Rassegna Stampa - Benefattori - Pontificia Università della Santa
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Rassegna Stampa - Benefattori - Pontificia Università della Santa
Rassegna Stampa OTTOBRE 2006 Pontificia Università della Santa Croce Piazza Sant’Apollinare, 49 - ROMA © Elaborazione: Ufficio Comunicazione PUSC ...dicono di noi OTTOBRE 2006 LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA LUGLIO/SETTEMBRE 2006 RECENSIONE LIBRO FRANCESCHI-LLOBELL-ORTIZ * Sul numero 3 /06 della Rivista trimestrale di cultura giuridica IUSTITIA è apparsa la recensione del testo “La nullità del matrimonio: temi processuali e sostantivi in occasione della ‘Dignitas Connubii’” curato dai proff. Franceschi-Llobell-Ortiz. (**) 1 – 15 OTTOBRE 2006 TEOLOGIA BIBLICA * Con l’avvio del nuovo anno accademico, l’Ufficio Comunicazione ha diramato un comunicato informativo relativo all’attivazione della Licenza Specializzata in Teologia Biblica da parte della Facoltà di Teologia. La notizia è stata ripresa dal settimanale ROMASETTE, dal mensile LA FOLLA e dall’agenzia internazionale FIDEST. INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO * Il 9 ottobre è stata celebrato l’Atto inaugurale del nuovo anno accademico. La lezione magistrale è stata affidata al prof. José María Galvan sul tema: “La speranza nella società delle macchine: la tecno-etica”. Hanno ripreso l’evento, l’Agenzia FIDES, il settimanale ROMASETTE, il quotidiano AVVENIRE, le Agenzie ANSA, SIR, ZENIT (lingue inglese, tedesco, portoghese, spagnolo, italiano), la RADIO VATICANA (diverse lingue). MARTA BRANCATISANO SU AVVENIRE * Nello speciale dedicato al Convegno di Verona e pubblicato a pagina 24 di AVVENIRE del 11 ottobre, un servizio sul ruolo e l’importanza della famiglia a firma di Luciano Moia riporta alcune dichiarazioni del prof.ssa Marta Brancatisano. (**) IL PROF. COLOM AL PONTIFICIO CONSIGLIO GIUSTIZIA E PACE * Il 12 e 13 ottobre, presso il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha avuto luogo un seminario di lavoro e riflessione sul tema “Vita consacrata e dottrina sociale: percorsi di formazione”. Tra i relatori, il prof. Enrique Colom. La notizia è stata ripresa dalla RADIO VATICANA (diverse lingue) e dal quotidiano AVVENIRE (**). GAHL SUL THE WASHINGTON POST * Il prof. Robert Gahl, il 13 ottobre ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano americano THE WASHINGTON POST, in merito alla Messa in Latino e al Rito Tridentino. 15 – 31 OTTOBRE 2006 CONVEGNO A GERUSALEMME * Nei giorni 17 e 18 ottobre, a Gerusalemme ha avuto luogo il Primo Convegno internazionale di studi su “Diritto Ebraico, diritto della Chiesa cattolica e diritto israeliano”, promosso tra gli altri dal Rettorato della nostra Università. La notizia è stata ripresa dalle Agenzie ADNKRONOS e ASIA NEWS (italiano e inglese). I NUOVI STATUTI DELL’ISSRA * A motivo dell’approvazione dei nuovi statuti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, l’Ufficio Comunicazione ha diramato un apposito comunicato stampa ripreso dall’Agenzia ZENIT, dal settimanale ROMASETTE e dal quotidiano AVVENIRE. GARCÍA IBAÑES SULL’EUCARISTIA * Il 19 ottobre, l’agenzia ZENIT ha pubblicato una circostanziata intervista sull’Eucaristia al prof. Angel Garcïa Ibañez, anche a motivo della presentazione del suo ultimo trattato teologico-dogmatico intitolato “Eucaristia, dono e mistero”. EUTANASIA, QUADERNO DI ACTA PHILOSOPHICA * Sempre sull’Agenzia ZENIT, è apparsa una recensione del quaderno monografico allegato all’ultimo numero della rivista Acta Philosophica, promossa dalla Facoltà di Filosofia, dedicato al tema dell’Eutanasia: “come vivere la morte”. (**) Il seguente articolo è disponibile solo nella versione cartacea N.B. – La Rassegna Stampa è consultabile anche in formato *pdf all’indirizzo: http://news.pusc.it/rassegna/ott06.pdf 2 Indice OTTOBRE 2006 LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA Data Titolo e Testata Pagina Ottobre 2006 Sommario introduttivo “Dicono di noi” 2 Ottobre 2006 INDICE 3 Lug/Sett 2006 Recensione “La nullità del matrimonio” – IUSTITIA, trimestrale giuridico 29 Settembre Santa Croce, licenza in teologia biblica - ROMA SETTE 5 Ottobre 2006 Nuovo corso di Licenza specializzata in teologia biblica - LaFolla 6 4 Ottobre 2006 Inaugurazione nuovo Anno Accademico – Agenzia FIDES 7 5 Ottobre 2006 Inaugurazione nuovo Anno Accademico – Agenzia internazionale FIDEST 8 5 Ottobre 2006 Inaugurazione nuovo Anno Accademico – ROMA SETTE 9 8 Ottobre 2006 Università Santa Croce e Salesiana: inaugurazioni - AVVENIRE 10 8 Ottobre 2006 Inaugurazione nuovo Anno Accademico - ANSA 11 9 Ottobre 2006 Scienza e fede: Mons. Echevarria, “Non distinguere mai la ricerca della verità dall’amore per gli altri” – Agenzia SIR 12 9 Ottobre 2006 Scienza e fede: Galvan (Università Santa Croce), La “tecnoetica” e i suoi “paradossi” – Agenzia SIR 12 9 Ottobre 2006 Ateneo Opus Dei, scontro civiltà è minaccia reale – Agenzia ANSA 13 9 Ottobre 2006 Il Prelato dell’Opus Dei: nello scambio di pareri si matura come “ricercatori della verità” – Agenzia ZENIT 14 10 Ottobre 2006 Santa Croce, nuovo anno accademico / Echevarria: “Studenti, cercatori di verità” - AVVENIRE 16 10 Ottobre 2006 Prelado del Opus Dei: En el intercambio de opiniones se madura como “buscadores de la verdad” – Agenzia ZENIT 17 10 Ottobre 2006 Prelado do Opus Dei: no intercambio de opinioes se amadurece como “quem procura a verdade” – Agenzia ZENIT 19 10 Ottobre 2006 Gli studenti siano cercatori di verità… - Radio VATICANA 21 10 Ottobre 2006 Inaugurarea noului an academica la doua universitati pontificale din Roma – Radio VATICANA 22 11 Ottobre 2006 Da Nord a Sud, un viaggio a “cuore aperto” (citaz prof.ssa Marta Brancatisano) - AVVENIRE 11 Ottobre 2006 A diákok legyenek az igazság keresoi -Javier Echevarria prelatús megnyitotta a Pápai Szent Kereszt Egyetemen a tanévet – R. VATICANA 23 11 Ottobre 2006 Foster Charity Through Dialogue, Urges Prelate – Agenzia ZENIT 24 3 4bis 22 bis Indice OTTOBRE 2006 LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA Data Titolo e Testata Pagina 11 Ottobre 2006 Prälat des Opus Dei: Im Dialog und Meinungsaustausch reift der “Wahrheitssuchende” heran – Agenzia ZENIT 25 12 Ottobre 2006 Rispondere al grido dell’Umanità per la giustizia sociale… (citaz. Prof. Enrique Colom) – Radio VATICANA 28 13 Ottobre 2006 Pope Poised To Revive Latin Mass, Official Says Ancient Tridentine Rite Was Replaced in 1960s (citaz. Prof. Robert Gahl) – The Washington Post 29 13 Ottobre 2006 Dottrina sociale, risorsa anche per i religiosi (citaz. Prof. Enrique Colom) AVVENIRE 30 bis 13 Ottobre 2006 Congreso “Vida consagrada y doctrina social: caminos de formación” (citaz. Prof. Enrique Colom) – Radio VATICANA 31 16 Ottobre 2006 Chiesa: Convegno internazionale su diritto cattolico e israeliano da domani a Gerusalemme, promosso dall’Unversità della Santa Croce – Agenzia ADNKRONOS 32 16 Ottobre 2006 Erezione della Diocesi di Agboville e Nomina del primo Vescovo - FIDES 33 16 Ottobre 2006 P. Jaeger: necessario continuare a fare riferimento all’Accordo fondamentale tra Chiesa e Israele – Agenzia ASIANEWS (ita, eng) 34 17 Ottobre 2006 Gerusalemme: sulla scia dell’Accordo fondamentale, interscambio accademico cattolico-israeliano – Agenzia ASIANEWS (ita, eng) 37 18 Ottobre 2006 Approvati i nuovi Statuti dell’ISSRA – Agenzia ZENIT 40 18 Ottobre 2006 Il cordoglio del Papa per la morte del card. Pompedda – Radio VATICANA 41 19 Ottobre 2006 Il dono e il mistero dell’Eucaristia per “una società piú giusta e solidale” – Agenzia ZENIT 42 19 Ottobre 2006 Ultim’ora: Apollinare, approvati i nuovi statuti – ROMA SETTE 45 23 Ottobre 2006 Esta tarde, el encuentro del Papa con los universitarios de Roma – Radio VATICANA 46 24 Ottobre 2006 A margine dell’incontro del Papa con gli universitari - AVVENIRE 47 24 Ottobre 2006 “Come vivere la morte”: l’eutanasia al centro dell’ultimo numero di “Acta Philosophica” – Agenzia ZENIT 48 4 ROMASETTE www.romasette.it 29 Settembre 2006 http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=1261 Focus : Santa Croce, licenza in teologia biblica Il nuovo corso di specializzazione è diviso in 3 aree tematiche: introduttiva, esegetica, sistematica di Pietro Mariani Novità alla pontificia Università della Santa Croce. Dall'anno accademico al via in questi giorni, presso la Facoltà di teologia dell’ateneo di piazza di Sant’Apollinare, sarà attivo il nuovo corso di Licenza specializzata in Teologia biblica. C'è tempo fino al 6 ottobre prossimo per presentare le domande di immatricolazione. La nuova specializzazione, annuncia l’ateneo, è strutturata in tre aree: introduttiva (Antico Testamento, Nuovo Testamento, questioni di ermeneutica, storia dell'esegesi, critica testuale, letteratura intertestamentaria); esegetica (analisi esegetica di testi della Bibbia greca I-II, analisi esegetica di testi della Bibbia ebraica I-II, materie monografiche); sistematica (teologia biblica dell'Antico Testamento, teologia biblica del Nuovo Testamento, materie monografiche). In poche parole, spiega un comunicato, si cerca di «aprirsi alla dimensione teologica del sapere esegetico». «La fede in Cristo - fanno sapere dal Dipartimento di Teologia biblica - consente all'esegeta di conservare l'unità del suo oggetto di studio: tutta la Sacra Scrittura parla di Cristo e del suo mistero». Per cui, «soltanto conservando un riferimento forte a Cristo, la teologia biblica riesce a esprimere l'unità del proprio oggetto». Così facendo, «fra teologia biblica ed esegesi si stabilisce un legame armonico» e «l'attenzione dello studioso al testo tramandato, accolto nella sua totalità e studiato nelle sue articolazioni, dischiude all'intelligenza nuove prospettive, che vanno ad arricchire quanto già sapeva». Gli studi di licenza specializzata in Teologia biblica hanno la durata di due anni accademici divisi in semestri, e prevedono la stesura della tesi di licenza e il superamento della relativa prova di grado. Possono essere ammessi ai corsi gli studenti che abbiano superato con profitto la prova di grado di baccellierato in Teologia. Nel caso abbiano compiuto il primo ciclo degli studi filosofico-teologici presso scuole o istituti approvati dall'autorità ecclesiastica (seminari, studentati religiosi, ecc.) prima dell'iscrizione dovranno sostenere presso l'università un esame-colloquio di idoneità su un apposito elenco di temi. Oltre all'italiano è richiesta una conoscenza di base di altre due lingue moderne, del latino e del greco. Ulteriori informazioni allo 06.681641. 29 settembre 2006 5 LA FOLLA N. 54 – www.lafolla.it Ottobre 2006 Mensile di politica e cultura. Numero 54, Ottobre 2006 http://www.lafolla.it/lf54teologia.php Religione Nuovo corso di Licenza specializzata in Teologia Biblica di Giovanni Tridente A partire dall'Anno Accademico 2006/2007, presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, sarà attivo il nuovo corso di Licenza specializzata in Teologia Biblica. C'è tempo fino al 6 ottobre prossimo per presentare le domande di immatricolazione. La nuova specializzazione è strutturata in tre aree: introduttiva (Antico Testamento, Nuovo Testamento, Questioni di ermeneutica, Storia dell'esegesi, Critica testuale, Letteratura intertestamentaria); esegetica (analisi esegetica di testi della Bibbia grega I-II, analisi esegetica di testi della Bibbia ebraica I-II, materie monografiche); sistematica (teologia Biblica dell'AT, teologia Biblica del NT, materie monografiche). In poche parole si cerca di "aprirsi alla dimensione teologica del sapere esegetico". "La fede in Cristo – fanno sapere dal Dipartimento di Teologia Biblica – consente all'esegeta di conservare l'unità del suo oggetto di studio: tutta la Sacra Scrittura parla di Cristo e del suo mistero". Per cui, "soltanto conservando un riferimento forte a Cristo, la teologia biblica riesce ad esprimere l'unità del proprio oggetto". Così facendo, "fra teologia biblica ed esegesi si stabilisce un legame armonico" e "l'attenzione dello studioso al testo tramandato, accolto nella sua totalità e studiato nelle sue articolazioni, dischiude all'intelligenza nuove prospettive, che vanno ad arricchire quanto già sapeva". Gli studi di Licenza specializzata in Teologia Biblica hanno la durata di due anni accademici divisi in semestri, e prevedono la stesura della tesi di Licenza e il superamento della relativa prova di grado. Possono essere ammessi ai corsi gli studenti che abbiano superato con profitto la prova di grado di Baccellierato in Teologia. Nel caso abbiano compiuto il primo ciclo degli studi filosofico-teologici presso scuole o istituti approvati dall'autorità ecclesiastica (seminari, studentati religiosi, ecc.) prima dell'iscrizione dovranno sostenere presso l'Università un esame-colloquio di idoneità su un apposito elenco di temi. Oltre all'italiano è richiesta una conoscenza di base di altre due lingue moderne, del latino e del greco. Per ulteriori informazioni si può contattare la Segreteria Accademica allo 06.681641, consultare il sitoweb www.pusc.it/teo oppure inviare una e-mail a [email protected]. 