dopo 17 anni ancora in piedi
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dopo 17 anni ancora in piedi
1 aprile 2012 Anno XVII n 1 Diffusione gratuita periodico politico culturale sportivo dell’area vestina dOPO 17 ANNI ANCORA IN PIEDI LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 3 FRIZZI, LAZZI però son?…ZZI! Satiricamente seri di Jacques de Molay Da alcuni mesi ormai si hanno notizie di antipatiche burle di cui sono vittime onesti lavoratori che, ogni mane, levatisi presto, lontano dai focolai domestici, hanno spiacevoli sorprese. LORETO APRUTINO - Sembravano dapprima voci incontrollate ma oramai la notizia è certa, confermata da ampie prove fotografiche che lo documentano. Da alcuni mesi quindi nel territorio comunale di Loreto Aprutino si aggira una banda di buontemponi che, appostandosi dietro muretti e siepi delle strade, cercano di sghignazzare alle spalle degli ignari passanti. Sono diventate molto numerose le testimonianze di chi si è visto vittima di scherzi di dubbio gusto, poste in essere con la tecnica dell’agguato perpetrato con estrema viltà. Infatti l’aggressione viene sempre lanciata alle spalle degli ignari malcapitati da quei burloni che, acquattati contro ripari che ne celano completamente la presenza, colpiscono però duramente. Comunque ormai si è vicini alla loro identificazione, sembrerebbe che i guasconi utilizzino per le loro malefatte una comunissima punto bianca ma con delle evidenti strisce blu, da questo fatto qualcuno li ha definiti “Quelli della punto bianca e blu”. Alcuni audaci hanno azzardato che i “goliardici” potessero travestirsi da tutori dell’ordine per dare meno nell’occhio durante le loro scorribande. Altri ancora ipotizzano che i guasconi possano addirittura essere tutori dell’ordine in servizio in vena di scherzose scorribande. Resta però il fatto che la notizia ha suscitato un certo fastidio nella popolazione della vallata. Infatti la sola ipotesi che uomini in divisa, tutori dell’ordine, possano nascondersi per infastidire i cittadini sconcerta. Ma il sofisticato attrezzo che utilizzano nelle sortite non lascia più molti dubbi, trattasi infatti di un Velomatic 512 di fabbricazione Eltraff s.r.l. Uno strumento tanto poten- te da gabbare tutti i passanti pur stando acquattati dietro un muretto o, ancora meglio, rimanendo sparapanzati dentro una macchina. Cosa abbia indotto onesti padri e madri di famiglia a trasformarsi in bullisti non è dato di sapere. La cosa che sconcerta è l’azione in sé. Come fa un tutore dell’ordine, per puro divertimento, a contestare al cittadino una violazione mettiamo all’art. 142/8 del Codice della strada e per fare ciò esso stesso è obbligato a violare lo stesso codice? Se un agente sanziona l’utente utilizzando l’art. 142/8 si può validamente ipotizzare che conosca il codice almeno fino a quell’articolo. È ragionevole ipotizzare che questi conosca anche l’art. 43 comma 6 che viene molto prima dell’art. 142/8. L’art. 43 comma sei recita: “Nel regolamento sono precisate altre segnalazioni eventualmente necessarie per la regolazione del traffico, nonché modalità e mezzi per rendere facilmente riconoscibili e visibili a distanza, sia di giorno che di notte, ecc...” Quindi un onesto e competente agente, per poter svolgere con dignità e decoro il proprio lavoro, dovrebbe certamente conoscere l’art. 183 del Regolamento attuativo del C.d.S.. In tale lunghissimo e precisissimo articolo, infatti, viene disposto come egli deve comportarsi operando sulla strada. Possiamo tra l’altro leggere: “Gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale (omissis), quando operano sulla strada devono essere visibili a distanza, sia di giorno che di notte, mediante l'uso di appositi capi di vestiario o dell'uniforme confezionati con tessuto rifrangente di colore bianco o grigio argento a luce riflessa 4 www.lacerbaonline.it bianca.” La lettura degli articoli in questione, oltre che chiaramente la lettura del giornale Lacerba, può risultare molto illuminante, istruttivo e salutare. È lapalissiano che l’atto di nascondersi per compiere un gesto, implicitamente indica che è riprovevole quello che si sta compiendo. Chi non fa nulla di male non deve nascondersi. La tecnica dell’appostamento può essere tollerata se la mette in atto la sezione Catturandi della Polizia di Stato per catture il boss dei Casalesi, ma qualunque altra forza di polizia la ponga in essere per multare i cittadini commette una soperchieria riprovevole. Infatti l’applicazione della Legge effettuata esclusivamente attraverso la violazione della stessa Legge da parte dell’uomo in divisa è un abominio riprovevole contro il quale è necessario indignarsi. La persona civile non deve tollerare ma deve ribellarsi alla violenza dell’uso della divisa anche se, spesso, ciò comporta un costo maggiore del semplice pagamento di una multa. Non dimentichiamo che l’abuso della divisa è l’anticamera della dittatura. L’uso della divisa è invece un importante segno di civiltà. La divisa non è un semplice capo d’abbigliamento, ma è un faro, un segnale di fiducia, un elemento di distinzione che salta immediatamente all’occhio e che fa apparire colui che l’indossa augusto, ispira fiducia, dà sicurezza. Chi indossa la divisa ha il dovere di mostrarla con il dovuto contegno, sempre in ordine, ma soprattutto non può assumere atteggiamenti che possono lederne l’immagine. Non può con essa indosso violare impudentemente la legge! L’esempio che se ne darebbe risulterebbe catastrofico per l’educazione civica del cittadino e di conseguenza per l’ordine pubblico. Spesso le amministrazioni pubbliche cercano di utilizzare come fonte di finanziamento i proventi delle violazioni al C.d.S. per impinguare le casse degli enti. Di recente sono stati divulgati i dati dello scorso anno nel quale si è calcolato che complessivamente i ricavi delle multe comminate in tutt'Italia dalle polizie locali sono state circa 1,6 miliardi e da quelle nazionali come Polstrada e Carabinieri circa 400 milioni, arrivando ad un incasso totale annuo di due miliardi di euro. Secondo l'articolo 208 dello stesso Codice almeno il 50% delle somme così reperite dovrebbero essere destinate a incrementare la sicurezza dei cittadini: pedoni, automobilisti, motociclisti, cicli- LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina sti. Ma anche quest’altra norma rimane inapplicata se si considera che lo Stato, nell'ultimo quinquennio, ha speso in media appena 30 milioni di euro all'anno per il Piano nazionale per la sicurezza stradale. Del resto basta osservare la condizione delle strade per rendersene conto. Se ad un Comune non bastano i soldi, sia la politica ad assumere le responsabilità aumentando la pressione fiscale. Ma ormai comunque è apparso chiaro che la politica ha tradito il cittadino! Proprio in questi frangenti i tutori dell’ordine, specie quelli che indossano una divisa, devono essere dalla parte del cittadino. Devono essere vicini anche con la loro presenza fisica. Oggigiorno all’automobilista capita sempre più raramente di vedersi sventolata davanti una bella paletta rossa e quando capita, di norma è quella di un “nonno vigile” davanti ad una scuola o quella di qualche stoico carabiniere ancora sulla strada; forse gli ultimi galantuomini rimasti. Anche quello di stendere una paletta è un modo per farsi sentire vicino al cittadino ed educarlo alla legalità, il potergli dire la ormai scomparsa frase: “Lei è in contravvenzione” e porlo così, inconfutabilmente, davanti alle proprie responsabilità. I cittadini hanno bisogno di questo, di tutela e di fiducia in chi indossa una divisa. Questa fiducia la trasmettono poi ai figli e le nuove leve possono così crescere con i valori solidi di appartenenza allo Stato e rispetto delle leggi. Ma se da pargoli ascoltano i genitori fare ragionamenti, e magari elargire improperi, basati sulla sfiducia verso le forze dell’ordine, avremmo un paese che diventerà sempre più incivile e difficile da governare in quanto sarà l’autorità stessa ad essere messa in discussione. Gli uomini in divisa non possono da una parte cercare di rendersi utili alla collettività organizzando manifestazioni anche per favorire lo sviluppo dei ragazzi o tenere corsi di educazione stradale all’interno delle scuole e dall’altra commettere vili soprusi ai genitori di questi. Ne va della loro credibilità e quindi anche l’azione pedagogica svanisce. I tutori dell’ordine devono comportarsi con decoro e nel rispetto della legge affinché ogni cittadino possa plaudire al loro operato e sentirsi sicuri sapendo che vi sono degli uomini in divisa che vegliano sopra di loro. LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 5 Dentro la fabbrica il caos Dalla crisi alla soluzione fino alle accuse. L’ex ABB è in fiamme LORETO APRUTINO - Alla fine tutti contro tutti: i lavoratori ex ABB contro i fratelli Pistilli, proprietari della ICIE Switchboards, e i fratelli Pistilli contro l’ABB. Sembrava una manna piovuta dal cielo l’acquisizione dell’ABB di Loreto da parte dei molisani della ICIE: trentacinque dipendenti dell’ABB che mantengono il proprio posto di lavoro e altri quaranta dell’indotto che continuano, anch’essi, a sperare nel futuro. A distanza di pochi mesi le cose però incominciano a volgere in tutt’altro senso: tutto l’indotto è costretto a chiudere ed a licenziare il personale; i dipendenti ex ABB cominciano a scioperare per la mancanza di erogazione dello stipendio e il non rispetto dei punti dell’accordo tra ABB, ICIE e i lavoratori, scritti sul protocollo d’intesa. Poi, dopo un periodo di sciopero, i dipendenti loretesi rientrano in fabbrica ma a gennaio di quest’anno sono di nuovo in agitazione. Gli stipendi di novembre e dicembre più la tredicesima non sono stati erogati. In più, i dissidi interni e lettere di richiamo sono all’ordine del giorno. Dopo diversi giorni di protesta, gli stipendi e la tredicesima vengono pagati ma i dipendenti scoprono il mancato versamento dei contributi pensionistici, da parte dell’azienda, al fondo Cometa, nonostante tali fondi siano stati detratti dagli stipendi delle maestranze. A questo punto i dipendenti decidono di non rientrare e ad oggi lo sciopero tocca quota 60 giorni. Intanto i dipendenti hanno pensato di rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare una presunta appropriazione indebita, circa i contributi non vertsati. Ormai i margini di trattativa, con la situazione di oggi, sembra che non ci sono più: i lavoratori non vedendosi riconosciuta la mobilità chiederanno l’annullamento del protocollo d’intesa siglato un anno fa. Rientrare in fabbrica, per il momento, sembra che non sia possibile, anche alla luce del fatto che dovrebbero firmare un regolamento interno che, finora, nessuno ha letto. Inoltre, dopo tutti questi episodi, dicono i lavoratori, manca un valore fondamentale per raggiungere l’intesa: la fiducia. La vicenda a Loreto Aprutino ha provocato un grosso danno economico: mentre per le 35 maestranze può esserci ancora qualche spiraglio di luce, l’indotto che lavorava per l’ABB oggi è rimasto senza stipendio e, ancor più grave, le ditte oltre a chiudere hanno delle grosse difficoltà finanziarie in quanto non sono state pagate dalla ditta molisana, tant’è che la somma non riscossa si aggira intorno alle 300 mila euro. I lavoratori nonostante il perdurare dello sciopero credono ancora nelle istituzione e auspicano che il tavolo di confronto al Ministero dello sviluppo economico, la settimana prossima, possano portare a una soluzione della vicenda. Le condizioni per tornare sul posto di lavoro, da parte dei dipendenti, prevedono che venga mantenuto il contratto nazionale di lavoro, l’annullamento dei licenziamenti e i provvedimenti disciplinari a tutte le tutte le RSU e un piano economico credibile. 6 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Si scrive Donatelli, si legge Esposito LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina La difficoltà delle garanzie. Parla il direttore della BCC di Jennifer Di Vincenzo E’ di nuovo crisi: per la seconda volta, in due anni di legislatura, il partito di Antonio Di Pietro guidato dall’assessore Donatelli lascia con il cerino acceso il sindaco Remo Giovanetti. per riprendere insieme il cammino, ma questa volta il sindaco sembra deciso a non piegarsi, come è già successo in passato, di fronte alle richieste di Donatelli. Ma quali sono stati i motivi della crisi? Il partito dipietrista ha puntato l’indice verso il sindaco e alcuni esponenti della maggioranza rea di non affrontare delle scelte politiche importanti quali il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e la riscossione delle imposte comunali. Donatelli sostiene che si sarebbe dovuto agire in maniera differente per migliorare il servizio di raccolta rifiuti in modo da poter abbassare i costi per centinaia di migliaia di euro. E poi, si chiede quali siano le ragioni per le quali la società Risco operi ancora nel nostro Comune nonostante la contrarietà di buona parte della maggioranza. Infatti, in un verbale in nostra mani, redatto dalla segreteria del Partito democratico di Loreto Aprutino, leggiamo testualmente che: “L’evoluzione normativa nonché l’eventuale scelta della gestione diretta delle riscossioni rendono di fatto antieconomica, inutile ed inefficace sia la partecipazione alla società RISCO srl che la prosecuzione del rapporto con la società MARV srl”. E di conseguenza invita il sindaco Remo Giovanetti e la maggioranza a far proprie le considerazioni del direttivo attivandosi subito affinchè “Vengano avviate le procedure per la dimissione della partecipazione alla societa RISCO srl e contestualmente, si suggerisce di interrompere da subito la convenzione in essere con la società MARV srl. Il presente documento sarà oggetto di ulteriore approfondimento e condivisione con il partito alleato dell’Italia dei Valori”. E’ chiaro a questo punto che il partito del Pd, giudato da Esposito, condivide 7 C’era una volta il mutuo facile Sull’atto di crisi ci sono le loro firme LORETO APRUTINO - A differenza della prima volta, quando fu il primo cittadino a ritirare le deleghe, questa volta è lo stesso Donatelli che riconsegna nelle mani di Giovanetti le deleghe URBANISTICA - POLIZIA MUNICIPALE e MANUTENZIONI. Il rimpasto di giunta è la richiesta che l’Italia dei Valori ha avanzato al sindaco www.lacerbaonline.it le perplessità di Donatelli e compagnia bella, posizionandosi al loro fianco contro il sindaco, oggi, sostenuto in giunta da Moreno Sablone, Franco Buttini e Gianni Di Fermo. Quelle della Risco e della Marv sono scelte politiche della precedente amministrazione e sia l’Idv che Gabriele Esposito non le condividono. Il dato politico è che il sindaco Giovanetti oggi sposa in pieno le tesi di chi componeva nella passata consigliatura la maggioranza Passeri ed ecco che per questo sia da una parte e cioè L’Italia dei Valori, che dall’altra, da Gabriele Esposito, si vuole una giunta diversa che andrebbe ad isolare il sindaco che, in questo modo, tornerebbe sotto il controllo politico dell’attuale segreteria. Ad acuire la crisi ha contribuito anche la conferma, voluta dal sindaco, di Giampiero Zenone alla direzione dell’ufficio tecnico. Tant’è che in un’assemblea pubblica, tenuta dall’Idv a dicembre, Donatelli avvertì il sindaco di non essere più disposto a tollerare che provvedimenti e decisioni da affrontare arrivino sul tavolo all’ultimo minuto. A giugno si dovranno approvare sia il bilancio consuntivo che il preventivo e come tenne a precisare lo stesso Donatelli: “ E’ l’atto più importante per un’amministrazione. Prima di arrivare in giunta deve essere sottoposto in tempi utili in tavoli più larghi. per consentire approfondite Valutazioni ”. Infatti, questa volta i cittadini sperano che il Comune