Delibera n. 17 Progetto di ristrutturazione Albergo S.Pietro. Avvio
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Delibera n. 17 Progetto di ristrutturazione Albergo S.Pietro. Avvio
DELIBERA C.C. N. 17/05 Progetto di ristrutturazione Albergo S.Pietro. Avvio procedura di conferenza dei servizi ai sensi della L.R. 36/97 IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO che con Deliberazione n° 3 del 26.02.2002 è stato approvato il progetto definitivo del Piano Urbanistico Comunale, composto dagli elaborati previsti dall’articolo 24 della L.R. 36/97, redatto in coerenza con il documento contenente le determinazioni comunali in merito alle osservazioni pervenute e contenente le conseguenti modifiche; PRESO ATTO che il nuovo Piano Urbanistico Comunale, espletate le procedure di pubblicazione ai sensi della L.R. 36/97, è entrato in vigore a far data dal 24.10.2002; CONSIDERATO che il Piano vigente ricomprende interamente la disciplina del Piano Particolareggiato per il Centro Storico di Porto Venere, approvato con D.P.G.R. n°370 del 03.06.1997; CHE all’interno dello stesso strumento attuativo è prevista un’apposita norma relativa alla ristrutturazione edilizia dell’Albergo San Pietro in Calata Doria coincidente con il progetto di ristrutturazione concessionato con atto n°572 del 22.02.1992; VISTO il nuovo progetto di ristrutturazione dell’albergo denominato Locanda San Pietro, presentato da parte della Soc. Hotel Punta San Pietro s.p.a. in data 5 febbraio u.s., per il recupero della struttura ricettiva che attualmente versa in condizioni di elevato degrado materico e strutturale; PRESO ATTO che tale progetto prevede una soluzione per la copertura del blocco lato monte con tipologia piana anziché a falde inclinate, come è previsto nel Piano Particolareggiato attualmente vigente; CHE tale intervento determina, pertanto, una variante urbanistica alla normativa vigente per conformarsi alla nuova soluzione progettuale; CHE la Soprintendenza, esaminati gli elaborati relativi alla nuova soluzione progettuale, con nota del 21 gennaio 2005 ha già espresso parere preliminare favorevole al progetto sopra richiamato, in quanto ritenuto compatibile con le esigenze di tutela paesistica insistenti nella zona; RITENUTO opportuno, per quanto sopra, modificare la normativa del Piano Particolareggiato per il centro storico in funzione del nuovo progetto comportante variante al P.U.C. vigente; RILEVATO che tale procedura di carattere tecnico comporta l’adozione di una variante al Piano Urbanistico Comunale ai sensi dell’art. 44 della L.R. 36/97; RITENUTO opportuno per l’approvazione della variante di cui sopra adottare la procedura concertativa prevista dall’art. 59 della L.R. 36/97 attraverso l’istituto della Conferenza dei Servizi; VISTI gli elaborati tecnici relativi alla suddetta variante consistenti negli elaborati progettuali relativi alla ristrutturazione dell’Albergo San Pietro; UDITI gli interventi dei Consiglieri che si allegano alla presente, rimarcata in particolare dai Consiglieri di minoranza, data l’importanza dell’intervento e la delicatezza del sito, la necessità di addivenire in tempi brevi alla stipula di una apposita convenzione che disciplini i rapporti tra il Comune e la Proprietà dell’albergo in ordine alle problematiche legate ai parcheggi, alle servitù e ai vincoli di carattere urbanistico; Con votazione unanime favorevole; DELIBERA - di esprimere, per le motivazioni espresse in premessa, il preventivo assenso alla variante al vigente Piano Urbanistico Comunale ai sensi dell’art. 44 della L.R. 36/97, finalizzata alla modifica della disciplina urbanistica relativa alla ristrutturazione dell’Albergo San Pietro; - di dare atto che la nuova normativa è costituita dagli elaborati tecnici del progetto di ristrutturazione edilizia della struttura ricettiva; - di dare altresì atto che per l’approvazione di tale variante viene adottata la procedura concertativa della Conferenza dei Servizi ai sensi dell’art. 59 della L.R. 36/97; - di depositare la presente deliberazione, una volta divenuta esecutiva, congiuntamente agli atti presentati nel corso della conferenza dei servizi in seduta referente, a libera visione del pubblico, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Verbale letto, confermato e sottoscritto IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO Allegato alla delibera di C.C. n. 17 del 7.04.2005 PUNTO N. 5 ALL’O.D.G. - PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE ALBERGO SAN PIETRO. AVVIO PROCEDURA CONFERENZA DI SERVIZI AI SENSI DELLA L.R. 36/97 ASSESSORE CARASSALE Brevemente per illustrare la pratica, poi lasciamo la parola ai tecnici e vedremo anche una presentazione video dell’intervento proposto. Credo che questa sia una pratica importante perché parliamo oggi dell’albergo San Pietro posto nel cuore del borgo antico di Portovenere, albergo che è una ferita che ci portiamo dietro forse da più di quindici anni e ad oggi è arrivato a uno stato insomma di manutenzione non più sopportabile dal punto di vista anche dell’immagine del nostro comune e del nostro paese. Una pratica importante perché oggi proviamo a tracciare una rotta che speriamo di riuscire a raggiungere con questa rotta il porto in quanto veniamo in Consiglio Comunale per dare un assenso preventivo ad una variante all’Art. 44 del piano urbanistico comunale che poi verrà effettivamente discussa ed approvata tramite il procedimento della Conferenza dei Servizi. Questo per accelerare anche i tempi di eventuali nulla osta e pareri di altri enti. Brevemente, il progetto che ha avuto tutta una sua storia ed era arrivato ad essere stato bocciato dalla Sovrintendenza il progetto precedente in quanto non era condivisa la soluzione, che invece era proposta dal piano particolareggiato del 97 che poi era stato ripreso nel piano urbanistico comunale che prevedeva praticamente, poi lo vedremo, una trasformazione del volume retrostante il carugio assimilandolo un po’ come tipologia alle case del carugio, cioè trasformando e cancellando un segno importante e architettonico, questa cosa non era stata condivisa dalla Sovrintendenza che aveva bocciato il progetto. Poi c’è stato un periodo di stasi della questione, a luglio abbiamo ripreso in mano un po’ la questione, c’è stata tutta una fase di concertazione che gli architetti e i progettisti hanno portato avanti insieme alla Sovrintendenza e questa fase ha portato ad avere già un primo parere preliminare favorevole della Sovrintendenza su questo progetto. Quindi i tempi di questi progetti, della procedura, noi speriamo di essere in grado entro un mese di potere convocare perché la gestiremo noi con gli uffici comunali la Conferenza dei servizi, convocare la prima conferenza dei servizi, quella referente, dopodiché ci sarà sicuramente la pubblicazione degli atti, del progetto e degli atti della Conferenza per eventuali osservazioni e poi ci sarà una conferenza deliberante che chiuderà la pratica. Io lascerei anche la parola agli Architetti per la spiegazione e la visione delle slide. Abbiamo sicuramente condiviso che mantenere appunto questi tratti sia una soluzione importante, mantenere la storia di questo edificio che risale agli anni trenta e questa soluzione praticamente ricava maggiore superficie all’interno del volume esistente, si parla sempre del volume quello retrostante il carugio, quello invece in facciata sul mare viene ripreso e ristrutturato così com’è nello stato attuale, quello retrostante invece c’è un aumento di superficie che però viene ricavata da una diversa disposizione dei piani e quindi viene creato un piano in più mantenendo però lo stesso carattere estetico e tipologico. Poi c’è un altro minimo ampliamento però quello era previsto dal piano particolareggiato, è nella parte retrostante l’edificato dove c’è un viottolo, un