DI - Luigi Boschi
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DI - Luigi Boschi
DI POSTE ITALIANE S.P.A. - Spedizioni in abbonamento postale - d. l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2001 n. 46) art. 1, comma 1, C. P. Parma 17 marzo 2015 ANNO 15 NUMERO 10 ESCLUSIVO CRAC PARMACALCIO La vera storia dell'ex ergastolano al servizio di Banca Monte e amico dei potenti L'ultima spiaggia della Gazzetta: sostituisce i giornalisti con i giornalai di Fabrizio Castellini Vi dico subito, cari lettori, che la notizia più clamorosa di questa settimana non è la scoperta della identità (a noi già ben nota) del pluriergastolano che ha cercato di salvare Tommaso Ghirardi dalle conseguenze (soprattutto penali) del tracollo finanziario del Parma Calcio, inguaiando i vertici della Guardia di Finanza. Nè l'ennesima boccata d'ossigeno che gli stregoni accorsi al capezzale dell'aeroporto hanno deciso di somministrargli, anziché staccargli definitivamente la spina. E nemmeno l'incredibile notizia, che mi auguro sia solo una bufala gazzettiera, che il sindaco Pizzarotti vorrebbe contribuire, con qualche decina di migliaia di euro, prelevati dalle tasche esauste dei contribuenti parmigiani, a questo accanimento terapeutico voluto dai suoi amici (e burattinai) dell'Unione Industriali. E ciò nonostante casse comunali così vuote da non permet tergli di continuare a garantire i servizi essenziali ai disabili o qual che piccolo contributo alle fasce più deboli e indifese dei cittadini che in questo momento stanno ti rando la cinghia e soffrendo le con seguenze di una crisi che pare non avere sbocchi. La notizia più clamorosa è, a mio avviso, quella che anche i ver tici del foglio mortuario degli indu striali (alias Gazzetta di Parma) si sono finalmente resi conto che que sta loro creatura che chiamano gior nale è poco interessante e incom pleta. E sapete, cari lettori, qual è la medicina alla quale hanno pensato di ricorrere il direttore Molossi e l'amministratore delegato Montan per rendere "interessante e comple to" quello che noi abbiamo sempre definito l'organo di disinformazione di massa dei parmigiani? Semplice. Anzi, elementare: sostituire i gior nalisti con i giornalai. Sì, avete capito bene, cari lettori, una cin quantina di giornalisti professionisti e qualche centinaio di collaboratori non riescono a rendere "interessante e completo" il foglio funerario di via Mantova. E allora ecco estrarre dal cilindro il colpo della genialità: Pensieri e Parole di Rita Guandalini sostituire questi scribacchini di pro fessione, che, tra l'altro, hanno an che il brutto vizio di pretendere di essere pagati, con gli edicolanti, cioè i rivenditori non solo del foglio mortuario, ma anche del nostro piccolo grande giornale. Dai gior nalisti ai giornalai, dunque. Questa la miracolosa medicina inventata dai vertici gazzettieri per uscire da uno stato di crisi, proclamato uffi cialmente nel settembre 2013, ma risalente a molti anni prima e con cretizzato in una drammatica fuga di lettori che hanno abbandonato in massa in pochi anni un giornale che ai tempi di Baldassarre Molossi tirava oltre cinquantamila copie. Il primo tentativo di bloccare questa diserzione di massa è stato il ricorso più naturale per un foglio cimiteriale: rianimare i morti. Cioè sostituire quelle facce smorte, tristi, piuttosto depresse dei defunti in bianco e nero con quelle sgargianti, sorridenti, soddisfatte, quasi eufo riche, dei de cuius a colori. Niente da fare. Il rimedio, evi dentemente non è servito a nulla. Non solo non ha guarito l'ammalato, ma ha aggravato il suo stato di salute facendo incazzare la parte più intelligente e democratica dei pochi lettori rimasti che si era convinta che di fronte alla morte fossimo tutti uguali e che, almeno al momento dell'addio, non doves sero esserci distinzioni fra morti di serie A e morti di serie B. Ecco allora l'estremo tentativo di rianimare questo foglio facendo lo scrivere anziche ai giornalisti ai giornalai. L'idea, devo dire la verità, mi sembra buona. Anche se un po' vecchiotta. Noi della Voce, infatti, da sempre otteniamo le migliori notizie, gli scoop più clamorosi, proprio dai nostri amici edicolanti. Sono loro, assieme ai nostri lettori, che da sempre scrivono i migliori pezzi su questo nostro piccolo gran de giornale. E l'ultimo scoop che ci hanno offerto su un piatto d'argento è pro prio questo: quello della clamorosa notizia che la Gazzetta anche su questo versante vuole copiarci. Pag. 2 La mignon Pretty Woman Alessandro, figlio del leone Gassman Il canto delle Troiane Le riflessioni del prete scomodo di Luciano Scaccaglia L'insopportabile puzza del denaro all'ombra del sacro Pag. 8 ORGANIZZO' LA CENA "CLANDESTINA" CON IL PETROLIERE TACI, LEONARDI E I VERTICI DELL'UNIONE INDUSTRIALI FIGNA E AZZALI ESCLUSIVO - La ricetta Gazzetta per fronteggiare il tracollo delle vendita: sostituisce i giornalisti con gli edicolanti 2 LA VOCE DI PARMA pensieri & parole 17 marzo 2015 LETTERE IN PRIMO PIANO La scuola europea sbarca in Europa Apprendiamo con piacere che in Europa ci si interessa di Parma, cosa che il Governo ed i parlamentari italiani non fanno! Qualche giorno fa, infatti, leurodeputato M5S Ignazio Corrao ha presentato uninterrogazione chiedendo un intervento dellEuropa nei confronti del Governo Italiano sulla sconcertante situazione della Scuola Europea. Il disinteresse politico di Renzi costerà ai cittadini di Parma, non solo una figuraccia internazionale, ma anche un pesante sperpero di risorse comunitarie. A dichiararlo è leurodeputato M5S Ignazio Corrao, vice presidente del gruppo EFDD al Parlamento europeo, primo firmatario di una interrogazione allesecutivo di Bruxelles in cui si chiede un intervento rapido dellEuropa nellesortare il Governo Italiano affinché consenta il completamento della Scuola per LEuropa in costruzione a Parma. Linterrogazione presentata in queste ore, è sottoscritta anche dagli altri eurodeputati Cinquestelle Marco Affronte, Isabella Adinolfi, Piernicola Pedicini, Eleonora Elvi, Dario Tamburrano e Marco Valli. Con decreto un decreto del MIUR si legge nellatto parlamentare - nellambito delle disposizioni connesse con linsediamento a Parma dellEFSA, è stata istituita a Parma, con un accordo tra lo Stato Italiano e la Comunità Europea, una Scuola per LEuropa. La scuola si è insediata nel 2004 in uno stabile di proprietà comunale di Parma e dal 2010 sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo complesso con fine lavori prevista per aprile 2012. Purtroppo, a causa delle difficoltà economiche incontrate dallATI (Associazione Temporanea di Imprese) affidataria dei lavori per portare a termine quanto previsto dal contratto, il cantiere, a seguito di due sospensioni da nove mesi, risulta oggi inattivo a fronte di un avanzamento lavori attestato al 90%. LAmministrazione Comunale di Parma ha già proposto svariate soluzioni che in questo momento sono rimaste inascoltate dal Governo nazionale. Vista limminente visita dei Commissari Europei, preposti alla conferma dellaccreditamento della Scuola di Parma al sistema delle scuole europee, e visti i tempi strettissimi per le decisioni da assumere, si chiede alla Commissione se non ritiene opportuno porre pressione nei confronti del Governo Italiano affinché conclude il documento - si trovi una soluzione per evitare eventuali procedimenti per il mancato completamento dellopera e conseguente sperpero di risorse anche comunitarie. Ci auguriamo che questo appello da parte dellEuropa nei confronti del nostro Governo, riesca a scuotere dal torpore i parlamentari parmigiani, che più di altri dovrebbero attivarsi per trovare le soluzioni relative al proprio territorio e che fino ad oggi non ce ne hanno dato alcuna prova! MoVimento 5 Stelle Gruppo Consiliare di Parma L'aeroporto prende fiato Il comitato Amici dellAeroporto, promosso dallassociazione I Nostri Borghi, ha appreso con grande soddisfazione la decisione assunta dai soci della Sogeap, riuniti martedì in assemblea, di accogliere la richiesta di allungare i tempi per salvare laeroporto. L'assemblea Sogeap ha infatti deciso di ricapitalizzare la società di 2,5 milioni di euro, aumento da sottoscrivere entro il mese di maggio, prendendosi così ulteriore tempo per cercare un nuovo socio per la salvezza definitiva del Verdi di Parma. La società che ha in gestione l'aeroporto ha voluto compiere un ulteriore sforzo economico, per dare un futuro allo scalo. Come comitato Amici dellAeroporto avremo modo di continuare a sviluppare l'iniziativa di azionariato popolare, avendo così lopportunità di contribuire alla gestione dello scalo stesso, in attesa di ricercare un nuovo azionista. Stanno già arrivando le prime concrete adesioni sul conto corrente del comitato, appoggiato alla Cassa di Risparmio Sede 2, che fanno bene sperare sullandamento della raccolta. Il raggiungimento di una somma considerevole darà l'opportunità di partecipare attivamente alla ricapitalizzazione. Linvito è rivolto soprattutto alle forze industriali, LA VOCE DI PARMA Direttore FABRIZIO CASTELLINI EDITORIALE STAMPA LIBERA s.r.l. Registrazione Tribunale di Parma N. 6 del 15 febbraio 2001 Stampa: Stamperia scrl Redazione Abbonamenti Tel. 0521.969907 Fax 0521.258380 Cell. 347.9570840 E-mail: [email protected] www.lavocediparma.com Esclusivista per la pubblicità V&V - Piazza B. Mora 15/A Tel. 0521 244372 - 335 6190400 commerciali, artigianali, ai liberi professionisti, alle associazioni, ma anche ai singoli cittadini, a tutti coloro che hanno a cuore le sorti dello scalo parmigiano. Confidiamo d'altro canto che tutte le istituzioni, in particolare Comune di Parma e Comuni del territorio, Provincia, Camera di Commercio, facciano quadrato, contribuendo in modo concreto e fattivo, pur nelle ristrettezze del momento, al sostegno economico dell'aeroporto. Solo così si potrà realizzare la salvezza del Verdi. Parma non può permettere di lasciar chiudere una struttura così importante per il futuro di tutto il territorio. Si può versare sul conto corrente Amici dell'Aeroporto con Iban IT 34 Q 06230 12780 0000 6886 Altre informazioni allo 339 232 55 95 Oltre al bonifico bancario è stata predisposta anche la modalità di contributo tramite PayPal. La fusione delle Asp di Parma e di Colorno Le Asp di Parma e di Color no saranno presto una unica realtà. Le due Aziende alla per sona si fonderanno per dar vita ad un organismo pubblico unita rio a servizio degli anziani dell'intero Distretto di Parma. Da tempo le due Asp lavorano per questo traguardo. Nei giorni scor si sono stati compiuti i primi atti formali per concretizzare la fu sione: il Comitato di Distretto ha approvato il percorso proposto dal Comune di Parma e ora sta ai Consigli comunali dei Muni cipi coinvolti fare altrettanto. Il primo ad aver votato la fusione è stato il Comune di Colorno, senza voti contrari. Nelle prossi me settimane i Consigli di altri quattro Comuni faranno altret tanto. L'Asp Ad Personam di Par ma gestisce in città in forma di retta o indiretta quattro case re sidenza per anziani, due centri diurni, un centro servizi e una casa protetta. Attualmente ospita oltre 350 anziani. I dipendenti sono circa 220. L'Asp Bassa Est San Mauro Abate di Colorno è l'azienda pub blica di riferimento per l'assistenza agli anziani dei Co muni di Colorno, Torrile, Sorbolo e Mezzani e possiede una strut [email protected] Blog Google: Rita Guandalini La mignon Pretty Woman Con la festa della donna ne abbiamo sentite di o g n i : ringrazia una d o n n a , ringrazia un uomo denuncia il tuo stalker, parità di genere, e tanti auguri a tutte le principesse. Purchè graziose e sexy, alla Pretty Woman. Gli uomini non vogliono più la verginella inesperta alla quale insegnare tutto, ma una donna fatta che sappia come muoversi...a letto dove magari abbia in serbo qualche sorpresa per farli divertire. Le 50 sfumature di Grigio sono robe da scolarette in fregola mentre le aspiranti Pretty Woman sono davvero tante perchè allettate dal fatto che sbattendo di qui e battendo di là chissà che non arrivi il principe. Perchè è tra i marcipiedi che lui si annida in cerca della sua principessa da sposare. Le fiabe si sono innovate, smaliziate e le scarpette di cristallo sono state sostituite con stivali fetish rattoppati con spilloni da balia: sotto la scarpa di Pretty batte un tacco di tata. Ma la tata tettona non è Julia Roberts, la Pretty Woman più imitata del mondo, perchè ogni tentativo di imitazione sfocia inevitabilmente in quella della nana: il passo è breve, la tetta è grossa e voilà la nana tutta tana. Laura San Giacomo infatti è la co-protagonista di Pretty Woman che ha affiancato Julia Roberts nel battere i boulevards di Hollywood senza comunque tenere il passo perchè la falcata di Julia Roberts è unica e inimitabile. La coscia lunga non va mai di pari passo col petto ingombrante che rischia di far da freno rimanendo indietro, in periferia. Inutile canticchiar quel motivetto che piace tanto,Pretty Woman, walking down the sgreet... Pretty Woman, the king l'd like to meet... facendolo diventare un vero e proprio tormentone, illudendosi di entrare nei panni di Julia Roberts e pensando di catturare il Richard Gere di turno che le porti in RAI (il regno delle principesse Disney e non solo) dove Pretty Woman (quella originale) è trasmessa in replica ciclicamente insieme a Via Col Vento (per parare i colpi di qualche Partita importante nelle altre reti), per renderla protagonista del video a mezzo busto ignorando che è la falcata a fare della Pretty Woman una vera principessa. Quella falcata che la Roberts ha poi esaltato in Eric Brovovich facendo coadiuvante attiva in studio legale con servizi esterni varcando uffici e stabilimenti, case private e olding battendo strade assolate e centri urbani con grinta e tempismo per far riaffiorare il marcio nascosto in una comunità. Troppo irraggiungibile tanto che alla Pretty Woman in formato mignon alias Laura San Giacomo è rimasto il compito di capitanare quella schiera di donne che, portando avanti un certo discorso, Siamo Belle, Siamo Brave, Siamo intelligenti ed informate perchè Siamo Donne con la D maiuscola fanno un bagno di autostima davanti a un pubblico che sbadiglia. Una schiera un po' infantile diciamolo perchè comunque non smettono mai di sognare, come tutte le donne