dopo 17 anni ancora in piedi

Transcript

dopo 17 anni ancora in piedi
1 aprile 2012
Anno XVII n 1
Diffusione gratuita
periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
dOPO 17 ANNI
ANCORA IN PIEDI
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
3
FRIZZI, LAZZI però son?…ZZI!
Satiricamente seri
di Jacques de Molay
Da alcuni mesi ormai si hanno notizie di antipatiche burle di cui sono vittime
onesti lavoratori che, ogni mane, levatisi presto, lontano dai focolai domestici,
hanno spiacevoli sorprese.
LORETO APRUTINO - Sembravano dapprima voci incontrollate ma oramai la notizia
è certa, confermata da ampie
prove fotografiche che lo documentano. Da alcuni mesi
quindi nel territorio comunale di Loreto Aprutino si aggira una banda di buontemponi che, appostandosi dietro
muretti e siepi delle strade,
cercano di sghignazzare alle
spalle degli ignari passanti.
Sono diventate molto numerose le testimonianze di chi
si è visto vittima di scherzi di
dubbio gusto, poste in essere
con la tecnica dell’agguato
perpetrato con estrema viltà.
Infatti l’aggressione viene
sempre lanciata alle spalle
degli ignari malcapitati da
quei burloni che, acquattati
contro ripari che ne celano
completamente la presenza,
colpiscono però duramente.
Comunque ormai si è vicini alla loro identificazione,
sembrerebbe che i guasconi
utilizzino per le loro malefatte una comunissima punto
bianca ma con delle evidenti
strisce blu, da questo fatto
qualcuno li ha definiti “Quelli della punto bianca e blu”.
Alcuni audaci hanno azzardato che i “goliardici” potessero
travestirsi da tutori dell’ordine per dare meno nell’occhio
durante le loro scorribande.
Altri ancora ipotizzano che i
guasconi possano addirittura
essere tutori dell’ordine in
servizio in vena di scherzose
scorribande. Resta però il fatto che la notizia ha suscitato
un certo fastidio nella popolazione della vallata. Infatti
la sola ipotesi che uomini in
divisa, tutori dell’ordine, possano nascondersi per infastidire i cittadini sconcerta.
Ma il sofisticato attrezzo che
utilizzano nelle sortite non
lascia più molti dubbi, trattasi infatti di un Velomatic 512
di fabbricazione Eltraff s.r.l.
Uno strumento tanto poten-
te da gabbare tutti i passanti
pur stando acquattati dietro
un muretto o, ancora meglio, rimanendo sparapanzati
dentro una macchina. Cosa
abbia indotto onesti padri e
madri di famiglia a trasformarsi in bullisti non è dato
di sapere. La cosa che sconcerta è l’azione in sé.
Come fa un tutore dell’ordine, per puro divertimento, a
contestare al cittadino una
violazione mettiamo all’art.
142/8 del Codice della strada
e per fare ciò esso stesso è
obbligato a violare lo stesso
codice? Se un agente sanziona l’utente utilizzando l’art.
142/8 si può validamente ipotizzare che conosca il codice
almeno fino a quell’articolo.
È ragionevole ipotizzare che
questi conosca anche l’art.
43 comma 6 che viene molto
prima dell’art. 142/8. L’art. 43
comma sei recita: “Nel regolamento sono precisate altre
segnalazioni eventualmente
necessarie per la regolazione
del traffico, nonché modalità
e mezzi per rendere facilmente riconoscibili e visibili
a distanza, sia di giorno che
di notte, ecc...”
Quindi un onesto e competente agente, per poter svolgere con dignità e decoro il
proprio lavoro, dovrebbe certamente conoscere l’art. 183
del Regolamento attuativo
del C.d.S.. In tale lunghissimo e precisissimo articolo,
infatti, viene disposto come
egli deve comportarsi operando sulla strada. Possiamo
tra l’altro leggere: “Gli agenti
preposti alla regolazione del
traffico e gli organi di polizia
stradale (omissis), quando
operano sulla strada devono
essere visibili a distanza, sia
di giorno che di notte, mediante l'uso di appositi capi
di vestiario o dell'uniforme
confezionati con tessuto rifrangente di colore bianco o
grigio argento a luce riflessa
4 www.lacerbaonline.it
bianca.” La lettura degli articoli in questione, oltre che chiaramente la lettura del giornale Lacerba, può risultare
molto illuminante, istruttivo e salutare.
È lapalissiano che l’atto di nascondersi
per compiere un gesto, implicitamente
indica che è riprovevole quello che si
sta compiendo.
Chi non fa nulla di male non deve nascondersi.
La tecnica dell’appostamento può essere tollerata se la mette in atto la sezione
Catturandi della Polizia di Stato per catture il boss dei Casalesi, ma qualunque
altra forza di polizia la ponga in essere
per multare i cittadini commette una
soperchieria riprovevole. Infatti l’applicazione della Legge effettuata esclusivamente attraverso la violazione della
stessa Legge da parte dell’uomo in divisa è un abominio riprovevole contro il
quale è necessario indignarsi.
La persona civile non deve tollerare ma
deve ribellarsi alla violenza dell’uso della divisa anche se, spesso, ciò comporta
un costo maggiore del semplice pagamento di una multa.
Non dimentichiamo che l’abuso della
divisa è l’anticamera della dittatura.
L’uso della divisa è invece un importante segno di civiltà.
La divisa non è un semplice capo d’abbigliamento, ma è un faro, un segnale di
fiducia, un elemento di distinzione che
salta immediatamente all’occhio e che
fa apparire colui che l’indossa augusto,
ispira fiducia, dà sicurezza.
Chi indossa la divisa ha il dovere di mostrarla con il dovuto contegno, sempre
in ordine, ma soprattutto non può assumere atteggiamenti che possono lederne l’immagine.
Non può con essa indosso violare impudentemente la legge! L’esempio che
se ne darebbe risulterebbe catastrofico
per l’educazione civica del cittadino e di
conseguenza per l’ordine pubblico.
Spesso le amministrazioni pubbliche
cercano di utilizzare come fonte di finanziamento i proventi delle violazioni
al C.d.S. per impinguare le casse degli
enti. Di recente sono stati divulgati i dati dello scorso anno nel quale si è calcolato che complessivamente i ricavi delle
multe comminate in tutt'Italia dalle polizie locali sono state circa 1,6 miliardi
e da quelle nazionali come Polstrada e
Carabinieri circa 400 milioni, arrivando
ad un incasso totale annuo di due miliardi di euro.
Secondo l'articolo 208 dello stesso Codice almeno il 50% delle somme così
reperite dovrebbero essere destinate a
incrementare la sicurezza dei cittadini:
pedoni, automobilisti, motociclisti, cicli-
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
sti. Ma anche quest’altra norma rimane
inapplicata se si considera che lo Stato,
nell'ultimo quinquennio, ha speso in
media appena 30 milioni di euro all'anno per il Piano nazionale per la sicurezza stradale. Del resto basta osservare la
condizione delle strade per rendersene
conto.
Se ad un Comune non bastano i soldi,
sia la politica ad assumere le responsabilità aumentando la pressione fiscale.
Ma ormai comunque è apparso chiaro che la politica ha tradito il cittadino! Proprio in questi frangenti i tutori
dell’ordine, specie quelli che indossano
una divisa, devono essere dalla parte del
cittadino.
Devono essere vicini anche con la loro
presenza fisica.
Oggigiorno all’automobilista capita
sempre più raramente di vedersi sventolata davanti una bella paletta rossa e
quando capita, di norma è quella di un
“nonno vigile” davanti ad una scuola o
quella di qualche stoico carabiniere ancora sulla strada; forse gli ultimi galantuomini rimasti.
Anche quello di stendere una paletta è un modo per farsi sentire vicino
al cittadino ed educarlo alla legalità, il
potergli dire la ormai scomparsa frase:
“Lei è in contravvenzione” e porlo così,
inconfutabilmente, davanti alle proprie
responsabilità. I cittadini hanno bisogno
di questo, di tutela e di fiducia in chi
indossa una divisa.
Questa fiducia la trasmettono poi ai figli
e le nuove leve possono così crescere
con i valori solidi di appartenenza allo
Stato e rispetto delle leggi.
Ma se da pargoli ascoltano i genitori
fare ragionamenti, e magari elargire
improperi, basati sulla sfiducia verso le
forze dell’ordine, avremmo un paese che
diventerà sempre più incivile e difficile
da governare in quanto sarà l’autorità
stessa ad essere messa in discussione.
Gli uomini in divisa non possono da una
parte cercare di rendersi utili alla collettività organizzando manifestazioni
anche per favorire lo sviluppo dei ragazzi o tenere corsi di educazione stradale
all’interno delle scuole e dall’altra commettere vili soprusi ai genitori di questi.
Ne va della loro credibilità e quindi anche l’azione pedagogica svanisce. I tutori dell’ordine devono comportarsi con
decoro e nel rispetto della legge affinché ogni cittadino possa plaudire al loro
operato e sentirsi sicuri sapendo che vi
sono degli uomini in divisa che vegliano
sopra di loro.
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
5
Dentro la fabbrica il caos
Dalla crisi alla soluzione fino alle accuse. L’ex ABB è in fiamme
LORETO APRUTINO - Alla fine tutti contro
tutti: i lavoratori ex ABB contro i fratelli
Pistilli, proprietari della ICIE Switchboards, e i fratelli Pistilli contro l’ABB.
Sembrava una manna piovuta dal cielo
l’acquisizione dell’ABB di Loreto da parte dei molisani della ICIE: trentacinque
dipendenti dell’ABB che mantengono il
proprio
posto di lavoro e altri quaranta dell’indotto che continuano, anch’essi, a sperare
nel futuro.
A distanza di pochi mesi le cose però incominciano a volgere in tutt’altro senso:
tutto l’indotto è costretto a chiudere ed
a licenziare il personale; i dipendenti ex
ABB cominciano a scioperare per la mancanza di erogazione dello stipendio e il
non rispetto dei punti dell’accordo tra
ABB, ICIE e i lavoratori, scritti sul protocollo d’intesa. Poi, dopo un periodo di
sciopero, i dipendenti loretesi rientrano
in fabbrica ma a gennaio di quest’anno
sono di nuovo in agitazione.
Gli stipendi di novembre e dicembre più
la tredicesima non sono stati erogati. In
più, i dissidi interni e lettere di richiamo
sono all’ordine del giorno.
Dopo diversi giorni di protesta, gli stipendi e la tredicesima vengono pagati ma i
dipendenti scoprono il mancato versamento dei contributi pensionistici, da
parte dell’azienda, al fondo Cometa, nonostante tali fondi siano stati detratti dagli
stipendi delle maestranze. A questo punto
i dipendenti decidono di non rientrare e
ad oggi lo sciopero tocca quota 60 giorni.
Intanto i dipendenti hanno pensato di rivolgersi alla Procura della Repubblica per
denunciare una presunta appropriazione
indebita, circa i contributi non vertsati.
Ormai i margini di trattativa, con la situazione di oggi, sembra che non ci sono
più: i lavoratori non vedendosi riconosciuta la mobilità chiederanno l’annullamento del protocollo d’intesa siglato
un anno fa. Rientrare in fabbrica, per il
momento, sembra che non sia possibile,
anche alla luce del fatto che dovrebbero
firmare un regolamento interno che, finora, nessuno ha letto. Inoltre, dopo tutti
questi episodi, dicono i lavoratori, manca
un valore fondamentale per raggiungere
l’intesa: la fiducia.
La vicenda a Loreto Aprutino ha provocato un grosso danno economico: mentre
per le 35 maestranze può esserci ancora
qualche spiraglio di luce, l’indotto che
lavorava per l’ABB oggi è rimasto senza
stipendio e, ancor più grave, le ditte oltre a chiudere hanno delle grosse difficoltà finanziarie in quanto non sono state
pagate dalla ditta molisana, tant’è che la
somma non riscossa si aggira intorno alle
300 mila euro.
I lavoratori nonostante il perdurare dello
sciopero credono ancora nelle istituzione e auspicano che il tavolo di confronto
al Ministero dello sviluppo economico, la
settimana prossima, possano portare a
una soluzione della vicenda.
Le condizioni per tornare sul posto di lavoro, da parte dei dipendenti, prevedono
che venga mantenuto il contratto nazionale di lavoro, l’annullamento dei licenziamenti e i provvedimenti disciplinari a
tutte le tutte le RSU e un piano economico credibile.
6 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Si scrive Donatelli,
si legge Esposito
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
La difficoltà delle garanzie. Parla il direttore della BCC
di Jennifer Di Vincenzo
E’ di nuovo crisi: per la seconda volta, in due anni di legislatura, il partito di Antonio Di Pietro
guidato dall’assessore Donatelli lascia con il cerino acceso il sindaco Remo Giovanetti.
per riprendere insieme il cammino, ma
questa volta il sindaco sembra deciso a
non piegarsi, come è già successo in passato, di fronte alle richieste di Donatelli.
Ma quali sono stati i motivi della crisi?
Il partito dipietrista ha puntato l’indice
verso il sindaco e alcuni esponenti della
maggioranza rea di non affrontare delle
scelte politiche importanti quali il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti
urbani e la riscossione delle imposte comunali. Donatelli sostiene che si sarebbe dovuto agire in maniera differente per
migliorare il servizio di raccolta rifiuti in
modo da poter abbassare i costi per centinaia di migliaia di euro. E poi, si chiede
quali siano le ragioni per le quali la società Risco operi ancora nel nostro Comune
nonostante la contrarietà di buona parte
della maggioranza.
Infatti, in un verbale in nostra mani, redatto dalla segreteria del Partito democratico di Loreto Aprutino, leggiamo testualmente che: “L’evoluzione normativa
nonché l’eventuale scelta della gestione
diretta delle riscossioni rendono di fatto
antieconomica, inutile ed inefficace sia la
partecipazione alla società RISCO srl che
la prosecuzione del rapporto con la società MARV srl”.
E di conseguenza invita il sindaco Remo
Giovanetti e la maggioranza a far proprie
le considerazioni del direttivo attivandosi
subito affinchè “Vengano avviate le procedure per la dimissione della partecipazione alla societa RISCO srl e contestualmente, si suggerisce di interrompere da
subito la convenzione in essere con la
società MARV srl. Il presente documento
sarà oggetto di ulteriore approfondimento e condivisione con il partito alleato
dell’Italia dei Valori”.
E’ chiaro a questo punto che il partito
del Pd, giudato da Esposito, condivide
7
C’era una volta il mutuo facile
Sull’atto di crisi ci sono le loro firme
LORETO APRUTINO - A differenza della prima volta, quando fu il primo cittadino a
ritirare le deleghe, questa volta è lo stesso Donatelli che riconsegna nelle mani di
Giovanetti le deleghe URBANISTICA - POLIZIA MUNICIPALE e MANUTENZIONI.
Il rimpasto di giunta è la richiesta che
l’Italia dei Valori ha avanzato al sindaco
www.lacerbaonline.it
le perplessità di Donatelli e compagnia
bella, posizionandosi al loro fianco contro
il sindaco, oggi, sostenuto in giunta da
Moreno Sablone, Franco Buttini e Gianni
Di Fermo.
Quelle della Risco e della Marv sono scelte politiche della precedente amministrazione e sia l’Idv che Gabriele Esposito
non le condividono. Il dato politico è che
il sindaco Giovanetti oggi sposa in pieno
le tesi di chi componeva nella passata
consigliatura la maggioranza Passeri ed
ecco che per questo sia da una parte e
cioè L’Italia dei Valori, che dall’altra, da
Gabriele Esposito, si vuole una giunta diversa che andrebbe ad isolare il sindaco
che, in questo modo, tornerebbe sotto il
controllo politico dell’attuale segreteria.
Ad acuire la crisi ha contribuito anche la
conferma, voluta dal sindaco, di Giampiero Zenone alla direzione dell’ufficio tecnico. Tant’è che in un’assemblea pubblica,
tenuta dall’Idv a dicembre, Donatelli avvertì il sindaco di non essere più disposto
a tollerare che provvedimenti e decisioni
da affrontare arrivino sul tavolo all’ultimo
minuto.
A giugno si dovranno approvare sia il bilancio consuntivo che il preventivo e come tenne a precisare lo stesso Donatelli:
“ E’ l’atto più importante per un’amministrazione. Prima di arrivare in giunta
deve essere sottoposto in tempi utili in
tavoli più larghi. per consentire approfondite
Valutazioni ”. Infatti, questa volta i cittadini sperano che il Comune non spenda
più 1.200 euro
al mese per i 30 telefonini usati dagli assessori e dai dirigenti a discapito delle
manutenzioni stradali costate, nel 2011,
solo 20 mila euro.
A breve si dovrà rinominare anche il revisore dei conti e vista la situazione il
nome dell’uscente, Domenico D’Amico,
non sembra essere blindato. Il sindaco,
dicono quelli a lui più vicini, ha in mente
un nome ben preciso, ma la maggioranza non è d’accordo. A questo punto potrebbe, come successe al governo Di Zio,
uscire fuori un nome inaspettato.
