relazione stm-plasma rf - Università degli Studi di Trento
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Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Industriale Laboratorio di scienza e tecnologia dei materiali Prof. Luca Lutterotti Anno Accademico 2007-2008 1 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF Report finale: Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Gruppo di laboratorio Plasma RF Studenti: Simone Brazzo Michele Weiss Massimiliano Tait 2 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF Indice: 1. Introduzione pag.4 1.1 La situazione energetica mondiale pag.4 1.2 La conversione fotovoltaica: principi di funzionamento pag.5 1.3 Il sistema fotovoltaico pag.6 1.4 L’ossidulo di rame pag.6 2. Obiettivi pag.6 2.1 obiettivo generale pag.6 2.2 obiettivi specifici pag.6 3. Strumentazioni utilizzate e tecniche di analisi pag.6 3.1 Tecnica Plasma RF pag.6 3.2 Analisi XRD pag.8 3.3 Analisi ESEM pag.8 4. Procedura sperimentale pag.9 4.1 preparazione campioni pag.9 4.2 trattamento plasma RF pag.9 4.3 analisi XRD pag.10 4.4 analisi all’ E.S.E.M pag.11 4.5 proprietà elettriche pag.12 4.6 creazione cella elettrolitica pag.13 5. Analisi dati e conclusioni pag.14 6. Bibliografia pag.14 7. Ringraziamenti pag.15 3 Report-Una Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF 1.Introduzione 1.1 Situazione energetica mondiale La domanda di energia nel mondo continua a salire trainata da tre principali fattori: crescita economica, economica aumento della popolazione, aumento del prezzo dell’energia. La combinazione azione di questi tre elementi porta inevitabilmente alla crescita della domanda di energia nel mondo con aumento del 2% annuo. L'attuale sistema energetico en è basato su fonti primarie di origine fossile, cioè riserve di combustibili naturali: petrolio, carbone e metano. Il 6% circa del fabbisogno energetico globale è coperto da centrali nucleari: circa il 90% del fabbisogno energetico globale è coperto da fonti primarie esauribili mentre il 10% è coperto da fonti di energia rinnovabili. La dimensione del problema consiste nella presa di coscienza che la fonte primaria di energia è una fonte esauribile in un tempo che in scala storica è relativamente breve: -si avrà la saturazione della produzione del petrolio tra 5 e 30 anni; anni -ilil prezzo del greggio comincerà a salire fino a diventare economicamente insostenibile per il nostro sistema. Valori espressi in migliaia mi di tonnellate equivalente di petrolio (Tep) Consumo di energia (2003) percentuale per area geografica a livello internazionale è da considerare rilevante l’entrata in vigore, nel 2003, del protocollo rotocollo di Kyoto con l’ obiettivo di ridurre le emissioni clima alteranti per i paesi aderenti tramite meccanismi flessibili flessi per il raggiungimento di tale obiettivo. • Emission Trading • Joint Implementation • CDM – Clean Development Mechanisms In Italia: “Bando per la promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e/o termica tramite agevolazioni alle piccole e medie imprese ai sensi del D. M. n.33/2000, art. 5.” 5. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, congiuntamente congiuntamente con MCC S.p.A. ha emanato il Bando per le Piccole e Medie Imprese pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2007, che prevede la corresponsione di contributi in conto capitale per la realizzazione di diverse tipologie di impianti : -Impianto Fotovoltaico connesso alla rete di potenza nominale compresa tra 20 e 50 kW, con benefici in termini di riduzione annua di emissioni (in particolare di CO2) rispetto alle fonti energetiche tradizionali. tradizionali 4 Report-Una Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF 1.2 la conversione fotovoltaica: principi di funzionamento. La conversione diretta dell’energia gia solare in energia elettrica utilizza il fenomeno fisico dell’interazione della radiazione luminosa con gli elettroni di valenza nei materiali semiconduttori, denominato effetto fotovoltaico. f Il passaggio dalla banda di valenza a quella di conduzione avviene trasmettendo all’elettrone una opportuna quantità di energia.. In tale passaggio l’elettrone si lascia dietro una vacanza che può venire occupata da un altro