sentiero, che viene spostato un po’ più a monte. Lascerei la parola così vediamo la presentazione. ARCHITETTO Facciamo una premessa storica al progetto per capire un attimo da dove viene, cioè come nasce l’albergo San Pietro. Questa è una foto antica di inizio 900, si vede la zona dove sorge San Pietro che penso che la conosciate tutti, quel fabbricato lì era l’antica scuola elementare che era anche sede del Circolo dei Cacciatori e sul retro c’era un fabbricato parzialmente diruto perché distrutto dal fuoco che era una vecchia filanda corderia ed era l’ultima propaggine della palazzata a mare di Portovenere verso Piazza Spallanzani, cioè verso San Pietro. Nel 1925 inizia la costruzione dell’albergo San Pietro che si conclude nel 1927, l’autore di questa costruzione è Giorgio Guidugli che in seguito costruirà le scuole di Fezzano e delle Grazie oltre a vari altri edifici importanti quali il palazzo delle entrate alla Spezia su piazza Europa. Il fabbricato viene costruito su questi sedimi, la parte dietro viene completamente demolita mentre parte del fabbricato a mare viene inglobato nella struttura, nella struttura ci sono ancora quei due grandi contrafforti che sostenevano il fabbricato partendo dalla scogliera perché allora c’era il mare prima della costruzione della calata e il resto viene completamente realizzato ex novo. Se andiamo avanti vediamo le foto del fabbricato partendo dallo stato di fatto, cioè questo edificio è caratterizzato fondamentalmente da una cosa, dall’avere due corpi, uno a mare ed uno a monte che sono completamente diversi e disomogenei, cioè quello a mare è stato decorato e costruito coi canoni dell’edilizia, del periodo in uno stile tra il decò e il futurista tipico dello spezzino che si rifaceva a canoni estetici soprattutto dell’architetto Franco Oliva che aveva dato un’impronta molto particolare a tutti gli edifici nell’ambito spezzino, a partire dalle costruzioni più o meno coeve che erano il palazzo del ghiaccio dove attualmente c’è la sede dei servizi informatici della Cassa di Risparmio, la Casa della buona novella che è quella chiesa evangelica in Via Milano, il Palazzo del Governo che è l’attuale Prefettura e anche altri edifici; erano tutti più o meno caratterizzati da questo aspetto molto verticale che qua si sposa bene con l’aspetto verticale delle case torri della palazzata a mare. La cosa fondamentale è che questi due corpi di fabbrica sono molto diseguali, il primo quello a mare molto più importante e molto più decorato, il secondo quello a monte che sembra quasi una facciata b) come diremo che nei dischi c’è la facciata a) e la facciata b); per cui questa decorazione piano piano si perde da una facciata all’altra fino a scomparire completamente la decorazione di facciata sull’asse retrostante e cioè su via Colonna che è il carugio che passa dietro all’albergo, quasi come se questa asse di Via Colonna fosse un’asse meno importante; in realtà l’asse di Via Colonna sta alle spalle sulla salita che va dalla Piazza Spallanzani, da San Pietro che sale su al castello, diventa un’asse molto importante per tanti motivi. Andiamo un attimo avanti, qua si vedono tutte le foto dello stato attuale e dello stato di fatto, attualmente il fabbricato è in grave degrado perché sono passati oltre 13 anni da quando sono stati abbandonati i lavori. Qua parzialmente non si vede una parte della diapositiva, andiamo avanti, vediamo un attimo le previsioni di piano particolareggiato. Nel piano particolareggiato era prevista completamente… questa tavola qua esemplifica le previsioni di piano particolareggiato che prevedeva la ristrutturazione del corpo a monte con l’ampliamento del fabbricato del corpo a monte che è di forma irregolare fino a portarlo a una forma rettangolare. Questo era quanto era stato approvato nella Conferenza dei servizi del 1991 mi sembra, 92, e fondamentalmente prevedeva diciamo il restauro e risanamento conservativo della parte anteriore e la ristrutturazione con la completa demolizione e ricostruzione della parte posteriore con canoni estetici simili alla palazzata e cioè una facciata intonacata liscia con tetti a capanna in ardesia. Questo sarebbe stato il fronte che si sarebbe visto dalla Piazza Spallanzani, nella fase di riapprovazione di questo progetto vediamo un attimo il fotomontaggio come appariva questa cosa qua, questo qua è visto dal mare, aveva avuto questo aspetto ma soprattutto da Piazza Spallanzani vediamo che adesso è in queste condizioni, sarebbe stato di questo aspetto che è obiettivamente molto impattante rispetto al sito. La Sovrintendenza ha avuto un ripensamento in questi anni a questa approvazione e nel momento in cui questo progetto è ritornato per il parere di merito da parte della Sovrintendenza, dopo essere stato riapprovato dal Comune, la Sovrintendenza ha chiesto, ha bocciato il progetto ed ha chiesto un ripensamento ai progettisti per tutta la struttura. Noi abbiamo elaborato questo nuovo progetto che riprende in parte il progetto esistente, lo migliora in alcune parti e soprattutto dà all’albergo alcuni spazi che nel progetto precedente erano stati in parte tralasciati ed in parte non erano necessari perché il progetto precedente era la ristrutturazione di un’attività alberghiera esistente e quindi sarebbe andato in deroga su molti punti, soprattutto sulle dimensioni delle stanze perché per le attività alberghiere esistenti ci sono delle deroghe alla legge regionale, oggi dovendo riattivare completamente la struttura questa si configura come una costruzione ex novo e quindi deve in ogni caso sottostare alle esigenze della normativa. Poi da allora sono cambiate un sacco di normative come per esempio quella sulla prevenzione incendi o su altre cose; per cui è stato rielaborato il progetto. Qua vediamo il nuovo progetto, c’è una parte che è la reception che sono queste zone qua in colori viola, alle spalle della quale viene ricavata sbancando fino a terra il banco di roccia una sala conferenza, dalla sala conferenza si va nel vano scala con le scale e l’ascensore per il superamento delle barriere architettoniche, da quello si accede in un corridoio dal quale si andrà in una zona che sarà destinata al fitness, una specie di palestra, che verrà ricavata nell’area dove a suo tempo erano stati fatti alcuni scavi archeologici. Questa verrà completamente mantenuta dal punto di vista delle strutture storiche esistenti che verranno valorizzate e verranno utilizzate. Tutta la zona verde è una zona necessaria ai servizi della soprastante cucina, praticamente ci sono gli spogliatoi per il personale maschile e femminile così come prevede la legge. Andando avanti si passa al primo piano che sarebbe questo che adesso vediamo a colori, in questo piano qua c’è in azzurro la cucina coi servizi annessi direttamente con l’uscita sull’esterno per problema di prevenzione incendi tramite la scala che è sul davanti dell’albergo. Poi si accede ad un grande passaggio che è quello più o meno del vecchio progetto che passerebbe sotto il carugio e collegherebbe la parte antistante dal basso con gli ascensori che salgono alla parte superiore, questo anche per il superamento delle barriere architettoniche. Sulla destra ci sono le camere, le camere del nuovo albergo, dovendo raggiungere una elevata qualità ed un’elevata categoria sono state tutte pensate come delle suite, molto grandi, composte per lo meno da un bilocale, questo perché le esigenze sono cambiate, non credo che nessuno vada in un albergo di cinque stelle in una stanza quattro per quattro. Queste stanze ce ne sono solo due molto piccole sui venti metri quadri, le altre hanno dimensioni dai trenta ai trentacinque, anche quaranta metri quadri, sono stanze molto grandi, alcune sono anche molto più grandi, la cosa fondamentale è che, come vedrete, in questo progetto viene esaltata