Nello scorso numero de Lacerba vi avevamo parlato della difficoltà nell’acquistare
una casa. Difficoltà dettata dall’elevato
costo degli immobili, dalla crisi economica e dal muro ben più alto dell’accesso ai
finanziamenti. Alla luce di questo ultimo
elemento ci siamo mossi per comprendere
meglio quest’ ultimo tassello, quello appunto dell’erogazione dei finanziamenti, e
per farlo ci siamo rivolti al direttore della
BCC di Loreto Aprutino, Fernando D’Aloisio
che con molto garbo ci ha spiegato meglio
la questione. Direttore, ci illustri brevemente quelli che attualmente sono i requisiti per accedere ad un finanziamento.
I requisiti per accedere ai finanziamenti
sono sostanzialmente sempre gli stessi,
non sono cambiati. Vengono presi in considerazione i redditi, il lavoro che si svolge,
ovviamente per chi ha un impiego statale
le cose sono un po’ più semplici, mentre
per chi è un dipendente di una ditta privata vengono valutati anche altri aspetti, le
tipologie contrattuali ecc. Uno dei requisiti abbastanza rilevanti è quello di avere
un contratto a tempo indeterminato che
attualmente è molto improbabile avere,
ma anche in questo caso la situazione viene valutata molto attentamente, bisogna
comunque cercare di avere delle garanzie
inerenti la ditta che offre il lavoro. Attualmente la situazione è cambiata, oppure
si erogano finanziamenti come negli anni
passati. Non si può negare che negli anni passati si è stati sicuramente di manica
più larga che in questo momento in parti-
colare. Sicuramente siamo tenuti a valutare più approfonditamente che nel passato,
ma sostanzialmente la situazione non ha
subito un cambio radicale. I requisiti per
chiedere un finanziamento sono sempre
gli stessi. C’è differenza tra un finanziamento chiesto per acquistare un immobile e uno chiesto invece per acquistare
un’attività lavorativa? Da parte vostra
nel valutare le due proposte utilizzate gli
stessi parametri? Le garanzie che vengono
richieste sono fondamentalmente le stesse. Nel caso dell’acquisto di un immobile
conosciamo il valore dell’immobile stesso, quindi la nostra preoccupazione è di
valutare se effettivamente ci siano le risorse per affrontare il mutuo. Per quanto
riguarda invece un finanziamento chiesto
per un’attività commerciale è chiaro che
vengono presi in considerazione anche altri aspetti, quali l’andamento dell’attività
commerciale negli anni passati, nel caso
in cui ad esempio si parli di un’attività da
rilevare. Andiamo a valutare aspetti differenti, quali il tipo di attività, il bacino
d’utenza alla quale si rivolge. Teniamo in
considerazione anche altri aspetti, anche
se poi i requisiti fondamentali in sintesi
sono sempre gli stessi.
Direttore, un appello a chi vuole acquistare casa e non sa come fare.
Mi sento di dire una sola cosa in questo caso. Di valutare bene le proprie possibilità e
di non fare il passo più lungo della propria
gamba. Da quanto appena detto emerge
un aspetto nuovo della situazione. E’ ve-
ro in una certa misura che attualmente
le banche prima di erogare finanziamenti
valutano la richiesta in maniera più approfondita, ma questa è necessariamente
l’immediata conseguenza della crisi economica e ancora di più della mancanza di un
lavoro stabile che possa fungere da garanzia. Valutare una richiesta di finanziamento vuol dire prendere in considerazioni
svariati aspetti, fare i conti con il momento economico difficile che si attraversa.
Essere impiegati statali è un miraggio per
molti. Se negli anni passati le possibilità
di farcela c’erano oggi sono diminuite notevolmente. Le aziende si trovano a dover
fronteggiare i problemi connessi con la
crisi economica quindi non assumono e
se lo fanno offrono lavoro a breve termine. I contratti a tempo indeterminato non
esistono più. I giovani che si affacciano al
mondo del lavoro si imbattono in questo
panorama spietato. E’ chiaro come la difficoltà ad accedere ai finanziamenti dipenda
maggiormente dalla scarsa possibilità di
offrire garanzie, generata dalla crisi economica e del lavoro.
Legnini promosso: va a
Montesilvano
Dopo nove anni al comando della stazione
carabinieri di Loreto
Aprutino, il Luogotenente Dr. Giovanni Legnini
sarà trasferito ai reparti
speciali del comando
compagnia di Montesilvano.
Durante la sua permanenza nel centro
vestino, l’ispettore si è dovuto occupare, tra l’altro, di due omicidi,quello Musa
nel 2005 e quello Cocchini nel 2011 ,subito risolti, che molto scalpore suscitarono
nell’opinione pubblica.
Ricordiamo, inoltre, nel 2007 la rapina in
villa in C.da Palazzo con un rocambolesco
inseguimento con sparatoria che portò
all’arresto di un pericoloso malvivente albanese .
Il sottufficiale, che comunque continuerà
a vivere a Loreto Aprutino, ha dichiarato
che rimarrà sempre a disposizione di tutta
la cittadinanza e che la sua permanenza nella nostra cittadina è stata l’apice di
tutta la sua lunga carriera umana e professionale.
J.D.V.
8 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LA “CARNE DI PORCO” DELLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
di Giovanni Cutilli
La singolare vicenda, lunga un quarto di secolo, della causa per l’“esproprio” dei
terreni al Carmine per costruirci un manicomio, è il segno del degrado delle
istituzioni italiane e dimostra la condanna inappellabile del cittadino ad essere
suddito della pubblica amministrazione, come accade nelle democrazie immature
o in disfacimento.
scatto di Amedeo Pomponi, ripreso da http://pennesinelmondo.blogspot.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Associazione
Culturale
Progetto Domani
Via dei Normanni 5 65014
Loreto Aprutino
Telefono +39 085 201 59 05
www.lacerbaonline.it
[email protected]
c.c.p. 19606656 - registro stampa
anno 1996 n° 21
editore
gianluca buccella
direttore responsabile
berardo lupacchini
www.lacerbaonline.it
9
blica amministrazione, invece, “ruba”
e “ricetta” senza problemi. La nostra
legge consente che si ciuffoli con la
bocca degli altri! Essa, incomprensibile
pure in Patagonia, sostituì il possessore “illegittimo”: al posto della provincia, il Comune di Penne che non se
ne schifò e, colmo dei colmi, neppure
manco poteva utilizzarli direttamente.
All’epoca, infatti, i comuni erano solo
prestanomi, utili idioti delle Ulss che,
senza personalità giuridica (conferita, poi, alle ASL), non potevano avere
proprietà. Una volta, si sarebbe detto:
cose “turche”, con rispetto per il Paese
africano; oggi, dicendo: cose “italiane”
si allude pure a di peggio. Alla pubblica amministrazione tutto è lecito,
specie se è illecito nella sostanza, per-
to la giustizia di Balanzone; si è fatto
strame (cioè, si è ricoperto di sterco)
di ogni ovvio principio di civiltà giuridica e di civismo, anche solo tribale, e
nessuno ci può più mettere riparo. Anzi, più che dell’entità dell’indennizzo,
ci si dovrebbe preoccupare, e in fretta,
delle salatissime, ulteriori, parcelle legali che zavorreranno l’erario comunale, beffa nella beffa per i cittadini
“derubati” e danno per la comunità.
Il punto, si diceva, è un altro. Benché
pullulino lungo lo Stivale queste e altre vicende ben più turpi, come qualche suicidio ha evidenziato, nessun
provvedimento è stato adottato, non
importa da quale governo, comunque
colorato, per riequilibrare il perverso
rapporto tra cittadino e pubblica am-
ché è il luogo dove “si puote ciò che
si vuole”. La normativa le consente di
fare carne di porco, a piacimento. Lo
dimostra pure, restando alla vicenda “da manicomio” del “Carmine”, il
mancato accantonamento nei bilanci
del Comune di Penne, in tutti questi
anni, anche di un solo soldo di cioccolato per il “rischio” connesso alla causa in corso. Sul bilancio di un’azienda
privata, si sarebbero abbattuti fulmini
e saette! Qui, è evidente che è andata
di scena la parodia della giustizia. Il
punto, tuttavia, non è l’attesa di decenni di un sacrosanto indennizzo.
Alcuni nemmeno ce l’hanno fatta ad
attendere: sono scomparsi. Rispetto a
loro, sul piano etico, l’indennizzo ha
ormai solo valore di “finzione” giuridica di “ristoro”. Per loro, ha funziona-
ministrazione. E fintanto che quest’ultima potrà, per esempio, impunemente riproporre, con asinina pervicacia,
decisioni già censurate in più sentenze
da giudici tributari, com’è nel caso di
una famiglia pennese costretta a un
annoso contenzioso per una tassa locale male applicata o, ancora, fintanto
che la pubblica amministrazione potrà
discriminare, di fatto, persino tra differenti tipologie di sterchi, indicando,
con uno sciupio di lettere, lo sterco
che la disgusta (quello “canino”) e tacendo dell’altro (“piccioneo”) che (forse) la imbarazza, la speranza di cambiamenti fa scopa con l’ingenuità. Si
deve dare atto, però, che, pur essendo
finiti nella m…, almeno, nel secondo
caso, s’è fatta chiarezza! A ciascuno il
suo sterco. De gustibus…
vice direttore vicario
claudia ficcaglia
le firme
candido greco, gianfranco
buccella, gianni cutilli
redazione
jaques de molay e jennifer di
vincenzo
Solo a un suddito un comune minaccia multe perché
esce col cane, senza paletta,
bisogni o non bisogni mentre esso stesso se ne fotte di
rimuovere i bisogni, eietti
coram populo, dei piccioni.
Della serie: in piazza chi ci
può… “bisognare” e chi non
ci può manco passare (senza la paletta)! Questa è la
prepotenza della pubblica
amministrazione, immagine
bovina e tragica di una civiltà decadente e che ottiene
risultati solo con la forza
del potere e non dell’intelligenza. Quella italiota, è
una macchina burocratica
putrescente e orrida, inguaribilmente cafona e arrogante; un Poterosauro letale. Benché noti esterofili, a
nessuno casca in mente di
copiare gli stranieri per ciò
che non farebbero e nep-
pure mai penserebbero. In
nessun altro Paese civile,
tranne il nostro, un ente
pubblico può impossessarsi
di una proprietà privata e,
se gli gira, addirittura tenersela, pur non realizzando i
progetti. Da noi, vale la voglia non il motivo dell’impossessamento; la pubblica
amministrazione è autorizzata da leggi, sentenze,
circolari e balbuzienterie
varie, a dire “me lo prendo
e me lo tengo perché c’ho
voglia”. In nessun altro Paese europeo accade che un
ente, violando il diritto costituzionale alla proprietà
privata, s’impossessi di un
bene occupandolo illegittimamente e ne diventi proprietario, non per esproprio
ma solo “trasformandolo
irreversibilmente”. Perciò,
più violento è lo sconquas-
so che un ente pubblico
combina su una proprietà
privata e prima se la piglia:
la occupa “illegittimamente”, la “trasforma irreversibilmente” e, oplà, è tutta
sua.. Chi lo dice? La Corte
Costituzionale, quella che
dovrebbe tutelare il diritto
di proprietà della vittima
dell’ente pubblico! E’ come
dire al lupo: se vuoi che le
pecore siano tue le devi azzannare, così le trasformi irreversibilmente e sono roba
tua! In nessun altro posto
un ente pubblico potrebbe
occupare “illegittimamente” una proprietà privata. E
persino da noi, per un cittadino qualunque equivarrebbe a un reato mentre per la
pubblica amministrazione
è un libertinaggio autorizzato, pure se di quel bene
non sa che farsene. Nel ca-
so del “Carmine”, cosa fare
di quei terreni “illegittimamente” occupati, divenne
ignoto dal 1978, con l’abolizione dei manicomi. In nessun Paese europeo, tranne
il nostro, un ente pubblico
ti può sottrarre un bene
senza pagartelo più o meno
sull’unghia. In nessun Paese
europeo, tranne il nostro,
è “legalizzata” la “ricettazione” in ambito pubblico.
L’esempio è dato dai terreni del “Carmine” che, per
legge, passarono di mano
dalla provincia al Comune
di Penne, alla fine del 1980.
Ma al Comune non passo
un bene espropriato bensì
il suo possesso “illegittimo”.
Quei terreni erano come un
oggetto “rubato”, l’acquisto o la ricezione del quale,
per chiunque, è qualificata
come ricettazione. La pub-
foto a cura di
loreto buttari, achille rasetta,
tiziano petrucci
web | grafica | pubblicità
www.hermes-agency.com
tipografia
fabiani sambuceto (ch)
lacerba viene distribuita a
Penne, Loreto, Pianella, Civitella
Casanova e Collecorvino Stazione
PER LA VOSTRA PUBBLICITA’
[email protected]
jennifer di vincenzo
+39 339 7585454
gianluca buccella
+39 3939701736
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
11
Il Comune paga, anche vincendo
PENNE – Comunque andrà, ci sarà da pagare. Il Comune, nella causa avviata contro la Banca
Nazionale del Lavoro sui contratti di finanza derivata, gli swap, cerca insomma solo di limitare
l’esborso. L’ha attaccata nel giugno di quattro anni e forse prima dell’estate si saprà l’esito della
vertenza.
Con il bilancio saltato in aria a fine 2001, l’amministrazione di
Paolo Fornarola, a caccia di entrate e senza una selezione, si
rivolse alla BNL per provare a rimodulare l’indebitamento spaventoso con un’operazione border line di finanza derivata. Una
scommessa nel tempo, cioè, sui tassi d’interesse condivisa negli
anni da moltissimi enti locali e sulla quale la magistratura contabile ha avuto molto da ridire. L’operazione, fra il 2002 ed il 2003,
permise alle svuotate casse pennesi di incamerare subito una
certa liquidità, in gergo up-front, di 958 mila euro, poi utilizzata
per chiudere il terzo dei quattro contratti sottoscritti. Il Comune,
assistito dall’avvocato Duilio Manella, accusa però la BNL di non
averlo informato sul reale valore degli swap sottoscritti, ponendo
solo a carico dei pennesi il rischio della speculazione. Tanto che
l’ultimo contratto, ancora in essere, sostiene il Comune, partiva
con un valore iniziale negativo di quasi un milione e 200 mila
euro. Non solo: a detta di Manella e dei consulenti indipendenti
della CFI & Partners che lavorano insieme, dove opera Massimiliano Palumbaro, ingaggiati dalla giunta Fornarola nel giugno 2005,
la BNL avrebbe anche omesso di dichiarare i compensi impliciti
(valutati oltre un milione 320 mila euro) per i primi due contratti e
di 241 mila euro per il quarto contratto. Nel frattempo è stato sospeso il flusso degli interessi. Ora si è in attesa che il tribunale di
Pescara decida. L’11 giugno prossimo si discuteranno i chiarimenti
richiesti al consulente tecnico nominato dal collegio giudicante, il
commercialista foggiano Giuseppe Belfiore Lo Caprio. Se dovesse
perdere, il Comune di Penne dovrebbe comunque pagare. Perché
se venissero accolte le sue richieste, e cioè la nullità dell’ultimo
contratto, dovrà restituire la liquidità incassata a suo tempo: 958
mila euro. Ma in compenso l’ente ha anche richiesto il pagamento
delle commissioni implicite sui contratti, stimate da Belfiore in
circa 847 mila euro: quindi 111 mila euro da liquidare. Se invece
il Comune dovesse soccombere, dovrebbe versare il flusso degli
interessi sospesi pari a 223 mila euro, e non solo: può decidere
se tenere in piedi il contratto o uscirne al valore di mercato. Al 24
gennaio scorso ammontava a 162 mila euro. B.Lup.
Foto in basso di Stefano Delle Monache,
tratta da http://scn.wikipedia.org/
12 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
13
UN ANNO ALL’OPPOSIZIONE: INTERVISTA A MATTEO TRESCA
L’avvocato Matteo Tresca ha cominciato la sua esperienza politica a Penne nel 2006 nella lista civica di centrosinistra Unione per Penne che ha eletto sindaco Donato Di
Marcoberardino, ha svolto la funzione di presidente del Consiglio Comunale dal 2006 al 2011, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, dopo il rifiuto del PD di svolgere
primarie di coalizione è stato stato candidato sindaco alle ultime elezioni del maggio 2011 e ricopre attualmente il ruolo di capogruppo di PenneSì nell’assemblea civica
pennese.
A quasi un anno dall’insediamento
della nuova amministrazione qual è
il giudizio?
Negativo. La città è ferma, è sotto gli
occhi di tutti la mancanza di iniziativa
politica dell’attuale maggioranza.
Inaspettati i forti ritardi per la scelta
della progettazione di piazza Luca da
Penne (progetto già finanziato da mutuo acceso dalla precedente amministrazione), non è stato ancora fatto il
bando per i parcheggi ed il Consiglio
Comunale non viene convocato dal 30
gennaio scorso. Ci si aspettava qualcosa in più in termini di proposte e di
innovazione per risvegliare la città dal
torpore nel quale sembra essere caduta da qualche anno ormai.