comuni, di incontrare un Cavaliere, va bene anche mascherato, che le guardi e le porti via sul cavallo (aereo) bianco dopo averle reso omaggio con un cadeau gioiello. Le guarda le guarda...ma in accavallo oppure no, sono tutte uguali. Piccole donne di un mondo antico perso nel tempo fra le nebbie della Bassa che va dal Po ai Conventi in Centro ancora fermi ai tempi di Maria Luigia, dalle Terre Verdiane all'Appennino pieno di funghi. Siamo donne, siamo parmigiane, siamo piene di orgoglio, che vogliamo di più dalla vita? Forse un Lucano perchè Parma, per fare gioco maschio, vuole una squadra di calcio! E invece Vai con la sigla! Pretty Woman, walking down the sgreet, Pretty Woman, the king l'd like to meet... Tutto il resto è un Via Col Vento, diciamolo. Alla faccia del Parma! Alessandro, figlio del leone Gassman Ci sono attori che sullo schermo sembrano bellissimi poi magari visti da vicini deludono. Non è il caso di Alessandro Gassman il quale è tale e quale a come lo si vede in Tv o al cinema o ancor meglio a Teatro perchè lui, oltre ad essere prestante, è un attore completo. Il suo curriculum è tutto elencato sul web per cui voglio esternare le mie impressioni dopo averlo visto in varie performances. La prima è la Monaca di Monza trasmessa in Tv alcuni anni fa che mi ha fatto scoprire il lato sexy di un giovanissimo Alessandro Gassman impegnato in scene erotiche molto sensuali ed esplicite di una fisicità che comunque non si è mai riscontrata nel padre Vittorio Gassman un grande Leone del cinema d'autore italiano e mattatore del Teatro. Quella fisicità che evidentemente ha ereditato dalla madre Juliette Mayniel attrice francese dagli occhi verdi ammalianti come la maga Circe che ha interpretato nel serial Tv con Bekym Femhiu. A differenza del padre comunque non mi ha mai colpito particolarmente al cinema, quasi sempre in commediole all'italiana (tranne poche eccezioni come Caos Calmo) più di serie cinepattone che di costume graffiante come le commedie dei tura residenziale di 93 posti letto. Nell'Azienda lavorano circa 70 persone. Il Comune di Parma, in qualità di Comune sede di Distretto, si è fatto promotore della stipulazione di un Accordo di Programma per la riorganizzazione dei servizi so cio sanitari nei cinque Comuni del Distretto. All'accordo parteciperà anche l'Azienda sanitaria. Fra po chi mesi, le due Asp saranno una sola azienda. Le due Asp si uniranno attra verso una fusione per incorpora zione dando vita ad una grande azienda pubblica, con 300 lavora tori e competenza su tutto il Di stretto di Parma. Un processo ri chiesto dalla riforma regionale delle Asp realizzata dalla Regione Emilia-Romagna fra 2012 e 2013, che apre la strada a successivi pro cessi di integrazione di livello pro vinciale. L'obiettivo è ottimizzare il servizio di cura agli anziani, aumentare la capacità di risposta alle esigenze delle famiglie del parmense, uniformare i livelli delle prestazioni e raggiungere per l'accreditamento dei servizi socio sanitari. ASP Ad Personam tempi di Vittorio Gassman dirette da grandi registi ormai scomparsi che a tutt'oggi fanno ancora scuola, purtroppo con esiti più modesti anche se la produzione è aumentata. Infatti sono film che vanno e vengono senza lasciare traccia. Alzi la mano chi si ricorda per esempio la trama di Ti Presento un Amico anche se con un grande cast di attori importanti, primo fra tutti Raoul Bova. Il quale è rimasto impresso nell'immaginario grazie soprattutto ai serial televisivi sulla mafia. Anche Alessandro Gassman in Tv ha emozionato tantissimo perchè restano indimenticate le sue interpretazioni in Piccolo Mondo Antico, molto intensa e drammatica insieme a quella delle partner Claudia Pandolfi e Virna Lisi suocera crudele, e nelle Stagioni del Cuore in un ruolo di grande eleganza da imprenditore del tessile e della confezione dove lo affiancavano una splendida Anna Valle e una capricciosa Martina Stella. Così con drammi tragedie e farse Alessandro Gassman ha accumulato una grande esperienza facendo crescere il suo talento d'attore insieme alla fisicità prestante perchè invecchiando è diventato molto più corposo e interessante assumendo quella statura robusta e ruvida con il quale ha così ben delineato il ruolo del padre zingaro rumeno in Razza Bastarda. Una rivelazione perchè Alessandro Gassman aveva finalmente il ghigno tagliente e autorevole del grande padre Vittorio Gassman un attore d'alto profilo che non ha mai disdegnato ruoli da bastardo, facendosi ricordare più per quello che per le interpretazioni teatrali perchè anche se sublimi e geniali sono ormai superate come stile insieme a quelle di Carmelo Bene e tanti altri, che hanno segnato un'epoca nella storia del Teatro. In questo momento Alessandro Gassman è presente sullo schermo con il film di Francesca Archibugi Il Nome del Figlio, sempre in una commedia corale e amicale ma un filo complicata e cervellotica giusto per dare spessore all'impossibile leggerezza dell'essere autori italiani oggi. Quella leggerezza comunque fin troppo caciarona di Baciato dalla Fortuna con il quale Alessandro Gassman quando ha girato a Parma è stato assalito dalle fans per un selfie che lui non ha mai rifiutato prestandosi con un sorriso aperto e allegro. Di suo padre Vittorio Gassman invece ricordo di averlo visto una sera al Petit Prince poco prima di uno spettacolo teatrale: era triste e solo mentre sorseggiava una bevanda, facendo di tanto in tanto qualche puntatina al telefono a gettone per chiamare qualcuno. Forse Diletta o forse no. Quel che è certo è che rimase indisturbato anche se tutti lo guardavano con reverenziale timore non osando avvicinarlo. Vittorio Gassman il grande ci sedeva accanto ed io vedevo il suo sguardo triste fissare continuamente il telefono come se si sentisse a disagio con tanta nostalgia di casa. Ma il palco lo aspettava e lui si trasformò facendo la performance come il Grande Mattatore che tutti volevano che fosse. Così è se vi pare, anche se la depressione lo stava sicuramente tormentando. Ma lo spettacolo deve continuare e lui da gran professionista lo ha dimostrato fino all'ultimo ruggito da vecchio leone della scena. Il canto delle Troiane Metti la scena al centro, con tutti gli attori della vecchia guardia, da Gassman ad Albertazzi, da Arnoldo Foa a Lilla Brignone e si pensa subito ai classici. Prima di Shakespeare a calcare i palchi dei Teatri arrivarono i Greci ad inscenar le grandi tragedie che sono state tramandate ai giorni nostri, tratte soprattutto dall'Illiade, Odissea e l'Eneide di Omero oppure da autori come Sofocle che con il classico di Elettra si ispirava alla famiglia di Agamennone e Menelao ai quali faceva capo Re Argo fondatore di Micene città che diede origine alle triadi Cheope Kefren e Micerino, tradotta in una trilogia da Eugene O'Neil autore contemporaneo con il Lutto si Addice ad Elettra. Dopo i monologhi di Adriano Imperatore interpretato da Giorgio Albertazzi o La Vedova di Socrate di Franca Valeri non abbiamo assistito ad altre performances classiche greche. Le quali sono invece ancora molto rappresentate nei teatri all'aperto in quelle numerose Arene sparse in tutta la nostra Penisola dal Centro al sud fra gli antichi ruderi di un passato storico greco-romano fondatore della Repubblica di Roma delle cui origini si trovano numerose testimonianze fra gli scavi archeologici sepolcrali degli Etruschi insediati al Centro Nord, fra Toscana ed Abruzzo. Ultimamente il cinema ha riproposto molti film ispirati ai classici, dopo il grande successo di Troy abbiamo visto un ritorno ai Titani ed ai Ciclopi e alle leggende sul minotauro e Teseo negli Immortali. Il cinema si sa fa sempre tendenza per cui anche il Teatro si è risvegliato timidamente, non come i Titani, perchè ritorna con i Classici ma sempre in monologo a scenografia minimal sulla scia lasciata da Giorgio Albertazzi e Franca Valeri come citati sopra. Molto atteso a Teatro Due la trilogia Classica con Elisabetta Pozzi, allieva prediletta di Albertazzi prima e del regista Walter Le Moli poi che l'hanno forgiata come la grande attrice che abbiamo ammirato nel nostro Teatro. La curiosità però è un'altra (e vedremo se comunque l'allestimento con la Pozzi la soddisferà) perchè, se c'è un grande ritorno ai classici, si nota la mancanza in scena del coro delle Troiane, le schiave attrici del dramma. Non è un canto delle Sirene dell'Ulisse, melodioso ed invitante in una sorta di Tanathos in chiave Erotica, perchè il canto delle Troiane è molto importante per sottolineare la tragedia che si sta delineando nel racconto in un crescendo sempre più pieno di pathos fino al culmine del tanathos. Sofferenza e morte, morte e canto delle Troiane a stendere un pietoso velo. L'ultima volta che l'abbiamo sentito, intendo un pubblico vasto e non di nicchia dei frequentatori delle arene in rudere, è stato al cinema con il film La Dea Dell'Amore di Woody Allen nel quale il regista, sposato con una donna intellettuale e raffinata intenditrice d'arte, andava alla ricerca della madre naturale di un bambino che aveva adottato ritrovandola in una sorta di attrice di base e prostituta part time alla quale dopo varie peripezie ultima delle quali in congiunzione carnale, decideva di non rivelarle l'esistenza del suo bambino. Di pari passo con l'amore e con la morte anche lei alla fine dopo essersi sposata non gli rivelava di aver concepito una bambina in quella loro notte d'amore. Ad alternare le scene fra moglie e amante, si sentiva in sottofondo il canto delle Troiane messo in scena in un'Arena a raccontar la tragedia di Giocasta nell'Edipo Re. Tragedia sfiorata nel film, ma chiuso in bellezza perchè tutti vissero felici e contenti senza complessi edipici per non aver visto crescere i loro figli naturali. Tutto questo per dire che i Classici Greci se non sono accompagnati dal Coro delle Troiane perdono quella marcia in più che caratterizza invece l'Opera Lirica. La quale senza il Coro non sarebbe così coinvolgente in tutto il suo melodramma che fa vibrar l'anima e core. 17 marzo 2015 primo piano LA VOCE DI PARMA 3 STRAORDINARIA ESCLUSIVA - L'incredibile risposta di via Mantova alla crisi di vendita e alla fuga dei lettori L'ultima trovata della Gazzetta di Parma ingaggia gli edicolanti al posto dei cronisti Nella lettera che riproduciamo qui a lato è sintetizzata la strategia adottata dal quotidiano locale Gazzetta di Parma per superare la spaventosa situazione finanziaria che l'attanaglia da qualche anno a questa parte. Si ricorda che nel settembre 2013 è stato ufficialmente chiesto lo stato di crisi per scaricare sul contribuente le difficoltà economiche di questo foglio che in pochi anni ha dimezzato le vendite, disperso una enorme quantità di lettori e dilapidato un patrimonio pubblicitario acquisito praticamente in regime di monopolio. E così, dopo avere decurtato gli stipendi con il ricorso ai contratti di solidarietà e lasciato a casa un gran numero di collaboratori, ecco che il direttore Molossi e l'Amministratore Delegato Matteo Montan estrarre il classico coniglio dal cilindro: sostituire il personale giornalistico con quello dei rivenditori nelle edicole. A costo zero, ovviamente, poiché non si parla assolutamente, nella missiva indirizzata a tutti gli edicolanti, di retribuire i loro articoli, le loro soffiate, le loro notizie indiscrete. L'unico costo quello del numero verde 800841028, istituito per "rendere la Gazzetta più interessante e completa". Pare, eviden temente, che anche i vertici gazzettieri si siano improvvisamente accorti - al pari di migliaia di parmigiani che prima leggevano il "foglio dei morti" e che adesso preferiscono altre letture - che il tanto propagandato "quotidiano più antico d'Italia" sia poco interessante e incompleto. Scuola di legalità a Langhirano GUARDIA DI FINANZA IN CATTEDRA Nei giorni scorsi, presso lIstituto Comprensivo Fermi Ferrari del Comune di Langhirano, si è tenuto un incontro delle Fiamme Gialle con gli studenti per parlare di cultura della legalità economica nellambito della terza edizione del Progetto. È uniniziativa che trae origine da un Protocollo dintesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza ed il Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca finalizzata a promuovere, nellambito dellinsegnamento Cittadinanza e Costituzione, un programma di attività a favore degli studenti della scuola primaria e secondaria. Lintento è di far maturare la consapevolezza del valore della legalità economica, con particolare riferimento alla prevenzione dellevasione fiscale e dello sperpero di risorse pubbliche, delle falsificazioni, della contraffazione, nonché delluso e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Di concerto con il predetto Dicastero, è stato così sviluppato il progetto denominato Educazione alla legalità economica che, anche per lanno scolastico 2014/2015, prevede lorganizzazione, a livello nazionale, di incontri presso le scuole orientati a: -creare e diffondere il concetto di sicurezza economica e finanziaria; -affermare il messaggio della convenienza della legalità economicofinanziaria; -stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza del delicato ruolo rivestito dal Corpo, quale organo di polizia vicino a tutti i cittadini, di cui tutela il bene fondamentale delle libertà economiche. Alliniziativa è abbinato un concorso denominato Insieme per la legalità che ha lo scopo di sensibilizzare i giovani, tramite il coinvolgimento delle scuole, sul valore civile ed educativo della legalità economica, nonché in merito alle attività svolte dal Corpo in tali settori, favorendo la loro espressione libera, creativa e spontanea sulla tematica. VIA TUTTO L'AMIANTO dalla SCUOLA CORAZZA! La ScuolaCorazzadi Via F.lli Bandiera è stata oggetto di bonifica da amianto nei mesi scorsi.Risulta-però- che ci siano ancora elementi ondulati -a copertura del tetto della piscina- a contenuto di amianto.Se ciò-come emerge dai nostri riscontri- corrisponde al vero si stigmatizza l'imperdonabile dimenticanza dell'Amministrazione e si chiede all'Assessore Alinovi di portare a compimento fin da subito la necessaria bonifica in modo completo.Della questione si era interessato in suoi precedenti interventi il dr.Lodovico Cutaia,già consigliere comunale,non ricevendo risposta.. Maurizio Vescovi Consigliere