dopo lippi, la nazionale a prandelli
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dopo lippi, la nazionale a prandelli
Foto Ferdinando Mezzelani GMT Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB ROMA N° 4/2010 DOPO LIPPI, LA NAZIONALE A PRANDELLI IL SITO UFFICIALE DEL SETTORE TECNICO www.settoretecnico.figc.it SOMMARIO EDITORIALE di Azeglio Vicini 4 PANCHINA AZZURRA CESARE PRANDELLI NUOVO CT DELLA NAZIONALE a cura della Redazione 5 SUDAFRICA 2010 LA SPAGNA VINCE UN MONDIALE STORICO di Franco Ferrari 7 di Isabella Croce 11 SISTEMA DI GIOCO E GIOCATORI: CHI DETERMINA, CHI È DETERMINATO, 4-2 E… FANTASIA di Leonardo de Araujo 14 LABORATORIO DI METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO DIVERSITÀ DELLA SUPERFICIE NELLE ESERCITAZIONI CON CAMBI DI DIREZIONE E CAMBI DI SENSO di Gabriele Mascherini, Elena Castellini, Mario Marella 21 UN ALLENATORE CON LA VALIGIA ROBERTO LANDI, UN CALCIO AL MONDO di Alessandro Giuliani 24 SEZIONE PER LO SVILUPPO DEL CALCIO GIOVANILE E SCOLASTICO “SMALL SIDE GAMES” E COMPETIZIONI UFFICIALI IN GIOVANI CALCIATORI DELLA CATEGORIA “UNDER 18” di Stefano D’Ottavio, Gianluca Briotti, Vincenzo Manzi, Nazzareno Tozzo, Massimo Tell 26 RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE CONTRO OGNI STRESS CON L’AIUTO DELLA SCIENZA di Marco Viani 32 CENTRO STUDI E RICERCHE L’IMPORTANZA DELLA CALZATURA NEL CALCIO LA STORIA DELLA SCARPA, DAGLI INIZI AD OGGI di Mauro Testa 34 SCUOLA ALLENATORI GLI ABILITATI DEL CORSO PER ALLENATORI DI SECONDA CATEGORIA a cura della Redazione 45 CALCIO FEMMINILE IN GRANDE ASCESA DOPO L’EUROPEO 2009 di Marco Viani 47 ALLENATORI ALLO SPECCHIO, CARLO SABATINI L’INTERVISTA “MAI SCARICARE LE RESPONSABILITÀ SUGLI ALTRI” SCUOLA ALLENATORI UEFA NEWS Direttore Azeglio Vicini Direttore Responsabile Franco Morabito Tutto il materiale inviato non verrà restituito. La riproduzione di articoli o di immagini è autorizzata a condizione che ne venga citata la fonte. Hanno collaborato a questo numero Felice Accame, Gianluca Briotti, Elena Castellini, Isabella Croce, Leonardo de Araujo, Stefano D’Ottavio, Franco Ferrari, Pietro Gianfrancesco, Alessandro Giuliani, Roberto Guidotti, Gianfranco Laperuta, Vincenzo Manzi, Mario Marella, Gabriele Mascherini, Paolo Piani, Carlo Salvadori, Vanni Sartini, Massimo Tell, Mauro Testa, Nazzareno Tozzo, Marco Viani Impaginazione, disegni e stampa Tipografia Facciotti S.r.l. Vicolo Pian Due Torri, 74 00146 Roma Fotografie Archivio Settore Tecnico FIGC AS foto Foto Ferdinando Mezzelani GMT Foto Alberto Sabattini Foto SABE Maurizio Pittiglio UEFA photos Ufficio Stampa FIGC Poste Italiane s.p.a. Sped. in abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB ROMA Registrazione del Tribunale di Firenze del 20 maggio 1968 n. 1911 Il n. 4/2010 del Notiziario è stato chiuso in tipografia il 26 luglio 2010 3 EDITORIALE di Azeglio Vicini* È stato il Mondiale delle grandi presenze negli stadi (una media di oltre 50 mila spettatori a partita, record di questa manifestazione) e del fallimento I t has been a World Cup characterized by sold out stadia (an average attendance of 50.000 each game, a world cup record) and by the failure of the delle grandi favorite, con la sola esclusione della Spagna che, per la prima volta great pre-tournament favourites, except for Spain that, for the first time in their nella sua storia, si è cucita la stella sul petto battendo l’Olanda in finale. history, have sewed the star on their jerseys after beating Holland in the final. Delusione soprattutto per Italia e Francia, prima e seconda quattro anni fa in Disappointment, especially for Italy and France, first and second four years ago Germania, eliminate subito con l’ultimo posto nel proprio girone, e poi a segui- in Germany, crashed out of the world cup, ending up bottom of their groups, re Inghilterra, Brasile, Argentina; così come le formazioni africane, per la verità and then for England, Brazil, Argentina; as well as some African teams which anche sfortunate. were a bit unlucky, too. Hanno deluso clamorosamente i grandi attaccanti che dovevano essere perso- The great attackers: Messi, Rooney, Cristiano Ronaldo, Kakà, who had to be naggi decisivi per le loro squadre: Messi, Rooney, Cristiano Ronaldo e Kakà. Si crucial for their teams, disappointed their fans’ expectations. We have watched è visto del gioco veloce, duro, specialmente nella finale, risultata particolarmen- a fast, rough play especially in the final, particularly dirty. There have been te spigolosa. Ci sono stati errori arbitrali importanti, il che vuole dire probabil- important referee mistakes, meaning probably more space to technology in mente più spazio in futuro alla tecnologia, anche se non sono sicuro che sia the future even if I am not sure it to be good news for football. una buona notizia per il calcio. Technically it has not been a great World Cup, no one has developed a spec- Tecnicamente non è stato un grande Mondiale, nessuno ha sviluppato un tacular and penetrative attacking play. Tactically a lot of players were devoted gioco d’attacco spettacolare e incisivo. Tatticamente con molti uomini destinati to defending and sacrificing themselves, this attitude took few spaces for a difendersi, a sacrificarsi, creando così pochi spazi per i contrattacchi. counter attacks. Spain fully deserved to win, as they did two years ago in the La Spagna ha vinto con pieno merito, come aveva fatto due anni fa nel European tournament. I don’t reckon the Spanish model to be an effective one Campionato europeo. Il modello spagnolo non credo sia un modello valido per for all. The sharp, speedy, difficult repeated passes aren’t cups of tea for every- tutti: il fraseggio preciso, rapido, difficile non è pane per tutti i denti ma è body but, unquestionably, who wins then makes converts. Anyway, the South indubbio che chi vince crea proseliti. African World Cup confirms the thesis: “You have to be the strongest during Il Mondiale sudafricano conferma comunque una tesi consolidata: che conta that month, not before”. essere i più forti in quel mese, non prima. Now let’s have a say about Italian behaviour: all of us thought Italy would have Ci interessa il comportamento dell’Italia. Pensavamo tutti di avere una squadra some problems but they were somehow proud and close-packed. Something con qualche problema ma comunque orgogliosa e compatta. Qualcosa non ha didn’t work good during their preparation; instead of growing, the azzurri funzionato nella preparazione; anziché crescere, gli azzurri si sono un po’ sgon- deflated and the bottom of group F was really unexpected, actually below our fiati e l’ultimo posto nel girone è giunto assolutamente inatteso, chiaramente squad’s value and their technical and managerial staff. al di sotto dei valori della nostra formazione e del nostro staff tecnico e dirigen- Now we have to roll up our sleeves and get down to work again. Mr Lippi will ziale. Ora ci si rimbocca le maniche e si ricomincia da capo. be remembered for his world cup win in Germany, it gave pride to the Italian Marcello Lippi sarà ricordato per il Mondiale vinto in Germania che rimane football and was a great pearl for the coach’s career. He will be replaced by motivo di orgoglio per il calcio italiano e la perla di una grande carriera per il Cesare Prandelli, two times awarded with the Settore Tecnico’s Panchina D’Oro tecnico. Lo sostituisce Cesare Prandelli, due volte premiato con la Panchina (Golden Bench) voted by his colleagues. Everyone appreciates his qualities fit d’oro del Settore Tecnico da parte dei suoi colleghi. Tutti gli riconoscono le qua- for the role and all of us, from this School, give him the best wishes. lità per il ruolo e noi della Scuola allenatori gli facciamo i più calorosi auguri. Traduzione a cura di Pietro Gianfrancesco *Presidente Settore Tecnico FIGC PANCHINA AZZURRA CESARE PRANDELLI NUOVO CT DELLA NAZIONALE a cura della Redazione C esare Prandelli è il nuovo Commissario tecnico della Nazionale. LA SCHEDA Sostituisce Marcello Lippi che aveva dichiarato di voler lasciare la Claudio Cesare Prandelli nasce a Orzinuovi (Brescia) panchina azzurra subito dopo la conclusione del Mondiale. Il tecnico di il 19 agosto 1957. Orzinuovi, vincitore di due Panchine d’oro assegnategli dal Settore Tecnico della Federcalcio su indicazione dei suoi colleghi, esordirà alla La carriera da calciatore guida dell’Italia nell’amichevole in programma contro la Costa d’Avorio a Inizia a giocare nel settore giovanile della Cremonese con cui dispu- Londra il 10 agosto. ta in seguito tre campionati di C1 e uno di B dal 1974/’75 al ’77/’78. “Voglio proporre una Nazionale italiana con giocatori di qualità, perché ci sono. Nella stagione seguente passa all’Atalanta in A. Quindi viene acqui- Al momento non voglio pensare alle difficoltà, inutile negare che ci sono e ci stato dalla Juventus dove rimane fino al 1985. In maglia bianconera saranno: ma voglio ripartire dall’ottimismo, dall’umiltà, dalla voglia di lavorare vince 3 scudetti (1980/’81 – ’81/’82 – ’83/’84), 1 Coppa Italia in maniera positiva. Vorrei arrivare all’Europeo con una squadra che abbia già (’82/’83), 1 Coppa dei Campioni (’84/’85), 1 Coppa delle Coppe una sua identità e un suo progetto”, sono le prime parole dell’ex allenatore (’83/’84) e 1 Supercoppa europea (1984). Nell’annata ’85/’86 torna della Fiorentina all’atto dell’ufficializzazione del nuovo incarico da parte della all’Atalanta dove chiude la carriera al termine della stagione ’89/’90. Federazione. “Sto già pensando alle convocazioni – ha aggiunto – e alle partite di qualificazione di settembre: sarebbe bello iniziare bene, l’importante è met- La carriera da allenatore terci tanta volontà. Certo, non si può chiedere alla Nazionale di vincere subito, Comincia ad allenare nel ’92/’93 nella Primavera dell’Atalanta dove ci vuole un lavoro di programmazione alla base. Noi ripartiremo da quello che conquista al primo anno lo scudetto di categoria e il Torneo di ci ha lasciato Lippi: per me lui è il ct campione del mondo. Di quello che ha Viareggio. Tranne una breve parentesi alla guida della prima squa- fatto Marcello non si butta nulla: ci lascia un certo tipo di mentalità, un attac- dra bergamasca, da marzo a giugno ’94, resta nel settore giovanile camento particolare alla maglia. Ecco, punto a un progetto che coinvolga tutti. atalantino sino alla fine della stagione ’96/’97. Nel ’97/’98 passa al Cercheremo di ribaltare le situazioni negative in positive e di dimostrare a tutti Lecce in serie A ma si dimette nel febbraio ’98. Quindi allena per che quello che è accaduto in Sud Africa è stata solo una parentesi”. due stagioni il Verona, con cui nel ’98/’99 ottiene la promozione in A e il 9° posto l’annata seguente. Poi approda al Venezia, centrando nel 2000/’01 la promozione in A dove viene esonerato dopo 5 giornate. Nel 2002/’03 è al Parma in cui rimane per due stagioni ottenendo due quinti posti. Nel 2004 viene ingaggiato dalla Roma ma si dimette nel precampionato a causa della grave malattia che ha colpito la moglie Manuela. Nel 2005/’06 è alla Fiorentina con la quale conquista subito il 4° posto e il pass ai preliminari di Champions League. In seguito allo scandalo Calciopoli, la CAF toglie però 30 punti alla squadra viola escludendola dalle coppe europee e penalizzandola di 19 punti, poi ridotti a 15 dall’Arbitrato del Coni, nel campionato successivo. Nella stagione 2007/2008 la Fiorentina si classifica ancora al 4° posto accedendo al terzo turno 5 PANCHINA AZZURRA preliminare della Champions League ma viene poi eliminata nella fase a gironi della competizione. Nel 2008/’09 la squadra gigliata conquista di nuovo il 4° posto qualificandosi così alla massima competizione calcistica europea, dove viene estromessa dal Bayern Monaco negli ottavi di finale, dopo aver sconfitto per due volte il Liverpool nella fase a gironi. Il 3 giugno 2010 risolve consensualmente il contratto con la Fiorentina. Per due stagioni consecutive (2005/’06 e 2006/’07) riceve il premio “Panchina d’Oro”. LO STAFF TECNICO DELLA NAZIONALE A Commissario tecnico Cesare Prandelli Vice Gabriele Pin Preparatore dei portieri Vincenzo Di Palma Preparatore atletico Giambattista Venturati Cesare Prandelli col presidente federale Giancarlo Abete durante la presentazione ufficiale e col presidente del Coni Giovanni Petrucci Collaboratore tecnico Renzo Casellato Medici Enrico Castellacci, Luca Gatteschi Fisioterapisti Aldo Esposito, Silviano Cotti, Antonio Pagni Presidente Club Italia Demetrio Albertini Capo Delegazione Luigi Riva Segretario Mauro Vladovich Giancarlo Abete e Cesare Prandelli 6 SUDAFRICA 2010 LA SPAGNA VINCE UN MONDIALE STORICO di Franco Ferrari* L a Spagna vince per la prima volta la diciannovesima Coppa del Mondo e diventa l’ottava nazione a conquistare il titolo con Brasile (5), Italia (4), Germania (3), Argentina-Uruguay (2), Inghilterra-Francia (1). Un Mondiale inedito, dall’andamento sorprendente e dalla finale inaspettata ma legittima: ha vinto la squadra campione d’Europa in carica. La novità storica viene dall’aver disputato per la prima volta la Coppa del Mondo in Africa; l’organizzazione e la partecipazione del pubblico sono stati all’altezza delle più rosee aspettative; 32 nazioni divise in 8 gironi di 4 squadre ciascuno; si qualificano le prime 2 e quindi scontri ad eliminazione diretta. Le sorprese nel Mondiale avvengono già nella fase dei gironi di qualificazione: eliminati immediatamente sia i campioni ed i vicecampioni uscenti (Italia, Dopo il titolo europeo vinto nel 2008 la Spagna si è laureata per la prima volta anche campione mondiale Francia), sia la squadra del paese organizzatore (Sudafrica) mentre squadre sicurezza mentale sia la gara; in Uruguay-Ghana all’ultimo minuto dei tempi importanti come Germania, Inghilterra e Spagna sono sicure solo con la vittoria supplementari, sul risultato di parità, agli africani viene assegnato un rigore: all’ultimo turno. sbagliato (e poi eliminati ai rigori); in Spagna-Paraguay sullo 0-0, al 57’ rigore Accedono così agli ottavi 6 squadre europee (ed il calendario le costringe ad sbagliato dal Paraguay e 2’ più tardi idem per la Spagna! incontrarsi tra loro…), 6 sudamericane, 2 asiatiche (Giappone, Sud Corea), 1 Nei quarti saltano clamorosamente (in modo diverso) due altre favorite, africana (Ghana) e gli Usa. Argentina e Brasile, eliminate rispettivamente da Germania (4-0) e Olanda Negli ottavi, a parte gli scontri fratricidi tra le europee (due favorite alla vittoria (2-1) mentre la Spagna batte a fatica il Paraguay (1-0) e l’Uruguay supera il finale, Germania-Inghilterra 4-1; una favorita ed una outsider, Spagna- Ghana ai rigori. L’Argentina paga l’atteggiamento tattico spregiudicato con Portogallo 1-0; una outsider ed una sorpresa, Olanda-Slovacchia 2-1), i risultati un 4:4:2 col c\c a rombo di cui solo un giocatore (Mascherano) è impegnato sono in linea con i pronostici e si qualificano per i quarti 4 sudamericane, 3 euro- ed abile nella fase difensiva: troppo facile per gli avversari gestire ed avanzare pee ed 1 africana, anche se alcuni errori arbitrali clamorosi hanno inficiato l’an- con un facile e semplice possesso palla. È sembrata una squadra basata più damento di certe gare (non convalidato il gol netto del 2-2 all’Inghilterra contro sulle individualità (enormi) che sulla organizzazione. Germania; prima rete dell’Argentina contro il Messico in netto fuorigioco…). Il Brasile disposto col 4:2:3:1 spurio (all’ala destra mancava Elano infortunato, Una considerazione sull’andamento di questo Mondiale: decisiva è stata la colpito proditoriamente a gamba tesa contro la Costa d’Avorio nelle qualifica- posizione nel girone di qualificazione; bastava che l’Inghilterra avesse vinto il zioni sul 3-0; al suo posto Dany Alves, ottimo giocatore ma con caratteristiche proprio girone (come da pronostico) per modificare gli accoppiamenti negli diverse), nei quarti ha dimostrato di essere una delle maggiori candidate alla ottavi ed i risultati avrebbero potuto essere diversi e forse di esito differente. vittoria finale per 53’; forte e sicuro in difesa ed a c\c, fantasioso e pericoloso È stato un Mondiale emozionante con risultati e qualificazioni in bilico fino in avanti; concentrato, mobile anche senza palla, con tecnica straordinaria; un all’ultimo, già dai gironi eliminatori e spesso determinati da episodi decisivi gioco utilitaristico, piacevole e collettivo: ma appena ha subìto il pareggio è anche successivamente: nei quarti il Brasile in vantaggio sull’Olanda, stava crollato psicologicamente. dimostrando la propria enorme potenzialità, subisce un’autorete su un cross diagonale parabolico a rientrare da destra di sinistro (apparentemente innocuo) per un equivoco tra due giocatori liberi sulla stessa palla e perde sia la propria *Coordinatore della Scuola allenatori del Settore Tecnico FIGC e docente di Tecnica e tattica calcistica ai corsi per allenatori 7 SUDAFRICA 2010 Il Paraguay è stato una piacevolissima sorpresa: nei quarti si è presentato con un 4:4:1:1 e nella fase difensiva ha dimostrato ottima organizzazione con pressione e raddoppi; in possesso palla, sempre pronto al contropiede e ripartenza con più uomini. Ordinato, corto, denso, aggressivo e mobile; pur con giocatori più “poveri” della Spagna, ha asfissiato continuamente l’avversario ed ha lottato con logica, organizzazione, raziocinio e grande orgoglio. Ha sfiorato la grande impresa. Il Ghana col solito 4:2:3:1, nella gara decisiva contro l’Uruguay è partito cauto per poi man mano crescere. Ha talenti tra i propri giocatori, sbaglia il rigore decisivo al 120’ e perde un’occasione storica per portare per la prima volta una squadra africana in semifinale. Ma ancora è una squadra “ingenua”, molto istintiva ed emotiva; manca ancora del “senso del collettivo”. Un’azione di attacco del Ghana durante la gara contro l’Uruguay In semifinale si presentano quindi 3 squadre europee (Spagna, Olanda, 8 Germania) ed un sorprendente Uruguay: l’Olanda batte l’Uruguay (3-2) e nel- limite area avversaria e tiri da distante hanno sorpreso il portiere sbilanciato), l’altra gara si ripete la finale dello scorso Campionato Europeo e con lo stesso oppure altro? risultato (Spagna-Germania 1-0). Ma in generale si è alzato il tasso tecnico medio: tutti i giocatori si sono dimo- In finale si propongono due squadre che non hanno mai vinto un Mondiale; strati all’altezza. Si gioca per la squadra più che per se stessi. In possesso palla l’Olanda vi è già arrivata due volte (’74 Germania - ’78 Argentina) ed in si accompagna molto l’azione con più uomini. entrambi i casi è stata battuta dalla squadra di casa; la Spagna è all’esordio Continua a diminuire il gap tra le squadre: si può perdere da tutti se non si assoluto; inoltre è la prima volta che una squadra europea vince il Mondiale entra in campo organizzati ed in condizione psicofisica sufficiente. disputato fuori dall’Europa. Per la seconda volta consecutiva due squadre euro- Ha vinto comunque la Spagna, squadra che ha dimostrato maggior tasso tec- pee si contendono il titolo (Germania 2006: Italia-Francia). nico e che ha sempre cercato il possesso palla, la costruzione del gioco. In generale, dal punto di vista tecnico-tattico si è notata di più la crescita nel- Tra le escluse dalla finale ha destato ottima impressione la Germania: squadra l’organizzazione della fase difensiva rispetto a quella offensiva; è aumentata la giovane, agile, tecnica, con organizzazione, logica e fantasia davanti; non il capacità della pressione e del pressing; molte squadre hanno saputo lasciare in solito rullo compressore. Si è disposta costantemente col 4:2:3:1. Ha sbagliato fuorigioco gli avversari lanciati in profondità senza palla, anche se si è notata solo la gara decisiva in semifinale contro la Spagna, irretita dal grande posses- ancora qualche difficoltà nel seguire i tagli degli attaccanti. so palla avversario e penalizzata dalla squalifica di Muller, eletto miglior gio- La maggior parte delle squadre ha tenuto la linea difensiva di 4 disposti a vane del torneo e capocannoniere con 5 reti assieme a Sneijder, Villa, Forlan zona; a c\c, a parte qualche nazione disposta a rombo o a triangolo col ver- (votato miglior giocatore del torneo); una squadra che ha futuro per i molti tice basso, si è privilegiata la presenza di due giocatori interni a proteggere giovani di talento presentati. La politica federale iniziata nel 2000 con la rior- la difesa; l’aumento dei giocatori avanzati sulle fasce (ali) e la quasi scom- ganizzazione ad ampio raggio ed ingenti investimenti annuali (anche statali) parsa delle due punte in orizzontale. nella promozione e sviluppo del prodotto calcio ha cominciato a raccogliere i Scarso il numero delle reti segnate: 145 in 64 gare e la media 2,26% è la frutti già da alcuni anni con significative vittorie nei settori giovanili. più bassa della storia, inferiore al minimo raggiunto in Germania 2006 con La stessa Spagna, già campione d’Europa 2008, squadra ancora giovane, ha 147 reti in 64 gare. presentato quasi tutti giocatori che negli ultimi 10 anni avevano già fatto parte Dal punto di vista tecnico abbiamo assistito alla caduta delle “stelle”: Messi, (e vinto), seppur in annate diverse, delle selezioni nazionali giovanili. Kakà, Rooney, Ribery, Eto’o, C. Ronaldo hanno disputato individualmente Un’altra squadra che ha suscitato ammirazione è stato l’Uruguay; seppur un campionato inferiore alle aspettative. cambiando modulo tra le gare ed anche all’interno della stessa gara (4:3:2:1 Altra considerazione tecnica: troppi errori decisivi dei portieri. Sembravano in - 4:3:3 - 4:4:2 col c\c a rombo - 4:4:1:1), col 4° posto ha salvato l’onore del difficoltà a capire la traiettoria della palla da distante: il nuovo pallone era trop- Sudamerica, anche se si è qualificato per il mondiale attraverso uno spareg- po veloce o leggero in altitudine (molte volte la rimessa del portiere arrivava al gio contro il Costarica. Ottimo atteggiamento tattico, mentale e fisico. E pensare che il numero totale degli abitanti dell’Uruguay è circa un terzo di quello della Lombardia. SPAGNA La formazione iniziale della Spagna schierata nella finale contro l’Olanda perde clamorosamente la prima gara contro la Svizzera, batte l'Honduras ed infine deve battere obbligatoriamente il Cile per avere la certezza di passare il turno.Dagli ottavi in poi ha battuto tutte le avversarie (Portogallo, Paraguay, Germania, Olanda) con lo stesso punteggio (1-0). Sistema di gioco 4:2:3:1 spurio (4:3:3 - 4:4:2 col c\c a rombo). Una squadra che ha uno stratosferico possesso palla, il famoso tic-toc spagnolo, con un c\c dalla tecnica sopraffina mai in difficoltà sotto pressione avversa- Ha mantenuto sempre la stessa dislocazione in campo, seppur con compiti e ria, favorito dalla abilità dei compagni vicini sempre in appoggio smarcati. funzioni diversi dovuti alle caratteristiche dei singoli. Ha sofferto la mancanza di condizione di Torres (rientro da infortunio), il quale In attacco 3 giocatori che si dispongono in partenza sull’ampiezza: alcune volte avrebbe potuto dare peso e profondità in avanti, per cui molte volte il possesso ha presentato Villa ala e Torres punta; altre volte Villa punta sostenuto all'ester- palla è sembrato bellissimo, ma sterile. no da Pedro o Jesus Navas; il triangolo offensivo è sempre stato completato da Lo score stesso esprime questo concetto: solo 8 reti realizzate (5 Villa, 2 Iniesta, Iniesta esterno, che non è né un attaccante né un’ala di ruolo ma un giocatore 1 Puyol); poco, rispetto all'enorme ed a volte spavaldo possesso palla; solo completo dalla tecnica splendida, il quale sa sempre farsi trovare a disposizione 2 reti subìte. di chi ha la palla, la sa difendere, bravo nel saltare l’uomo quando necessario, Ma non è una squadra che si sa difendere e chiudere; subisce poche reti poiché pronto ad inserirsi o a servire il compagno. Svaria su tutto il fronte ed è pronto ha sempre la superiorità territoriale grazie al possesso palla e quindi la difesa è a rientrare per coprire lo spazio. sempre distante dalla propria area di rigore per mantenere la squadra corta e Movimento continuo da parte di tutti sul fronte offensivo. le distanze tra i reparti. Quando l’avversario parte o riconquista palla, basta una A c\c triangolo mobile in fase offensiva, con rotazioni continue per liberare un pressione sul portatore (e lo fanno tutti: sulla prima o sulla seconda palla). In uomo, pur predeterminando Xavi 3\4; questo reparto è il vero “cuore” della difesa quindi sono più attratti dalla palla che preoccupati delle coperture squadra, mai in difficoltà nella gestione della palla: la sanno coprire e difendere; degli spazi. In avanti giocatori agili, tecnici, ma di poca prestanza fisica; sui cor- fantastica tecnica. In fase difensiva, se occorre, si dispone col vertice basso, ner a favore sono sempre avanzati Piqué, Puyol e Sergio Ramos per determina- favorito dal rientro di Xavi. re pericolosità aerea. Hanno spesso usato i blocchi sui corner. Difesa con 4 giocatori a zona, sempre pronta alla costruzione: nei centrali per Una squadra che ha dimostrato qualche difficoltà psicologica prima di sblocca- il giro palla e negli esterni per l'appoggio alto o l'affondo sulle fasce negli spazi re il risultato (tanti giovani, seppur di alto palmares, sentivano la pressione delle liberati da una parte da Iniesta che parte come esterno, per poi svariare su tutta aspettative?) o nel forcing avversario: perde sicurezza nel dover subire (poche l'ampiezza (per mantenere il possesso palla e da lì diventare un pericoloso volte) il possesso palla avversario. incursore) e dall'altra parte dai tagli di Villa o Pedro. Vittoria comunque meritata per l'atteggiamento costantemente propositivo; La Spagna ha fatto un campionato in crescendo: nel girone di qualificazione mai si è chiusa volontariamente a difendere. 