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Documentazione Progetto “Racconto, ascolto, interpreto e…vivo per un mondo di diritti” Progetto rivolto ai bambini della Scuola dell’Infanzia di Molina Anno Scolastico 2010/2011 Docente: Anna Teresa Vitale Il progetto “Racconto, ascolto, interpreto e…vivo per un mondo di diritti” ha affrontato argomenti relativi ai diritti dei bambini. A partire dalla storia “L’isola degli smemorati”, i bambini hanno potuto comprendere quali sono i diritti dell’infanzia, riuscendo a capire che oltre ai diritti ci sono anche dei doveri da rispettare. Al termine del percorso, i bambini hanno dimostrato quanto appreso in una manifestazione finale, durante la quale hanno raccontato la storia “L’isola degli smemorati” integrandola con canzoncine e filastrocche sui diritti dei bambini. Di seguito viene riportato il testo completo della recita di fine anno scolastico. “L’ISOLA DEGLI SMEMORATI” Daniela: Salve a tutti, noi bambini della Scuola dell’infanzia di Molina siamo qui tutti insieme per raccontarvi una bella storia…quella dell’”Isola degli smemorati”. Alfonso: E non solo…vi faremo ascoltare canzoni, poesie e filastrocche che parlano dei diritti di noi bambini, questa è la prima… VOGLIO UN MONDO DIRITTO Voglio un mondo diritto Per tutti i bambini Non dico perfetto ma meno distratto Voglio un mondo d’affetto per tutti i bambini amici e berretti abbracci e sgambetti Rit: Oleleè olalà olelè olalà olelè olalà per tutti i bambini. Voglio un mondo benfatto per tutti i bambini pedoni protetti e prati e campetti. Voglio un mondo salotto per tutti i bambini consolle e fumetti cartoni e libretti. Rit. Voglio un mondo di tutto per tutti i bambini il latte i biscotti e tre gianduiotti. Voglio un mondo diritto per tutti i bambini non dico perfetto ma chiedo rispetto. Rit. Gaia: C’era una volta un’isola deserta in mezzo al mare… Francesca: Su questa isola c’erano tante piante e tanti animali: volpi, lepri, cerbiatti, farfalle, api e bruchi… Gabriele: Ma un giorno sull’isola arrivarono nove vecchietti, scappati dal loro Paese perché c’era la guerra. Alfonso: C’era Lenzo il pescatore e Racna la tessitrice… Chrystian: Farin il mugnaio e Trappo il cacciatore… Vincenzo D.: Chiodo il falegname e Solco il contadino… Miriam: Greta che impastava l’argilla e Latha che pascolava le capre. Daniela: Ci siamo dimenticati la persona più importante…il grande mago Lucanor. Aldo: Aspettate!...mancano ancora: il gabbiano Uà, il cane Corricorri e il pesce Splash. Alfonso: Una notte Lucanor fece un brutto sogno: il mare era in tempesta e c’erano dei bambini in pericolo. Gaia: Si alzò dal letto, il cuore gli batteva forte forte… Francesca: Guardò dalla finestra, ma tutto era tranquillo. Poi chiamò Corricorri, Uà e Splash per andare a vedere se davvero c’erano dei bambini in pericolo da aiutare. Chrystian: Il gabbiano Uà e il pesce Splash di corsa andarono a vedere cosa stava succedendo…c’era davvero la tempesta e dei bambini in pericolo. Daniela: Il capitano, per mettere in salvo i bambini, li fece salire su una piccola barca… Gabriele: Ma i genitori erano preoccupati, non volevano mandarli da soli…ma sulla barca non c’era spazio per nessun altro… Vincenzo D.: …nemmeno per uno spillo! Aldo: I bambini più grandi di sarebbero presi cura dei bambini più piccoli. Miriam: Ad un certo punto la piccola Maria vide il pesce Splash… Vincenzo D.: …e Nico vide il gabbiano Uà. Alfonso: Sapete cosa stavano facendo Uà e Splash?...avevano preso le funi della barchetta per portare i bambini sull’isola. Gaia: Intanto Lucanor e Corricorri guardavano all’orizzonte e ad un certo punto videro una barchetta con sopra dei bambini. Francesca: Allora Lucanor mandò Corricorri ad avvisare gli abitanti dell’isola per andare ad accogliere i bambini e lui, ormai tranquillo, se ne andò a riposare. Daniela: Il mago Lucanor si addormentò e sognò tutto quello che devono fare i bambini. Alfonso: Lo potete capire ascoltando