Spedizione Abbonamento Postale - n. 3/2009
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3/09 Spedizione Abbonamento Postale - n. 3/2009 - Dicembre SOMMARIO La formula per le imprese di successo FOCUS ON 18 Lo stato della crisi nella provincia di Ancona I PROTAGONISTI DEL TERRITORIO 22 Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico 2009 Virna Lisi illumina la cerimonia dedicata ai lavoratori della provincia di Ancona IN COPERTINA Corinaldo, destinazione turistica d’eccellenza europea 2009 foto di Morena Tarsi ATTIVITÀ CAMERALE 27 Valutare è sviluppare 29 Procedura telematica a tempo di record 31 La settimana nazionale dei servizi di conciliazione delle Camere di Commercio EDITORIALE 2 Il bilancio dei cinque anni del mandato di presidenza Giampaolo Giampaoli Presidente 5 Sviluppo e sostenibilità Un nostro impegno costante per la crescita del territorio e delle imprese, anche in tempo di crisi Michele De Vita Segretario Generale PUNTI DI VISTA 8 Intervista a Patrizia Casagrande Presidente della Provincia di Ancona 10 Intervista a Marco Pacetti Rettore dell’Università Politecnica delle Marche SPECIALE AMBIENTE 12 La porta d’ingresso per una nuova concezione di vita e di business 14 Ecomondo 2009: Innovazione x Sostenibilità = Sviluppo 36 Approvata la carta dei valori delle imprenditrici dell’area adriatico-ionica 38 Impronta d’Impresa 2009 COOPERAZIONE INTERNAZIONALE 41 Reti di cooperazione nella progettazione europea Strumenti e metodi di lavoro INTERNAZIONALIZZAZIONE 42 Dubai: la finestra sul Golfo Persico APPROFONDIMENTI Qui Economia Anno LXX - n. 3/2009 Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 211 del 4/6/1956 Direttore responsabile Luca Pagliari Comitato di Redazione Michele De Vita (Segretario Generale e Direttore Editoriale) Luca Pagliari (Direttore Responsabile) Grazia Capriotti Silvia Veroli Valeria Mozzicafreddo Valentina Giuliodori Andrea Mosconi Ida Simonella Simona Amodio Clizia Cacciamani La Redazione Ufficio Comunicazione della Camera di Commercio di Ancona sito web: www.an.camcom.it e-mail: [email protected] Tel. 071 5898237 - 353 - 366 Fax 071 5898322 Impaginazione e stampa Aniballi Grafiche srl Via Sacco e Vanzetti, 7 Ancona Progetto grafico GIO.COM. Giorgetti Comunicazione 44 Dubai: aspetti contrattuali, societari e fiscali 47 Corridoi paneuropei e le Marche. Esclusione dall’alto o inerzia del territorio? Stampato su carta ecologica certificata Freelife - Cartiere Fedrigoni 49 Exit tax: mobilità della ricchezza e delle imprese alla prova del prelievo tributario 51 Marketing internazionale: la “good practice” dell’incoming La Camera di Commercio di Ancona è Certificata ISO 14001:2004 e Registrata EMAS Quieconomia EDITORIALE IL BILANCIO DEI CINQUE ANNI DEL MANDATO DI PRESIDENZA nistrazione che negli ultimi iamo ormai giunti al anni si è dimostrata più termine del mio efficiente e moderna, che mandato. Il lavoro ha saputo cogliere le istancondotto da questa Giunta ze dei suoi interlocutori per e dal Consiglio ha preso le fornire risposte adeguate mosse dal piano di riorgaalle imprese, alle associanizzazione e sviluppo della zioni di categoria, alle istiCamera di Commercio e ha tuzioni locali. fatto leva sull’importanza Siamo riusciti a svolgere un dei processi comunicativi. ruolo di coordinamento nelIn questi cinque anni ho le materie economiche di lavorato per la Camera con competenza, nella convinl’obiettivo di crescere insiezione che i contatti costanti me e affrontare le trasforcon le imprese siano di mazioni che stanno attraestrema importanza per inversando gli enti pubblici. terpretare i reali bisogni e le Abbiamo lavorato innanziGiampaolo Giampaoli esigenze che queste espritutto sulla nostra capacità Presidente della Camera di Commercio di Ancona mono. Abbiamo sottoscritto di farci comprendere e dei protocolli d’intesa e conoscere; in una parola, accordi di programma con la Provincia di abbiamo voluto comunicare, aprire un varco Ancona per la promozione congiunta di iniziaper il passaggio di osservazioni, esigenze, tive e strategie a favore dello sviluppo del terrisposte. Riteniamo che questa sia la via prinritorio, con l’Università in tema di tutela della cipale per il miglioramento di ogni azione proprietà intellettuale, con l’ARPAM per la finalizzata all’interesse pubblico. promozione di un modello di sviluppo sosteLa grande attenzione all’innovazione tecnolonibile, con il Comando Militare Marche per gica ha portato il nostro ente a investire nelpromuovere ed attivare esperienze di tirocinio l’informatizzazione delle procedure amminiformativo rivolte a militari volontari in congestrative, per semplificarle e rendere più semdo, con il Co.re.com per diffondere lo struplice i rapporti con l’utente. In tale ottica, ad mento conciliativo nel settore delle telecomuesempio, con la Business Key è possibile sotnicazioni. Molto intenso è stato il lavoro con la toscrivere da qualsiasi collegamento internet, Regione Marche con la quale abbiamo partecidocumenti informatici con lo stesso valore pato a numerosi tavoli di lavoro per la goverlegale di una firma su carta. Il Registro delle nance del territorio e sottoscritto protocolli per Imprese da ottobre 2006 è inoltre certificato la promozione dell’osservatorio sul porto di per la qualità sotto lo slogan “fare il massimo Ancona, per il sostegno di innovazione e culper voi è la nostra impresa quotidiana”. tura brevettale, nonché l’adesione al fondo di Quella che mi accingo a lasciare è un’ammi- S 2 Quieconomia garanzia regionale per le PMI. Senza perdere mai di vista il rafforzamento della comunicazione dell’Ente camerale in tutti i suoi punti di contatto e verso tutti gli stakeholder, abbiamo perseguito obiettivi di concreto servizio al territorio in linea con le direttive europee e in un’ottica internazionale pur senza mai prescindere dalle peculiarità, dalla vocazione e dalle potenzialità proprie del tessuto socio-economico provinciale. Per il raggiungimento di tali traguardi ringrazio il Segretario Generale, i dirigenti e tutto il personale che si sono impegnati con dedizione e continuità nella gestione di un ente complesso come la Camera di Commercio. Questo approccio ci ha portato alla realizzazione di progetti di lungo e medio periodo in ambiti strategici diversi: dal turismo alla tutela della proprietà intellettuale, dallo sviluppo infrastrutturale all’internazionalizzazione, dalla formazione professionale alla progettazione comunitaria, il tutto tenendo sempre presenti i valori guida dello sviluppo sostenibile, del rispetto dell’ambiente e della responsabilità sociale. Il ruolo internazionale della Camera di Commercio è stato molto sviluppato grazie all’attività svolta dall’azienda speciale Ancona Promuove e dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Jonio. Con soddisfazione posso parlare del tavolo del turismo del Forum, a cui ho partecipato attivamente, e della strategia comune di promozione turistica che sta coinvolgendo i 7 Paesi della macroarea adriatico-ionica che si presenteranno congiuntamente sui mercati turistici mondiali con il logo “Adrion”, simbolo di una nuova offerta turistica che racchiude più destinazioni dislocate nei Paesi bagnati dai due mari. L’esperienza del Forum è fortemente maturata, acquisendo un importante riconoscimento e coinvolgimento nell’ambito del Segretariato Adriatico e Jonico; per il quale si stanno svolgendo attività di riferimento nell’ambito economico. Anche i rapporti con l’Unione Europea sono stati particolarmente curati, con le presentazio- ni del Forum agli europarlamentari, con la partecipazione agli Open Days ed al Primo Parlamento Europeo delle Imprese, nonché con incontri specifici con rappresentanti della Commissione e delle Direzioni Generali. La nostra particolare attenzione allo sviluppo dei rapporti con l’UE, grazie all’esperienza acquisita negli anni passati, ha portato al rafforzamento dell’ufficio progettazione comunitaria e alla realizzazione di progetti dalla concreta ricaduta sul nostro territorio e sulla macroregione Adriatica. Tornando al turismo, quando 5 anni fa il colosso Costa Crociere scelse Ancona come porto di approdo del suo itinerario Adriatico, la Camera di Commercio si è proposta immediatamente come coordinatrice del progetto di accoglienza turistica e marketing territoriale e venne costituito in collaborazione con i diversi soggetti istituzionali e privati, il “Comitato Welcome to Ancona”, composto da Regione Marche, Provincia di Ancona, Camera di Commercio, Comune di Ancona, associazioni di categoria e operatori portuali. Il progetto “Welcome to Ancona” nella sua complessa articolazione costituisce un’importante operazione di marketing territoriale, con la quale è stato possibile approntare un adeguato piano di accoglienza dei croceristi e in generale dei turisti in transito nel porto dorico, rispondendo così anche alla fondamentale promozione turistica della città e del territorio provinciale. I dati hanno confermato la valenza del progetto: nel corso di questi 5 anni abbiamo raggiunto la quota di 150.000 molti dei quali hanno deciso di visitare autonomamente il nostro capoluogo. Inoltre abbiamo individuato alcuni valori guida dell’azione della Camera di Commercio di Ancona con l’intento di coniugare economia, ambiente, innovazione e sostenibilità. Negli ultimi anni la relazione tra ente e realtà territoriale ha imposto precise responsabilità che sono state tradotte in scelte e azioni concrete a livello strategico e gestionale. Nel 2005 l’Ente ha costituito lo Sportello CSR dedicato alla realizzazione di iniziative di sensibilizzazione e diffusione della responsa- Quieconomia 3 bilità sociale e delle buone pratiche locali. Con la realizzazione e la pubblicazione del proprio bilancio sociale – già a partire dal 2007 - la Camera di Commercio si è dotata di un nuovo metodo per rendere conto del proprio operato ai suoi principali interlocutori e per colloquiare con essi; non solo le imprese e le loro associazioni, che certo restano i nostri principali “clienti”, ma anche le altre istituzioni, i consumatori, i lavoratori dipendenti, i singoli cittadini e tutti i portatori di interessi rilevanti. L’ente ha inteso, in questo modo, instaurare un dialogo continuo con i propri referenti ritenendo che questo possa portare, attraverso la concreta conoscibilità delle scelte e dei risultati, all’individuazione di linee di intervento e al miglioramento continuo delle proprie politiche. Un’altra pietra miliare è stata posta, inoltre, con il conseguimento, nel 2008 (prima Camera di Commercio in Italia) della Registrazione EMAS e con la pubblicazione della prima Dichiarazione Ambientale: l’implementazione di un sistema di gestione ambientale e l’informazione trasparente e credibile (poiché convalidata da un soggetto terzo) sulle prestazioni ambientali dell’ente, rappresentano ulteriori passi in avanti nella relazione con gli interlocutori. Alcuni mesi fa abbiamo pubblicato l’aggiornamento del Bilancio Sociale relativo all’anno 2008 che va già verso la direzione di un rapporto di sostenibilità: si è operato per arrivare alla costruzione di una metodologia, che rappresenti una sintesi strategica delle iniziative realizzate presentando in un unico documento le informazioni relative alle perfomance sociali ed ambientali dell’ente. Infine abbiamo sempre confermato la nostra presenza nelle maggiori infrastrutture e in particolare non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno a favore di aeroporto e interposto. Concludo ricordando che stiamo ripristinando l’antico collegamento tra i locali seminterrati della Loggia dei Mercanti: si tratta di una galleria lunga circa 20 metri e larga circa 4 strutturata in una alternanza di solai costituiti ad archi a tutto sesto e volte a sesto acuto. L’ampliamento 4 Quieconomia che se ne otterrà consentirà di disporre di uno spazio molto pregevole che potrà essere adibito agli usi che si riterranno opportuni e possibili, dotando così la città di locali ancora più interessanti e funzionali da ammirare e vivere. Ho voluto chiudere il mio mandato con la pubblicazione del libro “Storia della Camera di Commercio curato da giornalista Luca Guazzati, che ripercorre i primi anni dell’istituzione della moderna Camera di Commercio nell’ottocento. In occasione della presentazione del libro ho lanciato un messaggio alla città: avviare un progetto di parziale ristrutturazione del Vicolo Sottomare Si tratta del vicolo verso il mare su cui la Loggia dei Mercanti ha il suo affaccio: sono appena 150 metri di vicolo, ma corrono lungo le vecchie mura cittadine prospicienti ad alcuni dei palazzi più belli di Ancona (come il Palazzo Benincasa e la Loggia stessa). È la via che ha inizio da portella Santa Maria per chi entra in città dal porto. Un accesso carico di suggestioni e simbologie che merita di essere ripensato e riqualificato. Per questo sarebbe bello intraprendere un’attività di promozione in tal senso, una gara di idee, ad esempio, che premi concretamente chi saprà elaborare una soluzione tecnica adeguata. Sarebbe ancora un passo avanti molto significativo nel processo di ridefinizione della fisionomia cittadina e, sono certo, anche l’ispirazione per guardare avanti e accettare le sfide del presente. Dunque guardando a questo quinquennio in chiusura di mandato, mi sento di dire che tale periodo abbia comportato non solo un grande impegno, ma si sia rivelato anche una bellissima esperienza non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Mi auguro che i sentimenti di stima e soddisfazione siano condivisi da quanti hanno collaborato con la Camera di Commercio sotto la mia presidenza. Ringrazio ancora una volta tutti per la preziosa collaborazione e con affettuosa riconoscenza auguro a tutti buon lavoro. Giampaolo Giampaoli EDITORIALE SVILUPPO E SOSTENIBILITÀ Un nostro impegno costante per la crescita del territorio e delle imprese, anche in tempo di crisi ecentemente, in un suo articolo sul settimanale del Corriere della Sera, Al Gore sosteneva che “ognuno di noi ha un ruolo da svolgere, naturalmente, e le nostre azioni nella vita quotidiana, in casa e al lavoro, sono di estrema importanza: sommandosi alimentano la speranza e l’impegno costante che sono necessari per il successo”. Ognuno deve fare la sua parte, dalle istituzioni alle imprese, dagli adulti ai giovani, ponendo particolare attenzione ai valori legati all’ambiente, all’etica, alla responsabilità sociale. Tanto più in un momento difficile come quello che stiamo attraversando a livello mondiale. Un altro spunto interessante che ritengo utile riportare da quell’articolo sopra citato sottolinea come “la profonda crisi economica mondiale dell’autunno 2008 ha evidenziato l’importanza di uno stimolo globale coordinato per creare posti di lavoro e rimediare agli effetti di una recessione insolitamente profonda e sincronizzata a livello globale”. L’impegno e l’attenzione che possiamo porre ai valori che ho prima indicato rappresentano, da una parte, una doverosa assunzione di responsabilità per contribuire ad una vita migliore a favore della comunità di riferimento, dall’altra, una delle possibili ricette al superamento della crisi, in quanto consente di aprire un filone imprenditoriale collegato alla cd. “green economy” dalle grandi prospettive di sviluppo. Per la Camera di Commercio, l’esclusivo orientamento allo svolgimento delle tradizionali funzioni amministrative non esaurisce ormai da tempo il proprio ruolo. R Dott. Michele De Vita Segretario Generale della Camera di Commercio di Ancona La relazione tra l’ente camerale e la realtà territoriale in cui opera impone precise responsabilità che si devono tradurre in scelte ed azioni concrete a livello strategico ed a livello gestionale. Pertanto il ruolo della Camera di Commercio di Ancona si è ampliato negli ultimi anni fino a ricomprendere ulteriori finalità, che hanno assunto il carattere delle priorità nella programmazione delle attività: - la tutela e la valorizzazione della comunità locale, - la promozione del sistema economico locale, - la protezione dell’ambiente. La Camera di Commercio, nel formulare ed implementare le proprie politiche di promozione e sviluppo, ha consolidato un metodo che tiene conto in via permanente delle necessità e delle aspettative espresse dai diversi stakeholder, quei portatori di interesse con i Quieconomia 5 quali l’ente si confronta e collabora. E nel segno della concretezza che contraddistingue la nostra azione, la Camera di Commercio – con i suoi organi e tutto il personale – si è messa in gioco in prima persona, per costituire una best practice ed essere da esempio per la comunità di riferimento. Oggi l’ente camerale è registrato EMAS (prima Camera di Commercio italiana ad avere avviato questo complesso ma significativo processo), è certificato in qualità nel Registro Imprese e nei servizi amministrativi tradizionali (l’Area Anagrafe Economica), ha consolidato una rendicontazione efficace con il bilancio sociale, che, nel suo ultimo e recente aggiornamento, è stato integrato per la prima volta con la dichiarazione ambientale, primo passo per giungere entro il 2010 ad un vero e proprio bilancio di sostenibilità. Sempre più, l’evoluzione della Camera di Commercio porta a configurare l’ente come il soggetto pubblico chiamato a fare sintesi tra gli interessi del mondo imprenditoriale e le associazioni di categoria, le istituzioni, il mondo del lavoro, i consumatori e, in genere, la comunità locale. Le scelte strategiche degli ultimi anni, direi con grande sensibilità e visione, hanno portato a puntare ad un modello di gestione che ritiene centrali l’etica d’impresa e la sostenibilità, aspetti che rappresentano nuovi fattori di competitività su cui puntare, anche in un periodo di grave crisi mondiale, capaci di far distinguere l’imprenditorialità locale, non disgiunta dal territorio, all’interno del sistema economico nazionale ed internazionale, in un quadro di forte coesione sociale. Non è un caso se la nostra provincia si caratterizza per l’alto numero di imprese certificate dal punto vista ambientale ed etico (Emas e SA8000), con percentuali tra le più elevate a livello nazionale. La sostenibilità è diventato, quindi, il principio ispiratore delle scelte gestionali ed organizzative della Camera di Commercio, nonché delle proprie politiche di promozione e sviluppo del mondo imprenditoriale 6 Quieconomia locale, un nuovo approccio strategico alla gestione d’impresa, fondato su una visione relazionale. In questa prospettiva, la responsabilità sociale è diventata lo strumento per costruire interazioni collaborative tra soggetti pubblici, imprese e società civile, in grado di generare innovazione territoriale. Proprio la gestione delle relazioni tra i vari soggetti diventa il fattore centrale, per portarli a confrontarsi in modo costruttivo verso un interesse comune, che sia capace di far convivere economia, ambiente e rispetto della persona. La sostenibilità può e deve diventare, in tal modo, un fattore di qualità della governance del territorio. Il percorso fatto dalla Camera di Commercio di Ancona – rendicontazione sociale, certificazione di qualità, registrazione ambientale – è pertanto espressione di una nuova visione di agire, che ispira e collega le scelte strategiche e le modalità organizzative: questo esempio, proveniente da un soggetto pubblico, caratterizzato da autonomia funzionale, può fungere da traino per le imprese più sensibili a coniugare la dimensione economica con quella sociale ed ambientale. La sola gestione delle performance economiche non è oggi sufficiente in un approccio che voglia essere equilibrato ed esaustivo delle prestazioni aziendali, ma richiede l’affiancamento del livello di sostenibilità (ovvero la gestione delle dimensioni sociali ed ambientali) raggiunto dall’impresa. Le varie e recenti azioni che abbiamo messo in campo sono state ispirate ad aiutare le imprese in questo cammino, pur non nascondendo le difficoltà che tutto ciò comporta, specie in una fase in cui le imprese debbono affrontare i problemi quotidiani ed assorbenti collegati alla recessione in atto ed ai suoi effetti negativi sul mercato e sugli scambi commerciali. La partecipazione a fiere di settore, l’organizzazione di formazione e seminari tecnici specialistici, i contributi diretti alle imprese che intendono certificarsi, le tavole rotonde per un confronto costruttivo tra imprenditori, i video promozionali con le imprese al centro dell’attenzione, costituiscono modalità diverse per accrescere una sensibilità ed un interesse che nel nostro territorio sono già alti, rispetto ad altre zone d’Italia, ma che, come crediamo, possono far diventare realmente la sostenibilità una caratteristica forte e distintiva della nostra economia territoriale. Come ho fatto recentemente nei miei editoriali per “Qui Economia”, ho adottato la scelta di introdurre un titolo caratterizzato