Spedizione Abbonamento Postale - n. 3/2009

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Spedizione Abbonamento Postale - n. 3/2009
3/09
Spedizione Abbonamento Postale - n. 3/2009 - Dicembre
SOMMARIO
La formula per le imprese
di successo
FOCUS ON
18 Lo stato della crisi
nella provincia di Ancona
I PROTAGONISTI DEL TERRITORIO
22 Premio Fedeltà al Lavoro
e Progresso Economico 2009
Virna Lisi illumina
la cerimonia dedicata
ai lavoratori della provincia
di Ancona
IN COPERTINA
Corinaldo,
destinazione turistica
d’eccellenza europea 2009
foto di Morena Tarsi
ATTIVITÀ CAMERALE
27 Valutare è sviluppare
29 Procedura telematica
a tempo di record
31 La settimana nazionale
dei servizi di conciliazione
delle Camere di Commercio
EDITORIALE
2 Il bilancio dei cinque anni
del mandato di presidenza
Giampaolo Giampaoli
Presidente
5 Sviluppo e sostenibilità
Un nostro impegno costante
per la crescita del territorio
e delle imprese, anche
in tempo di crisi
Michele De Vita
Segretario Generale
PUNTI DI VISTA
8 Intervista a Patrizia Casagrande
Presidente della Provincia
di Ancona
10 Intervista a Marco Pacetti
Rettore dell’Università
Politecnica delle Marche
SPECIALE AMBIENTE
12 La porta d’ingresso
per una nuova concezione
di vita e di business
14 Ecomondo 2009:
Innovazione x Sostenibilità
= Sviluppo
36 Approvata la carta dei valori
delle imprenditrici
dell’area adriatico-ionica
38 Impronta d’Impresa 2009
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
41 Reti di cooperazione nella
progettazione europea
Strumenti e metodi di lavoro
INTERNAZIONALIZZAZIONE
42 Dubai: la finestra
sul Golfo Persico
APPROFONDIMENTI
Qui Economia
Anno LXX - n. 3/2009
Autorizzazione del Tribunale di
Ancona n. 211 del 4/6/1956
Direttore responsabile
Luca Pagliari
Comitato di Redazione
Michele De Vita
(Segretario Generale e Direttore Editoriale)
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La Redazione
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Impaginazione e stampa
Aniballi Grafiche srl
Via Sacco e Vanzetti, 7
Ancona
Progetto grafico
GIO.COM.
Giorgetti Comunicazione
44 Dubai: aspetti contrattuali,
societari e fiscali
47 Corridoi paneuropei
e le Marche.
Esclusione dall’alto
o inerzia del territorio?
Stampato su carta ecologica certificata
Freelife - Cartiere Fedrigoni
49 Exit tax: mobilità della
ricchezza e delle imprese alla
prova del prelievo tributario
51 Marketing internazionale: la
“good practice” dell’incoming
La Camera di Commercio di Ancona
è Certificata ISO 14001:2004 e Registrata EMAS
Quieconomia
EDITORIALE
IL BILANCIO DEI CINQUE ANNI
DEL MANDATO DI PRESIDENZA
nistrazione che negli ultimi
iamo ormai giunti al
anni si è dimostrata più
termine del mio
efficiente e moderna, che
mandato. Il lavoro
ha saputo cogliere le istancondotto da questa Giunta
ze dei suoi interlocutori per
e dal Consiglio ha preso le
fornire risposte adeguate
mosse dal piano di riorgaalle imprese, alle associanizzazione e sviluppo della
zioni di categoria, alle istiCamera di Commercio e ha
tuzioni locali.
fatto leva sull’importanza
Siamo riusciti a svolgere un
dei processi comunicativi.
ruolo di coordinamento nelIn questi cinque anni ho
le materie economiche di
lavorato per la Camera con
competenza, nella convinl’obiettivo di crescere insiezione che i contatti costanti
me e affrontare le trasforcon le imprese siano di
mazioni che stanno attraestrema importanza per inversando gli enti pubblici.
terpretare i reali bisogni e le
Abbiamo lavorato innanziGiampaolo Giampaoli
esigenze che queste espritutto sulla nostra capacità
Presidente della Camera di Commercio
di Ancona
mono. Abbiamo sottoscritto
di farci comprendere e
dei protocolli d’intesa e
conoscere; in una parola,
accordi di programma con la Provincia di
abbiamo voluto comunicare, aprire un varco
Ancona per la promozione congiunta di iniziaper il passaggio di osservazioni, esigenze,
tive e strategie a favore dello sviluppo del terrisposte. Riteniamo che questa sia la via prinritorio, con l’Università in tema di tutela della
cipale per il miglioramento di ogni azione
proprietà intellettuale, con l’ARPAM per la
finalizzata all’interesse pubblico.
promozione di un modello di sviluppo sosteLa grande attenzione all’innovazione tecnolonibile, con il Comando Militare Marche per
gica ha portato il nostro ente a investire nelpromuovere ed attivare esperienze di tirocinio
l’informatizzazione delle procedure amminiformativo rivolte a militari volontari in congestrative, per semplificarle e rendere più semdo, con il Co.re.com per diffondere lo struplice i rapporti con l’utente. In tale ottica, ad
mento conciliativo nel settore delle telecomuesempio, con la Business Key è possibile sotnicazioni. Molto intenso è stato il lavoro con la
toscrivere da qualsiasi collegamento internet,
Regione Marche con la quale abbiamo partecidocumenti informatici con lo stesso valore
pato a numerosi tavoli di lavoro per la goverlegale di una firma su carta. Il Registro delle
nance del territorio e sottoscritto protocolli per
Imprese da ottobre 2006 è inoltre certificato
la promozione dell’osservatorio sul porto di
per la qualità sotto lo slogan “fare il massimo
Ancona, per il sostegno di innovazione e culper voi è la nostra impresa quotidiana”.
tura brevettale, nonché l’adesione al fondo di
Quella che mi accingo a lasciare è un’ammi-
S
2 Quieconomia
garanzia regionale per le PMI.
Senza perdere mai di vista il rafforzamento
della comunicazione dell’Ente camerale in
tutti i suoi punti di contatto e verso tutti gli
stakeholder, abbiamo perseguito obiettivi di
concreto servizio al territorio in linea con le
direttive europee e in un’ottica internazionale pur senza mai prescindere dalle peculiarità, dalla vocazione e dalle potenzialità proprie del tessuto socio-economico provinciale.
Per il raggiungimento di tali traguardi ringrazio il Segretario Generale, i dirigenti e tutto il
personale che si sono impegnati con dedizione e continuità nella gestione di un ente complesso come la Camera di Commercio.
Questo approccio ci ha portato alla realizzazione di progetti di lungo e medio periodo in ambiti strategici diversi: dal turismo alla tutela della proprietà intellettuale, dallo sviluppo infrastrutturale all’internazionalizzazione, dalla formazione professionale alla progettazione comunitaria, il tutto tenendo sempre presenti i valori
guida dello sviluppo sostenibile, del rispetto
dell’ambiente e della responsabilità sociale.
Il ruolo internazionale della Camera di Commercio è stato molto sviluppato grazie all’attività svolta dall’azienda speciale Ancona
Promuove e dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Jonio.
Con soddisfazione posso parlare del tavolo
del turismo del Forum, a cui ho partecipato
attivamente, e della strategia comune di promozione turistica che sta coinvolgendo i 7
Paesi della macroarea adriatico-ionica che si
presenteranno congiuntamente sui mercati
turistici mondiali con il logo “Adrion”, simbolo di una nuova offerta turistica che racchiude più destinazioni dislocate nei Paesi
bagnati dai due mari.
L’esperienza del Forum è fortemente maturata, acquisendo un importante riconoscimento e coinvolgimento nell’ambito del Segretariato Adriatico e Jonico; per il quale si stanno
svolgendo attività di riferimento nell’ambito
economico.
Anche i rapporti con l’Unione Europea sono
stati particolarmente curati, con le presentazio-
ni del Forum agli europarlamentari, con la partecipazione agli Open Days ed al Primo Parlamento Europeo delle Imprese, nonché con incontri specifici con rappresentanti della Commissione e delle Direzioni Generali. La nostra
particolare attenzione allo sviluppo dei rapporti con l’UE, grazie all’esperienza acquisita negli
anni passati, ha portato al rafforzamento dell’ufficio progettazione comunitaria e alla realizzazione di progetti dalla concreta ricaduta sul
nostro territorio e sulla macroregione Adriatica.
Tornando al turismo, quando 5 anni fa il colosso Costa Crociere scelse Ancona come porto di approdo del suo itinerario Adriatico, la
Camera di Commercio si è proposta immediatamente come coordinatrice del progetto di
accoglienza turistica e marketing territoriale e
venne costituito in collaborazione con i diversi soggetti istituzionali e privati, il “Comitato
Welcome to Ancona”, composto da Regione
Marche, Provincia di Ancona, Camera di
Commercio, Comune di Ancona, associazioni
di categoria e operatori portuali. Il progetto
“Welcome to Ancona” nella sua complessa articolazione costituisce un’importante operazione di marketing territoriale, con la quale è
stato possibile approntare un adeguato piano
di accoglienza dei croceristi e in generale dei
turisti in transito nel porto dorico, rispondendo così anche alla fondamentale promozione
turistica della città e del territorio provinciale.
I dati hanno confermato la valenza del progetto: nel corso di questi 5 anni abbiamo raggiunto la quota di 150.000 molti dei quali
hanno deciso di visitare autonomamente il
nostro capoluogo.
Inoltre abbiamo individuato alcuni valori
guida dell’azione della Camera di Commercio
di Ancona con l’intento di coniugare economia, ambiente, innovazione e sostenibilità.
Negli ultimi anni la relazione tra ente e realtà
territoriale ha imposto precise responsabilità
che sono state tradotte in scelte e azioni concrete a livello strategico e gestionale.
Nel 2005 l’Ente ha costituito lo Sportello CSR
dedicato alla realizzazione di iniziative di
sensibilizzazione e diffusione della responsa-
Quieconomia 3
bilità sociale e delle buone pratiche locali.
Con la realizzazione e la pubblicazione del
proprio bilancio sociale – già a partire dal
2007 - la Camera di Commercio si è dotata di
un nuovo metodo per rendere conto del proprio operato ai suoi principali interlocutori e
per colloquiare con essi; non solo le imprese
e le loro associazioni, che certo restano i
nostri principali “clienti”, ma anche le altre
istituzioni, i consumatori, i lavoratori dipendenti, i singoli cittadini e tutti i portatori di
interessi rilevanti. L’ente ha inteso, in questo
modo, instaurare un dialogo continuo con i
propri referenti ritenendo che questo possa
portare, attraverso la concreta conoscibilità
delle scelte e dei risultati, all’individuazione
di linee di intervento e al miglioramento continuo delle proprie politiche.
Un’altra pietra miliare è stata posta, inoltre, con
il conseguimento, nel 2008 (prima Camera di
Commercio in Italia) della Registrazione EMAS
e con la pubblicazione della prima Dichiarazione Ambientale: l’implementazione di un sistema di gestione ambientale e l’informazione
trasparente e credibile (poiché convalidata da
un soggetto terzo) sulle prestazioni ambientali
dell’ente, rappresentano ulteriori passi in avanti nella relazione con gli interlocutori.
Alcuni mesi fa abbiamo pubblicato l’aggiornamento del Bilancio Sociale relativo all’anno
2008 che va già verso la direzione di un rapporto di sostenibilità: si è operato per arrivare alla costruzione di una metodologia, che
rappresenti una sintesi strategica delle iniziative realizzate presentando in un unico documento le informazioni relative alle perfomance sociali ed ambientali dell’ente.
Infine abbiamo sempre confermato la nostra
presenza nelle maggiori infrastrutture e in particolare non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno a favore di aeroporto e interposto.
Concludo ricordando che stiamo ripristinando
l’antico collegamento tra i locali seminterrati
della Loggia dei Mercanti: si tratta di una galleria lunga circa 20 metri e larga circa 4 strutturata in una alternanza di solai costituiti ad archi a
tutto sesto e volte a sesto acuto. L’ampliamento
4 Quieconomia
che se ne otterrà consentirà di disporre di uno
spazio molto pregevole che potrà essere adibito
agli usi che si riterranno opportuni e possibili,
dotando così la città di locali ancora più interessanti e funzionali da ammirare e vivere.
Ho voluto chiudere il mio mandato con la
pubblicazione del libro “Storia della Camera
di Commercio curato da giornalista Luca
Guazzati, che ripercorre i primi anni dell’istituzione della moderna Camera di Commercio nell’ottocento. In occasione della presentazione del libro ho lanciato un messaggio
alla città: avviare un progetto di parziale ristrutturazione del Vicolo Sottomare
Si tratta del vicolo verso il mare su cui la Loggia dei Mercanti ha il suo affaccio: sono appena 150 metri di vicolo, ma corrono lungo le
vecchie mura cittadine prospicienti ad alcuni
dei palazzi più belli di Ancona (come il Palazzo Benincasa e la Loggia stessa). È la via che ha
inizio da portella Santa Maria per chi entra in
città dal porto. Un accesso carico di suggestioni e simbologie che merita di essere ripensato
e riqualificato. Per questo sarebbe bello intraprendere un’attività di promozione in tal
senso, una gara di idee, ad esempio, che premi
concretamente chi saprà elaborare una soluzione tecnica adeguata. Sarebbe ancora un
passo avanti molto significativo nel processo
di ridefinizione della fisionomia cittadina e,
sono certo, anche l’ispirazione per guardare
avanti e accettare le sfide del presente.
Dunque guardando a questo quinquennio in
chiusura di mandato, mi sento di dire che tale
periodo abbia comportato non solo un grande
impegno, ma si sia rivelato anche una bellissima esperienza non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Mi auguro che i
sentimenti di stima e soddisfazione siano condivisi da quanti hanno collaborato con la
Camera di Commercio sotto la mia presidenza. Ringrazio ancora una volta tutti per la preziosa collaborazione e con affettuosa riconoscenza auguro a tutti buon lavoro.
Giampaolo Giampaoli
EDITORIALE
SVILUPPO
E SOSTENIBILITÀ
Un nostro impegno costante per la crescita del
territorio e delle imprese, anche in tempo di crisi
ecentemente, in un suo articolo sul
settimanale del Corriere della Sera, Al
Gore sosteneva che “ognuno di noi ha
un ruolo da svolgere, naturalmente, e le nostre
azioni nella vita quotidiana, in casa e al lavoro,
sono di estrema importanza: sommandosi alimentano la speranza e l’impegno costante che
sono necessari per il successo”.
Ognuno deve fare la sua parte, dalle istituzioni alle imprese, dagli adulti ai giovani, ponendo particolare attenzione ai valori legati all’ambiente, all’etica, alla responsabilità sociale.
Tanto più in un momento difficile come
quello che stiamo attraversando a livello
mondiale.
Un altro spunto interessante che ritengo utile
riportare da quell’articolo sopra citato sottolinea come “la profonda crisi economica mondiale dell’autunno 2008 ha evidenziato l’importanza di uno stimolo globale coordinato per creare
posti di lavoro e rimediare agli effetti di una
recessione insolitamente profonda e sincronizzata a livello globale”.
L’impegno e l’attenzione che possiamo porre
ai valori che ho prima indicato rappresentano, da una parte, una doverosa assunzione di
responsabilità per contribuire ad una vita
migliore a favore della comunità di riferimento, dall’altra, una delle possibili ricette al
superamento della crisi, in quanto consente
di aprire un filone imprenditoriale collegato
alla cd. “green economy” dalle grandi prospettive di sviluppo.
Per la Camera di Commercio, l’esclusivo
orientamento allo svolgimento delle tradizionali funzioni amministrative non esaurisce
ormai da tempo il proprio ruolo.
R
Dott. Michele De Vita
Segretario Generale della Camera di Commercio di Ancona
La relazione tra l’ente camerale e la realtà territoriale in cui opera impone precise responsabilità che si devono tradurre in scelte ed
azioni concrete a livello strategico ed a livello
gestionale.
Pertanto il ruolo della Camera di Commercio
di Ancona si è ampliato negli ultimi anni fino
a ricomprendere ulteriori finalità, che hanno
assunto il carattere delle priorità nella programmazione delle attività:
- la tutela e la valorizzazione della comunità
locale,
- la promozione del sistema economico
locale,
- la protezione dell’ambiente.
La Camera di Commercio, nel formulare ed
implementare le proprie politiche di promozione e sviluppo, ha consolidato un metodo
che tiene conto in via permanente delle necessità e delle aspettative espresse dai diversi
stakeholder, quei portatori di interesse con i
Quieconomia 5
quali l’ente si confronta e collabora.
E nel segno della concretezza che contraddistingue la nostra azione, la Camera di
Commercio – con i suoi organi e tutto il personale – si è messa in gioco in prima persona, per costituire una best practice ed essere
da esempio per la comunità di riferimento.
Oggi l’ente camerale è registrato EMAS (prima Camera di Commercio italiana ad avere
avviato questo complesso ma significativo
processo), è certificato in qualità nel Registro
Imprese e nei servizi amministrativi tradizionali (l’Area Anagrafe Economica), ha consolidato una rendicontazione efficace con il bilancio sociale, che, nel suo ultimo e recente
aggiornamento, è stato integrato per la prima
volta con la dichiarazione ambientale, primo
passo per giungere entro il 2010 ad un vero e
proprio bilancio di sostenibilità.
Sempre più, l’evoluzione della Camera di
Commercio porta a configurare l’ente come il
soggetto pubblico chiamato a fare sintesi tra
gli interessi del mondo imprenditoriale e le
associazioni di categoria, le istituzioni, il
mondo del lavoro, i consumatori e, in genere, la comunità locale.
Le scelte strategiche degli ultimi anni, direi
con grande sensibilità e visione, hanno portato a puntare ad un modello di gestione che
ritiene centrali l’etica d’impresa e la sostenibilità, aspetti che rappresentano nuovi fattori di
competitività su cui puntare, anche in un
periodo di grave crisi mondiale, capaci di far
distinguere l’imprenditorialità locale, non
disgiunta dal territorio, all’interno del sistema
economico nazionale ed internazionale, in un
quadro di forte coesione sociale.
Non è un caso se la nostra provincia si caratterizza per l’alto numero di imprese certificate dal punto vista ambientale ed etico (Emas
e SA8000), con percentuali tra le più elevate
a livello nazionale.
La sostenibilità è diventato, quindi, il principio ispiratore delle scelte gestionali ed
organizzative della Camera di Commercio,
nonché delle proprie politiche di promozione e sviluppo del mondo imprenditoriale
6 Quieconomia
locale, un nuovo approccio strategico alla
gestione d’impresa, fondato su una visione
relazionale.
In questa prospettiva, la responsabilità sociale è diventata lo strumento per costruire interazioni collaborative tra soggetti pubblici,
imprese e società civile, in grado di generare
innovazione territoriale.
Proprio la gestione delle relazioni tra i vari
soggetti diventa il fattore centrale, per portarli a confrontarsi in modo costruttivo verso
un interesse comune, che sia capace di far
convivere economia, ambiente e rispetto
della persona.
La sostenibilità può e deve diventare, in tal
modo, un fattore di qualità della governance
del territorio.
Il percorso fatto dalla Camera di Commercio
di Ancona – rendicontazione sociale, certificazione di qualità, registrazione ambientale –
è pertanto espressione di una nuova visione
di agire, che ispira e collega le scelte strategiche e le modalità organizzative: questo esempio, proveniente da un soggetto pubblico,
caratterizzato da autonomia funzionale, può
fungere da traino per le imprese più sensibili
a coniugare la dimensione economica con
quella sociale ed ambientale.
La sola gestione delle performance economiche non è oggi sufficiente in un approccio
che voglia essere equilibrato ed esaustivo
delle prestazioni aziendali, ma richiede l’affiancamento del livello di sostenibilità (ovvero la gestione delle dimensioni sociali ed
ambientali) raggiunto dall’impresa.
Le varie e recenti azioni che abbiamo messo
in campo sono state ispirate ad aiutare le imprese in questo cammino, pur non nascondendo le difficoltà che tutto ciò comporta,
specie in una fase in cui le imprese debbono
affrontare i problemi quotidiani ed assorbenti collegati alla recessione in atto ed ai suoi
effetti negativi sul mercato e sugli scambi
commerciali.
La partecipazione a fiere di settore, l’organizzazione di formazione e seminari tecnici specialistici, i contributi diretti alle imprese che
intendono certificarsi, le tavole rotonde per
un confronto costruttivo tra imprenditori, i
video promozionali con le imprese al centro
dell’attenzione, costituiscono modalità diverse per accrescere una sensibilità ed un interesse che nel nostro territorio sono già alti,
rispetto ad altre zone d’Italia, ma che, come
crediamo, possono far diventare realmente la
sostenibilità una caratteristica forte e distintiva della nostra economia territoriale.
Come ho fatto recentemente nei miei editoriali per “Qui Economia”, ho adottato la scelta di introdurre un titolo caratterizzato da
due parole chiave, che ritengo un modo efficace per richiamare subito l’attenzione su
concetti, temi e soprattutto valori, su cui,
come Camera di Commercio, vogliamo porre
l’accento in maniera particolare e stimolare il
confronto ed il dibattito con chi ci legge e con
chi entra con noi in contatto.
E mi accorgo come tutto sia intimamente collegato: da “organizzazione e cambiamento”
del numero precedente a “sviluppo e sostenibilità” di questo spunto di riflessione.
