romania - Camera di Commercio di Treviso

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romania - Camera di Commercio di Treviso
ROMANIA
Informazioni generali
Dati demografici
Superficie
Popolazione
Strutturazione
dell’età
238.391 Kmq.
21.673.000 ( stime 2004 )
0-14 anni : 15,9% (maschi 1.764.182 - femmine
1.681.828); 15-64 anni 69.5%( masch. 7.498.858femm. 7.563.887); 65 anni e più 14.6%
(masch.1.302.547-femm 1.861.711) ( stime 2004)
Età media
Crescita
della
popolazione
Tasso di nascita
Tasso di mortalità
Principali
centri
urbani
Densità
Lingua
Religione
Unità monetaria
Forma di Governo
Sede di governo
totale : 36,39 anni ; maschi: 35,04 anni ; femmine:
37,77 anni (stime 2004)
-0,12% (2004)
10,7 nascite/1.000 (2004)
11,74 decessi/1.000 (2004)
41 distretti (regioni) e un municipio*(la capitale) ;
Alba, Arad, Arges, Bacau, Bihor, Bistrita-Nasaud,
Botosani,
Braila,Brasov,
Bucuresti*,
Buzau,Calarasi, Caras-Severin, Cluj, Constanta,
Covasna, Dimbovita, Dolj, Galati, Gorj, Giurgiu,
Harghita,
Hunedoara,Ialomita,
Iasi,
Ilfov,
Maramures, Mehedinti, Mures, Neamt, Olt,
Prahova, Salaj, Satu Mare, Sibiu, Suceava,
Teleorman, Timis, Tulcea, Vaslui, Vilcea, Vrancea.
91 abitanti/Kmq.
Romeno
Cristiano-ortodossa
Leu.
Repubblica semi-presidenziale
Bucarest
Maggiori organizzazioni internazionali di cui la Romania è membro:
ONU, Consiglio d’Europa, OECD, WTO, EBRD, IMF, ONU, NATO,
FAO,IAEA, IBRD, ICAO, ICJ, IMO, UNCTAD, UNESCO, UNEP,
UNIDO, UPU, UNICEF, WEP, WFC, WHO, WIPO, WMO, CEFTA.
2
Indicatori economici
PIL
56,7 miliardi* € (2004)
Tasso crescita del PIL(prezzi costanti)
8,3% (2004)
PIL pro capite
5.948 € (2004)
PIL per settore
agricoltura: 13.1%
industria: 33.7%
servizi: 53.2% (2004)
Quota d`investimento
23.3% del PIL (2004)
Tasso di popolazione povera
28.9% (2004)
9.3% (2004)
Tasso d`inflazione
Forza lavoro
9.66 milioni (2004)
Forza di lavoro per occupazione
agricoltura 31.6%, industria
30.7%, servizi 37.7% (2004)
6.2% (2004)
Tasso di disoccupazione
Debito pubblico
21.7% del PIL (2004)
Tasso di cambio
1 euro =
(3/06/2005)
36.158
*Dati a cura di Confindustria
Crescita reale PIL (%)
Deficit di conto corrente
(miliardi € )
Deficit di conto corrente (% del
PIL)
Esportazioni (miliardi € )
Esportazioni (%)
Importazioni (milioni € )
Importazioni (%)
Deficit commerciale (miliardi € )
Investimenti
diretti
e
trasferimenti
di
capitale
(miliardi.€ )
2004
5,0
2219
2005
5,0
2421
2006
5,0
2633
4,8
4,8
4,7
18,9
8,3
26,2
8,0
4611
1.54
19,5
8,6
24,7
6,3
5166
1.61
21,3
8,9
24,7
6,0
6.416
1.70
3
lei
Esportazioni FOB (periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2004)
Cod.
nom.
XI
XVI
XV
V
XII
XVII
In
%
Struttura rispetto allo
Valore
in % sul stesso
- mil. Euro totale
periodo
2003
Tipologie merci
Articoli di abbigliamento, materiali tessili 4.224,2
Macchine e dispositivi meccanici; macchine
ed apparecchiature elettriche; riproduzione 3.323,7
suono o immagini
Prodotti metallurgici
2.922,6
Prodotti minerali (petrolio, carbone,
1.361,5
cemento, sale etc)
Calzature e simili
1.236,8
Mezzi e materiali da trasporto
1.198,0
22,3%
106,6
17,5%
132,7
15,4%
144,9
7,2%
124,0
6,5%
6,3%
97,2
134,1
Importazioni CIF (periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2004)
Cod.
nom.
XVI
V
XI
XVII
XV
VI
Valore
- mil.euro-
Tipologie merci
Macchine e dispositivi meccanici; macchine 6.249,6
ed apparecchiature elettriche; riproduzione
suono o immagini
Prodotti
minerali
(petrolio, 3.526,8
carbone,cemento,sale etc)
Articoli di abbigliamento, materiali tessili 3.316,6
Mezzi e materiali da trasporto
2.428,9
Prodotti metallurgici
2.199,0
Prodotti ind.chimica e connessi
2.084,2
In
%
Struttura rispetto allo
in % sul stesso
totale
periodo del
2003
23,8%
123,0
13,4%
134,6
12,6%
9,2%
8,3%
7,9%
105,2
185,3
135,0
123,6
Partner economici: Italia, Germania, Francia, Olanda, Regno Unito, USA,
Turchia, Russia,Ungheria, Austria, Grecia.
Quadro generale della situazione economica
Incoraggianti i principali indicatori macroeconomici romeni. L’economia
romena ha registrato nel corso degli ultimi quattro anni livelli di crescita che
rimangono tra i più elevati dell’Europa Centro-Orientale. La variazione del
PIL, registrata dall’Istituto nazionale di Statistica romeno (INS) è stata infatti
del 5,7% nel 2001, 5% nel 2002 e 4,9% nel 2003. Per il 2004 si è registrata
una crescita economica del 5%(crescita reale). Per la prima volta in 15 anni
nel 2004 l’inflazione in Romania è rimasta sotto il 10%, fermandosi lo
4
scorso anno a 9,3% (14,1% nel 2003 e 17,8% nel 2002). La Banca nazionale
romena (BNR) ha annunciato per il 2005 un’inflazione del 7% e del 4% per
il 2006, un anno prima dell’adesione all’Unione europea, prevista per il
2007.
Importante per il 2005 è l’ambiziosa riforma monetaria che trasformerà la
banconota da 10 mila lei (ora 25 centesimi di euro) nel nuovo leu pesante. Le
banconote nuove entreranno in circolazione insieme a quelle vecchie da
luglio 2005, per facilitare il processo di conversione, diminuire i costi
finanziari ed evitare un aumento artificiale dei prezzi. Il leu pesante
diventerà riferimento unico del sistema monetario romeno solo dal 2007. Il
leu pesante verrà registrato con un codice internazionale diverso, passando
dall’attuale Rol (Romanian Leu) al futuro Ron (Romanian New).
Per la Romania, il 2004 è stato l’anno delle grandi privatizzazioni nel settore
energetico, con l’italiana Enel che si è aggiudicata due succursali del
distributore nazionale di energia elettrica, Electrica Banat e Electrica
Dobrogea (nell’ovest e sud-est della Romania). La ceca Cez e la tedesca
E.On sono diventati i suoi competitori diretti dopo aver rilevato il controllo
di altre filiali Electrica, nel nord-est e nel sud del paese. Sempre l’anno
scorso, Ruhrgas e Gas de France hanno acquistato una parte importante del
distributore nazionale Distrigaz. La transazione dell’anno resta però la
vendita del 33,34% delle azioni della compagnia nazionale del petrolio
Petrom, per le quali l’austriaca OMV ha pagato 669 milioni di euro. Altri
830 milioni di euro sono andati per l’aumento del capitale che ha permesso
alla ditta austriaca di arrivare al controllo del 51% delle azioni.
Di grande interesse per le imprese italiane potrebbe essere la messa in vendita
nel 2005 delle istituzioni finanziarie appartenenti ancora allo stato romeno, la
Cassa di Risparmio (CEC) e la Banca commerciale romena (BCR), ma anche di
altre unità territoriali per la distribuzione del gas e dell’elettricità.
Nel 2004 l’Italia ha continuato ad occupare il primo posto nel volume totale
degli scambi commerciali della Romania. Al 31 maggio 2004 erano
registrate in Romania 15.302 società miste romeno-italiane, con un capitale
investito di 671,1 milioni di dollari (5° posto). Ciò evidenzia un particolare
interesse dell’imprenditoria italiana per la Romania, con una media di circa
1.000 nuove aziende che stabiliscono ogni anno la propria attività in questo
mercato. In molti casi tuttavia si tratta di aziende dalle dimensioni
estremamente ridotte o di aziende che, pur avendo cessato la propria attività,
non sono state cancellate dal Registro. L’Istituto nazionale per il commercio
estero (Ice), nel suo ultimo rapporto sulla Romania, stima in 4.000 unità la
presenza qualificata di aziende italiane nel paese.
La crescita
Un buon tasso di crescita economica sta accompagnando la Romania nella
5
marcia di avvicinamento all’Unione europea. Nel periodo 2004-2005 la
crescita dovrebbe attestarsi su una media del 5%. L’incremento dei salari
reali e l’export reso più competitivo dagli investimenti stranieri dovrebbero
aiutare l’economia a mantenere un’andatura sostenuta.
La stabilità economica
Bucarest sta cercando di accelerare l’opera risanamento economico, così da
arrivare con le carte in regola all’appuntamento con l’Unione europea.
Abbastanza soddisfacente il rapporto deficit-Pil che si presenta in linea con i
limiti imposti dal Trattato di Maastricht (3%).
Prosegue la lotta senza tregua all’inflazione, in costante diminuzione negli
utlimi cinque anni, ma ancora non ricondotta a livelli accettabili. Devono
ancora essere portate a termine la privatizzazione e la ristrutturazione del
settore energetico. Un ruolo molto importante di sostegno sarà svolto dalla
crescita dei consumi, sulla scia dell’aumento dei salari reali e degli
investimenti.
L`economia Romena nel 2004
Equilibrio macroeconomico perfetto nel 2004 secondo i dati statistici
ufficiali: crescita economica record (circa 8%), paragonabile a quella della
Cina, inflazione ridotta, per la prima volta inferiore al 10%, esportazioni per
circa 19 miliardi di euro, tassi di interesse in discesa (lenta ma percettibile),
deficit di bilancio inferiore all’1,5% del PIL .
Il quadro generale dello stato dell’economia è completato
dall’apprezzamento nominale della moneta nazionale permessa dalla Banca
Centrale (BNR) nell’ultima parte dell’anno, il che “arrotonda” il valore del
Prodotto Interno Lordo espresso in euro e avvicina la Romania ai parametri
di convergenza nominale con l’Unione Europea.
Un anno fa gli analisti stranieri erano piuttosto pessimisti riguardo alle
possibilità di crescita dell’economia romena: l’Economist Intelligence Unit
(EIU), divisione del gruppo The Economist, affermava che la Romania
avrebbe registrato nel 2004 una crescita economica del 4,5%; ancora più
pessimista, l’Istituto di Studi Economici Internazionali di Vienna (WIIW)
prevedeva una crescita economica del 4,2%.
Secondo i dati ufficiali, il Prodotto Interno Lordo è aumentato dell’8,1% nei
primi 3 trimestri del 2004, grazie a un anno agricolo eccezionale (+20%), ma
anche all’intensificazione dell’attività nel settore edilizio (+10%).
D’abitudine l’ultimo trimestre non porta grandi modifiche nel ritmo di
crescita e, quindi, si può affermare che la Romania ha registrato nel 2004 il
più alto ritmo di crescita economica della sua storia.
La Romania ha realizzato nel 2004 una produzione di cereali di oltre 9
6
milioni di tonnellate, tre volte quanto nel 2003.
Poichè il PIL era cresciuto del 6,6% nei primi due trimestri dell’anno, risulta
che nel terzo trimestre l’economia ha avuto un ritmo di crescita addirittura
spettacolare, di oltre il 10%.
I risultati hanno superato di molto le aspettative iniziali delle autorità
romene, che avevano preso in calcolo nella strutturazione del bilancio per il
2004, una crescita di quasi il 3% più bassa.
Nonostante i livelli più alti registrati a luglio (1,3%) e ottobre (0,9%), la
decisione della BNR di permettere l’apprezzamento delle moneta nazionale
ha sostenuto l’avvicinamento dell’inflazione al livello stabilito; si sono
registrate tendenze di aumento dei prezzi, prevalentemente in autunno, a
causa dell’esplosione del prezzo mondiale del petrolio. Esiste, però, il
pericolo che le tensioni inflazionistiche riprendano nei primi due mesi del
2005, riportando l’inflazione oltre il livello annuo del 10%.(dati aprile 2005).
All’abbassamento dell’inflazione hanno contribuito anche le restrizioni
applicate alle spese pubbliche, e il deficit del bilancio consolidato ha
registrato un aumento dello 0,1% del PIL dopo i primi 10 mesi del 2004.
Le esportazioni hanno continuato ad aumentare, con una crescita del 20,8%
rispetto ai primi 10 mesi del 2003. Ad ottobre, la crescita delle esportazioni è
stata del 21,4% rispetto ad ottobre 2003, mentre le importazioni sono
aumentate solo del 10,2%. Sempre ad ottobre 2004 si è registrato il più alto
livello mensile delle esportazioni romene, cioè 1,735 miliardi di euro.
Tuttavia, la crescita del deficit di conto corrente si è attenuata in autunno; il
saldo negativo ammontava ad ottobre(2004) a 2,6 miliardi di euro (+22,3%
rispetto ad ottobre 2003).
L’intero quadro macroeconomico promettente ha ricevuto a novembre la
conferma dell’agenzia di valutazione finanziaria Fitch Ratings, che ha
migliorato il rating concesso alla Romania per il rischio Paese fino al livello
"BBB minus", il che significa l’entrata nella categoria investment-grade, con
basso rischio per gli investimenti.
Il Leu, più forte dell’euro.
Il Leu si è apprezzato in termini nominali dall’inizio dell’anno, nei confronti
sia dell’euro che del dollaro. Il tasso di cambio leu/euro è sceso da 41.252 lei
nel primo giorno del 2004 fino a circa 36.200 lei attuali, il che corrisponde
ad un deprezzamento nominale dell’euro del 4,2% (oltre il 14% in termini
reali). Il dollaro era quotato all’inizio del 2005 a 29.433 lei, ed ha registrato
una perdita nominale dell’11% (circa il 20% in termini reali). Il mercato
valutario ha registrato eccedenze nei primi 10 mesi dell’anno. Le entrate
massicce di valuta, sia dai trasferimenti dei romeni che lavorano all’estero,
che dai capitali con potenziale speculativo hanno alimentato tale evoluzione.
La Banca centrale ha rinunciato a novembre a pubblicare delle stime
sull’evoluzione del tasso di cambio, permettendo una fluttuazione più libera.
7
Ciò implica oscillazioni più ampie del tasso di cambio, che scoraggiano le
operazioni speculative.
Inoltre, la BNR ha anche risparmiato, non essendo più impegnata a ritirare
dal mercato monetario i lei utilizzati per l’acquisto di valuta.
L’inflazione ha rispettato per la prima volta il target prefissato: a fine
novembre è scesa al 9,3% (anno su anno), con una media mensile dello
0,8%. La diminuzione è stata aiutata da una politica monetaria restrittiva,
che ha conservato i tassi di interesse alti e ha “sterilizzato” l’eccedente di
moneta sul mercato. Soltanto a luglio si era registrato un “picco” dell’1,3%
causato dall’aumento delle tariffe per alcuni servizi. Il ritmo relativamente
alto di crescita si è conservato anche nei mesi successivi, prima di scendere
di nuovo verso la fine dell’anno. Negli ultimi mesi, ha dato un contributo
anche la diminuzione del tasso di cambio, dopo la decisione della banca
centrale di limitare i propri interventi sul mercato valutario, con conseguente
“diminuzione dei prezzi” delle importazioni. La banca centrale ha operato
dall’inizio dell’estate 7 riduzioni dei tassi di interesse di intervento, fino al
17%, mentre l’inflazione è stata, come pianificato, inferiore al 10% per
l’intero 2004.