da due parole chiave, che ritengo un modo efficace per richiamare subito l’attenzione su concetti, temi e soprattutto valori, su cui, come Camera di Commercio, vogliamo porre l’accento in maniera particolare e stimolare il confronto ed il dibattito con chi ci legge e con chi entra con noi in contatto. E mi accorgo come tutto sia intimamente collegato: da “organizzazione e cambiamento” del numero precedente a “sviluppo e sostenibilità” di questo spunto di riflessione. A partire dalla nostra organizzazione, infatti, dove l’intera struttura, da chi lavora per lo staff ed i servizi interni a chi lavora nei servizi di line per le imprese ed il territorio, è chiamata a dare il proprio contributo quotidiano, ciascuno nel proprio ruolo, avendo chiara la mission dell’ente, i valori che ci guidano ed i risultati che vogliamo ottenere. Ed avendo ben presente che il mondo corre velocemente, cambia e si innova, con tutte le problematiche che ciò comporta ma anche con le prospettive di miglioramento e di sviluppo. Naturalmente sostenibile. Michele De Vita Loggia dei Mercanti di Ancona, particolare della facciata. Quieconomia 7 PUNTI DI VISTA INTERVISTA A PATRIZIA CASAGRANDE Presidente della Provincia di Ancona a cura dell’Ufficio Comunicazione Insieme possiamo spingere le sfide sempre un po’ più in là. Turismo, promozione del territorio all’estero e formazione qualificata al centro degli interventi congiunti di Provincia e Camera di Commercio di Ancona. Negli ultimi anni le collaborazioni tra i due enti sono notevolmente incrementate. Come valuta il lavoro fino a oggi? Gli ultimi anni della Camera di Commercio coincidono con i primi del mio mandato alla presidenza della Provincia e dico senz’altro che i rapporti di collaborazione tra i due enti, che condividono la medesima area di azione e di osservazione, sono ottimi. La Camera di Commercio è uno degli attori principali del territorio. Tra noi il dialogo è costante, suggellato da un protocollo d’intesa siglato con l’intento di definire strategie comuni per la programmazione e per la promozione di iniziative di rete. Uno dei fattori di successo delle azioni condotte insieme all’ente camerale risiede nella condivisione della metodologia e degli obiettivi. Una condivisione che oggi ci trova pronti ad affrontare la congiuntura negativa con lo spirito di chi non si arrende agli effetti della recessione ma, al contrario, fa ricorso alle più valide risorse umane e imprenditoriali per preparare la ripresa. Specie in questo difficile periodo, stabilire le priorità insieme alla Camera di Commercio ci permette di ottimizzare gli interventi, evitando sovrapposizioni di ruoli e funzioni. E, proiettando lo sguardo oltre l’emergenza, abbiamo sviluppato progetti di sostegno alle imprese, di marketing territoriale, formazione professionale, politiche agricole, innovazione e ricerca. Senza mai trascurare quella sostenibilità sociale e am- 8 Quieconomia bientale che vede la nostra provincia ai primi posti della classifica nazionale del Bil (benessere interno lordo) In quali settori di intervento ritiene siano stati raggiunti i migliori risultati? Direi che i risultati sono visibili in tutti gli ambiti di lavoro comune. Ma comincerei dall’importante obiettivo raggiunto a pochi mesi dopo il mio insediamento. Nel settembre 2007, la Provincia di Ancona, unica nella regione, ha costituito il Sistema turistico unico che riunisce tutti i 49 Comuni e la Camera di Commercio. Si è trattato di un’adesione naturale perché, come dicevo, la Provincia e l’ente camerale perseguono il medesimo obiettivo di valorizzazione del territorio, di qualità delle strutture ricettive e dei prodotti tipici. Non è un caso che i due enti siano stati promotori di quella “Rete europea dei vini a tonalità verde”, che coinvolge la Spagna, l’Austria e la Slovenia. E non sorprende la complicità nel fortunato progetto di co-marketing, tra Verdicchio e Grotte di Frasassi, denominato Fresco di Grotta. Sempre nel settore dell’enogastronomia rientrano iniziative come Pane Nostrum di Senigallia, la selezione nazionale dei vini da pesce, la partecipazione alle fiere internazionali e nazionali, compresi il Salone del Gusto di Torino o “Tipica” la mostra mercato che a dicembre toccherà Ancona e Jesi nell’ottica della filiera corta per avvicinare il produttore al consumatore. La qualità innanzitutto, questo è l’imperativo che accomuna la Camera di Commercio alla Provincia. Ma qualità anche della formazione. Qualche mese fa, con Giampaolo Giampaoli, un presidente concreto e lungimirante, abbiamo siglato un protocollo importante che varca i confini provinciali per aprirsi alla provincia di Pesaro Urbino e alle università delle due città, in materia di formazione permanente dei giovani. In virtù di quel protocollo ci inseriamo nel progetto Leonardo con borse di ricerca all’estero per i giovani, nell’anno europeo della creatività. Qualità della formazione, dunque, ma coniugata all’ascolto delle reali esigenze del mercato del lavoro in base al quale impegnarsi con borse lavoro e sostegno all’avvio di nuove imprese, con particolare attenzione all’universo femminile. Con la Camera di Commercio abbiamo messo in moto una macchina che intende rilanciare l’economia della nostra provincia, anche oltre i confini nazionali. Grazie al Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio abbiamo avviato tavoli e accordi con l’altra sponda di natura economica, turistica, ambientale, di trasporti, che riportano le genti delle due sponde a un’amicizia e a una collaborazione che ha radici storiche. In quale ambito ritiene che i rapporti devono essere ancora migliorati? Il sodalizio tra la Camera di Commercio e la Provincia di Ancona ha una natura propulsiva. La sintonia tra i due enti produce una ricchezza propositiva che scaturisce dall’ascolto del territorio. Voglio semplicemente dire che insieme non possiamo far altro che spingere le sfide sempre un po’ più in là. Insieme, lavoriamo per uscire più forti dalla congiuntura negativa, puntando sulla qualità e l’innovazione delle imprese. Quieconomia 9 PUNTI DI VISTA INTERVISTA A MARCO PACETTI Rettore dell’Università Politecnica delle Marche a cura dell’Ufficio Comunicazione Con la collaborazione tra Università e Camera di Commercio, il sapere è applicato al reale sviluppo del territorio. Per il futuro si guarda insieme alla tutela del made in Italy e alla messa a punto di soluzioni eco-sostenibili per l’economia Come valuta il lavoro svolto insieme in questi anni da Università ed ente camerale ? Da anni vi è un’intensa collaborazione tra l’Università Politecnica delle Marche e la Camera di Commercio di Ancona grazie alla condivisione di alcuni assi strategici della politica dei due enti. L’Università ha condensato le sue scelte strategiche nel paradigma delle tre T: Talenti, Tecnologie e Territorio e soprattutto nel territorio intende svolgere una missione specifica di affiancatore ed animatore del mondo economico. Ecco quindi che operazioni come il sostegno alla innovazione tecnologica ed al lancio di nuova imprenditoria hanno trovato terreno fertile nelle azioni comuni a favore del lancio di nuove imprese e di spin-off spesso basate su facilitazioni alla brevettazione, campo questo nel quale da tempo la Camera di Commercio svolge un pregevole servizio. Ma l’azione comune non si è svolta solo in questa area che configura la cosiddetta terza missione dell’Università, cioè quella di reale coinvolgimento nello sfruttamento economico dei nuovi saperi sviluppati nei laboratori dell’Ateneo, ma anche sul piano della qualificazione della alta formazione. C’è un’esperienza in particolare che ricorda con soddisfazione? Un’iniziativa di grande successo ed impatto è 10 Quieconomia il programma Campus World che prevede il sostegno a tirocini formativi all’estero presso imprese e sedi di Camere di Commercio Estere e che permette ai più brillanti ed intraprendenti giovani laureati di svolgere alcuni mesi di attività lavorativa e di fare esperienza diretta sui mercati esteri acquisendo competenze indispensabili a diventare i futuri Area Managers delle imprese. Sul piano delle cooperazioni all’estero va segnalata anche la forte sinergia che l’Università realizza con la Camera di Commercio nell’ambito della iniziativa Adriatico-Ionica collegando le competenze scientifiche della rete delle Università Uniadrion con l’analoga rete tra le Camere di Commercio dell’area. Le sinergie in questo settore si sviluppano soprattutto nell’ambito del settore turistico per la promozione di un turismo sostenibile che ponga al centro la comune eredità culturale e l’ambiente dell’area Adriatico-Ionica. Quali possono essere i nuovi traguardi da raggiungere con un’azione congiunta? Sulla base dell’ottimo livello di collaborazione si stanno immaginando nuove iniziative per consolidare da un lato quelle già avviate e dall’altro testare le possibilità di ampliamento degli orizzonti collaborativi. In particolare nel settore della lotta alla contraffazione potrebbero essere sviluppati accordi per l’utilizzo diffuso di nuove tecnologie che, permettendo facile tracciabilità dei prodotti, impediscano le contraffazioni ed un contrasto efficace all’ingresso sul mercato di prodotti contraffatti potrebbe svilupparsi con l’utilizzo di moderne tecniche di indagine sui materiali anche biologici che sono disponibili nei moderni laboratori dell’Ateneo. Nel settore di sempre più grande interesse per la comunità in generale e per gli imprenditori in particolare della cosiddetta green economy le notevoli professionalità e l’esperienza accumulate nel tempo dai ricercatori dell’Ateneo potrebbero costituire un patrimo- nio prezioso anche per il sostegno a nuove iniziative imprenditoriali nel settore delle energie rinnovabili e della salvaguardia dell’ambiente. Ma anche il settore dell’agroindustria può giovarsi di più intense collaborazioni in quanto nel settore delle produzioni biologiche e nel settore delle trasformazioni che interessano l’intera filiera agroindustriale molte innovazioni possono essere introdotte per qualificare le produzioni verso prodotti riconosciuti di più alta gamma ed affermare per questa via la peculiarità ed il valore dei prodotti del territorio. Università Politecnica delle Marche, facoltà di Ingegneria. Quieconomia 11 SPECIALE AMBIENTE LA PORTA D’INGRESSO PER UNA NUOVA CONCEZIONE DI VITA E DI BUSINESS editoriale di Luca Pagliari a anni la mia attività giornalistica si è sempre più concentrata attorno a temi etici e sociali, con particolare riguardo all’ecologia ed alle problematiche giovanili. Argomenti scomodi, difficili e spesso dominati da verità frammentate e contrastanti. La preservazione dell’ambiente dalle insidie che abbiamo costruito con le nostre stesse mani, rappresenta sicuramente una delle sfide centrali del pianeta ed ovviamente anche del nostro territorio. Termini come sostenibilità, energie rinnovabili, riciclo e riutilizzo, sono oramai entrati a far parte delle nostre vite e saranno sempre più destinati a condizionare l’economia e lo sviluppo della nostra provincia. A tal proposito, in netto contrasto con uno scetticismo strisciante, in questa fine del 2009 ho avuto modo di conoscere numerose realtà imprenditoriali della provincia che, al di là delle semplici intenzioni, hanno dato vita ad importanti azioni innovative, coniugando la sostenibilità allo sviluppo economico. Superfluo sottolineare le difficoltà congiunturali, fondamentale invece parlare delle nuove idee, dei progetti coraggiosi che molti imprenditori della nostra provincia stanno avviando, ridisegnando così il loro futuro. La sostenibilità non è la tendenza effimera del momento, ma la porta d’ingresso per una nuova concezione di vita e di business. Ogni giorno nascono e si creano opportunità fino a ieri sconosciute, all’interno di un mercato in D 12 Quieconomia costante espansione. Creare valore, oggi significa più che mai essere proiettati verso l’innovazione e lo sviluppo, senza distaccarsi da consolidati parametri etici. Il mercato è sempre più attento alle azioni coerenti, alle operazioni dettate da una logica imprenditoriale sana e non di facciata. Concretamente, ho potuto notare che molti imprenditori hanno saputo cogliere l’occasione trasformando le proprie linee produttive o riconvertendole alle nuove esigenze. Pannelli solari, bioplastiche di ultima generazione, nuovi sistemi per l’effettuazione della raccolta differenziata, ricerca e sviluppo di leghe sempre più leggere, società che studiano soluzioni per la riduzione degli inquinanti, smaltimento di rifiuti industriali, trattamento delle acque e molto altro. Ma anche chi non è direttamente coinvolto nella filiera, spesso ha saputo adeguarsi, puntando sull’innovazione, la qualità ed il rispetto per l’ambiente. In questo periodo sono impegnato nella realizzazione di una serie di puntate televisive per il programma “Uno mattina”, dedicata ad alcune eccellenze ambientali, ebbene, senza fatica avrei potuto girare l’intero reportage nella nostra provincia. E questo ovviamente è motivo di grande orgoglio. La crescita, in linea con la riservatezza marchigiana, avviene sottotraccia, ma segue sentieri sempre più battuti. Ritengo che uno dei compiti principali di Qui economia, sia proprio quello di illuminare tali sentieri, in quanto per ridare dignità e peso alle troppe parole in circolazione, abbiamo sempre più necessità di testimonianze concrete, di esempi pratici legati all’agire e di cultura della speranza. La stessa Camera di Commercio in tema ambientale applica regole che con il tempo, al di là delle impor- tanti certificazioni ottenute, si sono trasformate in stile di vita e questo significa coerenza e soprattutto credibilità. Non sono un giornalista economico, eppure nell’aria avverto la presenza di nuove opportunità che debbono assolutamente essere percepite e colte. Una sola condizione risulta però essenziale: le prossime sfide e le future scelte richiedono una forte coesione. I tempi dell’isolazionismo e dei personalismi sono terminati. È il territorio che deve assumere una sua centralità. È quello il patrimonio da difendere e da coltivare. Un concetto semplice ma non banale, perché quando in gioco c’è il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli, la banalità cessa di esistere. Quieconomia 13 SPECIALE AMBIENTE ECOMONDO 2009: INNOVAZIONE X SOSTENIBILITÀ = SVILUPPO La formula per le imprese di successo a cura dell’Ufficio Comunicazione e dell’Ufficio Sviluppo Sostenibile a Camera di Commercio di Ancona ha partecipato per il quarto anno consecutivo alla 13a Edizione di ECOMONDO a sottolineare l’attenzione e l’impegno dedicati dall’Ente Camerale di Ancona alla diffusione della cultura ambientale sul territorio provinciale. Far conoscere i casi di successo del territorio e ricorrere agli imprenditori come testimonial L diretti è la strategia seguita dall’Ente per stimolare comportamenti socialmente responsabili ed ambientalmente innovativi che pos- 14 Quieconomia sono diventare anche fattori di competitività nei mercati internazionali. Quest’anno sono state presentate dodici eccellenze della provincia che si contraddistinguono per progetti imprenditoriali ad alto contenuto innovativo sia dal punto di vista tecnologico che ambientale. Queste realtà imprenditoriali mirano a cogliere i vantaggi competitivi di attente strategie di investimento (nuovi criteri di progettazione, l’ottimizzazione dei cicli produttivi, ricerca di nuove tecnologie e nuovi prodotti) orientate dai principi della tutela ambientale, della sicurezza, della qualità e del benessere sociale. Per approfondire la relazione tra i concetti di sostenibilità, innovazione e sviluppo durante ECOMONDO è stato organizzato l’incontro “Innovazione X Sostenibilità = Sviluppo. La formula per le imprese di successo”. Durante il talk-show è stata approfondita la relazione tra i tre concetti della formula nella convinzione che gli approcci gestionali fondati sui principi della responsabilità sociale ed ambientale possano “guidare” l’impresa verso l’innovazione e verso il superamento della crisi. LE AZIENDE CHE HANNO CONDIVISO LO STAND CON LA CAMERA DI COMMERCIO AnconaAmbiente Spa Anconambiente è il maggiore gestore dei servizi di igiene urbana della provincia di Ancona. Oltre all’igiene urbana segue e coordina i servizi di pubblica illuminazione e ventilazione delle gallerie, pubbliche affissioni, manutenzione di alcune aree verdi sponsorizzate, prevenzione di infestanti, rimozione auto, servizi cimiteriali e lampade votive. Oggi Anconambiente è supportata da un parco mezzi a basso impatto ambientale estremamente funzionale per impieghi specifici ed eterogenei. Andelini Srl L’azienda produce buste shoppers e sacchi nettezza in materiale biodegradabile e compostabile. L’impegno, la storia e l’esperienza quarantennale della Andelini sono attualmente proiettate al servizio della ricerca tecnologica con l’obiettivo di sviluppare soluzioni a basso impatto ambientale. Uno dei principali obiettivi dell’azienda è fornire a tutti i clienti le informazioni necessarie, sulla base delle quali ognuno potrà scegliere , nei propri acquisti e nelle azioni quotidiane, di contribuire al sostegno e al rispetto dell’ambiente. Brandoni Solari Srl L’azienda è nata nel 1989 ed è specializzata nella produzione di radiatori d’arredamento in acciaio. La linea di produzione della Brandoni Solare è in grado di assemblare moduli per una potenza complessiva di 20MW annui espandibile fino a 40 MW. L’integrità dei moduli è garantita dall’assenza di contatto dell’operatore con le celle, nell’arco di tutto il processo produttivo. Controvento Comunicazione Srl Agenzia di comunicazione nata dall’idea di un gruppo di professionisti che, dopo ven- t’anni di navigazione nel mondo della comunicazione, dell’editoria e del giornalismo, hanno deciso di iniziare una nuova esperienza, un nuovo viaggio. L’obiettivo perseguito è quello di ottenere per i ogni clienti il massimo possibile nei rapporti e le relazioni con i suoi pubblici. Fondazione Eqi La Fondazione Eqi-European Quality Institute sta lanciando uno strumento certificativo innovativo, appositamente studiato per mettere le piccole e medie imprese nelle condizioni di far emergere, valorizzare e comunicare i “plus in qualità”. Uno strumento che permette alle imprese di confrontarsi direttamente con il suo target di mercato e al tempo stesso di avviare nuovi percorsi di sostenibilità. Il nuovo sistema è in grado di generare un equilibrio tra il soddisfacimento delle esigenze delle aziende e quelle del cliente. GEL Spa Dal 1979, GEL opera nel trattamento delle acque, con esperienza e professionalità, riconosciute dai migliori operatori di settore e studi di progettazione. Le apparecchiature progettate e prodotte, sintesi dell’evoluzione tecnologica e normativa, utilizzano esclusivamente materiali compatibili al contatto con le acque potabili. Vengono realizzati impianti destinati alla potabilizzazione di acque dolci, alla dissalazione di acque salmastre e marine, alla produzione di acqua medicale e non ultimi, impianti per il trattamento di percolato da discarica. Il Gruppo Gola della Rossa Spa Il Gruppo opera nell’attività estrattiva, nell’edilizia, nel riciclo ambientale nel terziario ed nel trasporto merci. Il Gruppo è presente nel centro Italia con vari impianti ed Aziende e, in tutte le sue componenti imprenditoriali, sono fortemente radi- Quieconomia 15 cate l’attenzione allo sviluppo economico ed occupazionale, in armonia con la tutela del territorio e dell’ambiente circostante. Methodo Srl Nasce nel 1997 coagulando le esperienze di geologi e geofisici nel campo delle prospezioni del sottosuolo, della geologia ambientale, della analisi e bonifica di siti contaminati e nella valorizzazione delle risorse ed energie naturali. La società offre un’ampia gamma di servizi mirati allo studio ed alla soluzione di problematiche afferenti alla geologia applicata, alla progettazione di infrastrutture ed alla gestione ambientale, garantendo la massima flessibilità ed elevati standard qualitativi, anche grazie alla pluridecennale esperienza in molteplici contesti in Italia ed all’estero. Nuove Ora Srl L’azienda, leader nel settore del sollevamento pesante e dei ribaltabili si occupa di progettazione, costruzione ed allestimento di attrezzature mobili per il sollevamento pesante. Per rispondere alle istanze relative al problema della gestione della raccolta stradale dei rifiuti solidi urbani provenienti da raccolta differenziata casalinga, Nuove Ora Srl ha recentemente ideato e brevettato a livello nazionale ed europeo, in collaborazione con AnconAmbiente un punto mobile di raccolta dei RSU posizionabile su spazi appositamente dedicati, caratterizzato da ridotte misure di ingombro e dalla possibilità di modulare le frequenze di conferimento sulla base delle esigenze operative locali. RAO Srl La RAO da oltre 30 anni leader nel