non spenda più 1.200 euro al mese per i 30 telefonini usati dagli assessori e dai dirigenti a discapito delle manutenzioni stradali costate, nel 2011, solo 20 mila euro. A breve si dovrà rinominare anche il revisore dei conti e vista la situazione il nome dell’uscente, Domenico D’Amico, non sembra essere blindato. Il sindaco, dicono quelli a lui più vicini, ha in mente un nome ben preciso, ma la maggioranza non è d’accordo. A questo punto potrebbe, come successe al governo Di Zio, uscire fuori un nome inaspettato. Nello scorso numero de Lacerba vi avevamo parlato della difficoltà nell’acquistare una casa. Difficoltà dettata dall’elevato costo degli immobili, dalla crisi economica e dal muro ben più alto dell’accesso ai finanziamenti. Alla luce di questo ultimo elemento ci siamo mossi per comprendere meglio quest’ ultimo tassello, quello appunto dell’erogazione dei finanziamenti, e per farlo ci siamo rivolti al direttore della BCC di Loreto Aprutino, Fernando D’Aloisio che con molto garbo ci ha spiegato meglio la questione. Direttore, ci illustri brevemente quelli che attualmente sono i requisiti per accedere ad un finanziamento. I requisiti per accedere ai finanziamenti sono sostanzialmente sempre gli stessi, non sono cambiati. Vengono presi in considerazione i redditi, il lavoro che si svolge, ovviamente per chi ha un impiego statale le cose sono un po’ più semplici, mentre per chi è un dipendente di una ditta privata vengono valutati anche altri aspetti, le tipologie contrattuali ecc. Uno dei requisiti abbastanza rilevanti è quello di avere un contratto a tempo indeterminato che attualmente è molto improbabile avere, ma anche in questo caso la situazione viene valutata molto attentamente, bisogna comunque cercare di avere delle garanzie inerenti la ditta che offre il lavoro. Attualmente la situazione è cambiata, oppure si erogano finanziamenti come negli anni passati. Non si può negare che negli anni passati si è stati sicuramente di manica più larga che in questo momento in parti- colare. Sicuramente siamo tenuti a valutare più approfonditamente che nel passato, ma sostanzialmente la situazione non ha subito un cambio radicale. I requisiti per chiedere un finanziamento sono sempre gli stessi. C’è differenza tra un finanziamento chiesto per acquistare un immobile e uno chiesto invece per acquistare un’attività lavorativa? Da parte vostra nel valutare le due proposte utilizzate gli stessi parametri? Le garanzie che vengono richieste sono fondamentalmente le stesse. Nel caso dell’acquisto di un immobile conosciamo il valore dell’immobile stesso, quindi la nostra preoccupazione è di valutare se effettivamente ci siano le risorse per affrontare il mutuo. Per quanto riguarda invece un finanziamento chiesto per un’attività commerciale è chiaro che vengono presi in considerazione anche altri aspetti, quali l’andamento dell’attività commerciale negli anni passati, nel caso in cui ad esempio si parli di un’attività da rilevare. Andiamo a valutare aspetti differenti, quali il tipo di attività, il bacino d’utenza alla quale si rivolge. Teniamo in considerazione anche altri aspetti, anche se poi i requisiti fondamentali in sintesi sono sempre gli stessi. Direttore, un appello a chi vuole acquistare casa e non sa come fare. Mi sento di dire una sola cosa in questo caso. Di valutare bene le proprie possibilità e di non fare il passo più lungo della propria gamba. Da quanto appena detto emerge un aspetto nuovo della situazione. E’ ve- ro in una certa misura che attualmente le banche prima di erogare finanziamenti valutano la richiesta in maniera più approfondita, ma questa è necessariamente l’immediata conseguenza della crisi economica e ancora di più della mancanza di un lavoro stabile che possa fungere da garanzia. Valutare una richiesta di finanziamento vuol dire prendere in considerazioni svariati aspetti, fare i conti con il momento economico difficile che si attraversa. Essere impiegati statali è un miraggio per molti. Se negli anni passati le possibilità di farcela c’erano oggi sono diminuite notevolmente. Le aziende si trovano a dover fronteggiare i problemi connessi con la crisi economica quindi non assumono e se lo fanno offrono lavoro a breve termine. I contratti a tempo indeterminato non esistono più. I giovani che si affacciano al mondo del lavoro si imbattono in questo panorama spietato. E’ chiaro come la difficoltà ad accedere ai finanziamenti dipenda maggiormente dalla scarsa possibilità di offrire garanzie, generata dalla crisi economica e del lavoro. Legnini promosso: va a Montesilvano Dopo nove anni al comando della stazione carabinieri di Loreto Aprutino, il Luogotenente Dr. Giovanni Legnini sarà trasferito ai reparti speciali del comando compagnia di Montesilvano. Durante la sua permanenza nel centro vestino, l’ispettore si è dovuto occupare, tra l’altro, di due omicidi,quello Musa nel 2005 e quello Cocchini nel 2011 ,subito risolti, che molto scalpore suscitarono nell’opinione pubblica. Ricordiamo, inoltre, nel 2007 la rapina in villa in C.da Palazzo con un rocambolesco inseguimento con sparatoria che portò all’arresto di un pericoloso malvivente albanese . Il sottufficiale, che comunque continuerà a vivere a Loreto Aprutino, ha dichiarato che rimarrà sempre a disposizione di tutta la cittadinanza e che la sua permanenza nella nostra cittadina è stata l’apice di tutta la sua lunga carriera umana e professionale. J.D.V. 8 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LA “CARNE DI PORCO” DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE di Giovanni Cutilli La singolare vicenda, lunga un quarto di secolo, della causa per l’“esproprio” dei terreni al Carmine per costruirci un manicomio, è il segno del degrado delle istituzioni italiane e dimostra la condanna inappellabile del cittadino ad essere suddito della pubblica amministrazione, come accade nelle democrazie immature o in disfacimento. scatto di Amedeo Pomponi, ripreso da http://pennesinelmondo.blogspot.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Associazione Culturale Progetto Domani Via dei Normanni 5 65014 Loreto Aprutino Telefono +39 085 201 59 05 www.lacerbaonline.it [email protected] c.c.p. 19606656 - registro stampa anno 1996 n° 21 editore gianluca buccella direttore responsabile berardo lupacchini www.lacerbaonline.it 9 blica amministrazione, invece, “ruba” e “ricetta” senza problemi. La nostra legge consente che si ciuffoli con la bocca degli altri! Essa, incomprensibile pure in Patagonia, sostituì il possessore “illegittimo”: al posto della provincia, il Comune di Penne che non se ne schifò e, colmo dei colmi, neppure manco poteva utilizzarli direttamente. All’epoca, infatti, i comuni erano solo prestanomi, utili idioti delle Ulss che, senza personalità giuridica (conferita, poi, alle ASL), non potevano avere proprietà. Una volta, si sarebbe detto: cose “turche”, con rispetto per il Paese africano; oggi, dicendo: cose “italiane” si allude pure a di peggio. Alla pubblica amministrazione tutto è lecito, specie se è illecito nella sostanza, per- to la giustizia di Balanzone; si è fatto strame (cioè, si è ricoperto di sterco) di ogni ovvio principio di civiltà giuridica e di civismo, anche solo tribale, e nessuno ci può più mettere riparo. Anzi, più che dell’entità dell’indennizzo, ci si dovrebbe preoccupare, e in fretta, delle salatissime, ulteriori, parcelle legali che zavorreranno l’erario comunale, beffa nella beffa per i cittadini “derubati” e danno per la comunità. Il punto, si diceva, è un altro. Benché pullulino lungo lo Stivale queste e altre vicende ben più turpi, come qualche suicidio ha evidenziato, nessun provvedimento è stato adottato, non importa da quale governo, comunque colorato, per riequilibrare il perverso rapporto tra cittadino e pubblica am- ché è il luogo dove “si puote ciò che si vuole”. La normativa le consente di fare carne di porco, a piacimento. Lo dimostra pure, restando alla vicenda “da manicomio” del “Carmine”, il mancato accantonamento nei bilanci del Comune di Penne, in tutti questi anni, anche di un solo soldo di cioccolato per il “rischio” connesso alla causa in corso. Sul bilancio di un’azienda privata, si sarebbero abbattuti fulmini e saette! Qui, è evidente che è andata di scena la parodia della giustizia. Il punto, tuttavia, non è l’attesa di decenni di un sacrosanto indennizzo. Alcuni nemmeno ce l’hanno fatta ad attendere: sono scomparsi. Rispetto a loro, sul piano etico, l’indennizzo ha ormai solo valore di “finzione” giuridica di “ristoro”. Per loro, ha funziona- ministrazione. E fintanto che quest’ultima potrà, per esempio, impunemente riproporre, con asinina pervicacia, decisioni già censurate in più sentenze da giudici tributari, com’è nel caso di una famiglia pennese costretta a un annoso contenzioso per una tassa locale male applicata o, ancora, fintanto che la pubblica amministrazione potrà discriminare, di fatto, persino tra differenti tipologie di sterchi, indicando, con uno sciupio di lettere, lo sterco che la disgusta (quello “canino”) e tacendo dell’altro (“piccioneo”) che (forse) la imbarazza, la speranza di cambiamenti fa scopa con l’ingenuità. Si deve dare atto, però, che, pur essendo finiti nella m…, almeno, nel secondo caso, s’è fatta chiarezza! A ciascuno il suo sterco. De gustibus… vice direttore vicario claudia ficcaglia le firme candido greco, gianfranco buccella, gianni cutilli redazione jaques de molay e jennifer di vincenzo Solo a un suddito un comune minaccia multe perché esce col cane, senza paletta, bisogni o non bisogni mentre esso stesso se ne fotte di rimuovere i bisogni, eietti coram populo, dei piccioni. Della serie: in piazza chi ci può… “bisognare” e chi non ci può manco passare (senza la paletta)! Questa è la prepotenza della pubblica amministrazione, immagine bovina e tragica di una civiltà decadente e che ottiene risultati solo con la forza del potere e non dell’intelligenza. Quella italiota, è una macchina burocratica putrescente e orrida, inguaribilmente cafona e arrogante; un Poterosauro letale. Benché noti esterofili, a nessuno casca in mente di copiare gli stranieri per ciò che non farebbero e nep- pure mai penserebbero. In nessun altro Paese civile, tranne il nostro, un ente pubblico può impossessarsi di una proprietà privata e, se gli gira, addirittura tenersela, pur non realizzando i progetti. Da noi, vale la voglia non il motivo dell’impossessamento; la pubblica amministrazione è autorizzata da leggi, sentenze, circolari e balbuzienterie varie, a dire “me lo prendo e me lo tengo perché c’ho voglia”. In nessun altro Paese europeo accade che un ente, violando il diritto costituzionale alla proprietà privata, s’impossessi di un bene occupandolo illegittimamente e ne diventi proprietario, non per esproprio ma solo “trasformandolo irreversibilmente”. Perciò, più violento è lo sconquas- so che un ente pubblico combina su una proprietà privata e prima se la piglia: la occupa “illegittimamente”, la “trasforma irreversibilmente” e, oplà, è tutta sua.. Chi lo dice? La Corte Costituzionale, quella che dovrebbe tutelare il diritto di proprietà della vittima dell’ente pubblico! E’ come dire al lupo: se vuoi che le pecore siano tue le devi azzannare, così le trasformi irreversibilmente e sono roba tua! In nessun altro posto un ente pubblico potrebbe occupare “illegittimamente” una proprietà privata. E persino da noi, per un cittadino qualunque equivarrebbe a un reato mentre per la pubblica amministrazione è un libertinaggio autorizzato, pure se di quel bene non sa che farsene. Nel ca- so del “Carmine”, cosa fare di quei terreni “illegittimamente” occupati, divenne ignoto dal 1978, con l’abolizione dei manicomi. In nessun Paese europeo, tranne il nostro, un ente pubblico ti può sottrarre un bene senza pagartelo più o meno sull’unghia. In nessun Paese europeo, tranne il nostro, è “legalizzata” la “ricettazione” in ambito pubblico. L’esempio è dato dai terreni del “Carmine” che, per legge, passarono di mano dalla provincia al Comune di Penne, alla fine del 1980. Ma al Comune non passo un bene espropriato bensì il suo possesso “illegittimo”. Quei terreni erano come un oggetto “rubato”, l’acquisto o la ricezione del quale, per chiunque, è qualificata come ricettazione. La pub- foto a cura di loreto buttari, achille rasetta, tiziano petrucci web | grafica | pubblicità www.hermes-agency.com tipografia fabiani sambuceto (ch) lacerba viene distribuita a Penne, Loreto, Pianella, Civitella Casanova e Collecorvino Stazione PER LA VOSTRA PUBBLICITA’ [email protected] jennifer di vincenzo +39 339 7585454 gianluca buccella +39 3939701736 LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 11 Il Comune paga, anche vincendo PENNE – Comunque andrà, ci sarà da pagare. Il Comune, nella causa avviata contro la Banca Nazionale del Lavoro sui contratti di finanza derivata, gli swap, cerca insomma solo di limitare l’esborso. L’ha attaccata nel giugno di quattro anni e forse prima dell’estate si saprà l’esito della vertenza. Con il bilancio saltato in aria a fine 2001, l’amministrazione di Paolo Fornarola, a caccia di entrate e senza una selezione, si rivolse alla BNL per provare a rimodulare l’indebitamento spaventoso con un’operazione border line di finanza derivata. Una scommessa nel tempo, cioè, sui tassi d’interesse condivisa negli anni da moltissimi enti locali e sulla quale la magistratura contabile ha avuto molto da ridire. L’operazione, fra il 2002 ed il 2003, permise alle svuotate casse pennesi di incamerare subito una certa liquidità, in gergo up-front, di 958 mila euro, poi utilizzata per chiudere il terzo dei quattro contratti sottoscritti. Il Comune, assistito dall’avvocato Duilio Manella, accusa però la BNL di non averlo informato sul reale valore degli swap sottoscritti, ponendo solo a carico dei pennesi il rischio della speculazione. Tanto che l’ultimo contratto, ancora in essere, sostiene il Comune, partiva con un valore iniziale negativo di quasi un milione e 200 mila euro. Non solo: a detta di Manella e dei consulenti indipendenti della CFI & Partners che lavorano insieme, dove opera Massimiliano Palumbaro, ingaggiati dalla giunta Fornarola nel giugno 2005, la BNL avrebbe anche omesso di dichiarare i compensi impliciti (valutati oltre un milione 320 mila euro) per i primi due contratti e di 241 mila euro per il quarto contratto. Nel frattempo è stato sospeso il flusso degli interessi. Ora si è in attesa che il tribunale di Pescara decida. L’11 giugno prossimo si discuteranno i chiarimenti richiesti al consulente tecnico nominato dal collegio giudicante, il commercialista foggiano Giuseppe Belfiore Lo Caprio. Se dovesse perdere, il Comune di Penne dovrebbe comunque pagare. Perché se venissero accolte le sue richieste, e cioè la nullità dell’ultimo contratto, dovrà restituire la liquidità incassata a suo tempo: 958 mila euro. Ma in compenso l’ente ha anche richiesto il pagamento delle commissioni implicite sui contratti, stimate da Belfiore in circa 847 mila euro: quindi 111 mila euro da liquidare. Se invece il Comune dovesse soccombere, dovrebbe versare il flusso degli interessi sospesi pari a 223 mila euro, e non solo: può decidere se tenere in piedi il contratto o uscirne al valore di mercato. Al 24 gennaio scorso ammontava a 162 mila euro. B.Lup. Foto in basso di Stefano Delle Monache, tratta da http://scn.wikipedia.org/ 12 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 13 UN ANNO ALL’OPPOSIZIONE: INTERVISTA A MATTEO TRESCA L’avvocato Matteo Tresca ha cominciato la sua esperienza politica a Penne nel 2006 nella lista civica di centrosinistra Unione per Penne che ha eletto sindaco Donato Di Marcoberardino, ha svolto la funzione di presidente del Consiglio Comunale dal 2006 al 2011, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, dopo