varlese - ilio masprone

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varlese - ilio masprone
MAGAZINE PER GLI ITALIANI NEL MONDO
N° 153 • Marzo 2016 • 10€
GRETA
VARLESE
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Anno XX • n°1 • www.iliomasprone.com • Sped. in Abb. Post. 45% comma 20/b art. 2 Legge 662/96 • Filiale Poste Imperia
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Editoriale
Ricordando l’8 marzo, il giorno che celebra l’universo Donna
di Ilio MASPRONE
Printemps des Arts
un evento intramontabile nel PrincipatoIl piacere dell’ascolto
di Eleonora PEDRON
Leonardo Da Vinci
In Francia, ad Amboise è l’anno di Leonardo
di Silvana RIVELLA
Greta Varlese
una delle Top Model più contese del momento
di Erika CANNOLETTA
Dama di denari in regina di cuori
Frida Giannini, da Gucci in poi è l’amore italiano a far successo
di Erika CANNOLETTA
Arianna Cassini
partire per non tornare?
di Nicolangelo CIOPPI
Lucia Scajola
tra giornalismo, famiglia e politica
di Ilio MASPRONE
som
sommario
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80
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Italiani dell’Anno 2015
Premiati a Berlino Sestilia Bressan e Marco Mondello
di Marisol BERTERO
Lara Comi
un fenomeno della politica italiana
di MARIA SOLE FERRERO
Miami o non Miami?
I Vip italiani in Florida
di Maria Sole FERRERO
Intesa SanPaolo
avviate a Londra le attività della nuova Filiale
di Silvana RIVELLA
“Screenings 2016” a Matera,
con le ultime novità audiovisive di casa RAI
di Fausto TAVERNITI
Carlo Conti
Promosso alla 3° edizione del Festival di Sanremo
di Arianna CARACCIOLO
maire
www.iliomasprone.com
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editoriale
Ricordando l’8 marzo,
il giorno che celebra l’universo Donna
Lara Comi
MONACO. L’8 marzo scorso si è
svolta la giornata internazionale dedicata
alle donne di tutto il mondo, la Festa della Donna. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel
1909, in alcuni paesi europei nel 1911,
in Italia nel 1922, ed è stata ufficializzata
dall’Onu tra il 1975 e il 1977. La data è
anche stata nominata dall’ONU “Giornata dei diritti delle Donne e della Pace Internazionale”. Per questa ricorrenza sono
state tantissime le iniziative di appoggio
e di solidarietà in gran parte del mondo,
soprattutto occidentale, verso l’universo
Donna il cui ruolo, anno dopo anno, viene sempre più apprezzato e riconosciuto
dall’universo Uomo. Purtroppo, le conquiste sociali, politiche ed economiche
delle donne sono ancora molto arretrate,
in modo particolare nei Paesi islamici,
dove la Donna è tutt’ora mortificata da
leggi, usi e costumi ultra tradizionali.
Le pari opportunità non sono previste ed
qualsiasi forma di uguaglianza è negata
da leggi coraniche incredibilmente restrittive al giorno d’oggi. La rivoluzione
pacifica delle donne che professano la
religione islamica (ricordiamo che i maomettani rappresentano circa un quarto
dei fedeli nel mondo), mandata avanti
a piccoli passi, è troppo spesso soffocata dalle sconfortanti barriere poste
alla base del fondamentalismo, insieme
ai molti altri pregiudizi e atteggiamenti
che stanno creando enormi problemi e
discrepanze, sociali ed esistenziali, al
resto del pianeta. D’altronde, se si pensa
che in Italia il suffragio universale alla
donna è stato riconosciuto soltanto nel
1946, sarà necessaria una profonda evoluzione da parte dell’Uomo affinché sia
pienamente consapevole dell’importanza contenuta nel meraviglioso universo
Donna. Dal nostro piccolo osservatorio e
dando seguito alla nostra linea editoriale, tesa a riconoscere e a far conoscere
il valore dell’italianità nel mondo, dedichiamo parte di questo numero de Il
Foglio Italiano a sei Donne italiane dai
differenti background personali, che
dimostrano quanto sia alta la loro professionalità, la correttezza e il senso del
proprio dovere istituzionale. Le “nostre”
sei italianissime donne sono, in ordine
alfabetico: Sestilia Bressan, volontaria
della Missione Cattolica Italiana a Berlino; Arianna Cassini, modella e laureanda nel lontano Canada; l’onorevole Lara
Comi, europarlamentare; la celebre stilista Frida Giannini; Lucia Scajola, giornalista di un famoso settimanale e Greta
Varlese, Top Model diciassettenne. Tutte
splendide figure femminili che rappresentano altrettante nuove fonti di energia
umana, capaci di vivere felicemente il
difficile ruolo di Donna che lavora senza
6
per questo trascurare la quotidianità. Lavoro e famiglia sono due componenti che
le donne “multitasking” sanno affrontare
con coraggio ed enorme forza di volontà,
diversamente dagli uomini, moltissimi
dei quali si ritengono costituzionalmente
“inadatti” a gestire altro che non sia il
“loro” lavoro. E allora, affinché la Festa
della Donna non sia destinata a durare
solo un giorno, auguriamoci che gli uomini si rendano finalmente conto del
valore aggiunto che la cooperazione tra
i generi è in grado di apportare alla vita
di tutti, in tutto il mondo. Viva le Donne.
Reminding
the celebration
of the International
Women’s Day,
annually held
on March 8
MONACO. The International
Women’s Day is annually held on March
8 to celebrate women’s achievements
throughout history and across nations. It
Arianna Cassini
di Ilio MASPRONE
[email protected]
www.iliomasprone.com
Lucia Scajola
Frida Giannini
is also known as the United Nations (UN)
Day for Women’s Rights and International Peace. The first International Women’s Day occurred in 1909 in the US, in
some European countries in 1911, in Italy in 1922. The UN drew global attention
to women’s concerns in 1975/77 by calling
for an International Women’s Day. The
day aimed to help nations worldwide
eliminate discrimination against women.
It also focused on helping women gain
full and equal participation in global development. Much progress has been
made to protect and promote women’s
rights in recent times. However, nowhere
in the world can women claim to have all
the same rights and opportunities as
men, according to the UN. The majority
of the world’s 1.3 billion absolute poor are
women. On average, women receive between 30 and 40 percent less pay than
men earn for the same work. Women also
continue to be victims of violence, with
rape and domestic violence listed as significant causes of disability and death
among women worldwide. For example
(remind that there are about 1,6 billion
Muslims, or 23% of the world’s population, making Islam the second-largest religion), Islam provides for differences
between women’s and men’s roles, rights,
and obligations. Being a Muslim is more
than a religious identity; Islam outlines
and structures ways in which Muslim
women should live their lives on a day-today basis, along with many other prejudices and attitudes who are creating horror, huge problems and divergences to
the rest of the world. The Islamic women’s pledge is trying, practically in vain,
to help women and girls achieve their
ambitions, call for gender-balanced leadership, respect and value difference, develop more inclusive and flexible cultures
or root out workplace bias. On the other
hand, if we think that in Italy the universal suffrage to women was just recognized in 1946, the man’s world require a
profound change to be fully aware of the
enormous value of the woman’s world.
Each of us can be a leader within our
own spheres of influence and commit to
take pragmatic action to accelerate gender parity everywhere in the world.
From our small observatory, we are dedicating a great part of this issue of IL
FOGLIO ITALIANO to six amazing Italian women. In alphabetical order, they
are: Sestilia Bressan, volunteer of the
Italian Catholic Mission in Berlin; Arianna Cassini, model graduating in Fashion Management in Toronto, Canada;
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Greta Varlese
Lara Comi, Member of the European
Parliament; the famous fashion designer
Frida Giannini; Lucia Scajola, journalist and head of the lifestyle department of
a famous weekly magazine, and Greta
Varlese, much-admired, very young Top
Model. Worldwide, women continue to
contribute to social, economic, cultural
and political achievement. Women really
are better at multi-tasking then men, and
working mothers spend almost half their
day doing two things at once. Men must
take an integrative approach to the issue
of equality, building it into all policy areas, including entrepreneurship. I actually hope for fruitful cooperation between
women and men.
Sestilia Bressan
SPECIALE
EVENTI
Printemps
des Arts
un evento intramontabile
nel Principato il piacere dell’ascolto
di Eleonora PEDRON
[email protected]
MONTE-CARLO. Tripudio primaverile con uno degli
eventi più attesi del Principato di Monaco, il festival “Printemps
des Arts”, che torna a risplendere da Sabato 19 marzo a Domenica 10 aprile. Negli ultimi due secoli, Monte Carlo ha grandemente partecipato al successo di artisti innovatori, facendo solo
un piccolo esempio si pensi ai balletti di Diaghilev e a Ravel.
E’ questa alta qualità che fa del minuscolo Principato un hub
artistico rispettato a livello internazionale. Infatti, ogni anno il
Printemps des Arts offre un viaggio musicale capace di attirare
il pubblico a una varietà di eventi diversi, cercando di promuo-
vere ogni tipo di musica e coltivando un pubblico eterogeneo,
senza fare dell’inutile demagogia, in un’eccezionale offerta artistica con vari appuntamenti in tutta Montecarlo. Prima di tutto
è importante notare le qualità mondialmente riconosciute di due
importanti istituzioni, l’orchestra Filarmonica di Monte-Carlo e
la compagnia Les Ballets de Monte Carlo. Il Festival Printemps des Arts si pone all’attenzione mondiale grazie ad un’offerta
incredibile, con musica dal XI° secolo fino al XXI°. Anche se
il Festival si concentra sul prestigio e sull’eccellenza, il modo
in cui i concerti si tengono permette un facile accesso a tutti
10
coloro che desiderano andarci con mente aperta. Intanto, fin dal
mese di gennaio, il Monte-Carlo Printemps des Arts organizza anche altri concerti al di fuori di Monaco, in collaborazione
con i comuni delle Alpi Marittime. Da Cannes a Mentone, la
“carovana musicale” offre al pubblico francese della Côte un
modo di scoprire la musica in maniera oltremodo diversificata. Il
Festival Internazionale delle Arti di Monte-Carlo è stato creato
nel 1970, sotto la presidenza della Principessa Grace, con l’obiettivo di ampliare la natura di concerti e spettacoli all’interno
di un Festival, anno dopo anno, per soddisfare l’elevato stan-
ding del pubblico. A partire dal 1981, il Festival Internazionale
delle Arti, che originariamente aveva luogo in piena estate, poi
nel periodo invernale, cambiò nome, divenne il «Printemps des
Arts di Monte-Carlo» e da allora si tiene in primavera, per una
durata di 2 settimane. Purtroppo, la principessa Grace non poté
assistere all’avverarsi in pieno della sua iniziativa, ed è la principessa Carolina che dal 17 dicembre 1982 detiene la presidenza del comitato organizzatore del Festival. SAR la Principessa
Carolina volle che vi fosse continuità tra la vecchia formula e il
nuovo Festival, mantenendo il nucleo fondamentale delle diver-
11
SPECIALE
EVENTI
Marc Monnet,
direttore
del Festival
(Foto Olivier Roller)
sità artistica, per esempio facendo proiettare film culturali durante il Festival.
La Principessa Carolina desidera che il
Printemps des Arts sia punto di incontro
dei più grandi artisti contemporanei, ed
anche un momento di scoperta esclusiva
di artisti della generazione successiva.
Grandi nomi si sono esibiti nel tempo,
e il Festival è perciò fiero di includere
artisti come Daniel Barenboim, Ruggiero
Raimondi, Ileana Cotrubas, Tereza Berganza, il Deller Consort, Maria João Pires, Piero Capuccilli, il Quatuor Talich, e
persino il leggendario violinista Nathan
Milstein. Anno dopo anno, l’elenco degli artisti del Printemps des Arts è sempre più fitto di nomi prestigiosi: Yehudi
Menuhin, Jean-Pierre Rampal, Marielle
Nordmann, Renata Scotto, Montserrat
Caballé, Nikita Magaloff, Lazar Berman,
il Quatuor Julliard, Shirley Verret, YoYo Ma, Mstislav Rostropovitch, Murray
Perhaia, Vladimir Ashkenazy, AnneSophie Mutter, Radu Lupu. Il festival
ha fatto scelte davvero importanti per la
musica, sia invitando gli artisti più conosciuti che portando alla celebrità le
avanguardie. Questo ha fatto di Monaco
un leader mondiale, portando successo e reputazione impeccabili a questo
Festival. Invitiamo i lettori a prendere
visione del programma di Printemps
des Arts e degli eventi collaterali: da
Giovedì 24 marzo al Venerdì 13 maggio, nella Médiathèque de Monaco (Bibliothèque Louis Notari) avrà luogo la
Mostra fotografica sul tema “Les Ballets
de Monte-Carlo” di Alice Blangero, di
ritorno da New York, dove ha partecipato
alla settimana intitolata “New York takes
Monaco”. Dopo il successo degli eventi
del mese di marzo, questo il programma
del mese di aprile: venerdì 1 aprile, alle
20,30 all’ Auditorium Rainier III - Salle
Yakov Kreizberg: il Festival Printemps
des Arts di Monte-Carlo inizia la stagione dei grandi concerti con un Concerto
sinfonico della Monte-Carlo Philharmonic Orchestra diretta da Kazuki Yamada
con Roger Muraro, pianoforte e Håkan
Hardenberger, tromba. In programma:
Betsy Jolas e Gustav Mahler. Nella letteratura musicale Mahler è indicato come
il rappresentante del tardo romanticismo
e il grande sinfonista a cavallo tra XIX
e XX secolo, che aprì la porta virtuale
al XX secolo. Il centro di gravità della
sua opera sono le 9 sinfonie compiute,
la composizione sinfonica vocale Il canto
della terra e il ciclo dei canti. Domenica 3 aprile, alle 15, presso l’Opéra de
Monte-Carlo - Salle Garnier: Opera recital di Juan Diego Florez, tenore, accompagnato al pianoforte da Vincenzo
Scalera, organizzato dal Printemps des
Arts di Monte-Carlo. In programma: arie
e melodie di Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi, Franz Liszt, Manuel de Falla,
Gabriel Fauré e Henri Duparc. Sempre
domenica 3 aprile, viaggio a sorpresa invece per chi vorrà partecipare al ritrovo
sarà presso lo Stadio alle ore 13, mentre
la destinazione resterà ignota fino all’ultimo momento! Mercoledì 6 aprile, alle
16 all’Auditorium Rainier III - Salle Yakov Kreizberg: concerto per un pubblico
giovane della Monte-Carlo Philharmonic Orchestra diretta da Patrick Baton
con Bruno Coppens, narratore. In programma: “Till Eulenspiegel” di Richard
Strauss. Mercoledì 6 aprile, alle 20,30 al
Théâtre Princesse Grace: “Dispersione”
(“Ashes to Ashes”) di Harold Pinter con
Carole Bouquet e Gérard Desarthe, organizzato dal Dipartimento degli Affari
Culturali Monaco.
E ancora, le musiche ai tempi del Re Sole
invaderanno il Museo Oceanografico il
6 aprile con Andreas Staier, e presso il
Consiglio Nazionale le musiche e le danze della Bassa Bretagna coinvolgeranno
il pubblico alle 18 di sabato 9 aprile. Domenica 10 aprile, alle 18 all’Auditorium
Rainier III - Salle Yakov Kreizberg, per
la grande stagione di Printemps des Arts
di Monte-Carlo: Concerto sinfonico della
Monte-Carlo Philharmonic Orchestra diretta da Daniel Harding. In programma:
Gustav Mahler. Lunedi 11 aprile, alle 20
all’ Opéra de Monte-Carlo - Salle Garnier: Opera Recital di Renée Fleming,
soprano, accompagnata al pianoforte da
12
Hartmut Höll, organizzato dal Printemps
des Arts di Monte-Carlo. In programma:
Robert Schumann, Sergej Rachmaninov
e Richard Strauss. Giovedì 14 aprile
alle 18,30, Auditorium Rainier III - Troparium: Musical Happy Hour Series Concerto di musica da camera per una
selezione di musicisti provenienti dalla
Monte-Carlo Philharmonic Orchestra,
composta da David Lefevre e Claude Costa, violini, Sofia Sperry, viola e Thierry
Amadi, violoncello. In programma: Fritz
Kreisler e Erich Wolfgang Korngold. Domenica 17 aprile, alle 16 nella Chiesa
Saint-Charles: Concerto di musica sacra con Michel Mugot, la Orchestre de
Poche e il 1735 Chamber Choir diretto
da Bruno Habert. Presentazione: Annie
Fiaschi-Dubois. In programma: Gabriel
Fauré. Venerdì 22 aprile avrà luogo una
soirée di gran gala. Mercoledì 27 e Ve-
nerdì 29 aprile, alle 20 e Domenica 24
aprile, alle 15 all’ Opéra de Monte-Carlo - Salle Garnier: “Attila” di Giuseppe Verdi con Ildar Abdrazakov, George
Petean, Carmen Giannattasio, Andeka
Gorrotxategi, Domenico Menini, In-Sung
Sim, il Coro del Monte-Carlo e la MonteCarlo Philharmonic Orchestra diretta da
Daniele Callegari, spettacolo organizzato
dal Printemps des Arts di Monte-Carlo.
Lunedi 25 e Martedì 26 aprile, alle 20,30
al Théâtre Princesse Grace: “La Fin du
monde est pour Dimanche” (“La fine del
mondo è per questa domenica”) di e con
François Morel, organizzato dal Dipartimento degli Affari Culturali di Monaco.
Giovedì 28, Venerdì 29 e Sabato 30 aprile, alle 20, e Domenica 1° maggio, alle
16 al Grimaldi Forum Monaco - Salle
des Princes: spettacoli di danza - “Bella
Figura”, “Gods and Dogs” e “Chapeau”
di Jiri Kylian, con la Compagnia Les
Ballets de Monte-Carlo. Venerdì 29 e
Sabato 30 aprile, alle 20,30 e Domenica 1° maggio, alle 16,30 al Théâtre des
Muses: “Une Diva à Sarcelles”, commedia drammatica di Virginie Lemoine.
Sabato 30 aprile, alle 20,30 Auditorium
Rainier III - Salle Yakov Kreizberg, per
la stagione dei grandi concerti: Concerto
sinfonico della Philharmonic Orchestra
di Monte-Carlo, diretta da Daniele Rustioni con Mario Brunello, violoncello.
In programma: Giorgio Battistelli, Antonín Dvorak e César Franck. Da Sabato
30 aprile a Lunedi 2 maggio, Grimaldi
Forum Monaco: Art Monte-Carlo 2016,
Fiera internazionale di arte contemporanea e moderna e di design contemporaneo, che nel tempo ha fatto conoscere al
grande pubblico artisti come a esempio
Botero e Marisa del Re. Sotto la direzione
13
artistica di Rainier Rocchi, dal 1992 si è
unita alla programmazione della musica
classica anche quella jazz, mentre dal
2003, con Marc Monnet si è aggiunta anche la musica contemporanea. Gli eventi
della manifestazioni hanno come sfondo
i luoghi e le sale più suggestive del Principato, a partire dalla celebre Salle Empire dell’Hotel de Paris, passando per la
Salle des Etoiles dello Sporting, senza
tralasciare il Museo Oceanografico e il
Théâtre des Variétés. Ancora una volta,
con un festival d’eccezione, Montecarlo
si trasformerà in capitale della cultura
e delle arti, attirando migliaia di visitatori e accogliendoli nella sua suggestiva
cornice con un’atmosfera artisticamente
magica.