mercato degli allestimenti per veicoli industriali e commerciali, rappresenta da sempre un punto di riferimento per gli autotrasportatori e per tutte le aziende che hanno scelto i suoi prodotti per equipaggiare i propri vei- 16 Quieconomia coli. La RAO in questi ultimi anni ha investito in ricerca ed innovazione progettando allestimenti che abbiano minore impatto sull’ambiente partendo dalle fasi di realizzazione del veicolo e nel successivo utilizzo e nell’alienazione e smaltimento una volta terminato l’esercizio. L’azienda crea veicoli che oltre al minimo impatto sull’ambiente, diano all’utilizzatore maggiori vantaggi in termini di utilizzo in quanto possono garantire resistenza nel tempo poiché le parti non in lega leggera sono in acciaio inox o acciaio zincato a fuoco e soprattutto con un peso nettamente inferiore ad altri veicoli o allestimenti della stessa tipologia attualmente presenti sul mercato. SEA AMBIENTE Srl Azienda che opera da oltre 20 anni nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Grazie ad esperienza e professionalità SEA rappresenta una soluzione affidabile e sicura in materia di: raccolta e trasporto dei rifiuti, deposito preliminare, trattamento chimico fisico, trattamento biologico, analisi di laboratorio SEA Ambiente, attraverso impianti di proprietà, è in grado di stoccare e trattare in maniera ecologicamente corretta ogni tipologia di rifiuto industriale pericolosi e non pericolosi, rappresentando per le aziende un partner sicuro e competente nella gestione e nello smaltimento di tutti gli scarti e i rifiuti prodotti. TECNOSUOLI Srl TecnoSuoli è uno spin-off accademico dell’Università Politecnica delle Marche. Propone sul mercato soluzioni tecniche che derivano dalla ricerca applicata, in particolare nel settore dei “TECHNOSOL”, suoli ricostruiti per massimizzare alcune delle funzioni proprie di un suolo naturale, a seconda della problematica ambientale da affrontare Negli ultimi anni la relazione tra la Camera di Commercio di Ancona e la realtà territoriale ha portato ad azioni concrete a livello strategico e gestionale indirizzate verso la sostenibilità.. Nel 2005 l’ente ha costituito lo Sportello CSR dedicato alla realizzazione di iniziative di sensibilizzazione e diffusione della responsabilità sociale e delle buone pratiche locali. Con la realizzazione e la pubblicazione del bilancio sociale – già a partire dal 2007 - la Camera di Commercio si è dotata di un nuovo metodo per rendere conto del proprio operato ai principali interlocutori: non solo le imprese e le loro associazioni, ma anche le altre istituzioni, i consumatori, i lavoratori dipendenti, i singoli cittadini e tutti i portatori di interessi. L’ente ha voluto, in questo modo, instaurare un dialogo continuo con i propri referenti ritenendo che questo possa portare, alla concreta conoscibilità delle scelte e dei risultati, all’individuazione di linee di intervento e al miglioramento continuo delle proprie politiche. È appena stato pubblicato il Bilancio Sociale relativo all’anno 2008 dove sono stati presentati in un unico documento, le informazioni relative alle perfomance sociali ed ambientali dell’ente, quest’ultime ottenute dalla registrazione EMAS. Alcuni dati di interesse: > il tempo medio di evasione delle pratiche si è ulteriormente ridotto a 3,9 giorni (contro i 4,9 giorni del 2007 ed i 5 del 2006). > le pratiche evase dal servizio (domande di iscrizione, cancellazione e modifica, deposito bilanci ed iscrizione all’Albo Artigiani) avvengono per l’84,8% in forma telematica (contro un 84,5 del 2007 ed un 83,9% del 2006). > l’indice di diffusione della firma digitale è pari al 89% (rapporto tra certificati di sottoscrizione rilasciati ed il n. delle imprese attive al 31/12/2008). Tale dato posiziona la Camera di Ancona al 15° posto nella classifica nazionale elaborata da Infondata. > incrementati anche i rilasci della Business Key (+ 79% rispetto al 2007) e delle caselle di posta elettronica certificate (PEC). Alcuni dati ottenuti con la Registrazione EMAS (confronto 2008-2006: > drastica riduzione della carta con una diminuzione del 46% dei consumi > riduzione del 10% del consumo elettrico. > riduzione del 10% del gas metano. > riduzione del 15% dei consumi idrici. UFFICIO SVILUPPO SOSTENIBILE Tel. 071 5898270 – 326 e-mail: [email protected] www.an.camcom.it Quieconomia 17 FOCUS ON LO STATO DELLA CRISI NELLA PROVINCIA DI ANCONA di Andrea Mosconi (*) incertezza nell’evoluzione della difficile congiuntura internazionale continua a riflettersi pesantemente sul sistema economico italiano, aumentando lo stato di sofferenza dei settori colpiti con maggiore intensità e mettendo a dura prova gli strumenti di supporto che le istituzioni hanno messo a disposizione per superare lo stato di emergenza. Il tessuto economico della provincia di Ancona continua a manifestare una tendenza pro ciclica per cui i sintomi di difficoltà vengono avvertiti con maggiore intensità rispetto ad altre aree del paese. Alla base di questa condizione particolare vi è senza dubbio la stessa struttura dell’economia locale, che fa leva su alcuni settori dell’industria manifatturiera a basso livello di protezione dalla competizione internazionale e che quindi risente della diminuzione complessiva della domanda, sia interna che estera. I dati che illustrano meglio le difficoltà di questa fase sono quelli relativi all’occupazione e al commercio internazionale. Proprio in riferimento al mercato del lavoro, sia le previsioni delle imprese all’inizio dell’anno che le informazioni a consuntivo che vanno a comporre progressivamente il quadro complessivo mostrano la comparsa di un fenomeno inedito per la provincia di Ancona, quello della difficoltà a mantenere il posto di lavoro e a trovarne uno in sostituzione. L’ GLI SCAMBI INTERNAZIONALI L’Istat ha reso disponibili i dati relativi agli scambi internazionali fino alla fine del primo semestre del 2009 e su questo periodo temporale si può costruire un’analisi già molto 18 Quieconomia ponderata ed attendibile dei riflessi della crisi economica sulla competitività delle nostre imprese sui mercati esteri. Nei primi 6 mesi del 2009 il valore delle esportazioni ha raggiunto i 142 miliardi di lire, in larghissima parte concentrati proprio nei prodotti dell’industria di trasformazione. Si tratta, tuttavia, di una performance decisamente poco brillante, considerato che nello stesso periodo del 2008 questo flusso in uscita aveva raggiunto i 187 milioni di euro, il 24,2% in più. Le Marche si posizionano ulteriormente al di sotto della media nazionale, dato che il tasso di variazione è stato del –28,9%. Le implicazioni di questa situazione sono rese ancora più evidenti dal fatto che l’economia marchigiana è particolarmente aperta ai mercati esteri ed ancora oggi, nonostante un biennio di rallentamento molto evidente, continua a rappresentare il 2,8% dell’intero export nazionale, per cui le performance sui mercati internazionali si riflettono con forza sull’andamento complessivo dell’economia locale. La provincia di Ancona mantiene il primato regionale, ma manifesta preoccupanti segnali di caduta in termini di competitività internazionale. Il primo semestre del 2009 si è chiuso con una riduzione dell’export del 28,9%; se si confrontano in dati degli ultimi 10 anni (come visibile nel grafico sottostante) si può osservare una crescita progressiva tra il 2000 e il 2007, fino a giungere ad un massimo di 2,3 miliardi di euro; la discesa degli ultimi due anni ha riportato la situazione allo stato iniziale, annullando anni di investimenti nei mercati esteri. Tra il 2007 e il 2009 si è passati da 2,3 a poco meno di 1,4 miliardi di euro. ANDAMENTO DEGLI SCAMBI COMMERCIALI DELLA PROVINCIA DI ANCONA PRIMO SEMESTRE 2000-2009 (DATI IN MILIONI DI EURO) Fonte: elaborazioni OTM su dati AP. Limitando l’analisi alle produzione manifatturiere, che rappresentano il 99,1% delle esportazioni della provincia di Ancona, si colgono tendenze settoriali differenziate. Si osserva, innanzitutto, che il settore della meccanica sta pagando pesantemente questa fase congiunturale sfavorevole in termini di esportazioni. Il comparto degli apparecchi elettrici, all’interno del quale sono inclusi in particolare gli elettrodomestici, continua a rappresentare la voce in uscita più rilevante, ma ha visto ridursi gli acquisti dai mercati esteri del 43,4% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Allo stesso modo, anche le esportazioni di macchinari e apparecchi (macchine utensili per l’industria o l’agricoltura) hanno subito una fortissima riduzione nei primi 6 mesi dell’anno, -35,1%. Lo stato di salute degli altri settori non è generalmente migliore, anche se vi sono alcune importanti eccezioni. Le lavorazioni del metalli e le sue prime trasformazioni, il sistema moda, la lavorazione della gomma e della plastica e l’elettronica sono state caratterizzate da un segno pesantemente negativo, mentre la lavorazione della carta ha mantenuto la posizione precedente. Quello appena trascorso è stato, invece, un semestre par- ticolarmente positivo per la produzione di mezzi di trasporto, in particolare di imbarcazioni e navi da diporto, il cui export è passato da 46 a 86 milioni di euro. Questo andamento anomalo rientra nel particolare ciclo del commercio internazionale di questo particolare prodotto, fatto di enormi oscillazioni dipendenti più dalle singole commesse che dal ciclo economico. IL MERCATO DEL LAVORO La contrazione dei consumi interni ed esteri ha provocato una forte flessione della produzione industriale, che in Italia nel periodo gennaio – settembre è stata inferiore del 15,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel mese di agosto si è verificata una prima parziale inversione di tendenza, ma l’effetto complessivo delle difficoltà del sistema imprenditoriale locale si è trasformato nel problema crescente nel mantenere i livelli occupazionali precedenti. Alla fine del 2008 la provincia di Ancona era ancora un’isola felice, considerato che il suo tasso di disoccupazione era leggermente superiore a quello di 12 mesi prima (3,8% contro 3,5%), ma nettamente al di sotto della media nazionale (6,7%) e della stessa media regionale (4,7%). Questo quadro ha subito Quieconomia 19 IMPORT - EXPORT DELLA PROVINCIA DI ANCONA PRIMO SEMESTRE 2009 (DATI IN MIGLIAIA DI EURO) Variazione 2008/09 Composizione 2009 TIPOLOGIA PRODUZIONE Import 2009 Export 2009 import export import export Apparecchi elettrici 91.094 402.679 -30,9% -43,4% 8,4% 29,2% Macchinari ed apparecchi 64.001 275.979 -45,4% -35,1% 5,9% 20,0% Metalli di base e prodotti in metallo 65.854 107.311 -13,2% -29,6% 6,1% 7,8% Legno e prodotti in legno; carta e stampa 68.970 102.417 -24,8% -0,3% 6,4% 7,4% Mezzi di trasporto 29.638 98.411 26,3% 52,6% 2,7% 7,1% Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori 47.462 96.811 -12,6% -18,3% 4,4% 7,0% Articoli in gomma e materie plastiche 30.735 79.318 -20,7% -8,0% 2,8% 5,8% Prodotti delle altre attività manifatturiere 17.660 75.401 5,1% -18,7% 1,6% 5,5% Computer, apparecchi elettronici e ottici 58.495 46.980 -19,4% -31,3% 5,4% 3,4% Prodotti alimentari, bevande e tabacco 51.352 34.270 8,8% -11,0% 4,7% 2,5% Sostanze e prodotti chimici 61.237 18.096 -36,6% 4,7% 5,7% 1,3% Coke e prodotti petroliferi raffinati 11.552 14.807 -48,7% -30,7% 1,1% 1,1% Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici 13.181 14.404 0,4% 0,5% 1,2% 1,0% Fonte: elaborazioni OTM su dati AP. grosse modifiche negli ultimi mesi, aprendo scenari inediti dei quali è ancora prematuro cercare di individuare i tratti caratteristici, dato che i processi di trasformazione e di assestamento sono ancora in pieno svolgimento. Il tasso di disoccupazione nazionale sta aumentando ed è probabile che alla fine dell’anno anche nella provincia di Ancona i dati mostrino una tendenza analoga. Al momento si registra un forte aumento del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni nel tentativo di limitare gli effetti sul mercato del lavoro di una domanda calante. I dati forniti dall’INPS coprono il periodo che va da gennaio a ottobre e indicano che le ore autorizzate di CIG ordinaria sono state 3,7 milioni, ovvero 7 volte quelle concesse nello stesso periodo dello scorso anno, mentre è stato molto più contenuto l’aumento di CIG straordinaria (+55,8%). Nei primi dieci mesi dell’anno, pertanto, sono state autorizzate 6,6 milioni di 20 Quieconomia ore di CIG contro i 2,3 milioni del 2008. Quasi 5 milioni di ore (il 77% del totale) sono state richieste dalle imprese del settore della meccanica, quasi equamente divisi tra la componente ordinaria e quella straordinaria. L’elemento più preoccupante dei dati dell’INPS sta proprio nel fatto che il settore trainante dell’economia provinciale, a differenza degli altri, continua a richiedere interventi straordinari con grande frequenza (il 94% delle ore di CIG straordinaria proviene proprio dalla meccanica), manifestando l’esistenza di situazioni di crisi più profonde di quella legate all’andamento attuale dei mercati. L’idea che il momento sia poco favorevole per nuove assunzioni o per il miglioramento qualitativo della forza lavoro a disposizione delle imprese della provincia di Ancona viene confermata anche dai risultati dell’indagine Excelsior 2009 condotta da Unioncamere in collaborazione con la Camera di Commercio del capoluogo dorico e rivolta ad individuare i fabbisogno lavorativi e professionali delle imprese locali. Solamente il 19,2% delle imprese intervistate ha previsto di effettuare almeno un’assunzione nel corso del 2009, mentre lo scorso anno questo gruppo comprendeva il 27,8% del campione; anche il numero di coloro che avrebbero assunto in presenza di alcune condizioni più favorevoli (minore costo del lavoro, minore pressione fiscale o aiuti pubblici alle imprese) si è nettamente ridotto, passando dal 7,2% al 3,1%, mentre il 77,7% non prevede comunque nessuna assunzione. Dalla stessa indagine emerge un altro dato particolarmente significativo per illustrare come le imprese della provincia di Ancona hanno reagito di fronte ad un periodo particolarmente difficile, ovvero il tasso di crescita dell’occupazione, inteso come differenza tra la variazione del tasso di entrata e di uscita delle risorse umane. TASSI PREVISTI DI CRESCITA DELL’OCCUPAZIONE ANNI 2002-2009 Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior Dopo alcuni anni di progressiva riduzione del tasso di crescita dell’occupazione sia in Italia che nella provincia di Ancona, passato dal 3,6% del 2002 allo 0,3% del 2008, si prevede che al termine del 2009 il tasso di variazione sarà negativo, pari a –2,6%, con una situazione più critica tra le micro imprese (quelle con meno di 10 dipendenti). Il senso di attesa e di instabilità emerge anche dall’analisi della tipologia di contratti che le imprese prevedono di utilizzare per regolare le 3.880 assunzioni a carattere non stagionale. A fronte di un leggero aumento dei contratti a tempo indeterminato, si modifica la natura stessa delle assunzioni a tempo determinato, dato che si cerca di dare risposte a situazioni temporanee o impreviste piuttosto che alla costruzione di percorsi di stabilizzazione attraverso il tradizionale periodo di prova. Se da un lato le imprese tendono a stabilizzare quelle poche assunzioni che ritengono fondamentali per il proprio lavoro, cercano anche di non impegnarsi in maniera vincolante per tutti quelle posizioni legate all’andamento della produzione o a scelte aziendali che potrebbero essere condizionate da fattori esterni. (*) Collaboratore dell’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Ancona Quieconomia 21 I PROTAGONISTI DEL TERRITORIO PREMIO FEDELTÀ AL LAVORO E PROGRESSO ECONOMICO 2009 Virna Lisi illumina la cerimonia dedicata ai lavoratori della provincia di Silvia Veroli (*) a oltre mezzo secolo la Camera di Commercio di Ancona premia i lavoratori della provincia dorica con lo scopo di valorizzare le attività economiche, riconoscendo gli sforzi e le capacità individuali nel mondo del lavoro, sia in qualità di dipendenti sia come titolari di impresa, con l’assegnazione del Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico. Da tre anni a questo importante riconoscimento se ne è affiancato un altro: è il Premio Loggia dei Mercanti, destinato alle imprese longeve della provincia di Ancona. Il momento della celebrazione del Premio Fedeltà al Lavoro e Premio Loggia dei Mercanti costituisce da sempre per l’Ente camerale un appuntamento di grande significato ed emozione. Nel ricco calendario di appuntamenti istituzionali, di formazione, di servizio alle imprese, di promozione del territorio, si distingue come l’evento di festa per eccellenza, come espresso anche dalle parole del Presidente Giampaoli. D 22 Quieconomia “Ogni giorno lavoriamo per dare supporto, impulso, sviluppo all’economia; con la Fedeltà al Lavoro ci concediamo una tregua per fermarci e applaudire chi ha lavorato, spesso silenziosamente, per far progredire questo territorio. Dietro la forma del riconoscimento rappresentato dalla medaglia e dal diploma c’è la sostanza della nostra gratitudine e ammirazione per chi ogni giorno per molti giorni ha dedicato energie e tempo alla crescita socio-economica della nostra provincia e alla valorizzazione delle sue attività. La lettura e la valutazione dei profili dei tanti lavoratori che si candidano ogni anno per le varie categorie di premio ci dà il privilegio di imbatterci in molte storie tutte speciali ed esemplari. Quest’anno abbiamo scelto di fare raccontare ad alcuni protagonisti uno scampolo della loro esistenza lavorativa (e, giocoforza, personale) attraverso la realizzazione di interviste video. Sarebbe bello che il vissuto di ognuno non andasse perduto ma, appunto, raccontato, condiviso specialmente con i giovani che si affacciano oggi sul mondo del lavoro”. Ai 5 vincitori del premio Loggia dei Mercanti (Rossini Liano di Rossini Massimo & C. S.n.c., Impresa E. Tabossi S.r.l., Papini Guidi & Figli di Papini Dante & C. S.n.c, Brillarelli di Romualdo Brillarelli & C. S.n.c.) è stato dedicato un video prodotto dalla Camera di Commercio di Ancona e proiettato durante la manifestazione. Nell’edizione 2009 il Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico è andato, con un diploma di merito e una medaglia d’oro a 70 lavoratori della provincia di Ancona, di cui 22 dipendenti, 5 ex-dipendenti, 5 coltivatori diretti, 29 imprese artigiane, 6 imprese non artigiane e 3 premi a favore di personalità che si sono particolarmente distinte nei settori dell’economia, delle scienze, della cultura, dell’arte e delle professioni. PREMIO FEDELTA’ AL LAVORO E PROGRESSO ECONOMICO ANNO 2008 1ª CATEGORIA: DIPENDENTI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 PREMIATO IMPRESA COMUNE GASPARONI GILBERTO FRANCHINI FABIO CINTI UBALDO PASQUALE ECHER MOLLARETTI MIRELLA PIZZICHINI MARINO GIULIONI MARIO FIORANELLI GIANCARLO ZAGAGLIA GIOVANNI CANALI MARIA PROSPERI BEATRICE LANARI ANDREA NOCIONI SERGIO MEZZELANI RENATO PROFILI MARIA NAZZARENA FIORE MAURIZIO MATTIOLI ATTILIA ACCATTOLI FABIO MASSACCESI NADIA SPURIO FRANCO LATINI PAOLO CIPRIANI FABIO CONFARTIGIANATO IMPRESE CONFARTIGIANATO IMPRESE CONFARTIGIANATO IMPRESE CONFARTIGIANATO IMPRESE CONFARTIGIANATO IMPRESE SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. SIGE S.p.A. ERREBI GRAFICHE RIPESI SRL ERREBI GRAFICHE RIPESI SRL ERREBI GRAFICHE RIPESI SRL SO.MA.CI.S. S.P.A. SO.MA.CI.S. S.P.A. LAZZERINI SRL BANCA POPOLARE DI ANCONA HOTEL ROMA E PACE DI PAPINI R. & U. SRL PROVINCIA DI ANCONA PROVINCIA DI ANCONA PROVINCIA DI ANCONA PROVINCIA DI ANCONA PROVINCIA DI ANCONA POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI POLVERIGI FALCONARA M.MA FALCONARA M.MA FALCONARA M.MA CASTELFIDARDO CASTELFIDARDO MONSANO JESI ANCONA 1ª CATEGORIA: EX-DIPENDENTI 23 24 25 26 27 PREMIATO IMPRESA COMUNE PALUMBO ROCCO BARCHETTA IVANO TRILLINI LUIGI APIS MARIO FIORETTI ANNA C.N.H. ITALIA S.p.A. C.N.H. ITALIA S.p.A. LINEA QUATTRO S.p.A. TECNOSTAMPA SRL CAROTTI VELIO & BERTINI GRAZIELLA & C. S.A.S. JESI JESI CASTELPLANIO LORETO JESI Quieconomia 23 3ª CATEGORIA: COLONI - MEZZADRI, COLTIVATORI DIRETTI, IMPRENDITORI AGRICOLI PROFESSIONALI 1 2 3 4 5 PREMIATO CATEGORIA COMUNE BARCHIESI BRUNO VITALI AGOSTINO FABBRETTI TERZO MOSCONI PASQUALE MAURIZI FRANCESCO MEZZADRO COLTIVATORE DIRETTO COLTIVATORE DIRETTO COLTIVATORE DIRETTO COLTIVATORE DIRETTO OSTRA CUPRAMONTANA CASTELPLANIO STAFFOLO CASTELBELLINO 4ª CATEGORIA: IMPRESE COMMERCIALI PREMIATO IMPRESA COMUNE 1 BELLUCCI TEO CASTELLEONE DI SUASA 2 BIONDI UMBERTO 3 CARLINI DANIELE 4 CHIARALUCE VALTERINA 5 6 FINAURINI MARIA LUISA RIPESI GIANCARLO TRATTORIA BELLUCCI TEO DI BELLUCCI T. & C. S.A.S. BIONDI S.A.S. DI BIONDI FEDERICO & C. – COMMERCIO TESSUTI E CONFEZIONI COMMERCIO AL MINUTO ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO COMMERCIO AL MINUTO DI ABBIGLIAMENTO PROFUMERIA