Valore del variabile: o Dirigenti: maggioranza delle imprese tra il 10% e 20%. o Quadri, maggioranza delle imprese tra il 5% e 15%. o Impiegati ed operai: la quota variabile si assesta al massimo al 10%. Gestione delle politiche retributive - In gran parte del campione la linea possiede un livello di delega significativo. Esiste tuttavia una quota di aziende (circa il 20%) dove il vertice comunque mantiene un livello di controllo importante. - Per quanto riguarda invece le modalità di comunicazione del pacchetto retributivo, in circa il 20% dei casi la politica retributiva non viene comunicata. Nel 35,1% dei casi, tuttavia, le aziende dichiarano che la Direzione del personale è a disposizione di eventuali richieste dei dipendenti. Nel 31,4% poi è indicato il ruolo dei capi diretti. Valutazione e sfide future - Le dimensioni principali sulle quali la politica retributiva è valutata sono la soddisfazione del dipendente (47,6%) e gli effetti finanziari (46,1%). - Le priorità in termini di gestione delle risorse umane più frequenti sono premiare il contributo dei singoli, trattenere i talenti e ridurre il turnover e mantenere sotto controllo il costo del lavoro. In termini prospettici, tuttavia sembra divenire sempre più critica la capacità delle aziende di attrarre i talenti. - In termini di leve di politica retributiva, le leve che ricoprono maggiore importanza oggi sono retribuzione variabile (57,6%), formazione e sviluppo (46,1%) e retribuzione fissa (35,1%). In termini prospettici però la situazione sembra un po’ diversa: la leva del variabile sembra sempre molto significativa, segnalata da quasi il 60% delle aziende, così come la formazione e sviluppo. Acquistano però molti più punti l’ambiente lavorativo (indicato da oltre il 35% delle aziende) e la capacità di sviluppare percorsi di carriera formalizzati (31,4%) - Rispetto alle leve da adottare nelle varie strategie, i principali risultati sono evidenziati in figura III: Figura III: leve retributive e strategie HR Strategia Attrarre i talenti Leva prevalente Retribuzione fissa e Retribuzione variabile formalizzata Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e Sviluppo Retribuzione variabile formalizzata, Formazione e Premiare il contributo dei singoli Sviluppo (Bonus/gratifiche e retribuzione fissa presentano valori significativi) Mantenere sotto controllo il Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e costo del lavoro Sviluppo e Retribuzione Fissa Correlare il sistema di Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e incentivazione ai processi Sviluppo e Bonus una tantum Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e Sviluppare imprenditorialità Sviluppo Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e Migliorare l’ambiente lavorativo Sviluppo Trattenere i talenti 6 Rapporto sulle Politiche Retributive ANALISI PER DIMENSIONE AZIENDALE Retribuzione fissa ed incrementi retributivi: - Incrementi 2007: Per ogni categoria professionale al crescere della dimensione aziendale cresce la percentuale di aziende che ha previsto nel 2007 incrementi retributivi. Nel caso di dirigenti e quadri la percentuale delle grandi imprese è circa il triplo delle piccole. - Incrementi 2008: Per dirigenti e quadri il numero di grandi imprese che prevede incrementi retributivi è molto più significativo rispetto alle medie e piccole imprese. Nel caso di impiegati e operai la situazione vede le aziende meno distanti: per gli impiegati una percentuale maggiore di medie e piccole prevede incrementi; per gli operai invece anche le grandi sono meno propense a prevedere incrementi. - Entità dell’incremento: Le piccole imprese sono quelle in cui generalmente l’entità dell’incremento è più significativa. Relativamente alla variazione dell’incremento dal 2007 al 2008: nella piccola l’incremento è crescente per tutte le categorie professionali; per la media l’incremento è positivo solo per i dirigenti; per la grande l’incremento tende a diminuire nei due anni per tutte le categorie. - Criterio generale per la politica di retribuzione fissa: Piccola impresa: risultati aziendali, sistemi di pesatura delle posizioni, contratto aziendale. Media impresa: risultati aziendali, contratto aziendale, indagini di benchmarking esterno. Grande impresa: indagini di benchmarking esterno, trend di mercato/settore, risultati aziendali. - Periodicità di revisione della retribuzione fissa: Generalmente annuale per dirigenti, quadri e impiegati per tutte le dimensioni di impresa. Tuttavia la percentuale di aziende che prevede gli incrementi annuali decresce con la dimensione aziendale. Cresce invece la percentuale di incrementi su richiesta. Per gli operai della piccola impresa gli incrementi sono principalmente su richiesta. - Criterio di valutazione degli incrementi individuali: I criteri principali sono i risultati del lavoratore per tutte le categorie. Nella piccola impresa assume rilevanza l’esperienza del lavoratore, nella media i sistemi di valutazione formali. Retribuzione variabile - Leve variabili: Grande impresa: orientamento verso l’utilizzo di sistemi formalizzati basati su obiettivi individuali e aziendali per i dirigenti. Per le altre categorie si pone attenzione a sistemi prevalentemente basati su obiettivi individuali e su premi collettivi. Unica eccezione sono gli operai, dove, a fianco dei premi collettivi si adotta ancora in modo significativo il bonus. Media impresa: il modello è simile alla grande impresa. Tuttavia, la retribuzione variabile per quadri segue una struttura simile a quella dei dirigenti (obiettivi individuali e aziendali); inoltre vi è un utilizzo più significativo della leva del bonus (anche per i dirigenti). Piccola impresa: non sembra evidente un approccio particolare: per i dirigenti alcune aziende stanno impostando dei sistemi formalizzati, che vengono estesi anche a quadri e impiegati. L’utilizzo del bonus è comunque sempre significativo Gestione delle politiche retributive - Nella piccola impresa circa un terzo del campione prevede la gestione diretta delle politiche retributive da parte del vertice aziendale, mentre per un altro terzo le aziende dichiarano di garantire sufficiente delega alla linea nella gestione. Nella media e grande impresa il livello di delega aumenta: il 58% delle medie imprese dichiara che esiste abbastanza delega e il 27% addirittura molta delega; nel caso delle grandi imprese solo il 4% afferma che è il vertice a decidere, mentre oltre il 90% delle imprese afferma che esiste delega. - Relativamente alla comunicazione delle politiche retributive quasi il 30% delle piccole imprese non fornisce alcuna comunicazione. Tale quota diventa il 12% nel caso delle grandi. Circa il 30% di piccole e medie imprese comunque prevede di valorizzare il ruolo dei capi diretti nella comunicazione delle politiche retributive. Tale percentuale cresce al 40% nel caso delle grandi. L’Intranet diventa un canale rilevante solo per la grande impresa. 7 Rapporto sulle Politiche Retributive Valutazione e sfide future - Relativamente alle priorità strategiche in area HR, le strategie principali sono le stesse indipendentemente dalla dimensione aziendale: trattenere i talenti, premiare il contributo dei singoli e mantenere sotto controllo il costo del lavoro. La priorità nei prossimi anni invece potrà riguardare anche la capacità di attrarre talenti. Nel caso di media e grande impresa divengono prioritarie anche la capacità di comunicare meglio la propria politica retributiva e, soprattutto per la grande lo sviluppo dell’imprenditorialità e il miglioramento del clima lavorativo. - Per quanto riguarda l’utilizzo delle leve per le aziende di dimensione diversa, si possono riassumere i risultati in figura IV Figura IV: leve retributive, strategie HR e dimensione aziendale Strategia HR Piccola Impresa Media Impresa Grande Impresa Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione Trattenere i talenti e ridurre il formalizzati formalizzati formalizzati turnover Premiare il contributo dei singoli Retribuzione fissa Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione formalizzati formalizzati Retribuzione fissa Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Retribuzione fissa Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Bonus Bonus Retribuzione fissa Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione formalizzati formalizzati formalizzati Mantenere sotto controllo il costo del lavoro Retribuzione fissa Retribuzione fissa Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione sistemi di incentivazione formalizzati formalizzati formalizzati Attrarre Talenti Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Ambiente lavorativo Ambiente lavorativo Benefit ANALISI PER SETTORE - - Sia per il 2007 che per il 2008 l’industria è il settore che registra le percentuali più alte di aziende che hanno pianificato un incremento del costo del lavoro (a parità di dipendenti) al di là delle variazioni previste dal contratto nazionale, per ogni categoria professionale; all’estremo opposto si colloca la società di servizi. Relativamente all’entità media dell’incremento del costo del lavoro nel 2007, emerge che per dirigenti e quadri la società di servizi registra i valori maggiori (5,3 e 5,2% rispettivamente). 8 Rapporto sulle Politiche Retributive In tutti i settori considerati, i risultati aziendali (margini, fatturato, etc…), risultano il criterio più frequentemente utilizzato per determinare l’incremento del costo del lavoro (al di là del contratto nazionale); seguono il trend di mercato/settore sia per il commercio e turismo e comunicazione che per la società di servizi mentre per l’industria è il contratto aziendale. Relativamente ai dirigenti, la percentuale maggiore di aziende che hanno un sistema retributivo basato unicamente sulla retribuzione fissa compete all’industria (10,8%); in riferimento alle altre categorie di inquadramento le percentuali più alte spettano al commercio e turismo e comunicazione: 12,1% per i quadri, 15,2% per gli impiegati e 46,7% per gli operai. Nel commercio e turismo e comunicazione e nella società di servizi il sistema di incentivazione collegato ad obiettivi individuali è la tipologia di retribuzione variabile più diffusa per dirigenti, quadri ed impiegati; le percentuali maggiori si registrano nel commercio e turismo (72,7%, 69,7% e 54,4%). Il settore dell’industria si differenzia dagli altri due solo in riferimento agli impiegati, per i quali il tipo di retribuzione variabile più diffuso è rappresentato dai premi collettivi con contratto aziendale (il 62,7% delle aziende industriali ha indicato di distribuire agli impiegati questo tipo di retribuzione variabile). Il settore che registra la percentuale di aziende più alta in corrispondenza dell’affermazione di una forte delega nella gestione delle politiche retributive, è quello del commercio (39,4% contro il 31,4 ed il 25,8% di industria e società di servizi rispettivamente). Il 42,2% ed il 33,3 % delle aziende dell’industria e del commercio e turismo e comunicazione rispettivamente, lamentano l’assenza di comunicazione formale nella comunicazione dell’entità e della composizione del pacchetto retributivo ai dipendenti. Le strategie più importanti oggi sono: o Commercio e turismo e comunicazione: Trattenere i migliori talenti e ridurre il turnover; mantenere sotto controllo il costo del lavoro (60,6%) o Industria e Società di servizi: Premiare il contributo dei singoli (55,9% e 61,3% rispettivamente) Le leve più importanti oggi sono per tutti i settori retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati. - - - - - - ANALISI PER LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA - - - Sia per il 2007 che per il 2008 il nord ovest è l’area territoriale che registra le percentuali più alte di aziende che hanno previsto un incremento del costo del lavoro al di là delle variazioni previste dal contratto nazionale (a parità di numero di dipendenti), per dirigenti, quadri ed operai; relativamente agli impiegati tale primato spetta invece al nord est (59,3% nel 2007 e 42,6% nel 2008). Concentrandoci sull’entità media dell’incremento del costo del lavoro nel 2007, emerge che per: o i dirigenti il centro/sud registra il valore maggiore, previsto anche per il 2008; o i quadri e gli operai il nord ovest registra i valori maggiori (4,1 e 2,8% rispettivamente), confermando il primato anche nel 2008; o per gli impiegati nel nord est viene rilevato il valore maggiore (4%). Anche a livello di area territoriale i risultati aziendali (margini, fatturato, etc…), risultano il criterio più frequentemente utilizzato per determinare l’incremento del costo del lavoro (al di là del contratto nazionale). Per tutte le categorie di inquadramento, la percentuale maggiore di aziende che hanno un sistema retributivo basato unicamente sulla retribuzione fissa compete al centro/sud e isole. Nelle tre aree territoriali considerate, per dirigenti e quadri il sistema di incentivazione collegato ad obiettivi individuali è la tipologia di retribuzione variabile più diffusa; le percentuali maggiori si rilevano nel nord ovest (62,6% e 60% per dirigenti e quadri rispettivamente). Per impiegati ed operai, nelle tre localizzazioni il tipo di retribuzione 9 Rapporto sulle Politiche Retributive - variabile più diffusa sono i premi collettivi con contratto aziendale; in questo caso, le percentuali maggiori si registrano nel nord est (57,4% e 61,9% per impiegati e operai rispettivamente). La strategia più importante oggi in tutte le aree territoriali è premiare il contributo dei singoli. Per i prossimi anni, nel Nord est e al Centro sud è Attrarre i talenti (rispettivamente 37% e 54,5%), nel Nord ovest è Mantenere sotto controllo il costo del lavoro (36,5%). Le leve più importanti oggi sono per tutte le aree geografiche sono retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati. ANALISI PER GRADO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE - - - - - - Sia per il 2007 che per il 2008 le aziende italiane con almeno una sede estera in percentuale maggiore hanno previsto un incremento del costo del lavoro al di là delle variazioni previste dal contratto nazionale (a parità di numero di dipendenti), per ogni categoria professionale; all’estremo opposto ci sono le aziende italiane senza sedi all’estero. Per tutte le categorie di inquadramento le aziende italiane senza sedi all’estero registrano gli incrementi di entità maggiore; la stessa tendenza si verifica relativamente al 2008. I risultati aziendali (margini, fatturato, etc…), risultano il criterio più frequentemente utilizzato per determinare l’incremento del costo del lavoro (al di là del contratto nazionale) per le aziende italiane senza sedi all’estero (72%) e per le divisioni italiane di multinazionali estere (58,8%) mentre per le aziende italiane con almeno una sede estera i criteri più frequentemente utilizzati sono il trend di mercato/settore e le indagini di benchmarking retributivo esterno (52,4%). Per tutte le categorie di inquadramento, la percentuale maggiore di aziende che hanno un sistema retributivo basato unicamente sulla retribuzione fissa compete alle aziende italiane senza sedi all’estero. Nelle aziende italiane senza sedi all’estero e in quelle con almeno una sede estera il sistema di incentivazione collegato ad obiettivi individuali è la tipologia di retribuzione variabile più diffusa per dirigenti e quadri; le percentuali maggiori si registrano nelle aziende italiane con almeno una sede estera (81% e 76,2% per dirigenti e quadri rispettivamente). Per impiegati ed operai il tipo di retribuzione variabile più diffusa è rappresentato dai premi collettivi con contratto aziendale; come evidenziato per dirigenti e quadri, anche per queste due categorie di inquadramento, le percentuali maggiori si registrano nelle aziende italiane con almeno una sede estera (76,2% e 79% circa per impiegati ed operai rispettivamente). Nelle divisioni italiane di multinazionali estere i sistemi di incentivazione collegati ad obiettivi aziendali sono la tipologia di retribuzione variabile più diffusa in ambito dirigenziale (per il 69% circa delle aziende caratterizzate da questo livello di internazionalizzazione); relativamente ai quadri, maggiormente diffusi risultano i sistemi di incentivazione collegati ad obiettivi individuali (il 58,8% di queste aziende ha indicato di possedere tale tipologia di retribuzione variabile). Fra gli impiegati e gli operai, anche per questo livello di internazionalizzazione, i premi collettivi con contratto aziendale registrano le percentuali di diffusione più elevate (46% circa per gli impiegati e 68% circa per gli operai). Le aziende italiane con almeno una sede estera sono quelle dove c’è maggiore delega da parte del vertice nella gestione delle politiche retributive in azienda (52,4% di tali aziende ha dichiarato una forte delega da parte del vertice contro il 22% delle aziende italiane senza sedi all’estero e il 37% circa delle divisioni italiane di multinazionali estere). Il 38,2% ed il 47,6% delle divisioni italiane di multinazionali estere e delle aziende italiane con almeno una sede estera rispettivamente, affermano che tutta la comunicazione in materia retributiva è delegata ai capi diretti. Il 41% delle aziende italiane senza sedi all’estero lamenta invece l’assenza di comunicazione formale da parte dell’organizzazione sia dell’entità che della composizione del pacchetto retributivo ai dipendenti. Le modalità utilizzate più frequentemente dall’organizzazione nella valutazione dell’efficacia della politica retributiva sono: 10 Rapporto sulle Politiche Retributive nelle aziende italiane senza sedi all’estero: la valutazione degli effetti finanziari e la soddisfazione dei dipendenti (44%); o nelle divisioni italiane di multinazionali estere: la valutazione della soddisfazione dei dipendenti (54,4%); o nelle aziende italiane con almeno una sede estera: la valutazione dell’impatto sulla performance dei processi interni e la valutazione della soddisfazione dei dipendenti (47,6%). La strategia più importante oggi per le in tutte le Azienda italiana senza sedi all’estero e per le Divisioni italiana di multinazionali estere è aree territoriali premiare il contributo dei singoli. Per le Aziende italiane con almeno una sede estera è Trattenere i migliori talenti e ridurre il turnover (66,7%). Le leve più importanti oggi sono per tutte le categorie di aziende sono retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati. o - - 11 Rapporto sulle Politiche Retributive METODOLOGIA E CAMPIONE OSSERVATO La Survey è stata realizzata tra Ottobre e Novembre 2007 utilizzando una metodologia Web-based OD&M. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare varie informazioni relative alle politiche di gestione della retribuzione fissa e variabile, al processo di gestione ed alle sfide prioritarie in tema di politiche retributive. Hanno risposto 189 aziende così suddivise: DIMENSIONE 1 AZIENDALE ( ) Piccola Azienda Media Azienda Grande Azienda N.A. Totale (1) Grande 13% Numero di aziende 68 90 25 6 189 Piccola 36% per i criteri di attribuzione della classe dimensionale si veda pag. 13 Media 48% Centro 9% AREA TERRITORIALE Nord est Nord ovest Centro Sud e isole Totale Numero di aziende 54 113 17 5 189 DIMENSIONE MULTINAZIONALE Azienda italiana senza sedi all’estero Divisione italiana di una multinazionale estera Azienda italiana con almeno una sede estera Totale Numero di aziende N.A. 3% Sud e isole 3% Nord est 29% Nord ovest 59% Azienda italiana con alm eno una sede estera 12% 98 Divisione italiana di una multinazio nale estera 36% 68 23 189 12 Azienda italiana senza sedi all'estero 52% Rapporto sulle Politiche Retributive SETTORE DI ANALISI Commercio e Turismo e Comunicazione Industria Società di servizi 2 Altri settori ( ) Totale A lt ri s e t t o ri 13 % Numero di aziende 33 C o m m e rc io e T uris m o e C o m unic a zi o ne 17 % S o c ie t à di s e rv izi 16 % 101 30 25 189 Indus t ria 54% (2) Negli Altri settori sono inclusi: “Credito e assicurazioni”, “Edilizia”, “Sanità”, “Trasporti”, “Energia elettrica gas e acqua”, “Agricoltura/allevamento e ambiente” e “Studi professionali”. L’attribuzione della classe dimensionale è frutto della combinazione tra fatturato e numero di dipendenti, secondo lo schema riportato nella tavola. Fatturato 0 - 500 mila € 0,5 - 5 milioni € 5 - 15 milioni € 15 - 30 milioni € P P P P 10 - 50 P P P M M 50 - 100 P P P M M P P M M M M 250 - 500 M M M G 500 - 1000 M M M G M G G Dipendenti 0 - 10 100 - 250 30 - 50 milioni € > 1000 "P" = Piccola azienda "M" = Media azienda 13 50 - 250 250 - 500 milioni € milioni € "G" = Grande azienda > 500 milioni € Rapporto sulle Politiche Retributive Lista aziende che hanno partecipato alla survey1 ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO S.p.A. ACSM S.p.A. ALCEA S.r.l. CLARIANT ITALIA S.p.A. COATS CUCIRINI S.r.l. COLOPLAST S.p.A. AMC ITALIA - ALFA METALCRAFT CORPORATION S.p.A. AMIU GENOVA S.p.A. COLORIFICIO SAN MARCO S.p.A. CONCERTO FINE ITALIAN HOTELS AMWAY ITALIA S.r.l. ANDREA POLETTI & ASSOCIATI S.r.l. CRIPPA S.p.A. DAIHATSU ITALIA S.r.l. ARCOM S.r.l. ARIMAR S.p.A. DE LORENZIS NEW LINE S.r.l. DELTAS S.p.A. ASKOLL HOLDING S.r.l. ASM S.p.A. DET NORSKE VERITAS ITALIA S.r.l. DIAGEO ITALIA S.p.A. ASTRA TECH S.p.A. ATENA WEB S.p.A. DTM S.r.l. E-CARE S.p.A. AUTOMHA S.r.l. AVIO S.p.A. EDITORI PER LA FINANZA S.p.A. EL.MO. S.p.A. BARLOCCO S.p.A. – MELABLU – TRE.BI S.p.A. BENETTON GROUP S.p.A. BENIGNO ROBERTO (Persona fisica) BREDAMENARINIBUS S.p.A. ELECTRA ITALIA S.p.A. ERM ITALIA S.p.A. ERMENEGILDO ZEGNA HOLDITALIA S.p.A. – GRUPPO ERMENEGILDO ZEGNA S.p.A ESA ELETTRONICA S.p.A. BRESCIA MOBILITA' S.p.A. BRIDGESTONE ITALIA S.p.A. ESRI ITALIA S.p.A. EURAND INTERNATIONAL S.p.A. BUCCHI S.r.l. BYNESS S.r.l. F.I.P. S.p.A. FEMIMODE ITALIA S.r.l. C.I.P.A.C. S.p.A. CALZATURIFICIO PETRA S.p.A. FENICE S.p.A. FERRERO S.p.A. CALZATURIFICIO S.C.A.R.P.A. S.p.A. CANDIA ITALIA S.p.A. FERRO ITALIA S.r.l. FHPDI R. FREUDENBERG S.a.s. CARLSBERG ITALIA S.p.A. FIAM UTENSILI PNEUMATICI S.p.A. CAVALIERI TRASPORTI S.p.A. CAVANI CO.MO TER S.r.l. CEFRIEL - S.Cons.r.l. CERFORM – Associazione riconosciuta per la formazione professionale FIAT AUTO S.p.A. FLOWSERVE S.p.A. FOGAZZI S.r.l. CEVA AUTOMOTIVE LOGISTICS ITALIA S.r.l. CEVA LOGISTICS ITALIA S.r.l. FPT INDUSTRIE S.p.A. FRAMESI S.p.A. CHEP ITALIA S.r.l. CHIESI FARMACEUTICI S.p.A. FUJITSU SERVICES S.p.A. GAIOTTO AUTOMATION S.p.A. CI.R.A S.p.A. CIR FOOD S.C. GEASAR AEROPORTO OLBIA SMERALDA S.p.A. GEBERIT PRODUZIONE S.p.A. FOSBER S.p.A. 1 In tre casi, unità operative diverse di una stessa azienda hanno risposto al questionario; in due casi il nome dell’azienda non è stato indicato. 14 Rapporto sulle Politiche Retributive GENERAL ELECTRIC INTERNATIONAL INC. GENESI S.r.l. GIR PROMOMARKETING S.r.l. OMRON ELECTRONICS S.p.A. OTTO BOCK ITALIA S.r.l. PAGINE ITALIA S.p.A. – PAGINE UTILI GKN FAD S.p.A. PARMALAT S.p.A. GLOBAL SHARED SERVICES S.r.l. – ERNST & YOUNG S.p.A. PHILIPS S.p.A. GRANDI NAVI VELOCI S.p.A. GRUPPO CIFA S.p.A. PONTI RADIO PR S.p.A. PORTA F.LLI S.p.A. RUBINETTERIE GRUPPO PIAZZETTA S.p.A. GRUPPO TAMPIERI S.p.A. PRAXI S.p.A. PRO ITER S.r.l. HAYES LEMMERZ S.r.l. HEXION SPECIALTY CHEMICALS ITALIA S.p.A. PROEL S.p.A. PUBLITALIA 80 CONCESSIONARIA PUBBLICITA’ S.p.A. HOLDING DEI GIOCHI S.p.A – GIOCHI PREZIOSI S.p.A. IBEA S.p.A. RESI INFORMATICA S.p.A. RFI RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A. IBI - ISTITUTO BIOCHIMICO ITALIANO G.L. S.p.A. IGMI S.p.A. RISOLTA S.r.l. RIVIT S.r.l. IHI CHARGING SYSTEM INTERNATIONAL S.p.A. INAZ S.r.l. ROHDE SCHWARZ ITALIA S.p.A. ROHM AND HAAS ITALIA S.r.l. INDUSTRIA METALLI S.r.l. INFINEUM ITALIA S.r.l. RYKO ITALIA S.r.l. S.A.G. CENTRO TECNOLOGICO ITALIANO S.p.A. S.A.T.E. - SYSTEMS AND ADVANCED TECHNOLOGIES ENGINEERING S.r.l. S.I.MO S.r.l. INFOCAMERE S.c.p.A. INFORMATICA TRENTINA S.p.A. INFRACOM IT S.p.A. SAIM S.p.A. SAN GIUSEPPE PRO.FIN S.r.l. - GRUPPO SAN GIOVANNI SANDOZ INDUSTRIAL PRODUCTS S.p.A. INTICOM S.p.A. INVATEC S.r.l. ITALFONDIARIO S.p.A. IVECO S.p.A. IVOCLAR VIVADENT GMBH & CO KG – IVOCLAR VIVADENT S.r.l. & C. S.a.s. JAKALA PROMOPLAN S.p.A. SANDVIK STEEL ITALIA S.p.A. SAPA PROFILI S.r.l. KOMATSU UTILITY EUROPE S.p.A. LA SPEZIA CONTAINER TERMINAL S.p.A. SAVIO MACCHINE TESSILI S.p.A. SEBIA ITALIA S.r.l. LAMBDA S.r.l. LANFRANCHI S.r.l. SECO TOOLS ITALIA S.p.A. SHL ITALIA S.r.l. LAVORINT RISORSE S.p.A. LEAR CORPORATION ITALIA S.r.l. SIDI TECNOMATICA S.r.l. SIG COMBIBLOC S.r.l. LECHLER S.p.A. LICOM SYSTEMS S.r.l. SILCA S.p.A. SILVERSTAR S.r.l. MANULI RUBBER INDUSTRIES S.p.A. MICROSYSTEMS S.r.l. SINTESIS S.r.l. – AMBIENTE SICUREZZA QUALITA’ SMC ITALIA S.p.A. MONTENEGRO S.r.l. NEXXT S.p.A. SMIT S.p.A. SOFTER S.p.A. NITAL S.p.A. NOEMALIFE S.p.A. SOMEC S.p.A. SPICERS LIMITED BRANCH NSM S.p.A. NUNCAS ITALIA – Romani Gianluca (Persona fisica) NUOVO ISTITUTO ITALIANO D'ARTI GRAFICHE S.p.A. Soc. unipersonale ST MICROELECTRONICS S.r.l. SULZER CHEMTECH ITALIA S.r.l. OMB VALVES S.p.A. OMIPA S.p.A. TECNOTER S.r.l. TELEFONIA AUTOMATICA INTERNA S.r.l. 15 SAPIO PRODUZIONE IDOGENO OSSIGENO S.r.l. SAUER DANFOSS S.r.l. TECNICA S.p.A. Rapporto sulle Politiche Retributive TENARIS DALMINE S.p.A. TERME DI MONTICELLI S.p.A. VALORE S.a.s. VEDIOR LAVORO TEMPORANEO S.p.A. TERREAL ITALIA S.r.l. THE MCGRAW-HILL COMPANIES S.r.l. TSS TURIN S.r.l. – TRELLEBORG SEALING SOLUTIONS TORINO VISIANT S.p.A. WEBSCIENCE S.r.l. UGINE & ALZ ITALIA S.r.l. UNILOY MILACRON S.r.l. – EUROPEAN HEADQUARTERS WONDERWARE ITALIA S.p.A. WHIRLPOOL EUROPE S.r.l. ZANELLA 16 Rapporto sulle Nuove Forme Contrattuali CAPITOLO 1 LE POLITICHE RETRIBUTIVE 1 1 Le politiche retributive 1.1 INTRODUZIONE Il livello di internazionalizzazione specie verso i mercati emergenti e la pressione competitiva spingono le organizzazioni a sempre una maggiore attenzione ai costi, anche nella gestione delle risorse umane. D’altro canto il capitale umano costituisce uno degli asset fondamentali a disposizione delle aziende per raggiungere i risultati di business: oggi in particolare, per poter valorizzare le core competence aziendali occorre trattenere i talenti ed attrarne di nuovi, puntare sullo sviluppo e sul riconoscimento delle risorse. In questo contesto, le politiche e le scelte retributive (o politiche di total reward) costituiscono un elemento fondamentale per la gestione delle risorse umane. Si tratta infatti di quella serie di scelte che sono volte ad allineare l’operato delle persone con le priorità strategiche dell’azienda e con gli obiettivi delle unità funzionali a cui appartengono. Inoltre, al di là degli aspetti puramente economici che ovviamente indirizzano le azioni dei lavoratori, la politica retributiva contribuisce in modo significativo a trasferire messaggi in relazione alla strategia e alle politiche aziendali sia a livello di business sia a livello di gestione del personale. L’impatto delle politiche retributive sulla motivazione degli individui è emersa anche da una recente indagine OD&M (Rapporto Job Satisfaction 2007): rispetto ad un campione di circa 2000 individui, anche tra coloro che si dichiarano mediamente soddisfatti del proprio lavoro (che sono circa il 55% del campione) circa il 61% di essi lascerebbe l’azienda di appartenenza per una migliore retribuzione fissa, che costituisce quindi un forte elemento di attrazione. Ma che altre leve hanno a disposizione le aziende per attrarre o trattenere i talenti? E ancora, quali sono le strategie di Risorse Umane prevalenti oggi e quali saranno nei prossimi anni? Quali scelte di politica retributiva le organizzazioni intendono mettere in atto per far fronte a tali strategie? L’allineamento con la strategia di Risorse Umane è uno degli aspetti rilevanti affrontati in questo Rapporto. L’altra questione riguarda in modo più specifico le modalità, gli strumenti e i processi con cui le aziende oggi implementano le proprie politiche retributive. Infatti se le aziende intendono ad esempio valorizzare la parte variabile della retribuzione, non è detto che i modelli adottati siano gli stessi: da un lato gli obiettivi stessi dell’azienda, ma anche il mercato del lavoro in cui l’azienda è inserita con le sue dinamiche e con i suoi vincoli, nonché la cultura o la strutturazione dell’azienda ne influenzano l’approccio. Questo è il motivo per cui il Rapporto Politiche Retributive intende analizzare le scelte di Total Reward adottate dalle aziende italiane, cercando di evidenziarne le peculiarità in relazione alla dimensione, al settore di appartenenza, alla localizzazione geografica o al livello di internazionalizzazione. Nel paragrafo 1.2 viene illustrato il modello di riferimento dell’indagine condotta e viene specificato il focus del Rapporto. 18 Le politiche retributive 1.2 IL MODELLO DI RIFERIMENTO E LO SCHEMA DI INDAGINE L’oggetto dell’indagine del Rapporto Politiche Retributive è illustrato in figura 1. Le priorità strategiche per le Risorse Umane1 vengono impostate in relazione alle priorità di business dell’azienda. Analogamente, per perseguire tali strategie HR, le leve riferite alla politica retributiva sono un elemento chiave, che contribuiscono a raggiungere le prestazioni HR (HR performance) e di conseguenza le business performances. Di contro, attraverso il controllo delle prestazioni (sia a livello HR sia a livello di business) è possibile valutare quanto questo processo sia stato messo in atto in modo efficace. Figura 1: il focus dell’indagine L’analisi oggetto del Rapporto si concentra su due elementi fondamentali: 1. da un lato quali sono le politiche retributive adottate dalle aziende con particolare riferimento a quali sono le leve (o i mix di leve) adottati, come essi vengono gestiti nell’organizzazione e per quali gruppi (o cluster) organizzativi; 2. dall’altro quali sono gli obiettivi che le aziende si pongono in fase di definizione della politica retributiva, ovvero quali sono le priorità strategiche per le Risorse Umane associate alle varie scelte di politica retributiva. Prima di illustrare i risultati emersi, occorre puntualizzare alcuni elementi importanti: 1. Innanzitutto cosa si intende per politica retributiva e come essa viene analizzata in questo Rapporto. Come illustrato in figura 1 per politica retributiva si intendono principalmente tre fattori: a. Quali leve l’azienda decide di adottare per retribuire i propri lavoratori. b. Come tali leve vengono gestite, in termini di: 1 Nel Rapporto verranno utilizzati indifferentemente i termini Risorse Umane, Human Resources e HR. 19 Le politiche retributive i. modalità di revisione della retribuzione. Per la retribuzione fissa la periodicità degli incrementi e la relativa entità; per la retribuzione variabile in particolare il valore del variabile stesso e la tipologia di leva adottata; ii. modalità con cui vengono stabiliti i livelli retributivi in azienda (quali sono le fonti informative a cui l’azienda si rivolge); iii. modalità organizzative di attuazione delle politiche retributive in termini per esempio di ownership (direzione aziendale o capi diretti) o di modalità di comunicazione ai lavoratori. c. Per quali cluster organizzativi vengono adottate: si intende comprendere la “portata” della politica retributiva, ovvero a quali categorie professionali essa viene applicata e come. 2. In secondo luogo occorre effettivamente chiarire che cosa si intende per leva retributiva. Quando si parla di leve retributive si fa riferimento al modello di total reward (figura 2). La retribuzione può essere scomposta in una serie di elementi chiave, che vanno al di là del solo aspetto monetario: la retribuzione fissa (o retribuzione di base), la retribuzione variabile che include tutte le variabili di retribuzione che vanno al di là della retribuzione di base. Esse possono essere legate alla valutazione o ai risultati o ad esempio allo straordinario. Aspetti non monetari sono i benefit, che rispondono all’esigenza dell’azienda di trattenere gli individui con una forma di retribuzione non monetaria, e l’ambiente di lavoro che include tutte le variabili intangibili che consentono di migliorare le condizioni lavorative. Esso include sia variabili legate all’ambiente fisico di lavoro, sia elementi correlati