la funzionalità degli spazi comuni. Questo progetto ha spazi comuni molto più grandi di quello precedente, qui vediamo oltre alla cucina la sala ristorante dalla quale si potrà accedere alla calata tramite l’uscita di sicurezza sulla zona sinistra che servirà per evacuare le persone all’interno della sala ristorante in caso di incendio. Andando avanti, andando al piano secondo, si chiama piano secondo perché abbiamo preso la numerazione partendo dal piano terra dal livello calata, c’è la zona del bar che è questa con la terrazza all’aperto, poi c’è una zona di camere sulla destra e poi nel corpo a monte c’è una zona che è in viola che è la zona dello spazio distributivo verticale ed orizzontale per salire ai piani superiori e la zona in bianco sulla sinistra, sono negozi che erano già previsti nel vecchio piano particolareggiato. Passando al piano terzo qui entriamo nella zona effettiva dove sono prevalentemente camere e si vede lo spostamento di Via Colonna a monte, che è la parte dietro dove viene rifatta la scalinata e l’accessibilità, nel vecchio progetto questo era stato completamente sorvolato perché la proprietà non aveva la proprietà del terreno sulla zona retrostante l’albergo e quindi il sedime dell’albergo arrivava fino al confine lasciando in sospeso questa parte che sarebbe stata risolta in tempo tramite una convenzione col Comune e una convenzione coi privati. La società proprietaria dell’albergo ha comprato la zona retrostante l’albergo per cui oggi è possibile attuare quella previsione che c’era nel piano particolareggiato precedente che però non era soddisfatta da atti concreti per cui è stato previsto lo spostamento di via Colonna conseguente all’ampliamento dell’albergo sul retro, la Via Colonna verrà completamente rifatta, verrà sbancata una parte per cui si realizzerà la scalinata verso la parte destra e tutte quelle zone verranno risistemate con la stessa finitura che c’è allo stato attuale. In questa zona qua dell’albergo si vedono fondamentalmente gli spazi connettivi che sono quelli in violetto, le camere e i servizi al piano che sono quelli in celeste, sul retro sarà realizzata un’uscita di sicurezza che è quella che servirà per evacuare le persone in caso di incendio. Andando avanti passiamo ai piani superiori, questo è il piano superiore dove si vede una parte delle camere, quelli in violetto sono gli spazi comuni dove c’è sia il connettivo, sia la parte dietro, la parte a giardino che è stata comprata e che è quella residuale della realizzazione di Via Colonna, poi si vede la terrazza sempre in violetto sul tetto del corpo a mare che sarà attrezzata come solarium e come spazio comune per gli ospiti dell’albergo. Non è più prevista in questo progetto la piscina che c’era sul tetto e molto probabilmente verrà sostituita con strutture mobili tipo vasche Jacuzzi molto grandi perché la piscina sul tetto comportava problemi statici enormi alla stabilità dell’edificio. Andando avanti passiamo al piano quinto, il piano quinto come vedete è solo relativo al volume posteriore e sono praticamente quattro suite con lo spazio connettivo e il servizio al piano. Lo stesso piano sesto uguale e identico a questo e poi arriviamo al piano settimo che sarebbe la copertura del corpo a monte e anche qui abbiamo degli spazi comuni attrezzati a solarium. Praticamente le nuove superfici vengono ricavati parte in quell’ampliamento previsto perché nel vecchio piano particolareggiato i due tetti avevano altezze diverse per cui una parte era a tre piani e quattro piani mentre invece in questo caso qua, mantenendo la linea di gronda attuale, il fabbricato avrà tutti e quattro i piani, e ulteriormente superficie verrà ricavata per fare la sala conferenza a piano terra sbancando fino a terra, cosa che era stata già parzialmente eseguita nel primo anno dei lavori, sbancando fino a terra tutta la parte in stretta adiacenza alla Calata Doria. Questo sarà l’aspetto del fabbricato visto dal mare, la parte prospiciente il lato mare verrà completamente restaurata, le aperture che si vedono sulla parte sinistra in basso dove c’è il ristorante sono quelle concordate con la Sovrintendenza a suo tempo utilizzando le vecchie aperture nel muro che facevano parte della vecchia palazzata a mare in tempo precedente, la parte dietro è quella che verrà completamente diciamo ristrutturata. C’è da sottolineare una cosa, questa è la facciata rifatta coi canoni tardo futuristi art decò che sono già presenti e portata su quattro livelli anziché su tre, c’è da notare che il progetto precedente prevedeva la completa demolizione e ricostruzione del fabbricato, nel caso nuovo non c’è la completa demolizione e ricostruzione del fabbricato ma c’è solo lo spostamento della parete dietro con l’ampliamento dei solai e quindi con l’ampliamento dei solai sul retro e la demolizione dei solai interni e il fabbricato viene portato su quattro livelli. Se andiamo avanti vediamo la nuova vista su Piazza Spallanzani che sarà questa che è più conforme a una memoria storica che il fabbricato a), effettivamente la situazione prima impattava molto perché veniva completamente cancellata la memoria storica che tutti hanno di questo fabbricato, diciamo che questa è una ricostruzione di come forse sarebbe stato il fabbricato se il progettista avesse avuto completamente il lotto a sua disposizione invece di avere un lotto molto stretto e così infelice per la presenza di Via Colonna. Questa qui è la situazione finale di come sarà il fabbricato, sicuramente questo fotomontaggio è stato fatto sulle vecchie fotografie dell’anno 90, non abbiamo volutamente dato un colore a questa facciata che poi sarà concordato con la Sovrintendenza, sicuramente invecchierà nel tempo questa facciata e diventerà molto più simile all’aspetto attuale anziché il vecchio progetto che era abbastanza dirompente nell’ambito di una memoria consolidata della vista. Questo qua è il fabbricato visto dal mare e come attualmente, e così sarà visto dal mare nella nuova sistemazione del corpo a monte. Qua, riepilogando, sono tutte le superfici con le varie destinazioni, penso che abbiamo finito questa cosa qua e il raffronto tra le varie superfici attuali, il piano particolareggiato e variante al piano particolareggiato con l’aspetto di come è lo stato attuale, di come sarebbe stato nel piano particolareggiato e di com’è nella nuova variante. Dovrebbe essere finita la presentazione del progetto. Ci sono domande da fare? CONSIGLIERE PISTONE La scalinata, il proseguimento di Via Colonna rimane come quello di adesso o è più alto? ARCHITETTO Dovendo ampliare il fabbricato sul retro, dovrebbe venire a un livello inferiore, era una cosa già prevista nel vecchio progetto che però non era stata completamente affrontata e di fatti nel vecchio progetto era stato approvato e la realizzazione della scalinata su Via Colonna doveva essere approvata in un secondo momento con un progetto esecutivo da concordarsi col Comune. Oggi in questo progetto c’è già questa soluzione. Praticamente perché il fabbricato… bisogna ribassare un attimo il primo livello perché salendo da Piazza Spallanzani c’è un dislivello notevole, viene abbassato il primo livello del piano per consentire di realizzare le finestre e dietro del fabbricato, poi viene fatto in leggera pendenza, poi viene fatto un tratto verso il fondo del fabbricato che è una vera e propria scalinata. Cioè era una cosa che nel vecchio progetto non era stata affrontata perché doveva essere affrontata in un secondo momento, questo è già un progetto definitivo e conclusivo di questa cosa. CONSIGLIERE PISTONE (intervento fuori microfono) ARCHITETTO Noi avevamo chiesto all’Amministrazione Comunale visto che adesso credo che le competenze non siano più della Capitaneria di ripristinare quello che era quella scalinatina piccola con pochi gradini