6 FIDES Segnalazioni 4 Ottobre 2006 http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=10584&lan=ita SEGNALAZIONI "La speranza nella società delle macchine: la tecno-etica": Inaugurazione del nuovo Anno Accademico della Pontificia Università della Santa Croce Roma (Agenzia Fides) - Lunedì 9 ottobre, a partire dalle 11, presso l’Aula Magna Giovanni Paolo II, si terrà la cerimonia di inaugurazione del nuovo Anno Accademico della Pontificia Università della Santa Croce. Presieduta dal Gran Cancelliere dell’Università e Prelato dell’Opus Dei, Sua Eccellenza Mons. Javier Echevarría, all’apertura si aggiungerà la lettura della relazione del Segretario Generale, mons. Alfonso Monroy, il quale farà il punto sul trascorso Anno Accademico offrendo notizie sui progressi compiuti dall’Ateneo, sulle attività di ricerca dei docenti e sul numero degli iscritti. La lezione magistrale sarà affidata quest’anno alla Facoltà di Teologia, nello specifico al prof. José María Galván, e avrà per tema "La speranza nella società delle macchine: la tecno-etica". (AP) (4/10/2006 Agenzia Fides; Righe:16; Parole:134) 7 FIDEST www.fidest.net CODE05/11566 5 Ottobre 2006 FIDEST Agenzia giornalistica - anno 18° Eventi religiosi 5 ottobre 2006 CODE05/11566 (5/10) (fidest) Università della Santa Croce, Attivato il corso di Licenza specializzata in Teologia Biblica A partire dall'Anno Accademico 2006/2007, presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, sarà attivo il nuovo corso di Licenza specializzata in Teologia Biblica. C'è tempo fino al 6 ottobre prossimo per presentare le domande di immatricolazione. La nuova specializzazione è strutturata in tre aree: introduttiva (Antico Testamento, Nuovo Testamento, Questioni di ermeneutica, Storia dell'esegesi, Critica testuale, Letteratura intertestamentaria); esegetica (analisi esegetica di testi della Bibbia grega I-II, analisi esegetica di testi della Bibbia ebraica I-II, materie monografiche); sistematica (teologia Biblica dell'AT, teologia Biblica del NT, materie monografiche). In poche parole si cerca di "aprirsi alla dimensione teologica del sapere esegetico". "La fede in Cristo - fanno sapere dal Dipartimento di Teologia Biblica - consente all'esegeta di conservare l'unità del suo oggetto di studio: tutta la Sacra Scrittura parla di Cristo e del suo mistero". Per cui, "soltanto conservando un riferimento forte a Cristo, la teologia biblica riesce ad esprimere l'unità del proprio oggetto". Così facendo, "fra teologia biblica ed esegesi si stabilisce un legame armonico" e "l'attenzione dello studioso al testo tramandato, accolto nella sua totalità e studiato nelle sue articolazioni, dischiude all'intelligenza nuove prospettive, che vanno ad arricchire quanto già sapeva". Gli studi di Licenza specializzata in Teologia Biblica hanno la durata di due anni accademici divisi in semestri, e prevedono la stesura della tesi di Licenza e il superamento della relativa prova di grado. Possono essere ammessi ai corsi gli studenti che abbiano superato con profitto la prova di grado di Baccellierato in Teologia. Nel caso abbiano compiuto il primo ciclo degli studi filosoficoteologici presso scuole o istituti approvati dall'autorità ecclesiastica (seminari, studentati religiosi, ecc.) prima dell'iscrizione dovranno sostenere presso l'Università un esame-colloquio di idoneità su un apposito elenco di temi. Oltre all'italiano è richiesta una conoscenza di base di altre due lingue moderne, del latino e del greco. 8 ROMASETTE www.romasette.it 5 Ottobre 2006 http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=1292 Focus : Santa Croce, al via l'anno accademico L'inaugurazione ufficiale il 9 ottobre, con i saluti del gran cancelliere e una relazione sulla "tecno-etica" di R. S. Sarà inaugurato lunedì 9 ottobre, a partire dalle 11, il nuovo anno accademico della Pontificia università della Santa Croce, con una cerimonia presso l’aula magna dedicata a Giovanni Paolo II (ingresso a piazza Sant’Agostino 7). Si comincerà con l’atto inaugurale, informano dall’ateneo, presieduto da monsignor Javier Echevarría, gran cancelliere e prelato dell’Opus Dei. In programma, quindi, la relazione del segretario generale, monsignor Alfonso Monroy, che farà il punto sull’anno accademico appena concluso. Nel suo intervento, anticipano dalla Santo Croce, offrirà «notizie sui progressi compiuti dall’ateneo, sulle attività di ricerca dei docenti e sul numero degli iscritti». La lezione magistrale sarà invece affidata al professor José María Galván, della facoltà di Teologia, che affronterà il tema: “La speranza nella società delle macchine: la tecno-etica”. In passato la cerimonia veniva conclusa da una Messa, celebrata nella basilica di Sant’Apollinare. Quest’anno, però’, dall’ateneo pontificio hanno dovuto rinunciare alla tradizione, a causa dei lavori di ristrutturazione della chiesa stessa. La Pontificia università della Santa Croce – ricordiamo - è un'istituzione universitaria di studi ecclesiastici. Ospita, infatti, le facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Filosofia e Comunicazione Sociale Istituzionale, complete dei tre cicli del curriculum universitario. Conferisce i tre titoli accademici di baccellierato, licenza e dottorato. Fa parte dell’università anche l'Istituto superiore di Scienze Religiose all'Apollinare, collegato accademicamente alla facoltà di Teologia. L’ateneo nacque grazie a San Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei, che desiderava creare a Roma un centro di studi universitari di scienze ecclesiastiche. L’università della Santa Croce è stata eretta formalmente dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica il 9 gennaio del 1990, ed è affidata alla prelatura della Santa Croce e Opus Dei. 5 ottobre 2006 9 AVVENIRE Romasette 8 Ottobre 2006 www.romasette.it Domenica, 8 ottobre 2006 Università Santa Croce e Salesiana: inaugurazioni d'anno accademico nuovo anno accademico/1: alla Santa Croce il vescovo EchevarrÍa. La cerimonia inaugurale per il nuovo anno accademico dell'Università della Santa Croce si terrà domani a partire dalle 11, presso l'aula magna Giovanni Paolo II (ingresso piazza Sant'Agostino 7). Interverranno il vescovo Javier Echevarría, gran cancelliere dell'Università e prelato dell'Opus Dei, e monsignor Alfonso Monroy, segretario generale, che terrà una relazione. Josè Maria Galván, docente alla facoltà di Teologia, terrà una lezione magistrale sul tema: «La speranza nella società delle macchine: la tecno - etica». 10 ANSA ZCZC0144/SXB 7-8 Ottobre 2006 Documento: 20061007 01184 ZCZC0144/SXB R CRO S0B QBXB AGENDA AVVENIMENTI DI INFORMAZIONE RELIGIOSA DELLA SETTIMANA (ANSA) - ROMA, 7 ott - Agenda dei principali avvenimenti di informazione religiosa e dal Vaticano della settimana. Roma. Ore 11. Lectio magistralis peer inaugurazione anno accademico pontificia universita' della Santa Croce ( Opus Dei). Pza S. Agostino 7. Relatore: don Jose' Maria Galvan. ****** ANSA POL 08/10/2006 19.53.17 DOMANI IN ITALIA E ALL'ESTERO DOMANI IN ITALIA E ALL'ESTERO (ALL'ATTENZIONE DEI REDATTORI CAPO) (ANSA) - ROMA, 8 ott - Avvenimenti previsti per domani: = I N T E R N O = ROMA - CITTA' DEL VATICANO - Inaugurazione dell'Anno Accademico della Pontificia Universita' della Santa Croce con mons. Echevarria 11 AGENZIA SIR Scienza e Fede 9 Ottobre 2006 http://www.agensir.it/pls/sir/V2_S2DOC_A.a_autentication?tema=Quotidiano&oggetto=122280& rifi=guest&rifp=guest Lunedi 09 Ottobre 2006 14:22 - SCIENZA E FEDE: MONS. ECHEVARRIA (OPUS DEI), “NON DISGIUNGERE MAI LA RICERCA DELLA VERITÀ DALL’AMORE PER GLI ALTRI” “Coltivare la carità per gli universitari vuol dire esercitarsi premurosamente nel lavorare con gli altri, perché è nel dialogo e nello scambio di pareri ed esperienze che si matura come persone e come ricercatori della verità”. Lo ha detto mons. Javier Echevarria, gran cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e prelato dell’Opus Dei, inaugurando oggi l’anno accademico dell’ateneo pontificio. “Nella vita universitaria – ha proseguito il relatore – l’armonizzazione fra la definizione della verità e la dedizione allo sviluppo di coloro che ci stanno accanto è un imperativo irrinunciabile”. “Con la sua parola e con il suo esempio – ha aggiunto - San Josemaria predicava costantemente questo messaggio: che gli altri possano iniziare il loro compito dal punto in cui noi siamo arrivati. Un dovere, se si vuole, strategico, ma soprattutto manifestazione della preoccupazione per il bene delle anime e del futuro della società”. Altro punto di riferimento citato da mons. Echevarria, la prima Enciclica di Benedetto XVI, “Deus caritas est”, definita “un appello a tutti noi per non disgiungere mai la ricerca della verità dall’amore per gli altri”, partendo dal “programma del cristiano: un cuore che vede. Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente 15:33 - SCIENZA E FEDE: GALVAN (UNIVERSITÀ SANTA CROCE), LA “TECNOETICA” E I SUOI “PARADOSSI” La “tecnoetica” tende al “superamento dell’etica”, o meglio a sostituire la “tecnica dell’etica” all’“etica della tecnica”. Il grido di allarme è venuto da mons. José Maria Galvàn, docente di teologia dogmatica alla Pontificia Università della Santa Croce, che ha tenuto oggi la lezione magistrale di apertura dell’anno accademico 2006-2007 del citato ateneo pontificio. Il “grande paradosso antropologico” del ventesimo secolo, per il relatore, consiste nel “simultaneo amore e odio verso la tecnica. Il paradigma della tecnoscienza dominante nel secolo scorso non lascia spazio alla persona” e identifica come “speranza dell’umanità” la “tecnocrazia globale”. Oggi, è il commento di Galvàn, “la tecnica ha vinto, ma non ha convinto: la gente, anche se ormai non è più disposta a rinunciarci, ha ancora paura della tecnica, ormai presente anche nelle minime manifestazioni dell’essere dell’uomo”. “Crisi antropologica, crisi ecologica, più ingiusta distribuzione dei beni di consumo a livello planetario, incremento del ‘gap’ tra Paesi ricchi e poveri”: questi, secondo il relatore, alcuni “risultati non attesi” che hanno portato al “rifiuto contemporaneo della tecnica, in cui tante speranze erano poste”. 12 ANSA ZCZC0267/SXA 9 Ottobre 2006 Documento: 20061009 02087 ZCZC0267/SXA R POL S0A S91 QBXB VATICANO:ATENEO OPUS DEI,SCONTRO CIVILTA' E' MINACCIA REALE SI APRE L'ANNO ACCADEMICO,OCCORRE ESSERE LABORATORI DI UMANESIMO (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 9 ott. - L'universita' dell'Opus Dei di fronte alla ''minaccia reale'' di uno scontro ''tra civilta'' causato ''dal fondamentalismo religioso'' e ''dallo scetticismo occidentale'', si mobilita per divenire sempre di piu' ''laboratorio di autentico umanesimo''. All'apertura dell'anno accademico dell'ateneo della Santa Croce il Rettore magnifico, monsignor Mariano Fazio, ha parlato a lungo delle sfide culturali che attendono gli atenei cattolici. ''A questo compito siamo chiamati in questa universita', in atteggiamento umile di dialogo con altre prospettive scientifiche e culturali. Il lavoro di docenza e di ricerca'', ha detto, vorrebbe ''contribuire alla costruzione di un mondo piu' umano e piu' aperto alla trascendenza''. Il rettore durante la cerimonia inaugurale - alla quale ha preso parte anche il Prelato dell'Opus Dei, monsignor Javier Echevarria – ha ripercorso alcuni passi della lectio magistralis di Papa Benedetto XVI di Ratisbona per indicare che occorre ''un dialogo costruttivo con tutti coloro che condividono la stessa passione per la verita' e l'uomo''. Un compito che pero' e' reso difficile dal fatto che l'occidente ''da molto tempo e' minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione''. Ma ''il coraggio di aprirsi all'ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza - ha aggiunto il rettore - e' questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica, entra nella disputa del tempo presente''. Gli studenti iscritti l'anno scorso alla Santa Croce sono stati 1.467 di cui 930 alle quattro facolta' e 537 iscritti all'Istituto superiore di Scienze Religiose di Sant'Apollinare. Provengono da 76 paesi dei cinque continenti, distribuiti in 21 paesi africani, 13 asiatici, 23 europei, 17 americani e 2 dell'Oceania. (ANSA). GNS 09-OTT-06 15:09 NNNN 13 ZENIT ZI06100916 9 Ottobre 2006 Codice: ZI06100916 Data pubblicazione: 2006-10-09 Il Prelato dell'Opus Dei: nello scambio di pareri si matura come “ricercatori della verità” Inaugurato il nuovo anno accademico della Pontificia Università della Santa Croce CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 9 ottobre 2006 (ZENIT.org).- "Coltivare la carità per gli universitari vuol dire esercitarsi premurosamente nel lavorare con gli altri, perché è nel dialogo e nello scambio di pareri ed esperienze che si matura come persone e come ricercatori della verità”, ha detto monsignor Javier Echevarría, Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, inaugurando lunedì l'anno accademico dell'Ateneo pontificio. "Nella vita universitaria – ha proseguito secondo quanto reso noto in un comunicato – l'armonizzazione fra la definizione della verità e la dedizione allo sviluppo di coloro che ci stanno accanto è un imperativo irrinunciabile”. "Con la sua parola e con il suo esempio San Josemaria predicava costantemente questo messaggio: che gli altri possano iniziare il loro compito dal punto in cui noi siamo arrivati – ha aggiunto il Prelato dell'Opus Dei –. Un dovere, se si vuole, strategico, ma soprattutto manifestazione della preoccupazione per il bene delle anime e del futuro della società". Riferendosi alla prima Enciclica di Papa Benedetto XVI, “Deus caritas est”, monsignor Echevarría l'ha definita "un appello a tutti noi per non disgiungere mai la ricerca della verità dall'amore per gli altri", partendo dal "programma del cristiano: un cuore che vede. Questo cuore vede dove c'è bisogno di amore e agisce in modo conseguente". L'atto di inaugurazione, che ha avuto luogo nella nuova Aula Magna dedicata alla memoria di Giovanni Paolo II e al quale hanno partecipano alcuni rappresentanti diplomatici presso la Santa Sede di ben 12 Paesi, e il Presidente emerito della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, è stato introdotto dai saluti augurali del Rettore Magnifico, monsignor Mariano Fazio. "Iniziamo un nuovo anno accademico pieno di potenzialità, a continuazione dell'anno scorso in cui abbiamo visto crescere il numero di studenti, di paesi rappresentati e di nuovi indirizzi di studio e di ricerca", ha esordito il Rettore. "Tenteremo di continuare su questa via – ha quindi aggiunto –. Ma ai dati numerici si aggiungono tante sfide culturali che fanno sì che il lavoro della Pontificia Università della Santa Croce, e di tutte le Università pontificie romane, diventi indispensabile e pieno di responsabilità”. "Viviamo in un mondo ricco di valori umani e cristiani dove migliaia di persone offrono la loro vita al servizio degli altri, spesso in modo nascosto ma non per questo meno fecondo: queste persone sono il sale della terra!”, ha poi continuato monsignor Fazio. “Allo stesso tempo, non possiamo chiudere gli occhi davanti ai molteplici problemi che affliggono la cultura contemporanea e minacciano il rispetto della persona umana”, ha però tenuto a sottolineare. 