Il PIL è aumentato, sostenuto dall’agricoltura.
Il Prodotto Interno Lordo nei primi 3 trimestri del 2004 è stato pari a
1.588.539 miliardi di lei in prezzi correnti (39,7 miliardi di euro), con una
crescita reale, rispetto allo stesso periodo del 2003, dell’8,1%. L’aumento è
dovuto alla crescita del volume di attività e di conseguenza del valore
aggiunto: del 19,7% nell’agricoltura, del 6,2% nell’industria e del 10% nelle
costruzioni. Il peso specifico nelle creazione del PIL di questi 3 settori è
salito al 46,6%. Il consumo finale totale è aumentato nei primi tre trimestri
del 9,4% rispetto al periodo simile del 2003, sul fondo di un aumento del
9,8% del consumo effettivo della popolazione.
La riserva valutaria in aumento.
La riserva valutaria della Banca Nazionale è aumentata dall’inizio del 2004
di 3,59 miliardi di euro, fino a 9,9 miliardi di euro a fine novembre,
sostenuta specialmente dagli acquisti massicci intrapresi sul mercato
valutario. Ad eccezione del mese di gennaio, la banca centrale è stata
acquirente netto di valuta, fino a novembre quando non ha intrapreso
operazioni di mercato, conseguentemente all’orientamento della sua politica
verso una fluttuazione più libera del tasso di cambio. Nel mese di dicembre
la BNR è intervenuta una sola volta sul mercato, attirando somme
consistenti, stimate a 100 - 200 milioni di euro.
Gli acquisti di valuta hanno toccata il punto massimo a luglio, quando la
BNR ha raccolto dal mercato quasi 630 milioni di euro, senza, però, creare
una pressione maggiore sul tasso di cambio. Ciò è stato possibile perché nel
Paese sono entrate somme consistenti, provenienti sia dai romeni che
8
lavorano all’estero che dagli investitori attratti dagli alti tassi di interesse ai
depositi in lei. L’aumento della riserva valutaria (e conseguentemente anche
delle riserve internazionali) ha permesso di migliorare il grado di copertura
delle importazioni, fino a 5 mesi, nonostante la crescita permanente del
volume assoluto delle stesse.
Analisi ed evoluzione economica
Punti di forza:
• Elevato potenziale di crescita economica
• Recente ingresso nella NATO (2004) e previsto accesso
alla UE (2007)
• Avvio del processo di riforme, con riconoscimento dello
status di “functioning market economy”
• Squilibri nella bilancia dei pagamenti insostenibili nel
Punti di
debolezza:
MLT
• Problemi strutturali ancora irrisolti: imprese pubbliche
inefficienti, rete dei trasporti inadeguata, corruzione
diffusa, tutela legale inefficace
• Basso livello di intermediazione finanziaria
Demografia e reddito
2001 2002 2003 2004 2005*
Popolazione (mln)
22,4
21,8
21,7
21,7
21,7
Popolazione (sdv %)
0,01
-2,89 -0,30 -0,12 -0,20
Pil pro-capite reale (sdv %)
5,7
8,1
5,2
7,7
5,5
Andamento economico:
2001
5,7
20,7
74,4
2002
5,0
21,3
85,4
2003
4,9
22,5
76,4
2004
8,3
23,7
77,9
2005*
5,3
25,1
80,4
8,6
8,4
7,4
6,2
6,5
2001
Saldo bilancio pubblico/PIL -3,2
(%)
Debito pubblico/PIL (%)
26,7
Prezzi al consumo (sdv %, 34,5
media)
2002
-2,6
2003
-2,3
2004
-1,6
2005*
-1,8
25,9
22,5
24,2
15,3
21,7
11,9
20,7
8,9
Pil (prezzi costanti, sdv %)
Investimenti lordi/Pil (%)
Risparmio
nazionale
lordo/Investimenti lordi (%)
Disoccupazione (% della forza
lavoro)
Politica fiscale e monetaria:
9
Tassi di interesse medi sui
prestiti bancari (%)
Tasso di cambio (valuta
locale/$)-media annua
Tasso di cambio (valuta
locale/euro)-media annua
45,7
36,65
26,19
25,81
18,0
29.06
0,86
26.02
6,89
33.055,
46
31.255,
25
33.200,
07
37.555,
87
32.63
6,57
40.53
2,11
33.500
2001
3.323
12.72
2
16.04
5
2002
2003
4.205,9 5.587,6
14.674, 15.613,
9
7
18.880, 21.201,
8
4
2004
7.346
18.93
4
26.28
1
2005*
-9.028
Commercio internazionale
Saldo commerciale FOB/CIF
(milioni di euro)
Esportazioni FOB (milioni di
euro)
Importazioni CIF (milioni di
euro)
19.571
24.737
Bilancia dei pagamenti:
2001
2002
2003
Saldo delle partite correnti (€ 1.721
mln)
Saldo commerciale Fob/Fob (€ mln)
2.293
Servizi: saldo (€ mln)
-94
Redditi: saldo (€ mln)
-217
Trasferimenti correnti: saldo (€ 882
mln)
1.177
2.016
9
-354
1186
2.557
3.504
54
-544
1436
2001
2002
2003
Fabbisogno finanziario (€mln)
3.208
Flussi d’indebitamento estero a
m/l termine (€miliardi)
Investimenti esteri diretti: netti
(€ miliardi)
Investimenti
esteri
di
portafoglio: netti ( € mln)
Crediti FMI ( € mln)
Riserve valutarie (€ mln)
2.517
3.114
9
3.517
0.90
2004
*
3.197
4.146
64
-723
1622
2005*
-3.468
-4.653
142
-622
1808
Situazione finanziaria
2005*
4.571
2004
*
5.613
4.623
4,300
5321
0,98
1.39
1,54
1.95
-75
93
411
355
347
50
4.20
84
5569
179
6.94
N.p
10.88
N.p
12.417
10
-6.707
Debito estero totale ( € mln)
6.94
Debito
estero
totale
a 3,6
b.t./Debito estero totale (%)
Tasso di interesse effettivo (%) 6,0
Durata effettiva del debito 5
(anni)
11.34
15.92
22.025
5,4
19.06
8
6,8
3,2
4,8
4
5,7
6
4,6
6
4,9
5
2002
2003
2004
*
-5,8
2005*
7,2
Indicatori di affidabilità
2001
-3,3
-5,8
-5,4
Saldo delle partite correnti/Pil -5,5
(%)
Debito estero netto/Pil (%)
12,8
13,8
18,0
14,7
13,7
Debito
estero 36,8
37,5
48,3
36,7
30,9
netto/Esportazioni beni e servizi
(%)
Debito
estero
totale
a 7,5
6,6
12,3
12,9
12,5
b.t./Riserve valutarie (%)
Import cover (mesi)
4,6
5,3
5,0
5,1
5,2
stime e previsioni a cura di Economist Inteligence Unit e Bureau van Dijk
Il processo di privatizzazione
Lo strategico processo di privatizzazioni, fondamentale anche alla luce degli
investimenti esteri e latente dagli anni ‘90, non è in ogni caso ai livelli
dell’area. L’anno di svolta è stato il 2002, quando per la prima volta il peso
del settore privato nell’economia rumena ha superato il 50% del totale. Una
nuova accelerazione potrebbe arrivare dal completamento delle
privatizzazioni che sono adesso in via di definizione, in particolare nel
settore energetico e in quello finanziario, anche se l’Autorità per le
Privatizzazioni (APAPS) cerca nel contempo di stabilire degli accordi
sindacali soddisfacenti che assicurino la salvaguardia dei posti di lavoro per
quanto possibile. Secondo l’Autorità sono ancora circa 300 le società in via
di dismissione.
Il settore energetico.
Dalla società petrolifera statale Petrom, l’attenzione si è spostata sulle
società di distribuzione dell’energia elettrica e del gas. L’italiana Enel ha
vinto di recente la gara di privatizzazione per la distribuzione dell’elettricità
nel sud-ovest della Romania, acquistando Electrica Dobrogea e Banat per 70
milioni di dollari. Aveva partecipato anche alla preselezione della gara per la
distribuzione del gas nel sud e nel nord della Romania, ma ne è recentemente
11
uscita.
Il settore bancario.
Nel corso del 2005 vi sarà la privatizzazione del più importante Istituto di
credito in Romania, la Banca Commerciale Romena.Le azioni verranno
vendute , per via negoziale con selezione di offerte, a un investitore
strategico, istituzione finanziaria – bancaria internazionale di prestigio o a un
gruppo (consorzio) di investitori strategici di cui faccia parte almeno
un’istituzione del genere: “i criteri di selezione dell’investitore sono: un
partner strategico, una banca con esperienza nell’attività di retail, e massimo
profitto di vendita” ha dichiarato di recente il premier Calin Popescu
Tariceanu.
Ad oggi le banche interessate sono le seguenti: Deutche Bank, Banca Intesa,
Unicredit, le austriache Raiffeisen e Erste Bank.
La gara si annuncia durissima. Le banche austriache vantano esperienza di
acquisto di altre casse di risparmio nella regione: l’Erste Bank ha già la ceca
Ceska Sporitelna e Raiffeisen l’albanese ATP. Il governo di Bucarest ha
lanciato inoltre la privatizzazione della CEC (la piu’ grande Cassa di
Risparmio del paese). La CEC si trova ora soltanto al quarto posto nel
sistema bancario romeno quanto a valore dei suoi attivi bancari (circa 1
miliardo di euro alla fine del 2003), dopo la Banca commerciale romena, la
Banca romena per lo sviluppo (Brd), parte del gruppo francese Societe
Generale e la Raifeissenbank.
Il Governo in carica ha impresso un’accelerazione al processo di
privatizzazione, considerato strategico dopo un lungo periodo di stagnazione
nel corso degli anni 90 e fondamentale anche alla luce di investimenti esteri
che, pur in aumento, non sono ai livelli degli altri Paesi dell’area.
La Borsa
L’indice più importante del mercato rumeno è il Bucarest Stock Exchange
(Bse). All’indice principale appartengono una settantina di titoli membri per
una capitalizzazione complessiva di 4,146 miliardi di euro, alla data dell’8
aprile 2004.
Nel 2003 il valore delle transazioni alla Borsa di Bucarest è stato pari a
307,35 milioni di dollari, in crescita del 43,79% rispetto ai 213 milioni
dell’esercizio 2002 e sempre in crescita rispetto ai 125 milioni di dollari del
1999.
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SETTORI PRODUTTIVI IN ROMANIA
Settori/prodotti principali: tessuti, calzature, industria meccanica,
assemblaggio di automobili, macchine agricole, carbone, oro, argento,
manganese, piombo, rame, raffinazione del petrolio, legname, materiali da
costruzione, prodotti chimici, combustibili, industria alimentare, frumento,
cereali, barbabietole da zucchero, semi di girasole, patate, uva, pollame,
uova, pecore merinos, bovini, suini, pesce.
Settori d’opportunità:
Agricoltura e allevamento
Industria elettronica e elettrotecnica
Costruzioni e opere infrastruttura
Industria chimica e farmaceutica
Tessile e abbigliamento
Trasporti
Industria del legname
Informatica
Industria pesante
Servizi
Industria di pellami e calzature
Investimenti immobiliari
La crescita della produzione è dovuta alle esportazioni più consistenti
registrate nei seguenti settori: abbigliamento (+53,7%), macchine ed
attrezzature industriali (+28,5%), industria chimica e delle fibre sintetiche
(22,4 %), metallurgia (22,1%), lavorazione del legno (+12,0%).
Settori e mercati
I settori trainanti
Accanto ai settori consolidati, come il tessile-abbigliamento e la
trasformazione del legname, si segnalano per vivacità e per le buone
prospettive i settori dell’informatica, delle telecomunicazioni e delle
costruzioni.
Diventano interessanti anche i comparti verso i quali si indirizzeranno i
generosi finanziamenti europei Sapard, Ispa e Phare, che cresceranno fino a
raggiungere quota un miliardo nel 2006: si tratta dell’agroindustria, delle
infrastrutture, dei trasporti, dell’ambiente. Rilevante, è sicuramente il ruolo
degli investitori esteri: le società straniere presenti in Romania generano la
metà del commercio estero del Paese.
Il passaggio all’economia di mercato ha significato per la Romania, come
per gli altri stati in transizione, una profonda ristrutturazione della propria
struttura economica.
Il settore industriale ha visto negli ultimi anni, come è stato già detto,
emergere comparti quali il tessile/abbigliamento, l’agroalimentare, la
produzione di macchinari, e negli ultimi anni ha fatto registrare buoni ritmi
di crescita.
L`industria meccanica
Il settore industriale si presenta con una grande varietà di profili tecnologici
e produttivi.
Nel ramo delle esportazioni nell’anno 2003 si è registrata una crescita del
9,5%, mentre nell’importazione un 20%.Il volume di affari è cresciuto nel
2003 del 3,4%, grazie ad una offerta sempre più diversificata.
Il numero di occupati in questo settore è stato nel 2003 di circa 135.000
unità.
Anche se il settore ha avuto una lieve diminuzione nella produttività, ha
portato una crescita industriale pari al 8,8%.
I prodotti più in crescita sono: ventilatori industriali (+7,3); compressori
(+4); pompe centrifughe (+3,8); macchinari utili per le costruzioni (+4,4);
pezzi di ricambio per le autovetture (+4,6); macchine utilizzate nell`industria
alimentare(+4,4).
L’Industria tessile
In Romania, il settore tessile e delle confezioni era sviluppato anche prima
del 1989, quando le esportazioni erano orientate verso i paesi dell’Unione
Europea, dell’Europa dell’Est e l’Unione Sovietica. Tra il 1989 e il 1992,
l’intera industria leggera ha conosciuto un regresso a causa delle
importazioni di prodotti dai paesi dell’Asia, con costi bassissimi, ma anche a
causa del regresso generale che la Romania registrava in quel periodo. Dopo
il 1992, l’industria leggera romena ha conosciuto lo sviluppo maggiore tra
tutti i paesi dell’Europa Centrale e dell’Est, rappresentando quasi il 40%
degli incassi da attività di esportazione registrati dalla Romania.
Lo sviluppo del settore tessile/confezioni è dovuto principalmente al fatto
che è stato il primo a essere privatizzato; l’Italia è stato il principale paese di
origine degli investitori, che hanno trasferito in Romania gran parte della
loro produzione di abbigliamento. Un altro fattore importante è stato il
sistema della produzione in “lohn”, praticato con aziende dell’Unione
Europea che forniscono la materia prima e i modelli, mentre in Romania si
realizza il prodotto finito che viene poi riesportato. In una prima fase, questo
sistema di lavoro ha aiutato il settore tessile romeno a sopravvivere nel
periodo in cui il mercato interno era pieno di prodotti provenienti dall’Asia,
per contribuire poi allo sviluppo di questo ramo industriale.
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Nell’industria tessile e dell’abbigliamento della Romania operano più di
7200 aziende produttrici, di cui il 99,5% sono a capitale interamente privato.
Negli ultimi 14 anni, in questo settore dell’industria sono stati investiti più di
2000 milioni USD per l’ammodernamento e la ritecnologizzazione.
Per quanto riguarda il 2004, il fatturato dell’industria tessile e
dell’abbigliamento rappresenta:
- 4,5% del PIL;
- 9,3% del volume della produzione industriale;
• 27,8 sul totale delle esportazioni (35% sul totale delle esportazioni
verso l’Unione Europea);
• 15,1% sul totale delle importazioni;
• 20% circa della forza lavoro assunta nell’industria (più di 460.000
persone);
Dal punto di vista della produzione, nel 2004 si è registrato un aumento del
3,5% per i prodotti tessili, mentre la produzione di capi di abbigliamento è
diminuita del 4,2% rispetto all’anno precedente.
Il volume delle esportazioni è stato di 748 milioni di euro (registrando una
crescita del 7,5% rispetto al 2003), di cui circa l’85% è stato concentrato in
sette paesi: Italia, Germania, Francia, Polonia, Gran Bretagna, Ungheria e
Belgio.