alla visibilità e al riconoscimento nell’organizzazione. In questa indagine si porrà principalmente attenzione alle politiche relative alla retribuzione fissa e alla retribuzione variabile. Figura 2: il modello di Total Reward 3. Infine, nel modello in figura 1 si evidenzia come la scelta della politica retributiva debba tenere in considerazione anche una serie di fattori parzialmente indipendenti dal processo decisionale della Direzione Risorse Umane. La presenza di vincoli economici è uno di questi fattori: ad esempio la riduzione del costo del lavoro o la sua flessibilizzazione possono spingere verso politiche retributive differenti. Analogamente il mercato del lavoro influenza le possibili scelte di politica retributiva: la struttura, le caratteristiche dei contratti e 20 Le politiche retributive i relativi rinnovi, le dinamiche sindacali, la domanda e offerta di lavoro per alcune figure professionali influenzano le scelte di politica retributiva in modo significativo. Infine la cultura organizzativa e manageriale, legata alla storia pregressa, agli stili di management presenti e all’organizzazione stessa possono fare la differenza: un’azienda può essere più orientata o più esperta di altre nell’utilizzo di determinate leve, condizionando quindi le scelte. In questo Rapporto, ed in particolare nel capitolo 1, vengono presentati i principali risultati derivanti dall’analisi complessiva del campione (paragrafo 1.3) e segmentando le aziende per dimensione aziendale (paragrafo 1.4). Si ritiene infatti che alcune scelte di politica retributiva possano dipendere dal grado di formalizzazione di alcuni processi di gestione Risorse Umane e dalla dimensione. Nelle schede di approfondimento (capitolo 2), sono poi riportati i risultati segmentati per localizzazione geografica, per livello di internazionalizzazione e per settore. Per semplicità di esposizione, i risultati dell’indagine, presenti sia nel capitolo 1 che nelle schede del capitolo 2, verranno illustrati seguendo lo schema seguente: 1. RETRIBUZIONE FISSA ED INCREMENTI RETRIBUTIVI: in questa sezione sono approfondite le politiche retributive delle aziende coinvolte in termini di scelte relative alla retribuzione fissa e al suo processo di gestione. In particolare si analizzano le policy in termini di incrementi (periodicità, entità, diffusione nell’organizzazione). Inoltre sono illustrate le principali fonti utilizzate per determinare i livelli retributivi. 2. RETRIBUZIONE VARIABILE: in questa sezione vengono approfondite le scelte relative alla leva variabile, con particolare riferimento a quale metodologia viene operativamente adottata e di quale entità. 3. GESTIONE POLITICHE RETRIBUTIVE: in questa sezione viene analizzato chi nell’organizzazione presidia le scelte di politica retributiva e come viene impostato il processo di comunicazione. 4. VALUTAZIONE E SFIDE FUTURE: in quest’ultima sezione vengono approfondite le priorità strategiche attuali e prospettiche delle aziende e le leve su cui si intende investire. Questa analisi consente di valutare congiuntamente leve e strategie e comprendere come le aziende impostano le proprie politiche retributive. 1.3 ANALISI COMPLESSIVA DEI DATI RETRIBUZIONE FISSA ED INCREMENTI RETRIBUTIVI Per quanto riguarda l’analisi della retribuzione fissa, obiettivo dell’indagine è quello di evidenziare come le imprese decidono degli incrementi retributivi, in termini di: - previsione dell’incremento nell’ultimo anno e nel successivo; - entità dell’incremento; - periodicità dell’incremento. - criteri utilizzati per stabilire l’incremento. In figura 3 e 4 è illustrata la percentuale di aziende che dichiarano di aver previsto, per le diverse categorie professionali un incremento nel corso del 2007 e del 2008. Dai dati relativi al 2007 emerge che più della metà delle aziende ha previsto un incremento retributivo per dirigenti, quadri e impiegati al di là degli incrementi contrattuali. Per gli operai la 21 Le politiche retributive percentuale è inferiore: quasi la metà ha deciso di non dare aumenti al di là degli incrementi contrattuali. Figura 3: Incremento del costo del lavoro 2007 Incremento del costo del lavoro 2007 Dirigenti Quadri Impiegati Operai si 50,3% 54,5% 57,6% 41,3% no 36,1% 33,0% 30,4% 48,6% Non ancora deciso 13,6% 12,5% 12,0% 10,1% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% TOTALE Figura 3.bis: Incremento del costo del lavoro 2007 increm ento del costo del lavoro 2007 100% 13,6% 12,5% 36,1% 33,0% 12,0% 10,1% 90% 80% 70% 30,4% 48,6% 60% 50% 40% 30% Non ancora deciso 57,6% 54,5% 50,3% 41,3% no si 20% 10% 0% Dirigenti Quadri Impiegati Operai categorie Rispetto invece al 2008, più di un terzo delle aziende non ha ancora deciso se prevedere degli incrementi retributivi per le diverse categorie professionali. Come nel 2007, anche nel 2008 la percentuale maggiore di aziende ha previsto l’incremento per gli impiegati, mentre la percentuale minore l’ha previsto per gli operai. Figura 4: Incremento del costo del lavoro 2008 Incremento del costo del lavoro 2008 si Dirigenti 33,0% Quadri 35,1% Impiegati 39,8% Operai 28,6% 29,3% 25,7% 22,5% 35,0% 37,7% 39,2% 37,7% 36,4% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% no Non ancora deciso TOTALE 22 Le politiche retributive Figura 4.bis: Incremento del costo del lavoro 2008 increm ento del costo 2008 del lavoro 100% 90% 37,7% 80% 39,2% 37,7% 36,4% 70% 60% 50% Non ancora deciso 29,3% 22,5% 25,7% 20% no si 40% 30% 35,0% 39,8% 33,0% 35,1% 28,6% 10% 0% Dirigenti Quadri Impiegati Operai categorie L’entità dell’incremento per le varie categorie professionali è riportata in figura 5. Si evince come: - le percentuali di incremento decrescano al diminuire del livello organizzativo. Gli incrementi realizzati dai dirigenti sono circa il doppio di quelli realizzati dagli operai. - Le percentuali di incremento realizzate nel 2007 sembrano essere coerenti con le previsioni per il 2008. - Le categorie che sembrano distinguersi leggermente sono i quadri e gli impiegati, dove gli incrementi previsti nel 2008 sembrano essere leggermente inferiori rispetto a quelli registrati nel 2007: gli impiegati inferiori di circa 6 decimi di punto percentuale, mentre i quadri di circa 4 decimi di punto percentuale. Figura 5: Entità dell’incremento 2007 e 2008 INCREMENTO PERCENTUALE MEDIO 2007 Dirigenti 4,9% Quadri 4,0% Impiegati 3,7% Operai 2,6% INCREMENTO PERCENTUALE MEDIO 2008 4,8% 3,6% 3,1% 2,5% NOTA METODOLOGICA: gli incrementi percentuali vengono calcolati come media degli incrementi percentuali delle aziende considerate. Analizzando la correlazione tra incrementi nel 2007 e nel 2008 per ogni categoria professionale, emergono i risultati riportati in figure 6-9. Questa analisi è stata condotta isolando le risposte delle aziende che hanno previsto un incremento retributivo (o d’altro canto non l’hanno fatto) per ogni categoria professionale e analizzando le risposte in relazione alle intenzioni future e all’entità di tali incrementi. Si noti come sono state riportate solo le risposte di coloro che hanno o non hanno intenzione di prevedere aumenti (nel 2007 o nel 2008) e sono state escluse le risposte di quelle aziende che non hanno ancora deciso (questa è la ragione per cui la somma di coloro che prevedono un aumento e coloro che non lo prevedono non è 100). 23 Le politiche retributive Figura 6: correlazione tra incrementi nel 2007 e nel 2008. Dirigenti Rispetto ai dirigenti si osserva che circa la metà delle aziende ha previsto un incremento retributivo per i dirigenti, dell’ordine in media del 4,8%2. Di queste, il 55% prevede un ulteriore incremento nel 2008 (dell’ordine del 4,4%), mentre un 10% non prevede incrementi. La differenza è costituita da coloro che non hanno ancora deciso. Nel caso delle aziende che non hanno previsto un incremento retributivo nel 2007 (in totale il 36%), il 12% di queste prevede comunque di erogare un incremento per i dirigenti dell’ordine del 7,3%, mentre il 64% persegue la linea di non prevedere incrementi anche nell’anno successivo. Si noti come per le aziende dove non è previsto un incremento retributivo per i dirigenti, pianificano tuttavia incrementi per le altre categorie professionali: tale incremento è leggermente più significativo per le aziende che nei due anni non hanno stabilito incrementi per la categoria dei dirigenti. Nel caso dei quadri, la percentuale che ha ricevuto un aumento è simile al caso precedente, circa il 54%, contro circa un terzo delle aziende che dichiara di non aver conferito incrementi ai quadri. L’incremento medio è circa del 4%. Rispetto alle previsioni per il 2008, più della metà di coloro che hanno ottenuto un incremento nel 2007 lo riceverà anche nell’anno successivo, di entità media comunque inferiore (3,2%). Rimane però una percentuale ridotta (10%) che non lo riceverà nel 2008 e che destina le risorse a disposizione ad un incremento per i soli impiegati ed operai di entità comparabile con l’inflazione. Di coloro che invece non hanno ricevuto un incremento nel 2007, gran parte (59%) non lo riceverà nemmeno nell’anno successivo. Le risorse andranno dedicate ad incrementi per i dirigenti, impiegati e operai, di entità comunque superiori alla media. Una minima percentuale di questi invece (13%) riceverà un incremento dell’ordine del 5,6% (superiore a quello ottenuto nel 2007 da coloro che l’hanno ricevuto). 2 Questo dato si differenzia leggermente da quello fornito nell’analisi complessiva, in quanto questo si riferisce alle sole aziende che hanno dichiarato di aver previsto un incremento retributivo nel 2007. Il dato nell’analisi complessiva (4,9) include anche gli incrementi delle aziende che “non hanno ancora deciso”. 24 Le politiche retributive Figura 7: correlazione tra incrementi nel 2007 e nel 2008. Quadri Figura 8: correlazione tra incrementi nel 2007 e nel 2008. Impiegati 25 Le politiche retributive Osservando il caso degli impiegati, poi, si può notare che la percentuale di coloro che hanno ottenuto un incremento nel 2007 è quella più elevata (58%) rispetto alle altre categorie professionali, con un incremento del 3,7%. Di questi, quasi due terzi percepirà un incremento anche nel 2008, di entità leggermente inferiore (3%). Una piccola percentuale invece (6%) non riceverà un incremento nel 2008. Si noti tuttavia che differentemente da quadri e dirigenti, in queste aziende, dove non è previsto un incremento per gli impiegati nel 2008 a fronte di un incremento nel 2007, anche per dirigenti, quadri ed operai non è previsto alcun incremento. Di contro, circa un 30% degli impiegati non ha ricevuto incrementi: di questi circa il 60% non riceverà un incremento anche nel 2008, a fronte tuttavia di incrementi rivolti a premiare prevalentemente i dirigenti (5,3%) e marginalmente quadri (2,3%) e operai (1%). Una percentuale minima, invece percepirà un incremento nel 2008, ma comunque inferiore a quella percepita dagli impiegati nel 2007 (differentemente da quadri e dirigenti che invece, se otterranno incrementi nel 2008 a fronte di mancati incrementi nel 2007, percepiranno un incremento di entità superiore a quello dei colleghi nell’anno precedente). Figura 9: correlazione tra incrementi nel 2007 e nel 2008. Operai Infine, considerando gli operai, si rileva la minima percentuale che, tra le categorie, ha percepito un incremento nel 2007: 41%, dell’entità di 2,6%. Di questi, tuttavia, quasi due terzi otterrà un ulteriore incremento nel 2008 (di circa il 2,5%), mentre una percentuale ridotta (7%) non prevede ulteriori incrementi. Anche in questo caso, come nel caso degli impiegati, queste aziende non prevedono incrementi anche per le altre categorie professionali. Quasi la metà delle aziende, poi non ha previsto incrementi per gli operai nel 2007, di queste, oltre due terzi intende mantenere la stessa linea nel 2008, garantendo però l’anno successivo incrementi alle altre categorie. Per coloro che invece percepiranno un aumento, l’entità prevista, come nel caso degli impiegati, è inferiore alla media (2,3% contro il 2,6%). 26 Le politiche retributive Da questa analisi emergono alcune considerazioni complessive: 1. innanzitutto le aziende nel 2007 e nel 2008 tendono a mantenere la stessa politica relativamente agli incrementi retributivi nei due anni: chi ha previsto un incremento nel 2007 lo prevede anche nel 2008 e analogamente per coloro che non l’hanno previsto. 2. gli incrementi di maggiore entità vengono conferiti ai dirigenti. L’entità diminuisce al ridursi del livello organizzativo. 3. I dirigenti e quadri che non hanno ottenuto un incremento l’anno precedente, se lo ottengono l’anno successivo tendono a recuperare il gap (l’incremento è di entità superiore). Questo non accade per impiegati ed operai. 4. Nel caso degli operai sembra non esserci una annualità nelle politiche di incremento al di là del contratto: circa un terzo delle aziende non riconosce agli operai alcun incremento nel corso dei due anni. Al fine di determinare l’incremento retributivo, i criteri maggiormente utilizzati dalle aziende partecipanti sono illustrati in figura 10: circa il 64% delle aziende dichiara di scegliere se e come effettuare un incremento retributivo in relazione ai risultati aziendali, mentre meno della metà si basa sulle indicazioni provenienti dal contratto o da sistemi riconducibili a verifica di equità esterna (benchmarking retributivo esterno) o interna (pesatura delle posizioni). E’ tuttavia presumibile che questi valori possano essere diversi in relazione alla dimensione aziendale e quindi al livello di formalizzazione delle procedure e metodologie di compensation. Figura 10: i criteri utilizzati per la definizione dell’incremento (al di là del contratto nazionale CRITERIO UTILIZZATO Risultati aziendali (margini, fatturato, ecc.) Contratto aziendale % DI RISPONDENTI 63,9% 39,8% Indagini di Benchmarking retributivo esterno 36,6% Trend di mercato/settore 35,6% Sistemi di pesatura delle posizioni 32,5% Inflazione programmata 19,9% Altro 11,0% Indicazioni da contatti diretti con altre aziende 9,4% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende.. Valutando poi la periodicità degli incrementi su base individuale è possibile osservare da figura 11 che la percentuale maggiore da parte delle aziende indica di rivedere la retribuzione fissa ogni anno (in grassetto la percentuale maggiore per ogni categoria professionale). Tuttavia, mentre nel caso dei dirigenti si parla di più della metà delle aziende del campione (quasi 54%), questa percentuale scende a circa il 31% nel caso degli operai. Inoltre, mentre per i quadri se la frequenza non è annuale è almeno ogni due anni (21,5%), nel caso di impiegati ed operai cresce la percentuale delle revisioni su richiesta (che diventa addirittura del 28% per gli operai). Le risposte libere associate ad “Altro” fanno riferimento a cambiamenti di mansione o organizzativi nella maggioranza dei casi. 27 Le politiche retributive Figura 11: periodicità dell’incremento individuale Dirigenti 53,9% Quadri 49,2% Impiegati 46,6% Operai 31,3% Ogni 2 anni 16,8% 21,5% 16,8% 10,2% Ogni 3 anni o più 4,2% 6,3% 11,5% 16,4% su richiesta 15,2% 15,7% 20,4% 28,1% Altro 9,9% 7,3% 4,7% 14,0% 100,0% 100,0% 100,0% Annuale TOTALE 100,0% Figura 11.bis: periodicità dell’incremento periodicità di revisione della retribuzione a livello individuale 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 9,9% 7,3% 4,7% 15,2% 15,7% 20,4% 4,2% 6,3% 16,8% 21,5% 53,9% 14,1% 11,5% 28,1% 16,8% 46,6% 49,2% Altro (specificare) 16,4% su richiesta 10,2% Ogni 3 anni o più Ogni 2 anni 31,3% Dirigenti Quadri Impiegati Annuale Operai categorie Gli incrementi su base individuale, poi vengono definiti in relazione ai criteri riportati in figura 12 (in grassetto i criteri più frequenti). Figura 12: criteri per l’assegnazione degli incrementi Dirigenti 84,3% 24,6% Quadri 81,2% 29,3% Impiegati 79,6% 33,0% Operai 61,2% 29,5% Età del lavoratore 2,6% 4,2% 7,3% 6,2% Solo a fronte di un passaggio di livello 2,1% 5,8% 14,1% 23,3% Sistema di valutazione delle prestazioni formale 38,7% 44,5% 39,3% 18,6% Sistema di valutazione delle posizioni 25,7% 29,8% 26,7% 18,6% 1,0% 2,1% 2,6% 8,5% 15,7% 11,0% 6,3% 7,8% Risultati del lavoratore Esperienza lavorativa Non viene gestita individualmente: gli incrementi si basano su criteri generali ed uguali per tutti Altro NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. 