Voci di Corridoio
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Voci di Corridoio
Giornale dell' ISISS "A.SCARPA" Motta di Livenza -Oderzo A.S. 2006-2007 Voci di Corridoio Pubblicazione Primaverile La Redazione Direttore: Martina Sartori (4a A Liceo Scientifico) Coodirettore: Domiziana Del Frari (2 a B Liceo Scientifico) Caporedattore Attualità: Federico Panighel (3a D Liceo Scientifico) Caporedattore Cultura: Paolo Maramieri (3a D Liceo Scientifico) Caporedattore Sport: Alessio Mattiuzzo (3a D Liceo Scientifico) Redattore Attualità: Apparecida Coan (2a D Liceo Scientifico) Redattori Cultura: Alice Battistella (2a D Liceo Scientifico) Riccardo Gerotto (1a A Liceo Scientifico) Redattore Sport: Alberto Spadotto (2a D Liceo Scientifico) Grafico e Redattore per l’innovazione: Filippo Del Frari (3a C Liceo Scientifico) Collaboratore del progetto: Prof. Marco La Carità Un ringraziamento ai collaboratori. Isiss Antonio Scarpa Voci di Corridoio L’amicizia Quale significato ha per i giovani questo valore? Chi è il vero sfigato? di Domiziana Del Frari Perché nasce un giornale? E perché anche qui all’ISISS Antonio Scarpa? Il giornale è una vera e propria missione per diffondere un messaggio e iniziare una comunicazione collettiva. La scuola è il luogo per eccellenza dove avviene uno scambio di messaggi tra gli adolescenti, ma anche con gli insegnanti, il luogo dove si dovrebbe discutere delle problematiche e sulle opinioni dei giovani ma, non si sa come, il tempo da dedicare a questo scarseggia o addirittura è mancante. La soluzione a questa carenza è il giornale, anche qui all’ISISS Scarpa. Entusiasta di quest’ iniziativa il dirigente scolastico Mario Sala in primis, che crede nell’uso della stampa come interlocutore tra gli studenti e il corpo insegnanti, e ottimista riguardo la redazione e il lavoro che sta svolgendo. Ma in cosa consiste una redazione?La redazione è uno staff che lavora a lungo, sfruttando tempo ed energia per cercare di coinvolgere altre persone, raccogliere informazioni, rielaborarle., renderle voce attiva degli studenti e vederle pubblicate sulla “creatura” che plasmano con le loro penne. Continua a pag. 7 Spiagge bagnate per il beach volley L’intervista alla prof.ssa Villotta Alberto Spadotto a pag.14 3 di Martina Sartori La politica a scuola, spunti per riflettere? di Federico Panighel Polemiche per l’articolo sul programma del Ministro Fioroni, dopo la pubblicazione del primo numero del nostro giornalino. Poche righe di informazione sull’amministrazione della scuola sono bastate per far storcere il naso a qualcuno. Due le critiche mosse: l’attendibilità delle informazioni che in verità sono state ricavate da il sito del Ministero dell’ Istruzione e dal sito di Repubblica.it Ma anche la contrarietà sulla presenza della politica a scuola: un’ osservazione che ci può dare degli spunti per riflettere soprattutto considerando che la maggior parte di noi giovani se ne infischia. Certamente non in pochi si riguardano da tutto questo disgustati da dibattiti politici paragonabili a delle risse da stadio; ma al di là di tutto quello che è il panorama politico italiano ed europeo, è forse importante che la scuola torni a insegnare anche i rudimenti della politica. Continua a Pag. 5 Se cercate il significato di amicizia nei dizionari troverete l’etimologia della parola, deriva infatti dalla radice latina di amare da cui amicus, con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e recirpoco tra due o più persone. E considerato (il sentimento dell’amicizia) uno dei più importanti stati emozionali alla base della vita sociale perché fronte di collaborazione al benessere comune, aiuto e condivisione ai momenti importanti! Il sentimento dell’amicizia è uno fra i principale per vivere in relazione con il mondo che ci circonda, magari è proprio quello che penso io o che stai pensando tu in questo momento; ma fermati, non continuare a leggere, pensa e rifletti: cosa vedi in questo mondo che ti circonda, al di là delle nostre case e delle nostre famiglie? Dov’è l’amicizia? Tutti ci siamo chiesti molte volte che cosa fosse e se esistesse, ma non si sa dov’è la risposta giuste. Continua a Pag. 10 Ignoti scassinano una porta del Liceo Forza bulli, tanto c’è chi paga La scuola: «2 euro simbolici per i danni» Aparecida Coan a pag.6 I rappresentanti d’istituto: Carlo Bonato I rappresentanti d’istituto: Luigi Finotto PERCHE’ HAI SCELTO QUESTO INCARICO? PERCHE’ HAI SCELTO QUESTO INCARICO? Questa scelta è nata da un desiderio intenso di mettere alla prova Ho scelto di candidarmi come rappresentante d’istituto per vari motivi: per una sfida con me stesso, per conoscere effettivamente la fiducia e la stima che gli studenti avevano nei miei confronti un bel numero di voti … non credevo), e infine perché stimolato da un desiderio sempre crescente di rivoluzionare, proporre,discutere, approvare. Ho creduto fin dall’inizio che non fosse un impegno per me, ma grazie alla mia classe e ai miei sostenitori, ho cominciato a trovarmi bene senza però lungimirare troppo. me stesso in un contesto diverso da quello abituale, un’esperienza da portare in un contesto che avrebbe potuto apportare aiuto e innovazione a un’istituzione alla quale sapevo avrei dovuto dedicare, nel bene o nel male, nel volere o per forza almeno cinque anni della mia vita. Ho capito così che avrei voluto lasciare un minimo segno del mio passaggio. di Martina Sartori a pag.8 Voci di corridoio 4 isiss ANTONIO SCARPA Intervista a tutto campo al prof. Costella I Giovani e la velocità, un rischio per tutti Un ragazzo entra ad alta velocità nel parcheggio della scuola per l’ennesima volta e viene inneggiato dai compagni , tutti sostenitori di queste performance. Lei prof. Costella ha avuto uno scambio di opinioni con il ragazzo. Cosa ne è emerso? Taluni studenti spingono troppo sull’acceleratore senza considerare i pericoli per sé e per gli altri. Statisticamente l’incidente stradale è la prima causa di morte nei giovani fra i 14 e i 30 anni. Relativamente alla nostra scuola è un pericolo che si ripresenta quotidianamente, determinando un rischio non solo per il conducente del mezzo, ma soprattutto gli altri studenti che entrano a scuola: una situazione che ritengo inammissibile e inaccettabile. Cosa si potrebbe fare per ridurre il fenomeno? In senso generale si deve promuovere educazione stradale per far crescere senso di responsabilità, rispetto delle norme e dell’altrui incolumità. Relativamente all’ISISS si è richiesta la presenza di un vigile a inizio e fine dell’orario scolastico, consapevoli che ciò non risolverebbe il problema, ma potrebbe limitare gli eccessi e portare a maggiore autocontrollo e sicurezza. Vorrei anche sottolineare, a livello istituzionale, l’incongruenza nelle modalità di rilascio del patentino: si richiede solo la conoscenza dei segnali stradali e delle norme basilari del codice della strada. Non viene effettuata alcuna prova pratica, né vengono analizzati comportamenti a rischio e relative conseguenze. Se tutto ciò si pretende da un ragazzo di 18 anni per la patente automobilistica, a maggior ragione si deve richiedere ad un 16enne per un mezzo come la moto, altrettanto veloce ma molto più instabile della macchina. Perché non vengono rispettate le norme? Il discorso è complesso ma forse si può affermare che le norme vengono infrante non tanto per contrapposizione ideologica o per ignoranza.ma soprattutto perché l’adolescenza è anche l’età della trasgressione. Inoltre la società attuale esalta pseudo-valori come il rischio, la velocità, lo sballo, senza però dichiararne i limiti e le possibili ripercussioni: troppi ragazzi sono vittime inconsapevoli di questo gioco perverso, perdendosi proprio quando sono convinti di aver trovato e affermato pienamente se stessi! Giulia Donadon continua pag. seguente Emozioni di una gita tutta