A partire dalla nostra organizzazione, infatti,
dove l’intera struttura, da chi lavora per lo
staff ed i servizi interni a chi lavora nei servizi di line per le imprese ed il territorio, è chiamata a dare il proprio contributo quotidiano,
ciascuno nel proprio ruolo, avendo chiara la
mission dell’ente, i valori che ci guidano ed i
risultati che vogliamo ottenere.
Ed avendo ben presente che il mondo corre
velocemente, cambia e si innova, con tutte le
problematiche che ciò comporta ma anche
con le prospettive di miglioramento e di sviluppo.
Naturalmente sostenibile.
Michele De Vita
Loggia dei Mercanti di Ancona, particolare della facciata.
Quieconomia 7
PUNTI DI VISTA
INTERVISTA A
PATRIZIA CASAGRANDE
Presidente della Provincia di Ancona
a cura dell’Ufficio Comunicazione
Insieme possiamo spingere le sfide sempre un po’ più in là.
Turismo, promozione del territorio all’estero e formazione qualificata al centro degli interventi congiunti di Provincia e Camera di Commercio di Ancona.
Negli ultimi anni le collaborazioni tra i due
enti sono notevolmente incrementate. Come
valuta il lavoro fino a oggi?
Gli ultimi anni della Camera di Commercio
coincidono con i primi del mio mandato alla
presidenza della Provincia e dico senz’altro
che i rapporti di collaborazione tra i due
enti, che condividono la medesima area di
azione e di osservazione, sono ottimi. La
Camera di Commercio è uno degli attori
principali del territorio. Tra noi il dialogo è
costante, suggellato da un protocollo d’intesa siglato con l’intento di definire strategie
comuni per la programmazione e per la promozione di iniziative di rete. Uno dei fattori
di successo delle azioni condotte insieme
all’ente camerale risiede nella condivisione
della metodologia e degli obiettivi. Una condivisione che oggi ci trova pronti ad affrontare la congiuntura negativa con lo spirito di
chi non si arrende agli effetti della recessione ma, al contrario, fa ricorso alle più valide
risorse umane e imprenditoriali per preparare la ripresa. Specie in questo difficile periodo, stabilire le priorità insieme alla Camera
di Commercio ci permette di ottimizzare gli
interventi, evitando sovrapposizioni di ruoli
e funzioni. E, proiettando lo sguardo oltre
l’emergenza, abbiamo sviluppato progetti di
sostegno alle imprese, di marketing territoriale, formazione professionale, politiche
agricole, innovazione e ricerca. Senza mai
trascurare quella sostenibilità sociale e am-
8 Quieconomia
bientale che vede la nostra provincia ai primi
posti della classifica nazionale del Bil (benessere interno lordo)
In quali settori di intervento ritiene siano
stati raggiunti i migliori risultati?
Direi che i risultati sono visibili in tutti gli
ambiti di lavoro comune. Ma comincerei
dall’importante obiettivo raggiunto a pochi
mesi dopo il mio insediamento. Nel settembre 2007, la Provincia di Ancona, unica
nella regione, ha costituito il Sistema turistico unico che riunisce tutti i 49 Comuni e
la Camera di Commercio. Si è trattato di
un’adesione naturale perché, come dicevo,
la Provincia e l’ente camerale perseguono il
medesimo obiettivo di valorizzazione del
territorio, di qualità delle strutture ricettive
e dei prodotti tipici. Non è un caso che i
due enti siano stati promotori di quella
“Rete europea dei vini a tonalità verde”, che
coinvolge la Spagna, l’Austria e la Slovenia.
E non sorprende la complicità nel fortunato progetto di co-marketing, tra Verdicchio
e Grotte di Frasassi, denominato Fresco di
Grotta. Sempre nel settore dell’enogastronomia rientrano iniziative come Pane Nostrum di Senigallia, la selezione nazionale
dei vini da pesce, la partecipazione alle
fiere internazionali e nazionali, compresi il
Salone del Gusto di Torino o “Tipica” la
mostra mercato che a dicembre toccherà
Ancona e Jesi nell’ottica della filiera corta
per avvicinare il produttore al consumatore. La qualità innanzitutto, questo è l’imperativo che accomuna la Camera di Commercio alla Provincia. Ma qualità anche
della formazione. Qualche mese fa, con
Giampaolo Giampaoli, un presidente concreto e lungimirante, abbiamo siglato un
protocollo importante che varca i confini
provinciali per aprirsi alla provincia di
Pesaro Urbino e alle università delle due
città, in materia di formazione permanente
dei giovani. In virtù di quel protocollo ci
inseriamo nel progetto Leonardo con borse
di ricerca all’estero per i giovani, nell’anno
europeo della creatività. Qualità della formazione, dunque, ma coniugata all’ascolto
delle reali esigenze del mercato del lavoro
in base al quale impegnarsi con borse lavoro e sostegno all’avvio di nuove imprese,
con particolare attenzione all’universo femminile. Con la Camera di Commercio abbiamo messo in moto una macchina che
intende rilanciare l’economia della nostra
provincia, anche oltre i confini nazionali.
Grazie al Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio abbiamo
avviato tavoli e accordi con l’altra sponda di
natura economica, turistica, ambientale, di
trasporti, che riportano le genti delle due
sponde a un’amicizia e a una collaborazione che ha radici storiche.
In quale ambito ritiene che i rapporti devono essere ancora migliorati?
Il sodalizio tra la Camera di Commercio e la
Provincia di Ancona ha una natura propulsiva. La sintonia tra i due enti produce una ricchezza propositiva che scaturisce dall’ascolto
del territorio. Voglio semplicemente dire che
insieme non possiamo far altro che spingere
le sfide sempre un po’ più in là. Insieme,
lavoriamo per uscire più forti dalla congiuntura negativa, puntando sulla qualità e l’innovazione delle imprese.
Quieconomia 9
PUNTI DI VISTA
INTERVISTA A
MARCO PACETTI
Rettore dell’Università Politecnica delle Marche
a cura dell’Ufficio Comunicazione
Con la collaborazione tra Università e Camera di Commercio, il sapere è applicato al reale sviluppo
del territorio. Per il futuro si guarda insieme alla tutela del made in Italy e alla messa a punto di soluzioni eco-sostenibili per l’economia
Come valuta il lavoro svolto insieme in questi anni da Università ed ente camerale ?
Da anni vi è un’intensa collaborazione tra
l’Università Politecnica delle Marche e la Camera di Commercio di Ancona grazie alla
condivisione di alcuni assi strategici della politica dei due enti.
L’Università ha condensato le sue scelte strategiche nel paradigma delle tre T: Talenti,
Tecnologie e Territorio e soprattutto nel territorio intende svolgere una missione specifica
di affiancatore ed animatore del mondo economico.
Ecco quindi che operazioni come il sostegno alla innovazione tecnologica ed al lancio di nuova imprenditoria hanno trovato
terreno fertile nelle azioni comuni a favore
del lancio di nuove imprese e di spin-off
spesso basate su facilitazioni alla brevettazione, campo questo nel quale da tempo la
Camera di Commercio svolge un pregevole servizio.
Ma l’azione comune non si è svolta solo in
questa area che configura la cosiddetta terza
missione dell’Università, cioè quella di reale
coinvolgimento nello sfruttamento economico dei nuovi saperi sviluppati nei laboratori
dell’Ateneo, ma anche sul piano della qualificazione della alta formazione.
C’è un’esperienza in particolare che ricorda
con soddisfazione?
Un’iniziativa di grande successo ed impatto è
10 Quieconomia
il programma Campus World che prevede il
sostegno a tirocini formativi all’estero presso
imprese e sedi di Camere di Commercio Estere e che permette ai più brillanti ed intraprendenti giovani laureati di svolgere alcuni
mesi di attività lavorativa e di fare esperienza
diretta sui mercati esteri acquisendo competenze indispensabili a diventare i futuri Area
Managers delle imprese.
Sul piano delle cooperazioni all’estero va segnalata anche la forte sinergia che l’Università
realizza con la Camera di Commercio nell’ambito della iniziativa Adriatico-Ionica collegando le competenze scientifiche della rete
delle Università Uniadrion con l’analoga rete
tra le Camere di Commercio dell’area.
Le sinergie in questo settore si sviluppano
soprattutto nell’ambito del settore turistico
per la promozione di un turismo sostenibile
che ponga al centro la comune eredità culturale e l’ambiente dell’area Adriatico-Ionica.
Quali possono essere i nuovi traguardi da
raggiungere con un’azione congiunta?
Sulla base dell’ottimo livello di collaborazione si stanno immaginando nuove iniziative
per consolidare da un lato quelle già avviate e
dall’altro testare le possibilità di ampliamento
degli orizzonti collaborativi.
In particolare nel settore della lotta alla contraffazione potrebbero essere sviluppati
accordi per l’utilizzo diffuso di nuove tecnologie che, permettendo facile tracciabilità
dei prodotti, impediscano le contraffazioni
ed un contrasto efficace all’ingresso sul mercato di prodotti contraffatti potrebbe svilupparsi con l’utilizzo di moderne tecniche di
indagine sui materiali anche biologici che
sono disponibili nei moderni laboratori
dell’Ateneo.
Nel settore di sempre più grande interesse
per la comunità in generale e per gli imprenditori in particolare della cosiddetta green
economy le notevoli professionalità e l’esperienza accumulate nel tempo dai ricercatori
dell’Ateneo potrebbero costituire un patrimo-
nio prezioso anche per il sostegno a nuove
iniziative imprenditoriali nel settore delle
energie rinnovabili e della salvaguardia dell’ambiente.
Ma anche il settore dell’agroindustria può
giovarsi di più intense collaborazioni in
quanto nel settore delle produzioni biologiche e nel settore delle trasformazioni che
interessano l’intera filiera agroindustriale
molte innovazioni possono essere introdotte
per qualificare le produzioni verso prodotti
riconosciuti di più alta gamma ed affermare
per questa via la peculiarità ed il valore dei
prodotti del territorio.
Università Politecnica delle Marche, facoltà di Ingegneria.
Quieconomia 11
SPECIALE AMBIENTE
LA PORTA D’INGRESSO
PER UNA NUOVA CONCEZIONE
DI VITA E DI BUSINESS
editoriale di Luca Pagliari
a anni la mia attività giornalistica si è
sempre più concentrata attorno a
temi etici e sociali, con particolare
riguardo all’ecologia ed alle problematiche
giovanili. Argomenti scomodi, difficili e
spesso dominati da verità frammentate e
contrastanti.
La preservazione dell’ambiente dalle insidie
che abbiamo costruito con le nostre stesse
mani, rappresenta sicuramente una delle
sfide centrali del pianeta ed ovviamente anche del nostro territorio.
Termini come sostenibilità, energie rinnovabili, riciclo e riutilizzo, sono oramai entrati a
far parte delle nostre vite e saranno sempre
più destinati a condizionare l’economia e lo
sviluppo della nostra provincia.
A tal proposito, in netto contrasto con uno
scetticismo strisciante, in questa fine del
2009 ho avuto modo di conoscere numerose realtà imprenditoriali della provincia
che, al di là delle semplici intenzioni, hanno dato vita ad importanti azioni innovative, coniugando la sostenibilità allo sviluppo
economico.
Superfluo sottolineare le difficoltà congiunturali, fondamentale invece parlare delle nuove
idee, dei progetti coraggiosi che molti imprenditori della nostra provincia stanno
avviando, ridisegnando così il loro futuro.
La sostenibilità non è la tendenza effimera del
momento, ma la porta d’ingresso per una
nuova concezione di vita e di business. Ogni
giorno nascono e si creano opportunità fino a
ieri sconosciute, all’interno di un mercato in
D
12 Quieconomia
costante espansione.
Creare valore, oggi significa più che mai
essere proiettati verso l’innovazione e lo sviluppo, senza distaccarsi da consolidati parametri etici.
Il mercato è sempre più attento alle azioni
coerenti, alle operazioni dettate da una logica
imprenditoriale sana e non di facciata.
Concretamente, ho potuto notare che molti
imprenditori hanno saputo cogliere l’occasione trasformando le proprie linee produttive o
riconvertendole alle nuove esigenze.
Pannelli solari, bioplastiche di ultima generazione, nuovi sistemi per l’effettuazione
della raccolta differenziata, ricerca e sviluppo
di leghe sempre più leggere, società che studiano soluzioni per la riduzione degli inquinanti, smaltimento di rifiuti industriali, trattamento delle acque e molto altro. Ma anche
chi non è direttamente coinvolto nella filiera,
spesso ha saputo adeguarsi, puntando sull’innovazione, la qualità ed il rispetto per
l’ambiente.
In questo periodo sono impegnato nella realizzazione di una serie di puntate televisive
per il programma “Uno mattina”, dedicata ad
alcune eccellenze ambientali, ebbene, senza
fatica avrei potuto girare l’intero reportage
nella nostra provincia. E questo ovviamente è
motivo di grande orgoglio.
La crescita, in linea con la riservatezza marchigiana, avviene sottotraccia, ma segue sentieri sempre più battuti.
Ritengo che uno dei compiti
principali di Qui economia,
sia proprio quello di illuminare tali sentieri, in quanto
per ridare dignità e peso alle
troppe parole in circolazione, abbiamo sempre più
necessità di testimonianze
concrete, di esempi pratici
legati all’agire e di cultura
della speranza.
La stessa Camera di Commercio in tema ambientale
applica regole che con il
tempo, al di là delle impor-
tanti certificazioni ottenute, si sono trasformate in stile di vita e questo significa coerenza e soprattutto credibilità.
Non sono un giornalista economico, eppure
nell’aria avverto la presenza di nuove opportunità che debbono assolutamente essere percepite e colte.
Una sola condizione risulta però essenziale:
le prossime sfide e le future scelte richiedono
una forte coesione. I tempi dell’isolazionismo
e dei personalismi sono terminati. È il territorio che deve assumere una sua centralità. È
quello il patrimonio da difendere e da coltivare. Un concetto semplice ma non banale,
perché quando in gioco c’è il nostro futuro e
soprattutto quello dei nostri figli, la banalità
cessa di esistere.
Quieconomia 13
SPECIALE AMBIENTE
ECOMONDO 2009:
INNOVAZIONE X SOSTENIBILITÀ
= SVILUPPO
La formula per le imprese di successo
a cura dell’Ufficio Comunicazione e dell’Ufficio Sviluppo Sostenibile
a Camera di Commercio di Ancona ha
partecipato per il quarto anno consecutivo alla 13a Edizione di ECOMONDO a sottolineare l’attenzione e l’impegno
dedicati dall’Ente Camerale di Ancona alla
diffusione della cultura ambientale sul territorio provinciale.
Far conoscere i casi di successo del territorio e
ricorrere agli imprenditori come testimonial
L
diretti è la strategia seguita dall’Ente per stimolare comportamenti socialmente responsabili ed ambientalmente innovativi che pos-
14 Quieconomia
sono diventare anche fattori di competitività
nei mercati internazionali. Quest’anno sono
state presentate dodici eccellenze della provincia che si contraddistinguono per progetti imprenditoriali ad alto contenuto innovativo sia
dal punto di vista tecnologico che ambientale.
Queste realtà imprenditoriali mirano a cogliere i vantaggi competitivi di attente strategie di
investimento (nuovi criteri di progettazione,
l’ottimizzazione dei cicli produttivi, ricerca di
nuove tecnologie e nuovi prodotti) orientate
dai principi della tutela ambientale, della sicurezza, della qualità e del benessere sociale.
Per approfondire la relazione tra i concetti di
sostenibilità, innovazione e sviluppo durante
ECOMONDO è stato organizzato l’incontro
“Innovazione X Sostenibilità = Sviluppo. La formula per le imprese di successo”. Durante il
talk-show è stata approfondita la relazione tra i
tre concetti della formula nella convinzione che
gli approcci gestionali fondati sui principi della
responsabilità sociale ed ambientale possano
“guidare” l’impresa verso l’innovazione e verso
il superamento della crisi.
LE AZIENDE CHE HANNO CONDIVISO LO STAND CON LA CAMERA DI COMMERCIO
AnconaAmbiente Spa
Anconambiente è il maggiore gestore dei servizi di igiene urbana della provincia di Ancona. Oltre all’igiene urbana segue e coordina i
servizi di pubblica illuminazione e ventilazione delle gallerie, pubbliche affissioni, manutenzione di alcune aree verdi sponsorizzate,
prevenzione di infestanti, rimozione auto,
servizi cimiteriali e lampade votive.
Oggi Anconambiente è supportata da un parco mezzi a basso impatto ambientale estremamente funzionale per impieghi specifici ed
eterogenei.
Andelini Srl
L’azienda produce buste shoppers e sacchi
nettezza in materiale biodegradabile e compostabile. L’impegno, la storia e l’esperienza
quarantennale della Andelini sono attualmente proiettate al servizio della ricerca tecnologica con l’obiettivo di sviluppare soluzioni a basso impatto ambientale.
Uno dei principali obiettivi dell’azienda è fornire a tutti i clienti le informazioni necessarie,
sulla base delle quali ognuno potrà scegliere ,
nei propri acquisti e nelle azioni quotidiane,
di contribuire al sostegno e al rispetto dell’ambiente.
Brandoni Solari Srl
L’azienda è nata nel 1989 ed è specializzata
nella produzione di radiatori d’arredamento
in acciaio.
La linea di produzione della Brandoni Solare
è in grado di assemblare moduli per una
potenza complessiva di 20MW annui espandibile fino a 40 MW. L’integrità dei moduli è
garantita dall’assenza di contatto dell’operatore con le celle, nell’arco di tutto il processo
produttivo.
Controvento Comunicazione Srl
Agenzia di comunicazione nata dall’idea di
un gruppo di professionisti che, dopo ven-
t’anni di navigazione nel mondo della comunicazione, dell’editoria e del giornalismo,
hanno deciso di iniziare una nuova esperienza, un nuovo viaggio. L’obiettivo perseguito è
quello di ottenere per i ogni clienti il massimo possibile nei rapporti e le relazioni con i
suoi pubblici.
Fondazione Eqi
La Fondazione Eqi-European Quality Institute sta lanciando uno strumento certificativo
innovativo, appositamente studiato per mettere le piccole e medie imprese nelle condizioni di far emergere, valorizzare e comunicare i “plus in qualità”. Uno strumento che permette alle imprese di confrontarsi direttamente con il suo target di mercato e al tempo stesso di avviare nuovi percorsi di sostenibilità. Il
nuovo sistema è in grado di generare un equilibrio tra il soddisfacimento delle esigenze
delle aziende e quelle del cliente.
GEL Spa
Dal 1979, GEL opera nel trattamento delle
acque, con esperienza e professionalità, riconosciute dai migliori operatori di settore e
studi di progettazione. Le apparecchiature
progettate e prodotte, sintesi dell’evoluzione
tecnologica e normativa, utilizzano esclusivamente materiali compatibili al contatto con le
acque potabili. Vengono realizzati impianti
destinati alla potabilizzazione di acque dolci,
alla dissalazione di acque salmastre e marine,
alla produzione di acqua medicale e non ultimi, impianti per il trattamento di percolato
da discarica.
Il Gruppo Gola della Rossa Spa
Il Gruppo opera nell’attività estrattiva, nell’edilizia, nel riciclo ambientale nel terziario ed
nel trasporto merci.
Il Gruppo è presente nel centro Italia con vari
impianti ed Aziende e, in tutte le sue componenti imprenditoriali, sono fortemente radi-
Quieconomia 15
cate l’attenzione allo sviluppo economico ed
occupazionale, in armonia con la tutela del
territorio e dell’ambiente circostante.
Methodo Srl
Nasce nel 1997 coagulando le esperienze di
geologi e geofisici nel campo delle prospezioni del sottosuolo, della geologia ambientale,
della analisi e bonifica di siti contaminati e
nella valorizzazione delle risorse ed energie
naturali. La società offre un’ampia gamma di
servizi mirati allo studio ed alla soluzione di
problematiche afferenti alla geologia applicata, alla progettazione di infrastrutture ed alla
gestione ambientale, garantendo la massima
flessibilità ed elevati standard qualitativi,
anche grazie alla pluridecennale esperienza
in molteplici contesti in Italia ed all’estero.
Nuove Ora Srl
L’azienda, leader nel settore del sollevamento
pesante e dei ribaltabili si occupa di progettazione, costruzione ed allestimento di attrezzature mobili per il sollevamento pesante.
Per rispondere alle istanze relative al problema della gestione della raccolta stradale dei
rifiuti solidi urbani provenienti da raccolta
differenziata casalinga, Nuove Ora Srl ha
recentemente ideato e brevettato a livello
nazionale ed europeo, in collaborazione con
AnconAmbiente un punto mobile di raccolta
dei RSU posizionabile su spazi appositamente dedicati, caratterizzato da ridotte misure di
ingombro e dalla possibilità di modulare le
frequenze di conferimento sulla base delle
esigenze operative locali.
RAO Srl
La RAO da oltre 30 anni leader nel mercato
degli allestimenti per veicoli industriali e
commerciali, rappresenta da sempre un
punto di riferimento per gli autotrasportatori e per tutte le aziende che hanno scelto i
suoi prodotti per equipaggiare i propri vei-
16 Quieconomia
coli. La RAO in questi ultimi anni ha investito in ricerca ed innovazione progettando
allestimenti che abbiano minore impatto
sull’ambiente partendo dalle fasi di realizzazione del veicolo e nel successivo utilizzo e
nell’alienazione e smaltimento una volta terminato l’esercizio.