14 È, dunque "in questo crocevia della storia” che "noi tutti, cattolici, cristiani e persone di buona volontà, abbiamo un punto di riferimento chiaro e sicuro: il magistero del nostro beneamato Romano Pontefice, Benedetto XVI”. Il Segretario Generale della Pontificia Università della Santa Croce, monsignor Alfonso Monroy, ha invece offerto il punto della situazione sul trascorso Anno Accademico con notizie sui progressi compiuti dall'Ateneo, sulle attività di ricerca dei docenti e sul numero degli iscritti. Riferendosi al corpo docente, monsignor Monroy ha ricordato che questi "hanno dato alla stampa 30 volumi, pubblicato 150 tra articoli e contributi a opere collettive, recensito più di 40 pubblicazioni, svolto o presentato 250 circa tra relazioni e comunicazioni in altrettante attività accademiche". Per quanto riguarda il numero degli studenti iscritti, "sono stati 1.467, di cui 930 iscritti alle quattro Facoltà e 537 iscritti all'Istituto Superiore di Scienze Religiose all'Apollinare. Sono da considerare anche 106 studenti attualmente iscritti ai corsi di Licenza dell'Istituto di Diritto Canonico San Pio X di Venezia, aggregato alla nostra Facoltà di Diritto Canonico. La Facoltà ha rilasciato, attraverso il suddetto Istituto, i primi quattro titoli di Licenza". Gli stessi studenti "provenivano da 76 paesi dei cinque continenti, distribuiti in 21 paesi africani, 13 asiatici, 23 europei, 17 americani e 2 dell'Oceania". Durante gli interventi del Rettore Magnifico, del Segretario Generale e del Gran Cancelliere non sono mancati riferimenti ai numerosi benefattori dell'Università "ai quali sempre va la nostra gratitudine perché, grazie alla loro generosità e al loro contributo, questa realtà accademica di anno in anno va avanti, tanto che oltre all'avanzamento dei lavori quest'anno abbiamo potuto assegnare borse di studio a 193 studenti". La lezione magistrale è stata affidata quest'anno alla Facoltà di Teologia, nello specifico al professor José María Galván, ed ha avuto per tema "La speranza nella società delle macchine: la tecno-etica". Dopo aver fornito un succinto excursus storico sulla nascita del termine "tecnoetica", lo studioso ha rilevato "che si è svegliata una forte preoccupazione etica tra i tecnologi in generale, e tra i robotisti in particolare, e che si è messo in moto un ampio dibattito internazionale che cerca di dare risposte ai tanti quesiti che la moderna capacità tecnologica dell'uomo pone". E che "la comunità teologica non può porsi al margine di questo dibattito, vivere come se non ci fosse". Per il relatore, è importante osservare che "la tecnica ha vinto [sull'uomo] ma non ha convinto", nel senso che "la gente, anche se ormai non è più disposta a rinunciarci, ha ancora paura della tecnica". Pertanto si registra un certo "rifiuto contemporaneo della stessa" che non è soltanto "induttivo" in quanto "gli effetti indesiderati [crisi antropologica, crisi ecologica, più ingiusta distribuzione dei beni di consumo a livello planetario, incremento del gap tra paesi ricchi e poveri] non sono capitati per caso, ma per un grossolano errore nella concezione stessa della tecnica e del suo ruolo nel compimento finalistico dell'uomo”, ha aggiunto. Andando poi alla proposta della tecnoetica, Galvàn ha sottolineato che secondo quest'ultima, "ciò che bisogna cambiare è la visione dell'uomo di se stesso e della realtà". Per cui occorre "abbandonare la tecnoscienza - che include il primato della scienza sulla tecnica e non lascia spazio alla persona -, e accogliere il nuovo paradigma relazionale che si impone nella postmodernità", ossia far affermare "la tecnologia come 'attività spirituale', prodotto eminente dello spirito dell'uomo, al di sopra della scienza stessa”. 15 AVVENIRE p.17 16 10 Ottobre 2006 ZENIT ZS06101004 10 Ottobre 2006 Código: ZS06101004 Fecha publicación: 2006-10-10 Prelado del Opus Dei: En el intercambio de opiniones se madura como «buscadores de la verdad» Inaugurado el año académico de la Universidad Pontificia de la Santa Cruz ROMA, martes, 10 octubre 2006 (ZENIT.org).- «Cultivar la caridad quiere decir para los universitarios ejercitarse con premura en trabajar con los demás, porque en el diálogo y en el intercambio de opiniones y experiencias se madura como personas y como buscadores de la verdad», dijo el obispo Javier Echevarría, gran canciller de la Universidad Pontificia de la Santa Cruz y prelado del Opus Dei, al inaugurar el lunes el año académico del ateneo pontificio. «En la vida universitaria --añadió--, la armonización entre la definición de la verdad y la dedicación al desarrollo de quienes están junto a nosotros es un imperativo irrenunciable». «Con su palabra y con su ejemplo, san Josemaría predicaba constantemente este mensaje: que los demás puedan iniciar su tarea en el punto al que nosotros hemos llegado --añadió el prelado del Opus Dei--. Un deber, si se quiere, estratégico, pero que sobre todo manifiesta la preocupación por el bien de las almas y del futuro de la sociedad». Refiriéndose a la primera encíclica de Benedicto XVI, «Deus Caritas Est», monseñor Echevarría la definió «un llamamiento a todos nosotros para no separar nunca la investigación de la verdad del amor por los demás», partiendo del «programa del cristiano: un corazón que ve. Este corazón ve dónde hay necesidad de amor y actúa en consecuencia». El acto de inauguración, que tuvo lugar en la nueva Aula Magna dedicada a la memoria de Juan Pablo II y en el que participaron algunos representantes diplomáticos ante la Santa Sede de doce países y el ex presidente de la República Italiana Francesco Cossiga, contó con el saludo inicial del rector magnífico, monseñor Mariano Fazio. «Iniciamos un nuevo año académico lleno de posibilidades, a continuación del año pasado en el que hemos visto crecer el número de alumnos, de países representados y de nuevas opciones de estudio y de investigación», comenzó diciendo el rector. «Intentaremos seguir por este camino ..añadió--. Pero a los datos numéricos se añaden tantos desafíos culturales que hacen que el trabajo de la Universidad Pontificia de la Santa Cruz, y de todas las universidades pontificias romanas, se convierta en indispensable y lleno de responsabilidad». 17 «Vivimos en un mundo rico de valores humanos y cristianos en el que miles de personas ofrecen su vida al servicio de los demás, a menudo de modo escondido pero no por esto menos fecundo: estas personas son la sal de la tierra», añadió monseñor Fazio. «Al mismo tiempo, no podemos cerrar las ojos ante los múltiples problemas que afligen a la cultura contemporánea y amenazan el respeto de la persona humana», subrayó. Es, por tanto, «en esta encrucijada de la historia» en la que «nosotros católicos, cristianos y personas de buena voluntad, tenemos un punto de referencia claro y seguro: el magisterio de nuestro bienamado romano pontífice Benedicto XVI». El secretario general de la Universidad Pontificia de la Santa Cruz, monseñor Alfonso Monroy, presentó la situación del año académico transcurrido, con información sobre los progresos realizados por el ateneo, las actividades de investigación de los profesores y el número de matriculados. Refiriéndose al cuerpo docente, monseñor Monroy recordó que los profesores «han dado a la imprenta 30 volúmenes, publicado 150 entre artículos y aportaciones a obras colectivas, reseñado más de 40 publicaciones, desarrollado o presentado unas 250 ponencias y comunicaciones en otras tantas actividades académicas». En cuanto al número de alumnos, «han sido 1.467, de los que 930 están matriculados en las cuatro facultades y 537 en el Instituto Superior de Ciencias Religiosas en el Apollinaire. Hay que considerar también 106 alumnos matriculados en los cursos de Licencia del Instituto de Derecho Canónico San Pío X de Venecia, agregado a nuestra Facultad de Derecho Canónico. La Facultad ha emitido, a través del citado instituto, los cuatro primeros títulos de Licencia». Los alumnos «provenían de 76 países de los cinco continentes, distribuidos en 21 africanos, 13 asiáticos, 23 europeos, 17 americanos y dos de Oceanía». Durante las intervenciones del rector, del secretario general y del gran canciller, no faltaron alusiones a los numerosos benefactores de la Universidad «a los cuales siempre va nuestra gratitud» porque entre otras cosas «este año hemos podido conceder becas a 193 alumnos». 18 ZENIT ZP06101004 10 Ottobre 2006 Código: ZP06101004 Data de publicação: 2006-10-10 Prelado do Opus Dei: no intercâmbio de opiniões se amadurece como «quem procura a verdade» Inaugurado o ano acadêmico da Universidade Pontifícia da Santa Cruz ROMA, terça-feira, 10 de outubro de 2006 (ZENIT.org).- «Cultivar a caridade quer dizer para os universitários exercitar-se com primor em trabalhar com os outros, porque no diálogo e no intercâmbio de opiniões e experiências se amadurece como pessoa e como quem procura a verdade», disse o bispo Javier Echevarría, grão chanceler da Universidade Pontifícia da Santa Cruz e prelado do Opus Dei, ao inaugurar na segunda-feira o ano acadêmico do ateneu pontifício. «Na vida universitária -- acrescentou --, a harmonização entre a definição da verdade e a dedicação ao desenvolvimento de quem está junto a nós é um imperativo irrenunciável.» «Com sua palavra e com seu exemplo, São José Maria pregava constantemente esta mensagem: que os outros possam iniciar sua tarefa no ponto ao qual nós chegamos -- acrescentou o prelado da Opus Dei. Um dever, por assim dizer, estratégico, mas que sobretudo manifesta a preocupação pelo bem das almas e pelo futuro da sociedade.» Referindo-se à primeira encíclica de Bento XVI, «Deus Caritas Est», Dom Echevarría a definiu como «um chamado a todos nós para não separar nunca a pesquisa da verdade do amor pelos outros», partindo do «programa do cristão: um coração que vê. Este coração vê onde há necessidade de amor e atua em conseqüência». O ato de inauguração, que aconteceu na nova Sala Magna dedicada à memória de João Paulo II e do qual participaram alguns representantes diplomáticos ante a Santa Sé, de doze países, e o expresidente da República Italiana, Francesco Cossiga, contou com a saudação inicial do reitor magnífico, Dom Mariano Fazio. «Iniciamos um novo ano acadêmico cheio de possibilidades, em continuidade com o ano passado, no qual vimos crescer o número de alunos, de países representados e de novas opções de estudo e de pesquisa», começou dizendo o reitor. «Tentaremos seguir por este caminho -- acrescentou. Mas aos dados numéricos se acrescentam tantos desafios culturais que fazem que o trabalho da Universidade Pontifícia da Santa Cruz, e de todas as universidades pontifícias romanas, se converta em indispensável e cheio de responsabilidades.» 19 «Vivemos em um mundo rico de valores humanos e cristãos, no qual milhares de pessoas oferecem sua vida ao serviço dos outros, com freqüência de modo escondido mas não por isso menos fecundo: estas pessoas são o sal da terra», acrescentou Dom Fazio. «Ao mesmo tempo, não podemos fechar os olhos ante os múltiplos problemas que afligem a cultura contemporânea e ameaçam o respeito à pessoa humana», sublinhou. É, portanto, «nesta encruzilhada da história» na qual «nós, católicos, cristãos e pessoas de boa vontade, temos um ponto de referência claro e seguro: o magistério de nosso bem amado romano pontífice Bento XVI». O secretário-geral da Universidade Pontifícia da Santa Cruz, Dom Alfonso Monroy, apresentou a situação do ano acadêmico transcorrido, com informação sobre os progressos realizados pelo ateneu, as atividades de pesquisa dos professores e o número de matriculados. Referindo-se ao corpo docente, Dom Monroy recordou que os professores «deram à imprensa 30 volumes, publicaram 150 entre artigos e contribuições a obras coletivas, resenharam mais de 40 publicações, desenvolvimento e apresentaram cerca de 250 palestras e comunicações, em outras tantas atividades acadêmicas». Quanto ao número de alunos, «foram 1.467, dos quais 930 estão matriculados nas quatro faculdades e 537 no Instituto Superior de Ciências Religiosas no Apollinaire. Deve-se considerar também 106 alunos matriculados nos cursos de Licenciatura do Instituto de Direito Canônico São Pio X de Veneza, agregado à nossa Faculdade de Direito Canônico. A Faculdade emitiu, através do citado instituto, os quatro primeiros títulos de Licenciatura». Os alunos «provinham de 76 países dos cinco continentes, distribuídos em 21 africanos, 13 asiáticos, 23 europeus, 17 americanos e 2 da Oceania». Durante as intervenções do reitor, do secretário-geral e do grão chanceler, não faltaram alusões aos numerosos benfeitores da Universidade, «aos quais sempre se dirige nossa gratidão» porque, entre outras coisas, «neste ano pudemos conceder bolsas a 193 alunos». 