elettrone. Il movimento degli elettroni ettroni comporta così anche quello delle lacune[1]. Il campo elettrico interno, per creare un moto coerente di elettroni (e di lacune), viene realizzato creando una giunzione p-n a partire da materiale drogato opportunamente. Il processo di drogaggio consiste nell’ inserire nella matrice di Si atomi con un elettrone in più o in meno rispetto ai 4 richiesti per la formazione dei 4 legami covalenti. E’ necessario introdurre nel silicio piccole quantità di atomi appartenenti al terzo o al quinto gruppo della tavola periodica degli elementi. In questo modo si ottengono due materiali con proprietà elettriche differenti, una con un numero di elettroni in difetto (eccesso di lacune) e l'altra con un numero d’elettroni in eccesso. Questo trattamento è detto drogaggio: si utilizzano il boro (terzo gruppo) ed il fosforo (quinto gruppo) per ottenere rispettivamente una struttura di tipo “p” (con un eccesso di lacune) ed una di tipo “n” (con un eccesso d’elettroni). La giunzione “p-n”” si realizza ponendo in i contatto materiale di tipo “n”” con materiale di tipo “p”. “ Si sfrutta l’effetto indotto da un flusso luminoso che incide su un materiale semiconduttore drogato: ogni fotone dotato di energia sufficiente, sulla base della relazione E = h⋅ λ con h costante di Plank ed λ lunghezza d’onda della radiazione, è in grado di liberare all’interno della giunzione p-n una coppia elettrone –lacuna. La percentuale di energia solare che teoricamente possibile convertire in energia elettrica non supera il 44%: 44% la rimanente parte, pari al 56%, è trasformata in calore.. Purtroppo però il rendimento delle celle fotovoltaiche in silicio è molto distante dal 44%, in quanto intervengono ulteriori inefficienze[2]: inefficienze 1. Non tutti i fotoni incidenti sulla cella fotovoltaica penetrano penetrano all’interno, alcuni sono riflessi (Rs); 2. Alcune coppie elettrone–lacuna lacuna si ricombinano prima che queste possano essere separate dal campo elettrico interno alla giunzione (grado di purezza del Si); Si) 3. Parte dell’energia ia potenziale ceduta alla cella c risulta insufficiente per liberare la coppia elettrone–lacuna elettrone (diodo) Circuito equivalente di una cella fotovoltaica: IL è la corrente generata dalla radiazione luminosa incidente sulla cella fotovoltaica; ID la corrente che attraversa il diodo che non avendo un comportamento ideale ha in parallelo una resistenza RSH; RS rappresenta le varie resistività ohmiche presenti tra la regione neutra e i contatti. contatti 5 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF 1.3 l’impianto fotovoltaico L’impianto fotovoltaico è un insieme di moduli fotovoltaici opportunamente collegati in serie e in parallelo in per realizzare le condizioni operative desiderate. Criteri generali di dimensionamento: quantificazione dei consumi energetici, radiazione solare disponibile, numero di moduli, eventuale numero di batterie, posizionamento dei moduli . Vantaggi: elevata affidabilità e durata (circa 25–30 anni), bassi costi di manutenzione, semplicità d’installazione, modularità. Svantaggi: costi di installazione elevati, bassi rendimenti di conversione, necessità di grandi superfici. 1.4 Ossidulo di rame Cu2O La struttura degli atomi di ossigeno è cubica BCC, gli atomi di rame si collocano nei siti liberi del reticolo: attaccata ad una molecola di ossigeno O-- ci sono due ioni di rame Cu+. L’ossido più ridotto che si può formare dal rame puro è il Cu2O, mentre la forma stabile in condizioni ambiente è il CuO, che è anche la forma più ossidata. L’utilizzo dell’ossidulo di rame è interessante nel campo della ricerca sul fotovoltaico in quanto è economico ed inoltre la struttura del Cu2O è tale che esiste un gap energetico sostanzialmente basso, circa pari a 2,0 eV, tra la banda di valenza e la banda di conduzione. I fotoni che hanno un'energia superiore a questo valore vengono catturati e con loro la loro energia permettono agli elettroni di passare in banda di conduzione[3,4,5,6]. 2. Obiettivi 2.1 Obiettivo generale. Identificare il metodo di fabbricazione di una cella fotovoltaica a base di ossidulo di rame che da la più alta efficienza possibile e quantificarla. 