9 SUDAFRICA 2010 e razionalità, si è trovata una solo volta in svantaggio (nei quarti con Brasile); sa aspettare gli avversari, chiudere gli spazi ed ha un contropiede pericolosissimo; sa gestire il risultato. Manca in avanti di una punta centrale di peso: Van Persie (centravanti) è un ottimo giocatore, tecnico, dotato di movimento e dribbling, ma non ha la caratteristica dello sfondatore. Per questo, in avanti ritroviamo spesso i 4 giocatori (3+1) che si interscambiano continuamente nella creazione di spazi e nella ricerca dell’“entrata”, con lo scopo ulteriore di togliersi dal punto di riferimento fisso avversario; comunque tutti hanno una posizione di riferimento precisa. Attaccanti (3+1) molto tecnici; la loro fase difensiva Iniesta esulta dopo aver segnato la rete che regalerà alla Spagna il titolo mondiale è garantita maggiormente dai rientri sulla fascia di Kuyt (molto generoso) e quelli interni di Sneijder, mentre Robben a destra si limita a coprire lo spazio e È sembrata un pugile che continuamente “tocca” l’avversario ed a lungo anda- non farsi superare dal diretto avversario. re, su una disattenzione o quando le forze difensive avversarie calano, colpisce In generale la fase difensiva è garantita dagli altri 6 giocatori (4 difensori + 2 inesorabilmente. Vittoria meritata. c\c interni); spesso la squadra è sembrata divisa in due parti (6+4). Il risultato è coronamento di un ciclo fantastico: dopo la vittoria dell’Europeo Poche sovrapposizioni da dietro sulle fasce; la palla arrivava ad un’ala che rien- 2008 (in cui ha letteralmente dominato), la conquista del primo Mondiale! trava per appoggio o conclusione, oppure cercava la soluzione individuale Nella storia solo Germania (Europeo ’72 - Mondiale ’74) e la Francia (Mondiale verso il fondo; il gioco offensivo è sembrato più basato sulle enormi qualità ’98 - Europeo 2000) erano riuscite consecutivamente in questa impresa. individuali che su una organizzazione collettiva. Nella finale persa al 116’ ed in inferiorità numerica (qualche recriminazione sul OLANDA gol subìto: sulla ripartenza iberica richiesto un netto fallo su Elia), ha dimostrato per tutta la gara una grande organizzazione difensiva: contro il sicuro tictoc spagnolo ha sviluppato una pressione ed un pressing bellissimi, ben organizzati che hanno rallentato, limitato e confuso enormemente i dotati avversari (seppur condito con qualche intervento individuale poco ortodosso); ha cercato di far “sentire” la propria superiorità fisica. Ha giocato generalmente in contrattacco ed ha cercato lo spazio dietro le spalle della difesa avversaria; in questo modo ha avuto due clamorose occasioni nello spazio libero centrale con Robben. Sistema di gioco costante 4:2:3:1 Squadra che si è presentata alla finale imbattuta e con uno score impressionante: ha vinto tutti gli incontri per la qualificazione in Africa e tutte le gare finora disputate nel Mondiale! Dotata di giocatori di qualità ed esperti, ha spesso cercato il risultato più che la prestazione; fiammate più che continuità di gioco. Squadra disposta con logica 10 Per la terza volta nella sua storia l’Olanda è stata sconfitta in una finale mondiale ALLENATORI ALLO SPECCHIO, L’INTERVISTA CARLO SABATINI “MAI SCARICARE LE RESPONSABILITÀ SUGLI ALTRI” di Isabella Croce* Breve curriculum professionale “Fin da giovane ho iniziato a fare l’allenatore a livello giovanile. Appena mi è stato possibile ho frequentato, nel 1984 a Perugia, un corso specifico per istruttore di giovani calciatori. È un tipo di formazione che adesso non esiste più. Quest’anno ho frequentato il corso Master a Coverciano dopo aver fatto un paio di anni fa quello di seconda categoria”. Come e quando è nata l’idea di diventare allenatore? “Direi che è un idea che ho sempre avuto. Infatti ho iniziato ad allenare a 21 anni. Già da allora mi sentivo a mio agio nei panni del formatore. Ho incominciato con ragazzini di 12 anni. Il mio obiettivo era quello di arrivare con il tempo ad allenare la Primavera di una squadra importante. Volevo essere uno specialista di quella fascia d’età. Intanto ho fatto esperienza per dare la scossa anche in campo quando la situazione lo richiede, soprattutto diversi anni nelle varie categorie dei settori giovanili. tramite una parola, uno sguardo, un gesto. Essere bravi a cogliere in poco Nel 2007 è arrivata una svolta nella mia carriera, una svolta del tutto ina- tempo che cosa può essere di aiuto alla squadra e dare una risposta sintetica spettata. Stavo lavorando con la Berretti del Padova quando la società mi ha ma efficace”. proposto di diventare l’allenatore della prima squadra per le ultime sette giornate. Ai grandi non ci pensavo proprio, sia perché sono sempre stato Quali a tuo avviso i punti forti e i punti deboli di questa figura al gior- soddisfatto del mio lavoro sia perché ritenevo di non avere più l’età per cam- no d’oggi? biare. Ho comunque accettato, all’inizio per curiosità, ma poi ho scoperto “Credo che, come molti miei colleghi potranno confermare, il punto debole che lavorare con la prima squadra mi piaceva molto”. della nostra professione è quello di essere lasciati soli nei momenti più delicati. Questo non vuole dire essere abbandonati ma percepire che a rispon- Come definiresti il ruolo dell’allenatore? dere della situazione che si è venuta a creare sarai solo tu. Non è un discorso “È un ruolo che ha come aspetto principale quello della gestione delle per- che riguarda più di tanto la squadra ma la società. Si capisce chiaramente sone. L’allenatore dovrebbe essere, quindi, un buon organizzatore e un buon quando non c’è più l’appoggio di prima da parte dei dirigenti. motivatore. Infatti, per poter permettere ad un gruppo di esprimere il meglio L’altro aspetto fondamentale del ruolo dell’allenatore, che può essere con- di sé è importante programmare in maniera scrupolosa tutto il lavoro della siderato sia negativo che positivo, è il dover fare delle scelte. Non è possibile settimana. Organizzare lo staff tecnico per la distribuzione dei compiti e pre- non farlo. L’aspetto negativo riguarda il fatto che dispiace sempre molto parare gli allenamenti senza lasciare nulla al caso, per quanto possibile. dovere comunicare ai ragazzi che non giocheranno, in particolare chi si sie- Anche i tempi morti dovrebbero essere ridotti al minimo. In questo modo si derà in tribuna, soprattutto se stanno lavorando bene. D’altro canto, avere alimenta il senso di sicurezza del gruppo che dovrebbe avere sempre un’idea dei dubbi può essere un buon segnale per valutare se si sta lavorando bene. chiara e precisa di quello che sta facendo e degli obiettivi da perseguire. A volte ne parlo con i giocatori per farli ragionare sui loro progressi. L’altro aspetto fondamentale è il saper dare buone gratificazioni, anche a livello umano e non solo professionale, al momento giusto. Bisogna saper *Psicologa, specializzata in Psicologia dello sport 11 ALLENATORI ALLO SPECCHIO, L’INTERVISTA Il punto di forza è il poter gestire un gruppo, farlo crescere, organizzare il al proprio lavoro. A Padova ho trovato un ottimo ambiente perchè è pos- lavoro di campo. Tutti aspetti che mi fanno provare grandi emozioni”. sibile lavorare in questa direzione”. Quali sono le caratteristiche fondamentali che dovrebbe avere un allenatore? “L’equilibrio interiore serve in tutte le circostanze, dall’affrontare i risultati positivi e negativi, al lavoro con la squadra e la società, ai rapporti con stampa e tifosi. Però da solo può non essere sufficiente. Serve anche il saper trasmettere equilibrio ai propri uomini. In questa maniera si può instaurare un clima di lavoro positivo ed efficace. La competenza è altrettanto importante per infondere sicurezza. Anche tramite il lavoro tecnico-tattico si può agire sulle motivazioni facendo capire ai giocatori che stanno migliorando e si ha fiducia nelle loro capacità. Purtroppo con gli atleti infortunati non si riesce a fare un lavoro di questo tipo e si commette l’errore di lasciarli un po’ troppo soli durante la loro riabilitazione. Anche con gli atleti che vanno in tribuna non sempre si riesce a fare un lavoro ottimale. Magari all’inizio sì ma poi ci vuole la schiettezza di dire che non rientrano più nel programma”. Quali sono stati gli allenatori che sotto il profilo della gestione tattica e umana hanno influenzato il tuo modo di allenare? “Mauro Sandreani mi piaceva molto per come organizzava gli allenamenti. Dal punto di vista tecnico/tattico mi è servito molto: è stato da lui che ho imparato Come si dovrebbero impostare i rapporti con gli altri ruoli? ad apprezzare la cura per la programmazione e la metodologia di insegnamen- “È facile dire che la chiarezza è un presupposto fondamentale. Secondo to. Serse Cosmi ha una grande sensibilità nel capire in quale momento quel me è ancora più importante non scaricare le responsabilità sugli altri. Per determinato giocatore ti può dare maggiori garanzie. Ha la capacità di utilizza- esempio si potrebbe dire che il tal giocatore lo ha preso il ds, ma in que- re gli atleti posizionandoli in campo nella maniera giusta. Riesce cioè a vederli sta maniera non si va molto avanti. In troppi gruppi di lavoro si viene a in una posizione diversa da quella abituale e a convincerli che, seguendolo nelle creare l’effetto domino che è deleterio per tutti. Se ci sono dei problemi, le sue indicazioni, possono fare un bel salto di qualità. Basti pensare alle intui- se sento che ci sono voci di corridoio preferisco affrontarle subito. Come zioni che, per esempio, ha avuto su Grosso e Liverani. dicevo prima, infatti, lo scarica barile mi da molto fastidio e non porta a Non posso non citare anche Malesani per il discorso tattico”. nessun risultato utile. Considero il lavoro che si fa con il proprio staff un 12 elemento che fa la differenza nella qualità del lavoro. Lo staff deve essere Che cosa ti ha colpito maggiormente del loro modo di porsi? compatto, andare in un’unica direzione. La scelta dell’allenatore in “L’allenatore che più mi ha colpito è stato Galeone. L’ho conosciuto a Udine seconda non deve essere fatta in maniera superficiale. Secondo me, quando eravamo in una situazione difficile. Eravamo in zona retrocessione all’interno di un gruppo è utile se i due allenatori gestiscono le relazioni dopo due cambi di allenatore. Con il suo modo di fare ha portato distensio- in maniera complementare. Nella mia idea di staff includo anche la figura ne in un momento di forte tensione. Mi ricordo ancora il suo tono di voce del ds. Quando ci si incontra nelle riunioni settimanali è importante pacato, con un ritmo calmo e tranquillo. Metteva poca pressione ai gioca- potersi dire di tutto, non trascurare niente e confrontarsi su ogni partico- tori. In quella circostanza era il modo ideale di comportarsi. È importante lare. Quando si esce dagli incontri, però, bisogna avere trovato una linea saper leggere le situazioni e comportarsi di conseguenza. Essere camaleon- comune di azione. In questa maniera si riesce a dare maggior coerenza tici pur rispettando la propria personalità”. Qual è la tua filosofia calcistica? A tuo avviso come dovrebbe essere la formazione di un allenatore “Avere un atteggiamento propositivo e portare avanti le mie idee di dei settori giovanili? in che cosa dovrebbe essere maggiormente calcio. Mi piace che la squadra sia soprattutto offensiva, pur senza per- supportato? dere di vista l’equilibrio difensivo. La squadra deve lavorare per avere “Dovrebbe essere diversificata organizzando corsi specifici, come ho una propria identità ben precisa. Questo non vuole dire non preoccu- fatto anch’io tanti anni fa. Gli allenatori dei settori giovanili dovrebbero parsi dell’avversario. L’avversario va studiato per attaccarlo meglio, non essere maggiomente supportati nelle materie di psicologia, comunicazio- per neutralizzarlo”. ne tra generazioni diverse e metodologia dell’insegnamento sportivo”. Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate finora nel tuo percorso formativo? LA SCHEDA “Sono state due le difficoltà che ho dovuto affrontare. Per fortuna, anche CARLO SABATINI se non è stato facile, non mi sono scoraggiato fino al punto di decidere nato il 23 settembre 1960 a Perugia di lasciare perdere. Il primo ostacolo è stato quello che tutti mi ripetevano che non avevo esperienza di prima squadra. Mi ricordo ancora le frasi: “sei preparato e competente ma inesperto”. Quest’ultima parola me la sono sentita dire in svariate occasioni. Nessuno CURRICULUM ALLENATORE STAGIONE situazioni più complesse. 1985-86 1986-87 1987-88 1988-89 1989-90 1990-91 1991-92 1992-93 1993-94 1994-95 1995-96 1996-97 1997-98 1998-99 1999-00 2000-01 2001-02 2002-03 2003-04 2004-05 2005-06 2006-07 2007-08 2008-09 2009-10 Forse si potrebbe dare più spazio alle materie considerate più “nuove”, P = Promosso ha mai tenuto conto che avevo anni di esperienza di lavoro sul campo, anche se con i giovani. L’altro scoglio è stato quello di non avere un passato calcistico da giocatore. Se avessi avuto un nome rilevante come ex calciatore sarebbe stato diverso, attorno a me avrei percepito maggiore fiducia”. Attualmente quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi del processo formativo di un allenatore? “Gli aspetti più significativi della formazione sono gli stage presso le società sportive, dov’è possibile confrontarsi su vari aspetti e riflettere sui diversi modi di lavorare. Un’altra cosa che mi sembra molto utile è la possibilità di parlare in maniera approfondita con i compagni di corso e arricchirsi delle loro esperienze. Infatti si ha l’opportunità di parlare un po’ di tutto, dalla gestione delle piccole situazioni quotidiane a quella delle SERIE PONTEVECCHIO PONTEVECCHIO PONTEVECCHIO PONTEVECCHIO PONTEVECCHIO PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA PADOVA VENEZIA VENEZIA VENEZIA PADOVA UDINESE UDINESE PADOVA PADOVA PADOVA Prom. A A I div. B RUOLO Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore in 2° Prima Squadra Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanil Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Primavera Allenatore Primavera Allenatore Primavera Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Allenatore Squadre Giovanili Collaboratore Prima Squadra Collaboratore Prima Squadra Allenatore Squadre Giovanili Responsabile Prima Squadra Responsabile Prima Squadra POS. 2P 18 perché su tre corsi (di base, di seconda, Master) rispetto alla tecnica c’è un po’ di ripetitività”. CURRICULUM STUDI Se tu dovessi elencare per ordine di importanza le competenze specifiche di un allenatore … “Pur non essendo facile fare una netta gerarchia delle capacità direi: la competenza, l’essere persone equilibrate che sanno trasmettere questo aspetto ai propri uomini e il saper lavorare sulle motivazioni”. Diploma Liceo Scientifico Corso Istruttore Giovani Calciatori Corso Allenatore Terza Categoria Corso Uefa A Corso Uefa Pro Giugno 1985 Febbraio 1995 - Votazione 131/140 Luglio 2008 - Votazione 91/120 2009-2010 Dati aggiornati al 20 giugno 2010 13 SCUOLA ALLENATORI SISTEMA DI GIOCO E GIOCATORI: CHI DETERMINA, CHI È DETERMINATO, 4-2 E… FANTASIA di Leonardo de Araujo* che mai ci fosse confusione. Anzi mi hanno aiutato moltissimo ad entrare nel nuovo ruolo. Questa premessa è necessaria per arrivare a spiegare la scelta dell’argomento della mia tesi. Partendo dalla mia piccola esperienza all’interno della quale il dialogo, il confronto e l’istinto sono stati protagonisti. Passando da quello che è diventato, per definizione firmata da Galliani, “4-2 e… fantasia”. In particolare una domanda è stata spesso al centro dei confronti tra me e i miei collaboratori. “Sistema di gioco e giocatori: chi è il determinato e chi è il determinante?” INTRODUZIONE Alla risposta arriverò ripercorrendo la stagione che ho vissuto, prima però mi sembra giusto per chiarezza definire i due elementi della questione: il “ T utto per l’emozione” e “la vita è straordinaria”. In queste due frasi calciatore ed il sistema di gioco. è un po’ racchiusa la mia filosofia di vita. Due slogan facilmente rapportabili al calcio. IL GIOCATORE Lo sport che quasi magicamente unisce tutti nella passione. Nel mio per- Il giocatore è la sommatoria di fattori fisico-atletici, etico-morali, psicolo- corso ho avuto la fortuna di incontrare tante persone con la voglia di gici, tecnici e tattici. condividere questo sentimento. Ed ora mi accorgo che ognuno di loro mi ha lasciato in eredità qualcosa, come delle scritte indelebili, proprio perché trasmesse attraverso un’emozione. Nella stagione che si è appena conclusa l’eredità è diventata ancora più grande. Quello che mi hanno trasmesso i giocatori, lo staff, le persone che hanno vissuto la quotidianità di Milanello, è impossibile da spiegare. Non so a livello professionale, non sta a me giudicare, ma di certo sul piano umano è stato un anno che mi ha fatto crescere molto. È stata un’esperienza straordinaria che ha avuto un epilogo, ma la parola fine non toglie davvero nulla a quello che ha rappresentato. Una serie di cose hanno fatto sì che esattamente un anno fa mi ritrovassi seduto sulla panchina del Milan. Non importa il perché, il per come, a volte le cose accadono e basta. Con alcuni giocatori ero stato compagno di squadra, altri si erano interfacciati con me da dirigente, eppure l’intelligenza di ognuno ha fatto sì 14 * Tesi finale del Corso Master 2009-2010 per l’abilitazione ad Allenatore professionista di Prima categoria Uefa Pro Il calciatore è una figura complessa che moltiplicata per il numero di calciatori che compongono la rosa della squadra e considerando le singole storie che portano ogni elemento ad avere fattori costitutivi unici ed in costante mutamento, allora si comprende la realtà articolata e complessa l’allenatore deve affrontare. I SISTEMI DI GIOCO Figura 2 Figura 3 DEFINIZIONE DI SISTEMA DI GIOCO Il sistema di gioco rappresenta e spiega la dislocazione di base attraverso Nelle figure è evidenziato, indicativamente, il passaggio dalla fase difensiva, figura 2, alla fase offensiva, figura 3 i compiti e le funzioni dei giocatori in campo. È un concetto dinamico, non statico. Esempi di sistemi di gioco sono: 1-4-4-2, 1-4-3-3, 1-3-4-3, 1-3-5-2, ecc. L’ALLENATORE Con i numeri rappresentiamo solo una semplificazione statica della fase L’allenatore deve conoscere al meglio ciò che lo circonda e avere tante informa- di non possesso. zioni su quello che affronterà, per avere più possibilità di scelta e per trovare la soluzione migliore in ogni ambito e in ogni momento. Il corso per allenatori di Coverciano, con i vari livelli, cerca di fornire ancora un panorama più ampio e di dare strumenti a chi sceglie una strada complessa come quella dell’allenatore. Nella mia piccola esperienza di un anno ho innanzitutto cercato di sondare le risorse che avevo a disposizione: la società, le strutture e le persone. - La società. Risorsa che conoscevo già bene, perché in dodici anni di vissuto quotidiano, di informazioni ne avevo accumulate molte. Però il passaggio scrivania-campo cambia gli equilibri ed anche le esigenze; l’elasticità delle persone ha permesso che non fosse un passaggio traumatico, ma anzi di accrescimen- Figura 1: Esempio di squadra schierata secondo il sistema di gioco 1-4-2-3-1. La distanza tra i reparti e la compattezza degli stessi (massimo 40-45 m tra l’attaccante più avanzato e il più arretrato dei difensori) deve essere costante in tutto il campo perché il sistema risulti proficuo nelle due fasi di gioco to collettivo. È importante avere una società presente nel modo giusto, perché questo rafforza i ruoli. Galliani e Braida, sempre vicini alla squadra, hanno dato un grande supporto. CARATTERISTICHE DI UN SISTEMA DI GIOCO I sistemi di gioco devono avere tre requisiti fondamentali che sono l’equi- - Le strutture. Impossibile parlando di strutture non partire dal centro sportivo di librio, l’elasticità e la razionalità. Essi devono essere presenti indipen- Milanello, che rende perfettamente l’idea della continuità: non si possono dentemente dal tipo di sistema di gioco adottato. infatti, contare i calciatori che dagli anni ’60 ad oggi hanno trascorso i loro ritiri - EQUILIBRATO: Si deve tenere in considerazione allo stesso modo e allo tra le mura di Milanello. stesso tempo le due fasi, possesso e non possesso palla, in ogni situa- L’esserci da così tanti anni ha fatto sì che la struttura nel corso del tempo sia zione e in ogni momento. stata migliorata, ampliata e modificata. Prima di iniziare il ritiro estivo abbiamo - ELASTICO: Il sistema di gioco si deve facilmente adattare ad ogni tipo di atteggiamento avversario. - RAZIONALE: Deve essere formulato in base alle caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche e di personalità dei calciatori a disposizione. passato in rassegna tutto, dai campi, alla palestra, agli attrezzi, ai magazzini, ecc. per avere chiarezza su tutto quanto era a disposizione. - Le persone. O meglio le risorse umane: quelle più importanti e complesse: collaboratori, medici, fisioterapisti, cuochi, giardinieri, magazzinieri, tutti. 