20 RADIO VATICANA Chiesa e Società 10 Ottobre 2006 Radiogiornale CHIESA E SOCIETA’ 10 ottobre 2006 GLI STUDENTI SIANO CERCATORI DI VERITA’. E’ QUANTO HA AUSPICATO IL CARDINALE JAVIER ECHEVARRIA INAUGURANDO IERI IL NUOVO ANNO ACCADEMICO DELL’UNIVERSITÀ DELLA SANTA CROCE ROMA. = “Coltivare la carità per gli universitari vuol dire esercitarsi premurosamente nel lavorare con gli altri, perché è nel dialogo e nello scambio di pareri ed esperienze che si matura come persone e come ricercatori della verità”. Lo ha detto ieri mons. Javier Echevarria, gran cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e prelato dell’Opus Dei, inaugurando l’anno accademico dell’ateneo. Nella vita universitaria – ha aggiunto il presule – l’armonizzazione fra la definizione della verità e la dedizione allo sviluppo di coloro che ci stanno accanto è un imperativo irrinunciabile”. Mons. Echevarria ha poi sottolineato una delle esortazioni di San Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei: “Che gli altri possano iniziare il loro compito dal punto in cui noi siamo arrivati”. L’inaugurazione si è svolta nella nuova aula magna dedicata alla memoria di Giovanni Paolo II. Nel suo intervento il rettore, mons. Mariano Fazio, ha auspicato per il nuovo anno accademico una continuità con l’anno passato, durante il quale è cresciuto il numero di studenti, di Paesi rappresentati e di nuovi indirizzi di studio e di ricerca. Il segretario generale dell’università, mons. Alfonso Monroy, ha poi fornito alcuni dati sull’anno trascorso: gli iscritti sono stati 1467, provenienti da 76 Paesi, di cui 21 africani, 13 asiatici, 23 europei, 17 americani e 2 dell’Oceania. (A.L.) 21 RADIO VATICANA Asp=98783 10 Ottobre 2006 http://www.oecumene.radiovaticana.org/rom/Articolo.asp?c=98783 10/10/2006 20.07.50 Inaugurarea noului an academic la doua( universita(t,i pontificale din Roma, s,i la Institutul Pontifical Oriental: la acesta a intervenit ca invitat PF Lucian, arhiepiscop major al BRU (RV - 10 octombrie 2006) A fost inaugurat mart,i dimineat,a( la Roma anul academic 2006- 2007 al Universita(t,ii Pontificale Saleziene în prezent,a cardianlului Tarcisio Bertone, nou secretar de stat vatican care a prezidat Liturghia euharistica( în biserica Sfânta Maria a Sperant,ei, parohia care ga(zduies,te universitatea întemeiata( în 1940 la Torino, ca „Universitatea lui Don Bosco pentru tineri”. Dupa( ceremonie cardinalul a vorbit cu ziaris,tii despre intent,iile sale de a stabili raporturi de pace cu tot,i în rolul abia asumat, ala(turi de benedict al XVI-lea. „Orice universitate catolica( - a spus în omilia sa - este...cons,tienta( ca( act,ioneaza( împreuna( cu lucrarea neîncetata( a lui Dumnezeu, ca( are de a face cu realitatea vie animata( de Duhul Sfânt s,i orânduita( potrivit Cuvântului”. Dar s,tim bine - a ada(ugat cardinalul Bertone - ca( aspectul eclezial al unei comunita(t,i nu este niciodata( dat ca sigur. Nu e de ajuns nici apelativul „pontifical” pentru a-l garanta. De aici chemarea ca(tre profesori, student,i s,i întregul personal universitar de a primi un dar ce „trebuie reînsuflet,it continuu prin credint,a( s,i angajare generoasa(”. În fine, îndemnul de „a nu separa viat,a intelectuala( de cea morala(”, ca(utând coerent,a „înainte de toate la nivel personal", între cons,tiint,a s,i comportamentul celor care lucreaza( într-o asemenea institut,ie; aceasta trebuie sa( ra(spunda( unei „calita(t,i etice s,i mai radicale sub aspect spiritual”. „Coerent,a sau incoerent,a fieca(ruia contribuie la coerent,a sau incoerent,a întregului. Nu este vorba atât de o chestiune de imagine, cum se spune asta(zi, ci de calitatea ambientului universitar. Este important ca stilul s,i climatul universita(t,ii catolice sa( fie cât mai aproape de idealul evanghelic”. „Cultivarea carita(t,ii pentru universitari înseamna( a se exercita cu grija( în munca împreuna( cu alt,ii, deoarece în dialog s,i în schimbul de pa(reri s,i experient,e se maturizeaza( oamenii ca persoane s,i ca cerceta(tori ai adeva(rului": a spus, luni, mons. Javier Echevarria, mare cancelar al Universita(t,ii „Sfânta Cruce” s,i prelat al „Opus Dei” inaugurând noul an academic. În viat,a universitara(, a mai spus prelatul, armonizarea dintre definit,ia adeva(rului s,i dedicarea pentru progresul acelora care ne stau ala(turi este un imperativ la care nu se poate renunt,a: „alt,ii pot începe misiunea lor din punctul la care am ajuns noi”. Ceremonia inaugura(ii s-a desfa(s,urat în aula magna dedicata( memoriei Ioan Paul al II-lea. Înaugurarea noului an universitar s,i la Institutul Pontifical Oriental luni 9 octombrie, unde, anul acesta la invitat,ia senatului institutului, a participat Preafericitul Lucian Mures,an, arhiepiscop major al Bisericii Române Unite cu Roma care a oficiat Sfânta Liturghie în ritul bizantin român greco-catolic, iar apoi în aula bibliotecii a luat cuvântul în cadrul actului academic festiv. Au intervenit de asemenea cardinalul Ignace Moussa I Daoud, prefect al Congregat,iei pentru Bisericile Orientale s,i cardinalul Tomas Spidlik, S.J. La Sfânta Liturghie au participat corul s,i seminaris,tii Colegiului Pontifical „Pio Romeno” împreuna( cu rectorul colegiului român din Roma, pa(rintele Mihai Fra(t,ila(. Din România au mai fost prezent,i episcopul Virgil Bercea al eparhiei grecocatolice de Oradea s,i pa(rintele William Bleiziffer, notarul Sinodului Bisericii Greco-Catolice Române. 22 RADIO VATICANA Asp=98920 11 Ottobre 2006 http://www.oecumene.radiovaticana.org/ung/Articolo.asp?c=98920 11/10/2006 17.57.25 A diákok legyenek az igazság kereso"i - Javier Echevarria prelátus megnyitotta a Pápai Szent Kereszt Egyetemen a tanévet Róma/ "A segíto" szeretet gyakorlása az egyetemisták számára azt jelenti, hogy szolgálatkészen dolgozzanak együtt másokkal, mert a párbeszéd, a vélemény-és élménycsere révén érnek meg személyként és az igazság kereso"iként egyaránt" - mondta Javier Echevarria, az Opus Dei prelátusa, a Pápai Szent Kereszt Egyetem nagykancellárja hétfo"n (október 9-én), a fakultás évnyitóján. Az egyetemi életben - tette hozzá a prelátus - az igazság meghatározását és a mellettünk élo"k fejlo"désének segítését összehangolni olyan kötelesség, amiro"l nem lehet lemondani." Echevarria prelátus megismételte az Opus Dei alapítója, Szent Josemaria Escrivá buzdítását: úgy kell dolgoznunk, "hogy a többiek ott kezdhessék feladatukat, ahova mi eljutottunk". A tanévnyitóra az egyetem új nagyelo"adójában került sor, amelyet II. János Pál pápa emlékének szenteltek. A fakultás rektora, Mariano Fazio, az Opus Dei prelátusa beszédében annak a reményének adott hangot, hogy az új tanév folytatása lesz az elo"zo"nek, amelynek során emelkedett a diákok száma, illetve az országoké, ahonnan érkeztek, valamint új tanulmányi és kutatási tárgyak indultak. A Pápai Szent Kereszt Egyetemnek az elmúlt évben 1467 beiratkozott hallgatója volt, a diákok 76 országból érkeztek; ebbo"l 21 afrikai, 13 ázsiai, 23 európai, míg 17 amerikai és 2 óceániai nemzet. 23 ZENIT ZE06101126 11 Ottobre 2006 Code: ZE06101126 Date: 2006-10-11 Foster Charity Through Dialogue, Urges Prelate Opens Academic Year at University of the Holy Cross ROME, OCT. 11, 2006 (Zenit.org).- Charity in a university is cultivated through dialogue and communication with others, says the grand chancellor of the University of the Holy Cross in Rome. Monsignor Javier Echevarría, prelate of Opus Dei, said this Monday when opening the academic year of the papal athenaeum. "To cultivate charity means, for university students, to exercise themselves with urgency in working with others, because in dialogue and the exchange of opinions and experiences they mature as persons and as seekers of truth," he said. "In university life, the harmonizing of the definition of truth and dedication to the development of those who are near to us is an imperative that can never be given up," said Monsignor Echevarría. "With his word and example, St. Josemaría preached this message constantly: That others may begin their task at the point where we left off. A duty, if you will, that is strategic but, above all, a manifestation of concern for the good of souls and the future of society," added Opus Dei's prelate. Referring to Benedict XVI's first encyclical, "Deus Caritas Est," Monsignor Echevarría described it as "an appeal to us all never to separate research from the truth of love of others," starting from a "Christian's program: a heart that sees. Such a heart sees where there is need of love and acts in consequence." The rector continued: "We begin a new academic year full of possibilities, in continuation of last year in which we saw growth in the number of students, of countries represented and of new study and research options. "We will try to follow on this path. But to the numerical data are added so many cultural challenges that make the work of the Pontifical University of the Holy Cross and of all the Roman Pontifical Universities so indispensable and full of responsibility." 24 ZENIT ZG06101106 11 Ottobre 2006 ZG06101106 Publikationsdatum: 2006-10-11 Prälat des Opus Dei: Im Dialog und Meinungsaustausch reift der „Wahrheitssuchende“ heran Bischof Javier Echevarría, Großkanzler der Päpstlichen Universität vom heiligen Kreuz, bei der Eröffnung des Akademischen Jahres 2006/2007 ROM, 11. Oktober 2006 (ZENIT.org).- „Barmherzigkeit zu kultivieren bedeutet für einen Akademiker, mit den anderen voller Fleiß zusammenzuarbeiten, denn es geschieht im Dialog und im Austausch der verschiedenen Gesichtspunkte und Erfahrungen, dass man als Person und als Wahrheitssuchender heranreift“, erklärte Bischof Javier Echevarría Rodríguez, Prälat des Opus Dei, am Montag anlässlich der Eröffnung des Akademischen Jahres in der Päpstlichen Universität vom heiligen Kreuz in Rom. „Im Hochschulleben ist es ein absoluter Imperativ, die Bestimmung der Wahrheit und die Sorge um die Entwicklung all jener, die an unserer Seiten leben, auf harmonische Weise miteinander zu verbinden“, führte der Großkanzler der genannten Universität weiter aus. „Durch sein Wort und sein Beispiel predigte der heilige Josemaría immerfort diese Botschaft: dass die anderen ihre Aufgabe nur von jenem Punkt aus beginnen können, zu dem wir gekommen sind“, fügte Bischof Echevarría hinzu. „Das ist eine Pflicht, die, wenn man so will, strategisch ist. Vor allem aber bringt sie die Sorge um das Wohl der vielen Menschen und die Zukunft der Gesellschaft zum Ausdruck.“ Die erste und bisher einzige Enzyklika von Papst Benedikt XVI., Deus caritas est, nannte der Bischof bezeichnete als einen „Aufruf an uns alle, die Wahrheitssuche nie von der Liebe zu den anderen Menschen zu trennen“. Dabei müsse immer nach dem „Programm des Christen“ vorgegangen werden: „ein Herz, das sieht. Dieses Herz sieht, wo es ein Bedürfnis nach Liebe gibt, und handelt dementsprechend“, schloss der Prälat der Personalprälatur vom Heiligen Kreuz und Opus Dei. Der Rektor der Universität, Msgr. Mariano Fazio, betonte seinerseits: „Voller Hoffnung beginnen wir ein neues Akademisches Jahr, nachdem im letzten Jahr die Zahl der Studenten und auch die Zahl der vertretenen Länder und der neuen Studiengänge und Forschungseinrichtungen stark angestiegen sind“. An der Päpstlichen Universität vom heiligen Kreuz in der Nähe der Piazza Navona sind rund 1.500 Studenten immatrikuliert. Sie besuchen Lehrveranstaltungen an vier Fakultäten. Rund ein Drittel von ihnen studieren am Höheren Institut für Religionswissenschaften im „Apollinaire“. Die 25 Studenten kommen aus 76 Ländern: aus 21 afrikanischen, 13 asiatischen, 23 europäischen und 17 amerikanischen Ländern sowie aus Ozeanien. „Wir werden uns bemühen, diesen Weg weiter zu verfolgen“, fügte der Rektor hinzu. „Aber die Zahlen erklären schon, dass damit auch zahlreiche kulturelle Herausforderungen verbunden sind, die dazu führen, dass die Arbeit der Päpstlichen Universität vom heiligen Kreuz und aller Päpstlichen Universitäten in Rom eine große Verantwortung trägt.“ Wir lebten in einer Welt, „die reich an menschlichen und christlichen Werten ist, wo Tausende von Menschen ihr Leben in den Dienst der anderen stellen – oft auf verborgene Art, aber trotzdem nicht weniger fruchtbar: Diese Menschen sind das Salz der Erde!“, betonte Msgr. Fazio. „Gleichzeitig dürfen wir die Augen nicht vor den vielfältigen Problemen verschließen, die die zeitgenössische Kultur belasten und den Respekt vor der menschlichen Person gefährden“, mahnte er. An dieser „Kreuzung der Geschichte“, an der alle Menschen stünden, gäbe es einen „klaren und sicheren Bezugspunkt: das Lehramt unseres verehrten römischen Papstes Benedikt XVI.“ 26 OPUS DEI. IT www.opusdei.it 11-12 Ottobre 2006 Gli universitari, "cercatori della verità" Il prelato dell'Opus Dei ha inaugurato il nuovo Anno Accademico della Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Ha invitato i professori e gli alunni a "non disgiungere mai la ricerca della verità dall'amore per gli altri". 12 ottobre 2006 ZENIT.org Los universitarios, “buscadores de la verdad” El prelado del Opus Dei inauguró el curso de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz en Roma. Invitó a profesores y alumnos a “no separar nunca la investigación de la verdad del amor por los demás”. 11 de octubre de 2006 Inauguration de l’année universitaire à la «Santa Croce», par le prélat de l’Opus Dei "Ne jamais dissocier recherche de la vérité et amour pour les autres" : une idée du discours d'inauguration de l'année universitaire prononcé par Mgr Xavier Echevarria, prélat de l'Opus Dei et Grand Chancelier de l'Université Pontificale de la Sainte Croix. 