2.2 Obiettivi specifici. A) Studiare l’ottimizzazione della produzione dell’ossidulo. B) Caratterizzazione microstrutturale dei campioni C) Costruzione della cella e verifica funzionamento. 3. Strumentazioni utilizzate e tecniche di analisi. 3.1 Tecnica Plasma RF Un plasma è definito come un gas parzialmente ionizzato, che contiene atomi o molecole neutre, ioni, radicali liberi, elettroni, fotoni. E’ identificabile grazie ad una luminescenza il cui colore dipende dal tipo di gas presente nella camera in cui il plasma è contenuto. La formazione del plasma consiste in un processo che parte dalle particelle di gas neutro in cui è presente una piccola quantità di elettroni liberi. Si crea un campo elettrico E all’interno della camera che accelera ed eccita gli elettroni liberi. Possono accadere tre eventi possibili: dissociazione, ionizzazione, eccitazione. 6 Report-Una Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF La dissociazione consiste nella rottura dei legami intra-molecolari: intra molecolari: le molecole del gas vengono spezzate generando radicali liberi[7,8]: M + e- => M1 + M2 + e- La ionizzazione invece avviene quando un elettrone o più elettroni urtano un atomo neutro neutr e si stacca un elettrone dell’orbitale più esterno generando un catione: 2e M + e- => M+ + 2e- Durante l’eccitazione le molecole colpite dagli elettroni liberi assorbono energia ed entrano in una fase metastabile[9]: A) gli elettroni di valenza saltano ano in un orbitale a maggiore energia B) gli elettroni eccitati tornano nel loro orbitale di partenza C) rilascio energia sotto forma di fotoni Schema generale apparecchiatura per tecnica plasma RF Il gas in pressione all’interno della camera è una miscela di ossigeno. L’apparecchiatura utilizzata per la deposizione consiste in un tubo di vetro sodico calcico (impedisce l’uscita dalla camera di raggi UV), cilindrico nella zona centrale per garantire una certa omogeneità del campo elettrico originato all’interno. Le onde radio ad una certa frequenza (13.56MHz) provengono da un generatore che le trasferisce al gas contenuto nel tubo. tubo Grazie ad un’impedenza, regolabile variando la capacità del condensatore, condensatore viene generata la scintilla per accendere il plasma-gas . Parametro di processo è la potenza del generatore di onde radio, contenuta nel range 0-200W 200W. 7 Report-Una Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF L’accoppiatore di impedenza è raffreddato ad acqua. Il basso vuoto all’interno della camera è garantito da una pompa (0.4 mbar). Non è possibile variare il flusso flu di ossigeno all’interno della camera, e questo limite dovrà essere tenuto in considerazione erazione durante il processo sperimentale. Il controllo delle proprietà fisiche e chimiche del processo dipende dalle caratteristiche termodinamiche del plasma-gas. plasma Trattando dei provini di materiale conduttore si possono generare delle correnti indotte che che potrebbero causare un aumento della temperatura del campione. 3.2 Analisi XRD Alla base della tecnica di analisi ai raggi X sta la teoria della diffrazione. Questo tipo di analisi permette p di misurare le distanze interplanari e altre dimensioni caratteristiche caratter dello stato cristallino[10]. Il frenamento da parte degli elettroni emessi dal filamento provoca diffrazione di uno spettro continuo di radiazione e di una radiazione caratteristica (specifica del campione in esame). esame) È possibile combinare gli indicii di Miller con l’angolo di diffrazione e il parametro di cella a[11]: L’analisi dei dati comprende l’identificazione dei picchi (Search Match), la determinazione dell’intensità, dell l’ ampiezza e forma: laa forma e la dimensione dei picchi dipendono dalle caratteristiche microstrutturali del materiale. La larghezza è inversamente proporzionale alla dimensione dimensione dei domini cristallini, cresce con il microstrain e con il numero di dislocazioni[12]. dislocazioni In questo lavoro sperimentale si è utilizzato il software Maud® nell’analisi degli spettri di diffrazione. Inoltre sii è utilizzata la banca dati del software per l’identificazione dei picchi. Il diffrattometro a raggi X utilizzato nel presente lavoro sperimentale consiste in un filamento di rame eccitato da una certa differenza nza di potenziale e da una corrente (40 V, 30A). Il tubo da cui escono i raggi x è caratterizzato da 4 uscite: due fasci lineari e due puntiformi. Il diffrattometro si basa sull’utilizzo di “Imaging Imaging Plates”: Plates il fosforo presente su queste lastre viene ne eccitato dalla radiazione diffratta dal provino colpito dai raggi x. In questo modo l’immagine rimane impressa sulla lastra per poi venire digitalizzata con uno scanner e rielaborata con l’utilizzo del calcolatore. 