Le importazioni, pari a 1.976 milioni di euro, sono diminuite del 5,9%
rispetto al 2003, a causa dell’influenza sfavorevole dei prezzi esterni. Le
importazioni dall’Unione Europea rappresentano il 65% sul totale, in discesa
del 2,3% rispetto all’anno precedente. I principali paesi di origine sono:
Italia, Germania, Cina, Turchia, Francia, Gran Bretagna e Bulgaria.
L`Industria del legno
È in continua ascesa dal 2000, fino a raggiungere una crescita nel 2003 del
14,6% rispetto all`anno precedente.Tra i prodotti che nel 2004 sono cresciuti
troviamo il materiale di legno per le costruzioni e le scatole di legno. In
generale, la distribuzione di questi prodotti è stata uguale alla loro
produzione.
Il settore del legno e dei prodotti in legno (esclusi i mobili) ha registrato una
crescita anche dal punto di vista del commercio estero. Se nel 2002 il valore
delle esportazioni era di 660,6 milioni di euro, nel 2004 si è arrivati a 833,2
milioni di euro, con una crescita del 26,12% in due anni. La stessa situazione
si è verificata anche per quanto riguarda le importazioni, le quali sono
aumentate del 52% nel periodo 2002-2004, da 157,2 milioni di euro a 239
milioni.
La stessa dinamica caratterizza le importazioni e le esportazioni di mobili.
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Divisione territoriale per settori di produzione
Dal 1998 la Romania si è dotata di 8 unità amministrative definite "macroregioni programmatiche", associazioni spontanee di enti locali che, pur non
comportando la creazione di nuove strutture amministrative e lasciando
inalterata la rete di autonomie locali esistente, consentono di perseguire in
modo più efficace obiettivi e politiche di sviluppo regionale.
Tale divisione territoriale permette anche di ottenere un quadro generale
dello sviluppo economico e della specializzazione settoriale dei vari centri
industriali del Paese (divisi per contee):
1. Regione Nord-Est
Bacau: industria dei combustibili, del legname, ingegneristica, chimica e
agroalimentare
Botosani: industria del tessile/abbigliamento, agroalimentare, ingegneristica.
Iasi: metallurgia, industria ingegneristica e macchinari, chimica,
agroalimentare, tessile/abbigliamento.
Neamt: industria metallurgica, del legname, carta e cellulosa, chimica,
industria leggera.
Suceava: industria del legname, carta e cellulosa, agroalimentare.
Vaslui: industria ingegneristica, materiali da costruzione, legname,
tessile/abbigliamento, agroalimentare, chimica
2. Regione Sud
Arges: industria dei combustibili, chimica e tessile.
Calarasi: industria della carta, carbone e acciaio.
Dambovita: metallurgia ferrosa, industria ingegneristica, chimica,
abbigliamento.
Giurgiu: tessile, abbigliamento, agroalimentare, chimica, macchinari per
l’industria estrattiva.
Ialomita: industria della carta e della cellulosa, abbigliamento, fertilizzanti
chimici, costruzioni, costruzioni navali.
Prahova: industria dei combustibili, ingegneristica, chimica e petrolchimica,
carta e cellulosa.
Teleorman: industria ingegneristica e chimica.
3.Regione Sud -Ovest
Dolij: industria ingegneristica, materiali da costruzione, agroalimentare.
Gorj: industria estrattiva, riparazione macchinari minerari.
Mehedinti: industria della carta e della cellulosa, costruzioni navali, chimica.
Olt: metallurgia non ferrosa, pellami e pellicce, calzature.
Valcea: industria calzaturiera, chimica, legnami, pellami e pellicce,
calzature.
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4 Regione Sud - Est
Braila: costruzioni navali, chimica, industria della carta e della cellulosa,
abbigliamento.
Buzau: industria metallurgica, chimica, tessile, macchinari e materiali
ferroviari.
Costanta: costruzioni navali, attività portuale, industria chimica, tessile,
agricoltura e turismo.
Galati: metallurgia ferrosa, industria ingegneristica, tessile.
Tulcea: costruzioni navali, industria tessile.
Vrancea: industria del legname, tessile/abbigliamento.
5. Regione Ovest
Arad: industria della lavorazione dei metalli, ingegneristica, chimica,
materiali da costruzione, legname, agroalimenatre, industria leggera.
Caras Severin: metallurgia ferrosa, pellami e pellicce, industria calzaturiera.
Hunedoara: industria ferrosa, combustibili, minerali non ferrosi.
Timis: industria ingegneristica, chimica, industria del vetro, porcellana,
ceramica, industria tessile.
6.Regione Nord Ovest
Bihor: metallurgia non ferrosa, pellami e pellicce, calzature e abbigliamento.
Bistrita-Nasaud: industria del legname, carta e cellulosa.
Cluj: metallurgia ferrosa, ingegneristica, legname.
Maramures: metallurgia non ferrosa, legname.
Satu-Mare: industria ingegneristica, legname, industria del vetro, porcellana,
ceramiche.
Salaj: industria ingegneristica, metallurgica, chimica, materiali da
costruzione, industria leggera.
5. Centro
Alba: industria ingegneristica, agroalimentare, estrattiva, tessile, chimica.
Brasov: metallurgia non ferrosa, ingegneristica, carta e cellulosa, chimica,
tessile, legname, industria leggera.
Covasna: industria ingegneristica, agroalimentare, tessile.
Harghita: industria ingegneristica, estrattiva, legname, agroalimentare,
tessile e maglieria.
Mures: industria energetica, ingegneristica, chimica, estrattiva, industria del
vetro, porcellana e ceramica.
Sibiu: metallurgia non ferrosa, ingegneristica, industria del vetro, porcellana
e ceramica, agroalimentare.
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6. Regione di Bucarest-Ilfov
Bucharest: attività industriali molto diversificate, prevale l’ingegneristica e
l’informatica.
Ilfov: apparecchiature radio-televisive e di comunicazione, stampa,
tessile, agroalimentare, carta e cellulosa.
Principali canali di distribuzione
A partire dagli Anni Novanta, a seguito della trasformazione verso
l’economia di mercato sono sorte numerosissime aziende commerciali
private che trattano un’ampia gamma di prodotti venduti al dettaglio.
Alla fine del 2000 erano registrate 202.821 società commerciali in attività
nel settore del commercio interno, di cui 139.636 società operanti nella
vendita al dettaglio (49,2% prodotti food, 50,8% prodotti non food) e 51.360
operanti nella vendita all’ingrosso (35,2% prodotti food e 64,8% prodotti
non food).
In base al numero di dipendenti, la distribuzione per dimensione aziendale
delle società commerciali registrate si presentava come di seguito indicato:
- micro imprese (fino a 9 dipendenti): 189.157;
- piccole imprese (da 10 a 49 dipendenti): 12.270;
- medie imprese (da 50 a 249 dipendenti): 1.297;
- grandi imprese (oltre 250 dipendenti): 97.
Nonostante la crescita economica registrata negli ultimi tre anni, l’attività
delle aziende operanti nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso è
stata influenzata direttamente dal comportamento dei consumatori,
determinato dal potere d’acquisto rimasto a livelli molto bassi rispetto ai
Paesi europei limitrofi.
Il 61% dei redditi sono da lavoro dipendente. In media, al netto di tasse e
contributi, uno stipendio si aggira intorno ai 120 Euro mensili, mentre una
pensione minima raggiunge appena i 45 Euro al mese.
La spesa per beni di consumo della popolazione, stimolata anche dalle
rimesse in valuta dei romeni all’estero (entrate stimate per 1,3-1,5 miliardi di
dollari l’anno), è indirizzata prevalentemente all’acquisto di prodotti
alimentari (53,4%), lasciando la restante parte per prodotti non-food (28,9%)
e servizi (17,7%).
Nel 2001 la crescita annua del commercio al dettaglio è stata soltanto
dell’1%, facendo registrare un decremento del 5,4% della componente food
e un incremento del 4,3% di quella non food. In particolare, per i prodotti
non alimentari i maggiori aumenti si sono registrati nelle vendite di mobili,
apparecchi di illuminazione ed elettrodomestici (grazie all’introduzione della
vendita a rate), vernici e tinture.
Secondo un recente studio elaborato dalla società di consulenza GFK
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Romania, la vendita dei beni di consumo di tipo FMCG (Fast Moving
Consumer Goods) viene effettuata prevalentemente tramite i negozi al
dettaglio a gestione familiare o le bancarelle ubicate nei mercati all’aperto
(prevalentemente i prodotti food) e tramite i centri commerciali all’ingrosso
(tipo bazaar orientale) e i negozi specializzati per i prodotti non food.
Nel 2001 circa il 55% delle vendite al livello nazionale sono state effettuate
tramite i piccoli negozi, chioschi e bancarelle, mentre una quota del 10% è
stata realizzata dalle catene cash&carry e supermercati.
I piccoli negozi sono molto diffusi nelle zone rurali e nei centri urbani con
meno di 50 mila abitanti, mentre le forme moderne di distribuzione
(supermercati, cash&carry, hard discount) sono più diffuse nelle grandi città,
dove si concentra il 17% della popolazione romena con il 22% delle spese
complessive effettuate al livello nazionale.
L’affermarsi di alcuni colossi esteri (i cash&carry Metro e Selgros,
l’ipermercato Carrefour e il neoarrivato Cora) sta rivoluzionando il
panorama del commercio al dettaglio e le abitudini dei consumatori, e fa
prevedere una forte diffusione della grande distribuzione. Fra gli esercizi che
commercializzano prodotti alimentari si sta assistendo ad una crescita delle
catene degli hard discount e degli ipermercati a danno dei piccoli
supermercati (il gruppo tedesco Rewe gestisce le catene Billa e XXL Mega
Discount, il gruppo belga Delhaize “The Lion” la catena Mega Image).
Il 2001 è stato anche l’anno dell’arrivo dei grossi nomi dei retailers del
settore “fai da te”, Bricostore e Praktiker.
Fino alcuni anni fa, la figura più utilizzata per la grande distribuzione in
Romania, è stata il grande magazzino (department store o, in lingua romena,
magazin universal). Sebbene disponga ancora di grandi spazi espositivi e di
vendita (più di 4.000 mq) e sia presente in tutte le citta capoluogo dei 40
distretti, vi è la tendenza da parte di qualche grande magazzino, che non è
più in grado di gestire la propria attività (anche per problemi finanziari), a
cedere in affitto a terzi (generalmente piccole ditte private, anche con
capitale straniero) parti delle superfici, nude o già attrezzate.
I GG.MM vendono generalmente prodotti non food, anche se alcuni dei più
grandi hanno allestito reparti per la vendita di prodotti food.
Per il sistema di approvvigionamento, le figure più importanti della GD e
GG.MM hanno propri uffici acquisti, avvalendosi anche di ditte importatrici;
alcune volte i GG.MM, per mancanza di liquidità, concludono accordi di
fornitura in conto deposito.
a) Ipermercati
Il primo, ed ancora unico, ipermercato in Romania è Carrefour che ha aperto
le sue porte ai consumatori a Bucarest nel mese di Giugno 2001. Su una
superficie di vendita di circa 9.000 mq. vengono venduti oltre 50 mila
prodotti. La Carrefour intende aprire altri 10-12 ipermercati nei prossimi 6
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anni, ubicati nelle città con più di 300 mila abitanti (di cui altri due a
Bucarest).
L’apertura di Carrefour ha stimolato l’interesse per la Romania anche da
parte di altri nomi internazionali del settore come Cora ed Intermarchè. Cora,
del gruppo Louis Delhaize, ha aperto a Bucarest nel 2003 il suo primo
ipermercato con una superficie di vendita di 16.000 mq. dove vengono
venduti 100 mila articoli.
b) Cash & Carry
La multinazionale tedesca Metro, la prima arrivata (anno 1996) tra le
multinazionali della GD, è presente oggi con 15 cash & carry, e ha in
programma l’apertura di altri cinque magazzini, nelle grandi città del Paese.
ll punto vendita della Metro dispone mediamente di 7.000 mq. dove vengono
venduti oltre 15 mila prodotti food e non-food.
Il principale concorrente della Metro è la Selgros, del gruppo Rewe, che
dispone attualmente di quattro punti vendita ed ha l’intenzione di aprirne
altri sette nel medio periodo.
c) Catene di supermercati e hard discount
Sono sorti nel 1990 alcuni supermercati, con capitale estero, che trattano
prevalentemente generi alimentari e articoli per igiene della persona e della
casa. Questi supermercati dispongono di una rete di punti vendita, ubicati
nella capitale e nelle grandi città. I più importanti sono: Mega Image, Vox
Maris, La Fourmie e Billa.
Billa, del gruppo tedesco Rewe, rappresenta la maggiore catena di
supermercati, detenendo attualmente 10 unità sparse sull’intero territorio del
Paese. Peraltro, i piani aziendali sembrano prevedere un’ulteriore
espansione, fino ad arrivare a 40-50 punti vendita, con uno spazio di vendita
di circa 2.500 mq. ed oltre 10 mila prodotti food e non food.
Per quanto riguarda gli hard discount, ritroviamo il gruppo Louis Delhaize
che opera in Romania con il marchio Profi, attraverso una catena di negozi
ubicati prevalentemente nella zona Ovest del Paese.
Un’altra figura importante del settore di vendita al dettaglio hard discount è
il marchio XXL Mega Discount del gruppo tedesco Rewe, che ha
attualmente solo 2 punti vendita ma l’intenzione di espandersi nelle città con
oltre 100 mila abitanti.
Inoltre, di recente si sono sviluppate due catene di supermercati gestite da
aziende romene, Artima (che opera nell’Ovest) e Univers’All. Quest’ultima,
con 3 supermercati già aperti, gestisce punti vendita con superfici di 2500
mq. dove vengono venduti circa 12 mila prodotti. Nel futuro è prevista
l’apertura di almeno 3 supermercati l’anno.
Le catene dei distributori di carburanti, infine, che hanno organizzato una
propria rete di negozi complementari per la vendita di alcuni FMCG, sono
ben rappresentati al livello nazionale dalle compagnie Shell, Petrom, Agip e
20
OMV.
d) Mall
I centri commerciali mall sono molto popolari tra i romeni. Il primo aperto a
Bucarest, il “Bucharest Mall”, è visitato annualmente da circa 10-15 milioni
di visitatori con vendite stimate per circa 150 milioni di dollari l’anno. Tutti
gli spazi di vendita sono stati affittati a grossi nomi del settore della moda,
cosmetica, articoli per la casa, elettrodomestici, IT. L’ultimo livello è
dedicato, invece, alla ristorazione e al divertimento (sale cinema multiplex e
piste per bowling).
La moda del mall si è diffusa rapidamente nelle grandi città (a Iasi,
Constanta, Cluj, Oradea) e l’apertura di altri due a Bucarest è stata già
programmata.
Alcuni grandi ex-magazzini di Stato sono stati comprati dalla Winmarkt. La
società gestisce attualmente 14 grandi magazzini, ristrutturati e trasformati in
mini-malls, con esercizi commerciali che vendono prodotti non food
(cosmetici e prodotti per bellezza, farmacie, gioiellerie, piante e fiori, articoli
da regalo, cartolerie ed articoli di cancelleria, IT, ecc.).
I responsabili della WinMarkt, nei prossimi cinque anni, prevedono di
trasformare altri 30 ex-magazzini di Stato.
e) Franchising
Nonostante la legislazione sul franchising sia in vigore già da alcuni anni (la
norma vigente risale all’Ordinanza n.52/1997, approvata con L. n.79/1998),
il settore ha avuto uno sviluppo piuttosto lento, dovuto prevalentemente al
valore dell’investimento iniziale necessario, alla scarsa conoscenza del
concetto di franchising tra gli imprenditori romeni, alla difficoltà di
reperimento di franchisees locali.