Per maggiori informazioni, visitate il sito:
http://www.printempsdesarts.mc/
Eleonora PEDRON
SPECIALE
EVENTI
“Printemps
des Arts”,
a key event in the Principality
The pleasure of listening
MONACO. Spring shines with one
of the most anticipated events of the Principality of Monaco, the “Printemps des
Arts” festival, from March 19 to Sunday
10 April. Over the last two centuries,
Monte Carlo has known its fair share of
great artists and adventurous or daring
characters within the arts world; think
for example of the ballets by Diaghilev or
Ravel. This high quality allows Monaco
to be a respected artistic hub in international terms. Thus, each year the Printemps des Arts, or Spring Arts Festival in
Monaco, offers a musical journey, inviting the public to a variety of different
events, while associating with the festival
a policy of transparency. It seeks to promote music, to cultivate its audience,
without demagoguery. An exceptional
artistic offer beyond all boundaries of the
mind, which the festival invites you to
come and join in. Firstly, it is important
to note the qualities recognized worldwide for two major institutions, the Monte Carlo Philharmonic Orchestra and
Les Ballets de Monte Carlo. Spring Arts
Festival arises to the attention of the
world thanks to an incredible offer, with
music from the eleventh century to the
twenty-first. Although the festival focuses
on the prestige and excellence, concerts
have easy access to anyone wanting to go
with an open mind. In fact, from January, the Monte-Carlo Spring Arts also
organizes other concerts outside of Monaco, in collaboration with the PACA
municipalities. From Cannes to Menton,
the “musical caravan” offers to the
French public of the Côte d’Azur a way to
discover music by great diversity. The International Festival of Monte Carlo Arts
was created in 1970 under the presidency
of Princess Grace to expand the nature of
concerts and performances in a festival
year after year, to meet the high demand.
Since 1981, the International Festival of
14
L’ensemble
La Stravaganza
nell’edizione
2015.
Arts, which originally was in the summer
and then in winter, changed its name, becoming the “Printemps des Arts de Monte-Carlo” and since then it has been held
for two weeks in spring. Unfortunately,
Princess Grace did not attend the fulfilment of his initiative, and Princess Caroline, from December 17, 1982, is on
charge of the organizing committee of the
Festival. SRH Princess Caroline guaranteed both the old and the new format of
the event, keeping the soul of the artistic
diversity, for example by projecting cultural films during the Festival. Princess
Caroline wants the Spring Arts Festival
be a meeting point of the greatest contemporary artists, and even a moment of exclusive discovery of the next generation of
artists. Big names have played here over
time, and the Festival is proud to include
artists such as Daniel Barenboim, Ruggiero Raimondi, Ileana Cotrubaş Tereza
Berganza, the Deller Consort, Maria
João Pires, Piero Capuccilli, the Quator
Talich and even the legendary violinist
Nathan Milstein. Year after year, the list
of artists of the Spring Arts Festival is
filled with the most prestigious names: Yehudi Menuhin, Jean-Pierre Rampal,
Marielle Nordmann, Renata Scotto,
Montserrat Caballé, Nikita Magaloff,
Lazar Berman, the Juilliard Quartet,
Shirley Verret, Yo-Yo Ma, Mstislav Rostropovich, Murray Perhaia, Vladimir
Ashkenazy, Anne-Sophie Mutter, Radu
Lupu. The festival made important
choices for music, invited the most famous artists and leaded the vanguard to
become famous. This made Monaco a
world leader, providing success and an
impeccable reputation. After the successful events in March, we invite our readers
to take vision of the April program: from
Thursday, March 24 to Friday, May 13,
at the Library of Monaco (Louis Notari
Library) will be held photo exhibition on
15
SPECIALE
EVENTI
“ Les Ballets de Monte-Carlo “by Alice
Blangero, back from New York, where
she participated in the week entitled”
New York takes Monaco “. April 1st, at
8,30 pm at the Auditorium Rainier III Salle Yakov Kreizberg, Spring Festival of
Monte Carlo Arts will begin the season of
concerts with a symphony concert of the
Monte Carlo Philharmonic Orchestra
under the direction of Kazuki Yamada
with Roger Muraro, piano and Håkan
Hardenberger, trumpet. Program: Betsy
Jolas and Gustav Mahler. In the music
literature, Gustav Mahler is the representative of late romanticism, He is the
great symphonic composer at the turn of
the nineteenth and twentieth century,
which opened the doors to the twentieth
century. His main works are the nine
symphonies, the vocal symphonic composition The Song of the Earth and the Song
Cycle. Sunday, April 3, at 3 pm, at the
Opéra de Monte-Carlo - Salle Garnier,
recital of the tenor Juan Diego Flórez,
accompanied by the pianist Vincenzo
Scalera, and organized by the Printemps
des Arts de Monte Carlo. The program
includes arias and melodies by Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi, Franz Liszt,
Manuel de Falla, Gabriel Fauré and
Henri Duparc. Also on Sunday, April 3,
the people attending the meeting at the
Stadium at 1 pm will get a big surprise,
unknown until the last moment! Wednesday, April 6, at 4 pm at the Auditorium
Rainier III - Salle Yakov Kreizberg: concert of the Monte Carlo Philharmonic
Orchestra under the direction of Patrick
Baton with Bruno Coppens as narrator,
dedicated to children. On the program:
“Till Eulenspiegel” by Richard Strauss.
Wednesday, April 6, at 8, 30 pm at the
Princess Grace Theatre: “Ashes to Ashes” by Harold Pinter with Carole Bouquet and Gerard Desarthe, organized by
the Department of Cultural Affairs of
Monaco. Then again, the music of the
“Roi Soleil” at the Oceanographic Museum on April 6 with Andreas Staier and
Saturday, April 9 at 6 pm at the National
Music Council, the public will see dances
of the Brittany region. On Sunday, April
10 at 6pm, in the Auditorium Rainier III
- Salle Yakov Kreizberg for the great season of the Printemps des Arts de MonteCarlo: Gustav Mahler Symphony concert by the Monte-Carlo Philharmonic
Orchestra conducted by Daniel Harding
Monday; April 11, at 8 pm at the Opéra
de Monte-Carlo - Salle Garnier opera recital with Renée Fleming, soprano, accompanied by the pianist Hartmut Höll,
organized by the Printemps des Arts de
Monte-Carlo. The program performs
Robert Schumann, Rachmaninov and
Richard Strauss works. Thursday, April
14th at 6,30 pm at the Auditorium Rainier III - Troparium: Musical Happy Hour
Series - chamber music concert by some
musicians from the Monte-Carlo Philharmonic Orchestra, composed by David
Lefèvre with Claude Côté, violin, Sofia
Sperry, viola and Thierry Amadi, cello.
On program: Fritz Kreisler and Erich
16
Wolfgang Korngold. Sunday, April 17 at
4 pm in the Eglise Saint-Charles: Sacred
Music Concert with Michel Mugot, the
Orchestre de Poche and the 1735 Chamber Choir led by Bruno Habert. Presentation: Anne Fiaschi-Dubois. On the program, Gabriel Fauré. Friday, April 22 is
dedicated to an evening Gala. On Sunday, April 24 at 3 pm, Wednesday 27 and
Friday, 29, at 8 pm at the Opéra de Monte-Carlo - Salle Garnier: “Attila” by Giuseppe Verdi with Ildar Abdrazakov,
George Petean, Carmen Giannattasio,
Andeka Gorrotxategi, Domenico Menini,
In-Sung Sim, the Monte Carlo Choir and
the Monte-Carlo Philharmonic Orchestra directed by Daniele Callegari, organized by the Printemps des Arts de Monte
Carlo. Monday 25 and Tuesday, 26 at 8,
30 pm at the Princess Grace Theatre:
“The End of the world is on Sunday” by
and with François Morel, organized by
the Department of Cultural Affairs of
Monaco. Thursday 28, Friday 29 and
Saturday, 30 April, at 8 pm, and Sunday,
1 May at 4 pm at the Grimaldi Forum
Monaco - Salle des Princes: “Bella Figura”, “Gods and Dogs” and “Hat” by Jiri
Kylian, with Les Ballets de Monte Carlo.
Friday 29 and Saturday, April 30, at 8,
30 pm, and Sunday, 1 May at 4, 30 pm at
the Théâtre des Muses: “Une Diva à Sarcelles”, a comedy drama by Virginie Lemoine. Saturday, April 30 at 8, 30 pm at
the Auditorium Rainier III - Salle Yakov
Kreizberg, for the major concerts season:
Symphony concert of the Monte-Carlo
Philharmonic Orchestra, conducted by
Daniele Rustioni with Mario Brunello,
cello. Program: Giorgio Battistelli, Antonin Dvorak and Franck. From Saturday 30 April to Monday, May 2 at the
Grimaldi Forum Monaco: Monte Carlo
Art 2016 - International exhibition of contemporary art, modern and contemporary design, which over time has presented for the first time ever, artists such as
Botero and Marisa del Re. Since 1992,
under the artistic direction of Rainier
Rocchi, a jazz program was added, and
since 2003, Marc Monnet added contemporary music. The events are taking
place in the most enchanting Music Halls
and Theaters of the Principality, from
the famous Salle Empire at the Hotel de
Paris, through the Salle des Etoiles of the
Sporting, without neglecting the Oceanographic Museum and the Théâtre des
Variétés. Again, with this exceptional festival, the Principality of Monaco MonteCarlo will be the capital of the culture
and of the arts, attracting thousands of
happy visitors in its picturesque setting
and magical atmosphere.
For more info:
http://www.printempsdesarts.mc/
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L
SPECIALE
EVENTI
eonardo
di Silvana RIVELLA
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20
In Francia, ad Amboise
è l’anno di Leonardo
(1452-1519).
Rassegne e rievocazioni
a 600 anni dall’arrivo
del genio italiano
alla Corte di Francesco I°
AMBOISE. Sono trascorsi 600 anni
da quando, nella primavera del 1516,
Leonardo da Vinci arriva ad Amboise,
in Francia, nel dipartimento Indre-etLoire. La Loira che scorre dolcemente
da est a ovest, praticamente separando il
nord dal sud della Francia, dà il nome a
una delle regioni turistiche più popolari di Francia, la Valle dei Castelli della
Loira. Grazie alla sua storia, questa regione ospita infatti più di un migliaio di
castelli e palazzi meravigliosi. A cavallo
del tratto più ampio del fiume è la città di
Amboise, una cittadina accogliente con
un bel centro storico pedonale, dominata dal Castello di Amboise. Il castello di Amboise non è spettacolare come
Chenonceau o Chambord, non è fiabesco
come Ussé, che ispirò “La bella Addormentata nel bosco” a Perrault e a Walt
Disney i suoi Castelli, ma è importante
perché il re Francesco I° vi trascorse
l’infanzia e l’adolescenza, facendone poi
la sua residenza reale, e specialmente
perché Leonardo da Vinci accettò l’invito del Re di venire alla sua corte, portando con sé alcuni dei suoi dipinti favoriti,
tra i quali La Gioconda, che oggi è forse
il quadro più famoso al mondo. Francesco I° ammirava enormemente l’opera di
Leonardo, conosceva i suoi dipinti e pensava che le sue invenzioni, specialmente
quelle riguardanti l’idrologia, sarebbero
state molto utili alla valle della Loira,
soggetta a frequenti inondazioni. Infatti, dalla torre si può vedere l’Ile d’Or, la
sola isola della Loira abbastanza elevata
da non essere vittima di inondazioni e
ad avere installazioni come un camping,
uno stadio, un hotel e un doppio ponte di
collegamento alla terraferma. Si dice che
Francesco I acquistò il sorriso di Monna Lisa per 4000 ducati d’oro. Un du-
21
cato d’oro pesava all’incirca quanto una
sterlina inglese d’oro, che vale oggi circa
250 euro. Moltiplicato 4000 fa 1 milione di euro. Evidentemente Leonardo, la
cui indiscussa moralità gli impediva di
sfruttare l’invito del re, preferì vendere a
Francesco I° la Gioconda ed altri dipinti piuttosto che fare il mantenuto a vita.
All’inizio del 1900 un impiegato italiano del Museo del Louvre rubò il dipinto
perché convinto che facesse parte di un
bottino di Napoleone, il quale peraltro
amava talmente il fatale sorriso della
Gioconda che dal Louvre, dove il dipinto
era custodito dai tempi della Rivoluzione, che se lo portò nella sua camera da
letto a Fontainbleau. Nel 1913, dopo essere stato recuperato ed esibito in tutta
Italia, il quadro fu restituito al Louvre.
Leonardo si stabilì nel Château du ClosLuce, un palazzo collegato al Castello
Reale da un passaggio sotterraneo, dove
trascorse i suoi ultimi tre anni di vita.
Gli attuali proprietari abitano l’intero
piano superiore, e aprono al pubblico
molte camere finemente decorate e arredate, nelle quali è stata ricreata, con un
back-ground di musica rinascimentale,
l’atmosfera quotidiana del genio italiano,
che qui poté inseguire le sue passioni
fino alla fine. Nel Castello Reale si trova
l’antica, piccola cappella di Saint-Hubert, dove si dice sia sepolto Leonardo,
in stile gotico fiammeggiante, e dove si
trovano due camini “per confortare il re”
e due lapidi, in francese e in italiano,
che evocano il luogo finale di riposo di
Leonardo da Vinci. Il castello cadde in
declino con la morte di Francesco I° a
metà del XVI secolo, e la maggior parte degli edifici interni furono demoliti in
seguito a varie peripezie, ma alcuni sono
sopravvissuti e sono stati restaurati, in-
SPECIALE
EVENTI
sieme al circuito difensivo esterno di torri e mura. Amboise è stato riconosciuto
come monumento storico dal Ministero
della Cultura francese nel 1840 e oggi,
l’attuale conte di Parigi, discendente
del Re di Francia Luigi Filippo, ripara
e mantiene il castello attraverso la Fondation Saint-Louis. Sei secoli dopo, l’ex
maniero diventato museo dedica al genio
italiano una ricca rassegna di eventi “in
cui arte e creatività saranno gli ospiti
d’onore”. La cittadina di Amboise, ricordano i gestori del castello in una nota, è
da sempre orgogliosa del suo legame privilegiato con l’Italia, nato all’inizio del
XVI secolo dalla passione del sovrano
francese per la cultura italiana, che ne
fece “la destinazione prediletta” di molto esponenti di spicco del Rinascimento,
tanto che dietro molte anonime facciate
del centro storico pedonale si nascondono ricchi palazzi. Amboise non è nuova
ad organizzare eventi legati al gemellaggio culturale tra un versante e l’altro
delle Alpi, ma quest’anno, per celebrare
l’anniversario dell’arrivo di Leonardo fra
le sue mura, si è deciso di fare le cose in
grande, organizzando una lunga serie di
eventi tra il castello reale e il Clos Lucé.
Un programma che, anticipano gli organizzatori, si prolungherà fino al 2019,
seicentesimo anniversario della morte
di Leonardo. Al castello di Amboise saranno ospitati numerosi show, atelier e
rievocazioni storiche, a cominciare dallo
spettacolo per bambini ‘Leonardo, la vera
storia del genio di Vinci’, messo in scena
il giorno del compleanno del maestro, il
17 aprile, dalla compagnia La Sensible.
A maggio sarà invece la volta della ‘Festa del paradiso’, un appuntamento ispirato alle feste rinascimentali italiane con
esibizione di artisti di strada, laboratori
di introduzione alla musica dell’epoca e
anche la possibilità di assaggiare il cibo
che arricchiva quei fastosi banchetti. A
luglio, le rievocazioni storiche a tema
leonardesco usciranno dal castello per
invadere le strade di Amboise, culminando nello spettacolo serale ‘La Profezia di Amboise’. La residenza di Clos
Lucé dedicherà invece una mostra didat-
22
tica, dal 18 giugno al 31 dicembre, ai tre
capolavori che Leonardo da Vinci dipinse tra le sue mura, tra cui la Gioconda,
oggi conservati al Louvre. L’esposizione,
pur non potendo ospitare i quadri che il
museo parigino non concede in prestito,
ne sviscera l’importanza cruciale per la
storia dell’arte e per la fama del genio
toscano, ricostruendone anche il percorso dalla valle della Loira alla Ville
Lumière. Anche il tradizionale festival
di musica rinascimentale, quest’anno
all’11a edizione, avrà un programma incentrato sull’opera leonardesca e darà
spazio in particolare ai nuovi talenti de-
siderosi di confrontarsi con questa parte
meno nota, ma non meno di pregio, della
sua produzione artistica. Pare infatti che
Leonardo fosse un musicista di “rara”
abilità, nonché valido poeta e cantante.
I biografi ci dicono che suonava e insegnava la lira, nobile strumento che nel
mito classico era prerogativa di Orfeo e
della musa Erato. Fra gli appunti e i disegni del Codice Atlantico ci sono anche
progetti di vari strumenti musicali, fra
cui la celebre viola organista, il primo e
unico strumento ad “arco-tastiera”. Amboise offre un comodo accesso ad altri
importanti castelli, come Chenonceau,
23
Blois, Chambord, Cheverny. La cittadina ha buoni collegamenti ferroviari e
mezzi pubblici, con i TGV si giunge a
Parigi in ben meno di due ore, e i molti
voli low cost per l’Inghilterra ne fanno la
meta preferita per una seconda casa di
molti inglesi, tra cui Sir Michael Philip
“Mick” Jagger. Ciò che ha attirato re,
nobili e un artista come Leonardo, oggi
attrae chiunque abbia una passione per
la cultura, la filosofia, la storia, l’architettura, il cibo, il vino.
Silvana RIVELLA
(dal Comunicato ANSAmed
di Chiara Rancati)
SPECIALE
EVENTI
The French town
of Amboise celebrates
Leonardo da Vinci (1452-1519)
Festivals and performances for the 600th anniversary
of the Italian genius’ arrival to the Court of Francis I
AMBOISE. Six hundred years ago,
in 1516, Leonardo da Vinci arrived in
Amboise, in the French Indre-et-Loire department. As the Loire River glides gently east to west, officially separating
northern from southern France, it has
come to define one of France’s most popular tourist regions, the Loire Valley. Because of its history, this region is home to
more than a thousand castles and palaces in all shapes and sizes. Straddling the
widest stretch of the river is the city of
Amboise, an inviting town with a fine old
quarter below its hilltop château, a castle
has overlooked the Loire from here since
Roman times. The chateau of Amboise is
not as spectacular as Chenonceau and
Chambord, it is not fairy-tale as Ussé,
which inspired “The Sleeping Beauty” to
Perrault and to Walt Disney his castles.