comunale Gruppo P.D. I GIOVANI AVVOCATI CONTRO LABOLIZIONE DELLA SEDE DEL TAR Lattuazione del decreto RenziMadia 90/2014 convertito dalla L. 114/14 relativa alla soppressione delle sedi distaccate dei Tribunali Amministrativi Regionali toglie cittadini un esempio di efficiente Giustizia Amministrativa. LAIGA sez. di Parma esprime forti perplessità sulla volontà di rivedere la geografia del sistema giuridico amministrativo che si tradurrà in un aggravio di costi, disagi e tempo a carico dei cittadini e delle imprese. Nel breve periodo si assisterà ad un inevitabile rallentamento delliter decisionale di migliaia di cause e successivamente, quando la riunione delle sezioni nell'unica sede di Bologna sarà completata, si assisterà ad unirrazionale distribuzione delle risorse. Questo si contrappone all'attuale efficienza, rapidità ed produttività dalla locale sezione del Tribunale Amministrativo. Lauspicata economicità delloperazione risulta sproporzionata rispetto alleffettivo risparmio di spesa: è stato dimostrato, infatti, che la Sezione di Parma è in grado di autosostenere i costi di locazione e gestione attraverso le entrate provenienti dai contributi unificati. Di contro rimarranno inalterate le spese per il personale da ricollocare, a cui dovranno aggiungersi i costi del trasferimento e quelli per reperire archivi, non essendo sufficiente lo spazio già limitato negli uffici bolognesi. Risulta pertanto prematuro ed antieconomico il trasferimento a partire dal 1 luglio. È evidenze come una efficace riforma della giustizia amministrativa dovrebbe essere orientata alla razionalizzazione, alla semplificazione ed al contenimento di tempi e costi così da rendere più adeguato ed efficace il servizio reso ai cittadini. Nellottica di riorganizzazione della giustizia amministrativa e di razionalizzazione della spesa pubblica sarebbe, invece, auspicabile lestensione della competenza del TAR di Parma alle controversie della provincia di Modena, alleggerendosi così il carico di lavoro dell'ufficio di Bologna. primo piano 4 LA VOCE DI PARMA 17 marzo 2015 ESCLUSIVO - Ecco perchè il conte Eugenio De Paolini Del Monte si è introm L'ex ergastolano al servizio di Banca Monte.. DIRITTO DI PRIMOGENITURA Le lettere alla Voce che hanno portato allo scoperto la figura dell'ex ergastolano, poi catapultata su tutti i giornali Caro Direttore, mi riferisco al suo ottimo servizio come sempre arricchito da commenti e notizie che sconosciute alla stampa confindustriale - apparso sul n° 7 relativo all'istanza di fallimento della Procura a carico del Parma F.C. L'articolo evidenzia la tempestività della nuova gestione dell'Ufficio inchieste del tribunale locale rispetto all'incubazione (è una sua definizione che ho trovato molto pertinente, avendo conosciuto da vicino la vicenda) decennale della precedente inchiesta calcistica quando la Procura era comandata dal dottor Gerardo Laguardia, ospite dell'ex Cavaliere di Collecchio per le trasferte europee. Non appare condivisibile il suo ottimismo sullaria nuova che lei dice abbia cominciato a spirare in Procura per due motivi: uno dei due Sostituti che hanno proposto con rapidità inusitata listanza di fallimento - dottoressa Paola Del Monte - è la stessa che era titolare della inchiesta sul Parma Calcio di Tanzi mentre il suo Capo si lamentava presso il Consiglio Superiore della Magistratura dei ritardi a suo dire dovuti al boicottaggio del Comando Regionale della Guardia di Finanza che gli avrebbe tolto tutti gli uomini per svolgere le indagini a cinque anni dal crack Parmalat. Daltra parte la tempestività della Procura di Parma nelle richieste di fallimento fu sperimentata già in occasione dei crac delle società fantasma di Antonino Rizzone, amico e conterraneo, in odore di mafia, del predecessore di Laguardia a capo della Procura Giovanni Panebianco. Società fantasma che, grazie ai buoni uffici dellalto magistrato, avevano ottenuto dalla Cassa di Risparmio di Silingardi, affidamenti plurimiliardari (in lire), finiti immediatamente a perdita. Qui a Parma per anni non si accorsero di nulla (su copione Parmalat) e dette società sarebbero ancora in grado di far danni se non fosse intervenuta, una decina di anni fa, una istanza di fallimento da parte della Procura nazionale antimafia di Firenze. Voglio però condividere la sua speranza "renziana" (stai sereno, direttore) di un futuro giudiziario migliore sotto la direzione del dott. Rustico, magistrato di lunga esperienza con incarico di assoluta responsabilità, segnalando alcune evidenti anomalie della vicenda del Parma F.C.. - L'ex società di Ghirardi è dal 2010 associata all'Unione Parmense degli Industriali: l'affiliazione alla Confindustria è fatto abituale per le società sportive o costituiva una polizza assicurativa per i coevi bilanci fantasiosi confidando dellatteggiamento benevolo dellallora procuratore Laguardia che, come noto, aveva revocato lordine tassativo ai suoi sostituti di Vito Zincani di frequentare la tribuna vip dopo lo scandalo Parmalat, partecipando lui stesso assiduamente a sbafo alle partite casalinghe del Tardini? - Dopo l'affiliazione alla congregazione confindustriale, si dice che un esperto amministratore (oggi dimorante in via Burla) abbia collaborato, per un breve periodo, con l'amministratore delegato del Parma F.C. Costui era reduce da precedenti analoghe esperienze di affiancamento con il dott. Alberto Greci della Greci Geremia srl, con il dott. Gino Bocelli dell'Antica Torre, società che il suddetto amministratore avrebbe contribuito, durante i suoi permessi per recarsi ogni giorno al lavoro fuori dal carcere, a mandare in bancarotta Inutile dire che lindagine più fruttuosa che mi aspetto sia fatta da quella che lei definisce una nuova Procura, sia il giro di euro (uno come risulta dalle carte o qualche milione, come affermato da Manenti e dal suo direttore Alborghetti) per allestire e prolungare questa incredibile pagliacciata che sta portando nuovamente Parma, lisola felice di gazzettiera memoria, agli onori della stampa nazionale e internazionale. Auspicando che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma dia alla città risposta pronta ai quesiti che realmente stanno inquinando il clima dei tifosi del calcio ed all'ambiente imprenditoriale locale. Cordiali salti. Lettera firmata Dopo la pubblicazione nelle due precedenti settimane delle lettere di due nostri affezionati lettori (che sopra riproduciamo), si è scatenata in città la caccia alla identità dell'ex ergastolano, citato nelle due missive, che per primi abbiamo messo in relazione con l'attuale drammatica vicenda del parma Calcio. Si è così sviluppata una corsa alle rivelazioni che ha coinvolto anche gli organi giudiziari con le consuete "soffiate" al foglio mortuario cittadino aventi lo scopo di cercare di anticipare nuove eclatanti rivelazioni da parte dei nostri informatissimi lettori che, come tutti sanno, hanno un ruolo determinante nella confezione delle notizie che poi appaiono sul nostro piccolo grande settimanale. Chi sarà mai, si sono domandati per giorni e giorni gli "addetti ai lavori", dopo la prima lettera pubblicata a fine febbraio, quell'"esperto amministratore (oggi dimorante in via Burla) che collaborò per un breve periodo, con l'amministratore delegato del parma F.C."? E poi, dopo la seconda lettera, pubblicata la scorsa settimana, a chiedersi ancora di più chi fosse quel personaggio che (unica imprecisione) veniva descritto come ancora dimorante in via Burla, mentre invece pare che, nonostante due ergastoli, incredibilmente in carcere abbia dimorato molto poco. Dalla Procura è partito un siluro sui vertici della Guardia di Finanza, con gravi accuse al vice comandante Albanese di ostacolo alle indagini per fini corruttivi. E a farne le spese è stato anche il neo comandante, chiaramente incolpevole, travolto dall'aria "nuova" che spira in Procura con l'arrivo del nuovo capo, dopo anni di compiacenti coperture degli scandali cittadini. E' così trapelata la notizia di un interrogatorio con ogni probabilità a Leonardi in via Torelli il cui verbale sarebbe rimasto dentro un cassetto. Ed è venuta finalmente fuori l'identità del biergastolano che noi evidentemente ben conoscevamo ma che abbiamo lasciato in incognita per creare quella dovuta suspence in questo giallo Parma che dopo due passaggi di proprietà e la Egr. Direttore, ho letto con grande interesse la lettera pubblicata sull'attuale numero de La Voce relativa alle "anomalie" del Parma Calcio di Ghirardi. Nel complimentarmi per la conoscenza dei fatti dimostrata dall'estensore della lettera (che ammette, infatti, di sapere di questi fatti per averli seguiti da vicino) che mi ha rimembrato gli ultimi anni di lavoro alla Banca Monte Parma. Andando sul concreto, mi sono ricordato che "l'esperto amministratore" dell'Antica Torre di Roccabianca citato nella missiva in questione teneva corsi ai funzionari e quadri dell'Istituto di credito fin dagli anni novanta proseguendo la docenza fino al fallimento della stessa Azienda Agricola nel 2007 (fallimento revocato dalla Cassazione nel 2011). L'aver appreso che lo stesso è tuttora detenuto in carcere e ricordato che l'esposizione bancaria ammontava, all'atto del fallimento, ad oltre 8 milioni concentrati tra la Banca del Monte e l'allora controllante Monte Paschi Siena grazie ai buoni uffici del docente, mi viene da unirmi alle domande di chiarezza già poste dal lettore: si può conoscere il motivo per cui i presidenti pro tempore avevano affidato l'aggiornamento del personale della banca ad un detenuto ed il motivo per cui il dott. Alberto Guareschi lo avrebbe confermato nell'importante incarico mentre agiva come amministratore di attività economica - già decotta - impegnato a concentrare i "buchi patrimoniali" presso la stessa banca. Da ultimo ricordo che la Banca Monte (gestione Guareschi) ha partecipato attivamente (quale secondo azionista e quale sponsor principale) all'acquisto della squadra di calcio dalla Parmalat di Bondi e che vedeva lo stesso dott. Guareschi quale Presidente onorario del CdA, carcica mantenuta fino ai giorni attuali nonostante le dimissioni da Presidente della banca. Saluto rinnovando il mio entusiasmo per questo piccolo grande giornale. Lettera firmata girandola di presidenti, rischiava di finire nel ridicolo. E adesso la domanda che tutti si pongono è chi sia questo signor Eugenio De Paolini Del Vecchio e per quale grazia ricevuta possegga dei poteri così forti non solo per essere riuscito ad evitare di scontare due ergastoli per un cavillo giuridico, ma addirittura per essere riuscito a convocare attorno ad una tavola imbandita dell'Hotel Maria Luigia, il 20 gennaio scorso, i vertici dell'Unione Parmense degli Industriali (Figna e Azzali) per tentare di salvare il loro associato Parma Calcio di Tommaso Ghirardi, ormai in coma irreversibile, cedendolo in extremis, prima del fallimento, all'imprenditore petrolifero albanese Taci. E qui si ripropone il quesito. ancora senza risposta, del nostro primo lettore che si chiedeva che bisogno aveva una società sportiva di entrare dentro ad una associazione di industriali. A meno che non si ritenesse opportuno questo ingresso per ottenere una copertura assicurativa in una città nella quale gli scandali di ogni genere si sono succeduti a go go davanti agli occhi "in sonno" delle istituzioni preposte al controllo della legalita. Anche se non vi sono prove certe a questo proposito, è facile immaginare che vi sia stato l'intervento del signor De Paolini anche in quella fase associativa in via Al Ponte Caprazucca che, con alta probabilità, si riprometteva di precostituire una adeguata "tutela" al neofita Ghirardi dopo il suo sbarco nella città della finanza creativa dei ragionieri di Collecchio. Messa da parte la fantasia, ricaliamoci nel dramma che sta vivendo la società Parma Calcio coi propri dipendenti per dare qualche elemento in più ai nostri lettori su quello che ormai è considerato da tutti l'uomo chiave dello psicodramma Parma Calcio. Innanzitutto da dire che il signor De Paolini, dopo avere ammazzato due cugini e il patrigno, uno dopo l'altro, per impadronirsi dei beni di famiglia, e dopo essere stato condannato a due ergastoli, è entrato a pieno titolo nella Parma Bene, grazie ad un importante istituto di credito cittadino che, come ha già rivelato il nostro ben informato lettore, dovrebbe essere niente meno che la Banca del Monte di Parma. Secondo un altro nostro lettore, indirizzatoci proprio ieri da un amico edicolante dell'Oltretorrente, il De Paolini, grazie al suo certificato penale di tutto rispetto, sarebbe riuscito addirittura a ottenere la piena fifucia dei vertici della banca nel post Gorreri, che gli avrebbero addirittura dato degli incarichi inerenti la sicurezza della banca. Incombenze che sarebbero andate ad aggiungersi alle altre, conseguite in precedenza e già segnalate dal nostro lettore, dei corsi di aggiornamento del personale direttivo della banca. Altre fonti ci segnalano che dette mansioni furono svolte con grandissima soddisfazione del committente istituto di credito al punto che la fama dell'biergastolano si sarebbe propagata sino a Milano, dove gli fu tributato praticamente un omaggio alla "carriera" quando il suo lavoro fu pubblicizzato sull'inserto Espansione del Giornale di Berlusconi. Sempre secondo questa fonte, il De Paolini avrebbe portato numerose copie e di questo inserto che lo magnificava come biglietto da visita e curriculum vitae quando fu ingaggiato dal noto imprenditore dottor Alberto Greci. Imprenditore che, pochi mesi dopo, falliva. Secondo sempre questo nostro lettore, il De Paolini avrebbe portato "sfiga" anche all'avvocato Gino Bocelli che lo aveva ingaggiato come amministratore della sua azienda agricola "Antica Torre" di Roccabianca. Anche questa poi fallì con un buco di circa 15 milioni di Euro. Le entrature del De Paolini presso Bancamonte e presso l'UPI avrebbero spalancato le porte dell'ex biergastolano anche in occasione (e qui torniamo alle comiche) del goffo salvataggio del Parma Calcio. Ma la "sfiga" avrebbe avuto il sopravvento anche questa volta nonostante la presenza in campo dei poteri forti cittadini. Il curriculum vitae dell'ex biergastolano Eugenio De Paolini Del Vecchio. Dopo avere assassinato due cugini di San Secondo ed il padrigno