Eppure in campagna elettorale il
sindaco aveva parlato di una nuova
organizzazione della macchina comunale e di politiche che avrebbero
riqualificato il centro storico.
Niente di tutto questo, i settori sono
stati tutti confermati così come il numero dei responsabili. Si poteva invece
utilizzare meglio la figura qualificata
del nuovo segretario comunale, l’avvocato Nunzia Buccilli, ma si è scelto
di utilizzarla part-time in convenzione
con Picciano per risparmiare. La scelta, da noi di PenneSì non condivisa,
doveva tener conto dell’efficienza ed
efficacia dell’azione amministrativa
invece si è guardato solo all’aspetto
economico.
Il centro storico è sempre più nel degrado, il centro sportivo richiede manutenzione, cosa fare?
Chi amministra deve cercare di custodire e, se possibile, valorizzare il patrimonio storico-architettonico comunale: penso ad esempio alla struttura
di Colleromano che va difesa insieme
con l’associazione San Cesidio che sta
svolgendo un’opera meritoria nella
custodia della preziosa biblioteca e del
museo che racchiudono beni di incredibile valore anche turistico. Oppure
al Centro sportivo, fiore all’occhiello
della nostra città, per cui occorre programmare sin da subito il futuro se
non si vuole rischiare di arrivare alla
scadenza del contratto con l’attuale
gestore con il rischio di trovarsi impianti in decadenza e posti di lavoro
a rischio.
Come risvegliare l’interesse dei cittadini vestini alle sorti della loro terra?
Occorre forse maggiore trasparenza
per favorire la partecipazione?
I cittadini hanno bisogno di conoscere
gli atti amministrativi, il primo passo
per poter valutare l’operato di chi amministra è sapere cosa viene discusso
e deciso, i Consigli comunali dovrebbero essere maggiormente pubblicizzati per favorire la partecipazione,
occorre coinvolgere direttamente le persone
soprattutto i più
giovani a sentire
come propri i
beni comuni
ed a porsi
le questioni
che
riguardano il futuro del nostro territorio.
Avendo avuto la delega alla comunicazione quando eri presidente del
consiglio comunale, come giudichi
questo aspetto dell’attività dell’amministrazione?
Non vedo passi in avanti in questo settore, il sito internet istituzionale appare ancora un cantiere, bisogna tradurre alcune sezioni anche nelle lingue
straniere per consentire l’accesso anche ai nuovi cittadini, è stata tolta la
sezione dedicata alla rassegna stampa
che costituiva un motivo di interesse
per collegarsi al sito e seguire le varie
problematiche anche attraverso comunicati dell’opposizione che oggi pare lasciata senza voce. Non sono state
nemmeno predisposte le aree per le
bacheche.
La questione rifiuti ha tenuto banco
nell’ultimo mese, si prevedono costi
aggiuntivi per i cittadini già tartassati
lo scorso anno con un aumento della
TARSU del 46%?
La vicenda drammatica che anche i comuni della provincia pescarese hanno
vissuto nei giorni scorsi ha evidenziato i gravi ritardi generati dalla cattiva
politica: la scelta di rinviare politiche
di riduzione dei rifiuti e di raccolta
differenziata. Anche l’attuale amministrazione ha dato prova di scarsa capacità progettuale, per loro la questione rifiuti si riduce ad un problema di
costi e di tributi, è invece innanzitutto
un fatto culturale e di mentalità da
cambiare. Con limitate risorse ed una
sufficiente comunicazione si possono
ottenere risultati enormi come la riduzione del peso della frazione umida
attraverso il compostaggio domestico.
Più in generale la soluzione che preferisco è quella di piccoli impianti a
ridotto impatto ambientale in piattaforme intercomunali destinate allo
stoccaggio di materiali destinati al
riciclo. L’alternativa è evidentemente
quella che i cittadini continueranno a
pagare sempre di più in quanto gli aumenti si traducono in bollette sempre
più alte.
Un punto su cui la maggioranza ha
deciso di investire è il sociale, cosa ha prodotto questo sforzo?
La situazione a Penne e
nell’area vestina è drammatica: le frequenti operazioni delle forze dell’ordine
descrivono
una
situazione allarmante, il disagio giovanile si traduce in
una diffusione del consumo
di sostanze stupefacenti che
colpisce fasce d’età sempre
più basse, preoccupano le
condizioni in cui versano i
tanti anziani rimasti da soli. Le poche luci le troviamo
nelle associazioni di volontariato, laiche e religiose,
che operano in sinergia da
qualche anno e che hanno
dato vita all’emporio solidale vestino. Il problema per
gli indigenti è che aumentano le richieste e diminuiscono i fondi, i tanti sprechi nella disorganizzazione
complessiva della macchina
amministrativa li pagano
proprio i più deboli.
ZTL e piano traffico: solite
polemiche e tutto resta fermo?
Fatichiamo a comprendere
le scelte dell’attuale maggioranza. E’ bastata una
raccolta di quaranta firme
a far spaventare il sindaco
e la Giunta comunale, sono stati messi da parte gli
impegni assunti con la stragrande maggioranza dei cittadini che sono favorevoli a
un centro storico a traffico
limitato come risulta anche
da un sondaggio da alcuni
mesi presente sul sito lacerbaonline.it. Ci auguravamo che l’amministrazione,
entrando nel circuito dei
Borghi più belli d’Italia, cogliesse l’opportunità per limitare il traffico nel centro.
Per noi lo stop al traffico in
centro va affiancato da tutta una serie di misure che
vanno dalle agevolazioni
ed esenzioni per residenti
ed operatori commerciali
all’attuazione di politiche
per il recupero degli edifici
dismessi e per il riutilizzo
del mattone. Provvedimenti di natura transitoria e di
carattere stagionale sono
azioni già sperimentate in
passato senza produrre risultati positivi, occorrono
scelte strategiche di lungo
periodo.
Vicende giudiziarie: bene la
costituzione di parte civile
nel processo maremonti,
per gli altri giudizi?
Sarebbe stata grave l’assenza del Comune di Penne nel
giudizio sulla maremonti,
devo dire che e’ stato un
nostro obiettivo raggiunto.
I cittadini di Penne sono
stati gravemente danneggiati in questa vicenda e
bisogna mettersi sin da subito all’opera per una nuova progettazione. Per gli
altri processi mi pare ci sia
stata una certa frammentazione, molti procedimenti
sono ancora nella fase delle
udienze preliminari, certo
sarebbe corretto che il comune prenda una posizione
chiara per tutelare gli interessi dei cittadini ed anche
per evitare che gli stessi
reati vengano reiterati a
detrimento della città. La
legge impone in tal senso di
costituirsi ogni volta ci sia
un potenziale danno per la
collettività.
La battaglia per la difesa
degli uffici giudiziari a Penne come procede?
Abbiamo cercato di dare il
nostro contributo avanzando proposte concrete per
tempo. Per l’ufficio del giu-
dice di pace è imminente
la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto
di soppressione, la soluzione potrebbe essere quella
di un accorpamento con
Pianella oppure rimanere
come sezione distaccata di
Pescara. Per il tribunale, il
ministero ha fornito alcune
indicazioni: bacino d’utenza di circa 268.000 abitanti, organico di 28 giudici e
circa 19.000 procedimenti
da trattare ogni anno, tuttavia in deroga a questi requisiti si potrà tener conto
della particolare posizione
geografica degli uffici (sedi
di montagna), dei mezzi di
collegamento, ecc. La scelta
degli uffici da sopprimere
ricadrà, in sostanza, nella
discrezionalità del potere
politico che, a quanto pare,
in Abruzzo ha garantito le
sedi situate nelle province
di Chieti e L’Aquila. Tra gli
interventi previsti dall’amministrazione
comunale
nel piano delle opere pubbliche c’è la demolizione e
ricostruzione della scuola
elementare Mario Giardini addirittura inserita nel
piano energetico comunale
come opera da realizzare
con criteri eco-compatibili.
Perché siete contrari?
E’ paradossale voler far passare come intervento innovativo e “verde” una vera
e propria devastazione di
uno degli ultimi polmoni
verdi della nostra città, proprio sotto il viale Ringa. Tra
l’edificazione della nuova
scuola e le ulteriori cementificazioni conseguenti alle
vendite degli edifici pubblici lungo via Caselli avremo
una inutile colata di cemento per realizzare manufatti
che non servono a nulla se
non a continuare a costruire nuove case invece di recuperare gli edifici esistenti
e valorizzare il centro storico.
Cosa è successo al regolamento sugli indirizzi per
incarichi e nomine da parte del Comune?
Ne abbiamo discusso nel
Consiglio Comunale del
primo agosto 2011, ho proposto due emendamenti
per rendere trasparenti i
curriculum dei nominati ed
i bilanci delle partecipate
ed anche per evitare nomine non legate al merito ma
all’appartenenza
politica
escludendo i candidati alle
elezioni non eletti. La maggioranza di Per Penne ha
chiesto il rinvio per approfondimenti ma il punto non
è stato più inserito all’ordine del giorno. Tra poco verrà portato in Consiglio il
bilancio di previsione 2012,
cosa ti aspetti ?
Non c’è da essere allegri
per la situazione delle casse comunali descritta nella
recente relazione a firma
del dirigente del settore ragioneria e della segretaria
comunale, l’opera di risanamento avviata negli anni
scorsi deve continuare, le
nuove norme introdotte con
il federalismo fiscale danno
ai comuni notevoli margini
con la leva delle tasse ma li
responsabilizzano in quanto
devono esercitare un ruolo
attivo per attrarre investimenti e dimostrare capacità di gestione del territorio
partendo da un’idea chiara
di città si vuole. Occorre
valorizzare le tante risorse
che abbiamo piuttosto che
depauperare il patrimonio
immobiliare ed aumentare
i tributi.
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Alta tensione in Comune. Debiti fuori controllo e
attacchi interni. E si parla di dissesto
di Berardo Lupacchini
Semplicemente...
l’Abruzzo servito
a tavola!
4 stelle per 33 camere
e suite, ricavate nelle
botti del vino della ex
Cantina Santangelo!
Ekk Hotel è anche
Centro Business: 12
uffici temporanei e 2
sale convegno.
Ekk Mercato
Tipico
Oltre 1200 prodotti
tipici abruzzesi
finalmente tutti
insieme!
Ekk Abruzzo in Sintesi,
l’incontro tra innovazione
e tradizione!
Dal recupero di una ex
cantina sociale è nata
una struttura di promozione territoriale con
servizi ricettivi, enogastronomici e di valorizzazione del prodotto tipico
abruzzese.
Ekk Abruzzo in Sintesi, via Lungofino 185, 65013 Città Sant’Angelo (PE)
A 3 km dall’uscita Pescara Nord (A14) Cordinate GPS: LAT 42.5024 - LONG 14.1158
www.ekkhotel.it - www.ekkabruzzo.it
15
C’è posta per
Rocco
Ekk
Ristorante
Ekk Hotel
www.lacerbaonline.it
PENNE – Ora Rocco D’Alfonso capisce
quanto sia complicato fare il sindaco
del Comune di Penne dove si aggirano
inquietanti ombre del passato su opachi comportamenti di cui si occupa la
magistratura, senza che il primo cittadino si pronunci a difesa degli interessi comuni. D’Alfonso sembra offuscato
ed accerchiato un po’ da tutto: persino dai suoi sodali del partito democratico che dieci mesi dopo le elezioni
vinte, soprattutto per colpa del centro
destra, gli mandano pezzi di ghiaccio
anziché iniezioni di fiducia. “Non ti
riesco neppure a parlare”, si è rivolto
così al sindaco nella sua nota critica
a tutto campo Piero De Bonis, il segretario cittadino del Pd. La parabola
del quarantasettenne primo cittadino,
tutor didattico a Scienze Politiche di
Bologna e non docente universitario ai
sensi di legge, insomma coincide con il
declino in evoluzione e piuttosto evidente di Penne, benché definita uno
dei “Borghi più belli d’Italia” (persino
accanto all’anonima Abbateggio il cui
sindaco Antonio Di Marco è segretario
aggiunto del Pd provinciale). Una città
ingessata dai debiti di finanziamento
pari al 214,465% delle entrate correnti, nonostante le diverse operazioni
di rinegoziazione e di rimodulazione
dei mutui. Gli investimenti ad occhi
chiusi di Marcotullio, Fornarola e Ferrante, avallati dal ’93 in poi dalle varie
formazioni del centro sinistra che poi
hanno evitato il dissesto per coprire
le responsabilità, sono emblematici di
un egoismo politico che impedisce di
fatto a chi è arrivato dopo di dar vita
a un progetto amministrativo. E così il
sindaco D’Alfonso annaspa. Prendiamo
un problema, la madre di tutti i problemi: il bilancio. In cassa non c’è un
euro, i creditori assediano il Comune,
i limiti contabili sono fuori controllo
o quasi e manca una politica precisa
su come affrontare il delicatissimo
contesto. Il dissesto finanziario, se fosse dichiarato, farebbe ripartire il Comune, lasciandosi indietro l’enorme
debito che gestirebbe un commissario. Naturalmente ci sarebbero conseguenze sul personale e scatterebbe
l’azione di responsabilità verso amministratori e funzionari. Oggi il quadro
è nero. L’anticipazione di tesoreria è
diventata cronica perché c’è uno sfasamento temporale fra l’accertamento
dell’entrata ed il momento dell’incasso. “Un’incapacità strutturale di far
fronte ai normali pagamenti tale da
esporre il Comune ad onerose azioni
legali e a decreti ingiuntivi da parte
dei creditori”, impietosamente relazionano la dottoressa Antonella Cicoria,
responsabile dei conti, e la segretaria
generale che si occupa anche del contenzioso, Nunzia Buccilli. Non ci sono fondi in cassa per pagare i debiti
degli altri: quelli ad esempio fuori bilancio 2008-2011. Ammontano ancora
a 522 mila euro le liquidazioni. E c’è
il bilancio alle porte. D’Alfonso ha già
dichiarato che non aumenterà di un
centesimo la pressione tributaria, già
altissima, sui pennesi. Dunque, l’Imu
dovrebbe essere quella già decisa dal
governo (lo 0,4% sulla prima casa, lo
0,76 sulle seconde) e l’addizionale Irpef resterebbe allo 0,7%.
Cosa fare, allora?La ricetta la provano
a fornire i tecnici che si sostituiscono
ai politici. Sempre nella famosa relazione svelata da Il Messaggero, Buccilli
e Cicoria invitano l’amministrazione a
varare misure urgenti ed indifferibili.
E perciò: tagliare la spesa corrente, reperire risorse che diano continuità gestionale, pagare gradualmente i creditori. “Il 2012-scrivono-è caratterizzato
da diversi fattori di criticità per i quali
si richiedono interventi straordinari.
I rimedi che l’ente deve adottare devono essere incisivi e complessi: l’utilizzo di entrate straordinarie non può
che essere temporaneo, a valere solo
per il periodo necessario a ricondurre
la situazione dell’ente ad un ordinario
equilibrio di parte corrente”. Vendere
immobili per garantirlo comporta infatti un progressivo impoverimento
patrimoniale del Comune e l’aggravarsi di problemi strutturali qualora
l’ente non disponesse più di immobili.
Servono comunque nuove strategie,
agendo sul tessuto socio-economico di
Penne. Già, ma c’è una crisi che morde
assai. “Un’accelerazione importantesi legge nella relazione che su questo
punto si trasforma in un piano strategico- politico- potrebbe registrarsi
adottando opportuni strumenti urbanistici tali da consentire il rilancio
sia dei proventi da oneri concessori
che quelli di carattere tributario, la
concessione delle superfici per il fotovoltaico, eventuale implementazione
sul territorio comunale di impianti
che diano diritto a benefici economici. Occorre in ultimo attivare tutti gli
strumenti giuridici ai fini della riscossione dei crediti dell’ente previa una
ulteriore verifica degli stessi in sede
di rendiconto di gestione”. Sull’urbanistica però, denuncia De Bonis del Pd,
l’amministrazione è ferma. Intanto,
l’assessore al bilancio Valeria Di Luca, per quanto battagliera, preme per
incassare dall’Aca oltre un milione di
crediti. Una fatica enorme che sbatte
contro un muro di gomma quale quello dell’azienda consortile acquedottistica. L’amministrazione poi si dice sicura di recuperare i 300 mila euro del
ministero della Giustizia per le spese
di funzionamento degli uffici giudiziari. Ma bisognerebbe che forse capisse
meglio che in ballo c’è la salvezza dei
presidi di giustizia pennesi: una norma nazionale infatti taglia tutte le sedi distaccate operanti al di fuori dei
capoluoghi di provincia. Atri ad esempio ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente i suoi immobili per
mantenere in vita tribunale e giudice
di pace. Forse proprio quei 300 mila
euro, la Penne di oggi farebbe bene a
lasciarli stare.
16 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA
l’informazione è un valore primario
Gentili lettori,
Voi conoscete bene il valore dell’informazione e LACERBA, da
DICIASSETTE anni, Vi informa sulla politica, sull’attualità, sulla cultura e
sullo sport della zona Vestina.