con quelle due colonne che era una delle caratteristiche principali se vogliamo a servizio degli ospiti dell’albergo stesso, quindi era una cosa che volevamo ripristinare, visto che è stata in parte coperta dai massi che adesso sono stati recentemente posizionati lungo la calata, per noi è una cosa molto importante, una qualità che viene aggiunta, uno standard in più che viene aggiunto alla struttura. Oltre a questo ovviamente la possibilità di un servizio poi agli ospiti di poterli portare su delle spiagge, un servizio importante. Macchine, automobili non ce ne passano, assolutamente, esistono dei piccoli mezzi elettrici che saranno utilizzati ma saranno mezzi piccoli piccoli e peraltro non con motore a scoppio. ARCHITETTO Praticamente rimane il garage dove era prima coi mezzi elettrici, andranno a prendere la gente al punto dove riusciremo a convenzionare col comune la presenza dei posti auto anche perché nel vecchio progetto c’era il discorso che si doveva convenzionare col Comune i posti auto per l’albergo che sono circa trenta come le stanze e quindi andranno convenzionate col Comune, trenta posti auto, potranno essere lontani, anche in cima al Cavo, ci saranno queste due macchine elettriche che andranno a prendere gli ospiti INTERVENTO Intendiamoci, quello non è un garage, è un locale dove vengono ricoverate queste macchine ma non ha la destinazione del garage perché di fatto poi è una macchina elettrica dove insieme a questa macchina verranno depositate anche altre scorte per l’albergo. ASSESSORE CECCARINI Una domanda, una cosa che vedrei molto importante è il tipo di materiale che viene usato, per esempio i vetri delle finestre che tipo di vetri saranno? Perché per esempio vedo un’invasione di vetri di quelli che hanno la rifrazione, anche la pietra che tipo di pietre verranno usate? ARCHITETTO Questa è una cosa importantissima, in effetti questo è un edificio che ha una valenza culturale importantissima, noi sul corpo verso mare opereremo proprio coi principi del restauro e quindi utilizzando tutti quei materiali coerenti. Qui siamo sotto un occhio attento che è quello della Sovrintendenza e dovremo usare materiali particolarissimi, non vorrei entrare nello specifico, i vetri trasparenti no, tanto per chiudere questa preoccupazione e poi anche i materiali che sono per esempio a base di calce, non a base cementizia proprio perché siamo in vicinanza del mare e poi dal punto di vista del restauro tutti questi materiali sono i materiali che si devono usare e quindi riprendendo proprio quelle che sono le lesene, tutte quelle lavorazioni che sono del corpo verso mare, l’elemento caratteristico di questo fabbricato. CONSIGLIERE (?) Un’altra cosa, si è accennato vagamente al discorso di una piscina… ARCHITETTO Cioè non è una piscina, nel primo progetto noi avevamo pensato che il terrazzo di questo edificio potesse essere ricondotto al ponte di una nave dove uno poteva immaginare quasi una navigazione visto che davanti e intorno aveva tutto mare. Ora, con lo stato di degrado che ha subito questo edificio in questi anni e infatti avevamo fatto anche un taglio nell’ultimo solaio, cioè era aperto, questa cosa è improponibile proprio perché il peso di una massa d’acqua di una piscina diventerebbe non sostenibile dalle strutture attuali o comunque con dei lavori impressionanti, enormi. Quello che diceva prima Neri era che sul livello superficiale di questa terrazza potevano essere messe delle vasche Jacuzzi, sono di dimensioni molto contenute e poi sono praticamente delle grandi vasche da bagno, non proprio delle piscine. Nessuno pensa di mettere una piscina a cinque metri dal mare, non sto a giudicare quello che hanno fatto gli altri però secondo noi era primo difficile da realizzare dal punto di vista strutturale e secondo anche poco proponibile proprio perché c’è la possibilità di andare al mare, di fare il bagno in mare. SINDACO Consigliera Michelini. CONSIGLIERA MICHELINI (intervento fuori microfono) ARCHITETTO Cioè questo verrà regolato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici. Noi durante gli scavi archeologici nel 93 avevamo avuto questo ritrovamento, per noi delle pavimentazioni antiche, semplicemente delle pavimentazioni antiche e con delle tracce murarie orientate in modo perpendicolare sul carugio. Per noi questo era un valore aggiunto, vorremmo fortemente caratterizzare questo albergo da questi ritrovamenti proprio perché non tutti ce l’hanno, quindi visto che noi ce lo siamo ritrovato lo vogliamo valorizzare, cioè chi viene in un albergo a Portovenere sulla punta di San Pietro deve veramente andare via con un ricordo diverso e deve essere fortemente caratterizzato dalla tipicità del luogo e da quelli che sono questi ritrovamenti. Cioè non li banalizziamo, non li nascondiamo, li vogliamo valorizzare. CONSIGLIERE (?) .. del materiale com’è previsto? ARCHITETTO Questo è un problema che cerchiamo di risolvere e cerchiamo di risolverlo in modo… CONSIGLIERE (?) Come tempi di attuazione di tutto il progetto in quanti anni è previsto? Più o meno, tanto per farsi un’idea. ARCHITETTO Adesso pensiamo, stiamo facendo proprio un piano di valutazione di questi tempi, occorreranno dai due anni, due anni e mezzo di lavoro e quindi prenderemo circa due estati piene. Il trasferimento dei materiali soprattutto dei detriti che dovremo portare via è l’argomento un po’ più delicato per quanto riguarda l’attraversamento della calata. Mare permettendo però non è una condizione tanto facile da sostenere adesso e dire la porteremo via con questo sistema però, mare permettendo, vorremmo portarli via mare però l’accosto non è una cosa facile e soprattutto le condizioni del mare non sono mai ottimali o altrimenti, accatastandole all’interno della perimetrazione del cantiere in contenitori che poi in orari stabiliti e in periodi dell’anno stabiliti possono essere portati via in un colpo solo, con più viaggi, senza dover sopportare da parte di tutti gli operatori commerciali della Calata l’andirivieni di camion sulla calata. Questo è un problema delicatissimo, noi lo conosciamo e quindi cercheremo di risolverlo con accorgimenti di questo tipo però, intendiamoci, è un problema e dovremo concordemente risolverlo. Bisogna che anche gli operatori della Calata ci vengano un po’ incontro, qualche fastidio lo procureremo sicuramente. CONSIGLIERA MICHELINI (Intervento fuori microfono) ARCHITETTO Una parte di questo sbancamento è già stata fatta quasi completamente, è stata fatta con un sistema a scarpa cioè in diagonale, non andando a rendere perpendicolare quella che sarà la parte verso monte. E’ un po’ difficile da spiegare così, però c’è solamente da fare una rettifica di questa diagonale, i metri cubi che dovremmo sbancare adesso non saprei a occhio, così a memoria, però i metri quadrati della superficie di quel vano lì.. INTERVENTO All’interno saranno circa 80 – 90 metri quadri, cioè il problema non esiste perché verrà fatto un lavoro in completa sicurezza perché intanto i primi a rimetterci non sarà la palazzata ma i primi a rimetterci saranno i proprietari dell’albergo San Pietro che rischiano di farlo crollare, poi in ogni caso il problema della palazzata a mare dal punto di vista geologico è un problema che non vorrei esprimermi, il problema della palazzata a mare è un problema grosso non tanto dal punto di vista geologico quanto dagli interventi che si sono succeduti nell’arco temporale e soprattutto negli ultimi cinquanta anni, il problema della palazzata a mare è un problema dovuto ai lavori che hanno fatto coloro che abitano nella palazzata a mare, nella fattispecie la sostituzione dei solai lignei con solai in cemento armato, questa cosa è stata completamente rivalutata dalla Sovrintendenza ai beni architettonici che quando c’è stato il terremoto ad Assisi ha bloccato tutti i