L’azienda crea veicoli che oltre al minimo
impatto sull’ambiente, diano all’utilizzatore
maggiori vantaggi in termini di utilizzo in
quanto possono garantire resistenza nel
tempo poiché le parti non in lega leggera
sono in acciaio inox o acciaio zincato a fuoco
e soprattutto con un peso nettamente inferiore ad altri veicoli o allestimenti della stessa
tipologia attualmente presenti sul mercato.
SEA AMBIENTE Srl
Azienda che opera da oltre 20 anni nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
Grazie ad esperienza e professionalità SEA
rappresenta una soluzione affidabile e sicura in materia di: raccolta e trasporto dei rifiuti, deposito preliminare, trattamento chimico fisico, trattamento biologico, analisi di
laboratorio
SEA Ambiente, attraverso impianti di proprietà, è in grado di stoccare e trattare in
maniera ecologicamente corretta ogni tipologia di rifiuto industriale pericolosi e non
pericolosi, rappresentando per le aziende un
partner sicuro e competente nella gestione e
nello smaltimento di tutti gli scarti e i rifiuti prodotti.
TECNOSUOLI Srl
TecnoSuoli è uno spin-off accademico dell’Università Politecnica delle Marche. Propone sul mercato soluzioni tecniche che derivano dalla ricerca applicata, in particolare nel
settore dei “TECHNOSOL”, suoli ricostruiti
per massimizzare alcune delle funzioni proprie di un suolo naturale, a seconda della
problematica ambientale da affrontare
Negli ultimi anni la relazione tra la Camera di Commercio di Ancona e la realtà territoriale ha portato ad azioni concrete a livello strategico e gestionale indirizzate verso la sostenibilità..
Nel 2005 l’ente ha costituito lo Sportello CSR dedicato alla realizzazione di iniziative di
sensibilizzazione e diffusione della responsabilità sociale e delle buone pratiche locali.
Con la realizzazione e la pubblicazione del bilancio sociale – già a partire dal 2007 - la
Camera di Commercio si è dotata di un nuovo metodo per rendere conto del proprio operato ai principali interlocutori: non solo le imprese e le loro associazioni, ma anche le altre
istituzioni, i consumatori, i lavoratori dipendenti, i singoli cittadini e tutti i portatori di interessi. L’ente ha voluto, in questo modo, instaurare un dialogo continuo con i propri referenti ritenendo che questo possa portare, alla concreta conoscibilità delle scelte e dei
risultati, all’individuazione di linee di intervento e al miglioramento continuo delle proprie
politiche.
È appena stato pubblicato il Bilancio Sociale relativo all’anno 2008 dove sono stati presentati in un unico documento, le informazioni relative alle perfomance sociali ed ambientali dell’ente, quest’ultime ottenute dalla registrazione EMAS.
Alcuni dati di interesse:
> il tempo medio di evasione delle pratiche si è ulteriormente ridotto a 3,9 giorni (contro
i 4,9 giorni del 2007 ed i 5 del 2006).
> le pratiche evase dal servizio (domande di iscrizione, cancellazione e modifica, deposito bilanci ed iscrizione all’Albo Artigiani) avvengono per l’84,8% in forma telematica
(contro un 84,5 del 2007 ed un 83,9% del 2006).
> l’indice di diffusione della firma digitale è pari al 89% (rapporto tra certificati di sottoscrizione rilasciati ed il n. delle imprese attive al 31/12/2008). Tale dato posiziona
la Camera di Ancona al 15° posto nella classifica nazionale elaborata da Infondata.
> incrementati anche i rilasci della Business Key (+ 79% rispetto al 2007) e delle caselle di posta elettronica certificate (PEC).
Alcuni dati ottenuti con la Registrazione EMAS (confronto 2008-2006:
> drastica riduzione della carta con una diminuzione del 46% dei consumi
> riduzione del 10% del consumo elettrico.
> riduzione del 10% del gas metano.
> riduzione del 15% dei consumi idrici.
UFFICIO SVILUPPO SOSTENIBILE
Tel. 071 5898270 – 326 e-mail: [email protected] www.an.camcom.it
Quieconomia 17
FOCUS ON
LO STATO DELLA CRISI
NELLA PROVINCIA DI ANCONA
di Andrea Mosconi (*)
incertezza nell’evoluzione della difficile congiuntura internazionale continua a riflettersi pesantemente sul sistema economico italiano, aumentando lo stato
di sofferenza dei settori colpiti con maggiore
intensità e mettendo a dura prova gli strumenti di supporto che le istituzioni hanno
messo a disposizione per superare lo stato di
emergenza.
Il tessuto economico della provincia di
Ancona continua a manifestare una tendenza
pro ciclica per cui i sintomi di difficoltà vengono avvertiti con maggiore intensità rispetto
ad altre aree del paese. Alla base di questa
condizione particolare vi è senza dubbio la
stessa struttura dell’economia locale, che fa
leva su alcuni settori dell’industria manifatturiera a basso livello di protezione dalla competizione internazionale e che quindi risente
della diminuzione complessiva della domanda, sia interna che estera.
I dati che illustrano meglio le difficoltà di
questa fase sono quelli relativi all’occupazione e al commercio internazionale. Proprio in
riferimento al mercato del lavoro, sia le previsioni delle imprese all’inizio dell’anno che
le informazioni a consuntivo che vanno a
comporre progressivamente il quadro complessivo mostrano la comparsa di un fenomeno inedito per la provincia di Ancona, quello
della difficoltà a mantenere il posto di lavoro
e a trovarne uno in sostituzione.
L’
GLI SCAMBI INTERNAZIONALI
L’Istat ha reso disponibili i dati relativi agli
scambi internazionali fino alla fine del primo
semestre del 2009 e su questo periodo temporale si può costruire un’analisi già molto
18 Quieconomia
ponderata ed attendibile dei riflessi della crisi
economica sulla competitività delle nostre
imprese sui mercati esteri.
Nei primi 6 mesi del 2009 il valore delle
esportazioni ha raggiunto i 142 miliardi di
lire, in larghissima parte concentrati proprio
nei prodotti dell’industria di trasformazione.
Si tratta, tuttavia, di una performance decisamente poco brillante, considerato che nello
stesso periodo del 2008 questo flusso in uscita aveva raggiunto i 187 milioni di euro, il
24,2% in più.
Le Marche si posizionano ulteriormente al di
sotto della media nazionale, dato che il tasso
di variazione è stato del –28,9%. Le implicazioni di questa situazione sono rese ancora
più evidenti dal fatto che l’economia marchigiana è particolarmente aperta ai mercati
esteri ed ancora oggi, nonostante un biennio
di rallentamento molto evidente, continua a
rappresentare il 2,8% dell’intero export
nazionale, per cui le performance sui mercati
internazionali si riflettono con forza sull’andamento complessivo dell’economia locale.
La provincia di Ancona mantiene il primato
regionale, ma manifesta preoccupanti segnali
di caduta in termini di competitività internazionale. Il primo semestre del 2009 si è chiuso con una riduzione dell’export del 28,9%;
se si confrontano in dati degli ultimi 10 anni
(come visibile nel grafico sottostante) si può
osservare una crescita progressiva tra il 2000
e il 2007, fino a giungere ad un massimo di
2,3 miliardi di euro; la discesa degli ultimi
due anni ha riportato la situazione allo stato
iniziale, annullando anni di investimenti nei
mercati esteri. Tra il 2007 e il 2009 si è passati da 2,3 a poco meno di 1,4 miliardi di euro.
ANDAMENTO DEGLI SCAMBI COMMERCIALI DELLA PROVINCIA DI ANCONA
PRIMO SEMESTRE 2000-2009 (DATI IN MILIONI DI EURO)
Fonte: elaborazioni OTM su dati AP.
Limitando l’analisi alle produzione manifatturiere, che rappresentano il 99,1% delle
esportazioni della provincia di Ancona, si
colgono tendenze settoriali differenziate.
Si osserva, innanzitutto, che il settore della
meccanica sta pagando pesantemente questa fase congiunturale sfavorevole in termini di esportazioni. Il comparto degli apparecchi elettrici, all’interno del quale sono
inclusi in particolare gli elettrodomestici,
continua a rappresentare la voce in uscita
più rilevante, ma ha visto ridursi gli acquisti dai mercati esteri del 43,4% rispetto al
primo semestre dello scorso anno. Allo stesso modo, anche le esportazioni di macchinari e apparecchi (macchine utensili per
l’industria o l’agricoltura) hanno subito una
fortissima riduzione nei primi 6 mesi dell’anno, -35,1%.
Lo stato di salute degli altri settori non è
generalmente migliore, anche se vi sono
alcune importanti eccezioni. Le lavorazioni
del metalli e le sue prime trasformazioni, il
sistema moda, la lavorazione della gomma e
della plastica e l’elettronica sono state caratterizzate da un segno pesantemente negativo, mentre la lavorazione della carta ha mantenuto la posizione precedente. Quello appena trascorso è stato, invece, un semestre par-
ticolarmente positivo per la produzione di
mezzi di trasporto, in particolare di imbarcazioni e navi da diporto, il cui export è passato da 46 a 86 milioni di euro. Questo andamento anomalo rientra nel particolare ciclo
del commercio internazionale di questo particolare prodotto, fatto di enormi oscillazioni
dipendenti più dalle singole commesse che
dal ciclo economico.
IL MERCATO DEL LAVORO
La contrazione dei consumi interni ed esteri
ha provocato una forte flessione della produzione industriale, che in Italia nel periodo
gennaio – settembre è stata inferiore del
15,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel mese di agosto si è verificata una
prima parziale inversione di tendenza, ma
l’effetto complessivo delle difficoltà del sistema imprenditoriale locale si è trasformato nel
problema crescente nel mantenere i livelli
occupazionali precedenti.
Alla fine del 2008 la provincia di Ancona era
ancora un’isola felice, considerato che il suo
tasso di disoccupazione era leggermente
superiore a quello di 12 mesi prima (3,8%
contro 3,5%), ma nettamente al di sotto della
media nazionale (6,7%) e della stessa media
regionale (4,7%). Questo quadro ha subito
Quieconomia 19
IMPORT - EXPORT DELLA PROVINCIA DI ANCONA
PRIMO SEMESTRE 2009 (DATI IN MIGLIAIA DI EURO)
Variazione 2008/09 Composizione 2009
TIPOLOGIA PRODUZIONE
Import 2009 Export 2009
import
export
import
export
Apparecchi elettrici
91.094
402.679
-30,9%
-43,4%
8,4%
29,2%
Macchinari ed apparecchi
64.001
275.979
-45,4%
-35,1%
5,9%
20,0%
Metalli di base e prodotti in metallo
65.854
107.311
-13,2%
-29,6%
6,1%
7,8%
Legno e prodotti in legno; carta e stampa
68.970
102.417
-24,8%
-0,3%
6,4%
7,4%
Mezzi di trasporto
29.638
98.411
26,3%
52,6%
2,7%
7,1%
Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori
47.462
96.811
-12,6%
-18,3%
4,4%
7,0%
Articoli in gomma e materie plastiche
30.735
79.318
-20,7%
-8,0%
2,8%
5,8%
Prodotti delle altre attività manifatturiere
17.660
75.401
5,1%
-18,7%
1,6%
5,5%
Computer, apparecchi elettronici e ottici
58.495
46.980
-19,4%
-31,3%
5,4%
3,4%
Prodotti alimentari, bevande e tabacco
51.352
34.270
8,8%
-11,0%
4,7%
2,5%
Sostanze e prodotti chimici
61.237
18.096
-36,6%
4,7%
5,7%
1,3%
Coke e prodotti petroliferi raffinati
11.552
14.807
-48,7%
-30,7%
1,1%
1,1%
Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici
13.181
14.404
0,4%
0,5%
1,2%
1,0%
Fonte: elaborazioni OTM su dati AP.
grosse modifiche negli ultimi mesi, aprendo
scenari inediti dei quali è ancora prematuro
cercare di individuare i tratti caratteristici,
dato che i processi di trasformazione e di
assestamento sono ancora in pieno svolgimento.
Il tasso di disoccupazione nazionale sta
aumentando ed è probabile che alla fine dell’anno anche nella provincia di Ancona i dati
mostrino una tendenza analoga. Al momento
si registra un forte aumento del ricorso alla
Cassa Integrazione Guadagni nel tentativo
di limitare gli effetti sul mercato del lavoro di
una domanda calante. I dati forniti dall’INPS
coprono il periodo che va da gennaio a ottobre e indicano che le ore autorizzate di CIG
ordinaria sono state 3,7 milioni, ovvero 7
volte quelle concesse nello stesso periodo
dello scorso anno, mentre è stato molto più
contenuto l’aumento di CIG straordinaria
(+55,8%). Nei primi dieci mesi dell’anno,
pertanto, sono state autorizzate 6,6 milioni di
20 Quieconomia
ore di CIG contro i 2,3 milioni del 2008.
Quasi 5 milioni di ore (il 77% del totale) sono
state richieste dalle imprese del settore della
meccanica, quasi equamente divisi tra la componente ordinaria e quella straordinaria. L’elemento più preoccupante dei dati dell’INPS sta
proprio nel fatto che il settore trainante dell’economia provinciale, a differenza degli altri,
continua a richiedere interventi straordinari
con grande frequenza (il 94% delle ore di CIG
straordinaria proviene proprio dalla meccanica), manifestando l’esistenza di situazioni di
crisi più profonde di quella legate all’andamento attuale dei mercati.
L’idea che il momento sia poco favorevole
per nuove assunzioni o per il miglioramento qualitativo della forza lavoro a disposizione delle imprese della provincia di Ancona
viene confermata anche dai risultati dell’indagine Excelsior 2009 condotta da Unioncamere in collaborazione con la Camera di
Commercio del capoluogo dorico e rivolta
ad individuare i fabbisogno lavorativi e professionali delle imprese locali.
Solamente il 19,2% delle imprese intervistate ha previsto di effettuare almeno un’assunzione nel corso del 2009, mentre lo
scorso anno questo gruppo comprendeva il
27,8% del campione; anche il numero di
coloro che avrebbero assunto in presenza di
alcune condizioni più favorevoli (minore
costo del lavoro, minore pressione fiscale o
aiuti pubblici alle imprese) si è nettamente
ridotto, passando dal 7,2% al 3,1%, mentre
il 77,7% non prevede comunque nessuna
assunzione.
Dalla stessa indagine emerge un altro dato
particolarmente significativo per illustrare
come le imprese della provincia di Ancona
hanno reagito di fronte ad un periodo particolarmente difficile, ovvero il tasso di crescita dell’occupazione, inteso come differenza
tra la variazione del tasso di entrata e di uscita delle risorse umane.
TASSI PREVISTI DI CRESCITA DELL’OCCUPAZIONE ANNI 2002-2009
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior
Dopo alcuni anni di progressiva riduzione
del tasso di crescita dell’occupazione sia in
Italia che nella provincia di Ancona, passato
dal 3,6% del 2002 allo 0,3% del 2008, si prevede che al termine del 2009 il tasso di variazione sarà negativo, pari a –2,6%, con una
situazione più critica tra le micro imprese
(quelle con meno di 10 dipendenti).
Il senso di attesa e di instabilità emerge
anche dall’analisi della tipologia di contratti
che le imprese prevedono di utilizzare per
regolare le 3.880 assunzioni a carattere non
stagionale. A fronte di un leggero aumento
dei contratti a tempo indeterminato, si
modifica la natura stessa delle assunzioni a
tempo determinato, dato che si cerca di dare
risposte a situazioni temporanee o impreviste piuttosto che alla costruzione di percorsi
di stabilizzazione attraverso il tradizionale
periodo di prova.
Se da un lato le imprese tendono a stabilizzare quelle poche assunzioni che ritengono
fondamentali per il proprio lavoro, cercano
anche di non impegnarsi in maniera vincolante per tutti quelle posizioni legate all’andamento della produzione o a scelte aziendali che potrebbero essere condizionate da
fattori esterni.
(*) Collaboratore dell’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Ancona
Quieconomia 21
I PROTAGONISTI DEL TERRITORIO
PREMIO FEDELTÀ AL LAVORO E
PROGRESSO ECONOMICO 2009
Virna Lisi
illumina la
cerimonia
dedicata ai
lavoratori
della
provincia
di Silvia Veroli (*)
a oltre mezzo secolo la Camera di
Commercio di Ancona premia i lavoratori della provincia dorica con lo
scopo di valorizzare le attività economiche,
riconoscendo gli sforzi e le capacità individuali nel mondo del lavoro, sia in qualità di
dipendenti sia come titolari di impresa, con
l’assegnazione del Premio Fedeltà al Lavoro e
Progresso Economico.
Da tre anni a questo importante riconoscimento se ne è affiancato un altro: è il Premio
Loggia dei Mercanti, destinato alle imprese
longeve della provincia di Ancona.
Il momento della celebrazione del Premio Fedeltà al Lavoro e Premio Loggia dei Mercanti
costituisce da sempre per l’Ente camerale un
appuntamento di grande significato ed emozione. Nel ricco calendario di appuntamenti
istituzionali, di formazione, di servizio alle
imprese, di promozione del territorio, si
distingue come l’evento di festa per eccellenza, come espresso anche dalle parole del
Presidente Giampaoli.
D
22 Quieconomia
“Ogni giorno lavoriamo per dare supporto,
impulso, sviluppo all’economia; con la Fedeltà al
Lavoro ci concediamo una tregua per fermarci e
applaudire chi ha lavorato, spesso silenziosamente, per far progredire questo territorio.
Dietro la forma del riconoscimento rappresentato dalla medaglia e dal diploma c’è la sostanza
della nostra gratitudine e ammirazione per chi
ogni giorno per molti giorni ha dedicato energie e
tempo alla crescita socio-economica della nostra
provincia e alla valorizzazione delle sue attività.
La lettura e la valutazione dei profili dei tanti
lavoratori che si candidano ogni anno per le
varie categorie di premio ci dà il privilegio di
imbatterci in molte storie tutte speciali ed esemplari. Quest’anno abbiamo scelto di fare raccontare ad alcuni protagonisti uno scampolo della
loro esistenza lavorativa (e, giocoforza, personale) attraverso la realizzazione di interviste video.
Sarebbe bello che il vissuto di ognuno non andasse perduto ma, appunto, raccontato, condiviso
specialmente con i giovani che si affacciano oggi
sul mondo del lavoro”.
Ai 5 vincitori del premio Loggia dei Mercanti
(Rossini Liano di Rossini Massimo & C.
S.n.c., Impresa E. Tabossi S.r.l., Papini Guidi
& Figli di Papini Dante & C. S.n.c, Brillarelli
di Romualdo Brillarelli & C. S.n.c.) è stato
dedicato un video prodotto dalla Camera di
Commercio di Ancona e proiettato durante la
manifestazione.
Nell’edizione 2009 il Premio Fedeltà al
Lavoro e Progresso Economico è andato, con
un diploma di merito e una medaglia d’oro a
70 lavoratori della provincia di Ancona, di
cui 22 dipendenti, 5 ex-dipendenti, 5 coltivatori diretti, 29 imprese artigiane, 6 imprese
non artigiane e 3 premi a favore di personalità che si sono particolarmente distinte nei
settori dell’economia, delle scienze, della cultura, dell’arte e delle professioni.
PREMIO FEDELTA’
AL LAVORO
E PROGRESSO ECONOMICO
ANNO 2008
1ª CATEGORIA: DIPENDENTI
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
PREMIATO
IMPRESA
COMUNE
GASPARONI GILBERTO
FRANCHINI FABIO
CINTI UBALDO
PASQUALE ECHER
MOLLARETTI MIRELLA
PIZZICHINI MARINO
GIULIONI MARIO
FIORANELLI GIANCARLO
ZAGAGLIA GIOVANNI
CANALI MARIA
PROSPERI BEATRICE
LANARI ANDREA
NOCIONI SERGIO
MEZZELANI RENATO
PROFILI MARIA NAZZARENA
FIORE MAURIZIO
MATTIOLI ATTILIA
ACCATTOLI FABIO
MASSACCESI NADIA
SPURIO FRANCO
LATINI PAOLO
CIPRIANI FABIO
CONFARTIGIANATO IMPRESE
CONFARTIGIANATO IMPRESE
CONFARTIGIANATO IMPRESE
CONFARTIGIANATO IMPRESE
CONFARTIGIANATO IMPRESE
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
SIGE S.p.A.
ERREBI GRAFICHE RIPESI SRL
ERREBI GRAFICHE RIPESI SRL
ERREBI GRAFICHE RIPESI SRL
SO.MA.CI.S. S.P.A.
SO.MA.CI.S. S.P.A.
LAZZERINI SRL
BANCA POPOLARE DI ANCONA
HOTEL ROMA E PACE
DI PAPINI R. & U. SRL
PROVINCIA DI ANCONA
PROVINCIA DI ANCONA
PROVINCIA DI ANCONA
PROVINCIA DI ANCONA
PROVINCIA DI ANCONA
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
POLVERIGI
FALCONARA M.MA
FALCONARA M.MA
FALCONARA M.MA
CASTELFIDARDO
CASTELFIDARDO
MONSANO
JESI
ANCONA
1ª CATEGORIA: EX-DIPENDENTI
23
24
25
26
27
PREMIATO
IMPRESA
COMUNE
PALUMBO ROCCO
BARCHETTA IVANO
TRILLINI LUIGI
APIS MARIO
FIORETTI ANNA
C.N.H. ITALIA S.p.A.
C.N.H. ITALIA S.p.A.
LINEA QUATTRO S.p.A.
TECNOSTAMPA SRL
CAROTTI VELIO & BERTINI
GRAZIELLA & C. S.A.S.