28 Le politiche retributive E’ interessante notare come i risultati del lavoratore costituiscano per ogni categoria il criterio principale per definire gli incrementi su base individuale, seguito da un sistema di valutazione delle prestazioni per dirigenti, quadri ed impiegati. Nel caso degli operai invece, l’esperienza lavorativa costituisce il criterio più frequente dopo i risultati. Circa un terzo delle aziende ha comunque enfatizzato il ruolo dell’esperienza lavorativa nell’assegnazione degli incrementi retributivi per ogni categoria professionale. In figura 13 sono riassunte le politiche retributive delle aziende del campione analizzate complessivamente rispetto alla retribuzione fissa e agli incrementi retributivi Figura 13: summary delle politiche relative alla retribuzione fissa RETRIBUZIONE FISSA: PRINCIPALI RISULTATI Incrementi nel 2007 Conferiti da circa la metà della aziende a tutte le categorie professionali. Leggermente più elevata la percentuale che ha previsto incrementi per gli impiegati, leggermente inferiore quella per gli operai. Incrementi nel 2008 Previsti in media da un terzo delle aziende: leggermente superiore (circa 40%) la percentuale di aziende che ha già previsto un incremento per gli impiegati, leggermente inferiore (circa 28%) quella che ha previsto un incremento per gli operai. Entità dell’incremento Incrementi superiori per i dirigenti e decrescenti al diminuire del livello organizzativo. Gli incrementi nel 2008 sono inferiori rispetto al 2007 Le aziende tendono a mantenere nel 2008 la stessa scelta fatta nel 2007 in termini di incrementi retributivi: la maggior parte dei lavoratori che non ha ottenuto un incremento nel 2007 sembra non ottenerlo anche nel 2008 Correlazione degli incrementi 2007 e 2008 I dirigenti e quadri che non hanno ottenuto incrementi nel 2007 ma che presumibilmente l’otterranno nel 2008, avranno incrementi di entità superiore (rispetto a coloro che li hanno avuti nel 2007). Questo non accade per impiegati ed operai. Le aziende che nel 2007 hanno conferito incrementi a impiegati e operai e che nel 2008 non li prevedono, applicano la stessa politica anche a dirigenti e quadri (che quindi vedono azzerati i propri incrementi) Criterio generale per la Principali criteri: risultati aziendali, contratto aziendale, indagini di benchmarking politica di retribuzione fissa retributivo esterno Periodicità di revisione della retribuzione fissa Criterio di valutazione degli incrementi individuali Principalmente Annuale. Unica eccezione sono gli operai, dove una quota significativa di imprese tende a rivedere la retribuzione fissa su richiesta I criteri principali sono i risultati del lavoratore, seguito da sistema di valutazione formale. Quest’ultima è meno importante per gli operai, mentre acquista rilevanza l’esperienza del lavoratore. 29 Le politiche retributive RETRIBUZIONE VARIABILE Nel paragrafo precedente si sono analizzate le politiche aziendali in termini di retribuzione fissa e incrementi retributivi. In questo paragrafo, invece, viene approfondito l’approccio delle aziende coinvolte nell’indagine per quanto riguarda la retribuzione variabile. In figura 14 viene approfondita la tipologia di retribuzione variabile che viene utilizzata dalle aziende. Dai risultati riportati in figura si osserva che la percentuale di aziende che dichiara di utilizzare la sola retribuzione fissa è maggiore nel caso degli operai, anche se comunque è assai contenuta (meno del 20%). In particolare è interessante notare che: 1. per i dirigenti le forme di retribuzione variabile più diffuse sono l’incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali (57,1%) o ad obiettivi aziendali (49,7%). In circa il 30% dei casi le aziende si avvalgono di bonus o gratifiche. 2. per i quadri le forme di retribuzione variabile più diffuse sono simili ai dirigenti anche se in percentuali leggermente più contenute: incentivazione collegata ad obiettivi individuali (55,5%) o ad obiettivi aziendali (39,3%). Nel caso dei quadri, tuttavia, il 37,2% delle aziende segnala l’utilizzo dei premi collettivi con contratto aziendale, percentuale che sale nel caso di impiegati ed operai. 3. Per gli impiegati i premi collettivi sono la forma di incentivazione più diffusa, seguita dall’incentivazione collegata ad obiettivi individuali (33,5%) e dal bonus/gratifica (29,8%). 4. Per gli operai, infine la forma di incentivazione prevalente è data dai premi collettivi con contratto aziendale (circa il 60%), seguito dal bonus/gratifica (25%) e dalle aziende che hanno solo stipendio fisso. Figura 14: tipologie di leve di retribuzione variabile Dirigenti 8,4% Quadri 6,3% Impiegati 10,5% Operai 16,7% Bonus/gratifica 29,8% 35,6% 29,8% 25,0% Premi collettivi con contratto aziendale 4,7% 37,2% 49,2% 59,8% Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi di team/gruppo Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi aziendali Incentivi di lungo termine 57,1% 55,5% 33,5% 6,8% 20,4% 19,9% 17,8% 9,8% 49,7% 39,3% 24,6% 8,3% 15,2% 2,6% 2,1% 0,0% Altro 5,2% 4,7% 1,0% 3,8% Solo lo stipendio fisso Ha la retribuzione variabile sotto forma di: NOTA METODOLOGICA: Le risposte sono state distinte tra le aziende che hanno solo una retribuzione fissa e le aziende che hanno anche una retribuzione variabile. In questo caso viene richiesta quale tipologia di retribuzione variabile viene adottata. La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Si noti inoltre che la percentuale di aziende che comunque utilizza lo strumento del bonus oscilla tra un terzo e un quarto a seconda della categoria professionale, al limite affiancata ad altri strumenti di retribuzione variabile. Nelle figure 15-18, poi viene fornito un ulteriore approfondimento. Per ogni categoria professionale sono state isolate le aziende che utilizzano una determinata leva del variabile (bonus/gratifica, sistema di valutazione con obiettivi individuali, sistema di valutazione con obiettivi aziendali, sistema di valutazione con obiettivi di gruppo, premi collettivi) ed è stata analizzata la frequenza con cui esse utilizzano altre leve. In questo modo è possibile individuare alcuni approcci all’utilizzo delle leve del variabile (le tabelle di dettaglio sono riportate in allegato 1) e l’eventuale mix. I valori 30 Le politiche retributive in figura 15 si riferiscono ai dirigenti (in questo caso sono stati omessi i premi collettivi che non sono significativi), figura 16, 17 e 18 rispettivamente ai quadri, impiegati ed operai. Dal punto di vista metodologico quest’analisi è stata condotta isolando le imprese che dichiarano di utilizzare una determinata leva (la cui percentuale sul campione è indicata accanto alla leva stessa) e si sono evidenziate le leve più frequentemente utilizzate da questo cluster di imprese. La percentuale riportata a fianco del mix di leve risultante si riferisce al sottocampione analizzato. Figura 15: mix di leve di retribuzione variabile. Dirigenti Per quanto riguarda i dirigenti sono quindi state evidenziate le leve di bonus/gratifica, obiettivi individuali, obiettivi aziendali e obiettivi di team/gruppo che costituiscono le leve utilizzate con maggiore frequenza dalle aziende coinvolte nello studio (come risulta dalle percentuali riportate). La configurazione del variabile che sembra più frequente risulta quella costituita dal mix sistema formalizzato basato su obiettivi individuali e aziendali: il 64,2% delle aziende che si basano su obiettivi individuali (che a loro volta sono il 57,1% del campione) utilizza anche obiettivi aziendali. Di contro il 73,7% delle aziende che utilizzano obiettivi aziendali (che sono il 49,7% del campione) adotta anche obiettivi individuali. Leggermente meno di un terzo di queste aziende utilizza anche obiettivi di team/gruppo nella valutazione dei propri dirigenti. Nel caso dei quadri, la situazione è diversa, in quanto cominciano ad assumere rilevanza significativa i premi collettivi. Innanzitutto è possibile osservare che i sistemi formalizzati basati su obiettivi individuali costituiscono senz’altro lo strumento più diffuso (55,5% delle aziende). Tuttavia questi sembrano accompagnare due tipi di approcci. 1. un approccio più basato su premi collettivi (37,2% del campione): poco meno del 40% delle aziende del campione utilizza premi collettivi per premiare i propri quadri, nel 50% dei casi associati a obiettivi individuali e nel 43,7% associati a bonus gratifiche. 2. un approccio più strutturato e basato su obiettivi aziendali (39,3% del campione) a cui sono associati obiettivi individuali (nel 78% dei casi) e obiettivi di gruppo nel 33% dei casi. 31 Le politiche retributive Figura 16: mix di leve di retribuzione variabile. Quadri Nel caso degli impiegati, poi, questi due approcci sembrano trovare conferma, ma con minore enfasi sui sistemi formalizzati basati su obiettivi individuali. In particolare: 1. sistema basato su premi collettivi (49,2%) che accomuna circa la metà delle aziende coinvolte, associato molto frequentemente all’utilizzo del bonus/gratifica e/o, in meno casi, associato a sistemi basati su obiettivi individuali. 2. sistema basato su obiettivi aziendali (24,6%) associato anche ad obiettivi individuali e/o di gruppo, che però riguardano circa un quarto della popolazione. Nel caso degli impiegati, infatti, sembra prevalente l’utilizzo del premio di risultato. Solo in alcuni casi si riscontra una struttura più articolata basata su meccanismi formalizzati basati su una valutazione individuale e aziendale, che invece per i quadri era più diffusa. 32 Le politiche retributive Figura 17: mix di leve di retribuzione variabile. Impiegati Infine, nel caso degli operai risultano due le leve principali: premi collettivi e bonus. Dalla figura 18 sembra emergere che in gran parte la leva variabile adottata per gli operai si basa sui premi collettivi (circa il 60%), affiancata in un quarto dei caso all’utilizzi del bonus. Figura 18: mix di leve di retribuzione variabile. Operai Un ulteriore approfondimento sempre sui dati relativi alle leve del variabile, riguarda gli approcci adottati dalle aziende rispetto alle diverse categorie professionali. La domanda a cui si intende rispondere è: esistono delle leve diverse per le diverse categorie professionali? In altre parole, le aziende che utilizzano una leva per una certa categoria sono portate ad utilizzarla anche per le altre categorie? 33 Le politiche retributive Le tabelle di riferimento sono sempre quelle riportate in allegato 1, di cui in questo capitolo viene riportato un estratto. In tabella 19 viene riportata la frequenza di utilizzo della leva del bonus da tutte le aziende che dichiarano di utilizzarla rispettivamente per i dirigenti (che sono il 30% del campione), per i quadri (che sono il 36% del campione), per gli impiegati (che sono il 30% del campione) e dagli operai (che sono il 25% del campione). Figura 19: utilizzo della leva del bonus/gratifica nell’organizzazione Casi Aziende che utilizzano il bonus per i dirigenti Aziende che utilizzano il bonus per i quadri Aziende che utilizzano il bonus per gli impiegati Aziende che utilizzano il bonus per gli operai Dirigenti Bonus / Gratifica Quadri Impiegati Operai 30% 100% 79% 54% 40% 36% 66% 100% 66% 51% 30% 54% 79% 100% 73% 25% 48% 76% 91% 100% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Da questa tabella emergono alcune osservazioni: 1. le aziende che utilizzano il bonus per i dirigenti, tendono a farlo in gran parte anche per i quadri, mentre solo parzialmente usano la stessa politica anche per impiegati ed operai. Come si osserva da figura 20, che è un estratto dall’approfondimento in allegato, risulta che per impiegati ed operai queste aziende tendono ad utilizzare il premio di risultato come unica leva variabile. Figura 20: mix di leve utilizzate dalle aziende che adottano il bonus/gratifica Dirigenti Aziende che utilizzano il bonus per i dirigenti Aziende che utilizzano il bonus per i quadri Bonus/gratifica a discrezione della direzione aziendale o della proprietà Premi collettivi con contratto aziendale (es. Premio di Risultato/partecipazione) Bonus/gratifica a discrezione della direzione aziendale o della proprietà Premi collettivi con contratto aziendale (es. Premio di Risultato/partecipazione) Quadri Impiegati Operai 100,0% 79,0% 54,0% 40,0% 7,0% 47,4% 56,1% 65,0% 66,0% 100,0% 66,0% 51,0% 7,4% 45,6% 58,8% 65,3% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Sono indicate le variabili più frequenti per impiegati ed operai 2. d’altro canto, le aziende che adottano questa leva per impiegati ed operai, tendono ad utilizzarla anche per i quadri, mentre per i dirigenti ci si orienta verso sistemi basati su obiettivi individuali (eventualmente associati a valutazioni dell’andamento aziendale o di team). 34 Le politiche retributive In tabella 21 viene invece riportata la frequenza di utilizzo della leva dei premi collettivi. Da questa valutazione i dirigenti sono esclusi, in quanto la percentuale è ovviamente non significativa. Dai risultati riportati in tabella risulta che generalmente il premio di risultato coinvolge in modo diffuso tutte le categorie professionali nello stesso modo, con maggiore omogeneità per operai ed impiegati. Figura 21: utilizzo della leva dei premi collettivi nell’organizzazione Premi collettivi Dirigenti Quadri Impiegati Casi Aziende che utilizzano i premi collettivi per i dirigenti Aziende che utilizzano i premi collettivi per i quadri Aziende che utilizzano i premi collettivi per gli impiegati Aziende che utilizzano i premi collettivi per gli operai Operai 37% 100,0% 95,8% 92,1% 49% 72,3% 100,0% 94,0% 60% 73,4% 98,7% 100,0% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Rispetto infine all’utilizzo della leva dei sistemi formalizzati basati su obiettivi individuali, viene esclusa la valutazione delle aziende che la adottano per gli operai, in quanto costituiscono un campione poco significativo. Dai valori riportati emerge che dirigenti e quadri sono trattati rispetto a questa leva in modo abbastanza omogeneo. Circa il 50% di tali aziende tende ad utilizzarla anche per gli impiegati. Si tratta di una percentuale più elevata della media (33,5% riportata in figura 22), ma comunque significativamente inferiore rispetto a quella di dirigenti e quadri. Di contro, le aziende che la adottano per gli impiegati, la utilizzano poi per anche per dirigenti e quadri. Quale leva viene utilizzata per gli impiegati e gli operai dalle aziende che utilizzano gli obiettivi individuali per i dirigenti e i quadri? I risultati sono riportati in figura 23. Figura 22: utilizzo della leva degli obiettivi individuali nell’organizzazione Obiettivi individuali Dirigenti Quadri Impiegati Casi Aziende che utilizzano gli obiettivi individuali per i dirigenti Aziende che utilizzano gli obiettivi individuali per i quadri Aziende che utilizzano gli obiettivi individuali per gli impiegati Aziende che utilizzano gli obiettivi individuali per gli operai Operai 57% 100% 86% 50% 7% 55% 88,7% 100,0% 55,7% 9,2% 16% 84,4% 92,2% 100,0% 23,5% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Tali aziende tendono comunque a fare leva sui premi collettivi per impiegati ed operai, e a valorizzare le performances aziendali (i valori relativi ai premi collettivi per i dirigenti non sono stati riportati per motivi di significatività). 