lavori nei monumenti che hanno gli stessi problemi della palizzata a mare e ha chiesto che tutti i consolidamenti dei solai lignei non fossero fatti col cemento armato perché si scoperto che, sostituendo i solai lignei col cemento armato, non si rinforzano le costruzioni, anzi si indeboliscono e quindi il problema della palazzata a mare è un altro, non è tanto quello. Poi noi teniamo conto che l’albergo si trova nel punto terminale della palazzata a mare, la parte dietro non è completamente attaccata alla palazzata a mare, cioè c’è dietro il giardino di un signore che mi telefona continuamente perché cadono pezzi di calcinaccio in giardino e l’altra parte non è completamente attaccata alla palazzata a mare perché sul fianco c’è una scalinata che sale e quindi è un corpo che è completamente a sé stante sia geologicamente che strutturalmente. INTERVENTO Allo stato di fatto odierno non si dovrebbe neanche più pensare ad ulteriori sbancamenti bensì a consolidamenti rispetto agli sbancamenti che sono già stati fatti. Cioè oggi come oggi è più pericoloso in quello stato che non in quello che sarà dall’inizio dei lavori perché l’inizio dei lavori coinciderà col consolidamento e quindi l’inizio dei lavori deve essere veramente, senza fare nessun pericolo però deve essere fatto nel più breve tempo possibile ormai. SINDACO C’è qualche altro intervento? CONSIGLIERA MICHELINI Volevo alcuni chiarimenti sotto il profilo procedurale, ovviamente noi diamo il parere preventivo per l’approvazione in Conferenza dei servizi della variante però ho chiesto se era possibile avere una copia della 36 perché volevo sapere se contestualmente viene approvato anche il progetto o se viene approvata solo la variante e quindi il progetto viene rinviato ad una successiva procedura. ASSESSORE CECCARINI Per una più precisa specifica della procedura possiamo chiedere all’Architetto Martina, credo come aveva accennato che sia il progetto che sia gli atti della conferenza, credo che vengano approvati nella Conferenza dei servizi e poi pubblicato, sia il progetto e sia gli atti.. ARCHITETTO MARTINA Sì perché dal momento che nel 97 è stata fatta una variante al piano particolareggiato in cui è stato inserito il progetto di allora, era la concessione edilizia che valeva in quel momento come scheda progettuale facente parte del piano particolareggiato stesso, mentre all’inizio il piano particolareggiato era stato approvato con una scheda che rimandava ad una successiva progettazione, ora noi facciamo la variante al progetto di concessione edilizia della Conferenza dei servizi delle colombiane e quindi di fatto l’approvazione urbanistica che facciamo ora in Conferenza dei servizi si traduce nell’approvazione progettuale, così noi possiamo rilasciare il permesso di costruire alla fine della procedura di approvazione della variante al Piano particolareggiato contestualmente all’approvazione urbanistica anche del progetto stesso e quindi alla fine dell’iter della Conferenza dei Servizi rilasciamo, previa firma del pagamento degli oneri di urbanizzazione, chiaramente rilasciamo il permesso di costruire per l’avvio ai lavori. CONSIGLIERA MICHELINI Dunque, con questa procedura viene attivata l’approvazione del progetto in variante e contestualmente si fanno le due cose e, come diceva l’Architetto Martina, il permesso di costruire viene rilasciato direttamente dalla Conferenza di servizi in sede deliberante. A me sembrerebbe che in questo progetto, io chiedo venia se non l’ho visto ma nel caso chiedo allora che mi venga illustrata compiutamente perché mi sembra un passaggio importantissimo, non c’è una convenzione urbanistica che regoli i rapporti tra l’amministrazione e la società costruttrice in particolare con riferimento, me ne viene in mente una a caso, le scalinate, i collegamenti, le strade, Via Colonna dietro e quant’altro, i tempi e le modalità per lo smaltimento del materiale, il rispetto di tutte queste condizioni. Se questa pratica, come mi pare evidente, non verrà più in Consiglio Comunale perché attivata questa procedura in Consiglio Comunale non ci viene più, vorrei capire come si pensa di regolare questa cosa perché mi sembrerebbe che questo sia un atto fondamentale, essenziale, se non sotto il profilo burocratico sicuramente sotto il profilo gestionale, ci vogliono precisi impegni da parte della proprietà così come la realizzazione dell’intervento dietro deve essere verificato e controllato dall’Amministrazione pubblica, perché quella diventa una strada ad uso pubblico, non so neanche se la proprietà resterà della struttura alberghiera con una servitù di passo oppure se sarà pubblica, tenuto conto che si va ad invadere, si utilizza il sedime dell’attuale fine di Via Colonna. Quindi immagino che sia pubblica, però tutto questo genere di rapporti che poi è il nocciolo perché una volta che il privato ha attivato questo… Devo dire che il progetto mi piace, lo trovo migliore dell’altro, sono contenta che la Sovrintendenza abbia cambiato idea perché certamente in tutti questi passaggi i contatti con la Sovrintendenza ci sono sempre stati costanti, affrettiamoci a realizzarlo prima che ricambi idea e torni magari su un’altra ipotesi e quindi da parte mia d’accordissimo. Secondo me però, e questo è un problema dell’amministrazione perché l’amministrazione avrebbe dovuto portarci una convenzione coi privati che avremmo dovuto approvare in questa sede, non è certo un compito né della Conferenza dei servizi né un problema dell’ufficio comunale prepararla e predisporla, secondo me questa è una carenza strutturale e fortissima. ARCHITETTO MARTINA Nella procedura del piano particolareggiato non è prevista una convenzione perché non era prevista prima anche se c’era stata fatta dalla precedente Amministrazione e come era stata fatta dalla precedente amministrazione, data la particolarità dell’intervento, verrà fatta anche da questa Amministrazione e quindi un passaggio in Consiglio Comunale sulla convenzione ci sarà assolutamente quando si parlerà della convenzione che verrà fatta tra la riunione referente e la deliberante della conferenza ma che è un atto che l’amministrazione farà su questa pratica o anche dopo la deliberante prima del rilascio del titolo edilizio perché non è previsto dalla normativa e sarebbe quindi un permesso di costruire diretto da rilasciare ai proprietari per edificare ma c’è già l’accordo e c’è sempre stato l’accordo, ci sono vecchie cose da sistemare per le pendenze che il Comune ha col proprietario per alcuni soldi che il Comune ha anticipato per fare interventi di ripristino in danno della proprietà e quindi la convenzione se sarà convenzione a livello di passaggio in Consiglio Comunale, giunta o meno, in ogni caso sarà fatto l’atto convenzionale che regolerà i rapporti che diceva la Consigliera Michelini tra Cmune etc. se non altro per la questione della convenzione sui parcheggi che dicevamo prima, se sarà convenzione con la S.r.l. per il Cavo, ci sono tantissime cose da vedere in questa fase, in questo progetto, che però è rimandato al passaggio di discussione tra Amministrazione e proprietà. ASSESSORE CECCARINI La Convenzione secondo noi è un atto importantissimo, quello che però voleva essere oggi era questo cambiamento quasi di progetto che volevamo che fosse conosciuto da tutto il Consiglio Comunale e possibilmente anche condiviso proprio sotto il punto di vista architettonico, cioè questa fondamentale e importante trasformazione che ha avuto il corpo retrostante che noi abbiamo sempre trattato in maniera come diceva prima Neri giusto dal lato b) e quindi con questa trasformazione che lo riporta anche a un valore molto più importante e fortemente legato al corpo di fabbrica a mare, noi volevamo qualificarlo come intervento architettonico e quindi la cosa importante di questo progetto è questa