The chateau of Amboise is important because the King Francis I, who was raised
there by his mother, Louise of Savoy, during the first few years of his reign made
24
Amboise the pinnacle of its glory, and especially because Leonardo da Vinci accepted the King’s invitation to come to his
court. The Italian genius chose to retire
here...just one more of his many brilliant
ideas. He brought with him some of his
favourite paintings, including the Mona
Lisa, which today is perhaps the most famous painting in the world. King Francis
greatly admired the Leonardo’s works,
he knew his paintings and he thought
that his inventions, especially those con-
W W W. V I TA L I T Y S . I T
SPECIALE
EVENTI
other Leonardo sight is the Château Royal. Inside you will find
the lacy, petite chapel of Saint-Hubert where Leonardo da Vinci
is buried. This flamboyant little Gothic chapel comes with two
fireplaces “to comfort the king” and two plaques “evoking the
final resting place” of Leonardo (one in French, the other in Italian). Though grand, the Royal Château was much bigger in the
16th century. Wandering through its halls, you travel chronologically from Gothic-style rooms to those of the early Renaissance and on to the 19th century. Climbing to the top of the Minimes Tower for panoramic views, the strategic value of this site is
clear. The visibility is great, and the river below provides a natural defence. The château fell into decline from the second half of
the 16th century and the majority of the interior buildings were
later demolished, but some survived and have been restored,
along with the outer defensive circuit of towers and walls. It has
been recognised as a Historic Monument by the French Ministry
of Culture since 1840. Today, the present Count of Paris, descendant of Louis-Philippe, repairs and maintains the château
through the Fondation Saint-Louis. Six centuries later, the former manor is a Museum dedicated to the Italian genius thanks to
a rich series of events “in which art and creativity will be the
guests of honour,” the organizers state. The town of Amboise has
always been proud of its special relationship with Italy, born at
the beginning of the sixteenth century by the French sovereign
passion for Italian culture. The king’s “favourite residence”
called many prominent members of the Renaissance, so that behind anonymous facades of the pedestrian old city are hidden
several rich palaces. Amboise is not new to organize events related to the cultural partnership between Italy and France. This
year, to celebrate the arrival of Leonardo anniversary within its
walls, the organisation decided to make it big, with series of
events including the Royal Castle and the Clos Lucé. The program will be extended until 2019, six hundredth anniversary of
Leonardo’s death. The Château d’Amboise will host numerous
shows, workshops and pageants, starting on April 17, the master’s birthday, with the show ‘Leonardo, the real story of Vinci’,
by the company La Sensible. In May the rendezvous is with ‘Feast
of paradise’, inspired to the Italian Renaissance festivals. Street
performers, pageants, workshops about Renaissance music,
food tasting and sumptuous banquets will be on stage. In July,
the historical Leonardo’s themes will invade the streets of Amboise, culminating in the evening show ‘The Prophecy of Amboise’. From June 18 to December 31, the residence of Clos Lucé
presents an educational exhibition, showing copies of three Leonardo da Vinci’s masterpieces, including the Mona Lisa. Of course,
also if the Paris museum cannot grant a loan of the original
paintings, they are important for the history and the fame of the
Tuscan genius in France. Even the traditional 11th edition of the
Renaissance music festival is focused on the Leonardo’s less well
known but no less valuable of his, the his artistic production. In
fact, Leonardo was even a “musician of rare skills”, and an active poet and singer. Biographers tell us that he played the lira,
noble instrument in the classical myth of Orpheus and the prerogative of the muse Erato. Among the notes and drawings of the
Atlantic Code, there are also projects of various musical instruments, including the famous organist viola, the first and only
“bow-keyboard”. Amboise offers handy access to important châteaux such as Chenonceau, Blois, Chambord, and Cheverny. It
also has good train connections and public transportation options, the TGV bullet trains can get you to Paris in well under two
hours, and cheap flights to England make it a prime secondhome spot for many Brits, including Sir Michael Philip “Mick”
Jagger. What makes Amboise so attractive to kings, nobles and to
a great artist as Leonardo, today makes it appealing to tourists
too, having a passion for culture, philosophy, history, elegant
architecture, food, wine.
cerning hydrology, would be very useful to the Loire Valley, subject to terrible floods. In fact, from the tower you can see the
half-mile-long “Golden Island,” the only island in the Loire substantial enough to be flood-proof and to have permanent buildings, like a campsite, a stadium, a small Hotel and two bridges
linking the island to the land. Francis I bought the Mona Lisa,
paying her enigmatic “smile” 4,000 gold ducats. A gold ducat
weighed about the same as a pound sterling, which is now worth
about 250 euros. Multiplied 4000 it makes 1 million euro. Evidently, Leonardo, whose unquestioned morality prevented him
from exploiting the invitation of the king, preferred to sell to
Francis the Mona Lisa and other paintings and be money-independent for the rest of his life. In the early 1900s an Italian employee of the Louvre Museum stole the painting because he was
convinced that it was part of a haul of Napoleon, who so loved
the fatal smile of the Mona Lisa, that he carried it to his bedroom
in Fontainebleau from the Louvre Palace, where the painting
was kept since the Revolution. In 1913, after being recovered
and exhibited throughout Italy, the painting was returned to the
Louvre. Leonardo settled in the Château du Clos-Lucé, a plush
palace connected to the Royal Castle by an underground passage, where he spent his last three years. The house is a kind of
fortified château of its own with a rampart walk. While today’s
owners keep the upstairs to themselves, an entire floor of finely
decorated and furnished rooms are open to the public. The Chateau thoughtfully re-creates (with a good English brochure and
Renaissance music) the everyday atmosphere Leonardo enjoyed
while he lived here, pursuing his passions to the very end. An-
26
28
Varlese
SPECIALE
PEOPLE
Greta
di Erika CANNOLETTA
[email protected]
L’italiana GretaVarlese è una delle
Top Model più contese del momento.
La sua non convenzionale
perfezione fa impazzire gli stilisti.
LUGANO. La società in cui viviamo sembra essere affetta da schizofrenia.
Se da un lato, infatti, non ci ritroviamo
più in essa, poiché in nome dell’efficienza si è dimostrata capace di tirare fuori
il peggio dall’uomo, alienandolo da se
stesso e dal suo contesto esistenziale,
d’altra parte un’attenta analisi sociologica ci dice che è sempre più diffusa la
ricerca di un diverso e più etico sviluppo
sostenibile. L’icona di questa innegabi-
le tensione sociale ci è offerta anche da
personaggi come Greta Varlese, la Top
Model diciassettenne che sta incantando
tutte le passerelle internazionali con la
sua perfezione non convenzionale, riassunto di tutte le caratteristiche della nostra contemporaneità. Infatti i numeri di
Greta 80-59-86 per un’altezza di quasi
un metro e ottanta sono perfetti, mentre
le sue esangui, quasi angeliche fattezze
sembrano esprimere tutto il dolore esi-
30
stenziale ed oscuro dell’uomo contemporaneo. Stilisti, fotografi, giornalisti di settore e tutti i super Brand della moda sono
impazziti, sono tutti innamoratissimi di
lei, di quella sua perfezione non convenzionale. Nel mondo dell’arte, la bellezza
di Greta non è conforme ai canoni della
bellezza pittorica classica, ma piuttosto a quella dei preraffaelliti. L’analisi
morfologica del viso di Greta potrebbe
attribuirle una personalità dove le qua-
31
SPECIALE
PEOPLE
32
lità istintuali prevalgono. Vi si leggono
impulsività e ribellione, indisciplina e
testardaggine, ma anche sense of humor,
capacità di apprendimento facile e veloce, e anche di autocritica. Come la nostra società, Greta è alla continua ricerca
della novità, non scevra da un certo nervosismo, che cela dietro comportamenti
diplomatici e scaltri. Come la nostra società, Greta è estremamente eclettica,
superficiale e profonda al tempo stesso,
in grado di affrontare esperienze straordinarie e anche terribili. Come la nostra
società odierna, non si può certo definire
in due parole tutta l’intensità emozionale
che Greta esprime quando sfila in passerella. L’osservatore, più o meno in maniera consapevole, si ritrova a percepire
i propri drammi interiori, e allo stesso
tempo la forza solida che traspare dagli
occhi grigio-verdi lo inducono a provare un vacuo, mellifluo senso di serenità.
L’aura di Greta buca il foglio, il giornale,
la passerella e come un laser comunica
un senso di purezza e verità, nel quale
si avverte una forza integra inscalfibile.
Per questo Greta, scoperta da John Casablanca della famosa Agenzia Élite, e solo
due anni orsono vincitrice del concorso
Élite Model Look Italia 2014, si è trovata
immediatamente catapultata sulle passerelle del Prêt-à Porter e della haute couture internazionali. Svizzera d’adozione,
ma cresciuta a Soverato in provincia di
Catanzaro, ha dovuto lasciare la scuola
di lingue e ora studia da privatista.
Dal battesimo di Prada avvenuto nell’autunno/inverno 2015, in soli due mesi si
è trovata a sfilare insieme a celeberrime
Top Model come Naomi Campbell, Irina
Shayk, e con un’altra grandissima modella italiana, Mariacarla Boscono. Ora Greta
è contesa da grandi stilisti internazionali
quali Givenchy, Karl Lagerfeld, Valentino, Chanel, N°21, Roberto Cavalli, Max
Mara, Fendi. “Voglio comunque dare l’esame di maturità. Il lavoro di modella è
precario e non ti garantisce un futuro.»
ha dichiarato. “Per i genitori d’oggi avere
un figlio che riesce nella vita è un motivo
d’orgoglio. Mi sostengono molto.
La svolta è avvenuta quando sono stata
confermata da Chanel e ho ringraziato
Karl Lagerfeld in tedesco”. E prosegue:
“Il segreto per sfilare bene? Stare dritte ma con la schiena un po’ indietro e
fare passi lunghi ed elastici, mettendoci
sprint. Ma non hai idea di quanti corsi di
walking ho fatto, perché all’inizio la mia
camminata non era bella. Non m’aspettavo che dietro tutto questo ci fosse così
tanta fatica. Pensavo: ti truccano, ti pettinano...ma in fondo ho pianto solo prima
della finale di Élite Model Look in Cina”.
Oggi, Greta pare essere l’erede indiscussa di Mariacarla Boscono, simile sguardo
ed analoga pelle diafana, e d’altro canto è
la stessa Varlese a dire che si ispira all’amica e collega. Nell’ultimo anno Greta
è apparsa ripetutamente negli editoriali
dei più importanti magazine del settore,
da ‘CR Fashion Book’ a ‘Vogue’, passando per ‘i-D’, ‘Dazed & Confused’ e ‘W’.
Ha troneggiato sulla cover di “Harper’s
Bazaar America” al fianco di Ruth Bell
e Lindsey Montero, ha sfilato per Alexander Mc Queen, DKNY, Mulberry, Alexan-
33
der Wang, Philip Lim, Altuzarra e adesso,
da buona italiana e calabrese, anche sul
nostro International Magazine che non
smette di “scovare” nuove realtà italiane
in ogni settore della nostra società. Oggi
Greta Varlese è contesa per il suo carattere deciso, ma anche soavemente mediterraneo, in una carriera che è solo iniziata,
anche se alcune altissime mete sono già
state da lei abbondantemente superate.
Erika CANNOLETTA
SPECIALE
PEOPLE
The Italian Greta Varlese
is one of the most wanted
Top Model of the moment.
Fashion designers are crazy
for her unconventional perfection
LUGANO. The society in which we
live seems to be suffering from schizophrenia. While, in fact, we find ourselves
quite lost, because in the name of efficiency the world has proved able to produce
the worst out of humankind, alienating
us from our existential context, on the
other hand many sociological analyses
tell us that the search for a different and
more ethical sustainable development
has an enormous increase. The icon of
this undeniable social tension is also offered by the likes of unconventional Greta Varlese, the seventeen years old Top
Model who is enchanting the international catwalks with her style, summary of
all the characteristics of these days. In
fact, whereas the Greta’s body and height
proportions are ideal, her pale, almost
angelic features seem to express the existential pain of the contemporary humankind. Fashion designers, photographers,
journalists, and all most prestigious fashion’s brands are fallen madly in love with
her. In the art world, Greta does not conform to the canons of classical pictorial
beauty, but rather to that of the PreRaphaelites artists. A morphological
analysis of Greta’s features shows a predominance of instinctual qualities. You
can see impulsiveness and rebellion, indiscipline and stubbornness, but also a
great sense of humour, an easy and quick
learning ability, and even self-criticism.
Just as our civilisation, Greta craves for
novelty, not without some nervousness,
that she hide behind a suave behaviour.
Just as our civilisation, Greta is extremely eclectic, shallow and deep at the same
time, and able to deal with extraordinary
experiences. Just as our civilisation, we
certainly cannot define in few words all
the emotional intensity and the multi talents that Greta expresses when she runs
the catwalk. The observer, more or less
consciously, perceive an inner drama, together with a solid strength, which is a
reflection of her big grey-green eyes, inducing a blank, smooth flowing sense of
serenity. Greta has eyes that could kill.
That is why Greta, scouted by John Casablancas of the famous Elite Agency,
when just fifteen years old was able to
win the Elite Model Look Italy 2014
Award, and burst on the catwalks of the
Prêt-à Porter and of the international
haute couture. By now, she lives in Locarno, Switzerland, but she grew up in
Soverato in the province of Catanzaro,
Calabria, Italy. Just after her Prada
début that took place in the autumn /
winter fashion collection 2015, she paraded the catwalks together with famous
supermodels like Naomi Campbell, Irina
Shayk, and with another great Italian
model, Mariacarla Boscono. Now Greta
has already walked the runway for top
fashion brands like Givenchy, Karl La-
34
gerfeld, Valentino, Chanel, # 21, Roberto
Cavalli, Max Mara, and Fendi. “I am
studying privately as I still want to pass
the examination at the International
Language Institute. The modelling work
is precarious and it does not guarantee a
future.” She says. ”My parents are very
proud of my success and they are very
helpful. The twist came when I was confirmed by Chanel and I thanked Karl Lagerfeld in German”. She continues: “The
secret to parade the catwalk well? Stand
with your back straight and make long
and elastic paces. You have no idea how
many walking courses I did, because at
the beginning my walk was not nice. I
was just fourteen years old and I did not
know that there was so much effort to do.
I thought, stylists will comb my hair, I will
wear beautiful makeup... but I cried just
once, before the final of Elite Model Look
in China.” Today, Greta seems to be the
undisputed heir to Mariacarla Boscono.
They have similar look and the same
ashen skin, and Varlese says that her famous friend and colleague is her muse. In
2015 Greta appeared repeatedly in the
editorials of the most important fashion
magazines, from ‘CR Fashion Book’ to
‘Vogue’, i-D’, ‘Dazed & Confused’ and
‘W’. She featured on the cover of “Harper’s Bazaar America” alongside Ruth
Bell and Lindsey Montero, and she made
stunning pics, modelling for Alexander
McQueen, DKNY, Mulberry, Alexander
Wang, Phillip Lim, Altuzarra. Of course,
she was happy to pose for our International magazine, which is watching and
scouting the Italian excellence in every
sector of our society. Today Greta Varlese
is one of the most popular models, thank
to her strong character, but also to her
charming Mediterranean look, in a career that just began, and in which she yet
has attained some very high ends.
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Dama di denari
in regina di cuori
Frida Giannini, da Gucci in poi
è l’amore italiano a far successo
38
di Erika CANNOLETTA
[email protected]
ROMA. Chi non ha mai indossato o sognato di vestire un abito di Gucci? Chi non si sente a proprio agio in quello stile elegante e
sempre impeccabilmente opportuno in ogni circostanza. Un’icona di
grazia e fascino unita ad un senso
di austera discrezione. E’ esclusivo
merito dell’italiana Frida Gianni se
il marchio Gucci, nel 2006 e sotto
la direzione dell’italiana, ha potuto reinventare se stesso nel senso
della perfezione estetica essenziale
al supremo livello giungendo ad un
successo economico fino ad allora
mai raggiunto. Frida Giannini, 44
anni, diplomata all’Accademia di
Costume e Moda di Roma dopo alcune esperienze minori, nel 1997,
e cioè a soli venticinque anni, inizia a lavorare presso Fendi e poi
in Gucci, dapprima nel settore del
prêt-à-porter poi come stilista in
quello della pelletteria. L’ascesa
è repentina. Nel 2002 è nominata
direttore creativo prima nel settore
borse e poi di tutto il settore degli
accessori. Nel 2005 è la designata
a dirigere il pret-a-porter donna ed
infine dal 2006 diviene direttore
creativo di tutte le linee di prodotto di Gucci. Ridisegnandone l’essenza ed il Dna. Assegnando alla
griffe un posto nel cuore di ogni
donna di classe e un posto ai supremi
livelli nell’alta finanza alla società. Con
un padre architetto ed una madre professoressa di arte, Frida si è confrontata già
dalla prima infanzia con un metodo di
espressione dell’intimo che non transigesse dall’arte, dal dipingere, anche solo
con i pennarelli. Il suo estro incontenibile ed ispirato aveva costretto i genitori
a destinarle una intera parete di casa per
dipingere liberamente e dare sfogo alle
sue impulsive ispirazioni. Alle prese con
il tecnigrafo già fin all’epoca della scuola
elementare non poteva che divenire poi
una adolescente eclettica ed incapace
39
dall’evitare di sperimentare qualunque look prima di tutto su se
stessa. Quasi per dar sfogo alle mille idee che continuavano a sbocciare bizzarramente nella sua fantasia.
In una follia illuminata. La scelta
di frequentare l’Accademia iniziò
poi a canalizzare in modo del tutto
nuovo questo tzunami di creatività,
portando la giovane Frida ad unire l’inventiva dell’eccezione in una
moda sobria. Ciò che poi sarebbe
diventato Gucci. Passando per gli
insegnamenti di personaggi illustri
quali ad esempio Argan e Monicelli, a soli 25 anni ebbe la fortuna di essere chiamata da Fendi,
un’azienda di sole donne, le cinque
famose sorelle, più figlie e nipoti e
senza dover trovarsi mai, neppure
agli inizi di carriera , a “dare gomitate come deve ordinariamente
purtroppo fare una donna in un
mondo di uomini”. Durante la pratica alla Sagafur, Frida portò il marchio ad un incremento l’80% del
fatturato GG solo con gli accessori.
Unico dogma della stilista infatti è
il broccardo secondo il quale “la
creatività deve generare business”.
E così Frida nel 2006 si classifica
per il Wall Street Journal al 43 esimo posto tra le 50 donne più importanti al mondo. Unica italiana. A
Frida si deve l’aver inventato del tutto la
vera immagine della donna di potere della storia contemporanea. Questo il merito che la tramanderà ai posteri. Apparentemente delicata, serena, bella, alta,
sottile, lunghi capelli biondi lisci, occhi
dorati, carnagione chiara, un’eleganza
SPECIALE
PEOPLE
discreta, appunto neogucciana, con un
carattere fortissimo, Frida è un’esperta
cavallerizza e colleziona dischi di vinile
(oltre 7.000). Viaggia continuamente fra
Londra, New York e Tokio alla ricerca di
ispirazioni. Fa la spola fra due case: una
del Trecento a Firenze, l’altra a Roma
Per alcuni Frida è il punto di congiunzione tra la dolcezza e la grinta. Tra la
passionalità mediterranea e la determinazione nordica. Poi è spietata con chi
provi ad ostruire il raggiungimento dei
suoi obiettivi professionali con franchezza ed immediatezza ma, giura senza arroganza. Separata, ha sposato di recente, il
6 giugno 2015 e dopo tantissimi anni di
relazione segreta l’ex manager di Gucci
Patrizio di Marco. E qualcuno paventa
che proprio questo matrimonio possa
essere stato la causa dell’abbandono
del marchio Gucci da parte di entrambi i coniugi avvenuto poco tempo prima
delle loro nozze. Fatto sta che Frida si
è presentata alle nozze indossando, non
senza suscitare un’ inaspettato clamore,
un abito di Valentino, disegnato per lei
da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Per trionfare poi in una party nuziale davvero in grande stile. Celebrato a
Sabaudia, poco lontano da Roma dove la
coppia oggi vive insieme alla fioglioletta Greta in una location da favola molto
rassomigliante ad un fiabesco castello
ed alla presenza di vip illustri quali, ad
esempio Isabella Ferrari e la cantante Giorgia. Il senso della concretezza e
della equilibrata praticità della stilista si
ritrova certamente nella sua gestione del
ruolo genitoriale: “Io ho fatto le scuole
pubbliche, dalle elementari al liceo, e mi
sono trovata bene.” - Ha avuto modo di
dichiarare - “Lo so, i tempi sono diversi
ma Greta è già nata in una famiglia privilegiata, tra genitori che vivono immersi
in un mondo a volte irreale. Ecco, non
voglio che Greta cresca staccata dalla
realtà. Mi piacerebbe frequentasse un
asilo di quartiere, che stesse con bambini di tutte le condizioni sociali”. Abbiamo ragione di credere che la grande
stilista, dopo la separazione dal marchio
Gucci avvenuto il 12 dicembre 2014 per
annuncio diretto dello stresso FrancoisHenry Pinault, presidente della holding
Kering proprietaria del marchio Gucci,
(con la stessa comunicazione nella quale
fu annunciata anche la contestuale nomina di Marco Bizzari come CEO Gucci
al posto di Patrizio Di Marco), separazione, che ancora oggi, a ben vedere possiamo ritenere avvenuta “per circostanze
oscure”, non si accontenterà di vivere il
proprio futuro se non ai massimi livelli
del pret a porter internazionale. Chissà,
magari, realizzando altri nostri sogni... e
Erika CANNOLETTA
40
Frida Giannini,
fashion designer, loving wife
and caring mother
She is reportedly a born leader,
able to form a strong team around her
ROMA. Who has never dreamed of wearing a Gucci dress?
Only those who do not feel comfortable in the elegant, impeccable Gucci’s style! The Gucci brand is an icon of grace and
charm, combined with a sense of austere discretion, and
all this is due to Frida Giannini. She was born in 1972 in
Rome. A daughter of an architect with a passion for horses, Frida started as a child to express herself artistically.