capitolina… L’aereo sta per decollare, parte così il viaggio verso Roma, tutti inconsapevoli di cosa sarebbe successo in quest’avventura, non esattamente nata sotto buona stella. Due classi 4^A Iti e 4^C Scientifico si sono ritrovate a vivere la stessa esperienza. Partiti senza conoscere nomi e volti, ma tornati con un bel ricordo alle spalle e con qualche amico in più. Dalla redazione di “Voci di Corridoio” ci chiedono di rivelare dettagli piccanti, di dire come sia stato l’affiatamento tra i ragazzi, spifferare le avventure nel rispetto della privacy. Ci dispiace. Troppo da “Vallettopoli”. Preferiremmo invece rivelare le emozioni una volta saliti sull’aereo. Come dimenticare l’emozione alla vista degli “stuart”, e che STUART! Atterrati, comincia la nostra avventura: compagni che si scontrano contro pali della luce, che si smarriscono nella metrò. E poi i gelati alti come grattaceli, le favolose notti, i giri per Roma, le lunghe passeggiate. E che dire di Roma: magica. I romani: calorosi e spiritosi, con l’accento che fa impazzire. E la notte? Non finiva mai, continuava nelle camere tra le improvvisate di “hulk” (prof. La Monica) che ci controllava. Notti brave? No. Ma come un bel sogno anche questo viaggio è svanito. Rimangono nella memoria le immagini, le facce amiche e soprattutto la magia della capitale. Veronica De Pra Alessia Galberti (4°C Liceo Scientifico) Completa il sudoku a lato Isiss Antonio Scarpa Voci di Corridoio Dalla Prima Pagina..... 5 La politica a scuola, spunti per riflettere? E’ proprio durante la scuola superiore che si raggiunge la maggiore età, e così si acquisisce il diritto di voto; una scelta da fare con responsabilità e conoscenza della situazione. Ma spesso la maggior parte di noi, provando a seguire un dibattito politico, si trova dispersa in un mare d’opinioni confuse che fanno riferimento a leggi e principi mai sentiti. Nessuno ci aiuta a orientarci in questa strana materia fatta di “secondo me”. E’ soprattutto da qui che nasce il nostro atteggiamento di menefreghismo nei confronti della vita del paese… forse l’Italia non cerca di capire noi giovani, o forse siamo noi a non capirla… Probabilmente da entrambe le parti servirebbe un po’ più di interesse. .....continua da pag. 4 Intervista a tutto campo al prof. Costella Relativamente alla strada i comportamenti al limite si accentuano quando avvengono in un ambiente in cui si è visti e conosciuti, ritenendoli, superficialmente e impropriamente, un modo per guadagnare attenzione, ammirazione e stima. Ma tale esibizionismo si può pagare o far pagare a caro prezzo. E di morti per tale motivo ne conosciamo tutti. A parziale spiegazione si può rilevare che un adolescente si trova spesso disorientato da valori di vita contraddittori: scuola, famiglia, società, mass-media, amici propongono modelli o esperienze opposti e tra loro inconciliabili. In particolare la strada sembra concepita per esaltare il mito della velocità e del rischio, identificando la pista, cioè il luogo agonistico, con la strada, cioè lo spazio condiviso. Ma confido che i nostri ragazzi abbiano il buon senso di distinguere le due cose, anche se purtroppo a 16 -17 anni, spesso l’“istinto di conservazione” non è molto sviluppato. La circolare del 14 febbraio, che regolamenta uscite ed entrate dall’Istituto in alcune fasce di orario, ha creato perplessità nella scuola, e soprattutto tra i ragazzi. Cosa ne pensa? Un provvedimento ad hoc per lo Scientifico; una scelta giustificata dai comportamenti di qualcuno. Verificando a tavolino si è notato come certe assenze erano “strategiche” per saltare delle interrogazioni: si sono verificati dei casi limite in cui qualcuno è entrato alla 2^-3^ ora per uscire alla 4^. Siccome la scuola richiede continuità e costanza di lavoro e presenza, si è adottata questa misura provvisoria, che se funziona verrà confermata; in caso contrario sostituita. E la parte riguardante il possesso o uso di cellulari durante l’orario scolastico. Non c’è molto da dire: è un provvedimento che condivido pur nel rispetto di alcune considerazioni. Il de- Federico Panighel (3°D Liceo Scientifico) Completa il sudoku creto è stato emanato prima a livello scolastico nazionale; quindi è a maggior ragione valido. Però il telefonino, oggi è diventato mezzo di comunicazione universalmente diffuso. Proprio perciò impone delle norme e dei limiti d’uso condivisi. A scuola deve essere utilizzato nelle forme e nei tempi opportuni. E ciò vale sia per gli studenti che per noi professori. …Ma come si viveva e comunicava quando i cellulari ancora non esistevano? Come ha potuto l’uomo sopravvivere per tanto tempo? Giulia Donadon (1°A Liceo Scientifico) Finestre aperte a gennaio. A giugno con i condiziOnatori? «Che caldo! Ragazzi aprite le finestre che si suda», questo è un intercalare fisso pronunciato spesso dai prof durante la lezione. Un’espressione tutto sommato normale se si trattasse di un periodo estivo. Ma si dà il caso che queste parole siano pronunciate in pieno inverno. Com’è possibile che con una temperatura esterna di 0°C (zero gradi, ndr), in aula si possa fare la sauna? Sicuramente il problema sta nell’eccessivo, o non ben controllato, utilizzo dei riscaldamenti soprattutto nelle aule che espongono a sud. E la colpa di chi è? Beh, non è indispensabile puntare il dito contro qualcuno, ma è sufficiente almeno risolvere il problema per risparmiare. I collaboratori scolastici del nostro istituto prima dell’inverno avevano avvisato tutti gli alunni che la regolazione del sistema di riscaldamento veniva affidata direttamente agli studenti. Come si poteva facilmente immaginare però, sono sorti dei problemi, dovuti a dimenticanze, ad abusi oppure a malintesi. Ecco, quindi, che l’eccessivo calore, al contrario di quanto possa accadere in altri istituti, o luoghi di lavoro ha reso le aule quasi invivibili. Aprendo le finestre si riusciva a risistemare un po’ le cose. Ma invece di riparare un danno non sarebbe meglio evitarlo? Dietro questo uso eccessivo dei termosifoni c’è un inutile consumo energetico. Uno spreco, per dirla in soldoni. Alla luce di queste considerazioni, speriamo che per i prossimi inverni si trovi un giusto metodo che ci permetta di stare bene in classe cercando di risparmiare il più possibile. Paolo Maramieri (3°D Liceo Scientifico) Voci di corridoio 6 isiss ANTONIO SCARPA Forza bulli, tanto c è chi paga La scuola: 2 euro simbolici per i danni Liceo Scientifico, 8 febbraio 2007. Comunicato n. 143. Oggetto: «contributo per ripristino porte danneggiate[…] Su decisione del Consiglio d’Istituto che ha discusso l’accaduto nella seduta del 6 febbraio è stato deliberato che, qualora non vengano alla luce i responsabili, sia richiesto a tutti gli studenti un contributo simbolico, pari a 2 euro ciascuno, a parziale rifusione dei danni…». E così a partire dal 13 febbraio 2007 i rappresentanti di tutte le classi del Liceo e dell’Itis hanno dovuto raccogliere il contributo richiesto. Certo solo due euro, ma tutti hanno dovuto pagare i danni provocati da uno o pochi, non si sa, perché nessuno ha parlato. Atteggiamenti quasi da lupara bianca. Ma è possibile che in una scuola di circa 600 studenti nessuno abbia visto o sentito niente? Quel “famoso” lunedì pomeriggio non c’era nessuno al terzo piano del Liceo? Il responsabile o responsabili cosa stavano facendo a scuola ? Corsi di recupero? E i compagni e i prof non hanno sentito niente? E i collaboratori scolastici dove erano (ce ne sono tanti in giro)? Di certo rompere una porta non è un processo molto silenzioso. Resta il fatto che nessuno ha parlato forse perché in effetti non si sa niente, o per timore. Si, per timore perché se qualcuno ha visto o sentito, ma non ha parlato come era stato richiesto, deve averlo fatto per paura. Paura d.i mettere nei guai un amico, paura di essere riconosciuto “colpevole”, paura di