JESI
JESI
CASTELPLANIO
LORETO
JESI
Quieconomia 23
3ª CATEGORIA: COLONI - MEZZADRI, COLTIVATORI DIRETTI,
IMPRENDITORI AGRICOLI PROFESSIONALI
1
2
3
4
5
PREMIATO
CATEGORIA
COMUNE
BARCHIESI BRUNO
VITALI AGOSTINO
FABBRETTI TERZO
MOSCONI PASQUALE
MAURIZI FRANCESCO
MEZZADRO
COLTIVATORE DIRETTO
COLTIVATORE DIRETTO
COLTIVATORE DIRETTO
COLTIVATORE DIRETTO
OSTRA
CUPRAMONTANA
CASTELPLANIO
STAFFOLO
CASTELBELLINO
4ª CATEGORIA: IMPRESE COMMERCIALI
PREMIATO
IMPRESA
COMUNE
1
BELLUCCI TEO
CASTELLEONE DI SUASA
2
BIONDI UMBERTO
3
CARLINI DANIELE
4
CHIARALUCE VALTERINA
5
6
FINAURINI MARIA LUISA
RIPESI GIANCARLO
TRATTORIA BELLUCCI TEO
DI BELLUCCI T. & C. S.A.S.
BIONDI S.A.S. DI BIONDI
FEDERICO & C. – COMMERCIO
TESSUTI E CONFEZIONI
COMMERCIO AL MINUTO
ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO
COMMERCIO AL MINUTO
DI ABBIGLIAMENTO
PROFUMERIA
ERREBI GRAFICHE RIPESI S.R.L.
CASTELLEONE DI SUASA
SANTA MARIA NUOVA
LORETO
ANCONA
FALCONARA M.MA
DIPENDENTI CAMERALI 25° ANNO DI SERVIZIO
PREMIATO
1
SANTILLI TIZIANO
4ª CATEGORIA: IMPRESE ARTIGIANE
PREMIATO
IMPRESA
COMUNE
1
2
ANSELMI GIANCARLO
RUGGERI REMO
ANCONA
ANCONA
3
PENNA LAMBERTO
4
5
GEMINI GIANCARLO
LO FARO SALVATORE
6
7
8
9
10
MARGIOTTA MASSIMO
PAOLINELLI FRANCO
PERGOLOTTI GIULIANA
PERUCCI EMILIO
VERDINELLI NAZZARENO
(NON È PRESENTE)
MANIERI PRIMO
MANIERI GIOVANNI
GIANANGELI DELIO
EMILIANI PIETRO
CANDOLFI GINO
CECCACCI LANFRANCO
LAVORAZIONE VETRI
ERRECI PARQUET
DI RUGGERI REMO & C. S.A.S.
F.LLI PENNA & ANDREUCCI S.N.C.
OFFICINA MECCANICA
GEMINI MOTO - OFFICINA MECCANICA
LABORATORIO BISCOTTI
E PASTICCERIA LO FARO
OROLOGIAIO
SARTORIA
PERGOLOTTI FORNI S.N.C.
LAVORAZIONE MARMI
CALZOLAIO
11
12
13
14
15
16
17 GIORGINI GIANCARLO
18 RUGGERI ENRICO
19 FEDERICI NESTORE
20 MARCHETTI CARLO
24 Quieconomia
CONFEZIONI ELEGANT S.R.L.
GOMMISTA ELETTRAUTO
OFFICINA E CARPENTERIA MECCANICA
AUTOTRASPORTO MERCI CONTO TERZI
FOTOGRAFO
L’EDILIZIA DI CECCACCI
LANFRANCO & C. S.A.S.
ELETTRAUTO BORIA
DI GIORGINI GIANCARLO
CARROZZERIA LA MODERNA
TERMOIDRAULICO
INSTALLAZIONE E RIPARAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI
ANCONA
ANCONA
ANCONA
ANCONA
ANCONA
ANCONA
ANCONA
ANCONA
ARCEVIA
ARCEVIA
JESI
MONSANO
JESI
MAIOLATI SPONTINI
ANCONA
SENIGALLIA
MONTERADO
SENIGALLIA
21 CERIONI SANDRO
22 MAINERO MARIO
BADIALI CLAUDIO
23 CARLI PAOLO
24 PIERSIGILLI SILVANO
25 BELFANTI CLEMENTE
26 MARTINI ALFREDO
27 VITALI SAVINO
28 CORINALDESI ADRIANO
29 SENIGALLIESI FRANCO
LAVORAZIONE FERRO BATTUTO
VELERIA CHALLENGER SAILS
MONTE SAN VITO
SENIGALLIA
IDEOGGETTO S.N.C. DI CARLI PAOLO & C.
AUTOTRASPORTO MERCI CONTO TERZI
PANIFICIO BELFANTI S.N.C.
EMMEPIESSE DI MARTINI ALFREDO & C.
S.N.C. - TIPOGRAFIA
MURATORE
CORINALDESI S.R.L. AUTOSCUOLE
PARRUCCHIERE UOMO DONNA
SENIGALLIA
JESI
CASTELLEONE DI SUASA
ANCONA
MORRO D’ALBA
JESI
SENIGALLIA
6) PROIEZIONE FILMATO E PREMIAZIONE IMPRESE LONGEVE
PREMIATI 3ª EDIZIONE PREMIO LOGGIA DEI MERCANTI
IMPRESA
Anno inizio attività
sede
ROSSINI LIANO DI ROSSINI MASSIMO & C. S.N.C.
IMPRESA E. TABOSSI SRL
TERME DI SAN VITTORE S.P.A.
PAPINI GUIDO & FIGLI DI PAPINI DANTE & C. S.N.C.
BRILLARELLI DI ROMUALDO BRILLARELLI & C. S.N.C.
1920
1913
1923
1920
1919
Ancona
Ancona
Genga
Ancona
Osimo
5ª CATEGORIA: PERSONALITA’ CHE SI SIANO PARTICOLARMENTE DISTINTE NEI SETTORI
DELL’ECONOMIA, DELLE SCIENZE, DELLA CULTURA, DELL’ARTE E DELLE PROFESSIONI
PREMIATO
MOTIVAZIONE
1
BRAVETTI BRUNO
per la professionalità e la dedizione mostrata nell’esercizio delle attività pubbliche svolte a favore della comunità locale che lo apprezza e ammira anche
per il lavoro giornalistico che ha segnato il suo percorso di crescita personale
2
CALEFFI GIORGIO
per l’impegno, la lungimiranza e la tenacia con cui in questi anni è stato rappresentante generale di una azienda leader mondiale nel settore del caffè e
per la passione sempre dimostrata a favore della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio
3
CORO LIRICO MARCHIGIANO
“VINCENZO BELLINI”
eccellenza artistica che nella lunga storia dell’associazione ha raggiunto innumerevoli successi che hanno portato la lirica alla ribalta nei teatri regionali e
nazionali
Alla premiazione sono
intervenuti, con Giampaolo Giampaoli, Presidente della Camera di
Commercio di Ancona,
anche Claudio Meoli,
Prefetto di Ancona, Gian
Mario Spacca, Presidente
della Regione Marche,
Patrizia Casagrande, Presidente della Provincia di
Ancona, Fiorello Gramillano, Sindaco del Comune di Ancona.
Quieconomia 25
“È MOLTO TOCCANTE ESSERE
QUI, MI SENTO UNA DI VOI”
Ospite d’onore della cerimonia l’attrice Virna Lisi, nata ad Ancona da padre jesino e
madre anconetana, da anni lontana dalla
sua regione d’origine. La Lisi è stata intervistata dal giornalista Andrea Carloni, presentatore della cerimonia, e ha raccontato con
grande disponibilità ed energia diversi aneddoti della sua lunga carriera (culminata col
riconoscimento del David di Donatello, ricevuto nel 2009): dall’infanzia anconetana e il
sogno di diventare infermiera, al mondo del
cinema romano, dall’incontro con la Magnani, uno scontro iniziale diventato legame
di amicizia, a quello con Frank Sinatra che
l’ha omaggiata, come in una fiaba, recapitandole in camerino centinaia di mele. Su
tutto il filo rosso e la centralità del ruolo della famiglia, l’importanza delle radici (“dei
marchigiani ho la determinazione e la voglia
di lavorare”).
L’attrice, da 53 anni sulle scene dopo un esordio in giovanissima età, si è detta lusingata
dell’invito tra i premiati alla Fedeltà al Lavoro “È molto toccante essere qui, mi sento una
di voi” ha commentato la Lisi, radiosa e visibilmente commossa.
Il Presidente Giampaoli in rappresentanza della Camera di Commercio di Ancona ha fatto
omaggio alla Lisi di un quadro opera del pittore marchigiano Francesco Rossini raffigurante una veduta di Portonovo,
Ogni anno la premiazione vede anche l’assegnazione di premi speciali alle personalità
distintesi in diversi campi delle arti e dell’economia; nel 2009 è stata la volta di Giorgio
Caleffi per l’impegno, la lungimiranza, e la tenacia con cui in questi anni è stato rappresentante generale di un’azienda leader nel settore del caffè e per la passione dimostrata
a favore della categoria dei rappresentanti di commercio, Bruno Bravetti, per la professionalità e la dedizione mostrata nell’esercizio delle attività pubbliche svolte a favore della
comunità locale che lo apprezza e ammira anche per il lavoro giornalistico che ha segnato il suo percorso di crescita personale e al Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
eccellenza artistica che nella sua lunga storia ha raggiunto innumerevoli successo che
hanno contribuito a portare la lirica alla ribalta nei teatri regionali e nazionali.
Il Coro Lirico Bellini ha chiuso la mattina di celebrazioni eseguendo il Va Pensiero del
Nabucco di Verdi applaudito calorosamente da Virna Lisi e da tutta la platea dei premiati
e dei loro familiari che ha richiesto un bis.
(*) Addetta Stampa della Camera di Commercio di Ancona
26 Quieconomia
ATTIVITÀ CAMERALE
ORGANIZZAZIONE
Sviluppo del personale
VALUTARE È SVILUPPARE
La Camera di Commercio
di Ancona introduce
un nuovo sistema
per la valutazione
del personale
di Letizia Dini (*)
a giugno 2009 la Camera di Commercio ha attivato un nuovo sistema
per la valutazione dei dipendenti,
un’innovazione che si integra nel percorso di
cambiamento avviato dal 2007 con l’introduzione di un diverso modello organizzativo,
più coerente con le esigenze di un ente flessibile nell’interpretare i bisogni di imprese e
territorio.
È in questo contesto, e in quello più ampio di
una generale modernizzazione della pubblica
amministrazione, che va collocata la recente
revisione del sistema per la valutazione dei
dipendenti, sistema che sta alla base di meccanismi incentivanti e di progressioni di carriera e dunque leva significativa per la gestione dell’Ente.
D
QUAL È IL PUNTO CENTRALE
DI QUESTA EVOLUZIONE?
Trasformare un adempimento normativo,
fino ad oggi basato soprattutto su automatismi, in uno strumento per lo sviluppo organizzativo e la valorizzazione delle persone.
Una vera e propria sfida, a buon titolo ritenuta come una delle più complesse dal punto
di vista gestionale al punto che vale la pena
chiedersi – provocatoriamente - perché intraprenderla.
Oltre al presupposto normativo – che vincola la PA alla valutazione e che recentemente è
oggetto di una consistente riforma legislativa
– c’è un altro presupposto fondamentale e
cioè che la gestione delle persone, nel pubblico come nel privato, include sempre e
comunque un meccanismo di “giudizio”: sul
lavoro fatto, sulle capacità possedute, sulle
qualità personali. Dunque, a prescindere dall’esistenza o meno di un sistema, di fatto
siamo in presenza di dinamiche comunque
attive in ogni contesto che sollecitano piuttosto un presidio adeguato.
Una ulteriore motivazione a sostegno di questo sforzo è che il governo e la gestione della
complessità richiedono leve e strumenti per
indirizzare, motivare e sviluppare i collaboratori. Ed è questa la direttrice su cui si è mossa
l’evoluzione del sistema camerale: da strumento per misurare e controllare a strumento di valutazione ed indirizzo. Valutare e
misurare, infatti, non sono la stessa cosa:
mentre la misurazione è un’azione oggettiva
Quieconomia 27
che si fonda su parametri condivisi, la valutazione è un processo che implica necessariamente soggettività. Una delle questioni fondamentali diventa quindi, non tanto la pretesa dell’oggettività quanto la ricerca dell’equità, intesa in questo senso come guida e
contenimento della soggettività attraverso
sistemi e strumenti adeguati.
I CONTENUTI
Su questi principi si è costruito un percorso
che ha preso il via all’inizio del 2009 e che a
metà anno ha portato all’adozione di un
nuovo sistema per la valutazione del personale dipendente. A dire il vero ciò che ha
contraddistinto l’innovazione è stata solo in
parte la revisione degli strumenti (ad esempio le schede), poiché analoghi sforzi si sono concentrati sulla necessità di dare applicazione sostanziale ad un processo già regolamentato nella forma ma di fatto non “vissuto” dall’organizzazione, né dai valutati né
dai valutatori.
Un esempio in tal senso è costituito dal colloquio di valutazione: il sistema precedente
già prevedeva la realizzazione di incontri ad
hoc tra dirigente e collaboratori all’interno
del processo di verifica annuale, ma l’applicazione di questo adempimento regolamentare
di fatto non creava alcuna vera occasione di
condivisione degli obiettivi, di scambio di
feedback, di confronto sui risultati, di indicazioni per lo sviluppo. Su queste dimensioni –
di fatto le più ricche di significato - si è lavorato con un forte coinvolgimento della struttura, oltre a modificare gli strumenti. A questo proposito un’innovazione di peso è stata
l’introduzione degli obiettivi quali oggetto di
valutazione anche per il personale dipendente – così come già accade per la dirigenza.
Fino al 2008, la valutazione della prestazione
del collaboratore prendeva in considerazione
le sole competenze, ovvero le capacità e le
conoscenze espresse nel ruolo lavorativo. In
altri termini potremmo dire le modalità (il
come) con cui ciascuno esercita il proprio
lavoro. Il nuovo sistema affianca a questa
dimensione – comunque rivista poiché assai
delicata - quella degli obiettivi ovvero dei
risultati attesi per la specifica annualità, mettendo al centro la relazione tra questi e il trattamento economico accessorio.
IL METODO E IL VALORE AGGIUNTO
Caratteristica fondante di questo processo di
cambiamento, è stata il coinvolgimento della struttura: la progettazione partecipata
delle nuove schede di valutazione da parte
di gruppi intersettoriali a composizione
variabile; la comunicazione diffusa a tutti i
dipendenti; la formazione dei valutatori –
dirigenti; l’accompagnamento ai primi colloqui di verifica con il personale dipendente; il confronto costruttivo con le RSU; l’impegno della direzione; il committment del
vertice politico.
A queste leve ne va aggiunta una ulteriore: la
contemporanea creazione di un organo di
controllo e valutazione strategica, a supporto
della direzione, che ha attivato a sua volta
uno sviluppo nel processo di valutazione
della dirigenza, innescando riflessioni analoghe sul piano manageriale.
Questi elementi, agiti contestualmente, stanno sostenendo la creazione di una cultura
gestionale al fianco di quella tradizionale normativa. L’approccio “di sistema” che la Cciaa
ha scelto di adottare – con impegno notevole
– conferisce credibilità e basi solide allo sforzo di cambiamento organizzativo ed è quello
che oggi le consente di porsi tra quelle PA che
giocano d’anticipo rispetto alle innovazioni
che il decreto legislativo di applicazione della
legge 15/09 mette in campo riservando un
ruolo centrale proprio ai temi della valutazione e del merito.
(*) Formatore, Coach e Consulente per lo Sviluppo Organizzativo
28 Quieconomia
ATTIVITÀ CAMERALE
BREVETTI
Procedure di primo deposito
PROCEDURA
TELEMATICA
A TEMPO DI RECORD
di Filippo Re (*)
a Camera di Commercio di Ancona, da
sempre sensibile alle esigenze di imprese, associazioni di categoria, consulenti e
privati cittadini, Consulenti, ha recentemente
lanciato tramite il proprio ufficio marchi e brevetti una iniziativa che sta raccogliendo particolare consenso tra gli addetti ai lavori.
Con riferimento alle procedure di primo
deposito (di marchi, brevetti per invenzione
industriale o per modelli di utilità, disegni e
modelli ornamentali) e dei relativi seguiti
(annotazioni, trascrizioni e riserve), l’Ente ha
infatti preso l’impegno di trattare e chiudere
le pratiche arrivate telematicamente nelle
successive 24/48 ore lavorative.
Considerato che la disposizione ministeriale
prevede l’evasione delle predette pratiche entro 10 giorni dal loro invio, l’ente ha così voluto lanciare un segnale forte di collaborazione nei confronti dei depositanti che optano
per la procedura telematica. In molteplici casi, la trattazione della pratica è addirittura avvenuta nello stesso giorno dell’invio, fornendo pertanto all’utilizzatore del servizio un’assistenza praticamente immediata.
Il gradimento è stato inevitabilmente molto
elevato, in quanto in un arco di tempo
ristrettissimo, chi effettua il deposito telematico riceve il verbale firmato digitalmente dal
funzionario incaricato della Camera di Commercio, contenente tutti i dati della pratica
racchiusi in un unico file riassuntivo in formato pdf che l’utente può scaricare sempli-
L
cemente entrando nell’account da cui ha
inviato la documentazione.
I vantaggi sono tangibili sia per i Mandatari,
che hanno una prova certa del buon esito
della procedura e sono indirettamente agevolati anche nei tempi di fatturazione nei confronti della clientela, sia per le imprese ed i
privati cittadini che, senza doversi recare materialmente presso la Camera di Commercio,
possono richiedere la registrazione di qualsiasi brevetto tramite un semplice click dalla
propria postazione internet.
In aggiunta, non si può non sottolineare l’enorme risparmio a livello di costi che il Ministero ha voluto concedere ai nostri inventori che si avvalgono della procedura telematica in luogo di quella cartacea.
Senza volerci dilungare in un freddo elenco
di numeri, vogliamo comunque sottolineare
il caso più eclatante: un brevetto per invenzione industriale con un numero di pagine
superiore alle cinquanta ha un costo di
600,00 euro, se depositato in forma cartacea,
che scende drasticamente a soli 50,00 euro
laddove venga inviato in forma telematica.
Nel processo di digitalizzazione in atto nella
Pubblica Amministrazione, la Camera di
Commercio di Ancona tiene dunque in modo
particolare a fornire un contributo fattivo alla
sua riuscita, puntando, nel contempo, a
diventare sempre più una interfaccia dinamica ed affidabile agli occhi dell’utenza.
Il numero delle pratiche depositate telemati-
Quieconomia 29
camente è ovviamente in aumento anche perché con Circolare n. 375 del 24 Novembre
2008, il Ministero dello Sviluppo Economico
ha introdotto dal 1 dicembre 2008 la possibilità di inviare in via telematica anche le istanze di seguito successive ai primi depositi.
Per farsi trovare pronto a questo importante
appuntamento, l’ente aveva avviato in via sperimentale la trattazione telematica delle predette pratiche con un mese e mezzo di anticipo
rispetto alla partenza ufficiale, fornendo anche
consigli utili ai gestori del programma sulle
problematiche emerse nella fase di test.
Al momento del via ufficiale, l’ente non ha così avuto particolari difficoltà nell’adeguarsi alla
nuova procedura, essendosi presentato allo
start con le giuste contromisure sia organizzative che informatiche; in particolare, le cognizioni informatiche apprese durante la fase sperimentale si sono rivelate utili anche per consigliare gli utenti che volevano immediatamente avvalersi della predetta procedura e si trovavano di fronte problematiche che l’ente aveva
già affrontato e risolto in precedenza.
Non va poi dimenticato che, essendo ancora
presente la modalità di deposito cartaceo, la
Camera di Commercio fornisce piena assistenza anche a coloro che optano per questo
tipo di procedura, non mancando però di
informarli della convenienza del deposito
telematico che può essere effettuato con
comodità dal proprio terminale in qualsiasi
momento della giornata, essendo possibile
l’invio anche al di fuori degli orari di apertura al pubblico e durante il week-end.
Un altro aspetto su cui l’ente sta concentrando
molte delle proprie energie è rappresentato
dall’approccio nei confronti dell’utenza, fina-
Depositi 2007-2009
Marchi
Invenzioni Industriali
Modelli di Utilità
Disegni e Modelli
Totale Depositi
2007
2008
2009 fino al
14 dicembre
329
70
36
13
448
412
60
25
9
506
423
99
44
17
583
lizzato a risolvere con efficienza e rapidità le
problematiche sollevate, cercando nel contempo di privilegiare il canale di comunicazione
della posta elettronica, più professionale e preciso, oltre che assai meno costoso, rispetto alle
classiche ed ormai quasi obsolete telefonate.
In particolare, va segnalato l’incremento delle
ricerche di anteriorità commissionate dall’utenza che hanno stimolato l’ente a perfezionarne la modalità di svolgimento e la qualità
del servizio reso.
Nell’ultimo anno, tramite la consultazione di
molteplici banche dati, la Camera di Commercio ha infatti esteso la ricerca sui marchi
anche ai domain names italiani ed internazionali, equiparati a livello di protezione ai marchi
stessi, che vanno ad integrare perfettamente i
riscontri che emergono a livello di marchi
nazionali, comunitari ed internazionali.
Una volta raccolto il materiale, l’ente provvede poi ad inviarlo scansionato per e-mail al
richiedente unitamente ad un commento
riassuntivo che evidenzia quanto emerso dalla ricerca, aggiunta particolarmente apprezzata soprattutto da coloro che non sono molto pratici della materia.