LACERBA è un patrimonio prezioso di informazioni che va preservato
e aiutato nello svolgimento della sua attività.
Ed è per questo che Vi chiediamo di versare un contributo di 20 €
all’associazione culturale progetto domani che, in questo modo, Vi
riserverà presso un’edicola, a Vs scelta, il giornale LACERBA.
Inoltre, sarà sorteggiata una cena, per tre persone, a base di pesce
da consumarsi in un noto ristorante locale.
A
B
R
CE
A
L
Per qualsiasi informazioni telefonare ai seguenti numeri: 3939701736
o mandare una e-mail, con nome cognome e recapito telefonico, al seguente indirizzo
di posta elettronica: [email protected]
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LETTERA APERTA AL
SINDACO DEL COMUNE
DI PENNE E AL PD DI
PENNE
Risulta che il locale PD abbia inviato
una lettera al Sindaco di Penne per
proporre una riflessione in ordine
all’azione politica ed amministrativa
attuata dalla maggioranza e dallo stesso Sindaco Rocco D’Alfonso.
Tale riflessione, per poter essere proficua, dovrebbe prendere le mosse da
quella ben più seria in ordine all’accertamento della “identità” del Sindaco;
è ovvio che prima di ogni altra cosa
vada esattamente individuato l’interlocutore con il quale si intende confrontarsi o riflettere.
È una regola elementare!
Si è avuto modo di notare che molti
atti che provengono dal Sindaco risultano sottoscritti da “il Sindaco Prof.
Rocco D’Alfonso” cosicché il Sindaco
di Penne assume pubblicamente ed
ufficialmente di possedere il titolo accademico di “professore”.
Orbene, nel database del MIUR (Ministero dell’Istruzione Universitaria e
Ricerca) il Dott. Rocco D’Alfonso non
compare né quale professore associato né quale professore ordinario (di I
e di II fascia).
Presso l’UNIBO (Università di Bologna)
risulta il Dott. Rocco D’Alfonso quale
semplice “tutor didattico” che ovviamente è distante anni luce dal ruolo
di professore (anche a livello retributivo).
Insomma, sulla base di tali dati, sembrerebbe che il Sindaco di Penne non
abbia alcun valido titolo per fregiarsi
di quello accademico di professore.
Ovviamente, il condizionale è d’obbligo poiché potrebbe verificarsi il caso
in cui il Dott. D’Alfonso sia professore
emerito o straordinario o, addirittura,
docente presso qualche prestigiosa
Università straniera.
Dovrà essere lo stesso Dott. D’Alfonso
a chiarire tale aspetto anche se qualche dubbio in proposito appare più
che legittimo.
Ora, se in effetti dovesse risultare che
il Sindaco di Penne si attribuisce un
titolo accademico che non possiede,
è evidente che la riflessione che il PD
è chiamato a fare è ben più grave ed
urgente rispetto a temi troppo grandi
per chi non ha ancora la cognizione
piena del proprio interlocutore.
È una riflessione che investe appieno
la parte politica sostenitrice del Sindaco la quale dovrebbe continuare a
dare fiducia e sostegno ad un personaggio che eufemisticamente può definirsi davvero singolare.
Non si può nemmeno ipotizzare che
il primo cittadino di Penne, della gloriosa Penne, ricorra a simili espedienti per accreditarsi agli occhi, fin qui
chiusi, dei cittadini di Penne e delle
istituzioni.
La città di Penne ne uscirebbe mortificata e la sua credibilità nelle varie
sedi istituzionali sarebbe seriamente
compromessa; lo stesso PD, ove non
prendesse le distanze dal Sindaco, dovrebbe avallare e sostenere un Sindaco
sul quale ci sarebbe da discutere.
La circostanza che vede il primo cittadino autoattribuirsi un titolo accademico anche in atti ufficiali, al di là
degli aspetti di carattere giudiziario, è
piuttosto imbarazzante.
È una questione non solo d’immagine,
ma anche e soprattutto di sostanza.
Una persona che ostenta titoli accademici con la consapevolezza di non
possederli pone più di un dubbio sulla sua reale capacità di governare una
complessa macchina amministrativa
come quella di Penne che vive momenti difficilissimi e per la quale occorrono polso, capacità, competenza e
un serio curriculum lavorativo.
A questo punto, pertanto, sia il Sindaco che il PD dovranno fornire un urgente chiarimento pubblico in ordine
alla identità professionale del Sindaco
di Penne; chiarimento da avvenire in
forma ufficiale e cioè “carte alla mano”.
Si auspica che il Sindaco possa dimostrare che in effetti assume la qualifica
di professore avendone tutti i requisiti
di legge.
www.lacerbaonline.it
17
18 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Taglia e cuci alla francese: zero
soldi al territorio
La nuova Brioni è sorda. Pesci è il novello Umberto Angeloni
di Berardo Lupacchini
PENNE – Brioni ha chiuso i rubinetti. Il
nuovo board, tutto di fuori ormai, non
pare intenzionato a dare euro alla città
che le ha dato i natali e che la ospita.
Ne soffrono tutti: dal Penne calcio al
premio di letteratura “Città di Penne”. A
proposito della rassegna culturale internazionale: già l’anno scorso fu solo grazie all’intercessione di Antonio Bianchini
che Igino Creati ebbe qualche aiuto: Pesci
infatti si era opposto. Un altro problema
per il sindaco Rocco D’Alfonso, che di soldi non ne ha proprio. Penne cioè non ha
più santi in paradiso. Non può usare più
la cassaforte aziendale che tanti benefici
( e voti) ha prodotto nel tessuto socioculturale vestino. Ma erano i decenni di
Lucio Marcotullio e quelli della gestione
di famiglia. Quella odierna è l’altra faccia
della crisi pennese. L’uscita di scena del
pennese Antonio Bianchini ha portato e
sta portando alla ribalta nuovi capi: da
Pesci, a Vittorio Quattrone, direttore dello
stabilimento pennese, a Chevalier, a Luca
Trabucco, direttore amministrativo e procuratore speciale sulla finanza, a Massimo Legnini, altro procuratore speciale su
import ed export. Una Brioni perciò che
non parla più il pennese dopo l’acquisto
operato a novembre scorso e formalizzato dall’Antitrust a gennaio del marchio di alta moda. Che potrà produrre e
commercializzare anche gli occhiali, dopo
aver ampliato il proprio oggetto sociale.
Eppure nel consiglio di amministrazione,
insediatosi all’inizio di quest’anno, Brioni
spa conterebbe ancora un paio di amici
di Penne. Come ad esempio l’avvocato
romano Ettore Perrone, genero di Gaetano Savini, co-fondatore della sartoria con
il pennese Nazareno Fonticoli e papà di
quell’Andrea che lasciò la carica di amministratore delegato nel luglio 2010, appena un anno dopo averla ricevuta: non
se n’è mai saputo il perché. Ora lavora
con la Ferrari, mentre il padre a Penne fu
per molti anni sostenitore dell’Hotel dei
Vestini, prima che lo facessero fallire i Di
Campli e i Falone. Oltre a Perrone, ecco
Antonella Di Simone, figlia di Anna Maria
Fonticoli (e nipote di Nazareno), cognata
dell’ex amministratore delegato Umberto
Angeloni: uno che del territorio pennese
poco si curava. La De Simone siede nel
consiglio d’amministrazione insieme con
la terna francese (Alexis Basseau presidente, Robert Palus e lo stesso monsieur
Pinault) e i due avvocati d’affari: l’anzia-
do straordinario di 60,5 milioni di euro, e
dunque con tassazione di favore, grazie
alla Fashion Private Equity, un soggetto
Brioni costituito nel giugno del 2007 (sede sociale in Rue Mathias Hardt 8-10, con
amministratore unico Marc Elvinger). Con
una particolarità: il dividendo straordinario non proveniva da utili, ma da un
mutuo accollato ai bilanci di Brioni, appesantiti fra il 2006 ed il 2007 anche per
l’acquisto delle azioni di Angeloni e della
consorte, di quelle di Marcotullio e dai 25
milioni spesi per comprare l’immobile milanese in via Gesù rilevando la società Ardora srl. A dicembre 2008 sparì la Fashion
Private Equity perché rimpatriò in Italia
dove prese il nome di Brioni group spa,
poi trasformato di nuovo in Brioni Roman
Style spa. Nel 2010 la capogruppo è diventata Brioni spa che due anni fa ha dato
vita alla Roman Style spa, la quale ha in
carico il ramo produttivo e 1.338 dipendenti. Un tourbillon di movimenti controllato dalla Guardia di Finanza che dal 2005
al 2008 ha verificato i conti del gruppo
Brioni. Alla fine i rilievi contestati hanno
portato a 180 mila euro di sanzioni.
Ecco chi comanda
no ed espertissimo Sergio Erede (condannato a un anno e mezzo per la bancarotta
semplice causa il crac di Parmalat Finanziaria, pena sospesa ed appellata) ed Andrea Marchetti, che seguì gli azionisti di
Brioni nella compravendita con la Ppr di
Pinault. Grazie alla quale sono piovuti (e
pioveranno) oltre 200 milioni di euro per
gli ex azionisti di Brioni. Si aggiungono
a quelli intascati nel 2008, quando Pesci
era solo direttore commerciale. Oggi lui è
l’amministratore delegato confermato dai
francesi ed è il presidente della Roman
Style spa. Quattro anni fa infatti i soci di
Brioni incassarono nel paradiso fiscale del
Granducato del Lussemburgo un dividen-
Brioni SpA:
Francesco
Pesci
(Amministratore
Delegato), Ettore Perrone, Antonella
De Simone, Sergio Erede, Andrea
Marchetti, Alexis Babeau (Presidente
CDA), Robert Palus e F. Henry Pinault.
Collegio Sindacale:
Renzo Maragotto (Presidente), Sergio
Pennuto, Andrea Russo, Flaviano
Moscarini e Vincenzo Donnamaria.
Roman Style SpA:
Francesco Pesci (Presidente), Luca
Trabucco e Mehdi Benabadji.
Collegio Sindacale:
Andrea Ramon Sapienza (Presidente),
Amerigo Di Bartolomeo e Gianluca De
Marinis componenti.
Supplenti: Tommaso Manella e Daniela
Delle Fave.
sport
nazionale
Apri un circolo ricreativo a soli 300 €
( affiliazione + 100 tessere )
da 100 tessere in poi il costo è di 1,50 cadauno
inoltre nel prezzo ti consegniamo:
- nulla osta somministrazione alimenti;
- nulla osta somministrazione alcolici e superalcolici;
- nulla osta giochi leciti di carte;
- nulla osta biliardo e biliardini;
- nulla osta giochi elettronici;
- nulla osta feste e spettacoli;
- nulla osta turismo sociale.
Tutela legale fino a 10000 €.
RCT fino a 1.500.000 € (responsabilità civile
per danni verso terzi, compresi i danni verso la proprietà dei fabbricati e
i danni postumi da somministrazione).
RCO fino a 1.500.000 € (responsabilità civile per danni verso
collaboratori, anche per i dipendenti INAIL)
Per qualsiasi informazione tel. 3939701736.
20 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
21
Senso di Appartenenza
“Senso di appartenenza ” è il titolo che l’autore, Mauro Soccio, ha dato al libro
edito da “Gianluca Buccella”. Il 19 febbraio scorso presso il Castello Chiola, dentro
davanti ad una sala gremita, Franco Farias giornalista RAI con pedigrì loretese, ha
moderato la presentazione lodando il lavoro di Soccio.
La presentazione è stata accompagnata da un brano,
tratto dal libro stesso, letto
da Jennifer Di Vincenzo, da
un video e dall’interpretazione della poesia di Giorgio
Gaber letta con patos e con
la giusta interpretazione da
Fausto Roncone. “ Non un libro sui generi – dice nel suo
intervento Mauro Soccio - è
qualcosa di più. Il libro è il
racconto della società loretese nei primi anni del Duemila.
E’ una summa di tutte le nostre attività sociali e culturali. E’ un romanzo ovvero
un’enciclopedia del costume
loretese.
E’ un chek-up della nostra
comunità, un vademecum
prezioso per tutti e soprattutto per chi è preposto alla
guida amministrativa della
cittadina. L’anima della cittadina in un ritratto lungo
sette mesi di manifestazioni che poi nel loro insieme
hanno costituito l’evento
dell’anno, il Trecentenario di san Zopito: questo
è il libro che ricorderà per
sempre ciò che è riuscito a
realizzare la cittadina in un
momento sociale ed economico molto critico.
Ma sarebbe stato ingiusto,
e questo è il rischio che si
è corso, buttarsi alle spalle
il 2011 senza prima averne
tratto almeno un prezioso
insegnamento: quando viene stimolata nei suoi valori
autentici Loreto c’è, sa rispondere con convinzione e
generosità. Questo ho capito
nel curare la redazione del
libro e perciò il titolo non
suoni come un’esagerazione
bensì una precisa constatazione. Forse qualcuno si sarebbe immaginato un libro
diverso, soprattutto accostando il nome del suo curatore alla sua produzione
editoriale nell’ambito regionale: le immagini sarebbero
state protagoniste assolute.
Non è il caso di questo libro,
o meglio non è esattamente
così, per il semplice motivo
che la tipologia narrante
degli avvenimenti imponeva una scelta editoriale ben
precisa: immagini (tante)
a corredo dei testi per una
immediata documentazione
ma essenzialmente spiegare dettagliatamente ciò che
è avvenuto anche dietro le
quinte ovvero nella preparazione e poi nella fruizione
degli avvenimenti nel nostro
territorio nella particolare
occasione. Dare voce, finalmente, a tutti coloro che
si sono impegnati in prima
persona per contribuire
spassionatamente alla riu-
scita dei festeggiamenti.
Di solito vivono nell’ombra questi City
Angel dell’animazione sociale, o meglio, ogni tanto fanno capolino soprattutto nel carniere dei fotografi caccia-
tori di feste, ma mai che siano ricordati
per sempre.
Li abbiamo stanati uno ad uno e portati
sotto la luce dei riflettori.
E’ il grande merito del libro, quello di
di CIRONE LILIANA
aver dato la possibilità a tutti di essere
protagonisti e di essere ricordati come
tali, parti integranti della storia locale.
C’è il popolo di Loreto nel volume oltre ai tanti che hanno scritto, ai tanti
che hanno fotografato ed ai tanti ad
essere stati fotografati. Personalmente,
da novello pensionato, ho prestato la
mia opera nel più completo spirito di
volontariato, nulla chiedendo in cambio, se non la totale autonomia nella
sua redazione . Stiamo semplicemente
dando un esempio, cari signori, di come ci si può opporre all’espansione di
un’antica “malattia” di natura sociale e
politica che attanaglia Loreto da tempo, quel “Guelfo-ghibellinismo” cronico
che impedisce alla cittadina di alzare lo
sguardo verso orizzonti più ampi. Questo virus anti-progresso, di vero stampo
medioevale è la causa principale di ogni
disagio sociale.
E se non lo combattiamo quotidianamente, la nostra Loreto, la nostra identità, verranno spazzate via lentamente
ma inesorabilmente. Saremo tutti figli
di nessuno ”.
C.da Conaprato, 32 - 65017 PENNE (PE)
Tel.Uff. 0858279818 - Tel.Ab. 0858270385 - Cell. 3398253250
www.mobilicirone.com
TRASLOCHI
22 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
L’ARTE AUTENTICA DI GABRIELE
di Jennifer Di Vincenzo
Non passa mai inosservato, c’è qualcosa
in lui che colpisce, che attrae. Non è la
semplice bellezza, l’altrettanto semplice
simpatia, la più elaborata ironia o la sensibilità. E’ un intreccio perfetto di queste
qualità che colpiscono chi ha la fortuna di
conoscere Gabriele D’Amico, giovane ragazzo loretese. E le sue qualità non colpiscono solo i suoi amici o chi viene rallegrato quotidianamente dalla sua travolgente
simpatia, hanno colpito molto più profondamente anche il regista Marco Risi. Gabriele ha un sogno, quello di fare l’attore,
e ogni giorno coltiva questa sua passione,
non sui libri, non dietro a corsi di dizione, non dietro estenuanti file per provini
al GF, la coltiva semplicemente dilettando
i suoi amici, i suoi conoscenti, regalando
sorrisi a chiunque entri in contatto con lui,
essendo se stesso. Non è semplice spiegare
in cosa consistono le sue doti artistiche,
perché non sono mai scontate. Parlando
con Gabriele non si riesce mai a capire fino
in fondo se stia facendo sul serio o meno.
Per molto tempo ha fatto il barista ai Parioli, ed è in questo contesto che il regista
Marco Risi inizia ad innamorarsi di questo
suo sorriso malinconico, della sua attitudine nel servirgli il caffè, ogni giorno in un
modo diverso. Mi raggiunge in redazione,
è preoccupato che troppi articoli su di lui
possano farlo passare per un presuntuoso,
è umile in una maniera inverosimile. Insisto per avere questa intervista e lo convinco.