As soon as she was able to write, she was using her father’s
drafting machine (the Cad did not exist yet) and her inspiration forced her mother, an art professor, to devote
an entire wall of the house to let her daughter
paint freely. The decision to attend the Fashion Academy in Rome channelled in her
passion for designing extravagant
looks, first for herself, until she
was able to combine everything she had in mind in a
style that would later
become
“her”
trademark in
41
SPECIALE
PEOPLE
the Fashion world. After the graduation
and some minor experiences, she was
twenty-five old when Fendi employed
her, in the ready-to-wear department.
After attending the famous Saga Furs
Design Centre in Denmark, in 2002 she
was appointed creative director of bags
and accessories, where she was part
of the team responsible for the popular
“Fendi Baguette Bag” which carried
price tags of up to 10,000 euros each. She
has been quoted as saying: “Creativity
must create business. If it doesn’t do this,
then even the most beautiful article is
useless.” In 2004, Giannini was scouted
to head women’s accessories at Gucci’s,
when Tom Ford departed the company.
She changed the Gucci’s style from Tom
Ford’s designs by drawing from Gucci’s
heritage. In 2006, Giannini was promoted to Creative Director for the entire Gucci label, redesigning the Gucci’s essence
and DNA, giving the brand a place in the
hearts of every woman of class. Moreover, she brought to the holding Kering,
owner of the brand Gucci, a financial
success never attained before, building
it up into world’s third-biggest luxury
empire. In 2006, the Wall Street Journal
puts Frida Giannini at the 43th place
among the 50 most influential women in
the world, and the only Italian. She has a
beautiful, fair complexion, she is tall and
thin, and her hair is straight and blond.
42
Her pragmatism is legendary, and they
say that her golden eyes could kill. Frida
is an experienced equestrian, and she
continued to design from heritage. For
example, the 2010 Winter Men’s line was
noted for influences from Gucci’s equestrian history. However, Giannini said, “I
don’t think it is a nostalgic collection”. In
2012, Gucci chose Charlotte Casiraghi to
be testimonial of the brand. The daughter of HRH the Princess Carolina of Monaco and Duchess of Hanover posed for
Peter Lindbergh with her horse Carryduff. The advertising campaign was orchestrated by Frida Giannini, who said:
“Charlotte is a wonderful sport ambassador. We sounded very well, because
she is able to combine the family heritage
with a very modern attitude… just like
me”. Frida collects vinyl records, with
her collection currently at 8,000. Separated, she remarried on June 6, 2015
with the former Gucci CEO Patrizio di
Marco. Their relationship was kept secret for many years and a tattletale says
that their marriage may have been the
cause of the end of their collaboration
with Kering SA.
On December 12, 2014, Francois-Henry
Pinault, president of the luxury empire,
announced that Frida Giannini and
Patrizio di Marco would be leaving the
company, together with the appointment of Marco Bizzarri as Gucci CEO,
Patrizio Di Marco instead. The circumstances of the sensational “divorce” remain obscure. However, Frida showed
up at the wedding wearing a Valentino
gown, designed for her by Maria Grazia
Chiuri and Pierpaolo Piccioli. A big wedding party followed in Sabaudia. She
owns a fourteenth century house in Florence, but the couple now lives with their
little daughter, Greta, in a fairy tale palace not far from Rome. Frida’s pragmatism an ethical behaviour can be found in
her being a mother as well: “I studied at
the public schools, from primary to high
school, and I was fine.” she declared “I
know that times have changed, but Greta
is already born into a privileged family.
Patrizio and myself, we are sometime immersed in an unreal world. Therefore, I
do not want to raise Greta detached from
reality.
She will attend a neighbourhood kindergarten, and make friend of all social conditions.” Frida is often traveling London,
New York and Tokyo in search of inspiration. Frida’s career as a designer will
not stop. It will go on as always, inspired
by the thousands of ideas produced by
her imagination. As she recently said:
“Heritage is good for me - going back to
the archives, but looking forward to the
future.”
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PEOPLE
46
A
rianna
Cassini:
partire per non tornare?
Il caso di una giovane studentessa italiana
che “espatria” per le difficoltà del suo paese
di Nicolangelo CIOPPI
[email protected]
TORONTO. Partire per fare esperienza all’estero, sembra ormai essere
uno dei principali obiettivi di tanti giovani italiani, molte volte sconsolati dal
fatto che il loro Paese non dia più alcuna
garanzia sul piano del lavoro e sul rispetto della professionalità del singolo. Un’economia, quella italiana, che traballa e
che traballerà ancora per chissà quanto
tempo mentre l’occupazione, pur essendo
una priorità del Presidente del Consiglio
Matteo Renzi, resta tuttavia ancora la cenerentola dei programmi urgenti da risolvere. Nel frattempo le “giovani menti” se
ne vanno a cercare fortuna all’estero nel
tentativo di riqualificare anche le rispettive professionalità poco apprezzate in
casa propria. Un altro caso simbolico è
quello di una giovanissima ragazza nata
nel Principato di Monaco il 5 ottobre del
1996, ma residente nella vicina cittadina
di Bordighera in Provincia di Imperia,
che da molti mesi si trova a Toronto, in
Canada, per studio e lavoro. La nostra intervistata per questo numero del Magazine è Arianna Cassini, una bellissima studentessa che per imparare e perfezionare
le lingue straniere ha deciso di andarsene all’estero dove ha già maturato ottime
esperienze, ma mai così a lungo. Infatti
Arianna, “cocciuta e testarda - dice l’affascinante mamma Caterina - ha sempre
desiderato viaggiare e lo fa ad ogni buona
occasione che le capita.
Ary, questo il nomignolo, ha frequentato il liceo linguistico Amoretti di Imperia (maturità data nell’estate del 2015),
ma già nell’estate del 2014 ha fatto una
bellissima esperienza di quattro mesi, in
Australia nella Gold Coast per studiare
l’inglese che ha imparato per la maggior
parte a Cambridge (ci andava ad ogni
estate dagli undici ai sedici anni), ma
soprattutto per vedere se poteva piacerle
studiare fuori dall’Italia. Noi l’abbiamo
incontrata nella sua nuova residenza nel
centro di Toronto a due passi dalla sua
Università, e la prima domanda è stata
quella, appunto, di sapere perchè ha
scelto il Canada e Toronto per continuare
i sui studi linguistici.
“Intanto perchè considero il Canada un luogo di passaggio interessantissmo, ma l’ambizione resta quella
di andare nella “Grande Mela” (New
York), di avere un loft con vista su
Central Park. Comunque considero
Toronto una delle più belle metropoli piena di giovani e di tante opportunità di svago e soprattutto di
lavoro. Dopo cinque mesi di permanenza trovo ancora che Toronto sia
fantastica. Un po’ per la gente che
ci vive, tutti molto disponibili, educati e rispettosi del prossimo e poi
c’è una multitudine di etnie, orientali comprese, ma ci sono anche
molti italiani; c’è addirittura una
47
Little Italy, proprio come a NY, poi
ci sono chiese con messa in italiano,
prodotti alimentari eccellenti, molti
dei quali provengono dalle vicinanze della mia Bordighera in Liguria e
cioè ad Arma di Taggia”.
Quindi vuoi dire che ti trovi a tuo agio a
Toronto?
“Altroché, mi trovo benissimo e già
mi è mancata tanto durante le feste
dello scorso Natale, che sono stata
a casa mia, mi mancavano persino
i grattacieli, d’altronde ho scelto il
Canada anche perché non ha tasse
scolastiche troppo alte, perché è un
Paese tranquillo dove tutti vivono
bene, rilassati e soddisfatti degli stipendi e del loro stile di vita”.
Quiondi la materia di studio che hai
scelto restano le lingue straniere?
“Si certo, anche perchè nel settore che ho scelto è indispensabile
conoscere più lingue. Infatti studio Fashion Business Management
e spero di trovare presto un buon
lavoro nel campo della moda manageriale. Conosco ormai quattro
lingue e qui in Canada è molto più
facile trovare lavoro perchè i canadesi di Toronto ne conoscono solo
una, massimo due. Comunque ho
anche già maturato un po’ d’esperienza come Modella, infatti ho più
volte sfilato per Valentino, per Car-
SPECIALE
PEOPLE
lo Pignatelli e per lo spagnolo Pronovia e spero presto di poterlo fare
anche qui”.
Quali sono stati i tuoi primi amcici che
hai trovato qui?
“I primi sono stati la mia compagna
di college che è canadese, una ragazza nigeriana, una boliviana, ma
le migliori sono un’indiana è una
giapponese e l’ unica italiana nella
mia scuola è una ragazza di Messina, simpaticissima che dalla Scozia
ha fatto uno scambio per sei mesi”.
Trovi molta differenza tra vivere quì che
nella cittadina di Bordighera?
“Ovviamente su. Vivere in Canada è molto diverso da una piccolo
paese come Bordighera; direi che
non c’è assolutamente paragone.
Qui la vita, lo sport, la gente, i divertimenti di ogni giorno sono diversi, perchè ci sono tanti eventi
da seguire, quelli musicali a quelli
gastronomici, teatri, mega cinema,
48
bar e ristoranti, belissime e sicure
discoteche, pub; c è veramente di
tutto, l’unica cosa che mi manca è
il sole di Bordighera, mentre I ragazzi qui sono diversi da quelli italiani: i canadesi sono molto diretti e
molto poco romantici a differenza
dei ragazzi italiani, questo si è un
aspetto che mi affascina poco”.
Quindi tempo libero tanto e quanto conti
di fermarti a Toronto ?
“Il tempo libero però mi serve soprattutto per lo studio, la palestra,
lo shopping certo, ma anche per
fare la spesa e poi cìè il divertimento
del venerdì e del sabato sera. Credo
di restare a Toronto per un po’ di
anni e poi mi piacerebbe trasferirmi
in America come ho detto all’inizio
del nostro incontro, perchè è un sogno che faccio da sempre”.
Un po’ di nostalgia c’è?
“Nostalgia? Direi assolutamente di
no, anzi ormai considero Toronto
come casa mia. Certo sul piano sociale e professionale molto meglio
il Canada, senza paragoni, in Italia
ci torno, e ci tornerò solo per trovare i miei famigliari perché la vita
della metropoli è quella che fa per
me; comunque spero di trovare col
temp e senza fretta un marito italiano che abbia voglia di vivere cosi
come vivo e cioè come una sorta di
“vagabonda” metropolitana”.
Ques’incontro è stato illuminante per
capire che, tutto sommato, una italiana
che parte per l’estero può realizzare i
suoi sogni di ragazza, diversamente che
in Italia. Nel caso poi della nosra Ary,
possiamo confermare che si tratta di una
giovane donna di chiara saggezza popolare, con i piedi per terra e che sogna ad
occhi aperti, quindi ragionando, ma tenendo sempre ben presente che a volte
la medaglia ha un risvolto.
Nicolangelo CIOPPI
Arianna Cassini’s
choice to be a global
citizen altogether
The project of a young
Italian specializing in foreign
languages inToronto
LONDON. TORONTO. Despite
being among the priorities of the Italian Premier Matteo Renzi, youth employment in Italy is yet a problem to
solve. Meanwhile, many wasted young
Italian minds leave and seek their fortune abroad. Globally, the employment
is experiencing a time of change, soon
unrecognizable to the generation that
is by now retiring. Even in Italy, permanent position will be an impossible
dream. As it happens in Anglo-Saxon
countries, flexibility will be the norm;
therefore, the fact to get some experience abroad makes an important credit note on the CV. Take the case of Arianna Cassini, born in the Principality
of Monaco on October 5, 1996, and
resident in the nearby small town of
Bordighera, in the Province of Imperia, Liguria. Five month ago, the Italian teenager chose to move to Toronto,
Canada, to study and possibly work.
According to her charming mother,
Mrs. Caterina Cassini, Arianna is a
“global citizen”, “headstrong and
stubborn”.
She loves traveling and taking new
opportunities. In 2015 Arianna, aka
Ary passed the final examination at
the High School of Foreign Languages
“Amoretti” in Imperia. In 2014, she
had the chance to spend four months in
summer in the Australia’s Gold Coast,
especially to see if she actually liked to
live abroad. She wanted to improve
her English fluency, having spent a
month in Cambridge, England, every
summer, since she was eleven years
old. We met and interviewed Ary at the
Downtown College campus of the Toronto University.
Ary, can you tell us why you have chosen Toronto, to specialize in foreign
languages.
“First above all, I must say that
I chose Canada because here the
School fees are not too high. Besides,
my next step is to live and work in
New York, in the “Big Apple”, possibly in a loft near Central Park! After
a five-month stay, I find that Toronto
is fantastic. Toronto’s motto is “Diversity Our Strength” and it is known
as one of the world’s most multi-cultural cities. Almost half of its population are immigrants. There is even a
Little Italy, just like in NY, then there
are Churches with Mass in Italian, and
excellent food. Can you imagine that
some vegetables are imported from
Italy, from Arma di Taggia, which is
near my hometown, Bordighera?”
Therefore, you are at ease in Toronto.
A. Yes! I like very much to stay here!
I was missing Toronto’ skyscrapers
a lot when I spent the last Christmas
holidays at home, in small Bordighera! People here is very helpful and
49
polite. Toronto is famous for the cost
of living and quality of life and it
prides itself on its wide range of cultures, languages, food and arts.
“Ary, we imagine that you came here
not just to improve your English.
“Of course, it is essential for me to
know many foreign languages. The
University of Toronto is one of the
world’s most prestigious post-secondary institutions and here I enrolled
in the Fashion Business Management
Course. I hope to find a good job
here, in the field of Fashion Management. I am fluent in four languages,
whereas Canadians in Toronto speak
just English. Moreover, I have modelled and paraded for Valentino, Carlo Pignatelli and Spanish Pronovia.
SPECIALE
PEOPLE
Therefore, I hope to be able to run
the catwalk here as well.”
Have you yet been able to friend some
people in Toronto?
“Right away, I friended some girls
who are my college classmates, a Canadian, a Nigerian and a Bolivian.
By now, I like to hanging on with my
best friend, an Indian and a Japanese
girls. The only Italian in my Course is
a funny, wonderful Sicilian girl from
Messina. She made a trade for six
months from Scotland.”
The difference between living here or
in the small Bordighera is big.
“Of course, I would say that there
is absolutely no comparison. Here,
life, sports, people, entertainment
are different. Toronto is famous for
a diverse choice of food, arts, festivals and weather patterns! Toronto is
well known for its healthy arts scene,
numerous sporting events, a vibrant
nightlife, and restaurants, bistros
and eateries featuring cuisine from
just about any nationality one could
think of. The city is also known for
its many amusement parks; the best
known of which is Canada’s Wonderland. The Art Gallery of Ontario and
Royal Ontario Museum are popular
with both tourists and residents. The
only thing I miss is the Bordighera’s
sunny weather! And the guys, very
different from the Italians, here they
are so blunt and unromantic!”
You seem to have a lot of good time
here in Toronto! What are your plans
for the future?
Actually, the fun is just over the weekend. For the rest of the time, I study,
I go to the gym and I deal with the
daily life. I think that after achieving
the graduation, I will move to US. I
have always dreamed of New York,
since I was a child.”
A little of nostalgia?
“Nostalgia? I would say, not. By now,
I consider Toronto as my home. Actually, for me who loves the big city
feel of places like New York - but
with less crime - Toronto is a great
fit. Toronto attracted me due to the
size of its economy, its projected future prosperity. I will just go back to
Italy to visit my family. Anyway, in
the due time, I am looking forward to
meeting the “one”, possibly an Italian
husband. But, like me, he must love
travelling and living in a Metropole!”
Meeting Ary was a nice, enlightening
experience! Ary is smart, positive, discerning and careful.
Therefore, we are sure that she will realize all her dreams, travelling, studying and living abroad.
50
SPECIALE
PEOPLE
Lucia Scajola
si allena inseme
agli uomini 185º
Reggimento Rao
(Ricognizione
e acquisizione
obiettivi) Folgore,
sulla spiaggia,
tra Livorno
e Pisa.
E’ una delle unità
per operazioni
speciali dell’Esercito Italiano
con cui la
giornalista
ha condiviso
una giornata
di preparazione
fisica.
(credit Roberto
Salomone).
Lucia Scajola,
tra giornalismo, famiglia
54
Il caso di una
giornalista
italiana, andata
ben oltre
“l’ingombrante”
cognome
MILANO. Fare oggi il mestiere
della giornalista e allo stesso tempo essere l’unica figlia femmina (adorata) di un
ex Ministro della Repubblica Italiana,
nonché uomo politico molto noto, come
Claudio Scajola, può essere certamente
un valore aggiunto, ma talvolta anche
un punto a sfavore. Quando da bambini
ci ponevano la fatidica domanda: “cosa
vuoi fare da grande?”, quasi nessuno
aveva le idee chiare e spesso le risposte
venivano date in base alle tendenze televisive del momento. C’è però chi ne ha
sempre avuto consapevolezza e ha fatto
il possibile per dare seguito alla risposta: “voglio fare la giornalista”. In un
italico mondo pseudo culturale, dove il
suo ingombrante cognome spesso è finito sui giornali, non sempre per fatti politici positivi, la giovane Lucia Scajola,
dopo essersi laureata in Scienze della
Comunicazione all’Università Cattolica
di Milano, con una tesi giuridica sulla
deontologia del giornalista e il voto di
110 e Lode, oggi è una giornalista professionista, caposervizio del settimanale
Panorama, primo news magazine italiano, dove coordina le pagine di lifestyle,
anche se non ha timore di ammettere che
la sua vera “droga” è la politica. Se poi
intenda quella scritta o praticata, glielo
chiederemo direttamente…
Da Imperia, dove sei nata, hai vissuto in
Francia, Inghilterra, a Roma e a Milano.
Quando hai deciso di iniziare a viaggiare
per studio e lavoro?
“Avrei deciso anche da più giovane,
ma la prima trasferta è stata l’Erasmus a Parigi, alla Sorbona. Volevo imparare il francese, che non
avevo mai studiato e per questo ho
scelto e azzardato di applicare alla
e politica
di Ilio MASPRONE
[email protected]
55
SPECIALE
PEOPLE
Lucia Scajola con
il padre Claudio,
a Palazzo Farnese
a Roma, durante
un ricevimento
dell’ordine della
Légion d’honneur,
di cui il papà
è commandeur.
loro facoltà di Sociologia. Da allora, Parigi ha per me un significato
particolare: è il posto dove vado
quando serve un po’ d’aria... Per
Londra sono partita l’anno successivo, ma ci torno spesso: ho appena
trascorso lì un mese. In quella città,
chissà perché, ho vissuto alcuni dei
momenti più significativi della mia
vita, sia a livello professionale che
personale. Roma è stata un’immersione, anche piuttosto profonda,
nella “Grande Bellezza”, rispetto
alla quale Milano ha funzionato da
prezioso anticorpo.
Il settimanale Panorama ha un profilo impegnato anche in ambito politico:
come affronti questo argomento e fino ad
ora dove ti ha portata?
“Non ci giro troppo intorno. La mia
passione, e forse anche l’ambito in
cui per forza di cose fin dall’inizio
A
moment
ero
più competente, è sempre staof
press della politica e degli aftothe
quello
conference.
fari italiani, per me una passione
viscerale. Crescere in un ambiente
familiare, come quello che mi è stato dato di vivere, dove ogni giorno
succede qualcosa di non ordinario,
ti allena all’adrenalina e alla voglia
di stare dove accadono le cose.
Per buonsenso e anche buongusto,
però, da cinque anni lavoro con
molta soddisfazione alle pagine di
lifestyle del giornale nel ruolo di caposervizio, ovvero quello che commissiona i servizi, li coordina, segue
gli impaginati, li titola, edita, e spesso, ahimè, riscrive i testi...”
Sei giornalista per Panorama e viaggi
spesso. Pensi che avresti potuto fare lo
stesso lavoro, con le stesse soddisfazioni,
anche nella tua città natale?