35 Le politiche retributive Figura 23: mix di leve utilizzate dalle aziende che adottano gli obiettivi individuali Dirigenti Premi collettivi con contratto aziendale (es. Premio di Risultato/partecipazione) Sistema di incentivazione formalizzato gestito direttamente dall’azienda collegato ad obiettivi aziendali Premi collettivi con contratto Aziende che aziendale (es. Premio di utilizzano gli Risultato/partecipazione) obiettivi Sistema di incentivazione individuali per i formalizzato gestito direttamente quadri dall’azienda collegato ad obiettivi aziendali Aziende che utilizzano gli obiettivi individuali per i dirigenti 64,2% 67,9% Quadri Impiegati Operai 38,5% 53,2% 68,1% 50,5% 31,2% 10,1% 34,0% 49,1% 63,1% 55,7% 34,0% 12,3% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Sono indicate le variabili più frequenti per impiegati ed operai. Nell’indagine è poi stato approfondito il valore medio del variabile assegnato alle diverse categorie professionali. Dai valori in tabella 24 emerge una distribuzione abbastanza omogenea tra i diversi valori proposti nel caso dei dirigenti, con una concentrazione di circa il 40% delle aziende tra il 10% e 20% di quota variabile per questa categoria professionale. Nel caso dei quadri, invece, risulta una concentrazione maggiore delle aziende (oltre il 50%) tra il 5% e 15% di quota variabile rispetto alla retribuzione base. Nel caso di impiegati ed operai, e soprattutto di questi ultimi, la quota variabile si assesta al massimo al 10%. Figura 24: entità del variabile per categoria professionale (l’entità è richiesta rispetto alla retribuzione fissa) Inferiore al 5% Dal 5% al 10% Dirigenti 18,3% 13,1% Quadri 19,9% 24,6% Impiegati 41,9% 35,1% Operai 66,9% 24,0% Dal 10% al 15% 19,4% 26,7% 14,7% 5,8% Dal 15% al 20% 20,9% 15,7% 4,7% 1,7% Dal 20% al 25% 10,5% 8,4% 3,1% 1,6% Oltre il 25% 17,8% 4,7% 0,5% 0,0% Totale 100% 100% 100% 100% 36 Le politiche retributive Figura 24.bis: entità del variabile per categoria professionale (l’entità è richiesta rispetto alla retribuzione fissa) 100,0% 90,0% 80,0% 17,8% 1,6% 0,5% 4,7% 8,4% 4,7% 3,1% 5,8% 1,7% 14,7% 10,5% 15,7% 24,0% 70,0% 60,0% 20,9% Oltre il 25% 35,1% 26,7% Dal 20% al 25% Dal 15% al 20% 50,0% 40,0% 30,0% Dal 10% al 15% 19,4% Inferiore al 5% 13,1% 41,9% 20,0% 10,0% 18,3% Dal 5% al 10% 66,9% 24,6% 19,9% 0,0% Dirigenti Quadri Impiegati Operai Come ulteriore elemento di approfondimento si è deciso di valutare se, nelle aziende partecipanti, sia stato adottato un sistema di valutazione delle competenze e dei comportamenti e quale sia il suo peso. I risultati sono riportati in figura 25. Per ogni categoria professionale, la percentuale maggiore di aziende ha risposto di non possedere un sistema di valutazione di competenze e comportamenti individuali. Tuttavia il 22% delle aziende dichiara di possederne uno per i dirigenti o i quadri, anche correlato ad un premio variabile. Figura 25: esistenza di un sistema di valutazione di competenze e comportamenti Dirigenti 22,5% 29,3% Quadri 22,0% 34,0% Impiegati 17,2% 34,6% Operai 9,8% 24,8% No 48,2% 44,0% 48,2% 65,4% Totale 100% 100% 100% 100% Si, e da luogo ad un premio variabile Si, ma non è correlato alla retribuzione variabile 37 Le politiche retributive Figura 25.bis: esistenza di un sistema di valutazione di competenze e comportamenti 100% 90% 80% 48,2% 44,0% 48,2% 65,4% 70% 60% 50% 29,3% 40% 34,0% 34,6% 30% 24,8% 20% 22,5% 10% 22,0% 17,2% 9,8% 0% Dirigenti Quadri Impiegati Si, e da luogo ad un premio variabile Operai Si, ma non è correlato alla retribuzione variabile No La quota messa in gioco da queste aziende è riportata in figura 26. La percentuale è calcolata rispetto ai rispondenti, la cui entità sul campione è evidenziata in figura. Dai valori rilevati si può osservare che: - innanzitutto per i dirigenti e i quadri la percentuale maggiore si assesta tra il 5% e il 15% di peso di questo tipo di valutazione; per impiegati ed operai, invece, al massimo è il 10%. - Una questione interessante riguarda però i dirigenti: il 20,5% delle aziende rispondenti dichiara che la valutazione dei comportamenti e competenze individuali incide per oltre il 25%. Figura 26:quota del variabile dipendente da competenze e comportamenti Dirigenti Quadri Impiegati Operai 23,0% 21,5% 17,3% 6,8% 9,1% 22,7% 7,3% 34,1% 24,2% 45,5% 53,8% 38,5% Dal 10% al 15% 25,0% 29,3% 6,1% 0,0% Dal 15% al 20% 18,2% 17,1% 12,1% 0,0% Dal 20% al 25% 4,5% 4,9% 0,0% 0,0% Oltre il 25% 20,5% 7,3% 12,1% 7,7% Totale 100% 100% 100% 100% Quota rispondenti Distribuzione delle risposte: Inferiore al 5% Dal 5% al 10% Rispetto al variabile, quindi è possibile riassumere le politiche retributive adottate dalle aziende del campione illustrate in figura 27. 38 Le politiche retributive Figura 27: summary dei risultati relativi alle politiche del variabile RETRIBUZIONE VARIABILE: PRINCIPALI RISULTATI Dirigenti: l’incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali (57,1%) o ad obiettivi aziendali (49,7%) Leve principali Quadri: incentivazione collegata ad obiettivi individuali (55,5%) o ad obiettivi aziendali (39,3%). Impiegati: premi collettivi, seguita dall’incentivazione collegata ad obiettivi individuali (33,5%) e dal bonus/gratifica (29,8%). Operai: premi collettivi con contratto aziendale (circa il 60%), seguito dal bonus/gratifica (25%). Circa il 20% adotta solo stipendio fisso. Dirigenti: mix sistema formalizzato basato su obiettivi individuali e aziendali. In alcuni casi anche obiettivi di team Mix di leve Quadri: a) premi collettivi per premiare i quadri, associati a obiettivi individuali e/o associati a bonus gratifiche; b) obiettivi aziendali a cui sono associati obiettivi individuali e/o obiettivi di gruppo. Impiegati: a) premi collettivi, associati all’utilizzo del bonus/gratifica e/o, in meno casi, associati a sistemi basati su obiettivi individuali b) obiettivi aziendali associati anche ad obiettivi individuali e/o di gruppo. Operai: premi collettivi affiancati in alcuni casi all’utilizzo del bonus Bonus/gratifica: le aziende che utilizzano il bonus per i dirigenti, tendono a farlo in gran parte anche per i quadri, mentre solo parzialmente usano la stessa politica anche per impiegati ed operai. Per impiegati ed operai queste aziende tendono ad utilizzare il premio di risultato come unica leva variabile. le aziende che adottano questa leva per impiegati ed operai, tendono ad utilizzarla Utilizzo leve nell’organizzazione anche per i quadri, mentre per i dirigenti ci si orienta verso sistemi basati su obiettivi individuali. Obiettivi individuali Dirigenti e quadri sono trattati rispetto a questa leva in modo abbastanza omogeneo. Circa il 50% di tali aziende tende ad utilizzarla anche per gli impiegati. Dirigenti: maggioranza delle imprese tra il 10% e 20% Valore Variabile Quadri, maggioranza delle imprese tra il 5% e 15% Impiegati ed operai: la quota variabile si assesta al massimo al 10%. LA GESTIONE DELLE POLITICHE RETRIBUTIVE Se nelle sezioni precedenti sono state analizzate le scelte principali delle aziende del campione relativamente alla retribuzione fissa e variabile, questa sezione è dedicata all’analisi delle modalità di gestione delle politiche retributive. In figura 28, si valuta il ruolo della linea nella gestione della politica retributiva aziendale. Si può osservare che in gran parte del campione la linea possiede un livello di delega significativo. Esiste tuttavia una quota di aziende (circa il 20%) dove il vertice comunque mantiene un livello di controllo importante. 39 Le politiche retributive Figura 28: il ruolo della linea nella gestione delle politiche retributive Molto poco, la direzione decide per tutti i livelli Abbastanza % di rispondenti 19,4% 48,1% Molto, c’è forte delega da parte del vertice 30,4% Completa autonomia 2,1% TOTALE 100,0% Per quanto riguarda invece le modalità di comunicazione del pacchetto retributivo, le varie risposte sono ordinate in funzione della frequenza di risposta. In circa il 20% dei casi la politica retributiva non viene comunicata. Le opzioni più frequenti, tuttavia, rimangono la Direzione del personale (35,1%) che comunque risponde a richieste dei dipendenti e il ruolo dei capi diretti (31,4%). Figura 29: la comunicazione della politica retributiva % di rispondenti Non esiste una comunicazione formale, ma è possibile chiedere informazioni alla Direzione del personale 35,0% Tutta la comunicazione in materia retributiva è delegata ai capi diretti 31,4% Nessuna comunicazione particolare 20,9% Attraverso opuscoli e strumenti cartacei 15,7% Altro Mediante intranet aziendale con un accesso interattivo alle informazioni personalizzate che illustrano l’intero pacchetto retributivo 11,0% 5,2% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. LA VALUTAZIONE DELLA POLITICA RETRIBUTIVA E SFIDE FUTURE L’ultima sezione, infine, è dedicata alla valutazione della propria politica retributiva da parte delle aziende coinvolte e da una serie di considerazioni relative ai trend e sfide future. In figura 30, si riportano le percentuali di risposta da parte delle aziende del campione (ordinate dalla più frequente) in relazione alle motivazioni di soddisfazione della propria politica retributiva. Dai valori emerge che i motivi principali sono riconducibili alla soddisfazione del dipendente (47,6%) dei casi e dagli effetti finanziari (46,1%). 40 Le politiche retributive Figura 30: valutazione della politica retributiva % di rispondenti 47,6% Soddisfazione dei dipendenti Effetti finanziari 46,1% Impatto sulle performance dei processi interni 34,6% Non la valuta 17,3% Soddisfazione del cliente 8,4% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Figura 30.bis: valutazione della politica retributiva 47,6% 50,0% 46,1% 45,0% 40,0% 34,6% 35,0% 30,0% 25,0% 17,3% 20,0% 15,0% 8,4% 10,0% 5,0% 0,0% Soddisfazione Effetti finanziari Impatto sulle dei dipendenti performance dei processi interni Non la valuta Soddisfazione del cliente Per approfondire, tuttavia, il livello di soddisfazione, si è deciso di analizzare quali sono oggi e quali saranno nei prossimi anni le priorità strategiche delle aziende partecipanti in termini di politiche di gestione delle risorse umane e il livello di soddisfazione ad oggi registrato. Risulta che le priorità più frequenti, rispetto alle quali le aziende hanno anche espresso il grado maggiore di soddisfazione sono premiare il contributo dei singoli, trattenere i talenti e ridurre il turnover e mantenere sotto controllo il costo del lavoro. In termini prospettici, tuttavia sembra divenire sempre più critica la capacità delle aziende di attrarre i talenti (figura 31). 41 Le politiche retributive Figura 31: priorità strategiche in area HR Importanza oggi Livello di soddisfazione da parte dell’azienda 13,6% 34,6% Priorità nei prossimi anni 36,6% 35,6% Trattenere i migliori talenti e ridurre il turn over 17,3% 50,3% Premiare il contributo dei singoli 55,0% 40,3% 29,8% 44,0% 45,5% 33,0% Comunicare meglio la politica retributiva ai dipendenti 3,1% 4,7% 11,0% Allineare i valori retributivi al mercato 25,1% 22,0% 20,4% Creare coesione tra le varie unità organizzative 9,9% 15,2% 7,9% Sviluppare imprenditorialità nella gestione del lavoro Correlare maggiormente il sistema di incentivazione ai processi aziendali Migliorare il sistema di valutazione delle prestazioni 14,1% 14,7% 22,5% 16,8% 17,3% 21,5% 12,6% 11,5% 24,1% Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo 13,6% 24,1% 16,8% Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati 11,0% 5,8% 16,2% Altro 1,0% 2,1% 2,1% Attrarre i talenti Mantenere sotto controllo il costo del lavoro NOTA METODOLOGICA: Per ogni colonna la somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. A fianco dell’analisi delle strategie HR, in figura 32 vengono riportate le leve sulle quali le aziende intendono maggiormente fare affidamento per perseguire gli obiettivi in figura 31. Ad oggi le leve principali sembrano essere Retribuzione variabile (57,6%), formazione e sviluppo (46,1%) e retribuzione fissa (35,1%). In termini prospettici però la situazione sembra un po’ diversa: la leva del variabile sembra sempre molto significativa, segnalata da quasi il 60% delle aziende, così come la formazione e sviluppo. Acquistano però molti più punti l’ambiente lavorativo (indicato da oltre il 35% delle aziende) e la capacità di sviluppare percorsi di carriera formalizzati (31,4%). 42 Le politiche retributive Figura 32: leve di politica retributiva Importanza oggi Livello di investimento nel prossimo anno 16,8% 18,8% Retribuzione fissa Bonus una tantum discrezionale 35,1% 34,0% Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Premi collettivi 57,6% 59,2% 13,1% 13,1% Incentivi di lungo termine 6,8% 15,2% Formazione e sviluppo 46,1% 50,3% Benefit legati alla salute 5,8% 9,9% Benefit legati alla mobilità 2,1% 2,6% Benefit legati alla previdenza 3,7% 3,7% Benefit per bilanciare la vita lavorativa con quella privata (asili nodo, orario flessibile, ecc.) Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo 4,7% 9,4% 28,8% 35,1% Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati 14,1% 31,4% NOTA METODOLOGICA: Per ogni colonna la somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Un approfondimento che si ritiene di interesse, poi, riguarda l’analisi di quali leve vengono scelte per impostare una determinata strategia HR da parte delle aziende coinvolte nell’indagine. Questo tipo di valutazione può supportare le aziende nell’impostazione della propria politica retributiva in relazione alle priorità che si intende perseguire. Sono quindi state analizzate separatamente le risposte relative alla preferenza di una determinata leva di politica retributiva fornite dalle aziende che hanno dichiarato di perseguire le diverse strategie HR. Ad esempio sono state considerate solo le aziende che hanno dichiarato di perseguire oggi una strategia di attrazione dei talenti e si sono analizzate le preferenze in termini di leve retributive. In questo modo è possibile evidenziare se esistono delle leve maggiormente frequenti per le aziende che perseguono una data strategia (figura 33). 43 Le politiche retributive Incentivi di lungo termine Formazione e sviluppo Benefit legati alla salute Benefit legati alla mobilità Benefit legati alla previdenza Benefit per bilanciare la vita lavorativa con quella privata (asili nido, orario flessibile, ecc.) Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati MIGLIORARE AMBIENTE LAVORATIVO CORRELARE IL SISTEMA DI INCENTIVAZIONE AI PROCESSI 38,5% Importanza della leva 42,9% 39,0% 21,9% 33,3% 25,0% 30,3% 29,2% 36,2% 33,3% 40,6% 25,9% 29,2% 60,6% 57,3% 55,2% 57,1% 62,5% 81,5% 66,7% 12,1% 11,5% 13,3% 17,9% 12,5% 14,8% 12,5% 12,1% 6,3% 3,8% 8,3% 9,4% 3,7% 8,3% 33,3% 55,2% 44,8% 42,9% 50,0% 55,6% 58,3% 3,0% 6,3% 9,5% 4,8% 6,3% 3,7% 0,0% 3,0% 3,1% 2,9% 3,6% 0,0% 0,0% 0,0% 6,1% 4,2% 5,7% 3,6% 0,0% 0,0% 4,2% 0,0% 5,2% 7,6% 3,6% 6,3% 3,7% 4,2% 33,3% 32,3% 31,4% 21,4% 31,3% 33,3% 29,2% 6,1% 16,7% 10,5% 13,1% 15,6% 18,5% 8,3% SVILUPPARE IMPRENDITORIALITA’ 45,5% MANTENERE SOTTO CONTROLLO IL COSTO DEL LAVORO TRATTENERE I TALENTI Premi collettivi ATTRARRE I TALENTI Retribuzione fissa Bonus una tantum discrezionale Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati PREMIARE IL CONTRIBUTO DEI SINGOLI Figura 33: leve di politica retributiva e strategie HR NOTA METODOLOGICA: Per ogni colonna la somma dei valori è superiore a 100 in quanto è prevista la risposta multipla da parte delle aziende relativamente alle forme di retribuzione variabile utilizzate. Analizzando i dati in tabella per colonna, si possono individuare quali sono le leve sulle quali le aziende puntano maggiormente nel momento in cui selezionano una data strategia. La tabella è stata costruita selezionando per ogni colonna solo le risposte fornite dalle aziende che hanno selezionato una data strategia. Confrontando poi le risposte fornite su ogni riga si individua se esistono delle leve preferenziali rispetto ad una data strategia. In particolare si può osservare che: - Innanzitutto la leva della retribuzione fissa presenta la frequenza maggiore di risposta per le aziende che hanno dichiarato prioritaria l’attrazione dei talenti, oltre che da quelle aziende 44 Le politiche retributive - - - che intendono mantenere sotto controllo il costo del lavoro (tali aziende sono infatti in grado di stimare in modo realistico il costo del lavoro, indipendentemente dai risultati) e premiare il contributo dei singoli. I bonus vengono utilizzati per premiare il contributo dei singoli e per correlare il sistema di incentivazione ai processi. Quest’ultimo risultato non è immediatamente riscontrabile: richiede infatti che il processo di comunicazione riesca ad esplicitare al lavoratore tale correlazione che non sempre è in sé evidente. La retribuzione variabile e i sistemi di incentivazione formalizzati sembrano essere la leva maggiormente segnalata. Le frequenze maggiori si trovano in corrispondenza della correlazione del sistema di incentivazione ai processi, al miglioramento dell’ambiente lavorativo e soprattutto allo sviluppo dell’imprenditorialità individuale. Costituiscono comunque anche una leva significativa per l’attrazione dei talenti. Formazione e sviluppo, come la retribuzione variabile, sembra essere una leva molto importante in relazione a quasi tutte le strategie. E’ particolarmente significativa per trattenere i talenti, per correlare il sistema di incentivazione ai processi, per migliorare l’imprenditorialità e l’ambiente lavorativo. I risultati quindi sono riassunti in figura 34. Alcune osservazioni a riguardo: - Retribuzione variabile e formazione e sviluppo sembrano essere associate a gran parte delle strategie HR, anche laddove l’impatto non è necessariamente evidente (ad esempio migliorare l’ambiente lavorativo). Certo è che il tentativo di variabilizzare il costo del lavoro, affiancato alle opportunità di formazione (anche co-finanziata o gratuita) offrono alle imprese vantaggi non trascurabili. - L’utilizzo dei bonus è abbastanza significativo per premiare il contributo dei singoli al di là di sistemi formalizzati. Questo strumento, se da un lato fornisce maggiore flessibilità all’azienda, tuttavia, per motivare il lavoratore in modo corretto, necessita di un processo di comunicazione ben strutturato per ricondurre il premio alle variabili a cui è associato. Questa flessibilità, infatti rischia di non far percepire il legame tra il bonus e il risultato del lavoratore; viene quindi meno l’obiettivo incentivante della retribuzione variabile. - L’utilizzo della retribuzione fissa per premiare il contributo dei singoli (attraverso lo strumento ad esempio del merit increase) può comportare un incremento del costo del lavoro significativo, che quindi va tenuto sotto controllo. Figura 34: leve di politica retributiva e strategie HR Strategia Attrarre i talenti Leva prevalente Retribuzione fissa e Retribuzione variabile formalizzata Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e Sviluppo Retribuzione variabile formalizzata, Formazione e Premiare il contributo dei singoli Sviluppo (Bonus/gratifiche e retribuzione fissa presentano valori significativi) Mantenere sotto controllo il Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e costo del lavoro Sviluppo e Retribuzione Fissa Correlare il sistema di Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e incentivazione ai processi Sviluppo e Bonus una tantum Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e Sviluppare imprenditorialità Sviluppo Retribuzione variabile formalizzata e Formazione e Migliorare l’ambiente lavorativo Sviluppo Trattenere i talenti 45 Le politiche retributive 1.4 ANALISI DEI DATI PER DIMENSIONE AZIENDALE Obiettivo del paragrafo attuale è quello di approfondire l’analisi del paragrafo 1.3 in relazione alla dimensione aziendale per comprendere se esistono delle peculiarità che distinguono le aziende coinvolte politiche retributive delle aziende coinvolte rispetto al fatturato e al numero di dipendenti che esse possiedono. RETRIBUZIONE FISSA ED INCREMENTI RETRIBUTIVI Relativamente agli incrementi retributivi realizzati nel 2007 si può osservare (figura 35 e 36) che la percentuale di aziende che dichiarano, per ogni categoria professionale, di aver aumentato il costo del lavoro (a parità di numero di dipendenti) aumenta con la dimensione aziendale. Per i dirigenti, addirittura risulta che ad ogni piccola impresa che decide un incremento retributivo, corrispondono due medie imprese e tre grandi imprese. Questo rapporto diminuisce nel caso dei quadri e via via per gli impiegati e gli operai. E’ comunque vero che solo il 50% delle grandi imprese ha previsto nel corso del 2007 un incremento retributivo per gli operai. Figura 35: incrementi retributivi nel 2007: dirigenti e quadri Piccola Impresa Dirigenti Media Impresa Grande Impresa Piccola Impresa Quadri Media Impresa Grande Impresa si 29,0% 59,3% 76,0% 33,3% 62,6% 80,0% no 50,7% 31,9% 12,0% 47,9% 28,6% 12,0% Non ancora deciso 20,3% 8,8% 12,0% 18,8% 8,8% 8,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% TOTALE Figura 36: incrementi retributivi nel 2007: impiegati ed operai Piccola Impresa Impiegati Media Impresa Grande Impresa Piccola Impresa Operai Media Impresa Grande Impresa si 37,7% 68,1% 80,0% 19,2% 57,3% 50,0% no 44,9% 24,2% 8,0% 61,6% 41,2% 37,5% Non ancora deciso 17,4% 7,7% 12,0% 19,2% 1,5% 12,5% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% TOTALE Rispetto alle previsioni del 2008, in figura 37 e 38 sono riportati i risultati. - Innanzitutto la percentuale di aziende che non ha ancora deciso è abbastanza comparabile nelle aziende di dimensioni diverse anche se leggermente più alta per la piccola impresa dove circa il 40% non ha ancora preso decisioni contro circa il 30% della grande impresa. La grande impresa spesso beneficia infatti di piani a medio termine relativamente alle politiche retributive. - Il 68% delle grandi imprese ha pianificato incrementi retributivi per dirigenti, quadri e impiegati, contro circa il 14% delle piccole imprese e circa il 40% delle medie. Unica eccezione sono gli impiegati, dove anche le piccole imprese presentano una percentuale maggiore di propensione a realizzare incrementi il prossimo anno (26,1%). 46 Le politiche retributive - Sugli operai, anche la grande impresa non ha previsto incrementi retributivi in un terzo dei casi (contro il 4% nel caso di impiegati e quadri e 0% per i dirigenti). Figura 37: incrementi retributivi nel 2008: dirigenti e quadri Piccola Impresa Dirigenti Media Impresa Grande Impresa Piccola Impresa Quadri Media Impresa Grande Impresa si 14,5% 37,3% 68,0% 13,0% 42,8% 68,0% no 44,9% 27,5% 0,0% 40,6% 20,9% 4,0% Non ancora deciso 40,6% 35,2% 32,0% 46,4% 36,3% 28,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% TOTALE Figura 38: incrementi retributivi nel 2008: impiegati e operai Piccola Impresa Impiegati Media Impresa Grande Impresa Piccola Impresa Operai Media Impresa Grande Impresa si 26,1% 42,8% 68,0% 13,5% 37,7% 41,2% no 29,0% 20,9% 4,0% 44,2% 29,0% 29,4% Non ancora deciso 44,9% 36,3% 28,0% 42,3% 33,3% 29,4% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% TOTALE Relativamente all’entità dell’incremento retributivo è interessante notare però come i valori medi siano inversamente proporzionali rispetto alla frequenza in cui si verificano: le piccole imprese (eccezion fatta per le medie nel 2007 per impiegati e operai) sono quelle in cui l’entità dell’incremento è più significativa. Figura 39: entità degli incrementi nel 2007 e 2008 INCREMENTO PERCENTUALE MEDIO Piccola Impresa 2007 2008 Dirigenti 5,5% Quadri Impiegati 4,3% 3,7% Operai 2,6% Media Impresa 4,4% 3,7% 3,8% 2,8% Grande Impresa 4,0% 3,7% 3,2% 1,7% Piccola Impresa 6,3% 4,6% 4,0% 3,9% Media Impresa 4,8% 3,6% 2,7% 2,3% Grande Impresa 3,9% 2,8% 2,5% 1,4% NOTA METODOLOGICA: gli incrementi percentuali vengono calcolati come media degli incrementi percentuali delle aziende considerate. Sottraendo per ogni categoria e per ogni dimensione aziendale l’entità media dell’incremento nel 2007 dall’entità media nel 2008, si può osservare la variazione media, che viene riportata in figura 40: - La piccola impresa ha variazioni positive (l’incremento nel 2008 è maggiore di quello del 2007), più marcate per dirigenti e operai. - La media impresa presenta una variazione positiva solo per i dirigenti. - La grande impresa registra variazioni sempre negative: le grandi imprese sembrano proporre più frequentemente incrementi, che però negli ultimi due anni sembrano diminuire di entità per tutte le categorie professionali. 47 Le politiche retributive Figura 40: variazione dell’entità degli incrementi tra 2007 e 2008 1,3 1,5 1,0 0,8 0,4 0,5 0,3 0,3 piccola impresa -0,1 0,0 media impresa 0,0 grande impresa -0,5 -0,4 -0,3 -0,8 -1,0 -1,0 -1,1 -1,5 Dirigenti Quadri Impiegati Operai I criteri per determinare gli incrementi retributivi per dimensione aziendale sono riportati in figura 41. - Per la piccola impresa i criteri principali sono i risultati aziendali (69,6%), seguiti da sistemi di pesatura delle posizioni (36,2%) e dal contratto aziendale (33,3%). - Per la media impresa i risultati aziendali costituiscono sempre la modalità principale (62,6%) seguiti dal contratto (46,2%) e da indagini di benchmarking retributivo esterno (39,6%). - Per la grande impresa le indagini di benchmarking retributivo esterno costituiscono la fonte principale (68%) seguite da trend di settore e risultati aziendali (52%). Sono le grandi imprese, ma anche le medie che cercano di garantire l’equità esterna della propria politica retributiva principalmente. Figura 41: criteri utilizzati per determinare gli incrementi retributivi per dimensione aziendale CRITERIO UTILIZZATO Piccola Impresa 33,3% 30,4% Media Impresa 46,2% 34,1% Grande Impresa 40,0% 52,0% Indagini di Benchmarking retributivo esterno 21,7% 39,6% 68,0% Indicazioni da contatti diretti con altre aziende 8,7% 11,0% 4,0% Inflazione programmata 11,6% 24,2% 28,0% Risultati aziendali (margini, fatturato, ecc.) 69,6% 62,6% 52,0% Sistemi di pesatura delle posizioni 36,2% 33,0% 24,0% Altro (specificare) 13,0% 7,7% 16,0% Contratto aziendale Trend di mercato/settore NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. 48 Le politiche retributive Figura 42: periodicità degli incrementi retributivi per dimensione aziendale PICCOLA IMPRESA Annuale Dirigenti 34,8% Quadri 33,3% Impiegati 39,1% Operai 22,2% Ogni 2 anni 15,9% 21,7% 17,4% 11,1% Ogni 3 anni o più 4,3% 7,2% 10,2% 13,3% su richiesta 24,6% 26,1% 30,4% 42,2% Altro 20,4% 11,7% 2,9% 11,2% Dirigenti 62,6% Quadri 54,9% Impiegati 48,4% Operai 36,9% Ogni 2 anni 17,6% 22,0% 16,5% 7,7% Ogni 3 anni o più 3,3% 5,5% 11,0% 18,5% su richiesta 12,1% 11,0% 16,5% 21,5% Altro 4,4% 6,6% 7,6% 15,4% Dirigenti 80,0% Quadri 76,0% Impiegati 64,0% Operai 42,9% Ogni 2 anni 8,0% 16,0% 16,0% 21,4% Ogni 3 anni o più 4,0% 4,0% 12,0% 7,1% su richiesta 4,0% 4,0% 8,0% 14,3% Altro 4,0% 0,0% 0,0% 14,3% MEDIA IMPRESA Annuale GRANDE IMPRESA Annuale NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori per ogni dimensione e categoria è pari a 100 In figura 42 è poi riportata la periodicità dell’incremento a seconda della dimensione aziendale: - I dirigenti in generale ottengono un incremento annuale, anche se nelle piccole imprese la percentuale è più bassa che nelle medie e grandi. In queste ultime in particolare l’80% delle aziende dichiara di pianificare un incremento annuale. - La percentuale maggiore di imprese di ogni dimensione prevede incrementi per quadri e impiegati prevalentemente annuali. E’ comunque da notare che mentre questa percentuale nelle piccole imprese è del 33,3% per i quadri e 39,1% per gli impiegati, tale percentuale sale al 76% per i quadri nella grande azienda e a 64% per gli impiegati sempre nella grande. - La percentuale maggiore di piccole aziende invece prevede incrementi per gli operai su richiesta, mentre media e grande impresa prevedono sempre incrementi annuali. Mettendo poi in relazione le percentuali di risposte ottenute per le aziende di varie dimensioni in relazione ad incrementi annuali e incrementi su richiesta, si ottengono le rappresentazioni in figura 43 e 44. Si può osservare come la maggioranza delle piccole aziende per dirigenti, quadri e impiegati sia suddivisa tra incrementi annuali e incrementi su richiesta. Questi valori si sbilanciano verso l’incremento annuale per media e soprattutto grande impresa. Nel caso degli operai, invece, le piccole imprese sono maggiormente sbilanciate verso gli incrementi su richiesta che sono molto frequenti anche nel caso della grande impresa. 49 Le politiche retributive Figura 43: periodicità degli incrementi retributivi: dirigenti e quadri periodicità degli incrementi: dirigenti e quadri 80,0% 80,0% 70,0% 76,0% 62,6% 60,0% 54,9% 50,0% Annuale 34,8% 40,0% 33,3% 24,6% 30,0% su richiesta 26,1% 20,0% 12,1% 11,0% 4,0% 10,0% 4,0% 0,0% piccola impresa media impresa grande impresa piccola impresa Dirigenti media impresa grande impresa Quadri Figura 44: periodicità degli incrementi retributivi: impiegati e operai periodicità degli incrementi: impiegati e operai 64,0% 70,0% 60,0% 48,4% 50,0% 42,2% 36,9% 39,1% 40,0% 42,9% Annuale 30,4% 30,0% 22,2% 16,5% 20,0% 21,5% su richiesta 14,3% 8,0% 10,0% 0,0% piccola impresa media impresa grande impresa piccola impresa media impresa Operai 50 grande impresa Le politiche retributive I criteri per la determinazione dell’incremento individuale sono riportati in figura 45 per ogni categoria e per le aziende di ogni dimensione. Figura 45: criteri di individuazione degli incrementi individuali PICCOLA IMPRESA Risultati del lavoratore Esperienza lavorativa Dirigenti 76,8% 27,5% Quadri 73,9% 34,8% Impiegati 75,4% 42,0% Operai 68,9% 37,8% Età del lavoratore 5,8% 8,7% 11,6% 8,9% Solo a fronte di un passaggio di livello 0,0% 2,9% 10,1% 11,1% Sistema di valutazione delle prestazioni formale 23,2% 30,4% 29,0% 15,6% Sistema di valutazione delle posizioni 15,9% 23,2% 23,2% 15,6% 1,4% 2,9% 2,9% 6,7% 20,3% 11,6% 5,8% 11,1% Dirigenti 91,2% 26,4% Quadri 89,0% 28,6% Impiegati 85,7% 28,6% Operai 57,8% 25,0% Età del lavoratore 1,1% 2,2% 6,6% 6,3% Solo a fronte di un passaggio di livello 1,1% 5,5% 14,3% 28,1% Sistema di valutazione delle prestazioni formale 42,9% 47,3% 41,8% 15,6% Sistema di valutazione delle posizioni 30,8% 30,8% 31,9% 25,0% 1,1% 1,1% 1,1% 9,4% 28,0% 6,6% 3,3% 4,7% Dirigenti 76,0% 12,0% Quadri 76,0% 12,0% Impiegati 80,0% 24,0% Operai 62,5% 25,0% Età del lavoratore 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% Solo a fronte di un passaggio di livello 8,0% 12,0% 16,0% 37,5% Sistema di valutazione delle prestazioni formale 64,0% 68,0% 48,0% 25,0% Sistema di valutazione delle posizioni 40,0% 48,0% 24,0% 6,3% 0,0% 4,0% 8,0% 12,5% 28,0% 24,0% 16,0% 6,3% Non viene gestita individualmente: gli incrementi si basano su criteri generali ed uguali per tutti Altro MEDIA IMPRESA Risultati del lavoratore Esperienza lavorativa Non viene gestita individualmente: gli incrementi si basano su criteri generali ed uguali per tutti Altro GRANDE IMPRESA Risultati del lavoratore Esperienza lavorativa Non viene gestita individualmente: gli incrementi si basano su criteri generali ed uguali per tutti Altro NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Dai dati riportati si può osservare che: - Per i dirigenti, quadri e impiegati il criterio principale sono i risultati del lavoratore per tutte le dimensioni aziendali. Tuttavia, nella piccola impresa i criteri più frequenti sono l’esperienza lavorativa e i sistemi formali di valutazione (indicati però da circa un quarto del campione). Nella media e grande azienda, invece seguono il sistema di valutazione formale delle prestazioni (le risposte sono tanto più frequenti all’aumentare della dimensione aziendale) e i sistemi di valutazione delle posizioni. 