ERREBI GRAFICHE RIPESI S.R.L. CASTELLEONE DI SUASA SANTA MARIA NUOVA LORETO ANCONA FALCONARA M.MA DIPENDENTI CAMERALI 25° ANNO DI SERVIZIO PREMIATO 1 SANTILLI TIZIANO 4ª CATEGORIA: IMPRESE ARTIGIANE PREMIATO IMPRESA COMUNE 1 2 ANSELMI GIANCARLO RUGGERI REMO ANCONA ANCONA 3 PENNA LAMBERTO 4 5 GEMINI GIANCARLO LO FARO SALVATORE 6 7 8 9 10 MARGIOTTA MASSIMO PAOLINELLI FRANCO PERGOLOTTI GIULIANA PERUCCI EMILIO VERDINELLI NAZZARENO (NON È PRESENTE) MANIERI PRIMO MANIERI GIOVANNI GIANANGELI DELIO EMILIANI PIETRO CANDOLFI GINO CECCACCI LANFRANCO LAVORAZIONE VETRI ERRECI PARQUET DI RUGGERI REMO & C. S.A.S. F.LLI PENNA & ANDREUCCI S.N.C. OFFICINA MECCANICA GEMINI MOTO - OFFICINA MECCANICA LABORATORIO BISCOTTI E PASTICCERIA LO FARO OROLOGIAIO SARTORIA PERGOLOTTI FORNI S.N.C. LAVORAZIONE MARMI CALZOLAIO 11 12 13 14 15 16 17 GIORGINI GIANCARLO 18 RUGGERI ENRICO 19 FEDERICI NESTORE 20 MARCHETTI CARLO 24 Quieconomia CONFEZIONI ELEGANT S.R.L. GOMMISTA ELETTRAUTO OFFICINA E CARPENTERIA MECCANICA AUTOTRASPORTO MERCI CONTO TERZI FOTOGRAFO L’EDILIZIA DI CECCACCI LANFRANCO & C. S.A.S. ELETTRAUTO BORIA DI GIORGINI GIANCARLO CARROZZERIA LA MODERNA TERMOIDRAULICO INSTALLAZIONE E RIPARAZIONE IMPIANTI ELETTRICI ANCONA ANCONA ANCONA ANCONA ANCONA ANCONA ANCONA ANCONA ARCEVIA ARCEVIA JESI MONSANO JESI MAIOLATI SPONTINI ANCONA SENIGALLIA MONTERADO SENIGALLIA 21 CERIONI SANDRO 22 MAINERO MARIO BADIALI CLAUDIO 23 CARLI PAOLO 24 PIERSIGILLI SILVANO 25 BELFANTI CLEMENTE 26 MARTINI ALFREDO 27 VITALI SAVINO 28 CORINALDESI ADRIANO 29 SENIGALLIESI FRANCO LAVORAZIONE FERRO BATTUTO VELERIA CHALLENGER SAILS MONTE SAN VITO SENIGALLIA IDEOGGETTO S.N.C. DI CARLI PAOLO & C. AUTOTRASPORTO MERCI CONTO TERZI PANIFICIO BELFANTI S.N.C. EMMEPIESSE DI MARTINI ALFREDO & C. S.N.C. - TIPOGRAFIA MURATORE CORINALDESI S.R.L. AUTOSCUOLE PARRUCCHIERE UOMO DONNA SENIGALLIA JESI CASTELLEONE DI SUASA ANCONA MORRO D’ALBA JESI SENIGALLIA 6) PROIEZIONE FILMATO E PREMIAZIONE IMPRESE LONGEVE PREMIATI 3ª EDIZIONE PREMIO LOGGIA DEI MERCANTI IMPRESA Anno inizio attività sede ROSSINI LIANO DI ROSSINI MASSIMO & C. S.N.C. IMPRESA E. TABOSSI SRL TERME DI SAN VITTORE S.P.A. PAPINI GUIDO & FIGLI DI PAPINI DANTE & C. S.N.C. BRILLARELLI DI ROMUALDO BRILLARELLI & C. S.N.C. 1920 1913 1923 1920 1919 Ancona Ancona Genga Ancona Osimo 5ª CATEGORIA: PERSONALITA’ CHE SI SIANO PARTICOLARMENTE DISTINTE NEI SETTORI DELL’ECONOMIA, DELLE SCIENZE, DELLA CULTURA, DELL’ARTE E DELLE PROFESSIONI PREMIATO MOTIVAZIONE 1 BRAVETTI BRUNO per la professionalità e la dedizione mostrata nell’esercizio delle attività pubbliche svolte a favore della comunità locale che lo apprezza e ammira anche per il lavoro giornalistico che ha segnato il suo percorso di crescita personale 2 CALEFFI GIORGIO per l’impegno, la lungimiranza e la tenacia con cui in questi anni è stato rappresentante generale di una azienda leader mondiale nel settore del caffè e per la passione sempre dimostrata a favore della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio 3 CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” eccellenza artistica che nella lunga storia dell’associazione ha raggiunto innumerevoli successi che hanno portato la lirica alla ribalta nei teatri regionali e nazionali Alla premiazione sono intervenuti, con Giampaolo Giampaoli, Presidente della Camera di Commercio di Ancona, anche Claudio Meoli, Prefetto di Ancona, Gian Mario Spacca, Presidente della Regione Marche, Patrizia Casagrande, Presidente della Provincia di Ancona, Fiorello Gramillano, Sindaco del Comune di Ancona. Quieconomia 25 “È MOLTO TOCCANTE ESSERE QUI, MI SENTO UNA DI VOI” Ospite d’onore della cerimonia l’attrice Virna Lisi, nata ad Ancona da padre jesino e madre anconetana, da anni lontana dalla sua regione d’origine. La Lisi è stata intervistata dal giornalista Andrea Carloni, presentatore della cerimonia, e ha raccontato con grande disponibilità ed energia diversi aneddoti della sua lunga carriera (culminata col riconoscimento del David di Donatello, ricevuto nel 2009): dall’infanzia anconetana e il sogno di diventare infermiera, al mondo del cinema romano, dall’incontro con la Magnani, uno scontro iniziale diventato legame di amicizia, a quello con Frank Sinatra che l’ha omaggiata, come in una fiaba, recapitandole in camerino centinaia di mele. Su tutto il filo rosso e la centralità del ruolo della famiglia, l’importanza delle radici (“dei marchigiani ho la determinazione e la voglia di lavorare”). L’attrice, da 53 anni sulle scene dopo un esordio in giovanissima età, si è detta lusingata dell’invito tra i premiati alla Fedeltà al Lavoro “È molto toccante essere qui, mi sento una di voi” ha commentato la Lisi, radiosa e visibilmente commossa. Il Presidente Giampaoli in rappresentanza della Camera di Commercio di Ancona ha fatto omaggio alla Lisi di un quadro opera del pittore marchigiano Francesco Rossini raffigurante una veduta di Portonovo, Ogni anno la premiazione vede anche l’assegnazione di premi speciali alle personalità distintesi in diversi campi delle arti e dell’economia; nel 2009 è stata la volta di Giorgio Caleffi per l’impegno, la lungimiranza, e la tenacia con cui in questi anni è stato rappresentante generale di un’azienda leader nel settore del caffè e per la passione dimostrata a favore della categoria dei rappresentanti di commercio, Bruno Bravetti, per la professionalità e la dedizione mostrata nell’esercizio delle attività pubbliche svolte a favore della comunità locale che lo apprezza e ammira anche per il lavoro giornalistico che ha segnato il suo percorso di crescita personale e al Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” eccellenza artistica che nella sua lunga storia ha raggiunto innumerevoli successo che hanno contribuito a portare la lirica alla ribalta nei teatri regionali e nazionali. Il Coro Lirico Bellini ha chiuso la mattina di celebrazioni eseguendo il Va Pensiero del Nabucco di Verdi applaudito calorosamente da Virna Lisi e da tutta la platea dei premiati e dei loro familiari che ha richiesto un bis. (*) Addetta Stampa della Camera di Commercio di Ancona 26 Quieconomia ATTIVITÀ CAMERALE ORGANIZZAZIONE Sviluppo del personale VALUTARE È SVILUPPARE La Camera di Commercio di Ancona introduce un nuovo sistema per la valutazione del personale di Letizia Dini (*) a giugno 2009 la Camera di Commercio ha attivato un nuovo sistema per la valutazione dei dipendenti, un’innovazione che si integra nel percorso di cambiamento avviato dal 2007 con l’introduzione di un diverso modello organizzativo, più coerente con le esigenze di un ente flessibile nell’interpretare i bisogni di imprese e territorio. È in questo contesto, e in quello più ampio di una generale modernizzazione della pubblica amministrazione, che va collocata la recente revisione del sistema per la valutazione dei dipendenti, sistema che sta alla base di meccanismi incentivanti e di progressioni di carriera e dunque leva significativa per la gestione dell’Ente. D QUAL È IL PUNTO CENTRALE DI QUESTA EVOLUZIONE? Trasformare un adempimento normativo, fino ad oggi basato soprattutto su automatismi, in uno strumento per lo sviluppo organizzativo e la valorizzazione delle persone. Una vera e propria sfida, a buon titolo ritenuta come una delle più complesse dal punto di vista gestionale al punto che vale la pena chiedersi – provocatoriamente - perché intraprenderla. Oltre al presupposto normativo – che vincola la PA alla valutazione e che recentemente è oggetto di una consistente riforma legislativa – c’è un altro presupposto fondamentale e cioè che la gestione delle persone, nel pubblico come nel privato, include sempre e comunque un meccanismo di “giudizio”: sul lavoro fatto, sulle capacità possedute, sulle qualità personali. Dunque, a prescindere dall’esistenza o meno di un sistema, di fatto siamo in presenza di dinamiche comunque attive in ogni contesto che sollecitano piuttosto un presidio adeguato. Una ulteriore motivazione a sostegno di questo sforzo è che il governo e la gestione della complessità richiedono leve e strumenti per indirizzare, motivare e sviluppare i collaboratori. Ed è questa la direttrice su cui si è mossa l’evoluzione del sistema camerale: da strumento per misurare e controllare a strumento di valutazione ed indirizzo. Valutare e misurare, infatti, non sono la stessa cosa: mentre la misurazione è un’azione oggettiva Quieconomia 27 che si fonda su parametri condivisi, la valutazione è un processo che implica necessariamente soggettività. Una delle questioni fondamentali diventa quindi, non tanto la pretesa dell’oggettività quanto la ricerca dell’equità, intesa in questo senso come guida e contenimento della soggettività attraverso sistemi e strumenti adeguati. I CONTENUTI Su questi principi si è costruito un percorso che ha preso il via all’inizio del 2009 e che a metà anno ha portato all’adozione di un nuovo sistema per la valutazione del personale dipendente. A dire il vero ciò che ha contraddistinto l’innovazione è stata solo in parte la revisione degli strumenti (ad esempio le schede), poiché analoghi sforzi si sono concentrati sulla necessità di dare applicazione sostanziale ad un processo già regolamentato nella forma ma di fatto non “vissuto” dall’organizzazione, né dai valutati né dai valutatori. Un esempio in tal senso è costituito dal colloquio di valutazione: il sistema precedente già prevedeva la realizzazione di incontri ad hoc tra dirigente e collaboratori all’interno del processo di verifica annuale, ma l’applicazione di questo adempimento regolamentare di fatto non creava alcuna vera occasione di condivisione degli obiettivi, di scambio di feedback, di confronto sui risultati, di indicazioni per lo sviluppo. Su queste dimensioni – di fatto le più ricche di significato - si è lavorato con un forte coinvolgimento della struttura, oltre a modificare gli strumenti. A questo proposito un’innovazione di peso è stata l’introduzione degli obiettivi quali oggetto di valutazione anche per il personale dipendente – così come già accade per la dirigenza. Fino al 2008, la valutazione della prestazione del collaboratore prendeva in considerazione le sole competenze, ovvero le capacità e le conoscenze espresse nel ruolo lavorativo. In altri termini potremmo dire le modalità (il come) con cui ciascuno esercita il proprio lavoro. Il nuovo sistema affianca a questa dimensione – comunque rivista poiché assai delicata - quella degli obiettivi ovvero dei risultati attesi per la specifica annualità, mettendo al centro la relazione tra questi e il trattamento economico accessorio. IL METODO E IL VALORE AGGIUNTO Caratteristica fondante di questo processo di cambiamento, è stata il coinvolgimento della struttura: la progettazione partecipata delle nuove schede di valutazione da parte di gruppi intersettoriali a composizione variabile; la comunicazione diffusa a tutti i dipendenti; la formazione dei valutatori – dirigenti; l’accompagnamento ai primi colloqui di verifica con il personale dipendente; il confronto costruttivo con le RSU; l’impegno della direzione; il committment del vertice politico. A queste leve ne va aggiunta una ulteriore: la contemporanea creazione di un organo di controllo e valutazione strategica, a supporto della direzione, che ha attivato a sua volta uno sviluppo nel processo di valutazione della dirigenza, innescando riflessioni analoghe sul piano manageriale. Questi elementi, agiti contestualmente, stanno sostenendo la creazione di una cultura gestionale al fianco di quella tradizionale normativa. L’approccio “di sistema” che la Cciaa ha scelto di adottare – con impegno notevole – conferisce credibilità e basi solide allo sforzo di cambiamento organizzativo ed è quello che oggi le consente di porsi tra quelle PA che giocano d’anticipo rispetto alle innovazioni che il decreto legislativo di applicazione della legge 15/09 mette in campo riservando un ruolo centrale proprio ai temi della valutazione e del merito. (*) Formatore, Coach e Consulente per lo Sviluppo Organizzativo 28 Quieconomia ATTIVITÀ CAMERALE BREVETTI Procedure di primo deposito PROCEDURA TELEMATICA A TEMPO DI RECORD di Filippo Re (*) a Camera di Commercio di Ancona, da sempre sensibile alle esigenze di imprese, associazioni di categoria, consulenti e privati cittadini, Consulenti, ha recentemente lanciato tramite il proprio ufficio marchi e brevetti una iniziativa che sta raccogliendo particolare consenso tra gli addetti ai lavori. Con riferimento alle procedure di primo deposito (di marchi, brevetti per invenzione industriale o per modelli di utilità, disegni e modelli ornamentali) e dei relativi seguiti (annotazioni, trascrizioni e riserve), l’Ente ha infatti preso l’impegno di trattare e chiudere le pratiche arrivate telematicamente nelle successive 24/48 ore lavorative. Considerato che la disposizione ministeriale prevede l’evasione delle predette pratiche entro 10 giorni dal loro invio, l’ente ha così voluto lanciare un segnale forte di collaborazione nei confronti dei depositanti che optano per la procedura telematica. In molteplici casi, la trattazione della pratica è addirittura avvenuta nello stesso giorno dell’invio, fornendo pertanto all’utilizzatore del servizio un’assistenza praticamente immediata. Il gradimento è stato inevitabilmente molto elevato, in quanto in un arco di tempo ristrettissimo, chi effettua il deposito telematico riceve il verbale firmato digitalmente dal funzionario incaricato della Camera di Commercio, contenente tutti i dati della pratica racchiusi in un unico file riassuntivo in formato pdf che l’utente può scaricare sempli- L cemente entrando nell’account da cui ha inviato la documentazione. I vantaggi sono tangibili sia per i Mandatari, che hanno una prova certa del buon esito della procedura e sono indirettamente agevolati anche nei tempi di fatturazione nei confronti della clientela, sia per le imprese ed i privati cittadini che, senza doversi recare materialmente presso la Camera di Commercio, possono richiedere la registrazione di qualsiasi brevetto tramite un semplice click dalla propria postazione internet. In aggiunta, non si può non sottolineare l’enorme risparmio a livello di costi che il Ministero ha voluto concedere ai nostri inventori che si avvalgono della procedura telematica in luogo di quella cartacea. Senza volerci dilungare in un freddo elenco di numeri, vogliamo comunque sottolineare il caso più eclatante: un brevetto per invenzione industriale con un numero di pagine superiore alle cinquanta ha un costo di 600,00 euro, se depositato in forma cartacea, che scende drasticamente a soli 50,00 euro laddove venga inviato in forma telematica. Nel processo di digitalizzazione in atto nella Pubblica Amministrazione, la Camera di Commercio di Ancona tiene dunque in modo particolare a fornire un contributo fattivo alla sua riuscita, puntando, nel contempo, a diventare sempre più una interfaccia dinamica ed affidabile agli occhi dell’utenza. Il numero delle pratiche depositate telemati- Quieconomia 29 camente è ovviamente in aumento anche perché con Circolare n. 375 del 24 Novembre 2008, il Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto dal 1 dicembre 2008 la possibilità di inviare in via telematica anche le istanze di seguito successive ai primi depositi. Per farsi trovare pronto a questo importante appuntamento, l’ente aveva avviato in via sperimentale la trattazione telematica delle predette pratiche con un mese e mezzo di anticipo rispetto alla partenza ufficiale, fornendo anche consigli utili ai gestori del programma sulle problematiche emerse nella fase di test. Al momento del via ufficiale, l’ente non ha così avuto particolari difficoltà nell’adeguarsi alla nuova procedura, essendosi presentato allo start con le giuste contromisure sia organizzative che informatiche; in particolare, le cognizioni informatiche apprese durante la fase sperimentale si sono rivelate utili anche per consigliare gli utenti che volevano immediatamente avvalersi della predetta procedura e si trovavano di fronte problematiche che l’ente aveva già affrontato e risolto in precedenza. Non va poi dimenticato che, essendo ancora presente la modalità di deposito cartaceo, la Camera di Commercio fornisce piena assistenza anche a coloro che optano per questo tipo di procedura, non mancando però di informarli della convenienza del deposito telematico che può essere effettuato con comodità dal proprio terminale in qualsiasi momento della giornata, essendo possibile l’invio anche al di fuori degli orari di apertura al pubblico e durante il week-end. Un altro aspetto su cui l’ente sta concentrando molte delle proprie energie è rappresentato dall’approccio nei confronti dell’utenza, fina- Depositi 2007-2009 Marchi Invenzioni Industriali Modelli di Utilità Disegni e Modelli Totale Depositi 2007 2008 2009 fino al 14 dicembre 329 70 36 13 448 412 60 25 9 506 423 99 44 17 583 lizzato a risolvere con efficienza e rapidità le problematiche sollevate, cercando nel contempo di privilegiare il canale di comunicazione della posta elettronica, più professionale e preciso, oltre che assai meno costoso, rispetto alle classiche ed ormai quasi obsolete telefonate. In particolare, va segnalato l’incremento delle ricerche di anteriorità commissionate dall’utenza che hanno stimolato l’ente a perfezionarne la modalità di svolgimento e la qualità del servizio reso. Nell’ultimo anno, tramite la consultazione di molteplici banche dati, la Camera di Commercio ha infatti esteso la ricerca sui marchi anche ai domain names italiani ed internazionali, equiparati a livello di protezione ai marchi stessi, che vanno ad integrare perfettamente i riscontri che emergono a livello di marchi nazionali, comunitari ed internazionali. Una volta raccolto il materiale, l’ente provvede poi ad inviarlo scansionato per e-mail al richiedente unitamente ad un commento riassuntivo che evidenzia quanto emerso dalla ricerca, aggiunta particolarmente apprezzata soprattutto da coloro che non sono molto pratici della materia. In ogni caso, l’utente può sempre controllare in maniera diretta i risultati, aprendo semplicemente gli allegati contenuti nell’e-mail inviata. In definitiva, tramite le iniziative sopra ricordate, l’ente ritiene di aver seguito con entusiasmo ed abnegazione il filone tracciato dal Ministero che intende agevolare il rapporto tra utenza e pubblica amministrazione, mettendoli in contatto diretto dal punto di vista informatico al fine di evitare noiose e stancanti file allo sportello, senza dimenticare ovviamente la qualità del servizio prestato che in un momento di crisi come quello attuale è richiesto a gran voce anche dalle imprese le quali, alle prese con la battaglia più importante rappresentata dalla lotta per la loro sopravvivenza, non possono permettersi di rimanere impigliati nelle maglie della burocrazia. (*) Collaboratore del Servizio Regolazione del Mercato 30 Quieconomia ATTIVITÀ CAMERALE CONCILIAZIONE Sviluppo e approfondimento dello strumento LA SETTIMANA NAZIONALE DEI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO di Caterina Bozzi Cimarelli (*) n intero mese per sperimentare la conciliazione: questa l’iniziativa di successo promossa dalla Camera di Commercio di Ancona nell’ambito della Settimana nazionale di promozione della conciliazione camerale, un progetto pensato per incentivare lo sviluppo di una cultura della conciliazione in Italia e promuovere il suo utilizzo da parte di professionisti, imprese e consumatori. Dal 19 al 24 ottobre 2009 si è svolta la VI edizione della Settimana nazionale di promozione dei Servizi di conciliazione delle Camere di Commercio, coordinata, come ogni anno, dall’Unioncamere nazionale. La manifestazione, partita nel 2004, prevede che le iniziative promozionali dedicate alla conciliazione vengano concentrate da parte di tutti gli Enti camerali nell’ambito di un’unica settimana, in modo da accrescerne la visibilità e la portata. In questo settore, infatti, da tempo, il sistema delle Camere di Commercio rappresenta una rete solida e ben strutturata, caratterizzata da un Regolamento e da un Tariffario unitari, in grado di far circolare al proprio interno gli esempi di eccellenza e le esperienze di maggiore successo. U La Settimana nazionale di promozione dei Servizi di conciliazione delle Camere di Commercio si presenta dunque come un momento di riflessione e di approfondimento sullo strumento conciliativo, ma anche come un valido contributo alla sua conoscenza a favore dei consumatori, delle imprese e del mondo professionale. La filosofia di fondo su cui si basa è che anche la promozione e la diffusione sul territorio della conoscenza della conciliazione camerale siano di “sistema“, coordinate a livello nazionale a sostegno dell’uniformità raggiunta a livello procedurale, e si realizzino ogni anno sviluppando un particolare tema o una particolare caratteristica inerente allo strumento conciliativo. Quest’anno