il rifiuto del PD di svolgere primarie di coalizione è stato stato candidato sindaco alle ultime elezioni del maggio 2011 e ricopre attualmente il ruolo di capogruppo di PenneSì nell’assemblea civica pennese. A quasi un anno dall’insediamento della nuova amministrazione qual è il giudizio? Negativo. La città è ferma, è sotto gli occhi di tutti la mancanza di iniziativa politica dell’attuale maggioranza. Inaspettati i forti ritardi per la scelta della progettazione di piazza Luca da Penne (progetto già finanziato da mutuo acceso dalla precedente amministrazione), non è stato ancora fatto il bando per i parcheggi ed il Consiglio Comunale non viene convocato dal 30 gennaio scorso. Ci si aspettava qualcosa in più in termini di proposte e di innovazione per risvegliare la città dal torpore nel quale sembra essere caduta da qualche anno ormai. Eppure in campagna elettorale il sindaco aveva parlato di una nuova organizzazione della macchina comunale e di politiche che avrebbero riqualificato il centro storico. Niente di tutto questo, i settori sono stati tutti confermati così come il numero dei responsabili. Si poteva invece utilizzare meglio la figura qualificata del nuovo segretario comunale, l’avvocato Nunzia Buccilli, ma si è scelto di utilizzarla part-time in convenzione con Picciano per risparmiare. La scelta, da noi di PenneSì non condivisa, doveva tener conto dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa invece si è guardato solo all’aspetto economico. Il centro storico è sempre più nel degrado, il centro sportivo richiede manutenzione, cosa fare? Chi amministra deve cercare di custodire e, se possibile, valorizzare il patrimonio storico-architettonico comunale: penso ad esempio alla struttura di Colleromano che va difesa insieme con l’associazione San Cesidio che sta svolgendo un’opera meritoria nella custodia della preziosa biblioteca e del museo che racchiudono beni di incredibile valore anche turistico. Oppure al Centro sportivo, fiore all’occhiello della nostra città, per cui occorre programmare sin da subito il futuro se non si vuole rischiare di arrivare alla scadenza del contratto con l’attuale gestore con il rischio di trovarsi impianti in decadenza e posti di lavoro a rischio. Come risvegliare l’interesse dei cittadini vestini alle sorti della loro terra? Occorre forse maggiore trasparenza per favorire la partecipazione? I cittadini hanno bisogno di conoscere gli atti amministrativi, il primo passo per poter valutare l’operato di chi amministra è sapere cosa viene discusso e deciso, i Consigli comunali dovrebbero essere maggiormente pubblicizzati per favorire la partecipazione, occorre coinvolgere direttamente le persone soprattutto i più giovani a sentire come propri i beni comuni ed a porsi le questioni che riguardano il futuro del nostro territorio. Avendo avuto la delega alla comunicazione quando eri presidente del consiglio comunale, come giudichi questo aspetto dell’attività dell’amministrazione? Non vedo passi in avanti in questo settore, il sito internet istituzionale appare ancora un cantiere, bisogna tradurre alcune sezioni anche nelle lingue straniere per consentire l’accesso anche ai nuovi cittadini, è stata tolta la sezione dedicata alla rassegna stampa che costituiva un motivo di interesse per collegarsi al sito e seguire le varie problematiche anche attraverso comunicati dell’opposizione che oggi pare lasciata senza voce. Non sono state nemmeno predisposte le aree per le bacheche. La questione rifiuti ha tenuto banco nell’ultimo mese, si prevedono costi aggiuntivi per i cittadini già tartassati lo scorso anno con un aumento della TARSU del 46%? La vicenda drammatica che anche i comuni della provincia pescarese hanno vissuto nei giorni scorsi ha evidenziato i gravi ritardi generati dalla cattiva politica: la scelta di rinviare politiche di riduzione dei rifiuti e di raccolta differenziata. Anche l’attuale amministrazione ha dato prova di scarsa capacità progettuale, per loro la questione rifiuti si riduce ad un problema di costi e di tributi, è invece innanzitutto un fatto culturale e di mentalità da cambiare. Con limitate risorse ed una sufficiente comunicazione si possono ottenere risultati enormi come la riduzione del peso della frazione umida attraverso il compostaggio domestico. Più in generale la soluzione che preferisco è quella di piccoli impianti a ridotto impatto ambientale in piattaforme intercomunali destinate allo stoccaggio di materiali destinati al riciclo. L’alternativa è evidentemente quella che i cittadini continueranno a pagare sempre di più in quanto gli aumenti si traducono in bollette sempre più alte. Un punto su cui la maggioranza ha deciso di investire è il sociale, cosa ha prodotto questo sforzo? La situazione a Penne e nell’area vestina è drammatica: le frequenti operazioni delle forze dell’ordine descrivono una situazione allarmante, il disagio giovanile si traduce in una diffusione del consumo di sostanze stupefacenti che colpisce fasce d’età sempre più basse, preoccupano le condizioni in cui versano i tanti anziani rimasti da soli. Le poche luci le troviamo nelle associazioni di volontariato, laiche e religiose, che operano in sinergia da qualche anno e che hanno dato vita all’emporio solidale vestino. Il problema per gli indigenti è che aumentano le richieste e diminuiscono i fondi, i tanti sprechi nella disorganizzazione complessiva della macchina amministrativa li pagano proprio i più deboli. ZTL e piano traffico: solite polemiche e tutto resta fermo? Fatichiamo a comprendere le scelte dell’attuale maggioranza. E’ bastata una raccolta di quaranta firme a far spaventare il sindaco e la Giunta comunale, sono stati messi da parte gli impegni assunti con la stragrande maggioranza dei cittadini che sono favorevoli a un centro storico a traffico limitato come risulta anche da un sondaggio da alcuni mesi presente sul sito lacerbaonline.it. Ci auguravamo che l’amministrazione, entrando nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, cogliesse l’opportunità per limitare il traffico nel centro. Per noi lo stop al traffico in centro va affiancato da tutta una serie di misure che vanno dalle agevolazioni ed esenzioni per residenti ed operatori commerciali all’attuazione di politiche per il recupero degli edifici dismessi e per il riutilizzo del mattone. Provvedimenti di natura transitoria e di carattere stagionale sono azioni già sperimentate in passato senza produrre risultati positivi, occorrono scelte strategiche di lungo periodo. Vicende giudiziarie: bene la costituzione di parte civile nel processo maremonti, per gli altri giudizi? Sarebbe stata grave l’assenza del Comune di Penne nel giudizio sulla maremonti, devo dire che e’ stato un nostro obiettivo raggiunto. I cittadini di Penne sono stati gravemente danneggiati in questa vicenda e bisogna mettersi sin da subito all’opera per una nuova progettazione. Per gli altri processi mi pare ci sia stata una certa frammentazione, molti procedimenti sono ancora nella fase delle udienze preliminari, certo sarebbe corretto che il comune prenda una posizione chiara per tutelare gli interessi dei cittadini ed anche per evitare che gli stessi reati vengano reiterati a detrimento della città. La legge impone in tal senso di costituirsi ogni volta ci sia un potenziale danno per la collettività. La battaglia per la difesa degli uffici giudiziari a Penne come procede? Abbiamo cercato di dare il nostro contributo avanzando proposte concrete per tempo. Per l’ufficio del giu- dice di pace è imminente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto di soppressione, la soluzione potrebbe essere quella di un accorpamento con Pianella oppure rimanere come sezione distaccata di Pescara. Per il tribunale, il ministero ha fornito alcune indicazioni: bacino d’utenza di circa 268.000 abitanti, organico di 28 giudici e circa 19.000 procedimenti da trattare ogni anno, tuttavia in deroga a questi requisiti si potrà tener conto della particolare posizione geografica degli uffici (sedi di montagna), dei mezzi di collegamento, ecc. La scelta degli uffici da sopprimere ricadrà, in sostanza, nella discrezionalità del potere politico che, a quanto pare, in Abruzzo ha garantito le sedi situate nelle province di Chieti e L’Aquila. Tra gli interventi previsti dall’amministrazione comunale nel piano delle opere pubbliche c’è la demolizione e ricostruzione della scuola elementare Mario Giardini addirittura inserita nel piano energetico comunale come opera da realizzare con criteri eco-compatibili. Perché siete contrari? E’ paradossale voler far passare come intervento innovativo e “verde” una vera e propria devastazione di uno degli ultimi polmoni verdi della nostra città, proprio sotto il viale Ringa. Tra l’edificazione della nuova scuola e le ulteriori cementificazioni conseguenti alle vendite degli edifici pubblici lungo via Caselli avremo una inutile colata di cemento per realizzare manufatti che non servono a nulla se non a continuare a costruire nuove case invece di recuperare gli edifici esistenti e valorizzare il centro storico. Cosa è successo al regolamento sugli indirizzi per incarichi e nomine da parte del Comune? Ne abbiamo discusso nel Consiglio Comunale del primo agosto 2011, ho proposto due emendamenti per rendere trasparenti i curriculum dei nominati ed i bilanci delle partecipate ed anche per evitare nomine non legate al merito ma all’appartenenza politica escludendo i candidati alle elezioni non eletti. La maggioranza di Per Penne ha chiesto il rinvio per approfondimenti ma il punto non è stato più inserito all’ordine del giorno. Tra poco verrà portato in Consiglio il bilancio di previsione 2012, cosa ti aspetti ? Non c’è da essere allegri per la situazione delle casse comunali descritta nella recente relazione a firma del dirigente del settore ragioneria e della segretaria comunale, l’opera di risanamento avviata negli anni scorsi deve continuare, le nuove norme introdotte con il federalismo fiscale danno ai comuni notevoli margini con la leva delle tasse ma li responsabilizzano in quanto devono esercitare un ruolo attivo per attrarre investimenti e dimostrare capacità di gestione del territorio partendo da un’idea chiara di città si vuole. Occorre valorizzare le tante risorse che abbiamo piuttosto che depauperare il patrimonio immobiliare ed aumentare i tributi. LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Alta tensione in Comune. Debiti fuori controllo e attacchi interni. E si parla di dissesto di Berardo Lupacchini Semplicemente... l’Abruzzo servito a tavola! 4 stelle per 33 camere e suite, ricavate nelle botti del vino della ex Cantina Santangelo! 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D’Alfonso sembra offuscato ed accerchiato un po’ da tutto: persino dai suoi sodali del partito democratico che dieci mesi dopo le elezioni vinte, soprattutto per colpa del centro destra, gli mandano pezzi di ghiaccio anziché iniezioni di fiducia. “Non ti riesco neppure a parlare”, si è rivolto così al sindaco nella sua nota critica a tutto campo Piero De Bonis, il segretario cittadino del Pd. La parabola del quarantasettenne primo cittadino, tutor didattico a Scienze Politiche di Bologna e non docente universitario ai sensi di legge, insomma coincide con il declino in evoluzione e piuttosto evidente di Penne, benché definita uno dei “Borghi più belli d’Italia” (persino accanto all’anonima Abbateggio il cui sindaco Antonio Di Marco è segretario aggiunto del Pd provinciale). Una città ingessata dai debiti di finanziamento pari al 214,465% delle entrate correnti, nonostante le diverse operazioni di rinegoziazione e di rimodulazione dei mutui. Gli investimenti ad occhi chiusi di Marcotullio, Fornarola e Ferrante, avallati dal ’93 in poi dalle varie formazioni del centro sinistra che poi hanno evitato il dissesto per coprire le responsabilità, sono emblematici di un egoismo politico che impedisce di fatto a chi è arrivato dopo di dar vita a un progetto amministrativo. E così il sindaco D’Alfonso annaspa. Prendiamo un problema, la madre di tutti i problemi: il bilancio. In cassa non c’è un euro, i creditori assediano il Comune, i limiti contabili sono fuori controllo o quasi e manca una politica precisa su come affrontare il delicatissimo contesto. Il dissesto finanziario, se fosse dichiarato, farebbe ripartire il Comune, lasciandosi indietro l’enorme debito che gestirebbe un commissario. Naturalmente ci sarebbero conseguenze sul personale e scatterebbe l’azione di responsabilità verso amministratori e funzionari. Oggi il quadro è nero. L’anticipazione di tesoreria è diventata cronica perché c’è uno sfasamento temporale fra l’accertamento dell’entrata ed il momento dell’incasso. “Un’incapacità strutturale di far fronte ai normali pagamenti tale da esporre il Comune ad onerose azioni legali e a decreti ingiuntivi da parte dei creditori”, impietosamente relazionano la dottoressa Antonella Cicoria, responsabile dei conti, e la segretaria generale che si occupa anche del contenzioso, Nunzia Buccilli. Non ci sono fondi in cassa per pagare i debiti degli altri: quelli ad esempio fuori bilancio 2008-2011. Ammontano ancora a 522 mila euro le liquidazioni. E c’è il bilancio alle porte. D’Alfonso ha già dichiarato che non aumenterà di un centesimo la pressione tributaria, già altissima, sui pennesi. Dunque, l’Imu dovrebbe essere quella già decisa dal governo (lo 0,4% sulla prima casa, lo 0,76 sulle seconde) e l’addizionale Irpef resterebbe allo 0,7%. Cosa fare, allora?La ricetta la provano a fornire i tecnici che si sostituiscono ai politici. Sempre nella famosa relazione svelata da Il Messaggero, Buccilli e Cicoria invitano l’amministrazione a varare misure urgenti ed indifferibili. E perciò: tagliare la spesa corrente, reperire risorse che diano continuità gestionale, pagare gradualmente i creditori. “Il 2012-scrivono-è caratterizzato da diversi fattori di criticità per i quali si richiedono interventi straordinari. I rimedi che l’ente deve adottare devono essere incisivi e complessi: l’utilizzo di entrate straordinarie non può che essere temporaneo, a valere solo per il periodo necessario a ricondurre la situazione dell’ente ad un ordinario equilibrio di parte corrente”. Vendere immobili per garantirlo comporta infatti un progressivo impoverimento patrimoniale del Comune e l’aggravarsi di problemi strutturali qualora l’ente non disponesse più di immobili. Servono comunque nuove strategie, agendo sul tessuto socio-economico di Penne. Già, ma c’è una crisi che morde assai. “Un’accelerazione importantesi legge nella relazione che su questo punto si trasforma in un piano strategico- politico- potrebbe registrarsi adottando opportuni strumenti urbanistici tali da consentire il rilancio sia dei proventi da oneri concessori che quelli di carattere tributario, la concessione delle superfici per il fotovoltaico, eventuale implementazione sul territorio comunale di impianti che diano diritto a benefici economici. Occorre in ultimo attivare tutti gli strumenti giuridici ai fini della riscossione dei crediti dell’ente previa una ulteriore verifica degli stessi in sede di rendiconto di gestione”. Sull’urbanistica però, denuncia De Bonis del Pd, l’amministrazione è ferma. Intanto, l’assessore al bilancio Valeria Di Luca, per quanto battagliera, preme per incassare dall’Aca oltre un milione di crediti. Una fatica enorme che sbatte contro un muro di gomma quale quello dell’azienda consortile acquedottistica. L’amministrazione poi si dice sicura di recuperare i 300 mila euro del ministero della Giustizia per le spese di funzionamento degli uffici giudiziari. Ma bisognerebbe che forse capisse meglio che in ballo c’è la salvezza dei presidi di giustizia pennesi: una norma nazionale infatti taglia tutte le sedi distaccate operanti al di fuori dei capoluoghi di provincia. Atri ad esempio ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente i suoi immobili per mantenere in vita tribunale e giudice di pace. Forse proprio quei 300 mila euro, la Penne di oggi farebbe bene a lasciarli stare. 