15 SCUOLA ALLENATORI Prima dell’inizio della stagione abbiamo fatto tante riunioni a piccoli gruppi in che l’hanno condizionata (come ad esempio gli infortuni di lungo periodo a base alle competenze. Onyewu, Bonera, Beckham, Nesta e Pato). Tutti facciamo parte dello stesso progetto ed è importante che ognuno ne sia La prima considerazione che si può fare sui giocatori è di carattere personale e consapevole. Ogni persona si deve sentire coinvolta, parte integrante: un po’ non tecnico. Conoscere e comprendere un giocatore considerando la sua ori- come in un puzzle, basta che si perda un pezzo per rendere impossibile la riu- gine, la cultura da cui proviene e la condizione in cui vive nel momento in cui scita perfetta del quadro. si allena (sposato, celibe, con figli, ecc.) è importante, per capire come rappor- Quindi l’attenzione ad ogni componente ci deve essere per avere un ambiente tarsi con lui e per trovare il modo migliore per ottenere il massimo rendimento. il più possibile armonico e in sintonia. Altrettanto rilevante è avere ben chiara la carriera sportiva del giocatore: dove Tra le risorse umane, naturalmente ci sono i calciatori. Ognuno di loro mi ha è cresciuto calcisticamente, quando è divenuto giocatore professionista, cos’ha arricchito come persona. Impossibile generalizzare perché si sono instaurati vinto, quali momenti importanti ha vissuto nella sua carriera (retrocessioni, pro- rapporti profondi, degni del massimo rispetto e di grande riservatezza. mozioni, vittorie, ecc.). Conosciute le risorse più importanti a disposizione, ci sono gli aspetti tecnico Dopo questi aspetti psicologici, sociali e morali è chiaramente necessario tattici del calcio. Oltre ai libri, le pubblicazioni ecc., sono importanti le espe- avere un quadro chiaro delle caratteristiche tecnico, tattiche e motorie del- rienze professionali, perché credo che quello che s’impara nel vissuto è un l’atleta-calciatore. patrimonio unico e fondamentale per sviluppare il futuro, in ogni ambito. E qui la figura chiave è quella del preparatore, più il supporto di Milan-Lab. Nella mia carriera da calciatore sono stato schierato in diversi sistemi ed in più Abbiamo definito quindi per ogni giocatore della rosa un profilo chiaro che ruoli, con la possibilità di vedere il campo da diverse prospettive; ho avuto molti comprendesse tutti gli elementi che lo costituiscono: capacità tecnico-tattiche, allenatori e ho giocato in diversi campionati. qualità motorie, morali, psicologiche ed etiche. Conosciute le risorse, studiata la teoria, analizzato il mio vissuto, unitamen- Per arrivare al sistema di gioco, non posso prescindere dalle mie origini anche te al confronto con i collaboratori, abbiamo così definito il bagaglio per ini- calcisticamente parlando. In Brasile il concetto di sistema di gioco come espres- ziare il cammino. sione di una nozione tattica non fa parte del dna, diversamente dall’Italia. E a proposito, all’inizio nella conferenza stampa di presentazione la prima La fusione della mia visione con l’esperienza dello staff tecnico, attraverso un domanda dei giornalisti è stata: “Come giocherà la squadra?” confronto continuo, ha permesso di stabilire i compiti e le funzioni di ogni gio- Nessun numero, solo un concetto: l’importante è che la squadra abbia una catore in campo, per raggiungere il nostro scopo. propria identità e che possa essere poco condizionata dagli avversari. Una squadra pronta a imporre il proprio gioco e che giochi sempre con la voglia LA STAGIONE SPORTIVA di attaccare per cercare il goal. Il passato va sempre tenuto in considerazione perché può essere un prezioso Come raggiungere tale obiettivo? aiuto anche nel presente. Con questa idea prima dell’inizio della stagione abbiamo analizzato il vissuto L’ALLENATORE, I GIOCATORI E IL SISTEMA DI GIOCO storico: otto anni con Carlo Ancelotti in panchina e tante vittorie ottenute. La rosa della squadra si è definita con 27 giocatori (numero variato nel corso Il modulo era il 4-3-1-2. della stagione, così come sono cambiati alcuni dei soggetti) estremamente dif- Con il mercato estivo, nel passato è finito anche un giocatore molto importante ferenti tra loro. a livello tattico come Kakà. Alla fine la squadra era composta da tre portieri, di cui uno brasiliano. In conclusione, pensando a tutto e cercando di inserire qualche elemento inno- Dieci difensori: uno brasiliano, un georgiano, un americano e sette italiani. vativo per la nuova stagione, abbiamo ipotizzato che il sistema di gioco da uti- Sette centrocampisti: un francese, un ceco, un olandese, un inglese e tre lizzare sarebbe stato il 4-3-3. italiani. 16 Sette attaccanti: un ghanese, un olandese, tre brasiliani e due italiani. Quattro difensori, tre centrocampisti, di cui uno, quello centrale (Pirlo /Seedorf) Va da sé che la complessità era un dato oggettivo. Per semplicità non elenco con compiti di regia e libertà di movimento e tre attaccanti di cui uno centrale tutti gli sviluppi che la rosa ha avuto durante la stagione, né le questioni fisiche (centravanti-boa) e due liberi di svariare su tutto il fronte d’attacco. chiara e di facile lettura. Non per fare una difesa di categoria, ma tra le tante cose che mi ha insegnato questo anno è che prima di dare un giudizio su una qualsiasi situazione guardando dall’esterno è meglio pensarci cento volte, ed anche alla centunesima la soluzione sarà il silenzio. Perché la visione esterna è sempre molto diversa da quella che si vive internamente. LA MIA ESPERIENZA E IL 4-2- … FANTASIA Inizia così il campionato e alla prima giornata, Siena – Milan, la squadra scende in campo con il 4-3-1-2. La scelta del sistema di gioco cominciava a dare un’identità precisa alla squadra Con a centrocampo, Pirlo vertice basso, due mezzali come Gattuso e Flamini. e questa da subito si è dimostrata una constatazione positiva nel ritiro estivo. Ronaldinho, mezzapunta, dietro alla coppia di attaccanti Borriello e Pato. Scelta che è stata facilitata indubbiamente dalla presenza in rosa di determinati Seedorf in panchina. giocatori con precise caratteristiche tecnico-tattiche. La partita finisce 1-2 per noi. Il Siena aveva giocato con uno schema speculare. Ma gli interrogativi maggiori venivano dalla possibilità che nel corso della stagione alcuni calciatori chiave potessero mancare per infortuni o squalifiche. E allora la seguente domanda è stata di grande stimolo nelle nostre discussioni: “È giusto vincolarsi ad un sistema di gioco, mettendo magari alcuni giocatori in condizione di non poter esprimere tutto il loro potenziale, oppure vale la pena individuare di volta in volta i giocatori nelle migliori condizioni e di conseguenza sistemarli in campo con il sistema opportuno?”. Con l’interrogativo ancora senza la giusta risposta, la stagione è iniziata. Il precampionato è stato difficilissimo: per la densità di partite e di viaggi affrontati, (sei partite in tredici giorni, quattro giocate negli Stati Uniti e tre in Germania), con i normali problemi di preparazione che non hanno permesso di disporre con costanza di tutti i giocatori della rosa, oltre ai nazionali che dopo la L’analisi post-gara è stata un po’ confusa, probabilmente perché il debutto in Confederation Cup di giugno 2009 si sono aggregati alla squadra con alcuni panchina segnato da una vittoria è stato emozionante ed ha anche tolto un po’ giorni di ritardo; in più i risultati benché giungano da amichevoli, se sono nega- di lucidità nella valutazione complessiva della gara. tivi, abbassano l’umore e tolgono fiducia nei propri mezzi. Ma anche questo è servito a capire che dopo ogni partita per l’allenatore è Insomma ci siamo avvicinati al primo impegno di campionato con una situazio- importante vivere il risultato in due modi distinti. ne piuttosto complessa. Uno in relazione all’ambiente, cercando il giusto punto d’equilibrio da trasmet- Il 4-3-3 che era nelle nostre idee iniziali non eravamo riusciti a provarlo con tere a chi ha attorno, l’altro, totalmente staccato dal risultato. costanza, per contingenze di varia natura; le stesse che ci avevano fatto provare Quest’ultimo permette una valutazione più corretta dell’andamento della gara il 4-4-2 o il 4-3-1-2, sistema che molti giocatori conoscevano già bene, per aver- e del comportamento dei giocatori. lo praticato in passato. Nella partita successiva, complice la vittoria della prima giornata ed il fatto che Alla prima partita ufficiale ci siamo arrivati consapevoli che ancora non avevamo gli avversari, l’Inter, giocavano anch’essi con lo stesso sistema di gioco, abbia- trovato la giusta chimica tra sistema di gioco e impiego dei giocatori. mo deciso di confermare la disposizione in campo dei giocatori della prima Tutti passaggi necessari per poi arrivare al 4-2 e… fantasia, ma solo con partita contro il Siena. il senno di poi, perché mentre la si vive la situazione non appare così Il risultato del campo però questa volta è negativo. Ed in più una sconfitta così 17 SCUOLA ALLENATORI netta (4 a 0) subita da un diretto avversario, va a toccare profondamente l’au- sempre concludere che il problema siamo noi e non gli altri. tostima di una squadra in costruzione. La domenica successiva andiamo a giocare a Bergamo con l’Atalanta che gioca La terza giornata di campionato, a Livorno, dopo l’impegno infrasettimanale con il 4-4-2. della Nazionale e prima della partita inaugurale della Champions League a Data tutta la situazione del momento anche noi utilizziamo il 4-4-2. Marsiglia, pensiamo di fare un po’ di rotazione nei giocatori. Comunque con il 4-3-1-2. Partita brutta, primo tempo giocato male e risultato finale 0 a 0. Torna così la fatidica domanda, perché cambiando i giocatori e mantenendo il sistema invariato il risultato non è stato buono? La squadra faticava ad avere un’identità chiara, aveva una fisionomia definita, che è quella delle stagioni precedenti ma con giocatori diversi e con l’allenatore differente. Da qui si capisce quanto sia importante la componente manageriale e psicologica dell’allenatore: l’attenzione che si deve prestare nella gestione e nella comunicazione alla squadra. 18 Dovevamo dare un segnale chiaro ma purtroppo gli impegni ravvicinati non per- Il centrocampo a quattro con Flamini largo a destra, Gattuso e Pirlo centrali, con mettevano a me ed al mio staff di provare le soluzioni tattiche che forse senti- Seedorf esterno a sinistra con il compito di inserirsi tra le linee di centrocampo vamo più nostre e più adeguate. e difesa avversaria. Due gli attaccanti di ruolo: Pato e Huntelaar. Ronaldihno in Con la giusta razionalità un tecnico deve avere il coraggio di fare le scelte, panchina. L’idea iniziale era quella di dare più compattezza difensiva, ma il 4-4- seguendo le proprie convinzioni e soprattutto seguire quello che nasce dal 2 con questi giocatori si è rivelato una scelta sbagliata. proprio interno. L’Atalanta va in vantaggio e resta in dieci. A volte si può anche eccedere con l’istinto, trovare la giusta misura è la cosa più A 8 minuti dalla fine riusciamo a pareggiare, ma la prestazione è ancora difficile. Comunque solo dando un messaggio che arriva da dentro, la squadra deludente. lo recepirà come chiaro e determinato. E l’analisi lucida e critica, sebbene a caldo, di Alessandro Nesta, aiuta a capire e Il mercoledì successivo inizia la Champions League, che per molti motivi viene ad analizzare il momento. sentita dalla squadra come “la nostra competizione”. Da questa partita arriva un altro insegnamento importante: ogni scelta deve Il destino sceglie come avversario l’OM, che significa giocare in un posto dal pas- essere fatta con logicità e convinzione, non dettata da fattori esterni o comun- sato ingombrante per il Milan come lo stadio di Marsiglia, il Velodrome. que non controllabili. Più che sulla tattica (confermato il 4-3-1-2, con Flamini - Pirlo - Ambrosini a Con l’Atalanta il sistema utilizzato non era adatto ai giocatori, alla situazione e centrocampo, questa volta Seedorf mezzapunta, dietro ad Inzaghi e Pato neanche alla mia visione del gioco del calcio, giusta o sbagliata che sia. con Ronaldinho in panchina), l’attenzione va all’aspetto mentale nella pre- Dopo la partita a Bergamo il vantaggio era avere davanti quindici giorni prima parazione della partita. della gara successiva. Giochiamo bene e vinciamo. La pausa per gli impegni delle Nazionali è servita più a riflettere, che non a lavo- A seguire: la partita in casa con Bologna (vinto 1-0), Udinese a Udine (perso 1- rare, perché i tanti assenti hanno impedito un lavoro pratico sul campo. 0), Bari (0-0) e Zurigo (perso 0-1) in casa, giocando sempre con il 4-3-1-2, alter- L’analisi del momento faceva capire quanto ci fosse bisogno di entusiasmo. nando sprazzi di buon gioco, molto pochi in realtà, a momenti in cui la squadra La sensazione era che alla squadra servisse un fatto nuovo, un elemento appare quasi informe e abbattuta. innovativo. Naturalmente i risultati numerici non contribuiscono a dare serenità all’ambiente Durante le due settimane valutiamo la possibilità di giocare con il 4-3-3 preven- e tutto sembra essere ancora più complesso e difficile. tivato inizialmente. Ma è solo un pensiero, perché con le tante assenze non ci Le squadre affrontate avevano sistemi diversi tra loro e l’analisi delle partite fa sono state prove. La partita successiva è in casa con la Roma; la situazione di classifica non è eccel- Al Bernabeu, dove il Milan non ha mai vinto, iniziamo con il 4-3-3, con lente, non abbiamo provato il 4-3-3, quindi ripropongo inizialmente il 4-4-2, con Ambrosini, Pirlo e Seedorf in mezzo al campo e Ronaldinho, Inzaghi e Pato Ronaldihno e Pato in attacco, a centrocampo Ambrosini e Pirlo mediani, Abate in attacco. esterno destro e Seedorf esterno sinistro. Il primo tempo fatichiamo un po’ in mezzo al campo e finiamo sotto di un goal; Finisce il primo tempo e siamo sotto di un goal. Abate s’infortuna e c’è da fare nell’intervallo, con il supporto alla discussione di tutti i giocatori decidiamo di un cambio. Nell’intervallo bisogna fare una scelta. avanzare Seedorf come mezzapunta (anche per pressare più alto il vertice basso La riflessione è dettata da tutte le considerazioni che abbiamo condiviso fin qui: di centrocampo del Real Madrid), più i tre attaccanti. Per tutto il secondo tempo • L’importanza dei giocatori di qualità, personalità e spessore umano; giochiamo la “nostra partita”, attacchiamo sempre come minimo in quattro e • L’importanza della necessità di razionalità ed equilibrio tattico; difendiamo sempre con un minimo di cinque uomini. • L’importanza di mettere tutti i giocatori nella condizione migliore per Arriva così l’importante vittoria per 2 a 3. esprimersi al meglio; Il nostro sistema è diventato il 4-2-3-1 o 4-2-1-3, come si voglia definire, • L’importanza di fare una cosa che si sente veramente e in cui si crede; per noi è nato il 4-2 e... fantasia. • L’importanza di sommare tutte le informazioni possibili e decidere libera- Con il dovuto rispetto a tutti gli avversari, analizzandoli e studiando le contro- mente; • C’è il risultato, la classifica, la situazione ambientale e gli obiettivi da raggiungere; misure migliori, ma da lì in poi non abbiamo quasi mai snaturato il nostro 4-2…, restando legati alla sua caratteristica principale: cercare di giocare sempre all’attacco, senza paura di sbilanciarci, cercando costantemente di “far male”. • Le tante parole che sono state spese con i giocatori, e non solo, con lo staff. Soprattutto a causa degli infortuni, non sempre è stato possibile schierare il 4-2 È giusto per tutti questi motivi tirare le somme del confronto e al termine di un e fantasia; alcune volte hanno ruotato i tre centrocampisti, facendo diventare il acceso dialogo arriva la scelta: Inzaghi al posto di Abate. Seedorf si sposta al sistema un 4-3-3, ma ciò è stato poco importante, mentre la cosa fondamentale centro-sinistra di centrocampo, Ronaldinho attaccante esterno a sinistra e Pato è stata che i giocatori e la squadra hanno trovato un’identità chiara da esprimere attaccante esterno a destra, con Pippo centravanti. Tanti giocatori di alta qualità ogni partita indipendentemente da chi scendeva in campo e dell’avversario. tecnica contemporaneamente in campo. Forse per la prima volta sentivo che quello che dicevo veniva da dentro. Giochiamo con il 4-3-3. L’ALLENATORE, I GIOCATORI ED IL SISTEMA DI GIOCO: ANALISI FINALE Sono partito a luglio 2009 con un bagaglio pieno di risorse da utilizzare, di interrogativi da sciogliere, della mia piccola esperienza e di un gruppo di lavoro capace ed entusiasta con cui confrontarmi quotidianamente. Il primo mese di lavoro è servito per definire la sintonia tra me, i giocatori e tutti i nostri collaboratori. Dal punto di vista tattico non ho avuto molto tempo per lavorare alla mia idea iniziale di 4-3-3 e il cordone che legava la squadra al passato si è proposto in modo determinante. Dall’inizio del campionato fino alla settima giornata, comprese due partite di Champions il sistema che ho adottato è stato il 4-3-1-2. Tatticamente, in fase di non possesso palla concedevamo troppo agli avversari, soprattutto sugli esterni; spesso eravamo in difficoltà nel bloccare i terzini avver- Il secondo tempo è un’altra squadra, non solo per la disposizione in campo, sari che si spingevano in attacco e di contro in fase di possesso palla, accentra- ma come convinzione, come mentalità. Rimontiamo il gol di svantaggio e vin- vamo troppo la manovra, pagando oltre misura la poca attitudine di molti gio- ciamo 2 a 1. catori a muoversi senza palla per ricevere la stessa sulla corsa. Il mercoledì successivo andiamo a Madrid, contro il Real per la terza partita Capire se era una questione di modulo o di giocatori era complesso. della prima fase di Champions. In fondo il sistema di gioco era quello da loro conosciuto, eppure faticavano 19 SCUOLA ALLENATORI ad esprimersi secondo le loro riconosciute qualità. Cambiando la posizione davanti a loro. Ed il terzo centrocampista doveva stare in posizione centrale a degli stessi, ad esempio Ronaldinho da trequartista a secondo attaccante o ridosso degli attaccanti. Seedorf o Pirlo erano i destinati a questo ruolo fonda- Seedorf da mezzala a trequartista, il risultato non mutava. mentale. Chi giocava in questa posizione poteva essere il quarto attaccante o il La situazione era complessa. terzo centrocampista o ancora il settimo difensore. Egli era colui che doveva leg- La prima soluzione provata è stata il passaggio al 4-4-2, “camuffato”, come gere le situazioni di gioco e spostare i nostri equilibri. Davvero un ruolo cruciale dicevamo nello spogliatoio e cioè con nella posizione di esterno di centrocampo, da affidare a chi oltre alla sensibilità di piede avesse anche una visione comples- un trequartista come Seedorf che doveva inserirsi centralmente tra le linee di siva di gioco a trecentosessanta gradi. difesa e centrocampo avversarie lasciando spazio al terzino d’inserirsi. Infine in attacco Ronaldihno a sinistra (l’uomo assist) e Pato a destra (a lui il com- Tale scelta l’ho adottata con l’intento di avere più equilibrio e concedere meno pito di fare tagli continui in profondità, per utilizzare al meglio la sua grande agli avversari. Il risultato è stato ancora maggior squilibrio. Attaccavamo in pochi velocità) dovevano, unitamente al centravanti (Borriello, Inzaghi, Huntelaar) e male e spesso difendevamo troppo bassi e disordinati. pensare unicamente, come ripetevamo spesso in allenamento: “a fare male”. A questo punto, era necessario cambiare. Ho riflettuto su alcune questioni che In tutto questo processo tattico i giocatori sono stati fondamentali. mi hanno portato a dire: Con loro ho parlato molto, qualche volta si è discusso, ma sempre nella piena • Con giocatori a disposizione di estrema qualità, si deve metterli nelle condizio- consapevolezza che tutti avevamo lo stesso obiettivo. ni di esprimersi al meglio considerando tutto di loro: personalità, storia, ecc.; • È importante mantenere una certa coerenza con quello che si sente dentro, il CONCLUSIONI mio modo di intendere il calcio, è profondamente legato alle mie origini cal- Sistema di gioco e giocatori: chi è il determinato e chi è il determinante? cistiche e quindi secondo la mia visione la squadra deve poter giocare per È la domanda che mi sono posto all’inizio della tesi e che, dopo aver ripercorso attaccare; la stagione sportiva vissuta, spero possa portare a capire la mia risposta. • Tatticamente ho la fortuna di avere giocatori disponibili a provare ogni situazione tattica, con volontà e convinzione. Secondo me il sistema di gioco è importante. Dare a tutti i giocatori dei compiti precisi è necessario, perché è insito nel concetto di squadra che ogni elemento di una compagine abbia un ruolo e quindi 20 Da qui la decisione presa. debba dare un contributo preciso alla causa del gruppo. Il passaggio al 4-2-1-3 o 4-2… e fantasia, con la convinzione che avrebbe tra- È altrettanto importante però il giocatore che, quando messo nella condizione smesso sicurezza alla squadra. Chiaramente la difesa è stata mantenuta a quat- migliore, può esprimere tutto il suo valore in favore della squadra. tro giocatori chiedendo ai terzini di accompagnare, alternativamente, sempre Per questo credo che l’elemento determinante sia il