Un recente studio, effettuato per l’ICE dalla società di consulenza KPMG, ha
identificato 35 franchisors che operano nel mercato romeno, con una stima
di circa 400 aziende operanti nel franchising. Relativamente alla tipologia, ci
sono due principali categorie di aziende che hanno sviluppato il sistema del
franschising: aziende operanti al livello internazionale e aziende operanti a
livello locale. Tra le categorie/settori più diffusi attuamente, e considerati più
attraenti anche per la possibilità di sviluppo a breve-medio termine, sono
quelli della ristorazione (Mc Donald’s, Pizza Hut, KFC, Everest, Dunkin
Donut’, Fornetti), alberghiero (Best Western, Howard Johnson, Holiday
Inn), moda (Benetton, Lacoste, Marks&Spencer, Max Mara, Z),
abbigliamento sportivo (Adidas, Nike), cosmetici (Body Shop, Beauty Shop)
stazioni di rifornimento (Agip, Shell, Rompetrol, Petrom, MOL).
La città di Bucarest appare come la prima opzione per tutte le aziende
operanti con il sistema franchising ed in seconda battuta le altre grandi città
(in genere quelle con più di 250 mila abitanti).
f) Vendita “door to door”
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Il sistema di vendita a domicilio è rappresentato solo dalle reti di prodotti
cosmetici Oriflame ed Avon Cosmetics, prodotti per la casa e cosmetici
Zepter ed il network marketing della ditta statunitense Amway, basato sul
sistema di acquisizione di agenti di vendita anche fra i consumatori per la
propaganda di nuovi prodotti.
Principali operatori della grande distribuzione in Romania
IPERMERCATI
CARREFOUR (Hyparlo)
Sos.Bucuresti-Ploiesti nr.10, bl. 22, et.1, sector 1, Bucuresti
tel: 0040 21 2326524
fax: 0040 21 2322091-2322098
Sito Internet: www.carrefour.ro
Dir. Esecutivo: François Oliver
Sig. Nicolae Danciu - Dipartimento Fresh Food (e-mail:
[email protected])
Sig. Arnaud Dusseaix – Dipartimento Prodotti Largo Consumo
Sig. Jerome Perriallat – Dipartimento
1 ipermercato a Bucarest
Piano di investimenti entro 2010: apertura di altri 10-12 ipermercati nelle
città con oltre 300 mila abitanti.
CORA (Gruppo Cora Louis Delhaize)
Str. Aron Cotrus 51 B, vila 4-5, sector 1, Bucuresti
tel/fax: 0040 21 2326606 – 2039666 – 2039667 - 2039668
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.cora.ro
Sig. Regis Mougel, Dir.Gen.
Sig. Frederic Bout, Dir.Gen.
1 ipermercato a Bucarest;
Piano di investimenti : 14altri ipermercati entro 2010 .
CASH & CARRY
METRO (Metro Rom Invest s.r.l.)
Sos. Bucuresti-Ploiesti 289, CP. 0-13, 71914 Otopeni
tel: 0040 21 2081150
fax: 0040 21 2361403
Sito Internet: www.metro.de
Sig. Dusan Wilms, Dir.Gen.
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Sig. Kubilai Ozerkan – Dipartimento Food (e-mail: [email protected])
Sig. Andor Kovacs – Dipratimento Non Food ([email protected]
15 punti vendita (3 Bucarest, 1 Timisoara, 1 Brasov, 1 Constanta, 1 Cluj
Napoca, 1 Bacau, 1 Iasi, 1 Craiova, 1 Baia-Mare, 1 Galati, 1 Ploiesti, 1
Oradea, 1 Sibiu); nei prossimi anni saranno aperti altri 5 magazzini .
SELGROS (Gruppo Rewe Germania/Selgros Cash&Cary S.R.L.)
Calea Bucuresti n.231, 2200 Brasov
tel: 0040 268 307343
fax: 0040 268 307230
Sito Internet: www.selgros.ro
Sig. Rudiger Strein, Presidente (e-mail: [email protected])
4 punti vendita. (1 Brasov, 2 Bucarest, 1 Targu Mures), piano di investimenti
6-7 nuovi magazzini nei prossimi 5-6 anni .
GAMMA (Enaco – Spagna)
Bd. Metalurgiei nr. 132, sector 4, Bucuresti
tel: 0040 21 4610188-4610335
fax: 0040 21 4610382
E-mail: [email protected]
Sig.ra Claudia Mihail, Dir.
2 p.v. (1 Bucarest, 1 Pitesti)
CATENE SUPERMERCATI
MEGA IMAGE (Gruppo Delhaize “The Lion”-Belgio)
Str. Ion Mihalache nr.92, sector 1, BUCURESTI
tel : 0040 21 2246677
fax : 0040 21 2246011
E-mail: [email protected]
Sig.Bart Van De Velde-Dir.Marketing
12 punti vendita a Bucarest
BILLA ROMANIA (Gruppo REWE Germania)
Str.Barbu Vacarescu nr.154-158, sector 2, 714241 Bucuresti
tel: 0040 21 2055600
fax : 0040 21 2055602
E-mail: [email protected]
Sig. Clemens Petschnikar, Dir. Gen.
Sig. Filip Cristescu – Dipartimento Food
Sig. ra Magda Pestrea – Dipartimento Non Food
11 punti vendita (3 Bucarest, 2 Timisoara, 1 Ploiesti, 1 Constanta, 1 Arad, 1
23
Craiova, 1 Galati, 1 Iasi))
Piano investimenti per i prossimi anni : apertura di 40-50 nuovi punti vendita
PROFI DISCOUNT (Gruppo Cora Louis Delhaize)
Str. Putna 14A, 1900 Timisoara, jud. Timis
tel 0040 256 244100
fax: 0040 256 244108
E-mail: [email protected]
Sig.Rino Tizzanini – Dir.Gen.
10 punti vendita ( 3 Timisoara, 2 Arad, 1 Sf.Gheorghe, 1 Brasov, 1 Cluj
Napoca, 1 Oradea, 1 Baia-Mare)
XXL Mega Discount (Gruppo REWE Germania)
Sos.Fundeni nr.38-40, sector 2, Bucuresti
tel: 0040 21 2554081-2554084-2554085
fax: 0040 21 2554086
Sig. Ionut Stanescu – Direttore vendite (tel: 2553538 – 2553539)
Sig.ra Florentina Scarlat (Direttore negozio Bucarest)
2 punti vendita (1 Bucarest, 1 Sibiu) nei prossimi mesi saranno aperti altri 2
negozi a Targoviste e Buzau, intenzione di espandersi nelle citta con oltre
100 mila abitanti .
LA FOURMIE (Family Store Exim s.r.l.)
Spaliul Unirii nr.96, sector 6, Bucuresti
tel : 0040 21 3302991 - 3306950
fax: 0040 21 3306690
E-mail@[email protected]
Sig. Riad Hijal, Dir.
GIMA (Gimrom Holding/Fiba Group-Turchia)
c/o Centro Commerciale Bucuresti Mall
Calea Vitan 55-59, Bucuresti Mall
tel: 0040 21 3276740
fax: 0040 21 3276751 - 3276744
E-mail: [email protected]
Sig. Can Kartac – Dir.Gen.
2 punti vendita (1 Bucarest, 1 Iasi) .
RAINBOW GROUP (Supermercati NIC)
Str. Av. Radu Beller nr.6, sector 1, Bucuresti
tel: 0040 21 2300750-2129926
fax: 0040 21 2300955
24
Sig. Marian Maracine-Dir.Gen.
8 punti vendita (Bucarest) .
ANGST
Sos.Bucuresti-Targoviste nr.298, Buftea, jud. Ilfov
tel/fax : 0040 21 2254400 – 2254500
Sig.Stefan Padure- Dir.Vendite
9 punti vendita (7 Bucarest, 1 Buftea, 1 Sinaia) .
UNIVERS’ALL
Bd.Carol I nr.31-35, Intrarea Italiana, corp IV, et.5, sector 2, Bucuresti
tel: 0040 21 2507152
fax: 0040 21 2507154
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.universall.ro
Sig.Octavian Baltac, Dir.Gen.
Sig.ra Catalina Petrescu – Dipartimento Dry Food
Sig.Bogdan Stefanescu – Dipartimento Fresh Food
Sig.ra Adriana Gurau – Dipartimento Non Food
3 p.v. aperti (Sibiu, Suceava, Tg.Mures), in piano di aprire altri p.v. 3
all’anno.
CENTRI COMMERCIALI / MALL
BUCURESTI MALL (Fiba Turchia)
Calea Vitan nr.55-59, sectpr 3, 74351 Bucuresti
tel: 0040 21 3276700/01/02/11
fax: 0040 21 3276712 - 3209209
Sig. Ali Ergun Ergen – Dir.Gen.
Sig. Cristian Gheorghita – Dir. MKtg.
IULIUS MALL
Bd.Tudor Vladimirescu, Iasi, jud. Iasi
tel: 0040 32 208506/7/8
fax: 0040 32 258301
E-mail: [email protected]; [email protected]
Sito Internet: www.iuliusmall.com
Sig.: Iulian Dascalu - Presidente
gestore Iulius Group (Str.sararie nr.6, tel: 0040 32 211822, fax: 211821).
NEGOZI “FAI DA TE”
25
BRICOSTORE (del francese Bricostore)
Autostrada Bucuresti-Pitesti km 11-12, Bucuresti
tel: 0040 21 407.70.77
fax: 0040 21 407.70.78
E-mail: [email protected]
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Sig.Cristi Toparcean – Prod.sanitari e vernici
Sig.Dan Paiuc – Legno, materiali da costruzione
Sig.ra Andreea Balanescu – Allestimenti d’interni, elettrici .
PRAKTIKER
Str.Scolii nr.7, Com.Voluntari, jud.Ilfov
tel: 0040 21 204.71.20
fax: 0040 21 204.71.59
Sig.Voss Karsten – Dir. Uff. Acquisti
CATENE NEGOZI SPECIALIZZATI
ALTEX (Altex Impex Srl)
Str. Stefan cel Mare nr.6, 5600 Piatra Neamt, jud.Neamt
tel: 0040 233 210671
fax: 0040 233 230817
E-mail [email protected]
Sito Internet: www.altex.ro
Sig.Dan Ostahie, Dir.Gen.
Rete di 56 negozi presenti in 40 località. Importa e distribuisce
elettrodomestici e prodotti elettronici.
DOMO (Interexpo Prodcom Srl)
Str.Cimitirului nr.29, 4050 Covasna, jud.Covasna
tel: 0040 267 363012
fax: 0040 267 364669
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.domo.ro
Sig. Lorand Szarvadi, Dir.Gen.
Rete di negozi (n.54) sparsi sull’intero territorio del Paese, dove vengono
venduti apparecchiature elettroniche, Hi-Fi, elettrodomestici
FLANCO (Flanco International Srl)
Str.Biharia nr.66-77, sector 1, Bucuresti
tel: 0040 21 201.12.80
26
fax: 0040 21 201.12.90
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.flanco.ro
Sig. Marius Ghenea, Dir.Gen.
Rete di 43 negozi, dove vengono venduti
elettrodomestici, IT e multimedia, comunicazioni
27
prodotti
elettronici,
INVESTIRE IN ROMANIA
Perchè investire in Romania
La Romania ha iniziato nel 1990 un processo graduale di apertura
dell’economia e di diminuzione della partecipazione statale. Tra i fattori che
fanno della Romania un paese interessante per gli investitori stranieri e in
particolare per quelli italiani vi sono:
• rapporti culturali ed economici solidi con Italia ;
• ricchezza di materie prime e del sottosuolo ;
• basso costo della manodopera;
• Riserve ittiche e della pesca, oltre alla disponibilità di accesso a Mar
Nero e Danubio ;
• un programma avanzato di privatizzazione ;
• necessità di investimenti nelle infrastrutture ;
• solida base industriale con grande disponibilità di figure professionali
operaie e tecniche;
• parità di trattamento tra investimenti romeni ed esteri;
• collegamenti viari, ferroviari, portuali e aeroportuali;
• piena trasferibilità all’estero degli utili;
• vasto mercato interno e posizione geostrategica;
• vicinanza linguistica e culturale tra Italia e Romania;
• presenza sul territorio delle filiali delle principali banche internazionali.
Notizie in generale
La congiuntura economica favorisce gli investimenti stranieri; è da rimarcare
infatti l’impegno assunto dal Governo Romeno di rilanciare l’economia
attraverso una politica di forti incentivi agli investimenti stranieri sul
territorio nazionale costituita da consistenti sgravi fiscali, finanziamenti a
tassi agevolati, ecc.
Numerose sono infatti le leggi che, sotto vari profili, rendono estremamente
vantaggioso l’investimento in Romania; nella direzione di una facilitazione
all’ingresso di capitale straniero si muovono anche le previsioni volte a
rendere più semplice la costituzione di imprese in Romania sia come società
totalmente estere che come partners di imprese nazionali .
Un ulteriore dato positivo è rappresentato dal costo estremamente contenuto
della manodopera locale, in parte dovuto alla forte svalutazione della moneta
nazionale.
Il sistema fiscale Romeno si articola in una serie di tasse e imposte che
colpiscono analogamente a quanto avviene in Italia, la produzione di reddito
derivante da capitale, dividendi, attività di impresa, ecc., ma l’investitore
italiano può beneficiare di una serie accordi internazionali stipulati tra
l’Italia e la Repubblica Romena volti a agevolare lo scambio economico fra i
due paesi ed evitare le doppie imposizioni
In Romania è possibile costituire un’azienda in qualsiasi forma giuridica
prevista dalla legge, così come partecipare al capitale di una società Romena,
ed ancora stabilire succursali di società estere in Romania.
La qualità di investitore estero (per beneficiare delle leggi sugli investimenti
stranieri) è dimostrata con un certificato rilasciato, a richiesta, dall’Ufficio
Nazionale del Registro
Da un attento esame della normativa Romena emergono alcuni fattori da
tener presente per chi voglia investire in Romania:
Le riforme in questo Paese sono recentissime, alcune devono ancora trovare
attuazione;
Per contro è estremamente positivo il dato riguardante il costo della
manodopera locale, sia per quanto concerne le retribuzioni che per la
mancanza di previsione del t.f.r. .
Quello Romeno costituisce il secondo mercato est-europeo dopo la Polonia e
le possibilità di sviluppo sono notevoli;
La costituzione di una società Romena è agevole e presenta costi molto
contenuti.
Settore immobiliare
Sicuramente il settore immobiliare è quello a più alta redditività, soprattutto
l’acquisto di terreni edificabili destinati a privati e/o attività commerciali.
È consigliabile investire nel settore costruzioni, sia per beneficiare di una
manodopera a basso costo, sia per il costo del materiale estremamente
competitivo.
Chi invece vuole aprire un’attività commerciale (negozio, ristorante ecc.)
deve tenere presente il costo degli affitti di spazi commerciali che ha
raggiunto cifra assurde per uno squilibrio tra domanda e offerta, per cui è più
conveniente acquistare e ancora meglio costruire.
Appartamenti, case, ville, mantengono ancora oggi un prezzo di acquisto
molto favorevole, tuttavia aumentano di prezzo giorno dopo giorno e danno
quindi una certa redditività per chi voglia fare investimenti in questo settore.
Settore agricoltura
L’agricoltura oggi in Romania è in stallo a causa di una politica scellerata
che ha privilegiato l’importazione di prodotti agricoli e non ha investito nel
settore.
Per il futuro invece sarà molto vantaggioso investire nel settore, tenendo
anche presente i finanziamenti a fondo perduto dell’UE per l’agricoltura.
Uno dei settori che sicuramente porterà un grosso business è la viticoltura.
30
Già diversi italiani hanno comprato terreni agricoli a prezzi irrisori e hanno
investito in questo settore con un business ad alta redditività. Anche altri
prodotti come ad esempio la frutta (mele,pere,ciliege ecc.) sono considerati
prodotti ad alta redditività.
Negozi e attività commerciali:
Anche un’attività commerciale in Romania si può rivelare un ottimo
business, tuttavia pure in questo settore bisogna stare attenti a non
commettere errori di valutazione. Molti negozi in Romania offrono di tutto,
dall’abbigliamento agli alimentari, alle scarpe, agli articoli di bigiotteria, ecc.