3.3 Analisi al microscopio a scansione elettronica el Tramite l’apparecchiatura E.S.E.M è stato possibile osservare la superficie ossidata ad ingrandimenti superiori rispetto ad un microscopio ottico. Un fascio di elettroni primari, opportunamente accelerato, viene inviato attraverso un condotto al pezzo da analizzare posto in una camera in basso vuoto. vuoto Il fascio di elettroni durante la scansione del campione colpisce la sua superficie generando gene degli elettroni secondari: laa quantità e l'energia degli elettroni secondari diffusi da ogni punto del campione campione colpito dal fascio elettronico dipende dalla morfologia, oltre che dalla natura chimica, del campione in quel punto. Un rivelatore di elettroni secondari raccoglie il segnale generato da ogni punto del campione durante la sua scansione e un sistema di generazione dell'immagine acquisisce il segnale fornito dal rivelatore e lo invia su uno schermo, dove viene così tracciata l'immagine del -5 campione esaminato. La camera è in basso vuoto (10 mBar). 8 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF 4.Procedura sperimentale 4.1 Preparazione campioni I campioni di partenza sono provini di rame puro al 99,999% di dimensioni 5cm X 5cm X 0.1cm, prodotti dall’azienda GoodFellow®, codice half hard cod. 880-215-71. 4 pezzi. Sono stati ricavati 8 campioni 2.5cm X 5cm tramite taglio con lama diamantata (Microtaglierina Struers) a velocità ridotta per non surriscaldare la sezione di taglio. Successivamente è seguito prima il lavaggio in acetone più ultrasuoni per un tempo pari a t=10 min, poi in acido nitrico soluzione 5%. 4.2 Trattamento con Plasma RF 1° disposizione campione verticale, ossidazione su entrambe le superfici. Tempi, potenze e campioni: 1. 30W 15s 2. 30W 1min 3. 120W 15s 4. 120W 1 min 2° disposizione campione orizzontale, ossidazione sulla superficie superiore. Tempi, potenze e campioni: 5. 80W 5 min 6. 80W 10 min 7. 80W 5 min 8. 130 10 min Parametri di lavoro: 1) Tempo di trattamento 2) Potenza del generatore 3) Pressione di ossigeno in camera La pressione di O2 è costante: è la pressione che permette l’accensione del plasma, dipende dalle condizioni di lavoro e dal tipo di campione. Se la pressione è troppo elevata si ha il rischio che non si accenda la scintilla. Di conseguenza si lavora sull’impedenza per garantire l’accensione del plasma: se si varia la potenza si deve agire sull’impedenza. Approcio sperimentale: L’apparecchiatura disponibile per il presente lavoro di tesi è di fattura artigianale quindi non esistono dati in letteratura confrontabili con i parametri di processo di questo lavoro sperimentale. Si segue un approccio iterativo: fissate le condizioni di lavoro si effettua il trattamento, seguito dall’analisi microstrutturale dei campioni ottenuti. Se i risultati non sono soddisfacenti si modificano le condizioni di lavoro. Prima fase: tempi ridotti-alte e basse potenze. Seconda fase: tempi maggiori-media potenza. 9 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF All’uscita dalla camera la temperatura dei campioni trattati per tempi maggiori è alta poichè le particelle che interagiscono con la superficie del campione sono molto energetiche e la stessa superficie rimane immersa nel campo elettrico per tempi lunghi. 