il principio che ha ispirato la manifestazione è stato quello di far sperimentare concretamente alle imprese e ai consumatori che ancora non conoscono la conciliazione le caratteristiche di questa attualissima risorsa e le sue potenzialità. “La conciliazione delle Camere di Commercio: una scelta felice” è stato lo slogan utilizzato da tutti gli Enti camerali nelle diverse iniziative progettate, per sottolineare che la conciliazione amministrata dalle Camere è un servizio di qualità, una soluzione intelligente per risolvere i problemi di natura economico-commerciale: bollette sbagliate, una vacanza non riuscita bene, problemi condominiali, lavori non eseguiti a regola d’arte, Quieconomia 31 problemi negli acquisti, problemi con i propri clienti e fornitori... Questa procedura in cui un soggetto neutrale, il conciliatore, assiste le parti in lite, aiutandole a raggiungere una soluzione amichevole e condivisa, costruita intorno alla collaborazione, presenta, infatti, indubbi vantaggi per tutti: è efficace, perchè quando le parti decidono di sedersi intorno ad un tavolo insieme al conciliatore raggiungono molto spesso un accordo che soddisfa le loro esigenze; è riservata e sicura, in quanto garantisce l’assoluto rispetto della privacy e la protezione delle informazioni scambiate; è flessibile in quanto l’accordo che verrà raggiunto sarà modellato sulla misura degli interessi e dei bisogni delle parti e potrà avere anche un contenuto diverso o più ampio rispetto a quello che è all’origine della controversia; è veloce: l’esperienza maturata dal Servizio di conciliazione della Camera di Commercio di Ancona indica che generalmente la procedura si esaurisce in un solo incontro, durante il quale le parti cooperano per trovare una soluzione condivisa al problema; è semplice e informale. La Camera di Commercio di Ancona ha fatto proprio il principio posto a base della manifestazione di quest’anno, proponendo la gratuità delle conciliazioni per tutto il mese di ottobre, proprio per farne concretamente provare l’efficacia e farne apprezzare le caratteristiche sia alle imprese sia ai consumatori. L’importante iniziativa ha avuto un grande successo testimoniato dall’incremento delle domande di conciliazione pervenute al Servizio dall’1 al 31 ottobre. Queste procedure vengono svolte senza alcuna spesa per le parti, qualunque sia la modalità operativa scelta: l’Ente camerale è infatti in grado di realizzare oggi conciliazioni tradizionali, telefoniche e telematiche a seconda delle esigenze e delle preferenze delle parti. Le conciliazioni tradizionali si svolgono mediante un incontro ”fisico” in Camera di Commercio alla presenza del conciliatore; quelle telefoniche si caratterizzano per la rapidità e avven- 32 Quieconomia gono mediante una apparecchiatura di audioconferenza, funzionale alle esigenze di una procedura di conciliazione più snella e informale; quelle telematiche si svolgono completamente in rete, in un’aula virtuale disponibile sul sito www.conciliazione.an.camcom.it, accessibile solo dopo autenticazione mediante user e password. L’azione sulla gratuità è stata affiancata sia da una importante campagna di comunicazione, articolata in numerose uscite sulle principali testate giornalistiche locali, in interviste radiofoniche e in presentazioni televisive della conciliazione camerale, sia da una significativa campagna di informazione condotta mediante l’invio di una presentazione multimediale a tutti i contatti presenti nel database camerale e nell’indirizzario del servizio di conciliazione (oltre 6000 trasmissioni verso imprese e consumatori). “Vieni a conoscere la conciliazione” è stata una attività particolarmente apprezzata dal territorio: per tutto il mese i funzionari camerali hanno fornito informazioni e chiarimenti sullo strumento conciliativo e sulle sue caratteristiche a tutti gli interessati e hanno distribuito gratuitamente un kit contenente il Regolamento, la guida alla conciliazione, la brochure esplicativa, il depliant relativo al servizio on line (è ancora possibile ricevere il kit informativo rivolgendosi al Servizio ai n. 071/5898360-250 o via e-mail all’indirizzo [email protected]). Appositi kit informativi sono stati trasmessi anche a tutti gli Informagiovani della provincia e, per favorire l’impiego della conciliazione anche nei contratti di locazione e nei rapporti condominiali, anche alle Associazioni che rappresentano inquilini e proprietari. Con riferimento alle imprese, è stata condotta una apposita campagna divulgativa con la collaborazione delle Associazioni rappresentative di tutte le categorie produttive, industria, artigianato, commercio e agricoltura: i materiali informativi sono stati trasmessi ad ogni sede regionale e provinciale, nonché presso le unità dislocate sul territorio, in modo da garantire a tutti l’accesso alle informazioni sulla conciliazione e sulla gratuità promossa per il mese di ottobre. Una rivisitazione della sezione del sito Internet camerale dedicato alla conciliazione ha permesso di semplificare la consultazione dei contenuti e di arricchire con nuovi materiali le diverse aree di navigazione. Gli utenti che preferiscono utilizzare questo canale informativo possono così avvalersi di una piattaforma completa e ricca di dati e di notizie aggiornate sia sulle attività camerali sia sulle normative in vigore. Inoltre, anche quest’anno, è stato organizzato un appuntamento specialistico dedicato ai conciliatori camerali di approfondimento e riflessione sulla conciliazione, a testimonianza dell’attenzione da sempre prestata dall’Ente agli aspetti formativi: il criterio che ha guidato l’attività della Camera in questi anni è stato, infatti, quello di unire l’esperienza concreta nella gestione delle procedure ad una formazione costante che consenta ai conciliatori iscritti alle liste camerali di realizzare un percorso di crescita professionale continuativo e qualificato così da offrire un servizio di eccellente livello, efficiente ed in grado di rispondere alle aspettative e alle esigenze di imprese e consumatori. L’incontro, dal titolo “Novità normative e stesura del verbale”, è stato dedicato a due temi molto importanti: il primo, di carattere teorico, ha riguardato le possibili prospettive di sviluppo della conciliazione in Italia alla luce della legge 18 giugno 2009, n. 69 e del relativo decreto delegato con cui il Governo ha disciplinato nel nostro Paese la conciliazione in ambito civile e commerciale; il secondo, di carattere più pratico, ha riguardato la fase conclusiva di una conciliazione e dunque la stesura del verbale e dell’eventuale accordo, fase estremamente delicata affinché non si originino nuovi contrasti e si risolva in maniera definitiva la lite. La giornata formativa, organizzata con la collaborazione dell’Associazione Equilibrio & R.C. di Bologna, è stata attivamente partecipata in quanto ha rappresentato anche una occasione di confronto tra le esperienze di conciliazione e le difficoltà incontrate nelle diverse procedure, un momento di “formazione” reciproca in cui i conciliatori camerali hanno potuto “dialogare tra loro” scambiando opinioni e soluzioni ai problemi che possono presentarsi durante una conciliazione. “La conciliazione conviene perché è semplice, economica e veloce”: la Camera di Commercio di Ancona crede molto in questo strumento e proseguirà anche nei prossimi anni a promuoverne l’utilizzo sul proprio territorio e a fornire il proprio contributo di esperienza all’interno della rete camerale perchè tale rete cresca e si qualifichi sempre più per professionalità e rigorosità nella gestione delle procedure, distinguendosi dai servizi di conciliazione offerti sul mercato da organismi diversi. Ciò nella convinzione che la conciliazione rappresenta uno strumento di rilevante importanza sociale, capace di incidere nel vivo della società e del suo tessuto economico e produttivo poiché in grado di garantire una efficace e pronta tutela per i consumatori e di rappresentare una leva competitiva e una risorsa “economica” per il sistema imprenditoriale. Quieconomia 33 Cinque domande per conoscere una procedura conveniente per tutti Che cos’è la conciliazione delle Camere di Commercio? La conciliazione è il modo più semplice, rapido ed economico per risolvere una controversia. È una procedura volontaria in cui le parti lavorano insieme ad un terzo soggetto neutrale ed imparziale, il conciliatore, per trovare una soluzione condivisa che ponga fine al problema sorto. Come si avvia una conciliazione? È sufficiente presentare una domanda in carta libera oppure compilare l’apposito modulo disponibile presso la segreteria del Servizio o scaricabile via Internet all’indirizzo www.an.camcom.it, indicando i propri dati, i dati della parte nei cui confronti si chiede la procedura, la sintetica esposizione dei fatti e della lite, i documenti da porre in visione. È possibile anche compilare direttamente la domanda su web all’indirizzo www.conciliazione.an.camcom.it, scegliendo nel menù di sinistra la voce “Domanda di conciliazione”. Come si svolge una conciliazione? Ricevuta la domanda, la Segreteria del Servizio provvede a trasmetterla all’altra parte invitandola a partecipare. Nel caso in cui quest’ultima decida di non aderire, la conciliazione si intende fallita e si procede all’archiviazione della procedura; nel caso in cui decida di accettare di svolgere il tentativo, farà pervenire al Servizio la propria accettazione, indicando i propri dati, la propria descrizione dei fatti e la propria valutazione sul valore della controversia. Viene fissato un incontro in Camera di Commercio, durante il quale le parti collaborano cercando di raggiungere una soluzione vantaggiosa per tutti. Il confronto avviene con l’ausilio di un conciliatore, soggetto terzo neutrale e imparziale, che ascolta e assiste le parti aiutandole a trovare una soluzione condivisa, costruita intorno alla collaborazione. Il conciliatore viene scelto tra gli iscritti all’apposito elenco tenuto dalla Camera di Commercio in funzione delle specifiche competenze professionali richieste dal caso concreto e in conformità ai principi di neutralità e terzietà rispetto alle parti e alla lite. Che ruolo svolge il conciliatore? Il conciliatore non è né un giudice né un arbitro; non emette alcun giudizio. Con il suo aiuto, le parti abbandonano la logica dello “scontro” (il mio problema contro il tuo problema) per adottare quell’orientamento collaborativo e cooperativo basato sul dialogo e sulla negoziazione (affrontiamo insieme il problema comune) che rappresenta il presupposto per la ricerca della migliore soluzione al conflitto. A questo fine il conciliatore, durante l’incontro di conciliazione ascolta le parti prima congiuntamente e poi separatamente, prospettando soluzioni creative e modellate sulle specifiche esigenze. Come si conclude una conciliazione? Se viene raggiunta una soluzione, si procede alla stesura e alla sottoscrizione di un accordo che ha valore di contratto. Se invece l’accordo non è raggiunto, le parti non perdono alcun diritto e possono comunque ricorrere alla giustizia ordinaria. E si può conciliare da casa o dal proprio ufficio: non è, infatti, necessario che le parti si incontrino “fisicamente”. Tramite il Servizio di conciliazione on line della Camera di Commercio di Ancona è possibile conciliare a distanza, sempre con l’aiuto di un conciliatore, mediante una procedura telematica, disponibile all’indirizzo www.conciliazione.an.camcom.it, Con questo Servizio, tutto avviene on line, dalla richiesta iniziale all’accordo finale, senza necessità di spostarsi o di produrre una documentazione cartacea; i moduli sono telematici e possono essere compilati via web; le comunicazioni utilizzano il canale dell’e-mail. La Camera di Commercio garantisce la correttezza nello svolgimento delle procedure e l’assistenza tecnica in caso di necessità. (*) Funzionario del Servizio Regolazione del Mercato 34 Quieconomia ATTIVITÀ CAMERALE IMPRENDITORIA FEMMINILE Principi guida APPROVATA LA CARTA DEI VALORI DELLE IMPRENDITRICI DELL’AREA ADRIATICO-IONICA I principi guida sono la sostenibilità sociale e il rispetto dell’ambiente di Valentina Giuliodori (*) reatività, innovazione e crisi, questi i temi centrali del quarto congresso dell’imprenditoria femminile tenutosi a Durazzo (Albania) lo scorso ottobre. L’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Ancona e dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio ha visto la partecipazione di circa 200 donne, tra imprenditrici e referenti delle associazioni di categoria provenienti da Italia, Croazia, Mon- C 36 Quieconomia tenegro, Albania e Grecia. 100 le imprenditrici albanesi partecipanti che hanno dimostrato di vedere nella Camera di Commercio di Ancona e nell’Italia il partner principale per il rilancio dell’economia nazionale. Un’economia che negli ultimi anni ha avuto, seppur con i suoi limiti, un forte impulso verso gli standard europei soprattutto nei settori del turismo, dell’abbigliamento e dei servizi. La crisi che in Italia e Croazia è stata ricono- sciuta strutturale, come sottolineato dalla presidente del Forum Jadranka Radovaniæ, negli altri paesi dell’area adriatico ionica ha aggravato la complessa situazione delle imprenditrici che spesso per riuscire a concretizzare un’idea imprenditoriale devono avare l’appoggio e le garanzie offerte da figure maschili. Due le ricette per uscire dalla crisi: investire in nuove tecnologie e nuovi macchinari e creare nuove occasioni per conoscere le colleghe e approfondire le esperienze degli altri paesi. Inoltre a favore dell’imprenditoria femminile di tutta l’area, sono stati presentati i dati sulla solvibilità delle imprese rosa che sono risultate una garanzia per gli istituti di credito. Il Congresso ha approvato la Carta dei Valori delle imprese femminili ossia la dichiarazione di intenti per la diffusione di una nuova cultura aziendale ispirata ai principi della responsabilità sociale ed ambientale come modello di sviluppo sostenibile. Inoltre verrà proposto il modello dell’incubatore di impresa della Camera di Commercio di Ancona in tutti i paesi così da orientare e accompagnare le potenziali imprenditrici in tutte le fasi della “creazione di impresa”. Sarà esteso a tutti i paesi della macroarea il bando di concorso “Impronta di impresa” della Camera di Commercio di Ancona, che coinvolgendo tutte le imprenditrici del Forum premierà la migliore donna imprenditrice, la migliore donna manager e quella più innovativa. L’esperienza del Congresso – sottolinea Luciana Frontini della Camera di Commercio di Ancona - è stata portata al Parlamento europeo già nel mese di novembre durante la presentazione del Forum ai nuovi europarlamentari ai quali sono state evidenziate le difficoltà e le richieste di tutela delle imprenditrici. Sempre in quell’occasione sono stati individuati i finanziamenti europei per i quali presentare progetti a sostegno dell’imprenditoria femminile. Il prossimo congresso delle imprenditrici femminili si terrà nel 2010 in Bosnia. SEGRETERIA ORGANIZZATIVA FORUM DELLE CAMERE DI COMMERCIO DELL’ADRIATICO E DELLO IONIO presso la Camera di Commercio di Ancona, Piazza XXIV Maggio, 1 - 60124 Ancona, Italy Tel: +39 071 5898249 - +39 071 5898266 Fax: +39 071 5898255 www.forumaic.org - [email protected] (*) Addetta stampa dell’Azienda Speciale Ancona Promuove Quieconomia 37 ATTIVITÀ CAMERALE IMPRENDITORIA FEMMINILE Innovazione e creatività IMPRONTA D’IMPRESA 2009 Premiate le imprenditrici capaci di immaginare il futuro di Silvia Veroli (*) La V edizione del concorso per l’impresa donna organizzato dal Comitato per la promozione dell’Imprenditori femminile di Ancona presso la Camera di Commercio, è stata interamente dedicata a innovazione e creatività. Sul podio delle idee nuove delle donne salgono un servizio on line per la gestione dei clienti delle librerie, il design e l’incisione applicate alla fotografia e una nuova macchina per la lavorazione a freddo delle olive. i è svolta presso la Loggia dei Mercanti di Ancona la premiazione delle vincitrici della quinta edizione del concorso per l’imprenditoria femminile “Impronta d’Impresa”. Durante l’iniziativa sono state premiate le migliori imprese femminili che hanno svilup- S pato prodotti e processi nuovi, introducendo nuove tecnologie e nuove modalità di commercializzazione di servizi offerti al cliente. Nel 2009, anno europeo dedicato all’innovazione e alla creatività, la trattazione di questi 38 Quieconomia temi strategici declinati nel mondo delle imprese donna assume un rilievo ancora maggiore: in Europa infatti è proprio dalle economie più sviluppate e competitive, che l’apporto delle imprenditrici riveste un ruolo determinante. LA CERIMONIA E LE VINCITRICI L’incontro, coordinato dalla giornalista Marta Vescovi, è stato aperto dal saluto del Presidente della Camera di Commercio di Ancona Giampaolo Giampaoli che ha ricordato Innovazione e la creatività rappresentano competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico di ogni contesto socio-economico; riteniamo sia dunque fondamentale accrescere la cultura di questi due fattori che sono poi le principali opportunità per fronteggiare la crisi dell´economia internazionale, e rispondere al problema strutturale dell´arresto della dinamica della produttività. Per questo puntiamo moltissimo nelle donne riconoscendo loro un compito importante, l’ennesimo: continuare a portare la loro fantasia e il loro ardimento nella ricerca di soluzioni innovative. Sappiamo che le imprenditrici possono farlo perché sono molto spesso loro a fornire al mercato un esempio concreto di armonia tra la produzione la buona gestione delle relazioni umane e sociali, l’apertura a nuove tecnologie e il legame con la Storia, e sempre nel rispetto dell’ambiente naturale. Il Presidente Giampaoli ha passato la parola alla Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile di Ancona, Cristina Gorajski che ha illustrato i punti qualificanti dell’azione del Comitato uscente – contenuti anche in un report creato ad hoc per l’occasione) vorremmo che fosse chiaro – ha ribadito la Presidente - che diffondere la cultura dell’impresa al femminile è un impegno, perché tale cultura non può essere trattata alla stregua di una materia o di un tema dovendo piuttosto sostanziarsi in azioni e strategie alla creazioni di imprese, non in appoggi a categorie deboli. Anche Giampaoli ha posto l’accento sull’impegno profuso in questi anni dalle componenti del Comitato (con Cristina Gorajski del settore Commercio, Turismo, Servizi, Maria Luisa Martinuzzi / settore Agenti e Rappresentanti di Commercio, Serenella Guarna / settore Agricoltura, Rosella Alessandroni / settore Artigianato, Rosanna Carlini / settore Artigianato, Anna Lisa Fiorentini / settore Cooperativo, Simonetta Scalmati/ settore Industria, Carmen Carote- nuto / Organizzazioni Sindacali) e ha consegnato loro un omaggio da parte dell’istituzione camerale in segno di stima e ringraziamento. Le dieci imprese finaliste (su 50 candidate in totale) sono state introdotte dalla proiezione di slide di presentazione e sono state proclamate le tre vincitrici (cui sono andati premi in denaro e formazione): 1^ classificata – è la libreria Arthemisia Srl di Senigallia con il progetto “Bookerang” servizio on line che consente di avere un archivio dei gusti dei clienti in modo da potere consigliare acquisti graditi a quanti gratuitamente chiedono di essere inseriti nella rete bookerang. 