giocatore e il determinato l’azione. Per questo Abate nella posizione di terzino, lui che aveva sempre gio- sia invece il sistema di gioco. cato da centrocampista, ma che per duttilità e voglia poteva essere per noi una Almeno questo è il risultato che deriva dalla mia piccola esperienza, all’inizio del valida alternativa a Oddo e Zambrotta. Sulla fascia sinistra Antonini o campionato le scelte sono state guidate dal pensiero contrario. Jankulovski facevano la stessa cosa, accompagnavano l’azione e con il loro Ho fatto sì che il sistema di gioco fosse determinante ed i giocatori dovevano movimento concedevano spesso a Ronaldihno, che avrebbe giocato davanti a operare in funzione di esso. loro, di essere nella situazione di “uno contro uno”, situazione ottimale per lui. I risultati non erano buoni e la qualità del gioco era bassa. Ai difensori centrali la richiesta di impostare anche l’azione, permettendo ai Dopo aver cambiato e reso i giocatori determinanti rispetto al sistema di gioco mediani di ricevere poi palla più avanti. che è diventato la conseguenza di come i calciatori erano impiegati secondo le Nesta, Thiago Silva, Favalli e gli altri erano una tranquilla garanzia per impostare loro caratteristiche, i risultati sono diventati positivi e non parlo solo dei riscontri da dietro e così Pirlo, il regista poteva prendere palla già nella metà campo numerici, ma anche in termini di prestazioni. offensiva, diventando più efficace nell’assist o nella conclusione. Naturalmente sono conscio che nella realtà è necessario trovare un punto di I mediani, Pirlo, Ambrosini, Flamini e Gattuso, (Beckham finché c’è stato, si è equilibrio dove uomini e sistema di gioco si fondano in una miscela eccellente, addirittura adattato al ruolo di attaccante esterno destro) si sono alternati e con però sono convinto che il punto di partenza debba essere sempre il giocatore, le loro differenti caratteristiche garantivano il sostegno ai quattro giocatori che in fondo resta l’unità significativa ed essenziale del gioco del calcio. LABORATORIO DI METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO DIVERSITÀ DELLA SUPERFICIE NELLE ESERCITAZIONI CON CAMBI DI DIREZIONE E CAMBI DI SENSO di Gabriele Mascherini**, Elena Castellini*, Mario Marella* INTRODUZIONE D opo l’articolo “Cambio di direzione Vs Cambio di senso” del Notiziario Settore Tecnico n°1 del 2009, dove erano stati paragonati i due gesti sulla stessa superficie di lavoro, questo nuovo studio esamina le differenze che intercorrono nell’effettuare lo stesso lavoro ma su superfici diverse. Durante una partita di calcio la distanza percorsa da un calciatore è intorno a 12 km (Bangsbo, 2004), questa distanza è coperta dall’alternanza delle fasi di cammino, jogging e sprint e a livello professionistico si possono contare circa 6.000 contatti con il suolo (Lafortune et al., 1997). Nella stessa partita il calciatore effettua accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione e balzi (Sproviero et al., 2002). Soprattutto i cambi rapidi di direzione possono costituire i momenti traumatici più rilevanti; il Fig. 1: Laboratorio di Metodologia dell’allenamento e Biomeccanica applicata al calcio FIGC terreno di gioco, oltre alle proprie caratteristiche intrinseche, può presentare delle variabilità determinate dalle condizioni climatiche. Lo scopo di questo studio è quello di valutare le eventuali differenze che Sono stati confrontati tra di loro il cambio di direzione con il cambio di senso. intercorrono nell’effettuare le esercitazioni del cambio di direzione e del Come per lo studio precedente (vedi Notiziario Settore Tecnico n° cambio di senso su un terreno rigido oppure su un manto erboso. 1/2009) è stato calcolato: • il Tempo Totale del gesto (TT); Mezzi e metodi • Angoli di Ginocchio (AG) e Caviglia (AC) dell’arto durante la fase di cambio. 17 calciatori professionisti partecipanti al raduno estivo dell’A.I.C. a Coverciano, hanno effettuato alla massima velocità un cambio di direzione Inoltre il gesto è stato suddiviso in cinque fasi: (90°) e un cambio di senso (180°) da entrambi i lati e su superfici diverse; 1) penultimo passo (PeP); sulla superficie erbosa i calciatori indossavano scarpe da gioco, mentre, su 2) ultimo passo (UP); un tappeto in gomma rigida nella palestra, scarpe da ginnastica. Per poter effettuare lo studio è stato posizionato un manto di una superficie erbosa (Ibrido di gramigna TIFWAY419) di circa 40 m all’interno del 2 Laboratorio di Metodologia dell’Allenamento e Biomeccanica Applicata del Settore Tecnico di Coverciano e l’analisi del movimento è stata effettuata utilizzando un sistema “SMART - Motion Capture System”. *Laboratorio di Metodologia dell’allenamento e Biomeccanica applicata al calcio Settore Tecnico FIGC **Preparatore atletico professionista Il presente studio è la continuazione di un precedente elaborato pubblicato nel Notiziario del Settore Tecnico n. 1/2009. Si ringrazia A.I.C. per l’autorizzazione e lo staff tecnico per la collaborazione 21 LABORATORIO DI METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO 3) cambio (C); Penultimo passo (ms) Ultimo passo (ms) Cambio (ms) Primo passo (ms) Volo (ms) Cambio direzione superficie rigida 130 ± 24 193± 40 366 ± 62 222 ± 27 70 ± 18 Cambio direzione superficie ad erba 125 ± 22 195 ± 45 341 ± 64 228 ± 26 88 ± 30 Cambio senso superficie rigida 134 ± 22 199 ± 43 486 ± 69 215 ± 28 60 ± 13 Cambio senso superficie ad erba 140 ±27 214 ± 50 452 ± 69 223 ± 37 79 ± 21 4) primo passo (PrP); 5) volo (V). Analisi statistica Per confrontare la variabile tempo (cambio di direzione e di senso) e la variabile superficie (rigida ed erba) è stato effettuato un T test per dati appaiati. Risultati Tempi delle esercitazioni Nella tabella 1 sono riportati i tempi impiegati per effettuare un cambio Tabella 2: Andamenti temporali delle varie fasi di direzione o un cambio di senso su entrambe le superfici. Cambio direzione superficie rigida (ms) Tempo 980 ± 106,3 Cambio direzione Cambio senso Cambio erba (ms) superficie rigida (ms) senso erba (ms) 977,5 ± 139,3 1094,2 ± 98,2 Sono state calcolate le percentuali della durata delle varie fasi rispetto al tempo totale (tabella 3, grafico 2). 1107,5 ± 131,5 Tabella 1 Cambio direzione Cambio direzione Cambio senso Cambio senso in superficie rigida superficie in erba superficie rigida superficie in erba Il TT impiegato per effettuare un cambio di senso è superiore di circa il 10% rispetto al cambio di direzione indipendentemente dalla superficie d’appoggio. Dall’analisi separata delle varie fasi del gesto invece notiamo che (tabella 2, grafico 1): • l’unica fase all’interno dell’esercitazione che presenta differenze statisticamente significative è la fase di cambio (C); • nel cambio di senso, la superficie non influisce sul tempo della fase di Penultimo passo Ultimo passo Fase di cambio Primo passo Fase di volo Tabella 3 cambio, a differenza del cambio di direzione (p < 0.05); • le differenze aumentano (p < 0.001) nel confronto tra le due diverse esercitazioni. Grafico 1 : Durata delle singole fasi 22 (* significatività P<0,05) (**/° significatività P<0,001) Grafico 2 13% 20% 37% 23% 7% 13% 20% 35% 23% 9% 12% 18% 44% 20% 5% 13% 19% 41% 20% 7% Penultimo passo Dall’analisi statistica non risultano differenze significative nelle varia- Nella prima parte della frenata non si notano differenze né tra le due zioni angolari delle articolazioni considerate. diverse superfici né tra le tipologie di esercizio. Nel cambio di direzione sembra che il ruolo importante venga svolto Ultimo passo dall’angolo del ginocchio (minore sull’erba). Nel cambio di direzione, gli ultimi due appoggi non risentono della superficie, mentre nel cambio di senso si notano differenze significative. CONCLUSIONI L’analisi dei tempi totali delle esercitazioni (cambio di direzione e di Il cambio senso) sulle diverse superfici non presenta differenze; l’analisi delle Questa è la fase più interessante perché risente sia del gesto cinque fasi del gesto conferma le informazioni ricavate dal preceden- (direzione/senso) sia della superficie (rigida/erba): il cambio di direzione te studio, dove era messo in risalto il maggiore impegno muscolare impiega meno tempo rispetto al cambio di senso, la superficie erbosa nel cambio di senso rispetto al cambio di direzione. richiede una minore durata. L’analisi delle superfici ha evidenziato come il manto erboso permetPrimo passo ta una migliore frenata, un minore tempo di appoggio con un ango- Il tempo di volo, nelle quattro tipologie di esercizi, non presenta differen- lo al ginocchio più chiuso nella fase di cambio, una fase di ripartenza ze importanti. con tempi più elevati: questi sono tutti indici di una prestazione dal punto di vista metodologico più corretta, permettendo un allena- Fase di volo mento specifico più efficace. Il tempo di volo quindi, nella corsa dipende dall’efficacia della spinta: più la spinta è efficace maggiore sarà il tempo di volo: i valori sono superiori sulla superficie erbosa e soprattutto nel cambio di direzione. Angoli del ginocchio e della caviglia Sono stati calcolati i valori minimi che raggiungono gli angoli al ginocchio e alla caviglia nella fase di cambio dell’arto di spinta (grafico 3). Bibiografia Bangsbo J., The physiology of soccer-with special reference to intense intermittent exercise. Acta Physiologica Scandinavica Supplemento 1994; 619: 1-155. Lafortune M. A., Johnson D. and Morag E., Nike Sport Research Laboratory. Performance, Protection and Education of Soccer Players. 1997. Sproviero E., De Vito G., Felci U., Macaluso A., Marchettoni P., Physiological evaluation of elite young soccer players: a longitudinal study Medicina dello Sport. 55 vol. 3 pp. 181-187, 2002. Sproviero E., Rosati R., Bevilacqua F., Ruolo delle interazioni tra piede, scarpa e superfici di giuoco nei traumi della I articolazione metatarso falangea nel calciatore. Grafico 3: Angoli nelle varie esercitazioni Notiziario Settore Tecnico F.I.G.C., N° 1- 2001: 37-40. 23 UN ALLENATORE CON LA VALIGIA ROBERTO LANDI, UN CALCIO AL MONDO di Alessandro Giuliani* I nsegnare calcio, ma anche apprendere qualcosa da ogni esperienza. Portare la qualità tecnica del movimento italiano, ma anche saperla tradurre nelle esperienze locali, in giro per il mondo. È un po’ il segreto di Roberto Landi, il tecnico riminese con la valigia, pronto a trasmettere il suo bagaglio di conoscenze, ma anche a sapersi calare con intelligenza, ad interpretare le tante realtà tecniche ed umane che ha vissuto in prima persona. L’elenco delle sue esperienze all’estero è lungo e qualificato, basta scorrere i paesi in cui ha allenato: Georgia, Lituania, Romania, Ungheria, Qatar, Scozia e Belgio. Un’esperienza internazionale che parte da lontano. Quando ha iniziato Dopo l’Under 21 georgiana, quella lituana… a viaggiare e capire il mondo? “Sono più vicini alla nostra mentalità. È stata un’ulteriore esperienza, con gioca- “Da giocatore, già nel 1979, ho vissuto esperienze all’estero, il che ha contri- tori però che hanno maggiore assonanza con il calcio e la cultura occidentale”. buito a creare un bagaglio che poi mi sono ritrovato come allenatore. Facendo quella esperienza come giocatore ho acquisito una mentalità ben precisa, ad Archiviati gli anni con le nazionali giovanili, arriva la chance di allenare esempio quella di lavorare con uno staff (assistente, preparatore atletico e pre- un club importante come il National Bucarest. Come sono andati i due paratore dei portieri) con cui confrontarmi. Poi ho sempre creduto in alcuni anni in Romania? punti fermi. Innanzitutto la scuola allenatori italiana è la più affidabile a livello “Allenare una squadra di club vuol dire pensare 365 giorni all’anno alla tua squa- internazionale. Inoltre la nostra cultura professionistica è certamente la più dra. Anche in questo caso sono entrato nell’ottica rumena. Hai a che fare con avanzata al mondo, infine devi saper fare un mix tra le tante cose buone che giocatori molto istintivi, impulsivi; alcuni miei giocatori erano veri gitani, un van- acquisisci all’estero e la nostra cultura calcistica, diciamo un 60-70 per cento taggio sul campo un po’ meno nei rapporti interpersonali, però con una buona del primo elemento, con un 30 per cento del secondo”. dose di incoscienza mi sono confrontato con loro a viso aperto senza girare attorno a falsi problemi e con grande soddisfazione ho visto un grande rispetto nei Poi inizia l’avventura come allenatore, prima tappa la nazionale Under miei confronti. Per fortuna che in formazione avevo quattro giocatori australiani, 21 della Georgia, com’è andata? un argentino ed un nigeriano, tutti professionisti che mi hanno aiutato molto, “C’è una differenza sostanziale tra allenare una squadra di club ed una che hanno tirato anche il gruppo dei rumeni verso uno stile più professionale. Il nazionale. Comunque, in Georgia io ed il mio staff abbiamo cominciato a che mi ha permesso di gestire il gruppo locale senza troppa fatica”. capire come ci si deve comportare quando si va a lavorare in casa di altri. Bisogna capire le cose positive, così come le lacune, ma senza stravolgere la Due anni di grandi soddisfazioni, coronate dal titolo di miglior allenato- vita di gente che ha una cultura, uno stile di vita e di alimentazione comple- re della Romania nella stagione 2004-2005. Ma le tappe professionali si tamente diversi (il segreto è quello di trasformare i difetti in pregi). Ho trovato susseguono, rimanendo sempre ad alto livello, dalla Romania un ambiente molto chiuso rispetto la novità straniera, quindi ho lavorato più all’Ungheria. Che stagione è stata? sul punto di vista psicologico, rispetto a quello tattico. Tutte cose molto sem- “È stata un’altra bella avventura in una nazione molto europea, come abitudini plici e adoperando molto la teoria del consenso. Per me è stato comunque un bel banco di prova”. 24 *Giornalista molto vicina all’Italia. Ho allenato il Sopron, in serie A, in una città a 20 chilome- matizzare qualche cosa, con l’esperienza abbiamo fatto di questo problema tri dal confine con l’Austria. Ho trovato una grande qualità tecnica, forse poca una piccola virtù che ci ha salvato spesso da problemi). In Belgio è stata un’altra forza fisica nei giocatori ma certamente squadre molto ordinate dal punto di esperienza importante. Ho imparato il francese. Anche in questo caso si è trat- vista tattico. Abbiamo inserito i nostri canoni, a cominciare dal pressing, abbia- tato di entrare in contatto con realtà diverse rispetto alla nostra, la divisione tra mo dovuto lavorare molto sulla metodologia degli allenamenti ma anche sotto francofoni e fiamminghi è molto accentuata e spesso è causa di dissapori all’in- il profilo alimentare e anche qui ho cercato di non stravolgere le loro abitudini terno del gruppo quindi per il tecnico un ulteriore problema; anche qui ho sem- tattiche facendo provare loro che con certi atteggiamenti un po’ più offensivi si pre cercato di fare valere la teoria del consenso per portare le due mentalità a poteva fare un buon calcio; i risultati positivi comunque aiutano molto nei con- lavorare per un solo obbiettivo. Sempre però con la nostra professionalità ed vincimenti tattici”. intelligenza. Ci siamo riusciti con tanto buon senso cercando di non snobbare mai le indi- Dall’Europa all’Asia, dall’Ungheria in Qatar, quanto è cambiata la cazioni che provenivano dall’ambiente locale. A questo proposito devo ringra- scena? ziare il mio assistente tecnico Valter Berlini che ha contribuito in maniera deter- “Direi che è stata l’esperienza più significativa. In Qatar siamo all’opposto della minante alla buona riuscita delle esperienze facendo da interfaccia tra me e lo nostra mentalità. Per prima cosa ho letto il corano (in italiano) per capire un po’ spogliatoio riuscendo ad entrare in punta di piedi e captando gli umori positivi il loro modo di pensare. Ho dovuto voltare pagina completamente, a comin- e negativi del gruppo; così siamo riusciti quasi sempre a correggere situazioni ciare dal clima, abbiamo dovuto cambiare lavoro radicalmente. Fai allenamenti che forse potevano essere controproducenti”. a 30 gradi e quindi bisognava rivedere la parte fisica e tutto ciò che concerne l’alimentazione, visto che i giocatori mangiano quasi esclusivamente pollo e riso. Ma siamo partiti da una buona base, cercando di migliorare le componenti che non conoscevano, portando i nostri input sempre tenendo conto che la religione ti impone sempre un confronto con la realtà. È capitato spesso che durante l’allenamento ci si sia dovuti fermare per la preghiera quindi rifare due volte il riscaldamento, un mese all’anno poi è dedicato al Ramadan, quindi LA SCHEDA ROBERTO LANDI Nato a Rimini il 20 febbraio 1956. dopo trenta giorni di digiuno potete immaginare come erano i calciatori dal Da calciatore iniziò la sua carriera come portiere nelle giovanili del punto di vista fisico e mentale. Anche a livello psicologico devi cercare di Piacenza. Passò successivamente alla prima squadra iscritta al campiona- mediare perché là la religione è sacra. Ma non sono mancate le soddisfazioni to di serie C1; ha giocato anche a Ravenna, Modena, Siena e Piacenza perché siamo riusciti a dare molto sia dal punto di vista tattico che mentale. prima di lasciare l'Italia per approdare nella North American Soccer Bene anche dal punto di vista umano, un po’ meno per quello professionale League all'età di 23 anni. Durante la sua esperienza negli Usa ha militato perché in quei paesi c’è poca pressione ed il lavoro alla fine ne risente”. nei Vancouver Whitecaps e nei Chicago Sting prima di passare nelle file dei sudafricani del Kaizer Chiefs. Nel 1983 tornò negli Stati Uniti con i Si torna in Europa, prima in Scozia e poi, esperienza di pochi mesi fa, in New York Cosmos. Decise quindi di rientrare in Italia giocando in diverse Belgio. Che effetto le ha fatto rituffarsi nel vecchio continente? squadre dilettantistiche prima del ritiro avvenuto all'età di 30 anni. “In Scozia è stata un’esperienza molto positiva perché ho avuto a che fare, nel Landi divenne allora l'allenatore dei portieri della Nazionale di calcio degli Livingston, con giocatori veri, uomini rocciosi, atleti duri, che non si risparmia- Stati Uniti durante le edizioni dei Mondiali del 1990 e 1994. Nel 1998 fu no. Ma hanno una loro mentalità. In fondo sono un popolo mai colonizzato da nominato allenatore della Nazionale Under 21 della Georgia ricoprendo nessuno e non perdono occasione per ricordartelo, però sono di una lealtà successivamente la stessa carica nella Nazionale di calcio della Lituania. straordinaria e quando ti apprezzano sono straordinari. Ho avuto la soddisfa- A livello di squadre di club ha allenato poi in Romania sulla panchina del zione di essere premiato come miglior allenatore del girone di andata (una cosa National Bucarest, in Ungheria alla guida del Sopron, in Qatar, in Scozia simpatica, quotidianamente ti confronti con persone di lingua diversa dalla col Livingston e quindi in Belgio con l’Union Saint-Gilloise. nostra e fare battute di spirito diventa molto complicato specie se vuoi sdram25 SEZIONE PER LO SVILUPPO DEL CALCIO GIOVANILE E SCOLASTICO “SMALL SIDE GAMES” E COMPETIZIONI UFFICIALI IN GIOVANI CALCIATORI DELLA CATEGORIA “UNDER 18” di Stefano D’Ottavio**, Gianluca Briotti*, Vincenzo Manzi*, Nazzareno Tozzo*, Massimo Tell*** ABSTRACT INTRODUZIONE L’obiettivo primario dell’allenamento è quello di creare stimoli che siano n questa ricerca è stata studiata l’attività di gioco di giovani calciatori (n = I in grado di indurre nell’organismo delle risposte adattative tali da poter 4 età 17,1 ± 0,6 anni, altezza 178,2 ± 5,61 cm e massa corporea pari a incrementare la performance sportiva. La scelta dei mezzi di allenamento 72,2 ± 3,86 kg) della categoria Under 18 appartenenti alla squadra U.S.D. da adottare dovrebbe rispondere, in particolar modo durante il periodo Virtus Latina Calcio (Latina, Italia) mediante l’utilizzo del sistema satellitare a agonistico, ad un criterio di correlazione con il modello di prestazione, e tecnologia GPS SPI ELITE (GPSports Systems®, Pty. Ltd. 2003, Australia), in gli stimoli allenanti dovrebbero essere selettivi e specifici per poter soddi- seguito sono state verificate le relazioni esistenti tra i parametri cinematici sfare le richieste fisiologiche imposte dalla gara (Bangsbo et al. 2006); tra del modello di prestazione e l’attività di allenamento con mezzi basati su questi mezzi specifici di allenamento possono essere inclusi gli “small “small side games”. Nel corso della stagione sono state analizzate 10 partite side games”, che consistono in partite a campo ridotto che consentono della competizione ufficiale di categoria (11 vs 11, della durata di 90 minuti). una notevole gamma di varianti d’esercizio (quantitative: n° dei giocatori, La distanza media percorsa è stata di 9125,2 ± 443,2 m, che equivale ad dimensioni del campo da gioco, durata, rapporto lavoro/pausa; qualitati- una distanza media per minuto di gioco di 101,4 ± 4,9 m, con una velocità ve: intensità richiesta, eventuali vincoli e limitazioni tecniche, applicazioni media di 6,1 ± 0,3 km h ; nell’ambito degli sforzi condotti ad alta intensità, tattiche particolari, modificazione delle regole, ecc.). Per questa speri- sono stati rilevati 49 sprint con accelerazione superiore a 2,00 m s e con mentazione è stato utilizzato il sistema SPI ELITE (GPSports Systems®, distanza media pari a 23,1 m (range 5,8-46,4 m) per ogni incontro ufficiale; Pty. Ltd. 2003, Australia) che consente il rilevamento di parametri quali la frequenza cardiaca media è stata pari all’80 ± 3,30% della Fcmax. Il posizione, tempo e velocità utilizzando un ricevitore GPS del peso di 110 modello delle attività è stato realizzato prendendo in esame il tempo di per- grammi con una frequenza di campionamento di 1 Hz (un dato al secon- manenza nelle categorie considerate. Sono state analizzate, durante l’atti- do) (Witte, Wilson 2004). È stato inoltre possibile rilevare la frequenza vità di allenamento settimanale, partite a campo ridotto 2 vs 2, 3 vs 3, 4 vs cardiaca dei soggetti durante l’attività fisica, munendoli di una banda 4 con diverse dimensioni dello spazio di gioco; per la dimensione del campo toracica di trasmissione (Polar®, Electro Oy, Finland), collegata con siste- è stato adottato il criterio della densità di gioco (D’Ottavio 1993, 1996). ma wireless agli apparecchi SPI ELITE. Grazie all’utilizzo di tali apparec- Durante ogni seduta di allenamento venivano eseguite 4 partite a campo chiature, per la valutazione oggettiva della prestazione di gara e degli ridotto della stessa modalità, della durata di 3 min e con un recupero tra una allenamenti, in questo studio, sono state verificate le relazioni esistenti ripetizione e l’altra di 1 min e 30 sec. Mettendo a confronto la prestazione tra i parametri cinematici del modello di prestazione e l’attività di allena- in gara del giovane calciatore e l’attività monitorata durante gli “small side mento con mezzi basati su “small side games”, al fine di stabilire quale games”, sono state trovate relazioni statisticamente significative, in parti- tipologia, per categoria dell’attività, riproduca il modello di prestazione. • -1 • -2 colar modo, per questo studio e con i soggetti presi in esame, abbiamo riscontrato un’alta correlazione tra gara e 2 vs 2 (r2 = 0,98; r2 = 0,96). Tali risultati sembrano indicare che gli “small side games”, riproducendo l’intensità di gioco delle competizioni ufficiali, siano un valido mezzo di allenamento per la fascia di età presa in considerazione. 