ricevere delle ritorsioni, paura di essere preso in giro. Certamente è difficile riuscire a vincere il timore e confidare qualcosa (soprattutto se si tratta di una malefatta). Apparecida Coan (2°D Liceo Scientifico) LA BIBLIOTECA INESISTENTE Navigare, navigare nel vasto mondo del web. Questo è la parola d’ordine di ogni giovane. E allora perché non consultare il sito della scuola: www.isissmotta.it. E balza agli occhi l’icona “biblioteca”, la curiosità è tanta poiché non si sa dell’esistenza di una biblioteca. Clicco. Pagina vuota. In realtà esiste, ma quell’insieme di libri distribuiti in vari posti, non ha la parvenza di una vera e propria biblioteca. Quando ti serve un libro, devi sempre e solo andare dall’ottimo prof. Alcide Cescon? E quando l’anno prossimo andrà in pensione (così si vocifera), a chi lascerà l’incarico? Siamo in una scuola superiore con diversi indirizzi di studio, i volumi per riempire gli scaffali ci sono, il luogo adatto c’è, gli studenti che vorrebbero consultare i tomi pure, e allora che si aspetta? Si potrebbe creare una sala che oltre ad “ospitare”testi, offra ai ragazzi la possibilità di consultare i documenti, di prenderli in prestito oppure di fotocopiarli mediante una fotocopiatrice posizionata in loco. Un luogo fisico ma anche virtuale (il riferimento è al web), che riempia il vuoto nel sito scolastico. Il progetto sarebbe ancora più appropriato poiché nella maggior parte dei casi le opere sono a scopo informativo e non narrativo. Si spera che questo appello possa far breccia nella direzione scolastica anche per evitare la polvere sopra gli scaffali ed evitare quindi al personale scolastico un incombenza maggiore. Alice Dal Martello (1°A Liceo Scientifico) Trova le differenze tra le due vignette sottostanti!| Isiss Antonio Scarpa Voci di Corridoio Dalla prima pagina.... 7 Chi è il vero sfigato? Ma per gran parte degli studenti la redazione non è tutto questo, ma solo un gruppo di “sfigati” che non hanno niente di meglio da fare che perdere tempo con una penna in mano e scrivere qualche “cavolata” su un pezzo di carta da buttare via. Ma perché queste considerazioni? Chi è il vero sfigato?Chi scrive un articolo credendo possa solleticare la curiosità altrui o chi sbeffeggia il lavoro e le persone che l’ hanno svolto con passione e dedizione che cercano di mettere sotto i riflettori le situazioni che ci toccano in prima persona menti di “leggerezza” pur di estraniarsi dal gruppo degli quotidianamente?Chi esamina e affronta i problemi di sfigati del giornale e non essere chiamati con quell’appelquesta scuola cercando di farli saltare all’occhio di chi lativo perché incuriositi da qualcosa che può variare dalla amministra l’istituto e i suoi servizi non sempre eccellenti, cultura alla cronaca, dalla politica agli eventi quotidiani e per cercare di migliorarli per l’ avvenire o chi trascorre non solo dallo sport? Perché non aiutare quello staff di almeno cinque anni della propria vita con una presenza persone che sta cercando di diffondere messaggi per mipassiva sui banchi con l’ unico traguardo di “uscire” il gliorare certe situazioni anche per i “non-sfigati” e non prima possibile? 2 Perché invece di critiche basate su solo per una cerchia ristretta di persone? Può costare fateorie inaccettabili, i lettori di questo giornale, peraltro tica togliere due minuti al tempo dedicato ai videogiochi chiamato “Voci di corridoio”, cioè voce degli studenti, non o alla tv per pensare a un modo, un’ attività, una proposta, provano a partecipare attivamente a questo progetto di per migliorare la “Voce degli studenti” , ma di sicuro non informazione basando le loro osservazioni su teorie coimpossibile se si pensa che potrebbe giovare a i prossimi struttive ed evolutive per questa “missione”? Perché ogni anni da trascorrere in quest’ istituto. Tutto dipende dalla tanto non ci si stacca dal pensiero della massa e si covoglia di mettersi in gioco di ogni persona e dalla matumincia a metterlo in discussione? Perché non provare a rità nell’ ignorare eventuali appellativi che magari in predare una mano con idee valide sfidando la possibilità di cedenza erano stati proposti dagli stessi individui essere chiamato sfigato? Perché non aiutare seriamente “convertitisi” alla scrittura di riflessioni e saggi brevi. anche solo con un’ osservazione o una proposta invece che Forse sarai tu il vero sfigato…. farne totalmente fuori tema come quelle fatte da una Domiziana Del Frari simpatica classe che consigliava manifestazioni alterna(2°B Liceo Scientifico) tive come “La sagra del baccalà” e “La festa della trippa”, o la manodopera degli studenti del liceo per tagliare il prato della scuola, o l’ utilizzo del tetto spiovente dell’ istituto per insaponarlo e successivamente organizzare gare di bob? Perché molte volte prevalgono comporta- NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI OGGI La storia di tutti, il film che affascina i giovani stato cacciato di casa dalla moglie che 1989,1990….2005,2006 e poi 2007.. ma aveva scoperto la sua relazione. Nonoin fondo che differenza c’è? Forse i questante tutto, arriva tardi in sede siti posti, l’ambiente dove si tengono, la d’esame e non viene accettato dal Presimoda che si segue quell’estate, ma dente, non tanto per il ritardo ma per il niente di più, tutto il resto è uguale: l’anfatto che a questa persona Luca aveva sia, la paura di non farcela. Il più grande già procurato guai. Tutte le quinte classi, ostacolo verso il mondo degli adulti, un non danno gli esami, poi, come nelle stoostacolo che poi ti segna…. gli esami rie a lieto fine, si sistema tutto: ognuno della maturità. Muro. Ti domandi perché esiste una cosa così perfida che impedi- Nicolas Vaporidis: protagonista del film affronta la prova. Luca esce con un misero 60, ma almeno è uscito. Con Azsce ai giovani di godersi l’inizio delzurra rimarranno insieme fino al Natale, l’estate... e come te, la pensano Luca e i quello di Simona e Massi, le scappae poi Luca si innamorerà di nuovo e quesuoi amici, Massi, Simona, Alice, Rictelle del papà Peter Pan di Luca con la st’estate un’altra classe affronterà gli cardo. I protagonisti di “Notte prima sua prof. di Lettere, l’amore non riesami con nuovi problemi. Ma questa è degli esami oggi”. Dovrebbero studiare cambiato di Alice verso Luca, che alla altra storia. ma invece, per le strade di una Roma infine si tramuta in una notte di solo Alice Dal Martello fuocata, hanno voglia di divertirsi e così sesso, il ritmo dell’estate 2006 è (1° A Liceo Scientifico) vanno in spiaggia o seguono lo stupendo scandito dalle note dei Gemelli Dipercorso dell’Italia ai Mondiali che culversi, di Carboni e di Alessia, e infine, mina proprio la notte prima degli esami. la notte prima degli esami, la notte La redazione si complimenta Ma che storia sarebbe senza della finale dei mondiali, Luca finisce l’amore?Pure questo sentimento spunta con il prof. Russo dell’ Itis a Milano con Azzurra, riesce a torfra Luca e Azzurra, un amore apparenper aver mostrato il meglio nare indietro con un passaggio in catemente impossibile ma fantasticamente mion e una scatenata corsa in moto dell’arte culinaria durante la vissuto; l’amore a lunga durata come con il padre, che nel frattempo era giornata della creatività! Voci di corridoio 8 isiss ANTONIO SCARPA Dalla prima pagina... I rappresentanti d’istituto: Luigi Finotto e Carlo Bonato SEI SODDISFATTO DEL TUO OPERATO,ANCHE SE NON ANCORA CONCLUSO? Luigi Finotto Carlo Bonato Essere soddisfatto del mio operato vorrebbe dire aver reso Mi sembra che l’operato si possa ritenere soddisfacente, al”soddisfatti” tutti gli studenti e quelli che hanno collaborato meno considerando l’impegno profuso e abbondante. Sacon me. rebbe però stata gradita una maggiore partecipazione e collaborazione da parte degli studenti. COME È ANDATA LA COLLABORAZIONE CON L’ALTRO