questa canzone. AM BLUM BLEM Rit. Am blum blem sicut erem blem Am blum blem sicut erem blem Am blum blem sicut erem blem Am blum blem sicut erem blem Tutte le voci Tutte le voci del verbo giocare Tutte le voci Tutte le voci io voglio cantare. Saltare lanciare cliccare rotolare Nascondersi correre fare raccontare Tutte le voci Tutte le voci io voglio cantare. Rit. Tutte le voci Tutte le voci del verbo creare Tutte le voci Tutte le voci io voglio cantare. Sognare inventare poetare immaginare Volare dipingere e fantasticare Tutte le voci Tutte le voci io voglio cantare. Rit. Tutte le voci Tutte le voci del verbo abbracciare Tutte le voci Tutte le voci io voglio cantare. Sorridere amare ballare accarezzare Baciare salutare e mai dimenticare Tutte le voci Tutte le voci io voglio cantare. Rit. Daniela: I bambini arrivarono sull’isola con l’aiuto di Splash e di Uà. Alfonso: Lì c’erano otto vecchietti sulla spiaggia che cercavano di capire cosa stava succedendo. Chrystian: Quando gli smemorati videro i bambini non sapevano cosa fossero…alcuni pensavano che erano degli animali… Miriam: Delle strane scimmiette… Gabriele: I bambini non riuscivano a capire perché quei vecchietti, simili ai loro nonni, stavano lì fermi senza fare niente. Daniela: Ve lo dico io il perché…quei vecchietti non si ricordavano nulla, nemmeno di essere stati bambini…erano degli smemorati! Alfonso: Allora decisero di chiedere aiuto a Lucanor…Corricorri arrivò di corsa, con le orecchie al vento, e disse agli smemorati di ospitare i piccoli bambini… Vincenzo D.: …che erano stanchi e avevano fame e sete. Gaia: Gli smemorati iniziarono a scegliere il bambino da ospitare, secondo le loro esigenze. Daniela: Latha decise di prendere Sara, però voleva chiamarla Lulù come il suo cane. Miriam: Ma la bambina iniziò a piangere, perché non voleva essere chiamata così. Chrystian: Ogni bambino ha il diritto ad avere un nome e un’identità, ma gli smemorati non se lo ricordavano. Alfonso: E non finisce qui…mentre Sara si lamentava, Latha allungò la mano per picchiarla. Francesca: Anche questo diritto avevano dimenticato…e non solo Latha ma anche Trappo. Vincenzo D.: Bisognava proprio fare qualcosa! Daniela: Ma voi vi ricordate quali sono i diritti di noi bambini? Alfonso: Ve li ricordiamo noi con questa filastrocca. D COME DIRITTO Un diritto è giocare stare insieme per cantare. Un diritto è l’istruzione ed anche la protezione. Un diritto è l’amore in un mondo di dolore. Stare insieme è importante per poter ridere ogni istante. E’ un diritto la famiglia che ti ama e ti consiglia. E’ un diritto per i bimbi di ogni colore ricevere sempre tanto amore. Daniela: Nemmeno gli smemorati si ricordavano quali erano i diritti dei bambini. Alfonso: Per fortuna che c’erano Lucanor, Corricorri, Uà e Splash a ricordarglielo… Aldo: Non vi preoccupate, ci pensarono il cane Corricorri e il gabbiano Uà che con la sua polvere magica fece diventare i vecchietti piccoli piccoli. Gabriele: Solo così potevano capire che stavano sbagliando e che i bambini avevano bisogno di amore, affetto e comprensione. Gaia: Infatti, i vecchietti per paura di essere puniti, cominciarono a scegliere il bambino da ospitare nella loro casa. Francesca: Ma continuavano a pensare solo a loro, infatti volevano separare i due fratelli gemelli: Nico e Milena. Chrystian: Ancora una volta Corricorri e Uà riuscirono a risolvere il problema e i due piccini andarono a vivere insieme. Miriam: Nessuno dei vecchietti voleva il piccolo Cick… Vincenzo D.: …era troppo piccolo! Gaia: Ma alla fine lo prese il pescatore Lenzo, che però non sapeva come trattarlo. Aldo: Figuratevi!...voleva fargli mangiare biscotti duri, bistecche con l’osso, pesce arrosto. Miriam: Ma il piccolo Cick aveva fame e piangeva. Francesca: Per fortuna che Lucanor e Corricorri lo sentirono piangere e andarono a vedere cosa stava succedendo. Gabriele: Bisognava punire anche Lenzo e come sempre ci pensò il gabbiano Uà… Vincenzo