trasformazione del corpo retrostante e la convenzione è la cosa fondamentale. ARCHITETTO MARTINA Vorrei sottolineare una cosa, non c’è obbligo di convenzione né nel piano particolareggiato né nel Puc e quindi la convenzione che verrà fatta, cui la società si sottoporrà e che è d’accordo di fare, servirà a regolare alcuni rapporti con l’Amministrazione Comunale però non esiste nessun obbligo per nessuno strumento urbanistico e quindi si farà e sarà integrativa perché una convenzione in realtà esiste, esiste la vecchia convenzione che finché non l’andiamo a sostituire che è molto vaga su… difatti ho detto che è fatta sul vecchio progetto CONSIGLIERA MICHELINI Non esiste la vecchia convenzione, era un altro progetto ARCHITETTO MARTINA Era un altro progetto però non c’è un obbligo nello strumento urbanistico di farla, questo si dovrà fare in ogni caso, ne siamo coscienti però non è un atto che vada allegato a questa approvazione perché non c’è nello strumento urbanistico. ASSESSORE CECCARINI A parte gli obblighi, il concetto secondo me è che la convenzione, poi non abbiamo nessuna remora a venire in Consiglio Comunale a discuterla e a proporla. Pare corretto… (fine nastro 2) …la Conferenza dei pareri tali che potrebbe essere rimessa in discussione anche l’intero iter, quindi ad oggi sì poteva essere pensata una proposta però c’è il tempo lungo il percorso di prepararla. CONSIGLIERA MICHELINI Io ho ascoltato con attenzione l’Architetto Neri e mi permetto di insistere: non esiste alcuna convenzione. Sul fatto che questo non sia un atto necessario è una cosa tecnica questa e riconosco che il parere dell’Ufficio Tecnico è stato posto correttamente. Ma quando mi rivolgo al Consiglio Comunale, allora io ritengo che la convenzione sia un atto essenziale perché qualifica questo progetto. Io ho detto in partenza che il progetto mi piace e allora dico che se è vero quello che dice l’Architetto che questa è stata la presentazione di un progetto, di una soluzione architettonica, di un’illustrazione, di un iter che si sta compiendo, io ne prendo atto, sono anche disposta a dare un parere favorevole sull’aspetto architettonico ma se si va in Conferenza dei servizi ci si deve andare con chiarezza di rapporti. Tra l’altro mi viene da pensare, cercate di capirmi, o si dà una rilevanza a questa questione della convenzione urbanistica e, ripeto, guardate che è l’atto essenziale di questo progetto perché sotto il profilo architettonico prendiamo ordini dalla Sovrintendenza, sotto il profilo della gestione di questo progetto, della realizzazione di questo intervento, gli ordini li diamo noi. Allora la procedura che prevede l’avvio della Conferenza dei servizi in tempi precisi perché in trenta giorni si va in deliberante, salvo integrazioni e quant’altro, non mi pare che giustifichi tanto più che sono convinta che i lavori inizieranno con l’autunno presumo, non certo nel periodo pienamente estivo, quindi questo conferma che tre giorni e va bene. Comunque io chiedo che questa pratica, su cui esprimo personalmente, non so a nome del gruppo, una valutazione positiva, tra l’altro la preoccupazione per risolvere questa problema è una preoccupazione… io lo ricordo, dal 90 – 95 fallì un’impresa nel tentativo ennesimo di ristrutturare questa cosa e quindi è essenziale arrivarci in fondo e nel minore tempo possibile, è essenziale dare a Portovenere una struttura di altissimo livello, ne abbiamo già almeno due ma è fondamentale qualificarlo, fondamentale che non si trasformi in residence perché questo è un patrimonio della collettività che deve essere una cartolina per la collettività e quindi siamo felicissimi di questo ma la convenzione urbanistica che lega i rapporti, eventuale utilizzo di oneri di urbanizzazione a scomputo, perché se è vero quello che dice l’Architetto Neri che non è necessario dico che è fondamentale… ARCHITETTO NERI Ho detto che non è dovuta, non che non è necessario, è diverso CONSIGLIERA MICHELINI Esatto, non è necessaria volevo dire sotto il profilo tecnico, dico che è fondamentale perché questo progetto approvato oggi, con tutto il rispetto che ho per il Consiglio Comunale avvia una procedura che ha tempi rigorosissimi e strettissimi, puoi rinviarla quanto vuoi e poi a un certo momento la procedura è avviata e tu mandi un progetto che è quello, quello è il progetto. Quindi io chiedo, ma lo chiedo perché credo che forse questo aspetto vada approfondito, credo che ci siano delle soluzioni, le soluzioni progettuali che sono state inserite nel progetto danno già nelle indicazioni, la questione della strada dietro, le discese a mare, abbiamo il problema della Calata Doria, visto che c’è il cantiere aperto che cosa ci impedisce di ragionare con la proprietà per un miglioramento di queste strutture pubbliche? Ma dobbiamo farlo ora. Una volta che il progetto è approvato, con tutto il rispetto e con tutta la buona volontà della proprietà, come dire, scusate il termine, il potere contrattuale del Comune non esiste più. ARCHITETTO MARTINA Volevo solo dire che come ha detto l’Assessore Carassale dopo il passaggio nella prima riunione.. (Voci fuori microfono) CONSIGLIERA MICHELINI Signor Sindaco, ma tu mi hai ripreso dicendo che ho dieci minuti e il regolamento ne prevede venti, sto dando un contributo positivo, no, basta no signor Sindaco, non ci penso neanche, chiami la forza pubblica! (Voci fuori microfono) CONSIGLIERE PISTONE Salvatore ti stai sbagliando, come al solito ti stai sbagliando! Salvatore, per non essere polemico, stai a sentire, noi abbiamo sentito i tecnici però il dubbio ci rimane, tu dovresti sapere perché eri insieme a me quando Giacobazzi ci ha lasciato il chiodo di cento milioni di soldi del Comune che sono stati impiegati per tenere su l’albergo che cadeva, a questo punto permetti che anche adesso ci venga in mente di dire aspetta un momento, le mettiamo bene avanti le mani coi signori proprietari? Non è polemica, ci piace a tutti, ma se vuoi parlare solo te allora diccelo, ti prendi anche i nostri venti minuti, io ho chiesto la parola prima. Io te la concedo volentieri, ma scusa, senza dubbio che ci dica anche che vogliamo essere polemici, non mi sembra di essere polemico, una delibera che finisce con due righe sul progetto deve per forza fare alzare le antenne! Io volevo finire il discorso, il discorso era questo semplice, tre libri sulla delibera che porta la variante (perché parliamo di variante) e poi due righe sui progetti, ma non si può! ARCHITETTO MARTINA Solo per concludere, se è possibile Sindaco… CONSIGLIERE PISTONE Parliamone sennò non finiamo più, il discorso, Giampiero, io ho una delibera in mano,vostra, non voglio fare polemica, il progetto l’ho visto e mi piace anche perché Neri e Ricco quando si impegnano sono anche bravi, poi studiando e ristudiando qualcosa tireranno fuori dal cassetto, sono cento anni che li conosco, hanno fatto l’università insieme a me. Però per dire, che quando la delibera però termina dice che quando passa la variante passa un progetto, allora quando passa un progetto la preoccupazione dell’Amministrazione tutta deve essere di salvaguardare il paese stesso e l’Amministrazione stessa da possibili inconvenienti, chiamiamoli a volte “disastri” perché il precedente proprietario, che era un ricchissimo proprietario, è fallito, è andato a fare il vino in lattina, quel famoso signore lì, ed è fallito, poi è andato a fare le mattonelle e è diventato suonato, fallito lo è, ci ha lasciato il buco in cima al terrazzo del San Pietro, dieci anni di buco col telone che ha svolazzato per dieci anni in cima tant’è che diceva bene Neri c’è il proprietario del giardino dalla parte di là che si trova i calcinacci in casa. Se succedono queste cose succedono perché in effetti bisogna essere molto cauti quando si fa un’operazione di questo tipo perché la proprietà