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VITA DELLE ACLI Conoscere per amare Conoscere per amare: questa la chiave del comportamento cristiano nei rapporti interreligiosi. Lo ha spiegato Mons. Peter Henrici (nella foto a lato) nella conferenzaincontro organizzato dalle ACLI di Dietikon il 18 febbraio scorso. Un tema di attualità e sentito, al quale hanno partecipato numerose persone, desiderose d’avere la ricetta del buon vivere in questa società multietnica e di diversa religione. di Rita Alban, Circolo ACLI Dietikon n Conoscere per amare: questa la chiave del comportamento cristiano nei rapporti interreligiosi. Lo ha spiegato Mons. Peter Henrici nella conferenza-incontro organizzato dalle ACLI di Dietikon il 18 febbraio scorso. Un tema di attualità e sentito, al quale hanno partecipato numerose persone, desiderose d’avere la ricetta del buon vivere in questa società multietnica e di diversa religione. Mons. Henrici, per molti anni docente di filosofia alla Pontificia Università Gregoriana, ha parlato al cuore delle persone, con saggezza ed affetto quasi paterno, tracciando innanzitutto un’analisi della situazione. L’ambiente in cui viviamo è fortemente secolarizzato e la religione diventa così affare privato. La società interconfessionale comprende i fratelli Protestanti, Ortodossi ed altre Chiese d’Oriente. L’ambiente interreligioso invece comprende Giudei, Musulmani, Buddisti ed altri. Netta la differenza tra il Cristianesimo e le religioni non cristiane: Il Cristianesimo è una fede che viene dall’alto verso il basso, un dono di Dio, che ci dà la salvezza attraverso Gesù Cristo, la grazia e i sacramenti. A noi il compito di accogliere questo dono. Le religioni non cristiane sono invece sforzi umani per procurarsi la salvezza, attingendo il Divino e placandolo, con una vita morale e certe osservanze. Parte dal basso verso l’alto. Inoltre, i Vangeli e tutta la Bibbia documentano una storia fatta da Dio con un gruppo di uomini (il popolo di Dio, gli apostoli), ricordata e raccontata da questi. Siamo chiamati a vivere in continuità con questo gruppo originario. Il Corano, invece, è un testo da recitare, rappresenta il messaggio rivelato quattordici secoli fa da Dio (Allāh) a Maometto (Muhammad) per un tramite dell’Arcangelo Gabriele e destinato ad ogni uomo sulla terra. I musulmani sono tenuti ad osservarlo letteralmente (da qui il fondamentalismo). Ma Gesù Cristo è Salvatore di tutti gli uomini, si è unito ad ogni persona umana di tutte le religioni. Mons. Henrici ha dato quattro regole di comportamento cristiano nei rapporti interreligiosi: 4Rispettare la fede/convinzione religiosa di ogni persona, la libertà religiosa ed il valore etico di fedeltà alla propria coscienza. 4Stare saldi nella propria fede cristiana, aderire fermamente a Cristo, essere fedeli alla prassi cattolica tradizionale, scoprire il valore specifico della nostra fede. Dare testimonianza della propria fede, con una vita apertamente cristiana e credibile, secondo i valori del Vangelo e dando ascolto alla Parola di Dio. 4Educare anche i figli a tale vita cristiana in famiglia e parrocchia, con appropriate spiegazioni e ammonizioni, insegnando loro il rispetto delle persone anche di diversa religione. 4Partecipare a preghiere o culti ecumenici o interreligiosi dove è possibile o si è invitati. È raccomandata la preghiera in comune, ma non si può ricevere la comunione in un tale culto. Mons. Henrici ha chiuso il suo discorso citando il Messaggio di Benedetto XVI nella celebrazione della Giornata Mondiale della Pace: “La libertà religiosa, cammino verso la pace”. È necessario che cristiani e musulmani, come pure tutti i credenti e le persone di buona volontà, cooperino nel rispondere alle sfide odierne promovendo i valori morali, la giustizia, la pace, e difendendo la famiglia, l’ambiente e le risorse naturali. Molti partecipanti durante il dibattito hanno espresso domande, perplessità o chiarificazioni, alle quali Mons. Henrici rispose con considerazione e chiarezza. Siamo riconoscenti a Mons. Henrici, che ci ha donato una lezione interessante e fruttuosa, a Luciano Alban per essersi impegnato per la realizzazione e a tutto il Comitato Acli di Dietikon. Per concludere la serata in allegria, il Comitato Acli ha servito ai presenti tartine e pizzette con un buon bicchiere di vino, augurandosi già un prossimo incontro.3 Nelle immagini: alcuni momenti dell’incontro con Mons. Henrici il dialogo 2/11 21