51 Le politiche retributive - Per gli operai, invece il focus sui risultati del lavoratore rimane l’elemento di maggiore importanza per tutte le categorie, seguito, nel caso della piccola impresa dall’età del lavoratore, nella media e nella grande dai passaggi di livello, dall’età e dai sistemi di valutazione delle posizioni. In tabella 46 sono riassunti i principali risultati di gestione della retribuzione fissa per dimensione aziendale. Figura 46: summary dei risultati per la retribuzione fissa RETRIBUZIONE FISSA: PRINCIPALI RISULTATI Incrementi nel 2007 Per ogni categoria professionale al crescere della dimensione aziendale cresce la percentuale di aziende che ha previsto nel 2007 incrementi retributivi. Nel caso di dirigenti e quadri la percentuale delle grandi imprese è circa il triplo delle piccole Per dirigenti e quadri il numero di grandi imprese che prevede incrementi retributivi è molto più significativo rispetto alle medie e piccole imprese. Incrementi nel 2008 Nel caso di impiegati e operai la situazione vede le aziende meno distanti: per gli impiegati una percentuale maggiore di medie e piccole prevede incrementi; per gli operai invece anche le grandi sono meno propense a pianificare incrementi. Le piccole imprese sono quelle in cui generalmente l’entità dell’incremento è più significativa. Entità dell’incremento Relativamente alla variazione dell’incremento dal 2007 al 2008: nella piccola l’incremento è crescente per tutte le categorie professionali; per la media l’incremento è positivo solo per i dirigenti; per la grande l’incremento tende a diminuire nei due anni per tutte le categorie. Piccola impresa: risultati aziendali, sistemi di pesatura delle posizioni, contratto aziendale Criterio generale per la Media impresa: risultati aziendali, contratto aziendale, indagini di benchmarking politica di retribuzione fissa esterno Grande impresa: indagini di benchmarking esterno, trend di mercato/settore, risultati aziendali Periodicità di revisione della retribuzione fissa Criterio di valutazione degli incrementi individuali Generalmente annuale per dirigenti, quadri e impiegati per tutte le dimensioni di impresa. Tuttavia la percentuale di aziende che prevede gli incrementi annuali decresce con la dimensione aziendale. Cresce invece la percentuale di incrementi su richiesta. Per gli operai della piccola impresa gli incrementi sono principalmente su richiesta. Per medie e grandi imprese la percentuale di incrementi su richiesta è significativa. I criteri principali sono i risultati del lavoratore per tutte le categorie. Nella piccola impresa assume rilevanza l’esperienza del lavoratore, nella media i sistemi di valutazione formali. 52 Le politiche retributive RETRIBUZIONE VARIABILE Rispetto alla struttura della retribuzione variabile, è la piccola impresa che riporta la percentuale maggiore, in corrispondenza di ogni categoria professionale, di aziende che hanno soltanto retribuzione fissa: nel caso degli operai si raggiunge una percentuale di 28,3% delle piccole aziende. Rispetto invece alle tipologie di retribuzione variabile utilizzata: 1. nella piccola impresa (figura 47.a): a. per quanto riguarda i dirigenti le forme più frequenti sono incentivazione collegata ad obiettivi individuali (39,1%) e ad obiettivi aziendali (30,4%). b. per i quadri e impiegati sono incentivazione collegata ad obiettivi individuali (40,6%) e bonus (33,3%). c. per gli operai sono bonus (28,3%) e premi collettivi (32,6%). Questi ultimi sono utilizzati da circa un terzo delle aziende a dimostrazione che la contrattazione di secondo livello non ha ancora necessariamente coinvolto una percentuale significativa di piccole aziende3 Figura 47.a: la retribuzione variabile. Piccola impresa Dirigenti 17,4% Quadri 14,5% Impiegati 18,8% Operai 28,3% Bonus/gratifica 26,1% 33,3% 33,3% 28,3% Premi collettivi con contratto aziendale 4,3% 17,4% 23,2% 32,6% Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi di team/gruppo Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi aziendali Incentivi di lungo termine 39,1% 40,6% 37,7% 8,7% 24,6% 20,3% 21,7% 13,0% 30,4% 26,1% 23,2% 8,7% 5,8% 2,9% 2,9% 0,0% Altro (indicare) 11,6% 8,7% 0,0% 6,5% PICCOLA IMPRESA Solo lo stipendio fisso Ha la retribuzione variabile sotto forma di: NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. 2. nella media impresa (figura 47.b): a. per quanto riguarda i dirigenti, le forme più frequenti sono incentivazione collegata ad obiettivi individuali (63,7%) e ad obiettivi aziendali (57,1%). Le variabili sono le stesse rispetto alla piccola impresa, ma le percentuali sono significativamente superiori. b. per i quadri le leve sono simili ai dirigenti: incentivazione collegata ad obiettivi individuali (61,5%) e ad obiettivi aziendali (45,1%). c. Per gli impiegati le leve principali sono i premi collettivi con contratto aziendale (57,1%) e i sistemi formalizzati collegati ad obiettivi individuali (30,8%). d. Infine per gli operai sono premi collettivi (69,8%) e bonus (27%). 3. nella grande impresa (figura 47.c): a. per quanto riguarda i dirigenti le forme più frequenti sono incentivazione collegata ad obiettivi individuali (80%) e ad obiettivi aziendali (72%). b. per i quadri e gli impiegati le leve sono incentivazione collegata ad obiettivi individuali (76%) e i premi collettivi con contratto aziendale (72%) 3 I Risultati trovano conferma nel Rapporto sulle Relazioni Industriali 2007 di OD&M consulting. 53 Le politiche retributive c. per gli impiegati sono i premi collettivi con contratto aziendale (88%) e incentivazione collegata ad obiettivi individuali (36%) d. Infine per gli operai sono premi collettivi (84,2%) e bonus (15,8%). Figura 47.b: la retribuzione variabile. Media impresa Dirigenti 4,4% Quadri 2,2% Impiegati 6,6% Bonus/gratifica 36,3% 39,6% 29,7% 27,0% Premi collettivi con contratto aziendale 6,6% 41,8% 57,1% 69,8% Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi di team/gruppo Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi aziendali Incentivi di lungo termine 63,7% 61,5% 30,8% 6,3% 18,7% 20,9% 15,4% 11,1% 57,1% 45,1% 28,6% 11,1% 15,4% 1,1% 0,0% 0,0% Altro (indicare) 1,1% 2,2% 2,2% 3,2% MEDIA IMPRESA Solo lo stipendio fisso Ha la retribuzione variabile sotto forma di: Operai 9,5% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Figura 47.c: la retribuzione variabile. Grande impresa Dirigenti 0,0% Quadri 0,0% Impiegati 4,0% Operai 15,8% Bonus/gratifica 16,0% 32,0% 28,0% 15,8% Premi collettivi con contratto aziendale 0,0% 72,0% 88,0% 84,2% Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi individuali Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi di team/gruppo Incentivazione formalizzata collegata ad obiettivi aziendali Incentivi di lungo termine 80,0% 76,0% 36,0% 5,3% 20,0% 20,0% 12,0% 0,0% 72,0% 48,0% 8,0% 0,0% 36,0% 4,0% 4,0% 0,0% Altro (indicare) 4,0% 4,0% 0,0% 0,0% GRANDE IMPRESA Solo lo stipendio fisso Ha la retribuzione variabile sotto forma di: NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Le leve di politica retributiva adottate dalle varie aziende dimostrano che: - Le grandi imprese per quanto riguarda i dirigenti sono orientate verso l’utilizzo di sistemi formalizzati basati su obiettivi individuali e aziendali. Per quadri e impiegati si pone attenzione a sistemi prevalentemente basati su obiettivi individuali e su premi collettivi. Unica eccezione sono gli operai, dove, a fianco dei premi collettivi si adotta ancora in modo significativo il bonus. - Le medie imprese adottano prevalentemente un modello abbastanza vicino alle grandi. Si differenziano per due elementi: da un lato il fatto che la retribuzione variabile per quadri segue una struttura simile a quella dei dirigenti (obiettivi individuali e aziendali); dall’altro vi è un utilizzo più significativo della leva del bonus (anche per i dirigenti). 54 Le politiche retributive - Le piccole imprese non sembrano presentare un approccio evidente: per i dirigenti alcune aziende stanno impostando dei sistemi formalizzati, che vengono estesi anche a quadri e impiegati. L’utilizzo del bonus è comunque sempre significativo. In figura 48, poi, viene riportata l’entità del variabile: viene infatti richiesto alle aziende qual è l’entità del variabile previsto per i propri dipendenti, distinti per categoria professionale. Figura 48: entità della retribuzione variabile Dirigenti 32,0% 14,5% Quadri 31,9% 20,3% Impiegati 39,2% 30,4% Operai 69,8% 20,9% Dal 10% al 15% 13,0% 14,5% 14,5% 7,0% Dal 15% al 20% 10,1% 15,9% 8,7% 0,0% Dal 20% al 25% 8,7% 11,6% 7,2% 2,3% Oltre il 25% 21,7% 5,8% 0,0% 0,0% Dirigenti 12,0% 14,3% Quadri 16,5% 25,3% Impiegati 40,7% 41,8% Operai 62,1% 29,3% Dal 10% al 15% 25,3% 35,2% 14,3% 6,9% Dal 15% al 20% 27,5% 14,3% 1,1% 0,0% Dal 20% al 25% 7,7% 3,3% 1,1% 1,7% Oltre il 25% 13,2% 5,4% 1,0% 0,0% Dirigenti 4,0% 8,0% Quadri 4,0% 32,0% Impiegati 52,0% 24,0% Operai 81,3% 12,5% Dal 10% al 15% 12,0% 32,0% 20,0% 0,0% Dal 15% al 20% 28,0% 12,0% 4,0% 6,2% Dal 20% al 25% 24,0% 20,0% 0,0% 0,0% Oltre il 25% 24,0% 0,0% 0,0% 0,0% PICCOLA IMPRESA Inferiore al 5% Dal 5% al 10% MEDIA IMPRESA Inferiore al 5% Dal 5% al 10% GRANDE IMPRESA Inferiore al 5% Dal 5% al 10% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori per ogni dimensione e categoria è pari a 100 Dai valori riportati si può osservare che: - Per i dirigenti, circa il 40% delle piccole imprese prevede un variabile di misura inferiore al 10%. Tuttavia esiste un 21% del campione di piccole imprese che prevede un variabile di oltre il 25%, percentuale comparabile a quella delle grandi imprese. Circa la metà delle medie imprese prevede un variabile compreso mediamente tra il 10% e il 20%, mentre quasi la metà delle grandi imprese prevede un variabile oltre il 20%. - Per i quadri, poi oltre il 50% delle piccole imprese prevede un variabile inferiore al 10%, che nelle medie diviene invece compreso tra il 5% e il 15%. Il caso delle grandi infine vede oltre il 60% delle imprese che erogano ai quadri un variabile compreso, come nel caso delle medie imprese, tra il 5 e il 15%. Tuttavia il 20% delle grandi imprese dichiara di prevedere per i quadri un variabile medio compreso tra il 20 e il 25%. - Per gli impiegati, si osserva che quasi il 70% delle piccole imprese prevede un variabile inferiore al 10%. Nello stesso range di variabile si posizionano oltre l’80% delle medie imprese e quasi l’80% delle grandi imprese. E’ interessante osservare che però esista una 55 Le politiche retributive - percentuale di piccole imprese (15%) che prevede un variabile per gli impiegati compreso tra 15% e 25%; percentuale più elevata rispetto alle aziende di dimensioni maggiori. Per gli operai, infine non esiste una vera e propria distinzione per dimensione aziendale: quasi tutte le aziende di tutte le dimensioni prevedono un variabile per gli operai inferiore al 10%. Un elemento tuttavia è degno di nota: mentre oltre il 20% di piccole e medie imprese prevede un variabile per gli operai comunque compreso tra il 5% e il 10%, solo circa il 12% delle grandi prevede un variabile di questa entità. Rispetto quindi all’entità del variabile sembra che, mentre per quadri e dirigenti la grande impresa preveda un variabile mediamente superiore rispetto alla piccola e media impresa, questo non accade nel caso di impiegati ed operai. Per queste categorie professionali, infatti, esiste una quota di piccole imprese (superiore alle medie e grandi) che prevede quote di variabile più significative. In figura 49 viene poi riportato se le aziende suddivise per dimensione utilizzano sistemi di valutazione delle competenze comportamenti. Emerge che è solo la grande impresa a possedere in modo molto diffuso (80%) dei sistemi di valutazione, che però in circa il 60% dei casi non sono correlati con la retribuzione variabile. Figura 49: esistenza di sistemi di valutazione delle competenze e comportamenti PICCOLA IMPRESA Si, e da luogo ad un premio variabile Si, ma non è correlato alla retribuzione variabile No MEDIA IMPRESA Si, e da luogo ad un premio variabile Si, ma non è correlato alla retribuzione variabile No GRANDE IMPRESA Si, e da luogo ad un premio variabile Si, ma non è correlato alla retribuzione variabile No Dirigenti 21,7% 20,3% Quadri 20,3% 23,2% Impiegati 18,8% 23,2% Operai 11,1% 20,0% 58,0% 56,5% 58,0% 68,9% Dirigenti 20,9% 28,6% Quadri 22,0% 34,0% Impiegati 16,5% 38,5% Operai 7,6% 27,3% 50,5% 44,0% 45,0% 65,1% Dirigenti 20,0% 60,0% Quadri 20,0% 64,0% Impiegati 8,0% 52,0% Operai 10,5% 31,6% 20,0% 16,0% 40,0% 57,9% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori per ogni dimensione e categoria è pari a 100 56 Le politiche retributive In figura 50 sono riassunte le politiche relative alla retribuzione variabile per dimensione aziendale. Figura 50: riassunto dei risultati relativi alla retribuzione variabile per dimensione aziendale RETRIBUZIONE VARIABILE: PRINCIPALI RISULTATI Leve principali Valore Variabile Grande impresa: orientamento verso l’utilizzo di sistemi formalizzati basati su obiettivi individuali e aziendali per i dirigenti. Quadri e impiegati si pone attenzione a sistemi prevalentemente basati su obiettivi individuali e su premi collettivi. Per gli operai, a fianco dei premi collettivi si adotta ancora in modo significativo il bonus. Media impresa: il modello è simile alla grande impresa. Tuttavia, la retribuzione variabile per i quadri segue una struttura simile a quella dei dirigenti (obiettivi individuali e aziendali); inoltre vi è un utilizzo più significativo della leva del bonus (anche per i dirigenti). Piccola impresa: non sembra evidente un approccio particolare: per i dirigenti alcune aziende stanno impostando dei sistemi formalizzati, che vengono estesi anche a quadri e impiegati. L’utilizzo del bonus è comunque sempre significativo. Per quadri e dirigenti la grande impresa prevede un variabile mediamente superiore rispetto alla piccola e media impresa, questo non accade nel caso di impiegati ed operai. Per queste categorie professionali, infatti, esiste una quota di piccole imprese (superiore alle medie e grandi) che prevede quote di variabile più significative. LA GESTIONE DELLE POLITICHE RETRIBUTIVE In questa sezione viene approfondito il processo di gestione delle politiche retributive nelle aziende in relazione alla loro dimensione. Dalla figura 51 si può osservare che nella piccola impresa circa un terzo del campione prevede la gestione diretta delle politiche retributive da parte del vertice aziendale, mentre per un altro terzo le aziende dichiarano di garantire sufficiente delega alla linea nella gestione. Nella media e grande impresa il livello di delega aumenta: il 58% delle medie imprese dichiara che esiste abbastanza delega e il 27% addirittura molta delega; nel caso delle grandi imprese solo il 4% afferma che è il vertice a decidere, mentre oltre il 90% delle imprese afferma che esiste delega. In altre parole è possibile affermare che il ruolo della linea nella gestione delle politiche retributive aumenta con la dimensione aziendale. Figura 51: il ruolo della linea nella gestione delle politiche retributive. Analisi per dimensione aziendale. Piccola Impresa 34,8% Media Impresa 13,2% Grande Impresa 4,0% Abbastanza 34,8% 58,2% 44,0% Molto, c’è forte delega da parte del vertice 27,5% 27,5% 48,0% 2,9% 1,1% 4,0% 100,0% 100,0% 100,0% Molto poco, la direzione decide per tutti i livelli Completa autonomia TOTALE 57 Le politiche retributive Figura 51.bis: il ruolo della linea nella gestione delle politiche retributive. Analisi per dimensione aziendale. intervento della linea 2,9% 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 27,5% 4,0% 1,1% 27,5% 48,0% 34,8% 58,2% 44,0% 34,8% 13,2% PICCOLA IMPRESA MEDIA IMPRESA 4,0% GRANDE IMPRESA Molto poco, la direzione decide per tutti i livelli Abbastanza Molto, c’è forte delega da parte del vertice Completa autonomia Per quanto riguarda la comunicazione del pacchetto retributivo, i risultati sono riportati in figura 52. Figura 52 la comunicazione del pacchetto retributivo per dimensione aziendale Nessuna comunicazione particolare Non esiste una comunicazione formale, ma è possibile chiedere informazioni alla Direzione del personale Attraverso opuscoli e strumenti cartacei Tutta la comunicazione in materia retributiva è delegata ai capi diretti Mediante intranet aziendale con un accesso interattivo alle informazioni personalizzate che illustrano l’intero pacchetto retributivo Altro Piccola Impresa 28% Media Impresa 20% Grande Impresa 12% 35% 36% 28% 12% 19% 20% 30% 29% 40% 3% 2% 20% 7% 12% 20% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Emergono alcune considerazioni: - Innanzitutto che la quota maggiore di aziende che non fornisce alcuna comunicazione particolare è nelle piccole imprese (quasi il 30%). Tale quota decresce all’aumentare della dimensione aziendale, anche se esiste comunque il 12% delle grandi imprese che non comunica la propria politica retributiva. - Nelle piccole imprese, poi, esiste un 35% che non formalizza la comunicazione ma rende disponibile la Direzione del personale a fornire spiegazioni. Tale quota rimane costante nelle medie imprese e scende al 28% nelle grandi. Per le aziende di dimensioni minori sembra essere il meccanismo principale di comunicazione. 