In ogni caso, l’utente può sempre controllare
in maniera diretta i risultati, aprendo semplicemente gli allegati contenuti nell’e-mail
inviata.
In definitiva, tramite le iniziative sopra ricordate, l’ente ritiene di aver seguito con entusiasmo ed abnegazione il filone tracciato dal
Ministero che intende agevolare il rapporto tra
utenza e pubblica amministrazione, mettendoli in contatto diretto dal punto di vista
informatico al fine di evitare noiose e stancanti file allo sportello, senza dimenticare ovviamente la qualità del servizio prestato che in un
momento di crisi come quello attuale è richiesto a gran voce anche dalle imprese le quali,
alle prese con la battaglia più importante rappresentata dalla lotta per la loro sopravvivenza, non possono permettersi di rimanere impigliati nelle maglie della burocrazia.
(*) Collaboratore del Servizio Regolazione del Mercato
30 Quieconomia
ATTIVITÀ CAMERALE
CONCILIAZIONE
Sviluppo e approfondimento dello strumento
LA SETTIMANA NAZIONALE
DEI SERVIZI DI CONCILIAZIONE
DELLE CAMERE DI COMMERCIO
di Caterina Bozzi Cimarelli (*)
n intero mese per sperimentare la
conciliazione: questa l’iniziativa di
successo promossa dalla Camera di
Commercio di Ancona nell’ambito della
Settimana nazionale di promozione della
conciliazione camerale, un progetto pensato
per incentivare lo sviluppo di una cultura
della conciliazione in Italia e promuovere il
suo utilizzo da parte di professionisti, imprese e consumatori.
Dal 19 al 24 ottobre 2009 si è svolta la VI edizione della Settimana nazionale di promozione dei Servizi di conciliazione delle Camere
di Commercio, coordinata, come ogni anno,
dall’Unioncamere nazionale. La manifestazione, partita nel 2004, prevede che le iniziative
promozionali dedicate alla conciliazione vengano concentrate da parte di tutti gli Enti
camerali nell’ambito di un’unica settimana, in
modo da accrescerne la visibilità e la portata.
In questo settore, infatti, da tempo, il sistema
delle Camere di Commercio rappresenta una
rete solida e ben strutturata, caratterizzata da
un Regolamento e da un Tariffario unitari, in
grado di far circolare al proprio interno gli
esempi di eccellenza e le esperienze di maggiore successo.
U
La Settimana nazionale di promozione dei
Servizi di conciliazione delle Camere di Commercio si presenta dunque come un momento di riflessione e di approfondimento sullo
strumento conciliativo, ma anche come un
valido contributo alla sua conoscenza a favore
dei consumatori, delle imprese e del mondo
professionale. La filosofia di fondo su cui si
basa è che anche la promozione e la diffusione sul territorio della conoscenza della conciliazione camerale siano di “sistema“, coordinate a livello nazionale a sostegno dell’uniformità raggiunta a livello procedurale, e si realizzino ogni anno sviluppando un particolare
tema o una particolare caratteristica inerente
allo strumento conciliativo.
Quest’anno il principio che ha ispirato la manifestazione è stato quello di far sperimentare concretamente alle imprese e ai consumatori che ancora non conoscono la conciliazione le caratteristiche di questa attualissima risorsa e le sue potenzialità.
“La conciliazione delle Camere di Commercio: una scelta felice” è stato lo slogan utilizzato da tutti gli Enti camerali nelle diverse
iniziative progettate, per sottolineare che la
conciliazione amministrata dalle Camere è
un servizio di qualità, una soluzione intelligente per risolvere i problemi di natura economico-commerciale: bollette sbagliate, una
vacanza non riuscita bene, problemi condominiali, lavori non eseguiti a regola d’arte,
Quieconomia 31
problemi negli acquisti, problemi con i propri clienti e fornitori...
Questa procedura in cui un soggetto neutrale, il conciliatore, assiste le parti in lite, aiutandole a raggiungere una soluzione amichevole e condivisa, costruita intorno alla collaborazione, presenta, infatti, indubbi vantaggi per tutti: è efficace, perchè quando le parti
decidono di sedersi intorno ad un tavolo
insieme al conciliatore raggiungono molto
spesso un accordo che soddisfa le loro esigenze; è riservata e sicura, in quanto garantisce l’assoluto rispetto della privacy e la protezione delle informazioni scambiate; è flessibile in quanto l’accordo che verrà raggiunto sarà modellato sulla misura degli interessi
e dei bisogni delle parti e potrà avere anche
un contenuto diverso o più ampio rispetto a
quello che è all’origine della controversia; è
veloce: l’esperienza maturata dal Servizio di
conciliazione della Camera di Commercio di
Ancona indica che generalmente la procedura si esaurisce in un solo incontro, durante il
quale le parti cooperano per trovare una
soluzione condivisa al problema; è semplice
e informale.
La Camera di Commercio di Ancona ha fatto
proprio il principio posto a base della manifestazione di quest’anno, proponendo la gratuità delle conciliazioni per tutto il mese di
ottobre, proprio per farne concretamente
provare l’efficacia e farne apprezzare le caratteristiche sia alle imprese sia ai consumatori.
L’importante iniziativa ha avuto un grande
successo testimoniato dall’incremento delle
domande di conciliazione pervenute al
Servizio dall’1 al 31 ottobre. Queste procedure vengono svolte senza alcuna spesa per le
parti, qualunque sia la modalità operativa
scelta: l’Ente camerale è infatti in grado di
realizzare oggi conciliazioni tradizionali, telefoniche e telematiche a seconda delle esigenze e delle preferenze delle parti. Le conciliazioni tradizionali si svolgono mediante un
incontro ”fisico” in Camera di Commercio
alla presenza del conciliatore; quelle telefoniche si caratterizzano per la rapidità e avven-
32 Quieconomia
gono mediante una apparecchiatura di audioconferenza, funzionale alle esigenze di una
procedura di conciliazione più snella e informale; quelle telematiche si svolgono completamente in rete, in un’aula virtuale disponibile sul sito www.conciliazione.an.camcom.it,
accessibile solo dopo autenticazione mediante user e password.
L’azione sulla gratuità è stata affiancata sia da
una importante campagna di comunicazione,
articolata in numerose uscite sulle principali
testate giornalistiche locali, in interviste radiofoniche e in presentazioni televisive della
conciliazione camerale, sia da una significativa campagna di informazione condotta mediante l’invio di una presentazione multimediale a tutti i contatti presenti nel database
camerale e nell’indirizzario del servizio di
conciliazione (oltre 6000 trasmissioni verso
imprese e consumatori).
“Vieni a conoscere la conciliazione” è stata
una attività particolarmente apprezzata dal
territorio: per tutto il mese i funzionari camerali hanno fornito informazioni e chiarimenti
sullo strumento conciliativo e sulle sue caratteristiche a tutti gli interessati e hanno distribuito gratuitamente un kit contenente il
Regolamento, la guida alla conciliazione, la
brochure esplicativa, il depliant relativo al
servizio on line (è ancora possibile ricevere il
kit informativo rivolgendosi al Servizio ai n.
071/5898360-250 o via e-mail all’indirizzo
[email protected]).
Appositi kit informativi sono stati trasmessi
anche a tutti gli Informagiovani della provincia e, per favorire l’impiego della conciliazione anche nei contratti di locazione e nei rapporti condominiali, anche alle Associazioni
che rappresentano inquilini e proprietari.
Con riferimento alle imprese, è stata condotta una apposita campagna divulgativa con la
collaborazione delle Associazioni rappresentative di tutte le categorie produttive, industria, artigianato, commercio e agricoltura: i
materiali informativi sono stati trasmessi ad
ogni sede regionale e provinciale, nonché
presso le unità dislocate sul territorio, in
modo da garantire a tutti l’accesso alle informazioni sulla conciliazione e sulla gratuità
promossa per il mese di ottobre.
Una rivisitazione della sezione del sito
Internet camerale dedicato alla conciliazione
ha permesso di semplificare la consultazione
dei contenuti e di arricchire con nuovi materiali le diverse aree di navigazione. Gli utenti
che preferiscono utilizzare questo canale
informativo possono così avvalersi di una
piattaforma completa e ricca di dati e di notizie aggiornate sia sulle attività camerali sia
sulle normative in vigore.
Inoltre, anche quest’anno, è stato organizzato
un appuntamento specialistico dedicato ai
conciliatori camerali di approfondimento e
riflessione sulla conciliazione, a testimonianza dell’attenzione da sempre prestata dall’Ente agli aspetti formativi: il criterio che ha guidato l’attività della Camera in questi anni è
stato, infatti, quello di unire l’esperienza concreta nella gestione delle procedure ad una
formazione costante che consenta ai conciliatori iscritti alle liste camerali di realizzare un
percorso di crescita professionale continuativo e qualificato così da offrire un servizio di
eccellente livello, efficiente ed in grado di
rispondere alle aspettative e alle esigenze di
imprese e consumatori.
L’incontro, dal titolo “Novità normative e stesura del verbale”, è stato dedicato a due temi
molto importanti: il primo, di carattere teorico, ha riguardato le possibili prospettive di
sviluppo della conciliazione in Italia alla luce
della legge 18 giugno 2009, n. 69 e del relativo decreto delegato con cui il Governo ha
disciplinato nel nostro Paese la conciliazione
in ambito civile e commerciale; il secondo, di
carattere più pratico, ha riguardato la fase
conclusiva di una conciliazione e dunque la
stesura del verbale e dell’eventuale accordo,
fase estremamente delicata affinché non si
originino nuovi contrasti e si risolva in
maniera definitiva la lite. La giornata formativa, organizzata con la collaborazione dell’Associazione Equilibrio & R.C. di Bologna, è
stata attivamente partecipata in quanto ha
rappresentato anche una occasione di confronto tra le esperienze di conciliazione e le
difficoltà incontrate nelle diverse procedure,
un momento di “formazione” reciproca in cui
i conciliatori camerali hanno potuto “dialogare tra loro” scambiando opinioni e soluzioni
ai problemi che possono presentarsi durante
una conciliazione.
“La conciliazione conviene perché è semplice, economica e veloce”: la Camera di Commercio di Ancona crede molto in questo strumento e proseguirà anche nei prossimi anni a
promuoverne l’utilizzo sul proprio territorio
e a fornire il proprio contributo di esperienza
all’interno della rete camerale perchè tale rete
cresca e si qualifichi sempre più per professionalità e rigorosità nella gestione delle procedure, distinguendosi dai servizi di conciliazione offerti sul mercato da organismi diversi. Ciò nella convinzione che la conciliazione
rappresenta uno strumento di rilevante
importanza sociale, capace di incidere nel
vivo della società e del suo tessuto economico e produttivo poiché in grado di garantire
una efficace e pronta tutela per i consumatori e di rappresentare una leva competitiva e
una risorsa “economica” per il sistema
imprenditoriale.
Quieconomia 33
Cinque domande per conoscere una procedura conveniente per tutti
Che cos’è la conciliazione delle Camere di Commercio?
La conciliazione è il modo più semplice, rapido ed economico per risolvere una controversia. È
una procedura volontaria in cui le parti lavorano insieme ad un terzo soggetto neutrale ed imparziale, il conciliatore, per trovare una soluzione condivisa che ponga fine al problema sorto.
Come si avvia una conciliazione?
È sufficiente presentare una domanda in carta libera oppure compilare l’apposito modulo
disponibile presso la segreteria del Servizio o scaricabile via Internet all’indirizzo
www.an.camcom.it, indicando i propri dati, i dati della parte nei cui confronti si chiede la
procedura, la sintetica esposizione dei fatti e della lite, i documenti da porre in visione. È
possibile anche compilare direttamente la domanda su web all’indirizzo www.conciliazione.an.camcom.it, scegliendo nel menù di sinistra la voce “Domanda di conciliazione”.
Come si svolge una conciliazione?
Ricevuta la domanda, la Segreteria del Servizio provvede a trasmetterla all’altra parte invitandola a partecipare. Nel caso in cui quest’ultima decida di non aderire, la conciliazione si
intende fallita e si procede all’archiviazione della procedura; nel caso in cui decida di accettare di svolgere il tentativo, farà pervenire al Servizio la propria accettazione, indicando i propri dati, la propria descrizione dei fatti e la propria valutazione sul valore della controversia.
Viene fissato un incontro in Camera di Commercio, durante il quale le parti collaborano
cercando di raggiungere una soluzione vantaggiosa per tutti. Il confronto avviene con l’ausilio di un conciliatore, soggetto terzo neutrale e imparziale, che ascolta e assiste le parti
aiutandole a trovare una soluzione condivisa, costruita intorno alla collaborazione. Il conciliatore viene scelto tra gli iscritti all’apposito elenco tenuto dalla Camera di Commercio
in funzione delle specifiche competenze professionali richieste dal caso concreto e in
conformità ai principi di neutralità e terzietà rispetto alle parti e alla lite.
Che ruolo svolge il conciliatore?
Il conciliatore non è né un giudice né un arbitro; non emette alcun giudizio. Con il suo
aiuto, le parti abbandonano la logica dello “scontro” (il mio problema contro il tuo problema) per adottare quell’orientamento collaborativo e cooperativo basato sul dialogo e
sulla negoziazione (affrontiamo insieme il problema comune) che rappresenta il presupposto per la ricerca della migliore soluzione al conflitto. A questo fine il conciliatore,
durante l’incontro di conciliazione ascolta le parti prima congiuntamente e poi separatamente, prospettando soluzioni creative e modellate sulle specifiche esigenze.
Come si conclude una conciliazione?
Se viene raggiunta una soluzione, si procede alla stesura e alla sottoscrizione di un accordo che ha valore di contratto. Se invece l’accordo non è raggiunto, le parti non perdono
alcun diritto e possono comunque ricorrere alla giustizia ordinaria.
E si può conciliare da casa o dal proprio ufficio: non è, infatti, necessario che le parti si incontrino “fisicamente”. Tramite il Servizio di conciliazione on line della Camera di Commercio
di Ancona è possibile conciliare a distanza, sempre con l’aiuto di un conciliatore, mediante una procedura telematica, disponibile all’indirizzo www.conciliazione.an.camcom.it, Con
questo Servizio, tutto avviene on line, dalla richiesta iniziale all’accordo finale, senza necessità di spostarsi o di produrre una documentazione cartacea; i moduli sono telematici e possono essere compilati via web; le comunicazioni utilizzano il canale dell’e-mail. La Camera
di Commercio garantisce la correttezza nello svolgimento delle procedure e l’assistenza tecnica in caso di necessità.
(*) Funzionario del Servizio Regolazione del Mercato
34 Quieconomia
ATTIVITÀ CAMERALE
IMPRENDITORIA FEMMINILE
Principi guida
APPROVATA LA CARTA DEI VALORI
DELLE IMPRENDITRICI
DELL’AREA ADRIATICO-IONICA
I principi guida sono la sostenibilità sociale
e il rispetto dell’ambiente
di Valentina Giuliodori (*)
reatività, innovazione e crisi, questi i
temi centrali del quarto congresso
dell’imprenditoria femminile tenutosi
a Durazzo (Albania) lo scorso ottobre. L’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio
di Ancona e dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio ha visto la
partecipazione di circa 200 donne, tra imprenditrici e referenti delle associazioni di
categoria provenienti da Italia, Croazia, Mon-
C
36 Quieconomia
tenegro, Albania e Grecia.
100 le imprenditrici albanesi partecipanti che
hanno dimostrato di vedere nella Camera di
Commercio di Ancona e nell’Italia il partner
principale per il rilancio dell’economia nazionale. Un’economia che negli ultimi anni ha avuto,
seppur con i suoi limiti, un forte impulso verso
gli standard europei soprattutto nei settori del
turismo, dell’abbigliamento e dei servizi.
La crisi che in Italia e Croazia è stata ricono-
sciuta strutturale, come sottolineato dalla presidente del Forum Jadranka Radovaniæ, negli
altri paesi dell’area adriatico ionica ha aggravato la complessa situazione delle imprenditrici che spesso per riuscire a concretizzare
un’idea imprenditoriale devono avare l’appoggio e le garanzie offerte da figure maschili.
Due le ricette per uscire dalla
crisi: investire in nuove tecnologie e nuovi macchinari e
creare nuove occasioni per
conoscere le colleghe e approfondire le esperienze degli
altri paesi. Inoltre a favore
dell’imprenditoria femminile
di tutta l’area, sono stati presentati i dati sulla solvibilità
delle imprese rosa che sono
risultate una garanzia per gli
istituti di credito.
Il Congresso ha approvato la Carta dei Valori
delle imprese femminili ossia la dichiarazione
di intenti per la diffusione di una nuova cultura aziendale ispirata ai principi della
responsabilità sociale ed ambientale come
modello di sviluppo sostenibile.
Inoltre verrà proposto il modello dell’incubatore di impresa della Camera di Commercio
di Ancona in tutti i paesi così da orientare e
accompagnare le potenziali imprenditrici in
tutte le fasi della “creazione di impresa”.
Sarà esteso a tutti i paesi della macroarea il
bando di concorso “Impronta di impresa” della Camera di Commercio di Ancona, che coinvolgendo tutte le imprenditrici del Forum premierà la migliore donna imprenditrice, la migliore donna manager e quella più innovativa.
L’esperienza del Congresso – sottolinea Luciana Frontini della Camera di Commercio di
Ancona - è stata portata al Parlamento europeo
già nel mese di novembre durante la presentazione del Forum ai nuovi europarlamentari ai
quali sono state evidenziate le difficoltà e le richieste di tutela delle imprenditrici. Sempre in
quell’occasione sono stati individuati i finanziamenti europei per i quali presentare progetti a
sostegno dell’imprenditoria femminile. Il prossimo congresso delle imprenditrici femminili si
terrà nel 2010 in Bosnia.
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA FORUM DELLE CAMERE DI COMMERCIO DELL’ADRIATICO E DELLO IONIO
presso la Camera di Commercio di Ancona, Piazza XXIV Maggio, 1 - 60124 Ancona, Italy
Tel: +39 071 5898249 - +39 071 5898266 Fax: +39 071 5898255
www.forumaic.org - [email protected]
(*) Addetta stampa dell’Azienda Speciale Ancona Promuove
Quieconomia 37
ATTIVITÀ CAMERALE
IMPRENDITORIA FEMMINILE
Innovazione e creatività
IMPRONTA
D’IMPRESA 2009
Premiate le imprenditrici
capaci di immaginare il futuro
di Silvia Veroli (*)
La V edizione del concorso per l’impresa donna organizzato dal Comitato per la promozione dell’Imprenditori femminile di Ancona presso la Camera di Commercio, è stata interamente dedicata a
innovazione e creatività. Sul podio delle idee nuove delle donne salgono un servizio on line per la gestione dei clienti delle librerie, il design e l’incisione applicate alla fotografia e una nuova macchina per la
lavorazione a freddo delle olive.
i è svolta presso la Loggia dei Mercanti
di Ancona la premiazione delle vincitrici della quinta edizione del concorso
per l’imprenditoria femminile “Impronta
d’Impresa”.
Durante l’iniziativa sono state premiate le
migliori imprese femminili che hanno svilup-
S
pato prodotti e processi nuovi, introducendo
nuove tecnologie e nuove modalità di commercializzazione di servizi offerti al cliente.
Nel 2009, anno europeo dedicato all’innovazione e alla creatività, la trattazione di questi
38 Quieconomia
temi strategici declinati nel mondo delle imprese donna assume un rilievo ancora maggiore: in Europa infatti è proprio dalle economie
più sviluppate e competitive, che l’apporto delle imprenditrici riveste un ruolo determinante.
LA CERIMONIA E LE VINCITRICI
L’incontro, coordinato dalla giornalista Marta
Vescovi, è stato aperto dal saluto del Presidente della Camera di Commercio di Ancona Giampaolo Giampaoli che ha ricordato
Innovazione e la creatività rappresentano competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale
ed economico di ogni contesto socio-economico;
riteniamo sia dunque fondamentale accrescere la
cultura di questi due fattori che sono poi le principali opportunità per fronteggiare la crisi
dell´economia internazionale, e rispondere al
problema strutturale dell´arresto della dinamica
della produttività. Per questo puntiamo moltissimo nelle donne riconoscendo loro un compito
importante, l’ennesimo: continuare a portare la
loro fantasia e il loro ardimento nella ricerca di
soluzioni innovative. Sappiamo che le imprenditrici possono farlo perché sono molto spesso loro
a fornire al mercato un esempio concreto di
armonia tra la produzione la buona gestione
delle relazioni umane e sociali, l’apertura a
nuove tecnologie e il legame con la Storia, e sempre nel rispetto dell’ambiente naturale.
Il Presidente Giampaoli ha passato la parola
alla Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile di Ancona, Cristina Gorajski
che ha illustrato i punti qualificanti dell’azione del Comitato uscente – contenuti anche in
un report creato ad hoc per l’occasione) vorremmo che fosse chiaro – ha ribadito la
Presidente - che diffondere la cultura dell’impresa al femminile è un impegno, perché tale cultura non può essere trattata alla stregua di una
materia o di un tema dovendo piuttosto sostanziarsi in azioni e strategie alla creazioni di
imprese, non in appoggi a categorie deboli.
Anche Giampaoli ha posto l’accento sull’impegno profuso in questi anni dalle componenti
del Comitato (con Cristina Gorajski del settore
Commercio, Turismo, Servizi, Maria Luisa
Martinuzzi / settore Agenti e Rappresentanti di
Commercio, Serenella Guarna / settore Agricoltura, Rosella Alessandroni / settore Artigianato,
Rosanna Carlini / settore Artigianato, Anna Lisa
Fiorentini / settore Cooperativo, Simonetta
Scalmati/ settore Industria, Carmen Carote-
nuto / Organizzazioni Sindacali) e ha consegnato loro un omaggio da parte dell’istituzione
camerale in segno di stima e ringraziamento.