Gabriele perché questa tua passione per
la recitazione?
Perché se si ha la fortuna di poter fare
l’attore si ha la fortuna di poter rimanere
bambino per tutta la vita. Quando ero piccolo la mia prima passione è stata quella
per il canto, mi sono sempre sentito a mio
agio in situazioni in cui ero protagonista,
essere sotto i riflettori, avere vestiti più
sgargianti di quelli degli altri. Ti senti un
po’ diverso in questo.
Qual è stata la tu prima esperienza recitativa?
La mia prima esperienza è stata con Guido Chiesa in “ Quo vadis baby” , prodotto
da Gabiele Salvatores, una serie che hanno
mandato in onda su Sky dove interpretavo
la parte di un barista che lavorava in un
bar dove si svolgeva un atto di violenza.
E’ stato mandato in onda anche su Italia uno, ma in seconda serata.
Raccontaci dell’incontro con il regista
Marco Risi.
Quando mi sono trasferito a Roma ero lì
con tanti sogni, uno dei quali era appunto fare l’attore. Ho trovato subito lavoro
come barista nel quartiere Parioli. Questo
mi consentiva di guadagnare e al contem-
po di incontrare grandi artisti come Sergio
avevo preparato il caffè, avevo scherzato
Castellitto, Alba Parietti, Nino Benvenuti.
con lui, gli avevo fatto le mie battute, sen-
Avevo più volte parlato con Marco Risi, gli
za sapere chi fosse.
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Io sono nato con i film di Marco Risi come “Mary per sempre” , “ Soldati”, “ Il Branco”,
“La mano de Dios” ma anche
molti altri. Io non sapevo chi
fosse perché il regista non è come l’attore, è dietro la macchina. Dal momento in cui sono
venuto a conoscenza della sua
identità lui per me è diventato
“ Sua Santità”. Lui ha sempre
visto in me un ragazzo nostalgico, un po’ come Totò, che dava tutto se stesso per rincuorare gli altri. Io amo far sorridere
gli altri, vedere che sono felici
per qualcosa che ho appena
detto.
Ogni giorno io cercavo di conquistarlo in qualche modo. Mi
inginocchiavo
chiamandolo
Santità, gli ho persino dedicato
una canzone. Per me era ed è
un idolo, in me era forte il desiderio di averlo amico, questa
cosa mi onorava. Un giorno mi
disse che nel suo prossimo lavoro ci sarebbe stata una parte
per me.
Ed è stata qui la mia fortuna. Di
aver incontrato la persona importante che mi ha fatto una
promessa importante che poi
ha mantenuto. Non è da tutti.
Mi chiese di iniziare a muovermi per imparare il cha cha cha
. Ho fatto dei corsi per riuscire
in questo, che si tenevano nei
week end, il tutto sovvenzionato dalla produzione.
Parlaci un po’ del personaggio
che interpreti:
Io sono un ragazzo triste e allo stesso tempo un po’ fuori di
testa. Sono un barista, sposato
con una donna che mi tradisce
continuamente e per risollevarmi un po’ il morale mi iscrivo a delle gare di cha cha cha.
Sono amico di Corso, alias Luca
Argentero, l’unico vero amico
con il quale si instaura un feeling, che è il protagonista del
film, un ex poliziotto. Il film è
un thriller poliziesco.
Gabriele per questo film hai
studiato, fatto corsi di dizione?
Assolutamente no. In questo
è stato bravissimo Marco Risi
che mi prendeva da parte e mi
incoraggiava a tirare fuori una
parte di me, cercando ovviamente di utilizzare un italiano
standard, ma senza esagerare.
A lui interessava che io mantenessi la tonalità di ragazzo un
po’ angosciato.
www.lacerbaonline.it
23
Mi diceva di essere il più possibile me stesso.
Quando uscirà nelle sale questo film?
La prima ci sarà a Settembre.
Per l’uscita nelle sale si attende il responso della critica e
della stampa anche se molto
probabilmente sarà proiettato
durante le festività natalizie
Qualche
aspetto
inedito.
Com’è vivere sul set?
E’ molto bello. Tutti i costumisti, le truccatrici, le parrucchiere hanno attenzioni per te e si
preoccupano del tuo benessere. Sono molto gentili, cercano
di metterti a tuo agio sempre.
Erano convinti che fossi un attore di lunga data perché vedevano la gentilezza che il regista
Marco Risi riservava per me.
le, se tu non fossi stato quello
che sei, Marco Risi avrebbe apprezzato il tuo buon caffè ma
poi sarebbe finita lì.
Ogni volta che lui entrava
per prendere il suo caffè io ci
mettevo il mio humor, ogni
mattina cercavo di inventarmi qualcosa di nuovo per farlo sorridere. Per me era una
missione questa, farlo sorridere, dire qualcosa che lo rallegrasse. Mi sento di ringraziarlo
profondamente perché mi ha
consegnato una nuova vita,
che magari finirà da qui a poco
ma per un periodo mi è stato
concesso di vivere questa esperienza, di assaporare questo
mondo che tanto sognavo, di
provare a farcela.
Sappiamo che c’è anche un al-
arma vincente. Sono protagonista di questo spot e anche
del secondo spot in cui sono
insieme a due ragazze molto
belle e brave, anche loro attrici
nel film di Marco Risi. Siamo
piaciuti molto al produttore
esecutivo che ha apprezzato la
nostra puntualità e serietà.
Quando mi hanno comunicato
che ero stato scelto tra i tanti
aspiranti non ci credevo.
Questa pubblicità andrà in onda dal 20 Aprile in poi su rete
nazionale. Grazie a Marco Risi
e alla possibilità che mi ha dato sono stato subito coinvolto
in questo altro progetto, una
sorta di effetto a catena.
Come vedi il tuo futuro?
Non amo fare progetti lunghi,
Infatti mi trattava sul set come
fossi un figlio, e mi ha anche
regalato una scena che non era
prevista.
Grazie. Hai la possibilità
di usare questa parola. Per
chi?
Il mio primo grazie è per Marco Risi che mi ha dato la possibilità di fare quello che per me
era un sogno. Il secondo grazie
lo dico a me stesso perché non
ho mai smesso di sognare, e
non è facile.
E’ un sogno inarrivabile per
molti, quindi le persone che mi
circondavano non hanno mai
creduto che realmente potessi
farcela. Davvero uno su mille
ce la fa. Grazie alla costanza e
alla determinazione che non
mi hanno abbandonato mai.
Molto probabilmente Gabrie-
tro progetto, che questa volta
però ti vede protagonista.
Sul set di questo film sono stato notato per la somiglianza
con un Re che è l’immagine
pubblicitaria di un noto caffè.
Sono stato invitato al casting.
Mi sono presentato, sono piaciuto ai clienti e sono stato
subito scelto come nuovo testimonial.
Eravamo una ventina di uomini e una quarantina di donne.
C’erano persone molto preparate, ma loro sono stati colpiti dalla mia somiglianza fisica
con il Re e dal fatto che sono
un barman.
Mi hanno fatto mettere di profilo e molto probabilmente il
mio naso, quello che per consuetudine verrebbe considerato un difetto, è stata la mia
mi piacciono le sorprese.
Grazie a se stesso, alla sua capacità di entrare nel cuore
delle persone per Gabriele si
è aperta una porta, di quelle
grandi, ma che lui con umiltà
tiene molto a ridimensionare.
La sua autenticità vera e genuina è stata in grado di colpire
un grande regista.
Gabriele non ha dovuto fare
ritocchi per i suoi difetti fisici,
per lui sono stati il cavallo di
battaglia, non ha dovuto fare
nessuna forzatura su se stesso,
non si è sforzato di mostrarsi
per quello che non è, è semplicemente stato se stesso. Lui
la chiama fortuna. Noi lo chiamiamo talento.
In bocca al lupo Gabriele…davvero col cuore!
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
25
Rubrica a cura del Dott. Ivan D’Attilio
Finanza agevolata
Marzo 2012
Questa Primavera buone notizie arrivano dal fronte della finanza agevolata
regionale. In particolare sono state attivate sul territorio Abruzzese una
serie di misure e di incentivi rivolti alle piccole e medie imprese, sottoforma di
finanziamento a fondo perduto.
LA CRESCITA E’ DONNA. Il bando attivato consiste nell’erogazione di incentivi alle imprese ovvero alle persone, finalizzate ad
incrementare le opportunità di occupazione delle donne residenti
in Abruzzo anche attraverso strumenti di conciliazione e di pari
opportunità per l’accesso al lavoro. L’aspetto più interessante è la
previsione di incentivi a fondo perduto alle donne per la creazione di nuove imprese ed a copertura totale (100%) delle spese da
sostenere o già sostenute per l’investimento previsto nel piano
(limite massimo 25.000,00 €). Sono finanziabili progetti imprenditoriali appartenenti a qualsivoglia settore di attività, ed i costi
ammissibili ricomprendono: Costi strettamente attinenti l’avvio
dell’iniziativa imprenditoriale (ad es. costituzione della società, redazione del piano di fattibilità, etc.); Costi relativi agli investimenti (ad es. Allacciamenti, impianti, macchinari, attrezzature, licenze
brevetti, software, ristrutturazione ed adeguamento dei locali,
etc.); Costi relativi alle spese di gestione del 1° anno di attività (ad
es. materie di consumo, semilavorati, utenze e canoni di locazione
dell’immobile, oneri finanziari, polizza fideiussoria, etc.).
LAVORARE IN ABRUZZO 2. I finanziamenti a fondo perduto sono concessi per incentivare l’assunzione a favore delle seguenti
categorie di destinatari: lavoratori svantaggiati; lavoratori molto
svantaggiati; lavoratori disabili.
Tali lavoratori devono essere assunti con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (anche a tempo parziale,
purché non inferiore a ventiquattro ore settimanali). È prevista
l’ammissibilità anche delle trasformazioni di rapporti di lavoro
flessibili in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato
e dell’incremento delle ore di lavoro, per i lavoratori già assunti
part-time a tempo indeterminato. Il bando attivato prevede quali
beneficiari dei contributi tutti i datori di lavoro/imprese con sede
legale e/o un’unità operativa ubicata sul territorio della Regione
Abruzzo e ricadenti nei comuni ricompresi nelle cd. “Aree di crisi”.
L’intensità massima del contributo è di 10.000,00 € a lavoratore,
da riparametrare a seconda della tipologia di lavoratore ed a seconda del contratto di lavoro posto in essere.
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Sono ancora disponibili le serigrafie
numerate dell'opera
realizzata da Pino Procopio
in edizione limitata
E il liceo sbanca in tv
PENNE - Il liceo “Luca da Penne-Mario dei Fiori” vince
e convince nella puntata di “Per un pugno di libri”,
il programma della domenica di Rai3 dove si respira
cultura nella sfida a colpi di citazioni ed autori di
testi fra scolaresche.
Chi volesse acquistarne una copia può
contattarci a [email protected] o
ai numeri 3397585454 oppure 3939701736
Quella vestina si è imposta su quella romana dell’istituto superiore
“Maria Montessori” accumulando
ben 48 punti nelle varie prove: un
punteggio piuttosto alto che potrebbe proiettare la V classe della
sezione A del liceo pennese alla fase
finale della trasmissione condotta
da Piero Dorfles e Veronica Pivetti.
La quinta pennese, in cui spiccano
quattro scacchiste giunte alle fasi nazionali, è stata accompagnata
dalla professoressa di lettere Simona Castiglione.
I ragazzi hanno dato dimostrazione di solidità vincendo lo scontro
diretto con gli antagonisti capitolini in ciascuno dei sei test proposti, brillando soprattutto in quello
di “Fuori gli autori”. La quinta A
comunque ha gareggiato dovendo leggere e prepararsi sul libro
“La morte della Pizia” di Friedrich
Durrenmatt. Una pizia, ovvero la
sacerdotessa del mondo greco che
pronunciava gli oracoli in nome
di Apollo nel santuario di Delphi,
costretta a lavorare per finanziare
la ristrutturazione del tempio, ma
piuttosto dispettosa al punto di in-
ventare per un inesperto e giovane
Edipo la più assurda delle profezie:
ucciderà suo padre e andrà a letto
con la madre. Tutto si avvererà: una
riflessione sul senso della verità
”E’ un’esperienza positiva - commenta la professoressa Castiglione,
coordinatrice del dipartimento letterario ed artistico- Magari si potesse studiare così più spesso. Comunque mettersi in gioco, per loro e per
me, è stato molto importante”.
Per l’istituto statale d’istruzione superiore pennese, nato il primo settembre dalla fusione del liceo con
l’istituto d’Arte “Mario dei Fiori”,
non era la prima volta a “Per un
pugno di libri”: vi fu ospite tre anni
fa. La scuola, diretta dal professor
Paolo Andrea Buzzelli, vive una dimensione nuova dopo l’accorpamento da cui derivano più indirizzi: classico, artistico, delle scienze
umane e scientifico. Una realtà fatta di varie strutture, alcune ancora
danneggiate dal sisma del 2009, ma
che soprattutto può contare su una
biblioteca arricchita da ben 15 mila
testi.
www.lacerbaonline.it
27
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
29
La cura per l’immortalità
(Da un racconto del mio nonno paterno, Giuseppe)
di Tonino Testa
Uno dei più grandi filosofi dell’umanità,
Aristotile, affermava:
“Tutti gli uomini
sono mortali e io
che sono un uomo, quindi sono mortale”. Dopo vari secoli un altro filosofo
tentò di contraddire (ma con scarso
successo) il filosofo greco sostenendo un’altra tesi: è probabile che tutti
gli uomini siano mortali, io sono un
uomo, quindi è probabile che io sia
mortale. Comunque il problema della
morte accomuna tutti gli uomini, ricchi e poveri, deboli e potenti, filosofi,
scienziati e uomini comuni; la morte non guarda in faccia a nessuno: è
spietata; l’uomo combatte la morte
pur sapendo che essa è invincibile ed
invisibile: è un’impari lotta persa sin
dall’inizio!Un ricchissimo signore, alcuni secoli fa, voleva risolvere a tutti
i costi questo angoscioso problema,
disposto a pagare qualsiasi somma di
danaro. Non voleva proprio morire:
lasciare tutte le sue ricchezze, rinunciare alla sua potenza e al suo secolare
castello, era motivo per lui di profonda angoscia. Un bel giorno chiamò il
più fedele dei suoi servi, Gervaso, e gli
disse:”Sella il cavallo, recati in tutti i
paesi vicini e conduci al castello tutti i
medici della zona, voglio un consulto”.
Gervaso ubbidì. Quando tutti i medici
furono dinanzi al ricco signore questi,
con tono autoritario e minaccioso,
parlò così:”Signori medici, qui alla mia
destra ho un sacco pieno d’oro e alla
mia sinistra una mannaia ben affilata;
se riuscirete a trovare un farmaco che
mi darà l’immortalità, tutto l’oro sarà vostro, altrimenti sarete decapitati,
non ci sarà via di scampo. Passarono
diversi mesi e il ricco signore apprese
che in un piccolo paese c’era un giovane medico laureato da poco e pensò che fosse più aggiornato degli altri
sui progressi della scienza. Ancora una
volta ordinò al servo di condurlo al castello. E così avvenne. Il signore rivolse
la stessa domanda, ponendo le stesse
condizioni al nuovo arrivato. Il giovane medico, che era a conoscenza della triste sorte toccata ai suoi colleghi,
non si perse di coraggio, anzi senza indugio disse:”Mio caro signore, mi meraviglia molto il fatto che i miei colleghi non abbiano dato risposta positiva
al vostro desiderio, la cura è semplice:
voi per vivere in eterno dovete mangiare un pollo al giorno. Solo così
avrete l’immortalità!”. Il signore fece
salti di gioia e subito aggiunse:”Non
potevate darmi rimedio migliore…pertanto, ecco…prendete…il sacco d’oro è
vostro”. “Ma scusate- aggiunse- il pollo
lo debbo mangiare al mattino, il giorno o la sera, tutto insieme oppure metà per volta?”. “L’essenziale è che mangiate un pollo al giorno, il modo e il
tempo non hanno importanza”, rispose il medico. Per molti anni il signore
godette di ottima salute e pensò di essersi ormai liberato dal pensiero della
morte. Un mattino, però, non riuscì
ad alzarsi dal letto, gli mancarono le
forze. Preoccupato, volle che il servo
gli riportasse al capezzale “quel giovane medico”, diventato ormai vecchio.
“Dottore- disse con voce fioca- le forze
mi mancano, non riesco a respirare…
ho la sensazione di morire…! Vi prego,
trovate un nuovo rimedio, al più presto”. “Ma caro signore, avete seguito
la mia cura?”. “Scrupolosamente-rispose-ho mangiato un pollo al giorno,
fino a ieri…”. “Questa mattina l’avete
mangiato?”. “Ho provato, ma non ci
riesco, non posso ingoiarlo…”. “Avete
interrotto dunque la mia cura…Mi dispiace…Allora, caro signore è la fine…”,
concluse il medico. Accomiatandosi,
Gervaso gli chiese:”Dottore, che sarà
del mio signore: vivrà?’”. “Caro Gervaso, di malattia non si muore, ma di
morte…sì!”.