potrebbero essere delle bravissime persone che hanno centinaia di miliardi ma da nessuna parte c’è scritto che faranno quello che vogliamo noi perché quando è passata la variante è passato il progetto e quindi se invece di tre scalini me ne fanno trenta o quaranta come Wanda Osiris per andare in mare poi ci arrabbieremmo tutti e diremmo ma come mai trenta o quaranta scalini per andare in mare o anche cinque lunghi cento metri? E allora ci arrabbieremmo tutti, alcune garanzie è chiaro che bisogna ottenerle, non c’è ombra di dubbio perché ti posso garantire che se vai a vedere nei nostri bilanci precedenti ci sono dei buchi dovuti a questo signore, a quel signore precedente che era proprietario della locanda San Pietro che cadevano calcinacci, cadevano pezzi di muro, ce li ha fatti ripristinare a noi coi soldi del Comune e poi non ha più pagato. Allora, dico, quei soldi lì li recuperiamo o non li recuperiamo? Cioè la proprietà che si accolla di fare l’albergo cosa fa, ci dà i soldi perché il Giacobazzi ha fatto dei buchi o a un certo punto non è scritto da nessuna parte e ci dice “noi facciamo l’albergo, andate da Giacobazzi e fatevi dare i soldi”, a me non sembra una procedura tanto chiara, ritorno a ripetere che un albergo di quella fattura lì a Portovenere manca perché, checché se ne dica, questo potrebbe diventare davvero il cinque stelle che manca a Portovenere perché, oltre alla zona ideale per fare un’operazione di turismo di un certo tipo, questo ha tutte le caratteristiche, ha la storia anche se la Locanda Lorena nasce in tempi che non vedo tanto di buon occhio, questo non vuole dire niente, siamo affezionati a quel pezzo di costa lì e lo vorremmo come era prima, però nella delibera non c’è scritto niente su quando si andrà a fare, quando si vedrà qui il proprietario che dice da domani voglio. Ricordo Giacobazzi che venne qui tutto umile e poi si è messo in testa di fare le piscine sul tetto e tra un po’ viene giù tutto là dentro, queste sono le preoccupazioni, se la prendi come polemica allora non parliamo nemmeno più! Salvatore ti sei sbagliato, siamo soddisfattissimi, siamo contenti che finalmente… ma ti ricordi quanto abbiamo sofferto per quella mancina che non riuscivamo a levare e poi una sera abbiamo inventato l’uragano e i pompieri ce l’hanno tolta? Questa era stata una felicità minima in confronto a questa! Direi che la delibera potrebbe terminare dicendo che si stipula convenzione coi signori costruttori in data tra l’approvazione preventiva e quella consuntiva, come si chiama non lo so, la convenzione per la quale si metterà nero su bianco che cosa intendiamo noi per oneri di urbanizzazione, che cosa intendiamo di risarcimento dei danni fatti da quello precedente e così via, mi sembra una cautela che il Comune dovrebbe comunque cercare di concludere perché chiaramente sono soldi nostri, sono soldi dell’Amministrazione e del paese e quindi non ci sembra di essere poi quelli che vengono a dire sempre di no, ti dico la verità, Neri lo conosco da un sacco di tempo, questo lasciamelo passare. SINDACO E’ il nostro merito di questo Consiglio Comunale di riuscire da domani ad avviare una procedura affinché tra due anni si apra finalmente, questo è il grosso merito politico del Consiglio Comunale, poi c’è una storia lontana CONSIGLIERE PISTONE Diciamo che vogliamo prendercelo un po’ tutti il merito di questa roba qua, anche noi minoranza vorremmo partecipare a un po’ di merito SINDACO E’ il merito di questa Amministrazione e di questo Consiglio Comunale CONSIGLIERE PISTONE E’ per quello che ti consigliamo una convenzione che venga stipulata perché vorremmo sapere come va a finire davvero SINDACO La stipuleremo nel momento in cui sarà necessario… CONSIGLIERE PISTONE Mi hai soddisfatto Salvatore, fine. ARCHITETTO MARTINA Una precisazione, mi dispiace il discorso della convenzione che era all’attenzione dell’Amministrazione da sempre perché tutte le pendenze che ci sono già il proprietario si è dichiarato disponibile a metterlo nella convenzione e quindi il primo giorno che ci siamo incontrati Corrado Bastreri gli ha presentato il conto dei 56 milioni delle vecchie lire e quindi non è un problema quello, almeno, non lo è mai stato, penso. Il progetto che è oggi in cui il Consiglio Comunale dà l’assenso preventivo è condiviso dall’Amministrazione, quel progetto lì andrà in Conferenza dei servizi, la referente è la chiave di volta un attimo per capire se il progetto viene modificato o non viene modificato, qualche Amministrazione che partecipa alla conferenza che riceverà prima i grafici potrà esprimere già dei pareri e poi, essendo una variante al piano, viene pubblicata all’albo pretorio e ha i suoi mi sembra 45 giorni, qualcuno ne ha 36, come minimo sono 45 giorni di pubblicazione e poi, se ci sono osservazioni, purtroppo bisogna riesaminarle e quindi la fase giusta secondo me per attivare la procedura di convenzione è quando vediamo la progettazione, definita per lo meno dalle osservazioni e quindi tra la deliberante e la referente secondo me la bozza convenzionale può già partire domani mattina, però la stipula della convenzione la vedrei un minuto dopo che abbiamo il quadro completo dei pareri sul progetto perché si parlava della strada dietro etc., non lo so che cosa diranno tutti perché partecipano otto o nove enti su questa cosa. Noi lo condividiamo, non so quanti altri lo condividono, però una bozza di convenzione che peraltro, partendo da quello che c’è già, si può fare e si può cominciare a vedere in Amministrazione da domani. VICESINDACO Nel 97 eri sindaco tu, dico, il piano particolareggiato dovresti conoscerlo, mi viene in mente che mio padre mi diceva che c’erano dei suoi amici che litigavano deve mettere il cappotto e dovevano ancora comprarlo, questa è l’atmosfera stasera, a me fa piacere, la cosa che mi ha lasciato amarezza, è ovvio che apprezziamo la vostra prudenza e vi ringraziamo per questo invito alla prudenza anche perché essendovi bruciati voi con quel bidone, non noi, è giusto che chi ha fatto esperienza la comunichi agli altri, resta sempre inteso… CONSIGLIERE PISTONE Può fallire anche questo di proprietari! Ma che discorsi fai? Può fallire anche questo, che cosa vuole dire? Perché noi abbiamo avuto il demerito che è fallito Giacobazzi, dai! Il cappotto lo attacchi dove vuoi ma non con me! VICESINDACO Predichi bene quando dici che non vuoi essere interrotto ma razzoli un po’ male! CONSIGLIERE PISTONE Però razzolo male quando te vieni a dirmi che praticamente l’ho fatto fallire io Giacobazzi e ha lasciato il buco lì VICESINDACO Ma io non ho detto questo! CONSIGLIERE PISTONE Hai detto questo! VICESINDACO Se è registrato risentiremo. Ho detto che vi ringraziamo per l’invito alla prudenza però in che anno è successo il bidone citato? E chiaramente mi rendo conto che la prudenza cresce a seconda dell’esperienza, va bene però potevate essere più prudenti anche allora, non ho detto che hai fatto fallire Giacobazzi, ho detto che la prudenza va bene sempre CONSIGLIERE PISTONE Sergio, te l’ha data lui la risposta prima, ha detto che il signor Giacobazzi è andato a costruire una cosa che non ha mai fatto e quindi è fallito per quello, non si poteva prevedere che questo fenomeno VICESINDACO Ti sto ringraziando per la prudenza alla quale ci inviti però rimane sempre l’amarezza che di fronte a questo tormentone, tormentone che risale a un decennio, quindicennio, si arriva a una soluzione che avete detto di apprezzare, sarebbe stato bello avere avuto un attimo di festeggiamento tutti insieme e dopodiché arrivano gli inviti alla prudenza, non si può partire subito con inviti alla prudenza, allora diciamo “oh finalmente una soddisfazione!” CONSIGLIERE PISTONE Io volevo solamente dire, siccome può succedere e siccome in delibera non c’è, poteva essere l’occasione