2^ classificata – dedita alla produzione, lavorazione, incisione di timbri, targhe, complementi di design è Itaca di Gail Hagglund di Polverigi che ha concorso con l’articolo d’arredo “IO in foto”, prodotto ideato e realizzato dall’azienda, costituito da un profilo scanalato di alluminio al cui interno sono posizionati dei led; nella scanalatura è inserita una lastra sulla cui superficie è incisa in laser una foto. L’oggetto ha la tripla funzione di punto luce, incisione e riproduzione di foto. 3^ classificata – operativa nel campo della produzione, costruzione istallazione e manutenzione di quadri elettrici di automazione industriale, la C.F.C. Srl di Loreto che ha partecipato alla competizione con una nuova macchina per il processo della lavorazione a freddo delle olive (fino ad ora svolto manual- Quieconomia 39 mente). La macchina infatti sostituisce l’operatore nella fase di pulizia dei diaframmi, riuscendo a prelevarli dalla loro postazione, effettuare la pulizia tramite rulli e prepararli per la fase successiva della disossatura. Le altre finaliste: Azienda Agricola “Verde Naturale” di Simonetti Sara – Corinaldo (azienda biologica specializzata nella creazione di piantine aromatiche officinali, oli essenziali, cosmetici naturali) Bastiano Anna – Ancona (Commercio di ab- bigliamento) Il Girasole – Società Cooperativa Sociale a r.l – Falconara Marittima (Servizi per l’infanzia). InQuota srl - Fabriano (Agenzia di comunicazione, grafica e design) La Congrega di David Valeria – Ancona (Manutenzione e restauro manufatti tecnigrafici e tessuti) Non solo stampa di Enrica Pirani – Camerano (Arti grafiche digitali) Parco Zoo Falconara s.r.l. – Falconara Marittima (Parco zoo) L’istituzione del Premio Impronta d’Impresa (che negli anni ha messo l’accento sulle diverse qualità del femminile con Impronta d’Ambiente, Impronta di Responsabilità Sociale e ora con l’Innovazione) costituisce una delle più feici intuizioni e creazioni del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile di Ancona, costituito nove anni fa presso la nostra Camera di Commercio di Ancona. In attesa del rinnovo degli organi camerali anche il Comitato vedrà la nomina di nuove componenti per il prossimo triennio. Dalla sua istituzione, le componenti del Comitato uscente, sotto l’energica guida della Presidente Gorajski e con il supporto dello staff camerale, hanno lavorato con passione e impegno ottenendo risultati preziosi e sorprendenti solo a pensare la situazione di appena dieci anni fa: disegnare una mappa dettagliata del mondo delle imprese femminili e aggiornarla costantemente per evidenziare criticità e superarle, individuare soluzioni per il miglioramento dei condizioni di accesso al credito (ancora il problema delle imprese femminili), offrire formazione, condividere i sapere (anche in rete), fare dialogare le imprenditrici in tutta Europa e tra le due sponde dell’Adriatico. Nel corso degli anni in cui si è dipanata l’azione dello stesso Comitato il tessuto delle imprese femminili è molto cambiato: dal 2003 (anno dell’istituzione dell’Osservatorio sull’imprenditoria femminile) le imprese femminili hanno percorso un lungo cammino al passo con tempi profondi e veloci cambiamenti socio-economici; nella provincia di Ancona il loro numero è cresciuto del 6,8% e oggi sono 11.660: un quarto esatto delle imprese della provincia dorica. La loro crescita non è stata solo quantitativa, ma anche qualitativa e questo lo si deve anche al fatto che le imprenditrici hanno saputo cogliere le opportunità e il buono delle istanze provenienti dai mutati scenari economici e culturali grazie alle qualità di lungimiranza, polivalenza, capacità di adattamento e di immaginare il futuro (e in certi casi di farlo avverare). L’attività del Comitato in questi anni ha svolto un ruolo fondamentale nel portare letteralmente alla luce questi valori delle imprese femminili, insieme a specificità, esigenze e talenti, delle imprenditrici. COMITATO PER LA PROMOZIONE DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE DI ANCONA tel. 071 5898291-218 – FAX 071 588255 – [email protected] (*) Addetta stampa della Camera di Commercio di Ancona 40 Quieconomia COOPERAZIONE INTERNAZIONALE RETI DI COOPERAZIONE NELLA PROGETTAZIONE EUROPEA Strumenti e metodi di lavoro a cura dell’Ufficio Progettazione Comunitaria l Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio e la Regione Marche sotto il patrocinio dell’Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) hanno promosso l’incontro dal titolo: “Reti di cooperazione nella progettazione europea: strumenti e metodi di lavoro”. L’iniziativa ha visto anche la collaborazione di SVIM, InEuropa e Camera di Commercio di Ancona. L’idea di realizzare questa giornata informativa e di sensibilizzazione incentrata su strumenti e metodi di lavoro per una valida progettazione europea in un’ottica di cooperazione in Rete, è nata dall’esigenza di offrire un contributo concreto allo sviluppo locale del territorio marchigiano coinvolgendo soggetti pubblici e privati, direttamente coinvolti in numerosi progetti già realizzati o in corso di svolgimento con fondi europei, sul tema delle reti di cooperazione territoriali, con particolare attenzione all’Area Adriatica e dei Balcani Occidentali Oltre agli approfondimenti tecnici sul significato del “lavorare in rete” e del “fare cooperazione” l’evento ha rappresentato un’occasione di consolidamento dei rapporti già avviati da anni tra il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, il Forum delle Città dell’Adriatico e dello Ionio, la rete Uniadrion, nonché la stessa Iniziativa Adriatico Ionica la cui attuale presidenza italiana sarà occasione ulteriore per favorire questo rafforzamento. Durante l’incontro, che ha visto la partecipazione di esperti, rappresentanti di enti locali ed organizzazioni impegnati nella progettazione europea, è stata presentata la piattaforma SE.A - Segretariato per l’Adriatico (www.seadriatic.net), I ovvero uno spazio web di collaborazione che consente ad organizzazioni, pubbliche e private, esperti e consulenti di condividere conoscenze, contatti, realizzare progetti di cooperazione internazionale, ricerca, innovazione e sviluppo locale. Un comune spazio di lavoro in grado di fornire ai soggetti interessati un utile strumento per capitalizzare tutto il know-how delle reti già esistenti, nate dall’attuazione di progetti o per spontanea iniziativa di soggetti istituzionali ed economici geograficamente contigui, creando nuove aggregazioni più efficienti soprattutto con riferimento alle risorse comunitarie disponibili per il periodo di programmazione europea 2007/2013. I corretti rapporti tra reti esistenti di soggetti locali, hanno permesso e permettono di rafforzare l’azione nazionale e regionale su più aree geografiche tutte interessate da Programmi di Cooperazione Territoriale Transfrontaliera, Interregionale e transnazionale. Tra le esperienze di Reti di cooperazione direttamente coinvolte nella progettazione comunitaria, è stata evidenziata la peculiarità del progetto ITAC (cod. 151), come primo ed unico caso di un partenariato transfrontaliero formato da sole Camere di Commercio e dell’Economia delle due sponde dell’Adriatico, beneficiario di fondi del Nuovo Programma di Prossimità Adriatico NPPA - INTERREG/CARDS-PHARE). Il progetto tra l’altro è stato sviluppato sin dall’inizio proprio con l’aiuto del portale del Segretariato dell’Adriatico www.seadriatic.org, in cui si è attivata una “community” dedicata al progetto ed ai temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Quieconomia 41 INTERNAZIONALIZZAZIONE DUBAI: LA FINESTRA SUL GOLFO PERSICO di Valentina Giuliodori (*) Nella strategia pluriennale di sostegno alle esportazioni, Regione Marche, Unioncamere regionale e Ancona Promuove - azienda speciale della Camera di commercio di Ancona - hanno organizzato “la giornata Dubai” con l’obiettivo di creare un network di aziende interessate a stabilire nuovi business nella capitale finanziaria/commerciale del Golfo Persico. er la prima volta in Italia, hanno partecipato all’incontro i rappresentanti della Camera di Commercio di Dubai. In particolare Hassan Al Hashemi, Direttore Relazioni esterne della Camera ha illustrato la situazione economica dell’Emirato. È intervenuto inoltre Jamal Bin Marghoob, Responsabile della zona franca DAFZA, che ha presentato le agevolazioni e i vantaggi per gli insediamenti industriali che insistono nella zona franca dubaina dell’aeroporto. Hanno concluso Luca Bagnoli e Khrishna Kumar, i responsabili designati dalla Regione Marche per il Desk, presentando i servizi offerti alle aziende della Regione. Durante l’iniziativa è stato presentato l’approfondimento della realtà economica del Paese con un studio particolare realizzato dal Desk della Regione Marche a Dubai sui settori strategici per l’economia della nostra regione. Sono state fornite ai 200 imprenditori presenti utili informazioni anche dalla Sace (Istituto per i servizi assicurativi del commercio con l’estero) e dalla Simest (Società italiana per le imprese all’estero) sugli strumenti finanziario-assicurativi su cui può contare il “sistema Italia”. P La giornata è stata introdotta dai saluti del Governatore Gian Mario Spacca e dai Presidenti Giorgio Cataldi e Alberto Drudi in rappresentanza rispettivamente di Ancona Promuove e della sezione per l’internazionalizzazione di Unioncamere Marche. La giornata è stata un’occasione di approfondimento e di scambio di informazioni. La grande partecipazione di aziende e operatori ha consentito al Desk regionale a Dubai di diffondere ampiamente informazioni sui propri servizi: questo è risultato sicuramente il miglior viatico possibile per poter intraprendere un lavoro proficuo con le aziende marchigiane. L’iniziativa ha previsto anche l’organizzazione di oltre 60 tavoli di lavoro dove i relatori hanno potuto incontrare gli imprenditori approfondendo così le tematiche trattate nel corso della giornata. Gli Emirati Arabi Uniti sono uno Stato molto giovane, nato il 2 dicembre 1971, quando i 6 Emirati di Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Fujairah, Umm Al Qaiwaindi si unirono in uno Stato federale. Il 7° Emirato, Ras Al Kaimah, aderì alla Federazione il 10 febbraio 1972. Non esistono particolari restrizioni per gli investimenti esteri; l’unica sostanziale è quella che si riferisce all’obbligo imposto dalla legge per la controparte straniera di costituire una società che abbia almeno il 51% del capitale sociale detenuto da persona fisica o giuridica locale. Questa restrizione non si applica agli investimenti industriali e commerciali effettuati nelle 42 Quieconomia zone franche. L’investimento privato non gode di agevolazioni pubbliche, salvo i crediti agevolati della Emirates Industrial Bank, disponibili solo per cittadini o imprese locali che desiderino avviare un’impresa manifatturiera (in genere gli interessi praticati da questa banca sono normalmente inferiori ai tassi bancari ordinari sul dollaro USA). L’Emirato di Dubai, già principale polo commerciale dell’area, si è posto recentemente l’obiettivo di diventarne anche il principale centro finanziario. A tal fine sono state costituite la Dubai Investments e il Dubai International Finance Centre(DIFC), ed opera dal 2000 la Borsa Valori di Dubai. La Dubai Investments è una società per azioni di cui detengono le quote sei tra le principali banche dal Paese, tre società di assicurazione, e tutti i maggiori gruppi economici dell’Emirato (e con loro, tutte le personalità più influenti, compresi alcuni membri della famiglia regnante). Lo scopo della Dubai Investment è di agevolare il rimpatrio di parte di quei fondi in dollari USA che i cittadini detengono all’estero; fornire nuove opportunità di investimento nel Paese; favorire la nascita di nuove imprese; sostenere l’avvio della nuova Borsa Valori. (fonte: ICE) POLITICA COMMERCIALE DI ACCESSO AL MERCATO Barriere tariffarie: non esistono barriere tariffarie. L’unica tassa al confine è quella del 5% comune all’area del CCG. Barriere non tariffarie: l’alto grado di liberalizzazione rende abbastanza aperto l’accesso al mercato. Negli EAU è possibile nominare singoli Agenti locali per ogni singolo Emirato. Pur non esistendo discriminazioni dipendenti dall’origine delle merci, si può comunque rilevare che la giurisprudenza emiratina tende ad agevolare le parti locali nei giudizi intentati da aziende straniere. Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale: si segnalano ancora difficoltà per la questione dei marchi, delle contraffazioni e per il settore finanziario. Nel 1993 è stata introdotta una normativa per la tutela dei brevetti, dei marchi e della proprietà intellettuale. Il problema delle imitazioni, in genere di provenienza asiatica, tanto di beni di consumo quanto strumentali è notevole e l’impatto delle attività di contrasto delle Autorità locali è ancora limitato. LA REGISTRAZIONE DI MARCHI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI La registrazione di marchi, brevetti e modelli negli Emirati Arabi Uniti segue la normativa nazionale, non avendo tale Paese aderito ad alcuna convenzione internazionale di diritto industriale. Pertanto al fine di depositare un titolo di privativa in tale Nazione occorre istruire la pratica direttamente in loco tramite un corrispondente locale, in lingua araba presso l’Ufficio Brevetti degli Emirati Arabi Uniti. La registrazione di marchi negli Emirati Arabi Uniti di solito è piuttosto costosa in quanto il paese è una Federazione di 7 Emirati, ognuno dei quali richiede il pagamento delle tasse di deposito. La durata della protezione del marchio è di 10 anni, rinnovabile di volta in volta. Ai fini del deposito è necessario inoltre una procura autenticata da notaio in Italia e poi legalizzata presso l’Ambasciata degli Emirati Arabi a Roma. Inoltre particolarità proprie della procedura presso l’U.A.E. sono: 1) il deposito del marchio viene pubblicato non solo nel giornale marchi, ma anche in due giornali locali 2) non possono essere registrati marchi nelle classi 32 e 33 che attengono alle bevande alcoliche. (*) Addetta stampa dell’Azienda Speciale Ancona Promuove Quieconomia 43 APPROFONDIMENTI DUBAI: ASPETTI CONTRATTUALI, SOCIETARI E FISCALI di Marco Tupponi (*) ubai rappresenta oggigiorno il più importante fra i sette emirati che compongono la federazione degli Emirati Arabi Uniti. Dubai si distingue dagli altri Emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all’industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, le zone economiche speciali ed il turismo, che è in costante crescita. In generale il PIL degli EAU è cresciuto nel 2008 del 7.7%. Per tale motivo gli operatori italiani considerano gli emirati un partner commerciale di rilievo. D ASPETTI CONTRATTUALI Il contratto di agenzia Il contratto di Agenzia è regolato dalla legge federale n°18 del 1981, emendata dalla n° 14 del 1988. Per avere la qualifica di agente bisogna essere in possesso della cittadinanza degli Emirati, o se l’attività d’agenzia è esercitata da una impresa essa deve essere posseduta al 100% da cittadini locali. Sia l’agente che l’agenzia devono essere trascritti nel Registro degli agenti di commercio tenuto presso il Ministero dell’Economia e del Commercio. Il contratto di agenzia è caratterizzato dal fatto di non poter essere assoggettato a limiti sia di risultato che di durata e dall’esclusiva. Inoltre la figura di agente e di distributore tendono spesso a confondersi e sovrapporsi tra loro. Il recesso del contratto con l’agente/distributore può avvenire solo con il 44 Quieconomia suo previo consenso, anche nel caso in cui venga fissato un limite di tempo o in presenza di giusta causa. Non è stabilito per legge quali siano i motivi di recesso per giusta causa, per cui è stata istituita una apposita commissione presso il Ministero dell’Economia e del Commercio che dovrà fugare i dubbi nel caso di incertezza sulle fattispecie. Solitamente la causa si chiude con in indennizzo a favore dell’agente locale. Altri aspetti importanti del contratto di agenzia sono: • deve essere registrato; • gli agenti hanno diritto all’esclusiva di un territorio comprendente almeno uno degli Emirati; • se il contratto viene firmato in Europa deve essere autenticato da un notaio, legalizzato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Legislation Department dell’ambasciata degli EAU. La concessione di vendita Viene disciplinata in modo analogo al contratto di agenzia, anche in tale contratto si riscontra l’esigenza di tutelare l’esclusiva del distributore locale. Franchising Non esiste nel Dubai una legislazione specifica si applicano, pertanto, i principi commerciali internazionali. La legge dispone però che solo i cittadini degli emirati o società interamente possedute da cittadini degli emirati possono svolgere operazioni di vendita al dettaglio. Joint venture La joint venture con sede negli Emirati, nelle quali il 51% delle azioni è detenuto da un cittadino degli EAU e il cui valore aggiunto generato localmente è pari almeno al 48%, possono esportare i loro prodotti senza imposizione di dazi verso i paesi dell’area del Consiglio del Golfo. Inoltre i produttori degli EAU possono importare materie prime e prodotti semilavorati senza che vengano sottoposti a pagamento di dazio. ASPETTI SOCIETARI Licenze Per avviare un’attività a Dubai, è necessario ottenere una specifica licenza. Le categorie di licenze sono: commerciali, industriali e professionali. È il Dubai Department of Economic Development che rilascia tali licenze (eccetto quelle collegate al turismo che sono rilasciate dal Department of Tourism and Commerce Marketing). In generale, tutte le attività commerciali e industriali a Dubai devono essere registrate anche presso la Camera di Commercio e dell’Industria. Strutture legali La disciplina societaria, disciplinata dalla Legge federale n. 8 del 1984, come modificata dalla Legge federale n. 13 del 1988 prevede restrizioni per gli stranieri che vogliano stabilire attività economiche nella federazione. Infatti, salva la disciplina vigente nelle cd. Free zones è generalmente necessaria la partecipazione di un cittadino emiratense come azionista (cd. Società miste) o come garante (sponsor) per lo straniero. Gli investitori possono scegliere tra varie strutture societarie utilizzabili. • General partnership (simile alla Società in nome collettivo) • Limited Partnership (simile alla Società in accomandita semplice) • Joint Participation (Joint venture) • Public Joint Stock Company (simile alla Società per Azioni pubblica) • Private Joint Stock Company (simile alla Società per Azioni privata) • Partnership Limited with Share (simile alla Società in Accomandita per azioni) • Limited Liability Company (simile alla Società a responsabilità limitata). General e Limited Partnerships Le S.n.c. sono riservate unicamente ai cittadini UAE. Il governo di Dubai al momento non incoraggia l’insediamento di Società in nome collettivo e Società in accomandita semplice e per azioni. Joint Stock Company La Joint Stock company differisce dalla general partnership in quanto il nome può derivare anche dall’oggetto sociale e può non avere rilevanza esterna. È sufficiente che il 51% del capitale sia detenuto da cittadini emiratini ma la distribuzione di profitti e perdite può essere regolata diversamente. La J.S. può non avere un’autonoma licenza, potendo utilizzare quella del partner locale, e l’accordo di J.S. può non essere reso pubblico. Il partner straniero tratta con i terzi utilizzando il nome del partner locale che (a meno che l’accordo sia pubblicato) ne assume la responsabilità. I tipi della Public Joint Stock company e della Private Joint Stock company hanno in comune: l’utilizzo di una ditta connessa allo scopo sociale, la limitazione della responsabilità dei soci ai rispettivi conferimenti, la maggioranza del capitale (riservata agli emiratini), l’assenza di restrizione delle attività perseguibili e la modalità di amministrazione. Differiscono tra loro invece per il capitale minimo (rispettivamente di dieci o tre milioni di AED) e per il numero di soci (almeno dieci o almeno tre). L’amministratore e la maggioranza del Consiglio di Amministrazione devono essere cittadini Emiratini e vi è meno flessibilità nella distribuzione dei profitti di quanto previsto nelle società a responsabilità limitata. La partneship limited by shares, assimilabile alla nostra società in accomandita per azioni, è una variante delle simple limited partnership, da cui differisce per il capitale che è fissato in 500.000 AED. La limited liability company può essere costituita da un minimo di 2 a un massimo di 50 soci; in ogni caso il capitale sociale deve essere intestato ad in cittadino emiratense per almeno il 51%. È richiesto un capitale minimo di 150.000 AED. Società a responsabilità limitata (Limited Liability Company o LLC) Le LLC rappresentano una struttura adatta per soggetti interessati a sviluppare una relazione a lungo termine nel mercato locale. La Limited Liability Company Può essere formata da un minimo di due ad un massimo di 50 persone la cui responsabilità è limitata al valore delle azioni possedute. A Dubai il capitale minimo richiesto è di 300.000 Dirham (Euro 63.000,00 ca). Sebbene la proprietà straniera non possa eccedere il 49%, la distribuzione di profitti e perdite può essere stabilita diversamente in base a patti parasociali. Le responsabilità per il management di una società a responsabilità limitata possono essere affidate al socio emiratino, a quello straniero o ad un terzo. I passaggi necessari per formare una Limited Liability Company sono: • Scegliere un nome commerciale • • • • per l’impresa e riceverne l’approvazione dal Licensing Department del Department of Economic Development Redigere il Memorandum of Association dell’impresa e ottenere l’atto notarile da un notaio pubblico presso la corte di Dubai Ottenere l’approvazione del dipartimento per lo sviluppo economico e richiedere l’iscrizione al Registro Commerciale Una volta ottenuta l’approvazione, l’impresa sarà iscritta al Registro Commerciale e otterrà la pubblicazione del suo Memorandum of Association sul Bollettino del Ministero dell’Economia e del Commercio La licenza è emessa dal Department of Economic