In alto: Giulio Romano “Allegoria dell’immortalità”,
che molte iconografie hanno indicato come trasposizione in immagini del De Anima di Aristotele,
del De Immortalitate animae di Pomponazzi, della
Gigantomachia di Claudiano e delle Metamorfosi
di Ovidio
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Versa 10 € all’associazione Culturale
Progetto Domani
ed avrai una copia del libro
curato da Mauro Soccio
www.lacerbaonline.it
31
Laggiù qualcuno
non ci ama
di Fausto Bufarale
Conoscete la favola del pifferaio magico? Si che la conoscete. C’era un paese
invaso dai topi, il pifferaio li portò fuori, ma non fu pagato. E allora si vendicò nel peggiore dei modi, portò fuori
dal paese tutti i bambini ed il paese divenne triste. Oggi, miei cari lettori, vi
parlerò ancora di quel reparto sui monti dove nascono i bambini, magari mi
direte che gli anziani ripetono sempre
le stesse cose, ma sono sicuro ci divertiremo anche stavolta. I fatti risalgono
allo scorso periodo natalizio, quando,
tra muschio del presepe e deliziosi cacionetti, qualcuno a Pescara si dimenti-
pediatra. Eccolo qua, meglio se donna
perché ho delle bellissime amiche pediatre. A questo punto, se, come diceva
Braccobaldo, siamo tutti qui per vedere
Braccobaldo show, il parto si può fare a
Penne, perché spendere soldi e mettersi
a rischio trasporto per le future mamme ed i futuri inquilini del mondo? Poi
una cosa che non digerisco, come i peperoni fritti alla sera, é la seguente. Da
Pescara a Penne i sanitari fanno storie
a venire, non c’è la rianimazione neonatale, non ci sono le gomme termiche
all’automobile in inverno, non si trova
il ghiaccio per le emorroidi d’estate. Ma
cò che altrettanto deliziosi cacionetti e
cacionette erano in attesa a Penne per
uscire dalle pance delle mamme. C’erano da organizzare i turni di ferie e quale migliore risoluzione se non chiudere
il reparto di Penne per rinvigorire con
personale montano le meritate vacanze
natalizie dei pescaresi. Ma il coraggio,
all’ultimo momento venne meno. Nessuno si sentì di apporre il lucchetto al
reparto, forse perché, come le bollette,
prima o poi le elezioni arrivano. Allora
che si fa? Si mette l’ostetrica reperibile.
E solo per il parto precipitoso. Ma se il
parto é precipitoso può anche accadere
che il secondamento, o espulsione della
placenta, non sia altrettanto precipitoso, e siccome la placenta é una focaccina ripiena di sangue, bisogna portare
la signora in sala operatoria, cioè, detto
alla pennese, ci vò lu metiche. E quindi fu aggiunto il ginecologo reperibile.
Ma una volta nato il pargolo deve essere sano, paffuto, colorito, frignante e
scorreggiante, per cui che ci vuole? Il
quando c’era necessità di lavorare, ed il
sottoscritto, consentitemelo miei amati
lettori, se ne andò a fare le guardie mediche in Veneto, pur di avere un posto
di lavoro, e questo fa onore ai colleghi,
a Penne ci venivano anche a piedi, come
i pellegrini delle vie francigene, cantando salmi a Nostro Signore. A tutt’oggi il
reparto, fortunatamente, lavora a pieno
ritmo. Oltre ai valenti amici ginecologi e ginecologhe é arrivato un brillante chirurgo, e se, sfortunatamente una
ghiandola del Bartolini o un follicolo
fanno le bizze, non bisogna andare da
un paese pedemontano fino al mare. Il
titolo l’ho rubato e parafrasato. ”Lassù
qualcuno mi ama” é il film della vita del
pugile Rocky Graziano, interpretato dal
grande ed indimenticabile Paul Newman. Ecco, pennesi ed amici dei dintorni, noi, nel difendere l’esistenza del
reparto di Ostetricia a Penne, dobbiamo
essere rocciosi e decisi come Paul Newman nel film. Promesso?
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Genitori e Figli
Quelle letterine
per Gesù Bambino
L’Associazione “Mamme della Ringa“ è nata l’estate
scorsa attraverso le riflessioni di alcune mamme
che, forse un po’ nostalgiche o forse realisticamente,
hanno capito che il bene per i propri figli è dato
dall’insegnamento di principi semplici e realistici,
gli stessi che i propri genitori in passato hanno loro
trasmesso.
Il gioco comune, il rispetto delle regole, le corse in bicicletta, il gioco della
campana, nascondersi per non farsi
fare “tana“, divertono ed impegnano i
nostri bambini rendendo piacevole il
luogo in cui essi si trovano, riempendolo di risate e di voci infantili che a
chiunque fa tornare in mente la spensieratezza tipica del fanciullo. I nostri
progetti sono ispirati a fare emergere
la creatività, la fantasia e la sensibilità
nei nostri figli in un’epoca in cui tutto è appiattito da “nintendo“ & co,
dall’apparire e non dall’essere, dal bul-
lismo esaltato anche da chi dovrebbe
reprimerlo. Crediamo fermamente in
ciò che stiamo facendo e abbiamo già
sperimentato, attravreso le iniziative
del periodo natalizio, che questo modus operandi è positivo per noi ma soprattutto per i bambini che crescono
anche emotivamente. Una delle iniziative più recenti è quella chiamata “Una
letterina per Gesù Bambino“, da cui
abbiamo selezionato alcuni lavori tra
i tanti che i bambini ci hanno scritto.
Simonetta Palombaro
www.lacerbaonline.it
33
34 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA
l’informazione è un valore primario
Gentili lettori,
Voi conoscete bene il valore dell’informazione e LACERBA, da
DICIASSETTE anni, Vi informa sulla politica, sull’attualità, sulla cultura e
sullo sport della zona Vestina.
LACERBA è un patrimonio prezioso di informazioni che va preservato
e aiutato nello svolgimento della sua attività.
Ed è per questo che Vi chiediamo di versare un contributo di 20 €
all’associazione culturale progetto domani che, in questo modo, Vi
riserverà presso un’edicola, a Vs scelta, il giornale LACERBA.
Inoltre, sarà sorteggiata una cena, per tre persone, a base di pesce
da consumarsi in un noto ristorante locale.
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Lo scorso sabato 10 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Rene, presso
il Centro di Nefrologia e Dialisi del Presidio Ospedaliero “San Massimo” di Penne
è stata offerta la possibilità di sottoporsi gratuitamente a una visita specialistica.
L’iniziativa ha riscontrato
un buon successo, e delle
trentuno persone che hanno aderito ben ventuno
erano alla loro prima visita
presso il Centro.
Nel corso delle visite, della durata di circa quindici
minuti, è stata effettuata la
valutazione della funzione
renale attraverso il calcolo del filtrato glomerulare,
controllo della pressione
arteriosa, il controllo degli
esami di laboratorio portati
dai pazienti e, ove veniva riscontrata una malattia metabolica, valutazione dello
stato nutrizionale con esame bioimpedenziometrico.
“Il riscontro alla nostra ini-
ziativa è da ritenersi positivo, ha commentato il dottor
Mario Liani, direttore del
Centro, “segno che la consapevolezza sulla necessità
di effettuare una corretta
azione di prevenzione sta
crescendo tra i nostri concittadini; il fatto che su
trentuno visitati solo sei
fossero affetti da diabete
conferma questa accresciuta sensibilità”.
A seguito della diagnosi personalizzata, è stata prospettata in alcuni casi la possibilità di iniziare una terapia
basata sull’utilizzo del macchinario New Health 9000,
sperimentato proprio a
Penne negli ultimi anni.
TU
Tu principessa altera e dolce e bella e ancora bella, come
belle sono di Ribera le arance, non disperdere nell’isola
l’emozione che t’assalì un mattino di primavera, al tiepido raggio di sole, in quello spazio di libertà che milvio ci
regalò;
Per qualsiasi informazioni telefonare ai seguenti numeri: 3939701736
o mandare una e-mail, con nome cognome e recapito telefonico, al seguente indirizzo
di posta elettronica: [email protected]
35
UN RENE PIENO DI VITA
Tu, brivido perenne del mio animo, sii gentile al pensiero
dell’anima mia;
A
B
R
CE
A
L
www.lacerbaonline.it
Tu, come un glicine delicata, elegante come una sella di
pony, nello sguardo bruno, nella mente fiera e nel cuore
immenso conserva, in ogni istante, lo stupore settembrino che arrestò i respiri su quell’incredula mattonella
dove un amore, intenso sin dal primo istante, stellato
come una notte di buon consiglio, solenne come portico
d’antichi passi cittadini, ritrovò il suo sentiero. E su una
finissima sabbia, una musica lo cullò.
Tu, occhi scuri dal sorriso d’angelo, con calma levigata
come la tua pelle di luna, sogna la voce di Nazim: il più
bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello
dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri
giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei
dirti di più bello non te l’ho ancora detto.
IO
I benefici di tale cura sono
apparsi da subito evidenti,
tanto che già dopo una singola seduta di trenta minuti
si potevano riscontrare dei
miglioramenti commisurabili del metabolismo basale
e dell’irrorazione dei tessuti
periferici.
Al momento, la mancanza di strutture adeguate e
di un congruo numero di
macchinari fa sì che il New
Health 9000 possa essere
utilizzato solo nei pazienti
che hanno la prospettiva
di dover sottoporsi a intervento chirurgico. Solo in
futuro, qualora vi fosse un
potenziamento della capacità operativa del Centro di
Nefrologia, la nuova terapia potrebbe essere messa
in atto in un’ottica di prevenzione, a beneficio di una
platea molto più ampia.
Prosegue intanto l’attività
del dottor Liani, dei suoi
collaboratori e dell’intera
equipe volta a promuovere
la nuova tecnica: terminata
la fase di sperimentazione,
il prossimo passo sarà quello di sottoporre i dati raccolti a comitati scientifici
per poterli discutere e condividere, in modo da estendere progressivamente la
conoscenza e l’impiego del
macchinario a beneficio dei
pazienti diabetici.
di Alessio Turchi
36 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Gli afflitti
37
Il gruppo pennese c’è e si vede
di Francesco Di Giorgio
figli di genitori separati, all’isolamento degli anziani, allo
sfruttamento dei minori, allo
sbandieramento della prostituzione. Gesù, il figlio di Dio,
ci ha insegnato:”Amatevi gli
uni gli altri come io vi ho amato”. Questo comporta chiaramente l’obbligo di aiutare il
fratello in difficoltà, standogli
vicino, amandolo e pregando
per lui. Un giorno renderemo
conto a Dio del nostro operato ed Egli sarà ad ognuno secondo i meriti. A tutti coloro
che sono nella sofferenza, nel
dolore, nell’afflizione, Gesù
ha fatto una grande promessa:
“Beati gli afflitti perché saranno consolati!”. Non c’è cuore
umano senza dolore, e dunque
neppure il tuo. Ma non sciupare le tue lacrime: se le versi per
www.lacerbaonline.it
Alpini cioè italiani
Meditazioni di spiritualità
Da sempre il dolore ha accompagnato l’uomo. Quando poi
la sofferenza raggiunge l’acme,
diventa una costante e genera
afflizione. Ma le cause dell’afflizione possono essere tante.
Afflitti sono anche coloro che
non vengono riconosciuti nei
meriti; persone tradite nelle
loro speranze, soffocate nelle
loro possibilità. Nella società il cambiamento dei valori,
che vede sostituire all’amore,
all’amicizia, al rispetto reciproco, all’umiltà, la fama, la
ricchezza, il successo, il potere, ha portato e porta ad un
degrado. Spesso vige la legge
del tutto è lecito e a pagarne
le conseguenze sono i più deboli. Basti pensare agli omicidi,
all’aumento del numero dei
suicidi e dei tentati suicidi, ai
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
15 Ottobre 1872: il Re Vittoro Emanuele II firma il decreto che istituisce le prime compagnie di
truppe alpine. Ebbe così inizio la storia di un’Arma che si è conquistata onori e rispetto su tutti
i campi di battaglia del secolo appena trascorso, e che oggi, nel 150° anniversario dell’Unità,
rappresenta una delle Istituzioni maggiormente rappresentative della nostra Nazione.
Gli Alpini, protagonisti di alcune delle più toccanti epopee del Novecento, dal Carso alla tragedia
russa, hanno sempre dimostrato senso del dovere, spirito di corpo e una forte solidarietà fra
commilitoni, valori che accompagnano i membri del Corpo anche dopo il congedo.
terra diventeranno fango, se le
rivolgi al cielo, brillano come
perle al sole. Gli uomini non le
raccolgono perché ne ignorano
il valore. Ma c’è chi le conosce, chi le raccoglie se tu gliele
porgi e le conta a una a una e
LACERBAONLINE.IT
Naviga sul nostro sito: troverai notizie
in tempo reale e approfondimenti.
Partecipa ai sondaggi, commenta
le news, resta informato sull’area
vestina.
le semina per trarne frutto di
consolazione nelle aiuole eterne. “Tutte le pene di questa
vita sono nulla”-al dir di San
Paolo- in confronto della gloria
che ci spetta”.
L’esperienza durissima della Grande Guerra, unita a un ritorno alla normalità che
deluse gran parte delle aspettative di chi
aveva combattuto, portarono un gruppo di
reduci a costituire a Milano, l’8 luglio 1919,
l’Associazione Nazionale Alpini (ANA), allo
scopo di mantenere e rafforzare la fratellanza tra gli appartenenti al Corpo e perpetuare i valori in cui essi si riconoscevano.
sono i cosiddetti “aggregati”, vale a dire
persone che non hanno prestato il servizio
militare negli Alpini, a riprova dell’apertura del Corpo alla società civile. Dal punto di vista strutturale, l’ANA è articolata
in 113 Sezioni, di cui ottantuno in Italia e
trentadue all’estero, e 4359 Gruppi.
Anche a Penne è presente un Gruppo,
fondato nell’immediato dopoguerra con la
Avrebbero potuto aderire non solo coloro che avevano militato nel Corpo fino a
quel momento, ma anche quanti in futuro
avessero prestato il servizio militare nelle
truppe alpine: ciò fu stabilito per sottolineare l’impegno degli associati a portare
e tramandare i valori fondanti degli Alpini
alle nuove generazioni.
Accanto agli scopi storici dell’ANA, sempre
crescente importanza hanno avuto gli interventi di solidarietà, sia in occasione di
calamità come terremoti e alluvioni, sia a
favore di persone meno fortunate, tramite
raccolte fondi, collette alimentari e il lavoro volontario dei soci. Dal 1987 è attiva la
Protezione Civile dell’ANA, dotata anche di
un ospedale da campo, per meglio intervenire, in Italia e all’estero, in aiuto delle
popolazioni colpite da disastri naturali
Nel campo della solidarietà, e non c’era
da dubitarne, gli Alpini si sono distinti,
guadagnandosi riconoscimenti ufficiali e la
gratitudine di centinaia di migliaia di persone soccorse.
L’Associazione conobbe fin dai primi anni
di vita un notevole successo, e a oggi conta più di 381.000 soci, di cui oltre 75.000
collaborazione del colonnello degli Alpini,
in seguito Generale, Giacomo Lombardi, e
intitolato al sottotenente Tommaso Cutilli,
disperso in Russia.
Attualmente il Gruppo di Penne conta circa
130 soci, e si prodiga in numerose iniziative di volontariato. Ne abbiamo parlato con
il Segretario Tesoriere, Bruno Ricci, che ha
così descritto l’opera degli Alpini pennesi:
“Il nostro spirito non è quello di togliere
lavoro a coloro che lo fanno per mestiere,
ma di impegnarci per realizzare cose che
altrimenti non potrebbero essere fatte”
Tra le attività del Gruppo Alpini di Penne
da menzionare vi sono senz’altro la pulizia
della storica fontana dell’Acquaventina,
avvenuta anni or sono, la riverniciatura
dell’asilo di San Ciro e la ripulitura dell’orto dell’ex Orfanotrofio, seguendo il sacro
motto “ieri in guerra, oggi in pace, sempre
utili alla Patria”, dove la Patria, oltre ad
essere identificata nell’Italia da essi servita e amata, può essere trovata ovunque
qualcuno abbia bisogno di un aiuto concreto e schivo.
Vi è anche un momento in cui gli Alpini di
Penne coniugano convivialità e solidarietà,
e ciò avviene in occasione della tradizionale cena che ha luogo l’ultimo sabato di
ogni mese: oltre a ritrovarsi a tavola e a
cantare canzoni ormai entrate nella storia
patria, come la leggendaria “Era una notte
che pioveva”, Bruno Ricci, il Capogruppo
Antonio De Febis, il Vicecapogruppo Luciano Bifari e gli altri si impegnano per cause di volta in volta diverse; ad esempio,
nel corso della cena tenutasi il 28 gennaio
scorso, è stata promossa una raccolta fondi per contribuire all’acquisto del macchinario New Health 9000, rivoluzionario nella
cura del diabete, presso il reparto di Nefrologia e Dialisi di Penne, diretto dal dottor Mario Liani, che per primo ha creduto
nelle potenzialità del nuovo strumento .