16 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA l’informazione è un valore primario Gentili lettori, Voi conoscete bene il valore dell’informazione e LACERBA, da DICIASSETTE anni, Vi informa sulla politica, sull’attualità, sulla cultura e sullo sport della zona Vestina. LACERBA è un patrimonio prezioso di informazioni che va preservato e aiutato nello svolgimento della sua attività. Ed è per questo che Vi chiediamo di versare un contributo di 20 € all’associazione culturale progetto domani che, in questo modo, Vi riserverà presso un’edicola, a Vs scelta, il giornale LACERBA. Inoltre, sarà sorteggiata una cena, per tre persone, a base di pesce da consumarsi in un noto ristorante locale. A B R CE A L Per qualsiasi informazioni telefonare ai seguenti numeri: 3939701736 o mandare una e-mail, con nome cognome e recapito telefonico, al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LETTERA APERTA AL SINDACO DEL COMUNE DI PENNE E AL PD DI PENNE Risulta che il locale PD abbia inviato una lettera al Sindaco di Penne per proporre una riflessione in ordine all’azione politica ed amministrativa attuata dalla maggioranza e dallo stesso Sindaco Rocco D’Alfonso. Tale riflessione, per poter essere proficua, dovrebbe prendere le mosse da quella ben più seria in ordine all’accertamento della “identità” del Sindaco; è ovvio che prima di ogni altra cosa vada esattamente individuato l’interlocutore con il quale si intende confrontarsi o riflettere. È una regola elementare! Si è avuto modo di notare che molti atti che provengono dal Sindaco risultano sottoscritti da “il Sindaco Prof. Rocco D’Alfonso” cosicché il Sindaco di Penne assume pubblicamente ed ufficialmente di possedere il titolo accademico di “professore”. Orbene, nel database del MIUR (Ministero dell’Istruzione Universitaria e Ricerca) il Dott. Rocco D’Alfonso non compare né quale professore associato né quale professore ordinario (di I e di II fascia). Presso l’UNIBO (Università di Bologna) risulta il Dott. Rocco D’Alfonso quale semplice “tutor didattico” che ovviamente è distante anni luce dal ruolo di professore (anche a livello retributivo). Insomma, sulla base di tali dati, sembrerebbe che il Sindaco di Penne non abbia alcun valido titolo per fregiarsi di quello accademico di professore. Ovviamente, il condizionale è d’obbligo poiché potrebbe verificarsi il caso in cui il Dott. D’Alfonso sia professore emerito o straordinario o, addirittura, docente presso qualche prestigiosa Università straniera. Dovrà essere lo stesso Dott. D’Alfonso a chiarire tale aspetto anche se qualche dubbio in proposito appare più che legittimo. Ora, se in effetti dovesse risultare che il Sindaco di Penne si attribuisce un titolo accademico che non possiede, è evidente che la riflessione che il PD è chiamato a fare è ben più grave ed urgente rispetto a temi troppo grandi per chi non ha ancora la cognizione piena del proprio interlocutore. È una riflessione che investe appieno la parte politica sostenitrice del Sindaco la quale dovrebbe continuare a dare fiducia e sostegno ad un personaggio che eufemisticamente può definirsi davvero singolare. Non si può nemmeno ipotizzare che il primo cittadino di Penne, della gloriosa Penne, ricorra a simili espedienti per accreditarsi agli occhi, fin qui chiusi, dei cittadini di Penne e delle istituzioni. La città di Penne ne uscirebbe mortificata e la sua credibilità nelle varie sedi istituzionali sarebbe seriamente compromessa; lo stesso PD, ove non prendesse le distanze dal Sindaco, dovrebbe avallare e sostenere un Sindaco sul quale ci sarebbe da discutere. La circostanza che vede il primo cittadino autoattribuirsi un titolo accademico anche in atti ufficiali, al di là degli aspetti di carattere giudiziario, è piuttosto imbarazzante. È una questione non solo d’immagine, ma anche e soprattutto di sostanza. Una persona che ostenta titoli accademici con la consapevolezza di non possederli pone più di un dubbio sulla sua reale capacità di governare una complessa macchina amministrativa come quella di Penne che vive momenti difficilissimi e per la quale occorrono polso, capacità, competenza e un serio curriculum lavorativo. A questo punto, pertanto, sia il Sindaco che il PD dovranno fornire un urgente chiarimento pubblico in ordine alla identità professionale del Sindaco di Penne; chiarimento da avvenire in forma ufficiale e cioè “carte alla mano”. Si auspica che il Sindaco possa dimostrare che in effetti assume la qualifica di professore avendone tutti i requisiti di legge. www.lacerbaonline.it 17 18 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Taglia e cuci alla francese: zero soldi al territorio La nuova Brioni è sorda. Pesci è il novello Umberto Angeloni di Berardo Lupacchini PENNE – Brioni ha chiuso i rubinetti. Il nuovo board, tutto di fuori ormai, non pare intenzionato a dare euro alla città che le ha dato i natali e che la ospita. Ne soffrono tutti: dal Penne calcio al premio di letteratura “Città di Penne”. A proposito della rassegna culturale internazionale: già l’anno scorso fu solo grazie all’intercessione di Antonio Bianchini che Igino Creati ebbe qualche aiuto: Pesci infatti si era opposto. Un altro problema per il sindaco Rocco D’Alfonso, che di soldi non ne ha proprio. Penne cioè non ha più santi in paradiso. Non può usare più la cassaforte aziendale che tanti benefici ( e voti) ha prodotto nel tessuto socioculturale vestino. Ma erano i decenni di Lucio Marcotullio e quelli della gestione di famiglia. Quella odierna è l’altra faccia della crisi pennese. L’uscita di scena del pennese Antonio Bianchini ha portato e sta portando alla ribalta nuovi capi: da Pesci, a Vittorio Quattrone, direttore dello stabilimento pennese, a Chevalier, a Luca Trabucco, direttore amministrativo e procuratore speciale sulla finanza, a Massimo Legnini, altro procuratore speciale su import ed export. Una Brioni perciò che non parla più il pennese dopo l’acquisto operato a novembre scorso e formalizzato dall’Antitrust a gennaio del marchio di alta moda. Che potrà produrre e commercializzare anche gli occhiali, dopo aver ampliato il proprio oggetto sociale. Eppure nel consiglio di amministrazione, insediatosi all’inizio di quest’anno, Brioni spa conterebbe ancora un paio di amici di Penne. Come ad esempio l’avvocato romano Ettore Perrone, genero di Gaetano Savini, co-fondatore della sartoria con il pennese Nazareno Fonticoli e papà di quell’Andrea che lasciò la carica di amministratore delegato nel luglio 2010, appena un anno dopo averla ricevuta: non se n’è mai saputo il perché. Ora lavora con la Ferrari, mentre il padre a Penne fu per molti anni sostenitore dell’Hotel dei Vestini, prima che lo facessero fallire i Di Campli e i Falone. Oltre a Perrone, ecco Antonella Di Simone, figlia di Anna Maria Fonticoli (e nipote di Nazareno), cognata dell’ex amministratore delegato Umberto Angeloni: uno che del territorio pennese poco si curava. La De Simone siede nel consiglio d’amministrazione insieme con la terna francese (Alexis Basseau presidente, Robert Palus e lo stesso monsieur Pinault) e i due avvocati d’affari: l’anzia- do straordinario di 60,5 milioni di euro, e dunque con tassazione di favore, grazie alla Fashion Private Equity, un soggetto Brioni costituito nel giugno del 2007 (sede sociale in Rue Mathias Hardt 8-10, con amministratore unico Marc Elvinger). Con una particolarità: il dividendo straordinario non proveniva da utili, ma da un mutuo accollato ai bilanci di Brioni, appesantiti fra il 2006 ed il 2007 anche per l’acquisto delle azioni di Angeloni e della consorte, di quelle di Marcotullio e dai 25 milioni spesi per comprare l’immobile milanese in via Gesù rilevando la società Ardora srl. A dicembre 2008 sparì la Fashion Private Equity perché rimpatriò in Italia dove prese il nome di Brioni group spa, poi trasformato di nuovo in Brioni Roman Style spa. Nel 2010 la capogruppo è diventata Brioni spa che due anni fa ha dato vita alla Roman Style spa, la quale ha in carico il ramo produttivo e 1.338 dipendenti. Un tourbillon di movimenti controllato dalla Guardia di Finanza che dal 2005 al 2008 ha verificato i conti del gruppo Brioni. Alla fine i rilievi contestati hanno portato a 180 mila euro di sanzioni. Ecco chi comanda no ed espertissimo Sergio Erede (condannato a un anno e mezzo per la bancarotta semplice causa il crac di Parmalat Finanziaria, pena sospesa ed appellata) ed Andrea Marchetti, che seguì gli azionisti di Brioni nella compravendita con la Ppr di Pinault. Grazie alla quale sono piovuti (e pioveranno) oltre 200 milioni di euro per gli ex azionisti di Brioni. Si aggiungono a quelli intascati nel 2008, quando Pesci era solo direttore commerciale. Oggi lui è l’amministratore delegato confermato dai francesi ed è il presidente della Roman Style spa. Quattro anni fa infatti i soci di Brioni incassarono nel paradiso fiscale del Granducato del Lussemburgo un dividen- Brioni SpA: Francesco Pesci (Amministratore Delegato), Ettore Perrone, Antonella De Simone, Sergio Erede, Andrea Marchetti, Alexis Babeau (Presidente CDA), Robert Palus e F. Henry Pinault. Collegio Sindacale: Renzo Maragotto (Presidente), Sergio Pennuto, Andrea Russo, Flaviano Moscarini e Vincenzo Donnamaria. Roman Style SpA: Francesco Pesci (Presidente), Luca Trabucco e Mehdi Benabadji. Collegio Sindacale: Andrea Ramon Sapienza (Presidente), Amerigo Di Bartolomeo e Gianluca De Marinis componenti. Supplenti: Tommaso Manella e Daniela Delle Fave. sport nazionale Apri un circolo ricreativo a soli 300 € ( affiliazione + 100 tessere ) da 100 tessere in poi il costo è di 1,50 cadauno inoltre nel prezzo ti consegniamo: - nulla osta somministrazione alimenti; - nulla osta somministrazione alcolici e superalcolici; - nulla osta giochi leciti di carte; - nulla osta biliardo e biliardini; - nulla osta giochi elettronici; - nulla osta feste e spettacoli; - nulla osta turismo sociale. Tutela legale fino a 10000 €. RCT fino a 1.500.000 € (responsabilità civile per danni verso terzi, compresi i danni verso la proprietà dei fabbricati e i danni postumi da somministrazione). RCO fino a 1.500.000 € (responsabilità civile per danni verso collaboratori, anche per i dipendenti INAIL) Per qualsiasi informazione tel. 3939701736. 20 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 21 Senso di Appartenenza “Senso di appartenenza ” è il titolo che l’autore, Mauro Soccio, ha dato al libro edito da “Gianluca Buccella”. Il 19 febbraio scorso presso il Castello Chiola, dentro davanti ad una sala gremita, Franco Farias giornalista RAI con pedigrì loretese, ha moderato la presentazione lodando il lavoro di Soccio. La presentazione è stata accompagnata da un brano, tratto dal libro stesso, letto da Jennifer Di Vincenzo, da un video e dall’interpretazione della poesia di Giorgio Gaber letta con patos e con la giusta interpretazione da Fausto Roncone. “ Non un libro sui generi – dice nel suo intervento Mauro Soccio - è qualcosa di più. Il libro è il racconto della società loretese nei primi anni del Duemila. E’ una summa di tutte le nostre attività sociali e culturali. E’ un romanzo ovvero un’enciclopedia del costume loretese. E’ un chek-up della nostra comunità, un vademecum prezioso per tutti e soprattutto per chi è preposto alla guida amministrativa della cittadina. L’anima della cittadina in un ritratto lungo sette mesi di manifestazioni che poi nel loro insieme hanno costituito l’evento dell’anno, il Trecentenario di san Zopito: questo è il libro che ricorderà per sempre ciò che è riuscito a realizzare la cittadina in un momento sociale ed economico molto critico. Ma sarebbe stato ingiusto, e questo è il rischio che si è corso, buttarsi alle spalle il 2011 senza prima averne tratto almeno un prezioso insegnamento: quando viene stimolata nei suoi valori autentici Loreto c’è, sa rispondere con convinzione e generosità. Questo ho capito nel curare la redazione del libro e perciò il titolo non suoni come un’esagerazione bensì una precisa constatazione. Forse qualcuno si sarebbe immaginato un libro diverso, soprattutto accostando il nome del suo curatore alla sua produzione editoriale nell’ambito regionale: le immagini sarebbero state protagoniste assolute. Non è il caso di questo libro, o meglio non è esattamente così, per il semplice motivo che la tipologia narrante degli avvenimenti imponeva una scelta editoriale ben precisa: immagini (tante) a corredo dei testi per una immediata documentazione ma essenzialmente spiegare dettagliatamente ciò che è avvenuto anche dietro le quinte ovvero nella preparazione e poi nella fruizione degli avvenimenti nel nostro territorio nella particolare occasione. Dare voce, finalmente, a tutti coloro che si sono impegnati in prima persona per contribuire spassionatamente alla riu- scita dei festeggiamenti. Di solito vivono nell’ombra questi City Angel dell’animazione sociale, o meglio, ogni tanto fanno capolino soprattutto nel carniere dei fotografi caccia- tori di feste, ma mai che siano ricordati per sempre. Li abbiamo stanati uno ad uno e portati sotto la luce dei riflettori. E’ il grande merito del libro, quello di di CIRONE LILIANA aver dato la possibilità a tutti di essere protagonisti e di essere ricordati come tali, parti integranti della storia locale. C’è il popolo di Loreto nel volume oltre ai tanti che hanno scritto, ai tanti che hanno fotografato ed ai tanti ad essere stati fotografati. Personalmente, da novello pensionato, ho prestato la mia opera nel più completo spirito di volontariato, nulla chiedendo in cambio, se non la totale autonomia nella sua redazione . Stiamo semplicemente dando un esempio, cari signori, di come ci si può opporre all’espansione di un’antica “malattia” di natura sociale e politica che attanaglia Loreto da tempo, quel “Guelfo-ghibellinismo” cronico che impedisce alla cittadina di alzare lo sguardo verso orizzonti più ampi. Questo virus anti-progresso, di vero stampo medioevale è la causa principale di ogni disagio sociale. E se non lo combattiamo quotidianamente, la nostra Loreto, la nostra identità, verranno spazzate via lentamente ma inesorabilmente. Saremo tutti figli di nessuno ”. C.da Conaprato, 32 - 65017 PENNE (PE) Tel.Uff. 0858279818 - Tel.Ab. 0858270385 - Cell. 3398253250 www.mobilicirone.com TRASLOCHI 22 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina L’ARTE AUTENTICA DI GABRIELE di Jennifer Di Vincenzo Non passa mai inosservato, c’è qualcosa in lui che colpisce, che attrae. Non è la semplice bellezza, l’altrettanto semplice simpatia, la più elaborata ironia o la sensibilità. E’ un intreccio perfetto di queste qualità che colpiscono chi ha la fortuna di conoscere Gabriele D’Amico, giovane ragazzo loretese. E le sue qualità non colpiscono solo i suoi amici o chi viene rallegrato quotidianamente dalla sua travolgente simpatia, hanno colpito molto più profondamente anche il regista Marco Risi. Gabriele ha un sogno, quello di fare l’attore, e ogni giorno coltiva questa sua passione, non sui libri, non dietro a corsi di dizione, non dietro estenuanti file per provini al GF, la coltiva semplicemente dilettando i suoi amici, i suoi conoscenti, regalando sorrisi a chiunque entri in contatto con lui, essendo se stesso. Non è semplice spiegare in cosa consistono le sue doti artistiche, perché non sono mai scontate. Parlando con Gabriele non si riesce mai a capire fino in fondo se stia facendo sul serio o meno. Per molto tempo ha fatto il barista ai Parioli, ed è in