Le dieci imprese finaliste (su 50 candidate in
totale) sono state introdotte dalla proiezione
di slide di presentazione e sono state proclamate le tre vincitrici (cui sono andati premi
in denaro e formazione):
1^ classificata – è la libreria Arthemisia Srl di
Senigallia con il progetto “Bookerang” servizio
on line che consente di avere un archivio dei
gusti dei clienti in modo da potere consigliare
acquisti graditi a quanti gratuitamente chiedono di essere inseriti nella rete bookerang.
2^ classificata – dedita alla produzione, lavorazione, incisione di timbri, targhe, complementi di design è Itaca di Gail Hagglund di
Polverigi che ha concorso con l’articolo d’arredo “IO in foto”, prodotto ideato e realizzato dall’azienda, costituito da un profilo scanalato di alluminio al cui interno sono posizionati dei led; nella scanalatura è inserita
una lastra sulla cui superficie è incisa in laser
una foto. L’oggetto ha la tripla funzione di
punto luce, incisione e riproduzione di foto.
3^ classificata – operativa nel campo della
produzione, costruzione istallazione e manutenzione di quadri elettrici di automazione
industriale, la C.F.C. Srl di Loreto che ha
partecipato alla competizione con una nuova
macchina per il processo della lavorazione a
freddo delle olive (fino ad ora svolto manual-
Quieconomia 39
mente). La macchina infatti sostituisce l’operatore nella fase di pulizia dei diaframmi, riuscendo a prelevarli dalla loro postazione,
effettuare la pulizia tramite rulli e prepararli
per la fase successiva della disossatura.
Le altre finaliste:
Azienda Agricola “Verde Naturale” di Simonetti Sara – Corinaldo (azienda biologica specializzata nella creazione di piantine aromatiche
officinali, oli essenziali, cosmetici naturali)
Bastiano Anna – Ancona (Commercio di ab-
bigliamento)
Il Girasole – Società Cooperativa Sociale a r.l
– Falconara Marittima (Servizi per l’infanzia).
InQuota srl - Fabriano (Agenzia di comunicazione, grafica e design)
La Congrega di David Valeria – Ancona (Manutenzione e restauro manufatti tecnigrafici e
tessuti)
Non solo stampa di Enrica Pirani – Camerano (Arti grafiche digitali)
Parco Zoo Falconara s.r.l. – Falconara Marittima (Parco zoo)
L’istituzione del Premio Impronta d’Impresa (che negli
anni ha messo l’accento sulle diverse qualità del femminile con Impronta d’Ambiente, Impronta di Responsabilità Sociale e ora con l’Innovazione) costituisce una
delle più feici intuizioni e creazioni del Comitato per la
Promozione dell’Imprenditoria Femminile di Ancona,
costituito nove anni fa presso la nostra Camera di Commercio di Ancona.
In attesa del rinnovo degli organi camerali anche il Comitato vedrà la nomina di nuove
componenti per il prossimo triennio.
Dalla sua istituzione, le componenti del Comitato uscente, sotto l’energica guida della
Presidente Gorajski e con il supporto dello staff camerale, hanno lavorato con passione e
impegno ottenendo risultati preziosi e sorprendenti solo a pensare la situazione di appena
dieci anni fa: disegnare una mappa dettagliata del mondo delle imprese femminili e aggiornarla costantemente per evidenziare criticità e superarle, individuare soluzioni per il
miglioramento dei condizioni di accesso al credito (ancora il problema delle imprese femminili), offrire formazione, condividere i sapere (anche in rete), fare dialogare le imprenditrici in tutta Europa e tra le due sponde dell’Adriatico.
Nel corso degli anni in cui si è dipanata l’azione dello stesso Comitato il tessuto delle imprese femminili è molto cambiato: dal 2003 (anno dell’istituzione dell’Osservatorio sull’imprenditoria femminile) le imprese femminili hanno percorso un lungo cammino al
passo con tempi profondi e veloci cambiamenti socio-economici; nella provincia di Ancona
il loro numero è cresciuto del 6,8% e oggi sono 11.660: un quarto esatto delle imprese
della provincia dorica.
La loro crescita non è stata solo quantitativa, ma anche qualitativa e questo lo si deve anche
al fatto che le imprenditrici hanno saputo cogliere le opportunità e il buono delle istanze provenienti dai mutati scenari economici e culturali grazie alle qualità di lungimiranza, polivalenza, capacità di adattamento e di immaginare il futuro (e in certi casi di farlo avverare).
L’attività del Comitato in questi anni ha svolto un ruolo fondamentale nel portare letteralmente alla luce questi valori delle imprese femminili, insieme a specificità, esigenze e
talenti, delle imprenditrici.
COMITATO PER LA PROMOZIONE DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE DI ANCONA
tel. 071 5898291-218 – FAX 071 588255 – [email protected]
(*) Addetta stampa della Camera di Commercio di Ancona
40 Quieconomia
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
RETI DI COOPERAZIONE
NELLA PROGETTAZIONE EUROPEA
Strumenti e metodi
di lavoro
a cura dell’Ufficio Progettazione Comunitaria
l Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio e la Regione Marche sotto il patrocinio dell’Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) hanno promosso l’incontro dal
titolo: “Reti di cooperazione nella progettazione
europea: strumenti e metodi di lavoro”. L’iniziativa
ha visto anche la collaborazione di SVIM, InEuropa e Camera di Commercio di Ancona.
L’idea di realizzare questa giornata informativa
e di sensibilizzazione incentrata su strumenti e
metodi di lavoro per una valida progettazione
europea in un’ottica di cooperazione in Rete, è
nata dall’esigenza di offrire un contributo concreto allo sviluppo locale del territorio marchigiano coinvolgendo soggetti pubblici e privati,
direttamente coinvolti in numerosi progetti già
realizzati o in corso di svolgimento con fondi
europei, sul tema delle reti di cooperazione territoriali, con particolare attenzione all’Area
Adriatica e dei Balcani Occidentali
Oltre agli approfondimenti tecnici sul significato del “lavorare in rete” e del “fare cooperazione” l’evento ha rappresentato un’occasione di
consolidamento dei rapporti già avviati da anni
tra il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, il Forum delle Città
dell’Adriatico e dello Ionio, la rete Uniadrion,
nonché la stessa Iniziativa Adriatico Ionica la
cui attuale presidenza italiana sarà occasione
ulteriore per favorire questo rafforzamento.
Durante l’incontro, che ha visto la partecipazione
di esperti, rappresentanti di enti locali ed organizzazioni impegnati nella progettazione europea, è stata presentata la piattaforma SE.A - Segretariato per l’Adriatico (www.seadriatic.net),
I
ovvero uno spazio web di collaborazione che
consente ad organizzazioni, pubbliche e private,
esperti e consulenti di condividere conoscenze,
contatti, realizzare progetti di cooperazione internazionale, ricerca, innovazione e sviluppo locale.
Un comune spazio di lavoro in grado di fornire ai soggetti interessati un utile strumento
per capitalizzare tutto il know-how delle reti
già esistenti, nate dall’attuazione di progetti o
per spontanea iniziativa di soggetti istituzionali ed economici geograficamente contigui,
creando nuove aggregazioni più efficienti soprattutto con riferimento alle risorse comunitarie disponibili per il periodo di programmazione europea 2007/2013.
I corretti rapporti tra reti esistenti di soggetti
locali, hanno permesso e permettono di rafforzare l’azione nazionale e regionale su più
aree geografiche tutte interessate da Programmi di Cooperazione Territoriale Transfrontaliera, Interregionale e transnazionale.
Tra le esperienze di Reti di cooperazione direttamente coinvolte nella progettazione comunitaria,
è stata evidenziata la peculiarità del progetto
ITAC (cod. 151), come primo ed unico caso di
un partenariato transfrontaliero formato da sole
Camere di Commercio e dell’Economia delle due
sponde dell’Adriatico, beneficiario di fondi del
Nuovo Programma di Prossimità Adriatico NPPA
- INTERREG/CARDS-PHARE). Il progetto tra
l’altro è stato sviluppato sin dall’inizio proprio
con l’aiuto del portale del Segretariato dell’Adriatico www.seadriatic.org, in cui si è attivata una
“community” dedicata al progetto ed ai temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
Quieconomia 41
INTERNAZIONALIZZAZIONE
DUBAI: LA FINESTRA
SUL GOLFO PERSICO
di Valentina Giuliodori (*)
Nella strategia pluriennale di sostegno alle esportazioni, Regione Marche, Unioncamere regionale e Ancona Promuove - azienda speciale della Camera di commercio di Ancona - hanno organizzato “la giornata
Dubai” con l’obiettivo di creare un network di aziende interessate a stabilire nuovi business nella capitale
finanziaria/commerciale del Golfo Persico.
er la prima volta in Italia, hanno
partecipato all’incontro i rappresentanti della Camera di Commercio di Dubai. In particolare Hassan Al Hashemi, Direttore Relazioni esterne della
Camera ha illustrato la situazione economica dell’Emirato. È intervenuto inoltre
Jamal Bin Marghoob, Responsabile della zona
franca DAFZA, che ha presentato le agevolazioni e i vantaggi per gli insediamenti industriali che insistono nella zona franca dubaina
dell’aeroporto. Hanno concluso Luca Bagnoli
e Khrishna Kumar, i responsabili designati
dalla Regione Marche per il Desk, presentando i servizi offerti alle aziende della Regione.
Durante l’iniziativa è stato presentato l’approfondimento della realtà economica del Paese
con un studio particolare realizzato dal Desk
della Regione Marche a Dubai sui settori strategici per l’economia della nostra regione. Sono state fornite ai 200 imprenditori presenti
utili informazioni anche dalla Sace (Istituto per
i servizi assicurativi del commercio con l’estero) e dalla Simest (Società italiana per le imprese all’estero) sugli strumenti finanziario-assicurativi su cui può contare il “sistema Italia”.
P
La giornata è stata introdotta dai saluti del
Governatore Gian Mario Spacca e dai Presidenti Giorgio Cataldi e Alberto Drudi in
rappresentanza rispettivamente di Ancona
Promuove e della sezione per l’internazionalizzazione di Unioncamere Marche.
La giornata è stata un’occasione di approfondimento e di scambio di informazioni. La grande partecipazione di aziende e operatori ha
consentito al Desk regionale a Dubai di diffondere ampiamente informazioni sui propri servizi: questo è risultato sicuramente il miglior
viatico possibile per poter intraprendere un
lavoro proficuo con le aziende marchigiane.
L’iniziativa ha previsto anche l’organizzazione
di oltre 60 tavoli di lavoro dove i relatori
hanno potuto incontrare gli imprenditori
approfondendo così le tematiche trattate nel
corso della giornata.
Gli Emirati Arabi Uniti sono uno Stato molto giovane, nato il 2 dicembre 1971, quando i 6
Emirati di Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Fujairah, Umm Al Qaiwaindi si unirono in uno
Stato federale. Il 7° Emirato, Ras Al Kaimah, aderì alla Federazione il 10 febbraio 1972.
Non esistono particolari restrizioni per gli investimenti esteri; l’unica sostanziale è quella che
si riferisce all’obbligo imposto dalla legge per la controparte straniera di costituire una società
che abbia almeno il 51% del capitale sociale detenuto da persona fisica o giuridica locale.
Questa restrizione non si applica agli investimenti industriali e commerciali effettuati nelle
42 Quieconomia
zone franche. L’investimento privato non gode di agevolazioni pubbliche, salvo i crediti agevolati della Emirates Industrial Bank, disponibili solo per cittadini o imprese locali che desiderino avviare un’impresa manifatturiera (in genere gli interessi praticati da questa banca sono
normalmente inferiori ai tassi bancari ordinari sul dollaro USA). L’Emirato di Dubai, già principale polo commerciale dell’area, si è posto recentemente l’obiettivo di diventarne anche il
principale centro finanziario. A tal fine sono state costituite la Dubai Investments e il Dubai
International Finance Centre(DIFC), ed opera dal 2000 la Borsa Valori di Dubai. La Dubai Investments è una società per azioni di cui detengono le quote sei tra le principali banche dal
Paese, tre società di assicurazione, e tutti i maggiori gruppi economici dell’Emirato (e con loro,
tutte le personalità più influenti, compresi alcuni membri della famiglia regnante). Lo scopo
della Dubai Investment è di agevolare il rimpatrio di parte di quei fondi in dollari USA che i
cittadini detengono all’estero; fornire nuove opportunità di investimento nel Paese; favorire la
nascita di nuove imprese; sostenere l’avvio della nuova Borsa Valori. (fonte: ICE)
POLITICA COMMERCIALE DI ACCESSO AL MERCATO
Barriere tariffarie: non esistono barriere tariffarie. L’unica tassa al confine è quella del 5%
comune all’area del CCG.
Barriere non tariffarie: l’alto grado di liberalizzazione rende abbastanza aperto l’accesso al
mercato. Negli EAU è possibile nominare singoli Agenti locali per ogni singolo Emirato.
Pur non esistendo discriminazioni dipendenti dall’origine delle merci, si può comunque
rilevare che la giurisprudenza emiratina tende ad agevolare le parti locali nei giudizi intentati da aziende straniere.
Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale: si segnalano ancora difficoltà per la questione dei marchi, delle contraffazioni e per il settore finanziario.
Nel 1993 è stata introdotta una normativa per la tutela dei brevetti, dei marchi e della
proprietà intellettuale. Il problema delle imitazioni, in genere di provenienza asiatica, tanto di beni di consumo quanto strumentali è notevole e l’impatto delle attività di contrasto
delle Autorità locali è ancora limitato.
LA REGISTRAZIONE DI MARCHI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI
La registrazione di marchi, brevetti e modelli negli Emirati Arabi Uniti segue la normativa nazionale, non avendo tale Paese aderito ad alcuna convenzione internazionale di diritto industriale.
Pertanto al fine di depositare un titolo di privativa in tale Nazione occorre istruire la pratica direttamente in loco tramite un corrispondente locale, in lingua araba presso l’Ufficio
Brevetti degli Emirati Arabi Uniti.
La registrazione di marchi negli Emirati Arabi Uniti di solito è piuttosto costosa in quanto
il paese è una Federazione di 7 Emirati, ognuno dei quali richiede il pagamento delle tasse
di deposito.
La durata della protezione del marchio è di 10 anni, rinnovabile di volta in volta.
Ai fini del deposito è necessario inoltre una procura autenticata da notaio in Italia e poi
legalizzata presso l’Ambasciata degli Emirati Arabi a Roma.
Inoltre particolarità proprie della procedura presso l’U.A.E. sono:
1) il deposito del marchio viene pubblicato non solo nel giornale marchi, ma anche in due
giornali locali
2) non possono essere registrati marchi nelle classi 32 e 33 che attengono alle bevande
alcoliche.
(*) Addetta stampa dell’Azienda Speciale Ancona Promuove
Quieconomia 43
APPROFONDIMENTI
DUBAI: ASPETTI
CONTRATTUALI,
SOCIETARI
E FISCALI
di Marco Tupponi (*)
ubai rappresenta oggigiorno il
più importante fra i sette emirati che compongono la federazione degli Emirati Arabi Uniti.
Dubai si distingue dagli altri Emirati in
quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all’industria petrolifera.
Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai
sono, infatti, le zone economiche speciali ed il turismo, che è in costante
crescita. In generale il PIL degli EAU
è cresciuto nel 2008 del 7.7%.
Per tale motivo gli operatori italiani
considerano gli emirati un partner
commerciale di rilievo.
D
ASPETTI CONTRATTUALI
Il contratto di agenzia
Il contratto di Agenzia è regolato dalla
legge federale n°18 del 1981, emendata dalla n° 14 del 1988.
Per avere la qualifica di agente bisogna essere in possesso della cittadinanza degli Emirati, o se l’attività d’agenzia è esercitata da una impresa
essa deve essere posseduta al 100%
da cittadini locali.
Sia l’agente che l’agenzia devono essere trascritti nel Registro degli agenti
di commercio tenuto presso il Ministero dell’Economia e del Commercio.
Il contratto di agenzia è caratterizzato
dal fatto di non poter essere assoggettato a limiti sia di risultato che di
durata e dall’esclusiva.
Inoltre la figura di agente e di distributore tendono spesso a confondersi
e sovrapporsi tra loro.
Il recesso del contratto con l’agente/distributore può avvenire solo con il
44 Quieconomia
suo previo consenso, anche nel caso in cui venga
fissato un limite di tempo
o in presenza di giusta
causa.
Non è stabilito per legge
quali siano i motivi di recesso per giusta causa,
per cui è stata istituita
una apposita commissione presso il Ministero dell’Economia e
del Commercio che dovrà fugare i
dubbi nel caso di incertezza sulle fattispecie.
Solitamente la causa si chiude con in
indennizzo a favore dell’agente locale.
Altri aspetti importanti del contratto
di agenzia sono:
• deve essere registrato;
• gli agenti hanno diritto all’esclusiva
di un territorio comprendente almeno uno degli Emirati;
• se il contratto viene firmato in
Europa deve essere autenticato da
un notaio, legalizzato dal Ministero
degli Affari Esteri e dal Legislation
Department dell’ambasciata degli
EAU.
La concessione di vendita
Viene disciplinata in modo analogo al
contratto di agenzia, anche in tale contratto si riscontra l’esigenza di tutelare
l’esclusiva del distributore locale.
Franchising
Non esiste nel Dubai una legislazione
specifica si applicano, pertanto, i
principi commerciali internazionali.
La legge dispone però che solo i cittadini degli emirati o società interamente possedute da cittadini degli emirati possono svolgere operazioni di vendita al dettaglio.
Joint venture
La joint venture con sede negli
Emirati, nelle quali il 51% delle azioni è detenuto da un cittadino degli
EAU e il cui valore aggiunto generato
localmente è pari almeno al 48%,
possono esportare i loro prodotti
senza imposizione di dazi verso i
paesi dell’area del Consiglio del Golfo.
Inoltre i produttori degli EAU possono
importare materie prime e prodotti
semilavorati senza che vengano sottoposti a pagamento di dazio.
ASPETTI SOCIETARI
Licenze
Per avviare un’attività a Dubai, è necessario ottenere una specifica licenza. Le categorie di licenze sono: commerciali, industriali e professionali. È
il Dubai Department of Economic Development che rilascia tali licenze
(eccetto quelle collegate al turismo
che sono rilasciate dal Department of
Tourism and Commerce Marketing).
In generale, tutte le attività commerciali e industriali a Dubai devono essere registrate anche presso la Camera di Commercio e dell’Industria.
Strutture legali
La disciplina societaria, disciplinata
dalla Legge federale n. 8 del 1984,
come modificata dalla Legge federale
n. 13 del 1988 prevede restrizioni per
gli stranieri che vogliano stabilire attività economiche nella federazione.
Infatti, salva la disciplina vigente nelle cd. Free zones è generalmente
necessaria la partecipazione di un cittadino emiratense come azionista (cd.
Società miste) o come garante (sponsor) per lo straniero.
Gli investitori possono scegliere tra
varie strutture societarie utilizzabili.
• General partnership (simile alla
Società in nome collettivo)
• Limited Partnership (simile alla
Società in accomandita semplice)
• Joint Participation (Joint venture)
• Public Joint Stock Company (simile
alla Società per Azioni pubblica)
• Private Joint Stock Company (simile alla Società per Azioni privata)
• Partnership Limited with Share
(simile alla Società in Accomandita
per azioni)
• Limited Liability Company (simile
alla Società a responsabilità limitata).
General e Limited Partnerships
Le S.n.c. sono riservate unicamente ai
cittadini UAE. Il governo di Dubai al
momento non incoraggia l’insediamento di Società in nome collettivo e
Società in accomandita semplice e
per azioni.
Joint Stock Company
La Joint Stock company differisce
dalla general partnership in quanto il
nome può derivare anche dall’oggetto
sociale e può non avere rilevanza
esterna. È sufficiente che il 51% del
capitale sia detenuto da cittadini emiratini ma la distribuzione di profitti e
perdite può essere regolata diversamente. La J.S. può non avere un’autonoma licenza, potendo utilizzare
quella del partner locale, e l’accordo
di J.S. può non essere reso pubblico.
Il partner straniero tratta con i terzi
utilizzando il nome del partner locale
che (a meno che l’accordo sia pubblicato) ne assume la responsabilità.
I tipi della Public Joint Stock company e della Private Joint Stock company hanno in comune: l’utilizzo di
una ditta connessa allo scopo sociale,
la limitazione della responsabilità dei
soci ai rispettivi conferimenti, la maggioranza del capitale (riservata agli
emiratini), l’assenza di restrizione
delle attività perseguibili e la modalità di amministrazione. Differiscono
tra loro invece per il capitale minimo
(rispettivamente di dieci o tre milioni
di AED) e per il numero di soci (almeno dieci o almeno tre).
L’amministratore e la maggioranza del
Consiglio di Amministrazione devono
essere cittadini Emiratini e vi è meno
flessibilità nella distribuzione dei profitti di quanto previsto nelle società a
responsabilità limitata.
La partneship limited by shares, assimilabile alla nostra società in accomandita per azioni, è una variante
delle simple limited partnership, da
cui differisce per il capitale che è fissato in 500.000 AED.