per que stioni ereditarie, il nobiluomo, fra un' uscita dal carcere e l'altra, sarebbe stato ingaggiato come amministratore dall'Azienda Agricola Antica Torre di Roccabianca dell'avvocato Gino Bocelli e, suc cessivamente, dalla Greci Geremia Spa di Gaione. Entrambe le società fallirono in breve tempo con buchi astronomici. Accolto a braccia aperte dalla Parma Bene, avrebbe goduto di un occhio di riguar do da parte della magistratura parmense. Avrebbe frequentato con profitto anche l'Unione Parmense degli Industriali e ricevuto incarichi delicati e assai remunerativi dalla banca del Monte di Parma, finita anch'essa sull'orlo del crac al punto da essere salvata da Banca Intesa. Queste entrature nel mondo confindustriale e finanziario gli avrebbero procurato credito anche col Parma Calcio che, quando fu acquistato da Ghirardi trovò proprio nella Banca del Monte presieduta dall' avvocato Guareschi un socio finanziatore. Sarebbe stato lui l'organizzatore della cenetta clandestina presso l'hotel Maria Luigia la notte del 20 gennaio fra il petroliere albanese Taci, i vertici dell'Upi Figna e Azzali, Leonardi e il sindaco Pizzarotti (iolo per la frutta) per convincere il petroliere ad acquisire il Parma sull'orlo del fallimento Condannato a due ergastoli per l'uccisione del patrigno per questioni di eredità Simulò un rapimento dopo avere ucciso due cugini di San Secondo Amico dell'ex presidente Banca Monte Guareschi, ebbe un incarico come consulente della sicurezza della Banca cronaca 17 marzo 2015 LA VOCE DI PARMA 5 messo nelle trattative per salvare Ghiradi dalla bancarotta del Parma Calcio . e di casa nei palazzi parmigiani dei potenti DOPO IL NOSTRO INVITO A ALLA COLLETTA La fuga dei giudici "portoghesi dalla tribuna Vip Tardini in collaborazione con stadiotardini.it LOPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-ATALANTA 0-0: PUBBLICO NUMERICAMENTE SCARSO PER UNA DELLE ULTIME GARE DI SERIE A AL TARDINI DEI CROCIATI CHE HANNO ONORATO LIMPEGNO Strano interludio nel dramma del Parma Football Club che stiamo vivendo è stata la partita di ieri, con il ritorno al Tardini del calcio giocato. Sebbene la formazione bianco-crociata appartenga ancora al presidente Giampietro Manenti le porte dellEnnio si sono regolarmente riaperte, malgrado la fatwa del padrone di casa, il sindaco Federico Pizzarotti, il quale, pur non essendo certo un aficionado del giuoco del pallone, si è accomodato nella rarefatta tribuna donore, esattamente qualche metro sotto lo sky box dove ha trovato albergo lindesiderato proprietario pro tempore della squadra. Capitan Pizza non aveva solennemente dichiarato che limpianto comunale sarebbe stato negato a Manenti? Tra il dire e il fare, però, come sempre, cè di mezzo il mare. Del resto anche linceneritore non avrebbe mai dovuto esser acceso, così come restano alti i dubbi che il Parma possa iscriversi alla prossima serie B, laddove con un certo ottimismo lo vedono già collocato gli attuali occupanti il Municipio, a mio modo di vedere un po troppo incantati dagli incantatori Tavecchio & Brunelli i quali cercano di far credere di esser interessati alle nostre miserie, prodigandosi persino in una inedita elemosina (del resto la finalità delle multe raccolte è fare beneficenza), quando è notorio che più prosaicamente a muoverli sia il timore di dover risarcire grandemente i broasdcaster danneggiati per leventuale mancanza di una partita, quella, appunto del Parma, che se non otterrà lesercizio provvisorio dal Tribunale fallimentare, su richiesta del curatore, dovrà, stando le attuali norme in vigore, lasciare anzitempo la serie A dopo la dichiarazione di fallimento attesa per il 19 marzo, giorno fissata per ludienza su istanza di alcuni creditori e soprattutto della Procura di Parma. Entro quella data, però, potrebbe anche esserci il Mapi Miracolo, se lattuale patron riuscirà a monetizzare in moneta corrente in questo paese quella provvista che narra la leggenda abbia a disposizione extra U.E. Le incognite, dunque, non sono poche e il finale non è così scontato, perché tutto può accadere, nel bene o nel male. Ad esempio Alessandra Giardini di Stadio, da noi video-intervistata al termine della gara di ieri, è convinta che il Parma non riuscirà neppure a chiudere questa stagione: evidentemente lei ritiene non solo che Manenti non ci metta un euro (del resto come pensano sostanzialmente tutti), ma anche che non ci sia appunto la concessione dellesercizio provvisorio, con conseguente immediato ritiro dal campionato, sempre che non pensasse a una ulteriore ribellione dei pedatori, che potrebbero incrociare le gambe più avanti dopo essersi, invece, piegati alle richieste delle istituzioni del calcio in vista del match di ieri. Laver aderito al the show must go on non è stato particolarmente apprezzato dai più puri della tifoseria, coloro, cioè, che avrebbero preferito a fronte di una serie D sostanzialmente ormai certa e conclamata e comunque vista con un certo senso di catarsi e di espiazione dei peccati un clamoroso niet alle elargizioni del carrozzone, al fine di far saltare il banco: ed è stato per questo motivo che Capitan Lucarelli ha dovuto prodigarsi in spiegazioni dapprima con loro, e poi, a fine partita, anche con la stampa, allorquando ha sostenuto che i giocatori non si sono piegati ad alcun ricatto o compromesso e soprattutto se si è giocato non è certo stato per i soldi (due mezzi stipendi, come li ha chiamati lui). Io ho la sensazione che dei dipendenti ci si stia servendo un po come di uno scudo umano, in questa vicenda, anche se mi rendo conto di quanto possa esser importante cercare di far guadagnare loro qualche soldino in vista di tempi peggiori. Così come, sarò malfidente, ho un tot di riserve nel fidarmi di Tavecchio e del suo fondo americano pronto a salvare il Parma acquistandolo dal tribunale al solo prezzo dei debiti sportivi, nel frattempo rimodulati. A questo proposito debbo doverosamente apportare un aggiornamento rispetto a quanto scrissi nell, in quanto io avevo calcolato che quei 5 milioni di elemosina dovessero esser restituiti, e invece, trattandosi di un gentile omaggio a fondo perduto (come Tavecchio ha ben specificato a seguito di mia richiesta), non vanno considerati. E così da 60 che erano i debiti sportivi (70 la somma complessiva che avevo previsto per lacquisto, avendo valutato 10 milioni la società in bonis con allinterno il parco calciatori e il settore giovanile) ora scendono a 55. Non solo: siccome con quei 5 milioni si pagano alcune mensilità ai calciatori, con relative tasse, è chiaro che si abbassa anche il debito sportivo stesso, dal momento che io avevo calcolato 10 milioni per i quattro mesi di marzo, aprile, maggio e giugno. Se per esempio quei 5 milioni valessero per quattro mesi ecco che se ne possono togliere altri 10 da quel computo. Lucarelli, però, nella intervista che mi ha rilasciato ieri parlava di due mesi e mezzo e non quattro. Giova ricordare, poi, come già io avessi scontato da 17 a 10 parte degli stipendi netti. E anche i debiti vs società estere io avevo scritto 5, ma potrebbero essere 8. E chiaro, però, che pur rischedulando il debito, uno bravo, pur partendo da 50 e non da 60, o anche 45, non credo riesca facilmente ad arrivare a quei 15-20 che sperano in Municipio possa esser il prezzo finale del Parma allasta fallimentare. E anche ci si riuscisse dubito fortemente che le forze del territorio riescano a garantire un tale esborso. Mentre il famoso fondo americano di Tavecchio non vorrei fosse solo uno specchietto per le allodole per ottenere quel che davvero interessa a lui e alla Lega: chiudere il campionato con il Parma in campo per non aver rogne con la tv. Parma-Atalanta, dunque, rischia concretamente di essere una delle ultime gare in serie A per i crociati: anzi, Piovanone, in uno dei suoi pezzi apparsi questoggi sulla GdP, azzardava persino lultima: peccato che a questa sorta di commiato dalla massima serie, che in un quarto di secolo ci ha riservato grandi soddisfazioni, ci fosse un pubblico quantitativamente poco rilevante. Infatti, al di là delle cifre ufficiali, gran parte degli abbonati ha preferito disertare lEnnio nonostante la bella giornata di sole. Indubbiamente potrebbe esser leffetto delle molteplici delusioni accumulate da qualche mese a questa parte, però vedere lo stadio semi vuoto non credo incoraggi gli ipotetici salvatori della Patria a gettar soldi nel calderone. La partita, per dirla come la Giardini, non è stata neppure orribile. Specie quella del Parma. I pochi presenti (il creditore che ha fatto pignorare lincasso non ha fatto un gran bottino, e comunque se ci sarà il fallimento, secondo il nostro Azzecca Garbugli, dovrà presto renderlo al curatore fallimentare che sicuramente farà la revocatoria), infatti, alla fine, non hanno lesinato applausi ai protagonisti, apparsi con la mente sgombra, anche se con tutti i limiti che ben conosciamo. Se da un lato è piacevole sottolineare come nelle ultime due gare disputate il Parma non abbia preso gol, dallaltra continua a non farne, anche se è beneagurante il ritorno di Massimo Coda che, a pochi mesi dal grave infortunio, è tornato in campo già provando a segnare. Ovviamente per quel che questo può servire, ma vista la volontà di rianimarci e tenerci in vita anziché morire miseramente, proviamo a giocarle al meglio, cercando di onorare il torneo. Così, però, come dovrebbero cercare di rispettare il Parma anche gli arbitri, anziché infierire come stan facendo ultimamente. Ieri Di Bello, anche secondo lanalisi che tra poco leggerete del nostro esperto Matteo Agoletti, ha negato due rigori al Parma e cacciato Rodriguez con una espulsione un po eccessiva, dal momento che i due cartellini gialli che lhanno cagionata erano entrambi esagerati (anche se sulla Gazzetta di Parma Paolo Grossi, che ha gratificato il direttore dellincontro con un 6,5 non è del medesimo avviso: Spiace per Rodriguez, ma i due gialli ci stavano, così come ha fatto bene a non assegnare i rigori reclamati per i mani di Mendes e Nasiello. Resta il dubbio sulla cintura dello stesso Masiello a Coda e lì poteva essere aiutato dai collaboratori. Ci sembra un buon arbitro). Cipolla, però, avrebbe dovuto evitare di colpire il braccio dellarbitro dopo la sanzione, anche se capisco che abbia il sangue caliente e la frustrazione per come stanno andando le cose. Il rischio, infatti, è che la sanzione possa esser superiore rispetto alla classica singola giornata che gli spetterebbe di listino, laddove Di Bello dovesse aver scritto qualcosa di più grave a referto. A parte il fatto, però, che quella di ieri, per lui, è stata comunque lultima prova con la maglia del Parma (StadioTardini.it ha documentato ieri sera il commiato con Capitan Lucarelli), visto che a breve si trasferirà al Gremio, per potersi meglio preparare, giocando con continuità, alla prossima Coppa America. La segreteria del Parma, ovviamente, dovrà segnalare a quella del club brasiliano la squalifica che gli sarà comminata: poi dipenderà dalla locale federazione se fargliela scontare o meno, essendo di sua competenza. La cessione di Rodriguez potrebbe avvenire con la formula del prestito su prestito. In effetti, da regolamento, sono possibili le cessioni verso i mercati aperti e in Brasile lo è e potrà esser perfezionata direttamente dal Parma col placet dellAtletico Madrid, Chi è l'ex ergastolano andato a cena Taci, Leonardi, il presidente ed il direttore dell'Unione Industriali Figna e Azzali? ciuci tra poteri forti e amministratori pubblici (che avrebbero dovuto fare la rivoluzione, ma che hanno atteg giamenti piuttosto reazionari), con collante un soggetto come De Pao lini. Io non saprei dire con precisione quale sia stato il suo ruolo in questa questione, perché da un lato risulte rebbe essere luomo di fiducia di Taci, dallaltro sembrerebbe essere in un qualche modo legato agli in dustriali, che evidentemente vedeva no di buon occhio che il proprio associato Ghirardi si salvasse da fallimenti e bancarotte attraverso un passaggio di mano al petroliere al banese, particolarmente benvoluto pure da chi conta parecchio nel calcio e nella politica nazionale. Colgo loccasione per sottoline are nuovamente il mio diverso punto di vista rispetto al comune pensare circa i travagliati passaggi di proprietà del Parma F.C.. Magari mi sbaglio e al limite prenderò una can tonata di quelle che tanto piacciono ai miei detrattori, soliti a stupirsi della pagliuzza nellocchio quando hanno un tronco infilato in qualche altro orifizio: però, è mia convinzio ne, anche per gli elementi che posso aver raccolto in questi mesi, che non vi fosse alcun interesse da parte di Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi a trovare qualcuno (prima Taci e poi Manenti) che fallisse al loro posto: viceversa ritengo che gli stessi aves sero fatto di tutto per scongiurare il fallimento attraverso passaggi di proprietà reali, o da loro ritenuti tali. E notorio, infatti, che sistemando le cose lavrebbero sfangata senza dover render conto alla magistratura delle loro legittime curiosità, cosa ben diversa, come gli ultimi avveni menti stanno dimostrando, dal met tere fantocci. Apposta che Tom è incazzato come una biscia con Rezart al punto da fargli persino causa (poi che labbia fatto o meno è tutto da vedersi, ma lha pubblicamente pa ventata). Io penso che il Ghiro sia sincero quando asserisce che credeva di aver messo il Parma in buone mani: e ovviamente non è che lo facesse per i tifosi, ma appunto per sé stesso. Così come Leonardi, attraverso i fantomatici piani B e seguenti, non è che volesse salvare il Parma, quan to sé stesso, trovando, appunto, qual cuno che acquistasse il Parma. Quando Taci gli aveva mandato Kodra ad annunciargli che entro mercoledì avrebbe portato i libri in tribunale (la notte di Milan-Parma), il Leo, che poche ore prima aveva messo alla porta Manenti e il suo staff che si erano presentati a casa sua per presentare la propria offerta, li richiamò in tutta fretta. Con la lucidità che aveva in quel momento, e con il terrore fottuto del fallimento (che sta alla base dei suoi disturbi, che magari saranno pure psicosomatici, ma che minano corpo e psiche) in quel momento gli sareb be andato bene chiunque. Io stesso spiegai come avrebbe dovuto esser preso quel tentativo disperato