questo contesto che il regista Marco Risi inizia ad innamorarsi di questo suo sorriso malinconico, della sua attitudine nel servirgli il caffè, ogni giorno in un modo diverso. Mi raggiunge in redazione, è preoccupato che troppi articoli su di lui possano farlo passare per un presuntuoso, è umile in una maniera inverosimile. Insisto per avere questa intervista e lo convinco. Gabriele perché questa tua passione per la recitazione? Perché se si ha la fortuna di poter fare l’attore si ha la fortuna di poter rimanere bambino per tutta la vita. Quando ero piccolo la mia prima passione è stata quella per il canto, mi sono sempre sentito a mio agio in situazioni in cui ero protagonista, essere sotto i riflettori, avere vestiti più sgargianti di quelli degli altri. Ti senti un po’ diverso in questo. Qual è stata la tu prima esperienza recitativa? La mia prima esperienza è stata con Guido Chiesa in “ Quo vadis baby” , prodotto da Gabiele Salvatores, una serie che hanno mandato in onda su Sky dove interpretavo la parte di un barista che lavorava in un bar dove si svolgeva un atto di violenza. E’ stato mandato in onda anche su Italia uno, ma in seconda serata. Raccontaci dell’incontro con il regista Marco Risi. Quando mi sono trasferito a Roma ero lì con tanti sogni, uno dei quali era appunto fare l’attore. Ho trovato subito lavoro come barista nel quartiere Parioli. Questo mi consentiva di guadagnare e al contem- po di incontrare grandi artisti come Sergio avevo preparato il caffè, avevo scherzato Castellitto, Alba Parietti, Nino Benvenuti. con lui, gli avevo fatto le mie battute, sen- Avevo più volte parlato con Marco Risi, gli za sapere chi fosse. LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Io sono nato con i film di Marco Risi come “Mary per sempre” , “ Soldati”, “ Il Branco”, “La mano de Dios” ma anche molti altri. Io non sapevo chi fosse perché il regista non è come l’attore, è dietro la macchina. Dal momento in cui sono venuto a conoscenza della sua identità lui per me è diventato “ Sua Santità”. Lui ha sempre visto in me un ragazzo nostalgico, un po’ come Totò, che dava tutto se stesso per rincuorare gli altri. Io amo far sorridere gli altri, vedere che sono felici per qualcosa che ho appena detto. Ogni giorno io cercavo di conquistarlo in qualche modo. Mi inginocchiavo chiamandolo Santità, gli ho persino dedicato una canzone. Per me era ed è un idolo, in me era forte il desiderio di averlo amico, questa cosa mi onorava. Un giorno mi disse che nel suo prossimo lavoro ci sarebbe stata una parte per me. Ed è stata qui la mia fortuna. Di aver incontrato la persona importante che mi ha fatto una promessa importante che poi ha mantenuto. Non è da tutti. Mi chiese di iniziare a muovermi per imparare il cha cha cha . Ho fatto dei corsi per riuscire in questo, che si tenevano nei week end, il tutto sovvenzionato dalla produzione. Parlaci un po’ del personaggio che interpreti: Io sono un ragazzo triste e allo stesso tempo un po’ fuori di testa. Sono un barista, sposato con una donna che mi tradisce continuamente e per risollevarmi un po’ il morale mi iscrivo a delle gare di cha cha cha. Sono amico di Corso, alias Luca Argentero, l’unico vero amico con il quale si instaura un feeling, che è il protagonista del film, un ex poliziotto. Il film è un thriller poliziesco. Gabriele per questo film hai studiato, fatto corsi di dizione? Assolutamente no. In questo è stato bravissimo Marco Risi che mi prendeva da parte e mi incoraggiava a tirare fuori una parte di me, cercando ovviamente di utilizzare un italiano standard, ma senza esagerare. A lui interessava che io mantenessi la tonalità di ragazzo un po’ angosciato. www.lacerbaonline.it 23 Mi diceva di essere il più possibile me stesso. Quando uscirà nelle sale questo film? La prima ci sarà a Settembre. Per l’uscita nelle sale si attende il responso della critica e della stampa anche se molto probabilmente sarà proiettato durante le festività natalizie Qualche aspetto inedito. Com’è vivere sul set? E’ molto bello. Tutti i costumisti, le truccatrici, le parrucchiere hanno attenzioni per te e si preoccupano del tuo benessere. Sono molto gentili, cercano di metterti a tuo agio sempre. Erano convinti che fossi un attore di lunga data perché vedevano la gentilezza che il regista Marco Risi riservava per me. le, se tu non fossi stato quello che sei, Marco Risi avrebbe apprezzato il tuo buon caffè ma poi sarebbe finita lì. Ogni volta che lui entrava per prendere il suo caffè io ci mettevo il mio humor, ogni mattina cercavo di inventarmi qualcosa di nuovo per farlo sorridere. Per me era una missione questa, farlo sorridere, dire qualcosa che lo rallegrasse. Mi sento di ringraziarlo profondamente perché mi ha consegnato una nuova vita, che magari finirà da qui a poco ma per un periodo mi è stato concesso di vivere questa esperienza, di assaporare questo mondo che tanto sognavo, di provare a farcela. Sappiamo che c’è anche un al- arma vincente. Sono protagonista di questo spot e anche del secondo spot in cui sono insieme a due ragazze molto belle e brave, anche loro attrici nel film di Marco Risi. Siamo piaciuti molto al produttore esecutivo che ha apprezzato la nostra puntualità e serietà. Quando mi hanno comunicato che ero stato scelto tra i tanti aspiranti non ci credevo. Questa pubblicità andrà in onda dal 20 Aprile in poi su rete nazionale. Grazie a Marco Risi e alla possibilità che mi ha dato sono stato subito coinvolto in questo altro progetto, una sorta di effetto a catena. Come vedi il tuo futuro? Non amo fare progetti lunghi, Infatti mi trattava sul set come fossi un figlio, e mi ha anche regalato una scena che non era prevista. Grazie. Hai la possibilità di usare questa parola. Per chi? Il mio primo grazie è per Marco Risi che mi ha dato la possibilità di fare quello che per me era un sogno. Il secondo grazie lo dico a me stesso perché non ho mai smesso di sognare, e non è facile. E’ un sogno inarrivabile per molti, quindi le persone che mi circondavano non hanno mai creduto che realmente potessi farcela. Davvero uno su mille ce la fa. Grazie alla costanza e alla determinazione che non mi hanno abbandonato mai. Molto probabilmente Gabrie- tro progetto, che questa volta però ti vede protagonista. Sul set di questo film sono stato notato per la somiglianza con un Re che è l’immagine pubblicitaria di un noto caffè. Sono stato invitato al casting. Mi sono presentato, sono piaciuto ai clienti e sono stato subito scelto come nuovo testimonial. Eravamo una ventina di uomini e una quarantina di donne. C’erano persone molto preparate, ma loro sono stati colpiti dalla mia somiglianza fisica con il Re e dal fatto che sono un barman. Mi hanno fatto mettere di profilo e molto probabilmente il mio naso, quello che per consuetudine verrebbe considerato un difetto, è stata la mia mi piacciono le sorprese. Grazie a se stesso, alla sua capacità di entrare nel cuore delle persone per Gabriele si è aperta una porta, di quelle grandi, ma che lui con umiltà tiene molto a ridimensionare. La sua autenticità vera e genuina è stata in grado di colpire un grande regista. Gabriele non ha dovuto fare ritocchi per i suoi difetti fisici, per lui sono stati il cavallo di battaglia, non ha dovuto fare nessuna forzatura su se stesso, non si è sforzato di mostrarsi per quello che non è, è semplicemente stato se stesso. Lui la chiama fortuna. Noi lo chiamiamo talento. In bocca al lupo Gabriele…davvero col cuore! LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 25 Rubrica a cura del Dott. Ivan D’Attilio Finanza agevolata Marzo 2012 Questa Primavera buone notizie arrivano dal fronte della finanza agevolata regionale. In particolare sono state attivate sul territorio Abruzzese una serie di misure e di incentivi rivolti alle piccole e medie imprese, sottoforma di finanziamento a fondo perduto. LA CRESCITA E’ DONNA. Il bando attivato consiste nell’erogazione di incentivi alle imprese ovvero alle persone, finalizzate ad incrementare le opportunità di occupazione delle donne residenti in Abruzzo anche attraverso strumenti di conciliazione e di pari opportunità per l’accesso al lavoro. L’aspetto più interessante è la previsione di incentivi a fondo perduto alle donne per la creazione di nuove imprese ed a copertura totale (100%) delle spese da sostenere o già sostenute per l’investimento previsto nel piano (limite massimo 25.000,00 €). Sono finanziabili progetti imprenditoriali appartenenti a qualsivoglia settore di attività, ed i costi ammissibili ricomprendono: Costi strettamente attinenti l’avvio dell’iniziativa imprenditoriale (ad es. costituzione della società, redazione del piano di fattibilità, etc.); Costi relativi agli investimenti (ad es. Allacciamenti, impianti, macchinari, attrezzature, licenze brevetti, software, ristrutturazione ed adeguamento dei locali, etc.); Costi relativi alle spese di gestione del 1° anno di attività (ad es. materie di consumo, semilavorati, utenze e canoni di locazione dell’immobile, oneri finanziari, polizza fideiussoria, etc.). LAVORARE IN ABRUZZO 2. I finanziamenti a fondo perduto sono concessi per incentivare l’assunzione a favore delle seguenti categorie di destinatari: lavoratori svantaggiati; lavoratori molto svantaggiati; lavoratori disabili. Tali lavoratori devono essere assunti con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (anche a tempo parziale, purché non inferiore a ventiquattro ore settimanali). È prevista l’ammissibilità anche delle trasformazioni di rapporti di lavoro flessibili in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e dell’incremento delle ore di lavoro, per i lavoratori già assunti part-time a tempo indeterminato. Il bando attivato prevede quali beneficiari dei contributi tutti i datori di lavoro/imprese con sede legale e/o un’unità operativa ubicata sul territorio della Regione Abruzzo e ricadenti nei comuni ricompresi nelle cd. “Aree di crisi”. L’intensità massima del contributo è di 10.000,00 € a lavoratore, da riparametrare a seconda della tipologia di lavoratore ed a seconda del contratto di lavoro posto in essere. LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Sono ancora disponibili le serigrafie numerate dell'opera realizzata da Pino Procopio in edizione limitata E il liceo sbanca in tv PENNE - Il liceo “Luca da Penne-Mario dei Fiori” vince e convince nella puntata di “Per un pugno di libri”, il programma della domenica di Rai3 dove si respira cultura nella sfida a colpi di citazioni ed autori di testi fra scolaresche. Chi volesse acquistarne una copia può contattarci a [email protected] o ai numeri 3397585454 oppure 3939701736 Quella vestina si è imposta su quella romana dell’istituto superiore “Maria Montessori” accumulando ben 48 punti nelle varie prove: un punteggio piuttosto alto che potrebbe proiettare la V classe della sezione A del liceo pennese alla fase finale della trasmissione condotta da Piero Dorfles e Veronica Pivetti. La quinta pennese, in cui spiccano quattro scacchiste giunte alle fasi nazionali, è stata accompagnata dalla professoressa di lettere Simona Castiglione. I ragazzi hanno dato dimostrazione di solidità vincendo lo scontro diretto con gli antagonisti capitolini in ciascuno dei sei test proposti, brillando soprattutto in quello di “Fuori gli autori”. La quinta A comunque ha gareggiato dovendo leggere e prepararsi sul libro “La morte della Pizia” di Friedrich Durrenmatt. Una pizia, ovvero la sacerdotessa del mondo greco che pronunciava gli oracoli in nome di Apollo nel santuario di Delphi, costretta a lavorare per finanziare la ristrutturazione del tempio, ma piuttosto dispettosa al punto di in- ventare per un inesperto e giovane Edipo la più assurda delle profezie: ucciderà suo padre e andrà a letto con la madre. Tutto si avvererà: una riflessione sul senso della verità ”E’ un’esperienza positiva - commenta la professoressa Castiglione, coordinatrice del dipartimento letterario ed artistico- Magari si potesse studiare così più spesso. Comunque mettersi in gioco, per loro e per me, è stato molto importante”. Per l’istituto statale d’istruzione superiore pennese, nato il primo settembre dalla fusione del liceo con l’istituto d’Arte “Mario dei Fiori”, non era la prima volta a “Per un pugno di libri”: vi fu ospite tre anni fa. La scuola, diretta dal professor Paolo Andrea Buzzelli, vive una dimensione nuova dopo l’accorpamento da cui derivano più indirizzi: classico, artistico, delle scienze umane e scientifico. Una realtà fatta di varie strutture, alcune ancora danneggiate dal sisma del 2009, ma che soprattutto può contare su una biblioteca arricchita da ben 15 mila testi. www.lacerbaonline.it 27 LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 29 La cura per l’immortalità (Da un racconto del mio nonno paterno, Giuseppe) di Tonino Testa Uno dei più grandi filosofi dell’umanità, Aristotile, affermava: “Tutti gli uomini sono mortali e io che sono un uomo, quindi sono mortale”. Dopo vari secoli un altro filosofo tentò di contraddire (ma con scarso successo) il filosofo greco sostenendo un’altra tesi: è probabile che tutti gli uomini siano mortali, io sono un uomo, quindi è probabile che io sia mortale. Comunque il problema della morte accomuna tutti gli uomini, ricchi e poveri, deboli e potenti, filosofi, scienziati e uomini comuni; la morte non guarda in faccia a nessuno: è spietata; l’uomo combatte la morte pur sapendo che essa è invincibile ed invisibile: è un’impari lotta persa sin dall’inizio!Un ricchissimo signore, alcuni secoli fa, voleva risolvere a tutti i costi questo angoscioso problema, disposto a pagare qualsiasi somma di danaro. Non voleva proprio morire: lasciare tutte le sue ricchezze, rinunciare alla sua potenza e al suo secolare castello, era motivo per lui di profonda angoscia. Un bel giorno chiamò il più fedele dei suoi servi, Gervaso, e gli disse:”Sella il cavallo, recati in tutti i paesi vicini e conduci al castello tutti i medici della zona, voglio un consulto”. Gervaso ubbidì. Quando tutti i medici furono dinanzi al ricco signore questi, con tono autoritario e minaccioso, parlò così:”Signori medici, qui alla mia destra ho un sacco pieno d’oro e alla mia sinistra una mannaia ben affilata; se riuscirete a trovare un farmaco che mi darà l’immortalità, tutto l’oro sarà vostro, altrimenti sarete decapitati, non ci sarà via di scampo. Passarono diversi mesi e il ricco signore apprese che in un piccolo paese c’era un giovane medico laureato da poco e pensò che fosse più aggiornato degli altri sui progressi della scienza. Ancora una volta ordinò al servo di condurlo al castello. E così avvenne. Il signore rivolse la stessa domanda, ponendo le stesse condizioni al nuovo arrivato. Il giovane medico, che era a conoscenza della triste sorte toccata ai suoi colleghi, non si perse di coraggio, anzi senza indugio disse:”Mio caro signore, mi meraviglia molto il fatto che i miei colleghi non abbiano dato risposta positiva al vostro desiderio, la cura è semplice: voi per vivere in eterno dovete mangiare un pollo al giorno. Solo così avrete l’immortalità!”. Il signore fece salti di gioia e subito aggiunse:”Non potevate darmi rimedio migliore…pertanto, ecco…prendete…il sacco d’oro è vostro”. “Ma scusate- aggiunse- il pollo lo debbo mangiare al mattino, il giorno o la sera, tutto insieme oppure metà per volta?”. “L’essenziale è che mangiate un pollo al giorno, il modo e il tempo non hanno importanza”, rispose il medico. Per molti anni il signore godette di ottima salute e pensò di essersi ormai liberato dal pensiero della morte. Un mattino, però, non riuscì ad alzarsi dal letto, gli mancarono le forze. Preoccupato, volle che il servo gli riportasse al capezzale “quel giovane medico”, diventato ormai vecchio. “Dottore- disse con voce fioca- le forze mi mancano, non riesco a respirare… ho la sensazione di morire…! Vi prego, trovate un nuovo rimedio, al più presto”. “Ma caro signore, avete seguito la mia cura?”