Oggi il mercato è recepibile per un discorso di monoprodotto, di qualità (il
made in italy è molto apprezzato) e a prezzi contenuti. Bisogna fare i conti
anche con gli affitti di spazi commerciali che qui in Romania sono molto
cari. È sempre consigliabile preparare uno studio di fattibilità del prodotto
per calcolare soprattutto i fattori di rischio.
Produzione:
Produrre in Romania significa beneficiare di manodopera a costi molto bassi
e altamente specializzata e uscire con un prodotto di qualità da vendere nel
mercato interno ma anche da esportare in Italia.
Export:
È un settore che sicuramente produrrà ottimi risultati nell’immediato futuro,
soprattutto per alcuni prodotti di alta qualità: un esempio può essere il vino,
che ha avuto la denominazione doc e vari riconoscimenti internazionali per
la sua qualità. Ma anche altri settori possono essere dei veri e propri
business: export di funghi, frutti di bosco ecc.
Anche l’export di legno e derivati potrebbe rivelarsi un ottimo affare,
tuttavia è difficile inserirsi nel circuito (molto ristretto).
Import:
Il made in italy è molto apprezzato: qualsiasi prodotto è sinonimo di qualità
ed eleganza.
Sono tanti i prodotti italiani in commercio in Romania e la richiesta del
mady in italy è in continua crescita. Ma anche per questo settore si consiglia
uno studio di fattibilità.
La presenza italiana
Al 31 dicembre 2004 sono state registrate in Romania 15.302 società miste
romeno-italiane, con un capitale investito di 519 milioni di euro. (5° posto
nella graduatoria entità investimenti stranieri).
Il numero anagrafico evidenzia un particolare interesse dell’imprenditoria
31
italiana per la Romania, con una media di circa 1.000 nuove aziende ogni
anno che stabiliscono la propria attività in questo mercato. Va tuttavia
sottolineato che in molti casi si tratta di aziende dalle dimensioni
estremamente ridotte o di aziende che pur avendo cessato la propria attività
non sono state cancellate dal Registro. La stima realistica di una presenza
qualificata di aziende italiane dovrebbe aggirarsi intorno alle 4.000 unità.
Tra le suddette aziende, esistono comunque importanti realtà imprenditoriali
che hanno trasferito in Romania considerevoli investimenti finanziari e
tecnologici, con una ricaduta in termini occupazionali di oltre 500 mila posti
di lavoro creati tra impiego diretto e indotto. La presenza italiana è
generalmente diffusa su tutto il territorio romeno, anche se nel corso
dell’ultimo decennio ha manifestato la tendenza a concentrarsi in alcune aree
geografiche. Tra queste, rilevante la presenza dei nostri imprenditori nelle
regioni del Nord-Ovest e, in particolare, nella provincia di Timisoara dove si
è riprodotto un vero e proprio distretto industriale italiano (circa 1.600
aziende italiane e miste registrate).
Oggetto di attenzione da parte del Governo di Bucarest e delle Istituzioni
Finanziarie Internazionali, per le importanti ricadute positive in termini di
diffusione delle capacità imprenditoriali e per la creazione di posti di lavoro,
il cosiddetto “fenomeno Timisoara" è in parte imputabile alla prossimità
geografica del distretto di Timis alle regioni nord-orientali dell’Italia, da
dove proviene la maggioranza degli investitori; in parte alla presenza di
adeguate infrastrutture di trasporto e all’esistenza in loco di manodopera
capace e dal costo contenuto.
Alla fine del 2004 l’Italia occupava il primo posto nel volume totale degli
scambi commerciali della Romania con il 19,03% (7.808 milioni di euro), di
cui il primo posto all’export con il 21,29% (4.014 milioni di euro) ed
all’import con 17,39% (4.514 milioni di euro). L’interscambio -secondo i
dati forniti dal Dipartimento del commercio romeno- ha raggiunto nell’anno
2004 gli 8.528 milioni di Euro con un incremento rispetto all’anno 2003 del
7.7%, di cui +4,98% l’export e +8,31% l’import.
Le principali tipologie merceologiche dell’import-export tra i due paesi sono
quelle tradizionali e ormai consolidate, riportate nella tabella seguente.
N.
Categoria merce
EXPORT
TOTALE (milioni di euro, quota %)
di cui:
1
Animali vivi e prodotti del regno animale
32
IMPORT
4.014 mil
100
4.514
100
37,54
1,0
23,12
0,6
2
Prodotti del regno vegetale
55,04
1,5
9,88
0,2
3
4
Grassi ed oli vegetali ed animali
2,04
0,1
3,25
0,1
Prodotti alimentari, bevande, tabacco
7,35
0,2
21,39
0,5
5
Prodotti minerali
79,56
2,2
26,32
0,6
6
Prod. dell’ind. chimica e connessi
52,48
1,4
161,04
3,9
7
Plastica, gomma, connessi
69,21
1,9
219,51
5,3
8
Pelli crude/conciate, pellicceria
116,73
3,2
463,37
11,3
9
Legno, carbonelegno, sughero
122,49
3,3
21,96
0,5
10
Pasta legno, carta, cartone
19,93
0,5
88,92
2,2
11
Materie tessili e prod.confezionati
1238,30
33,5
1264,10
30,8
12
Calzature, cappelli, ombrelli
827,80
22,4
200,70
4,9
13
Art. pietra, gesso, ceramica
24,10
0,7
66,68
1,6
14
10,6
382,04
9,3
15
Metalli comuni ed articoli metallici
391,33
Macchine,
apparecchiature,
impianti
elettrici
445,63
12,1
810,62
19,7
16
Veicoli, aeronavi, impianti trasporto
20,92
0,6
53,13
1,3
17
Apparecchiature ottiche, foto e di misura
122,10
3,3
140,95
3,4
18
Mobili, articoli per interni, sportivi
19,51
0,5
13,11
0,3
19
Oggetti d’arte, collezione, antichità
0,00
0,0
0,00
0,0
20
***Diversi
0,0
0,00
0,0
Le prospettive per le aziende italiane interessate al mercato romeno sono
sicuramente positive, non solo per la posizione geografica del Paese e per il
numero dei suoi abitanti (21,7 milioni di potenziali consumatori), ma anche
per i vantaggi comparativi che ancora offre nella delocalizzazione
produttiva.
Tra i settori più importanti, oltre a quelli tradizionali del tessile/abbigliamento e
della trasformazione del legname, suscettibili di positivi sviluppi a breve-medio
termine sono quelli dell’informatica, delle telecomunicazioni (che dal 1 gennaio
2003 sono completamente liberalizzate), delle costruzioni, nonchè i comparti
che beneficiano - e beneficeranno - dei finanziamenti UE (i già citati programmi
Phare, Ispa, Sapard) quali: infrastrutture, trasporti, ambiente, agroindustria e
turismo rurale.
Gli studi delle grandi compagnie di consulenza, rappresentative a livello
internazionale, prevedono per il 2005 una priorità negli investimenti stranieri
in alcuni settori specifici: energetico, automobilistico, costruzioni,
metallurgia nonchè del mercato immobiliare e delle assicurazioni.
Per quanto riguarda la presenza di istituti di credito italiani in Romania,
hanno proprie filiali la Banca di Roma, il Gruppo Veneto Banca, hanno
aperto desk operativi il Monte dei Paschi di Siena e la Banca Popolare di
33
Verona; alcune importanti banche italiane hanno poi hanno effettuato
acquisizioni di quote di banche locali (Unicredito ha acquisto la turca
Demirbank trasformandola in Unicredit Romania, la San Paolo IMI ha
acquistato il 97% della West Bank trasformandola in San Paolo IMI Bank
Romania, il gruppo di società italiane IMM Manufatti Maglierie controlla il
pacchetto maggioritario della Daewoo Bank Romania e la Banca Popolare di
Vicenza ha il 5% della filiale romena dell’austriaca Volksbanken A.G).
Relazioni economiche e commerciali tra Italia e Romania
Numero di aziende registrate : 15941
Partecipazione nel totale delle compagnie straniere : 15,4%
Classifica per numero di società registrate : 1
Ammontare del capitale investito € : 519 milioni
Azioni per capitale (Share by capital) : 5,5%
Classifica per valore di capitale sottoscritto : 5
Esiste in Romania una fortissima concentrazione di aziende italiane.
Secondo i dati ufficiali romeni, dal 1990 ad oggi più di 17.100 società
italiane sono state iscritte al Registro del Commercio romeno, la maggior
parte Piccole e Medie Imprese: tra queste si ritiene che circa 7.000 siano
attualmente operative.
L’Italia è uno dei principali investitori in Romania. Sotto il particolare profilo
dell’impiego della manodopera romena, l’Italia può essere considerata il primo
investitore in questo Paese, con un ammontare totale di oltre 500.000 posti di
lavoro qui creati direttamente da aziende italiane o nell’indotto.
Gli investimenti italiani in Romania si sono inizialmente concentrati nei
settori labor intensive, sviluppando pratiche organizzative della produzione
quali la lavorazione "per conto" (sistema "lohn") di materie prime o
semilavorati provenienti dall’Italia. Più recentemente si è assistito ad una
evoluzione della presenza imprenditoriale italiana in Romania, con
l’affermarsi di joint ventures o contratti con produttori locali per la fornitura
e l’assemblaggio di parti di macchine o di beni strumentali.
La presenza italiana in Romania si è da ultimo arricchita anche di un
maggiore apporto di investitori istituzionali. Nel corso degli ultimi due anni
le nostre banche hanno mostrato crescenti segni di interesse per il mercato
romeno, anche per accompagnare l’azione delle numerosissime aziende
italiane che qui operano. Alcuni istituti di credito italiani hanno acquistato
banche locali o aperto proprie filiali: tra di esse ricordiamo la Banca ItaloRomena, di proprietà del Gruppo Veneto Banca, la Banca di Roma,
Unicredit Romania, S.PAOLO/IMI Romania, Daewoo Bank. Altre banche
italiane hanno partecipazioni azionarie in banche romene, come il Monte dei
34
Paschi di Siena nell’Alpha Bank Romania, e la Banca Popolare di Vicenza
nella Volksbank Romania. Esistono infine accordi di collaborazione che
vedono coinvolti istituti finanziari italiani con la creazione di Desk Italia
presso filiali di banche straniere.
Per quanto concerne gli altri settori economici, alcuni gruppi italiani hanno
recentemente ultimato importanti investimenti in Romania. Tra questi il
Gruppo PIRELLI TELECOM (già presente con la Divisione Cavi e Sistemi
Telecom), che sta realizzando a Slatina due importanti investimenti
produttivi nel settore Pneumatici, e il Gruppo TENARIS DALMINE, che ha
rilevato recentemente la Silcotub di Zalau. Sono inoltre da tempo presenti in
Romania la GEOX di Montebelluna (stabilimento di produzione di scarpe a
Timisoara), il Gruppo RADICI di Bergamo (impianto chimico e tessile a
Savinesti), la DIVANI&DIVANI del Gruppo Natuzzi (stabilimento per la
produzione di componenti di divani nella zona di Baia Mare), la ZOPPAS
(che ha a Sânnicolau Mare un importante stabilimento per la produzione di
componenti
per
elettrodomestici),
la
PARMALAT,
l’AGIP,
ASSICURAZIONI
GENERALI,
SIRTI/FINSIEL,
STEFANEL,
FIAT/IVECO, BUTAN GAS, Gruppo PERUZZO. Alcune joint ventures
italo-romene vedono il coinvolgimento di importanti società italiane del
Gruppo Finmeccanica in Romania: la RARTEL (partecipazione Telespazio),
la IPACRI Romania (con partecipazione ELSAG), l’ELETTRA
COMMUNICATIONS
(con
partecipazione
Marconi
Selenia
Communications).
Gli imprenditori italiani, mostrando un crescente interesse per il settore
agricolo, stanno acquisendo o prendendo in affitto ampi appezzamenti per
coltivazioni o per allevamento.
Infine aziende italiane partecipano ai grandi progetti nei settori dell’energia,
dei trasporti e delle infrastrutture. Tra queste ricordiamo ANSALDO
ENERGIA
nel
settore
dell’energia
nucleare,
il
gruppo
ASTALDI/ITALSTRADE, il Gruppo GAVIO/GRASSETTO Costruzioni, la
SECOL SpA e la TODINI Costruzioni Generali SpA nel settore delle opere
civili ed infrastrutturali, la ALENIA MARCONI SYSTEMS nel settore dei
sistemi di controllo dell’aviazione civile, la TME Termomeccanica nel
settore del risanamento ambientale, la SIA (Società Interbancaria per
l’Automazione) nel settore dei servizi finanziari.
Il coinvolgimento delle nostre imprese nel processo di privatizzazione delle
imprese statali in Romania sta crescendo. Alle acquisizioni effettuate da
società italiane nei settori tessile, chimico e meccanico, si aggiunge anche
l’acquisto, da parte di ENEL, di due compagnie di distribuzione dell’energia
elettrica (Electrica Dobrogea ed Electrica Banat).
I distretti italiani
35
I distretti industriali, reti di piccole e medie imprese altamente specializzate
nella produzione di un determinato prodotto industriale e geograficamente
concentrate in un piccolo territorio le cui caratteristiche economiche e sociali
hanno creato nel tempo una specifica cultura d’impresa locale, sono
sicuramente una delle realtà produttive italiane più studiate, ammirate e
conosciute all’estero. Per il particolare tipo di rapporto che i distretti hanno
con il territorio e con le istituzioni sociali e locali, essi rappresentano forse la
realtà produttiva nazionale più tipicamente italiana in grado di rappresentare
degnamente il made in Italy nel mondo.
Per sostenere questa strategia il Ministero delle Attivita Produttive ha deciso
la predisposizione di un pacchetto di misure per la creazione di nuovi
distretti industriali italiani nei principali Paesi d’interesse per le strategie di
internazionalizzazione delle PMI italiane, tra cui la Romania.
Nel caso della Romania le istituzioni hanno guidato e incoraggiato lo
sviluppo dei distretti. Per esempio con l’appoggio dell’Unione Europea, il
governo ha messo in atto il programma “Industrial cluster development
Project” ( Progetto sviluppo distretti industriali). Le finalità sono quelle di
organizzare un network internazionale tra distretti industriali che incoraggi le
aziende di paesi UE a collaborare con i paesi non ancora entrati a far parte
dell’UE (Romania e Bulgaria).
Aree della Romania candidate a progetti di creazione distretti:
AREA
LOCALITA’
SETTORE
Nord est
Bacau, Botosani, Iasi, Neamt, Tessile
Suceava, Vaslui
Centro
Alba
,
brasov,
Sibiu,Covasna
Ovest
Timis
Tessile e software
Nord Est
Cluj
Software
Sud
Bucarest
Software
Mures, Legname, metallurgia
Queste iniziative dovrebbero favorire una disposizione più eterogenea dei
distretti industriali nel paese. Si prevedono quindi ulteriori sviluppi
imprenditoriali italiani in più aree del paese.
Data la vicinanza geografica tra i due paesi, la realtà dei distretti in Romania
è tra i piu noti esempi della delocalizzazione produttiva da parte delle PMI
italiane
36
Ad oggi la presenza dei distretti italiani in Romania è concentrata
prevalentemente nell’area nord-ovest e cento-ovest del paese (regioni di
Timis, Caras-Severin, Arad e Bihor )
La regione di Timis, nella quale l’Italia occupa il secondo posto per entità
d’investimenti stranieri, è sicuramente l’area a maggior concentrazione di
imprese italiane. Nel distretto romeno, specializzato nel settore del tessile e
nella lavorazione della pelle, sono presenti all’incirca 1.200 imprese italiane.
Si tratta perlopiù di produzioni labour-intensive che hanno sviluppato
pratiche organizzative della produzione “per conto” (sistema “lohn”) di
materie prime o semilavorati provenienti dall’Italia e in particolare del
comparto tessile-abbigliamento e delle calzature. La materia prima viene di
solito importata dall’Italia e semi-lavorata in Romania, dopo di che i prodotti
vengono esportati in Italia e in altri paesi europei.