D.: …che lo fece diventare piccolo come Cick. Chrystian: Ancora una volta la punizione funzionò e Lenzo finalmente iniziò a trattare Cick nel modo giusto. Daniela: Ma dopo essere ritornato come prima, altrimenti non poteva prendersi cura di Cick. Daniela: Tutti sappiamo che i bambini devono essere trattati bene, ma questo non sempre succede. Alfonso: Ascoltate attentamente questa canzone. BATTI CINQUE (4/4 DI SILENZIO) Mi han detto che il pallone con cui gioco la domenica mattina forse é fatto da un bambino, un bambino come me é così... sì sì purtroppo é così e pure le mie scarpe quelle nuove, quelle tutte colorate con le luci incorporate che "più belle non si può" é vero o no? forse sì, forse no chissà se tutti i miei giochi elettronici, i tuoi pelouches e tutte le mie bambole sono fatti da bambini di un paese lontano dove il cielo si confonde con il mare se é così non si può, se é così non si può 4/4 di silenzio per ricordare chi é più in là, oltre i monti ed il mare c'é chi ha solamente un sogno di felicità 4/4 di silenzio per chi una voce non ce l'ha: un silenzio perché forse meglio di me può dar voce alla voce del cuore quest' istante é per te, solamente per te "batti un cinque" da lontano con me! e parlare di te, raccontare di te e dar voce alla voce del cuore quest' istante é per te, solamente per te, batti un cinque il più forte che c'é! Vorrei chiamarti amico perché certo, come me, ci correresti dietro a quel pallone e forse nei tuoi sogni anche tu somigli a me: saresti tu a segnare, tu il campione! Mi insegneresti come si può vincere in certi giochi nuovi di elettronica; diventeremmo amici com'é bello che sia perché un bambino vive in allegria oh oh oh-oh oh oh-oh oh oh ssst! 4/4 di silenzio, ma dopo "batti un cinque", vai! Sarà un ponte grande intorno al mondo, ci farà incontrare in tutte le città "batti cinque!" batti un cinque per dire a tutti che ci sei! Che hai diritto anche tu, a un domani anche tu, come tutti i bambini del mondo che il domani é di tutti, é il futuro del mondo, e il futuro ha bisogno di te! batti un cinque anche tu, batti un cinque anche tu come tutti i bambini del mondo perché il "tanto lontano, oltre i monti ed il mare..." ...il lontano é a due passi da qui Batti cinque! Batti cinque! il lontano é a due passi da qui! batti cinque! Daniela: Torniamo all’Isola degli smemorati. Alfonso: Purtroppo nessuno degli smemorati si comportava bene con i bambini. Gaia: Latha mandava Sara a guardare le caprette al pascolo. Francesca: Nico e Milena aiutavano Farin e Solco a portare il grano al mulino. Vincenzo D.: Goran aiutava il falegname. Daniela: Ma Lucanor, appena se ne accorse, si arrabbiò e ordinò ai vecchietti di non far lavorare mai più i bambini e li fece punire da Uà. Miriam: I bambini non devono lavorare… Vincenzo D.: …ma andare a scuola. Chrystian: Ma i vecchietti non erano d’accordo con Lucanor, secondo loro le femmine e i bambini con la pelle scura non dovevano andare a scuola. Aldo: Allora Lucanor si arrabbiò di nuovo e per far capire agli smemorati che tutti i bambini sono uguali, con l’aiuto di Uà trasformò alcuni di loro…. Gabriele: …che diventarono con la faccia verde come le lucertole e i coccodrilli. Alfonso: Anche questa filastrocca ci insegna che i bambini sono tutti uguali. GIROTONDO Girotondo di bambini Furbi, allegri, birichini, tutti intorno al vecchio mondo… Girotondo, girotondo. C’è un biondino, c’è un negretto, un bambino giapponese; c’è un allegro pellirossa, un cinese col codino, e perfino un esquimese, che sgambettano felici, tutti in pace, tutti amici. Girotondo della pace, girotondo dell’amore, tutti intorno al vecchio mondo… Girotondo, girotondo. Daniela: Gli smemorati avevano dimenticato anche altri diritti importanti. Gaia: Infatti, non finisce qui, si erano dimenticati anche del diritto al gioco. Francesca: I vecchietti erano convinti che i bambini, dopo la scuola, li avrebbero aiutati nel loro lavoro. Gabriele: Si sbagliavano