Development. La società viene così registrata nella Camera del Commercio e dell’Industria di Dubai. Una società straniera peraltro può operare nella federazione solo tramite un agente commerciale locale. Essa è tenuta a nominare un revisore registrato nell’Albo degli EAU e a conservare la propria contabilità in loco, inviando annualmente copia del bilancio e della relazione del revisore al Ministero dell’Economia. Filiali ed uffici di rappresentanza Le filiali e gli uffici di rappresentanza di società straniere nel Dubai possono essere al 100% di proprietà straniera se viene nominato un agente locale. Solo cittadini e società possedute al 100% da cittadini EAU possono essere nominati agenti (da non confondersi con gli agenti commerciali). Gli agenti locali – chiamati anche sponsor – non sono coinvolti nell’attività aziendale, ma assistono l’impresa nell’ottenimento di visti, libretti di lavoro, e altre attività amministrative e ricevono a titolo di compenso somme prefissate o in percentuale sui profitti o il giro d’affari della casa madre. Insediare una filiale o un ufficio di rappresentanza a Dubai Per prima cosa bisogna richiedere una licenza al Ministero dell’Economia e Quieconomia 45 del Commercio, sottoponendo un accordo di agenzia (sponsor) con un cittadino EAU o con una società di proprietà esclusivamente EAU. Prima di emettere la licenza, il Ministero dovrà inviare la richiesta al Dipartimento per lo Sviluppo Economico per ottenere l’approvazione del Governo di Dubai e inviare la richiesta per l’approvazione al Federal Foreign Companies Commettee, specificando l’attività che l’ufficio o la filiale sarà autorizzato a svolgere negli Emirati. Una volta espletate tali pratiche, il Ministero per l’Economia e il Commercio emetterà la licenza ministeriale richiesta specificando l’attività che l’azienda straniera potrà svolgere. La filiale o l’ufficio saranno iscritti presso il Registro Commerciale del Dipartimento per lo Sviluppo Economico e la licenza verrà emessa. La filiale o l’ufficio saranno iscritti anche al Registro delle Aziende Straniere del Ministero dell’Economia e del Commercio. Infine la filiale o l’ufficio saranno iscritti alla Camera del Commercio e dell’Industria di Dubai. • Dubai International Financial Centre (DIFC) Per quanto riguarda il settore finanziario, l’Emirato di Dubai è sede del Dubai International Financial Centre (DIFC), una delle più famose zone franche “on shore” per lo sviluppo della finanza internazionale che mira a far diventare Dubai il centro regionale della finanza internazionale sul modello di Londra, Hong Kong e Singapore. La base giuridica dell’istituzione del DIFC è la Federal Law n. 7 del 2004. sono imposte limitazioni numeriche. Un agente locale, senza coinvolgimento diretto nel business, deve essere nominato e percepirà una somma o una percentuale sui profitti o sul volume d’affari. Anche in questo caso il ruolo dell’agente locate si estrinseca nell’assistenza che garantisce l’ottenimento di visti, licenze, libretti di lavoro. ASPETTI FISCALI La tassazione delle società: imposte dirette Non esiste un’imposta sulle società, persone fisiche neppure a titolo di ritenuta alla fonte. Non sono soggetti ad imposta gli utili netti prodotti dai vari tipi di società sopra citate, dalle branches, dalle filiali e simili. Il calcolo del reddito imponibile è basato sul bilancio. Le perdite sono illimitatamente riportabili in avanti. I dividendi sono tassati solo se distribuiti. È inoltre consentita la deduzione delle spese complessivamente sostenute per l’avviamento della iniziativa economica. I regimi speciali Altri strumenti agevolativi sono le cd. Free zones dove è prevista un’esenzione dall’imposta sulle società per 50 anni. Non sono previsti dazi sulle merci in ingresso, ne dazi di esportazione all’estero: se invece le merci introdotte nelle free zones sono vendute all’interno di uno degli emirati si considerano importare e quindi soggette a dazi doganali, (da cui sono esenti in caso di vendita estero su estero). Il Dubai, come gli EAU sono inseriti nelle tre black list degli stati considerati a fiscalità privilegiata ai fini della normativa italiana. Tutti gli EAU e l’Italia hanno stipulato una Convenzione contro le doppie imposizioni. Società fra professionisti Alle società composte da professionisti viene concessa il 100% di proprietà straniera. Tali società possono svolgere attività professionali o artigiane, ma ai membri del loro staff (*) Docente a contratto di Diritto del Commercio Internazionale Università degli Studi di Macerata 46 Quieconomia APPROFONDIMENTI CORRIDOI PANEUROPEI E LE MARCHE. ESCLUSIONE DALL’ALTO O INERZIA DEL TERRITORIO? di Ida Simonella (*) ante volte si è parlato in questi anni della questione Corridoio Adriatico come di un’occasione persa. Con il termine “Corridoio Adriatico” si fa riferimento ad un complesso sistema di progetti infrastrutturali, concepiti negli anni Novanta che, qualora realizzati, avrebbero procurato un vero e proprio salto di qualità ai territori dell’arco adriatico. Ciò sarebbe avvenuto grazie alla realizzazione di una serie di opere, molte delle quali ancora oggi fanno fatica a vedere la luce. Ebbene, nel 2004 l’Unione Europea, ridisegnando le priorità di intervento infrastrutturale, aveva individuato 30 progetti prioritari. L’Italia aveva visto privilegiato il Tirreno (con il corridoio 1 – Brennero-Palermo passando per il ponte sullo Stretto), il sistema dei porti liguri (con il progetto 24 del Corridoio Genova-Rotterdam), la direttrice est-ovest a Nord dell’Italia con progetto ferroviario 6 (Da TriesteDivaccia fino a Torino-Lione). Se escludiamo la punta più a Nord dell’Adriatico (ovvero Trieste), tutta la dorsale orientale dell’Italia ne usciva fortemente penalizzata. E così oggi, sul fronte tirrenico, parliamo di Alta Velocità ferroviaria, di treni che sfrecciano a 300 km l’ora, mentre sulla dorsale Adriatica, tanto per dare l’idea, devono ancora partire i lavori per mettere a norma una galleria ferroviaria come quella di Cattolica, affinché si possa finalmente sviluppare traffico merci su treno degno di questo nome. Siamo di fronte ad un nuovo divario italiano, non più tra Nord e Sud ma Ovest ed Est. Unico progetto inserito tra le priorità T europee e accessibile all’area adriatica era ed è quello delle Autostrade del Mare (n. 21), che mira a sviluppare traffici marittimi o fluviali alternativi al trasporto su strada. Strumento principale di attuazione dell’iniziativa è il programma Marco Polo II, orientato a finanziare lo start up di nuovi servizi marittimi e ferroviari verso i quali si dimostri di saper dirottare merci che altrimenti viaggerebbero su strada. Negli ultimi due anni, periodo in cui la stessa Unione ha dato maggiore incisività e risorse per l’attuazione del programma, molti sono stati i nuovi servizi finanziati. Nel 2008 (ultimi dati a disposizione), tutti i sistemi portuali dell’Adriatico e Ionio, o quasi, italiani e non, sono stati coinvolti in uno o più di questi progetti: • un servizio treno-mare che coinvolge i porti di Koper, Ravenna, Venezia, Izmir e Istambul, hanno ottenuto un contributo di 1,3 milioni di euro, per l’avvio di un servizio treno-mare che li coinvolge; • Koper ottiene il finanziamento per incrementare la frequenza di un servizio di SSS che lega il suo terminal automobili a quello di Barcellona; • un nuovo servizio di short sea shipping tra Igoumenitsa/Patrasso - Catania-Genova, destinato a soddisfare la domanda di trasporto merci tra la Grecia e l’Europa Nord Occidentale, è stato finanziato con 1,1 milioni di euro; • il porto di Bari, insieme all’Autorità Portuale di Bar in Montenegro e ad altri operatori privati, ha ottenuto circa 2 milioni di euro per finanzia- re un nuovo servizio intermodale (SSS, strada, ferrovia) tra Italia, Bulgaria e Romania. A questi si aggiungono servizi relativi a treni blocco dal Friuli Venezia Giulia alla Germania, dal Veneto, tramite interporto di Verona, alla Francia. Tutte le regioni sedi di Autorità Portuale hanno ottenuto risorse dall’Unione per l’avvio di almeno un servizio. Tutte, tranne le Marche. È vero che ogni anno, in seguito alle calls del Marco Polo, si può partecipare, ma ad oggi non si segnalano iniziative che veda coinvolto il nostro sistema regionale. Nel frattempo occorrerebbe prestare maggiore attenzione ad altre occasioni che si presentano per recuperare, almeno parzialmente, lo spirito e i contenuti progettuali del Corridoio Adriatico. Proprio in questi mesi è in corso un processo di ridefinizione, ovvero di integrazione ed estensione, dei progetti prioritari dell’Unione Europa in tema di TEN-T. L’allargamento dell’Unione, le politiche di “buon vicinato” con i Paesi limitrofi (compreso il Nord Africa e il Medio Oriente), le nuove priorità mondiali (ambiente, cambiamenti climatici, sicurezza, ecc…) hanno convinto Bruxelles ad innescare un percorso di revisione del suo programma infrastrutturale più importante. Le spinte dal basso, dai territori, come era facile immaginare, sono molte. Tra queste ne va segnalata una che rimette in gioco, almeno parzialmente le regioni adriatiche italiane. Si tratta dell’estensione del progetto Quieconomia 47 ferroviario n. 23 che, nella sua veste originaria, parte da Danzica in Polonia per raggiungere Graz in Austria. Nell’ottobre scorso 14 regioni di 4 Paesi europei (Polonia, Austria, Repubblica Ceca e Italia) hanno ribadito, al presidente della Commissione Trasporti Simpson e al commissario europeo per i trasporti Tajani, il loro PP23 – ASSE GDANSK – GRAZ I CORRIDOI impegno a sostenere il Corridoio Adriatico-Baltico, già contenuto in una “lettera di intenti” firmata il 12 ottobre del 2006 dai ministri dei trasporti dei Paesi interessati. In Italia le Regioni firmatarie sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna. L’obiettivo è quello di estendere il progetto dall’Austria al Friuli Venezia PROGRAMMA CHE INTERESSANO L’ITALIA DI ESTENSIONE DEL Giulia e passando per il Veneto a Bologna, fino a Ravenna. E lì ci si ferma. Ancora una volta rischiamo di rimanere fuori da iniziative, è vero tutte da concretizzare, ma che di fatto finiscono per determinare un confine netto tra l’Europa che conta e quella che conta sempre meno. CORRIDOIO Fonte: European Commission – Directorate General for Energy and Transport Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (*) Ricercatrice ISTAO e collaboratrice della Camera di Commercio per l’Osservatorio sul porto di Ancona 48 Quieconomia APPROFONDIMENTI EXIT TAX: MOBILITÀ DELLA RICCHEZZA E DELLE IMPRESE ALLA PROVA DEL PRELIEVO TRIBUTARIO di Simona Amodio (*) n vista di strategie di riorganizzazione che implicano il mutamento della legislazione tributaria applicabile all’impresa o a rami di essa, quali la creazione di un nuovo soggetto giuridico, costituito in veste di Società Europea oppure di Società Cooperativa Europea, o ancora, in futuro, di Società Privata Europea, ovvero la progettazione di operazioni di fusione o scissione transfrontaliera, o ancora il trasferimento della propria sede all’estero, è indispensabile valutare se sussistano, ed eventualmente quale ne sia l’incidenza, vincoli di ordine fiscale all’investimento programmato. In quest’ottica è quindi interessante approfondire il tema dei meccanismi di exit tax, forme di prelievo che, all’atto della fuoriuscita della ricchezza dall’ambito di applicazione di uno specifico ordinamento tributario nazionale, implicano imposizione fiscale nel Paese di partenza. In linea generale, l’exit tax colpisce redditi maturati, ma non effettivamente conseguiti, su beni o diritti o complessi aziendali, che, pur senza essere ceduti a titolo oneroso, vengono sottratti alla sfera di influenza dell’ordinamento tributario in vigore nello stato in cui risiede fiscalmente il soggetto che ne è titolare, e sono destinati a ricadere nel regime fiscale di altro stato. Per un privato, l’evento che origina l’applicazione dell’exit tax è il trasferimento di residenza all’estero; per l’imprenditore, invece, può trattarsi della I scelta di stabilire all’estero il centro dei propri affari, e trasferire così la propria sede, oppure del compimento di un’operazione transfrontaliera, per esempio una fusione transnazionale, che per definizione coinvolge soggetti residenti in almeno due Paesi distinti, e vale a rimodellare la distribuzione geografica degli investimenti1. Al fine - preminente ma non esclusivo - di ricondurre i risultati economici dell’attività nell’alveo di un prelievo più mite rispetto a quello sperimentato nel Paese di partenza, l’opzione apparentemente più semplice da realizzare consiste nel trasferire all’estero la sede dell’impresa. Una scelta potenzialmente premiante sul piano tributario, che non necessariamente richiede di dissolvere la struttura già creata nel paese d’origine. Occorre, tuttavia, distinguere fra sede legale e sede effettiva, la prima punto di riferimento per così dire “ufficiale” dell’attività, la seconda, invece, centro effettivo dell’amministrazione e della direzione degli affari, configurabile, quindi, quale sede in senso sostanziale e determinante per individuare la residenza fiscale nei Paesi che a tal fine adottano il criterio della sede reale. Secondo l’art. 166 TUIR, il trasferimento di sede al quale si accompagni la perdita della residenza fiscale in Italia è fonte di prelievo tributario. In virtù di questo principio - che per espressa previsione di legge è valido sia per l’impresa individuale sia per l’impresa collettiva, quindi per le società, di persone o di capitali, come pure per gli enti non societari che esercitino attività di impresa commerciale – si può spostare la sede dell’attività imprenditoriale in uno Stato estero senza che l’operazione di per sé dia luogo a tassazione in Italia. In primo luogo, ciò accade allorché si trasferisce la sola sede legale dell’attività, mantenendo nel territorio nazionale quella amministrativa; in tal caso non si configura perdita della residenza fiscale, pertanto l’operazione in sé e per sé è fiscalmente irrilevante in Italia. Gli aspetti critici attengono, piuttosto, al coordinamento fra le norme tributarie italiane e quelle del paese scelto quale nuovo ospite della sede legale. Le eventuali disarmonie tra i due - o più sistemi normativi nazionali coinvolti andranno affrontate e risolte sulla scorta delle convenzioni contro le doppie imposizioni specificamente applicabili, per evitare fenomeni di doppia residenza e moltiplicazione del prelievo in relazione ad una stessa attività. Altra ipotesi, a fronte della quale il trasferimento della sede dell’impresa all’estero non comporta tassazione, si ha a fronte della perdurante presenza nel territorio italiano, pur dopo il trasferimento, di una stabile organizzazione dell’impresa stessa. Se - e fino a quando - permangono presso tale stabile organizzazione beni e/o complessi aziendali già facenti capo all’impresa che si dà una nuova articolazione, non 1- In tali ipotesi si crea un conflitto fra Stato di partenza da un lato e Stato ospitante, o di destinazione, dall’altro. Mentre il primo si vede, infatti, sottrarre una fonte di gettito, il secondo la acquisisce, con il rischio che entrambi i esercitino il proprio potere impositivo sui medesimi beni e/o diritti e/o complessi aziendali, donde duplicazione del prelievo, o, al contrario, che manchi applicazione del tributo nell’uno e nell’altro Stato, con salto d’imposta. Quieconomia 49 si fa luogo al prelievo sui plusvalori impliciti negli assets destinati alla stabile organizzazione. Peraltro, la successiva, eventuale, fuoriuscita dei beni dalla stabile organizzazione sita in Italia comporta inevitabilmente la tassazione, ai fini delle imposte dirette, dei plusvalori latenti. Da un punto di vista oggettivo, le regole illustrate per il trasferimento della sede all’estero trovano applicazione anche al trasferimento della sede in Paese diverso da quello d’origine da parte di una Società Europea o di una Società Cooperativa Europea, nonché alla fusione transfrontaliera, per la quale è determinante la destinazione dei patrimoni oggetto di fusione. Pertanto, le strategie di riorganizzazione considerate sono accomunate da un meccanismo di prelievo in uscita, in virtù del quale non si applicano imposte sul reddito sui patrimoni attratti ad un ordinamento diverso da quello di provenienza se e fino al momento in cui sussiste un collegamento territoriale con l’ordinamento tributario nazionale. Il venir meno di tale nesso, in qualunque momento e per qualunque causa, integra il presupposto per l’applicazione dell’imposta sul reddito, IRPEF oppure IRES secondo la natura del soggetto interessato. Quanto alle modalità di calcolo dell’imposta, in questa sede basterà ricordare, semplificando, che il prelievo è commisurato al plusvalore insito nei beni che perdono il legame territoriale con l’ordinamento nazionale, quindi alla differenza, se positiva, fra valo- re effettivo e valore storico dei beni stessi. In vista di strategie da attuare su un piano internazionale occorre, poi, assicurarsi che i maggiori valori sottoposti a tassazione in uscita siano assunti come valori di partenza nel Paese scelto quale punto di arrivo all’esito della riorganizzazione. Solo a fronte della continuità dei (nuovi) valori anche nell’ordinamento al quale si approda, si scongiura il rischio di asimmetrie e doppia imposizione. Da un punto di vista soggettivo, vale la pena notare che l’ordinamento italiano tassa esclusivamente l’impresa, mentre non prevede exit tax in capo alla persona fisica che trasferisca la propria residenza, in veste di privato, neppure con riguardo alle eventuali partecipazioni detenute in società. Si tratta di un’impostazione peculiare nel panorama europeo. Con la sola eccezione della Francia - la quale ha abolito il proprio meccanismo di exit tax in capo ai privati, giudicato incompatibile con i principi del diritto comunitario dalla Corte di Giustizia Europea2 - gli altri Stati comunitari contemplano, infatti, regole di exit tax anche per i privati. La presenza di regimi di exit tax variamente configurati nei Paesi dell’Unione Europea, in termini di presupposti, modalità applicative e soggetti colpiti, è in grado di produrre un effetto dissuasivo sulla propensione a realizzare processi di mobilità. Recenti studi, in tema di interazione fra livello delle aliquote fiscali e distorsioni nelle scelte di mobilità delle imprese, dimostrano che se il carico fiscale effettivo a carico delle società aumenta di un punto percentuale, si riduce del 3,96% la probabilità di localizzazione della sussidiaria di un’impresa estera (Barrios, Huizinga, Laeven and Nicodème - 2008) in un Paese specifico. Ad influire sull’effettiva onerosità del prelievo in uscita, e ad accentuarne o rafforzarne l’attitudine disincentivante, contribuisce poi il fattore temporale. Qualora, infatti, come in Germania o in Austria l’ordinamento di provenienza, pur imponendo il prelievo, lo differisca al successivo realizzo o alla liquidazione degli assets, si può quantificare all’origine il carico fiscale dell’operazione e pianificare una gestione dei flussi finanziari che tenga conto, anche delle esigenze di copertura dei futuri esborsi legati alla riscossione dell’exit tax. Un’ultima nota, i regimi di exit tax sono potenzialmente idonei a scoraggiare i processi di mobilità della ricchezza, sia quando ne sono protagonisti privati, sia, soprattutto quando vi sono coinvolte imprese, a scapito di una piena attuazione di libertà comunitarie fondamentali quali quella di circolazione e stabilimento, di mobilità dei capitali e della ricchezza. Il terreno di studio si sposta allora sul piano della compatibilità fra exit tax e principi del Trattato UE, un campo ancora non esplorato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia con riguardo alle imprese, per il quale, pertanto, le pagine decisive sono probabilmente ancora da scrivere. (*) Dottore commercialista, revisore contabile e consulente tecnico del Giudice Civile 2- Cfr. ECJ 11 March 2004, no. C-9/02, resa con riferimento al caso Hughes de Lasteyrie du Saillant. 