per dire: “ragazzi diciamo che c’è una convenzione in atto e poi ci rivediamo qua per vederla”, fine del discorso, infatti ho detto a Salvatore che ero soddisfatto di quello che ha detto SINDACO Bene, allora possiamo mettere… chi è che deve intervenire? CONSIGLIERE VECCHIO Il discorso che poi abbiamo avuto quella sorta di battibecco con la Michelini, io non vorrei che passasse qua che questa Amministrazione lavora con leggerezza, qui tutte le volte si innescano delle polemiche per il semplice motivo che, ed è vero, perché questa Amministrazione lavora con leggerezza. Posso anche capire che ci sia una sorta di inesperienza a livello proprio di tecnica perché sono tutti Assessori nuovi che sicuramente vengono da realtà diverse da quella amministrativa, però il fatto è che quando un Assessore risponde in maniera abbastanza chiara sul fatto che ci sono le sicurezze nonostante venga detto che non c’è obbligo di convenzione, questa Amministrazione si è bruciata sinceramente in maniera evidente con questo progetto già quindici anni fa, e quindi sicuramente il fatto che non ci sia obbligo di convenzione non è un problema, la convenzione si fa sicuramente e si fa cercando di trovare con gli uffici e con l’assessorato tutti quelli che sono i punti critici che possono venire fuori. Quando dico “pagliacci” Paola, lo sai benissimo, anche l’Assessore Carassale mi sembra che lavori con una intelligenza e una coerenza molto elevata. Penso che questo progetto possa andare benissimo in approvazione questa sera. Il fatto che ci sia l’assicurazione massima da parte dei progettisti e dell’Amministrazione per cui si farà attenzione, probabilmente qualcosa può scappare, avremmo sicuramente la collaborazione della minoranza, per cui all’atto della formulazione di questa convenzione che approveremo sicuramente, è un dato questo, ci saranno da inserire eventuali postille, eventuali dati, lo sai benissimo che gli scalini di cento metri non li fai altrimenti Martina va fuori di testa, lo sai benissimo, a livello procedurale siamo già garantiti dal punto di vista progettuale. Dal punto di vista della convenzione convengo con la Paola perché giustamente dice non facciamoci scappare l’occasione di trovare dei punti anche che ci vengano a favore e soprattutto visto che parliamo anche di bilancio di recuperare quei soldi che l’Amministrazione ha dovuto inevitabilmente sborsare. Quello che voglio precisare io, cercate di pensare che comunque non c’è la leggerezza nell’attività amministrativa, ci può essere un po’ di inesperienza, accettiamolo. SINDACO Evitiamo le battute, tanto poi queste cose alla fine, credo molto nella correttezza di tutti i Consiglieri Comunali, alla fine poi se qualcuno di noi gioca sporco esce fuori, non credo che voi giocate sporco, però è chiaro che dobbiamo sempre pensare che qui stiamo cercando di fare il bene di questa comunità. Oggi amministriamo noi, domani sicuramente amministrerete voi, dopodomani gli altri, siamo di passaggio per cinque anni, ai tecnici CONSIGLIERA MICHELINI (intervento fuori microfono) ARCHITETTO MARTINA In sede deliberante il Comune non dà il parere, è un assenso preventivo a fare la conferenza dei servizi e a iniziare la procedura. SINDACO Grazie Architetto. C’è qualche dichiarazione di voto da fare? Chi è favorevole? CONSIGLIERE PISTONE Io ti dico la verità, come la penso, non voglio essere polemico, ti dico che il progetto mi piace e te lo voto anche se mi garantisce che ci sarà una convenzione SINDACO Ci sarà la convenzione nei tempi… CONSIGLIERE PISTONE Martina non me l’ha mica detto che lo fa, nemmeno per sogno! Perché non è dovuta, è per quello! (Voci fuori microfono) CONSIGLIERE PISTONE Volete la collaborazione o non la volete? Allora ditelo! Il Sindaco si può impegnare a dire…? SINDACO Io ho detto se sarà necessario fare la convenzione nei tempi che saranno stabiliti faremo la convenzione, se poi questa convenzione deve venire in Consiglio Comunale o non ci deve venire questo non lo so, deve venire in Consiglio Comunale? Non lo sai neppure no, la faremo venire in Consiglio Comunale. CONSIGLIERE PISTONE Decidiamo noi, il Sindaco dice “Veniamo in Consiglio Comunale”, io ero soddisfatto Salvatore SINDACO Non si è capito quando tu hai detto “sono soddisfatto”, c’era un po’ di rumore e stavamo parlando. Quando tu hai detto “sono soddisfatto di quello che ha detto il Sindaco…” CONSIGLIERE PISTONE Allora te lo votiamo se mi dici così, se un progetto si porta in Conferenza dei servizi con l’unanimità del Consiglio Comunale quei signori là ci pensano cinque o sei volte prima di dire che questi qui sono deficienti, questi qui hanno fatto del casino, se invece ci andiamo con un Consiglio Comunale coeso, i signori, le otto sfaccettature della conferenza dei servizi non potranno che guardarsi in faccia e dire “questi qua la vogliono all’unanimità sta faccenda”, è un po’ diverso da dire come diceva Maesano “se non ti senti soddisfatto vota contro”, non mi interessa votare contro perché piace anche a me il progetto, perché devo votare contro? Quindi se mi dai un’assicurazione che si fa una convenzione io personalmente voto a favore! SINDACO L’ho già detto mezz’ora fa, se c’è da fare la convenzione faremo la convenzione, se è da portare in Consiglio Comunale ce la portiamo, se non c’è da portare in Consiglio Comunale e vogliamo coinvolgere l’opposizione facciamo una seduta informale… CONSIGLIERE PISTONE Te mi devi dire ci vediamo in Consiglio Comunale e poi te la voti da solo SINDACO Te l’ho già detto Giovanni, se dobbiamo venire veniamo in Consiglio Comunale! Allora devo ripetere? Se dobbiamo venire in Consiglio Comunale... CONSIGLIERE PISTONE A verbale! Si è impegnato! SINDACO La malafede ce l’avete voi o ce l’ho io? Se dobbiamo tornare in Consiglio Comunale per la convenzione sennò ci impegniamo lo stesso… VICESINDACO Giacobazzi ti ha fatto male forte eh? CONSIGLIERE PISTONE A me no ma alla comunità di Portovenere sì, si è ciullato 50 – 60 milioni, e li rivogliamo tutti, e secondo me non ha pagato neanche l’Ici, ti garantisco questo, se andiamo a vedere. SINDACO Prima della votazione, avrei voluto chiudere dicendo che siamo molto contenti tutti quanti etc., non l’ho fatto perché abbiamo già votato però mi pare che tutto il Consiglio Comunale sia molto, molto contento di avere iniziato ad avviare questa procedura, nella precedente Amministrazione c’era anche qualcuno che faceva l’applauso, c’era qualcuno che applaudiva, era una battuta, c’era un Consigliere Comunale nella precedente Amministrazione che ogni tanto applaudiva perché pensava di… alla fine il discorso è che siamo contenti di andare su questa strada buona, apriremo l’Hotel San Pietro tutti insieme, tra due anni e mezzo, l’unica cosa che chiedo, seriamente, l’ho detto anche alla proprietà, vorrei che ci sia velocità nelle procedure, nell’esecuzione e tutte le garanzie che… Diteci esattamente questa estate che cosa avverrà. ARCHITETTO Se la proprietà avrà la concessione edilizia, la licenza per costruire, rivestirà tutto il fabbricato lato mare e ovviamente mettendolo prima di tutto in sicurezza con dei pannelli prodotti da una società che si chiama Masserdotti di Brescia che raffigureranno esattamente l’immagine di come sarà l’albergo finito, questo proprio per dare un segnale nel periodo estivo, perché poi è il periodo di maggiore affluenza, un segnale positivo di questa mossa che si è dato. Solamente questo per concludere, la proprietà dà la massima disponibilità a qualsiasi accordo col Comune proprio perché fortemente intenzionata questa volta a realizzare l’opera. Il problema passato, tutto questo quindici anni di fermo lavori dipendeva dalla trasformazione della destinazione d’uso, una cosa estremamente importante che stavolta questa nuova proprietà ha intenzione di mantenere la struttura alberghiera.