La somma raccolta è stata consegnata direttamente al dottor Liani, per l’occasione
presente alla cena, il quale ha ringraziato
sentitamente gli Alpini pennesi per la sensibilità e la generosità dimostrate.
Tra le prossime iniziative del Gruppo Alpini
di Penne ci pare giusto segnalare il gemellaggio con i Gruppi di Leonessa, di Orsogna
e dell’Aquila, dal momento che la maggior
parte degli Alpini abruzzesi ha prestato il
servizio militare nel 9° Battaglione Alpini
“L’Aquila”, il cui motto è “D’aquila penne,
ugne di leonessa”, motto che fu coniato
dal D’Annunzio.
La cerimonia avrà luogo il 30 Giugno e l’1
Luglio 2012, e nell’occasione verrà posto
un cippo in via Battaglione Alpini L’Aquila.
Il soggetto della stele sarà determinato da
un concorso al quale parteciperanno gli
alunni dell’ormai ex Istituto Statale D’Arte
di Penne, ai quali, nel corso dii una conferenza pubblica tenutasi l’1 dicembre scorso, i soci del Gruppo Alpino di Penne hanno illustrato la storia e lo spirito del Corpo.
A 150 anni dall’Unità d’Italia, lo spirito che
consentì imprese eroiche, e di cui leggiamo in classici della letteratura , può essere ritrovato in molti nostri conoscenti, e
costituire un esempio per il nostro Paese
per rialzarsi con orgoglio ancora una volta.
di Alessio Turchi
38 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
39
NOVITA' EDITORIALE
1062, miracolo
a pescara
di Candido Greco
Riflettendo e pensando
di Virginia Bompensa
LORETO APRUTINO - Ci siamo ritrovati in uno dei nostri tanti pomeriggi invernali,
quando qui a Loreto fa scuro anche per giocare a Briscola, a pensare che ormai il
giornale, almeno quello cartaceo, non lo legge più nessuno. Tantomeno i ragazzi.
Ebbene si, con tutti i nostri
Iphone, Blackberry, Ipad e
robe simili noi non sappiamo
più leggere. Allora ci è venuta
l’idea di creare un pagina sul
nostro mensile locale rivolta
a tutta quella fazione di persone che proprio non lo aprono mai. Ci piacerebbe tanto
coinvolgervi in questa pagina,
per una volta vorremmo farvi
provare la gioia dello sfogliare
il giornale e sentire quel buon
profumo di stampa, la carta liscia sotto le dita, farvi provare
quelle emozioni che non possono dare ne’ gli “smarphone”, ne’ i “computer”. Questo
ci aiuterà a crescere con una
consapevolezza maggiore, ci
aiuterà a partecipare alla vita
cittadina. E allora costruiamo
noi a piccoli passi una nuova
Loreto, che non sia quella che
vive solo sotto il raccolto delle
olive ma anche in quel momento, che ci dia la possibilità di andare fieri delle nostre
origini e che ci faccia morire
dal ridere quando ci danno
dei “campagnoli”. Questo è
patriottismo, vita politica, cultura.
Se fosse un romanzo comincerebbe così: “…camminava
celere lungo una delle tante
vie del paesino, lasciava che
i capelli le frustassero il viso
come nei film anni cinquanta, con il suo vestito a pois e
le labbra tinte di rosso. A San
Pietro tirava sempre quell’arietta fredda, per questo si coprì la gola veloce, prima che il
venticello le rubasse la voce…”.
Abbiamo pensato che il modo
migliore per iniziare sia parlare della parte più antica della
nostra cara Loreto, quella che
ormai non ha più vita. Tant’è
che noi non l’apprezziamo
più. Sarà che per noi ormai
è anche monotona, abituale,
reiterata. Noi non ci gustiamo
più quel buon odore che proviene dalle finestre socchiuse
la domenica mattina, il sugo
che bolle da ore. La nuova generazione non conosce il vociare della folla che esce dalla
Chiesa di San Pietro quando
finisce la messa. O semplicemente le belle stradine che ormai sono malcurate, lasciandoci solo immaginare come
fossero in passato.
I turisti apprezzano tanto il
nostro paese, disegnato da
non so quale pennello, mentre noi lo denigriamo. Perché
non sappiamo valorizzarlo.
Le cose non le apprezziamo
fin quando non le perdiamo,
ed è questa la pura verità. È
scomodo da dire, lo sappiamo.
Ma noi in primis non ce ne
interessiamo, i nostri governi
non se ne importano, perché
tanto sta lì in silenzio e non
urla, no, il nostro centro storico se ne sta per fatti suoi senza
dar disturbo a nessuno.
Perché è facile ignorare le
persone anziane che devono
stare attente a dove mettere
i piedi per paura di cadere,
perché non ci interessa che
la pavimentazione sia nuova,
gl’edifici ristrutturati. E non
sarebbe bello camminare per
queste viuzze e vedere i mattoni puliti, i sampietrini a posto, i fiori alle finestre?
Noi sappiamo che le nostre
autorità, probabilmente, non
considereranno questo articolo. L’hanno scritto due ragazzi,
giovani. Ma invece vorremmo
che proprio perché questo appello viene dalla nuova generazione, quella stanca di non
vedere Loreto al meglio, arresa ad una realtà che è quella
del menefreghismo più totale,
a cambiare le cose. A renderle
migliori. La nostra storia, le
nostre origini, contano molto
perché stabiliscono quello che
saremo in futuro.
Convinti che sia importante urlare che a noi non ci sta
bene questa politica, che noi
a Loreto ci teniamo come alla nostra famiglia, vi lasciamo con la speranza e i buoni
propositi per l’anno nuovo. La
speranza è l’ultima a morire,
in fondo.
(foto Fortunato Di Rocco)
In concomitanza, quasi, con la Santa Pasqua 2012 le Edizioni Tabula Fati di Chieti hanno messo in vendita un volumetto snello
di 80 pagine del costo di euro 7.00, intitolato Sagra della Città
di Pescara, il cui autore è il novantenne poeta-scrittore Giuseppino Mincione, ben noto nel mondo della Cultura Italiana,
vanto del nostro Abruzzo. L'argomento è condensato nel sottotitolo Il miracolo del Crocifisso del 1062 in Aterno-Pescara ed
è svolto in forma drammatica “per vivacizzare la narrazione
storica” in lingua latina tramandata dal vescovo teatino Attone
I che fu “un attento cronista del miracolo” suddetto. I luoghi
interessati dalla narrazione sono la scomparsa Chiesa di Santa
Gerusalemme, già sinagoga degli Ebrei di Pescara; la Chiesa di
S. Salvatore, anch'essa scomparsa; il Castello di Sette a Mozzagrogna presso Atessa, ancora esistente, sebbene interamente
rifatto. Il miracolo, narrato in un antichissimo codice della
Cattedrale di Chieti, fu ripreso dall'Ughelli nel Tomo VI della
sua Italia Sacra (Roma 1659). Ma prima ancora lo ritroviamo nella sequenza di tredici strofe Salve,
sanguis Christi che era in un codice chietino del XII secolo e che l'Autore ha riportato nel suo testo drammatico, al quale il M.o Antonio Piovano ha aggiunto la sua musica. La Sequenza citata, il cui originale è in latino,
è riprodotta da Mincione in italiano, con la musica del Piovano. Il canto che apre e chiude l'opera teatrale “è
un commento – dice il Maestro - alla rappresentazione. La musica, giudicata commovente e assai suggestiva,
rispecchia il clima del Dramma Pasquale. Essa è affidata ad un coro all'unisono con un ritornello a due voci, il
tutto sorretto da un armonium”.
In foto: Copertina del libro di Giuseppino Mincione
MOZZAGROGNA (CH): Castello di Sette, residenza del Conte Trasmondo III
PESCARA: La Chiesa di Santa Gerusalemme ridotta ad Arco di Porta prima dell'abbattimento.
40 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
Polacchi unisce il
comune
Il vate del Risorgimento e l’unità d’Italia
di Candido Greco
A Penne Maggioranza ed Opposizione non sono d’accordo su niente. L’ho potuto
costatare nella seduta del Consiglio Comunale del 17.XI. 2011, presenti quindici
consiglieri su diciassette. Su un solo ordine del giorno si è votato concordi e
favorevolmente: la presa d’atto di quanto era stato fatto dalla passata e dalla
nuova Amministrazione Comunale sul 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
Non poteva succedere diversamente
in una Città che ha avuto tre martiri
nel 1814 ed otto nel 1837, morti per la
redenzione della Patria, e tanti galeotti – tra questi Clemente De Caesaris
- lasciati marcire per lunghi anni nelle
prigioni borboniche per sradicare in
loro gli ideali repubblicani che sono
oggi alla base della nostra società.
Tanto più necessaria la suddetta presa d’atto in quanto nelle celebrazioni
s’era agito senza poter lasciare traccia
documentaria sia per la fase subentrata delle elezioni e delle consegne,
sia per il posto vacante del segretario
comunale.
Dunque tutti d’accordo sulla nostra
Cultura e sulla nostra Storia, e nel
nome di un grande cittadino pennese, Luigi Polacchi, che per il suo canto
epico nazionale è il Vate del Risorgimento Italiano.
Se non avessimo messo nero su bianco, tutto quanto era stato fatto dalla
cittadinanza compatta (Chi può dimenticare il lunghissimo corteo ai
monumenti dei martiri della Villa S.
Francesco e di Via S. Spirito?) avrebbe
rischiato di cadere presto nell’oblio,
tanto più che la stampa pescarese non
solo ha ignorato abbondantemente le
manifestazioni pennesi e le pubblicazioni uscite da noi, ma in qualche caso
e in qualche rivista ha giocato di falso,
spacciandolo per verità, riconfermando in tempi di repubblica le bugie che
i monarchici dell’epoca erano costretti a divulgare per giustificare la loro
completa inazione nella liberazione
del Regno Meridionale.
Nella Delibera del 17 novembre c’è un
sunto di quanto è stato fatto in Città per il 150° Anniversario espresso in
questi termini nella Premessa alla Delibera
Premesso che in occasione delle Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, la precedente Amministrazione, a guida del Sindaco Donato Di
Marcoberardino, in collaborazione con
la Società Operaia di Mutuo Soccorso
“Diego Aliprandi De Sterlich” e, sotto
la supervisione dello Storico Prof. Candido Greco, aveva avviato l’organizzazione di una serie di manifestazioni,
sin dal novembre 2010 che si sono
concretizzate a) in una Conferenza sul
tema Clemente De Caesaris patriota
dell’Unità d’Italia (25.10.2010); b) in una
Conferenza sul tema Clemente De Caesaris e la sua Poesia Carceraria:Vita,
Opere e Lotta per l’Unità d’Italia e la
presentazione della Ballata di Ninetta
Delille, autore lo stesso Clemente De
Caesaris (18.12.2010); c) in una Conferenza del Prof. Candido Greco sul tema
Luigi Polacchi vate del Risorgimento
Italiano nel corso della quale l’Oratore
proponeva al Sindaco di fare omaggio
al Presidente della Repubblica di una
copia del Poema Nazionale degli Italiani ITALIDE di Luigi Polacchi (12.02.2011);
d) In una manifestazione popolare
(17.02.2011) concretizzatasi con Santa
Messa in suffragio dei Martiri Pennesi
del 1814 e del 1837; con la deposizione
di una Corona d’Alloro al Monumento
dei Martiri Pennesi del 1837 e alla Lapide dei Martiri del 1914; con un Concerto su musiche patriottiche eseguite
dalle Corali Pulsar, Monte Camicia e
gruppo del Liceo Scientifico Statale....
Nella sopra riportata Premessa è stato preso in considerazione il solo programma unificato del Comune e della Società Operaia, ma a dire il vero
il 150° Anniversario è stato celebrato
anche dalle associazioni culturali e
musicali con iniziative singole (Auser,
Corale Monte Camicia, Pulsar, Scuola
Musicale “Le Muse”, ecc.) e interventi
di relatori venuti anche da fuori, tra
i quali lo stesso prof. D’Alfonso, allora non ancora sindaco, proveniente
dall’Università di Bologna, il prof. Cosimo Savastano di Castel di Sangro, il
prof. Luigi Ponziani di Teramo.
La Delibera citata continua, precisando come la nuova Amministrazione
abbia concluso il programma iniziato
dalla precedente,
organizzando per il giorno 8 luglio
2011 una Cerimonia Ufficiale nel corso della quale il Comune di Penne, attraverso il Prefetto della Provincia di
Pescara Dr. Vincenzo D’Antuono, ha
fatto dono al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano:
- del poema del Risorgimento racchiuso in un Cofanetto con i Volumi Italide
(rilegati a cura del Comune di Penne
con dedica al Presidente della Repubblica) composto dal poeta Luigi Polacchi (parte della raccolta Opera Omnia
pubblicata sotto il nome di Organo,
voll. III, IV e V, rintracciata presso gli
Eredi Prof. Maria Antonia Polacchi e
Dott. Gerardo Polacchi – stampata tra
il 1965 ed il 1974/1975);
- di una Medaglia Commemorativa dei
Moti Repubblicani Pennesi del 1837....
coniata a cura della Società Operaia
di Mutuo Soccorso “Diego Aliprandi
De Sterlich”, disegnata dal Prof. Mario
Costantini e fusa dal Prof. Roberto Antonacci della Sezione Metalli del Liceo
Artistico di Penne.
Prima della votazione, che riscuote
l’approvazione unanime del Consiglio, il Sindaco sottolinea l’importante
omaggio che il Comune di Penne ha
fatto al Presidente della Repubblica,
ovvero il poema patriottico scritto dal
noto storico che è Luigi Polacchi e la
medaglia rievocativa dei moti del 1837,
oggetti che hanno alto valore storico
ed artistico. Tra l’altro, conclude il Sindaco - il Presidente della Repubblica
circa un mese fa ha ringraziato ufficialmente il Comune di Penne e questa circostanza è stata oggetto di una
recente comunicazione del nostro Presidente del Consiglio.
Bianchini, a nome di tutta l’Opposizione, annuncia la votazione favorevole. A titolo personale rivela che la
sua famiglia dopo la guerra ospitò la
famiglia di Luigi Polacchi, poeta del
quale bisogna riconoscere il gran valore, come è stato ricordato dal Sindaco,
anche se molti non ne hanno capito
l’importanza. Nonostante l’attenzione
portata su di lui in questi ultimi anni
– e qui il consigliere me ne fa merito citandomi – egli auspica che in futuro possano esserci altri incontri su
questo personaggio importantissimo
per Penne, che si ponga più enfasi sulla sua attività di storico e di poeta e
che l’Amministrazione sia più incisiva
nell’esprimere il suo interesse per lui.
www.lacerbaonline.it
41
da Antonio
e Claudia
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
43
LORETO APRUTINO (PE) - Via Cappuccini, sn
tel. 085 9152009
Carni
Confezionate
carta fedeltà
con vantaggi
esclusivi
Si ritirano
buoni pasto
Pane Caldo
anche la sera
Al vostro servizio
dal lunedì al sabato con
comodi orari compreso
il giovedì pomeriggio
Offerte valide dal 30 Marzo al 11 Aprile
Uovo latte
bimbo/bimba
PERNIGOTTI
Farina tipo OO
BARILLA
Colomba di Verona
senza canditi
BAULI
o Colomba
MOTTA
Solo con
g 150
kg 1
Solo con
kg 1
€
2,99
(al kg €19,93)
€
2,99
€
Olio extra vergine
CORICELLI
Caffè LAVAZZA
Qualità Rossa
l1
€
2,99
0,59
g 250 x 2
€
4,99
(al kg €9,98)
Parmigiano
Reggiano DOP
selezione
AMBROSI
€
da
c’è più
13,90
al kg
Quanto vale un Paul Klee
Paul Klee - http://www.artinthepicture.com
di Berardo Lupacchini
Quasi tutto il valore delle opere donate dal maestro Remo Brindisi. Al museo c’è un tesoro. Che
però pochi conoscono
PENNE – Forse i pennesi ignorano l’alto
valore artistico e commerciale dei quadri
esposti nel museo di Arte Moderna e Contemporanea, a due passi dal duomo, che
chi risiede a Penne può visitare gratuitamente così come gli altri musei cittadini
(apertura del MAMeC e dell’archeologico
G.B.Leopardi: dal martedì alla domenica
dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30;
il civico diocesano è chiuso perché danneggiato dal sisma e il sindaco ha parlato
di un eventuale trasferimento). Al MAMeC
vi sono opere di Remo Brindisi donate al
Comune come quelle del mecenate romano Enrico Galluppi: valgono poco meno di
un milione e mezzo di euro. Un dipinto in
particolare è stato stimato 120 mila euro.