Le regioni dell’ovest e del centro, offrendo un territoro ad alta percentuale di
foreste, rappresentano zone di alta importanza per l’approvigionamento del
legno nel paese. Questa conformazione ambientale ha richiamato negli anni
anche numerose imprese italiane specializzate nella produzione e lavorazione
del legno.
La storia del mobile in Romania È iniziata nel 1915 quando le aziende erano
all’incirca 15 e davano lavoro a 70 addetti. Naturalmente c’è stato uno sviluppo
e oggi si contano all’incirca 1.200 aziende che danno lavoro a più di 1.800
addetti con un fatturato stimato intorno ai 700 milioni di euro annui.
Per quanto riguarda l’ubicazione dei distretti industriali rivolti alla
lavorazione del legname, in Romania, ce ne sono diversi e in specifiche aree
geografiche. L’area della Transilvania è quella con il maggior numero di
industrie ed è in questa regione che molte imprese hanno costruito le proprie
fabbriche. La produzione italiana riguarda pannelli in legno, porte, mobili
d’arredamento e macchinari specifici per le lavorazioni del legno.
Individuazione dei settori prioritari per il Made in Italy (dati a cura
dell’ICE)
Le maggiori opportunità per le imprese italiane emergono nei seguenti settori:
tradizionali:
tessile/abbigliamento/calzaturiero - beneficiario ancora di una manodopera
competitiva sia per costi (valutati da alcuni studi di consulenza a circa 0,09
euro/minuto) che per l’alta preparazione e formazione professionale; settore
di tradizione nella collaborazione italo-romena.
suscettibili di positivi sviluppi a breve - medio termine:
turismo- con un potenziale paesaggistico spettacolare (monumenti, musei,
litorale marino, località balneo-climatiche, caccia e pesca sportiva); le più
interessanti zone turistiche della Romania sono: i Carpazi, il Litorale del Mar
37
Nero, il Delta del Danubio (il più ampio parco faunistico d’Europa), la
Moldavia–Bucovina, la regione di Maramures (una della più caratteristiche
zone storico etnografiche), con stabilimenti da ristrutturare e un grande
potenziale per l’agriturismo.
Informatica e telecomunicazioni – settore che classifica la Romania come
ottava tra i paesi est-europei, con uno sviluppo dinamico e che gode di una
posizione prioritaria nella politica del Governo romeno (progetti per
l’informatizzazione del sistema fiscale, assicurazioni,dell’amministrazione
pubblica, delle scuole e commercio elettronico).
Costruzioni – settore che conoscerà nei prossimi 10-12 anni un notevole
sviluppo, specialmente nelle zone urbane con il sostegno del governo e con
lo sviluppo del credito ipotecario.
Infrastruttura / Trasporti – settore per cui il Governo romeno ha elaborato
una strategia a medio-lungo termine (dieci anni) nella quale sono previsti
l’ammodernamento e lo sviluppo del sistema ferroviario e stradale nonché la
realizzazione di due corridoi di trasporto autostradale.Per quanto concerne il
sistema di strade nazionali e le autostrade il programma verrà realizzato in
15 tappe, al termine delle quali dovranno essere riabilitati più di 9.000 Km di
strade nazionali.I finanziamenti dovrebbero provenire dalla Banca Europea
per la Ricostruzione e Sviluppo (BERS), dalla Banca Internazionale per la
Ricostruzione e Sviluppo (IBRD), dalla BEI, dall’Unione Europea
(programmi ISPA e PHARE) e dal Governo romeno.
Agroindustria – settore che sta attraversando da oltre dieci anni un periodo
di crisi, dovuto soprattutto all’obsolescenza delle attrezzature e alla
arretratezza delle tecniche che impediscono di soddisfare la domanda interna
e costringono la Romania ad importare i prodotti agro alimentari.
Dunque, nonostante l’enorme potenziale produttivo dei terreni, ricchi di
humus, la carenza di adeguati volumi di capitale rende difficili gli
ammodernamenti strumentali e strutturali di cui necessitano le aziende del
settore. Peraltro, allo sviluppo del settore agro-zootecnico e dell’industria
alimentare romeno è destinata una grossa fetta del finanziamento
comunitario concesso con il programma SAPARD, per un valore medio
annuale di 150 milioni di euro, cui vanno aggiunti 50 milioni di euro a titolo
di co-finanziamento da parte del Governo romeno.
Il Programma, che prevede per la Romania l’erogazione di oltre un miliardo di
euro per sette anni, è stato avviato il 1 agosto 2002 con l’implementazione
iniziale di tre misure: due per gli investimenti (miglioramento della lavorazione
e del marketing dei prodotti agricoli e della pesca; investimenti in infrastrutture
rurali) e una per l’assistenza tecnica. Nel dicembre 2003 la Commissione
Europea ha accreditato altre 3 misure del programma SAPARD, destinate a
supportare gli investimenti nelle aziende agricole, a sviluppare e diversificare le
attività economiche nelle aree rurali e, infine, a sviluppare le risorse umane
38
tramite formazione professionale ed assistenza tecnica. Le misure attuate nel
2004 sono solo quattro (1.1, 3.1, 3.4 e 4.2) poichè i fondi disponibili per gli
investimenti in infrastrutture rurali sono stati tutti impegnati. Il Ministero
dell’Agricoltura è comunque in attesa dell’autorizzazione al rifinanziamento
della misura, già richiesto formalmente alla Commissione europea; per
l’attivazione della misura 4.2, relativa alla formazione professionale, si
attendevano le conclusioni dell’analisi del fabbisogno, portata a termine
all’inizio di luglio. La prima gara internazionale in materia dovrebbe quindi
essere lanciata tra agosto e settembre prossimi.
Le due ultime ed ulteriori misure, destinate al miglioramento delle strutture
per i controlli veterinari, fitosanitari, di qualità e tutela dei consumatori e alle
attività agro-ambientali, saranno accreditate più in là.
Ambiente – settore per cui la Romania viene strettamente monitorata da
parte dell’Unione Europea a causa dei grossi problemi, in particolare nei
settori chiave della qualità dell’acqua, del trattamento dei rifiuti e
dell’inquinamento atmosferico e del suolo. Il settore gode già di
finanziamenti comunitari, tramite il programma ISPA (50% ambiente, 50%
trasporti) e, recentemente, tramite il programma Sapard con le componenti
principali su impianti di potabilizzazione acqua e trattamento acque reflue e
fognature. Il settore avrà, comunque, a lungo termine necessità di capitale
estero.
Industria della Difesa – settore per il quale il prossimo biennio dovrebbe
rappresentare un punto di svolta in quanto la Romania, in qualità di membro
della NATO, dovrà adeguare il proprio modello di Difesa alle esigenze della
sua nuova collocazione internazionale.
Maggiori finanziamenti dovrebbero essere disponibili sul bilancio statale per
ammodernare le Forze Armate romene e per rivitalizzare l’industria locale
della difesa, in modo che le risorse destinate a tal fine vengano
principalmente spese all’interno del Paese, creando opportunità anche per la
ripresa delle esportazioni militari. Oltre quindi alle inevitabili acquisizioni di
materiali e sistemi da effettuare all’estero, si prevede che la Romania
concentri i propri sforzi attraverso forniture che possano essere realizzate
attraverso una significativa capacità produttiva locale, privilegiando contratti
di offset incentrati sul trasferimento di tecnologia e che prevedano forme
diverse di coproduzione.
39
Elenco delle principali società
italiane in Romania
Denominazione in Italia
AGIP PETROLI SPA – Energia
ALITALIA - Trasporto aereo
FINMECCANICA (GRUPPO IRI) –Metalmeccanica
AGIP ROMANIA SA
FIAT AUTO SPA – Autovetture
ALITALIA
BUTANGAS SPA – Energia
ANSALDO
TIRENNA SCAVI – Costruzioni
AUTO ITALIA
DANIELI & C SPA – Metalmeccanica
BUTAN GAS ROMANIA SA
COSTRUZIONI CALLISTO IVECO SPA – Autovetture
GRUPPO RADICI SPA – Filati
PONTELLO SRL
FINSIEL SPA CONSULENZA E APPLICAZIONI
DANIELI ROMANIA SRL
IVECO SPA – Rappresentanza INFORMATICHE - Telecomunicazioni – informatica
FIBREX
NYLON
SA ASSICURAZIONI GENERALI – Assicurazioni
OVATIFICIO RESINATURA VALPADANA SPA (GRUPPO RADICI SPA)
Tessuti non tessuti
FINSIEL ROMANIA SRL
IN.CO.M SPA -Tessile-abbigliamento
ELSAG BANKLAB SPA - Telecomunicazioni –
GENERALI ASIGURARI SA
I.M.P.
ROMANIA informatica
INDUSTRIAL CO. SRL
GEOX SPA – Calzature
(Industrie Maurizio Peruzzo)
MISS B SRL – Abbigliamento
IN.CO.M VRANCO
MARCONI MOBILE SPA – Telecomunicazioni
IPACRI ROMANIA SRL
(ELSAG –FINMECCANICA)
ELETTRODOMESTICI
SPA
–
TEHNIC
DEVELOPMENT MERLONI
Elettrodomestici
SRL (GEOX SPA)
LUGANO CONFEZIONI SRL PARMALAT SPA – Alimentari
NUSCO EUROPEAN DOORS SNC - Arredamento
(MISS B)
MARCONI
SELENIA legno – porte
NUOVA
TELESPAZIO
–
TELECOM
–
COMMUNICATIONS
Telecomunicazioni
ROMANIA SRL
SIELTE – TELESERVICE – Telecomunicazioni
MERLONI
AUTOSTRADE SPA - Costruzioni – autostrade
ELETTRODOMESTICI
PARMALAT ROMANIA SRL SNAMPROGETTI – Energia
SODO MIGLIORI SPA – Gioielleria
PINUM PRODUCTIE SA
STEFANEL – Abbigliamento
SCM GROUP SPA – Metalmeccanica
RARTEL SA
VI.RO SPA – Metalmeccanica
ROMITAL TELECOM SA
SPEA
INGEGNERIA ZOPPAS INDUSTRIES - Metalmeccanica
EUROPEA
SNAMPROGETTI
ROMANIA SRL
SODO MIGLIORI ROMANIA
STEFANEL UNIVERSAL
TOMEX
–SEL
(SCM
INERNATIONAL SPA)
NUOVA ARIO SA
ZOPPAS
INDUSTRIES
ROMANIA SRL
Denominazione in Romania
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Finanziamenti agevolati in Romania
Agevolazione per gli investimenti diretti
La legge 332/2001 sulla promozione degli investimenti diretti che hanno un
impatto significativo sull’economia si applica alle compagnie che investono
in Romania più di un milione di USD.
Maggiori agevolazioni previste dalla legge 332/2001:
• esenzione dal pagamento dei dazi doganali per l’importazione di
attrezzature tecnologiche, impianti, apparecchiature, automazioni e
prodotti software necessari alla realizzazione dell’investimento, a
condizione che i beni importati non siano stati prodotti più di un anno
prima e che non siano mai stati utilizzati.
• Differimento, entro il 25° giorno del mese successivo alla data di messa
in funzione dell’investimento, del pagamento dell’IVA per i beni nuovi,
necessari alla realizzazione dell’investimento, acquistati in Romania
oppure importati.
• La possibilità di utilizzare l’ammortamento accellerato degli
investimenti effettuati, senza avere bisogno della previa approvazione da
parte dell’organismo fiscale territoriale competente.
• Deduzione dall’imposta sul profitto del 20% del valore totale
dell’investimento, nel mese in cui l’investimento viene finalizzato. Tale
agevolazione è in vigore fino al 31 dicembre 2006.
Per godere di queste agevolazioni, gli investitori devono registrarsi presso
l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri prima di cominciare
l’investimento, che deve essere realizzato entro 30 mesi dalla data di
registrazione.
Gli investitori hanno l’obbligo di mantenere l’investimento per un periodo
minimo di 10 anni. Inoltre, i beni che hanno goduto di agevolazioni non
possono essere alienati nei primi due anni dalla loro introduzione nel paese o
dalla data di acquisto.Nel caso in cui non sia rispettate dette condizioni, le
aziende saranno obbligate a pagare l’ammontare delle imposte stabilite dalla
legislazione ordinaria per tutto il periodo di funzionamento dell’investimento
I finanziamenti alle piccole e medie imprese
I finanziamenti alle piccole e medie imprese (SME) sono controllati da
istituti di credito presenti in Romania i quali hanno stipulato accordi di
cooperazione con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo
(EBRD). Tra questi istituti di credito vi sono: Banca transilvana, Raiffesen,
Alpha Bank, BRD e Volksbank.
41
SME Credit lines
Beneficiari: piccole medie imprese registrate e aventi sede o realizzanti
operazioni in una delle seguenti quattro regioni target della Romania.
Nord Est: Suceava, Botosani, Iasi, Neamt, Bacau, Vaslui
Sud East: Vrancea, Galati, Buzau, Braila, Tulcea, Constanta
Sud Muntenia: Arges, Prahova, Dambovita, Teleorman, Giurgiu, Calarsi,
Ialomita
Nord Ovest: Satu Mare, Mures, Bistrita Nasaud, Salaj, Bihor, Cluj
Le imprese sono selezionate da una banca.
La Banca è responsabile di:
• screening e valutazione delle domande di finanziamento;
• effettuare i versamenti;
• monitarare il rientro dei prestiti ;
• promuovere il programma.
I Progetti oggetto di finanziamento devono riguardare i settori produttivi e
dei servizi a eccezione del settore primario e del commercio al dettaglio o
all’ingrosso, immobiliare, edile, ecc.
I progetti dovranno dimostrare di avere un soddisfacente tasso di ritorno, tale
per cui l’azienda sarà in grado di rifondere il prestito.
Obiettivo: incoraggiare le PMI a investire in Romania creando nuove società
o aumentando la capacità produttiva o ristrutturando le vecchie strutture
esistenti.
Il programma prevede l’erogazione di prestiti e di finanziamenti a fondo
perduto.
Il massimo ammontare dei fondi Phare è pari a 300.000 euro (compresi i
finanziamenti non rimborsabili).
I richiedenti il prestito devono stimare di finanziare il proprio progetto con le
proprie risorse almeno per il 20% di cui il 50% in contanti, il rimanente
ammontare potrà essere coperto attraverso finanziamenti rimborsabili o a
fondo perduto del programma Phare, fino a un massimo dell’80%, di cui il
20% deve essere fornito dalla banca.
Il tasso di interesse applicato ai fondi Phare è calcolato come E3 M- 1.5%
più uno spread per il rischio e i costi amministrativi bancari.
Il prestito potrà essere esteso per investimenti relativi a macchinari,
immobili, ma soprattutto sarà indirizzato a stimolare l’utilizzo di nuove
apparecchiature.
Durata prestito: da 3 a 6 anni
Periodo per il rimborso del prestito: fino a un anno
Spese non ammissibili: acquisto o affitto di terre, Iva, tasse, perdite di
cambio valuta.
Investimenti/finanziamenti esteri e fondi per lo sviluppo
Il paese presenta dei ritardi rispetto all’Europa dell’est in generale nello sfruttare
42
le opportunità derivanti dagli investimenti esteri. Questo anche in ottica diversa
dalla piena liberalizzazione, la quale ha perseguito invece l’intento di mantenere
sussidi ad imprese non più efficienti per non creare un problema di
disoccupazione imminente. Infatti molta della forza lavoro che si è trasferita
dall’industria, non è finita nei settori industriali a più alto profitto, ma si è
spostata nel settore primario non apportando però dei progressi allo stesso, ma
alimentando purtroppo solo un’economia di sussistenza.
Di recente però, la Romania, seguendo le orme della Polonia e nell’intento di
attirare gli investitori, ha emanato un decreto di riduzioni fiscali a favore di
imprese e di persone fisiche, in vigore dal 2005. L’aliquota sulle imprese è
stata ridotta dal 25% al 16% (flat tax).