11/10/2006 Zenit (www.zenit.org) 27 RADIO VATICANA Radiogiornale n.285 12 Ottobre 2006 RADIOVATICANA. Radiogiornale Anno L n. 285 - Testo della trasmissione di Giovedì 12 ottobre 2006 Rispondere al grido dell’Umanità per la giustizia sociale, la pace, l’integrità del cresto: questa esigenza intrinseca della vocazione religiosa e della dottrina sociale della Chiesa sono al centro di due giornate di riflessione presso il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. IN UN TELEGRAMMA DEL CARDINALE BERTONE, GLI AUSPICI DEL PAPA - A cura di Paolo Scappucci Mettendosi totalmente a servizio della carità di Cristo verso l’uomo e verso il mondo, i religiosi e le religiose anticipano e mostrano nella loro vita quell’umanità nuova all’insegna della civiltà dell’amore, che la dottrina sociale della Chiesa vuole propiziare e promuovere. Lo ha detto il presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, cardinale Renato R. Martino, aprendo stamani nella sede del dicastero due giorni intensi di lavoro e di riflessione sul tema: “Vita consacrata e dottrina sociale: percorsi di formazione”. Promosso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, dal Pontificio Consiglio e dai Religiosi e Religiose promotori a livello internazionale di Giustizia, Pace e Integrità del Creato, il Seminario di studio si propone di approfondire come possa essere utilizzato dai consacrati e dalle consacrate, nel rispetto dei rispettivi carismi, lo straordinario patrimonio di insegnamenti proposti dal magistero sociale. In un telegramma inviato ai partecipanti – una settantina di studiosi, esperti, religiosi e religiose di vari Istituti e di diversi Paesi – il neo-segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, formula l’auspicio del Santo Padre affinché “l’incontro favorisca una contemplazione sempre più viva dell’icona di Cristo principe della pace, suscitando crescente e generoso impegno di promozione degli universali valori di giustizia e di solidarietà nel rispetto dei diritti della persona umana”. Un messaggio è stato inviato anche dal prefetto della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica, cardinale Franc Rodé, nel quale si sottolinea che “l’ascolto attento di quanto risuona nell’invocazione di ogni popolo alla pace, alla giustizia e alla libertà ha da sempre fatto scaturire nel cuore della Chiesa e di quanti si sono posti alla sequela totale di Cristo l’esigenza di una risposta, di gesti concreti, visibili, nei quali è possibile riconoscere i germi di un futuro di speranza”. Davanti agli attuali scenari di guerre, distruzioni, palesi ingiustizie, di fronte ai nuovi muri di razzismo e di paura innalzati dal terrorismo, la salesiana Suor Enrica Rosanna, sottosegretaria del dicastero dei religiosi, unica donna a ricoprire tale incarico nella Curia Romana, ha rievocato con accenti appassionati la strada che tanti consacrati e consacrate ogni giorno percorrono - anche a costo della vita, come recentemente don Andrea Santoro e suor Leonella Sgorbati - per farsi operatori di pace, di tolleranza, di dialogo e di redenzione sociale, “lampi di luce presenti – ha detto - nella notte oscura dei popoli, fari generatori di speranza”. Con ampia e documentata precisione lo storico Andrea Riccardi, tra i fondatori di Sant’Egidio, ha ripercorso gli itinerari di santità sociale dei consacrati nell’Ottocento e nel Novecento, dopo che il padre Enrique Colom, della Pontificia Università della Santa Croce, aveva sottolineato il significato teologico e spirituale del rapporto tra vita consacrata e dottrina sociale. 28 THE WASHINGTON POST By Alan Cooperman 13 Ottobre 2006 Pope Poised To Revive Latin Mass, Official Says Ancient Tridentine Rite Was Replaced in 1960s By Alan Cooperman Washington Post Staff Writer Friday, October 13, 2006; A03 Pope Benedict XVI has drafted a document allowing wider use of the Tridentine Mass, the Latin rite that was largely replaced in the 1960s by Masses in English and other modern languages, a church official said yesterday. The official, who spoke on the condition of anonymity, said the pope told colleagues in September that he was writing the document "motu proprio," a Latin phrase for on his own initiative, and that it was in its third draft. "There will be a document, it will come out soon, and it will be significant," the official said. Benedict "will not let this be sidetracked," he added. Wider use of the Tridentine Mass is a cause dear to the hearts of many Catholics, for both esthetic and ideological reasons. It was codified in 1570 and remained the standard Roman Catholic liturgy for nearly four centuries, until the gathering of church leaders known as the Second Vatican Council ushered in major reforms from 1962 to 1965. To some Catholics, the return of the old Latin Mass is symbolic of a conservative turn away from what they view as the "excesses" that followed the Second Vatican Council, said the Rev. Thomas J. Scirghi, who teaches liturgical theology at the Jesuit School of Theology in Berkeley, Calif. He said many churchgoers associate the Tridentine Mass with beautiful Gregorian chants and a dignified service, while they associate the new Mass -- formalized in 1969 -- with guitars, drums and short-lived experiments such as "Pizza Masses" in which pizzas, rather than wafers, were consecrated in a bid to attract young people. In fact, the new Mass can be celebrated with great solemnity, either in vernacular languages or in Latin, said Nathan D. Mitchell, professor of liturgical studies at the University of Notre Dame. And the Tridentine Mass, he added, "wasn't always celebrated with care, beauty, aplomb and musical finesse." "There's a lot of romanticizing of the old liturgy. Most parishes celebrated it as what they called Low Masses, with no singing, no preaching, the priest just mumbling something that was inaudible," Mitchell said. Nonetheless, he acknowledged, the Tridentine Mass has become "an icon for all the things that people thought had been forfeited and lost at, and after, the Second Vatican Council. That includes not only the liturgy but also a church of visible discipline and hierarchical structure, the ancient discipline of the priesthood, the moral authority of bishops and the pope, a way of looking at the human relationship to God." The old Latin Mass was never formally prohibited, but it virtually disappeared from the 1960s until the mid1980s, when Pope John Paul II allowed it back into limited usage, permitting parish priests to celebrate it if they obtained permission from their bishops. Some bishops have freely granted such requests, and some have not. 29 In Washington, new Archbishop Donald W. Wuerl has continued the policy of his predecessor, Cardinal Theodore E. McCarrick, by making the Tridentine Mass easily available. It is celebrated each Sunday at three local churches -- St. Mary Mother of God in Chinatown, St. John the Evangelist-Forest Glen in Silver Spring, and St. Francis de Sales in Benedict, Md., according to Susan Gibbs, spokeswoman for the archdiocese. In the Arlington Diocese, Bishop Paul S. Loverde earlier this year allowed two churches, St. Lawrence in Franconia and St. John the Baptist in Front Royal, to begin celebrating the Tridentine liturgy each Sunday. Traditionalist Catholics rejoiced yesterday over the pope's forthcoming decision, which was first reported Wednesday by the Times of London. But some were cautious, noting that rumors have circulated for months that Benedict was about to grant a "universal indult," or general permission, for priests to use the Tridentine Mass. "I'll believe it when I see it, because I can't tell you how many times there have been exact days when this universal indult was supposed to be issued," said Kenneth J. Wolfe, 33, a choir member at St. Mary Mother of God. Experts predicted that the papal document would allow more Catholics to experience the old liturgy but would not supplant the new Mass, which is likely to remain the standard in most dioceses. "Here in the diocese of Galveston, [the Tridentine Mass] is permitted in one church, and not very many people go. So even if the indult is granted, I don't think it will lead to a big division in the church," said the Rev. Michael Barrett, an Opus Dei priest who runs the Holy Cross Chapel and Catholic Resource Center in Houston. The change might, however, help to heal a rift between the Vatican and followers of the late Archbishop Marcel Lefebvre, a French prelate who bitterly opposed the Second Vatican Council's decisions. Benedict has reached out to Lefebvre's followers, signaling that he would allow them to use the old Mass in return for their recognition of his authority. "This is an attentiveness to a very, very small faction that he wants to bring back on board," said Monsignor Kevin W. Irwin, dean of the school of theology at Catholic University. In addition, allowing wider use of the Tridentine Mass might appeal to some older Catholics who miss it and some younger ones who are curious about it. Most important, according to the Rev. Robert Gahl, a professor at the Pontifical University of the Holy Cross in Rome, it would rectify what Benedict has described as a "breach" in Catholic tradition because the old Mass was effectively suppressed. The Second Vatican Council called for the "full, conscious, active participation" of the laity in the Mass. As a result, the new Sunday Mass has three readings from Scripture, instead of two, and some may be done by lay people. The priest usually faces the congregation and must give a homily each Sunday; in the Tridentine Mass, the priest faces the altar, with his back to the congregation, and a sermon is optional. While the Tridentine Mass contains only one version of the Eucharistic prayer -- the moment when Catholics believe the bread and wine become the body and blood of Christ -- the new Mass offers nine additional versions. "People are tired of not knowing what they're going to find" when they go to Mass, said the Rev. Joseph Fessio, the pope's English- language publisher and a leading conservative in the U.S. church. "Benedict is saying, 'The people have a right to the immemorial spiritual customs of the church.' " © 2006 The Washington Post Company© 2006 The Washington Post Company 30 RADIOVATICANA Asp 99240 13 Ottobre 2006 http://www.oecumene.radiovaticana.org/spa/Articolo.asp?c=99240 13/10/2006 17.34.53 Congreso «Vida consagrada y doctrina social: caminos de formación» Viernes, 13 oct (RV).- Benedicto XVI desea que el encuentro que se inauguró ayer en el Pontificio Consejo Justicia y Paz «impulse una contemplación cada vez más viva del icono de Cristo, Príncipe de la paz, suscitando un creciente y generoso compromiso en la promoción de los valores universales de justicia y solidaridad en el respeto de los derechos humanos de la persona». El encuentro, que se clausuró este viernes, se proponía reflexionar sobre la exigencia intrínseca de la vocación religiosa y sobre la aportación que puede dar la doctrina social de la Iglesia para «responder a la humanidad que clama en favor de la justicia social, la paz y la salvaguarda de la creación». En la apertura de los trabajos se leyó un telegrama, enviado por el Cardenal Secretario de Estado, Tarcisio Bertone, expresando, precisamente, el anhelo del Papa y dirigido a los participantes en esta cita dedicada al tema «Vida consagrada y doctrina social: caminos de formación». «Los religiosos y las religiosas, poniéndose totalmente al servicio de la caridad de Cristo hacia el hombre y el mundo, anticipan y muestran en sus vidas aquella humanidad nueva que es símbolo de la civilización del amor, que la doctrina social de la Iglesia quiere propiciar y promover», señaló, en la presentación de este encuentro, el presidente del Pontificio Consejo Justicia y Paz, cardenal Renato Martino. Sumándose a esta iniciativa, el prefecto de la Congregación para los Institutos de Vida Consagrada y las Sociedades de Vida Apostólica, cardenal Franc Rodé, envió también un mensaje, subrayando que «la escucha atenta de lo que resuena en la invocación de cada pueblo en favor de la paz, la justicia y la libertad, ha hecho brotar desde siempre en el corazón de la Iglesia y de cuantos siguen plenamente a Cristo la exigencia de una respuesta, de gestos concretos y visibles, en los cuales es posible reconocer las semillas de un futuro de esperanza». Ante los actuales escenarios de guerras, destrucciones e injusticias evidentes y ante los nuevos muros de racismo y de miedo, levantados por el terrorismo, la religiosa salesiana Sor Enrica Rosanna, subsecretaria del dicasterio pontificio para los religiosos, evocó el camino que tantos consagrados y consagradas cumplen cada día, aun arriesgando su propia vida. Como ocurrió recientemente con dos misioneros italianos, Don Andrea Santoro y Sor Leonella Sgorbati, que murieron testimoniando «la paz, la tolerancia, el diálogo y la redención social. Destellos de luz en la noche oscura de los pueblos, faros generadores de la esperanza cristiana». También intervino el fundador de la Comunidad de San Egidio, Andrea Riccardi, quien se refirió a los «itinerarios de santidad social de las personas consagradas en los siglos XIX y XX». Y el Padre Enrique Colom, de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz, destacó «el significado teológico y espiritual de la relación entre vida consagrada y doctrina social de la Iglesia». 31 ADNKRONOS CRO / 12.38 16 Ottobre 2006 CRO 16/10/2006 12.38.43 CHIESA: CONVEGNO INTERNAZIONALE SU DIRITTO CATTOLICO E ISRAELIANO DA DOMANI A GERUSALEMME, PROMOSSO DALL'UNIVERSITA' DELLA SANTA CROCE Roma, 16 ott. - (Adnkronos) - Prende il via domani presso la sede del 'Notre Dame of Jerusalem Center' di Gerusalemme, il convegno internazionale di studi su ''Diritto ebraico, diritto della Chiesa cattolica e diritto israeliano'' promosso dai Rettori Magnifici della Pontificia Universita' della Santa Croce, della Lumsa, della Pa'zma'ny Pe'ter Catholic University di Budapest e dal Decano della Facolta' di Giurisprudenza della Hebrew University of Jerusalem. (Sin/Zn/Adnkronos) 16-OTT-06 12:34 NNNN 32 FIDES www.fides.org 16 Ottobre 2006 AFRICA/COSTA D’AVORIO Erezione della Diocesi di Agboville (Costa d’Avorio) e Nomina del primo Vescovo Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI, in data 14 ottobre 2006, ha eretto la diocesi di Agboville (Costa d’Avorio), con territorio dismembrato dalla diocesi di Yopougon, rendendola suffraganea dell’arcidiocesi di Abidjan. Il Santo Padre ha nominato primo Vescovo di Agboville il Rev. Alexis Touably Youlo, del clero di San Pedro-en-Côte d’Ivoire, Parroco e Vicario Generale della diocesi. La nuova diocesi di Agboville (nom. lat. Agbovillen/sis/), si estende su tutto il nord dell’attuale Diocesi di Yopougon. Confina a nord con la Diocesi di Yamoussoukro; ad est con la Diocesi di Abengourou; a sud con l’Arcidiocesi di Abidjan, e con la Diocesi-madre di Yopougon; ad ovest con l’Arcidiocesi di Gagnola. Di seguito i dati statistici. La chiesa parrocchiale di San Giovanni Maria Vianney di Agboville diviene la Chiesa Cattedrale della neo-eretta Diocesi. Il primo Vescovo, Alexis Touably Youlo, è nato il 17 novembre 1959, a Béréblo, nel Dipartimento di Tabou, oggi Diocesi di San Pedro-en-Côte d’Ivoire. Dopo gli studi primari nelle scuole locali, ha frequentato il Seminario minore “San Domenico Savio” di Gagnoa, e dal 1978 al 1981 il Seminario “Saint Joseph de Mukassa” di Yopougon. Dal 1981 al 1987 ha studiato filosofia e teologia presso il Seminario maggiore “Saint Coeur de Marie” di Anyama. E’ stato ordinato sacerdote l’8 agosto 1987 a Tabou. Dal 1992, anno dell’erezione della Diocesi di San Pedro, è incardinato in questa circoscrizione ecclesiastica. Dopo l'ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1987-1990: Docente nel Seminario minore “San Domenico Savio” di Gagnoa; 1990-1992: Docente