Fa parte della pregiata collezione dell’intellettuale ed artista romano Enrico Galluppi che l’ha donata al Comune quand’era
sindaco Lucio Marcotullio di cui era grande
amico. La donazione Galluppi è stata valutata un milione 188 mila euro. Il suo pezzo
di maggior pregio, un olio su tavoletta, 51
per 26 cm. di dimensioni, è dello svizzerotedesco Paul Klee, morto nel 1940, esponente di punta dell’astrattismo. Con i suoi
120 mila euro, è il pezzo economicamente
più pregiato del patrimonio artistico ospitato dal museo. Di cui fanno parte, tra gli
altri, un interessante olio su carta di Joan
Mirò (80 mila euro), un olio su tela di Parigi, firmato da Maurice Iutrillo e Federico
Zandomeneghi, del valore di 65 mila euro.
E ancora: un “Ritratto di Enrico Galluppi”,
un olio su tela del 1943 realizzato da Mario
Mafai (40 mila euro) di cui sono ammirabili altri due lavori: una “Natura morta con
la tuba”, olio su legno 1931-’32 del valore di 30 mila euro e un “Bozzetto Ripetta
Lungotevere”, olio su legno compensato,
del 1926 stimato 35 mila euro. In esposizione permanente anche un doppio lavoro
di Michele Cascella, un Umberto boccioni
(50 mila euro), un olio di Filippo De Pisis
(35 mila euro), un Luigi Montanarini e un
Giacomo Balla. Per quanto riguarda le serigrafie e le opere del pittore Remo Brindisi, che studiò all’istituto d’Arte “Mario
dei Fiori” di Penne, vennero donate nel ’92
all’amministrazione comunale che ebbe in
regalo anche qualcosa di Fedele, il padre
di Remo, ebanista, al quale è intitolata
una strada privata. Valgono tutte insieme
178 mila euro. Spiccano tre opere, tutte
del 1991 (150 per 200), valutate 15.493 euro ciascuna e cioè: “Rianimazione”, “Meditazione” e “Frustrazione”. Altri lavori di
Brindisi sono stati regalati dalla famiglia
pennese di Biagio Di Fabrizio e Liliana Savini. La loro collezione privata, alimentata
grazie alla storica amicizia con il maestro,
morto nel 1996, arricchisce il museo in una
sala dedicata a Davide, il figlio che perse
la vita giovanissimo, nel ’94, in un incidente stradale. La donazione tocca quota
52.800 euro. “Venezia”, un olio su tela di
50 per 60, vale più di tutti i 24 pezzi donati: 6 mila euro. Gian Carlo Bojani e Rita
Rava sono i curatori del museo, diretto da
Laura Cutilli, ricavato al primo piano del
palazzo nobiliare Castiglione-De Leone il
cui valore stimato dall’ufficio tecnico comunale è di un milione e 283 mila euro:
acquistato a 223 mila euro, la ristrutturazione è costata un milione e 60 mila euro.
Cifre e descrizioni sono contenute nell’atto
di conferimento in uso per trent’anni, voluto dall’amministrazione D’Alfonso, alla
fondazione “Penne Musei ed Archivi onlus”. Al vertice del comitato scientifico, è
stato nominato il professor Francesco Paolo Di Teodoro, pennese di origine, docente
associato di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino. Del comitato fanno anche parte lo stesso Bojani, gli artisti Mario
Costantini e Salvatore Fornarola, Andrea
Pessina,sovrintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, e Antonio Quaranta,
professore di Scultura all’Accademia delle
Belle Arti di Roma. Il consiglio direttivo del
Musap invece è costituito di diritto dal sindaco di Penne ed è presieduto da Fernando Di Fabrizio, direttore della riserva regionale del lago di Penne. Ne sono consiglieri
anche Nicola Mattoscio, presidente della
fondazione PescarAbruzzo, Luigi Di Giosaffatte, direttore di Confindustria ed Antonio
Bianchini, manager. Rocco D’Alfonso, il primo cittadino, ha annunciato una grande
kermesse estiva sull’arazzeria pennese.
In mostra le più importanti opere firmate
da Fernando Di Nicola, scomparso qualche anno fa, e Nicola Tonelli, già docenti
dell’istituto d’Arte i quali diedero vita negli
anni ’60 ad una vera eccellenza artistica,
fondando quel laboratorio di arazzeria così
ben tanto conosciuto.
44 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
www.lacerbaonline.it
Campionato Regionale
KICK BOXING
Domenica 19 febbraio presso la Palestra Comunale di Rosciano (PE) si è svolto
il Campionato Regionale Kick Boxing Kombat League, organizzato dalla Società
Ivanko boxing Team di Pianella.
Tre Atleti della Vestina Karate Club di
Penne Settore Kick Boxing hanno gareggiato nella Specialità Kick Boxing
Light ed hanno conquistato risultati
lusinghieri:
Druca Valentin primo classificato categoria Kg 90;
Calista Nicolò secondo classificato ca-
tegoria Kg 65;
Fidanza Maurizio terzo classificato categoria Kg 75 (foto in allegato).
Considerato i notevoli successi riscontrati anche in termini di iscritti al Settore Kick Boxing, il Coordinatore della
Vestina Karate Club Emilio Ermano,
unitamente ai Collaboratori del Settore Kick Boxing Di Marcoberardino
Marco e Cirone Silvio prevedono l’organizzazione di una manifestazione
promozionale di Kick Boxing a Penne
periodo maggio – giugno.
Emilio Ermano Maestro e Cintura Nera 4° Dan di Kick Boxing spiega in sintesi la Kick Boxing uno sport affascinante che sempre più attrae i giovani
e con un incremento notevolissimo di
partecipanti soprattutto da parte di
ragazze.
La Kick Boxing è uno sport da com-
battimento che combina le tecniche di
calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato inglese. Esistono varie versioni
sportive per la kickboxing, ognuna caratterizzata da una serie di regole che
riguardano il combattimento e l’impostazione tecnica e tattica dei partecipanti: Semi-contact; Light-contact;
Full-contact.
Semi-contact “contatto limitato”, è
una formula della kickboxing che
prevede un combattimento non con-
tinuato a punti. Poiché il contatto deve essere necessariamente limitato o
controllato, richiede soprattutto doti
specifiche di rapidità, prontezza e velocità. I due atleti combattono su di
un tatami e si trovano uno di fronte
all’altro posti ad una certa distanza
mantenendo una posizione di guardia
laterale rispetto all’avversario. Il semicontact, facendo un paragone con altri
sport, potrebbe essere definito come
lo “scherma” della kickboxing.
Light-contact che letteralmente significa “contatto leggero”, ma è inteso
anche come “contatto controllato” ed
è una formula della kickboxing che
prevede un combattimento continuato a punti. Come nel semi-contact, il
contatto deve essere necessariamente
limitato o controllato, e privilegia soprattutto le doti specifiche di esecuzione tecnica e di pulizia dei colpi che
vanno eseguiti con scioltezza e velocità, privilegiando la tecnica alla forza.
Poiché nel light-contact non è previsto il K.O., la vittoria è perseguibile soltanto accumulando più punti dell’avversario e in caso di parità si va ad un
cosiddetto “extra-time”, cioè un terzo
round che è come se fosse il “tempo
supplementare” nelle partite di calcio.
Kick-light esiste infine una versione
del light-contact, definita Kick Lightcontact o Kick Light, che aggiunge alla
tradizionale formula del light-contact
la possibilità di colpire con i low kick,
cioè con i calci circolari bassi nella
parte interna o esterna del quadricipite: l’unico tipo di calcio che si può
eseguire al di sotto della cintura. La
differenza con il tradizionale lightcontact è che nella kick light le distanze si accorciano ulteriormente e
l’atleta necessita di una prontezza e
di una mobilità maggiore per evitare
i pericolosissimi calci portati sotto la
cintura e sferrati nella coscia.
Full-contact che significa “contatto
pieno”, è la formula più impegnativa
della kickboxing, e universalmente riconosciuta come la “formula principe”
di questo sport. Prevede un combattimento continuato e a pieno contatto
LUCA RICCI
Campione Regionale Kumite FIJLKAM
e infatti, a differenza del semi-contact e del light-contact, il contatto va portato
con forza e potenza, privilegiando, appunto, la forza e
l’incisività dei colpi, che tuttavia devono essere portati
in maniera pulita e precisa.
Il full-contact richiede una
preparazione decisamente
dura da parte dell’atleta,
il quale è chiamato ad affrontare un tipo di combattimento che stavolta
prevede il K.O. pertanto a
differenza del semi e del
light-contact, dove la vittoria è perseguibile esclusivamente accumulando più
punti dell’avversario, nel
full per prevalere sull’avversario è possibile provocargli
un danno talmente eccessivo (ad esempio un violento
colpo nel fegato) che provoca l’impossibilità da parte di questi di proseguire il
match.
Ennesimo titolo conquistato da Luca Ricci classe 1994. L’Atleta
della Vestina Karate Club sabato 17 marzo si è laureato Campione Regionale di Kumite Kg. 70 classe Juniores al Campionato
Regionale Karate specialità Kumite svoltosi a Lettomanoppello e
organizzato dal Comitato Regionale Abruzzo FIJLKAM (unica federazione ufficiale con potere giuridico e membro delle federazioni
del CONI per il Judo, la Lotta, il Karate, il Ju Jitsu e il Metodo
Globale Autodifesa).
Luca si è anche qualificato per il Campionato Italiano Juniores che
si svolgerà il 21 e 22 aprile ad Ostia.
Il Presidente della Vestina Karate Club Rossana Ergotino così commenta: siamo veramente soddisfatti dei risultati dei nostri iscritti, il nostro vivaio è formato da tanti ragazzi e ragazze seri sia in
palestra durante gli allenamenti che fuori. Comportamenti che
rafforzano la nostra convinzione che attraverso gli insegnamenti
di queste discipline che vedono nello studio l’apprendimento
delle tecniche di combattimento che in altri tempi permettevano la sopravvivenza, oggi diventati sport, formano il carattere,
permettono di affrontare la vita con più sicurezza, danno forza
interiore oltre che fisica e modellano il corpo in maniera naturale.
45
46 www.lacerbaonline.it
LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina
DIMAGRIRE: SPORT A BASSA O
ALTA INTENSITÀ? CONSUMARE
GRASSI O CALORIE?
di Mirko Di Pietro*
Bassa o alta intensità per dimagrire? Molti consigliano di praticare sport a bassa intensità per dimagrire, poiché
il consumo di grassi è maggiore. Purtroppo, nella maggior parte dei casi questo consiglio è devastante poiché
vanifica ogni sforzo e inchioda il soggetto nella condizione di partenza.
Quando svolgiamo le normali
mansioni quotidiane utilizziamo soprattutto i grassi come
fonte energetica: l’organismo
conserva i pochi carboidrati
che ha di riserva per gli sforzi
più intensi. Mano a mano che
l’intensità dello sforzo aumenta, aumenta la percentuale di
carboidrati che l’organismo
consuma per ottenere l’energia richiesta, e parallelamente
diminuisce la quantità di grassi bruciata, PERCENTUALMENTE.
In linea di massima:
Per attività molto blande (camminata) il consumo di grassi è
del 90% sotto alla soglia aerobica, per andature intorno alla
soglia aerobica il consumo di
grassi scende al 50% circa, si
scende circa al 20% per andature vicine alla soglia anaerobica, per passare al 5% quando
si va “fuori soglia”. Ad andature ancora più veloci, l’organismo consuma solo carboidrati
(ma lo sforzo può essere mantenuto solo per qualche decina
di secondi).
In base a questi ragionamenti, molti allenatori consigliano
i propri clienti di praticare a
livelli inferiori alla soglia aerobica (120-140 battiti al minuto)
in modo tale da bruciare molti grassi. Questo fa gioco agli
allenatori anche perché molti
clienti non tollererebbero la
fatica di un allenamento davvero allenante, e quindi sono
ben felici di fare attività molto blande. Il cliente è contento, l’allenatore anche. Peccato
che questo tipo di allenamento
ottenga dei risultati molto deludenti (il cliente non dimagrisce)!
QUELLO CHE CONTA SONO LE
CALORIE
Lo scopo principale dell’attività fisica è quello di consumare calorie. L’unico modo per
dimagrire, infatti, è quello di
consumare più calorie di quelle che si assumono.
Il fatto che provengano da carboidrati o da grassi è secondario: l’organismo è in grado,
infatti, di trasformare i carboidrati in grassi e quindi se noi
consumiamo 200 kcal di grassi
e poi li reintegriamo sottoforma di carboidrati, l’organismo
li trasforma in grassi e li va a
riposizionare nello stesso punto di prima.
Se al contrario consumiamo
500 kcal di carboidrati e ne
reintegriamo solo 200 con l’alimentazione, l’organismo avverte che le scorte di carboidrati sono carenti e inizierà a
risparmiarli... Sapete come?
Bruciando più grassi! Quindi: è
meglio consumare 500 kcal di
carboidrati e reintegrarne solo una parte piuttosto che 200
kcal di grassi, e reintegrarle
tutte.
Morale della favola: carboidrati
o grassi, si dimagrisce comunque, l’importante è consumare più calorie di quelle che si
assumono con l’alimentazione.
Come vedremo, tante calorie
si consumano solo bruciando
tanti carboidrati.
BRUCIANDO GRASSI SI RIMANE
SEDENTARI
Se consideriamo i parametri fisiologici di un sedentario e di
un soggetto allenato, scopriamo che il soggetto allenato ha
una soglia aerobica molto più
elevata rispetto al sedentario.
Per esempio, il sedentario brucia tanti grassi finché cammina velocemente, ma se inizia
a correre, inizia a necessitare
dei carboidrati poiché il suo
organismo considera una corsa molto lenta già come uno
sforzo intenso. Il soggetto allenato, invece, può correre a 8
km/h pur rimanendo sotto alla
soglia aerobica.
Il sedentario è in grado di
consumare 150 kcal in un’ora
di camminata veloce, di cui il
50% di grassi (75 kcal), mentre il soggetto allenato (supponiamo pesi 70 kg) consumerà
560 kcal nello stesso tempo, di
cui 280 kcal di grassi... Quattro
volte tanto.
Come fa il sedentario a diventare come lo sportivo? Solo facendo sport ad una intensità
più alta (ad una intensità allenante) dove consuma soprattutto carboidrati! Se continua a
praticare solo fitwalking in piano, oltre a consumare pochissime calorie e pochissimi grassi, non otterrà nemmeno alcun
miglioramento
sostanziale
delle prestazioni. Ovvio che gli
conviene l’attività intensa... Visti i risultati a lungo termine.
A meno che il soggetto non
abbia a disposizione 4 ore al
giorno per allenarsi: allora consumerebbe 600 kcal... Ma chi
ha 4 ore al giorno per allenarsi?
Un’altro motivo per guardare
con un sorriso di compiacimento chi vi propone attività
“bruciagrassi” a bassa intensità.
Non siete ancora convinti? Facciamo l’ultimo esempio. Prendiamo due soggetti di 70 kg
ugualmente allenati: uno corre
a 6 km/h e consuma il 50% di
grassi, uno a 10 km/h e consuma il 20% di grassi. Il primo
consuma in un’ora 420 kcal,
di cui 210 di grassi. Il secondo ne consuma 700, di cui 140
di grassi. Meglio il primo? Non
direi, visto che il secondo ha
ben 300 kcal in più da spendere nell’arco della giornata. Non
dimentichiamo mai che solo se
le calorie assunte sono minori
di quelle consumate si dimagrisce. Se gli allenamenti settimanali sono 3, il soggetto che
corre veloce aumenterà il dispendio calorico di 900 kcal la
settimana, l’equivalente di una
pizza e una birra, il che renderà la dieta molto più fattibile
e verosimilmente gli consentirà di dimagrire più in fretta e
più facilmente. Quelle 70 kcal
di grassi che il soggetto lento
consuma in più verranno facilmente gestite dall’organismo
grazie alle vie metaboliche di
conversione dei nutrienti.
LO SO, ALCUNI NON SARANNO
CONVINTI
NEMMENO
ORA.
CONCLUDO ALLORA DICENDO CHE IL
NOSTRO FISICO NON È STUPIDO: SE
CONSUMIAMO TANTI CARBOIDRATI
E NON LI REINTEGRIAMO (PERCHÉ
SEGUIAMO
UN’ALIMENTAZIONE
È IPOCALORICA), LE NOSTRE
PRESTAZIONI DIMINUISCONO. SOLO
SE LE SCORTE ENERGETICHE SONO
AL MASSIMO POSSIAMO ANDARE AL
MASSIMO. QUINDI, UN SOGGETTO
A DIETA NON PUÒ ALLENARSI COSÌ
INTENSAMENTE DA CONSUMARE
SOLO CARBOIDRATI, L’ORGANISMO
AUTOMATICAMENTE GLI CONSENTIRÀ
SOLO ANDATURE PIÙ BLANDE, DOVE
IL CONSUMO DI GRASSI È MAGGIORE
*LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE
E CHINESIOLOGO
ESPERTO IN ATTIVITA MOTORIE PER BAMBINI
ISTRUTTORE DI SPINNING,
WALKING E FITNESS