50 Quieconomia APPROFONDIMENTI MARKETING INTERNAZIONALE: LA “GOOD PRACTICE” DELL’INCOMING di Marco Minossi (*) organizzazione di azioni di Incoming, cioè di individuazione, richiamo e guida strutturata di operatori professionali esteri a beneficio di realtà imprenditoriali e distretti industriali operanti in un determinato territorio (ad esempio nella provincia di Ancona), è una delle attività più intense di cui si occupano istituzioni quali la Camera di Commercio di Ancona – nell’ambito della Promozione - e la sua Azienda Speciale per l’Internazionalizzazione delle Imprese “Ancona Promuove”. Quando operano in autonomia, tuttavia, molte imprese sottovalutano spesso l’efficacia di tale buona pratica di marketing internazionale, preferendo di gran lunga focalizzare le proprie strategie di export e di internazionalizzazione sugli spostamenti del proprio personale all’estero per la conoscenza diretta e la frequentazione dei mercati. Le considerazioni di questo articolo si ripropongono di spiegare perché, a nostro avviso, l’Incoming è importante almeno quanto lo spostarsi in loco nei territori della clientela straniera, e dovrebbe essere praticato meglio e di più dalle imprese anche con una visione propria, oltre che mediante le risorse organizzative del supporto istituzionale. È necessaria a nostro avviso una premessa generale per calarsi meglio nell’argomento. La crisi che l’economia mondiale attraversa sta facendo emergere anche alcuni aspetti positivi. Per gli attori economici italiani – imprese e lavoratori dipendenti ed autonomi - questi possono essere individuati in una capacità diffusa di pazienza, sopravvivenza e reazione. Per gli studiosi ed i professionisti delle problematiche L’ aziendali, in una opportunità molto più efficace di prima nel cercare di diffondere ed attuare le cosiddette “good practices”, cioè quelle strategie e comportamenti virtuosi di pianificazione, prudenza ed efficienza che dovrebbero caratterizzare il business anche nei cicli di espansione, ma ai quali imprenditori e manager sono curiosamente più sensibili e attenti durante le recessioni. Nel Marketing, specie internazionale, è da tempo predicata da tutti ma realizzata da pochi la cosiddetta strategia del “Branding”, che consiste molto brevemente nella creazione da parte di un’ azienda di una forte identificazione nei propri Marchi (sia d’impresa che di prodotto), che la renda percepita dai clienti e dagli stake-holder (dipendenti, banche, fornitori e molti altri soggetti ed organizzazioni con cui viene scambiato valore) come una realtà economica in grado di differenziarsi dalla media di settore per caratteristiche di competenza distintiva, di qualità del prodotto ed affidabilità dei servizi ad esso collegati, di gratificazione del cliente che avverte nel Brand il beneficio di sentirsi parte di un “mondo di appartenenza” di tipo anche emozionale. Tutte le numerose rilevazioni e studi economici e di marketing, italiani ed internazionali, che stanno copiosamente monitorando ed interpretando le situazioni e le reazioni delle aziende al difficilissimo momento economico, stanno evidenziando all’unanimità una condizione che è assunta oramai come regola: i Brand forti stanno permettendo ai propri detentori non solo di avere eccellenti strumenti di difesa, ma spesso di comportarsi in contro-tendenza, cioè di conseguire fatturati ed utili in cresci- ta anche rispetto a medie settoriali in pesante calo. Basta scorrere la classifica dei 50 brand più ammirati al mondo, pubblicata qualche mese fa dalla rivista americana “Fortune” per capire come sia stretto e interdipendente il legame tra Brand-Equity (creazione e veicolazione di valore) e superamento della crisi economica. Il Brand è dunque “la Marca”, il “mondo di appartenenza” (dei clienti e degli altri stake-holder, come abbiamo già citato), in una accezione di marketing che ricalca quella politicogeografica della Marca nel Medioevo (ad esempio la Marca Anconetana quale mondo di appartenenza dei propri cittadini). Soprattutto, poi, la Brand-Equity non è solo appannaggio di multinazionali e grandi imprese, ma può e deve essere costruita anche dalle PMI. Da questa premessa, possiamo proseguire un ragionamento per gradi. Nelle relazioni internazionali “Business to Business” (tra le organizzazioni d’impresa quindi, escludendo per ipotesi il consumatore/utilizzatore finale) le pratiche commerciali hanno vissuto negli ultimi 25 – 20 anni tre periodi completamente diversi tra loro. 20 anni fa, in quella che potremmo definire la preistoria del Marketing internazionale, lo scambio era contraddistinto da un prodotto-servizio che passava da un fornitore ad un cliente. In un’epoca più moderna, diciamo 10 anni fa (nel marketing le evoluzioni sono temporalmente vorticose), già non si parlava e non si ragionava più in termini di prodotto, di cliente e di fornitore, ma di “package” (tutta una serie di beni e di servizi ad alto valore aggiunto quali assistenza, garanzia, dilazioni di pagamento, finanziamen- Quieconomia 51 ti, premi, bonus e supporti), di cliente fidelizzato e di fornitore strategico. Gli scambi diversi da questo circuito virtuoso erano considerati “commodities”, cioè a basso valore. Nel periodo contemporaneo, il business si svolge tra due o più organizzazioni che hanno quasi del tutto perduto i connotati tradizionali di cliente e di fornitore, perchè il valore scambiato è talmente e reciprocamente rilevante da renderli entrambi dei Partner. Il partner-cliente non compera solo un prodotto più una serie di servizi, ma idealmente acquista un’ azienda nella sua totalità. La persuasione tangibile del Brand di quest’ ultima ne assicura infatti la serietà a lungo termine, l’affidabilità, il vantaggio competitivo in termini di “premises” (le strutture e gli impianti), di “facilities” (le dotazioni quali laboratori di controllo, di ricerca, le piattaforme logistiche, le installazioni informatiche ecc.), di “skill” (le abilità professionali umane) e in termini di Know-How (le competenze distintive tecnologiche di processo specifiche). A questo punto possiamo porci più consapevolmente il quesito che secondo noi è centrale quando si considera l’Incoming, la strategia di ricevere in azienda le controparti d’ affari, e di svolgere nei propri locali una parte importante delle attività di informazione e fidelizzazione a beneficio reciproco nel business. Se quanto sopra esposto è plausibile, come può allora il cliente-partner estero condividere un Brand, cioè un mondo di appartenenza, se non è egli stesso conoscitore della realtà visibile e tangibile del partner-fornitore, e del territorio nel quale questa azienda che egli “acquista” si trova ad operare? La risposta a tale interrogativo ci pare ovvia, ma va a nostro avviso sviluppata proponendo alcuni princìpi che le nostre aziende dovrebbero adottare sistematicamente, cioè seguire in forma ripetuta e mirata. L’obiettivo è di mantenere sempre vivo e crescente in un cliente-partner estero il desiderio di sviluppare una “long-term business relationship” sulla base di una leadership di valore, piuttosto che con altri concorrenti nel mercato sulla base di 52 Quieconomia una leadership di costo (quest’ ultimo problema è di particolare delicatezza per alcuni settori trainanti dell’economia marchigiana, come ad esempio quello della Meccanica, a fronte del crescente peso ed aggressività delle nuove economie di Cina, India, Brasile, Turchia ed altre emergenti). Vediamo quindi come una strategia di Incoming può facilitare un processo di internazionalizzazione, facendo leva sui fattori di Brand sopra menzionati, ed apportando un ulteriore valore aggiunto che richiameremo in conclusione. • La “leva” delle premises rappresenta lo spazio tangibile di attrazione e rassicurazione del partner-cliente estero, il solido contenitore all’interno del quale egli ripone la propria fiducia. Nella nostra regione, anche le PMI hanno strutturato le proprie sedi ed i propri locali in forme esteriormente e funzionalmente molto valide, creando degli ambienti interessanti per chi, venendo dall’estero, è già condizionato da un’ idea positiva per quanto concerne lo stile ed il gusto estetico italiano in generale. Spesso gli imprenditori dimenticano o sottovalutano, tuttavia, che questi frutti di investimenti e sacrifici, e certamente di soddisfazione per loro e per i dipendenti, possono essere “ venduti “ anche a beneficio di una ricezione di partner d’ affari che sia un punto di partenza favorevole ad una lunga collaborazione. Quando poi, all’interno degli stessi locali in Italia, si concludono contratti, accordi e partnership, nella propria sede piuttosto che in quella del cliente, l’effetto quasi di tipo sportivo del “ giocare in casa “ sortisce energie molto positive per la sicurezza ed il successo del nostro imprenditore. Anche gli impianti di produzione possono svolgere un ruolo che trascende la loro mera destinazione d’ uso, per arrivare ad essere leve di marketing. In stabilimento, il partner-fornitore potrà trasmettere al cliente le stesse informazioni sui plus di performance e di innovazione delle tecnologie che utilizza, gli stessi che generarono la sua decisione di dotarsene, sprigionando ulte- riori elementi di affidabilità. • Troppi imprenditori ed export manager si trovano spesso, a nostro avviso, a gettare basi e a stipulare accordi nella sede del cliente all’estero, assorbendo pressioni culturali (e spesso anche giuridiche) locali che sovente si rivelano fonte di insoddisfazione non preventivata e di collaborazioni di vita breve. • La leva delle facilities è quella che secondo noi rappresenta più di ogni altra la vera discriminante competitiva tra il negoziare in azienda piuttosto che all’estero. Quando il cliente viene posto in condizione di vedere nei dettagli le dotazioni, i laboratori, i servizi logistici, le reti informatiche e le piattaforme web e windows aziendali, e di comprendere come queste renderanno efficienti gli scambi di informazioni, transazioni e valore, spesso la trattativa commerciale vera e propria si conclude per l’azienda italiana con ottimi risultati ed anche con margini migliori, perché è stato capito il valore addizionale che il prezzo del prodotto incorpora. • Le abilità professionali umane, i cosiddetti skill aziendali, sono anch’ essi molto importanti nelle valutazioni del cliente, che in casa dell’imprenditore può conoscerle di persona anziché sentirsele raccontare, conoscenza che nello svolgimento della collaborazione faciliterà la risoluzione di molti equivoci e problemi. Detto che il “visitor”, il partner-cliente estero, dovrà percepire solo agio e padronanza degli ospitanti rispetto alla lingua straniera che contraddistinguerà il rapporto (lingua francese o tedesca a seconda della sua nazionalità, e per lo meno la lingua inglese nei casi di provenienza diversa), è fondamentale che (in una di tali lingue) egli possa avvertire un ambiente professionalmente molto preparato rispetto alla tecnica del business internazionale (back-office, conferma d’ordine e fatturazione, customer-care, conoscenza dei pagamenti e finanziamenti internazionali per ricevere soluzioni finanziarie valide per sé e non solo per il partner-fornitore, proposte contrattuali strutturate che dimostrino un’attenzione a lui e non solo alla tranquillità del fornitore stesso). Se poi l’impresa marchigiana si è dotata di un sistema di assicurazione finanziaria dei crediti esteri, la trattativa potrà facilmente recepire le richieste di forme di pagamento che diano al cliente respiro anziché rigidità (pretese di anticipi o di garanzie), a tutto beneficio del rapporto. Unitamente alla dotazione di standard certificati sulla adozione di comportamenti socialmente responsabili ed ambientalmente innovativi, questi requisiti anche per una nostra PMI sono oramai indispensabili per operare con successo con l’estero oltre che per migliorare la competitività verso le controparti. Spesso, agli occhi di un businessman o delegazione estera, un’azienda che risulti approssimativa nella propria organizzazione di commercio estero è giudicata poco professionale in generale, magari anche in presenza di produzioni eccellenti. Si sviluppa il timore che la relazione possa essere di stressante e farraginosa gestione, foriera di potenziali e minaccio- si costi, palesi o occulti. • La quarta leva, quella del KnowHow, se idoneamente trasmessa convince il cliente estero non soltanto della qualità dei prodotti finali, ma soprattutto della capacità dell’azienda italiana di rispondere esattamente alle specifiche, specie se e quando personalizzate, e di garantire un problem-solving tecnologico di assoluta affidabilità (assistenza, garanzia, pronta individuazione e soluzione di una criticità). Tutte le variabili cui abbiamo fatto riferimento, e che abbiamo definito “leve” per esprimerne le potenzialità spesso ignorate, risulteranno tanto più efficaci nei rapporti con interlocutori esteri quanto più, avendo l’azienda italiana la lungimiranza ed i mezzi per provvedervi, saranno accompagnate da certificazioni internazionali, oltre che da registrazioni per quanto concerne i marchi di impresa e di prodotto. La quinta leva, quella con cui concludiamo queste nostre riflessioni sull’importanza dell’attività di Incoming nel marketing internazionale, è quella del Territorio, un plus che nelle Marche non possiamo permetterci di trascurare. Gli stranieri amano molto non soltanto vedere e gustare bellezze e bontà italiane di cui la nostra Regione, per dono di natura e per impegno degli abitanti, è ricca; amano approfondire, sentirsi informare su peculiarità e tradizioni storiche e culturali, preferiscono essere loro a esprimere apprezzamento piuttosto che sentirselo continuamente ripetere da chi in quel territorio vive e lavora. Meglio allora prevedere una Check-list con alcune informazioni su come e dove si organizza il tempo extra-aziendale piuttosto che affidarsi al “dove capita”, che probabilmente non deluderebbe ma forse non renderebbe efficacemente comunicato e valorizzato il plus territoriale. Quanto espresso in questo articolo ha voluto mettere l’accento su un aspetto delle attività di internazionalizzazione che spesso è troppo marginale rispetto ai viaggi d’affari nei mercati esteri; teniamo comunque a precisare che la nostra ottica rispetto a questi ultimi è di complementarietà, di suggerimento ad una maggiore alternanza tra trasferte ed Incoming, senza voler mettere in discussione l’irrinunciabile necessità del frequentare, e possibilmente presidiare, i mercati ed i partner internazionali. Incoming operatori cinesi del vino, organizzato dall'Azienda Speciale Ancona Promuove - giugno 2009 (*) Consulente e Docente di Marketing e Commercio Internazionale Quieconomia 53 ORGANIZZAZIONE AL SERVIZIO DELLE IMPRESE www.an.camcom.it L’Azienda Speciale ANCONA PROMUOVE supporta le imprese nelle attività di internazionalizzazione affiancandole in iniziative di natura promozionale quali organizzazione e partecipazione a workshop, incoming, fiere internazionali, progetti speciali e seminari formativi. In collaborazione con partner qualificati e inseriti nei mercati di riferimento realizza progetti destinati alla creazione di reti commerciali. Fornisce servizi personalizzati mediante desk all’estero ed informazioni sui metodi e strumenti di penetrazione e consolidamento nei mercati. Tel. 071 2072913-55452 - Fax 071 5898265 www.anconapromuove.it - [email protected] A.S.P.eA. è l’Azienda Speciale che promuove tutte le azioni necessarie allo sviluppo dei settori pesca e agricoltura attraverso la ricerca, l’attività di formazione, la gestione di laboratori e campi sperimentali, le attività di valorizzazione e di ottimizzazione delle risorse disponibili in collaborazione con l’Università, gli Istituti di ricerca e le Associazioni di categoria. Tel. 071 205355-5898295 - Fax 071 54765 www.an.camcom.it - [email protected] R.P.Q. (Real Precious Quality), l’Azienda Speciale costituita in collaborazione con la Camera di Commercio di Macerata, attraverso il proprio Laboratorio di saggio e marchio consente alle aziende del settore orafo argentiero di ottenere per i propri prodotti la Certificazione Aggiuntiva a garanzia della qualità. Il Laboratorio R.P.Q. Iavora in regime di qualità ed è accreditato SINAL, organismo di certificazione internazionale. Tel. 0733 224084 www.realpreciousquality.com - [email protected] CameraService è una società di servizi “in house” della Camera di Commerico di Ancona tramite la quale l’Ente ha inteso dotarsi di un nuovo strumento organizzativo per la gestione del patrimonio, delle manutenzioni, delle forniture e di alcuni servizi di “line”. Informazioni: tel. 071 5898368 – Fax 071 2073907 [email protected] Il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Jonio è l’Associazione volontaria e transnazionale tra gli enti camerali dei paesi che si affacciano sul bacino adriatico-ionico, con Segreteria presso la Camera di Commercio di Ancona. Il Forum promuove progetti di cooperazione transfrontaliera su tematiche economico-giuridiche di interesse comune ai paesi dell’area. Informazioni: tel. 071 5898266-249 - Fax 071 5898255 [email protected] L’Associazione PromAdria realizza attività promozionali nei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura, della pesca, del terziario e del turismo con l’obiettivo di intensificare le relazioni commerciali, finanziarie, culturali ed i rapporti di collaborazione economico-tecnica tra imprese italiane e quelle dei paesi dell’Adriatico orientale. Informazioni: tel. 071 2072913 - Fax 071 5898265 [email protected] - www.promadria.it 54 Quieconomia CAMERA Dl COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA Dl ANCONA Piazza XXIV Maggio, 1 60124 Ancona - tel. 071 58981 - fax 071 2073907 [email protected] SEDI DISTACCATE IN PROVINCIA: Fabriano: Via Dante, 268 - 60044 Fabriano tel. 0732 23846 - fax 0732 23853 - [email protected] Jesi: Viale dell’lndustria 5/B- 60035 Jesi, c/o il Centro Direzionale Z.l.P.A. tel. 0731 214498 - fax 0731 208447 - [email protected] Senigallia: Viale Leopardi, 6 - 60019 Senigallia c/o sede comunale ex-Gil tel. 071 7915777 - fax. 071 7939687 - [email protected] AREE TEL. FAX E-MAIL DIREZIONE E SERVIZI INTERNI Segreteria Generale Gestione del Personale Provveditorato Bilancio Contabilità e Controllo Diritto annuale e sanzioni Comunicazione Formazione 071 5898233-278 071 5898267-230-200-201 071 5898257-261-359-358 071 5898281-282-390-273-201 071 5898323-376-273 071 5898353-366 071 5898369 0715898322 071 5898351 071 5898351 071 5898351 071 5898351 071 2073907 071 2073907 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] ANAGRAFE ECONOMICA Registro imprese Elenchi di imprese Servizi di firma digitale e posta certificata Altri registri - ruoli e albi Consulta valori immobiliari Commercio - Agricoltura Protesti Marchio Qualità Panifici Ambiente - M.U.D. Borsa rifiuti Certificati Commercio estero Servizio metrico e ispettivo Carte tachigrafe Albo Promotori finanziari Manifestazioni a premio Albo imprese artigiane Segreteria Commissione CPA 071 5898248-397-244 071 5898245 071 5898300-397-244 071 5898214-271-283 071 5898283 071 5898217-272-241 071 5898312-212 071 5898217-231 071 5898254-246-268-377 0715898290 071 5898212-312 07184301 / 5898247 071 5898247 071 5898217-242 0715898231 071 8063575-3459/60/69-3837 071200024 071 5898299 071 5898299 071 5898299 071 5898236 071 5898236 071 5898284 071 5898356 071 5898284 071 5898215 0715898215 071 5898356 071 2817123 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] SVILUPPO ECONOMICO Enterprise Europe Network Brevetti e Marchi Pat-Lib Arbitrato e Conciliazione Statistica Studi e Prezzi Progetti comunitari Promozione attività Economiche Contributi e finanziamenti Scuola Emas Sportello Responsabilità Sociale Nuove imprese e mercato del Lavoro 071 5898244-288-252 071 5898220-367 071 5898250-360 071 5898286-399-287 071 5898365-355 071 5898270-364 071 5898270 071 200888 071 5898326 071 5898291-289-218 071 071 071 071 071 071 071 071 071 071 0715898357 0715898299 071 8063011 071 5898203 5898255 5898255 5898255 5898255 5898255 5898255 5898255 5898255 5898255 5898265 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] Quieconomia 55 LOGGIA DEI MERCANTI centro congressuale La Camera di Commercio di Ancona è proprietaria dellíedifi cio monumentale LOGGIA dei MERCANTI, splendido esempio di gotico fiorito veneziano. Il palazzo, collocato al centro di Ancona, è facilmente raggiungibile sia con mezzi privati (che possono parcheggiare nel vicino parcheggio TRAIANO) sia con i mezzi del trasporto pubblico che lo collegano con la Stazione Ferroviaria: la sua ubicazione lo rende gradevole punto di partenza per una comoda e piacevole visita alla città. Al piano terra della Loggia dei Mercanti è disponibile l’omonimo salone climatizzato, confortevole ed elegantemente arredato, che può ospitare fino a 120 persone ed essere utilizzato per congressi - cerimonie - conferenze - riunioni di lavoro - meeting aziendali - manifestazioni di carattere economico, politico e culturale (con l’esclusione di rappresentazioni teatrali, concerti e spettacoli in genere) Il Centro Congressuale è dotato di: Sistema di videoproiezione con ingressi PC e Video Sistema di videoconferenza Sistema di amplificazione con microfoni da tavolo, portatili, a giacca Sistema di registrazione audio Collegamento Internet Al piano interrato è disponibile un locale utilizzabile come sala stampa ed una sala per catering. Per informazioni sui costi ee sulle sulle modalità modalità di di concessione concessione in in uso uso Ufficio Tecnico (tel. 071 5898359) - [email protected] contattare lí[email protected] 56 Quieconomia