RAPPRESENTANTE D’ISTITUTO? Beh la collaborazione con Carlo Bonato è stata ottima; riconosco al mio collega di aver fatto indubbiamente un gran lavoro, specialmente durante la mia assenza da scuola a causa di un brutto incidente. Colgo appunto l’occasione per ringraziarlo. A fine agosto, non ero ancora convinto di prendermi questo impegno, avevo paura, non tanto per me, ma per il rischio di trovarmi senza un valido collaboratore, che mi limitasse nel raggiungimento degli obiettivi. Una mattina parlando con Luigi Finotto ho capito che anche lui ci stava pensando, e da quel giorno ho avuto la sicurezza che avrei avuto al mio fianco un collaboratore di cui fidarmi. L’ALLEANZA E LA COLLABORAZIONE CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO? La collaborazione con il preside è rimasta piuttosto ”recondita” ma pur sempre disposta al dialogo ed alla creazione di nuove idee costruttive. Mi preme ringraziare la dirigenza per avermi dato la possibilità di crescere e maturare nel mio incarico dandomi la sicurezza e la tranquillità per poter lungimirare un po’ di più. Non posso che ringraziare il dirigente perché la sua collaborazione è stata importante e preziosa. Si è sempre dimostrato pronto al dialogo, anche se inevitabilmente la sua posizione deve rappresentare a volte un freno per alcune idee degli studenti che potrebbero essere poco “scolastiche”. LE DISPONIBILITA’ SCOLASTICHE ERANO TUTTE SODDISFACENTI RISPETTO ALLE VOSTRE IDEE? Mi sono spesso reso conto che la limitazione principale riguarda la disponibilità economica tanto da frenare alcune Le disponibilità scolastiche ci sono sempre state. E’ mancato proposte. In questo contesto comunque mi è sembrato che un po’ l’interesse da parte di qualcuno di portare avanti le una discreta parte delle spese sia stata dedicata alle attiproposte, incentivandoci e/o interessandosi. vità proposte dagli studenti, ciò è stato positivo per il raggiungimento di determinati traguardi. L’emozione di una super-intervista continua alla pagina seguente Risolvi i rebus. Frase (8,9) Isiss Antonio Scarpa ......Continua l’intervista Voci di Corridoio 9 HAI UN PARTICOLARE PROGAMMA PER IL TUO INCARICO? Dovrei chiedere alla mia segretaria, scherzo. Il mio programma intende soddisfare gli interessi collettivi, e garantire la visibilità di quelli che mi hanno aiutato. Importante è stata “la sinergia di idee ed opinioni” che credo, almeno spero, di aver sempre garantito. Spero che ad oggi il mio programma sia quasi ultimato. Adesso sto pensando come tutti gli studenti a quest’ultimo duro mese di scuola e poi alle meritate ferie. Spero di essere riuscito a rappresentare tutti. HAI IN MENTE QUALCHE PROGETTO OD INIZIATIVA DA SVELARMI IN ANTEPRIMA? Spero che ad oggi il mio programma sia quasi ultimato. Più che progetti od iniziative spero di lasciare al mio succesAdesso sto pensando come tutti gli studenti a quest’ultimo sore un’eredità ricca di idee da rinnovare ed arricchire. La duro mese di scuola e poi alle meritate ferie. Spero di esstrada in poche parole è spianata. sere riuscito a rappresentare tutti. HAI IN MENTE QUALCHE PROGETTO OD INIZIATIVA DA SVELARMI IN ANTEPRIMA? Più che progetti od iniziative spero di lasciare al mio successore un’eredità ricca di idee da rinnovare ed arricchire. La strada in poche parole è spianata. RINGRAZIANDOTI E SALUTANDOTI TI FACCIAMO UN SUPER MEGA IN BOCCA AL LUPO PER LA MATURITA’ Grazie e che crepi il lupo! Si sta decidendo quale potrebbe essere il miglior modo per salutarci alla fine dell’anno scolastico. Una festa in grande stile perché ormai l’aria estiva si fa sentire. Così giungeranno agli studenti, in vai definitiva, gli inviti per la festa di fine anno, quindi il festival dei talenti e la festa d’istituto. Per il resto auguro di cuore a tutti “buone vacanze” e spero di aver lasciato nella scuola un’impronta positiva, che successivamente potrà essere ampliata. GRAZIE E BUONE VACANZE ANCHE A TE. Martina Sartori (4°A Liceo Scientifico) L’ITER DI UNA SCELTA Come varcare la porta di un ateneo con consapevolezza: «ascoltiamo le testimonianze degli ex liceali» Cosa fare, che scegliere. Dove andare, che futuro. Queste sono le domande che uno studente alla fine del Liceo si pone; purtroppo uno studente alla fine del percorso di studi, non deve pensare solo questo, anzi. Tra attività scolastica e studio resta ben poco per pensare al futuro. Una vita tra i banchi di scuola, magari qualcuno si è fatto un’idea di come indirizzare la propria vita. Non basta. Sono tanti i fattori che influiscono su una scelta così importante: dalla lontananza da casa, alla città “più universitaria” passando per la facoltà più prestigiosa. Ma come trascurare la scelta di facoltà: filosofia o chimica industriale? Architettura o ingegneria? Questo è il problema. Spesso la scuola superiore offre agli studenti delle possibilità di incontro con l’università, ma questi quanto sono oggettivi? Non è forse vero che le università tentano a descriversi come le migliori? Non è forse vero che tutte “tirano l’acqua al loro mulino”? Questo crea una certa insicurezza sulla veridicità dei dati. Qual’è allora il modo più efficiente per ottenere informazioni più certe sul futuro? La soluzione migliore è sicuramente il dialogo con studenti già inseriti: questi conoscono tutto, ogni tipo di informazione scolastica o immobiliare, fornendo dati veritieri basati sull’effettiva esperienza. Alla luce di questo, non sarebbe meglio diminuire le attività di orientamento e promuovere incontri con studenti già inseriti nel mondo universitario? «Ai posteri l’ardua sentenza». Alice Tosetto (5° B Liceo Scientifico) Voci di corridoio 10 isiss ANTONIO SCARPA Dalla prima pagina.... L’amicizia: Quale significato ha per i giovani questo valore? Chiedete a qualcuno che cos’è l’amicizia o chiedetelo a voi stessi. Poeti e scrittori si sono posti delle domande sull’argomento ma senza mai trovare una risposta definitiva e universale C’è chi vi dirà che l’amicizia non esiste, che le persone ti sono amiche per interesse; c’è chi ti dirà che nella vita hai solo tre al massimo quattro amici, tra cui ci sono i tuoi genitori, c’è poi chi ti dirà che è circondato da amici e per cui chiunque è gentile e simpatico può essere considerato tale. Amico: parole molto vecchia ma capace di esprimere in cinque lettere uno dei sentimenti più grandi e necessari per un’esiLE NUOVE PROSPETTIVE DEL stenza serena. Alzi la mano chi non ha un amico/a, con cui conMERCATO DEL LAVORO fidarsi, esprimere le proprie emozioni o sfogarci. L’amicizia è Il giorno 29 marzo gli studenti del triennio hanno parte- un sentimento difficile da trovare, ma ancora di più da ragcipato alla conferenza intitolata “Le nuove prospettive del giungere. Poche persone ti saranno per tutta la vita amiche, e mercato del lavoro”, tenuta dal dott. Maurizio Galluzzo, queste sono come dei fiori, da coltivare, innaffiare, curare in docente presso l’Università di Architettura di Venezia, e modo che il fiore non appassisca. È un sentimento difficile da vicepresidente di Unindustria Treviso. Temi fondamentali raggiungere anche perché sembra quasi che la tecnologia vodel dibattito l’inserimento dei giovani nel mercato del la- glia contrastare i rapporti tra le persone, ad esempio gli sms voro e il cambiamento dell’industria. Il primo aspetto ana- che ci vincolano nell’espressività; saranno senz’altro immediati lizzato riguarda il quadro generale dell’occupazione nel ma possono essere facilmente equivocati perché non suppornordest. Le statistiche evidenziano un costante invec- tati dalla comunicazione non verbale. E dov’è l’amicizia? Un chiamento della popolazione che richiede un aumento cre- amico è molto raro e non è da confondersi con le numerose scente delle attività di servizi, con conseguente persone che ci circondano: le persone sono come le foglie e tu ampliamento delle possibilità