La limited liability company può essere costituita da un minimo di 2 a un
massimo di 50 soci; in ogni caso il
capitale sociale deve essere intestato
ad in cittadino emiratense per almeno
il 51%.
È richiesto un capitale minimo di
150.000 AED.
Società a responsabilità limitata
(Limited Liability Company o LLC)
Le LLC rappresentano una struttura
adatta per soggetti interessati a sviluppare una relazione a lungo termine nel
mercato locale. La Limited Liability
Company Può essere formata da un
minimo di due ad un massimo di 50
persone la cui responsabilità è limitata al valore delle azioni possedute.
A Dubai il capitale minimo richiesto è
di 300.000 Dirham (Euro 63.000,00
ca). Sebbene la proprietà straniera
non possa eccedere il 49%, la distribuzione di profitti e perdite può essere stabilita diversamente in base a
patti parasociali.
Le responsabilità per il management
di una società a responsabilità limitata possono essere affidate al socio
emiratino, a quello straniero o ad un
terzo.
I passaggi necessari per formare una
Limited Liability Company sono:
• Scegliere un nome commerciale
•
•
•
•
per l’impresa e riceverne l’approvazione dal Licensing Department del
Department of Economic Development
Redigere il Memorandum of Association dell’impresa e ottenere l’atto notarile da un notaio pubblico
presso la corte di Dubai
Ottenere l’approvazione del dipartimento per lo sviluppo economico e
richiedere l’iscrizione al Registro
Commerciale
Una volta ottenuta l’approvazione,
l’impresa sarà iscritta al Registro
Commerciale e otterrà la pubblicazione del suo Memorandum of
Association sul Bollettino del Ministero dell’Economia e del Commercio
La licenza è emessa dal Department of Economic Development. La
società viene così registrata nella
Camera del Commercio e dell’Industria di Dubai.
Una società straniera peraltro può
operare nella federazione solo tramite
un agente commerciale locale. Essa è
tenuta a nominare un revisore registrato nell’Albo degli EAU e a conservare la propria contabilità in loco, inviando annualmente copia del bilancio e della relazione del revisore al
Ministero dell’Economia.
Filiali ed uffici di rappresentanza
Le filiali e gli uffici di rappresentanza
di società straniere nel Dubai possono
essere al 100% di proprietà straniera
se viene nominato un agente locale.
Solo cittadini e società possedute al
100% da cittadini EAU possono essere nominati agenti (da non confondersi con gli agenti commerciali). Gli
agenti locali – chiamati anche sponsor – non sono coinvolti nell’attività
aziendale, ma assistono l’impresa nell’ottenimento di visti, libretti di lavoro, e altre attività amministrative e
ricevono a titolo di compenso somme
prefissate o in percentuale sui profitti
o il giro d’affari della casa madre.
Insediare una filiale o un ufficio
di rappresentanza a Dubai
Per prima cosa bisogna richiedere una
licenza al Ministero dell’Economia e
Quieconomia 45
del Commercio, sottoponendo un accordo di agenzia (sponsor) con un cittadino EAU o con una società di proprietà esclusivamente EAU. Prima di
emettere la licenza, il Ministero dovrà
inviare la richiesta al Dipartimento
per lo Sviluppo Economico per ottenere l’approvazione del Governo di Dubai e inviare la richiesta per l’approvazione al Federal Foreign Companies
Commettee, specificando l’attività
che l’ufficio o la filiale sarà autorizzato a svolgere negli Emirati. Una volta
espletate tali pratiche, il Ministero per
l’Economia e il Commercio emetterà
la licenza ministeriale richiesta specificando l’attività che l’azienda straniera potrà svolgere.
La filiale o l’ufficio saranno iscritti
presso il Registro Commerciale del
Dipartimento per lo Sviluppo Economico e la licenza verrà emessa.
La filiale o l’ufficio saranno iscritti anche al Registro delle Aziende Straniere del Ministero dell’Economia e
del Commercio.
Infine la filiale o l’ufficio saranno
iscritti alla Camera del Commercio e
dell’Industria di Dubai.
• Dubai International Financial
Centre (DIFC)
Per quanto riguarda il settore finanziario, l’Emirato di Dubai è sede del
Dubai International Financial Centre
(DIFC), una delle più famose zone
franche “on shore” per lo sviluppo
della finanza internazionale che mira a
far diventare Dubai il centro regionale
della finanza internazionale sul modello di Londra, Hong Kong e Singapore.
La base giuridica dell’istituzione del
DIFC è la Federal Law n. 7 del 2004.
sono imposte limitazioni numeriche.
Un agente locale, senza coinvolgimento
diretto nel business, deve essere nominato e percepirà una somma o una percentuale sui profitti o sul volume d’affari. Anche in questo caso il ruolo dell’agente locate si estrinseca nell’assistenza che garantisce l’ottenimento di
visti, licenze, libretti di lavoro.
ASPETTI FISCALI
La tassazione delle società:
imposte dirette
Non esiste un’imposta sulle società,
persone fisiche neppure a titolo di
ritenuta alla fonte.
Non sono soggetti ad imposta gli utili
netti prodotti dai vari tipi di società
sopra citate, dalle branches, dalle filiali e simili.
Il calcolo del reddito imponibile è basato sul bilancio.
Le perdite sono illimitatamente riportabili in avanti.
I dividendi sono tassati solo se distribuiti.
È inoltre consentita la deduzione delle
spese complessivamente sostenute per
l’avviamento della iniziativa economica.
I regimi speciali
Altri strumenti agevolativi sono le cd.
Free zones dove è prevista un’esenzione dall’imposta sulle società per 50
anni. Non sono previsti dazi sulle merci in ingresso, ne dazi di esportazione
all’estero: se invece le merci introdotte
nelle free zones sono vendute all’interno di uno degli emirati si considerano
importare e quindi soggette a dazi
doganali, (da cui sono esenti in caso di
vendita estero su estero).
Il Dubai, come gli EAU sono inseriti
nelle tre black list degli stati considerati a fiscalità privilegiata ai fini della
normativa italiana.
Tutti gli EAU e l’Italia hanno stipulato
una Convenzione contro le doppie
imposizioni.
Società fra professionisti
Alle società composte da professionisti viene concessa il 100% di proprietà straniera. Tali società possono
svolgere attività professionali o artigiane, ma ai membri del loro staff
(*) Docente a contratto di Diritto del Commercio Internazionale Università degli Studi di Macerata
46 Quieconomia
APPROFONDIMENTI
CORRIDOI PANEUROPEI
E LE MARCHE.
ESCLUSIONE DALL’ALTO
O INERZIA DEL TERRITORIO?
di Ida Simonella (*)
ante volte si è parlato in questi
anni della questione Corridoio
Adriatico come di un’occasione
persa. Con il termine “Corridoio Adriatico” si fa riferimento ad un complesso
sistema di progetti infrastrutturali,
concepiti negli anni Novanta che, qualora realizzati, avrebbero procurato un
vero e proprio salto di qualità ai territori dell’arco adriatico. Ciò sarebbe avvenuto grazie alla realizzazione di una
serie di opere, molte delle quali ancora
oggi fanno fatica a vedere la luce.
Ebbene, nel 2004 l’Unione Europea,
ridisegnando le priorità di intervento
infrastrutturale, aveva individuato 30
progetti prioritari. L’Italia aveva visto
privilegiato il Tirreno (con il corridoio
1 – Brennero-Palermo passando per il
ponte sullo Stretto), il sistema dei
porti liguri (con il progetto 24 del
Corridoio Genova-Rotterdam), la
direttrice est-ovest a Nord dell’Italia
con progetto ferroviario 6 (Da TriesteDivaccia fino a Torino-Lione). Se
escludiamo la punta più a Nord
dell’Adriatico (ovvero Trieste), tutta la
dorsale orientale dell’Italia ne usciva
fortemente penalizzata.
E così oggi, sul fronte tirrenico, parliamo di Alta Velocità ferroviaria, di
treni che sfrecciano a 300 km l’ora,
mentre sulla dorsale Adriatica, tanto
per dare l’idea, devono ancora partire
i lavori per mettere a norma una galleria ferroviaria come quella di Cattolica, affinché si possa finalmente sviluppare traffico merci su treno degno
di questo nome. Siamo di fronte ad un
nuovo divario italiano, non più tra
Nord e Sud ma Ovest ed Est.
Unico progetto inserito tra le priorità
T
europee e accessibile all’area adriatica era ed è quello delle Autostrade del
Mare (n. 21), che mira a sviluppare
traffici marittimi o fluviali alternativi
al trasporto su strada.
Strumento principale di attuazione
dell’iniziativa è il programma Marco
Polo II, orientato a finanziare lo start
up di nuovi servizi marittimi e ferroviari verso i quali si dimostri di saper
dirottare merci che altrimenti viaggerebbero su strada. Negli ultimi due
anni, periodo in cui la stessa Unione
ha dato maggiore incisività e risorse
per l’attuazione del programma, molti
sono stati i nuovi servizi finanziati.
Nel 2008 (ultimi dati a disposizione), tutti i sistemi portuali dell’Adriatico e Ionio, o quasi, italiani e
non, sono stati coinvolti in uno o più
di questi progetti:
• un servizio treno-mare che coinvolge
i porti di Koper, Ravenna, Venezia,
Izmir e Istambul, hanno ottenuto un
contributo di 1,3 milioni di euro,
per l’avvio di un servizio treno-mare
che li coinvolge;
• Koper ottiene il finanziamento per
incrementare la frequenza di un servizio di SSS che lega il suo terminal
automobili a quello di Barcellona;
• un nuovo servizio di short sea shipping tra Igoumenitsa/Patrasso - Catania-Genova, destinato a soddisfare la domanda di trasporto merci
tra la Grecia e l’Europa Nord Occidentale, è stato finanziato con
1,1 milioni di euro;
• il porto di Bari, insieme all’Autorità
Portuale di Bar in Montenegro e ad
altri operatori privati, ha ottenuto
circa 2 milioni di euro per finanzia-
re un nuovo servizio intermodale
(SSS, strada, ferrovia) tra Italia,
Bulgaria e Romania.
A questi si aggiungono servizi relativi
a treni blocco dal Friuli Venezia Giulia
alla Germania, dal Veneto, tramite interporto di Verona, alla Francia. Tutte
le regioni sedi di Autorità Portuale
hanno ottenuto risorse dall’Unione
per l’avvio di almeno un servizio. Tutte, tranne le Marche.
È vero che ogni anno, in seguito alle
calls del Marco Polo, si può partecipare, ma ad oggi non si segnalano iniziative che veda coinvolto il nostro sistema regionale.
Nel frattempo occorrerebbe prestare
maggiore attenzione ad altre occasioni che si presentano per recuperare,
almeno parzialmente, lo spirito e i
contenuti progettuali del Corridoio
Adriatico.
Proprio in questi mesi è in corso un
processo di ridefinizione, ovvero di
integrazione ed estensione, dei progetti prioritari dell’Unione Europa in
tema di TEN-T. L’allargamento dell’Unione, le politiche di “buon vicinato” con i Paesi limitrofi (compreso il
Nord Africa e il Medio Oriente), le
nuove priorità mondiali (ambiente,
cambiamenti climatici, sicurezza,
ecc…) hanno convinto Bruxelles ad
innescare un percorso di revisione del
suo programma infrastrutturale più
importante.
Le spinte dal basso, dai territori, come era facile immaginare, sono molte. Tra queste ne va segnalata una che
rimette in gioco, almeno parzialmente
le regioni adriatiche italiane.
Si tratta dell’estensione del progetto
Quieconomia 47
ferroviario n. 23 che, nella sua veste
originaria, parte da Danzica in Polonia
per raggiungere Graz in Austria.
Nell’ottobre scorso 14 regioni di 4
Paesi europei (Polonia, Austria, Repubblica Ceca e Italia) hanno ribadito, al presidente della Commissione
Trasporti Simpson e al commissario
europeo per i trasporti Tajani, il loro
PP23 –
ASSE
GDANSK – GRAZ
I CORRIDOI
impegno a sostenere il Corridoio
Adriatico-Baltico, già contenuto in
una “lettera di intenti” firmata il 12
ottobre del 2006 dai ministri dei trasporti dei Paesi interessati. In Italia le
Regioni firmatarie sono Friuli Venezia
Giulia, Veneto, Emilia Romagna.
L’obiettivo è quello di estendere il
progetto dall’Austria al Friuli Venezia
PROGRAMMA
CHE INTERESSANO L’ITALIA
DI ESTENSIONE DEL
Giulia e passando per il Veneto a
Bologna, fino a Ravenna.
E lì ci si ferma. Ancora una volta
rischiamo di rimanere fuori da iniziative, è vero tutte da concretizzare, ma che di fatto finiscono per
determinare un confine netto tra
l’Europa che conta e quella che
conta sempre meno.
CORRIDOIO
Fonte: European
Commission – Directorate
General for Energy and
Transport
Fonte: Ministero delle Infrastrutture
e dei trasporti
(*) Ricercatrice ISTAO e collaboratrice della
Camera di Commercio per l’Osservatorio sul
porto di Ancona
48 Quieconomia
APPROFONDIMENTI
EXIT TAX: MOBILITÀ
DELLA RICCHEZZA
E DELLE IMPRESE ALLA PROVA
DEL PRELIEVO TRIBUTARIO
di Simona Amodio (*)
n vista di strategie di riorganizzazione che implicano il mutamento
della legislazione tributaria applicabile all’impresa o a rami di essa,
quali la creazione di un nuovo soggetto giuridico, costituito in veste di
Società Europea oppure di Società
Cooperativa Europea, o ancora, in
futuro, di Società Privata Europea,
ovvero la progettazione di operazioni
di fusione o scissione transfrontaliera,
o ancora il trasferimento della propria
sede all’estero, è indispensabile valutare se sussistano, ed eventualmente
quale ne sia l’incidenza, vincoli di
ordine fiscale all’investimento programmato. In quest’ottica è quindi
interessante approfondire il tema dei
meccanismi di exit tax, forme di prelievo che, all’atto della fuoriuscita
della ricchezza dall’ambito di applicazione di uno specifico ordinamento
tributario nazionale, implicano imposizione fiscale nel Paese di partenza.
In linea generale, l’exit tax colpisce
redditi maturati, ma non effettivamente conseguiti, su beni o diritti o complessi aziendali, che, pur senza essere
ceduti a titolo oneroso, vengono sottratti alla sfera di influenza dell’ordinamento tributario in vigore nello stato
in cui risiede fiscalmente il soggetto
che ne è titolare, e sono destinati a ricadere nel regime fiscale di altro stato. Per un privato, l’evento che origina
l’applicazione dell’exit tax è il trasferimento di residenza all’estero; per l’imprenditore, invece, può trattarsi della
I
scelta di stabilire all’estero il centro
dei propri affari, e trasferire così la
propria sede, oppure del compimento
di un’operazione transfrontaliera, per
esempio una fusione transnazionale,
che per definizione coinvolge soggetti
residenti in almeno due Paesi distinti,
e vale a rimodellare la distribuzione
geografica degli investimenti1.
Al fine - preminente ma non esclusivo
- di ricondurre i risultati economici
dell’attività nell’alveo di un prelievo
più mite rispetto a quello sperimentato nel Paese di partenza, l’opzione
apparentemente più semplice da realizzare consiste nel trasferire all’estero
la sede dell’impresa. Una scelta
potenzialmente premiante sul piano
tributario, che non necessariamente
richiede di dissolvere la struttura già
creata nel paese d’origine. Occorre,
tuttavia, distinguere fra sede legale e
sede effettiva, la prima punto di riferimento per così dire “ufficiale” dell’attività, la seconda, invece, centro effettivo dell’amministrazione e della direzione degli affari, configurabile, quindi, quale sede in senso sostanziale e
determinante per individuare la residenza fiscale nei Paesi che a tal fine
adottano il criterio della sede reale.
Secondo l’art. 166 TUIR, il trasferimento di sede al quale si accompagni
la perdita della residenza fiscale in
Italia è fonte di prelievo tributario. In
virtù di questo principio - che per
espressa previsione di legge è valido
sia per l’impresa individuale sia per
l’impresa collettiva, quindi per le società, di persone o di capitali, come
pure per gli enti non societari che esercitino attività di impresa commerciale
– si può spostare la sede dell’attività
imprenditoriale in uno Stato estero
senza che l’operazione di per sé dia
luogo a tassazione in Italia. In primo
luogo, ciò accade allorché si trasferisce
la sola sede legale dell’attività, mantenendo nel territorio nazionale quella
amministrativa; in tal caso non si configura perdita della residenza fiscale,
pertanto l’operazione in sé e per sé è
fiscalmente irrilevante in Italia. Gli
aspetti critici attengono, piuttosto, al
coordinamento fra le norme tributarie
italiane e quelle del paese scelto quale
nuovo ospite della sede legale. Le
eventuali disarmonie tra i due - o più sistemi normativi nazionali coinvolti
andranno affrontate e risolte sulla scorta delle convenzioni contro le doppie
imposizioni specificamente applicabili,
per evitare fenomeni di doppia residenza e moltiplicazione del prelievo in
relazione ad una stessa attività. Altra
ipotesi, a fronte della quale il trasferimento della sede dell’impresa all’estero non comporta tassazione, si ha a
fronte della perdurante presenza nel
territorio italiano, pur dopo il trasferimento, di una stabile organizzazione
dell’impresa stessa. Se - e fino a quando - permangono presso tale stabile
organizzazione beni e/o complessi
aziendali già facenti capo all’impresa
che si dà una nuova articolazione, non
1- In tali ipotesi si crea un conflitto fra Stato di partenza da un lato e Stato ospitante, o di destinazione, dall’altro. Mentre il primo si vede, infatti, sottrarre una fonte
di gettito, il secondo la acquisisce, con il rischio che entrambi i esercitino il proprio potere impositivo sui medesimi beni e/o diritti e/o complessi aziendali, donde
duplicazione del prelievo, o, al contrario, che manchi applicazione del tributo nell’uno e nell’altro Stato, con salto d’imposta.
Quieconomia 49
si fa luogo al prelievo sui plusvalori
impliciti negli assets destinati alla stabile organizzazione. Peraltro, la successiva, eventuale, fuoriuscita dei beni
dalla stabile organizzazione sita in
Italia comporta inevitabilmente la tassazione, ai fini delle imposte dirette,
dei plusvalori latenti.
Da un punto di vista oggettivo, le regole illustrate per il trasferimento della sede all’estero trovano applicazione
anche al trasferimento della sede in
Paese diverso da quello d’origine da
parte di una Società Europea o di una
Società Cooperativa Europea, nonché
alla fusione transfrontaliera, per la
quale è determinante la destinazione
dei patrimoni oggetto di fusione. Pertanto, le strategie di riorganizzazione
considerate sono accomunate da un
meccanismo di prelievo in uscita, in
virtù del quale non si applicano imposte sul reddito sui patrimoni attratti
ad un ordinamento diverso da quello
di provenienza se e fino al momento
in cui sussiste un collegamento territoriale con l’ordinamento tributario
nazionale. Il venir meno di tale nesso,
in qualunque momento e per qualunque causa, integra il presupposto per
l’applicazione dell’imposta sul reddito, IRPEF oppure IRES secondo la natura del soggetto interessato.
Quanto alle modalità di calcolo dell’imposta, in questa sede basterà ricordare, semplificando, che il prelievo
è commisurato al plusvalore insito nei
beni che perdono il legame territoriale con l’ordinamento nazionale, quindi alla differenza, se positiva, fra valo-
re effettivo e valore storico dei beni
stessi. In vista di strategie da attuare
su un piano internazionale occorre,
poi, assicurarsi che i maggiori valori
sottoposti a tassazione in uscita siano
assunti come valori di partenza nel
Paese scelto quale punto di arrivo
all’esito della riorganizzazione. Solo a
fronte della continuità dei (nuovi) valori anche nell’ordinamento al quale
si approda, si scongiura il rischio di
asimmetrie e doppia imposizione.
Da un punto di vista soggettivo, vale
la pena notare che l’ordinamento italiano tassa esclusivamente l’impresa,
mentre non prevede exit tax in capo
alla persona fisica che trasferisca la
propria residenza, in veste di privato,
neppure con riguardo alle eventuali
partecipazioni detenute in società. Si
tratta di un’impostazione peculiare
nel panorama europeo. Con la sola
eccezione della Francia - la quale ha
abolito il proprio meccanismo di exit
tax in capo ai privati, giudicato
incompatibile con i principi del diritto
comunitario dalla Corte di Giustizia
Europea2 - gli altri Stati comunitari
contemplano, infatti, regole di exit tax
anche per i privati.
La presenza di regimi di exit tax variamente configurati nei Paesi dell’Unione Europea, in termini di presupposti,
modalità applicative e soggetti colpiti,
è in grado di produrre un effetto dissuasivo sulla propensione a realizzare
processi di mobilità. Recenti studi, in
tema di interazione fra livello delle
aliquote fiscali e distorsioni nelle
scelte di mobilità delle imprese,
dimostrano che se il carico fiscale
effettivo a carico delle società aumenta di un punto percentuale, si riduce
del 3,96% la probabilità di localizzazione della sussidiaria di un’impresa
estera (Barrios, Huizinga, Laeven and
Nicodème - 2008) in un Paese specifico. Ad influire sull’effettiva onerosità del prelievo in uscita, e ad accentuarne o rafforzarne l’attitudine disincentivante, contribuisce poi il fattore
temporale. Qualora, infatti, come in
Germania o in Austria l’ordinamento
di provenienza, pur imponendo il prelievo, lo differisca al successivo realizzo o alla liquidazione degli assets,
si può quantificare all’origine il carico
fiscale dell’operazione e pianificare
una gestione dei flussi finanziari che
tenga conto, anche delle esigenze di
copertura dei futuri esborsi legati alla
riscossione dell’exit tax.