nel Seminario di Yopougon; 1992-1995: licenza in filosofia all’Institut Catholique di Parigi; 1995-1997: Vicario nella parrocchia della Cattedrale di San Pedro; 1997-1999: Docente di filosofia nel Seminario maggiore “Saint Pierre” di Daloa; 1999-2001: Licenza in Diritto canonico alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma; 2001-2002: Amministratore parrocchiale della parrocchia “Saint André” in Sassansra; dal 2003 era Parroco e Vicario Generale della diocesi. (S.L.) (Agenzia Fides 16/10/2006; Righe 73; Parole 379) 33 ASIA NEWS Art=7487 ITA/ENG 16 Ottobre 2006 ASIANEWS http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=7487 16 Ottobre 2006 ISRAELE P. Jaeger: necessario continuare a fare riferimento all’Accordo fondamentale tra Chiesa e Israele di Arieh Cohen Esperti ebrei e cattolici da domani a confronto in un convegno sugli ordinamenti ebraico, israeliano e della Chiesa. Tel Aviv (AsiaNews) - Un convegno accademico, primo nel suo genere, avrà inizio domani, martedì, 17 ottobre, a Gerusalemme, e continuerà nel giorno successivo. Il tema. "il diritto ebraico il diritto della Chiesa Cattolica - il diritto israeliano". E' un'iniziativa congiunta dell'Università Pontificia della Santa Croce (Roma), dell'Università Cattolica Pazmany Peter di Budapest, della Libera Università Maria Assunta (Roma), e della Facoltà di Diritto dell'Università Ebraica di Gerusalemme, con l'apporto della Pontificia Università "Antonianum" (Roma), rappresentata da uno dei tre membri del comitato organizzativo, che è pure un relatore al convegno. In preparazione da anni (cinque o sei), il convegno è il frutto concreto dell'iniziativa del prof. mons. Joaquin Llobell della Pontificia Università della Santa Croce, coadiuvato dal padre David-Maria A. Jaeger, ofm, della facoltà di diritto canonico dell'"Antonianum" di Roma. All'inizio si pensava a tenerlo in collaborazione con l'università privata israeliana, l' "Interdisciplinary Centre" di Hertzliya, che però ha preferito in seguito rinunciarvi, cosicché è stata invitata la prestigiosa facoltà di diritto dell'Università Ebraica. Mentre si tratta di una celebrazione "privata, dall'indole accademica", il programma del convegno indica che esso si mette in relazione all'Articolo 7 dell'"Accordo fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele" (1993), che chiama alla "promozione e all'incoraggiamento di scambi culturali tra gli istituti cattolici ovunque nel mondo e gli istituti di formazione, di cultura e di ricerca in Israele". Il padre Jaeger ha spiegato ad AsiaNews di attribuire, "ora più che mai" una particolare importanza a tale riferimento al trattato bilaterale del 1993, che attende ancora di essere pienamente eseguito. Infatti, già un paio d'anni fa, l'Avvocatura dello Stato in Israele ha sorpreso i giuristi di entrambe le parti, avvisando la Corte Suprema israeliana di non ritenere l'Accordo vincolante per lo Stato di Israele, nonostante esso fosse stato da Israele ratificato già nel 1994. "Ogni scambio bilaterale positivo tra la Chiesa e Israele, che si possa dimostrare radicato nell'Accordo fondamentale, dovrebbe aiutare a mantenere vivo l'Accordo fino al risolversi delle attuali difficoltà di esecuzione", ha detto il religioso, che è anche presidente dell'organizzazione americana dedita a promuovere il rapporto tra la Chiesa e Israele, "The Church and Israel Public Education Initiative". Il convegno medesimo comprende delle sezioni sulle Fonti del diritto, sul Diritto di famiglia, e su diverse concezioni del rapporto tra Stato e religione. Tra i relatori annunciati dal programma si trovano noti canonisti europei, come, tra gli altri, il domenicano inglese Roberto Ombres, lo spagnolo Javier Martinez-Torron, e, da Roma, il conte Giuseppe Dalla Torre e Gaetano Lo Castro. 34 Tra gli esperti di diritto ebraico o israeliano si trova il celebre esperto israeliano di diritti umani Natan Lerner, come pure, tra gli altri, i professori Yuval Merin, Brachyahu Lifshitz, Yechiel Kaplan; essi vengono dall'Università Ebraica, dall'Università di Haifa, dall' Università "Bar-Ilan", dall' "Interdsciplinary Centre" e dal "College of Management". Alcuni degli argomenti fanno pensare a certe questioni molto dibattute oggi in Occidente, come, ad esempio, "i soggetti capaci di fondare una famiglia" o, più generalmente, il ruolo del "diritto naturale" tra le fonti del diritto dello Stato moderno. E' interessante che il programma del convegno distingue chiaramente tra il diritto "laico" dello Stato di Israele e il diritto religioso ebraico. Quest'ultimo è talvolta recepito dall'ordinamento israeliano, ma è lungi dall'essere identico ad esso - come spiega ad AsiaNews uno dei relatori. Egli aggiunge: "Si nota una certa tensione nel rapporto tra i due ordinamenti, quello ebraico e quello dello Stato, che per i cattolici sarebbe particolarmente interessante. Il cattolicesimo impone, ovviamene, la netta distinzione tra le sfere temporale e spirituale, ma è pure molto critico nei confronti dell'ideologia del 'secolarismo' ('laicismo'), che riterrebbe la religione assolutamente irrilevante in rapporto alle leggi e alle politiche dello Stato. Ci affascinano, perciò, i vari tentativi di trovare il giusto equilibrio tra gli estremi della 'teocrazia', da una parte, e il 'secolarismo' ('laicismo') accanito, dall'altra", conclude questo esperto cattolico. ASIANEWS http://www.asianews.it/view.php?l=en&art=7487 16 October, 2006 ISRAEL Fr Jaeger: continued reference to Fundamental Agreement between Church and Israel is necessary by Arieh Cohen Catholic and Hebrew experts will meet tomorrow for a conference on Jewish, Israeli and Church laws. Tel Aviv (AsiaNews) – A first-ever two-day scholarly conference will be inaugurated tomorrow, Tuesday, 17 October, in Jerusalem, which will have for its subject: "Jewish Law - Catholic Church Law - Israeli Law." It is a joint initiative of the Pontifical University of the Holy Cross (Rome), the Pazmany Peter Catholic University of Budapest, the Free University of Maria Assunta (Rome), and the Law Faculty of the Hebrew University of Jerusalem, with the Pontifical University "Antonianum" (Rome) contributing one of the three members of the organising committee of three members, who is also one of the speakers. In preparation for long years (five or six altogether) the Conference is the concrete fruit of the vision of Prof. Mgr Joaquin Llobell, of the Pontifical University of the Holy Cross, assisted throughout by Fr David-Maria A. Jaeger OFM, of the Canon Law Faculty of the Roman "Antonianum." The original plan had been to hold it in cooperation with the Israeli private university "The Inter-Disciplinary Centre" of Hertzliyah, which, however, later preferred to withdraw and to ask the Hebrew University's Law Faculty to take its place. 35 Although it is a "private, academic" affair, the Conference programme indicates that it aims to give expression to Article 7 of the 1993 "Fundamental Agreement between the Holy See and the State of Israel," which calls for "promoting and encouraging cultural exchanges between Catholic institutions worldwide, and educational, cultural and research institutions in Israel." Fr. Jaeger explained to AsiaNews that, "now, more than ever," he sees particular importance in this reference to the 1993 bilateral treaty, which still has to be fully implemented. In fact, already a couple of years ago the office of Israel's State Attorney astonished jurists on both sides by informing Israel's Supreme Court that it does not consider the State of Israel to be bound by the Fundamental Agreement - even though Israel had ratified it already in 1994. "Any positive bilateral exchange between the Church and Israel, which can be shown to be rooted in the Fundamental Agreement, should help to keep the Agreement alive until the present difficulties of implementation sort themselves out," said Fr Jaeger, who also heads the US-based "The Church and Israel Public Education Initiative". The Conference itself includes sessions on the Sources of Law, Family Law, and different perspectives on the relationship between the State and Religion. Among the speakers that have been announced are prominent canon law scholars from Europe, such as the English Dominican Robert Ombres, the Spaniard Javier Martinez-Torron, Count Giuseppe Dalla Torre and Gaetano Lo Castro from Rome, among others; while speakers on Israeli and Jewish Law include the internationally renowned human rights expert Natan Lerner, as well as Yuval Merin, Brachyahu Lifshitz, Yechiel Kaplan and others, coming from the Hebrew University of Jerusalem, the Interdisciplinary Centre, the University of Haifa, Bar-Ilan University, and the "College of Management." Some of their subjects include questions hotly debated in the West today, such as who are the "subjects capable of founding a family," or, more generally, the place of the "natural law" among the sources of law for civil society. Interestingly, the Conference programme distinguishes clearly between the secular law of the State of Israel and Jewish religious law. The latter is sometimes reflected in the Israeli legal order, but is by no means identified with it, as one of the Conference participants has explained to AsiaNews. "There is a certain tension in the relationship between those two legal systems, which is, of course, of particular interest to Catholics," he says. "Catholics are, of course, in favour of clear lines of demarcation between the secular and the religious spheres, but are also very critical of the ideology of 'secularism,' which would deprive religion of any relevance whatsoever to the laws and policies of the State. How any State is trying to find a balance between the extremes of 'theocracy' and 'secularism' is, therefore, for us a fascinating question," this Catholic participant concludes. 36 ASIA NEWS Art=7503 ITA/ENG 17 Ottobre 2006 ASIANEWS http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=7503 17 Ottobre 2006 ISRAELE Gerusalemme: sulla scia dell’Accordo fondamentale, interscambio accademico cattolico-israeliano Inaugurato oggi, con i discorsi di benvenuto, il convegno dal tema “Il diritto ebraico - Il diritto della Chiesa Cattolica - Il diritto israeliano”. Il giudice della Corte suprema israeliana, Salim Joubran, fa riferimento alla grande complessità e ricchezza dei rapporti fra il diritto dello Stato israeliano e gli ordinamenti religiosi, mentre il Custode di Terra Santa cita il Papa: “Ragione, terreno di confronto fra la Chiesa e la civiltà umana”. Tel Aviv (AsiaNews) – Si sono aperti questa mattina a Gerusalemme con i discorsi di benvenuto dei relatori i lavori del convegno dal tema “Il diritto ebraico - Il diritto della Chiesa Cattolica - Il diritto israeliano”. L’incontro è frutto di un’iniziativa congiunta dell'Università Pontificia della Santa Croce (Roma), dell'Università Cattolica Pazmany Peter di Budapest, della Libera Università Maria Assunta (Roma), e della Facoltà di Diritto dell'Università Ebraica di Gerusalemme, con l'apporto della Pontificia Università "Antonianum" (Roma), rappresentata da uno dei tre membri del comitato organizzativo, che è pure un relatore al convegno. In preparazione da anni (cinque o sei), il convegno è il frutto concreto dell'iniziativa del prof. mons. Joaquin Llobell della Pontificia Università della Santa Croce, coadiuvato dal padre David-Maria A. Jaeger, ofm, della facoltà di diritto canonico dell'"Antonianum" di Roma. All'inizio si pensava a tenerlo in collaborazione con l'università privata israeliana, l' "Interdisciplinary Centre" di Hertzliya, che però ha preferito in seguito rinunciarvi, cosicché è stata invitata la prestigiosa facoltà di diritto dell'Università Ebraica. Alla sessione inaugurale ha portato la sua benedizione il rappresentante pontificio, mons. Antonio Franco. Dopo di lui, ha parlato il giudice della Corte Suprema di Israele, Salim Joubran (il primo cristiano mai nominato alla Corte, che ha le competenze amministrative e giudiziaria del Consiglio di Stato e della Cassazione italiana). Nel suo discorso inaugurale, breve ma denso di contenuti, il giudice ha fatto riferimento alla grande complessità e ricchezza dei rapporti fra il diritto dello Stato israeliano e gli ordinamenti religiosi, ebraico ma anche canonico, sottolineando che la determinazione ultima del rapporto desiderabile nel suo insieme apparterrebbe al legislatore, e che i giudici non hanno che il compito delicato ed attento di interpretare lo stato della questione secondo la volontà del legislatore nel momento determinato. Un secondo discorso inaugurale è stato pronunciato dal Custode di Terra Santa, il p. Pierbattista Pizzaballa. Egli, dando un benvenuto specifico ai pellegrini cristiani fra i partecipanti - ricordando come questo sia compito particolare del custode francescano - si è poi soffermato sui rapporti specifici che l’ordinamento ecclesiale possa avere con l’ordinamento dello Stato, da una parte, e con quello religioso, ebraico, dall’altra. 