26 * Università Tor Vergata, Roma ** Università Tor Vergata, Roma; Sezione per lo sviluppo del calcio giovanile e scolastico FIGC *** Sezione per lo sviluppo del calcio giovanile e scolastico FIGC METODI RISULTATI A questa sperimentazione hanno preso parte 4 giovani calciatori (categoria La distanza media percorsa durante le competizioni ufficiali è risultata Under 18) di età media pari a 17,1 ± 0,6 anni, altezza media 178,2 ± 5,61 pari a 9.125,2 ± 443,2 m, il che equivale ad una velocità media di 6,1 cm e massa corporea pari a 72,2 ± 3,86 kg appartenenti alla squadra U.S.D. ± 0,3 km•h-1 e 101,4 ± 4,9 m per minuto di gioco. Il decremento medio Virtus Latina Calcio (Latina, Italia). Ciascuno dei giocatori al momento della della distanza percorsa tra primo e secondo tempo, per le partite prese sperimentazione aveva una esperienza di gioco di 10 anni con una frequen- in esame, è risultato del 9,3 ± 5,4%. Tenendo conto della classificazio- za di tre allenamenti settimanali con una gara nel week-end. Sono state ne delle attività da noi adottata, è emerso che, per questa fascia di valutate la capacità metabolica e la frequenza cardiaca massima tramite un età, i calciatori presi in esame, rimangono fermi o camminano per il test da campo incrementale a esaurimento: lo Yo-Yo endurance test livello 24,6% del tempo (stazionamento: 4,9 ± 1,3%; camminata: 19,7 ± 1 (Bangsbo 1996). Nel corso della sperimentazione sono state analizzate 10 1,1%), corrono a bassa intensità per il 49,9 ± 2,6% e a media inten- partite disputate durante il campionato di categoria. Gli incontri sono stati sità per il 16,6 ± 2,5% del tempo. L’alta intensità e gli sprint rappre- disputati su campi regolamentari di calcio a 11 con durata di 90 minuti. Per sentano l’8,8% del tempo totale di gioco (alta intensità 7,1 ± 0,9%; quanto riguarda l’analisi dell’attività di allenamento con mezzi basati su sprint: 1,7 ± 0,5%) (figura 1). Questi dati ci indicano che il rapporto “small side games”, sono state prese in considerazione partite a campo lavoro/recupero è pari a 1:3. ridotto con diverse dimensioni del campo impostate tenendo conto del concetto di densità di gioco (D’Ottavio 1993, 1996) con goal a meta: la segnatura veniva assegnata qualora il giocatore in possesso di palla la portasse (fermandola) oltre la linea di fondo campo; specificatamente, sono state svolte partite 2 vs 2 con dimensioni del campo da gioco di 10 - 15 m e 15 25 m (superficie per giocatore: 37,5 m2 e 93,75 m2), partite 3 vs 3 con dimensioni 15 • 25 m e 20 - 30 m (superficie per giocatore: 62,5 m2 e 100 m2) e partite 4 vs 4 con dimensioni di 20 • 40 m (superficie per giocatore: 100 m2); i soggetti effettuavano per ogni allenamento quattro ripetizioni della stessa modalità di gioco e stesse dimensioni del campo della durata di 3 min ed un recupero di 1 min 30 sec tra una ripetizione e l’altra. Sono state Figura 1: percentuale del tempo totale di gioco passato alle varie intensità di percorrenza analizzate due prove per ciascuna tipologia di “small side games”. Per la determinazione del modello di gioco si è tenuto conto della classifica- In termini di distanza percorsa (figura 2) abbiamo rilevato che i gioca- zione delle attività di gioco proposta da Castagna (Castagna et al. 2003) per tori percorrono mediamente 617,4 ± 53,2 m camminando (6,8 ± 0,6% giovani calciatori: della distanza totale percorsa), 3863,2 ± 157,9 m a bassa intensità • Stazionamento (velocità compresa tra 0 e 0,4 km h ); (42,4 ± 3,4% della distanza totale percorsa), 2569,6 ±428,9 m a media • -1 • Cammino (velocità compresa tra 0,5 e 3 km h ); intensità, (28,1 ± 4,3% della distanza totale percorsa), 2075 m ad alta • -1 • Corsa a bassa intensità o jogging (velocità compresa tra 3,1 e 8 km h ); intensità e sprint (rispettivamente 1511,6 ± 195 m e 532,3 ± 142,1 m) • Corsa a media intensità (velocità compresa tra 8,1 e 12,5 km h ); corrispondenti al 22,7% (rispettivamente 17 ± 1,8% e 5,7 ± 1,5%) • Corsa ad alta intensità (velocità compresa tra 12,6 e 18 km h ); della distanza percorsa durante competizioni ufficiali di categoria (figu- • Corsa a massima intensità o sprint (> 18 km h ). ra 3). Nell’ambito degli sforzi condotti ad alta intensità, per ogni incon- • -1 • -1 • -1 • -1 tro ufficiale, sono stati registrati mediamente 49 ± 4,9 sprint con accePer ogni giocatore è stata misurata la distanza totale percorsa, la distanza lerazione superiore a 2,00 m•s-2 e con una distanza media di 23,1 m media percorsa al minuto, la velocità media, la percentuale di tempo e la (range 5,8-46,4 m). La frequenza cardiaca media durante le competi- distanza realizzate in ciascuna categoria di velocità nonché il numero e la zioni ufficiali è stata pari a 80 ± 3,30% della frequenza cardiaca mas- distanza degli sprint con accelerazione superiore a 2,00 m s sima dei soggetti. • -2 27 SEZIONE PER LO SVILUPPO DEL CALCIO GIOVANILE E SCOLASTICO Tabella 1: distanza totale percorsa e frequenza cardiaca durante gli “small side games” Figura 2: distanza media percorsa rispetto alla totale delle categorie Nell’ambito del profilo degli sforzi condotti ad alta intensità, abbiamo rilevato che durante gli “small side games” vengono effettuati in media dai 15 ai 20 sprint, indicando che uno sforzo massimale viene protratto per circa 20 m. Nel 2 vs 2 (10 • 15 m) la media degli sprint registrata è pari a 23,8 ± 2,2 con una distanza media di 11,3 ± 0,5 m, nel 2 vs 2 (15 • 25 m) 21,8 ± 4,7 sprint con distanza media di 10,8 ± 1,4 m, nel 3 vs 3 (15 • 25 m) 17,6 ± 1,6 sprint con distanza media di 15,1 ± 0,3 m, nel 3 vs 3 (20 • 30 m) 16,9 ± 4,0 sprint con distanza media di 13,8 ± 1,3 m e nel 4 vs 4 (20 • 40 m) 15,6 ± 2,0 sprint con distanza media di 15,5 ± 0,9 m. Figura 3: percentuale media rispetto alla totale delle categorie studiate Per quanto riguarda gli allenamenti basati su “small side games” sono state rilevate la distanza totale percorsa, la percentuale della distanza percorsa nei diversi range di velocità, il numero degli sprint e la frequenza cardiaca media. Dai dati ottenuti dal monitoraggio della frequenza cardiaca (tabella 1), è risultato che l’intensità di lavoro svolto durante le esercitazioni proposte si attesta mediamente, per ciascun giocatore, intorno all’80% della Fcmax. Nel corso delle esercitazioni da Tabella 2: modello delle attività durante gli “small side games” noi valutate, è emerso che i giovani calciatori presi in esame eseguono il 21,9 ± 1,0% di attività a media intensità e il 7,9 ± 1,5% ad alta intensità; gli sprint rappresentano l’1,1 ± 0,7% della distanza totale percor- RELAZIONI TRA “SMALL SIDE GAMES” E PRESTAZIONE FISICA ESPRESSA sa. La modalità di gioco nella quale i soggetti percorrono maggiore IN GARA distanza ad alta intensità risulta essere, per questo studio, il 3 vs 3 con Studi effettuati su giovani calciatori (D’Ottavio 1992) hanno sottoli- dimensioni del campo 15 25 m; i dati registrati dal sistema satellitare neato il carattere polivalente del gioco a campo ridotto e quanto que- indicano che durante questa modalità di gioco le attività svolte a velo- sta metodica di allenamento sia importante per la formazione e la cre- cità > 12,6 km h risultano dell’11,4% rispetto alla distanza totale per- scita tecnico-tattica del giocatore. corsa (alta intensità: 9,6%; sprint 1,8%) (tabella 2). Sulla base di questi importanti studi che hanno portato cambiamento • • -1 28 ed innovazione nella metodologia dell’allenamento negli sport di squadra e grazie al supporto tecnologico adoperato per le rilevazioni della prestazione fisica utilizzato in questa ricerca, siamo riusciti a quantificare in maniera oggettiva (distanza percorsa, numero sprint ecc.) la prestazione del giovane calciatore in gara e durante le esercitazioni proposte e mettere in relazione queste due realtà (allenamento e partita). Dai dati ottenuti dall’indagine statistica è emerso che ci sono correlazioni tra prestazione fisica espressa in gara e “small side games”. Mettendo in relazione la percentuale di tempo trascorso nei vari range di velocità durante un incontro ufficiale e la stessa percentuale di tempo durante il 2 vs 2 (10 • 15 m) abbiamo riscontrato una significa- Figura 5: relazione tra partite ufficiali e “small side games” in modalità 2 vs 2 (15 25 m) • tività statistica con r2 = 0,93 (p<0,0001; n = 24; figura 4); aumentando le dimensioni del campo (2 vs 2; 15 • 25 m) la relazione tra gara e allenamento proposto, per i parametri presi in esame, risulta essere statisticamente significativa (r2 = 0,90; p<0,0001; n = 24; figura 5). Per quanto riguarda il modello di prestazione della gara e le qualità fisiche misurate nel 3 vs 3 e nel 4 vs 4, risultano esserci relazioni statisticamente significative mettendo a confronto la percentuale di tempo trascorsa nei diversi range di velocità presi in esame. Le relazioni con la gara risultano essere statisticamente significative con il 3 vs 3 (15 • 25 m) (r2 = 0,87; p<0,001; n = 24; figura 6), con il 3 vs 3 (20 • 30 m) (r2 = 0,90; p<0,0001; n = 24; figura 7) e con il 4 vs 4 (20 • 40 m) (r2 = 0,86; p<0,001; n = 24; figura 8). Figura 6: relazione tra partite ufficiali e “small side games” in modalità 3 vs 3 (15 25 m) • Figura 4: relazione tra partite ufficiali e “small side games” in modalità 2 vs 2 (10 15 m) • Figura 7: relazione tra partite ufficiali e “small side games” in modalità 3 vs 3 (20 30 m) • 29 SEZIONE PER LO SVILUPPO DEL CALCIO GIOVANILE E SCOLASTICO dotti ad alta intensità intervallati da azioni effettuate con modalità atte al recupero: stazionamento, cammino e corsa a bassa intensità. Per le partite prese in esame abbiamo rilevato un decremento medio della distanza percorsa tra il primo e il secondo tempo del 9,3 ± 5,4% (figura 10). I dati ottenuti da questa indagine (distanza media totale percorsa, distanza media percorsa in un minuto di gioco, numero di sprint e velocità media) sembrano trovare conferma con lo studio condotto da Barbero (Barbero et al. 2006) e Castagna (Castagna et al. 2003) (tabella 3). Figura 8: relazione tra partite ufficiali e “small side games” in modalità 4 vs 4 (20 40 m) • DISCUSSIONI E CONCLUSIONI I risultati ottenuti dal presente studio mostrano che durante un incontro di calcio giovanile la distanza media percorsa nel corso dei 90 minuti di gioco è stata pari a 9125,2 ± 443,2 m, che equivale ad una Tabella 3: comparazione con dati in letteratura distanza media per minuto di gioco di 101,4 m ± 4,9 m e ad una velocità media di gioco pari a 6,1 ± 0,3 km•h-1; tali risultati sembrano essere in linea con i 5,9 km•h-1 rilevati da Castagna (Castagna et al. 2003) Nell’ambito degli sforzi ad alta intensità, abbiamo rilevato 49 ± 4,9 e i 6 ± 0,3 km h rilevati da Barbero (Barbero et al. 2006). L’analisi sprint con accelerazione superiore a 2,00 m•s-2 con una distanza media della prestazione fisica durante una partita di calcio ha messo in evi- di 23,1 m (range 5,8-46,4 m) per ogni incontro ufficiale. La frequenza denza come, anche per questa fascia di età, l’attività espressa è di cardiaca media durante le competizioni ufficiali è stata pari all’80 ± natura intermittente (Ohashi et al. 2002). Come si può notare dalla 3,30% della frequenza cardiaca massima dei soggetti. • -1 figura 9, il gioco è rappresentato da un susseguirsi di momenti con- Figura 9: esempio del profilo della velocità (km∙h-1) e della frequenza cardiaca (bpm) di un giocatore nel corso di una delle partite analizzate 30 Figura 10: confronto tra primo e secondo tempo sulla distanza percorsa di un singolo giocatore In questo studio sono state prese in esame, durante le sedute di richieste degli incontri ufficiali per questa fascia di età: da questo allenamento settimanale, partite a campo ridotto 2 vs 2, 3 vs 3 e 4 punto di vista tramite la rilevazione della frequenza cardiaca duran- vs 4 con diverse dimensioni del campo da gioco, rilevando distanza te l’esercizio e la correlazione con il modello di prestazione delle percorsa, intensità di esercizio tramite rilevamento della frequenza partite ufficiali, sembra essere confermata l’idea che, per questi gio- cardiaca e studio del modello delle attività. La distanza percorsa più vani calciatori e per la categoria presa in esame, gli “small side breve è stata rilevata nelle esercitazioni 2 vs 2 (10 15 m) (1176,8 ± games” sono un valido mezzo di allenamento. • 88,5 m), molto probabilmente a causa dell’alta densità di gioco (37,5 m2 per soggetto); al contrario, nel 4 vs 4 con dimensioni del campo da gioco di 20 • 40 m e con una superficie per soggetto di 100 m2, è stata rilevata una distanza percorsa maggiore (1442,7 ± Bibliografia 83,5 m) rispetto agli altri “small side games” presi in esame. Per quanto riguarda l’intensità di esercizio il rilevamento della frequenza cardiaca ha indicato che durante i 12 min di esercizio e i 4 min e 30 sec di recupero complessivi tra una ripetizione e l’altra i soggetti 1. Barbero Alvarez J.C., Granda Verra J., D’Ottavio S., Castagna C.: Analisi del carico fisico di gioco nel calcio mediante la tecnologia satellitare (GPS): studio pilota nel calcio giovanile, Coaching e Sport Science Journal Vol. 2 n°1, pagg.: 4-11, 2006. hanno avuto in media il 79,8% della frequenza cardiaca massima (range 78,6-80,6%). Tale valore sembra indicare un impegno metabolico elevato durante lo svolgimento degli allenamenti con mezzi basati su “small side games”. Mettendo in relazione il modello delle attività delle partite a campo ridotto effettuate e delle partite ufficiali analizzate, sono risultate 2. Bangsbo J., Mohr M., Krustrup. P.: Physical and metabolic demands of training and match-play in the elite football player, J Sports Sci, Jul; 24(7): 665-74, 2006. 3. Bangsbo, J.: Yo-Yo Test Ancona: Kells, 1996. 4. Castagna C., D’Ottavio S., Abt G.: Activity profile of young soccer players during actual match play, J Strenght Cond Res 17(4): 775-780, 2003. correlazioni particolarmente significative nelle due modalità del 2 vs 2 prese in esame (r2=0,93; r2= 0,90); dal modello delle attività del 2 vs 2 (10 • 15 m) è risultato che i soggetti sono rimasti fermi o hanno 5. D’Ottavio S., Roticiani S., Guidi G., Marini C., Gallozzi C., Decaro P.: Indagini sperimentali sull'allenamento dei giovani calciatori. Notiziario del Settore Tecnico Figc, settembre – ottobre – novembre – dicembre 1990. camminato per il 20,7% del tempo e hanno corso ad alta intensità per il 6,2%; dal modello delle attività del 2 vs 2 (15 • 25 m) è risultato che i soggetti sono rimasti fermi o hanno camminato per il 19,4% del tempo e hanno corso ad alta intensità per il 6,9%; inoltre, per quanto riguarda gli sprint effettuati con una accelerazione 6. D’Ottavio S.: Quattro contro quattro: una situazione di gioco a carattere polivalente. Notiziario del Settore Tecnico Figc, settembre – ottobre 1992. 7. D’Ottavio S., Russo V.: Il campo ridotto aiuta a crescere il giovane calciatore. Notiziario del Settore Tecnico Figc, novembre – dicembre 1993. superiore a 2,00 m•s2, questi sono risultati essere per la modalità 2 vs 2 (10 • 15 m) in media 23,8 ± 2,2 mentre per il 2 vs 2 (15 • 25 m) 21,8 ± 4,7. Il numero di sprint effettuati nelle altre modalità risulta inferiore del 17,7% (range 15,6-17,6). 8. D'Ottavio S.: Quando cambiano le dimensioni. Notiziario del Settore Tecnico Figc, novembre – dicembre 1996. 9. D’Ottavio S., Colli R., Bosco C., Tranquilli C.: Considerazioni fisiologiche su alcuni mezzi specifici nel gioco del calcio. Coaching e Sport Science Journal, Vol. 2 n°2, pagg. 56-64, 1997. Scopo di questo studio è stato quello di analizzare un mezzo di allenamento specifico (D’Ottavio et al. 1990, 1997) come gli “small side games” e metterlo in relazione con il modello di prestazione per verificare se tale mezzo, basato su partite a campo ridotto svolte ad alta intensità, potesse creare stimoli specifici tali da sollecitare l’organismo a livello metabolico in maniera del tutto simile alle 10. Ohashi J., Miyagi O., Nagahama H., Ogushi T., Ohashi K., eds.: Application of a analysis system evaluating intermittent activity during a soccer match, in: Reilly Thomas, Murphy A., Science and Football IV, ed. W. Spinks, Routledge: London, New York, 132-136, 2002. 11. Witte T.H., Wilson A.M.: Accuracy of Non-differential GPS for the determination of Speed Over Ground. J. Biomech. 37(12): 1891-1898, 2004. 31 RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE CONTRO OGNI STRESS CON L’AIUTO DELLA SCIENZA di Marco Viani* C ” alcio: arte o scienza?”, è il titolo provocatorio di un articolo apparso sul numero 45 della rivista UEFA “The Technician” che serve da pre- testo per sottolineare, invece, il sostegno che il mondo del pallone riceve da varie discipline scientifiche evidenziando l’esempio del “MilanLab” e di una sua continuità, oggi, al Chelsea di Carlo Ancelotti. In entrambi i casi, l’obiettivo dichiarato è tanto alto quanto vasto: assistere il tecnico ed i giocatori a lui affidati a dare il meglio di sé in ogni momento della loro professione, in particolare in situazioni di forte pressione o addirittura traumatiche. “A prima vista - si legge in tale articolo che fedelmente ripercorriamo calcio e scienza possono essere tanto distanti quanto lo possono essere un calciatore e uno scienziato. Quante volte abbiamo sentito dire, Carlo Ancelotti anche dagli stessi tecnici, che ‘lo sport non è una scienza esatta’? Negli del patrimonio ordinario dei club di vertice e delle squadre nazionali. ultimi tempi sono tuttavia emersi sintomi importanti di compatibilità e Lo sviluppo della ricerca analitica applicata al calcio è fatto coincidere una percettibile tendenza a utilizzare la scienza a supporto delle qualità con un elemento messo in luce dal “MilanLab”: una “mind room” calcistiche. Un problema è che il termine ‘scienza’ è oggi nebuloso: dove ben otto giocatori (numero massimo) si siedono su poltrone ergo- volendo significare un ‘sapere sistematico che può essere oggetto di nomiche dopo l’allenamento e si rilassano per venti minuti mentre uno studio specifico’ è destinato ad essere utilizzato indistintamente da viene analizzato il loro stato mentale con elettrodi applicati alla testa, tutti. Se si guarda la storia del calcio, questa è stata segnata da un cre- alla gabbia toracica e alle dita. Una memoria centrale raccoglie le misu- scente apporto delle discipline mediche fino a salutare, nel 2002, il re dell’attività dl cervello, della tensione muscolare e della traspirazio- matrimonio più mediatizzato con l’inaugurazione da parte del Milan, ne. I risultati sono associati a dati biochimici e neurostrutturali in un nel suo centro di Milanello, del ‘MilanLab’: nome che unisce scienza e sistema interamente informatizzato che valuta la condizione fisica e tradizione calcistica”. mentale di ogni giocatore secondo dati scientifici oggettivi. Ciò permette all’équipe del “MilanLab” di concepire programmi di pre- L’obiettivo di questo laboratorio era chiaramente fissato: “contribuire parazione individuale basati su esigenze specifiche in termini, per fortemente a ottimizzare il rendimento della squadra”. Gli strumenti esempio, di carichi fisici di allenamento, di alimentazione o di prepara- dovevano essere trovati nella scienza, nella tecnologia, nella cibernetica zione psicologica. e nella psicologia. Solo quest’ultima disciplina poteva essere considerata un campo “tra- Una componente significativa del sistema è un avvisatore d’analisi pre- dizionale” degli allenatori. Il ricorso a psicologi dello sport specializzati visionale concepito per segnalare i parametri psico-fisici che possono nel calcio ebbe inizi difficili e controversi (divenne segnatamente ogget- indicare un rischio di infortunio. Il personale medico reagisce immedia- to di discussione importante quando la Spagna ne utilizzò uno alle Olimpiadi del 1992 vincendo la medaglia d’oro) mentre oggi fa parte 32 *Collaboratore Settore Tecnico FIGC tamente proponendo misure al fine di correggere ogni valore anoma- visto scenari di stress elevati, come in occasione di calci di rigore o di lo. In certi momenti il Milan ha constatato una riduzione del 92% giocare 10 contro 11. degli infortuni non traumatici e una spettacolare diminuzione del bisogno di iniezioni. C’è da sottolineare che Ancelotti e Demichelis sono arrivati allo Stamford Bridge avendo il vantaggio di avere precedentemente lavora- I potenziali vantaggi di un tale sistema sono stati sottolineati quando to insieme. Si può supporre che altri tecnici, più o meno privi di una tale Carlo Ancelotti ha lasciato il club italiano per il Chelsea ed ha portato esperienza, abbiano una certa reticenza in materia. Certi allenatori a Londra Bruno Demichelis. Quest’ultimo, entrato nel Milan nel 1987, potrebbero considerare l’apporto scientifico un’intrusione o un sconfi- ha lavorato con Ancelotti quando questi era giocatore e con tecnici namento nel loro lavoro, analogamente ad altri che si domandano come Arrigo Sacchi e Fabio Capello. “Il mio compito è quello di coor- quale è la percentuale di sedute di allenamento da affidare al prepara- dinatore scientifico, lo stesso che svolgevo a Milano - ha spiegato tore atletico. Fino a che punto, per esempio, si deve permettere ai dati Demichelis sul sito internet del Chelsea al sua arrivo a Londra -. Quale di laboratorio di influenzare la scelta della squadra? psicologo dello sport il mio ruolo è quello di aiutare l’allenatore a coordinare tutte le attività che permettano alla squadra e ai giocatori indi- Il Chelsea aveva fatto importanti progressi attingendo al campo scien- vidualmente di raggiungere il livello di prestazione più alto. Nel calcio tifico già prima dell’arrivo di Ancelotti e Demichelis. Protagonista al di vertice la differenza tra vincere e perdere è spesso questione di det- riguardo è tutt’oggi Mike Forde, dirigente a diretto contatto con il con- tagli davvero piccoli: un centesimo di secondo o qualche centimetro. La siglio di amministrazione, ogni giorno impegnato ad assicurare che chiave è dunque essere professionisti a fondo in ogni campo e mettersi tutto funzioni bene al fine di far pervenire giuste risorse nei giusti posti nelle condizioni di prendere decisioni basate su dati solidi, non su opi- ed a far sì che Ancelotti e il suo staff non temano sconfinamenti nel nioni personali”. loro campo di competenza. “Il ruolo di Demichelis - spiega - è quello di essere uno dei tre assistenti di Carlo, a fianco di Ray Wilkins e Paul I media inglesi sono stati pronti a evidenziare l’installazione di una Clement. Dobbiamo assemblare differenti elementi, vale a dire riunire i “mind room” in stile Milan nel centro di allenamento del Chelsea a dati di circa venti sottodiscipline inerenti la preparazione fisica, psicolo- Cobham ed a sottolineare il suo potenziale valore per un club che aveva gica, tecnica e tattica con un obiettivo molto stretto, mirante ad aiutare subìto un trauma psicologico come quello in occasione dei calci di rigo- Ancelotti a ottenere il miglior rendimento dei suoi giocatori e questi re nella finale di Champions League a Mosca nel 2008 e come quello ultimi a dare il meglio di loro stessi. in occasione dell’eliminazione la scorsa stagione in semifinale con il Nel nostro gruppo ci sono calciatori di 18 nazionalità, con un’enorme Barcellona. Hanno riferito che, nel quadro di uno specifico allenamento diversità culturale, posti di fronte a un impegno di circa 60 partite mentale, i giocatori vengono incoraggiati a far fronte ai momenti stres- all’anno. L’obiettivo è di assicurare che essi siano tecnicamente, tattica- santi, non a insabbiarli o rimuoverli. mente, mentalmente e fisicamente preparati ad affrontarle”. Lo stesso tema - con la sua importanza - è stato sottolineato in una Lo sguardo, comunque, va più lontano: “Oltre alla preparazione della recente Conferenza Uefa degli allenatori delle squadre nazionali fem- squadra nel presente - aggiunge - dobbiamo pensare all’avvenire. Il minili (avente come il titolo “Una mentalità vincente”) dove uno sti- gruppo attuale fa da riferimento per il reclutamento futuro e il ricorso mato allenatore di atletica come Frank Dick ha rivelato che la prepara- alla scienza ci permette di valutare i giocatori con giudizio e oggettività. zione di atleti quali Sebastian Coe, Steve Ovett, Daley Thompson com- Cerchiamo di integrare la scienza nei processi calcistici ma con questo prendeva test durissimi di resistenza mentale calati nei peggiori scena- non pensiamo affatto di rimpiazzare l’arte che alimenta il football. ri. Un altro tecnico, l’inglese Hope Powell, ha fatto notare che anche L’arte di allenare, l’arte di giocare, le emozioni che si generano: questa la preparazione di squadre vincitrici di medaglie d’argento aveva pre- è l’anima del calcio e ciò che ne determina il successo”. 