con una parabola ormai classica: lo stre gone che porge la pozione magica al malato cui la medicina regolare ha già tolto ogni speranza. Questo nella consapevolezza che nella peg giore delle ipotesi nulla sarebbe cam biato, nella sostanza (lasciamo per dere il colore) rispetto a scenari già Debbo rivolgere le mie con gratulazioni al giornalista di Tv Par ma Marco Balestrazzi perché mentre io ieri, verso mezzogiorno, pensavo di esser stato coraggioso nello spen dere lacronimo EDP, lui, poco dopo, nel TG Parma delle ore 12.45, non avrebbe lesinato il nome e il cognome di Eugenio De Paolini, il personaggio chiave del controverso passaggio di proprietà della maggio ranza delle azioni di Eventi Sportivi, la società controllante il controllato Parma F.C., dalla famiglia PasottiGhirardi alla Dastraso Holdings, emanazione del self made man alba nese Rezart Taci. Ieri mattina, infatti, la Gazzetta di Parma, in un articolo di Georgia Azzali, aveva raccontato la movi mentata notte di inizio dicembre nella caserma delle fiamme gialle di un dirigente del Parma Calcio (non penso fosse così difficile indo vinare chi fosse ) con tanto di ver bale che sarebbe rimasto negli incar tamenti di Via Torelli anziché esser trasferito in Vicolo San Marcellino, ove ha sede la Procura. Atto omesso, secondo i P.M., che hanno appunto mosso laccusa al rimosso vice co mandante provinciale della Guardia di Finanza Luca Albanese (cogno men omen), autore del presunto tem poreggiamento e, diciamo così con linguaggio da giustizia sportiva, per responsabilità oggettiva, al suo capo Danilo Petruccelli. I rapporti De Paolini-Albanese, però, sarebbero stati, secondo il ca stello accusatorio, un po più intrec ciati, giacché è stata mossa, in modo articolato, anche laccusa di corru zione. Complimenti anche a Georgia Azzali che ieri, a proposito del non citato De Paolini, aveva scritto che questi sarebbe un consulente azien dale da tempo ben inserito negli ambienti economico-finanziari del la città mentre oggi il collega ano nimo che ha scritto sullargomento si è limitato a interrogativi che la sciano fuori scomodi collegamenti tra De Paolini e gli ambienti econo mico-finanziari della città, e aperti altri (Perché De Paolini era in contatto con il Parma? Quale il suo ruolo negli avvicendamenti societari, considerando anche i rapporti con Rezart Taci?). E evidente che quegli ambienti economico-finanziari della città pos sano essere sintetizzati in un acroni mo, UPI, peraltro come dimostrato dalla circostanza che proprio De Paolini sarebbe stato secondo quanto raccontato ieri dal TG3 (poi ripreso dallAgenzia ANSA e a ca scata da tutti gli altri organi di infor mazione tradizionali o moderni) lorganizzatore della famosa cena riservata al Maxim del 21 gennaio 2015 tra il gotha degli industriali di Parma (rappresentanti dal presidente Figna e dal direttore Azzali, anche se la Gazzetta di Parma odierna si limita spudoratamente a scrivere di altri esponenti delle istituzioni ), e la proprietà e il management del Parma F.C. pro tempore, incluso il patron Taci e non solo il presidentino Kodra, oltre al DG Leonardi, con il sindaco Federico Pizzarotti (che ora, dopo aver fatto da banca a Ghirardi si schifa di Manenti), convocato in extremis via sms da Leonardi mentre era ospite di Parma Europa, che si sarebbe aggiunto solo per il dessert. Quando feci il resoconto di quel la serata per il lettori di StadioTardi ni.it non riferii che tra i commensali cera anche De Paolini perché la sua presenza non mi era stata segnalata, né io prestai la dovuta attenzione alle immagini girate da Tv Parma, anche perché in quei giorni le scene erano tutte per lo scacchista garsu non che si divertiva ad apparire e scomparire, mentre i giorni, ineso rabilmente, passavano Ed è stato bravo Balestrazzi il quale non è come me che non deve rispondere a nessun superiore, ma appunto la vora per una televisione che appar tiene agli industriali locali a sotto lineare, persino in apertura di servizio, la presenza del mancato duplice ergastolano a quellhappe ning. Intendiamoci: quella cena non ha alcun tipo di rilevanza penale, e peraltro io non sono un magistrato, ma visto che mi sono ritagliato il ruolo di Grillo Parlante, o se preferite di Moralizzatore, ecco, io trovo in quietante che nella martoriata Parma nellanno di grazia 2015, le decisioni continuino a passare attraverso in Il nostro invito ai fortunati frequentatori della tribuna Vip del Tardini a contribuire, dopo tanti anni di visioni "portoghesi", alle difficoltà del Parma Calcio con una colletta per raccogliere denaro e permettere almeno ai ragazzi delle giovanili di fare la doccia calda dopo gli allenamenti ha sortito uno strano effetto. I "settore" dei giudici (nella foto a lato l'ex procuratore Laguardia, uno dei più assidui frequentatori prima del pensionamento), è apparso domenica scorsa in occasione della partita con l'Atalanta improvvisamente disabitato (foto sopra). proprietario del cartellino. Rodriguez, infatti, non potrebbe tornare allAtletico, visto che anche in Spagna il mercato è chiuso. La decisione se accontentare il giocatore che appunto vorrebbe trasferirsi immediatamente in Brasile spetta a Manenti (o al curatore speciale nominato dal Tribunale?) che comunque non dovrebbe mettere il bastone tra le ruote al giocatore, anche se questi non può mettere in mora il Parma, poiché gli emolumenti di gennaio, febbraio e marzo sono da saldarsi dopo metà maggio, per cui, al momento, il club emiliano non è in difetto, ma è chiaro che serve un gentlemen agreement tra le parti. Nello stesso tempo, però, il curatore fallimentare potrebbe un domani esercitare una azione di responsabilità su Manenti domandando conto della cessione anche se Rodriguez non è un calciatore di proprietà, dunque non si intacca la patrimonialità, visto che il Parma è solo titolare del tesseramento fino al 30.06.2015 scritti con la decisione dellalbanese di ritirarsi, dopo tre mesi di giochi a scacchi, costati il colpo di grazia al glorioso club. Tutti gli appassionati della fallimentopilotatomania accusano Super Mapi di aver fatto perdere del tempo prezioso: costoro, tuttavia, dovrebbero sempre mante nere a memoria come il 28 gennaio il Parma F.C. superò indenne at traverso desistenze nel frattempo ottenute da coloro che avevano pre sentato istanza la prima udienza prefallimentare. Non trovo riscontri, infine, a quanto asserisce, senza alcuna spie gazione a supporto, lautorevole giornalista rosa allorché asserisce Lo stesso De Paolini, oltre ad aver avuto il compito di convincere Taçi, avrebbe avuto un ruolo anche nel limprovvisa cessione a Giampietro Manenti: per quelli che sono gli elementi di mia conoscenza, infatti, De Paolini non agevolò affatto que sto passaggio, anzi direi esattamente il contrario. Può essere, tuttavia, che la mia verità putativa sia parziale per man canza della totalità della visione. Il passaggio delle quote, comunque, dalla Dastraso a Manenti, secondo quanto ebbi modo di sapere dalle mie fonti confidenziali, non risultò affatto semplice o lineare anche per via dellostruzionismo un po bor derline di alcuni protagonisti della scena. Apposta mi viene sempre da pensare che Manenti sia stata la scheggia impazzita che ha rotto tutti gli equilibri: mentre Taci andava bene proprio a tutti Gabriele Majo 6 LA VOCE DI PARMA cronaca 17 marzo 2015 Dalla parte del cittadino contro i sopprusi dei poteri forti Diritti calpestati Una pagina dedicata ai cittadini costretti a subire ingiustizie quotidiane, a coloro che, con dignità, cercano di fronteggiare la crisi vedendosi pugnalare alle spalle da chi dovrebbe invece aiutarli. Banche, Equitalia, usura, anatocismo: fatti che segnano la vita di imprenditori e famiglie alla ricerca di una boccata di ossigeno. Mandateci le vostre segnalazioni, raccontateci le vostre esperienze inviando una mail all'indirizzo: [email protected] LItalia declassata? Lagenzia di rating ci guadagnò 2,5 miliardi Esplora il significato del termine: LItalia pagò sullunghia a Morgan Stanley 2 miliardi e mezzo di euro dopo il declassamento subito da Standard & Poors (S&P) il 19 settembre 2011, come previsto, in caso di downgrade, da una clausola di un contratto di finanziamento della banca daffari statunitense. Malgrado quel declassamento fosse ritenuto dagli esperti ingiusto. Nonostante fossero già iniziate le indagini sui possibili interessi speculativi dellagenzia di rating S&P, finite poi con un rinvio a giudizio di alcuni dirigenti, attualmente sotto processo a Trani. E a dispetto del fatto che Morgan Stanley fosse tra gli azionisti di Mc Graw Hill, gigante dellinformazione che controlla proprio Standard Poors. LItalia pagò sullunghia a Morgan Stanley 2 miliardi e mezzo di euro dopo il declassamento subito da Standard & Poors (S&P) il 19 settembre 2011, come previsto, in caso di downgrade, da una clausola di un contratto di finanziamento della banca daffari statunitense. Malgrado quel declassamento fosse ritenuto dagli esperti ingiusto. Nonostante fossero già iniziate le indagini sui possibili interessi speculativi dellagenzia di rating S&P, finite poi con un rinvio a giudizio di alcuni dirigenti, attualmente sotto processo a Trani. E a dispetto del fatto che Morgan Stanley fosse tra gli azionisti di Mc Graw Hill, gigante dellinformazione che controlla proprio Standard Poors. È grave il quadro che emerge dalle carte aggiuntive appena depositate dal pm Michele Ruggiero relative al processo contro le agenzie di rating S&P e Fitch, che il 5 marzo riaprirà i battenti a Trani. In quel dibattimento i due colossi del rating sono accusati di aver manipolato il mercato generando il panico e alimentando speculazioni ai danni del nostro Paese. La procura di Trani, ha dato seguito allesposto presentato in molte procure da Adusbef e Federconsumatori (dopo i declassamenti dell 8 e 11 luglio 2011 che causarono un tonfo in borsa e portarono il differenziale al massimo storico degli spread tra i Btp e i Bund tedeschi). E, in sostanza, ora documenta questa sequenza: S&P ha bocciato lItalia, e proprio in seguito a ciò la banca Morgan Stanley, che in parte la possiede, ha deciso unilateralmente di far valere quella clausola onerosa per il Paese declassato: il nostro. E il Ministero dellEconomia non ha ritenuto di chiedere un parere giuridico sulla possibilità di difendersi da quella clausola. O, almeno, di prendere tempo in attesa di capire la legittimità e trasparenza di quei declassamenti. Perché? Esplora il significato del termine: Il capo della direzione debito pubblico del Mef, Maria Cannata, si è - come lei dice al pm il 5 maggio 2014 «sciroppata» la questione. Spiega perchè non si chiese una consulenza finanziaria: «Non cè bisogno. Abbiamo dirigenti di altissimo livello». Perchè non rinegoziaste, le chiede il pm? «Il mercato una cosa così non la capirebbe», replica, precisando di aver ottenuto che non tutta la somma dovuta, oltre 3 miliardi, venisse liquidata subito. Perchè non consultare lavvocatura dello Stato vista la somma importante? «Non cerano i tempi tecnici». Avvocati esterni? «Quando una cosa è così chiara e netta lo Stato non può permettersi di dire: «Vabbé, adesso vedo se ti applico la clausola o no. Reputazionalmente sarebbe deleterio. È come se uno ricusasse un giudice». Al pm che le chiede se le risultasse la partecipazione di Morgan Stanley o altre banche controparti del tesoro in agenzie di rating la dirigente risponde: «Non credo proprio». E sul perchè non si aspettò lesito delle indagini sulle agenzie di rating conclude: «Non cè nemmeno una sentenza di primo grado ...».Il capo della direzione debito pubblico del Mef, Maria Cannata, si è - come lei dice al pm il 5 maggio 2014 «sciroppata» la questione. Spiega perchè non si chiese una consulenza finanziaria: «Non cè bisogno. Abbiamo dirigenti di altissimo livello». Perchè non rinegoziaste, le chiede il pm? «Il mercato una cosa così non la capirebbe», replica, precisando di aver ottenuto che non tutta la somma dovuta, oltre 3 miliardi, venisse liquidata subito. Perchè non consultare lavvocatura dello Stato vista la somma importante? «Non cerano i tempi tecnici». Avvocati esterni? «Quando una cosa è così chiara e netta lo Stato non può permettersi di dire: «Vabbé, adesso vedo se ti applico la clausola o no. Reputazionalmente sarebbe deleterio. È come se uno ricusasse un giudice». Al pm che le chiede se le risultasse la partecipazione di Morgan Stanley o altre banche controparti del tesoro in agenzie di rating la dirigente risponde: «Non credo proprio». E sul perchè non si aspettò lesito delle indagini sulle agenzie di rating conclude: «Non cè nemmeno una sentenza di primo grado ...». Sentenza storica sull'usura bancaria, condannato ex direttore generale Sentenza storica a Palermo: l'ex direttore generale di un istituto di credito è stato condannato per usura bancaria. Si tratta di una delle prime decisioni giudiziarie in Italia per questo tipo di reato. Il processo si è svolto con rito abbreviato davanti al gup Vittorio Anania: alla sbarra c'era Francesco Maiolini, ex direttore generale di Banca Nuova, condannato a otto mesi, con pena sospesa, indagato insieme a Martino Breganze, presidente dell'istituto di credito, e Rodolfo Pezzotti, direttore dell'area commerciale, per i quali il processo inizierà il 18 maggio dopo il rinvio a giudizio. Secondo l'accusa, i tre "non impedivano, pur avendo l'obbligo giuridico di evitarlo, che fossero pretesi e applicati interessi usurari". In particolare, i tassi avrebbero inciso rispettivamente per cinquemila euro (di cui 4mila compensati) e 3.495 sui conti di due società. A denunciare la banca erano stati gli stessi titolari delle aziende e nell'inchiesta era finito anche l'ex procuratore di Palermo, Francesco Messineo. Maiolini aveva telefonato ad alcuni magistrati per avere informazioni sull'indagine in corso e avrebbe così saputo dal procuratore di Palermo notizie che in teoria non avrebbe dovuto conoscere. Il procuratore, poi indagato per violazione del segreto istruttorio a Caltanissetta, si è sempre difeso dicendo di avere comunicato a Maiolini cose di cui era già a conoscenza avendo ricevuto l'avviso di conclusione d'indagini. Parmigiani... Parmigiani... Non mi stancherò mai di ripetermi e di ripetervi che tutti quelli che fanno politica la fanno solo per