unita` di movimentazione - Scuola di Ingegneria
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unita` di movimentazione - Scuola di Ingegneria
Università di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno – Corso di Laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici Anno Accademico: 2013/14 CORSO DI SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE E STOCCAGGIO Docente: Marino Lupi UNITA’ DI CARICO UNITA’ DI TRASPORTO UNITA’ DI MOVIMENTAZIONE PARTE C M. Lupi"Sistemi M.Lupi "Sistemidi diMovimentazione MovimentazioneeeStoccaggio"Stoccaggio"-A.A. A.A.2011/12 2013/14--Università Univ. di Pisa di Pisa - Polo - Polo Sistemi dellaLogistici Logistica didi Livorno Livorno 1 UNITA’ DI MOVIMENTAZIONE Le unità di movimentazione sono gli elementi che consentono alle unità di carico di “aderire” alle unità di trasporto: veicoli stradali, carri ferroviari, navi; in modo da trasferire le forze agenti sulle unità di carico. Esse inoltre sono utilizzate per trasferire le unità di carico da un tipo di unità di trasporto ad un altro (esempio: dal pianale di un semirimorchio al pianale di un carro ferroviario) e quindi nel trasporto intermodale; esse sono utilizzate anche per lo stoccaggio delle unità di carico. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 2 CARRELLO ELEVATORE FRONTALE Il carrello elevatore frontale (“front loader”, “fork-lift”) innalza il contenitore mediante movimentazione lungo linee fisse verticali. Fonte: Russo F. in Cantarella (a cura di), Sistemi di trasporto: tecnica ed Economia, UTET,2007.. E’ un’unità di movimentazione di derivazione industriale (utilizzato per la movimentazione nei magazzini industriali : carrello elevatore a forche frontali ). Ha come pregio la facilità di uso e la mobilità. Come difetti: il baricentro si modifica fra la fase di carico e quella di scarico; movimentazione praticamente assente a macchina ferma. Asse sterzante Asse fisso 3 La figura precedente si riferisce ad un classico “fork –lift” con presa a forche dal basso. I carrelli elevatori frontali più recenti sono equipaggiati con uno speciale telaio di sollevamento al quale è agganciato uno spreader. http://www.fantuzzi.com Esistono macchine per la movimentazione dei container vuoti, “empty container handler “, (“Lifting capacity”≈ 7,000 – 10,000 kg, ) Essi possono avere diversi tipi di presa dei container. Per esempio “dall’alto” 4 Fonte: http://www.fantuzzi.com oppure “frontale” FDC 18k5 M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 5 Ci sono i “loaded container handler”, per la movimentazione di contenitori pieni (Lifting capacity: 36-45 t ). Fonte: http://www.kalmarind.com Fonte: http://www.kalmarind.com 6 TRATTORE A RALLA PER TERMINALI (“Terminal Tractor”) Fonte: Spinetti C.”Tecniche di funzionamento e gestione dei piazzali portuali”, Tesi in Ingegneria civile, Univ. di Pisa, 2003. Sono simili ai trattori degli autoarticolati: spostano i contenitori trainando i rimorchi (pianali) su cui i contenitori sono appoggiati. Fonte:http://www.diariocontship.it/imgs/trattori.jpg. 7 Fonte:http://www.ensnewswire.com/ens/aug2009/2009-08-27-093.html Ci sono anche trattori ibridi, diesel-elettrici (ossia il motore diesel serve a produrre energia elettrica che alimenta un motore elettrico direttamente collegato alle ruote). Sono dei mezzi a basso impatto ambientale. La figura si riferisce ad un loro utilizzo nel porto di Huston. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 8 Fonte:http://www.siteselection.com/features/2 009/jul/Eastern-Europe/ Nel caso di navi Ro-Ro il trattore può anche “salire” sulle navi (nella figura l’unità di carico è costituita dall’intero rimorchio). Rispetto ai normali trattori degli autoarticolati questi “terminal tractor” sono ottimizzati per un uso su brevi distanze e per eseguire velocemente le manovre di aggancio e di sgancio dei rimorchi (ma comunque sono ottimizzati per eseguire le manovre dei rimorchi in generale: per esempio hanno un ottimo raggio di sterzata, visibilità …..). M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 9 MULTITRAILER Il “multitrailer” è costituito da un “terminal tractor” a cui vengono agganciati più rimorchi (“trailers”) su gomma. Sui trailer sono poggiate le unità di carico. Il “multitrailer” si guida come un normale mezzo per il trasporto di rimorchi: le manovre di curvatura, ed in particolare quella di inversione ad “U”, sono un po’ “delicate”. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 10 Normalmente nei terminali è utilizzato per spostamenti su lunghe distanze . M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 11 CARRELLO CAVALIERE -“STRADDLE CARRIER”- Fonte: Russo F. in Cantarella (a cura di), Sistemi di trasporto: tecnica ed Economia, UTET,2007.. Lo “Straddle Carrier” innalza il contenitore al proprio interno: il baricentro rimane all’interno delle aree di impronta delle ruote in qualsiasi condizione di carico. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 12 Gli assi delle ruote sono generalmente tutte sterzanti. L’attacco con i contenitori avviene mediante “spreader” dall’alto. 13 . I carrelli cavalieri consentono movimenti fino alla quarta altezza e quindi l’utilizzo dei piazzali fino alla terza altezza. Fonte:http://www.cvsferrari.com/jsps/portal/produ cts/pro17.jsp L’attacco ai semirimorchi e casse mobili avviene con “piggy-back” dal basso. Il tipico impiego di questo mezzo e quello di supporto alle grandi gru di banchina (“portainer”, “ship-to-shore gantry crane”): per la movimentazione di unità di carico fra le zone di scarico adiacenti alle banchine (le cosiddette “buffer areas”, “aree di transito”) e i piazzali di stoccaggio dei terminal marittimi. Inoltre essi operano la movimentazione dei container all’interno dei piazzali di stoccaggio (“storage yards”) dei terminali marittimi. Una caratteristica fondamentale di questo mezzo, che ne costituisce un vantaggio, è quella di potere sollevare il contenitore verticalmente e di poterlo trasportare orizzontalmente. Può quindi operare senza essere in sincronia con la grande gru di banchina, come per esempio nel caso di un trattore a ralla, operazione cosiddetta di “decupling”: disaccoppiamento, sganciamento). Inoltre ha il vantaggio di un limitato ingombro trasversale e perciò la possibilità di movimentare unità di carico nelle zone dei terminali marittimi ad alta densità di stoccaggio. 14 Fonte: Spinetti C.”Tecniche di funzionamento e gestione dei piazzali portuali”,Tesi in Ingegneria Civile, Univ. di Pisa, 2003. Esempio di caratteristiche di uno “straddle carrier” Meccanismo di sollevamento Distanziale sollevato mediante catena a comando idraulico. Distanziale telescopico: la lunghezza può essere regolata automaticamente per i container da 20’ e da 40’.Altezza di sollevamento : 7820 mm Capacità di sollevamento Peso proprio, circa Velocità di spostamento 40.000 Kg Velocità di sollevamento Velocità di abbassamento Senza carico 15 m/min Distanza massima utile Produttività media Costo medio 800 metri 64.000 Kg Senza carico 26 Km/h con carico 24 Km/h Senza carico 15 m/min con carico 15 m/min. 7,6 TEUs/h 505 000 euro 15 “REACH STACKER”, GRU FRONTALE (IMPILATORE) Caratteristica del “reach stacker”, gru semovente frontale o impilatore (anche gru gommata), è quella di potere movimentare le unità di carico, sia verticalmente, sia orizzontalmente a macchina ferma. Sono utilizzati in particolare nel caso del trasporto combinato strada-ferrovia: in questo caso il “reach stacker” permette di movimentare velocemente, con macchina ferma, un’unità di carico dal Fonte: Russo F. in Cantarella (a cura di), Sistemi di trasporto: tecnica ed Economia, UTET,2007.. pianale di un autoveicolo a quello di un carro 16 ferroviario. Fonte: www.elme.com L’attacco dei contenitori avviene mediante “spreader” dall’alto M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 17 Fonte: www.elme.com L’attacco delle casse mobili o semirimorchi mediante “piggyback spreader”. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 18 Fonte: http://www.ma-in.no/truck_ny_ferrari_1.asp Movimentazione di un semirimorchio M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 19 Movimentazione di una cassa mobile M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 20 Fonte:http://www.liebherr.com I nuovi modelli permettono l’”impilamento” fino alla quinta-sesta altezza. Fonte: http://www.fantuzzi.com CS45 KM 21 Lunghezza telaio Lunghezza interasse Lunghezza totale compreso spreader con braccio a 0 Larghezza misurata all'asse anteriore Altezza con braccio a 0 Capacità di sollevamento sotto lo spreader per la prima fila Capacità di sollevamento sotto lo spreader per la seconda fila Capacità di sollevamento sotto lo spreader per la terza fila Produttività media Costo medio 8.6 m 6.5 m 11.64 m 4.18 m 4.77 m 42 t 35 t 19 t 12,9 TEUs/h 320 000 euro Fonte: Spinetti C.”Tecniche di funzionamento e gestione dei piazzali portuali”, Tesi in Ingegneria Civile, Univ. di Pisa, 2003. Esempio di caratteristiche di uno di un “reach stacker” M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 22 Le dimensioni longitudinali della macchina (circa 10m) e la necessità di agganciare le unità di carico trasversalmente per avvicinare il baricentro determinano un area di ingombro in esercizio piuttosto ampia. Fonte: Spinetti C.”Tecniche di funzionamento e gestione dei piazzali portuali”, Tesi in Ingegneria Civile,Univ. di Pisa, 2003. In ogni caso l’ampia versatilità del mezzo ha fatto sì che tutti i terminali intermodali strada-ferrovia, ed anche quelli marittimi, dispongano di questo tipo di macchina di movimentazione. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 23 Fonte: Bonora G. “ocacci C.”,Funzionalità e progettazione degli impianti ferroviari” CIFI 2002. CARRELLO LATERALE (“SIDELOADER”) M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 24 Carrello laterale (Fantuzzi-Reggiane) M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 25 Fonte: http://www.fantuzzi.co.uk/images/side_loader_heavyl.jpg Carrello laterale 26 GRU A PORTALE – “TRANSTAINER” Fonte: Russo F. in Cantarella (a cura di), Sistemi di trasporto: tecnica ed Economia, UTET,2007.. Caratteristica della gru a portale (transtainer) è quella di potere movimentare le unità di carico, sia verticalmente sia orizzontalmente, mantenendo il baricentro all’interno della macchina. M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 27 Sono generalmente mezzi di grosse dimensioni che hanno un carico per asse notevolmente elevato e perciò pressioni specifiche sul terreni che necessitano di adeguate vie di corsa. Abbiamo due tipi fondamentali di “transtainer”: - Transtainer con ruote in gomma (“Rubber Tyred Gantry Crane”, RTG) - Transtainer con ruote in acciaio su rotaia (“Rail mounted Gantry Crane”, RMG) M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 28 “Rubber Tyred Gantry Crane” (RTG) Fonte: Spinetti C.”Tecniche di funzionamento e gestione dei piazzali portuali”, Tesi in Ingegneria Civile, Univ. di Pisa, 2003. “Rail Mounted Gantry Crane” (RMG) 29 Fonte: Russo F. in Cantarella (a cura di), Sistemi di trasporto: tecnica ed Economia, UTET,2007.. Le gru a portale sono molto utili nel caso di piazzali