. “Scrupolosamente-rispose-ho mangiato un pollo al giorno, fino a ieri…”. “Questa mattina l’avete mangiato?”. “Ho provato, ma non ci riesco, non posso ingoiarlo…”. “Avete interrotto dunque la mia cura…Mi dispiace…Allora, caro signore è la fine…”, concluse il medico. Accomiatandosi, Gervaso gli chiese:”Dottore, che sarà del mio signore: vivrà?’”. “Caro Gervaso, di malattia non si muore, ma di morte…sì!”. In alto: Giulio Romano “Allegoria dell’immortalità”, che molte iconografie hanno indicato come trasposizione in immagini del De Anima di Aristotele, del De Immortalitate animae di Pomponazzi, della Gigantomachia di Claudiano e delle Metamorfosi di Ovidio LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Versa 10 € all’associazione Culturale Progetto Domani ed avrai una copia del libro curato da Mauro Soccio www.lacerbaonline.it 31 Laggiù qualcuno non ci ama di Fausto Bufarale Conoscete la favola del pifferaio magico? Si che la conoscete. C’era un paese invaso dai topi, il pifferaio li portò fuori, ma non fu pagato. E allora si vendicò nel peggiore dei modi, portò fuori dal paese tutti i bambini ed il paese divenne triste. Oggi, miei cari lettori, vi parlerò ancora di quel reparto sui monti dove nascono i bambini, magari mi direte che gli anziani ripetono sempre le stesse cose, ma sono sicuro ci divertiremo anche stavolta. I fatti risalgono allo scorso periodo natalizio, quando, tra muschio del presepe e deliziosi cacionetti, qualcuno a Pescara si dimenti- pediatra. Eccolo qua, meglio se donna perché ho delle bellissime amiche pediatre. A questo punto, se, come diceva Braccobaldo, siamo tutti qui per vedere Braccobaldo show, il parto si può fare a Penne, perché spendere soldi e mettersi a rischio trasporto per le future mamme ed i futuri inquilini del mondo? Poi una cosa che non digerisco, come i peperoni fritti alla sera, é la seguente. Da Pescara a Penne i sanitari fanno storie a venire, non c’è la rianimazione neonatale, non ci sono le gomme termiche all’automobile in inverno, non si trova il ghiaccio per le emorroidi d’estate. Ma cò che altrettanto deliziosi cacionetti e cacionette erano in attesa a Penne per uscire dalle pance delle mamme. C’erano da organizzare i turni di ferie e quale migliore risoluzione se non chiudere il reparto di Penne per rinvigorire con personale montano le meritate vacanze natalizie dei pescaresi. Ma il coraggio, all’ultimo momento venne meno. Nessuno si sentì di apporre il lucchetto al reparto, forse perché, come le bollette, prima o poi le elezioni arrivano. Allora che si fa? Si mette l’ostetrica reperibile. E solo per il parto precipitoso. Ma se il parto é precipitoso può anche accadere che il secondamento, o espulsione della placenta, non sia altrettanto precipitoso, e siccome la placenta é una focaccina ripiena di sangue, bisogna portare la signora in sala operatoria, cioè, detto alla pennese, ci vò lu metiche. E quindi fu aggiunto il ginecologo reperibile. Ma una volta nato il pargolo deve essere sano, paffuto, colorito, frignante e scorreggiante, per cui che ci vuole? Il quando c’era necessità di lavorare, ed il sottoscritto, consentitemelo miei amati lettori, se ne andò a fare le guardie mediche in Veneto, pur di avere un posto di lavoro, e questo fa onore ai colleghi, a Penne ci venivano anche a piedi, come i pellegrini delle vie francigene, cantando salmi a Nostro Signore. A tutt’oggi il reparto, fortunatamente, lavora a pieno ritmo. Oltre ai valenti amici ginecologi e ginecologhe é arrivato un brillante chirurgo, e se, sfortunatamente una ghiandola del Bartolini o un follicolo fanno le bizze, non bisogna andare da un paese pedemontano fino al mare. Il titolo l’ho rubato e parafrasato. ”Lassù qualcuno mi ama” é il film della vita del pugile Rocky Graziano, interpretato dal grande ed indimenticabile Paul Newman. Ecco, pennesi ed amici dei dintorni, noi, nel difendere l’esistenza del reparto di Ostetricia a Penne, dobbiamo essere rocciosi e decisi come Paul Newman nel film. Promesso? LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Genitori e Figli Quelle letterine per Gesù Bambino L’Associazione “Mamme della Ringa“ è nata l’estate scorsa attraverso le riflessioni di alcune mamme che, forse un po’ nostalgiche o forse realisticamente, hanno capito che il bene per i propri figli è dato dall’insegnamento di principi semplici e realistici, gli stessi che i propri genitori in passato hanno loro trasmesso. Il gioco comune, il rispetto delle regole, le corse in bicicletta, il gioco della campana, nascondersi per non farsi fare “tana“, divertono ed impegnano i nostri bambini rendendo piacevole il luogo in cui essi si trovano, riempendolo di risate e di voci infantili che a chiunque fa tornare in mente la spensieratezza tipica del fanciullo. I nostri progetti sono ispirati a fare emergere la creatività, la fantasia e la sensibilità nei nostri figli in un’epoca in cui tutto è appiattito da “nintendo“ & co, dall’apparire e non dall’essere, dal bul- lismo esaltato anche da chi dovrebbe reprimerlo. Crediamo fermamente in ciò che stiamo facendo e abbiamo già sperimentato, attravreso le iniziative del periodo natalizio, che questo modus operandi è positivo per noi ma soprattutto per i bambini che crescono anche emotivamente. Una delle iniziative più recenti è quella chiamata “Una letterina per Gesù Bambino“, da cui abbiamo selezionato alcuni lavori tra i tanti che i bambini ci hanno scritto. Simonetta Palombaro www.lacerbaonline.it 33 34 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA l’informazione è un valore primario Gentili lettori, Voi conoscete bene il valore dell’informazione e LACERBA, da DICIASSETTE anni, Vi informa sulla politica, sull’attualità, sulla cultura e sullo sport della zona Vestina. LACERBA è un patrimonio prezioso di informazioni che va preservato e aiutato nello svolgimento della sua attività. Ed è per questo che Vi chiediamo di versare un contributo di 20 € all’associazione culturale progetto domani che, in questo modo, Vi riserverà presso un’edicola, a Vs scelta, il giornale LACERBA. Inoltre, sarà sorteggiata una cena, per tre persone, a base di pesce da consumarsi in un noto ristorante locale. LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Lo scorso sabato 10 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Rene, presso il Centro di Nefrologia e Dialisi del Presidio Ospedaliero “San Massimo” di Penne è stata offerta la possibilità di sottoporsi gratuitamente a una visita specialistica. L’iniziativa ha riscontrato un buon successo, e delle trentuno persone che hanno aderito ben ventuno erano alla loro prima visita presso il Centro. Nel corso delle visite, della durata di circa quindici minuti, è stata effettuata la valutazione della funzione renale attraverso il calcolo del filtrato glomerulare, controllo della pressione arteriosa, il controllo degli esami di laboratorio portati dai pazienti e, ove veniva riscontrata una malattia metabolica, valutazione dello stato nutrizionale con esame bioimpedenziometrico. “Il riscontro alla nostra ini- ziativa è da ritenersi positivo, ha commentato il dottor Mario Liani, direttore del Centro, “segno che la consapevolezza sulla necessità di effettuare una corretta azione di prevenzione sta crescendo tra i nostri concittadini; il fatto che su trentuno visitati solo sei fossero affetti da diabete conferma questa accresciuta sensibilità”. A seguito della diagnosi personalizzata, è stata prospettata in alcuni casi la possibilità di iniziare una terapia basata sull’utilizzo del macchinario New Health 9000, sperimentato proprio a Penne negli ultimi anni. TU Tu principessa altera e dolce e bella e ancora bella, come belle sono di Ribera le arance, non disperdere nell’isola l’emozione che t’assalì un mattino di primavera, al tiepido raggio di sole, in quello spazio di libertà che milvio ci regalò; Per qualsiasi informazioni telefonare ai seguenti numeri: 3939701736 o mandare una e-mail, con nome cognome e recapito telefonico, al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] 35 UN RENE PIENO DI VITA Tu, brivido perenne del mio animo, sii gentile al pensiero dell’anima mia; A B R CE A L www.lacerbaonline.it Tu, come un glicine delicata, elegante come una sella di pony, nello sguardo bruno, nella mente fiera e nel cuore immenso conserva, in ogni istante, lo stupore settembrino che arrestò i respiri su quell’incredula mattonella dove un amore, intenso sin dal primo istante, stellato come una notte di buon consiglio, solenne come portico d’antichi passi cittadini, ritrovò il suo sentiero. E su una finissima sabbia, una musica lo cullò. Tu, occhi scuri dal sorriso d’angelo, con calma levigata come la tua pelle di luna, sogna la voce di Nazim: il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto. IO I benefici di tale cura sono apparsi da subito evidenti, tanto che già dopo una singola seduta di trenta minuti si potevano riscontrare dei miglioramenti commisurabili del metabolismo basale e dell’irrorazione dei tessuti periferici. Al momento, la mancanza di strutture adeguate e di un congruo numero di macchinari fa sì che il New Health 9000 possa essere utilizzato solo nei pazienti che hanno la prospettiva di dover sottoporsi a intervento chirurgico. Solo in futuro, qualora vi fosse un potenziamento della capacità operativa del Centro di Nefrologia, la nuova terapia potrebbe essere messa in atto in un’ottica di prevenzione, a beneficio di una platea molto più ampia. Prosegue intanto l’attività del dottor Liani, dei suoi collaboratori e dell’intera equipe volta a promuovere la nuova tecnica: terminata la fase di sperimentazione, il prossimo passo sarà quello di sottoporre i dati raccolti a comitati scientifici per poterli discutere e condividere, in modo da estendere progressivamente la conoscenza e l’impiego del macchinario a beneficio dei pazienti diabetici. di Alessio Turchi 36 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Gli afflitti 37 Il gruppo pennese c’è e si vede di Francesco Di Giorgio figli di genitori separati, all’isolamento degli anziani, allo sfruttamento dei minori, allo sbandieramento della prostituzione. Gesù, il figlio di Dio, ci ha insegnato:”Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. Questo comporta chiaramente l’obbligo di aiutare il fratello in difficoltà, standogli vicino, amandolo e pregando per lui. Un giorno renderemo conto a Dio del nostro operato ed Egli sarà ad ognuno secondo i meriti. A tutti coloro che sono nella sofferenza, nel dolore, nell’afflizione, Gesù ha fatto una grande promessa: “Beati gli afflitti perché saranno consolati!”. Non c’è cuore umano senza dolore, e dunque neppure il tuo. Ma non sciupare le tue lacrime: se le versi per www.lacerbaonline.it Alpini cioè italiani Meditazioni di spiritualità Da sempre il dolore ha accompagnato l’uomo. Quando poi la sofferenza raggiunge l’acme, diventa una costante e genera afflizione. Ma le cause dell’afflizione possono essere tante. Afflitti sono anche coloro che non vengono riconosciuti nei meriti; persone tradite nelle loro speranze, soffocate nelle loro possibilità. Nella società il cambiamento dei valori, che vede sostituire all’amore, all’amicizia, al rispetto reciproco, all’umiltà, la fama, la ricchezza, il successo, il potere, ha portato e porta ad un degrado. Spesso vige la legge del tutto è lecito e a pagarne le conseguenze sono i più deboli. Basti pensare agli omicidi, all’aumento del numero dei suicidi e dei tentati suicidi, ai LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina 15 Ottobre 1872: il Re Vittoro Emanuele II firma il decreto che istituisce le prime compagnie di truppe alpine. Ebbe così inizio la storia di un’Arma che si è conquistata onori e rispetto su tutti i campi di battaglia del secolo appena trascorso, e che oggi, nel 150° anniversario dell’Unità, rappresenta una delle Istituzioni maggiormente rappresentative della nostra Nazione. Gli Alpini, protagonisti di alcune delle più toccanti epopee del Novecento, dal Carso alla tragedia russa, hanno sempre dimostrato senso del dovere, spirito di corpo e una forte solidarietà fra commilitoni, valori che accompagnano i membri del Corpo anche dopo il congedo. terra diventeranno fango, se le rivolgi al cielo, brillano come perle al sole. Gli uomini non le raccolgono perché ne ignorano il valore. Ma c’è chi le conosce, chi le raccoglie se tu gliele porgi e le conta a una a una e LACERBAONLINE.IT Naviga sul nostro sito: troverai notizie in tempo reale e approfondimenti. Partecipa ai sondaggi, commenta le news, resta informato sull’area vestina. le semina per trarne frutto di consolazione nelle aiuole eterne. “Tutte le pene di questa vita sono nulla”-al dir di San Paolo- in confronto della gloria che ci spetta”. L’esperienza durissima della Grande Guerra, unita a un ritorno alla normalità che deluse gran parte delle aspettative di chi aveva combattuto, portarono un gruppo di reduci a costituire a Milano, l’8 luglio 1919, l’Associazione Nazionale Alpini (ANA), allo scopo di mantenere e rafforzare la fratellanza tra gli appartenenti al Corpo e perpetuare i valori in cui essi si riconoscevano. sono i cosiddetti “aggregati”, vale a dire persone che non hanno prestato il servizio militare negli Alpini, a riprova dell’apertura del Corpo alla società civile. Dal punto di vista strutturale, l’ANA è articolata in 113 Sezioni, di cui ottantuno in Italia e trentadue all’estero, e 4359 Gruppi. Anche a Penne è presente un Gruppo, fondato nell’immediato dopoguerra con la Avrebbero potuto aderire non solo coloro che avevano militato nel Corpo fino a quel momento, ma anche quanti in futuro avessero prestato il servizio militare nelle truppe alpine: ciò fu stabilito per sottolineare l’impegno degli associati a portare e tramandare i valori fondanti degli Alpini alle nuove generazioni. Accanto agli scopi storici dell’ANA, sempre crescente importanza hanno avuto gli interventi di solidarietà, sia in occasione di calamità come terremoti e alluvioni, sia a favore di persone meno fortunate, tramite raccolte fondi, collette alimentari e il lavoro volontario dei soci. Dal 1987 è attiva la Protezione Civile dell’ANA, dotata anche di un ospedale da campo, per meglio intervenire, in Italia e all’estero, in aiuto delle popolazioni colpite da disastri naturali Nel campo della solidarietà, e non c’era da dubitarne, gli Alpini si sono distinti, guadagnandosi riconoscimenti ufficiali e la gratitudine di centinaia di migliaia di persone soccorse. L’Associazione conobbe fin dai primi anni di vita un notevole successo, e a oggi conta più di 381.000 soci, di cui oltre 75.000 collaborazione del colonnello degli Alpini, in seguito Generale, Giacomo Lombardi, e intitolato al sottotenente Tommaso Cutilli, disperso in Russia. Attualmente il Gruppo di Penne conta circa 130 soci, e si prodiga in numerose iniziative di volontariato. Ne abbiamo parlato con il Segretario Tesoriere, Bruno Ricci, che ha così descritto l’opera degli Alpini pennesi: “Il nostro spirito non è quello di togliere lavoro a coloro che lo fanno per mestiere, ma di impegnarci per realizzare cose che altrimenti non potrebbero essere fatte” Tra le attività del Gruppo Alpini di Penne da menzionare vi sono senz’altro la pulizia della storica fontana dell’Acquaventina, avvenuta anni or sono, la riverniciatura dell’asilo di San Ciro e la ripulitura dell’orto dell’ex Orfanotrofio, seguendo il sacro motto “ieri in guerra, oggi in pace, sempre utili alla Patria”, dove la Patria, oltre ad essere identificata nell’Italia da essi servita e amata, può essere trovata ovunque qualcuno abbia bisogno di un aiuto concreto e schivo. Vi