la poltrona, la maggior parte di questi signori nella vita non sa fare nulla, ma proprio nulla, ma scoprono sin da piccoli che raccontar palle alla gente può essere il loro mestiere per fare un cazzo dalla mattina alla sera e prendere anche un ottimo stipendio oltre che rubacchiare un po. A Parma, dopo le mirabolanti performance del Movimento 5 Stelle e le elezioni a sindaco di Pizzarotta, si sperava che Grillo piombasse a Parma e scaravoltasse la città come un calzino, facendo vedere a tutti i sorci verdi, avrebbe avuto terreno fertile da tutte le parti, dalla procura al tribunale, dalle banche alla finanza, di scandali qui se ne sono collezionati a iosa, non ci sarebbe stato che limbarazzo della scelta, dal debito pubblico astronomico allo scandaloso buco di Banca Monte Parma e invece, dopo linsediamento degli indemoniati 5 Stelle in Comune tutto è stato come prima, proprio come prima, uguale uguale, ma proprio uguale uguale uguale. La settimana scorsa in Comune si è trovato laccordo su STT e la sua montagna di debiti con le banche, erano tutti lì in Comune, Sindaco in testa, tutto preso a giocherellare col suo smartphone e a guardarsi in giro un po incuriosito con la faccia di chi si continuava a fare la stessa domanda: Ma cosa ci faccio io qua, ma sono proprio io che sto facendo queste cose qua? Mi sto mettendo daccordo con le banche, proprio con le banche? Le famigerate banche nemiche di Beppe, il capopopolo 5 Stelle? Roba da non credere. Fare un accordo con le odiate nemiche di Beppe .Oh Pizzarotta ma cosa stai facendo? Ma noi non dovevamo essere quelli che dovevano fare un mazzo tanto alle banche? Non eravamo quelli del signoraggio? Quelli di cosa? Signoraggio? Ma cosè?. Beppe, Beppe ma vi rendete conto di quanto siete stati e siete ridicoli agli occhi della gente che vi ha votato credendo alle vostre fandonie? Praticamente il tuo eletto numero uno a Parma fa accordi con le banche per il debito pubblico che se lo ingroppano alla grande e tu Beppe manco una parola dici? O Beppe, Beppe ma dove sei? In Vacanza? Per me siete diventati una ciurma di pagliacci e di fronte alle banche siete stati solo capaci di mettervi col sedere allinsù. Va beh, caro Beppe, sei così preso anche tu con i casini dei tuoi spettacoli saltati ovunque per i troppi vaffaday che ti hanno mandato i tuoi ex elettori, tantè che chissà andando di questo passo alle prossime elezioni se ci sarete più. Ma qui a Parma avete superato ogni limite con questo accordo pazzesco. A proposito, questi accordi si possono visionare o sono top secret? Mi piacerebbe molto visionarli e magari farli anche periziare da qualche esperto, questi nuovi mutui o quel che sono, per vedere a che tassi di interesse sono stati stipulati e se per caso non sono già in partenza usurari, quelli in passato di sicuro, basterebbe solo analizzarli, come ad esempio quelli dellex Spip ormai fallita per trovarvi mille magagne. Avvocato Allegri, lei che è sempre così solerte, perché non va a mettere un po il naso in questi accordi che dovrebbero essere pubblici e tutti i cittadini dovrebbero poter prenderne visione? Lei cosa ne dice? Non le sembra il caso di ficcarci un po il naso, vedrà che ne scoprirà di cosine poco chiare, o no? E comunque vadano o sono andate le cose si tratta di soldi dei contribuenti, quindi soldi di tutti ,pubblici che come al solito sono quelli che ce li mettono e rimettono. Debito pubblico, soldi pubblici, accordi privati tra amministrazioni e banche di cui non si ha diritto a sapere nulla? Cè da rimanere di stucco e lopposizione? Tutti daccordo quando si tratta di banche? DallOlio ci sei, Ghiretti cosa stai facendo? Ho un sonno stamattina, ah, dimenticavo devo anche passare in banca per la rata del mutuo .Parmigiani .Parmigiani Marcello Valentino cronaca 17 marzo 2015 PASSATA LA FESTA GABBATA LA DONNA Una mia celebrazione tardiva e provocatoria dellotto marzo Una mia celebrazione Il modo più maschilista per fuggire dalle discussioni impegnative, per evitare gli scontri conseguenti e per ritrovare lunanimità di vedute è sempre stato questo: Adesso basta, parliamo di donne. Se si litiga in materia di politica e sui partiti in particolare, si finisce, in modo volgare, per esprimere una preferenza comune verso il PDF, partito della f . Questo atteggiamento ha indubbiamente il sapore di un erotismo da strapazzo, ma la dice comunque lunga sullattenzione che gli uomini nutrono verso laltro sesso, non solo in materia squisitamente sessuale. Anche in politica, pur rimanendo intatti certi pregiudizi, le donne si stanno conquistando un ruolo tuttaltro che marginale. Daltra parte il motivo principale di arretratezza delle società arabe, e sottosviluppate in genere, sta nella emarginazione restrizioni legali cospirano per impedire alle donne di essere economicamente attive. Le denunce sono abbastanza precise e documentate, basti pensare che negli Usa, non quindi nel califfato dellIs, a parità di qualifica e di mansione, cè un divario del 15% nella retribuzione. Attenzione però ai tranelli. Christine Lagarde, come riporta Federico Rampini su La repubblica, oltre alla denuncia ha fatto una previsione ed un augurio: «Il 2016 sarà lanno di una donna presidente degli Stati Uniti». Il giornalista si chiede allora: Hillary (Clinton) più Angela (Merkel) più Christine (Lagarde), sarebbe un G-3 capace di cambiare gli equilibri? *** Kennedy in gonnella. Tutto può servire, ma non illudiamoci di risolvere il problema dellemancipazione femminile solo mettendo donne ai massimi delle donne, relegate in un ruolo subalterno, private dei diritti fondamentali, mutilate e defraudate persino della loro sessualità. Ho sempre avuto molta fiducia nella donna e nei suoi valori, anche in politica, e quindi ritengo che uno dei meriti principali del renzismo sia proprio quello di avere offerto spazi notevoli ed in ruoli significativi alle donne. Qualcuno attacca con il solito benaltrismo: dite quel che volete, ma un governo con la presenza femminile al 50% non è poca cosa. La violenza sulle donne dilaga e non bastano le livelli del potere mondiale: assomiglia tanto allillusione di risolvere i problemi della sanità collocando nelle funzioni di ministro della salute un grande medico, i problemi della giustizia con la presenza, a livello ministeriale, di un grande giudice, i problemi della musica con un ministro direttore dorchestra e via discorrendo. Un altro importante giornalista, Andrea Bonanni, promuove Angela Merkel a cancelliera del mondo, la definisce la nuova Kennedy, la considera la vera leader globale, capace di mediare non solo tra i una simile prospettiva nella Chiesa cattolica. Partivo con domande provocatorie a cui mia madre ironicamente prestava il fianco. LA VOCE DI PARMA mesi di vita, ha saputo tenere unita la famiglia, educare i figli con rigore, infondere in essi il senso del dovere e lo spirito di sacrificio. In essa voglio sottolineare la vera emancipazione, fatta di coraggiosa assunzione di responsabilità: le sofferenze di mia nonna hanno insegnato alle donne molto più degli strilli delle femministe arrabbiate e degli atteggiamenti superbi delle donne cosiddette moderne. Esco subito dalla sfera degli affetti familiari e dal passato IL DÒNNI E I PRÉT Quando ritengo opportuno definire sinteticamente la linea del nostro giornale, mi permetto (il direttore me lo perdonerà sicuramente) di sostenere che si sforza di rappresentare la voce degli sfigati e di alzare la voce nel mare di omertosa mediaticità parmense, dicendo, magari a volte gridando sgarbatamente, qualche pezzo di verità accuratamente coperta. Quando vedo in televisione le immagini di Pechino avvolta da uno smog che si taglia col coltello, mi viene spontaneo pensare a Parma coperta dalla nebbia fumosa prodotta, più o meno subdolamente, dai suoi media imperanti, che somministrano ai cittadini il solito menu fatto di omertà e patate. Recentemente il nostro giornale ha concesso la voce a una persona ferita, forse più indispettita, dal presunto comportamento della moglie che avrebbe preferito la trasgressiva alcova di un prete di periferia al letto matrimoniale, peraltro abbandonato da oltre dieci anni. Non ho capito cosa intendesse denunciare questo cittadino. Se voleva sputtanare la moglie, ha sbagliato bersaglio e indirizzo: la moglie, maggiorenne e vaccinata, ha il sacrosanto diritto di andare a letto con chi vuole. Se voleva appellarsi a una sorta di tribunale morale (una Sacra Rota de noantri), dovrebbe sapere che di questi problemi non si risponde alla Voce di Parma ma a quella della propria coscienza. Se invece moriva dalla voglia di inveire contro lipocrisia di certi comportamenti clericali e, nel caso specifico, anche dellestablishment curiale parmense, è tutto un altro discorso e sfonda una porta aperta. È giunta lora che i preti vivano la loro sessualità alla luce del sole, senza i sotterfugi conseguenti ad un anacronistico ed obbligatorio voto di castità: questo è il vero problema. *** Lasciamo stare il solito luogo comune per il quale ai preti verrebbe comodo accoppiarsi con le donne degli altri. Cerchiamo di essere seri, ma con un po di ironia, e di considerare invece come parecchi sacerdoti in carriera e molti uomini disposti al presbiterato vogliano sposarsi (lunica categoria di persone oltre agli omosessuali), mentre nessuno più si sposa, né in chiesa né in comune: sembrano gli unici a volerlo fare e qualcuno maliziosamente e sornionamente pensa che non sappiano prevedere la disgrazia cui vanno incontro. Recentemente un amico sacerdote, con cui di sfuggita ho affrontato largomento dei preti in libera (?) uscita, mi ha schiantato con una battuta stupenda, sdrammatizzante e piuttosto realistica (anche se un po antifemminista): «Forsi pu che i prét che va a dònni, jen il dònni ca va a prét». Il caso segnalato, con tutto il rispetto per i presunti protagonisti attivi e passivi, ne dà una ulteriore dimostrazione? Al di là delle facili battute, effettivamente, qualche grosso cambiamento sembra finalmente profilarsi allorizzonte con la conseguente liberalizzazione del celibato sacerdotale. Meglio combattere su questo versante che scandalizzarsi per gli eventuali comportamenti trasgressivi (verso cosa poi è tutto da inventare o da dimostrare). E. M. quote rosa a interromperla. Tuttavia il loro accesso alla politica qualcosa dovrebbe cambiare nella società. Confesso, a volte, di irritarmi un tantino per il loro atteggiamento esibizionistico, ma subito mi calmo pensando come anche gli uomini non scherzino al riguardo e come non si possa e non si debba pretendere che il comportamento femminile diventi la copia in rosa di quello maschile. A tal proposito mia madre acutamente ed ironicamente osservava, sferzando la rivoluzione avvenuta nei costumi di vita: «Il dònni i volon fär i òmmi e i òmmi i volon far il dònni: podral andär bén al mónd?». È vero, molto spesso si ha la sensazione di una raggiunta parità di difetti piuttosto che di diritti, ma il mondo sta cambiando e forse proprio ad opera della donna. *** Il trio dei donni. Il giornalismo è attento a questo fenomeno e spesso assistiamo a una sorta di gara ad essere più femministi del femminismo. Recentemente Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale dal 2011, ha lanciato alcuni allarmi in materia di sessismo sul lavoro, ipotizzando una sorta di strisciante e generalizzato complotto contro le donne: in troppi paesi le riottosi partner del Veccho continente, ma anche tra posizioni opposte come quelle di Putin e Obama. Calma e sangue freddo! Si tratta di esagerazioni, di una gara a spararle grosse, con il rischio di creare assurde aspettative dallalto del potere. Come scrive Michele Serra, il potere rischia di rendere ferine anche le donne, ma almeno leterna rissa per capire chi ce lha più lungo, quella ce la risparmierebbero. *** I ritardi clericali. Sullevoluzione del ruolo della donna allinterno della Chiesa Cattolica mi rifaccio paradossalmente a quanto detto da Emma Bonino: «È più facile, tutto sommato, per una donna diventare cardinale che essere eletta presidente della Repubblica Italiana». Forse troppo e stranamente comprensiva verso le gerarchie vaticane e troppo severa con le istituzioni democratiche. Ma non posso tralasciare un fugace e simpatico cenno alle gag della mia famiglia sul sacerdozio femminile, frutto di una comica alleanza tra madre e figlio, basata sullo scetticismo di maniera, contrapposta alla battagliera figlia, convinta sostenitrice della plausibilità di L'angolo del Volontariato Giovani, solidarietà e disoccupazione di Marco Lori In Italia un volontario su quattro ha meno di 35 anni; come sappiamo, la mancanza di lavoro caratterizza drammaticamente questa fascia di età. Le possibili reazioni sono due, pensare a se stessi o darsi una mano, i giovani hanno optato per la seconda. Ecco perciò che assistiamo con meraviglia al fenomeno degli angeli del fango, dei volontari sulle ambulanze e dei donatori di sangue. Purtroppo agli under 35 va meno del 4% delle poltrone di presidenza, le discriminazioni sono anche di genere: i maschi sono meno della metà della base dei volontari, ma ricoprono la presidenza nel 64% dei casi. Dice Claudia Firenze,responsabile comunicazione di Avis Nazionale che l'andamento demografico del nostro Paese, a fronte di un aumento della vita media, la fascia di età 18-35 si assottiglia sempre di più, che i giovani donatori sono essenziali per la tenuta del sistema ed è importante diffondere fra di loro messaggi positivi volti in questo caso alla donazione di sangue. Per lettere a questa rubrica, indirizzarle a Marco Lori, E mail: [email protected] Adésa il donni i vólon fär anca i prét!. Risposta laconica e spassosa: Za il cézi j én mezi vódi, se j a vólon vudär dal tutt, chi fagon pur!. Di rimando rincalzavo e rincaravo la dose: Mo ti t andrissot a confesär da na donna?. Mamma Lavinia mi teneva bordone e coglieva al volo le mie battute di spalla. Rispondeva: Ah no po, mi putost a vagh davanti al Sgnór e ghe dmand pardón. S al me vól pardonär bén, senò vrà dir ch andrò a l inferon . Mia sorella controbatteva: Parchè, co gh sariss äd straordinäri, se na donna la fiss al prét?. Ma mia madre non mollava losso: Bén insomma, mi na donna a fär al prét ne gh la vedd miga, vala bén!. Le donne vogliono accedere al sacerdozio e ne hanno tutte le