58 Le politiche retributive - - Circa il 30% di piccole e medie imprese comunque prevede di valorizzare il ruolo dei capi diretti nella comunicazione delle politiche retributive. Tale percentuale cresce al 40% nel caso delle grandi, che, data la dimensione, per garantire una maggiore capillarità di comunicazione, devono coinvolgere in modo significativo i capi. Infine, l’utilizzo dell’intranet, che mediamente non risultava un canale rilevante, è evidenziato dal 20% delle grandi imprese. Figura 52.bis: la comunicazione del pacchetto retributivo per dimensione aziendale Altro la comunicazione del pacchetto retributivo Intranet 140% La comunicazione è delegata ai capi diretti Attraverso opuscoli e strumenti cartacei 120% 7% 3% 12% 2% 100% 30% 29% 80% 60% Informazioni alla Direzione del personale Nessuna comunicazione 20% 12% 40% 19% 20% 35% 36% 40% 20% 20% 28% 28% 20% 12% 0% PICCOLA IMPRESA MEDIA IMPRESA GRANDE IMPRESA LA VALUTAZIONE DELLA POLITICA RETRIBUTIVA E SFIDE FUTURE In figura 53 vengono descritte le dimensioni sulle quali le aziende suddivise per dimensione valutano la propria politica retributiva. Le dimensioni indicate sono abbastanza simili, indipendentemente dalla tipologia di aziende considerata: la soddisfazione dei dipendenti è segnalata da circa il 50% delle aziende, così come gli effetti finanziari. Esiste tuttavia una quota non trascurabile di imprese che non valuta l’impatto della propria politica retributiva: la percentuale maggiore (22%) si trova tra le piccole imprese. Figura 53: la valutazione del pacchetto retributivo per dimensione aziendale Non la valuta Valutando gli effetti finanziari (prevalentemente gli effetti sui costi) PICCOLA IMPRESA 22% MEDIA IMPRESA 15% GRANDE IMPRESA 12% 46% 42% 56% Valutando la soddisfazione del cliente Valutando l’impatto sulle performance dei processi interni 7% 8% 12% 30% 38% 32% Valutando la soddisfazione dei dipendenti 45% 51% 48% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. 59 Le politiche retributive Approfondendo poi, per dimensione aziendale, le priorità della politica retributiva e il livello di soddisfazione, si presentano le figure 54, 55, 56. Si è riportata anche una colonna “variazione priorità” che indica l’incremento o la riduzione (dal 2007 al 2008) della percentuale di aziende che ha segnalato una determinata strategia di risorse umane come prioritaria. Figura 54: priorità strategiche per la funzione HR. Piccola impresa. PICCOLA IMPRESA Attrarre i talenti Livello di soddisfazione Importanza Priorità nei da parte oggi prossimi anni dell’azienda 36,2% 13,0% 20,3% Variazione priorità 15,9% Trattenere i migliori talenti e ridurre il turn over 34,8% 47,8% 33,3% -14,5% Premiare il contributo dei singoli 39,1% 46,4% 34,8% -11,6% Mantenere sotto controllo il costo del lavoro 37,7% 37,7% 34,8% -2,9% Comunicare meglio la politica retributiva ai dipendenti 7,2% 4,3% 4,3% 0,0% Allineare i valori retributivi al mercato 13,0% 13,0% 15,9% 2,9% Creare coesione tra le varie unità organizzative 23,2% 15,9% 10,1% -5,8% Sviluppare imprenditorialità nella gestione del lavoro 15,9% 15,9% 21,7% 5,8% Correlare maggiormente il sistema di incentivazione ai processi aziendali 15,9% 14,5% 17,4% 2,9% Migliorare il sistema di valutazione delle prestazioni 10,1% 17,4% 23,2% 5,8% Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo 27,5% 23,2% 18,8% -4,3% Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati 1,4% 7,2% 14,5% 7,2% Altro 2,9% 2,9% 1,4% -1,4% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Relativamente alla piccola impresa, risulta che ad oggi le linee strategiche prioritarie, sulle quali le aziende hanno comunque manifestato maggiormente la propria soddisfazione sono trattenere i talenti, premiare il contributo dei singoli e mantenere sotto controllo il costo del lavoro. Relativamente alla priorità, rimangono significativi premiare il contributo dei singoli e mantenere sotto controllo il costo del lavoro, ma aumenta l’importanza di attrarre talenti. Sembra quindi che le piccole imprese tendano ad impostare una strategia di maggiore apertura verso l’esterno. Considerando l’ultima colonna, le celle più scure sono quelle dove è riscontrato un incremento della rilevanza. Rispetto alla media azienda, le linee strategiche principali sono simili al caso della piccola azienda: trattenere i talenti, premiare il contributo dei singoli e mantenere sotto controllo il costo del lavoro. Anche nel caso della media azienda il principale cambiamento strategico riguarda la crescita della rilevanza dell’attrazione del talenti. Le celle più scure indicano gli incrementi di rilevanza delle varie linee strategiche. A questo riguarda sembra interessante notare come la media impresa voglia puntare dai prossimi anni sulla comunicazione della politica retributiva e sul sistema di valutazione delle prestazioni. Premiare il contributo dei singoli, sia nella piccola, ma anche nella media, pur rimanendo una delle strategie principali per i prossimi anni, diminuisce la sua rilevanza. 60 Le politiche retributive Figura 55: priorità strategiche per la funzione HR. Media impresa. MEDIA IMPRESA Attrarre i talenti Trattenere i migliori talenti e ridurre il turn over Livello di soddisfazione da parte dell’azienda 12,1% Importanza oggi Priorità nei prossimi anni Variazione priorità 14,3% 37,4% 23,1% 36,3% 47,3% 36,3% -11,0% 42,9% 63,7% 29,7% -34,1% 49,5% 45,1% 29,7% -15,4% 2,2% 2,2% 13,2% 11,0% Allineare i valori retributivi al mercato 25,3% 33,0% 24,2% -8,8% Creare coesione tra le varie unità organizzative 13,2% 7,7% 5,5% -2,2% Sviluppare imprenditorialità nella gestione del lavoro 14,3% 13,2% 22,0% 8,8% 15,4% 17,6% 20,9% 3,3% 11,0% 9,9% 24,2% 14,3% 24,2% 8,8% 15,4% 6,6% Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati 6,6% 12,1% 19,8% 7,7% Altro 1,1% 0,0% 2,2% 2,2% Premiare il contributo dei singoli Mantenere sotto controllo il costo del lavoro Comunicare meglio la politica retributiva ai dipendenti Correlare maggiormente il sistema di incentivazione ai processi aziendali Migliorare il sistema di valutazione delle prestazioni Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Figura 56: priorità strategiche per la funzione HR. Grande impresa. GRANDE IMPRESA Attrarre i talenti Trattenere i migliori talenti e ridurre il turn over Livello di soddisfazione da parte dell’azienda 20,0% Importanza oggi Priorità nei prossimi anni Variazione priorità 20,0% 36,0% 16,0% 28,0% 64,0% 44,0% -20,0% 28,0% 52,0% 24,0% -28,0% 56,0% 56,0% 36,0% -20,0% 8,0% 4,0% 24,0% 20,0% 24,0% 28,0% 16,0% -12,0% Creare coesione tra le varie unità organizzative 4,0% 4,0% 8,0% 4,0% Sviluppare imprenditorialità nella gestione del lavoro 4,0% 0,0% 20,0% 20,0% Premiare il contributo dei singoli Mantenere sotto controllo il costo del lavoro Comunicare meglio la politica retributiva ai dipendenti Allineare i valori retributivi al mercato Correlare maggiormente il sistema di incentivazione ai processi aziendali Migliorare il sistema di valutazione delle prestazioni 32,0% 24,0% 32,0% 8,0% 20,0% 12,0% 24,0% 12,0% Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo 20,0% 4,0% 20,0% 16,0% Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati 12,0% 16,0% 8,0% -8,0% 4,0% 0,0% 0,0% 0,0% Altro NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. 61 Le politiche retributive Rispetto alla grande impresa, poi, di nuovo vengono confermate le prime tre priorità: trattenere i talenti, premiare il contributo dei singoli e mantenere sotto controllo il costo del lavoro. Soprattutto rispetto all’ultima le grandi imprese esprimono soddisfazione. Anche la grande impresa nei prossimi anni intende migliorare la propria capacità di attrarre talenti e, come la media impresa comunicare meglio la propria politica retributiva. Per i prossimi anni risultano strategiche anche lo sviluppo dell’imprenditorialità e il miglioramento del clima lavorativo Rispetto alle leve di politica retributiva da utilizzare, poi, in figura 57 sono illustrati i principali risultati. Figura 57: leve retributive e livello di importanza attuale e futuro Retribuzione fissa Bonus una tantum discrezionale Piccola Impresa Media Impresa Grande Impresa Livello di Livello di Livello di investimento investimento investimento Importanza Importanza Importanza nel nel nel oggi oggi oggi prossimo prossimo prossimo anno anno anno 34,8% 56,0% 17,4% 29,7% 16,5% 16,0% 36,3% 33,3% 18,8% 18,7% 32,0% 20,0% Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Premi collettivi 53,6% 55,1% 56,0% 63,7% 72,0% 52,0% 8,7% 11,6% 17,6% 13,2% 12,0% 16,0% Incentivi di lungo termine 7,2% 13,0% 6,6% 14,3% 4,0% 20,0% Formazione e sviluppo 47,8% 65,2% 41,8% 38,5% 52,0% 52,0% Benefit legati alla salute 1,4% 1,4% 7,7% 13,2% 12,0% 24,0% Benefit legati alla mobilità 2,9% 2,9% 2,2% 3,3% 0,0% 0,0% Benefit legati alla previdenza 2,9% 4,3% 4,4% 3,3% 4,0% 4,0% Benefit per bilanciare la vita lavorativa con quella privata (asili nido, orario flessibile, ecc.) Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati 2,9% 1,4% 5,5% 6,6% 8,0% 40,0% 33,3% 39,1% 26,4% 35,2% 16,0% 20,0% 7,2% 21,7% 17,6% 38,5% 20,0% 32,0% NOTA METODOLOGICA: La somma dei valori è superiore a 100 in quanto era prevista la risposta multipla da parte delle aziende. Come riassunto in figura 57, la retribuzione variabile e la formazione e sviluppo sono le leve più significative sia oggi sia nei prossimi anni per la maggior parte delle aziende di tutte le dimensioni aziendali. Mentre per la piccola impresa e per la grande ad oggi la retribuzione fissa è una variabile di importanza notevole (soprattutto nelle aziende più grandi) per i prossimi anni diverranno più rilevanti il clima lavorativo (nella piccola) e la capacità di offrire benefit di bilanciamento vita privata e vita lavorativa (nella grande). Nella media infine, mentre oggi è rilevante il bonus una tantum, si pensa che nei prossimi anni diverrà più rilevante la capacità di sviluppare percorsi di carriera più formalizzate. I risultati vengono riassunti in figura 58. 62 Le politiche retributive Figura 58: leve retributive e livello di importanza attuale e futuro. Summary dei risultati SUMMARY RILEVANZA LEVE Leve più rilevanti oggi Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Piccola Impresa Formazione e sviluppo Retribuzione fissa Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Media Impresa Formazione e sviluppo Bonus una tantum discrezionale Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Grande Impresa Formazione e sviluppo Retribuzione fissa Leve più rilevanti nei prossimi anni Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Formazione e sviluppo Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Formazione e sviluppo Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Formazione e sviluppo Benefit per bilanciare la vita lavorativa con quella privata Correlando le leve adottate alla strategia prioritaria per dimensione aziendale si osservano i risultati riportati in figura 59. Vengono in particolare analizzate le tre strategie principali oggi per le aziende nelle varie dimensioni (Trattenere i migliori talenti e ridurre il turn over, Premiare il contributo dei singoli, Mantenere sotto controllo il costo del lavoro).4 Viene approfondita poi in figura 60 la configurazione delle leve per le aziende che hanno dichiarato prioritaria l’attrazione dei talenti. Emerge che: - Per trattenere i talenti e ridurre il turnover, le aziende di tutte le dimensioni tendenzialmente si avvalgono di retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati e formazione e sviluppo. Si noti, tuttavia che in piccole e grandi aziende anche la retribuzione fissa sembra essere considerata una leva importante (indicata dal 56% delle grandi aziende che dichiarano di voler trattenere i propri talenti) - Per premiare il contributo dei singoli , la retribuzione variabile sembra essere la leva principale per ogni dimensione. Tuttavia: o Le piccole puntano significativamente anche su retribuzione fissa e bonus una tantum; o Le medie prevalentemente su formazione e sviluppo, ma anche su bonus e gratifiche; o Le grandi su formazione e sviluppo e su retribuzione fissa. - Per mantenere sotto controllo il costo del lavoro , di nuovo la retribuzione variabile risulta essere la leva principalmente utilizzata. Tuttavia: o La piccola azienda punta in modo significativo su retribuzione fissa e formazione e sviluppo o La media azienda principalmente sulla retribuzione fissa o La grande azienda sulla formazione e sviluppo. 4 Queste strategie vengono correlate con l’importanza delle leve “ad oggi” mentre l’attrazione dei talenti, che è strategica nei prossimi anni, viene correlata con la configurazione delle leve prospettica. 63 Le politiche retributive Figura 59: leve retributive e strategie HR Retribuzione fissa Bonus una tantum discrezionale Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Premi collettivi Incentivi di lungo termine Formazione e sviluppo Benefit legati alla salute Benefit legati alla mobilità Benefit legati alla previdenza Benefit per bilanciare la vita lavorativa con quella privata (asili nodo, orario flessibile, ecc.) Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati Trattenere i migliori talenti e Premiare il contributo dei Mantenere sotto controllo il ridurre il turn over singoli costo del lavoro Piccola Media Grande Piccola Media Grande Piccola Media Grande 44% 54% 46% 44% 45% 28% 56% 33% 36% 30% 35% 19% 44% 34% 31% 23% 37% 43% 52% 51% 81% 59% 50% 69% 50% 61% 57% 6% 19% 6% 6% 19% 8% 15% 20% 21% 6% 7% 6% 3% 5% 0% 4% 10% 7% 52% 49% 75% 38% 47% 54% 46% 32% 64% 0% 7% 19% 3% 10% 23% 0% 5% 14% 3% 5% 0% 3% 3% 0% 4% 5% 0% 6% 5% 0% 6% 5% 8% 8% 0% 7% 3% 7% 6% 3% 9% 15% 0% 5% 7% 42% 30% 6% 25% 33% 31% 27% 20% 7% 6% 23% 19% 3% 17% 0% 12% 12% 21% Relativamente infine all’attrazione dei talenti, come si evince da figura 60 le aziende di tutte le dimensioni intendono puntare si retribuzione variabile e su formazione e sviluppo. Si noti tuttavia che mentre l’ambiente lavorativo è segnalato da più del 40% delle piccole e medie aziende che intendono attrarre i talenti, questo non accade per le grandi imprese dove invece sono i benefit (ad esempio legati alla salute e al work life balance) a costituire una leva di attrazione. 64 Le politiche retributive Figura 60: leve retributive e attrazione dei talenti Attrarre i talenti Piccola Media 20% 15% Retribuzione fissa Bonus una tantum discrezionale Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati Premi collettivi Incentivi di lungo termine Formazione e sviluppo Benefit legati alla salute Benefit legati alla mobilità Benefit legati alla previdenza Benefit per bilanciare la vita lavorativa con quella privata (asili nodo, orario flessibile, ecc.) Migliorare l’ambiente e il clima lavorativo Sviluppare percorsi di carriera più formalizzati Grande 22% 12% 18% 11% 52% 53% 56% 20% 18% 11% 20% 24% 44% 68% 38% 56% 0% 15% 33% 4% 0% 0% 4% 3% 0% 0% 12% 33% 44% 44% 11% 16% 44% 22% Figura 61: leve retributive, strategie HR e dimensione aziendale Trattenere i talenti e ridurre il turnover Premiare il contributo dei singoli Piccola Impresa Media Impresa Grande Impresa Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati Retribuzione fissa Retribuzione fissa Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati Retribuzione fissa Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Bonus Bonus Retribuzione fissa Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati Mantenere sotto controllo il costo Retribuzione fissa del lavoro Formazione e sviluppo Retribuzione fissa Formazione e sviluppo Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi Retribuzione variabile e sistemi di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati di incentivazione formalizzati Attrarre Talenti Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Formazione e sviluppo Ambiente lavorativo Ambiente lavorativo Benefit 65