4.3 Analisi XRD Dopo i trattamenti effettuati con la tecnologia Plasma RF si è passati all’analisi dei campioni ottenuti. L’analisi ai raggi x è stata suddivisa in tre step successivi: A) si è ricavato lo spettro di diffrazione per i campioni trattati; B) si sono comparati gli spettri ottenuti con spettri tabulati (file .CIF); C) si è passati all’identificazione dell’ossidulo di rame. Posizionamento campione: -altezza portacampione e angolo (φ)da variare per ottenere il fascio raggi X al centro del campione. -ω=10° Condizioni di prova: per eccitare il Cu servono almeno 20 Kvolt di ΔV (40 Kvolt operativi)/ 30.1 mA di corrente ( per regolare ed intensificare il fascio) Scansione Campione 30W-15s A) Creazione pattern per integrare su tutto lo spettro (coni a 5°, max cone-angle 60°) B) Importazione nel software Maud C) Osservazione spettro D) Caricamento spettri noti dal database e confronto con i dati ottenuti dalla prova. E) File .CIF utilizzati: spettri di Cu, CuO, Cu2O F) per alcuni campioni è stata applicata l’analisi degli spettri tramite Search Match in quanto la superficie risultava contaminata da elementi estranei, che si sono rivelati ossidi di alluminio e di calcio, quindi impurezze . Analisi spettri campioni confrontati con spettri database. CAMPIONE 30W-15s/ Copper CAMPIONE 130W-10min/ Cu2O 10 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF OSSERVAZIONI: • I campioni trattati con tempi bassi (1°fase) non presentano ossidulo di rame in superficie • Campione 30W-15s presenta rame puro anche in superficie • Campione 30W 1min: si notano impurezze (alluminio e calcio) • Nel caso del campione 80W-10min i picchi combaciano con quelli del Cu2O database, è possibile l’ipotesi di campione rimasto troppo in temperatura. • Campione 130W-10min i picchi combaciano con quelli del Cu2O database • Il parametro di trattamento che influisce meno sulla formazione dell’ossidulo è la potenza del generatore di onde radio. • I tempi di trattamento DEVONO essere >= 10min • Lo spessore dell’ossido può essere aumentato variando la PO2. Nel caso di questo lavoro sperimentale non è stato possibile variare la pressione di ossigeno. • Si è osservato che l’immagine dei raggi x diffratti dal campione 80W-10min non consiste in linee continue come per gli altri campioni, bensì si notano chiazze e punti separati tra di loro. La spiegazione sta nel fatto che il provino in esame è stato per lungo tempo all’interno della camera del plasma, di conseguenza è ipotizzabile un ingrossamento del grano, riscontrabile dall’analisi diffrattometrica. Ipotesi sulla formazione del tipo di ossido: • Per t< 5min si ottiene rame puro anche in superficie • Per tempi compresi tra 5min<t<10min oppure per lunghe esposizioni al plasma si ottiene un precursor oxide CuxO, matrice intima di Cu3O2 e CuxO amorfa • Per tempi t>10min comincia a comparire uno strato di ossidulo di rame (Cu2O) • È ipotizzabile che la potenza del generatore e la pressione di ossigeno influenzino lo spessore di Cu2O[13] Limiti tecnologici: • Pmax=200W più si aumenta la potenza più è difficile gestire l’impedenza • Pressione O2=cost 4.4 Analisi ESEM Con l’utilizzo del microscopio a scansione elettronica si è voluto analizzare lo strato superficiale di ossidulo per determinarne la morfologia e la composizione chimica esatta. PREPARAZIONE CAMPIONE ESEM A) Si sono selezionati i campioni migliori ottenuti dal trattamento Plasma RF: campione 80W 10 min campione 130W 10 min B) si è passati poi al taglio dei campioni con microtaglierina per ottenere provini 2.5cm X 0.5cm X 0.1cm. Verso del taglio: DALL’OSSIDO SUL RAME per non inquinare la superficie C) Inglobatura con resina a caldo D)Lucidatura della superficie del campione con carte 500, 800,1200,4000 e panni da 3µm e 1µm. 11 Report-Una Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF Campione 80W 10min. Il software EDAX non è preciso nel calcolo della percentuale di ossigeno, di conseguenza si ignora il quantitativo di O. La causa della la presenza di alluminio può essere attribuita al trasporto dei campioni su fogli fo di alluminio. Si osserva una certa percentuale di Si e Ca derivanti dall’inquinamento superficiale del campione. Campione 130W 10min analisi superficie ossidata. La superficie appare cosparsa da regioni a diversa morfologia, puntuali. Presenza di uno strato di ossidulo di rame non costante sul campione La causa è da ricercare all’interno del processo Plasma RF: durante durante il trattamento PLASMA RF il campo elettrico non è costante data la simmetria della camera. L’effetto delle particelle energetiche che interagiscono con la superficie è vario lungo l’asse del campione . Sia per il campione 80W 10min sia per il campione 130W 10min si sono osservate zone a diversa morfologia. Non è stato possibile analizzare la composizione chimica (%O non quantificabile), mentre lo spessore di ossido è molto sottile ( 0.1/0.2 µm). 