“Dopo quasi 12 anni di lavoro, sento ancora forte la responsabilità e il
privilegio di lavorare nel più importante gruppo editoriale. Detto questo, non credo che la soddisfazione
derivi necessariamente dal posto
cui lavori, ma dalla passione e dallo
stimolo che questo può darti. Non
ne esistono di serie A o di serie B.
La differenza sta nel modo in cui lo
riesci a fare. E, vista l’aria che tira
in Italia, dipende sempre più da noi
stessi.”
All’inizio di questo incontro dicevi che
la tua vera droga è la politica: intendevi
quella scritta o magari quella che vorresti praticare?
“Droga è un termine brutto, ma
credo che renda l’idea. La politica
è una passione e come tale suscita
sensazioni molto positive e anche
molto negative. Io l’ho vissuta da
vicino, fin da bambina, attraverso
mio padre, un politico con la P. maiuscola che la ha fatta con passione
e, mi permetto di dire, con eccesso
di buona fede: ha sempre dedicato
le sue energie a realizzare progetti
concreti e risultati misurabili, sottovalutando l’importanza delle vetrine mediatiche e delle relazioni da
salotto. Zero affari, poche chiacchiere, nessuna lobby. Toccando
con tutte e due le mie mani la realtà
della politica italiana ai suoi massimi livelli e tenendo sempre troppo
aperti i miei occhi, qualche volta mi
sono spaventata: sembra che vinca
chi ha più pelo sullo stomaco. Detto questo, per il momento, in famiglia di politico ce n’è già uno, ed è
papà. Io sono contenta del mio bel
lavoro che non è poi così lontano.”
Hai viaggiato molto, anche per lavoro:
racconti un’esperienza divertente?
“Nei primi anni a Panorama, quando non ero ancora inchiodata in
redazione, mi muovevo di più.
56
Un’esperienza unica sono stati i
nove giorni, nel 2008, al seguito di
Donatella Versace, per il suo primo viaggio alla scoperta della Cina,
durante il quale vennero inaugurate boutique della maison italiana a
Pechino, Shanghai e Hong Kong. Il
mio compito era starle vicino per
scrivere con lei il suo diario da lì. Un
privilegio di cui ricordo ogni dettaglio. Decisamente meno lussuoso,
ma di grande impatto emotivo, fu
un reportage, in inverno, a Lampedusa per documentare gli sbarchi
dei migranti, quando sull’isola c’erano più poliziotti e giornalisti che
abitanti. Con l’adorato fotografo
Francesco Cito noleggiammo l’unica auto rimasta libera: una punto
gialla cui mancavano le portiere e,
ovviamente, le cinture.”
La tua esperienza lavorativa più gratificante?
“Senza dubbio, il viaggio a Tripoli,
a casa Gheddafi, per intervistare
Saif, il delfino designato del Muammar. Stavo dietro a quel servizio
da un anno e mezzo, attraverso
una mia coetanea che aveva relazioni lì. Finalmente, una mattina
di fine agosto del 2009, ricevetti
la telefonata dalla loro ambasciata
in Italia: se volevo l’intervista, alle
cinque del pomeriggio dovevo essere a Ciampino per decollare. La
sera mi ritrovai ad un ricevimento
con molti leader africani, oltre che
Silvio Berlusconi. Si celebravano i
due anni dell’amicizia italo-libica.
Ricordo i giornali italiani scandalizzati da quella relazione, ma credo che oggi siano in molti, forse
anche in quelle testate, a rimpiangere l’influenza che, anche grazie
all’ex premier, il nostro Paese aveva in quel territorio, che adesso è
in guerra. Tornando all’intervista,
un anno prima dello scoppio della
Primavera araba, mentre il Muammar pregava in modo quasi comico
chinato sul tappetino, Saif mi confidava apertamente la sua idea di
Libia, opposta a quella del padre e
del fratello Muhammad. Per lui, la
famiglia doveva dare concessioni al
popolo, anche, magari, solo apparentemente. Auspicava elezioni e il
ritiro dei Gheddafi dalla vita politica attiva. Forse aveva ragione.”
Hai un cognome molto noto: troppo ingombrante per rimanere a vivere ad Imperia, tua città natale?
“Imperia è una cittadina bellissima, vicinissima alla Costa Azzurra
e a Montecarlo, eppure è poco conosciuta e frequentata dal turismo.
Avere questo cognome, un orgoglio, è stata una sfidante palestra di
vita, dappertutto. Da questo punto
di vista, la mia città natale è paradossalmente rassicurante. Nelle
piccole realtà i rapporti sono diretti
e autentici: difficile mettersi le maschere. E io le maschere le detesto.
Dicono che i giornalisti siano freddi, che non abbiano calore umano,
che siano dei meri mercenari. Non
sembra. Aggiungere di essere la figlia di un uomo che ha fatto il ministro per più di un decennio può essere un valore aggiunto, ma anche
un punto a sfavore.
D. Per Lucia Scajola, la stampa è stata
ambasciatrice di buone notizie, ma anche di momenti molto difficili. Sentire la
passione che metti in questo lavoro, non
facile nella tua posizione, è davvero speciale e ricorda il carme di Catullo: “Odi
et Amo, Odio e Amo”. Cosa ci puoi dire
in proposito?
R. Per quale motivo io lo faccia non lo so,
ma so che accade.
Lucia Scajola
al ricevimento per
la presentazione
del Calendario
Pirelli 2016
alla Roundhouse
di Londra.
(credit: Sgp)
Ilio MASPRONE
57
SPECIALE
PEOPLE
Journalist
Lucia Scajola
is wholeheartedly committed
to family and politics.
Her household surname
was of little use for her career
MIAMI. She is the beloved only daughter of a former Minister
of the Italian Republic and a well known politician, Claudio Scajola. We asked her if this circumstance was a benefit or an impediment for her career as a journalist. Often, children do not
have any idea about their future job, or they are influenced by the
trend of the moment. On the contrary, Lucia was always extremely sure of herself, saying: “I will be a journalist.” Her father, a
public figure as a politician, was often mentioned by the investigative journalism. Sometimes, the goings-on were especially challenging, so that her household surname was of no use for her career. After graduating with praise in Communication Sciences at
the Catholic University of Milan, with a thesis on legal ethics in
journalism, Lucia Scajola is now a professional journalist, editor
of the weekly Panorama, the first Italian news magazine, where
she is the lifestyle’s department head. Anyway, she says that politics is “drugs” for her. We have interviewed her, looking forward
to discovering her purposes on this matter.
Lucia, you were born in the Italian Riviera, in Imperia. You have
lived in France, England, in Rome and in Milan. When did you
decide to start travelling, for both work and study?
“As a child, I would have liked to travel around the world, but
my first experience abroad was when I frequented the Erasmus
in Paris, at the Sorbonne. I did not know a word, as I had not
studied French at school. Nevertheless, I had the nerve to apply to the Sociology Faculty... I tuned quickly and since then,
Paris has a special meaning for me: it is the place to go when
you need to detox... I left for London the following year and
recently I have spent a month there. In that town, for some
reason, I experienced some of the most significant moments of
my life, both professionally and personally. Staying in Rome
was like diving in the “Great Beauty”, a valuable antidote to
the Milan’s formality.”
The weekly Panorama has also a politic profile. How do you deal
with this matter within the magazine, and what is your point of
view on politics by now?
“For me, politics is a visceral passion. Of course, my competence in the issue is pretty great, because I have been raised
in a family where politics is an everyday business. I grow up in
an environment where every day something happens out of the
58
lege to keep a detailed account of what she was achieving. The
same winter, in the Sicilian Lampedusa Island, I had to make a
definitely less luxurious and poignant reportage. Together with
a great friend, the photographer Francesco Cito, I documented
the migrant landings on the Sicilian coasts, jam-packed with
police officers and journalists. We hired the only car left, an old
Fiat that had no doors and, obviously, no seat belts.”
Can you remember your most rewarding experience?
“Sure enough, the trip to Tripoli, Gaddafi’s home. I was looking
forward to interviewing Saif, the designated Muammar’s heir,
for a year and a half. Finally, thanks to a friend who was living in Tripoli, one morning on late August 2009, I had a call
from the Lybian Embassy in Rome. If I wanted to realize the
interview, I had to run to the Airport. I made it and the same
evening I was invited to a function hosting many African leaders, as well as Silvio Berlusconi. The gathering was celebrating
the two-year Italian-Libyan friendship. I remember that some
Italian newspapers were outraged by that relationship. Today,
I am quite sure that the same papers are regretting the good
connexion and deals that Berlusconi, the former Italy’s prime
minister, had in that territory, which is now at war. Returning
to the interview, a year before the outbreak of the Arab Spring,
while the Muammar was praying Allah, bent on a mat, Saif disclosed to me his idea of Libya,
​​
opposite to that of his father and
of his brother Muhammad. For him, the ruling family had to
give concessions to the people. He was asking for elections and
ordinary, so you train to adrenaline and you crave to be where
things happen. However, my common sense has suggested to me
to join the magazine’s lifestyle department, five years ago. I am
very satisfied of my job. As department head, I am seeking and
coordinating the articles, I follow the layouts, headlining them,
editing them and often, alas, I have to rewrite them...”
You are a journalist for Panorama in Milan and you travel often.
Would it give you a similar fulfilment, if you were working in your
hometown?
“After nearly 12 years, I still feel a strong responsibility and
the privilege of working in the most important Italian publishing
company. That said, I do not think that the satisfaction necessarily comes from where you work, but from the passion and the
stimulus that this can give you. The difference lies in how you
play, not in which League Division. Moreover, given the current
climate in Italy, it depends more and more from ourselves.”
At the beginning of this meeting, you said that your real “drugs” is
politics: you mean the written politics or perhaps that you would
like to practice?
“‘Drugs’ is an ugly word, but I think that it is appropriate. Politics is an addiction that can have positive and negative effects.
Since childhood, I have lived closely to politics through my father, a politician of a fairly high rank. He committed to politics
with passion and, I venture to say, with an excess of good faith.
He has always devoted his energies to realizing concrete projects and measurable results. Despite the media watchdog, his
morality in the government decision-making process cannot put
in jeopardy. I am deeply conscious that the Italian politics at
its highest level can be scaring. The most callous, the best! This
is not my father’s case. Right now, he is the only politician in
the family, but thanks to my work, I am pretty responsive and
experienced on politics.”
You have travelled a lot, even for your job. Have you some quaint
experiences to report to us?
“In my early years in Panorama, when I was not nailed to the
office, I travelled much more. In 2008, I made a terrific experience alongside Donatella Versace’s first business journey to
China. In nine days, she launched three boutiques of her Italian
fashion, in Beijing, Shanghai and Hong Kong. I had the privi-
for the withdrawal of Gaddafi from active political life. Perhaps
he was right.”
Do you think that your household surname could be unmanageable if you had to live in your hometown, the small Imperia?
“Imperia is a very nice town, bordering the French Riviera and
Monte Carlo. In spite of this, it is not a very touristic venue.
Holding my surname has been challenging, always and everywhere. Unexpectedly, the challenge is less tough in the small
reality of my hometown, where the relationships are more direct
and authentic. One cannot hide behind a mask. Moreover, I
hate masks. They say that we journalists are cold, that we have
no human warmth, and that we are merely mercenaries. Well, it
is not so. Obviously, being the daughter of a politician of a fairly
high rank can be a benefit, but also a handicap.”
Lucia Scajola, the investigative journalism can produce good moments, but also be difficult. You communicate your passion for a
job, that sometimes can be pretty tough. Do you share the Catullus’ quote: “Odi et Amo, I hate and I love.”?
“I do not know how it works, but sometimes it happens.”
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SPECIALE
ITALIANI NEL MONDO
Italiani
dell’Anno
2015
Premiati a Berlino Sestilia Bressan
e Marco Mondello.
Una bella cerimonia
con un testimonial d’eccezione,
l’Ambasciatore italiano.
62
di Marisol BERTERO
[email protected]
BERLINO. Il Premio “Italiano
dell’anno” 2015 assegnato dal Com.It.Es.
di Berlino è stato conferito, come di consuetudine, a due connazionali che, con
il loro impegno, hanno significativamente contribuito alla valorizzazione dell’identità italiana nel territorio di Berlino,
Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt
e Turingia. Come è risaputo, i Com.It.Es.
(Comitati degli Italiani all’Estero) sono
espressione degli organismi di rappresentanza per gli italiani residenti all’estero in ogni circoscrizione consolare e
vengono eletti ogni cinque anni a suffragio universale diretto dai cittadini italiani iscritti all’A.I.R.E. (Anagrafe degli
Italiani Residenti all’Estero).
Solitamente, compiti fondamentali dei
vari comitati, in collaborazione con le
autorità consolari locali, con le Regioni,
con le autonomie locali, con enti e associazioni operanti nella circoscrizione
consolare, nonché con autorità e istituzioni locali, sono quelli di esprimere pareri e favorire iniziative per la collettività
italiana nel campo dell’istruzione, della
formazione professionale, del lavoro,
della tutela dei diritti civili, politici e
sociali, della cultura, della ricreazione e
del tempo libero. Quest’anno nella città
berlinese, per l’occasione, si è scelto di
puntare i riflettori sulle questioni umanitarie. Pertanto, durante la cerimonia che
si è tenuta lo scorso marzo, presso l’Istituto Italiano di Cultura, il Com.It.Es. ha
voluto dare un riconoscimento a due diverse ma, ugualmente utili, espressioni
dell’impegno sociale, premiando Mauro
Mondello e Sestilia Bressan. Il primo è
un giovane giornalista che, con il suo lavoro, contribuisce ogni giorno a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica
sulla situazione dei migranti e delle popolazioni costrette in contesti di conflitti.
Messinese di nascita, Mondello ha 34
anni ed è corrispondente di guerra nonché già collaboratore di testate importanti come La Repubblica, Avvenire, Radio
Rai, Panorama, Rivista Studio, Vita,
East, Zeit Magazine, L’Espresso: dal
2007 ad oggi ha concentrato il suo lavoro
fra Sud America, mondo Arabo, Balcani e Caucaso. Sestilia Bressan invece è
una volontaria della Missione Cattolica
Italiana a Berlino, ed è impegnata nelle opere misericordiose. Attualmente in
63
pensione, ha lavorato nella ditta Langenscheidt Buchbinderei per 35 anni. Oltre
ad offrire le proprie cure ai malati terminali, agli anziani e alle persone bisognose negli ospedali della città, la Bressan
aiuta i connazionali in difficoltà nell’assistenza dei propri familiari ricoverati
per il trapianto di organi.
Durante la serata, magistralmente moderata e diretta da Elettra de Salvo, è stato
proiettato il documentario “Lampedusa in Berlin” proprio a cura dello stesso Mondello. Erano presenti il direttore
dell’Istituto Italiano di Cultura, l’Ambasciatore d’Italia in Germania, che ha
altresì avuto l’onore di consegnare i premi, e la Presidente del comitato italiano
di Berlino, oltre ad un folto pubblico di
interessati. Simbolo dell’evento è stato il
trofeo consegnato a ciascuno dei vincitori, costituito da un’opera realizzata per
l’occasione dall’artista italo-berlinese
Fulvio Pinna. Finita la cerimonia, l’intrattenimento degli ospiti è proseguito
con una degustazione, atta a far assaporare i prodotti del basso Lazio (distretto
di Sperlonga, Fondi, Presidio Slow Food
di Monte San Biagio), il tutto innaffiato
dai vini generosamente offerti dalla ditta d’importazione “Koriandrum” e dall’
azienda “Terra e Verde” di Berlino. Una
manifestazione eccezionale, che ogni
anno permette di mettere in risalto le
opere di persone italiane all’apparenza
comuni, ma che di fatto hanno molto da
offrire al mondo.
Per maggiori informazioni sulle attività del Com.It.Es. di Berlino potete
visitare il sito:
www.comites-berlin.de
SPECIALE
ITALIANI NEL MONDO
Sestilia Bressan
and Marco Mondello,
“Italian of the Year 2015”
A beautiful ceremony with a special testimonial,
the Italian Ambassador in Berlin.
BERLIN. The Com.It.Es. Berlin has awarded two of our
compatriots who have significantly contributed to the enhancement of the Italian identity in the Berlin area, Brandenburg,
Saxony, Saxony-Anhalt and Thuringia, with the “Italian of the
Year 2015 Price”. The Com.It.Es. (Committee of Italians
casus. Mrs. Sestilia Bressan is a volunteer of the Italian Catholic Mission in Berlin, and she is engaged in charities. Now retired, she has worked in the Langenscheidt Buchbinderei
Company for 35 years. In addition to taking care of the terminally ill, of the elderly and of the Italians waiting in the German town’s hospitals, Mrs. Bressan help the Italians, admitted
for organ transplants as well as their families. The event was
masterfully directed by Elettra de Salvo, who also presented
the Mondello’s documentary “Lampedusa in Berlin”, in the
presence of the director of the Italian Cultural Institute, of the
Italian Ambassador in Germany, which had the honour to present the awards, of the President of the Berlin’s Com.It.Es. ,
and of a large audience. The trophies have been created, especially for the occasion, by the Italo-German artist Fulvio Pinna.
After the ceremony, the entertainment continued with a tasting
of some products of the Lazio region (districts of Sperlonga,
Fondi, and of the Slow Food Presidium of Monte San Biagio),
all washed down with delicious wines, generously offered by
the import firm “Koriandrum” and by “Terra Verde”, a Berlin’s Company. It has been a wonderful event, which each year
is promoting the work of seemingly common Italian people,
who in fact have much to offer the world.
For more information on the activities of the Com.It.Es. Berlin: www.comites-berlin.de
Abroad) is the representative body of the Italians residing
abroad, in every Consular jurisdiction, and it is elected every
five years, by the Italian citizens registered at the A.I.R.E.
(Register of Italians living abroad). In collaboration with the
local authorities and institutions, the regions, and with several
Associations and Organisations, the committees express opinions and encourage initiatives for the Italian community, in the
field of education, vocational training and employment, the
protection of civil, political and social rights, culture, and leisure. This year in Berlin, it was decided to turn the spotlight on
humanitarian issues. Therefore, during the ceremony, which
was held last March at the Italian Cultural Institute, the Com.
It.Es. gave recognition to two different, but equally useful, expressions of social commitment, rewarding Sestilia Bressan
and Mauro Mondello. Mr. Mondello, 34, is a young Sicilian
journalist who, with his work, contribute every day to focus
public attention on the situation of migrants and on the people
living in conflict contexts. Mondello has been war correspondent and contributor to major newspapers such as La Repubblica, Avvenire, Radio Rai, Panorama, Studio Magazine,
Vita, East, Zeit Magazine, L’Espresso: since 2007, he works
mostly in South America, in the Arab world, Balkans and Cau-
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italiani nel mondo
66
Lara
COMI
un fenomeno
della politica italiana in Europa
L’Onorevole lombarda, pluri laureata
e titolare di tantissime commissioni
di Maria SOLE FERRERO
[email protected]
BRUXELLES. MILANO. Un fenomeno della politica italiana o più semplicemente una Donna in carriera, politica
ovviamente? Lei è bellissima, simpatica,
fuori dalle righe e anticonvenzionale. Ma
è soprattutto Lara Comi che nasce il 18
febbraio del 1983 a Garbagnate Milanese, a nord della capitale meneghina. Nel
2002 la giovanissima Lara diventa portavoce di Forza Italia a Saronno, dove
resta in carica fino al 2005. A soli 21
anni diviene Coordinatore Lombardia
di Forza per meriti scolastici; si laurea,
con lode e in tempi brevi, in Economia
dei Mercati e delle Imprese, curricula
mercati internazionali (tesi in statistica economica: politiche del lavoro) e si
specializza in Economia e Management
dei Mercati internazionali e delle Nuove Italia Giovani e frequenta la Summer School di alta formazione politica
in Montecatini. Ottiene borse di studio
Tecnologie presso l’Università Bocconi
di Milano. La carriera lavorativa e quella
politica vanno per lei di pari passo.Da
Stagere in banca e presso il Consolato
dell’Uruguay, passa al lavoro come brand
manager per Biesdorf e Giochi Preziosi.