33 CENTRO STUDI E RICERCHE L’IMPORTANZA DELLA CALZATURA NEL CALCIO LA STORIA DELLA SCARPA, DAGLI INIZI AD OGGI di Mauro Testa* iecimila anni fa, gli uomini costruivano calzature di corteccia per D delle prime aziende produttrici in questo settore. poter marciare e per proteggere le dita dei piedi durante la corsa Nel 1919 in America nacquero le prime scarpe sportive da basket: le miti- nelle battute di caccia, per poi passare all’uso di materiali come il cuoio che scarpe Converse All Star. e la pelle, oppure, per rendere più morbido l’impatto con il suolo, ai materiali derivati dalla lavorazione di vegetali quali muschi o soffice lana. Negli 1920 in Germania, Già nelle prime edizioni delle Olimpiadi greche, gli atleti potevano com- fu Adi Dassler il fondatore petere, in tutte le prove, muniti di sandali costruiti dagli artigiani dell’e- del marchio Adidas e nel poca, anche se grandi campioni vinsero gare molto importanti, come il 1936, alle Olimpiadi que- Dolichos (4/5 km), a piedi nudi. Un passo significativo si registrò solo nel sta volta a Berlino, inizia la 1832, in America, quando Wait Webster brevettò la prima suola di sua ascesa. Nel 1948 il fra- gomma. Mentre nel 1939, un negoziante di ferramenta americano tello di Adi Dassler, Rudolf, Charles Goodyear, scoprì un metodo rivoluzionario per aumentare note- abbandona l’azienda e volmente la resistenza della gomma, il processo di “vulcanizzazione”. fonda il marchio Puma. Nel In realtà, possiamo collocare l’invenzione della prima scarpa sportiva in 1946, in Italia Giulio Sud America nel XVI secolo, epoca di conquiste e colonizzazioni. Queste Moriani, amante del calcio e giocatore lui stesso, inizia con grande pas- ultime scoperte derivano, difatti, dall’osservazione fatta nel 1736 dai sione la produzione di scarpe da calcio. Questa passione è stata trasmes- colonizzatori europei, ove gli indios dell’Amazzonia avevano la strana sa ai figli e poi ai nipoti che continuano la tradizione. Oggi grazie ad una abitudine di spalmarsi il lattice, raccolto sugli alberi da caucciù, sulla pian- esperienza maturata nel settore, Ryal e Moriani stanno producendo un ta del piede per proteggerla e isolarla. Gli indiani raccoglievano la linfa attrezzo altamente tecnico, puntando esclusivamente sulla qualità del che fuoriusciva da questo albero, la facevano asciugare al fuoco, permet- prodotto. L’evoluzione negli ultimi anni, è stata quella di affiancare alla tendo così alla gomma di solidificare e costruire una valida protezione. produzione degli scarpini da calcio, la produzione di scarpe sportive Attorno al XIX secolo l’uso del caucciù fu abbinato alla produzione di tempo libero prodotte con la stessa passione e qualità che contraddistin- scarpe in feltro e, più tardi, fu possibile scioglierlo in stampi d’argilla dan- gue la calzatura Ryal. dogli una forma. La prima scarpa sportiva, così come la conosciamo oggi, con la suola di gomma e tomaia in tela, nacque nel 1850, ad opera degli inglesi. La scarpa fu chiamata “Plimsoll” perché sui fianchi aveva una striscia di gomma bianca che ricordava vagamente la linea di galleggiamento (ideata da Samuel Plimsoll) disegnata sulle fiancate delle navi per evidenziarne i limiti di sicurezza del carico. Le prime scarpe sportive, erano usate da pochi privilegiati che praticavano sport d’elite (tennis e croquet), ed ebbero la loro prima grossa diffusione in concomitanza con le prime Olimpiadi di Atene del 1986. E furono le Olimpiadi delle edizioni successive ed i mondiali di calcio il vero trampolino di lancio di gran parte delle scarpe sportive, con lo sviluppo 34 * Consulente, ricercatore biomeccanico Nei primi anni ’50 la Cotton Oxford fonti, quali articolazioni, muscoli, occhi, labirinto, mandibola, permetto- produsse un modello caratterizzato no al sistema nervoso di formulare una risposta motoria modulata, estre- dalla presenza di 5 tacchetti in mamente importante, in quanto rappresenta uno degli elementi princi- cuoio, anziché i classici 4, e di un pali di salvaguardia di tutto l’apparato locomotore. Ne consegue che una cinturino all’altezza dei malleoli tipi- calzatura deve assolvere un duplice compito: quello di migliorare la capa- co della produzione Cotton. cità ammortizzante degli urti, senza, tuttavia, far perdere al piede la sensibilità. Esistono, peraltro, ulteriori aspetti da considerare nel disegnare e scegliere una calzatura. Il piede, infatti, non sempre si comporta in In Italia si assiste alla nascita di marchi che prendono man mano impor- maniera ideale, perché potrebbe essere difettoso o affetto da qualche tanza. Nel mondo della calzatura ad oggi i marchi principali italiani sono patologia (basti pensare a come possono alterare la deambulazione i Diadora e Lotto, quest’ultima si distingue negli ultimi anni come quella fastidiosissimi calli). Un piede difettoso, ad esempio, è quello nel quale il che maggiormente investe in innovazione e ricerca ponendosi tra le calcagno non è in asse con la gamba. Si parla, in questo caso, di piede prime 5 Aziende del settore al mondo. Lotto fa il suo esordio tra le azien- varo, calcagno deviato verso l’esterno, o di piede valgo, deviazione inter- de produttrici di calzature sportive nel 1973. Siamo arrivati ai giorni na, le cui cause sono generalmente congenite, ma possono essere aggra- nostri, ai grossi marchi di calzature sportive se ne sono aggiunti tanti altri, vate da un deficit della muscolatura di sostegno del piede o da eccessivo le scarpe sportive sono ovunque. In corrispondenza della moda vintage si carico ponderale (frequente, infatti, nei bambini soprattutto obesi). sta assistendo da qualche anno alla rivisitazione di modelli passati e la Un piede siffatto non riesce ad assolvere in modo appropriato il proprio scarpa da calcio non fa eccezione. compito e determina o favorisce un’instabilità dell’appoggio che, a sua volta, può rappresentare causa o concausa di eventi patologici riguardan- IL PIEDE, IL PROTAGONISTA ti il piede stesso o strutture diverse anche a esso non collegate, come Il piede agisce sia meccanicamente, sopportando notevoli sollecitazioni ginocchia, bacino e colonna vertebrale. In pratica, il difetto del piede in funzione dello sport praticato, come brusche accelerazioni, arresti diventa causa di alterazioni posturali di tutto l’apparato locomotore con repentini, ripetuti slittamenti, violente ricadute e cambi di direzione, sia possibile insorgenza di patologie da sovraccarico a livello delle articola- informando il cervello sulle sollecitazioni alle quali è sottoposto e sulla zioni (ginocchio e anca), dei tendini (tendine d’Achille e rotuleo) e della natura del terreno sul quale viene ad operare. Non è caso se spesso, i colonna vertebrale. Per questi e altri motivi l’integrità del piede deve tecnici parlano di sensibilità del piede per descrivere atleti con differente essere preservata da idonee calzature durante la pratica dell’attività spor- facilità di corsa. Da un punto di vista meccanico il carico di lavoro che il tiva e le scarpe sportive devono essere considerate a tutti gli effetti un piede sopporta, ma anche le articolazioni che gli sono a monte, può vero e proprio attrezzo, che come tutti gli altri (sci, racchette da tennis, essere elevatissimo. Alcuni calcoli hanno mostrato, ad esempio, che per pattini, ecc.), ha una propria specificità in funzione della disciplina prati- una distanza di 1.500 metri in un soggetto di 70 Kg, ogni piede soppor- cata. Essendo un vero e proprio centro di derivazioni nervose collegate al ta più di 60 tonnellate durante la marcia normale e 110 tonnellate cervello e propulsore della circolazione del sangue, il piede necessita durante la corsa a 12 Km/h. costantemente di stabilità ed equilibrio. L’azione del piede non consiste, tuttavia, solo nell’assorbire l’energia Esso non può essere rinchiuso in calzature scomode ed anguste in quan- meccanica generata nell’impatto con il suolo, ma ha anche la capacità di to si modificherebbe tutta la statica del complesso osteoarticolare immagazzinarne parte sotto forma di energia elastica e nel trasmettere, muscolare e quindi circolatorio. Quando la calzatura non è adatta, l’avan- nella fase di spinta, la forza generata dai muscoli: una sorta, insomma, di piede subisce una forte pressione per sopportare il peso del corpo. Le sta- ammortizzatore biologico. Se consideriamo il piede come un organo di tistiche dicono che l’80% dei piedi di persone con più di 20 anni soffrono senso, va tenuto presente che le terminazioni nervose che esso possiede, di formazioni di calli, duroni e alluce valgo. Nel corso dei secoli si è giunti stimolate durante la stazione eretta e il movimento, inviano al cervello ad una classificazione generica delle forme esistenti: il piede quadrato, il tutte le informazioni recepite, che, associate a quelle provenienti da altre piede egizio e il piede greco, forme diverse come il collo alto del piede. 35 CENTRO STUDI E RICERCHE Il piede poggia a terra 3-4 milioni di volte e sopporta il peso medio di piede rimane appoggiato a terra. Inoltre, nella corsa, l’appoggio del circa 14 mila tonnellate per una distanza che nella vita media di una per- piede a terra non avviene sempre in sequenza tallone-punta come nel sona equivale a 2 volte e mezza il giro del mondo. cammino. È l’avanpiede, e più precisamente la parte esterna metatarsale a prendere, in particolar modo a velocità sostenute, contatto con il suolo BIOMECCANICA DEL CALCIO in modo da assorbire l’impatto e sfruttare contemporaneamente l’azione La biomeccanica è la scienza che studia gli spostamenti corporei e le dei muscoli estensori. Anche nella corsa è possibile stabilire un ciclo forze che li rendono possibili. Si avvale di due importanti metodiche di motorio e dividerlo in 4 sottofasi: studio: la cinematica e la cinetica. Entrambe possono essere applicate al calcio. La cinematica analizza e descrive i movimenti del corpo, dei suoi Fase di volo: appena l’arto inferiore portante si stacca dal suolo, entram- componenti segmentali (gli arti) e del pallone; mentre la cinetica analizza bi gli arti inferiori, con fulcro al bacino, agiscono in direzione opposta. Il e esamina le forze richieste per effettuare questi movimenti implicati piede dell’arto libero si sposta velocemente in avanti per effetto della nell’azione del calciare la palla, della corsa, del cambio di direzione e del flessione della coscia e dell’estensione della gamba. Il piede dell’arto in salto di quei movimenti che sono quindi alla base del calcio. spinta si allontana dal bacino, il ginocchio è quasi completamente esteso Per quanto riguarda le scarpe da calcio, queste sembrano essere in grado e l’anca è orientata all’indietro. Nel lasciare il suolo, il piede portante di influenzare poco la velocità raggiunta dal pallone calciato, mentre subisce un’accelerazione e l’arto si flette all’anca, al ginocchio e alla cavi- sono essenziali nella prevenzioni di molti eventi traumatici e possono glia. Il piede ed il polpaccio salgono rapidamente sotto il gluteo, mentre inoltre dare all’atleta maggior controllo dei suoi movimenti la coscia si flette in avanti. Questa flessione sarà tanto maggiore quanto Notevole importanza assumono però tutti i segmenti corporei e il tronco maggiore sarà la velocità acquisita dall’atleta; che devono essere ben equilibrati, da un punto di vista cinematico, per Fase di riavvicinamento della gamba: mentre l’arto posteriore avanza, poter ottenere la migliore prestazione con il maggior controllo del gesto. il piede di quello anteriore cade in basso davanti al ginocchio. La riunione In tal modo, come già rilevato in precedenza si ottiene il massimo dei degli arti avviene ad una velocità di incontro dei piedi che non è prefis- vantaggi dall’interazione scarpa/pallone. I laboratori di analisi del movi- sata, si può modificare, pur mantenendo inalterata la durata della fase di mento sono in grado di valutare le forze scambiate che sono all’origine volo. Queste variazioni caratterizzano l’aumento o la diminuzione della del movimento. Lo studio della cinematica del calcio si avvale di sempre frequenza dei passi. L’incremento della velocità di abbassamento dell’ar- più sofisticate apparecchiature in grado di analizzare le forze lineari to verso terra, oltre a diminuire la fase di volo, consente al piede di assu- scambiate all’impatto tra piede e pallone, tra piede e suolo, o le forze mere la posizione di appoggio più vicina alla verticale del bacino; applicate dalla contrazione muscolare ai diversi segmenti scheletrici o Fase di arrivo a terra: la presa di contatto col suolo avviene in un primo infine le forze di rotazione che si generano alle diverse articolazioni coin- tempo con l’esterno del piede e più precisamente con la parte esterna del volte nel movimento. metatarso, nell’area del 5° metetarso sull’avanpiede, leggermente avanti Quanto sopra riportato documenta come gli importanti studi di biomec- rispetto alla verticale del ginocchio. Se l’appoggio fosse troppo avanzato canica applicata al calcio portano a risultati che hanno un’immediata si arriverebbe ad un’azione frenante per tutto il sistema, con conseguen- ricaduta pratica in termini di innovazione dell’attrezzatura utilizzata dal te calo di velocità. Qua inizia la prima parte della fase d’appoggio, “l’am- calciatore, come la scarpa. mortizzazione”. Il piede si trova leggermente avanti rispetto alle anche, Per comprendere l’importanza di una scarpa da calcio come elemento di contrastando per qualche istante l’avanzamento del baricentro. Questa prestazione e prevenzione nel gesto atletico occorre analizzare biomec- posizione è un importantissimo passaggio per l’accumulo d’energia ela- canicamente lo stesso. stica dovuta al sovra stiramento conseguente al momento ammortizzante dell’appoggio. I muscoli della catena cinetica, principalmente il tricipite 36 ANALISI BIOMECCANICA DELLA CORSA surale, il quadricipite ed i glutei, accumulano tensione elastica che darà L’aspetto fondamentale che differenzia la corsa dal cammino è la fase di luogo ad una contrazione ancora più efficiente e potente. Man mano che volo. Durante questa fase, assente nella normale deambulazione, nessun il baricentro si sposta in avanti, la base d’appoggio del piede, che era quasi esclusivamente ad appannaggio della parte esterna del metatarso, corsa o di camminata effettuando uno spostamento di traiettoria in aumenta ruotando il piede sul piano frontale fino a spostare il carico tempi brevi. È per questo motivo che, se eseguito in maniera corretta e nell’area del primo metatarso, poi il peso del corpo passa sopra di essa. abbinato ad un cambio di velocità, può risultare fondamentale per otte- L’arto inferiore cede, piegandosi, all’impatto. In questo istante, l’atleta nere dei vantaggi prestazionali. assesta la presa al suolo del piede, ammortizzando il movimento del baricentro verso il basso con conseguente rallentamento della velocità orizzontale. Nel momento in cui il baricentro passa la verticale d’appoggio, si realizza la seconda fase d’appoggio, detta di “sostegno”. Il tallone si abbassa sino a sfiorare il terreno, il piede si estende sagittalmente caricando le strutture dello stesso (strutture ossee del piede e muscoli plantari) di energia elastica potenziale da usare nella fase di spinta e la velocità d’avanzamento delle anche viene determinata dalla chiusura dell’arto libero, che grazie all’energia inerziale accumulata durante la fase di spinta, consentendo di mantenere alta la velocità d’avanzamento; Fase di spinta: con il passaggio del baricentro oltre l’appoggio, ha inizio l’ultima fase, la fase di spinta. I muscoli precedentemente sovra stirati durante la fase di ammortizzazione, con una potente e rapida contrazione, danno impulso al sistema aumentandone la velocità. L’arto portante si estende quasi completamente e il piede ruota sul piano frontale portando il carico nell’area della radice del primo metatarso pronto a flettersi in quella zona allo scopo di liberare l’energia potenziale accumulata dal Un calciatore di qualsiasi età, sia esso professionista o meno, quando sistema e dando modo al piede libero di raggiungere a livello della coscia scende in campo, durante un allenamento o una partita, effettua presta- il punto più alto dando così inizio ad un nuovo ciclo. Per avere una corsa zioni motorie di diverso tipo: durante una corsa breve dove è necessario redditizia, la componente verticale della spinta deve essere sufficiente per scatto e velocità, ecco che si richiede l’esecuzione di questo fondamen- opporsi alla gravità ma non deve determinare mai un’azione eccessiva- tale. In generale, le difficoltà maggiori per l’esecuzione di un cambio di mente rimbalzata. La fase d’estensione inizia dai muscoli del bacino, più direzione sono il mantenimento dell’equilibrio e, in sport in cui è previsto lenti ma potenti, per terminare con i muscoli del piede. L’azione si com- l’uso della palla, il controllo di essa. pleta con il piede lontano dal bacino, che lascia il suolo con il suo interno Le due difficoltà possono essere anche definite come “coordinazione anteriore (primo metatarso). Anche nella corsa, similmente al cammino, motoria” in cui la gestione degli attrezzi di gioco (palloni, attrezzi di il muscolo profondo del polpaccio, detto soleo, è quello che, insieme al gioco), la coordinazione degli arti, la gestione degli spostamenti, gli equi- grande gluteo, dà il contributo più importante per la genesi del movi- libri dinamici e statici, l’organizzazione dello spazio (valutazione delle mento. La coscia, per esempio, viene richiamata verso l’alto per azione traiettorie, delle distanze, delle velocità e delle direzioni), costituiscono le del soleo, che estende il piede e spinge il corpo all’insù. Il contributo del tecniche fondamentali di ciascun gioco sportivo. Per quanto riguarda la retto femorale è invece modesto ed il quadricipite, nel suo insieme, assu- prima difficoltà, si ritiene che l’equilibrio sia un elemento indispensabile me una certa importanza solo nel preservare l’articolazione dall’impatto nella motricità di uno sportivo. Interviene in tutti gli spostamenti, facilita del piede a terra. la qualità, la precisione e la finezza dei gesti nella loro esecuzione. La strutturazione degli equilibri poggia su organizzazioni alla cui origine ANALISI DEL CAMBIO DI DIREZIONE vi sono complesse associazioni intersensoriali e altrettanto complessi pro- Il cambio di direzione è un fondamentale motorio comune in molti sport; blemi di dominanza e lateralità, cui si aggiungono complicazioni emotive il soggetto tramite questo gesto riesce a cambiare la propria direzione di (senso del vuoto), problemi di quantità e qualità di esperienze effettuate 37 CENTRO STUDI E RICERCHE (programmazione) ecc. I problemi relativi alla condizione di equilibrio nei motorio anche quattro volte il suo peso corporeo. giochi sportivi, si evidenziano in modo particolare nelle situazioni di equi- Se come detto, teniamo a mente il fatto che l’atleta in quel momento librio dinamico generale, che vanno dal controllo degli appoggi, al man- gestisce il suo equilibrio su un unico piede e se consideriamo che la tenimento dell’equilibrio nel corso di spostamenti con cambi di direzione, superficie di contatto del piede in quel momento del gesto rappresenta nell’arresto dopo spostamenti, nel controllo del corpo in sospensione, solo la parte anteriore dello stesso, con interessamento maggiore dell’a- ecc. Uno degli aspetti che condizionano la gestione dell’equilibrio nella rea alla radice del primo metatarso, (meccanismo motorio meccanico di situazione in cui il calciatore esegue un cambio di direzione, è la presa di protezione determinato dal sistema nervoso centrale per ridurre l’attrito coscienza del bacino che funziona da cerniera tra gli arti inferiori ed il piede-terreno e per ottimizzare l’energia elastica potenziale immagazzi- tronco. Spesso si osservano situazioni di disequilibrio