37 “Con il diritto religioso ebraico – ha detto – il diritto della Chiesa condivide il riferimento determinante alla divina rivelazione contenuta nel Primo Testamento, la Bibbia ebraica. Con l’ordinamento dello Stato, il diritto canonico condivide soprattutto il riferimento determinato alla ragione, arbitro della giustizia della legge”. Nel suo erudito discorso, il padre custode ha citato sia S. Tommaso d’Aquino – che definisce la legge ordinatio rationis, “una regola ragionevole” – sia il recente discorso di Benedetto XVI, in cui il Papa ha ribadito che la ragione è "un terreno di confronto fra la Chiesa e la civiltà umana”. Un saluto particolare ha poi dato ai convegnisti il professore Don Luis Navarro (della Pontificia Università S. Croce) a nome dell’ideatore dell’intero Convegno, mons. Joacquin Llobell, che si trova, malato, in Spagna. Tutti i partecipanti gli hanno assicurato auguri di pronta guarigione. Finiti i discorsi inaugurali, sono iniziati i lavori del convegno in senso vero e proprio, che continuerà anche domani. Questa prima giornata si svolge al Pontificio Istituto Notre Dame a Gerusalemme, mentre domani i lavori si spostano nella sede dell’Università ebraica. ASIANEWS http://www.asianews.it/view.php?l=en&art=7503 17 October, 2006 ISRAEL Jersualem: Catholic-Israeli academic exchange in wake of Fundamental Agreement A conference on "Jewish Law - Catholic Church Law - Israeli Law” opened this morning in Jerusalem with welcome speeches. A judge from Israel’s Supreme Court, Salim Joubran, spoke about the great complexity and richness found in the relationship between the law of the Israeli state and religious ordinances, while the Custodian of the Holy Land cited the pope: “Reason, a place of comparison between the Church and human civilization”. Tel Aviv (AsiaNews) – A conference on "Jewish Law - Catholic Church Law - Israeli Law” opened this morning in Jerusalem with welcome speeches from the speakers. The meeting is the fruit of a joint initiative of the Pontifical University of the Holy Cross (Rome), the Pazmany Peter Catholic University of Budapest, the Free University of Maria Assunta (Rome), and the Law Faculty of the Hebrew University of Jerusalem, with the Pontifical University "Antonianum" (Rome) contributing one of the three members of the organising committee, who is also one of the speakers. In preparation for long years (five or six altogether) the Conference is the concrete fruit of the vision of Prof. Mgr Joaquin Llobell, of the Pontifical University of the Holy Cross, assisted throughout by Fr David-Maria A. Jaeger OFM, of the Canon Law Faculty of the Roman "Antonianum." The original plan had been to hold it in cooperation with the Israeli private university "The Inter-Disciplinary Centre" of Hertzliyah, which, however, later preferred to withdraw and to ask the prestigious Hebrew University's Law Faculty to take its place. 38 The Papal envoy, Mgr Antonio Franco, imparted his blessing during the inaugural session. He was followed by a judge from Israel’s Supreme Court, Salim Joubran (the first Christian ever to be appointed by the Court that has the administrative and judicial competence of the State Council and the Italian Supreme Court). In his inaugural speech, brief but packed with information, the judge referred to the considerable complexity and richness found in links between the law of the Israeli state and religious ordinances, both Jewish and church law, emphasizing that ultimately, the task of determining a suitable relationship in its entirety would belong to the legislator, and that judges have only the delicate and painstaking task of interpreting the status of the question according to the will of the legislator at a given time. A second inaugural address was delivered by the Custodian of the Holy Land, Fr Pierbattista Pizzaballa. He extended a welcome specifically to Christian pilgrims among the participants, explaining that this was a particular task of the Franciscan custodian. He then focused on specific links that church law can have with state law on the one hand, and with religious, that is Jewish, law on the other. He said: “Church law shares with Jewish religious law a determining reference to divine revelation contained in the Old Testament, the Bible of the Jews. With state law, Canon law shares above all a definite reference to reason, arbiter of justice of the law.” In his erudite speech, the Custodian priest cited St Thomas of Aquinas – who defined law as ordinatio rationis, “a rational rule” – as well as a recent address by Benedict XVI, in which the pope reiterated that reason is “ a place of comparison between the Church and human civilization”. Prof. Don Luis Navarro (from the Pontifical University of the Holy Cross) also greeted conference participants on behalf of Prof. Mgr Joaquin Llobell, whose idea it was to hold such a conference, and who is currently ill in Spain. All participants sent him best wishes for a speedy recovery. Once the inaugural addresses were over, the conference works got under way. They will continue tomorrow too. Today, the conference is taking place at the Pontifical Institute of Notre Dame in Jerusalem, and tomorrow, it will be held at the headquarters of the Hebrew University 39 ZENIT ZS06091902 18 Ottobre 2006 Codice: ZI06101805 Data pubblicazione: 2006-10-18 Approvati i nuovi Statuti dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose all'Apollinare Caratteristica dell'Istituto è la metodologia d'insegnamento a distanza ROMA, mercoledì, 18 ottobre 2006 (ZENIT.org).- Il 10 ottobre scorso, la Congregazione per l'Educazione Cattolica ha approvato i nuovi Statuti dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose all'Apollinare, che ribadiscono come caratterizzante dell'Istituto l'uso della metodologia d'insegnamento del complex learning , adeguata alle possibilità concrete degli studenti che non potendo frequentare centri residenziali di studio intendano raggiungere una preparazione superiore nel campo teologico. Gli Statuti, si legge in un comunicato, in attuazione della Nota normativa per gli ISSR della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) del 15 febbraio 2005, articolano il nuovo piano di studi del Corso Superiore di Scienze Religiose secondo il modulo universitario del "3+2": al termine del primo ciclo triennale si può conseguire quindi il Diploma in Scienze Religiose e a conclusione del biennio specialistico il Magistero in Scienze Religiose. Monsignor Mariano Fazio, Rettore Magnifico della Pontificia Università della Santa Croce, ha accolto la notizia dell'approvazione con queste parole: "Tutta l'Università gioisce di questa approvazione, che si inserisce nel processo di riordino degli studi di scienze religiose in Italia promosso in questi ultimi anni dalla Conferenza Episcopale Italiana”. “L'Istituto potrà quindi continuare ad essere uno strumento prezioso per la formazione teologica di centinaia di persone provenienti da ogni angolo d'Italia e anche dall'estero. Deo gratias !”, ha aggiunto. L'ISSR all'Apollinare è stato eretto dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica il 17 settembre 1986 mentre i corsi vengono realizzati sotto la guida e la tutela accademica della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce. Il Corso Superiore di Scienze Religiose ha una durata complessiva di cinque anni, consta di 300 crediti ECTS (60 ogni anno) ed è articolato in due cicli. -- Un primo ciclo di tre anni: si tratta di un ciclo di base, in cui si affrontano tutte le fondamentali discipline teologiche e filosofiche. Al termine di questo ciclo si può conseguire il Diploma in Scienze Religiose . -- Un secondo ciclo di due anni: lo scopo di questo ciclo è di completare la preparazione di base e di acquisire una competenza specialistica che abiliti all'insegnamento scolastico oppure a un impegno ecclesiale più qualificato. Al termine di questo ciclo si può conseguire il Magistero in Scienze Religiose. Per quanto riguarda il riconoscimento civile dei diplomi di Scienze Religiose e di Magistero in Scienze Religiose occorre attendere nuovi sviluppi legislativi.Tali diplomi possono essere considerati equivalenti, rispettivamente, a un diploma di laurea di primo livello ("laurea breve") e a un diploma di laurea di secondo livello ("laurea specialistica"). 40 RADIOVATICANA www.radiovaticana.org 18 Ottobre 2006 18/10/2006 15.37.19 Il cordoglio del Papa per la morte del card. Pompedda (18 ottobre 2006 - RV) Si è spento nella notte a Roma, all’età di 77 anni, il cardinale Mario Francesco Pompedda, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dal 1999 al 2004. Il Papa, che ha espresso il suo cordoglio in un telegramma, presiederà le esequie nella Basilica Vaticana venerdì 20 ottobre alle 17.00. Il servizio di Tiziana Campisi. ********** Nel telegramma inviato a mons. Sebastiano Sanguinetti, amministratore apostolico di Ozieri, Benedetto XVI ha voluto ricordare il servizio svolto dal porporato, “insigne giurista e per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare nel Tribunale della Rota Romana e nella Segnatura Apostolica rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo”. Noto particolarmente per i suoi interventi in materia di morale e di diritto, il cardinale Pompedda, era ricoverato da tempo in una clinica romana. Era stato consacrato vescovo il 6 gennaio 1998, nella Basilica di San Pietro, da Giovanni Paolo II, ed aveva ricevuto la berretta cardinalizia nel 2001. Per anni è stato consulente ecclesiastico dell’Unione Romana Giuristi Cattolici. Nato ad Ozieri, in Sardegna, il 18 aprile 1929, si è specializzato in Sacra Scrittura conseguendo poi la laurea «in utroque iure» alla Pontificia Università Lateranense. È stato avvocato della Sacra Rota; per più di vent’anni ha tenuto corsi di specializzazione nelle Facoltà di Diritto Canonico delle Pontificie università Gregoriana e della Santa Croce ed ha pubblicato diversi saggi. Per trent'anni ha esercitato il ministero sacerdotale nella chiesa parrocchiale romana di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario. Con la morte del cardinale Pompedda il Collegio Cardinalizio risulta adesso costituito da 187 cardinali, di cui 115 elettori e 72 non elettori. 41 ZENIT ZI06101904 19 Ottobre 2006 Codice: ZI06101904 Data pubblicazione: 2006-10-19 Il dono e il mistero dell’Eucaristia per “una società più giusta e solidale” Intervista con il Rev. Ángel García Ibáñez, autore di un trattato dogmatico sul mistero eucaristico ROMA, giovedì, 19 ottobre 2006 (ZENIT.org).- “Se vogliamo una società più giusta, più solidale, se vogliamo veramente costruire la 'civiltà dell’amore', dobbiamo portare in tutti gli ambienti la luce e l’amore di Dio che Egli ci offre nell’Eucaristia", sostiene il reverendo Ángel García Ibáñez. E' la convinzione di questo professore di Teologia Dogmatica alla Pontificia Università della Santa Croce, autore del libro “Eucaristia, dono e mistero - Trattato storico-dogmatico sul mistero eucaristico” (Edizioni Università della Santa Croce, Roma 2006, pp. 692). Il professor García Ibáñez afferma che per “cambiare il mondo” è necessario dunque che i fedeli accolgano "con fede il dono eucaristico" lasciandosi "trasformare dal Signore". Qual è la finalità e quale il valore del sacrificio eucaristico? Rev. García Ibáñez: Il sacrificio redentore di Gesù Cristo non è destinato a restare isolato e concluso in se stesso, bensì a diventare il sacrificio della Chiesa e dell’intera umanità. L’Eucaristia, quindi, non è un’azione liturgica indirizzata semplicemente a rendere presente Gesù Cristo in mezzo alla comunità cristiana, nel sacramento. Tanto meno è un “oggetto” sacro, offerto all’attenzione degli uomini. Nello stesso mistero eucaristico è presente e agisce Cristo Salvatore, e la finalità di questa presenza è rendere possibile la trasmissione della vita stessa di Gesù ai suoi discepoli, alla Chiesa ancora pellegrina sulla terra verso la patria celeste, in modo che essa diventi realmente ed in pienezza un solo corpo in Cristo, e con Lui salga per lo Spirito verso il Padre. Per quanto riguarda il suo valore salvifico, esso è immenso - illimitato ed eterno -, perché deriva da Cristo stesso, dalla perfezione e pienezza del suo unico sacrificio redentore, che non può essere compromesso dall’indegnità della comunità che celebra l’Eucaristia. Tuttavia la diffusione nella Chiesa e nel mondo della virtù salvifica del sacrificio eucaristico non avviene automaticamente, ma è ordinariamente condizionata dalla nostra disponibilità a lasciarci redimere. Gesù aspetta sempre la nostra corrispondenza, il nostro agire mossi dal suo amore salvifico. Che importanza riveste oggi nella Chiesa italiana il tema dell’Eucaristia? Rev. García Ibáñez: L’Eucaristia è la fonte e il culmine della vita della Chiesa e di ogni comunità cristiana. Essa è il grande dono che il Signore ci ha affidato la vigilia della sua passione e morte. È il cuore della nostra Chiesa. Tutto è ad essa ordinato, e da essa promana la forza per tutti gli altri settori della vita ecclesiale, e non da ultimo, anche per la nostra vita personale. Dalla giusta comprensione e dalla giusta prassi della celebrazione dell’Eucaristia dipende perciò pastoralmente tutto, per cui non faremo mai abbastanza per comprendere più a fondo la dottrina eucaristica, per 42 celebrare meglio questo “mistero della fede” e renderlo fecondo nella nostra vita. Se vogliamo una società più giusta, più solidale, se vogliamo veramente costruire la “civiltà dell’amore”, dobbiamo portare in tutti gli ambienti la luce e l’amore di Dio che Egli ci offre nell’Eucaristia. Perché nella vita del cristiano è necessaria la comunione eucaristica? Rev. García Ibáñez: Quando Gesù promise l’Eucaristia affermò che questo cibo non è soltanto utile, ma è necessario, è una condizione di vita per i suoi discepoli: "In verità, in verità vi dico, se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la Vita" (Gv 6,53). Come il cibo naturale tiene l’uomo in vita e gli dà forza per camminare in questo mondo, così l’Eucaristia mantiene nel cristiano la vita in Cristo, ricevuta col battesimo, e gli dà forza per perseverare nella sequela del suo Signore, condividendo la sua missione e il suo destino, fino al ritorno al Padre. La comunione dunque non è un elemento che può essere aggiunto facoltativamente alla vita cristiana. Non occorre soltanto ad alcuni fedeli particolarmente impegnati nella missione della Chiesa, ma è una necessità vitale per tutti: può vivere in Cristo e diffondere il suo Vangelo solo colui che si nutre della stessa vita di Cristo. Inoltre, grazie a questa comunione con Cristo la mente e il cuore dei cristiani si aprono agli altri, specialmente ai più bisognosi di aiuto; quindi si cresce nella carità, e, allo stesso tempo, si rafforzano i legami di comunione con tutti coloro che sono uniti al Signore, edificando così la Chiesa come un corpo solo (cfr. 1Cor 10,17). Alcuni sostengono che la liturgia sia un qualcosa di formale che allontana da Dio. Cosa ne pensa? Rev. García Ibáñez: Il fatto che alcuni sostengano questa opinione ci deve far riflettere. Senz’altro, è necessario diffondere instancabilmente la retta dottrina, chiarendo ai fedeli il senso dei riti liturgici a cui partecipano, e spiegando loro come tali riti portino all’incontro personale con Dio. Tuttavia, poiché la liturgia eucaristica è inseparabile dalla comunità cristiana organicamente costituita che la celebra, mi sembra molto importante che ogni celebrazione dell’Eucaristia sia una testimonianza viva della sua fede e del suo amore a Cristo presente nel mistero del culto. Là dove gli uomini incontrano una comunità veramente credente e adorante, che cura il decoro e la bellezza del luogo di culto, le suppellettili e i vasi sacri, le vesti sacre, tutti i riti e le cerimonie liturgiche, la musica sacra e il canto, difficilmente essi si sentono lontani da Dio. Al contrario, sperimentano che Egli è presente in mezzo a loro. Scorrendo alcune statistiche, sembra che i cristiani non diano così tanta importanza alla celebrazione eucaristica. Le risulta? Rev. García Ibáñez: Purtroppo un buon numero di fedeli non partecipa con regolarità alla messa domenicale o vive lontano dall’Eucaristia. Questo è un altro segno che deve scuotere le nostre coscienze e farci sentire l’urgenza di mettere in atto la nuova evangelizzazione di cui tanto ci ha parlato Giovanni Paolo II. Spesso si registrano presenze di fedeli soltanto in determinate occasioni o festività particolari. Come utilizzare questi momenti per riavvicinare il popolo al sacramento eucaristico? Rev. García Ibáñez: Senz’altro, l’omelia, ben preparata, potrà sempre aiutarli a risvegliare la loro fede, a riscoprire la grandezza del dono eucaristico e a desiderare la Santa Comunione e tutto quanto essa comporta. Così potranno vivere in Cristo, animati da un solo Spirito, come figli dell’unico Padre, amando fino al dono totale di se stessi, pienamente impegnati nell’edificazione della Chiesa e nella trasformazione del mondo secondo il progetto di Dio. Per questo, in tali occasioni, si dovrà facilitare al massimo che i presenti possano accedere al sacramento della penitenza e della riconciliazione con Dio e con la Chiesa. 