Nel 2008, è candidata nella lista bloccata del collegio Lombardia 1 alla Camera
dei Deputati. Non riesce ad entrare in
Parlamento, perché risulta terza tra i non
eletti. L’anno successivo, tuttavia, si rifà,
presentandosi alle elezioni europee del
2009 per il Popolo della Libertà (nuovo
partito di Berlusconi) e viene eletta con
67
ben 63.158 preferenze nella circoscrizione Nord-Ovest. Con questo lusinghiero
risultato ecco la più giovane rappresentante italiana del Partito Popolare Europeo all’interno del quale viene nominata
subito coordinatrice dei giovani deputati. All’ Euro Parlamento è membro del
gruppo SINGLE-SEAT e registra, nelle
sessioni plenarie, il 95% di presenze.
Davvero eccellente. Eletta Vicepresidente della commissione IMCO (mercato
interno e protezione consumatori), Comi
è anche relatore, per il Parlamento Europeo, del regolamento sulla protezione
dei dati, sulla sicurezza generale dei prodotti, sulla denominazione dei prodotti
tessili e sulla Standardizzazione Europea
oltre che della legge trade secrets. E’
SPECIALE
italiani nel mondo
membro della Delegazione alla Commissione di Cooperazione parlamentare
UE-Russia e lo è anche della Delegazione all’Assemblea Parlamentare EuroLatinoamericana, nonché membro della
Delegazione alla Commissione mista
UE-Messico. Non finisce qui perché è
membro sostituto della Commissione
ITRE (industria, energia e ricerca), non
di meno è fondatrice di “On the beach”,
un gruppo di lavoro che si concentra sulle concessioni marittime del Demanio.
Nel 2011 viene nominata Presidente del
gruppo “Donne del Pdl” della provincia
di Varese a cui fa seguito, l’anno successivo, l’elezione a preferenze di coordinatrice di partito a livello provinciale: già
vice-coordinatrice del Pdl lombardo, la
giovane Onorevole diventa così il primo
coordinatore Donna in regione. Nel 2012
la testata “The Parliament Magazine” le
assegna, su votazione di tutti gli europarlamentari, un MEP Award, in qualità di
miglior europarlamentare in relazione ai
temi del mercato interno e della protezione dei consumatori. Unica italiana.
In seguito, viene addirittura scelta dallo
staff del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per prendere parte al “Current U.S. Social Political and Economic
Issues for Young European Leaders”, un
progetto che rientra nell’”International
Visitor Leadership Program”. L’anno
successivo, invece, a Vilnius, capitale
della Lituania, ottiene la carica di copresidente della Commissione sviluppo
sostenibile, ambiente, politica energetica, ricerca, innovazione e tecnologia di
Eurolat, Assemblea parlamentare mista
euro-latinoamericana. Alle elezioni europee del 2014 , nonostante un calo di
consensi in Fi, è eletta nella circoscrizione Nord-Ovest con 84.048 preferenze: la
donna più votata di Forza Italia. A maggio 2014 è eletta in Ue Vicepresidente
del Ppe, la più grande famiglia politica
europea e si riconferma membro della
commissione IMCO – mercato interno e
protezione consumatori – della commissione ECON - problemi economici e monetary. E’ stata promotrice in UE dell’interrogazione MARO’ che ha condotto
alla risoluzione approvata a Strasburgo:
ottimo risultato. La questione MAR0’ è
diventata europea. E’ membro dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia e del
direttivo ristretto FI Lombardia. E’ autrice del libro – A A A LAVORO OFFRES
- quel che si deve sapere sulle opportunità Garanzia Giovani. Il ricavato sarà
interamente devoluto per borse di studio,
appunto, per giovani.
Sei domande veloci come è veloce il
tempo per lei: Onorevole, ma tutti questi
incarichi, non son un po’ troppi per una
giovane donna come lei?
“La giovane età non è incompatibile con gli impegni purché li si onori
con responsabilità, con costanza,
con passione e, mi lasci dire, soprattutto lavorando più dell’orologio”.
I nostri lettori europei, a questo punto,
però vorrebbero sapere da lei se ha una
sua vita privata e come se la organizza?
“L’attività di commissioni a Bruxelles, le plenarie a Strasburgo,
le missioni extra Ue e la presenza
costante sul territorio ovviamente
riducono la mia vita privata al lumicino. Appena possibile, però mi piace cucinare per gli amici di sempre
che sono tantissimi”.
Questa folgorante carriera politica che
corre così veloce, dove la potrebbe portare?
“Sono e resto con i piedi per terra, appassionatamente curiosa, con
il gusto e il piacere d’imparare. Il
resto verrà da sé quando sarà il momento. Certo è che la politica non
sarà una professione per la vita, ma
rimarrà per sempre la passione della mia vita…”.
Lara, si lavora meglio a Roma o a Bruxelles?
“A Bruxelles c’è più rigore, una
maggiore organizzazione oltre che
la possibilità di confronto e interazione con i molti colleghi che sono
di diverse nazionalità ovviamente.
Questo rende il lavoro affascinante.
Comunque si tratta di un’esperienza preziosa sotto ogni profilo”.
Come è andata il sua missione negli Usa
organizzata dal governo Obama?
“E’ stata un’esperienza davvero
unica che mi ha dato moltissimo dal
punto di vista professionale, ma direi anche umano. Comunque ritornerò in America nel prossimo mese
di luglio in occasione delle primarie
americane che voglio seguire con
molta attenzione ed interesse. Sono
davvero entusiasta e non vedo l’ora
che arrivi il momento di ripartire”.
L’ultima domanda, personale: non pensa
a crearsi una famiglia?
“ Certo, auspico, prima o poi, di
crearmi una famiglia tutta mia, ma
quando avrò al mio fianco la persona giusta per condividere un progetto di vita che duri naturalmente:
per adesso penso al lavoro che mi
assorbe davvero tantissimo”.
Maria Sole FERRERO
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BRUXELLES. A phenomenon of Italian politics or just a woman in careers,
political of course? She is beautiful,
smart and unconventional. Above all,
she is Lara Comi, born on the 18th of
February 1983 in Garbagnate Milanese,
in the north of Milan.
In 2002 the young Lara becomes spokesperson of Forza Italia in Saronno,
where she holds office until 2005. At
just 21 years she becomes Coordinator
in Lombardia for Forza Italia Giovani
and she attends the Summer School in
high political education at Montecatini.
She obtains scholarships for academic
merits; she gains the bachelor degree
with merits - and in a short time - at the
university course of Business and Markets Economy, in particular in the International Markets’ curriculum (thesis in
economic statistics: work’s politics) and
she also obtains the master degree in
Economics and Management of International Markets and New Technologies
at the Bocconi University of Milan. Her
professional and political life goes together. From her experience as a trainee
in a bank and in the Uruguay Consulate, she becomes brand manager for
Biesdorf and Giochi Preziosi.
In 2008 she is a candidate in the blocked
list of the constituency Lombardia 1 at
the Chambers of Deputies. She does
not manage to enter in the Parliament
because she results in third position between the non-elected ones. Next year,
however, she tries with the European
elections of 2009 and she succeeds brilliantly in this challenge with 63.158 preferences in the North-West constituency.
With this excellent result, she became the
youngest Italian representative in the
70
European Popular Party, in which she
is quickly named Coordinator of young
MEPs. In the European Parliament she
is member of SINGLE-SEAT Group and
she records in the plenary session a percentage presence of 95%. Really excellent!
Named Vice-President of the IMCO
committee (internal market and consumer protection committee), Comi she
is also rapporteur, in the European
Parliament, for the Report on Data
protection, on general products safety,
on textile names and related labelling of
textile products, on European standardization and about the trade secrets law.
At least, also Rapporteur in this months
on the Report on Single Market Strategy. She was member of the Delegation
to the EU-Russia Parliamentary Cooperation Committee, the Delegation to the
LARA
COMI,
a phenomenon
of Italian politic
Euro-Latin American Parliamentary
Assembly and of the Delegation to the
EU-Mexico Joint Parliamentary Committee. Actually, she is member of the
Delegation for relations with the United
States. But that’s not all because she was
substitute member in ITRE Committee
(industry, energy and research) and she
is founder of “On the beach”, a working
group focused on the concessions of sea
State property.
In 2011 she has been named President
of the “PdL Women” group of the Province of Varese, and the next year she is
elected as provincial Coordinator: she
was already Vice-Coordinator of the
Lombard PdL, and now the young MEP
becomes the first woman coordinator of
the region. In 2012 the newspaper “The
Parliament Magazine” gives her, by vote
of all MEPs, a MEP Award on the basis
that she is recognized as the best MEP
has worked on themes as internal market and consumer’s protection. The only
Italian MEP.
Afterwards, she is chosen by the President Obama’s staff to participate at the
project called “International Visitor
Leadership Program”, in particular in
the “Current US Social Political and
Economic Issues for Young European
Leaders”.
The next year, in Vilnius, she becomes
also Co-President of the Commission
focused on sustainable development, environment, energetic politics, research,
innovation and technology of Eurolat,
a Joint Parliamentary Assembly EuroLatinAmerican. In May 2014 she is
named by the EU as Vice President of
the EPP Group, the largest European
political family and she is confirmed as
member in the IMCO Committee - internal market and consumer protection and she is also substitute member in the
ECON Committee - Economic and Monetary Affairs.
She has been promoter of the “MARO”
parliamentary question which led to the
resolution approved in Strasbourg: excellent result. The MARO’ issue has become a European matter. She is member
of the Presidency Office of Forza Italia
and of the governing members of Forza
Italia Lombardia. She is author of the
book “AAA LAVORO OFFRESI - what
is necessary to know about Youth Guarantee”. All the proceeds will be devolved
to scholarships for young peoples.
Six questions for you, Miss Comi: Do you
think that all such assignments are a little bit too much for a young woman as
you?
The young age is not incompatible with
71
the commitments provided on condition that they are honored with responsibility, perseverance, with passion and
by working as much as possible.
Now, our European audience would
know: do you have a private life? How
do you organize it?
The Committee activities in Brussels,
the Strasbourg plenaries, the extra-EU
missions and the continuous presence
on the Italian territory make my private life quite small. But, whenever I
can, I love to cook for my friends.
Your fascinating political career is running so fast, where does can it bring
you?
I live with feet firmly on the ground,
passionately curious, with the pleasure
of learning. The rest will come by itself. It is sure that politics will not be a
profession for all life, but it will be the
passion of my life.
Is it better working in Rome or in Brussels?
In Brussels the work is more strictness,
there is better organization and the
possibility to exchange point of views
with colleagues from all Europe. A valuable experience in every aspect.
How was your mission in the US organized by Obama’s government?
It was a great experience that gave me
a beautiful feedback from the professional and human point of views. I will
come back in the US in July on the occasion of primary elections. I am excited and I am looking forward to the
moment.
Last question, private: do you ever think
to make a family?
I hope to make a family when I will
have by my side the right person who
will share with me this life project.
SPECIALE
NEWS
Intesa
Sanpaolo
avvia a Londra le attività della nuova Filiale
della Divisione Private Banking del Gruppo.
Dalle origini alla prima Branch interamente dedicata
alla clientela privata operante nel Regno Unito.
di Silvana RIVELLA
[email protected]
LONDRA. Dopo il rilancio della
Svizzera, Fideuram – Intesa Sanpaolo
Private Banking cresce anche nel Regno
Unito. La nuova Filiale della Divisione
Private Banking è la prima Branch interamente dedicata alla clientela private
operante nel Regno Unito. La presentazione della nuova sede londinese è
avvenuta alla presenza di Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, e di Paolo
Molesini, Amministratore Delegato e
Direttore Generale di Fideuram - Intesa
Sanpaolo Private Banking. Carlo Messina così si è espresso a Londra nel dicembre scorso: “Entriamo nel contesto più
interessante e competitivo del private
banking europeo e intendiamo ritagliarci
un ruolo da protagonisti”. Paolo Molesini, ha aggiunto: “Abbiamo un enorme
potenziale di sviluppo fuori dall’Italia.
Londra è un’ulteriore tappa del nostro
progetto che ci porterà a essere sempre
più presenti e attivi nei mercati a crescita più rilevante”. Dopo il rilancio delle
attività in Svizzera, l’apertura della nuova Filiale rappresenta un passo fondamentale nella strategia di crescita della
Divisione Private Banking, che intende
rafforzare la propria leadership a livello
internazionale, posizionandosi ora nella
prima piazza finanziaria europea. Grazie
a masse amministrate pari a 184,2 miliardi di euro, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si colloca al primo
74
posto in Italia e al quarto in Europa.
Nel corso del 2015 la performance della Divisione Private Banking è stata la
migliore in Europa sia per la crescita dei
ricavi operativi (+20% anno su anno) sia
per l’incremento delle attività finanziarie alla clientela (+4,8% anno su anno).
Nato dalla fusione tra due differenti
modelli di business, il Gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking
comprende una rete di oltre 5 mila promotori finanziari, circa 800 private banker distribuiti in un network di 550 tra
filiali e uffici commerciali. Oltre alla
radicata presenza in Italia, la Divisione
Private Banking di Intesa Sanpaolo può
contare su importanti presidi internazio-
75
SPECIALE
NEWS
nali: Svizzera (Intesa Sanpaolo Private
Banking Suisse), Francia (Financière
Fideuram e Euro Trésorerie), Lussemburgo (Fideuram Bank e Fideuram Gestions) e Irlanda (Fideuram Asset Management). L’elevato ritmo di crescita della
Divisione riflette una strategia fondata
sulle sinergie e sulla condivisione delle
best pratiche interne e su un’aggressiva
azione di recruiting delle migliori risorse
disponibili sul mercato, cui si accompagna il lancio di importanti progetti, tra i
quali spiccano un modello di servizio
focalizzato sulla clientela, un High Net
Worth che oggi conta una struttura di
sede già operante e una rete, in fase
di implementazione, con 7 boutique
dedicate sul territorio (Milano e Torino
già operative); lo sviluppo di un virtual
office per offrire ai clienti una consulenza costante; l’espansione internazionale
avviata con le nuove aperture di filiali
all’estero. In particolare, a distinguere
l’offerta della Filiale di Londra di Intesa
Sanpaolo Private Banking, sarà l’ampia
gamma di prodotti, che comprende tutte
le necessità e le richieste della clientela di riferimento. In particolare, Advisor
e gestione personalizzata del portfolio;
prodotti assicurativi e di wealth management; soluzioni di finanziamento;
prodotti bancari. Collocata all’interno
dell’HUB di Intesa Sanpaolo di Londra,
la Branch sarà guidata da Stefano Ferraiolo, Responsabile della Filiale, e da
Giuseppe Bonini, Project Manager. Nel
corso del 2016 si realizzerà un’intensa
attività di recruiting con l’obiettivo di
comporre una squadra di circa 15 figure
top professional. “La Divisione Private
Banking di Intesa Sanpaolo ha conseguito risultati di eccellenza nel panorama
europeo e consente al nostro Gruppo di
competere alla pari con i principali competitor del settore. L’apertura della sede
di Londra ci rende orgogliosi del percorso di crescita che le nostre persone sono
state in grado di mettere in pratica. Oggi
entriamo nel contesto più interessante
e competitivo del private banking europeo e intendiamo ritagliarci un ruolo da
protagonisti, offrendo ai nostri clienti un
76
livello di servizio unico sul mercato. Da
oggi il risparmio gestito delle nostre famiglie dispone di una prospettiva di sviluppo tale più interessanti e innovative”,
ha dichiarato Carlo Messina. “Insieme
alla consolidata posizione di leadership
nel mercato italiano, Fideuram – Intesa
Sanpaolo Private Banking ha un enorme
potenziale di sviluppo internazionale.” I
dati si riferiscono ai risultati di Fideuram
– Intesa Sanpaolo Private Banking al 30
settembre 2015. In quest’ottica l’apertura della sede a Londra costituisce un’ulteriore tappa del progetto che ci porterà
a essere sempre più presenti e attivi nei
mercati a crescita più rilevante. “Siamo
determinati a raggiungere nuovi traguardi e servire al meglio le esigenze sempre più sofisticate della nostra clientela.
Il nostro valore aggiunto è la continua
creazione di valore per la clientela, che
seguiamo con la particolare attenzione a
una crescita equilibrata e sostenibile nel
tempo”, ha commentato infine l’Amministratore Delegato e Direttore Generale
di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private
Banking, Paolo Molesini.
La filiale londinese di Intesa Sanpaolo è
situata in Mansion House, al numero 90
di Queen Street, nel West End, una zona
del centro di Londra che contiene molte delle principali attrazioni turistiche,
negozi, aziende, edifici governativi della
città e luoghi di intrattenimento, compresi i celebri teatri, auditorium e conservatori. ll grattacielo Intesa Sanpaolo è invece la sede dell’omonimo gruppo bancario
e sorge a Torino, nel quartiere Cit Turin.
Si tratta del terzo edificio torinese più
alto dopo il Grattacielo della regione e la
Mole Antonelliana. L’inaugurazione ufficiale del grattacielo disegnato da Renzo Piano, è avvenuta il 10 aprile 2015.
Nel 2016 l’importante sito specializzato
Archdaily.com l’ha premiato come Building of the Year della categoria Uffici. Il
grattacielo ha ottenuto la certificazione
energetica per la classe A e sta cercando
di ottenere il marchio Leed (Leadership
in Energy and Enviromental Design). La
storia del Sanpaolo affonda le sue radici
nel 1563, quando a Torino una confraternita chiamata “Compagnia di Sanpaolo”
getta le fondamenta di quello che pochi
anni dopo diventerà il Monte di Pietà cittadino.
La nuova istituzione si propone di prestare denaro a bassissimi saggi di interesse per sottrarre i bisognosi dal ricorso
all’usura. Nella seconda metà del XVII
secolo il Monte di Torino assume l’amministrazione del debito pubblico dello
stato sabaudo: è un’evoluzione verso la
realtà di ente creditizio, che si compie
77
poi nella metà del Settecento, anche se
è nell’Ottocento che nasce una vera e
propria banca, abilitata, dalla seconda
metà del secolo, ad esercitare anche il
credito fondiario. Superata senza danni
la crisi bancaria della fine dell’800, Sanpaolo si affaccia al nuovo secolo come
protagonista creditizio dello sviluppo
industriale di Torino e della crescita economica del Paese. Con un decreto del
1932 le finalità di pubblico interesse ed
il ruolo primario del Sanpaolo nell’economia italiana vengono ufficializzate con
la trasformazione della banca in istituto
di credito di diritto pubblico, status che
verrà mantenuto fino alla trasformazione
in Società per Azioni il 1° gennaio 1992.
La banca persegue un processo di crescita che la vede espandere la propria
rete a livello nazionale negli anni ‘60 e
‘70 ed avviare nella seconda metà degli
anni ‘70 una progressiva internazionalizzazione. Negli anni ‘90, anche attraverso
l’acquisizione di altre banche, Sanpaolo
prosegue il proprio rafforzamento dimensionale e territoriale, sviluppando ulteriormente anche la presenza estera e la
gamma dell’offerta di prodotti e servizi.
Nel 1997 viene completato il processo di
privatizzazione e, l’anno successivo, realizzata l’integrazione con IMI.
Silvana RIVELLA
SPECIALE
NEWS
Intesa Sanpaolo:
new private banking branch
opened in London
From the origin to new branch, offering a full range of asset
management, financial and wealth management products
LONDON. On December 1st, 2015,
Intesa Sanpaolo launched the Group’s
new Private Banking Division branch in
London; this is the first branch in the
United Kingdom entirely dedicated to
private clients. Following the re-launching of operations in Switzerland, the inauguration of the new branch in London
positions the Private Banking Division in
the most important European financial
market and marks an important step in
the Division’s growth strategy that aims
to strengthen its leadership at an international level. Carlo Messina, CEO of Inte-
sa Sanpaolo, and Paolo Molesini, Managing Director and General Manager of
Fideuram - Intesa Sanpaolo Private
Banking both attended the presentation
of the new London branch. Carlo Messina, the bank’s chief executive, said the
target market was wealthy Italians and
their families residing in London as well
as a means for non-Italians in the capital
to buy property in Italy at a time when
the market was showing signs of growth.