nei salti, negli arre- nata nel piede, il SNC ottimizza il movimento grazie alle afferenze che sti dopo spostamenti, dove uno scarso controllo del bacino determina la arrivano dal piede) allora ci rendiamo conto di come le calzature debbano perdita delle condizioni di equilibrio. ulteriormente essere innovate per ridurre l’incidenza di infortuni da Determinante in questa azione è l’attività tonica dei muscoli dell’addome, stress, in questo caso quello dell’ACL e delle strutture correlate del ginoc- in modo particolare del muscolo trasverso, muscolo profondo dell’addome chio dell’atleta. che non possiede alcuna funzione cinetica ma collabora al torchio addominale e assicura la solidarietà bacino-tronco. Per quanto secerne la gestione RISCHIO DI TRAUMA: TERRENO DI GIOCO E CALZATURE INADEGUATE della palla, il giocatore durante il cambio di direzione, si trova a dover L’atleta, soprattutto se inesperto o poco allenato, può eseguire il gesto affrontare problemi motori legati alla gestione dell’attrezzo. atletico scorrettamente od in condizioni non ottimali creando i presuppo- In questo caso il giocatore, per superare questi problemi, deve acquisire sti per danneggiare il proprio organismo. Si parla di condizioni non otti- alcune capacità come la maestria nella gestione della palla, la capacità di mali riferendosi a terreni sconnessi o con consistenza elastica non ottima- organizzazione dello spazio temporale in relazione allo spazio limitato in le, cioè quei terreni che restituiscono molto l’energia di impatto del cui operare, tenendo conto anche di quello che fanno gli altri giocatori piede. Le lesioni acute, invece, riconoscono un momento meccanico pre- che si spostano all’interno del campo di gioco. ciso (cadute o colpi diretti) che produce lesioni immediate dolorose e che impone la sospensione dell’attività. L’analisi del terreno di gioco è fonda- Inoltre nel cambio di direzione, il piede d’appoggio (in atteggiamento mentale per intercettare tali problematiche. Terreni di gioco con alto ritor- monopodalico) è quello esterno al movimento, cioè quello opposto alla no elastico e, quindi, con aumento delle vibrazioni che il corpo dell’atleta direzione che l’atleta intende prendere. deve compensare con attivazioni muscolari, possono produrre lesioni e Questo movimento potrebbe rappresentare causa scatenante infortunio patologie che, se non si fa un’attenta valutazione del terreno di gioco, in quanto secondo i nostri studi l’atleta sviluppa in questo preciso gesto recidivano una volta guarite appena l’atleta torna ad allenarsi sul terreno con comportamento meccanico scorretto. Studi confermano la pericolosità di un terreno ad alto comportamento elastico come quelli artificiali intasati in gomma, spesso riciclata e quindi nemmeno di buona qualità. Il rischio di traumi o l’insorgere di patologie diventa ancora più serio ed importante da intercettare se i terreni sono usati da bambini o da adolescenti, i quali potrebbero perdere parte del loro potenziale di sviluppo motorio se il terreno motorio inviasse stimoli errati al sistema muscoloscheletrico in crescita del bambino. Anche le lesioni traumatiche sui campi in erba artificiale sono oggetto di studio, e sono in corso esperimenti che serviranno a monitorare comportamenti diversi su terreni diversi, con l’obiettivo di ridurre le abrasioni, le bruciature ed i traumi tipici ad oggi del terreno in erba artificiale di prima e seconda generazione. 38 Le aziende dovranno e potranno essere coinvolte nello sviluppo di solu- troppo, troppo presto o su terreni rigidi o troppo elastici e magari con zioni tecnologiche che riducano drasticamente tali problemi, anche se scarpe inadeguate è di solito appannaggio, e causa di lesioni, per calcia- non si potrà mai uguagliare un terreno artificiale ad un terreno in erba tori principianti entusiasti, ma inesperti; aumentare le distanze troppo naturale perfetto, ma avvicinarsi a lui il più possibile deve essere l’obiet- velocemente o semplicemente sovraccaricare l’apparato muscolo-schele- tivo. Che dire della forma dei tacchetti? Esistono ad oggi due forme tipo trico durante l’allenamento è di solito appannaggio invece di calciatori per il tacchetto, quella a tronco di cono e quella lamellare. più esperti. Va ricordato che molti atleti corrono affrontando il suolo con Mentre quella lamellare, da un punto di vista meccanico, sembrerebbe il metatarso mantenendo il piede stabilizzato in equino ed in eversione; dare più stabilità negli appoggi laterali essa è sicuramente negativa nei in questi casi metatarso e fascia plantare sono particolarmente sottoposti movimenti di torsione del piede. a stress, specialmente se pre-esistono variazioni dell’angolo metatarsale. A differenza del piede normale che alterna fasi in catena cinetica chiusa L’aumento di trazione e quindi di attrito tra piede e suolo nei movimenti (irrigidimento) e fasi in catena cinetica aperta (rilasciamento) durante il di toe-in del corpo, cioè quelli torsivi, visibili per esempio nei cambi di ciclo del passo e della corsa, il piede cavo si mantiene costantemente rigi- direzione inducono sollecitazioni anomale sulle articolazioni, soprattutto do in assetto probatorio dell’avanpiede con supinazione della sottoastra- la tibio-tarsica e quella del ginocchio, sollecitazioni dovute ad un aumen- galica il che riduce le possibilità ammortizzanti del piede e, quindi, di to della forza espressa dal piede per “liberarsi” dal terreno, di fatto inu- assorbimento dello shock al momento del suo impatto col suolo; il piede tile al movimento stesso che in quei movimenti richiede invece stabilità piatto al contrario, assettato anteriore e laterale ma libertà di torsione. in supinazione dell’avanpiede Anche se la letteratura ancora non si è espressa chiaramente sull’argo- con sottoastragalica pronata, mento, a ben donde visti gli interessi commerciali di chi ha fatto del è in deficit di stabilizzazione lamellare il suo segno distintivo, è comunque ragionevole dal punto di durante la fase di propulsione vista meccanico che i tacchetti conici o meglio a tronco di cono siano ad quando gli sarebbe richiesto oggi quelli che meglio si adattano a tutte le situazioni. di essere una leva rigida e Tornando al terreno o meglio ai diversi tipi di terreno di gioco, quello in tende a compensare spostando in avanti il baricentro e correndo preva- porfido è anelastico, il terreno erboso è irregolare, quello con alta presen- lentemente sugli avanpiedi. za sabbiosa è instabile, quello in erba artificiale è più veloce e spesso con Al meccanismo di limitata stabilizzazione in pronazione della sottoastra- troppo ritorno elastico sollecitando troppo i muscoli che stabilizzano le galica possono essere coinvolti primitivamente o secondariamente i articolazioni muscoli pronatori, i lunghi e brevi legamenti plantari, la fascia plantare. Il Calzature non idonee, male adatte, squilibrano il gioco dei muscoli della difetto di assorbimento dello shock a livello del piede può condizionare gamba e possono essere responsabili di patologia cronica, in particolare situazioni patologiche da stress anche a livello del ginocchio, pelvi e “malattia delle inserzioni”. Sempre per quanto riguarda la calzatura, rachide lombare per ripercussioni trasmesse attraverso l’arto inferiore. l’impatto del terreno al suolo genera un’onda di forza che viene trasmessa all’osso ed ai tessuti molli del piede e della gamba cui segue una ZHERO GRAVITY & TWIST’N GO seconda onda di contraccolpo di minor ampiezza: i materiali viscoelastici La scarpa progettata per i Mondiali del 2010, denominata “Zhero Gravity riducono l’ampiezza di queste onde e proteggono il sistema muscolo- Ultra”, presenta diverse innovazioni, tra cui spiccano l’estrema leggerez- scheletrico. Ovviamente come concausa principale o concausa possono za (260 grammi per scarpa), l’assenza totale di lacci il rivoluzionario siste- intervenire, come fattori biomeccanici, disassetti strutturali o funzionali ma “Twist’n Go” e il nuovissimo concetto “Reactive arch”. del piede: come già detto assetti in pronazione o in supinazione dell’a- I concetti e le idee che afferiscono a queste nuove tecnologie sono stati vanpiede, in varo o valgo del retropiede, un Achille breve, un’intratorsio- da me elaborati e sviluppati grazie alla collaborazione con i tecnici e i ne tibiale od un’antiversione d’anca, un piede di Morton o un piede funzionari della ditta Lotto. Questo è un esempio di come si può fare lasso: inoltre disassetti anche sovrasegmentari assiali e torsionali. Correre innovazione unendo le conoscenze tra “mondi” con esigenze diver39 CENTRO STUDI E RICERCHE e i commenti sono stati positivi. Grazie ad una esclusiva tecnologia inserita nella tomaia, la scarpa agisce come una ventosa e aderisce perfettamente al piede senza lasciare entrare l’aria, adattandosi anche al problematico piede col collo alto, cioè la forma del profilo laterale del piede, la cui misura va presa partendo dal punto più alto del collo del piede ed il metro va fatto girare sotto la pianta, aderendovi, per poi tornare al punto di partenza. Perciò, la scarpa soddisfa anche il piede che possiede tale morfologia. La tomaia, realizzata in una speciale microfibra leggera, idrorepellente e antiabrasione, se ma medesimi obbiettivi, ottenere articoli relativi all’attrezzatura garantisce un perfetto avvolgimento del piede e permette la “massi- sempre più performanti e sicuri. ma sensibilità” nel controllo della palla. La figura a fianco, mostra Twist’n Go è un tacchetto rotante in grado di migliorare le perfor- l’importanza nel seguire i designer durante lo sviluppo della scarpa, mance degli atleti e di ridurre il rischio di infortuni, in quanto il tac- abbiamo voluto inserire delle zone di flessione predefinite nella chetto penetra nel terreno e la scarpa ruota su di esso. Nel gioco del tomaia nella parte superiore del piede allo scopo di facilitarne la fles- calcio, la maggior parte dei movimenti avviene in tempi molto rapidi sione La tomaia presenta un’innovazione: è la prima scarpa da cal- ed in spazi ristretti. Questo comporta per l’atleta uno sforzo intenso cio “senza lacci”, a favore di un’area più ampia di contatto col pal- dovendo superare: l’attrito piede/terreno; le forze di inerzia per le lone, permettendo una maggiore sensibilità. accelerazione e le decelerazioni. Inoltre, se il cambio di direzione non 40 viene eseguito nel migliore dei modi, il rischio di infortuni aumenta L’assenza di lacci estende la superficie d’appoggio alla totalità della notevolmente. tomaia, garantendone il totale contatto con il pallone ed il relativo Zhero Gravity Ultra è stata pensata per chi ricerca tecnologia e legge- controllo senza elementi di disturbo. Il comfort è ai massimi livelli, rezza assoluta. Fin dai primi prototipi, il prodotto è stato sottoposto ad in quanto la scarpa fascia il piede come un guanto, assicurando il innumerevoli e continuativi test. giusto sostegno e la protezione con il contrafforte esterno in un Per più di 24 mesi, Zhero Gravity è stata coinvolta da progressive veri- materiale flessibile e reattivo, il Pebax. Essendo senza allacciatura, a fiche, sia in laboratorio che sul campo. In laboratorio sono state effet- tenere aderente il piede alla scarpa ci pensano il materiale elastico di tuate: prove di resistenza strutturale ed elasticità della tomaia, durante cui è composto l’interno dello scarpino e delle suole ergonomiche in le quali la scarpa ha subito ben 300.000 estensioni, con una deforma- dotazione, anche su queste è stata importante l’interazione con i zione di 1mm solamente rispetto alla forma iniziale; prova di invecchia- designer, unendo bellezza e funzionalità. Ad esempio ho differenzia- mento, dopo aver trascorso 7 giorni to l’elasticità della stessa mantenendola reattiva elastica nella zona e 7 notti a 72° C, la calzatura non della linea metatarso falangea e riducendola a livello del retro piede ha cambiato aspetto e non si è asso- per eliminare ogni movimento con il piede in flessione a livello del lutamente deformata. tendine di Achille evitando così sfregamenti e flittene. L’assenza dei Le prove sul campo: più di 20 gio- lacci è comodissima per vari fattori, non bisogna inventarsi allaccia- catori professionisti, testimonial ture particolari per non fare tiri sbilenchi, non è necessario fermarsi Lotto, hanno provato dei prototipi durante le fasi di gioco a riallacciarsi le scarpe, dispensa dall’aspetto nelle condizioni più estreme, por- più noioso della pulizia delle scarpe. Le particolarità della nuova scar- tando le sollecitazioni del prodotto pa sono tante, la principale è sicuramente la leggerezza, con i suoi al limite, contribuendo così al per- 260 grammi, questa scarpa può considerarsi come uno degli scarpini fezionamento della scarpa nel più leggeri al mondo. Questo modello è dotato di un contrafforte minimo dettaglio tecnico. I risultati esterno che conferisce un maggiore supporto per la protezione dagli impatti, e di un sottopiede anatomico estraibile con inserto “Shock- zione nel terreno. Twist’nGo è il risultato di attente osservazioni, Absorber” nella zona del tallone che massimizza il comfort e la sta- studi di laboratorio e test sul campo, svolti con la collaborazione di bilità su tutta la pianta del piede, inoltre ha tagli particolari nell’area atleti professionisti che ne hanno collaudato la funzionalità. metatarsale per ottimizzare i carichi riducendo i traumi dovuti agli Con l’ausilio di particolari sensori che mettono in evidenza la pres- stessi. Nella stessa zona nell’area a contatto del piede ho inserito sione sulla pianta del piede è stato dimostrato che il punto focale per leggeri rilievi che fungendo a mo’ di digito pressori migliorano il l’equilibrio e la spinta dell’atleta nel cambio di direzione è localizzato ritorno e la pompa venosa, in più su tutto il sottopiede a sandwich nella zona del primo metatarso. Twist’n’Go è un sistema esclusivo, ho fatto inserire una retina metallica molto reattiva per rendere posizionato proprio in corrispondenza di quest’area, che si basa sul- altrettanto reattivo il sottopiede con un modulo meccanico simile a l’inserimento, in una suola di nuovissima concezione, di un tacchetto tutto il resto della calzatura. Se infatti si prova ad appallottolare il rotante in alluminio al fine di migliorare la performance e la sicurez- sottopiede in una mano e lo si lascia di colpo esso scapperà via da za degli atleti. essa come una molla. Questi aspetti li considero molto importanti, Le nuove scarpe sono dotate di 11 tacchetti rigidi e di un tacchetto infatti una calzatura con moduli di compressione e flessione elastica rotante posizionato appunto nella zona del primo metatarso, detto differenti tra le sue parti potrebbe indurre inutili attivazioni muscola- anche “punto pivot”. ri, lavorare in assenza di lacci era troppo intrigante per raggiungere l’obbiettivo di una scarpa che funziona come se fosse fatta di un I BENEFICI DELLA SUOLA REACTIVE ARCH componente unico. A completare le caratteristiche tecniche, il La Zhero Gravity Ultra è dotata di una suola “Reactive Arch” depu- Puntoflex, uno speciale accorgimento tecnico posizionato trasversal- tata ad ammortizzare il contatto piede/terreno per diminuire l’ecces- mente sul battistrada in corrispondenza della zona del metatarso, sivo carico; conferisce maggio- che permette la corretta flessione del piede. La Zhero Gravity Ultra è re stabilità al piede; migliora dotata di una suola “reactivearch” deputata ad ammortizzare il con- l’elasticità e la reattività, cioè la tatto piede/terreno per diminuire l’eccessivo carico, conferisce mag- restituzione giore stabilità al piede, migliora l’elasticità e la reattività, cioè la resti- L’ammortizzazione è inversa- tuzione dell’energia ricevuta soprattutto in fase di spinta, cercando mente proporzionale alla reatti- di diminuire i carichi a danno dell’apparato locomotore. Infatti la vità, in quanto più un corpo suola nella zona anteriore, in corrispondenza dell’avanpiede è di ammortizza e meno è in grado forma concava, questa si appiattisce al carico aumentando l’energia di restituire energia (corpo meno reattivo), meno un corpo ammor- potenziale elastica a favore del piede. tizza è più l’energia creata verrà restituita (maggiore reattività). Nei dell’energia. sistemi ammortizzanti delle scarpe che vengono studiati si cerca di La suola include anche il migliorare sempre più la resa di questi due fattori importantissimi, sistema Twist’n’Go, per l’ammortizzazione che serve per diminuire l’eccessivo carico sul una massima stabilità e punto di impatto del piede (pari a tre/cinque volte il peso del corpo) trazione su terreni erbo- e la restituzione da parte degli stessi materiali dell’energia ricevuta si e asciutti. Il nuovo (energia potenziale elastica) per favorire, durante la rullata soprat- tacchetto rotante è rea- tutto in fase di spinta, più energia possibile all’atleta, cercando di lizzato in polvere di allu- diminuire lo stress muscolare ed i carichi a danno dell’apparato sche- minio consolidata, caratterizzata da una fortissima resistenza all’usu- letro muscolare. Il peso del nostro corpo viene sopportato dagli archi ra, la cui ghiera è costituita da materiale autolubrificante che agevo- plantari del piede, strutture elastiche che si deformano nella fase di la il movimento rotatorio. La superficie esterna del tacchetto è inol- movimento per poi ritornare alla forma iniziale restituendo l’energia tre provvista di un profilo extra-grip che consente una maggiore tra- in modo controllato. 41 CENTRO STUDI E RICERCHE La struttura ossea della pianta del piede è composta dai cinque metatarsi 2. Massima ammortizzazione delle forze d’impatto: riduce i traumi disposti su un arco (a forma concava), che sotto carico tende ad appiat- d’impatto restituendo l’energia immagazzinata nel senso del movimento; tirsi ed allargarsi, per poi ritornare elasticamente alla posizione iniziale. 3. Stabilità durante l’appoggio: opera nella fase di massimo carico un aumento della superficie d’appoggio, incrementando la stabilità del piede. IN CONCLUSIONE SULL’ EVOLUZIONE DELLA SCARPA POSSIAMO DIRE… Sezione dell’arco metatarsale senza carico Il processo della calzatura sportiva è andato di pari passo con lo sviluppo delle conoscenze sulla biomeccanica del piede. Si è, infatti, sempre di più compreso il ruolo del piede, che, in pratica, agisce come un vero e pro- Sezione dell’arco metatarsale sotto carico prio organo e rappresenta il terminale delle azioni che tutto il corpo mette in atto per muoversi nell’ambiente esterno. A tali considerazioni si deve se nel Novecento si è registrata un’evoluzione strabiliante nella calzatura sportiva. Innanzitutto vi fu, per ogni sport, una linea di scarpe per poi arrivare a scarpe differenti a seconda della disciplina sportiva, per terminare con le scarpe personalizzate e costruite su misura per ogni singolo La nuova suola con forma concava imitando la forma naturale del piede, piede. La personalizzazione della scarpa si è accompagnata all’evoluzione è in grado di assecondare e supportare le deformazioni dell’arco trasver- tecnica della stessa, rivolta, in particolare, alla realizzazione e alla produ- sale nella fase di carico, mantenendo invariata la sua struttura elastica. zione di nuovi materiali sintetici, capaci di enfatizzare il ruolo di ammortizzatore biologico del piede e di proteggerlo nel tempo stesso. La migliore calzatura è quella che consente al piede la ricerca di validi appoggi che Sezione frontale di una scarpa sportiva oltre ad affaticarlo meno, gli permettano una migliore distribuzione dei carichi nonché delle forze da trasmettere con la possibilità di insorgenza di patologie da sovraccarico. Forma standard (convessa) La caratteristica comune per ottenere buoni risultati in tutte le discipline sportive, sia di resistenza sia di velocità che di potenza, è la corretta postura, cioè la modalità con cui l’organismo si contrappone alla gravità per mantenere una posizione del corpo e interagire con l’ambiente. Più la postura dell’atleta è corretta, meno saranno i rischi di infortunio. Se Nuova forma (concava) l’appoggio del piede (da dove parte circa il 10% delle terminazioni nervose) non avviene correttamente, tutto il processo psicomotorio del gesto atletico risulterà distorto, comportando prestazioni ridotte, meno potenti, meno rapide e soprattutto una maggiore quantità di infortuni. Quando il peso del corpo, dopo la fase di volo, si scarica sul terreno, l’ar- Durante la fase sportiva la pressione sopportata dal nostro piede può co plantare tende a cedere verso l’interno con un effetto ammortizzante, risultare fino a 5 volte superiore a quella esercitata normalmente dal grazie alla trasformazione di questa energia meccanica, in energia elasti- nostro peso corporeo. ca che successivamente viene restituita al passo successivo. Questa pro- La nuova tecnologia (brevettata) garantisce: nazione fisiologica è caratteristica del tipo di appoggio normalmente 1. Reattività nella fase di spinta: permette la più rapida ed efficace chiamato neutro. Quando questa pronazione è superiore a quella esten- risposta elastica degli archi plantari; 42 sione considerata normale si definisce il corridore come iperpronatore; quando, invece, il meccanismo descritto risulta deficitario rispetto all’am- queste conclusioni: analizzando i dati ottenuti e i filmati realizzati con piezza fisiologica parleremo di appoggio in inversione o di atteggiamento l’Elite, si può sostenere che le scarpe dotate della tecnologia Twist’n Go supinato. Questi diversi tipi di appoggio richiedono concezioni di scarpa rendono più agevole l’esecuzione del cambio di direzione rispetto alle diverse al fine di correggere il difetto ed evitare i danni non solo alle cavi- normali scarpe da calcio, perché velocizzano l’esecuzione del movimen- glie ma anche al ginocchio, anche, rachide, garantendo la miglior bio- to. Si è inoltre riscontrato che le Twist’n Go riducono lo scuotimento late- meccanica possibile. rale rispetto alle normali scarpe da calcio. Infatti la riduzione dello scuotimento laterale comporta un aggiustamento della postura dell’atleta, Va evidenziato tra l’altro, che solo nell’ambito degli sport in cui vi è un’e- che esegue il gesto scomponendosi meno e quindi limitando la possibi- sasperata ricerca delle prestazioni, si compra in base all’effettivo riscontro lità di subire dei traumi. Dopo aver osservato ciò che succede a livello tecnico, e che invece generalmente nel mercato della scarpa sportiva, il del calcagno (marker posto sul tallone), va sottolineato che le Twist’n fattore moda e l’uso del testimonial come promotore commerciale (con Go enfatizzano i vantaggi biomeccanici di alzare il tallone per eseguire effetti soprattutto sui giovani), ha spesso avuto il sopravvento sulle qua- il gesto, cosa che non succede con le normali scarpe da calcio. Questo lità effettive e le stesse ricerche tecnologiche spesso sono più questioni risulta essere un vantaggio nei terreni ad alto attrito, mentre nei terre- di marketing che ricerche realmente volte ad innovare i prodotti o a sod- ni a basso attrito la cosa risulta ininfluente. Considerando che i comu- disfare i bisogni degli utenti. ni campi da calcio, e in particolare quelli in erba sintetica, presentano un elevato coefficiente d’attrito; l’utilizzo delle Twist’n Go su questi LA RICERCA terreni può presentare un vantaggio per il giocatore. Ma volevamo anche testare la scarpa nelle condizioni più vicine alla realtà, quindi sul campo durante un uso quasi normale, per fare questo abbiamo usato speciali sensori, solette, inserite tra piede e scarpa queste Nel corso di questi ultimi registrano grazie a 99 sensori per piede la pressione ogni cm2 evidenzian- anni, quelli che abbiamo dole con speciali colori. L’analisi pressoria consente anche la misurazione speso nella ricerca, ci della forza espressa durante il gesto. siamo avvalsi dei test in laboratorio. Il sistema Da questi due dati abbiamo potuto capire come si ridistribuisce la pres- usato è un sistema BTS a sione a seconda del tipo di calzatura e forma del tacchetto e identificare 8 telecamere ad infraros- il punto di massimo sviluppo della forza, vedi figura, il punto decisamen- si. La ricerca ha portato a te più sollecitato e come già detto posto in corrispondenza della radice 43 CENTRO STUDI E RICERCHE del primo metatar- Erba naturale: so. Abbiamo regi- - Terreni duri, no a sei tacchetti, attenzione ai lamellari, usate se pote- strato forze 300/400 di te le stesse che usereste sul sintetico. newton - Terreni media durezza, no ai sei tacchetti, sì alle scarpe con 18 o per cm forze deci- meno tacchetti meglio se questi sono stati progettati un po’ più lun- samente importanti ghi del normale (2 mm in più). 