con notevole ricambio: per esempio nei terminali strada-rotaia dei grossi interporti per la formazione di treni blocco. In generale per il passaggio veloce di unità di carico da unità di trasporto stradale a treni e viceversa; oppure fra treni di tipo diverso (come nei cosiddetti interporti “gateway”). M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 30 Linea di confine Terminale “gateway” (porta: sia in ingresso, sia in uscita). M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 31 Fonte: Grossato Raffaella , “Il sistema gateway nello sviluppo della rete di trasporto combinato in Europa: il caso di Verona Quadrante Europa”, Tesi di Dottorato in Ingegneria dei Trasporti, XX Ciclo, DISTART-Trasporti, Università di Bologna,, 2008. Il sistema “gateway” (in Ferrovia) M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 32 Ci può essere un terminal “gateway anche in destinazione. Si ha una situazione analoga a quella del “transhipment” nel trasporto marittimo . Terminale “gateway” Linea di confine Terminale “gateway” M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 33 ritorniamo alle “transtainer” L’interasse dei portali è generalmente di circa 20-25 metri nel caso di “transtainer” su gomma e di 25-50 nel caso di “transtainer” su rotaia. Fonte: Spinetti C.”Tecniche di funzionamento e gestione dei piazzali portuali”,Tesi imn Ingegneria Civile, Univ. di Pisa. RTG Kalmar SISU M. Lupi"Sistemi M.Lupi "Sistemidi diMovimentazione MovimentazioneeeStoccaggio"Stoccaggio"-A.A. A.A.2011/12 2013/14--Università Univ. di Pisa di Pisa - Polo - Polo Sistemi dellaLogistici Logistica didi Livorno Livorno 34 Le gru a portale consento di impilare fino alla quinta altezza utilizzando la sesta per le manovre. Fonte:http://www.noellchina.com/en/products.asp?mainID=139 La struttura di gru a portale permette notevole velocità di manovra e quindi di realizzare performance notevoli in termini di tiri anno ( in particolare maggiori nel caso di gru su rotaia). 35 Esempio di caratteristiche di “Rubber Tyred Gantry Crane” (RTG). Fonte: http://www.kalmarind.com M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 36 Esempi di dimensioni di “Rubber Tyred Gantry Crane” (RTG). Fonte: http://www.kalmarind.com Fonte: http://www.kalmarind.com 37 Esempio di caratteristiche di “Rail mounted Gantry Crane” (RMG) Fonte: www.konecranes.com 38 GRU PORTUALE PER CONTENITORI ( “SHIP-TOSHORE GANTRY CRANE”) Sono macchine utilizzate per la movimentazioni lungo un molo: per lo scarico, e il carico, dei contenitori da bordo nave a terra. Si muovono su rotaie 39 Esempio di caratteristiche di una gru portuale Fonte: www.konecranes.com M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 40 Esempio di caratteristiche di una gru portuale Fonte: www.konecranes.com M. Lupi "Sistemi di Movimentazione e Stoccaggio"- A.A. 2013/14 - Univ. di Pisa - Polo Sistemi Logistici di Livorno 41 Esempio di caratteristiche di una gru portuale Fonte: www.konecranes.com 42 Fonte: Russo F. in Cantarella (a cura di), Sistemi di trasporto: tecnica ed Economia, UTET,2007.. Sequenza di operazioni che deve eseguire una gru portuale “ship-toshore”: aggancio del contenitore, sollevamento, traslazione, messa sul molo (o direttamente sulla unità da trasporto) e sgancio. Per velocizzare le manovre alcuni operazioni possono essere fatte contemporaneamente (per esempio sollevamento e traslazione). Tempi medi di manovra, delle gru portuali per contenitori (secondi) Produttività all’incirca: 25-32 contenitori/ora per navi madre e 3243 contenitori/ora per navi feeder. 43 Attualmente si stanno diffondendo, per velocizzare le operazioni di carico e scarico, i multi-lift spreader 44
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