Diapositiva 1 - SIPCO - Società Italiana di Psicologia di Comunità
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Diapositiva 1 - SIPCO - Società Italiana di Psicologia di Comunità
IX Convegno Nazionale SIPCO “Rilanciare i legami sociali , attivare partecipazione, promuovere cambiamento“ Milano 27-29 settembre 2012 PAZZA-MENTE CLOWN: UN INTERVENTO SPERIMENTALE CON PERSONE CON DISAGIO PSICHIATRICO Banzatti S. Università Cattolica del Sacro Cuore- Milano [email protected] Perché il CLOWN? Perché è l’emblema della diversità ed è ai confini della società senza esserne escluso CONTESTO Perché permette, attraverso il gioco ed il contatto con i bambini, di riaffrontare psichicamente e fisicamente l’infanzia pur rimanendo adulti Perché porta al divertimento, al gioco e all’umorismo CHI? DOVE? Persone con disagio psichiatrico Presso l’associazione iSemprevivi della comunità parrocchiale di Milano S. Pietro in Sala PERCHE’? Per promuovere l’empowerment, la recovery e la reintegrazione sociale attraverso la figura limite del clown. Perché implica l’assunzione di un ruolo e implica quindi la scelta di assumere quel ruolo nella società Perché coinvolge il corpo e risveglia un utilizzo di parti spesso inutilizzate nella nostra società in particolare da chi assume farmaci Perché permette di essere generativi nella comunità FRAMEWORK TEORICO IL CLOWN, L’UMORISMO, IL TEATRO IL PORTATORE DI DISAGIO PSICHIATRICO COME CITTADINO CREATIVITA’ E ARTE TERAPIA (Molinari e Taverna, 2000) CITTADINANZA DEL PORTATORE DI DISAGIO MENTALE TEATRO COME TERAPIA (Moreno, 1947,1985) LA COMUNITA’ e SENSO DI COMUNITA’ (Amerio, 2000; Arcidiacono, 2003; Sarason, 1974; Francescato, 2003) UMORISMO E PSICOLOGIA (Dionigi e Gremigni, 2010; Farneti, 2004; Freud,1975) PARTECIPAZIONE RISATA (Provine e Young, 1991; Martin, 2007) EMPOWERMENT UMORISMO E GIOCO (Farneti, 2004; Winnicott, 1974, Huzinga, 1946) RECOVERY IL CLOWN (Fellini, 1970; Fo, 1987; Lequoc, 1990; Farneti, 2004) APPROCCIO ALLE CAPACITA’ (Sen 1993, 1999; Nussbaum 2000, 2001) CLOWN -“TERAPIA” (Adams Patch 1998, 1999; Cheryl, 1998; Jara, 2007) APPROCCIO SIMBOLICO-RELAZIONALE (Scabini, Cigoli 1997a, 2000; Scabini, Iafrate, 2003) (Amerio, 2000; Barnes e Bowl, 2003; Prior,1995) (Francescato, 2003; Amerio, 2001, Habermas, 1981) ( Barnes e Bowl, 2003; Amerio, 2000; Zimmerman, 1995,2000; Rappaport, 1981,1990) (Liberman, 2002; Deegan, 2000; Young e Esing 1999) APPROCCIO BIOPSICOSOCIALE (Saba, 2007; Engel 1977) OBIETTIVO GENERALE: reintegrazione di persone con disagio psichiatrico nella comunità locale, promuovendo il loro l’empowerment e coinvolgendole nel proprio percorso di recovery attraverso la formazione alla figura del clown 1° OBIETTIVO SPECIFICO 2° OBIETTIVO SPECIFICO 3° OBIETTIVO SPECIFICO 4° OBIETTIVO SPECIFICO modificare in senso positivo l’autorappresentazione di persone con disagio psichiatrico e la rappresentazione che la comunità ha degli stessi, giungendo a considerarle come risorsa, attraverso un contatto e una relazione diretta con gli adulti ed anche con i bambini. aumentare l’empowerment dei portatori di disagio psichico favorendone la partecipazione attiva a vari aspetti della vita comunitaria. Restituire alla comunità locale ciò che hanno ricevuto nel tempo sia a livello economico che sociale, potendo instaurare quindi una relazione basata sulla reciprocità vera Incrementare il benessere in ottica di recovery e se possibile di cambiamento, sviluppando la capacità di autoironia in particolare per quel che riguarda i fallimenti, avendo la possibilità di entrare più facilmente in relazione attraverso l’assunzione del ruolo del clown e attraverso il gioco METODO AZIONI STRATEGICHE: corso settimanale, della durata di 2 ore, di formazione e allenamento psicologico e fisico alla figura del clown, nella relazione con l’altro e nel cambiamento personale di persone con disagio psichiatrico. L’incontro è suddiviso in 3 parti: 1) ricapitolazione dell’incontro precedente, 2)riscaldamento fisico e attività clown (es. magia, improvvisazione, gioco, etc.. ), 3)condivisione in gruppo delle emozioni provate e degli aspetti psicologici; evento nella comunità = spettacolo e giochi organizzati e gestiti da persone con disagio psichiatrico per i bambini di tutte le età della comunità STRUMENTI: intervista semistrutturata pre e post evento, entrambe successive al corso; diario di bordo di ogni incontro. PARTECIPANTI: 8 al corso, 4 all’evento; età media 35 anni ANALISI: analisi del contenuto; metodo carta-matita EQUIPE: una psicologa e una psicomotricista/sportiva ed esperta di teatro, entrambe clown FIG.2 FIG.1 PREMESSE Infanzia Avs= volontari clown Territorio, servizi, etc.. Isolamento Disagio psichico Esclusione sociale Isolamento Non generatività Laureanda in psicologia “iSemprevivi” = persone con disagio psichico + volontari Clown Corpo Infanzia Corpo Maschera-ruolo Generatività volontariato Diversità Diversità Esclusione sociale Clown Disturbo psichiatrico COMUNITA’ come RELAZIONE DI FIDUCIA Comunità= relazioni di fiducia (Esposito ,1998) EMPOWERMENT Diversità Divertimento Non generatività Uguali nella diversità e nella generatività Volontari AVS Clown Maschera e ruolo FIDUCIA ASSUNZIONE RESPONSABILITA’ •In sé •Negli altri •Dagli altri CITTADINI ATTIVI DELLA COMUNITA’ RISULTATI Questo intervento ha permesso a persone con disagio psichiatrico di sperimentare una posizione di empowerment individuale nei confronti della comunità, avendo la responsabilità di bambini, e li ha aiutati in quello che è il percorso di reinserimento sociale e di considerazione vera da parte della comunità, raggiungendo così l’obiettivo generale. Ha inoltre permesso di: -reinvestire nella relazione tra pari, sia in quella con persone che presentano disagio, confrontandosi anche su quelle che sono le risorse e le difficoltà personali, sia con persone senza disagio appartenenti a un contesto a loro sconosciuto, cioè con i clown dell’associazione Veronica Sacchi, con cui son stati in grado di collaborare per la riuscita dell’evento per i bambini. Hanno dimostrato di essere capaci di andare oltre il sé nell’interazione e di aprirsi agli altri se posti in condizioni che facilitino questo processo. - la figura del clown è stata una buona modalità per poter entrare in relazione. Il clown infatti ha consentito di esser presente al di là delle differenze, portando quindi i soggetti a una partecipazione attiva nella vita delle loro comunità. La maschera del clown ha permesso di eliminare le barriere e di cambiare le rappresentazioni che la società ha costruito nei confronti di persone con disagio psichiatrico permettendo a entrambe le parti in gioco di conoscersi meglio e di conoscere le risorse che queste persone possono mettere a disposizione della società e della comunità. Il clown è una modalità che permette più facilmente di entrare in contatto con l’altro, con il diverso, in quanto egli stesso emblema della diversità. È nella diversità, accettata sia da chi fa parte della società sia da chi né è escluso, che ci può aver luogo il divertimento. Per questo il clown è una figura ponte, che permette quindi un passaggio da una sponda all’altra, spingendo così anche le persone con disagio psichiatrico a cercare e mostrare le parti sane di sé. - Il clown ha molte delle caratteristiche del bambino. Queste caratteristiche permettono di entrare in contatto con le condizioni regressive del Sè, di ritornare bambino andando oltre il Sé adulto non rinunciando però all’esperienza dell’essere adulti. Questo elemento regressivo è quello che permette di ritornare a giocare, di utilizzare quello spazio transazionale che fa sì che la creatività emerga, che si ritorni in uno status di curiosità verso il mondo e verso il sé. L’elemento regressivo è quello che porta le persone con o senza disagio a divertirsi di sé, con sé e con gli altri, imparando seriamente a prendersi meno sul serio. -L’etimologia dei termini “divertimento” e “diverso” è inoltre la stessa: dal latino “divertere= procedere in altra direzione”. Il divertimento infatti implica distrarre, portare la propria attenzione lontano da quelle che sono le preoccupazioni quotidiane, apportando inoltre piacere. Diverso è colui che si è rivolto in altra direzione rispetto agli altri, ed è “attraverso” e “da” quest’altra direzione che può tendere a distrarre gli altri dalle preoccupazioni, conducendoli verso una direzione comune in cui ognuno si senta compreso. - L’elemento regressivo e l’elemento di diversità fanno si che il clown sia uno strumento che permetta di riorganizzare le regole per quelle persone che nella loro sofferenza psichica hanno creato regole proprie di difficile integrazione con l’ambiente. Il clown permette di andare oltre senza trasgredire le leggi, senza soprattutto trasgredire la norma del rispetto per se stessi e per gli altri. - Questo intervento ha permesso di evidenziare come queste persone, che normalmente si ritiene non possano dare niente, vogliano e soprattutto possano essere generative nella società.