lavorative. Altri dati emersi sei l’albero. D’estate belle e rigogliose, d’inverno appassite e l’aumento dell’istruzione generale e la ridotta disoccupa- secche, ma quando arriva l’estate tornano più smaglianti che zione che caratterizza il nostro territorio, la prevalenza mai. Solo le persone più vicine resistono nei momenti di diffidelle piccole imprese e la crescente necessità di interna- coltà, ma una volta superata la crisi queste persone diventano zionalizzazione. Nella scelta del percorso scolastico da in- amici. Ma l’amicizia esiste? Credo di si, o almeno vogliamo cretraprendere è necessario proiettarsi nel futuro: come derci, magari la vita ci smentirà o ci confermerà. Vogliamo sarà il lavoro tra tre o cinque anni? Le attività lavorative crederci perché senza amicizia non si può vivere. L’amico può a basso livello di specializzazione verranno svolte al- essere chiunque anche un genitore, perché no? L’importante è l’estero e in generale si lavorerà a livello globale. È apparso creare un legame che non inciti al primeggiare su un altro, o alevidente l’invito del relatore a non ragionare solo a livello l’invidia, ma all’aiutarsi reciprocamente. Penso sia giusto conlocale, ma iniziare a spaziare su scala mondiale. Risulta in- cludere con “chi trova un amico trova un tesoro” anche se purtroppo spesso oggi giorno si tiene il tesoro e si molla dispensabile nel futuro lavoratore la disponibilità a viagl’amico. Martina Sartori (4°A Liceo Scientifico) giare: mobilità sarà la parola d’ordine. È necessario quindi evitare di operare le proprie scelte nell’ambito formativo e lavorativo in funzione dei legami affettivi che possono indurre alla sedentarietà. Si è sottolineata anche la differenza sostanziale che distingue la “cultura del lavoro” italiana da quelle statunitensi e nord-europee. La flessibilità è un elemento caratteristico di queste ultime. Ma una flessibilità da non confondere o associare con precarietà. Parliamoci chiaro, non si vuole far passare la flessibilità come un requisito che migliora a tutti i costi la situazione del lavoratore. A chi ha la certezza di un impiego a tempo determinato deriva sicuramente maggiore stabilità rispetto a chi non ce l’ha, ma la flessibilità non deve spaventare se si ha in primo luogo la sicurezza di sé stessi. Ciò vuol dire che bisogna essere convinti delle proprie capacità. Si è poi proceduto evidenziando il ruolo della formazione. Il mercato del lavoro locale è caratterizzato dalla mancanza di alcune mansioni e professionalità fondamentali per il tessuto produttivo. Gli studenti che scelgono di specializzarsi in un campo molto ristretto devono essere sempre pronti a rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro. Secondo le statistiche il 75% dei neoassunti necessita di un’ulteriore formazione, e il 20% delle imprese fa formazione continua. Varie le competenze richieste per lavorare: padronanza espressiva e capacità di calcolo, conoscenza della lingua inglese e degli strumenti informatici. Suggeriti anche alcuni preziosi consigli per fare il primo passo nel mondo del lavoro. È essenziale dare una buona presentazione di sé al possibile datore di lavoro. Il dottor Galluzzo ha fornito un’analisi precisa delle prospettive future del mercato del lavoro ed è riuscito a renderci partecipi di un mondo che fino a prima era estraneo ai più e a farlo risultare un po’ meno “extraterrestre” ai nostri occhi. Alessandro Fiocco, Massimo Scolaro, Alessandro Marcuz (3°A Liceo Scientifico) La redazione di “Voci di Corridoio” ha inteso pubblicare il secondo numero del giornale oggi (09 Maggio 2007) in quanto ricorrenza della nascita di Antonio Scarpa. E’ inoltre da sottolineare che questo giornale ha come unico scopo la diffusione scolastica e non la vendita a scopo personale. Isiss Antonio Scarpa Voci di Corridoio La libertà di comunicare: un concetto tanto caro ad Immanuel Kant 11 Il giornale: una fucina di idee Vi siete mai chiesti a che cosa serve un giornale? E cos’è la libertà di stampa? Vi risponde subito Immanuel Kant, intervenuto a suo tempo sulla discussione, sentendo la minaccia di essere privati della libertà di pensiero e di scrivere dopo la morte dell’imperatore Gugliemo. Il filosofo si batté contro coloro i quali sostenevano che se anche fossimo privati della libertà di parlare avremo sempre avuto quella di pensare. Sbagliato. «Se non fossimo, per così dire, - interviene Kant - in comune con gli altri, ai quali comunichiamo i nostri pensieri, la libertà che crediamo di possedere non avrebbe senso». Possiamo dargli torto? Come faremo oggi senza una comunicazione? In primis serve un luogo comune dove confrontarsi e discutere: il giornale. E questo ha bisogno di norme che regolino l’interazione fra gli individui: l’etica del giornalista. Questa non deve riguardare l’ambito personale. Il giornalismo non è l’unica professione che risente dei problemi etici. Pensate ai medici. E al dibattito sull’eutanasia. Perché i giornalisti vengono accusati di tener poco all’etica? Per essere un bravo giornalista non basta saper scrivere, ma essere oggettivi mettendo il lettore in una posizione tale da capire i fatti. Ogni giornalista deve rendere conto delle fonti. Informateci di tutto. Ma lasciate a noi il compito di decidere se la notizia può interessare o meno. Non abbiamo bisogno di giornalisti narcisisti, né di opinionisti. Non basta nemmeno l’etica filosofica stabilire la veridicità di una notizia, ma un etica simile potrebbe rinvigorire la comunicazione. Ognuno ha diritto all’informazione. Questo è un pubblico diritto. Giulia Lucchese (5°C Liceo Scientifico) Solo due degli arceri qui affianco sono uguali. Quali? Hacker si introducono nei Pc della scuola. La domanda sorge spontanea: i metodi di Sicurezza sono così sicuri? Durante un normale pomeriggio di lavoro redazionale, alcuni malintenzionati si sono introdotti nella rete dei computer scolastici creando momenti di scompiglio nella lezione di web design del prof. Giannì. Secondo un’immediata ricostruzione dei fatti pare che si trattasse di una burla di alcuni ragazzi. Questi utilizzando il server dell’Istituto hanno preso possesso di alcune macchine e si sono divertiti a chiudere finestre di lavoro, far comparire scritte e cose simili. Tuttavia dopo un accurata ricerca nel pc si è scoperto che erano presenti alcune tracce di indirizzi esterni, ciò lascia presagire quindi che qualche utente remoto si sia collegato al sistema. E allora la domanda sorge spontanea: sono sufficienti i metodi di sicurezza applicati nelle aule e/o negli uffici? Ovviamente la colpa non è del tecnico della scuola o del preside, ma una cosa è certa, quante più barriere vengono applicate, più un hacker si diverte a superarle. È comunque risaputo che non c’è protezione che tenga se sottoposta ad un attacco ben organizzato, ma nonostante ciò non bisogna arrendersi. È necessario continuare a lottare per chiudere le porte a questi “spioni” che continuano a sbirciare nei nostri documenti privati senza che ce ne possiamo accorgere. Perciò il consiglio che vogliamo dare a chi si occupa di sicurezza in reti aziendali e/o scolastiche è proprio quello di non arrendersi mai per avere un sistema più sicuro possibile, e se qualche attacco va a segno, non disperate, scoprite quale falla del sistema hanno sfruttato e correggetela subito. Filippo Del Frari (3°C Liceo Scientifico) Voci di corridoio 12 isiss ANTONIO SCARPA L’almanacco della settimana avvenimenti curiosi per gli amanti della storia Nell’ultimo numero di questo apprezzato (almeno si spera) giornale scolastico, ci siamo soffermati a parlare di una data in particolare, ma una nuova idea ci è subito balenata in mente. Perché limitarsi ad un unico giorno? Perché non estendere, invece, la nostra ricerca all’intera settimana? Con questo articolo potrete, anzi potremmo, riflettere insieme su fatti bizzarri e anche divertenti, accaduti tra il 7 ed il 12 maggio, scelti accuratamente per destare il vostro interesse, portati alla nostra attenzione dalla maratona senza fine di Crono. Ma bandiamo agli indugi, passiamo ai fatti. 