ragioni, mentre gli uomini non ne vogliono più sapere (vedi crisi vocazionale). *** Mia nonna femminista. Dopo questa lunga premessa, seppure in notevole ritardo, voglio celebrare a modo mio la festa della donna. Ripropongo pertanto quanto scrissi nel lontano marzo 1990: Ritengo sia doveroso rivolgere un omaggio, un pensiero, ad alcune donne della storia, ma, attenzione, di quella vera, di tutti i giorni. Comincio, se volete, da lontano, indirizzando un affettuoso ricordo a mia nonna materna: rimasta vedova a trentacinque anni nel 1918, con otto figli, la più grande aveva tredici anni, la più piccola pochi remoto per approdare al mondo doggi, al passato recente: mi viene più che spontaneo rivolgere il pensiero a madre Teresa di Calcutta, una donna che ha saputo mettere la propria femminilità a servizio dei deboli, degli ultimi. In lei vorrei celebrare la bellezza della donna: proprio così, quel volto rugoso e irregolare simile ad uno sgorbio, quel corpo minuto e curvo sono molto più belli dei visi artefatti dalla cosmesi e dei corpi curati da eserciti di estetiste. Un terzo ricordo lo vorrei rivolgere alle monache di clausura nel cui monastero di Parma spesso mi reco a pregare con la liturgia delle ore. In esse celebro la femminilità, quella autentica, fatta di dolcezza e di sensibilità unite a coraggio e coerenza: dai loro canti e dalle loro preghiere esce un profumo che fa spietata concorrenza a quelli artificiali delle innumerevoli e lussuose boutique della città. E le donne manager, le donne giornaliste, le donne in politica, le conduttrici di talk show e di telegiornali, le creatrici di moda, le donne in carriera insomma? Le o m a g g e r ò a l l a p ro s s i m a occasione. Tanto hanno già chi le pensa, anche troppo. Sono passati quindici anni e sono ancora dello stesso parere. Allora ricordo di avere fatto arrabbiare parecchie amiche e colleghe: ci riprovo Ennio Mora 7 UN MEDICO IN FAMIGLIA di Maurizio Vescovi NON RIESCO A SOSPENDERE LA TERAPIA ANTIDEPRESSIVA ANCHE SE STO BENE di Maurizio Vescovi Caro dott.Vescovi,da tre anni -dopo un evento traumatico ho sviluppato una sintomatologia da ansia generalizzata.Ho assunto paroxetina 20 mg al giorno al mattino per un anno e mezzo poi ho scalato fino a 5 mg a giorni alterni.Il mio psichiatra ha provato ad azzerarmi la cura,ma dopo circa un mese dalla sospensione(ho fatto tre tentativi) ricompaiono i sintomi d'ansia.Il mio psichiatra sostiene che è solo un effetto psicologico tipoplaceboperchè 5 mg a giorni alterni sono una dose troppo bassa per poter dare un effetto terapeutico ........e mi ha consigliato di fare qualche colloquio da uno psicoterapeuta..............Lei che cosa ne dice? Antonia S.S.-Parma Gentilissima Antonia,mi sembra che Lei abbia avuto la fortuna di essere seguita da ottimi medici che hanno saputo ascoltarla e che sono intervenuti con molto acume clinico-in punta di piedi- nel prescriverle dosi-modeste ma efficaci-di antidepressivo.I farmaci antidepressivi hanno dato illàalla sua rinascita dopo il periodo di depressione che ha vissuto.Personalmente apprezzo molto e condivido l'atteggiamento dei medici,degli psichiatri e degli psicoterapeuti che si avvicinano alle sofferenze dei loro pazienti senzacaricarlidi farmaci e cercanocon pazienza e con molta determinazione-di trovare risposte al disagio che non siano soltanto risposte farmacologiche..La paroxetina-farmaco appartenente alla classe degli SSRI,inibitori della ricaptazione della serotonina-Le ha dato eccellenti risultati in termini di controllo dell'ansia.Ristabilire livelli buoni di serotonina all'interno delle sinapsicioè delle connessioni fra neuroni-può rappresentare un elemento decisivo nella cura della depressione e dell'ansia.Dobbiamo pensare che ansia e depressione riconoscono confini biologici e biochimici e che i livelli di serotonina sono molto importanti per l'omeostasi cerebrale.Spesso,sviluppando i sintomi d'ansia generalizzata i pazienti soffrono anche di insonnia e la paroxetina può migliorare la qualità del sonno.Il disturbo d'ansia generalizzata si caratterizza per preoccupazioni persistenti per ogni accadimento con sentimenti incontrollabili di ansia,spesso associati a sintomi fisici come tachicardia,respiro affannoso e sensazione di cuore in gola.L'attacco di panico-invecesi caratterizza per episodio acuto di ansia intensissima accompagnata da paura di morire o di impazzire.Signora Antonia,il Suo psichiatra ha fatto molto bene a tentare di azzerarLe il farmaco perciò,ma sono d'accordo con Lei che anche piccole dosi di paroxetina possono esserle d'aiuto effettivo.Gli SSRI facendo aumentare di un po' le concentrazioni intersinaptiche di serotonina potrebbero produrle effetti benefici.Continui perciò con le piccole dosi di paroxetina .......visto che ha già provato che le fanno bene!Certamente una buona relazione psicoterapeutica può migliorare il proprio rapporto con gli eventi stressanti di vita e può migliorare perciò la propria reattivitàpatologica agli eventi disturbanti.Anche attività fisica -come un po' di ginnastica i di jogging o footing o belle passeggiate -può migliorare lo stato d'ansia producendoansiolisi. Di Lante Boni ([email protected]) Perry Mason E largo come un armadio. Eppure è un eroe. E fermo, sicuro, rassicurante, sarcastico. Non sa cosa voglia dire agitarsi, perdere la calma, confondersi. Qualche volta può accigliarsi, ma solo per indignazione civile, per sdegno morale. Per la grande parte degli italiani Ubbidisco, vostro onore, lo abbiamo imparato dallavvocato del diavolo, un difensore abile e umano, sempre pronto a prendere le parti di deboli e innocenti. Perry Mason (Raymond Burr) arriva sui teleschermi italiani giovedì 3 settembre 1959 (in America era iniziato nel 1957 mandato in onda dalla CBS, dopo essere stato inizialmente trasmesso per radio. Accanto alleroe nato dalla penna del romanziere americano Erle Stanley Gardner, ci sono la devota segretaria Della Street (Barbara Hale), latletico investigatore Paul Drake (William Hopper), il tenente Tragg (William Talman) e il procuratore distrettuale Hamilton Burger (Ray Collins), tutte pedine di un gioco ripetitivo che puntata dopo puntata propone sempre lo stesso meccanismo narrativo. Rassicurante ed energico, Perry Mason riesce ogni volta a ricomporre il puzzle del caso di cui si occupa, che termina sempre in un aula di tribunale con un serrato interrogatorio: lavvocato ne esce trionfante, riuscendo immancabilmente ad avere la meglio sulleterno rivale Burger. E difficile dimenticare i titoli di testa che sono la sintesi della dimensione del personaggio. Unaula vuota, nella quale Mason legge un foglio. La macchina da presa inquadra in totale la stanza, poi si avvicina con sempre maggior intensità al primo piano. Quando il volto di Mason è inquadrato esso si dischiude in un sorriso sicuro e ironico che conclude la lettura della lettera. La musica è incalzante e, per lungo tempo. È stata usata negli sketch televisivi come sinonimo di guarda chi arriva adesso o come sottolineatura di un ospite. Perry Mason è durato irregolarmente fino al 1967, sulla rete Rai, sia sul programma nazionale che sul secondo. Sia in prima serata che in seconda. Gli episodi sono stati 83, della durata di circa 50 minuti. Le storie poliziesche non sono compresse nei consueti limiti del telefilm: il racconto può svilupparsi senza forzature e trovare una sua logica e avvincente conclusione. Il tribunale diventa un perfetto set televisivo e attraverso questi telefilm il pubblico italiano familiarizza con le formule più ricorrenti che si usano nelle aule americane. In effetti lo spettatore non ha tutti gli elementi di cui dispone Mason e, dunque, è svantaggiato nella corsa, tipica dei gialli, alla scoperta dellassassino. Il ritmo è così incalzante e così ripetitivi i colpi di scena, che gli spettatori hanno finito con il considerarlo più uno spettacolo che un giallo classico. I telefilm di Mason esprimono anche una grande sfiducia nella capacità dello Stato americano, dei suoi organi investigativi, dei suoi procuratori distrettuale. Non ne azzeccano una, passano di errore in errore ridicolizzati da un penalista corpulento che pretendono, arroganti, di far interdire dalla professione. Mason scherza con il tenente Tragg, il procuratore Burger come il gatto con il topo. Nel 1984 la produzione americana rimette insieme la coppia Raymond Burr e Barbara Hale nel telefilm Il ritorno di Perry Mason. Il successo è tale che vennero girati altri venticinque episodi fino alla morte del protagonista avvenuta nel 1993. 8 17 marzo 2015 LA VOCE DI PARMA L'ex vigile del comune di Fidenza Renato Casetti si rivolge al giudice contabile Lo scandalo Coop Di Vittorio alla Corte dei Conti In relazione agli articoli del 17 febbraio 2015 pubblicati dal settimanale La Voce Di Parma, titolati "I crac gemelli Parmalat e Coop Di Vittorio" e Vigile urbano denunciò al Pm Brancaccio gli imbrogli della Di Vittorio: Il giudice Piscopo lo condannò per diffamazione, chiedo, al direttore della Voce Dott. Castellini e al Procuratore Generale della Corte dei Conti, un impegno per approfondire gli aspetti concreti che il caso può avere in termini di responsabilità individuale di tutti gli amministratori comunali, passati e presenti, quanto a danno erariale. Alla Procura Generale della Corte dei Conti e al Signor Presidente della Repubblica, trasmetto il testo completo, suddiviso in diversi capitoli, del rapporto penale (e altri rapporti), che inoltrai in data 18.10.1989 alla Procura della Repubblica di Parma e alla stessa Procura Generale presso la Corte dei Conti. Una copia la trasmetto anche al Dott. Castellini, al il Fatto Quotidiano e Report, affinché possano essere apprezzati nel loro contenuto. Alla Procura della Corte Dei Conti e al Signor Presidente della Repubblica faccio avere copia della La Voce Di Parma ed anche copia dellarticolo della Gazzetta Di Parma, cronaca di Fidenza, del 4 febbraio 2015, in cui il Sindaco, Andrea Massari, scrive una lettera allIllustre Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per anelare un impegno congiunto contro la mafia: il titolo dellarticolo infatti dice "Presidente, insieme combattiamo la mafia". Signor Presidente, mi raccomando, si tenga pronto e si prepari a dar battaglia alla mafia insieme al Sindaco di Fidenza! Ma andiamo al dunque con una osservazione preliminare. Ad esclusione degli ignari è noto che listituto giuridico della prescrizione ha la stessa funzione riservata ad un elastico: un bambino, che ruba una caramella, superata la soglia dei 14 anni, potrebbe essere portato alla prescrizione dopo cinquantanni, mentre chi allestisce un sistema di corruzione che implica indagini false, processi aggiustati, in costanza di evidente concorso e continuazione nel reato, per effetto dellelastico in pochi anni il procedimento può andare in cavalleria per prescrizione. Alla Corte dei Conti si sottopone la questione dei rapporti intercorsi tra la Coop G. Di Vittorio e il Comune di Fidenza, di modo che venga esaminata la responsabilità erariale e lagire amministrativo di tutti gli amministratori comunali di Fidenza, succedutisi nel corso degli anni. Questo esame è opportuno qualora siano rinvenibili norme che individuino la procedibilità per responsabilità anche in relazione alla continuazione e permanenza nelle condotte omissive. Con diversi articoli della Gazzetta Di Parma vengono messe in rilievo le possibili conseguenze devastanti che il fallimento avrebbe sui Comuni di Fidenza, Parma, Salsomaggiore Terme, Fontevivo, Fornovo, Fontanellato, Noceto, per effetto degli impegni ipotecari accollabili ai Comuni, a causa della legge 865/1971, come evidenziato in particolare nellarticolo del 04 febbraio 2015. Preme sottolineare la questione del possibile accollo degli impegni ipotecari e delle clausole intenzionalmente violate dal Comune di Fidenza, ossia dagli amministratori che si sono succeduti fino alla data del fallimento della Coop G. Di Vittorio (parlo di Fidenza, ignorando quanto possa essere accaduto altrove. Nel rapporto penale del 18.10.1989 mettevo in evidenza che in ragione delle tre convenzioni urbanistiche stipulate e delle numerose deliberazioni (si citano alcune, la n. 62 del 31.01.1980; n. 161 del 08.04.1980; n. 378 del 22.06.1982; n. 129 del 19.03.1985; n. 46 del 25.02.1987 ), si rintraccia che la Coop era impegnata ad informare lAmm.ne Comunale del suo stato economico, stante il concorso finanziario del Comune, lamentando che ciò non sia mai avvenuto. Quanto detto è il contenuto della dichiarazione del Consigliere Campanini Antonio. Le dichiarazioni proseguono con un sarebbe opportuna la verifica della situazione economica di tutte le società coop.ve edilizie sovvenzionate dal Comune, secondo laffermazione del Vice Sindaco Bonatti Lino. Nessuna verifica contabile rivolta ad appurare lo stato finanziario - patrimoniale della Coop G. Di Vittorio è mai stata fatta annualmente dal Comune fino al suo fallimento. Questa omissione dei doveri, da addebitare a tutti i Consiglieri Comunali, ai funzionari comunali, succedutisi nel corso dei decenni pare evidente atteso che il Comune, come altri Comuni, avrebbe dovuto farsi carico della parte debitoria riferibile allaccollo dei finanziamenti ipotecari gravanti sui beni, come la cronaca ci dice. Questa è la parte su cui dovrebbe indagare la Procura della Corte dei Conti, prefigurandosi in questi comportamenti lipotesi di danno erariale nella sua forma di continuazione e permanenza. Da non sottovalutare inoltre che alla predetta Coop.va venivano concessi finanziamenti e contributi economici dallo Stato, Regione e Comuni. E nessuno controllava, come era dovere fare. Non meno rilevante è la circostanza che amministratori comunali erano soci della Coop G. Di Vittorio, e nella loro qualità di pubblici amministratori servivano il Paese e mammona. E gli altri amministratori comunali sapevano. Ma vi è di più, il concreto procedere di una situazione che pone in evidenza la necessità di tutelare i soci risparmiatori, ossia coloro che hanno prestato i propri risparmi. E bene ricordare che lo Stato, e più in generale la P.A., si è fatto carico di garantire i risparmiatori truffati e imbrogliati dalle Banche (casi della Parmalat, Cirio, etc.), anzi lo Stato ha sempre dato una mano a chi imbrogliava. Dunque si