2 se non ben ottimiz- - Terreni molli, ghiacciati sotto, valgono i suggerimenti sopra riportati zate. La distribuzio- in campi come questi se il ghiaccio e posto a 4/8 mm sotto la super- ne della pressione si ficie con i tacchetti a sei rischiamo il blocco del piede. ridistribuisce meglio se l’equilibrio è migliore, come già certificato in laboratorio anche sul campo il sistema Twist’n Go si è dimostrato migliorativo riguardo all’equilibrio dell’atleta in uscita dal cambio di direzione. - Terreni molli, dopo molti giorni di pioggia, scarpe con tacchetti a sei conici. - Terreni ghiacciati, se la temperatura è molto bassa le scarpe a tacchetti misti (tacchetti rimovibili e fissi) sono sicuramente la scelta migliore L’uso dell’Optojump sul - Terreni sabbiosi, vedi terreni media durezza. campo da calcio ci permette di leggere i tempi dei cambi CONCLUSIONE di direzione e i tempi di con- Perché il calcio è lo sport più bello del mondo? Perché è imprevedibile tatto al suolo e di stacco del e le variabili sono così tante e diverse da obbligare il ricercatore a medesimo così ragionare veramente a 360°, se consideri una variabile ne dimentichi un’indicazione della reatti- un’altra e allora che fare? Se non possiamo trasformare il calcio in una vità della calzatura. scienza forse però la scienza un po’ può trasformare il calcio renden- Abbiamo anche studiato la dolo comunque, bello e affascinante ma forse un po’ meno misterioso scarpa durante la corsa valu- e imprevedibile. avendo tando come questa la sostiene e ne permetta l’esecuzione, analisi comparative hanno confortato la nostra linea di sviluppo dandoci dati Bibiografia molto confortanti anche dal punto di vista della prestazione. • Kapandji: Fisiologia articolare - L’arto inferiore. • Platzer: Anatomia umana - Apparato locomotore. COME SCEGLIERE LA SCARPA? • Bahr R. e Maehlum S.: Clinical guide to sports injuries. Qual è la scarpa giusta? Come la posso scegliere in base al terreno? • C.O.N.I / F.M.S.I Istituto di medicina dello sport di Torino “Valutazione e recupero funzio- Qualche parola sull’argomento andrebbe spesa, spesso troppo spesso ho nale della spalla e del ginocchio nello sportivo”. notato atleti professionisti e bambini usare calzature che avevano • Cremaschi D. (1991) - “Fisiologia generale, principi”. Edi - Ermes, Milano. poco senso con il terreno su cui quel giorno avrebbero giocato. • Rivista dello CSAIN “Centri Sportivi Aziendali e Industriali”, articolo Prof. Marcello Faina. • Bosco e Luhtanen: Fisiologia e biomeccanica applicata al calcio. 1992. 44 D’altra parte quale violinista è veramente tale se non conosce bene il • Luca De Ponti: Il ginocchio dello sportivo. Milano 2000. suo violino? Quindi vediamo alcune tra le situazioni più tipiche: • Jens Bangsbo: Fisiologia del calcio. Kells 1995. Erba sintetica: in genere questi suggerimenti sono utili per tutte le • Leali e Risaliti: Il calcio al femminile. Roma 2003. generazioni di sintetico. No a scarpe a sei tacchetti o tacchetti lamel- • Nicolai Alexandrovic Bernstein: Fisiologia del movimento. lari. Sì per le scarpe a 18 o più (scarpe da terreni duri). Le scarpe da • Koremberg V.B.: Principi dell’analisi qualitativa biomeccanica. 1983. calcetto vanno bene per l’allenamento ma solo se il campo è asciutto. • Bisciotti: Il ginocchio. Biomeccanica, traumatologia, riabilitazione. SCUOLA ALLENATORI GLI ABILITATI DEL CORSO PER ALLENATORI DI SECONDA CATEGORIA a cura della Redazione C on la sessione di esami tenutasi a Coverciano il 16 luglio si è con- Favaretto Paolo, Ferrante Luigi Elio, Ferraro Giovanni, Filippini cluso il corso per l’abilitazione ad Allenatori professionisti di secon- Emanuele, Fontana Gaetano, Fratini Fabrizio, Giampaolo Federico, da categoria Uefa A indetto ed organizzato dal Settore Tecnico, che era Giannichedda Giuliano, Giordani Maurizio, Gregori Attilio, Lanna iniziato il 7 giugno. Marco, Liquidato Stefano, Lizzi Mauro, Marasco Antonio, Mezzanotti Davide, Mignani Michele, Montella Vincenzo, Montemurro Joseph, GLI ALLIEVI SONO STATI TUTTI PROMOSSI: Moscardi Damiano, Neil Andrea, Nicola Davide, Paciotti Massimo, Adani Daniele, Alvardi Luigi, Ametrano Raffaele, Balleri Davide, Palladini Ottavio, Pecchia Fabio, Piccillo Marcogiulio, Piovani Bertotto Valerio, Calderini Stefano, Ceramicola Giampaolo, Chiesa Gianpiero, Scattini Giuseppe, Senigagliesi Stefano, Sesa David, Enrico, Colonnese Francesco, Conticchio Alessandro, Corini Eugenio, Valentini Mauro, Vecchi Stefano, Vio Giovanni, Vivarini Vincenzo, De Simone Marco, Di Maria Gaetano, Dionigi Davide, Fanì Daniele, Zanini Nicola, Zauli Lamberto, Zemouri Abdelkader. 45 SCUOLA ALLENATORI 46 UEFA NEWS CALCIO FEMMINILE IN GRANDE ASCESA DOPO L’EUROPEO 2009 di Marco Viani* C osa ha detto di nuovo l’ultimo campionato europeo femminile che apprezzamenti per questa scelta, non disgiunti comunque da qualche si è giocato in Finlandia dal 23 agosto al 10 settembre 2009 e quali riserva. Alcuni tecnici non hanno negato che la formula aveva model- prospettive lascia trasparire per la crescita dell’intero movimento del lato l’approccio della loro squadra a certe partite. Gli unici due pareggi “football en rose”? Le risposte si leggono nel “Supplément” (numero 6, registrati nella fase a gironi sono apparsi “di comodo” nel senso che febbraio 2010) della rivista UEFA “The Technician” che riporta ciò che è hanno permesso a quattro formazioni di qualificarsi ai quarti di finale – stato dibattuto a proposito in occasione di una straordinaria, in quanto due di queste come migliori terze - a spese della Danimarca che, nel inedita e innovativa, conferenza svoltasi a Nyon, alla quale hanno speci- gruppo A, aveva terminato il suo cammino 24 e 48 ore prima delle rivali ficamente partecipato tecnici, allenatori e direttori tecnici delle squadre degli altri due gruppi. nazionali di 51 delle 53 federazioni riunite nella massima istituzione cal- “Nella nostra ultima gara con la Svezia sapevamo che un pareggio cistica europea. sarebbe stato sufficiente - ha spiegato l’allenatore dell’Inghilterra Hope Si inizia da alcuni dati immediatamente significativi. Il turno finale – il Powell - mentre un successo avrebbe potuto darci un quarto di finale primo a comprendere dodici squadre – ha attirato un numero di tele- contro la Germania. Devo ammettere che finire al terzo posto ha gio- spettatori senza precedenti: in Olanda quasi il 40 per cento di questi ha cato a nostro favore. È comunque indubbio che avere dodici squadre seguito il cammino fino alle semifinali della squadra diretta da Vera nella fase finale aiuta a far progredire il gioco”. Pauw; nel Regno Unito l’audience è stata prossima a un milione e cin- Vera Pauw, allenatrice dell’Olanda, ha ammesso di aver raccomandato quecentomila lungo l’avventura che ha condotto la formazione di Hope alle sue giocatrici, in svantaggio nella seconda partita per 1 a 2 con la Powell alla finale; in Germania più di sette milioni di persone hanno Finlandia, di preoccuparsi principalmente di non subire un altro guardato in tv la loro nazionale vincere, sotto la guida di Silvia Neid, il gol.“Giocavamo contro la squadra di casa, le ragazze avevano difficoltà quinto titolo europeo consecutivo. a fronteggiare la dimensione di questo grande stadio e il peso di una Proprio l’esigenza di trasformare questi lusinghieri numeri in un ulterio- folla impressionante. Quando abbiamo preso la seconda rete ho pen- re slancio in grado di favorire lo sviluppo anche di paesi calcisticamente sato che aprire il gioco e gettarsi all’attacco alla ricerca del pareggio ci minori è stato il tema centrale della conferenza, insieme ad altri legati avrebbe portato a concedere ancora di più. Un punteggio più severo ci ad un esame tecnico del turno finale attraverso la partecipazione diret- avrebbe obbligato a battere la Danimarca nell’ultima gara, mentre un ta dei protagonisti chiamati a scambiarsi conoscenze, esperienze, opi- pareggio sarebbe stato sufficiente per la qualificazione. Era un approc- nioni. L’incontro, salutato proprio come un’eccezionale occasione per cio realista ma spero che questa cosa non si ripeta più”. intrecciare professionalità e competenze, è stato inoltre arricchito da una lezione di Frank Dick (allenatore di atletica vincitore di medaglie Giorgio Marchetti, direttore delle competizioni UEFA, ha sottolineato olimpiche) su “Una mentalità vincente” e da un contributo di Andy che un turno finale a 8 o 16 squadre potrebbe essere più corretto dal Roxburgh (direttore tecnico dell’UEFA) sulle qualità di leader oggi punto di vista sportivo. La prima evenienza sarebbe comunque consi- richieste al tecnico di una squadra nazionale. derata un ritorno al passato mentre la seconda, pur in grado di dare un maggiore stimolo, potrebbe portare ad un torneo difficile da organiz- LA FORMULA La novità della partecipazione di dodici squadre al turno finale è stata unanimamente ben accolta. In sede di conferenza non sono mancati zare e finanziare. * Collaboratore Settore Tecnico FIGC 47 UEFA NEWS “Ciò che mi ha più colpito - ha commentato l’allenatore norvegese Bjame Berntsen - è il ritmo di gioco più elevato rispetto al passato e la migliore organizzazione delle squadre. È questo anche il risultato di una pratica calcistica iniziata fin dalle più giovani età e, nel caso dei paesi nordici, delle opportunità offerte dall’utilizzo di campi di allenamento sintetici. Ciò significa che il livello tecnico aumenta man mano che le ragazzine vanno avanti”. Gli stili sono stati influenzati anche da aspettative precedenti il torneo. Alcune squadre hanno posto l’accento su un gioco difensivo, con un’assunzione minima di rischio, e rapidi contrattacchi. Altre erano preparate a prendere il gioco sulle proprie spalle ed a far circolare la palla a un ritmo elevato. Formazioni come la Francia hanno preferito costruire attacchi con combinazioni di passaggi corti, diversamente da chi si è affidato a un gioco offensivo prevalentemente basato su passaggi diretti. La maggior DISPOSIZIONE DELLE SQUADRE parte degli allenatori ha ribadito nei fatti l’importanza di un rapido gioco “Le migliori squadre hanno ancora una volta dimostrato l’importanza di sulle ali, anche se le caratteristiche tecniche e tattiche di ogni squadra avere una definita disposizione - ha sottolineato Andy Roxburgh, aggiun- sono dipese spesso da quelle delle giocatrici utilizzate sulle fasce laterali, gendo che nel corso del torneo - una disciplinata struttura difensiva e dove sono state impiegate ali naturali (piuttosto una rarità nel torneo) o una cornice capace di assicurare fluidità offensiva e creatività sono state schierati mediani offensivi. componenti fondamentali”. Il bisogno di offrire al pubblico un football sempre più divertente (proprio Nella fase finale del 2001 l’impostazione più frequente era stata il classi- sulla scia del grande successo televisivo di Euro 2009) è stato sottolineato co 4-4-2. Nel torneo finlandese la maggior parte delle squadre ha pun- da Hope Powell. “Ciò riveste un’importanza fondamentale per l’avvenire tato su un 4-2-3-1 con due mediani “recuperatori” impiegati davanti a del gioco - ha commentato - perché è il modo per attirare più ragazze a una difesa a zona a quattro. Rispetto ai tornei precedenti c’è stata una giocare a calcio e per convincere le federazioni a dare maggiore impor- più grande flessibilità tattica, con la maggioranza dei tecnici preoccupati tanza al nostro sport assicurandone la crescita”. di adattare la formazione alle caratteristiche dell’avversario o al risultato della gara. GOL “Molte squadre mi hanno impressionato - ha dichiarato Silvia Neid, cam- Il 6-2 della Germania in finale contro l’Inghilterra a Helsinki è stato il pione vincente con la sua Germania - davvero tante sono state eccellenti degno epilogo di un torneo emozionante e una spettacolare pubblicità sul piano tattico e dell’organizzazione difensiva. Si è inoltre giocato a per il calcio femminile. La media di tre gol a partita è stata leggermente ritmi molto elevati. La differenza a livello di preparazione tecnica e tattica inferiore a quella del turno finale del 2005, ma superiore a quella dei due rispetto, ad esempio, al turno finale del 1997 è stata incredibile”. turni finali precedenti, come emerge dal sottostante prospetto. STILI DI GIOCO Le squadre finaliste hanno evidenziato, in funzione della qualità delle giocatrici, diversi stili di gioco. Nessuna di esse è stata surclassata. Ignacio ANNO 1997 2001 2005 2009 GARE 15 15 15 25 GOL 35 40 50 75 MEDIA 2,33 2,66 3,33 3,00 Quereda, componente dell’équipe tecnica dell’UEFA presente al turno 48 finale, ha elogiato il livello del calcio praticato dalle formazioni eliminate L’importanza del gioco sulle ali è stata sottolineata dal fatto che il 40 per nella fase a gironi. “La Russia - ha dichiarato - aveva un concetto e una cento dei gol segnati su azione sono scaturiti da centri, palle diagonali o filosofia di gioco molto chiaro e attraente”. passaggi indietro eseguiti da giocatrici occupanti le fasce laterali. sottolineato che “gli elementi chiave sono stati la velocità di transizione, l’immediatezza dell’azione in avanti (dovuta in gran parte a sprint esplosivi), un numero minimo di passaggi indirizzati a alta velocità e, sicuramente, una finalizzazione rapida e precisa”. PALLE INATTIVE Più di un quarto dei gol segnati sono giunti da queste situazioni. Ne è scaturito un 27 per cento rispetto al 20 per cento registrato nel torneo finale maschile del 2008. Come nel 2005, in occasione di corner offensivi certe squadre hanno raggruppato i giocatori in area di rigore rendendo così difficile la manovra dei difensori e del portiere. Una buona esecuzione è comunque fondamentale in quanto, come verificatosi in semifinale tra Germania e Norvegia, il fatto di impiegare molte pedine – propri difensori compresi – in posizioni così avanzate crea vulnerabilità sull’eventuale contrattacco. INFORTUNI Soltanto due dei 75 gol sono stati frutto di azioni solitarie: numero che Il torneo è stato utile ai fini del progetto di ricerca UEFA sugli infortuni, rende interessante la comparazione con il 20 per cento registrato nella attualmente in corso. Il dottor Mogens Kreutzfeldt (terzo vice presidente Champions League maschile 2008-09. “Ciò può essere dovuto al sempli- della Commissione medica UEFA) ha riepilogato nel corso della conferenza ce fatto che i migliori solisti del mondo giocano in questa competizione”, i dati raccolti. È emersa una percentuale di infortuni meno elevata rispetto ha osservato Andy Roxburgh. al turno finale del 2005, anche se i parametri generali sono rimasti pratica- Diciotto delle venticinque partite giocate (il 72 per cento) sono state vinte mente gli stessi. Il rischio di infortunio è stato dieci volte maggiore in partita da squadre che hanno segnato per prime. Solo un match è finito in che in allenamento. Come nel 2005, sebbene la percentuale di infortuni sia pareggio senza gol, mentre un altro si è concluso sull’1-1. Infine soltanto stata più alta nella fase dei gruppi rispetto a quella delle gare a eliminazio- quattro squadre sono uscite vincitrici dopo uno svantaggio. ne diretta, i tre seri infortuni che hanno comportato un’assenza di quattro settimane o più, sono avvenuti nel corso di quest’ultima fase. Si è trattato CONTRATTACCO di lesioni al ginocchio avvenute senza contatto. A questo genere di offensiva è stato attribuito il 22 per cento dei gol Non meno dell’85 per cento dei 27 infortuni ha avuto un carattere trau- segnati. Anche la Germania, abituata a giocare sul possesso di palla ed a matico, con maggiore frequenza di problemi ai legamenti e di contusioni. prendere il gioco sulle proprie spalle, ha dato particolare importanza allo Il 62 per cento degli infortuni subìti in gara è avvenuto negli ultimi quin- sviluppo di fulminei contrattacchi. “L’organizzazione difensiva di un gran dici minuti del primo tempo. numero di squadre è migliorata e quindi le azioni di rottura rappresentano un’arma sempre più fondamentale - ha dichiarato Silvia Neid -. GERMANIA Abbiamo lavorato molto sul recupero della palla a centrocampo per La conquista del quinto titolo continentale la pone come riferimento per avviare ripartenze rapide e verticali. Il fatto di essere arrivate a farlo è l’intero calcio europeo. Il suo cammino nel torneo ha richiesto un duro stato in effetti uno dei mezzi del nostro successo”. “Se non si riesce ad lavoro come evidenziato dalle difficoltà per raggiungere il successo nelle opporsi ai loro contrattacchi - ha detto Hope Powell - si hanno grandis- partite a eliminazione diretta contro Italia, Norvegia e Inghilterra. La stes- simi problemi”. sa Silvia Neid ha sottolineato che non è stato affatto agevole: “Anch’io, Passando in rassegna i gol segnati dopo ripartenze, Andy Roxburgh ha come altre mie colleghe, ho conosciuto alti e bassi. La semifinale contro 49 UEFA NEWS la Norvegia è stata parti- In regresso: colarmente impegnativa • Spazio e tempo. perché è sempre difficile • Azioni individuali riuscite. trasmettere messaggi alle • Marcamento individuale. giocatrici • Gol da punizione diretta. quando si affronta un avversario per • Fuorigioco. la seconda volta nella • Ali tradizionali. competizione dopo aver vinto la prima gara per 4 a 0. Nel primo tempo • Assunzione di rischio. non siamo entrate in partita. Non siamo riuscite a fare tutto quello che • Errori difensivi e autoreti. avevamo fatto così bene nei match precedenti”. • 4-4-2 rigido. “La Germania ha fatto meglio di noi perché ha ragazze e tecnici di gran classe”, ha dichiarato la norvegese Bjame Berntsten.“Nelle due partite SVILUPPI contro di noi si è affidata a giocatrici con qualità particolari e in semifi- Il domani del calcio femminile trae slancio dal successo di Euro 2009 nale ha fatto tre cambi e le tre nuove entrate hanno segnato”. “Le pan- aprendosi comunque a nuove sfide. Silvia Neid ha riassunto alcune chinare della Germania sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra - ha aspirazioni dicendo: “Abbiamo bisogno di fare molta attenzione alla osservato Hope Powell -. Gli altri suoi punti forti sono uno stile di gioco formazione di donne allenatori e non soltanto per le squadre di vertice ben preciso, la forza, la potenza e un modo diretto di attaccare. In finale ma anche a livello di calcio di base. Rischiamo di lasciare tante giovani abbiamo cercato di prendere il gioco sulle nostre spalle riuscendo in certe innamorate del calcio nelle mani di allenatori privi delle necessarie fasi a farle ripiegare. Ma sono sempre pericolose e una loro risorsa è la conoscenze tattiche. Esiste ancora un ampio margine di miglioramen- convinzione che possono sempre fare gol”. “Anche se non sono al mas- to. Le qualità tecniche sono importanti ma dobbiamo assolutamente simo delle loro possibilità e non creano vere occasioni da rete, sembrano preparare le nostre allieve a giocare un calcio fatto di adeguata resi- sempre poter andare a segno”, ha ammesso Vera Pauw, aggiungendo: stenza e capacità atletica, combinate a una comprensione tattica sod- “Sono ben organizzate, hanno qualità e un concetto molto chiaro di disfacente e ad una flessibilità tale da consentire a ogni ragazza di come intendono giocare”. ricoprire differenti ruoli”. BILANCIO L’ITALIA Lo redige sinteticamente Andy Roxburgh mettendo su due colonne le Il campionato delle azzurre, guidate in panchina dal commissario tec- componenti “più” e “meno” – vale a dire “in progresso” e “in regresso” nico Pietro Ghedin, è stato assai lusinghiero, eliminate nei quarti di – che hanno caratterizzato Euro 2009. finale per 2-1 dalla favoritissima Germania dopo aver battuto nella fase a gironi l’Inghilterra - outsider di lusso dietro la formazione tede- 50 In progresso: sca – e la Russia, ed aver perso una sola gara, contro la Svezia. • Qualità tecnica / mantenimento della palla. “Uscire sconfitti per 2-1 dalla Germania - commentò allora Giancarlo • Centri e finalizzazioni. Padovan che era stato da poco eletto Presidente della Divisione calcio • Contrattacchi collettivi. femminile - è stato un grande risultato, a maggior ragione se si pensa • Ritmo, velocità e potenza. che al 90’, proprio Patrizia Panico che aveva segnato il gol con cui ave- • Attaccante unico in una disposizione 4-2-3-1. vamo accorciato le distanze ha colpito splendidamente di testa chia- • Flessibilità tattica. mando il portiere avversario ad un intervento miracoloso. Peccato dav- • Attaccanti cha partono dal centrocampo. vero. Ma se da una parte abbiamo solo sfiorato il grandissimo risultato • Tiri dalla distanza. dall’altro ci consoliamo con la consapevolezze di aver disputato il • Qualità dei portieri. miglior campionato continentale degli ultimi vent’anni”. Foto Ferdinando Mezzelani GMT