Un’ultima nota, i regimi di exit tax
sono potenzialmente idonei a scoraggiare i processi di mobilità della ricchezza, sia quando ne sono protagonisti privati, sia, soprattutto quando vi
sono coinvolte imprese, a scapito di
una piena attuazione di libertà comunitarie fondamentali quali quella di
circolazione e stabilimento, di mobilità dei capitali e della ricchezza. Il
terreno di studio si sposta allora sul
piano della compatibilità fra exit tax e
principi del Trattato UE, un campo
ancora non esplorato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia con
riguardo alle imprese, per il quale,
pertanto, le pagine decisive sono probabilmente ancora da scrivere.
(*) Dottore commercialista, revisore contabile e consulente tecnico del Giudice Civile
2- Cfr. ECJ 11 March 2004, no. C-9/02, resa con riferimento al caso Hughes de Lasteyrie du Saillant.
50 Quieconomia
APPROFONDIMENTI
MARKETING INTERNAZIONALE:
LA “GOOD PRACTICE” DELL’INCOMING
di Marco Minossi (*)
organizzazione di azioni di
Incoming, cioè di individuazione, richiamo e guida strutturata di operatori professionali esteri
a beneficio di realtà imprenditoriali e
distretti industriali operanti in un
determinato territorio (ad esempio
nella provincia di Ancona), è una delle attività più intense di cui si occupano istituzioni quali la Camera di
Commercio di Ancona – nell’ambito
della Promozione - e la sua Azienda
Speciale per l’Internazionalizzazione
delle Imprese “Ancona Promuove”.
Quando operano in autonomia, tuttavia, molte imprese sottovalutano spesso l’efficacia di tale buona pratica di
marketing internazionale, preferendo
di gran lunga focalizzare le proprie
strategie di export e di internazionalizzazione sugli spostamenti del proprio personale all’estero per la conoscenza diretta e la frequentazione dei
mercati.
Le considerazioni di questo articolo si
ripropongono di spiegare perché, a
nostro avviso, l’Incoming è importante
almeno quanto lo spostarsi in loco nei
territori della clientela straniera, e
dovrebbe essere praticato meglio e di
più dalle imprese anche con una
visione propria, oltre che mediante le
risorse organizzative del supporto istituzionale.
È necessaria a nostro avviso una premessa generale per calarsi meglio nell’argomento.
La crisi che l’economia mondiale attraversa sta facendo emergere anche
alcuni aspetti positivi. Per gli attori
economici italiani – imprese e lavoratori dipendenti ed autonomi - questi
possono essere individuati in una
capacità diffusa di pazienza, sopravvivenza e reazione. Per gli studiosi ed i
professionisti delle problematiche
L’
aziendali, in una opportunità molto
più efficace di prima nel cercare di
diffondere ed attuare le cosiddette
“good practices”, cioè quelle strategie
e comportamenti virtuosi di pianificazione, prudenza ed efficienza che
dovrebbero caratterizzare il business
anche nei cicli di espansione, ma ai
quali imprenditori e manager sono
curiosamente più sensibili e attenti
durante le recessioni.
Nel Marketing, specie internazionale,
è da tempo predicata da tutti ma realizzata da pochi la cosiddetta strategia del “Branding”, che consiste
molto brevemente nella creazione da
parte di un’ azienda di una forte identificazione nei propri Marchi (sia
d’impresa che di prodotto), che la
renda percepita dai clienti e dagli
stake-holder (dipendenti, banche, fornitori e molti altri soggetti ed organizzazioni con cui viene scambiato valore) come una realtà economica in grado di differenziarsi dalla media di settore per caratteristiche di competenza
distintiva, di qualità del prodotto ed
affidabilità dei servizi ad esso collegati, di gratificazione del cliente che
avverte nel Brand il beneficio di sentirsi parte di un “mondo di appartenenza” di tipo anche emozionale.
Tutte le numerose rilevazioni e studi
economici e di marketing, italiani ed
internazionali, che stanno copiosamente monitorando ed interpretando
le situazioni e le reazioni delle aziende al difficilissimo momento economico, stanno evidenziando all’unanimità una condizione che è assunta
oramai come regola: i Brand forti
stanno permettendo ai propri detentori non solo di avere eccellenti strumenti di difesa, ma spesso di comportarsi in contro-tendenza, cioè di
conseguire fatturati ed utili in cresci-
ta anche rispetto a medie settoriali in
pesante calo.
Basta scorrere la classifica dei 50
brand più ammirati al mondo, pubblicata qualche mese fa dalla rivista
americana “Fortune” per capire come
sia stretto e interdipendente il legame
tra Brand-Equity (creazione e veicolazione di valore) e superamento della
crisi economica.
Il Brand è dunque “la Marca”, il
“mondo di appartenenza” (dei clienti
e degli altri stake-holder, come abbiamo già citato), in una accezione di
marketing che ricalca quella politicogeografica della Marca nel Medioevo
(ad esempio la Marca Anconetana
quale mondo di appartenenza dei propri cittadini). Soprattutto, poi, la
Brand-Equity non è solo appannaggio
di multinazionali e grandi imprese,
ma può e deve essere costruita anche
dalle PMI.
Da questa premessa, possiamo proseguire un ragionamento per gradi.
Nelle relazioni internazionali “Business to Business” (tra le organizzazioni d’impresa quindi, escludendo per
ipotesi il consumatore/utilizzatore finale) le pratiche commerciali hanno
vissuto negli ultimi 25 – 20 anni tre
periodi completamente diversi tra loro.
20 anni fa, in quella che potremmo
definire la preistoria del Marketing internazionale, lo scambio era contraddistinto da un prodotto-servizio che
passava da un fornitore ad un cliente.
In un’epoca più moderna, diciamo 10
anni fa (nel marketing le evoluzioni
sono temporalmente vorticose), già
non si parlava e non si ragionava più
in termini di prodotto, di cliente e di
fornitore, ma di “package” (tutta una
serie di beni e di servizi ad alto valore
aggiunto quali assistenza, garanzia,
dilazioni di pagamento, finanziamen-
Quieconomia 51
ti, premi, bonus e supporti), di cliente fidelizzato e di fornitore strategico.
Gli scambi diversi da questo circuito
virtuoso erano considerati “commodities”, cioè a basso valore.
Nel periodo contemporaneo, il business si svolge tra due o più organizzazioni che hanno quasi del tutto perduto i connotati tradizionali di cliente
e di fornitore, perchè il valore scambiato è talmente e reciprocamente rilevante da renderli entrambi dei
Partner. Il partner-cliente non compera solo un prodotto più una serie di
servizi, ma idealmente acquista un’
azienda nella sua totalità. La persuasione tangibile del Brand di quest’
ultima ne assicura infatti la serietà a
lungo termine, l’affidabilità, il vantaggio competitivo in termini di “premises” (le strutture e gli impianti), di
“facilities” (le dotazioni quali laboratori di controllo, di ricerca, le piattaforme logistiche, le installazioni informatiche ecc.), di “skill” (le abilità
professionali umane) e in termini di
Know-How (le competenze distintive
tecnologiche di processo specifiche).
A questo punto possiamo porci più
consapevolmente il quesito che secondo noi è centrale quando si considera l’Incoming, la strategia di ricevere in azienda le controparti d’ affari, e
di svolgere nei propri locali una parte
importante delle attività di informazione e fidelizzazione a beneficio reciproco nel business.
Se quanto sopra esposto è plausibile,
come può allora il cliente-partner estero condividere un Brand, cioè un mondo di appartenenza, se non è egli stesso conoscitore della realtà visibile e
tangibile del partner-fornitore, e del
territorio nel quale questa azienda che
egli “acquista” si trova ad operare?
La risposta a tale interrogativo ci pare
ovvia, ma va a nostro avviso sviluppata proponendo alcuni princìpi che le
nostre aziende dovrebbero adottare sistematicamente, cioè seguire in forma
ripetuta e mirata. L’obiettivo è di
mantenere sempre vivo e crescente in
un cliente-partner estero il desiderio
di sviluppare una “long-term business
relationship” sulla base di una leadership di valore, piuttosto che con altri
concorrenti nel mercato sulla base di
52 Quieconomia
una leadership di costo (quest’ ultimo
problema è di particolare delicatezza
per alcuni settori trainanti dell’economia marchigiana, come ad esempio
quello della Meccanica, a fronte del
crescente peso ed aggressività delle
nuove economie di Cina, India, Brasile, Turchia ed altre emergenti).
Vediamo quindi come una strategia di
Incoming può facilitare un processo
di internazionalizzazione, facendo leva sui fattori di Brand sopra menzionati, ed apportando un ulteriore valore aggiunto che richiameremo in conclusione.
• La “leva” delle premises rappresenta
lo spazio tangibile di attrazione e
rassicurazione del partner-cliente
estero, il solido contenitore all’interno del quale egli ripone la propria
fiducia. Nella nostra regione, anche
le PMI hanno strutturato le proprie
sedi ed i propri locali in forme esteriormente e funzionalmente molto
valide, creando degli ambienti interessanti per chi, venendo dall’estero,
è già condizionato da un’ idea positiva per quanto concerne lo stile ed
il gusto estetico italiano in generale.
Spesso gli imprenditori dimenticano
o sottovalutano, tuttavia, che questi
frutti di investimenti e sacrifici, e
certamente di soddisfazione per loro
e per i dipendenti, possono essere “
venduti “ anche a beneficio di una
ricezione di partner d’ affari che sia
un punto di partenza favorevole ad
una lunga collaborazione. Quando
poi, all’interno degli stessi locali in
Italia, si concludono contratti, accordi e partnership, nella propria
sede piuttosto che in quella del
cliente, l’effetto quasi di tipo sportivo del “ giocare in casa “ sortisce
energie molto positive per la sicurezza ed il successo del nostro imprenditore. Anche gli impianti di produzione possono svolgere un ruolo che
trascende la loro mera destinazione
d’ uso, per arrivare ad essere leve di
marketing. In stabilimento, il partner-fornitore potrà trasmettere al
cliente le stesse informazioni sui
plus di performance e di innovazione delle tecnologie che utilizza, gli
stessi che generarono la sua decisione di dotarsene, sprigionando ulte-
riori elementi di affidabilità.
• Troppi imprenditori ed export
manager si trovano spesso, a nostro
avviso, a gettare basi e a stipulare
accordi nella sede del cliente all’estero, assorbendo pressioni culturali (e spesso anche giuridiche) locali
che sovente si rivelano fonte di
insoddisfazione non preventivata e
di collaborazioni di vita breve.
• La leva delle facilities è quella che
secondo noi rappresenta più di ogni
altra la vera discriminante competitiva tra il negoziare in azienda piuttosto che all’estero. Quando il
cliente viene posto in condizione di
vedere nei dettagli le dotazioni, i
laboratori, i servizi logistici, le reti
informatiche e le piattaforme web e
windows aziendali, e di comprendere come queste renderanno efficienti gli scambi di informazioni,
transazioni e valore, spesso la trattativa commerciale vera e propria si
conclude per l’azienda italiana con
ottimi risultati ed anche con margini migliori, perché è stato capito il
valore addizionale che il prezzo del
prodotto incorpora.
• Le abilità professionali umane, i cosiddetti skill aziendali, sono anch’
essi molto importanti nelle valutazioni del cliente, che in casa dell’imprenditore può conoscerle di
persona anziché sentirsele raccontare, conoscenza che nello svolgimento della collaborazione faciliterà la risoluzione di molti equivoci e
problemi. Detto che il “visitor”, il
partner-cliente estero, dovrà percepire solo agio e padronanza degli
ospitanti rispetto alla lingua straniera che contraddistinguerà il rapporto (lingua francese o tedesca a
seconda della sua nazionalità, e per
lo meno la lingua inglese nei casi di
provenienza diversa), è fondamentale che (in una di tali lingue) egli
possa avvertire un ambiente professionalmente molto preparato rispetto alla tecnica del business internazionale (back-office, conferma d’ordine e fatturazione, customer-care,
conoscenza dei pagamenti e finanziamenti internazionali per ricevere
soluzioni finanziarie valide per sé e
non solo per il partner-fornitore,
proposte contrattuali strutturate
che dimostrino un’attenzione a lui e
non solo alla tranquillità del fornitore stesso). Se poi l’impresa marchigiana si è dotata di un sistema
di assicurazione finanziaria dei crediti esteri, la trattativa potrà facilmente recepire le richieste di forme
di pagamento che diano al cliente
respiro anziché rigidità (pretese di
anticipi o di garanzie), a tutto beneficio del rapporto.
Unitamente alla dotazione di standard certificati sulla adozione di
comportamenti socialmente responsabili ed ambientalmente innovativi,
questi requisiti anche per una nostra
PMI sono oramai indispensabili per
operare con successo con l’estero
oltre che per migliorare la competitività verso le controparti. Spesso,
agli occhi di un businessman o delegazione estera, un’azienda che risulti approssimativa nella propria organizzazione di commercio estero è
giudicata poco professionale in
generale, magari anche in presenza
di produzioni eccellenti. Si sviluppa
il timore che la relazione possa essere di stressante e farraginosa gestione, foriera di potenziali e minaccio-
si costi, palesi o occulti.
• La quarta leva, quella del KnowHow, se idoneamente trasmessa
convince il cliente estero non soltanto della qualità dei prodotti finali, ma soprattutto della capacità
dell’azienda italiana di rispondere
esattamente alle specifiche, specie
se e quando personalizzate, e di
garantire un problem-solving tecnologico di assoluta affidabilità (assistenza, garanzia, pronta individuazione e soluzione di una criticità).
Tutte le variabili cui abbiamo fatto
riferimento, e che abbiamo definito
“leve” per esprimerne le potenzialità
spesso ignorate, risulteranno tanto più
efficaci nei rapporti con interlocutori
esteri quanto più, avendo l’azienda
italiana la lungimiranza ed i mezzi per
provvedervi, saranno accompagnate da
certificazioni internazionali, oltre che
da registrazioni per quanto concerne i
marchi di impresa e di prodotto.
La quinta leva, quella con cui concludiamo queste nostre riflessioni sull’importanza dell’attività di Incoming nel
marketing internazionale, è quella del
Territorio, un plus che nelle Marche non
possiamo permetterci di trascurare.
Gli stranieri amano molto non soltanto
vedere e gustare bellezze e bontà italiane di cui la nostra Regione, per
dono di natura e per impegno degli
abitanti, è ricca; amano approfondire,
sentirsi informare su peculiarità e tradizioni storiche e culturali, preferiscono essere loro a esprimere apprezzamento piuttosto che sentirselo continuamente ripetere da chi in quel territorio vive e lavora. Meglio allora prevedere una Check-list con alcune informazioni su come e dove si organizza il
tempo extra-aziendale piuttosto che
affidarsi al “dove capita”, che probabilmente non deluderebbe ma forse
non renderebbe efficacemente comunicato e valorizzato il plus territoriale.
Quanto espresso in questo articolo ha
voluto mettere l’accento su un aspetto delle attività di internazionalizzazione che spesso è troppo marginale
rispetto ai viaggi d’affari nei mercati
esteri; teniamo comunque a precisare
che la nostra ottica rispetto a questi
ultimi è di complementarietà, di suggerimento ad una maggiore alternanza
tra trasferte ed Incoming, senza voler
mettere in discussione l’irrinunciabile
necessità del frequentare, e possibilmente presidiare, i mercati ed i partner internazionali.
Incoming operatori
cinesi del vino, organizzato dall'Azienda Speciale Ancona
Promuove - giugno
2009
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Quieconomia 53
ORGANIZZAZIONE
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L’Azienda Speciale ANCONA PROMUOVE supporta le imprese nelle attività di internazionalizzazione affiancandole in iniziative di natura promozionale quali organizzazione e partecipazione a workshop, incoming, fiere internazionali, progetti
speciali e seminari formativi. In collaborazione con partner qualificati e inseriti
nei mercati di riferimento realizza progetti destinati alla creazione di reti commerciali. Fornisce servizi personalizzati mediante desk all’estero ed informazioni
sui metodi e strumenti di penetrazione e consolidamento nei mercati.
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A.S.P.eA. è l’Azienda Speciale che promuove tutte le azioni necessarie allo sviluppo dei settori pesca e agricoltura attraverso la ricerca, l’attività di formazione, la gestione di laboratori e campi sperimentali, le attività di valorizzazione e di ottimizzazione delle risorse disponibili in collaborazione con
l’Università, gli Istituti di ricerca e le Associazioni di categoria.
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R.P.Q. (Real Precious Quality), l’Azienda Speciale costituita in collaborazione con
la Camera di Commercio di Macerata, attraverso il proprio Laboratorio di saggio
e marchio consente alle aziende del settore orafo argentiero di ottenere per i propri prodotti la Certificazione Aggiuntiva a garanzia della qualità.
Il Laboratorio R.P.Q. Iavora in regime di qualità ed è accreditato SINAL, organismo di certificazione internazionale.
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CameraService è una società di servizi “in house” della Camera di Commerico di
Ancona tramite la quale l’Ente ha inteso dotarsi di un nuovo strumento organizzativo per la gestione del patrimonio, delle manutenzioni, delle forniture e di
alcuni servizi di “line”.
Informazioni: tel. 071 5898368 – Fax 071 2073907
[email protected]
Il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Jonio è l’Associazione
volontaria e transnazionale tra gli enti camerali dei paesi che si affacciano sul
bacino adriatico-ionico, con Segreteria presso la Camera di Commercio di
Ancona. Il Forum promuove progetti di cooperazione transfrontaliera su tematiche economico-giuridiche di interesse comune ai paesi dell’area.
Informazioni: tel. 071 5898266-249 - Fax 071 5898255
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L’Associazione PromAdria realizza attività promozionali nei settori dell’industria,
del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura, della pesca, del terziario e del
turismo con l’obiettivo di intensificare le relazioni commerciali, finanziarie, culturali ed i rapporti di collaborazione economico-tecnica tra imprese italiane e
quelle dei paesi dell’Adriatico orientale.
Informazioni: tel. 071 2072913 - Fax 071 5898265
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54 Quieconomia
CAMERA Dl COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA Dl ANCONA
Piazza XXIV Maggio, 1 60124 Ancona - tel. 071 58981 - fax 071 2073907
[email protected]
SEDI DISTACCATE IN PROVINCIA:
Fabriano: Via Dante, 268 - 60044 Fabriano
tel. 0732 23846 - fax 0732 23853 - [email protected]
Jesi: Viale dell’lndustria 5/B- 60035 Jesi, c/o il Centro Direzionale Z.l.P.A.
tel. 0731 214498 - fax 0731 208447 - [email protected]
Senigallia: Viale Leopardi, 6 - 60019 Senigallia c/o sede comunale ex-Gil
tel. 071 7915777 - fax. 071 7939687 - [email protected]
AREE
TEL.
FAX
E-MAIL
DIREZIONE E SERVIZI INTERNI
Segreteria Generale
Gestione del Personale
Provveditorato
Bilancio Contabilità e Controllo
Diritto annuale e sanzioni
Comunicazione
Formazione
071 5898233-278
071 5898267-230-200-201
071 5898257-261-359-358
071 5898281-282-390-273-201
071 5898323-376-273
071 5898353-366
071 5898369
0715898322
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071 5898351
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071 5898312-212
071 5898217-231
071 5898254-246-268-377
0715898290
071 5898212-312
07184301 / 5898247
071 5898247
071 5898217-242
0715898231
071 8063575-3459/60/69-3837
071200024
071 5898299
071 5898299
071 5898299
071 5898236
071 5898236
071 5898284
071 5898356
071 5898284
071 5898215
0715898215
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071 5898270-364
071 5898270
071 200888
071 5898326
071 5898291-289-218
071
071
071
071
071
071
071
071
071
071
0715898357
0715898299
071 8063011
071 5898203
5898255
5898255
5898255
5898255
5898255
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Quieconomia 55
LOGGIA DEI MERCANTI
centro congressuale
La Camera di Commercio di Ancona è proprietaria dellíedifi cio monumentale
LOGGIA dei MERCANTI, splendido esempio di gotico fiorito veneziano.
Il palazzo, collocato al centro di Ancona, è facilmente raggiungibile sia con
mezzi privati (che possono parcheggiare nel vicino parcheggio TRAIANO)
sia con i mezzi del trasporto pubblico che lo collegano con la Stazione
Ferroviaria: la sua ubicazione lo rende gradevole punto di partenza
per una comoda e piacevole visita alla città.
Al piano terra della Loggia dei Mercanti è disponibile l’omonimo salone climatizzato, confortevole ed elegantemente arredato, che può ospitare fino a 120 persone ed essere utilizzato per congressi - cerimonie - conferenze - riunioni di lavoro
- meeting aziendali - manifestazioni di carattere economico,
politico e culturale (con l’esclusione di rappresentazioni teatrali,
concerti e spettacoli in genere)
Il Centro Congressuale è dotato di:
Sistema di videoproiezione con ingressi PC e Video
Sistema di videoconferenza
Sistema di amplificazione con microfoni da tavolo, portatili, a giacca
Sistema di registrazione audio
Collegamento Internet
Al piano interrato è disponibile un locale utilizzabile come
sala stampa ed una sala per catering.
Per informazioni sui costi ee sulle
sulle modalità
modalità di
di concessione
concessione in
in uso
uso
Ufficio Tecnico (tel. 071 5898359) - [email protected]
contattare lí[email protected]
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