è anche un momento in cui gli Alpini di Penne coniugano convivialità e solidarietà, e ciò avviene in occasione della tradizionale cena che ha luogo l’ultimo sabato di ogni mese: oltre a ritrovarsi a tavola e a cantare canzoni ormai entrate nella storia patria, come la leggendaria “Era una notte che pioveva”, Bruno Ricci, il Capogruppo Antonio De Febis, il Vicecapogruppo Luciano Bifari e gli altri si impegnano per cause di volta in volta diverse; ad esempio, nel corso della cena tenutasi il 28 gennaio scorso, è stata promossa una raccolta fondi per contribuire all’acquisto del macchinario New Health 9000, rivoluzionario nella cura del diabete, presso il reparto di Nefrologia e Dialisi di Penne, diretto dal dottor Mario Liani, che per primo ha creduto nelle potenzialità del nuovo strumento . La somma raccolta è stata consegnata direttamente al dottor Liani, per l’occasione presente alla cena, il quale ha ringraziato sentitamente gli Alpini pennesi per la sensibilità e la generosità dimostrate. Tra le prossime iniziative del Gruppo Alpini di Penne ci pare giusto segnalare il gemellaggio con i Gruppi di Leonessa, di Orsogna e dell’Aquila, dal momento che la maggior parte degli Alpini abruzzesi ha prestato il servizio militare nel 9° Battaglione Alpini “L’Aquila”, il cui motto è “D’aquila penne, ugne di leonessa”, motto che fu coniato dal D’Annunzio. La cerimonia avrà luogo il 30 Giugno e l’1 Luglio 2012, e nell’occasione verrà posto un cippo in via Battaglione Alpini L’Aquila. Il soggetto della stele sarà determinato da un concorso al quale parteciperanno gli alunni dell’ormai ex Istituto Statale D’Arte di Penne, ai quali, nel corso dii una conferenza pubblica tenutasi l’1 dicembre scorso, i soci del Gruppo Alpino di Penne hanno illustrato la storia e lo spirito del Corpo. A 150 anni dall’Unità d’Italia, lo spirito che consentì imprese eroiche, e di cui leggiamo in classici della letteratura , può essere ritrovato in molti nostri conoscenti, e costituire un esempio per il nostro Paese per rialzarsi con orgoglio ancora una volta. di Alessio Turchi 38 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 39 NOVITA' EDITORIALE 1062, miracolo a pescara di Candido Greco Riflettendo e pensando di Virginia Bompensa LORETO APRUTINO - Ci siamo ritrovati in uno dei nostri tanti pomeriggi invernali, quando qui a Loreto fa scuro anche per giocare a Briscola, a pensare che ormai il giornale, almeno quello cartaceo, non lo legge più nessuno. Tantomeno i ragazzi. Ebbene si, con tutti i nostri Iphone, Blackberry, Ipad e robe simili noi non sappiamo più leggere. Allora ci è venuta l’idea di creare un pagina sul nostro mensile locale rivolta a tutta quella fazione di persone che proprio non lo aprono mai. Ci piacerebbe tanto coinvolgervi in questa pagina, per una volta vorremmo farvi provare la gioia dello sfogliare il giornale e sentire quel buon profumo di stampa, la carta liscia sotto le dita, farvi provare quelle emozioni che non possono dare ne’ gli “smarphone”, ne’ i “computer”. Questo ci aiuterà a crescere con una consapevolezza maggiore, ci aiuterà a partecipare alla vita cittadina. E allora costruiamo noi a piccoli passi una nuova Loreto, che non sia quella che vive solo sotto il raccolto delle olive ma anche in quel momento, che ci dia la possibilità di andare fieri delle nostre origini e che ci faccia morire dal ridere quando ci danno dei “campagnoli”. Questo è patriottismo, vita politica, cultura. Se fosse un romanzo comincerebbe così: “…camminava celere lungo una delle tante vie del paesino, lasciava che i capelli le frustassero il viso come nei film anni cinquanta, con il suo vestito a pois e le labbra tinte di rosso. A San Pietro tirava sempre quell’arietta fredda, per questo si coprì la gola veloce, prima che il venticello le rubasse la voce…”. Abbiamo pensato che il modo migliore per iniziare sia parlare della parte più antica della nostra cara Loreto, quella che ormai non ha più vita. Tant’è che noi non l’apprezziamo più. Sarà che per noi ormai è anche monotona, abituale, reiterata. Noi non ci gustiamo più quel buon odore che proviene dalle finestre socchiuse la domenica mattina, il sugo che bolle da ore. La nuova generazione non conosce il vociare della folla che esce dalla Chiesa di San Pietro quando finisce la messa. O semplicemente le belle stradine che ormai sono malcurate, lasciandoci solo immaginare come fossero in passato. I turisti apprezzano tanto il nostro paese, disegnato da non so quale pennello, mentre noi lo denigriamo. Perché non sappiamo valorizzarlo. Le cose non le apprezziamo fin quando non le perdiamo, ed è questa la pura verità. È scomodo da dire, lo sappiamo. Ma noi in primis non ce ne interessiamo, i nostri governi non se ne importano, perché tanto sta lì in silenzio e non urla, no, il nostro centro storico se ne sta per fatti suoi senza dar disturbo a nessuno. Perché è facile ignorare le persone anziane che devono stare attente a dove mettere i piedi per paura di cadere, perché non ci interessa che la pavimentazione sia nuova, gl’edifici ristrutturati. E non sarebbe bello camminare per queste viuzze e vedere i mattoni puliti, i sampietrini a posto, i fiori alle finestre? Noi sappiamo che le nostre autorità, probabilmente, non considereranno questo articolo. L’hanno scritto due ragazzi, giovani. Ma invece vorremmo che proprio perché questo appello viene dalla nuova generazione, quella stanca di non vedere Loreto al meglio, arresa ad una realtà che è quella del menefreghismo più totale, a cambiare le cose. A renderle migliori. La nostra storia, le nostre origini, contano molto perché stabiliscono quello che saremo in futuro. Convinti che sia importante urlare che a noi non ci sta bene questa politica, che noi a Loreto ci teniamo come alla nostra famiglia, vi lasciamo con la speranza e i buoni propositi per l’anno nuovo. La speranza è l’ultima a morire, in fondo. (foto Fortunato Di Rocco) In concomitanza, quasi, con la Santa Pasqua 2012 le Edizioni Tabula Fati di Chieti hanno messo in vendita un volumetto snello di 80 pagine del costo di euro 7.00, intitolato Sagra della Città di Pescara, il cui autore è il novantenne poeta-scrittore Giuseppino Mincione, ben noto nel mondo della Cultura Italiana, vanto del nostro Abruzzo. L'argomento è condensato nel sottotitolo Il miracolo del Crocifisso del 1062 in Aterno-Pescara ed è svolto in forma drammatica “per vivacizzare la narrazione storica” in lingua latina tramandata dal vescovo teatino Attone I che fu “un attento cronista del miracolo” suddetto. I luoghi interessati dalla narrazione sono la scomparsa Chiesa di Santa Gerusalemme, già sinagoga degli Ebrei di Pescara; la Chiesa di S. Salvatore, anch'essa scomparsa; il Castello di Sette a Mozzagrogna presso Atessa, ancora esistente, sebbene interamente rifatto. Il miracolo, narrato in un antichissimo codice della Cattedrale di Chieti, fu ripreso dall'Ughelli nel Tomo VI della sua Italia Sacra (Roma 1659). Ma prima ancora lo ritroviamo nella sequenza di tredici strofe Salve, sanguis Christi che era in un codice chietino del XII secolo e che l'Autore ha riportato nel suo testo drammatico, al quale il M.o Antonio Piovano ha aggiunto la sua musica. La Sequenza citata, il cui originale è in latino, è riprodotta da Mincione in italiano, con la musica del Piovano. Il canto che apre e chiude l'opera teatrale “è un commento – dice il Maestro - alla rappresentazione. La musica, giudicata commovente e assai suggestiva, rispecchia il clima del Dramma Pasquale. Essa è affidata ad un coro all'unisono con un ritornello a due voci, il tutto sorretto da un armonium”. In foto: Copertina del libro di Giuseppino Mincione MOZZAGROGNA (CH): Castello di Sette, residenza del Conte Trasmondo III PESCARA: La Chiesa di Santa Gerusalemme ridotta ad Arco di Porta prima dell'abbattimento. 40 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina Polacchi unisce il comune Il vate del Risorgimento e l’unità d’Italia di Candido Greco A Penne Maggioranza ed Opposizione non sono d’accordo su niente. L’ho potuto costatare nella seduta del Consiglio Comunale del 17.XI. 2011, presenti quindici consiglieri su diciassette. Su un solo ordine del giorno si è votato concordi e favorevolmente: la presa d’atto di quanto era stato fatto dalla passata e dalla nuova Amministrazione Comunale sul 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Non poteva succedere diversamente in una Città che ha avuto tre martiri nel 1814 ed otto nel 1837, morti per la redenzione della Patria, e tanti galeotti – tra questi Clemente De Caesaris - lasciati marcire per lunghi anni nelle prigioni borboniche per sradicare in loro gli ideali repubblicani che sono oggi alla base della nostra società. Tanto più necessaria la suddetta presa d’atto in quanto nelle celebrazioni s’era agito senza poter lasciare traccia documentaria sia per la fase subentrata delle elezioni e delle consegne, sia per il posto vacante del segretario comunale. Dunque tutti d’accordo sulla nostra Cultura e sulla nostra Storia, e nel nome di un grande cittadino pennese, Luigi Polacchi, che per il suo canto epico nazionale è il Vate del Risorgimento Italiano. Se non avessimo messo nero su bianco, tutto quanto era stato fatto dalla cittadinanza compatta (Chi può dimenticare il lunghissimo corteo ai monumenti dei martiri della Villa S. Francesco e di Via S. Spirito?) avrebbe rischiato di cadere presto nell’oblio, tanto più che la stampa pescarese non solo ha ignorato abbondantemente le manifestazioni pennesi e le pubblicazioni uscite da noi, ma in qualche caso e in qualche rivista ha giocato di falso, spacciandolo per verità, riconfermando in tempi di repubblica le bugie che i monarchici dell’epoca erano costretti a divulgare per giustificare la loro completa inazione nella liberazione del Regno Meridionale. Nella Delibera del 17 novembre c’è un sunto di quanto è stato fatto in Città per il 150° Anniversario espresso in questi termini nella Premessa alla Delibera Premesso che in occasione delle Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, la precedente Amministrazione, a guida del Sindaco Donato Di Marcoberardino, in collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso “Diego Aliprandi De Sterlich” e, sotto la supervisione dello Storico Prof. Candido Greco, aveva avviato l’organizzazione di una serie di manifestazioni, sin dal novembre 2010 che si sono concretizzate a) in una Conferenza sul tema Clemente De Caesaris patriota dell’Unità d’Italia (25.10.2010); b) in una Conferenza sul tema Clemente De Caesaris e la sua Poesia Carceraria:Vita, Opere e Lotta per l’Unità d’Italia e la presentazione della Ballata di Ninetta Delille, autore lo stesso Clemente De Caesaris (18.12.2010); c) in una Conferenza del Prof. Candido Greco sul tema Luigi Polacchi vate del Risorgimento Italiano nel corso della quale l’Oratore proponeva al Sindaco di fare omaggio al Presidente della Repubblica di una copia del Poema Nazionale degli Italiani ITALIDE di Luigi Polacchi (12.02.2011); d) In una manifestazione popolare (17.02.2011) concretizzatasi con Santa Messa in suffragio dei Martiri Pennesi del 1814 e del 1837; con la deposizione di una Corona d’Alloro al Monumento dei Martiri Pennesi del 1837 e alla Lapide dei Martiri del 1914; con un Concerto su musiche patriottiche eseguite dalle Corali Pulsar, Monte Camicia e gruppo del Liceo Scientifico Statale.... Nella sopra riportata Premessa è stato preso in considerazione il solo programma unificato del Comune e della Società Operaia, ma a dire il vero il 150° Anniversario è stato celebrato anche dalle associazioni culturali e musicali con iniziative singole (Auser, Corale Monte Camicia, Pulsar, Scuola Musicale “Le Muse”, ecc.) e interventi di relatori venuti anche da fuori, tra i quali lo stesso prof. D’Alfonso, allora non ancora sindaco, proveniente dall’Università di Bologna, il prof. Cosimo Savastano di Castel di Sangro, il prof. Luigi Ponziani di Teramo. La Delibera citata continua, precisando come la nuova Amministrazione abbia concluso il programma iniziato dalla precedente, organizzando per il giorno 8 luglio 2011 una Cerimonia Ufficiale nel corso della quale il Comune di Penne, attraverso il Prefetto della Provincia di Pescara Dr. Vincenzo D’Antuono, ha fatto dono al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano: - del poema del Risorgimento racchiuso in un Cofanetto con i Volumi Italide (rilegati a cura del Comune di Penne con dedica al Presidente della Repubblica) composto dal poeta Luigi Polacchi (parte della raccolta Opera Omnia pubblicata sotto il nome di Organo, voll. III, IV e V, rintracciata presso gli Eredi Prof. Maria Antonia Polacchi e Dott. Gerardo Polacchi – stampata tra il 1965 ed il 1974/1975); - di una Medaglia Commemorativa dei Moti Repubblicani Pennesi del 1837.... coniata a cura della Società Operaia di Mutuo Soccorso “Diego Aliprandi De Sterlich”, disegnata dal Prof. Mario Costantini e fusa dal Prof. Roberto Antonacci della Sezione Metalli del Liceo Artistico di Penne. Prima della votazione, che riscuote l’approvazione unanime del Consiglio, il Sindaco sottolinea l’importante omaggio che il Comune di Penne ha fatto al Presidente della Repubblica, ovvero il poema patriottico scritto dal noto storico che è Luigi Polacchi e la medaglia rievocativa dei moti del 1837, oggetti che hanno alto valore storico ed artistico. Tra l’altro, conclude il Sindaco - il Presidente della Repubblica circa un mese fa ha ringraziato ufficialmente il Comune di Penne e questa circostanza è stata oggetto di una recente comunicazione del nostro Presidente del Consiglio. Bianchini, a nome di tutta l’Opposizione, annuncia la votazione favorevole. A titolo personale rivela che la sua famiglia dopo la guerra ospitò la famiglia di Luigi Polacchi, poeta del quale bisogna riconoscere il gran valore, come è stato ricordato dal Sindaco, anche se molti non ne hanno capito l’importanza. Nonostante l’attenzione portata su di lui in questi ultimi anni – e qui il consigliere me ne fa merito citandomi – egli auspica che in futuro possano esserci altri incontri su questo personaggio importantissimo per Penne, che si ponga più enfasi sulla sua attività di storico e di poeta e che l’Amministrazione sia più incisiva nell’esprimere il suo interesse per lui. www.lacerbaonline.it 41 da Antonio e Claudia LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it 43 LORETO APRUTINO (PE) - Via Cappuccini, sn tel. 085 9152009 Carni Confezionate carta fedeltà con vantaggi esclusivi Si ritirano buoni pasto Pane Caldo anche la sera Al vostro servizio dal lunedì al sabato con comodi orari compreso il giovedì pomeriggio Offerte valide dal 30 Marzo al 11 Aprile Uovo latte bimbo/bimba PERNIGOTTI Farina tipo OO BARILLA Colomba di Verona senza canditi BAULI o Colomba MOTTA Solo con g 150 kg 1 Solo con kg 1 € 2,99 (al kg €19,93) € 2,99 € Olio extra vergine CORICELLI Caffè LAVAZZA Qualità Rossa l1 € 2,99 0,59 g 250 x 2 € 4,99 (al kg €9,98) Parmigiano Reggiano DOP selezione AMBROSI € da c’è più 13,90 al kg Quanto vale un Paul Klee Paul Klee - http://www.artinthepicture.com di Berardo Lupacchini Quasi tutto il valore delle opere donate dal maestro Remo Brindisi. Al museo c’è un tesoro. Che però pochi conoscono PENNE – Forse i pennesi ignorano l’alto valore artistico e commerciale dei quadri esposti nel museo di Arte Moderna e Contemporanea, a due passi dal duomo, che chi risiede a Penne può visitare gratuitamente così come gli altri musei cittadini (apertura del MAMeC e dell’archeologico G.B.Leopardi: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30; il civico diocesano è chiuso perché danneggiato dal sisma e il sindaco ha parlato di un eventuale trasferimento). Al MAMeC vi sono opere di Remo Brindisi donate al Comune come quelle del mecenate