7 maggio. 1824: si svolge la prima esecuzione della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven eseguita al Teatro di Porta Carinzia a Vienna. 1833: nasce ad Amburgo il compositore Johannes Brahms. 1919: nasce a Los Toldos (Argentina) Evita Peron, moglie (1945) del dittatore Juan Domingo Peron. Nonostante il marito, Evita si è sempre schierata dalla parte degli emarginati, battendosi per i sindacati, contro il lavoro minorile, per un miglioramento della sanità e della condizione delle donne. 1922: nasce a Roma l’attore italiano Raimondo Vianello. Dopo aver sposato la collega Sandra Mondani nel 1962, condurrà con lei numerose trasmissioni. 1946: viene fondata da Masaru Ibuka e Akio Morita la Tokyo Telecommunications Engineering, in seguito ribattezzata Sony. 8 maggio. 1886: il farmacista John Styth Pemberton, nella sua casa di Atlanta (Usa) inventa una bevanda gasata che verrà chiamata Coca-cola. Con l’ausilio di una caldaia di ottone, creò uno sciroppo basato su estratti vegetali e noci di cola (albero africano) che, allungato con la soda, diventava una bevanda dissetante, la cui formula chimica è ancora segreta. Questa bevanda è nata nel tentativo di creare un farmaco per il mal di testa .1898: in un giorno si disputa il primo Campionato di calcio di Serie A. 1903: muore a 54 anni ad Atuana Hiva-Oa, nelle Isole marchesi, il pittore francese Eugene Henry Paul Gaugain. 1906: nasce a Roma il regista Roberto Rossellini. 1982: muore a Zolder, in Belgio, in seguito alle prove del GP, il pilota di F1 Joseph Gilles Henri Villeneuve. 9 maggio. 1752: nasce a Lorenzaga di Motta di Livenza il medico e anatomista La redazione consiglia....Da una scrittrice in erba dell’ISISS “Scarpa” KATIE DOUNE E L’EXEMPLAR, Il romanzo di Ilaria Furlan La storia ha inizio in una sera d’inverno, Katie, un bambina di 11 anni, tornando a casa da una festa dalla sua migliore amica, Isabelle, si imbatte in uno strano essere: un exemplar, una copia. Questa creatura dallo strano aspetto racconta alla bambina che ogni uomo vivente sulla Terra è legato ed è la copia di un altro essere ad Exemplaria, il magico mondo degli exemplar. Le due diventeranno grandi amiche ed insieme cercheranno il modo di giungere fino all’altro mondo. Durante le ricerche Katie scopre di avere un enorme potere, bello ma pericoloso e difficile da gestire soprattutto per lei, piena di sogni e aspirazioni. Inizierà così il suo viaggio verso Exemplaria, un viaggio immerso nel suo passato per vincere le sue paure in modo tale da poter affrontare il futuro e ciò che le aspetta col coraggio di chi non si arrende alla prima difficoltà. Al termine del suo viaggio, le verrà chiesto di abbandonare definitivamente le proprie paure: gli exemplar sono in pericolo, un mostro malvagio di nome Forghel vuole distruggere Katie, la loro protettrice per avere il potere su Exemplaria, ed anche gli uomini sono coinvolti in questo scontro. Si apre un nuovo scontro tra il bene ed il male, in cui una bambina scopre come affrontare la vita e gettarsi alle spalle le proprie paura per il bene comune; in questo primo libro della trilogia, l’avventura comincia a prendere forma, prima dell’epico scontro tra il bene ed il male. Ilaria Furlan (3°D Liceo Scientifico) Antonio Scarpa. 1960: la Food and Drug Administration approva la vendita della pillola anticoncezionale negli USA. Usata da più di 100 milioni di donne nel mondo essa è diventata uno dei farmaci contraccettivi maggiormente usati a livello globale, anche se le percentuali variano di paese in paese, solo dopo che la moralità dell’opinione pubblica l’accettò definitivamente. 1977: nasce a Ostrava (Repubblica Ceca) il giocatore del Milan Marek Jankulovski. Prelevato nel 2000 dal Napoli, vi starà insieme anche quando passerà in serie B. Dopo due anni, per 11 miliardi di lire, passa all’Udinese e nel 2005 approda alla squadra dei rossoneri. 1978: viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro, cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana. Ricordato soprattutto per il “compromesso storico” stipulato con l’allora capo del PCI, Enrico Berlinguer, alle 9:15 del 16 marzo 1978, mentre andava a Montecitorio per votare la fiducia al governo Andreotti, l’auto di Moro venne intercettata da un commando delle Brigate Rosse in via Fani e fu prelevato illeso. 55 giorni dopo il suo cadavere venne ritrovato in una Renault rossa in via Caetani. 10 maggio. 1899: nasce ad Omaha, nel Nebraska, Frederick Austerlitz, in arte Fred Astaire. Morirà a Los Angeles il 22 giugno 1987. 1960: nasce a Dublino il cantante degli U2 Paul Hewson, il cui nome d’arte è Bono Vox. 1987: il Napoli vince matematicamente lo scudetto. 2006: viene eletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Già senatore a vita nominato da Carlo Azeglio Ciampi nel 2005. 11 maggio. 1904: nasce a Figueres (Spagna) il pittore Salvador Dalì. Famoso artista della corrente del Surrealismo e del Cubismo, Dalì morirà il 23 gennaio 1989 nel paese natale. 1927: viene fondata, in California, la Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, che istituisce due anni dopo l’Academy Award, meglio noto in Italia come Premio Oscar. 1981: muore a Miami, in Florida, il cantautore, cantante e chitarrista giamaicano Robert Nesta Marley, meglio noto come Bob Marley. Il più grande musicista reggae della storia, a cui va il merito di aver diffuso il genere al di fuori della Giamaica. Riccardo Gerotto (1°A Liceo Scientifico) Isiss Antonio Scarpa Voci di Corridoio La pagina di Oderz o 13 Questo fragile corpo, matrice della mente e dell’anima Un dibattito d’eccezione ed attualità nella sede di Oderzo I disturbi alimentari, questo è il tema dell’incontro tenutosi presso l’aula magna della scuola media “Amalteo”, gentilmente concessa alla scolaresca dell’Isiss della sede di Oderzo. Il dibattito, promosso dai docenti Anna Maso ed Enrico Vaglieri , e dal direttore della sede di Oderzo, prof. Fortunato Lorenzon, ha visto la partecipazione dei dott. De Luca e Paro, rappresentanti dell’AGESC, e della dott.sa Fontana, psicologa presso l’ULSS di Treviso, del prof. John Rollison e della sig.na Martina Moras, testimone di una decennale lotta contro l’anoressia. A prendere per prima la parola il preside, Mario Sala, che ha ringraziato i docenti organizzatori e ha dato il via libera all’incontro, passando la parola a Mario de Luca, che ha riassunto il ruolo dell’AGESC in Italia, subito seguito da Maurizio Paro che ha illustrato il progetto “Questo Fragile Corpo, Matrice della Mente e dell’Anima”. A seguire la dottoressa Fontana, che ha spiegato ai ragazzi le cause che portano ai disturbi alimentari, quali ad esempio i cambiamenti del corpo e la necessità di riconoscimento all’interno di un gruppo. La dott.sa ha sottolineato l’importanza della comunicazione dei giovani con la famiglia. «Per questo - ha aggiunto - è essenziale fornire agli adolescenti una creatività sana, con la quale il giovane possa confrontarsi con gli altri e allo stesso tempo reagire allo sconvolgimento emotivo cui è sottoposto, alla cui base c’è l’ipercriticismo, il concetto della società “dietista”, della volontà di eccellere in ogni cosa e della necessità di differenziazione». È seguita poi l’intervista “in diretta”, tra Martina Moras e Monica Meschino, attraverso la quale i ragazzi hanno potuto vedere e capire il mondo dell’anoressia. «Come ha detto la sig.na Moras, “…il 99% lo devi dare tu stesso, ma ti serve l’1% di aiuto dei tuoi parenti…». Ecco dunque di nuovo sottolineata l’importanza della comunicazione all’interno del nucleo familiare e di una reazione decisa da parte dei parenti. Durante