43 Cosa può avere di attraente, per un giovane di oggi, la messa domenicale? Rev. García Ibáñez: I giovani si sentono sempre attratti dalla Bellezza, dalla Gioia, dalla Verità, dall’Amore. Tutto questo è presente nell’Eucaristia, e ogni celebrazione eucaristica della Chiesa dovrebbe testimoniarlo con chiarezza. Ma il nostro modo di celebrare l’Eucaristia lo consente veramente? Cosa si può rispondere a chi sostiene che l’Eucaristia rappresenta un ostacolo al dialogo con le altre religioni? Rev. García Ibáñez: Che l’Eucaristia ci insegna sempre ad amare Dio e gli uomini. Ci dà la forza per portare tutto e tutti, in Cristo, verso il Dio Vivente. E ci offre anche la luce e il fuoco dello Spirito Divino, con il cui aiuto siamo guidati alla conoscenza della “verità tutt’intera”. Crede che interessi veramente ricordare un fatto di duemila anni fa? Continua ad avere senso nell’epoca contemporanea globalizzata? Rev. García Ibáñez: Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia non ricorda semplicemente dei fatti accaduti nella storia (come l’Incarnazione del Verbo, o il banchetto fraterno dell’ultima cena o il mistero della passione, morte e risurrezione del Signore). Il memoriale eucaristico non è una rimembranza psicologica dell’assemblea liturgica: è un memoriale sacramentale, che possiede la virtù di rendere oggettivamente presente, nell’oggi della celebrazione liturgica della Chiesa, la persona di Cristo nella sua donazione sacrificale, fatta una volta per sempre sulla croce e consumata con la sua risurrezione e ascensione gloriosa. E questo si avvera affinché la redenzione si compia effettivamente negli uomini che vivono nel tempo presente. Fino alla parusia sarà sempre necessario l’incontro personale con Cristo, attraverso la fede, la Parola e i sacramenti, in modo particolare, attraverso l’Eucaristia. Ultimamente, un certo tipo di letteratura si sta dedicando alla figura di Gesù Cristo. Cosa pensa delle tante omissioni che si registrano in tal senso? Rev. García Ibáñez: Che i cristiani del nostro tempo devono darsi molto da fare, per annunziare in modo credibile, con la parola e con la vita stessa, chi è veramente Gesù Cristo e qual è il suo autentico messaggio. Cosa pensa che si debba proporre nel Convegno di Verona per favorire la comprensione tra i fedeli del “dono e mistero” dell’Eucaristia? Rev. García Ibáñez: In primo luogo suggerirei di prestare più attenzione all’invito di Giovanni Paolo II ad un maggior impegno da parte dei pastori e dei teologi in "quella catechesi 'mistagogica', tanto cara ai Padri della Chiesa, che aiuta a scoprire le valenze dei gesti e delle parole della Liturgia, aiutando i fedeli a passare dai segni al mistero e a coinvolgere in esso l’intera loro esistenza" (Lettera Apostolica “Mane nobiscum Domine”, n. 17). Inoltre, penso che sarebbe utile organizzare periodicamente sessioni di formazione permanente indirizzate a tutti i fedeli, così come giornate di aggiornamento teologico, liturgico e pastorale, indirizzate soltanto a sacerdoti e diaconi. In queste sessioni la lettura e il commento di testi teologici che si trovino sulla scia della tradizione vivente della Chiesa sarà sempre di grande aiuto ai partecipanti. Se vogliamo che i fedeli riscoprano la grandezza del dono eucaristico e partecipino più pienamente al mistero celebrato dalla Chiesa, tutti questi sforzi non possiamo darli per scontati. [Di Giovanni Tridente] 44 ROMASETTE Art=1351 19 Ottobre 2006 http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=1351 Ultim'ora : Apollinare, approvati i nuovi statuti Caratteristica dell'Istituto superiore di Scienze Religiose è il metodo d'insegnamento a distanza, con il "complex learning" di R. S. Per chi non può frequentare ogni giorno le lezioni, ma intende raggiungere una preparazione superiore in campo teologico, l’Istituto superiore di Scienze Religiose all’Apollinare - centro accademico della pontificia Università della Santa Croce offre la possibilità d’insegnamento a distanza, grazie al metodo del “complex learning”. Lo ribadiscono i nuovi statuti dell’Istituto, approvati il 10 ottobre scorso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica. Rinnovato anche il piano di studi del corso superiore di Scienze Religiose, che accoglie la riforma del "3+2": al termine dei primi tre anni si può conseguire il Diploma in Scienze Religiose e a conclusione del successivo biennio specialistico il Magistero in Scienze Religiose. Il corso completo dura dunque 5 anni, comprende 300 crediti (60 ogni anno). Durante il triennio di base si affrontano tutte le fondamentali discipline teologiche e filosofiche. Il secondo biennio ha l’obiettivo di completare la preparazione di base e di acquisire una competenza specialistica che abiliti all’insegnamento scolastico oppure a un impegno ecclesiale più qualificato. I titoli di studio conseguiti al termine dei due cicli possono essere considerati equivalenti, rispettivamente, a un diploma di laurea di primo livello ("laurea breve") e a una laurea di secondo livello ("laurea specialistica"). «Tutta l'università gioisce di questa approvazione – commenta monsignor Mariano Fazio, rettore della Pontificia università della Santa Croce – che si inserisce nel processo di riordino degli studi di scienze religiose in Italia promosso in questi ultimi anni dalla Conferenza episcopale. L'Istituto potrà quindi continuare ad essere uno strumento prezioso per la formazione teologica di centinaia di persone provenienti da ogni angolo d'Italia e anche dall'estero. Deo gratias!» 19 ottobre 2006 45 RADIOVATICANA Asp=100601 23 Ottobre 2006 http://www.oecumene.radiovaticana.org/spa/Articolo.asp?c=100601 home > Cultura y sociedad > noticia 23/10/2006 16.04.10 Esta tarde, el encuentro del Papa con los universitarios de Roma Lunes, 23 oct (RV).- Esta tarde tiene lugar el tradicional encuentro del Papa con los universitarios de los Pontificios ateneos de Roma, con motivo de la apertura del año académico. Después de la celebración de la Santa Misa, que será en la Basílica vaticana y que presidirá el cardenal Zenon Grocholewski, prefecto de la Congregación para la educación católica, Benedicto XVI dirigirá unas palabras a los presentes. Sobre la importancia de esta cita con el Obispo de Roma nos habla el Rector Magnífico de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz, Mons. Mariano Fazio: * Mons. Mariano Fazio destaca también ante nuestros micrófonos las relaciones de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz con los ateneos de España: * 46 AVVENIRE Oggi Italia, p 11 24 Ottobre 2006 24.10.2006 di Fabrizio Mastrofini Roma Importanza "prioritaria" della vita spirituale e «necessità di curare, accanto alla crescita culturale, un'equilibrata maturazione umana e una profonda formazione ascetica e religiosa». Sono gli obiettivi indicati da Benedetto XVI agli studenti degli atenei, facoltà e collegi ecclesiastici romani, e ai loro docenti, nel saluto rivolto al termine della Messa celebrata ieri pomeriggio nella Basilica di San Pietro dal cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica. Quello di ieri è stato il primo incontro del Papa, che riprende così una tradizione viva negli ultimi anni. Sono oltre diciassettemila i sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose, diaconi e laici che provengono da tutto il mondo a Roma per frequentare i diversi corsi; oltre duemila i docenti e formatori, anch'essi provenienti da diverse nazionalità e differenti culture. Una varietà, ha spiegato il Papa, che «non produce dispersione» perché obbedisce «a comuni criteri di formazione, principalmente quello della fedeltà al Magistero». Una comunità «tanto più bella perché si rivolge prevalentemente a giovani, dando loro l'opportunità di entrare in contatto con istituzioni di alto valore teologico e culturale, ed offrendo loro, al tempo stesso, la possibilità di arricchenti esperienze ecclesiali e pastorali». Tuttavia Benedetto XVI ha ribadito che chi studia in un istituto ecclesiastico deve «disporsi all'obbedienza alla verità e quindi coltivare una speciale ascesi del pensiero e della parola». Infatti «solo se provengono dal silenzio della contemplazione le nostre parole possono avere qualche valore e utilità, e non ricadere nell'inflazione dei discorsi del mondo, che ricercano il consenso dell'opinione comune». Le Facoltà romane, come tutte le altre Facoltà ecclesiastiche in Europa, sono particolarmente coinvolte, in questo momento, nel cosiddetto Processo di Bologna, cioé nell'adeguamento che consentirà - dopo il 2010 - il riconoscimento reciproco dei titoli accademici a livello europeo. All'avanguardia la Lateranense, con l'Istituto «Ecclesia Mater» e l'Ateneo della Santa Croce, che da quest'anno accademico hanno avviato il sistema del 3+2. 47 ZENIT ZI06102404 24 Ottobre 2006 Codice: ZI06102404 Data pubblicazione: 2006-10-24 “Come vivere la morte”: l’eutanasia al centro dell’ultimo numero di “Acta Philosophica” ROMA, martedì, 24 ottobre 2006 (ZENIT.org).- “Come vivere la morte. Questioni sull'eutanasia” è il titolo del Quaderno monografico contenuto nell'ultimo numero di “Acta Philosophica”, la rivista semestrale internazionale curata dalla Facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce. Data la complessità delle questioni riguardanti la morte degli esseri umani, “che vanno affrontate aldilà delle polemiche giornalistiche, propagandistiche e demagogiche” gli autori “hanno inteso esaminarne alcuni aspetti con una prospettiva interdisciplinare, ovvero medica, etica e storicofilosofica”, si legge nella presentazione del lavoro, scritta dal professor J.A. Mercado. “Acta Philosophica” è una rivista nata nel 1992 come strumento di dialogo e di collaborazione tra studiosi di filosofia e istituzioni universitarie impegnati nella ricerca della verità sul mondo, sulla persona umana e su Dio e che pubblica articoli in italiano, inglese, spagnolo e francese. La prospettiva storico-antropologica è affidata al professor Massimo Reichlin, dell'Università VitaSalute San Raffaele di Milano, il quale parte dal pensiero stoico e osserva come “nella società contemporanea la 'spersonalizzazione' del pensiero reca come conseguenza una considerazione superficiale della morte e anche della vita”. Si assiste pertanto, avverte il docente, alla “banalizzazione della morte” che conduce inevitabilmente a banalizzare la vita e rende “incapaci di affrontare seriamente entrambe”. Il professor Felice E. Agrò, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, mostra invece “la realtà delle cure palliative come vera alternativa all'eutanasia”. Secondo il medico, “le questioni legate alla sofferenza del malato vanno prese nel loro insieme, sicché l'attenzione ai malati diventa una sorta di percorso comune, molto al di sopra delle questioni meramente cliniche, che restano inglobate in una comunità che comprende i parenti del malato, i medici e il personale sanitario”. Va evitato anche “l'atteggiamento oltranzista della medicazione”, che si riduce ad essere con il tempo “una vera e propria espropriazione del dramma umano del morire” tanto da rendere l'essere umano “un banco di prova o un campo per sfide ingiustificate”, prosegue il professor Agrò. L'analisi della prospettiva etica è invece affrontata da Luke Gormally, del “Linacre Centre for Healthcare Ethics” di Londra, il quale si sofferma “sulla considerazione dei limiti di un'impostazione completamente secolarizzata della persona e sulle sue conseguenze nella legislazione”. Gormally conclude il suo contributo sottolineando la necessità di allargare gli orizzonti della considerazione della vita umana: “il modo di rapportarsi con certi malati 'inutili' cronici non terminali da parte del personale sanitario riflette, oltre alle reali difficoltà tecniche, una precisa idea del valore di ogni singola persona e del suo fine ultimo”. [La rivista “Acta Philosophica”, contenente il quaderno monografico, è pubblicata dagli Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali; in distribuzione nelle maggiori librerie italiane, può essere acquistata anche on-line all'indirizzo www.libraweb.net] 48