Il provvedimento, deciso dall’esecutivo, è stato preso in accordo anche col
FMI che dovrebbe erogare una nuova trance di prestiti, in continuità anche
con l’intervento della BERS (Banca europea per la Ricostruzione e lo
Sviluppo) che ha accordato a banche locali linee di credito di svariati milioni
di euro per la sovvenzione alle piccole e medie industrie romene.
Dall’altra parte le istituzioni europee e Banca Mondiale continuano
indirizzare il loro intervento verso progetti strategici a supporto della
riqualificazione delle infrastrutture e delle istituzioni. I finanziamenti a
fondo perduto dell’Unione Europea si svolgono con tre principali
programmi: Phare, Ispa, e Sapard.
Transizione alla Ue
I fondi Ue
Per il 2000-2003 la Romania ha beneficiato di 2,1 miliardi di euro di
finanziamenti, concessi per preparare l’ingresso del Paese nell’Unione
europea. La somma è stata erogata per finanziare 38 progetti, concentrati
soprattutto nel campo dell’ambiente e dei trasporti.
Del totale, 1,4 miliardi sono stai finanziati dalla Ue con il programma Ispa
(135,3 milioni sono già stati versati e un miliardo è stato impegnato), mentre
il resto è stato coperto dal Governo rumeno e da investitori privati.
Le altre fonti di finanziamento comunitarie sono i programmi Sapard e
Phare. È previsto che da qui al possibile ingresso ufficiale della Romania
nell’Unione europea, nel 2007, i finanziamenti Ue aumentino
progressivamente.
Finanziamenti Unione Europea (programmi PHARE, ISPA e SAPARD)
Programma Phare www.infoeuropa.ro
Per raggiungere gli obiettivi preposti nella strategia di pre-adesione
all’Unione Europea, e per soddifare i bisogni degli Stati candidati, il
43
Consiglio Europeo ha deciso, nel 2000,di creare strumenti strutturali di preadesione.
Nel periodo 2000-2003, la Romania ha ricevuto approsimativamente 660
milioni di euro all’anno attraverso i tre principali programmi attivati:
PHARE, ISPA e SARPAD.
Il PHARE rimane sicuramente il principale strumento di assistenza ai paesi
candidati a far parte dell’Unione Europea, concentrandosi su due grandi
linee di intervento:
• Costruzione istituzionale (aumentare solidità e capacità amministrative e
istituzionali)
• Appoggio agli investimenti (finanziamenti mirati a conseguire standards
europei per le aziende operanti nel paese candidato).
Il Phare offre assistenza strutturale a livello regionale (costruzione
istituzionale e investimenti per la coesione economica e sociale) e finanzia
misure di cooperazione trans-frontaliere e di sicurezza nucleare. Nel periodo
2000-2003, la Romania ha beneficiato di più di 1 miliardo di euro dai fondi
stanziati dal programma PHARE, allocati attraverso programmi nationali e
di cooperazione internazionale.
Programmi nazionali
Riflettono le seguenti priorita’
•
Rafforzare criteri politici ed economici
•
Migliorare le capacità amministrative
•
rispetto obblighi assunti riguardanti la pre-adesione
•
realizzazione coesione economica e sociale
Per il periodo 2004-2006 è prevista una strategia multi annuale che consta di
programmi specifici in settori chiave (amministrazione pubblica, finanza
pubblica, agricoltura, sistema dei media, giustizia, gestione frontiere,
minoranze etniche, coesione sociale ed economica), elaborati in base a
strategie settoriali con schede di progetto annuale che coprono bisogni
specifici legati all’ingresso nella Comunità.
Programmi di cooperazione trans-frontaliera
Finanziano progetti di vicinato con la Repubblica Moldova, la Serbia e
Montenegro e l’Ucraina.
Nel quadro dei finanziamenti PHARE la Romania beneficia di programmi
specifici (p.es. sicurezza nucleare) e di programmi destinati a molti
beneficiari (informazione e comunicazione , protezione mass-media,
finanziamenti a piccoli progetti, cooperazione statistica, transoprti,
protezione minori, agevolazione finanziamenti). I fondi del Phare sono
allocati, inoltre per coprire una parte dei finanziamenti alle agenzie
comunitarie.
Finanziamenti a programmi attualmente in corso in Romania:
• lotta coesione sociale minoranze etniche ( 35 milioni euro)
44
•
•
•
•
•
lotta alla corruzione
indipendenza sistema giudizario (45,73 milioni euro)
agricoltura e sviluppo rurale ( 59,28 milioni euro)
ambiente (25,49 milioni euro)
trasporti ( 22,9 milioni euro)
In seno al PHARE la Commissione ha istituito i programmi nazionali PMI
che forniscono assistenza tecnica ai paesi candidati all’adesione. La maggior
parte dei programmi sono gestiti in modo decentralizzato da unità gestionali
con sede in ciascun Paese.
I nuovi orientamenti di PHARE favoriscono la creazione di uno strumento
PMI multinazionale per dare impulso agli investimenti nei paesi candidati ed
invitano a concentrare l’attività in pochi settori, strettamente connessi
all’adesione.
Programma ISPA (Instrument for Structural Policies for PreAccession) www.infoeuropa.ro
Il programma ISPA è stato ufficialmente avviato il 1 gennaio 2000 e
rappresenta lo strumento per le politiche strutturali di pre-adesione. Esso
costituisce insieme a Phare e Sapard, l’insieme dei programmi di assistenza
finanziaria ai paesi candidati.
L’ISPA è gestito dalla Direzione DG per le Politiche Regionali della
Commissione Europea e supporta progetti di infrastrutture nei settori
dell’ambiente e dei trasporti.
Ambiente -L’ISPA aiuta i paesi candidati ad allinearsi agli standard
comunitari, facilitando cioè l’acquisizione della legislazione ambientale UE
e dei suoi principi (conservazione, protezione e miglioramento della qualità
dell’ambiente, protezione della salute ed un utilizzo sostenibile delle risorse
naturali). In particolare l’ISPA si concentra sulle direttive il cui recepimento
comporta notevoli investimenti (fornitura di acqua potabile, trattamento delle
acque reflue, smaltimento dei rifiuti solidi e inquinamento dell’aria).
Trasporti - L’ISPA co-finanzia i progetti per la creazione dei grandi corridoi
stradali e ferroviari individuati alle Conferenze di Helsinki e Creta, che
comprendono la connessione tra le reti nazionali e il collegamento di queste
con le reti di trasporto transeuropee.
Assistenza tecnica - Una piccola parte del budget ISPA viene inoltre
utilizzata per finanziare studi preparatori e assistenza tecnica ai progetti.
Quest’ultima in particolare giocherà un ruolo importante nel garantire un
elevato livello qualitativo dei progetti e nel coadiuvare le agenzie di
implementazione nella gestione dei progetti co-finanziati dall’ISPA.
45
Procedure
La realizzazione di un progetto co-finanziato con fondi ISPA presuppone la
definizione di un apposito Financing Memorandum alla cui approvazione si
giunge come segue:
• la Commissione redige i Documenti Quadro Ispa ove vengono
identificati gli ambiti d’intervento all’interno del settore ambientale
e dei trasporti;
• sulla base delle linee guida tracciate nei Documenti Quadro e
coerentemente con quanto previsto dal Partenariato di Adesione e
dal Programma Nazionale di recepimento dell’Acquis, l’Autorità
competente del paese beneficiario (solitamente il dipartimento
ministeriale interessato), detta Autorità Contraente, definisce le
Strategie Settoriali Nazionali Ispa. Nel relativo documento
programmatico sono specificate le priorità, identificate le risorse
necessarie e stabiliti i criteri per la selezione dei progetti. Il
Coordinatore Nazionale Ispa trasmette quindi il documento delle
Strategie Nazionali alla Commissione, la quale lo approva e lo
trasmette per informazione all’EU Ispa Management Committee.
• I progetti presentati alle Amministrazioni Centrali e Locali del Paese
beneficiario vengono selezionati da parte dell’Autorità Contraente in
collaborazione con i servizi della Commissione. Vengono eseguiti
studi di fattibilità e verifiche di impatto ambientale.
• I progetti così identificati - redatti su appositi moduli e corredati dai
necessari documenti di supporto (studi di fattibilità, analisi
economico -finanziaria, mappe e disegni, ecc.) sono presentati alla
Commissione. Quest’ultima, valutata la completezza della
documentazione e la coerenza dei progetti con le priorità
precedentemente definite, comunica l’accettazione preliminare della
domanda.
• La Commissione procede quindi alla valutazione dei progetti,
verificandone l’eleggibilità, il rispetto delle priorità, la compatibilità
con la politica comunitaria e la sostenibilità economico-finanziaria.
Segue per ciascun progetto, la redazione della bozza di Financing
Memorandum, in cui viene specificato il tasso di finanziamento
comunitario che può arrivare fino al 75% del costo di realizzazione
del progetto. La Commissione ha il potere in determinati casi di
aumentare il tasso fino all’85%, soprattutto per progetti essenziali
per il conseguimento degli obiettivi dell’ISPA.
• Il co-finanziamento è obbligatorio: i Paesi beneficiari devono
contribuire a finanziare la realizzazione dei progetti attraverso
risorse pubbliche, prestiti della banca Europea degli Investimenti
(BEI), di un’Istituzione Finanziaria Internazionale (IFI) o ricorrendo
46
a fondi privati.
Il Financing Memorandum è quindi sottoposto al parere obbligatorio
dell’EU Ispa Management Commettee, formato da rappresentanti
degli Stati membri, che esprime la propria valutazione sui progetti
approvati dalla Commissione.
• Dopo l’approvazione del Financing Memorandum da parte dell’EU
Ispa Management Commettee, la Commissione e l’Autorità
Nazionale del paese beneficiario procedono alla firma del
documento.
Dopo la firma del Financing Memorandum, l’Autorità competente può
bandire la gara per l’aggiudicazione del contratto secondo le modalità
previste a seconda che si tratti di servizi (assistenza tecnica, studi, cessione
di know how, training), forniture (macchinari e materiali) e lavori
(infrastrutture o altre costruzioni).
Nel corso dello svolgimento della procedura di gara, la delegazione della
Commissione nel Paese beneficiario effettua alcuni controlli ex ante, in
particolare:
• approva il contenuto del dossier del tender quando questo viene
pubblicato;
• approva la composizione della commissione di valutazione;
• controlla e approva il report di valutazione;
Il Capo della Delegazione firma il contratto di aggiudicazione del tender, a
titolo di conferma del finanziamento comunitario ricevuto dal progetto.
Ulteriori informazioni riguardanti le procedure, unitamente alla
documentazione e ai modelli necessari per partecipare ai tender ISPA, sono
disponibili al presso il sito della Commissione Europea
•
Programma SAPARD (Special Pre - Accession Programme for
Agriculture and Rural Development) www.sapard.ro
Il Programma SAPARD mira a sostenere i paesi candidati all’adesione nel
settore dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. I suoi obiettivi sono quelli di
risolvere specifici problemi esistenti nelle aree rurali, migliorare la
produzione, la trasformazione e la distribuzione dei prodotti agricoli
portandole al livello degli standard dell’Unione Europea, e aiutare i paesi
candidati nell’attuazione della rilevante normativa comunitaria in vigore.
Nel periodo 2000 - 2006 la Romania riceverà attraverso il SAPARD circa
150 milioni di euro l’anno dal bilancio dell’Unione Europea. Inoltre lo Stato
romeno dovrà contribuire, con fondi dal proprio bilancio, con circa 50
milioni di euro l’anno (25% del totale).
Il Programma finanzia sia investimenti pubblici che privati.
Possono richiedere finanziamenti a valere sulle dotazioni finanziarie del
47
Programma SAPARD le seguenti categorie:
• grandi e medi produttori agricoli privati;
• raggruppamenti di produttori agricoli;
• piccole e medie imprese agricole private;
• municipalità;
• organizzazioni non governative
I progetti devono riguardare 4 fondamentali aree di intervento, a loro volta
suddivise in ulteriori settori ("misure"). Fino ad oggi la Romania ha ottenuto
dalla Commissione Europea l’accreditamento per 6 misure (l’accredito per le
altre 5 dovrebbe avvenire entro il 2005):
• misura 1.1: miglioramento della trasformazione e marketing dei prodotti
agricoli ed ittici;
• misura 2.1: sviluppo e miglioramento delle infrastrutture rurali;
• misura 3.1: investimento nelle proprietà agricole;
• misura 3.4: diversificazione delle attività economiche in aree rurali;
• misura 4.1: miglioramento della formazione professionale agricola;
• misura 4.2: assistenza tecnica per la realizzazione di studi per la
preparazione ed il monitoraggio del programma SAPARD, informazione
e campagne di pubblicizzazione.
Procedure
I progetti per cui si richiede il finanziamento devono in generale soddisfare i
seguenti criteri:
• devono essere realizzati in aree rurali (possono riguardare aree
urbane solo se si tratta di modernizzazioni o sviluppo di strutture già
esistenti);
• devono contribuire a migliorare la situazione della regione in cui
sono realizzati;
• la loro validità economico-finanziaria dev’essere provata attraverso
uno studio di fattibilità e un "business plan" (quest’ultimo solo nel
caso in cui il costo del progetto superi i 50.000 euro);
• il richiedente deve dimostrare attraverso adeguata documentazione
di avere l’esperienza professionale necessaria a realizzare il
progetto;
• i progetti devono conformarsi alla normativa vigente in Romania e
nell’Unione Europea afferente alla protezione dell’ambiente;
• il richiedente non deve avere perdite finanziarie o debiti pregressi
verso lo Stato o il bilancio delle assicurazioni sociali;
Criteri aggiuntivi sono previsti per le singole misure in cui si articola il
programma.
Le proposte di finanziamento devono essere presentate direttamente e
48
personalmente dai responsabili del progetto presso l’ufficio regionale
(Agenzia Regionale SAPARD) competente per l’area dove si dovrà
realizzare il progetto (e situate presso le 8 Agenzie di Sviluppo Regionale ADR - esistenti in Romania).
Ulteriori informazioni possono essere reperite consultando il sito internet
dell’Agenzia SAPARD, http://www.sapard.ro/ , o il sito della Delegazione
della Commissione Europea a Bucarest, http://www.infoeuropa.ro/ .
Informazioni riguardanti le procedure, unitamente alla documentazione e ai
modelli necessari per partecipare ai tender SAPARD, sono disponibili presso
il sito della Commissione Europea
La Banca Europea di ricostruzione e sviluppo (BERS)
La BERS è un’Istituzione Finanziaria Internazionale costituita nel 1991 per
supportare e favorire la transizione dei Paesi dell’Europa centrale e orientale
e dell’ex URSS.
Per la realizzazione di tale mandato, la banca opera attraverso investimenti
diretti e la mobilitazione di capitali internazionali e locali, sia a favore di enti
pubblici che di istituzioni finanziarie o imprese private.
Gli azionisti della banca sono 62, tra cui i Paesi dell’Unione Europea, i Paesi
d’operazione, la Commissione Europea e la Banca Europea per gli
Investimenti.
L’obiettivo generale della BERS è quello di agevolare la transizione di
questi Stati verso un’economia di mercato, promuovendo, tra l’altro, il
processo di privatizzazione dell’economia. La BERS fornisce finanziamenti,
sia in forma di debito che di partecipazione al capitale di rischio, sulla base
della valutazione di singoli progetti.
La BERS, nel suo ruolo di catalizzatore del cambiamento, incoraggia il
cofinanziamento e gli investimenti stranieri diretti dei settori pubblico e
privato, lavorando in stretta collaborazione con le Istituzioni Finanziarie
Internazionali e nazionali e promuove le PMI locali per migliorare la
produttività e la congiuntura commerciale.
La Banca opera direttamente concedendo finanziamenti a medio-lungo
termine o attraverso partecipazioni azionarie minoritarie e temporanee e
indirettamente attraverso intermediari finanziari, concedendo linee di
credito, cofinanziamenti, partecipazioni azionarie e fondi di investimento,
servizi per il commercio e partecipazioni azionarie in banche.