l’intervista è intervenuto il dott. Rollison, che ha interagito con i ragazzi per esemplificare e chiarire i processi mentali che portano a reazioni forti quali bulimia, anoressia e altri disturbi alimentari. Un intervento importante, da ripetere nell’istituto soprattutto perchè utile ai giovani per capire l’importanza della comunicazione e della volontà a non cedere all’idea di perfezione che la società ama propinarci. Marta Marcuzzo (1° Liceo Classico) - Non so come mai, ma ora che ho imparato a parlare, non so cosa dire... Bulimia tra cause e testimonianze La dott. Fontana: «L’insicurezza è un primo malessere». Martina Moras: «Ci sono caduta per una banalissima dieta». «L’insicurezza di fondo è un primo malessere che porta diritto alla bulimia e all’anoressia», queste le prime parole della dottoressa Fontana, Responsabile dello Studio del Comportamento e dei Disturbi Alimentari dell’Ulss di Treviso, con cui ha cominciato ad illustrare le cause di questo malessere. La premessa è forte, come il resto del discorso, incentrato sulla psicologia adolescenziale e tutti i suoi lati più o meno oscuri. Davanti ad un pubblico attento, la Fontana ha argomentato che il corpo è espressione dell’animo: «Su di esso – ha detto – prendiamo le più disparate decisioni quali per esempio farsi un piercing o un tatuaggio. Un vero desiderio per distinguersi dalla massa oppure cercare di entrare a far parte di un gruppo». Fontana descrive poi come cambiano i rapporti con i genitori, quali conseguenze negative si possono riscontrare su se stessi. Uno dei modi può essere quello di distruggere l’angoscia interiore che contribuisce, appunto, a creare un senso di smarrimento nella persona, aiutata anche dall’insicurezza. Non solo il rapporto con i genitori, ma anche con tutto ciò che ci sta accanto, a partire dai nostri coetanei può far male. Per paura o proprio cercando il confronto si può vincere l’insicurezza, cercando di raggiungere il perfezionismo. Ma, come ha sottolineato la dott. Fontana, l’ideale di bellezza ai nostri giorni è un canone patologico; le ragazze per essere belle devono diventare sempre più magre e ciò le porta anche a star male pur di raggiungere l’obiettivo. E Martina Moras, testimonianza diretta di un caso, alla domanda “come è cominciata la dieta che l’ha portata alla bulimia”, ha risposto: «Come causa iniziale posso additare la profonda insicurezza e la parallela voglia di arrivare alla perfezione». Martina comincia la sua odissea con una normalissima dieta, presa forse un po’ troppo alla leggera dai suoi genitori, che credevano fosse una “bravata”, una di quelle tipiche fisse, di quelle manie, che molte volte prendono le ragazze. Dopo un po’ di tempo però, scuse e bugie, andate purtroppo a segno, dopo essere arrivata all’impressionante pesoforma di 40 chili, per 1,75 di altezza, i suoi genitori decidono di portarla in una clinica per curarla. È uscita fuori da questo brutto tunnel grazie al dottor John Rollison e alla dott. Fontana. Forza speciale è stata data anche dal suo ragazzo. E dall’amore di tutti. Paolo Sian (1° Liceo Classico) Voci di corridoio 14 isiss ANTONIO SCARPA La pagina dello sport Spiagge bagnate per il beach volley Intervista alla prof.ssa villotta Secondo appuntamento sulla spiaggia di Bibione per il torneo del beach volley dell’ISISS “Scarpa”. Nonostante la pioggia non è mancato il divertimento e l’agonismo tra i ragazzi. La parola a questo punto all’ideatrice di questo progetto molto gettonato tra gli studenti. Come è nata l’idea del beach-volley? Nella provincia di Venezia dove lavoravo prima, una giornata del mese di maggio veniva dedicata ai tornei di beach-volley con scuole del circondario. Ho quindi deciso di ripetere questa esperienza in questa scuola coinvolgendo insieme ragazzi dell’ITIS e del Liceo. Tutti i professori sono favorevoli a questa iniziativa oppure ci sono stati disagi e/o polemiche per l’organizzazione? All’inizio ci sono stati dei dubbi per quanto riguarda il comportamento dei ragazzi, ma ora, dopo l’esperienza dell’anno scorso, tutti sono favorevoli. Come hanno reagito gli studenti a questa iniziativa?Sono molto contenta perché i ragazzi si sono comportati correttamente. Sono stata inoltre molto soddisfatta dell’ampia partecipazione e del grande impegno dei ragazzi. Come e dove si svolgerà il torneo? Chi arbitrerà le partite? Il torneo si terrà a Bibione come l’anno scorso. Arbitreranno le partite alcuni ragazzi della scuola già abituati a farlo. Altri ragazzi segneranno i punti. Noi professori invece solo vigilanza. Quante classi aderiranno? ParTroppi farmaci e prodotti salutistici nella borsa degli atleti: teciperanno tutte le classi sia del Liceo che dell’ITIS. In vitamine e antinfiammatori, creatina e aminoacidi abbon- tutto sei ragazzi per classe, più altri addetti ad arbitrare e a dano nelle strutture sportive. Sostanze reperibili ovunque, segnare i punti. Come mai il liceo Classico e Linguistico, che non certamente proibite, ma, comunque, tali da provocare dovevano partecipare, non verranno a Bibione? Se veniva danni alla salute. Il problema tuttavia non è questo. Infatti, anche Oderzo ci sarebbero state troppe persone e i campi a fino a pochi anni fa il doping riguardava solo il mondo dello disposizione sono solo otto. Per quest’anno si è deciso di consport professionistico. Il dato allarmante è che un numero centrare tutto in una sola giornata e quindi quelli di Oderzo maggiore di sportivi dilettanti ricorre ai farmaci più che al- non saranno presenti. La prossima volta si adotteranno alcuni l’allenamento, e tra questi sportivi è in crescita il numero di interventi per permettere anche un loro ingresso. Ma c’è inragazzi, tanto che il doping è diventato anche un problema tesa e rapporto di collaborazione tra i docenti di Oderzo sociale. Secondo uno studio dell'Istituto di Medicina So- e Motta per programmare attività scolastiche ed extraciale il 4-7% dei 16enni fa uso di sostanze. Preoccupante il scolastiche? C’è una buona intesa fra gli insegnanti di educadato delle palestre: la percentuale supera il 25%. Una ri- zione fisica di Motta e Oderzo. Infatti alle fasi provinciali e cerca dell’Unione Italiana Sport afferma che il 43 % degli regionali di nuoto si è creata una squadra unica per tutto adolescenti si dichiara disponibile a doparsi. Quali le moti- l’ISIS. Per certe attività come il beach-volley non è invece vazioni? Molti ragazzi assumono sostanze anche per miglio- possibile. In generale tutte le attività sono state organizzate rare il proprio aspetto fisico. Ci si giustifica dicendo che insieme nelle varie riunioni di dipartimento. “doparsi” è pratica diffusa e non moralmente condannabile. Spesse volte si ravvisano due modi differenti di pensare Ma il problema è la scarsa conoscenza delle conseguenze. pur trattandosi della stessa scuola. Servono a qualcosa L’allenatore dovrebbe fare la sua parte. E la scuola poten- le riunioni di dipartimento? In verità c’è sempre poca gente ziare l’informazione. alle riunioni di dipartimento. Alessio Mattiuzzo Alberto Spadotto (3° D Liceo Scientifico) (2° D Liceo Scientifico) Troppi farmaci e integratori nelle borse degli atleti, e non solo. Doping un problema adolescenziale. E’ opportuno che la scuola informi meglio Tornei scolastici ai raggi X L’anno scolastico sta per finire e i tornei della scuola sono in dirittura d’arrivo. I gironi preliminari di ping pong sono terminati per il biennio maschile e per la categoria femminile e si passerà quindi alle fasi eliminatorie. Il torneo del triennio invece si è concluso con la vittoria di Emanuel Galai, seguito da Matteo Corsi e Fabio Girardi. Ad un passo dalla chiusura le qualificazioni dei tornei di calcio e di pallavolo, non è ancora stato ben definito però quante squadre passeranno il turno. Il 26 aprile si sono tenute le gare di atletica leggera, strabilianti i risultati. I 