di nuovo perché i bambini dopo la scuola dovevano giocare. Daniela: Ancora una volta gli smemorati non volevano accettare la decisione del mago Lucanor… Miriam: …ma non potevano fare niente. Alfonso: Altrimenti il gabbiano Uà li avrebbe subito puniti con la sua polvere magica. Chrystian: I bambini però erano stanchi delle punizioni del mago Lucanor e gli chiesero di dare ascolto alle loro richieste. Aldo: Volevano che il mago facesse ritornare tutti i vecchietti come prima. Miriam: La cosa più strana è che non si arrabbiò… Vincenzo D.: …al contrario li accontentò. Alfonso: Latha, Trappo e Racna ritornarono con la pelle normale. Daniela: Farin e Solco ritornarono ad essere grandi e grossi come prima. Gaia: A questo punto Lucanor chiese ai bambini cosa desideravano per loro. Francesca: E la loro risposta fu: “Che vengano rispettati i nostri diritti” Alfonso: Se il mondo fosse come lo sogniamo noi bambini sarebbe come una favola. IL MIO MONDO Come in una favola o in un semplice racconto Gioco con la fantasia a ricostruire il mondo. Con le mani per magia e la gioia di un momento Gioco con la fantasia, il mio mondo nascerà. Nascerà Con le mani e l'amore, Nascerà Come una canzone, Nascerà Anche per chi non vuole o non chiede mai perché. Nascerà Dalle mani di un bimbo, Nascerà Da un valore profondo, E vedrai Sarà bello il mio mondo, il mio mondo insieme a te. Ci sarà, ci sarà Tutto quello che stiamo cercando, Il domani che stiamo aspettando Ci porterà un mondo che migliorerà. Ci sarà, ci sarà Una stella che in cielo cadendo, Una pioggia di luce farà e il mio mondo s'illuminerà. Così tutti potranno vedere Che bel mondo sarà. Come in una favola o in un semplice racconto Gioco con la fantasia a ricostruire il mondo. Con le mani per magia e la gioia di un momento Gioco con la fantasia, il mio mondo nascerà. Nascerà Come nasce un bel fiore Nascerà Senza fare rumore, Nascerà Con il cuore bambino e la forza di papà. Nascerà Per chi spende parole Nascerà Non dettate dal cuore, E vedrai Un futuro migliore nel mio mondo ci sarà. Ci sarà, ci sarà Tutto quello che stiamo cercando, Il domani che stiamo aspettando Ci porterà un mondo che migliorerà. Ci sarà, ci sarà Tutto il bello che c'è in questo mondo, Sarà il piccolo mondo di chi Con il cuore sa dire di sì. Fatto "grande" da piccole mani, Piccoline così. Piccoline così. Daniela: Finalmente qualcosa di bello stava per succedere sull’isola. Aldo: Ormai tutto era cambiato, i vecchietti si divertivano insieme ai bambini. Gaia: Ma un giorno Lenzo vide una piccola nave che si avvicinava all’isola. Miriam: Chissà chi c’era sopra! Chrystian: Erano i genitori dei bambini che, con l’aiuto di Splash, riuscirono a ritrovare i loro piccoli. Alfonso: Lenzo era disperato, non voleva lasciare il piccolo Cick. Francesca: Anche gli altri vecchietti non si volevano separare da quei bambini. Vincenzo D.: Ormai gli volevano bene. Daniela: Ma Lenzo si ricordò che nella “Convenzione sui diritti dell’infanzia” c’era scritto che i bambini devono vivere con i loro genitori. Chrystian: Allora i vecchietti, anche se non volevano, diedero i bambini ai loro genitori. Gabriele: I bambini, però, erano un po’ tristi e un po’ felici. Miriam: Felici per aver ritrovato i genitori. Gaia: Tristi perché non volevano lasciare l’isola, gli smemorati, il mago Lucanor, il cane Corricorri, il pesce Splash e il gabbiano Uà. Francesca: Allora Lucanor per far ritornare l’allegria sull’isola chiamò Uà con la sua polvere magica. Aldo: Il momento della partenza era arrivato, ma tutti erano felici. Alfonso: Ormai tutti avevano imparato a rispettare i diritti dei bambini e cantarono insieme questa canzone. LA MARCIA DEI DIRITTI Un-due, un-due, un-due, un-due. È la marcia dei diritti dei bambini. Della Carta dei Diritti dei bambini Marsch! Ho aperto un libricino ed ho letto che un bambino da mangiare, non ce l'ha. E c'è chi non ha da bere con il rischio di morire: senza acqua come fa? Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Ho sfogliato bene bene quelle foto di bambine invecchiate dal lavoro. E di quelli senza un tetto e di quelli senza affetto senza un poco di decoro. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può. Rit. I diritti sono di tutti, l'ha spiegato la maestra. C'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. Tutti i capi delle nazioni hanno fatto le riunioni: hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini. Allora perché? Allora perché? Quando gioco al girotondo penso che su questo mondo c'è qualcosa che non va. Che ci sono dei bambini, sulle strade abbandonati senza mamma né papà. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Poi da un'altra parte ancora c'è chi non può andare a scuola, chi giocattoli non ha. E c'è pure chi si ammala e gli manca quella cura che il suo medico non ha. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può. Rit. I diritti sono di tutti, l'ha spiegato la maestra. C'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. Tutti i capi delle nazioni hanno fatto le riunioni: hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini. Allora perché? Allora perché? Allora perché? C’è un bambino che lavora, che subisce le torture, che è venduto come schiavo, Che è costretto per le strade già a pretendere l’amore da qualcuno assai cattivo. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. C’è chi muore appena nato, non è stato vaccinato, c’è chi cresce malnutrito, C’è chi viene emarginato, c’è chi un handicap ha avuto c’è chi viene mal menato. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può. Rit. I diritti sono di tutti, l'ha spiegato la maestra. C'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. Tutti i capi delle nazioni hanno fatto le riunioni: hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini. Con la Carta, il futuro migliore sarà. Un-due, un-due, un-due, un-due E' la marcia dei diritti dei bambini. Della Carta dei Diritti dei bambini. Daniela: Abbiamo così imparato quali sono i nostri diritti, ma ci sono anche dei doveri da rispettare, ascoltate un po’ questa filastrocca. DIRITTI E DOVERI I diritti sono tanti e sono per tutti quanti. Se ai bambini vengono dati di certo saranno felici ed educati. I diritti sono doni preziosi per crescere virtuosi. Identità e amore, cibo e salute, gioco e istruzione sono essenziali in ogni nazione. Il dito diritto indica il dovere, se io mi so attenere ogni cosa desta in me piacere. Alfonso: Qui finisce la nostra storia, speriamo che vi sia piaciuta. Daniela: Vi salutiamo con l’ultima canzone. IL GIROTONDO Non capisco perché un bimbo di otto anni non è a scuola o a giocare coi compagni. Non capisco perché un bimbo oggi giorno non è in casa a godersi il dolce sonno. So di certo che ci sono le distanze, altri popoli pensieri e trattamenti. So di certo che tra gli uomini c’è un conto in sospeso come un grande girotondo. Non capisco perché un bimbo di otto anni non è a scuola, o a giocare, o a fare danni. non capisco perché un bimbo oggi giorno non è a casa a godersi il dolce mondo. So di certo che ci sono le distanze altri popoli pensieri e trattamenti. So di certo che tra gli uomini c’è un conto in sospeso come un grande girotondo. Rit. Iamna ie iamna ie iamna ie ia Iamna iamna iamna Iamna ie iamna ie iamna ie ia Iamna iamna iamna Iamna ie iamna ie iamna ie ia Iamna iamna Non mi importa se gli adulti e non mi importa se poi gli anni, non mi importa se al confine e non mi importa chi ha pagato. Io non voglio che un bambino passi il tempo a lavorare tutto il giorno nero stanco dalla fame, io non voglio che un bambino passi il tempo a lavorare come un branco dietro un osso da fiutare. Rit. C’è un’isola in mezzo al mare, un uomo, un cane ed un bastone, un pesce rosso ed un gabbiano, un vecchio mago un tipo strano. Un’isola in mezzo al mare, un pesce rosso ed un bastone, un vecchio mago ed un gabbiano, un uomo e un bimbo in mezzo al grano. Rit.