romano Enrico Galluppi: valgono poco meno di un milione e mezzo di euro. Un dipinto in particolare è stato stimato 120 mila euro. Fa parte della pregiata collezione dell’intellettuale ed artista romano Enrico Galluppi che l’ha donata al Comune quand’era sindaco Lucio Marcotullio di cui era grande amico. La donazione Galluppi è stata valutata un milione 188 mila euro. Il suo pezzo di maggior pregio, un olio su tavoletta, 51 per 26 cm. di dimensioni, è dello svizzerotedesco Paul Klee, morto nel 1940, esponente di punta dell’astrattismo. Con i suoi 120 mila euro, è il pezzo economicamente più pregiato del patrimonio artistico ospitato dal museo. Di cui fanno parte, tra gli altri, un interessante olio su carta di Joan Mirò (80 mila euro), un olio su tela di Parigi, firmato da Maurice Iutrillo e Federico Zandomeneghi, del valore di 65 mila euro. E ancora: un “Ritratto di Enrico Galluppi”, un olio su tela del 1943 realizzato da Mario Mafai (40 mila euro) di cui sono ammirabili altri due lavori: una “Natura morta con la tuba”, olio su legno 1931-’32 del valore di 30 mila euro e un “Bozzetto Ripetta Lungotevere”, olio su legno compensato, del 1926 stimato 35 mila euro. In esposizione permanente anche un doppio lavoro di Michele Cascella, un Umberto boccioni (50 mila euro), un olio di Filippo De Pisis (35 mila euro), un Luigi Montanarini e un Giacomo Balla. Per quanto riguarda le serigrafie e le opere del pittore Remo Brindisi, che studiò all’istituto d’Arte “Mario dei Fiori” di Penne, vennero donate nel ’92 all’amministrazione comunale che ebbe in regalo anche qualcosa di Fedele, il padre di Remo, ebanista, al quale è intitolata una strada privata. Valgono tutte insieme 178 mila euro. Spiccano tre opere, tutte del 1991 (150 per 200), valutate 15.493 euro ciascuna e cioè: “Rianimazione”, “Meditazione” e “Frustrazione”. Altri lavori di Brindisi sono stati regalati dalla famiglia pennese di Biagio Di Fabrizio e Liliana Savini. La loro collezione privata, alimentata grazie alla storica amicizia con il maestro, morto nel 1996, arricchisce il museo in una sala dedicata a Davide, il figlio che perse la vita giovanissimo, nel ’94, in un incidente stradale. La donazione tocca quota 52.800 euro. “Venezia”, un olio su tela di 50 per 60, vale più di tutti i 24 pezzi donati: 6 mila euro. Gian Carlo Bojani e Rita Rava sono i curatori del museo, diretto da Laura Cutilli, ricavato al primo piano del palazzo nobiliare Castiglione-De Leone il cui valore stimato dall’ufficio tecnico comunale è di un milione e 283 mila euro: acquistato a 223 mila euro, la ristrutturazione è costata un milione e 60 mila euro. Cifre e descrizioni sono contenute nell’atto di conferimento in uso per trent’anni, voluto dall’amministrazione D’Alfonso, alla fondazione “Penne Musei ed Archivi onlus”. Al vertice del comitato scientifico, è stato nominato il professor Francesco Paolo Di Teodoro, pennese di origine, docente associato di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino. Del comitato fanno anche parte lo stesso Bojani, gli artisti Mario Costantini e Salvatore Fornarola, Andrea Pessina,sovrintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, e Antonio Quaranta, professore di Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Il consiglio direttivo del Musap invece è costituito di diritto dal sindaco di Penne ed è presieduto da Fernando Di Fabrizio, direttore della riserva regionale del lago di Penne. Ne sono consiglieri anche Nicola Mattoscio, presidente della fondazione PescarAbruzzo, Luigi Di Giosaffatte, direttore di Confindustria ed Antonio Bianchini, manager. Rocco D’Alfonso, il primo cittadino, ha annunciato una grande kermesse estiva sull’arazzeria pennese. In mostra le più importanti opere firmate da Fernando Di Nicola, scomparso qualche anno fa, e Nicola Tonelli, già docenti dell’istituto d’Arte i quali diedero vita negli anni ’60 ad una vera eccellenza artistica, fondando quel laboratorio di arazzeria così ben tanto conosciuto. 44 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina www.lacerbaonline.it Campionato Regionale KICK BOXING Domenica 19 febbraio presso la Palestra Comunale di Rosciano (PE) si è svolto il Campionato Regionale Kick Boxing Kombat League, organizzato dalla Società Ivanko boxing Team di Pianella. Tre Atleti della Vestina Karate Club di Penne Settore Kick Boxing hanno gareggiato nella Specialità Kick Boxing Light ed hanno conquistato risultati lusinghieri: Druca Valentin primo classificato categoria Kg 90; Calista Nicolò secondo classificato ca- tegoria Kg 65; Fidanza Maurizio terzo classificato categoria Kg 75 (foto in allegato). Considerato i notevoli successi riscontrati anche in termini di iscritti al Settore Kick Boxing, il Coordinatore della Vestina Karate Club Emilio Ermano, unitamente ai Collaboratori del Settore Kick Boxing Di Marcoberardino Marco e Cirone Silvio prevedono l’organizzazione di una manifestazione promozionale di Kick Boxing a Penne periodo maggio – giugno. Emilio Ermano Maestro e Cintura Nera 4° Dan di Kick Boxing spiega in sintesi la Kick Boxing uno sport affascinante che sempre più attrae i giovani e con un incremento notevolissimo di partecipanti soprattutto da parte di ragazze. La Kick Boxing è uno sport da com- battimento che combina le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato inglese. Esistono varie versioni sportive per la kickboxing, ognuna caratterizzata da una serie di regole che riguardano il combattimento e l’impostazione tecnica e tattica dei partecipanti: Semi-contact; Light-contact; Full-contact. Semi-contact “contatto limitato”, è una formula della kickboxing che prevede un combattimento non con- tinuato a punti. Poiché il contatto deve essere necessariamente limitato o controllato, richiede soprattutto doti specifiche di rapidità, prontezza e velocità. I due atleti combattono su di un tatami e si trovano uno di fronte all’altro posti ad una certa distanza mantenendo una posizione di guardia laterale rispetto all’avversario. Il semicontact, facendo un paragone con altri sport, potrebbe essere definito come lo “scherma” della kickboxing. Light-contact che letteralmente significa “contatto leggero”, ma è inteso anche come “contatto controllato” ed è una formula della kickboxing che prevede un combattimento continuato a punti. Come nel semi-contact, il contatto deve essere necessariamente limitato o controllato, e privilegia soprattutto le doti specifiche di esecuzione tecnica e di pulizia dei colpi che vanno eseguiti con scioltezza e velocità, privilegiando la tecnica alla forza. Poiché nel light-contact non è previsto il K.O., la vittoria è perseguibile soltanto accumulando più punti dell’avversario e in caso di parità si va ad un cosiddetto “extra-time”, cioè un terzo round che è come se fosse il “tempo supplementare” nelle partite di calcio. Kick-light esiste infine una versione del light-contact, definita Kick Lightcontact o Kick Light, che aggiunge alla tradizionale formula del light-contact la possibilità di colpire con i low kick, cioè con i calci circolari bassi nella parte interna o esterna del quadricipite: l’unico tipo di calcio che si può eseguire al di sotto della cintura. La differenza con il tradizionale lightcontact è che nella kick light le distanze si accorciano ulteriormente e l’atleta necessita di una prontezza e di una mobilità maggiore per evitare i pericolosissimi calci portati sotto la cintura e sferrati nella coscia. Full-contact che significa “contatto pieno”, è la formula più impegnativa della kickboxing, e universalmente riconosciuta come la “formula principe” di questo sport. Prevede un combattimento continuato e a pieno contatto LUCA RICCI Campione Regionale Kumite FIJLKAM e infatti, a differenza del semi-contact e del light-contact, il contatto va portato con forza e potenza, privilegiando, appunto, la forza e l’incisività dei colpi, che tuttavia devono essere portati in maniera pulita e precisa. Il full-contact richiede una preparazione decisamente dura da parte dell’atleta, il quale è chiamato ad affrontare un tipo di combattimento che stavolta prevede il K.O. pertanto a differenza del semi e del light-contact, dove la vittoria è perseguibile esclusivamente accumulando più punti dell’avversario, nel full per prevalere sull’avversario è possibile provocargli un danno talmente eccessivo (ad esempio un violento colpo nel fegato) che provoca l’impossibilità da parte di questi di proseguire il match. Ennesimo titolo conquistato da Luca Ricci classe 1994. L’Atleta della Vestina Karate Club sabato 17 marzo si è laureato Campione Regionale di Kumite Kg. 70 classe Juniores al Campionato Regionale Karate specialità Kumite svoltosi a Lettomanoppello e organizzato dal Comitato Regionale Abruzzo FIJLKAM (unica federazione ufficiale con potere giuridico e membro delle federazioni del CONI per il Judo, la Lotta, il Karate, il Ju Jitsu e il Metodo Globale Autodifesa). Luca si è anche qualificato per il Campionato Italiano Juniores che si svolgerà il 21 e 22 aprile ad Ostia. Il Presidente della Vestina Karate Club Rossana Ergotino così commenta: siamo veramente soddisfatti dei risultati dei nostri iscritti, il nostro vivaio è formato da tanti ragazzi e ragazze seri sia in palestra durante gli allenamenti che fuori. Comportamenti che rafforzano la nostra convinzione che attraverso gli insegnamenti di queste discipline che vedono nello studio l’apprendimento delle tecniche di combattimento che in altri tempi permettevano la sopravvivenza, oggi diventati sport, formano il carattere, permettono di affrontare la vita con più sicurezza, danno forza interiore oltre che fisica e modellano il corpo in maniera naturale. 45 46 www.lacerbaonline.it LACERBA Periodico politico culturale sportivo dell’area vestina DIMAGRIRE: SPORT A BASSA O ALTA INTENSITÀ? CONSUMARE GRASSI O CALORIE? di Mirko Di Pietro* Bassa o alta intensità per dimagrire? Molti consigliano di praticare sport a bassa intensità per dimagrire, poiché il consumo di grassi è maggiore. Purtroppo, nella maggior parte dei casi questo consiglio è devastante poiché vanifica ogni sforzo e inchioda il soggetto nella condizione di partenza. Quando svolgiamo le normali mansioni quotidiane utilizziamo soprattutto i grassi come fonte energetica: l’organismo conserva i pochi carboidrati che ha di riserva per gli sforzi più intensi. Mano a mano che l’intensità dello sforzo aumenta, aumenta la percentuale di carboidrati che l’organismo consuma per ottenere l’energia richiesta, e parallelamente diminuisce la quantità di grassi bruciata, PERCENTUALMENTE. In linea di massima: Per attività molto blande (camminata) il consumo di grassi è del 90% sotto alla soglia aerobica, per andature intorno alla soglia aerobica il consumo di grassi scende al 50% circa, si scende circa al 20% per andature vicine alla soglia anaerobica, per passare al 5% quando si va “fuori soglia”. Ad andature ancora più veloci, l’organismo consuma solo carboidrati (ma lo sforzo può essere mantenuto solo per qualche decina di secondi). In base a questi ragionamenti, molti allenatori consigliano i propri clienti di praticare a livelli inferiori alla soglia aerobica (120-140 battiti al minuto) in modo tale da bruciare molti grassi. Questo fa gioco agli allenatori anche perché molti clienti non tollererebbero la fatica di un allenamento davvero allenante, e quindi sono ben felici di fare attività molto blande. Il cliente è contento, l’allenatore anche. Peccato che questo tipo di allenamento ottenga dei risultati molto deludenti (il cliente non dimagrisce)! QUELLO CHE CONTA SONO LE CALORIE Lo scopo principale dell’attività fisica è quello di consumare calorie. L’unico modo per dimagrire, infatti, è quello di consumare più calorie di quelle che si assumono. Il fatto che provengano da carboidrati o da grassi è secondario: l’organismo è in grado, infatti, di trasformare i carboidrati in grassi e quindi se noi consumiamo 200 kcal di grassi e poi li reintegriamo sottoforma di carboidrati, l’organismo li trasforma in grassi e li va a riposizionare nello stesso punto di prima. Se al contrario consumiamo 500 kcal di carboidrati e ne reintegriamo solo 200 con l’alimentazione, l’organismo avverte che le scorte di carboidrati sono carenti e inizierà a risparmiarli... Sapete come? Bruciando più grassi! Quindi: è meglio consumare 500 kcal di carboidrati e reintegrarne solo una parte piuttosto che 200 kcal di grassi, e reintegrarle tutte. Morale della favola: carboidrati o grassi, si dimagrisce comunque, l’importante è consumare più calorie di quelle che si assumono con l’alimentazione. Come vedremo, tante calorie si consumano solo bruciando tanti carboidrati. BRUCIANDO GRASSI SI RIMANE SEDENTARI Se consideriamo i parametri fisiologici di un sedentario e di un soggetto allenato, scopriamo che il soggetto allenato ha una soglia aerobica molto più elevata rispetto al sedentario. Per esempio, il sedentario brucia tanti grassi finché cammina velocemente, ma se inizia a correre, inizia a necessitare dei carboidrati poiché il suo organismo considera una corsa molto lenta già come uno sforzo intenso. Il soggetto allenato, invece, può correre a 8 km/h pur rimanendo sotto alla soglia aerobica. Il sedentario è in grado di consumare 150 kcal in un’ora di camminata veloce, di cui il 50% di grassi (75 kcal), mentre il soggetto allenato (supponiamo pesi 70 kg) consumerà 560 kcal nello stesso tempo, di cui 280 kcal di grassi... Quattro volte tanto. Come fa il sedentario a diventare come lo sportivo? Solo facendo sport ad una intensità più alta (ad una intensità allenante) dove consuma soprattutto carboidrati! Se continua a praticare solo fitwalking in piano, oltre a consumare pochissime calorie e pochissimi grassi, non otterrà nemmeno alcun miglioramento sostanziale delle prestazioni. Ovvio che gli conviene l’attività intensa... Visti i risultati a lungo termine. A meno che il soggetto non abbia a disposizione 4 ore al giorno per allenarsi: allora consumerebbe 600 kcal... Ma chi ha 4 ore al giorno per allenarsi? Un’altro motivo per guardare con un sorriso di compiacimento chi vi propone attività “bruciagrassi” a bassa intensità. Non siete ancora convinti? Facciamo l’ultimo esempio. Prendiamo due soggetti di 70 kg ugualmente allenati: uno corre a 6 km/h e consuma il 50% di grassi, uno a 10 km/h e consuma il 20% di grassi. Il primo consuma in un’ora 420 kcal, di cui 210 di grassi. Il secondo ne consuma 700, di cui 140 di grassi. Meglio il primo? Non direi, visto che il secondo ha ben 300 kcal in più da spendere nell’arco della giornata. Non dimentichiamo mai che solo se le calorie assunte sono minori di quelle consumate si dimagrisce. Se gli allenamenti settimanali sono 3, il soggetto che corre veloce aumenterà il dispendio calorico di 900 kcal la settimana, l’equivalente di una pizza e una birra, il che renderà la dieta molto più fattibile e verosimilmente gli consentirà di dimagrire più in fretta e più facilmente. Quelle 70 kcal di grassi che il soggetto lento consuma in più verranno facilmente gestite dall’organismo grazie alle vie metaboliche di conversione dei nutrienti. LO SO, ALCUNI NON SARANNO CONVINTI NEMMENO ORA. CONCLUDO ALLORA DICENDO CHE IL NOSTRO FISICO NON È STUPIDO: SE CONSUMIAMO TANTI CARBOIDRATI E NON LI REINTEGRIAMO (PERCHÉ SEGUIAMO UN’ALIMENTAZIONE È IPOCALORICA), LE NOSTRE PRESTAZIONI DIMINUISCONO. SOLO SE LE SCORTE ENERGETICHE SONO AL MASSIMO POSSIAMO ANDARE AL MASSIMO. QUINDI, UN SOGGETTO A DIETA NON PUÒ ALLENARSI COSÌ INTENSAMENTE DA CONSUMARE SOLO CARBOIDRATI, L’ORGANISMO AUTOMATICAMENTE GLI CONSENTIRÀ SOLO ANDATURE PIÙ BLANDE, DOVE IL CONSUMO DI GRASSI È MAGGIORE *LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE E CHINESIOLOGO ESPERTO IN ATTIVITA MOTORIE PER BAMBINI ISTRUTTORE DI SPINNING, WALKING E FITNESS