Intesa Sanpaolo’s London branch will
start with 10 private bankers. Set inside
the HUB of Intesa Sanpaolo in London,
78
the Branch will be led by Stefano Ferraiolo, Head of Branch, and by Giuseppe
Bonini, Project Manager. Mr Messina
says he is ready to be “very aggressive” in
hiring bankers from other banks. He
plans to open further branches in New
York and Asia after London. “We are
starting in a place where Italians are in
significant numbers and rich Italians are
in significant numbers,” he told the Financial Times. Intesa Sanpaolo Private
Banking enters UK market following its
relaunch in Switzerland. Intesa Sanpaolo is a major player in the corporate and
investment banking, and acts as a global
partner for corporates, public administration and financial institutions. The
division operates with a network of 45
domestic branches, which serves 15,000
customers. With Banca IMI, the Group is
the benchmark Italian operator in capital markets and in investment banking,
reaching a critical mass in market making activities. Intesa Sanpaolo is present
in 28 foreign countries through a specialist network to facilitate the cross-border
activities of its customers made up of
branches, representative offices and subsidiaries focused on corporate banking.
Intesa Sanpaolo manages relationships
with a network of approximately 3,200
correspondent banks. During 2015, the
performance of the Private Banking Di-
(Intesa Sanpaolo Private Banking Suisse), France (Financière Fideuram and
Euro Trésorerie), Luxembourg (Fideuram Bank and Fideuram Gestions)
and Ireland (Fideuram Asset Management). Intesa Sanpaolo Private Banking
is the bank specifically designed to meet
the need to protect, valorise and accompany private customers’ assets over the
course of time. A financial partner that is
the Italian leader in the private banking
sector in terms of managed funds, resources and presence throughout Italy. A
bank specifically designed to meet its customers’ needs. A bank that dedicates its
time and energy to offering customers a
confidential service and made-to-measure solutions to their financial requirements, based on constant interaction
vision was the best in Europe for both the
growth in operating revenues (+ 20%
year) and the increase of financial assets
to customers (+ 4.8% year). Born from
the fusion of two different business models, the Fideuram Group - Intesa Sanpaolo Private Banking comprises a network of over 5,000 financial advisors,
about 800 private bankers distributed in
a network of 550 branches and business
offices. In addition to the strong presence
in Italy, the Private Banking Division of
Intesa Sanpaolo can count on important
international principals: Switzerland
with those customers. “Our specialized,
flexible organization can grasp market
opportunities, whilst offering the solidity
of membership of a major European
group.” Finally commented the Managing Director and General Manager of
Fideuram - Intesa Sanpaolo Private
Banking, Paolo Molesini. The Mansion
House based branch of Intesa Sanpaolo
can be found at 90 Queen Street, London
West End. The West End is an area of
Central London containing many of the
city’s major tourist attractions, shops,
businesses, government buildings and en-
79
tertainment venues (including the commercial West End theatres. In Italy, the
headquarters for the banking group Intesa Sanpaolo are in Torre Intesa Sanpaolo in Turin.
The building is the second tallest in the
city, after the landmark Mole Antonelliana which has held the record since 1889.
Renzo Piano, Torre Intesa Sanpaolo’s
architect, described the skyscraper as
“bioclimatic building”, being naturally
ventilated and cooled; with a substantial
amount of its power requirement to be
generated from photovoltaic panels that
cover the southern façade. Inaugurated
on April 10, 2015, in 2016 the important specialized site Archdaily.com has
awarded the skyscraper Building of the
Year of the Offices category. The building
has achieved energy certification for the
class A and is trying to get the brand Leed
(Leadership in Energy and Environmental Design). The origins of Sanpaolo go
back to 1563 in Turin, when a brotherhood known as “Compagnia di Sanpaolo” laid the foundations for what a few
years later would become the Monte di
Pietà.
This new institution offered loans at
extremely low interest rates in order to
provide the poor with an alternative to
usury. In the second half of the 17th century, the Monte di Pietà took over the
administration of the public debt of the
state of Savoy: this marked an evolution
towards becoming a proper credit institute, which became definitive in the mid18th century. However, it was only in
the 19th century that a bank in the sense
that we know it today was created, with
the issue of property loans beginning in
the second half of that century. Having
survived the banking recession at the
end of the 19th century, Sanpaolo began
the new century as a leader in the credit
sector for Turin’s industrial development
and Italy’s economic growth. A decree in
1932 defined the scope of public interest
and made Sanpaolo’s primary role in
the Italian economy official, transforming the bank into a public law Credit
Institute, a status that was maintained
until its transformation into a joint-stock
company on 1st January 1992. The bank
continued to grow, expanding its domestic network in Italy in the 1960s and 70s
and beginning a gradual process of internationalisation in the second half of the
1970s. In the 1990s, with the acquisition
of other banks, Sanpaolo continued to
expand and consolidate its Italian network, and further developed its overseas
presence and its range of products and
services. In 1997, the process of privatisation was completed and the merger
with IMI took place the following year.
SPECIALE
NEWS
con le ultime novità
audiovisive di casa RAI
80
Due giorni di consultazioni
per presentare al mondo
televisivo internazionale
nuovi prodotti da parte
della tv italiana,
massima espressione
culturale del Paese.
ROMA. A fine marzo, La città di
Matera, nominata “Capitale Europea
della Cultura 2019”, sarà la sede di
“Screenings 2016”, un evento nato per
presentare le ultime novità dei moltissimi prodotti audiovisivi della RAI, Radio
Televisione Italiana, ad un vasto target
dei media internazionali che confluiran-
no in questa affascinante località meta
mondiale del turismo culturale. L’Evento, giunto ormai alla sua ventesima edizione, negli anni si è svolto in location
italiane prestigiose e di rara bellezza tra
cui Amalfi, Taormina, Firenze, Venezia,
e così via e, in considerazione di tutto
ciò, quest’anno è stata pensata e scelta
Matera che rappresenta, in Italia e nel
mondo, il polo di sviluppo culturale del
Sud dei prossimi anni. La straordinarietà
della Città dei Sassi, potrà essere quindi
l’elemento “vincente” dell’Evento che
consentirà di accendere i riflettori su
questa città ed anche sulla Basilicata in
un target unico e specializzato qual’ è il
mondo della TV internazionale. Matera,
dunque, per fine marzo ed i primi di aprile, ospiterà l’Evento grazie ad un accordo
tra Rai Com e la Regione Basilicata, con
il contributo operativo di RAI Basilicata. L’intera regione potrà così contribuire
alla realizzazione dell’Evento mediatico,
mettendo a disposizione la tradizionale
accoglienza per oltre un centinaio di
Ospiti provenienti da diverse parti del
mondo. Su quali siano gli scopi che si
prefigge questa edizione di “Screenings
2016” lo domandiamo a Luigi De Siervo, amministratore delegato di RAI Com,
l’ente istituzionale che regola la parte
commerciale della TV di Viale Mazzini
a Roma. Negli Uffici della Regione Basilicata a Potenza incontriamo infine il
Presidente Marcello Pittella,“padrone di
casa” a Matera.
Dottor De Siervo, ci può illustrare gli
scopi principali di “Screenings 2016?”
di Fausto TAVERNITI
[email protected]
81
SPECIALE
NEWS
“Gli Screenings RAI sono nati molti
anni fa, con l’obiettivo di presentare agli operatori internazionali
dell’Audiovisivo la migliore produzione RAI: oggi, i buyers avranno
a disposizione una serie di postazioni dalle quali potranno visionare la
nostra lineup per i mercati esteri.
È per noi un piacere, tutti gli anni,
“rapire” qualche decina di decisori
da tutto il mondo, portarli nei più
bei posti d’Italia e poi riaccompagnarli a Cannes in tempo per il
MipTv. Quest’anno la nostra scelta è stata più radicale del solito: li
libereremo nei sassi di Matera, in
mezzo a qualche migliaio di anni di
storia e al centro di un caso di studio sul futuro dell’Italia”.
Possiamo anticipare qualcuna delle novità che saranno presentate a Matera in
Basilicata?
“Quest’anno abbiamo un mix di
storie che parlano di donne forti, di rifugiati, e anche di crimine.
La fiction Luisa Spagnoli, affascinante imprenditrice della moda e
del cioccolato; La classe degli asini, sul coraggio di una madre che
rivoluzionò la scuola italiana; Lea,
la storia di una donna coraggiosa
che si è ribellata alla mafia… storie vere, che rendono merito al
coraggio umano e imprenditoriale, di meravigliose donne italiane.
Poi abbiamo Lampedusa, di Marco
Pontecorvo, un viaggio al centro
dell’impegno italiano nell’alleviare
le sofferenze di chi rischia la vita
nella traversata del Mediterraneo,
mentre un Legame transatlantico ci
porta invece alla storia eroica e tragica di Boris Giuliano, un esempio
di servitore dello Stato. E cosa dire
di più del Commissario Montalbano
e de Il giovane Montalbano? Di Matera in Basilicata?”
La RAI è ben nota nel mondo delle televisioni per essere tra le più organizzate e
preparate anche sotto il profilo culturale:
82
da Matera si può pensare che il valore
aggiunto della Cultura sarà sempre più
significativo per la crescita anche del nostro Paese?
“Da qualche anno abbiamo l’abitudine di cogliere l’occasione organizzativa di Screening per fare il
punto sui temi che si svilupperanno nei mesi e negli anni successivi.
Lo facciamo attraverso delle tavole
rotonde aperte al pubblico, piuttosto azzeccate visto che il pubblico e
il riscontro nella stampa non sono
mai mancati. Quest’anno ci siamo
messi al servizio del territorio, cosa
che è particolarmente nelle nostre
corde e che facciamo in continuazione nello svolgimento delle nostre
funzioni di raccordo tra le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali con la programmazione RAI.
Abbiamo quindi organizzato il convegno dal titolo “I sassi non stanno
a guardare”: televisione, cultura,
territorio. Il servizio pubblico va
verso Matera 2019, le cui sessioni
affronteranno Le sfide del territorio, Le sfide della cultura e, dulcis
in fundo, le sfide della televisione”.
Grazie a tutto questo, prevede una crescita della RAI?
“Dò per scontato che la RAI cresca: è allo stesso tempo una mission e una necessità. Il ruolo di RAI
Com in questo gioco di squadra è
quello di avere uno sguardo diverso
sui mercati, cogliendo opportunità
complementari rispetto al Servizio
Pubblico, ampliando il perimetro
geografico e di target anche attraverso operazioni originali e mirate.
Non è un caso, tuttavia, che molte
di queste operazioni facciano leva
sulle eccellenze italiane, sulla bellezza e sul sentimento che l’Italia
è ancora in grado di suscitare nel
mondo: insieme alla creatività di
RAI, il Made in Italy è l’asset primario”.
Saranno giorni intensi quelli dello Scre-
ening di Matera dedicati alla fiction e al
cinema, con il meglio della produzione e
uno sguardo al futuro, insieme ai protagonisti di prodotti collaudati e ancora in
cantiere.
“Lavoriamo aldilà del talento dei
nostri interpreti che siano di fiction
o di cinema.
L’obiettivo è di mettere insieme una
serie di realtà aziendali che possano riuscire al meglio per sostenere
il nostro prodotto, che vogliamo
promuovere nel mondo anche in
previsione dell’arrivo dei nuovi player internazionali. Stiamo cercando di capire come portare risorse
all’interno del cinema italiano che,
a causa della crisi, ha perso un po’
di competitività. Nella giornata dedicata alla fiction, abbiamo puntato sul racconto del territorio, con
l’obiettivo di esaltare storie che ci
appartengono. Oggi un interessantissimo confronto tra letteratura
e cinema è principale della nostra
piccola impresa”.
per l’intera regione Basilicata, sarà
un grande onore fare da palcoscenico allo Screening 2016”.
Negli obiettivi della Regione c’è il coinvolgimento dell’intera Basilicata. Quali,
secondo lei, i punti di forza della Basilicata?
“La Basilicata rappresenta una bella scoperta per tutti, soprattutto per
quanti la visitano per la prima volta.
La nostra è la terra dei mari, dei
fiumi, dei laghi, oltre che dei vulcani spenti e dei paesaggi dell’anima
che riconciliano con la natura. E’
la regione dei cieli limpidi e dei tramonti infuocati, di boschi e foreste,
dei parchi nazionali tra i più belli e
incontaminati d’Italia, ma anche di
terre brulle, quasi desertiche. Una
terra vergine come poche, che ancora non ha subito gli effetti, a volte
non proprio invidiabili, del turismo
di massa”.
Ultima domanda, come intende rivolgersi agli Ospiti di Screening 2016?
“Li inviterò a guardare alla Basilicata come il luogo ideale per chi
vuole andare oltre lo scontato e il
Tre domande
al presidente
Pittella
Presidente Pittella, Matera e l’intera
Basilicata si preparano dunque ad un
importante appuntamento anche mediatico?
“Non c’è dubbio che sia così. Dopo
il concerto di Capodanno con milioni di italiani (e non solo) incollati
alla televisione per seguire la diretta
sulla rete ammiraglia della RAI, la
città di Matera si appresta ad ospitare un altro grande evento ancora
targato RAI. Questo è per noi motivo di soddisfazione, oltre che uno
sprone a fare sempre meglio. Per la
futura Capitale Europea della Cultura 2019 e più complessivamente
83
conosciuto, non a caso il territorio
è stato scelto da importanti registi
alla ricerca di ambientazioni di particolare effetto scenico per pellicole
di grande successo. A Matera tutti
gli ospiti avranno modo di immergersi in una realtà millenaria, di osservare da vicino una cultura locale
che non soccombe al globale, dove
forte è il senso dell’appartenenza
di una popolazione che vuole mettere a reddito i suoi beni culturali
e ambientali, attraverso forme di
turismo che esaltino l’unicità dei
luoghi”.
Fausto TAVERNITI
SPECIALE
NEWS
“Screenings 2016”
in
Matera,
the audio-visual RAI news display
The two-day conference
will present to the
international television
industry the RAI’s
achievements
in the cultural field
ROME. “Screenings 2016” will take
place at the end of this month of March in
Matera, the “European Capital of Culture 2019”. The event will display many
new audio-visual products of RAI, Italian Radio and Television, to a specialized
audience. In fact, the best of the international TV world will come to this charming town, one of the most appreciated
destination of cultural tourism worldwide. Many prestigious Italian locations
such as Amalfi, Taormina, Florence and
Venice hosted the Screenings. The “City
of stones” is very important for the cultural development of Southern Italy in
the future, and the right choice of this
twentieth edition. The town and the Basilicata Region will shine at the end of
March, thanks to an agreement between
RAI Com and the Basilicata Region, with
the operating contribution of RAI Basilicata. In fact, the entire region will con-
84
85
SPECIALE
NEWS
tribute to the realization of the media
Event, receiving a hundred guests from
around the world. We interviewed the
managing director of RAI Com, Luigi De
Siervo about purposes and conclusions of
“Screenings 2016”. Rai Com is the business-commercial branch of RAI, located
in the main RAI Palace, in Viale Mazzini
14 in Rome. In the headquarters of the
Basilicata Region, we also had some answers by the “host” of the Screenings in
Matera, President Marcello Pittella.Mr.
De Siervo, which are the main goals of
“Screenings 2016”?
“RAI Screenings were born many years
ago, with the aim of presenting to the
best international operators the RAI
Audio-visual production. Today, buyers
will have stations from which to view our
line-up for the overseas markets. Every
year, we “induce” a few tens of decision-makers from all over the world to
sightseeing the most wonderful Italian
towns and then we go along to Cannes,
just in time for MIPTV. The “Screenings 2016”choice is extraordinary, our
guests will be amazed by the stones, set
in the middle of thousands of years of
history and in Matera as a central occa-
Luigi De Siervo
sion of studies for the future of Italy”.
Can you give us some anticipation about
the news display in Matera in Basilicata?
“This year we perform stories of strong
women, refugees, and even crime. The
charming fiction “Luisa Spagnoli” is
about a fashion entrepreneur and in-
86
ventor of a famous chocolate. “The
class of donkeys” is about the courage
of a mother who revolutionized the Italian school, “Lea” is a brave woman
who has rebelled against the Mafia ...
true stories centred on the courage,
human and entrepreneurial, of some
wonderful Italian women. Then we introduce “Lampedusa”, by Marco Pontecorvo, about the Italian commitment
to alleviate the suffering of the immigrants in the Mediterranean, and the
tragic story of Boris Giuliano, heroic
example of a servant of the state. What
more could I say about big hits like The
Inspector Montalbano and The Young
Montalbano, as well as of Matera in
Basilicata, the “European Capital of
Culture 2019”?”
In the TV sector, RAI is famous as a pretty well organized cultural vehicle. Do you
think that the event in Matera also, will
add value to the general culture of our
country?
“For several years, we are taking the
opportunity of screening and making
the point on the themes that will be developed in the months and years to follow. We organize round tables open to
SPECIALE
NEWS
the public, which have had many excellent results. This year we are focusing
on the territory, planning the network
connection between the central and the
local administrations, with RAI schedules. The conference, entitled “The
stones are watching us” is centred on
television, culture, territory. The public
TV service thinks of “Matera 2019”,
whose sessions will address the territory’s and culture’s challenges and also,
last but not least, the television’s ones”.
Do you expect a RAI’s growth, from all
this stuff?
“I take for granted that RAI will grow:
it is both a mission and a necessity. RAI
Com has to make a team game, watch
the new markets, seize additional opportunities to the Public Service, wider
geographical areas and make original
and targeted operations. In fact, many
of these operations are leveraging the
Italian excellence, the beauty and the
feeling that Italy always awakens in
the world: together with the creativity
of RAI, the Made in Italy is a primary
asset”.
A day in Matera will be dedicated to fiction and to the movies, with the best production and a look to the future, along
with the fictions’ stars.
“We work beyond the talent of our interpreters. Our goal is to put together a
number of businesses that can succeed
at their best to support our product,
and we want to promote in the world
with an eye to the advent of new international players. We are trying to figure
out how to bring resources within the
Italian cinema that, because of the crisis, has lost some competitiveness. On
the day dedicated to fiction, we will focus on the story of the territory, with the
aim of enhancing stories that belong to
our heritage. Today, the Company is
very interested in the link between literature and cinema”.
Three questions
to President Pittella
President Pittella, do you think that Matera and the entire Basilicata are ready
for another major media event?
“Yes, of course, especially after the success of the New Eve concert with millions of Italians (and not only) glued to
the television to follow the live on RAI
1, Matera is happy to host another big
RAI event. We are pleased and encouraged to do the best. For the 201 European Capital of Culture, and generally
for the whole Basilicata region, it is a
great honour to stage the 2016 Screenings”.
The entire Basilicata will be involved.
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What are, in your opinion, its main assets?
“Basilicata Region is a beautiful discovery for all, especially for those who visit
it for the first time. It is a land of seas,
rivers, lakes, as well as of extinct volcanoes and of feelings, of landscapes reconciling humankind with nature. It is a
region of clear skies and fiery sunsets,
forests, national parks among the most
beautiful and unspoilt of Italy and of
barren lands, almost desert. It is an unspoiled region, which has not yet been
affected by a damaging mass tourism,
sometimes”.
One more question about your welcome
to your guests at “Screenings 2016”.
“I will invite them to look at Basilicata
as the ideal place for those who want to
go beyond the obvious and the known.
Not surprisingly, the territory has been
chosen by major film directors in search
of particular scenic effect and sets for
highly successful movies. In Matera, all
guests will have the opportunity to immerse themselves in a thousand years
old way of life, to observe closely a local traditional culture. They will feel a
strong sense of belonging to a population that wants to make the most of its
cultural and environmental heritage,
through forms of tourism highlighting
the uniqueness of the place”.