4.5 Proprietà elettriche. Collegamento generatore-resistenza--amperometro-contatto Cu-Cu2O Lo scopo è osservare se la coppia rame-ossidulo rame di rame raddrizza la corrente: invertendo i poli del generatore di ΔV V si dovrebbe notare corrente nulla in un verso, di modulo non nullo nell’altro. Si è utilizzato il campione 130W 10min. Il valore della corrente misurata è 0.02 mA in entrambi i versi. versi Il motivo sta nel fatto che lo spessore di ossidulo di rame è troppo sottile per notare differenze nella corrente misurata. 12 Report-Una Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF Circuito coppia Cu-Cu2O-amperometro. amperometro. La seconda prova consiste nel valutare se, mostrando la superficie del campione ossidato vicino ad una fonte luminosa l’amperometro misuri una corrente superiore rispetto alla condizione di buio. Si è utilizzato il campione 130W 10min. Il valore della corrente misurata è 0.01 mA sia in condizione di buio, sia in condizione di luce. Di conseguenza è ipotizzabile che o lo spessore di Cu2O è troppo sottile o l’intensità di energia luminosa incidente troppo bassa. bassa 4.6 Realizzazione cella elettrolitica. Lo step conclusivo del presente lavoro sperimentale consiste nella creazione di una cella elettrolitica con i campioni migliori ottenuti dall’ottimizzazione del processo Plasma RF. I campioni utilizzati sono: campione1 80W10min cella1, campione2 130W-10min 10min cella2. cella2 Come ome soluzione elettrolitica si è usata una soluzione di KCl 0.2 molare. Schema elettrico: Procedura sperimentale: Becker con campione ossidato (parte ossidata verso il sole) e campione di rame puro immersi in parte (area effettiva) nella soluzione soluz elettrolitica e non a contatto tra di loro. Si è proceduto prima ad una misura di corrente e di voltaggio al buio. In seguito si è esposta la cella alla radiazione solare. Si è utilizzata una cella di riferimento (al Silicio) per calcolare l’intensità dell’energia solare nei 30 s di prova per ogni cella. Dati sperimentali misurati: campioni 80W-10min 130W-10min Vcr (mV) 17,4 18,8 area 2 (mm ) 500 550 Is (mA) 0,105 0,209 Ib (mA) 0,029 0,021 Vs (mV) 38 78,1 Vb (mV) 17,9 18,8 Eff= (WattL-Wattb)/(Area*E)=[%] 2 E=Vcr*28.695=[W/m ] Eff cella 1 =0.0014% Eff cella 2 =0.0054% 13 Report-Una cella fotovoltaica in ossidulo di rame Tecnica Plasma RF 5. Conclusioni. Gli obiettivi specifici sono stati raggiunti in modo soddisfacente. A) si è ottimizzato il processo di produzione dell’ossidulo di rame. Ora è noto che: • Il tempo minimo di permanenza del campione nel plasma è 10min. • La potenza del generatore di onde radio influisce considerevolmente poco se si possiede un limite tecnologico di 200W. • Si è ottenuto uno strato di 0.2 µm di ossidulo di rame: variando la pressione di ossigeno lo strato potenzialmente potrebbe aumentare a parità di P e t. • Il processo non è ripetibile: fissando i parametri è molto difficile ottenere lo stesso risultato sul campione causa difficoltà nell’accensione del plasma, impedenza, flusso di ossigeno contaminato da azoto dell’aria (riscontrabile nel colore del plasma). B) si è caratterizzato ogni campione in modo approfondito: • si è potuti venire a conoscenza delle tecniche di analisi superficiale, quali l’ analisi ai raggi X (software Maud), l’analisi al microscopio a scansione elettronica ESEM con sviluppo analisi chimica software EDAX, spot e bulk tutto campo. • si è trovato un certo valore di efficienza per le due celle fotovoltaiche: Eff cella1 =0.0014% Eff cella 2 =0.0054% 6. Bibliografia. [1] C.Jayewardena, K.P.Hewaparakrama, Fabrication of n-Cu2O electrodes with higher energy conversion efficiency in a photoelectrochemical cell, Solar Energy Materials, 56, 1998; [2] B.Millet, C.Fiaud, A correlation between electrochemical behaviour composition and semiconducting properties of naturally grown oxide films on copper, Pergamon, Corrosion Science, vol.37, 12, 1903-1918, 1995; [3] T.Mahalingam, J.S.P Chitra, J.P. 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