Le principali condizioni di finanziamento dei progetti di investimento sono
normalmente le seguenti: durata tra i 5 e i 10 anni, con un periodo di grazia, i
tassi (normalmente libor più uno spread) variano a seconda dei casi e
dipendono anche dalle condizioni di retrocessione applicate dagli
intermediari; il finanziamento BERS può coprire fino al 35% del costo di
49
progetti medio grandi (minimo 15 milioni di euro) inaccessibili alle piccole e
medie aziende, o del capitale sociale di una joint-venture. Per raggiungere
tale categoria di aziende (che sviluppano occupazione e stabilità sociale) la
banca ha posto in essere iniziative indirette, ritagliate sulle esigenze delle
PMI che vengono gestite dagli intermediari finanziari regionali riconosciuti
dalla Banca.
Per quanto riguarda le aziende maggiori, la BERS è in grado di costruire d’intesa con l’investitore occidentale - progetti di finanziamento di medio e
lungo termine assicurando la compatibilità del progetto con la realtà locale,
la conoscenza settoriale e geografica di un determinato comparto produttivo,
i necessari contatti con i giusti interlocutori e l’accesso ai capitali
internazionali in paesi ad alto rischio economico-commerciale.
La Banca è pertanto in grado, non solo di seguire un progetto di
investimento d’accordo e per conto dell’investitore, ma anche di offrire un
importante valore aggiunto alla realizzazione di un investimento in uno dei
paesi di operazione: la copertura politica.
I criteri operativi della Banca, per l’approvazione dei progetti sono i
seguenti:
• " transition impact " (il progetto deve incidere positivamente sul processo
di transizione;
• " sound banking " (il progetto deve essere finanziariamente solido);
• " additionality " (il ruolo della BERS deve risultare determinante per la
realizzazione del progetto e non deve essere in concorrenza con altri progetti
di investitori strategici).
L’Italia è Paese fondatore della BERS. La rilevanza della Banca per gli
interessi italiani è evidente in quanto tale area rappresenta una delle direttrici
principali dell’interscambio commerciale e degli investimenti esteri. Il nostro
paese partecipa al capitale della Banca con una quota dell’8,65%, pari a
quella detenuta da Francia, Germania, Regno Unito e Giappone.
Banche Italiane e Italian desk
La presenza italiana in Romania si è da ultimo arricchita anche di un
maggiore apporto di investitori istituzionali. Nel corso degli ultimi tre anni le
banche italiane hanno mostrato crescenti segni di interesse per il mercato
romeno, anche per accompagnare l’azione delle numerosissime aziende
italiane che qui operano. Le forme di investimento realizzate vanno
dall’acquisto di istituti di credito locali preesistenti, all’apertura di
succursali, alla costituzione di Italian desk presso banche internazionali qui
operanti. Si riportano di seguito i riferimenti delle banche ed istituti di
credito italiani presenti in loco:
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BANCA ITALO-ROMENA (GRUPPO VENETO BANCA)
Bd. Dimitrie Cantemir no.1, bl.B2, sc.2, Sitraco Center
Sector 4, 040231 - Bucuresti
Tel: +40.21. 330.78.76; 301.91.71
Fax/ +40.21.330.78.60; 301.91.72
E-mail: [email protected]
Dir. Gen. Athos Varusio
Dir. Centr. Gheorghe Muntean
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA (Italian Desk presso ALPHA
BANK)
Calea Dorobantilor, no.237 B, sector 1, 010566 - Bucuresti
Tel.: +40.21.2092413
Fax. +40.21.2316897
BANCA DI ROMA (Gruppo Capitalia)
Forum 2000 Building, 1-o piano,
Str. Dr.N. Staicovici, no.75, sector 5, 050557 - Bucuresti
Tel.: +40.21.410.21.27;
Fax. +40.21.410.17.56
e-mail:[email protected]
Direttore: Dr. Libero Catalano
SAN PAOLO IMI BANK ROMANIA
Bd. Revolutiei, n.88, 310025 – Arad, Jud. Arad
Tel. 0040.257.285929;
Fax. 0040.257.285998
E-mail:[email protected]
Direttore Gen.: Mario Capellini
Succursale a Bucarest:
Calea Victoriei, n.155, bl.D1, sector 1, 010073 - Bucuresti
Tel. 0040.021.310.49.50/51; fax: 0040.021.310.49.46
Italian Desk Bucarest: Oana Topor (tel.0040.21.310.49.51)
Direttore succursale: Marco Maria Lucini
UNICREDIT ROMANIA
Splaiul Unirii, no.16, sector 4, 040035 - Bucuresti
Tel. 0040.21.330.29.00; 301.55.01;301.51.60;301.51.65;301.51.55;
fax 0040.21.330.39.92;
e-mail: [email protected]
Presidente: Rasvan Radu
51
e-mail: [email protected]
Chief Operating Officer: Giuseppe Merlo
e-mail: [email protected]
BANCA POPOLARE DI VICENZA (Italian desk VOLKSBANK
ROMANIA)
Sos. Mihai Bravu, nr. 171, sector 2, 021323 - Bucuresti
Tel.0040.21.2094461; 2094460;
Fax. 0040.21.2094493
e-mail [email protected]
Rappresentante: Angelo Manera
DAEWOO BANK ROMANIA SA
Bd. Unirii n. 55, tronson 1, 030826 - sector 3, Bucuresti
Tel. 0040.21.322.50.30/40/70
Fax:0040.21.201.19.31/41
Email: [email protected]
Presidente: Mihail Micu
Vice Presidente: Lorenzo Chiappini
Italian Desk presso HYPO VEREINS BANK ROMANIA)
Str. Dr. Grigorie Mora n.37 (piazza Charles de Gaulle)
Sector 1, 011886 – Bucuresti
Tel. +40.21 203.22.33
Fax. +40.21.230.84.88
Cell.: +40.723.549651
Dr. Giancarlo Andreella – Head of Italian Desk/ Corporate Banking
Department
E-mail : [email protected]
INDIRIZZI UTILI IN ROMANIA
AMBASCIATA D’ITALIA
Str. Henri Coanda, 7, sector 1, 010667 - Bucuresti
tel : +40.21.2315053; 2315054
fax : +40.21.3120422 - 2234550
E-mail : [email protected] ; [email protected]
http://www.ambitalia.ro
Ambasciatore: Stefano Ronca
CONSOLATO D’ITALIA - BUCAREST
Str. Arh. Ion Mincu, 12, sector 1, 011358 – Bucuresti
52
tel: +40.21.2225734 – 2221915 - 2232424
fax :+40.21.2234550
E-mail. [email protected]
www.ambitalia.ro
Console: Gabriella Gambacurta
CONSOLATO D’ITALIA – TIMISOARA
Str. Putna nr. 6, 300593 - Timisoara, Romania
Tel. +40.256.408630
Fax. +40.256.408661
E-mail: [email protected]
Console: Francesco Catania
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
Aleea Alexandru nr.41, sector 1, 011824 - Bucuresti
tel : +40.21.2310880; 2310885; 87; 91
fax : +40.21.2310894
E-mail : [email protected] ; www.itcult.ro
Direttore: Prof. Vito Grasso.
Vicedirettore: Francesco Servida
CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA PER LA ROMANIA
Bd. Corneliu Coposu, 3, bl. 101, sc.3, et.6, ap.56,
Sector 3, 030601 Bucuresti
Tel. :+40.21.3203127/9 ; +40.21.3203105
Fax. :+40.21.3203108
E-mail: [email protected]
Presid. Guglielmo Frinzi
ALITALIA
Calea Victoriei, nr.224 (Piata Victoriei),
Sector 1, 010099 - Bucuresti
Tel. + 40.21.2104111; 2104112
Fax. + 40.21.2104109
E-mail. [email protected] ; www.alitalia.ro
Direttore: Federico Polimeni
AGENZIE DI PROMOZIONE E RAPPRESENTANZE ITALIANE
PROGETTO CENTRO (www.ciir.ro) SPORTELLI
Traila
str. Pensionatului, nr. 3, Braila
53
(+40) (0)239.61.43.24 / (+40) (0)726 / 43.56.56
(+40) (0)239 / 61.37.16
[email protected]
Brasov
B-dul M. Kogalniceau, nr.18, Brasov
+40-268-474169
(+40) (0)268 / 47.73.33
[email protected]
Cluj
Str. Horea, nr. 3, Cluj Napoca
(+40) 264 406820 / (+40) (0)744/ 22.63.18
0040 264 433558
[email protected]
Constanta
Str. Mircea cel Batran, nr. 84, Costanta
(+40)(0)241. 61.97.57 / (+40)(0)726.43.38.56
0039 049 8208290
[email protected]
Iasi
Str. Cuza Voda, nr. 10, Iasi
(+40) (0)232.26.22.12 / (+40) (0)742/ 39.84.29
(+40) (0)232 / 26.22.12
[email protected]
Prahova
Str. Cuza Voda, nr. 8, Ploiesti
(+40) (0)244.51.45.30 / (+40) (0)721/ 91.30.63
(+40) (0)244 / 51.25.52
[email protected]
Timis
Piata Victoria, nr. 3, Timisoara
(+40) (0)256.40.71.17 / (+40) (0)0727/ 92.56.65
(+40) (0)256 / 40.71.18
[email protected]
ANTENNA VENETO (Centro Estero delle Camere di Commercio di
Veneto)
C/o Camera di Commercio di Timisoara
54
Piata Victoriei, no.3, Timisoara, 300030 - Jud.Timis
Tel. +40. 256 407117
Fax. +40.256. 407118
E-mail: [email protected]
www.centroesteroveneto.com/romania
Referente: Gianluca Miotto
FUNDATIA SISTEMA ITALIA ROMANIA
Str.Lascar Catargiu, nr.47-53, etaj 2, sector 1, 010665 - Bucuresti
Tel. +40.21.2084150
Fax. +40.21.2084153
E-mail: [email protected]
Presid. Luca Serena
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA
– Ufficio di Rappresentanza Permanente per la Romania
Str. Dionisie Lupu, nr.50, ap.2, sector 1, 010458 - Bucuresti
Tel. +40.21.2115131; 2106620
Fax. +40.21.2106660
E-mail: [email protected] www.centrum.ro
Direttore Esecutivo: Diana Grosu
UNIMPRESA ROMANIA
Str.Lascar Catargiu, nr.47-53, etaj 2, sector 1, 010665 - Bucuresti
Tel. +40.21.2084150
Fax. +40.21.2084153
E-mail: [email protected]
Presid. Marco Tempestini
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CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA PER LA
ROMANIA
Presentazione
La Camera di Commercio Italiana per la Romania è stata costituita nel 1994,
come persona giuridica rumena, apolitica e senza scopo di lucro, da 40 soci
fondatori. L’obiettivo principale è quello di favorire lo sviluppo delle attività
economiche e commerciali fra la Romania e l’Italia e la collaborazione fra
gli investitori dei due Paesi, fornendo informazioni e assistenza a tutti coloro
che sono interessati e soprattutto agli stessi soci.
La Camera è l’unica ufficialmente riconosciuta dalle autorità romene e da
quelle italiane in Romania e in costante collaborazione con l’Ambasciata
d’Italia a Bucarest e l’ufficio ICE, i cui rappresentanti sono membri del
Consiglio Direttivo. È socio dell’Unione delle Camere di Commercio ed
Industria Bilaterali della Romania, membro collettivo della Camera di
Commercio ed Industria di Bucarest e dell’Associazione delle Camere di
Commercio Italiane all’Estero.
In base al decreto Ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26
aprile 2005, la CCIpR è stata riconosciuta quale Camera di commercio
italiana all’estero.
Il "riconoscimento" del Governo Italiano, rappresenta un importante passo
avanti per la CCIpR che rende la Camera una componente istituzionale del
sistema italiano per la promozione dell`internazionalizzazione e del suo
apparato produttivo in Romania
Le attività svolte sono indirizzate ad approfondire la cooperazione tra
imprese, organismi economici ed Enti dell’Italia e della Romania, a
difendere gli interessi degli associati, a migliorare e ampliare i servizi
informativi offerti ai soci, a pubblicizzare l’esistenza della Camera, a
svolgere attività di promozione e sostegno delle imprese italiane in Romania
e romene in Italia.
Alla Camera sono iscritte circa 140 delle più importanti società italiane
presenti in Romania, nonché società a capitale misto o integrale rumeno. La
quota associativa annuale è di 400 euro.
Nel 2002, la Camera ha aperto la sua prima sede distaccata a Timisoara e nel
2003, una successiva a Sibiu.
Attività
La Camera promuove l’attività dei soci mediante l’organizzazione di incontri
con:
-
rappresentanti dei principali partiti politici rumeni;
rappresentanti dei principali Ministeri;
responsabili politici ed amministrativi degli enti locali (Consigli
Provinciali, Municipi);
- rappresentanti dei principali enti finanziatori internazionali, come la
Comunità Europea e la Banca Mondiale;
- rappresentanti di altre Camere di Commercio dell’U.E. presenti in
Romania.
Questi incontri sono stati un risultato del permanente dialogo con i propri
soci per conoscere le loro necessità.
I principali obiettivi seguiti l’anno corrente sono:
ØCostituire rapporti privilegiati con i principali centri di spesa rumeni
(Ministeri e Presidenze di Consigli Provinciali) mediante la costituzione di
organismi misti Ministeri – Camera e cooptazione di rappresentanti di
Presidenza delle province come soci onorari della Camera;
ØFirmare Accordi di Collaborazione con le Camere di Commercio ubicate
nelle principali città rumene;
ØOrganizzare eventi ai quali invitare i rappresentanti delle principali
imprese e istituzioni rumene per permettere una maggiore integrazione tra
le società associate alla Camera e il mondo imprenditoriale del paese;
ØCostituire, presso le sedi distaccate presenti e future, dei business centre in
grado di offrire le informazioni necessarie sulle condizioni generali e le
opportunità di sviluppo esistenti in Romania.
Per il miglioramento della coesione tra gli imprenditori italiani presenti in
Romania, la Camera sostiene l’idea dell’associazionismo e si propone di
raggiungere un grado maggiore di convergenza strategica ed operativa.
La Camera di Comercio Italiana per la Romania favorisce l’interscambio
commerciale e la cooperazione industriale ed economica tra l’Italia e la
Romania, utilizzando le reciproche strutture in un clima altamente
cooperativo. I seminari sulla realtà economica dei due paesi, le attività
promozionali e le missioni economiche molteplicano le possibilità di
collaborazione tra aziende italiane e rumene, sviluppando nuovi rapporti di
conoscenza e cooperazione. Allo stesso fine, la Camera partecipa
attivamente a vari progetti bilaterali e multilaterali, come il Progetto
CENTRO (Centro Servizi in Romania), promosso dall’Unioncamere del
Veneto, sul tema della responsabilità sociale d’impresa in Romania,
sull’internazionalizzazione delle PMI, svolto insieme alla C.C.I.A.A. di
Ascoli Piceno e alla rete di Assocamerestero sul Porto di Trieste.
Servizi
Ø Sintesi della produzione legislativa e della normativa fiscale rumena
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(periodico);
Ø Calendario dei principali avvenimenti economici (periodico);
Ø Info Fiere – elenco delle principali fiere organizzate dalle Camere di
Commercio Regionali Rumene (periodico);
Ø Bollettino Gare ed Acquisti Pubblici;
Ø Businnes Center presso le Sedi di Bucarest e Sibiu
Ø Visure camerali e note informative societarie
Ø Web hosting, Web desining, Web security
Ø Promozione delle attività delle società associate e dell’imprenditoria
italiana presso i principali enti rumeni – a livello centrale e locale;
Ø Assistenza agli operatori italiani per il reperimento di professionisti italiani
e locali;
Ø Organizzazione di incontri tra i membri della Camera e rappresentanti del
mondo politico ed economico rumeno;
Ø Organizzazione di missioni in Romania ed in Italia
Ø Organizzazione di incontri con frequenza mensile tra i membri della
Camera;
Ø Partecipazione a Fiere direttamente e/o in rappresentanza degli associati;
Ø Convegni e Seminari.
Per tutti gli interessati, il sito internet della Camera è il seguente:
www.cameradicommercio.ro.
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