fa concreta lintenzione e la volontà che in un qualche modo una parte dei debiti venga spalmata, attraverso un appropriato intervento pubblico, sulla collettività, salvando e garantendo così quel consenso elettorale che ha portato la Coop a fallire e il Comune di Fidenza ad assecondare le condotte sciagurate che sono emerse (mancherebbero 19 milioni di euro allappello: quante persone possono essere state corrotte con una simile cifra?). Chiunque si mettesse di traverso, gli veniva detto stai attento che ti querelo. Così è che in un Paese democratico e antimafia, il ladro si rivolge al derubato dicendogli di stare attento a quel che dice altrimenti lo querela. E questo dire non si configura come minaccia perché se non si mette la coda tra le gambe si viene sicuramente querelati e condannati. Non esiste prova che tenga e non esiste avvocato che la faccia tenere, anche quando non tradisce! La legge è uguale per tutti: scritta questa che andrebbe tolta dalle aule dei tribunali e messa allingresso dei cimiteri. Non meno significativa è la circostanza che moltissimi soci prestatori non hanno lesinato insulti, improperi, contumelie e messo in opera condotte da proscrizione nei confronti di coloro che non avevano inteso assecondare comportamenti opachi, improntati alla protervia e alla impunità. Come è noto il sistema di corruzione ha fondamenta solide nel consenso popolare, come, a titolo esemplificativo, lo avevano il nazismo, il fascismo, e il comunismo. Ma a lenire questa verità basta e avanza lipocrisia, accompagnata dallInno di Mameli. La Nazione è stata portata ad una condizione non più riformabile, talmente è corrotta: nonostante questo coloro che lhanno costretta a non essere più in grado di autoriformarsi cavalca londa dellanticorruzione come fece nel 1992, quando molti arrestati si suicidarono vedendosi crollare addosso un mondo che aveva loro fatto credere che si poteva agire come avevano agito. Signor Presidente Della Repubblica legga quello che le invio, legga anche la data del mio processo aggiustato dalla magistratura e vedrà che questa data precede di pochi giorni larresto di Mario Chiesa, e vedrà anche cosa cè scritto in analogia a quanto è stato scoperto da più parti. E noto a tutti che un certo numero di soci della G. Di Vittorio, nel corso degli anni, si erano ribellati a questo stato di cose. Si erano rivolti al Tribunale Civile di Parma che, dopo numerosi rinvii, in data 21 aprile 1989 sentenziava ( n. 452/89 sent.) che il canone di assegnazione in godimento degli alloggi coop deve essere quello previsto dalle convenzioni .. . Questa sentenza non ha prodotto alcun effetto per la semplice ragione che le sentenze contro il potere non sono e non vengono applicate. La sentenza evocata dimostra che le dinamiche riguardanti la coop erano a conoscenza della Amministrazione Comunale e suoi Amministratori, poiché i soci che protestavano più volte si erano rivolti a loro e ai partiti per esigere, in virtù degli impegni assunti, sia con le convenzione che con le deliberazione, il rispetto della sentenza e delle leggi. Nessuno, dicasi nessuno, maggioranza e minoranza li ha ascoltati, come ora esercitando un ruolo indistinto e indistinguibile maggioranza e minoranza non spiegano cosa sia accaduto. Avvicendandosi nella parte in una scena, già conosciuta negli anni 80, tutti si limitano ad agire in modo da cogliere le opportunità che la vicenda offre in termini di consenso elettorale dai soci prestatori e dagli ignari, per mantenere in piedi lEldorado Fidenza. Tutti sapevano, nessuno escluso, e tutti erano uniti da un vincolo che chiaramente spiego nei rapporti penali che allego, la cui verifica processuale del loro contenuto non è stata possibile perché la magistratura non lo ha reso possibile commissionando linfedele patrocinio, che è poi stata la causa della condanna (invero molti altri hanno subito la mia stessa sorte). Luigi Grossi, quindici giorni dopo, dagli stessi avvocati. Cerano, ed ancora ci sono, articoli del giornale dei morti, come il dott. Castellini Fabrizio si ostina goliardicamente a chiamare, dove si leggono affermazioni gravissime. La Gazzetta Di Parma appoggiava ora una fazione ora laltra, dimenticandosi di riportare integralmente quanto io dicevo e pubblicavo. Signor Presidente della Repubblica e Signor Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, si accolga pure linvito e lappello del Sindaco di Fidenza, Andrea Massari, a combattere la mafia insieme al Capo dello Stato, allo stesso tempo chiedo sommessamente che si accolga anche il mio invito e appello affinché sia messo in chiaro la vicenda Coop G. Di Vittorio, in relazione agli adempimenti che il Comune di Fidenza doveva osservare su fatti che ora lo vedrebbero esposto allaccollo dei finanziamenti ipotecari, per effetto della l. 865 del 1971. Chiedo altresì sommessamente, una volta data una sommaria lettura ai rapporti penali trasmessi, su fatti urbanistici ed edilizi del passato, e altri ancora, da porre in rapporto di relazione con le convenzioni urbanistiche allepoca stipulate, che si indaghi sulle convenzioni urbanistiche ancora calde, ossia recenti, sulle quali graverebbe il sospetto (più di uno) che esse siano state prestate per fare lesclusivo interesse dei privati in danno alla popolazione e dellerario, come nel passato. Di questa affermazione si rinvengono tracce nelle reciproche accuse che le parti politiche e amministrative si sono lanciate, seppure in forma criptica, per far vedere che esistono e che hanno a cuore gli interessi del Paese (hanno battezzato Paese il loro portafoglio, come quel prete che aveva battezzato pesce la carne per poterla mangiare al venerdì). Basterebbe leggere i riferimenti che, di tanto in tanto, la stampa locale ci ammannisce sul quartiere Villa Ferro, I Nuovi Terragli, il palazzo in via IV Novembre (ex area distributore di carburante Esso) e altro. Signor Sindaco vuole combattere la mafia, rilasci copia delle convenzioni urbanistiche e degli atti relativi ai richiedenti, perché presto verrà chiesto, in forma clamorosa, ai rappresentanti delle mafie di farsi carico di questi problemi di denegata trasparenza. Non faccia come quel candidato a Sindaco, poi eletto, che presagiva e preannunciava le pulizie di primavera in Comune con il piumino, accreditando che ci fosse sporcizia. Al di la di qualche richiamo sui Nuovi Terragli, di cui si sono fatti accenni gravissimi (la Coop. G. Di Vittorio se non erro era una delle Società impegnata in quellintervento urbanistico. E quali altri Soci cerano!), e su altre questioni come l incompiuto monumento in c.a. di via IV Novembre. Poi addio pulizie di primavera. La Corte dei Conti può accertare cosa sia accaduto, in rapporto di continuità con il passato, rispetto a scelte urbanistiche ed edilizie la cui gestione è stata talmente grave da non poter essere narrata e riferita allo Stato e sue Istituzioni, essendo peraltro a loro attribuibili condotte specifiche inconfessabili. A titolo esemplificativo cito solo alcuni episodi di una s.r.l., che ha in società un amministratore comunale e pare soci occulti, nella pluridecennale arte occulta dellurbanistica ed edilizia, avrebbe contratto una polizza decennale postuma indennitaria, danni diretti allimmobile, con una società assicurativa che ha prestato una polizza falsa, ossia in totale contrasto con lart. 4 del d. lgs. 122/2005. Queste polizze assicurano solo la s.r.l. e la compagnia assicurativa sul profitto delle truffe; polizze che hanno riguardato migliaia di persone e che sono ancora in essere. Non solo, ma a minacciarli di rivolgersi alla magistratura ti ridono in faccia, rendendo palese quello che è sempre stato palese. La magistratura è con loro! Al netto delle balle raccontate dalla politica chissà cosa possa essere accaduto in termini di gestione urbanistica a Fidenza, atteso che nessuno può metter naso in queste vicende. A meno che la Procura Generale presso la Corte dei Conti voglia mettere al vaglio controlli a Fidenza, sia nel settore edilizia-urbanistica che nei lavori pubblici. Lo scorso anno in via Togliatti è stato rifatto un marciapiede e una pista ciclabile che erano crollati, dopo pochi anni dalla loro realizzazione. Il solo paese al mondo dove crollano i marciapiedi! Dott. Fabrizio Castellini le chiedo sommessamente di rendersi disponibile a raccontare una realtà che Lei ha conosciuto e subito, ma che in gran parte ovunque è rimasta sommersa. Da parte mia, dott. Castellini, il massimo di disponibilità a combattere la mafia, quella che anche Lei ha visto da vicino sentendone il fiato sul collo, come tanti altri. Renato Casetti VIOLENTI NO, ARRABBIATI SÌ Luciano Scaccaglia III Domenica di Quaresima - Anno B: 08/03/2015 (Esodo 20, 1-17; Salmo 18; 1 Corinzi 1, 22-25; Giovanni 2, 13-25) Si avvicinava la Pasqua dei Giudei, non si dice del Signore. Infatti quella non era una Pasqua santa, che cambia la vita, che libera dal peccato e che spinge allamore a Dio e al prossimo: come le nostre feste religiose, feste turistiche, feste gastronomiche, come molti nostri Natali e molte nostre Pasque. Feste commerciali, in cui continua a regnare lidolo del denaro. Bisogna avere il coraggio di affermare decisamente che «il denaro puzza, eccome!». Puzza se non è il frutto dellonestà e non ha come finalità lamore e la giustizia sociale. Puzza se ha lo scopo di esibire la forza, il potere, a costo di lordare Dio e i poveri. Gesù si lascia prendere dallira La collera di Gesù, in questa domenica, ci raggiunge tutti, preti e fedeli, ed esige che rispettiamo Dio: per Lui, per la sua bontà, ma anche per gli altri e per noi stessi. Noi siamo contro la violenza, verso le persone, le donne, lambiente, ma non siamo contro la collera, quella che non tollera la disonestà, i privilegi, le caste, i vitalizi, le mafie (anche quelle calcistiche), il fanatismo religioso e politico. Tutti gli evangelisti riportano questo gesto folle di Gesù, questo scatto dira passato alla storia e che tanto imbarazzo ha suscitato nei pii commentatori dei vangeli, perché preferivano un Gesù melenso ed esangue. No! Il Maestro si lascia prendere dallira, perché lo pungono sul vivo e stravolgono il volto di Dio. Il supermarket del sacro In quel periodo il rinato tempio di Gerusalemme radunava per la Pasqua fino a duecentomila persone: un evento di fede(?), ma soprattutto una occasione di guadagni , un grande business, al punto che i sacerdoti del tempio allestivano, tre settimane prima dellevento, un vero e proprio mercato nellatrio, riservato ai gojim, ai pagani e stranieri: sempre attuali, anche ai nostri giorni, i traffici nei luoghi sacri o di presunte apparizioni sacre o mariane. I traffici che avvengono nel tempio deturpano il luogo designato allincontro con Dio, fanno credere che anche Dio, in fondo, sia in vendita e che basti qualche ricca offerta per ammansirlo e tirarlo dalla propria parte. Riducono il luogo dellincontro ad una bottega in cui ognuno si serve a piacimento, secondo i suoi gusti, una sorta di supermarket del sacro, legato alle bizzarrie, alle nevrosi, alle opinioni di ciascuno. Non si compra Dio, non si mercanteggia con Lui. Non si offrono ceri, messe, statue, voti e preghiere per ottenere qualcosa in cambio. È a un Dio-Padre-Madre che ci rivolgiamo, non a un potente, a un boss da blandire e sfruttare. Il tempio degli esclusi Il vero tempio, dove si trova Dio è Cristo, circondato dai poveri. Nel grande tempio di Gerusalemme cera una stanza, uno stanzone, chiamato santuario, dove si pensava ci fosse la gloria di Dio, cioè la sua presenza viva e reale. Di questo tempio-santuario si parla nel brano evangelico di questa domenica: «Distruggete questo tempio e in 3 giorni lo farò risorgere». È nel Cristo, Risorto da morte dopo 3 giorni, che si incontra Dio, la sua potenza, il suo amore, il suo perdono. Gesù, vero e unico santuario di Dio, è Lui stesso che va incontro agli uomini e alle donne, a coloro che la religione ha sempre escluso da Dio. Gesù ci dice oggi che Dio non è in vendita e lodore del denaro, dei buoni affari, diventa una puzza insostenibile quando proviene dalle attività svolte allombra del sacro, sotto la copertura del tempio, con il pretesto del culto. Attenta Chiesa, che ti leghi ai potenti, ai ricchi, alle banche, alle fondazioni! Hai sbagliato indirizzo. Crociati per modo di dire Siamo in Quaresima, il cammino verso il Tabor, la Pasqua, ma passando attraverso il Golgota, luogo di sofferenza e di oppressione per i crocifissi della storia. A volte vorremmo glissare su questo aspetto e parlare solo di croci gloriose, doro e gemmate. Invece la croce di Cristo, quella sanguinante e greve, inaccettabile e orrida, diventa la misura dellamore di Dio. Alcuni folli del Califfato, che non conoscono bene il Corano e uccidono in nome dellIslam, definiscono noi occidentali crociati. Fosse vero! Fossimo davvero segnati dalla croce dellamore di Cristo. La facessimo pendere sulle nostre scelte invece che dai nostri colli. Mettessimo la logica del donno al centro della nostra vita! Solo una vita donata è una vita che vale la pena di essere vissuta. Luciano Scaccaglia Teologo e parroco di S. Cristina I CONSIGLI DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA «Lìberati dalle pigre abitudini al male. La Quaresima è una stagione potente, un momento di svolta che può rafforzare il cambiamento e la conversione in ognuno di noi. Può cambiarci in meglio. Ci aiuta a lasciarci alle spalle le cattive abitudini che ci creano dipendenze dal male» «Fai qualcosa che provochi sofferenza. La quaresima è un ottimo momento per la negazione di sé: dobbiamo capire a cosa è meglio rinunciare, per arricchirci e arricchire gli altri della nostra povertà. Non dimentichiamoci che la povertà vera fa soffrire. Nessuna negazione di sé è vera se priva di questa dimensione di pena. Non credo a una carità che non costa nulla e che non fa male» «Evangelizza. Il Signore ci chiede di diventare araldi gioiosi del suo messaggio di speranza e compassione. È eccitante condividere la bellezza di diffondere la buona novella, diffondere il tesoro affidato a noi, consolare gli afflitti e offrire speranza ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che si sono persi nelloscurità» «Insomma, la Quaresima è una cosa seria. Non vale approfittarne per preparasi alla prova-costume da bagno»