100 metri se li sono aggiudicati Elena Montagner (1D L.S.) e Luca Strappazzon (1A L.S.) nella categoria allievi, Irene Nardo (4A L.S.) e Luca De Pizzul (3A ITIS) per gli Juniores. Giulia Fattorello (2C L.S.), Alex Giarolo (2D L.S.), Silvia Serafini (4A L.S.) e Riccardo Rosolen (4B L.S.) hanno tagliato per primi il traguardo dei 1000 metri. Solo la categoria Juniores invece ha partecipato alla gara dei 300 metri, vinti da Debora Vendrame (4B L.S.) e Federico Rado (5A L.S.). Minori le adesioni sia alle gare di salto in lungo, dove hanno primeggiato Mattia Crovato (2A ITIS), Maria Dalla Libera (3A L.S.) e Dario Romanzin (3B ITIs), sia in quelle di salto in alto, vinte da Stefano Gioia (1C L.S.), Chiara Girardi (4B L.S.) e Federico Floriani (5A L.S.). Nella disciplina del lancio del peso si sono distinti Elena Tarlac (1A L.S.), Lorenzo Presotto (2E L.S.), Elena Marchetti (3C L.S.) e Stefano Fracon (3° L.S.). Anche quest’anno, il 2 maggio, si è disputato il torneo di beach-volley a Bibione. I partecipanti sono stati ancora più numerosi della scorsa edizione e le partite molto combattute. Il primato quest’anno va alla 5A Liceo che, dopo una battaglia sofferta, si è aggiudicata l’ambito trofeo. Fondamentale è stato il tifo che ha caricato i giocatori e li ha sostenuti per tutta la partita. Seconda classificata la 4B ITIS seguita a ruota dalla 3D Liceo. Alberto Spadotto (2° D Liceo Scientifico) Isiss Antonio Scarpa Voci di Corridoio 15 La violenza nel calcio: un’occasione per riflettere Il mondo del calcio o in generale dello sport è in crisi. Dopo i fatti di Catania ormai lontani nel tempo (sono passati più di tre mesi), ma che tutti ricordiamo benissimo, anche l’Italia è diventata protagonista di atti di violenza. Allo stadio non si vede più la partita bensì ogni tipo di brutalità che comprendono razzismo e inciviltà. I vertici della politica e del calcio hanno tentato di porre una linea dura perché le circostanze hanno fatto comprendere che alla violenza bisogna reagire in maniera risoluta: stadi a porte chiuse o aperti solo agli abbonati, rigidi controlli delle forze dell’ordine, sistemi elettronici di ispezione e perquisizione (metal detector). I provvedimenti in realtà hanno, almeno in parte, deluso le aspettative. C’è da domandarsi: ma è davvero di questo che il nostro calcio ha bisogno? Gli accorgimenti attuati sono da considerarsi un deterrente temporaneo per tamponare le problematiche emerse di recente ma è ben altro quello che migliaia di tifosi e anche solo tutti gli onesti cittadini richiedono. La corruzione ha inglobato il mondo dello sport più amato da noi italiani e allora le soluzioni devono essere prese alla base. Perchè i giovani invece di guardare la partita partita sportivamente devono per forza “fare a botte” con gli avversari? Si parla di noia tra gli adolescenti. Non è credibile che nel 2007 si parli di noia quando gli impegni, le attrattive sono migliaia. Si parla di stress. La stanchezza che sfocia in rabbia contro chiunque, forse. Si parla di alcool e sostanze stupefacenti o di tifo fanatico e eccessivo. Tante possono essere le cause, tutte ugualmente assurde e inspiegabili. Possiamo chiederci inoltre se la scuola può aiutare la situazione a cambiare. Non c’è dubbio che la società deve puntare sui ragazzi per il futuro e quindi sull’educazione scolastica. Che fare a questo punto? Trasmettere gli onesti valori dello sport, promuovere (come continuano a fare nella nostra scuola i prof. di ed. fisica) i tornei d’istituto o le giornate dedicate alla campestre, al nuoto, al beach volley, all’atletica. Naturalmente tutto questo non può avvenire senza la piena volontà e consapevolezza da parte di noi giovani. Ma è una certezza che tanti tifosi sono convinti di cancellare l’immagine trasmessa di recente dal paese campione del mondo. Alice Battistella (2°D Liceo Scientifico) Certe volte mi vien da pensare che il mio "angelo custode" abbia lo stesso problema nell'intervenire nella mia vita quando inutilmente l'invoco per un abbraccio.. «I dinosauri, quegli stupidi bestioni, si sono estinti per via dei loro gas intestinali. Gli esseri umani, quegli intelligentoni, vanno estinguendosi a causa dei loro gas industriali.» Voci di corridoio 16 isiss ANTONIO SCARPA “Voci di corridoio” tra bilancio di fine anno e previsioni Opinioni dai caporedattori sul primo anno di pubblicazione del giornalino “Voci di Corridoio” A cura di Federico Panighel (3°D Liceo Scientifico) “Considerando che è solo il primo anno di pubblicazione è stato un successo. All’ inizio è stata dura organizzare il lavoro ma ce l’abbiamo fatta! Per il prossimo anno puntiamo a una crescita del gruppo per un giornalino ancora più intrigante.” “La pecca più grande è stata la scarsa partecipazione all’iniziativa. Con una redazione più numerosa si sarebbe potuto alleggerire il lavoro ma anche avere un risultato più curato e interessante, davvero di tutti. Per quest’ anno il giornalino è stata un’occasione mancata: poteva essere uno spazio libero per la circolazione di idee, non solo di meri articoli giornalistici d’informazione. Vista la scarsa presenza di “giornalisti” si è rischiato di sembrare selettivi, e per questo non sono mancate le polemiche. In realtà lo scopo era l’esatto opposto, cioè l’essere aperti a tutti. Sarebbe stato meglio se qualcuno invece di borbottare da lontano si fosse fatto vivo in redazione a dire (o meglio scrivere) la sua.” “Il giornalino scolastico è un’iniziativa interessante. E’ utile per chi collabora alla pubblicazione e per chi lo legge. Aiuta inoltre gli studenti a far gruppo. E oggi non è facile. All’interno della redazione si è creata una giusta atmosfera di lavoro e di collaborazione. Abbiamo imparato a lavorare come un vero team.” “Personalmente credo sia stata un’interessante esperienza formativa. Anche se abbastanza impegnativa, ci ha regalato la soddisfazione di vedere molti ragazzi leggere il giornalino e divertirsi, e questo ci basta.” Il commento del prof. La Carità, coordinatore del progetto. «Mi sembra doveroso scrivere una nota a chiosa di questo impegnativo, ma affascinante lavoro. Nella revisione di questo articolo mi ha colpito positivamente soprattutto il terzo commento. E in particolar modo la parola gruppo. Si, il giornale prepara culturalmente un ragazzo, permette di formulare delle riflessioni ad alunni, prof, dirigenti e così via, ma dà soprattutto l’opportunità di far gruppo. E oggi in una società che tende a formare adolescenti che si autoescludono, o che utilizzano come mezzi di comunicazione solo il telefonino o internet, far gruppo significa preparare ed educare in maniera sana ragazzi che nel prossimo futuro saranno classe dirigente della nostra società. Far gruppo significa anche colmare un vuoto di comunicazione. In questo secondo numero di “Voci di corridoio”, con palese soddisfazione sono riuscito ad inserire anche interventi della sede di Oderzo. Il mio ambizioso progetto sarebbe quello di unire più parti possibili. Aggregare invece di disunire. Creare un riflettore comune. Affascinare i ragazzi. Ci sono riuscito in parte a causa dei problemi personali e poi di quelli scolastici - organizzativi. Ma rimane un solo obiettivo: migliorare. Cari colleghi ora avete in mano il prodotto tangibile del mio lavoro. Lo state sfogliando, oppure state leggendo solo i titoli o l’attacco di un articolo che interessa maggiormente. Lo state giustamente apprezzando o criticando. Ma il vero prodotto finale non è questo giornale, bensì il gruppo creato. Questo è l’obiettivo finale del mio progetto. Un ringraziamento va al Dirigente scolastico, ed ai colleghi che mi hanno sostenuto nel piano operativo. Agli scettici propongo di riflettere. Il riconoscimento più grande va ai ragazzi: grazie per avermi dato spinta e la vitalità necessaria». Che altro dire? Appuntamento al prossimo anno! La Redazione