GIOIELLERIE
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SPECIALE
NEWS
Promosso
alla terza edizione
il conduttore
del Festival
di Sanremo
di Arianna CARACCIOLO
[email protected]
SANREMO. Si è concluso il mese
scorso nella città dei fiori il 66° Festival della Canzone Italiana, molto ben
condotto da Carlo Conti, ormai punta
di diamante della televisione italiana e
premiato dallo share, che ha schierato
una squadra eccellente e una scelta di
venti canzoni quasi tutte assai lontane dalla tradizionale melodia italiana
sempre presente a Sanremo. Ma Sanremo è Sanremo, e tra ritmi veloci, brani
pop-rock, pezzi rap-funky, suggestioni
jazz-gospel, sperimentazioni e contaminazioni elettroniche, la struggente ballata degli Stadio di Gaetano Curreri ha
trionfato, e probabilmente avrà successo
anche all’estero grazie a un ritornello “na
na na” da manuale. Ad aprire il Festival
di Sanremo 2016 sono stati Carlo Conti,
Gabriel Garko, Madalina Ghenea e Virginia Raffaele, che ci ha fatto davvero
divertire con l’imitazione di Sabrina Ferilli, a cui hanno fatto seguito, nelle puntate successive, quella di Carla Fracci,
Donatella Versace e Belen Rodriguez:
interpretazioni divertentissime, apprezzate anche dalle dirette interessate. Gli
ospiti sono stati tantissimi e Carlo Conti
ha confezionato cinque puntate davvero
stupende: nella prima serata Elton John
ha parlato della sua bella famiglia; Laura Pausini ha cantato un suo medley;
Maître Gims è stato il terzo ospite della prima serata, a cui si sono aggiunti i
comici Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma
anche Enrico Brignano, i Lost Frequencies, Nino Frassica e Alessandro Gassman con Rocco Papaleo hanno saputo
intrattenere il pubblico nelle varie serate in maniera eccellente. Nella seconda
puntata, animata da Eros Ramazzotti e
Ellie Goulding, una splendida Nicole
Kidman in Armani nero ha affascinato
sia Conti, che l’ha sorretta nella discesa
dalla celebre scala luminosa, che il bel
Gabriel Garko. Entrambi hanno omaggiato l’attrice A-listed con baciamano da
veri gentiluomini. In quanto al torinese
Ezio Bosso, ha impressionato tutti con il
suo talento e le sue parole; la sua performance al pianoforte è stata sconvolgente,
sia dal punto di vista musicale che sotto
l’aspetto umano, in quanto il suo handicap ha commosso gli astanti e il grande
pubblico a casa. La terza serata, oltre
ai Willwoosh, ha visto la “reunion” dei
Pooh, che hanno festeggiato i loro cinquant’anni di carriera, e nella quarta
una fantastica Elisa è stata l’ospite indiscussa. Quinta puntata, infine, con una
marea di protagonisti: Enrico Brignano,
J. Balvin, Renato Zero, Giuseppe Fiorello, Cristina D’Avena e Roberto Bolle, il ballerino classico che ha incantato
l’Ariston con un ballo rock sulle note di
‘We will rock you’ dei Queen. I cantanti
si sono distinti anche per aver indossati
fasce, anelli e gingilli vari, tutti nei colori
dell’arcobaleno. Non solo loro, tra l’altro,
visto che pure Vessicchio, Gabriel Garko
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e l’intera sala stampa hanno voluto supportare le unioni civili e il ddl Cirinnà,
attualmente in discussione in Parlamento: il “rainbow” è la palese dimostrazione, insomma, di come Sanremo 2016
non sia solo musica e parole, ma anche
politica e costume, e questo è un bellissimo, potente messaggio. Ma infine,
ecco la classifica dei vincitori: il Festival
2016 ha visto al primo posto lo storico
gruppo bolognese degli “Stadio”, seguiti
dalla giovane Francesca Michielin, che
rappresenterà l’Italia al Festival Europeo
con una canzone molto radiofonica grazie
all’arrangiamento “moderno” e originale
nelle intenzioni, e dal duo CaccamoIurato, che si inserisce alla perfezione
nella grande tradizione dei duetti sanremesi, con un pezzo firmato da Sangiorgi
dei Negramaro di grande sapienza compositiva. Per la categoria Giovani-Nuove
Proposte, la commissione era composta
da Piero Chiambretti, Rosita Celentano,
Giovanni Allevi, Federico Russo, Carolina Di Domenico e Andrea Delogu, una
giuria dai gusti non omogenei e a volte
contradditori, tanto che per errore aveva
eliminato il vincitore, Stefano Gabbani.
Infatti, la giuria aveva scelto come vincitrice la siciliana Miele, ma poi, essendosi
accorti che non erano stati contati i voti
della giuria, il risultato è stato ribaltato a
favore di Stefano. Al secondo troviamo la
meritata posizione della cantautrice piemontese Chiara dello Iacovo, rivelazione
della sezione giovani; Chiara sta avendo
un buon successo sui “social”, perché
affronta il pubblico con stile e gesti molti
innovativi, che piacciono a quelli della
sua età anche all’estero: come dire che
i giovani si assomigliano un po’ dappertutto. Infatti, se e quanto la playlist sanremese 2016 verrà ascoltata all’estero, lo
diranno principalmente i “social”, dominio del pubblico giovane. Comunque, è
ormai accertato che la vena romantica e
la vera melodia italiana non sono più prerogativa del nostro Bel Paese, mentre l’Italia è famosa nel mondo con miti viventi
quali Eros Ramazzotti, Laura Pausini e il
tenore Andrea Bocelli, ormai unico ambasciatore di una musica che appartiene
alla tradizione, cui possiamo aggiungere
il tre ragazzi de Il Volo, stelle del globale,
che hanno in repertorio sia le più famose
canzoni nostrane e del passato, ma anche
le più attuali e molte in stile romantico.
Carlo Conti
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SPECIALE
NEWS
Gli Stadio,
vincitori
del 66° Festival
di Sanremo.
The success of the two
precedent editions propped up
Carlo Conti’s nomination
He will present the next edition
of the Sanremo Music Festival
SANREMO. Last month, the 66th
edition of the Sanremo Music Festival
reported a remarkable 48,6% share.
Carlo Conti was responsible of the team,
which chose twenty songs the most of
them not in line with the melodic Italian
style. Nevertheless, as they say, “Sanremo is Sanremo”. Therefore, despite the
musical contamination of fast rhythms,
pop-rock songs, pieces of funky rap,
jazz-gospel influences, and electronic
experiments, the Festival’s Jury decision
awarded a moving ballad, entitled “Un
giorno mi dirai”, sung by Gaetano Curreri of the famous Group of Bologna,
the ‘Stadio’. Carlo Conti, Gabriel Garko
and Madalina Ghenea led the Sanremo
Music Festival’s five evenings, and the
hilarious mimic Virginia Raffaele entertained brilliantly the audience, impersonating four celebrities: the Italian actress Sabrina Ferilli (best actress in the
supporting role of Ramona, in the Oscar awarded movie “The Great Beauty
“), the unforgettable dancer at la Scala,
Carla Fracci, the fashion guru Donatella Versace and the showgirl Belen
Rodriguez.
The first evening had some special
guests, such as the famous English musician Elton John, who spoke of his lovely
family scheme; Laura Pausini sang her
medley; Master Gims was the third host,
together with the comical comedians
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Aldo, Giovanni and Giacomo. Enrico
Brignano, the Lost Frequencies, Nino
Frassica and Alessandro Gassman with
Rocco Papaleo entertained the public as well. The second evening hosted
Eros Ramazzotti and Ellie Goulding.
The sublime Nicole Kidman, dressed by
Armani, charmed Conti and the handsome actor Gabriel Garko, both honouring the A-listed actress with a very
polite kiss on the hand. Also, the musician Ezio Bosso’ s piano performance
was overwhelming, from the musical
and the spiritual point of view; his disability touched deeply the public in the
theatre and the audience at home either.
On the third night, after the Willwoosh
show, the celebration of the Pooh’s fiftyyear career took place, and finally the
fantastic singer Elisa was the definite
guest on stage.
During the last evening, many characters runned the catwalk: Enrico Brignano, J. Balvin, Renato Zero, Giuseppe
Fiorello, Cristina D’Avena. Especially
Roberto Bolle, the famous classical
dancer, charmed the Ariston with a rock
dance to the tune of the Queen’s “We will
Rock you”. Competitors as well as some
guests, were wearing rainbow coloured
headbands, rings, bracelets, a way to
supporting the civil unions draft, currently debated by the members of the
Italian Parliament. The powerful message was supported by Gabriel Garko
and by the Orchestra, conducted by the
Maestro Beppe Vessicchio. Finally, the
winners of the Sanremo 2016 were…
first place as given to the famous Bologna group “Stadio”, followed by Francesca Michielin (who will represent Italy
at the European Festival) and by the
duo Caccamo-Iurato, with a brilliant
piece signed by Sangiorgi of the Negramaro group. In the category New Proposals, the judgement of the committee,
composed by Piero Chiambretti, Rosita
Celentano, Giovanni Allevi, Federico
Russo, Caroline Di Domenico and Andrea Delogu, was sometimes contradictory. In fact, they had not counted the
audience’s votes, and Stefano Gabbani
had been eliminated, favouring the Sicilian singer Miele. This result was then
cancelled in favour of Stefano, who at
last won the title.
The second position went to the talented author-singer Chiara Iacovo, from
Piedmont, the revelation of the young
talents section. We fear that the winners
will struggle to be known beyond the
nearby French town of Menton ... except
perhaps Chiara Iacovo, because she
addresses the generation 2’s followers
with many innovative moves, so totalling many “I Like” even abroad. Nowadays, the social network will set up the
outcome of the Sanremo 2016 playlist
abroad. Anyway, whereas the romantic
vein of the traditional Italian melody
was mostly lacking in Sanremo 2016,
legendary artists such as i.e. Albano,
Laura Pausini, and Eros Ramazzotti
yet celebrate the Italy’s heritage around
the world. After the sad departure of
Pavarotti, especially the tenor Andrea
Bocelli is by now the eminent ambassador of the Italian tradition, with the
recent addition of the group Il Volo. The
three young tenors are yet global stars,
with a repertoire of the most famous romantic songs of the past and performing
the latest hits as well.
Il ballerino
Roberto Bolle
e Virgina Rafaele.
93
SPECIALE
NEWS
Festival: profumi
e sapori di Liguria
al Gran Galà del Casinò
Ilio Masprone sia per l’ottima riuscita della serata che per l’altro
Premio, il Dietrolequinte, un’occasione di premiare altri protagonisti del mondo dell’informazione e dello spettacolo nel quadro del
Festival e del suo backstage. Quest’anno sono stati premiati i giornalisti Federico Vacalebre, Emanuela Castellini, Teresa Marchesi,
il musicista Dario Baldan Bembo e l’autore Alberto Salerno. Questa
la giuria 2016: Presidente Marino Bartoletti (Rai); Dario Salvatori
(Rai Uno); Marinella Venegoni (La Stampa); Marco Molendini (Il
Messaggero); Mario Luzzatto Fegiz (Corriere della Sera). Presidente
Mario Maffucci, ex capostruttura Rai Uno - Segretario Fausto Taverniti, direttore Rai Basilicata. Tra gli ospiti, oltre al Presidente Giovanni Toti, la vicepresidente Sonia Viale e gli Assessori Ilaria Cavo,
Gianni Berrino, Marco Scajola, Edoardo Rixi, Giacomo Giampedrone, il Presidente della Coldiretti Liguria Gerolamo Calleri e il Presidente Nazionale dell’Unicef Giacomo Guerrera: insieme hanno
accennato al problema dell’alimentazione e di come affrontare l’argomento, soprattutto in Africa. L’EXPO 2015 di Milano ha lasciato
una forte eredità, all’insegna del motto: “Nutrire il Pianeta, Energia
per la vita”. L’Italia ha dimostrato al mondo la sua eccellenza gastronomica, votata anche grazie ai NAS (Nucleo Antisofisticazione
e Sanità) alla sicurezza e alla sostenibilità alimentare, all’utilizzo di
ingredienti il più possibile a km zero, e tra le più protette al mondo
da certificati d’origine controllata. In questo campo, la regione Liguria si situa in una posizione preminente. La serata nell’esclusivo
Ristorante al Roof Garden del Casinò, si è snodata infatti all’insegna
delle tante eccellenze agroalimentari di questa splendida e variegata regione. Il Menù del Gala, curato con cura e speciale attenzione da Maura Ferrari dell’Agenzia “Codiceventi”, specializzata in
eventi food, ha presentato la Focaccia con il Formaggio d’Autore
di Picasso, le lasagnette al pesto e i “paffutelli” alla Frank Sinatra di Luciano Belloni, proprietario del ristorante Zeffirino e storico
chef di Sinatra, detto The Voice, preparati con il Basilico Genovese
di Prà e l’olio extravergine del Consorzio Olio Dop Riviera Ligure. Il pasticciere Poldo, lanciato da Pippo Baudo negli anni ’90, ha
portato al Roof Garden la maxi-torta “Dolce Vinile 66° Festival di
Sanremo”, e dei favolosi cioccolatini al pesto. Grande successo anche per le “bollicine “Abissi” della Cantina Bisson di Chiavari, di
Bosoni Lunae e dei vini Doc del Parco delle Cinque Terre. Figurone
anche per lo Chef della Scuola Alberghiera di Lavagna Maurizio
Berisso che, in stretta collaborazione con lo chef del Roof Garden
Ciro De Simone, ha curato la preparazione dei piatti a base di pesce serviti in sala anche dagli studenti della Scuola, presenti nella
“trasferta” festivaliera. Le sue crudités di Coldiretti Pesca Liguria e
i filetti d’orata allevata in mare aperto da “Aqua Lavagna”, cucinate
al forno con le olive taggiasche e i carciofi di Albenga, sempre di
Coldiretti, sono piaciute moltissimo. Insomma, tutto ha contribuito
alla perfetta riuscita di questo ormai storico Gala, ed ora si pensa
già all’edizione 2017.
Tony Renis
con il Presidente
della Regione
Liguria
Giovanni Toti.
SANREMO. Lunedì 8 febbraio, vigilia del 66° Festival di
Sanremo, i profumi e i sapori di mare e di terra del territorio hanno
inondato il Roof Garden del Casinò, che ha ospitato il “Gran Gala
della Liguria”, nuova denominazione del “Gran Gala del Festival”,
organizzato magistralmente come ormai da sei anni dall’editore,
direttore artistico e promotore di eventi culturali, il cavaliere del
Principato di Monaco Ilio Masprone. Quest’anno, il “Gran Gala” ha
infatti ottenuto la sponsorizzazione della regione Liguria, per la prima volta da anni, fatta eccezione per il Premio Luzzati al vincitore
dei Giovani. Merito dell’efficace campagna di promozione turistica
“Liguria d’inverno” lanciata da Ilaria Cavo e da Gianni Berrino sui
siti e sulle radio nazionali: è stata un’efficace comunicazione, che
ha promosso le eccellenze del territorio anche a tavola. Eccezionale
la presenza del grande Tony Renis, giunto appositamente da Los
Angeles. Presentandolo al pubblico, Masprone gli ha dedicato queste belle parole: “…noi stasera siamo felici di premiare con questo
tributo semplice, ma enormemente fondato e sincero, l’uomo che
ha vinto il Golden Globe, che ebbe una nomination all’Oscar con la
canzone più bella per colonna sonora, l’uomo noto in tutto il mondo che stasera ci onora della sua presenza, grazie Tony!” Renis ha
ritirato il premio Numeri Uno-Città di Sanremo, consegnatogli dal
Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, mentre il Sindaco
di Sanremo Alberto Biancheri faceva gli onori di casa agli oltre 200
invitati d’onore giunti da ogni parte d’Italia e si complimentava con
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Emanuela Castellini and Teresa Marchesi, to the musician
Dario Baldan Bembo and to the author Alberto Salerno.
The 2016 Jury was composed by President Marino Bartoletti
(RAI); Dario Salvatori (Rai Uno); Marinella Venegoni (La
Stampa) Marco Molendini (Il Messaggero) Mario Luzzatto
Fegiz (BBC). The President was Mr. Mario Maffucci, former
Rai Uno head manager, and Secretary Fausto Tavera, director of Rai Basilicata. Among the guests, besides the President
of the Liguria Region Mr. Giovanni Toti, the Vice-President
Mrs. Sonia Viale and Councillors Ilaria Cavo, Gianni Berrino, Marco Scajola, Edoardo Rixi, Giacomo Giampedrone.
The president of Coldiretti Liguria Giacomo Calleri and the
National President of UNICEF Giacomo Guerrera discussed
the problem of food and how to approach the subject, particularly in Africa. EXPO 2015 Milan left a strong legacy. By
the motto “Feeding the Planet, Energy for Life”, Italy has
shown its gastronomic excellence, one of the most protected
worldwide by certificates of controlled origin. This achievement is also due to the Carabinieri NAS Group (Nucleus Anti
forgery and public Safety) that ensures the safety and sustainability of the “farm to table” food, etc.
In this sector, the Liguria region can rejoice. It has a leading
position and the Gala dinner in the exclusive restaurant of the
Casino Roof Garden was a real treat, with excellent food of
this beautiful region. Maura Ferrari’s Agency “Codiceventi”,
specializing in food events presented “focaccia” stuffed with
a “Picasso” cheese. Lasagna with pesto and “paffutelli”, a
small gnocchi plate, which was the preferred plate of Frank
Sinatra, “the Voice” were offered by the owner of the Genoa
restaurant Zeffirino, Chef Luciano Belloni. He is using basil
SANREMO. Monday, February 8, on the eve of the 66th
Sanremo Music Festival, the Liguria region’s flavours seized
the Roof Garden Restaurant of the Casino. The new “Liguria
Grand Gala”, coming on 2016 after six editions, titled “Festival Gran Gala”, has been wonderfully organized by the editor, art director and promoter of cultural events, the Chevalier of the Principality of Monaco, Mr. Ilio Masprone. This
year the “Grand Gala” was sponsored by the Liguria region
for the first time in years, except the Luzzati Award promoting the Young Talent section. Of course, the promotional campaign “Liguria in Winter”, launched by Ilaria Cavo and Gianni Berrino on the website and broadcasted on the national
Sanremo Music Festival’s
“Liguria Grand Gala”
Regional flavours seized the
Casino Roof Garden restaurant
radios was very effective to promoting the excellence of the
food and wines of the territory. The great Tony Renis (author
of the famous song Quando, quando, quando ...) expressly
arrived from Los Angeles. The presentation by Mr. Masprone
said, “tonight we are pleased to fully and sincerely give our
homely price to the man awarded with a Golden Globe, the
composer who earned an Oscar nomination for “best movie
sound track” in the US. Tonight, the famous singer is honouring us with his presence, thank you Tony!” Renis was awarded “The Number One Sanremo Award” by the President of
the Liguria Region, Mr. Giovanni Toti.
The the mayor of San Remo, Mr. Alberto Biancheri welcomed
the plus than 200 guests, which had joined the Gran Gala
from all over Italy. He also congratulated Mr. Masprone for
the great success of the evening and for the presentation of
the further price, “Dietrolequinte”, a Back-stage Award promoting the contributors of the Festival’s achievements. This
year, the awards went to journalists Federico Vacalebre,
from Pra and DOP extra virgin olive oil of the Riviera. The
pastry chef Poldo, launched by the presenter of the Festival
Pippo Baudo in the 90s, brought the Roof Garden his masterpiece, the maxi-cake “Sweet Vinyl 66th Sanremo Festival”,
and fabulous pesto chocolates. In addition, the “Abyss spumante” from the “Cantina Bisson” in Chiavari, the Bosoni
Lunae and AOC wines of the Cinque Terre Park, reported a
great success.
The Dine of the Hotel School of Lavagna, Mr. Maurizio
Berisso, in close collaboration with the maître of the Roof
Garden Ciro De Simone, supervised the preparation of fish
dishes. Some students of the School were the welcomed caregiver during the Gala dinner. The guests enjoyed the vegetables from Coldiretti Liguria, and the sea bream carpaccio
from ​​“Aqua Lavagna”, baked with olives and artichokes of
the Coldiretti-Albenga. In short, everything went beautifully
well, and the organizers are yet thinking about the 2017 “Liguria Grand Gala” edition.
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Numero 153 • Marzo 2016
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